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	<title>Il Blog di Andrea D'Ambra</title>
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	<description>Il Blog di Andrea D'Ambra</description>
	<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:31:34 +0000</pubDate>
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		<title>LA STAMPA EUROPEA SCRIVE DI PARLAMENTO EUROPEO PULITO (QUELLA ITALIANA SI METTE IL BAVAGLIO)</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/07/29/la-stampa-europea-scrive-di-parlamento-europeo-pulito-e-quella-italiana-si-mette-il-bavaglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Mentre la stampa italiana continua a snobbare l&#8217;iniziativa (a riprova di come sia libera l&#8217;informazione nel nostro paese) oggi l&#8217;IRISH TIMES, principale quotidiano irlandese, pubblica un articolo su PARLAMENTO EUROPEO PULITO a firma del corrispondente a Bruxelles Arthur Beesley.
Non sarà un caso se l&#8217;Irlanda è prima nella classifica di Reporters Sans Frontières sulla libertà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2010/0729/1224275693728.html" target="_blank"><img class="aligncenter" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="http://www.aboliamoli.eu/irish_times_web.jpg" alt="http://www.aboliamoli.eu/irish_times_web.jpg" width="297" height="351" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Mentre <strong>la stampa italiana continua a snobbare l&#8217;iniziativa</strong> (a riprova di come sia libera l&#8217;informazione nel nostro paese) oggi l&#8217;IRISH TIMES, principale quotidiano irlandese, <a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2010/0729/1224275693728.html" target="_blank">pubblica un articolo</a> su <strong>PARLAMENTO EUROPEO PULITO</strong> a firma del corrispondente a Bruxelles Arthur Beesley.</p>
<p style="text-align: left;">Non sarà un caso se l&#8217;Irlanda è prima nella <a href="http://fr.rsf.org/IMG/pdf/classement_fr.pdf" target="_blank">classifica di Reporters Sans Frontières</a> sulla libertà di stampa nel mondo.</p>
<p style="text-align: left;">Qui di seguito l&#8217;articolo tradotto in Italiano.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>UN ITALIANO CHIEDE L’ESCLUSIONE DEI CONDANNATI DAL PARLAMENTO EUROPEO</strong></p>
<p>Un attivista italiano sta guadagnando consensi nella sua campagna per vietare il Parlamento Europeo alle persone condannate, una misura che impedirebbe tra gli altri al francese di estrema destra Jean Marie Le Pen  nonché al leader inglese del BNP Nick Griffin di restare europarlamentari.<br />
Adirato per il fallimento delle autorità italiane nel prendere misure per chiudere il parlamento nazionale agli autori di reati penali, Andrea D&#8217;Ambra sta gradualmente guadagnando il supporto per il suo sforzo che mira ad escluderli dall&#8217;assemblea europea.<br />
La sua campagna è ispirata dagli sforzi compiuti da uno dei blogger più famosi d&#8217;Italia, Beppe Grillo, di ottenere sostegno per un&#8217;iniziativa analoga per il parlamento italiano. &#8220;È un mio amico&#8221; dice D&#8217;Ambra del Sig. Grillo.<br />
E&#8217; preoccupato che due europarlamentari italiani del Popolo della Libertà (PDL), partito di Silvio Berlusconi hanno condanne per corruzione, mentre un altro, della Lega Nord, ha una condanna per incendio doloso.<br />
Quattro europarlamentari hanno chiesto le firme dei loro colleghi per una dichiarazione scritta su un &#8220;parlamento pulito&#8221;, in cui è scritto: &#8220;i candidati per le elezioni europee non devono essere stati condannati per corruzione, abuso d&#8217;ufficio, incitamento al razzismo o ad azioni criminose connesse al coinvolgimento con la mafia, la criminalità organizzata o al terrorismo &#8220;.<br />
Inoltre, la presidenza di turno belga dell&#8217;Unione Europea si è impegnata in una corrispondenza privata con il signor D&#8217;Ambra per garantire che il Consiglio dei governi dell&#8217;Unione europea è pronto ad esaminare ogni proposta di modifica della legge del 1976 che disciplina le elezioni europee.<br />
I sostenitori del Sig. D&#8217;Ambra, hanno inviato centinaia di e-mail ai membri della commissione petizioni e affari costituzionali del Parlamento europeo.<br />
L&#8217;e-mail in questione chiede di vietare ai deputati condannati di partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo nel quadro di una prossima revisione delle norme sull&#8217;età minima per elettori e candidati.<br />
L&#8217;e-mail richiama l&#8217;attenzione sulla presenza in parlamento di Jean-Marie Le Pen, condannato per aver fatto commenti sprezzanti circa i crimini del regime nazista, e del signor Griffin, condannato per la pubblicazione di una lettera minatoria.<br />
Essa ricorda la condanna nei primi anni 90 del deputato europeo Pdl Aldo Patriciello per aver pagato l&#8217;equivalente di 8.000 € per un politico e prende atto che un collega di partito l’europarlamentare Pdl Vito Bonsignore ha ricevuto una sentenza &#8220;definitiva&#8221; di due anni per il suo ruolo in un contratto truffa ad Asti per dividere una tangente di 1.500.000 € tra la Democrazia cristiana e il Partito socialista.<br />
L&#8217;e-mail osserva anche che l&#8217;europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio ha una condanna per aver dato fuoco, durante un raid, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino.<br />
La dichiarazione scritta del Parlamento è “sponsorizzata” dall’attivista anti-corruzione franco-norvegese Eva Joly, deputata europea dei verdi, così come dall&#8217;europarlamentare liberale italiana Sonia Alfano e dagli eurodeputati socialisti italiani Rosario Crocetta e Rita Borsellino.<br />
La dichiarazione afferma che la funzione legislativa del Parlamento &#8220;non dovrebbe essere effettuata da persone che sono state condannate, anche in primo grado ed anche se la sentenza non include l&#8217;esclusione dalle cariche pubbliche&#8221;. Se firmata dalla maggioranza semplice dei 736 deputati del parlamento, sarebbe pubblicata nel registro. Questa dichiarazione non sono vincolante, ma rappresenterebbe un segnale forte in quanto solo il Parlamento Europeo può prendere l&#8217;iniziativa di modificare l&#8217;atto del 1976.</p>
<p>Arthur BEESLEY, Corrispondente Europeo<br />
IRISH TIMES<br />
29 Luglio 2010</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2010/0729/1224275693728.html" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.aboliamoli.eu/irish_times_paper.jpg" alt="http://www.aboliamoli.eu/irish_times_paper.jpg" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il rapporto della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo: &#8220;la crisi dei rifiuti in Campania non è finita&#8221;</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/07/26/il-rapporto-della-commissione-petizioni-del-parlamento-europeo-la-crisi-dei-rifiuti-in-campania-non-e-finita/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 14:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Difficilmente ne avrete letto in giro, ancor meno probabilmente ne avrete sentito parlare in tv ma la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo lo scorso 15 luglio ha reso pubblico il rapporto finale dopo la visita di una delegazione in Campania sulla questione dei rifiuti.
Ho appena finito di leggerlo ed è qualcosa di allucinante. Gli europarlamentari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/e91gy0-ABbM" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e91gy0-ABbM" /></object></p>
<p style="text-align: left;">Difficilmente ne avrete letto in giro, ancor meno probabilmente ne avrete sentito parlare in tv ma la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo lo scorso 15 luglio ha reso pubblico<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/peti/dt/822/822069/822069it.pdf" target="_blank"> il rapporto finale</a> dopo la visita di una<strong> delegazione in Campania sulla questione dei rifiuti.</strong><br />
Ho appena finito di leggerlo ed è qualcosa di allucinante. Gli europarlamentari membri della delegazione (una &#8220;socialista&#8221; olandese, un &#8220;popolare&#8221; tedesco e una &#8220;verde&#8221; danese) hanno scattato <strong>una chiara fotografia della situazione</strong> campana dalle origini del problema ad oggi che in qualsiasi altro paese europeo sarebbe pubblicato da tutti gli organi di informazione e farebbe la notizia di apertura dei telegiornali (non esagero).<br />
Il testo del rapporto (PDF) è <a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/peti/dt/822/822069/822069it.pdf" target="_blank">disponibile qui</a>.<br />
Buona lettura!</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-964"></span>PARLAMENTO EUROPEO 2009 - 2014<br />
Commissione per le petizioni<br />
25.6.2010<br />
DOCUMENTO DI LAVORO<br />
sulla missione di inchiesta in Campania (Italia) dal 28 al 30 aprile 2010<br />
Commissione per le petizioni<br />
Relatore: Judith A. Merkies<br />
PE442.870v03-00 2/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
La delegazione che si è recata in Campania era composta da tre membri ufficiali designati<br />
dalla commissione per le petizioni e da quattro membri ex officio, deputati al Parlamento<br />
europeo eletti in Campania. I deputati del paese interessato, infatti, non sono ammessi a<br />
partecipare alle visite di accertamento in veste ufficiale. La relazione è stata predisposta sotto<br />
l&#8217;autorità del capo della delegazione con il contributo di tutti i membri.<br />
Membri della delegazione<br />
Judith A. Merkies (capo della delegazione) (S-D, Paesi Bassi)<br />
Peter Jahr (PPE, Germania)<br />
Margrete Auken (Verdi, Danimarca)<br />
Membri ex officio<br />
Erminia Mazzoni, presidente della commissione per le petizioni (PPE - Italia)<br />
Crescenzio Rivellini (PPE - Italia)<br />
Andrea Cozzolino (S-D - Italia)<br />
Vincenzo Iovine (ALDE - Italia)<br />
Scopo della missione<br />
Obiettivo della visita era indagare sulle denunce contenute nelle 15 petizioni pervenute e già<br />
esaminate in commissione1, nel corso della precedente legislatura e più recentemente nel<br />
dicembre 2009, in occasione dell&#8217;audizione dei firmatari delle petizioni e nel gennaio 2010,<br />
quando alle autorità nazionali è stato concesso di presentare la propria posizione.<br />
I membri della delegazione hanno incontrato i firmatari e le comunità locali che sono le più<br />
direttamente colpite dalla situazione, le aziende che amministrano le varie strutture di<br />
smaltimento dei rifiuti presso cui è stato effettuato il sopralluogo e le autorità locali, regionali<br />
e nazionali competenti. Per formarsi un punto di vista indipendente, la delegazione ha<br />
richiesto il parere di alcuni ricercatori scientifici (geologi, epidemiologi, ambientalisti,<br />
sociologi). Gli incontri si sono svolti a Napoli e Benevento e presso i siti visitati.<br />
La presente relazione si rifà a quanto osservato dai membri durante la loro permanenza<br />
nonché a una nutrita serie di documenti, in parte messi a disposizione della delegazione, in<br />
parte procurati per avvalorare ulteriormente alcuni aspetti dell&#8217;elaborato o per assicurare la<br />
1 683/2005, presentata da Vincenzo Marmora, sulla discarica di Basso dell&#8217;Olmo<br />
31/2007, presentata da Giampiero Angeli, sulla tossicologia negli animali<br />
26/2007, presentata da Monica Sepe, su un progetto di realizzazione di una discarica a Valle della Masseria<br />
587/2007, presentata da Marina Salvadore, sui rifiuti in Campania<br />
756/2007, presentata da Giovanni Roviello, sulla discarica di Ariano Irpino<br />
789/2007, presentata da Gigliola Izza, sulle ecoballe a Taverna del Re<br />
910/2007, presentata da Francesco di Pasquale, sui rifiuti in Campania<br />
991/2007, presentata da Vincenzo Gala, sui rifiuti in Campania<br />
12/2008, presentata da Francesco Miglino, sulla trasparenza in materia di inceneritori<br />
16/2008, presentata da Francesco Castelli, sui rifiuti in Campania<br />
209/2008, presentata da Sebastiano Perrone, sui rifiuti in Campania<br />
347/2008, presentata da Tommaso Esposito, sull&#8217;inceneritore di Acerra<br />
955/2008 presentata da F.K., sulla discarica di Chiaiano<br />
1011/2008, presentata da Antonia Schiatarella, sulla discarica di Chiaiano<br />
1082/2008, presentata da Raffaele Pacilio, sull&#8217;incenerimento illegale di pneumatici.<br />
DT\822069IT.doc 3/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
conformità a generali requisiti di ricerca.<br />
Legislazione<br />
Nella tabella in appresso sono indicate schematicamente le normative UE invocate dai<br />
firmatari:<br />
Direttiva n. Anche Titolo Problematica<br />
92/43/CEE Habitat<br />
Ubicazione delle discariche<br />
della provincia di Salerno<br />
1999/31/CE Discariche Chiaiano, Terzigno<br />
2000/532/CE 91/689/CEE Rifiuti pericolosi<br />
Incenerimento di<br />
pneumatici<br />
2000/76/CE<br />
Direttiva sull&#8217;incenerimento<br />
dei rifiuti<br />
Requisiti minimi in materia<br />
di incenerimento dei rifiuti<br />
2001/77/CE Energia da fonti rinnovabili<br />
Combustibile destinato ad<br />
Acerra<br />
2003/35/CE 85/337/CEE; 97/11/CEE Århus Consultazione pubblica<br />
2006/12/CE<br />
2008/98/CE<br />
75/442/CEE;<br />
91/156/CEE Direttiva quadro sui rifiuti<br />
Quadro integrato e<br />
adeguato per gli impianti di<br />
smaltimento<br />
2008/8/CE 96/61/CE IPPC<br />
Impianti industriali soggetti<br />
a un regime integrato di<br />
autorizzazioni ambientali<br />
Nel 2007, e più di recente nel 2010, l&#8217;Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia<br />
dell&#8217;Unione europea per aver violato alcune delle direttive succitate.<br />
Causa n. Direttive violate Sentenza<br />
C-135/05 Rifiuti pericolosi e discariche<br />
75/445/CEE, 91/156/CEE,<br />
1999/31/CE<br />
26 aprile<br />
2007<br />
C-297/08<br />
Assenza in Campania di una<br />
strategia integrata per i rifiuti 2006/12/CE (cod. 75/442/CEE) 4 marzo 2010<br />
La direttiva relativa alle discariche di rifiuti (1999/31/CE), in particolare, incide in maniera<br />
rilevante sulla vita quotidiana dei cittadini; questo aspetto è di fondamentale importanza per la<br />
commissione, che riceve frequentemente petizioni sul tema. La norma contiene 34<br />
considerando, che, complessivamente, possono dirsi costituire i parametri della legge quanto<br />
ai relativi scopi ed obiettivi, insieme all&#8217;articolo 1, che ne definisce la finalità complessiva. Gli<br />
Stati membri sono tenuti ad applicarla dall&#8217;aprile 2001, per le discariche già esistenti le norme<br />
sono diventate vincolanti otto anni più tardi. Tra i parametri della direttiva figurano:<br />
 la necessità di monitorare adeguatamente le discariche, anche attraverso controlli<br />
visivi in ingresso, e di gestirle in modo da evitare o ridurre potenziali effetti negativi<br />
per l&#8217;ambiente nonché rischi per la salute pubblica;<br />
PE442.870v03-00 4/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
 la necessità di indicare chiaramente i requisiti previsti per i siti delle discariche per<br />
quanto riguarda l&#8217;ubicazione, il trattamento, la gestione, il controllo, la chiusura<br />
nonché le misure di prevenzione e di protezione da adottare per scongiurare, in<br />
un&#8217;ottica di breve e lungo periodo, eventuali pericoli per l&#8217;ambiente e, più in<br />
particolare, l&#8217;inquinamento delle acque sotterranee per infiltrazione di percolato nel<br />
suolo;<br />
 l&#8217;introduzione di severi requisiti operativi e tecnici per i rifiuti e le discariche,<br />
l&#8217;istituzione di misure, procedure e orientamenti atti a prevenire o ridurre il più<br />
possibile eventuali effetti negativi per l&#8217;ambiente locale , in particolare l&#8217;inquinamento<br />
delle acque di superficie e sotterranee, del suolo e dell&#8217;aria, e sull&#8217;ambiente globale,<br />
compreso l&#8217;effetto serra, nonché gli eventuali rischi per la salute umana legati al<br />
conferimento in discarica dei rifiuti per tutto il ciclo di vita della struttura.<br />
Tra i requisiti generali previsti per le discariche, contenuti nell&#8217;allegato 1 della direttiva, ve ne<br />
è uno relativo alle &#8220;distanze fra i confini dell&#8217;area e le zone residenziali e di ricreazione, le vie<br />
navigabili, i bacini idrici e le altre aree agricole o urbane&#8221;. Un altro aspetto da valutare è<br />
l&#8217;esistenza, nelle vicinanze dei siti, di acque freatiche e costiere e di zone di protezione<br />
naturale.<br />
Contesto<br />
La crisi dei rifiuti in Campania è il capitolo più drammatico di una gestione problematica in<br />
varie regioni italiane, tra cui Lazio, Calabria e Sicilia ed è forse emblematica della più<br />
generale storia di incuria e di ridotto sviluppo economico che caratterizza il Meridione<br />
d&#8217;Italia. Negli anni 90, in tutte le regioni citate è stata dichiarata un&#8217;emergenza rifiuti che ha<br />
condotto alla nomina di commissari governativi con poteri e fondi straordinari. Nella<br />
maggioranza dei casi, questi commissari erano i governatori delle regioni interessate o i<br />
prefetti.<br />
Il primo ad essere nominato Commissario per i rifiuti per la Campania fu il Governatore<br />
Rastrelli, nel 1994. Il suo piano, in apparenza piuttosto ambizioso, prevedeva il passaggio dal<br />
sistema delle discariche, per la maggior parte sature e pesantemente inquinate, a un ciclo<br />
integrato di gestione dei rifiuti, che si sarebbe retto sulla produzione di combustibile di alta<br />
qualità derivato dai rifiuti (CDR o ecoballe) e sulla successiva produzione di energia<br />
attraverso l&#8217;incenerimento del CDR in appositi impianti inceneritori. I residui organici<br />
sarebbero stati utilizzati, invece, per la rigenerazione delle discariche esistenti. Parallelamente<br />
a questo ciclo era prevista una strategia per la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti domestici.<br />
La gara d&#8217;appalto per l&#8217;organizzazione dell&#8217;intero ciclo dei rifiuti, che prevedeva la costruzione<br />
di due inceneritori e di sette impianti per le ecoballe e per i rifiuti organici, fu vinta il 20<br />
marzo 2000 dalla società FIBE, il cui mancato rispetto dei termini contrattuali è da più parti<br />
considerato una delle cause alla radice di molti dei problemi di oggi.<br />
La cernita dei rifiuti destinati alla produzione di ecoballe e dei rifiuti organici era realizzata<br />
senza il dovuto rispetto delle disposizioni di legge: la questione chiave è la mancata selezione<br />
o filtraggio dei rifiuti. A titolo di esempio, i rifiuti considerati pericolosi, compresi numerosi<br />
rifiuti industriali, i rifiuti tossici o radioattivi, gli oli minerali, i pneumatici usati, i liquidi<br />
DT\822069IT.doc 5/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
infiammabili, e così via, non andrebbero mai mischiati o immagazzinati con i residui<br />
domestici o organici. Il risultato è che la Campania si ritrova oggi con sei milioni stimati di<br />
ecoballe di qualità inferiore allo standard, sospettate peraltro di contenere rifiuti tossici.<br />
Inoltre, l&#8217;assenza di strutture di incenerimento ha determinato l&#8217;ammasso delle ecoballe in siti<br />
di stoccaggio temporaneo e la saturazione delle discariche con rifiuti misti e forse, anche,<br />
contaminati. La delegazione si è recata presso i siti di stoccaggio temporaneo di Taverna del<br />
Re e Ferrandelle, ove la popolazione è seriamente preoccupata per l&#8217;inquinamento atmosferico<br />
e idrico e per l&#8217;impatto sulla salute. Oggi si ritiene che il cumulo di ecoballe sia<br />
&#8220;mummificato&#8221;, ovvero che il suo potere calorifico sia troppo elevato per consentirne<br />
l&#8217;incenerimento presso la struttura attualmente disponibile1.<br />
Il primo inceneritore di Acerra è entrato in funzione soltanto nel marzo 2010. Le cause della<br />
ritardata apertura del primo ed unico impianto d&#8217;incenerimento ad oggi operativo sono<br />
molteplici. Il luogo prescelto, Acerra, risultava già fortemente inquinato, tanto che agli<br />
abitanti era stata promessa, anni addietro, una bonifica ambientale. I lavori di costruzione<br />
sono stati rallentati, anche per questo motivo, da battaglie legali interminabili riguardanti, da<br />
un lato, l&#8217;ubicazione dell&#8217;impianto e, dall&#8217;altro, le specifiche tecniche del tutto anacronistiche<br />
proposte da FIBE. L&#8217;impianto attuale, che la delegazione ha avuto modo di visitare, non è<br />
stato dunque completato da FIBE, bensì da Partenope Ambiente, che ha aggiornato il progetto<br />
ed è ora responsabile della sua gestione. FIBE è attualmente sotto inchiesta.<br />
I progressi compiuti sul fronte della riduzione dei rifiuti e del riciclaggio dei residui domestici<br />
sono minimi. Gli abitanti di Napoli producono oggi una media di 2,2 kg di rifiuti al giorno<br />
(contro una media UE di 1,4 kg) di cui solo l&#8217;8% viene riciclato (contro una media UE del<br />
23%)2. Di conseguenza i rifiuti domestici e non continuano ad essere conferiti in discarica in<br />
maniera indiscriminata, in taluni casi, a quanto risulta, mescolati a diversi tipi di rifiuti<br />
industriali. Poiché molte discariche sono state dichiarate aree di interesse strategico, è stato<br />
impedito ai cittadini e alle autorità locali di verificare cosa vi venga effettivamente conferito.<br />
Le discariche sono in gran parte gestite da privati anche se non è chiaro sulla base di quali<br />
licenze o autorizzazioni; molte, a quanto si dice, sarebbero o sarebbero state sotto il controllo<br />
della Camorra e di gruppi della criminalità organizzata. La delegazione ha effettuato un<br />
sopralluogo presso due discariche private chiuse della provincia di Salerno, a Basso dell&#8217;Olmo<br />
e a Macchia Soprano, nonché presso il sito designato per l&#8217;allestimento di una nuova discarica,<br />
a Valle della Masseria.<br />
Durante l&#8217;ultima emergenza rifiuti, periodo al quale risale la maggior parte delle petizioni, è<br />
stata promulgata una legge, datata 14 luglio 20083, che<br />
 affida la competenza per il ciclo di gestione dei rifiuti alla Protezione civile,<br />
 fissa la data di fine emergenza al 31 dicembre 2009,<br />
 designa i siti di gestione dei rifiuti come zone &#8220;di interesse strategico&#8221; assoggettandole<br />
alla supervisione militare e al segreto di Stato,<br />
 autorizza l&#8217;allestimento di dieci discariche e di quattro inceneritori,<br />
1 Linee di Piano 2010-2013 per la Gestione dei Rifiuti Urbani, pag. 37.<br />
2 Comunicato stampa Eurostat 43/2010 - 19 marzo 2010; dati relativi al 2008, durante il culmine della crisi, che<br />
possono pertanto non riflettere la situazione attuale.<br />
3 D.L. 23 maggio 2008, n. 90 convertito in legge del 14 luglio 2008 n. 123.<br />
PE442.870v03-00 6/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
 stabilisce obiettivi di riciclaggio vincolanti per comuni e province (2009: 25%;<br />
2010:35%; 2011:50%).<br />
La delegazione ha effettuato sopralluoghi nelle discariche di Chiaiano e Terzigno e<br />
all&#8217;inceneritore di Acerra.<br />
Il sistema commissariale in sé è oggetto di pesanti critiche e varie indagini giudiziarie in<br />
corso. Molti tra la popolazione ritengono che la gestione dei rifiuti da parte dei commissari<br />
straordinari costituisca parte del problema, piuttosto che la soluzione.<br />
È importante osservare che nel 2007 la Commissione europea ha deciso di sospendere, sino a<br />
quando non sia abolita la struttura commissariale, 135 milioni di euro di contributi per il<br />
periodo finanziario 2006-2013, a favore di progetti di gestione dei rifiuti, e un ulteriore<br />
importo pari a 10,5 milioni di euro per il periodo finanziario 2000-2006.<br />
La caratteristica più importante della gestione straordinaria è il potere dei commissari di<br />
derogare alle norme e ai controlli, comprese le leggi in materia di valutazioni di impatto<br />
ambientale e quelle sugli appalti pubblici; risulta altresì che abbiano accesso pressoché<br />
incontrollato ai finanziamenti pubblici. Hanno inoltre l&#8217;autorità di decidere a quali aziende<br />
assegnare i contratti di trasporto, di realizzazione delle opere, l&#8217;ubicazione di impianti,<br />
discariche e inceneritori, senza l&#8217;obbligo di fornire informazioni agli enti locali e agli abitanti<br />
in merito alle decisioni prese.<br />
Il risultato è che durante lo stato di emergenza, le decisioni sono state assunte generalmente in<br />
modo affrettato e senza riguardo per le preoccupazioni della popolazione. Tutte le discussioni<br />
in merito all&#8217;ubicazione delle discariche, al tipo e alla quantità dei rifiuti da conferirvi o alla<br />
necessità oggettiva di creare quattro nuovi inceneritori sono state sospese per poter<br />
individuare un numero sempre maggiore di siti ove collocare rifiuti vecchi e nuovi<br />
rapidamente e senza controllo. Il problema rifiuti è stato considerato come fatto puramente<br />
logistico, relegando a questione virtualmente insignificante ogni considerazione di sicurezza<br />
ambientale e di salute, ed ogni riflessione di gestione a breve e lungo termine di raccolta<br />
differenziata, riciclaggio o riduzione dei rifiuti.<br />
I cittadini che hanno contestato questa situazione o che hanno cercato di proporre approcci<br />
alternativi sono stati emarginati o ignorati. I firmatari affermano, ad esempio, di non essere<br />
riusciti a ottenere informazioni chiare su ciò che sta realmente accadendo nel loro territorio,<br />
che in molti casi ha subito una lunga storia di scarichi illegali o di inquinamento. Alcuni<br />
mezzi di informazione sostengono, d&#8217;altra parte, che la responsabilità principale della crisi dei<br />
rifiuti gravi sui cittadini e i partiti che non hanno voluto gli inceneritori e le discariche nei<br />
propri territori, accusati di essere vittime della sindrome &#8220;non nel mio cortile&#8221; (NIMBY - not<br />
in my backyard).<br />
La risposta delle autorità politiche nazionali è stata principalmente quella di porre i siti di<br />
gestione dei rifiuti e l&#8217;inceneritore di Acerra sotto stretto controllo delle forze armate. Neanche<br />
la polizia locale ha poteri in queste aree, come testimoniato dalla delegazione. Di recente,<br />
sono stati effettuati alcuni arresti nel corso di manifestazioni pubbliche. I rappresentanti eletti<br />
a livello locale, fra cui il sindaco di Marano (località vicina a Chiaiano), si sono visti negare<br />
l&#8217;accesso al proprio collegio elettorale per diversi mesi. Risulta evidente che il rapporto tra<br />
DT\822069IT.doc 7/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
cittadini e autorità è stato gravemente danneggiato; mutuando la relazione sulla gestione dei<br />
rifiuti per la provincia di Benevento: &#8220;La vicenda dell&#8217;emergenza rifiuti in Campania e la<br />
lunga gestione Commissariale hanno prodotto una profonda lacerazione nei rapporti tra i<br />
cittadini e le Istituzioni, un clima di sfiducia che va assolutamente recuperato attraverso un<br />
Patto per evitare che si possa, in futuro, rivivere una tale situazione.&#8221;<br />
Chiaramente taluni aspetti chiave della normativa europea, concepita specificamente per<br />
tutelare l&#8217;ambiente e la salute dei cittadini e assicurare un sistema pubblico coerente di<br />
gestione dei rifiuti, sono stati gravemente violati, prima nel lungo periodo di<br />
autocompiacimento, corruzione e inerzia, a cui ha fatto seguito il fallito tentativo di risolvere<br />
il problema, e successivamente nel breve periodo di misure d&#8217;emergenza che hanno intaccato<br />
la fiducia dei cittadini nelle proprie istituzioni.<br />
Nel febbraio 2010, la Regione Campania ha adottato le &#8220;Linee di piano 2010-2013 per la<br />
gestione dei rifiuti urbani&#8221;1 ed è entrata in vigore la legge che pone fine a 15 anni di gestione<br />
straordinaria dei rifiuti. Ciò significa che la competenza per la gestione del ciclo dei rifiuti è<br />
nuovamente in capo alla regione. Le cinque province campane dovranno gestire la raccolta e<br />
la separazione dei rifiuti domestici e dei materiali conferiti a discarica, mentre la Protezione<br />
civile manterrà la competenza sugli inceneritori per un altro anno, durante il quale le province<br />
potranno chiederle di essere assistite nella gestione dell&#8217;intero ciclo. Anche l&#8217;applicazione<br />
della legge relativa al segreto di Stato e il ruolo delle forze armate sono stati confermati per un<br />
periodo supplementare di un anno.<br />
Alle votazioni regionali di fine marzo 2010 è stata eletta una nuova maggioranza e al<br />
momento della visita, il nuovo governo era in fase di formazione.<br />
Criminalità organizzata<br />
I membri della delegazione sono stati informati dell&#8217;infiltrazione di gruppi della criminalità<br />
organizzata nel lucrativo ciclo dei rifiuti. Il nesso tra criminalità organizzata e gestione dei<br />
rifiuti sussiste da molto tempo. Vi sono prove che per decenni la Camorra ha importato rifiuti<br />
tossici dalle industrie del nord scaricandoli in centinaia di discariche abusive o, addirittura, in<br />
mare. Se le affermazioni circa la portata di questa attività illegale si avvicinano al vero, è<br />
inconcepibile che le autorità, o quantomeno alcune di esse, non fossero al corrente della<br />
situazione. Le autorità recentemente elette hanno esplicitamente dichiarato che stanno<br />
affrontando il problema, fra l&#8217;altro imponendo la rigorosa tracciabilità dei rifiuti conferiti in<br />
discarica.<br />
Un aspetto forse meno noto è quello dei numerosi &#8220;lavoratori socialmente utili&#8221; assunti nei<br />
primi anni del XXI secolo per lavorare negli impianti di separazione destinati alla produzione<br />
delle ecoballe. Questa categoria nasce con i conflitti sociali e con le crisi urbane degli anni 70,<br />
scoppiate all&#8217;indomani dell&#8217;epidemia di colera del 1974 che aveva tolto il lavoro ai pescatori<br />
del porto di Napoli. Le autorità adottarono delle misure per riqualificarli e impiegarli nel<br />
settore pubblico. L&#8217;effetto fu di indurre altre categorie di disoccupati a creare cooperative, di<br />
diversi colori politici, per chiedere soluzioni analoghe. Le loro attività degenerarono e si<br />
fecero sempre più violente, una sorta di guerriglia urbana; alcuni gruppi con forti connessioni<br />
1 A.G.C. 21 Programmazione e Gestione dei Rifiuti, Deliberazione n. 75 del 5 febbraio 2010.<br />
PE442.870v03-00 8/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
con la Camorra. Si venne a creare un racket di impieghi fittizi gestito da boss della<br />
criminalità. Da questo serbatoio sono stati attinti circa 2 300 lavoratori. A quanto risulta, solo<br />
200 si presentano effettivamente a lavoro1.<br />
La gestione straordinaria dei commissari che non è riuscita a superare i problemi, aggravata<br />
dall&#8217;assenza di controlli e consuntivi istituzionali, è servita soltanto, secondo numerosi<br />
osservatori, a creare nuove opportunità per la criminalità organizzata. La Camorra si è<br />
insediata negli ambiti in cui politici e autorità hanno fallito, fornendo soluzioni e,<br />
probabilmente, ricompensando il silenzio e minacciando quanti osavano parlare.<br />
Risultati della delegazione<br />
Incontro con le autorità nazionali: Task Force, Consiglio dei ministri (Prof. Roberto Adam),<br />
Protezione civile (Dr. Nicola Dell&#8217;Acqua); governo della Campania: Dr. Raimondo<br />
Santacroce)<br />
La Protezione civile ha presentato i risultati dell&#8217;opera svolta nell&#8217;ambito dell&#8217;ultima<br />
emergenza, da quando cioè, con la promulgazione della legge n. 123 (14 luglio 2008), è stata<br />
chiamata in causa per risolvere la crisi. Il suo mandato era di rimuovere l&#8217;immondizia dalle<br />
strade di Napoli e di restituire la competenza per la gestione dei rifiuti alla regione alla fine<br />
del 2009. Conseguentemente hanno percepito il loro mandato come a breve termine e lo<br />
considerano assolto nella misura in cui:<br />
a) l&#8217;inceneritore di Acerra è operativo, fornisce energia elettrica alla rete e genera introiti per<br />
8 000 euro al giorno. Tutto il CDR fornito ad Acerra al 2010 viene preventivamente<br />
trattato e, pertanto, non pone alcun pericolo per l&#8217;ambiente, come dimostrano i relativi dati<br />
di misurazione certificati. La Protezione civile stima che nel prossimo futuro saranno<br />
necessari altri due inceneritori;<br />
b) cinque delle dieci discariche inizialmente previste sono state allestite in siti già<br />
contaminati, previa bonifica a norma della legislazione vigente e sono ora operative. Sono<br />
state ottenute autorizzazioni per altre due discariche. La regione ne sta assumendo la<br />
competenza con una situazione di autonomia di tre anni in termini di capacità;<br />
c) ai comuni è stato proposto un sistema di incentivi e sanzioni finalizzato al raggiungimento<br />
di ambiziosi obiettivi di riduzione dei rifiuti e di aumento della percentuale del riciclato. Il<br />
traguardo fissato per il riciclaggio era del 25% alla fine del 2009, un dato che è stato messo<br />
in discussione da alcuni membri. I progressi riconosciuti variano ampiamente da comune a<br />
comune. Sono necessari ulteriori sforzi per ridurre la quantità dei rifiuti, attualmente<br />
stimata a 2 200 tonnellate al giorno.<br />
d) sono stati riferiti arresti di circa 1 000 persone per scarico illegale di rifiuti.<br />
I quesiti rivolti ai rappresentanti hanno toccato la sentenza della Corte di giustizia del 4 marzo<br />
2010, il continuo pesante accento sull&#8217;uso delle discariche e il problema di come fare i conti<br />
con il retaggio del passato. Gli interlocutori hanno risposto di essere disposti a garantire la<br />
sicurezza e la conformità di tutte le installazioni create sotto la loro responsabilità, ma non di<br />
quelle precedenti. Dalla discussione è emerso che la Protezione civile stava chiaramente<br />
preparandosi a lasciare. I membri ex officio hanno ringraziato la Protezione civile per aver<br />
1 Gabriella Gribaudi: Il ciclo vizioso dei rifiuti campani.<br />
DT\822069IT.doc 9/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
risolto la grave crisi; hanno parlato dell&#8217;esigenza di aumentare i tassi di riciclaggio, del<br />
problema di gestire il cumulo delle ecoballe e della necessità di costruire altri inceneritori.<br />
Visite presso le discariche di Chiaiano (NA), Terzigno (NA), Basso dell&#8217;Olmo (SA), Macchia<br />
Soprano (SA) e Valle della Masseria, i siti di stoccaggio di Taverna del Re (NA) e Ferrandelle<br />
(CE) e l&#8217;inceneritore di Acerra (NA).<br />
La delegazione è entrata nella discarica di Chiaiano dall&#8217;ingresso opposto rispetto a quello<br />
ove si erano radunati ad attenderli i firmatari e i rappresentanti della stampa. Trincerandosi<br />
dietro l&#8217;&#8221;interesse strategico&#8221; del sito, la Protezione civile non voleva consentire l&#8217;accesso di<br />
queste persone sebbene lo si fosse ufficialmente richiesto.<br />
Il capo della delegazione ha avviato dunque una lunga trattativa che è sfociata in un<br />
compromesso, in base al quale un elenco nominativo di giornalisti sarebbe stato autorizzato<br />
ad entrare nei siti che sarebbero stati visitati il giorno seguente. La visita alla discarica di<br />
Chiaiano si è pertanto svolta in assenza di firmatari e giornalisti.<br />
Nella sua relazione, la Protezione civile descrive la bonifica realizzata tra la fine del 2008 e<br />
l&#8217;inizio del 2009. Il sito era in parte contaminato da metalli pesanti e amianto. Le abbondanti<br />
piogge dell&#8217;inverno scorso hanno messo alla prova il frutto del lavoro svolto, che è risultato<br />
perfettamente rispondente, secondo la Protezione civile.<br />
Da un controllo visivo è sembrato ai membri della delegazione che fossero state adottate le<br />
necessarie precauzioni atte ad impedire eventuali infiltrazioni nelle falde acquifere, grazie alla<br />
predisposizione di un rivestimento sul fondo della discarica. I firmatari parlano di una<br />
lacerazione nel rivestimento precedente al deposito dei rifiuti, che comporterebbe un rischio<br />
di inquinamento delle acque sotterranee. È stato inoltre constatato che i rifiuti sono ricoperti<br />
da uno strato di terra, come previsto. È ovviamente difficile sapere se tale copertura sia una<br />
misura abituale o se si tratti invece di un accorgimento adottato a beneficio dei visitatori.<br />
L&#8217;ubicazione del sito all&#8217;interno di un&#8217;area protetta costituisce un problema.<br />
La Protezione civile sostiene che i rifiuti conferiti sono sottoposti al controllo di elementi<br />
tossici, ma non è risultata traccia di alcun sistema di monitoraggio; esiste, all&#8217;ingresso, un<br />
apparecchio di controllo per i rifiuti nucleari (per lo più ospedalieri) e, nello stesso punto, la<br />
Protezione civile ha indicato due videocamere che sorvegliano i conferimenti trasmettendo<br />
ininterrottamente le immagini a un sito Internet accessibile al pubblico.<br />
L&#8217;ubicazione della discarica di Terzigno all&#8217;interno del perimetro del Parco nazionale del<br />
Vesuvio, sito di interesse comunitario nonché zona di protezione speciale, è di per sé<br />
un&#8217;aberrazione. Nella relazione della Protezione civile si afferma che lo studio d&#8217;impatto<br />
ambientale realizzato è stato approvato dal ministero dell&#8217;Ambiente. Alla luce di quanto<br />
osservato nel corso della visita, è legittimo dubitare dell&#8217;obiettività e della validità di tale<br />
studio.<br />
La struttura attualmente operativa (SARI) insiste su una vecchia discarica abusiva che è stata<br />
sottoposta a un intervento di bonifica piuttosto superficiale e quindi predisposta per ricevere<br />
rifiuti che, secondo quanto riferito ai membri, dovrebbero essere residui domestici. Dal<br />
controllo visivo effettuato dai membri della delegazione accompagnata dal sindaco del paese,<br />
PE442.870v03-00 10/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
che veniva lasciato entrare per la prima volta, e da giornalisti, è emerso che sono in atto una<br />
serie di precauzioni, tra cui l&#8217;isolamento del fondo della discarica mediante rivestimento<br />
impermeabile, la regolare copertura in terra degli strati di rifiuti, il controllo dei rifiuti<br />
nucleari all&#8217;ingresso. Anche in questo caso, i firmatari sostengono che il rivestimento non sia a<br />
norma, il che comporterebbe un rischio di contaminazione delle acque sotterranee. Tra i rifiuti<br />
visibili, il capo della delegazione ha scorto immediatamente un pneumatico e un bidone<br />
contrassegnato per rifiuti tossici, segno che il materiale non era stato separato adeguatamente<br />
prima di essere depositato in discarica. Nonostante non sia stato possibile vedere<br />
l&#8217;autorizzazione richiesta, i membri hanno potuto avere accesso a uno scanner per materiale<br />
radioattivo posto all&#8217;ingresso del sito.<br />
La legge prevede che accanto a questa discarica ne sia aperta una seconda (Vitiello), anch&#8217;essa<br />
inserita nel Parco nazionale del Vesuvio e fermamente contestata dai firmatari. I membri<br />
hanno avuto modo di raggiungere a piedi la zona in questione, accompagnati da cittadini<br />
locali, dai firmatari e da una scorta militare del sito SARI e di osservare la cava dismessa<br />
designata come discarica. Pur considerando che è una pratica frequente quella di adibire a<br />
discarica vecchie cave dismesse, questo particolare sito, posto entro i confini di un&#8217;area<br />
designata quale zona di protezione della natura, di notevole prestigio internazionale ed<br />
interesse naturalistico, sembra del tutto inappropriato, e sarebbe il caso di valutare<br />
attentamente delle alternative. Al suo rientro, la delegazione ha ricevuto rassicurazioni sul<br />
fatto che la discarica di Vitiello non sarà costruita.<br />
I tre siti visitati nella provincia di Salerno, ovvero le discariche chiuse di Basso dell&#8217;Olmo,<br />
Macchia Soprano e il sito su cui è prevista la realizzazione della discarica di Valle della<br />
Masseria, si trovano in una zona che rientra nel campo di applicazione della direttiva<br />
&#8220;Habitat&#8221; 92/43/CEE e di una legge italiana del 2003 che la qualifica come zona umida di<br />
interesse nazionale. Tutti e tre i siti sono disposti su pendii che degradano verso il letto del<br />
fiume Sele. Il rischio di inquinamento del fiume in caso di deflussi e infiltrazioni risulta<br />
evidente, e sarebbe opportuno istituire dei rigidi controlli e adottare misure per impedire tale<br />
evenienza.<br />
Basso dell&#8217;Olmo, nel territorio del comune di Campagna, è oggi chiusa per raggiunti limiti di<br />
saturazione. Si tratta di una struttura a gestione privata, immediatamente soprastante una falda<br />
acquifera. Il sindaco di Campagna, Biagio Luongo, condannato in data 22 dicembre 2009 per<br />
aver opposto resistenza all&#8217;apertura di questa discarica, destinata a rifiuti domestici organici e<br />
residui secchi incombustibili, ha accompagnato la delegazione durante la visita. Nel sito sono<br />
attualmente in corso operazioni per l&#8217;estrazione di biogas.<br />
Anche Macchia Soprano, nel comune di Serre, visitata insieme al sindaco di Serre, Palmiro<br />
Cornetta, è chiusa per raggiunti limiti di saturazione ed è destinata all&#8217;estrazione di biogas.<br />
Giace su una ripida scarpata, con un rischio ancora più acuto di deflussi verso il fiume.<br />
I firmatari propongono che vengano costruite delle barriere contenitive a valle delle due<br />
discariche, al fine di proteggere le riserve idriche nel lungo periodo. La proposta sembra<br />
assolutamente ragionevole e di fondamentale importanza.<br />
Il sito di Valle della Masseria figura nell&#8217;elenco dell&#8217;ordinanza come area da destinarsi a<br />
discarica nell&#8217;ambito dell&#8217;amministrazione straordinaria. La scelta sembra assurda, considerato<br />
DT\822069IT.doc 11/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
che il sito è immerso in un paesaggio idilliaco. La delegazione ha ricevuto in seguito<br />
rassicurazioni, secondo cui la provincia di Salerno avrebbe richiesto la cancellazione di Valle<br />
della Masseria dall&#8217;atto legislativo.<br />
La delegazione ha osservato dall&#8217;esterno i due siti in cui sono stoccate le ecoballe. A Taverna<br />
del Re, occupano un&#8217;area di 2 km² e un&#8217;altezza di circa 5 metri e sono coperte da tele cerate<br />
nere - uno spettacolo impressionante quanto imponente. Una parte del sito è sotto sequestro<br />
dalla magistratura nell&#8217;ambito di un&#8217;azione civile nei confronti dell&#8217;operatore privato che lo<br />
gestisce. Date le circostanze, risultava difficoltoso per i membri della delegazione riuscire a<br />
verificare la presenza di inquinamento o accertare se il materiale contenesse residui tossici o<br />
fosse idoneo all&#8217;incenerimento. In ogni caso, la notevole dimensione dell&#8217;area coperta mostra<br />
in maniera drammatica l&#8217;entità del problema costituito da questo enorme cumulo di rifiuti da<br />
smaltire. I firmatari parlano di inquinamento idrico e atmosferico e di un notevole impatto<br />
sulle statistiche relative alla salute, con un aumento dei tassi di mortalità da tumore e da altre<br />
patologie. Non essendo potuta entrare nei siti, la delegazione non è riuscita a valutare cosa<br />
contengano in realtà le ecoballe.<br />
Il secondo sito di stoccaggio delle ecoballe, a Ferrandelle, è gestito dalla Protezione civile.<br />
Secondo la relazione di quest&#8217;ultima, vi sarebbero contenute tre categorie di rifiuti:<br />
indifferenziati, organici e CDR. Il sito ha dato l&#8217;impressione di non essere strutturato; non vi<br />
era traccia di attività di separazione, e l&#8217;installazione per i rifiuti organici è sembrata<br />
inutilizzata. Un totale di 502 000 tonnellate dovrà essere smaltito nella discarica di San<br />
Tammaro.<br />
La delegazione ha visitato ad Acerra l&#8217;inceneritore alimentato a rifiuti. La sua costruzione si<br />
deve a Partenope Ambiente, un partenariato pubblico-privato di cui fanno parte anche i<br />
comuni di Brescia e Milano, che hanno già realizzato installazioni analoghe vincendo nel<br />
2006 un premio per l&#8217;eccellenza conferito dalla Columbia University. Ai membri è stato<br />
riferito che, per effetto delle misure straordinarie, non è stato necessario realizzare alcuna<br />
valutazione di impatto ambientale.<br />
Il direttore, Antonio Buonuomo, accompagnato anche dal sindaco di Acerra, Tommaso<br />
Esposito, ha guidato la delegazione all&#8217;interno dell&#8217;impianto. Il periodo di valutazione<br />
dell&#8217;installazione risulta molto breve in quanto l&#8217;entrata in funzione a pieno regime risale<br />
all&#8217;1 marzo 2010. L&#8217;inceneritore insiste su un sito precedentemente inquinato e ora riabilitato,<br />
una prassi che la delegazione ha riconosciuto conforme a quelle adottate in altri Stati membri.<br />
A detta dei gestori, le ecoballe fornite dall&#8217;impianto di separazione di Caivano sarebbero di<br />
standard più elevato rispetto al combustibile utilizzato a Brescia. I firmatari sostengono che<br />
nell&#8217;impianto vengono usati rifiuti non separati causando un problema tecnico, affermazione<br />
smentita dai gestori. I membri, sfortunatamente, non sono in grado di confermare o smentire<br />
tali accuse. La delegazione ha potuto osservare la principale area di contenimento, in cui<br />
tonnellate di rifiuti sfusi, apparentemente domestici, vengono sollevati da una gru e depositati<br />
all&#8217;interno dell&#8217;inceneritore.<br />
Per quanto concerne le emissioni, la delegazione è stata informata che è in atto un<br />
monitoraggio costante su entrambi i camini, i cui risultati sono disponibili al pubblico<br />
attraverso il sito Internet dell&#8217;impianto. I valori registrati sino ad oggi rientrano in tutti i limiti<br />
di sicurezza. I firmatari sostengono che i valori relativi alle polveri sottili (PM10) eccedono i<br />
PE442.870v03-00 12/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
limiti di legge; non è però accertato che le emissioni dell&#8217;inceneritore contribuiscano a tale<br />
superamento. Un&#8217;importante questione irrisolta riguarda le modalità di smaltimento delle<br />
ceneri prodotte dall&#8217;inceneritore; le autorità responsabili dell&#8217;impianto affermano che vengono<br />
esportate e collocate in un sito speciale in Germania, altri asseriscono invece che sono<br />
conferite nella discarica di Terzignio/SARI. I membri non hanno assistito all&#8217;incenerimento<br />
delle ecoballe e non hanno ricevuto informazioni precise riguardo alla loro composizione.<br />
La delegazione ha sottolineato che il ricorso agli inceneritori non deve essere visto come una<br />
soluzione a lungo termine al problema dello smaltimento dei rifiuti, bensì come parte di un<br />
ciclo integrato di gestione che deve attribuire priorità alla riduzione e al riciclaggio dei rifiuti<br />
e prevedere un ricorso sempre meno importante all&#8217;incenerimento.<br />
Incontro con i firmatari<br />
Al termine del primo giorno di visita, circa 60 tra firmatari ed esponenti della stampa si sono<br />
radunati per incontrare la delegazione. L&#8217;elemento forse più impressionante degli interventi<br />
dei firmatari è stato il loro senso di frustrazione, di totale interruzione delle comunicazioni tra<br />
cittadini e autorità, di un deficit di democrazia. Hanno parlato dei rischi idrologici e geologici<br />
correlati ai siti adibiti a discarica (Chiaiano), di violazione dei parchi nazionali (Terzigno,<br />
Serre), di violenze fisiche e psicologiche da parte delle forze armate (il sindaco di Marano) di<br />
elevati livelli di inquinamento e di pericoli per la salute, confermati dalle statistiche,<br />
dell&#8217;incapacità o mancata volontà, a tutti i livelli delle istituzioni italiane, di individuare una<br />
soluzione a lungo termine o di ascoltare le proposte alternative avanzate dai cittadini.<br />
Incontro con gli esperti<br />
Il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile, ha ospitato un incontro con<br />
geologi, ambientalisti, esperti di salute e sociologi a Benevento, che ha dato alla delegazione<br />
l&#8217;opportunità di ascoltare i dati scientifici del problema.<br />
I geologi hanno relazionato in merito ai rischi sismici e idrogeologici. In particolare, si ritiene<br />
che, in caso di attività sismica, potrebbero palesarsi seri rischi presso i siti delle discariche di<br />
Terzigno e si indica come altamente plausibile l&#8217;evenienza di importanti perdite, con possibili<br />
conseguenze gravi per le comunità e i corsi d&#8217;acqua della valle sottostante.<br />
Gli esperti del settore della salute hanno parlato di cifre di mortalità in aumento, anche se è<br />
parso che vi fossero dubbi in merito alla fondatezza statistica dei dati.<br />
Gli ambientalisti si sono espressi sulla situazione complessiva. Uno di essi ha posto l&#8217;accento<br />
sull&#8217;afflusso in Campania di rifiuti tossici che vengono successivamente smaltiti in modo per<br />
lo più abusivo e incontrollato. Altri della necessità di educare i cittadini a ridurre il volume dei<br />
rifiuti.<br />
La sociologa ha illustrato un proprio lavoro di ricerca sulla democrazia partecipativa, che ha<br />
concluso che vi sono gravi carenze.<br />
Incontro con gli enti provinciali<br />
I presidenti delle cinque province campane hanno esposto i loro piani ora che hanno di nuovo<br />
la competenza per la gestione dei rifiuti.<br />
DT\822069IT.doc 13/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
Napoli, rappresentata da Giuseppe Caliendo. L&#8217;intera gestione dei rifiuti della provincia di<br />
Napoli è stata appaltata a un&#8217;azienda provinciale. È stato introdotto un sistema di incentivi e<br />
sanzioni al fine di impegnare comuni e cittadini in uno sforzo teso a ridurre il volume dei<br />
rifiuti e ad aumentare le percentuali di riciclaggio. I tassi variano notevolmente da comune a<br />
comune e si riflettono nel prezzo applicato per ogni tonnellata di rifiuti (da 60 a 102 euro a<br />
tonnellata). Gli interventi sono altamente concentrati su questo aspetto ed è necessario<br />
trasmettere un segnale forte ai cittadini. A valle, occorre creare impianti per i rifiuti organici e<br />
per il trattamento di vetro, metallo, plastica e carta. Napoli deve aumentare la capacità di<br />
trattamento dei propri rifiuti anziché ricorrere alla pratica dell&#8217;esportazione verso altre<br />
province o all&#8217;estero. Le autorità sono pronte a coordinare gli sforzi con il piano regionale, nei<br />
limiti delle risorse disponibili.<br />
Benevento, rappresentata dal presidente della provincia, Aniello Cimitile. Nel corso<br />
dell&#8217;emergenza, Benevento è stata ripetutamente chiamata in causa per assistere le altre<br />
province, Napoli in particolare. Durante la gestione commissariale dell&#8217;emergenza, sono state<br />
aperte, in aree idrologicamente fragili, numerose discariche e siti di stoccaggio temporaneo<br />
delle ecoballe che, in circostanze normali, non avrebbero superato i controlli. Il tutto senza<br />
previa consultazione della popolazione o delle autorità. La provincia ha commissionato un<br />
rapporto peritale allo scopo di delineare la propria strategia di gestione dei rifiuti per il<br />
periodo 2010-2012. L&#8217;accento è posto interamente sulla riduzione e sul riciclaggio dei rifiuti,<br />
aumentato al 75%, seguiti da un adeguato trattamento dei materiali, compresi quelli non<br />
riciclabili. Secondo il presidente, occorre predisporre un altro inceneritore.<br />
Caserta, rappresentata dal presidente della provincia, Domenico Zinzi. Come vicino povero<br />
di Napoli che, oltre a dover gestire i propri rifiuti si vede recapitare buona parte di quelli del<br />
più agiato territorio limitrofo, la nuova amministrazione si sente travolta dalla sfida di gestire<br />
il pesante retaggio del passato e di costruire allo stesso tempo un ciclo integrato di gestione.<br />
Nella fattispecie, la nuova amministrazione è dolorosamente consapevole che non vi sono<br />
fondi per attuare i piani. Il presidente ha avvertito che, se non saranno ottenuti risultati nei<br />
prossimi due anni, si rischia seriamente una nuova emergenza.<br />
Avellino, rappresentata dal presidente della provincia, Cosimo Sibilia. In questa provincia,<br />
molto più piccola delle altre (rappresenta solo il 7% dei rifiuti campani), la situazione risulta<br />
meno critica che altrove. Sul suo territorio, ospita due discariche, Ariano Irpino, chiusa e in<br />
attesa di bonifica, e Savignano Irpino, che dovrebbe funzionare per altri tre anni prima della<br />
chiusura. Il tasso di riciclaggio ha raggiunto il 31% ad Avellino. Le autorità sono in attesa del<br />
piano regionale per i rifiuti industriali e speciali.<br />
Salerno, rappresentata dall&#8217;assessore all&#8217;ambiente, Giovanni Romano. L&#8217;assessore ritiene che<br />
il problema principale sia la quantità di rifiuti prodotta e che l&#8217;industria degli imballaggi debba<br />
assumersi la sua parte di responsabilità. La discarica prevista a Valle della Masseria non sarà<br />
realizzata, è stata richiesta una modifica alla legge. È in programma la costruzione di un<br />
inceneritore a Salerno. Con il senno di poi, si può concludere che l&#8217;allestimento della discarica<br />
di Macchia Soprano sia stato un errore. Sono stati richiesti aiuti finanziari per la bonifica dei<br />
siti di Macchia Soprano e Basso dell&#8217;Olmo. Romano ha riconosciuto che le preoccupazioni dei<br />
firmatari sono ragionevoli, sebbene i rischi paventati non siano confermati dai dati. Come in<br />
tutte le altre province, il problema fondi è un grave ostacolo alla realizzazione di piani<br />
ambiziosi. I comuni hanno risentito fortemente della crisi finanziaria. Analogamente ai suoi<br />
colleghi, teme che se non si vi saranno risultati concreti, tra pochi anni potrebbe verificarsi<br />
una nuova emergenza. Sono stati richiesti finanziamenti al governo centrale.<br />
PE442.870v03-00 14/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
Tutti i rappresentanti provinciali hanno fatto appello alla delegazione affinché siano assegnati<br />
loro i mezzi e le risorse necessarie per passare da una situazione di gestione della crisi a un<br />
sistema sostenibile di gestione dei rifiuti.<br />
L&#8217;ARPAC, l&#8217;agenzia per la protezione ambientale della Campania, ha fornito un resoconto<br />
della propria attività di monitoraggio della qualità dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua nelle zone vicine ai siti<br />
di gestione dei rifiuti. Trentacinque controlli sono stati effettuati nella provincia di Salerno. In<br />
generale, le misurazioni sono rimaste in linea con i livelli generali, segnatamente per quanto<br />
riguarda il PM10, di particolare interesse per i firmatari nell&#8217;area di Napoli.<br />
Incontro con il governatore della regione Campania, Stefano Caldoro<br />
Non avendo ancora ultimato la formazione del governo, Stefano Caldoro, entrato in carica<br />
solo alcune settimane prima, ha proposto di organizzare un altro incontro, con l&#8217;assessore<br />
all&#8217;ambiente, una volta nominato. La gestione dei rifiuti, ha affermato, è al primo posto nella<br />
lista delle priorità del suo governo; intende operare in stretta collaborazione con le istituzioni<br />
dell&#8217;UE e individuare modelli di buone prassi per sviluppare e modernizzare un sistema<br />
integrato di gestione dei rifiuti. Il governatore ha riconosciuto che nelle discariche sono finiti<br />
anche dei rifiuti tossici e che il problema va affrontato senza indugio. Soprattutto, ha<br />
constatato che è necessario un serio sforzo per ricostruire il dialogo e la fiducia tra cittadini e<br />
governo. È suo desiderio trasmettere un messaggio che susciti spirito di collaborazione.<br />
Conclusioni e raccomandazioni: dalla gestione della crisi alla gestione dei rifiuti<br />
Come dimostrano alcuni passaggi della presente relazione, il contesto e le cause della crisi dei<br />
rifiuti in Campania sono estremamente complessi. Basti ricordare che i governi nazionali di<br />
ogni colore politico che si sono succeduti e i diversi commissari non sono stati in grado,<br />
nonostante gli ingenti fondi pubblici spesi, di risolvere questo annoso problema che ha<br />
ripercussioni sulla salute e il benessere di centinaia di comunità locali. A questo punto, pare<br />
inutile concentrarsi sulle colpe; è più importante guardare avanti e cercare di trarre importanti<br />
insegnamenti dai fallimenti delle politiche passate. L&#8217;insediamento di un nuovo governo<br />
regionale, la chiusura formale dell&#8217;emergenza e la sentenza della Corte di giustizia dell&#8217;Unione<br />
europea offrono la possibilità di riunire tutte le parti interessate nella ricerca di soluzioni<br />
capaci di aprire la strada a un ciclo integrato di gestione dei rifiuti pienamente a norma.<br />
La Protezione civile ha praticamente assolto i suoi compiti e ha allentato la pressione,<br />
assicurando alle autorità regionali circa tre anni di autonomia in termini di capacità di<br />
smaltimento in discarica e un inceneritore funzionante. Talune decisioni, prese sotto la sua<br />
supervisione, segnatamente la localizzazione delle discariche, sono state assunte in modo<br />
frettoloso, senza le debite consultazioni e in molti casi frutto di consigli incauti con visibili<br />
ripercussioni. A scanso di equivoci, occorre chiarire che la crisi dei rifiuti in Campania non è<br />
finita; è attualmente dormiente e vi è un serio rischio che possa scoppiare nuovamente.<br />
Inoltre, molte discariche sono in mani private e le autorità sembrano avere scarso controllo o<br />
conoscenza di ciò che avviene al loro interno e di come sono gestite.<br />
DT\822069IT.doc 15/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
L&#8217;attuale ciclo dei rifiuti si basa in larga misura su discariche e inceneritori. Se è vero che<br />
questi sistemi, per non parlare degli impianti di metanizzazione, trovano applicazione altrove<br />
nell&#8217;UE, è anche vero che non dovrebbero essere considerati la risposta al problema della<br />
gestione dei rifiuti. Sono, o dovrebbero essere, una componente integrata di un sistema<br />
coordinato ed efficace di gestione. Ciò che occorre è un intervento molto energico che,<br />
attraverso la predisposizione di adeguate infrastrutture, diminuisca il volume dei rifiuti e<br />
sposti l&#8217;ago della bilancia verso la prevenzione, la riduzione, il reimpiego e il riciclaggio. Va<br />
posto l&#8217;accento sul recupero dei rifiuti organici soprattutto in questa regione a vocazione<br />
prevalentemente agricola, un elemento che sembra aver ricevuto ad oggi scarsa attenzione.<br />
È fondamentale che le autorità ristabiliscano il dialogo con i cittadini, dimostrando<br />
trasparenza e apertura e coinvolgendo in tal modo la popolazione. Parimenti, è necessario che<br />
quest&#8217;ultima collabori con le autorità, dimostrando senso civico e un comportamento<br />
conseguente nelle sue abitudini quotidiane, compiendo sforzi per generare meno rifiuti e per<br />
smaltirli in modo corretto.<br />
Sulla base di quanto osservato dai membri, risulta evidente la necessità di una serie di<br />
decisioni importanti e urgenti, capaci allo stesso tempo di trasmettere segnali forti di un<br />
cambiamento di rotta.<br />
1. La discarica di Terzigno è situata in un Parco nazionale che è anche un sito del<br />
patrimonio UNESCO. Allo stato attuale, essa non risponde né ai requisiti della<br />
direttiva discariche, in particolare l&#8217;articolo 11 sulle procedure di ammissione dei<br />
rifiuti, né a quelli della direttiva habitat. Nonostante siano state recentemente<br />
realizzate le infrastrutture del caso, il sito presenta una serie di carenze gravi e<br />
manifeste, tra le quali figurano anche elementi di carattere geologico. L&#8217;imminente<br />
pericolo di un ampliamento del sito SARI e dell&#8217;apertura del secondo sito previsto<br />
all&#8217;interno del perimetro del Parco nazionale (Vitiello) è inaccettabile in questa<br />
situazione ed occorre individuare con urgenza delle alternative adeguate che rispettino<br />
i criteri delle normative UE1.<br />
2. Le enormi quantità di ecoballe ammassate nei siti di stoccaggio, specialmente a<br />
Taverna del Re, vanno rimosse e smaltite in via prioritaria una volta che ne sia stato<br />
idoneamente accertato l&#8217;esatto contenuto. A quel punto, l&#8217;incenerimento sarà l&#8217;unica<br />
soluzione pratica possibile e l&#8217;area dovrà essere adeguatamente ripristinata.<br />
3. Lo scarico abusivo a cielo aperto di rifiuti misti e non identificati, constatato nel corso<br />
della missione nei pressi del sito di Ferrandelle, è un aspetto che richiede urgente<br />
attenzione e che va sottoposto a severi controlli di gestione. Deve essere fornita una<br />
spiegazione del mancato utilizzo del sito previsto per il ricevimento dei rifiuti organici<br />
e deve esserne disposta l&#8217;entrata in funzione una volta stabilito che la struttura soddisfa<br />
i criteri stabiliti dalla direttiva sulla gestione dei rifiuti.<br />
1 La direttiva discariche 1999/31/CE, nell&#8217;allegato 1, sancisce l&#8217;obbligo per le autorità di tenere conto delle<br />
condizioni geologiche e idrogeologiche dell&#8217;area, nonché di altri criteri tra cui i rischi di frane, la presenza di<br />
zone di protezione naturale e così via.<br />
PE442.870v03-00 16/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
Raccomandazioni<br />
Piano integrato di gestione dei rifiuti: le &#8220;Linee di piano 2010-2013 per la gestione dei rifiuti<br />
urbani&#8221; devono essere trasformate in un piano d&#8217;azione concreto e dettagliato di breve e lungo<br />
periodo allo scopo di soddisfare, in particolare, le disposizioni della direttiva 2006/12/CE,<br />
articoli 4 e 5. Il piano deve prevedere dei parametri di riferimento per la misurazione dei<br />
progressi e precisare chiaramente quali siano le figure responsabili della sua esecuzione e<br />
quali le risorse assegnate. È altresì necessario istituire un sistema qualitativo e trasparente per<br />
la raccolta dei dati. È con queste modalità che si dovrebbe dare seguito alla sentenza della<br />
Corte del 4 marzo 2010. Inoltre, l&#8217;approvazione di un siffatto piano d&#8217;azione da parte della DG<br />
Ambiente è una delle condizioni necessarie per lo sblocco del finanziamento di 135 milioni di<br />
euro da parte della Commissione europea. Il piano di gestione dei rifiuti deve prevedere la<br />
bonifica delle aree contaminate e, allo stesso tempo, mettere a disposizione delle autorità e<br />
degli operatori locali servizi di formazione, informazione e supporto. La programmazione<br />
deve essere compatibile e complementare a una strategia nazionale per i rifiuti (obbligo<br />
sancito dalla direttiva discariche, articolo 5) ed altre regioni devono essere disposte ad<br />
adeguare i propri piani di gestione dei rifiuti per venire incontro ai fabbisogni urgenti della<br />
Campania. Per troppo tempo la Campania è stata beneficiario netto di rifiuti industriali e<br />
domestici provenienti da altre regioni che il territorio era scarsamente preparato a gestire;<br />
questo è stato un fattore aggravante nel corso della crisi.<br />
Legittimità democratica: in conformità alla direttiva 2003/35/CE, in particolare l&#8217;articolo 2<br />
&#8220;Partecipazione del pubblico ai piani e ai programmi&#8221;, è necessario ricostruire il dialogo tra i<br />
cittadini e le autorità e tra i diversi livelli di governo. Occorre coinvolgere e ascoltare i<br />
cittadini e ristabilire la fiducia. La supervisione militare è controproducente rispetto alla<br />
trasparenza e a ogni ragionevole percezione di normalità. Tuttavia, la presenza delle forze<br />
armate si fonda su una decisione politica e la delegazione ha preso atto dell&#8217;ottima<br />
cooperazione del personale militare. Secondo la Convenzione di Århus, i cittadini hanno il<br />
diritto di essere informati della situazione del loro territorio. È compito delle autorità fornire<br />
informazioni e motivare i cittadini a sviluppare un atteggiamento e un comportamento<br />
responsabili. L&#8217;abolizione formale della struttura commissariale per l&#8217;emergenza deve essere<br />
attuata in tutti i suoi aspetti; costituisce un criterio essenziale per lo sblocco dei fondi UE.<br />
Risorse: le autorità nazionali e regionali italiane devono destinare al problema un bilancio<br />
adeguato, che preveda il finanziamento dell&#8217;intero ciclo dei rifiuti, strutture e spese. Le<br />
infrastrutture richieste sono importanti e costose; comprendono impianti di riciclaggio e<br />
un&#8217;adeguata rete di discariche in cui i cittadini possano conferire personalmente tipologie di<br />
rifiuti diverse da quelle raccolte a domicilio, che dovranno aggiungersi agli impianti già<br />
esistenti per la separazione dei rifiuti per combustibile dai residui organici. È necessaria una<br />
precisa tabella di marcia che esponga le condizioni ed integri un calendario per la<br />
riattivazione del sostegno finanziario dell&#8217;UE. I finanziamenti sospesi, tuttavia, dovranno<br />
essere impiegati per aiutare ad innescare il processo di attuazione, sempre che l&#8217;Italia sia in<br />
grado di dimostrare un impegno concreto e l&#8217;ambizione di conformarsi al diritto UE. I fondi<br />
congelati dalla Commissione ammontano a 135 milioni di euro per il periodo di<br />
finanziamento 2007-2013, cui si aggiungono altri 10,5 milioni di euro per il periodo di<br />
finanziamento 2000-2006, oggetto del procedimento di infrazione su cui si è pronunciata la<br />
Corte di giustizia in data 4 marzo 2010.<br />
DT\822069IT.doc 17/18 PE442.870v03-00<br />
IT<br />
Attuazione: l&#8217;attuazione del piano e il rispetto della gerarchia del ciclo dei rifiuti sono elementi<br />
chiave. Occorre attribuire priorità alla prevenzione, alla riduzione, al reimpiego e al<br />
riciclaggio dei rifiuti nonché all&#8217;organizzazione della raccolta differenziata, in conformità<br />
della direttiva 2006/12/CE, articolo 3, in particolare la lettera b, punto i). Il sistema che<br />
prevede la premiazione dei comportamenti virtuosi e il sanzionamento delle non conformità<br />
deve essere rafforzato e vanno adottate misure atte ad impedire che i rifiuti siano smaltiti al di<br />
fuori del ciclo ufficiale organizzato. Diversi firmatari hanno spiegato che là dove esiste la<br />
raccolta differenziata, i rifiuti separati vengono successivamente scaricati nella medesima<br />
discarica. Questa è una prassi assolutamente inaccettabile che deve cessare immediatamente.<br />
Al momento, risulta molto meno costoso per i comuni e le province smaltire il rifiuti in<br />
discarica (90 euro/t) che separarli (200 euro/t). Il governo regionale dovrebbe valutare<br />
l&#8217;opportunità di adottare un approccio di &#8220;tolleranza zero&#8221; per creare una decisiva rottura con<br />
il passato e costruire una struttura conforme ai livelli di ambizione del piano. La gestione dei<br />
rifiuti non riguarda soltanto la raccolta bensì anche le politiche che portano alla riduzione dei<br />
rifiuti stessi. Occorre istituire quanto prima un dialogo strutturale con le industrie di<br />
imballaggio, la distribuzione e i negozi di prossimità, che dovrà diventare parte integrante del<br />
piano.<br />
Il retaggio del passato: l&#8217;inceneritore di Acerra è stato costruito senza che ai cittadini e alle<br />
comunità locali fosse dato modo di ottenere informazioni circa il rispetto delle norme esistenti<br />
in materia di valutazione d&#8217;impatto ambientale. Gravi i dubbi che permangono riguardo alle<br />
caratteristiche dei rifiuti sottoposti a incenerimento e ai possibili residui di sostanze tossiche<br />
prodotti, che rimangono sul territorio sotto forma di ceneri o liquami. Nel piano di gestione<br />
dei rifiuti va affrontato il tema dello smaltimento delle ecoballe &#8220;mummificate&#8221; con<br />
un&#8217;adeguata tecnologia. Vanno utilizzati esclusivamente i siti ufficialmente accreditati,<br />
compatibili con la direttiva discariche dell&#8217;UE. La loro ubicazione va chiaramente specificata.<br />
Tutti gli altri siti devono essere eliminati e dichiarati abusivi. Le sanzioni per lo scarico<br />
incontrollato di rifiuti vanno progressivamente inasprite come deterrente.<br />
Rifiuti industriali e rifiuti speciali: dal momento che solo una delle petizioni riguarda la<br />
gestione dei rifiuti industriali, tossici e speciali, la commissione ha scelto di non occuparsi di<br />
questo tema durante la missione e nella sua relazione. Ciò nondimeno va detto che la gestione<br />
dei rifiuti industriali, potenzialmente più nocivi e tossici rispetto a quelli domestici, deve<br />
svolgersi nel pieno rispetto della direttiva IPPC (direttiva Seveso) attualmente in corso di<br />
revisione. Le autorità devono attuare un severo controllo della movimentazione di questo<br />
particolare tipo di rifiuti, a prescindere dalla loro origine, ed è indispensabile che siano<br />
approntati dei siti all&#8217;uopo designati, compatibili con le disposizioni delle direttive dell&#8217;Unione<br />
europea. Per questi rifiuti, industriali, speciali e tossici, occorre realizzare infrastrutture<br />
adeguate.<br />
La progettazione e l&#8217;attuazione di un ciclo dei rifiuti coerente è competenza delle autorità<br />
italiane. Tuttavia, la commissione per le petizioni invita la Commissione europea a monitorare<br />
con attenzione e a sostenere l&#8217;Italia nei suoi rinnovati sforzi finalizzati a rispettare le<br />
normative UE. La commissione per le petizioni chiede di essere costantemente informata<br />
delle risposte fornite dall&#8217;Italia. Le autorità nazionali, regionali e locali potrebbero avviare<br />
processi di scambio e supporto bilaterali o multilaterali, traendo insegnamenti dalle migliori<br />
prassi altrove adottate. La commissione per le petizioni si dichiara disponibile e pronta ad<br />
assumere un ruolo attivo in questo processo e si impegna a seguirne da vicino gli sviluppi e a<br />
PE442.870v03-00 18/18 DT\822069IT.doc<br />
IT<br />
recarsi nuovamente nella regione verso la fine del 2011 o l&#8217;inizio del 2012.<br />
La delegazione desidera ringraziare i suoi ospiti per il sostegno fornitole nel corso della<br />
missione e saluta con favore la prospettiva di un futuro dialogo aperto e continuo.<br />
PS. Il 22 giugno 2010 la delegazione e i membri ex officio hanno incontrato Giovanni<br />
Romano, assessore all&#8217;ambiente e alla gestione dei rifiuti della Regione Campania. Romano<br />
ha rilasciato una dichiarazione circostanziata, fornendo dettagli sulla nuova proposta di<br />
strategia di gestione dei rifiuti. Ha segnalato la volontà delle autorità di lavorare con la<br />
commissione per le petizioni onde garantire il pieno rispetto delle direttive europee in materia<br />
di gestione dei rifiuti nella Regione. Romano ha cercato il sostegno della commissione per le<br />
petizioni onde ottenere lo sblocco degli stanziamenti trattenuti dalla Commissione, sulla base<br />
delle condizioni già stabilite1.<br />
1 Il Segretariato dispone di una nota più dettagliata in merito all&#8217;incontro, disponibile su richiesta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andreadambra.eu/2010/07/26/il-rapporto-della-commissione-petizioni-del-parlamento-europeo-la-crisi-dei-rifiuti-in-campania-non-e-finita/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>[PARLAMENTO EUROPEO PULITO] LA PRESIDENZA DI TURNO BELGA: &#8220;SE PARLAMENTO UE PRENDE INIZIATIVA CONSIGLIO PRONTO A ESAMINARLA&#8221;</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/07/21/parlamento-europeo-pulito-la-presidenza-di-turno-belga-se-parlamento-ue-prende-iniziativa-consiglio-pronto-a-esaminarla/</link>
		<comments>http://www.andreadambra.eu/2010/07/21/parlamento-europeo-pulito-la-presidenza-di-turno-belga-se-parlamento-ue-prende-iniziativa-consiglio-pronto-a-esaminarla/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 19:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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		<guid isPermaLink="false">http://www.andreadambra.eu/?p=949</guid>
		<description><![CDATA[NOTA BENE: Tutte le petizioni ricevute devono ricevere risposta  (conferma di  ricezione e numero della petizione) ed essere  successivamente inserite  all&#8217;ordine del giorno delle sedute della  Commissione. Se tempo fa hai già inviato la tua petizione utilizzando il modulo on-line del Parlamento Europeo ma non hai mai ricevuto una risposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>NOTA BENE</strong>: Tutte le petizioni ricevute devono ricevere risposta  (conferma di  ricezione e numero della petizione) ed essere  successivamente inserite  all&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/organes/peti/peti_7leg_meetinglist.htm" target="_blank">ordine del giorno delle sedute</a> della  Commissione. <strong>Se tempo fa hai già inviato la tua petizione utilizzando il <a href="https://www.secure.europarl.europa.eu/parliament/public/petition/secured/submit.do?language=IT" target="_blank">modulo on-line</a> del Parlamento Europeo ma non hai mai ricevuto una risposta dalla Commissione Petizioni <a href="mailto:ip-peti@europarl.europa.eu?cc=info@aboliamoli.eu&amp;subject=Richiesta%20chiarimenti&amp;body=Spett.le%20Commissione%20Petizioni%20qualche%20mese%20fa%20ho%20inviato%20una%20petizione%20con%20il%20modulo%20on-line%20per%20chiedere%20l'ineleggibilità%20dei%20condannati%20attraverso%20l'emendamento%20dell'Atto%20del%201976.%20Da%20allora%20non%20ho%20mai%20ricevuto%20una%20risposta%20da%20parte%20vostra%20ne'%20vedo%20la%20mia%20petizione%20tra%20quelle%20all'ordine%20del%20giorno%20delle%20varie%20sedute%20della%20Commissione%20Petizioni.%20Chiedo%20di%20conoscere%20il%20numero%20assegnato%20alla%20petizione%20e%20il%20responsabile%20cui%20è%20stata%20affidata.In%20attesa%20di%20risposta%20Cordiali%20saluti.%20NOME%20COGNOME">scrivi a quest&#8217;ultima</a></strong> <strong>chiedendo spiegazioni </strong><strong><a href="mailto:ip-peti@europarl.europa.eu?cc=info@aboliamoli.eu&amp;subject=Richiesta%20chiarimenti&amp;body=Spett.le%20Commissione%20Petizioni%20qualche%20mese%20fa%20ho%20inviato%20una%20petizione%20con%20il%20modulo%20on-line%20per%20chiedere%20l'ineleggibilità%20dei%20condannati%20attraverso%20l'emendamento%20dell'Atto%20del%201976.%20Da%20allora%20non%20ho%20mai%20ricevuto%20una%20risposta%20da%20parte%20vostra%20ne'%20vedo%20la%20mia%20petizione%20tra%20quelle%20all'ordine%20del%20giorno%20delle%20varie%20sedute%20della%20Commissione%20Petizioni.%20Chiedo%20di%20conoscere%20il%20numero%20assegnato%20alla%20petizione%20e%20il%20responsabile%20cui%20è%20stata%20affidata.In%20attesa%20di%20risposta%20Cordiali%20saluti.%20NOME%20COGNOME">cliccando qui</a></strong><strong> (ip-peti@europarl.europa.eu).</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.hln.be/static/FOTO/pe/4/14/4/art_large_253654.jpg" alt="http://www.hln.be/static/FOTO/pe/4/14/4/art_large_253654.jpg" width="186" height="280" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Ministro degli Esteri Belga Steven Vanackere</em></p>
<p>Ecco gli ultimi aggiornamenti sull&#8217;iniziativa <a href="http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito" target="_blank">PARLAMENTO EUROPEO PULITO</a></p>
<p>Siamo sempre in attesa dell&#8217;emendamento promesso d<strong>a parte del gruppo Italia dei Valori al Parlamento Europeo</strong> alla <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+COMPARL+PE-440.210+02+DOC+PDF+V0//IT&amp;language=IT" target="_blank">proposta di modifica dell&#8217;Atto del 1976 </a>riguardante l&#8217;elezione  degli eurodeputati presentata dall&#8217;europarlamentare Andrew Duff (ALDE, collega di eurogruppo degli europarlamentare IDV) .</p>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.andreadambra.eu/2010/05/24/parlamento-europeo-pulito-la-mobilitazione-comincia-a-sortire-i-primi-effetti/" target="_blank">ultimo post</a> vi avevo detto che oltre all&#8217;emendamento <strong>Sonia Alfano (IDV/ALDE) stava lavorando anche ad una <em>dichiarazione scritta</em> </strong>da presentare alla prossima plenaria di Strasburgo, coinvolgendo eurodeputati sia italiani che di altri paesi.<br />
Sonia mi ha recentemente comunicato che purtroppo (ma ciò era prevedibile, leggendo l&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getLastRules.do?language=IT&amp;reference=RULE-123&amp;navigationBar=YES" target="_blank">Art 123 del Regolamento</a> del Parlamento Europeo ) <strong>dall´Ufficio di Presidenza l&#8217;hanno informata che tale dichiarazione non può essere accettata</strong> in questo momento poiché contiene decisioni su questioni per le quali é attualmente già in corso una procedura (la proposta di modifica di cui sopra).</p>
<p>Recentemente ho scritto di questa iniziativa alla <a href="http://www.eutrio.be/" target="_blank">Presidenza di turno</a> del Consiglio dell&#8217;Unione Europea (Belgio). E&#8217; stato un piacere ricevere a stretto giro la <strong>risposta da parte del Ministero degli Esteri Belga</strong> che mi ha confermato come solo il Parlamento Europeo (<a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0047:0200:IT:PDF" target="_blank">art. 223 del Trattato</a>) possa prendere l&#8217;iniziativa sulla modifica dell&#8217;Atto del 1976. E che <strong>se il Parlamento Europeo prendesse una tale iniziativa il Consiglio sarebbe pronto ad esaminarla.</strong><br />
La Presidenza Belga ha anch&#8217;essa constatato la presenza di una proposta di modifica dell&#8217;Atto riguardante le elezioni in Commissione Affari Costituzionali (AFCO) ma anche che <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+COMPARL+PE-440.210+02+DOC+PDF+V0//IT&amp;language=IT" target="_blank">nella bozza</a> <strong>non c&#8217;è alcun elemento che preveda l&#8217;ineleggibilità di candidati condannati</strong>. Il consiglio ricevuto anche da loro è quello di <strong>far sentire la nostra voce all&#8217;Europarlamentare <a href="mailto:andrew.duff@europarl.europa.eu.">Andrew Duff</a> (ALDE)</strong>, relatore della proposta di modifica.</p>
<p>Secondo l&#8217;agenda on-line dei lavori <strong>l&#8217;adozione in commissione del rapporto</strong> (inizialmente prevista per Settembre) <a href="http://www.europarl.europa.eu/oeil/file.jsp?id=5806882" target="_blank">è slittata al 9 novembre 2010 </a>e la discussione in assemblea plenaria indicativamente per il 15 dicembre</p>
<p>Per concludere questo ultimo aggiornamento prima delle ferie estive <strong>veniamo alle novità riguardo i nostri &#8220;euro-pregiudicati&#8221;</strong>:</p>
<p><strong>Da segnalare una nuova condanna per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Patriciello" target="_blank">Aldo Patriciello</a> (PDL/PPE</strong>), <strong>già condannato per finanziamento illecito</strong> per aver dato agli inizi degli anni novanta 16 milioni di vecchie lire ad un politico amico (mai stato in carcere) il mese scorso (Giugno 2010) <a href="http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=32214&amp;goback_link=index.php" target="_blank">è stato condannato</a> dal Tribunale di Campobasso <a href="http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=cronaca&amp;articolo=43570" target="_blank">ad 1 anno e 6 mesi</a> per <strong>abuso d&#8217;ufficio</strong> nel processo riguardante la &#8220;Fondazione Pavone&#8221; . Per tale procedimento lo scorso anno <strong>Patriciello aveva chiesto la protezione dell&#8217;immunità parlamentare</strong> europea<a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?language=IT&amp;type=IM-PRESS&amp;reference=20090421IPR54106" target="_blank"> ma non ci era riuscito</a> in quanto <strong>per gli eurodeputati</strong> che l&#8217;anno scorso bocciarono a larga maggioranza la richiesta, le <strong>malversazioni di fondi pubblici e i reati urbanistici non possono essere equiparati ad un&#8217;opinione</strong> o a un voto.</p>
<p><strong>Poi c&#8217;è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Bonsignore" target="_blank">Vito Bonsignore</a> </strong>(PDL/Vicepresidente PPE) anche lui <strong>già condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione</strong> per l’appalto dell’ospedale d’Asti (mai stato in carcere). I giornali di queste ultime settimane <strong>fanno il suo nome nell&#8217;inchiesta sulla scalata BNL</strong> (Fiorani parla di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/25/riconoscenza-discreta.html" target="_blank">50 milioni e di un conto di Singapore</a> che Bonsignore gli avrebbe dovuto indicare)</p>
<p><strong>Il nome del vicepresidente italiano del PPE</strong> spunta anche dalle <a href="http://www.omicronweb.it/2010/07/15/cosca-la-lombardia-mani-sullexpo-spunta-una-cena-con-podesta/" target="_blank">cronache giudiziarie</a> riguardanti<strong> l&#8217;indagine sui clan calabresi</strong> e le infiltrazioni in Lombardia e nel resto del nord italia (nella quale non risulta però indagato).</p>
<blockquote><p>Ivano Perego, uno degli arrestati, secondo l’accusa, alla famiglia della ‘ndrangheta Strangio, &#8220;sostiene di essere appoggiato bene politicamente e di aver fatto una cena” con “Podestà”, l’attuale presidente della Provincia di Milano. Nel provvedimento il giudice spiega che in una conversazione telefonica intercettata il 24 giugno 2009, Perego parla di questa cena con Podestà, <strong>a cui era presente anche Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl</strong>, nonché molti industriali di Milano per organizzare l’Expo.</p></blockquote>
<p>Ne parlano anche <a href="http://www.newz.it/2010/07/13/operazione-il-crimine-le-mire-delle-cosche-sullexpo-2015/53924/" target="_blank">qui</a> e persino quelli de &#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/milano/i_politici_capitale_sociale_clan_nellordinanza_nomi_coinvolti/14-07-2010/articolo-id=460727-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a>&#8220;.</p>
<p><strong>ATTIVATI ANCHE TU PER UN PARLAMENTO EUROPEO SENZA CONDANNATI! ECCO    COSA PUOI FARE:<br />
</strong></p>
<p><strong>Copia/incolla la seguente e-mail :</strong></p>
<blockquote><p>Dear MEP,<br />
I’m writing to request the amendment of the <em>Act on the election of  representatives of the European Parliament by direct universal suffrage,  annexed to the Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20  September 1976</em> (the &#8220;Act&#8221;) to preclude the European Parliament to be  accessed by convicted people. I trust that convicted people must not be  able to stand for elections and become Members of the European  Parliament.<br />
As you may be aware, the Act does not contain a specific rule on this,  and it simply refers to the national laws of the EU Member States. As a  matter of fact, in several Member States there is no specific law  preventing convicted people to stand as candidates and be elected in the  Parliament. As an example, in Italy there is no such law: in fact,  Italy is on the top list for number of people that are sitting on both  the Italian and the European Parliament despite the fact that they have  been sentenced and found guilty.<br />
I know that in Autumn 2008 the Afco Committee started a revision of the  Act, namely regarding the minimum age for voters and candidates. I trust  a provision preventing convicted people from being elected and from  sitting in the European Parliament must be adopted [see Article 190 EC  Treaty].<br />
Here below you will find some examples of people convicted in Italy (and  abroad) that are currently sitting at the EU Parliament:<br />
Some examples:<br />
<strong>- Aldo Patriciello (EPP):</strong><br />
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the    90s he gave 16 million of italian lires to a &#8220;political friend&#8221;. He  has never been jailed.<br />
<strong>-Mario Borghezio (EFD):</strong><br />
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the    belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a    vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment,   commuted  to a fine of 3.040 euros. He has never been jailed.<br />
<strong>- Vito Bonsignore (EPP):</strong><br />
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract    the hospital of the italian city of Asti. He has never been jailed.<br />
<strong>- Nick Griffin (NI):</strong><br />
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the    Holocaust.<br />
<strong>- Jean Marie Le Pen (NI):</strong><br />
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.</p>
<p>And the list is even longer&#8230;</p>
<p>I consider that this matter falls within the priorities of the  legislative term of this European Parliament as evidenced by the public  survey published on April 2009 on the European Parliament website (Page  12: <em>“A large percentage of Italians want the candidate eligibility  criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”</em>).</p>
<p>For all the above reasons, I’m addressing this request to you,  trusting in your sensitivity toward this issue. I urge you to consider  an amendment to the Act in the above mentioned manner. I&#8217;m confident  that any EU citizen has the right to obtain that the position of Member  of the European Parliament should not be accessible to any convicted  people.</p>
<p>I look forward to receiving an answer from you.<br />
Thank you very much for your consideration.</p>
<p>Best regards<br />
<em>NOME E COGNOME</em></p></blockquote>
<p><strong>&#8230;E INVIALA:</strong></p>
<p>* AL<a href="mailto:ip-AFCO@europarl.europa.eu"> </a><a href="mailto:ip-AFCO@europarl.europa.eu;    carlo.casini@europarl.europa.eu; zita.gurmai@europarl.europa.eu;    rafal.trzaskowski@europarl.europa.eu;    morten.messerschmidt@europarl.europa.eu; syed.kamall@europarl.europa.eu;    john.attard-montalto@europarl.europa.eu;    constance.legrip@europarl.europa.eu; andrew.brons@europarl.europa.eu;    andrew.duff@europarl.europa.eu; ashley.fox@europarl.europa.eu;    matthias.groote@europarl.europa.eu;    roberto.gualtieri@europarl.europa.eu; gerald.haefner@europarl.europa.eu;    stanimir.ilchev@europarl.europa.eu;    ramon.jaureguiatondo@europarl.europa.eu;    jaime.mayororeja@europarl.europa.eu; paulo.rangel@europarl.europa.eu;    potito.salatto@europarl.europa.eu;    algirdas.saudargas@europarl.europa.eu;    gyorgy.schopflin@europarl.europa.eu;    sorenbo.sondergaard@europarl.europa.eu;    jozsef.szajer@europarl.europa.eu; indrek.tarand@europarl.europa.eu;    guy.verhofstadt@europarl.europa.eu; luis.yanez@europarl.europa.eu;    info@aboliamoli.eu; joseph.daul@europarl.europa.eu;    martin.schulz@europarl.europa.eu; daniel.cohn-bendit@europarl.europa.eu;   rebecca.harms@europarl.europa.eu;    michaltomasz.kaminski@europarl.europa.eu;    lothar.bisky@europarl.europa.eu;">COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI    MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO</a> DEL    PARLAMENTO EUROPEO;</p>
<p>*<a href="https://www.secure.europarl.europa.eu/parliament/public/petition/secured/submit.do?language=IT" target="_blank">ALLA COMMISSIONE PETIZIONI</a> DEL PARLAMENTO EUROPEO</p>
<p>* <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=31244568699#/group.php?sid=ffcdab183c86f3d1d8350523c8cc71e5&amp;gid=92214576620" target="_blank">ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK</a></p>
<p>* SCRIVI <a href="http://www.europarl.europa.eu/members/public/geoSearch/zoneList.do?language=IT&amp;country=IT" target="_blank">AL TUO EURODEPUTATO</a> E CHIEDIGLI DI PRENDERE    POSIZIONE SULL’INIZIATIVA</p>
<p>* <a href="http://it.euronews.net/contact/" target="_blank">CONTATTA    EURONEWS</a> CHIEDENDO DI OCCUPARSI DELL’ARGOMENTO;</p>
<p>* RESTA AGGIORNATO SULL&#8217;INIZIATIVA: <a href="mailto:aboliamoli-subscribe@yahoogroups.com">INVIA UNA E-MAIL</a> PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER</p>
<p>* <strong>PROMUOVI L&#8217;INIZIATIVA IN RETE: INSERISCI IL LOGO SUL TUO BLOG</strong>:</p>
<p>Copia e incolla il codice:<br />
<img src="http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png" alt="http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png" /><textarea cols="30" rows="5" name="textarea">&lt;a    href=&#8221;http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito&#8221;    mce_href=&#8221;http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito&#8221;    target=&#8221;_blank&#8221;&gt;&lt;img    src=&#8221;http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png&#8221;    mce_src=&#8221;http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png&#8221;    border=&#8221;0&#8243;&gt;&lt;/a&gt;</textarea></p>
<p>Leggi <a href="http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito&amp;searchbutton=vai!" target="_blank">tutti i post di questa iniziativa</a><br />
<a href="mailto:ip-peti@europarl.europa.eu?cc=info@aboliamoli.eu&amp;subject=Richiesta%20chiarimenti&amp;body=Spett.le%20Commissione%20Petizioni%20qualche%20mese%20fa%20ho%20inviato%20una%20petizione%20con%20il%20modulo%20on-line%20per%20chiedere%20l'ineleggibilità%20dei%20condannati%20attraverso%20l'emendamento%20dell'Atto%20del%201976.%20Da%20allora%20non%20ho%20mai%20ricevuto%20una%20risposta%20da%20parte%20vostra%20ne'%20vedo%20la%20mia%20petizione%20tra%20quelle%20all'ordine%20del%20giorno%20delle%20varie%20sedute%20della%20Commissione%20Petizioni.%20Chiedo%20di%20conoscere%20il%20numero%20assegnato%20alla%20petizione%20e%20il%20responsabile%20cui%20è%20stata%20affidata.In%20attesa%20di%20risposta%20Cordiali%20saluti.%20NOME%20COGNOME"><br />
</a></p>
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		<title>19 LUGLIO</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 07:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
19 luglio 1992 - 19 luglio 2010 - In Memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta
LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="434" height="348" data="http://www.youtube.com/v/lM2IDXOn07o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lM2IDXOn07o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: center;"><em>19 luglio 1992 - 19 luglio 2010 </em>- In Memoria di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Borsellino" target="_blank">Paolo Borsellino</a> e degli uomini della sua scorta</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Mobilitazione DIGITALE</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/07/04/mobilitazione-digitale/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 19:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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CON 821MILA FIRMATARI Andrea D&#8217;Ambra RIUSCÌ A FAR ABOLIRE  I COSTI DI  RICARICA DEI TELEFONINI
Andrea chi? C&#8217;è chi giura risuonasse questo  interrogativo nei dorati headquarter delle varie imprese di tlc, da  Telecom a Vodafone passando per Tre e Wind. Correva l&#8217;anno 2006. Di lì a  pochi mesi lo avrebbero conosciuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="411" height="330" data="http://www.youtube.com/v/L6DI9R7I_y8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/L6DI9R7I_y8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><strong>CON 821MILA FIRMATARI Andrea D&#8217;Ambra RIUSCÌ A FAR ABOLIRE  I COSTI DI  RICARICA DEI TELEFONINI</strong></p>
<p>Andrea chi? C&#8217;è chi giura risuonasse questo  interrogativo nei dorati headquarter delle varie imprese di tlc, da  Telecom a Vodafone passando per Tre e Wind. Correva l&#8217;anno 2006. Di lì a  pochi mesi lo avrebbero conosciuto (e temuto) quell&#8217;Andrea D&#8217;Ambra,  ventitreenne studente alla Federico II di Napoli. Andrea fece partire  una raccolta firme su Aboliamoli.eu e – con la complicità di 821mila  firmatari – riuscì a far abolire i costi di ricarica.<br />
Così nel  2007 – dopo un intervento europeo – il balzello per le ricariche fu  eliminato grazie a un decreto governativo. <strong>Causando un mancato introito  di centinaia di milioni di euro per le compagnie telefoniche.</strong> Se oggi in  Italia i costi di ricarica sono un lontano ricordo lo si deve (anche)  alla petizione popolare. «È stata la vittoria della rete. I cittadini se  uniti in cause comuni possono vincere anche su colossi come i gestori  di telefonia mobile», racconta ancora con entusiasmo Andrea D&#8217;Ambra,  oggi presidente di Generazione Attiva, un&#8217;associazione in difesa dei  consumatori.<br />
<strong>Cittadinanza attiva in salsa digitale</strong>. Negli ultimi  tempi gli italiani si sono scoperti innamorati delle firme su internet.  Passione intergenerazionale: firmano le petizioni in maniera indistinta  giovani e silver users, i navigatori dai capelli d&#8217;argento che hanno  abbracciato la rete pur non essendo nativi digitali. Ma da noi è diverso  rispetto alle mobilitazioni (e alle class action) statunitensi. «Queste  raccolte firme servono solo per fare da amplificatore di istanze che  arrivano dal basso e auspicabilmente per produrre un risultato  politico», afferma l&#8217;avvocato Guido Scorza, esperto di diritto in rete. E  precisa: «Sfortunatamente nel nostro Paese le firme online non servono  da un punto di vista giuridico. La nostra Costituzione prevede modalità  per far sentire la voce dei cittadini, si pensi agli strumenti di tipo  abrogativo come il referendum o a quelli di tipo propositivo come  l&#8217;iniziativa popolare. Però queste firme sono ancorate alla carta».<br />
Scarso effetto giuridico, ma grande impatto mediatico. Ecco perché,  negli ultimi anni, queste iniziative si sono moltiplicate, provocando  preoccupazione anche tra le aziende. Con le raccolte firme online sempre  più spesso l&#8217;impresa può perdere la faccia. Danni non solo di immagine.  A risentirne è anche il profitto, soprattutto quando si va ad agire su  comunità particolarmente animate. <strong>Ha fatto scuola il caso americano  della Morin</strong>, che ha postato su YouTube un video suggerendo che portare i  bambini nelle apposite imbracature avrebbe costretto le mamme a  utilizzare i farmaci antidolorifici. La comunità di mamme online  (agguerrita in America) si è ribellata e ha raccolto migliaia di firme.  Così Morin è stata costretta a fare marcia indietro.</p>
<p>In Italia le raccolte firme hanno sortito più effetti nella Pubblica  amministrazione che nelle imprese. A oggi da noi si contano una  settantina di campagne attive, promosse da partiti politici,  associazioni, gruppi di cittadini. Fenomeno in rete, che spesso esce  allo scoperto. È successo alla Valigia blu di Arianna Ciccone. Su  Valigiablu.it<strong> la giornalista ha raccolto oltre duecentomila firme dopo  un servizio proposto dal Tg1 sul processo Mills,</strong> quando fu data notizia  dell&#8217;assoluzione e non della prescrizione. «Valigiablu.it non è nato  come raccolta firme, lo è diventato su pressione della rete», precisa  Arianna Ciccone, che oggi con la sua valigia gira l&#8217;Italia. L&#8217;ultimo  sit-in l&#8217;ha portata in viale Mazzini, con un presidio davanti la sede  della Rai.<br />
Specificità dell&#8217;Italia in rete, dove trovano spazio  raccolte firme che coinvolgono soprattutto comitati cittadini. Così in  Liguria si firma per chiedere alla giunta regionale l&#8217;approvazione di  una legge a tutela del verde urbano. E si firma anche contro  l&#8217;intubamento delle acque dei fiumi Trebbia, Nure e Aveto. Mentre a  Sennori la raccolta firme è contro il randagismo.<br />
D&#8217;altronde  accendere una raccolta firme è facile e gratuito. Su Petizionionline.it e  su Firmiamo.it è possibile inserire la propria mobilitazione. Progetti  multilingue e multidominio. Con pochi clic, zero euro e tanta voglia di  partecipare.</p>
<p>Giampaolo Colletti -<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-06-17/mobilitazione-digitale-081100.shtml?uuid=AYcR1GzB#continue" target="_blank"> Il Sole 24 Ore</a> - 17 Giugno 2010</p>
<p><strong>L&#8217;attivismo si gioca online </strong><strong>Contro fumo o pneumatici </strong>Class  action d&#8217;America. Oltreoceano hanno fatto scuola le class action  avviate online da ex fumatori contro Philip Morris e Reynolds o la  mobilitazione contro Ford e Firestone per i pneumatici difettosi.</p>
<p>www.teledipendente.tv<br />
www.resetnews.it<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Per l&#8217;acqua bene pubblico </strong>Oltre la rete. La firma referendaria  non ha valore giuridico online in Italia. Ma il comitato promotore per  l&#8217;acqua bene pubblico promuove le raccolte firme grazie alla rete.</p>
<p>www.acquabenecomune.org<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Niente spese per i cellulari </strong>La prima. Una raccolta firme entrata  nella storia in Italia. A promuoverla il giovane Andrea D&#8217;Ambra. Grazie  anche alle 821mila firme raccolte è stato abolito il costo di ricarica  dei telefonini.</p>
<p><a href="http://www.aboliamoli.eu" target="_blank">www.aboliamoli.eu</a></p>
<p><strong>Spinta a internet </strong>Pro banda larga. Si firma per la banda larg a:  Antidigitaldivide e Federazione delle micro web tv propongono due  raccolte firme. Per chiedere un impegno concreto agli operatori.</p>
<p>www.antidigitaldivide.org</p>
<p>www.femitv.tv</p>
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		<title>NO AD UN CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA NEL CONSIGLIO D&#8217;EUROPA!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 17:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Oltre ad essere un Senatore della Repubblica Marcello Dell&#8217;Utri, fresco di condanna in appello a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è anche  membro dell&#8217;Assemblea Parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa.
La stessa Assemblea che elegge i giudici della Corte Europea dei diritti  umani.
Se anche voi condividete la richiesta di dimissioni/espulsione scrivete [...]]]></description>
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<div>
<div class="photo photo_none">
<div class="photo_img" style="text-align: center;"><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=4379595&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=406878871522&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=406878871522&amp;id=649933846"><img class="  img" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs067.snc3/13466_409524303846_649933846_4379595_2852732_n.jpg" alt="" width="395" height="246" /></a></div>
</div>
<p>Oltre ad essere un <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00004406.htm" target="_blank">Senatore della Repubblica</a> Marcello Dell&#8217;Utri, fresco di condanna in appello a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è anche  membro dell&#8217;<a href="http://assembly.coe.int/" target="_blank">Assemblea Parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa</a>.</p>
<p>La stessa Assemblea che elegge i giudici della <a href="http://www.echr.coe.int/echr/Homepage_FR" target="_blank">Corte Europea dei diritti  umani</a>.</p>
<p>Se anche voi condividete la richiesta di dimissioni/espulsione <a href="mailto:pace.com@coe.int?subject=NO TO MAFIA'S FRIENDS IN THE P.A.C.E&amp;body=Did you know that in the P.A.C.E sit a person found guilty and convicted on appeal to 7 years of prison for conspiracy with the Mafia? (Italian: concorso in associazione mafiosa). Don't you think that every day more spent with this kind of people in the PARLIAMENTARY ASSEMBLY AT THE COUNCIL OF EUROPE it's more and more a bigger SHAME? Hopefully you will be able to stop this shame before we start a huge bloggers and web campaign to let European people know about that. I look forward to receive an answer from you. Thank you! Best Regards">scrivete al Consiglio d&#8217;Europa</a> e passate parola!</div>
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		<title>1 luglio, sul web “a rete unificata” la diretta della manifestazione contro il bavaglio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 07:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Giovedì 1 luglio - in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione - la rete delle micro web tv, dei portali iperlocali, delle web tv e web radio d&#8217;università, dei blog e video blog e delle piattaforme online create dal basso rilancia online una maratona &#8220;a rete unificata&#8221;.
L&#8217;evento prende il [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/Liberarete.gif" alt="http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/Liberarete.gif" /></p>
<p><strong>Giovedì 1 luglio</strong> - in occasione della <strong>manifestazione nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione</strong> - la rete delle micro web tv, dei portali iperlocali, delle web tv e web radio d&#8217;università, dei blog e video blog e delle piattaforme online create dal basso rilancia online <strong>una maratona &#8220;a rete unificata&#8221;</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento prende il nome di <a href="http://www.liberarete.tv/la_maratona.htm" target="_blank">Libera rete</a> e verrà trasmesso <strong>dalle ore 17 alle ore 24 di giovedì 1 luglio dal Teatro &#8220;Lo Spazio&#8221; di Roma, in costante collegamento con piazza Navona</strong> a Roma e piazza della Libertà di Stampa a Conselice.</p>
<p>La<strong> lunga diretta</strong> - ideata e supportata dalla federazione delle micro web tv FEMI (cui StabiaChannel.it aderisce), Altratv.tv, Valigia Blu, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ipazia Promos e Current -<strong> intende presentare per la prima volta &#8220;a rete unificata&#8221; il ruolo di denuncia di Internet</strong> e delle micro web tv italiane nel panorama dell&#8217;informazione del Paese: saranno trasmesse le inchieste più significative per mostrare quanto sia condizione necessaria per la democrazia e la legalità la libertà di fare stampa e di essere informati. Ad oggi al progetto hanno aderito anche Repubblica.it, Corriere.it, Rainews24, Il Fatto Quotidiano, Youdem, U-Station, Raduni, Agoravox, Articolo 21, Premio Ilaria Alpi, Anso, Micromega, <a href="http://www.generazioneattiva.it" target="_blank"><strong>Generazione Attiva</strong></a>, Istituto per le politiche dell&#8217;Innovazione.</p>
<p>La maratona seguirà l&#8217;evolversi della manifestazione di piazza Navona e gli eventi correlati promossi dalla FNSI per la libertà di informazione e contro la legge bavaglio. Pertanto <strong>si alterneranno le immagini della manifestazione con le inchieste delle micro web tv</strong> e dei partner del progetto. Nel corso della maratona interverranno in studio e in collegamento webcam <strong>via Skype giornalisti, magistrati, micro-editori delle micro web tv</strong>. Uno spazio rilevante sarà dato alla finestra con l&#8217;estero, con la partecipazione di osservatori della stampa estera. Le micro web tv porteranno all&#8217;attenzione del pubblico anche <strong>una proposta concreta: la compartecipazione delle imprese tlc ai costi delle intercettazioni, come peraltro avviene in altri Paesi Europei.</strong></p>
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		<title>Disinformazione e propaganda pubblicitaria</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/06/20/disinformazione-e-propaganda-pubblicitaria/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 07:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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No, checché ne dicano quelli del gruppo Ferrero, la Nutella non è stata e non sarà messa al bando dall&#8217;Unione Europea.
Menomale che esiste ancora qualche europarlamentare libero dalle pressioni delle lobbies!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.nutella.it/img/nutella.png" alt="http://www.nutella.it/img/nutella.png" /></p>
<p>No, checché ne dicano quelli del gruppo <strong>Ferrero</strong>, la Nutella<a href="http://www.soniaalfano.it/blog/2010/06/18/la-nutella-non-e-stata-messa-al-bando-dal-parlamento-europeo/" target="_blank"> non è stata e non sarà messa al bando</a> dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Menomale che esiste ancora <a href="http://www.soniaalfano.it/" target="_blank">qualche europarlamentare</a> libero dalle pressioni delle <strong>lobbies</strong>!</p>
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		<title>I furbetti del bavaglino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Cosa è più importante: controllare il rubinetto o il lavandino? Se  controllo il lavandino posso dire a chi lo usa che non deve riempirlo  oltre una certa misura; e lui forse mi obbedirà e forse no; e, se non mi  obbedisce, io dovrò magari denunciarlo e fargli fare un processo.  Allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/intercettazione-300x255.jpg" alt="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/intercettazione-300x255.jpg" /></p>
<p>Cosa è più importante: controllare il rubinetto o il lavandino? Se  controllo il lavandino posso dire a chi lo usa che non deve riempirlo  oltre una certa misura; e lui forse mi obbedirà e forse no; e, se non mi  obbedisce, io dovrò magari denunciarlo e fargli fare un processo.  Allora tutti gli utilizzatori dei lavandini si coalizzeranno contro di  me e io farò una figuraccia. E poi magari lo assolvono pure perché  riempire i lavandini è un diritto costituzionale. Ma, se controllo il  rubinetto, non ho bisogno di ordinare niente a nessuno: lo chiudo e  l’acqua non arriva più. E del lavandino facciano quello che vogliono.  Ecco, questo è quello che sta facendo questo <strong>legislatore  furbastro</strong>. Il mondo dell’informazione si è ribellato?  Facciamogli credere che ci hanno toccato il cuore. Ma sì, figlioli,  pubblicate pure, con un po’ di cautela, “per riassunto”, ma sia mai che  la libertà di stampa sia conculcata. E se eccedete non vi preoccupate,  multe piccoline (non poi tanto) e prigione finta, qualche giorno con la  condizionale o agli arresti domiciliari o l’affidamento in prova al  servizio sociale.</p>
<p>Fare gli eroi vi costerà poco. E anche a noi  soci della premiata Cricca costerà poco; tanto, che pubblicano? Siamo in  una botte di ferro: <strong>senza intercettazioni </strong>i magistrati  si attaccano, non ci scopriranno mai; e se non ci scoprono non fanno i  processi; e se non fanno i processi non c’è niente da pubblicare. <strong>Soldi  e impunità</strong>, impunità e soldi, questo è il nostro radioso  futuro. Credete che sia una diagnosi sbagliata, magari eccessivamente  pessimista? State a vedere.</p>
<p>1) Si può intercettare <strong>solo  per 75 giorni</strong>; poi si smette. Però magari gli intercettati  parlano di questa o quella operazione, di questa o quella banca dove far  arrivare i soldi, di questo o quell’appalto su cui ci si deve mettere  d’accordo: discorsi promettenti ma ancora vaghi. Allora si può  continuare; ma solo per <strong>tre giorni</strong>, previa  autorizzazione di <strong>tre giudici </strong>del Tribunale del  capoluogo di Provincia a cui bisogna mandare tutto il fascicolo e la  richiesta di prorogare l’intercettazione. Mettiamo che i giudici  autorizzino e l’intercettazione continui; dopo tre giorni ci risiamo, i  soldi sono arrivati ma se ne debbono mandare un po’ anche a un altro  amico, l’appalto s’è bloccato, si deve sentire cosa ne pensa  l’assessore, quello che tu sai&#8230; Che si fa? Niente paura,  l’intercettazione continua; per altri tre giorni; previo, si capisce,  invio del fascicolo ai tre giudici del Tribunale capoluogo di Provincia  (che magari non sono più quelli di prima e debbono ristudiarsi tutto  daccapo). E via così magari per un anno o due. Non c’è che dire, una  cosa agile ed efficiente.</p>
<p>2) Non si può intercettare se il motivo  per intercettare è costituito solo dal contenuto di un’altra  intercettazione. Cioè esattamente quello che capita nel <strong>99 per  cento dei casi</strong>. I nostri intercettati chiacchierano e fanno  riferimento a “lui”, a quello che deve dare il via. Ne fanno anche il  nome e il cognome. In un paese normale si corre a intercettare “lui”; e,  poco dopo, li si arresta tutti perché “lui” ha chiacchierato per bene  al telefono. Ma il nostro non è un paese normale, è il paese di<strong> B&amp;C</strong>; qui serve garantirsi l’impunità. E così il telefono di  “lui” non si intercetta. “Lui” spiegherà ai suoi servi, sgherri,  sicari, associati (fate voi) quello che vuole che facciano, dalla  corruzione al falso in bilancio, passando per la frode fiscale e il  contrabbando; loro eseguiranno e i magistrati non ne sapranno mai nulla.</p>
<p>3)  Nel caso di reati commessi <strong>da ignoti </strong>non si può  intercettare senza consenso della parte offesa. Che non c’è mai in tutti  i casi di <strong>estorsione</strong> perché gli estorti hanno paura.  Per anni i sequestri di persona non sono stati denunciati dai parenti  che avevano paura che i sequestratori facessero del male all’ostaggio; e  per anni i riscatti sono stati pagati all’insaputa di forze dell’ordine  e magistratura, nella speranza di veder tornare il loro caro. Che  invece restava in prigionia finanziata proprio con questi soldi. Nelle  regioni a controllo mafioso del territorio (lo sanno B&amp;C che sono  almeno quattro?) l’economia sarà progressivamente strangolata da  un’estorsione sempre più organizzata e aggressiva. Ma non è vero!,  dicono indignati (per finta) questi ipocriti: per mafia e terrorismo si  intercetta senza dire niente a nessuno, senza limiti di tempo e senza  autorizzazioni della parte offesa! E già, perché lo sanno tutti che un  omicidio, un incendio, un pestaggio sono sempre e solo reati di mafia:  hanno l’etichetta appiccicata sul colletto delle vittime: <strong>made  in Mafia</strong>. Capisco che cultura giuridica ed esperienza  giudiziaria in questa gente latitano. Ma un po’ di cinefilia? Qualcuno  si ricorda<em> Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto</em>?  Tutti convinti che si tratta di mafia o politica; invece si tratta di  assassinio passionale. Può capitare il contrario, anzi in genere è  proprio così che vanno le cose: chi ci dice che il nostro morto  ammazzato non lo hanno fatto fuori moglie e amante? Come si motiva al  gip la asserita certezza che si tratta di assassinio di mafia e che  servono le intercettazioni <em>no limits</em>?</p>
<p>4) Come ho detto,  furbastri sono. Così, finito con i paletti giuridici, siccome non si sa  mai cosa ti combinano questi pm comunisti, hanno previsto gli <strong>ostacoli  pratici</strong>. Vuoi intercettare? Allora prendi i tuoi 23 faldoni,  caricali sulla macchina (che la Procura non ha oppure è rotta oppure non  c’è la benzina) e portali al Tribunale del capoluogo del distretto (per  dire, da Aosta a Torino). Lì, consegna tutto a un cancelliere (che non  c’è perché il personale amministrativo è inferiore del 40% rispetto a  quello che servirebbe) che deve annotare su apposito registro la  consegna. Poi aspetta che 3 giudici (che non ci sono perché sono tutti  impegnati a fare processi che si prescriveranno tra un anno e bisogna  spicciarsi se no fanno la fine dei processi di B, “assolto” perché  colpevole prescritto) decidano che sì, si può intercettare; a questo  punto corri a riprenderti i tuoi faldoni e attacca i telefoni. Per 15  giorni, attenzione, perché poi devi chiedere le proroghe (ogni 3  giorni!) e tutto <strong>il va e vieni dei faldoni </strong>ricomincia  daccapo. Se manca la benzina, la macchina o il cancelliere, sei fregato.  Dura lex sed lex. Ma l’ha fatta Alfano! Sempre lex è.</p>
<p><em><a href="http://togherotte.ilcannocchiale.it/post/2498055.html" target="_blank">Bruno Tinti </a>- Da il  Fatto Quotidiano, 11 giugno 2010</em></p>
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		<title>PRESENTI E ASSENTI AL PARLAMENTO EUROPEO UN ANNO DOPO LE ELEZIONI</title>
		<link>http://www.andreadambra.eu/2010/06/10/la-classifica-delle-presenze-al-parlamento-europeo-un-anno-dopo-le-elezioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 12:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
		
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Magdi Cristiano Allam (UDC/PPE) l&#8217;europarlamentare italiano più assenteista secondo Votewatch

Il 6 e 7 Giugno 2009 si svolgevano le elezioni europee per la VII legislatura (2009-2014). Ad un anno di distanza grazie a VOTEWATCH che l&#8217;ha stilata, pubblichiamo la classifica degli europarlamentari italiani in base al numero di presenze a Strasburgo e Bruxelles.
Da questa possiamo vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.votewatch.eu/images/meps/96992.jpg" alt="http://www.votewatch.eu/images/meps/96992.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Magdi Cristiano Allam (UDC/PPE) l&#8217;europarlamentare italiano più assenteista secondo Votewatch<br />
</em></p>
<p>Il 6 e 7 Giugno 2009 si svolgevano le elezioni europee per la VII legislatura (2009-2014). Ad un anno di distanza grazie a <a href="http://www.votewatch.eu/" target="_blank">VOTEWATCH</a> che l&#8217;ha stilata, pubblichiamo <strong>la classifica degli europarlamentari italiani</strong> in base al numero di presenze a Strasburgo e Bruxelles.</p>
<p>Da questa possiamo vedere che ai primi posti, <strong>con il 100% di presenze troviamo <a href="http://www.votewatch.eu/cx_meps_statistics.php?order_by=valoare_top&amp;order=ASC&amp;last_order_by=valoare_top&amp;top_entry=0&amp;euro_grup_id=0&amp;euro_tara_id=1&amp;euro_domeniu_id=0&amp;euro_parlamentar_id=0&amp;top=euro_parlamentar_procent_prezenta&amp;segment_id=2&amp;segment_id_start=0&amp;segment_id_end=2&amp;vers=2" target="_blank">7 eurodeputati</a></strong>.</p>
<p><strong>Gli stakanovisti</strong> sono <strong>2 del PD ( Caronna e Gualtier</strong>i) <strong>3 della Lega (Fontana, Rossi e Scottà</strong>) e <strong>2 del PDL (Iacolino e La Via</strong> ). Per quanto riguarda gli eletti <strong>nelle fila dell&#8217;IDV</strong> il <strong>più presente</strong> risulta essere <strong>Luigi De Magistris</strong> con una sola assenza in plenaria (97,83% di presenze).</p>
<p>Scorrendo la classifica salta agli occhi il risultato deludente ottenuto da <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=594" target="_blank"><strong>Debora Serracchiani</strong></a>, quella che doveva essere la &#8220;giovane promessa&#8221; del PD si ritrova <strong>al sestultimo posto con 31 presenze su 46</strong> (67%) e 706° su 733 nella classifica generale.</p>
<p><strong>Negli ultimi 5 posti, </strong>tra i più assenteisti troviamo<strong> <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=157" target="_blank">Ciriaco De Mita</a> (Udc), <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=302" target="_blank">Vincenzo Iovine</a> (IDV), <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=18" target="_blank">Alfredo Antoniozzi </a>(PDL), <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=495" target="_blank">Alfredo Pallone</a> (PDL)</strong> e, maglia nera per l&#8217;Italia in Europa<strong> con il più alto numero di assenze all&#8217;ultimo posto <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=8" target="_blank">Magdi Cristiano Allam</a> (UDC/Io amo l&#8217;Italia) con appena il 52% di presenze</strong> in plenaria (24 giorni su 46) si colloca agli ultimissimi posti anche nella classifica generale delle presenze di tutti gli eurodeputati (<strong>727° posto su 733</strong> ). <strong>Forza Magdi, il 733° posto non è lontano!</strong> Per ora è occupato dall&#8217;europarlamentare rumeno <a href="http://www.votewatch.eu/cx_mep_details.php?euro_parlamentar_id=47" target="_blank">George Becali</a> che si è recato all&#8217;Europarlamento soltanto in 15 occasioni su 46 (32,61%)</p>
<p><strong>La classifica</strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">1 - 7      Salvatore CARONNA       S&amp;D   100.00 %<br />
1 - 7     Lorenzo FONTANA      EFD     100.00 %<br />
1 - 7     Roberto GUALTIERI      S&amp;D   100.00 %<br />
1 - 7     Salvatore IACOLINO      PPE     100.00 %<br />
1 - 7     Giovanni LA VIA      PPE     100.00 %<br />
1 - 7     Oreste ROSSI      EFD     100.00 %<br />
1 - 7     Giancarlo SCOTTÀ      100.00 %</span></strong><br />
8 - 10     Mario MAURO      PPE     97.96 %<br />
8 - 10     Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS      PPE     97.96 %<br />
8 - 10     Francesco Enrico SPERONI      EFD     97.96 %<br />
11     Pier Antonio PANZERI      S&amp;D     97.92 %<br />
12 - 13     Francesca BALZANI      S&amp;D     97.83 %<br />
12 - 13     Luigi de MAGISTRIS      ALDE/ADLE     97.83 %<br />
14     Vittorio PRODI      S&amp;D     97.73 %<br />
15     Gianni PITTELLA      S&amp;D     95.92 %<br />
16 - 20     Carlo CASINI      PPE     95.65 %<br />
16 - 20     Lara COMI      PPE     95.65 %<br />
16 - 20     Andrea COZZOLINO      S&amp;D     95.65 %<br />
16 - 20     Leonardo DOMENICI      S&amp;D     95.65 %<br />
16 - 20     Potito SALATTO      PPE     95.65 %<br />
21 - 23     Gabriele ALBERTINI      PPE     93.88 %<br />
21 - 23     Herbert DORFMANN      PPE     93.88 %<br />
21 - 23     Fiorello PROVERA      EFD     93.88 %<br />
24     Giommaria UGGIAS      ALDE/ADLE     93.48 %<br />
25     Elisabetta GARDINI      PPE     92.86 %<br />
26 - 27     Niccolò RINALDI      ALDE/ADLE     91.84 %<br />
26 - 27     Gianluca SUSTA      S&amp;D     91.84 %<br />
28 - 29     Raffaele BALDASSARRE      PPE    91.30 %<br />
28 - 29     David-Maria SASSOLI      S&amp;D     91.30 %<br />
30     Iva ZANICCHI      PPE     90.48 %<br />
31     Sergio Gaetano COFFERATI      S&amp;D     89.80 %<br />
32 - 35     Luigi BERLINGUER      S&amp;D    89.13 %<br />
32 - 35     Silvia COSTA      S&amp;D     89.13 %<br />
32 - 35     Guido MILANA      S&amp;D     89.13 %<br />
32 - 35     Licia RONZULLI      PPE     89.13 %<br />
36     Patrizia TOIA      S&amp;D     87.76 %<br />
37 - 45     Roberta ANGELILLI      PPE    86.96 %<br />
37 - 45     Antonello ANTINORO      PPE     86.96 %<br />
37 - 45     Antonio CANCIAN      PPE    86.96 %<br />
37 - 45     Paolo DE CASTRO      S&amp;D     86.96 %<br />
37 - 45     Carlo FIDANZA      PPE     86.96 %<br />
37 - 45     Barbara MATERA      PPE     86.96 %<br />
37 - 45     Erminia MAZZONI      PPE    86.96 %<br />
37 - 45     Amalia SARTORI      PPE     86.96 %<br />
37 - 45     Salvatore TATARELLA      PPE     86.96 %<br />
46     Gianni VATTIMO      ALDE/ADLE     85.71 %<br />
47     Mario BORGHEZIO      EFD     85.42 %<br />
48 - 49     Mara BIZZOTTO      EFD     84.78 %<br />
48 - 49     Tiziano MOTTI      PPE    84.78 %<br />
50     Sergio BERLATO      PPE     83.67 %<br />
51 - 54     Sonia ALFANO      ALDE/ADLE    82.61 %<br />
51 - 54     Pino ARLACCHI      ALDE/ADLE    82.61 %<br />
51 - 54     Paolo BARTOLOZZI      PPE     82.61 %<br />
51 - 54     Giovanni COLLINO      PPE     82.61 %<br />
55 - 56     Francesco DE ANGELIS      S&amp;D     80.43 %<br />
55 - 56     Marco SCURRIA      PPE     80.43 %<br />
57 - 58     Rosario CROCETTA      S&amp;D    79.59 %<br />
57 - 58     Claudio MORGANTI      EFD     79.59 %<br />
59 - 60     Cristiana MUSCARDINI      PPE     77.55 %<br />
59 - 60     Matteo SALVINI      EFD     77.55 %<br />
61     Crescenzio RIVELLINI      PPE     76.09 %<br />
62 - 64     Vito BONSIGNORE      PPE      73.91 %<br />
62 - 64     Clemente MASTELLA      PPE      73.91 %<br />
62 - 64     Mario PIRILLO      S&amp;D     73.91 %<br />
65     Aldo PATRICIELLO      PPE     69.57 %<br />
66 - 67     Rita BORSELLINO      S&amp;D     67.39 %<br />
66 - 67     Debora SERRACCHIANI      S&amp;D     67.39 %<br />
<span style="color: #ff6600;">68     Luigi Ciriaco DE MITA      PPE     65.22 %<br />
69     Vincenzo IOVINE      ALDE/ADLE   60.42 %<br />
70     Alfredo ANTONIOZZI      PPE     58.70 %<br />
71     Alfredo PALLONE      PPE     56.52 %</span><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">72     Magdi Cristiano ALLAM      PPE   <span style="text-decoration: underline;"> 52.17 %</span></span></strong></p>
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