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	<title>ANDREA D&#039;AMBRA • INTERPRETE | TRADUTTORE</title>
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	<title>ANDREA D&#039;AMBRA • INTERPRETE | TRADUTTORE</title>
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		<title>Direttiva Interpreti e Traduttori e ritardi della Commissione, la Mediatrice Europea apre un&#039;indagine</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 16:41:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sul Fatto Quotidiano, tutti i dettagli e aggiornamenti sugli sviluppi della petizione che, ad oggi, ha raggiunto quasi cinquemila firme.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2436" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/08/Schermata-2017-08-01-alle-17.28.20-1-1.png" alt="" width="618" height="401" /></p>
<p><a href="https://goo.gl/Ggb9kR" target="_blank" rel="noopener">Sul Fatto Quotidiano,</a> tutti i dettagli e aggiornamenti sugli sviluppi della petizione che, ad oggi, ha raggiunto quasi cinquemila firme.</p>
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		<title>Marine Le Pen et &#034;l&#039;erreur de traduction&#034; du Corriere della Sera</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 13:42:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marine Le Pen qui traite François Fillon de "merdes"?!? Erreur de traduction ou dérapage? Pour en savoir plus, je vous invite à lire mon billet publié sur Mediapart]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-2430" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/06/fillo-lepen-1-1.jpg" alt="" width="447" height="299" /></p>
<p>Marine Le Pen qui traite François Fillon de &#8220;merdes&#8221;?!?</p>
<p>Erreur de traduction ou dérapage? Pour en savoir plus, je vous invite à lire <a href="https://blogs.mediapart.fr/andrea-dambra/blog/060517/ce-sont-des-merdes-marine-le-pen-dement-et-plaide-lerreur-de-traduction" target="_blank" rel="noopener">mon billet publié sur Mediapart</a></p>
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		<title>Direttiva Interpreti e Traduttori: la Commissione Europea risponde!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 12:57:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi, La stavamo aspettando da tempo ed è finalmente arrivata, sto parlando della risposta della Commissione Europea in merito alla Direttiva sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (2010/64/UE). Prima di svelarvene il contenuto però è utile ricapitolare la situazione: - Il 20 Ottobre 2010 viene pubblicata la Direttiva 2010/64/UE (di seguito “direttiva”) &#91;...&#93;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2387" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/06/vera.jourova-1-1.png" alt="" width="638" height="384" /></p>
<p>Carissimi,</p>
<p>La stavamo aspettando da tempo ed è finalmente arrivata, sto parlando della risposta della Commissione Europea in merito alla Direttiva sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (2010/64/UE).</p>
<p>Prima di svelarvene il contenuto però è utile ricapitolare la situazione:</p>
<p>&#8211; Il 20 Ottobre 2010 viene pubblicata la Direttiva 2010/64/UE (di seguito “direttiva”) sul diritto all&#8217;interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali. Questa sancisce (articolo 5, paragrafo 2) per gli Stati membri l&#8217;impegno a istituire un registro di traduttori e interpreti debitamente qualificati.</p>
<p>&#8211; Passano gli anni e l’Italia ignora tale direttiva e non istituisce alcun registro/elenco di traduttori ed interpreti qualificati per i procedimenti penali lasciando immutato lo status quo (chiunque può iscriversi, anche senza laurea, semplicemente dichiarando di conoscere una determinata lingua).</p>
<p>&#8211; Nel 2014, in ritardo sulla tabella di marcia prevista dalla direttiva per l’attuazione della stessa da parte degli Stati membri, l’Italia la recepisce con il decreto legislativo n.32 del 2014 tralasciando la parte fondamentale riguardante la qualità e in particolare l’ingaggio di interpreti e dei traduttori.</p>
<p>&#8211; Fortunatamente la Commissione Europea ha il compito di far rispettare la normativa europea nei diversi Stati Membri e l’Articolo 10 della direttiva recita “Relazione &#8211; Entro il 27 ottobre 2014 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva, corredata, se del caso, di proposte legislative.”</p>
<p>&#8211; Nel 2016, forse per il timore di ammonimenti e procedure di infrazione da parte di Bruxelles, l’Italia (Governo Renzi) apporta delle modifiche al decreto che recepisce la direttiva, ma queste lasciano il testo in una versione pressoché identica alla quella iniziale, senza modificare le questioni fondamentali: si fa un primo timido riferimento ad un elenco nazionale ma il pasticcio è trasformarlo nell’insieme degli elenchi locali dove quasi chiunque può chiedere di iscriversi; i giudici potranno continuare ad avvalersi di interpreti e traduttori non presenti sull’elenco, in presenza di “particolari esigenze”; il compenso resta di una manciata di Euro all’ora; non viene inserito alcun requisito di possesso della Laurea Magistrale in Traduzione e/o Interpretazione o di esperienza pluriennale documentata nel campo né alcun esame/verifica di tali requisiti; ogni Tribunale fa un po’ come gli pare; le sentenze non vengono tradotte in modo sistematico.</p>
<p>Ma siamo ormai a giugno 2017! E la famosa relazione che la Commissione doveva presentare entro Ottobre 2014? Ecco, appunto… nonostante numerose richieste e interrogazioni parlamentari Bruxelles in tutti questi anni ha sempre glissato, finché, con le spalle al muro, il 25 luglio 2016 in risposta ad un’interrogazione (E-004113/16) fa sapere che “si appresta a redigere una relazione valutativa delle misure poste in essere dagli Stati per conformarsi alla direttiva 2010/64/UE.”</p>
<p>E poi? E poi niente, silenzio assoluto.</p>
<p>Per questo a Febbraio di quest’anno l’europarlamentare M5S Isabella Adinolfi ha presenta l’ennesima interrogazione (E-001239/2017), per chiedere per quando fosse prevista la pubblicazione di tale relazione.</p>
<p>Ed eccoci ad oggi, 1° giugno 2017, dopo 3 mesi la Commissaria alla Giustizia, Věra Jourová fa sapere che ha cominciato ad elaborare la relazione che si stava apprestando a redigere un anno fa (e che avrebbe dovuto pubblicare entro Ottobre 2014). Che “La preparazione di tale relazione richiede una valutazione approfondita delle misure nazionali di recepimento della direttiva in tutti gli Stati membri“ e che la pubblicazione è prevista “al più tardi all&#8217;inizio del 2018.”</p>
<p>2018?!?! Che dire? Il proverbiale rigore, la rapidità e la solerzia che contraddistinguono la Commissione quando si tratta di vincoli di bilancio, austerità o parametri deficit/PIL non rispettati dagli Stati Membri svaniscono nel nulla quando parliamo di giustizia e diritti o doveri che incombono alla stessa Commissione.</p>
<p>Chi controlla il controllore? In teoria ci sarebbero il Mediatore Europeo e l’Europarlamento. in teoria&#8230;</p>
<p>Vi chiedo di <a href="https://www.change.org/p/le-istituzioni-italiane-diano-il-buon-esempio-assumendo-e-ricorrendo-ad-interpreti-traduttori-qualificati?source_location=minibar" target="_blank" rel="noopener noreferrer">condividere e far firmare questa petizione</a> al più gran numero di amici e conoscenti per fare in modo che la Commissione Europea continui a sentire la nostra pressione e faccia rispettare seriamente quanto previsto dalla Direttiva 2010/64/UE in Italia.</p>
<p>Grazie per il vostro sostegno</p>
<p>Andrea D’Ambra<br />
Interprete</p>
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		<title>Quel &#034;merde&#034; del Corriere della Sera che fece infuriare Marine Le Pen. Errore di traduzione?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 15:16:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un "errore di traduzione" o un insulto gratuito nei confronti di un suo avversario? Sul Fatto Quotidiano, racconto della polemica tra Marine Le Pen e il giornalista Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, che rischia di finire in querela.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2384" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/05/Schermata-2017-05-06-alle-17.03.36-1-1.png" alt="marine le pen" width="761" height="586" /></p>
<p>Un &#8220;errore di traduzione&#8221; o un insulto gratuito nei confronti di un suo avversario? Sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/06/elezioni-francia-il-corriere-riporta-sono-delle-merde-ma-le-pen-minaccia-querela/3566698/" target="_blank">Fatto Quotidiano</a>, racconto della polemica tra Marine Le Pen e il giornalista Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, che rischia di finire in querela.</p>
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		<title>Le stravaganti &#034;traduzioni&#034; dei mezzi di informazione italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 15:43:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le scelte traduttive dei mezzi di informazione italiani sono spesso stravaganti, discutibili ed errate. Per chi fosse interessato ad approfondire, ne ho scritto questa settimana sul Fatto Quotidiano (qui il post).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-2378" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-1024x768.jpg" alt="traduzioni" width="700" height="525" srcset="https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-200x150.jpg 200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-300x225.jpg 300w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-400x300.jpg 400w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-600x450.jpg 600w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-768x576.jpg 768w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1-800x600.jpg 800w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2017/03/semantica-garde-à-vue-fermo-sarkozy-vs-operai-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le scelte traduttive dei mezzi di informazione italiani sono spesso stravaganti, discutibili ed errate. Per chi fosse interessato ad approfondire, ne ho scritto questa settimana sul Fatto Quotidiano (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/28/stampa-italiana-date-ai-traduttori-quel-che-e-dei-traduttori/3467565/" target="_blank">qui il post</a>).</p>
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		<title>Il lupo (Wind) perde il pelo ma non il vizio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 10:43:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vivo all’estero. Qualche giorno fa, ricevo sul mio telefonino uno strano SMS dal mio operatore telefonico mobile: Wind Non è dato sapere a quanto ammonta l’importo e per quale motivo è stata attivata un’offerta senza il consenso del cliente (offerta il cui nome sembra essere stato ideato appositamente per trarre in inganno il cliente, facendogli &#91;...&#93;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Vivo all’estero. Qualche giorno fa, ricevo sul mio telefonino uno strano SMS dal mio operatore telefonico mobile: Wind</div>
<figure class="_2cuy _4nuy _2vxa">
<div class="_h2x"><img class="aligncenter size-large wp-image-2367" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-826x1024.jpg" alt="wind sms addebito tariffa roaming imposta" width="700" height="868" srcset="https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-200x248.jpg 200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-242x300.jpg 242w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-400x496.jpg 400w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-600x744.jpg 600w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-768x952.jpg 768w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-800x992.jpg 800w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-826x1024.jpg 826w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1-1200x1488.jpg 1200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-sms-addebito-tariffa-roaming-imposta-1.jpg 1523w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></div>
</figure>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Non è dato sapere a quanto ammonta l’importo e per quale motivo è stata attivata un’offerta <strong>senza il consenso del cliente</strong> (offerta il cui nome sembra essere stato ideato appositamente per trarre in inganno il cliente, <strong>facendogli credere che si tratti di un’imposizione tariffaria europea</strong>).</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">In Europa esiste già infatti una tariffa regolamentata ed è la cosiddetta “<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Feuropa.eu%2Fyoureurope%2Fcitizens%2Ftravel%2Fmoney-charges%2Fmobile-roaming-costs%2Findex_it.htm&amp;h=_AQG6qJPH&amp;s=1" target="_blank">Eurotariffa</a>” varata dall’Unione Europea con lo scopo di diminuire i costi di roaming (le telefonate effettuate, ricevute e gli sms inviati quando ci si trova in un altro paese dell’UE). Questa consente di chiamare a circa 20 centesimi al minuto, ricevere a circa 5 centesimi al minuto e di pagare ogni sms 6 centesimi di Euro.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Con queste tariffe, che evolvono verso il basso con il passare del tempo, <strong>gli operatori non dormono la notte per tentare di far sottoscrivere opzioni a pagamento ai clienti che vanno all’estero</strong>, inviando loro sistematicamente sms invitandoli ad aderire ad opzioni con un canone giornaliero o settimanale <strong>molto meno interessanti rispetto all’eurotariffa</strong> per chi, come me, usa il wifi presente ovunque o si limita a qualche telefonata o sms al giorno e non passa la giornata al telefono.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E’ così che qualche giorno fa <strong>Wind ha deciso di imporre una di queste tariffe a tutti i suoi clienti</strong> che si trovano e/o si recano all’estero e ricevono o fanno una telefonata o inviano un sms, intascando 2 euro in un solo colpo, al posto dei pochi centesimi che avrebbe avuto con l’eurotariffa.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img class="aligncenter size-large wp-image-2368" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-1024x607.png" alt="wind-nuova-tariffa-imposta" width="700" height="415" srcset="https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-200x119.png 200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-300x178.png 300w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-400x237.png 400w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-600x356.png 600w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-768x455.png 768w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-800x474.png 800w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1-1024x607.png 1024w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-nuova-tariffa-imposta-1.png 1090w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sul sito di Wind l’offerta imposta viene<strong> mascherata da una specie di nuova eurotariffa</strong> imposta dall’Europa, parlando di “adeguamento”, “regolamentazione valida in Unione Europa” e facendo riferimento a Regolamenti che non impongono alcun canone giornaliero ai clienti.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Da me interrogata,<strong> l’Europa, tramite il Servizio Europe Direct, smentisce e dichiara la pratica di Wind “al limite della legalità”</strong> invitandomi a segnalare la cosa all’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM).</div>
<figure class="_2cuy _4nuy _2vxa">
<div class="_h2x"><img class="aligncenter size-full wp-image-2369" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/europa-su-tariffa-wind-1-1.png" alt="europa-su-tariffa-wind" width="654" height="322" /></div>
</figure>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Non me lo sono fatto dire due volte, chiamando il 155 e chiedendo non solo che mi venisse ristabilita l’eurotariffa (che non ho mai deciso di abbandonare) ma che mi fossero inoltre accreditati gli importi (per un totale di 8 Euro) che mi erano stati addebitati. Detto fatto, <strong>dopo qualche minuto ricevevo due sms che mi confermavano il ritorno all’eurotariffa e il rimborso del maltolto</strong>.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Se anche voi, come me, avete avuto questa esperienza,<strong> ora sapete come comportarvi</strong>.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img class="aligncenter size-large wp-image-2370" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-801x1024.jpg" alt="wind retromarcia eurotariffa e rimborso" width="700" height="895" srcset="https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-200x256.jpg 200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-235x300.jpg 235w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-400x511.jpg 400w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-600x767.jpg 600w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-768x982.jpg 768w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-800x1023.jpg 800w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-801x1024.jpg 801w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1-1200x1534.jpg 1200w, https://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2016/04/wind-retromarcia-eurotariffa-e-rimborso-1.jpg 1505w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Per la segnalazione all’AGCOM non ho ancora provveduto anche perché ricordo che all’epoca della <a href="http://www.aboliamoli.eu" target="_blank">battaglia contro i costi di ricarica</a> <strong>quelli dell’AGCOM non erano tra i più temuti dagli operatori di telefonia mobile.</strong></div>
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		<title>GUIDA ALL&#039;ISCRIZIONE ANAGRAFICA PER CITTADINI COMUNITARI</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 10:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[notice]PROBLEMI CON L&#8217;ISCRIZIONE AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE (SSN)? BRUXELLES HA FATTO SAPERE CHE RIFIUTARE L&#8217;ISCRIZIONE AI CITTADINI INATTIVI/DISOCCUPATI E&#8217; CONTRARIO ALLA NORMATIVA EUROPEA. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE.[/notice] Questa guida (disponibile qui anche in FORMATO PDF) vuole essere d’aiuto ai tanti cittadini comunitari che, alle prese con l’iscrizione anagrafica si trovano davanti il muro di gomma dell’amministrazione pubblica &#91;...&#93;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal; text-align: left;">[notice]<strong>PROBLEMI CON L&#8217;ISCRIZIONE AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE (SSN)? BRUXELLES HA FATTO SAPERE CHE RIFIUTARE L&#8217;ISCRIZIONE AI CITTADINI INATTIVI/DISOCCUPATI E&#8217; CONTRARIO ALLA NORMATIVA EUROPEA. <a href="http://www.andreadambra.eu/2014/10/15/bruxelles-rifiutare-iscrizione-al-ssn-a-cittadini-ue-inattivi-e-contrario-a-norme-europee/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CLICCA QUI PER APPROFONDIRE.</span></a></strong>[/notice]</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal; text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><a href="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2011/05/feedback-dagmara-1-1.png"><img class="aligncenter  wp-image-1820" src="http://www.andreadambra.eu/wp-content/uploads/2011/05/feedback-dagmara-1-1.png" alt="feedback dagmara" width="557" height="157" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt;">Questa guida (<a href="http://www.aboliamoli.eu/guida_iscrizione_anagrafica_cittadini_ue_%202011.pdf">disponibile qui anche in FORMATO PDF</a>) vuole essere d’aiuto ai tanti cittadini comunitari che, alle prese con l’iscrizione anagrafica si trovano davanti il muro di gomma dell’amministrazione pubblica italiana con richieste di documenti inutili ed ingiustificate e comportamenti troppo spesso arbitrari.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><span style="font-size: 10pt;">Per la documentazione da produrre ecco cosa prescrive la normativa in vigore (direttiva europea 2004/38/CE attuata in Italia dal decreto legislativo 30 del 2007) a seconda dei casi:</span></span></p>
<p><span class="spnmessagetext"><strong>&#8211; Cittadino europeo lavoratore subordinato o autonomo nello Stato membro ospitante</strong></span> <span class="spnmessagetext">carta d&#8217;identità o un passaporto in corso di validità, </span> <span class="spnmessagetext">conferma di assunzione del datore di lavoro o un certificato di lavoro o una prova dell&#8217;attività autonoma esercitata;</span> <span class="spnmessagetext"><strong>&#8211; Cittadino europeo disoccupato </strong></span> <span class="spnmessagetext">carta d&#8217;identità o un passaporto in corso di validità</span> <span class="spnmessagetext">prova delle risorse economiche sufficienti</span> <span class="spnmessagetext">assicurazione sanitaria (per iscriversi al servizio sanitario nazionale bisogna prima iscriversi al centro per l&#8217;impiego);</span> <span class="spnmessagetext"><strong>&#8211; Cittadino europeo studente o in formazione professionale</strong></span> <span class="spnmessagetext">carta d’identità o un passaporto in corso di validità, </span> <span class="spnmessagetext">attestato di iscrizione all&#8217;università e/o scuola;</span> <span class="spnmessagetext">autocertificazione di disporre di risorse sufficienti (DPR 445/2000)</span> <span class="spnmessagetext">Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) rilasciata dal paese di provenienza</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 10pt;">Attenzione! in nessun caso va presentato il codice fiscale e/o il contratto di affitto e ancora meno l’atto di nascita o l’estratto del conto corrente. Nel caso vi fosse richiesto questo rappresenterebbe un abuso da parte del funzionario comunale.</span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><strong><span style="font-size: 10pt;">La richiesta non può essere rifiutata oralmente ma è va depositata per iscritto, pretendere una ricevuta datata e firmata in modo da ottenere una risposta scritta (che sia di accoglimento o rifiuto della residenza). </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><strong><span style="font-size: 10pt;">L’eventuale risposta negativa infatti dovrà essere motivata dal Comune e potrà essere utilizzata da voi per provare l’inosservanza della normativa in vigore da parte della pubblica amministrazione.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><strong><span style="font-size: 10pt;"><span id="more-1103"></span></span></strong></span><strong><span style="font-size: 12pt;">VALIDITA’ DELLA TESSERA EUROPEA DI ASSICURAZIONE MALATTIA (TEAM) PER GLI STUDENTI</span></strong></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">Conformemente all’articolo 34bis del regolamento 1408/71 , la tessera europea di assicurazione malattia deve essere accettata come prova del rispetto, da parte degli studenti, della condizione che prevede l’obbligo di disporre di un’assicurazione malattia che copre tutti i rischi, stabilita dall’articolo 7, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2004/38/CE . La tessera copre tutti gli interventi medici eventualmente necessari durante l’intera durata del periodo di soggiorno dello studente. </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Così la risposta della Commissione Europea all’interrogazione E-2909/08</span></strong></p></blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">Il riferimento all&#8217;Art 7, par. 1, lettera C della direttiva 38 del 2004 non è casuale. Questo infatti dispone</span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi</span></strong></p>
<p><strong>1.</strong> Ciascun cittadino dell&#8217;Unione ha il diritto di soggiornare per un periodo superiore a tre mesi nel territorio di un altro Stato membro, a condizione: <strong>c)</strong> <strong>di essere iscritto presso un istituto pubblico o privato</strong>, riconosciuto o finanziato dallo Stato membro ospitante in base alla sua legislazione o prassi amministrativa, per seguirvi a titolo principale un corso di studi inclusa una formazione professionale, <strong>di disporre di un&#8217;assicurazione malattia che copre tutti i rischi nello Stato membro ospitante</strong> e di assicurare all&#8217;autorità nazionale competente, con una dichiarazione o con altro mezzo di sua scelta equivalente, di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, affinché non divenga un onere a carico dell&#8217;assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il suo periodo di soggiorno<em><span style="font-size: 10pt;">;</span></em></p></blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">Tale direttiva è stata trasposta nell&#8217;ordinamento italiano tramite il decreto legislativo 30 del 2007 recante &#8220;Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell&#8217;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri&#8221; ed è questo che parla di &#8220;iscrizione anagrafica&#8221; ed infatti prevede all&#8217;Art 9 comma 3 che</span></p>
<blockquote><p>[&#8230;] per l&#8217;iscrizione anagrafica di cui al comma 2, il cittadino dell&#8217;Unione deve produrre la documentazione attestante: [&#8230;] c) l&#8217;iscrizione presso un istituto pubblico o privato riconosciuto dalla vigente normativa e la titolarità di un&#8217;assicurazione sanitaria ovvero di altro titolo comunque denominato idoneo a coprire tutti i rischi, nonché la disponibilità di risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari, secondo i criteri di cui all&#8217;articolo 29, comma 3, lettera b), del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, se l&#8217;iscrizione e&#8217; richiesta ai sensi dell&#8217;articolo 7, comma 1, lettera c).&#8221;</p></blockquote>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">In un altra comunicazione datata Marzo 2011 Bruxelles sostiene che se è corretto e giusto che ai sensi della direttiva 2004/38/CE il Comune chieda un&#8217;assicurazione che copra tutti i rischi così come previsto dalla direttiva europea dice anche che la TEAM da diritto alla prestazioni che si rendono necessarie nello stato in cui ci trova ai sensi del Regolamento CE 883/2004 . Continua inoltre affermando che &#8220;<strong>La carta europea di assicurazione malattia conferisce allo studente e ai suoi familiari il diritto di ricevere tutta l’assistenza necessaria in Italia e pertanto deve essere considerata prova attestante una copertura globale di assicurazione malattia secondo quanto indicato dalla direttiva 2004/38/CE</strong>&#8221; e ribadisce quanto già scritto nella Comunicazione del 2003 dove chiariva che </span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;"><strong>La carta europea di assicurazione malattia offre tale copertura completa quando il cittadino UE interessato non trasferisce la residenza, ai sensi del regolamento (CEE) n. 1408/71, nello Stato membro ospitante e intende ritornare nello Stato membro di residenza (ad esempio studio o trasferimento lavorativo in un altro Stato membro)</strong>.</span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">Conferma poi come risponda al vero che la Commissione <strong>aveva già aperto qualche tempo fa una procedura d&#8217;infrazione contro l&#8217;Italia </strong>proprio in seguito ad una <a href="http://www.andreadambra.eu/2008/08/01/il-tribunale-ordina-liscrizione-anagrafica-della-studentessa-francese-al-comune-di-forio/" target="_blank">denuncia di una studentessa comunitaria</a> che lamentava il rifiuto di un Comune italiano di accettare la sua TEAM, e informa di aver archiviato la procedura dopo che le autorità italiane &#8220;<em>hanno acconsentito a modificare l’applicazione dell’articolo 7, lettera b), della direttiva 2004/38/CE onde conformarsi ai termini della comunicazione del 2009 della Commissione (cfr. supra). L’obiettivo è stato conseguito con la pubblicazione della circolare amministrativa 18/2009 del ministero italiano dell&#8217;Interno</em>&#8220;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">Nella circolare si dice di accettare la TEAM per poi subito far riferimento per casi del genere al registro temporaneo che però finisce con l&#8217;essere una possibile violazione alla direttiva 2004/38 in quanto creerebbe una discriminazione negando il diritto di voto alle elezioni (comunali ed europee, previsto dall’Articolo 19.1 del Trattato che istituisce la Comunità Europea, dalla direttiva comunitaria 94/48/CE nonché dal decreto legislativo 197 del 1996 e dalla Costituzione della Repubblica Italiana) e quello di ottenere certificazioni anagrafiche e per la limitata validità nel tempo (1 anno) dell&#8217;iscrizione che si potrebbe configurare come una discriminazione basata sulla nazionalità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt;">CITTADINI COMUNITARI SPROVVISTI DELLA TESSERA EUROPEA DI ASSICURAZIONE MALATTIA (TEAM) – ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DI CITTADINO EUROPEO DISOCCUPATO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">Se ciò non bastasse la Commissione in una comunicazione datata Aprile 2011 in risposta ad una richiesta di chiarimenti sul caso di cittadine comunitarie cui veniva chiesto di pagare l’interruzione di gravidanza perché sprovviste della TEAM scrive che:</span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">Le persone inattive rientrano nella legislazione dello Stato membro in cui risiedono in modo permanente e <strong>vanno trattate allo stesso modo in cui vengono trattati i cittadini di tale Stato membro</strong>. Di conseguenza, gli Stati membri che forniscono assistenza sanitaria gratuita ai loro cittadini solo in base alla residenza, devono trattare allo stesso modo i cittadini dell&#8217;UE che risiedono nel loro territorio.</span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">Il cittadino comunitario disoccupato che intenda iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (ASL) dovrà prima iscriversi al Centro per l&#8217;impiego. In tal modo l&#8217;iscrizione al Servizio Sanitario non gli potrà essere negata.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">Ed è confermato anche <a href="http://iaew.gov.it/index/auslparma/sportellounico/iscrizione/stan_ue.html#ISCRIZIONE%20AL%20SSN%20PER%20SOGGIORNO%20SUPERIORE%20A%20TRE%20MESI" target="_blank">qui</a> e <a href="http://iaew.gov.it/index/auslparma/sportellounico/iscrizione/stan_ue/disoccupato.html" target="_blank">qui</a> e ancora <a href="http://www.salute.gov.it/assistenzaSanitaria/paginaInternaMenuAssistenzaSanitaria.jsp?id=903&amp;menu=stranieri" target="_blank">qui</a> </span> <strong><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;">Per iscriversi al SSN non è quindi necessario essere già iscritti all&#8217;anagrafe</span></strong><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%;"> come confermato <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-cittadini_ue_ecco_come_iscriversi_al_servizio_sanitario_nazionale_1150.html" target="_blank">anche qui</a>:  e come ribadito dallo stesso Ministero della Salute nella <a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1521_allegato.pdf" target="_blank">nota datata 3 agosto 2007</a> (pagina 8 ) </span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="text-decoration: underline;">Non c&#8217;è obbligo di richiedere l&#8217;iscrizione anagrafica da parte dei cittadini comunitari che si iscrivono al SSN</span></span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt;">ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEL CITTADINO EUROPEO DISOCCUPATO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">La direttiva 2004/38/CE prescrive:</span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Articolo 7 Diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi</span></strong></p>
<p>1. Ciascun cittadino dell’Unione ha il diritto di soggiornare per un periodo superiore a tre mesi nel territorio di un altro Stato membro, a condizione: <strong>a) di essere</strong> <strong>lavoratore subordinato o autonomo</strong> nello Stato membro ospitante; <strong>o</strong> <strong>b) di</strong> <strong>disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti</strong>, affinché non divenga un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il periodo di soggiorno, e di un&#8217;assicurazione malattia che copra tutti i rischi nello Stato membro ospitante ;<strong> o</strong> <strong>c) &#8211; di</strong> <strong>essere iscritto presso un istituto pubblico o privato</strong>, riconosciuto o finanziato dallo Stato membro ospitante in base alla sua legislazione o prassi amministrativa, per seguirvi a titolo principale un corso di studi inclusa una formazione professionale; &#8211; di disporre di un&#8217;assicurazione malattia che copre tutti i rischi nello Stato membro ospitante e di assicurare all&#8217;autorità nazionale competente, con una dichiarazione o con altro mezzo di sua scelta equivalente, di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, affinché non divenga un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il suo periodo di soggiorno; <strong>o</strong> <strong>d) di essere un familiare che accompagna o raggiunge un cittadino dell&#8217;Unione</strong> rispondente alle condizioni di cui alle lettere a), b) o c).</p></blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt;">ISCRIZIONE ANAGRAFICA NON E’ UNA CONCESSIONE: HA VALORE “DICHIARATIVO” NON “COSTITUTIVO” DI UN DIRITTO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="spnmessagetext"><span style="font-size: 10pt;">Per quanto poi riguarda l&#8217;idea della residenza come &#8220;concessione&#8221; purtroppo ancora tristemente di moda in molti uffici anagrafici italiani questa è un&#8217;altra grande balla colossale.</span></span></p>
<p><span class="spnmessagetext">Gli attestati di iscrizione anagrafica e di soggiorno permanente hanno natura <strong>DICHIARATIVA</strong> e <strong>non costitutiva</strong> di un diritto.</span></p>
<blockquote><p><span class="spnmessagetext">Il Comune, quale ufficiale del Governo, è tenuto esclusivamente a dare applicazione alle norme regolanti la materia, sicché in capo al cittadino richiedente,qualora ricorrano tutti i presupposti, <strong>si configura un vero e proprio diritto soggettivo all&#8217;iscrizione</strong>. Il controllo della Pubblica Amministrazione ha carattere meramente formale e il provvedimento di accoglimento ha natura dichiarativa e non costitutiva del suddetto diritto</span></p></blockquote>
<p>Secondo la posizione su cui si è attestata la giurisprudenza, esistono <strong>due elementi costitutivi della residenza</strong>:</p>
<ul>
<li>un elemento oggettivo, dato dalla<strong> permanenza abituale</strong> della persona in un determinato luogo;</li>
</ul>
<ul>
<li>un elemento soggettivo, dato dalla <strong>volontarietà di tale permanenza</strong> stabile, e tale volontarietà è desumibile anche dalla condotta della persona.</li>
</ul>
<p><strong>In presenza dei suddetti elementi, come stabilito dalla Cassazione (<em>Cass. 1081/68</em>), sorge in capo all&#8217;interessato un diritto soggettivo alla residenza</strong>, rispetto al quale la legge attribuisce all&#8217;autorità amministrativa compiti di mero accertamento, senza alcun margine di discrezionalità. <span class="spnmessagetext">Ciò è stato ribadito persino dalla <strong>Corte di Giustizia Europea</strong> nella <a href="http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=it&amp;alljur=alljur&amp;jurcdj=jurcdj&amp;jurtpi=jurtpi&amp;jurtfp=jurtfp&amp;numaff=C-408/03&amp;nomusuel=&amp;docnodecision=docnodecision&amp;allcommjo=allcommjo&amp;affint=affint&amp;affclose=affclose&amp;alldocrec=alldocrec&amp;docor=docor&amp;docav=docav&amp;docsom=docsom&amp;docinf=docinf&amp;alldocnorec=alldocnorec&amp;docnoor=docnoor&amp;docppoag=docppoag&amp;radtypeord=on&amp;newform=newform&amp;docj=docj&amp;docop=docop&amp;docnoj=docnoj&amp;typeord=ALL&amp;domaine=&amp;mots=&amp;resmax=100&amp;Submit=Rechercher" target="_blank"><strong>Causa 408/03</strong></a> dove ha affermato che Lo stesso provvedimento amministrativo interno del “permesso di soggiorno” ha valore dichiarativo e non costitutivo</span> <span class="spnmessagetext">Questo diritto infatti discende direttamente dal Trattato istitutivo: dal già art. 48 3° co. TCE, come evidenziato dalla prima giurisprudenza in materia, dall’ art. 18 TCE, come rilevato da quella degli ultimi anni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt;">PER LE RISORSE BASTA L’AUTOCERTIFICAZIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">Basta l&#8217;autocertificazione di disporre di risorse sufficienti ai sensi del DPR 445/2000, null&#8217;altro!</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Sempre nella Causa 408/03 la Corte di Giustizia Europea si è già espressa ancora su questo punto affermando che </span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Viene meno agli obblighi che ad esso incombono in forza dell’art. 18 CE e della direttiva 90/364, relativa al diritto di soggiorno, uno Stato membro che,</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> nell’applicazione della detta direttiva ai cittadini di uno Stato membro che intendono avvalersi dei diritti derivanti da quest’ultima nonché dall’art. 18 CE, <strong>esclude, per valutare l’esistenza di risorse sufficienti, i redditi di un partner residente nello Stato membro ospitante, in mancanza di un atto negoziale stipulato dinanzi al notaio contenente una clausola di assistenza</strong>.</span></p>
<p>Secondo lo stesso tenore letterale dell’art. 1, n. 1, primo comma, della direttiva 90/364, <strong>è sufficiente che i cittadini degli Stati membri «dispongano» delle risorse necessarie, senza che tale disposizione contenga la minima esigenza in merito alla provenienza di queste ultime. Aggiungere alla condizione relativa all’esistenza di risorse sufficienti un requisito attinente alla provenienza delle risorse, e in particolare all’esistenza di un vincolo giuridico tra il dispensatore e il beneficiario delle risorse, costituisce un’ingerenza sproporzionata nell’esercizio del diritto fondamentale di libera circolazione e di soggiorno garantito dall’art. 18 CE, </strong>in quanto non necessaria al raggiungimento dell’obiettivo perseguito dalla direttiva 90/364, ossia la protezione delle finanze pubbliche dello Stato membro ospitante.</p></blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt;">La direttiva 90/364 è stata incorporata nella 2004/38 in vigore oggi quindi la sentenza vale ancora e più di prima.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">In una comunicazione della DG Giustizia Libertà e Sicurezza Commissione Europea, del dicembre 2007 questa scrive che:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">Per l’iscrizione nel registro dell’Anagrafe del Comune da parte di cittadini comunitari<strong> basta la dichiarazione di avere risorse economiche sufficienti</strong> per loro stessi e per le loro famiglie per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello stato membro ospitante. Gli stati membri <strong>non possono esigere che venga indicato un ammontare minimo</strong> per la disponibilità di risorse economiche. Il certificato di iscrizione, inoltre, con indicazione del nome della persona, dell’indirizzo e della data di iscrizione deve essere rilasciato senza ritardo. Ai cittadini comunitari che studiano in Italia, <strong>non può essere richiesto un certificato di nascita o un estratto conto bancario</strong>. Tali condizioni, che non sono previste nella direttiva 2004/38 sono <strong>in contrasto con il diritto comunitario.</strong></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal">Ciò viene ancora ribadito nel Febbraio 2008 dall&#8217;allora Commissario Frattini in risposta all&#8217;interrogazione parlamentare E-6276/07</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">Con particolare riferimento alla denuncia dell’onorevole parlamentare, <strong>i cittadini dell’Unione non dovranno essere tenuti a produrre il loro certificato di nascita</strong> quale prova di identità, giacché ai fini della loro registrazione <strong>sarà sufficiente che presentino la propria carta d’identità</strong> o il proprio passaporto. Quanto alla disponibilità di risorse sufficienti che sarà necessario dimostrare, studenti come la persona cui si riferisce la denuncia <strong>possono dichiarare che dispongono di risorse sufficienti, senza che gli Stati membri abbiano la facoltà di esigere che tale dichiarazione citi un ammontare specifico di risorse</strong>.</p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal">La Corte di Giustizia Europea nella Causa C-200/02 ha inoltre statuito che</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">Le disposizioni che sanciscono un principio fondamentale come quello della libera circolazione delle persone <strong>devono essere interpretate estensivamente</strong>.</p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal"><strong>La libertà di circolazione</strong> non è solo “principio fondamentale” dell’ordinamento comunitario (§ 40), ma anche, unitamente al diritto di soggiorno,<strong> “diritto fondamentale” del cittadino europeo</strong> ai sensi dell’art. 18 n. 1 TCE (§41), non subordinato all’esercizio di un’attività economica. (cfr. causa C-456/02 del 18 dicembre 2002, Trojani, § 46)</p>
<p>Il Trattato CE disciplina la libera circolazione delle persone (Art. 18), v<strong>ieta qualsiasi discriminazione sulla base della nazionalità </strong>(Articolo 12/13 del Trattato che istituisce la Comunità Europea TCE) e stabilisce inoltre il principio di <strong>cittadinanza dell’unione.</strong> La <strong>Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea</strong> sancisce all’articolo 21 il <strong>principio di non discriminazion</strong>e e,  all&#8217;articolo 34 ribadisce che ogni persona che risieda legalmente nell&#8217;Unione ha diritto ai benefici sociali e all&#8217;assistenza sociale, conformemente al diritto dell&#8217;Unione. Il primato del diritto comunitario è <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/institutional_affairs/decisionmaking_process/l14548_it.htm" target="_blank">cosa indiscussa</a></p>
<p class="MsoNormal">[Corte di giustizia con sentenza del 15 luglio 1964, Flaminio Costa contro Ente Nazionale per l&#8217;Energia Elettrica]</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Con la speranza di essere stati di aiuto vi invitiamo per qualsiasi ulteriore richiesta di chiarimento lasciate un commento qui sotto.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #ff0000;"><strong><strong>[warning] </strong>PROBLEMI CON L&#8217;ISCRIZIONE AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE (SSN)? BRUXELLES HA FATTO SAPERE CHE RIFIUTARE L&#8217;ISCRIZIONE AI CITTADINI INATTIVI/DISOCCUPATI E&#8217; CONTRARIO ALLA NORMATIVA EUROPEA. <a href="http://www.andreadambra.eu/2014/10/15/bruxelles-rifiutare-iscrizione-al-ssn-a-cittadini-ue-inattivi-e-contrario-a-norme-europee/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CLICCA QUI PER APPROFONDIRE.<strong>[/warning] </strong></span></a></strong></span></p>
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