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 <title>Davide's thoughts</title>
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 <updated>2015-07-05T10:41:46+00:00</updated>
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   <name>Davide Taviani</name>
   <email>me@davidetaviani.com</email>
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   <title>La banalità della violenza</title>
   <link href="/2013/06/03/la-banalit-della-violenza/"/>
   <updated>2013-06-03T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2013/06/03/la-banalit-della-violenza</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Ri-posto qua, direttamente dalla bacheca di Facebook di una mia cara amica, un suo status:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Ho passato una notte in questura per denunciare una violenza su una donna. Denunciare un reato. Un grave reato, un atto ingiustificabile, un atto a cui consegue il coraggio di chi l&#39;ha subìta di farsi sentire, di dare voce a ciò che è successo. Non si può essere omertosi davanti a questo, non esiste.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ricevo la telefonata di J. Alle 19.20, in lacrime “posso venire da te???”
J. non chiama mai, mi aveva invitato a cena quella sera, stavo preparandomi e vedendo la sua chiamata ho capito. Sesto senso? Non so. In fondo lo sapevo che era successo qualcosa di più di qualche insulto. E&#39; successo quello che nessuno immaginava, perché di parole pesanti ne sono volate molte verso J. questi ultimi mesi, di insulti al suo Paese e alla sua gente anche, senza un reale motivo, solo perché era una coinquilina africana, una che qui in Italia studia e lavora, sa il fatto suo, non si fa trattare come una poveraccia da quegli ignoranti che immaginano la donna africana pestata e picchiata dal marito. J. ha subìto la prepotenza di un coinquilino che la ossessionava perché “il pavimento non è pulito abbastanza bene” o “è vietato avere ospiti in casa” o “cosa usi la lavatrice che in Africa non avete nemmeno l&#39;acqua!”.
J. sopporta, ci convive da solo due mesi, va avanti con la sua vita, ignora le provocazioni, sta nella sua camera e lascia cadere le accuse, rispondendo a tono al momento e poi lasciando l&#39;inquilino inveire contro la sua porta chiusa. J. mi racconta da mesi di questi problemi, estenuanti, ma sappiamo entrambe cosa significa per una ragazza straniera, di colore, cercare un posto letto/singola a Bologna. Ci abbiamo impiegato ben 3 mesi per cercarne uno, sotto la pioggia, con la neve, ma la risposta era sempre “ti faremo sapere”, “ah ma sei straniera, non sembrava dalla voce al telefono” o “adesso dobbiamo vedere altra gente per qualche giorno”. J. aveva bisogno subito di un posto, aveva i soldi alla mano, non voleva rubare, disturbare nessuno, voleva solo una stanza in cui avere la sua tranquillità. E dopo 3 mesi l&#39;ha trovata, nel giro di un&#39;ora. E da lì sono iniziati i veri problemi. Accuse infondate sul personale per motivi futili, e ieri la violenza.
J. stava cucinando un piatto tipico del suo Paese per me e un&#39;altra amica a base di pomodoro, il suo coinquilino non sopportava l&#39;odore di spezie e dopo uno scambio verbale fatto da insulti verso lei e risposte di J., ecco la sedia lanciatale nella schiena mentre era ai fornelli. Poteva rovesciarsi la salsa bollente addosso, ustionarsi. Ha sentito un dolore atroce. J. si è precipitata verso il telefono per chiamare i Carabinieri e lui le ha sferrato due pugni sul torace e sul seno. Le ha urlato contro “Negrona di merda chiama pure i Carabinieri che nel tuo Paese le donne sono abituate ad essere picchiate”.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E qui inizia un&#39;altra storia, quella dell&#39;intrico burocratico che una persona che subisce violenza deve affrontare, dopo essere stata già vittima, si deve letteralmente “arrangiare”.
J. chiama i Carabinieri che le dicono “Si arriviamo”. Passa mezz&#39;ora. Nessuno si vede. Richiama. “Signorina ha bisogno di un&#39;ambulanza?” “No! Voglio denunciare” “Bene allora vada al più vicino posto di comando di polizia a farlo, non è più in pericolo se la lite non è in corso, non veniamo”. J. scioccata corre da me. Andiamo al PS, cerchiamo il posto di polizia che c&#39;è dentro al Ps. Chiuso, siamo fuori orario. FUORI ORARIO? Ma scherziamo? Ci sono orari per subìre violenza? Pazzesco.
Andiamo alla Questura in centro, “fortuna che abbiamo solo due persone davanti a noi” ci diciamo. Siamo tutti insieme nello stesso stanzone, chi ha perso il cellulare, chi la postepay, chi la bicicletta e c&#39;è anche J. con le lacrime ancora che le rigano il volto dallo spavento. La violenza sulle donne deve attendere. Non ha priorità, non ha un intervento immediato, una presa in carico privilegiata, no. Attendiamo ben 3 ore prima di essere ricevute. Eppure c&#39;era poca fila. C&#39;erano molti poliziotti in divisa che chiacchieravano e ridevano fuori dalla Questura, c&#39;era un solo sportello aperto. Veniamo accolte, il poliziotto, completamente ignorante in italiano, ci impiega un&#39;ora per scrivere una pagina Word di verbale. Un&#39;ora di correzioni al pc per grammatica, punteggiatura, tempi verbali. Siamo allibite. Dice “Era meglio andare prima al PS ragazze per avere il referto, così cambiava la gravità dell&#39;accusa. In questo modo dovete andare al PS e ritornare. Va bene?” Si. Cazzo, vogliamo denunciare questo bastardo, si può? Parte la denuncia. Rileggiamo il verbale correggendo il poliziotto, altra mezz&#39;ora impiegata per la correzione.
J. va in PS, il medico le dà una prognosi di 8 giorni. Oggi torna in Questura per portare il referto, un maresciallo le dice “Ma come mai sei venuta? Da te le donne non vanno a denunciare”.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;No, una violenza subìta non la si può capire. La violazione del tuo corpo, lo sfregio, l&#39;umiliazione di qualcuno che si permette di toccarti, di farti del male, di ferirti. Pubblicità, manifesti, attenzione su questo tema e poi cosa ci si aspetta? Ore di fila in Questura, i Carabinieri che non mandano una pattuglia per verificare le condizioni dell&#39;aggressore, un sistema che ti sballotta di qui e di là tra denunce, avvocati, medici, e quant&#39;altro. Subìsci violenza e poi subìsci le leggi dello Stato nel quale sei. Io mi immagino che al primo avviso del “qualcuno mi ha picchiato” ci sia una protezione, un comando di polizia che arriva sul posto e prende il tipo, lo allontana da me, lo ferma, lo porta in questura per verifiche, e invece no. Il tipo ora è comodamente in casa a pranzare e guardare il telegiornale. Mi aspetto che in Questura non ci sia gente che ride e scherza mentre una donna è stata aggredita e aspetta il suo turno in sala d&#39;attesa. Mi aspetto che in un cazzo di Paese come il mio non esista il maresciallo che ti fa la battuta sulle donne del tuo Paese, senza sapere nulla di te e da dove vieni.
J. ha avuto coraggio, ha avuto amici che l&#39;hanno sostenuta ieri e lo faranno, andrà fino in fondo. Lei, che qui non ha famiglia, fratelli, cugini, nessuno, se non quei pochi connazionali sparsi in Italia, qualche amico in città e quella forza che davvero la sua vita le ha dato, non si arrende. E così OGNI DONNA dovrebbe fare, al primo ceffone, al primo dito alzato, alla prima aggressione. Basta anche solo una volta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;“La violenza sulle donne non ha confini...e spesso ha le chiavi di casa”.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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   <title>Vidalia and the Unity system tray</title>
   <link href="/2012/11/12/vidalia-and-the-unity-system-tray/"/>
   <updated>2012-11-12T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/11/12/vidalia-and-the-unity-system-tray</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;I am definitely going to talk soon about &lt;a href=&quot;http://torproject.org&quot;&gt;Tor&lt;/a&gt;, somewhat profusely. For now, be satisfied of this mini HOWTO.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I quite recommend the usage of &lt;a href=&quot;https://www.torproject.org/projects/torbrowser.html.en&quot;&gt;Tor Browser Bundle&lt;/a&gt;, (if you don&#39;t know what is it, go immediately and take a look at its awesomeness!), but I discovered that a very small tweak is necessary in order to have the best possible experience when using Ubuntu with Unity.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In particular, I discovered that when I ran from the terminal&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;code&gt;./start-tor-browser&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(I am not using repositories, just the plain .tar.gz downloaded from the Tor website), the vidalia window correctly opened (also in the sidebar), but if I accidentally closed it, there was no way to get it back, that I know of. The problem was (is, actually) caused by the Unity policy of forbidding icons in the system tray, unless they are &lt;em&gt;whitelisted&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So, in order to get our beautiful Vidalia icon, we have to proceed to whitelisting it.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;For the hardcore people that love the terminal (of course, props to you!) it is quite simple, and I recommend following &lt;a href=&quot;http://askubuntu.com/questions/35076/how-do-i-whitelist-truecrypt-to-show-in-the-indicator-area&quot;&gt;this nice guide on askubuntu&lt;/a&gt;, although that it was conceived for &lt;em&gt;truecrypt&lt;/em&gt; it is still valid: instead of &lt;code&gt;truecrypt&lt;/code&gt; just put &lt;code&gt;vidalia&lt;/code&gt;. As a side note: if are not yet using truecrypt and Full Disk Encryption, take into consideration of making it one of your New Year Resolutions (cf. the last year &lt;a href=&quot;https://www.eff.org/deeplinks/2011/12/newyears-resolution-full-disk-encryption-every-computer-you-own&quot;&gt;New Year&#39;s Resolution: Full Disk Encryption on Every Computer You Own&lt;/a&gt;!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Otherwise just open &lt;code&gt;dconf-editor&lt;/code&gt; (either by launching it from terminal, or by looking for it in the Unity Dash) and look for &lt;strong&gt;desktop.unity.panel&lt;/strong&gt;, as shown in the image below&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt; &lt;img style=&quot;margin-left:auto;margin-right:auto;display:block;&quot; src=&quot;http://i.imgur.com/wFJNUl.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;edit the value and append &lt;code&gt;vidalia&lt;/code&gt;, as shown in the image.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;Et voilà&lt;/em&gt;, now when you start the Tor Browser Bundle from the terminal, you will notice the desired onion icon in your Unity system tray.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;And enjoy your anonimity, while you still can.&lt;/p&gt;
</content>
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   <title>La scoperta dell'acqua calda</title>
   <link href="/2012/10/15/la-scoperta-dellacqua-calda/"/>
   <updated>2012-10-15T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/10/15/la-scoperta-dellacqua-calda</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;A quanto pare sembra &lt;a href=&quot;http://www.tuttogreen.it/il-ritorno-delle-navi-a-vela-diventano-cargo-ecologici/&quot;&gt;si stia valutando&lt;/a&gt; di usare un mezzo di propulsione alternativo per le navi, &lt;strong&gt;il vento&lt;/strong&gt;.
Attenzione, se continuiamo di questo passo potrebbe addirittura saltar fuori che esiste un mezzo di locomozione cittadino che non consuma, non inquina, ma addirittura fa bene, la &lt;strong&gt;bicicletta&lt;/strong&gt;. Oppure che ne so, verrà fuori qualcuno a dire che esiste un modo nuovo per riprendersi più in fretta dalle malattie, tipo bere il latte caldo o stare qualche giorno a letto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Insomma, salta fuori che le cose che il mondo ha fatto per generazioni e generazioni, non erano poi così male. Quello che contesto principalmente, comunque, è l&#39;alone di notizia che riguarda questa incredibile &quot;scoperta&quot;. Forse sono io un po&#39; strano, ma non mi sembra che ci siano così tante alternative, visto il continuo diminuire delle scorte di combustibile fossile (e il conseguente aumento del prezzo), di guardarsi intorno a una delle risorse più &quot;free&quot; (in tutti i sensi) che esistano. Magari fra cinquant&#39;anni si ricordano anche dei mulini a vento, tanto per dire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In materia, propongo un esercizio utile ai fini dell&#39;immaginazione: la visione della nuova serie televisiva RevolutiON (che vede J.J. Abrams coinvolto in veste di produttore esecutivo, e si vede), che ipotizza un mondo in cui misteriosamente (e devo dire che questo richiede un notevole sforzo di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Sospensione_dell%27incredulit%C3%A0&quot;&gt;sospensione dell&#39;incredulità&lt;/a&gt; ) non c&#39;è più corrente elettrica. Un buon esercizio, dicevo, per immaginarsi alcune problematiche che potrebbero sorgere al termine dell&#39;energia come la conosciamo oggi (ciao ciao petrolio).&lt;/p&gt;
</content>
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   <title>Rallentate il web! Voglio scendere</title>
   <link href="/2012/10/11/rallentate-il-web-voglio-scendere/"/>
   <updated>2012-10-11T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/10/11/rallentate-il-web-voglio-scendere</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;So già dall&#39;inizio che questo post avrà un nonsoché di &lt;em&gt;hipster&lt;/em&gt;, ma fa lo stesso. Qualcosa à la &lt;em&gt;things were cool before they were &quot;cool&quot;&lt;/em&gt;, o qualcosa del genere.
Sì, sto parlando del web, o perlomeno di quello che sta diventando oggi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Avevo in mente di scrivere un post dai toni un po&#39; moralistici, ma in realtà l&#39;idea non era poi questo granché. Probabilmente non sono così bravo  a fare le ramanzine, quindi è meglio che questo post parli di me. Le cose personali funzionano sempre meglio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Onestamente, sono abbastanza disgustato da quello che sta succedendo negli ultimi anni/mesi: con l&#39;abbattimento delle barriere tecnologiche una grande fetta della popolazione, non particolarmente &lt;em&gt;sveglia&lt;/em&gt;, è approdata a internet (grazie, Facebook -.-&#39;); di per sé non è per niente un problema (non bollatemi come &lt;em&gt;snob&lt;/em&gt;!), se non fosse che c&#39;è sempre chi se ne approfitta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parliamo un po&#39; di come Facebook abbia cambiato/stia cambiando la nostra percezione di privacy personale, insieme ad un altro paio di cosette. Fate un piccolo sforzo di immaginazione e pensatevi dieci anni fa: andate ad una festa, c&#39;è qualcuno che scatta foto (c&#39;erano già le fotocamere digitali, semplicemente non essendo in &lt;strong&gt;ogni&lt;/strong&gt; telefonino, non ce n&#39;erano così tante in giro). Immaginate che il giorno dopo, tutte queste foto siano online, visibili a tutti, senza che a voi nessuno abbia chiesto niente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cosa avreste pensato dieci anni fa? Sono convinto che avreste storto il naso, perlomeno. Eppure è quello che succede oggi, quotidianamente (o quasi) a ognuno di noi (o se non altro, alla stragrande maggioranza). Ma questo è solo un piccolo esempio (ho pretese di lanciare qualche input, mica di fare un discorso lungo, completo e articolato) di come in realtà noi &lt;em&gt;stiamo essendo vissuti&lt;/em&gt; (oddio come suona male! Mi piace di più l&#39;inglese &lt;em&gt;we are being lived&lt;/em&gt;) dal web.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E io sono uno che ha sempre cavalcato l&#39;onda in questo: c&#39;è un nuovo sito che sembra carino? Registriamoci! E ora non ho idea di quanti servizi web, di quante persone abbiano accesso ai miei dati. E anche alle mie password, tanto per dire. (Sì, so che è unicamente colpa mia, ma &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; ho una password diversa per ogni servizio. Penso di fare come la maggior parte della popolazione che ha un pool limitato di password, e che le ricicla più o meno sempre.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sarà che sto facendo il corso di &lt;em&gt;cryptology&lt;/em&gt;, ma sto cominciando a svegliarmi, per quanto riguarda la sicurezza. In realtà non è che abbia avuto un&#39;epifania riguardo a qualche tecnicismo (la maggior parte dei servizi web &lt;em&gt;mainstream&lt;/em&gt; usano connessioni criptate in maniera decente), ma più come &lt;em&gt;modus vivendi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per assurdo sto pensando che Richard Stallman non sia così tanto fuori (o perlomeno, non per &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i motivi del mondo). Chimatemi &lt;em&gt;control freak&lt;/em&gt; in erba, se volete.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ne parlavo ieri con &lt;a href=&quot;http://rubbo.li&quot;&gt;Enrico&lt;/a&gt;, dopo una discussione avuta con &lt;a href=&quot;http://kalamun.org&quot;&gt;Roberto&lt;/a&gt; riguardo alla mail (se tenerla su DreamHost, o usare Gmail). Si tratta sempre e comunque di fare un compromesso con qualcosa. Vuoi l&#39;interfaccia Gmail e la possibilità di avere accesso ovunque ai servizi Google? Allora puoi rinunciare al completo anonimato. Per quanto Google non sia &lt;em&gt;evil&lt;/em&gt; (e io voglio davvero crederci), i dati li raccoglie e li elabora, senza ombra di dubbio. Vuoi avere questi vantaggi nel mobile? Allora rinuncia anche ad avere privacy riguardo agli spostamenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una cosa che mi ha terrorizzato incredibilmente, e che ho scoperto da quando ho acquistato il mio primo tablet Android (il Google Nexus 7) è la funzionalità &quot;&lt;em&gt;location history&lt;/em&gt;&quot; (che ho abilitato io, ma non è questo il punto). In pratica, ieri sono andato all&#39;università alle 10 e sono tornato a casa alle 13:34. Il tablet aveva il GPS acceso e ha monitorato i miei spostamenti passo passo (in realtà non proprio passo passo, con un &lt;em&gt;poll/update&lt;/em&gt; ogni tot minuti, per risparmiare batteria). E ora tutte queste informazioni sono tranquillamente disponibili dal mio account Google, ovvero sul web.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se tutte queste informazioni rimanessero dentro il tablet, cioè se rimanessero &lt;strong&gt;mie&lt;/strong&gt;, non avrei troppi problemi. Mi piacerebbe avere più informazioni su di me (una volta nella mia homepage diceva &quot;maniaco del self-tracking&quot;, era decisamente pretenzioso ma l&#39;idea di fondo c&#39;era), ma il fatto che non siano in mio controllo, non lo mando giù.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma questa è l&#39;idea di fondo di Google, Apple e Facebook. Un rapporto che vada al di là della fisicità dell&#39;oggetto (computer, tablet, smartphone), una vera e propria esperienza (mica a caso si parla di &lt;em&gt;Apple/Google/Facebook/Windows experience&lt;/em&gt;, con la Microsoft che si è aggiunta ieri a questa lista, annunciando di voler fare anche l&#39;hardware dei propri computer, proprio come fa la Apple, e sta seriamente prendendo in considerazione di mettere una sorta di lucchetti al boot, in modo da impedire di installare Linux sui computer che avevano Windows 8, o qualcosa del genere): tu mi dai i tuoi dati e io ti fornisco servizi che possano farti stare meglio (vedi Google Now, tanto per dire); in realtà però sei obbligato (nel bene e nel male) a fare quello che dico io.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E questo è quello che dovrebbe un po&#39; spaventarci, ma più che altro farci fare un esame di coscienza, e chiederci se davvero vogliamo metterci alla mercé di qualcun altro. E non si tratta di famiglia, parenti o amici, ma di perfetti sconosciuti che vogliono, fondamentalmente, guadagnarci.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come ho detto si tratta sempre e comunque di un compromesso: dobbiamo chiederci &lt;strong&gt;cosa&lt;/strong&gt; vale la pena. C&#39;è qualcosa a cui possiamo tranquillamente rinunciare? Un altro discorso, che prima o poi farò, è il fatto che in realtà potremmo rinunciare a quasi tutto e riprenderci in mano il nostro tempo seriamente. E scollegati dal web.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E peccato che cose come Diaspora muoiano. Abbiamo bisogno di strumenti &lt;strong&gt;degli&lt;/strong&gt; (nel senso di possessione e controllo) utenti. Prima che sia troppo tardi (suono fatalista, ma leggetevi un po&#39; di letteratura distopica, da Orwell a Huxley, tanto per dire).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Update&lt;/strong&gt;: Questa mattina ho ricevuto una mail da Google nella quale mi si ricorda che il mio cellulare sta inviando loro i dati relativi alla mia posizione, chiedendomi se io sia davvero sicuro di volerlo, altrimenti la disattivazione risulta semplice. Ecco, questo è il genere di atteggiamento che mi fa pensare che non siano evil, sotto sotto. Speriamo.&lt;/p&gt;
</content>
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   <title>Sieving: Go vs C - A more rigorous approach</title>
   <link href="/2012/09/13/sieving-go-vs-c--a-more-rigorous-approach/"/>
   <updated>2012-09-13T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/09/13/sieving-go-vs-c--a-more-rigorous-approach</id>
   <content type="html">&lt;h2&gt;Apology of a (soon to be) mathematician&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;A few days ago I wrote &lt;a href=&quot;/2012/09/09/sieving-go-vs-c/&quot;&gt;a post&lt;/a&gt; about a performance comparison between Go and C when using Erathostenes&#39; Sieve to find primes. After having (naively) submitted the post at &lt;a href=&quot;http://news.ycombinator.com/item?id=4499443&quot;&gt;Hacker News&lt;/a&gt;, somebody submitted the post on &lt;a href=&quot;http://www.reddit.com/r/programming/comments/zpf71/go_vs_c/&quot;&gt;/r/programming&lt;/a&gt;, where it caused quite a lot of debate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Most of the comments (I am also considering the ones made directly in this blog) were absolutely correct in criticizing my work. It was definitely not as accurate as I thought. Actually, it was so flawed that it showed &lt;strong&gt;false results&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Go is not (yet) faster than C.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Somebody correctly suggested that it not entirely correct to talk about speed of programming languages: Go and C are merely language, characterized by words and rules (not differently from italian or english). It&#39;s the implementation, or how the programs written in some language are translated in such a way that it can be interpreted and executed by a machine, that makes a difference in speed. Anyway, for sake of simplicity, I will keep on talking about Go vs C, instead of &quot;Go implementation&quot; vs &quot;C implementation&quot;; you know what I am actually talking about.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So, this was the first was the first flaw in my reasoning: I should have specified exactly which implementation of Go and C I was using.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;C: &lt;code&gt;gcc version 4.6.3 (Ubuntu/Linaro 4.6.3-1ubuntu5)&lt;/code&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Go: &lt;code&gt;go version go1.0.2&lt;/code&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Truth to be told, I have no idea of which implementation of Go I am using: I have a 64-bit OS so I guess I am using the &lt;code&gt;6g&lt;/code&gt;; anyway, I downloaded and installed the version for amd64 from the Go website.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The second very big flaw in my comparison was on the program itself: &lt;strong&gt;the C version and the Go version were performing different things&lt;/strong&gt;. In particular, with C, after sieving, I was creating a new array with just the primes (i.e. no 0s in between); this was the main reason behind the fact that previously Go and C were almost tied: if they had performed the same operations, C would have finished definitely earlier than Go.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In my partial defense on this, I&#39;ll say that the original C program was used for something else (namely it was called in a parallel algorithm), and that I definitely needed the bare array of primes.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;This was also the reason why I used an array of &lt;code&gt;ints&lt;/code&gt; instead of using a vector of booleans (as suggested by &lt;a href=&quot;http://www.reddit.com/user/julesjacobs&quot;&gt;julesjacobs&lt;/a&gt;) in which the number itself is the index of an entry. I also have somewhat of an excuse for this, since previously I just wanted to see their behaviour not with the most efficient implementation of the Erathostenes&#39; Sieve, but the one which I used last year. I admitted that it was definitely not the smartest choice of a program, but it was more to get an idea of their performance.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;And lastly, I probably didn&#39;t use the correct way of timing, since I outputted the real time and not user time, which as &lt;a href=&quot;http://www.reddit.com/user/Killbot3000&quot;&gt;Killbot3000&lt;/a&gt; suggests, fluctuates a lot less for longer timings.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;All in all, was there something good about my previous experiments?&lt;/strong&gt; The answer is, most likely, &lt;strong&gt;no&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Since my aspiration is to be a decent mathematician, or at least a decent scientist, I could not avoid repeating the experiments, for sake of truth.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Go vs C - Part II&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;The code that I used (along with the results) of these experiments, can be found &lt;a href=&quot;https://github.com/Heliosmaster/Sieving--Go-vs-C&quot;&gt;here&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;I fixed the C implementation: now it&#39;s on a single file (sorry for not being that good of a programmer, yet) and it does roughly what Go does: array creation, sieving and counting of the primes&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;I used julesjacobs&#39; C++ version that uses a vector of booleans, just to understand how fast would it be.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;For the timings, I used &lt;code&gt;time -f &quot;%U %S %e %M&quot;&lt;/code&gt;, so now I have the real time and user time data, along with the memory used.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;


&lt;p&gt;Since, as I learned, &lt;code&gt;-O2&lt;/code&gt; is the level of optimization commonly used, I decided to &quot;waste&quot; a little more time and perform the experiments with all the 4 levels of optimization: 0,1,2,3.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In the following graphs&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Go denotes Go (how original)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Cx denotes my C version (with the array of &lt;code&gt;int&lt;/code&gt;s), where x=0,1,2,3 denotes the level of optimization.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Cpx denotes the C++ version with the vector of booleans, where x=1,2,3 denotes the level of optimization (the &lt;code&gt;-O0&lt;/code&gt; version was a LOT slower than all the others, making the graphs less readable, but the data is still in the repository).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;h3&gt;User time&lt;/h3&gt;

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;https://www.google.com/jsapi&quot;&gt;&lt;/script&gt;


&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
          [&#39;&#39;, &#39;C0&#39;, &#39;C1&#39;,&#39;C2&#39;,&#39;C3&#39;,&#39;Cp1&#39;,&#39;Cp2&#39;,&#39;Cp3&#39;,&#39;Go&#39;],
          [&#39;10^8&#39;,  1.89,1.44,1.41,1.4,0.93,0.82,0.82,1.86], 
        ]);

        var options = {
//          title: &#39;C vs. Go&#39;,
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],
          hAxis: {title: &#39;Time (in seconds) to find the correct number of primes below the threshold&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div&quot; style=&quot;width: 800px; height: 400px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;




&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
          [&#39;&#39;, &#39;C0&#39;, &#39;C1&#39;,&#39;C2&#39;,&#39;C3&#39;,&#39;Cp1&#39;,&#39;Cp2&#39;,&#39;Cp3&#39;,&#39;Go&#39;],
      [&#39;10^9&#39;, 22.27,17.99,17.47,17.26,13.06,11.37,11.37,19.46],
        ]);

        var options = {
//          title: &#39;C vs. Go&#39;,
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],

          hAxis: {title: &#39;Time (in seconds) to find the correct number of primes below the threshold&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div2&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div2&quot; style=&quot;width: 800px; height: 400px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;


&lt;h3&gt;Real time&lt;/h3&gt;

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;https://www.google.com/jsapi&quot;&gt;&lt;/script&gt;


&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
          [&#39;&#39;, &#39;C0&#39;, &#39;C1&#39;,&#39;C2&#39;,&#39;C3&#39;,&#39;Cp1&#39;,&#39;Cp2&#39;,&#39;Cp3&#39;,&#39;Go&#39;],
          [&#39;10^8&#39;,2.04,1.56,1.52,1.52,0.94,0.83,0.83,2.05], 
        ]);

        var options = {
//          title: &#39;C vs. Go&#39;,
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],
          hAxis: {title: &#39;Time (in seconds) to find the correct number of primes below the threshold&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div3&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div3&quot; style=&quot;width: 800px; height: 400px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;




&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
          [&#39;&#39;, &#39;C0&#39;, &#39;C1&#39;,&#39;C2&#39;,&#39;C3&#39;,&#39;Cp1&#39;,&#39;Cp2&#39;,&#39;Cp3&#39;,&#39;Go&#39;],
      [&#39;10^9&#39;,23.3,18.88,18.43,18.21,13.15,11.45,11.45,20.42],
        ]);

        var options = {
//          title: &#39;C vs. Go&#39;,
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],

          hAxis: {title: &#39;Time (in seconds) to find the correct number of primes below the threshold&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div4&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div4&quot; style=&quot;width: 800px; height: 400px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;


&lt;h3&gt;Memory&lt;/h3&gt;

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
        [&#39;&#39;, &#39;C&#39;, &#39;Cp&#39;,&#39;go&#39;],
        [&#39;10^8&#39;,783296,27488,786384],
       ]);

        var options = {
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],
          hAxis: {title: &#39;Memory used (kB)&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div5&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div5&quot; style=&quot;width: 800px; height: 200px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;




&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
        [&#39;&#39;, &#39;C&#39;, &#39;Cp&#39;,&#39;go&#39;],
        [&#39;10^9&#39;,7814544,247136,7831328],
        ]);

        var options = {
//          title: &#39;C vs. Go&#39;,
//    colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],

          hAxis: {title: &#39;Memory used (kB)&#39;,minValue:0} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div6&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div6&quot; style=&quot;width: 800px; height: 200px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;


&lt;h2&gt;Final remarks&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;After these experiments, it&#39;s more clear that Go has not (yet) a speed comparable with the one of C, which  is more than understandable considering its recent birth. Nonetheless it has some advantages (garbage-collection, etc.) and I would not be surprised if in a few years (after it matures and gets faster) it will get widely used in the scientific community.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;We can also see how the algorithm itself is not optimal. The version with the vector of booleans performs much better taking MUCH less space.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The open question of the previous post still remains valid: how does Go perform with parallelism? Are we able to get decent improvement without adding too much complexity to the code? It definitely is, as I said, a matter worth investigating.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Sieving: Go vs C</title>
   <link href="/2012/09/09/sieving-go-vs-c/"/>
   <updated>2012-09-09T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/09/09/sieving-go-vs-c</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Last year, for my Mastermath course &lt;a href=&quot;http://www.staff.science.uu.nl/~bisse101/Education/PA/pa.html&quot;&gt;Parallel Algorithms&lt;/a&gt;, I had to implement a sequential version of the famous Erathostenes&#39; Sieve in C.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Recently I got interested in the &lt;a href=&quot;http://golang.org&quot;&gt;Go Programming language&lt;/a&gt;, so I thought that implementing the same version of the Sieve (same operations, in the same order, even though probably it&#39;s not the most efficient implementation you can find) would have been a nice exercise, both for learning Go and for measuring its capabilities.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So, after having pleasantly discovered that Go can definitely be more compact than C, I looked for the number of primes below 100 millions and 1 billion, measuring the time (using the Linux command &lt;code&gt;time&lt;/code&gt;) it took for both the implementations to find the result.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;For the C Language, I run the tests for the non-optimized (i.e. -O0) and the higly optimized version (i.e. -O3) of the program, which I will denote respectively as C and C3.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Since I ran all the experiments not on a dedicated pc but on my laptop, a Intel Core i5 520M @ 2.40Ghz, 6Gb RAM, WD Caviar Black 500Gb 7200rpm, running Ubuntu 12.04 64bit, which was not a noise-free environment (I was using it in the meantime, so there were some programs running), I ran those experiments 20+ times (especially for the 1 billion case, since it roughly takes 20 seconds for the programs to finish, leaving space for a lot of interference) and took the best results.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;You can find the source code of the C implementation in &lt;a href=&quot;https://github.com/Heliosmaster/BSPErathostenes/blob/master/seq.c&quot;&gt;seq.c&lt;/a&gt; and &lt;a href=&quot;https://github.com/Heliosmaster/BSPErathostenes/blob/master/seqSieve.c&quot;&gt;seqSieve.c&lt;/a&gt; (with the actual computations), while the Go version can be found in &lt;a href=&quot;http://gist.github.com/3677584&quot;&gt;simple_sieve.go&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The data obtained is the following:&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;10&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;C: 2.78 s&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;C3: 1.71 s&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Go: 1.98 s&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;h3&gt;10&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt;&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;C: 26.15 s&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;C3: 20.01 s&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Go: 19.87 s&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Which can be prettily organized as the following bar graph:&lt;/p&gt;

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;https://www.google.com/jsapi&quot;&gt;&lt;/script&gt;


&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
      google.load(&quot;visualization&quot;, &quot;1&quot;, {packages:[&quot;corechart&quot;]});
      google.setOnLoadCallback(drawChart);
      function drawChart() {
        var data = google.visualization.arrayToDataTable([
          [&#39;&#39;, &#39;C&#39;, &#39;C3&#39;, &#39;Go&#39;],
          [&#39;10^8&#39;, 2.78, 1.71, 1.98],
      [&#39;10^9&#39;, 26.15, 20.01, 19.87],
        ]);

        var options = {
          title: &#39;C vs. Go&#39;,
      colors: [&#39;#EC5536&#39;,&#39;#2B63DA&#39;,&#39;#50C41E&#39;],
          hAxis: {title: &#39;Time (in seconds) to find the correct number of primes below the threshold&#39;} 
        };

        var chart = new google.visualization.BarChart(document.getElementById(&#39;chart_div&#39;));
        chart.draw(data, options);
      }
&lt;/script&gt;




&lt;div id=&quot;chart_div&quot; style=&quot;width: 800px; height: 300px;margin-bottom:10px&quot;&gt;&lt;/div&gt;


&lt;p&gt;Clearly (and surprisingly), the performance of the Go programming language can be compared to one of C with the highest level of optimization, even beating it for the 10&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt; case.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Last year I was able to speed up considerably the generation of primes by splitting the computation among a good amount of processors, using &lt;a href=&quot;https://github.com/BSPWorldwide/BSPonMPI&quot;&gt;BSPonMPI&lt;/a&gt;. Will we be able to get a similar boost in performance using parallelism with Go? If yes, to what extent?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;This is definitely worth a deeper investigation.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Font iconici</title>
   <link href="/2012/07/21/font-iconici/"/>
   <updated>2012-07-21T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/07/21/font-iconici</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Complice l&#39;esplosione del &lt;em&gt;social web&lt;/em&gt;, in questi ultimi anni c&#39;è stato un cospicuo aumento di siti internet in cui ci si registra e si crea un profilo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A volte, questo fa proprio parte della dinamica del sito stesso (vedi Facebook), mentre altre volte è solamente per un fine più pratico (vedi Wikipedia, in cui ci si registra solamente per essere identificati come autori delle proprie modifiche, e per avere uno spazio fisso, dal momento che altrimenti si è identificati con il proprio indirizzo IP, spesso dinamico, in cui ricevere messaggi, la famosa &lt;em&gt;talk page&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In ogni caso, per la maggior parte degli internauti (io compreso), o se non altro per la sua parte più attiva, è prassi consolidata quello di avere un profilo in praticamente ogni sito internet degno di nota, come Twitter, Facebook, Tumblr, Flickr, Google+, Pinterest, Vimeo, Linkedin, Reddit, Wordpress, Blogger, Picasa, Deviantart, Last.fm, del.icio.us, Stumbleupon, GitHub, eccetera eccetera eccetera.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In realtà nel precedente elenco ho incluso un po&#39; tutto, senza far distinzione fra siti internet gettonati per grafici, quelli per programmatori, quelli per blogger, per chi ascolta musica, per i cazzari, e così via. Se non altro, ho incluso tutti quelli in cui ho un profilo che uso (anche se solo una piccola parte di questi con frequenza).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come facilmente intuibile, per la stragrande maggioranza di questi siti internet, l&#39;interazione con altri utenti avviene direttamente nel sito stesso (ognuno porta acqua al suo mulino, o soldi al suo conto bancario, se volete): per questo motivo, sta diventando sempre più comune, nelle pagine personali delle persone, trovare link a tutti gli altri profili dello stesso individuo. Così facendo, cerchiamo di essere connessi a più persone (o ancora più connessi ad un numero limitato di persone, alternativamente) tramite tutta questa serie di servizi. L&#39;utilità di fare ciò, ancora una volta, esula dallo scopo di questo &lt;em&gt;post&lt;/em&gt; (ma magari ci ritornerò sopra, prima o poi).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E allo stesso modo in questo blog: a tal fine servono le icone in alto a destra.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fino a ieri sera, queste cossiddette &lt;em&gt;social media icon&lt;/em&gt; non erano altro che immagini PNG di dimensione 32x32 pixel. E i siti internet linkati erano GitHub (dove tengo tutte le cose relative alla programmazione), Twitter, Google+ (che preferisco di gran lunga a tutti gli altri, ma è abbastanza deserto), Facebook, e Grooveshark (che ha rimpiazzato, almeno nel 90% dei casi, qualunque cosa usassi precedentemente per ascoltare musica).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le icone, come recita(va) la mia pagina &lt;a href=&quot;about&quot;&gt;about&lt;/a&gt;, provenivano da una raccolta recuperata dal web: &lt;a href=&quot;http://www.komodomedia.com/blog/2009/06/social-network-icon-pack/&quot;&gt;Social Network Icon Pack di Rogie King&lt;/a&gt;, eccetto quella di GitHub, recuperata dal blog di &lt;a href=&quot;http://helloburin.com/2010/09/20/github-social-icon/&quot;&gt;Burin Asavesna&lt;/a&gt;. Queste icone hanno licenza libera: &lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/&quot;&gt;CC-BY-SA-3.0&lt;/a&gt; (a dir la verità per l&#39;ultima iconcina, ho un po&#39; desunto quale fosse la licenza, visto che è stata rilasciata come aggiunta alle altre, compreso il suo file .psd sorgente).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il risultato era quello mostrato dalla seguente immagine:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto;&quot;  src=&quot;http://i.imgur.com/sFKWl.png&quot; alt=&quot;we see orange people!&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ora, benché fossi sufficientemente compiaciuto di questa serie di icone, non da ultimo perché aggiungevano una nota di colore a questo blog (al momento che scrivo è davvero minimal, magari cambierà in futuro, chissà), una serie di immagini PNG non è ottimale per vari motivi, fra cui la risoluzione: queste immagini erano di una dimensione di 32x32 pixel; ciò significa che con esse, se per caso uno con un monitor con una risoluzione enorme (pensiamo al CinemaDisplay della Apple, e figuriamoci poi se davvero uscirà l&#39;iMac con il Retina Display) visualizzasse il mio sito internet, vedrebbe o le icone molto piccole, o molto sgranate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per ovviare a questo problema, e anche per potere avere un&#39;icona aggiornata di Google+ (che è cambiata di recente), nonché per aggiustare un po&#39; quali icone fossero presenti (fuori Grooveshark, dentro LinkedIn), sotto l&#39;indicazione del mio amico &lt;a href=&quot;http://rubbo.li&quot;&gt;Enrico&lt;/a&gt; ho provato a usare un qualcosa che fosse vettoriale (per una spiegazione del perché risolvano il problema, guardare &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Grafica_vettoriale&quot;&gt;qua&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In particolare, ho usato un &lt;strong&gt;font iconico&lt;/strong&gt; fatto su misura, grazie al sito &lt;a href=&quot;http://keyamoon.com/icomoon/&quot;&gt;IcoMoon&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il risultato è dimostrato nella seguente immagine (nota bene, si tratta di una parte di uno screenshot!):&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto;&quot;  src=&quot;http://i.imgur.com/asquX.png&quot; alt=&quot;we see orange people!&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ne sono molto soddisfatto, anche se sono state necessarie ulteriori modifiche: avendo rimosso le immagini, avevo privato la mia pagina web di quella minima nota di colore che la rendeva meno noiosa e piatta. E allora, mi è venuta l&#39;idea di colorare i suddetti caratteri (sfruttiamo ulteriormente il fatto che si tratti di un font!) con il loro colore originale (più o meno).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho usato i seguenti:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Github: #000000&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Twitter: &lt;span style=&quot;color:#4099FF&quot;&gt;#4099FF&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Google+:  &lt;span style=&quot;color:#D6492C&quot;&gt;#D6492C&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;LinkedIn:  &lt;span style=&quot;color:#4875B4&quot;&gt;#4875B4&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Facebook:  &lt;span style=&quot;color:#3B5998&quot;&gt;#3B5998&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Il risultato mi soddisfa alquanto, nel mio piccolo.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Improvvisazione</title>
   <link href="/2012/07/18/improvvisazione/"/>
   <updated>2012-07-18T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/07/18/improvvisazione</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Devo ammettere che mi è sempre piaciuta l&#39;improvvisazione teatrale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Infatti, uno dei miei programmi preferiti e un fido compagno durante i miei pranzi di fronte al computer, è il programma &lt;em&gt;Whose line is it anyways?&lt;/em&gt; , o meglio, la sua versione americana. Si tratta di un programma in cui alcuni attori (3 fissi + 1 ospite, anche se pure quest&#39;ultimo è quasi sempre fisso) si trovano di fronte a loro delle scenette scritte dagli autori in dei cartoncini, e devono improvvisare la scena. Spesso coinvolgono anche il pubblico, e il risultato è quasi sempre decisamente esilarante. Ne consiglio fortemente la visione, su &lt;a href=&quot;http://whoselineonline.org/&quot;&gt;Whose Line Online&lt;/a&gt;, (parlo solo per la US version, che quella UK non l&#39;ho mai vista, anche se gli attori sono più o meno gli stessi).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parlo di questo argomento perché ieri sera ho avuto la fortuna di andare ad assistere ad uno spettacolo di improvvisazione teatrale, dal vivo: &lt;strong&gt;Lanterne Magiche&lt;/strong&gt;, di &lt;a href=&quot;http://theatro.it/&quot;&gt;The&#39;atro&lt;/a&gt;. Devo assolutamente ringraziare la mia amica G., che mi ci ha portato: grazie, grazie e grazie!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una cosa che sicuramente ha contribuito a rendere gradevole lo spettacolo è stata la &lt;em&gt;location&lt;/em&gt;: la Rocca Malatestiana. Non ci ero mai andato prima (in effetti mi chiedo come mai, visto che ho studiato 5 anni in quella città, e ci ho girato praticamente sempre...e la Rocca è una delle poche cose (se non l&#39;unica) da vedere, &quot;turistica&quot;) e devo dire che mi è piaciuta molto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si capiva già da prima dell&#39;inizio dello spettacolo che si trattava di un qualcosa diverso dal solito: all&#39;ingresso, dove bisognava pagare il biglietto (8€ spesi ottimamente, devo dire), c&#39;erano già dei figuranti. Uno di loro, emblematico, era vestito da frate: urlava &quot;pentiti!&quot; (et similia)  e procedeva a esorcizzare i presenti (tra le risate e l&#39;imbarazzo del pubblico, che decisamente non si aspettava un&#39;accoglienza così).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le persone venivano fatte entrare dal portone della Rocca in piccoli gruppi, all&#39;incirca una ventina: dopodiché due bambini ci hanno condotto al giardino (che in realtà era a pochi metri di distanza) tramite un percorso decisamente tortuoso, ma interessante, tramite i camminamenti interna delle mura della Rocca. Degno di menzione anche il &quot;fantasma&quot; (ovviamente un&#39;altra attrice!) che infestava uno dei suddetti cunicoli. Fortunati i bassi, che non si sono dovuti piegare più di tanto, a differenza del sottoscritto! (E per fortuna che non soffro di claustrofobia). In ogni caso, anche i due bambini sono stati bravi a recitare una piccola parte. Se solo il nostro gruppetto avesse avuto la decenza di stare zitto, sarebbe andato ancora meglio il &quot;percorso&quot;. Ottimo, comunque.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E poi lo spettacolo stesso, che mi è piaciuto un sacco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dal momento che, come ho già detto, si trattava di &quot;Lanterne Magiche&quot;, la cornice di tutto quanto era un inventore che aveva congeniato un meccanismo per dare vita alle proiezioni mentali del pubblico, scaturite dalla visione di un immagine proiettata sul maschio della Rocca. Pertanto al pubblico veniva fatta scegliere una diapositiva e, dopo la sua proiezione, veniva interpellato per un suggerimento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E da lì, gli attori improvvisavano scenette decisamente da applausi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Bravi, bravi e bravi! Se riesco, prima di ritornarmene alle piogge olandesi, li andrò ancora a vedere.&lt;/p&gt;
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   <title>Un paio di scarpe nuove</title>
   <link href="/2012/07/09/un-paio-di-scarpe-nuove/"/>
   <updated>2012-07-09T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/07/09/un-paio-di-scarpe-nuove</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;L&#39;uomo è un animale abitudinario. Nell&#39;informatica, questo è particolarmente vero, dal momento che ogni azione è parte di un più complesso rituale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E così, è estremamente comune che una volta acceso il computer, ci siano una serie di azioni che compiamo &lt;em&gt;ogni giorno&lt;/em&gt;: guardare la posta, guardare il sito internet di un giornale per informarsi sulle ultime notizie, scorreasdre qualche blog per vedere se ci sono post nuovi, guardare notifiche su twitter e facebook, e quant&#39;altro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Negli ultimi mesi, oltre a questa facilmente comprensibile routine quotidiana, sono stato soggetto ad un altro tipo di abitudine nel mio rapporto con il computer, che ha avuto origine quando ho deciso di installare Linux Mint 12 Lisa nel mio portatile, che al tempo aveva unicamente Windows 7.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dal momento che il mio portatile ha una scheda grafica AMD/ATI (per la precisione la Mobility Radeon HD 5650), ho trovato fin da subito problemi con la compatibilità fra la medesima e la mia distribuzione Linux. Tant&#39;è che sto iniziando a sospettare che durante tutto il periodo che ho usato la suddetta distribuzione (praticamente fino all&#39;altro ieri) in realtà tale scheda video non fosse minimamente usata, mentre invece veniva usata quella integrata nella scheda madre (Intel Graphics, così genericamente).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sta di fatto che per mesi ho dovuto subire:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Impossibilità di vedere cose che necessitavano di OpenGL (diverse volte c&#39;era una cosa carina di Chrome che non potevo neanche provare perché gli effetti grafici non erano supportati)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Frequenti crash di X, che implicavano un riavvio del sistema (e si spera nessuna perdita di dati)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;In questi ultimi giorni (cosa che ha dato una notevole accellerata alla mia volontà di risolvere il problema) non riuscivo a vedere nessun video Fullscreen da dentro Chrome (e neanche impostando YouTube in HTML5)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Ergo, a causa di questi problemi, mi ero &lt;strong&gt;abituato&lt;/strong&gt; a una serie di azioni che altrimenti non avrei fatto: riavvii frequenti, rinunce a vedere alcune cose, riavviare sotto windows per fare qualcosa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fortunatamente, tutto ciò fa parte del passato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quando qualche giorno fa ho formattato l&#39;hard disk (avrei comunque dovuto farlo, per sistemare un po&#39; le partizioni.. linux aveva decisamente troppo poco) e ho installato Ubuntu 12.04 LTS, non credevo ai miei occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;1500 fps con fgl_glxgears!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Video in HD senza lag!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Compiz non crasha ogni 3x2!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E, non so se c&#39;entri il fatto che ho finalmente iniziato a usare Ubuntu a 64 bit (l&#39;ultima volta che l&#39;avevo provato era stato anni fa, appena uscito, quando ancora non andava Flash, e anche il resto delle cose non era ottimale), ma va tutto che è una scheggia. È anche possibile che fossero i problemi con il driver video a causare un generale rallentamento delle prestazioni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, in pratica, sono sempre andato con il freno a mano. E finalmente l&#39;ho disinserito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oppure, se volete, ho sempre camminato sui sassi con scarpe rotte. E finalmente ho un paio di scarpe nuove, e belle.&lt;/p&gt;
</content>
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   <title>Koninginnedag - Parte 2</title>
   <link href="/2012/04/30/koninginnedag-parte-2/"/>
   <updated>2012-04-30T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/04/30/koninginnedag-parte-2</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;E così dopo la bella esperienza di ieri, abbiamo continuato alla grande.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La sveglia alle 8 è stata dura: eravamo così stanchi per l&#39;essere stati in piedi tutte quelle ore e per la grigliata, che il letto sembrava davvero una bella alternativa. Ma, complice il fatto che il sole si era già palesato ben presto (ho già detto che fa alba prestissimo? ecco. Questa mattina, quando mi sono svegliato ero convinto di aver lasciato la &lt;em&gt;abat-jour&lt;/em&gt; accesa. No, era il sole, fortissimo), e la nostra voglia di vedere una faccia diversa dell&#39;Olanda, alle 8:45 eravamo già per strada.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il tempo era eccellente: non ci era mai capitato di riuscire ad andare via così presto con solo una felpa leggera e non rimpiangere di non aver indossato dodici strati di abbigliamento. E il collo e la faccia decisamente ustionati la sera ne sono stati la prova lampante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Probabilmente perché la gente ieri sera ha fatto i bagordi, ma alle 9 non c&#39;era nessuno in giro per Utrecht, o quasi. La città non era messa proprio bene, soprattuto su Oudegracht (la via più centrale, dove sono quasi tutti i bar/pub) c&#39;era una coltre di bottiglie/lattine e immondizia. Ho detto che in questa giornata l&#39;Olanda è assolutamente diversa dal solito, no? Ecco, anche in questo aspetto, visto che solitamente è pulitissima e curata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ci siamo mossi con così grande anticipo perché avevamo paura della calca: ci avevano tutti avvisati che ad Amsterdam ci sarebbe stata davvero &lt;strong&gt;tanta&lt;/strong&gt; gente, e che sarebbe stato un problema con i treni. Addirittura, qualcuno ci ha detto che da una certa ora in poi non ci sarebbero stati più treni verso Amsterdam, per limitare la gente presente. Decisamente non siamo stati gli unici ad avere questa idea, perché comunque il treno non era vuoto. Tutti rigorosamente con almeno un capo di abbigliamento arancione (chi del tutto, compresa parrucca).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E noi, non eravamo di certo da meno, come si vede da questa foto scattata alcune ore dopo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto;&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh6.googleusercontent.com/-B1Ei7wtRJPU/T57ZnGgiaQI/AAAAAAAABnw/LvrRlrFqEBc/s663/DSCF0256.JPG&quot; alt=&quot;we see orange people!&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Abbiamo trovato subito la nostra amica R. (una ragazza di Amsterdam che sta facendo un anno a Padova con ALGANT, e che ci è stata presentata da Michele, uno dei miei &lt;em&gt;best buddies&lt;/em&gt; di Ferrara). È molto importante avere un aggancio all&#39;interno di qualsiasi cosa, e questa festa olandese non è certo da meno!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quello che già avevo intuito sul treno, è stato prontamente confermato: praticamente tutte le persone presenti nella capitale nederlandese erano vestite di arancione!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una delle prime cose notate girando per Amsterdam in una decisamente soleggiata giornata (che fortuna!), a parte il fatto che fosse più movimentata di Utrecht, è stato il fatto che praticamente ogni strada era costellata di bancarelle. La nostra amica R. ci ha raccontato che, proprio nel giorno della regina, è permesso ad ogni persona vendere le proprie cose liberamente, ed è usanza olandese quella di &quot;vendere&quot; (o regalare) la propria &quot;roba&quot; inutilizzata. E così tutta la città, e probabilmente tutto il Paese, si trasforma in un mercatino.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nonostante ci fosse abbastanza gente (sopratutto per noi che abitiamo in una città abbastanza piccola) R. ci ha raccontato che c&#39;era &lt;strong&gt;molta&lt;/strong&gt; meno gente dell&#39;anno scorso: il fatto è che il giorno prima l&#39;Ajax avrebbe probabilmente vinto il campionato, e quindi festeggiamenti sarebbero stati d&#39;uopo, e si temeva che quello, combinato con l&#39;afflusso di gente per il giorno della regina, potesse gettare la città nel caos. E quindi quest&#39;anno non c&#39;erano &quot;feste&quot; all&#39;aperto, in piazza (con musica, tanto casino, ecc.) o semplicemente in giro per la città, ma erano state &quot;confinate&quot; da una qualche parte ed erano a pagamento. Non posso essere più preciso perché non ho capito neanche io, e non mi interessava più di tanto.
La cosa importante era che la città, dato il minore trambusto, era decisamente più vivibile che negli anni scorsi. Anche i nostri amici, pardon, le nostre amiche, olandesi hanno ribadito che quest&#39;anno il giorno della regina è stato uno dei migliori che si ricordino.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto;&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh3.googleusercontent.com/-J-Lb6Y0hnUs/T7tnIrs94RI/AAAAAAAABvI/1B0j3Zj9Ne8/s800/DSCF0288.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh3.googleusercontent.com/-DfhPOGVpxOg/T7tnIl0VBjI/AAAAAAAABvM/m156IBqto0A/s800/DSCF0297.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La cosa bella, come si può vedere nella prima di queste due immagini, è che non c&#39;era solamente gente che voleva vendere le proprie cianfrusaglie, ma anche cibo (qualcuno che aveva cucinato delle torte di un gran bell&#39;aspetto, e ne vendeva fette), e perché no? performance artistiche!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Amsterdam è una città molto bella, e molto caratteristica con i suoi canali; pertanto, in una giornata come questa, come potevano non esserci celebrazioni sulle navi? In realtà, come ho detto prima, il casino era decisamente minore rispetto agli anni scorsi, e in ogni caso distribuito diversamente, pertanto ci sono state molte meno barche colme di persone vestite di arancione che ballavano e festeggiavano, ma comunque non ci siamo fatti mancare niente!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh3.googleusercontent.com/-6ahFWS8ahRc/T7ttriPRcNI/AAAAAAAABvk/ZAOZgroRmQ4/s800/DSCF0263.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh4.googleusercontent.com/-2zWDICNIeE8/T7ttsGfk4rI/AAAAAAAABvs/uFH0uVfc_y0/s800/DSCF0271.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh6.googleusercontent.com/-nhCDup4-oeA/T7ttr_3z1AI/AAAAAAAABvo/uQcJ3Wjqwk0/s800/DSCF0275.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La mia parte preferita della giornata, comunque, è stata quando siamo andati al &lt;em&gt;Vondelpark&lt;/em&gt;, uno dei parchi della città. È stato sicuramente il momento che ho apprezzato di più perché è tradizione che in quel parco ci vadano i bambini, a esibirsi, a vendere le proprie cose, e via dicendo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E lo spettacolo è stato davvero fantastico!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E poi, ovviamente, il tutto era in una cornice davvero bella, che solo i parchi delle grandi città possono darti (mi son sentito un po&#39; come a Central Park (anche se non ci sono mai stato), dato che tutto intorno a me si vedeva solo parco, o quasi).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E così, dopo aver mangiato del sushi fatto in casa da due ragazzine (non male!), e qualche altra cosa &lt;em&gt;sui generis&lt;/em&gt;, ci siamo semplicemente seduti sull&#39;erba, gustandoci questa splendida giornata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;400px&quot; src=&quot;https://lh5.googleusercontent.com/-CsbmLbfU6dM/T7tydIV9lAI/AAAAAAAABwc/rpSoAshTJK0/s800/DSCF0306.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align:center&quot;&gt;(novello Michael Jackson, veramente da apprezzare per il coraggio con cui si è esibito davanti a centinaia (non contemporaneamente) di persone.)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh5.googleusercontent.com/-II8ej1crDQg/T7tyfUqYCZI/AAAAAAAABws/Bztf6us3Sxk/s800/DSCF0320.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh4.googleusercontent.com/-H9OpFuM7oY0/T7tyf3GhmRI/AAAAAAAABww/x9s_0QIaTDI/s800/DSCF0321.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh4.googleusercontent.com/-cxWJqv9qfj8/T7tycmtmdyI/AAAAAAAABwY/at-vKNiTp6s/s800/DSCF0305.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tuttavia, dato che la stanchezza si è fatta inesorabilmente sentire, dopo esserci rilassati e aver fatto qualche acquisto dalle bancarelle di quel parco, siamo lentamente tornati verso il centro cittadino e la stazione, per ritornare a casa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una delle cose belle di &lt;em&gt;Vondelpark&lt;/em&gt; è che si trova molto vicino a &lt;em&gt;Museumplein&lt;/em&gt;, la piazza dei Musei che ospita fra le altre cose la celeberrima scritta &quot;I AMsterdam&quot;; ci è stato raccontato che negli anni scorsi questo era il centro della festa: un mega palco con musica dal vivo e così tanta gente che non si riusciva minimamente ad andare da nessuna parte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per nostra fortuna, quest&#39;anno le cose erano decisamente diverse: anche qua il paesaggio era bellissimo, gente seduta sull&#39;erba in piccoli gruppi a parlare e rilassarsi, qualche chitarra che suonava in qua in là, un&#39;incredibile organizzazione logistica dei bidoni dell&#39;immondizia (complice il fatto che erano presenti ogni 10 metri, e che gli olandesi sono generalmente più ordinati di noi, non c&#39;era UNA cartaccia UNA in quella piazza.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;https://lh6.googleusercontent.com/-Hcp4qHly_O0/T7t2ksToMKI/AAAAAAAABxU/beQnjIUrhms/s800/DSCF0332.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;text-align:center&quot;&gt; &lt;iframe width=&quot;640&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/ZYMRfQ0c2NI&quot; frameborder=&quot;0&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;


&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;
https://lh4.googleusercontent.com/-rjL7BbNvEg0/T7t2ksA65OI/AAAAAAAABxM/riqlvH72O68/s800/DSCF0334.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align:center&quot;&gt;(Il prato sul tetto del supermercato Albert Heijn. Questa sì che è efficienza!)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;
https://lh5.googleusercontent.com/-Ia1XVJK-fuA/T7t2kh9ncDI/AAAAAAAABxQ/EULc30kSMbo/s800/DSCF0335.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img style=&quot; display: block;   margin-left: auto;   margin-right: auto&quot;  width=&quot;650px&quot; src=&quot;
https://lh6.googleusercontent.com/-wu2lgZHMGMw/T7t2mxU_DdI/AAAAAAAABxg/LRRhvu0HwuY/s800/DSCF0342.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align:center&quot;&gt;(Ciao regina!)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E anche cose inaspettate accadono:&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;text-align:center&quot;&gt; &lt;iframe width=&quot;640&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/DO3kJ7h9zk0&quot; frameborder=&quot;0&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;


&lt;p&gt;E così, più o meno, si è chiuso il nostro primo Koninginnedag: dopo essere stati a Museumplein ci siamo avviati verso la stazione, troppo stanchi per vedere altre cose.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Davvero una giornata da ricordare.&lt;/p&gt;
</content>
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   <title>Koninginnedag - Parte 1</title>
   <link href="/2012/04/29/koninginnedag-parte-1/"/>
   <updated>2012-04-29T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/04/29/koninginnedag-parte-1</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;L&#39;Olanda, come prevedibile, è un paese alquanto diverso dall&#39;Italia per una miriade di aspetti: uno di questi è la &quot;capacità di fare casino&quot;.  Con questa espressione, non totalmente azzeccata, intendo dire che solitamente qua ad Utrecht non c&#39;è molta &lt;em&gt;movida&lt;/em&gt;: i negozi chiudono alle 18, le cucine dei ristoranti alle 21-21:30, e in generale girando per il centro, non si incontra moltissima gente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Certamente ci sono (disco)bar che rimangono aperti, e ci sono pure un paio di mezze discoteche (non c&#39;è una semplice corrispondenza con i tipi di locale che conosco dall&#39;Italia), ma non è paragonabile con quello che si può trovare in una qualunque città italiana, dal profondo e nebbioso nord al più caloroso e movimentato sud.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A parte il &lt;em&gt;Koninginnedag&lt;/em&gt; (lett. &quot;il giorno della Regina&quot;): l&#39;unica festa in Olanda degna di questo nome. A quanto pare, come sto scoprendo, gli Olandesi reprimono durante tutto l&#39;anno (più o meno), la loro voglia di fare baldoria e la lasciano esplodere in questa occasione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo post vuole raccontare la mia prima esperienza con questa ricorrenza (una delle pochissime contemplate nei Paesi Bassi) e in generale con questo clima festaiolo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non ritengo che sia una cosa tipicamente olandese, ma il giorno antecedente il &lt;em&gt;Queen&#39;s Day&lt;/em&gt; abbiamo fatto un BBQ. In realtà, è venuta fuori una cosa più greca che altro, complice il fatto che si doveva festeggiare la Pasqua Ortodossa con questo famigerato BBQ, ma il tempo si è messo di traverso: a parte due giorni di Marzo che ci hanno fortemente illuso, la primavera è stata assai lontana.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Domenica (oggi, visto che sto scrivendo la prima parte di questo post prima di andare a dormrie), almeno, è stato un giorno di tregua da questo lunga fine dell&#39;inverno olandese (che agli autoctoni pare la loro normalissima primavera). In realtà è stato un giorno tipicamente primaverile nel senso che il tempo è cambiato ogni dieci minuti, come capita da queste parti, e ci siamo pure beccati due gocce. Ma, fortunatamente, sono rimaste due.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La cosa carina è che questa grigliata è stata svolta al campus, in uno spazio predisposto (di fianco ad alcuni studentati c&#39;è un parco attrezzato con il necessario per fare una grigliata, davvero ben fatto) e che ha coinvolto un considerevole numero di studenti. Essendo una cosa organizzata così abbastanza all&#39;ultimo minuto (o perlomeno per me e Kleopatra, che l&#39;abbiamo saputo ieri), ed essendo il tempo alquanto poco promettente, devo dire che &lt;a href=&quot;http://i1.kym-cdn.com/entries/icons/original/000/001/253/everything_went_better_than_expected.jpg&quot;&gt;&lt;em&gt;everything went better than expected&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C&#39;era una stragrande maggioranza di greci, ma alla fine la minoranza internazionale (fa un po&#39; strano dire così, soprattutto perché non siamo mica in Grecia!) non era trascurabile, e quindi si parlava tranquillamente inglese. E poi, complice il fatto che quasi tutti erano vestiti di arancione per l&#39;occasione (infatti l&#39;arancione è il colore simbolo del paese, tanto che come i nostri calciatori sono gli azzurri, qua si parla di &lt;em&gt;oranje&lt;/em&gt;), sembrava davvero di essere fra olandesi in una festa olandese.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E così fra gente che non è che sapesse fare benissimo una grigliata, e qualcuno che invece l&#39;aveva già fatta (lì nel medesimo sito), siamo riusciti a cucinare un po&#39; di carne. L&#39;organizzazione non è stata delle migliori, dato che non c&#39;erano posate né molti tovagliolini, e così ci si è dovuti arrangiare come si poteva (fortunatamente c&#39;era abbastanza pane, quindi siamo riusciti a mettere tutti i pezzi di carne a mo&#39; di &lt;em&gt;burger&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;hot dogs&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Però, tutto sommato è andata bene. La gente ha sbevazzato, come prevedibile, e le birre sono finite abbastanza presto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una cosa interessante da dire è che la sopracitata grigliata è iniziata verso le 17. Non so bene definire se sia stato un pranzo o una cena, per il semplice motivo che non ho mangiato altro né prima, né dopo (a parte la colazione). Non ho mangiato un&#39;esagerazione (anche perché eravamo 40 persone), cosa che fa molto bene alla mia (purtroppo) abbondante pinguedine, ma non mi lamento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Verso le 21, quando il sole accennava a tramontare (si vede un sacco che siamo a latitudini ben superiori rispetto a quelle a cui sono abituato, mancano due mesi al solstizio d&#39;estate e già c&#39;è il sole fino alle 21, luce fino alle 22 e la mattina il chiarore comincia prestissimo, alle 05:30, e il sole fa capolino una mezzoretta dopo, come si vede &lt;a href=&quot;http://www.gaisma.com/en/location/utrecht.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; ) il nostro gruppetto di &lt;em&gt;foreigners&lt;/em&gt;, che annoverava due italiani (me e un milanese), una greca (Kleopatra), una portoghese, due catalani (e guai a dire che sono spagnoli! s&#39;incazzano assai), due olandesi, un british gagissimo e due tedeschi (che non sembravano crucchi per niente), ci siamo incamminati, pardon, imbiciclettati verso il centro città.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una volta giunti, si capisce subito che c&#39;è qualcosa che non quadra: le strade sono chiuse al traffico, e c&#39;è più gente del solito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Io non avevo idea del fatto che questa ricorrenza fosse celebrata anche il giorno/la sera precedente. E invece è proprio così: non ho mai visto così tanta gente in giro per Utrecht (e ho paura per domani ad Amsterdam, a dir la verità: tra l&#39;altro hanno detto che i treni dalle 10:30 in poi non circolano più per prevenire un&#39;eccessivo afflusso di gente nella capitale, gasp!).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E l&#39;atmosfera, era decisamente festaiola: gente che cantava, ballava, beveva e ridevain ogni angolo. Gente dalla finestra con le casse che metteva musica a tutto volume, altri che ci avevano attaccato il microfono e dicevano cose (che non capisco, dato che non conosco praticamente l&#39;olandese), presumibilmente inneggiando alla baldoria. E anche a Neude (non la piazza principale, perché Utrecht è fatta un po&#39; strana, ma la piazza dove di solito si trovano gli studenti) c&#39;era davvero un fiume di gente. Un palco, dove c&#39;era musica live (mash-up di Lady Gaga e altre cose a caso), gli stand delle patatine e crocchette (immancabili) e il più che ovvio stand delle birre.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma non solo: in tutti gli angoli del centro che abbiamo visto, c&#39;era gente che festeggiava, bande improvvisate che suonavano, ci mancava solo il trenino che faceva peppereppé ed eravamo a posto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ecco, tanto per fare un esempio: Milano Marittima a Ferragosto. No, di più (a Utrecht c&#39;è più gente che a Mi.Ma., non c&#39;è che dire).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Però, complice l&#39;essere stati in piedi dalle 16, e la prospettiva di una giornata alquanto stancante anche per domani, abbiamo abbandonato il gruppo di internazionali relativamente presto, verso le 23. E anche tornando a casa era un tutt&#39;uno di persone vestite di arancione e schiamazzi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E domani, chissà cosa ci aspetta.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Re-encode a website into UTF-8</title>
   <link href="/2012/04/28/re-encode-a-website-into-utf-8/"/>
   <updated>2012-04-28T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/04/28/re-encode-a-website-into-utf-8</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Over at &lt;a href=&quot;http://bifrost.it&quot;&gt;Bifrost.it&lt;/a&gt;, we care much about using the right characters when spelling a word, particularly if they are not particularly common.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So, it is quite understandable (actually, I can&#39;t find a better example where this should be applied to), that every HTML page of the site has to be encoded in UTF-8.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Unluckily, until a few days ago, it was not the case: mostly because the building of that pages is done under Windows (with FrontPage (sic)), the encoding were a mixed of ISO-8859-1 and Windows-1252 (which showed up as &lt;code&gt;unknown-8bit&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So, we needed to do the following:&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Check which encoding had a page, and convert from that to UTF-8&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Insert the HTML meta tag &lt;code&gt;&amp;lt;meta http-equiv=\&quot;Content-Type\&quot; content=\&quot;text/html; charset=UTF-8\&quot;/&amp;gt;&lt;/code&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;


&lt;p&gt;For point 1, I basically used &lt;code&gt;file&lt;/code&gt; and &lt;code&gt;iconv&lt;/code&gt; inside a ruby script, whereas for point 2 I took advantage of the fact that the pages were written with FrontPage, which dirties the code a lot with its own crap, and so I simply performed a find&amp;amp; replace on one of this useless things it adds.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The ruby script to obtain all is the (more or less) following:&lt;/p&gt;

&lt;script src=&quot;https://gist.github.com/2517777.js&quot;&gt; &lt;/script&gt;

</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Statistiche, reprisal</title>
   <link href="/2012/04/13/statistiche-reprisal/"/>
   <updated>2012-04-13T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/04/13/statistiche-reprisal</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Nel mio &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it&quot;&gt;vecchio blog&lt;/a&gt; un bel po&#39; di tempo fa, avevo l&#39;abitudine di raccontare ai miei 2-3 lettori le chiavi di ricerca più assurde usate da persone capitate (inspiegabilmente, nella maggior parte dei casi) sul mio sito da Google. Alcuni esempi sono questi: &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2010/06/19/uno-sguardo-alle-statistiche/&quot;&gt;uno&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2010/12/17/uno-sguardo-alle-statistiche2/&quot;&gt;due&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2011/01/28/uno-sguardo-alle-statistiche-3-bonus/&quot;&gt;tre&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi, andando per caso a riguardare alcune di quelle pagine, ho visto come certe &lt;em&gt;query&lt;/em&gt; siano davvero assurde. E mi sono detto: «perché non fare una cosa del genere, in ricordo dei &quot;vecchi&quot; tempi?».&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E queste sono le query più assurde degli ultimi dodici mesi, più o meno (ci ho messo due ore a compilare tutto quanto, erano davvero tante).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Piccola nota prima della lettura: molte di queste chiavi di ricerca contengono parole &quot;sporche&quot; e riferimenti sessuali. Il mio tono di risposta è sempre molto sarcastico (ma scherzoso). In ogni caso, le probabilità che troviate cose &quot;sconvenienti&quot; è tutt&#39;altro che remota. Uomo avvisato, mezzo salvato, come si dice.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Comunque, mi sa che aggiungerò questa pagina fra i &lt;code&gt;robots.txt&lt;/code&gt;, per far sì che Google non la indicizzi.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;antifurtoo sgonfiagomme&lt;/strong&gt;: metti chiodi davanti e dietro le gomme, ricordati però di toglierli, prima di usare l&#39;auto!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;fica da farsi scopare&lt;/strong&gt;: senza parole.. e 10 persone sono giunte nel mio sito con questa esatta query!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;piscina di cioccolato&lt;/strong&gt;: yumm.. buongustaio!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;albero di natale di prosciutto crudo&lt;/strong&gt;: mi suggeriscono che è da mettere di fianco al presepe di provolone.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;non so cosa fare&lt;/strong&gt;: e googlando questa frase pensi che ti venga l&#39;ispirazione? eh?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;21 vittoria grande baldoria!!!!!!!!!!!! &lt;/strong&gt;: sììì!!!!! tantiiii puntiiiiii esclamativiiiii!!!!!!!!!! altrimenti, non si capisce mica.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;andare fare il menager all&#39;estero&lt;/strong&gt;: ov cors.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;andare all&#39;etero studiare??&lt;/strong&gt;: si può andare all&#39;etero, come all&#39;omo a studiare, secondo me. No ai pregiudizi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;come usare l&#39;ipad in doccia&lt;/strong&gt;: ma devi per forza usarlo mentre fai la doccia? Fatti il bagno piuttosto, e spera che non ti scivoli.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;avete scopato con il personal trainer / mi sono scopata il personal trainer / personal trainer ti scopa&lt;/strong&gt;: data la frequenza di questo genere di keyword, ormai ho capito, devo chiudere il blog e aprire un sito per incontri sessuali fra atleti e personal trainer.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;beowulf riassunto&lt;/strong&gt;: Un tale ammazza il mostro e la mamma del mostro&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;breve riassunto vita gèricault&lt;/strong&gt;: nasce, dipinge, muore&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cacca sopra le persone / cacca in webcam&lt;/strong&gt;: a volte le persone hanno strane velleità.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;caduta casio exilim foto a righe?&lt;/strong&gt;: ma non è che ti è solo rotto il display dietro?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cazzo di matlab&lt;/strong&gt;: ???&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;chi va studiare a utrecht?&lt;/strong&gt;: io.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;chiavata su una altalena&lt;/strong&gt;: ma perché questa gente capita sul mio sito? PERCHÉ?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;come capire se presentazione fatta con beamer &lt;/strong&gt;: se è piacevole alla vista, è fatta con beamer, altrimenti è powerpoint&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;come oso aprire una pista di pattinagio sul ghiacio&lt;/strong&gt;: (sic). COME OSI? VERGOGNATI!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;come si mette le nuvolette su youtube&lt;/strong&gt;: eh?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;come si trovano le specialistiche all&#39;estero&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;http://mastersportal.eu&quot;&gt;http://mastersportal.eu&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cotton fioc incastrato nell orecchio / cotton fioc nell&#39;orecchio incastrato / cotton fioc rimasto nell orecchio &lt;/strong&gt;: a certa gente dovrebbero togliere l&#39;abilitazione a usare cotton-fioc.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cotton fiocc nel culo &lt;/strong&gt;: ma usarlo come quelli sopra, no?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;di cosa fatte nuvole torrent&lt;/strong&gt;: il torrent è fatto d&#39;acq, così proprio come le nuvol&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;dimagrire world of wacraft&lt;/strong&gt;: se ci sei riuscito, fammi sapere. Sono sempre disponibile a imparare cose nuove&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;è possibile cambiare l&#39;aereoporto di ritorno dopo aver prenotato ryanair&lt;/strong&gt;: ahahaha, auguri. Ne avrai davvero bisogno.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;eps ribella&lt;/strong&gt;: cattivo eps che si ribella! Invece i pdf si comportano bene, bravi loro!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;film porno il sognatore&lt;/strong&gt;: io non c&#39;entro, giuro.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;foto figa ditalino con una penna dentro&lt;/strong&gt;: e l&#39;inchiostro?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;gimp svestire&lt;/strong&gt;: è inutile, devo fare una versione di gimp per spogliare la gente e fare un sacco di soldi. ma un sacco.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;goya sintesi vita&lt;/strong&gt;: uguale a quella di Géricault&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;helena e alberto alleluia&lt;/strong&gt;: amen&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ho scopato a milano marittima&lt;/strong&gt;: e pensi di meritare un premio per questo, che lo cerchi su internet?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ho sognato un cammello&lt;/strong&gt;: poi ti sei svegliato e avevi sete?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;i pinguini fanno ooh&lt;/strong&gt;: che meraviglia!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;il cibo in olanda&lt;/strong&gt;: bocciato.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;il treno cuore forte il treno adesso non ha&lt;/strong&gt;: la mia risposta è &quot;cicale cicale cicale&quot;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;il tum di monaco quale inglese richiede? &lt;/strong&gt;: probabilmente il &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Regional_differences_and_dialects_in_Indian_English#Maharashtrian_English&quot;&gt;Maharashtrian English&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;imparare il vonlenska &lt;/strong&gt;: ma non è una lingua vera e propria!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ingengiere goblin dnd / la giusta ricompenza &lt;/strong&gt;: per piacere, comprate un vocabolario **:|&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;intruzzita &lt;/strong&gt;: una truzza intrizzita?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;l&#39;università in olanda è gratuita&lt;/strong&gt;: no.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;le prime cose da fare in una casa nuova&lt;/strong&gt;: fammi capire, tu stai cercando su internet cosa devi fare in casa tua?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;matlab frasi senza senso&lt;/strong&gt;: &lt;code&gt;disp(&quot;forse non sai usare matlab&quot;)&lt;/code&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;mi fa piacere che mi pensi&lt;/strong&gt;: il piacere è tutto mio.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;metti mi piace o ti inculo&lt;/strong&gt;: ???&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;nome astratto di stereo&lt;/strong&gt;: ???&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;notizie inutili da sapere &lt;/strong&gt;: questo post. Non saranno notizie, ma sicuramente sono inutili&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;perchè slashiamo? &lt;/strong&gt;: i misteri della vita, a volte.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;piede in figa / si puo mettere un piede nel culo / piede nel culo / piede nel culo a ragazzo / dito del piede nel culetto / piede nel sedere&lt;/strong&gt;: certo che usarlo per camminare, no?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;preferisco pensare che la bilancia digitale non funziona &lt;/strong&gt;: fai pure come preferisci, eh.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;prontosoccorsoorecchieferrara&lt;/strong&gt;: volevodirtichecomunquehaianchelabarraspaziatricesullatastiera.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;quanto mi piace l&#39;odore della pioggia / quanto mi piaciono le nuvole &lt;/strong&gt;: a te non so, a me tanto.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;rabbreddore&lt;/strong&gt;: buoda guarigiode!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;reimpostarefierofox&lt;/strong&gt;: fierofox? È la versione orgogliosa di Firefox?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ricordo ancora la prima volta che ci siamo parlati&lt;/strong&gt;: non ti offendere, io no.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;scrivere penna&lt;/strong&gt;: dai, su, non è così difficile, no?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;scttero quella&lt;/strong&gt;: ???&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;sito dove ascoltare musica gratis sito con nuvole&lt;/strong&gt;: se dici a internet &quot;sito con nuvole&quot;, lui sa sicuramente qual&#39;è quello che cerchi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;sparse su roma 600 tonnellate di sale clamoroso pareggio di cartagine &lt;/strong&gt;: era una battuta di spinoza, se non ricordo male :)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;stufato wikipedia&lt;/strong&gt;: meglio una polenta di wikipedia, fidati.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;svestire con photoshop / svestire le foto / svestire una persona con il pc gimp / svestire una ragazza con gimp &lt;/strong&gt;: devo fare sta maledetta versione di gimp, la devo fare!&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;tobo macro incastrato&lt;/strong&gt;: tobo?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;tondaggine&lt;/strong&gt;: la tontaggine di una persona tonda.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;torta a forma di genitali&lt;/strong&gt;: ma..davvero vorresti una torta così?&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;vestito da ponyo &lt;/strong&gt;: idea originale, decisamente :)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Manage a website with git and mirror it on GitHub</title>
   <link href="/2012/04/01/manage-a-website-with-git-and-mirror-it-on-github/"/>
   <updated>2012-04-01T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/04/01/manage-a-website-with-git-and-mirror-it-on-github</id>
   <content type="html">&lt;h2&gt;DreamHost and the issue with cloning&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Since the updating of the website &lt;a href=&quot;http://bifrost.it&quot;&gt;Bifröst.it&lt;/a&gt; is done via multiple locations, and it involves a &lt;strong&gt;lot&lt;/strong&gt; of HTML files, we decided, a while back, to use git for its &quot;development&quot;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;This was not particularly hard, following &lt;a href=&quot;http://toroid.org/ams/git-website-howto&quot;&gt;this guide&lt;/a&gt;, and we managed to get everything up and running very quickly.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Things went fairly smoothly until our repository reached a &lt;em&gt;critical&lt;/em&gt; size, or at least critical from the point of view of our hosting provider, DreamHost. In particular, the problem arose when some errors were made and there was mismatch with the local git repositories.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Since we are not particularly experienced with git (and we did not use GitHub and its comfy feature of viewing from a website the whole repository) we thought that it was better (and quicker) to simply &lt;em&gt;start again&lt;/em&gt;, that is start a new repository, put the &quot;good version&quot; inside it, and just clone everything again on the various machines we used.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;But we did not take into account the size of the repository, unluckily. The problem was that, in the process of cloning, git on the DreamHost server used too much (~500 Mb) memory and it was killed by the &quot;guardian process&quot; (I don&#39;t really know if that is the right terminology, but it is easily understandable what I mean). So, we could not clone anymore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;After trying all sorts of tricks with Git on Dreamhost (I recollect something with no_mmap, but surely I tried much more) and contacting directly DreamHost (after a &lt;strong&gt;long&lt;/strong&gt; discussion, they simply concluded &quot;anyway we don&#39;t officially support git so just use subversion&quot;, which made them lose a lot of points in my opinion) with scarce results, we tried to reduce the size of the repository: after all, not all the files were required (some of them will be used in the future, I guess, and they were simply there as placeholders), so we were able to cut a 30% of the total size. But still, no luck with DreamHost.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So we asked ourselves a bunch of questions:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Shall we stop using git and favore some other similar program?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;  No, because we slowly (not everybody participating is skilled with a computer) got used to it, and found it was a perfect match to our needs.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Shall we stop using DreamHost?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;  This question, in reality was more &quot;Can we find an alternative host with the same budget that does not have these problems with git?&quot; (the website is done completely out of passion, we never saw a cent of it.) So, this was not really easy to answer, and furthermore we just paid for another year at DreamHost.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;So, no other alternative seemed particularly attractive, until (a couple of days ago) I realized that one of the most celebrated features of git, the fact that is decentralized, could really be helpful, in our case.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Another important piece of the puzzle (which is about to be solved) is that, when we switched to git, we did not think about using GitHub because we did not want all the files to be publicly browsable, and the idea to pay extra for &quot;private repositories&quot; was not particularly appealing (did I mention that we do not gain anything from this project, apart from pride?).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;This matter changed some months ago, when GitHub gifted me with two years of paid account because I am still a student, so now we could ask GitHub for help, which is exactly how we solved the problem.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The following steps, are basically a guide to set up a website on Dreamhost, versioned with Git, if the size is quite an issue:&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;From my local computer, I followed all the steps in &lt;a href=&quot;http://toroid.org/ams/git-website-howto&quot;&gt;the original guide&lt;/a&gt; we previously used.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;I created a private repository on GitHub, added it as another remote from my local repo and pushed everything to it&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;From all other machines, we clone from GitHub and then set the remote to the DreamHost server.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;


&lt;p&gt;And now everything works.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Keeping the github repo up-to-date&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;The GH repo proved himself really handy, so it comes quite naturally that we want it to stick around: furthermore, as I already mentioned, the possibility to browse the code (althought HTML) and check out the diff in a neat way (sorry, I prefer it much more to git-diff) are really something we wanted to keep. So, we wanted also the GH repo to be up-to-date with the &quot;production&quot; (i.e. the dreamhost server) repo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I did not want to manually update the GitHub repository from time to time, neither was to have all the other users push also to it, along with the main server.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;So I found the solution of my problems in this page (coincidentally, or maybe not, in the same website as before).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I rewrote the post-receive hook (which was already customized because we are using a bare git repository in another folder than the work tree) as follows:&lt;/p&gt;

&lt;pre&gt;&lt;code&gt;#! /bin/sh
export GIT_WORK_TREE=~/bifrost.it
git checkout -f
nohup git push github &amp;amp;&amp;gt;/dev/null &amp;amp;
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;

&lt;p&gt;Note that the git repository is the folder &lt;code&gt;bifrost.it.git&lt;/code&gt;, while the actual work tree is in the folder &lt;code&gt;bifrost.it&lt;/code&gt; (both located in the home of the dreamhost user).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Now, every time a user pushes to the dreamhost server, also the github repository is updated.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Neat!&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Dear Google, please remember from which address I send mails to a group of people</title>
   <link href="/2012/03/10/dear-google-please-remember-from-which-address-i-send-mails-to-a-group-of-people/"/>
   <updated>2012-03-10T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/03/10/dear-google-please-remember-from-which-address-i-send-mails-to-a-group-of-people</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;Dear Google, my name is Davide and I am a student at Universiteit Utrecht, so I have a mail &quot;@students.uu.nl&quot;, which is from &lt;a href=&quot;http://www.google.com/apps/intl/it/edu/&quot;&gt;Google Apps Education edition&lt;/a&gt;, but that does not matter for my story. Neither is the fact that it is a mail for the university, because the same exact reasoning can be applied to any company email, whether is essentially Google Mail or not.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;You see, I take advance of one of the awesome feature that your mail provides: this university address is set, along with others that I employ very rarely, in my primary gmail address; doing so, I am able to send a email from the same account as all the others, secondary emails.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;When I send a email to a professor or any other member of the university (whose email addresses end with @uu.nl), or any other fellow student (again @students.uu.nl) it is rather reasonable that I send that email using the official account; in some cases, that is mandatory (in my previous university, in Ferrara, they threatened to discard mails not from the university account).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Of course I can do it manually, but wouldn&#39;t it be awesome, if you &lt;em&gt;remembered&lt;/em&gt;? Or that I could set a &quot;filter&quot; (call it as you want), something like &quot;all mails to *@uu.nl should have this address as default&quot;?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Usually I try to pay as much attention as I can, but, you know, I am more focused on the content of the mail itself rather than on the sending address; more than once I forgot about this tiny detail, and I was lucky that did not matter much.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The problem in my case is worsened by the fact that my primary email address (which actually was the first one that I ever had) was created in my early adolescence, and I slightly regret my choice of nickname: sending a official mail as &lt;em&gt;helios&lt;/em&gt; + my year of birth + @gmail.com is surely less than desirable (I will change it, eventually, to something @ this domain).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I am sure my problem is not isolated: certainly there are some companies that require that all the internal communication is done using that address, even governments! (in Italy, all the communications between a person and offices must be done via an address that they supply, claimed to be &quot;certified&quot;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I cannot see how this little tweak would drastically change your platform, since you already do something similar: when I receive a mail to my student address and I reply, the default choice is correct!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I know that this may sound a little trivial, but still it could help giving the feeling of refinement that attracts, and pleases, lots of people (see Apple).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Your loyal customer, and friend, Davide.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Creating launchers for gnome 3 shell</title>
   <link href="/2012/03/07/creating-launchers-for-gnome-3-shell/"/>
   <updated>2012-03-07T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/03/07/creating-launchers-for-gnome-3-shell</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;I recently switched to &lt;a href=&quot;http://www.sublimetext.com/2&quot;&gt;Sublime Text 2&lt;/a&gt;. Believe me, it&#39;s amazing. And in this small post I will explain how to create a launcher for it (or basically any other applications installed) in the &quot;sidebar&quot; of Gnome3.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;This is because I use Linux Mint 12 Lisa, which is basically Ubuntu without Unity and with Gnome3 + Mate (I have never been happier with a DE); in this framework there are no problem with adding to the &quot;favorites&quot; of the Gnome 3 shell any program that was installed via apt-get or any .deb package, as usual.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;ST2, instead, did not come with a .deb package, but just the binaries inside a simple archive; so, no default way to put such program to my favorites, apart from creating a desktop icon (and, as I realized lately, desktop icons are not useful anymore with the new generation of DEs, such as Gnome3, Unity, OSX&#39;s docks, and are used really only under Windows), which was not really what I wanted.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The solution of this problem was not particularly hard, but I believe that with this post some people could save some search time (and of course, I won&#39;t need to search it again!).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Let us suppose (pardon my mathematical language, I deal with it every day) that we have uncompressed our ST2 archive in the folder &lt;code&gt;~/comp/Sublime Text 2&lt;/code&gt; (I reccomend putting all the software installed &lt;em&gt;by hand&lt;/em&gt; in a separate folder, so it can be easy found: the &quot;comp&quot; is actually for &quot;compiled&quot;, even thought there&#39;s nothing to compile for ST2).&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Being a guy which uses a lot the terminal (and you should do that as well!) I naturally want to start being sure that there is a shortcut. &lt;code&gt;st&lt;/code&gt; seemed a reasonable choice (when trying to type that in the terminal, Linux told me that it was related with the &lt;code&gt;suckless-tools&lt;/code&gt; package, which I probably won&#39;t need to install ever): therefore&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; &lt;code&gt;sudo ln -s ~/comp/Sublime Text 2/sublime_text /usr/bin/st&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; provided that &lt;code&gt;/usr/bin&lt;/code&gt; is in your PATH (which will already be, probably)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;We need to create the launcher itself, which is done by creating a &lt;code&gt;st.desktop&lt;/code&gt; file in &lt;code&gt;~/.local/share/applications&lt;/code&gt; with this content:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; &lt;pre&gt;[Desktop Entry]
 Type=Application
 Exec=st
 Name=Sublime Text 2
 Icon=~/comp/Sublime Text 2/Icon/128x128/sublime_text.png&lt;/pre&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Just search for Sublime Text in the Gnome 3 Shell and pin it to &quot;favorites&quot;.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Profit (not really).&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Visualizing commits</title>
   <link href="/2012/03/06/visualizing-commits/"/>
   <updated>2012-03-06T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/03/06/visualizing-commits</id>
   <content type="html">&lt;p&gt;The recent boom of infographics is the proof that data visualization has become more and more important, and it is a useful tool to gain more insights.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Today, due to the launch of the revamped &lt;a href=&quot;http://basecamp.com/&quot;&gt;Basecamp&lt;/a&gt;, and in particular to &lt;a href=&quot;http://37signals.com/svn/posts/3128-basecamp-next-in-phases-and-flow&quot;&gt;its announcement&lt;/a&gt; in 37signal&#39;s company blog, &quot;Signal vs Noise&quot;, I discovered a fun tool to visualize data (namely, commits): &lt;strong&gt;gource&lt;/strong&gt; (I guess that its name comes from &lt;em&gt;graphical source&lt;/em&gt; or something like that).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Such program is very easy to use and produces a interesting, &lt;em&gt;flowerish&lt;/em&gt; output. Since it is almost spring (the weather is not particularly agreeing with me in this matter, at least here in the Netherlands), I thought it deserved a post.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anyway, after installing the required libraries (needless to say, I should have consulted the INSTALL file before trying to understand what was needed with a rule of thumb and the output of &lt;code&gt;./configure&lt;/code&gt;), I managed to have it process the commit log of &lt;a href=&quot;http://tux.it&quot;&gt;tux.it&lt;/a&gt; and produce a nice HD video with this command:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;code&gt;gource -1280x720 -s 4 -a 2 --hide dirnames,filenames --stop-at-end --title tux.it -o - | ffmpeg -y -r 60 -f image2pipe -vcodec ppm -i - -vcodec libx264 -vpre lossless_ultrafast -crf 1 -threads 0 -bf 0 ~/gource.mp4&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Luckily enough, I had just a little problem with ffmpeg and the encoding (that&#39;s why there is &lt;code&gt;-vpre lossless_ultrafast&lt;/code&gt; instead of &lt;code&gt;preset ultrafast&lt;/code&gt; or something like that, which was in the original suggestion from gource&#39;s wiki).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anyway, here&#39;s the result:&lt;/p&gt;

&lt;iframe width=&quot;640&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://www.youtube-nocookie.com/embed/t4_Rohdy0GA&quot; frameborder=&quot;0&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;


&lt;p&gt;As a bonus to this post, I will add that I had some problems while trying to embed the video above: Maruku didn&#39;t like much the code that YouTube provided, but luckily I found &lt;a href=&quot;http://www.whatwherewhy.me/blog/2012/01/17/youtube-iframe-code-gotcha-in-maruku/&quot;&gt;this tip&lt;/a&gt;, but then again, just after the iframe, the page stopped rendering (a known issue of maruku, as far as I understood), so I &lt;a href=&quot;http://stackoverflow.com/questions/373002/better-ruby-markdown-interpreter&quot;&gt;looked a bit around&lt;/a&gt; and switched to RDiscount. We&#39;ll see.&lt;/p&gt;
</content>
 </entry>
 
 <entry>
   <title>Si ricomincia</title>
   <link href="/2012/02/26/si-ricomincia/"/>
   <updated>2012-02-26T00:00:00+00:00</updated>
   <id>/2012/02/26/si-ricomincia</id>
   <content type="html">&lt;h2&gt;Una storia lunga e travagliata (ma neanche troppo)&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ho iniziato a bloggare nel lontano 2005, quando avevo solo 16 anni. Il primo indirizzo, se non sbaglio, fu &lt;a href=&quot;http://helios89.splinder.com&quot;&gt;http://helios89.splinder.com&lt;/a&gt;, che poi migrò a &lt;a href=&quot;http://helios.splinder.com&quot;&gt;http://helios.splinder.com&lt;/a&gt;, qualche mese dopo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Riguardando ancora i post di allora (che a dir la verità assomigliano più a status di twitter), mi vergogno profondamente. Non ero bimbominchia e basta, ma trasudavo proprio bimbominchiaggine. Fortunatamente, le cose sembrano essere un po&#39; cambiate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La svolta più grande della mia &quot;carriera&quot; da blogger è avvenuta nella primavera, 2006, a opera della &lt;a href=&quot;http://www.frieda.it&quot;&gt;capa&lt;/a&gt;, quando sono migrato alla piattaforma Wordpress sul fantastico dominio &lt;a href=&quot;http://www.frieda.it/helios&quot;&gt;http://www.frieda.it/helios&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E vi ho dimorato per un bel po&#39;, fino a quando non ho acquistato il dominio &lt;a href=&quot;http://andvari.it&quot;&gt;http://andvari.it&lt;/a&gt; e ci ho trasferito il blog, in pianta stabile (&lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it&quot;&gt;http://blog.andvari.it&lt;/a&gt;). Tra  l&#39;altro, &lt;em&gt;ravanando&lt;/em&gt; a caso, ho trovato un &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2008/02/12/e-tutta-questione-di-amici/&quot;&gt;altro post&lt;/a&gt; che descrive la mia carriera, forse con un po&#39; più di precisione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho fatto una botta di conti e (escluso questo), dovrei aver scritto qualcosa come 1080 post, più o meno. Mica male, a pensarci. Però, dato che, come ho detto prima, soprattutto nel primo periodo i miei post non erano corposi come questo che sto scrivendo, è più giusto dare il peso in byte. Per la precisione, questi 1080 post tradotti in sintassi Markdown (poi capirete il perché) pesano la bellezza di 1.7 Mb. Ecco, vedi che sembrano già di meno? Meno di due milioni di caratteri, che vuoi che sia?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutta questa lunga premessa (a mo&#39; di scusa?) era finalizzata a un semplice messaggio: &lt;strong&gt;mollo tutto e riparto da zero&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;L&#39;ispirazione&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Dopo tutto questo tempo passato come blogger, con praticamente nessun post interessante (ricordo che il post più visitato è una vecchia guida su come bypassare il filtro a thepiratebay, corretta solo quando il blocco era a livello di DNS degli ISP italiani, e non a livello IP), è necessaria una riflessione su quale sia lo scopo di tutto ciò.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;O forse no, perché l&#39;ho già fatta tante volte (anche sul blog), questa riflessione. E niente è cambiato, rispetto all&#39;ultima volta: ho sempre intenzione di scrivere prima di tutto perché l&#39;atto stesso di scrivere fa bene, portando ad una migliorata capacità di comunicazione (non voglio ridurmi a uno spettro di me stesso, dimenticando le regole dell&#39;italiano scritto e bofonchiando frasi senza senso, &lt;em&gt;à la tamarro&lt;/em&gt;), un po&#39; perché ho la memoria da pesce rosso (già solo andando a rivangare i primi post del 2005 mi sono tornate in mente tantissime cose, alcune delle quali avrei fatto volentieri a meno, ma la memoria selettiva non mi piace) e pertanto voglio scrivere con la speranza di poterci riguardare un giorno. And, &lt;em&gt;last but not least&lt;/em&gt;, non è che starei facendo qualcos&#39;altro di più produttivo, comunque.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cosa ho da perderci?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Certamente deve essere una cosa vissuta in tranquillità: una volta bloggavo con regolarità senza che mi fosse di alcun peso, mentre nei penultimi tempi (insomma, non proprio ultimamente) vivevo il desiderio di notorietà (ovvero di essere letto) &lt;em&gt;credendoci un po&#39; troppo&lt;/em&gt;. Pensavo: &quot;che cosa potrei scrivere che i miei lettori potrebbero apprezzare?&quot;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Insomma anziché vivere il blog, era il blog che stava vivendo me. No, non preoccupatevi, ho sempre e comunque una tendenza a ingigantire le cose (mi piacciono le iperboli): però è comunque vero il fatto che vivevo con pressione (autoimposta) il fatto di scrivere. E questo mi ha un po&#39; disgustato e mi ha fatto abbandonare penna e calamaio digitali, per un bel po&#39;. E ne sento anche ora le conseguenze.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Che sia la volta buona che riprendo a scrivere? &lt;strong&gt;Forse&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La risposta definitiva è comunque un forse, perché una delle verità che ho in tasca è &quot;se uno vuole fare la cosa, la fa o ci prova&quot; ( &lt;em&gt;grande scoperta&lt;/em&gt;, direte voi, ma a dir la verità da questa affermazione si riescono a intepretare (a mio avviso correttamente) moltissime cose). Insomma, la spinta deve avvenire dal basso, non essere imposta dall&#39;alto (grazie Wikipedia che mi hai insegnato questo, e grazie Google che con Buzz, Plus, eccetera eccetera mi dimostri che il contrario fallisce miseramente).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E la pigrizia? Mi spiego meglio: ho appena parlato di spinta dal basso, e che tutte le cose devono avvenire naturalmente, con la cosiddetta &quot;voglia&quot; come motrice di tutto quanto... tutto questo ragionamento però non tiene in conto la mia (immane)
 pigrizia, notevolmente peggiorata nell&#39;ultimo periodo. Parlando più concretamente, se baso tutto questo mio ragionamento &lt;strong&gt;solo&lt;/strong&gt; su &quot;faccio le cose solo quando ne ho voglia&quot;, rischio di fare l&#39;esatto opposto del mio intento: non scrivere mai. Ne parlo perché è già successo (questi ultimi mesi); ergo, un po&#39; di &quot;rigidità&quot; (di metodo, di costanza, se volete) è necessaria. Ma non tanto per il blog, ma per me stesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Ecco, a dir la verità, onde non ricadere negli errori precedenti (ovvero pensare al &quot;pubblico&quot; e scrivere per lui, anziché scrivere per me), dovrei effettuare uno step intermedio (perlomeno, ora è così la mia visione): scrivere (una volta a settimana? non so, ogni &lt;em&gt;tot&lt;/em&gt;) una riflessione. Se poi pubblicarla o no, poi si vede. Ma sono convinto che mi farebbe bene. Un po&#39; à la &lt;a href=&quot;http://750words.com/&quot;&gt;750 words&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ritornando al fatto di scrivere online, devo dire che, diversamente da come ho fatto tutte le altre volte, sento il bisogno di fornire una netta discontinuità con il passato. Prima di tutto per non poter, tecnicamente, effettuare paragoni; in secondo luogo, perché sento che tutti questi 1080 post di cui sopra, sono un notevole bagaglio, culturale e non. Sono la mia adolescenza e la mia prima maturità (il termine inglese &lt;em&gt;adulthood&lt;/em&gt; mi pare più carino e appropriato). Sono le superiori e la triennale. Sono un Davide che non c&#39;è più, ormai da un pezzo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se volete, questa discontinuità è figlia di quella parallela avvenuta nella mia vita sei mesi fa, più o meno. Quando sono approdato nei Paesi Bassi, senza biglietto di ritorno (più che altro metaforicamente, con i prezzi dei voli conto di fare avanti e indietro relativamente spesso). Quando sono andato a convivere con la mia ragazza (a 22 anni è abbastanza presto). Quando la mia realtà si è stravolta completamente (per tutte queste cose, ma anche dal punto di vista universitario, dato che qua a Utrecht è tutto un po&#39; diverso (ne avrei di cose da raccontare)).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Già dal momento in cui sono venuto qua in Olanda con Kleopatra (la &quot;mia bella&quot;, per chi si ricorda) ho subito percepito che questo cambiamento poteva (e forse doveva) riflettersi nella mia vita online, nel mio alterego digitale. Una delle idee era quella di iniziare un blog insieme, &quot;Dueinolanda&quot; o qualcosa del genere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Però, anche in questo caso, sarebbe stato un po&#39; una forzatura, anche se non nei miei confronti: Kleopatra non è abituata a tenere un diario, ovvero a scrivere in questo modo, come sto facendo proprio ora (alle 15:20 del 21 febbraio 2012, con il cielo olandese coperto (tanto per cambiare)). E, insomma, ancora la verità in tasca di cui sopra mi ha spinto ad abbandonare l&#39;idea. &lt;em&gt;Things that are meant to be, just happen&lt;/em&gt;, più o meno. Sempre ancora senza il concetto di destino, se mi è concesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E il fatto stesso che io sia qua, è una dimostrazione di ciò. Lo &quot;slancio&quot; (ero convinto di potermi identificare con l&#39;&lt;em&gt;elan vital&lt;/em&gt; bergsoniano, ma poi ho ricercato in Wikipedia (la mia memoria è scarsa, l&#39;ho già detto?) e mi sono accorto che non c&#39;entrano un fico secco) verso la scrittura ha infine prevalso. Volevo scrivere, ed eccomi qua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, giusto per dilungarmi un altro po&#39; (il numero di caratteri di questo documento è già &lt;em&gt;over 9000&lt;/em&gt;, anche se l&#39;ho scritto in maniera non lineare, ovvero questo dovrebbe essere più o meno l&#39;ultimo paragrafo che sto scrivendo) il riassunto di tutta la faccenda espressa in questo paragrafo è che le condizioni per un nuovo inizio ci sono. Se ci sarà una concretizzazione vera e propria, bisogna vedere (speriamo che sia un &lt;em&gt;Ágætis byrjun&lt;/em&gt;, giusto per fare l&#39;esterofilo).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi sembra però che, comunque vada, questo processo di rivoluzione mi abbia già fatto bene. Mi sento già molto più in pace con me stesso (come se fosse sparita una gabbia), sono contento di aver allargato il mio orizzonte operativo (in senso informatico, come si legge sotto), e in generale sono tranquillo. Poi, si vedrà.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;I tecnicismi&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Oltre al motivo &quot;filosofico&quot; appena descritto, questa discontinuità con il passato è frutto anche di una ragione prettamente tecnica, nient&#39;affatto meno importante della precedente (d&#39;altronde, non è la curiosità che fa fare nuove scoperte e permette l&#39;avanzamento, in tutti i campi del sapere?).&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;Quello che serve, niente di più&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Tralasciando la mia esperienza in Splinder (tra l&#39;altro, pace all&#39;anima sua), ho sempre bloggato in Wordpress: questa piattaforma in PHP, per carità, funziona bene, ma ha a mio avviso un&#39;eccessiva sovrastruttura.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In questa valutazione faccio mio l&#39;ausilio di una regola di vita (niente di eccezionale) insegnatami dal buon babbo. Per non perdere la direzione giusta, in tutte le cose che si fanno, è sempre necessario riflettere con calma e valutare &quot;quello che serve veramente&quot;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Applicando questa massima alla mia esperienza da blogger, mi chiedo: &quot;cosa serve, a me?&quot;, o meglio, &quot;cosa voglio fare io, esattamente?&quot;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La risposta è semplicissima: un blog. Volendo andare nel dettaglio (e la matematica (più esattamente la logica), come dirò fra poco, mi ha insegnato ad andare alla radice del significato stesso di ogni cosa), &lt;strong&gt;voglio essere in grado di scrivere i miei pensieri su una pagina internet&lt;/strong&gt;. Questa frase, messa in grassetto per l&#39;occasione, mi sembra un obbiettivo chiaro e semplice da rispettare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho bisogno di pagine dinamiche, di database, di gestione di utenti, di temi, di plugins, eccetera eccetera eccetera? &lt;strong&gt;NO&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A costo di andare nella farneticazione, come ho accennato poc&#39;anzi, devo riconoscere di essere cambiato molto io stesso nel corso di questi ultimi anni, specialmente da quando studio matematica. Eh, già, perché la matematica, con il suo formalismo e la sua logicità, cambia il modo in cui vedi, percepisci e pensi il mondo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Capiamoci bene: se dovessi fare qualcosa di quello che mi serve, scriverei del &lt;em&gt;plain text&lt;/em&gt; sul web. Neanche HTML, testo buttato lì e &lt;em&gt;renderizzato&lt;/em&gt; (che brutto termine) dal browser. Sì, so essere dannatamente purista, a volte (chissà se qualcuno di Wikipedia si ricorda ancora?).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo discorso, a conti fatti, non è neanche poi troppo diverso dal principio dietro &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2011/03/13/il-tempo-necessario/&quot;&gt;iA Writer&lt;/a&gt;, un editor in Markdown (e vedi che le cose tornano tutte? vedi più sotto).&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;Piacevole alla vista&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Ho detto che bisogna sempre valutare quello che serve, tuttavia è importante non esagerare, facendo del minimalismo (essenzialismo?) un &lt;em&gt;fondamentalismo&lt;/em&gt;. Perché, come dicevo, sarebbe facile eliminare tutta la sovrastruttura (ovvero eliminare tutto tranne il contenuto), però poi si otterebbe un prodotto non particolarmente fruibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In questi ultimi mesi (mi correggo, da &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2010/11/18/un-pizzico-di-design/&quot;&gt;un anno e mezzo&lt;/a&gt;) sono diventato sempre più attento al &lt;em&gt;design&lt;/em&gt; e ai prodotti &lt;em&gt;visually pleasing&lt;/em&gt; (da cui il titolo della sottosezione). E, &lt;em&gt;last but not least at all&lt;/em&gt;, ho iniziato a strizzare l&#39;occhiolino anche alla tipografia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, si può capire come il &lt;em&gt;plain text&lt;/em&gt; era un&#39;alternativa ammissibile, ma che non mi soddisfaceva.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La cosa migliore, come ho già detto &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2011/01/16/il-cielo-e-grigio/&quot;&gt;altre volte&lt;/a&gt; sarebbe fare pagine HTML a mano. Ora, facciamo finta di guardarci negli occhi con uno sguardo disilluso: «chi ha voglia di fare tutto ciò?».&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sì, perché non sono un designer come quelli da cui traggo ispirazione, e/o che seguo attivamente. Non so una benemerita cippa di come fare a fare un prodotto piacevole alla vista (l&#39;HTML lo conosco, è facile, ma senza le regole con cui applicarlo, rimane lì, inerte).&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;Una base di pietre preziose&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Non è un mistero come sia diventato, negli ultimi tempi, un fan di Ruby (senza esserne un esperto, sia ben chiaro). Mi piace la sua versatilità, la sua comodità, yadda yadda yadda (cit.) (non è questo il posto, né il momento adatto per una disquisizione sui linguaggi di programmazione).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E poi, sono diventato un fan di Github sfegatato. Un ultras, o quasi. Ho pure (co-)tenuto un corso su Git e Github al LUG di Ravenna (davanti a quattro gatti, ma vabbé), insieme a &lt;a href=&quot;http://rubbo.li&quot;&gt;dn2k&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;Atto finale: Trasformazione&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;E, all&#39;improvviso, arrivò &lt;a href=&quot;https://github.com/mojombo/jekyll&quot;&gt;Jekyll&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Scritto dal fondatore di Github in Ruby&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nessun database, nessuna sovrastruttura superflua&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non c&#39;è la necessità di scrivere in HTML, è sufficiente usare &lt;a href=&quot;http://daringfireball.net/projects/markdown/&quot;&gt;Markdown&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Possibilità di personalizzazione estrema e più che facile (Wordpress &lt;strong&gt;è&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;spaghetti code&lt;/em&gt; all&#39;ennesima potenza), ovvero facile adozione di uno stile essenziale, funzionale, bello da vedere&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Userò Github Pages come &quot;hosting&quot; (infatti un alternativo URL del blog sarà &lt;a href=&quot;http://heliosmaster.github.com&quot;&gt;http://heliosmaster.github.com&lt;/a&gt;)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Come ulteriore motivazioni, più di natura filosofica che altro (e probabilmente, &lt;em&gt;a posteriori&lt;/em&gt;), aggiungo che l&#39;idea di Jekyll/Hyde, mi intriga parecchio. Come testimonia anche la mia pagina personale in italiano, su &lt;a href=&quot;http://andvari.it&quot;&gt;Andvari&lt;/a&gt;, ho una concezione di personalità divisa, o meglio, della divisione di identità fra me e il mio alter-ego online, Helios(master).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi usare un software che trae ispirazione da uno dei più grandi classici della letteratura fantastica di tutti i tempi (cit. wiki, che manca di citazione a sua volta, ahimé), dal momento che effettua una vera e propria trasformazione (il risultato è tutt&#39;altro che aggressivo, però) sui sorgenti in Markdown, dà quel senso di completezza. E, come se non bastasse, è collegato a &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it/2008/01/22/the-strange-case-of-dr-jekyll-and-mr-hyde/&quot;&gt;uno dei post più popolari&lt;/a&gt; che io abbia mai scritto, touché.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Io sono uno che ci tiene a queste sottigliezze (nomenclatura, eccetera), rasentando a volte l&#39;eccesso; a mio modesto parere, questa volta, il risultato è soddisfacente.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Il risultato&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Dopo tutte queste elucubrazioni, è facile perdersi e non capire il senso del discorso. Ho detto che voglio ancora bloggare, ma non più come prima, non più nello stesso posto di prima. Ho detto che voglio abbandonare Wordpress, e che voglio usare Jekyll.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il risultato, è molto semplice:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Lascio &lt;a href=&quot;http://blog.andvari.it&quot;&gt;Il sognatore di nuvole&lt;/a&gt; dove sta, a mo&#39; di archivio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Essendo archivio non c&#39;è necessità di pagine dinamiche, ergo passo a pagine HTML staticissime. Come faccio a generarle? Semplice, con Jekyll! In particolare, effettuerò la &quot;trasformazione&quot; da Markdown a HTML in locale, e semplicemente copierò la cartella &lt;code&gt;_site&lt;/code&gt; ottenuta (dopo aver sistemato con un bel &lt;code&gt;sed&lt;/code&gt; tutti gli eventuali riferimenti relativi al Jekyll locale), provvista di tutto quel che serve (tranne il css, che lo aggiungo a mano: è solo un file!).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In questo modo anche il vecchio blog assumerà la grafica del nuovo. Tecnicamente questo non è concorde con la mia idea di discontinuità, ma non ha senso che faccia qualcosa di diverso (ovvero che mi sbatta per farlo).&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;Con una notevole presa di coscienza, il nuovo posto in cui scrivo sarà il mio sito personale, &lt;a href=&quot;http://davidetaviani.com&quot;&gt;http://davidetaviani.com&lt;/a&gt;. Il titolo devo ancora deciderlo (qualcosa abbozzerò sicuramente prima della pubblicazione di questo post medesimo), e per il momento sono intrigato da un puro, semplice (e consistente con le mie idee di cui sopra), &lt;strong&gt;Davide&#39;s blog&lt;/strong&gt;. Sugggerimenti? Sono tutt&#39;orecchi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il blog sarà sia in lingua inglese che in lingua italiana. Ah, non l&#39;ho detto? Con Jekyll è facilissimo dividere le pagine in base alla lingua usata (a dir la verità non uso nessun concetto di Jekyll in particolare, ma taggherò i post in italiano con &#39;italiano&#39; e i post in inglese con &#39;english&#39;, e semplicemente divido per tag). Voglio provare a bloggare anche in inglese, senza limitarmi però a quello. La pagina iniziale sarà forse (non ho ancora deciso al 100%) un miscuglio di lingue, ma non mi preoccupo più di tanto. Il bello di Jekyll, comunque, è che il codice è molto semplice ed eventuali miglioramenti / sistemazioni / cambiamenti (anche radicali) si fanno in tutta facilità. Pertanto, voglio avere un approccio &lt;em&gt;agile&lt;/em&gt;: iniziamo e poi vediamo come si evolvono le cose (ricordiamo anche il motto &quot;fare quello che serve&quot;, e di verificare l&#39;effettiva necessità di tutte queste cose, rapportate ai miei due lettori).&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;


&lt;p&gt;Per chi invece non ha voglia di leggermi sul blog ma tramite un feed, comunico che ho sia aggiornato il vecchio (&lt;a href=&quot;http://feeds.feedburner.com/Heliosmaster&quot;&gt;http://feeds.feedburner.com/Heliosmaster&lt;/a&gt;), ma che il feed di questa &quot;rinascita&quot; è &lt;a href=&quot;http://feeds.feedburner.com/davidetaviani&quot;&gt;http://feeds.feedburner.com/davidetaviani&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E chissà, magari alla fine ne esce anche qualcosa di decente...&lt;/p&gt;
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