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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;CEcAQnk_cSp7ImA9WhRUFkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902</id><updated>2012-01-27T20:20:43.749+01:00</updated><category term="Notizie dal Mondo" /><category term=";" /><category term="Serracchiani" /><category term="C'è chi rintuzza e chi sa parlare con le personeee..." /><category term="http://www.blogger.com/img/gl.align.full.gif" /><category term="ignoranza" /><category term="Grammatica italiana inesistente" /><category term="PD" /><title>def DonFranco():</title><subtitle type="html">Vuoti a vincere</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>2574</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco" /><feedburner:info uri="ilblogdegliamicididonfranco" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;CUQNQXk9eip7ImA9WhRUFks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3379592615005140265</id><published>2012-01-27T12:23:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T12:23:10.762+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-27T12:23:10.762+01:00</app:edited><title>La Memoria e i Cretini</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Oggi e' la giornata della memoria.&lt;br /&gt;
Per capire cosa sia la memoria, vi consiglio questi due articoli, letti oggi.&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.linkiesta.it/giornata-memoria#ixzz1kdsYS2e1"&gt;Il primo e' di David Bidussa&lt;/a&gt;, e definisce l'Europa come difficilmente ho letto altrove. Un luogo che si basa - unico sul pianeta - sulla memoria del &lt;i&gt;male&lt;/i&gt;, un continente del quale bisogna meritare di essere cittadini, prima ancora di averne diritto. Si &lt;i&gt;diventa &lt;/i&gt;europei, non si nasce - un concetto estremamente moderno. Forse molto ben esplicativo della crisi che sembra contrapporre, in questi mesi, Europa e resto del mondo.&amp;nbsp;L'Europa non vive di corto raggio e breve termine.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Oggi è il giorno della memoria. Ricordare, in questo caso, non serve a essere orgogliosi, ma a diventare qualcosa di diverso da sé.&lt;/blockquote&gt;
Il secondo esempio e' il cosiddetto giornalismo nostrano. Qualche giorno fa, &lt;a href="http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,810744,00.html"&gt;Jan Fleischhauer scrive un articolo sulla sua rubrica in Der Spiegel&lt;/a&gt;. Come &lt;a href="http://www.giornalettismo.com/archives/193357/la-bufala-di-repubblica-sui-tedeschi-e-schettino/"&gt;spiega molto bene Andrea Mollica&lt;/a&gt;, e' un articolo nel quale il giornalista prende spunto dalla tragedia della Concordia per discutere dei luoghi comuni e dei pregiudizi atavici che affliggono i popoli, e rallentano il processo di costituzione reale dell'Europa. Purtroppo l'ignoranza e' una bestia pericolosissima; e cosi', la Repubblica (un giornale che da mesi dico essere vergognosamente e ridicolmente approssimativo, e che non capisco come si riesca a leggere senza sprofondare nel sonno profondo) &lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/23/news/der_spiegel_schettino-28655077/"&gt;pubblica un articolo&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;nel quale si traducono le prime tre righe di&amp;nbsp;Fleischhauer, sostanzialmente equivocando del tutto il senso del testo. Per finire col menzionare, come sempre si fa quando si hanno importanti deficit culturali, i luoghi comuni che l'articolo originario voleva combattere - Goebbels e compagnia.&lt;br /&gt;
Perche' e' criminoso disinformare in questo modo? Perche' basta un cretino - e quelli abbondano sempre - che abbocchi all'amo. Ed in Italia la palma spesso va a Sallusti, direttore di testata, che pubblica in prima pagina, nel giorno della memoria, il titolo:&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/lettera_ai_tedeschi/27-01-2012/articolo-id=568980-page=0-comments=1"&gt; "A noi Schettino, a voi Auschwitz".&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E', tuttavia, un bene che tutto cio' accada oggi.&lt;br /&gt;
Per evidenziare cosa davvero sia la memoria - un movimento che ci spinge a diventare qualcosa di diverso da noi stessi. La memoria inorgoglisce solo i cretini - i patriottici, i "difensori del territorio".&lt;br /&gt;
Per capire perche' ignorarla e' un crimine.&lt;br /&gt;
E per tenere sempre presente che e' un dovere pretendere una alta qualita' nelle risposte ai quesiti che poniamo, non avendo paura delle risposte che ne possano derivare, pena la possibilita' concreta e reale che uno degli innumerevoli cretini faccia ancora piu' danni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-3379592615005140265?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/3379592615005140265/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=3379592615005140265&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3379592615005140265?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3379592615005140265?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/X8lVBQdZmZU/la-memoria-e-i-cretini.html" title="La Memoria e i Cretini" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/la-memoria-e-i-cretini.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUEAQHg5eyp7ImA9WhRUFU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-7511223135299512127</id><published>2012-01-25T17:07:00.003+01:00</published><updated>2012-01-25T17:07:21.623+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-25T17:07:21.623+01:00</app:edited><title>Chiamatemi, se siete disperati</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
Tramite Facebook, vengo segnalato da Andrea, il responsabile del blog &lt;a href="http://www.google.de/url?sa=t&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=berlino%20cacio%20pepe&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCgQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.zingarate.com%2Fnetwork%2Fberlino%2F&amp;amp;ei=kCggT_LeL8SF8gOtk6W-Dg&amp;amp;usg=AFQjCNEr4ub90-D9aSuBmKRdW77awFCnnA"&gt;Berlin Cacio e Pepe&lt;/a&gt;, ad una giornalista del settimanale Panorama, che sta facendo una inchiesta sugli Italiani che lavorano a Berlino.&lt;br /&gt;
Mi rendo disponibile, e la giornalista mi chiama al telefono in mattinata. Molto professionale. Mi dice che e' a Berlino e che sta intervistando giovani che vivono e lavorano nella capitale tedesca, venuti perche' in Italia non riuscivano a trovare lavoro.&lt;br /&gt;
Mi chiede - quasi con una domanda retorica - se corrispondo a questa tipologia di persona. Io le rispondo che non e' proprio cosi' - che ho gia' vissuto con la mia famiglia per circa tre anni in Irlanda, e ora sono da un anno a Berlino. Ma in Italia lavoravo.&lt;br /&gt;
Sono partito soprattutto per curiosita' ed ambizione, ed in Italia al momento non voglio tornare. Lei, molto onestamente, mi dice che ha altre persone che forse corrispondono al tipo di persona che lei cerca, e che, se non mi dispiace, contattera' prima gli altri che ha sulla lista e poi, "se proprio e' disperata", mi ricontattera'.&lt;br /&gt;
Io rido, e le dico che non c'e' alcun problema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, non so come si articolera' questa inchiesta sul periodico italiano, quindi non posso ne' voglio assolutamente giudicarla.&lt;br /&gt;
Mi chiedo, pero', perche' ci si focalizzi solo sui casi "disperati" - come per costruire e sostanziare ogni volta l'idea che si vada via col cappio al collo, per scappare, per poter sopravvivere. Che i giovani sono alla canna del gas, e che magari soffrono ma per crearsi un avvenire mangiano il pane amaro degli emigranti.&lt;br /&gt;
Pochissimi sono interessati ad altre storie - che pure esistono, e non so quanto siano minoritarie - quelle di chi parte perche' e' curioso di sapere come si trova a bere il caffe' lungo anziche' l'espresso, o vuole provare a cambiare lingua, o vuole sfidarsi in un ambiente lavorativo differente, o si e' semplicemente innamorato di una citta' perche' da ragazzo ha letto i suoi poeti, o ha studiato sui libri dei suoi scienziati.&lt;br /&gt;
I giornali non sanno descrivere l'anima delle persone, e i grandi stravolgimenti culturali - anzitutto - in atto. Sono fermi a stereotipi vecchi&lt;br /&gt;
In un certo senso, siete voi che volete vedere l'Italia peggiore di quel che realmente e'.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-7511223135299512127?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/7511223135299512127/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=7511223135299512127&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/7511223135299512127?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/7511223135299512127?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/-WAfDX-YMMY/chiamatemi-se-siete-disperati.html" title="Chiamatemi, se siete disperati" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/chiamatemi-se-siete-disperati.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AHR344eip7ImA9WhRUFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-5249299277924758026</id><published>2012-01-24T11:42:00.002+01:00</published><updated>2012-01-24T11:42:16.032+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-24T11:42:16.032+01:00</app:edited><title>La paura del clown</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Nell'immaginario collettivo della maggioranza italiota, tutto questo caos e tanto clamore sulla finanza debbono necessariamente ridursi a discorsi di annacquato orgoglio nazionale. Molti si sono alzati - Giuliano Ferrara in primis - a rivendicare la nostra italianita' e la minaccia teutonica in atto.&lt;br /&gt;
Non parrebbe cosi' su l'ultimo &lt;a href="http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,810806,00.html"&gt;editoriale di Der Spiegel&lt;/a&gt;. Dove si evince chiaramente una storia diversa, nella quale il giornale critica la Merkel, e le sue posizioni che l'hanno messa colpevolmente in minoranza, ed elogia il lavoro di Monti, che rappresenta finalmente, assieme alle istanze francesi, un contraltare credibile alla posizione tedesca. Un'idea che e' alla base della mia opinione, per la quale il problema contingente non e' solo la politica di Berlino, ma l'enorme assenza di reale e costruttivo contraddittorio.&lt;br /&gt;
Ecco come il giornale sintetizza molto efficacemente la situazione:&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Indeed, the balance of power in Europe has shifted. As long as Italy was ruled by a clown like Silvio Berlusconi, it hardly had any voice in efforts to save the euro. But ever since Monti, a respected financial expert, took over, the front of Merkel opponents is stronger than ever, all the more so because quite a few experts endorse Monti's position.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Monti, too, would like to see additional money be used to bolster the euro bailout fund, to send a calming signal to the capital markets. A professor of economics, Monti insists that Italy has no intention of asking for help. But bolstering the bailout fund would create confidence, he believes, which in turn would lower the risk premiums on his country's sovereign bonds. Yields on the bonds of other cash-strapped countries would also fall, he says.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
L'autorevole giornale tedesco chiama, senza mezzi termini, Berlusconi un "clown" e Monti un credibile professore di economia, che ha rimodellato gli equilibri d'Europa. Questo e' piu' che evidente, aldila' dei dissensi personali con le priorita' e le politiche utilizzate: Monti e' un onesto uomo di destra che fa il suo lavoro nell'interesse di una nazione, secondo ricette che lui ritiene efficaci. Il problema, dunque, non e' che l'Italia sia sbeffeggiata da Merkozy, ma che abbia avuto per anni un buffone a corte, un autentico cazzone della politica, votato da una larghissima maggioranza nel paese, sul quale nessuno, nel consesso europeo, poteva far leva.&lt;br /&gt;
Ancora piu' diretto il messaggio della seconda parte dell'articolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
But Monti doesn't want to trust that things will stay this way. When he visited Merkel in Berlin two weeks ago, he said that the reform process in Italy was encountering difficulties. Not only were economic developments threatening the future, he explained, but there were also increasing political risks.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Although he didn't elaborate on what he meant, everybody already knows: Berlusconi, his political predecessor in office who is responsible for years of economic stagnation in Italy, is preparing his comeback.

Since nobody in Europe wants to see Berlusconi back in power, Monti senses he has more political support. He argues that, since Germany benefits from the euro "more than others," it is "in Germany's interest" to help Italy and the other heavily indebted countries by making it cheaper to refinance their mountains of debt.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Dunque, nei suoi frequenti contatti con Berlino, Monti sta adoperando Berlusconi come un rischio colossale che la comunita' europea non puo' correre, men che mai la Germania. Lo spauracchio del ritorno del minchione sarebbe, infatti, alla base della pressione che il Presidente del Consiglio italiano sta esercitando sul governo della Merkel. Paventato anche nella sua recente intervista al Die Welt, della quale ho scritto qualche tempo fa. Il messaggio chiaro e': se non ci diamo una mossa, tornano i populisti. Torna il clown.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli Europei, e la Germania, non odiano affatto l'Italia. Anzi, la aspettano da decenni. E da decenni aspettano gli Italiani.
Cio' che odiano sono i minchioni.

&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-5249299277924758026?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/5249299277924758026/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=5249299277924758026&amp;isPopup=true" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/5249299277924758026?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/5249299277924758026?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/Ep7K1jRO6r8/la-paura-del-clown.html" title="La paura del clown" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/la-paura-del-clown.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkINQHw_eyp7ImA9WhRUE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-2032348079504836613</id><published>2012-01-24T09:43:00.002+01:00</published><updated>2012-01-24T09:43:11.243+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-24T09:43:11.243+01:00</app:edited><title>Epidemiologia e senso comune</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Consiglio &lt;a href="http://www.economist.com/blogs/babbage/2012/01/mathematics-and-epidemiology"&gt;questo articolo dell'Economist&lt;/a&gt; dove si parla di epidemiologia. A Princeton hanno studiato i modelli adoperati per raggiungere, in fase di vaccino di una popolazione contro una malattia, la cosiddetta &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Herd_immunity"&gt;herd immunity&lt;/a&gt; (in buona sostanza, uno stato in cui un numero sufficiente di persone e' vaccinata e rende immuni anche i non vaccinati, che non vanno a contatto con persone infette).&lt;br /&gt;
Viene fuori che, strategicamente, a lungo termine, ad un paese conviene piu' investire per aiutare un paese vicino a vaccinare la sua popolazione piuttosto che investire somme ingenti nel vano tentativo di vaccinare tutti i propri cittadini.&lt;br /&gt;
Un esempio interessante in cui la matematica va contro il senso comune, e "prova" la convenienza della generosita'.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-2032348079504836613?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/2032348079504836613/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=2032348079504836613&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2032348079504836613?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2032348079504836613?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/wfHihdhmdMI/epidemiologia-e-senso-comune.html" title="Epidemiologia e senso comune" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/epidemiologia-e-senso-comune.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkIFQn86fip7ImA9WhRUE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-312183357418496007</id><published>2012-01-23T13:05:00.002+01:00</published><updated>2012-01-23T13:08:33.116+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-23T13:08:33.116+01:00</app:edited><title>Un C-Movie</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
"Le persone presenti sul ponte di comando al momento dell'accostata, salite con Schettino e non preposte ai servizi di navigazione, disturbavano le manovre con un conseguente calo di attenzione. Erano presenti, tra gli altri, il maitre (Antonello Tievoli ndr.) e l'hotel director Manrico Giampetroni (il sopravvissuto ritrovato tre giorni dopo il naufragio e di cui il presidente del senato Schifani ha voluto omaggiare nei giorni scorsi "l'eroismo" ndr.), che continuava a chiedere "Che isola è?""&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Non e' il copione di "L'insegnante va in collegio", ma &lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/23/news/costa_ufficiali_schettino-28599339/?ref=HRER3-1"&gt;le carte dei PM sul disastro Costa Crociere&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-312183357418496007?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/312183357418496007/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=312183357418496007&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/312183357418496007?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/312183357418496007?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/Q_7Z7BOjuWQ/un-c-movie.html" title="Un C-Movie" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/un-c-movie.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYARn48eSp7ImA9WhRUEks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-1843175681705845532</id><published>2012-01-22T22:35:00.004+01:00</published><updated>2012-01-22T22:35:47.071+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-22T22:35:47.071+01:00</app:edited><title>Cinque anni con il mio miglior nemico</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Qualche giorno fa, questo blog ha compiuto cinque anni.&lt;br /&gt;
Per molti versi, e' stato il mio miglior compagno di viaggi. E conserva nel tempo una caratteristica importante: quella di mettere al sicuro migliaia di testimonianze in forma di frammenti dei miei pensieri che piu' di altri trovo orrendi poche ore dopo averli buttati giu'.&lt;br /&gt;
A volte sono stato tentato dal cancellare tutto o parte di questo non-diario. Ma sono stato sempre fermato dal fatto che esso costituisce una prova tangibile del mutamento perenne cui sono sottoposto, dello straniamento umano e culturale attraverso il quale mi muovo da anni, e che in parte invoco. Dunque, mi fa piacere ogni tanto aprirmi e non condividermi, o ritenermi puerile nelle osservazioni, o troppo poco sottile, o criminosamente banale. Il mio blog e' il miglior esercizio di umile sdoppiamento, segmentazione, frantumazione del mio ego che mi sia capitato di fare. Come ha detto chi e' migliore di me, io scrivo perche' mentre formulo i miei pensieri e li metto nero su bianco li depotenzio, lascio che la bomba non detoni ma possa disinnescarsi nei meandri e i grovigli di questo assurdo non senso che definirei un non-me stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure questo magma porta un nome - che si e' rifatto il viso, nel tempo, ma non e' mutato nella sostanza: &lt;i&gt;Don Franco&lt;/i&gt;. Ricordo e riporto, per intero, &lt;a href="http://amicididonfranco.blogspot.com/2008/09/vi-presento-il-mio-miglior-nemico.html"&gt;il post che scrissi un giovedi' di Settembre del 2008&lt;/a&gt;. Ero, all'epoca, ai primi mesi in terra irlandese. Ricordo che ero seduto in cucina. La bimba (era una, all'epoca) e mia moglie dormivano. E io scrisso di lui, Don Franco, un essere che e' divenuto il simbolo di cio' che tento di sezionare, l'errore originario ed irriducibile. Il ricordo di un luogo che amo e che non riesce a non farmi orrore. La titanica lotta del paradosso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
&lt;b&gt;Vi presento il mio miglior nemico&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;


Quasi grazie a Dio, e' quasi venerdi'.

Volevo presentarvi Don Franco. Un tizio sperduto nelle campagne napoletane un tempo lussureggianti che crede di essere il variopinto ombelico del pianeta, nella sua raffinata arte dell'approssimazione. Una persona che non sa di essere l'emblema del mondo come a noi appare da anni, ovvero naif e sovrasemplificato, teso a scarnificare la vita all'osso, fino a lasciarci con un polveroso tozzo di letame secco tra le mani. La realta' e' lapalissiana, ovvia, priva di sfumature che, se esistono, vanno ignorate. E' tutto deciso per i prossimi seimila anni, sui trattori parcheggiati tra i ciliegi, dove scorre veloce il male del millennio: la Donfranchizzazione.

Don Franco squarta un coniglio con la stessa semplicita' contadina che lo guida ad estirpare i pali della luce per dar vita ai suoi fuochi d'artificio. Noi lo osserviamo quotidianamente, ed ecco che tutto inizia ad apparirci normale. Nel suo mondo le strade sono squadrate, levigate, bianche o nere, e tutto si compie ad occhi chiusi, perche' sono milioni di anni che va cosi' - o, per lo meno, e' da quando lui si ricorda, che per lui e' uguale - e non c'e' tempo o voglia di pensare che possa andare diversamente. Agli occhi del donfranchismo, Marano dista troppo da Chiaiano per valere una gita in auto, c'e' un solo macellaio di fiducia, il pane si fa in casa o ci si rinuncia. E i pali estirpati sono parte della bucolica coreografia che ci porta ad avere un cuore grande e una testa che rimbomba.

A volte i "giorni felici" ci sembrano definitivamente alle spalle. Ci saluta il passato luminoso che tutti portiamo dentro. Su internet, pero', e' tutto scritto, bit a bit, su qualche server lontano, e si puo' sfogliare a qualunque ora. Ci si accorge cosi', una volte per tutte, che i famosi "good old times", tiemp bell' e 'na vota, non ci sono mai stati (per fortuna?). Non eravamo piu' felici una volta, ne' ci divertivamo di piu'. E il nostro magnifico Clem (che ho l'onore di conoscere da vent'anni e piu', ormai) e' stato tra i piu' attivi autori, tristi come Leopardi, degli ultimi trecentosessantacinque giorni. 

Voglio presentarvi Don Franco: un gigante del pianeta che mi tiene sveglio tra i topi schiacciati con i suoi piedi nudi. La cui faccia butterata ricorda un mondo alla rovescia, scoperchiato - l'uomo nudo di fronte alla durezza dei propri sentimenti e il buco del culo di ciascuno di noi tondo tondo, tutto umanamente miscelato in un foglio XML. Le cui mani incartapecorite sono un comandamento: i frizzi e lazzi li lasciamo ai coglioni. Qui si piange di risate. Ma - con gli occhi spalancati - chiaviamo anche copiose mazzate.
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-1843175681705845532?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/1843175681705845532/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=1843175681705845532&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1843175681705845532?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1843175681705845532?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/mi5Wk3dtlN0/cinque-anni-con-il-mio-miglior-nemico.html" title="Cinque anni con il mio miglior nemico" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/cinque-anni-con-il-mio-miglior-nemico.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkQMSXw_cSp7ImA9WhRUEUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3454859363992598801</id><published>2012-01-21T12:13:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T12:13:08.249+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-21T12:13:08.249+01:00</app:edited><title>I Forconi, questi galantuomini</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
I &lt;a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/21/news/tir_la_protesta_continua_nel_caos_scoppia_l_allarme_ordine_pubblico-28512931/?ref=HREC1-5"&gt;Forconi &lt;/a&gt;- non avrebbero potuto trovare nome piu' civile e dal chiaro sapore filantropico - sono dunque scesi in piazza in Sicilia. Nella Sicilia del famoso 61 a 0 di qualche anno fa, che consegno' la regione intera nelle mani di Berlusconi e Dell'Utri; nella Sicilia che ha votato e fatto votare un signore come Cuffaro, oggi tra i pochissimi in galera per mafia; nella Sicilia, regione a statuto speciale, con leggi speciali ed autonomie speciali, oggi si imbracciano i forconi.&lt;br /&gt;
A volte non se ne discute, ma il &lt;i&gt;quando &lt;/i&gt;e' sovente piu' importante del &lt;i&gt;dove&lt;/i&gt;, quando ci si ribella. E' dunque dannatamente facile lamentarsi con gli attrezzi di lavoro resi armi nelle mani, solo dopo che una regione e' stata spolpata, segata, frantumata, stuprata e inzuppata nel sangue come un biscotto nel latte. Quando i soldi scarseggiano e quando, soprattutto, scarseggiano i referenti politici. I Forconi sono il ventre spaventoso dell'Italia che ha assistito ed appoggiato il piu' clientelare e mafioso dei poteri per decenni, ed ora che quei governanti sono stati temporaneamente rimossi per la loro irriducibile incapacita', scendono in prima persona a reclamare le protezioni che sembrano sfaldarsi. I Forconi sono la feccia che richiama la feccia.&lt;br /&gt;
In rete qualcuno ha scoperto quasi l'ovvio - che&lt;a href="http://mazzetta.wordpress.com/2012/01/18/quei-neri-forconi-al-servizio-del-potere/"&gt; a calvalcare la rivolta di questi galantuomini ci sia l'ultradestra&lt;/a&gt;. D'altra parte non potrebbe essere altrimenti.&lt;br /&gt;
Su Facebook si sprecano&lt;a href="https://www.facebook.com/groups/345793252098139/"&gt; i gruppi &lt;/a&gt;di raffinati intellettuali che sostengono l'iniziativa, e vorrebbero si allargasse a tutto il meridione. Sono gruppi su cui campeggiano le foto di Fidel Castro, le bandiere dei secessionisti, i neoborbonici, le lotte contro le fantomatiche lobby di potere e l'euro. Un chiaro e coerente quadro politico programmatico. In Italia, ormai, tutti calvalcano la protesta, dimenticando che la maggioranza di questo paese e' affetta da un sostanziale sottosviluppo culturale, e che a gettare benzina sul fuoco si fa molto male. (In questo contesto, reputo demagogica anche l'ultima puntata di Servizio Pubblico condotta da Santoro).&lt;br /&gt;
Anche per questo da tempo scrivo contro gli straccioni che cavalcano i sedicenti movimenti separatisti del sud italia. Che con la Lega condividono una ignoranza spintissima di quasi tutto lo scibile umano, e una pervicace strafottenza nei confronti di qualunque cosa non sia legata al luogo d'orogine, rafforzando apparentemente le proprie tesi sulla base di ridicole revisioni storiche (i milanesi che sarebbero celti, o il sud neoborbonico evoluto per via di quella dannata e ridicola prima ferrovia d'Europa). Sempre per questo combatto da sempre contro tutti quelli che avversano la globalizzazione invocando dazi economici e culturali, e sono sempre stato convinto che qualunque lotta "per la difesa del territorio" sia ineluttabilmente sbagliata. La terra d'origine va conosciuta, ma non difesa. Semmai lasciata libera di evolvere dove il mondo vuole portarla.&lt;br /&gt;
In definitiva, se non fossimo una nazione che chiama "escort" le troie di regime, direi senz'altro che i forconi sono i soliti fascisti della peggiore tradizione dello stivale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-3454859363992598801?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/3454859363992598801/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=3454859363992598801&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3454859363992598801?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3454859363992598801?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/0NuT2uVrnYs/i-forconi-questi-galantuomini.html" title="I Forconi, questi galantuomini" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/i-forconi-questi-galantuomini.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ak8DQnc_fCp7ImA9WhRUEEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-2660578525048345948</id><published>2012-01-20T18:01:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T18:01:13.944+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-20T18:01:13.944+01:00</app:edited><title>Inchini</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/ryvGe1Ws-WE" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;


&lt;br /&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
L'Italia, il paese degli inchini.&amp;nbsp;Un gesto cosi' ben rappresentativo del belpaese di questi anni.&lt;br /&gt;
Ad un inchino dinanzi al balcone del boss di Castellammare il vescovo non puo' rinunciare - cosi' come i portantini. Chissa' perche'.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
Il vescovo tuona di certo contro il maligno nascosto nel serbatoio del preservativi, o per il diabolico atto di sodomia degli invertiti, ma non contro un boss della camorra. Un delinquente, come lo chiama coraggiosamente il sindaco.
Il problema degli inchini e' questo: si inizia da bambini, e poi si finisce con le navi, o con le statue di questi vecchi, decrepiti, inutili, santi protettori. Della camorra.
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-2660578525048345948?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/2660578525048345948/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=2660578525048345948&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2660578525048345948?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2660578525048345948?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/AkO89we2Vvk/inchini.html" title="Inchini" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/ryvGe1Ws-WE/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/inchini.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUcARHw5cSp7ImA9WhRVGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-9031334633135588193</id><published>2012-01-19T10:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T10:57:25.229+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-19T10:57:25.229+01:00</app:edited><title>Ancora sulla Concordia</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Oggi &lt;a href="http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/de-falco-troppo-facile-chiamarlo-eroe/86060?video"&gt;Merlo descrive assai meglio di me &lt;/a&gt;quanto anche io ho tentato di esprimere circa la tragedia della Concordia, e sulla ridicola sopravvalutazione dell'ormai famoso De Falco - esempio, in verita', dell'Italia che affonda con la nave. Realta' tutt'altro che scontate, visto che in Italia - e non solo&lt;a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/01/18/news/il_parroco_difende_schettino_umanamente_stato_ucciso-28354419/"&gt; tra i suoi paesani&lt;/a&gt; - sono moltissimi a ritenere l'atteggiamento di Schettino quasi banalmente ovvio e normale. (Ieri sono rimasto sconvolto dal commento su FB di un'amica, che ha lavorato come assistente di volo, che riteneva impietoso non riconoscere il bicchiere mezzo pieno, cioe' che 4000 sono stati salvati e che "chissa' cosa succede bella testa di un capitano, in quei momenti". Ancora piu' incredibile che a cliccare "mi piace" su questa follia sia stato tutto personale Alitalia... o forse non e' poi tanto strano...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egualmente evocativo e metaforico l'atteggiamento di molti turisti tedeschi. Presa la scialuppa di salvataggio, sono scesi a terra, &lt;a href="http://www.informazionimarittime.it/costa-concordia-il-rebus-dei-dispersi-e-del-carburante-1831"&gt;hanno noleggito delle auto e se ne sono tornati a casa&lt;/a&gt;. Senza neanche avvertire le autorita'.&lt;br /&gt;
Molto eloquente e decisamente esemplare dell'atteggiamento teutonico nei contfronti di una tragedia - calma e sostanziale (a tratti assurda) privacy.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-9031334633135588193?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/9031334633135588193/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=9031334633135588193&amp;isPopup=true" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/9031334633135588193?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/9031334633135588193?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/5_7d4keNXbE/ancora-sulla-concordia.html" title="Ancora sulla Concordia" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/ancora-sulla-concordia.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUQBSXg9eyp7ImA9WhRVGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-7158173992518030944</id><published>2012-01-18T10:02:00.002+01:00</published><updated>2012-01-18T10:02:38.663+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-18T10:02:38.663+01:00</app:edited><title>Esperienza De Magistris conclusa: fallimento</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
All'abbandono non giustificato di Rossi (che in questi giorni &lt;a href="http://www.google.de/url?sa=t&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=raphael%20rossi&amp;amp;source=newssearch&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCkQqQIwAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2012%2F01%2F16%2Fraphale-rossi-dice-addio-alla-citta-napoli-nessun-progetto-adatto-alla-professionalita%2F184251%2F&amp;amp;ei=eogWT7u5CM-3hAevyfz5Ag&amp;amp;usg=AFQjCNGPOyxq4FalqXYpwa1l_kV8HUqBdw"&gt;si apprende non avra' alcuno degli incarichi &lt;/a&gt;che la giunta napoletana aveva preannunciato nella sua ridicola conferenza stampa), a quello meno oscuro ma egualmente fosco di Vecchioni, si aggiunge ora per De Magistris &lt;a href="http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=44006"&gt;un'ultima uscita molto progressista&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
"La liberalizzazione non è una priorità per il Paese"&lt;/blockquote&gt;
Pare, infatti, che al sindaco stia molto a cuore la povera categoria dei tassisti che, &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KkhqhONH4XA/TxWXgKOjsvI/AAAAAAAAUK4/HKlk41T6vdM/s1600/Redditi+autonomi+Corriere+-+Nonleggerlo.png"&gt;secondo le ultime stime &lt;/a&gt;(Fonte NonLeggerlo) dichiarano 14.000 euro l'anno in media - eppure possono comprare licenze per centinaia di migliaia di euro. Miracoli italiani. De Magistris ritiene di doverli difendere. Probabilmente per difendere il consenso, come tutti i suoi predecessori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chi fosse interessato, questo e' l'ultimo storify della mia ultima "conversazione" con il sindaco:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script src="http://storify.com/vraniero/le-eloquenti-risposte-di-de-magistris.js"&gt;
&lt;/script&gt;&lt;noscript&gt;[&amp;amp;amp;amp;lt;a href="http://storify.com/vraniero/le-eloquenti-risposte-di-de-magistris" target="_blank"&amp;amp;amp;amp;gt;View the story "Le eloquenti risposte di De Magistris" on Storify&amp;amp;amp;amp;lt;/a&amp;amp;amp;amp;gt;]&lt;/noscript&gt;


- che continua a mandare frasi umilianti da rivoluzionario in vestaglia, ma scompare appena chicchessia mette giu' uno straccio di domanda. A mio avviso, come qualcuno ha gia' notato, siamo di fronte alla evoluzione gia' notata e subita nel caso di Bassolino - smantellamento della giunta, politicizzazione, sostanziale miopia politica e sociale, errori che in una citta' normale si pagano e che a Napoli portano semplicemente al disastro. Meglio capirlo dopo sei mesi che dopo sei anni.&amp;nbsp;Oggi, quindi, a meno di novita' o colpi di scena - che mi farebbero senz'altro felice - dopo aver "appoggiato" e sostenuto la sua candidatura, ritengo l'esperienza De Magistris fallimentare e terminata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo le persone per cambiare, in Italia e a Napoli, non ci sono.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-7158173992518030944?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/7158173992518030944/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=7158173992518030944&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/7158173992518030944?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/7158173992518030944?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/S1Ro3vtEg5A/esperienza-de-magistris-conclusa.html" title="Esperienza De Magistris conclusa: fallimento" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/esperienza-de-magistris-conclusa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEUDQX06cSp7ImA9WhRVGEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-6566117350260539432</id><published>2012-01-17T15:26:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T17:04:30.319+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-17T17:04:30.319+01:00</app:edited><title>Dove nuota Daiana</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
E' troppo forte la potenza evocativa sprigionata dalla nave Concordia che sta inesorabilmente svanendo sotto le acque del mare in queste ore drammatiche. E' potentemente metaforico il nome dell'imbarcazione; e' metaforico il fatto che non si inabissi negli oceani impietosi ma a pochi metri dalla riva, su una secca tragicamente ridicola; e' metaforica la dinamica grottesca e surreale dell'incidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa &lt;a href="http://video.corrierefiorentino.corriere.it/telefonate-il-comandante-capitaneria/cf-167017"&gt;telefonata drammatica&lt;/a&gt;&amp;nbsp;non posso fare a meno di vedere racchiusi decine di anni di storia italiana: da una parte un&amp;nbsp;capitano, Schettino, nato vicino alle mie parti. E' stato messo al comando di quella che oggi si appresta a diventare&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_17/giallo-dispersi-cariche-esplosivo-per-creare-varchi_0bfdd866-40df-11e1-b71c-2a80ccba9858.shtml"&gt;la bara per decine di dispersi&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;Messa al comando da una societa' importante, che oggi lo ripudia e lo disconosce, ma che lo ha impiegato in quel posto per anni. Schettino ha compiuto una manovra illegale, probabilmente per una scommessa con se stesso, di sicuro per un atto di goliardia cialtronesca. Ha fallito ed e' completamente terrorizzato, tanto che abbandona la nave e lascia inghiottire il proprio equipaggio. Se ne disinteressa completamente, fino a perdere ogni contatto con la realta'. I suoi dovranno portare a termine un ammutinamento per iniziare le procedure di soccorso - bisogna &lt;i&gt;infrangere un ordine per salvare il salvabile&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Dall'altra parte c'e' un altro signore, De Falco. Dalla capitaneria. Anche lui ha lo stesso accento campano che riconosco. Gli grida di tornare sulla nave, Cristo. Che Schettino si e' salvato dal mare, ma non dai guai che seguiranno. De Falco e' la minoranza operosa che dovra' farsi carico di tutto, delle falle, dei morti, dei colpevoli e degli innocenti. Dicono che quelle navi passassero a salutare, lo dice il sindaco di quelle zone come se nulla fosse - a poche centinaia di metri. La legge e' fatta per coprire gli abusi, e anche De Falco ne e' un inevitabile rappresentante - dove era la capitaneria quando le navi passavano sotto costa? Chi crede nelle istituzioni e nelle leggi, veramente, in questo disperato scenario? &lt;i&gt;Nessuno&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosi', la Concordia affonda. E con essa affonda, probabilmente, una bambina di cinque anni. Avra' il viso rivolto verso il fondale, in queste ore, Daiana? Spero di no. Non lo sa nessuno. Lo si teme. Una bambina di cinque anni, che di leggi non sa niente. Le leggi in cui nessuno crede - il &lt;i&gt;Nomos&lt;/i&gt;, come lo chiamavano i nostri padri ellenici, ellenici come il capitano in seconda anch'egli fuggito - finche' avviene il disastro ineluttabile, e chi rimane fa quel che puo'. Ma non e' neanche lui innocente. Ma non esiste Concordia. Finche' non si credera' nel potere sacro della legge. Daiana muore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi ci sono quelli che vivono nell'ombra. Nel buio completo e perenne. Quelli che sanno cosa fare, che salvano le vite, che subiscono le violenze di chi e' al comando, di chi paga, di chi decide chi puo' campare e chi deve arrangiarsi. &lt;a href="http://www.eilmensile.it/2012/01/17/reportage-parla-lequipaggio-della-concordia/"&gt;Sono indonesiani, sono indiani&lt;/a&gt;. Sono sottopagati, tenuti al cappio del contratto a termine, pagati in chissa' che valuta, nelle navi con piascine. Quelli che, quando muoiono a decine negli stretti, sui barconi affollati, sono &lt;i&gt;i clandestini&lt;/i&gt;. Mentre il capitano prende il taxi e va a casa, i clandestini salvano uomini, donne e bambini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'e', infine, un ultimo grande assassinato, in queste ore. In questi anni. E' il comando. L'arte difficilissima di comandare. &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/01/17/comandare/"&gt;Molto puntualmente ha scritto Gilioli&lt;/a&gt; che la visione all'isola del Giglio e' la plastica rappresentazione di quanto non sia vero che comandare sia meglio che fottere, come la viscida pancia italica grida ridendo da anni. Comandare e' un arte per chi sa sentirsi completamente al servizio di una causa. Per chi sa vivere solo. Sa impartire comandi sapendo di essere un servitore. Sa prendere le decisioni fatali, giuste, costi quel che costi, per difendere un'idea che si ritiene superiore spesso alla propria realizzazione. Il comando e' solo una reinterpretazione in chiave civica del sacrificio.&lt;br /&gt;
Noi in Italia ci siamo persi, da anni, a parlare dei compensi. Di cosa guadagni un capo. Cosa intaschi un manager. Di quali auto guidi. Di quante proprieta' abbia. Di quali baldracche si porti in Costa Smeralda. Abbiamo discusso della &lt;i&gt;invidia sociale,&lt;/i&gt; un termine da bettola di periferia portato alla ribalta senza vergogna. Si sono formati uomini e donne sul piu' vuoto arrivismo. Sulla sottile scia della mediocrita' piu' becera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io non ho mai smesso di pensare che, se un Parlamentare, fiero ed onorato di sedere tra i banchi del Parlamento della Repubblica che fu dei padri costituenti, facesse sino in fondo il proprio dovere, sopravviverebe appena con diecimila euro al mese (non considerando le follie relative ai rimborsi e ai servizi gratuiti a disposizione). Appena sopravviverebbe con una famiglia, e i documenti da leggere, e gli incontri istituzionali, e i corsi di aggiornamento, e le responsabilita' di chi deve guidare un paese contro corrente. Chi ha grandi responsabilita' deve guadagnare molto, per assolvere al proprio compito. E per sentirsi meno solo. Cosi', prima di chiederci quanto guadagni chi ha responsabilita' di comando, dovremmo chiederci quanto bene egli sappia comandare. Quanto lucidamente sappia riconoscere la situazione in cui si trova. Quali virtu' egli sappia mostrare e trasmettere. Non possiamo selezionare una classe dirigente sulla quantita' di danaro che essa chiede per essere tale. Ma sulla probabilita' che non scenda da una nave arenata per scommessa, mentre una bambina muore annegata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dobbiamo farlo, se vogliamo evitare la catastrofe definitiva, soprattutto perche', al mondo, non solo in Italia, e' veramente difficile trovare persone che sappiano responsabilmente compiere il proprio dovere, attuando le scelte giuste, al momento giusto.&lt;br /&gt;
Sicure che le leggi siano l'unica sacra guida che abbiamo a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-6566117350260539432?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/6566117350260539432/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=6566117350260539432&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6566117350260539432?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6566117350260539432?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/zHwg-jYMAEw/dove-nuota-daiana.html" title="Dove nuota Daiana" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/dove-nuota-daiana.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0IGSHgzfyp7ImA9WhRVFUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-1818526827394911419</id><published>2012-01-14T12:45:00.002+01:00</published><updated>2012-01-14T12:45:29.687+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-14T12:45:29.687+01:00</app:edited><title>Sull'etica dell'abbandono</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
La lettura di "&lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3722594"&gt;Cosa resta del Padre&lt;/a&gt;", un interessante libro di Massimo Recalcati, mi ha indotto a legare una serie di idee che da tempo vado considerando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il compito della figura paterna e' la trasmissione, attraverso la testimonianza, del dualismo di Legge e desiderio - della conoscenza dei limiti intrinseci del mondo e della sua strutturale inconoscibilita', e del desiderio dell'Altro. Potremmo dire che e' colui che si fa carico della trasmissione del titanico paradosso dell'esistenza, ma allo stesso tempo della scintilla violentemente vitale che deriva dalla sua contemplazione; il padre mostra l'incompletezza di qualunque sistema di riferimento, e l'assurdita' della frase "E' meraviglioso. Ma non so perche'". Nell'assolvere questo compito, il padre non ricopre alcun ruolo di sangue, perche' la sua funzione non richiede alcun reale presupposto biologico. Quanto il padre deve compiere, attraverso la testimonianza, ha carattere esclusivamente culturale. Mi hanno molto colpito, a tal proposito - ed hanno ulteriormente rafforzato in me la convinzione che la famiglia tradizionale eterosessuale non sia in alcun modo un requisito per lo sviluppo di un essere umano - due frasi nel libro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
"Qualunque Cosa puo' essere il padre. [..]&amp;nbsp;Il puro istinto di paternità o maternità non esiste. Il corpo è fabbricato dalle leggi simboliche della cultura".&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Perche' il padre assolve a tale funzione? Gli e' richiesta per creare un'alternativa al rapporto del nuovo nato con l'universo materno, che per sua stessa natura e' &lt;i&gt;incestuoso&lt;/i&gt;. L'incesto e' l'idea primigenia di tutto il lavoro psicanalitico: neonato e &lt;i&gt;Cosa materna&lt;/i&gt; sono giustapponibili, si fagocitano l'un l'altro. Sono vicendevoli parassiti. Finche' il neonato non verra' distaccato dal suo universo originario, non potra' mai conoscere il passaggio da &lt;i&gt;godimento &lt;/i&gt;a &lt;i&gt;desiderio &lt;/i&gt;- che gli fara' ottenere la liberta', al costo di iniettare per sempre l'ineradicabile idea dell'incompletezza che questa liberta' porta - e che, a mio avviso, solo la scienza aiuta a disciplinare - come nelle parole di Feynmann: "Io non ho paura di non sapere". Dunque, puo' esistere il desiderio dell'Altro sono nella distinzione, nello spaiamento, nella separazione dall'universo originario. E questa transizione da incesto a Legge-desiderio ha in se' il concetto di &lt;i&gt;passaggio &lt;/i&gt;- che e' il tema di ogni analisi della vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se rendiamo i testi sacri finalmente scevri da ogni inutile valenza teologico-religiosa (in realta', largamente inessenziale), scopriamo che essi sono, ad ogni latitudine, una vivida rappresentazione per immagini di questa dinamica umana. Oltre alla teogonia greca, e' interessante la storia biblica. E' anzitutto assai significativo che il "libro dell'uomo" inizi con due capitoli che stendono un programma chiaro: &lt;i&gt;Genesi &lt;/i&gt;e, subito dopo, &lt;i&gt;Esodo &lt;/i&gt;- nascita e partenza. Se non avessimo perso tempo nei millenni a stabilire quanto fosse mortale il peccato e perche', avremmo saputo della storia di Abramo; il quale ha un padre, Terah, che costruisce e vende idoli, e che istruisce il figlio affinche' faccia lo stesso. Il figlio, pero', disconoscera' il lavoro del padre, distruggera' i suoi idoli ed avra' dal nuovo Dio unico da lui rionosciuto questa richiesta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
"Vai, vattene dalla tua terra, dalla tua patria, dalla casa di tuo padre"&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono due cose degne di rilievo in questa storia.&lt;br /&gt;
La prima:&amp;nbsp;"&lt;i&gt;Vattene&lt;/i&gt;" e' in ebraico &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lech_Lecha"&gt;Lech Lecha&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, un famoso verso della Torah. Che, letto suddividendo lievemente le parole in modo diverso,&lt;a href="http://www.recensionieincipit.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=473:incipit-di-scintille-di-gad-lerner&amp;amp;catid=35:incipit&amp;amp;Itemid=54"&gt; puo' significare, "&lt;i&gt;Vai verso te stesso&lt;/i&gt;"&lt;/a&gt;. E' questo l'atto costitutivo dell'ebraismo, dell'uomo di cui si leggera' nella Bibbia, che di quell'uomo costituisce un metaforico racconto evolutivo. L'uomo che deve errare, sradicato nel mondo, ma di quel mondo parte inevitabile.&lt;br /&gt;
La seconda: e' importante il &lt;i&gt;quando &lt;/i&gt;Abramo da' luogo alla sua rivolta contro il padre. Ovvero, quando un vecchio cliente si mostra interessato ad una delle loro statue. Abramo gli chiede quanto anni egli abbia e lui, seccato, risponde di avere sessantacinque anni, finche' Abramo gli chiede con sarcasmo: "Hai sessantacinque anni e vuoi riporre la tua fiducia in una statua che non ha neppure un giorno?". Egli non disconoce semplicemente lo status quo, ma ne fa una critica puntuale: quella di aver &lt;i&gt;ignorato la propria storia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia teoria e' che il nocciolo del problema culturale dei luoghi dai quali provengo - complessivamente riassumibili nel termine "il Sud" - sia l'evidenza che la fase dell'incesto rimanga insuperata, e a diversi livelli: singolari e comunitari, nella costituzione delle famiglie sino al complesso funzionamento delle societa', facendo di fatto piombare una intera comunita' in un immobilismo perverso - &lt;i&gt;incestuoso&lt;/i&gt;, appunto. Potremmo dire che nel Sud esiste solo Genesi, ma da troppi anni non esiste Esodo. La camorra e', da decenni, la piu' plastica rappresentazione della degenerazione della famiglia incestuosa e il disconoscimento dell'Altro: sempre nel racconto biblico, e' Caino il primo a non effettuare alcun passaggio, alcun esodo: egli rimane e giace con la madre Eva, e il suo destino e' quello di chi non conosca il possibile rapporto con l'Altro, fino a voler cancellare ogni distanza possibile attraverso l'unico sfogo plausibile - l'assassinio del fratello. Il mancato passaggio porta all'annientamento.&amp;nbsp;La camorra e', dunque, solo lo specchio piu' evidente di questo flagello sociale: se non c'e' Esodo, se non c'e' distruzione degli idoli, se non esiste il Padre che trasmetta Legge e desiderio disinteressandosi del legame di sangue, se non ci si fa carico di prendere l'eredita' del mondo inconoscibile sulle spalle, non esistera' Altro. E per far si che l'Altro non esista, &amp;nbsp;lo si deve ammazzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi ha molto colpito, a tale riguardo, una &lt;a href="http://web.archive.org/web/20080526085741/http://lucioiaccarino.blog.espresso.repubblica.it/napoli/criminalit-luigi-necco.html"&gt;vecchia intervista a Luigi Necco&lt;/a&gt; sul disastro napoletano. Egli ha posto nuova luce su un aspetto troppo poco discusso - lo &lt;i&gt;spazio&lt;/i&gt;. Il cuore storico di Napoli sono i Quartieri Spagnoli. Una selva indistricabile di edifici storici, spesso fatiscenti, costruiti sulla base di un concetto assoluto e fondante: la &lt;i&gt;contiguita'&lt;/i&gt;. Strade strettissime, vicoli bui e nei fatti inesistenti. Si e' quasi cancellato del tutto l'idea di distanza, massimizzando la densita' abitativa. Sono edifici incestuosi - non e' un caso che il famoso film di Martone, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'amore_molesto"&gt;l'Amore molesto&lt;/a&gt;, racconti proprio la facilita' della violenza sessuale e dell'incesto in societa' costruite sull'annientamento di ogni possibile Esodo. Palazzi dai quali non si puo' scappare.&lt;br /&gt;
Mi colpisce il tema di Necco perche' sostiene una verita' paradossale, di certo scomoda, ma forse potenzialmente rivoluzionaria: quei quartieri andrebbero spianati. Sono il cuore fiero della storia della mia citta', ma si ergono oggi a concreto e reale monumento al male viscerale ed ancestrale di questo lembo di terra, perche'&lt;i&gt; inibiscono la dipartita e sacralizzano la storia&lt;/i&gt;. Per vivere c'e' bisogno dello spazio necessario - di ebrei, di erranti che abbiano il modo di errare e rimettere in discussione le proprie origini. C'e' bisogno di un Esodo che cassi la propria Genesi e ne partorisca una nuova.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' in questo contesto che io ritengo che &lt;i&gt;l'abbandono &lt;/i&gt;sia l'universo ignoto al Sud - quanto va necessariamente riscoperto e facilitato dalle istituzioni. Esso contiene, nel suo essere, un valore etico in termini sociali e comunitari, anche nella sua esemplarita'. &lt;a href="http://www.etimo.it/?term=abbandono"&gt;Tutte le etimologie possibili di questo termine&lt;/a&gt; nascondono i significati che mancano in queste zone del mondo -&lt;i&gt; ab-bandum&lt;/i&gt;, lontano dalla bandiera, il simbolo della &lt;i&gt;patria&lt;/i&gt;, e&lt;i&gt; ab-handen&lt;/i&gt;, fuori dalla portata delle mani. Proprio per questo ritengo che tutti i tenetativi, piu' o meno espliciti, volti a demonizzare o semplicemente sminuire, eticamente, l'abbandono di queste terre e queste societa' (film, trasmissioni televisive, seminari, semplici discussioni) siano moti sostanzialmente reazionari, propri della parte arcaica della societa' che rivendica la propria natura incestuosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ritengo anche che questa natura incestuosa neghi de facto la societa', intesa come patto sociale. Esso, infatti, esiste solo se c'e'riconoscimento dell'Altro, e il desiderio che ci porta ad esso. Il patto civile null'altro e' che il sancire la forza dell'idea di questo esodo ciclico, inibito il quale non esiste societa' possibile. Napoli, ad esempio, e' una citta' che vive su una colossale mistificazione: quella del suo essere una &lt;i&gt;citta' sociale&lt;/i&gt;, nella quale la facilita' di approccio e la apparente disponibilita' sono alla base dello scambio umano. Laddove tutte queste caratteristiche sono solo espressioni dell'annullamento delle distanze. La civilta' cui Napoli deve mirare e' quella che non chiede chi sei o da dove vieni, ma lascia che chiunque possa essere artefice della dissoluzione della propria storia, solo in nome ed al servizio dell'evoluzione degli esseri umani. Napoli e', in tal senso, un animale anti-sociale, che vuole vivere nell'illusione di essere la patria della socialita' - anche qui, i tentativi di rinverdire questo presunto primato sono, a mio avviso, reazionari e perniciosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sud necessita di abbandono. Della riscoperta della profonda etica che esso sottende.&lt;br /&gt;
Ed il Sud necessita - per finire come ho iniziato - del Padre. Se al figlio e' richiesto abbandono, disconoscimento, Esodo e comprensione attraverso la testimonianza, al Padre e' richiesto di testimoniare con il cuore - per dirla con parole di un amico - di un lavoratore a cottimo: sapendo che sta coltivando una terra che non gli appartiene. Attendendo il giorno in cui quell'Esodo avra' finalmente compiutezza.&lt;br /&gt;
Attendendo, con spirito di servizio, l'abbandono.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-1818526827394911419?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/1818526827394911419/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=1818526827394911419&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1818526827394911419?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1818526827394911419?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/EduwsrM04BY/sulletica-dellabbandono.html" title="Sull'etica dell'abbandono" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/sulletica-dellabbandono.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUQCRXs5fip7ImA9WhRVE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-6130262599423807615</id><published>2012-01-12T11:16:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T11:16:04.526+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-12T11:16:04.526+01:00</app:edited><title>Sud. Requiescat in bello.</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.famigliaricciotti.it/immagini/documenti/funerale_anni_50_novecento_3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" src="http://www.famigliaricciotti.it/immagini/documenti/funerale_anni_50_novecento_3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
E' un giorno funereo per il Sud Italia, oggi.&lt;br /&gt;
In una lenta e metaforica marcia da requiem, il simbolo stesso della camorra che si vincola e gestisce il potere politico fa il giro delle sette chiese, presenta i conti, proietta negli occhi dei colleghi futuri foschi e osceni, chiamate di correita'. Il soldo cala pesante sui banchi, e ci si prepara a dimenticare tutto.&lt;br /&gt;
Gli onorevoli signori che invocheranno la cancellazione di ogni memoria, di ogni terra sventrata dai liquami, di ogni bambino nato cresciuto e morto nella leucemia, di ogni cancro innestatosi nei pancreas dei giovani della mia terra, di ogni pallottola vagante entrata nei crani degli innocenti, di ogni testimone attorno al quale si e' desertificato, lo faranno in nome del danaro.&lt;br /&gt;
E lo faranno portando fiero in petto il mandato morale e politico delle centinaia, le migliaia, i milioni di miei concittadini e conterranei che hanno delegato a quei signori onorevoli ogni gestione, ogni passione, ogni ragione, fino all'ultimo capello del capo. In nome del danaro.&lt;br /&gt;
E poi vi indicheranno con il proprio indice e vi chiameranno figli ingrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sud Italia non esiste.&lt;br /&gt;
E chi difende cio' che non esiste e' un pericoloso prestigiatore delle idee, o una strega dei sentimenti.&lt;br /&gt;
Amen.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-6130262599423807615?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/6130262599423807615/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=6130262599423807615&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6130262599423807615?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6130262599423807615?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/qePSuPdrvfA/sud-requiescat-in-bello.html" title="Sud. Requiescat in bello." /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/sud-requiescat-in-bello.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0MFQng6eip7ImA9WhRVE00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-1095923929623095883</id><published>2012-01-11T18:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T18:03:33.612+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-11T18:03:33.612+01:00</app:edited><title>Chiarissimo Monti</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Non sono mai stato tenerissimo con questo governo, che ritengo guidato da un onesto uomo di destra che ha ricette poco coraggiose. Ma oggi (mentre il mondo impazzisce e &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/adesso_chi_presta_soldi_tedeschi_ci_rimette/10-01-2012/articolo-id=566107-page=0-comments=1"&gt;l'asta di buoni tedeschi a rendimento negativo &lt;/a&gt;va a gonfie vele, nel paradosso di persone che prestano danaro pagando chi il danaro lo riceve per il disturbo di riceverlo) su Die Welt, un autorevole giornale tedesco, Mario Monti ha rilasciato una splendida intervista (&lt;a href="http://www.welt.de/politik/ausland/article13808298/Warum-Italien-mehr-wie-Deutschland-sein-sollte.html"&gt;qui l'originale&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/11/news/monti_ue_germania-27904294/?ref=HREA-1"&gt;qui la traduzione&lt;/a&gt;). Nella quale, con lucidita', autorevolezza e grandissimo decoro, dice chiaro e tondo alla Germania che sta passando all'incasso: o vi date una mossa, o la violenza scoppiera' da noi e ovunque. E i populisti antieuropeisti prenderanno il sopravvento.&lt;br /&gt;
Monti gode di grandissimo rispetto, qui in Germania. E, una volta tanto, dopo decenni, posso dire di essere fiero di essere connazionale di quest'uomo - pur avendo idee completamente diverse dalle sue.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-1095923929623095883?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/1095923929623095883/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=1095923929623095883&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1095923929623095883?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1095923929623095883?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/rKMYmvq3z9I/chiarissimo-monti.html" title="Chiarissimo Monti" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/chiarissimo-monti.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C08GRn0-eCp7ImA9WhRVEU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-5060380101468361581</id><published>2012-01-09T17:07:00.003+01:00</published><updated>2012-01-09T18:57:07.350+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-09T18:57:07.350+01:00</app:edited><title>Il coraggio dei blogger senza macchia</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
In queste ore impazza in rete (con un video &lt;i&gt;virale&lt;/i&gt;, come ora tutti i personaggi molto &lt;i&gt;in &lt;/i&gt;sono soliti dire)&lt;a href="http://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;ion=1#"&gt; il video di De Sanctis che scuote il capo&lt;/a&gt; dopo il gol del 3-1 al Lecce. Il portiere della squadra partenopera sarebbe colpevole di aver fatto cio' che milioni di tifosi sfegatati hanno fatto nello stesso istante, scacciare la tensione prendendosela con la scarsa tenacia dei napoletani che, sino a pochi minuti prima, stavano rischiando di pareggiare contro una squadra messa alquanto male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma in Italia la rete e' il mezzo dei pavidi don abbondio che sfogano le proprie frustrazioni sui mezzi di comunicazione piu' facili da utilizzare per trarne la piu' sterile notorieta', negando sempre e comunque questo chiaro intento in nome della propria altezza intellettuale. Cosi', questo video clip diventa la prova che De Sanctis e' parte integrante del calcio scommesse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosa agghiacciante e' che a partecipare a questo sciacallaggio degno dei migliori straccioni della rete e' non solo la ormai sfavillante Repubblica (&lt;a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2012/01/09/news/video_de_sanctis-27802443/?ref=HRERO-1"&gt;con un articolo&lt;/a&gt; che proviene dal quotidiano dell'Italia riformatrice ed illuminata) ma anche chi, per anni, ha attaccato Berlusconi, il berlusconismo e i metodi violenti di quotidiani quali Il Giornale. Per esempio, il noto blogger &lt;a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2012/01/09/news/video_de_sanctis-27802443/?ref=HRERO-1"&gt;NonLeggerlo&lt;/a&gt;, che retwitta una notizia vergognosa di un sito di straccioni. Quando gli rispondo chiedendogli se avesse almeno visionato il filmato, nel quale l'intenzione del portiere sarebbe chiara anche ad un demente, NonLeggerlo non solo cancella il retweet (in segno di coraggio tipicamente italiota) ma mi risponde che ne stanno parlando tutti, la mirabile Repubblica per prima. Quindi val la pena buttarsi dentro.&lt;br /&gt;
La risposta sconcertante la ho alla fine, ed e' &lt;a href="http://%40vraniero%20@daw_blog%20ovviamente%20puÃÂÃÂ²%20non%20voler%20dire%20nulla%2C%20ma%20ÃÂÃÂ¨%20una%20reazione%20quantomeno%20curiosa%20%28forse%20daw%20c%27ha%20dato%20dentro%20un%20po%27%20troppo%20%3B%29/"&gt;questa&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
ovviamente può non voler dire nulla, ma è una reazione quantomeno curiosa (forse daw c'ha dato dentro un po' troppo ;)


&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Tecnicamente, questa risposta e' la medesima che darebbero Sallusti o Feltri parlando di Veronica Berlusconi, o della compagna di Fini. I medesimi metodi fascistoidi che fanno da contraltare alla celeberrima "macchina del fango" di cui questi famosissimi blogger hanno disseminato la rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il problema in Italia, dunque, non e' nel mezzo di comunicazione. E' semplicemente nella pochezza umana e culturale di chi scrive. L'Italia e' un paese nel quale non cambia nulla perche' l'alternativa e' tristemente e assai pericolosamente identica allo status quo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: large;"&gt;UPDATE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Wil Nonleggerlo mi ha appena scritto una mail, nella quale si scusa per la superficialita' e si impegna a scusarsi su Twitter. Ho molto apprezzato il gesto, molto corretto ed estremamente onesto. Mi dice che non ci sta, pero', a passare per un Sallusti qualunque. Io, infatti, non l'ho mai considerato tale, e con questa mail ha dimostrato di non esserlo.&lt;br /&gt;
Purtroppo e' facile per tutti cadere in errore, specie quando ci si deve districare tra mille canali di comunicazione diversi. Io stesso, che non maneggio la mole di informazioni di NonLeggerlo, ne commetto a centinaia. Per questo e' molto importante chiarire con onesta' quando si sbaglia.&lt;br /&gt;
Grazie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-5060380101468361581?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/5060380101468361581/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=5060380101468361581&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/5060380101468361581?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/5060380101468361581?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/cxzXD5Hdyzs/i-blogger-italiani-illuminati.html" title="Il coraggio dei blogger senza macchia" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/i-blogger-italiani-illuminati.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D08MQ3w7eSp7ImA9WhRWGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3047335606720086564</id><published>2012-01-07T20:46:00.002+01:00</published><updated>2012-01-07T20:51:22.201+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-07T20:51:22.201+01:00</app:edited><title>Il Mare e l'Inverno</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Per un uomo che nasce vicino al mare, e quel mare lo vive, esso significa piu' che una enorme massa d'acqua. Accomuna i popoli, segna le culture, ispira vite.&amp;nbsp;Quando vivevamo in Irlanda, mi rendeva intimamente piu' tranquillo l'idea di essere a qualche decina di chilometri dall'Oceano. Creava, forse, l'illusione di poter scorgere nel profondo degli occhi dei miei vicini un fondo che ci accomunasse. E, forse, non si e' rivelata poi una pia illusione.&amp;nbsp;Da quando vivo a Berlino, penso a volte che il mare e' lontano. A ore di auto, verso Rostock, su distese che non vedo l'ora di trovare e visitare, ma che sono tuttavia distanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, se dovessi trovare usa sorta di immagine che possa spiegare per analogia la mia idea di mare, sarebbe un quella di serbatoio di idee. La variabilita' del paesaggio marino si cela all'occhio dei piu' che si lasciano andare ai soliti languidi tramonti sulle terrazze. Sono miraggi facili, troppo facili perche' possano veramente dirci qualcosa. Il potere di ogni cosa risiede in cio' che cela, ed il mare e' un inno all'oscurita', al non detto viscerale che ancora provoca azioni a distanza che continuano a mantenere intatte il proprio mistero. Il mare e' un ventre apparentemente magico e vitale, ma strutturalmente inospitale, che concede molto meno di quanto inghiottisca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Berlino, forse nella disperata ricerca di una similitudine che mi concedesse ristori, ho scoperto che un serbatoio di idee assai analogo al mare e' l'inverno. Quello serio, quello vero. Quello che un napoletano no nha mai conosciuto. Me ne sono accorto quando, da principio, lo trattavo con alterigia e superficialita' un po' snob, dimostrando a me stesso che camminare nella matina sotto zero di Kreuzberg non avrebbe potuto impensierire poi troppo un esperto del mondo come il sottoscritto. Ricordo il tempo di attesa della SBahn a Hermanstrasse come i piu' lunghi cinque minuti della mia vita, i meno tredici gradi centigradi mi avvolsero in una spirale mortale e credetti di svenire mentre si materializzava quel treno giallo e rosso che si fermava al binario. L'inverno vero non va sottovalutato. Si puo' affrontare solo con la preparazione, la disciplina e l'esperienza. Devi sapere quando mettere il cappello, e quando i guanti. Quando la maglietta intima sara' necessaria, e quando anche la sola camicia potra' funzionare. L'inverno va calcolato nel tempo: quanto camminerai, quanto sosterai, quanto correrai. E' un anno, circa, che inizo la giornata guardando su internet le previsioni orarie, le massime e le minime, le pioggie previste, la pressione, ed il vento - quello che per le vie berlinesi puo' anche stendere un bue - proprio come fa un pescatore che pianifica le uscite diurne e notturne. Che deve conoscere gli anfratti dove potersi riparare, e misurare in anticipo il proprio coraggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'inverno vero va interrogato e va rispettato, perche' ci si possa attendere da esso il rispetto necessario che ci conceda di muoverci per le strade in sicurezza - strade che non sono piu' di questo o quel distretto, questa o quella citta', ma dell'inverno. E, proprio come il mare, anche l'inverno insegna il calore del proprio porto, della propria casa calda, l'amore della stasi mentre fuori nevica, e la voglia sfrenata di uscire anche nudi per le strade quando splende il sole, come fosse l'unico supremo dono divino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' probabile che gli uomini di queste zone dell'Europa centrale abbiano avuto pensatori, scienziati ed artisti come pochi altri in determinati secoli della storia, proprio grazie al proprio inverno. Al tempo che egli concede per pensare, per riflettere, per leggere. Il tempo della lettura e' quello dell'inverno, delle scadenze note, dell'attesa necessaria. Come quella di chi aspetta che passi la burrasca, ma non la giudica nemica. La crede solo necessaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi piace pensare che sia anche per questo che sia nato un signore come Bach da queste parti. E che sia sempre per questo se ancora, quando mi affaccio il sabato mattina, qualcuno lo sta ascoltando al piano di sopra, o lo sta suonando nell'appartamento a fianco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un autore di cui Cioran scrisse un giorno:&amp;nbsp;«Se c'è qualcuno che deve tutto a Bach, questi è Dio». E che compose, tra gli altri capolavori, un Peludio in Do minore, nel suo Clavicembalo ben temperato (che potete ascoltare qui sotto) che dimostra quanto il teutonico, aduso ai venti della Turingia, forse non sapesse nuotare, ma conoscesse sino al minimo dettaglio la complessita# del suo Inverno, e del mio Mare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/06/ecco-chi-ha-vinto.html"&gt;Su questo blog si e' molto parlato&lt;/a&gt;, nel giugno scorso, della positiva novita' sociale e politica che si affacciava in Italia attraverso le elezioni comunali di Napoli. Si e' sempre scritto di quanto l'uso dei social network abbia smosso una parte di opinione pubblica giovane e abbia decretato, contro quanto previsto, vittorie inattese e cariche di speranza in un possibile riscatto civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.napolionline.org/rossi-assunzioni-inutili-e-illegali-de-magistris-lo-sa/"&gt;Oggi apprendiamo&lt;/a&gt; che a Rossi, il&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=cGlL99CUTVs"&gt; jolly incorruttibile di De Magistris&lt;/a&gt;, messo con giusta enfasi a capo della Asia, l'azienda per la raccolta di rifiuti a Napoli, e' stato tolto il mandato. La cosa, ovviamente, non puo' non destare stupore, e qualche ragionevole sospetto, visto che sono passati solo sei mesi dall'inizio del lavoro, e che lo stesso Rossi ammette che la cosa non era affatto pianificata. Le perplessita' sorgono soprattutto perche' l'evento avviene a valle del rifiuto, da parte di Rossi, di assumere un cospicuo numero di persone in azienda, ritenendo la scelta inutile e sostanzialmente clientelare, contro il parere della giunta comunale. Dunque, nonostante i due abbiano &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VZXZyePo7CY"&gt;tenuto una conferenza stampa&lt;/a&gt;, le zone d'ombra si sono tutt'altro che diradate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo frangente e' venuta fuori una certa inesperienza, assieme ad un colpevole disimpegno, da parte della giunta. Il mantra della trasparenza e' sparito al primo intoppo istituzionale, ed ha lasciato il posto ad il classico pressappochismo italiano di chi ritiene di sbandierare ai quattro venti l'uso della rete quando serve a vincere le elezioni e a comunicare sostanzialmente vuoti slogan, ma non sopporta anche l'onere di spiegare quanto e' dovuto e richiesto ai medesimi cittadini che si sono attivati per portare al comune una soluzione alternativa. Il discorso, dunque, rimane il medesimo: in Italia i social network stentano a decollare perche' le persone, nella loro impreparazione, li considerano ancora una &lt;i&gt;pazziella, &lt;/i&gt;laddove in altri luoghi del mondo direttori di importantissime testate giornalistiche sono tenuti a rispondere dettagliatamente alle pressanti richieste dei propri lettori. Il punto, infatti, e' semplice: chi segue un politico, un giornalista, una persone delle istituzioni o semplicemente un tecnico di una specifica materia, lo fa con il preciso scopo di conoscere e tenersi al passo con l'informazione, e di intervenire per modificare, anche minimamente, il suo iter. E chi decide di impegnarsi, in tal senso, non si accontenta tipicamente di un telegiornale, di una conferenza stampa stile anni '80, o di un passaparola - ma approfondisce, centellina, indaga, si domanda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ignorando tutto cio', durante le feste di Natale, su Twitter, De Magistris s'e' preso la briga di fare degli inutili auguri di Natale personalizzati per ciascun elettore (&lt;a href="https://twitter.com/#!/mazzettam/status/150355164438601728"&gt;sollevando la ragionevole ilarita' di alcuni&lt;/a&gt;), ma alle richieste dei numerosissimi folower che gli chiedevano conto di questa stranissima rimozione di Rossi (per esempio la &lt;a href="https://twitter.com/#!/vraniero/status/154115445434232832"&gt;mia&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://twitter.com/#!/thiswas_/status/155379792835915776"&gt;quella di altri&lt;/a&gt; e anche &lt;a href="https://twitter.com/#!/robertosaviano/status/154585815853449216"&gt;quella di Saviano&lt;/a&gt;, che addirittura parla di una inquietante zona d'ombra) il sindaco ha ritenuto bene di non rispondere alcunche', continuando a postare frasi da Baci Perugina in salsa rivoluzionaria, &lt;a href="https://twitter.com/#!/demagistris/status/155189313640992768"&gt;come questa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' ora che il sindaco De Magistris capisca che l'appoggio che ha gli proviene, in larga parte, da una popolazione giovane, mediamente impegnata e istruita, che non ha alcun interesse a seguire un bot che genera in automatico frasi di circostanza. Ed a Napoli, come altrove, ci si impegna ad essere diversi e ad usare i mezzi a disposizione per mostrare trasparentemente la complessita' delle cose, o si diventa velocemente delle ombre da dimenticare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-1533063784626680730?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/1533063784626680730/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=1533063784626680730&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1533063784626680730?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1533063784626680730?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/Wmm3OPhUWu8/il-de-magistris-dei-baci-perugina-in.html" title="Il De Magistris dei Baci Perugina in salsa rivoluzionaria" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/il-de-magistris-dei-baci-perugina-in.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0YERnw_fSp7ImA9WhRWGEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-6152793859182839471</id><published>2012-01-06T11:25:00.003+01:00</published><updated>2012-01-06T12:58:27.245+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-06T12:58:27.245+01:00</app:edited><title>Prove di civilta'</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Un paio di notizie interessanti, che fanno sperare nella civlita'.&lt;br /&gt;
La prima racconta di un paese nel quale le carceri si svuotano. Ed e&lt;a href="http://notiziefresche.info/olanda-si-chiudono-le-carceri-per-mancanza-di-criminali_post-147869/"&gt;' l'Olanda, in cui le droghe sono legalizzate&lt;/a&gt;. Carceri talmente vuote che si offrono di ospitare i detenuti di un altro paese, il Belgio. Tutto cio', ovviamente, in un contesto di totale sicurezza - sfido chiunque a dire che Amsterdam sia meno sicura di Roma.&lt;br /&gt;
La seconda e' una &lt;a href="http://www.cato.org/pub_display.php?pub_id=10080"&gt;storia di coraggiosa civilta' che proviene dal Portogallo&lt;/a&gt;, dove le droghe sono state legalizzate. Con effetti non solo benefici, ma positivi aldila' delle aspettative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per combattere il traffico di droghe e rendere le carceri luoghi civili per esseri umani, basta dunque legalizzare tutte le droghe. E sconfiggere le camorre in 24 ore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&lt;a href="https://twitter.com/#!/jaromil/status/155207231464415232"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-6152793859182839471?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/6152793859182839471/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=6152793859182839471&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6152793859182839471?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/6152793859182839471?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/mG29UadHW24/prove-di-civilta.html" title="Prove di civilta'" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/prove-di-civilta.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkAER3o9fSp7ImA9WhRWFko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-4825794629686133515</id><published>2012-01-04T10:51:00.003+01:00</published><updated>2012-01-04T10:51:46.465+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-04T10:51:46.465+01:00</app:edited><title>Addio a Guida</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Il 2011 si e' chiuso con una notizia che a Napoli ha destato giustamente molto scalpore: la &lt;a href="http://www.levanteonline.net/index.php/cronaca/regione/5788-chiude-guida-a-via-merliani-parla-il-figlio-del-fondatore-.html"&gt;chiusura della storica libreria Guida Merliani&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;Aldila' dei ricordi legati a questo negozio, nel quale generazioni di lettori si sono succedute, vale la pena di mettere giu' due righe di chiarezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La chiusura del locale e' causata da una richiesta del proprietario che, a quanto pare, ha quadruplicato il costo del fitto. Se cio' fosse vero - ma nessuno sinora ha smentito - ci troveremmo di fronte solo all'ultimo esempio di follia speculativa, cosi' di moda ovunque, e cosi' avida e viscida dalle mie parti. Chi, infatti, puo' permettersi un fitto quadruplo di uno nella media? Si spererebbe una banca, se non qualche altro speculatore dalle origini tutte da dimostrare, vista l'esosita' della spesa e la storia recente. Nella migliore delle ipotesi, dunque, il quartiere del Vomero avrebbe guadagnato l'ennesimo asettico sportello bancario, avviandosi ad essere un nuovo esempio di citta' italiana completamente sventrata, in una zona della citta' che ormai non ha praticamente piu' nulla di unicamente riconoscibile ma si presenta identica a miliardi di altre zone anonime di miliardi di altre citta' del mondo.&amp;nbsp;Se, pero', in tutta onesta', l'amministrazione comunale non puo' moltissimo, forse qualcosa in piu' potrebbero utenti e negozianti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I primi: quanti lettori ha l'Italia? Pochissimi. Il sud ancora meno. Una libreria come Guida si mantiene, da anni, da decenni, sui libri scolastici. Che rappresentano un commercio abbastanza avvilente, le briciole culturali di cio' che la lettura dovrebbe realmente significare. Si legge poco, e si legge male. E su questo abisso sociale si e' innestata benissimo la decadenza civile degli ultimi trent'anni di Italia. Questo e' un problema nazionale, purtroppo, e come tale andrebbe attaccato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I secondi: i librai. Hanno vita difficilissima, non c'e' dubbio. "Moriremo tutti con una tessera di FNAC in mano" ha sentenziato molto efficacemente un amico. Ed e' la verita': tutto, al Vomero, si acquista alla grande distribuzione, della quale FNAC e' un ottimo esempio. C'e' a disposizione di tutto, dalle batterie, agli iPod ai DVD ai libri. Ma - almeno per chi sa cosa sia una libreria seria - con scelta limitata e tutto sommato commerciale di titoli. La grande distribuzione da' ai clienti cio' che clienti omologati, e tutto sommato assai poco esigenti, chiedono: cose mediamente accettabili, ma non di piu'.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D'altra parte, cosa hanno fatto i piccoli commercianti per sopravvivere? La risposta si puo' riassumere in una parola: niente. Non hanno fatto fronte comune, non si sono mai realmente organizzati, non hanno mai impiantato una seria alternativa prima di tutto culturale, pur avendo il vantaggio competitivo della fedelta' di molti clienti, e il famosissimo "radicamento sul territorio" - un termine obrobrioso, che tutti tirano in ballo solo quando fa comodo. Hanno tirato a campare, come sempre si fa dalle mie parti, sperando nel domani. E il domani e' arrivato per tutti, prima o dopo: hanno chiuso prima i negozi di musica, poi quelli di elettronica, poi le librerie. Ciascuno credeva che bisognasse salvaguardare il proprio minuscolo campo per portare la barca in porto, e tutti hanno finito col soccombere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La libreria Guida Merliani era vecchia gia' dieci anni fa. Siamo onesti. Da queste parti, a Berlino, dove esiste anche la grandissima distribuzione, le piccole librerie offrono caffe' gratuti, salotti, ritrovi. Vendono letteratura in lingue differenti - anche in italiano. Ci sono circoli culturali italiani dove una volta al mese ci si ritrova per cucinare, mangiare, bere e vedere film italiani. Non ovunque, ma alcune realta' specializzate lo fanno da tempo. Non si arricchiscono, ma forse neppure muoiono. E non ci si lasci ingannare dal solito gioco demagogico del "se si facesse a Napoli sarebbe un disastro" perche' "fa schifo tutto". E' dove tutto e' impossibile che bisogna provare un impossibile ancora maggiore. Le persone possono abituarsi, possono imparare ad essere civili. Quando si prende il vizio, non lo si lascia piu'. Del signor Guida ricordo solo trasmissioni un po' ridicole su canali locali minori - per carita', la citta' questo offre. Ma, forse, si potevano usare quegli spazi per parlare di libri seri, di autori di spessore mondiale, di grandi pensatori, piuttosto che discutere dell'ultimo piattissimo best seller, o del solito inutile saggio sul dialetto napoletano tipico della zona del centro storico nei decenni compresi tra il 1920 e il 1950. Riscoprire la cultura locale non significa, a mio avviso, cristallizzarsi sempre sui soliti temi triti e ritriti. Forse possiamo anche riscoprire, ogni tanto, la tanto vituperata modernita', ed essere cittadini del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi e' capitato proprio ieri di ordinare 5 libri online. Avevo deciso di preferire la distribuzione "minore", e sono andato a sbirciare su Hoepli, Bol e Feltrinelli. Alcuni non avevano tutti i titoli che cercavo, altri li avevano ma chiedevano, per la spedizione nella capitale tedesca (non in un posto sperduto a ridosso dei monti himalayani) piu' di 25 euro. Per una spedizione nella quale il volume piu' costoso non superava i 20 euro. Ho fatto un giro su Amazon, e il tutto mi sarebbe stato spedito l'indomani mattina per giungere da queste parti in un massimo di cinque giorni, per soli 6 euro. Ora, so bene che nessuno puo' vincere contro Amazon sui costi, pero' mi chiedo anche: perche' io, come utente, dovrei scegliere un piccolo distributore? Non avendo scelto neppure libri "commerciali" (due libri del filosofo Cioran, uno saggio dello psichiatra Recalcati e "Lettera di una sconosciuta" di Zweig) mi sarei aspettato una disponibilita' e un trattamento diversi da parte di una libreria &lt;i&gt;italiana &lt;/i&gt;che vende online. In realta', a parte il prezzo maggiore, non ne ho viste. Ho notato, anzi, un trattamento di sicuro svantaggio per chi, come me, e' italiano, non rinuncia a leggere libri di buona qualita' e vive all'estero - che, ad occhio e croce, credo faccia parte di un bacino di utenza potenziale in sicuro aumento, negli ultimi anni. A questo si aggiunga che Amazon, per soli 99 euro, vende il Kindle, il suo e-reader, che permette di scaricare istantaneamente una marea di titoli e leggerli ovunque, a casa o in metropolitana, a prezzi stracciati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dunque, a mio avviso, e' l'impreparazione, frutto di una politica economica, commerciale e culturale debole e provinciale, uno dei principali motivi del fallimento delle piccole aziende culturali del mio paese e della mia citta'. Si e' finiti a lottare sui prezzi, perche' non si e' saputo fare altro. E se si muore, e' triste ma anche in parte, nella logica ottusa delle cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A dimostrazione di cio', porto un ultimo paradosso. Qualche mese fa, una amica italiana, anche lei venuta a vivere a Berlino, ha pensato bene di comprare on-line del &lt;a href="http://www.passalacqua.com/"&gt;caffe' Passalacqua&lt;/a&gt;&amp;nbsp;- che, per il mio gusto, e' tra i migliori mai bevuto per la moka. Ha telefonato in sede, e le e' stato risposto che le spedizioni all'estero sono non solo possibili ma anche frequenti. I proprietari della torrefazione napoletana, infatti, pare abbiano raggiunto piu' di un migliaio di clienti all'estero in pochi mesi - clienti che si riforniscono periodicamente con cospicue spedizioni - e che il business stia aumentando continuamente . Cosi', in pochi giorni, abbiamo ricevuto a casa una perfetta confezione contenente sei barattoli di caffe' proveniente da Napoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era difficile capire, con un po' di sale in zucca e meno pigrizia, che questo poteva essere un business? Magari anche per una libreria?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-4825794629686133515?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/4825794629686133515/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=4825794629686133515&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/4825794629686133515?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/4825794629686133515?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/RsmhrV0-vEY/addio-guida.html" title="Addio a Guida" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/addio-guida.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ck4CQ3w5fSp7ImA9WhRWFkw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-2631661571712019689</id><published>2012-01-03T18:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-03T18:16:02.225+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-03T18:16:02.225+01:00</app:edited><title>"L'idea del suicidio mi ha salvato"</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/vCQ2pQzaHy4" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
In ogni tempo, la nostra salvezza sono i grandissimi pensatori.&lt;br /&gt;
Che esprimono le proprie idee con la potenza apocalittica di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran"&gt;Cioran&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-2631661571712019689?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/2631661571712019689/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=2631661571712019689&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2631661571712019689?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2631661571712019689?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/zY-mNjfJEyA/lidea-del-suicidio-mi-ha-salvato.html" title="&quot;L'idea del suicidio mi ha salvato&quot;" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/vCQ2pQzaHy4/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2012/01/lidea-del-suicidio-mi-ha-salvato.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUYFRngyfCp7ImA9WhRWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-2386405696214710802</id><published>2011-12-31T14:13:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T22:31:57.694+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-31T22:31:57.694+01:00</app:edited><title>Buon anno, e Guten Rutsch</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-P4LsWHSe6ic/Tv8trbXXBiI/AAAAAAAACE0/EKoX0uDZ1dY/s1600/WP_000219.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://4.bp.blogspot.com/-P4LsWHSe6ic/Tv8trbXXBiI/AAAAAAAACE0/EKoX0uDZ1dY/s320/WP_000219.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Si chiudono il nostro primo quasi-anno crucco ed il mio primo anno completo lontano dallo stivale. Sono state entrambe scelte ponderate, in parte sofferte, certamente volute, nel miscela sempre mistica di volonta' ed incoscienza.&lt;br /&gt;
Berlino e' stata molto piu' di cio' che mi aspettavo. Una proiezione nell'ombelico del mondo che ha un nome che noi stessi stentiamo a pronunciare e che suona come &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;. Un continente nel quale cento chilometri possono valere due lingue diverse, e tre ore di aereo tratti somatici differenti, che stenta a camminare col passo necessario da sempre, ma conserva e non lascia morire tutti i principi che possono renderla - ed in parte gia' la rendono - l'unica alternativa reale allo status quo occidentale e alla mondializzazione dei giganti orientali. A prescindere da cosa le serbera' il futuro.&lt;br /&gt;
In Germania si impara che la Germania non e' il paradiso, ma un paese che forse come nessun altro incarna ed intreccia tutte i grandi temi e le annose lotte continentali - lo stato sociale, il capitalismo, la crescita economica, la politica democratica - sempre cocciutamente imperniate nell'oggi, nell'adesso. Perche' le cose vanno mutate ora, e non quando sara' tardi.&lt;br /&gt;
A Berlino ho imparato che nonostante una vita a misura d'uomo, i parchi a perdita d'occhio, i mezzi di trasporto quasi commoventi per efficienza, le splendide scuole, c'e' sempre tempo e modo di non essere contenti. Ed e' un dovere civico protestare quando cio' che dovrebbe funzionare, per motivi ignoti, non gira come ci si aspetta. Ho imparato a protestare nelle regole e trovare civile modulare una mancia a seconda del reale servizio ottenuto, raddoppiandola o protestando con il direttore del locale, o urlare sul muso di un conducente di un autobus di una linea che salta una corsa. Ricordo una mattina, fredda, nella quale io e mia figlia, sulla via della scuola, dovemmo scendere perche' l'autobus era stracolmo a causa di alcuni disservizi. Ricordo di aver messo piede fuori non prima di aver invitato la madre del conducente ad avere rapporti sessuali orali con i tori. A Berlino si impara che i pompini sono sempre internazionali, una sorta di esperanto. E ricordo il conducente zitto mentre mi sfogavo.&lt;br /&gt;
E poi, questi crucchi. Bacchettoni, nel bene e nel male. Ma generalmente amanti di quella dolce scomparsa dalle nostre parti, la Cultura. Che qui sa ancora contare qualcosa. I vicini di casa portano i bambini a fare gli auguri per il nuovo anno, canticchiando &lt;i&gt;Guten Rutsch &lt;/i&gt;(qualcosa tipo "Buona scivolata (verso il nuovo anno)" e regalando bigliettini augurali scritti in latino, come in foto. Non e' un paese nel quale non esistano maleducazione o scarsa accoglienza, ma una parte potentemente maggioritaria vive una tolleranza dettata piu' dalla cultura che dalla sopportazione. I primi estimatori dell'Italia sono i tedeschi, che ammirano e imparano l'italiano solo per la sua musicalita', e conoscono Alighieri, o i paesi dell'Umbria.&lt;br /&gt;
Io credo che quello di fronte a noi possa essere il decennio europeo. Il decennio di un continente nel quale gli stessi cittadini non credono, avvolti dalle sirene deliranti e fallimentari dei riti finanziari anglosassoni. Nel quale, se lo si vuole, si puo' mettere giu' una base importante per una alternativa sostenibile di vita comunitaria - della quale, volenti o nolenti, il muro e' ancora il testimone piu' vivido.&lt;br /&gt;
Buon anno a tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-2386405696214710802?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/2386405696214710802/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=2386405696214710802&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2386405696214710802?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/2386405696214710802?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/eJ1PoQaeEwU/buon-anno-e-guten-rotsch.html" title="Buon anno, e Guten Rutsch" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-P4LsWHSe6ic/Tv8trbXXBiI/AAAAAAAACE0/EKoX0uDZ1dY/s72-c/WP_000219.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/buon-anno-e-guten-rotsch.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkMHQ3c9eyp7ImA9WhRXGU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3236282989275445224</id><published>2011-12-26T21:13:00.003+01:00</published><updated>2011-12-26T21:13:52.963+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-26T21:13:52.963+01:00</app:edited><title>Neanche Bocca era un maestro</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
La morte di Giorgio Bocca non poteva non mostrare una delle caratteristiche peculiari degli italiani: la volonta' di dividersi in maniera netta sulle grandi questioni, preferendo l'appartenenza ad un credo che possa coprire tutte le innumerevoli ignoranze e le ataviche lacune dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosi', non si e' perso tempo. Ha iniziato l'ineffabile Riotta - incredibile ex direttore del tg1, quello, per intenderci, che disse che Borges e' l'autore piu' sopravvalutato del secolo passato - con &lt;a href="https://twitter.com/#!/riotta/status/150989259493478403"&gt;un necrologio a dir poco ridicolo&lt;/a&gt;. Hanno poi continuato altri, a dirsi pro o contro il giornalista scomparso. Poi, &lt;a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2011/12/26/bocca-la-morte-e-lindignazione/"&gt;altri ancora hanno tirato le somme etiche e morali della questione&lt;/a&gt;, sostenendo la volonta' di fare gli anticonformisti ad ogni costo da parte di chi non si e' allineato al quotidiano la Repubblica, che ha (come era prevedibile e, in fin dei conti, giusto) ricordato con a paginate il suo co-fondatore morto il giorno di Natale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Onestamente, delle opposte fazioni non me ne frega un tubo, sia detto chiaramente. La mia opinione rimane la medesima che ebbi alla notizia della morte di D'Avanzo, dopo la quale &lt;a href="http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/07/davanzo-non-era-un-maestro.html"&gt;mi limitai ad osservare che, a mio avviso, egli non fu quel maestro&lt;/a&gt; che tutti si affrettarono a dire, ricevendo per questo critiche piuttosto severe anche dai lettori di questo blog. Anche per Bocca vale un discorso analogo: nella biografia del giornalista v'e' la luminosa esperienza partigiana che, in quanto italiano, onoro con rispetto, riconoscendo negli uomini e nelle donne che abbandonarono tutto per difendere la propria liberta' un esempio quasi unico nella storia zoppa e a tratti maleodorante del nostro paese. Tuttavia Bocca fu anche fascista e, per quanto molti si affrettino oggi a dire che tanto lo erano tutti a quell'epoca, continuerei a consigliare di domandare a Gramsci o Matteotti se fosse esattamente cosi'.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bocca era, a mio avviso, un giornalista semplicemente discreto. Ho letto alcuni suoi libri e li ho trovati tutto sommato piani, "normali", ne' epici ne' illuminanti. A volte quasi banali. Nell'esercitare la&amp;nbsp;sua carriera giornalistica ha dei meriti indubbi, ma va incontro anche a delle cantonate storiche, che sono poi andate degenerando in atteggiamenti pervicacemente nichilisti e pessimistici, frutto di un invecchiamento incarognito piu' che di una esperienza reale di vita. Bocca, per intenderci, a mio avviso, era diventato negli ultimi anni amico di quei vecchietti che affollavano il C30 che passava vicino casa mia, che trascinano la giornata a dire che fa tutto schifo. Bastava leggere la sua rubrica sull'Espresso negli ultimi dieci anni - di una noia mortale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sostanza, non ci sarebbe da ricordare tutto questo, se ad ogni morte una mandria smisurata di gente non si &amp;nbsp;avventurasse in excursus sbilenchi atti a beatificare l'uomo con l'appellativo di &lt;i&gt;maestro&lt;/i&gt;. Ecco, qui c'e' il punto essenziale: ne' D'Avanzo ne' Bocca erano maestri, e non lo sara' neppure Scalfari - uomo, quest'ultimo, dotato di un'ottima penna, che tuttavia continua ad inoltrarsi in campi quali la filosofia morale e la teoria dei massimi sistemi, non avendo oggettivamente ne' la capacita' di trattarli, ne' il talento per scoprirne interpretazioni nuove. C'e' una differenza profondissima tra un ottimo scrittore e un &lt;i&gt;maitre a penser&lt;/i&gt;. Il maestro sfugge, e' spesso criptico e sempre complesso, semina involontariamente connettendo pezzi di testa e cuore da sempre separati, congiunge le contraddizioni, e poi scompare lasciando dietro di se', non per suo merito ma quasi per quella inevitabile scia tipica dei grandi, una &lt;i&gt;scuola&lt;/i&gt;. A volte ci sembra triste doverlo ammettere, ma noi non viviamo un periodo nel quale l'Italia conosca maestri. Li ha avuti, e molto probabilmente ne avra'. Ma oggi ne e' quasi del tutto orfana. D'altronde, non vivremmo nella peggiore Italia del dopoguerra se avessimo schiere di saggi a dirigere i giornali piu' venduti d'Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo, come continuo a scrivere da molto tempo, basta confrontare un giornale come la Repubblica non solo con gli omologhi dei grandi paesi europei di tradizione editoriale e giornalistica (a questo proposito, ritengo &lt;a href="http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/what-can-be-asserted-without-proof-can.html"&gt;la morte di Hitchens&lt;/a&gt; assai piu' pesante, per il mondo del giornalismo), ma ad altri meno storici come la Spagna. El Pais, &lt;a href="http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/10/bilbao-euskadia.html"&gt;di cui scrissi qualche tempo fa&lt;/a&gt;, e' un quotidiano incomparabilmente superiore e piu' moderno del giornale romano, che fu una grande idea quando Bocca contribui' a fondarlo, ma oggi e' piatto e sostanzialmente insterilito, come la maggior parte dei giornalisti che vi scrivono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, neanche Bocca era un maestro. Io rimango di questa opinione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-3236282989275445224?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/3236282989275445224/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=3236282989275445224&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3236282989275445224?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3236282989275445224?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/QP3lArlU1n0/neanche-bocca-era-un-maestro.html" title="Neanche Bocca era un maestro" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/neanche-bocca-era-un-maestro.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEcCRHk_fSp7ImA9WhRXGEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-1099977592272229097</id><published>2011-12-25T03:56:00.001+01:00</published><updated>2011-12-25T12:21:05.745+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-25T12:21:05.745+01:00</app:edited><title>Buon Natale</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Sono le 3:22 del Natale 2011.&lt;br /&gt;
Sto aspettando che il filmino delle mie donne, tra nonni ed amici che ci sono venuti a trovare, venga processato da YouTube e sia disponibile in rete. Via Skype ho salutato amici e familiari sparsi per il mondo (&lt;a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/12/24/news/skype_natale-27141366/?ref=HREC2-6"&gt;oggi se n'e' accorta anche Repubblica&lt;/a&gt;, ma noi lo facciamo da anni).&lt;br /&gt;
Mentre aspetto, leggo un &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/rubrica_cucu/gesu_bambino_e_particella_dio/24-12-2011/articolo-id=564148-page=0-comments=1"&gt;patetico articolo di Marcello Veneziani&lt;/a&gt; (sul sempre brillante ossimoro vivente "Il Giornale"). Di quelli che il Natale e' il festival del niente, del ricordo di Dio e famiglia, in un mondo in cui non c'e' Dio e la famiglia e' svanita. Ne ho letti molti, nella mia vita, e ho incontrato un numero enorme di persone per le quali gli eventi si sono rivelati sempre piu' forti delle persone - uomini e donne travolti, di volta in volta, da &amp;nbsp;nostalgie del tempo vissuto, amori svaniti e mai tornati, persone incontrate e andate via, svanite o semplicemente morte, o banalmente cresciute e cambiate, per le quali si e' pronti a portare lutti al braccio reali o simbolici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'intrico caotico che e' la vita, ce ne furono, ce ne sono e ce ne saranno sempre a milioni a tentare con tutte le forze di convincere ciascuno dell'impotenza dell'oggi confrontato allo ieri, dell'inadeguatezza del domani, dell'indomabilita' della morte che incombe, dell'irriducibilita' della tristezza nel nostro destino. Sono tutti figli della frustrazione che ognuno di noi coltiva prima o poi nella terra umida e odorosa di noi stessi. Sono tutti figli della mania di onnipotenza tipica dell'uomo che pensa genuinamente di essere al centro di tutti gli universi paralleli possibili. Di essere veramente importante per il cosmo. Conferiscono alla nostra anima quel viso malaticcio di chi aspetta che arrivi il fatidico deus ex machina a risolvere la trama della vita, e a dirci che esiste Giuseppe, esiste Maria, esiste Gesu', e che il domani e' al sicuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece, non esiste nessuno di questi tre. E il domani e' completamente nel buio, nonostante tutto. E le famiglie crescono, e inciampano e mutano. E Dio diventa dio. Ma noi non siamo poveri. Non viviamo incubi. Non conosciamo fame e sete. Non conosciamo la guerra. Non abbiamo mai visto i nostri cari lasciarci nei treni blindati che, a pochi metri da qui, portavano i bambini a finire in polvere nei campi di Dachau. Ostinarsi a non festeggiare quanto siamo e quanto abbiamo, anche solo svilendo il senso sacro del sedersi e condividere un buon bicchiere di vino, e' il solito gioco incolto di chi e' mediocre e vuole costringerci alla sua mediocrita'.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Natale non garantisce niente. Non promette niente. Come tutta la vita. Ma se decidete di farvelo strappare dagli eventi - puri, banali, volgarissimi eventi - allora meglio prendere una pistola e tirarsi un colpo alla tempia. Molto onestamente, non c'e' granche' da fare oltre questo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io non ne ho voglia.&lt;br /&gt;
E il mio video e' pronto, e ve lo mostro qui sotto.&lt;br /&gt;
I tempi saranno difficili. Ma fin quando c'e' qualcuno che da quei campi e' tornato e ce ne racconta ancora concedendoci un sorriso - credetemi - nessuno di noi puo' permettersi il lusso di costringersi alla tristezza in questa notte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon Natale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/dXyDsT0P9_w" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-1099977592272229097?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/1099977592272229097/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=1099977592272229097&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1099977592272229097?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/1099977592272229097?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/BOfbJH1ILD8/buon-natale.html" title="Buon Natale" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/dXyDsT0P9_w/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/buon-natale.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIGQ3kzfSp7ImA9WhRXFkk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3525013909610691718</id><published>2011-12-23T14:55:00.001+01:00</published><updated>2011-12-23T14:55:22.785+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-23T14:55:22.785+01:00</app:edited><title>Zeitgeist all'amatriciana</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Lo Zeitgeist 2011 di Google e' uno splendido e sofisticato strumento. Con pochi click, ci mostra i maggiori trend sulla rete, in termini di ricerche e notizie.&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.googlezeitgeist.com/en/top-lists/it/news"&gt;Qui c'e' il link&lt;/a&gt; per vedere le notizie piu' ricercate dell'anno, e i trend mese per mese. Ecco la top ten italiana:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
1. Melania Rea&lt;br /&gt;
2. Lamberto Sposini&lt;br /&gt;
3. Grande Fratello&lt;br /&gt;
4. Salvatore Parolisi&lt;br /&gt;
5. Facebook&lt;br /&gt;
6. Yara Gambirasio&lt;br /&gt;
7. Youtube&lt;br /&gt;
8. Inter&lt;br /&gt;
9. Juventus&lt;br /&gt;
10. Sarah Scazzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Personalmente trovo interessante che,a parte gli ovvi termini a tutti noti, almeno quattro su dieci sono a me del tutto ignoti. E non compaiano termini come economia, terremoto, Fukushima, politica, tanto per dire.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Adesso confrontiamo l'equivalente in Germania:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Japan&lt;br /&gt;
2. Apple&lt;br /&gt;
3. Ehec&lt;br /&gt;
4. Dsds&lt;br /&gt;
5. Fukushima&lt;br /&gt;
6. Facebook&lt;br /&gt;
7. Gaddafi&lt;br /&gt;
8. Amy Winehouse&lt;br /&gt;
9. Berlusconi&lt;br /&gt;
10. Strauss-Kahn&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'e' anche Berlusconi, che in Italia invece non e' tra i primi dieci.
Adesso ci e' forse piu' chiaro che l'Italia e' un'isola di ignoranza completamente avulsa dal continente, o vogliamo perseverare nel dire che "tanto e' uguale in tutti i paesi del mondo"?
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-3525013909610691718?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/3525013909610691718/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=3525013909610691718&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3525013909610691718?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3525013909610691718?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/Fjhdn_b8ga4/zeitgeist-allamatriciana.html" title="Zeitgeist all'amatriciana" /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-allamatriciana.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0QNRX45cCp7ImA9WhRXFUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-5071823000159268902.post-3884231825666790380</id><published>2011-12-22T11:56:00.002+01:00</published><updated>2011-12-22T11:56:34.028+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-22T11:56:34.028+01:00</app:edited><title>Il Mondo. Quest'anno.</title><content type="html">&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Consiglio a tutti noi &lt;a href="http://www.boston.com/bigpicture/2011/12/the_year_in_pictures_part.html"&gt;questo link (The Year in Pictures)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Credo sia quasi doveroso, per ricordare a noi stessi di essere cittadini del mondo; e ricordare, anche, che la societa' che noi conosciamo ne' solo una microspopica parte. E' solo la parte alla quale siamo adusi, ne' piu' ne' meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed il mondo e' davvero meraviglioso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5071823000159268902-3884231825666790380?l=amicididonfranco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://amicididonfranco.blogspot.com/feeds/3884231825666790380/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5071823000159268902&amp;postID=3884231825666790380&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3884231825666790380?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/5071823000159268902/posts/default/3884231825666790380?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDegliAmiciDiDonFranco/~3/vUUscuccEkU/il-mondo-questanno.html" title="Il Mondo. Quest'anno." /><author><name>Woland</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17225062314221108991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlMSkHSiREU/S5DhCUNMUKI/AAAAAAAABhA/5Pbx5Rh9LkE/S220/IMG_3294.JPG" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://amicididonfranco.blogspot.com/2011/12/il-mondo-questanno.html</feedburner:origLink></entry></feed>

