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	<title>Il blog di NAFOP &#8230;           bussola per il risparmiatore navigante</title>
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		<title>Il blog di NAFOP &#8230;           bussola per il risparmiatore navigante</title>
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		<title>Come e dove investire nel 2015 &#8211; Una guida completa e gratuita</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[A. De Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della consulenza]]></category>
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		<category><![CDATA[asset allocation]]></category>
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		<category><![CDATA[portafoglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Come investire nel 2015 – Tra ricerca di rendimento e protezione del capitale Gli asset su cui puntare e quelli da evitare assolutamente. Una guida completa su come proteggere il portafoglio e come ottenere rendimenti in un contesto di mercato caratterizzato da alta volatilità e tassi d’interesse a zero.  All&#8217;interno dell&#8217;e-book scaricabile gratuitamente a questo indirizzo, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3348&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header class="entry-content-header">
<h2 class="post-title entry-title"><a title="Link Permanente: Come investire nel 2015 – Tra ricerca di rendimento e protezione del capitale" href="http://agadvisory.com/come-investire-nel-2015/" rel="bookmark">Come investire nel 2015 – Tra ricerca di rendimento e protezione del capitale </a></h2>
</header>
<div class="entry-content">
<p><strong><em>Gli asset su cui puntare e quelli da evitare assolutamente. Una guida completa su come proteggere il portafoglio e come ottenere rendimenti in un contesto di mercato caratterizzato da alta volatilità e tassi d’interesse a zero. </em></strong></p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;e-book scaricabile gratuitamente a <a href="http://agadvisory.com/ebook-investire-nel-2015/">questo indirizzo</a>, delineeremo un quadro macro dei mercati al fine di capire quali saranno i trend e i movimenti attesi nel 2015 e quali strategie di portafoglio attuare per proteggere il capitale e ottenere al contempo buoni rendimenti in un contesto di tassi a zero. In particolare vedremo:</p>
<ul>
<li>Quadro macro. Cosa aspettarsi dai mercati nel 2015 e quali azioni intraprendere per non farci cogliere di sorpresa</li>
<li>Cosa scegliere e come investire tra Azioni, Obbligazioni, Commodities e Valute</li>
<li>Cosa fare e come fare per proteggere il proprio portafoglio dai forti scossoni in arrivo</li>
<li>Perché nel 2015 sarà inefficiente operare le scelte tipiche del risparmio italiano (Bot, BTP, Conti Correnti e Conti Deposito)</li>
</ul>
<p><strong>Scarica qui l&#8217;e-book gratuito <a href="http://agadvisory.com/ebook-investire-nel-2015/">&#8220;Come investire nel 2015&#8221;</a></strong> a cura di<strong> AG Advisory SRL &#8211; Società di Consulenza Finanziaria Indipendente </strong></p>
<p><a href="http://agadvisory.com/ebook-investire-nel-2015/"><img class="alignnone size-medium wp-image-3349" src="https://nafop.files.wordpress.com/2015/01/come-investire-nel-2015.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Come investire nel 2015" width="300" height="225" /></a></p>
</div><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/il-mondo-della-consulenza/'>Il mondo della consulenza</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/ag-advisory-srl/'>AG Advisory srl</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/asset-allocation/'>asset allocation</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/de-luca/'>De Luca</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/portafoglio/'>portafoglio</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3348/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3348&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">A. De Luca</media:title>
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			<media:title type="html">Come investire nel 2015</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Come investire in caso di Deflazione</title>
		<link>https://nafop.wordpress.com/2014/09/07/come-investire-in-caso-di-deflazione/</link>
		<comments>https://nafop.wordpress.com/2014/09/07/come-investire-in-caso-di-deflazione/#respond</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2014 09:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[A. De Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e report]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[AG ADVISORY]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza online]]></category>
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		<category><![CDATA[INVESTOinMe]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Portafoglio ideale in caso di scenario deflattivo confermato. Premessa doverosa. Di seguito illustriamo strategie di portafoglio in caso di scenario deflattivo confermato. Quindi è un PTF per un quadro macro economico in deflazione conclamata e generalizzata. (Attenzione, questo quadro non è quello reale di mercato attuale, che al contrario vede tassi in rialzo per i [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3332&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2>Portafoglio ideale in caso di scenario deflattivo confermato.</h2>
<p>Premessa doverosa. Di seguito illustriamo strategie di portafoglio in caso di scenario deflattivo confermato. Quindi è un PTF per un quadro macro economico in deflazione conclamata e generalizzata. (Attenzione, questo quadro non è quello reale di mercato attuale, che al contrario vede tassi in rialzo per i prossimi anni almeno in US)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò detto, passiamo alla deflazione.</p>
<p>Innanzitutto non è detto che sia un male assoluto. Infatti per i nostri risparmi la deflazione ha un impatto positivo in quanto diminuendo i prezzi di acquisto aumenta la nostra capacità di spesa.Per quanto concerne invece le scelte di portafoglio le scelte si fanno più complesse.</p>
<ul>
<li>Cominciamo col dire che gli asset reali vengono penalizzati. Quindi sia Azioni che Immobili sono da limitare (azioni) o evitare del tutto in queste fasi (immobili). Tuttavia nella costruzione di un PTF con orizzonte temporale medio lungo non possiamo prescindere dalla componente azionaria. In questo caso preferisco azioni anti cicliche e difensive per due ragioni. Risentono meno del contesto di minor crescita ed offrono elevati dividendi che in caso di crescita ridotta costituiscono una buona base integrativa del reddito.</li>
<li>Sulla componente Obbligazionaria le cose, se possibile, diventano ancora meno certe. Riducendosi i tassi nominali, ormai già vicino allo zero, avrebbe senso investire in Tasso Fisso a Lungo Termine che offriranno rendimenti reali crescenti e buone cedole di solito associate a scadenze medio lunghe. Quindi tasso fisso , sia governativo area periferica euro (maggiori rendimenti, sia corporate sempre area euro causa scenario economico maggiormente compromesso rispetto agli US che invece dovrebbero scontare un rialzo dei tassi in anticipo.Per questo motivo, andrei a completare la componente obbligazionaria con una quota legata paradossalmente all’inflazione americana, i cosiddetti TIPS, e tasso variabile, sempre US, asset oggi ancora a buon mercato e interessanti in prospettiva.</li>
<li>Inoltre ricordando che i depositi saranno fortemente penalizzati in quanto offriranno tassi prossimi allo zero in caso di deflazione confermata, non rinuncerei ad una quota di oro che come ben sapete premia tutti gli scenari di incertezza macro economica sia in caso di elevata inflazione sia in caso di perdita di valore degli asset reali come avviene nel caso di scenario deflattivo.</li>
<li>Completerei il portafoglio con una buona quota di fondi flessibili globali, che se ben selezionati, con il giusto mix di asset class, sono in grado di portare discreti rendimenti in tale scenario.</li>
<li>Infine non trascurerei una piccola quota di obbligazioni in valuta diversa dall’euro, andando a giocare sul cambio come ulteriore leva di reddito nei prossimi anni (paesi emergenti es. lira turca ma anche in US dollar)</li>
</ul>
<p>Alla luce di quanto sopra evidenziato, riportiamo di seguito un Portafoglio indicato in caso di scenario deflativo conclamato per un investitore con profilo di rischio medio e orizzonte temporale medio-lungo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Portafoglio Anti-Deflazione</h3>
<p><a href="https://investoinme.files.wordpress.com/2014/09/schermata-2014-09-06-alle-19-32-30.png"><img class="alignleft wp-image-998 size-full" title="" src="https://investoinme.files.wordpress.com/2014/09/schermata-2014-09-06-alle-19-32-30.png?w=680" alt="" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Agostino De Luca,</p>
<p>Amministratore Delegato</p>
<p><strong>AG ADVISORY SRL</strong> – Società di Consulenza Finanziaria</p>
<p><a href="http://www.agadvisory.com/" rel="nofollow">http://www.agadvisory.com</a></p>
<p><strong>INVESTOinME – </strong>Video Formazione Finanziaria Online</p>
<p><a href="http://investoinme.com" rel="nofollow">http://investoinme.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/analisi-e-report/'>Analisi e report</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/strategie-di-investimento/'>Strategie di investimento</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/ag-advisory/'>AG ADVISORY</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/bologna/'>Bologna</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/consulenza-online/'>Consulenza online</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/de-luca/'>De Luca</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/delfazione/'>Delfazione</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/investoinme/'>INVESTOinMe</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/milano/'>Milano</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/roma/'>Roma</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3332/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3332/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3332&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Le politiche monetarie potrebbero essere ora sufficienti a far partire l’economia</title>
		<link>https://nafop.wordpress.com/2014/05/26/le-politiche-monetarie-potrebbero-essere-ora-sufficienti-a-far-partire-leconomia/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2014 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mario alparone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e report]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa avevamo commentato il perché le politiche monetarie espansive avrebbero potuto non essere sufficienti a far ripartire l’economia. Vogliamo ora rivedere le motivazioni analizzate in quel periodo come cause della insufficienza dell’afflusso di liquidità immesso dalle Banche Centrali in qualità di strumento principale propulsivo dell’economia (primavera 2103), per verificare se alcune condizioni siano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3326&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa avevamo commentato il perché le politiche monetarie espansive avrebbero potuto non essere sufficienti a far ripartire l’economia. Vogliamo ora rivedere le motivazioni analizzate in quel periodo come cause della insufficienza dell’afflusso di liquidità immesso dalle Banche Centrali in qualità di strumento principale propulsivo dell’economia (primavera 2103), per verificare se alcune condizioni siano state rimosse o superate. Si fa rifermento soprattutto al contesto Europeo ed Italiano.</p>
<p>In estrema sintesi si sosteneva che la ragione principale risiedeva nell’elevato costo del funding delle banche che poi si rifletteva, nel migliore dei casi, in un tasso finale alla clientela particolarmente alto e gravoso quando non addirittura in una azione di “deleverage” ovvero di contrazione dei flussi erogati alla clientela (anche detta di credit crunch).</p>
<p>Si riteneva infatti che solo riprendendo il normale funzionamento dei sistemi di approvvigionamento della liquidità bancari ed incidendo quindi sulla riduzione del costo dell’indebitamento bancario si sarebbe riusciti a far ripartire l’economia e quindi a mettere a terra gli sforzi e le iniziative di politica economica.</p>
<p>Ci si era pertanto soffermati sulla crisi del settore bancario cha aveva portato le banche ad essere percepite come rischiose dal mercato ma anche tra di loro negli scambi finanziari ordinari (mercato interbancario) ed aveva causato l’impossibilità di re- investire sul mercato la liquidità resa disponibile dalle Autorità centrali.<br />
Molte delle condizioni che allora causavano una situazione di diffidenza verso il settore bancario ora sembrano rimosse o sulla via della soluzione.</p>
<p>Innanzitutto la situazione complessiva della percezione del rischio bancario è migliorata:<br />
• nel corso del 2013 e 2014 sono state fatte severe politiche di bilancio sui crediti deteriorati;<br />
• le autorità di Vigilanza Europee hanno, parallelamente a questa azione di auto pulizia, lanciato l’attività di verifica e supervisione della qualità dei crediti bancari (cosiddetta AQR) per analizzare se vi siano situazioni sistemiche ancora latenti;<br />
• le banche hanno anticipato le raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza programmando interventi di ricapitalizzazione.</p>
<p>A testimonianza del fatto che il livello della percezione del rischio di insolvenza sulle banche sia migliorato portiamo tre semplici quanto esplicative evidenze:<br />
• sono ripartiti i prestiti obbligazionari effettuati dalle banche sui mercati domestici ed internazionali;<br />
• alcuni rilevanti investitori internazionali (grandi case di investimento) hanno acquistato partecipazioni non indifferenti in Banche;<br />
• le banche hanno ricominciato ad erogare credito verso il settore privato.</p>
<p>A questo diminuito livello di rischiosità del settore delle Banche si è accompagnata una riduzione del rischio sui paesi periferici (Italia compresa) che si è tradotto in una diminuzione sostanziale del tasso di interesse sui bond sovrani.<br />
Tale situazione, oltre a migliorare la complessiva situazione macroeconomica relativa ai paesi con forte indebitamento, è sicuramente una condizione che migliora l’esposizione al rischio delle Banche che in passato hanno fortemente investito in titoli del debito pubblico dei loro paesi di appartenenza, approfittando di lucrosi differenziali di rendimento (cosiddetto carry trade), e per contro, distraendo gran parte della liquidità immessa dalle Banche Centrali.</p>
<p>Inoltre un investimento fatto ora in titoli del debito pubblico non garantirebbe ritorni superiori a quello nel settore privato a parità di rischio della controparte sfavorendo così la distrazione delle risorse economiche.</p>
<p>In conclusione, la combinazione di questi fattori (riduzione del rischio bancario e del rischio sovranazionale) consente ora di poter ipotizzare che nuove politiche monetarie siano in grado di tradursi effettivamente in una spinta verso l’economica reale.</p>
<p>Forza Draghi è il momento giusto…politica permettendo…..</p>
<p>Mario Alparone<br />
<a href="http://www.alpadvice.com" rel="nofollow">http://www.alpadvice.com</a><br />
Maggio 2014</p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/analisi-e-report/'>Analisi e report</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/macroeconomia/'>Macroeconomia</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/asset-quality-review/'>asset quality review</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/crisi-finanziaria/'>crisi finanziaria</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/espansione-economica/'>espansione economica</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/politiche-monetarie/'>politiche monetarie</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/rischio-bancario/'>rischio bancario</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/rischio-sovranazionale/'>rischio sovranazionale</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/sistema-bancario/'>sistema bancario</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/titoli-di-stato/'>titoli di stato</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3326/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3326&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Come Investire&#8230;e Informarsi nel 2014</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 11:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[A. De Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e report]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni avrete sicuramente ricevuto, oltre a panettoni e spumanti in abbondanza, decine di mail su come investire nel 2014.   Motivo per cui noi saremo molto sintetici e diretti.   Ovvero, ci limiteremo, senza addentrarci in grandi analisi e fare previsioni astrologiche&#8230;, ad esporre la nostra view sulle singole asset class.      AZIONI Tutti dicono che [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3316&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni avrete sicuramente ricevuto, oltre a panettoni e spumanti in abbondanza, decine di mail su come investire nel 2014.   Motivo per cui noi saremo molto sintetici e diretti.   Ovvero, ci limiteremo, senza addentrarci in grandi analisi e fare previsioni astrologiche&#8230;, ad esporre la nostra view sulle singole asset class.   </p>
<p><a href="https://nafop.files.wordpress.com/2013/07/investoinme_img_th_investimentigestionerisp.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3266" alt="investoinme_img_th_investimentigestionerisp" src="https://nafop.files.wordpress.com/2013/07/investoinme_img_th_investimentigestionerisp.jpg?w=780"   /></a></p>
<p>  <strong>AZIONI </strong><span style="line-height:1.5em;">Tutti dicono che il 2014 sarà l&#8217;anno delle Azioni, ed è vero. Però, c&#8217;è sempre un però, non dimentichiamoci che l&#8217;azionario viene da 5 anni di rialzo. Da marzo 2009 il DOW ha registrato un rialzo di oltre il 130% (di cui 30 c.a. sono nel 2013&#8230;)  . Pertanto la regola è azionario si ma con attenta selezione di settori e aree geografiche.   </span></p>
<p>Da evitare:  </p>
<p>&#8211; Utilities (troppo indebitate e non favorite dal rialzo tassi)</p>
<p> - Telecom (troppo indebitate) </p>
<p>&#8211; Farmaceutici (non tutti) e Consumi non discrezionali (hanno corso troppo)</p>
<p> - Azionario Paesi Emergenti (in particolare quelli legati alle commodities) </p>
<p>&#8211; Istituti di Credito (anche se in ripresa, ancora troppe sono le incognite&#8230;)  </p>
<p>Da considerare:  </p>
<p>&#8211; Industriali &amp; Trasporti (settori ciclici) </p>
<p>&#8211; Beni di consumo discrezionali (ciclici, es. lusso)</p>
<p> - Private Equity (tanta liquidità favorirà operazioni di M&amp;A)</p>
<p> - Finanziari ( in forte ripresa le Investment Bank e non Banche Retail) </p>
<p>&#8211; Tecnologici (evergreen)</p>
<p> - Aree geografiche: grande ritorno dell&#8217; Europa, con puntate su Spagna e Italia (quotazioni molto basse)  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>OBBLIGAZIONI</strong>  Per le Obbligazioni, la premessa è d&#8217;obbligo. E&#8217; una partita a perdere per i prossimi 2/3 anni. Ovvero, visto il rialzo tassi in atto (o previsto&#8230;), l&#8217;obiettivo è contenere i danni e a tal fine le cose da fare sono:</p>
<p>  - ridurre al minimo il peso dei Governativi &#8220;solidi&#8221; (Bund, US Treasury), visti i rendimenti offerti (previsti in ulteriore discesa i prezzi) </p>
<p>&#8211; ridurre/azzerare la componente a reddito fisso - ridurre la duration (max 3 anni) - cominciare a puntare su Tasso variabile (anche se i rendimenti sono ridicoli&#8230;) </p>
<p>&#8211; se si vuole ancora un pò di rendimento, l&#8217;alternativa è l&#8217;High Yield (solo europeo però) che dopo la discesa di Maggio è tornato ad offrire un rendimento interessante (c.a. 6,5%) </p>
<p>&#8211; lasciate stare titoli legati all&#8217;inflazione (il rischio è la deflazione&#8230;)</p>
<p> - lasciate perdere Obbligazioni Paesi Emergenti, lo storno in atto non è ancora concluso&#8230;qualcosa di interessante su quelle in valuta locale, ma c&#8217;è il rischio cambio&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <strong>VALUTE </strong>A nostro avviso tutte le cosiddette valute rifugio (corona norvegese, corona svedese, franco svizzero, ecc…) sono da evitare, in quanto hanno corso molto negli ultimi due/tre anni e cominciano a dare segnali di stanchezza. L’unica, che offre interessanti opportunità è il dollaro americano, in quanto la fine del quantitative easing e del miglioramento dell’economia americana, sono ormai dati di fatto, ed entrambi avranno un effetto positivo sulla rivalutazione del dollaro vs euro.  Inoltre si avrebbe sempre in portafoglio una valuta rifugio che può aiutare in caso di riacutizzarsi della crisi dell’euro.   Per chi volesse osare un po’ di più, sono da prendere in considerazioni alcune valute positivamente correlate al ciclo economico previsto in rialzo. In tal senso risultano interessanti per il 2014 il Won Sudcoreano (esportazioni in Occidente e Cina), lo Yuan Cinese (economia in ripresa ed ottimo investimento nel lungo termine), il Peso Cileno (economia in forte crescita e nazione ricca di rame, materiale con forte domanda per i prossimi due anni)  </p>
<p><strong>COMMODITIES</strong>  Metalli preziosi e materie prime agricole, lasciate perdere. Hanno perso molto e continueranno a perdere. Stanno di fatto scontando una bolla formatasi negli 3/5 anni.   Discorso diverso per i metalli di base e materie prime legate all&#8217;industria. Di fatti potrebbero beneficiare della ripresa economica in atto a livello globale ed in particolare nelle aree sviluppate.   </p>
<p><strong>FORMAZIONE</strong>  Lo so non è un&#8217;asset class, ma credetemi, è l&#8217;unica asset che genera sempre ritorni positivi. Noi crediamo molto nella formazione di qualità e soprattutto indipendente. Motivo per cui l&#8217;anno scorso, abbiamo lanciato insieme a Consultique <a href="http://www.investoinme.it">INVESTOinME</a> , <strong>un portale di video-formazione finanziaria   indipendente!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora auguri a tutti e buon investimenti per il 2014!  </p>
<p>Ing. Agostino De Luca </p>
<p>Amministratore Delegato  AG ADVISORY SRL &#8211; <a href="http://www.agadvisory.com" rel="nofollow">http://www.agadvisory.com</a></p>
<p>Portale Video Formazione Finanziaria INVESTOinME &#8211; <a href="http://www.investoinme.it" rel="nofollow">http://www.investoinme.it</a></p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/analisi-e-report/'>Analisi e report</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/comunicati-stampa/'>Comunicati stampa</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/strategie-di-investimento/'>Strategie di investimento</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/web-2-0/'>Web 2.0</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/ag-advisory/'>AG ADVISORY</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/de-luca/'>De Luca</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/formazione/'>formazione</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/investire-2014/'>Investire 2014</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/investoinme/'>INVESTOinMe</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3316/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3316&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">A. De Luca</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Ci sono le condizioni per la ripresa del dollaro rispetto all’euro?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 11:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mario alparone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e report]]></category>
		<category><![CDATA[Il mondo della consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[cambio EUR/USD]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo economico; ripresa]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[politiche economiche]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come mai il Dollaro stenta a riprendersi sull’Euro visto che la situazione del ciclo economico negli USA è molto migliorata nel corso del 2013, evidenziando una sostenuta ripresa, che invece ancora non si intravede con la stessa intensità nell’area Euro ? Da diverso tempo ci si chiede se siano giustificate le attuali quotazioni del dollaro [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3300&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come mai il Dollaro stenta a riprendersi sull’Euro visto che la situazione del ciclo economico negli USA è molto migliorata nel corso del 2013, evidenziando una sostenuta ripresa, che invece ancora non si intravede con la stessa intensità nell’area Euro ?</p>
<p>Da diverso tempo ci si chiede se siano giustificate le attuali quotazioni del dollaro nei confronti dell’euro alla luce delle diverse condizioni economiche delle due zone.</p>
<p>Proviamo ad analizzare una serie di indicatori economici di base nell’arco di tempo 2007 &#8211; 2013 che ha attraversato ben due crisi di sistema rilevanti, quella dei mutui subprime del 2007-2008, che ha poi portato al default di diverse istituzioni bancarie oltreoceano ed anche in Europa, e quella, piu’ recente, del debito sovrano che ha afflitto soprattutto il continente Europeo negli ultimi anni.<br />
<a href="https://nafop.files.wordpress.com/2014/01/schermata-2014-01-13-alle-12-05-52.png"><img src="https://nafop.files.wordpress.com/2014/01/schermata-2014-01-13-alle-12-05-52.png?w=300&#038;h=178" alt="Schermata 2014-01-13 alle 12.05.52" width="300" height="178" class="alignnone size-medium wp-image-3308" /></a><br />
Come è ben evidenziato dagli indicatori esposti nel grafico, gli USA si sono del tutto ripresi dallo shock di mercato successivo alla crisi subprime ed al fallimento Lehman Brothers e sembrano avviati ad una nuova fase di prosperità economica:<br />
•	il Pil è tornato a crescere in maniera significativa già dal 2010 e nel 2013 si attesta su valori paragonabili al 2000;<br />
•	la disoccupazione sta ritracciando in maniera decisa i massimi raggiunti negli anni post crisi subprime e mostra una diminuzione che fa presagire il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Federal Reserve quando ha deciso di intraprendere l’importante e sostenuta politica monetaria espansiva;<br />
•	l’inflazione sembra assolutamente sotto controllo e sempre ben al di sotto della soglia di attenzione fissata dalla Federal;<br />
•	i tassi di interesse di lungo periodo sono diminuiti in maniera decisa più che dimezzandosi dal  2008 a testimonianza di un percorso di equilibrio di lungo periodo ormai raggiunto.</p>
<p>A questa situazione dobbiamo poi aggiungere l’andamento estremamente positivo fatto registrare dalla Borsa Americana negli ultimi due anni.</p>
<p>Pertanto possiamo concludere che, al di la del tema del deficit federale, che sicuramente comporterà ancora qualche futura preoccupazione e che non si puo’ definire ancora completamente risolto, l’economia USA sembra viaggiare su solidi binari verso una nuova fase di crescita sostenuta.</p>
<p>Sicuramente non possiamo dire la stessa cosa dei Paesi della Zona Euro che ancora combattono con lo spettro della crisi e della recessione causata dalle crisi degli stati sovrani e della sostenibilità dei livelli del loro debito pubblico, crisi che ha limitato l’afflusso di credito all’economia da parte delle istituzioni creditizie e ha pesantemente condizionato consumi ed investimenti da parte del settore privato.  </p>
<p>Data questa situazione di fatto non possiamo che concludere che il Dollaro è destinato a rafforzarsi decisamente nei confronti dell’Euro.</p>
<p>Peraltro questo rafforzamento sarebbe assolutamente intonato al delta esistente tra le due economie e servirebbe sicuramente agli USA per evitare la manifestazione di spinte inflazionistiche che potrebbero vanificare i risultati ottenuti ed all’Europa come ulteriore stimolo alla propria crescita.</p>
<p>Insomma gli USA non hanno bisogno di un dollaro debole o, in ogni caso, non ne hanno più bisogno.</p>
<p>Non si intravedono quindi motivi per il mancato raggiungimento di quei livelli di cambio EUR/USD del passato decennio (intorno a 1,20) che mantenevano in equilibrio l’economia statunitense allora caratterizzata da una prosperità simile a quella su cui ci si è recentemente incamminati.</p>
<p>Ai primi segnali di tensione sul fronte dell’inflazione e quindi di aumento anche dei tassi a breve si invertirà la tendenza sino ad oggi manifestata, o almeno dovrebbe essere così….. </p>
<p>Dicembre 2013</p>
<p>Mario Alparone<br />
Consulente Finanziario Indipendente<br />
<a href="http://www.alpadvice.com" rel="nofollow">http://www.alpadvice.com</a>      </p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/analisi-e-report/'>Analisi e report</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/il-mondo-della-consulenza/'>Il mondo della consulenza</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/cambio-eurusd/'>cambio EUR/USD</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/ciclo-economico-ripresa/'>ciclo economico; ripresa</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/dollaro/'>dollaro</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/mercati-finanziari/'>mercati finanziari</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/politiche-economiche/'>politiche economiche</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/recessione/'>recessione</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/tassi/'>tassi</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3300/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3300&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Ecco chi paga il conto dell&#8217;IMU</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 08:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[marco degiorgis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della consulenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco chi paga il conto dell’IMU Non chiedete all’oste se il suo vino è buono Saranno quindi le polizze vita a pagare il conto della cancellazione dell&#8217; Imu per la prima casa. In Gazzetta Ufficiale si specifica che la copertura delle risorse necessarie per l&#8217;abolizione dell&#8217;imposta sugli immobili per la prima casa, sarà ottenuta riducendo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3294&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Ecco chi paga il conto dell’IMU</b></p>
<p><i>Non chiedete all’oste se il suo vino è buono</i></p>
<p>Saranno quindi le polizze vita a pagare il conto della cancellazione dell&#8217; Imu per la prima casa. In Gazzetta Ufficiale si specifica che la copertura delle risorse necessarie per l&#8217;abolizione dell&#8217;imposta sugli immobili per la prima casa, sarà ottenuta riducendo la detraibilità massima delle polizze vita. Infatti, il tetto massimo di detraibilità  delle polizze Vita e infortuni stipulate o rinnovate dopo il 2000 scende dagli attuali 1.291,14 euro a 630 euro per il periodo d&#8217;imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013; dall&#8217;anno successivo scende a 230 euro a decorrere dal periodo d&#8217;imposta 2014. Le previsioni sono di 400 milioni recuperati nel 2013 e di 800 milioni nel 2014 (fonte il Sole24ore).<img class="alignright" alt="" src="https://i1.wp.com/cdn.tempi.it/wp-content/uploads/2012/05/imu.jpg" width="449" height="400" /></p>
<p>A fronte di questa notizia, che non mi sorprende perché i governi italiani hanno da sempre attinto risorse finanziarie laddove era più semplice ed immediato ottenerne, mi lascia invece molto perplesso un dato: la maggior parte delle polizze in questione sono sottoscritte tra novembre e dicembre di ogni anno, per sfruttare i vantaggi fiscali.</p>
<p>Comprendo che le compagnie spingano per piazzare i loro prodotti nei momenti più propizi, non comprendo come i clienti accettino sempre e comunque tali proposte. Mi verrebbe da ricordare che non bisogna mai fidarsi delle parole dell’oste quando tenta di propinare un vino. Piuttosto sarebbe opportuno affidarsi ad un sommelier, per la scelta del vino più appropriato. Il paragone calza a pennello; un vino va scelto in base all’uso che si intende farne e solo in seconda battuta in relazione ai gusti personali. Un Barbaresco bevuto in abbinamento ad un branzino al sale, darebbe un pessimo risultato complessivo, pur partendo da due ottimi prodotti. Ma, oltre a questo, non tutti i Barbaresco sono uguali, non tutte le annate danno prodotti di ugual livello e così via. Quindi decidiamo cosa vogliamo mangiare e poi scegliamo il vino. Allo stesso modo, la scelta di prodotti finanziari va sempre effettuata in  modo strategico, cioè devono essere utili per conseguire uno scopo che ci si è prefissi, ed è  importante l’assistenza di chi non ha interesse nel vendervi il prodotto, come un consulente indipendente. All’oste lasciate fare il suo mestiere, che è di preparare tavoli e cibo, ma il vino sceglietelo voi insieme al consulente che pagate per i suoi consigli. Altrimenti rischiate di sottoscrivere una polizza vita solo per i vantaggi fiscali che ne derivano, e trovarvi ora nella condizione di veder questo vantaggio dimezzato il primo anno e ridotto ad un quarto dal secondo in poi.</p>
<p>Era questo ciò che volevate ottenere?</p>
<p>Marco Degiorgis</p>
<div></div><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/il-mondo-della-consulenza/'>Il mondo della consulenza</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3294/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3294&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il rischio Italia è sotto controllo?</title>
		<link>https://nafop.wordpress.com/2013/07/23/il-rischio-italia-e-sotto-controllo/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 10:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mario alparone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento ai mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie economiche]]></category>
		<category><![CDATA[credit crunch]]></category>
		<category><![CDATA[crescita economica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi debito sovrano]]></category>
		<category><![CDATA[deleverage]]></category>
		<category><![CDATA[liquidità]]></category>
		<category><![CDATA[requisiti patrimoniali]]></category>
		<category><![CDATA[solvibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo tornati in una situazione di normalità in termini di premio al rischio o è solo una pausa temporanea prima della prossima fase di crisi? I risultati raggiunti sul fronte del recupero della procedura di infrazione per il disavanzo eccessivo (rapporto deficit/pil inferiore al 3%) sono sufficienti per scongiurare futuri pericoli e sono sufficienti per [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3286&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nafop.files.wordpress.com/2013/07/italia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3291" alt="italia" src="https://nafop.files.wordpress.com/2013/07/italia.jpg?w=300&#038;h=200" width="300" height="200" /></a>Siamo tornati in una situazione di normalità in termini di premio al rischio o è solo una pausa temporanea prima della prossima fase di crisi?</p>
<p>I risultati raggiunti sul fronte del recupero della procedura di infrazione per il disavanzo eccessivo (rapporto deficit/pil inferiore al 3%) sono sufficienti per scongiurare futuri pericoli e sono sufficienti per intraprendere una nuova fase di crescita ?<br />
La procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell&#8217; Italia è stata avviata nel 2009. Dopo un picco del 5,5% del PIL nel 2009, il disavanzo pubblico dell&#8217; Italia è stato progressivamente ridotto fino ad arrivare al 3,0% del PIL nel 2012. Nell&#8217; ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2013 dei servizi della Commissione indicano un disavanzo nel 2013 e nel 2014 inferiore al valore di riferimento indicato nel trattato (3% del PIL).<br />
Il rendimento del BTP decennale è variato dal 4,10 % circa al 4,40 % circa attuale passando attraverso il picco della crisi di fine novembre 2011 quando ha superato il 7,20%; il Bund decennale invece ha mostrato un andamento progressivamente decrescente dal 3,4% di inizio 2010 fino all’1,6 % circa attuale e, conseguentemente, lo spread è aumentato da meno di 70 punti base agli attuali 280-300 circa, passando per i 500 di fine 2011.<br />
Quindi, in termini assoluti, il premio al rischio, tranne nella fase accentuata della crisi, è rimasto lo stesso nonostante il progresso nei conti, mentre lo spread, soprattutto per la diminuzione dei tassi di interesse tedeschi, ha mostrato un andamento fortemente crescente.<br />
Tale andamento fa capire che il rientro dalla procedura di deficit non è una condizione sufficiente per scongiurare una ipotesi di nuova crisi sul debito sovrano italiano. La percezione del rischio rimane alta e sicuramente è legata alle prospettive di crescita economica e di sostenibilità dello stock di debito pubblico.<br />
I risultati ottenuti infatti sono stati figli di politiche fiscali restrittive con rischi di innescare deflazione e contrazione economica. Tale circostanza può essere solo parzialmente compensata da politiche monetarie espansive che, da sole, non riescono a stimolare una ripresa economica a causa della crisi di liquidità bancaria che ha comportato nel corso di questi anni una riduzione notevole del flusso creditizio erogato (c.d. deleverage &#8211; credit crunch).<br />
Le banche risultano sotto pressione in termini di credibilità ed affidabilità a causa della presenza di titoli di stato nei loro portafogli, (si parla di titoli di stato dei loro paesi e non di titoli tossici…) e con un circolo vizioso, gli stessi titoli di stato vedono diminuire le loro quotazioni a causa del rischio da parte degli Stati di dover spendere fondi pubblici per ricapitalizzare le banche.<br />
Come intervenire per spezzare questo circolo vizioso?<br />
Per riprendere un circuito di crescita, come ho già detto in un precedente articolo, è necessaria una fase di concertazione politica nazionale ed internazionale che porti a creare le condizioni per una crescita economica stabile e costante.<br />
I fronti su cui intervenire sono due, la politica economica e la stabilità del sistema creditizio che deve ritornare a funzionare come motore di trasmissione economica. Bisogna favorire la ripresa degli investimenti di capitali e persone e la ripresa di una condizione di normalità nel processo di intermediazione creditizia. Il credito bancario deve riprendere il suo normale corso verso quei soggetti meritevoli ed a poco vale la temporanea medicina di facilitare il pagamento dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione.<br />
Le banche devono quindi tornare ad erogare credito concludendo la stagione del “deleverage” e del “credit crunch” che sta portando il sistema economico verso una progressiva asfissia. Per fare questo bisogna intervenire anche a livello accentrato con una regolamentazione Bancaria Europea anticiclica che smonti il circolo vizioso debito sovrano – sottocapitalizzazione del sistema bancario.<br />
Anzi bisogna favorire da parte delle Banche l’acquisto di titoli di debito pubblico relativo alle nuove emissioni che si tradurrebbe in un miglioramento dei corsi ed una riduzione dei rendimenti, con effetti positivi sulla percezione dei mercati di capacità degli stati di assolvere agli obblighi derivanti dalle emissioni. Tali titoli andrebbero poi conteggiati in maniera differente nei sistemi di calcolo degli assorbimenti patrimoniali bancari. Questi interventi associati alla ripresa dei normali canali di finanziamento interbancari, favoriti da politiche di collateralizzazione innovative per l&#8217; accesso ai canali di finanziamento in BCE, riporterebbero serenità sui mercati e favorirebbero la ripresa dell&#8217; attività di erogazione creditizia. Una volta poi realizzata la crescita economica si potranno introdurre standard di capitalizzazione bancari più severi associati a rigorosi percorsi di taglio della spesa pubblica per incidere strutturalmente sugli stock di debito.<br />
Non sembra quello che sta succedendo oggi, anche se si sente tornare a parlare di crescita e si è abbandonata la parola d’ordine del rigore ad ogni costo. Sembra manchi una visione comune sulla ricetta per ritornare a crescere, lasciando quindi i vari Stati membri da soli a risolvere i problemi che difficilmente potranno trovare soluzioni domestiche individuali.<br />
Per fare tutto ciò è importante una regia Europea ed una volontà comune e non solo Comunitaria (ogni riferimento alla posizione della Germania è puramente casuale….)</p>
<p>Luglio 2013</p>
<p>Mario Alparone<br />
Consulente Finanziario Indipendente<br />
<a href="http://www.alpadvice.com" rel="nofollow">http://www.alpadvice.com</a></p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/commento-ai-mercati-finanziari/'>Commento ai mercati finanziari</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/teorie-economiche/'>Teorie economiche</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/credit-crunch/'>credit crunch</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/crescita-economica/'>crescita economica</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/crisi-debito-sovrano/'>crisi debito sovrano</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/deleverage/'>deleverage</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/liquidita/'>liquidità</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/requisiti-patrimoniali/'>requisiti patrimoniali</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/solvibilita/'>solvibilità</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3286/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3286&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Guadagnare con la crisi. 10 Consigli per salvare i nostri risparmi&#8221; di M.T. Cometto e G. Maggi &#8211; Editore Sperling &#038; Kupfer</title>
		<link>https://nafop.wordpress.com/2013/07/16/guadagnare-con-la-crisi-10-consigli-per-salvare-i-nostri-risparmi-di-m-t-cometto-e-g-maggi-editore-sperling-kupfer/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 09:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fanan]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Il mondo della consulenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto il piacere di collaborare alla stesura di questo libro appena uscito il mese scorso. Gli autori che a più riprese nel libro chiariscono la differenza tra le banche e figure ad essa legate e la consulenza finanziaria indipendente, cioè noi. Ve lo segnalo perchè ho fatto in modo che venisse citata la nostra [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3279&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto il piacere di collaborare alla stesura di questo libro appena uscito il mese scorso.</p>
<p>Gli autori che a più riprese nel libro chiariscono la differenza tra le banche e figure ad essa legate e la consulenza finanziaria indipendente, cioè noi.</p>
<p>Ve lo segnalo perchè ho fatto in modo che venisse citata la nostra associazione NAFOP e si è parlato molto della nostra figura di esperti.</p>
<p>Farà piacere a tutti noi questo passaggio nel libro fatta degli autori: IL MERCATO DEL RISPARMIO E&#8217; POPOLATO DA SVARIATI &#8220;CONSIGLIERI&#8221;. E IL BANCARIO DELLO SPORTELLO, IL PROMOTORE FINANZIARIO E IL CONSULENTE INDIPENDENTE NON SONO TUTTI UGUALI.</p>
<p>Vi rimando al link per alcuni brani dell&#8217;ebook:  <a href="http://books.google.it/books?id=pwGpeFO2NwEC&#038;pg=PT4&#038;lpg=PT4&#038;dq=guadagnare+con+la+crisi+sperling&#038;source=bl&#038;ots=E-uJlg4jvu&#038;sig=vN4qxnrjwFUbUlOIif-YFPtQtGA&#038;hl=it&#038;sa=X&#038;ei=Uv3kUbDVMoXYPPz2gdAK&#038;sqi=2&#038;ved=0CDkQ6AEwAg" rel="nofollow">http://books.google.it/books?id=pwGpeFO2NwEC&#038;pg=PT4&#038;lpg=PT4&#038;dq=guadagnare+con+la+crisi+sperling&#038;source=bl&#038;ots=E-uJlg4jvu&#038;sig=vN4qxnrjwFUbUlOIif-YFPtQtGA&#038;hl=it&#038;sa=X&#038;ei=Uv3kUbDVMoXYPPz2gdAK&#038;sqi=2&#038;ved=0CDkQ6AEwAg</a>.</p>
<p>Altri link utili sono:</p>
<p><a href="http://www.solofinanza.it/02072013/guadagnare-con-la-crisi-lettura-utile-imparare-destreggiarsi-tra-investimenti-mercati/8725" rel="nofollow">http://www.solofinanza.it/02072013/guadagnare-con-la-crisi-lettura-utile-imparare-destreggiarsi-tra-investimenti-mercati/8725</a></p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788820055035/cometto-m-teresa-maggi/guadagnare-con-la-crisi.html?shop=254" rel="nofollow">http://www.ibs.it/code/9788820055035/cometto-m-teresa-maggi/guadagnare-con-la-crisi.html?shop=254</a></p>
<p>Ringrazio i colleghi che vorranno divulgarne l&#8217;esistenza ed i contenuti e gli autori per avere a più riprese parlato della nostra professione e professionalità.</p>
<p>Bruno Fanan</p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/comunicati-stampa/'>Comunicati stampa</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/il-mondo-della-consulenza/'>Il mondo della consulenza</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/web-2-0/'>Web 2.0</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3279/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3279&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Secondo semestre 2013: e l&#8217;ora delle Azioni&#8230;ma con alcuni accorgimenti.</title>
		<link>https://nafop.wordpress.com/2013/07/13/secondo-semestre-2013-e-lora-della-azioni-ma-con-alcuni-accorgimenti/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Jul 2013 14:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[A. De Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento ai mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[Il mondo della consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Macroeconomia]]></category>
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		<category><![CDATA[Secondo semestre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Settori su cui investire]]></category>
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		<description><![CDATA[La festa dell&#8217;Obbligazionario è finita…e ora su cosa cosa investiamo? Tutto è iniziato il 3 Maggio 2013. La Fed pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione in America che si attesta inaspettatamente al 7,5%. Minimo da 5 anni a questa parte. Dalle parole ai fatti il passo è stato brevissimo. I tassi del decennale in US [&#8230;]<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3261&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La festa dell&#8217;Obbligazionario è finita…e ora su cosa cosa investiamo?</strong></p>
<p>Tutto è iniziato il 3 Maggio 2013. La Fed pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione in America che si attesta inaspettatamente al 7,5%. Minimo da 5 anni a questa parte.</p>
<p><a title="Il gioco si fa duro…e qualcuno si può far male!" href="https://nafop.wordpress.com/2013/05/20/il-gioco-si-fa-duro-e-ora-che-si-fa/" target="_blank"><img class="alignleft" id="i-3266" alt="Immagine" src="https://nafop.files.wordpress.com/2013/07/investoinme_img_th_investimentigestionerisp.jpg?w=97" /></a>Dalle parole ai fatti il passo è stato brevissimo. I tassi del decennale in US sono passati da 1,7% al 2,2% nel giro di qualche settimana.  Ad oggi siamo intorno al 2,63%, ovvero c.a. 100 bp in più.  Giusto per capire l’importanza di tale movimento, per i portafogli dei risparmiatori, ricordiamo, che un aumento di 100bp dei tassi equivale, per un decennale, ad un calo di c.a 9% nel prezzo delle obbligazioni.</p>
<p>Successivamente, dalla lettura delle minute della Fed il messaggio è stato chiaro. <strong>Big bang ha detto stop!</strong> Ovvero l’enorme iniezione di liquidità immessa dalla banca centrale americana è giunta al capolinea. Il famoso orami QE, siamo alla versione 3, potrebbe ridursi a partire da settembre per i più pessimisti o nella prima metà del 2014 per i più ottimisti. Tuttavia il messaggio non cambia, d&#8217; ora in poi il mercato dovrà camminare con le sue gambe.</p>
<p>Paradossalmente, la BCE, che è sempre stata più restrittiva rispetto alla FED nello stampare moneta, proprio in questi giorni attraverso le parole di Mario Draghi si è detta pronta invece a ridurre ancora i tassi e addirittura si è detta pronta a misure non convenzionali (tassi di deposito negativi) pur di stimolare la crescita che in Europa, a differenza degli Stati Uniti, continua ad essere latitante.</p>
<p><strong>In sintesi, stiamo assistendo ad una fase di transazione del ciclo economico</strong> (almeno in US…ma sappiamo che gli altri mercati finanziari si adeguano). Ovvero passiamo da una fase di discesa tassi, durata 4 c.a, ad una di rialzo tassi.  Nulla di sconvolgente in se, se non per il fatto che tale cambio di scenario implica una sostanziale review di portafoglio per gli investitori.</p>
<p><strong>L’asset class principe nello scenario macro che si va delineando  è senza dubbio l’Azionario.</strong> Storicamente in una fase di rialzo tassi, l’Equity è sempre stata l’asset che maggiormente si è apprezzata. La spiegazione è semplice. Rialzo tassi vuol dire che l’economia va bene, e se l’economia va bene vuol dire che le aziende producono utili e conseguentemente il loro valore in borsa aumenta.</p>
<p>Andiamo più in dettaglio. <strong>I settori da privilegiare in una fase di rialzo tassi sono quelli più ciclici</strong> e il cui andamento è fortemente legato all’andamento economico, ovvero:</p>
<ul>
<li>Finanziari (che potrebbero essere la vera sorpresa per il 2014)</li>
<li>Industriali</li>
<li>Materie di base</li>
<li>Tecnologici</li>
<li>Utilities (in linea teorica, ma sono molto cari al momento)</li>
</ul>
<p>Fin qui tutto semplice. Vendo Obbligazioni (almeno quelle a tasso fisso) e compro Azioni.</p>
<p><strong>Ma siamo sicuri che al momento sia la scelta più saggia?</strong> <strong>Personalmente ritengo di si, ma che sia necessario un passaggio intermedio.</strong> Vedo al momento troppo entusiasmo per l’Azionario. sebbene la strada sia ormai tracciata.</p>
<p>Tutti i mercati guida (SP500, Nasdaq e DAX) sono molto vicini ai massimi di sempre. Entrare a questi livelli comporta  un assunzione di rischio notevole.  Fondamentale monitorare gli utili riportati dalle big corporate (partiti bene con Alcoa), e le previsioni di fatturato, per capire lo spazio che ancora avranno per crescere nell’immeditato.  Ricordiamo che le azioni del SP500 viaggiamo ad un rapporto P/E  (prezzo/utili) vicino a 16 , livello storicamente molto alto in particolar modo se associato a previsioni di crescita globale non particolarmente incoraggianti.</p>
<p>Ritengo più opportuno parcheggiare momentaneamente, le masse provenienti dall’obbligazionario, in depositi cash o bond a breve termine, in attesa di uno storno sostanziale dalle attuali quotazioni; 1450 -1500 di SP500 potrebbe essere un buon livello d’ingresso.</p>
<p>Ricordiamo anche che andiamo incontro all’estate, stagione storicamente con alta volatilità, e rischi annessi, a causa anche dei ridotti volumi. Volatilità che dopo anni di latitanza, causa enorme liquidità immessa sui mercati, tornerà ad essere un fattore importante nei prossimi mesi man mano che la liquidità sarà &#8220;drenata&#8221; dai mercati.</p>
<p>Pertanto concludendo: forte riduzione della componente obbligazionaria in portafoglio (e solo con duration hedged &#8211; ovvero non sensibili al rialzo tassi) e graduale inserimento di asset azionari in portafoglio destinati ad incrementare il loro valore in un contesto di rialzo tassi. Ancor meglio, se azioni con un buon dividendo, dividendo che fungerà da polizza per il portafoglio in caso di discesa dei mercati.</p>
<p>Ovviamente tutto questo è valido a scenario confermato…ma i mercati in questi anni ci hanno abituati a cambi repentini di sentiment e sappiamo bene come tutto potrebbe cambiare dopo qualche news o dato macro negativo….</p>
<p>Agostino De Luca</p>
<p>Amministratore Delegato</p>
<p><strong>AG ADVISORY SRL</strong> &#8211; Società di Consulenza Finanziaria</p>
<p><a href="http://www.agadvisory.com" rel="nofollow">http://www.agadvisory.com</a></p>
<p><strong>INVESTOinME &#8211; </strong>Video Formazione Finanziaria</p>
<p><a href="http://www.investoinme.it" rel="nofollow">http://www.investoinme.it</a></p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/commento-ai-mercati-finanziari/'>Commento ai mercati finanziari</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/il-mondo-della-consulenza/'>Il mondo della consulenza</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/macroeconomia/'>Macroeconomia</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/strategie-di-investimento/'>Strategie di investimento</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/ag-advisory/'>AG ADVISORY</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/asset-allocation/'>asset allocation</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/azioni/'>azioni</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/de-luca/'>De Luca</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/investire/'>investire</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/investoinme-it/'>INVESTOinME.it</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/sp500/'>S&amp;P500</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/secondo-semestre-2013/'>Secondo semestre 2013</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/settori-su-cui-investire/'>Settori su cui investire</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/tassi-in-rialzo/'>Tassi in rialzo</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3261/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3261&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Emerging Market Bonds, che fare ora</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 09:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Studio Tirabassi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e report]]></category>
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		<description><![CDATA[Le obbligazioni emesse nei Paesi Emergenti sono state fino ad un mese fa una delle migliori scelte di investimento degli ultimi anni ma nelle ultime settimane hanno subito un sensibile ribasso ...<img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3256&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" alt="" src="https://i2.wp.com/static.blogo.it/autoblog/TrafficoPechino.jpg" width="352" height="215" />Le obbligazioni emesse nei Paesi Emergenti sono state fino ad un mese fa una delle migliori scelte di investimento degli ultimi anni. Le ha favorite un contesto in cui i titoli governativi statunitensi e tedeschi offrono tassi di interesse molto bassi mentre i Paesi Sviluppati meno virtuosi spaventano gli investitori.<br />
Nelle ultime settimane hanno però subito un sensibile ribasso. Per la verità non è il primo, dal 2008 ad oggi, ma è il più brusco.<br />
Si tratta di un movimento di mercato che ha suscitato grande attenzione, a causa dell’importanza che questa asset class ha assunto nei portafogli degli investitori istituzionali e privati.<br />
Tutti concordano che la causa sia la risalita dei rendimenti – per ora leggera – dei Treasury USA, la quale a sua volta ha le radici nelle aspettative di una riduzione del Quantitative Easing della Fed.<br />
Se i titoli governativi e corporate tradizionalmente più “core” offrono tassi migliori possono risucchiare capitali e, sebbene la politica di rientro che la banca centrale degli Stati Uniti metterà in campo sia incerta nei tempi e nelle dimensioni, il solo timore ha provocato una fuga dal debito emesso negli Paesi Emergenti.<br />
E’ necessario ora chiedersi se sia venuto il momento di abbandonare le posizioni negli Emerging Market Bonds o di ridurle sensibilmente.<br />
Appaiono tuttavia tuttora presenti, almeno in buona misura, i principali fattori della corsa che gli Emerging Market Bonds anno fatto negli ultimi anni.<br />
Innanzitutto, nella loro generalità i Paesi Emergenti restano caratterizzati da una crescita migliore di quella dei Paesi sviluppati, seppure secondo le ultime previsioni il differenziale si sia ridotto rispetto agli Stati Uniti.<br />
In secondo luogo restano assai migliori quasi tutte le situazioni di debito pubblico dei Paesi Emergenti rispetto a quelle del mondo sviluppato. Il rapporto debito/PIL medio dei Paesi Sviluppati è oltre il centodieci per cento, per i Paesi Emergenti lo stesso rapporto è mediamente il trentacinque per cento.<br />
In terzo luogo il rischio politico dei Paesi Emergenti è in trend calante. Si tratta certo di un quadro composito e contradditorio ma le crisi si sono fatte meno frequenti ed il processo democratico caratterizza ormai molti emittenti.<br />
Quarto fattore, le dimensioni del mercato degli Emerging Market Bonds si sono fatte assai maggiori rispetto a qualche anno fa. Rispetto ai tempi del fallimento di Lehman Brothers il mercato è raddoppiato. Questo genera liquidità e stabilità.<br />
Rimane infine un notevole vantaggio in termini di rendimenti. Lo spread sui titoli del mondo sviluppato si è certo ridotto negli ultimi anni ma resta notevole, ricostituito anche dal recente ritracciamento.<br />
I fondi sugli Emerging Market Bonds governativi in valuta locale contengono panieri con un rendimento a scadenza medio oltre il cinque per cento, con una durata finanziaria media di circa cinque anni. I fondi sulle obbligazioni governative in Euro paragonabili per durata finanziaria offrono quasi sempre meno del due per cento.<br />
Nelle obbligazioni corporate i termini di paragone sono un rendimento che sfiora il cinque per cento per i mercati emergenti  contro poco più del due per cento per le emissioni in Euro.<br />
I panieri delle emissioni corporate Emerging Markets scontano tuttora un rating medio inferiore, di due gradi circa, che può però in parte essere ascritto al pregiudizio storico di maggiore affidabilità finanziaria del mondo sviluppato. In ogni caso non è un gap tale da giustificare differenziali di rendimento così ampi. Maggiore è il gap nel rating delle emissioni governative, ma qui i giudizi delle grandi agenzie appaiono ancor più discutibili.<br />
Una accurata scelta tra i fondi Emerging Markets Bond a valuta coperta appare in questo momento, sia per il segmento governativo che per quello corporate, una ragionevole assunzione di rischio. Protegge infatti dai ribassi valutari connessi ad un possibile rallentamento della crescita globale e dal conseguente rallentamento delle esportazioni dei Paesi Emergenti. Nello stesso tempo consente di mettere a regime nel medio-lungo termine un flusso di rendimenti elevato, probabilmente destinato a non scendere, competitivo rispetto agli utili di un mercato azionario in buona forma, molto più elevato rispetto a quello del mercato obbligazionario dei Paesi Sviluppati.</p><br />Archiviato in:<a href='https://nafop.wordpress.com/category/analisi-e-report/'>Analisi e report</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/commento-ai-mercati-finanziari/'>Commento ai mercati finanziari</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/macroeconomia/'>Macroeconomia</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/category/strategie-di-investimento/'>Strategie di investimento</a> Tagged: <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/emerging-market-bonds/'>emerging market bonds</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/emerging-markets/'>Emerging Markets</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/fondi/'>fondi</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/gestione-portafoglio/'>gestione portafoglio</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/obbligazioni/'>obbligazioni</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/paesi-emergenti/'>paesi emergenti</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/rendimenti/'>rendimenti</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/studio-tirabassi/'>Studio Tirabassi</a>, <a href='https://nafop.wordpress.com/tag/tirabassi/'>Tirabassi</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nafop.wordpress.com/3256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nafop.wordpress.com/3256/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nafop.wordpress.com&#038;blog=7814342&#038;post=3256&#038;subd=nafop&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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