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	<title>Ignazio Marino</title>
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	<description>Fa più rumore un albero che cade che una intera foresta che cresce</description>
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		<title>L&#8217;anastilosi alla Basilica Ulpia e lo strano imbarazzo di La Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 18:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alisher Usmanov]]></category>
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		<category><![CDATA[Basilica Ulpia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono a Roma da qualche giorno e il quotidiano La Repubblica di oggi, 4 Gennaio 2024, annuncia sulla prima pagina nazionale una notizia e ne trascura un&#8217;altra. La notizia annunciata, con un messaggio negativo, è lo straordinario lavoro compiuto dagli archeologi della Sovrintendenza Capitolina di Roma per realizzare l&#8217;anastilosi di due ordini di colonne appartenenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono a Roma da qualche giorno e il quotidiano <strong>La Repubblica</strong> di oggi, 4 Gennaio 2024, annuncia sulla <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2024/01/03/news/oligarca_putin_fori_colonne_sponsor-421807905/">prima pagina nazionale</a> una notizia e ne trascura un&#8217;altra. </p>



<p>La notizia annunciata, con un messaggio negativo, è lo straordinario lavoro compiuto dagli archeologi della <a href="https://www.sovraintendenzaroma.it/">Sovrintendenza Capitolina di Roma</a> per realizzare l&#8217;anastilosi di due ordini di colonne appartenenti alla <strong>Basilica Ulpia nel foro dell&#8217;imperatore Traiano</strong>. Mi ha colpito il fatto che l&#8217;annuncio sia principalmente concentrato sulla figura del donatore, <strong>Alisher Usmanov</strong>. Viene ricordato che la donazione seguì una cena avvenuta nel 2015 su invito del sindaco Ignazio Marino (una delle cene per le quali venni rinviato a giudizio per peculato e poi assolto, indagine utilizzata dal PD per far dimettere i propri consiglieri e cadere la mia Giunta) e poi vengono ricordate altre due donazioni di Alisher Usmanov per il restauro della <strong>Fontana dei Dioscuri</strong>, di fronte al Quirinale, e per la <strong>sala degli Orazi e Curiazi nei Musei Capitolini</strong>. Quest&#8217;ultima sala è importante non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello della vita dell&#8217;Unione Europea. In quella sala&nbsp;il 25 marzo del 1957 furono firmati i “Trattati di Roma”, istitutivi della Comunità Economica Europea e il 25 marzo 2017 Roma riunì i capi di stato dei paesi dell&#8217;Unione Europea in quella stessa sala, restaurata con il denaro di Alisher Usmanov, per celebrare il sessantesimo anniversario dell&#8217;atto che portò alla costituzione dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p> A parte le imprecisioni dell&#8217;articolo in cui si legge che le donazioni per i restauri avvennero nel 2017, mentre avvennero su mia sollecitazione al filantropo Alisher Usmanov nel 2014, e a parte oscurare il ruolo che il <strong>Sindaco della Capitale</strong> dovrebbe avere anche nell&#8217;attrarre mecenati per gli scavi archeologici e la preservazione dei beni artistici della Capitale (quando mi insediai nel 2013 Roma non aveva neanche un conto corrente dedicato a ricevere le donazioni per la Sovraintendenza Capitolina), la giornalista insiste sul ruolo di Alisher Usmanov come amico di Vladimir Putin. Di recente Silvio Berlusconi, orgoglioso amico di Vladimir Putin, è stato ricordato con un lutto nazionale di tre giorni ma la presunta amicizia con il leader della Russia è invece valsa a Alisher Usmanov la critica per il suo gesto di filantropia. </p>



<p>Infine, un dettaglio che la giornalista di Repubblica non ricorda, a quella cena che ella ricorda del 2015 partecipò anche il <strong>Direttore di Repubblica Roma Giuseppe Cerasa</strong> (che si offrì di scegliere i vini) e il <strong>Presidente del CONI Giovanni Malagò</strong> che invitai in quanto Alisher Usmanov era il Presidente in carica della Federazione Internazionale di Scherma. </p>



<p><strong>Perché questo lungo racconto?</strong> Perché essendo a Roma da qualche giorno ho potuto scattare le <strong>tre foto</strong> di questo post. In una si &#8220;rivede&#8221; il <strong>banco abusivo di caldarroste a Piazza Navona</strong> che io feci rimuovere e che, ovviamente, non ha concessioni né paga l&#8217;occupazione del suolo pubblico, in un luogo sorvegliato dalla Polizia Municipale. Nelle altre due si possono apprezzare i lavori di uno splendido restauro archeologico di un filantropo <a href="https://www.facebook.com/1523683317920282/posts/il-presidente-mattarella-premia-mecenate-usmanovil-presidente-della-repubblica-i/1862599717361972/">insignito dal Presidente Mattarella</a> con l&#8217;<strong>Ordine del Merito della Repubblica Italiana</strong>, la più alta onorificenza civile in ambito artistico-culturale che il Quirinale possa conferire. </p>



<p>Per Repubblica la notizia negativa da prima pagina è la seconda.</p>



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<div class="wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular has-rounded-corners-5"><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:47.01953%"><figure class="tiled-gallery__item"><a href="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg"><img decoding="async" srcset="https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w,https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1500&#038;ssl=1 1500w,https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1800&#038;ssl=1 1800w,https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1920&#038;ssl=1 1920w" alt="" data-height="1440" data-id="13837" data-link="https://www.ignaziomarino.it/?attachment_id=13837" data-url="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg" data-width="1920" src="https://i2.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-2-1024x768.jpg?ssl=1" data-amp-layout="responsive"/></a></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:26.48185%"><figure class="tiled-gallery__item"><a href="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg"><img decoding="async" srcset="https://i0.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https://i0.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=1179&#038;ssl=1 1179w" alt="" data-height="1573" data-id="13841" data-link="https://www.ignaziomarino.it/?attachment_id=13841" data-url="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg" data-width="1179" src="https://i0.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Anastilosi-Basilica-Ulpia-completatta-Dicembre-2023-1.jpg?ssl=1" data-amp-layout="responsive"/></a></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:26.49862%"><figure class="tiled-gallery__item"><a href="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg"><img decoding="async" srcset="https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w,https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=1500&#038;ssl=1 1500w,https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=1800&#038;ssl=1 1800w,https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?strip=info&#038;w=1920&#038;ssl=1 1920w" alt="" data-height="2560" data-id="13842" data-link="https://www.ignaziomarino.it/?attachment_id=13842" data-url="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg" data-width="1920" src="https://i1.wp.com/www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/CALDARROSTAIO-ABUSIVO-A-PIAZZA-NAVONA-DICEMBRE-2023-1.jpg?ssl=1" data-amp-layout="responsive"/></a></figure></div></div></div></div>
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		<title>AS Roma&#8217;S stadium flop (Pallotta era) and more…</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/as-romas-stadium-flop-pallotta-era-and-more/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 16:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[sindaco Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[In this interview, former first citizen Ignazio Marino strongly emphasized how the failure of the stadium project in Tor di Valle has turned into a serious loss in terms of opportunity for the entire city]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(by <em>Marcel Vulpis</em>) &#8211; &#8220;<em>In four years (in the 2016/17 season, nda) Roma&#8217;s new stadium.</em>&#8221; This is what <strong>James Pallotta</strong> (who became president of the Giallorossi club in 2012) said at a press conference on December 30, 2016.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>The topic was the presentation of the location of <strong>AS Roma&#8217;s future stadium </strong>(i.e., the Tor di Valle area) in the presence of mayor Gianni Alemanno at the &#8220;Bernardini&#8221; center (in Trigoria) and, by videoconference, of the president James Pallotta from Florida (inside the Orlando amusement park), together with the young Roman builder Luca Parnasi.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Since then, it has been an obstacle race passing through as many as 4 mayors and 2 presidents of AS Roma (first James Pallotta then the group founded by Dan Friedkin).<br>The American businessman Dan Friedkin bought the AS Roma group (for 591 million euros) from Pallotta himself, on the night of August 5-6, 2020, after 8 years of management by the owner of the hedge fund Raptor.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Then came the announcement, on December 26, 2021, 3,313 days after the start of the stadium project at Tor di Valle. In fact, on that date, the Board of Directors, already in Friedkin&#8217;s traction, approved the halt of the process because &#8220;the conditions no longer existed to confirm the interest in the use of the stadium to be built as part of the current real estate project relating to the Tor Di Valle area, the latter project having become impossible to execute.&#8221;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>The news was also commented on on social media by former Roma president James Pallotta, who had initiated the project under consideration: &#8220;I feel terrible for Rome and Roma. Some idiot (you know who I am talking about) ruined this great project for everyone. Sad.&#8221; An investment, which, according to many insiders who worked on the dossier, burned through at least 60-80 million euros (between design, strategic consulting, etc.). And almost 11 years after that press conference in Orlando, there is still no sign of the foundation stone or the first construction site.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>But let&#8217;s go back in time. On June 10, 2013, university professor and former PD senator Ignazio Marino was elected mayor of Rome, getting 63.9 percent of the vote in a runoff against the center-right candidate and outgoing mayor (Gianni Alemanno). On June 12, 2013, Prof. Marino, again, officially took office as mayor of Rome (meanwhile, on December 8, 2013, Matteo Renzi, currently the founder and leader of the &#8220;Italia Viva&#8221; party in Parliament, was elected secretary of the Democratic Party with 67.5 percent of the vote).</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>At the time of his election (at that historical period, the secretary of the PD, the reference party of the center-left coalition, was the &#8220;regent&#8221; Guglielmo Epifani, after Pier Luigi Bersani&#8217;s resignation on April 20, 2013), as pointed out in his personal website profile, Marino &#8220;found Rome on the brink of bankruptcy. In 2013, the city was in the &#8220;red&#8221; with a loss of 888 million euros, just as the public transportation system had a loss of 951 million euros. During his term, the leftist politician managed to balance both budgets.&#8221;<br>On October 12, 2015 (i.e., after a little more than 2 years), the Ligurian-born politician (now 68) resigned due to a false accusation of a scandal over some institutional expenses that had been made by the Five Star Movement (M5S) and Fratelli d&#8217;Italia (FdI) opposition parties, although he later withdrew his resignation on October 29. The following October 30 he was ousted from office after 26 of the 48 members of the City Council resigned. On Oct. 31, 2015, Ignazio Marino was replaced by a commissioner appointed by the government at the time (before leading up to the election of Pentastar mayor Virginia Raggi in 2016).</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>On this unpleasant surprise ending, <strong>former mayor Marino</strong>, who has long since returned to work in the States (again in the medical-scientific field), has repeatedly intervened in the newspapers (mainly of political slant), while on the reasons that led to the failure of the Roma stadium project at Tor di Valle, an integral part (in alternating phases) also of his political action (in his capacity as mayor of the Capital of Italy), until now he had not provided a precise reconstruction.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Entrepreneurship, business and politics, have been strongly intertwined in the course of this history, which sees AS Roma, still today, even with a new president (Dan Friedkin), without a &#8220;home&#8221; of its own (also because, in the meantime, the Friedkins have chosen to abandon the Tor di Valle area for that of Pietralata). For the record, the new star-studded owners (as well as Pallotta at the time) have also stated that they can deliver the new facility in just over 3 years (by 2026). But there are many who argue that this will not be the timeframe, and they are also waiting for the outcome of the awarding of the 2023 edition of the Expo, where the city of Rome is a candidate (along with the South Koreans of Busan and the Saudis of Riyad), to understand the related developments. In recent weeks, in fact, the most important entertainment festival in the capital of the Saudi Kingdom, the brand &#8220;Riyadh Season,&#8221; chose to invest on AS Roma&#8217;s jersey for a two-year budget of 25 million euros. An operation that has created strong unease in the management of the Bid of Roma2030, but especially in the &#8220;house&#8221; Municipality of Rome, clearly sided with the Foundation led by the experienced DG Lamberto Mancini (former general director of the Touring Club Italiano and the Fondazione Cinema per Roma, as well as CEO of Lingotto Fiere and Cinecittà Studios).</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A victory of the Riyadh project, in fact, with the jersey of the Giallorossi club, sponsored precisely by a Saudi brand, could create, at the awarding stage, more than a few stomach aches. It is no coincidence that, for several days now, English bookies are no longer accepting &#8220;bets&#8221; on the victory of the capital of the Saudi Kingdom.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Returning to the subject of facilities, the Roma stadium file is on the table of the 4th mayor (since 2012 to date) called upon to act on this operation: namely Roberto Gualtieri (PD), elected &#8220;first citizen&#8221; on October 21, 2021. And it is not certain that at the end of his term of office (at the end of 2026) he will have managed to close this file, turning the idea of the new stadium into a real &#8220;urban legend,&#8221; of which, unfortunately, the word &#8220;end&#8221; is unknown.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>About this and about what happened at the level of internal politics (especially in the PD), in the city council at the time, we talked extensively in this exclusive interview with former first citizen Ignazio Marino (pictured in the foreground)*, who strongly emphasized, at several points, how the failure of the stadium project in Tor di Valle turned into, among other things, a serious loss in terms of opportunity for the entire city (a 1.2 billion euro &#8220;exhibitions&#8221; plan vanished into thin air, due to a number of responsibilities, including political ones).</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: Prof. Marino, going back to your experience as mayor of &#8220;Roma Capitale,&#8221; in retrospect, why is it so difficult to build a stadium in Rome?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: Rethinking the city also means making it attractive to foreign private capital, which can be used to develop new infrastructure and services. A strategy that also brings with it new job opportunities &#8211; so necessary in Rome and Italy today. With this in mind, in 2014, I immediately listened to the president of the AS Roma football club, James Pallotta, when he told me he wanted to build the new stadium owned by the team. This was the largest private investment in the capital city, amounting to more than 1.2 billion euros. Of this, we demanded that 320 million be allocated to the construction of important infrastructure works for the city. The other resources were earmarked for the construction of a &#8220;business district&#8221; designed by one of the world&#8217;s leading exponents of deconstructivism, architect Daniel Libeskind, the same one whose project had previously won the international competition to redesign &#8220;Ground Zero&#8221; in Manhattan after the destruction of the World Trade Center Twin Towers on September 11, 2001. His very elegant design was based on a graphic elaboration of &#8220;ashlars,&#8221; the stone blocks of Roman buildings, and took up a drawing by Giovanni Battista Piranesi, which Libeskind was able to break down into 3 towers intended to recall the materials of ancient Rome&#8217;s historical origins.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: At one point in your tenure, it seemed to be going smoothly with regard to this project, then what happened?</strong></p>



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<p>A: In the fall of 2014 it suffered delays due to the slow decision-making of political parties, especially the Democratic Party. With the councillor for Urban Planning, Giovanni Caudo, we indicated right away that we wanted more than half of the 60,000 planned spectators (in terms of capacity, nda) to be able to reach the stadium by rail, metro or train, so as to avoid the automobile chaos that is created in Rome every time there is a match at the Olympic Stadium, which lacks a rail transport network. In early September 2014 I convened the Giunta to vote on the project and submit it to a vote of the City Council. The day after the Giunta&#8217;s vote, not only the oppositions but also several members of the majority, particularly from the Democratic Party, began to express doubts and conflicting opinions about both the idea of AS Roma&#8217;s private stadium and the site where it was to be built. The alleged hydrogeological risk became the &#8220;mantra&#8221; around which the project was wrapped in the media, and it was useless to repeat that the only authority in charge, the Tiber Basin Authority, had ruled out any such risk. But the path did not announce itself as simple: meeting after meeting, Mirko Coratti, president of the then City Council, announced that he was bringing the stadium issue to a vote, but there was always something blocking the process. Who knows what discussions were taking place outside the Chamber. The declaration of public interest in the project was then voted on Dec. 22, 2014.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: Wasn&#8217;t what happened to former president Pallotta, that is, investing millions of euros never getting to see the stadium come to life, in the end, in your opinion, an own goal for the entire socio-economic fabric of Rome?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: James Pallotta, who had already started work on the executive project (in which he invested his own funds amounting to tens of millions of euros), also involving international partners such as the investment bank Goldman Sachs, was very alarmed by the incomprehensible delays. Therefore, he asked me for a new meeting, which took place on September 11, 2014.<br>On that occasion he showed me, commenting on them, a series of English translations of Italian press articles reporting the hostility of the Democratic Party: &#8220;Look, Mayor Marino, city councilman Panecaldo said…., …. Member of Parliament Lorenza Bonaccorsi said….&#8221; I explained to him that many Italian politicians would say anything to get a small photo and a few-line interview in the local newspaper chronicle and that, in most cases, they had not studied the technical documentation of the project. I confirmed my commitment to complete the City Council&#8217;s evaluation of the project within 10 to 12 weeks. Three months later, having taken this last step, with the vote in the Capitol on December 22, 2014, I immediately transferred all the material to the Lazio Region for the necessary evaluations. Ten months later, on October 31, 2015, at the time of my departure with the famous resignation of the PD councilors in front of a notary, the Lazio Region had not even convened the services conference to evaluate the stadium documentation. Administrative uncertainty is the worst condition for private investors, especially those investing from abroad. If the passage of time is not considered an important variable, there is a risk of driving away investors who do not approach Rome, which is considered an unreliable administrative environment, governed by logics that are not those of the competitive free market but are reminiscent of those of fiefdoms and feudal lords who seem all the stronger the smaller and more closed the fiefdom remains.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: More generally, what difficulties have you encountered in the course of your operation when trying to attract new foreign investors not only in soccer? Are we a technically and/or bureaucratically difficult country?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: Bureaucratically difficult is an understatement. I will tell you an anecdote. In December 2014, I obtained from a foreign entrepreneur the promise of a large sum, 2 million euros, to restore the columns of the Ulpia basilica in the Forum of Trajan, a restoration to be completed with those private funds by the end of 2023. He not only kept his promise but also disbursed the first 500,000 euros within a week of our interview. Six months later I thought he had not kept his promise and wanted to check. After a day of research in the Capitol administration, I discovered that he had paid that substantial sum immediately, seven days after our interview, and had sent them to the Capitol&#8217;s bank account with the reason &#8220;as per agreement with Mayor Marino.&#8221; No one had noticed, so no one had warned me, and I, six months later, had to apologize to the donor for not even saying &#8220;thank you.&#8221; Moreover, I found out that the Capitol did not even have a bank account dedicated to philanthropic donations. All this is unfortunate because, on the other hand, Roma Capitale has exceptional professionalism, for example, that needed to carry out a restoration project as impressive and delicate as the one for which I had asked -and obtained- the support of the foreign philanthropist.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: If you could go back in time, again regarding AS Roma&#8217;s stadium project, what would you concretely change in your strategy? Were there also moments of &#8220;friendly fire&#8221; on this specific issue or not?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: About the friendly fire I have already spoken. If I had to go back, I would summon the citizenship at the Olympic Stadium and I would list by first and last name all the politicians who for one reason or another created delays, obstacles, and worked not to realize such an important work in a transparent way, exciting for the fans and very useful to the economy of the Capital. In short, I would involve the citizenry in a participatory project outside the closed rooms of politics.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: What is your comment with respect to the management of the new mayor Roberto Gualtieri?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: As you know I live and work in a clinical and academic setting 8 thousand miles away (in the States, nda). I can only say that in October (2023, nda) I was in Rome and found the city incredibly dirty, and to get home from the barbershop I had to walk over an hour because there was a public transport strike and it was not even possible to find a cab. From the next day I took my bicycle back and fell twice because of the potholes. In addition, I saw with pain the return of street vendors and expanses of tables even in the most prestigious places in Rome, such as near the Pantheon.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: Can you tell us more about the phrase you posted some time ago on Facebook&#8221; &#8220;kicked out.&#8221; Did you have it in for the PD of the Renzian period? How did they &#8220;resign&#8221; you after 28 months in office? Wasn&#8217;t a dangerous democratic &#8220;vulnus&#8221; created in this case?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: The Democratic Party did not tolerate my presence on Capitol Hill and would have been willing to any action in order to get rid of an administrator whom they called honest but who did not meet the standardization that the Party leadership desired. Free and independent minds are not welcome and, above all, those who, instead of the party line of command, use merit-based criteria for the selection of the ruling class are not welcome. It had not even been four months since my election in June 2013 that, in a few weeks, I had initiated new solutions for the housing emergency of the poorest, closed Via dei Fori Imperiali to private traffic, closed the Malagrotta landfill (which had been open for fifty years), and already the local and national media were describing the conflict between the Democratic Party and its own mayor.<br>On Oct. 24, 2013, the newspaper La Repubblica headlined &#8220;Marino under indictment,&#8221; and the President of the City Council, politician Mirko Coratti (PD), warned from the national pages of that newspaper that the decision of the Council establishing new criteria for appointments in municipal bodies and companies could not be discussed in the Council because, Coratti threatened, &#8220;If we question it now, the budget will not pass.&#8221; That act proposed to select the top figures of the companies controlled by the municipality with instruments of public, transparent competition, to thin out appointments and to exclude former mayors, city and regional councilors, and parliamentarians: measures that did not excite the PD or the other parties at all. In the 28 months of my government, the political parties never allowed that act to reach the Council chamber to be approved, rejected or at least discussed.<br>But who could have imagined that in order to bring down the mayor of Rome, the resignation of an unprecedented and new alliance of councilors from the Democratic Party and some elected in the heir coalition of the Italian Social Movement (MSI) would be resorted to at a notary? An alliance that created shame and disgust among voters, but found support in the words of Marco Causi, an influential Democratic Party deputy, who on November 20, 2015 went so far as to declare that: &#8220;…it is necessary to involve the broadest layers of the population without distinction of political color. In Sicily MSI and PCI were allied against the Mafia.&#8221;</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Q: In summary, last question: will we see you again in politics or, by now, is it an experience ended for good? If so, in what container? Have you had, for example, contact with the new secretary Schlein? Do you see a leftist PD again?</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A: I do not know Secretary &#8220;Elly&#8221; Schlein (elected last March 12, 2023, nda) and she has never sought me out. The PD has given up its commitment to everything that makes us equal, from health care to public schools, and is divided not only on civil rights but also on social rights. It is a party in which the secretary claims (and I am convinced she means it) to be against armaments and against incinerators, but then wants to build the largest incinerator in Europe in Rome and votes to increase spending on armaments. As it is written in the Bible, in the book of &#8220;Qoelet,&#8221; &#8220;there is a time for everything,&#8221; and &#8220;today is not for me the time for this politics.&#8221;</p>



<p><strong>Original article on <a href="https://www.sporteconomy.it/esclusiva-lex-sindaco-ignazio-marino-racconta-i-retroscena-del-flop-dello-stadio-dellas-roma-era-pallotta-e-non-solo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sporteconomy.it</a></strong></p>
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		<title>Il grande raccordo anulare delle bici di Roma</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/il-grande-raccordo-anulare-delle-bici-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 16:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[grande raccordo anulare delle bici]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Grande Raccordo Anulare delle Bici nella mia immaginazione fu come vedere l’intera Capitale ricomposta in una gigantesca opera di Kintsugi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sin dall’inizio del mio mandato di <strong>Sindaco di Roma</strong> mi impegnai in azioni di valorizzazione dell’<strong><a href="https://www.ignaziomarino.it/giornata-mondiale-dellambiente/">ambiente</a></strong>. Chiusi <strong>Malagrotta</strong>, la <strong>discarica più grande d’Europa</strong> che avrebbe dovuto chiudere entro il 31 dicembre 2007, ma che invece rimaneva sempre aperta. <strong>Malagrotta </strong>copre una superficie di duecentoquaranta ettari, uno spazio grande quanto trecentoquarantatre campi di calcio regolamentari. Immaginatevi una superficie ampia quasi trecentocinquanta volte lo stadio Olimpico di Roma e colma di rifiuti. Nei periodi estivi, con tutti quei rifiuti in decomposizione l’area di Malagrotta diventa nauseabonda e particolarmente malsana e l’intera montagna d’immondizia è visibile a chilometri di distanza dal volteggiare di decine di migliaia di gabbiani. Uno scenario infernale. Malagrotta avrebbe dovuto essere risanata e trasformata in area verde a spese dei privati che per oltre cinquanta anni avevano accumulato profitti versandovi milioni di tonnellate di rifiuti. Mentre scrivo apprendo che ancora una volta l’Italia permette di deturpare l’ambiente senza neanche chiedere ai privati di riparare, come prescrive la legge. L’emungimento del percolato e il cosiddetto “capping” di Malagrotta, che attendono l’avvio da dieci anni, verranno eseguiti con duecentocinquanta milioni di euro dei contribuenti. E Comune, Governo e Regione celebrano questo evento come un successo, mascherando quello che è: una disastrosa sconfitta ambientale e finanziaria ed un ulteriore dono ai privati.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Aprii la<strong> Metro C </strong>che oggi permette a decine di migliaia di persone di<strong> spostarsi senza l’automobile</strong>. E non fu facile. Quando, partecipando a una riunione per definire i dettagli del collaudo, compresi che per alcuni inaugurare le prime quindici stazioni della terza linea metropolitana della Capitale nel 2014 oppure nel 2015 fosse la stessa cosa, m’infuriai e persi letteralmente la pazienza. Posso sopravvivere per diversi giorni soltanto bevendo acqua, pensai, e quando entrai nell’ufficio del direttore generale del Ministero per i Sistemi di Trasporto a Impianti Fissi e il Trasporto Pubblico Locale, il pomeriggio dell’8 ottobre del 2014, dichiarai che non mi sarei mosso di lì se prima non avessi avuto la lista di tutte le carte che dovevano essere verificate per arrivare all’inaugurazione della nuova metropolitana nel più breve tempo possibile. Pretesi una data certa entro la quale completarne l’esame e far salire i passeggeri sui nuovi treni. Come spesso accade in Italia, dove l’ingarbugliarsi di norme nazionali e regionali e l’inesistenza di percorsi burocratici chiari e intellegibili permettono a quasi tutti di lavarsi le mani di un problema, nessuno sembrava essere responsabile dei ritardi. Chi diceva che era responsabilità dell’azienda dei trasporti di Roma, l’ATAC, chi sosteneva che fossero ritardi imputabili alla Regione Lazio, chi attribuiva la colpa alle aziende costruttrici e chi al Ministero. Non mi mossi di lì e rimasi chiuso nell’ampio ufficio del direttore generale sino a notte, quando ottenni che si istituisse un gruppo di lavoro riunito a oltranza, e un mese dopo, il 9 novembre 2014, inaugurammo le prime quindici stazioni.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A <strong>Roma </strong>vi è un reale bisogno d’investimenti nel trasporto pubblico, specialmente su rotaia, e nel trasporto alternativo, come le ciclabili e il car sharing. Roma è vittima di errori strategici, o forse di scelte consapevoli, compiute dalle amministrazioni che dagli anni ’50 favorirono il trasporto privato a discapito di quello pubblico. Un errore che nei decenni portò alla rimozione di molte linee tranviarie. Oggi è necessario investire per ripristinare i tram in modo da offrire un’alternativa al trasporto privato sulla propria auto o sulla propria moto. Roma è la città con il maggior numero di veicoli a motore di tutto il continente europeo: settecentoquaranta mezzi privati ogni mille adulti a Roma, duecentocinquanta a Parigi, trecentoquattordici a Londra. Questo dipende dalla scarsità dei servizi di trasporto pubblico frutto, appunto, delle scelte del passato.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Tutti conoscono il mio<strong> rispetto per l’archeologia</strong> e <strong>l’interesse per la bicicletta</strong> come mezzo di trasporto alternativo. All’inizio del <strong>2015</strong>, quando venni a conoscenza del dettagliato e straordinario lavoro svolto dai cittadini di Roma, grazie all’iniziativa e al coordinamento di <strong>VeloLove</strong>, ne fui subito entusiasta. La loro visione di una infrastruttura di alto valore sociale, culturale, economico e ambientale superava la mia visione, più concentrata sulle singole vie ciclabili. Finalmente, invece di suscitare dibattiti sterili e inconcludenti, quell’idea trovò l’immediato sostegno di comitati, associazioni e istituzioni: <strong><a href="https://www.legambiente.it/rapporti-e-osservatori/rapporti-in-evidenza/ecosistema-urbano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legambiente,</a> Touring Club Italiano, Vivilitalia, Free Wheels Onlus, Open House Roma, TeamDev, Parco Regionale dell’Appia Antica, Roma Natura</strong>. Tutti uniti nel sostegno a un progetto visionario e semplice insieme. Ecco, il <strong>Grande Raccordo Anulare delle Bici</strong> nella mia immaginazione fu come vedere l’intera Capitale ricomposta in una gigantesca opera di <strong>Kintsugi</strong>: l’arte giapponese che permette di riparare oggetti ridotti in frammenti, più o meno grandi, unendoli con colla e polvere d’oro. Così l’oro indica ed evidenzia le fratture e le arricchisce nel ricomporle. In America avevo conosciuto una chirurga di origine caraibica con cui avevo lavorato molto in sala operatoria. Nell’estate del 1988, fui felice di invitarla a venire in Italia. Giunta a Roma, la portai ai <strong>Fori </strong>e le spiegai, passo dopo passo, la magia di quei luoghi intrisi di storia. In una bellissima giornata di sole, con l’aria tersa e il cielo azzurro senza una nuvola, passeggiammo e parlammo a lungo nello spazio che tante volte poi, tra il 2013 e il 2015, avrei osservato dagli uffici del Campidoglio. Usciti dall’area degli scavi il volto di Velma s’incupì, con quello stesso sguardo severo che ero abituato a riconoscere sopra la mascherina da chirurgo quando qualcosa in sala operatoria la preoccupava. Mi guardò e mi disse: “Ma come vi è venuto in mente di costruire un’autostrada a quattro corsie proprio fuori di qui”. In tanti si erano posti la stessa domanda. Anche molti sindaci e amministratori prima di me, ma nessuno aveva osato agire. Andare fino in fondo significava rischiare il consenso pubblico: e quale politico di professione è disposto a farlo? Tanti progetti, tante parole, tante enunciazioni teoriche, tante promesse ma alla fine nessuna scelta e azione conseguente. Meglio non rischiare. Ebbene, il 3 agosto del 2013, poco più di un mese dopo la mia elezione, Roma riconsegnò al mondo il pieno e libero godimento di via dei Fori Imperiali con l’avvio del percorso di pedonalizzazione dell’area archeologica centrale. La prima idea di creare il parco archeologico più grande del mondo unificando un’area vastissima, dal Foro Romano sino alle Terme di Caracalla e all’Appia Antica fu denominata “Piano per la sistemazione della zona monumentale riservata di Roma” e venne inserita in una proposta di legge di Guido Baccelli nel 1887. Non si realizzò. Quell’idea dell’800 venne ripresa nel XX secolo da personaggi come Giovanni Giolitti e Antonio Cederna. Con i sindaci Giulio Carlo Argan e Luigi Petroselli si proibì di percorrere in macchina lo spazio tra il Colosseo e l’arco di Costantino. Altri sindaci invece ne parlarono con convegni, articoli su quotidiani e settimanali, dibattiti televisivi e persino con affermazioni nette accompagnate dalla stampa di piantine tascabili da distribuire alla popolazione. Ma niente di fatto. Per decenni si è continuata a considerare via dei Fori Imperiali come una qualsiasi altra strada di Roma e il Colosseo come una rotonda spartitraffico, straordinaria per imponenza e bellezza, ma pur sempre con la funzione di rotatoria, pari a quelle che si possono vedere nelle periferie delle grandi aree metropolitane di Los Angeles.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>D’altra parte, se Londra, Berlino, Los Angeles o New York avessero avuto il Colosseo, certamente non l’avrebbero utilizzato come una rotonda spartitraffico. Che gioia vedere finalmente quell’autostrada trasformata in uno spazio a disposizione di migliaia di persone che oggi, ogni giorno, lo percorrono a piedi o in bicicletta.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il<strong> Grande Raccordo Anulare delle Bici</strong> sarà molto più di questo. Sottrarrà l<strong>’Appia Antica</strong> alla morsa del traffico a motore, permetterà di congiungerla al <strong>Colosseo</strong>, pedalando per pochi minuti in sicurezza. E ancora di più. Si potranno raggiungere gli spazi più affascinanti della Capitale con un percorso pianeggiante. Un corridoio verde che collega l’Appia Antica al Maxxi di Zaha Hadid, la street art del Quadraro e di Tor Pignattara al Colosseo, Circo Massimo, Caracalla, ma anche ai parchi della Caffarella e degli Acquedotti, Villa Ada, Villa Borghese, Villa Gordiani, i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone, incrociando in più punti diverse stazioni ferroviarie e le tre linee della metropolitana. Quando chiusi al traffico privato Via dei Fori Imperiali e Piazza di Spagna molti protestarono e altri protesteranno per il Grande Raccordo Anulare delle Bici, quando si sottrarranno alcuni chilometri di alta viabilità urbana alle automobili. Ma, ne sono certo, in pochi anni tutti applaudiranno a un’opera di “ricucitura ciclabile”, al Kintsugi urbano che stupirà turisti e soprattutto Romane e Romani, quando scopriranno che possiedono un parco archeologico immenso impreziosito da immagini bucoliche, con i pastori e le pecore in scenari inimmaginabili a pochi chilometri dal traffico assordante (e inquinante, con le sue polveri sottili).</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Articolo originale su <a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2023/10/Ecosistema-Urbano-2023.pdf?_gl=1*18povh2*_up*MQ..*_ga*MTgxMzE0Njk2MS4xNjk4MzQxNTcy*_ga_LX7CNT6SDN*MTY5ODM0MTU3MC4xLjAuMTY5ODM0MTU3MC4wLjAuMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecosistema Urbano</a></strong></p>
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		<title>Denialism and repression of memory, Priebke’s corpse still questions us</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/denialism-and-repression-of-memory-priebkes-corpse-still-questions-us/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 16:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Erich Priebke]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
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					<description><![CDATA[On 11 October 2013, the former SS captain Erich Priebke, sentenced to life imprisonment for the Fosse Ardeatine massacre, died more than a hundred years old in his home in Rome]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>On <strong>11 October 2013</strong>, the former SS captain <strong>Erich Priebke</strong>, sentenced to life imprisonment for the <strong>Fosse Ardeatine </strong>massacre, died more than a hundred years old in his home in Rome. The transfer of the body was refused by Argentina and Germany and, on 15 October, the Vicariate of Rome denied the funeral would be held in the churches of the capital.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>The <strong>funeral ceremony</strong> was performed secretly in Albano, in the Lefebvrian community which included bishops who had denied the existence of the gas chambers. During transport, the coffin was escorted by a crowd of nostalgic <strong>Nazi-fascists</strong> and <strong>punched and kicked by demonstrators</strong> removed by the police, so much so that, to avoid clashes in the imminence of the anniversary of the roundup of the ghetto, the Prefect of Rome decided that the body was secretly taken to the military airport of Pratica di Mare and from there to an island, within the walls of an abandoned prison, under a nameless cross, in the protection of a state secret that still remains to avoid episodes of cult or of defacement of the tomb.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>It comes back to mind <strong>The king and the corpse</strong>, an Indian fable that was brought back to us in the splendid prose of the German religious historian<strong> Heinrich Zimmer</strong>, who died in 1943 after being forced into exile by Nazi persecution. In order for his soul to win over evil, a very powerful king found himself having to make an initiatory journey into the darkness inhabited by spirits, cut the rope that kept the corpse of a hanged man hanging from a tree, carry it on his shoulders to the city and give him burial. But every time, before the epilogue, the body would revive and emit a shrill laugh and then fly back to the branch of the tree, as if inhabited by a ghost. The story repeated itself twenty-four times, and each time the corpse, before disappearing, asked the king to solve a riddle. Only when the king renounced the presumption of the answer, and accepted his own confusion, did the ghost give up and abandon the corpse, which finally returned to an inert, harmless body, of which it became possible to return it to the earth and, with it, the liberation .</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Priebke’s corpse </strong>profoundly questions the democracy of a country that allowed the torturer of Via Tasso, responsible for the reprisal shooting of <strong>335 people</strong> rounded up at random, to live in a comfortable residence, having been kindly granted house arrest even though he had never showed the slightest sign of repentance, and even presided over the jury of a beauty contest a few years before his death. <strong>Ten years after that death</strong>, in a progressive rarefying of the collective need for memory, the<strong> president of the Senate</strong> is the one who, having recently taken office, was able to define the SS Bozen battalion, responsible for the Ardeatine massacre, as a «musical band of semi- pensioners”, without there being any institutional consequences. Yet, in an <strong>interview-testament</strong> collected in seven pages and in a video, made public a few hours after his death, the former SS lieutenant had denied nothing; Indeed, he had stated that «loyalty to one’s past is something that has to do with our beliefs. It’s about my way of seeing the world, my ideals, what for us Germans was the Worldview and which still has to do with the sense of self-love and honor.” The story of the <strong>Shoah</strong>, he stated in that legacy, is nothing but “manipulation of consciences”, because “the new generations, starting from school, are subjected to brainwashing, obsessed with macabre stories to subjugate their freedom of judgement”.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Having taken note of the decision of the then mayor of Rome, <strong><a href="https://www.ignaziomarino.it/blog/">Ignazio Marino</a></strong>, to prohibit, in agreement with the Police Headquarters and Prefecture, any public funeral, <strong>Priebke’s lawyer</strong> declared that the body would be transported to Argentina, to Bariloche, so that it could rest next to that of his wife in the charming mountain town which, thanks to the Odessa organization (organization of former SS members) and complicity in the Vatican, had become a refuge for Nazi hierarchs fleeing European trials in the immediate post-war period. Among these, <strong>Josef Mengele and Adolf Eichmann</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Fate – or perhaps the specter of the corpse that poses riddles to the king – <strong>meant that Priebke’s burial was decided by the son of Jacobo Timerman</strong>, the great Argentine journalist of Jewish origin persecuted by the coup junta which in 1976 caused thirty thousand to fall into thin air desaparecidos, many of them Jews, suspects as such in the eyes of those who, in the God-Homeland-Family triad, had been nourished by anti-Semitic ideology. <strong>Héctor Timerman</strong>, then Foreign Minister of the Buenos Aires government, gave orders to reject any procedure that could allow “the body of the criminal Erich Priebke to enter the country”. <strong>His words, entrusted to Twitter, went around the world</strong>, and when the Prefect of Rome <strong>Giuseppe Pecoraro</strong> believed he could resolve the dilemma by sending the body to <strong>Germany</strong>, Priebke’s homeland, he had to face the refusal of the mayors of four cities and cemeteries German soldiers, because the former SS man had not died in the war.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>A dead body that no one wanted</strong>, a corpse for which the Jewish community of Rome had requested cremation and the scattering of the ashes, which was refused by his children. A body which – as Hannah Arendt said of Eichmann – one wishes had never inhabited the planet, and which nevertheless until a few days before his death had walked through the streets and gardens of his Roman neighborhood followed by an escort paid by the State, constantly garrisoned at his home, celebrated on his hundredth birthday by a crowd of neo-fascists who only an uprising on social media could prevent from organizing a public celebration. The reversal of facts, the rewriting of history, the removal of memory, a sneaky denialism that casts its shadow on the reality we live in, looking for shortcuts, conspiracies and culprits to deny or ridicule the profound crises that afflict us – climatic, social, cultural , of rights, of representation. This is the corpse that our democracy must carry on its shoulders, until it definitively chases away the specter that continues to inhabit its body.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p></p>



<p>Original article <a href="https://www.breakinglatest.news/entertainment/denialism-and-repression-of-memory-priebkes-corpse-still-questions-us/" class="broken_link">breakinglatest.news</a></p>
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		<title>IL CASO MARINO E QUELLE IDEE SOVVERSIVE SULLA SANITÀ</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/il-caso-marino-e-quelle-idee-sovversive-sulla-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 17:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comunali Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Elly Schlein]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando Elly Schlein dice che il Pd lotta per la Sanità pubblica abbiamo l'impressione che sia una vuota formuletta ripetuta a pappagallo, al pari di "salario minimo"  e "Rdc"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando Elly Schlein dice che il Pd lotta per la Sanità pubblica abbiamo l&#8217;impressione che sia una vuota formuletta ripetuta a pappagallo, al pari di &#8220;salario minimo&#8221; (battaglia dei 5Stelle) e &#8220;Rdc&#8221; (a cui il Pd votò contro), posto che il Pd è stato uno dei partiti che la Sanità pubblica l&#8217;hanno devastata (chiedere a Renzi e per il Lazzo a Zingaretti).<br>Giovedì sera ospite di Damilano a Il cavallo e la torre c&#8217;era <strong>Ignazio Marino</strong>, che del Pd è stato senatore e sindaco e infatti è scappato a Philadelphia. Ricordiamo l&#8217;abuso che la micidiale macchina del potere pidino inflisse al sindaco eletto dai cittadini di Roma. A ottobre 2015, 19 consiglieri del Pd guidato da Renzi e presieduto da Orfini si recarono dal notaio e con un atto privato fecero decadere Marino dimettendosi in blocco; ovviamente si guardarono bene dallo sfiduciarlo, ciò che avrebbe comportato uno straccio di spiegazione. I maggiorenti del Pd, tutti &#8220;garantisti&#8221;, volevano la sua testa per la storia degli scontrini (Marino è stato assolto in Cassazione dall&#8217;accusa di peculato e falso) e di una Panda in Ztl, menzogne create manipolando dati, come accertato dalla Procura di Roma (istruttivo il film Roma Golpe Capitale di Francesco Cordio, da lunedì su TvLoft). In realtà lo punivano per i suoi pregi: aver chiuso la discarica di Malagrotta, non aver favorito le lobby, essere una brava persona (e l&#8217;hanno fatto passare pure per delinquente). Risultato alle Comunali successive: Raggi 70%, Giachetti 30%.</p>



<p>L&#8217;altra sera il cold case è stato risolto: il chirurgo Marino è uno che cita Gino Strada invece che Biden, Tony Blaire e altri rottami: &#8220;Non ci sono guerre giuste”; fa notare che gli armamenti sono la prima voce nella Finanziaria, tale che non ci sono posti letto, ma “se dovessimo andare a bombardare qualcuno a mille km da distanza abbiamo gli F-35&#8221;; afferma che la legge del 1978 che istitui il Ssn è stata violata anche dalla sinistra, quando nel 2001 &#8220;si frammentò il Sistema sanitario nazionale in 21 servizi sanitari&#8221;. A ciò Marino, questo pericoloso sovversivo, dà una spiegazione che è un esempio di parresia: &#8220;Sta diventando residuale tutto quello che ci rende uguali. L’uguaglianza, questo ferrovecchio: meglio &#8220;differenze&#8221; e &#8220;trasversalità&#8221;, che lasciano tutto com&#8217;è.</p>



<p>Articolo originale su <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/10/14/il-caso-marino-e-quelle-idee-sovversive-sulla-sanita-il-commento/7322920/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ilfattoquotidiano.it</a></p>
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		<title>Roma chieda scusa a Piero Angela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 13:56:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Essendo a Roma per qualche giorno, pensavo di andare a rivedere i meravigliosi spettacoli notturni che con la regia di Piero Angela realizzammo dal 2014 nei Fori di Augusto e Cesare. Aprendo il sito viaggioneifori.it sono rimasto di stucco: SOSPESI DALL'ANNO 2022!]]></description>
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<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" fetchpriority="high" width="1024" height="536" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-13805" data-id="13805" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-1024x536.jpg" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-1024x536.jpg 1024w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-300x157.jpg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-768x402.jpg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-110x58.jpg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-420x220.jpg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43-770x403.jpg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.43.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" width="1024" height="536" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-13803" data-id="13803" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-1024x536.jpg" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-1024x536.jpg 1024w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-300x157.jpg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-768x402.jpg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-110x58.jpg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-420x220.jpg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino-770x403.jpg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/foto-marino.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" width="1024" height="536" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-13804" data-id="13804" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-1024x536.jpg" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-1024x536.jpg 1024w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-300x157.jpg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-768x402.jpg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-110x58.jpg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-420x220.jpg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4-770x403.jpg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.4.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="536" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-13806" data-id="13806" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-1024x536.jpg" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-1024x536.jpg 1024w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-300x157.jpg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-768x402.jpg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-110x58.jpg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-420x220.jpg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44-770x403.jpg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Immagine-WhatsApp-2023-06-22-ore-18.25.44.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Oggi, essendo a Roma per qualche giorno, <strong>pensavo di andare a rivedere</strong> <strong>i meravigliosi spettacoli notturni che con la regia di Piero Angela realizzammo dal 2014 nei Fori di Augusto e Cesare</strong>. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Aprendo il sito <a href="https://www.viaggioneifori.it/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.viaggioneifori.it/en/</a> sono rimasto di stucco: <strong>SOSPESI DALL&#8217;ANNO 2022!!!</strong> <strong>Ma come: si chiude uno spettacolo culturale che tra l&#8217;altro porta profitto al Comune?</strong> </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Solo nei primi 6 mesi del 2014 Roma offrimmo quello spettacolo a un totale di <strong>110.000 spettatori con un incasso di un un milione e 200mila Euro a fronte di un investimento iniziale di 800mila euro!</strong> Roma ha potenzialità uniche al mondo nel settore della cultura. Una ricchezza di beni archeologici da valorizzare per l’umanità, creando nuovi posti di lavoro e nuove risorse da investire nella cultura. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Sino al 2014, la sera, nella zona archeologica centrale in via dei Fori Imperiali non vi era alcuna attività. Possedere un tesoro unico e fingere di non averlo. Era necessario realizzare un’offerta culturale seria, comprensibile a tutti, che incuriosisse adulti e bambini. Così chiesi aiuto al più grande divulgatore scientifico del nostro Paese. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Piero Angela</strong> arrivò in Campidoglio una mattina e appena mi vide il suo volto s’illuminò con un sorriso paterno e sornione. Lo travolsi di parole. Non aveva senso aver chiuso i fori al traffico privato di 40.000 veicoli al giorno per poi lasciarli al buio e senza che divenissero un nuovo salotto per romane, romani e turisti. Proposi a Piero Angela di organizzare all’aperto, nel <strong>Foro di Augusto</strong>, uno spettacolo serale con effetti speciali e un racconto accattivante come le sue seguitissime trasmissioni televisive. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Piero Angela si entusiasmò e con l’aiuto di Paco Lanciano disegnò un racconto che descrive la vita a Roma nel luogo dove Augusto aveva fatto costruire il Tempio di Marte, per celebrare la battaglia di Filippi e la sconfitta degli assassini di Giulio Cesare, Bruto e Cassio. Un luogo che era centrale nella vita pubblica di Roma perché il Senato deliberò in questo tempio ogni decisione riguardante le guerre, e che lì tornassero i vincitori con le insegne del trionfo. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il primo spettacolo si tenne la sera dei <strong>natali di Roma</strong>, il <strong>21 aprile</strong> del 2014, duemila anni dopo la morte del primo imperatore di Roma. Le panche di legno ospitavano duecentocinquanta persone ogni ora, dalle ventuno alle ventitré e il racconto si ascoltava in cuffia in ben nove diverse lingue. Gli spettatori attraverso filmati e ricostruzioni multimediali rivivevano i luoghi così come si presentavano all’epoca di Augusto. Lo spettacolo raccontava di una grande civiltà, che ha portato con sé cultura, tecnologia, strade, regole giuridiche, ingegneria, medicina, arte. Scommettemmo su un progetto innovativo e alla fine della stagione ci godemmo il risultato. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Come accennai, centodiecimila spettatori con un incasso di un milione e duecentoventimila Euro a fronte di un investimento iniziale di ottocento mila euro. La scommessa era vinta dal punto di vista della sostenibilità economica ma soprattutto aveva dimostrato che un’offerta culturale di qualità, con un linguaggio diretto che la renda accessibile a tutti, nonostante il rigore scientifico del racconto, può avere grande successo. Al netto dei costi di produzione, il guadagno venne impiegato per realizzare un nuovo racconto di Piero Angela e Paco Lanciano nell’area del Foro di Cesare, offrendo dal 2015 al 2022 un doppio spettacolo. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il pubblico partiva dalla Colonna Traiana e dal tempio di Venere, attraversava quindi il Foro di Traiano su una leggera passerella di legno e percorreva la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta per la prima volta dalla fine degli scavi di Mussolini nel secolo scorso. Un&#8217;idea semplice di valorizzazione di un sito archeologico unico, dove – per dirlo con le parole di Piero Angela – “le pietre parlano”. <strong>Anche questo adesso è chiuso.</strong> </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Guardate qui un riassunto di quanto è stato cancellato</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Ma perché???</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/giornata-mondiale-dellambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 16:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giornata ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante i miei 28 mesi da Sindaco studiai quotidianamente le evidenze scientifiche e l'aumento in intensità e frequenza degli eventi climatici estremi già in atto in tutto il mondo, che comportano la necessità ineludibile di perseguire una completa de-carbonizzazione energetica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Durante i miei <strong>28 mesi</strong> da <strong>Sindaco </strong>studiai quotidianamente le <strong>evidenze scientifiche</strong> e l&#8217;<strong>aumento</strong> in intensità e frequenza degli<strong> eventi climatici estremi</strong> già in atto in tutto il mondo, che comportano la necessità ineludibile di perseguire una completa <strong>de-carbonizzazione energetica</strong>. <br>Un imperativo da cui nessun sindaco e nessun governo responsabile può esimersi. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Con la mia <strong>Giunta</strong>, promossi e partecipai alla maratona <strong>Keep Clean &amp; Run</strong>, un&#8217;iniziativa di sensibilizzazione e mobilitazione contro il fenomeno dell&#8217;abbandono dei rifiuti in natura. Ma non pronunciammo solo parole. <br>Ci impegnammo in <strong>progetti innovativi per Roma</strong>. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ho ripetutamente insistito affinché il sistema impiantistico di proprietà della <strong>Regione Lazio</strong> venisse riparato e reso più efficiente con un investimento dell&#8217;<strong>ACEA</strong>, una società quotata in borsa con un bilancio di quasi 5 miliardi all&#8217;anno, in modo da non gravare sulle tasse dei cittadini.<br><strong>ACEA </strong>si era resa disponibile ma ogni tentativo si è arenò sulle scrivanie della burocrazia della Regione Lazio. La <strong>cura</strong> <strong>dell&#8217;ambiente</strong> e la <strong>salute umana</strong> sono strettamente interconnesse e reciprocamente influenzate. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Global Warming</strong>, <strong>inquinamento</strong>, <strong>perdita di biodiversità</strong>, sono pericoli attuali e crescenti, che hanno un influsso diretto sia sulle condizioni climatiche, in termini di incremento di disastri naturali, sia in quelle di salute, in termini di aumento della patologie cardiovascolari, oncologiche e di salute mentale.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Dal <strong>2013 </strong>a fine <strong>2015 </strong>portai la percentuale di <strong>raccolta differenziata</strong> da poco più del <strong>25%</strong> al <strong>41,2%</strong> (Bilancio AMA 2015), elemento determinante per la mia visione: il <strong>progetto Eco distretti</strong>. <br>Il <strong>piano industriale</strong> previsto dalla delibera <strong>52/2015</strong> prevedeva la realizzazione di<strong> 4 Ecodistretti</strong>, ciascuno con una potenzialità di circa <strong>400.000 tonnellate</strong> anno ed un investimento complessivo di circa <strong>200 milioni</strong> di euro ottenendo, grazie all&#8217;effetto combinato di riduzione dei costi ed incremento dei ricavi da valorizzazione, una marginalità incrementale di circa 80 milioni di euro per anno dalla loro entrata in esercizio a regime.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il progetto <strong>Ecodistretti</strong> non è stato solo raccontato con slides e presentazioni: venne anche <strong>avviato</strong>. Ad <strong>Aprile 2015</strong>, abbiamo presentato l&#8217;istanza autorizzativa per realizzare un impianto di compostaggio con digestione anaerobica dei rifiuti organici. Con esso si possono<strong> trasformare i rifiuti organici</strong> delle nostre tavole e dei ristoranti <strong>in gas</strong> e quindi produrre ricchezza. Tutto venne fermato nel Novembre 2015 ma i progetti e le fonti di finanziamento esistono ancora. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Possiamo davvero cambiare le cose</strong>. È necessario che ciascuno di noi metta in campo la cura per la propria città, il proprio paese, l&#8217;amore per la bellezza e per la terra. Dobbiamo farlo per chi ci ha lasciato in eredità questo mondo, chiedendo di prendercene cura, dobbiamo farlo per i figli e i nipoti a cui a nostra volta lasceremo il compito di continuare quello che abbiamo iniziato</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" loading="lazy" width="770" height="430" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma.jpg" alt="" class="wp-image-13794" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma.jpg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma-300x168.jpg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma-768x429.jpg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma-110x61.jpg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma-420x235.jpg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/ambiente-roma-248x138.jpg 248w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></figure></div>
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		<title>Trasporti e fondi statali, Roma penalizzata: le responsabilità di Zingaretti</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/trasporti-e-fondi-statali-roma-penalizzata-le-responsabilita-di-zingaretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 16:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Lazio riceve dallo Stato 576 milioni di euro all’anno, la Lombardia 853. Roma ha un territorio di 1.285 chilometri quadrati, Milano 703]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>d<em>i Ignazio Marino*</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Roma, il trasporto pubblico locale sottofinanziato </strong></h2>



<p>L’ottimo articolo pubblicato su affaritaliani.it il 25 Maggio 2023 dal titolo&nbsp;&#8220;Trasporti: rubati a romani 36 miliardi&#8221;&nbsp;descrive un comportamento illegale della Regione Lazio nei confronti della Capitale d&#8217;Italia.&nbsp;<strong>Ho usato l&#8217;aggettivo illegale perché è contro le leggi dello Stato sul trasporto pubblico</strong>, ma dovrei aggiungere anche violento e vessatorio nei confronti di chiunque si affidi al trasporto pubblico a Roma.&nbsp;<strong>La Regione Lazio da oltre 15 anni è colpevole del sotto finanziamento del trasporto pubblico di Roma.</strong>&nbsp;Alcuni numeri descrivono la situazione meglio di tante parole.</p>



<p>I soldi per i trasporti pubblici a integrazione del costo del biglietto, che in Italia è mantenuto al di sotto del costo reale del servizio (per garantire anche ai meno abbienti il diritto a spostarsi), derivano dallo Stato attraverso il&nbsp;<strong>Fondo Nazionale Trasporti</strong>.<strong>&nbsp;Il Lazio riceve dallo Stato 576 milioni di euro all’anno, la Lombardia 853.&nbsp;</strong>Roma ha un territorio di 1.285 chilometri quadrati, Milano 703. Nell’anno 2014 Roma ha ricevuto dalla Regione Lazio 140 milioni di euro, mentre la Regione Lombardia ha destinato a Milano più del doppio, 285 milioni di euro. Addirittura,<strong>&nbsp;il finanziamento destinato a Roma dalla Regione Lazio al momento in cui fui eletto sindaco, nel 2013, era pari a zero euro!</strong>&nbsp;Zero euro per il trasporto pubblico della Capitale.</p>



<p>Come era possibile che i diversi livelli di governo, nazionale, regionale e comunale si fossero disinteressati di Roma al punto di non finanziare autobus, tram e metro?<strong>&nbsp;Ero e sono convinto che la soluzione non possa essere solo economica ma anche strutturale.</strong>&nbsp;Roma ha diritto di avere una quota del fondo nazionale per il trasporto pubblico.&nbsp;<strong>Per questo proposi ad alcuni senatori di scrivere una norma da inserire nella legge di stabilità del 2014 e risolvere per sempre il problema.</strong></p>



<p>Roma avrebbe avuto ogni anno quanto le spettava per far funzionare autobus, tram e metro senza doversi presentare con il cappello in mano dinanzi al presidente della Regione Lazio per ottenere ciò che le leggi prevedono ma non garantiscono. Convocai una riunione con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il presidente della commissione trasporti della Camera dei Deputati Michele Meta per informarli.</p>



<p>Vennero in Campidoglio nell’autunno del 2013 e quando io proposi di modificare le modalità di finanziamento dei trasporti di Roma con uno stanziamento diretto dello Stato,&nbsp;<strong>senza la Regione come intermediario insolvente, la riunione divenne molto tesa per la netta opposizione di Nicola Zingaretti, che preferiva non cambiare nulla e lasciare che le somme transitassero dallo Stato alla Regione e dalla Regione al Comune</strong>, e l’imbarazzo del deputato Michele Meta (presidente della commissione trasporti della Camera dei Deputati) che suggerì una non meglio precisata soluzione politica. Ne rimasi frustrato e incredulo: possibile che nessuno comprendesse quanto sia strategico per l’Italia e per Roma il trasporto pubblico della Capitale? Diedi fiducia alle loro parole e sbagliai.</p>



<p>Mi fidai della promessa di affrontare e risolvere il problema dei flussi di denaro dalla Regione al Comune nel settore dei trasporti entro la primavera del 2014. È ormai terminata la primavera del 2023 e nulla è stato fatto:&nbsp;<strong>mi rammarico, oggi, della mia incapacità di allora di comprendere che gli impegni presi da diversi rappresentanti della politica non sono come quelli presi nel mondo normale, dove a una stretta di mano e un’affermazione conseguono dei fatti.</strong>&nbsp;Nel 2013, al momento della mia elezione a Sindaco, trovai l’ATAC in stato di pre-fallimento, schiacciata da perdite che negli ultimi cinque anni si avvicinavano al miliardo di Euro. Alcuni osservatori sostenevano che avrei dovuto portare i libri contabili in tribunale e dichiararne il fallimento.</p>



<p>La mia preoccupazione fu invece quella di&nbsp;<strong>sanare l’azienda</strong>&nbsp;per impedire che tre milioni di cittadini, e tutti i turisti, restassero a piedi. Dal 2008 l’azienda accumulava ogni anno centinaia di milioni di debiti con costi fissi difficili da sostenere e un personale che, anche a causa dell’era dello scandalo di Parentopoli, aveva raggiunto circa 12.000 dipendenti, quasi 1.000 più dell’Alitalia.&nbsp;<strong>La legalità era una parola quasi sconosciuta: i principali contratti e servizi erano in proroga, alcuni da anni</strong>. Cambiammo subito quest’abitudine e dal luglio del 2013 all’agosto 2015 pubblicammo oltre 5.000 gare, il 95% online. Su oltre 500 milioni di Euro ottenemmo un ribasso medio del 26%.</p>



<p>Nello stesso periodo, il nuovo amministratore delegato chiuse 27 rapporti di lavoro con dirigenti, realizzò una diminuzione di 250 amministrativi, e ottenne una riduzione del 30% delle assenze per malattia. Misure che ridussero il costo del lavoro di 30 milioni di Euro l’anno.&nbsp;<strong>Durante la campagna elettorale mi ero recato nelle officine per le riparazioni e avevo notato con stupore che chiudevano dopo l’ora di pranzo</strong>. Ne chiesi ragione all’allora amministratore delegato il quale non ebbe altro da dire se non che la mia era un’osservazione interessante.</p>



<p>Dopo il suo allontanamento la manutenzione iniziò a funzionare ventiquattro ore al giorno. Contemporaneamente aumentò la produttività portando le ore di attività dei macchinisti della metro da poco più di 700 a quasi 1.000 l’anno ed esigendo, per la prima volta nella storia di Roma, che timbrassero il cartellino.&nbsp;<strong>La produttività dei macchinisti crebbe e raggiunse quella dei macchinisti di Napoli, anche se il mio obiettivo, lo ammetto, era raggiungere quella dei macchinisti di Milano</strong>. Appaiono fatti normali ma nella Capitale d’Italia non era mai accaduto con nessun sindaco precedente. Come scritto da&nbsp;<em>Affaritaliani</em>&nbsp;il conto economico soffriva peraltro di crediti miliardari nei confronti della Regione Lazio. Tuttavia, è falso che io non reagii.</p>



<p><strong>Dopo gli inutili tentativi di recupero con il Presidente della Regione Lazio agii nel modo più duro possibile:</strong>&nbsp;avviai un’azione giudiziaria per il recupero delle somme sottratte a Roma dalla Regione Lazio. Il recupero anche solo della metà di quelle somme (dovute per legge) avrebbe consentito ad ATAC di ristabilire, in un sol colpo, l&#8217;equilibrio economico tanto atteso e quindi la soluzione di gran parte dei propri problemi organizzativi disponendo finalmente di risorse economiche appropriate.&nbsp;<strong>Il mio piano prevedeva tre fasi distinte, ciascuna strettamente legata ai risultati della precedente.</strong>&nbsp;La prima prevedeva il risanamento economico e finanziario, la seconda il consolidamento dei risultati, la terza, l’autonomia finanziaria e lo sviluppo industriale attraverso una gestione economica dei fattori produttivi e il miglioramento generalizzato dell&#8217;efficienza aziendale.</p>



<p>Era il mio progetto per il 2015, l&#8217;anno in cui venni allontanato con la famosa vicenda dei Consiglieri del PD in fila da un notaio per farmi cadere. La scommessa che si stava profilando era quella di dimostrare che il trasporto pubblico locale non è sempre sinonimo d’inefficienza, clientele, malagestione e perdita di denaro pubblico.&nbsp;<strong>Non è, infatti, un caso che molti operatori stranieri s’interessino al mercato italiano del trasporto pubblico locale.</strong></p>



<p>In ogni caso, alcuni risultati non tardarono ad arrivare. Sia con le banche sia con i principali fornitori si ristabilì il necessario rapporto di cooperazione con il piano di ridurre l’esposizione economica di ATAC, consentendo all&#8217;azienda di affrontare quella cronica mancanza di soldi per le riparazioni e la manutenzione di cui soffriva da tempo, con l&#8217;auspicio di disporre a breve di adeguati investimenti per il rinnovo del parco automezzi e la riorganizzazione di tutta l&#8217;infrastruttura notoriamente in condizioni inadeguate.<strong>&nbsp;Auspicio purtroppo rivelatosi vano soprattutto per il venir meno d’impegni che il Governo nazionale e la Regione Lazio avevano assunto in diverse occasioni.</strong></p>



<p>Con il sindacato, dopo lunghe trattative, nel 2015 raggiunsi un accordo in materia di produttività, attraverso il quale l&#8217;efficienza aziendale raggiungeva finalmente il livello di quella dei migliori operatori del settore. Questi risultati furono raggiunti malgrado esponenti dell&#8217;opposizione e della maggioranza brigassero in senso contrario attraverso contatti diretti con le maestranze, addirittura valorizzando demagogicamente i sindacati minoritari, e delegittimando l&#8217;azione manageriale anche con campagne denigratorie. La crisi permanente della quale soffre ATAC e la conseguente questione del trasporto pubblico di Roma non è impossibile da risolvere a patto che Governo nazionale, Regione Lazio e Comune di Roma siano in grado di fare squadra nell&#8217;interesse di una città che va sottolineato è la Capitale del nostro Paese.</p>



<p><em><strong>*già sindaco di Roma</strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a href="https://www.affaritaliani.it/politica/trasporti-e-fondi-statali-roma-penalizzata-le-responsabilita-di-zingaretti-857684_pg_4.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Articolo originale su affaritaliani.it</a></h3>
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		<title>L&#8217;insulto di Roma ai più poveri</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/linsulto-di-roma-ai-piu-poveri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 11:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[roma poveri]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni due notizie relative a Roma mi hanno molto rattristato. Entrambe riguardano gli immobili di Roma: quelli messi a disposizione delle persone senza casa e quelli di proprietà del Comune]]></description>
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<p><strong>In questi giorni due notizie relative a Roma mi hanno molto rattristato.</strong> </p>



<p>Entrambe riguardano gli immobili di Roma: quelli messi a disposizione delle persone senza casa e quelli di proprietà del Comune. </p>



<p><strong>Leggendo questo articolo </strong><a href="https://www.romatoday.it/attualita/stop-buono-casa-storia-maurizio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://www.romatoday.it/attualita/stop-buono-casa-storia-maurizio.html</strong></a><strong> ho ripensato al pianto di una bambina nel 2014 e mi sono vergognato per questo ulteriore insulto di Roma ai più poveri.</strong></p>



<p>A Roma, a fronte dell&#8217;80% della popolazione che è proprietaria di casa vi è un 20% che, vede questa opportunità allontanarsi sempre di più. Una stima del <strong>CRESME</strong>, il centro di ricerca che studia il settore delle costruzioni, ha individuato a Roma quasi quarantamila famiglie che versano in una condizione di drammatica sofferenza abitativa. Circa duemila nuclei familiari hanno trovato negli anni ricovero presso i cosiddetti residence, strutture ereditate dall’amministrazione Rutelli, che ospitano a Roma persone in stato di emergenza abitativa. </p>



<p>Studiando questo fatto mi ero reso conto, già prima della mia elezione, che dagli anni ’90 per risolvere l’emergenza abitativa di una famiglia rimasta improvvisamente senza casa il Comune di Roma affittava edifici dai privati e che il costo di tali affitti per cinquanta metri quadrati fatiscenti a Pietralata, in contesti dove degrado e disagio convivono, arrivava a sfiorare i quattromila euro al mese. In altre parole con i soldi del Comune, i soldi delle tasse, dagli anni &#8217;90 si pagavano a ricchi imprenditori, per appartamenti fatiscenti da destinare ai poveri, affitti superiori a un appartamento con affaccio sulla scalinata di piazza di Spagna. </p>



<p>Chi ci guadagnava? I poveri o i ricchi? Dopo il mio insediamento il quadro conoscitivo complessivo che si andò delineando fu sconcertante. <strong>Il Comune affittava trentaquattro edifici chiamati “residence” per una spesa complessiva di quarantadue milioni di euro l’anno. Un ottimo affare per pochi privilegiati che ne erano grati alla politica, mentre nessuno si accorgeva delle condizioni in cui vivevano i disperati accolti, si fa per dire, dal Comune.</strong> </p>



<p>Uno degli shock più devastanti per le differenze tra una Roma sempre più ricca e una sempre più povera lo ebbi quando andai al <strong>Salam Palace</strong> nel quartiere della Romanina. Il Salam Palace è un palazzo di nove piani di vetro e cemento, in passato sede della seconda università romana di Tor Vergata. Dal 2006 vi abitavano, in condizioni drammatiche, oltre milleduecentocinquanta persone, tra rifugiati politici e richiedenti asilo. Eritrei, somali, etiopi e sudanesi. Tra di loro moltissimi bambini. Ogni famiglia occupava una stanza. Siccome erano uffici c’è un solo bagno a ogni piano e in  molti di essi ci sono tende al posto delle porte e l’urina crea una pellicola appiccicosa sul pavimento. </p>



<p>In quel luogo, in cui noi italiani permettiamo che scompaiano speranze e sogni di donne, uomini e bambini, in un grande spazio comune, alcuni eritrei stavano cucinando del pane profumato simile alle nostre piadine e lo riempivano di verdure speziate. Vollero per forza dividerlo con me. Io, imbarazzato perché mi sentivo in colpa per le loro condizioni di vita, in realtà fui felice di mangiare con loro.</p>



<p>Affermai subito che avremmo sostituito questo sperpero di denaro pubblico con un buono casa di circa ottocento euro per famiglia. <strong>Con gli stessi soldi avremmo aiutato il triplo delle persone e dato loro la possibilità di scegliersi per conto proprio il luogo dove affittare l’appartamento: una strategia che evitava di creare dei ghetti dove fossero concentrati i più poveri, come era accaduto sino al 2013</strong>. Fu uno dei primi atti concreti che realizzai dopo l’elezione. </p>



<p>Tuttavia, la resistenza al cambiamento era enorme e ci volle la determinazione dell’assessore <strong>Daniele Ozzimo</strong> prima e Francesca Danese poi per aiutarmi a raggiungere l’obiettivo. Qualcuno cercava di convincere chi viveva in quei decrepiti appartamenti, pagati così cari, in modo da arricchire i proprietari, di non credere alle mie parole e non lasciare i cosiddetti residence. </p>



<p>Un giorno una bambina di una prima elementare scoppiò a piangere mentre io parlavo con la classe. Mi avvicinai e faticai a farmi dire il suo nome perché era così scossa che alzò un quaderno dinanzi al volto per evitare persino il contatto pupillare con me. Alla fine, singhiozzando, mi raccontò che il suo papà le aveva detto che io volevo cacciarli dal residence. L’edificio era lì vicino e volli andarci subito per parlare con chi ci viveva. Dopo un lungo colloquio convinsi i genitori che non avremmo imbrogliato nessuno e che nessuno sarebbe stato allontanato se non dopo aver individuato un alloggio migliore. </p>



<p>Non potrò mai dimenticare il giorno in cui, in Campidoglio, <strong>Francesca Danese</strong> consegnò alle prime famiglie le chiavi dei nuovi appartamenti e la gioia di un bimbo che aveva finalmente una stanza sua e una cucina senza l’acqua che trasudasse dalle pareti. Francesca, da assessora, ha sempre messo gli interessi dei più deboli dinanzi a tutto. E con lei, nonostante le resistenze durissime che trovammo, riuscimmo a completare la rivoluzione di offrire una casa vera a chi si trovasse nei residence con l’ultimo atto di Giunta la sera del 30 ottobre 2015, mentre chi si preparava a farmi cadere, invece di preoccuparsi di Roma, affilava i pugnali, prendendo un appuntamento dal notaio &#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="536" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-1024x536.jpeg" alt="" class="wp-image-13778" srcset="https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-1024x536.jpeg 1024w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-300x157.jpeg 300w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-768x402.jpeg 768w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-110x58.jpeg 110w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-420x220.jpeg 420w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08-770x403.jpeg 770w, https://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2023-04-03-at-11.21.08.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>La seconda vicenda riguarda questo annuncio: </strong><a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/04/02/news/abusivopoli_inchiesta_immobili_comune_roma-394563738/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/04/02/news/abusivopoli_inchiesta_immobili_comune_roma-394563738/</strong></a><strong> </strong></p>



<p><strong>Presentato come una novità storica non è altro che la riesumazione di quanto feci nel 2014-2015. La mia Giunta per la prima volta nella storia della Capitale realizzò una Carta della città pubblica: un censimento di edifici e aree pubbliche comunali, regionali, provinciali e statali: 14.000 ettari di proprietà di Roma e 16.000 ettari di altri soggetti pubblici. Parliamo di un quarto dell’intero territorio.</strong> Un patrimonio sterminato che comprende complessivamente circa 60.000 beni e che, per ovvie ragioni, è molto difficile da gestire senza una metodologia. </p>



<p>Il nostro metodo di lavoro fece emergere dati sconvolgenti. Nella grande maggioranza dei casi gli inquilini sono altri istituzioni o enti pubblici di vario genere, come ambasciate, centri di ricerca, aziende sanitarie, comunità religiose e via di seguito. In questi casi i canoni irrisori, benché regolari dal punto di vista amministrativo, sono giustificati da accordi internazionali o da rapporti tra diverse amministrazioni nazionali. </p>



<p>Ma a volte si esagera, penso ad esempio al caso del <strong>palazzo compreso tra il foro di Traiano e quello di Augusto, dato in concessione fin dal 1946 all’Ordine dei Cavalieri di Malta, con una splendida balconata che si affaccia sull’area archeologica centrale, il Campidoglio, l’altare della Patria e il Colosseo.</strong> L’Ordine vi svolge attività di rappresentanza e di ufficio, anche importanti per il grande apporto nel settore della protezione civile. Forse, senza di loro, il palazzo sarebbe andato incontro a degrado. </p>



<p><strong>Ciò non toglie che nessuno dei miei predecessori si sia preoccupato per sessant’anni di riadeguare un canone stabilito appena dopo la Seconda Guerra Mondale in ventiquattro mila lire l’anno e oggi semplicemente convertito in euro: dodici euro, un euro al mese. Un euro al mese di affitto per uno dei più bei palazzi del pianeta. </strong></p>



<p>Sono numerosi gli enti, le istituzioni, i privati e le associazioni che trovammo affittati a canoni risibili. Tra l’altro, a fronte di canoni incredibilmente bassi, molti erano anche morosi come l’A.S. Centro Ippico Galoppatoio Villa Borghese che non pagava da un anno i 264 Euro di canone mensile. Meno di trecento Euro al mese per uno spazio al centro di Roma, a due passi da Via Veneto, compreso tra le Mura Aureliane e l&#8217;ingresso a Villa Borghese. Altri spazi di proprietà del Comune, affittati a 42.000 Euro all&#8217;anno al Circolo Canottieri Aniene uno dei circoli più esclusivi della Capitale che dai 1.061 soci incassava 25.000 euro d&#8217;iscrizione (26 milioni di Euro una tantum), più 2.200 euro all&#8217;anno (2,3 milioni di Euro).</p>



<p>Ora il quotidiano Repubblica e il Comune di Roma hanno riesumato i dati che raccogliemmo nel 2014. Quindi significa che quasi dieci anni dopo tutto è rimasto uguale.</p>
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		<title>Marino ad Affari: &#8220;Non è vero che chiusi Malagrotta senza un piano B&#8221;</title>
		<link>https://www.ignaziomarino.it/marino-ad-affari-non-e-vero-che-chiusi-malagrotta-senza-un-piano-b/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ignazio Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 12:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ex sindaco: &#8220;Il Tmb potrebbe trattare ogni giorno altre 300 tonnellate dei rifiuti che invece giacciono abbandonati sul suolo di Roma&#8221; Caro Direttore, sono rimasto colpito da un recente articolo legato alle prossime elezioni nella Regione Lazio e la annosa questione dei rifiuti a Roma.   In esso è stato scritto che quando chiusi la discarica di Malagrotta, la più [&#8230;]]]></description>
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<p>L&#8217;ex sindaco: &#8220;Il Tmb potrebbe trattare ogni giorno altre 300 tonnellate dei rifiuti che invece giacciono abbandonati sul suolo di Roma&#8221;</p>



<p>Caro Direttore,</p>



<p><strong>sono rimasto colpito <a href="https://www.affaritaliani.it/roma/elezioni-lazio-donatella-bianchi-5-stelle-cavalca-il-no-al-termovalorizzatore-834183.html">da un recente articolo legato alle prossime elezioni nella Regione Lazio</a></strong> e la annosa questione dei rifiuti a Roma.   In esso è stato scritto che quando chiusi la discarica di <strong>Malagrotta</strong>, la più grande d&#8217;Europa (in realtà, Malagrotta era nel 2013 la più grande del mondo: ottenne il primato dopo la chiusura di Fresh Kills a New York, successivamente al trasporto dei resti di <strong>Ground Zero)</strong> lo feci senza prevedere un piano di smaltimento. Questa affermazione è falsa e vorrei fornire ai lettori i dati per valutare ciò che feci. Durante la campagna elettorale del 2013 promisi la chiusura di Malagrotta (che sulla base della direttiva Europea avrebbe dovuto essere chiusa sei anni prima, entro il 31 dicembre 2007). La chiusi in 90 giorni nonostante vaste opposizioni basate anche sul fatto che il suo proprietario, l&#8217;Avvocato Manlio Cerroni, aveva ottenuto dalle autorità Italiane, precedentemente al mio insediamento, un aumento significativo della volumetria (nonostante la direttiva Europea ne intimasse la chiusura!). Presi la decisione da solo e quando lo feci, la sera del 30 Settembre 2013, nessuno mi rispose al telefono nè a Palazzo Chigi, nè nella sede della Regione Lazio (volevo informare le Istituzioni della decisione presa e attuata alla mezzanotte di quel giorno con la chiusura dei cancelli).</p>



<p><strong>Chiusi Malagrotta dopo aver ben definito un piano alternativo</strong>&nbsp;e avendo individuato i fondi per realizzarlo. Acquistai un nuovo macchinario per il trattamento meccanico-biologico a freddo dei rifiuti indifferenziati (TMB), perché mi resi conto che potevamo avere un nuovo TMB di proprietà pubblica con meno del denaro che davamo ai privati in 1 (una!) settimana per l&#8217;uso di un TMB privato. Infatti, Roma pagava oltre 150.000 euro al giorno per l&#8217;utilizzo di un TMB di proprietà di un privato e il TMB che acquistai costò meno di 500.000 euro (cioé meno di quanto pagavamo al privato in una sola settimana). Quel nuovo TMB venne definito dai media &#8220;<strong>il giocattolo di Marino&#8221;&nbsp;</strong>e l&#8217;opposizione del&nbsp;<strong>Movimento 5 Stelle affermò che non lo avrebbe utilizzato. Venne trasferito a Ostia dove giace abbandonato.</strong></p>



<p>Se venisse utilizzato al suo massimo regime <strong>potrebbe trattare ogni giorno altre 300 tonnellate dei rifiuti, che invece giacciono abbandonati sul suolo di Roma</strong>. E sottrarrebbe milioni di euro di profitto ai privati che da decenni si arricchiscono sulla inefficienza del pubblico: inefficienza che appare essere sempre ben programmata se può far arricchire i privati. Ma soprattutto disegnai e feci approvare la realizzazione di nuovi Ecodistretti iniziando con un biodigestore dedicato alla produzione di gas dai rifiuti umidi (come i rifiuti alimentari) che a Roma ammontano a quasi 500.000 tonnellate/anno. Con essi si sarebbe trasformato un problema in ricchezza. Quando venni allontanato con le famose firme dei Consiglieri comunali dal notaio eravamo pronti ad avviare la realizzazione di queste strutture che avrebbero reso Roma in grado di gestire lo smaltimento dei propri rifiuti, fare con essi profitto e interrompere un business che ancora oggi fa comodo solo ai privati. <strong>Mi sorprese il fatto che quei progetti (vedi immagini allegate), già finanziati e approvati con il voto del Consiglio Comunale</strong>, vennero cancellati dalle Amministrazioni Straordinarie e Ordinarie che hanno seguito la mia, senza sostituirli con null&#8217;altro che l&#8217;affermazione più volte ripetuta che Marino chiuse Malagrotta senza un piano. E sappiamo bene che se un concetto falso viene ripetuto molte volte diventa vero nell&#8217;immaginario collettivo.</p>



<p>Siccome ero ben consapevole della necessità di aumentare l&#8217;incenerimento della quota indifferenziata dei rifiuti chiesi ad&nbsp;<strong>ACEA</strong>, in particolare alla Presidente Avv. Catia Tomasetti, di sviluppare un piano che con il revamping del termovalorizzatore di Colleferro (situato a pochi chilometri da Roma, e gestito dalla società Lazio Ambiente Spa, della Regione Lazio), permettesse di ridurre il conferimento dei rifiuti indifferenziati in altre Regioni d’Italia o all’Estero, con costi assai più elevati. Volevo incrementare lo smaltimento attraverso impianti di termovalorizzazione di proprietà pubblica riducendo la necessità del ricorso al privato. Inizialmente, come può assai bene testimoniare l’allora Presidente di ACEA,&nbsp;<strong>Avv. Catia Tomasetti</strong>, che partecipò in Campidoglio a tutte le riunioni con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’Assessore regionale Massimiliano Valeriani, il Presidente Zingaretti non prese mai l’impegno di procedere al revamping delle due linee di termovalorizzazione di Colleferro.</p>



<p><strong>Tuttavia, successivamente al mio allontanamento dal Campidoglio</strong>, sono avvenuti i seguenti fatti. Con deliberazione del 4 ottobre 2016, n. 572, la Regione Lazio (Presidente Nicola Zingaretti) deliberò la spesa per il revamping delle due linee di termovalorizzazione di Colleferro con un investimento complessivo di euro 34.300.000. Ma il revamping, che avrebbe raddoppiato la capacità di incenerimento dei rifiuti indifferenziati, non avvenne. Infatti, con una deliberazione successiva, del 26 ottobre 2018, n. 614, la Regione Lazio (<strong>Presidente Nicola Zingaretti)</strong>&nbsp;cambiò idea e deliberò l’interruzione del revamping delle due linee di termovalorizzazione di Colleferro (successivamente all’approvigionamento dei materiali di cui alle gare suddette).&nbsp;<strong>La motivazione venne legata alle indicazioni della Unione Europea che ritiene gli impianti di termovalorizzazione dannosi per la qualità dell’aria</strong>&nbsp;in relazione alle emissioni prodotte. Certo, lascia perplessi che nel 2022, le stesse forze politiche (PD) rendano pubblica la decisione di realizzare un termovalorizzatore del costo di un miliardo di Euro entro il 2025.</p>



<p>In altre parole, io chiesi di attuare il revamping delle due linee di termovalorizzazione di&nbsp;<strong>Colleferro</strong>, la&nbsp;<strong>Regione Lazio a maggioranza PD nel 2014-2015 non rispose alle mie sollecitazioni ma nel 2016</strong>, un anno dopo il mio allontanamento, decise di spendere 34.300.000 per eseguire il revamping delle due linee di termovalorizzazione di Colleferro. Poi nel 2018, dopo aver provveduto all’approvvigionamento dei materiali, il Presidente Zingaretti decide di rinunciare definitivamente al revamping per motivi legati alla qualità dell’aria che danneggerebbe la vita degli abitanti.&nbsp;<strong>Tuttavia, sempre nel 2022 viene avviato dal PD il percorso per realizzare un nuovo termovalorizzatore del costo di un miliardo</strong>, quindi assai più costoso dei 34 milioni necessari per il revamping del termovalorizzatore di Colleferro e che, in ogni caso, rappresenta una soluzione diversa dalle indicazioni della&nbsp;<strong>Unione Europea</strong>&nbsp;(che, tra l’altro, richiede lo spegnimento di tutti i termovalorizzatori entro il 2030).</p>



<p>La chiusura della discarica di Malagrotta ha, comunque, determinato un necessario potenziamento della raccolta differenziata. E anche in questo settore riuscii a realizzare dei cambiamenti significativi. Durante i 28 mesi della mia amministrazione,&nbsp;dal 2013 a fine 2015, la percentuale di raccolta differenziata crebbe dal 31,1 % (Bilancio AMA 2013) al 41,2% (Bilancio AMA 2015):&nbsp;<strong>un incremento di oltre il 30%&nbsp;in uno spazio temporale assai ridotto</strong>.&nbsp;In pratica, in soli due anni, la raccolta differenziata a Roma è cresciuta dello stesso valore percentuale ottenuto nei 9 anni precedenti.&nbsp;Per maggiore chiarezza espositiva è interessante confrontare le dinamiche di crescita&nbsp;<strong>a Roma con quelle di altre città italiane in cui si sono sviluppati progetti analoghi.</strong>&nbsp;A&nbsp;Milano&nbsp;l’implementazione del porta a porta, su 1.300.000 abitanti, avviene nel periodo 1992-2000 (dal 7% al 28,2%), con introduzione della raccolta separata della frazione organica nel triennio 2012-2014 e con una media di circa 110.000 abitanti intercettati per anno.&nbsp;<strong>A&nbsp;Torino&nbsp;l’implementazione del porta a porta, su 400.000 abitanti, avviene nel periodo 2003-2013 con una media di 40.000 abitanti intercettati per anno.</strong>&nbsp;A&nbsp;Bologna&nbsp;l’implementazione del porta a porta su, 200.0000 abitanti, avviene tra il 2008 e il quadriennio 2011-2014 anche qui con una media di 40.000 abitanti intercettati per anno. In altre parole,&nbsp;durante il periodo temporale concesso all’Amministrazione Marino, vengono intercettati 370.000 abitanti medi/ anno: un unicum in tutto il panorama nazionale.</p>



<p>A&nbsp;Roma&nbsp;il sistema di raccolta porta a porta venne implementato su 925.000 abitanti dalla metà del 2013, al momento dell’insediamento della A<strong>mministrazione Marino, alla fine del 2015. Attualmente, pinvece, il sistema di raccolta porta a porta è stato quasi fermato.</strong></p>



<p>Con il 41,2 % di raccolta differenziata del 2015&nbsp;(fonte: Bilancio AMA 2015), r<strong>aggiunto durante i 28 mesi dell’Amministrazione Marino</strong>, l’AMA proietta&nbsp;Roma tra le capitali europee più virtuose, peraltro, quest’ultime, dotate di un sistema impiantistico strutturato e funzionale che Roma non possedeva e ancora oggi non possiede: venne pressoché eguagliata la percentuale di Berlino al 42% e distanziate sia Londra al 34% che Vienna al 35%.&nbsp;<strong>&nbsp;Madrid e Parigi si collocavano rispettivamente al 17% ed al 13%.</strong></p>



<p>Sfortunatamente però anche la raccolta differenziata a Roma rallentò durante le successive Amministrazioni Straordinarie e Ordinarie. Nei fatti dal 2016-2017 la crescita nella raccolta differenziata a Roma si arresta. Nel 2016 la raccolta differenziata passa dal 41,2% al 42,88%: solo 1,7% di incremento. Nel 2017, dal 42,88% al 44,33%: solo il 3,4% di incremento. <strong>Non cerco alcuna visibilità e scrivo solo perché ho molto sofferto per lo sbeffeggio mediatico subito per circa due anni della mia vita in cui decisi di servire la comunità di Roma.</strong> È legittimo e anche desiderabile il dibattito pubblico su alcune scelte (come la chiusura al traffico privato dei Fori Imperiali o la sostituzione della illuminazione a LED, ecc.) ma è doloroso e sterile leggere informazioni che non corrispondono al vero.</p>
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