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	<title>Il Cofanetto Magico</title>
	
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	<description>Tutti i colori dell'essere e dell'esistere</description>
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		<title>Reportage. Una giornata particolare: Willem Alexander nuovo re d’Olanda e la bella regina Maxima.  Carlo e la buffa Camilla in pole position? Mistero sull’ assenza di Charlene accanto ad Albert di Monaco.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 05:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amsterdam 30 aprile 2013. Il nuovo re dei Paesi Bassi, Willem-Alexander e la regina Maxima il giorno dell’investitura. Willem Alexander è il più giovane dei regnanti. I Paesi Bassi hanno un nuovo giovane re, Willem Alexander, figlio di Beatrice, 75 anni, che il 30 aprile ha ufficialmente abdicato dopo 33 anni di reggenza e una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Il-nuovo-re-dei-Paesi-Bassi-Willem-Alexander-e-la-regina-Maxima-il-giorno-dellinvestitura.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Amsterdam 30 aprile 2013. Il nuovo re dei Paesi Bassi, Willem-Alexander e la regina Maxima il giorno dell’investitura. Willem Alexander è il più giovane dei regnanti.</em></p>
<p>I Paesi Bassi hanno un nuovo giovane re, <strong>Willem Alexander</strong>, figlio di Beatrice, 75 anni, che il 30 aprile ha ufficialmente abdicato dopo 33 anni di reggenza e una lunga dinastia di donne! L’ultimo re, <strong>Willem III</strong>, salì al trono nel lontano 1849 (e ci rimase sino alla sua morte, avvenuta nel 1890). Tuttavia l’Olanda  non resterà senza una figura femminile di riferimento, in quanto Willem Alexander ha voluto “donare” a sua moglie <strong>Maxima</strong> (<strong>Zorreguieta</strong>) il titolo di <strong>regina</strong>.</p>
<p><span id="more-13894"></span></p>
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<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Ilpalcodelletelevisioni-DSC_2534_zps25b05b06.jpg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Ilpalcodelletelevisioni-DSC_2534_zps25b05b06.jpg" border="0" alt=" photo Ilpalcodelletelevisioni-DSC_2534_zps25b05b06.jpg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Amsterdam, 30 aprile 2013<br />
Il palco delle televisioni mentre si preparavano alle riprese dei nuovi reali che poco dopo sono apparsi al balcone del Palazzo sul Dam, dove l’ex regina Beatrice li ha presentati al popolo.</em></p>
<p>Maxima, 41 anni, è nata in <strong>Argentina</strong>, a Buenos Aires. La madre, Carmen Cerutti, è di origini italiane! Maxima una donna moderna,  molto bella, sensibile, dolce ma anche determinata. Piace alle femministe, che hanno apprezzato il suo gesto di buttarsi nelle fredde (e sporche!) acque di Amsterdam per compiere un percorso a nuoto allo scopo di raccogliere fondi per i malati di Sla. In Olanda i sovrani possono  decidere  se regalare alla loro moglie (o marito) questo privilegio . Per esempio Claus, marito dell’ ex regina Beatrice,  rimase “soltanto” principe consorte.</p>
<p>Tempo fa il <strong>partito socialdemocratico </strong>(<strong>PvdA</strong>), che dal 5 novembre 2012 governa il Paese insieme a quello <strong>liberale</strong> (<strong>VVD</strong>), si era mostrato contrario a questa scelta. Ma alla fine ha cambiato idea. “Maxima è dotata di grande senso critico, intelligente, forte: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore e più deciso. Siamo complementari. La voglio accanto  non solo come moglie e madre ma anche come regina del mio Paese”, ha dichiarato il nuovo re guardandola con amore. Poi ha aggiunto: “vogliamo essere dei regnanti al passo con i tempi. Era scritto nella storia che un giorno avrei dovuto ricoprire questa carica. Per cui durante questi anni mi sono preparato con impegno  per poterla onorare nel miglior modo possibile.”</p>
<p>In effetti Willem Alexander, che ha 46 anni, esattamente come il primo ministro olandese Mark Rutte, ha studiato e lavorato sodo per arrivare a salire su quel trono. I suoi genitori, <strong>Beatrice e Claus</strong>, erano piuttosto severi ma non autoritari. Avevano idee di sinistra: per questo motivo vollero che i figli seguissero scuole comunali ed avessero lo stesso trattamento riservato agli altri alunni. Le sue passioni sono la vela, lo sci, il volo. Oltre alla birra! Non per niente i suoi compagni d’ università lo chiamavano “<strong>Prins pils</strong>” (il principe della birra). Con la stampa ha sempre avuto un rapporto piuttosto riservato; a volte ostile, attirandosi qualche antipatia nell’ambiente. Molti olandesi si sono stupiti che non abbia assunto il nome di Willem IV, ma sia rimasto Willem Alexander. La sua decisione dipende dal fatto che ha voluto mantenere le distanze dal suo avo Willem III, che non era una figura rispettabile: basta dire che il suo soprannome era “<strong>Re gorilla</strong>”, per via delle sue numerose&#8230;storie di donne.</p>
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<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/SullapiazzaDam-DSC_2503_zpse3127edc.jpg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/SullapiazzaDam-DSC_2503_zpse3127edc.jpg" border="0" alt=" photo SullapiazzaDam-DSC_2503_zpse3127edc.jpg"/></a>
</p>
<p>I festeggiamenti sono cominciati la sera precedente con un prelibato diner, al <strong>Rijksmuseum</strong> , splendido nella sua nuova veste, dopo la restaurazione durata a lungo. Presenti i capi di stato di vari Paesi e la famiglia reale;  sono potuti ammirare abiti sontuosi e gioielli preziosi. 350 gli invitati. L’ ex regina Beatrice era seduta&#8230;niente meno che sotto il quadro di <strong>Rembrandt</strong> “<strong>La ronda di notte</strong>” !</p>
<p>Il mattino seguente Beatrice, Willem Alexander e Maxima sono arrivati in porto sulla scialuppa reale via l’ <strong>IJ</strong>, un braccio del mare dell’Olanda settentrionale che risale all’ epoca romana trasformato poi in un lago e considerato il lungomare di Amsterdam.  In realtà avrebbero dovuto giungere su un bellissimo galeone del 1816, chiamato “carrozza d’ acqua”, conservato nel Museo Scheepvaart di Amsterdam. Per la sua restaurazione erano stati destinati 30.000 euro. Invece c’ è stato un cambiamento di programma. Secondo l’ ufficio stampa della casa reale per via delle condizioni del tempo, non favorevoli a causa del vento: secondo voci vicine agli ambienti reali perchè non sono riusciti a compiere un lavoro tanto oneroso in così poco tempo. </p>
<p>Alle ore 10 circa nella <strong>Mozeszaal</strong> del <strong>palazzo reale di Amsterdam </strong>Beatrice ha ufficialmente firmato l’atto di abdicazione a favore del figlio. Poco dopo sono andati sul famoso balcone che si affaccia sul <strong>Dam</strong> dove sono stati accolti dall’applauso dei tanti cittadini presenti, accorsi numerosi per salutare la loro ex regina ed acclamare i nuovi regnanti. Li hanno poi raggiunti le tre figlie di Willem Alexander e Maxima, le biondissime e deliziose Amalia (che un giorno diventerà regina), Alexia e Ariane. La gonna di Maxima, color rosa antico, era stata fatta con la stoffa di un abito dell&#8217;ex regina Beatrice.<br />
Era una bella ma abbastanza fredda giornata di sole .<br />
Alle 13 e 30, accompagnati da tre cortei formati da capi di stato e da alte autorità politiche e militari si sono diretti alla <strong>Nieuwe Kerk </strong>dove è avvenuta l’ investitura  di Willem Alexander e il giuramento. L’ investitura è una cerimonia con cui, nel sistema feudale, si trasmetteva ad un sovrano un diritto. Willem Alexander ha ricevuto quello di Capo di Stato, re degli olandesi, principe di <strong>Oranje-Nassau</strong>. Maxima non è diventata Capo di stato ma regina, moglie del re. E Beatrice? Diciamo che è stata&#8230;”retrocessa” al titolo di principessa.</p>
<p>Il mantello, ricevuto dal nuovo regnante (insieme ad un elmo e ad una spada), è lo stesso usato sin dal <strong>1815</strong>. E’ di <strong>velluto ed ermellino</strong>; per questo motivo ci sono state delle polemiche da parte del partito per gli animali contrari alle pellicce; ma alla fine le proteste si sono calmate. Inoltre lo stesso  partito per gli animali si è rifiutato di prestare giuramento di fedeltà  al nuovo re dichiarando che è contrario ai loro principi giurare fedeltà ad un solo reggente. Gli altri partiti invece non hanno sollevato obiezioni, considerandolo soltanto un gesto folcloristico. </p>
<p>In precedenza il premier Rutte aveva già precisato che si tratta di un atto che non ha alcun significato giuridico e va piuttosto visto “ come una manifestazione affettuosa di unione fra capi di stato, responsabili insieme del bene dei cittadini”. Hanno giurato fedeltà al nuovo re anche i <strong>capi di stato di Aruba, Curacao e Sint Maarten</strong>. Grandi esclusi nella Nieuwe Kerk i giornalisti italiani, compresi quelli del <strong>settimanale OGGI </strong>(per cui io nel 2002 scrissi feci un reportage quando si sposarono, con una cerimonia fiabesca); eppure i reali hanno sempre avuto case in Italia, dove tuttora trascorrono le vacanze estive. Ammesso solo un rappresentante della stampa inglese, francese, argentina, tedesca, spagnola, americana, giapponese. Presenti le televisioni di tutto il mondo. In totale sono venuti ad Amsterdam 1200 giornalisti: io ho fatto il reportage per il <strong>quotidiano LIBERO</strong>. </p>
<p>Alle parlamentari era stato precedentemente chiesto di non indossare il cappello perchè avrebbero potuto essere irriconoscibili al momento del giuramento di fedeltà al nuovo re. In tutta la città e in tutta la nazione si è festeggiato, come ogni anno, ”<strong>il giorno della regina</strong>”, che cade proprio il 30 aprile; con canti, balli, grandi bevute. Nessuno ha voluto rinunciarvi anche per rendere un ultimo omaggio alla loro (molto amata)&#8230;ex regina.  Poi, verso sera, il nuovo sovrano, con moglie e figlie, hanno fatto un giro in barca sull’ IJ, seguiti da chiatte e barche antiche in una suggestiva processione  per accompagnare simbolicamente  i nuovi reali nell’ inizio del loro percorso.  </p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Insalastampa-MariaCristinaGiongo-30aprile2013-DSCF3819_zpsf547fbf0.jpg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Insalastampa-MariaCristinaGiongo-30aprile2013-DSCF3819_zpsf547fbf0.jpg" border="0" alt=" photo Insalastampa-MariaCristinaGiongo-30aprile2013-DSCF3819_zpsf547fbf0.jpg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Amsterdam, 30 aprile 2013. Maria Cristina Giongo, in sala stampa. Presenti i giornalisti di tutto il mondo.</em></p>
<p>Molte persone mi hanno detto di essere contenti della loro monarchia, nonostante i costi per il suo mantenimento.  A proposito di costi, due mesi fa il premier Rutte aveva esplicitamente invitato gli organizzatori ad essere sobri e a risparmiare il più possibile, tenendo conto della crisi economica attuale &#8230; Invece pare che siano stati spesi 5 miloni di euro. Qualcuno parla di una cifra maggiore, ma non si conoscono ancora i dati ufficiali finali. Basti pensare a tutti i corpi di polizia e agenti di sicurezza presenti. Una poliziotta mi ha detto che aveva prenotato una vacanza da tempo per quel giorno ma che ha dovuto annullarla.</p>
<p>I pareri delle persone che ho intervistato a riguardo sono stati discordi: qualcuno ha detto che si tratta di una cifra esagerata, a maggior ragione in tempi di crisi. Altri hanno affermato che sarebbe stato meglio destinarli ad opere di beneficienza. Sadet Karabulut, deputata del partito socialista (SP) ha dichiarato che forse si è dimenticato il fatto che in Olanda ci sono 400.000 bambini che vivono in stato di povertà. Mentre Ans Markus, artista dell’ alta società olandese, ha sottolineato il fatto che caffè, ristoranti e alberghi (di tutta Olanda) avranno sicuramente guadagnato molto e che secondo lei è importante  di vivere per un giorno una favola, un sogno, dimenticando i problemi della vita quotidiana. Più concreto e incisivo lo storico Gerard Aalders: “ogni euro speso per questi festeggiamenti è stato semplicemente denaro buttato via.” Un famoso presentatore, Henny Huisman, ha invece commentato che si tratta “di un avvenimento storico che non accade certo ogni giorno e che quindi va onorato degnamente” .</p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Damrak-DSC_2540_zps43be9f98.jpg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Damrak-DSC_2540_zps43be9f98.jpg" border="0" alt=" photo Damrak-DSC_2540_zps43be9f98.jpg"/></a>
</p>
<p>Il <strong>principe Carlo </strong>aveva assunto il colorito verde- invidia: mentre la sua arzilla mamma <strong>Elisabetta</strong> starà facendo gli scongiuri nel caso qualcuno pensasse che tra poco toccherà a lei lasciare il trono a cui sta abbarbicata da una vita. Sempre più preoccupata che possa passare nelle mani del figlio, e, ancor peggio, della <strong>nuora Camilla</strong>.</p>
<p>A proposito di Camilla, insaccata in un lungo vestito azzurrino- lilla&#8230; qualcuno dovrebbe insegnarle a camminare con un minimo di grazia!. Quando i reali di tutto il mondo, comprese le principesse degli emirati arabi, hanno cominciato ad avviarsi nella chiesa, precedendo i nuovi reali, tutti, dico tutti e tutte, camminavano lentamente, “regalmente”, con stile. Camilla arrancava in modo goffo dietro a Carlo, scuro in volto, che la guardava di traverso con la faccia della serie: “ ma chi me l’ ha fatto fare di portarmela appresso&#8230;”; erano buffissimi! Pure Alberto di Monaco era nervoso e teso; sicuramente per l’ assenza della moglie Charlene, il cui motivo è rimasto misterioso. Che sia scappata ancora una volta, come pare sia successo in passato? Oppure era in preda alla nausea per <strong>un lieto evento </strong>che tutti sperano da anni? Comunque Charlene brillava&#8230;per la sua assenza; il marito era l’unico senza compagna, per cui il fatto si notava ancor di più!!!! Mi spiace, perchè ho stima di Alberto di Monaco, l’unico principe che è gentile e disponibile verso i giornalisti, capendo la fatica che facciamo per svolgere al meglio il nostro (difficile) lavoro di informare i cittadini su quanto accade nel mondo.</p>
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<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Insalastampa-MariaCristinaGiongo-corrispondentigiapponesi-DSCF3826_zpsf5d0d4ec.jpg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Insalastampa-MariaCristinaGiongo-corrispondentigiapponesi-DSCF3826_zpsf5d0d4ec.jpg" border="0" alt=" photo Insalastampa-MariaCristinaGiongo-corrispondentigiapponesi-DSCF3826_zpsf5d0d4ec.jpg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Maria Cristina Giongo in sala stampa con due corrispondenti giapponesi. C’ erano parecchi giapponesi, venuti nei Paesi Bassi per poter fotografare da vicino la loro principessa Masako, che aveva scelto l’ Olanda e i suo amici reali olandesi per la sua uscita ufficiale in pubblico dopo un grave depressione.</em></p>
<p>Elegantissima <strong>Letizia di Spagna</strong>, in uno splendido abito di pizzo grigio- taupe. Per la prima volta è apparsa in pubblico <strong>Masako</strong>, la famosa principessa “triste”, <strong>giapponese</strong>, colpita da depressione  per non essere riuscita a dare un erede maschio al marito Naruhito. Erano mesi che non usciva di casa. Ha scelto l’Olanda per la sua apparizione in pubblico grazie alla regina Maxima, che le ha telefonato personalmente per convincerla a partecipare alla cerimonia. La sera prima però non se l’era sentita di partecipare alla cena offerta dalla dimissionaria Beatrice. Un giornalista giapponese mi ha detto che la massiccia presenza di stampa e televisioni giapponesi era dovuta proprio al fatto di poter finalmente riprendere la loro principessa dopo un periodo così buio. </p>
<p>Divertente il commento in sala stampa di un giornalista olandese all’ ingresso dei vari principi degli <strong>emirati arabi</strong>: “io li farei sedere accanto a <strong>Geert Wilders</strong>&#8230;” ha esclamato suscitando l’ ilarità generale!. Come si sa il politico olandese di destra Geert Wilders, del <strong>Partito della Libertà</strong> (<strong>PVV</strong>) è stato criticato per le sue posizioni anti islam e per il famoso film “<strong>Fitna</strong>”, che inizia con delle pagine del Corano strappate. </p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Amsterdam-fotoufficialedelnuovorealidOlanda-7_zps48948856.jpeg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/Amsterdam-fotoufficialedelnuovorealidOlanda-7_zps48948856.jpeg" border="0" alt=" photo Amsterdam-fotoufficialedelnuovorealidOlanda-7_zps48948856.jpeg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Amsterdam, 30 aprile, la foto ufficiale del nuovi reali d’Olanda, con alcune&#8230; delle teste coronate invitate,e le loro bimbe. La più grande, Amalia è diventata principessa ereditaria. Un giorno sarà lei a salire sul trono dei Paesi Bassi.<br />
Willem Alexander era molto emozionato e nel suo discorso ha citato più volte con affetto la madre che ha abdicato in suo favore.</em></p>
<p>Deliziose le tre figlie dei nuovi reali d’ Olanda, compresa la principessina Amalia, la maggiore, che in chiesa sbadigliava alla grande; e la più piccola, Ariane, che si toccava i piedini doloranti per aver camminato troppo per tutto il giorno! Nella famosa “scena del balcone”, in cui la regina uscente ha presentato al popolo il nuovo re, indossavano un abitino bianco e giallo chiaro; per la cerimonia ufficiale hanno messo un vestito lungo di color blu, precedendo loro il corteo della famiglia reale. </p>
<p>Meravigliosa la loro mamma fasciata da un abito blu indaco con maniche trasparenti di tulle e un lungo mantello della stessa stoffa. La sera precedente era in rosso Valentino: un abito riclicato: infatti lo aveva già indossato nel 2008 in occasione della festa per i 60 anni del principe Carlo d’ Inghilterra. Ma si sa, Maxima porta più volte gli stessi vestiti, per far  fronte alla crisi economica! Un altro punto a suo favore! Verso il tardo pomeriggio ha indossato un abito altrettanto da favola, simile al precedente, ma di un colore tra il rosso, rosa, bordeaux, con le spalle scoperte che prima di salire sulla scialuppa reale ha dovuto coprirsi, intirizzita per il freddo!</p>
<p>Di giorno le campane hanno suonato molto spesso. Tutti erano allegri, rilassati. Di sera ci sono stati i tradizionali spari a salve a chiusura di questo grande avvenimento  forse anacronistico ma comunque molto sentito ed intensamente vissuto da e in tutto il Paese. Ovviamente anche l’Argentina ha festeggiato: il giornale La Nacion ha definito Maxima  “una donna dotata di grande carisma, che saprà essere una regina all’ altezza del suo ruolo”.</p>
<p>In conclusione è stata veramente una giornata veramente particolare, indimenticabile.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><em>Foto di Hans Linsen.</em></p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/koning_met_koningsmantel_en_koningin_m_ximafotoKoosBreukel-foto8_zps5ee2729a.jpeg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/koning_met_koningsmantel_en_koningin_m_ximafotoKoosBreukel-foto8_zps5ee2729a.jpeg" border="0" alt=" photo koning_met_koningsmantel_en_koningin_m_ximafotoKoosBreukel-foto8_zps5ee2729a.jpeg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Foto RVD/ Jeroen van der Meyde</em></p>
<div style="width:440px;height:210px;border:4px solid orange;">
<div style="width:432px;height:202px;border:4px solid white;">
<p style="font-family:Bookman Old Style;">
<p>Vi ricordiamo che da adesso sino al 16 giugno al Palazzo Het Loo di Apeldoorn, in Olanda si tiene una mostra dove si potranno ammirare gli abiti indossati dai nuovi reali duranti l’investitura, la corona reale, la tiara antica di diamanti e zaffiri indossata dalla regina Maxima, il trono, ecc. Vale comunque la pena di visitare il palazzo reale Het Loo non solo per le sale interne ma anche per i celebri giardini ed il parco: grandiosi, immensi. Un vero quadro “vivente”  dove si può passeggiare a lungo godendo di tutti i colori e profumi che la natura in fiore ci offre per la gioia dei nostro occhi e del nostro spirito.<br />
Per maggiori informazioni: <a href="http://www.paleishetloo.nl/events/3/1/Tentoonstellingen__Nieuws_En_Evenementen.html">www.paleishetloo.nl</a></p>
</div>
</div>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://s1350.photobucket.com/user/mcgiongo/media/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/CopyrightRVDfotoJeroenvanderMeyde-foto9_zps36ecbeee.jpeg.html" target="_blank"><img src="http://i1350.photobucket.com/albums/p772/mcgiongo/Home/Cristina%20-%20albums/Cristina%20-%20investitura%20Willem%20Alexander%202013-04-30/CopyrightRVDfotoJeroenvanderMeyde-foto9_zps36ecbeee.jpeg" border="0" alt="photo CopyrightRVDfotoJeroenvanderMeyde-foto9_zps36ecbeee.jpeg"/></a>
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Amsterdam 30 aprile 2013. Una bella fotografia della regina Beatrice dopo aver abdicato a favore del figlio Willem Alexander, alla fine della cerimonia di investitura del nuovo re: insieme a lei la nuora Maxima, diventata regina e le nipotine. Beatrice era molto emozionata. E’ stata una regina molto amata dal suo popolo. Un pensiero e una preghiera va al <strong>figlio Friso</strong> purtroppo ancora in coma dopo un incidente in montagna.<br />
Copyright RVD. Foto di Jeroen van der Meyde</em></p>
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		<title>Immortal. Amore e mistero in una storia a puntate.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230;neve che mi cadi dentro, sciogliti al calore del mio amore e fai trascinar via lontano il mio cuore dalla piena d&#8217;un torrente in fuga, perchè non voglio più soffrire&#8230; Immortal Cari lettori, questo mese inizieremo una storia a puntate che ci ha donato Valentino Di Persio. Una storia d’amore, di mistero, gioia, dolore. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Immortal.jpg" width="320" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8230;neve che mi cadi dentro,<br />
sciogliti al calore del mio amore<br />
e fai trascinar via lontano il mio cuore<br />
dalla piena d&#8217;un torrente in fuga,<br />
perchè non voglio più soffrire&#8230;<br />
Immortal</em></p>
<p>Cari lettori, </p>
<p>questo mese inizieremo una storia a puntate che ci ha donato <strong>Valentino Di Persio</strong>. Una storia d’amore, di mistero, gioia, dolore. Non dico di più per non rovinarvi la sorpresa. Una “ magia” cominciata proprio sul <strong>Cofanetto Magico</strong>, dove una donna che si firmava <strong>Immortal</strong>, scriveva appassionati commenti sotto le poesie di Valentino. Una donna misteriosa&#8230;scopriremo mai chi è? Buona lettura e seguite questo racconto anche per le prossime puntate mensili.<br />
La vostra,come sempre vostra,<br />
Maria Cristina Giongo  </p>
<p><span id="more-13416"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/2ce862c700ca40e9a83dfa83e404517e" width="500" height="228" /></p>
<p><strong>Il messaggio sbiadito</strong></p>
<p>Il foglietto, inserito sotto la spazzola del lunotto posteriore, lo notai subito appena salito in macchina guardando lo specchietto retrovisore. M&#8217;incuriosirono le sbavature d&#8217;inchiostro sul vetro, segno evidente che si trattava di qualcosa scritto a mano e che la pioggerellina insistente aveva fatto stingere. Non seppi resistere alla mia curiosità. Non si trattava, chiaramente, del solito messaggino pubblicitario. </p>
<p>Aprii la portiera di scatto senza curarmi dell&#8217;arrivo di un&#8217;autovettura, rischiando di provocare un incidente, scongiurato da una manovra repentina del conducente.Mi beccai un meritato -Ma vai a farti fottere&#8230; Str&#8230;.!-  dalla controparte, che continuò la sua corsa zigzagando. A Roma é il minimo che ci si possa aspettare come reazione a un tale sgarro. Scesi frettolosamente per recuperare quel  foglietto quadrettato, con a margine dei forellini da spirale.</p>
<p>Lessi il messaggio senza dar troppo peso al suo contenuto, persuaso che il target non fossi io. Posai distrattamente il biglietto sul sedile laterale, misi in moto, azionai la freccia e dopo essermi assicurato, questa volta, che non sopraggiungesse nessuno, partii. </p>
<p>Strada facendo, durante la sosta ai semafori, i miei occhi iniziarono a fissare sempre più insistentemente quel pezzo di carta che mi viaggiava a fianco. Ne ero fatalmente attratto. Durante la marcia, con lo sguardo verso il traffico, allungavo la mano per recuperare l&#8217;oggetto della mia attenzione il quale, quasi a voler evitare la presa, mi sfuggiva indignato tra le dita. Sarà forse a causa dell&#8217;aria che entra dal finestrino socchiuso, pensai. M&#8217;intrigava soprattutto quel nomignolo &#8220;Immortal&#8221; che già di per sé racchiudeva un significato ermetico, criptato, misterioso. </p>
<p>Immortal, Immortal, cominciò a riecheggiare nella mia testa! Non mi era del tutto nuova la sonorità di quel nome, Immortal, Boh! Forse qualcosa di simile devo averlo già sentito, in una canzone o in qualche film, pensai. Insomma, un qualcosa che ti dice qualcosa ma non sai cosa! Un &#8220;déjà entendu&#8221; o un  &#8220;déjà vu&#8221; come direbbe Monica, una mia giovane e bella amica.</p>
<p>Mi fermai in un&#8217;area di servizio, afferrai energicamente il foglietto senza lasciargli, questa volta, la possibilità di sfuggirmi. Per eccesso di zelo, mi assicurai che i finestrini fossero ben chiusi e, per maggiore sicurezza, azionai anche la chiusura centralizzata delle porte. Mi sentii inspiegabimente turbato, eccitato come quando, ancora ragazzino, ricevetti il primo messaggino amoroso da una compagna di classe. Ben saldo tra le mie dita lo lessi per due volte di seguito, deciso a carpirne senso e significato. Volevo esser certo che il distinatario del messaggio non fossi io bensì qualcun altro, come avevo pensato in un primo momento. Iniziai così l&#8217;analisi del testo. </p>
<p>Cosa intendeva dire Immortal con quel &#8220;neve che mi cadi dentro&#8221;? Dentro dove?! Semmai la neve cade fuori. La neve, ricopre con una coltre bianca tutte le brutture del mondo rendendolo immacolato sotto il suo candido velo. Perchè poi, voler sciogliere la neve così pura, così pulita? Ridurla allo stato liquido, significherebbe esporla, ineluttabilmente, al contagio dai veleni della terra. Perchè voler far trascinare via lontano il suo &#8220;cuore&#8221; dal torrente, probabilmente già inquinato, quando il suo palpitante organo vitale trabocca d&#8217;amore puro? &#8220;Perchè io non voglio più soffrire&#8221;, conclude il messaggio. Quindi lei sta soffrendo per lui che le ha indubbiamente creato un dolore, l&#8217;avrà tradita? L&#8217;avrà abbandonata? L&#8217;avrà rifiutata? Insomma, qualcosa, coscientemente o incosapevolmente deve pur averle fatto! Ecco! L&#8217;analisi mi confermava come il destinatario della missiva non fossi io. Si era trattato di un messaggio affidato ad un lunotto sbagliato. Mi tranquillizzai pensando che nulla avevo mai fatto per provocare un così struggente dolore. Non potevo comunque nascondere a me stesso che in fondo in fondo la cosa mi dispiaceva alquanto. Cominciai ad invidiare l&#8217;altro con una punta d&#8217;amarezza nel cuore. </p>
<p>Quel nome, comunque, continuava ad attrarmi , mi incuriosiva, mi seduceva. Chissà perchè, ad un tratto, mi ritrovai a ridere da solo al pensiero che dietro &#8220;Immortal&#8221; si potesse celare un&#8217;arzilla e smaniosa vecchietta con strane voglie non ancora del tutto assopite. Sorrisi anche persando alla reazione divertita di Monica quando, la sera, le avrei detto dell&#8217;episodio, chattando su Facebook.</p>
<p>Già Monica! Si la mia cara dolce amica Monica, depositaria dei mie segreti e dalla memoria infallibile. Solo lei avrebbe potuto aiutarmi a stabilire se l&#8217;anima sofferente di &#8220;Immortal&#8221; poteva essere, in qualche modo, messa in relazione con qualche episodio pregresso.</p>
<p>Ma non seppi resistere alla curiosità! Una vocina dentro mi sussurrava di non aspettare la sera per scoprire l&#8217;arcano. Così presi il cellulare e chiamai Monica. Rispose puntualmente la solita vocetta metallica: il numero da lei selezionato non é al momento raggiungibile &#8230;&#8230;&#8230;.<br />
Pazienza, proverò più tardi. Richiamai Monica dopo soli dieci minuti, che a me sembrarono un&#8217;eternità. Rispose con voce sommessa dopo numerosi ed interminabili squilli:<br />
-Ehy Francesco, sono all&#8217;Università non posso parlare, dimmi!-<br />
-Ho bisogno del tuo aiuto, mi é successa una cosa strana- Le dissi<br />
-Vabbeh- m&#8217;interruppe lei -di cosa si tratta, in sintesi?-<br />
-Tu non parlare, lascia che ti spieghi! Ho trovato un foglietto sul lunotto della macchina con un messaggio d&#8217;amore enigmatico di una certa Immortal, ti dice niente questo nome?-<br />
-no, così su due piedi non mi dice nulla, parliamone stasera su Skype- tagliò corto lei chiudendo la chiamata.<br />
<strong>Valentino Di Persio</strong></p>
<p>Segue il prossimo mese&#8230;<br />
Proibita la riproduzione del testo.</p>
<p><em>Valentino Di Persio, un abruzzese di Brittoli (PE), trapiantato a Roma, ha conseguito una formazione linguistico-sociologica, scoprendo tardi la sua vena creativa. Ha pubblicato una raccolta di poesie presso la Casa Editrice “Pagine”, collana &#8220;Poeti Contemporanei&#8221; n.63. Nelle sue composizioni la donna assume un ruolo preminente, quasi celestiale, capace di ispirare alti sentimenti e provocare forti emozioni.</em></p>
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		<title>Olanda. Una basilica copiata da San Pietro a Roma. Tanti anni fa un miracolo.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 05:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fumata bianca]]></category>
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		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L’interno della Basilica di Oudenbosch, nei Paesi Bassi, molto particolare&#8230;Vi ricorda un altro luogo sacro? Foto Hans Linsen Nella regione Noord Brabant, a Oudenbosch, si trova l’antica Oudenbosch Basiliek costruita nel 1865 come replica di San Pietro e dedicata a due donne: le sante Agata e Barbara. Grazie ad essa la sera dell’elezione di Jorge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Oudenbosch-basiliek-DSC_2185.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’interno della Basilica di Oudenbosch, nei Paesi Bassi, molto particolare&#8230;Vi ricorda un altro luogo sacro?<br />
Foto Hans Linsen</em></p>
<p><strong>Nella regione Noord Brabant</strong>, a Oudenbosch, si trova l’antica <strong>Oudenbosch Basiliek </strong>costruita nel 1865 come replica di San Pietro e dedicata a due donne: le <strong>sante Agata e Barbara</strong>.<br />
Grazie ad essa la sera dell’elezione di <strong>Jorge Mario Bergoglio </strong>a <strong>Papa</strong>, anche gli olandesi hanno avuto la «loro» fumata bianca: infatti appena ha cominciato a sprigionarsi il fumo dal comignolo della <strong>cappella Sistina </strong>una fumata bianca si è alzata pure dalla sua riproduzione in Olanda.</p>
<p><span id="more-13377"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/bc793a86809f44ba97fdc60179ce56d8" width="500"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Olanda: la facciata della Basiliek Oudenbosch, copia di San Pietro a Roma.<br />
Foto Hans Linsen</em></p>
<p>L’iniziativa di costruire una chiesa cattolica nella cittadina Oudenbosch la si deve al religioso <strong>Willem Hellemons </strong>(1810-1884) che all’epoca era un grande ammiratore del Papa e di Roma, dove aveva studiato e vissuto a lungo. Padre Hellemons era affascianato dalla <strong>Basilica di San Pietro</strong>; e da <strong>San Giovanni in Laterano</strong>. Così gli venne l’idea di farne un’esatta riproduzione&#8230;in Olanda. I lavori furono affidati all’architetto <strong>P. Cuijpers </strong>che la fece proprio ad immagine e somiglianza di San Pietro, esclusa la facciata (disegnata dal <strong>Prof. G.J. van Swaaij</strong>) che invece richiama quella di San Giovanni in Laterano.<br />
Sono andata a vederla e devo dire che non immaginavo di trovarmi davanti ad una struttura così imponente, unica nel suo genere per storia e cultura.<br />
Ho quindi intervistato un uomo che sa tutto di questa basilica, <strong>J.A.J. Bedaf</strong>. Il signor Bedaf è presidente dell’associazione <strong>Pro Petri Sede</strong>, nata con lo scopo di sostenere le attività del Papa a favore del mondo cattolico e soprattutto dei poveri di tutto il mondo. La seconda intervista l’ho attuata al parroco, padre <strong>Maickel Prasing</strong>.</p>
<p><em>Signor Bedaf, ci parli di questa basilica così speciale.</em><br />
Quando padre Hellemons presentò il suo progetto, trovò un muro di perplessità; anche da parte dello stesso architetto a cui si rivolse, P. Cuijpers, tra l’altro fautore dello stile neogotico. Poi Cuijpers andò a Roma e ne rimase colpito a tal punto da cambiare idea. I lavori iniziarono nel 1865 e terminarono nel 1892.<br />
Ma nel 1880 la chiesa era vuota. Infatti tutto quello che c’è adesso lo si deve al sindaco di quell’epoca, <strong>Hermanus van den Dries</strong>, che finanziò la maggior parte delle meraviglie che vedete ora grazie a sua moglie, una donna ricchissima, che, morendo, lasciò un ingente capitale. Guardi che belle statue! Ce ne sono 95. 44 sono state fatte da un artista belga, <strong>De Vriendt</strong>; pure lui andò a Roma per documentarsi prima di iniziare il suo lavoro. Soltanto che dopo decise che in mezzo alla navata (come in Laterano) si dovevano trovare le statue degli apostoli, mentre in San Pietro ci sono quelle dei fondatori (San Pietro, San Franciscus, Bernardus, ecc.). Insomma, noi siamo un po’&#8230;la Roma del Nord!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/c7329d99761d4a6dbd1d5d96e3833aac" width="320" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il signor J.A.J. Bedaf </em></p>
<p><em>E in seguito? Si mantenne sempre così bene?</em><br />
No.In seguito furono necessari parecchi lavori di manutenzione e restauro per arrivare all’ottimo stato in cui si trova ora. Adesso vengono a visitarla circa 30.000 persone all’anno. C’è uno splendido <strong>organo</strong> datato 1773, donato alla chiesa nel 1799 e usato per la prima volta nel 1801. Poi c’è la cupola, che pare sospesa in aria&#8230; in quanto non è stata costruita sulle 4 colonne portanti ma nel mezzo delle medesime. Si può salire in alto per ammirare l’interno dlla basilica come da una collina. E’ alta 63 metri. La lunghezza della chiesa è di 81 metri, la larghezza di 55 metri; è 16 volte più piccola di San Pietro per quanto riguarda il volume.<br />
Abbiamo inoltre un grande e bel negozio di souvenir.</p>
<p><em>Lei è stato anche ricevuto da <strong>Papa Benedetto XVI</strong>&#8230;</em><br />
Sì, ogni anno abbiamo un’udienza con il Papa per la nostra associazione Pro Petri Sede.</p>
<p><em>Come le è sembrato? Era in forma? </em><br />
Mi è sembrato molto invecchiato, stanco e provato. Ci ha detto che era felice di vederci. Pensi che lo abbiamo incontrato prima delle Sue dimissioni; ma non ci ha fatto capire in nessun modo quello che sarebbe accaduto pochi giorni dopo. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/cdad837e8c384f089d07ad3fa693a50e" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>La cupola è alta 63 metri.</em></p>
<p><em>E’ mai accaduto <strong>un miracolo</strong> nella vostra basilica?</em><br />
Secondo me si può considerare un miracolo un fatto che accadde  1932. Un operaio stava posando una<br />
grande statua a 30 metri di altezza. Ad un certo punto perse l’equilibrio e cadde. E&#8230; che cosa pensa che successe?</p>
<p><em>Se il povero uomo cadde da 30 metri penso che morì sul colpo.</em><br />
Invece sopravvisse a quel terribile volo, rompendosi “solo” una gamba. Dovettero amputarla ma per il resto stava bene. Sua moglie era incinta in quel momento. Quando il bimbo nacque lo chiamarono Leonardo. Infatti, secondo loro, fu la statua di <strong>San Leonardo</strong> che stava sistemando in quel momento che lo difese&#8230; “salvandogli la vita”.</p>
<p>Dopo aver salutato il signor Bedaf ho posto qualche domanda al parroco della <strong>Basiliek Oudenbosch</strong>, <strong>Maickel Prasing</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/0b49922a66314f8ba2f02c3e49c0e151" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Padre M. Prasing durante l’ intervista con la giornalista M.C. Giongo<br />
Basilica di Oudenbosch, domenica 17 marzo 2013<br />
Foto Hans Linsen</em></p>
<p><em>Padre, dopo che la storia della fumata bianca uscita dal camino della vostra basilica olandese ha fatto il giro del mondo&#8230;si sente un po’ Papa di questa chiesa che riproduce quella di San Pietro?</em><br />
Padre Maickel ride come per dire&#8230;&#8230;“non esageriamo”&#8230;<br />
Poi risponde: “con la nostra fumata bianca volevamo soltanto segnalare la partecipazione all’elezione del nuovo Papa e poi riunirci con i fedeli per festeggiare il gioioso avvenimento. Infatti anche noi abbiamo suonato le campane perchè si raccogliessero davanti al sagrato”.</p>
<p><em>Che cosa pensa di Papa Francesco?</em><br />
Sono rimasto stupito della Sua elezione perchè precedentemente non era stato fatto il Suo nome fra i  “favoriti”. Ne sono veramente felice, in quanto è un uomo speciale, umile. Infatti appena si è presentato ai fedeli  ha detto, prima della preghiera, “sono il vescovo di Roma”. Non ha detto: “sono il Papa”. Poi, scegliendo il nome di Francesco, ha mostrato subito le Sue intenzioni al servizio dei più poveri, dei sofferenti. Lui stesso viene da una realtà di miseria e povertà. Temo solo che, se dovesse rimanere “chiuso” in Vaticano, potrebbe avere difficoltà a portare avanti la Sua missione nel modo che si è prefisso. Spero quindi che la chiesa cambi e gli lasci ampia possibilità decisionale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/3f246e29289b474891fd6d5a35e8d34f" width="320" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una statua di San Francesco illuminata dal sole.</em></p>
<p><em>Lo scandalo della pedofilia nella chiesa .Che cosa mi dice a riguardo?</em><br />
Che sicuramente è stato un fatto gravissimo. La pedofilia è un misfatto orribile. Purtroppo faceva parte della cultura di allora di tenere tutto nascosto all’interno della chiesa, quando succedevano queste cose.</p>
<p><em>Se Lei venisse a conoscenza che un prete o una qualsiasi altra persona sta abusando o ha abusato in passato di un bambino che cosa farebbe?</em><br />
Lo denuncerei subito. </p>
<p><em>Come è l’attuale situazione del mondo cattolico in Olanda?</em><br />
L’Olanda si è secolarizzata. 50 anni fa c’ erano più cattolici. Le chiese vengono chiuse per mancanza di soldi per mantenerle. Spero che questo Papa porti anche a noi una scintilla di nuova fede, di unione e pace.<br />
Ma non si deve fare l ‘errore di pensare subito che avverranno cambiamenti clamorosi. Come, per esempio, che Papa Francesco si pronunci a favore del matrimonio fra omosessuali.</p>
<p><em>Lei è favorevole o contrario al matrimonio fra gay?</em><br />
Come rappresentante della chiesa sono contrario. Ma trovo giusto che possano regolare la loro convivenza a livello giuridico e sociale. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/8168371d705c495cb02275122564efd3" width="320" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ancora un particolare dell’interno della basilica di Oudenbosch. </em></p>
<p><em>Andando più sullo specifico, padre Prasing, Lei è contro l’omosessualità?</em><br />
No. Non si tratta di una questione di essere omosessuali o eterosessuali. Ma di essere persone buone e persone meno buone, che ci sono ovunque; indipendentemente dalla loro tendenza sessuale. E’ assurdo pensare che se una persona è omosessuale sia per forza cattiva.</p>
<p><em>Però non celebrerebbe in chiesa il matrimonio di coppia omosessuale.</em><br />
No, ma come è già accaduto, darei loro l’occasione di festeggiare la loro unione in qualche modo. Per esempio con una piccola celebrazione, in cui si può pregare tutti insieme.</p>
<p><em>Un’ultima domanda: se si accorgesse che si accosta alla comunione una persona che Lei sa essere omosessuale o divorziata, gliela darebbe lo stesso?</em><br />
Sì, gliela darei lo stesso.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Servizio fotografico di Hans Linsen</p>
<p><a href="http://mediawiz.nl/OudenBosch/">www.basiliekoudenbosch.nl</a><br />
email: basiliek(at)ipv-oudenbosch.nl</p>
<p>La basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00. E dalle 13.00 alle 16.30.</p>
<p><em>Proibita la diffusione dell’ articolo e delle fotografie senza citare autore e fonte di informazione.</em></p>
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		<title>Editoriale di maggio. Canili lager, randagismo.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 05:00:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Palermo. Una fotografia simbolica che non ha bisogno di commenti. Cari lettori online, Il mio editoriale di maggio affronta un problema di grande importanza, civica ed umana, prendendo spunto da un messaggio di aiuto arrivato in redazione. Aiuto per i nostri amici animali maltrattati e abbandonati, che ha portato, in certe regioni del sud Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Palermo-cane.jpg"  alt="Palermo - cane" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Palermo. Una fotografia simbolica che non ha bisogno di commenti.</em></p>
<p><strong>Cari lettori online</strong>,</p>
<p>Il mio editoriale di maggio affronta un problema di grande importanza, civica ed umana, prendendo spunto da un messaggio di aiuto arrivato in redazione. Aiuto per i nostri amici animali maltrattati e abbandonati, che ha portato, in certe regioni del sud Italia, al grave problema del <strong>randagismo</strong>. E’ora che si faccia qualcosa per difenderci e difenderli dall’indifferenza delle istituzioni e spesso dalla crudeltà di chi non li ama. </p>
<p><span id="more-13590"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/f001b7b1aa0749d4b828e6d0a88c2c32" width="403" height="403"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questa immagine arriva da Messina.</em></p>
<p>Qualcuno di voi si domanderà perchè diamo spazio agli animali anche in questo periodo di crisi in cui ci sono persone disperate che si suicidano per mancanza di lavoro; in un Paese dove la classe politica si è sempre interessata del proprio benessere personale piuttosto che di quello dei cittadini: che invece ha il dovere di proteggere e tutelare. A loro va tutto il nostro affetto e compassione ma non dobbiamo neanche dimenticare che se distruggiamo la natura, sarà veramente la fine di tutto. E’ la natura che porta la vita, le stagioni, il cibo. E gli animali ne sono una parte integrante. Difendiamoli dalla cattiveria di certi uomini. Basta leggere su facebook di che malefatte sono capaci: per esempio di avvelenare un’intera cucciolata, di legare una cagnetta incinta ad un palo per lasciarla morire, abbandonare un gatto o un cane sull’autostrada. Indimenticabile il video in cui un cane cerca di trascinare via dall’autostrada il corpo inerme di un suo compagno investito da un auto, per portarlo ai bordi della strada. Persino gli animali conoscono la parola pietà!<br />
Tre magnifiche donne stanno conducendo adesso una battaglia che vi chiedo di appoggiare. Si tratta di <strong>Nunzia La Malfa</strong>, <strong>Fernanda Ioli</strong>, <strong>Salvina Inglisa</strong>. Ecco che cosa mi hanno scritto:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/6447929ebf544d8c9b1e91e8b0485e40" width="403" height="403"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questa immagine arriva da Bari.</em></p>
<p>Stanchi di assistere passivamente alla sofferenza di migliaia di cani, principalmente nelle regioni del meridione d’Italia, abbiamo deciso di creare un gruppo su <strong>Facebook</strong>. Il gruppo si chiama “<strong>Io dico basta</strong>”.</p>
<p>Tutti noi diciamo basta all’abbandono,ai randagi che muoiono per strada a causa di incidenti o malattie. Diciamo basta ai <strong>canili lager</strong>: il canile deve essere un passaggio per un futuro migliore non la prigione a vita.</p>
<p>Il problema del <strong>randagismo</strong> in queste regioni è completamente ignorato dalle amministrazioni che ne lasciano il peso sulle spalle delle associazioni o di semplici privati. Ma il problema è di così vaste proporzioni che senza il concreto aiuto degli enti preposti, il lavoro di associazioni e privati è una goccia in un oceano.</p>
<p>Vogliamo che le amministrazioni applichino le leggi in vigore in materia di sterilizzazione. Occorre quindi una <strong>massiva sterilizzazione</strong> per cominciare a pensare di limitare il problema, occorre costruire una <strong>coscienza civica</strong> per evitare gli abbandoni e i maltrattamenti.</p>
<p>Per questo abbiamo creato una petizione su Facebook (<a href="http://www.petizioni24.com/io_dico_basta">www.petizioni24.com/io_dico_basta</a>) che vi chiediamo di firmare numerosi, domandando ai Presidenti della <strong>regione Calabria, Campania, Puglia e Sicilia </strong>semplicemente di applicare e rendere operativa la legge nazionale che esiste già dal 1991 e le leggi regionali che le suddette regioni hanno emanato.</p>
<p>La semplice applicazione di queste leggi sarebbe un grande salto di qualità e sarebbe anche un chiaro segnale di cambio di rotta per quanti vedono ancora gli animali come cose di cui si può approfittare a proprio piacimento.Noi chiediamo un aiuto concreto da parte delle Istituzioni competenti a prendere seri provvedimenti in base alle leggi vigenti esistenti già da molti anni: e mai prese in considerazione!.La non osservanza delle leggi va a discapito del turismo in Italia (sopratutto il Sud ne risente di piu). Care istituzioni fate in modo che queste oscenità non siano la nostra immagine all&#8217;estero!<br />
Mettiamoci un po’ di cuore in quello che facciamo, rendiamo questo mondo migliore per tutti. A piccoli passi … ma facciamolo!</p>
<p>Nunzia La Malfa, Fernanda Ioli, Salvina Inglisa.</p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/620bcc1ee92c47238c9ef46182aecb2b" width="403" height="403"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questa triste, sconvolgente immagine viene da Napoli.</em></p>
<p>Mi sembra che questa lettera spieghi compiutamente l’importanza del problema. Spero quindi che i nostri lettori aderiscano alla petizione di qui sopra. E anche alla Pagina di facebook di “<strong>IO DICO BASTA</strong>”, creata dalle attivissime Nunzia, Salvina e Fernanda, per il bene della società e degli animali. In quanto tutti hanno bisogno di una casa: sia l’uomo che l’animale. Tutti hanno diritto ad una vita dignitosa: sia l’ uomo che l’animale. <strong>Creature dello stesso Dio</strong>.</p>
<p>Un sereno mese di maggio dalla vostra, come sempre vostra affezionatissima, </p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
che anche questo mese vi promette inoltre altri articoli interessanti e piacevoli da leggere, compresa la prima puntata di una storia d’amore e la seconda sul “gatto Pino”.<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><em>• Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata. </em></p>
<p><strong>Hanno collaborato a questo numero:</strong></p>
<p><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/imma-paone/">Imma Paone</a>,<br />
<a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/angela-marcella-guarnieri/">Angela Marcella Guarnieri</a>,<br />
<a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/pietro-pancamo/">Pietro Pancamo</a>,<br />
Maria Cristina Orga<br />
Marica Caramia<br />
Valentino Di Persio<br />
<a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">Cristina Giongo</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlCofanettoMagico/~4/CGaKE5uCi0Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Poesia d’aprile: “Decomposizione psichica”</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 04:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pipancam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Quando, per studiare il mio futuro o insegnarmelo addirittura, interrogo le stelle e quelle non rispondono, mi limito ogni tanto a scuotere la testa come un professore sconsolato che (dinanzi ad una classe intera d’alunni assai svogliati e asini all’eccesso) mormori tra sé, già rassegnato: «Sono irrecuperabili, purtroppo&#8230;». &#160; &#160; Invece altre volte vengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/800px-Pleiades_large.jpg" alt="" width="500" height="361" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando, per studiare il mio <strong>futuro</strong> o insegnarmelo addirittura, interrogo le <strong>stelle</strong> e quelle non rispondono, mi limito ogni tanto a scuotere la testa come un professore sconsolato che (dinanzi ad una classe intera d’alunni assai svogliati e asini all’eccesso) mormori tra sé, già rassegnato: «Sono irrecuperabili, purtroppo&#8230;».<span id="more-12839"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/450px-Edgar_allan_poes_grave1.jpg" alt="" width="370" height="493" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Invece altre volte vengo afferrato dal <strong>dolore</strong>. Così la <strong>pazienza</strong> (che, si sa, consente di far fronte alle contrarietà) e dunque la <strong>speranza</strong>, si esauriscono all’istante e senza scampo. Col risultato che io, lasciandomi andare ad invettive stentoree e <strong>lacrime </strong>ingombranti che imitano in qualche modo la <strong>rabbia</strong> di <strong>Baudelaire</strong> e l’<strong>angoscia</strong> folle di <strong>Edgar Poe</strong>, prendo ad ingiuriare pieno d’afflizione il mio <strong>destino</strong> <strong>amaro</strong>; nel frattempo inizio a scrivere poesie (intitolate come? <strong>Decomposizione psichica</strong>, ad esempio) che non trascurano, ovviamente, di <strong>piangere</strong> un pochino anche sulle <strong>sciagure</strong> “collegiali” e collettive (una per tutte? La <strong>morte</strong>) a cui il genere umano, e ogni singolo individuo, è da sempre condannato.</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Decomposizione psichica</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Musica come bava alla bocca:<br />
e il cielo si gonfia tra le urla dei pazzi,<br />
il loro sguardo è vento<br />
che si perde nel labirinto di stelle.</p>
<p>Ogni parola è una stella<br />
che splende di saliva: e cieli agitati<br />
innevati di stupore<br />
tramontano lontani,<br />
evocati dalla morte.</p>
<p>Il mio cielo<br />
è questo mio cervello<br />
pieno di tralicci spezzati<br />
e di barriere sventrate<br />
e d’acque ferite<br />
e di binari sradicati<br />
che si mordono col ferro.<br />
Dentro le vene,<br />
aggrovigliate come un gomitolo<br />
di dolore,<br />
il sangue è un fiume abbandonato<br />
terso di rumori prosciugati.</p>
<p>La morte è silenzio<br />
stonato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Pietro Pancamo</strong></em><br />
<strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/contatti/autori/pietro-pancamo/" target="_blank">CHI SONO</a></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Avvertenza</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-I diritti degli articoli, dei racconti, delle poesie e dei documenti pubblicati in questo post appartengono ai rispettivi proprietari; così pure le immagini.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata.</em></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlCofanettoMagico/~4/b0KqnosmMXw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Renzo Rubino: da Sanremo in volo con una valigia piena di magie.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
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		<category><![CDATA[la vita in diretta]]></category>
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		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cantautore Renzo Rubino Renzo Rubino è il personaggio più interessante di Sanremo giovani 2013. Si è aggiudicato il premio della critica “Mia Martini”. La sua canzone “Il postino (amami uomo)”, arrivata al terzo posto (ma prima al televoto), ha fatto discutere: perchè in Italia c’ è ancora qualcuno che discrimina l’amore. Come alcuni benpensanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Renzo-Rubino-DDG_0490rid.jpg"  alt="Enzo Rubino" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il cantautore Renzo Rubino</em></p>
<p><strong>Renzo Rubino</strong> è il personaggio più interessante di Sanremo giovani 2013. Si è aggiudicato il premio della critica “Mia Martini”. La sua canzone “Il postino (amami uomo)”, arrivata al terzo posto (ma prima al televoto), ha fatto discutere: perchè in Italia c’ è ancora qualcuno che discrimina l’amore. Come alcuni benpensanti che non l’hanno votata per il testo, considerato troppo “spinto”. <em>Spinto</em> nel senso che andava oltre&#8230;Oltre le regole del <em>loro benpensare</em>. Altrimenti avrebbe vinto.</p>
<p><span id="more-13274"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/8a7be029ea46427bb061993acac181a1" width="320" alt="Renzo Rubino, foto di Diego Di Guardo"/></p>
<p><strong>Renzo Rubino</strong> è nato 25 anni fa a Martina Franca, in provincia di Taranto. Come sapete Il Cofanetto Magico ama la Puglia ed i pugliesi; infatti è stato inagurato proprio da un famoso artista di questa regione, <strong>Al Bano</strong>, che ci ha dato la sua prima intervista, a cui ne sono seguite altre.<br />
Quando si è  trasferito a Milano Renzo ha conosciuto <strong>Andrea Rodini</strong>, vocal coach della squadra di Morgan nella prima e seconda edizione di “<strong>X Factor</strong>”, con cui ha inciso il suo primo disco “Farfavole”, contenente una canzone, “Bignè”, che è stata subito la prima votata dal pubblico di <strong>RAI UNO</strong>. Tra il 2011 e il 2013 ha collaborato con Francesco Migliacci, manager di Simone Cristicchi e Marcello Faneschi, arrangiatore, direttore d’orchestra, grande amico di <strong>Domenico Modugno</strong>. </p>
<p>Il suo firmamento musicale è caleidoscopico, magico, talentuoso. Un talento in cui crede lui e ha creduto chi in lui ha avuto fiducia. Inoltre è un ragazzo simpatico, intelligente, sincero, positivo ed educato, che vuole molto bene ai suoi nonni. Ora tocca al pubblico e alla fortuna di premiarlo per le sue doti musicali ed umane.</p>
<p>Ecco l’intervista.</p>
<p><em>Renzo, come e quando è entrata la musica nella tua vita?</em><br />
Ci è entrata in maniera subdola. Quasi senza che me ne accorgessi. Piacevolmente.<br />
Avevo in casa un pianoforte scordato che ho usato come il mio primo giocattolo. Funzionavano solo 4 tasti con cui ho composto la mia prima canzone. Ero piccolissimo. Non avrei mai pensato di fare il musicista. All’inizio suonavo solo per il mio piacere personale. Poi ho incontrato una compagnia teatrale che mi ha aperto un mondo artistico culturale bellissimo. A questo punto ho pensato di diventare attore. Dopo anni di provini per entrare professionalmente nel modo del teatro ho cominciato a vendere io stesso i miei spettacoli per guadagnare qualcosa e magari in seguito per partire e andare da un’altra parte. Insomma, sono diventato manager e produttore di me stesso. Così da mettere da parte del denaro per il futuro. Ho anche cantato in un Night club dove si esibivano delle spogliarelliste. Inoltre mi piace  dipingere; mi sono diplomato al liceo artistico.</p>
<p><em>Quindi tutto ciò che è arte fa parte del tuo essere&#8230;Durante un’intervista hai detto che la musica è “necessità, gioco, divertimento e che Sanremo è stata una bella vacanza”. Anche nella vita sei sempre così positivo? Usi spesso termini quali “piacere e piacevolmente”, come nella tua precedente risposta?</em><br />
Sì. Perchè mi piace molto la vita e sono un amante della bellezza. Anche le cose non belle fanno parte della vita. Tuttavia io cerco di vivere del bello. Sono vitale e combattivo. Però credo che si debba anche imparare ad incassare: senza lamentarsi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/613aa0d7dac84bb4a99d93bca007acfd" width="320" alt="Renzo Rubino, foto di Diego Di Guardo"/></p>
<p><em>Katia Ricciarelli ha detto, durante una trasmissione della <strong>Vita in diretta </strong>(su Rai Uno),che la tua canzone Il postino è stata subito la sua preferita. L’unione del sacro e del profano è il tuo punto forte?</em><br />
Espresso da lei, un giudizio del genere assume un valore molto importante! In effetti Il postino è anche un’aria da opera. Ed io sono un amante dell’opera, della musica classica, dell’eleganza degli archi. Mi piace Puccini. Mentre scrivevo Il postino mi si è accesa una luce nella mente; in un lampo ho capito che era necessaria una voce d’opera. Ecco perchè mi sono avvalso del tenore <strong>David Righeschi</strong> come ornamento della mia melodia.</p>
<p><em>Parliamo allora del “profano”, in contrapposizione alla “sacralità” della musica classica. Nella tua divertentissima “Canzone pop” (questo è il titolo) ti chiedi &#8221; Ma che c**** è questo pop?” Intendevi dire che solo perchè sei giovane devi per forza fare musica pop?</em><br />
Ti racconto come è nata “Canzone pop”. Una volta un discografico ascoltando le mie canzoni mi disse che erano belle ma che non erano&#8230;abbastanza  pop. Tornato a casa cercai su Wikipedia che cosa cavolo fosse questo POP, ma non trovai nessuna definizione consona. Dopo di che mi convinsi che <strong>il pop non esiste</strong>. O meglio, possiamo dire che tutto è pop, da <strong>Jeff Buckley</strong> a <strong>Tom Waits</strong>. Tutto è popolare: anche “Nessun dorma”, per esempio. Per me pop è la bellezza. Mi sono divertito molto a scriverla.</p>
<p><em>Le persone importanti della tua vita sono&#8230;..</em><br />
<strong>Andrea Rodini</strong>. Lui è il mio angelo custode. Quello che ha creduto in me.</p>
<p><em>E nell’ambito familiare?</em><br />
Penso subito a mia <strong>nonna Mimma</strong>. Anche lei ha sempre creduto in me e nelle mie capacità. Mi ha sostenuto anche economicamente. E poi <strong>le mie sorelle</strong>.</p>
<p><em>Il titolo del tuo ultimo album è Poppins. Trovo molto bella la foto di copertina in cui appari in cielo, con un ombrello in mano ed una valigia. Visto che adesso ti intervisto per Il Cofanetto magico, vorrei conoscere quali magie tiri fuori dal tuo bagaglio. Della serie&#8230;lo dovremmo comprare perchè&#8230;</em><br />
&#8230;perchè è un disco sorprendente. Credo che tutti dovrebbero amare le sorprese. Poppins contiene tanti sentimenti: come l’ amore. E per amore intendo anche l’amore in generale. Ad esempio quello che si riferisce ai ricordi d’infanzia.<br />
Mary Poppins mi riporta proprio ai tempi della mia infanzia in cui la padrona era la serenità. Mi fa ritornare alla mente le immagini di me seduto intorno ad un tavolo insieme alle mie sorelle, con il the ed i biscotti davanti a noi. Dolci ricordi colmi di tranquillità, quieta, distensione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/7cf507ddc2f6469eb922d22031f49ae1" width="500" alt="Poppins di Renzo Rubino"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>La copertina dell’ ultimo album di Renzo Rubino, in versione&#8230;Mary Poppins.<br />
Infatti si chiama proprio POPPINS.</em></p>
<p><em>Allora hai avuto un’ infanzia felice?</em><br />
Posso dire di sì. Ma non sempre facile.</p>
<p><em>Torniamo a Sanremo. <strong>Luciana Littizzetto</strong> e <strong>Fabio Fazio</strong>. Il gatto e la volpe&#8230;<br />
Secondo te, chi è il gatto e chi la volpe?</em><br />
La volpe è Fabio. Il gatto la Littizzetto. Sono rimasto molto colpito quando l’altro giorno durante un programma radiofonico (Radio Dj) ha parlato del mio disco spontaneamente e con molto entusiasmo. </p>
<p><em>A proposito, Renzo, noi due abbiamo un mito in comune: <strong>Renato Zero</strong>. O mi sbaglio?</em><br />
Più magico di lui non c’è nessuno.<br />
E’ vero! E’stata la colonna sonora della mia gioventù. Mi piace molto. E’ veramente magico.</p>
<p><em>E <strong>Albano Carrisi</strong>? Che cosa pensi di lui?</em><br />
Una volta aprii un suo concerto con la mia band. Ma non ci incontrammo. Al Bano è un combattente, un amante della sua terra, una persona di grande vitalità. Ha sicuramente fatto cose belle in passato, anche se non ho ascoltato molto la sua musica. Dal punto di vista vocale ha comunque una grande potenza: incredibile, impressionante!</p>
<p><em>E di <strong>Marco Mengoni</strong> che cosa mi dici?</em><br />
Anche lui ha una forza impressionante: vocale e scenica. E’ un mio amico.</p>
<p><em>Scusa, Renzo, non ti offendere (in quanto è un tuo amico&#8230;) ma a me non piace. Magari dipende dal fatto che le sue canzoni non mi dicono nulla e neanche come le canta. Dovrebbero proporgli altri testi e musica migliore.</em><br />
Non ti preoccupare, non mi offendo! Ognuno ha i suoi gusti in campo musicale&#8230;</p>
<p><em>Per finire, visto che ami la vita amerai anche il colore. I colori sono energia. Come la musica. Allora&#8230;di quale colore è la tua musica? Rosso passione, rosa tenerezza, grigio malinconia, azzurro come il cielo in cui voli nella copertina del tuo album Poppins?</em><br />
A pensarci bene&#8230;potrei risponderti che nella mia musica metto dentro tutti i colori.<br />
Tutti i colori dell’arcobaleno. Quindi la definirei una musica multicolor!</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Per informazioni: <a href="http://warnermusic.it/">www.warnermusic.it</a></p>
<p><strong>Le fotografie di Renzo Rubino sono di Diego Di Guardo</strong>, per gentile concessione della Warnermusic.</p>
<p><strong>Proibita la diffusione del testo e delle foto, se non citando autore e fonte di informazione.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/3a237195a88f4af0b48ac98c057599cc" width="500"  alt="Renzo Rubino, foto di Diego Di Guardo"/></p>
<p>Alcuni dei brani che si trovano nell’album “POPPINS” con il commento di Renzo Rubino</p>
<p><strong>BALLETTO TELEFONICO</strong><br />
<em>“Il cuore è telefonico<br />
A volte prende male va a scatti e poi è scarico<br />
Balletto telefonico<br />
Continua a farmi danzare che poi mi prende il panico”</em><br />
Due amanti che si incontrano per merito della comune passione per il ballo e si rincorrono telefonicamente, perché hanno occasioni sporadiche per vedersi. Per scrivere questi testo mi sono ispirato a mia nonna materna, che nell&#8217;arco di un anno compie tre viaggi, essenzialmente per andare a ballare. Ha conosciuto una persona che l&#8217;ha affascinata per come ballava e fra loro è nato un rapporto con rari incontri e molte telefonate divertenti da ascoltare. L&#8217;arrangiamento musicale parte pianoforte-voce poi si aggiungono una strumentazione essenziale con la mia storica band Gli Altri e un quartetto d&#8217;archi.</p>
<p><strong>LULÙ</strong><br />
<em>“Questa sporca notte poi passerà da me<br />
Saccheggiando e svuotando le mie verità<br />
Le mie sciocche emozioni<br />
Le mie passate destinazioni<br />
E non vorrei cancellasse anche te”</em><br />
Un&#8217;altra storia reale legata alla mia famiglia. L&#8217;ispiratore è mio nonno paterno, che soffre del morbo di Alzheimer. Non ricorda nulla, ma in lui resta viva l&#8217;immagine del suo amore per mia nonna Laura. Non riconosce nessuno, ma ricorda la donna amata. “Lulù” è un grande amore raccontato con leggerezza e una melodia stile anni Trenta. </p>
<p><strong>PAGHI AL KG</strong><br />
<em>“Io sono quel che sono<br />
Schiavo della mia libertà<br />
Un equilibrista puro che se ne fotte<br />
Se poi cadrà”</em><br />
Un brano pop dall&#8217;impronta più elettrica su un gigolò che vive come tale perché è l&#8217;unica cosa che sa fare. E che gli piace fare. Ho scritto il testo in un periodo in cui ero ansioso e preoccupato, perché la musica è allo stesso tempo bellezza e piacevole “condanna” del mio essere. L&#8217;arrangiamento richiama il mondo di Renato Zero, uno dei miei artisti preferiti. </p>
<p><strong>L&#8217;APE IL TORO E LA VECCHIA</strong><br />
<em>“Sul suo divano volevo tornare tra i suoi occhi naufragare<br />
Per dirle una volta per tutte<br />
Io ti amo e non sono pazzo”</em><br />
Inizia pianoforte e voce, per poi evolversi fra archi e percussioni, un sogno che ho fatto realmente. Un&#8217;esperienza onirica nella quale ho fatto la conoscenza di strani personaggi. Scrivevo senza avere chiaro in mente quel che stavo facendo, cercando la soluzione finale mentre componevo parole e musica. La canzone è una sorta di autoanalisi: in questo caso aiuta a esprimere alla mia donna i sentimenti che provo per lei. </p>
<p><strong>ERI BELLISSIMA</strong><br />
<em>“Eri bellissima quando t&#8217;amavo<br />
Si tu eri bellissima quando ti baciavo<br />
Eri bellissima quando eri bellissima<br />
Eri bellissima e invece adesso no”</em><br />
Una storia d&#8217;amore ormai finita: disperazione, confusione e rabbia col tempo lasciano posto alla consapevolezza che quella storia non aveva valore. Una composizione con arrangiamento dal sapore retrò che richiama la poetica di Pier Paolo Pasolini: in particolare il capolavoro “Che cosa sono le nuvole”, l&#8217;ultima pellicola cinematografica con Totò, in cui l&#8217;Otello di Shakespeare viene rivisitato in chiave pasoliniana e interpretato da marionette. </p>
<p><strong>L&#8217;ALTALENA BLU</strong><br />
<em>“Su quell&#8217;altalena blu tornerò da te<br />
Tornerò con te<br />
Non ti lascerò mai più<br />
Nei miei sogni vivrai<br />
Riderai e correrai<br />
Un frutto amaro assaggerai<br />
Piangerai”</em><br />
Nelle precedenti undici canzoni ho giocato, riso, pianto e ricordato. Chiudo con un brano universale che mi commuove ogni volta che lo interpreto. Pianoforte, arpa, vibrafono e un quartetto d&#8217;archi per una ballad classica sulla gioia di tornare con la mente al passato per rammentare gesti, fantasie e soprattutto persone. Ogni volta un volto differente. Un inno alla nostalgia: un sentimento che mi piace rappresentare in musica, perché nostalgia significa ricordare emozioni importanti e belle. </p>
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		<title>Omaggio al gatto Pino. Prima parte</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 04:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Imma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[colonia felina]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[imma paone]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[randagi]]></category>
		<category><![CDATA[sterilizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una storia vera, una storia di gatti di strada raccontata dalla mia amica scrittrice Maria Cristina Orga, gattara fiera che da anni si prende cura di una piccola colonia che vive nei viali del parco in cui abita. Buona lettura! Imma Paone. Era il più piccolo della cucciolata. L’ultimo nato, forse. L’unico sopravvissuto, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Questa è una storia vera, una storia di gatti di strada raccontata dalla mia amica scrittrice <strong>Maria Cristina Orga</strong>, <em>gattara</em> fiera che da anni si prende cura di una piccola colonia che vive nei viali del parco in cui abita.</p>
<p> Buona lettura! <strong>Imma Paone.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/gatto-pino-3-jpg4.jpg" alt="gattp pino" /></p>
<p><span id="more-12967"></span></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Era il più piccolo della cucciolata.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">L’ultimo nato, forse. L’unico sopravvissuto, di certo.</p>
<p>La gatta bianca e nera con gli occhi azzurro cielo che l’aveva messo al mondo aveva un istinto materno commovente. Da leonessa.</p>
<p>Era nata in un condominio. E nei viali di quel condominio era riuscita a sopravvivere e a diventare una <strong>bellissima micia libera e fiera</strong>. Da piccola si accompagnava sempre ad un fratellino del tutto simile a lei. Forse solo con meno macchie nere sul mantello. Erano inseparabili e allora fu immediato dar loro nome<strong> <em>Paco </em></strong><em>e</em><strong><em> Cico</em></strong>.</p>
<p>L’idea era che fossero maschi. E invece erano femmine tutte e due. Una sera <em>Paco </em>commise l’errore fatale di avventurarsi fuori dal cancello attratta da un cartoccio di avanzi che qualche<strong><em> imbecille</em></strong> aveva inopportunamente lasciato sotto il bordo del marciapiede, pensando magari di compiere un gesto caritatevole.</p>
<p> Solo chi non capisce nulla di gatti può fare una cosa del genere.<em> Paco </em>allattava. Aveva bisogno di cibo. Non vide la macchina che sopraggiungeva a folle velocità o  il<em> Nuvolari</em> di turno non vide lei&#8230; O invece la vide fin troppo bene.</p>
<p>Così <em>Cico</em> rimase la sola matriarca.</p>
<p>C’era qualcuno che le portava da mangiare e le rivolgeva sorrisi adoranti e c’era qualcun altro che avrebbe goduto nel metterla sotto con l&#8217;auto, offeso dallo splendore del suo manto lustro e dalla dignità del suo sguardo seducente e del suo incedere elegante.</p>
<p><strong>Ma <em>Cico</em> riuscì a sfuggire a tutti gli attentati</strong>.</p>
<p>La primavera stentava a bucare il gelido manto dell’inverno quando sentì giungere il momento del parto, così vagò al lungo cercando un<em> nido accogliente</em> in cui consegnare al mondo i suoi piccini.</p>
<p>E lo trovò in fondo alle scale, in un anfratto sotto il pavimento, dove correvano i tubi del riscaldamento centralizzato. Così i suoi cinque cuccioli vennero alla luce.</p>
<p>Mamma gatta andava e veniva dal rifugio approfittando di una portafinestra che le consentiva di uscire all’aperto a cercare cibo di giorno e tornare dai suoi figlioli la sera con le mammelle gonfie di latte e il cuore gonfio d’amore.</p>
<p>Sembrava un ottimo rifugio, impenetrabile ai nemici.</p>
<p>I cinque gattini crescevano sani e felici al riparo da ogni pericolo. <strong>Almeno così sembrava</strong>.</p>
<p>Gli uomini però sono spesso gelosi della felicità altrui. E anche le donne, purtroppo. Donne che nonostante abbiano messo al mondo dei figli, non sono madri. E non riconoscono l’amore di una madre. Né lo rispettano.</p>
<p>Così, un brutto giorno, alla portafinestra venne messo un lucchetto.</p>
<p>Qualcuno forzò il lucchetto con delle pinze.<strong> E <em>Cico</em> vinse la prima battaglia</strong>.</p>
<p>Il lucchetto venne rimesso con tanto di catenella di acciaio, venne nuovamente rimosso e allora fu guerra dichiarata tra due delle famiglie che abitavano nello stabile, con tanto di insulti e aggressioni da parte della donna del piano rialzato al vecchio signore del secondo piano che difendeva le ragioni della gatta.</p>
<p>Né bastò la registrazione alla ASL della <strong>colonia felina</strong>, che avrebbe pertanto goduto ufficialmente delle tutele previste dalla legge, a far recedere la donna e il suo pavido consorte dall’intento criminoso di impedire a <em>Cico </em>l’accesso al nido conducendo i gattini alla morte per inedia, tant’è che alla portafinestra fu messo un lucchetto più robusto. Che, regolarmente, venne divelto.</p>
<p>Fu allora che <em>Cico</em> approfittando di una raggiante mattina di sole, adottò la  saggia risoluzione di trasportare i gattini all’esterno e di adottare come riparo l’alloggiamento esterno dei contatori del gas.</p>
<p>Così la guerra tra <em>Montecchi e Capuleti</em> apparentemente finì.</p>
<p>La primavera era ormai esplosa in tutto il suo splendore e i piccoli giocavano tra l’erba nuova delle aiuole, sotto lo sguardo sempre vigile di mamma gatta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/11573929-due-gatto-bianco-e-nero-sdraiato.jpg" alt="mamma pino" /></p>
<p>Poi cominciarono a farsi più audaci e a misurare le proprie forze e il proprio coraggio eludendo il controllo materno e spingendosi sempre  più lontano.</p>
<p>Non è facile star dietro a cinque figli adolescenti, soprattutto quando sei una gatta bellissima ed oltre ad attirare l’invidia degli umani attrai l’attenzione di <strong>maschi alfa</strong> randagi che bighellonano in giro tutto il giorno fiutando l’aria con la coda ritta.</p>
<p>Uno di questi, un imponente nero con la testa enorme e gli occhi gialli adocchiò <em>Cico</em> dall’alto del muro di cinta del parco e decise che per lei era finito il tempo della maternità ed era tornato invece il<strong> tempo dell’amore</strong>.</p>
<p><em><strong>Pellecchia</strong>,</em> così venne chiamato quel micio straniero e prepotente, portò lo scompiglio in famiglia.</p>
<p>Un paio di giorni dopo la sua comparsa, inspiegabilmente i gattini diventarono quattro, poi tre quando un corpicino senza vita venne rinvenuto nella zona dei box, poi due il pomeriggio in cui <em>Cico</em> tentava disperatamente di riportare alla coscienza quello con la testa mezza staccata dal collo leccandolo e scuotendolo forsennatamente.</p>
<p><em>Pellecchia </em>osservava da lontano leccandosi le zampe anteriori per nulla sconvolto dalla scena né dall’evidente disperazione della gatta.</p>
<p>Poi anche il quarto figlio sparì, forse “imbarcato” nel motore di un’automobile e sbarcato chissà dove.</p>
<p>Dei cinque moschettieri non ne restava ormai che uno.</p>
<p>Aveva il dorso completamente nero tranne che per la punta della coda immacolata come un pennello da pittore, i capelli neri perfettamente divisi sulla fronte in due bande, come avesse la riga al centro, grandi occhi a mandorla verde giada, il volto completamente bianco e un accenno di “mosca” nero proprio alla base del mento, le zampe erano bianche, bianco anche un particolarissimo disegno sulla coscia destra, come delle spirali. Era così piccolo, così  nero e così  rapido nel nascondersi appena avvertiva il minimo presentimento di pericolo che venne chiamato <em><strong>Topino</strong>.</em> Da lì a <strong><em> Pino</em></strong> il passo fu breve.</p>
<p>Riuscì ad essere svezzato completamente prima che <em>Cico</em> fosse <strong>aggredita a calci e ridotta in fin di vita</strong> da un degno compare della donna del piano rialzato. L’uomo aveva preso come un affronto personale l’abitudine della gatta di crogiolarsi al sole mollemente adagiata sul cofano della sua macchina e aveva annunciato la decisione di fargliela pagare se l’avesse nuovamente sorpresa in tale oltraggioso atteggiamento.</p>
<p>Non vi sono dubbi che abbia mantenuto la promessa, perché solo un paio di giorni dopo il proclama, la povera matriarca venne rinvenuta nell’anfratto che separa i contatori del gas dal muro, con le zampe posteriori completamente inerti e lo sguardo di chi è ormai rassegnato a morire.</p>
<p>Fu soccorsa e portata all’<strong>ospedale veterinario di Napoli</strong>, dove il medico di turno accertò che aveva il bacino fracassato, ma, nonostante fosse più che evidente e supportata dal racconto dei fatti dei soccorritori, non volle scrivere sul referto che la causa de trauma fosse riconducibile a maltrattamenti. Avrebbe rischiato di venire coinvolto come testimone  in un <strong>processo penale</strong>, perché venne fatto nome e cognome del presunto aggressore e un documento medico che confermasse la tesi delle percosse sarebbe stato sufficiente a far scattare la denuncia.</p>
<p><strong>E invece scrisse che presumibilmente era caduta in malo modo da un muro.</strong></p>
<p>Ad ogni buon conto, <em>Cico</em> rimase ricoverata un mese, venne curata, sterilizzata e riaffidata perché venisse rimessa in libertà nel suo ambiente. Ma il condominio non era più un luogo sicuro per lei.</p>
<p>E allora venne adottata, ma viveva in gabbia  perché non accettava alcun contatto con l’uomo che se ne prendeva amorevolmente cura né era disposta a socializzare con gli altri gatti che abitavano la casa. Solo dopo oltre un anno e mezzo riconquistò quel po’ di serenità da indurre il suo ospite a consentirle di trascorrere un po’ di tempo fuori dalle sbarre, ma solo in presenza di lui.</p>
<p>Maria Cristina Orga</p>
<p style="text-align: center;"> ***</p>
<p><strong><em>Il 16 maggio la seconda ed ultima parte.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/gatto-pino-5.jpg" alt="pino" /></p>
<p><strong><em>Imma Paone</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/imma-paone/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
<p><em>Avvertenza:<br />
• I diritti degli articoli e dei documenti pubblicati nel seguente articolo appartengono ai rispettivi proprietari; così pure le immagini.<br />
• Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata. </em></p>
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		<title>Fra arte e cucina.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 05:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Marcella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[angela marcella guarnieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Città delle biciclette è scritto in un cartello all’ingresso di Ferrara. Ed è proprio vero, basta addentrarsi nella città estense patrimonio dell’ Unesco per ammirare anziane signore elegantemente vestite, in sella alle due ruote che si recano a fare la spesa, entrano dal fornaio a comprare la “ ciupeta”, la coppia ferrarese (il nome stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/P1000012-300x225.jpg" alt="" width="380" height="208" /></p>
<p>Città delle biciclette è scritto in un cartello all’ingresso di Ferrara. Ed è proprio vero, basta addentrarsi nella città estense patrimonio dell’ Unesco per ammirare anziane signore elegantemente vestite, in sella alle due ruote che si recano a fare la spesa, entrano dal fornaio a comprare la “ ciupeta”, la coppia ferrarese</p>
<p><span id="more-13135"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/P1000032-300x225.jpg" alt="" width="404" height="225" /></p>
<p>(il nome stesso evoca romanticismo), un pane morbido e croccante allo stesso tempo.Ci sono i giovani accompagnati dal loro fido animale, che pedalano per spostarsi da un luogo all’altro, altri che si recano al lavoro, o a fare solo una passeggiata lungo le cinta e per le strade acciottolate. La bici a Ferrara la usano tutti, con il bello ed il cattivo tempo, padrona assoluta della città.<!--more--><br />
Una città ricca di storia e di un passato profondo, che mostra due anime: una parte medievale, con il Castello Estense e la sua Cattedrale e una parte rinascimentale ad opera del Duca Ercole I d’Este e di cui mirabile esempio è il Palazzo dei Diamanti. Ferrara è un luogo diverso, lontano dal caos dei grandi agglomerati urbani, avvolta in  un silenzio carico di significato che si percepisce fra le viuzze, nelle zone verdi, fra i ricchi palazzi signorili e le case di mattoni rossi, rendendola cosi magica. Per visitare Ferrara mi è stato detto bisogna lasciare a casa l’orologio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/P10000161-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Il gusto per i cibi era caratteristico della corte degli Estensi di Ferrara, una delle famiglie nobili  più fastose e colte dell’epoca. I duchi erano amanti anche della tavola  e si circondavano  dei migliori cuochi del tempo: ogni occasione era buona per imbandire un banchetto sontuoso  dimostrazione della loro supremazia e potere, cosi  raffinato e ricco di piatti che ancora oggi, nonostante i gusti  si siano evoluti e modificati, fanno parte della tradizione locale.<br />
I piatti ferraresi sono molteplici, menziono i piu&#8217; noti: il pasticcio, pasta semidolce che avvolge maccheroni  conditi con  ragù e besciamella, gli Estensi la offrivano agli ospiti di riguardo; la torta di tagliatelle; i cappelletti in brodo, i cappellacci di zucca, la torta tenerina, il pampapato e  la  famosa salama da sugo, detta anche sua maestà  la salamina. E&#8217; un insaccato composto dalle  parti meno nobili del maiale, sulla quale &#8221; non s&#8217; ha da dire nulla &#8221; come afferma mio cugino Francesco, benche&#8217; a mio dire ci vorrebbe  un  doppio o triplo digestivo, dopo averla gustata<em>.</em> E hanno composto persino dei versi<em>:Tu, adorata Salamina di Madonna Boschi, sai dirmi cosè, tu, sempre amata Salamina di Madonna Boschi, non vuoi dirmi il perchè. Il tuo afrodisiaco profumo ad amar, gli amanti invita mi sai tu spiegar. Senza te, non si può forse amar senza te, non si può più sognar. Sii cortese con me e continua a profumar che la bella nell&#8217;ombra sol si fà baciar.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/salama3-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" /></p>
<p><strong>I capplàzz della Signora ORIELLA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/P1000030-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>La ricetta che vi propongo è opera della Sig.ra Oriella che tira la sfoglia con il mattarello secondo un’antica manualità tipica ed unica delle donne emiliane e di cui è difficile imparare l’arte. I  piatti  della sua cucina sono una vera delizia e non ci sono parole per descrivere il suo operare  con movimento ritmico sulla spianatoia:dai cappelletti ai cappellacci, parla da solo il palato.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong> per 4 persone:<br />
Sfoglia: 1 uovo a persona per ogni 100 grammi di farina: la sfoglia è il segreto per tutte le paste ripiene, dovrà essere più che altro elastica e non sottile.<br />
<strong>Ripieno:</strong> 1 kg polpa di zucca gialla &#8211; parmigiano reggiano grattugiato &#8211; pangrattato &#8211; noce moscata &#8211; 1 uovo.</p>
<p>Mettere nel forno già preriscaldato la zucca gialla con la scorza privata dei semi ed arrotolata nella carta stagnola. Lasciare cuocere per 20 minuti e una volta pronta, raffreddare. Passare nello schiacciapatate, mescolare con il parmigiano, l&#8217;uovo, un pizzico di sale, una macinata di pepe, una grattata di noce moscata.<br />
Tagliare a questo punto la sfoglia in quadratoni con il lato di 5 o 6 centimetri e porre al centro un cucchiaio abbondante di impasto di zucca, chiudere il quadrato in diagonale in modo da formare un triangolo e, successivamente unire le due estremità come per fare un grosso tortellone.<br />
Far lessare i cappellacci in acqua bollente salata e saltarli in padella con burro abbondante,  salvia ed ancora  un pizzico  di noce moscata. Oppure  condire con del  ragù che si connubia  perfettamente con il sapore dolce della zucca. Cospargere con abbondante parmigiano.</p>
<p>I cappellacci non  vanno preparati con largo anticipo a meno che non si congelino, altrimenti  la zucca bagna la sfoglia.</p>
<p>Se vi trovate per un weekend a Ferrara non dimenticate di fare un salto da Perdonati in Via San Romano, per comprare la coppia, (e non solo) che qui viene fatta esclusivamente a mano.</p>
<p><strong><em>Angela Marcella Guarnieri</em></strong><br />
<strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/angela-marcella-guarnieri/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
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		<title>Da Parigi con amore</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 05:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[valentino di persio]]></category>

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		<description><![CDATA[Amanti nel bistrot (Cafè lovers) di Joseph Lorusso Era un luglio di svariati anni fa! Giovani e belli come il sole, io e Rebecca, ci giurammo eterno amore sulla &#8220;Rive Gauche&#8221; della Senna, sotto un cielo costellato anche da fuochi d&#8217;artificio. Ci sentivamo avvolti da una tale travolgente passione da estraniarci tra il mare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/amanti-nel-bistrot.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Amanti nel bistrot (Cafè lovers) di Joseph Lorusso</em></p>
<p>	Era un luglio di svariati anni fa! Giovani e belli come il sole, io e Rebecca, ci giurammo eterno amore sulla &#8220;Rive Gauche&#8221; della Senna, sotto un cielo costellato anche da fuochi d&#8217;artificio. Ci sentivamo avvolti da una tale travolgente passione da estraniarci tra il mare di persone, nel clima festoso e surreale della ricorrenza della  presa della Bastiglia. </p>
<p><span id="more-12772"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/996ca8ddb39e4d2497bed48cf7c6c7da" width="320" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Tanti anni fa&#8230;., a Parigi</em></p>
<p>         Eravamo innamorati, lo eravamo &#8220;perdutamente&#8221;! Eravamo certi e convinti che non ci saremmo lasciati mai, nemmeno per un attimo. Le note del grande Jean Michel Jarre, sparse nell&#8217;aria, mantenevano viva la nostra passione: “Equinoxe” fu la colonna sonora del nostro breve ed intenso amore! Mai giuramento fu tanto disatteso.</p>
<p>	“Equinoxe” è un brano strumentale che mi faceva e mi fa ancora impazzire! E&#8217; stato il testimone di un amore breve, intenso e travagliato! Arrivò il fatidico giorno dell&#8217;addio colmo di promesse e speranze di ritrovarci, ma sapevamo che stavamo mentendo a noi stessi! La menzogna balenava nei nostri occhi e nelle nostre parole. Di li a poco ci saremmo persi per sempre, lo sapevamo entrambi. I nostri cuori vilipesi e straziati; le lacrime brucianti solcavano silenziose i nostri visi. </p>
<p>	La notte, il telefono squillò assordante nella solitudine della mia casetta a Saint-Cloud, ormai spoglia, con valigie e cartoni colmi di cose buttate lì alla rinfusa per essere sistemate in vista della mia definitiva partenza dalla Ville Lumière. Di corsa scesi le scale, la testa mi girava, mi sentivo stordito dall&#8217;improvviso risveglio. Concitato staccai la cornetta dell&#8217; apparecchio a muro.<br />
-Hallo- dissi.<br />
Mi rispose una voce femminile.<br />
-Hallo Valerio, I&#8217;m Christine a good friend of Rebecca.-<br />
-Ma certo, sì Christine! Rebecca mi ha parlato spesso di te! Lavorate nella stessa organizzazione, non é così?-<br />
-Esattamente!- rispose.<br />
-Ritengo che, data l&#8217;ora, tu debba dirmi o chiedermi qualcosa d&#8217;importante! Cosa posso fare per te?-<br />
-Valerio- tagliò secca -Rebecca é all&#8217;ospedale, ha ingerito un mezzo tubetto di barbiturici. &#8211;<br />
-Ma come! Quando é successo, come sta?- le chiesi allarmato.<br />
-Non so altro, sono stata avvisata poco fa da un dottore dell&#8217; Hotel Dieu. Sai dove si trova?- mi chiese.<br />
-Ma si, si! E&#8217; un ospedale storico dell&#8217; Ile de la Citè.-<br />
Riagganciai. La testa cominciò a girarmi, ero confuso! Aprii la porta e uscii per prendere una boccata d&#8217;aria, per riordinare le idee, fare mente locale. Mi chiedevo se quello che stavo vivendo fosse un incubo o se, invece, fosse una triste realtà.</p>
<p>	Presi a massaggiarmi le tempie e, come d&#8217; incanto, sentii la mia mente rasserenarsi progressivamente, le idee schiarirsi pian piano. Mi resi conto, recuperando le mie piene facoltà mentali e riprendendo il totale controllo di me stesso, che Rebecca aveva forse commesso quell&#8217;atto insano, per trattenermi, per legarmi a lei.</p>
<p>	I miei sentimenti in tale contesto divennero contrastanti. Da una parte mi sentivo gratificato, compiaciuto per quel gesto d&#8217; amore, dall&#8217; altro canto, invece, mi sentivo in pericolo, preso a tradimento! Tradito da quel tentativo maldestro, che da lei non mi sarei mai aspettato. Non l&#8217;avrei mai creduta capace di un gesto così passionale, in considerazione del suo temperamento anglosassone. Pensai a mia moglie ai miei figli che aspettavano il mio rientro a Roma.</p>
<p>	Abbandonai queste elucubrazioni, mi vestii, salii in macchina e corsi all&#8217; Hotel Dieu. Quando arrivai erano circa le 4 del mattino. Una infermiera, una ragazzotta di chiara origine nord-africana, rispose con un sorriso assonnato al mio “excusez–moi Madame!”.</p>
<p>	Mi disse che la &#8220;Demoiselle Anglaise&#8221; era fuori pericolo e che se volevo, potevo salire al primo piano dove avrei potuto chiedere al medico di guardia di poterla vedere per un attimo. Ringraziai l&#8217;infermiera e mi avviai verso la grande scalinata in stile Impero. Mi fermai di scatto. </p>
<p>	Mi ritornarono i pensieri di prima. Pensai che salendo quelle scale avrei compromesso il mio futuro, mi sarei complicato la vita, avrei ceduto. Rebecca, la conoscevo! Era convincente, riusciva sempre a strapparmi delle promesse, scrutandomi dentro con i suoi occhi verdi, accarezzandomi dolcemente. Sapeva di piacermi! Sapeva che mi andava a sangue! Il solo sentire il profumo della sua pelle, mi provocava uno scombussolamento ormonale, un&#8217;attrazione carnale sconvolgente, irrefrenabile.</p>
<p>	Non salii, non ebbi il coraggio di salire! Tornai indietro per riguadagnare l&#8217;uscita, sotto lo sguardo meravigliato dell&#8217; infermiera.  Andai via tirandomi su il bavero del cappotto forse per ripararmi dal freddo penetrante di quell&#8217;alba maledetta! Barcollante, le gambe indecise, mi allontanai. La confusione riprese il sopravvento. Mi sentii improvvisamente un cinico, uno stronzo, un vigliacco, un bastardo, un uomo senza attributi. Insomma, un debole incapace di assumersi le proprie responsabilità. Certo, le responsabilità! Ma quali responsabilità? Ero solo colpevole di essermi lasciato trascinare in una sconvolgente passione, di avere ceduto alla bellezza e al fascino di una donna.</p>
<p>	 La testa cominciò di nuovo a girarmi, parcheggiai la macchina nelle vicinanze del Pantheon. Vagai a zonzo, senza una meta, fino a mezzogiorno per il Quartiere Latino. Ripercorsi luoghi e piccoli Bistrot frequentati con Lei. Due giorni dopo, a bordo della mia Mini Minor, lasciai Parigi alla volta dell&#8217;Italia. In quella città lasciai una buona porzione del mio cuore e una miriade di ricordi.</p>
<p>	Rinvenni un biglietto nel taschino di una giacca, c&#8217;era scritto: &#8220;Il est  desormais trop tard pour tous les deux! Tu vas partir et je suis déjà malereuse. J&#8217;attends ton retour .. ou je viendrai te chercher! R.&#8221;</p>
<p>	Venne a cercarmi a Roma due mesi dopo, accompagnata da sua madre. Un collega la informò, mentendo, che ero stato trasferito in Spagna. Se ne ritornò in Inghilterra, a Leeds! Non  ho mai più saputo niente di lei ….. </p>
<p>&#8230;. Io vorrei, non vorrei …&#8230;.. ???<br />
Ynus Aulus<br />
(Valentino Di Persio)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/89b186a9bd8b4550843a59a6637e3440" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’autore della novella, Valentino Di Persio</em></p>
<p>Valentino Di Persio, un abruzzese di Brittoli (PE), trapiantato a Roma, ha conseguito una formazione linguistico-sociologica, scoprendo tardi la sua vena creativa. Ha pubblicato una raccolta di poesie presso la Casa Editrice “Pagine”, collana &#8220;Poeti Contemporanei&#8221; n.63. Nelle sue composizioni la donna assume un ruolo preminente, quasi celestiale, capace di ispirare alti sentimenti e provocare forti emozioni.</p>
<p><em>Avvertenza:<br />
•	I diritti degli articoli e dei documenti pubblicati nel seguente articolo appartengono ai rispettivi proprietari.<br />
•	Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata. </em></p>
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		<title>Euthanasia  in the Netherlands. Doctor, please help me die!</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[death]]></category>
		<category><![CDATA[euthanasia]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[netherlands]]></category>
		<category><![CDATA[palliative care]]></category>

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		<description><![CDATA[Detail of Michelangelo&#8217;s Pieta: Christ&#8217;s face. All over the world people still think that in the Netherlands euthanasia is common practice, despite the fact that, on April 1st, 2002 a law was passed with the goal to end illegal actions performed without medical supervision and the necessary treatment. One of the most important rules to [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Un-particolare-della-pietà-di-Michelangelo.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Detail of Michelangelo&#8217;s Pieta: Christ&#8217;s face.</em></p>
<p>All over the world people still think that in the <strong>Netherlands</strong> <strong>euthanasia</strong> is common practice, despite the fact that, on April 1st, 2002 a law was passed with the goal to end illegal actions performed without medical supervision and the necessary treatment. One of the most important rules to respect when it comes to performing euthanasia is that the patient declares his or her wish to die in full lucidity and conviction, repeatedly, preferably with a previously <strong>drawn up will</strong>. Therefore, euthanasia cannot be performed on the demented elderly, children born with deformities or the handicapped. Also, the patient’s suffering must be unbearable and unable to be healed even with <strong>palliative care</strong>. Another essential factor needed in order to perform euthanasia is that the patient’s illness must be <strong>incurable</strong>, and that the illness is <strong>terminal</strong>. Finally, the patient should <strong>not be depressed </strong>because the desire to die may be temporary. If the patient meets all the legal conditions, the procedure is, before execution, reviewed by a specially trained doctor, a so-called SCEN-doctor.</p>
<p><span id="more-13096"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/39493d3a89a64d8dac71536e11020a6a" width="500"  alt="Dr. E. Martin"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Dr. E. Martin, in his consulting room in Eindhoven, Netherlands, during the interview (photo: M.C. Giongo)</em></p>
<p>The English definition of <strong>SCEN</strong> (Steun en Consultatie bij Euthanasie in Nederland) is: Support and Consultation on Euthanasia in the Netherlands. It was founded in <strong>1997</strong> (as <strong>SCEA</strong>) in <strong>Amsterdam</strong> as a project for the study of patients suffering from serious diseases, to seek solutions to health and the ability to face death in the best way possible. In the following years it has grown on a national level, and has existed as SCEN for ten years. Currently there are about 600 doctors who are part of this group, and they receive approximately 3,000 formal consultations and 1,000 phone calls per year.</p>
<p>This SCEN-doctor has a leading role in the whole procedure. He is an &#8220;<strong>independent</strong>&#8221; doctor to whom the colleague assisting the patient asking for euthanasia can turn to, in case of doubt and indecision. After talking to the referring physician and the patient and his family he objectively ascertains whether all the legal requirements are met both in field of the patient as well as the attending doctor. In a written report he will state the procedure is carefully followed, all the requirements are met and that there are no reasonable alternatives in treatment. After receiving this report no more barriers withhold the attending doctor and the patient to agree on executing the euthanasia. When the patient is deceased, because of an unnatural death, the municipal coroner surveys the situation, the medication given and if everything is according regulations advises the public prosecutor to release the body for burial or cremation. All the documents are handed over and sent to a <strong>special commission</strong>. This commission, composed of several elements, including a physician, an ethicist and a lawyer, <strong>retrospectively assesses </strong>(again) if the procedure has been carefully followed. Their judgment is largely made on the document from the doctor performing the euthanasia and the SCEN-doctor. In a few weeks time the performing physician then receives either an exemption from prosecution, a call for additional information when questions are raised or he can be prosecuted. </p>
<p>To better understand their purpose I interviewed <strong>Dr. Eric Martin</strong>, who has been a member for 8 years. He told me about his experience, which was very interesting and enlightening on the delicate and important subject of death. How to experience death, in a conscious and peaceful manner.</p>
<p>Doctor Martin is 46 years old, married and has three children. He is a <strong>family physician </strong>at the medical center “<strong>Gezondsheidscentrum Achtse Barrier</strong>” in <strong>Eindhoven</strong>, a city in the south of the Netherlands. He is respected by his patients, just because he always treats them with great care and respect.</p>
<p><em>Dr. Martin, when and why did you start to address the issue of euthanasia?</em><br />
Before I began my training to become a family doctor I worked in the hospital, dealing with heart and lung diseases. When you come in contact with death, especially while dealing with serious diseases such as cancer, many questions arise, both on the treatment best suited for the patient or on how to accompany the patient in facing the end of life with the least amount of suffering possible. At that time in my hospital with catholic roots euthanasia was not an option, so mostly morphine was given to ease pain and relieve suffering. However in some cases this was not sufficient. Patients could lay in their beds for days meaningless without any purpose. Being very harsh for their family not knowing if the patient suffers. During my training to become a family doctor I witnessed a performed euthanasia and was part in a second procedure. I saw how important the work as family doctor can be in situations where a disease is incurable, further treatment is impossible, patients having questions about the quality of life, expected suffering, their fears of dying, faith and death. To keep or regain control over their life and the disease patients need to be well informed about their disease, the possible complications that can occur while it progresses and what medically can or cannot be done. <strong>This process is also intense for the attending physician</strong>. So I wanted to learn more about all the procedures and possibilities. After completing my training I started working in <strong>Eindhoven</strong> and after settling I joined <strong>SCEN-doctor</strong>. A team of diverse doctors who are not involved with the patient or the attending doctor. Their function is to assist colleagues in matters of euthanasia.  We give advice when there are doubts in the case of a request for euthanasia and scrutinize the procedure. This advice is independent and follows the rules of the law. The law <strong>obliges</strong> a second doctor with knowledge reviewing the request.</p>
<p><em>How does this intervention take place?</em><br />
After having received a request to contact the colleague having a question about euthanasia we call back at a suitable moment where there is sufficient time. It could be a telephone consultation for information or the request for a drawn-up report after having personally spoken and examined the patient. Therefore we visit the patient. In one or two meetings we talk to the patient and the family involved. We have a check list for the previously stated legal conditions. Furthermore it is important that it is not a decision made by the family, but by that patient <strong>in full consciousness</strong>.</p>
<p><em>And if the family does not agree with their loved one’s request for euthanasia?</em><br />
Because of the special doctor–patient agreement you start with after becoming someone’s attending doctor the will of the patient is most important to us. It is to the patient that we owe all our care. But we also talk with the family, of course. Because of the experience we have working also as physicians in our own practices we function as an intermediary, if necessary, between them and the patient, trying in every way to keep harmony in the family. Trying to create <strong>mutual understanding </strong>for everyone’s wishes, needs and respect for the decisions made. In these cases, if you work as SCEN-doctor, you have a dual function: as a physician and to provide support during this time of very difficult decision-making. If present, we can start a process of acceptance which has to be cultivated by the attending physician asking for the consultation.</p>
<p><em>But before talking about active euthanasia, why not suggest other alternatives, such as palliative care, morphine, passive euthanasia?</em><br />
<strong>First of all I would like to point out that in the Netherlands there is no passive euthanasia</strong>. We never use that term. <strong>Euthanasia stated as an intervention used to shorten someone’s life is therefore always an active one</strong>. However there is a difference in administration. The doctor can play an active role in the administration of the lethal medication; medication administered by injection or infusion. Or the doctor may ask the patient to administer the medication himself by drinking the lethal solution. <strong>Palliative care </strong>is care aimed to relieve suffering, pain, and all other untreatable symptoms. Life in its essence is not shortened and therefore no euthanasia. The same goes thus for morphine, it mostly doesn’t accelerate the final process of death. Sleeping pills, given at night and then, when the pain is too strong, even during the day, are only drugs that help the patient suffer less. And even if there is a slight shortening of life, provided the medication was correctly given, it is seen as a <strong>side-effect of proper medical treatment</strong>. We therefore do not consider this euthanasia, but rather <strong>a medical procedure necessary to give relief to the patient </strong>and to help the patient die in a peaceful manner, in a natural manner, but also in the best possible manner. In my profession as a SCEN-doctor and as family doctor dealing with incurable diseases and euthanasia requests it is important to know the patient, to talk to the patient about the essence of life and death, and to understand why at some point he or she is no longer able to bear it and therefore requests euthanasia. If a patient suffers from untreatable symptoms (rudimentary symptoms) we have the possibility of starting palliative sedation. It is a way of sedating the patient intermittently or continuously until he dies in a natural way caused by progression of the disease. A very important factor (which not everyone knows) is that <strong>the intervention with continuous palliative sedation can be applied if the life expectancy does not exceed two weeks</strong>. Starting too early with sedation life may be shortened because of lack of fluids (being not able to drink). Then it becomes a disguised form of euthanasia.  </p>
<p>After a call for consultation we try to conclude the review <strong>in three days</strong>. Having consulted the referring doctor and his patient, the report made as a result is tenable for approximately <strong>one month</strong>. If the execution of euthanasia is postponed for a longer period <strong>a second review is required</strong>. I always ask the referring doctor to give a notice when euthanasia is performed so that there is a moment of reflection on the case; his experience? What went well? What could be improved?</p>
<p><em>Excuse me, but how do you know when the moment of death has arrived? Only God knows!</em><br />
You are right! Dealing with this issue as a SCEN-doctor as well as a family doctor I always say that we try estimating life expectancy but when people are religious I state it is really between God and the patient. I have seen patients live much longer and die much sooner than expected. In this regard physicians have a modest role. <strong>Only when a patient does not produce any urine, his pulse is elevated and weak and the blood pressure is low you can state that death is imminent</strong>.</p>
<p><em>Are you Catholic?</em><br />
I am a Christian, Protestant.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/268dc014241949df98cebf5834fb5d5d" width="320" alt="Dr. E. Martin"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Dr. E. Martin in his consulting room (photo: M.C. Giongo)</em></p>
<p><em>The moment you decide to give your positive advice in the matter of euthanasia, doesn’t this pose an <strong>ethical problem</strong>? Isn’t it difficult for you as a human and as a physician, to decide on the death of another human being?</em><br />
It’s true. I took <strong>The Hippocratic Oath</strong>, so my main task is to do everything possible to keep the patient alive. But do you know what the <strong>real problem </strong>is? That continuous advances in science have led to the discovery of new treatments which transform a disease that in the past people died from in short term to a state of chronic disease. People are cured or are having a slow descent in health over years or decades. Often with the risk that the patient sees this disease as a long ordeal that he or she at some point is no longer able to bear. At that point life gives way to suffering. Prolonging life means prolonging suffering. It feels haughty to tell patients how to die properly and that suffering has a meaning. So in my compassion I feel obligated to also think about the quality of the patient’s life. Diseases can have <strong>terrible complications</strong>, such as certain forms of <strong>cancer</strong> in head and neck region. <strong>People are afraid of pain, of suffering for a long time, or of suffocation</strong>. Especially in my daily work as family doctor once I know what could be the intensity of patient’s course of suffering, I find it essential to talk to him, and to <strong>prepare him </strong>for the end, and to also <strong>prepare myself </strong>as his physician, beside him. There are many points to consider, pain is never the patient’s sole reason for the wish to die.</p>
<p><em>How is euthanasia performed?</em><br />
As a SCEN-doctor you never execute the euthanasia. However being also a family doctor I have performed the procedure. Once you have followed the protocol of law, which as you can see is very strict, rigorous and thoroughly controlled, there are three forms of application: give the patient a mixture of medicines to drink, (<strong>assisted suicide</strong>), dilute these drugs in an IV drip so that the process is slower and the family can stay close to their loved one. Or give the patient an injection to let him fall asleep easily and then administer the lethal drug. In all these cases, of course, I am there with the patient to the end.</p>
<p><em>Why did you after 8 years leave your consulting position as a SCEN-doctor?</em><br />
Because I was pursuing other professional activities as well (I was also in charge of the elderly in nursing homes and patients with mental health problems). Performing ultrasound examination and recently as trainer of young family doctors, it had become an additional weighty commitment.</p>
<p><em>How many cases of euthanasia did you approve in these 8 years of consultation?</em><br />
About a hundred and twenty.</p>
<p><em>And as a family physician, in ten years, how many cases did you assist?</em><br />
Three.</p>
<p><em>So as SCEN-doctor approving over 120 cases in 8 years, but as a family doctor only 3 times in 12 years! Your answer surprises me, since I thought it would be a lot more!</em><br />
Indeed. There’s lots of talk about euthanasia &#8230; especially abroad when the Netherlands is mentioned. A year ago our euthanasia law was misused during Rick Santorum’s campaign (New York Times) But in reality euthanasia isn’t performed often. I will tell you something else. <strong>We as doctors often prefer a natural death</strong>. We don’t forget that that is mostly the best solution. We choose for quality of life. Talking about the possibility of euthanasia, palliative sedation, being indicated or not, is reassuring. It reduces fear and promotes a sense of control through which the patient can bear his disease until the end.  </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/3edbd130cea64d6082bfe2fe73571ea7" width="500" alt="Dr. E. Martin"/></p>
<p><em>What kind of people choose to accelerate death?</em><br />
For example, people in <strong>high powered jobs</strong>. Those who are used to always be in control of the situation. Suddenly, when they get ill, when it happens to them, to their own body, they often cannot deal with it and they cannot accept it. I always say: &#8220;<strong>You will die as you have lived</strong>.” To them it is a defeat. Whereas to those who accept life and even death simply for what it is, it’s not a defeat.</p>
<p><em>Doctor Martin, if it were a family member, or a friend that would ask you for help with euthanasia, what would you do?</em><br />
It happened that a friend of mine, suffering from ALS (<strong>Amyotrophic Lateral Sclerosis</strong>), requested my help. I had to refuse. Personal involvement in assisting death is not allowed.  Again, we have a law in the Netherlands that puts an end to illegal practices and precise and strict rules are placed on discussions on this issue. But I’d like to emphasize that a natural death, accompanying the patient to the threshold of &#8216;the beyond’ (but alleviating the pain with palliative care) is the best way to cross that threshold in peace. </p>
<p>During the interview Dr. Martin has given me a photocopy of two anonymous examples with requests for euthanasia in which he had given a positive advice during his 8 years as counsel to SCEN-doctor (leaving out the names of the patients and referring doctors).</p>
<p>It talks about a 76-year old woman, married, five daughters, eight grandchildren, one great-grandson, in the terminal stage of cancer with metastases. And of a man who is 63 years old and suffering from prostate cancer (diagnosis made in 2004, a request for euthanasia in 2009).  The report of Dr. Martin is accurate and precise, both from a human aspect as well as from a medical and psychological aspect (medical history, diagnosis, treatments, both past and at the time of submission of the request). No detail is left out, starting with the encounter between doctor and patient (alone or in the presence of family members, in line with the wishes of the patient) up to her hobbies. It also states that the patient is not depressed.</p>
<p>In the second case, Dr. Martin concludes that &#8220;at present his pain is still bearable and under control but when the moment comes that the patient says that he can no longer bear it, the patient’s doctor states that <strong>all the elements required by law </strong>are in place to accept his request.</p>
<p>Maria Cristina Giongo</p>
<p>Translated from Italian into English by Isabella Connors-Renting</p>
<p>Doctor E.M. Martin<br />
Gezondsheidscentrum Achtse Barrier<br />
Eindhoven<br />
The Nederlands<br />
<a href="http://www.elz.nl/index.php/gcab/gezondheidscentrum_achtse_barrier">www.gcab.nl</a></p>
<p><em>Prohibited the dissemination of text and photos without permission and without citing the author and source of information.</em></p>
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