<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119</atom:id><lastBuildDate>Tue, 26 Sep 2017 10:10:54 +0000</lastBuildDate><category>Natale Zappalà</category><category>Storia</category><category>Attualità</category><category>RADICI</category><category>Storia Reggina</category><category>2013</category><category>Reggio Calabria</category><category>Bagnara</category><category>Bovesia</category><category>RIFLESSIONI</category><category>Religione</category><category>Storia delle Religioni</category><category>Tradizioni</category><category>2012</category><category>Aprile 2013</category><category>Archeologia</category><category>Bova</category><category>Franco Tuscano</category><category>Pistis</category><category>Recensioni</category><category>Turismo</category><category>leggende</category><category>marzo 2013</category><category>8 marzo</category><category>Adozioni del cuore</category><category>Alessandro Magno</category><category>Anniversari</category><category>Bronzi di Riace</category><category>Buone feste</category><category>Classicità</category><category>Costa Viola</category><category>Daniele Castrizio</category><category>Domenico Raso</category><category>Edward Lear</category><category>Etimologie e distinzioni</category><category>Garibaldi</category><category>Gennaio</category><category>Gianni a Lanterna</category><category>Giulia</category><category>Greci e Indigeni</category><category>Greco di Calabria</category><category>Guida alla statuaria reggina</category><category>Halloween</category><category>Incontro Culturale</category><category>Maggio 2013</category><category>Maria Caterina Lo Giudice</category><category>Mille</category><category>Nosside</category><category>Palmi</category><category>Pedofilia</category><category>Philosophia</category><category>Pitagora</category><category>Politeismo</category><category>Politica</category><category>Pugliese Caratelli</category><category>Raccolta differenziata</category><category>Ragazza sulla balaustra</category><category>Reggio</category><category>Rhegion</category><category>Ricordi</category><category>Risorgimento</category><category>Romanzo di Alessandro</category><category>Sant&#39;Elia di Palmi</category><category>Saverio Autellitano</category><category>Sibari</category><category>Storia Moderna</category><category>Storia contemporanea</category><category>Strade</category><category>Stretto</category><category>Sybaris</category><category>Titanic</category><category>Via Annia</category><category>antichi sapori</category><category>cane</category><category>cani</category><category>insolito</category><category>obbligo scolastico</category><category>umanesimo</category><category>valorizzazione</category><category>via Popilia</category><category>viabilità</category><category>zuppa di pane e latte</category><title>IL BLOG DI NATALE ZAPPALA&#39;</title><description>CONOSCERE, VALORIZZARE, DIVULGARE.</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>227</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-8941225896408085761</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 21:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-08T00:04:49.430+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Domenico Raso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Maggio 2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricordi</category><title>Arrivederci Professor Raso</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-t_SS0bhE0QM/UYl3Juox1CI/AAAAAAAAB4I/5238Mf4vMeI/s1600/raso.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;223&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-t_SS0bhE0QM/UYl3Juox1CI/AAAAAAAAB4I/5238Mf4vMeI/s320/raso.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Si è spento il professor Domenico Raso, già ispettore scolastico, antropologo di fama, ma soprattutto grande conoscitore della storia del territorio reggino.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Ebbi modo di conoscere Mimmo Raso a Reggio Calabria, nel corso della presentazione ufficiale di due opere del suo più affezionato allievo, lo scrittore Oreste Kessel Pace, che oggi piange come un figlio il suo ammirato maestro. Mi colpirono in quell&#39;occasione, oltre alla sua sterminata cultura, l&#39;argomentare sognante con cui parlava all&#39;uditorio dei riti protostorici propiziatori di fecondità lungo il corso del Petrace, sulle vicende del gladiatore ribelle Spartaco allo Zomaro o dei ritrovamenti di Nardodipace. Avevo già avuto modo di leggere le sue pubblicazioni e colsi subito l&#39;attimo per proporgli di intervenire ad un incontro dedicato all&#39;importanza e alla valorizzazione della storia locale che si sarebbe tenuto qualche tempo dopo a Bagnara Calabra. Il prof. Raso, persona umilissima, gentile e disponibile, accettò con l&#39;entusiasmo di un ragazzino.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Era un fresco martedì settembrino, e una sparuta platea faticosamente sottratta alla prospettiva di una visione in pantofole del turno di &lt;i&gt;Champions League&lt;/i&gt; pendeva letteralmente dalle labbra instancabili di un relatore d&#39;eccezione, che sebbene già ipovedente e segnato nel fisico dai segni mortiferi della malattia, mostrava il vigore intellettuale di un giovane stoico volto alla ricerca della verità.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Divulgava fantasticando Mimmo Raso, attorniato da un gruppo di giovani studiosi galvanizzati dalla presenza di un tale mentore: oltre al modesto autore di questo blog c&#39;erano lo stesso Oreste Kessel Pace, il giovane docente Saverio Verduci, l&#39;editore Salvatore Bellantone, il cultore di lingue Giuseppe Delfino.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Alla fine del convegno, evidentemente compiaciuto per la riuscita dell&#39;iniziativa, il prof. Raso ci disse commosso: “Posso morire contento ora che so che ci sono tanti giovani che porteranno avanti le ricerche sulle radici storiche del nostro territorio. Mi raccomando però, mantenetevi puri, non rinunciate alla vostra libertà, alla vostra indipendenza, non scendete a compromessi con la politica o con le accademie, siate sempre voi stessi”.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Io quelle parole le porto sempre nel cuore, cercando ogni giorno, fra le mille difficoltà che offuscano la sopravvivenza dei ricercatori italiani, di farne un tesoro di dedizione e coerenza. Mimmo Raso è stato due volte maestro, come uomo e come studioso; un modello di riferimento a cui ispirarsi, nell&#39;incessante speranza di renderlo orgoglioso. Io non ho smesso di cercare di meritarmi l&#39;attestazione di stima che pronunciò quella sera.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Senza di lui l&#39;ambiente culturale reggino sarà ancor più povero. Si potrà parlare del tanto, in termini di indagini e scoperte, che ha dato a questa terra, o sospirare pensando a tutto quello che ancora aveva da dare.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il sentiero inquieto della Conoscenza continuerà ad edificare nuove prospettive partendo dalle sue intuizioni, si discuterà ancora sulla scientificità di alcune sue teorie.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;In un certo senso Mimmo Raso diverrà immortale perché la Storia non smarrirà il ricordo delle sue idee. Ma non potrà fare a meno di mancarci, con il suo argomentare pacato e suadente, in tutta la sua umanità, capace di rendere indimenticabile una serata senza pretese di fine estate.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Arrivederci Professor Raso, la tua grande anima sarà già tornata alle Radici, lì dove i nostri Padri non sono più uno sbiadito ricordo del passato.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/05/arrivederci-professor-raso.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-t_SS0bhE0QM/UYl3Juox1CI/AAAAAAAAB4I/5238Mf4vMeI/s72-c/raso.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-3347104592026104140</guid><pubDate>Sat, 20 Apr 2013 10:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-20T12:37:28.116+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Aprile 2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bova</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bovesia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Edward Lear</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Franco Tuscano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Recensioni</category><title>RECENSIONANDO &quot;Edward Lear e la Bovesia&quot; di Domenico Francesco Tuscano (*)</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-_E928YkX7vU/UXJvuhNckSI/AAAAAAAAB3o/QpRCZpv6UL4/s1600/Lear+18.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-_E928YkX7vU/UXJvuhNckSI/AAAAAAAAB3o/QpRCZpv6UL4/s320/Lear+18.JPG&quot; width=&quot;241&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;L&#39;opera di Domenico Francesco &quot;Franco&quot; Tuscano,da un un punto di vista strettamente stilistico, ha il gran pregio di trasmettere al lettore, attraverso una prosa vibrante ma lucida, le sensazioni profonde provate da Edward Lear nel corso del suo viaggio a piedi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Un viaggio fortemente voluto, assiduamente desiderato, finalizzato da Lear alla scoperta autentica dei luoghi che si reca a visitare nel 1847. Egli dirà semplicemente che “non si può conoscere la provincia di Reggio Calabria semplicemente spostandosi in carrozza fra Napoli e Reggio”: Lear vuole percorrere le mulattiere, godere della vista mozzafiato dei panorami, transitare quei sentieri già noti ai Greci di Reggio e Locri, affidandosi a delle guide locali. Edward Lear ha dunque scelto di VIVERE questo territorio, di godere della &lt;i&gt;xenìa&lt;/i&gt;, della squisita ospitalità degli abitanti locali,  riuscendo così a carpire e ad immortalare l&#39;anima di una terra meravigliosa nelle sue sublimi litografie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Quello che Lear trova – ed è qui che la scrittura di Franco Tuscano raggiunge il suo picco espressivo e narrativo – è un coacervo di memoria e sopravvivenza del sangue ellenico, nonostante le mille difficoltà logistiche, la mancanza di strutture ricettive (Lear si farà di volta in volta ospitare), il contesto politico turbolento (i liberali sono in fermento e di lì a poco il fermento sfocerà in un&#39;aperta rivolta ai Borbone, sia a Reggio che a Messina).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Nessun&#39;altra provincia del Regno di Napoli offre tale interesse promettente o ispira tanto prima di avervi messo piede. &quot;Calabria!&quot;, appena il nome è pronunziato, un mondo nuovo si presenta alla nostra mente, torrenti, fortezze, tutta la prodigalità dello scenario di montagna, cave, briganti e cappelli a punta, la signora Radcliffe e Salvator Rosa, costumi e caratteri, orrori e magnificenze senza fine!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt; &lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Ciò che invece Edward Lear pensava a proposito degli abitanti locali lo sintetizzerà, meno di un secolo dopo, un altro intellettuale, Cesare Pavese che visse per un anno a in confino a Brancaleone (1936-37):&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 1cm; margin-right: 1cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Quello che Edward Lear compie in Calabria è un &lt;i&gt;grand-tour&lt;/i&gt;, il viaggio di istruzione che i rampolli, gli artisti e in genere gli intellettuali d&#39;Oltralpe effettuavano in Italia. Un grand-tour alla ricerca delle storie e delle tradizioni della Calabria greca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;L&#39;idea di &lt;i&gt;grand-tour&lt;/i&gt;nella Calabria greca, a voler ben vedere, è un fenomeno che possiede radici molto antiche. Il filosofo Platone, agli inizi del IV sec. a.C., intraprende un viaggio conoscitivo nel territorio reggino per apprendere dai pitagorici che vivevano qui, organizzati in scuole (e sappiamo che il territorio reggino diventa il principale centro di raccolta dei sinedri pitagorici nella seconda metà del V sec. a.C.), le ultime acquisizioni scientifiche, filosofiche, politiche, musicali. A dire il vero, Platone resterà alquanto sconcertato dalla frequenza e dalla lunga durata delle “mangiate” italiote, ma sulla sua alta considerazione in merito alla cultura reggina non ci sono dubbi, se è vero che dedicherà ad un pitagorico reggino, Teeteto, il primo libro delle &lt;i&gt;Leggi&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La voglia di conoscere e apprendere le prodigiose radici culturali del territorio reggino, il filo conduttore che lega Platone ad Edward Lear è proprio questo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Lear, e si tratta della peculiarità saliente che emerge prepotentemente dalla lettura dell&#39;opera di Franco Tuscano, è mosso dallo spirito inquieto di chi desidera ardentemente scoprire quelle voci e quelle visioni che popolano, come scriveva un altro grande intellettuale, Giovanni Pascoli, questo territorio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Non ci vuole molto per rendersi conto che, oggigiorno, all’alba del Terzo Millennio, forse i Reggini dovrebbero recuperare un po’ di quello spirito inquieto e conoscitivo nei confronti delle proprie radici, lo spirito inquieto e conoscitivo, perennemente trasudante dalla penna di Franco Tuscano, che ha contraddistinto il percorso a piedi di Edward Lear.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Perché il risorgimento culturale di questa terra dovrà passare necessariamente dalla riscoperta e dalle valorizzazione della sua identità. Senza tale condizione imprescindibile il futuro non sarà mai roseo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;line-height: 100%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;(*)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Estratto dell&#39;intervento tenutosi a Bova (RC) il 06/04/2013, presso il Palazzo Comunale, in occasione della presentazione ufficiale del volume.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/04/recensionando-edward-lear-e-la-bovesia.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-_E928YkX7vU/UXJvuhNckSI/AAAAAAAAB3o/QpRCZpv6UL4/s72-c/Lear+18.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2752444116684775276</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2013 13:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-20T11:41:19.530+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Aprile 2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bova</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bovesia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RIFLESSIONI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia</category><title>Efcharistò Vua! - Grazie Bova!</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-hNXOr-YUFB4/UW_w2nXaCYI/AAAAAAAAB3Y/ba-LdkzdrQU/s1600/bova1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;228&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-hNXOr-YUFB4/UW_w2nXaCYI/AAAAAAAAB3Y/ba-LdkzdrQU/s320/bova1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La sensazione appagante di trovarsi lontano dal grigiore della quotidianità, confortati dall&#39;abbraccio stringente del proprio passato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il borgo di Bova è un gioiello incastonato fra le propaggini meridionali di un Aspromonte che tenta disperatamente di protendere le sue membra verso il mare. Ogni particella d&#39;aria, ogni attimo del tempo che scorre guardando dalla sommità del Castello verso la valle dell&#39;Amendolea, verso le cinque cime di Pentedattilo, verso il profilo inquieto dell&#39;Etna in lontananza, sono intrisi di Storia, di fascino e mistero incapaci di appassire.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-YmMdouOZz6I/UW_wxFer9NI/AAAAAAAAB3Q/chgsORyKtLE/s1600/bova2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-YmMdouOZz6I/UW_wxFer9NI/AAAAAAAAB3Q/chgsORyKtLE/s320/bova2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A risalire le viuzze del borgo non si prova fatica, ogni passo significa riscoprire un frammento delle proprie radici: il greco di Calabria, la cui straordinaria musicalità incute in coloro che ascoltano o leggono questo miracolo di sopravvivenza della stirpe ellenica la consapevolezza che la memoria può sopravvivere ai millenni; la squisita ospitalità dei Bovesi, portato dell’antichissima &lt;i&gt;filoxenia &lt;/i&gt;capace di incantare tutti i viaggiatori che, nel corso delle ere, sono giunti in questo luogo baciato dagli dei per apprenderne i segreti più reconditi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Basta sedersi a tavola e degustare un sorso di quel vino sincero, omaggiato ed esportato in tutto il Mediterraneo in epoca antica e medievale, accompagnato con la tradizionale &lt;i&gt;lestopitta&lt;/i&gt;, focaccia fritta a base di farina, acqua, olio e sale (diretta erede, a modesto parere dello scrivente, della &lt;i&gt;maza &lt;/i&gt;ellenica), per adagiarsi virtualmente sul triclinio dei Padri, libando con essi in vista di un futuro che potrebbe essere finalmente radioso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sì, perché Bova e l’area grecofona della provincia di Reggio Calabria meritano degnamente il tributo anche di un giorno soltanto, da trascorrere alla ricerca delle radici nostrane in questo primo sorso di primavera.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io nella magica Bovesia ogni volta lascio di proposito il mio cuore in pegno: un’ottima scusa per ritornarci presto e riprenderlo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/04/efcharisto-vua-grazie-bova.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-hNXOr-YUFB4/UW_w2nXaCYI/AAAAAAAAB3Y/ba-LdkzdrQU/s72-c/bova1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-6666967251038759594</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2013 17:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-26T18:08:54.958+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">marzo 2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Raccolta differenziata</category><title>Raccolta differenziata: mini-guida ad uso degli inconsapevoli</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ai lettori di questo blog sono sempre stati proposti articoli di approfondimento storico con la finalità essenziale di conoscere, valorizzare e divulgare le plurimillenarie radici del territorio reggino, senza dedicare spazio alcuno ad altri argomenti. Mi sembra tuttavia opportuno, data l’emergenza-spazzatura che negli ultimi mesi sta deturpando l’ecosistema dell’Area dello Stretto compromettendone la salubrità, evidenziare la disperata necessità e la convenienza, in termini di economia ed eco-sostenibilità, della raccolta differenziata.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Non ha senso parlare di tutela o conservazione dei beni culturali, di memoria, radici o identità quando poi i centri storici di Reggio-città e della maggior parte dei comuni della Provincia si sono trasformati in immensi immondezzai in cui, spesso e volentieri, le testimonianze materiali del passato si trovano a convivere coi resti putridi della cena del giorno prima.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-4R6joepjHX0/UVHVdUAUygI/AAAAAAAAB24/tj2zwrYKRoc/s1600/reggiospazzatura.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-4R6joepjHX0/UVHVdUAUygI/AAAAAAAAB24/tj2zwrYKRoc/s1600/reggiospazzatura.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Questa non è la sede adatta per sottolineare le eventuali negligenze o responsabilità di questa o di quella fazione, politica o amministrativa. Ma ciò che vorrei sostenere è che la drammaticità della situazione potrebbe soprattutto costituire un momento opportuno per riflettere – e di conseguenza agire e provvedere – allo scopo di acquisire quel senso di responsabilità collettiva e condivisa utile per risolvere il problema dei rifiuti. Alla fine, con buona pace di tutti coloro che sostengono il contrario, è sempre e solo una questione di cultura e di educazione; senza questi presupposti non c&#39;è civiltà, umanità o progresso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La società moderna produce prodotti e beni di consumo, che una volta divenuti obsoleti vengono trasformati in rifiuti. Una cosa è certa: gli esseri umani, sia in città che in campagna e nel corso di ogni epoca, hanno sempre prodotto rifiuti che rifiutavano di tenere dentro o vicino casa. Di norma i rifiuti venivano sempre gettati in luoghi convenzionalmente adibiti a discariche. La Bibbia, per esempio, tramanda la denominazione di una discarica celebre, la &lt;i&gt;Geenna&lt;/i&gt;, la valle situata a mezzogiorno del monte Sion in cui venivano accatastati i rifiuti cittadini e i cadaveri insepolti usualmente dati alle fiamme. Si perdonerà all&#39;autore una breve digressione non attinente al tema, semplicemente per sottolineare che proprio dalla &lt;i&gt;Geenna&lt;/i&gt; deriva il concetto di “fuoco eterno” e la tradizionale iconografia cristiana con cui si suole raffigurare o immaginare l&#39;inferno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La quantità di rifiuti prodotta dall&#39;uomo aumenta vertiginosamente a partire dal XX secolo, quando la fruizione di grandi quantitativi di prodotti e di beni di consumo, per effetto dei moderni metodi di produzione di massa, è ormai alla portata di tutti. Gradualmente ci si rende conto che i consueti sistemi di raccolta e smaltimento dell&#39;immondizia, discariche e inceneritori, inquinano: nasce dunque l&#39;esigenza di sperimentare e pianificare criteri alternativi ed eco-sostenibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In Italia si comincia a parlare di raccolta differenziata come sistema speculare alle discariche solo alla fine degli anni Settanta, in riferimento ad alcune tipologie di materiali riciclabili come il vetro, la carta, l&#39;alluminio e la plastica; parallelamente, si afferma la necessità di selezionare i cosiddetti “rifiuti urbani pericolosi” (RUP) come i farmaci scaduti o le pile scariche. Alla fine degli anni Ottanta sia a livello comunitario che nazionale risalgono i primi, esaustivi disegni legislativi volti a regolamentare i rifiuti solidi urbani (RSU) che, in estrema sintesi, incoraggiano la raccolta differenziata secondo l&#39;affermazione del principio “chi inquina paga”, sottolineando la necessità di ridurre l&#39;impatto ambientale e favorire il riciclaggio. In Italia il cosiddetto “Decreto Ronchi” (Dlgs 5/2/1997, n. 22 in attuazione delle direttive europee 91/156/Cee, 91/689/Cee e 94/62/Cee) costituisce attualmente il punto di riferimento in materia, seppur successivi interventi legislativi abbiano complicato il quadro normativo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-DEsk3-5MudE/UVHVixXQEbI/AAAAAAAAB3A/IxJlng5-cqk/s1600/differenziata.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-DEsk3-5MudE/UVHVixXQEbI/AAAAAAAAB3A/IxJlng5-cqk/s1600/differenziata.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La possibilità di attuare un sistema integrato di raccolta differenziata non può prescindere da una pianificazione preventiva in grado di tenere conto delle peculiarità urbanistiche del territorio, della quantità e della qualità delle tecnologie e delle risorse umane disponibili per il servizio di nettezza urbana, nonché delle abitudini dei cittadini e dei conseguenti flussi di produzione dei rifiuti &lt;i&gt;in loco&lt;/i&gt;. Dalla valutazione analitica di queste variabili dipendono la razionalizzazione economica del sistema e il suo livello di eco-sostenibilità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A livello metodologico occorre distinguere fra le diverse tipologie di rifiuti, i quali possono essere selezionati o combinati per materiali. Una volta stabilite le metodologie si passa al sistema operativo vero e proprio, che di solito può articolarsi in raccolta mediante cassonetti stradali, raccolta “porta a porta” o in centri comunali di raccolta (o “isole ecologiche”).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La raccolta tramite cassonetti stradali avviene per mezzo di appositi contenitori di varia forma e colore che vengono collocati in aree prestabilite. Sono i cittadini a depositare i rifiuti precedentemente differenziati all’interno dei contenitori. Il metodo di raccolta “porta a porta” consiste nel ritiro, da parte del gestore, dei sacchetti, solitamente distinti per colore a seconda della tipologia di materiale, a domicilio, secondo tempistiche e modalità prefissate. Infine, i centri di raccolta comunali o le “isole ecologiche” sono delle aree dedicate, attrezzate e presidiate dal gestore, dislocate all’interno dei centri urbani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se tutti e tre i sistemi operativi summenzionati non possono prescindere da una collaborazione attiva e responsabile da parte dei cittadini – basta depositare un sacchetto di rifiuti indifferenziati all’interno di un’area di raccolta per vanificare gli effetti positivi del servizio – e che la convenienza di questa o di quella forma organizzativa dipende soprattutto dalle peculiarità del contesto in cui si opera, si può comunque considerare il “porta a porta” una felice sintesi fra razionalizzazione economica ed eco-sostenibilità: la produzione di rifiuti residuali risulta inferiore, i materiali riciclabili sono di buona qualità e, coinvolgendo maggiormente gli utenti all’interno della propria abitazione, consente di abbattere considerevolmente i costi di gestione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le statistiche dimostrano che la percentuale relativa alla raccolta differenziata in Italia, nonostante un evidente incremento nel corso degli ultimi anni, è ancora lontana dai risultati ottenuti nel resto d’Europa (l’Austria, capofila fra gli stati “virtuosi” d’Europa, differenzia il 70% dei rifiuti), assestandosi al 31,7% nel 2011 (Fonte Istat), ma con enormi disparità all’interno della penisola: il Nord differenzia oltre il 40% dei rifiuti, il Centro-Sud intorno al 20%, mentre nelle Isole si raggiunge all’incirca il 15%.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Al di là dei vantaggi indiscutibilmente apportati all’ambiente sarà opportuno sottolineare che la raccolta differenziata consente di abbattere i costi relativi alle tasse sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in questi tempi di crisi, a patto che i cittadini-contribuenti prendano coscienza delle proprie responsabilità, individuali e collettive, accettando di educarsi ed educare al fine di non lasciare ereditare ai propri figli il peso mortifero di un pianeta avvelenato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/03/raccolta-differenziata-mini-guida-ad.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-4R6joepjHX0/UVHVdUAUygI/AAAAAAAAB24/tj2zwrYKRoc/s72-c/reggiospazzatura.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-8868218128597430704</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2013 10:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-08T11:35:39.133+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">8 marzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">marzo 2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nosside</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><title>8 Marzo: Omaggio a Nosside</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-ovpGZ_oTbV0/UTm9cdc6JaI/AAAAAAAAB18/KMRk52Bk2JU/s1600/Nossis.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-ovpGZ_oTbV0/UTm9cdc6JaI/AAAAAAAAB18/KMRk52Bk2JU/s1600/Nossis.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Nossis - Busto di Francesco Jerace&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;Nulla è più dolce d’amore; ed ogni altra gioia&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;viene dopo di lui: dalla bocca sputo anche il miele.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;Così dice Nossis: e chi Cipride non amò,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;non sa quali rose siano i fiori di lei.&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;Questi versi soavi e infiammati dal più folle dei sentimenti sono attribuiti a &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Nossis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;(spesso italianizzato in &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Nosside&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;), raffinatissima intellettuale greca vissuta alla fine fra la fine del IV e l&#39;inizio del III sec. a.C. a Locri Epizefiri, già annoverata dagli antichi fra le nove poetesse più illustri, in grado di competere con le Muse. Onori e dichiarazioni meritorie che riguardano molti letterati, studiosi o legislatori prodotti dal fervido ambiente culturale italiota come Ibico, Teagene, Licofrone, semisconosciuti se non ignorati dalla didattica scolastica locale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;La produzione poetica superstite di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Nossis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;, non più di dodici epigrammi, viene spesso accostata per stile e tematiche a quella della più celebre Saffo. Sulla scia della poetessa di Lesbo, la locrese &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Nossis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;avrebbe inoltre fondato e gestito un &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;tiaso&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;, una sorta di centro educativo e divulgativo posto sotto l&#39;egida della dea Afrodite e destinato all&#39;educazione culturale delle giovani di buona famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;Un omaggio dovuto ad una grande figura femminile della storia patria dunque, nella speranza che anziché soffermarsi su elementi consumistici o folkloristici come donazioni di mimose (che, beninteso, se potessero parlare implorerebbero di non essere strappate in quantità industriali) e deliri di becero maschilismo domestico gli uomini inizino a RISPETTARE la dignità della donna in quanto tale, al riparo da luoghi comuni, ignoranza e rivoltanti prescrizioni religiose di ogni idolo o bandiera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;NZ&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/03/8-marzo-omaggio-nosside.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-ovpGZ_oTbV0/UTm9cdc6JaI/AAAAAAAAB18/KMRk52Bk2JU/s72-c/Nossis.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-6579017951046838375</guid><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 10:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-28T12:50:18.217+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2013</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gennaio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sibari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sybaris</category><title>Il fango di Sybaris</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Sybaris&lt;/i&gt;è un nome che nel mondo greco emerge prepotentemente ogni qual volta che si parla di lusso, opulenza, ozio voluttuoso: espressioni proverbiali che popolano l&#39;immaginario degli scrittori antichi, colpiti dalla tramandata e ostentata ricchezza di una &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;leggendaria, dove la vegetazione era così florida da dispensare ovunque l&#39;ombra a beneficio di almeno centomila abitanti (altre fonti, probabilmente esagerate, parlano addirittura di trecentomila residenti), capace di controllare venticinque città e quattro popoli ancora alla fine del VI sec. a.C., quando Roma era ancora un centro pastorale su cui signoreggiavano i principi etruschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-uq7VWrz4U2g/UQZXs_l8HMI/AAAAAAAABy4/YgaUTpX5XFM/s1600/plateia+2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-uq7VWrz4U2g/UQZXs_l8HMI/AAAAAAAABy4/YgaUTpX5XFM/s320/plateia+2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Foto scattata dall&#39;autore - Settembre 2010&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Sybaris&lt;/i&gt;è il paradigma di quella arcaica grandezza vagheggiata che si sintetizza in due parole: &lt;i&gt;Megale Hellas&lt;/i&gt;, Magna Grecia, la primavera occidentale di una civiltà in grado di originare la ricerca scientifica, la filosofia, il concetto autentico di democrazia e cittadinanza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La Storia non è mai stata tenera con &lt;i&gt;Sybaris&lt;/i&gt;. Sconfitta e rifondata più volte, a partire dalla rovinosa ed epocale sconfitta del 510 a.C., sulle ceneri delle devastazioni dei Crotoniati sorsero &lt;i&gt;Thurii&lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Copia&lt;/i&gt;, appendici sontuose eppure imparagonabili allo splendore primigenio. La fondazione di &lt;i&gt;Thurii &lt;/i&gt;sul sito della vecchia città, promossa su iniziativa di Pericle nel 444/43 a.C., si avvalse dell&#39;apporto di personaggi come Ippodamo da Mileto, celebre architetto che ne progettò l&#39;impianto ortogonale, il sofista Protagora, che ne redasse la costituzione, oltre allo storico Erodoto, che firmava la sua opera immortale dichiarandosene cittadino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ripercorrendo a ritroso le vicende di &lt;i&gt;Sybaris&lt;/i&gt; emerge una costante dai risvolti antitetici, di &lt;i&gt;eros&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;thanathos&lt;/i&gt;, gli effetti alternamente salvifici o mortiferi dell&#39;acqua e del fango portate dal Crati. C&#39;è stato un tempo in cui al limo depositato dal fiume sulla vasta piana su cui si adagiava la città corrispondeva la straordinaria fertilità della zona. Ma si racconta anche della tremenda punizione inflitta dai Crotoniati vincitori nel 510 a.C., che deviarono il corso del Crati sulle rovine fumanti della &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;sconfitta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma torniamo al presente. La cronaca odierna ci riporta la notizia sconvolgente di un immenso parco archeologico, che per cinquecento ettari circoscrive le imponenti vestigia di un passato trimillenario, sepolto da quattro metri di detriti alluvionali. Le ampie &lt;i&gt;plateiai&lt;/i&gt;concepite da Ippodamo, il grande santuario di Casa Bianca, meraviglie invidiate da tutto il mondo, giacciono sommerse dal fango.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ZPPaT_Prm0A/UQZYhgLD47I/AAAAAAAABzI/N-xShK6J3qw/s1600/23212187_sibari-sepolta-dal-fango-del-crati-dall-0.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ZPPaT_Prm0A/UQZYhgLD47I/AAAAAAAABzI/N-xShK6J3qw/s320/23212187_sibari-sepolta-dal-fango-del-crati-dall-0.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Il Parco Archeologico di Sibari allagato&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Un evento né imprevisto né imprevedibile, come spesso accade sul versante della tutela dei beni culturali italiani, Pompei &lt;i&gt;docet&lt;/i&gt;. Un rischio che aleggiava perennemente all&#39;occhio del pubblico in visita al parco, puntualmente segnalato dai ricercatori impegnati nella missione quotidiana dura e appagante del riesumare mosaici, santuari ed ogni sorta di prodigiosa testimonianza materiale dell&#39;antichità. Se l&#39;area degli scavi risulta più bassa di cinque-sei metri rispetto all&#39;adiacente bacino fluviale del Crati ne consegue che ogni pioggia torrenziale rappresenta una seria minaccia di allagamento. Eppure nessun provvedimento in proposito è stato intrapreso, ed ora i costi legati alla rimozione del fango superano di gran lunga la cifra che sarebbe bastata per dotare il parco archeologico di un sistema utile per prevenirne l&#39;allagamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Episodi del genere, se da un lato rappresentano indubbiamente delle conseguenze scellerate di negligenze specifiche e circostanziate da mettere in relazione con l&#39;allagamento di &lt;i&gt;Sybaris&lt;/i&gt;, d&#39;altra parte si ascrivono a considerazioni di ordine generale, che richiamano la strafottenza sistematica nei confronti del patrimonio storico-culturale locale di cui la maggioranza dei calabresi risulta colpevole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Una colpa dettata dall&#39;ignoranza, dalla ormai radicata tendenza a considerare la valorizzazione della propria Storia non già in qualità di veicolo di resurrezione economica e sociale, ma come sterile strumento di masturbazione ideologica limitato ad intellettuali perdigiorno che vivono nel passato; oppure come slogan sbandierato dal politicante di turno – di qualsiasi sponda (anche se il termine corretto sarebbe “deriva”) partitica – che propagandisticamente si propone come il paladino della cultura per raccattare qualche consenso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La verità è che i posteri non meritano l&#39;eredità degli avi. Il peso dei millenni che separa il fulgore di ieri dagli acquitrini di oggi è il discrimine fra la civiltà che c&#39;era e la barbarie che resta qui in Calabria. Servono misure urgenti e radicali, che coinvolgano necessariamente l&#39;educazione delle nuove generazioni. Obbligo scolastico di studio della storia locale, &lt;i&gt;de facto&lt;/i&gt; già in vigore nel Nord Italia, strategie di tutela, conservazione, divulgazione e valorizzazione ad ampio raggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Un progetto a lungo termine di alfabetizzazione etica, in definitiva, capace di restituire una parvenza di dignità ad un popolo ormai cronicamente incapace di custodire le memorie dei propri Padri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2013/01/il-fango-di-sybaris_28.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-uq7VWrz4U2g/UQZXs_l8HMI/AAAAAAAABy4/YgaUTpX5XFM/s72-c/plateia+2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-3655574133212321440</guid><pubDate>Mon, 24 Dec 2012 08:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-30T13:56:42.357+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2012</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Buone feste</category><title>Buone feste!</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-SprEE5d3-vQ/UNgRjnG3zQI/AAAAAAAABr0/yegiKgasNmw/s1600/cartolina+buone+feste.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;256&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-SprEE5d3-vQ/UNgRjnG3zQI/AAAAAAAABr0/yegiKgasNmw/s400/cartolina+buone+feste.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Auguri di cuore a tutti i lettori del blog. Vi auguro di poter trascorrere un sereno periodo festivo; e lo faccio nella lingua dei Padri: &lt;i&gt;Kalà Kristòjenna ce kalò cinùrio chrono&lt;/i&gt;!.&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/12/auguri-di-cuore-tutti-i-lettori-del-blog.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-SprEE5d3-vQ/UNgRjnG3zQI/AAAAAAAABr0/yegiKgasNmw/s72-c/cartolina+buone+feste.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-8427399938822613843</guid><pubDate>Thu, 29 Nov 2012 09:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-28T18:30:55.976+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">2012</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia Reggina</category><title>La difesa della memoria storica nostrana</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;di Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La memoria “collettiva” o “storica”, secondo la celebre definizione dello storico Pierre Nora, è «il ricordo, o una serie di ricordi, più o meno consci, di un&#39;esperienza vissuta o mitizzata da una collettività vivente, della cui identità fa parte integrante il sentimento del passato».&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La possibilità di identificare con le radici elleniche – riassumendo convenzionalmente coi termini “radici elleniche” o “grecità” un tutto organico di lingua e cultura comune peculiarmente e indelebilmente determinante nella processo di formazione della memoria storica locale – del territorio reggino con tale “esperienza vissuta o mitizzata dalla collettività vivente” dipende dalla lunga durata – dall&#39;VIII sec. a.C. sino all&#39;età moderna – in cui la grecità ha inciso profondamente sul divenire storico dell&#39;Area dello Stretto, illuminando di riflesso il Meridione intero e – &lt;i&gt;latu sensu&lt;/i&gt;, per le ragioni che verranno esplicate – il sapere umano nella sua interezza.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualche esempio legittimerà quest&#39;ultima convinzione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il greco di Calabria non è forse diretto erede e miracolo di sopravvivenza della lingua di Omero? E, a proposito di Omero, non furono forse gli Eubei destinati a fondare &lt;i&gt;Rhegion&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Zankle&lt;/i&gt;o &lt;i&gt;Metauros&lt;/i&gt; – odierne Reggio, Messina e Gioia Tauro – ad ambientare i luoghi descritti nell&#39;Odissea sullo Stretto e sul Basso Tirreno? E l&#39;alfabeto calcidese, utilizzato correntemente proprio in questi luoghi, appreso dai Romani tramite la vicina Cuma, non è forse il progenitore dell&#39;odierno maiuscolo, così come la “carolina”, certamente più “pubblicizzata” dalla manualistica scolastica, lo è del minuscolo?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Mezzogiorno, l&#39;&lt;i&gt;Italìa &lt;/i&gt;delle fonti, non fu in epoca classica uno dei più floridi luoghi della cultura, meta dei viaggi di istruzione compiuti dai sapienti dell&#39;epoca – il più noto sarà il filosofo Platone, agli inizi del IV sec. a.C. –, desiderosi di apprendere le dottrine pitagoriche insegnate nei sinedri di Magna Grecia?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E cosa ne sarebbe stato della civiltà umanistico-rinascimentale, e quindi della formazione del pensiero moderno, se i monaci italo-greci non avessero contribuito a copiare le antiche opere in greco? E cosa avrebbero capito Petrarca, Boccaccio e la loro cerchia di umanisti dell&#39;Iliade e dell&#39;Odissea se Barlaam di Seminara e Leonzio Pilato non avessero tradotto in latino, per la prima volta, i poemi omerici?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-dSIiwMX9wCI/ULck7EYYwGI/AAAAAAAABq0/SWcJXqhI7s8/s1600/influenzagenetica.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-dSIiwMX9wCI/ULck7EYYwGI/AAAAAAAABq0/SWcJXqhI7s8/s200/influenzagenetica.jpg&quot; width=&quot;184&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;L&#39;influenza genetica degli Elleni in Calabria.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;&quot;&gt;Fonte: Piazza A., &quot;L&#39;eredità genetica dell&#39;Italia antica&quot;, Le Scienze, n.278, vol. XLVII del 1991&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Persino gli studi genetici, oltre a quelli linguistici sull&#39;onomastica o sulla toponomastica, dimostrano la massiccia influenza di cromosomi &amp;nbsp;e cognomi ellenici sul territorio di Reggio Calabria.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Siamo Greci, talora inconsapevolmente, persino nei nostri grossolani difetti: campanilisti, orgogliosi, cocciuti come muli. Passeggiatori instancabili, amanti dei dibattiti animosi in piazza come ai tempi delle &lt;i&gt;agorai&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;importanza assunta dalla “memoria storica” di questo territorio basterebbe da sola a giustificarne la difesa. Ma, si sa, di questi tempi la risonanza culturale non costituisce un fattore prioritario per attirare l’attenzione di autorità e pubblico.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Con la cultura non si mangia”, si sente affermare spesso. Peccato che pochi si stiano accorgendo che proprio la carenza di cultura ha condotto il popolo alla fame.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/11/la-difesa-della-memoria-storica-nostrana.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-dSIiwMX9wCI/ULck7EYYwGI/AAAAAAAABq0/SWcJXqhI7s8/s72-c/influenzagenetica.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-1337933654399362045</guid><pubDate>Sat, 03 Nov 2012 13:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-03T14:31:56.029+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RIFLESSIONI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">umanesimo</category><title>Lettera aperta ai giovani &quot;umanisti&quot;</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Pod_lJ01WzY/UJUcu5P51dI/AAAAAAAABpI/uaEW0VcfhPs/s1600/800px-Scuola_di_atene_01.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;219&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Pod_lJ01WzY/UJUcu5P51dI/AAAAAAAABpI/uaEW0VcfhPs/s320/800px-Scuola_di_atene_01.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Carissimi,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;da ogni dove hanno offeso, offendono e offenderanno la vostra formazione. Diranno che non ci sarà posto per filologi, storici, filosofi, “umanisti” incapaci di incidere sul mercato del lavoro, mentalmente inadeguati per trasformarsi in vuoti involucri capaci solo di fungere da verricello entro cui passa la catena di montaggio del progresso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Perché questo si aspettano da voi, da tutti i giovani. Vogliono plasmare un domani in cui voi sarete lieti di indossare la giacca del cartellone pubblicitario, di possedere lo smartphone prodotto dall&#39;azienda di uno pseudo-santone arricchito, di eleggere il ciarlatano di turno al Parlamento, di assuefarvi alle ingerenze occulte delle multinazionali finanziarie. Mirano a promuovere un sistema scolastico e universitario intriso di un conformismo nozionistico che tradisce un&#39;imperante ignoranza di fondo, utile per fare sentire infallibile e indisturbato chi comanda, chi prende le decisioni fagocitando il vostro presente e gettando gli avanzi sul vostro futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Stanno tentando di convincervi che è perennemente esistita una “formazione umanistica” distinta e separata da una sorella maggiore “scientifica”, come se Galilei non fosse stato anche uno dei più grandi scrittori d&#39;ogni tempo, come se Heisenberg, lo smascheratore di ogni dogmatismo esistenziale, non fosse stato un brillante filosofo. Stanno tentando di legittimare una scissione del Sapere che la Natura invero ignora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il Sapere non dipende dalla settorializzazione, ma dall&#39;atteggiamento dell&#39;Uomo verso i misteri della Natura che lo circonda. Un atteggiamento che si risolve nel Dubbio, il presupposto di quel divenire antico che i Greci chiamavano &lt;i&gt;philosophia&lt;/i&gt;di cui la cultura cosiddetta “umanistica” è, purtroppo, oggi l&#39;unica erede. Il dubbio consente a chi è ne è padrone di scorgere ragioni che altri non sono in grado di vedere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non temete, sono loro ad avere paura quando vi trattano da falliti, da alienati, da &lt;i&gt;choosy&lt;/i&gt;. Paura di voi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Hanno paura di un popolo capace di pensare e agire criticamente, forte del dubbio cognitivo che in realtà resta l&#39;unica certezza di chi si ribella al giogo degli assiomi imposti dalla sovrastruttura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si tratta di un timore ben radicato nel tempo: Tocqueville nella prima metà dell&#39;Ottocento caldeggiava l&#39;istituzione di scuole superiori rigidamente improntate alla tecnocrazia per scongiurare l&#39;insorgere di una nuova generazione di rivoluzionari, come quella imbevuta delle letture di Rousseau e Voltaire – a loro volta straripanti di classici greco-romani – che qualche decennio prima aveva ghigliottinato l&#39;oscurantismo sociale di nobili e monarchi sulle macerie della Bastiglia. Il senso di molte delle ultime riforme scolastiche e universitarie è il medesimo. Il comune denominatore è far smettere di dubitare, e quindi di pensare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non badate a loro. Non sentitevi esclusi dal mondo che vi aspetta. Io vi dico che invece sarete in grado di far tutto. Anche di prendere a calci in culo, sofisticamente e non, chi oggi cerca di ingannarvi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La conoscenza del greco e la conseguente riflessione etimologica su ogni termine che udirete vi renderà in grado di confutare le supercazzole dei politicanti. La Letteratura sarà per voi una palestra dialettica attraverso cui dar sfogo ai pensieri traducibili in parole. Certi filosofi – Nietzsche e non Agostino d&#39;Ippona per intenderci – vi insegneranno a guardarvi da quei falsi profeti che, demonizzando le vostre passioni, tenteranno di mettervi in fila al Grande Fratello (quello orwelliano in cui tutto è controllato, monitorato dall&#39;alto) del peccato. La Storia vi mostrerà la caducità di tutto ciò che si finge perfetto, ma che in realtà è umanamente perfettibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Fatevi una risata quando vi diranno che una formazione “umanistica” non vi farà sopravvivere nel mondo del lavoro; e se così sarà, rammentate che la sintonia con la Natura è basata sulla condivisione e non sulla ricchezza. Ridicolizzateli quando vi racconteranno di Giacomo Leopardi divenuto gobbo per lo studio matto e disperatissimo: il grande Recanatese soffriva, povero lui, di una tubercolosi ossea che lo avrebbe portato lentamente alla tomba anche se fosse stato ignorante come il Trota. E affrontate pure ogni colloquio. Sarete ottimi impiegati, medici solerti, docenti degni di tale nome; persino generali di brigata, imbianchini o commercianti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Conquisterete il cuore dell&#39;amato/a perché i grandi uomini si sarebbero attaccati al &lt;i&gt;gladius&lt;/i&gt; senza una donna intelligente al proprio fianco, così come è altrettanto vero che una bella donna sposerebbe un manager o un calciatore, ma si innamorerà solo di chi sa farla sognare. D&#39;Annunzio non somigliava né a Briatore né a Cristiano Ronaldo, eppure faceva impazzire una moltitudine di donzelle con la sola forza di una parola ispirata ai sospiri dei classici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Siate sereni, dunque. Sarete interpreti di una Conoscenza inquieta e indomabile, priva di bandiere o etichette, l&#39;unica in grado di fornirvi le chiavi di volta della Vita. Ma dovrete esserne consapevoli e lottare per imporre la vostra dignità sul destino che stanno tentando di cucirvi addosso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Anche perché spesso chi svilisce la cultura “umanistica” è egli stesso un “umanista” che utilizza le proprie competenze per dominare sugli altri, creando modelli di riferimento mendaci o &lt;i&gt;auctoritates&lt;/i&gt;da non contraddire, convinto che sbarrare la strada di quel Sapere tradito basterà a non scalzarlo mai dal suo trono di soverchiante ipocrisia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/11/lettera-aperta-ai-giovani-umanisti.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-Pod_lJ01WzY/UJUcu5P51dI/AAAAAAAABpI/uaEW0VcfhPs/s72-c/800px-Scuola_di_atene_01.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-6512333670555421242</guid><pubDate>Mon, 29 Oct 2012 11:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-29T14:24:16.719+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gianni a Lanterna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Halloween</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RIFLESSIONI</category><title>RIFLESSIONI &quot;Il mistero di Gianni a Lanterna&quot;</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9LDDY4ZbHfg/UI5lJBVrMtI/AAAAAAAABok/96a2PH5GO6Q/s1600/jack-o-lantern.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9LDDY4ZbHfg/UI5lJBVrMtI/AAAAAAAABok/96a2PH5GO6Q/s320/jack-o-lantern.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mattina presto di un lunedì di fine ottobre, tre/quattro ragazzini affollano la cassa del supermarket in attesa di pagare le merendine da consumare durante la ricreazione odierna. Uno di essi sta già anticipando agli amici da cosa si travestirà il prossimo 31 ottobre, festa di Halloween: da &lt;i&gt;Gianni a Lanterna&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco ciò che succede quando un popolo che ha smarrito le proprie radici si appropria, coscienziosamente o meno, di usi e costumi altrui, magari ben propagandati da un sistema pubblicitario tendente all&#39;omologazione delle masse agli stereotipi dei telefilm statunitensi. Non si tratta, beninteso, di condannare il relativismo culturale, di per sé atteggiamento virtuoso e costruttivo, a patto di essere criticamente consapevoli delle caratteristiche di qualsivoglia identità cui si intenda accostarsi. Il caso emblematico del ragazzino che scimmiotta un problematico &lt;i&gt;Gianni a Lanterna&lt;/i&gt; – oltre ad aver nulla da spartire con il concetto di “relativismo culturale” – evidenzia un duplice errore prospettico: l&#39;appartenenza inconsapevole al proprio territorio rivelata dall&#39;utilizzo disinvolto del dialetto reggino in cui il &lt;i&gt;Jack o&#39; Lantern&lt;/i&gt; è stato artificiosamente tradotto, unita ad una conoscenza marginale, certamente acquisita tramite il mezzo televisivo, della celtica Festa di Halloween. In parole povere, il ragazzino non ha capito una zucca – mai modo di dire fu più azzeccato di questo! –, né della &lt;i&gt;facies &lt;/i&gt;culturale dei propri Padri, né di quella dei propri pseudo-modelli americani.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;unico modo per evitare di cibarsi di questo “minestrone”, in cui male si amalgano una serie di tradizioni indiscriminatamente gettate nel calderone dell&#39;ignoranza, è quello di documentarsi, di scoprire il &lt;i&gt;come&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;quando &lt;/i&gt;e il &lt;i&gt;perché&lt;/i&gt;, un&#39;usanza si è accostata o è stata sostituita da un&#39;altra.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;D&#39;altronde, la differenza fra un bambino reggino che vuole travestirsi da &lt;i&gt;Gianni a Lanterna&lt;/i&gt; e uno statunitense è che quest&#39;ultimo, la notte di Halloween, difficilmente andrà in giro a bussare alle porte dei vicini chiedendo “the little zombie” – traduzione libera da “morticeddi”, ovvero i dolcetti che si usano regalare ai bimbi del reggino in occasione della commemorazione dei defunti –, anziché l&#39;usuale “trick or treat” (“dolcetto o scherzetto”). Il ragazzino statunitense, infatti, conoscerà alla perfezione le proprie costumanze e, chissà, magari starà già ridendo alle spalle dei suoi coetanei reggini con le loro cervellotiche traduzione dall&#39;inglese. Del resto, se sono stati loro a inventare &lt;i&gt;Gianni a Lanterna&lt;/i&gt;, non sappiamo immaginarci come tradurranno &lt;i&gt;Notte di Valpurga&lt;/i&gt;, ma di sicuro entreranno in gioco, fra i vari dolciumi che si consumano in quest&#39;occasione, i confetti lassativi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/10/radici-il-paradosso-di-gianni-lanterna.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-9LDDY4ZbHfg/UI5lJBVrMtI/AAAAAAAABok/96a2PH5GO6Q/s72-c/jack-o-lantern.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-9014499544580424598</guid><pubDate>Fri, 07 Sep 2012 19:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-09T13:10:51.100+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Franco Tuscano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Greco di Calabria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><title>La Lingua Greca di Calabria (tra passato, presente e… futuro): “I Perifània ton palèon rìzomma!” – “ L’Orgoglio delle (nostre) antiche radici!”</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;di Franco Tuscano (*)&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-OI7DlAeeuPI/UEpN-SHA79I/AAAAAAAABkc/a9zOLJGBs6g/s1600/Immagine010_800x600_thumb.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-OI7DlAeeuPI/UEpN-SHA79I/AAAAAAAABkc/a9zOLJGBs6g/s200/Immagine010_800x600_thumb.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; text-align: left;&quot;&gt;Nella parte più meridionale della nostra penisola, in alcuni paesi montani che sorgono a metà strada fra Locri e Reggio, gli anziani agricoltori ed i pastori parlano ancora un arcano dialetto greco che, giunto fino a noi  attraverso una tradizione puramente orale, sembra quasi non aver mai avuto un suo passato ed una sua storia ...”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così si esprimeva  nella sua importante opera: “La Glossa di Bova”, il compianto e mai dimenticato Prof. Giovanni  Andrea  Crupi, il quale, in un’epoca  “cruciale” (anni ’70) per la sopravvivenza della  Lingua Greca di Calabria, antichissimo e nobilissimo “idioma dei Padri”, era riuscito, forse più di chiunque altro, a porre la “questione grecanica” nei termini più “incisivi” possibili. (Preciso fin da subito che, “grecanico” è un “etimo” – usato sia come aggettivo che come sostantivo – che non amo, in quanto, nel tempo, ha assunto una “connotazione” che, in parte, reputo impropria, una “deminutio”, e, la maggior parte dei “grecanici”, non accettano questa definizione, preferendo quella di: Grecofono, Ellenofono o Ellenofono di Calabria, Calabrogreco, Greco di Calabria per indicare il parlante greco; ed ancora: lingua greca di Calabria, Greco di Calabria,  greco calabro o calabro greco per indicare il proprio “dialetto”) – Vale a dire – tornando al Crupi –: non si trattava di salvare soltanto una lingua (per altro lingua-madre…), ma, tutta una cultura, “le cui origini si perdevano nella notte dei tempi”. Egli lottò strenuamente per dare voce ai “Greci di Calabria”: “Dòste mia fonì ecinò ti den tin èchu” – Date una voce a quelli che non l’hanno”(citaz. del Prof. Filippo Violi), andava ripetendo a tutti, compresi gli studenti di Liceo che, come il sottoscritto, ebbero l’onore di averlo come Docente di Storia e Filosofia. “Greki  ambrò!”, amava ribadire nei numerosi  incontri e convegni a cui partecipava. L’epigrafe in greco (in caratteri latini, com’è in uso nel  Greco di Calabria), sul freddo marmo della sua lapide, racchiude , in estrema sintesi, quelli che sono stati i suoi  valori imprescindibili, ciò che ha rappresentato l’essenza della sua  purtroppo breve  esistenza:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-MDIPNegaBCY/UEpOJ-8MGgI/AAAAAAAABkk/AtRIbVLaTo4/s1600/350px-Greco_calabro.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-MDIPNegaBCY/UEpOJ-8MGgI/AAAAAAAABkk/AtRIbVLaTo4/s320/350px-Greco_calabro.jpg&quot; width=&quot;297&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Eplàtezza ‘zze filosofia&lt;/i&gt;, “Ho parlato di filosofia”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ègrazza stin glòssa tu Vua&lt;/i&gt;, “Ho  scritto nella lingua di Bova”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Agàpia  tin anarchìa&lt;/i&gt;, “Ho amato l’anarchia”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ho voluto iniziare questo breve lavoro “dando voce”, doverosamente, ad una delle più importanti figure del “cosmo” greco-calabro, sia  per la profonda stima da sempre nutrita nei suoi confronti,  sia perché, è stato proprio in quegli anni (fine anni ’60, inizio anni ’70), che – grazie anche all’opera del Crupi ed all’impegno di altri giovani valenti intellettuali della Bovesìa, alcuni dei quali trasferitisi a Reggio, e, con il contributo di qualche importante studioso reggino – si è ricominciato a (ri)prendere coscienza del  proprio passato e si è sentito il bisogno di “recuperare”, di riscrivere la propria storia, una storia che fin dalle sue lontanissime origini, trasuda di una  grecità  profonda, granitica  a tal punto da averne “ossificato” l’identità…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In questo “ultimo rifugio dell’ellenismo” (leggi: Area Grecanica-Bovesìa), da ormai  30-40 anni, l’etnia greca di Calabria è al centro di un intenso fermento intellettuale, avente come obiettivo la salvaguardia, la rivalutazione e la valorizzazione del patrimonio linguistico, storico e culturale dell’area.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Siamo “in finibus Calabriae”, nell’estremità meridionale dell’Aspromonte, un territorio in cui, nel corso della sua plurimillenaria storia, si è  miracolosamente conservata un’identità linguistico-culturale,  rimasta  per alcuni versi un “unicum” nel  panorama della Calabria intera. E’ questa l’area in cui vivono (continuano a vivere,  fin… dall’VIII sec.a. C.), i Greci di Calabria, “diventati” minoranza linguistica, ma  da sempre  “maggioranza culturale”, dal momento che le radici, “I Rìze”, “valori eterni”, permeano secoli e secoli di storia, facendo dell’estremo punto meridionale della Calabria, una “terra dall’anima greca”, una “terra greca nell’occidente latino”. Terra,  storicamente più orientata verso la “Graecitas” che la “Romànitas”, in cui è del tutto  palese, tra l’altro, una “interdipendenza culturale” con l’intera Calabria meridionale, ma, soprattutto, con la Locride, con l’Area dello Stretto,  con l’Estremità Nord-Orientale della Sicilia e con la Grecìa Salentina.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In questo lavoro, concentreremo la nostra attenzione, soprattutto , su quello che può essere considerato il segmento culturale più importante (o, quanto meno, tra i più importanti) della cultura greco-calabra, ovvero, la lingua, “elemento” di vitale importanza per la sopravvivenza del tanto variegato quanto affascinante mondo dei “Grèki  tis Kalavrìa”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sul “greco di Calabria” o “greco-bovese” (per dirla con il Crupi e con il Rohlfs), moltissimo è stato scritto. Pertanto, questa breve nota non ha, né può avere pretesa alcuna, di aggiungere nulla di particolarmente “nuovo”, semmai, vuole semplicemente essere, una pacata ma  sentita “riflessione” sulla “glòssa palèa”, sulla lingua dei Padri, per secoli in “travaglio”, in affanno, addirittura in agonia,  ma mai morta, nonostante innumerevoli “becchini”, nel corso della sua lunga storia,  si siano accostati più volte dinanzi al  quasi “feretro greco-calabro”, con lo scopo di poterlo “finalmente” seppellire…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’origine della lingua greca di Calabria, non è stata mai definitivamente chiarita, e, l’acceso dibattito che non ha lesinato “punte” di aspra polemica, tra lo schieramento “rohlfsiano”, che ritiene il “greco di Calabria” diretto discendente di quello della Magna Grecia, e, quello “morosiano” (o, “parlangeliano”), che lo vuole invece erede del greco-bizantino (nato, cioè, in età bizantina), ha portato ad una gran quantità di studi , ma non ha – per alcuni – risolto del tutto, i dubbi sulla sua “nascita”.  La tesi “megaloellenica” (rohlfsiana), è comunque quella nettamente dominante, e sono molti ad aver attribuito alla teoria “bizantinista” ragioni di ordine “ideologico”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Senza immergerci nell’aspetto prettamente linguistico, solo “sfiorandolo” a mala pena, diciamo che  Gerhard Rohlfs, ha più volte ricordato che i Bizantini (in realtà: “Romèi”, ovvero, “Romani d’Oriente”, di cultura greca), non hanno lasciato traccia alcuna della loro lingua né a Bari, né a Ravenna( ex Capitale dell’Esarcato), né in Dalmazia e neppure in Sardegna, regioni dove, a lungo, mantennero il loro impero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se da una parte i “dorismi” e gli “arcaismi”, anteriori alla “Koinè” (IV° sec. a.C), presenti  esclusivamente nel “greco di Calabria”, “tagliano la testa al toro” riguardo l’origine dell’idioma tutt’ora presente-per lo più- nella “Isola Ellenofona  dell’Area Grecanica”, d’altra parte, sono gli stessi storici ad indicare una realistica soluzione ella “vexata quaestio”. Vera Von Falkenausen, in merito, dice: “… Sembra che la grecità meridionale si basi su un sostrato greco anteriore, che non si era mai completamente spento e che fu quindi “rianimato” dalla “riconquista bizantina”. L’illustre studiosa, inoltre, esclude un progetto “dall’alto”, da parte di Costantinopoli, che avrebbe comportato una migrazione “pilotata” di popolazioni in grado di “colonizzare”, in senso “greco”, la Calabria. Trasferimenti di gruppi etnicamente omogenei, erano normali in un impero plurietnico come quello bizantino, per esigenze militari e  commerciali; ma ciò, “non può essere considerato come uno spostamento di popolazioni numericamente rilevante”;(…)” possiamo calcolare che una flotta di 100 navi, avrebbe potuto trasferire al massimo 15.000 orientali in Italia, se tutte le navi avessero raggiunto la destinazione senza danno”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Inoltre, i bizantini non hanno mai imposto la propria lingua ai propri sudditi, e, per di più, alla metà dell&#39;VIII sec., la Calabria era già di lingua e liturgia bizantina, tanto è vero che il decreto di Leone III L’Isàurico(732-733), non incontrò nessuna opposizione “in loco” (cosa che invece non si verificherà quando i Normanni cominceranno a “latinizzare” la Calabria,  imponendo  la lingua latina e la liturgia di Roma).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Un ulteriore, significativo contributo alla tesi “magnogreca” ci viene fornito, di recente, da una  pregevolissima ed importantissima edizione di 62 epigrafi greche del  Museo di Reggio Calabria, pubblicata dalla epigrafista Lucia D’Amore nel 2007. Attraverso la loro attenta lettura, qualsiasi linguista che non abbia posizioni precostituite, può agevolmente rendersi conto, infatti, che la tesi di Rohlfs sulla presenza nella Calabria meridionale, di ellenofoni, fin dai tempi antichi, è qui confermata”scientificamente”, in quanto, le epigrafi  “occupano”  un arco di tempo che va dal secolo VI a.C., al 1.000 d.C., cioè, fino all’arrivo dei Normanni(!)… I testi di queste  importantissime  epigrafi, composti in esametri e pentametri in lingua greca, costituiscono, secondo  l’illustre studioso reggino, Prof. Franco Mosino, “ una straordinaria testimonianza per la storia linguistica e culturale di Reggio e della sua “Chòra”; inoltre, egli fa notare  che da queste “attestazioni”, emerge altresì, che a  Rhègion,  “si parlava greco e latino secondo la metrica greca”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dopo il  piccolo contributo, di cui sopra,  alla tesi “rohlfsiana”,  ci piace ricordare che, da vivo, il grande glottologo e filologo tedesco, ricevette onori e riconoscimenti  nella  Calabria tutta : la cittadinanza onoraria di Bova, la laurea “honoris causa” dell’Università  di Cosenza; molti Comuni, dopo la morte, gli intitolarono vie e piazze, come di recente il paese di Badolato(CZ).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tornando alla parte più propriamente “storica”, possiamo affermare, quindi, l’ininterrotta presenza della lingua greca durante l’intero periodo “romano” e la nettamente sua maggior diffusione , specie nella parte meridionale della Calabria, dopo la caduta dell’Impero , anzi, essa  rappresentò anche la “varietà alta” fino all’XI° sec., ovvero, fino all’avvento dei Normanni, i quali diedero avvio – con l’appoggio della Chiesa di Roma – ad una irreversibile inversione di tendenza:  linguistica, culturale e religiosa. Gli “uomini del Nord”, infatti, quantunque “nati” predoni e mercenari, si dimostrarono, strada facendo, conquistatori attenti e dotati di uno spiccato senso dell’opportunità politica, e, pur  apparendo tolleranti nei confronti della chiesa greca, iniziarono contemporaneamente quell’inarrestabile processo di “latinizzazione” della Calabria meridionale,  che avrebbe condotto, più tardi, alla fine del rito greco e , quindi, anche del prestigio della lingua greca. L’anno 1059 (caduta di Reggio) e l’anno 1071 (caduta di Bari), ad opera dei Normanni, rappresentano due date storiche molto negative, anzi, “cruciali” per il “destino” della grecità in terra meridionale. Le “buie notti” angioine, aragonesi e spagnole,più tardi,   sono una perentoria conferma della  quasi totale “occidentalizzazione” di usi, costumi, cultura, lingua e religione.  Anche nella Bovesìa, ultimo baluardo greco, dal punto di vista  linguistico, culturale e cultuale, la situazione, già compromessa, sarebbe precipitata dopo la fine (leggi pure: soppressione) del rito greco-bizantino, nel 1572/73, ad opera del vescovo armeno-cipriota  Giulio Stauriano. Sull’onda della Controriforma tridentina, al vescovo  di Reggio, Annibale D’Afflitto, basteranno pochi decenni (1593-1638), per sradicare completamente il rito greco  dalle sue ultime ed ormai umilissime “dimore”  intorno a Bova e nelle “Cinque Terre” (diocesi “greca” di Reggio), per trapiantarvi quello latino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Da questa epoca in avanti, nella “Bovesìa e dintorni”, da lingua di culto e di prestigio, il greco passa  a lingua della “misera plebs”. Nel 1806, dopo una fase piuttosto oscura ( anche se la lingua greca trova “ospitalità” – ma in “caratteri” latini –  nelle opere del De Marco, del Mesiani, del Rodotà), l’interesse per il greco di Calabria si riaccese dopo che J.C. Eustace visitò la zona sud-aspromontana e segnalò “popolazioni di lingua greca”e, più  ancora, dopo la pubblicazione sul “Philologus”, di alcuni canti “bovesi” di Karl Witte (1821), commentati qualche decennio più tardi dal Pott (1856). Fu dalla seconda metà dell’800 che cominciò ad aprirsi una profonda discussione sulla origine e la natura di questo “greco-linguaggio”. In particolare (come accennato in precedenza), Giuseppe Morosi (1870-1878), sosteneva l’origine bizantina dell’idioma greco parlato in questi territori e fu una teoria che fino al 1924 imperò incontrastata  fino a quando, il più grande filologo, glottologo e dialettologo della storia, l’illustrissimo Prof. G. Rohlfs, non la “demolì”, in modo scientifico.   L’illustrissimo studioso tedesco, a cui la Calabria (e non solo) deve moltissimo, produsse un  fondamentale  “corpus  probatorio”, di ordine lessicale, morfosintattico, onomastico, toponomastico, fitonomastico, agionomastico, ecc., raccolto dal 1921 al 1980 circa, anche attraverso visite  “porta a porta”,  di 350 località in Calabria, spesso  a “dorso di mulo”,  con il quale &quot;corpus&quot; fu in grado di fornire,  inequivocabilmente,  la prova della ininterrotta presenza del greco “ex temporibus antiquis”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma, parallelamente al crescente interesse degli studiosi per la lingua greco-calabra, si imponeva, specie dalla fase immediatamente successiva all&#39;Unità d’Italia, la necessità di imparare la lingua italiana e di adoperarla non più soltanto per iscritto; presso le classi colte e quelle borghesi, l’esclusione  dagli usi familiari delle varietà dialettali veniva concepito come un passo necessario per il buon apprendimento della “lingua della Nazione”. Lo stesso dovette avvenire nella attuale “ Isola Ellenòfona”, rispetto, non tanto al dialetto romanzo ma al greco, la varietà più stigmatizzata e percepita lontana dall’ italiano, il cui utilizzo – anche in famiglia – avrebbe solo avuto l’effetto di “inficiare” una adeguata competenza della lingua nazionale. La scolarizzazione obbligatoria, faceva subire alle masse contadine monolingui (parlanti il greco) dell’area, quotidiane umiliazioni e severe punizioni derivanti soprattutto dall’alloglossia più che dall’analfabetismo. Per cui, ben presto, la “dicotomia”: proletariato grecofono analfabeta/borghesia italofona alfabetizzata, scatena il “meccanismo” della discriminazione e della “tabuizzazione” del greco… All’opera di “demolizione” della lingua greca, pertanto, non sono estranee cause di natura psicologica, in quanto, viene  “pilotato” dall’alto il concetto che tutto ciò che non è cultura nazionale in lingua, è sottocultura, “avanzo ancestrale”…concetto,  che viene interiorizzato  dai “grecofoni” che ormai “percepiscono” il loro idioma e la loro( quantunque, plurimillenaria) cultura, come espressioni  di inferiorità di razza e di civiltà (!)…di cui bisogna “liberarsi” cercando altre identità… (“Sic transit gloria mundi”, mi verrebbe da dire…).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Inoltre,   le comunità dell’Area  Grecanica (e non solo), vengono  “investite” da un saldo migratorio rilevante,  che diventa critico,  a ridosso degli anni ’50, ’60 e ’70, derivante, soprattutto, dallo svuotamento delle aree collinari e montane, in cui, tradizionalmente, erano insediate le popolazioni ellenofone.(come se, in un certo senso, la scoperta di un mondo “nuovo”( Italia, Europa, Americhe, ecc.), diventa, contemporaneamente, la quasi fine di questo “vecchio” mondo, quello dei Greci di Calabria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A ciò, si aggiungono le alluvioni che si succedono negli anni ’50 e ’70 nell’enclave greca e che compromettono la sopravvivenza “materiale” delle comunità nell’entroterra pre-aspromontano, con “l’ineludibile effetto” di giungere all’impoverimento, alla “deplezione” della memoria, il cui “trend negativo”, rischia di cancellare completamente tradizioni e lingua… A tal proposito, il linguista olandese Dimmendaal, sottolinea quanto sia,  di vitale importanza per la lingua, rimanere “in situ”, sostenendo che, “i cambiamenti nell’assetto economico e sociale delle comunità alloglotte, possono non essere decisivi nella “sostituzione linguistica”, se la popolazione o una parte di essa rimane “in situ”( L’esempio di Bova-Chòra, nello specifico,  è assolutamente  “probatorio”).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Secondo un’indagine effettuata sul campo, alla fine degli anni ’90, in seno alla quale vennero interessati circa 300 studenti delle scuole medie ed elementari della Bovesìa, è emerso che il “greco di Calabria”, viene considerato “lingua dei vecchi” e non “intriga” le giovani generazioni che, in generale,  non lo parlano pur  comprendendolo passivamente per un 15% circa. La risposta, però, quasi plebiscitaria dei ragazzi all’item:”ti dispiace che il greco di Calabria stia scomparendo?” (con…  l’88% di risposte affermative), deve essere “tesaurizzata”da chi ha a cuore le sorti di un patrimonio così importante da rappresentare un bene immateriale unico…                &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Oggi, con un ritardo di oltre 50 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana – il cui Art.6 “tutela, con apposite norme le Minoranze Linguistiche” – abbiamo finalmente una Legge Nazionale, la n. 482 del 15 Dicembre 1999, nonché, la Legge Regionale 15/03( con le sue “appendici”), ed il D.P.R. 345/01. Ma, qual è lo stato attuale della lingua greco-calabra nell’Area Grecanica? Quali sono i “limiti” ed i territori ammessi a tutela? E quali veramente ellenofoni? Amministrativamente, l’Area Grecanica comprende 16 Comuni che da Reggio e Cardeto si “spalmano”, da occidente ad oriente, nella fascia pre-aspromontana e nella costa ionica fino al Comune di  Samo. Questa organizzazione politico-amministrativa non rispecchia, comunque, quelli che sono gli effettivi  “confini linguistici”, per cui bisogna distinguere i territori dove ancora persiste l’antico idioma,  da quelli in cui l’ellenofonia è pressoché estinta, “specificando” che esiste una “Area Culturale Grecanica” , che ha nel suo “cuore”,  quel “diamante incastonato” che è l’Isola Ellenofona  o Grecofona, testimonianza vivente di un mondo linguistico che è stato per secoli e secoli, “denominatore comune” non solo dell’attuale Area Grecanica ma di  gran  parte dell’intera  Calabria. Questi Comuni  “ellenofoni” sono: Bova, Bova Marina, Condofuri (con Gallicianò), Roghudi e Roccaforte del Greco: piccoli paesi in cui oggi, più che mai, è importante riscoprirne le “radici”che svelano,  anche ad un visitatore un po’ distratto, il carattere che rende unica questa terra : la “grecità”! “Rize”, spesso trascurate dalle poche “memorie di carta” di questa terra, ma che è necessario salvaguardare affinchè si ponga un argine e  si  arresti la “diaspora”, “la “emorragia”, l’abbandono  dell’entroterra, con il  favorire  la permanenza , in questi siti, dei “parlanti”,  delle  loro famiglie e dei loro concittadini.  Si può dire che Bova, e – con encomiabile sforzo – anche Gallicianò, siano stati in tal senso, antesignani, in quanto hanno scommesso sulla antica lingua e cultura dei Padri (“in loco”),  riuscendo, così facendo,  anche  a  valorizzare in maniera esemplare, emblematica,  quelli che sono considerati,  a ragione,  due fra i “Borghi più belli d’Italia”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ed  andiamo ad affrontare, ora,  il “nocciolo del problema , ovvero, la “obbligatorietà dell’insegnamento” nelle scuole dell’obbligo. L’auspicio è che il Legislatore Regionale  possa modificare il dettato legislativo, trasformando  l‘insegnamento della “lingua di minoranza”, da “servizio a richiesta”, in obbligo scolastico, in modo che concorra, a pieno titolo, alla “formazione” dei ragazzi. L’Area  Grecanica, quantunque, in un tempo passato (ma non trapassato), territorio “monolingue”(greco), non è allo stato attuale – realisticamente – un territorio bilingue, come quello altoatesino, valdostano o friulano( le cosiddette “minoranze frontaliere”), in quanto, se si fa eccezione per una ridotta minoranza di “locutori” (per fortuna, in evidente “ crescita” – quantunque “scolastica”– in alcuni  paesi), appare lapalissiano, che la speranza della sopravvivenza della lingua greca di Calabria sia riposta soprattutto nella scuola. E’ auspicabile che le istituzioni scolastiche della Provincia, ricadenti  nell’Area Grecanica, facciano però il loro dovere  e consentano  l’applicazione – attraverso i Progetti – delle norme di legge (finora sostanzialmente disattese),  ed attivino- in attesa dell’auspicata obbligatorietà- corsi di insegnamento, anche extra-curriculari, che, a partire dalle scuole materne accompagnino i ragazzi fino  ad almeno le scuole medie. Se applicate, le leggi 482/99 e 15/03( oltre al D.P.R. 345/01), contengono già norme specifiche per l’insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole delle  comunità linguistiche “riconosciute”.  Si tratterebbe,  in definitiva,  di riconoscere il diritto degli appartenenti  a  tali minoranze ad ‘’apprendere’’ la propria lingua-madre (o, forse, di …“riappropriarsi” di essa).  Bisogna confidare,  altresì,  in una maggiore sensibilità e senso di appartenenza anche da parte degli stessi dirigenti scolastici. E che le stesse Università facciano la loro parte attivando – “ope legis” –corsi di lingua in via sperimentale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In conclusione, non si può non rimanere  in attesa di una effettiva applicazione delle leggi di tutela  già esistenti, e, ancor meglio,  del più che auspicabile  insegnamento nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado – altrimenti,  nonostante gli sforzi compiuti  in questi ultimi anni, dalla Provincia di Reggio Calabria  e dalle numerose Associazioni Culturali Ellenofone presenti nel territorio – le lingue minoritarie, non “frontaliere”, sebbene,  fondamentali segmenti  di antichissime  culture, corrono  concretamente il malaugurato rischio di scomparire completamente nel giro di qualche decennio…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In definitiva, però, il “patrimonio genetico” di una cultura plurimillenaria, che conserva tratti di preziosa rarità, e, addirittura, di assoluta unicità, non si può  pensare di riuscire a salvaguardarlo ed a rivalutarlo solo con  l’applicazione di leggi di tutela, ma, deve essere “in primis”, un vivo interesse del cuore, una appartenenza consapevolmente vissuta…La tutela  della memoria storica, per quanto poco “cartacea”, può giocare un ruolo primario, se vissuta, non in termini “nostalgici” (“… Io dico memoria, passato, nel senso di riappropriazione e non di pura nostalgia…”).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Anche per questo, e per amor del vero, va riscritta la storia dei Greci di Calabria, in quanto quella (poca) già scritta, si presenta come una “storia negata”… Sarebbe  necessario promuovere una “nuova stagione” di contributi storiografici, condotti deontologicamente e nella direzione della formazione di una corretta coscienza storica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La lacunosa conoscenza del proprio percorso storico da parte dei “Grèki tis Kalavrìa”, unita alla sensibilità ancora scarsa da parte di Enti ed Istituzioni (come già accennato), costituiscono tutt’ora ulteriori ostacoli per la valorizzazione dell’importante patrimonio storico-linguistico-culturale-religioso del territorio greco-calabro. Per fortuna, le Associazioni Ellenofone – ribadiamo – hanno avuto un ruolo fondamentale, quasi da “supplenza istituzionale”nell’ambito, soprattutto,  della difesa del patrimonio immateriale, caratterizzato da  una tale peculiarità, da indurre la Regione Calabria (con il sostegno delle Provincia di Reggio Calabria e delle altre Province calabresi) a far approntare un dossier per una ambiziosa candidatura Unesco – delle Minoranze Linguistiche Calabresi – come Patrimonio dell’Umanità .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi sia consentito, infine,  di  stigmatizzare quegli “sporadici rigurgiti di campanile”, di qualche singolo “ellenofono” ( o, pseudo-tale), che,  non giovano – in quanto tese più a dividere che ad unire – alle comunità “greche di Calabria”, che invece hanno bisogno di coesione per alimentare assieme e cementare il comune, granitico “spirito greco”, vivendo fino in fondo l’emozionante privilegio di essere ( senza, per questo, voler stabilire “gerarchie culturali” che non esistono...), i legittimi eredi  di quella cultura che è stata l’elemento fondante della civiltà occidentale e di quella antichissima “glossa”, per secoli, “lingua del cuore” di gran parte delle popolazioni del Meridione, e che le inossidabili comunità grecofone della  Bovesìa hanno ancora l’onore di condividere e di esserne  suoi orgogliosi e gelosi custodi…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(* studioso di lingua greco-calabra, Presidente Ass. Cult. Ellenofona &quot;Paleo Cosmo&quot;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/09/la-lingua-greca-di-calabria-tra-passato.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-OI7DlAeeuPI/UEpN-SHA79I/AAAAAAAABkc/a9zOLJGBs6g/s72-c/Immagine010_800x600_thumb.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2675702999456922660</guid><pubDate>Sun, 26 Aug 2012 15:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-26T17:15:15.908+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bronzi di Riace</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><title>Firenze lo sai, non è servita a cambiarla</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-dHpIzOrI6WU/UDo9amqr7vI/AAAAAAAABkE/KqaZsZrCR18/s1600/Bronzi+di+Riace_11_36_03.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-dHpIzOrI6WU/UDo9amqr7vI/AAAAAAAABkE/KqaZsZrCR18/s320/Bronzi+di+Riace_11_36_03.jpg&quot; width=&quot;264&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Firenze lo sai, non è servita a cambiarla&lt;/i&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così cantava Ivan Graziani, un artista prematuramente scomparso che ancora non riscuote fra il pubblico dei posteri il successo che meriterebbe.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La citazione è calzante perché recentemente lo storico-medievista Franco Cardini ha proposto – venendo immediatamente avallato dal sindaco Renzi – di riportare i Bronzi di Riace a Firenze, nel luogo che aveva ospitato il loro primo restauro, subito dopo esser stati strappati all&#39;oblio dello Ionio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L&#39;&lt;i&gt;incipit&lt;/i&gt;si presta agevolmente a sottolineare una storia che non cambia: ciclicamente qualcuno si ridesta e propone che i Guerrieri siano trasferiti da Reggio Calabria, da Sgarbi a Stella, sino a Cardini, studioso preparato quest&#39;ultimo, che ben dovrebbe conoscere l&#39;assoluta mancanza di legami storico-ideologici fra Firenze, culla dell&#39;Umanesimo, e i Bronzi, emblema della grecità classica che sulle rive dello Stretto si trovano già intrecciati indissolubilmente con il locale patrimonio di radici e memorie, specie se – sulla base della tesi elaborata dall&#39;archeologo Daniele Castrizio – essi sono opera di uno scultore reggino del V sec. a.C., Pitagora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Certo, l&#39;unicità dei capolavori e le immense prospettive di guadagno in termini di flussi turistici che deriverebbero da una valorizzazione metodica dei reperti alletterebbero chiunque. Il punto è proprio questo. Fino ad oggi i Reggini hanno fatto davvero troppo poco per invocare il proprio legame coi Guerrieri, hanno fatto davvero troppo poco per meritarseli, e le responsabilità di ciò non ricadono soltanto sugli enti preposti o sui rappresentanti politici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non si può pensare di insorgere sempre e solo quando si levano le voci di spostamento. Occorre invece conoscere e documentarsi nel corso delle lunghe pause che intercorrono fra una proposta di tournée e l&#39;altra. Persino nel quarantesimo anniversario (1972-2012) dal ritrovamento delle statue, se non fosse stato per l&#39;iniziativa di alcune associazioni culturali gravitanti nel territorio, il pubblico non avrebbe avuto la possibilità di documentarsi sulle ultime ricerche in proposito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Insomma, allo stato attuale delle cose, i Bronzi non costituiscono il simbolo dell&#39;identità reggina semplicemente perché sono mancate, negli ultimi quattro decenni, delle opportune strategie di divulgazione finalizzate alla loro conoscenza e alla loro comprensione. Chiedete a un fiorentino chi ha scolpito, e in quale epoca, il &lt;i&gt;Perseo&lt;/i&gt;, poi domandate la stessa cosa a un reggino; la risposta sarà indicativa per capire la cronica inconsapevolezza che condanna da centocinquanta anni l&#39;Area dello Stretto a giocare un ruolo di evidente e voluta subalternità rispetto altrove.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A Reggio, purtroppo, l&#39;ignoranza dei molti ci impedisce di esportare il lato migliore di questa terra. Se i nostri figli continueranno a disconoscere l&#39;esistenza dei Pitagora, degli Anassila, dei Barlaam e dei Leonzio Pilato, probabilmente non saremo mai in grado di arginare i sistematici tentativi di spoliazione del nostro patrimonio culturale, se non costruendo una cittadinanza attiva, coerente e coscienziosa, forte della propria identità e dell&#39;esempio dei propri Padri, appreso per obbligo scolastico. I politici si inchineranno ai dettami dei &lt;i&gt;politai&lt;/i&gt;, perché esclusivamente in questo consiste il loro servizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ma&lt;/i&gt; – approfittiamo ancora una volta della pazienza di Ivan Graziani – &lt;i&gt;di tempo ce n&#39;è&lt;/i&gt;/ &lt;i&gt;in questa città&lt;/i&gt;/ &lt;i&gt;fottuti di malinconia e di Lei.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/08/firenze-lo-sai-non-e-servita-cambiarla.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-dHpIzOrI6WU/UDo9amqr7vI/AAAAAAAABkE/KqaZsZrCR18/s72-c/Bronzi+di+Riace_11_36_03.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2343410786967933805</guid><pubDate>Tue, 21 Aug 2012 14:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-22T09:19:37.935+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Religione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia Reggina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tradizioni</category><title>RADICI i culti cittadini a Reggio fra paganesimo e cristianità</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-Z8fYPviZ1FE/UDOgfaB2BNI/AAAAAAAABjc/aDrMNaw033U/s1600/testa+apollo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-Z8fYPviZ1FE/UDOgfaB2BNI/AAAAAAAABjc/aDrMNaw033U/s320/testa+apollo.jpg&quot; width=&quot;315&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La testa laureata di Apollo impressa sulle monete reggine della fine del V sec. a.C.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il calendario del reggino brulica ancora, all&#39;inizio del III millennio dell&#39;era volgare, di feste sacre ispirate al sovvertimento della quotidianità tramite l&#39;evasione momentanea dalle briglie della routine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le ricorrenze religiose si contraddistinguono spesso, sulle rive dello Stretto di Scilla in particolare e nel Mezzogiorno in generale, nell&#39;accostare ai già citati momenti di evasione dall&#39;ordinaria follia un aspetto, per così dire, “rituale”, costituito di processioni più o meno lunghe, durante le quali la statua del patrono o della matrona di turno viene recata in trionfo (occhio ai termini: il trionfo era la sfilata del generale romano vittorioso, l&#39;&lt;i&gt;imperator,&lt;/i&gt; di ritorno dall&#39;impresa militare) per le vie del borgo o della città.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Molti antropologi o storici delle religioni hanno opportunamente sottolineato l&#39;innegabile somiglianza che lega le feste patronali/matronali odierne e le antiche ricorrenze pagane. Si tratta di similitudini evidenti soprattutto nel caso di Reggio, in merito a cui, le fonti – gli scritti degli antichi autori, con l&#39;ausilio della documentazione epigrafica – hanno registrato l&#39;esistenza di celebrazioni in onore ad Apollo, Artemide, Atena e Dioniso. Non sono tuttavia pervenute informazioni dettagliate relativamente all&#39;una o all&#39;altra festa, ma certamente in riferimento ai culti poliadi – in onore alle divinità tutelari della città – si possono desumere alcuni dati sostanziali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A Reggio le divinità tutelari, connesse a livello mitico alla fondazione stessa della &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;, erano Apollo ed Artemide. In occasione di una festa primaverile dedicata ad uno di questi numi era solito esibirsi un coro di trentacinque giovani proveniente da Messina, diretti da un maestro ed accompagnati da un flautista. Tale ricorrenza, risalente quantomeno al V sec. a.C., univa simbolicamente le due città dello Stretto, i cui destini politici, d&#39;altronde, risultano spesso intrecciati nel corso della loro storia, basti pensare alla rifondazione della città peloritana (489/488 a.C.) ad opera del tiranno reggino Anassila.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Al medesimo contesto agonale – dedicato ad Apollo &lt;i&gt;Archegetes &lt;/i&gt;(“fondatore”) sulla scorta della circostanziata tesi avanzata da Felice Costabile, docente di epigrafia e storia del diritto romano presso l&#39;Università “Mediterranea” di Reggio Calabria – vengono ricondotti un rito di purificazione delle donne sposate, consistente nell&#39;esecuzione di canti corali (“peana”), al termine del quale venivano raccolti dei ramoscelli d&#39;alloro nella boscaglia intorno al tempio di Apollo Minore – con buona probabilità identificabile nell&#39;edificio cultuale di età classica rinvenuto nel 1978 nell&#39;area dell&#39;odierna Rada Giunchi –, che venivano poi trasportati in Ellade, al santuario di Delfi, sede del celebre Oracolo; proprio il vaticinio della Pizia, tanto per chiudere il “cerchio rituale” della memoria antica, aveva indicato a Calcidesi e Messeni provenienti dalla penisola greca il sito in cui fondare Reggio, nell&#39;ultimo quarto dell&#39;VIII sec. a.C.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se la lunga durata, sessanta giorni, di queste presunte &lt;i&gt;Apollinee&lt;/i&gt;induce ad ipotizzare una frequenza pluriennale (magari quattro anni) della ricorrenza, altrettanto solenni dovevano essere le &lt;i&gt;Artemisie&lt;/i&gt;registrate dalla tradizione popolare cristiana – nonché da molte iscrizioni di età ellenistica e romana – in riferimento alla venuta di Paolo di Tarso a Reggio, e quindi alla cristianizzazione della città. Dalle notizie pervenute in proposito si sa che l&#39;intera cittadinanza in giubilo si recava presso il promontorio &lt;i&gt;Pallantion&lt;/i&gt;– denominazione emblematica, quest&#39;ultima, richiamante delle altre località sacre ad Artemide, in Grecia e persino a Roma –, la medievale Punta Calamizzi, vero e proprio simbolo ancestrale della regginità. Sul &lt;i&gt;Pallantion&lt;/i&gt;, in età protostorica, era perito il primo fondatore di Reggio, l&#39;Eolide Giocasto, morto in seguito al morso di un serpente velenoso ed oggetto di un culto eroico in epoca classica. Spetterà poi ai Cristiani il compito di convertire in positivo il ricordo del serpente omicida, edificando &lt;i&gt;in loco&lt;/i&gt;la chiesa di San Giorgio &lt;i&gt;Drakoniaratis&lt;/i&gt;, cioè “del serpente”. Ammesso che l&#39;arrivo di Paolo, tradizionalmente immune, insieme ai suoi discendenti (i cosiddetti “sanpaolari” del folklore meridionale) al veleno animale, non sia stato localizzato sul &lt;i&gt;Pallantion&lt;/i&gt;, una lingua di terra totalmente pervasa dal ricordo ossessivo dei rettili, in maniera del tutto casuale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ricompattamento del corpo civico, scansione del tempo e dei cicli stagionali, rottura degli schemi della quotidianità, temporanea sovversione dell&#39;ordine sociale con ampi spazi di libertà garantiti alle componenti emarginate come donne, schiavi e meteci (liberi-non cittadini ivi residenti per ragioni commerciali): questi, in sintesi, i tratti salienti delle festività pagane di un tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Che cosa è cambiato oggigiorno? Le processioni cristiane non seguono forse il tracciato viario della città antica, trasportando la statua del patrono/matrona dalla acropoli al santuario extra-urbano? Non sono forse i sindaci, massime autorità cittadine al pari di arconti e pritani del passato, a guidare, con l&#39;ausilio dei sacerdoti, i cortei? E non sono soprattutto i lavoratori, componenti emarginati della società del Terzo Millennio dominata da banche, tasse e sprechi, a trarre giovamento dal giorno di riposo accordatogli?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Poco è cambiato, fra religione, ritualità e significati pragmatici di entrambe, nel trapasso plurimillenario che separa Artemide dalla Madonna della Consolazione, ma certamente, inquadrando i fattori di continuità e rottura che intercorrono fra ieri ed oggi attraverso una prospettiva storicistica coerente e scientificamente fondata, ciò che rimane – ed è già molto – sono le nostre radici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/08/radici-i-culti-cittadini-reggio-fra.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-Z8fYPviZ1FE/UDOgfaB2BNI/AAAAAAAABjc/aDrMNaw033U/s72-c/testa+apollo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2865979126661223206</guid><pubDate>Sun, 29 Jul 2012 14:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-07-29T16:32:48.192+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">obbligo scolastico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia Reggina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">valorizzazione</category><title>RADICI: La storia locale fra valorizzazione e obbligo scolastico</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-qpGUa5qGT4Y/UBVI_IM4yZI/AAAAAAAABjA/-sl9NiDT004/s1600/san+niceto.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-qpGUa5qGT4Y/UBVI_IM4yZI/AAAAAAAABjA/-sl9NiDT004/s320/san+niceto.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La situazione complessivamente deleteria in cui versa il patrimonio storico-culturale – beni, reperti, tradizioni ataviche, paesaggi e quant&#39;altro abbia a che fare con il concetto di “radici” – della provincia di Reggio Calabria, sia in termini di tutela che di fruizione, impone, con buona pace delle tante chiacchiere al vento puntualmente almanaccate dai “predicatori” di turno, una soluzione radicale e definitiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel corso degli ultimi decenni, gli enti preposti – amministrazioni regionali, provinciali o comunali, sovrintendenze – hanno alternato risoluzioni positive a direttive a dir poco scellerate. Le responsabilità oggettive della “sovrastruttura” non si discutono, senza tuttavia dimenticare le ben più gravi colpe che ricadono sui cittadini, spesso incapaci di supportare o controllare l&#39;operato dei propri rappresentanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;D&#39;altronde, sono mancate – un po&#39; ovunque in Italia, in verità – delle coerenti e durature strategie di valorizzazione dei beni culturali, anche perché raramente, dal punto di vista strettamente politico, investire sulla cultura si traduce in un cospicuo ed immediato “ritorno” in termini di propaganda. La realizzazione di un parco archeologico, per esempio, rispetto all&#39;apertura di un&#39;infrastruttura pubblica, anche se di dubbia utilità, esige una tempistica assai più dilatata e dà molte meno garanzie occupazionali, laddove la creazione di posti di lavoro rappresenta il fiore all&#39;occhiello della perenne ricerca del consenso esercitata dai politicanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Al di là di queste ovvie riflessioni, raramente menzionate nel corso di convegni, seminari e conferenze dedicate all&#39;argomento, è un fatto che la conoscenza delle radici storiche locali sia sconosciuta alla maggioranza della popolazione reggina. Tale colpevole lacuna non può purtroppo essere colmata da sporadici progetti, incontri tematici, pubblicazioni di libri o dalla sola attività – certamente febbrile e in gran parte volontaria e disinteressata – dell&#39;associazionismo; questi sforzi, statistiche alla mano, rischiano di restare vani, poiché sistematicamente gli eventi culturali interessano neanche un decimo dei proseliti delle sagre, dei balletti o delle selezioni di qualche reality-show.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ora, un popolo che non possiede la coscienza della propria identità, che magari considera il greco di Calabria il nome esotico di una rosticceria, come può impegnarsi, fattivamente e quotidianamente – magari semplicemente rispettando l&#39;integrità di un reperto, evitando cioè di sfregiarlo con dichiarazioni d&#39;amore disegnate o gettandovi rifiuti (anche organici) – sul terreno della conservazione, della tutela o della valorizzazione del proprio &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;corpus&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;storico-culturale? Le cosiddette “&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;motte”, testimonianza materiale dell&#39;eroica e secolare resistenza degli italo-greci alle scorrerie arabe, continueranno ad essere considerate, nella maggioranza dei casi, alla stregua di “vecchie pietre” e si vedranno altri cancelli elettrici addossarsi alle mura reggine di IV sec. a.C., già immuni ai terremoti, nonché agli assedi di Pirro o Annibale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Occorrerà dunque &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;conoscere&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;prima ancora di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;valorizzare&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, pianificando obiettivi concreti, in grado di incidere sull&#39;iter-formativo dei Reggini del futuro; delle direttive contestualizzate sul versante dell&#39;istruzione pubblica e finalizzate alla formazione di una cittadinanza attiva e sensibile al richiamo delle proprie radici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L&#39;idea è quella di dedicare, obbligatoriamente, all&#39;interno della didattica scolastica relativa a tutti gli istituti superiori del circuito provinciale, almeno il 10% del programma di storia, storia dell&#39;arte e letteratura allo studio del plurimillenario patrimonio di memorie del territorio reggino. Ciò significherebbe, nell&#39;ambito della storia greca parlare di Anassila, nell&#39;ambito della letteratura citare Ibico o Licofrone, nell&#39;ambito della storia dell&#39;arte visitare la villa di Casignana. In fondo, al docente di turno basterebbe aprire delle appendici sul quadro “generale” degli argomenti imposti dal Ministero. E che non si dica che l&#39;obbligo scolastico svilisce l&#39;interesse dei temi trattati! Il fine non dovrà essere quello di sfornare intere classi di storici o archeologi, bensì istruire individui che sappiano sommariamente chi sia Leonzio Pilato, così come oggi tutti, nel complesso, sanno chi è Petrarca. L&#39;attività di associazioni culturali, ricercatori ed enti preposti alla valorizzazione della storia locale, in questo senso, sarebbe ancor più preziosa e determinante nell&#39;approfondire argomenti già noti, senza dover ogni volta ricominciare da zero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il risultato – fra un paio di decenni, è ovvio – sarà una generazione di cittadini finalmente consci di avere nel sangue oltre tremila anni di orgoglioso passato, consapevoli di calcare una terra di santi ed eroi, che così tante reminiscenze, materiali ed immateriali, ha lasciato ai posteri, nella spasmodica attesa di tornare a costituire il simulacro positivo dell&#39;identità degli Uomini dello Stretto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/07/la-storia-locale-fra-valorizzazione-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-qpGUa5qGT4Y/UBVI_IM4yZI/AAAAAAAABjA/-sl9NiDT004/s72-c/san+niceto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-1234069054441580537</guid><pubDate>Sun, 15 Jul 2012 14:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-07-15T16:48:05.713+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Reggio Calabria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Turismo</category><title>RADICI: Sul rilancio turistico del territorio reggino</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-2TaBBaTS7w0/UALXjgQe2LI/AAAAAAAABik/dG-glEIQe3Y/s1600/Fk01g_Stretto.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;195&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-2TaBBaTS7w0/UALXjgQe2LI/AAAAAAAABik/dG-glEIQe3Y/s400/Fk01g_Stretto.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Riportare i turisti sulle rive dello Stretto: questo il pretenzioso slogan alla luce del quale sono stati recentemente pianificati degli ambiziosi progetti volti ad incoraggiare l&#39;avvento di un discreto flusso di visitatori, alla scoperta degli itinerari storici, archeologici, artistici o enogastronomici della provincia di Reggio Calabria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se l&#39;iniziativa sulla carta è senza dubbio lodevole, &lt;i&gt;de facto&lt;/i&gt; le strategie di divulgazione messe in atto dagli enti pubblici e/o privati preposti ci sembrano francamente improvvisate, talvolta sciatte, ma soprattutto poco rispettose di metodicità e sinergie di cui erano invece padroni i nostri antenati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il primo errore è quello di preferire il fattore logistico alla plurimillenaria organicità storica che caratterizza il territorio reggino. Un nutrito gruppo di turisti che si sposta in navetta da Reggio-città alla volta di Taureana di Palmi o di Seminara deve necessariamente essere a conoscenza della geografia storica delle zone che si accinge a visitare. In altri termini, se a Taureana sorge un parco archeologico, esso non è elencato all&#39;interno della lista dei luoghi di interesse solo perché dista poche decine di chilometri da Reggio, ma perché Taureana risulta inserita sul versante settentrionale della &lt;i&gt;chora&lt;/i&gt; reggina sin dalla protostoria, dalla mitologica venuta di Oreste alla foce dei sette fiumi alla edificazione del celebre santuario di San Fantino il Cavallaio. Allo stesso modo, Seminara, sede degli studi di intellettuali e sapienti del calibro di Barlaam e Leonzio Pilato, rappresenta il posto incantato in cui l&#39;eredità italo-greca,  dando sfogo alle inquiete ricerche di Petrarca e della sua cerchia di umanisti, inaugurò il Rinascimento e quindi il pensiero occidentale moderno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I posteri hanno ormai dimenticato il concetto di &lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;territorio cittadino&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;»&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;che identificava la mentalità dei nostri padri: l&#39;antico viandante che guadava il Petrace si trovava – giuridicamente, beninteso – a Reggio. La consuetudine di identificare la città di riferimento con l&#39;agglomerato urbano centrale è un&#39;invenzione moderna. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Fabula significat&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt; che dal Petrace alla Bovesia si estende uno spazio geografico coerente per lingua, cultura e tradizioni, che andrà considerato nella totalità e nella complessità della sua dimensione storica se davvero si intende valorizzarlo appieno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Stesso dicasi per l&#39;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;asty&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, l&#39;antico centro urbano racchiuso dalle mura, oggigiorno equivalente all&#39;area comunale di Reggio Calabria. Che senso ha condurre i turisti al Museo Nazionale della Magna Grecia o agli scavi di Piazza Italia, senza prima illustrare la fisionomia storico-urbanistica della &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Converrebbe dunque che le guide conoscessero l&#39;ubicazione dell&#39;acropoli del Trabocchetto, della Torre di Giulia o del tempio di Iside, della Punta Calamizzi o del Ninfeo di Caligola; che essi sapessero indicare, coinvolgendo emozionalmente l&#39;uditorio, da dove venne precipitato dai Siracusani l&#39;eroico Fitone o dove si trovava la &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Menza Porta&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, in modo da fissare indelebilmente nella memoria di chi si reca per la prima volta sulle rive dello Stretto il divenire storico dei luoghi, nonché la giustificazione razionale che evidenzia la sopravvivenza delle tante testimonianze plurimillenarie, materiali e immateriali, del passato di questa terra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Esistono legami di lungo corso fra il reperto e il luogo di rinvenimento, fra la leggenda e il focolare intorno a cui è stata tramandata, dei rapporti inscindibili in grado di dominare il tempo, le ere e i grandi cambiamenti. La &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;causalità&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, piuttosto che la &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;casualità&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, di tutto ciò che di bello ed interessante oggi resiste a Reggio è una conquista ideologica da concretizzare, prima ancora di parlare di tours, itinerari, marketing, target e qualsivoglia strategia, di carattere politico o economico, che sia sradicata dalla nostra Storia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Ovvio che per descrivere noi stessi sarà previamente opportuno conoscerci, sapere &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;chi siamo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, e non solo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;chi eravamo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;. Solo così, eliminando questa distinzione troppo netta fra passato e presente, colpevole di relegare la nostra vera identità nel limbo dei ricordi ancestrali, riusciremo finalmente a tracciare un&#39;immagine veritiera di noi stessi e della nostra patria, da esportare orgogliosamente verso tutti coloro che ancora ci conoscono solo in parte, e mai in termini lusinghieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/07/radici-sul-rilancio-turistico-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-2TaBBaTS7w0/UALXjgQe2LI/AAAAAAAABik/dG-glEIQe3Y/s72-c/Fk01g_Stretto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-6883845017629055603</guid><pubDate>Wed, 27 Jun 2012 13:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-27T15:26:00.004+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Greci e Indigeni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia</category><title>RADICI: Indigeni e greci nel territorio reggino</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-jtKwIesFDTY/T-sJgREhNoI/AAAAAAAABiQ/hWkLMkDDX_Y/s1600/calanna_1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;230&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-jtKwIesFDTY/T-sJgREhNoI/AAAAAAAABiQ/hWkLMkDDX_Y/s320/calanna_1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Una suggestiva veduta di Calanna (RC)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Niente alimenta le sempre vive strumentalizzazioni politiche della Storia quanto la questione dell&#39;autoctonia, la possibilità di individuare precisamente gli abitanti originari di un dato territorio al fine di giustificarne il possesso &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;ab antiquo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;. Nel caso dell&#39;odierna Calabria – una denominazione che in effetti ha poco di autoctono, essendo originaria del Salento, poi traslata in epoca alto-medievale alla regione attualmente chiamata in tal modo –, spesso ci si imbatte in grossolane inesattezze per quel che concerne la definizione delle popolazioni indigene: non è un caso che certa storiografia presenti i Bruttii o Brettiii (da cui deriva il toponimo latino &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Bruttium&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;) come gli abitanti originari di quelle zone. Niente di più impreciso, dal momento che i Bruttii o Brettii che dir si voglia furono in realtà un gruppo di mercenari di eterogenea provenienza etnica – con ogni probabilità una componente ribellatasi ai Lucani, altro popolo multietnico – installatasi (costituiranno una struttura politica di tipo federale con Cosenza capitale) nella punta dello Stivale solo a partire dalla metà del IV sec. a.C.; certo, essi parlavano una lingua osca non dissimile da quella parlata dai veri autoctoni e si assimilarono ad essi, ma retrodatare l&#39;avvento dei Bruttii/Brettii all&#39;Età del Bronzo ci appare come un vero e proprio attentato al rigore scientifico e al buonsenso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma chi erano questi autoctoni? Le fonti parlano di Enotri, Ausoni, Itali e ancora Siculi o Morgeti, spesso in riferimento a presunti sovrani eponimi (cioè destinati a dare il nome ai loro stessi popoli) ed inventori o iniziatori di aspetti essenziali della realtà quale l&#39;agricoltura stanziale o i pasti in comune, giunti nel profondo Sud alle soglie dell&#39;Età del Ferro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In merito ad essi risulta certa la sola provenienza indoeuropea, mentre rimane confusa l&#39;identificazione etnico-geografica. In altri termini, tutti i popoli che ereditarono da questi precursori il possesso del Meridione, Greci e Romani, in omaggio alla già accennata “teoria del possesso &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;ab antiquo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;”, preferivano parlare di Enotri, considerati provenienti dalla regione ellenica dell&#39;Arcadia (e quindi affini ai Greci), piuttosto che di Ausoni, proto-latini (e quindi riconducibili alla &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;facies&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;romana).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sembra altresì più probabile che tutte le suddette denominazioni – Enotri, Ausoni, Itali ecc. – siano da rimandare ad un unico popolo, poi ramificatosi, per migrazioni, ribellioni o conquiste, in varie tribù, guidate da altrettanti re eponimi, Enotrio/Enotri, Ausonio/Ausoni, Italo/Itali, Sikelos/Siculi, Morgete/Morgeti; come spesso accade, tuttavia, sarà stato il sovrano a prendere &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;a posteriori&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; il nome del popolo, e non viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Relativamente all&#39;odierna provincia di Reggio Calabria, le fonti, teste Tucidide, affermano che Siculi e Morgeti, di stirpe italica, abitavano, ancora alla fine del V sec. a.C., le alture dell&#39;Aspromonte, mentre i Greci avevano occupato i principali luoghi di approdo, assicurandosi poi il controllo delle arterie viarie di comunicazione. Dei primi si sa che, pressappoco all&#39;epoca della guerra di Troia, passarono dall&#39;Italia alla Sicilia, determinandone la denominazione; i secondi, anch&#39;essi proto-latini, hanno lasciato &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;in loco&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;qualche traccia a livello toponomastico, come dimostra il toponimo San Giorgio Morgeto. Dal punto di vista archeologico, una peculiarità ascrivibile ai Siculi è da ricercare nelle caratteristiche necropoli “a grotticella”, una delle quali, relativamente al territorio reggino, è stata rinvenuta a Calanna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L&#39;arrivo dei Greci sulle rive dello Stretto, alla fine dell&#39;VIII sec. a.C., comporta presumibilmente la relegazione forzata delle componenti indigene verso l&#39;entroterra, come dimostrerebbe la notizia relativa ad un coevo complesso di palafitte ubicato presso l&#39;odierna Piazza Garibaldi di Reggio e presentante tracce di distruzione violenta, segno evidente che lo sbarco dei Calcidesi alla foce del Calopinace fu seguito da una serie di scontri per il possesso della terra. Alle iniziative violente si accompagnano tuttavia delle strategie propagandistiche di sincretismo e rifunzionalizzazione, messe in atto dai Greci nei confronti del patrimonio religioso e culturale siculo. Lo stesso toponimo cittadino, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Rhegion&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, mantenuto dai nuovi arrivati, rimanderebbe alla lingua osca (parlata dai Siculi) e al termine &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;rex&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, nell&#39;accezione di “città regale”, in riferimento al complesso dei miti autoctoni legati ad Eolo (forse un re-divinizzato, prima di divenire il dio dei venti) e alla sua progenie. Uno dei figli di Eolo, Iokastos, secondo la leggenda avrebbe fondato il primo nucleo urbano sulle rive dell&#39;Apsia/Calopinace, e i Calcidesi ne manterranno viva la memoria, attribuendogli un culto eroico &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;post-mortem&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;; il sepolcro di Iokastos, ubicato presso il promontorio &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Pallantion&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, la sacra penisola dei Reggini oggi scomparsa, rappresenta un evidente segno di continuità religiosa e ideologica fra indigeni e greci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;D&#39;altronde, la componente indigena non scomparirà dal territorio reggino, sebbene relegata sulle alture aspromontane, instaurando rapporti politici ed economici che, a seconda del contesto, saranno di autonomia o di parziale dipendenza. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Metauros&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, odierna Gioia Tauro, è un esempio di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;emporion &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(piazzaforte commerciale) la cui documentazione archeologica mostra tracce di cooperazione e convivenza fra Greci e Siculi. Fra gli autoctoni viene reclutata, molto probabilmente, sia la manodopera servile o dipendente che la fanteria leggera (arcieri, frombolieri, portatori di lancia) per le campagne militari stagionali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Saranno gli effetti di un conflitto “totale” come quello del Peloponneso – così diverso dalle consuete devastazioni dei campi coltivati praticate sino alla fine del V sec. a.C. –, lungo ed impegnativo e per questo assai pretenzioso per eserciti costituiti da soli cittadini, costretti a lasciare le proprie case e i propri interessi, a richiedere l&#39;impiego stabile di bellicosi mercenari di professione come quelli campani, ingaggiati per la prima volta proprio dai Reggini in Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Proprio fra tali “signori della guerra” si annoverano i Brettii/Bruttii &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;– &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;il cui segno distintivo è rappresentato dai caratteristici cinturoni in bronzo onnipresenti nei corredi funerari &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;–, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;destinati a mutare per sempre la fisionomia politica e geografica della Magna Grecia, conquistando le principali &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;poleis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;e costituendo una costante spina nel fianco per gli Elleni d&#39;Italia, almeno sino all&#39;avvento di Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/06/radici-indigeni-e-greci-nel-territorio.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-jtKwIesFDTY/T-sJgREhNoI/AAAAAAAABiQ/hWkLMkDDX_Y/s72-c/calanna_1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-4354215416987878280</guid><pubDate>Tue, 19 Jun 2012 13:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-20T12:32:56.286+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pistis</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Politeismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia delle Religioni</category><title>PISTIS - STORIA DELLE RELIGIONI: Il Politeismo</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;Lo scopo di questa nuova rubrica consiste nel fornire ai lettori una serie di nozioni imprescindibili per comprendere la dimensione storica del fenomeno religioso, indagata dal punto di vista scientifico e quindi aliena da qualsivoglia condizionamento fideistico, con l’augurio che i lettori comprendano una verità inconfutabile: ogni credo ha un valore essenzialmente soggettivo e giammai universalmente valido. Qualsiasi condizionamento della libertà religiosa altrui deve pertanto intendersi come una violazione di un diritto inalienabile.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-lLVF-E7tPb8/T-B-s4ogfYI/AAAAAAAABiE/q33D4hmCU1E/s1600/olimpo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;289&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-lLVF-E7tPb8/T-B-s4ogfYI/AAAAAAAABiE/q33D4hmCU1E/s320/olimpo.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il politeismo è una categorizzazione storico-religiosa che si lega alle culture cosiddette “alte”, caratterizzate da insediamenti stanziali, conoscenza delle pratiche agricole ed alfabetizzazione diffusa, in grado di elaborare raffinate speculazioni teogoniche (relative cioè all&#39;origine degli dei) e cosmogoniche (relative alle origini del mondo), sul modello dell&#39;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Enuma Elish&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;babilonese o delle &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Genealogie&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;di Esiodo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La credenza in una pluralità di personalità divine, in altri termini, non basta per contraddistinguere un credo politeistico: sarà infatti necessario che ogni singola divinità, a differenza di altri contesti religiosi quali l&#39;animismo, non si identifichi mai con l&#39;ambito cosmico che presiede. Un esempio servirà a rendere l&#39;idea: Apollo è il dio greco del sole, ma trascende fisicamente il sole, essendo dotato di spiccata e specifica personalità. Gli dei del politeismo sono immortali ma non eterni, a differenza dei monoteismi non sono né increati, né eterni; spesso immaginati con fattezze antropomorfiche, essi possono nascere e persino fecondare donne mortali, dando talvolta vita ad eroi e semidei (i greci Eracle, Giasone, Enea ecc.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il complesso delle divinità politeistiche risulta inserito all&#39;interno di una struttura ordinata per funzione dinastica (tutti gli dei sono legati da rapporti parentali) e dipartimentale (ogni dio dispone di uno o più ambiti cosmici di riferimento), il &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;pantheon &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(“tutti gli dei”). Chiaro che non si tratta di regole immutabili, quanto di consuetudini soggette a fattori geografici – una particolare località può venerare una divinità tutelare (in Grecia detta “poliade”, relativa alla città) piuttosto che un&#39;altra – politici o culturali. Frequenti, specie in relazione al politeismo romano, i fenomeni di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;sincretismo &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;– la mescolanza di dottrine religiose eterogenee – o di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;assimilazione&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;; in quest&#39;ultimo caso vengono accomunate personalità divine relative a contesti religiosi differenti: la fenicia Astarte viene ricondotta alla siriaca Atagartis, all&#39;egizia Iside, alla greca Afrodite, alla romana Venere e così via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sincretismi ed assimilazioni sono casistiche rese possibili dalla mancanza, rispetto ai monoteismi “storici” (Islam, cristianesimo ed ebraismo), di fondamentalismi, intolleranze o esclusivismi all&#39;interno della mentalità religiosa politeistica. Un determinato credo può tuttavia essere osteggiato per motivazioni “politiche”, quando cioè esso mette a repentaglio l&#39;ordine costituito. Esiste infatti un legame inscindibile fra politeismo e “stato”, che dipende dal particolare rapporto che ne caratterizza i fedeli, il cosiddetto “culto pubblico”. I culti politeistici hanno, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;de jure&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, lo scopo di onorare gli dei (attribuendogli la &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;timé&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, la venerazione che gli spetta) quasi per scongiurarne l&#39;intervento e le eventuali punizioni, ma &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;de facto&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;il loro fine ultimo è quello di inquadrare il popolo e scandire tempi e ritmi della vita sociale, definendone il calendario. Ne consegue che il rapporto divinità-fedele diviene essenzialmente ritualistico, ragion per cui, sovente, culti maggiormente partecipativi ed intimistici come i culti misterici ed orgiastici, ed in generale quelli di ascendenza orientale come Cibele ed Attis, furono accettati con entusiasmo e sincera devozione, specie per tutti coloro che non si accontentavano di vuoti sacrifici e banchetti rituali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nella seconda metà del I sec. d.C. persino il nascente cristianesimo verrà considerato alla stregua degli spiritualmente appaganti culti orientali (il mitraismo, altro culto di matrice orientale, fu per decenni uno scomodo “concorrente” per i cristiani), salvo poi venire sistematicamente avversato per le sue intrinseche caratteristiche di esclusivismo – come tutti i monoteismi esso esclude la convivenza con altre fedi religiose –, capaci di mettere in discussione l&#39;equilibrio sociale dell&#39;Impero Romano. In effetti le motivazioni giuridiche delle persecuzioni contro i cristiani sono da ricercare in questioni squisitamente politiche: se un cittadino romano non sacrifica al &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;princeps&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, non partecipa a processioni e a banchetti rituali, se crede che tutti gli uomini siano uguali e che questa vita è solo un “passaggio” per l&#39;aldilà, allora è un “cattivo cittadino” che mette in pericolo lo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;status quo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ci vorrà tutta l&#39;abilità diplomatica di Paolo di Tarso e degli altri “Padri della Chiesa” per convincere gli imperatori romani che i cristiani potevano essere al contempo pecorelle di Dio e sudditi ossequiosi, quindi Roma non doveva temere l&#39;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ekklesia &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(la nuova “assemblea dei credenti” cristiana). Lo capirà Costantino, nel IV secolo; ma questa, come si suol dire, è un&#39;altra storia...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;natalezappala.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/06/pistis-storia-delle-religioni-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-lLVF-E7tPb8/T-B-s4ogfYI/AAAAAAAABiE/q33D4hmCU1E/s72-c/olimpo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-7711772754106548409</guid><pubDate>Thu, 24 May 2012 09:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-07T10:21:19.469+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Giulia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RADICI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia Reggina</category><title>RADICI: La bella Giulia a Reggio</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: -webkit-auto;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sarà stata certamente una donna bella e sensuale Giulia Maggiore (39 a.C. - 14 d.C. circa), figlia del &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;princeps&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;romano Augusto e di Scribonia, moglie di tre diversi mariti (rispettivamente Marcello, Agrippa e Tiberio, tutti eredi al trono), ma soprattutto amante di tanti uomini secondo i non lusinghieri giudizi che di lei hanno tracciato le fonti dell&#39;epoca: “inquinata dalla lussuria” secondo Velleio, “di costumi licenziosi” secondo Plinio. Non che le ricche matrone romane, con buona pace degli ipocriti e propagandistici interventi legislativi a favore della moralità dei costumi promanati proprio da Augusto, fossero così scrupolosamente ossequiose al vincolo di fedeltà matrimoniale, intente com&#39;erano ad allacciare di frequente relazioni &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;extraconiugali&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;con altri patrizi o con i più famosi gladiatori dell&#39;epoca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-vmdq60m0xUo/T7398Z0Gc1I/AAAAAAAABhA/90osnVrRp1E/s1600/200px-Pavel_Svedomskiy_010.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-vmdq60m0xUo/T7398Z0Gc1I/AAAAAAAABhA/90osnVrRp1E/s320/200px-Pavel_Svedomskiy_010.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Giulia, figlia di Augusto&lt;br /&gt;(ritratto di Pavel Svedomskiy)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Più probabilmente i giudizi storici su Giulia Maggiore risultano inquinati dal suo coinvolgimento nelle trame di una congiura finalizzata all&#39;abbattimento del potere augusteo, in seguito alla quale la fanciulla, rasentando la condanna a morte, venne infine condannata (2 a.C.) all&#39;esilio forzato sulla piccola isola di Pandateria (odierna Ventotene), un piccolo paradiso di due chilometri quadrati al largo delle coste laziali e toscane, con l&#39;espresso divieto di bere vino, vedere uomini e ricevere qualsiasi visita non previamente autorizzata dall&#39;imperatore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Lo storico Tacito e il biografo Svetonio scrivono che la pena inferta a Giulia fu mitigata, dopo qualche anno (5 d.C.), per espressa volontà popolare, ed ella ottenne il trasferimento a Reggio, sulle rive dello Stretto, allora annoverata fra le città più belle, ricche e colte del Mezzogiorno italiano. Dopo tre mariti e svariati parti, alcuni dei quali infelici (senza contare che Gaio Cesare e Lucio Cesare, figli di Agrippa e Giulia e designati quali eredi al trono, morirono entrambi in giovane età), l&#39;ancora piacente matrona prese dimora presso una bella &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;domus&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;non lontano dall&#39;odierno Lungomare Falcomatà dove, secondo la tradizione, visse fino alla sua morte, sopraggiunta poco dopo il 14 d.C.; sembra che l&#39;ultimo dei suoi mariti, il neo-imperatore Tiberio, l&#39;avesse privata di tutti suoi beni e di qualsiasi compagnia negli ultimi giorni della sua vita, estremo castigo volto a suggellare nell&#39;odio un matrimonio infelice e le ripetute infedeltà della donna, specie con Iullo Antonio, figlio del defunto triumviro sconfitto da Augusto ad Azio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-HkvoxyZGI60/T73-WAPiWCI/AAAAAAAABhI/S0p4Hca4l0g/s1600/reggio+seicentesca.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;236&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-HkvoxyZGI60/T73-WAPiWCI/AAAAAAAABhI/S0p4Hca4l0g/s320/reggio+seicentesca.JPG&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Un&#39;incisione ritraente Reggio nel XVII sec.&lt;br /&gt;Il cerchio indica la zona dove sorgeva la Torre di Giulia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il legame fra Reggio e Giulia risulta testimoniato dalla tradizionale identificazione di una fortificazione medievale, la cosiddetta “Torre di Giulia”, con la dimora che ospitò la sfortunata figlia di Augusto. La costruzione, caratterizzata da un&#39;imponente struttura quadrata di dieci metri per lato, venne realizzata in realtà in epoca romea (probabilmente fra il IX e il X sec.) e sorgeva alla fine dell&#39;odierna via Giulia (poco distante dall&#39;area dove oggi sorge Villa Zerbi). Inglobata nella cinta muraria aragonese (il cui tessuto urbano era molto meno esteso rispetto al passato) e collegata alla città tramite un ponte ad arco, la torre svolse un rilevante funzione di controllo visivo della zona compresa fra la porta settentrionale di Reggio, Porta Mesa (ubicata fra le odierne vie Palamolla e 2 Settembre 1847), e la batteria di San Francesco sul Lungomare, prima della sua demolizione, decretata alla fine del XVIII sec. in omaggio alle richieste, per così dire, “di razionalità ed ortogonalità” imposte dal piano urbanistico Mori, elaborato in seguito al disastroso sisma del 1783. A&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;mpi viali realizzati &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;ex novo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;si sostituirono al dedalo delle viuzze medievali, cominciando a cancellare impietosamente – così come avverrà, dopo il terremoto del 1908, con il “piano De Nava” – l&#39;originaria e plurimillenaria fisionomia della &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;dello Stretto. Chissà se l&#39;ultima raffigurazione del manufatto non sia da ravvisare in un&#39;incisione, illustrante la rappresentazione di una commedia dell&#39;arte con protagonista la maschera reggina Giangurgolo, presente nel “Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile” di Jean-Cloude Richard de Saint-Non (1781-85). In effetti, osservando il ritratto (&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;vedi immagine allegata&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;), a destra della scena si nota un antico edificio di struttura quadrangolare sormontato da colonne e collegato ad un ponte ad arco sullo sfondo; una torretta, un&#39;abitazione o magari ambedue le cose (magari una struttura difensiva rifunzionalizzata in abitazione o viceversa)?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-8HZA2HOA2nc/T73-siO1YHI/AAAAAAAABhQ/ZS-82HOQ79k/s1600/Reggio_Calabria_-_dintorni_-_incisione_del_Saint_Non_-_Giangurgolo_-_commedia_dellarte+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;248&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-8HZA2HOA2nc/T73-siO1YHI/AAAAAAAABhQ/ZS-82HOQ79k/s320/Reggio_Calabria_-_dintorni_-_incisione_del_Saint_Non_-_Giangurgolo_-_commedia_dellarte+(1).jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;L&#39;incisione del Saint-Non&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;vox populi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;reggina localizzava dunque nell&#39;area della torre la dimora e soprattutto la sepoltura della bella Giulia. Una tradizione popolare che sembra tuttavia suffragata da alcuni ritrovamenti effettuati nel corso di cantieri edili effettuati &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;in loco&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; fra il 1773 e il 1790 e segnalati dallo scrittore Giuseppe Logoteta: un pavimento di mosaico, due cantoniere, un&#39;ulteriore pavimentazione in tufo, ruderi di pareti e un volto umano scolpito in creta, ma soprattutto un architrave (oggi custodito al Museo Nazionale della Magna Grecia) reimpiegato come materiale edilizio in una struttura abitativa più recente con iscrizione dedicatoria ad Iside e Serapide, presumibilmente parte del santuario dedicato alle divinità egizie che doveva trovarsi nell&#39;area dell&#39;odierno Largo San Marco, fra Via Reggio Campi e Via Possidonea. Le indagini stratigrafico-archeologiche sulla maggioranza di questi reperti non sono state condotte, i resoconti “eruditi” come quelli del Logoteta andranno pur sempre presi con le molle, ma si può comunque ipotizzare l&#39;esistenza di una villa signorile nell&#39;area in questione, che magari ha legittimato l&#39;insorgere della diceria popolare legata a Giulia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La verità, in fondo, è che la storia reggina si presenta come un oceano di segreti e misteri ancora da decodificare, nella speranza che il fascino della ricerca ridesti finalmente l&#39;entusiasmo dei posteri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/05/radici-la-bella-giulia-reggio.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-vmdq60m0xUo/T7398Z0Gc1I/AAAAAAAABhA/90osnVrRp1E/s72-c/200px-Pavel_Svedomskiy_010.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-1975380835838049346</guid><pubDate>Wed, 09 May 2012 14:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-14T15:47:02.741+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Etimologie e distinzioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pistis</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia delle Religioni</category><title>PISTIS - Rubrica di Storia delle Religioni: Etimologie e distinzioni</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;Lo scopo di questa nuova rubrica intitolata &quot;Pistis&quot; (&quot;credenza&quot; in greco antico) consiste nel fornire ai lettori una serie di nozioni imprescindibili per comprendere la dimensione storica del fenomeno religioso, indagata dal punto di vista scientifico e quindi aliena da qualsivoglia condizionamento fideistico, con l’augurio che i lettori comprendano una verità inconfutabile: ogni credo ha un valore essenzialmente soggettivo e giammai universalmente valido. Qualsiasi condizionamento della libertà religiosa altrui deve pertanto intendersi come una violazione di un diritto inalienabile.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IwEeBx4VW50/T6qEVdf165I/AAAAAAAABgA/9u3pZXEOu2M/s1600/ST+RELIG.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IwEeBx4VW50/T6qEVdf165I/AAAAAAAABgA/9u3pZXEOu2M/s1600/ST+RELIG.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il termine “religione” deriverebbe, secondo le testimonianze di Cicerone e Lattanzio, da due verbi latini, &lt;i&gt;relegere&lt;/i&gt; ovvero &lt;i&gt;religare&lt;/i&gt;: il primo nell’accezione di “ripercorrere” o “rileggere attentamente” il rapporto rituale con gli dei, il secondo nel senso di “vincolare” l’uomo a Dio. La tesi di Lattanzio appare però già condizionata dall’avvento del monoteismo cristiano, laddove il rapporto essenzialmente pratico-ritualista del politeismo romano dovette probabilmente costituire il contesto originario entro cui venne coniato il termine.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Al di là dell’etimologia, oggi possiamo identificare la “religione” con il rapporto che ogni uomo ha con il &lt;i&gt;prius&lt;/i&gt; e il &lt;i&gt;supra&lt;/i&gt;, cioè con qualcuno o qualcosa che pre-esiste e che sovrasta idealmente gli esseri umani. Con ogni probabilità furono i primi approcci con fenomeni naturali come la pioggia, i fulmini o la morte a stimolare la nascita dell’atteggiamento religioso negli uomini.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come si studiano scientificamente la religione o, per meglio dire, le religioni? Applicando il cosiddetto “metodo storico-comparativo”, consistente nel rintracciare all’interno di ogni fenomeno confessionale peculiarità, origini e sviluppo per poi confrontarle con altri fenomeni, in modo da tracciare analogie e differenze finalizzate a redigere delle “categorie”, certamente non rigide o universalmente valide – ogni religione mantiene sempre la propria specificità –, al fine di comprendere degnamente, seppur schematizzando, l’oggetto di studio.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una prima forma di categorizzazione distingue le religioni “etniche” da quelle “fondate”. Le prime si presentano come elemento essenziale dell’identità culturale del popolo che le tramanda, mentre le seconde si configurano in relazione ad un fondatore realmente esistito, che ne ha elaborato la dottrina, consegnandola oralmente ai suoi seguaci o codificandola in forma scritta, magari veicolandola all’interno di un testo “sacro”.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualche esempio farà chiarezza: l’ebraismo rientra nella tipologia delle religioni etniche, essendo il messaggio religioso facente riferimento a Yahweh da sempre un elemento distintivo del popolo ebraico. L’Islam costituisce invece il classico esempio di religione fondata: il messaggio religioso della confessione è stato elaborato nel VII sec. d.C. da Muhammad (solitamente italianizzato in &lt;i&gt;Maometto&lt;/i&gt;), venendo poi trasmesso ai fedeli attraverso un testo sacro, il Corano.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A conferma di come queste schematizzazioni non debbano in alcun modo essere considerate fisse o gerarchizzanti, sarà opportuno precisare che, per esempio, nel caso del Cristianesimo, annoverato fra le religioni fondate, la figura del fondatore, Gesù di Nazareth, presenta caratteristiche diverse da Maometto. Il Cristo insegnò ad un gruppo di discepoli ma non scrisse nulla, e il &lt;i&gt;corpus&lt;/i&gt; dottrinale della confessione cristiana, nata nel contesto dell’ebraismo, si formò in maniera graduale, attraverso elaborazioni successive alla sua morte; ecco perché molti studiosi del settore, forse non del tutto a torto, indicano in Paolo di Tarso il vero fondatore del Cristianesimo.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ciò non implica, d’altra parte, che il messaggio religioso islamico sia stato immediatamente “definitivo”, basti pensare alle scuole coraniche che, nei secoli successivi alla morte di Maometto, cercarono di adattare il variegato complesso delle prescrizioni coraniche alle mutevoli condizioni della società in divenire.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;D’altronde, negare il divenire storico a cui tutte le religioni sono perennemente soggette – così come tutte le cose umane – significa abbandonare qualsivoglia presupposto di scientificità, uno strumento essenziale per meglio comprendere l’Uomo, le sue idee, e rifuggire dalle intolleranze.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/05/storia-delle-religioni-etimologie-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-IwEeBx4VW50/T6qEVdf165I/AAAAAAAABgA/9u3pZXEOu2M/s72-c/ST+RELIG.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-1966843785711160506</guid><pubDate>Sat, 14 Apr 2012 11:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-14T13:02:59.305+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Anniversari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia contemporanea</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Titanic</category><title>La tragedia del Titanic a cento anni dall&#39;affondamento</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-paN5fxUJqes/T4lYs2zvXyI/AAAAAAAABeU/aEgbo4jBgUM/s1600/Titanic-638x425.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-paN5fxUJqes/T4lYs2zvXyI/AAAAAAAABeU/aEgbo4jBgUM/s320/Titanic-638x425.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È la notte del 15 aprile 1912: la Royal Mail Ship Titanic, comandata dal cap. E.J. Smith, della White Star Line, affronta il suo viaggio inaugurale sull’Atlantico da Southampton a New York. Viaggia quasi alla massima velocità, 21 nodi, e trasporta circa 2.200 persone, fra milionari, personalità di spicco della società, elementi della operosa borghesia imprenditoriale, ma anche centinaia di semplici emigranti alla ricerca di lavoro e fortuna nel Nuovo Mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Titanic è il simbolo stesso della belle epoque: si tratta del transatlantico più grande e più lussuoso al mondo; la sua stessa denominazione sembra rimandare alla hybris, alla superbia, alla tracotanza dell’uomo che si crede superiore agli dei.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco qualche dato tecnico sulla nave:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- 269.09 metri di lunghezza dello scafo per 46.328 tonnellate di stazza lorda (21.831 netta). &lt;br /&gt;- L’altezza dei quattro fumaioli e dell’antenna telegrafica raggiunge i 60 metri di altezza. &lt;br /&gt;- Può trasportare circa 900 uomini di equipaggio per una capienza massima di 2.435 passeggeri. &lt;br /&gt;- Le cabine più lussuose hanno al proprio interno una parte del ponte-passeggiata coperto. &lt;br /&gt;- 563 Km di portata telegrafica. &lt;br /&gt;- Può raggiungere una velocità massima di 24 nodi. &lt;br /&gt;- Al suo interno si trovano piscine riscaldate, una palestra e un campo di squash. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alle 23,40 la vedetta F. Fleet, posizionata in alto sulla coffa, suona per tre volte la campana d’allarme e, quando l’ufficiale di guardia in plancia risponde dall’altro lato dell’interfono di bordo, non esita ad urlare “Iceberg, dritto davanti a noi!”.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il primo ufficiale, Murdoch, tenta di evitare la collisione mettendo il timone tutto a dritta (per virare a sinistra, gli ordini all’epoca erano invertiti) e ordinando l’&quot;Indietro Tutta&quot;, ma il blocco di ghiaccio è troppo vicino e colpisce il lato destro dello scafo. La situazione non sembra così grave, ma in realtà la collisione con uno spuntone sommerso dell’ice-berg ha lesionato l’acciaio dello scafo, già indebolito dalla bassa temperatura, provocando l’allagamento di cinque compartimenti stagni; troppi persino per la “nave inaffondabile”, che al massimo può rimanere a galla con quattro dei sedici compartimenti completamente allagati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Titanic cola a picco alle 2 e 30 circa. Si salvano 705 persone, imbarcate sulle scialuppe di salvataggio, che purtroppo non bastano per tutti. All’alba i superstiti vengono raccolti dalla nave Carpathia, l’unico bastimento presente in zona (si trovava a circa 56 miglia dalla zona del naufragio) che ha risposto prontamente all’SOS lanciato dai marconisti del Titanic in avaria, dirigendo a tutta velocità verso la posizione segnalata, 41° 46 Nord, 50° 14 Ovest.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Poteva essere evitato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’inchiesta ufficiale britannica, convocata subito dopo il disastro, non giudica negligente il capitano Smith. Il naufragio fu considerato il frutto di quella che viene definita una “sfortunata concatenazione di eventi”:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- L’assenza di mare lungo, circostanza più unica che rara sull’Atlantico, che di fatto impedì alle vedette di avvistare l’iceberg in tempo, distinguendo l’infrangersi delle onde alla base del masso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- La luna nuova contribuì a diminuire la visibilità, seppure la notte fosse eccezionalmente limpida e stellata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- L’iceberg assassino doveva essersi capovolto da poco, mostrando così all’occhio delle vedette un colore bluastro, non ancora reso bianco dall’esposizione all’aria. Le vedette che avvistarono la montagna di ghiaccio, Fleet e Lee, dichiararono tuttavia nel corso dell’inchiesta di aver notato una “foschia di superficie” che, di fatto, al di là della mancanza del binocolo, gli impedì di avvistare l’ice-berg in tempo per evitarlo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In realtà, l’inchiesta ufficiale nell’assolvere Smith intende soprattutto insabbiare le evidenti responsabilità del Ministero del Commercio inglese. Il Titanic infatti, pur trasportando scialuppe bastanti per un terzo dei passeggeri, risulta paradossalmente a norma di legge, sulla base di un regolamento aggiornato al 1894 secondo cui una nave di stazza superiore alle 10.000 tonnellate deve trasportare almeno sedici scialuppe di salvataggio. Il Titanic, per eccesso di zelo, ne imbarca venti (sedici regolamentari più quattro canotti pneumatici), ma stazza oltre 40.000 tonnellate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gli avvisi telegrafici inerenti segnalazioni di ghiaccio sulla rotta del Titanic&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Titanic, quella notte, riceve ben sei marconigrammi indicanti la presenza di ghiaccio, banchisa e icebergs, sulla propria rotta. Malgrado ciò, il capitano Smith decide di non ridurre la velocità della nave, né di aumentare il numero delle vedette in coffa. Del resto, era consuetudine sull&#39;Atlantico, in condizioni di “calma piatta”, cioè mare calmo, bel tempo e buona visibilità, non diminuire la velocità, neppure quando si ricevevano segnalazioni di ghiaccio sulla rotta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La nave misteriosa&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono molti i testimoni che raccontano di aver avvistato le luci di una nave a non più di cinque/sei miglia dal Titanic in avaria.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La cosiddetta “nave del mistero” viene frettolosamente identificata con il Californian, l’unica nave in zona che effettivamente avvista i razzi bianchi di soccorso sparati dal ponte del Titanic.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Californian, un vascello diretto a Boston comandato dal capitano Stanley Lord, quella notte, alle 22,30 si ferma in prossimità di un vasto campo di ghiaccio. Verso le 23 l’operatore telegrafico, Evans, decide di contattare il Titanic per comunicare il pericolo di ghiaccio, venendo però bruscamente interrotto dal marconista del transatlantico, impegnato a trascrivere i messaggi privati a pagamento dei passeggeri di prima classe.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Più tardi l’equipaggio del Californian avvista almeno otto razzi bianchi sparati dal Titanic, ma il capitano Lord inspiegabilmente non prende alcuna risoluzione coscienziosa (svegliare il marconista fuori servizio per la notte, per esempio) per comprendere chi e per quale motivo spara razzi nel cuore della notte, interpretando le segnalazioni come segnali convenzionali della compagnia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lord si rende colpevole di un’innegabile negligenza nel non rispondere come ci si aspetta da un uomo di mare alle segnalazioni di soccorso, ma non è scientificamente corretto identificare nel Californian la “nave del mistero” che avrebbe potuto salvare tutti i naufraghi, anche perché il ritrovamento del relitto del Titanic, nel 1984, dimostra che la distanza effettiva fra le due navi era di almeno 18 miglia; dunque le coordinate del Titanic indicate dall’SOS erano imprecise.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In definitiva, si può legittimamente asserire, a cento anni dalla tragedia, che il naufragio del Titanic, al di là di fantasiose interpretazioni fatalistiche o addirittura “cabalistiche” riesumate in occasione del primo centenario dall’affondamento, fu dovuto ad una grossolana serie di negligenze ed errori umani; il pericolo, quella notte, non fu né imprevisto, né imprevedibile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Insomma, tutta la vicenda può essere riassunta nella frase pronunciata dal grande oceanografo Jacques Cousteau: “Nonostante i progressi tecnologici le navi continueranno ad affondare finché saranno guidate da degli idioti”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/04/la-tragedia-del-titanic-cento-anni.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-paN5fxUJqes/T4lYs2zvXyI/AAAAAAAABeU/aEgbo4jBgUM/s72-c/Titanic-638x425.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2163356331463756884</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 14:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-16T15:26:56.884+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">leggende</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Palmi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ragazza sulla balaustra</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Reggio Calabria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sant&#39;Elia di Palmi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Storia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tradizioni</category><title>Uno sguardo fra i secoli dal Sant’Elia</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dal Monte Sant’Elia di Palmi la vista di ogni osservatore si smarrisce nella vertigine, venendo rapita dalla visione paradisiaca dello Stretto che si apre ad un volo di quasi seicento metri di quota.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-mFSrPaQAPEg/T2NMir00T8I/AAAAAAAABcA/H7LYRjI3JEs/s1600/eliapanorama.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;178&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-mFSrPaQAPEg/T2NMir00T8I/AAAAAAAABcA/H7LYRjI3JEs/s320/eliapanorama.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Lo Stretto visto da Sant&#39;Elia di Palmi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Storie e leggende si intersecano nel vortice del tempo, rendendo l’antico &lt;i&gt;Aulinas&lt;/i&gt;, denominazione greca dell’amena località, una delle più interessanti e suggestive dell’intera provincia di Reggio Calabria. Se l’occhio dell’osservatore fosse giunto più di duemila anni fa sulla balaustrata del Sant’Elia avrebbe sicuramente colto la scia delle triremi in transito fra Scilla e Cariddi accompagnata dagli sguardi imperiosi di Poseidon e Zeus, le due statue colossali dei numi collocate su ambedue le sponde, presso il guado del Capo Cenide disperatamente proteso verso la Trinacria. Guardando ad est le luci del tramonto avrebbero illuminato la valle del &lt;i&gt;Metauros &lt;/i&gt;(l’odierno Petrace) e i suoi sette affluenti, alla cui foce l’eroe Oreste si sarebbe immerso, purificandosi dal matricidio compiuto in patria. Poco più a sud sorge la possente città dei Tauriani, coi suoi templi e il suo edificio scenico immersi nel verde del pianoro. Sulle rovine di un santuario greco posto su di un alto podio la voce del popolo avrebbe poi localizzato la dimora di Donna Canfora, avvenente vedova che preferì la morte alla prigionia di un ricco mercante turco di lei invaghito.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--8URJdjZNm4/T2NMyXHST4I/AAAAAAAABcI/pipRNtNZqvg/s1600/vistaversopalmi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--8URJdjZNm4/T2NMyXHST4I/AAAAAAAABcI/pipRNtNZqvg/s1600/vistaversopalmi.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La Piana di Gioia Tauro vista dal Sant&#39;Elia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Risalendo il corso dei secoli, fra la rigogliosa vegetazione dell’&lt;i&gt;Aulinas&lt;/i&gt; riemergono le vestigia del monastero italo-greco fondato da Elia da Enna nel IX secolo: chiese, cappelle, stalle e magazzini, un cimitero e magari una biblioteca ove i chierici copiavano in bello stile le opere dell’antichità classica scritte nella lingua di Omero. Barlaam di Seminara e Leonzio Pilato le avrebbero poi consegnate a Petrarca e alla sua cerchia di letterati: nasceva così l’Umanesimo e quindi la nascita del pensiero moderno.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di Elia da Enna, altrimenti detto &lt;i&gt;Iuniore&lt;/i&gt;, la tradizione popolare colloca sul ciglio del precipizio, impressi indelebilmente nella roccia, i segni dell’aspra lotta che il santo vinse su Lucifero, infine scaraventato verso il profilo inquieto dello Stromboli all’orizzonte. Persino le pietre nere che ancora si trovano qui intorno vengono da alcuni identificate con i pezzi d’oro con cui il Maligno aveva osato tentare Elia, tramutatesi in vili sassi man mano che l’integerrimo monaco le faceva rotolare dalle pendici del monte.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-_zsuEWfuWTU/T2NNJKuXBBI/AAAAAAAABcQ/x3GYl7rY_1Y/s1600/improntediavolo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-_zsuEWfuWTU/T2NNJKuXBBI/AAAAAAAABcQ/x3GYl7rY_1Y/s320/improntediavolo.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Le cosiddette &quot;orme del diavolo&quot;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dalla leggenda al panorama onirico, su questa &quot;veranda sullo Stretto&quot; sono stati spesso ambientati racconti insoliti, i quali, in fondo, rendono il luogo ancor più meritevole di una visita. Si legge infatti sul web di una presunta apparizione spettrale, legata ad una ragazza bionda che talvolta, nelle notti d’estate, viene avvistata mentre ripete l’insano gesto che mise fine alla sua esistenza. Un tenue respiro lanciato nel vuoto, le mani malferme che legano ad un appiglio incerto il peso troppo leggero di una vita spezzata nel vuoto. Ai fantasmi si può credere o meno, ma la storia della “ragazza sulla balaustra” ha già segnato l’immaginario comune dei tanti appassionati del settore.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma degli echi lontani del passato di Sant’Elia si sentirebbe solo un confuso rintocco se non si facesse un vago cenno al sontuoso scenario naturale che contraddistingue il posto. Odori di rugiada sovente intrisa di salsedine, ampi prati ed alberi secolari dipinti sulla sommità del colle preludono all’affaccio mozzafiato in cui i colori del cielo si confondono nell’azzurro del mare. A Sant’Elia tutto sa di brividi, ogni cosa si veste di fremiti; un indissolubile intreccio di natura e radici ataviche, impossibile da dimenticare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/03/uno-sguardo-fra-i-secoli-dal-santelia.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-mFSrPaQAPEg/T2NMir00T8I/AAAAAAAABcA/H7LYRjI3JEs/s72-c/eliapanorama.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-8986543753883685777</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2012 12:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-25T13:59:35.061+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><title>La Vespa e il greco</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-K2WianrM1SY/T0jbBK6wYTI/AAAAAAAABbA/Os6GrgpQU28/s1600/vespa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;232&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-K2WianrM1SY/T0jbBK6wYTI/AAAAAAAABbA/Os6GrgpQU28/s320/vespa.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;La Vespa e il greco: con tale titolo Fedro avrebbe riassunto, traducendola in forma di storiella, la proposta avanzata dal giornalista televisivo Bruno Vespa in merito all&#39;opportunità di sostituire lo studio della lingua greca al liceo classico in favore di un idioma moderno. Il tutto in ossequio ad una presunta &lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;osticità&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;”&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;della grammatica ellenica e di un&#39;altrettanto ipotetica – a dir di Vespa – superiorità del latino, che farebbe &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«la differenza fra la cultura squisitamente umanistica e quella squisitamente scientifica», meritando così di continuare ad essere insegnato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Affermazioni facilmente confutabili, a partire dal maggiore grado di difficoltà, in termini di studio ed apprendimento, attribuito al greco. Il grado di comprensione di una lingua è un fattore altamente soggettivo, difficilmente rapportabile in valutazioni generalizzanti: chi scrive, per esempio, trova molto più complicato lo studio del latino rispetto a quello del greco, a meno che la presunta “osticità” sventolata dal Vespa non dipenda da questioni grafiche, vale a dire la diversità di alfabeto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Esaminiamo poi la questione relativa al latino che &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;farebbe &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«la differenza fra la cultura squisitamente umanistica e quella squisitamente scientifica». Non sarà superfluo sottolineare che la prospettiva vespiana di fatto ribalta quella della stessa società letteraria romana antica esaltata dal giornalista – Cesare, Tacito, Cicerone e Catullo –, una società perennemente afflitta da un inguaribile complesso di inferiorità nei confronti della lingua e della cultura greca, al punto che i membri dell&#39;aristocrazia senatoria erano perfettamente ellenofoni, parlando e scrivendo non già come Omero o Alceo, ma soprattutto come Archimede, Ippocrate, Eratostene o Tolomeo; e questi illustri personaggi non scrissero poesie d&#39;amore, bensì edificarono le fondamenta della scienza medica, astronomica, geologica e geografica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Le affermazioni di Vespa, indimostrate ed indimostrabili, risultano altresì contraddette da una constatazione ulteriore, questa volta decontestualizzata dall&#39;antichità classica: molti termini tecnici del linguaggio medico o chimico – e quindi “squisitamente scientifico” – si basano sul greco. O forse possiamo cominciare a ritenere il logopedista un grafico che disegna loghi di piedi? E le lettere dell&#39;alfabeto greco utilizzate nel linguaggio matematico? Il &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;pi greco &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;non è forse la testimonianza plurimillenaria delle radici elleniche del pensiero scientifico moderno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Ma c&#39;è un&#39;altra considerazione capace di tagliare la testa al toro, o meglio, il pungiglione alla Vespa: siamo proprio sicuri che sia ontologicamente valida la frattura fra cultura umanistica e cultura scientifica? Oppure questa distinzione coincide con un&#39;invenzione moderna? Galilei non è annoverato forse fra i più brillanti scrittori italiani? Quanti grandi scienziati del passato furono anche brillanti umanisti, sino al novecentesco Heisenberg, formulatore del rivoluzionario principio di indeterminazione?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Ciò che evidentemente Vespa non riesce a cogliere è che proprio sull&#39;artificiale, schematica e gerarchizzante categorizzazione del Sapere ricadono le responsabilità dell&#39;inefficacia di cui soffre l&#39;odierno sistema didattico-divulgativo, ormai improntato ad un nozionismo sterile e scevro da quelle radici critiche utili per “allenare” il pensiero degli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Ultima osservazione: e se l&#39;apparente e demagogica teorizzazione del paradigma vespiano – l&#39;inutilità pratico-scientifica del greco – nascondesse ben più velate direttive volte ad evitare che gli studenti acquisiscano gli strumenti necessari per sviluppare il criticismo necessario a non cadere nella rete seriale di brutture, mistificazioni e disinformazioni partorite da un sistema mediatico in grado di allevare pecorelle smarrite ed imbelli nel regalare le proprie coscienze ad una sovrastruttura fatta di ignoranza, luoghi comuni, soubrettes smutandate e pubblicità?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Direttive in fondo già esplicate compiutamente nel corso del XIX secolo da Alexis de Toqueville, il quale, fra i primi, optò per la distinzione fra discipline umanistiche e scientifiche al fine di impedire che l&#39;apparato scolastico sfornasse altri “rivoluzionari” (il riferimento è alla Rivoluzione Francese) capaci di delegittimare i poteri costituiti con la forza delle idee.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Chissà, magari è proprio questo il timore reverenziale di Vespa: evitare che in futuro parte del pubblico televisivo italiano sia capace di cambiare canale di fronte al plastico della villetta di Avetrana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/02/la-vespa-e-il-greco.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-K2WianrM1SY/T0jbBK6wYTI/AAAAAAAABbA/Os6GrgpQU28/s72-c/vespa.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-9176229292104705573</guid><pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-31T11:58:49.239+01:00</atom:updated><title>Bova Marina: presentazione di &quot;Reggio Calabria e dintorni&quot;</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Video realizzato dalla redazione di &lt;a href=&quot;http://www.mnews.it/&quot;&gt;Mnews&lt;/a&gt;&amp;nbsp;in occasione della presentazione del volume &quot;Reggio Calabria e dintorni. Viaggio nella memoria storica dell&#39;Area dello Stretto (Laruffa e Caravilla editori) tenutasi a Bova Marina (RC), presso la sala-convegni dell&#39;I.R.S.S.E.C., il 28/01/2012.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/3XEuc781K7E&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/01/bova-marina-presentazione-di-reggio.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/3XEuc781K7E/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-1522503897695123151</guid><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-26T19:54:58.085+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Costa Viola</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Strade</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Via Annia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">via Popilia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viabilità</category><title>Diversamente viabili</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il fine del seguente articolo è quello di dimostrare scientificamente la superiorità delle strade antiche rispetto a quelle moderne sulla base del confronto fra due diverse epoche dello stesso tratto-campione, l&#39;area della Costa Viola.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;A3 SA-RC (XX-XXI sec. d.C.) fra Palmi e Campo Calabro:&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;1) dallo svincolo autostradale di Palmi a quello di Campo Calabro (40,0 km) si procede per &lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;monocorsia&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;»&lt;/span&gt;cioè, in altri termini, con doppio senso di marcia. Naturalmente i tempi di percorrenza, dato il traffico dei mezzi pesanti giornalmente diretti in Sicilia, sono notevolmente superiori ai 38 minuti indicati da &lt;i&gt;Google Maps&lt;/i&gt;;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-L4I-Jr0Ex80/TyEiDhGClXI/AAAAAAAABYc/u4NIJg-zCFE/s1600/diversamente+viabili.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;197&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-L4I-Jr0Ex80/TyEiDhGClXI/AAAAAAAABYc/u4NIJg-zCFE/s400/diversamente+viabili.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine n. 1&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;2) risulta già chiuso al traffico da parecchi mesi lo svincolo autostradale di Santa Trada, mentre pare che nei prossimi giorni verrà chiuso quello di Scilla (per due/sei mesi), con il risultato che i veicoli diretti verso RC potranno imboccare l&#39;A3 soltanto dal casello di Bagnara Calabra (percorrendo circa 34,1 km di &lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;monocorsia&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;», con tempi di percorrenza variabili in base al traffico) o da quello di Villa San Giovanni, seguendo la S.S. 18 Tirrenica Inferiore e quindi allungando a dismisura i tempi di percorrenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;S.S. 18 Tirrenica Inferiore (XX sec. d.C.) fra Palmi e Villa San Giovanni :&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Negli ultimi anni sono stati molteplici gli interventi franosi (&lt;i&gt;vedi Immagine n.1&lt;/i&gt;) che hanno comportato la chiusura temporanea di questa arteria viaria fra Bagnara e Scilla, senza contare che numerosi punti critici di allerta si trovano inoltre fra Bagnara e Melicuccà e fra Scilla e Villa San Giovanni, sulla litoranea. In definitiva, basta qualche acquazzone passeggero per causare frane, smottamenti e dunque cospicui rallentamenti e tortuose deviazioni, oltre che ingenti pericoli per gli automobilisti in transito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Via Annia (detta impropriamente Popilia), II sec. a.C., fra &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Tauriana&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Rhegium&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-2yzTKoqTBjs/TyEiV0v4p3I/AAAAAAAABYk/ot0A6eLGxqQ/s1600/Via_popilia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;133&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-2yzTKoqTBjs/TyEiV0v4p3I/AAAAAAAABYk/ot0A6eLGxqQ/s200/Via_popilia.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine n. 2&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Si trattava di una strada lastricata (cioè percorribile da carri, una sorta di «quattro-corsie» dell&#39;antichità, &lt;i&gt;vedi Immagine n. 2&lt;/i&gt;), parte del &lt;i&gt;cursus publicu&lt;/i&gt;s, cioè la rete viaria pubblica sulla quale si svolgeva il traffico dell&#39;Impero Romano. Congiungeva Capua a &lt;i&gt;Rhegium&lt;/i&gt; in 475 km (&lt;i&gt;vedi Immagine n. 3&lt;/i&gt;), dato di per sé emblematico dal momento che attualmente la distanza fra i due centri, percorrendo le autostrade A1 e A3, è di 518 km; limitandoci alla sola A3, fra Salerno e Reggio Calabria il tratto è lungo 443 km.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-8IL-Eyf_S7M/TyEkQeR-FNI/AAAAAAAABY0/mp-_ZcOp3nU/s1600/Via_Popilia_map.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-8IL-Eyf_S7M/TyEkQeR-FNI/AAAAAAAABY0/mp-_ZcOp3nU/s200/Via_Popilia_map.jpg&quot; width=&quot;189&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine n. 3&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;La via Annia era dotata di stazioni intermedie di sosta, all&#39;interno delle quali erano attivi i servizi di ristorazione e di cambio dei cavalli. Nel tratto in questione le stazioni si trovavano, poste a dodici miglia di distanza l&#39;una dall&#39;altra, in prossimità dei centri di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Tauriana&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;(odierna Taureana di Palmi), di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Arciade &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;(Solano Inferiore) e &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ad Columna&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;/&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ad Statuam&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;(Porticello di Villa S. Giovanni e non Catona), dove, in prossimità della zona abituale di traghettamento dello Stretto, si trovava anche un vasto centro termale, evidenziato dal particolare raffigurato nella &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Tabula Peutingeriana&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;(una copia tardo-antica di una mappa romana della prima età imperiale, &lt;i&gt;vedi Immagine n. 4&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-G11y1To5jwI/TyEirycQQvI/AAAAAAAABYs/pBzDEpEbBAE/s1600/peutinger.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-G11y1To5jwI/TyEirycQQvI/AAAAAAAABYs/pBzDEpEbBAE/s1600/peutinger.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine n. 4&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Il confronto&lt;i&gt; –&lt;/i&gt; o la &lt;i&gt;synkrisis&lt;/i&gt;, per dirla alla Plutarco, che amava questo tipo di paragoni &lt;i&gt;–&lt;/i&gt;fra la strada romana e le arterie viarie moderne risulta totalmente squilibrato a favore della più antica delle due: i romani, sulla base delle competenze tecnico-scientifiche di cui disponevano, avevano probabilmente realizzato una rete stradale efficiente e, di fatto, dalle fonti non esiste alcuna menzione di centri urbani rimasti isolati, né a causa di eventi sismici, né in seguito a calamità naturali.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Al contrario, l&#39;analisi del sistema di infrastrutture viarie esistente oggigiorno fra Palmi e Villa San Giovanni evidenzia un dato di fatto: la qualità dei collegamenti è nettamente inferiore rispetto alle capacità ingegneristiche dell&#39;epoca; mentre passano i convogli ferroviari sotto il Canale della Manica, un automobilista bagnarese impiega oltre 50 minuti per coprire i 32,2 km che separano la cittadina tirrenica dal capoluogo di provincia, Reggio Calabria. Ciò delegittima la concezione di &lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;area metropolitana&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;»&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;, indicante invece un territorio contiguo caratterizzato dall&#39;integrazione di funzioni e servizi a favore dei residenti, prospettiva inesistente se viene a mancare un proficuo sistema di trasporti. Se provassimo persino a non considerare le esigenze di studenti e pendolari limitandoci solamente a quelle degli utenti che, malauguratamente, avessero bisogno di recarsi in ospedale, allo stato attuale dei fatti, in caso di chiusura temporanea della S.S. 18, ci sarebbero 45/50 minuti di strada da fare prima di ricevere il primo soccorso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Per tali ragioni, sarà opportuno ridefinirire lo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;status&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;della Costa Viola, chiedendo alle autorità competenti di considerare la suddetta zona &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;«diversamente viabile», smettendo altresì di attribuirle potenzialità di crescita economico-turistica, prospettive irrealizzabili in mancanza di una rete viaria efficiente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/01/diversamente-viabili.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-L4I-Jr0Ex80/TyEiDhGClXI/AAAAAAAABYc/u4NIJg-zCFE/s72-c/diversamente+viabili.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8647223068248894119.post-2437582814105157532</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-16T13:44:59.180+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antichi sapori</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale Zappalà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">zuppa di pane e latte</category><title>ANTICHI SAPORI, NUOVE ECONOMIZZAZIONI: la zuppa di pane e latte</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Esiste un modo per risparmiare in questi tempi di crisi e recessione, tagliare i consumi superflui e riscoprire antichi sapori, nonché vecchie tradizioni per lo più dimenticate? La risposta è sì.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-hwkgMU6Pb2g/TxQbslO2HRI/AAAAAAAABX4/tqbs5BVTDcg/s1600/pane+e+latte.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-hwkgMU6Pb2g/TxQbslO2HRI/AAAAAAAABX4/tqbs5BVTDcg/s320/pane+e+latte.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Gli effetti della globalizzazione e della pubblicità hanno ormai rivoluzionato il modo di fare la prima colazione all&#39;italiana: cornetti, snacks, merendine ricche di grassi e conservanti, cereali di ogni tipo e marca, sponsorizzati da questo o da quel personaggio famoso ritratto nella confezione. Ormai nel caffelatte si intinge di tutto: persino prodotti eccentrici come i &lt;i&gt;marshmallows&lt;/i&gt;, cilindretti di cotone zuccherato, direttamente importati dagli States, vivido esempio di quella psicosi all&#39;emulazione verso tutto ciò che viene mostrato all&#39;interno dei telefilm americani di cui purtroppo sono sempre più affetti i nostri giovani.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Di zuppa di pane e latte non se ne parla più. Eppure, si tratta di una pietanza gustosissima, sana e nutriente, facile da preparare e, soprattutto, in grado di tagliare i costi. Basta scaldare un po&#39; di latte, aggiungere, a discrezione del consumatore, caffè o cacao, e poi mettere all&#39;interno del contenuto un certo quantitativo di pane avanzato dai giorni precedenti, meglio se di grano.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il risultato è una zuppa ad alto valore energetico, da proporre anche come cena nelle fredde sere di inverno, dal gusto semplice ma squisito, in grado di far risparmiare l&#39;acquisto di prodotti confezionati che potrebbero gravare sull&#39;economia domestica.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Consiglio ai genitori: proponete la zuppa di pane e latte ai vostri figli: è buona, nutriente e conviene!&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Natale Zappalà&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://natalezappala.blogspot.com/2012/01/antichi-sapori-nuove-economizzazioni-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Natale Zappalà)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-hwkgMU6Pb2g/TxQbslO2HRI/AAAAAAAABX4/tqbs5BVTDcg/s72-c/pane+e+latte.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>