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  <title>Il blog sull'orlo del mondo</title>
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  <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:15:14 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: Il battello del delirio (di George R.R.Martin)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019yhp0/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="162" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019yhp0/s320x240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il battello del delirio&lt;br /&gt;di George R.R. Martin&lt;br /&gt;Edizioni Gargoyle&lt;br /&gt;393 pagine, 18 euro&lt;br /&gt;traduzione di S. De Crescenzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la met&amp;agrave; della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non &amp;egrave; tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello pi&amp;ugrave; lussuoso, pi&amp;ugrave; bello e soprattutto pi&amp;ugrave; veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di pi&amp;ugrave; ne offre il comando al capitano Marsh. L'unica condizione posta da York &amp;egrave; semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovr&amp;agrave; assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E cos&amp;igrave; il nuovo gioiello del fiume, battezzato Fevre Dream, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre pi&amp;ugrave;. Perch&amp;eacute; il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verit&amp;agrave; sar&amp;agrave; finalmente rivelata, il capitano dovr&amp;agrave; scegliere da che parte stare...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;George R.R. Martin &amp;egrave; universalmente noto per essere l'autore di una delle saghe fantasy pi&amp;ugrave; azzeccate di tutti i tempi,&lt;i&gt; Le Cronache del ghiaccio e del fuoco&lt;/i&gt;. Visto il successo riscosso da questa infinita serie di ottimi libri, gli editori stanno pian piano riscoprendo e proponendo i vecchi lavori di Martin.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In passato lo scrittore americano si &amp;egrave; occupato soprattutto di fantascienza. &lt;i&gt;Il battello del delirio&lt;/i&gt; rimane, a tuttora, la sua unica, pura escursione nell'horror. Martin scrisse di vampiri nel 1982, quando le creature della notte per eccellenza non erano affatto di moda, bens&amp;igrave; sopravvivevano (come non-morti, s'intende) nel cuore dei veri appassionati, cresciuti con Bram Stoker, Bela Lugosi, Nosferatu e i film della Hammer.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Eppure &lt;i&gt;Il battello del delirio&lt;/i&gt;, considerando la data della prima edizione americana, risulta ancora oggi un romanzo fresco e moderno, in cui i vampiri sono s&amp;igrave; connotati da caratteristiche innovative rispetto agli stereotipi stokeriani, ma al contempo non vengono denaturi, ridotti a idoli spezzacuori per ragazzine emo. N&amp;eacute; l'ambientazione lo permetterebbe, visto che il romanzo &amp;egrave; ambientato negli Stati del Sud dell'America di met&amp;agrave; Ottocento. Qualche paragone con Mark Twain pu&amp;ograve; dunque venire automatico, anche se il realt&amp;agrave; &lt;i&gt;Il battello del delirio&lt;/i&gt; &amp;egrave; un romanzo del tutto a s&amp;eacute; stante, senza scopiazzature dei classici della letteratura americana del XIX secolo. Certo, l'ambientazione &amp;egrave; la medesima, ma lo stile moderno di Martin non fa altro che modernizzare e rendere pi&amp;ugrave; godibile un genere narrativo che, da europeo convinto ed entusiasta, ho sempre trovato profondamente estraneo alle nostre tradizioni.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In un certo senso potremmo interpretarlo come un bizzarro &lt;i&gt;road book&lt;/i&gt; vampiresco, dove, al posto della strada, &amp;egrave; il Mississippi a costituire il viaggio dei protagonisti.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I lettori delle &lt;i&gt;Cronache&lt;/i&gt; sanno che Martin &amp;egrave; sempre stato molto abile nel tratteggiare le sue ambientazioni. Lo si vede anche in questo romanzo, dove &amp;egrave; in primis il fiume a farlo da padrone. La vita dei battellieri, le miserie della schiavit&amp;ugrave; e dei negrieri, le leggende macabre del Mississippi: tutti tasselli che compongono uno scenario di eccezionale fascino, in cui vari personaggi, primari e secondari, a volte passano addirittura in secondo piano rispetto all'insieme.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tuttavia &lt;i&gt;Il battello del delirio&lt;/i&gt; gode anche di due protagonisti particolarmente azzeccati: il vampiresco capitano York, e il suo socio in affari, il burbero Abner Marsh, a cui toccher&amp;agrave; il compito di scoprire, poco alla volta, chi sono i misteriosi viaggiatori notturni che trasporta sul suo battello. Marsh &amp;egrave; un personaggio tipicamente &lt;i&gt;martiniano&lt;/i&gt;: antieroe per eccellenza, a partire dal brutto aspetto fisico, dal carattere burbero e rude, riesce comunque a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto, risultando pi&amp;ugrave; carismatico rispetto alla sua controparte vampiresca, che ha invece una caratterizzazione che ricorda per molti versi i &lt;i&gt;revenant&lt;/i&gt; nati dalla fantasia di Anne Rice. Proprio nel rapporto tra i due Martin riesce anche a ricavare un romanzo sull'amicizia, che a volte pu&amp;ograve; essere bizzarra ed estranea a ogni genere di previsione.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Passando all'aspetto pi&amp;ugrave; meramente orrorifico del libro, esso si discosta in parte dalle solide tradizioni vampiresche, pur non tradendone del tutto l'archetipo. Di nuovo, siamo quasi dalle parti di Anne Rice, ma con pi&amp;ugrave; sangue e con meno melense romanticherie. Come valore aggiunto, apprezzabile e affascinante, Martin aggiunge degli spunti che oserei definire &amp;ldquo;fantarcheologici&amp;rdquo; sulla stirpe dei vampiri, lasciando la fantasia a briglie sciolte in quello che forse &amp;egrave; il capitolo pi&amp;ugrave; riuscito del romanzo.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mi ripeter&amp;ograve;: ricordate che la prima edizione di questo libro &amp;egrave; del 1982. Vale a dire ben prima del noto gioco di ruolo pubblicato negli anni '90 dalla &lt;i&gt;White Wolf&lt;/i&gt;, che ha come fulcro l'idea che i non-morti siano discendenti del Caino biblico. Bene, sappiate che Martin ha anticipato questo spunto intrigante e ne parla proprio ne &lt;i&gt;Il battello del delirio&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La concomitanza di tutti questi elementi vanno a comporre un romanzo molto riuscito, forse non trascendentale, ma appassionante, avvincente ed elegante. Mancava dal mercato italiano dal 1994. Complimente a Gargoyle per averlo riproposto, proprio in questo periodo storico dove si sente la necessit&amp;agrave; di una nuova dignit&amp;agrave; vampiresca, dopo che troppi scrittori ne hanno distorto e svilito la figura.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/281984.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:15:01 GMT</pubDate>
  <title>Romanzi e film in salsa teocon e neocon: l'invasione è in atto</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019sq25/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="160" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019sq25/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto tempo fa ne avevo gi&amp;agrave; parlato. Pi&amp;ugrave; recentemente il discorso &amp;egrave; saltato fuori in un blog-amico, se non sbaglio su &lt;a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/"&gt;Malpertuis&lt;/a&gt;. Sto parlando di quell'inquietante (almeno per il sottoscritto) fenomeno legato all'intrattenimento in salsa Teocon.&lt;br /&gt;Specifichiamo prima cosa s'intende con questo termine. Questa volta Wikipedia &amp;egrave; piuttosto precisa, quindi cito direttamente: Teocon (traduzione italiana di Theoconservative, Theocon) &amp;egrave; un neologismo derivante dall'unione del prefisso &amp;quot;Teo&amp;quot; (e quindi Dio, da The&amp;ograve;s), e conservatorismo. Tale termine coniato nel mondo anglosassone e in particolare statunitense &amp;egrave; oggi molto pi&amp;ugrave; diffuso in Europa, non di rado con un significato diverso da quello originale.&lt;br /&gt;Negli USA con il termine theocon ci si riferisce solitamente ad appartenenti a branche del mondo cristiano che sono schierati su posizioni considerate conservatrici, o che uniscono un'ideologia politicamente conservatrice con la difesa di alcuni temi sociali a forte impronta religiosa. Si tratta in genere di appartenenti alla tradizione protestante degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine teocon &amp;egrave; stato usato anche in Italia a partire dal 2004, fuori dall'ambito culturale statunitense di riferimento, primario del termine, per indicare alcuni movimenti cattolici o persone di orientamento cattolico e conservatore. Tra questi, Comunione e Liberazione, l'Opus Dei e i Legionari di Cristo. A mio parere questo &amp;egrave; un grossissimo malinteso, da spazzare via all'istante. Nel caso dei movimenti cattolici &amp;quot;estremisti&amp;quot; sarebbe ben pi&amp;ugrave; corretto parlare di &lt;strong&gt;teodem &lt;/strong&gt;o di conservatorismo tradizionalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assai pi&amp;ugrave; assimilabili a teocon sono invece i &lt;strong&gt;neocon&lt;/strong&gt;, movimento politico-religioso di cui fa parte, tanto per dirne uno, George W. Bush. La differenza sostanziale tra teocon e neocon sta nell'interventismo: i primi badano sopratuttto ai problemi di casa madre (gli USA), mentre i neocon credono nella necessit&amp;agrave; di una forte presenza interventista in tutto il mondo (e quindi si vedono come &amp;quot;guide&amp;quot; per il resto del mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019t2x0/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="180" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019t2x0/s320x240" alt="Tim LaHaye" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandonando i mille discorsi geopolitici che ci sarebbero da fare, concentriamoci su un particolarissimo campo di battaglia che teocon e neocon stanno conquistando con le unghie e coi denti gi&amp;agrave; da anni: l'intrattenimento.&lt;br /&gt;Cinema e narrativa sono letteralmente invasi da prodotti spudoratamente schierati verso i principi teoconservatori. Lo si deduce dal proliferare di pellicole e romanzi densi di messaggi messianici, di lotta tra i &amp;quot;buoni&amp;quot; americani, cristiani e conservatori, e i &amp;quot;cattivi&amp;quot; stranieri, abortisti, infedeli, corrotti e atei.&lt;br /&gt;Capostipite degli scrittori teoconservatori &amp;egrave; Tim LaHaye, autore della saga &lt;em&gt;Left Behind&lt;/em&gt;. LaHaye &amp;egrave; americano, studioso della Bibbia, scrittore e &amp;quot;interprete di profezie&amp;quot;. &lt;em&gt;Left Behind&lt;/em&gt;, serie composta da 13 volumi, ha venduto quasi &lt;strong&gt;60 milioni di copie&lt;/strong&gt;! I romanzi di questa saga prendono spunto dalle profezie di Daniele, Ezechiele e Giovanni, e parlano del&amp;nbsp;&amp;quot;rapimento in cielo&amp;quot; che Dio compir&amp;agrave; nei confronti dei suoi fedeli pi&amp;ugrave; ferventi.&amp;nbsp;Tutti gli altri, quelli lasciati indietro, devono vedersela con Nicolae Carphatia, il segretario generale dell'ONU, artefice di un governo globale corrotto ed eretico. Alla fine i protagonisti del libro scopriranno che Carphatia altri non &amp;egrave; che... l'Anticristo.&lt;br /&gt;I romanzi di LaHaye presentano dunque tutti gli elementi classici del genere: i buoni sono cristiani praticanti. I cattivi sono i rappresentanti delle Nazioni Unite, nonch&amp;eacute; atei e non timorati di&amp;nbsp;Dio. Come se non bastasse in Left Behind c'&amp;egrave; anche un messaggio antisemita, visto che alcuni alleati di&amp;nbsp;Carphatia sono proprio ebrei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019wfd7/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="164" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019wfd7/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erede spirituale di LaHaye &amp;egrave; James BeauSeigneur, autore di due libri che hanno riscosso un buon successo anche qui in Italia: &lt;em&gt;A sua immagine&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Alla destra del padre&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Anche in questo caso il protagonista del dittico &amp;egrave; nientemeno che l'Anticristo, questa volta nato clonando il sangue della Sindone (quindi anche la Scienza entra di diritto nella categoria dei&amp;nbsp;&amp;quot;cattivi&amp;quot;), e inizialmente abbracciato dal mondo come un illuminato, un salvatore in tempo di crisi e tribolazioni. Molti cataclismi stanno infatti sconvolgento il nostro mondo, non per ultima una guerra nucleare tra India e Pakistan, seguita poi dall'invasione russa di Israele. In questi anni tetri e bui, Christopher, l'uomo segretamente nato dalla clonazione del sangue del&amp;nbsp;Cristo, arriver&amp;agrave; a diventare il segretario generale dell'ONU, e a lui verr&amp;agrave; chiesto di salvare il salvabile. Peccato che questo suo piano di pacificazione, da buon Anticristo mascherato, preveda una totale liberalizzazione da vincoli morali e religiosi, e quindi l'accettazione di cose quali l'eutanasia, l'aborto, la persecuzione dei &amp;quot;fanatici religiosi&amp;quot;, lo sviluppo di una nuova filosofia di vita ispirata alla New Age. Tutte cose che BeauSeigneur riesce a far passare come negative e artefici della distruzione della civilt&amp;agrave; umana.&lt;br /&gt;A differenza di LaHaye, scrittore alquanto modesto, BeauSeigneur ha quantomeno il pregio di essere un buon mestierante, in grado di romanzare l'Apocalisse biblica attraverso avvenimenti se non probabili, almeno possibili (guerre, epidemie, caduta di meteoriti etc etc). Il messaggio di fondo per&amp;ograve; &amp;egrave; il medesimo per entrambi: allontanarsi dal cristianesimo condurr&amp;agrave; alla fine di tutto. Cos&amp;igrave; come &amp;egrave; pericolosissimo dare libert&amp;agrave; di coscienza su argomenti quali aborto e testamento biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i conservatori cattolici hanno il loro Dan Brown. Si tratta di Joseph Thornborn, autore de &lt;em&gt;Il quarto segreto&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;L'ultima rivelazione&lt;/em&gt;. Il primo romanzo prende spunto da un ipotetico quarto messaggio della Madonna di Fatima, che riguarderebbe una minaccia incombente sull'Occidente. In questo caso i nemici non sono altro che degli estremisti islamici apparentemente ben integrati con la societ&amp;agrave; occidentale, ma desiderosi soltanto di distruggere un mondo che per loro &amp;egrave; e rimane nemico: quello cristiano. Ne &lt;em&gt;L'ultima rivelazione&lt;/em&gt; Thornborn si spinge ancora pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave;, ipotizzando addirittura una cospirazione globale contro la Chiesa Cattolica, progettata da poteri occulti che starebbero utilizzando il &amp;quot;finto&amp;quot; problema della pedofilia all'interno del clero per distruggere il Papa e il&amp;nbsp;Vaticano.&lt;br /&gt;Thornborn &amp;egrave; un buon scrittore, ma con questo suo secondo libro sfiora davvero il ridicolo, dando un'interpretazione davvero fantascientifica di una piaga - la pedofilia all'interno della Chiesa - che davvero non pu&amp;ograve; essere solo l'invenzione di qualche cospirazionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019x5e9/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="167" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019x5e9/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la narrativa &amp;egrave; dunque piena di autori teocon, neocon e teodem di successo, il cinema &amp;egrave; forse messo anche peggio. Dagli Stati Uniti fioccano oramai i film che sono portatori di forti messaggi tipici dei Reborn Christian, e quindi messianici. Dio salver&amp;agrave; chi crede, e riempir&amp;agrave; di mazzate tutti gli altri. I tempi sono vicini, dobbiamo pregare e convertirci. Cose cos&amp;igrave;, insomma.&lt;br /&gt;Si va dai filmetti obiettivamente patetici come &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/276933.html"&gt;&lt;em&gt;Legion&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, alle produzioni di medio-alto cabotaggio, come &lt;em&gt;Codice Genesi&lt;/em&gt;, per arrivare allo stravolgimento di opere che originariamente erano lontane anni luce dalle tematiche teoconservatrici. Mi riferisco, per esempio, all'ultimo remake di &lt;em&gt;Io sono leggenda&lt;/em&gt;, pregevole in alcuni aspetti, ma pessimo in quanto al finale, stravolto nel significato. Perfino la saga di &lt;em&gt;Twilight&lt;/em&gt; sarebbe improntata su diversi precetti teocon. Non a caso la Meyer, autrice dei romanzi vampireschi per adolescenti, viene da una solida tradizione mormone, che ha come caposaldo un'astinenza sessuale &amp;quot;gratificante&amp;quot;.&lt;br /&gt;Senza parlare di pellicole dichiaratamente schierate, come &lt;em&gt;La passione di Cristo&lt;/em&gt;, che per&amp;ograve; hanno almeno il merito (non indifferente) di giocare a carte scoperte.&lt;br /&gt;Gli spettatori distratti non fanno quasi mai caso ai maneggi subliminali nascosti in film apparentemente molto spettacolari e fracassoni. Eppure &amp;egrave; proprio l&amp;agrave; dentro che i &amp;quot;predicatori&amp;quot; teo/neocon infilano le loro perle moralizzatrici: dove nessuno le vede, ma dove il cervello le percepisce e le assimila.&lt;br /&gt;Hollywood, per molti anni allegramente controllata da correnti liberali, cosmopolite e capitaliste, sembra essere oramai territorio di caccia per le potenti lobby cristiano-conservatrici.&lt;br /&gt;Ci aspettano tempi molto molto cupi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/281675.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 20:53:16 GMT</pubDate>
  <title>Il Tour (racconto, ebook gratuito)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019rcqe/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="168" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019rcqe/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Tour&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;racconto di media lunghezza&lt;br /&gt;32 pagine - formato PDF (A5)&lt;br /&gt;190 kb circa&lt;br /&gt;download gratuito: &lt;a href="http://www.lulu.com/content/e-book/il-tour/8511812"&gt;www.lulu.com/content/e-book/il-tour/8511812&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Tour&lt;/em&gt; nacque come idea per un romanzo. Dopo una serie di complessi ragionamenti, decisi di tagliare, ridurre, smozzicare, fino a ricavarne un racconto di media lunghezza. &lt;br /&gt;Lo scrissi pi&amp;ugrave; di un anno fa, ma poi rimase in naftalina, non sapendo come e perch&amp;eacute; proporvelo. Nel frattempo avevo riaccarezzato nuovamente l'idea di convertirlo in romanzo, tanto che ho anche una sorta di seguito di questo racconto, che magari prima o poi utilizzer&amp;ograve;. &lt;br /&gt;Per il momento, in attesa di lavori pi&amp;ugrave; succulenti, vi voglio regalare &lt;em&gt;Il Tour&lt;/em&gt; in versione riveduta e corretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il racconto si ispira ai delitti del Mostro di Firenze, ma la rielaborazione che ho fatto &amp;egrave; di pura fantasia. Gli omicidi non hanno pi&amp;ugrave; come scenario le &amp;quot;dolci colline di sangue&amp;quot;, bens&amp;igrave; la placida, opulenta e ombrosa Brianza. Una scelta che - ancora una volta - rientra nel mio &amp;quot;piano&amp;quot; di creazione di una Lombardia &lt;em&gt;parallela &lt;/em&gt;e misteriosa. Un po' come fece HPL con Providence, anche se dovrei fustigarmi solo per aver azzardato un paragone cos&amp;igrave; improbabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha seguito le indagini sul Mostro di&amp;nbsp;Firenze sa quante ombre ci sono ancora dietro agli spaventosi omicidi che tormentarono la Toscana tra il 1968 e il 1985. Ipotesi e indagini seguirono i percorsi pi&amp;ugrave; disparati.&amp;nbsp;Pietro Pacciani e i &amp;quot;compagni di merende&amp;quot; pagarono per dei crimini che forse li vedeva solo come protagonisti marginali. Una delle tesi pi&amp;ugrave; suggestive riguarda la cosiddetta pista esoterica. &lt;br /&gt;Tale ipotesi si basa su alcune dichiarazioni del teste e imputato Giancarlo Lotti, il quale ha dichiarato in sede processuale che i feticci escissi dai corpi femminili sarebbero stati comprati da personaggi ignoti ed altolocati, e sul ritrovamento di un possibile simbolo esoterico, una piramide di granito colorato (una rara variet&amp;agrave; di una pregevole pietra ornamentale, nota come breccia africana) di circa quindici centimetri, rinvenuta ad alcuni metri dai corpi esanimi di Giovanni Foggi e Carmela Di Nuccio in occasione del delitto del giugno 1981.&lt;br /&gt;Altri riscontri di supposta simbologia esoterica si sono avuti in occasione dell'ultimo delitto della serie, quello del 1985 a danno dei due turisti francesi; pochi giorni prima di essere assassinati i due si erano accampati in zona Calenzano ma erano stati invitati ad andarsene da un guardacaccia, in quanto il campeggio libero non era consentito in quella zona. In seguito lo stesso guardacaccia aveva rinvenuto, poco distante dal luogo in cui Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili si erano accampati la prima volta, tre cerchi di pietre, di cui due aperti ed uno chiuso, contenenti bacche, pelli di animali bruciate e croci di legno. Secondo il parere di alcuni specialisti tali cerchi di pietre potrebbero essere ricondotti a pratiche di tipo esoterico, da collegarsi con le fasi di individuazione, condanna a morte ed esecuzione materiale della coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercando sul&amp;nbsp;Web si trovano siti di giornalisti e cronisti che hanno approfondito la pista esoterica. Alcuni, in particolare, riportano una documentazione dettagliatissima e certosina, che impressiona e spaventa. Non si tratta dei soliti cospirazionisti, bens&amp;igrave; di dati oggettivi e circostanziati, che quantomeno dovrebbero convincere qualche magistrato a riaprire il caso e ad approfondire le indagini. Cosa che invece - per quanto ne so io - non sta succedendo affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza andare troppo off topic, &lt;em&gt;Il Tour&lt;/em&gt; prende spunto da atmosfere di questo tipo, pur rimanendo nella fiction vera e propria. &lt;br /&gt;Ho deciso di adottare uno stile minimal, sia per il racconto che per la copertina. Una variazione rispetto ai miei standard. Spero che il risultato sia comunque gradevole e stuzzicante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scaricarlo: &lt;a href="http://www.lulu.com/content/e-book/il-tour/8511812"&gt;www.lulu.com/content/e-book/il-tour/8511812&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/281473.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 14:54:56 GMT</pubDate>
  <title>Popoli mostruosi e bestiari medioevali</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019hsgr/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="264" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019hsgr/s320x240" alt="Cinocefalo. Da Schedel&amp;#39;sche Weltchonik di Hartmann Schedel - foglio XII - Particolare" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Settimana scorsa ho lasciato in sospeso il discorso relativo ai bestiari medioevali, di cui avevo parlato nella nuova sezione del blog, esprimendo la volont&amp;agrave; di ampliare i post, debordando dalla criptozoologia all'antropologia fantastica e alla criptobotanica.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;&lt;br /&gt;Questo primo lungo articolo &amp;egrave; un'introduzione molto ben fatta su ci&amp;ograve; che i bestiari intendevano con la dicitura &amp;quot;popoli mostruosi&amp;quot;. Quanto leggerete non &amp;egrave; farina del mio sacco, bens&amp;igrave; della &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;dottoressa Sara Sebenico, autrice di un interessantissimo saggio intitolato &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I Mostri dell'&amp;rsquo;Occidente Medievale: Fonti e Diffusione di Razze Umane Mostruose, Ibridi ed Animali Fantastic&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;, che potete scaricare gratuitamente in formato PDF a questo indirizzo:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.sslmit.units.it/crevatin/Anthropology.htm"&gt;www.sslmit.units.it/crevatin/Anthropology.htm&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;L'estratto qui sotto &amp;egrave; dunque solo una so&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;rta di ragionamento generale sul tema, che viene invece approfondito con dovizia di particolari, disegni e foto nei cinque capitoli del documento di cui vi ho appena parlato. Spero che la lettura sia di vostro gradimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- - -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019q4yq/"&gt;&lt;img height="130" border="0" width="124" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019q4yq" alt="Popolazione mostruosa che, secondo Megastene e Plinio, abitava nelle lontane terre dell&amp;#39;India. Questi individui non possedevano la bocca e, non potendo né mangiare né bere, vivevano di odori. Una variante che si ritrova in Plinio è quella di una popolazione etiopica che al posto della bocca possiede un piccolo forellino che consente loro di ingerire soltanto i liquidi." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima domanda che ci si pone oggi &amp;egrave; come gli antichi prima, e i mercanti, i crociati, i missionari e i pellegrini poi, che hanno viaggiato in quelle zone, abbiano potuto credere all'esistenza di cos&amp;igrave; tanti popoli mostruosi. Curiosamente l'osservazione personale diretta dell'Oriente non ebbe come conseguenza la riduzione delle leggende relative alle razze mostruose che si supponeva abitassero l&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Le spiegazioni possono essere diverse: per prima cosa, c'era un bisogno psicologico di razze mostruose, l'attrazione che esercitavano sull'uomo medievale si basava sulla fantasia, l'evasione dalla realt&amp;agrave;, l'immaginazione e, molto importante, la paura dell'ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda spiegazione &amp;egrave; che in realt&amp;agrave; molte razze mostruose esistevano veramente, ed esistono ancora oggi, anche se ci &amp;egrave; difficile riconoscerle in base ai racconti medievali: i Pigmei possono essere identificati in popolazioni di aborigeni; i giganti descritti dagli Europei che erano stati in Africa potrebbero essere i Watussi; gli Antropofagi altri non sono che i cannibali; gli Amyctyrae, caratterizzati da un ampio labbro inferiore, che possono usare anche come ombrello, potrebbero essere in realt&amp;agrave; una trib&amp;ugrave; africana, presso la quale la deformazione labiale viene indotta artificialmente tramite l'introduzione nel labbro di un disco di diametro sempre pi&amp;ugrave; largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019k86d/"&gt;&lt;img height="226" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019k86d/s320x240" alt="Alle donne della tribù etiope dei Mursi, infatti, all&amp;#39;età di 15 anni viene praticata un&amp;#39;incisione sul labbro inferiore. Un foro che viene poi gradualmente dilatato con dischi sempre più larghi di legno o argilla. Dopo un po&amp;#39; di tempo, queste donne riescono a indossare placche anche di 10 centimetri di diametro decorate a mano (come quella della donna nella foto). " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni dei mostri della tradizione potrebbero avere la loro origine in esseri che nascono con delle malformazioni: persino gli improbabili Hippopodi, che hanno zoccoli di cavallo al posto dei piedi, potrebbero essere nati dall'osservazione di un popolo reale.&lt;br /&gt;Oggi esiste una trib&amp;ugrave; nella valle del fiume Zambesi, al confine con lo Zimbabwe, in cui &amp;egrave; abbastanza comune una deformazione ereditaria che si manifesta nella divisione del piede in due grandi dita, anzich&amp;eacute; in cinque piccole, e che &amp;egrave; stata favorita dall'isolamento della regione e dal gran numero di unioni fra consanguinei. Situazioni simili potrebbero spiegare i piedi deformi o le dita in sovrannumero che caratterizzavano altre razze mostruose del passato.&lt;br /&gt;Altre volte i popoli mostruosi possono essere nati da errori di percezione dei primi viaggiatori: dietro i racconti dei cinocefali potrebbero esserci in realt&amp;agrave; babbuini o scimmie antropomorfe, ed &amp;egrave; interessante notare che questa spiegazione &amp;egrave; stata avanzata gi&amp;agrave; da Alberto Magno (ca. 1200-1280). Lo stesso si pu&amp;ograve; dire dell'uomo selvaggio, che pu&amp;ograve; corrispondere a popoli estremamente primitivi oppure a delle scimmie, perch&amp;eacute; per gli antichi, come per gli uomini medievali, &amp;egrave; difficile tracciare un limite preciso tra l'uomo e un animale evoluto come la scimmia che, in effetti, spesso si comporta proprio come l'uomo e lo imita. Dell'esistenza di popoli dotati di coda si parla fino al XVII secolo, in questo caso, oltre alla confusione con le scimmie, la descrizione potrebbe riferirsi all'abitudine di certe popolazioni di indossare in determinate occasioni code artificiali fatte di pelliccia o di foglie, oppure a una deformazione reale, esistono infatti anche casi di persone che presentano un prolungamento del coccige di parecchi centimetri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019p9af/"&gt;&lt;img height="140" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019p9af/s320x240" alt="l panozio (dal greco pan e othi, significa tutto orecchi) è un mostro antropomorfo del folklore medioevale, chiamato anche panozo (al plurale panozi, dal latino panotii). In tempi antichi si riteneva vivessero nelle isole all&amp;#39;estremo nord del continente europeo, come scrive Plinio (libro IV, capitolo 95)[1]. Avrebbero orecchie talmente grandi da toccare terra, e le userebbero come giaciglio e coperta, al momento di dormire." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Blemmii e gli Epifugi erano Etiopi e la loro esistenza &amp;egrave; testimoniata anche dagli storici: una trib&amp;ugrave; chiamata Blemmii attacc&amp;ograve; diverse volte gli insediamenti cristiani nell'Africa settentrionale tra il XIII e il XV secolo. Probabilmente erano soliti usare scudi decorati o protezioni per il torace, che da lontano potevano farli apparire come se non avessero il collo, e testa e torace fossero un'unica cosa.&lt;br /&gt;Nel caso degli Astomi, che erano privi di bocca e vivevano solo di profumi, mentre gli odori cattivi ne causavano la morte, la spiegazione proposta &amp;egrave; che si trattasse di una trib&amp;ugrave; dell'Himalaya, che annusava frutta e verdure odorose per allontanare il mal di montagna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/281130.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:18:43 GMT</pubDate>
  <title>La Deriva: Milano - Londra</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019ekxw/"&gt;&lt;img height="198" border="0" width="320" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019ekxw/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la parola Deriva del titolo s'intende la principale tecnica di esplorazione psicogeografica. Disciplina di cui ho recentemente parlato (&lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/271845.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/279564.html"&gt;qui&lt;/a&gt;) e che mi &amp;egrave; piaciuto tentar di applicare nel mio viaggio a Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post forse non sar&amp;agrave; gradito a chi non ama i discorsi in un certo senso scontati.&lt;br /&gt;Nemmeno io amo gli articoli personali (che cerco di evitare, fin quando &amp;egrave; possibile farlo), n&amp;eacute; andare off topic dagli argomenti classici trattati sul blog. &lt;br /&gt;Tuttavia penso che sia utile una riflessione piuttosto spontanea su quanto visto in questi tre giorni di trasferta londinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, vi eviter&amp;ograve; inutili elogi su monumenti, struttura della citt&amp;agrave; e architettura. Men che meno tesser&amp;ograve; le lodi di locali, centri commerciali e altri posti costruiti a uso e consumo dei turisti. Siamo tutti uomini di mondo e credo che ciascuno si possa fare un'idea su ci&amp;ograve; che &amp;egrave; che pi&amp;ugrave; opportuno fare quando si viaggia in una citt&amp;agrave; straniera.&lt;br /&gt;Posto il fatto che ho adorato sia posti di interesse culturale (il &lt;em&gt;British museum&lt;/em&gt; per me &amp;egrave; la Mecca, Disneyland e la Cappella Sistina, tutto in uno) che cattedrali consumistiche come Harrods, vorrei per&amp;ograve; spostare il discorso sulle persone, pi&amp;ugrave; che sui singoli luoghi.&lt;br /&gt;Tre giorni sono pochi per fare una disamina seria e completa, ma sono almeno sufficienti a farsi un'idea di massima. E' proprio valutando le persone, prese nel loro passeggiare quotidiano, che cerco sempre di paragonare il posto in cui mi trovo rispetto a quello in cui vivo e lavoro. Tutto ci&amp;ograve; esula da discorsi socio-politici complessi e articolati.&amp;nbsp;La politica &amp;egrave; una cosa sporca pi&amp;ugrave; o meno a ogni latitudine e gli imbecilli permeano ogni societ&amp;agrave;, fosse anche la pi&amp;ugrave; evoluta o la pi&amp;ugrave; civilizzata.&lt;br /&gt;Guardandosi intorno, &amp;egrave; per&amp;ograve; naturale notare pregi e difetti pi&amp;ugrave; o meno diffusi su scala locale.&lt;br /&gt;In questo caso specifico, le due citt&amp;agrave; messe a paragone sono Londra e Milano. Luoghi che potrebbero assomigliarsi, ma che al contempo divergono diametralmente su un'ipotetica scala antropomorfo-topografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima cosa che balza all'occhio, passeggiando per Londra (i sobborghi pi&amp;ugrave; esterni purtroppo non li ho visti, quindi mi riferisco sempre alla cerchia interna della citt&amp;agrave;, la cosiddetta Inner London), &amp;egrave; la volont&amp;agrave; di vivere la citt&amp;agrave; &lt;em&gt;dall'esterno&lt;/em&gt;. Questo significa calcare le strade e i marciapiedi, attraversarla non solo con lo scopo di raggiungere il punto B, partendo dal punto A, bens&amp;igrave; godendosi il tragitto. In generale i londinesi mi sono dunque sembrati meno frenetici dei milanesi. E, sinceramente, non l'avrei mai detto. Ma con l'affermazione &amp;quot;vivere la citt&amp;agrave; dall'esterno&amp;quot;, non intendo dire solo questo. In realt&amp;agrave; ci&amp;ograve; che pi&amp;ugrave; colpisce e la volont&amp;agrave; di riempire le strade, con le chiacchiere e con la musica, non solo col fracasso del traffico.&lt;br /&gt;Una cosa a cui Milano si &amp;egrave; disabituata a livelli patologici &amp;egrave; la capacit&amp;agrave; di godersi un suonatore all'angolo di una strada, o un po' di musica all'aperto, ma anche il semplice fermarsi in una piazza per conversare. La concezione di &amp;quot;locale&amp;quot; ha fagocitato il concetto stesso di socialit&amp;agrave;, tramutandolo in mero status symbol.&lt;br /&gt;Si va per locali per poter dire l'indomani&amp;nbsp;&amp;quot;&lt;em&gt;sono stato all'Hollywood a far casino&lt;/em&gt;&amp;quot;. In realt&amp;agrave; non importa tanto quel che si fa dentro, e forse nemmeno chi s'incontra, bens&amp;igrave; conta l'esserci, e quindi l'impressione di contare qualcosa. Gli spazi pubblici nel centro di Londra ospitano locali all'aperto, spazi dedicati ad artisti di strada, pi&amp;ugrave; o meno improvvisati. A Milano gli spazi pubblici sono oramai solo aree di sosta (e quindi vuote per definizione) in cui la gente transita per passare da un locale a un negozio, o viceversa.&lt;br /&gt;I milanesi sembrano oramai aborrire l'idea stessa di dividere una piazza o una vita con altri esseri umani. Come se il contatto fisico fosse pericoloso, inopportuno. Qualcosa sopravvive giusto sui Navigli, anche se i vecchi cortili sono sempre pi&amp;ugrave; spesso chiusi, o venduti ad attivit&amp;agrave; commerciali.&lt;br /&gt;Non sono un urbanista, ma mi ripugna vedere come l'Arco della Pace &amp;egrave; diventato solo una grossa area fumatori tra un &lt;em&gt;lounge bar&lt;/em&gt; e un ristorante etnico. Le possibilit&amp;agrave; che offre uno spazio del genere sarebbero infinite, eppure non c'&amp;egrave; mai stata, n&amp;eacute; mai ci sar&amp;agrave;, nessuna adeguata valorizzazione.&amp;nbsp;Del resto che ci si pu&amp;ograve; aspettare da un'Amministrazione che decide di dar credito alla fetta pi&amp;ugrave; conservatrice della cittadinanza, ovvero quella che vorrebbe abolire concerti e manifestazioni artistiche, preferendo una placida, agghiacciante tranquillit&amp;agrave; gerontofila?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019gg35/"&gt;&lt;img height="146" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019gg35/s320x240" alt="Arco della Pace" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra cosa apprezzabile di Londra &amp;egrave; la sopravvivenza di alcuni piccoli negozi, nascosti dai megastore, scalzati dal centro, ma ancora radicati nei sobborghi e nei mercati. Parlo di piccolo artigianato, ma anche di librerie (e qui si rientra abbastanza &lt;em&gt;in topic&lt;/em&gt;). Ne ho viste alcune, molto piccole ma di un salubre aspetto indipendente e alternativo, tra l'altro con dei prezzi medi assai pi&amp;ugrave; bassi rispetto all'Italia. Non ho elementi certi per dichiarare che si tratta di negozi di lunga data, ma mi piace pensarli cos&amp;igrave;: piccoli ritrovi di appassionati per chi magari non ama infilarsi nel solito centro commerciale in cerca di un paperback.&lt;br /&gt;Mi &amp;egrave; piaciuto incrociare un bookshop dedicato ai libri per ragazzi, che vendeva edizioni economiche a poche sterline. Bello, fiero e fuori dal tempo, seppur incastrato tra un cambia valute gestito da indiani e un pub scozzese. Purtroppo esercizi del genere, qui da noi, stanno chiudendo sempre pi&amp;ugrave; i battenti. Del resto la gente legge poco e, se vuole leggere, pu&amp;ograve; comodamente infilarsi alla Feltrinelli dove, tra un iPod, un'offerta 3x2 di DVD e un set di quaderni griffati potr&amp;agrave; comprare anche l'edizione cartonata da 24 euro dell'ultimo Stephen King.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so &amp;egrave; il caso di aggiungere qualcosa sulla sproporzionata presenza di piccoli e grandi teatri, n&amp;eacute; sulla gestione dei musei e delle mostre. Dopo aver visitato le &lt;a href="http://cwr.iwm.org.uk/"&gt;&lt;em&gt;Cabinet War Rooms&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e il &lt;em&gt;Churchill Museum&lt;/em&gt; posso tranquillamente affermare che, in quanto a gestione del patrimonio storico-artistico, siamo pi&amp;ugrave; vicini al Gibuti che non a un paese europeo mediamente civilizzato ed evoluto. Superfluo aggiungere qualcosa sul libero e gratuito accesso al &lt;em&gt;British Museum&lt;/em&gt;, cos&amp;igrave; come alla &lt;em&gt;National Gallery&lt;/em&gt;. Del resto, con un po' di amor patrio (valore differente dal patriottismo, che pu&amp;ograve; essere meno condivisibile), si potrebbero fare cose eccellenti anche qui. &lt;br /&gt;Invece ci accontentiamo a rassicurare il &lt;em&gt;sciur Brambilla&lt;/em&gt; che i &lt;em&gt;negher &lt;/em&gt;brutti e cattivi non andranno pi&amp;ugrave; a pisciare sul portone di casa. Un lungimirante punto di vista che, a quanto pare, ci sta portando davvero lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete conoscere invece un'altra Londra, vi posso consigliare il libro di Ian Sinclair, &lt;em&gt;London Orbital&lt;/em&gt;, recentemente scoperto e subito apprezzato. Con Sinclair avrete modo di gustare una visione periferica e surreale della citt&amp;agrave;, piuttosto affine a quella proposta da &lt;em&gt;Tangenziali&lt;/em&gt;, che ho recensito pochi giorni fa, e che trovate &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/279564.html"&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Se il discorso v'interessa, &lt;a href="http://www.domusweb.it/books/book.cfm?ID=160824"&gt;questa&lt;/a&gt; &amp;egrave; una ponderata scheda relativa all'edizione italiana di &lt;em&gt;London Orbital&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019fqse/"&gt;&lt;img height="209" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019fqse/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/281038.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 15 Mar 2010 06:41:39 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: L'uomo di Innichen (di Dario Camilotto)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019dx12/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="160" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019dx12/s320x240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'uomo di Innichen&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di Dario Camillotto&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mursia editore&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;442 pagine, 18 euro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;La notte in cui Roby &amp;egrave; stato falciato da un pirata della strada per Dan sono morte le speranze di poter diventare, un giorno, un bravo padre. Tutto finito, sepolto insieme alla piccola bara bianca. A lui restano solo i sensi di colpa, la disperazione e il bisogno di sapere chi &amp;egrave; stato a portargli via quella fragile vita. Un bisogno che lo porter&amp;agrave; a inseguire una traccia quasi invisibile e, passo dopo passo, lo precipiter&amp;agrave; nell'orrore di un abisso mentale sepolto in un passato torbido e tremendo. Una storia in cui le colpe dei padri ricadono, senza piet&amp;agrave;, sui figli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di Dario Camillotto avevo letto un solo libro, &lt;i&gt;Il manipolatore di sogni&lt;/i&gt;, interessante thriller soprannaturale, un'opera prima che tra l'altro potete trovare proprio in questi giorni in edizione superpocket a meno di sette euro. &amp;Egrave; un romanzo primo molto interessante, un po' acerbo ma sicuramente buono.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Da allora Camillotto si &amp;egrave; preso circa cinque anni per lavorare al nuovo romanzo, il presente &lt;i&gt;L'uomo&lt;/i&gt; &lt;i&gt;di Innichen&lt;/i&gt;. Un lasso di tempo non indifferente, in un mondo, l'editoria, in cui i ritmi sono sempre pi&amp;ugrave; veloci e i ricambi velocissimi. Sono pochi i romanzi che superano i sei mesi di vita in libreria, tanto per dirne una. A ogni modo per Camillotto &amp;egrave; stato tempo speso bene. S&amp;igrave;, perch&amp;eacute; il romanzo che vi presento oggi &amp;egrave; davvero molto buono. Questa volta siamo pi&amp;ugrave; dalle parti del thriller puro, anche se non mancano delle incursioni rapide e incisive nel campo del soprannaturale (una sensitiva, un fantasma che compare nei sogni del protagonista, poco altro).&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;L'uomo di Innichen&lt;/i&gt; ha pi&amp;ugrave; di un debito nei confronti del film &lt;i&gt;Duel&lt;/i&gt;, ma si sviluppa sul frangente di una sofferta caccia a un serial killer &amp;ldquo;invisibile&amp;rdquo; da parte di un padre che ha appena perso il figlio, travolto da un camion assassino. L'autore &amp;egrave; bravissimo a ricreare l'atmosfera di perdita, di sofferenza, lavorando di fino sulla psicologia di Dan (Daniele), il protagonista principale del libro. Allo stesso modo cesella ottimamente anche i tratti del villain, il camionista assassino Olaf. &amp;Egrave; impossibile provare simpatia per lui, ma in qualche modo, attraverso un prologo assai azzeccato, si intuisce la genesi del suo animo nero.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una scrittura molto documentata ma assai scorrevole e lineare facilitano la lettura e l'immedesimazione con fatti e personaggi. Di Camillotto apprezzo molto lo stile fresco e chiaro. Non &amp;egrave;, per intenderci, il tipo che utilizerebbe una pagina per descrivere un tramonto. Se la caverebbe con due righe, e quel tramonto sarebbe compresibile e visualizzato negli occhi di tutti. Questo non vuol dire che &amp;egrave; un autore banale, anzi. Solo che sa dove &amp;egrave; lecito arrivare, senza scadere poi nello sterile esercizio di stile.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La storia, su cui non si pu&amp;ograve; rivelare troppo, &amp;egrave; avvincente e di buon livello. Un piccolo difetto &amp;egrave; il ricorso a un po' troppe coincidenze per risolvere le indagini private di Dan. Chiamarle Deus ex machina &amp;egrave; troppo, ma nel loro piccolo lo sono. Certo, si potrebbe parlare anche della forza del destino, per chi ci crede, ma a volte alcuni passaggi paiono forzati.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Detto questo &lt;i&gt;L'uomo di Innichen&lt;/i&gt; &amp;egrave; un tipico &amp;ldquo;voltapagine&amp;rdquo;, senza volerlo essere. La solida ambientazione italiana, tra il novarese e Bressanone, &amp;egrave; un punto a favore del libro. Un grande punto a favore. Sar&amp;ograve; ripetitivo e noioso, ma lo dico ancora: che bello non vedere il solito scrittore italiano che cerca di arruffianarsi i lettori descrivendo una New York piatta e stereotipata.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di questo libro non rimane solo la parte thriller, ma anche qualcosa di pi&amp;ugrave;. Perch&amp;eacute; Camillotto ha almeno tentato di metterci l'anima. &amp;Egrave; spesso ci &amp;egrave; anche riuscito. Vi pare poco?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/280764.html" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 17:01:06 GMT</pubDate>
  <title>Centauromachia al British</title>
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  <description>British Museum: tra sarcofagi egizi, mummie della vecchia e della nuova dinastia, ho avuto anche il tempo di visitare le sale dedicate al periodo greco-classico.&lt;br /&gt;Tutto impressionate, soprattutto per chi, come me, ama la storia. Una cosa su tutti ha stimolato la mia curiosit&amp;#xE0;: le molteplici e differenti rappresentazioni della centauromachia, con abbondanti riferimenti storico-cronologici.&lt;br /&gt;Dunque i centauri sono solo una metafora, una leggenda, riferita forse a un popolo di abili cavallerizzi. Tuttavia vederli raffigurati con particolare dovizia di dettagli, anche nelle espressioni del viso, distorti dalla rabbia durante il combattimento, qualche domanda me l'ha fatta venire.&lt;br /&gt;Affascinante e da approfondire. Magari con un racconto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019c190/"&gt;&lt;img src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019c190/s320x240" alt="Centauromachia al British" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:44:45 GMT</pubDate>
  <title>Cartografia di città inestitenti</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019a3g3/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="187" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019a3g3/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che trascorrer&amp;ograve; il week end in terra d'Albione, a Londra, non sono sicuro di riuscire ad aggiornare il blog fino a luned&amp;igrave; (per quanto, se mi sar&amp;agrave; possibile, lo far&amp;ograve;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di allietare il vostro venerd&amp;igrave; lasciandovi con &lt;a href="http://www.andylogam.com/maps_main.html"&gt;questo sito&lt;/a&gt;, da cui &amp;egrave; possibile scaricare le mappe di alcuni famosissime citt&amp;agrave; non esistenti. Quella che vedete in cima al post si riferisce ad Arkham, capitale morale della pseudotopologia lovecraftiana. Sempre del solitario di Providence potrete trovare le cartine di Innsmouth e Kingsport.&lt;br /&gt;Non meno interessante la mappa di Gotham City, la metropoli nuovo gotica in cui sono ambientate le gesta di Batman. E, ancora, non mancate di dare un'occhiata a quella di Vice City, la citt&amp;agrave; che sta alla base del videogioco &lt;em&gt;Grand Theft Auto&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Inquietante perch&amp;eacute; poteva trasformarsi in realt&amp;agrave; &amp;egrave; invece lo scorcio topografico della Berlino millenaria, ipotetico fulcro del mondo conquistato da Hitler. Il progetto di Albert Speer, architetto del Reich, si sarebbe realizzato se la Germania avesse vinto la seconda guerra mondiale. Alcune idee per realizzare questa mappa sono prese dal romanzo &lt;em&gt;Fatherland&lt;/em&gt;, di Robert Harris. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente ci sono molte altre citt&amp;agrave; immaginarie di cui sarebbe affascinante ipotizzare delle mappe. In molti casi sono state anche realizzate, e con abbondanza di dettagli.&lt;br /&gt;Tra quelle che pi&amp;ugrave; mi affascinano, oltre a quelle citate qui sopra, ci sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Derry (alter ego orrorifico di Bangon, nel Maine, ambientazione principe dei romanzi di&amp;nbsp;Stephen King);&lt;br /&gt;- Silent Hill (che a quanto pare corrisponde a una reale ghost town, Centralia, di cui ho parlato &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/215787.html"&gt;qui&lt;/a&gt;);&lt;br /&gt;- New Crobuzon (la citt&amp;agrave; stato immaginaria in cui &amp;egrave; ambientata la saga weird fantasy di China Mi&amp;eacute;ville).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019ba8w/"&gt;&lt;img height="132" border="0" width="225" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019ba8w" alt="La Chiesa Nera di Hobb&amp;#39;s End (&amp;quot;Il seme della follia&amp;quot;)" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:17:07 GMT</pubDate>
  <title>Milano Doppelgänger: anticipazioni e ragionamenti </title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001986ey/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="180" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001986ey/s320x240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa &amp;egrave; una piccola anticipazione di &lt;i&gt;Milano Doppelg&amp;auml;nger&lt;/i&gt;, il romanzo a cui sto lavorando e di cui vi ho gi&amp;agrave; accennato qualcosa nelle scorse settimane.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La copertina &amp;egrave; opera del bravissimo &lt;a href="http://cyberluke2008.blogspot.com/"&gt;Luca Morandi&lt;/a&gt;, tanto gentile nel realizzarla quanto perfetto nel capire quel che desideravo.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Milano Doppelg&amp;auml;nger&lt;/i&gt; riprende tematiche classiche che vanno dall'invasione degli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27invasione_degli_Ultracorpi_(film)"&gt;ultracorpi&lt;/a&gt; al &amp;ldquo;doppio spiritico&amp;rdquo; citato nel titolo. Ho cercato di sfruttare un altro argomento che mi affascina da sempre, ovvero quello delle persone scambiate dalle fate, di cui ho parlato &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/251560.html"&gt;qui&lt;/a&gt;. Incrociando e miscelando questi fattori ne ho ricavato un romanzo che spero verr&amp;agrave; gradito dai pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come si deduce facilmente, l'ambientazione torna a essere quella milanese. Non vorrei passare per monotono, ma sento molto la &lt;i&gt;territorialit&amp;agrave;&lt;/i&gt; della mia scrittura. A questo punto non si tratta pi&amp;ugrave; solo dell'elementare dogma &amp;ldquo;scrivi di quel che conosci&amp;rdquo;, bens&amp;igrave; della volont&amp;agrave; specifica di tratteggiare una Milano parallela, al contempo riconoscibile nelle descrizioni e spettrale nell'immaginario.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per ora non vi dico granch&amp;eacute; sulla trama, che deve necessariamente rimanere un po' una sorpresa. Ci sar&amp;agrave; infatti assai meno action e pi&amp;ugrave; intreccio, il che comporta la necessit&amp;agrave; di limitare al minimo gli spoiler.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una novit&amp;agrave; importante sar&amp;agrave; nel formato dell'ebook, non pi&amp;ugrave; A4, bens&amp;igrave; A5, di pi&amp;ugrave; comoda lettura anche sui dispositivi piccoli come l'iPod Touch. Ho provato anche a &amp;ldquo;pasticciare&amp;rdquo; un po' col formato ePub, ma devo dire che per il momento trovo alquanto ostico un adattamento il pi&amp;ugrave; possibile fruibile dai vari &lt;i&gt;device&lt;/i&gt; di lettura.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come &amp;egrave; intuibile, metter&amp;ograve; &lt;i&gt;Milano Doppelg&amp;auml;nger&lt;/i&gt; in download gratuito sui miei soliti canali. Ovviamente valuter&amp;ograve;, come sempre, l'invio di un manoscritto o due a qualche casa editrice. Ma, vada come vada, tengo a ribadire che per me la pubblicazione di un ebook &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; un traguardo, e non un passaggio intermedio. Le migliorie stanno semmai nel ripulirlo da refusi, magari proponendo una sorta di upgrade, di tanto in tanto. Se poi ci sar&amp;agrave; anche una canonica edizione cartacea, bene, altrimenti pace e amen.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevo anche pensato all'eventualit&amp;agrave; (remotissima) di vendere l'ebook al prezzo simbolico di 1.99 euro. Pi&amp;ugrave; che altro mi sarebbe piaciuto verificare il netto calo di download che ci&amp;ograve; avrebbe conseguito. Su alcuni &lt;a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/02/09/konrath-piu-soldi-con-gli-ebook-a-199/"&gt;blog&lt;/a&gt; molto attenti al mercato degli ebook, si parla di autori autoprodotti che stanno facendo faville vendendo i loro romanzi a un paio di dollari l'uno. Tuttavia credo che in Italia un discorso del genere sia ancora fantascientifico, quindi niente esperimenti di alcun tipo. Per ora. Anche perch&amp;eacute;, coerentemente parlando, credo che sia pi&amp;ugrave; giusto continuare nella politica della condivisione gratuita, nella libera circolazione dell'intrattenimento (&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;cultura&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; &amp;egrave; una parola che lascio a chi si riempie la bocca di stupidate).&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Uscita prevista: entro &lt;strike&gt;met&amp;agrave;&lt;/strike&gt; aprile.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poco pi&amp;ugrave; il l&amp;agrave; dovrei riuscire anche a proporre l'antologia famosa, che per il momento &amp;egrave; in stand-by per mia mancanza di tempo e per il forfait improvviso di alcuni partecipanti che avevano precedentemente aderito all'iniziativa. Qualche problema, qualche ritardo, ma infine arriveremo al dunque.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Comunque sia, una cosa alla volta.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019933g/"&gt;&lt;img height="188" border="0" width="250" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0019933g/s320x240" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/280006.html" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:48:01 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: Tangenziali (di Gianni Biondillo e Michele Monina)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00174wpq/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="153" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00174wpq/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tangenziali&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di Gianni Biondillo e Michele Monina&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Guanda&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;308 pagine, 17 euro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Esistono molti modi per conoscere una citt&amp;agrave;, e molti modi per raccontarla: Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo milanese di nascita e il secondo d&amp;rsquo;adozione, entrambi appassionati di psicogeografia, decidono di intraprendere insieme un viaggio programmatico. Un pellegrinaggio attorno alla citt&amp;agrave;, camminando in un territorio dimenticato dai viaggiatori abituali. Seguendo il margine delle tangenziali di Milano, usato come una sorta di filo d&amp;rsquo;Arianna, i due scrittori cercano di mappare la citt&amp;agrave; a partire dai suoi bordi sfrangiati, finendo per scrivere un libro in cui il viaggio da raccontare &amp;egrave; uno solo, ma i racconti di viaggio sono due, come due sono gli sguardi, i vissuti, le voci. Tra nutrie morte al bordo della strada, statue di Mao Tse-tung in marmo bianco, ex combattenti ustascia finiti a fare i carrozzieri, ragazzine rom stese sul letto della propria roulotte ad ascoltare musica, Biondillo e Monina mettono in scena luoghi, personaggi, aneddoti, traiettorie sghembe, vie d&amp;rsquo;acqua, cantieri in corso, polaroid di periferie, suggestioni psicogeografiche, appunti di fisiognomica cittadina, materiali vari raccolti durante i lunghi tragitti, tutti percorsi rigorosamente a piedi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;Dopo avervi presentato questo libro tramite &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/271845.html"&gt;l'intervista a Michele Monina&lt;/a&gt;, uno dei due autori, eccovi anche la recensione promessa.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Tangenziali&lt;/i&gt; parla di psicogeografia, di Milano, e di un'avventura &lt;i&gt;on the road&lt;/i&gt; in salsa meneghina. L'insieme &amp;egrave; intrigante, insolito e non rinuncia n&amp;eacute; a divertire n&amp;eacute; a suscitare qualche seria riflessione. Adorando i libri su Milano, sono stato ben felice di trovarne uno che, finalmente, lascia perdere la solita visione Duomocentrica della citt&amp;agrave;, raccontandone invece l'hinterland, le periferie.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sar&amp;agrave; per uno spiccando gusto dell'orrido e del weird, ma da sempre sono attratto proprio dalle periferie. Differentemente dalle persone normali, pu&amp;ograve; affascinarmi tanto un viadotto abbandonato quanto la Pinacoteca di Brera. Un fabbricone dai muri graffitati suscita in me il medesimo interesse del Castello Sforzesco. Anche questo, a parer mio, vuol dire conoscere Milano (o una qualsiasi grande citt&amp;agrave;).&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se il Centro &amp;egrave; la vetrina pi&amp;ugrave; o meno buona messa a disposizione degli instancabili turisti giapponesi armati di fotocamere e cartine spiegazzate, l'hinterland racconta come la citt&amp;agrave; si &amp;egrave; evoluta o involuta nel corso degli anni. Nella trascuratezza del verde pubblico, nella mancanza di valorizzazione di abbazie sperdute, conosciute solo dagli addetti ai lavori, si percepisce quanto il concetto di &amp;ldquo;Milano da bere&amp;rdquo; abbia costituito una vera e propria piaga per quella che ambiva a essere la capitale pi&amp;ugrave; moderna del nostro paese, che &amp;egrave; invece pi&amp;ugrave; di indole moresca che non mitteleuropea.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Biondillo e Monina ci raccontano quel che hanno visto nella loro passeggiata estiva a tappe tra quartieri dormitorio, vie che spesso sembrano uscire dalla fantasia di Rod Serling e scorci ballardiani di urbanistica milanese.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il primo, architetto, scrittore e nato a Quarto Oggiaro, alterna note nostalgiche, appunti arguti e critiche professionali su edifici, ambiente e visione d'insieme. Nonostante il disappunto per come la citt&amp;agrave; &amp;egrave; stata trattata (cio&amp;egrave; male) nel corso di questi anni, in Biondillo si percepisce un affetto di fondo, molto meneghino. Una sensazione di amore-odio che solo chi, come lui (come me) a Milano ci &amp;egrave; nato pu&amp;ograve; comprendere.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Monina, anconetano trapiantato, veste invece il ruolo del poliziotto cattivo. Osserva il brutto che lo circonda, spogliandolo di quel valore romantico che gli autoctoni riescono ad attribuire a un muro sbrecciato, a una campagna circondata da tralicci dell'ENEL, o a un parco infestato da nutrie e conigli selvatici. Sebbene Monina ci vada gi&amp;ugrave; duro pi&amp;ugrave; di una volta (trasformando Milano nell'alter-ego di &lt;i&gt;Inculonia&lt;/i&gt;), &amp;egrave; difficile non concordare con gran parte delle critiche mosse a una citt&amp;agrave; che pare essere progettata appositamente per non farsi amare dai forestieri.  &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al di l&amp;agrave; delle considerazioni filosofiche, &lt;i&gt;Tangenziali&lt;/i&gt; &amp;egrave; un libro godibile, che sfiora, probabilmente senza volerlo, lo status di romanzo. Pur con abbondanti iniezioni di ironia e sarcasmo, i due autori riescono a tratteggiare atmosfere cinematografiche, particolarmente care anche a chi, come ama un certo tipo di narrativa di genere.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Senza troppi sforzi mentali &amp;egrave; infatti facile immaginare situazioni e suggestioni che vanno da &lt;i&gt;Un giorno di ordinaria follia&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;Kingdom come&lt;/i&gt;. Da &lt;i&gt;Nessun dove&lt;/i&gt; alla &lt;i&gt;Trilogia dei lavori pubblici&lt;/i&gt; di Matt Ruff. Tra l'altro Biondillo e Monina confermano alla grande ci&amp;ograve; che penso da sempre: Milano, d'estate, &amp;egrave; uno dei luoghi pi&amp;ugrave; inquietanti d'Italia. Cosa di cui ho gi&amp;agrave; parlato in passato, recensendo &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/246696.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;Malarazza&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, lo straordinario esordio letterario di Samuel Marolla.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tuttavia state tranquilli: &lt;i&gt;Tangenziali&lt;/i&gt; non vi terrorizzer&amp;agrave; affatto, anzi, vi strapper&amp;agrave; sane risate. Semmai stimoler&amp;agrave; anche qualche domanda su cosa eravamo e cosa siamo diventati. Ma non solo noi milanesi che &amp;ndash; ammettiamolo &amp;ndash; siamo egotisti come pochi altri. Bens&amp;igrave; un po' tutti. Da civilt&amp;agrave; industriale e produttiva, ci siamo involuti a societ&amp;agrave;-alveare, tutti stipati in brutti grattacieli progettati da palazzinari senza n&amp;eacute; arte n&amp;eacute; parte. Anche la sottocultura del &amp;ldquo;brutto&amp;rdquo; &amp;egrave; a sua volta in via d'estinzione, repressa da un'estetica di maniera, simbolo di potere e di mera apparenza. L'esempio pi&amp;ugrave; lampante di quest'ultimo postulato lo si ha, in &lt;i&gt;Tangenziali&lt;/i&gt;, nel capitolo dedicato all'attraversamento di San Donato Milanese, la linda e opulenta Metanopoli, grottescamente moderna, come una ghost town pescata da qualche film d'essai di fantascienza.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Senza parlare della torre Mediaset che domina il panorama nell'hinterland nord-orientale: monumento al nulla sociocatodico imperante.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/279564.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:09:10 GMT</pubDate>
  <title>Il manuale del piccolo criptozoologo</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00196q6b/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="312" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00196q6b/s320x240" alt="Scheletro di leone delle caverne - ritenuto estinto attorno al 100 d.c." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguendo l'indicizzazione del blog, richiestami da molti, ecco creato l'indice degli articoli riguardanti la criptozoologia, i criptidi e la zoologia &amp;quot;weird&amp;quot;: &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/279205.html"&gt;mcnab75.livejournal.com/279205.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il medesimo indice &amp;egrave; anche inserito nel men&amp;ugrave; del blog, qui sulla vostra sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora i dossier in materia non sono molti, ma stanno aumentando di settimana in settimana, quindi li ho ordinati ben bene, cos&amp;igrave; da offrirvi una consultazione quanto pi&amp;ugrave; facile e rapida possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desiderei sapere se tali articoli vi interessano. Ho gi&amp;agrave; in mente molti altri argomenti a tema di cui trattare, tra cui i &amp;quot;popoli mostruosi&amp;quot; (Blemmi, Cinocefali, Sciapodi etc etc), la criptobotanica (alberi mangia-uomini, piante carnivore giganti) e i presunti dinosauri sopravvissuti all'estinzione.&lt;br /&gt;Insomma, gli spunti non mancano ma, se la criptozoologia non vi &amp;egrave; gradita, vedr&amp;ograve; di proporre questi post con minor frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/279448.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" style="width: 19px; height: 20px;" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:40:21 GMT</pubDate>
  <title>Animali in passato ritenuti leggendari</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00191pe6/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="306" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00191pe6/s320x240" alt="&amp;quot;Caccia all&amp;#39;ippopotamo&amp;quot;, di Peter Paul Rubens" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver parlato di &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/270789.html"&gt;animali estinti&lt;/a&gt; e - pi&amp;ugrave; volte - di &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/tag/criptidi"&gt;criptidi&lt;/a&gt;, &amp;egrave; arrivato il turno di parlare di animali un tempo creduti leggendari. Ovviamente i maggiori riferimenti in materia li abbiamo dai bestiari medioevali, e dai diari di bordo delle varie spedizioni navali che esploravano terre a quei tempi sconosciute.&lt;br /&gt;Mancando del raziocinio scientifico dei tempi moderni, era certo facile identificare creature appartenenti a poemi epici (draghi, basilischi, unicorni), o alla mitologia classica (chimere, kraken etc). Provate a immagire cosa dovevano pensare dei marinai del '500 nel trovarsi davanti un ippopotamo inferocito. Di certo era pi&amp;ugrave; facile immaginarlo come un mostro partorito dall'inferno, che non come un animale calato nel suo ecosistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccovi alcuni esempi pratici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Calamaro gigante&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00190fsf/"&gt;&lt;img height="200" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00190fsf/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I calamari giganti, ritenuti un tempo creature mitiche, sono calamari della famiglia Architeuthidae, composta da circa otto specie del genere Architeuthis. Sono abitanti delle profondit&amp;agrave; oceaniche che possono raggiungere dimensioni immense: stime recenti parlano di dimensioni massime di 13 metri per le femmine e di 10 metri per i maschi, dalla pinna caudale fino all'estremit&amp;agrave; dei due lunghi tentacoli.&lt;br /&gt;I racconti di calamari giganti erano comuni tra i marinai fin dai tempi antichi e questi possono aver portato alla leggenda norvegese del kraken, un mostro marino tentacolato grande quanto un'isola capace di ingolfare ed affondare ogni nave. Japetus Steenstrup, il descrittore dell'Architeuthis, sugger&amp;igrave; che un calamaro gigante fosse la specie descritta come monaco di mare dal re danese Cristiano III nel 1550 ca. Anche l'esistenza del Lusca dei Caraibi e della Scilla della mitologia greca pu&amp;ograve; trarre origine dagli avvistamenti di calamari giganti. Si pensa che anche gli avvistamenti di altri mostri marini, come il serpente marino, possano essere stati interpretazioni erronee di incontri con calamari giganti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Ippopotamo&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00192hy0/"&gt;&lt;img height="132" border="0" width="180" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00192hy0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si &amp;egrave; a lungo ritenuto che la famiglia degli ippopotami avesse origine dallo stesso ceppo da cui derivano, da un lato, i suidi (maiali, cinghiali ecc.) e, dall'altro, i ruminanti (per esempio, cervidi e bovidi).&lt;br /&gt;Gli studi pi&amp;ugrave; recenti sulle origini degli ippopotamidi suggeriscono che ippopotami e cetacei condividano un antenato comune semi-acquatico che si sarebbe differenziato dagli altri Artiodattili circa 60 milioni di anni fa, per poi dar vita, circa 54 milioni di anni fa, a due branche distinte , da una delle quali si evolsero i cetacei.&lt;br /&gt;Gli ippopotami abitavano un tempo la bassa valle del Nilo. Per gli antichi Egizi, il loro aspetto tondeggiante e massiccio evocava una dea della fecondit&amp;agrave;, e sotto queste sembianze vennero spesso rappresentati nei bassorilievi.&lt;br /&gt;Un'azzeccata descrizione tratta dal bestiario noto come &lt;em&gt;Liber monstrorum&lt;/em&gt; (VIII secolo d.c.) li descrive cos&amp;igrave;: &amp;quot;&lt;em&gt;Si dice che in India ci siano gli ippopotami, belve pi&amp;ugrave; grandi degli elefanti, che, dicono, abitano in un fiume dall'acqua impotabile. E si narra che una volta in una sola ora abbiano tratto nei rapaci vortici dei gorghi trecento uomini e che li abbiano divorati in una morte crudele&lt;/em&gt;.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Rinoceronte indiano&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001936ca/"&gt;&lt;img height="120" border="0" width="180" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001936ca" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fonte occidentale pi&amp;ugrave; antica che cita per nome questa creatura mitizzata &amp;egrave; &lt;em&gt;Sulla natura degli animali&lt;/em&gt;, un'opera di zoologia in diciassette volumi redatta da Claudio Eliano, scrittore in lingua greca degli inizi del III secolo.&lt;br /&gt;Eliano lo descrive come un unicorno delle dimensioni pari a quelle di un cavallo, con le zampe di elefante, la coda caprina, e un unico corno nero centrale ritorto sulla fronte. La creatura, veloce e bellicosa, vive nelle regioni aride e montuose dell'India. Si tratta di luoghi, precisa Eliano, &amp;quot;&lt;em&gt;inaccessibili agli uomini&lt;/em&gt;&amp;quot; e &amp;quot;&lt;em&gt;popolati da innumerevoli creature selvagge che gli storici e i sapienti del luogo, tra cui i Brahmani, cercano di classificare&amp;quot;[...]&amp;quot;Il nome che danno a questo animale &amp;egrave; &lt;/em&gt;kartazon&amp;quot;.&lt;br /&gt;Un carattere centrale del mito dell'unicorno, soprattutto nel medioevo europeo, &amp;egrave; costituito dalle virt&amp;ugrave; curative del suo corno frontale, ma il kartazon ovviamente non presenta alcun carattere magico o sovrannaturale.&lt;br /&gt;Incontriamo il rinoceronte/unicorno della letteratura islamica nel viaggio di Sindbad il marinaio contenuto ne Le mille e una notte del X secolo, in cui viene descritta una creatura chiamata karkadann.&lt;br /&gt;La descrizione dell'animale &amp;egrave; simile a quella di Eliano, ma ne vengono evidenziate le enormi dimensioni e la feroce lotta con l'elefante. Il karkadann &amp;egrave; acerrimo nemico dell'elefante che carica a vista e, spesso, incorna a morte, ma non riuscendo, successivamente, ad estrarre il corno dal corpo dell'elefante finisce per soccombere anche lui, accecato dal grasso che cola dalla ferita a causa del calore del sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Varano di Komodo&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001943k3/"&gt;&lt;img height="115" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001943k3" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Varano di Komodo o Drago di Komodo (Varanus komodoensis) &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande sauro vivente, un rettile che pu&amp;ograve; raggiungere lunghezze superiori ai due metri. Morfologicamente assimilabile a una lucertola di grandi dimensioni, ha la lingua biforcuta, la pelle squamosa tendente all'azzurrognolo, &amp;egrave; carnivoro e molto aggressivo.&lt;br /&gt;Nel XIX secolo i marinai e i pescatori delle isole di Flores e Sumbawa narravano spesso storie fantastiche di uomini e animali assaliti e sbranati da grandi draghi che vivevano nella piccola isola di Komodo, un lembo di terra caratterizzato da una superficie di appena 600 chilometri quadrati e situato nell'Arcipelago della Sonda. D'altra parte, molti dei nativi delle due isole indonesiane erano cos&amp;igrave; sicuri dell'esistenza dei giganteschi draghi &amp;ndash; o &amp;quot;Boeja darat&amp;quot;, cio&amp;egrave; coccodrilli di terra &amp;ndash; che non avevano nemmeno il coraggio di approdare sulle coste di Komodo.&lt;br /&gt;Evidentemente un fondamento di verit&amp;agrave; esisteva nelle &amp;quot;leggende&amp;quot; raccontate dagli abitanti di Flores e Sumbawa, e ci&amp;ograve; indusse Peter A. Ouwens, direttore del Giardino botanico di Buitenzorg (Giava), a organizzare nel 1912 una spedizione nell'isola stessa, con l'intento primario di osservare e catturare qualche esemplare del mitico rettile che tanto timore incuteva alle popolazioni locali. Ouwens riusc&amp;igrave; nell'impresa: le sue minuziose ricerche, condotte in varie localit&amp;agrave; di Komodo, gli fruttarono infatti quattro individui del supposto drago. Questo era in realt&amp;agrave; un varano di dimensioni imponenti e apparteneva a una specie nuova per la scienza, cui fu assegnato appunto il nome di Varanus komodoensis.&lt;br /&gt;Il clamore suscitato negli ambienti scientifici dalla notizia relativa alla scoperta del drago di Komodo fu grande, e nel 1926 anche lo staff del Museo di Storia Naturale di New York decise di organizzare una spedizione a Komodo, al fine di studiare la biologia del grande varano e di catturare alcuni esemplari della specie medesima. La spedizione - a cui parteciparono Dunn, uno dei pi&amp;ugrave; noti erpetologi degli Stati Uniti, il cacciatore indocinese Defosse, il quale aveva il compito di prendere i varani utilizzando delle trappole particolari, e la fotografa Burden - fu autorizzata e appoggiata dal governo olandese, che in quegli anni reggeva amministrativamente le isole dell'Arcipelago della Sonda, e permise di compiere tutta una serie di osservazioni originali sull'ecologia e sull'etologia della specie. Grazie alla cattura di dodici esemplari morti e due vivi, fu inoltre possibile intraprendere studi approfonditi sull'anatomia e sulle caratteristiche morfologiche e cromatiche del gigantesco sauro della piccola isola indonesiana.&lt;/p&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/278844.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:04:02 GMT</pubDate>
  <title>Filosofia spiccia applicata ai videogiochi</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018ycaz/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="320" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018ycaz" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il post dell'altro giorno su &lt;em&gt;Prince on Persia&lt;/em&gt; mi ha dato modo di ripensare al mondo dei videogiochi. Mondo che, lo ammetto, non frequento pi&amp;ugrave; da anni, tranne che per i giochi di calcio manageriale, che continuo a utilizzare. &lt;br /&gt;Non frequento pi&amp;ugrave; questo mondo soprattutto per mancanza di tempo. Ma, lo ammetto, anche perch&amp;eacute; i videogiochi, sempre pi&amp;ugrave; esteticamente raffinati, hanno perso quella capacit&amp;agrave; di distrarmi e al contempo di farmi sognare.&lt;br /&gt;Il mio genere preferito, calcio manageriale a parte, &amp;egrave; sempre stato quello degli sparatutto in prima persona. Ne ho giocati parecchi, alcuni davvero molto divertenti. Eppure, ripensandoci a freddo, nessuno mi ha pi&amp;ugrave; dato quelle sensazioni sublimi che mi trasmetteva una sana partita a &lt;em&gt;Doom&lt;/em&gt;. Nella sua semplicit&amp;agrave; era perfetto: un marine spaziale contro i mostri tecno-demoniaci vomitati da un mondo infernale. Ambienti ricreati ad hoc, musiche terrorizzanti, scontri all'ultimo sangue, nemici tanto orripilanti quanto carismatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che di &lt;em&gt;Doom &lt;/em&gt;ho gi&amp;agrave; parlato tante volte, permettetevi di citare un altro titolo che fa parte della mia giovinezza: &lt;em&gt;Double Dragon&lt;/em&gt;. Trama lineare&amp;nbsp;(salvare la fidanzata rubata dal bruto di turno), giocabilit&amp;agrave; massima, atmosfere che miscelano &lt;em&gt;I guerrieri della notte&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Kenshiro &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Mad Max&lt;/em&gt;, difficolt&amp;agrave; in crescendo, incitando il gioco di squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiando decisamente genere, ecco un altro gioco che ha segnato il sottoscritto: &lt;em&gt;Indiana Jones and the Fate of Atlantis&lt;/em&gt;, un videogioco d'avventura pubblicato nel 1992 dalla Lucasarts. Non era basato sulla trama di uno dei film, bens&amp;igrave; su una storia originale appositamente creata per esso. Pur essendo un prodotto assai datato, aveva una complessit&amp;agrave; ben calibrata e poteva essere giocato in tre modalit&amp;agrave; diverse, preferendo, di volta in volta, l'azione, il ragionamento o il gioco di squadra. La grafica, per quei tempi, era molto buona, e cos&amp;igrave; anche il sonoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018z1zz/"&gt;&lt;img height="209" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018z1zz/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dei giochi venuti negli anni successivi ne ho apprezzati molti, ma la mia passione &amp;egrave; andata via via scemando. L'ultime vere e proprie ondate di entusiasmo le ho avute coi primi due &lt;em&gt;Resident Evil&lt;/em&gt;, gi&amp;agrave; da considerarsi di un altro pianeta rispetto ai vecchissimi arcade con cui sono cresciuto. Poi, pian piano, la giocabilit&amp;agrave; ha lasciato il posto all'estetica. I giochi sono diventati dei veri e propri film di peso specifico immane, con effetti speciali sempre pi&amp;ugrave; strabilianti e una giocabilit&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; spesso riservata ai professionisti del joypad. Per finire alcuni titoli occorre un vero e proprio allenamento specifico, nonch&amp;eacute; lo studio di manuali e la consultazione di forum su Internet.&lt;br /&gt;Senza contare le nuove funzioni di gioco online, che non credo di aver mai provato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che molti di voi ora inizieranno a elencare una sequela di titoli affermando che mi sbaglio, e che i videogiochi sono oramai elevati a livello di arte. Magari in certi casi &amp;egrave; anche vero, non dico di no. Eppure a me pare che la ricerca dell'estetica imperante, del dettaglio grafico perfetto, sia andata ad ammazzare lentamente il principio secondo cui il gioco dovrebbe divertire e aguzzare l'ingegno, senza per&amp;ograve; elevarlo a livello di attivit&amp;agrave; semiprofessionale.&lt;br /&gt;Oltre a questo mi pare un po' persa la spontanea ingenuit&amp;agrave; di certi videogames elencati in questo post, e di moltissimi altri altrettanto belli (&lt;em&gt;Shinobi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Altered Beast, Golden Axe, Street Fighter, Myst, The Dig&lt;/em&gt;, etc etc). &lt;br /&gt;Che poi, in un certo senso, &amp;egrave; anche ci&amp;ograve; che sta accadendo al cinema: effetti speciali, botti, inseguimenti, 3D, CGI e altri orpelli stanno sostituendo il gusto di una buona storia, magari fatta di mostri di cartongesso e di vampiri dalle zanne posticce. &lt;br /&gt;Non solo, volendo fare a ogni costo il filosofo, direi che &amp;egrave; anche ci&amp;ograve; che accade nella societ&amp;agrave;: apparire conta sempre pi&amp;ugrave; che non &lt;em&gt;essere&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;L'estetica fine a se stessa ci ammazzer&amp;agrave; tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="341" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;L'introduzione di &lt;em&gt;The Dig&lt;/em&gt; - prodotto da LucasArts nel 1995&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/278727.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 07 Mar 2010 08:48:06 GMT</pubDate>
  <title>Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: il ladro di fulmini</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018xekh/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="171" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018xekh/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Regia di Chris Columbus&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;USA/Canada 2010&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Percy Jackson (Logan Lerman) &amp;egrave; un adolescente senza padre, con qualche problema di dislessia, un fetido patrigno e una madre che pur amandolo molto non sembra volersi allontanare dal suo nuovo compagno del quale sembra addirittura succube.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Niente paura perch&amp;egrave; tutti questi problemi che affligono Percy stanno per trovare una miracolosa soluzione, ma purtroppo a tot problemi risolti se ne aggiungeranno altrettanti dalle proporzioni bibliche.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infatti durante un&amp;rsquo;istruttiva visita ad un museo, Percy verr&amp;agrave; aggredito da una professoressa che si riveler&amp;agrave; essere un creatura degli inferi che lo accuser&amp;agrave; di aver rubato il fulmine al sommo Zeus (Sean Bean), a salvarlo interverranno il professor Brunner (Pierce Brosnan) che si riveler&amp;agrave; un centauro e il suo migliore amico Groover (Brandon T. Jackson), in realt&amp;agrave; un satiro/guardia del corpo.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Percy scoprir&amp;agrave; cos&amp;igrave; la verit&amp;agrave; sul suo vero padre, il dio Poseidone (Kevin McKidd) e sulle scappatelle degli immortali sulla Terra che hanno figliato una nuova generazione di semidei al pari di Ercole e Achille, giovani leve che vengono addestrate dal centauro Chirone in un luogo segreto al sicuro da occhi indiscreti, &amp;egrave; li che Percy incontrer&amp;agrave; la bella Annabeth (Alexandra Daddario) figlia di Atena e abile guerriera, con la quale affronter&amp;agrave; un corso di formazione per semidei molto accellerato, che gli  permetter&amp;agrave; di padroneggiare sia l&amp;rsquo;arte del combattimento che i suoi nuovi poteri.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cos&amp;igrave; Grover e Annabeth partiranno alla volta dell&amp;rsquo;Ade dove aiuteranno Percy a salvare sua madre, per poi far tappa sull&amp;rsquo;Olimpo per raccontare ad un irritatissimo Zeus, pronto a trasformare la Terra in un campo di battaglia, che non &amp;egrave; Percy il ladro di fulmini. (fonte: &lt;a href="http://www.ilcinemaniaco.com/"&gt;http://www.ilcinemaniaco.com/)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Commento&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur non avendo mai visto nemmeno un film della saga Harrypotteriana, ho deciso di dare una chance a questo &lt;i&gt;Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo&lt;/i&gt;, fosse anche solo per il fatto che &amp;egrave; un film che rivisita in chiave moderna la mitologia greca. E io AMO la mitologia greca.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Iniziamo col dire che &amp;egrave; un film confezionato su misura per i teenager. Non per niente si &amp;egrave; guadagnato lo scomodo titolo di &amp;ldquo;erede di Harry Potter&amp;rdquo;. I punti di partenza in effetti ricordano parecchio il maghetto occhialuto. Percy Jackson, pur essendo indubbiamente pi&amp;ugrave; &lt;i&gt;fiko&lt;/i&gt; di Potter, &amp;egrave; un ragazzo con non pochi difficolt&amp;agrave; nella vita: ha problemi di apprendimento, non conosce suo padre e sua madre vive con un tizio che passa tutto il tempo tra partite di poker e bevute. Ovviamente sono le basi migliori per creare il background di colui che si riveler&amp;agrave; essere nientemeno che il figlio del Dio Poseidone.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche il resto scorre su binari oramai conosciutissimi dai teenagers cresciuti dalle parti di Hogwarts o con le Winx, le fatine &lt;i&gt;cool&lt;/i&gt;. La fusione tra fantasy &amp;ndash; qui rappresentato dallo smisurato pantheon di divinit&amp;agrave; e mostri greci &amp;ndash; e mondo moderno strizza l'occhio a quello che oramai &amp;egrave; un sottogenere assai prolifico (e remunerativo, diciamolo). Il regista mette moltissima carne al fuoco, decisamente troppa, e realizza un film che alterna momenti molto brutti ad altri pi&amp;ugrave; riusciti. Tra i primi, quelli brutti, annoveriamo il combattimento con un minotauro, mal riuscito anche da punto di vista scenico e spettacolare. Orribile anche la &amp;ldquo;scuola per eroi&amp;rdquo;, ovviamente inaccessibile a chi non ha almeno un filo di sangue divino nelle vene. Okay che siamo davanti a una pellicola per 13-15 enni, ma vedere dei ragazzoni americani che fanno un addestramento da marines indossando delle armature da opliti straborda davvero nel ridicolo andante.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Migliori, addirittura gradevoli, altri passaggi. Uno su tutti il combattimento con Medusa, interpretata da una Uma Thurman particolarmente adatta al ruolo. Non scrivo certamente uno spoiler nel rivelarvi che lo scontro si conclude pi&amp;ugrave; o meno come nella versione originale: decapitazione netta, pur senza una goccia di sangue versato.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Buona anche l'avventura nel Casin&amp;ograve; Lotus, dove i deliziosi bocconcini offerti dalle hostess fanno perdere il senso del tempo agli ignari clienti, riuscendo cos&amp;igrave; a intrappolarli in un eterno presente lungo anche pi&amp;ugrave; di quarant'anni.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Occasione persa invece nella visita agli Inferi, troppo raffazzonata e risolta in una decina scarsa di minuti, che comprendono Caronte, Cerbero, Ade, Persefone e tutta la compagnia cantante.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Del resto il difetto di questo film &amp;egrave; proprio la gran fretta di infilare di tutto di pi&amp;ugrave; in nemmeno due ore di pellicola, saltando cos&amp;igrave; da un combattimento all'altro, senza badare troppo all'approfondimento della storia e dei personaggi. Gli stessi &amp;ldquo;Dei dell'Olimpo&amp;rdquo; citati nel titolo rimangono pi&amp;ugrave; che altro abbozzati, bidimensionali, tranne forse per Ade, azzeccato nelle vesti di un Mick Jagger d'oltretomba. Perfino i passaggi comici, riservati pi&amp;ugrave; che altro al comprimario satiro, spalla di Percy, strappano a stento dei sorrisi.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Altra nota dolente &amp;egrave; il product placement strabordante che viene sbattuto in faccia agli spettatori senza troppi complimenti: passi per l'iPhone utilizzato come novello scudo di Perseo (!), ma le All Star dotate di ali di Hermes (!!) sono veramente troppo ridicole anche per un film adolescenziale.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tirando le somme, questo primo capitolo della saga (perch&amp;eacute; saga sar&amp;agrave;), guadagna a stento una sufficienza d'incoraggiamento. Con tutto il materiale a disposizione, compreso un fior fior di cast, si poteva e si doveva fare meglio. Speriamo che i prossimi film siano pi&amp;ugrave; calibrati e pi&amp;ugrave; maturi. Del resto dicono che anche le avventure di Harry Potter sono migliorate di volta in volta. A voi dirmi se &amp;egrave; vero o meno.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="338" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/278461.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:13:18 GMT</pubDate>
  <title>Senecal's art</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018q6wr/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="319" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018q6wr/s320x240" alt="i tre Magi" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rapido articolo sabatino dedicato a un artista che da tempo tengo d'occhio su deviantART. Il suo nickname &amp;egrave; &lt;strong&gt;Senecal&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; statunitense, e ha uno stile molto particolare, a met&amp;agrave; tra il pop e l'astratto. Le tematiche invece variano dall'horror alla fantascienza, pur con interpretazioni molto personali. Tra l'altro ha anche reinterpretato, sempre in forma di disegno, alcuni noti racconti di Lovecraft, tra cui &lt;em&gt;Il modello di Pickman&lt;/em&gt;, che ho &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/132999.html"&gt;postato&lt;/a&gt; tempo fa sul blog. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccovi alcune sue opere. Le altre, se v'interessano, potete trovarle qui: &lt;a href="http://senecal.deviantart.com/"&gt;&lt;strong&gt;senecal.deviantart.com/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018rds5/"&gt;&lt;img height="222" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018rds5/s320x240" alt="El Viejo" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018s12d/"&gt;&lt;img height="231" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018s12d/s320x240" alt="the Aracnid oracle" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018tk38/"&gt;&lt;img height="150" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018tk38/s320x240" alt="der frohlich haus" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018w7kq/"&gt;&lt;img height="150" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018w7kq/s320x240" alt="Thank_You_Drive_Thru" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/278139.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 16:51:40 GMT</pubDate>
  <title>Prince of Persia - evolution (?)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018pqfr/"&gt;&lt;img height="238" border="0" width="320" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018pqfr/s320x240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io lo ricordavo cos&amp;igrave;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="334" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il film sar&amp;agrave; cos&amp;igrave;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="335" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse star&amp;ograve; invecchiando, ma il trailer di &lt;em&gt;Prince of Persia&lt;/em&gt; non mi ha minimamente invogliato a vederlo. Solito scempio che piglia il peggio del termine &amp;quot;videogiocoso&amp;quot; e non ne esalta il lato nostalgico e la trama.&amp;nbsp;Tra l'altro assomiglia al trailer di quello che sar&amp;agrave; un altro scempio della stagione a venire, ovvero il remake di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scontro_tra_titani"&gt;&lt;em&gt;Scontro di Titani&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non ne pu&amp;ograve; proprio fare a meno, sappiate che in Italia &lt;em&gt;Prince of Persia&lt;/em&gt; uscir&amp;agrave; il 28 maggio.&lt;br /&gt;Io passo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/277946.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 06:43:08 GMT</pubDate>
  <title>Il monte Musinè, uno dei luoghi più misteriosi d'Italia</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018f740/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="320" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018f740/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il monte Musin&amp;egrave;, che in dialetto piemontese significa &amp;quot;asinello&amp;quot;, &amp;egrave; posizionato a 20 km da Torino, sulla strada che porta verso la Val di Susa, e lo si pu&amp;ograve; considerare come il primo contrafforte alpino. Dalla forma vagamente piramidale, spoglio e inospitale nella parte superiore, sembra trovare gradimento soprattutto da parte delle vipere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le motivazioni per le quali viene annoverato fra i luoghi misteriosi e come ad esse rispondono la scienza e l&amp;rsquo;archeologia ufficiali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Da sempre circolano voci di lupi mannari, di immagini spettrali che vagano nella penombra, di strani animali. Vi sarebbe una grotta maledetta nella quale, ogni 1&amp;deg; maggio, si darebbero appuntamento streghe, maghi, e licantropi per inneggiare alle forze del male. Secondo alcuni scritti del &amp;lsquo;600 e &amp;lsquo;700 la vallata fu spesso percorsa da &amp;quot;musiche demoniache&amp;quot;, accompagnate da urla angosciose cariche di dolore. Una antica leggenda vuole che il re Erode fosse esiliato su questa montagna, come punizione per la strage degli innocenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Secondo alcuni storici fu proprio in questa zona che in cielo apparvero a Costantino la croce fiammeggiante e la scritta &amp;quot;In Hoc Signo Vinces&amp;quot;, segni che convinsero l&amp;rsquo;imperatore a convertirsi al Cristianesimo. I cosiddetti &amp;quot;Campi Taurinati&amp;quot;, di cui parlano le cronache dell&amp;rsquo;epoca, sembrerebbero coincidere con la zona pianeggiante di Grugliasco e Rivoli che separa Torino dal massiccio del Musin&amp;egrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Stando a quanto dichiarato da molti esoteristi il luogo sarebbe un gigantesco catalizzatore di energie benefiche. Non dimentichiamoci che si troverebbe su una linea &amp;quot;ortogonica&amp;quot; (una di quelle che circondano la Terra come una ragnatela e che indicano zone di particolare concentrazione di energia) che, entrando dalla Francia, attraversa tutta la nostra penisola. Secondo altri sarebbe addirittura una sorta di &amp;quot;finestra&amp;quot; aperta su un&amp;rsquo;altra dimensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Il sito amplificherebbe, nel momento in cui vi si sosta, le facolt&amp;agrave; extrasensoriali che ognuno di noi avrebbe, ma che solo in particolari circostanze risultano evidenti. Gli stessi rabdomanti hanno dichiarato che in prossimit&amp;agrave; del monte bacchette e pendolini si muoverebbero in modo molto pi&amp;ugrave; accentuato del normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Da sempre la zona &amp;egrave; teatro di apparizioni di misteriosi bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti. Esse hanno fatto la loro comparsa fin dal lontano 966 d.c. All&amp;rsquo;epoca il vescovo Amicone si trovava in Val Susa per consacrare la chiesa di San Michele sul monte Pirchiano, di fronte al Musin&amp;egrave;. Durante la notte, in attesa dell&amp;rsquo;arrivo dell&amp;rsquo;alto prelato, i valligiani assistettero ad uno spettacolo affascinante ma pauroso al contempo: il cielo fu percorso da travi e globi di fuoco che illuminarono la chiesa come se fosse scoppiato un incendio. Altre storie parlano di carri di fuoco che spesso sorvolavano la vetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018hdcb/"&gt;&lt;img height="192" border="0" width="300" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018hdcb/s320x240" alt="L&amp;#39;obelisco sul monte Musinè" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Ai giorni nostri frequenti sono gli avvistamenti notturni e diurni di oggetti volanti non identificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Il monte, essendo un antico vulcano spento da millenni, &amp;egrave; ricco di gallerie e passaggi irregolari scavati dallo scorrere dell&amp;rsquo;antico magma, in gran parte per&amp;ograve; inesplorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Ai piedi del Musin&amp;egrave; esiste un &amp;quot;cono d&amp;rsquo;ombra&amp;quot; cio&amp;egrave; una zona di interferenza che oscura qualsiasi trasmissione radio. Anche gli aerei privati che si trovano a sorvolare il luogo vengono disturbati nelle loro trasmissioni radio. Questi problemi cessano nel momento in cui ci si allontana dalla montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Appare strana la distribuzione della vegetazione, particolarmente ricca ai piedi del monte, ma che poi si dirada in modo quasi repentino col crescere dell&amp;rsquo;altitudine. La Forestale ha inutilmente speso ingenti capitali per rimboscare la zona, nella quale le giovani piante sembrano morire una dopo l&amp;rsquo;altra. La credenza popolare spiega il mistero con la processione continua di anime dannate che salgono e scendono il monte senza sosta. Secondo una credenza un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; moderna sarebbero le emanazioni radioattive di una base segreta a produrre tale sterilit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) Le pendici sono ricche di d&amp;rsquo;incisioni rupestri e di grandi pietre disposte in modo forse rituale, testimonianze di un passato ancora ben da decifrare. In un masso &amp;egrave; raffigurata addirittura una giraffa africana, ma questi animali non vivevano in Piemonte, nemmeno nel neolitico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11) La salita &amp;egrave; costeggiata, in localit&amp;agrave; Torre della Vigna, fra i 400 e i 900 metri, da una serie di strutture a forma di coppa, dette coppelle. Queste sono disposte in maniera tale da formare delle mappe celesti. Sono rappresentate la Croce del Nord, l&amp;rsquo;Orsa Maggiore, l&amp;rsquo;Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi. In pratica c&amp;rsquo;&amp;egrave; tutto l&amp;rsquo;emisfero boreale ma anche altre raffigurazioni non ancora identificate. Suggestiva &amp;egrave; la visione dalla vallata quando, riempite le cavit&amp;agrave; di combustibile e incendiate, la montagna si ricopre di tante piccole luci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12) Il Musin&amp;egrave; &amp;egrave; sede anche di uno stranissimo obelisco che acquist&amp;ograve; fama mondiale grazie ad un libro di Peter Kolosimo intitolato &amp;quot;Astronavi sulla preistoria&amp;quot;. Sulla superficie compaiono alcune croci che rappresentano probabilmente cinque persone, un cerchio in alto a sinistra con un punto al centro e due semicerchi tagliati nella parte inferiore che assomigliano in modo clamoroso ai moderni dischi volanti. Secondo lo scrittore sarebbe una sorta di rappresentazione delle evoluzioni di macchine aeree che furono viste in cielo dai nostri antichi progenitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.cerchinelgrano.info"&gt;www.cerchinelgrano.info&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018gq88/"&gt;&lt;img height="158" border="0" width="114" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018gq88" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/277725.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 04 Mar 2010 13:14:05 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: Monster (di Christopher Pike)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018ex2t/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="156" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018ex2t/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Monster&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di Christopher Pike&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mondadori editore&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;220 pagine, 16 euro&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Angela &amp;egrave; appena arrivata nella tranquilla cittadina di Point, per vivere con il nonno. Ma la prima, ambita festa a cui &amp;egrave; invitata si trasforma in una carneficina: due ragazzi vengono uccisi a sangue freddo da Mary, la sua nuova migliore amica. Perch&amp;eacute; lo ha fatto? Perch&amp;eacute; si ostina a dire che non erano esseri umani, ma mostri assetati di sangue? E perch&amp;eacute; la implora di non uscire con Jim, il ragazzo per cui Angela prova un'attrazione irresistibile? Un'antica leggenda affiora dalle acque del lago e sembra diffondere la violenza assassina come un veleno. Angela lotta contro gli impulsi pi&amp;ugrave; viscerali per capire chi &amp;egrave; Jim e risolvere il mistero, ma ben presto capisce di non essere pi&amp;ugrave; padrona di se stessa, n&amp;eacute; del proprio corpo. E mentre si abbandona nelle gelide acque del lago, una brama divorante la possiede sempre pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;- Attenzione: polemica &lt;em&gt;inside&lt;/em&gt;! - &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Partiamo da un dato oggettivo: &lt;i&gt;Monster&lt;/i&gt;, romanzo datato 1992, &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato proposto due volte in Italia, per la collana Junior prima, e poi per Super Brividi. Anche adesso alcuni siti internet lo descrivono come &amp;ldquo;narrativa per ragazzi&amp;rdquo;, aggiungendo che &amp;egrave; un libro consigliato a un pubblico dai 12 anni in su.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non vi dico il perch&amp;eacute; sono arrivato a leggere &lt;i&gt;Monster&lt;/i&gt;, ma ho scoperto questo &amp;ldquo;suggerimento d'utenza&amp;rdquo; solo in seguito. E devo dire che mi sono stupito. Non poco. Se non ricordo male Super Brividi era una collana, seppur horror, dedicata a un'et&amp;agrave; media attorno ai 13 anni. Basta fare una rapida ricerca su Google per scoprire che, ai tempi (2002 o gi&amp;ugrave; di l&amp;igrave;), &lt;i&gt;Monster&lt;/i&gt; era &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/monster-pike-christopher-mondadori/libro/9788804545514"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;u&gt;consigliato ai ragazzini da 10 anni in su&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bene. Consideriamo che in questo romanzo assistiamo, nell'ordine: a una strage in una scuola superiore, ad atti di cannibalismo tra ragazzi, all'omicidio (con conseguente divoramento) di un anziano, al tentato omicidio di un cane, all'uccisione del migliore amico della protagonista. Tipici elementi della letteratura adolescenziale, non vi pare?&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo, Pike non si sofferma su descrizioni truculente, ma nemmeno risparmia di narrare gli elementi appena elencati. E nemmeno cerca rassicuranti sinonimi per &amp;ldquo;abbellire&amp;rdquo; il significato di espressioni quali &amp;ldquo;la fucilata scoperchi&amp;ograve; il cranio della ragazza&amp;rdquo;, oppure &amp;ldquo;i resti del nonno erano sparsi per tutta la camera del letto e la puzza era insopportabile&amp;rdquo;.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nessuno pu&amp;ograve; accusarmi di essere un bacchettone o un moralista, eppure mi sembra che qualcosa non collimi con la descrizione che ne danno alcuni siti online (quelli che vendono libri, per capirci), n&amp;eacute; tantomeno la vecchia edizione per Super Brividi: et&amp;agrave; consigliata 10 anni? Mah. Tutto sta nel ridefinire, una volta per tutte, che cavolo s'intende per narrativa young adult. Termine che sembra racchiudere tutto e il contrario di tutto, con la tipica coerenza italiota che guarda solo a monetizzare tutto il monetizzabile.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per contro devo dire che il libro, nella sua linearit&amp;agrave;, &amp;egrave; piuttosto gradevole, non privo di spunti interessanti e originali. L'autore si &amp;egrave; sforzato nell'inventare una nuova sorta di mostro, un'ibridazione tra un microorganismo alieno, un vampiro e un mutaforme antropofago. Il risultato non &amp;egrave; per niente male, anzi, direi che supera di gran lunga diversi altri romanzi indirizzati a un pubblico pi&amp;ugrave; scafato.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non c'&amp;egrave; nulla di specifico che identifichi &lt;i&gt;Monster&lt;/i&gt; come un romanzo young adult, se non i protagonisti, in buona parte ragazzi di 16-17 anni. Non ci sono elementi tipici della corrente moda &amp;ldquo;vampiresco-romantica&amp;rdquo;. L'unica specie di storia d'amore abbozzata nel libro &amp;egrave; in realt&amp;agrave; un rapporto assai complicato e malsano, descritto senza voli pindarici tra cuoricini e bare glamour. In sostanza reputo &lt;i&gt;Monster&lt;/i&gt; un romanzo adatto a tutte le et&amp;agrave;, in grado di piacere tranquillamente anche ai lettori pi&amp;ugrave; esperti, come il sottoscritto.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nulla di trascendentale, capiamoci, ma il prodotto &amp;egrave; gradevole, di livello superiore alla mediocrit&amp;agrave; di tanta robaccia che si trova nel reparto horror dei megastore. Non fatevi ingannare dalla cover e dalla quarta di copertina, entrambe confezionate per dare l'idea di avere a che fare con un nuovo romanzo di vampiri alla &lt;i&gt;Twilight&lt;/i&gt;. &amp;Egrave; quanto di pi&amp;ugrave; disonesto e cialtronesco potessero fare i tizi di Mondadori.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma non credo si siano nemmeno posti il problema.&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/277388.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:03:55 GMT</pubDate>
  <title>I cinque monster movie più bizzari che conosco</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018dk9d/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="170" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018dk9d/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa ho trovato &lt;a href="http://strategieevolutive.wordpress.com/2010/02/28/lultimo-dei-mostri/"&gt;questo&lt;/a&gt; interessante articolo di Davide Mana sui cinque famosi mostri che fecero la fortuna della Universal, e soggetti nel corso degli anni a decine di remake.&lt;br /&gt;Nell'ordine sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dracula&lt;br /&gt;- Il mostro di Frankenstein&lt;br /&gt;- La mummia&lt;br /&gt;- Il licantropo&lt;br /&gt;- Il mostro della laguna nera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi consiglio di dare un'occhiata al post di Davide, perch&amp;eacute; ne tratteggia con cura anche i significati metaforici.&lt;br /&gt;Ne &amp;egrave; seguita una discussione piuttosto interessante sui mostri che il cinema potrebbe sfruttare meglio, invece che lanciarsi nel &lt;em&gt;millemillesimo &lt;/em&gt;rifacimento di Dracula o dell'Uomo Lupo. A questo punto vorrei dedicare questo mio articolo sui film di mostri pi&amp;ugrave; &amp;quot;bizzarri&amp;quot; che mi &amp;egrave; capitato di vedere nella mia lunga carriera di appassionato. Nella speranza che presto se ne aggiungano altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Importante: oltre alle cinque creature gi&amp;agrave; elencate, aggiungo all'elenco dei mostri stra-abusati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Lo zombie&lt;br /&gt;- L'alieno &lt;br /&gt;- Tutte le varianti vampiresche possibili e immaginabili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escludo, per ragioni pratiche, anche i vari extraterrestri proposti dai b-movie americani degli anni '50, che rientrano alla fin fine nella categoria gi&amp;agrave; citata degli &amp;quot;alieni&amp;quot;, che essi siano i &lt;em&gt;bug eyed monster&lt;/em&gt; o i vari godzilloidi di turno.&lt;br /&gt;Bene, eccovi la mia carrellata. Anzi, trasformiamola in una top five!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;5. I ghoulies&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00188e4y/"&gt;&lt;img height="100" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00188e4y/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostriciattoli nati sulla scia del successo dei loro cugini maggiori, gremlins e critters, i ghoulis sono protagonisti di una saga di z-movie che mischiano elementi horror e umorismo pi&amp;ugrave; o meno volontario. Trattasi in sostanza di demonietti sanguinari e dotati di un crudele spirito burlesco, tanto che spesso sfocia in vere e proprie stragi. Delle loro origini non ci viene mai detto mai moltissimo, se non che sono legate alla stregoneria e al satanismo. Hanno delle sembianze piuttosto diverse da un esemplare all'altro, ma li accumuna la crudelt&amp;agrave; e la piccola statura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;4. il Mbwun&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001895ca/"&gt;&lt;img height="169" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/001895ca" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abominazione nata dalla fervida fantasia del duo di scrittori Preston-Child, il Mbwun &amp;egrave; una sorta di ibrido tra un primate e un dinosauro, &amp;egrave; una creatura notturna dall' intelligenza e olfatto acutissimi, veloce come un levriero accompagnato perennemente da uno strano odore. Questo mostro &amp;egrave; il protagonista del romanzo&amp;nbsp;&lt;em&gt;Relic&lt;/em&gt;, e anche dell'omonimo adattamento cinematografico. In realt&amp;agrave; c'&amp;egrave; un segreto dietro la natura del Mbwun, ma non lo voglio rivelare, nel caso qualcuno non avesse ancora letto il libro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;3. La gorgone&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018abp4/"&gt;&lt;img height="91" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018abp4/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unico e originale adattamento moderno del mito di Medusa, la gorgone protagonista del film &lt;em&gt;Lo sguardo che uccide&lt;/em&gt; infesta una foresta tedesca dove alcune persone sono state trasformate in pietra. Indagando sul mistero dei pietrificati, il protagonista del film scoprir&amp;agrave; che si tratta appunto di una gorgone reincarnata che infesta il vicino villaggio di Vandorf.&lt;br /&gt;Certo, gli effetti speciali con cui il regista ha dato vita a questo mostro fanno un po' ridere, ma il film &amp;egrave; meritevole tanto per l'intreccio quanto perch&amp;eacute; si discosta dai soliti stereotipi della Hammer (casa di produzione de &lt;em&gt;Lo sguardo che uccide&lt;/em&gt;), incentrati solitamente sui cinque archetipi che ho elencato a inizio articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;2. Il Tall Man&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018b1h2/"&gt;&lt;img height="167" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018b1h2/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Protagonista di una saga, &lt;em&gt;Phantasm&lt;/em&gt;, di cui ho gi&amp;agrave; parlato in passato, il Tall Man &amp;egrave; una sorta di becchino ultradimensionale, interessato appunto a collezionare cadaveri. Ha uno spiccato potere telecinetico che gli permette di governare a distanza le sue armi, temibili sfere metalliche volanti, dotate di rostri e lame. Al suo servizio ha una razza di arcigni nani-schiavi provenienti da un universo parallelo. Non solo: il Tall Man &amp;egrave; in grado di riutilizzare i cadaveri trafugati per trasformarli in zombie ai suoi comandi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;1. Quetzalcoatl&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018cecz/"&gt;&lt;img height="113" border="0" width="150" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/0018cecz" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manhattan, 1980. Un folle, adepto di riti aztechi, riesce a evocare Quetzalcoatl, il serpente piumato. Ma l'essere da lui evocato non &amp;egrave; lo spirito benevolo amato dalle civilt&amp;agrave; precolombiane, bens&amp;igrave; un mostruoso rettile volante, che si ciba di esseri umani. Un uomo con disturbi mentali scopre il suo nascondiglio, ma tace per ricavarne un utile, ossia condurci con pretesti dei criminali che lo perseguitano e farli divorare. Toccher&amp;agrave; al poliziotto Sheperd (Carradine) far luce sulla faccenda ed eliminare il mostro. &lt;br /&gt;Non un capolavoro, ma di certo uno dei pi&amp;ugrave; bizzarri monster-movie che mi &amp;egrave; capitato di vedere! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/277234.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 02 Mar 2010 13:14:49 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: Legion </title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00187p08/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="161" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00187p08/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legion&lt;br /&gt;di Scott Stewart&lt;br /&gt;USA 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un locale in mezzo al nulla diventa l&amp;rsquo;improbabile campo di battaglia per la sopravvivenza della razza umana. Quando Dio perde la fiducia nel genere umano, invia la sua legione di angeli a scatenare l&amp;rsquo;Apocalisse. La sola speranza dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; risiede in un gruppo di estranei intrappolati in un locale in mezzo al deserto e nell&amp;rsquo;Arcangelo Michele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Commento&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se profumi la cacca con del deodorante alla rosa, sempre cacca rimane.&lt;em&gt; Legion &lt;/em&gt;&amp;egrave; proprio questo: un filmetto che vale pochissimo, impreziosito da qualche buon effetto speciale e da un estetica cool, videoludica, che piacer&amp;agrave; sicuramente al tipico ragazzino che va al cinema in cerca di filmetti svuota-mente.&lt;br /&gt;La non-trama del film mette insieme filoni diversi: apocalisse, demonologia, situazioni di assedio alla Romero, richiami biblici, predestinazione, &lt;em&gt;Il Presagio&lt;/em&gt; e tanto altro ancora. Riesce per&amp;ograve; a farlo in maniera talmente superficiale e stupida che ogni buona premessa viene bruciata nel giro di pochi minuti.&lt;br /&gt;Le uniche cose belle le si vedono tutte nel trailer. In fondo &amp;egrave; una moda dilagante: si girano trailer accattivanti, con qualche scena &amp;quot;troppo fika&amp;quot; per ingolosire i poveri stolti e poi si condisce il resto con una marea di minchiate scoordinate e pessime.&lt;br /&gt;Pessimi sono i due arcangeli che si menano come wrestler zeppi di steroidi, con tanto di mazze rotanti e coltelli da Rambo. Ma non dovrebbero essere le creature pi&amp;ugrave; simili a Dio, e quindi dotate di infinito potere? No! Molto meglio una rissa a colpi bassi in un fetido autogrill. Vuoi mettere?&lt;br /&gt;Pessimi sono i posseduti (dagli angeli, non dai satanassi), che scimmiottano i vari stereotipi, pescando alla cazzo da &lt;em&gt;L'esorcista&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; Constantine&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Rec&lt;/em&gt;. Ma come? Hai detto che sono posseduti dagli angeli ma si comportano come demoni... evabb&amp;egrave;, dai! Che pignoli che siete!&lt;br /&gt;Ignobili i protagonisti, cos&amp;igrave; scialbi e antipatici da non suscitare alcuna umana simpatia. Non se ne salva nessuno: n&amp;eacute; la tipica famigliola americana sull'orlo di una crisi di nervi, n&amp;eacute; l'insulsa cameriera che contribuir&amp;agrave; alla seconda venuta di&amp;nbsp;Cristo, n&amp;eacute; tantomeno un&amp;nbsp;Dennis Quaid che sembra recitare sotto gli effetti di qualche drink di troppo. Gli unici attori azzeccati sono i due che interpretano gli arcangeli: in fondo a loro viene chiesto di rimanere inespressivi e mostrare i bicipiti, cosa che riescono a fare benissimo.&lt;br /&gt;Perfino le scene d'azione sono gestite in maniera poco credibile, con civili che maneggiano fucili d'assalto con la praticit&amp;agrave; tipica di un commando della Delta&amp;nbsp;Force.&lt;br /&gt;No comment sulla morale di fondo, il solito pippotto in salsa reborn christians, sul Dio pronto a mazzullare i suoi figli pi&amp;ugrave; cattivi, ma in fondo cos&amp;igrave; buontempone da salvare tutti in extremis, dopo aver scatenato le legioni angeliche per fare piazza pulita.&lt;br /&gt;Film evitabilissimo. Misera e abissale involuzione di quel gioiellino che &amp;egrave; &lt;em&gt;The Prophecy&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="322" /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276933.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276933.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276933.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:22:41 GMT</pubDate>
  <title>La storia finita</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00185s59/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="320" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00185s59/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;Chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perch&amp;eacute; una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d'improvviso la vita pareva cos&amp;igrave; vuota e priva di interesse?&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La storia infinita&lt;/em&gt; &amp;egrave; uno dei capisaldi della mia formazione come lettore, come scrittore e anche come uomo. Gli altri ve li ho gi&amp;agrave; accennati: Salgari,&amp;nbsp;Omero, Tex Willer, Asimov, i Librogame, i Giochi di Ruolo, Dracula... e l'elenco proseguirebbe a lungo, se lasciassi andare i ricordi a briglia sciolta.&lt;br /&gt;Sta di fatto che il libro di Michael Ende &amp;egrave; forse il primo romanzo che ha stimolato in me non solo la fantasia come lettore, ma anche la creativit&amp;agrave; come scrittore.&amp;nbsp;Dopo di esso - e in concomitanza con l'utilizzo intensivo dei librogame - provai a buttar gi&amp;ugrave; le mie prime storie fantasy, ovviamente molto ricalcate su ci&amp;ograve; che avevo appena letto, ma comunque &lt;em&gt;mie&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle tantissime tematiche de &lt;em&gt;La storia infinita&lt;/em&gt;, mi preme ricordare la lotta contro il Nulla, un'entit&amp;agrave; in espansione continua, in grado di inghiottire e cancellare ogni luogo e creatura del regno di&amp;nbsp;F&amp;agrave;ntasia. Mork, il lupo mannaro inviato dal Nulla, cos&amp;igrave; descrive la natura del suo padrone: &amp;quot;&lt;em&gt;Fant&amp;agrave;sia muore perch&amp;eacute; la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, cos&amp;igrave; Il Nulla dilaga, poich&amp;eacute; esso &amp;egrave; la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poich&amp;eacute; &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile comandare chi non crede in niente&lt;/em&gt;.&amp;quot;&lt;br /&gt;Questa entit&amp;agrave; &amp;egrave; dunque assimilabile al riflesso della passivit&amp;agrave; umana, incapace di colmare il vuoto lasciato dentro ciascuno di noi dalla morte dell'immaginazione, della fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gli esegeti de &lt;em&gt;La storia infinita&lt;/em&gt;, Ende descrive la fantasia (l'immaginazione), come un potere ben oltre alla semplicistica concezione di &amp;quot;sognare a occhi aperti&amp;quot;. Non si tratta dunque solo di una capacit&amp;agrave; tipica dell'uomo di immaginare ci&amp;ograve; che non &amp;egrave; o ci&amp;ograve; che potrebbe essere; per Michael Ende, la fantasia &amp;egrave; un'attivit&amp;agrave; vera e propria della mente cos&amp;igrave; com'&amp;egrave; intesa anche da molti neurologi contemporanei. Grazie ad essa, il genere umano &amp;egrave; in grado di creare, modificare, plasmare la realt&amp;agrave;, costruendole un passato ed un futuro. E questo &amp;quot;potere&amp;quot; sub-creativo, dovuto all'attivit&amp;agrave; immaginativa, &amp;egrave; molto simile alla creazione divina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00186fts/"&gt;&lt;img height="100" border="0" width="100" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00186fts" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre secondo Ende, lo scrittore ha nella sua Arte un potere creativo quasi onnipotente. Una volta che si &amp;egrave; iniziata una storia, il resto viene da s&amp;eacute;, quasi prendesse vita propria indipendentemente dalla volont&amp;agrave; di chi scrive. &amp;Egrave; la magia della creazione o &amp;quot;creativit&amp;agrave; magica&amp;quot; a permettere la nascita di nuove creature, nuovi mondi e della stessa Fant&amp;agrave;sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne &lt;em&gt;La storia infinita&lt;/em&gt; il Nulla viene sconfitto celebrando nuovamente il potere della fantasia (e anche quello dei nomi, ma questa &amp;egrave; un'altra storia). Purtroppo ho come l'impressione che nella nostra realt&amp;agrave; (solo una delle tante, mi auguro), le cose stiano andando un po' diversamente. Senza voler essere melodrammatico, temo che qui e ora il Nulla stia avendo la meglio.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno e vedo sempre meno gente disposta a immaginare e a creare, dove con tal verbo non si identifica tanto il gesto materiale del costruire, quanto quello mentale del &amp;quot;dar vita a (qualcosa, qualcuno)&amp;quot;.&lt;br /&gt;La facolt&amp;agrave; creatrice dell'uomo, concetto gi&amp;agrave; elaborato da taluni pensatori assiri, egizi, greci e romani, si sta affievolendo. O forse sarebbe meglio dire che si sta &lt;strong&gt;avvilendo&lt;/strong&gt;. La necessit&amp;agrave; di commercializzare tutto, perfino i sogni e l'immaginazione, costringe la fantasia in un vincolo vizioso e ripetitivo, fatto solo di un riproporre il passato sotto molteplici forme, in fondo tutte uguali.&lt;br /&gt;Semplificando all'estremo questo concetto, vi basti vedere il diffondersi esasperato di remake di vecchi film, o la banalizzazione di figure archetipe tipiche dell'immaginario (il vampiro, l'angelo, l'elfo). Chiudendole in stereotipi abusati e ripetuti li si spoglia di qualunque carica fantastica. Li si banalizza. Li si uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un certo senso lo stesso vale, pi&amp;ugrave; in generale, per una buona fetta del genere umano. Non importa pi&amp;ugrave; immaginare, bens&amp;igrave; possedere, mostrare e &lt;strong&gt;dimostrare&lt;/strong&gt;. Dimostrare al prossimo che anche noi facciamo parte della massa: ascoltiamo la stessa musica, vediamo gli stessi film, leggiamo gli stessi libri, votiamo gli stessi politici. Senza contare che passiamo buona parte della vita a rincorrere persone che non ci meritano, ignorando tutte le altre che potremmo trovare se solo riuscissimo ancora a immaginare le possibilit&amp;agrave; di un'esistenza vissuta senza ansie e senza la necessit&amp;agrave; di aderire a canoni dettati da altri (consuma, uniformati, accoppiati, vola basso). In fondo ci uniformiamo per paura di essere lasciati soli. Perch&amp;eacute; la fantasia, la diversit&amp;agrave; spesso creano il vuoto intorno. In un mondo di muti anche saper balbettare qualcosa genera timore.&lt;br /&gt; Ma &amp;egrave; meglio essere soli, o stare in compagnia di milioni di automi incapaci di creare, di sognare qualcosa di nuovo?&lt;br /&gt;A ciascuno la sua scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;Le strade di Fant&amp;agrave;sia le puoi trovare solo grazie ai tuoi desideri. E ogni volta puoi procedere soltanto da un desiderio al successivo. Quello che non desideri ti rimane inaccessibile. Questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che qui significano le parole 'vicino' e 'lontano'. E non basta volere soltanto andar via da un luogo. Devi desiderarne un altro. Devi lasciarti guidare dai tuoi desideri.&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00183rgf/"&gt;&lt;img height="151" border="0" width="200" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00183rgf/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276711.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 28 Feb 2010 08:48:47 GMT</pubDate>
  <title>Recensione: Invictus</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00182w1w/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="167" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00182w1w/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Invictus&lt;br /&gt;di Clint&amp;nbsp;Eastwood&lt;br /&gt;Usa 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelson Mandela &amp;egrave; il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario &amp;egrave; quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Per far ci&amp;ograve; si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri. Ma Madiba, come lo chiamano rispettosamente i suoi pi&amp;ugrave; stretti collaboratori, non intende demordere. C'&amp;egrave; uno sport molto diffuso nel Paese: il rugby e c'&amp;egrave; una squadra, gli Springboks, che catalizza l'attenzione di tutti, sia che si interessino di sport sia che non se ne occupino. Perch&amp;eacute; gli Springboks, squadra formata da tutti bianchi con un solo giocatore nero, sono uno dei simboli dell'apartheid. Mandela decide di puntare proprio su di loro in vista dei Mondiali di rugby che si stanno per giocare in Sudafrica nel 1995. Il suo punto di riferimento per riuscire nell'operazione di riunire la Nazione intorno alla squadra &amp;egrave; il suo capitano Fran&amp;ccedil;ois Pienaar. (fonte: &lt;a href="http://www.mymovies.it"&gt;www.mymovies.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Commento&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi mi segue da un po' conosce la mia passione per i film ispirati alla storia contemporanea. Di recente ho anche dichiarato il mio amore per le pellicole dedicate alla storia africana. Da questi presupposti si capisce che non potevo di certo perdermi &lt;em&gt;Invictus&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il nuovo film di Clint Eastwood non fa altro che ribadire la bravura di un attore che ha saputo pian piano trasformarsi in un regista di eccezionale valore. Assai meno intimista di titoli come &lt;em&gt;Gran Torino&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Invictus &lt;/em&gt;ci fornisce la prova che Eastwood &amp;egrave; in grado di confrontarsi con generi e tematiche diversissime tra loro.&lt;br /&gt;Evitando il rischio di realizzare un film eccessivamente agiografico, il regista ci regala invece una biografia umanissima di Nelson Mandela, riuscendo a tracciarne un profilo sia attraverso la sua incredibile storia personale, sia sottileando l'acume politico di un leader che ha saputo utilizzare tutta la sua intelligenza per ricucire un paese che a cavallo degli anni '90 rischiava di trasformarsi in un enorme campo di battaglia tra la popolazione di colore, libera dall'Apartheid, e quella bianca, gli afrikaaner, ancora in possesso del potere economico.&lt;br /&gt;Il film &amp;egrave; soprattutto molto fluido e scorrevole, non annoia mai nemmeno quando tratta di politica interna sudafricana. Per fortuna Eastwood evita quasi del tutto i siparietti demagogici, che pure verrebbero molto naturali nel girare una pellicola del genere. Laddove si parla d'integrazione, lo si fa attraverso personaggi minori, come le guardie del corpo di Mandela, in parte di colore e in parte ex agenti scelti afrikaaner dei corpi speciali, gli stessi che fino a pochi anni prima operavano una forte repressione della popolazione nera. &lt;br /&gt;Come gi&amp;agrave; detto Mandela stesso sfugge alla santificazione. Pur sottolineandone gli innegabili pregi, Eastwood ci mostra anche il grande intuito politico di un uomo che seppe trasformare la nazionale di rugby, tipica espressione del &amp;quot;potere bianco&amp;quot; pre-apartheid, in uno strumento di unit&amp;agrave; nazionale e di enorme autosponsorizzazione agli occhi del mondo intero. Non quindi un mero sentimentalista, non il Gandhi di turno, bens&amp;igrave; una persona intelligente, in grado di coniugare buoni propositi con la ragion di Stato. E, perch&amp;eacute; no, anche con l'opportunismo politico, intenso in senso neutro. Non mancano anche alcuni accenni alle debolezze di Mandela come uomo, separato dalla moglie e padre infelice, ma comunque non immune al fascino femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda met&amp;agrave; del film si trasforma pian piano in una vera e propria apologia dello sport come contenitore di valori e virt&amp;ugrave;. In essa non mancano diversi stereotipi, che per&amp;ograve; in questo caso ci stanno tutti e non fanno altro che contribuire alla solidit&amp;agrave; di &lt;em&gt;Invictus&lt;/em&gt;, ingranaggio perfetto dove tutto funziona come ogni spettatore di bocca buona si augura.&lt;br /&gt;Credo che sia superfluo sprecare parole sulla consolidata bravura di Morgan Freeman, praticamente perfetto nei panni di Mandela. Perci&amp;ograve; riservo i miei complimenti a Matt Damon, un attore all'apice della carriera, straordinario in ogni film a cui partecipa e refrattario all'uso dei gossip come incentivi per costruirsi una carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Invictus &lt;/em&gt;&amp;egrave; dunque un ottimo lavoro. Qualche imbecille parler&amp;agrave; senz'altro di buonismo o demagogia in salsa americana, ma lasciamolo fare. Quando si esce dal cinema soddisfatti - e magari non &lt;em&gt;solo &lt;/em&gt;divertiti - vuol dire che il nostro tempo &amp;egrave; stato speso al meglio. A questo punto le critiche intellettualoidi lasciamole pure a chi le scrive tanto per portare a casa la pagnotta.&lt;br /&gt;Da vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="319" /&gt;  &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276255.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" style="width: 20px; height: 22px;" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:37:37 GMT</pubDate>
  <title>Intelligenza chimica: la possibilità di un Blob</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00181k96/"&gt;&lt;img height="225" border="0" width="300" alt="" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00181k96" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me, da qualche parte, dei &lt;em&gt;mad doctors&lt;/em&gt; stanno gi&amp;agrave; creando qualcosa di molto simile al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blob_-_Fluido_mortale"&gt;Blob&lt;/a&gt;, la creatura informe e gelatinosa protagonista di due notissimi film. Ne &amp;egrave; dimostrazione questo esperimento, in cui una goccia d'olio mischiata con un acido &amp;quot;impara&amp;quot; a uscire da un labirinto. Certo, si tratta di una scintilla di &amp;quot;intelligenza&amp;quot; cos&amp;igrave; lontana dalla nostra concezione da sembrare del tutto aliena. Eppure a occuparsene &amp;egrave; un team scientifico di tutto rispetto.&lt;br /&gt;Non vi basta? Ecco allora che un altro gruppo di scienziati, questa volta giapponese, dichiara di aver realizzato un esperimento molto simile con una muffa melmosa &amp;quot;senziente&amp;quot;.&lt;br /&gt;Eccovi l'articolo completo, trovato sul blog &lt;a href="http://mysterium.blogosfere.it"&gt;Mysterium&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;- - -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una piccola goccia d'olio con un acido specifico colorata di rosa, apparentemente banale. Eppure, messa in uno speciale labirinto di polimero, non solo comincia a muoversi lungo le pareti, ma a forza di tentativi trova la via giusta per l'uscita, fermandosi e tornando indietro se il bivio e' quello sbagliato !&lt;br /&gt;Un miracolo? No, un esperimento condotto da un team di scienziati della Northwestern University negli Stati Uniti, che potrebbe fornire una chiave per comprendere i meccanismi dell'intelligenza.&lt;br /&gt;Lo studio, al quale ha dedicato un lungo editoriale la rivista New Scientist, ha dimostrato come le reazioni chimiche tra la superficie della goccia d'olio e le pareti del labirinto portino, per via di microdifferenze di Ph che modificano in certi punti la tensione superficiale della goccia stessa, al movimento della goccia.&lt;br /&gt;Sempre l'interazione chimica la portano prima o poi, dopo un numero di tentativi statisticamente analogo a quelli che farebbe un uomo senza mappa, a uscire dal labirinto. Una sorta di &amp;quot;intelligenza primitiva&amp;quot; analoga, scrive New Scientist, alla scoperta di Toshiyuki Nakagaki, dell'Hokkaido University di Sapporo, che dieci anni fa trovo' una muffa melmosa apparentemente inanimata, la polycephalum Physarum, capace di trovare l'uscita di un labirinto per raggiungere del cibo posto alla fine del percorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso Nakagaki per&amp;ograve; attacca lo studio della goccia &amp;quot;intelligente&amp;quot;: &amp;quot;Non c'e' intelligenza nei sistemi non viventi&amp;quot;. Ma il punto e' un altro. Secondo Andy Clark, filosofo all'universita' di Edimburgo, buona parte dell'intelligenza elementare fa riferimento alla chimica, non alla biologia.&lt;br /&gt;&amp;quot;La chiave dell'intelligenza - riassume Clark - e' nell'interazione con l'ambiente, e nelle reazioni tra sostanze diverse 'costrette' dalla loro natura a scegliere la strada&amp;quot;. L'intelligenza puo' essere biologica, insomma, ma anche meramente meccanica: un po' come la differenza, secondo il filosofo, che c'e' tra un uomo che riesce a uscire da un labirinto perche' ha studiato e imparato il percorso e quella di uno che ne esce semplicemente seguendo le indicazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="318" /&gt;  &lt;a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/276222.html" target="_blank"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:28:50 GMT</pubDate>
  <title>Addendum: il canto delle Sirene (video)</title>
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  <description>&lt;lj-embed id="314" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di queste creature abbiamo parlato &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/275431.html"&gt;ieri&lt;/a&gt;. Con colpevole ritardo ho trovato questo filmato tratto dallo sceneggiato - oggi la chiamerebbero fiction - &lt;em&gt;Odissea, le avventure di Ulisse&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E' una produzione RAI risalente al 1968, con regia di Franco Rossi e Mario Bava. L'ho rivisto qualche anno fa, ritrasmesso in un assolatissimo luglio, ovviamente in orari assurdi (alle undici del mattino su Rai 3, se ricordo bene). E' forse uno degli adattamenti pi&amp;ugrave; fedeli del poema omerico che preferisco. Manca solo la scena dell'attraversamento dello Stretto di Messina, con Scilla e Cariddi in agguato. Ma tutto il resto c'&amp;egrave;, e con molto stile.&lt;br /&gt;Questi otto minuti si riferiscono al momento in cui l'equipaggio di Ulisse passa radente all'isola delle&amp;nbsp;Sirene, che col loro canto ammaliante attirano gli incauti marinai per poi divorarli. Sebbene fosse sufficiente tapparsi le orecchie in modo da non sentire la melodia mortale, Ulisse &amp;egrave; l'unico sulla nave a non voler rinunciare all'irripetibile esperienza, costi quel che costi.&lt;br /&gt;Perch&amp;eacute;, come dice lui stesso, &amp;quot;&lt;em&gt;Anche l'uomo pu&amp;ograve; vincere le forze divine&lt;/em&gt;&amp;quot;. &lt;br /&gt;Impagabile.&lt;br /&gt;Si noti l'accortezza, forse dovuta alle ridotte capacit&amp;agrave; tecnologiche dell'epoca, o forse nata da una precisa scelta dei registi: le Sirene non vengono mai mostrate, ma le loro voci e le ossa dei marinai divorati, sparse sugli scogli che abitano, rendono perfettamente l'idea e la &lt;em&gt;presenza &lt;/em&gt;di questi mostri. Assai meglio di quanto avrebbe ottenuto un effetto speciale in scadente CGI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://mcnab75.livejournal.com/275871.html"&gt;&lt;img alt="" src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif?8:26981" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 25 Feb 2010 21:56:42 GMT</pubDate>
  <title>Milano doppelgänger (anticipazioni - 1)</title>
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  <description>&lt;a href="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00180egs/"&gt;&lt;img height="240" border="0" width="298" src="http://pics.livejournal.com/mcnab75/pic/00180egs/s320x240" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto scrivendo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;anche &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;di questo, ma a modo mio.&lt;br /&gt;Non credo di averne ancora parlato (forse l'ho fatto su Facebook).&amp;nbsp;Sto parlando del romanzo breve a cui sto lavorando pi&amp;ugrave; o meno segretamente da qualche settimana, &lt;strong&gt;Milano &lt;/strong&gt;&lt;b&gt;doppelg&amp;auml;nger&lt;/b&gt;. A breve avrete altre anticipazioni, per ora beccatevi un paio di punti d'ispirazione da cui ho preso spunto, soprattutto per alcune atmosfere. Anche se ci&amp;ograve; che sto scrivendo &amp;egrave; per molti versi differente. &lt;br /&gt;- - &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo filmato si riferisce al trailer de &lt;em&gt;L'invasione degli ultracorpi&lt;/em&gt;, film di Don Siegel del 1956. A dispetto dei puristi della fantascienza in bianco e nero, reputo addirittura superiore uno dei suoi seguiti, &lt;em&gt;Terrore dallo spazio profondo&lt;/em&gt;, del 1978, con regia di Philip Kaufman. Ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su questa saga, ma vi rimando semplicemente al dossier di Elvezio, oramai pluricitato nei miei post tematici: &lt;a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/02/ultracorpi-linvasione-del-sociale.html"&gt;elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/02/ultracorpi-linvasione-del-sociale.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="312" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo filmato &amp;egrave; di una pellicola assai meno conosciuta e da molti anche derisa. Non so perch&amp;eacute;, ma io ne ho un gran ricordo. Di essa ho adorato le atmosfere che richiamano appunto l'invasione silenziosa, subliminale. Quando invece i marziani si presentano nella loro buffa fisicit&amp;agrave;, il film diventa pi&amp;ugrave; che altro un omaggio ai vecchi polpettoni fantascientifici, di cui tra l'altro &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Invaders from mars&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un remake.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="313" /&gt;</description>
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  <category>fantascienza</category>
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