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	<title>Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</title>
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	<description>Web Designer • Web Developer - Lecce</description>
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		<title>Problema &#8220;Memoria quasi piena&#8221; su Samsung Galaxy</title>
		<link>http://www.dodoland.it/blog/problema-memoria-quasi-piena-su-samsung-galaxy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=problema-memoria-quasi-piena-su-samsung-galaxy</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 15:47:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il problema pare riguardi soprattutto i Samsung Galaxy S2, ma più in generale tutti i Samsung con OS Android. Per qualche motivo su questi dispositivi ad un certo punto compare una notifica &#8220;Memoria quasi piena&#8221;. La conferma si ha andando in Impostazioni &#8211;&#62; Memoria, sotto la voce &#8220;Memoria dispositivo&#8221;, si legge qualcosa del tipo Spazio totale<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/problema-memoria-quasi-piena-su-samsung-galaxy/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/problema-memoria-quasi-piena-su-samsung-galaxy/">Problema &#8220;Memoria quasi piena&#8221; su Samsung Galaxy</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema pare riguardi soprattutto i Samsung Galaxy S2, ma più in generale tutti i Samsung con OS Android. Per qualche motivo su questi dispositivi ad un certo punto compare una notifica &#8220;Memoria quasi piena&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-235" alt="memoria piena" src="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/02/memoria_piena.png" width="800" height="480" /></p>
<p>La conferma si ha andando in <strong>Impostazioni &#8211;&gt; Memoria</strong>, sotto la voce <strong>&#8220;Memoria dispositivo&#8221;</strong>, si legge qualcosa del tipo Spazio totale = 1,97 GB &#8211; Applicazioni = 946 MB &#8211; Spazio disponibile = 207 MB (Ulteriore conferma si ha andando in Impostazioni &#8211;&gt; Gestione applicazioni).</p>
<p>Facendo un giro per il web ho trovato imbarazzanti i tentativi di venirne a capo da parte dell’assistenza Samsung che questa volta non si è dimostrata all’altezza delle aspettative dei clienti. La soluzione più accreditata è quella di agire da root, resettando ai valori di fabbrica il telefono per poi ricaricare tutto da backup. Ovviamente la soluzione proposta non ha risolto nulla nemmeno se la procedura era eseguita dai geni dei Centri assistenza in persona.</p>
<p><a href="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/02/SysDump.png" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-237" alt="SysDump" src="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/02/SysDump.png" width="288" height="461" /></a>Il problema è causato dai <a href="http://www.dizionarioinformatico.com/cgi-lib/diz.cgi?frame&amp;key=logfile" target="_blank">tanti file *.log</a> che Android crea di default e memorizza nel dispositivo, sommati nel tempo raggiungono un peso significativo.</p>
<p>Una ricerca meno superficiale mi ha dato la soluzione (disponibile per tutti, anche per chi -come me- non ha &#8220;rootato&#8221; il telefono) che ha risolto (sembra definitivamente) il problema di memoria:</p>
<p>1- dal tastierino digitate: *#9900#<br />
2- quindi dal menù proposto scegliere: “Delete dumpstate/logcat”<br />
(3- riavviate lo smartphone)</p>
<p>Con questo metodo si libererà facilmente quasi un 1 GB di memoria interna.</p>
<p>Un altro consiglio è quello di evitare applicazioni come &#8220;Clean Master&#8221; o &#8220;CCleaner&#8221;, non perché non siano buone in generale (&#8230;), ma perché in questo caso risulterebbero inutili e anzi appesantirebbero ancor più la memoria del dispositivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quanto tempo avete sprecato su Facebook?</title>
		<link>http://www.dodoland.it/blog/quanto-tempo-avete-sprecato-su-facebook/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quanto-tempo-avete-sprecato-su-facebook</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 09:36:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un qualsiasi utente di Facebook sta in media 17 minuti al giorno sulla piattaforma. E voi? Ma soprattutto: vi siete mai chiesti quanto tempo complessivo avete posato gli occhi &#8211; e le dita via mobile &#8211; sul popolare social di Mark Zuckerberg da quando vi siete iscritti? Pragmatiko ci aiuta a dare una risposta. Facebook<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/quanto-tempo-avete-sprecato-su-facebook/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/quanto-tempo-avete-sprecato-su-facebook/">Quanto tempo avete sprecato su Facebook?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un qualsiasi utente di <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.646751542002797.1073741848.595941147083837&amp;type=3" target="_blank">Facebook</a> sta <strong>in media 17 minuti al giorno</strong> sulla piattaforma. E voi?</p>
<p>Ma soprattutto: vi siete mai chiesti quanto tempo complessivo avete posato gli occhi &#8211; e le dita via mobile &#8211; sul popolare social di Mark Zuckerberg da quando vi siete iscritti? <a href="http://www.pragmatiko.it/2014/01/28/quanto-tempo-avete-passato-su-facebook/" target="_blank">Pragmatiko</a> ci aiuta a dare una risposta.</p>
<p>Facebook è un servizio di rete sociale lanciato nel febbraio 2004, posseduto e gestito dalla corporation Facebook, Inc. Il sito, fondato a Harvard negli Stati Uniti da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni in questi giorni compie 10 anni di attività!</p>
<p>Un simpatico <a href="http://techland.time.com/2014/01/27/how-much-time-have-you-wasted-on-facebook/" target="_blank">articolo del Time</a> propone un piccolo tool che genera il tempo totale delle interazioni che abbiamo avuto sul social network dal momento dell’iscrizione al presente. Ovviamente Facebook non rende disponibili i dati di connessione al sistema, quindi la metodologia dello strumento non è affidabilissima&#8230; però siamo certi che vorrete provare lo stesso.</p>
<p>Il risultato sarà sorprendente e in certi casi forse incredibile. Ma la cosa più divertente è come lo stesso time presenta &#8220;il conto&#8221; dei giorni: &#8220;You&#8217;ve Wasted&#8221;. E dunque&#8230; <strong>quanto tempo avete sprecato su Facebook?</strong></p>
<p><a href="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/01/waste.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-229" alt="Time wasted" src="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/01/waste.png" width="717" height="390" /></a></p>
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		<title>Le cinque cose da non fare assolutamente su Internet</title>
		<link>http://www.dodoland.it/blog/le-cinque-cose-da-non-fare-assolutamente-su-internet/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-cinque-cose-da-non-fare-assolutamente-su-internet</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 11:27:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[information overload]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Internet (contrazione della locuzione inglese interconnected networks, ovvero &#8220;reti interconnesse&#8221;) è una rete mondiale di reti di computer ad accesso pubblico, attualmente rappresentante il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all&#8217;utente una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e servizi. Di seguito un elenco delle cinque cose da non fare assolutamente su Internet:<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/le-cinque-cose-da-non-fare-assolutamente-su-internet/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/le-cinque-cose-da-non-fare-assolutamente-su-internet/">Le cinque cose da non fare assolutamente su Internet</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Internet (contrazione della locuzione inglese interconnected networks, ovvero &#8220;reti interconnesse&#8221;) è una rete mondiale di reti di computer ad accesso pubblico, attualmente rappresentante il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all&#8217;utente una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e servizi.</p>
<p>Di seguito un elenco delle cinque cose da non fare assolutamente su Internet:</p>
<p>1) Continuare a leggere solo post del tipo &#8220;le cinque cose&#8230;&#8221;; il vostro cervello può fare di meglio.</p>
<p>2) Continuare a leggere solo post del tipo &#8220;le cinque cose&#8230;&#8221;; il vostro cervello può fare di meglio.</p>
<p>3) Continuare a leggere solo post del tipo &#8220;le cinque cose&#8230;&#8221;; il vostro cervello può fare di meglio.</p>
<p>4) Continuare a leggere solo post del tipo &#8220;le cinque cose&#8230;&#8221;; il vostro cervello può fare di meglio.</p>
<p>5) Continuare a leggere solo post del tipo &#8220;le cinque cose&#8230;&#8221;; il vostro cervello può fare di meglio.</p>
<p>Se siete arrivati a questo post non è tanto perché siete stati presi in giro da chi l&#8217;ha scritto/concepito e da chi l&#8217;ha diffuso in rete tramite social network, quanto perché effettivamente i post di questo genere stanno diventando di gran moda in rete.</p>
<p>Riporto <a href="http://aliprandi.blogspot.it/2014/01/cinque-cose-non-fare-su-internet.html?m=1" target="_blank">un articolo</a> di Simone Aliprandi. Chi fa comunicazione online ha scoperto che pubblicando articoli intitolati &#8220;le 5 cose che&#8230;&#8221; o &#8220;i 10 luoghi in cui&#8230;&#8221; gli utenti della rete più facilmente cliccano e aprono il contenuto (e cliccando ovviamente fanno crescere il rating del sito nonché gli introiti pubblicitari).</p>
<p>Non ci sono ancora studi scientifici a riguardo, ma probabilmente dipende dal fatto che, sapendo fin da subito che si tratta di un elenco limitato e numerato di concetti, si tratta di una lettura non particolarmente impegnativa.<br />
E&#8217; l&#8217;ennesimo segno che l&#8217;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sovraccarico_cognitivo" target="_blank">information overload</a>,</em> tipico di Internet, porta con sé l&#8217;effetto collaterale di <strong>un&#8217;atrofizzazione della nostra capacità di scegliere una notizia secondo quelli che sono i nostri veri interessi</strong> e di dedicarle un livello di attenzione sufficiente a comprenderla e acquisirla.</p>
<p>Pensateci la prossima volta che cliccherete su questi post.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Location analytics: come i centri commerciali tracciano i movimenti degli utenti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 09:08:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si chiama location analytics: è l&#8217;insieme delle tecniche che consentono di analizzare e tracciare gli spostamenti delle persone all&#8217;interno di un ambiente, tipicamente un centro commerciale o una città, ed è sempre più diffusa nel settore. A maggio 2013, negli Stati Uniti la catena commerciale Nordstrom ha ammesso che aveva usato le reti WiFi dei<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/location-analytics-come-centri-commerciali-tracciano-movimenti-degli-utenti/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/location-analytics-come-centri-commerciali-tracciano-movimenti-degli-utenti/">Location analytics: come i centri commerciali tracciano i movimenti degli utenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <em>location analytics</em>: è l&#8217;insieme delle tecniche che consentono di analizzare e tracciare gli spostamenti delle persone all&#8217;interno di un ambiente, tipicamente un centro commerciale o una città, ed è sempre più diffusa nel settore.</p>
<p>A maggio 2013, negli Stati Uniti la catena commerciale Nordstrom ha ammesso che <strong>aveva usato le reti WiFi dei propri punti di vendita per tracciare gli spostamenti delle persone all&#8217;interno di 17 centri commerciali</strong>. L&#8217;articolo originale è di <a href="http://nakedsecurity.sophos.com/2013/08/13/london-says-media-companys-spying-rubbish-bins-stink/" target="_blank">Naked Security</a>, tradotto ed analizzato da Attivissimo in <a href="http://attivissimo.blogspot.it/2014/01/come-i-centri-commerciali-tracciano-i.html" target="_blank">questo</a> articolo che riporto per intero.</p>
<p>A Toronto, la Turnstyle Solutions ha installato sensori WiFi in circa 200 negozi sparsi per la città, <strong>rendendo possibile il tracciamento dei consumatori mentre si spostano per strada</strong>. Questo ha permesso, per esempio, ad un ristorante affiliato a questa rete di sensori di sapere che a novembre 170 clienti sono andati in un locale notturno, 250 sono andati in una palestra e 216 provenivano da un quartiere abbiente: ha usato queste informazioni per ordinare delle canotte da ginnastica con il logo del suo ristorante, sapendo che i suoi clienti frequentavano palestre e quindi le avrebbero indossate.</p>
<p>A Londra, ad agosto scorso, alcuni bidoni della spazzatura <a href="http://nakedsecurity.sophos.com/2013/08/13/london-says-media-companys-spying-rubbish-bins-stink/" target="_blank">erano stati attrezzati</a> con sensori analoghi che consentivano di <strong>proporre pubblicità mirate ai passanti e di raccogliere dati sui loro spostamenti</strong>. La sperimentazione dei bidoni spioni è stata sospesa in seguito alle proteste dei cittadini.</p>
<p>Questo tipo di tracciamento è inquietante ma, a quanto pare, nei limiti della legge: uno smartphone che ha il WiFi acceso diffonde periodicamente via radio il proprio MAC address (un identificativo praticamente unico), annunciandosi così a eventuali reti WiFi nelle vicinanze. Questo avviene anche se non ci si collega alle reti WiFi in questione. Secondo le norme europee, raccogliere e analizzare dati diffusi pubblicamente (ma inconsapevolmente) dagli utenti non richiede il consenso degli utenti stessi.</p>
<p><strong>Cosa si può fare per evitare questo pedinamento?</strong> La soluzione più semplice, per ora, è spegnere il WiFi dei propri dispositivi (principalmente smartphone) e attivarlo solo quando serve. Questo, fra l&#8217;altro, ha il vantaggio di aumentare l&#8217;autonomia della batteria. Ma bisogna ricordarsi di farlo: se volete automatizzare il gesto, potete usare un&#8217;app che accende il WiFi soltanto quando siete vicini alla rete WiFi di casa o dell&#8217;ufficio, come per esempio <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.sebouh00.smartwifitoggler" target="_blank">Smart WiFi Toggler</a> (per Android, gratuita).</p>
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		<title>Perché si dice &#8220;in bocca al lupo&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ma che avranno mai fatto di male questi canidi dalle zampe lunghe 15 cm che l’uomo non è riuscito ad addomesticare? Perché si dice in bocca al lupo? Perché ce la prendiamo con loro quando dobbiamo affrontare qualche prova di difficile successo durante la nostra vita? E soprattutto, chi c’è stato nella bocca di un lupo?<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/perche-si-dice-in-bocca-al-lupo/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/perche-si-dice-in-bocca-al-lupo/">Perché si dice &#8220;in bocca al lupo&#8221;?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che avranno mai fatto di male questi canidi dalle zampe lunghe 15 cm che l’uomo non è riuscito ad addomesticare?</p>
<p>Perché si dice in bocca al lupo? Perché ce la prendiamo con loro quando dobbiamo affrontare qualche prova di difficile successo durante la nostra vita? E soprattutto, chi c’è stato nella bocca di un lupo? Sono sicuro che nessuno può raccontare come è fatta, poiché c’è crepato&#8230;</p>
<p><strong>L’origine dell’augurio spazia dall&#8217;ambito marinaresco a quello rurale a quello dei cacciatori:</strong></p>
<p><strong>L’origine latina</strong><br />
Si pensa che il detto in questione abbia iniziato il suo successo nel mondo degli Antichi Romani, i quali solevano augurarlo a causa dell’origine mitica di Roma riconducibile alla leggenda di Romolo e Remo.<br />
I due pargoli latini sarebbero finiti nella bocca della “lupa” che li aveva salvati dalle furie del Tevere, anche se la risposta “crepi!” non corrisponde, vista la natura salvifica dell’animale.</p>
<p><strong>L’origine marinaresca</strong><br />
Quando Venezia era una fiorente Repubblica Marinara, i piccioni non affliggevano Piazza San Marco e i venditori ambulanti erano meno squallidi e non vendevano borse Louis Vuitton palesemente false a 300€, i capitani delle navi commerciali di ritorno dalle loro spedizioni e in arrivo alla Giudecca registravano il bilancio del restante equipaggio e delle risorse accumulate su una lavagna chiamata “la bocca di lupo”, perciò augurare “in bocca al lupo” (più correttamente “sulla [nella] bocca di lupo”) intendeva buona navigazione e speranza di tornare sani e salvi a casa.</p>
<p><strong>L’augurio dei cacciatori e la nascita della risposta “crepi!”</strong><br />
Tutti i cacciatori usavano questo augurio, poiché per andare a caccia di lupi per venderne le pellicce, ci si doveva avvicinare abbastanza da trovarsi “nella bocca del lupo” e i parenti del cacciatore si auguravano che quest’ultimo ‘crepasse’.</p>
<p><strong>Rivalità “contRadine”</strong><br />
A Siena esistono la contrada della Lupa e quella dell’Istrice. Quando l’augurio viene rivolto ad un appartenente alla contrada dell’Istrice questo può rispondere, al detto “in bocca al lupo”: “Crepi il lupo, la lupa e tutti i Lupaioli” (che sono gli appartenenti alla Contrada della Lupa).</p>
<p><strong>La ragione etologica</strong><br />
Come tutti i mammiferi a quattro zampe, anche la lupa trasporta i suoi cuccioli in bocca, e guai a chi osa toccarli! Mamma Mannara mangerebbe crudelmente chiunque tenti di portarle via dalla bocca i cuccioli.</p>
<p>Fonti: <a href="http://leganerd.com/2014/01/07/in-bocca-al-lupo/" target="_blank">Lega Nerd</a> &#8211; <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/sullorigine-formula-bocca-lupo" target="_blank">Accademia della Crusca</a> &#8211; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/In_bocca_al_lupo" target="_blank">Wikipedia</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/perche-si-dice-in-bocca-al-lupo/">Perché si dice &#8220;in bocca al lupo&#8221;?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli studenti che si offrono come cavie per la ricerca su Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 12:17:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Accade al Centro interdipartimentale Mente/Cervello di Rovereto (Trento), dove le cavie vengono retribuite con soldi o ricevono crediti per sottoporsi a degli esperimenti per la ricerca su Facebook. A parlarne è anche Giornalettismo, di cui riporto l&#8217;articolo integrale. Vuoi fare la «cavia» in un esperimento scientifico? Proponiti su Facebook. La singolare iniziativa è degli studenti e<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/gli-studenti-che-si-offrono-come-cavie-per-la-ricerca-su-facebook/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/gli-studenti-che-si-offrono-come-cavie-per-la-ricerca-su-facebook/">Gli studenti che si offrono come cavie per la ricerca su Facebook</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Accade al Centro interdipartimentale Mente/Cervello di Rovereto (Trento), dove le cavie vengono retribuite con soldi o ricevono crediti per sottoporsi a degli esperimenti per la ricerca su Facebook. A parlarne è anche <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/1293965/gli-studenti-che-si-offrono-come-cavie-per-la-ricerca-su-facebook/" target="_blank">Giornalettismo</a>, di cui riporto l&#8217;articolo integrale.</p>
<p><strong>Vuoi fare la «cavia» in un esperimento scientifico? Proponiti su Facebook.</strong> La singolare iniziativa è degli studenti e ricercatori del dipartimento di Scienze cognitive dell’Università di Trento, con sedi a Mattarello e Rovereto che, in mancanza di volontari per la ricerca scientifica, hanno creato un gruppo su Facebook. Lo scopo? Reclutare volontari. Si chiama <a href="https://www.facebook.com/groups/191208227587211/?fref=ts" target="_blank">«Bacheca esperimenti»</a> e le ricerche sono le più disparate: persone destrimani, donne di madrelingua italiana per un questionario sulle relazioni sociali, oppure soggetti per una inchiesta salute e benessere. <strong>Offrirsi come «cavie» può aiutare la ricerca. Remunerati.</strong></p>
<p><strong>LE ATTIVITÀ DI RICERCA</strong> &#8211; Le attività di ricerca condotte all&#8217;interno del CIMeC (Centro interdipartimentale Mente/Cervello) spaziano dalla Psicologia sperimentale, ai metodi di acquisizione di neuroimaging, fino alle Neuroscienze cognitive e alla Cognizione animale senza dimenticarsi della Linguistica computazionale e alle Interfacce Uomo-Macchina. Inoltre il CeRiN, Centro per la neuroriabilitazione si dedica alla diagnosi e alla cura di patologie derivanti da danni cerebrali, si legge sul sito. Su Bacheca Esperimenti, la pagina Facebook per la ricerca di cavie invece è possibile trovare tutto gli annunci postati dagli studenti che devono fare degli esperimenti per portare avanti il proprio percorso di studi e le numerosissime risposte dei loro colleghi, anche di altre facoltà, che si offrono per gli esperimenti, cosa che gli farà percepire dei soldi – non molti a dire la verità &#8211; oppure dei crediti.</p>
<p><strong>L’AVVERTIMENTO</strong> &#8211; Tra i commenti presenti sulla pagina ve ne è però uno che mette sull&#8217;attenti gli aspiranti ricercatori: «Se da un lato la ricerca ha bisogno di molti volontari, dall&#8217;altro lato i ricercatori non traggono beneficio dall&#8217;avere partecipanti motivati SOLAMENTE dal guadagno economico. Pertanto i partecipanti che si propongono come vontari sono pregati di LEGGERE e di CAPIRE a quale esperimento si stanno proponendo e di evitare comportamenti quali: Essere presenti in ogni singolo post che preveda un rimborso; Proporsi svariate volte allo stesso esperimento. Proporsi ad un esperimento anche nei casi in cui si rientri negli specifici criteri di esclusione».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come ottenere una PEC gratuita</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2014 11:53:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La posta elettronica certificata (PEC) è una tipologia particolare di posta elettronica, disciplinata dalla legge italiana, che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. Anche il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente oppure criptato garantendo quindi anche autenticazione, integrità dei<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/come-ottenere-una-pec-gratuita/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/come-ottenere-una-pec-gratuita/">Come ottenere una PEC gratuita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La posta elettronica certificata (PEC) è una tipologia particolare di posta elettronica, disciplinata dalla legge italiana, che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica<strong> lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale</strong>. Anche il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente oppure criptato garantendo quindi anche autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità.</p>
<p>Può essere usata per richiedere informazioni, inviare e ricevere documentazioni ed altro ancora. <strong>Dal 30 giugno 2013 è obbligatoria per tutte le imprese e per le ditte individuali.</strong></p>
<p>Interessato personalmente da questo nuovo obbligo di legge ho fatto una ricerca per capire come, dove e a che costo ottenere una PEC. Dopo una serie di risultati elencanti diversi servizi a pagamento ho scoperto che ne esiste anche uno gratuito: si chiama <a href="https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot" target="_blank">PostaCertificat@</a> ed è offerto dal Governo Italiano. Oltre ad una casella PEC PostaCertificat@, è possibile usufruire gratuitamente di altri Servizi Base (Fascicolo, Indirizzario delle Pubbliche Amministrazioni, Notifica su posta elettronica tradizionale) e attivare &#8211; a pagamento &#8211; i Servizi Avanzati quali Firma Digitale, Calendario degli Eventi e Servizio di Notifica con SMS.</p>
<p>Tutto ciò di cui c’è bisogno è un documento d’identità valido ed il codice fiscale. Basta collegarsi al <a href="https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot" target="_blank">sito Internet PostaCertificat@</a> e richiederne una compilando un modulo con i propri dati personali.</p>
<p>Per attivarla bisognerà poi recarsi in un ufficio postale (dalla registrazione sul sito devono trascorrere almeno 24 ore e non più di 3 mesi) e confermare la propria identità fornendo l’user ID ricevuto dopo la registrazione sul sito, un documento d’identità valido ed il codice fiscale.</p>
<p>E&#8217; importante evidenziare che attivando questa casella <strong>si sarà abilitati solo a ricevere</strong> comunicazioni. Per inviare posta elettronica con valore legale si avrà bisogno di una <strong>firma digitale</strong>, che non è compresa nella PEC offerta dalla Pubblica Amministrazione ma va acquistata a parte. Presso gli uffici postali stessi ne esiste <a href="http://postecert.poste.it/firmadigitale/" target="_blank">una base</a> al costo di 19 euro (IVA esclusa).</p>
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		<title>I migliori smartphone economici sul mercato</title>
		<link>http://www.dodoland.it/blog/migliori-smartphone-economici-sul-mercato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=migliori-smartphone-economici-sul-mercato</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 12:29:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[economici]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo smartphone è un bene di lusso? Non è detto. Certo, a leggere il cartellino del prezzo dei vari iPhone e Galaxy S qualcosa viene da pensarlo. Oltre al mondo dei top di gamma però ci sono telefoni più che validi, che forse non godono della luce dei riflettori, ma che entrano di diritto nella<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/migliori-smartphone-economici-sul-mercato/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/migliori-smartphone-economici-sul-mercato/">I migliori smartphone economici sul mercato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo smartphone è un bene di lusso? Non è detto. Certo, a leggere il cartellino del prezzo dei vari iPhone e Galaxy S qualcosa viene da pensarlo. Oltre al mondo dei top di gamma però ci sono telefoni più che validi, che forse non godono della luce dei riflettori, ma che entrano di diritto nella categoria dei dispositivi intelligenti.</p>
<p>Alcuni li puoi portare a casa con un biglietto da cento euro o poco più, magari rinunciando a un po’ di RAM o a schermi dalla qualità esagerata. Ecco i migliori 10, selezionati <a title="wired" href="http://www.wired.it/mobile/smartphone/2014/01/03/migliori-smartphone-economici/?utm_source=facebook.com&amp;utm_medium=marketing&amp;utm_campaign=wired" target="_blank">da wired</a> in base ad un criterio fondamentale: al di là delle specifiche, è un prodotto davvero smart?</p>
<p><strong>1 &#8211; Archos 40 Titanium</strong></p>
<p>Forse il dispositivo che più di tutti potrebbe qualificarsi come candidato al passaggio di serie. Se non hai pretese eccessive, lo smartphone del marchio francese si comporta esattamente come ti aspetteresti da un prodotto di fascia media. Il sistema è reattivo, il display è definito, la connettività è ampia e il design tondeggiante lo rende un piacere da usare e da vedere. Ciliegina sulla torta: lo slot dual sim. <em>Sorprendente </em>[Prezzo: 109€ &#8211; <a href="http://www.archos.com/it/products/smartphones/titanium/archos_40titanium/index.html" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>2 &#8211; Wiko Iggy</strong></p>
<p>Lo smartphone ideato dal produttore francese vanta specifiche interessanti unite a un doppio slot per schede sim. Lo schermo è di buona qualità e di dimensioni generose e la risoluzione, seppure non altissima, si piazza una spanna sopra a quelle degli avversari di pari livello. Solo la quantità di RAM a bordo ci ricorda che abbiamo a che fare con un entry level. <em>Stiloso</em> [Prezzo: 99€ &#8211; <a href="http://it.wikomobile.com/mobile.php?t=69" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>3 &#8211; Huawei Ascend Y300</strong></p>
<p>Arriva dalla Cina, ma ha conquistato i cuori degli internauti di mezzo mondo per il suo elevato rapporto qualità-prezzo e l’ottimizzazione delle componenti, che garantiscono una risposta del touch sempre pronta e un fluidità elevata del sistema nella maggior parte delle situazioni. Aggiungici un buon display WVGA e hai per le mani un dispositivo tra i migliori della categoria. <em>Classico</em> [Prezzo: 99€ &#8211; <a href="http://www.huaweidevice.it/device/ascend-y300" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>4 &#8211; Alcatel One Touch Pop C3</strong></p>
<p>Praticamente a pari merito con i primi tre, la proposta di Alcatel è in linea con quella degli avversari in quasi tutto: dallo schermo al sistema operativo (relativamente) aggiornato, passando per lo slot dual sim e per il quantitativo di RAM. Cede il passo nell’autonomia a causa di una batteria meno capiente. <em>Scanzonato</em> [Prezzo: 99€ &#8211; <a href="http://www.alcatelonetouch.com/it/prodotti/smartphone/one_touch_pop_c3.html" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>5 &#8211; Acer Liquid Z3</strong></p>
<p>Ultimo esemplare in classifica tra i dual core, lo smartphone taiwanese offre tra le sue carte proprio il doppio processore, insieme a due slot sim per la connettività. È anche leggermente più portatile degli avversari in alto in classifica, ma paga questo vantaggio con uno schermo di risoluzione e qualità inferiore. <em>Compatto </em>[Prezzo: 99€ &#8211; <a href="http://www.acer.it/ac/it/IT/content/series/liquidz" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>6 &#8211; Sony Xperia Tipo</strong></p>
<p>La proposta entry level delle casa giapponese punta su peso piuma ed elevata trasportabilità; Xperia Tipo sparisce come un ninja nella tasca dei jeans. Quando inizi ad aprire più app comincia ad affaticarsi, ma per social network e messaggistica non fa rimpiangere gli avversari, soprattutto in virtù di una fotocamera da 5 Mpixel di qualità ancora accettabile. <em>Ergonomico</em> [Prezzo: 107€ &#8211; <a href="http://www.sonymobile.com/it/products/phones/xperia-tipo/" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>7 &#8211; Vodafone Smart Mini</strong></p>
<p>Ecco fin dove puoi spingerti restando nel mondo di Android. Lo smartphone dell’operatore internazionale mette insieme l’hardware minimo indispensabile per un’esperienza d’uso accettabile, ma la cover gommata, la buona robustezza e le dimensioni compatte lo rendono comunque adatto a un utilizzo intenso e dinamico. Peccato per la fotocamera, sotto alla media. <em>Essenziale</em> [Prezzo: 79€ &#8211; <a href="http://eshop.vodafone.it/cellulari-e-smartphone/smartphone/smart-mini/" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>8 &#8211; Alcatel One Touch Fire</strong></p>
<p>Finalmente è arrivato: lo smartphone ideato dalla Mozilla Foundation ha uno dei prezzi più competitivi di tutti, anche se le specifiche tecniche risentono del budget ridotto. Dalla sua ha un design sgargiante e una robustezza che lo rende un dispositivo da battaglia. Se sei pronto a sperimentare con un’interfaccia tutta nuova e un sistema operativo con poche app, questo è il tuo telefono. <em>Alternativo</em> [Prezzo: 79€ &#8211; <a href="http://www.alcatelonetouch.com/global-en/products/smartphones/one_touch_fire.html" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>9 &#8211; LG Optimus L3 II</strong></p>
<p>La seconda generazione del low cost coreano mantiene prestazioni tutto sommato paragonabili a quelle degli avversari, un prezzo competitivo e un’autonomia elevata: se non sei uno smanettone compulsivo, riuscirai a farlo durare 24 ore abbondanti. Purtroppo cede il passo nella risoluzione del display, al limite della soglia accettabile per un dispositivo del 2013. <em>Instancabile</em> [Prezzo: 99€ &#8211; <a href="http://www.lg.com/it/telefoni-cellulari/lg-Optimus-L3-II" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>10 &#8211; Nokia Asha 501</strong></p>
<p>Letteralmente ai confini del mondo smart, la proposta di Nokia è l’unica del gruppo vincolata all’OS Asha sviluppato internamente. Il parco app non è il massimo, ma la capacità di gestire due sim contemporaneamente, la buona autonomia e il prezzo record danno un senso tutto particolare al compattissimo telefono finlandese. <em>Economico</em> [Prezzo: 70€ &#8211; <a href="http://www.nokia.com/it-it/prodotti/telefoni-cellulari/asha501/" target="_blank">SITO PRODOTTO</a>]</p>
<p><strong>Ecco scheda tecnica e prezzo dei 10 telefoni (clicca per ingrandire)</strong></p>
<div id="attachment_168" style="width: 1710px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/01/1388758749_scheda-smartphone-economici.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-168" alt="Scheda smartphone economici" src="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/01/1388758749_scheda-smartphone-economici.jpg" width="1700" height="335" /></a><p class="wp-caption-text">Scheda smartphone economici</p></div>
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		<title>Progetto Wasp, case per il terzo mondo realizzate con una stampante 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 09:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[stampanti]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[wasp]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Wasp è un progetto ambizioso e &#8220;nobile&#8221; d&#8217;animo che si basa sul nuovo e fervente mondo delle stampanti 3D. Un ambito tecnologico sempre più in espansione, che in questo caso si spende per le popolazioni più disagiate. Così si presenta il team Wasp: Siamo sognatori , siamo realizzatori, siamo Makers: partiamo dalla stampa 3D per<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/progetto-wasp-case-per-il-terzo-mondo-realizzate-con-una-stampante-3d/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/progetto-wasp-case-per-il-terzo-mondo-realizzate-con-una-stampante-3d/">Progetto Wasp, case per il terzo mondo realizzate con una stampante 3D</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="wasp" href="http://www.wasproject.it/w/" target="_blank">Wasp</a> è un progetto ambizioso e &#8220;nobile&#8221; d&#8217;animo che si basa sul nuovo e fervente mondo delle stampanti 3D. Un ambito tecnologico sempre più in espansione, che in questo caso si spende per le popolazioni più disagiate.</p>
<p>Così si presenta il team Wasp:</p>
<blockquote><p>Siamo sognatori , siamo realizzatori, siamo Makers: partiamo dalla stampa 3D per salvare il mondo.</p></blockquote>
<p>Lo scopo del progetto infatti è quello di realizzare case per il terzo mondo a basso impatto ambientale. Prodotte con i materiali della terra, quali argilla e fibre naturali, le case vengono &#8220;estruse&#8221; strato su strato da un enorme stampante 3d costituita da una struttura su tre assi verticali. L&#8217;idea nasce dalla diretta osservazione della natura: la vespa Vasaia infatti depone materiale argilloso per costruire nicchie dove deporre le uova.</p>
<div id="attachment_160" style="width: 459px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-large wp-image-160" alt="Progetto WASP" src="http://www.dodoland.it/blog/wp-content/uploads/2014/01/wasp4-449x304.jpg" width="449" height="304" /><p class="wp-caption-text">Progetto WASP</p></div>
<p>Potrebbe sembrare una pazzia ma attraverso studi di fattibilità, studi dei materiali e studi architettonici sono stati sviluppati dei prototipi funzionanti che raggiungono l’altezza di 3 metri, e man mano che si procede con la ricerca i macchinari e di conseguenza le case, diventano sempre più grandi.</p>
<p>La realizzazione di Delta Wasp, questo il nome dell&#8217;enorme macchinario necessario alla produzione delle abitazioni, è stato fin ora un autofinanziamento. WASP infatti vende una serie di stampanti 3D, (che potrete facilmente trovare nel <a title="wasp" href="http://www.wasproject.it/w/" target="_blank">sito ufficiale</a>) e il ricavato viene reinvestito in questo generoso progetto sociale.</p>
<p>Sempre più vicini alla meta, quest&#8217;anno il gruppo Wasp ha vinto il Green Award al 3d Printshow di Londra!</p>
<p>Se siete interessati a saperne di più, di seguito qualche link interessante:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pa57PmKIpvA&amp;feature=youtu.be" target="_blank">WASProject stampanti 3d</a> &#8211;&gt; video di presentazione del progetto</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5ZxfUg8IzHk#t=46" target="_blank">Stampante 3D PowerWASP Evo</a> &#8211;&gt; video stampanti in azione</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vn764Ma6QWo" target="_blank">Progetto WASP costruire case con una stampante 3D</a> &#8211;&gt; video / intervista</p>
<p><a href="http://www.wasproject.it/w/" target="_blank">Sito ufficiale</a> e <a href="https://www.facebook.com/wasproject?fref=ts" target="_blank">Pagina Facebook</a></p>
<p>fonte: <a title="webfandom" href="http://www.webfandom.com/prodotti-industriali/progetto-wasp-case-il-terzo-mondo-realizzate-con-una-stampante-3d/" target="_blank">Webfandom</a></p>
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		<title>Nel 2014 gli smartphone diventeranno più intelligenti</title>
		<link>http://www.dodoland.it/blog/nel-2014-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nel-2014-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti</link>
		<comments>http://www.dodoland.it/blog/nel-2014-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 09:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’evoluzione tecnica non porterà dispositivi nuovi nelle nostre case, ma piuttosto smartphones capaci di capirci meglio. Questa almeno è la previsione fatta dal Financial Times per l&#8217;anno 2014. I SENSORI &#8211; Merito dell’evoluzione tecnica dei sensori se al posto della password offriremo la nostra impronta retinica o se i nostri smartphone riusciranno a fare quello<a class="button" href="http://www.dodoland.it/blog/nel-2014-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti/" title="More">  Continua </a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog/nel-2014-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti/">Nel 2014 gli smartphone diventeranno più intelligenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.dodoland.it/blog">Il Blog(Ghetto) di Domenico Matarrese</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione tecnica non porterà dispositivi nuovi nelle nostre case, ma piuttosto smartphones capaci di capirci meglio. Questa almeno è <a title="Financial Times" href="http://www.ft.com/cms/s/0/210864c6-72f9-11e3-b05b-00144feabdc0.html" target="_blank">la previsione</a> fatta dal Financial Times per l&#8217;anno 2014.</p>
<p><strong>I SENSORI</strong> &#8211; Merito dell’evoluzione tecnica dei sensori se al posto della password offriremo la nostra impronta retinica o se i nostri smartphone riusciranno a fare quello che desideriamo da loro prima che glielo ordiniamo. Saranno infatti l’evoluzione dei sensori e delle maniere di coordinarli e impiegarli che apriranno nuovo orizzonti alle vecchie macchine, più prestanti, ma non rivoluzionarie.</p>
<p><strong>I TELEFONI INDOVINI</strong> &#8211; L’esempio da seguire è quello del sistema Kinect di Microsoft, ma anche dei Google Glass che cercano di capire le intenzioni e i desideri degli utenti spiando il movimento dei loro occhi. E per farlo osserveranno e registreranno sempre di più i movimenti e le azioni dei loro proprietari, finendo per imparare ad adeguarsi alle loro esigenze.</p>
<p><strong>GLI ACCESSORI</strong> &#8211; Ci saranno anche più dispositivi indossabili, anche se saranno più propaggini degli stessi smartphone che vere alternative, anche quelli da indossare al polso come orologi si sono dimostrati incapaci di sostituire gli schermi più grandi per ora, che probabilmente cominceranno ad assumere forme e curvature meno convenzionali delle attuali.</p>
<p><strong>I DISPLAY</strong> &#8211; Gli schermi vedranno sicuramente altri miglioramenti nella definizione, anche se a discapito della durata delle batterie, che dovranno essere adeguate alle nuove esigenze. Miglioramenti anche nelle fotocamere, con Nokia per ora irraggiungibile con i suoi 41 megapixel, ma la corsa è cominciata e saranno in molti a correre questa gara.</p>
<p><strong>LE NUOVE RETI</strong> &#8211; Mentre si assisterà all’arrivo del 4G anche sui modelli più modesti, attorno ai 100 dollari di costo, mentre i più costosi avranno la LTE in numero sempre maggiore. Maggiori capacità che saranno sostenute da processori più prestanti, ma la loro evoluzione è ormai una premessa da dare per scontata, senza la quale i resto dei progressi sarebbe destinato all&#8217;inutilità.</p>
<p>fonte: <a title="Giornalettismo" href="http://www.giornalettismo.com/archives/1286507/cosi-gli-smartphone-diventeranno-piu-intelligenti/" target="_blank">Giornalettismo</a></p>
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