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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg/441px-Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="330" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg/441px-Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Trattato di Fisiologia del passato: beati loro!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ricordo chiaramente le lezioni dei primi anni di università, dove ci spiegavano che &lt;i&gt;"la glicemia può anche raggiungere valori oltre i 400 mg/dl!"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E che se tipo il valore normale è 100-120, uno si immagina che una volta arrivati a quei valori così alti al posto del sangue i pazienti hanno la marmellata, e con la siringa manco riesci a fare un prelievo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi una sera vado in reparto, e mi fanno vedere la cartella di un paziente che gli fanno lo stick (la puntura sul dito) e niente: gli stara tutto il glucometro e non esce nulla. Gli fanno l'emogas, e pure lì la macchina oltre a un tot non arriva e non esce nessun risultato. Alla fine gli fanno il prelievo normale con l'analisi del laboratorio, e insomma viene fuori che di glicemia aveva 1900. Quasi cinque volte il valore che per la fisiologia era già il doppio di troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è ovvio che il paziente stava malissimo e stava per rimetterci le penne. Però viene pure da riflettere sui livelli estremi che può raggiungere il nostro organismo prima di sgretolarsi, cadere a pezzi, andare a farsi un giro e insomma finire in mano a quel tipo di dottori strani che visitano il paziente guardandone delle fettine sottili al microscopio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro caso: la pressione normale di una persona è sui 120/80 mmHg. Poi magari trovi il signore iperteso che non segue la terapia e arriva a 160/100, 180/110 massimo. E infine arriva il giorno che prendi una pressione a qualcuno e leggi 240/130 che pensi che o hai sbagliato tu (cosa che personalmente penso sempre) oppure che tra un po' si crepa lo sfigmomanometro ed esplode mezzo reparto dell'ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Veniamo al pH, cioè all'acidità del sangue. Che poi non è acidità ma &lt;i&gt;basicità&lt;/i&gt; (visto che il valore normale è sopra il 7) ma insomma basicità suona male e io dico acidità lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vabbè: il valore normale del pH di una persona sana dovrebbe essere intorno a 7,36-7,44. Però se arriva lo pneumologo, a 7,37 vi dice già che il paziente sta per morire e deve essere intubato. Se viene invece il medico d'urgenza per lui a 7,30 stiamo ancora più o meno nella norma e si domanda perché la gente va in pronto soccorso se non ha nulla e così via, insomma, a seconda di intepretazioni anche un po' personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però sono tutti più o meno d'accordo che a un ph che scende a tipo 7,10 dentro al sangue vi si denaturano tutte le proteine (denaturano = si sfasciano) e state lì lì per diventare &lt;i&gt;diversamente vivi&lt;/i&gt;, e sotto al 7,10 non c'è mai arrivato nessuno. Nessuno finché poi uno decide di intossicarsi con non so che farmaco, e arriva in pronto soccorso con un pH di 6,80. Ma che possa davvero arrivare a 6,80, se glielo dite all'esame di fisiologia vi assicuro che quelli vi trattano pure male, e vi bocciano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che è rimasto? Per il battito cardiaco vabbe': non mi è capitato di vedere valori particolarmente inaspettati. C'è però l'emoglobina (la proteina che porta in giro l'ossigeno all'interno del sangue) che sta mediamente attorno a valori 12-16 g/dl o giù di lì con differenze tra uomini e donne e a seconda di quale libro avete comprato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto a quei valori si parla di &lt;i&gt;anemia&lt;/i&gt;. Sotto a 8 g/dl si parla di anemia grave, che ovviamente è una condizione che non si dovrebbe raggiungere, ma che tutto sommato non è nemmeno così rara da vedere. E poi arriva la signora che non sta poi nemmeno troppo male, fanno le analisi del sangue e trovi una Hgb (emoglobina) = 2 g/dl. Due. E due è molto meno di 12... o di 8, segno che l'ossigenazione delle cellule è una esigenza tutto sommato sopravvalutata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo con l'ultima cosa che mi è capitato di vedere: signora poverina che sta malissimo. Entra dentro, fanno le analisi per la glicemia e trovano 6 mg/dl. SEI milligrami decilitro, contro i più o meno 100 che dovrebbero essere la normalità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vi ricordate, avevo iniziato con l'altro paziente che di glicemia aveva invece 1900. 1900 contro 6, più di 1800 punti di differenza, un rapporto di 330 a 1 in uno stesso parametro che è di importanza fondamentale per la sopravvivenza dell'organismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il corpo umano è davvero qualcosa di incredibile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/lincredibile-fisiologia-durgenza.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>14</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3194980271158098892</guid><pubDate>Fri, 17 May 2013 11:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-17T18:17:18.479+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>In mezzo a due mondi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Blood_test.jpg/444px-Blood_test.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Blood_test.jpg/444px-Blood_test.jpg" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Questo con l'emogas non c'entra nulla.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;b&gt;NOTA: se vi fanno impressione i prelievi, leggere questo post potrebbe uccidervi. Io vi ho avvisati...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pomeriggio in reparto un po' caotico: pazienti da tutte le parti, troppi dottori e interni e specializzandi e tirocinanti e infermieri che entrano e escono dai box.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gente che passa per i corridoi, barellieri, personaggi misteriosi che appaiono e scompaiono di tanto in tanto, e che in quasi un anno non ho ancora capito chi sono. La solita confusione del Pronto Soccorso, insomma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è che oggi stia combinando molto: ho letto un elettrocardiogramma che mi hanno dovuto spiegare, ho seguito un'ecografia della quale ho capito poco. Ho spostato qualche barella e visto una TAC... ma insomma, davvero niente di che.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A una certa ora c'è da fare l'ennesimo emogas (il prelievo dall'arteria del polso) a uno dei pazienti sotto osservazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Chi vuole farlo?» chiede il professore, rivolto genericamente al gruppo di studenti e specializzandi che stanno lì in quel momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attimo di tensione cruciale: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Dovrei dirgli che voglio farlo io.&lt;/i&gt; Penso. &lt;i&gt;Però e se poi faccio un casino e sono pure passato avanti a chi era più bravo, e magari il paziente è uno che si lamenta o ci sono i parenti incazzosi... come faccio?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E nel frattempo che io produco tutto questo impavido ragionamento, uno degli specializzandi ha già preso la siringa e l'ovatta col disinfettante e il cerotto. E mentre io sto ancora visualizzando la scenetta delle mie paranoie mentali come nei telefilm sugli ingegneri che si iscrivono a medicina, lui è già lì accanto al paziente. E vabbe', c'ho pensato troppo: sarà per la prossima volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Decido comunque di fare presenza. Raggiungo lo specializzando, e lo trovo che sta sentendo il polso del malato per cercare l'arteria e decidere dove bucare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Posso sentire pure io, così imparo?» chiedo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Certo!» fa lui, scansandosi per farmi spazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io metto due dita, e inizio a cercare il battito. Il paziente non è gran che collaborante, e ha pure un polso molto leggero di quelli che non si sentono: già fare gli emogas è di per sé un casino, ma questo insomma è peggio del solito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Non è tanto semplice» dice lo specializzando, leggendomi tipo il pensiero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io penso che in effetti non è semplice manco per niente, ma facendo appello a tutte le conoscenze anatomo-chirurgiche impartitemi dagli infermieri del reparto penso che - secondo me - io l'arteria la sento abbastanza bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sta qua» dico, puntando le dita in punti privi di un interesse anatomico sufficiente a meritarsi un nome. «Pulsa piano, ma è questa».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Vuoi provarci tu?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altra tensione, crucialissima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Adesso, oltre a fare una figuraccia&lt;/i&gt;, p&lt;i&gt;asso pure per quello che fa tutta la scena che dice che lui è capace a fare le cose... ma poi, invece, no.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Certo» riesco a rispondere, stavolta all'interno del limite oltre il quale è tardi e lo fa un altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora qui c'era tutta la descrizione di come metto i guanti e il disinfettante, e di come i vasi si trovano meglio coi polpastrelli liberi perché col guanto sopra non senti niente e tutto il resto, ma ve l'ho cancellata che era anche più inutile di quest'ultima frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Salto invece subito al momento in cui in una mano ho la siringa, mentre coi polpastrelli dell'altra sento l'arteria radiale che pulsa sotto le dita. Ho bene in mente l'infermiera brava che mi ha spiegato che non devo infilare l'ago sperando di prenderci per caso, ma devo sentire la pulsazione e puntare a seguire quella. Per cui insomma mi concentro, sento il punto giusto e prendo bene la mira.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infilo l'ago. Sento il paziente che si lamenta mentre la punta di ferro buca la pelle e va dentro ai tessuti. Vado giù fino al punto dove mi sembra che dovremmo esserci... ma niente: niente sangue. Non l'ho beccata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Restiamo calmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le dita stanno sempre sull'arteria, e la siringa è sempre nel polso. Solo che le due cose non si sono incontrate. Ma è una situazione normalissima, e non c'è niente che non va: solo gli infermieri super esperti ci prendono al primo colpo, a tutti gli altri succede sempre così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torno un po' indietro con l'ago, come mi hanno insegnato. Cambio l'inclinazione puntando dove sento ancora pulsare, e affondo di nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed ecco cha nella punta della siringa compare uno schizzetto rosso. Vuol dire che sta volta ci siamo, ho fatto centro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sangue esce da solo a pressione, rosso brillante, e riempie in fretta quei 2 millilitri scarsi che ci servono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Queste sono le soddisfazioni della vita» ridacchio, sollevato, rivolgendomi allo specializzando. «Penso di avere finalmente capito come si fa».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finito. Tolgo l'ago, metto ovatta e cerotto e vado col campione verso la sala dove c'è la macchina per l'analisi. Non mi pare nemmeno di camminare, ma mi sento tipo a mezzo metro da terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E nell'altra sala, trovo una paziente che è deceduta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il marito che abbraccia la salma. I figli subito dietro, in lacrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sento le mie emozioni che fanno le montagne russe: vorrei essere felice e triste allo stesso tempo. Vorrei sia fregarmene che provare compassione. Vorrei solo pensare ai cazzi miei, ma anche sentirmi una merda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono finito in un vortice dimensionale dove i mondi collidono e si possono vivere due esperienze antitetiche in una botta sola. O forse questo è solo il mondo reale così com'è e come funziona e io - per la prima volta forse nella mia vita - sono riuscito a viverne interamente un pezzettino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non lo so. Mi sento come se oggi mi fosse successo qualcosa che non capita sempre, ma che in fondo dimostra un'ovvietà. Eppure davvero non so descriverlo meglio. A parole non so spiegarlo - nemmeno a me stesso - meglio di così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/in-mezzo-due-mondi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2892552870789731704</guid><pubDate>Sun, 12 May 2013 10:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-12T12:43:21.055+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Lavoro</category><title>Fare il medico, senza specializzazione.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d3/Stirnspiegel_HNO.jpg/800px-Stirnspiegel_HNO.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d3/Stirnspiegel_HNO.jpg/800px-Stirnspiegel_HNO.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Strumento tipico di una specializzazione, che non farò.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ormai ci penso da un sacco di tempo, e a questo punto penso di aver più o meno una mezza idea di cosa fare dopo la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Principalmente non vorrei fare una specializzazione. E il fatto che io non lo voglia non vuole necessariamente significare che non ci proverò nemmeno, visto che nella vita uno progetta le cose e poi però succede esattamente il contrario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però insomma non mi prende troppo l'idea di specializzarmi per tanti motivi, tra cui - elencando i primi che mi vengono in mente - ci sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Sono veramente molto pessimista sulla possibilità di entrare. Le scuole sono affollatissime, e di aspettare anni per un posto non mi va.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non mi laureerò con 110 e lode e tutti i 30 negli esami giusti, e questo rende il discorso specializzazione ancora più utopico specialmente nell'ottica di una possibile riforma che darà ancora più peso a voti e domande a crocette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Se mi laureo a 39 anni farò il concorso a 40 anni e - nella migliore delle ipotesi - mi specializzerò a 45. E a me l'idea di passare altri 6 anni a fare lo studente non mi esalta troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non sono sinceramente convinto che con una specializzazione si diventi sempre dei medici "migliori". Per me meglio frequentare certi reparti anche solo per imparare, piuttosto che specializzarsi in certi altri per poi trovarsi un titolo senza però le dovute capacità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Purtroppo gli studenti (compreso il sottoscritto) sono così spaventati dall'idea di non entrare in specializzazione che vivono l'intero corso di studi come i preparativi per il concorso, piuttosto che come una strada che li porti a diventare prima dei tutto dei bravi medici. Io ho scelto un reparto che mi garantisse più una preparazione che delle possibilità professionali future. Ho fatto bene? Penso di sì, ma continuando su questo percorso dovrò adattarmi alle conseguenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Nell'idea di una chirurgia, dopo la specializzazione serve comunque un periodo di formazione ulteriore, magari all'estero. E iniziare a fare il chirurgo a 50 anni è un po' folle come idea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non sono sicuro che mi piacerebbe lavorare come medico ospedaliero, ma preferirei di più un tipo di lavoro in una struttura o in uno studio privati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Che una volta specializzati si venga "assunti" e si trovi il fantomatico lavoro della vita e si sarà soddisfatti e felici di quello che si è ottenuto è auspicabile. Ma le mie esperienze di chi è già passato per studenti che si laureano e vanno a lavorare mi assicurano che non sarà così, o almeno non per tutti: alla fine chi farà il dottore e lavorerà e avrà pazienti e si sentirà gratificato dal proprio lavoro sarà chi avrà più passione, voglia di fare, capacità di adattarsi, intelligenza, umanità e tanto altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo l'università ti propone la cosa come se con i giusti voti ti sarà dovuto un titolo e con il giusto titolo ti sarà dovuto un futuro professionale e con la giusta professione ti sentirai completo e realizzato... ma questo non è vero. Almeno, non per tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Io mi vedo come una specie di medico di base con alcune competenze specialistiche: faccio una visita, un ECG, un'ecografia, la gestione di alcune patologie internistiche... ma per la chirurgia o per interventi più complessi mi rivolgerò sempre a un collega specializzato in quel senso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso insomma che lavorare come medico di base/generale privato (non quello che ha fatto il corso triennale ed è entrato in graduatoria e tutto il resto) sia una prospettiva possibile. Difficile ma possibile, e con le dovute capacità penso anche di poter offire realmente un giusto servizio a chi deciderà di affidarsi a me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio progetto attuale (nel senso che potrà sicuramente cambiare più volte) è di laurearmi in corso. Di fare il tirocinio e iscrizione all'albo. Di fare un master (probabilmente in medicina di emergenza o similare) e di fare i corsi da ecografista. In concomitanza, frequenterò un pronto soccorso e/o uno studio medico o ambulatori o altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così insomma il primo anno post laurea che i miei "colleghi" passeranno a studiare per quelle cazzo di crocette, io lo passerò a formarmi un po' meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo anno - e i successivi fino alla morte - li passerei facendo magari dei corsi di natura più specifica per patologie internistiche (un master sul diabete, così per dirne una) frequentando una struttura dove fare pratica anche sempre e assolutamente in maniera gratuita, e iniziando ad avviare una attività libero professionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da notare che molti dei miei colleghi - almeno quelli che sono entrati in specializzazione - a quel punto staranno facendo il cosiddetto "tronco comune", frequentando cioè reparti diversi dal loro. Per quanto ne so, a quel punto qualcuno sarà già discretamente bravo (e sarà sempre più bravo di me) e userà questa possibilità per migliorare ancora. Qualcun altro continuerà a reggere i muri e a guardare il lavoro degli altri. Alla fine, insomma, sarà tutta questione dell'impegno che uno ci mette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sembra fattibile? A me insomma su due piedi direi di sì. Ma voglio parlarne ancora bene con dei medici più esperti, e magari anche con alcuni dei miei professori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/fare-il-medico-senza-specializzazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>44</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-7103812891756991399</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 20:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-07T22:40:00.131+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in medicina: reparto, ambulatorio e i prossimi esami.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/800px-Hospital_room_ubt.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/800px-Hospital_room_ubt.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'ambulatorio è tipo un ospedale, ma senza niente dentro.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Siamo a Maggio inoltrato, e se per fortuna le lezioni stanno quasi per concludersi è anche vero che - purtroppo - la sessione di esami è sempre più vicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho iniziato a farmi i conti su come suddividere le varie materie nei diversi appelli, e alla fine la scelta migliore mi pare la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ortopedia e Neurologia a inizio giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Organi di senso a luglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Psichiatria a fine luglio (il 25!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Dermatologia a settembre, con buona pace delle vacanze estive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non mi piace tanto l'idea di dover fare due esami attaccati subito subito, per poi lasciarmene altri due al terzo appello col rischio che se vanno male posso ridarli solo a settembre... ma con cinque materie da dare non mi pare ci siano altre soluzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La speranza è di togliermi comunque e nella peggiore delle ipotesi almeno 3 esami tra qui e settembre, e poi recuperare qualcosa all'inizio del sesto anno sperando magari in qualche appello straordinario... che purtroppo però in genere i miei professori non sono molto propensi a concedere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto ho già finito una prima lettura di Neurologia, e sto piuttosto avanti con Ortopedia. Sono due materie tutto sommato relativamente semplici, con molte parti del programma "riprese" da esami passati oppure piuttosto intuitive. Il problema è che sia per queste due materie che per organi di senso c'è molta Anatomia da rivedere, e anche se poi nella pratica ho qualche dubbio che servano davvero delle conoscenze anatomiche così approfondite sono cose che all'esame vengono chieste, e toccherebbe saperle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uso il condizionale perché per fare i vari esami di Anatomia ho impiegato una quantità di tempo mostruosa, e l'idea di riuscire a rivedere tutto per poi ricordarlo come si deve è a dir poco utopica... e specialmente per quanto riguarda la parte di Neuro-anatomia che - almeno per quanto mi riguarda - è davvero, davvero difficile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma insomma io vado avanti a studiare e poi si vedrà, incrociamo le dita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo poi come sempre a frequentare il reparto. E adesso c'è una novità: il professore con cui frequento il reparto ha iniziato a fare dei turni nell'ambulatorio annesso al pronto soccorso, dove vengono visitati i pazenti meno gravi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'idea è quella di una sorta di medicina di base indirizzata a chi si rivolge al pronto soccorso con un problema che - almeno in apparenza - non richiede un intervento di urgenza. E se per uno specialista o per un medico navigato questo tipo di pazienti possono non essere così interessanti, trovo che al contrario per uno studente sia un ottimo modo per vedere patologie molto comuni ma che, per la sempre maggior specializzazione del personale medico, non è detto che durante il corso di studi capiti di affrontare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma mi è capitato di vedere persone con una faringite, un semplice sfogo cutaneo o un mal di testa. E se per l'appunto si tratta di patologie tutto sommato di semplice gestione, trovo che per uno nella mia situazione si tratti di una palestra incredibilmente utile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non so quanto spesso mi capiterà di tornare in questi ambulatori nel corso dei prossimi mesi, ma spero che diventi una consuetudine abbastanza frequente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/seconda-laurea-in-medicina-reparto.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4436565743699352950</guid><pubDate>Fri, 03 May 2013 16:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-03T18:16:32.020+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><title>Perché una seconda laurea in medicina? 1: Un taglio col passato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ce/Forbici_da_chirurgia.jpg/444px-Forbici_da_chirurgia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ce/Forbici_da_chirurgia.jpg/444px-Forbici_da_chirurgia.jpg" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Parlo di tagli e metto le forbici: fantasia, zero. &lt;br /&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
"Perché ti sei iscritto a medicina?"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa è una domanda che mi è stata fatta spesso, in questi anni. Eppure, in tutto questo tempo, non c'è mai stato un vero post o una vera discussione sul perché di questa scelta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi trova il blog sa che facevo l'ingegnere, ma che adesso studio medicina senza una apparente ragione sensata e razionale. Anche perché - tutto sommato - il senso e la ragione, una scelta del genere, spingerebbero a non farla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di iniziare a fare un (credo) lungo elengo di motivi, ragioni o semplici scuse del perché o percome mi sono rotto di fare l'ingegnere (probabilmente in un prossimo post) voglio chiarire un punto: molte persone arrivano a una seconda laurea o come diretta prosecuzione della prima (finisco di laurearmi nella facoltà X, e poi inizio la facoltà Y che mi interessa di più), o come una sorta di crescita o approfondimento all'interno di qualcosa che fa già parte della loro vita quotidiana: da ingegnere divento anche architetto, da infermiere divento dottore, da chimico faccio ingegneria chimica, eccetera eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio percorso è un po' differente da questi: io mi sono laureato in Ingegneria Civile, ho fatto l'ingegnere per diversi anni, e a un certo punto ho lasciato la vecchia professione per ricominciare da zero. Comunque sia, insomma, io per un po' di anni e con alti e bassi l'ingegnere civile l'ho fatto davvero, con tanto di corsi ed esami di abilitazione vari post laurea. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se pensate che, prima di rimettermi a studiare, ero anche una sorta di  scrittore con un libro pubblicato e troppi romanzi autoprodotti (nel  senso che io volevo fortemente lavorare nell'editoria, e ho provato per molto tempo a farlo) mi sembra chiaro che - nel mio caso - ci sia stato un taglio forte con quella che potremmo chiamare la mia vita passata che, per molti altri che si trovano in una situazione simile alla mia di essere studenti passati i 30 anni, magari non c'è necessariamente stato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente non è che io sia impazzito da un giorno a un altro, puntando a caso un qualsiasi settore che mi allontanasse dalla mia noiosissima professione passata: essendo da tempo un volontario della Croce Rossa, da ingegnere/scrittore che ero ho avuto numerosi contatti con l'ambiente medico e con il soccorso, e mi sono reso conto con il passare del tempo che la medicina mi pareva più interessante di tante altre cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il fatto che - come studente - abbia scelto il settore della medicina d'urgenza dove frequentare e fare la tesi, nasce chiaramente dal fatto che è con quel tipo di medicina che ho avuto spesso a che fare prima di decidere di cambiare strada. Ma se devo essere sincero (e onesto), io facevo e faccio ancora un pochino di volontariato, ma non posso certo dire che si tratti di un'attività che mi impegna per chissà quanto tempo o che riempia chissà che parte della mia vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era - ed è anche oggi - un interesse importante, ma non ho mai pensato "ora mi laureo in medicina per trasformare in lavoro quello che faccio come volontario". Non so spiegarlo in poche rige, ma rimanere anche come medico a fare parte dei volontari mi farebbe sempre e certamente piacere. Fare altro e con altre funzioni - invece - non lo so.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Iniziando a studiare medicina, poi, io puntavo principalmente a qualcosa di un po' diverso: come la medicina interna o la medicina di base. Mi piaceva e mi piace ancora l'idea del medico professionista che riceve nel proprio studio, che è piuttosto differente da quello che può essere invece un dottore che lavora in pronto soccorso. E tutto sommato è sempre quella un po' la mia maggiore ambizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel settore dell'emergenza, invece, adesso ci sto piano piano ricadendo un po' per caso, un po' per attrazione naturale, e un po' perché mi pare semplicemente un ambiente molto più stimolante di altri per imparare davvero a fare il dottore. Ma appunto non ho lasciato l'ingegneria perché mi piaceva l'ambulanza, e volevo fare il medico di quel settore. È stato più un insieme di fattori che un po' sono dipesi da me, e che un po' invece sono arrivati per i cavoli loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arrivo a dire che a me - tutto sommato - non importa molto dell'emergenza in sé. O meglio mi importa eccome, ma mi piacerebbe occuparmi anche di altro. Ma se la scelta è stare 2 anni in sala operatoria a reggere i ferri per fare il chirurgo, in una stanzetta a scrivere cartelle per fare l'internista, ad accodarmi a giri visite con 40 persone in certi reparti o a infognarmi in qualche ambulatorio a vedere sempre la stessa patologia per tanti altri indirizzi... be': almeno, dove sono capitato io c'è quel minimo di varietà in più che potrebbe - un domani - portarmi a diventare un medico un po' migliore. O almeno la mia speranza è questa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma: perché questo taglio? Cosa non mi piaceva dell'ingegneria e di tutto quello che facevo prima (compresi i miei romanzi) e cosa mi ha attratto fino a questo punto nella medicina?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tante cose. Ma, come dicevo, per ora ho parlato abbastanza e - se siete arrivati fino a qui - mi scuso tanto ma non posso scrivere un post lungo 100 mila caratteri e che non leggerebbe nessuno (vi ricordo che non faccio più lo scrittore! :).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, insomma, il resto lo rimandiamo alla prossima volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/05/perche-una-seconda-laurea-in-medicina-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1338056545518716277</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 18:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-30T20:31:23.335+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>La check-list delle abilità minime di un dottore.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c0/DC10Checklist.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c0/DC10Checklist.jpg" width="340" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Pilota di aereo si appunta il significato di tutti quegli indicatori.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Post, lo ammetto, forse un po' superficiale:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni medico ha - o dovrebbe avere - delle capacità più o meno sviluppate. Il modo di rapportarsi agli altri, le conoscenze teoriche, le abiltià tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non è che c'è qualcosa che se la sai fare sei "bravo", e se non la sai fare sei "non bravo". È tutto un universo più complesso di conoscenze, sensibilità e competenze professionali, e se uno sta lì a fare i conti non è che può davvero darsi un voto come se fosse un semplice esame.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci mancherebbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, così, non avendo tante idee per aggiornare il blog in meno di mezz'ora (che poi ho da fare) questa cosa mi è venuta in mente e di questa vi parlo... sperando che magari voi diciate la vostra opinione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per me, le cose che vorrei saper fare come dottore (almeno nei primissimi anni dopo la laurea) e che per questo dovrei imparare durante questi studi, sono, in ordine sparso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Mettere i punti: &lt;/b&gt;intendo punti di sutura semplici, non cose profonde o in punti particolari e che richiedano l'intervento del chirurgo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho messo qualche volta dei punti su manichini e cose da esercitazione varie, ma a farlo davvero non sono capace e al momento non so se diventerò mai bravo a farlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Medicare una ferita:&lt;/b&gt; togliere i punti, pulire, disinfettare, bendare eccetera. L'ho visto fare, è più facile che mettere i punti, ma pure qua stiamo malino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sistemare le apparecchiature e materiale sanitario:&lt;/b&gt; con questo voglio dire mettere il monitor, cambiare una flebo, sistemare l'ossigeno... e vabbe'. Qua, più o meno, me la cavo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un prelievo:&lt;/b&gt; ho messo qualche agocannula, ma finora i prelievi proprio precisi del sangue non li ho mai fatti. Certo non è una cosa tanto complicata, diciamo che ancora non ci siamo... ma meglio dei punti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Leggere le analisi del sangue:&lt;/b&gt; sarebbe a dire, capire i risultati del prelievo fatto sopra. Diciamo che me la cavicchio, anche se ogni tanto qualche parametro me lo scordo oppure mi confondo ancora. Bisogna continuare ad esercitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un emogas:&lt;/b&gt; il prelievo da emogas è un po' un casino. Ne ho fatti un pochino e va così così, ma siamo ancora lontani dalla pratica necessaria per fare sempre un buon lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare un emogas:&lt;/b&gt; con il difetto di qualche parametro (specialmente gli elettroliti) che non riesco a memorizzare ancora negli intervalli precisi, arrivo a osare di dire che - più o meno - l'emogas lo so quasi interpretare e da qui alla laurea penso che ci saremo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un ECG:&lt;/b&gt; mettere gli elettrodi sui pazienti sudati coi peli che non si appiccicano e poi si agitano e non stanno fermi è complicato. Mi è capitato di riuscire a farcela anche da solo, però, segno che tutto sommato non era complicato, ma semplice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare un ECG: &lt;/b&gt;secondo me ci - quasi - prendo abbastanza spesso. Poi però ogni tanto ci sono le patologie cardiologiche assurde che non imparerò mai, o certe cose che proprio non si vedono. Penso che sarò bravino a leggere gli elettrocardiogrammi, alla fine, ma mai quanto un cardiologo o uno studente particolarmente secchione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interpretare lastre, TAC, risonanze magnetiche:&lt;/b&gt; di queste ne vedo molte, anche se - per il reparto dove sono - si tratta spesso delle stesse patologie. Cioè è facile vedere una cosa quando, tutto sommato, è proprio quello che cercavi. Ma, insomma, credo che andiamo benino anche qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Diagnosticare una malattia e dare la terapia adatta:&lt;/b&gt; fermo restando che le mie conoscenze teoriche sono tutt'altro che perfette e complete, la diagnosi è una cosa molto difficile per qualunque medico e - per come funzionano gli ospedali moderni - quando visiti un paziente sei già indirizzato comunque verso un certo tipo di patologia e non è in ogni caso detto che a una diagnosi si arrivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diciamo che - per il momento - non mi sento assicuramente in grado di decidere e somministrare una terapia. Anche se inizio a ricordarmi un bel po' di farmaci (contro milioni di miliardi che invece non ricordo) e anche se credo che, per dare terapie, forse sia davvero troppo presto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Interagire coi pazienti: &lt;/b&gt;sembra stupido, ma forse è metà del lavoro. Se coi pazienti ti incavoli, ti stanchi, litighi o non sai comunicare alla fine fai il doppio del lavoro. Se dei pazienti hai paura, ti impressioni, non te la senti di visitarli eccetera eccetera il lavoro - semplicemente - non lo farai mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io in genere con i pazienti vado d'accordo. Arrivo a dire di essergli simpatico, almeno per quel poco che mi vedono. Nelle procedure che so fare sono abbastanza rilassato, mentre in quelle nuove mi irrigidisco un po'. Insomma sto avanti con la pratica, ma ne manca ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fare un'ecografia:&lt;/b&gt; sicuramente il mio progetto è di saper usare un ecografo dopo la laurea. L'idea è che userò un ecografo durante la tesi, ma ora come ora non ne ho mai toccato uno. C'è da dire che, per un medico semplicemente laureato, l'uso dell'ecografo forse è chiedere troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Usare il fonendoscopio:&lt;/b&gt; lo strumento con cui si ascoltano il cuore e i polmoni. Io un pochino me la cavicchio: in genere riconosco un suono che non va, e che c'è una condizione patologica (e anche solo questo non è in fondo così poco). Però ho ancora difficoltà a esprimere a parole quello che ascolto, e a correlare il tutto con la patologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ok. Diciamo che - più o meno - se il giorno della laurea fossi bravo in tutti questi punti mi sentirei soddisfatto. Ma mi sono scordato qualcosa?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sicuramente sì, sicuramente anzi ne ho dimenticate troppe. E allora, aggiungetele voi: cosa vorreste, come minimo, che il vostro medico fosse in grado di fare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/la-check-list-delle-abilita-minime-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-5851474508204562861</guid><pubDate>Sat, 27 Apr 2013 21:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-27T23:23:33.091+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Croce Rossa e volontariato</category><title>Ritorno in ambulanza.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/Bianchi_s9_di_trequarti.jpg/800px-Bianchi_s9_di_trequarti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/Bianchi_s9_di_trequarti.jpg/800px-Bianchi_s9_di_trequarti.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'ultima volta che ero stato in ambulanza... era questa.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L'altro giorno c'è stato il ponte del 25 Aprile senza lezioni da seguire, senza il mio professore in reparto per frequentare, senza la benché minima voglia di studiare quello schifo di neurologia, e senza neppure aver organizzato nulla con parenti e amici vari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora, visto che sono mezzo scemo, ho avuto la bella pensata di prendermi un turno in ambulanza e via: a sirene spiegate verso il popolo degli afflitti bisognosi e doloranti. Non per spirito umanitario. Non per anelito assistenziale. Non per imparare e nemmeno per fare pratica ma - semplicemente - perché se no mi annoiavo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La non-noia (che qualcuno chiamerebbe &lt;i&gt;divertimento&lt;/i&gt;) è una buona motivazione per fare volontariato? Io direi di sì. Direi anzi che è una motivazione salubre e condivisibile (non per niente: era la mia!) mentre se mi leggete da un po' avrete già intuito l'idea che quelli che si credono di salvare il mondo mi stanno leggermente un po' sulle scatole... e ancor leggermente un pochino di più se sono ingegneri o dottori o - peggio che peggio che mai - tutte e due le cose assieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo questo interminabile preambolo, la prima cosa vagamente interessante è che era molto tempo che non facevo un turno di 118 con l'ambulanza. Saranno almeno quattro o cinque mesi, ma forse addirittura anche di più. Mi sa che era tipo un anno, se faccio i conti bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed ero un pochino abbastanza curioso di vedere un po' se tutta la frequenza in reparto di questi ultimi mesi si sarebbe vista, oppure no. Voglio dire: aver fatto un bel po' di esperienza come aspirante dottore, avrebbe cambiato il mio modo di comportarmi anche in divisa?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fondo il ruolo del volontario è molto semplice: segui i consigli dell'infermiere di turno (parlare di "ordini" suona proprio brutto). Conforti i pazienti, porti la barella, litighi con chi c'ha voglia di litigare, utilizzi spinale, collari e altri presidi... io nemmeno sono autista, per cui di quella parte nemmeno mi occupo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che poi ora arrivano i volontari e ci restano pure male, per cui fammi elaborare meglio: il ruolo del Volontario del Soccorso (che neanche esiste più, come figura, ma lasciamo perdere) è impegnativo e richiede molte capacità. Ma non richiede di fare 5 anni di medicina, grazie al Cielo... a parte nel mio caso che invece evidentemente li ha richiesti, ma ok io sono una roba a parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, ero curioso di questo mio nuovo ruolo di semi-medico nei panni di un volontario. Soltanto che mannaggia alla miseria, ma io c'ho questa cosa che vorrei dire le cose ma poi mi pare di vantarmi e mi dà molto fastidio fare quello vanitoso, e sono 200 righe che ci giro attorno dicendo boiate... e allora non le dico, e basta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fine del post.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.S.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia, al di fuori del post, devo dire che sono molto contento di come è andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi è sembrato di avere sempre le idee chiare su quello che succedeva e sui pazienti. Ho fatto (credo) le giuste domande, conoscevo qualcosina sulle patologie... soprattutto, e questo è pesato tanto, l'esperienza che inizio a maturare mi ha dato molta più sicurezza di quella che avevo prima. Che poi magari prima ero uno particolarmente insicuro, e ci può stare che adesso sia semplicemente andato in pari... ma intanto, per dire: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è il paziente con un'emorragia, e chiedi se ha preso qualche anticoagulante. &lt;i&gt;Coumadin? Aspirina? È in terapia per l'INR? Fibrillazione atriale?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è il paziente che ha febbre e dolore al collo, ma fai una manovra di Lasegue (o Làsegue, Lasègue o Laseguè. Dove si mette l'accento al concorso lo chiedono sempre e sì: &lt;a href="http://www.simonenavarra.net/2013/03/la-notte-in-pronto-soccorso.html"&gt;quesa battuta l'avevo già fatta,&lt;/a&gt; ma in quel caso la manovra me la stavano insegnando!) e visto che è negativa forse non ci siamo presi tutti la meningite... almeno, a detta della semeiotica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'era una roba tutta sanguinolenta e schifosa. E tu la guardi per capire com'è e come non è e che alla fine, niente, non è che ti faccia più tutto questo effetto: è solo la centomilionesima cosa sanguinolenta e schifosa che vedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è quello che devi portare in ospedale dove pensi che gli faranno un ECG, delle analisi e magari una lastra del torace, e davanti ai parenti dici: &lt;i&gt;dovrebbe venire in ospedale, dove probabilmente gli faranno un ECG, delle analisi e una lastra del torace.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E c'è l'infermiere che ti chiede se vuoi mettere un'agocannula... e tu tranquillo prendi e la metti senza fare casini e senza nemmeno troppo terrore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cacchio, regà: ve lo giuro, a me non piace dire cose che poi sembra che mi vanto e magari domani vado in reparto e mi cacciano e scopro che leggevano il blog e faccio pure doppia figura del piffero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però la differenza l'ho sentita davvero, sta cambiando veramente tutto. Speriamo di continuare su questa strada.</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/ritorno-in-ambulanza.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2100367670859261160</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2013 15:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-23T19:10:31.452+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Autobiografia quasi seria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Il tirocinio in oculistica. O anche: la prima volta che mi hanno arrestato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg/450px-Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg/450px-Retina_Group_slit_lamp_(side_view).jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Strumento usato per vedere l'occhio, e poi dirsi... bo'?!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Credo che oculisti e oftalmologi siano in realtà la stessa persona, ma dato il livello di settorializzazione della medicina potrebbe uscire fuori che uno opera l'occhio destro e l'altro mette le lenti all'occhio sinistro, per cui intanto vi dico che il tirocinio l'ho fatto con entrambi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di maxillo-facciale (il chirurgo del cranio, tanto per capirsi) so invece che anche se sto in un settore che dovrebbe essere molto attinente è in realtà una delle materie che mi interessano meno in assoluto: &lt;i&gt;la frattura di tipo X si opera mettendo 3 viti sopra e due sotto. Per la frattura di tipo Z, invece, va bene anche solo un po' di Vinavil.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che io le viti in testa non le voglio mettere davvero a nessuno, per cui - lo ammetto - non sarà mai tra le mie competenze migliori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tirocinio però ce lo fanno tutti insieme, e andiamo al piano di &lt;i&gt;testa e occhi&lt;/i&gt; (non si chiama proprio così, ma quasi) dove ci stanno i diversi reparti e un po' di pazienti che hanno in comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma stiamo lì in 10 persone col camice dentro una stanza da visita, attorno a una povera signora anziana in vestaglia che si è prestata alla cosa e che hanno portato lì, dicendo:&lt;i&gt; fate voi, visitatela.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terrore e gelo totale o semplice "c'ho sonno fate voi" di buona parte dei colleghi studenti. Questa cosa del non volersi esporre durante i tirocini era così già dal terzo anno, ed evidentemente non è che sia molto migliorata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io però, che mi sto abituando a maneggiare schifezze e toccare pazienti moribondi, della vecchina non mi intimorisco più di tanto. Certo, non ho la minima idea di cosa fare e dire e al 99 virgola 99 per cento farò una figura del cavolo davanti a tutti... ma comunque, chissene frega, vado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Che cosa è successo, signora?» domando, facendomi avanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se si vedeva subito, non ve l'ho ancora detto ma lei poverina ha tutto un livido tipo enorme sulla faccia e attorno all'occhio destro. Essendo ricoverata in ospedale, che sotto all'occhio nero possa esserci qualcosa di un po' più sostanzioso uno potrebbe pure arrivarci da solo... ma in realtà con tutta la mia svegliezza post quasi doppia laurea ho realizzato la cosa solo ora che scrivo queste righe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sono caduta dalle scale» sorride lei, gentilissima. Vi confesso che ha troppa più pazienza di quanta non ne avrei io, in una situazione analoga. «Mi si è impigliato un tacco nel pavimento, sono inciampata e ho sbattuto la faccia».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pregno di nozioni di pronto soccorso di base acquisite nel volontariato (che, diciamolo, da dottore al momento non ho imparato quasi una mazza) inizio con una serie di interrogatorio post trauma:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«È caduta perché ha perso i sensi?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha sbattuto la testa ed è svenuta dopo?».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha preso farmaci di qualche tipo?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ha patologie importanti?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Diabete, ipertensione, cardiopatie?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«No, no, no».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Dall'occhio che ha sbattuto, ci vede bene?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Ci vedo male. Ma è tale e quale a come ci vedevo anche prima».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok. Almeno una delle risposte non è stata un "no", ma una frase tutto sommato piuttosto ben articolata. Ma insomma - mi domando - ora che a domande non ho raggiunto un cavolo di niente, che cosa mi invento? Nel mio reparto, arrivati a questo punto, arriva il professore e risolve tutto lui, mentre qui va a finire che le mie pressoché nulle conoscenze di &lt;i&gt;oftalmologia d'urgenza&lt;/i&gt; saranno presto la mia tomba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutto questo i miei colleghi studenti non dicono una parola che sia una per darmi una qualsiasi specie di input su come andare avanti. Forse perché sono sempre atterriti dalla vecchina, o forse più probabilmente - e più consolatoriamente aggiungerei - perché non sanno che fare tanto quanto me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In compenso ci pensa il professore a farmi capire che è un po' presto per andare in sala operatoria, e che c'è prima qualcos'altro da fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Allora tutto qui?» dice. «Non guardi il paziente, non lo visiti, non fai nulla?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come no? La &lt;i&gt;visita maxxillologica&lt;/i&gt; (?) è il mio pane quotidiano!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Guardi verso di me».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dicendo mi metto di fronte alla paziente, e con tutta la faccia da culo che solo 10 anni da ingegnere possono insegnarti simulo la più verosimile visita neurologica che possiate immaginare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sfiorando con le mani la fronte e gli zigomi, vado tipo a valutare la sensibilità facciale. Credo. Che loro in reparto lo fanno sempre, anche se alla fine non penso di aver realizzato una beata minchia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sente che la sto toccando?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Un po' meno dalla parte dell'occhio nero» dice la vecchina. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intorno a me tutti quanti, studenti tirocinanti professori e specializzandi compresi, mi osservano in silenzio. Non so se mi daranno la laurea, ma almeno un oscar penso di meritarmelo. Ma adesso - mi chiedo - che faccio?! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E d'improvviso un fulmine a ciel sereno mi accende la mente: siamo a oculistica. La signora ha un trauma oculare. Potrei, addirittura, guardare... gli occhi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con due dita apro un pochino le palpebre della paziente, e guardo le pupille usando la luce del cellulare. Che lì accanto ci sta una lampada a fessura (quel coso che vedete nella foto) da migliaia di centinaia di euro non importa niente: che tanto non lo so usare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'occhio sinistro è ok. Almeno per me che non ne capisco niente. L'occhio destro invece ha la pupilla dilatata che non si restringe alla luce. Che - se ci pensate - è una cosa che non va tanto bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«C'è una midriasi» comunico al professore, ringraziando con tutto il cuore il corso base della Croce Rossa per avermi imparato questa salvifica parola. «Io farei subito immediatamente prima ancora di qualsiasi altra cosa, una TAC».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lì per lì, mi sento troppo un figo: c'era una cosa difficilissima da scoprire, ma con l'aiuto di conoscenze generiche e del mio cellulare, ce l'ho fatta. Ora tutti penseranno che sono un grande oftalmologo d'emergenza, e ogni volta che apriranno gli occhi in piscina o che si accecheranno con lo shampoo sotto la doccia si diranno che c'è bisogno di me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La midriasi c'è per via del collirio che mettiamo prima della visita» è lo sconsolante referto del docente. «Prima non ce l'aveva».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uhm. E vabbe': l'oftalmologia d'urgenza mi ha appena voltato le spalle. Ma almeno - mi dico - adesso so che NON ci sono reperti patologici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«E allora, cosa fai?» incalza il professore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cerco aiuto nello sguardo dei colleghi, ma persiste il silenzio generalizzato e la mancanza di idee barra suggerimenti barra &lt;i&gt;dite qualcosa voi che almeno non sono l'unico a fare una figura del cappero&lt;/i&gt;. Ma ancora niente di niente: sono stato abbandonato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi faccio coraggio, e uso i dati da me ricavati tramite la pratica clinica per formulare una diagnosi così come si addice a un reale dottore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La signora non mostra segni di interessamento nerologico. La vista è normale, non ci sono segni di frattura, non c'è stata perdita di coscienza, ha un aspetto sano e non sembra che l'evento traumatico abbia causato delle complicanze».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«E allora che fai? La mandi a casa?»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io veramente avrei fatto una lastra del cranio. Ma se gli dici &lt;i&gt;lastra del cranio &lt;/i&gt;i chirurghi s'incazzano da morire, che loro stanno troppo avanti per richiedere esami così banali. Per cui, insomma, mi pare che la soluzione sia una sola:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sì» dico, con lo sguardo elevato di chi è convinto delle sue parole. Il volto fiero e l'animo spavaldo dei giusti. «La mando a casa, perché la signora non ha assolutamente niente».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ok. Bravo, no?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viene fuori che loro invece hanno fatto una TAC, e la signora aveva tipo una frattura orbitale tripla carpiata, di quelle che se non ti operi dopo qualche giorno succede come se avevi visto la cassetta di The Ring. E che io non facendo la TAC ero tipo passibile di una cosa strana che non ho ancora studiato, ma che in reparto chiamano &lt;i&gt;galera&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E va bene, poco male. Come si dice? Chi fa il pane s'infarina. O anche: chi fa, sbaglia. Ed è pure vero che sbagliando s'impara.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il guaio è che si dice anche - tante volte - che chi sbaglia paga. Ma quest'ultimo proverbio, ve lo devo proprio dire, non m'è mai piaciuto per niente.&lt;i&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/il-tirocinio-in-oculistica-o-anche-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>15</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-5596932439078641437</guid><pubDate>Sun, 21 Apr 2013 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-21T17:42:47.793+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>Da ingegnere a medico: l'unione dei due, tre... o quattro mondi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s1600/ecg+Compatto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s400/ecg+Compatto.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Super schemino gigante da stampare e portare in reparto. O all'esame.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'immagine che vedete qui accanto sulla vostra sinistra, dimostra ciò che rimane delle abilità grafiche sviluppate nel corso della mia "carriera" di scrittore emergente autoprodotto online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare le copertine dei miei libri, l'impostazione grafica dei miei ebook, per editare le mie foto o sistemare i miei blog, ho imparato un po' per conto mio a barcamenarmi con photoshop e programmi di grafica vari. Che poi sono sempre photoshop, visto che non ne esistono altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E adesso non è che sia questo maestro, ma con una copia di &lt;b&gt;Gimp&lt;/b&gt; (che è sempre Photoshop, ma in una sua copia spudorata e open source che si scarica aggratis) e un po' di immagini raccattate per la rete ho messo insieme un &lt;i&gt;mega fogliettone miniaturizzato&lt;/i&gt; da stampare e portarmi nel taschino del camice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fogliettone come vedete ci sono un bel po' di quelle cose importanti per saper interpretare un elettrocardiogramma, ma che allo stesso tempo trovo difficili da ricordare: lunghezze limite di PR, QT e QRS. Aspetto a blocco di branca destro e sinistro. Emiblocchi di branca. Asse cardiaco. Localizzazione dell'arteria infartuata e sindrome di Wolf Parkinson White.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è anche la scala di Glasgow in alto da una parte, che con l'elettrocardiogramma non c'entra un accidenti. Ma visto che ogni tanto mi chiedono di valutare lo stato di coscienza dei pazienti, mi pareva utile portarmi dietro anche quella. E il giorno che riuscirò a ricordarla a memoria la toglierò per inserire al suo posto qualcos'altro... ma per il momento quel giorno è alquanto lontano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non pensiate che io mi voglia vantare di un prodotto medico-grafico tanto scadente (e soprattutto tanto copincollato da lavori di altri)! Ma proprio ieri è capitato di parlare proprio di questo con l'amico &lt;a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/"&gt;Luca Batman Dredd Magneto Morandi&lt;/a&gt;, e riflettendoci un po' dopo più tardi per conto mio ho iniziato a realizzare che - in fondo in fondo - forse&amp;nbsp; in tanti anni non mi sono limitato a saltare di palo in frasca da un settore lavorativo a un hobby fino a un nuovo percorso di studio, come invece alle volte mi sembra di aver fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fin dei conti l'idea di unire tanti schemi in uno spazio ridotto (e soprattutto allo scopo di studiare di meno) potrebbe definirsi ingegneristica. L'argomento trattato è strettamente medico, mentre le competenze necessarie a mettere insieme il tutto - anche se chiamarle &lt;i&gt;competenze&lt;/i&gt; è forse un po' più in alto del mio reale livello - sono nate da un'esperienzsa di tipo puramente creativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, a un paio d'anni dalla fine di questo percorso (e dall'inizio del percorso che verrà dopo) mi trovo a riflettere: posso essere ingegnere - o - medico oppure è sensato, possibile e anzi per certi versi inevitabile, essere ingegnere - e - medico?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulla carta, e nel mondo puramente burocratizzato dell'università e dell'ospedale, certi accostamenti non sono previsti e la cosa non ha nessun peso e non è neanche vagamente presa in considerazione. Potremmo al limite vederla come uno svantaggio, se ci limitiamo a considerare che devo competere con persone molto più giovani di me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io stesso avevo abbandonato un po' tante cose già fatte, relegandole in un passato che alla fine dei conti non mi aveva mai fatto sentire una persona davvero realizzata. Adesso però inizio a pensare che quel passato potrebbe non essere così da buttar via, e che - col tempo - molte cose finiranno per convergere e tornare inaspettatamente molto più "attuali" di quanto non immaginassi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/da-ingegnere-medico-lunione-dei-due-tre.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-UzR3oaBlKy0/UXP7nyJaKrI/AAAAAAAABCU/jHZexkl-Zlw/s72-c/ecg+Compatto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6355596158219364548</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2013 21:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-19T00:07:33.339+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Studiare, da giovani.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/Teens_sharing_a_song.jpg/800px-Teens_sharing_a_song.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/Teens_sharing_a_song.jpg/800px-Teens_sharing_a_song.jpg" width="330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giovani studenti 40enni: manco i soldi per comprare 2 cuffie.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'altra sera ho giocato a calcetto, con un po' di amici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non sono mai stato forte a giocare, anzi. Mi chiamano (o lasciano che mi imbuchi) solo perché in effetti siamo amici davvero, e se ci vado è quasi più per l'idea che dopo si continua la serata da qualche parte che per la partita in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti la mia squadra viene massacrata, per colpa non solo mia... ma quasi. Doccia, saluti e abbracci, e con qualcuno si finisce in un baretto dei soliti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dico che è lunedì e non devo fare tardi e devo stare buono che poi domattina chi si sveglia. Mangio qualcosa. Poi una birra, seconda birra, qualche sigaretta e shottino di Rum che manco lo volevo. E la mattina dopo, mi alzo che sono devastato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vado a lezione giusto perché devo firmare, e arrivo pure tardi. Durante la pausa inizo a parlare con qualche compagno di corso di quello che ho fatto in reparto, di pressione, defibrillatori e cose di profonda medicina come le tecniche per appiccicare le ventose dell'elettrocardiogramma quando non prendono e si staccano da sole. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riprende la lezione, e come da manuale dello studente scalmanato ci mettiamo in ultima fila per continuare a parlare dei cavoli nostri come se fossimo in un mondo bello e distante dove le lezioni obbligatorie non sono noiose e inutili, e anzi gli studenti addirittura si divertono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E invece non stiamo in un mondo distante proprio per nulla, e anzi a un certo punto il docente interrompe la lezione. S'incazza che facciamo troppo casino, ci fa un cazziatone che manco al Liceo... e si segna pure i nomi che poi così dopo se li ricorda e sono cavoli nostri: che poi all'esame alla fine - non lo so - mi sa che di sicuro a questo non mi daranno la lode.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci metto davvero un po' a capirlo, ma alla fine ci arrivo: mi hanno messo la nota sul registro come quando andavo a scuola! E vi sembrerà strano, ma a me questa cosa mi ha troppo cambiato la vita: sono stato tipo 3 ore a prendere in giro quegli altri che hanno preso la nota con me. L'ho scritto subito su Facebook e mi pare pure su Twitter, l'ho raccontato a tutti i miei amici e adesso ci sto facendo pure l'aggiornamento sul blog. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono uno studente scapestrato che disturba e che prende le note: e scommetto che il tizio di gioventù bruciata non era nemmeno ingegnere, povero piccolo sfigato con a malapena il diploma, che non fa paura proprio a nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torno a casa contento e il sole che mi scalda la faccia attraverso i vetri dell'auto. La musica nello stereo e un sacco di idee e progetti per la testa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Identifico una sorta di meccanismo di successo - gratificazione - buonumore: è capitato che in reparto ho fatto qualche bella figura. Mi sono alzato un po' le endorfine giocando a calcetto, e una serie di eventi positivi porta altre sensazioni positive e sono in un loop di neurotrasmissioni eccitatorie... o qualsiasi altra cosa ci stia spiegata sul libro di Neurologia: che finora ho letto appena due capitoli, e poi mi sono impantanato di brutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure magari è solo l'alcool dell'altra sera. O ancora è vero che adoro il caldo e la primavera, e che dopo un periodo un po' sotto tono ci sta per forza un periodo un po' più allegro. Comunque vado a letto sempre stanco come un somaro azzoppato, le ore di sonno sono sempre troppo poche ma mi alzo la mattina che non vedo l'ora di ricominciare tutto un'altra volta da capo, e di tante cose che devo fare nella giornata posso dire che mi piacciono - quasi - tutte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine è uno dei tanti momenti che ho passato in questi anni, nei quali ho capito che ho fatto bene a cambiare strada se quella vecchia non era la mia. Ho fatto bene a mollare tanti fagotti del cazzo e a ricominciare a studiare, anche se ha comportato un impegno davvero enorme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se anche 5 anni fa sarò stato un po' &lt;i&gt;meno vecchio&lt;/i&gt;, in questo momento mi sento molto, molto più giovane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/studiare-da-giovani.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2504484417569139798</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2013 16:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-15T18:48:08.054+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Croce Rossa e volontariato</category><title>Seconda laurea in medicina: Aprile, dolce... non dormire ma studiare, tirocinio, ospedale, lettera, testamento e futuro professionale.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s1600/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s320/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Terapia intensiva: il reparto dove NON mi specializzerò.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ok, da oggi in poi basta lamentele su tirocini pallosi, lezioni infinite, studenti insoddisfatti e piagnistei vari: sto alla (quasi) fine del quinto anno di Medicina, e se non prendiamo la cosa con il giusto entusiasmo qua finisce che al sesto ci arrivo che sono bello che schiattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui vi elenco una serie di (spero) buone notizie e calorose novità del momento:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;1) Abbiamo quasi definito l'argomento della tesi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Praticamente mi sono sfogliato un po' di riviste di medicina d'urgenza. Poi ho scelto un po' di articoli che mi piacevano e li ho mostrati al professore... e insomma è venuto fuori che potrebbe andare una tesi sul confronto tra due diverse metodiche diagnostiche in una qualche procedura o patologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok, lo ripeto in Italiano: c'hai il mal di pancia. Ti studiamo il mal di pancia con i raggi X e con la risonanza magnetica, e poi vediamo quale delle due cose ha funzionato meglio. Facile, no? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se poi consideriamo che - per ragioni a me oscure - nella medicina d'urgenza c'è questa passione insuperabile per l'utilizzo ovunque e in qualsiasi momento dell'ecografia, è probabile che la tesi richiederà l'uso dell'ecografo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E saper utilizzare un ecografo, per un dottore, non è male. Almeno dicono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;2) Sto iniziando tipo a studiare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ve l'ho detto che ho dato Farmacologia? Sì. Ecco, orfano degli esoneri di farmaco da studiare praticamente sempre nel corso dei passati 2 anni e mezzo quasi tre, mi sono sentito pronto a intraprendere lo studio di una delle materie da dare a giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine sto studiando Neurologia (che è BELLISSIMA), e poi farò credo Organi di senso (che è BELLISSIMISSIMA). Visto, non mi lamento più, fedele ai presupposti del post: queste materie mi fanno veramente c@g@r€, eppure dico che sono bellissime lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;3) Ho fatto il corso per la rianimazione pediatrica alla Croce Rossa. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora insomma sono abilitato all'uso del defibrillatore su emergenze pediatriche. Che però speriamo di non incrociare mai e stramai manco una mezza volta nella vita, ovviamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;4) In reparto ho rianimato un paziente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè, ho aiutato a rianimare un paziente, ovvio che non ho fatto niente per conto mio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho massaggiato, ventilato, hanno dato un paio di fiale di adrenalina e il cuore è ripartito. Poi l'hanno intubato e portato in rianimazione, e vorrei dirvi che sta bene ma la situazione non pareva proprio delle più rosee e insomma alla fine chi lo sa... intanto abbiamo fatto quello che bisognava fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto sommato penso di aver fatto un buon lavoro, e l'anestesista che era lì me l'ha pure detto. Certo è strano che la cosa che forse mi riesce meglio come &lt;i&gt;aspirante dottore&lt;/i&gt; sia una cosa che ho imparato con la Croce Rossa, del tutto fuori dall'ambiente universitario, medico e ospedaliero. Mi è già capitato di dire che la laurea ti dà una abilitazione professionale, ma che poi come si fa il dottore devi imparartelo un po' per conto tuo e arrangiarti. E non so se è del tutto vero, ma comunque in questo caso è andata un po' così. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo anche dire che non è che mi sia sentito particolarmente realizzato dalla cosa. Cioè è stato bello mettere in pratica tutti quei corsi fatti, e capire di aver fatto un buon lavoro, ma non è quello il genere di realizzazione che cerco. Arrivo a dire che non mi piace molto lavorare con pazienti non coscienti e in condizioni particolarmente critiche, intubati e non "collaboranti", come si dice in gergo medichese. Per cui insomma credo di aver capito che - dopo la laurea - non mi piacerebbe fare l'anestesista-rianimatore, come invece era tra le varie ipotesi che valutavo tempo addietro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono personalmente convinto che certe manovre facciano parte del bagaglio indispensabile di qualsiasi medico (anche se nella realtà raramente è così, purtroppo) e che ancora di più nella medicina di urgenza capiti e sia necessario lavorare su pazienti incoscienti e che hanno bisogno di essere completamente gestiti dal personale sanitario. Ma inserirmi in una specialità che si occupa principalmente di quello, proprio come sua concezione, non penso sia la mia aspirazione principale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ho detto tante volte, mi piacerebbe utilizzare il pronto soccorso e la medicina di urgenza per entrare in contatto con un grande numero di malati, di patologie e di possibilità per imparare e fare pratica. E poi mi piacerebbe avere i miei pazienti e gestire condizioni non necessariamente al limite della criticità e non per forza in una situazione di emergenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io mi "vedo" come un incrocio tra uno specialista molto specifico, un internista e un medico generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non è che questa cosa esista davvero, nella struttura molto rigida della medicina attuale. Però non esistono manco tanti ingegneri che diventano medici, e se continuerò sempre a sentirmi ovunque un po' un caso a parte (se non proprio un pesce fuor d'acqua) credo che farà sempre un po' parte del mio percorso personale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/seconda-laurea-in-medicina-aprile-dolce.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-R4bhN8-njHk/UWws6VYYWJI/AAAAAAAABCE/323w_WxnV8s/s72-c/800px-Intensivstation_(01)_2007-03-03.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-959447709376409389</guid><pubDate>Fri, 12 Apr 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-12T18:24:24.185+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Lo studente sfruttato.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images-onepick-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?container=onepick&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2F9%2F92%2FFord_Madox_Brown_-_Work.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="230" src="http://images-onepick-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?container=onepick&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2F9%2F92%2FFord_Madox_Brown_-_Work.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Non si capisce nulla, ma questa è un'immagine sul lavoro.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Sembrerà strano un 37enne ingegnere che va ancora all'università. Penso che - ai più - uno come me dia l'idea di una persona complicata e un po' fuori dall'ordinario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a dire il vero penso di essere molto semplice nelle cose che faccio: ho deciso di laurearmi in medicina perché vorrei diventare dottore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi piace poco studiare, ma con un pochino di fatica bene o male gli esami li passo... e vado avanti così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo stesso modo, anche per la frequenza pratica in ospedale, ho fatto le cose senza particolari complicazioni: ho girato un po' di reparti, ne ho trovato uno che mi piaceva, dove mi trovavo bene e che mi pareva adatto per laurearmi sapendo fare per lo meno qualcosa, e ho deciso di rimanere lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E devo dire che a me piace andare in ospedale: se le lezioni le trovo inutili, studiare è noioso e i tirocini sono più una perdita di sonno che altro, stare nel reparto vero a fare le cose vere coi pazienti veri e vicino ai dottori veri mi piace molto. Mi diverte, oserei dire. Arrivo ad ardire di ammettere che - quando vado in reparto - nel fare quello che faccio provo addirittura una sorta di piacevole gratificazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fare il dottore è un lavoro che mi piace, non c'è proprio dubbio. Che poi - alla fine - è iniziato tutto proprio per quello: non mi piaceva fare l'ingegnere, e pensavo che mi sarebbe piaciuto di più fare il medico. E ora eccomi qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando chiedi di poter andare in un qualsiasi reparto, in genere si viene affidati a un professore e si va lì quando c'è lui, perché altrimenti credo che in ospedale ci sarebbe ancora più casino di quello che già c'è. E visto che il mio professore ha orari variabili di mattina, pomerigio oppure di notte, anche io frequento la mattina, il pomeriggio o la notte quando insomma so di trovarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma - lo ripeto - io mi diverto ad andare in reparto. Ci vado perché voglio farlo, perché mi piace e perché - da un punto di vista puramente pratico - lo trovo interessante, formativo e utile. Arrivo a dire che le pochissime cose che so e che so fare le ho imparate lì dentro, mentre molti esami (per non fare il solito qualunquista, e dire&lt;i&gt; tutti gli esami&lt;/i&gt;) non mi hanno insegnato gran che. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, parlando con gli altri studenti o leggendo in forum e discussioni online, mi capita di sentir dire cose del tipo: &lt;i&gt;in reparto ti schiavizzano. In reparto fai il lavoro degli altri e ti sfruttano. In reparto ci vai solo per leccare il didietro in modo tale che ti facciano entrare in specializzazione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E vabbe'. Devo ammettere di pensare che qualcuno magari su questa cosa esageri un attimo: vai in reparto, ti fanno fare un ECG, un prelievo e mettere due cerotti, e invece di ringraziare il Cielo che non ti hanno semplicemente ignorato vai in giro a dire che hai fatto tutto te che ti hanno sfruttato e che sei stato lì tutto il giorno a pane e acqua senza nemmeno vedere Dragonball all'ora di pranzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma ok, a parte questi casi che saranno davvero una minoranza, sono sicuro che è vero e che in almeno alcuni posti le cose stanno certamente così: gli studenti vanno lì per imparare, ma qualcuno se ne approfitta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco: io devo ammettere che da una situazione del genere sarei scappato a gambe levate. Il mio interesse come futuro medico è essere un buon medico (cosa questa che non darei affatto per scontata). Non cerco particolari aiuti per la mia carriera, visto che tutto sommato ne ho mollata già una solo per fare qualcosa che mi piaceva di più. Non me ne frega nulla del posto particolarmente prestigioso o ambito, e se alla fine troverò una specializzazione decente tanto meglio, altrimenti ho sempre detto che vanno bene anche master e corsi post laurea o anche - al limite anche se ancora non so se mi piacerebbe - la bistrattata medicina generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla mia, trovo che forse il piacere di far pratica come futuro medico nasce anche dallo stare a contatto con colleghi che mi rispettano, e accanto a persone che si preoccupano di insegnarmi qualcosa invece di aspettarsi al contrario qualcosa da me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio consiglio, ovviamente, è di cercarvi un posto analogo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/lo-studente-sfruttato.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-7508832405119093597</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2013 16:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-08T18:31:55.585+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><title>Diventare medico, e affrontare la sofferenza dei pazienti: la paura di Francesco.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg/477px-Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg/477px-Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_053.jpg" width="254" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Veterinario atterrito da animali ipertiroidei.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ciao Simone, innanzitutto scusami per il disturbo: immagino tu sia impegnatissimo con lo studio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma è da un bel po' che seguo il tuo blog, e solo ora mi è venuta l'idea di raccontarti un po' della mia (brevissima) storia universitaria, forse anche un po' per sfogo personale, con la speranza magari di ricevere qualche consiglio o non so che.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono uno studente di medicina del 1 anno, per ora a posto con gli esami del primo semestre. Media che neanche io so come ho fatto a raggiungere ma vabbè, questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che io sono convintissimo di voler andare avanti con questi studi, e non mi spaventa l'idea di doverci passare le notti e tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che mi piace di più della medicina, credo (anche se forse è troppo presto per parlarne perché non ho ancora fatto niente e amalapena riesco a riconoscere i vetrini a istologia) è il rapporto con il paziente. Però è anche quello che mi spaventa di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi spiego meglio: io credo che questo tipo di percorso sia un grande impegno a livello culturale-scientifico, però quello che lo rende unico rispetto a tutte le altre cose è il doversi rapportare con la persona che sta male, la persona che soffre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non so se io sono troppo sensibile o se sono una mezza checca o vattelapesca: il fatto è che un po' di tempo fa ci hanno portato in reparto, in gruppi di 4-5, per farci vedere un po' come funzionava.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siamo stati in terza clinica chirurgica al policlinico e, insomma, ci hanno fatto vedere come medicavano i pazienti che avevano subito una colonstomia, e come si faceva un'anamnesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma c'erano un paio di assistenti, o non so che, che seguivamo e ci facevano vedere un po' come funzionavano le cose. Dopo parlando anche con gli altri tutti quanti erano supereccitati per il privilegio ricevuto, cioè di poter entrare subito in reparto, e anche io sì, lo ammetto, ero contento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però a distanza di giorni la differenza è che io sono veramente rimasto sconvolto anche dal vedere i volti dei pazienti, come la malattia li stava consumando e tutto il resto. Ed è un po' che cerco di capire se riuscirò ad essere forte e superare questa sensazione, o no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto di dover affrontare la sofferenza e la morte mi spaventa tantissimo, e non so neanche se sia possibile o giusto 'abituarcisi' anche se probabilmente alla fine il medico deve farsi forza per il paziente, perché un medico fragile forse non serve a molto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma a me spaventa tantissimo questa mia fragilità. Per me il problema non è guardare una ferita squarciata o vattelapesca: per me il problema è la faccia del paziente, e ogni volta mi si stringe quasi il cuore se mi rimetto a pensare a queste cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Magari sarà capitato anche a te o a qualcun altro di provare sensazioni simili, non so...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se hai tempo di leggere tutta questa pappardella ti ringrazio tantissimo. In bocca al lupo per i tuoi studi e per tutto il resto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesco                                                 </description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/diventare-medico-e-affrontare-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1693102462813498476</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2013 15:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-05T17:53:00.298+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>I professori più bravi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/83/TeacherBritishMuseum.jpg/655px-TeacherBritishMuseum.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="292" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/83/TeacherBritishMuseum.jpg/655px-TeacherBritishMuseum.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Docente di chimica suggerisce risposte &lt;u&gt;errate&lt;/u&gt; durante un test.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ditemi voi se è giusto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho studiato e frequentato il reparto anche sotto Pasqua. Anche ieri pomeriggio sono andato in Pronto Soccorso (tra l'altro un turno con pazienti davvero impegnativi) e poi ho ripetuto gli antiepilettici fino a notte inoltrata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stamattina non sono andato a lezione per ripetere un po' meglio... e che succede? In aula è arrivato uno mai visto prima, che non ha trovato di meglio da fare che mettersi a fare l'appello come al Liceo, e mi sono perso 2 frequenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che io poi a lezione ci vado sempre sempre sempre, proprio sempre davvero. Un po' perché la mattina non ho un cazzo da fare e altrimenti dormirei (anche se non sarebbe così sbagliato) e un po' perché durante le lezioni non sento assolutamente quello che dicono, e sfrutto il tempo per studiare altre materie per i prossimi esami.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altro giorno - ancora per farvi capire - sono andato al tirocinio obbligatorio. Non il reparto di medicina d'urgenza per la tesi: parlo dei tirocini allegati ai corsi e che fanno parte dei singoli esami. E vabbe': il tirocinio non si è svolto proprio, però i professori prima di mandarci via hanno comunque preso le firme per controllare chi c'era e chi no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma, vabbe', capito? Io è da non so quanto tempo che mi faccio un culo immane per seguire, andare in reparto, andare ai tirocini e dare gli esami, ma questi qua come sgarri un attimo stanno lì a controllare e ti mettono i bastoni tra le ruote... anche se poi le lezioni fanno schifo e i tirocini manco li fanno e si riducono in un appello e nient'altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vi dà un fastidio enorme 'sta cosa qua? La burocrazia come tecnica per rovinarti la vita da persone che - tutto sommato - della tua vita sene stra-ultra-mega-fregano. Io 'ste cose non le sopporto, e se punto a laurearmi il prima possibile fosse anche con 18 di media è solo per allontanarmene il più presto possibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi comunque vabbe', alla fine Farmacologia l'ho fatto: era il nono esonero di nove, ed è pure andato mediamente bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la professoressa di Farmacologia, invece, è una che fa un lavoro gigantesco: fa lezioni di 4 ore dove praticamente DETTA cose da sapere parola per parola (al contrario di gente che per 2 ore dice solo minchiate). E se pure senza lezioni l'esame non lo passerai mai, non le è mai venuto in mente nemmeno mezza volta di fare l'appello e di controllare chi fosse presente e chi no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, per il fatto che l'esame è diviso in tanti sotto-esamini parziali, questa professoressa per smaltire l'enorme coda di studenti si ritrova a dover fare 2 appelli al mese con 60 persone da interrogare, e sta lì ore ore ore e ore a chiedere e richiedere sempre le stesse cose facendo pure finta di non averne le scatole strapiene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi insomma ho dato l'ultima parte dell'esame, e l'ho verbalizzato. Fine, chiuso, basta così: Farmacologia è finita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E per la prima volta su 50 esami che ho dato, dopo aver firmato il verbale (che farlo prima mi pareva davvero poco elegante) ho dato la mano a un docente e le ho fatto i complimenti per l'impegno che mette nel proprio lavoro. Che un professore che si fa un mazzo davvero così non l'avevo mai, dico mai davvero visto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi pensi che prende lo stesso stipendio di quello che viene, fa l'appello e se ne va senza fare lezione... e capisci che sei dentro a un meccanismo bacato dove ognuno fa quello che gli pare e come gli pare, a partire dall'ultimo degli studenti fino al primo più in alto di tutti che sta lì al vertice della piramide... e che alla fine tutto quello che ci guadagni, a impegnarti e a dare di più, è un ringraziamento, un sorriso e qualche stretta di mano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po' poco forse. O forse tanto... ci sto riflettendo e non trovo una risposta da dare con certezza. Dipende tutto - credo - dal tipo di persona che sei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/i-professori-piu-bravi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6632257748758701732</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2013 13:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-03T15:49:42.768+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><title>Da Ingegneria a Medicina, perdendo due anni? Il dubbio di Daniele.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/MontreGousset001.jpg/688px-MontreGousset001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="278" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/MontreGousset001.jpg/688px-MontreGousset001.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;In alcune culture, 2 anni equivalgono a 24 mesi.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ciao Simone, sono Daniele e ti seguo assiduamente ormai da un annetto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti spiego meglio: mi ritrovo troppo in quello che scrivi. Anch'io - come te in passato - sto studiando Ingegneria. Però Elettronica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh, io c'ho 21 anni e sto al secondo anno. Dirai "beh dai, l'anno prossimo ti laurei!". Macchè! Sto a 3 esami fatti: Inglese che me l'hanno abbonato col Trinity (si, millanto un esame che non ho nemmeno sostenuto! :P), Metodi Matematici (un esame della Madonna che comprende Analisi 2 e Complessa, dalle curve alle Trasformate di Laplace, tanto per capirci) ed Elementi di Elettronica, che per quanto l'ho studiata a cazzo è un miracolo se so cos'è un transistor! E l'andazzo non sembra migliorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sto in Croce Rossa dai 18 anni appena compiuti. Mettici pure che al liceo l'unica materia che è stata fatta bene (in cui, appunto, sono uscito col 10) era Biologia, e proprio negli ultimi 2 anni si è studiata l'anatomia e la fisiologia umana (per quello che possa significare studiare 'ste cose ad un liceo scientifico). Beh, è stato quasi amore!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall'altra parte però c'era sempre quella "passione" (è virgolettata, sì, perchè non so più come definirla) per tecnologia, l'informatica. Allora la scelta era tra le 2: mi godo l'estate e vado a fare Ingegneria Elettronica pur non avendo mai fatto matematica al liceo ("eh sì, tanto sono uscito con 94 che vuoi che sia, sarà na cazzata come al liceo") o mi metto sotto torchio 'sti 3 mesi, provo il test di ammissione e mi butto in questa nuova "cosa" che ho scoperto piacermi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono pigro, ti dico solo questo. :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, ti ho già rotto le palle abbastanza, vedo di concludere: sono arrivato al punto di aprire il libro di Telecomunicazioni o di Elettronica Analogica e dire "Madonnacheppalle" (si, tutt'attaccato) e questo mi porta a non capire se sono io che non vado o che altro, perchè queste materie si, mi piacciono, mi affascinano, ma non le so studiare e non mi piace studiarle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'anno scorso l'ho pure provato il test di ammissione a Medicina, ma c'ho studiato 3 settimane, a tempo perso dopo i turni da full immersion in Croce Rossa. Il risultato? Uno schifosissimo 32,75. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, non so se riprovarci ora, più in là o non riprovarci affatto. Il cuore mi dice di riprovarci SUBITO, ma la mente e la coscienza verso i 2 anni di Ingengeria, oddio ma nemmeno di Ingegneria, verso i soldi cacciati fuori dai miei per mantenermi (inutilmente) fuori sede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo tutto 'sto sfracassamento di palle che ti ho scritto, chiedo consiglio a te, che magari 'sta cosa l'avrai pensata qualche volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti chiedo scusa se ti ho preso come psicologo personale, ma ti ho scritto tutto così, di getto, come mi veniva, senza rileggere niente. Non ti conosco, ma leggendoti oramai ti ho preso come un vecchio amico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok, s'è fatta l'una e 10, buonanotte dottore... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Daniele</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/da-ingegneria-medicina-perdendo-due.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>20</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3347867951581077337</guid><pubDate>Mon, 01 Apr 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-01T18:28:12.044+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cavolate</category><title>Svengo alla vista del sangue... e penso di lasciare medicina!</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/93/Blood_smear.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/93/Blood_smear.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Solo a mettere questa foto sono svenuto due volte.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Lo so, sembra incredibile... ma tant'è, anche se è difficile anche solo dirvelo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ieri sono andato in reparto. E insomma senza farla tanto lunga, è uscito fuori che finalmente - dopo cinque anni di tirocini inutili - mi hanno chiesto di fare un prelievo a un paziente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io ok che un po' ero ansioso e già lo sapevo, per cui pensavo che ce l'avrei fatta. E invece... nemmeno avevo bucato il paziente che sono svenuto. È bastato mettere il laccio e cercare la vena, per quanto sono impressionabile!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parte la figura che non vi dico in reparto, coi pazienti e i professori, ora che faccio? Non so se è una cosa che si può superare: già solo al pensiero di riprovarci sudo freddo e mi gira la testa!!! :(&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bo'. Così, su due piedi, direi che non posso fare il medico. E scoprirlo dopo tutto questo tempo mi fa una rabbia... ma come faccio? Se ci avessero fatto fare qualcosa di più pratico già da prima, come dico sempre! E invece nulla, sono dovuto arrivare alla fine del quinto anno per rendermi conto che come prendo una siringa in mano svengo!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi era meglio che in reparto nemmeno ci andavo: almeno mi laureavo senza aspettarmi niente del genere, e poi dopo non so, mi sarei inventato di far fare sempre le cose agli altri o di fare una specializzazione dove non fai niente: tipo psichiatria, medicina legale o immunologia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma adesso, dopo tanto impegno, stare così... bah.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sa che è il caso che ci penso bene, ma probabilmente a questo punto lascerò perdere e tornerò a fare l'ingegnere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono molto, molto depresso da questa cosa. Ma che fare? Niente, non c'è soluzione. Temo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui trovate &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pesce"&gt;altri dettagli&lt;/a&gt; sull'emofobia, la paura del sangue...</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/04/svengo-alla-vista-del-sangue-e-penso-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4313056721204504439</guid><pubDate>Sat, 30 Mar 2013 13:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-30T14:09:03.168+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in medicina: punto della situazione... e Buona Pasqua!</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://distilleryimage6.instagram.com/4170e806979d11e28a6422000a9e08ee_7.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://distilleryimage6.instagram.com/4170e806979d11e28a6422000a9e08ee_7.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quelli che vedete nella foto copincollata da Instagram sono (quasi) tutti i libri del secondo semestre di questo quinto anno di medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mancano reumatologia, chirurgia plastica e qualche altra cosina, ma comunque anche già solo così credo che l'immagine renda bene l'idea: 5 esami da fare, 10 materie, qualcosa tipo 300 euro buttati di libri che tanti sono pure davvero brutti e un sacco di roba da studià che io non c'ho proprio manco minimamente voglia... ma tant'è, &lt;i&gt;c'est la vie&lt;/i&gt;, come direbbe un ingegnere francese iscritto a medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma che dovevo studiare non è certo una notizia o un aggiornamento interessante, visto che sono cinque anni che stiamo messi così e la cosa bene o male già uno se l'aspettava. Magari io mi aspettavo di studiare un po' meno... ma sempre di studio si parlava e vabbe': nessuna particolare sorpresa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un minimo più degno di nota c'è invece il fatto che ho dato un altro esonero di farmacologia. Questo vuol dire che mi resta da darne solo 1 (uno) che dovrei togliermi il 5 (cinque) Aprile, dopo di che con farmacologia avrò chiuso... almeno per quanto riguarda lo specifico e immensamente immenso esame, visto che - ovviamente - essendo una componente fondamentale della professione medica, la farmacologia rispunta un po' da tutte le parti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando verbalizzerò farmacologia, penso che la vivrò un po' come una semi laurea. Vi giuro che è una materia che mi piace molto, ma essendo composta da un macigno di nozioni da imparare e ripetere a memoria assolutamente parola per parola devo ammettere che mi ha fatto veramente penare. Ancora manca un pezzettino ino ino e poi è andata, ma davvero è stato uno degli ostacoli più grossi nonostante questa suddivisione in esoneri rendesse tutto molto più fattibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora altro? Sì: nonostante quel po' di studio che devo fare, queste vacanze pasquali me le sto anche un pochettino godendo. Pranzi e cene con famiglia e amici, e qualche sonno un po' più lungo del solito che da questo punto di vista sto davvero un po' in arretrato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo comunque ad andare in reparto, e continuo a discutere col prof. per trovare un'idea per la tesi. Si parla forse di fare qualcosa riguardo alle nuove linee guida del triage (sarebbe l'accesso dei pazienti al pronto soccorso) ma non è ben chiaro di cosa potrei occuparmi di preciso, e sono ancora in cerca di eventuali altre idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso che o prima o dopo il pranzo in famiglia ci andrò pure questa Domenica. Speriamo che ci siano uova, colomba e cioccolate varie... ma in genere l'ospedale è l'ospedale e ogni giorno è uguale all'altro, feriale o festivo che sia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo prendendo l'occasione di questo aggiornamento per farvi gli auguri: Buona Pasqua a tutti. Buone feste, buon riposo, buon pranzo con famiglia amici parenti e chiunque vi sia vicino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un abbraccio, grazie per seguirmi sempre e per fare sempre il tifo per me, e a presto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/seconda-laurea-in-medicina-punto-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3117889121828966503</guid><pubDate>Fri, 29 Mar 2013 12:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-29T13:28:02.249+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cavolate</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><title>Liebster Award: sì lo so, perdonatemi!</title><description>&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://img703.imageshack.us/img703/1560/liebsteraward.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="268" src="http://img703.imageshack.us/img703/1560/liebsteraward.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
Io i meme gli spam le catene e le cosette da amichetti che fanno i blogger (che poi come ci scambi 2 parole magari scopri che ti odiano a morte) non è che li abbia mai particolarmente amati.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
Però a questo giro sono stato invitato da &lt;a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/2013/03/liebster-award-abbiate-pazienza.html"&gt;Luca&lt;/a&gt;, che mi ha regalato l'header del blog (l'immagine che vedete in alto) più stramagnificamente fantastico che abbia mai avuto, per cui mi ha fregato e mi sento costretto a partecipare.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
Il &lt;b&gt;Liebster Award &lt;/b&gt;nasce per far conoscere meglio alcuni dei blog 
che si seguono con più costanza, ed è riservato a quelli con meno di 200
 followers, in modo da portare alla luce nomi che non sono i soliti 
noti.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
Ci sono sei passi da seguire per chi riceve l'agognato Liebster Award.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 14.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/2013/03/liebster-award-abbiate-pazienza.html"&gt;GRAZIE LUCAAAAAAAAAA!!!! &lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;Lo faccio sotto &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;3) scrivere undici cose su di te.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;E vabbe'. Sotto pure questo.&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font: 14.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;6) informare i blog del premio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui regà non je la posso fare. Sono troppo pigro e poi non mi va e non c'ho voglia. Comunque vi consiglio molto i blog che stanno nei link sulla destra. Sono tutti collegati a università, medicina ed emergenza, e se li cliccate un po' magari si sentiranno letti e visitati e gli rallegrereta la giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono spero poco meno di undici, così magari vi accontentate, ma non chiedetemi di avvisarli della cosa perché mi sento un po' a disagio di andare dalla gente e tirarla dentro, scusate! :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="color: #3551bc; font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 17px/normal 'Arial Black'; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;&lt;b&gt;1) &lt;/b&gt;Come ti piacerebbe lasciare questa valle di lacrime?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;A un'età molto avanzata ma non tanto da rendermi invivibili le giornate, mi addormenterei volentieri senza svegliarmi più. Ma tanto morirò sparato, che sto sulle palle a troppa gente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;2) &lt;/b&gt;Vorresti rinascere uomo/donna?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Ogni cosa ha i suoi pregi. La cosa più bella di tutte è che in ogni caso rinascerei prima bambino. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;3) &lt;/b&gt;Se ottenessi dei superpoteri, li useresti per fare del bene o per farti gli affaracci tuoi?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Un po' e un po', dai. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;4) &lt;/b&gt;Se potessi ottenere il controllo totale sulle tue emozioni, useresti questo controllo?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Ma c'è una emozione che ti spinge a controllare le emozioni? Cioè potrei aver paura di divertirmi troppo, o essere felice di essere incredibilmente triste per qualcosa? Certo che sì... ma si potrebbe avere un controllo sul controllo del controllo, o c'è un livello su cui non possiamo intervenire? Ok, troppo complicato: allora diciamo di no. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;5) &lt;/b&gt;Come dev'essere la tua doccia perfetta? Dev'esserci musica, silenzio, candele, quanto deve durare?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Il fatto che vuoi immaginarmi sotto la doccia mi inquieta. Comunque faccio in genere delle docce normalissime. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;&lt;b&gt;6) &lt;/b&gt;Dall'inizio dell'anno, hai pianto almeno una volta?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 14px;"&gt;Sono stato lì lì almeno un paio di volte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;7) &lt;/b&gt;Se arrivasse satana in una nuvola di zolfo puzzolente e ti 
proponesse il solito Patto (magari non in cambio dell'anima, perché non 
si sa mai), cosa chiederesti?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Uhm. Essere felice? Che schifo, lo so... allora tutto sesso e feste e droga e divertirmi senza mai alcuna conseguenza negativa. Meglio così? &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;8) &lt;/b&gt;In quale serial tv vorresti vivere? E perché?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Io sono già Sheldon di The Big Bang Theory. Solo un pochino meno marcato su alcuni aspetti. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;9)&lt;/b&gt; La cosa più idiota che hai fatto per amore?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
Be' una volta credo di essermi picchiato con qualcuno anche per non sfigurare di fronte a una che mi piaceva. Poi per fortuna non ne ho prese tante ma lei manco mi si è mai filato.&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;10) &lt;/b&gt;Mai fatto uno strip-tease per qualcuno/a?&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
No. &lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 17px; text-align: left;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: medium; font-weight: bold; font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;
&lt;b&gt;11)&lt;/b&gt; Cosa pensi che ti salverà? (interpretazione libera)&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Un'enorme hardiskone spaziale che serva da backup dell'universo?&lt;i&gt; &lt;/i&gt;L'infinito amore che muove il cosmo? La fortuna incredibile che ho sempre avuto in tutte le cose della vita? Ci sono varie possibilità, a seconda dei vari punti di vista.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;3) scrivere undici cose su di te.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Non guardo mai un film 2 volte, visto che preferisco vederne uno nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Trovo le serie tv stupide e noiose, ma spesso le guardo con gli amici per giustificare una serata insieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Se si organizza per andare a mangiare da qualche parte, quasi certamente farò in modo di esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Mi piace giocare a calcetto ma solo d'estate quando fa caldo e non piove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) La mattina bevo il the verde. Non aspettavate altro, dite la verità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Sono appassionato di videogiochi da sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7) Ora gioco principalmente ai giochini dell'ipad, che trovo molto più divertenti e fantasiosi e interessanti dei giochi che escono su PC e console tutti uguali, violenti e noiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8) Mi piacerebbe avere dei figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9) Mi annoio da morire in palestra, mentre preferisco farmi una corsetta ogni tanto. Meglio se non piove e non fa freddo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10) Se non vedo qualche amico e non esco la sera per 2 giorni di fila mi prende a malissimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11) Da quando ho smesso di scrivere narrativa, non ho più letto un romanzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/liebster-award-si-lo-so-perdonatemi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-4161950487128863487</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2013 18:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-25T19:10:57.464+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>La notte in pronto soccorso.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/City_Skyline,_Marina_Bay,_Singapore_(3278052940).jpg/799px-City_Skyline,_Marina_Bay,_Singapore_(3278052940).jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/City_Skyline,_Marina_Bay,_Singapore_(3278052940).jpg/799px-City_Skyline,_Marina_Bay,_Singapore_(3278052940).jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il policlinico fa lo stesso effetto. Solo diverso.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
La notte al pronto soccorso ricorda le storie di certi scrittori che una volta avrei voluto imitare, costellate di personaggi dai toni intensi che appaiono e scompaiono in ambienti bui e poco accennati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po' tipo un collage tra Twin Peaks ed Eyes wide shut, senza ahimé tutto quel sesso ma - grazie a Dio che se no avevo già cambiato reparto - molto, ma molto ma davvero molto meno noiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i tanti pazienti di uno dei tanti turni ci sta Luisa, che ha preso una vagonata di farmaci per non ho capito che terapia, e di colpo gli si è gonfiata la lingua e sta lì con la flebo nel braccio e la paura che se si gonfia un altro po' non riesce più a respirare e muore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Qui abbiamo anche gli anestesisti e tutto l'occorrente» le spiego, vedendola che si tasta il collo. «Vedrà che non succede niente, ma pure se succede è tutto sotto controllo».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedo che mi sorride: l'avrò rassicurata? Un po', certo, penso di sì. Ma non è una di quelle situazioni in cui ti rassicuri più di tanto. Credo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lascio Luisa e dal triage - l'ingresso del pronto soccorso - ci chiamano per Paolo. Era a lavoro, quando l'hanno trovato svenuto. E ha la febbre, e non riesce a stare in piedi, e ha un forte dolore al collo per cui l'infermiere s'è subito spaventato e gli ha messo una mascherina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professore gli solleva le gambe e porta le ginocchia al petto. Manovra di Lasegue si chiama. O Laségue. Làsegue. Lasegùe o anche forse ma non credo Laseguè. Al concorso per entrare in specializzazione dove si mette l'accento te lo chiedono di sicuro, per cui toccherà saperlo... ma intanto piegare le gambe a Paolo non fa male: la manovra è negativa e - se ci dice bene - nessuno di noi si è beccato la meningite. Almeno non questa volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo va in un altro reparto, e noi torniamo dentro. Le luci al neon dei corridoi sparano che ti accecano gli occhi, mentre fuori dall'ospedale è buio e le strade si svuotano. Certe volte pare che ci sei soltanto tu, i malati e nient'altro, quando fai i turni di notte. Una specie di delirio psicotico causato dall'eccitazione, dal sonno, e credo anche dai vapori di qualche disinfettante: quando facevo le notti in ambulanza, provavo la stessa cosa identica uguale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono le undici, e arriva Carla. Ha un dolore al petto fortissimo. Si agita, non è lucida, a parlare fa fatica. All'elettrocardiogramma è abbastanza evidente che c'è un infarto. Un infarto di quelli grossi. Un infartone. Uno di quelli che ci rimetti le penne.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In due minuti la riempiono di farmaci per il cuore, per il dolore, per l'ansia... per tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che nei film i dottori devono fare un po' più di scena, e se un paziente gli va in arresto cardiaco fanno tutti l'espressione da panico che non se l'aspettavano e iniziano a correre per la stanza a gridare e a chiamare la gente e a tirare giù le Madonne. La realtà invece è che - i dottori veri - come sta Carla lo sanno già benissimo, e stanno lì pronti col defibrillatore e a ripassare le manovre d'urgenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sala è pronta. Visto che sta dalla parte più opposta lontanissima in culo alla luna dell'ospedale, organizziamo una specie di gita barra trasloco dal pronto soccorso a cardiologia. Io, gli altri studenti, gli specializzandi, il professore, i barellieri e l'anestesista di turno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraversiamo dei posti dove di giorno ci sta una folla che manco ve lo devo spiegare, che se avete mai fatto una visita medica lo sapete meglio di me la fila che c'era e tutto il bordello per trovare la stanza giusta nel reparto giusto nell'edificio giusto. Di notte è un deserto oscuro fatto di corridoi, finestre e ombre scolpite da qualche neon e dalle luci smorte dei rivenditori automatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma alla fine Carla fa questa coronarografia. Che sarebbe che ti infilano un tubo dentro alle arterie del cuore, trovano dov'è che non passa più il sangue e te le sturano. Tanto per farvi una spiegazione dettagliata da specialista in cardiologia. E vorrei dirvi che alla fine è successo chissà cosa di tremendamente fichissimo da raddoppiare i lettori del blog, ma invece niente: hanno sturato le coronarie di Carla, l'hanno portata in osservazione, e da quanto ho saputo nei giorni seguenti stava pure bene. E se questo fosse un &lt;i&gt;medical drama&lt;/i&gt;, davvero: che palle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornato in reparto mi affaccio da Luisa, e pare che si stia sgonfiando. Nella stanza con lei invece ci sta il signor Armando: 70 anni passati, un grosso problema neurologico di quelli importanti. Sta in barella che non capisce più nemmeno dov'è, e si agita e si lamenta con quel poco di forza che ha.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Si trova in ospedale» gli spiego, convinto che però nemmeno mi senta. «Non si preoccupi, pensiamo a tutto noi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lui guarda il vuoto attraverso di me. Prova a dire qualcosa ma sono solo rumori. Gli misuro la pressione e trovo che ce l'ha bella alta. Avviso il professore, e gli cambiano la terapia e gli danno pure qualcosa che lo calmi un po' e che così magari riesce pure a dormire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non che si possa fare molto, tutto sommato: perché alla fine con la medicina qualcuno un po' lo aiuti. Qualcuno lo aiuti  magari un po' meno, ma per qualcun altro non puoi proprio fare un bel  cazzo di niente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Bravo, te stai a imparà» mi dice il professore così, a sorpresa, a un certo punto che non me l'aspettavo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io lì sul momento ci ho scherzato anche sopra: che il prof. alla fine è gentile con tutti e sono sicuro che mi trattava bene pure se ero impedito e il giorno dopo dall'università mi cacciavano a pedate. Non ho capito nemmeno che cosa potrebbe aver notato, di preciso, in quel momento: vagavo per il reparto e facevo cose con animo perplesso, come faccio sempre quando sono lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi adesso però ho scritto queste righe, e non lo so: ho notato anch'io un po' un cambiamento. Un'atmosfera leggermente diversa dai racconti che faccio di solito. Come se stessi facendo sempre le stesse cose, ma con maggiore consapevolezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure - chi lo sa - probabilmente mi sarò anche un po' fatto suggestionare, tutto qui. Magari è soltanto un po' un'impressione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/la-notte-in-pronto-soccorso.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3648133285182625152</guid><pubDate>Sat, 23 Mar 2013 12:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-23T13:18:28.827+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tesi</category><title>Cerco qualcuno che mi scriva la tesi.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/dd/BloodPressure2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/dd/BloodPressure2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Studente indietro con la tesi (quello a destra).&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Il professore con il quale frequento - e che salvo cambiamenti dell'ultim'ora o drammatici eventi funerei sarà quello con cui finirò per laurearmi - mi ha detto di iniziare a pensare a qualche idea su cosa fare per la mia tesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In genere, o diciamo dal poco che ho visto, a molti studenti l'argomento della tesi viene dato così su due piedi a sorpresa e a tradimento alle spalle. Tipo che loro stanno ripiegando il camice per metterlo nello zaino, e da dietro sbuca uno che gli fa "allora tu fai una tesi sull'ipertrofia del muscolo coracobrachiale nei giocatori di Curling mancini", o qualcosa di analogamente terribile, e sono fregati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che una volta che ti assegnano il titolo, vaglielo a spiegare che della tesi sull' "incorretto uso del detergente topico nella recidiva da acne" non te ne frega niente, e preferiresti occuparti di - che ne so - una qualsiasi cosa della quale interessi almeno un pochino minimamente a qualcuno, ecco. Che io magari glielo direi pure... ma io sono strano e lo sapete, mentre uno studente normale che magari punta al fatto che Medicina sia la sua prima e unica laurea potrebbe darsi che ci pensa prima due volte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece - per qualche motivo - mi stanno lasciando un minimo di spazio di decisione personale. E io sarei strafelicissimo di fare una tesi su quello che piace a me, se solo non fosse che - semplicemente - non so assolutissimamente e nella maniera più assoluta che cosa inventarmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il mo mento ho messo sul tavolo (?) una sorta di &lt;i&gt;elenco della spesa per la tesi perfetta&lt;/i&gt;, e che in sintesi sarebbe questo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Una tesi che fai qualcosa di minimamente pratico, senza cioè andarti a inseguire pazienti per tutto l'ospedale chiedendogli con quale particolare molecola specifica hanno seguito la loro specifica e particolare terapia. Per poi scoprire che sono stati dimessi e che abitano a 800 km di distanza dall'ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Una tesi dove magari vedi qualcosa che non vedi nei normali internati. A medicina d'urgenza vedo principalmente pazienti cardiologici, pneumologia, intossicazioni, malattie infettive... ma tutto l'aspetto chirurgico o anestesiologico o traumatologico o insomma tutto il resto mi passa vicino raramente. Per cui sarebbe bello usare la tesi per imparare qualcosa di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Una tesi vagamente generica che sia in qualche modo "rivendibile" a chirurghi e anestesisti se un domani decidessi di provare l'ingresso in specializzazione da quelle parti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Una tesi simpatica e semplice e che non ti stressa rovinandoti la vita fino al giorno prima della laurea che non sai se farai perché è successo un casino all'ultimo momento e non trovi il relatore e la segreteria sta per chiudere e ti manca una firma e non tornano i risultati... ma su questo lo so: tutte le tesi ti rovinano la vita, e da questo punto di vista le speranze sono pressoché nulle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, io pensavo di guardare un po' online altre tesi di medicina d'urgenza per farmi una mezza idea e lasciarmi ispirare. Magari invece voi che leggete il blog avete qualche consiglio da darmi... e unendo le nostre forze potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che ne dite allora: me la scrivete voi la tesi? Almeno il titolo? E dai, forza che tra appena un anno e mezzo la dovrei consegnare, che se no non mi ri-laureo... e a voi vi tocca sopportare il blog per un'altra sessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone </description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/cerco-qualcuno-che-mi-scriva-la-tesi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-2620668702669962561</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2013 17:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-20T19:28:54.554+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tirocini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in Medicina: senza giri di parole.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/e/e8/Escher_Waterfall.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="330" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/e/e8/Escher_Waterfall.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vi spiego la neurologia: non ci si capisce nulla.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Confesso che sono un pochino deluso dalla situazione di questo semestre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche anno fa ero convinto - un po' come la stragrande maggioranza degli studenti - che tra quinto e sesto anno di Medicina avrei passato la maggior parte del tempo nei reparti, con qualche esame piccolo di tanto in tanto per imparare quelle cose che ancora non si erano viste in dettaglio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E invece stiamo ancora sempre a lezione. Cinque esami composti da dieci materie che ti caricano di libri, slide, appunti e fotocopie da assimilare in maniera veloce e confusa, mentre per mettere in  pratica qualcosa bisogna inventarsi il tempo, trovare per conto proprio i docenti disponibili, e tirare fuori la forza di stare in reparto fino a tardi, rientrare a casa e poi ritornare all'università già la mattina dopo solo &lt;i&gt;perché sì&lt;/i&gt;. Perché speri che un domani ti serva a qualcosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se aggiungiamo che i tirocini che inizieranno a breve non promettono  niente di eclatante (la mattina prestissimo prima delle lezioni per  un'ora soltanto: arrivi, metti il camice, saluti e scappi di corsa a lezione)  abbiamo un quadro piuttosto nero, e sinceramente non posso che dirvi questo: non vedo l'ora che questo semestre sia finito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando studiavo ingegneria, avevo una visione dell'università simile a una galera dalla quale evadere al più presto, e piano piano anche medicina si sta trasformando nella stessa cosa. Sarà che il raffreddore che mi ha ghermito insieme alla pioggia interminabile di questi giorni non aiutano proprio l'umore, e probabilmente è un momento passeggero. E sarà anche che forse è proprio questa la sensazione giusta che ti porta alla laurea e - tutto sommato - è un bene che sia così. Se stare all'univesità ti piace tanto, il rischio è che non te ne vai nemmeno più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altra sera sono andato in reparto sul tardi, che prima avevo un impegno. Era una nottata inspiegabilmente tranquilla, e mi sono fermato a osservare uno degli specializzandi che faceva un'ecografia a un paziente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era un signore nemmeno tanto anziano, sui settant'anni. Il suo problema è che i polmoni erano partiti, e piano piano si stavano portando dietro pure il cuore, e tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stava in barella, abbandonato su un fianco e coperto solo da un lenzuolino di cotone. Gli avevano messo la mascherina dell'ossigeno, gli elettrodi per il monitor, il saturimetro al dito e tutti gli aghi e i tubi e i fili che potete immaginarvi di trovare addosso a qualcuno che è gravemente malato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A un certo punto, lo specializzando gli ha premuto un po' più forte la sonda dell'ecocardiografo sul torace. Il paziente ha aperto gli occhi, e non capendo dov'era ha fatto un mezzo sussulto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Stiamo facendo un'ecografia» gli ho detto io, mettendogli una mano su una spalla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A lezione è tipo una gara per chi si inventa il termine più astrusamente complicato e impronunciabile del mondo, ma poi quando spieghi le cose ai pazienti devi trovare parole più semplici... e non è che sia sempre così facile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Non le facciamo niente» gli ho detto, ancora. «È solo per vedere come sta il cuore».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A quel punto il signore ha tossito un po'. Mi ha guardato e ha detto qualcosa, ma tra la mascherina, l'ossigeno che sfiatava e fischiava e tutto il resto non c'ho capito un cavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Non ho capito!» gli ho chiesto, piegandomi verso di lui. «Come dice?» &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma lui poverino mi sa che tutta questa voglia di parlare non ce l'aveva, perché gli mancava il fiato. Ha scosso la testa, e si è semplicemente limitato - credo - a ricopiare il mio metodo per comunicare con i pazienti nella mia veste di studente aspirante dottore: dire le cose in maniera facile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Grazie» ha detto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io vi giuro che ci sono rimasto. Chissà che credevo volesse chiedermi, e invece... niente. Solo &lt;i&gt;grazie&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Semplice, e senza giri di parole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/seconda-laurea-in-medicina-senza-giri.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-1115036598209606016</guid><pubDate>Sun, 17 Mar 2013 16:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-17T17:51:19.811+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Lavoro</category><title>Studiare e lavorare allo stesso tempo: Matteo ci racconta come ha fatto lui.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/60/Lewis_Hine_Power_house_mechanic_working_on_steam_pump.jpg/431px-Lewis_Hine_Power_house_mechanic_working_on_steam_pump.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="360" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/60/Lewis_Hine_Power_house_mechanic_working_on_steam_pump.jpg/431px-Lewis_Hine_Power_house_mechanic_working_on_steam_pump.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Studente in bulloni si mantiene facendo il chirurgo.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ciao Simone, con molto piacere ti racconto brevemente la mia piccola  storia accademica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando decisi di tentare il test a medicina (circa  sette anni fa) avevo 28 anni e lavoravo a tempo pieno in una libreria. Ero fidanzato e abbastanza soddisfatto della vita, anche se da sempre ho  avuto il pallino di studiare medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non l'ho mai potuto fare  sopratutto perchè non avevo (e non ho) una famiglia che mi potesse  mantenere all'università. Scritto così potrebbe sembrare che io  attribuisca una colpa più o meno implicita alla mia famiglia, ma ci tengo  a sottolineare che così non è.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come tante famiglie della Napoli ''non  bene'' (ma direi come tante famiglie della Italia ''non bene'') mandare  avanti i figli è proprio dura, e troppo dura se questi vogliono  continuare a studiare dopo la terza media e impossibile se questi poi  vogliono fare l'università. Comunque, per farla breve, massimo dopo il  diploma bisogna trovare un lavoro, magari anche emigrando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io sono stato  fortunato perchè subito trovai un piccolo posto in una libreria, che  tra l'altro trattava testi di medicina ormai in disuso che mi attiravano  sempre particolarmente... ma mi accorgo che sto dilungando troppo e allora  sarò schematico: a 28 anni supero il test e m'iscrivo a medicina. Per i  primi due anni ho continuato a lavorare in libreria solo di pomeriggio,  poiché ero riuscito a farmi mettere part time.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal terzo anno in poi è  stata dura. Licenziato dalla libreria e lasciato dalla fidanzata (si  voleva giustamente sposare, a 30 anni!) ho iniziato a dedicare il 70%  della giornata a corsi e studio, mentre facevo pulizie negli uffici  del centro direzionale, a nero, tutte le sere dalle 19 alle 24.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guadagnavo giusto per l'iscrizione all'università, libri, fotocopie,  cancelleria, e tutto ciò che mi restava in mano lo lasciavo a casa.  Infatti io da casa non me ne sono mai andato, e questo forse è stato il  fatto determinante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono andato avanti per altri due anni con questo  lavoro serale, ma poi il lavoro è finito mentre gli impegni universitari  aumentavano. Allora ho trovato un lavoro in un pub solo per il fine  settimana (venerdì, sabato e domenica) che è comodo dal punto di vista  temporale ma che comunque è poco remunerativo, e soprattutto stagionale perché il pub non funziona in estate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora in estate ho avuto  la fortuna di trovare un lavoro come guardiano 24h/24h in un garage in  una località balneare che mi ha permesso (e mi permette) di arrivare a  due esami dalla laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nostra vita è fatta di sogni, e nessuno ce li  deve rubare. Se perseguire questi sogni comporta sacrifici non bisogna  mai aver paura, sono tutti crediti che si accumulano con la vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Matteo (aspirante medico). </description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/studiare-e-lavorare-allo-stesso-tempo.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-3486343785248049720</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-14T20:50:43.328+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ammissione</category><title>Riforma del concorso per le specializzazioni mediche: un po' meglio, ma mica tanto.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6d/Albert_Roosenboom_The_Young_Doctor.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="340" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6d/Albert_Roosenboom_The_Young_Doctor.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Nei futuri test terranno conto dei voti delle medie.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Veniamo rapidamente al punto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concorso attuale per l'accesso alle specializzazioni in Medicina, funziona che se hai una media sotto al 29 quasi sicuramente una specializzazione decente te la scordi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma per l'accesso alle specializzazioni mediche che è stata proposta, invece, funziona che se hai una media sotto al 29 una specializzazione decente te la scordi uguale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ok, è un po' poco ma nella sostanza per uno come me (che potrà puntare a un miserissimissimissimmsiismmssisimio 27 di media se gli dice bene) le cose stanno più o meno quasi realmente così. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In base alla normativa attuale, il punteggio per l'accesso alla specializzazione è dato dai voti agli esami, dall'attinenza della tesi che hai fatto e dalle solite domande a crocette del quarzo su nozioni che non servono a niente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si suppone che la tesi l'hai fatta nel reparto dove concorri, per cui se frequentavi il reparto almeno la tesi ce l'hai. Le domande a crocette sono 60, e visto che gli studenti di medicina sono autistici il voto medio che ottiene chi entra in una specializzazione buona è - appunto - 60/60.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rimane una prova pratica finale, che è soggetta al giudizio della commissione e insomma è quella che fa la differenza per chi ha 29 di media e 60 su 60 alle domande a crocette. Ovviamente qui sta pure tutta la polemica e - diciamolo - il problema che si vorrebbe andare ad affrontare. Perché puoi essere anche il Dottor House ma se alla seconda prova ti danno meno punti di chi deve entrare prima di te, alla specializzazione non entri e basta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che certo uno pensa sempre male, e di sicuro entreranno figli e nipoti vari. Di sicuro entrerà quello che si azzerbina meglio degli altri, o chi ha accettato di lavorare gratis per anni prima di avere un posto (cosa che comunque non vedo perché dovrebbe penalizzarlo) e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io aggiungerei anche che potrebbe essere considerato il secondario aspetto che se sei veramente, veramente negato a fare il medico, questa prova a valutazione personale e inoppugnabile è il primo e unico momento in cui qualcuno sopra di te può toglierti il bisturi dalle mani e impedirti di fare cazzate e storpiare la gente per il resto della vita... ma suvvia, sono dettagli: mettere crocette a domande a risposta multipla rappresenta alla perfezione quello che sarà il futuro lavoro di un chirurgo o di un anestesista, o anche di un dermatologo. O di chi vi fa un prelievo e vi misura la pressione. La gente ha le crocette dentro agli organi, nel sangue o sopra la pelle, non lo sapevate? Io sì, che queste cose le ho studiate. E chi ha voti alti merita certamente di mettere le mani &lt;i&gt;dentro&lt;/i&gt; a chi vuole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ero ironico, spero che l'abbiate notato. Ma vabbe', polemica a parte, questo è un sistema un po' troppo "malleabile", per dirla così, e poi uno come me che non brilla per voti si trova automaticamente tagliato fuori. Per cui - evviva e evviva! - qualcuno ha proposto a ragione di modificarlo proponendo una proposta di modifica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proposta questa che è al momento al vaglio di non so quale ministro, ma - sarò sincero - a cercare in giro al di fuori di forum e gruppi di studenti trovo davvero poco, per cui sembra più una bufala o una leggenda metropolitana piuttosto che un qualcosa che si avvererà davvero, con tutto che il governo deve pure cambiare. E insomma io ci credo poco, ma comunque sia il sistema nuovo sarebbe - più o meno - il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il concorso è nazionale: scegli 3 scuole di specializzazione, fai il test scegliendo delle sedi preferenziali (cioè tutte, che se no sei coglione) e se entri a Brindisi a Udine a Padova o a Milano o insomma dove capita in una delle 3 specializzazioni scelte vai lì e lì ti specializzi. Se non entri - ovvio - ti attacchi al cavolo e muori di fame a fare il medico disoccupato povero e senza specializzazione o - peggiore del peggiore degli incubi peggiori - provi il concorso da medico di base. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il punteggio è dato da un test a non so quante domande a crocette del qatso come sopra, più altri test a crocette sempre del qatso ma INERENTI ALLA SPECIALIZZAZIONE AMBITA. Che se ci pensate, io mi specializzerei le cose inerenti per impararle, e non che mi vado a specializzare che mi sono già imparato le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè l'idea è che uno studia per imparare e saper fare. Qua si studia per studiare e poi si studia ancora, al punto che si ricomincia pure a studiare da capo visto che gli argomenti evidentemente erano finiti. Ma a che cosa serve la specializzazione se le cose che mi insegna sono obbligato a saperle già da prima? Ma la gente ragiona davvero così?! Ma ok, forse non è specializzarsi lo scopo con cui le specializzazioni sono nate... e io dovrei semplicemente informarmi meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- I bonus vari non dipendono più da raccomandazioni, corsi, tesi, lauree in ingegneria o altro. Solo dal voto di laurea, e dalla media.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma. Sì, giusto, ok, evviva. Contano i voti, e poi di nuovo i voti (il voto di laurea già è dato dalla media). Conta la media, DUE VOLTE, e poi basta. Che se io sono quello figo di Grey's Anatomy (tanto per cambiare telefilm) vale come se sono uno che in reparto non ci è mai entrato manco una volta per sbaglio, sviene quando vede il sangue e i pazienti non li tocca perché gli fa schifo?! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vi ricordo che uno laureato in Medicina e Chirurgia è un cosiddetto &lt;i&gt;medico chirurgo&lt;/i&gt;, e se anche ormai si accetta l'idea che in sei anni di esami nessuno t'insegna nemmeno a fare un'esplorazione rettale, il fatto che la pratica nei reparti divenga addirittura controproducente (che ci vai a fare? Stai a casa a studiare, che ti conviene di più) è veramente l'apice della follia alla quale si è arrivati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non fosse abbastanza, è vero che a Medicina danno voti sempre spropositati, ma non è che la pazzia può essere istituzionalizzata a questo modo fino al punto che una media di "solo" 28 rischia di diventare uno svantaggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dulcis in fundo, un 110 e lode preso in 6 anni conta come un 110 e lode preso in 12. 30 di media di uno in corso è uguale a un 30 di media di uno che ha ripetuto tutti gli esami 2 o 3 volte per prendere un voto alto. E ho capito che c'è il caso particolare di quello poverino che è stato tanto malato e non ha potuto studiare per 3 anni, ma in linea di massima è pure vero che allora dall'altro lato c'è magari chi viene da una famiglia con pochi soldi e che lavorava la notte e tutti i cavoli che vuoi che gli hanno impedito di prendere voti alti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè alla fine ognuno tira acqua al proprio mulino, e io ammetto che la tiro al mio. Però se una riforma si voleva fare si poteva per lo meno pensare di riformare bene e una volta per tutte, invece di uscirsene con una roba mozza che è un po' meglio della prima, ma insomma alla fine non è nemmeno detto, e dipende dai punti di vista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io comunque come stavano le cose prima potevo puntare solo ad anestesia e a chirurgia generale. Ora se cambiano magari mi converrà pure... ma non lo so, la specializzazione resta un'incognita e non sono ancora nemmeno sicuro di volerla fare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di certo so solo che - quando facevo l'ingegnere - la gente mi cercava chiedendo: "ma per caso questa cosa la sai fare? Puoi occupartene tu?". E di certo nessuno mi ha mai chiesto: "sai dirmi, a questo esame, che voto hai preso?". E invece qui viene sempre fuori questa visione del medico che è uno che impara nozioni e mette crocette e basta, dal test di ammissione ai concorsi a quando è specializzato e pure dopo la morte, all'altro mondo, finirà che metteremo crocette pure lì. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io la mia vita da medico quando ho mollato tutto me l'immaginavo diversa. Il contatto con le persone, i guanti sporchi di sangue, la malattia, la speranza, spiegare a qualcuno quello che gli sta succedendo. La sensazione di essere una particella di un meccanismo complesso e che riusciamo a comprendere solo in una ridottissima parte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quando leggo queste riforme e tutte queste regole mi rendo conto che, forse, ero soltanto un illuso. Perché alla fine, in fondo, per molti la laurea in medicina è soltanto un modo per trovare un lavoro. E magari è pure giusto che sia così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/riforma-del-concorso-per-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>42</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-5253835925951211946</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2013 19:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-11T20:42:32.281+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Esperienze</category><title>Fare l'università... ma con quali soldi? La situazione di Emiliano.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e9/Billets_de_5000.jpg/385px-Billets_de_5000.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e9/Billets_de_5000.jpg/385px-Billets_de_5000.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Coi soldi è tutto più facile. A parte Biochimica.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Innanzitutto mi presento: il mio nome è Emiliano e ho 20 anni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho frequentato un Istituto Tecnico (che ho concluso malevolmente) ed ora sono nel bel mezzo del cosiddetto "Anno Sabbatico", che mi sono preso per svariati motivi. Fra i principali vi era l'incertezza nello scegliere il corso di studi e la poca disponibilità economica da parte della mia famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Provengo da una famiglia agiata che però ha molti problemi, quindi i soldi che l'ISEE ostenta con tanta fierezza, in realtà sono solo un altro problema economico (in quanto vanno solo ad aumentare spese universitarie difficili da sostenere), ma di questo te ne riparlerò dopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando scelsi di continuare i miei studi ero sicuro di non voler più continuare con materie economiche e giuridiche, ma bensì con materie scientifico sanitarie, in quanto erano quelle che mi appassionavano di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così iniziai a guardarmi intorno e per la prima volta in vita mia nei meandri più recessi della mia mente, qualcosa si mosse e mi resi conto che potevo fare di tutto nella vita e che era quello il momento di scegliere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu così che pensai a Medicina. Vuoi un po' per le materie scientifiche, un po' l'interesse spiccato per le malattie ed il loro funzionamento, un po' la predisposizione ad aiutare gli altri, ho seriamente iniziato a pensare che fosse il corso giusto per me. Questa laurea unisce sotto un'unica bandiera tutto quello che mi piace, e cosa ancora più importante, mette da parte quello che non mi attira più di tanto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per farti capire: avevo pensato a Farmacia, ma tutta quella chimica non mi attirava granché. Quindi, ricapitolando, pensa e ripensa, guarda tutti i tipi di lauree nell'ambito medico-sanitario, cambia idea dal giorno alla notte, per mesi e mesi, alla fine sono giunto alla conclusione che Medicina è quella da cui potrei ricavare più soddisfazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin qui tutto bene, passo i giorni a lavorare (aiuto un signore anziano, cosa che si sta rivelando utilissima e che mi ha fatto capire definitivamente che ho la pazienza e l'umiltà per aiutare gli altri in ogni situazione) ed a studiare sull'Alpha Test.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il problema principale è un altro: il denaro. Studiare fuori sede (sono costretto in quanto non ci sono facoltà di Medicina qui vicino) è molto costoso. Per quanto lavoro sia di giorno che di notte (scrivo articoli per dei portali on-line), il chiodo fisso del denaro non mi esce mai dalla testa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho sempre paura di intraprendere una strada lunga e difficoltosa, una strada che costerà tempo e denaro, e se questo denaro non bastasse? Se poi devo rinunciare o andare a lavorare (lavoro permettendo)?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Borse di studio per un discorso reddito non le posso ricevere e soldi dalla famiglia neanche. Proverò il test a Luglio, ma ancora non so dove. Sto cercando la città che costi meno sia a livello di tasse che di affitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dovrei riuscire a partire con all'incirca 10000 euro ed avere ogni mese 400 euro circa di entrate derivanti dal lavoro che faccio on-line. Si potrebbe pensare che sono tanti soldi, ma in realtà non è così, in quanto la vita da fuori sede costa molto denaro e questa preoccupazione mi preme così tanto che spesso penso di lasciar perdere Medicina e fare qualcosa che mi lasci più tempo libero per un lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensavo di andare in una città piccola dove gli affitti sono leggermente più bassi e dove potrebbero esserci agevolazioni per gli studenti (questo è importante perché con me partirà un mio amico, che ha i miei stessi problemi economici, ma il 99% di possibilità di prendere una Borsa di Studio, in quanto il suo ISEE non è dei migliori).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu ti chiederai perché ti ho scritto, ora ti accontento. Sono capitato sul tuo blog e mi sembri una persona intelligente. Hai dimostrato (iniziando Medicina dopo aver preso una prima laurea) di essere una persona intraprendente, che non si fa scoraggiare da niente e che è disposta a mettersi sempre in gioco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi io ti scrivo per chiederti consiglio. Vorrei sapere cosa ne pensi di questa situazione. Cosa per te è meglio che io faccia. Secondo la tua esperienza, come posso affrontare il tutto nel migliore dei modi. Insomma vorrei la tua opinione, perché hai l'esperienza giusta per darmi un buon consiglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spero di ricevere presto la tua risposta, ancora grazie...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emiliano &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Emiliano ha chiesto consiglio a me, e io "giro" la sua lettera a voi. Che ne pensate? Voi al suo posto che fareste? Partite dall'idea che a 18-20 anni è assurdo rinunciare - a prescindere - a qualsiasi progetto senza nemmeno tentare, per cui un "lascia perdere" non è bene accetto e non sarà preso in considerazione :)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Simone&lt;/i&gt;</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/fare-luniversita-ma-con-quali-soldi-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>15</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-694944277476819614.post-6540978575168290538</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2013 16:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-08T19:51:08.696+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Università dopo i 30 anni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">V Anno</category><title>Seconda laurea in Medicina: quinto anno, secondo semestre.</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4d/Dermatological_laser.JPG/401px-Dermatological_laser.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4d/Dermatological_laser.JPG/401px-Dermatological_laser.JPG" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;I dermatologi hanno la pistola laser. Altro che bisturi!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;"Quinto anno secondo semestre", il titolo che ho scritto qui sopra, è un titolo che potrei definire - come minimo - &lt;i&gt;impegnativo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo semestre del quinto anno vuol dire che, subito dopo, c'è il primo semestre del sesto. E il sesto anno è pure l'ultimo e insomma, bene o male, iniziamo ad avvicinarci da quelle parti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scrivere per esteso la posizione spazio-temporale alla quale è giunto il mio percorso universitario, mi trasmette molte sensazioni diverse: un po' di sicurezza, un pochino di serenità, tanta consapevolezza che c'è ancora molto da fare e anche un bel po' di stimolo a tenere spinto l'acceleratore, per arrivare il prima possibile in fondo a questo percorso interminabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo anno e mezzo che mi rimangono, ci sono ancora dodici esami. Dodici esami e due esoneri di farmacologia, per essere precisi. E se è vero che tante di queste materie che devo ancora studiare sono relativamente piccole e presentano ostacoli meno impegnativi di quelli che ho già superato, è anche vero che cinque esami in un semestre - quello che è appena iniziato - sono comunque veramente un sacco di roba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, c'è ancora pure qualche esamone di quelli grossi e riguardo ai quali arrivano notizie inquietanti dagli studenti degli anni passati. Perciò se uno sperava di arrivare verso la fine con un'andatura un attimino più rilassata... beh, si sbagliava di grosso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma veniamo al dunque. In questo semestre, devo fare: Psichiatria, Neurologia, Organi di senso, Dermatologia e non so che altro... Ortopedia. Sì, ecco. Adesso m'è venuto in mente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come sempre la mattina abbiamo lezione, e come sempre prendono le firme per la presenza obbligatoria. Poi uno studente del quinto anno di medicina a questo punto dovrebbe aver appreso l'arte dell'ubiquità, perché la mattina è sempre l'orario in cui uno dovrebbe andare in reparto per frequentare per la tesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io sono fortunato, perché visto che il mio è un reparto di turnisti può capitare che ci vado la domenica pomeriggio, la notte e i giorni festivi. Per cui non mi si sovrappone tutto quanto come ad altri studenti, e sono semplicemente sempre potenzialmente impegnato in ogni momento del giorno e della notte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tirocini e corsi pomeridiani vari non sono ancora iniziati, ma ovviamente ci saranno e sarà un'occasione ancora di più per evitare di ritrovarsi improvvisamente annoiati. E vabbe': da questo punto di vista - comunque - non è nulla di nuovo, e questo undicesimo semestre (al quarto anno ce ne erano tre) potrebbe tranquillamente confondersi con l'ottavo, o col decimo. Ci sono già passato, è andata e andrà di nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo alle nuove materie ho poco da dire, visto che sono appena iniziate. Però insomma non posso dire di trovarle particolarmente esaltanti: alla fine si tratta per buona parte di argomenti che sarà anche corretto che un futuro dottore studi almeno un po', ma che poi rientrano nell'ambito di competenze specialistiche che io non potrò comunque e in nessun caso acquisire. E studiare cose che tanto faranno altri diventa tutto un pochino e vagamente frustrante, se devo essere sincero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono comunque un po' di cose che mi interessano di più, come Neurologia (a medicina d'urgenza di problemi neurologici se ne vedono tanti) e Dermatologia, che tutto sommato è una materia un pochino "jolly" per ogni dottore: qualsiasi specializzazione uno scelga, c'è sempre il parente che arriva con qualche taglio bolla squarcio neo escrescenza o quant'altro e ti chiede: &lt;i&gt;guarda un po' qui. Secondo te, che cos'ho?!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io, una volta seguito studiato e sostenuto l'esame di Dermatologia... avrò sicuramente conosciuto qualche dermatologo competente, al quale indirizzarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone</description><link>http://www.simonenavarra.net/2013/03/seconda-laurea-in-medicina-quinto-anno.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>6</thr:total></item></channel></rss>
