<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109</id><updated>2020-02-29T05:39:49.064+01:00</updated><category term="Vita"/><category term="Filosofia"/><category term="Realtà"/><category term="Affettività"/><category term="Recensione"/><category term="Libri"/><category term="Amministrazione"/><category term="Bacone"/><category term="Film"/><category term="Religione"/><title type='text'>Idee su</title><subtitle type='html'>Dove ascoltare la voce di un Pensatore Silenzioso</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-6373818623603923558</id><published>2011-03-12T19:17:00.002+01:00</published><updated>2011-03-17T10:38:30.984+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Bacone"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>I Ragni</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;I razionalisti, come i ragni, ricavano da se medesimi la loro tela.[Bacone]&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Bacone vuole dire con questa frase che i razionalisti, cioè coloro che traggono conclusioni partendo dalle proprie idee e usando la logica o le deduzioni, &amp;nbsp;non fanno nulla di concreto.&lt;br /&gt;La tela viene bellissima, perfetta in ogni sua parte e da qualsiasi parte venga guardata. Funzionale, efficiente, come il Cavaliere Inesistente di Calvino. Ricca di collegamenti, di diramazioni, di ritorni al principio. Però, tutta questa perfezione c&#39;è finché la tela deve confrontarsi con esseri deboli, come qualche piccolo insetto.&lt;br /&gt;La fisica Aristotelica (bersaglio della critica di Bacone), era accettata come perfetta fino a quando un tizio di nome Galileo, o chi per lui, mette in crisi il sistema. E così un sassolino rompe la tela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dovrebbe insegnarci che seppure si &amp;nbsp;è bravissimi con la logica, con le deduzioni, con il metodo, bisogna sempre partire da ciò che &lt;u&gt;è&lt;/u&gt;, non da ciò che &lt;i&gt;pensiamo &lt;/i&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;. Perché altrimenti, prendendo anche una sola idea per vera quando invece è falsa, e tutta la tela crolla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bacone paragona poi gli empirici, cioè coloro che partono nei sensi e si affidano solo ad essi, alle formiche, le quali accumulano ma non producono. Per lui invece il filosofo deve essere come le api, le quali prendono il nettare dai fiori e lo rielaborano, producendo miele.&lt;br /&gt;Per lui il filosofo deve innanzi tutto attingere dati dalla realtà, e poi da questa ricavare informazioni e concetti.&lt;br /&gt;Quindi né si può accumulare dati e non elaborarli (che secondo me coincide con il non fare filosofia), né fare filosofia a partire dai concetti, senza una base empirica.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/6373818623603923558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/03/i-ragni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6373818623603923558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6373818623603923558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/03/i-ragni.html' title='I Ragni'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-1941720302631913538</id><published>2011-02-25T14:41:00.006+01:00</published><updated>2011-02-25T15:04:22.673+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><title type='text'>Il commerciale</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;[...]Infine abbiam la musica commerciale.. che già definirla musica è un offesa per chi di musica se ne intende e per chi di musica buona ne ha fatta tanta (Dire straits, Led Zeppelin a vogliaaa xd)... Dicevo questo &quot;genere&quot; riguarda quelle canzonette fatte apposta su misura per un dato pubblico.. per i giovani ad esempio abbiamo un vasto assortimento di m***a che &quot;affascina&quot; tanti ragazzini e fa vendere milioni di dischi.. Mi fa soltanto schifo questa cosa, a cosa siamo arrivati? E pensare che ce n&#39;èè di roba buona in giroo ma nessuno li pubblicizza quelli.. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Da &lt;a href=&quot;http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100102163456AAbXxuq&quot;&gt;Yahoo Answer&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;è arrivata nelle nostre radio la musica “commerciale” che per gli amanti dei vecchi stili più complessi è stato uno “shock”. In conclusione vorrei precisare che la musica “commerciale” non è del tutto la distruzione dei generi passati ma una forma di musica adatta alla massa. Bisognerebbe che le case discografiche puntino meno al guadagno ma più a fare un prodotto di qualità e alternativo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Da &lt;a href=&quot;http://scuola.repubblica.it/articolo/equilibrio-tra-musica-commerciale-e-musica-di-qualita/2613/?id_articolo=727&quot;&gt;Repubblica@Scuola&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Entrambe le citazioni trattano di &quot;musica commerciale&quot;, ma voglio subito ampliare il campo: esistono siti commerciali (facebook, google, yahoo, libero, virgilio per citarne di famosi),&amp;nbsp; blog/forum/siti commerciali che vedono in Google Adsense un modo per fare soldi, scrivendo solo di quelli che sono gli argomenti più clickati della rete (o peggio, usando parole chiave per le pubblicità che pagano di più), libri commerciali (la maggior parte della critica inserisce in questa categoria libri come Twilight o i libri della Troisi), i film sono praticamente tutti &quot;commerciali&quot;, i canali televisivi (anche quelli che dovrebbero essere di stato) sono solo un modo per fare soldi, il calcio è tutto un business.&lt;br /&gt;Insomma, sembrerebbe che nessuno fa nulla se non per i soldi. Però detto così è banale, superficiale, &lt;i&gt;stupido anche&lt;/i&gt;. Diciamo piuttosto che tutti hanno fatto in modo che le proprie passioni, i propri hobby, diventassero un modo per racimolare qualcosa (pochi euro nel caso degli adsense, migliaia con la musica, milioni nel caso del calcio, dei film e di alcuni siti come Google).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se ho capito bene, viene definito commerciale ciò che ha come fine il guadagno. Bene, in pratica &lt;u&gt;tutto&lt;/u&gt;. Se vogliamo restringere la cerchia, diciamo che è commerciale ciò che viene creato in modo da avere un pubblico vasto e pagante. Il prodotto &lt;u&gt;deve quindi piacere&lt;/u&gt;, deve spingere il pubblico a pagare (il biglietto nel caso del Cinema, un disco nel caso della Musica. Nel caso dei siti e del calcio sono gli Sponsor il pubblico, credo sia evidente il perché). Il prodotto ne risulta ovviamente mutato, perché l&#39;autore non mira alla quantità dei libri che vende. Questo non vuol dire che lo scrive male, o che dedica meno attenzione alla qualità. Vuol dire solo che lo scriva in modo che piaccia.&lt;br /&gt;Ebbene, smettiamo tutti di usare Facebook, Google? Smettiamo di andare al cinema? Non guardiamo più il calcio così gli Sponsor smettono di pagare cifre esorbitanti per mettere dei loghi sui giocatori? Non leggiamo libri come Twilight, pieni di scene romantiche e sdolcinate, scritte apposta per attirare giovani lettrici e vendere più copie?&lt;br /&gt;Un momento però. Gli elementi aggiunti per vendere, quelli che rendono il prodotto &quot;commerciale&quot; &lt;b&gt;devono&lt;/b&gt; essere elementi che piacciono e attirano, altrimenti non li inseriscono. Di cosa ci lamentiamo, allora? Del fatto che il prodotto viene rifinito per piacerci di più?&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamo punto di vista. Diciamo che ora siamo degli appassionati di musica o di un altro dei campi sopracitati. I nostri gusti non sono quelli della massa, quindi i prodotti che ci piacciono maggiormente sono meno popolari, meno facili da trovare, meno pubblicizzati. E allora? Di cosa ci lamentiamo? Funziona così il mondo: l&#39;investimento che si fa su un prodotto è direttamente proporzionale al guadagno che ci si aspetta, il quale è a sua volta proporzionale al pubblico cui si mira. Se il pubblico è il solo, piccolo, gruppo cui appartengo, mi devo accontentare della piccola scala su cui è prodotto ciò che mi piace, &lt;u&gt;non devo lamentarmi&lt;/u&gt; appena ne ho l&#39;occasione dei gusti della massa. i gusti sono gusti, e non possiamo provare a cambiare i gusti degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che arrivati a questo punto mi sembra superfluo ampliare il discorso, e visto anche che il post è già troppo lungo, vi lascio con delle domande, che pure andrebbero esaminate. Chi decide cosa è commerciale e cosa non lo è? Gli elementi introdotti sono sempre a discapito della qualità?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/1941720302631913538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/il-commerciale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1941720302631913538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1941720302631913538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/il-commerciale.html' title='Il commerciale'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-5618783626418734243</id><published>2011-02-18T17:37:00.003+01:00</published><updated>2011-02-25T15:00:01.152+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Religione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>L&#39;Ateismo per un Vescovo</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;In tempi di Avvento parliamo di ateismo, sembra una provocazione. &quot;Non lo é affatto&quot;, dice il monsignor Arduino Bertoldo&lt;/i&gt;&lt;i&gt;. Che cosa é l&#39;ateismo?&amp;nbsp; &quot;uno stadio nel quale si vive come se Dio non esistesse, si rinnega Dio. Alcuni lo fanno per crassa ignoranza, altri, più pericolosi, con argomentazioni falsamente umanistiche, altri ancora per moda. Tutti sono fuori della grazia di Dio e si allontanano dal piano di Dio volontariamente&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;Che cosa produce l&#39;ateismo?&amp;nbsp; &quot;infelicità e immoralità. Conosco degli atei che vivono rettamente e forse meglio dei cristiani dal punto di vista della pietà, ma in genere l&#39;ateismo é una grave degenerazione, significa condurre una esistenza isolata, senza speranza, grigia e limitata. Mi domando, ha senso la vita di un ateo? La mia risposta é comunque sì, perché con la nostra preghiera e la grazia di Dio può sempre convertirsi&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;Generalmente la conversione avviene in punto di morte: &quot;quando si ha paura del bilancio. Ma meglio tardi che mai, Dio non dice no a nessuno&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;Sarò pure di parte, ma questo mi sembra uno stupro alla decenza. Ho sempre ascoltato e discusso con chi non la pensa come me, un po&#39; come gli Umanisti, io mi diverto a dibattere. Anche per questo è nato questo blog, ma vabbeh.&lt;br /&gt;Che un Vescovo chiami &quot;ignorante&quot; un ateo, è cosa assodata ormai. Che le argomentazioni degli atei (perché gli atei, almeno loro, argomentano) siano considerate inutili seppur sono tutte reali, è normale. Che si pensi all&#39;ateo come a qualcuno che segue una moda è del tutto errato, ma ancora siamo nella decenza. Si sfora decisamente, però,&amp;nbsp; quando si dice che l&#39;ateo è infelice o immorale. Però il Vescovo non vuole mica fare di tutta l&#39;erba un fascio, lui conosce &lt;b&gt;qualche&lt;/b&gt; ateo retto. Eh sì, come dire &quot;In fondo, non tutti gli ebrei erano da bruciare&quot;.&lt;br /&gt;Però il Vescovo ci rassicura, a noi atei, dicendo che tanto loro pregano per noi. Mah! Eviti pure, monsignore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricominciamo dalla stessa domanda che ha dato inizio a questo abominio. Cercherò di essere obbiettivo, piuttosto che scrivere cosa davvero penso.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che cosa produce l&#39;ateismo?&lt;/b&gt; Un ateo semplicemente non crede che ci sia qualcosa al di sopra, qualcosa che abbia dato un senso alla vita, che ci abbia creati di sua volontà. Un ateo non ha un Dio cui affidarsi nei momenti difficili. Un ateo non crede che dopo la morte ci sia qualcosa. Fino a qui, sembra quasi che diventare atei sia una &lt;i&gt;scelta&lt;/i&gt; &lt;i&gt;stupida&lt;/i&gt;.&amp;nbsp; In primis, c&#39;è da precisare una cosa: &lt;u&gt;non si diventa atei per scelta&lt;/u&gt;. Per scelta si inizia un percorso che porta a riflettere, a mettere in discussione. Ma alla fine di questa discussione, un futuro ateo sente che non c&#39;è nulla di trascendente al mondo, ed è ormai troppo tardi per tornare indietro. &lt;br /&gt;Comunque, &lt;b&gt;quali sono gli aspetti positivi dell&#39;ateismo?&lt;/b&gt;  Un ateo non si sente osservato 24 ore. Un ateo non pensa che ci sarà qualcuno a risolvere i problemi per lui, si rimbocca le maniche e cerca di provvedere. Un ateo non ha paura di un giudizio universale, di una punizione divina, di andare all&#39;inferno. In merito a quest&#39;ultimo punto, c&#39;è da precisare una cosa. Una cosa che diceva Pomponazzi, con cui sono pienamente d&#39;accordo. Fare opere buone perché si pensa che ci sia un premio alla fine, è meno virtuoso rispetto al farle sapendo che non c&#39;è alcun premio. Se una persona è buona, le opere buone le fa indifferentemente dal premio, e se invece una persona fa cose buone solo per avere il premio, beh, Dio non può essere ingannato: è onnisciente! &lt;br /&gt;Inoltre, un Ateo non deve obbedire ad alcun comandamento impostogli, non ha alcuna cerimonia da seguire, non deve vergognarsi di tutti gli scandali compiuti in nome di una fede, quale che essa sia: tutte hanno i loro nei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, non voglio aggiungere alcuna conclusione. Volevo solo dare una risposta al Monsignor Arduino Bertoldo, visto che non posso commentare l&#39;articolo da cui è presa la parte citata (&lt;a href=&quot;http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/6212-donne-violentate-indurre-in-tentazione-e-peccato-molte-non-lo-ricordano-lateo-vive-una-esistenza-disperata-e-senza-futuro-pregare-per-loro&quot;&gt;questo&lt;/a&gt;). Ci sarebbe da parlare anche del resto dell&#39;articolo, ma me lo riservo per un altro post.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/5618783626418734243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/in-tempi-di-avvento-parliamo-di-ateismo.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/5618783626418734243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/5618783626418734243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/in-tempi-di-avvento-parliamo-di-ateismo.html' title='L&#39;Ateismo per un Vescovo'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-3171296636302665819</id><published>2011-02-12T15:34:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T10:39:47.708+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Affettività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Film"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Il Curioso caso di Benjamin Button</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://animation3d.files.wordpress.com/2009/03/curioso-caso-benjamin-button-locandina-ita.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://animation3d.files.wordpress.com/2009/03/curioso-caso-benjamin-button-locandina-ita.jpg&quot; width=&quot;219&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Devo dire la verità, prima di vedere questo film ero abbastanza scettico e molto poco speranzoso. Vedere un film lungo quasi tre ore costruito su una trama che mi sembrava di base &quot;banale&quot; e che mi interessava solo per quanto concerne la realizzazione delle idee, non è da me. Però vuoi un po&#39; per l&#39;attore principale, vuoi per lo scalpore da voi citato, ho deciso di vederlo. &lt;br /&gt;Be&#39;, è sorprendente. L&#39;inizio, diciamo quando ancora Benjamin è anziano, il film è molto lento e quasi noioso. Mano mano che passa il tempo e che Benjamin ringiovanisce, il film accelera, su diversi piani: si intensifica il susseguirsi degli eventi, aumentano i punti su cui riflettere, si districano diversi nodi creati in precedenza. &lt;br /&gt;E il finale è fatto tanto bene che risulterebbe commovente a prescindere dalle prime parti... cioè, e lo scrivo perché credo di non rovinare la sorpresa a nessuno: è un bimbo e non ricorda nulla, poi è praticamente un neonato e riceve le cure opportune, e il finale, quando la protagonista femminile(di cui non ricordo il nome) dice che negli occhi del bambino si vede che ha ricordato tutto. Insomma, impossibile non piangere e non riflettere. Riflettere non sollo sulla vita e sul suo scorrere, tema trattato ampiamente e che sembra sviluppato proprio per permettere a chi vede il film di finire da solo le riflessioni. Fa riflettere sull&#39;amore tra un uomo e una donna al di là delle età, ai pregiudizi della gente, alla debolezza di un padre che rifiuta un bambino deformato e all&#39;amore di una donna che adotta lo stesso bambino pur pensando che morirà a breve. Fa riflettere su tante cose, non dando nulla per scontato, non indirizzando in nessun modo il destinatario. &lt;br /&gt;Da vedere assolutamente.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/3171296636302665819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/il-curioso-caso-di-benjamin-button.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3171296636302665819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3171296636302665819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2011/02/il-curioso-caso-di-benjamin-button.html' title='Il Curioso caso di Benjamin Button'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-9137180150728483933</id><published>2010-12-30T11:24:00.000+01:00</published><updated>2010-12-30T11:24:00.545+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Affettività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Vecchiaia et similia</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Sono decisamente contrario alla vecchiaia. Penso che non la si debba raccomandare a nessuno.&lt;br /&gt;[Woody Allen]&lt;/blockquote&gt;Dopo questa lunga pausa, dovuta a diversi fattori, ricominciare a scrivere citando Woddy Allen è facile. Fin troppo facile, anche perché questa massima rispecchia un pensiero che ho da molto tempo che però sono sicuro sembrerà da pazzi, o almeno lo sembrerà prima che avrete ascoltato la spiegazione. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché aspettare la morte naturale&lt;/i&gt;? Aspettare le rughe, gli acciacchi, i malanni, la debolezza, la malattia, la pensione, la mancanza di energia che è la vecchiaia? E&#39; così &lt;b&gt;triste&lt;/b&gt;...&lt;br /&gt;Quando vedo persone molto vecchie camminare, o meglio &lt;i&gt;zoppicare,&lt;/i&gt; mi rendo conto che stanno facendo un bello sforzo, e li ammiro per questo. Però perché vivere questa vita fino i fondo, se il finale è così tetro? E&#39; comunque un vivere di più, certo, meglio della morte, &lt;u&gt;forse&lt;/u&gt;. Però sarebbe così sereno scegliere quando ormai è giunta l&#39;ora, morire senza aver provato l&#39;essere vecchi, aver goduto della parte migliore della vita e morire quando si è felici. &lt;br /&gt;A proposito di questo... Alla maggior parte delle persone colpisce un cambino che ride perché è felice. A me no, non colpisce per nulla. I bambini non sanno niente, ovviamente, e se ridono lo fanno per qualche motivo che di sicuro non farebbe ridere noi, tanto meno ci renderebbe felici. Ma se &lt;b&gt;è un anziano a ridere, che gioia&lt;/b&gt;...! &lt;br /&gt;Lui, o Lei, ha vissuto parecchi decenni, conosce parecchie cose della vita, ed è felice. Questa è una vittoria, un segnale di speranza, non certo un lattante che ride. Lui ce l&#39;ha fatta. Ha affrontato la maggior parte della sua vita e ne esce con un sorriso. E&#39; un sorriso consapevole, questo è il punto. Si dice sempre che chi più sa, meno motivi ha per essere felice (magari lo si dice scherzosamente, eh!) e famosa è l&#39;espressione &quot;&lt;i&gt;Beata ignoranza!&lt;/i&gt;&quot;. Beh, un anziano che ride mi rende felice, tutto qui. Ora torno al post, stavo divagando.&lt;br /&gt;L&#39;essere umano non è geneticamente predisposto a vivere fino ai 70/80 anni, se arriviamo a queste età è solo grazie alle condizioni di vita che abbiamo creato e che ci permettono di andare oltre il naturale. Ma a conti fatti, ad una certa età, &lt;i&gt;non si vive più&lt;/i&gt; nel vero senso della parola. Perché si perdono tante cose del vivere, come ad esempio poter pianificare per il futuro, il che per quanto sia una perdita di tempo, è comunque uno stimolo a guardare avanti.&lt;br /&gt;Non sto a parlare di &lt;i&gt;come &lt;/i&gt;morire e della questione etica, prendo come assunto che &lt;u&gt;ognuno può fare della propria vita ciò che vuole&lt;/u&gt;.&lt;br /&gt;Altri benefici dello scegliere quando morire? Sparisce la paura di morire, quella di soffrire, si muore con una semplice iniezione mentre siamo imbottiti di morfina, non portiamo con noi nella tomba l&#39;amarezza dei tempi andati, non siamo stati un peso per le nostre famiglie negli ultimi giorni, abbiamo potuto consolare i nostri cari e prepararli alla nostra morte. A quel punto saremmo padroni non solo della nostra vita, ma anche della nostra morte. Insomma, mi sembra quasi &lt;b&gt;utopico&lt;/b&gt;.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/9137180150728483933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/vecchiaia-et-similia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/9137180150728483933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/9137180150728483933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/vecchiaia-et-similia.html' title='Vecchiaia et similia'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-6554561963387325503</id><published>2010-12-10T19:17:00.002+01:00</published><updated>2011-03-17T10:40:53.768+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Affettività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensione"/><title type='text'>Socrate e compagnia bella - Luciano De Crescenzo</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://lafeltrinelli.it/products/9788804599326/Socrate_e_compagnia_bella/Luciano_De_Crescenzo.html?prkw=socrate%20e%20compagnia%20bella&amp;amp;srch=1&amp;amp;Cerca.x=0&amp;amp;Cerca.y=0&amp;amp;cat1=1&amp;amp;prm=&quot;&gt;Socrate e compagnia bella&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;di &lt;u&gt;Luciano De Crescenzo&lt;/u&gt;&amp;nbsp;è una lettera scritta con amore dall&#39;autore al nipote Michelangelo, cui vuole lasciare ciò che ha appreso dai filosofi più noti. L&#39;amore che riempie queste righe si vede nella meticolosità nel ridurre i concetti ai loro minimi termini per poterli rendere comprensibili a chiunque e in particolare ad un ragazzino di 14 anni.&lt;br /&gt;De Crescenzo racconta, tra glia ltri, alcuni temi fondamentali quali l&#39;Amore, la Conoscenza, l&#39;Amicizia, il Peccato. Però il libro &lt;b&gt;non è uno sterile saggio:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;è pieno di &lt;u&gt;sofferenza&lt;/u&gt; quando l&#39;autore racconta alcuni episodi della sua vita e alcuni suoi pensieri, &lt;u&gt;passione&lt;/u&gt; quando descrive i precetti cui più tiene, &lt;u&gt;speranza&lt;/u&gt;&amp;nbsp;quando si raccomanda al nipote, &lt;u&gt;ironia&lt;/u&gt;,&amp;nbsp;in alcuni passaggi, che riuscirebbe a tenere viva l&#39;attenzione anche del più svogliato tra i lettori. E queste emozioni escono dalle righe come fossero emanazioni, senza celarsi, senza nascondersi dietro retorica o sofisticatezza. E&#39; una lettera, non un libro, e onestamente &lt;b&gt;anche io ne avrei voluta ricevere una di questo genere&lt;/b&gt; da mio nonno.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i contenuti, beh sono esposti in modo da interessare il lettore, il quale se è completamente digiuno di filosofia ne rimarrà affascinato, e se invece ne mastica un po&#39; apprezzerà la semplicità con cui sono spiegati.&lt;br /&gt;Sono sicuro che anche chi non è appassionato di filosofia apprezzerebbe questo libro, perché lo si legge in una manciata di ore senza stancarsi, senza annoiarsi, e si rimane colpiti dal sentimento che l&#39;autore ci ha messo dentro. E inoltre la chiarezza con cui i concetti sono esposti fanno sì che restino impressi senza alcuno sforzo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/6554561963387325503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/socrate-e-compagnia-bella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6554561963387325503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6554561963387325503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/socrate-e-compagnia-bella.html' title='Socrate e compagnia bella - Luciano De Crescenzo'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-3363221132744173113</id><published>2010-12-08T15:21:00.049+01:00</published><updated>2011-03-17T10:40:46.506+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>De Brevitate Vitae - Seneca</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;La lunghezza della vita non si misura dai capelli bianchi o dalle rughe: non è un vivere questo, è solo un esistere a lungo&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href=&quot;http://lafeltrinelli.it/products/9788804596998/De_brevitate_vitae/L_Anneo_Seneca.html?aut=961480&quot;&gt;De Brevitate Vitae&lt;/a&gt; è un...dialogo senecano? Boh, così lo definisce il curatore del libro, quindi così sia. E&#39; un libricino molto piccolo, si legge in un&#39;oretta o meno, sono 20 capitoli di una paginetta ciascuno. &lt;br /&gt;Lasciando stare la scelta di scrivere metà libro di NOTE, e 10 pagine di introduzione, meglio focalizzare l&#39;attenzione sul testo.&lt;br /&gt;E&#39; riportata sia la versione in latino sia, ovviamente, la traduzione. Quest&#39;ultima non è per nulla semplificata, tanto che a volte per capire i collegamenti tra le frasi ho dovuto guardare la versione in latino, e con questo credo di essere stato chiaro. Però Seneca scriveva così e il traduttore ha scelto di mantenere le costruzioni, scelta sua, che apprezzo. Non tanto per la fatica che questo gli è costato, quanto piuttosto perché in questo modo il De Brevitate Vitae non è stato ridotto ad un raccontino, rimanendo un grande trattato bello da leggere e su cui sbattere la testa in alcuni punti. Alcuni periodi li ho dovuti leggere più di tre volte. Ma io in fondo amo sbattere la testa su cose che mi piacciono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Passiamo ora ai &lt;/b&gt;&lt;b&gt;contenuti&lt;/b&gt;. Seneca sembra proprio avercela con chi spreca la propria vita e poi si lamenta dicendo &quot;&lt;i&gt;quanto è breve la vita&lt;/i&gt;!&quot;. Per lui la vita non è affatto breve, anzi è decisamente lunga, il problema sta nel fatto che i &lt;i&gt;pazzi&lt;/i&gt; (che per gli stoici sono tutti i &lt;i&gt;non virtuosi&lt;/i&gt;, perché per loro una cosa o è bianca o è nera) sprechino la maggior parte del loro tempo. Tanto che arrivati all&#39;età anziana, tolte tutte le perdite di tempo, risulta ben poco il tempo &quot;&lt;u&gt;vissuto&lt;/u&gt;&quot; rispetto al tempo &quot;&lt;u&gt;trascorso&lt;/u&gt;&quot;. Per Seneca è fondamentale la differenza, tanto da essere la chiave del libro. Per diversi capitoli inveisce contro quelli che passano il loro tempo dal barbiere a mettersi a posto fino all&#39;ultimo capello, quelli che passano il loro tempo tra processi, accuse, giudizi, e tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Dobbiamo dedicarci a noi stessi&lt;/u&gt;. Perché dedicarci agli altri, e lasciare che altri si dedicano a noi, piuttosto che dedicarsi ognuno a se stesso? Così il tempo andrebbe usato, ed è proprio questo ciò che Seneca consiglia al dedicatario (tale Paolo o Paolino, che dir si voglia). Non dobbiamo &quot;perdere&quot; tempo &lt;b&gt;facendo nulla&lt;/b&gt; &lt;b&gt;o qualcosa di non utile&lt;/b&gt;. Anche studiare è spesso inutile, come dice Seneca. &quot;&lt;i&gt;Che senso ha scoprire quanti rematori aveva Ulisse sulla sua nave? A cosa serve scoprire se è stata scritta prima l&#39;Iliade o l&#39;Odissea? A nulla, quindi perché perderci tempo? Questo non ti farà passare per sapiente, ma per saccente!&lt;/i&gt;&quot;&lt;br /&gt;Altra cosa importante ed interessante che emerge dal libro, è la concezione che Seneca ci da del Tempo.&lt;br /&gt;Per lui il &lt;b&gt;passato&lt;/b&gt; corrisponde a: certo, vissuto, non modificabile, non alienabile. Proprio per questo per lui il pazzo non ha un passato, perché non avendo vissuto non può avere ricordi. E la cosa interessante, è che per lui leggendo le opere del passato, si possono accumulare nuovi ricordi, e quindi &lt;i&gt;estendere&lt;/i&gt; il proprio vissuto, la propria vita. &lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;futuro&lt;/b&gt; è incerto e troppo mitigato dalla fortuna, quindi è stupido preoccuparsene. &lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;presente&lt;/b&gt;, invece, è la nostra &quot;occasione&quot; di vivere. Non dobbiamo programmare ma fare quello che dobbiamo fare subito. Non dobbiamo sprecare il tempo, è questa la chiave. &lt;br /&gt;Contro il &lt;i&gt;programmare&lt;/i&gt; Seneca è chiaro. &quot;&lt;i&gt;Programmando, il soggetto sprecherà i giorni che lo separano dalla cosa programmata, sprecando molto più tempo di quanto poi ne spenderà in quella tale cosa.&lt;/i&gt;&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, una lettura molto piacevole ed illuminante, che mette la voglia di vivere. Perché Seneca è diretto, porta esempi di vite che ci sono vicine e in cui ci rispecchiamo, accorgendoci che noi, come i &lt;i&gt;pazzi&lt;/i&gt;, sprechiamo gran parte del nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;L&#39;apprendistato della vita dura per tutta la vita e, cosa di cui forse ti stupirai, tutta la vita è un apprendistato della morte&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/3363221132744173113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/de-brevitate-vitae.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3363221132744173113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3363221132744173113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/de-brevitate-vitae.html' title='De Brevitate Vitae - Seneca'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-3278653132608198092</id><published>2010-12-07T22:24:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T22:24:23.277+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Perché tanta fretta?</title><content type='html'>Sempre in più cose oggi abbiamo fretta. Come se tutto dovesse finire a breve (nessun riferimento al 2012!), come se tutti avessero colto la fugacità della vita e ne fossero terrorizzati, come se mancasse il tempo. Beh, manco a dirlo, non sono d&#39;accordo con questo modo di fare, cui invece appartengono quasi tutte le persone che conosco.&lt;br /&gt;Sempre prima i ragazzi vogliono fare le loro prime esperienze, di qualsiasi tipo, bruciando le tappe. Non la capisco questa fretta, quest&#39;ansia, questa preoccupazione. Non la capisco vuol dire che non riesco a spiegarmela, o che comunque non sono d&#39;accordo.&lt;br /&gt;Se la vita viene vissuta così di corsa, si arriva a 20 anni che si è fatto ormai tutto e si può anche mettere la parola fine alla nostra vita. Beh, visto che la speranza di vita è sui 70 ed è intenzionata ad aumentare, qualcosa non torna. Una volta provato tutto, si perde un po&#39; il gusto, e ci si rammarica di aver fatto tutto insieme e troppo precocemente. &lt;u&gt;Ci si sentirà vecchi&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarebbe forse meglio andare piano, rispettare i &lt;b&gt;tempi (&lt;/b&gt;quelli &lt;b&gt;naturali&lt;/b&gt;, non certo quelli imposti dalla cultura o dalla tradizione)? Non è forse soave sentirsi al passo con il proprio Io? E non è bellissimo godersi tutto e dare a tutto il tempo che richiede?&lt;br /&gt;Direi proprio di sì.&amp;nbsp;&amp;nbsp;La voglia di fare qualcosa di nuovo è così bella, e credo vada goduta.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/3278653132608198092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/perche-tanta-fretta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3278653132608198092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3278653132608198092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/perche-tanta-fretta.html' title='Perché tanta fretta?'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-8042465684749180254</id><published>2010-12-02T12:37:00.008+01:00</published><updated>2011-02-19T12:34:35.285+01:00</updated><title type='text'>Immagine della donna</title><content type='html'>Il titolo dovrebbe essere &quot;Pornografia Gratuita&quot; però sarebbe stato equivoco chiamare un intervento in questo modo, quindi ho deciso di modificarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra chiaro di cosa voglia parlare, cioè del fatto che a qualsiasi ora, in qualunque programma televisivo si vedono continuamente ragazze seminude, riferimenti al sesso, spesso anche a quello &lt;i&gt;non convenzionale&lt;/i&gt;. Ad esempio l&#39;ultima pubblicità Dolce e Gabbana che si conclude con un inizio di un menage a trois, o molte altre che facevano riferimento al sesso omosessuale. E la cosa peggiore è che sono poche le persone veramente infastidite da questa cosa, cioè persone come me, che proprio si sono &lt;b&gt;stufati&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Ad esempio Enrico Papi e Raffaella Fico. Cioè, hanno fatto 2 serie televisive (quelle prima di Transformat), di cui per fortuna non ricordo i nomi né altro, in cui Raffaella Fico non faceva altro che indossare vestitini pressoché inesistenti e il cameraman non faceva altro che inquadrarla da sotto. Se vi sembra normale che in un game show ci debba essere una ragazza seminuda senza che nessuno si lamenti, mah.&lt;br /&gt;Anche il mercante in fiera, in cui della Gatta si vede praticamente tutto, oppure Colorado Cafè. Su quest&#39;ultimo poi preferisco non parlare del fatto che, almeno nell&#39;ultima edizione, le &lt;i&gt;Coloradine&lt;/i&gt; erano le Pupe. E&#39; davvero necessario metterle su un palco nude? Credo proprio di &lt;b&gt;no&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutti sanno, &lt;b&gt;è una scelta pubblicitaria&lt;/b&gt;. La ragazza-immagine dovrebbe essere un modo per attirare i telespettatori. Ma se tutti togliessero questo schifo? Non sarebbe forse meglio? Già il fatto che si scelgano come vallette le ragazze belle perché fa pubblico, non basta?&lt;br /&gt;Vedere Belen Rodriguez che si butta in piscina con movimenti sensuali, pubblicizza una promozione tim?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esperti di marketing pensano che il pubblico venga colpito da quelle immagini, altrimenti ne avrebbero messe di altre. Quindi &lt;b&gt;o&lt;/b&gt; gli esperti hanno ragione e siamo dei &lt;u&gt;deficienti&lt;/u&gt; (per non dire dei &lt;u&gt;malati&lt;/u&gt;, che sarebbe più corretto), &lt;b&gt;oppure&lt;/b&gt; loro ci reputano tali erroneamente.&lt;br /&gt;Però, visto che la cosa va avanti da più di un decennio, vuol dire che la loro scelta funziona, e quindi la prima conclusione è quella giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io posso pure capire una ragazza che stupra tutto ciò per cui le donne hanno lottato negli anni &#39;70 perché vuole il successo e se ne frega della politica, però un minimo di pudore proprio? Ho sentito di fotomodelle che ritengono bella la nudità e mostrarsi nude. Beh, farlo in un calendario è una cosa a posto, perché effettivamente la nudità è bella e non ha nulla di negativo, però mettersi nude in programmi televisivi alle 8 di sera per attirare telespettatori è quanto meno &lt;u&gt;&lt;b&gt;volgare&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;.&lt;br /&gt;A questo punto vorrei chiarire una cosa. Io non sto incolpando le vallette, quanto piuttosto i direttori degli spettacoli o chi per loro decide come vestire le ragazze. Se loro richiedono che una ragazza deve mettersi una minigonna di 2 centimetri, se la ragazza dice di no non prende il posto e viene sostituita, quindi la capisco anche. Questo lo voglio specificare perché troppo spesso ho sentito insultare &lt;i&gt;le ragazze&lt;/i&gt;, in particolar Belen, da persone che colgono il problema ma non ci hanno davvero ragionato. Se la Rodriguez si rifiutasse, la tim ne troverebbe un&#39;altra e il problema resterebbe. Sono gli esperti di marketing che devono smetterla. I presentatori dovrebbero rifiutarsi di lavorare con una ragazza nuda al fianco, &amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è quella che chiamo &quot;&lt;i&gt;Pornografia Gratuita&lt;/i&gt;&quot;, espressione con la quale indico &lt;b&gt;la pornografia non richiesta, non necessaria, ma diffusa ovunque&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://vitadastreghe.blogspot.com/2010/05/io-non-ci-sto_10.html&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_e6Y4eF9WRWA/S_wH4bx_vYI/AAAAAAAAALE/AXbXQnF11dY/s200/io_non_ci_sto_claim_grande+ridotto.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Questo è un progetto tutto al femminile che cerca in qualche modo di cambiare le cose, fateci un salto!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://vitadastreghe.blogspot.com/2010/05/io-non-ci-sto_10.html&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/8042465684749180254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/immagine-della-donna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/8042465684749180254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/8042465684749180254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/12/immagine-della-donna.html' title='Immagine della donna'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_e6Y4eF9WRWA/S_wH4bx_vYI/AAAAAAAAALE/AXbXQnF11dY/s72-c/io_non_ci_sto_claim_grande+ridotto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-3407285663726510600</id><published>2010-11-27T15:11:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T10:40:39.549+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensione"/><title type='text'>Non sprecare questa vita - Dalai Lama</title><content type='html'>Ho letto recentemente questo libro--&amp;gt;&lt;a href=&quot;http://lafeltrinelli.it/products/9788804603023/Non_sprecare_questa_vita/Gyatso_Tenzin_%28Dalai_Lama%29.html&quot;&gt;Link&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dice la trama, è una &lt;i&gt;banale&lt;/i&gt; raccolta di massime. Non seguono un filo logico, e sono divise per categorie in un modo che ho trovato poco coerente. Nel senso che la divisione è molto forzata, visto che nessuna massima appartiene ad una sola categoria.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i contenuti.. beh, il messaggio è senza dubbio bello. Il quattordicesimo Dalai Lama attraverso queste massime vuole diffondere un messaggio di pace e tolleranza.&lt;br /&gt;Il libro è intriso di misticismo come è giusto che sia per un Buddhista, però è altresì privo di alcun fondamento logico nelle conclusioni delle massime. Cioè, apro una pagina a caso e leggo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Soffrire accresce la vostra forza interiore. Inoltre, desiderare di soffrire fa sparire la sofferenza.&lt;/blockquote&gt;Non ha alcun senso... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda poi la presentazione dei concetti, sorge un altro problema. Infatti il curatore del libro, non spiegando alcune &lt;i&gt;parole chiave&lt;/i&gt;, rende buona parte delle massime accessibili solo a chi ha una buona conoscenza della filosofia buddhista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In conclusione&lt;/b&gt;, mi risulta strano anche chiamarlo libro, leggerlo è stato molto difficile perché ho dovuto combattere contro la noia e alla fine non me n&#39;è rimasto nulla. I bei messaggi vanno attualizzati e presentati in un certo modo, dire continuamente &quot;siate tolleranti, porgete la mano al prossimo, siate compassionevoli&quot; &lt;u&gt;non serve a nulla&lt;/u&gt;.&amp;nbsp;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/3407285663726510600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/non-sprecare-questa-vita-dalai-lama.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3407285663726510600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/3407285663726510600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/non-sprecare-questa-vita-dalai-lama.html' title='Non sprecare questa vita - Dalai Lama'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-1815938616653147620</id><published>2010-11-23T22:26:00.001+01:00</published><updated>2010-11-25T21:00:47.332+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Cambiereste il vostro passato?</title><content type='html'>Mentre parlavo qualche giorno fa con una persona molto importante, nonché intelligente, è saltato fuori questo argomento. &lt;b&gt;Cambierei qualcosa del mio passato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Senza riflettere sarebbe facile pensare alle esperienze negative e a dire &quot;&lt;i&gt;magari non fosse mai successo&lt;/i&gt;&quot;. Beh, non la faccio così semplice io (&lt;u&gt;e quando mai ho reso semplice qualcosa&lt;/u&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo senza dubbio il frutto di tutte le nostre esperienze passate, siano state esse positive o negative. Rinnegarne una, vorrebbe dire rinnegare una parte più o meno rilevante di noi stessi. &lt;br /&gt;E visto che, se esiste una parte del nostro carattere che non accettiamo, noi la modifichiamo di conseguenza, possiamo dire che &lt;i&gt;non dovrebbero&lt;/i&gt; esserci parti di noi che vorremmo rinnegare. Ovviamene fatta eccezioni per quei tratti che proprio non si riescono a cambiare, o per le persone che non hanno la forza di volontà e l&#39;intelligenza &lt;u&gt;necessaria&lt;/u&gt; per cambiare. &lt;br /&gt;Questo discorso acquista ancora più senso poiché ogni persona vuole potersi accettare, quindi viene da sé che trovata una parte di noi stessi che non ci piace, proviamo a modificarla. E come ho detto prima, vedo difficile fallire in questo.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, in definitiva, non dovrebbero esserci parti del nostro passato che noi vorremmo modificare, se non nel caso in cui sappiamo &lt;i&gt;quale&lt;/i&gt; parte del nostro carattere non ci sta bene, e proprio &lt;i&gt;questa parte&lt;/i&gt; noi non siamo riusciti a modificare. E&#39; un caso alquanto improbabile, direi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/1815938616653147620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/cambiereste-il-vostro-passato.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1815938616653147620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1815938616653147620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/cambiereste-il-vostro-passato.html' title='Cambiereste il vostro passato?'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-1630416545602038271</id><published>2010-11-21T19:55:00.000+01:00</published><updated>2010-11-21T19:55:34.819+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Cosa voglio dire a fine giornata?</title><content type='html'>Cosa vorreste dire &lt;i&gt;voi&lt;/i&gt; a fine giornata? La domanda non è chiara, quindi la riformulo:&lt;br /&gt;Quando cercate di dormire nel letto, e ripensate a quello che avete fatto durante la giornata, a cosa avete pensato e a come vi siete sentiti, cosa vorreste poter dire? Ad esempio, c&#39;è chi vorrebbe poter dire &quot;oggi ho fatto del bene&quot;. Altri vorrebbero poter dire &quot;oggi ho costruito qualcosa per il futuro&quot;. Vista un po&#39; più dall&#39;alto, potrebbe essere &quot;oggi sono stato felice&quot; oppure &quot;&lt;i&gt;ora&lt;/i&gt; sono felice&quot;.&lt;br /&gt;Non sto parlando dello scopo della vita, che è molto più complicato. Ma solo quale legge o ordine mi spinge a costruire una certa linea comportamentale piuttosto che un&#39;altra.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Mi spiego meglio&lt;/u&gt;:&lt;br /&gt;Se io voglio fare del bene, ad esempio, potrei andare a fare volontariato nel tempo libero.&lt;br /&gt;Se invece voglio essere ricordato, potrei scrivere una autobiografia.&lt;br /&gt;Se voglio costruire un mondo migliore, potrei combattere l&#39;ignoranza e l&#39;acriticità.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo intendo per linea comportamentale.&lt;br /&gt;Grosso modo, potreste pensare al vostro ultimo istante di vita, quando siete lì lì per spirare. Molti vorrebbero dire &quot;ho dato ai miei figli/nipoti tutto quello che potevo&quot;.&lt;br /&gt;La differenza tra l&#39;ultimo istante prima di spirare, e quello prima di andare a dormire, nasce quando si parla di progetti a lungo termine. Ad esempio, se io voglio scrivere un libro, mi accontento ogni giorno di aver scritto un nuovo capitolo, ma questo non mi basterebbe se io stessi per morire. Per cose a breve termine invece, ogni giorno potrebbe essere visto come a sé stante, in cui la notte corrisponde con l&#39;epilogo.&lt;br /&gt;Una cosa che mi viene in mente, a questo proposito, è una frase che pronunciò Rita Levi Montalcino in un programma che vidi anni fa. Disse &quot;&lt;i&gt;Dormo il meno possibile, perché non voglio sprecare il poco tempo che mi resta&lt;/i&gt;&quot;. Cioè, sentite anche voi il benessere di una donna di quell&#39;età in una sola frase? E&#39; stupendo. Potremmo quindi dire che la &lt;i&gt;legge&lt;/i&gt;, è &quot;non voglio sprecare tempo&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, esiste una legge comune? Me lo chiedo da anni, e sono arrivato ad una conclusione mia, che per quanto possa sembrare simile ad alcuni man-kind (&lt;i&gt;tipo di uomo&lt;/i&gt;), non lo è. Perché è mia appunto.&lt;br /&gt;Io semplicemente voglio poter dire &quot;&lt;u&gt;ho fatto ciò che in quel momento volevo fare&lt;/u&gt;&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; molto comodo, sapete? &lt;b&gt;Non posso avere rimorsi&lt;/b&gt;, in questo modo. E&#39; un modo per evitare ansie inutili (sono inutili perché non possiamo modificare il passato) e mi permette di poter pensare al prossimo giorno. Ovviamente quello che &lt;i&gt;voglio&lt;/i&gt; fare, spesso coincide con ciò che &lt;i&gt;devo&lt;/i&gt; fare. Questo vale un po&#39; per tutti: quanti ragazzi della mia età dicono che non vogliono andare a scuola? Ma quanti di loro lo dicono sul serio, volendo andare incontro consapevolmente ad un futuro da &lt;i&gt;ignoranti&lt;/i&gt; (lasciamo stare gli altri compiti della scuola, e le mancanze della stessa)? &lt;br /&gt;La storia del man-kind, è semplice. Molti vogliono essere &quot;spiriti liberi&quot;, ma non è assolutamente a quel tipo di persone che vorrei essere paragonato. In realtà non vorrei essere paragonato proprio a nessuno, ma vabbeh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato facile decidere.&lt;br /&gt;All&#39;inizio pensavo di voler poter dire &quot;oggi mi sono divertito&quot;. Ma il divertimento è passeggero, domani cosa me ne resta? &lt;br /&gt;Quindi per un certo periodo avrei voluto dire &quot;oggi ho costruito qualcosa per il futuro&quot;. Ma costruisco costruisco, e alla fine che me ne frega di cosa ho costruito? &lt;br /&gt;Quindi ho dovuto formulare qualcosa che si adattasse ad ogni giorno e che non fosse passeggero. Avrei potuto voler essere felice proprio in quel momento, l&#39;ultimo della giornata. Però che senso aveva? Tutto stava per finire. &lt;br /&gt;Alla fine sono arrivato alla conclusione di cui sopra, che è permanente fino a nuova idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E voi, cosa vorreste dire?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/1630416545602038271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/cosa-voglio-dire-fine-giornata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1630416545602038271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1630416545602038271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/cosa-voglio-dire-fine-giornata.html' title='Cosa voglio dire a fine giornata?'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-7502874585725226676</id><published>2010-11-17T23:04:00.003+01:00</published><updated>2010-11-27T15:44:20.605+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Suicidio et Eutanasia</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Che cosa ci si può aspettare da un mondo in cui quasi tutti vivono solo perché non hanno ancora trovato il coraggio di spararsi?&lt;/i&gt;(Arthur Schopenhauer)&lt;/blockquote&gt;Non è forse bellissima questa frase? Ovviamente non credo che la maggior parte delle persone preferirebbe essere morta. Però confesso che anche io, in alcuni momenti, penso che forse morire da un momento all&#39;altro, senza soffrire ovviamente, forse sarebbe meglio. Il pensiero che mi passa per la testa è: &lt;i&gt;tanto pure devo morire e passerò al nulla, tanto vale andarci ora.&lt;/i&gt; Ovviamente sempre filosoficamente parlando, eh! Non ho mai preparato corde o cocktail di medicinali/altro per uccidermi. Per ora.&lt;br /&gt;E poi la questione del coraggio. Non è mica facile suicidarsi, ne sono sicuro. Il pensiero successivo a quello sopracitato è: &lt;i&gt;ma tanto se pure decidessi, ne avrei il coraggio? E se non ce l&#39;ho, che senso ha discuterne?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Vorrei esaminare un certo &lt;a href=&quot;http://wrh-dependance.splinder.com/post/7618128/Nove+argomenti+contro+l%27eutanasia&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; che ho trovato in rete. Essendo l&#39;Eutanasia, tanto quanto il Suicidio Assistito, una libertà, si dovrebbe dimostrare perché mai vietarla, piuttosto del perché concederla. Come si procede con tutte le libertà. &lt;br /&gt;L&#39;articolo propone nove argomenti, quindi cercherò di smontarli tutti:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;1&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;i&gt;quello alla vita è un diritto indisponibile&lt;/i&gt;&quot;. Se la vita è la mia, e sono io che devo viverla, perché devo essere costretto a farlo? Quando parliamo di Eutanasia poi, questa sottintende che io stia in qualche condizione tanto pietosa da farmi preferire la morte. Nessuno può impormi di soffrire senza nessuna colpa, quindi perché dire di no all&#39;eutanasia? Stesso discorso per il Suicidio Assistito: se sono arrivato a voler suicidarmi, avrò i miei motivi, e nessuno può impormi di continuare a vivere.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;2&lt;/span&gt;-: &lt;i&gt;&quot;l’eutanasia comporta sempre il  coinvolgimento di una terza persona, che liberamente si offre di  togliere la vita a un’altra.&quot;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; Questo è vero, ma è una mera forzatura. Se io ho deciso di morire, non si può certo accusare di omicidio l&#39;infermiera che stacca la spina (parlando nell&#39;ipotesi in cui l&#39;eutanasia è legale, cioè la stessa situazione ipotetica in cui si ambienta il 2° argomento del link). Semplicemente basta introdurre ai compiti dell&#39;infermiere quello di esaudire l&#39;ultimo desiderio di una persona sofferente senza speranze.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;3&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Chi o che cosa traccerà l’esile linea di demarcazione fra  un paziente che merita di essere terminato e un altro che non lo merita?&lt;/i&gt;&quot; L&#39;argomentazione è scritta così: non si può dare il diritto all&#39;eutanasia a tutti i malati, &lt;i&gt;ergo &lt;/i&gt;qualcuno deve stabilire una linea di confine, &lt;i&gt;ergo&lt;/i&gt; non è il malato a scegliere per l&#39;eutanasia. Capite da soli che la terza argomentazione è fragile come i legami tra le molecole d&#39;acqua, quindi neanche sto a soffiarci per farla cadere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;4&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Se è formulata prima della malattia, rimane il dubbio che la decisione sia ancora valida quando il soggetto ha perso conoscenza&lt;/i&gt;&quot; La decisione del paziente è quanto di più vicino alla verità ci sia. Nessuno sa meglio del &lt;u&gt;malato&lt;/u&gt; cosa &lt;u&gt;lui&lt;/u&gt; vuole, quindi fino a prova contraria la sua parola è legge.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;5&lt;/span&gt;-: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&quot;&lt;i&gt;la legalizzazioneha un indubitabile effetto incentivante&lt;/i&gt;&quot; Cioè, se vi sembra il caso di commentare...&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;6&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;la legalizzazione trasformerebbe radicalmente la missione del medico&lt;/i&gt;&quot;. Il medico fa il bene del paziente. Se per il paziente il suo bene sta nel dire stop, ben venga.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;7&lt;/span&gt;-: &quot;I&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;n tutti i paesi dove si è legalizzata  l’eutanasia solo su richiesta del paziente, ci si è presto accorti che  spesso essa viene praticata anche in assenza di qualsiasi domanda del  malato&lt;/i&gt;&quot; Finora a parlare degli infermieri e i dottori colpevoli di omicidio, e ora si dice che lo facevano anche se non era richiesto. Se la mettiamo su questo piano, non possiamo fidarci di nulla. Per ovviare a questo problema, basta che più di un parente prossimo sia a conoscenza della decisione del malato prima di metterla in atto, amen.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;8&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;i malati cronici costano. Dunque, in un ordinamento in  cui fosse accolto il principio che uccidere un innocente è lecito se per  motivi pietosi, sarebbe perfettamente coerente attendersi che si ponga  fine alle vite ritenute insignificanti ma costose per la società.&lt;/i&gt;&quot; No, proprio no. E&#39; una deduzione priva di qualsiasi legamento logico, né fondamento pratico, messa lì giusto perché così piaceva all&#39;autore.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;9&lt;/span&gt;-: &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Hitler è stato il primo e il più convinto sostenitore dell’eutanasia per motivi pietosi.&lt;/i&gt;&quot; Tutto può essere usato per scopi &lt;i&gt;non esattamente giusti. &lt;/i&gt;Non per questo sono ingiusti di per sé, però.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ora, vista l&#39;infondatezza di queste argomentazioni (l&#39;articolo è tra i primi usciti in google), credo sia giusto affermare che: &lt;i&gt;Se un uomo vuole, da un punto di vista giuridico, può mettere fine alla sua vita&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Ora passo ad altri punti di vista: Quando e perché suicidarsi? Meglio il nulla o la sofferenza? Il suicidio è una scelta egoistica? E se lo fosse, andrebbe fatto comunque?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; E se il malato all&#39;ultimo momento cambia idea, non potrà tornare indietro!?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; E se Dio esiste, e la vita è un dono di Dio, possiamo noi rifiutarla? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Alur.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;-Ogni persona che decide di mettere fine alla propria vita, ha le sue motivazioni, e solo lui può reputarle sufficienti o no. Quindi nessuno può, in virtù dell&#39;etica, dirgli che ha preso la scelta sbagliata.&lt;br /&gt;- Dopo la morte c&#39;è, nel peggiore dei casi, il nulla. E prima o poi, ci arriviamo tutti. Perché quindi anticipare i tempi, se possiamo goderci ancora un po&#39; di vita, seppure in sofferenza? Forse perché non si ha nulla da perdere, perché la vita non ha &lt;i&gt;veramente&lt;/i&gt; più nulla da offrirci. Perché anche la speranza è morta, ad esempio. Quindi, perché aspettare in sofferenza, se poi il punto di arrivo è sempre lo stesso? E&#39; una sofferenza senza premio, ecco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;-Il suicidio potrebbe essere visto come una scelta egoistica, ma solo se si parla tanto per parlare, cioè senza ragionare. Prendiamo il caso di un anziano malato che ha deciso per l&#39;eutanasia. Morendo, farà soffrire la sua famiglia, è un dato di fatto. Ma visto che parliamo di un malato terminale e che quindi morirà &quot;a breve&quot;, e visto anche che dal momento dell&#39;eutanasia a quello della morte c&#39;è solo sofferenza sia per l&#39;anziano sia per la famiglia, è poi davvero tanto egoistica? E se la considerassimo piuttosto, un sacrificio di sè per terminare la sofferenza della propria famiglia? Pensateci.&amp;nbsp; Ma poi, se l&#39;uomo ha deciso di morire, la sua famiglia non dovrebbe forse favorire la sua scelta, ed essere felice di accontentarlo? Beh penso proprio di si.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;-Beh, è il rischio che si corre tutte le volte che si fa una scelta coraggiosa. Quando un uomo si lancia da un elicottero lo fa nella speranza che il paracadute si apra. Così chi sceglie di morire lo fa nella speranza di non soffrire più. Entrambi però, l&#39;uno quando salta e l&#39;altro quando riceve un iniezione letale (o altro), hanno paura. E&#39; normale. Se c&#39;è il pentimento, è perché non si crede più nella fine della sofferenza, ed è un po&#39; come col paracadute: ci si butta sperando che quello si apra. In entrambi i casi si è sicuri fino all&#39;ultimo momento che la speranza sia corretta, se poi ci si pente (o se il paracadute non si apre) è troppo tardi e nessuno può farci nulla. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;-Se Dio esiste, e mi ha regalato la vita, la vita è mia. Sempre nell&#39;ipotesi che Dio esista, tutto sarebbe stato creato da Dio, quindi tutto è un suo dono, quindi tutto andrebbe preservato? No, non siate ipocriti. La vita è mia, ormai, e ne faccio quel che voglio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi sembra chiara la mia opinione. E&#39; molto simile a quella che avevo sull&#39;aborto: se una persona decide che &lt;i&gt;oggi è un buon giorno per suicidarsi&lt;/i&gt;, è una SUA scelta. E andrebbero attrezzate cliniche per il suicidio assistito, perché &lt;b&gt;se una persona vuole suicidarsi, lo fa. &lt;/b&gt;Istituire cliniche non sarebbe incoraggiante, quanto piuttosto sarebbe un modo per evitare lo squallore del suicidio, e renderlo più umanamente accettabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/7502874585725226676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/suicidio-et-etuanasia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/7502874585725226676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/7502874585725226676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/suicidio-et-etuanasia.html' title='Suicidio et Eutanasia'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-909768949721271392</id><published>2010-11-13T19:37:00.003+01:00</published><updated>2010-11-14T14:02:34.218+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><title type='text'>Fede e Religione</title><content type='html'>Fede per Wikipedia&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;La parola &lt;b&gt;fede&lt;/b&gt; è propriamente intesa come il credere in concetti, dogmi o assunti in base alla sola convinzione personale o alla sola autorità  di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell&#39;esistenza o  meno di prove pro o contro tali idee e affermazioni.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&amp;nbsp;Religione per Wikipedia&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Una &lt;b&gt;religione&lt;/b&gt; è un complesso di credenze e comportamenti, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con il sacro. [...] Le religioni sono sempre in qualche misura istituzioni sociali,  cioè sono condivise, dotate di regole e strutture sociali ordinate,  dove singoli individui sono spesso designati a qualche ruolo o  prerogativa collegate alla prassi religiosa.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Vi sembrano la stessa cosa? Beh, proprio no. Allora perché io non conosco nessun uomo fedele a &lt;i&gt;qualcosa&lt;/i&gt; che non si riconosca in una religione? Il credere a qualcosa al di là delle prove, cioè la &lt;u&gt;fede&lt;/u&gt;, è una cosa che viene dall&#39;interno e di spontaneo, mentre il riconoscersi in una &lt;u&gt;religione&lt;/u&gt; è un atto di volontà, o almeno così &lt;i&gt;dovrebbe essere&lt;/i&gt;. Io posso sentire che Dio esiste, e quindi credere in Lui ed essergli fedele, senza però essere &lt;i&gt;cristiano&lt;/i&gt;. Io posso essere convinto che qualcosa mi ha creato, che esiste un essere soprannaturale che tutto sa e tutto regola, ma non per questo devo unirmi ai cristiani. Farlo vuol dire credere che la figura storica di Gesù di Nazaret era davvero il figlio del Dio in cui credo, e vuol dire anche condividere &lt;b&gt;tutti&lt;/b&gt; i precetti predicati dal sopracitato Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; evidente quanto le due cose siano distinte. Certo, un cristiano &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; può &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; credere in Dio, ma un fedele &lt;i&gt;può&lt;/i&gt; &lt;i&gt;sicuramente&lt;/i&gt; non essere cristiano. Perché quest&#39;ultima cosa non accade? Prima ho detto che riconoscersi religioso è un atto di volontà. Beh, non lo è affatto. Se i nostri genitori sono cristiani, noi nasciamo cristiani, facciamo il battesimo, il catechismo, la comunione. Prima ancora che riusciamo a pensare con la nostra testa, già abbiamo ricevuto 3 sacramenti (battesimo, confessione, eucarestia). Cioè, quando noi iniziamo ad avere &lt;b&gt;un proprio &lt;u&gt;Io&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp; siamo già belli che fritti, e nella maggior parte nei casi, non ci chiediamo neanche più se essere cristiani è quel che vogliamo! Solo perché io sento dentro di me che c&#39;è qualcuno lì fuori, cui devo la mia vita, &lt;i&gt;devo&lt;/i&gt; credere che il Dio in cui credo diede delle tavole di pietra ad un tale Mosè, che un uomo andava in giro per Israele curando le persone con il tocco, che poi questo stesso uomo è resuscitato? Che il Dio che tanto amo abbia ucciso migliaia di bambini per punire gli egiziani, che ne abbia uccisi migliaia con la carestia, migliaia a Sodoma e Gomorra, e tanti altri per un totale di milioni di morti? (&lt;a href=&quot;http://dwindlinginunbelief.blogspot.com/2010/04/drunk-with-blood-gods-killings-in-bible.html&quot;&gt;Numeri qui&lt;/a&gt;, presi dalla Bibbia, che dovrebbe essere il libro Sacro del cristianesimo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se credete in un qualcosa di superiore, chiedetevelo: necessitate di identificarvi con una religione? E se proprio dovete, credete che ragionandoci su, scegliereste quella cristiana?&lt;br /&gt;Se siete cristiani, lo avete scelto? Chissà perché, ma credo che la maggior parte di voi ha &lt;b&gt;subito&lt;/b&gt; questa scelta, non l&#39;ha di certo fatta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa voglio chiarire prima di concludere: se ho dato l&#39;impressione di voler convertire i cristiani in altre religioni, avete capito male. Tra tutte le religioni, probabilmente quella Cristiana è la meno radicale (soprattutto alcune branche di questa religione. Di sicuro i &lt;u&gt;cattolici&lt;/u&gt; non sono poco radicali, ecco), un po&#39; come dire che la febbre è la più lieve tra le malattie.&lt;br /&gt;Piuttosto, volevo, e spero di esserci riusciti, farvi porre questa domanda: &quot;Perché sono cristiano?&quot;.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/909768949721271392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/fede-e-religione.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/909768949721271392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/909768949721271392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/fede-e-religione.html' title='Fede e Religione'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-6825275209301557544</id><published>2010-11-12T21:56:00.005+01:00</published><updated>2010-11-13T19:41:19.325+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Affettività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>L&#39;Aborto</title><content type='html'>In Italia entro i primi 90 giorni, se c&#39;è un motivo di sorta, è possibile richiedere l&#39;aborto in qualsiasi ospedale. Dopo i 90 giorni invece, i motivi accettati sono estremamente ridotti, cioè solo se la gravidanza o il parto mettono in serio rischio la madre. Sembra quasi che in Italia si ritenga che la nascita dell&#39;individuo avvenga dopo 3 mesi di gestazione.&lt;br /&gt;Ovviamente c&#39;è chi si oppone, dicendo che la vita nasce al momento del concepimento, quando si incontrano i due zigoti, e che da quel momento in poi, quell&#39;ammasso di cellule, è una &lt;i&gt;persona&lt;/i&gt; da salvaguardare.&lt;br /&gt;La questione è questa: &lt;u&gt;quanto ha effettivamente diritto una madre sulla propria gravidanza e quando inizia la vita&lt;/u&gt;?&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo col dire che uccidere un ammasso di cellule,&lt;b&gt; non è omicidio&lt;/b&gt;, come urlano coloro che vogliono l&#39;abolizione della legge sull&#39;aborto. E&#39; &lt;i&gt;omicidio&lt;/i&gt; l&#39;uccisione di una persona, ma l&#39;&lt;i&gt;aborto&lt;/i&gt; è la rimozione di alcune cellule, nulla di più. Non si elimina una &lt;i&gt;vita&lt;/i&gt;, perché questa non è ancora iniziata, infatti la vita inizia con il parto, che&amp;nbsp; proprio proprio &lt;u&gt;per definizione&lt;/u&gt; è l&#39;inizio della Vita. Dico proprio per definizione: dizionari, leggi, enciclopedie.&lt;br /&gt;Se l&#39;aborto fosse un assassinio, lo sarebbero anche i rapporti protetti; quindi chiederei a chi è contro l&#39;aborto: siete anche contro i preservativi ?(Per la Chiesa sì, ma ne parlerò dopo) In fondo, in entrambi i casi, si uccidono degli zigoti. Anzi, se ne ammazzano molti di più col preservativo!&lt;br /&gt;La vita &lt;b&gt;non può&lt;/b&gt; iniziare appena uno spermatozoo incontra un ovulo. Se la pensassimo così, tutte le cellule del nostro corpo sarebbero da salvaguardare da noi stessi a suon di leggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora guardiamo la cosa da un altro punto di vista: perché la madre, per una sua disattenzione (o magari del partner), deve vedersi rovinata da un bimbo non voluto? Chiariamoci, dico &quot;rovinata&quot; perché stiamo parlando di una donna che vuole abortire, e se vuole farlo, avrà i suoi motivi.&lt;br /&gt;Ma se pure lì per lì l&#39;avesse voluto, perché mai non potrebbe cambiare idea prima del parto? La gravidanza deve portarla avanti lei, il parto deve soffrirlo lei, chi può arrogarsi il diritto di imporglielo? Se non è proprietaria neanche di cosa le sta nella pancia, di cosa lo è allora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;ultima opposizione, è quella della &lt;u&gt;Chiesa&lt;/u&gt;, la quale dice che se Dio ha donato a quelle due cellule la Vita, chi è la madre per rifiutare quel dono (considerato appunto che il dono non è per lei)? Un&#39;argomentazione carina, senza dubbio, ma completamente assurda. Sono i due partner che hanno, per errore, fatto in modo che ci fosse il concepimento. E non si può attribuire questo errore a Dio, perché altrimenti significherebbe limitare il libero arbitrio dei genitori. Cioè, sarebbe come dire &quot;&lt;i&gt;puoi decidere di non avere un bambino, ma io te lo faccio avere lo stesso&lt;/i&gt;&quot;. Quindi, anche quest&#39;argomento, non ha senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;In conclusione&lt;/u&gt;: credo che &lt;b&gt;solo la madre&lt;/b&gt; possa decidere se &lt;i&gt;oggi è un buon giorno per abortire&lt;/i&gt;. Lei sa cosa patirà se lo farà, Lei conosce la sua situazione economica e tutti gli altri fattori che la spingono nella scelta. Nessuno può imporle una gravidanza, nessuno può negarle il rifiuto di questa. E se proprio ci fosse qualcuno, questi sarebbe il Padre, non certo altri.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/6825275209301557544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/laborto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6825275209301557544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/6825275209301557544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/laborto.html' title='L&#39;Aborto'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-4032458185476961691</id><published>2010-11-10T17:34:00.001+01:00</published><updated>2010-11-10T18:50:08.296+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><title type='text'>Il Destino</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Coerentemente con la loro concezione del mondo come retto da una legge necessaria, gli stoici ammettono la &lt;b&gt;mantica&lt;/b&gt;, ovvero l&#39;arte di prevedere il futuro mediante l&#39;interpretazione dell&#39;ordine necessario delle cose. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Lasciando stare carte e tarocchi, rituali e magie, volevo parlare piuttosto di un ipotetico destino già scritto. Gli stoici pensavano di capire l&#39;ordine della natura e quindi di poter prevedere il futuro. Non è forse questo possibile, per quanto improbabile? E se lo fosse, sarebbe modificabile? &lt;b&gt;Esiste un destino già scritto&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;Ovviamente io non parlo di prevedere il futuro attraverso una sfera di cristallo, oppure essere contattato da chissà quale spirito in un sogno. Piuttosto pensavo ad &lt;i&gt;un&lt;/i&gt; &lt;i&gt;qualcuno&lt;/i&gt; &lt;i&gt;parzialmente onnisciente.&amp;nbsp; &lt;/i&gt;Per potermi capire, supponiamo insieme che esista un pianeta piccolo, tanto da poter sembrare un paesino in cui tutti si conoscono. Se io conoscessi veramente ogni singola persona, il loro carattere e la loro indole, le loro abitudini,&amp;nbsp; i rapporti che li legano, non potrei forse prevedere quali saranno le loro azioni e reazioni?&lt;br /&gt;Facendo un altro esempio, sempre partendo dal presupposto di una &lt;u&gt;parziale onniscienza nel presente&lt;/u&gt;; se io conoscessi tutte le leggi fisiche, e avessi in mano tutti i dati di oggi, non potrei forse prevedere il tempo meteorologico di domani, dopodomani e così via?&lt;br /&gt;Secondo me si, cioè, non vedo perché non dovrebbe essere così. Ovviamente il presupposto non è nulla di semplice, ma banalizziamo ulteriormente la questione: se io conoscessi tutti i membri del Grande Fratello (e ci tengo a sottolineare che non conosco il nome di un solo partecipante), tolti gli interventi dei direttori dello show, non potrei forse prevedere cosa accadrà nella Casa? Ripeto, &lt;i&gt;secondo me&lt;/i&gt; sì.&lt;br /&gt;Torniamo alla seconda domanda: se io conoscessi il futuro più immediato, potrei modificarlo? E se io modificassi il futuro da me previsto, la previsione si dimostrerebbe sbagliata?&lt;br /&gt;Allora. Riprendiamo il caso delle leggi della fisica. Potendo alterare le condizioni di temperatura o pressione, potrei modificare la situazione e quindi &lt;b&gt;modificare il futuro&lt;/b&gt;. Ma questo non è da intendere in maniera trascendentale: anche mettendo i panni ad asciugare alterate in minima parte l&#39;umidità dell&#39;aria e quindi facilitate la pioggia! Per quanto riguarda poi la mia previsione, mi basterebbe mettere in conto gli eventuali cambiamenti che io ho intenzione di apportare per avere sin da subito una previsione corretta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo al &lt;u&gt;punto che mi interessa maggiormente&lt;/u&gt;. Anche se mi spiace, userò di nuovo il caso della Casa del Grande Fratello, &lt;i&gt;modificandola&lt;/i&gt; un po&#39; per farla arrivare ad essere il &lt;b&gt;mondo&lt;/b&gt;. Eliminiamo la vita esterna di ogni ragazzo del grande fratello, eliminiamo gli interventi della Marcuzzi, le telecamere, eliminiamo tutti i fattori esterni, insomma. Consideriamo la Casa come fosse la Terra, appunto, non soggetta ad interventi esterni.&lt;br /&gt;Avendo i ragazzi un certo carattere, certi legami, certi caratteri propri, non è forse prevedibile, secondo il ragionamento fatto sopra, ciò che accadrà? Prevedibile nel senso di &lt;b&gt;deciso, già scritto&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, riuniamo il tutto. La terra gode di alcune leggi fisiche le quali quelle sono e quelle restano, i sei miliardi di persone hanno carattere proprio e legami tra loro; potendo conoscere tutti questi fattori, possiamo prevedere il futuro. Ma io non sto parlando di una persona che conosce tutti questi dati, bensì di questi dati stessi: essendo questi dati, ed essendo il &lt;u&gt;domani&lt;/u&gt; una conseguenza di questi, esso è prevedibile, e in quanto tale, potremmo considerarlo già &lt;i&gt;scritto&lt;/i&gt;. Visto che però non stiamo più parlando di una persona parzialmente onnisciente, ma solo della realtà stessa delle cose, questa &lt;i&gt;scrittura&lt;/i&gt; non è né stata scritta, né è leggibile da alcuno.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/4032458185476961691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/il-destino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/4032458185476961691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/4032458185476961691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/il-destino.html' title='Il Destino'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-5135979772237574044</id><published>2010-11-09T15:09:00.001+01:00</published><updated>2010-11-09T15:41:19.961+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><title type='text'>Filosofia, si o no?</title><content type='html'>Epicuro mi ha sempre appassionato, è il primo che si occupa di &lt;b&gt;dare dritte concrete&lt;/b&gt; agli uomini per vivere la propria vita. La filosofia metafisica, provare a spiegare la conoscenza, i sensi, la ragione, sono sicuramente argomenti interessanti; però dare consigli è decisamente più &lt;i&gt;utile&lt;/i&gt;, ecco.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;La cosa che non ho mai apprezzato o forse capito di Epicuro, è questa: se dice di non preoccuparsi, di vivere isolato e di provvedere a soddisfare solo i proprio bisogni necessari, perché allora diffondere la propria idea, scrivere libri, fondare una scuola di cui &lt;u&gt;occuparsi&lt;/u&gt;? Non è &lt;b&gt;contraddittorio&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;Dovremmo forse pensare che egli abbia voluto sacrificare la propria felicità pur di dare a tutti gli altri i mezzi per raggiungere la propria? Il sacrificio però, è tutt&#39;altro che un bisogno naturale e necessario, quindi dovremmo pensare che neanche Epicuro seguisse la &lt;i&gt;sua stessa &lt;/i&gt;dottrina?&lt;br /&gt;Ma visto che Epicuro è morto da un pezzo ormai, quindi ragionare delle sue scelte di vita è poco utile, generalizziamo l&#39;argomento: essendo epicurei, bisogna fare filosofia o smettere di farla non appena si è riconosciuta la propria linea di pensiero? Cioè, dovremmo continuare a interrogarci, e quindi a crearci &lt;i&gt;preoccupazioni&lt;/i&gt; oppure dobbiamo vivere nel concreto per limitare queste ultime e cercare i piacere necessari?&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Non fare filosofia, vorrebbe dire accettare per assoluto il pensiero che si ha nel momento in cui essa finisce, perché finisce proprio la ricerca. Ci chiuderemmo (proprio come raccomanda Epicuro nel suo &quot;vivi nascosto&quot;),&amp;nbsp; limiteremmo il nostro pensiero e ci precluderemmo la possibilità di trovare una linea di pensiero migliore. &lt;b&gt;Non potremmo diffondere le nostre idee&lt;/b&gt;, soprattutto, ed è questo il punto.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Il bello della filosofia invece è proprio il poter confrontare le proprie idee con quelle degli altri, capire dove si è sempre sbagliato oppure riuscire a convincere qualcun altro di un &lt;i&gt;suo&lt;/i&gt; errore. O almeno, è così per me.&lt;br /&gt;In linea di massima poi, la filosofia è ricerca. Accettare di &lt;b&gt;terminare la ricerca in un punto tanto sterile&lt;/b&gt; è deprimente, in un certo senso. Uccide tutti gli stimoli, uccide qualsiasi cosa sul nascere, perché non dovremmo neanche &lt;b&gt;considerare&lt;/b&gt; i pensieri altrui.&lt;br /&gt;Concludo dicendo che Epicuro, come tanti altri pensatori, andrebbe preso &lt;i&gt;entro certi limiti&lt;/i&gt;, perché, come spero di avervi fatto capire, non è accettabile raccomandare tramite una filosofia di smettere di fare filosofia.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/5135979772237574044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/filosofia-si-o-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/5135979772237574044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/5135979772237574044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/filosofia-si-o-no.html' title='Filosofia, si o no?'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-1151837966942103844</id><published>2010-11-07T11:54:00.002+01:00</published><updated>2010-11-13T19:41:30.133+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Affettività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà"/><title type='text'>Relazioni virtuali</title><content type='html'>Una professoressa di filosofia di mia conoscenza, sta facendo una vera e propria campagna anti-facebook. Lei dice che i ragazzi d&#39;oggi si nascondono dietro un pc, dietro false relazioni, e che preferiscono stare a parlare su una chat piuttosto che scendere e parlare in mezzo alla strada, che preferiscono conoscere le persone virtualmente prima che fisicamente, che i ragazzi hanno &lt;i&gt;paura&lt;/i&gt; di scendere per strada.&lt;br /&gt;E&#39; una sua opinione, ed è fermamente convinta, lungi da me l&#39;intenzione di cambiare la sua idea.&lt;br /&gt;Parlando proprio ieri di questo stesso argomento con una mia amica, lei mi ha detto che &quot;&lt;i&gt;Facebook è una compagnia, perché in casa sono sola e quando torno da scuola sento proprio il bisogno di aprire Facebook. Parlando online è come se sentissi vicino la persona con cui parlo, come se fossimo in piazza insieme&lt;/i&gt;&quot;. Detto così, sembrerebbe che la Professoressa abbia ragione, o no? Beh non è così. La ragazza in questione, dice che parlare su facebook è come farlo dal vivo. Per un certo senso è vero, anzi, forse un dialogo virtuale riesce ad essere più &quot;puro&quot; da emozioni, quindi ognuno può dire quello che &lt;i&gt;vuole&lt;/i&gt; dire. Questa ragazza, non voleva dire però che ha paura di scendere per strada, infatti ricorre a facebook&amp;nbsp; &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; non può scendere, &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; vuole parlare con qualcuno di lontano, &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; piove, &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; per qualsiasi motivo non può vedere la persona con cui vuole parlare.&lt;br /&gt;Dopo qualche discussione, senza toccare temi come la mancanza di privacy o l&#39;abuso di pubblicità da parte del sito, siamo arrivati alla conclusione che non è facebook in particolare a farle compagnia, ma che basterebbe un qualsiasi software tipo messenger o skype. Siamo pure arrivati alla conclusione che Skype sarebbe meglio, se tutti i nostri &lt;i&gt;amici&lt;/i&gt; l&#39;avessero. Inutile dire che la parola &quot;amico&quot; non ha nulla a che vedere con gli &quot;Amici&quot; di facebook, cioè quel gruppo di persone che ha chiesto di poter parlare con te e che per il sito è un tuo amico. Beh non lo è affatto. Stamattina verso l&#39;1, ho parlato con un tizio che mi ha &lt;i&gt;chiesto l&#39;amicizia &lt;/i&gt;(già solo questa espressione mi fa ridere). Gli ho chiesto perché mi ha aggiunto, e lui non mi ha neanche risposto. &lt;i&gt;La gente è strana&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Comunque, tornando a noi, se una persona per un motivo o per un altro si ritrova sola in casa, cosa c&#39;è di sbagliato nell&#39;usare un sito gratuito per parlare con chi ci pare? Tutta questa demonizzazione della madama professoressa, proprio non la concepisco.&amp;nbsp; Per lei, piuttosto che metterci a parlare su una &quot;&lt;i&gt;chat finta&lt;/i&gt;&quot; dovremmo fare qualcosa di produttivo, tipo leggere o &quot;&lt;i&gt;informarci&lt;/i&gt;&quot;. Beh, qui di solito smetto di seguirla. Non puoi prima dirmi che non dobbiamo seguire amicizie virtuali, ma piuttosto scendere per strada, e poi dire che se non si può farlo, dobbiamo metterci a leggere. Capiamoci, io leggo e anche molto, non ho proprio nulla contro la lettura. Ma se io voglio parlare con Tizio, e non posso vederlo, di certo non mi metto a leggere perché &quot;&lt;i&gt;è produttivo&lt;/i&gt;&quot;.&lt;br /&gt;Concludendo: credo che sia giusto usare una chat &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; non si può vedere fisicamente la persona, non vedo nulla di male nell&#39;usare facebook come punto di partenza per una nuova amicizia, non capisco perché quella che si chiama &lt;i&gt;old generation &lt;/i&gt;ce l&#39;abbia tanto con facebook e poi quando interrogata sul perché, si difende con motivazioni tanto stupide.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/1151837966942103844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/relazioni-virtuali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1151837966942103844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/1151837966942103844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/relazioni-virtuali.html' title='Relazioni virtuali'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-8181346166767594155</id><published>2010-11-07T01:13:00.002+01:00</published><updated>2010-11-27T15:44:36.826+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Filosofia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>La nascita</title><content type='html'>Quando nasciamo, iniziamo l&#39;&lt;i&gt;avventura&lt;/i&gt; chiamata Vita. Nessuno ci ha chiesto se volevamo farlo, ma nessuno avrebbe potuto, né noi avremmo potuto rispondere. Ebbene, ci ritroviamo catapultati in un mondo ingiusto, in cui c&#39;è sofferenza e dolore. Siete proprio sicuri che avreste scelto di nascere? Già quando siamo concepiti, abbiamo rovinato l&#39;esistenza di milioni di potenziali esseri. Beh, forse non dovremmo gioire di questa vittoria. &lt;br /&gt;Non nascendo non avreste provato nulla, neanche essere consci di ciò che vi siete persi, quindi da un lato&amp;nbsp; non avreste sofferto, ma dall&#39;altro non avreste vissuto. Ne vale la pena?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si&lt;/i&gt; perché, se non fossimo mai nati, non ce ne saremmo neanche potuti pentire. Un po&#39; come dice la frase &quot;meglio fare e pentirsi che pentirsi di non aver fatto&quot;. Non avremmo provato i piccoli piacere della vita, l&#39;amore, la gioia, ma anche il dolore, la sofferenza, che fanno comunque parte della Vita.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;No&lt;/i&gt; perché, dopo la morte, torneremo allo stato in cui eravamo prima di nascere, quindi a nulla sarà valsa tanta fatica, tanto lavoro, tanta sofferenza. Anche se salvassimo l&#39;Africa dalla fame, o il Mondo dall&#39;inquinamento, o se diventassimo tanto famosi in tutto il mondo da rendere la nostra fama immortale, dopo la morte torneremmo comunque tutti allo stesso livello, e avremmo lottato per il &quot;futuro&quot;, il quale però non ci appartiene, e del quale non possiamo giovare. &lt;br /&gt;Queste sono le alternative, e Io, personalmente, preferisco essere nato. Perché in fondo ho imparato ad accettare anche le esperienze negative, tanto da vedere la mia &lt;i&gt;avventura &lt;/i&gt;come un insieme di esperienze che trascende la distinzione tra positivo e negativo, mescendo le due in un solo grande&lt;i&gt; genere&lt;/i&gt;. Però concepisco anche che, nell&#39;infinità del tempo, aver vissuto una manciata di decine di anni non valga proprio nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di avervi indotti a ragionare, è questo il mio scopo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/8181346166767594155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/la-nascita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/8181346166767594155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/8181346166767594155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/la-nascita.html' title='La nascita'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-9140605950769501801</id><published>2010-11-06T18:12:00.002+01:00</published><updated>2010-11-10T18:50:39.971+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amministrazione"/><title type='text'>Contenuti</title><content type='html'>Tutti hanno delle opinioni su tutto. E non si può scrivere &lt;i&gt;tutto&lt;/i&gt; su un blog. Io so di cosa voglio parlare, di cosa voglio scrivere, quindi lo faccio sapere anche a voi.&lt;br /&gt;In primis della &lt;u&gt;Vita&lt;/u&gt; in toto. Lo so che si finisce nella filosofia, ma in fondo, che vi aspettavate da un blog che si chiama &quot;Idee su&quot; e ha le nuvole come logo? Per &quot;vita&quot; non intendo i problemi esistenziali quanto piuttosto i perché e i perché non della vita, la nascita, la morte, l&#39;obbiettivo della vita.&lt;br /&gt;L&#39;&lt;u&gt;Affettività&lt;/u&gt;, sempre i perché e i perché non e in particolari i cosa e i come. Ad esempio, i processi dell&#39;innamoramento,&amp;nbsp; la necessità di amare, la paura che l&#39;amore porta con sè.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Filosofia&lt;/u&gt;, che per qualche verso reputo inutile, ma allo stesso tempo la reputo la sostanza del tutto.&amp;nbsp;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Libri e Film&lt;/u&gt;, che ho visto e che fanno parte di quella categoria di cose che fanno &lt;i&gt;pensare&lt;/i&gt;. Per intenderci, non film pieni di effetti speciali, che per quanto sono belli a vedersi, sono sterili.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Fatti di cronaca, articoli di giornale, programmi televisivi, altri blog&lt;/u&gt;; Soprattutto su come vengono poste certe informazioni, o su come &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; vengono poste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa non parlerò, a parte la politica? Di sport o di arte. Di motori e moda men che meno. Per il resto, non avete che da chiedere.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/9140605950769501801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/contenuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/9140605950769501801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/9140605950769501801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/contenuti.html' title='Contenuti'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5181706565233007109.post-2207549220750646732</id><published>2010-11-06T16:35:00.002+01:00</published><updated>2010-11-10T18:50:49.258+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amministrazione"/><title type='text'>Facciamo le dovute presentazioni</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;font-family: inherit; text-align: justify;&quot;&gt;La cosa più giusta per un primo post sono le presentazioni, o almeno la spiegazione del perché aprire un blog, visto che ce ne sono già tanti e di ogni genere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: inherit; text-align: justify;&quot;&gt;Beh, credo che questo sia il modo migliore che io abbia per far fluire i miei pensieri fuori dalla mia testa e, nella migliore delle ipotesi, riuscire a farli circolare, criticare, giudicare. Purtroppo chiusi qui dentro, ormai stanno stretti e sono anche abbastanza annoiati. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sarà un piacere confrontarmi, mettermi in gioco in prima persona, rispondere a tutti. Trovare nuovi spunti su cui riflettere e discutere in maniera intelligente. Tutti potranno rispondere, tutti sono chiamati a dire la loro. &lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Credo che sia questa la grande possibilità che Internet ci offre, ed è giusto coglierla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideesu.blogspot.com/feeds/2207549220750646732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/facciamo-le-dovute-presentazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/2207549220750646732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5181706565233007109/posts/default/2207549220750646732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideesu.blogspot.com/2010/11/facciamo-le-dovute-presentazioni.html' title='Facciamo le dovute presentazioni'/><author><name>Pensatore silenzioso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01538031722698015951</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ig4q9dFywYQ/TNgXGf7tmGI/AAAAAAAAABo/nCVuslQ7-KI/S220/pensatore+.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>