<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009</atom:id><lastBuildDate>Mon, 05 Mar 2018 17:54:35 +0000</lastBuildDate><title>I soffi nel vetro</title><description>&lt;p&gt;Appunti letterari di Luigi Salerno&lt;/p&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Unknown)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>265</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8878297009027924045</guid><pubDate>Thu, 21 Jan 2010 19:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-21T20:52:06.943+01:00</atom:updated><title>Undicesimo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;undicesimo, in tutto il suo grasso splendore:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il rumore della matita sulla seta del foglio, il più discreto strumento, o spiaggia bianca senza dune, perché forse non troppo invasivo, né come solco di pagina, né come sonoro. Ti consente appena un giusto accenno di pensato, davvero un&#39;eterna bozza in filigrana, ancora così leggera, da controluce; e anche di ascoltare altro e di fondersi con la vecchia pompa con cui stanno ammollando il terreno pietroso di fronte, dall&#39;immagine dolce del balcone che è rimasto ancora aperto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il carattere quando invece è&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;battuto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;usa altri percorsi: arriva dall&#39;alto e non solca, ma insonorizza. E ha dentro un altro tipo di silenzio, efficace e più gommato. Perdendo la costanza di calore del sangue di tutta la mano, e quella buona possibilità di indovinare il suo tremito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Penso che anche se nel complesso non mi dispiaccia, si possa fare ancora qualcosa per migliorarlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stavolta procediamo per gradi:&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il rumore della matita sulla seta del foglio, il più discreto strumento, o spiaggia bianca senza dune, perché forse non troppo invasivo, né come solco di pagina, né come sonoro. &lt;/span&gt;Dunque come inizio è troppo articolato, comincio a tagliare: &lt;b&gt;Il rumore della matita sul foglio, solco di pagina o di seta sonora. &lt;/b&gt;Perché penso che il concetto di fondo fosse un effetto di suono e non di frastuono: il punto forte era l&#39;effetto di seta di una matita nel silenzio di una stanza, tutto il resto viene immaginato, basta lasciare quell&#39;effetto dolce di fruscio, senza gridarlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Andiamo avanti:&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Ti consente appena un giusto accenno di pensato, davvero un&#39;eterna bozza in filigrana, ancora così leggera, da controluce; e anche di ascoltare altro e di fondersi con la vecchia pompa con cui stanno ammollando il terreno pietroso di fronte, dall&#39;immagine dolce del balcone che è rimasto ancora aperto. &lt;/span&gt;Anche in questo caso il verbo di apertura chiude una prospettiva di buona sospensione, per cui partirei eliminandolo, così:&lt;b&gt; Appenna un &amp;nbsp;accenno di pensato, in filigrana &lt;/b&gt;dal momento che anche in questo caso il mio obiettivo era la leggerezza, come potevo riattivarla appesantendo il soffio di parole? E anche più avanti, con lo stesso sistema: &lt;b&gt;mischiandosi alla pompa con cui stanno ammollando il terreno di fronte, il balcone è aperto. &lt;/b&gt;Anche qui cerco di rimanere un po&#39; intorno al mio ambiente, lasciando qualcosa di sotteso, di non detto. È il luogo da dove scrivo, non posso dire troppo, devo lasciarlo sfumare, così come lo vedevo anche io mentre scrivevo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Continuando:&amp;nbsp;&lt;b&gt;Il carattere quando invece è&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;battuto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;usa altri percorsi: arriva dall&#39;alto e non solca, ma insonorizza. E ha dentro un altro tipo di silenzio, efficace e più gommato. Perdendo la costanza di calore del sangue di tutta la mano, e quella buona possibilità di indovinare il suo tremito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qui giusto una sfoltita, perché mi serve come contrasto delle due modalità di scrittura a cui alludo:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per cui: &lt;b&gt;Il carattere battuto usa invece altri percorsi: arriva dall&#39;alto e non solca, ha dentro un altro tipo di silenzio. Insonorizza, perde quella buona costanza di calore del sangue di una mano, quella buona possibilità di indovinare il suo tremito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come vedete, qui ho lavorato con mano più leggera, piccole e sottili modifiche, ma rileggiamolo adesso tutto per intero, per vedere il nuovo effetto dove ci porta:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il rumore della matita sul foglio, solco di pagina o di seta sonora.&amp;nbsp;Appenna un &amp;nbsp;accenno di pensato, in filigrana,&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;mischiandosi alla pompa con cui stanno ammollando il terreno di fronte, il balcone è aperto.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il carattere battuto usa invece altri percorsi: arriva dall&#39;alto e non solca, ha dentro un altro tipo di silenzio. Insonorizza, perde quella buona costanza di calore del sangue di una mano, quella buona possibilità di indovinare il suo tremito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È tutto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/undicesimo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-4761985960338172491</guid><pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T20:02:06.707+01:00</atom:updated><title>Spazio libero</title><description>Ogni dieci c&#39;è lo spazio per buttare giù qualcosa.&lt;br /&gt;Se avete qualche idea e vi interessa o vi diverte condividerla in questo spazio, inserite il vostro piccolo testo - &amp;nbsp;sempre la lunghezza di un aforisma, di un pensiero, o di un piccolo verso - direttamente nel commento di questo post.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/spazio-libero.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-4355286756973187161</guid><pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T12:29:31.383+01:00</atom:updated><title>Il decimo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A ruota, sezioniamo rapidamente anche il decimo. In origine faceva così:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Non c&#39;è nulla al mondo di più giovane di un vecchio, in una camicia chiarissima, che guarda un pezzo del mare, inchiodato in un notturno sfatto al fantasma di un lupo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se in un azzurro cupo e nebbioso di una cupola roca, senza il tempo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anche se nel suo fumo poi si ricorda, della calma di un bacio o di un sogno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È un&#39;immagine marittima e notturna che mi sarà rimasta dentro da qualche passeggiata lontana e solitaria, forse una persona che guardava la notte dal mare, o un fantasma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io lo metterei un po&#39; a dieta. Vedete adesso come risuona:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&quot;Un vecchio guarda un pezzo del mare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel suo fumo stanotte ricorda: della calma di un bacio o di un sogno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Che cosa ho fatto? Ho spostato l&#39;attenzione da me e dai miei giochi di inutile e impacciato contorsionismo, a questa figura solitaria e al suo passato. &amp;nbsp;L&#39;unico modo per farla uscire, era quello di svestirlo del superfluo, con cui lo avevo agghindato, e lasciarlo da solo. Come ho appena fatto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/il-decimo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8774164512960002699</guid><pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T12:26:08.524+01:00</atom:updated><title>Soffio n.9</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il nono soffio faceva così:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;Ricorda che non ti ho dimenticato; ma tu, dimentica, ricorda, dimenticati poi di ricordarmi&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non mi convince per niente. Cassato. Non so cosa diamine mi fosse passato per la testa in quel momento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo sostituisco con questo qui:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;La vera scrittura è al buio. Quasi sempre, o al massimo in penombra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo trovo più vicino alle mie sensazioni del momento. Vedrò di approfondirle più avanti, se avrò modo di farlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/soffio-n9.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8340464619266024713</guid><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 12:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-18T13:42:19.190+01:00</atom:updated><title>Post numero otto</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eccolo qui:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;...il soffio e il soffro, la stessa lampada nell&#39; anima. La stessa mammella.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dunque anche qui giocavo abbastanza con le parole, ma mi sa che mi divertivo soltanto io. Cominciando dall&#39;inizio, per essere proprio precisi, eliminerei questi puntini sospensivi, anche se potrebbero motivare una continuazione con il post precedente, ma mi sembrano lo stesso un po&#39; gratuiti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non ricordo che cosa avevo in mente, forse ancora una volta un gioco di significati, ma non mi fa più un grande effetto; potrebbero significare tutto e il contrario di tutto, quindi anche niente. Non lo so, mi trovo piuttosto indeciso. A questo punto farei così:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Soffio sulla stessa lampada.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Soffro dalla stessa mammella.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma lo considero ancora piuttosto provvisorio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne ho uno completamente diverso che mi soddisfa di più, e che è legato alle tortore del collare, che sentivo quest&#39;estate, mentre raccoglievo questi appunti su di un quaderno:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Stamattina le tortore sembrano cani. Hanno un tocco di roco, ancora più caldo, graffiato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;A tratti un po&#39; blues.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Penso che sia tutt&#39;altra cosa. Al momento lascio quest&#39;ultimo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/post-numero-otto.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-6717336658405707314</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T17:27:52.584+01:00</atom:updated><title>Ogni dieci...</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_ULLAiHVnleU/S1M4KbLBDSI/AAAAAAAABQY/m8dX3d6ixXs/s1600-h/Immagine+3.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_ULLAiHVnleU/S1M4KbLBDSI/AAAAAAAABQY/m8dX3d6ixXs/s320/Immagine+3.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ogni dieci soffi, ci sarà la possibilità di proporre un proprio aforisma, pensiero o versicolo. Qualsiasi cosa possa avvicinarsi allo spirito di questo piccolo spazio sperimentale. Basterà inviarlo nei commenti dell&#39; apposito post che preparerò per l&#39;occorrenza, dove accoglierò le proposte più ispirate, cercando così di analizzarle, revisionarle o lasciarle così come sono, allo stesso modo di come sto facendo con le mie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/ogni-dieci.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ULLAiHVnleU/S1M4KbLBDSI/AAAAAAAABQY/m8dX3d6ixXs/s72-c/Immagine+3.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-7930452102763854322</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2010 15:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T17:05:18.483+01:00</atom:updated><title>Il settimo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco come faceva il settimo post:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il soffio e il soffoco&lt;/b&gt;&lt;b&gt;, hanno gli stessi occhi e le stesse stampelle.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco come farà il settimo post:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il soffio e il soffoco&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;hanno gli stessi occhi e le stesse stampelle.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dunque nessuna variazione eccetto la virgola, che&amp;nbsp;era del tutto inutile. La punteggiatura è fondamentale, va messa ragionandoci bene sopra e ascoltando con attenzione quello che succede quando la si usa a sproposito. Se non si è sicuri, conviene ritornare indietro e provare a leggere ad alta voce e sentire il suono, o anche immaginarsi a memoria come suona - io personalmente uso questa seconda soluzione; tutto in gran silenzio. Credo molto a una naturale e personale propensione a respirare quando si scrive; l&#39;importante è rimanere coerenti con il discorso e la sua naturale comprensibilità nei tempi del respiro, altrimenti spezzi un braccio a una frase, e questo non è mai corretto. Se proprio mi andava di aggiungerci qualcosa, avrei potuto scrivere così:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il soffio e il soffoco:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;stessi occhi, stesse stampelle.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo soffio ha comunque una sua linearità e particolare oscurità, nel gioco allitterante e assonante, dal quale ho preso spunto per personalizzare le due azioni opposte. Significati lontani e opposti, anche da termini strutturalmente molto vicini. Scherzo sul significante. Una delle occasioni di ludica riflessione che ci regala la nostra magnifica lingua.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A pensarci bene, quest&#39;ultima soluzione gliela lascerei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/il-settimo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-7563678100240707612</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2010 13:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T17:22:43.628+01:00</atom:updated><title>Intervallo</title><description>Ogni tanto mi concedo, tra i post di revisione del piccolo laboratorio, uno spazio di respiro, sempre rimanendo in tema. In questo caso utilizzo questo intervallo, per segnalarvi un concorso letterario nazionale molto interessante dal titolo &quot;L&#39;inchiostro dei 7 gioielli&quot;, organizzato dalla Casa Editrice &lt;a href=&quot;http://www.orientexpress.na.it/pc/index.asp&quot;&gt;OrientExpress&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato, trova tutto &lt;a href=&quot;http://www.orientexpress.na.it/pc/2009Regolamentoconcorsoorientexpress.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. La scadenza per l&#39;invio dei racconti è prossima: è fissata per il 25 gennaio.&lt;br /&gt;In bocca a lupo.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/intervallo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-4359744071692528032</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2010 12:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T13:45:31.224+01:00</atom:updated><title>Il cantus del post numero 6</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A volte non so come mi vengano certe idee. Questo sarà un po&#39;il mistero di quando si scrive, il non sapere l&#39;origine o il movente per cui a volte ci si imbarchi in certi strani territori. Leggete un po&#39; qui:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il cantus è quell&#39;elemento sottile che non vorrei mai perdere, dico nella e per la mia vita, nonostante la mia vita. Ma quando poi la scrivo, è anche quel meraviglioso e grande pericolo che incombe, l&#39;ombra lenta dell&#39;aquila, che può sfibrarne le trame slogate e più complesse del giocattolo avvolto nell&#39; argilla, quando stona.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Troppo complicato, sembra quasi che volessi fare a gara per attorcigliarmi addosso quanto più filo spinato fosse possibile e per ritrovarmi solo polvere di ruggine e un senso poco chiaro nelle mani e sotto gli occhi. Io invece vorrei cambiarlo, almeno per dargli un&#39;ultima possibilità. Il senso del post era quello di voler approcciare il proprio stile in una modalità più orizzontale, distesa di cantabilità, ma accettarne anche i rischi di quello che comporti l&#39; essere troppo inclini  a certe abitudini del poetichese - non della poesia, che è tutt&#39; altro - e rischiando così di stonare tutte le note disponibili al proprio effetto. A quel punto sarebbe meglio non cantare. Il concetto era questo, ma non mi sembrava così chiaro nel post. Per rimediare allora, io scriverei così:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Non vorrei mai perdere il cantus, nella mia vita. Neanche quando stona.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sembra che si contraddica, ma arriva molto di più al cuore del problema stilistico, ossia quello di accettarlo e conservarlo, nonostante i rischi. Ho tolto tutto quello che davvero stonava, come in questo caso l&#39;aquila, la sua ombra, il giocattolo e l&#39;argilla e simili diavolerie. Queste le riporrò in soffitta, in attesa di utilizzi futuri e più adeguati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/il-cantus-del-post-numero-6.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-5990721272766616405</guid><pubDate>Sat, 16 Jan 2010 20:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-16T21:19:53.786+01:00</atom:updated><title>Numero cinque</title><description>Ecco ancora un altro e noioso riferimento allo stupido uccello del vecchio template:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se solo ti staccassi dal tuo ramo,&lt;br /&gt;e allora smetterei di soffiare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ma stavolta sono più severo. Lo elimino e lo sostituisco con uno molto recente e parecchio più profondo, almeno secondo me:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ancora troppi uomini sono molto attenti a una donna, solo quando questa è sul punto di spogliarsi o di morire.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Penso ci sia molto poco da aggiungere.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/numero-cinque.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-250841503595749138</guid><pubDate>Sat, 16 Jan 2010 20:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-16T21:00:19.085+01:00</atom:updated><title>Avanti un altro: il numero 4</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il numero quattro era legato al vecchio template, quello a cui accennavo qualche post fa, sostituito dopo un po&#39; di tempo - adesso non ricordo nemmeno perché.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco come appariva il soffio:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Avrò scelto il tipo di template, dall&#39;appariscenza fenotipica di una specie così pregiata e luminosa, forse per l&#39;infernale ossessione che avevo preso per gli uccelli domestici. Sparita all&#39;improvviso, come l&#39;acne. Senza un movente, così come era arrivata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e come invece lo preferisco adesso:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Avevo scelto il tipo di template per l&#39;infernale ossessione che avevo preso per gli uccelli domestici. Sparita all&#39;improvviso, come l&#39;acne.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ancora una volta una questione di buona economia, che di solito non guasta mai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/avanti-un-altro-il-numero-4.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8838024098960339610</guid><pubDate>Sat, 16 Jan 2010 07:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-16T09:22:28.181+01:00</atom:updated><title>Numero tre: un lettore avviene</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il terzo soffio lo sento ancora perfetto così come è. Lo sento così perché fa parte di quei flussi che arrivano già corredati da una loro forma precisa e un loro significato.&lt;br /&gt;Eccolo:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&quot;Un lettore avviene.&lt;br /&gt;Non viene mai&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che sia un soffio giusto, e anche il frutto di una mia profonda considerazione nella quale credo ancora fermamente. Le condizioni per qualsiasi tipo di scrittore, di ottenere una sorta di pubblico o anche di minimo riconoscimento, sono il frutto di processi complessi e di avvenimenti, e non la semplice volontà motoria di un avvicinamento distratto. Per essere letti devono sussistere tante altre faccende parallele, e &amp;nbsp;molte volte del tutto inesplicabili e indirette. È per questo motivo che io credo che in fondo non ci sia nulla da temere. Gli avvenimenti non andrebbero mai forzati, altrimenti, in quel caso lì, diventerebbero forme morte, senza una storia, una particolare e propria fisionomia stilistica, senza un loro respiro. Non ci si deve mai preoccupare di cosa accadrà, ma vivere semplicemente e con pazienza, il proprio personale rapporto di ricerca e di naufragio nel proprio linguaggio. Quello che potrà accadere è soltanto l&#39;ignoto, e va accettato per la sola gioia di averlo vissuto e poi semmai anche raggiunto, qualsiasi esso sia.&lt;br /&gt;Io la vedo ancora così.&lt;br /&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/numero-tre-un-lettore-avviene.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-1733943094296098064</guid><pubDate>Fri, 15 Jan 2010 18:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-15T20:29:12.105+01:00</atom:updated><title>Revisionando: il secondo soffio</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cominciamo a entrare nel vivo. Il secondo soffione più che soffio. Che cosa mi ha preso a dilungarmi così tanto? State a vedere:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;Un lavoro espressivo, letterario o non, è già di per se un ottimo approdo quando è partito e si è smosso dal buio delle sue origini. E se fosse già quella la sua cima? Io non gli forzerei mai troppo una certa destinazione, prima che la sua stessa natura se ne faccia direttamente carico. Personalmente mi limiterei a concedergli delle semplici e modeste possibilità. Nulla di più. Attendendo i tempi scricchiolanti e misteriosi delle sue strane gambe mutanti&quot;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;Io invece adesso farei così:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;A un lavoro espressivo non forzerei mai troppo una certa destinazione, prima che lo decida la sua stessa natura. Mi limiterei a concedergli la sua possibilità. Rimanendo in attesa dei tempi mutevoli delle sue strane gambe&quot;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;Così mi sembra molto più leggero e immediato. L&#39;ho dimezzato di circa quattro righi, ma il suo senso è rimasto lo stesso, forse meglio centrato. Altrimenti che razza di soffio è?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;Alla prossima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;l.s.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/revisionando-il-secondo-soffio.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-54408300820745524</guid><pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T13:54:21.132+01:00</atom:updated><title>Dal numero 1</title><description>In questo caso non avrei molto da modificare, una semplice presentazione.&lt;a href=&quot;http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/09/1.html&quot;&gt;il  soffio n. 1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo in questo punto che segue: &quot;&lt;b&gt;Mi piacerebbe però pensarli e sentirli con la stessa solitudine dell&#39;uccello che posa poco più su, sopra quel ramo: padrone mistico e inconsapevole dei suoi bellissimi colori di vetro nelle sue piume; nel suo momentaneo silenzio di vita dalle grandi luci.&quot;&lt;/b&gt;, l&#39;uccello del ramo è quello che compariva sul primo template, per cui era stato incluso per quella sola ragione lì. E così ci è rimasto.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/dal-numero-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-2171785616549360874</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2010 18:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-14T19:15:26.891+01:00</atom:updated><title>Dal numero 0</title><description>&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;0) &quot;Soffiare il vetro: lavorare la pasta di vetro soffiandovi dentro con un cannello per ottenere oggetti cavi&quot; Garzanti, 1987.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Revisione e giudizio:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;Partire con il piede giusto, dal significato del titolo. Ogni titolo ha le sue ragioni di vita allo spazio e alla preferenza che gli è stata accordata rispetto a tutti gli altri. Il Garzanti mi sembrava esauriente, quindi niente di più semplice che chiarire come funziona la soffiatura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;Per quanto riguarda l&#39;accostamento con le parole, invece, ci sarebbe da dire che la cavità è una questione complessa, è fatta di forme, di affondi, di equilibri e quindi ha diverse varianti parallele, quelle stesse che forse incontrerò in questa seconda interessante tornata esplorativa. Riguardo al &amp;nbsp;numero 0 quindi lo lascio intatto, come Garzanti lo ha concepito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;l.s.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14px; line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-family: &#39;Trebuchet MS&#39;, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/dal-numero-0.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-6824578954265615319</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2010 17:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-15T20:30:40.473+01:00</atom:updated><title>Sarebbe interessante operare una rifinitura, partendo dall&#39;inizio</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Giusto, a volte le idee ti assalgono quando meno te lo aspetti. L&#39;idea, in questo caso, sarebbe quella di riprendere in qualche modo questi stralci di piccoli appunti soffiati, e cercare di rivestirli di una sorta di lieve o severa ornatura, o forse in qualche caso mutilarli senza pietà, o adattarli verso quello che sono ora, ancora diverso da quello che ero ieri o da quello che sono da quando sto scrivendo a quando rileggerò. Il tutto terribilmente in diretta, senza alcun pudore, un piccolo accenno alla mia metodica di intervento sul putridume che posso incontrare nei miei pensieri, sul rigore o sulla flessibilità delle scremature, come un gioco, un training di allenamento o di riscaldamento contro l&#39;angoscia delle gare più importanti, una condivisione, la curiosità di riscoprirsi davanti agli altri diverso da come si è nell&#39;atto di una qualsiasi agghiacciante prima stesura. Tutto in grande tranquillità, senza promesse, senza remore: un intervento a cuore aperto di quello che andrò a rileggere e a correggere, vivendo al momento tutte le sorprese, di qualsiasi tipo, nelle quali mi imbatterò. Ricominciando da capo, in fondo: dal numero 0. A volte sarà una semplice analisi o la giustificazione di un intervento, di una cesura, di un vezzo o di un manierismo che mi erano sfuggiti. Altre volte la semplice constatazione che lascerei tutto così.&lt;br /&gt;È tutto qui, o quasi.&lt;br /&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2010/01/sarebbe-interessante-operare-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8580005919590981976</guid><pubDate>Sat, 26 Dec 2009 08:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-21T14:30:05.757+02:00</atom:updated><title>Lo spazio interrotto</title><description>&lt;div align=justify&gt;Ogni tanto ripenso e rivisito con una certa nostalgia a questo spazio dei soffi nel vetro, che ho interrotto da poco. L&#39;idea di cominciarli mi ha convinto quanto quella di interromperli a duecento, eppure ogni tanto mi va di ritornare e toccare qualche piccolo residuo, analizzarlo, esprimere un&#39;idea. In fondo, anche senza una continuità, qualsiasi appunto avrà sempre e comunque un suo senso compiuto. Lo credo, perché sono proprio gli stralci, o i fotogrammi di un evento, a comportare la possibilità di un&#39;invenzione, di un futuro sviluppo da articolare. È per questo che vanno protetti, dal primo all&#39;ultimo, e forse anche amati.&lt;br /&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/lo-spazio-interrotto.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-9108113597034422921</guid><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 12:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-12T13:53:55.483+01:00</atom:updated><title>-1)</title><description>&lt;div align=justify&gt;Ecco l&#39;ultimo soffio. Lo lascio vuoto, bianco di respiro. Come d&#39;altra parte tutti gli altri.&lt;br /&gt;Non lo firmo nemmeno, non avrebbe senso...&lt;br /&gt;...e la candela si spegne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/1.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-2615568779900662256</guid><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 12:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-12T14:10:18.325+01:00</atom:updated><title>-2)</title><description>&lt;div align=justify&gt;Sono quasi alla fine. Potrei far durare questa distanza dall&#39;ultimo soffio degli anni o forse o dei secondi. Dovrebbero essere gli ultimi o forse, concludendo a ritroso e in negativo le numeriche, i primi. Dovrebbero mantenere la corteccia di una sintesi, di un binario, ma invece li lascio trascurati, come una rasatura cattiva, perché è giusto non lasciare mai troppo alla volontà il senso delle proprie parole, e forse è meglio ascoltarlo selvatico che troppo truccato o artificiale.&lt;br /&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/2.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-3079568941137556582</guid><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 12:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-12T13:48:34.487+01:00</atom:updated><title>-3)</title><description>Un libro ti uncina, quando è grande, o altrimenti declina, senza mezze vie.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/3.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-8768908287989641892</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T16:48:58.477+01:00</atom:updated><title>-4)</title><description>&lt;div align=justify&gt;Scendendo e calando la sera, sui cuori e sugli sterni, l&#39;aria è più nera, ma anche straordinariamente più vera alla nostra natura mutante, alle sue cateratte verdi.&lt;br /&gt;l.s.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/4.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-5887320100935421269</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T16:42:33.143+01:00</atom:updated><title>-5)</title><description>Le donne cominciano davvero a invecchiare, quando indovinano il metodo perfetto per nascondere il passaggio del loro tempo, quando ne celano le varianti sensibili di una dolcissima stanchezza o disfatta.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/5.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-2264931177848208453</guid><pubDate>Sat, 05 Dec 2009 22:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-05T23:23:19.842+01:00</atom:updated><title>-6)</title><description>Una donna non si sceglie e non ti sceglie mai.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/6.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-2960659324712433749</guid><pubDate>Sat, 05 Dec 2009 19:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-05T20:17:18.681+01:00</atom:updated><title>-7)</title><description>Anche un libro non si sceglie mai, nemmeno con gli occhi. &lt;br /&gt;Un grande libro ti accade, o ti cade addosso, nel buio.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/7.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8901081285127288009.post-3332092927126565398</guid><pubDate>Sat, 05 Dec 2009 19:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-05T20:11:00.484+01:00</atom:updated><title>-8)</title><description>Una donna non si sceglie mai con gli occhi.&lt;br /&gt;l.s.</description><link>http://soffinelvetro.blogspot.com/2009/12/8.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>