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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/59/US_Navy_100211-N-6326B-126_Naval_Medical_Center_San_Diego_orthopedic_resident_Lt._Todd_A._Fellers_removes_a_cast_from_Cpl._Brent_R._Wommack_in_the_orthopedic_acute_care_ward.jpg/428px-thumbnail.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="330" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/59/US_Navy_100211-N-6326B-126_Naval_Medical_Center_San_Diego_orthopedic_resident_Lt._Todd_A._Fellers_removes_a_cast_from_Cpl._Brent_R._Wommack_in_the_orthopedic_acute_care_ward.jpg/428px-thumbnail.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Sega circolare batte bisturi 10 a 1, comunque.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Qualche aggiornamento sui discorsi delle ultime volte e sugli esami di questi giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora non molto tempo fa, come ricorderete, ho dato Neurologia ed è antata bene. Un bel voto, un esame che - una volta tanto - nel mio canale risulta più fattibile rispetto ad altri dove ci sono professori cattivissimi e anche la rara sensazione di aver imparato qualcosa sul serio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sarà che in pronto soccorso vedo molti pazienti con problemi di natura neurologica, a differenza di altri reparti dove ovviamente ci si occupa di altro. Però conoscere e saper usare tutte quelle cose coi nomi strani tipo Babinsky, Mingazzini o Bell (che non sto qui a spiegarvi, se no vi annoierei da morire) mi fa pensare che qualcosina inizio a capirla davvero e che alle volte - qui lo dico e tra 2 righe lo nego - studiare è pure utile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro risultato per Ortopedia, che ho dato pochi giorni fa. Intanto ho studiato di fretta (ma questo vale per ogni esame, credo) poi ho preso un voto poco entusiasmante, e alla fine non è che mi pare di aver imparato poco... ma al contrario mi pare quasi di saperne meno di prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortopedia per dire contiene parti di Reumatologia, Anatomia e Neurologia assolutamente identiche a quella fatte negli esami passati. Talmente identiche che me le sono ristudiate sugli stessi libri, ma solo per ritrovarmi alla fine con un voto che mi abbassa la media. Evidentemente col passare del tempo le mie capacità si deteriorano e ri-studiare non aiuta i miei neuroni agonizzanti... e meno male, che in Reumatologia ho rischiato pure di farci la tesi e a quest'ora, a forza di rivederla, chissà quanto la sapevo male!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma insomma: chissene frega. Ortopedia è andato nel gruppo degli esami che ho superato prima ancora di capire che lo stavo preparando. Tanto rapido quanto indolore, ciao e uno di meno verso l'agognata laurea in Ingegneria. Ah, no, vero: Medicina. Che quella in Ingegneria - se non ricordo male - ce l'ho già.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora sto preparando Organi di Senso. Esamone gigante con 4 materie e innumerevoli libri, dispense, slide e lezioni, che non si capisce nemmeno da che parte lo devi cominciare. Organi di senso è come un immenso hamburger di quelli giganti che non riesci a mordere... e io in questo momento non ho nemmeno minimamente fame, sempre a voler concludere con la stessa immagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque come vedete si va a vanti. Si va a vanti e si continua a frequentare il reparto, dove parlando con il professore che mi segue a riguardi di tesi, laurea e futuro più o meno prossimo siamo giunti a una serie di conclusioni all'incirca del genere:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Farò una tesi sull'utilizzo dell'ecografia in emergenza, e questo credo di avervelo detto già qualche mese fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Dovrei iniziare la tesi attorno a ottobre, finita la sessione di esami autunnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Anche secondo lui master, corsi da ecografista e &lt;i&gt;altre cose&lt;/i&gt; ("altre cose" non ancora definite) nel caso di uno della mia età gli sembrano una soluzione migliore rispetto a una specializzazione che potrebbe impegnare il resto della mia vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli ho detto che in questo modo ho paura di trovarmi sempre indietro rispetto a chi è specializzato, e che la strada sarà sempre tutta in salita... ma secondo lui invece non sarà così. Stava per farmi degli esempi e spiegarmi meglio il suo punto di vista, ma in quel momento non so che è successo che ci hanno interrotti e per ora non ne abbiamo più riparlato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma comunque, insomma: sarà un'opinione in mezzo a tante, e bisognerà capire bene come cosa e quando e tutto il resto. Ma devo dirvi che la mia idea resta quella, e in questo momento mi sento molto, molto rasserenato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/quinto-anno-secondo-semestre-esami.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3328320016781607394</guid><pubDate>Sat, 15 Jun 2013 12:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-16T22:54:28.456+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Il dolore degli altri.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0f/G._Conti_La_parabola_del_Buon_Samaritano_Messina_Chiesa_della_Medaglia_Miracolosa_Casa_di_Ospitalit%C3%A0_Collereale.jpg/800px-G._Conti_La_parabola_del_Buon_Samaritano_Messina_Chiesa_della_Medaglia_Miracolosa_Casa_di_Ospitalit%C3%A0_Collereale.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="220" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0f/G._Conti_La_parabola_del_Buon_Samaritano_Messina_Chiesa_della_Medaglia_Miracolosa_Casa_di_Ospitalit%C3%A0_Collereale.jpg/800px-G._Conti_La_parabola_del_Buon_Samaritano_Messina_Chiesa_della_Medaglia_Miracolosa_Casa_di_Ospitalit%C3%A0_Collereale.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Immagine di dubbia attinenza presa da Wikipedia.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
In reparto c'è una signora, giovane, con un linfoma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha fatto una terapia che non ha funzionato. Poi un'altra che non è servita a niente, e infine la terza e ultima che non ha cambiato un bel tubo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora sta a letto con una mascherina a pressione che l'aiuta a respirare. Sembra stanca, e ha le gambe magre magre di chi non sta più bene da troppo, troppo tempo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con lei una sorella che l'accudisce. Parla coi professori, e poi di nascosto la vedo cercare su internet su siti che parlano di terapie, anticorpi monoclonali, possibilità ancora da tentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arriva lo pneumologo per il consulto, e vado dietro a lui per vedere le radiografie: nelle immagini del torace si vede solo bianco insieme a opacità e iperintensità e a spazio occupato da qualcosa che non serve a respirare. Un pezzettino di polmone nascosto da una parte resta lì a fare il suo lavoro, ma dopo di quello è finita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Che si fa a un paziente in queste condizioni?» domando io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la risposta è un laconico: "niente".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono pochi mesi che frequento l'ospedale con una certa regolarità, e di storie del genere potrei già elencarvene un'altra dozzina e rovinarvi per sempre il resto del 2013. Ma a che scopo? Il copione è sempre quello di una brutta puntata di qualche serie TV: qualcuno sta male, qualcun altro si occupa di lui, e tu sai già che siamo arrivati oltre il punto in cui la medicina può fare qualcosa, e che le cose finiranno malissimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho sentito spesso dire che il dottore migliore è quello con tanta empatia. Quello che si interessa dei pazienti e quello che si preoccupa per loro. Ma sarà vero? Penso a qualcuno freddo e distaccato che fa la sua parte, e una volta tornato a casa si scorda del lavoro e di tutto ciò che può essere successo, e - tutto sommato - lo invidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io invece tante cose me le sento tutte addosso. Ci penso la notte, e diversi giorni dopo mi rendo conto che sono ancora con me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E immagino che col tempo impari a gestirle meglio e a mettere un freno a queste emozioni alle quali assisti ma che - tutto sommato - non ti appartengono davvero. Penso che alla fine uno, semplicemente, finisca con l'abituarsi. Ma non so fino a che punto puoi diventare realmente così distaccato se non lo eri già un po' di tuo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi l'altro giorno arriva una donna sotto chemioterapia. Con lei l'oncologa che la segue e che ha visto che qualcosa che non va e - insomma - dovrà fare un piccolo intervento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La dottoressa si muove per il reparto, veloce e leggera come se non avesse peso. Chiama chirurghi, cardiologi e internisti e tutti sono inconsuetamente gentili e fanno quello che chiede lei. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parla con gli infermieri per la terapia, rassicura la sua assistita. Sorride sempre, e vorresti stare tutto il giorno a sentirla parlare. Me l'immagino mentre incoraggia qualcuno che non ce la fa più, mentre spiega come comportarsi a una famiglia sconvolta. Mentre piange di nascosto per una brutta notizia da dare a un paziente... e nel giro di pochi minuti, credo già di innamorarmi di lei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un po' è tutto organizzato: la situazione è sotto controllo, i colleghi hanno fatto il loro dovere e quando la ragazza va in sala operatoria la dottoressa la saluta con una carezza sul viso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Qui ho finito». Dice subito dopo, rivolgendosi a noi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E in un attimo saluta, e sparisce oltre la porta del reparto. Leggera come una farfalla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/il-dolore-degli-altri.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-8808869161066097034</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2013 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-12T19:51:17.253+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>Medicina Generale, medico di base privato... o altro?</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/be/Typhoid_inoculation2.jpg/800px-Typhoid_inoculation2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="234" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/be/Typhoid_inoculation2.jpg/800px-Typhoid_inoculation2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Medico privato che ha appena trovato il primo paziente.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Torno sul discorso del (perché non vorrei fare il) corso triennale in Medicina Generale, e sulla mia idea - tra le varie ipotesi di cui parlavo tempo fa relative al mio percorso post laurea - di lavorare come medico di famiglia ma in un contesto esclusivamente privato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Premetto che non ho escluso al 100% la Medicina Generale, che tra l'altro era proprio la mia prima "vocazione" nel momento in cui mi sono iscritto a medicina, e che sto ritirando fuori l'argomento per rispondere a chi mi chiedeva chiarimenti al riguardo tramite il blog, e anche a chi mi chiede spesso in privato che cosa voglio fare "da grande".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, nell'idea di non prendere nessuna specializzazione, Medicina Generale è una possibile alternativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo non credo che la medicina di base offra sempre il miglior servizio ai pazienti, nel senso che andare dal proprio dottore significa spesso ritrovarsi con un'impegnativa per una visita specialistica e poco altro. Tant'è che spesso la gente preferisce saltare la visita iniziale e andare dallo specialista (magari quello sbagliato!) per contro proprio, lasciando al medico di base davvero solo le cose più "burocratiche" o che reputa di importanza secondaria, come i certificati medici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora, non mi va di legarmi troppo a una struttura burocratizzata dove non si capisce come e in che modo ti assegnano i pazienti quando poi è pronta a revocarti l'autorizzazione se non ne hai un certo numero minimo. Cioè a me il medico di base da l'idea di uno sommerso di scartoffie più che di pazienti, e che finito il corso si trova da solo senza un aiuto di nessun tipo, ultimo in tutte le graduatorie e con lo stato pronto a dargli il colpo di grazia nel momento in cui se la vede brutta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine penso che un medico con esperienza ospedaliera in pronto soccorso e vari reparti, e capacità di fare ecografie ecg e altre procedure offra di più di un medico di base che poi delegherà alcune cose con relative attese o pagamenti, o dello specialista "sbagliato" scelto chissà come. Cioè non è che pure i gastroenterologi si occupino delle endoscopie, gli internisti faccano le TAC e gli endocrinologi le ecografie. A me hanno sempre "spedito" a fare gli esami in altri posti per poi tornare alla visita successiva con i risultati da mostrare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo mi dicono è strano voler fare privatamente (cioè a pagamento) quello che in genere si ottiene gratis. Ma non è così anche con gli specialisti? Certo, dallo specialista privato si va principalmente per motivi di tempo, perché purtroppo nel pubblico ci sono liste di attesa molto lunghe mentre ci si aspetta che il medico di famiglia ti visiti comunque - più o meno - subito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io però insomma riesco a vedere uno spiraglio, una specie di spazietto tra il medico di base e lo specialista privato, dove sarebbe possibile provare a inserirsi offrendo magari un ponte tra le due cose, un qualcosa di più, una assistenza un po' più continua, una presenza maggiore e delle capacità aggiuntive maturate ovviamente con lo studio e con l'esperienza necessaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che credo di non riuscire a far arrivare la mia idea più di tanto a chi legge queste righe. Forse perché c'è proprio poco da far arrivare (tutto sommato è possibile) o forse perché molti sono legati a una visione del medico di un certo tipo e non lo concepiscono diversamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io penso che - se ne avessi bisogno - mi sentirei più tranquillo nell'essere indirizzato e seguito da qualcuno con una visione trasversale della medicina. E certo il fatto di doverlo pagare smonta un po' tutto come un castello di carte e rende l'idea un po' utopica... ma intanto avere semplicemente un'idea non è reato (a volte) e non fa male a nessuno, e non è certo la prima volta che mi ritrovo ad andare contro corrente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedremo poi, col tempo, che cosa combinerò per davvero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone </description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/medicina-generale-medico-di-base.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>36</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1712945798185952811</guid><pubDate>Sun, 09 Jun 2013 14:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-09T16:22:14.103+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><title>Studiare per entrare nella ricerca medica: meglio la specialistica in Biotecnologie, oppure Medicina?</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/Gene_therapy.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/Gene_therapy.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;I biologi inventano cose, e i dottori le sanno usare. Tipo.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ciao Simone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi chiamo Valeria, ho 25 anni e sono una laureanda in Biotecnologie. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog, e ho deciso di scriverti per raccontarti un po' di me, e perchè no, chiederti un consiglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quando ero al liceo, il mio sogno è sempre stato poter fare ricerca medica. Mi sono appassionata di biologia e matematica e non ho mai avuto dubbi su quale fosse il mio destino: fare ricerca. Essendo anche affetta da SMA (atrofia muscolare spinale, tipo 3 ) il mio sogno era poter trovare una cura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sapevo che era utopico, ma l'utopia serve a questo: a farti camminare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta, che tra mlle difficoltà a causa dei miei problemi di salute, sono riuscita ad arrivare in fondo a questa laurea. Ora per me è il momento di scegliere come continuare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sto seriamente pensando di iniziare medicina. Io continuo a sognare la ricerca, ma fare il biotecnologo oggi è molto difficile, e le materie di medicina mi appassionano molto più della chimica, sinceramente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei chiederti un consiglio, anche considerando il tuo passato da ingegnere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel mio caso le possibilità che ho considerato sono due :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Fare la specialistica in biotecnologie mediche e pensare poi ad un dottorato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Fare medicina e cercare di specializzarmi o in neurologia (molto affine al discorso SMA), oppure in specializzazioni mediche come GENETICA MEDICA.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono veramente molto combattuta. io non ho paura di faticare, di impegnarmi, di sudare. Voglio solo percorrere la strda a migliore per raggiungere il mio scopo: la ricerca sulla SMA!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti ringrazio se avrai trovato il tempo di leggere la mia mail. Un caloroso saluto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Valeria&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La mia risposta in due righe&lt;/b&gt; (ma a Valeria ho risposto meglio in privato):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vuoi ricercare fai il biotecnologo, se vuoi visitare fare diagnosi e curare fai il dottore. Medicina non è il percorso migliore per occuparsi solo di ricerca... ovviamente &lt;i&gt;secondo me&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voialtri, invece, dite la vostra e lasciatele un consiglio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/studiare-per-entrare-nella-ricerca.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4002871525807213585</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2013 14:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-05T16:52:58.288+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Studiare passati i 30 anni: 25 esami.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Gray756.png" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Gray756.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Neurologia: la scienza che dà un nome a qualsiasi cosa.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'esame di Neuro è andato più o meno così:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ultimi giorni chiuso sui libri e a rosicare per gli amici che organizzano il calcetto e io non ci vado, o perché semplicemente avrei fatto qualsiasi altra cosa piuttosto che studiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno prima provo a ripetere tutto il ripetibile. Che poi io non ripeto ma rileggo, ma vabbe': qualche argomento è ancora lì che proprio in testa non mi entra, e ci provo e riprovo mentre impazzisco andando avanti e indietro tra libro, slide e appunti ogni volta che o qualche dubbio da rivedere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine arriva l'una di notte, quando l'esame è la mattina alle nove: ok. Vado a dormire. Ormai è andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dopo sono i soliti sette, otto, dieci o non so quanti professori che interrogano. Fisiatri, neurochirurghi, neurologi, patologi... a un altro esame c'avevano pure l'ingegnere, con l'assurdo che devo seguire con frequenza obbligatoria delle lezioni che potrei tenere io... se solo ovviamente ne sapessi qualcosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aspetto il mio turno nella solita ansia pre-esame. Sento fare domande alle quali in genere so rispondere. Ma ogni tanto, qualcosa... uhm: mannaggia a quello schifo di libro che non ci si capiva niente. Speriamo bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tocca a me. Mi siedo davanti al docente che intanto firma verbali e libretti per chi è appena stato interrogato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Speriamo che mi chiede le sindromi extrapiramidali» mi dico, mentre aspetto. «È la parte che mi ricordo meglio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il docente finisce di scartabellare. Poi prende un foglietto, scrive il mio nome, e mi guarda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Mi parli del Parkinson».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora... colpo di scena! Il Parkinson è una sindrome extrapiramidale. Non lo sapevate, vero? E così, oltre al potere della telepatia e del controllo mentale, ho anche la capacità di far sapere le cose alla gente mediante la scrittura. Un potere incredibile che battezzerei: &lt;i&gt;insegnamento&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cavolate e colpi di sedere a parte, l'esame prosegue con altre 2-3 domande e il risultato finale è molto al di sopra del voto minimo al di sotto del quale mi sono imposto di non accettare mai un voto d'esame. E questo voto minimo - fin da quando facevo ingegneria - è ovviamente 18.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornato a casa, devo già ricominciare a studiare per Ortopedia, che è tra pochi giorni. Domani non riesco ad andare in reparto ma venerdì ho anche quello, e insomma anche con un esame appena dato non posso ancora mollare il piede dall'accelatore... o semplicemente sbracarmi sul letto e dormire 78 ore, come realmente vorrei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle 3-4 ore di vacanza che decido comunque di prendermi, mi arriva la comunicazione dall'università che l'esame è stato registrato a tempo di record. Altro che i bei tempi di Analisi 2, quando il professore consegnava i verbali dopo un anno e intanto alla gente scadeva il rinvio e partiva militare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Faccio un salto sul sito dela segreteria a dare un occhiata, e guardando tra le varie statistiche rimango un attimo così così tra il perplesso e il senza fiato e il &lt;i&gt;bo', vabbe'&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;non saprei cosa pensar&lt;/i&gt;e: da quando sono iscritto a Medicina, ho dato 25 esami.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
25 è un numero un sacco grosso. Un numerone. E anche se manca ancora un bel po', un bel pezzo', con in più la tesi prima e l'esame di stato poi e chissà quante imprevedibili rotture di coniglioni nel mezzo, per la prima volta forse da quando ho ripreso a studiare mi rendo conto che una parte importante del lavoro è già fatta. Che è alle mie spalle, e ormai è andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho fatto 25 esami. Ne mancano ancora un bel po'. Andiamo avanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/studiare-passati-i-30-anni-25-esami.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6561109603446640291</guid><pubDate>Sun, 02 Jun 2013 10:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-02T12:42:38.891+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Un bilancio del semestre, a tre giorni dagli esami.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2a/Pacioli.jpg/720px-Pacioli.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2a/Pacioli.jpg/720px-Pacioli.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un buon commercialista aiuta a organizzare gli esami.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Mercoledì ho il primo della serie di - almeno - 5 esami che devo dare tra qui e Settembre. E dico "almeno" perché se qualcuno andrà male (e le possibilità sono elevate) dovrò farlo più volte e gli esami diventeranno sempre 5 ma spalmati su 6, 7, 8 appelli o quanti saranno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il problema di questa sessione è stato principalmente il tempo: come dicevo giorni fa, tra lezioni finite tardissimo, tirocini, seminari e reparto sembra che studiare fosse proprio la cosa con importanza minore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse una persona normale ha anche qualche evento nella vita che lo porta al di fuori di ospedale e studi universitari, e per cui alla fine in quest'ultimo mese credo che i giorni che io o qualsiasi altro studente abbiamo potuto dedicare interamente allo studio siano stati davvero, davvero pochini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora, 5 esami per un totale di 10-15 materie (non sono riuscito a contarle) da fare in poco tempo possono voler dire solo due cose:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) O ti laurei con anni di ritardo, fissato come un somaro a memorizzare capire e assimilare tutto di tutto e soprattutto prendere tutti 30 in una sorta di formalità burocratica estesa all'interezza della tua vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) O fai quello che riesci a fare al semplice scopo di superare gli esami. Dopo di che scordi tutto rapidamente, e il risultato è che di 10-15 materie, a distanza di qualche tempo, non saprai praticamente nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma è così: se penso pure a tirocini dei quali alle volte non ho compreso tanto il senso (ma tanto impegnativi dal punto di vista del tempo) mi sento un po' come se questo semestre sia arrivato e passato con un gran carico di fatica e lavoro da svolgere, senza però in realtà lasciarmi veramente qualcosa. Queste 10-15 materie stanno sparpagliate sulla mia scrivania e nel PC sotto forma di libri, fotocopie, dispense, slide, registrazioni e sbobinature... e come già detto non riesco nemmeno a elencarle tutte per la gran confusione che hanno creato, figuriamoci se posso dire di poterle assimilare e padroneggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Meno male che c'è stato il grosso lavoro in reparto, che ha risollevato il senso di un semestre un po' da accantonare nel deposito delle "cose fatte perché le dovevo fare", e tanti saluti. Nella pratica penso di aver fatto diversi passi avanti: so fare un po' meglio un po' più di cose, ho fatto esperienze diverse, con la Croce Rossa e in altre occasioni ho notato che sto lentamente raggiungendo qualche risultato... e ok: tutto sommato, direi che il bilancio del secondo semestre del quinto anno è stato positivo. Forse e purtroppo principalmente per un lavoro che - come la maggior parte degli studenti - mi sono imposto da solo. Ma sempre e comunque positivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra 3 giorni si aprono le ostilità con il primo appello di Neurologia, e poi dopo pochi giorni Ortopedia. Sono materie che ho studiato durante il corso e soprattutto in questi giorni con un discreto impegno, ma davvero il tempo non c'è stato e in questi esami c'è sempre la possibilità che ti interroga il professore fissato con una cosa che te manco sapevi di dover studiare... e manco ti siedi che sei fregato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco male: l'idea di andare al primo appello è anche quella di avere altri appelli dopo per riprovare. Mentre il guaio sarà più avanti con Organi di senso e tutte le altre materie che mancano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma, intanto, iniziamo con una cosa alla volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/06/un-bilancio-del-semestre-tre-giorni.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2505101183221471998</guid><pubDate>Wed, 29 May 2013 13:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-29T15:55:15.242+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><title>In Italia non si fa Medicina? L'esperienza di Davide.</title><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Altimetria_Italia.svg/600px-Altimetria_Italia.svg.png" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Altimetria_Italia.svg/600px-Altimetria_Italia.svg.png" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'Italia ha molte colline: forse il problema è questo.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Caro Simone, mi chiamo Davide&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono laureato in medicina a 30 anni (me la sono presa comoda, avevo - e ho - molti hobby, dalla meccanica - ho una CNC ed un tornio - all'elettronica... Bazzico tra operazionali, oscilloscopi, quarzi, PIC, ecc).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il titolo della mail è dovuto al fatto che ora, laurea alla mano, se potessi farei il cameriere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti chiederai il perchè di questa mia provocazione, ed io ti rispondo che dopo la laurea devi fare il tassista, l'inserviente, il cameriere, il segretario.... tutto ma non il medico (specie se scegli una branca chirurgica).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente sono stato per 7 mesi in una branca chirurgica (generale) e se dovessi tornare indietro di 7 mesi farei un corso di lingua (tedesco e francese) e lascerei l'italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 7 mesi sono un canonico percorso che si fa post-laurea, al fine di leccare il cu@o ai professori ed avere un aiuto nell'ingresso. Tuttavia, dopo mesi di schiavismo, ho avuto un moto d'orgoglio che mi ha fatto levare gli scudi e dire al professore che non concorrerò piú per quella specialistica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proveró in un'altra città, dove chiaramente sono l'ultimo arrivato e quindi non entreró quasi sicuramente, ma meglio stare 1 anno a spasso piuttosto che fare da schiavo 6 anni e non imparare nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutta onestà mi sento di consigliarti di potenziarti dal punto di vista ingegneristico, magari andare via da questo paesucolo di mer@a che è l'italia, piuttosto che perder tempo a laurearti in una branca che non ti dà sbocchi se non sei figlio di baroni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se potessi tornare indietro io farei ingegneria (ho fatto 1 anno di aerospaziale) e poi abbandonerei l'italia al suo destino, ormai segnato da decenni di malgoverno e - soprattutto - da inesistenti segnali di ripresa, mancando volontà politica e coscienza nazionale e civile/sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non per scoraggiarti, a me piace medicina... ma in italia non si fa medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Davide</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/in-italia-non-si-fa-medicina.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>17</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2900639484469727302</guid><pubDate>Sun, 26 May 2013 22:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-27T00:59:10.108+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Il tempo per studiare.</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b2/Teamsolvingpuzzle.jpg/800px-Teamsolvingpuzzle.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b2/Teamsolvingpuzzle.jpg/800px-Teamsolvingpuzzle.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Attività sociale studentesca: studiare in biblioteca.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;La sessione estiva è ormai iniziata da un po': sono già diversi giorni che ho intensificato lo studio (o almeno ci provo) ed ho già passato il primo dei tanti fine settimana sui libri fino a notte più o meno inoltrata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il problema - come del resto è sempre stato anche negli anni passati - è che il tempo che è possibile dedicare allo studio è veramente ridotto all'osso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non parlo solo per me, visto che da quanto ho visto è un problema di tutti: ti svegli la mattina che già stai in ritardo per la lezione. Vai lì solo per la firma perché magari non potrebbe fregartene di meno, ed è capace che ti ritrovi pure una lezione tale e quale a qualcosa già fatto negli scorsi anni o dove il docente parla parla parla ma poi - se vai a stringere - facevi prima a studiarti le cose sul libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi c'è la pausa pranzo tanto per farsi un panino, e il pomeriggio capita che hai un paio di seminari semi-obbligatori o un tirocinio o il reparto o ancora un'altra rottura di palle come andare a farsi mettere una firma sul libretto da qualche docente degli esami passati: che senza tutte le firme non ti puoi laureare, ricordatevelo bene e provvedete prima che sia troppo tardi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con tutto che io sono fortunato e abito a 20 minuti di macchina dall'università (c'è chi deve prendere un treno) mi capita di tornare a casa che è già pomeriggio inoltrato, se non più tardi. Aggiungiamo il fatto che nella vita di una persona ci sono anche cose come fare la spesa, lavarsi e magari mangiare una volta tanto seduto a tavola, alla fine se nell'arco della giornata uno decide di prendersi un po' di tempo anche per svagarsi o vedere qualche amico vuol dire che - semplicemente - quel giorno, di studiare, non hai avuto tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora finisce che il tempo devi inventartelo, in qualche modo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì può semplicemente non andare a lezione. Ma c'è la frequenza obbligatoria, e molti professori controllano o fanno proprio l'appello... e oltre a essere anche una cosa considerata scorretta (la frequenza, ripeto, è obbligatoria) c'è il rischio di ritrovarsi a non poter dare qualche esame, e personalmente io lo sconsiglio e a lezione ci vado - quasi - sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può studiare durante le lezioni: ti porti il libro dell'esame che stai preparando (ma vanno fortissimi anche gli esoneri di farmacologia) e mentre i professori parlano d'altro tu studi per i fatti tuoi. Questa cosa non è nemmeno di per sé fuori da qualunque regolamento (in ogni caso, a lezione ci sei) e l'unico vero inconveniente è che poi resti indietro con la materia che - non - stai seguendo... ma che magari recupererai più avanti, durante le lezioni di un altro corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può rinunciare ad andare in reparto, oppure andarci il meno possibile. Dalla mia esperienza, quasi tutto quel (poco) che so fare come aspirante medico è nato dal reparto, dalle esperienze con la Croce Rossa, dai tirocini quando li fanno come si deve, e solo in minima parte da nozioni apprese in pochi - selezionati - esami: la farmacologia prima di tutto, alcune basi di anatomia e biologia dei primi anni, e poi parte delle patologie integrate. Tutto il resto mi perdonerete ma per me è nulla applicato alla formulazione di giudizi scritti su dei pezzi di carta... che equivale ad altro nulla. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi magari ti rendi conto che certe cose che vedi in ospedale le avevi già studiate, ma non è che basti quello perché sui libri è tutto astratto e tutto confuso e tutto sempre e inspiegabilmente importante al pari di tutto il resto: come se l'infarto o l'otite esterna fossero patologie della stessa e identica gravità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non andando in un (buon) reparto insomma si rinuncia a migliorare dal punto di vista medico... e io tra l'altro in ospedale mi diverto anche, per cui non me la sento nemmeno: cioè, perché devo privarmi dell'unico aspetto dell'università che mi piace? E insomma, anche qui, niente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora, puoi studiare la sera, e la notte. E nei fine settimana, e durante le feste. Che poi è proprio quello che faccio spesso io, specialmente quando sto sotto esami. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diciamo che durante i corsi studio pochino, ma quando sto sotto esame inizio a tagliare uscite, serate, cene, calcetto, cinema e birre varie. Ci sono periodi in cui inizio a negarmi a destra e a sinistra, e chi mi conosce magari lo sa e ci ha fatto il callo e sa che sono fatto così, e per fortuna non se la prende più di tanto quando inizio a sparire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre volte magari studio fino a tardi, arrivo dopo, prendo una birretta e me ne rivado dopo poco che &lt;i&gt;"domani mattina devo studiare"&lt;/i&gt;, dico. Quando faccio così credo sia il massimo del secchione antipatico rompipalle che se la tira. ;a tant'è: sarò secchione, sarò antipatico e me la tirerò pure... però - magari - prima o poi, riuscirò anche a laurearmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/il-tempo-per-studiare.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>14</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-7220348372019355099</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 15:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T17:00:56.241+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>L'incredibile fisiologia d'urgenza.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg/441px-Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="330" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg/441px-Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Trattato di Fisiologia del passato: beati loro!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ricordo chiaramente le lezioni dei primi anni di università, dove ci spiegavano che &lt;i&gt;"la glicemia può anche raggiungere valori oltre i 400 mg/dl!"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E che se tipo il valore normale è 100-120, uno si immagina che una volta arrivati a quei valori così alti al posto del sangue i pazienti hanno la marmellata, e con la siringa manco riesci a fare un prelievo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi una sera vado in reparto, e mi fanno vedere la cartella di un paziente che gli fanno lo stick (la puntura sul dito) e niente: gli stara tutto il glucometro e non esce nulla. Gli fanno l'emogas, e pure lì la macchina oltre a un tot non arriva e non esce nessun risultato. Alla fine gli fanno il prelievo normale con l'analisi del laboratorio, e insomma viene fuori che di glicemia aveva 1900. Quasi cinque volte il valore che per la fisiologia era già il doppio di troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è ovvio che il paziente stava malissimo e stava per rimetterci le penne. Però viene pure da riflettere sui livelli estremi che può raggiungere il nostro organismo prima di sgretolarsi, cadere a pezzi, andare a farsi un giro e insomma finire in mano a quel tipo di dottori strani che visitano il paziente guardandone delle fettine sottili al microscopio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro caso: la pressione normale di una persona è sui 120/80 mmHg. Poi magari trovi il signore iperteso che non segue la terapia e arriva a 160/100, 180/110 massimo. E infine arriva il giorno che prendi una pressione a qualcuno e leggi 240/130 che pensi che o hai sbagliato tu (cosa che personalmente penso sempre) oppure che tra un po' si crepa lo sfigmomanometro ed esplode mezzo reparto dell'ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Veniamo al pH, cioè all'acidità del sangue. Che poi non è acidità ma &lt;i&gt;basicità&lt;/i&gt; (visto che il valore normale è sopra il 7) ma insomma basicità suona male e io dico acidità lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vabbè: il valore normale del pH di una persona sana dovrebbe essere intorno a 7,36-7,44. Però se arriva lo pneumologo, a 7,37 vi dice già che il paziente sta per morire e deve essere intubato. Se viene invece il medico d'urgenza per lui a 7,30 stiamo ancora più o meno nella norma e si domanda perché la gente va in pronto soccorso se non ha nulla e così via, insomma, a seconda di intepretazioni anche un po' personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però sono tutti più o meno d'accordo che a un ph che scende a tipo 7,10 dentro al sangue vi si denaturano tutte le proteine (denaturano = si sfasciano) e state lì lì per diventare &lt;i&gt;diversamente vivi&lt;/i&gt;, e sotto al 7,10 non c'è mai arrivato nessuno. Nessuno finché poi uno decide di intossicarsi con non so che farmaco, e arriva in pronto soccorso con un pH di 6,80. Ma che possa davvero arrivare a 6,80, se glielo dite all'esame di fisiologia vi assicuro che quelli vi trattano pure male, e vi bocciano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che è rimasto? Per il battito cardiaco vabbe': non mi è capitato di vedere valori particolarmente inaspettati. C'è però l'emoglobina (la proteina che porta in giro l'ossigeno all'interno del sangue) che sta mediamente attorno a valori 12-16 g/dl o giù di lì con differenze tra uomini e donne e a seconda di quale libro avete comprato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto a quei valori si parla di &lt;i&gt;anemia&lt;/i&gt;. Sotto a 8 g/dl si parla di anemia grave, che ovviamente è una condizione che non si dovrebbe raggiungere, ma che tutto sommato non è nemmeno così rara da vedere. E poi arriva la signora che non sta poi nemmeno troppo male, fanno le analisi del sangue e trovi una Hgb (emoglobina) = 2 g/dl. Due. E due è molto meno di 12... o di 8, segno che l'ossigenazione delle cellule è una esigenza tutto sommato sopravvalutata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo con l'ultima cosa che mi è capitato di vedere: signora poverina che sta malissimo. Entra dentro, fanno le analisi per la glicemia e trovano 6 mg/dl. SEI milligrami decilitro, contro i più o meno 100 che dovrebbero essere la normalità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vi ricordate, avevo iniziato con l'altro paziente che di glicemia aveva invece 1900. 1900 contro 6, più di 1800 punti di differenza, un rapporto di 330 a 1 in uno stesso parametro che è di importanza fondamentale per la sopravvivenza dell'organismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il corpo umano è davvero qualcosa di incredibile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/lincredibile-fisiologia-durgenza.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>19</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3194980271158098892</guid><pubDate>Fri, 17 May 2013 11:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-17T18:17:18.479+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>In mezzo a due mondi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Blood_test.jpg/444px-Blood_test.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Blood_test.jpg/444px-Blood_test.jpg" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Questo con l'emogas non c'entra nulla.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;b&gt;NOTA: se vi fanno impressione i prelievi, leggere questo post potrebbe uccidervi. Io vi ho avvisati...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pomeriggio in reparto un po' caotico: pazienti da tutte le parti, troppi dottori e interni e specializzandi e tirocinanti e infermieri che entrano e escono dai box.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gente che passa per i corridoi, barellieri, personaggi misteriosi che appaiono e scompaiono di tanto in tanto, e che in quasi un anno non ho ancora capito chi sono. La solita confusione del Pronto Soccorso, insomma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è che oggi stia combinando molto: ho letto un elettrocardiogramma che mi hanno dovuto spiegare, ho seguito un'ecografia della quale ho capito poco. Ho spostato qualche barella e visto una TAC... ma insomma, davvero niente di che.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A una certa ora c'è da fare l'ennesimo emogas (il prelievo dall'arteria del polso) a uno dei pazienti sotto osservazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Chi vuole farlo?» chiede il professore, rivolto genericamente al gruppo di studenti e specializzandi che stanno lì in quel momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attimo di tensione cruciale: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Dovrei dirgli che voglio farlo io.&lt;/i&gt; Penso. &lt;i&gt;Però e se poi faccio un casino e sono pure passato avanti a chi era più bravo, e magari il paziente è uno che si lamenta o ci sono i parenti incazzosi... come faccio?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E nel frattempo che io produco tutto questo impavido ragionamento, uno degli specializzandi ha già preso la siringa e l'ovatta col disinfettante e il cerotto. E mentre io sto ancora visualizzando la scenetta delle mie paranoie mentali come nei telefilm sugli ingegneri che si iscrivono a medicina, lui è già lì accanto al paziente. E vabbe', c'ho pensato troppo: sarà per la prossima volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Decido comunque di fare presenza. Raggiungo lo specializzando, e lo trovo che sta sentendo il polso del malato per cercare l'arteria e decidere dove bucare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Posso sentire pure io, così imparo?» chiedo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Certo!» fa lui, scansandosi per farmi spazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io metto due dita, e inizio a cercare il battito. Il paziente non è gran che collaborante, e ha pure un polso molto leggero di quelli che non si sentono: già fare gli emogas è di per sé un casino, ma questo insomma è peggio del solito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Non è tanto semplice» dice lo specializzando, leggendomi tipo il pensiero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io penso che in effetti non è semplice manco per niente, ma facendo appello a tutte le conoscenze anatomo-chirurgiche impartitemi dagli infermieri del reparto penso che - secondo me - io l'arteria la sento abbastanza bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sta qua» dico, puntando le dita in punti privi di un interesse anatomico sufficiente a meritarsi un nome. «Pulsa piano, ma è questa».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Vuoi provarci tu?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altra tensione, crucialissima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Adesso, oltre a fare una figuraccia&lt;/i&gt;, p&lt;i&gt;asso pure per quello che fa tutta la scena che dice che lui è capace a fare le cose... ma poi, invece, no.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Certo» riesco a rispondere, stavolta all'interno del limite oltre il quale è tardi e lo fa un altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora qui c'era tutta la descrizione di come metto i guanti e il disinfettante, e di come i vasi si trovano meglio coi polpastrelli liberi perché col guanto sopra non senti niente e tutto il resto, ma ve l'ho cancellata che era anche più inutile di quest'ultima frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Salto invece subito al momento in cui in una mano ho la siringa, mentre coi polpastrelli dell'altra sento l'arteria radiale che pulsa sotto le dita. Ho bene in mente l'infermiera brava che mi ha spiegato che non devo infilare l'ago sperando di prenderci per caso, ma devo sentire la pulsazione e puntare a seguire quella. Per cui insomma mi concentro, sento il punto giusto e prendo bene la mira.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infilo l'ago. Sento il paziente che si lamenta mentre la punta di ferro buca la pelle e va dentro ai tessuti. Vado giù fino al punto dove mi sembra che dovremmo esserci... ma niente: niente sangue. Non l'ho beccata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Restiamo calmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le dita stanno sempre sull'arteria, e la siringa è sempre nel polso. Solo che le due cose non si sono incontrate. Ma è una situazione normalissima, e non c'è niente che non va: solo gli infermieri super esperti ci prendono al primo colpo, a tutti gli altri succede sempre così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torno un po' indietro con l'ago, come mi hanno insegnato. Cambio l'inclinazione puntando dove sento ancora pulsare, e affondo di nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed ecco cha nella punta della siringa compare uno schizzetto rosso. Vuol dire che sta volta ci siamo, ho fatto centro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sangue esce da solo a pressione, rosso brillante, e riempie in fretta quei 2 millilitri scarsi che ci servono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Queste sono le soddisfazioni della vita» ridacchio, sollevato, rivolgendomi allo specializzando. «Penso di avere finalmente capito come si fa».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finito. Tolgo l'ago, metto ovatta e cerotto e vado col campione verso la sala dove c'è la macchina per l'analisi. Non mi pare nemmeno di camminare, ma mi sento tipo a mezzo metro da terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E nell'altra sala, trovo una paziente che è deceduta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il marito che abbraccia la salma. I figli subito dietro, in lacrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sento le mie emozioni che fanno le montagne russe: vorrei essere felice e triste allo stesso tempo. Vorrei sia fregarmene che provare compassione. Vorrei solo pensare ai cazzi miei, ma anche sentirmi una merda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono finito in un vortice dimensionale dove i mondi collidono e si possono vivere due esperienze antitetiche in una botta sola. O forse questo è solo il mondo reale così com'è e come funziona e io - per la prima volta forse nella mia vita - sono riuscito a viverne interamente un pezzettino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non lo so. Mi sento come se oggi mi fosse successo qualcosa che non capita sempre, ma che in fondo dimostra un'ovvietà. Eppure davvero non so descriverlo meglio. A parole non so spiegarlo - nemmeno a me stesso - meglio di così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/in-mezzo-due-mondi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2892552870789731704</guid><pubDate>Sun, 12 May 2013 10:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-12T12:43:21.055+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Lavoro</category><title>Fare il medico, senza specializzazione.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d3/Stirnspiegel_HNO.jpg/800px-Stirnspiegel_HNO.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d3/Stirnspiegel_HNO.jpg/800px-Stirnspiegel_HNO.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Strumento tipico di una specializzazione, che non farò.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ormai ci penso da un sacco di tempo, e a questo punto penso di aver più o meno una mezza idea di cosa fare dopo la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Principalmente non vorrei fare una specializzazione. E il fatto che io non lo voglia non vuole necessariamente significare che non ci proverò nemmeno, visto che nella vita uno progetta le cose e poi però succede esattamente il contrario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però insomma non mi prende troppo l'idea di specializzarmi per tanti motivi, tra cui - elencando i primi che mi vengono in mente - ci sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Sono veramente molto pessimista sulla possibilità di entrare. Le scuole sono affollatissime, e di aspettare anni per un posto non mi va.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non mi laureerò con 110 e lode e tutti i 30 negli esami giusti, e questo rende il discorso specializzazione ancora più utopico specialmente nell'ottica di una possibile riforma che darà ancora più peso a voti e domande a crocette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Se mi laureo a 39 anni farò il concorso a 40 anni e - nella migliore delle ipotesi - mi specializzerò a 45. E a me l'idea di passare altri 6 anni a fare lo studente non mi esalta troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non sono sinceramente convinto che con una specializzazione si diventi sempre dei medici "migliori". Per me meglio frequentare certi reparti anche solo per imparare, piuttosto che specializzarsi in certi altri per poi trovarsi un titolo senza però le dovute capacità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Purtroppo gli studenti (compreso il sottoscritto) sono così spaventati dall'idea di non entrare in specializzazione che vivono l'intero corso di studi come i preparativi per il concorso, piuttosto che come una strada che li porti a diventare prima dei tutto dei bravi medici. Io ho scelto un reparto che mi garantisse più una preparazione che delle possibilità professionali future. Ho fatto bene? Penso di sì, ma continuando su questo percorso dovrò adattarmi alle conseguenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Nell'idea di una chirurgia, dopo la specializzazione serve comunque un periodo di formazione ulteriore, magari all'estero. E iniziare a fare il chirurgo a 50 anni è un po' folle come idea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non sono sicuro che mi piacerebbe lavorare come medico ospedaliero, ma preferirei di più un tipo di lavoro in una struttura o in uno studio privati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Che una volta specializzati si venga "assunti" e si trovi il fantomatico lavoro della vita e si sarà soddisfatti e felici di quello che si è ottenuto è auspicabile. Ma le mie esperienze di chi è già passato per studenti che si laureano e vanno a lavorare mi assicurano che non sarà così, o almeno non per tutti: alla fine chi farà il dottore e lavorerà e avrà pazienti e si sentirà gratificato dal proprio lavoro sarà chi avrà più passione, voglia di fare, capacità di adattarsi, intelligenza, umanità e tanto altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo l'università ti propone la cosa come se con i giusti voti ti sarà dovuto un titolo e con il giusto titolo ti sarà dovuto un futuro professionale e con la giusta professione ti sentirai completo e realizzato... ma questo non è vero. Almeno, non per tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Io mi vedo come una specie di medico di base con alcune competenze specialistiche: faccio una visita, un ECG, un'ecografia, la gestione di alcune patologie internistiche... ma per la chirurgia o per interventi più complessi mi rivolgerò sempre a un collega specializzato in quel senso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso insomma che lavorare come medico di base/generale privato (non quello che ha fatto il corso triennale ed è entrato in graduatoria e tutto il resto) sia una prospettiva possibile. Difficile ma possibile, e con le dovute capacità penso anche di poter offire realmente un giusto servizio a chi deciderà di affidarsi a me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio progetto attuale (nel senso che potrà sicuramente cambiare più volte) è di laurearmi in corso. Di fare il tirocinio e iscrizione all'albo. Di fare un master (probabilmente in medicina di emergenza o similare) e di fare i corsi da ecografista. In concomitanza, frequenterò un pronto soccorso e/o uno studio medico o ambulatori o altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così insomma il primo anno post laurea che i miei "colleghi" passeranno a studiare per quelle cazzo di crocette, io lo passerò a formarmi un po' meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo anno - e i successivi fino alla morte - li passerei facendo magari dei corsi di natura più specifica per patologie internistiche (un master sul diabete, così per dirne una) frequentando una struttura dove fare pratica anche sempre e assolutamente in maniera gratuita, e iniziando ad avviare una attività libero professionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da notare che molti dei miei colleghi - almeno quelli che sono entrati in specializzazione - a quel punto staranno facendo il cosiddetto "tronco comune", frequentando cioè reparti diversi dal loro. Per quanto ne so, a quel punto qualcuno sarà già discretamente bravo (e sarà sempre più bravo di me) e userà questa possibilità per migliorare ancora. Qualcun altro continuerà a reggere i muri e a guardare il lavoro degli altri. Alla fine, insomma, sarà tutta questione dell'impegno che uno ci mette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sembra fattibile? A me insomma su due piedi direi di sì. Ma voglio parlarne ancora bene con dei medici più esperti, e magari anche con alcuni dei miei professori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/fare-il-medico-senza-specializzazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>46</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-7103812891756991399</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 20:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-07T22:40:00.131+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in medicina: reparto, ambulatorio e i prossimi esami.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/800px-Hospital_room_ubt.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/800px-Hospital_room_ubt.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'ambulatorio è tipo un ospedale, ma senza niente dentro.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Siamo a Maggio inoltrato, e se per fortuna le lezioni stanno quasi per concludersi è anche vero che - purtroppo - la sessione di esami è sempre più vicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho iniziato a farmi i conti su come suddividere le varie materie nei diversi appelli, e alla fine la scelta migliore mi pare la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ortopedia e Neurologia a inizio giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Organi di senso a luglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Psichiatria a fine luglio (il 25!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Dermatologia a settembre, con buona pace delle vacanze estive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non mi piace tanto l'idea di dover fare due esami attaccati subito subito, per poi lasciarmene altri due al terzo appello col rischio che se vanno male posso ridarli solo a settembre... ma con cinque materie da dare non mi pare ci siano altre soluzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La speranza è di togliermi comunque e nella peggiore delle ipotesi almeno 3 esami tra qui e settembre, e poi recuperare qualcosa all'inizio del sesto anno sperando magari in qualche appello straordinario... che purtroppo però in genere i miei professori non sono molto propensi a concedere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto ho già finito una prima lettura di Neurologia, e sto piuttosto avanti con Ortopedia. Sono due materie tutto sommato relativamente semplici, con molte parti del programma "riprese" da esami passati oppure piuttosto intuitive. Il problema è che sia per queste due materie che per organi di senso c'è molta Anatomia da rivedere, e anche se poi nella pratica ho qualche dubbio che servano davvero delle conoscenze anatomiche così approfondite sono cose che all'esame vengono chieste, e toccherebbe saperle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uso il condizionale perché per fare i vari esami di Anatomia ho impiegato una quantità di tempo mostruosa, e l'idea di riuscire a rivedere tutto per poi ricordarlo come si deve è a dir poco utopica... e specialmente per quanto riguarda la parte di Neuro-anatomia che - almeno per quanto mi riguarda - è davvero, davvero difficile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma insomma io vado avanti a studiare e poi si vedrà, incrociamo le dita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo poi come sempre a frequentare il reparto. E adesso c'è una novità: il professore con cui frequento il reparto ha iniziato a fare dei turni nell'ambulatorio annesso al pronto soccorso, dove vengono visitati i pazenti meno gravi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'idea è quella di una sorta di medicina di base indirizzata a chi si rivolge al pronto soccorso con un problema che - almeno in apparenza - non richiede un intervento di urgenza. E se per uno specialista o per un medico navigato questo tipo di pazienti possono non essere così interessanti, trovo che al contrario per uno studente sia un ottimo modo per vedere patologie molto comuni ma che, per la sempre maggior specializzazione del personale medico, non è detto che durante il corso di studi capiti di affrontare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma mi è capitato di vedere persone con una faringite, un semplice sfogo cutaneo o un mal di testa. E se per l'appunto si tratta di patologie tutto sommato di semplice gestione, trovo che per uno nella mia situazione si tratti di una palestra incredibilmente utile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non so quanto spesso mi capiterà di tornare in questi ambulatori nel corso dei prossimi mesi, ma spero che diventi una consuetudine abbastanza frequente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/seconda-laurea-in-medicina-reparto.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4436565743699352950</guid><pubDate>Fri, 03 May 2013 16:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-03T18:16:32.020+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><title>Perché una seconda laurea in medicina? 1: Un taglio col passato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ce/Forbici_da_chirurgia.jpg/444px-Forbici_da_chirurgia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ce/Forbici_da_chirurgia.jpg/444px-Forbici_da_chirurgia.jpg" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Parlo di tagli e metto le forbici: fantasia, zero. &lt;br /&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
"Perché ti sei iscritto a medicina?"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa è una domanda che mi è stata fatta spesso, in questi anni. Eppure, in tutto questo tempo, non c'è mai stato un vero post o una vera discussione sul perché di questa scelta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi trova il blog sa che facevo l'ingegnere, ma che adesso studio medicina senza una apparente ragione sensata e razionale. Anche perché - tutto sommato - il senso e la ragione, una scelta del genere, spingerebbero a non farla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di iniziare a fare un (credo) lungo elengo di motivi, ragioni o semplici scuse del perché o percome mi sono rotto di fare l'ingegnere (probabilmente in un prossimo post) voglio chiarire un punto: molte persone arrivano a una seconda laurea o come diretta prosecuzione della prima (finisco di laurearmi nella facoltà X, e poi inizio la facoltà Y che mi interessa di più), o come una sorta di crescita o approfondimento all'interno di qualcosa che fa già parte della loro vita quotidiana: da ingegnere divento anche architetto, da infermiere divento dottore, da chimico faccio ingegneria chimica, eccetera eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio percorso è un po' differente da questi: io mi sono laureato in Ingegneria Civile, ho fatto l'ingegnere per diversi anni, e a un certo punto ho lasciato la vecchia professione per ricominciare da zero. Comunque sia, insomma, io per un po' di anni e con alti e bassi l'ingegnere civile l'ho fatto davvero, con tanto di corsi ed esami di abilitazione vari post laurea. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se pensate che, prima di rimettermi a studiare, ero anche una sorta di  scrittore con un libro pubblicato e troppi romanzi autoprodotti (nel  senso che io volevo fortemente lavorare nell'editoria, e ho provato per molto tempo a farlo) mi sembra chiaro che - nel mio caso - ci sia stato un taglio forte con quella che potremmo chiamare la mia vita passata che, per molti altri che si trovano in una situazione simile alla mia di essere studenti passati i 30 anni, magari non c'è necessariamente stato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente non è che io sia impazzito da un giorno a un altro, puntando a caso un qualsiasi settore che mi allontanasse dalla mia noiosissima professione passata: essendo da tempo un volontario della Croce Rossa, da ingegnere/scrittore che ero ho avuto numerosi contatti con l'ambiente medico e con il soccorso, e mi sono reso conto con il passare del tempo che la medicina mi pareva più interessante di tante altre cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il fatto che - come studente - abbia scelto il settore della medicina d'urgenza dove frequentare e fare la tesi, nasce chiaramente dal fatto che è con quel tipo di medicina che ho avuto spesso a che fare prima di decidere di cambiare strada. Ma se devo essere sincero (e onesto), io facevo e faccio ancora un pochino di volontariato, ma non posso certo dire che si tratti di un'attività che mi impegna per chissà quanto tempo o che riempia chissà che parte della mia vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era - ed è anche oggi - un interesse importante, ma non ho mai pensato "ora mi laureo in medicina per trasformare in lavoro quello che faccio come volontario". Non so spiegarlo in poche rige, ma rimanere anche come medico a fare parte dei volontari mi farebbe sempre e certamente piacere. Fare altro e con altre funzioni - invece - non lo so.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Iniziando a studiare medicina, poi, io puntavo principalmente a qualcosa di un po' diverso: come la medicina interna o la medicina di base. Mi piaceva e mi piace ancora l'idea del medico professionista che riceve nel proprio studio, che è piuttosto differente da quello che può essere invece un dottore che lavora in pronto soccorso. E tutto sommato è sempre quella un po' la mia maggiore ambizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel settore dell'emergenza, invece, adesso ci sto piano piano ricadendo un po' per caso, un po' per attrazione naturale, e un po' perché mi pare semplicemente un ambiente molto più stimolante di altri per imparare davvero a fare il dottore. Ma appunto non ho lasciato l'ingegneria perché mi piaceva l'ambulanza, e volevo fare il medico di quel settore. È stato più un insieme di fattori che un po' sono dipesi da me, e che un po' invece sono arrivati per i cavoli loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arrivo a dire che a me - tutto sommato - non importa molto dell'emergenza in sé. O meglio mi importa eccome, ma mi piacerebbe occuparmi anche di altro. Ma se la scelta è stare 2 anni in sala operatoria a reggere i ferri per fare il chirurgo, in una stanzetta a scrivere cartelle per fare l'internista, ad accodarmi a giri visite con 40 persone in certi reparti o a infognarmi in qualche ambulatorio a vedere sempre la stessa patologia per tanti altri indirizzi... be': almeno, dove sono capitato io c'è quel minimo di varietà in più che potrebbe - un domani - portarmi a diventare un medico un po' migliore. O almeno la mia speranza è questa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma: perché questo taglio? Cosa non mi piaceva dell'ingegneria e di tutto quello che facevo prima (compresi i miei romanzi) e cosa mi ha attratto fino a questo punto nella medicina?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tante cose. Ma, come dicevo, per ora ho parlato abbastanza e - se siete arrivati fino a qui - mi scuso tanto ma non posso scrivere un post lungo 100 mila caratteri e che non leggerebbe nessuno (vi ricordo che non faccio più lo scrittore! :).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, insomma, il resto lo rimandiamo alla prossima volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/perche-una-seconda-laurea-in-medicina-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1338056545518716277</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 18:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-30T20:31:23.335+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>La check-list delle abilità minime di un dottore.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c0/DC10Checklist.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c0/DC10Checklist.jpg" width="340" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Pilota di aereo si appunta il significato di tutti quegli indicatori.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Post, lo ammetto, forse un po' superficiale:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni medico ha - o dovrebbe avere - delle capacità più o meno sviluppate. Il modo di rapportarsi agli altri, le conoscenze teoriche, le abiltià tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non è che c'è qualcosa che se la sai fare sei "bravo", e se non la sai fare sei "non bravo". È tutto un universo più complesso di conoscenze, sensibilità e competenze professionali, e se uno sta lì a fare i conti non è che può davvero darsi un voto come se fosse un semplice esame.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci mancherebbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, così, non avendo tante idee per aggiornare il blog in meno di mezz'ora (che poi ho da fare) questa cosa mi è venuta in mente e di questa vi parlo... sperando che magari voi diciate la vostra opinione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per me, le cose che vorrei saper fare come dottore (almeno nei primissimi anni dopo la laurea) e che per questo dovrei imparare durante questi studi, sono, in ordine sparso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Mettere i punti: &lt;/b&gt;intendo punti di sutura semplici, non cose profonde o in punti particolari e che richiedano l'intervento del chirurgo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho messo qualche volta dei punti su manichini e cose da esercitazione varie, ma a farlo davvero non sono capace e al momento non so se diventerò mai bravo a farlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Medicare una ferita:&lt;/b&gt; togliere i punti, pulire, disinfettare, bendare eccetera. L'ho visto fare, è più facile che mettere i punti, ma pure qua stiamo malino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sistemare le apparecchiature e materiale sanitario:&lt;/b&gt; con questo voglio dire mettere il monitor, cambiare una flebo, sistemare l'ossigeno... e vabbe'. Qua, più o meno, me la cavo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un prelievo:&lt;/b&gt; ho messo qualche agocannula, ma finora i prelievi proprio precisi del sangue non li ho mai fatti. Certo non è una cosa tanto complicata, diciamo che ancora non ci siamo... ma meglio dei punti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Leggere le analisi del sangue:&lt;/b&gt; sarebbe a dire, capire i risultati del prelievo fatto sopra. Diciamo che me la cavicchio, anche se ogni tanto qualche parametro me lo scordo oppure mi confondo ancora. Bisogna continuare ad esercitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un emogas:&lt;/b&gt; il prelievo da emogas è un po' un casino. Ne ho fatti un pochino e va così così, ma siamo ancora lontani dalla pratica necessaria per fare sempre un buon lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare un emogas:&lt;/b&gt; con il difetto di qualche parametro (specialmente gli elettroliti) che non riesco a memorizzare ancora negli intervalli precisi, arrivo a osare di dire che - più o meno - l'emogas lo so quasi interpretare e da qui alla laurea penso che ci saremo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un ECG:&lt;/b&gt; mettere gli elettrodi sui pazienti sudati coi peli che non si appiccicano e poi si agitano e non stanno fermi è complicato. Mi è capitato di riuscire a farcela anche da solo, però, segno che tutto sommato non era complicato, ma semplice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare un ECG: &lt;/b&gt;secondo me ci - quasi - prendo abbastanza spesso. Poi però ogni tanto ci sono le patologie cardiologiche assurde che non imparerò mai, o certe cose che proprio non si vedono. Penso che sarò bravino a leggere gli elettrocardiogrammi, alla fine, ma mai quanto un cardiologo o uno studente particolarmente secchione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare lastre, TAC, risonanze magnetiche:&lt;/b&gt; di queste ne vedo molte, anche se - per il reparto dove sono - si tratta spesso delle stesse patologie. Cioè è facile vedere una cosa quando, tutto sommato, è proprio quello che cercavi. Ma, insomma, credo che andiamo benino anche qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Diagnosticare una malattia e dare la terapia adatta:&lt;/b&gt; fermo restando che le mie conoscenze teoriche sono tutt'altro che perfette e complete, la diagnosi è una cosa molto difficile per qualunque medico e - per come funzionano gli ospedali moderni - quando visiti un paziente sei già indirizzato comunque verso un certo tipo di patologia e non è in ogni caso detto che a una diagnosi si arrivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diciamo che - per il momento - non mi sento assicuramente in grado di decidere e somministrare una terapia. Anche se inizio a ricordarmi un bel po' di farmaci (contro milioni di miliardi che invece non ricordo) e anche se credo che, per dare terapie, forse sia davvero troppo presto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interagire coi pazienti: &lt;/b&gt;sembra stupido, ma forse è metà del lavoro. Se coi pazienti ti incavoli, ti stanchi, litighi o non sai comunicare alla fine fai il doppio del lavoro. Se dei pazienti hai paura, ti impressioni, non te la senti di visitarli eccetera eccetera il lavoro - semplicemente - non lo farai mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io in genere con i pazienti vado d'accordo. Arrivo a dire di essergli simpatico, almeno per quel poco che mi vedono. Nelle procedure che so fare sono abbastanza rilassato, mentre in quelle nuove mi irrigidisco un po'. Insomma sto avanti con la pratica, ma ne manca ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un'ecografia:&lt;/b&gt; sicuramente il mio progetto è di saper usare un ecografo dopo la laurea. L'idea è che userò un ecografo durante la tesi, ma ora come ora non ne ho mai toccato uno. C'è da dire che, per un medico semplicemente laureato, l'uso dell'ecografo forse è chiedere troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Usare il fonendoscopio:&lt;/b&gt; lo strumento con cui si ascoltano il cuore e i polmoni. Io un pochino me la cavicchio: in genere riconosco un suono che non va, e che c'è una condizione patologica (e anche solo questo non è in fondo così poco). Però ho ancora difficoltà a esprimere a parole quello che ascolto, e a correlare il tutto con la patologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ok. Diciamo che - più o meno - se il giorno della laurea fossi bravo in tutti questi punti mi sentirei soddisfatto. Ma mi sono scordato qualcosa?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sicuramente sì, sicuramente anzi ne ho dimenticate troppe. E allora, aggiungetele voi: cosa vorreste, come minimo, che il vostro medico fosse in grado di fare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/la-check-list-delle-abilita-minime-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-5851474508204562861</guid><pubDate>Sat, 27 Apr 2013 21:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-27T23:23:33.091+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Croce Rossa e volontariato</category><title>Ritorno in ambulanza.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/Bianchi_s9_di_trequarti.jpg/800px-Bianchi_s9_di_trequarti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/Bianchi_s9_di_trequarti.jpg/800px-Bianchi_s9_di_trequarti.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'ultima volta che ero stato in ambulanza... era questa.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L'altro giorno c'è stato il ponte del 25 Aprile senza lezioni da seguire, senza il mio professore in reparto per frequentare, senza la benché minima voglia di studiare quello schifo di neurologia, e senza neppure aver organizzato nulla con parenti e amici vari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora, visto che sono mezzo scemo, ho avuto la bella pensata di prendermi un turno in ambulanza e via: a sirene spiegate verso il popolo degli afflitti bisognosi e doloranti. Non per spirito umanitario. Non per anelito assistenziale. Non per imparare e nemmeno per fare pratica ma - semplicemente - perché se no mi annoiavo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La non-noia (che qualcuno chiamerebbe &lt;i&gt;divertimento&lt;/i&gt;) è una buona motivazione per fare volontariato? Io direi di sì. Direi anzi che è una motivazione salubre e condivisibile (non per niente: era la mia!) mentre se mi leggete da un po' avrete già intuito l'idea che quelli che si credono di salvare il mondo mi stanno leggermente un po' sulle scatole... e ancor leggermente un pochino di più se sono ingegneri o dottori o - peggio che peggio che mai - tutte e due le cose assieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo questo interminabile preambolo, la prima cosa vagamente interessante è che era molto tempo che non facevo un turno di 118 con l'ambulanza. Saranno almeno quattro o cinque mesi, ma forse addirittura anche di più. Mi sa che era tipo un anno, se faccio i conti bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed ero un pochino abbastanza curioso di vedere un po' se tutta la frequenza in reparto di questi ultimi mesi si sarebbe vista, oppure no. Voglio dire: aver fatto un bel po' di esperienza come aspirante dottore, avrebbe cambiato il mio modo di comportarmi anche in divisa?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fondo il ruolo del volontario è molto semplice: segui i consigli dell'infermiere di turno (parlare di "ordini" suona proprio brutto). Conforti i pazienti, porti la barella, litighi con chi c'ha voglia di litigare, utilizzi spinale, collari e altri presidi... io nemmeno sono autista, per cui di quella parte nemmeno mi occupo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che poi ora arrivano i volontari e ci restano pure male, per cui fammi elaborare meglio: il ruolo del Volontario del Soccorso (che neanche esiste più, come figura, ma lasciamo perdere) è impegnativo e richiede molte capacità. Ma non richiede di fare 5 anni di medicina, grazie al Cielo... a parte nel mio caso che invece evidentemente li ha richiesti, ma ok io sono una roba a parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, ero curioso di questo mio nuovo ruolo di semi-medico nei panni di un volontario. Soltanto che mannaggia alla miseria, ma io c'ho questa cosa che vorrei dire le cose ma poi mi pare di vantarmi e mi dà molto fastidio fare quello vanitoso, e sono 200 righe che ci giro attorno dicendo boiate... e allora non le dico, e basta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fine del post.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.S.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia, al di fuori del post, devo dire che sono molto contento di come è andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi è sembrato di avere sempre le idee chiare su quello che succedeva e sui pazienti. Ho fatto (credo) le giuste domande, conoscevo qualcosina sulle patologie... soprattutto, e questo è pesato tanto, l'esperienza che inizio a maturare mi ha dato molta più sicurezza di quella che avevo prima. Che poi magari prima ero uno particolarmente insicuro, e ci può stare che adesso sia semplicemente andato in pari... ma intanto, per dire: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è il paziente con un'emorragia, e chiedi se ha preso qualche anticoagulante. &lt;i&gt;Coumadin? Aspirina? È in terapia per l'INR? Fibrillazione atriale?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è il paziente che ha febbre e dolore al collo, ma fai una manovra di Lasegue (o Làsegue, Lasègue o Laseguè. Dove si mette l'accento al concorso lo chiedono sempre e sì: &lt;a href="http://www.simonenavarra.net/2013/03/la-notte-in-pronto-soccorso.html"&gt;quesa battuta l'avevo già fatta,&lt;/a&gt; ma in quel caso la manovra me la stavano insegnando!) e visto che è negativa forse non ci siamo presi tutti la meningite... almeno, a detta della semeiotica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'era una roba tutta sanguinolenta e schifosa. E tu la guardi per capire com'è e come non è e che alla fine, niente, non è che ti faccia più tutto questo effetto: è solo la centomilionesima cosa sanguinolenta e schifosa che vedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è quello che devi portare in ospedale dove pensi che gli faranno un ECG, delle analisi e magari una lastra del torace, e davanti ai parenti dici: &lt;i&gt;dovrebbe venire in ospedale, dove probabilmente gli faranno un ECG, delle analisi e una lastra del torace.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E c'è l'infermiere che ti chiede se vuoi mettere un'agocannula... e tu tranquillo prendi e la metti senza fare casini e senza nemmeno troppo terrore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cacchio, regà: ve lo giuro, a me non piace dire cose che poi sembra che mi vanto e magari domani vado in reparto e mi cacciano e scopro che leggevano il blog e faccio pure doppia figura del piffero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però la differenza l'ho sentita davvero, sta cambiando veramente tutto. Speriamo di continuare su questa strada.</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/ritorno-in-ambulanza.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2100367670859261160</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2013 15:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-23T19:10:31.452+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Autobiografia quasi seria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Il tirocinio in oculistica. O anche: la prima volta che mi hanno arrestato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg/450px-Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg/450px-Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Strumento usato per vedere l'occhio, e poi dirsi... bo'?!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Credo che oculisti e oftalmologi siano in realtà la stessa persona, ma dato il livello di settorializzazione della medicina potrebbe uscire fuori che uno opera l'occhio destro e l'altro mette le lenti all'occhio sinistro, per cui intanto vi dico che il tirocinio l'ho fatto con entrambi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di maxillo-facciale (il chirurgo del cranio, tanto per capirsi) so invece che anche se sto in un settore che dovrebbe essere molto attinente è in realtà una delle materie che mi interessano meno in assoluto: &lt;i&gt;la frattura di tipo X si opera mettendo 3 viti sopra e due sotto. Per la frattura di tipo Z, invece, va bene anche solo un po' di Vinavil.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che io le viti in testa non le voglio mettere davvero a nessuno, per cui - lo ammetto - non sarà mai tra le mie competenze migliori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tirocinio però ce lo fanno tutti insieme, e andiamo al piano di &lt;i&gt;testa e occhi&lt;/i&gt; (non si chiama proprio così, ma quasi) dove ci stanno i diversi reparti e un po' di pazienti che hanno in comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma stiamo lì in 10 persone col camice dentro una stanza da visita, attorno a una povera signora anziana in vestaglia che si è prestata alla cosa e che hanno portato lì, dicendo:&lt;i&gt; fate voi, visitatela.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terrore e gelo totale o semplice "c'ho sonno fate voi" di buona parte dei colleghi studenti. Questa cosa del non volersi esporre durante i tirocini era così già dal terzo anno, ed evidentemente non è che sia molto migliorata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io però, che mi sto abituando a maneggiare schifezze e toccare pazienti moribondi, della vecchina non mi intimorisco più di tanto. Certo, non ho la minima idea di cosa fare e dire e al 99 virgola 99 per cento farò una figura del cavolo davanti a tutti... ma comunque, chissene frega, vado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Che cosa è successo, signora?» domando, facendomi avanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se si vedeva subito, non ve l'ho ancora detto ma lei poverina ha tutto un livido tipo enorme sulla faccia e attorno all'occhio destro. Essendo ricoverata in ospedale, che sotto all'occhio nero possa esserci qualcosa di un po' più sostanzioso uno potrebbe pure arrivarci da solo... ma in realtà con tutta la mia svegliezza post quasi doppia laurea ho realizzato la cosa solo ora che scrivo queste righe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sono caduta dalle scale» sorride lei, gentilissima. Vi confesso che ha troppa più pazienza di quanta non ne avrei io, in una situazione analoga. «Mi si è impigliato un tacco nel pavimento, sono inciampata e ho sbattuto la faccia».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pregno di nozioni di pronto soccorso di base acquisite nel volontariato (che, diciamolo, da dottore al momento non ho imparato quasi una mazza) inizio con una serie di interrogatorio post trauma:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«È caduta perché ha perso i sensi?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha sbattuto la testa ed è svenuta dopo?».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha preso farmaci di qualche tipo?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha patologie importanti?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Diabete, ipertensione, cardiopatie?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No, no, no».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Dall'occhio che ha sbattuto, ci vede bene?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ci vedo male. Ma è tale e quale a come ci vedevo anche prima».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok. Almeno una delle risposte non è stata un "no", ma una frase tutto sommato piuttosto ben articolata. Ma insomma - mi domando - ora che a domande non ho raggiunto un cavolo di niente, che cosa mi invento? Nel mio reparto, arrivati a questo punto, arriva il professore e risolve tutto lui, mentre qui va a finire che le mie pressoché nulle conoscenze di &lt;i&gt;oftalmologia d'urgenza&lt;/i&gt; saranno presto la mia tomba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutto questo i miei colleghi studenti non dicono una parola che sia una per darmi una qualsiasi specie di input su come andare avanti. Forse perché sono sempre atterriti dalla vecchina, o forse più probabilmente - e più consolatoriamente aggiungerei - perché non sanno che fare tanto quanto me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In compenso ci pensa il professore a farmi capire che è un po' presto per andare in sala operatoria, e che c'è prima qualcos'altro da fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Allora tutto qui?» dice. «Non guardi il paziente, non lo visiti, non fai nulla?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come no? La &lt;i&gt;visita maxxillologica&lt;/i&gt; (?) è il mio pane quotidiano!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Guardi verso di me».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dicendo mi metto di fronte alla paziente, e con tutta la faccia da culo che solo 10 anni da ingegnere possono insegnarti simulo la più verosimile visita neurologica che possiate immaginare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sfiorando con le mani la fronte e gli zigomi, vado tipo a valutare la sensibilità facciale. Credo. Che loro in reparto lo fanno sempre, anche se alla fine non penso di aver realizzato una beata minchia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sente che la sto toccando?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Un po' meno dalla parte dell'occhio nero» dice la vecchina. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intorno a me tutti quanti, studenti tirocinanti professori e specializzandi compresi, mi osservano in silenzio. Non so se mi daranno la laurea, ma almeno un oscar penso di meritarmelo. Ma adesso - mi chiedo - che faccio?! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E d'improvviso un fulmine a ciel sereno mi accende la mente: siamo a oculistica. La signora ha un trauma oculare. Potrei, addirittura, guardare... gli occhi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con due dita apro un pochino le palpebre della paziente, e guardo le pupille usando la luce del cellulare. Che lì accanto ci sta una lampada a fessura (quel coso che vedete nella foto) da migliaia di centinaia di euro non importa niente: che tanto non lo so usare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'occhio sinistro è ok. Almeno per me che non ne capisco niente. L'occhio destro invece ha la pupilla dilatata che non si restringe alla luce. Che - se ci pensate - è una cosa che non va tanto bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«C'è una midriasi» comunico al professore, ringraziando con tutto il cuore il corso base della Croce Rossa per avermi imparato questa salvifica parola. «Io farei subito immediatamente prima ancora di qualsiasi altra cosa, una TAC».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lì per lì, mi sento troppo un figo: c'era una cosa difficilissima da scoprire, ma con l'aiuto di conoscenze generiche e del mio cellulare, ce l'ho fatta. Ora tutti penseranno che sono un grande oftalmologo d'emergenza, e ogni volta che apriranno gli occhi in piscina o che si accecheranno con lo shampoo sotto la doccia si diranno che c'è bisogno di me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La midriasi c'è per via del collirio che mettiamo prima della visita» è lo sconsolante referto del docente. «Prima non ce l'aveva».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uhm. E vabbe': l'oftalmologia d'urgenza mi ha appena voltato le spalle. Ma almeno - mi dico - adesso so che NON ci sono reperti patologici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«E allora, cosa fai?» incalza il professore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cerco aiuto nello sguardo dei colleghi, ma persiste il silenzio generalizzato e la mancanza di idee barra suggerimenti barra &lt;i&gt;dite qualcosa voi che almeno non sono l'unico a fare una figura del cappero&lt;/i&gt;. Ma ancora niente di niente: sono stato abbandonato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi faccio coraggio, e uso i dati da me ricavati tramite la pratica clinica per formulare una diagnosi così come si addice a un reale dottore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La signora non mostra segni di interessamento nerologico. La vista è normale, non ci sono segni di frattura, non c'è stata perdita di coscienza, ha un aspetto sano e non sembra che l'evento traumatico abbia causato delle complicanze».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«E allora che fai? La mandi a casa?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io veramente avrei fatto una lastra del cranio. Ma se gli dici &lt;i&gt;lastra del cranio &lt;/i&gt;i chirurghi s'incazzano da morire, che loro stanno troppo avanti per richiedere esami così banali. Per cui, insomma, mi pare che la soluzione sia una sola:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sì» dico, con lo sguardo elevato di chi è convinto delle sue parole. Il volto fiero e l'animo spavaldo dei giusti. «La mando a casa, perché la signora non ha assolutamente niente».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ok. Bravo, no?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viene fuori che loro invece hanno fatto una TAC, e la signora aveva tipo una frattura orbitale tripla carpiata, di quelle che se non ti operi dopo qualche giorno succede come se avevi visto la cassetta di The Ring. E che io non facendo la TAC ero tipo passibile di una cosa strana che non ho ancora studiato, ma che in reparto chiamano &lt;i&gt;galera&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E va bene, poco male. Come si dice? Chi fa il pane s'infarina. O anche: chi fa, sbaglia. Ed è pure vero che sbagliando s'impara.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il guaio è che si dice anche - tante volte - che chi sbaglia paga. Ma quest'ultimo proverbio, ve lo devo proprio dire, non m'è mai piaciuto per niente.&lt;i&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/il-tirocinio-in-oculistica-o-anche-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>18</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-5596932439078641437</guid><pubDate>Sun, 21 Apr 2013 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-21T17:42:47.793+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>Da ingegnere a medico: l'unione dei due, tre... o quattro mondi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s1600/ecg+Compatto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s400/ecg+Compatto.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Super schemino gigante da stampare e portare in reparto. O all'esame.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'immagine che vedete qui accanto sulla vostra sinistra, dimostra ciò che rimane delle abilità grafiche sviluppate nel corso della mia "carriera" di scrittore emergente autoprodotto online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare le copertine dei miei libri, l'impostazione grafica dei miei ebook, per editare le mie foto o sistemare i miei blog, ho imparato un po' per conto mio a barcamenarmi con photoshop e programmi di grafica vari. Che poi sono sempre photoshop, visto che non ne esistono altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E adesso non è che sia questo maestro, ma con una copia di &lt;b&gt;Gimp&lt;/b&gt; (che è sempre Photoshop, ma in una sua copia spudorata e open source che si scarica aggratis) e un po' di immagini raccattate per la rete ho messo insieme un &lt;i&gt;mega fogliettone miniaturizzato&lt;/i&gt; da stampare e portarmi nel taschino del camice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fogliettone come vedete ci sono un bel po' di quelle cose importanti per saper interpretare un elettrocardiogramma, ma che allo stesso tempo trovo difficili da ricordare: lunghezze limite di PR, QT e QRS. Aspetto a blocco di branca destro e sinistro. Emiblocchi di branca. Asse cardiaco. Localizzazione dell'arteria infartuata e sindrome di Wolf Parkinson White.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è anche la scala di Glasgow in alto da una parte, che con l'elettrocardiogramma non c'entra un accidenti. Ma visto che ogni tanto mi chiedono di valutare lo stato di coscienza dei pazienti, mi pareva utile portarmi dietro anche quella. E il giorno che riuscirò a ricordarla a memoria la toglierò per inserire al suo posto qualcos'altro... ma per il momento quel giorno è alquanto lontano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non pensiate che io mi voglia vantare di un prodotto medico-grafico tanto scadente (e soprattutto tanto copincollato da lavori di altri)! Ma proprio ieri è capitato di parlare proprio di questo con l'amico &lt;a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/"&gt;Luca Batman Dredd Magneto Morandi&lt;/a&gt;, e riflettendoci un po' dopo più tardi per conto mio ho iniziato a realizzare che - in fondo in fondo - forse&amp;nbsp; in tanti anni non mi sono limitato a saltare di palo in frasca da un settore lavorativo a un hobby fino a un nuovo percorso di studio, come invece alle volte mi sembra di aver fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fin dei conti l'idea di unire tanti schemi in uno spazio ridotto (e soprattutto allo scopo di studiare di meno) potrebbe definirsi ingegneristica. L'argomento trattato è strettamente medico, mentre le competenze necessarie a mettere insieme il tutto - anche se chiamarle &lt;i&gt;competenze&lt;/i&gt; è forse un po' più in alto del mio reale livello - sono nate da un'esperienzsa di tipo puramente creativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, a un paio d'anni dalla fine di questo percorso (e dall'inizio del percorso che verrà dopo) mi trovo a riflettere: posso essere ingegnere - o - medico oppure è sensato, possibile e anzi per certi versi inevitabile, essere ingegnere - e - medico?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulla carta, e nel mondo puramente burocratizzato dell'università e dell'ospedale, certi accostamenti non sono previsti e la cosa non ha nessun peso e non è neanche vagamente presa in considerazione. Potremmo al limite vederla come uno svantaggio, se ci limitiamo a considerare che devo competere con persone molto più giovani di me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io stesso avevo abbandonato un po' tante cose già fatte, relegandole in un passato che alla fine dei conti non mi aveva mai fatto sentire una persona davvero realizzata. Adesso però inizio a pensare che quel passato potrebbe non essere così da buttar via, e che - col tempo - molte cose finiranno per convergere e tornare inaspettatamente molto più "attuali" di quanto non immaginassi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/da-ingegnere-medico-lunione-dei-due-tre.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s72-c/ecg+Compatto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6355596158219364548</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2013 21:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-19T00:07:33.339+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Studiare, da giovani.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/Teens_sharing_a_song.jpg/800px-Teens_sharing_a_song.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/Teens_sharing_a_song.jpg/800px-Teens_sharing_a_song.jpg" width="330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giovani studenti 40enni: manco i soldi per comprare 2 cuffie.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'altra sera ho giocato a calcetto, con un po' di amici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non sono mai stato forte a giocare, anzi. Mi chiamano (o lasciano che mi imbuchi) solo perché in effetti siamo amici davvero, e se ci vado è quasi più per l'idea che dopo si continua la serata da qualche parte che per la partita in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti la mia squadra viene massacrata, per colpa non solo mia... ma quasi. Doccia, saluti e abbracci, e con qualcuno si finisce in un baretto dei soliti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dico che è lunedì e non devo fare tardi e devo stare buono che poi domattina chi si sveglia. Mangio qualcosa. Poi una birra, seconda birra, qualche sigaretta e shottino di Rum che manco lo volevo. E la mattina dopo, mi alzo che sono devastato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vado a lezione giusto perché devo firmare, e arrivo pure tardi. Durante la pausa inizo a parlare con qualche compagno di corso di quello che ho fatto in reparto, di pressione, defibrillatori e cose di profonda medicina come le tecniche per appiccicare le ventose dell'elettrocardiogramma quando non prendono e si staccano da sole. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riprende la lezione, e come da manuale dello studente scalmanato ci mettiamo in ultima fila per continuare a parlare dei cavoli nostri come se fossimo in un mondo bello e distante dove le lezioni obbligatorie non sono noiose e inutili, e anzi gli studenti addirittura si divertono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E invece non stiamo in un mondo distante proprio per nulla, e anzi a un certo punto il docente interrompe la lezione. S'incazza che facciamo troppo casino, ci fa un cazziatone che manco al Liceo... e si segna pure i nomi che poi così dopo se li ricorda e sono cavoli nostri: che poi all'esame alla fine - non lo so - mi sa che di sicuro a questo non mi daranno la lode.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci metto davvero un po' a capirlo, ma alla fine ci arrivo: mi hanno messo la nota sul registro come quando andavo a scuola! E vi sembrerà strano, ma a me questa cosa mi ha troppo cambiato la vita: sono stato tipo 3 ore a prendere in giro quegli altri che hanno preso la nota con me. L'ho scritto subito su Facebook e mi pare pure su Twitter, l'ho raccontato a tutti i miei amici e adesso ci sto facendo pure l'aggiornamento sul blog. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono uno studente scapestrato che disturba e che prende le note: e scommetto che il tizio di gioventù bruciata non era nemmeno ingegnere, povero piccolo sfigato con a malapena il diploma, che non fa paura proprio a nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torno a casa contento e il sole che mi scalda la faccia attraverso i vetri dell'auto. La musica nello stereo e un sacco di idee e progetti per la testa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Identifico una sorta di meccanismo di successo - gratificazione - buonumore: è capitato che in reparto ho fatto qualche bella figura. Mi sono alzato un po' le endorfine giocando a calcetto, e una serie di eventi positivi porta altre sensazioni positive e sono in un loop di neurotrasmissioni eccitatorie... o qualsiasi altra cosa ci stia spiegata sul libro di Neurologia: che finora ho letto appena due capitoli, e poi mi sono impantanato di brutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure magari è solo l'alcool dell'altra sera. O ancora è vero che adoro il caldo e la primavera, e che dopo un periodo un po' sotto tono ci sta per forza un periodo un po' più allegro. Comunque vado a letto sempre stanco come un somaro azzoppato, le ore di sonno sono sempre troppo poche ma mi alzo la mattina che non vedo l'ora di ricominciare tutto un'altra volta da capo, e di tante cose che devo fare nella giornata posso dire che mi piacciono - quasi - tutte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine è uno dei tanti momenti che ho passato in questi anni, nei quali ho capito che ho fatto bene a cambiare strada se quella vecchia non era la mia. Ho fatto bene a mollare tanti fagotti del cazzo e a ricominciare a studiare, anche se ha comportato un impegno davvero enorme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se anche 5 anni fa sarò stato un po' &lt;i&gt;meno vecchio&lt;/i&gt;, in questo momento mi sento molto, molto più giovane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/studiare-da-giovani.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2504484417569139798</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2013 16:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-15T18:48:08.054+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Croce Rossa e volontariato</category><title>Seconda laurea in medicina: Aprile, dolce... non dormire ma studiare, tirocinio, ospedale, lettera, testamento e futuro professionale.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s1600/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s320/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Terapia intensiva: il reparto dove NON mi specializzerò.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ok, da oggi in poi basta lamentele su tirocini pallosi, lezioni infinite, studenti insoddisfatti e piagnistei vari: sto alla (quasi) fine del quinto anno di Medicina, e se non prendiamo la cosa con il giusto entusiasmo qua finisce che al sesto ci arrivo che sono bello che schiattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui vi elenco una serie di (spero) buone notizie e calorose novità del momento:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;1) Abbiamo quasi definito l'argomento della tesi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Praticamente mi sono sfogliato un po' di riviste di medicina d'urgenza. Poi ho scelto un po' di articoli che mi piacevano e li ho mostrati al professore... e insomma è venuto fuori che potrebbe andare una tesi sul confronto tra due diverse metodiche diagnostiche in una qualche procedura o patologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok, lo ripeto in Italiano: c'hai il mal di pancia. Ti studiamo il mal di pancia con i raggi X e con la risonanza magnetica, e poi vediamo quale delle due cose ha funzionato meglio. Facile, no? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se poi consideriamo che - per ragioni a me oscure - nella medicina d'urgenza c'è questa passione insuperabile per l'utilizzo ovunque e in qualsiasi momento dell'ecografia, è probabile che la tesi richiederà l'uso dell'ecografo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E saper utilizzare un ecografo, per un dottore, non è male. Almeno dicono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;2) Sto iniziando tipo a studiare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ve l'ho detto che ho dato Farmacologia? Sì. Ecco, orfano degli esoneri di farmaco da studiare praticamente sempre nel corso dei passati 2 anni e mezzo quasi tre, mi sono sentito pronto a intraprendere lo studio di una delle materie da dare a giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine sto studiando Neurologia (che è BELLISSIMA), e poi farò credo Organi di senso (che è BELLISSIMISSIMA). Visto, non mi lamento più, fedele ai presupposti del post: queste materie mi fanno veramente c@g@r€, eppure dico che sono bellissime lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;3) Ho fatto il corso per la rianimazione pediatrica alla Croce Rossa. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora insomma sono abilitato all'uso del defibrillatore su emergenze pediatriche. Che però speriamo di non incrociare mai e stramai manco una mezza volta nella vita, ovviamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;4) In reparto ho rianimato un paziente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè, ho aiutato a rianimare un paziente, ovvio che non ho fatto niente per conto mio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho massaggiato, ventilato, hanno dato un paio di fiale di adrenalina e il cuore è ripartito. Poi l'hanno intubato e portato in rianimazione, e vorrei dirvi che sta bene ma la situazione non pareva proprio delle più rosee e insomma alla fine chi lo sa... intanto abbiamo fatto quello che bisognava fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto sommato penso di aver fatto un buon lavoro, e l'anestesista che era lì me l'ha pure detto. Certo è strano che la cosa che forse mi riesce meglio come &lt;i&gt;aspirante dottore&lt;/i&gt; sia una cosa che ho imparato con la Croce Rossa, del tutto fuori dall'ambiente universitario, medico e ospedaliero. Mi è già capitato di dire che la laurea ti dà una abilitazione professionale, ma che poi come si fa il dottore devi imparartelo un po' per conto tuo e arrangiarti. E non so se è del tutto vero, ma comunque in questo caso è andata un po' così. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo anche dire che non è che mi sia sentito particolarmente realizzato dalla cosa. Cioè è stato bello mettere in pratica tutti quei corsi fatti, e capire di aver fatto un buon lavoro, ma non è quello il genere di realizzazione che cerco. Arrivo a dire che non mi piace molto lavorare con pazienti non coscienti e in condizioni particolarmente critiche, intubati e non "collaboranti", come si dice in gergo medichese. Per cui insomma credo di aver capito che - dopo la laurea - non mi piacerebbe fare l'anestesista-rianimatore, come invece era tra le varie ipotesi che valutavo tempo addietro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono personalmente convinto che certe manovre facciano parte del bagaglio indispensabile di qualsiasi medico (anche se nella realtà raramente è così, purtroppo) e che ancora di più nella medicina di urgenza capiti e sia necessario lavorare su pazienti incoscienti e che hanno bisogno di essere completamente gestiti dal personale sanitario. Ma inserirmi in una specialità che si occupa principalmente di quello, proprio come sua concezione, non penso sia la mia aspirazione principale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ho detto tante volte, mi piacerebbe utilizzare il pronto soccorso e la medicina di urgenza per entrare in contatto con un grande numero di malati, di patologie e di possibilità per imparare e fare pratica. E poi mi piacerebbe avere i miei pazienti e gestire condizioni non necessariamente al limite della criticità e non per forza in una situazione di emergenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io mi "vedo" come un incrocio tra uno specialista molto specifico, un internista e un medico generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non è che questa cosa esista davvero, nella struttura molto rigida della medicina attuale. Però non esistono manco tanti ingegneri che diventano medici, e se continuerò sempre a sentirmi ovunque un po' un caso a parte (se non proprio un pesce fuor d'acqua) credo che farà sempre un po' parte del mio percorso personale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/seconda-laurea-in-medicina-aprile-dolce.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s72-c/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-959447709376409389</guid><pubDate>Fri, 12 Apr 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-12T18:24:24.185+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Lo studente sfruttato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images-onepick-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?container=onepick&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2F9%2F92%2FFord_Madox_Brown_-_Work.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="230" src="http://images-onepick-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?container=onepick&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2F9%2F92%2FFord_Madox_Brown_-_Work.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Non si capisce nulla, ma questa è un'immagine sul lavoro.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Sembrerà strano un 37enne ingegnere che va ancora all'università. Penso che - ai più - uno come me dia l'idea di una persona complicata e un po' fuori dall'ordinario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a dire il vero penso di essere molto semplice nelle cose che faccio: ho deciso di laurearmi in medicina perché vorrei diventare dottore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi piace poco studiare, ma con un pochino di fatica bene o male gli esami li passo... e vado avanti così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo stesso modo, anche per la frequenza pratica in ospedale, ho fatto le cose senza particolari complicazioni: ho girato un po' di reparti, ne ho trovato uno che mi piaceva, dove mi trovavo bene e che mi pareva adatto per laurearmi sapendo fare per lo meno qualcosa, e ho deciso di rimanere lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E devo dire che a me piace andare in ospedale: se le lezioni le trovo inutili, studiare è noioso e i tirocini sono più una perdita di sonno che altro, stare nel reparto vero a fare le cose vere coi pazienti veri e vicino ai dottori veri mi piace molto. Mi diverte, oserei dire. Arrivo ad ardire di ammettere che - quando vado in reparto - nel fare quello che faccio provo addirittura una sorta di piacevole gratificazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fare il dottore è un lavoro che mi piace, non c'è proprio dubbio. Che poi - alla fine - è iniziato tutto proprio per quello: non mi piaceva fare l'ingegnere, e pensavo che mi sarebbe piaciuto di più fare il medico. E ora eccomi qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando chiedi di poter andare in un qualsiasi reparto, in genere si viene affidati a un professore e si va lì quando c'è lui, perché altrimenti credo che in ospedale ci sarebbe ancora più casino di quello che già c'è. E visto che il mio professore ha orari variabili di mattina, pomerigio oppure di notte, anche io frequento la mattina, il pomeriggio o la notte quando insomma so di trovarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma - lo ripeto - io mi diverto ad andare in reparto. Ci vado perché voglio farlo, perché mi piace e perché - da un punto di vista puramente pratico - lo trovo interessante, formativo e utile. Arrivo a dire che le pochissime cose che so e che so fare le ho imparate lì dentro, mentre molti esami (per non fare il solito qualunquista, e dire&lt;i&gt; tutti gli esami&lt;/i&gt;) non mi hanno insegnato gran che. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, parlando con gli altri studenti o leggendo in forum e discussioni online, mi capita di sentir dire cose del tipo: &lt;i&gt;in reparto ti schiavizzano. In reparto fai il lavoro degli altri e ti sfruttano. In reparto ci vai solo per leccare il didietro in modo tale che ti facciano entrare in specializzazione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E vabbe'. Devo ammettere di pensare che qualcuno magari su questa cosa esageri un attimo: vai in reparto, ti fanno fare un ECG, un prelievo e mettere due cerotti, e invece di ringraziare il Cielo che non ti hanno semplicemente ignorato vai in giro a dire che hai fatto tutto te che ti hanno sfruttato e che sei stato lì tutto il giorno a pane e acqua senza nemmeno vedere Dragonball all'ora di pranzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma ok, a parte questi casi che saranno davvero una minoranza, sono sicuro che è vero e che in almeno alcuni posti le cose stanno certamente così: gli studenti vanno lì per imparare, ma qualcuno se ne approfitta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco: io devo ammettere che da una situazione del genere sarei scappato a gambe levate. Il mio interesse come futuro medico è essere un buon medico (cosa questa che non darei affatto per scontata). Non cerco particolari aiuti per la mia carriera, visto che tutto sommato ne ho mollata già una solo per fare qualcosa che mi piaceva di più. Non me ne frega nulla del posto particolarmente prestigioso o ambito, e se alla fine troverò una specializzazione decente tanto meglio, altrimenti ho sempre detto che vanno bene anche master e corsi post laurea o anche - al limite anche se ancora non so se mi piacerebbe - la bistrattata medicina generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla mia, trovo che forse il piacere di far pratica come futuro medico nasce anche dallo stare a contatto con colleghi che mi rispettano, e accanto a persone che si preoccupano di insegnarmi qualcosa invece di aspettarsi al contrario qualcosa da me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio consiglio, ovviamente, è di cercarvi un posto analogo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/lo-studente-sfruttato.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-7508832405119093597</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2013 16:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-08T18:31:55.585+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><title>Diventare medico, e affrontare la sofferenza dei pazienti: la paura di Francesco.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg/477px-Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg/477px-Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg" width="254" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Veterinario atterrito da animali ipertiroidei.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ciao Simone, innanzitutto scusami per il disturbo: immagino tu sia impegnatissimo con lo studio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma è da un bel po' che seguo il tuo blog, e solo ora mi è venuta l'idea di raccontarti un po' della mia (brevissima) storia universitaria, forse anche un po' per sfogo personale, con la speranza magari di ricevere qualche consiglio o non so che.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono uno studente di medicina del 1 anno, per ora a posto con gli esami del primo semestre. Media che neanche io so come ho fatto a raggiungere ma vabbè, questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che io sono convintissimo di voler andare avanti con questi studi, e non mi spaventa l'idea di doverci passare le notti e tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che mi piace di più della medicina, credo (anche se forse è troppo presto per parlarne perché non ho ancora fatto niente e amalapena riesco a riconoscere i vetrini a istologia) è il rapporto con il paziente. Però è anche quello che mi spaventa di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi spiego meglio: io credo che questo tipo di percorso sia un grande impegno a livello culturale-scientifico, però quello che lo rende unico rispetto a tutte le altre cose è il doversi rapportare con la persona che sta male, la persona che soffre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non so se io sono troppo sensibile o se sono una mezza checca o vattelapesca: il fatto è che un po' di tempo fa ci hanno portato in reparto, in gruppi di 4-5, per farci vedere un po' come funzionava.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siamo stati in terza clinica chirurgica al policlinico e, insomma, ci hanno fatto vedere come medicavano i pazienti che avevano subito una colonstomia, e come si faceva un'anamnesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma c'erano un paio di assistenti, o non so che, che seguivamo e ci facevano vedere un po' come funzionavano le cose. Dopo parlando anche con gli altri tutti quanti erano supereccitati per il privilegio ricevuto, cioè di poter entrare subito in reparto, e anche io sì, lo ammetto, ero contento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però a distanza di giorni la differenza è che io sono veramente rimasto sconvolto anche dal vedere i volti dei pazienti, come la malattia li stava consumando e tutto il resto. Ed è un po' che cerco di capire se riuscirò ad essere forte e superare questa sensazione, o no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto di dover affrontare la sofferenza e la morte mi spaventa tantissimo, e non so neanche se sia possibile o giusto 'abituarcisi' anche se probabilmente alla fine il medico deve farsi forza per il paziente, perché un medico fragile forse non serve a molto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma a me spaventa tantissimo questa mia fragilità. Per me il problema non è guardare una ferita squarciata o vattelapesca: per me il problema è la faccia del paziente, e ogni volta mi si stringe quasi il cuore se mi rimetto a pensare a queste cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Magari sarà capitato anche a te o a qualcun altro di provare sensazioni simili, non so...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se hai tempo di leggere tutta questa pappardella ti ringrazio tantissimo. In bocca al lupo per i tuoi studi e per tutto il resto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesco                                                 </description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/diventare-medico-e-affrontare-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1693102462813498476</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2013 15:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-05T17:53:00.298+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>I professori più bravi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/83/TeacherBritishMuseum.jpg/655px-TeacherBritishMuseum.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="292" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/83/TeacherBritishMuseum.jpg/655px-TeacherBritishMuseum.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Docente di chimica suggerisce risposte &lt;u&gt;errate&lt;/u&gt; durante un test.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ditemi voi se è giusto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho studiato e frequentato il reparto anche sotto Pasqua. Anche ieri pomeriggio sono andato in Pronto Soccorso (tra l'altro un turno con pazienti davvero impegnativi) e poi ho ripetuto gli antiepilettici fino a notte inoltrata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stamattina non sono andato a lezione per ripetere un po' meglio... e che succede? In aula è arrivato uno mai visto prima, che non ha trovato di meglio da fare che mettersi a fare l'appello come al Liceo, e mi sono perso 2 frequenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che io poi a lezione ci vado sempre sempre sempre, proprio sempre davvero. Un po' perché la mattina non ho un cazzo da fare e altrimenti dormirei (anche se non sarebbe così sbagliato) e un po' perché durante le lezioni non sento assolutamente quello che dicono, e sfrutto il tempo per studiare altre materie per i prossimi esami.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altro giorno - ancora per farvi capire - sono andato al tirocinio obbligatorio. Non il reparto di medicina d'urgenza per la tesi: parlo dei tirocini allegati ai corsi e che fanno parte dei singoli esami. E vabbe': il tirocinio non si è svolto proprio, però i professori prima di mandarci via hanno comunque preso le firme per controllare chi c'era e chi no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, vabbe', capito? Io è da non so quanto tempo che mi faccio un culo immane per seguire, andare in reparto, andare ai tirocini e dare gli esami, ma questi qua come sgarri un attimo stanno lì a controllare e ti mettono i bastoni tra le ruote... anche se poi le lezioni fanno schifo e i tirocini manco li fanno e si riducono in un appello e nient'altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vi dà un fastidio enorme 'sta cosa qua? La burocrazia come tecnica per rovinarti la vita da persone che - tutto sommato - della tua vita sene stra-ultra-mega-fregano. Io 'ste cose non le sopporto, e se punto a laurearmi il prima possibile fosse anche con 18 di media è solo per allontanarmene il più presto possibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi comunque vabbe', alla fine Farmacologia l'ho fatto: era il nono esonero di nove, ed è pure andato mediamente bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la professoressa di Farmacologia, invece, è una che fa un lavoro gigantesco: fa lezioni di 4 ore dove praticamente DETTA cose da sapere parola per parola (al contrario di gente che per 2 ore dice solo minchiate). E se pure senza lezioni l'esame non lo passerai mai, non le è mai venuto in mente nemmeno mezza volta di fare l'appello e di controllare chi fosse presente e chi no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, per il fatto che l'esame è diviso in tanti sotto-esamini parziali, questa professoressa per smaltire l'enorme coda di studenti si ritrova a dover fare 2 appelli al mese con 60 persone da interrogare, e sta lì ore ore ore e ore a chiedere e richiedere sempre le stesse cose facendo pure finta di non averne le scatole strapiene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi insomma ho dato l'ultima parte dell'esame, e l'ho verbalizzato. Fine, chiuso, basta così: Farmacologia è finita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E per la prima volta su 50 esami che ho dato, dopo aver firmato il verbale (che farlo prima mi pareva davvero poco elegante) ho dato la mano a un docente e le ho fatto i complimenti per l'impegno che mette nel proprio lavoro. Che un professore che si fa un mazzo davvero così non l'avevo mai, dico mai davvero visto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi pensi che prende lo stesso stipendio di quello che viene, fa l'appello e se ne va senza fare lezione... e capisci che sei dentro a un meccanismo bacato dove ognuno fa quello che gli pare e come gli pare, a partire dall'ultimo degli studenti fino al primo più in alto di tutti che sta lì al vertice della piramide... e che alla fine tutto quello che ci guadagni, a impegnarti e a dare di più, è un ringraziamento, un sorriso e qualche stretta di mano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po' poco forse. O forse tanto... ci sto riflettendo e non trovo una risposta da dare con certezza. Dipende tutto - credo - dal tipo di persona che sei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/i-professori-piu-bravi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6632257748758701732</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2013 13:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-03T15:49:42.768+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><title>Da Ingegneria a Medicina, perdendo due anni? Il dubbio di Daniele.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/MontreGousset001.jpg/688px-MontreGousset001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="278" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/MontreGousset001.jpg/688px-MontreGousset001.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;In alcune culture, 2 anni equivalgono a 24 mesi.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ciao Simone, sono Daniele e ti seguo assiduamente ormai da un annetto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti spiego meglio: mi ritrovo troppo in quello che scrivi. Anch'io - come te in passato - sto studiando Ingegneria. Però Elettronica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh, io c'ho 21 anni e sto al secondo anno. Dirai "beh dai, l'anno prossimo ti laurei!". Macchè! Sto a 3 esami fatti: Inglese che me l'hanno abbonato col Trinity (si, millanto un esame che non ho nemmeno sostenuto! :P), Metodi Matematici (un esame della Madonna che comprende Analisi 2 e Complessa, dalle curve alle Trasformate di Laplace, tanto per capirci) ed Elementi di Elettronica, che per quanto l'ho studiata a cazzo è un miracolo se so cos'è un transistor! E l'andazzo non sembra migliorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sto in Croce Rossa dai 18 anni appena compiuti. Mettici pure che al liceo l'unica materia che è stata fatta bene (in cui, appunto, sono uscito col 10) era Biologia, e proprio negli ultimi 2 anni si è studiata l'anatomia e la fisiologia umana (per quello che possa significare studiare 'ste cose ad un liceo scientifico). Beh, è stato quasi amore!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall'altra parte però c'era sempre quella "passione" (è virgolettata, sì, perchè non so più come definirla) per tecnologia, l'informatica. Allora la scelta era tra le 2: mi godo l'estate e vado a fare Ingegneria Elettronica pur non avendo mai fatto matematica al liceo ("eh sì, tanto sono uscito con 94 che vuoi che sia, sarà na cazzata come al liceo") o mi metto sotto torchio 'sti 3 mesi, provo il test di ammissione e mi butto in questa nuova "cosa" che ho scoperto piacermi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono pigro, ti dico solo questo. :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, ti ho già rotto le palle abbastanza, vedo di concludere: sono arrivato al punto di aprire il libro di Telecomunicazioni o di Elettronica Analogica e dire "Madonnacheppalle" (si, tutt'attaccato) e questo mi porta a non capire se sono io che non vado o che altro, perchè queste materie si, mi piacciono, mi affascinano, ma non le so studiare e non mi piace studiarle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'anno scorso l'ho pure provato il test di ammissione a Medicina, ma c'ho studiato 3 settimane, a tempo perso dopo i turni da full immersion in Croce Rossa. Il risultato? Uno schifosissimo 32,75. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, non so se riprovarci ora, più in là o non riprovarci affatto. Il cuore mi dice di riprovarci SUBITO, ma la mente e la coscienza verso i 2 anni di Ingengeria, oddio ma nemmeno di Ingegneria, verso i soldi cacciati fuori dai miei per mantenermi (inutilmente) fuori sede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo tutto 'sto sfracassamento di palle che ti ho scritto, chiedo consiglio a te, che magari 'sta cosa l'avrai pensata qualche volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti chiedo scusa se ti ho preso come psicologo personale, ma ti ho scritto tutto così, di getto, come mi veniva, senza rileggere niente. Non ti conosco, ma leggendoti oramai ti ho preso come un vecchio amico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok, s'è fatta l'una e 10, buonanotte dottore... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Daniele</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/da-ingegneria-medicina-perdendo-due.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>20</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3347867951581077337</guid><pubDate>Mon, 01 Apr 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-01T18:28:12.044+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cavolate</category><title>Svengo alla vista del sangue... e penso di lasciare medicina!</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/93/Blood_smear.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/93/Blood_smear.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Solo a mettere questa foto sono svenuto due volte.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Lo so, sembra incredibile... ma tant'è, anche se è difficile anche solo dirvelo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ieri sono andato in reparto. E insomma senza farla tanto lunga, è uscito fuori che finalmente - dopo cinque anni di tirocini inutili - mi hanno chiesto di fare un prelievo a un paziente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io ok che un po' ero ansioso e già lo sapevo, per cui pensavo che ce l'avrei fatta. E invece... nemmeno avevo bucato il paziente che sono svenuto. È bastato mettere il laccio e cercare la vena, per quanto sono impressionabile!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parte la figura che non vi dico in reparto, coi pazienti e i professori, ora che faccio? Non so se è una cosa che si può superare: già solo al pensiero di riprovarci sudo freddo e mi gira la testa!!! :(&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bo'. Così, su due piedi, direi che non posso fare il medico. E scoprirlo dopo tutto questo tempo mi fa una rabbia... ma come faccio? Se ci avessero fatto fare qualcosa di più pratico già da prima, come dico sempre! E invece nulla, sono dovuto arrivare alla fine del quinto anno per rendermi conto che come prendo una siringa in mano svengo!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi era meglio che in reparto nemmeno ci andavo: almeno mi laureavo senza aspettarmi niente del genere, e poi dopo non so, mi sarei inventato di far fare sempre le cose agli altri o di fare una specializzazione dove non fai niente: tipo psichiatria, medicina legale o immunologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma adesso, dopo tanto impegno, stare così... bah.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sa che è il caso che ci penso bene, ma probabilmente a questo punto lascerò perdere e tornerò a fare l'ingegnere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono molto, molto depresso da questa cosa. Ma che fare? Niente, non c'è soluzione. Temo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui trovate &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pesce"&gt;altri dettagli&lt;/a&gt; sull'emofobia, la paura del sangue...</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/svengo-alla-vista-del-sangue-e-penso-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4313056721204504439</guid><pubDate>Sat, 30 Mar 2013 13:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-30T14:09:03.168+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in medicina: punto della situazione... e Buona Pasqua!</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://distilleryimage6.instagram.com/4170e806979d11e28a6422000a9e08ee_7.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://distilleryimage6.instagram.com/4170e806979d11e28a6422000a9e08ee_7.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quelli che vedete nella foto copincollata da Instagram sono (quasi) tutti i libri del secondo semestre di questo quinto anno di medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mancano reumatologia, chirurgia plastica e qualche altra cosina, ma comunque anche già solo così credo che l'immagine renda bene l'idea: 5 esami da fare, 10 materie, qualcosa tipo 300 euro buttati di libri che tanti sono pure davvero brutti e un sacco di roba da studià che io non c'ho proprio manco minimamente voglia... ma tant'è, &lt;i&gt;c'est la vie&lt;/i&gt;, come direbbe un ingegnere francese iscritto a medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma che dovevo studiare non è certo una notizia o un aggiornamento interessante, visto che sono cinque anni che stiamo messi così e la cosa bene o male già uno se l'aspettava. Magari io mi aspettavo di studiare un po' meno... ma sempre di studio si parlava e vabbe': nessuna particolare sorpresa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un minimo più degno di nota c'è invece il fatto che ho dato un altro esonero di farmacologia. Questo vuol dire che mi resta da darne solo 1 (uno) che dovrei togliermi il 5 (cinque) Aprile, dopo di che con farmacologia avrò chiuso... almeno per quanto riguarda lo specifico e immensamente immenso esame, visto che - ovviamente - essendo una componente fondamentale della professione medica, la farmacologia rispunta un po' da tutte le parti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando verbalizzerò farmacologia, penso che la vivrò un po' come una semi laurea. Vi giuro che è una materia che mi piace molto, ma essendo composta da un macigno di nozioni da imparare e ripetere a memoria assolutamente parola per parola devo ammettere che mi ha fatto veramente penare. Ancora manca un pezzettino ino ino e poi è andata, ma davvero è stato uno degli ostacoli più grossi nonostante questa suddivisione in esoneri rendesse tutto molto più fattibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora altro? Sì: nonostante quel po' di studio che devo fare, queste vacanze pasquali me le sto anche un pochettino godendo. Pranzi e cene con famiglia e amici, e qualche sonno un po' più lungo del solito che da questo punto di vista sto davvero un po' in arretrato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo comunque ad andare in reparto, e continuo a discutere col prof. per trovare un'idea per la tesi. Si parla forse di fare qualcosa riguardo alle nuove linee guida del triage (sarebbe l'accesso dei pazienti al pronto soccorso) ma non è ben chiaro di cosa potrei occuparmi di preciso, e sono ancora in cerca di eventuali altre idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso che o prima o dopo il pranzo in famiglia ci andrò pure questa Domenica. Speriamo che ci siano uova, colomba e cioccolate varie... ma in genere l'ospedale è l'ospedale e ogni giorno è uguale all'altro, feriale o festivo che sia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo prendendo l'occasione di questo aggiornamento per farvi gli auguri: Buona Pasqua a tutti. Buone feste, buon riposo, buon pranzo con famiglia amici parenti e chiunque vi sia vicino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un abbraccio, grazie per seguirmi sempre e per fare sempre il tifo per me, e a presto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/seconda-laurea-in-medicina-punto-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>3</thr:total></item></channel></rss>
