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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>Heriold  Of  Lindisfarne</title><link>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/HerioldOfLindisfarne" /><language>en</language><lastBuildDate>Sun, 24 Jul 2011 14:21:36 PDT</lastBuildDate><generator>TypePad http://www.typepad.com/</generator><feedburner:info uri="herioldoflindisfarne" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://hubbub.api.typepad.com/" /><description></description><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/</creativeCommons:license><image><link>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/</link><url>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</url><title>Some Rights Reserved</title></image><feedburner:emailServiceId>HerioldOfLindisfarne</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>AMAZON E I PICCOLI LIBRAI</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/3U2OqUObDp0/2.html</link><category>Attualità</category><category>Politica</category><category>Società e Costume</category><category>amazon</category><category>legge</category><category>liberismo</category><category>librai</category><category>libri</category><category>mercato</category><category>monopolio</category><category>posizione dominante</category><category>sconto</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Sun, 24 Jul 2011 14:35:19 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-6a00e008d6cd3f88340154326cfedf970c</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Il 20 luglio 2011 il senato della repubblica italiana ha approvato un disegno di legge sulla disciplina del prezzo di vendita dei libri. Il fine complessivo del provvedimento è impedire a grandi catene (sostanzialmente Amazon) di vendere con sconti tali da distruggere la concorrenza e stroncare la resistenza dei piccoli rivenditori che non hanno una massa finanziaria sufficiente a reggere continue campagne di ribassi e sconti.</p>
<p>Ma siamo proprio certi che l'intero discorso si possa esaurire nell'alzare la voce contro l'attentato al regime degli ipersconti? A me pare di no.</p>


<p><em> </em></p>
<p>Da diversi decenni il mondo intero sta vivendo, con velocità crescente, un fenomeno che viene detto globalizzazione. La globalizzazione va di pari passo (anche se le due cose non sono strettamente coincidenti) con l'affermarsi di equilibri di mercato che vedono il prevalere del grande sul piccolo in tutti i settori e in tutta la catena che va dal produttore al consumatore. La grande parte degli artigiani sono scomparsi da tempo cedendo alla concorrenza dei produttori industriali, i negozi che un tempo erano nei pressi delle case di ognuno (alimentari, prodotti per la casa, articoli di abbigliamento, ...) sono stati progressivamente sostituiti dai centri commerciali e dagli ipermercati, i contadini hanno ceduto all'avanzata delle coltivazioni estensive delle grandi aziende agricole e le galline di proprietà familiare che un tempo scorazzavano libere per le strade di paese, oggi vivono l'intera loro vita in pochi centimetri cubi di spazio nei capannoni dei grandi allevatori.</p>
<p>Le grandi aziende ovviamente hanno capacità con le quali i piccoli non possono competere. Si approvvigionano a prezzi più bassi imponendo la loro forza commerciale e sfruttando le economie di scala e, di conseguenza, possono vendere a prezzi più bassi. Inoltre possono sfruttare al meglio il marketing, costruendosi un'immagine che tende a favorire le vendite persino al di là dell'effettivo valore del prodotto (si pensi per esempio all'impatto di marchi come Coca-cola, Nike, Toyota, Sony, ecc.). Addirittura i grandi protagonisti del mercato sono in condizione di creare dal nulla le esigenze, invece che limitarsi a soddisfarle, inducendo i consumatori ad acquistare ciò di cui essi "sentono" di aver bisogno, al di là del fatto che quel bisogno sia reale o fittizio. Si pensi alle miriadi di dispositivi elettronici che compriamo e ricompriamo in continuazione. Tutto questo costituisce uno scenario ampio e complesso che non si può semplicemente ricondurre alla posizione di Amazon o dei piccoli librai e del problema dagli sconti.</p>
<p>Naturalmente le grandi aziende hanno degli evidenti punti di forza; il loro predominio non è casuale. Per esempio non vi è dubbio che Nike sia in grado di produrre scarpe di qualità mediamente migliore di quelle che produrrebbe qualsiasi calzolaio a prezzi di gran lunga inferiori. Già considerando soltanto il tempo che il calzolaio deve impiegare il costo del suo prodotto finirebbe per essere superiore. Allo stesso modo un vestito tagliato e cucito da un sarto non può competere per prezzo con quello fabbricato da un'industria manifatturiera. Ma non si tratta soltanto di un problema di prezzo. Non di rado, fatta eccezione per i lavori di pochi artigiani di elevatissimo livello, anche la qualità dei prodotti industriali risente beneficamente della standardizzazione dei processi, della capacità di investire denaro nella ricerca, della specializzazione delle maestranze, della disponibilità di macchinari costosi, ecc.. Inoltre i grandi produttori surclassano i piccoli anche per la capacità di distribuire la propria merce e per il fatto di offrire un'ampia scelta di prodotti già pronti; mentre non di rado l'artigiano è costretto a limitarsi a rispondere alle richieste che arrivano, il grande produttore le previene e le indirizza. Ed è per questo che se decidete di farvi fare una giacca da un sarto dovrete sottostare a ripetute ed estenuanti sessioni inizialmente per prendere le misure e poi per provare e riprovare, prima di poter indossare la vostra giacca. Non solo: se vi recate da un sarto, non potrete vedere in anticipo il prodotto finito; dovrete descrivere il tipo di modello che desiderate, cercare di immaginare come sarà il risultato finale,, guardare dei campioni di stoffa, sceglierne uno e ... sperare che il sarto sia bravo. Invece se vi recate in un grande negozio che vende prodotti manifatturieri industriali, potrete semplicemente dare un'occhiata a una vasta gamma di giacche già fatte e pronte di colori, tagli e misure diverse, fino a trovarne una di vostro gusto. In meno di mezz'ora, di solito, avrete risolto il problema. E, se per caso non trovate nulla che vi soddisfi, lo saprete subito e ve ne andrete senza aver acquistato nulla. Mentre dal sarto, per capire che la vostra giacca fa schifo, dovrete attendere le prime sessioni di prove, dopo che la stoffa sarà stata tagliata e imbastita.</p>
<p>I vantaggi di cui godono i grandi produttori sono innumerevoli e non si esauriscono nelle brevi considerazioni che ho fatto, ma già queste considerazioni sono sufficienti per far capire quanto possa esser duro essere competitivi e  sopravvivere per i piccoli. E la conferma di ciò non è difficile da trovare: basta guardarsi attorno e notare come i centri commerciali, gli ipermercati e le grandi catene spadroneggino ovunque.</p>
<p>Ma ... è questo il mondo che vogliamo? Certo, senza dubbio tutti noi vogliamo (ove possibile) avere merce di qualità, consegnata magari a casa e a prezzi il più possibile bassi. Però il conto da pagare per ottenere ciò è che, poco alla volta, tutti gli artigiani, i negozianti e i piccoli imprenditori si trasformano in impiegati e operai alle dipendenze di poche enormi multinazionali. E quegli artigiani e negozianti siamo noi. Sono tutti posti di lavoro da lavoratore indipendente che svaniscono e vengono sostituiti da posti di lavoro per lavoratore dipendente. E il numero di posti di lavoro complessivi sarà inferiore, facendo aumentare la disoccupazione. Perché le grandi aziende sono molto più efficienti e hanno bisogno di meno mano d'opera.</p>
<p>Il gigantismo dei protagonisti del mercato, poi, si traduce anche in una diminuzione della concorrenza effettiva. Infatti là dove i concorrenti in competizione sono pochi, diviene molto più facile e producente spartirsi la torta piuttosto che lottare a sangue per conquistarne una fetta maggiore. E in un mercato dove la concorrenza si affievolisce, alla lunga, poi, finisce anche per diminuire la qualità dei prodotti.</p>
<p>Un'economia lasciata libera di evolversi verso uno scenario con pochi grandissimi competitor ha, in definitiva, come contropartita un mondo nel quale il potere contrattuale del consumatore è irrisorio, l'influenza del marketing e delle mode tende ad aumentare (rispetto a quella di fattori come la qualità e l'effettiva necessità dei prodotti), la varietà dell'offerta diminuisce e i lavoratori sono a loro volta ridotti a numeri insignificanti perduti in un meccanismo troppo grande per loro. Si tratta dello stesso scenario che già oggi è spiacevolmente evidente nel contesto del rapporto fra banche e risparmiatori. In tale rapporto la banca costituisce una controparte contrattuale di gran lunga troppo forte rispetto al cliente.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni qual'è il vero interesse della collettività (ossia di tutti noi): poter comprare da Amazon a prezzi stracciati oppure mantenere in vita, anche forzosamente, un equilibrio che impedisca il degenerare della libera concorrenza? Secondo me la libera concorrenza deve essere limitata. Occorre rinunciare, almeno in parte, ai prezzi stracciati. Prezzi che, per altro, una volta stroncato il resto dei competitor, smetterebbero immediatamente di essere stracciati. L'interesse della collettività non può prescindere dal consentire alle aziende una certa crescita, ma non può neppure prescindere dall'impedire alle aziende che crescono di praticare politiche commerciali atte a distruggere il mercato dei piccoli competitor. In altri termini occorre un equilibrio fra i due estremi e questo equilibrio, inevitabilmente, deve essere imposto mediante opportune leggi.</p>
<p>E qui torniamo alla questione originaria: il disegno di legge sul prezzo dei libri varato il 20 luglio corrisponde agli interessi della collettività? Oppure è solo il frutto dell'azione di lobby portata avanti dai piccoli librai? Personalmente non ho dubbi sul fatto che esso corrisponda a un frutto diretto di pressioni di tipo lobbystico. E la cosa non mi scandalizza affatto: non riesco a vedere nemmeno una categoria che, potendo farlo, abbia mai rinunciato a portare avanti i propri interessi di parte anche mediante azioni di tipo lobbystico. Non i taxisti, non i medici, non i giornalisti, non gli avvocati, non i politici, non i commercianti, non i camionisti o i produttori di latte. Non i fumatori, né i cacciatori, né gli ambientalisti, né altri. Tutti, quando possono, tentano di affermare i propri interessi. Questo non è un problema. La democrazia non consiste nel rinunciare ad adoperarsi per i propri interessi, ma nel regolare il confronto fra interessi diversi, in modo che a ognuno sia garantita la possibilità di essere rappresentato.</p>
<p>Non ho difficoltà, dunque, ad accettare che la lobby dei librai possa aver spinto per ottenere la legge che le faceva comodo. Ma allo stesso tempo quella legge va in una direzione che è, a mio avviso, sacrosanta: quella della regolamentazione del mercato. Naturalmente, pur andando nella giusta direzione, potrebbe trattarsi di una legge non perfetta o addirittura mal fatta. Forse si sarebbero potuti ottenere gli stessi risultati con mezzi diversi. Forse si sarebbe potuta tarare meglio. Forse ... Ma nel complesso non mi pare scandalosa, né assurda. I piccoli vanno protetti. O, per essere più precisi, va tutelata con grande attenzione la molteplicità dell'offerta impedendo a chiunque di raggiungere posizioni dominanti e difendendo il ruolo e le prerogative sia dei grandi attori che di quelli piccoli. Anche se talvolta ci farebbe comodo poter comprare libri da Amazon con sconti esagerati.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>CosmicVoidAroundMe</em></span></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/3U2OqUObDp0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Il 20 luglio 2011 il senato della repubblica italiana ha approvato un disegno di legge sulla disciplina del prezzo di vendita dei libri. Il fine complessivo del provvedimento è impedire a grandi catene (sostanzialmente Amazon) di vendere con sconti tali...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2011/07/2.html</feedburner:origLink></item><item><title>FILIBERTO E DAGOMILLO</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/2SeFBaj-Cb8/filiberto-e-dagomillo.html</link><category>enigmistica</category><category>indovinello</category><category>logica</category><category>quiz</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Heriold</dc:creator><pubDate>Fri, 08 Jul 2011 12:12:26 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-6a00e008d6cd3f8834014e899aa997970d</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span style="color: #823857; font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Un piccolo indovinello, un classico che ho letto tanti anni fa da qualche parte che non ricordo, riproposto in una forma lievemente romanzata.</em></span></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>In uno sperduto borgo di un paese lontano, fatto d'un grappolo di case posate nel verde fra due bianche catene di monti, Filiberto e Dagomillo erano cresciuti assieme, amici sinceri sin dai primi anni di vita e compagni di fanciullezza.</p>
<p>Filiberto era un giovanotto simpatico e socievole. Dotato di un fisico ben fatto e di un sorriso pieno e accattivante, una volta cresciuto non aveva fatto fatica a trovarsi una bella ragazza e ben presto s'era felicemente sposato. Dagomillo era sempre stato assai più timido e introverso. Non brutto, anzi, dotato di una qualche dolce piacevolezza, non s'era però troppo interessato alle ragazze; aveva invece preferito spender la maggior parte delle sue giornate studiando duramente e dedicandosi, nel tempo rimanente, al suo hobby preferito: l'enigmistica.</p>
<p>Una volta raggiunta la laurea, ben presto Dagomillo aveva perso i genitori e allora, non avendo più legami familiari, s'era risolto a lasciare il paese natale per recarsi a lavorare in una lontana città. Da quel giorno il ragazzo non era più tornato al borgo della fanciullezza e con il passar degli anni, s'era fatto uomo pieno e si era costruito una vita e una famiglia nella sua nuova città. Per qualche tempo aveva scritto al vecchio amico e ne aveva ricevuto in ritorno parole, ricordi e notizie, ma poi pian piano le lettere s'eran fatte più rade, fino a cessare del tutto.</p>
<p>Il tempo trascorse piano, ma e Dagomillo s'era ormai immerso pienamente nella sua vita di città. Ma un giorno, forse per aver sentito nell'aria del mattino spargersi il lieve canto d'un uccello o per la tenerezza che danno i raggi chiari del primo mattino, s'era in lui riacceso un desiderio, una vaga irrequietezza che, lo aveva presto capito, solo tornando a rivedere le case e la gente del suo paese, avrebbe potuto spegnere. Infine s'era deciso e in un caldo giorno d'estate era salito sul treno che l'avrebbe riportato al paese.</p>
<p>Era giunto che si faceva l'imbrunire. Con una certa emozione era sceso dal vagone con la sua bella valigia, guardandosi attorno avidamente. La stazione pareva uguale a quella dove, tanti anni prima, aveva preso il treno che l'aveva portato via. Anche gli alberi intorno, con le grida delle rondini nel cielo e il profumo del caprifoglio, parevano miracolosamente gli stessi, quasi il tempo si fosse fermato nell'attesa.</p>
<p>Aveva percorso a piedi il breve tragitto dalla ferrovia al paese e infine si era ritrovato davanti alla piazza, col monumento ai caduti e, poco più in là, l'edicola con gli ex voto a San Giustino. Un milione di immagini e ricordi s'erano affacciati d'improvviso all'uscio degli occhi, quasi sciogliendosi in lacrime.</p>
<p>Dagomillo, era rimasto immobile a lungo a guardare la piazza, il campanile, la facciata della chiesa e, poco più sotto, i due bar che s'aprivano a poca distanza l'uno dall'altro. L'aria si faceva più fresca e scura; lungo i marciapiedi, ma anche sulla piazza stessa, la gente sciamava in crocchi chiacchierando e tracciando gesti nell'aria con le mani. Vecchi seduti sulle panchine, uomini intenti a giocare a carte di fronte ai bar, ragazzi e ragazze che ridevano e parlavano a voce troppo alta, animavano un mondo che non egli aveva mai dimenticato. E poi, senza preavviso, era apparso di lontano il caro vecchio amico Filiberto. Era stato un attimo. Con passo svelto e il sorriso negli occhi, Dagomillo s'era avvicinato e, mentre camminava, anche Filiberto l'aveva visto e gli era andato incontro. I due si erano abbracciati a lungo senza parlare.</p>
<p>Infine era stato quest'ultimo a rompere il silenzio.</p>
<p>- Dagomillo! Che gioia rivederti! -</p>
<p>- Anche per me ... anche per me ... - aveva risposto l'altro.</p>
<p>I due si erano messi subito a parlare e chiedersi e raccontarsi e guardarsi l'un l'altro. C'erano mille cose da dire, mille cose che erano accadute o erano cambiate.</p>
<p>- Come stai? Come sta tua moglie? Sei diventato padre o ancora pretendi di far la vita da giovincello? - Aveva chiesto Dagomillo.</p>
<p>- Nooo, figurati! - aveva risposto ridacchiando Filiberto - Pensa che ho la bellezza di tre figlie. E con mia moglie in casa mia ci sono 4 donne ... per me non c'è scampo. In un modo o nell'altro hanno sempre ragione loro ... -</p>
<p>- Tre figlie?!? Accidenti! Ti sei dato da fare! E quanti anni hanno? - Aveva ancora chiesto Dagomillo con curiosità.</p>
<p>Allora Filiberto si era di colpo ricordato che all'amico erano sempre piaciuti gli indovinelli e, su due piedi, aveva deciso di fargliene uno, a modo di piccolo regalo.</p>
<p>Dopo averci riflettuto solo per un istante gli aveva proposto:</p>
<p>- Vediamo se indovini! Ti do un primo indizio ... -</p>
<p>Dagomillo stava lì, divertito, ad ascoltare.</p>
<p>- Il primo indizio è questo: il prodotto delle loro età è 36. -</p>
<p>Dagomillo si era subito messo a pensare, ma ben presto si era accorto che quell'indizio non era sufficiente. Allora, un po' dispiaciuto, aveva ammesso:</p>
<p>- Questo indizio non mi basta ... dammene un altro ... -</p>
<p>- Ok - aveva annuito Filiberto - il secondo indizio è questo: la somma delle loro età è uguale a quel numero civico laggiù. -</p>
<p>E, nel dirlo, aveva indicato con la mano verso il numero civico d'una vecchia casa scura d'altri tempi.</p>
<p>Ancora una volta Dagomillo s'era messo a pensare fra sé, ma di nuovo non aveva potuto risolvere l'enigma e, alla fine, aveva dovuto chiedere all'amico un terzo indizio.</p>
<p>- Certo! - Aveva detto prontamente Filiberto, sorridendo maliziosamente quasi a insinuare che il cervello dell'amico, con l'età, si fosse un poco arrugginito. E poi aveva aggiunto:</p>
<p>- Il terzo indizio è questo ... (ma questa volta cerca di fartelo bastare) ... la più grande ha gli occhi verdi! -</p>
<p>E a quel punto Dagomillo, quasi avesse potuto legger la soluzione su di un libro magicamente apparso, esclamò:</p>
<p>- Ho capito! La soluzione è ... -</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>QUANTI ANNI HANNO LE TRE FIGLIE DI FILIBERTO E PERCHE'?</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>CosmicVoidAroundMe</em></span></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/2SeFBaj-Cb8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Un piccolo indovinello, un classico che ho letto tanti anni fa da qualche parte che non ricordo, riproposto in una forma lievemente romanzata. In uno sperduto borgo di un paese lontano, fatto d'un grappolo di case posate nel verde fra...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2011/07/filiberto-e-dagomillo.html</feedburner:origLink></item><item><title>IL MOLTO SOGGETTIVO SENSO DEL GIUSTO</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/z_HwOSX-x-w/3-1.html</link><category>Popoli e Genti</category><category>Società e Costume</category><category>avvocati</category><category>avvocato</category><category>commenti</category><category>commento</category><category>facebook</category><category>legge</category><category>permesso di soggiorno</category><category>pregiudicato</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Wed, 02 Mar 2011 11:12:53 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-6a00e008d6cd3f88340147e2ba790e970b</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span style="color: #7f3f00;"><em>Tiziana (per rispetto della privacy ometterò il suo cognome, così come anche tutti gli altri) è un giovane avvocato. Ha un account in Facebook e fra i suoi amici compaiono parecchi altri avvocati. Non di rado i post che pubblica riguardano l'esercizio della sua professione.</em></span></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>Alcuni mesi fa, in particolare, ha pubblicato nella sua bacheca in FB un brevissimo post il cui testo era:</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Tiziana</em></strong></span><br><strong>ha fatto rinnovare il permesso di soggiorno ad un pregiudicato!</strong></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>Dato che ha molti amici in Facebook (oltre mille) ce n'è sempre qualcuno che ha qualcosa da commentare e così anche in quell'occasione si è sviluppata ben presto una sequenza di commenti che riporto testualmente di seguito.</em></span></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em> </em></span></p>


<p><span style="color: #0000ff;"><em>Caterina</em></span><br>brava.... cogliona..... senza offesa (chiaramente)</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Antonio</span></em><br>...behh complimenti! l'Italia ne aveva sicuramente bisogno!!!</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Tiziana</span></em><br>Cate: si mi offendo;)<br>Antonio: uno in più o uno in meno ... che differenza fa?</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Carmine</span></em><br>..se lo sa Maroni ti manda in Libia ad allietare le giornate del Colonnello..</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Caterina</span></em><br>beh quando non avrai più nessun diritto nel tuo paese (l'Italia)!!... poi fammi sapere se ti offendi ancora.... ;-)</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Tiziana</span></em><br>Almeno vado in vacanza....voglio partireeeeeeeeeeeeeeeeeee</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tiziana</em></span><br>Perchè ora ne abbiamo???? Quali ???</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>uno in più cosa fa?? Behh chiedilo a quelli che subiscono un delitto dal tuo "uno in più" forse a loro la differenza la fa!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Marco</em></span><br>se l'ha fatto credo che la legge lo consenta. . .visto che lei fa il suo lavoro, no??</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>certo ma nessuno dice che abbia fatto le cose contro legge... ma è appunto la legge italiana che non è comprensibile!?!?!? Come CAZZO si può dare il permesso di soggiorno ad un pregiudicato???</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Marco</em></span><br>se ha scontato la sua pena, sarà un uomo libero come te e me<br>che magari andrà a fare i lavori che noi splendidi italiani non vogliamo più fare perchè siamo troppo superiori(...superiori a chi ancora da capire visto chi ci governa e come???)</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>Marco questa è una bella teoria... la pratica la conosciamo tutti... chi è venuto qui in italia a delinquere, non ha niente da perdere e uscito non fa altro per illuminazione divina...quindi cosa pensi faccia??? La verità è che siamo un paese troppo permissivo... e questi che vengono a fare ste porcate lo sanno. Sia chiaro non sono razzista ma perchè dobbiamo permettere a gente che non ha intenzioni buone di fare i porci comodi? Abbiamo già un sacco di cacchi da risolvere ce ne creiamo altri? Mahh penso sia poco costruttivo... tutto qui!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>...ahhh ho capito... sei tuuuu il personaggio, Marco!!! Ecco perchè nel profilo hai il viso coperto!! :o) ... SCHERZO ovviamente!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tiziana</em></span><br>Ho fatto il mio lavoro ...e pure bene..visto che tutti sono stati respinti tranne il mio!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Anna Lisa</em></span><br>io direi solo che c'hai avuto una gran bella fortuna, o meglio, si vede che erano stanchi e non avevano più carta...ahahahala prossima volta che c'hanno un vettore aereo pronto me la racconti...lasciamo perdere....</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>Tiziana alla fine tu hai fatto il tuo... il problema non sei tu! Come dicevo sopra il problema è la legge che permette questo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tiziana</em></span><br>la legge non lo permette....ma il trucco c'è</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Anna Lisa</em></span><br>no no la legge non permetterebbe...sono le persone che lo permettono...ovviamente Tiziana ha fatto un ottimo lavoro...io me la prendo con chi convalida o meno...</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tiziana</em></span><br>ma chi convalida ....applica la legge Anna</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>Io metterei solo una clausula alla legge... "se un pregiudicato, ritenuto idoneo alla società viene messo in libertà, il giudice che lo permette è punibile se questo commette altro reato... e la punizione deve essere in proporzione al reato commesso" ... behh forse uno ci penserebbe due volte prima di far girare solo delle carte e liberare gente con una certa leggerezza.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Anna Lisa</em></span><br>si, ma c'è caso e caso...per dirlo mi è perchè mi ci sono trovata...hai ragione che chi convalida applica la legge, ma devi vedere se con le persone giuste...ormai il mondo va a rotoli e la legge, beh lasciamo perdere...secondo te perchè fanno le banche dati on line, perchè non si riesce a mntenere ferma una legge per neppure un anno e i libri costano più di 100,00 euro per scadere il giorno dopo...vabbè..ma questa è un'altra storia...</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Antonio</em></span><br>poi non meravigliatevi se la gente crede sempre meno nelle istituzioni e nella giustizia... l'istinto è la giustizia personale</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Anna Lisa</em></span><br>sob</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tiziana</em></span><br>Se sapevo .....stavo zitta...anzi non scrivevo!!!!!!!!!!!!!!!<br>LEGGEREZZA ragazzi............</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Carmine</em></span><br>Tiziana vai in esilio in libia..</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Anna Lisa</em></span><br>questa è bella!!!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Roberta</em></span><br>Brava...la prossima volta mandalo a casa sua però senza ritorno !!!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Francesca</em></span><br>Titti fai come me su fb scrivi solo cose leggere, quelle serie lasciale per gli addetti ai lavori eh! vita vita vita vita!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Barbara</em></span><br>...non era meglio se andavi a farti vedere la caviglia...?!!! a proposito come va? io sono a mc fino a sabato poi ci sentiamo. un bacione</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Carmine</em></span><br>Titti vieni in vacanza..</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>Rinuncio a commentare lasciando a coloro che leggeranno questo mio post di fare le proprie considerazioni. Da parte mia voglio solo aggiungere che il mio interesse (in questo come in molti altri casi) è antropologico-culturale. Mi interessano il senso della legalità, i rapporti fra le persone o fra persone e istituzioni, il modo in cui la gente valuta gli errori altrui rispetto ai propri, il modo in cui elementi emotivi e soggettivi vanno a sovrapporsi alle valutazioni razionali e altre cose di questo tipo.</em></span></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>In questo caso mi sono anche chiesto cosa abbia spinto Tiziana a dichiarare pubblicamente (di fronte ai suoi oltre 1000 amici di FB, alcuni dei quali presumibilmente più o meno sconosciuti), quasi fosse una cosa da esibire con orgoglio, il suo discutibile successo nell'aggirare le norme e nell'aver fatto avere un permesso di soggiorno a un pregiudicato.</em></span></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>La Tiziana da una parte vorrebbe sostenere di aver semplicemente fatto il suo lavoro, ma dall'altra ammette che "la legge non lo permette....ma il trucco c'è".</em></span></p>
<p><span style="color: #7f3f00;"><em>Segnalo infine che la Anna Lisa che compare come commentatrice è a sua volta un avvocato.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000bf;"><em>CosmicVoidAroundMe</em></span></p>
<p><span style="color: #855a40;"> </span></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/z_HwOSX-x-w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Tiziana (per rispetto della privacy ometterò il suo cognome, così come anche tutti gli altri) è un giovane avvocato. Ha un account in Facebook e fra i suoi amici compaiono parecchi altri avvocati. Non di rado i post che pubblica...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2011/06/3-1.html</feedburner:origLink></item><item><title>MASSA TOTALE DELL'UMANITA'</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/RWM_8J3GsIs/massa-totale-de.html</link><category>Animali</category><category>Pensieri</category><category>Società e Costume</category><category>ecosistema</category><category>massa</category><category>popolazione</category><category>umanità</category><category>volume</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Fri, 18 Dec 2009 12:51:33 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-36866354</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><em><span style="COLOR: #330000">Questo post era già stato pubblicato. Lo ho riesumato e lo ripubblico perchè fa sempre bene ricordarsi di quanto gli uomini siano insignificanti.</span></em></p>
<p><strong><span style="COLOR: #993300">.....................................</span></strong></p>
<p>Una cosa che mi lascia sempre stupefatto è quanto l'umanità sia insignificante in termini di quantità. Prima di farmi due conti e di verificare di persona ero abituato a immaginare che gli uomini, che riempiono ormai tutta la Terra, costituissero nel loro complesso una massa ragguardevole e occupassero un volume corrispondente. Naturalmente qualcuno potrebbe obiettare che l'importanza dell'uomo non si può misurare in termini di massa o di volume occupato. Ci sarà chi vorrà dire che l'importanza dell'umanità sta nell'intelligenza, chi sottolineerà che gli uomini hanno l'anima, chi infine metterà l'accento sulle opere concrete che l'umanità ha realizzato: dalla conquista dello spazio fino alle grandi opere d'arte ...</p>

<p>Queste obiezioni sono abbastanza interessanti, però riguardano questioni che in fondo non hanno un'importanza assoluta. Se a mille stelle di distanza da qua, un po' spostati sulla destra, ci fossero degli extraterrestri, essi con tutta probabilità non riconoscerebbero affatto il valore delle nostre conquiste. Specialmente di quelle artistiche. Potrebbero essere talmente evoluti da considerare del tutto primitivo il livello della nostra conoscenza o forse talmente arretrati da non comprenderne neppure l'esistenza. La cultura umana ha un valore soltanto per gli uomini (e nemmeno per essi ha sempre un valore chiaro e universalmente riconosciuto). L'anima poi ... ha importanza soltanto per quegli uomini che ci credono.</p>
<p>Invece mi affascina capire cosa rappresenta Homo sapiens nell'Universo a un livello meno soggettivo. Come dimensioni, come massa, come complessità, come durata. E, in questo contesto, rientra pure l'idea di calcolare il volume di "ciccia" che corrisponde all'intera umanità.</p>
<p>Assumiamo che la massa media di un singolo individuo sia approssimativamente di 60Kg. Può sembrare poco, ma si tratta solo di una stima grossolana e comunque non bisogna dimenticare che nel calcolo sono compresi anche i bambini, i neonati, le donne, le popolazioni di corporatura più minuta, ecc..</p>
<p>La popolazione mondiale all'inizio del 2009, secondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/World_population" target="_blank">Wikipedia</a>, ha raggiunto i 6,75 miliardi di individui. Considerando che la densità del corpo umano è assimilabile a quella dell'acqua, ossia vale circa 1 kg/dm^3, con facili calcoli (mi ricordo che questa espressione la utilizzava più volte in ogni pagina e sempre a sproposito il mio libro di analisi matematica al liceo) abbiamo che:</p>
<p>Volume medio di un individuo = Massa media / densità  = 60/1 = 60dm^3 (ossia un parallelepipedo di 30*40*50 cm di lato);</p>
<p>Volume totale dell'umanità = Volume medio individuale * Popolazione totale = 60*6,75*10^9 = 4,05*10^11 dm^3</p>
<p>Questa misura, espressa in decimetri cubi, equivale a circa 4*10^8 metri cubi ossia al volume di un cubo di circa 737 m di lato. Se la massa media individuale degli esseri umani fosse invece di 70 Kg otterremmo un cubo di circa 773 m di lato.</p>
<p>Non so che impressione faccia a voi, ma questo equivale a dire che se prendessimo tutti gli uomini della Terra e li ammucchiassimo uno sull'altro in modo compatto (ossia eliminando ogni spazio vuoto, compreso quello nei polmoni), essi formerebbero null'altro che una singola grossa collina. Potete anche provare a visualizzare una qualche collina o montagnola di 7-800 metri di altezza, sostituirla con un cubo e pensarla fatta di carne. Quella è tutta l'umanità. Insignificante. Specie se al fianco del cubo provate a metterci il Monte Bianco (6/7 volte più alto, come un uomo alto 180 cm rispetto a un micio alto 30 cm).</p>
<p>E ciò è ancor più sorprendente quando si pensi a quanto sia invece significativo l'impatto di questa penosa collinetta di ciccia sull'ecosistema terrestre.</p>
<p><span style="COLOR: #3300ff"><em>CosmicVoidAroundMe</em></span></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/RWM_8J3GsIs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Questo post era già stato pubblicato. Lo ho riesumato e lo ripubblico perchè fa sempre bene ricordarsi di quanto gli uomini siano insignificanti. ..................................... Una cosa che mi lascia sempre stupefatto è quanto l'umanità sia insignificante in termini di quantità....</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/12/massa-totale-de.html</feedburner:origLink></item><item><title>I TEST SUI FARMACI</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/RDqu4bDGYHs/i-test-sui-farm.html</link><category>Società e Costume</category><category>animali</category><category>diritti</category><category>errori</category><category>farmaci</category><category>fetticci</category><category>industria</category><category>medicine</category><category>povertà</category><category>sfruttamento</category><category>società</category><category>terzo mondo</category><category>test</category><category>umanità</category><category>uomo</category><category>vita</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:54:42 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-36705578</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><em><span style="COLOR: #000066">Ero entrato in libreria pensando, come al solito, che si sarebbe trattato soltanto di un piccolo giro turistico: una sorta di visita culturale a un museo dell'informazione. Non avevo, lo ricordo benissimo, nessuna intenzione di comprare alcunchè.</span></em></p>
<p><em><span style="COLOR: #000066">Marco tuttavia, dipendente della libreria e persona di grandissima cultura, mi accolse con il tipico sorriso del venditore che vede affacciarsi alla soglia del negozio il suo miglior cliente di tutti i tempi. Marco in realtà è anche il mio consulente librario preferito. Capisce i miei gusti e mi propone spesso simpaticissime cosette che trovo assai stuzzicanti e leggo con grande piacere.</span></em></p>
<p><span style="COLOR: #993300">.........................</span></p>

<p>Tanto per cambiare, al termine del mio giro turistico avevo con me, guarda caso, una decina di nuovi libri ed ero soddisfattissimo di essermi ancora una volta lasciato andare. Uno dei libri acquistati appartenenva a un genere per me abbastanza inusuale: i libri di denuncia contro le malefatte delle multinazionali e dei potenti in generale. Nel caso specifico il testo trattava di come le aziende farmaceutiche gestiscano ignobilmente le procedure di test per i nuovi farmaci (<em>Cacciatori di corpi</em>, di Sonia Shah, ed. Nuovi Mondi Media).</p>
<p>Appena giunto a casa ho cominciato subito a leggere proprio quel libro e sono immediatamente inorridito di fronte ai crimini e alle palesi violazioni della dignità umana che vi sono narrate. L'autrice racconta, con dovizia di nomi e di casi concreti, di come la sperimentazione di nuovi principi attivi abbia sfruttato inizialmente (molti e molti anni fa) la disponibilità di malati che si prestavano volontariamente a fungere da cavie. Quando poi è stato chiaro che il numero di volontari si stava facendo esiguo rispetto alla crescente necessità di sottoporre a test i nuovi farmaci necessari per un mercato sempre in crescita, le case farmaceutiche hanno pensato di ricorrere a soluzioni alternative e, alla fine, si sono orientate verso uno sfruttamento massiccio delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Gli abitanti di quei luoghi dimenticati da Dio (ma non dalle multinazionali) sono troppo miseri per poter accedere alla maggior parte delle cure normalmente in commercio che sono già sperimentate e considerate efficaci. In linea di massima, finirebbero per non trovare alcun tipo di assistenza farmacologica alla portata delle loro capacità economiche e dunque, trattandoli con i principi attivi in fase di test, non si toglie loro quasi nulla, anzi gli si dà una qualche speranza di beccarne uno valido e di essere efficacemente curati.</p>
<p>Si tratta, come è facile vedere, di un comportamento vergognoso che tende a sfruttare una situazione di povertà e disagio per ridurre gli uomini al rango di cavie.</p>
<p>Altrettanto vergognoso, me lo ripeteva sempre la mia ex dolce compagna, è il servirsi di animali impiegando quelle povere bestiole innocenti per esperimenti che non di rado producono sofferenze notevoli e mutilazioni, quando addirittura non portano alla morte. Sia la mia ex compagna che molti suoi amici evitano, ogni volta che possono riuscirvi, di acquistare e di utilizzare prodotti che siano stati sperimentati su animali e, quando debbono servirsi di creme, lozioni, ecc., vanno sempre a cercare sulle confezioni la dicitura "<em>non testato su animali</em>".</p>
<p>Di fronte a tutti questi fatti, mi sono infine convinto anch'io che le multinazionali del farmaco sono costituite da mostruosi esseri privi di anima e le cui esistenze sono votate esclusivamente al profitto, a qualsiasi condizione. Del resto basta considerare, per esempio, come pur di perseguire l'ignobile fine del guadagno esse non abbiano esitato a mettere in commercio prodotti pericolosi come il famigerato Vioxx, senza alcun riguardo per le vite degli ammalati. E parecchi altri casi, come quello dell'Aulin non sono altro che ulteriori conferme.</p>
<p>Tuttavia mi viene un dubbio. Se un dato principio attivo che potrebbe magari rivelarsi utile non può essere sperimentato sui bianchi (per mancanza di volontari), né sui popoli del terzo mondo (perchè sarebbe ignobile), né sugli animali (perchè sarebbe crudele) ... e neppure può essere messo in commercio senza un'adeguata sperimentazione che ne assicuri un ragionevolmente basso livello di tossicità ... temo che rimanga soltanto un'unica possibile soluzione: rinunciare ai farmaci.</p>
<p>Allora, nella mia povertà di spirito, mi verrebbe da chiedere a tutti quelli che si indignano per la crudeltà delle case farmaceutiche, di fare una scelta di vita coerente e rinunciare all'utilizzo di qualsiasi farmaco.</p>
<p>Ecco ... si badi ... la mia non è una banale provocazione e nemmeno vengo pagato in segreto dai colossi farmaceutici per sostenere la loro causa. Non intendo affatto dire che gli industriali del farmaco siano sotto sotto dei benefattori. Certamente no. Forse non sono proprio del tutto spregevoli come vengono dipinti, però di sicuro il profitto è in cima ai loro pensieri.</p>
<p>Ma ... possono permetterselo. E, per essere più precisi, possono permetterselo proprio perchè, in definitiva, praticamente nessuno di coloro che tanto si indignano sarebbe disposto a rinunciare neppure a un'aspirina, per il nobile fine di affrancare un povero del terzo mondo dal suo ruolo di cavia, se la ritenesse importante per potersi curare al meglio in caso di malattia. Mi piacerebbe davvero sentir dire che milioni di persone, magari gravemente malate, si mobilitano e volutamente e coscientemente rifiutano di curarsi per non darla vinta a quegli ignobili sfruttatori che costruiscono il progresso farmaceutico sul sacrificio della povera gente!</p>
<p>Però non succede. Al massimo vedo, ogni tanto, qualcuno che sceglie una crema idratante o uno shampoo "non testati sugli animali". Il che, sebbene venga fatto con la massima serietà e buona volontà, finisce per essere una cosa abbastanza ridicola. Infatti se un prodotto non è stato testato sugli animali significa che, per un motivo o per l'altro, non c'era ragione di farlo e la legge non lo imponeva. E, in quel caso, "<em>non testato sugli animali</em>" significa "<em>non testato affatto se non, al limite, in vitro</em>" (dato che certamente non si è rinunciato a usare gli animali per sostituirli con esseri umani). In pratica scrivere "<em>non testato sugli animali</em>" equivale a dire "<em>dato che la legge non li impone, ci siamo risparmiati i soldi per i test</em>".</p>
<p>Ma un'altra considerazione si impone se vogliamo essere onesti con noi stessi fino in fondo. Dobbiamo chiederci se e quanto ognuno di noi sarebbe migliore qualora, per mestiere, si trovasse al posto degli industriali del farmaco. Mi vengono in mente gli ausiliari del traffico che infliggono multe immotivate per alzare i loro compensi, quegli impiegati del pubblico impiego che passano il loro tempo a passeggiare invece che lavorare, i commercianti che fanno pagare la carta al prezzo del prosciutto o non rilasciano gli scontrini fiscali, i medici che visitano i pazienti in catena di montaggio (e spesso li trattano come se fossero semplici polli da spennare), i posteggiatori abusivi, i tassisti abusivi, coloro che costruiscono case abusive, coloro che evadono le tasse, i corrotti, i corruttori, i fratelli che si scannano per l'eredità, i figli che abbandonano i genitori in un ospizio, i coniugi che si tradiscono, i colleghi che si fanno la guerra per passare gli uni sui corpi degli altri, ecc.. <em>Tutta gente che si dimostra quotidianamente scorretta per vantaggi generalmente irrisori</em>.</p>
<p>Sinceramente ho il forte sospetto che, se tutti costoro si trovassero al posto dei potenti di una multinazionale, con la prospettiva di guadagnare miliardi, finirebbero per essere altrettanto cinici e crudeli. A cominciare da me.</p>
<p><em><span style="COLOR: #339900">CosmicVoidAroundMe</span></em></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/RDqu4bDGYHs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Ero entrato in libreria pensando, come al solito, che si sarebbe trattato soltanto di un piccolo giro turistico: una sorta di visita culturale a un museo dell'informazione. Non avevo, lo ricordo benissimo, nessuna intenzione di comprare alcunchè. Marco tuttavia, dipendente...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/12/i-test-sui-farm.html</feedburner:origLink></item><item><title>VITA E MORTE</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/iEuI9FkzOME/la-vita-e-la-mo.html</link><category>Racconti e Suggestioni</category><category>anima</category><category>caso</category><category>morte</category><category>particelle</category><category>racconto</category><category>religione</category><category>solitudine</category><category>spazio</category><category>tempo</category><category>umanità</category><category>universo</category><category>vita</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 12:47:44 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-36705314</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span style="font-size: 13px; color: #002222;">Da ogni luogo e da ogni tempo miriadi di sciami di febbrili particelle tracciavano ignote vie nell’oscurità che riempie di nulla il nulla.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; color: #002222;">Venivano dai margini del Sistema Solare o dagli spazi roventi della fucina di stelle di Orione. Volavano in traiettorie complesse e velocissime nel gelo eterno dello spazio profondo, passando in mezzo a distese di asteroidi e delicate comete; deviando a volte un poco, tra i giochi mortali dei risucchi gravitazionali e i bagliori di supernova che accendono il buio. Accarezzavano la pelle di lontani pianeti, sfiorandone gli oceani, nei venti impetuosi</span><span style="font-size: 13px; color: #002222;"> e nelle brezze leggere, fra le cime degli alberi più enormi e i piccoli fiori di piante sconosciute.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; color: #002222;">Se tu avessi potuto abbracciarle nello sguardo di un Dio che sa vedere l’immensamente grande e l’immensamente piccolo, se avessi potuto seguirne i fremiti nel correre dei secoli, avresti visto miliardi e miliardi di miliardi di brividi leggeri e fuggevoli presenze correre e intrecciarsi luminosi in giochi e ghirigori sempre diversi e sempre uguali come le mutevoli apparenze della fiamma. Qua e là, nello spazio infinito, infiniti vortici di particelle arrotolarsi in girotondi e danzare insieme prima di lasciarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; color: #002222;">Talvolta, per un muto richiamo di energie, raggrumarsene alcune e stringersi l’una accanto all’altra, e vibrare assieme in meravigliose configurazioni di forme e di colori. Allora, forse, avresti potuto osservare il riflesso della luna nella pupilla grande e scura di una donna sconosciuta anche a se stessa.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; color: #002222;">Un battito di ciglia affacciato sul baratro del sempre e del mai. E poi, nel gioco degli intrecci, dissolversi anche il tuo proprio sguardo e la tua anima in un soffio di elettroni dispersi di nuovo nello spazio. Di nuovo, solo giochi di capriole e ghirigori, e traiettorie tracciate tra gli sciami che volano nel nulla.</span></p>
<p>-</p>
<p><em><span style="color: #113344;">Che la Fata Turchina vi protegga la psiche avvolgendo ogni vostro sogno in un pulito e lucente pacchettino di cellophane monodose; sottovuoto per conservarne al meglio tutta la squisita fragranza.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #336699;">CosmicVoidAroundMe</span></em></p>
<p>-</p>
<p><span style="font-size: 11px; color: #442244;">NOTA: Questo breve brano è depositato presso la SIAE e ne sono vietati l'utilizzo e la riproduzione, anche parziali, tranne che per uso personale, senza alcuno scopo di lucro e dichiarandone l'autore (Giorgio Penco).</span></p>
<p>-</p>
<p><em><span style="font-size: 8px; color: #004422;">Originale: il 30 novembre 2005, in messaggio di posta elettronica a JAG<br>Prima pubblicazione: agosto 2007<br>Seconda pubblicazione: ottobre 2008<br>Terza pubblicazione: novembre 2009.</span></em></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/iEuI9FkzOME" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Da ogni luogo e da ogni tempo miriadi di sciami di febbrili particelle tracciavano ignote vie nell’oscurità che riempie di nulla il nulla. Venivano dai margini del Sistema Solare o dagli spazi roventi della fucina di stelle di Orione. Volavano...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/11/la-vita-e-la-mo.html</feedburner:origLink></item><item><title>UNA PANDEMIA DI ... PAURA DELLA PANDEMIA</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/tgT8VorCBss/una-pandemia-di-paura-della-pandemia.html</link><category>Attualità</category><category>Scienza</category><category>Società e Costume</category><category>1918</category><category>antigene</category><category>aviaria</category><category>contagio</category><category>epidemia</category><category>H1N1</category><category>influenza</category><category>mortalità</category><category>pandemia</category><category>spagnola</category><category>suina</category><category>vaccino</category><category>virus</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:21:17 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-6a00e008d6cd3f88340120a6a780aa970c</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Si è ormai diffusa ovunque. Ovunque la gente discute di vitamina C e antibiotici, di rischio per le scuole e di febbri più o meno alte. Ovviamente parlo della psicosi da pandemia influenzale.</p>
<p>Sfortunatamente coloro che ne parlano talvolta non hanno le idee chiare ed è molto facile sentire affermazioni del tutto errate che si diffondono di bocca in bocca. Inevitabilmente disinformazione e paure si mescolano in un caos che viene alimentato anche dal comportamento schizofrenico dei media, dagli annunci quotidiani di nuove vittime e dal timore che dietro tutto questo ribollire non ci sia altro che l'interesse delle industrie farmaceutiche.</p>
<p>Di seguito cercherò di esaminare in modo scientificamente esatto, ma (spero) comprensibile, i diversi aspetti della situazione e di illustrare il reale livello di rischio che stiamo vivendo.</p>
<p></p>

<p>Occorre iniziare da una breve presentazione del virus influenzale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">L'ALLEGRA FAMIGLIA DEI VIRUS INFLUENZALI</span></strong></p>
<p>Il primo aspetto fondamentale è che il virus dell'influenza non è strettamente <em>un</em> virus, ma piuttosto una famiglia di organismi con caratteristiche simili, ma non identiche. Un po' come tra i cani esistono i pechinesi, i volpini e i mastini, anche i virus influenzali presentano una gamma di variabilità e possono presentarsi in molte forme distinte.</p>
<p>Usualmente, in relazione alle maggiori o minori affinità fra di loro, essi vengono raggruppati in due tipi principali denominati <strong>A</strong> e <strong>B</strong>. Un terzo tipo, chiamato <strong>C</strong>, sembra non provocare significative patologie negli esseri umani. Nell'ambito del tipo A le numerose varianti virali vengono ulteriormente raggruppate in base alle differenze fra due proteine che sono esposte alla superficie del virus, la <em>emo</em><font face="Sabon-Roman" size="2"><font face="Sabon-Roman" size="2"><em>agglutinina</em> e la <em>neuraminidasi</em>. In inglese i due nomi divengono <font face="Sabon-Roman" size="2"><font face="Sabon-Roman" size="2"><em><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #7f3f00"><strong>h</strong>aemagglutinin</span></em> e <em><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #7f3f00"><strong>n</strong>euraminidase</span></em> e le loro lettere iniziali (H e N) costituiscono la parte alfabetica della ben nota sigla H1N1. Questa sigla designa la specifica forma virale e indica quei tipi di virus che presentano la variante numero 1 della emoagglutinina (H1) e la variante numero 1 della neuraminidasi (N1). Il virus dell'aviaria aveva la sigla H5N1 e questo significa che esso era portatore della variante numero 5 della emoagglutinina (H5) e della variante numero 1 della neuraminidasi (N1). All'interno di ogni tipo le due proteine possono presentare delle piccole differenze e inoltre esistono altre caratteristiche del virus, non legate a esse, che possono cambiare. Ciò significa che possono esistere virus diversi che vengono identificati da una stessa sigla.</font></font></font></font></p>
<p>Da quanto detto finora si deduce che parlare semplicemente di <em>influenza A</em> non è sufficiente a designare il virus attualmente in circolazione esso infatti è solo uno dei molteplici <strong><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #c00000">A/H1N1</span></strong>, ossia uno dei vari virus che appartengono al tipo A e al sottotipo H1N1.</p>
<p>Per i virus di tipo B la suddivisione in base alle due proteine citate non ha molto senso in quanto la loro variabilità è molto ridotta.</p>
<p>I virus B infettano solo gli esseri umani, mentre quelli di tipo A possono attaccare un certo numero di specie fra cui vari uccelli, maiali, uomini, cani, balene e cavalli. Non è detto che ogni virus attacchi tutte le specie elencate; in genere ognuno è in grado di attaccare solo una parte di esse e solo una minoranza di essi è risultata infettiva per gli esseri umani. Le pandemie verificatesi nel corso del XX secolo sono tutte imputabili a virus di ceppo A.</p>
<p>Emoagglutinina e neuraminidasi agiscono da antigeni ossia costituiscono gli elementi ai quali il nostro sistema immunitario reagisce. Quando un virus di un certo sottotipo, per esempio H3N2, aggredisce un organismo che era già stato infettato da quello stesso sottotipo, esso viene subito riconosciuto, così la risposta dell'organismo è pronta ed efficace, il virus viene rapidamente distrutto e la malattia non si manifesta.</p>I vari tipi di virus differiscono per molte caratteristiche, ma tra esse ve ne sono almeno due che hanno grande interesse per gli esseri umani:<span> 
<ul>
<li>la facilità e rapidità con cui si propagano, 
<li>il livello di pericolosità della patologia che scatenano. </li>
</li></ul>
<p>Non è detto che un virus che ha una grande rapidità di propagazione provochi anche gravi conseguenze (e viceversa). Il virus H1N1 che sta scatenando tanto allarme appartiene alla stessa famiglia (o meglio sottotipo) di quello della famosa influenza Spagnola. Per dirla in altri termini, la Spagnola era anch'essa di sottotipo H1N1. Tuttavia questo nuovo virus sembra provocare una patologia decisamente meno grave rispetto a quello della Spagnola per quanto riguarda il livello di mortalità.</p>
<p>Il problema di fronte all'attuale H1N1 è duplice:</p>
<ul>
<li>dato che si tratta di un virus potenzialmente pandemico (ossia a grande diffusione) anche un relativamente basso tasso di mortalità, essendo applicato a un grande numero di malati, comporterà un elevato numero di vittime complessive; 
<li>esiste la concreta possibilità che a un certo punto, imprevedibilmente, il virus possa subire una mutazione tale da incrementare la severità della patologia. </li>
</li></ul>
<br>
<p><span style="text-decoration: underline"></span><strong><span style="text-decoration: underline">QUANTO <span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA">È</span> PERICOLOSO IL VIRUS H1N1 ATTUALE?</span></strong><br>Questa è una domanda che non ha una risposta chiara e definitiva. Per farsi un quadro realistico della situazione occorre prendere in considerazione diversi fattori e valutarli nella loro complessità.</p>
<p>La mortalità normale per il virus dell'influenza stagionale (che quest'anno è prevalentemente un H3N2) è stimata dell'ordine dello 0,1% ossia un morto ogni mille casi. Poiché in media l'incidenza sulla popolazione della normale influenza è di circa il 10-20% (ossia il numero di persone che contraggono la malattia è pari al 10-20% della popolazione), il totale dei contagiati ogni anno in un paese come l'Italia è pari ad alcuni milioni. Ciò significa che la normale influenza stagionale miete ogni anno diverse migliaia di vittime. </p>
<p>Vediamo adesso come stanno le cose per la versione di H1N1 attualmente in circolazione. Sfortunatamente sulla mortalità di H1N1 sono state diffuse notizie errate (per esempio su <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/nuova-influenza/nuova-influenza-fazio/nuova-influenza-fazio.html" target="_blank" title="La Repubblica.it, 14 luglio 2009">Repubblica</a>) che ancora vengono spesso ripetute. Non è possibile, almeno per me, chiarire se il primo errore sia venuto dal viceministro Fazio oppure da un giornalista che ne ha raccolto le parole. Sta di fatto che è insistentemente circolata la voce secondo cui H1N1 presenterebbe una mortalità stimata attorno allo 0,04-0,05% ossia pari a circa la metà di quella dell'influenza stagionale. Ma non è così; il valore corretto della mortalità è circa 10 volte più alto ed è pari dunque allo 0,4-0,5%. Insomma <span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #800000">questo virussetto pandemico ha una mortalità che è 4 o 5 volte maggiore di quella dell'influenza "base"</span>. Per ogni milione di contagi si possono prevedere 4-5000 morti. Su questi dati non c'è molto da discutere, visto che sono resi ufficialmente disponibili con aggiornamento settimanale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (<em>World Health Organization</em>, WHO). L'ultimo <a href="http://www.who.int/csr/don/2009_10_30/en/index.html" target="_blank" title="Bollettino WHO del 30-10-2009">aggiornamento</a>, al momento in cui scrivo, è quello pubblicato il 30 ottobre 2009. Come chiunque può facilmente vedere anche da sé, per l'Europa vengono riportati "più di 64000" casi di contagio con "almeno 281" decessi, il che equivale allo 0,44% di mortalità.</p>
<p>Comunque ai numeri occorre saper dare un significato e in questo caso il significato può non essere ovvio. Per prima cosa occorre notare che il livello di mortalità riportato dalla WHO varia sensibilmente dall'una all'altra zona geografica. Uno dei principali fattori che sono alla base di questa variabilità riguarda presumibilmente le condizioni sociali, economiche, igieniche e culturali dei gruppi che vengono colpiti.</p>
<p><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #ff409f"><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000; text-decoration: none">Presso qualsiasi popolazione i decessi non riguardano uniformemente tutta la popolazione. Delle migliaia di persone che sfortunatamente sono destinate ogni anno a morire, la stragrande maggioranza è costituita da individui a rischio, già indeboliti per la concomitanza di altre patologie o per altri motivi. Quasi sempre si muore di influenza solo per caso e ci sono molte morti solo perché moltissime persone se ne ammalano. La percentuale di decessi fra gli individui sani e in condizioni fisiologiche normali è difficile da stimare, ma è certamente molto, ma molto bassa. D'altronde ciò corrisponde alla nostra reale esperienza quotidiana; ognuno di noi nel corso della sua vita è stato contagiato probabilmente molte volte e ha conosciuto centinaia di persone che sono state contagiate a loro volta. Non di rado persone con la malattia in corso rinunciano persino alla banale attenzione di rimanere in casa e, se le circostanze lo richiedono, continuano ad andare al lavoro. Eppure i casi di decesso per influenza che ci circondano sono rarissimi. Io personalmente non ho mai conosciuto nessuno che fosse morto per tale patologia.</span></span></span></p>
<p>E' più che evidente che una persona di normale costituzione e in buona salute non ha quasi nulla da temere da un contagio influenzale, mentre le vittime (che non di rado non muoiono direttamente per l'attacco influenzale, ma per le sue complicazioni) vanno cercate quasi sempre tra gli individui con uno stato di salute già problematico. Naturalmente la vita di una persona malata non vale di meno di quella di una sana ed è comunque doloroso che migliaia di persone muoiano di influenza. Da un punto di vista pratico, si deduce che chi è debole e malato fa senza dubbio assai bene a stare attento, mentre chi è sano non dovrebbe troppo preoccuparsi o sviluppare irragionevoli psicosi, <em>ma farebbe comunque bene a cercare di ridurre le occasioni di contagio</em>. Non tanto per se stesso, ma piuttosto per contribuire a limitare la diffusione del virus e ridurre il rischio per gli individui deboli.</p>
<p>Nel caso di questa specifica variante di virus è probabile che la sintomatologia (che in molti casi si presenta fastidiosa ed è caratterizzata anche da febbre alta) indurrà i malati a rimanere in casa e a usare maggiore attenzione. Ma è previsto che una significativa percentuale dei contagi avverrà con sintomi lievi e perciò è importante ricordare che, anche se dovesse capitarci di ammalarci e non sentirci poi troppo male, dovremo avere la prudenza di restare in casa almeno 7 giorni per evitare di diffondere il contagio e di avere sulla coscienza una parte di quello 0,4-0,5% di decessi che ci saranno.</p>
<p>Può essere utile tener presente che il virus è in grado di sopravvivere all'aperto (lontano dal suo ospite) per un periodo di 2-8 ore.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">IL TIMORE DI UNA NUOVA SPAGNOLA</span></strong></p>
<p>Al di là del rischio immediato direttamente connesso all'aggressività di H1N1 esiste un altro problema che tiene in allarme gli studiosi e i governi: la possibilità che il virus subisca una mutazione improvvisa mantenendo l'attuale elevata capacità di diffondersi, ma aumentando il livello di gravità della malattia. Qualcuno, non troppo di rado, fa riferimento alla Spagnola (l'epidemia che nel 1918 mietè almeno 20 milioni di vittime) ricordando come anche quella fosse un'influenza di tipo H1N1. Il rischio di un aumento di aggressività evidentemente esiste, ma evocare lo spettro di milioni di morti mi pare un'evidente esagerazione. Occorre tenere conto che il virus della Spagnola si diffuse in un mondo gravemente provato dalla guerra mondiale. Un mondo in cui povertà e condizioni igieniche precarie assoggettavano le popolazioni a rischi enormi, un mondo in cui l'economia si trasformava rapidissima portando con sé sfruttamento e instabilità. Di lì a poco le tensioni sarebbero esplose con la nascita del fascismo, del nazismo e del comunismo sovietico, mentre le campagne venivano gradualmente abbandonate e la gente si trasferiva a vivere nelle periferie in condizioni spesso drammatiche. Non c'erano i medicinali odierni, le case non avevano ancora l'energia elettrica, spessissimo nelle abitazioni non c'era il bagno e non giungeva l'acqua corrente. Insomma un virus capace di uccidere 20 milioni di persone (o più) in quel momento potrebbe facilmente risultare mille volte meno pericoloso nel contesto del nostro attuale mondo occidentale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PANDEMIA?</span></strong></p>
<p>L'11 giugno 2009 la WHO ha innalzato alla fase 6 il livello di allerta pandemica il che significa che è ufficialmente riconosciuto essere in corso di svolgimento una pandemia. Naturalmente le situazioni a livello locale possono essere molto diverse dall'una all'altra zona geografica. Un virus pandemico è tale perché ha subìto qualche tipo di mutazione che lo rende poco o per nulla riconoscibile dal sistema immunitario dell'ospite, esso ha quindi la possibilità di propagarsi in un'ampia fascia della popolazione. L'incidenza di un virus pandemico può raggiungere il 50% della popolazione, mentre, come abbiamo già detto, una normale influenza stagionale ne colpisce in genere il 10-20%. Il virus A/H1N1 attualmente assurto agli onori della cronaca è effettivamente un virus pandemico in quanto una gran parte della popolazione lo affronterà per la prima volta e non ha pronte le difese immunitarie.</p>
<p>La grande incidenza del contagio pone evidentemente anche problemi economici, dato che nella situazione economicamente critica che stiamo vivendo, avere un elevato numero di persone che perdono una settimana di lavoro può costituire un notevole problema. Un altro buon motivo per adottare un comportamento responsabile e rimanere in casa quando si venga contagiati.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">ANTIBIOTICI</span></strong></p>
<p>Vale forse la pena di ricordare che gli antibiotici non hanno alcun effetto sul virus dell'influenza (e su nessun altro virus). L'unico motivo per cui talvolta essi vengono prescritti è il desiderio di limitare il rischio di eventuali complicazioni dovute a infezioni batteriche che potrebbero instaurarsi durante il periodo di debolezza e maggior vulnerabilità dovuto alla malattia (ossia all'influenza).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">SUINA?</span></strong></p>
<p>Si sente spesso dire che l'attuale A/H1N1 sarebbe un virus suino. Questo non è del tutto vero. Si tratta invece di un ceppo di <em>derivazione</em> suina, ma successivamente mutato e trasformatosi. Il virus originario era capace di infettare l'uomo partendo dal maiale, ma non di trasmettersi da uomo a uomo, quello attuale invece ha acquisito questa capacità.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline"> IL BUSINESS DEL VACCINO</span></strong></p>
<p>Su queste considerazioni si vanno a innestare poi tutte le possibili speculazioni relative agli aspetti di business. Il sospetto che alcune scelte della WHO o dei vari governi possano esser state fatte anche in funzione di considerazioni economiche è forte. Gli interessi in gioco sono enormi e sarei davvero molto stupito se le grandi industrie farmaceutiche non avessero esercitato tutte le pressioni possibili allo scopo di vendere un maggior numero di vaccini. A questo riguardo non posso avere certezze, ma qualche dubbio mi pare difficile non nutrirlo.</p>
<p>Probabilmente la scelta di vaccinare soltanto una piccola parte della popolazione intelligentemente selezionata, ma rendendo obbligatoria la vaccinazione per certe specifiche categorie e rendendo anche disponibili ulteriori dosi per il libero commercio, sarebbe stata più efficace ... anche se avrebbe ridotto di molto i guadagni di certe industrie. Quello dei vaccini antinfluenzali si è già avviato a essere uno dei maggiori business farmaceutici del nostro futuro ed è facile prevedere che d'ora in avanti ogni anno ci sarà un nuovo rischio, un nuovo virus da temere, una nuova possibile aggressione da scongiurare. Questo mondo che ha un disperato bisogno di feticci, di panacee, di rimedi portentosi e bacchette magiche per alimentare una vita di illusioni, aggiungerà il Dio Vaccino ai numerosi Dei che già adora, a cominciare dagli integratori alimentari, dalle creme di bellezza miracolose e dallo yoga per giungere ai corsi di autostima, alla mania dell'igiene assoluta, al mito della bellezza e giovinezza eterna e via elencando. In fondo non è cambiato molto da quando i nostri antenati si affidavano con speranza alle reliquie miracolose.</p>
<p><em><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #4040ff">CosmicVoidAroundMe</span></em><br> </p></span></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/tgT8VorCBss" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Si è ormai diffusa ovunque. Ovunque la gente discute di vitamina C e antibiotici, di rischio per le scuole e di febbri più o meno alte. Ovviamente parlo della psicosi da pandemia influenzale. Sfortunatamente coloro che ne parlano talvolta non...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/11/una-pandemia-di-paura-della-pandemia.html</feedburner:origLink></item><item><title>QUANDO L'ULTIMO CALORE DEL SOLE MORIRA' ...</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/zKwlN3cDWOQ/4-2.html</link><category>Pensieri</category><category>Personale</category><category>Religione</category><category>arte</category><category>cultura</category><category>destino</category><category>giustizia</category><category>morte</category><category>sole</category><category>stella</category><category>umanità</category><category>universo</category><category>vita</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:03:56 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-48598814</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>... Che cosa resterà delle idee, dei valori, dei princìpi o dell'arte?</p>
<p>A cosa serviranno i sentimenti, la giustizia e la cultura?</p>
<p>Cosa varrà l'essersi chiamato Einstein, San Francesco o Dante Alighieri, quando nel buio infinito non vi sarà più orecchio a udir quei nomi, né bocca a pronunciarli?</p>
<p>E mentre miliardi di altre stelle accenderanno ancora i cieli dell'Universo di splendidi colori, l'intera evoluzione della vita sulla Terra sarà stata vana.</p>
<p><em><span style="COLOR: #3300ff">CosmicVoidAroundMe</span></em></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/zKwlN3cDWOQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>... Che cosa resterà delle idee, dei valori, dei princìpi o dell'arte? A cosa serviranno i sentimenti, la giustizia e la cultura? Cosa varrà l'essersi chiamato Einstein, San Francesco o Dante Alighieri, quando nel buio infinito non vi sarà più...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/10/4-2.html</feedburner:origLink></item><item><title>TAMAGOTCHI DI CARNE E SANGUE</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/IQWYOGBXLms/tamagotchi-di-c.html</link><category>Animali</category><category>Pensieri</category><category>Società e Costume</category><category>allevamento</category><category>animale</category><category>animali</category><category>bambole gonfiabili</category><category>caccia</category><category>camaleonte</category><category>camaleonti</category><category>cane</category><category>cani</category><category>criceti</category><category>criceto</category><category>gatti</category><category>gatto</category><category>pet</category><category>robot</category><category>second life</category><category>serpente</category><category>serpenti</category><category>tamagotchi</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Tue, 30 Nov 2010 06:09:51 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-40143128</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Kuku ha bisogno di mangiare ... <br>Kuku ha bisogno di più caldo ...<br>Kuku è felice ...<br>Kuku vuole una compagna ...<br>Kuku ha fame ... Kuku ha fame ... Kuku ha fame ...<br>Kuku è ammalato ...<br>Kuku sta morendo ...</p>
<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/10/15/corallus_hortulanus_15.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=720,height=571,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Corallus hortulanus" border="0" height="158" src="http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/images/2007/10/15/corallus_hortulanus_15.jpg" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;" title="Corallus hortulanus" width="200"></img></a></p>
<p style="clear: left;"> </p>
<p><strong><span style="color: #339966;">......................</span></strong></p>
<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/10/15/corallus_hortulanus_a.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=607,height=629,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"></a></p>
<p style="clear: left;"> </p>
<p style="clear: left;"> </p>
<p> I tamagotchi sono ninnoletti elettronici che furono messi in commercio per la prima volta nel 1996. Ebbero subito un successo folgorante e gli studi sociopsicologici su di essi si sprecarono ovunque. Io non ne ho mai posseduto uno e devo dire che ho sempre guardato con una certo sospetto coloro che li usavano. Tuttavia quei giochetti, dei quali poi sono uscite innumerevoli versioni, mi hanno sempre incuriosito. O meglio, mi hanno incuriosito gli esseri umani che ne erano appassionati. Ancora adesso pagherei cifre esorbitanti pur di sapere fino in fondo e con certezza, quali sono e come funzionano i processi neurali che inducono un essere umano a svolgere una serie di operazioni (che alla lunga si fanno incredibilmente ripetitive) allo scopo di accudire e di mantenere felice e in buona salute un allegro mucchietto di bit configurati a sembrare un animaletto.</p>
<p>Ma forse, posta in questi termini, la questione è fuorviante. Forse bisognerebbe chiedersi piuttosto quali siano i processi neurali che inducono ad accudire <em>qualsiasi cosa</em> (tamagotchi, piante, pappagallini, cavalli, simulazioni SW, ecc.) e perchè mai siamo disponibili a farlo anche sacrificando l'interesse di altri esseri viventi ...</p>


<p>Sono molte le specie che gli uomini manipolano, anche in modo assai pesante, pur di ottenere creature cui altri uomini dedicheranno le loro cure. Cani, gatti, pappagallini, canarini, ma anche cavie, criceti, conigli, tartarughe, camaleonti e molte altre ancora. Tra queste, persino varie specie di serpenti.</p>
<p>Non si tratta di manipolazioni innocue. Gli esseri umani, quando si tratta di soddisfare i proprio bisogni e desideri, hanno la mano pesante. Sebbene non sempre sia facile rendersene conto, la preparazione di nuove razze e varietà di pet (e persino il solo fatto di far vivere in casa quelle che già esistono) comporta, non di rado, gravi problemi per la salute dei nostri "amici" animali e per i loro equilibri psichici.</p>
<p>D'altronde le giustificazioni e le scusanti per il nostro egoismo non mancano, a volerle trovare. Persino la Bibbia ci riconosce il diritto di fare delle altre creature quello che ci pare. Non sta forse scritto (Genesi 1,28):</p>
<p><span style="font-size: 0.8em;">«<em>Siate fecondi e moltiplicatevi,<br>riempite la terra;<br>soggiogatela e dominate<br>sui pesci del mare<br>e sugli uccelli del cielo<br>e su ogni essere vivente<br>che striscia sulla terra</em>»?</span></p>
<p>Se però vorremo per un attimo rinunciare al mettere l'Uomo al centro dell'Universo e al misurare ogni cosa in base ai suoi capricci, non sarà difficile renderci conto che in natura ogni specie ha le sue esigenze e queste sono legate alle caratteristiche dell'ambiente naturale in cui la specie stessa si è evoluta. I rettili, per esempio, animali a sangue freddo, sono adattati in linea di massima a vivere cercando di massimizzare l'esposizione al sole, al fine di mantenere elevata la temperatura corporea. Di conseguenza la loro fisiologia si è evoluta per funzionare al meglio proprio in quelle condizioni e, in mancanza di un'adeguata esposizione alla luce solare, essi vanno incontro a serie patologie. Tra queste vi sono decalcificazione delle ossa, malformazioni dello scheletro e rachitismo. Ma l'elenco non finisce qui, dato che si possono manifestare anche disturbi dell'umore, dell'appetito e parecchie altre amenità.</p>
<p>Per tenere al chiuso i serpenti e al tempo stesso evitare la possibilità che contraggano tali patologie dobbiamo esporli alla luce generata da lampade speciali. Traducendo l'intera faccenda in altri termini (più chiari e meno ipocriti), <em>per il fatto che la vita casalinga non è intrinsecamente adatta agli animali (e forse neppure all'uomo) e li danneggia a volte in modo definitivo, l'industria delle bestiole da compagnia è stata costretta a inventare degli escamotage al fine di evitare quanto meno le conseguenze più vistose e spiacevoli della cattività</em>. Ma in fondo la coscienza degli umani, nella maggior parte dei casi, non viene particolarmente turbata dai disagi dei nostri animaletti. Infatti gli animali fortunatamente non parlano e, soprattutto, non hanno la capacità di identificare le reali cause delle loro malattie. Nessun serpente, in altri termini, sarà mai in grado di accusare i suoi proprietari umani di avergli causato il rachitismo per mancanza di adeguata illuminazione. Allo stesso modo un cane a pelo lungo portato a vivere nel clima, spesso assai caldo, di Roma potrà forse soffrire, ma non acquisirà mai la consapevolezza che la causa vera della sua sofferenza è l'egoismo del suo padrone.</p>
<p>Comunque sia, come spesso capita negli affari, anche i problemi legati alle sofferenze degli animali, sono stati trasformati dai meccanismi del business in un'ulteriore possibilità di far soldi. In questo modo sono nate aziende specializzate nel "correggere" quelle carenze della vita dei nostri poveri pet che noi stessi provochiamo. Come dire che, alla fine, vissero tutti felici e contenti (gli uomini):</p>
<ul>
<li>gli industriali e i commercianti fanno profitto incrociando e vendendo razze e varietà e ottenendo sempre nuove strafichissime meraviglie (magari un po' cagionevoli, ma sicuramente tanto morbide e colorate); </li>
<li>i clienti possono disporre di giocattoli viventi coloratissimi, carinissimi, dolcissimi, morbidissimi, ... li possono accarezzare, osservare, nutrire, accudire, far accoppiare (o far castrare), mostrare agli amici, ... gli possono far indossare il cappottino, i campanellini, i collarini, ... e possono gioire dei loro occhioni e del loro affetto (magari, certo, i pet non fanno proprio una vita naturale e piacevolissima, però in cambio hanno i croccantini); </li>
<li>di nuovo gli industriali e i commercianti fanno ulteriore profitto vendendo ai loro adorabili clienti tutto quello che serve per ridurre le sofferenze cui i loro giocattoli sono sottoposti già per il solo fatto di essere tali. </li>
</ul>
<p>Tutti sono felici, tranne (ovviamente) i poveri tamagotchi viventi. Ma forse è un male minore. In fondo, come ho già scritto, questo lo ha deciso Dio stesso (<em>soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente / che striscia sulla terra</em>). E poi ... quegli esserini, in cambio, non hanno forse da parte nostra <em>tanto amore</em>?</p>
<p>Ma perchè vado dicendo che i pet soffrono? Forse qualcuno li sevizia? Forse qualcuno li affama? Forse che non li sottraiamo, prendendoci cura di loro, alle insidie della strada? Forse che se li lasciassimo liberi non li condanneremmo a morte sicura (incapaci come ormai sono di vivere la dura vita naturale)?</p>
<p>Intendiamoci, non sto parlando di sevizie o altre cose similmente clamorose. Il fatto è che noi di solito non ci pensiamo e non focalizziamo la nostra attenzione su ciò che non è vistoso, ma tutta intera la vita dei pet, persino le attività vitali di base, è resa straordinariamente innaturale dalla necessità di garantire un equilibrio tra uomo e animale che vada a tutto vantaggio del primo. E questo vale ovviamente anche per i cani e i gatti. Si pensi, per esempio a un aspetto basilare come l'alimentazione. Noi tendiamo a credere di dare alle bestiole sempre il meglio, per esempio nelle pagine di un sito (<a href="http://www.animalipetshop.it/">http://www.animalipetshop.it</a>) .. si legge "<strong>PET SHOP</strong> è una catena di negozi con sede a Torino che soddisfa <em>tutte le esigenze dei vostri piccoli amici</em>.</p>
<p>Ma quali sono veramente le <em>esigenze</em> dei nostri tamagotchi? E' forse una loro esigenza il poter disporre di croccantini dietetici vitaminizzati e arricchiti con chissà quali diavolerie? Ovviamente no. Tutt'altro. Per quanto questi alimenti possano essere formulati (con voluta bastardaggine) in modo da risultare gradevoli al gusto per le bestiole, essi non sono affatto ciò che ad esse serve. Ai carnivori (quelli che non praticano prioritariamente lo sciacallaggio) serve una preda viva. Non è un optional. Serve una preda viva che scappi e non sia facile da catturare. Serve la possibilità di andare a caccia. Di spendere tempo, energie e facoltà mentali impegnandoli nell'attività per la quale si sono evoluti. Perchè nutrirsi non significa soltanto mandar giù un mucchietto di vitamine e sali minerali. Significa invece mettere in atto un complesso di moduli comportamentali fondamentali che hanno un'importanza decisiva per il corpo e per la psiche.</p>
<p>Questo complesso di comportamenti influisce sul consumo di sostanze nutritive (oltre che sull'assunzione delle stesse), sulla normale gestione degli stati emotivi, sul metabolismo, ecc.. Non andare a caccia significa alterare il metabolismo e gli equilibri nutritivi. Significa essere condannati a una vita completamente priva dei fondamentali stimoli psichici. Provate a pensare a un bambino, per esempio vostro figlio, condannato a non poter mai giocare e a non poter mai conoscere un altro bambino. Provate a pensare a voi stessi condannati a non poter avere per tutta la vita una normale attività sessuale. Provate a pensare di non poter mai scambiare parola con un altro essere umano, di non faticare mai per ottenere qualcosa e non avere mai la soddisfazione di vedere che la fatica è stata premiata. Provate a pensare di non poter mai ottenere nulla che non corrisponda a quello che la mano di un essere troppo potente, ma molto diverso da voi, è disposto a darvi.</p>
<p>Per gli uomini la comunicazione verbale e gestuale è uno dei modi essenziali dello scambio affettivo e rinunciare a essa per tutta la vita non è una cosa naturale. Allo stesso modo per un carnivoro la caccia è un istinto fondamentale e rinunciare a essa può comportare gli stessi squilibri che in un essere umano potrebbero essere indotti dal continuo isolamento affettivo.</p>
<p>Ma questo è solo uno dei mille possibili esempi. Altri problemi significativi possono esistere (a seconda delle diverse specie) in relazione alla disponibilità di spazio, al clima (temperatura e umidità), alla difficoltà nel praticare i moduli comportamentali della competizione per la/il compagna/o, ecc..</p>
<p>Ma per tornare al caso della nutrizione e della caccia, lo ripeto: mangiare croccantini non è affatto la stessa cosa che andare a caccia. Nemmeno se e quando la nostra bestiola sembra gradire il pasto. Nemmeno se in cambio del cibo vi guarda con il suo sguardo più tenero e soddisfatto alleviando così tutte le vostre carenza affettive. D'altronde molti esseri umani gradiscono e apprezzano una dieta basata su un eccesso di cocacola, patatine fritte, burro, alcoolici, ecc.. Ma il fatto che tutto ciò sia gradito non significa in alcun modo che sia utile o salutare.</p>
<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/02/03/corallus_hortulanus_104.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=720,height=599,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Corallus_hortulanus_104" border="0" height="166" src="http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/images/2008/02/03/corallus_hortulanus_104.jpg" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;" title="Corallus_hortulanus_104" width="200"></img></a>La realtà è che noi prendiamo delle bestiole che dovrebbero quotidianamente darsi da fare e faticare e rischiare di fallire per correre appresso a un topo o a un uccelletto, gli togliamo il topo, gli togliamo il lavoro, la fatica, l'adrenalina, l'esercizio muscolare, la possibilità di scaricare l'aggressività naturale e in cambio gli diamo ... i croccantini.</p>
<p>Poi notiamo che la bestiola è contenta e non protesta e siamo soddisfatti perchè al nostro piccolo amico "vogliamo tanto bene". Se invece per caso qualche volta il nostro tamagotchi non è contento, cambiamo marca di croccantini o proviamo con i biscottini, i bocconcini, i piripicchi e i piripocchi, fino a che troviamo qualcosa che gli piace. Poi, magari, notiamo ancora che la bestiola tende a ingrassare. Allora passiamo ai piripicchi dietetici (appositamente formulati per la nostra bestiola)! Poi, ancora, notiamo che il tamagotchi ci si impigrisce e siamo tanto ... contenti, perchè si vede che in casa si trova bene ed è educato ... poi viene il giorno che il nostro giocattolino vorrebbe farsi una sana scopata e allora (nella migliore delle ipotesi) gli peschiamo un/a partner e gli diciamo "tie', divertiti!". In altri casi, per evitare il fastidio, provvediamo per tempo a farlo castrare.</p>
<p>Ma anche se gli consentiamo una scopatina ogni tanto ... mettetevi nei suoi panni ... facciamo che siate voi invece del pet, domani, ad aver voglia di trovarvi un maschio (o una femmina). Questo significa l'attesa di trovare il partner che ci piace, l'ansia e l'incertezza del corteggiamento, il problema della competizione con gli/le altri/e pretendenti ... a volte il fallimento. Oppure la gioia eccitante di scoprire che lui/lei ci sta, che gli/le piaciamo. E poi la gestione dei tempi, il gioco della seduzione, la possibilità di dare inizio a un amore vero, di metter su famiglia, di accudire i cuccioli ...</p>
<p>E invece no. Voi avete un padrone e dovete star chiusi nella sua casa; facciamo l'ipotesi che siate un maschio. Quando andate a spasso avete il collare. Al mattino uscite e fate una bella passeggiata con il vostro padrone (immaginatevi la scena: sempre lo stesso giro attorno all'isolato). Improvvisamente, da lontano, vedete una bella figa ... ehm ... una splendida femminuccia ... e vi sentite tutti eccitati. Lei vi guarda, voi la guardate ... vorreste avvicinarvi, annusarla fra le cosce per vedere se è disponibile e ... quel bastardo del vostro padrone tira all'improvviso il guinzaglio e col suo tono scherzosamente idiota esclama: "Ehi, Mario, vieni via! Dai, piantala che devo andare in ufficio ed è tardi ... ti piaceva la ragazzetta, eh?" E vi porta via. E voi vorreste rispondere: "Maledetto bastardo, certo che mi piaceva, ma siccome tu c'hai 'sto maledetto guinzaglio sempre in mano mi tocca guardarla solo da lontano ...".</p>
<p>Poi viene il giorno che il vostro padrone decide che è tempo di riprodurvi. Con il più insopportabile dei sorrisi vi mette il guinzaglio, vi porta al parco facendo pure lo spiritoso su quello che vi aspetta e sul fatto che siete fortunati e che lui nemmeno ce la fa più. Quando siete lì, vi porta verso una padrona piacente che ha al guinzaglio una femmina. I guinzagli vengono tolti e, mentre il padrone fa il provolone con la padrona, voi vi ritrovare lì con quella femmina che non avete scelto e non vi dice niente. La annusate tra le gambe per vedere un po' com'è la situazione, scambiate quattro parole con lei (Dio, come è stupida!). Voi non le piacete, lei non vi piace. Ma questo passa il convento: quattro spinte, "ciao", "ciao", e di nuovo il guinzaglio. E i bambini che nasceranno forse voi non li vedrete mai.</p>
<p>Questa è la vita che fanno i nostri tamagotchi. E, naturalmente, questo è il migliore dei casi. Perché essere nato cane oppure gatto è già una fortuna per una bestiola casalinga.</p>
<p>Ma potrebbe capitarvi di nascere pesci o camaleonti o ... serpenti. E, se siete serpenti, potete essere certi sin dall'inizio che tutta la vostra esistenza passerà dentro una scatola di vetro (o di materiale plastico) come quelle delle foto. Nella migliore delle ipotesi dentro ci sarà un simulacro di pezzetto di ramo attorno al quale potrete attorcigliarvi in non più di due o tre posizioni diverse. E ogni tanto vedrete qualche faccia idiota, fuori dal vetro, che schiaccia il suo grasso naso contro la parete del contenitore nell'intento di guardarvi meglio.</p>
<p>Magari attorno ci saranno dei bambini.</p>
<p>-Guarda! E' lunghissimo!-</p>
<p>-Non si muove ...-</p>
<p>"<em>E come cazzo faccio a muovermi, in questo buco di 50 cm di lato? Che credi, che posso mettemi a fare le corse? E, anche se mi muovo, dove ricazzo vado?</em>"</p>
<p>-Uhhhh, guarda che testa ... guarda ... ha tirato fuori la lingua ... hai visto come è biforcuta?-</p>
<p>"<em>E tu, ti sei mai visto in uno specchio che orecchie a sventola che c'hai? Lo sai che fai proprio schifo e sarà un miracolo se quando crescerai troverai una cozza che ti si piglia?</em>"</p>
<p>-Sembra addormentato ...-</p>
<p>"<em>Bambino deficiente! Se potessimo essere nella giungla, io e te, da soli, te lo farei vedere io se sono addormentato ... ma qui ... spero solo che, se mi fingo immobile e poco interessante, magari ti stuferai e ti sbrigherai a levarti dai coglioni.</em>"</p>
<p>I serpenti passano la loro intera esistenza in cubicoli di materiale parzialmente o del tutto trasparente. La loro alimentazione ideale prevede che vengano date loro prede vive (piccoli roditori, anfibi o volatili), ma la fatica della caccia è inesistente e, comunque, non sempre i nostri rettili hanno questa fortuna. Non di rado i proprietari, per motivi di approvvigionamento o di sicurezza preferiscono dar loro carne morta fresca o scongelata.</p>
<p>Perchè parlo di motivi di sicurezza? Perchè, beh, se il nostro serpentello è una biscetta insignificante, allora gli daremo un topetto piccolo piccolo e mezzo scemo e tutto finirà lì ... ma se invece è un boa di più di 2 metri di lunghezza o addirittura qualcosa di ancora più grande, beh, allora difficilmente si accontenterà di un topetto piccolo piccolo. Come minimo pretenderà un topaccio di mezzo metro di lunghezza.</p>
<p>Ora, sfortunatamente i topacci di mezzo metro (a parte che non sono esteticamente gradevoli e potrebbero pure tentare di morderci mentre cerchiamo di convincerli ad andare dal serpente) potrebbero, orrore, rivelarsi ben poco remissivi pure nei confronti del nostro adoratissimo rettile.</p>
<p>Dice, beh, sì, ma forse che in natura i boa non se li mangiano i topacci? Certo che sì! Però in natura i serpenti sono abituati ad andare a caccia; inoltre hanno lo spazio necessario e la possibilità di sfruttare le loro specifiche capacità di cacciatori. Si muovono liberamente strisciando tra l'erba ... o magari si lasciano cadere all'improvviso da un ramo più in alto ... un attimo solo e il topaccio non può nemmeno più recitare l'ultima preghiera. Invece, un povero rettile incrociato apposta per farlo venire bello e colorato (ma non necessariamente robusto e aggressivo), stando chiuso dentro un cubo di un metro di lato in compagnia di un topo grosso come una casa, potrebbe trovarsi pure a mal partito ... magari il topaccio mette a segno un mozzicone micidiale e finisce per <em>danneggiare la magnifica livrea del nostro prezioso esemplare di serpente</em>! Dannazione! Per la miseria! Un esemplare così splendido ridotto a brandelli da un topo!</p>
<p>E allora, meglio ricorrere alla carne congelata.</p>
<p>Ma, anche nei casi più semplici, quando possiamo tranquillamente cibare il nostro "amato" tamagotchi con veri pulcini vivi o con piccoli topini da laboratorio di qualità garantita ... anche i topini sono animali. O no? E ci pensate alla vita di quelle bestiole? Nate in batteria, cresciute per tutta la loro breve vita senza il minimo riguardo per le loro esigenze biologiche e dopo poco (senza mai aver davvero vissuto) condannate a morire in bocca a un rettile che, comunque, non sarà nemmeno felice. Che esistenza inutile e assurda.</p>
<p>Dice: "Ma pure le galline che mangiamo noi, vengono allevate apposta per noi, in batteria, e si trasformano in men che non si dica in cosce di pollo al forno oppure in petti alla piastra con olio e limone".</p>
<p>E' vero. La vita è intrinsecamente una lotta e il più debole necessariamente soccombe. L'uomo è l'animale più forte e, in quanto tale, fa e disfa a suo piacimento.</p>
<p>Però quando decidiamo di schiavizzare altre creature per usarle come giocattoli, per farne i nostri tamagotchi viventi, evitiamo magari l'ipocrisia di dire che <em>amiamo gli animali</em>. Diciamo le cose come stanno: siamo i più forti, sentiamo l'esigenza di soddisfare le nostre esigenze affettive e, a tal fine, ci serviamo di tutti i mezzi disponibili senza troppo starci a pensare. Costruiamo tamagotchi, produciamo videogiochi con simulazioni di famiglie, andiamo a letto con bambole gonfiabili o con i più recenti robot da compagnia, sguazziamo nei moderni universi virtuali all'interno dei quali possiamo corteggiarci e persino scopare in modo perfettamente asettico e privo di complicazioni, ecc.. Tra le mille altre possibilità, quando ne abbiamo voglia, possiamo andare al più vicino negozio di animali per comprarci un cane, un gatto, un criceto, un serpente o qualsiasi altra <em>cosa</em> che ci attragga. Dopo di che, se ce ne stufiamo, avremo pur sempre la possibilità di abbandonarla dove capita.</p>
<p>E, non di rado, mentre teniamo a casa nostra una bella coppia di canarini dalle penne artificialmente colorate, un gatto castrato o un bell'esemplare di cane che sarebbe incapace di vivere in natura ... ci concederemo pure il lusso di criticare gli scienziati che usano le bestiole a scopo di ricerca o gli industriali che allevano i polli in batteria.</p>
<p>Che ipocrisia!</p>
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<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/10/15/scatole_per_cuccioli_01.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=558,height=620,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Case per neonati" border="0" height="222" src="http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/images/2007/10/15/scatole_per_cuccioli_01.jpg" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;" title="Case per neonati" width="200"></img></a></p>
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<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/10/15/corallus_hortulanus_baby_01.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=388,height=290,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Corallus_hortulanus_baby_01" border="0" height="149" src="http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/images/2007/10/15/corallus_hortulanus_baby_01.jpg" style="margin: 0px 0px 5px 5px; float: left;" title="Corallus_hortulanus_baby_01" width="200"></img></a></p>
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<p><a href="http://heriold.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/10/15/wall.jpg" onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=450,height=663,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Wall" border="0" height="294" src="http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/images/2007/10/15/wall.jpg" style="margin: 0px 0px 5px 5px; float: left;" title="Wall" width="200"></img></a></p>
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<p><em><span style="color: #3300ff;">CosmicVoidAroundMe</span></em></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/IQWYOGBXLms" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Kuku ha bisogno di mangiare ... Kuku ha bisogno di più caldo ... Kuku è felice ... Kuku vuole una compagna ... Kuku ha fame ... Kuku ha fame ... Kuku ha fame ... Kuku è ammalato ... Kuku sta...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/10/tamagotchi-di-c.html</feedburner:origLink></item><item><title>ULTIMO ANELLO</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~3/c8DNEaVR8nQ/3-1.html</link><category>Pensieri</category><category>Personale</category><category>anni</category><category>catena</category><category>compleanno</category><category>discendenti</category><category>età</category><category>evoluzione</category><category>gene</category><category>morte</category><category>uomo</category><category>vita</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">CosmicVoidAroundMe</dc:creator><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:04:15 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:typepad.com,2003:post-6a00e008d6cd3f88340120a62fdec2970c</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Compleanno domani (29 ottobre). Da anni e anni non lo festeggio. Comunque per i curiosi segnalo che il numero di anni che compio è tale che sommandovi uno si ottiene un risultato pari al doppio di un quadrato, mentre sottraendo uno il risultato è pari al triplo di un quadrato.<br><br>In base alla vita media di un uomo (in stato di completa naturalità) dovrei essere già morto da un po'.<br><br>E, dato che non mi sono mai voluto riprodurre, i miei geni si spegneranno per sempre nella nebbia. E' sottilmente piacevole il pensiero di rappresentare (nel mio piccolo) uno dei punti morti dell'evoluzione, l'ultimissimo anello di una catena spezzata che pende nel vuoto e chiude un, pur minimo, frammento della storia dell'Uomo. Non ci saranno miei discendenti nel mondo di domani, comunque esso sia.</p>
<p><em><span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #0000ff">CosmicVoidAroundMe</span></em></p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/HerioldOfLindisfarne/~4/c8DNEaVR8nQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Compleanno domani (29 ottobre). Da anni e anni non lo festeggio. Comunque per i curiosi segnalo che il numero di anni che compio è tale che sommandovi uno si ottiene un risultato pari al doppio di un quadrato, mentre sottraendo...</description><feedburner:origLink>http://heriold.typepad.com/heriold_of_lindisfarne/2009/10/3-1.html</feedburner:origLink></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>

