<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849</atom:id><lastBuildDate>Fri, 01 Nov 2024 11:13:58 +0000</lastBuildDate><category>Futuro</category><category>Amore doloroso</category><category>Poesie</category><category>L&#39;amore</category><category>Ricordi</category><category>Speranza</category><category>Racconto</category><category>Amore felice</category><category>Qualcuno</category><category>Sogni</category><category>Riflessioni</category><category>Innamorato della vita</category><category>Altro</category><category>Consigli</category><category>Domande</category><category>Morte</category><category>Racconti</category><category>Aforismi</category><category>Citazioni</category><category>Desideri</category><category>L&#39;amicizia</category><category>Passanti</category><category>Video</category><title>Se non scrivere e ingoiare il tempo</title><description>Un blog sull&#39;amore, sotto l&#39;amore, dentro l&#39;amore, che parla di amore. Il dolore, l&#39;illusione, la gioia, la speranza, la delusione. Le mie storie da innamorato e storie inventate. Storie di tutti.</description><link>http://coach88.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Coach)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>177</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-2340505967566671066</guid><pubDate>Fri, 30 Nov 2012 00:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-29T16:58:57.662-08:00</atom:updated><title>Tutte le donne della mia vita</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;In principio fu B. Ma B ha trovato un luogo tra queste parole soltanto per il povero merito di essere stata la prima. E non c&#39;è altro da aggiungere, credetemi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;V l&#39;ho conosciuta da seduto. Lei era in piedi. Era la Grecia, era un&#39;isola travolgente e sperduta. Una delle poche dove una lingua di sabbia diventa penisola, baciata su entrambe le guance dallo stesso mare. V è diventata bella nel ricordo. Il ricordo di un mosaico di stelle, firmato dalla luna. Con quei ciuffi di erba di mare che dondolavano osservando i nostri corpi nudi e impacciati. V è l&#39;essere stati ancora più ingenui, ancora più lontani da un equilibrio che di utopico ha pure i contorni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;m aveva il mare negli occhi e la sabbia sulla pelle. Li portava con sè con disinvoltura, ma solo perché non poteva vederli. m è stata il primo amare concesso. m erano i primi baci nascosti e velati. m è stata la prima illusione del mio cuore. m mi ha abbandonato al telefono, poi solo lacrime, vetri infranti e carta fotografica al suolo. m è stata anche un recente desiderio proibito. Ma quale proibito! È stata un desiderio. Mai appagato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Dopo m, è entrata M. La M maiuscola. L&#39;amore che poteva valere una vita, e che invece è valsa solo pochi anni. M accompagnava i sorrisi con due fossette, due virgolette che sottolineavano la parola &quot;bocca&quot;. La sua bocca colpita dai miei baci. Come il primo, distesi abbracciati vicini scoperti su quel divano. M è l&#39;unica che ha ancora fame delle mie lacrime, in certe notti, come questa. M è un campo di grano che fugge dall&#39;ultimo sole. M è la Grecia. M è la scoperta del sesso. M è la più grande delusione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Poi un&#39;altra V. Una V a cui ancora regalo sorrisi. Perché delusione non è stata. Giovane illusione, canzoni, profumo di muschio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Infine D. Di lei ho già parlato l&#39;ultima volta. E ultima volta sarà.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/11/tutte-le-donne-della-mia-vita.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-1918700757614909529</guid><pubDate>Sun, 28 Oct 2012 20:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-28T13:56:57.589-07:00</atom:updated><title>R</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Tu non lo sai, io lo so già. L&#39;ho capito in un secondo, in un attimo di sguardo e illuminazione. Io ti amerei come nessuno potrebbe mai. Come nessuno ha mai potuto. Sono solito impazzire, sono impazzito per te oggi. Non avevo capito nemmeno come ti chiamassi, che cosa studiassi, che arte praticassi. Però ti ho amata immediatamente. Cercherò, riuscirò ad averti. Questo è il pensiero di questa sera. Ti amo e non lo sai. Ti amo e non lo so nemmeno io. Un sogno il tuo sorriso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/10/r.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-7772181899080766228</guid><pubDate>Tue, 23 Oct 2012 18:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-23T11:17:36.220-07:00</atom:updated><title></title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;C&#39;è una droga per noi malati d&#39;abitudine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Spacciatori noi stessi, fornitori d&#39;illusione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Una droga che non ha nome, una droga che agisce sul giudizio degli eventi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Si assume convincendosi che esista il senso, credendosi tratto di un disegno, promettendosi che il dolore pagherà il conto, prima o poi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Per effetto immediato, la vita diventa ovviamente ciclica. Appare una luminosa giustizia, che punirà i senz&#39;anima e sfamerà i feriti al cuore. Si vede una salvezza, stampata su un cartello, sfocato dalla distanza, sul ciglio di questa lingua di asfalto e tempo. S&#39;impazzisce, &amp;nbsp;ci si convince che soffrire è necessario per non soffrire più. La realtà delle azioni si colora di paradosso, si crede pur non credendo. Ma è tutto falso. È un&#39;allucinazione autoalimentata. Non ci sarà giustizia. Non esistono regole di destino. Non c&#39;è un destino. Perché potrebbe anche andare tutto male, continuare ad andar male. E non smettere mai. Niente si risolve per forza di eventi. È tutto casuale e in parte discendente dal nostro essere noi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/10/ce-una-droga-per-noi-malati-dabitudine.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-1471421195082919208</guid><pubDate>Mon, 22 Oct 2012 00:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-21T17:49:17.503-07:00</atom:updated><title>Scriverò di te</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Scriverò di te, e poi non lo farò più. Lo faccio perché ne sento il bisogno, perché credo sia il posto giusto per farlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Io mi sono innamorato di un sorriso, quello che mi hai regalato un pomeriggio di primavera, abbracciati tra quelle quattro scrivanie di finto legno. Ridevamo e ridevamo e ridevamo. Fino alle lacrime, fino a uno sguardo colmo d&#39;intesa. È nato tutto, per davvero, in una notte di alcol, sudore e bassi sparati al massimo. Nemmeno ricordo il momento in cui ci siamo ritrovati l&#39;uno stretto all&#39;altro, nella morsa del nostro primo incredibile e dimenticato bacio. Nemmeno ricordo il tempo trascorso tra quel bacio e il tuo letto, che quella notte ha visto i primi tentativi di violazione dei nostri reciproci corpi. La mia mano che inseguiva il tuo piacere, quel mare di lenzuola in tempesta, la tua pelle che cercava il fuoco sfregando contro la mia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ci siamo svegliati insieme quella mattina e non ci siamo più lasciati. Il mio corpo chiamava il tuo. Le mie labbra ti guardavano e tu restituivi i tuoi occhi. Fino a quella notte nel nulla, quando ti ho spinta per farti cadere sull&#39;erba, e circondati da quattro, cinque, sei, sette, otto, cento mura di granoturco abbiamo fatto l&#39;amore per la prima volta. Mi guardavi felice, di un felice che sapeva di finalmente. Ci siamo rubati baci stretti, nei bagni, sui balconi, nelle auto. Ci bastava guardare nel desiderio dell&#39;altro per capire che era il momento di scappare, di nasconderci, di piacersi a vicenda. E su quelle colline di profumi e vini, cucinati da quel sole instancabile, abbiamo capito che potevamo amarci. Potevamo amarci senza il peso delle responsabilità, senza timore di un futuro difficile. Abbiamo mangiato, bevuto, fumato, riso e fatto l&#39;amore come se fossero tutti ingredienti di un&#39;esaltazione unica di quegli istanti. Poi ho comprato una bottiglia del vino più buono del mondo e ti ho portata su quella lingua di pietre che timidamente sbircia nel mare. Lì ti ho detto che ti volevo, ti volevo mia e mia soltanto. Tre lacrime sono evase dalla prigione dei tuoi occhi, in quel momento. Ed è stato un ennesimo altro bacio. Un bacio ebbro e incosciente, di quelli che si danno davvero poche volte in questa vita. E in poco tempo Parigi era nostra. La Senna ci indicava la via e noi non dubitavamo della sua saggezza. Ci siamo tenuti per mano accanto a quei libri ingialliti dai giorni, lungo quelle strade di magia ed eternità. Ci siamo abbracciati sotto la pancia della Torre, e Dio sa perché non siamo ancora lì, soffocati da quella stretta, fottuti da quella fottutamente romantica atmosfera.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Poi tutto è cambiato. Quel treno interrotto ci ha riportati a casa, e non solo. Ci ha portati via dalla bellezza di quei giorni, mi ha riportato ad essere solo, ancora una volta. Perché tu su quel treno piangevi, e alle tue spalle gli alberi si mescolavano ai tralicci, le case alle montagne. E tu piangevi e mi stringevi e io ti ho detto quello che dovevi sentirti dire. Che sarebbe andato tutto bene, che tutto si sarebbe risolto. Che in fondo era normale non essere del tutto felici. Che sentirsi mancanti è la condizione ordinaria del nostro essere umani. Tu mi rassicuravi, con i tuoi straordinari baci e i tuoi occhi luccicanti. Io ti ho creduto, come se fossi appena nato, come un alieno giunto da poco su questo mondo, ignaro di come vanno sempre le cose. Ma tu piangevi troppo spesso e troppo spesso i tuoi occhi non luccicavano più. Finchè non hai più guardato le mie labbra, che preferivi ai miei occhi. Ma mi hai guardato negli occhi, dimenticando le labbra, e hai detto che quella era la fine. Io le tue labbra le guardo ancora, ogni tanto, di nascosto, di profilo. Tu non lo sai. Tu ora baci lui. Tu ora fai l&#39;amore con lui. Tu ora ridi con lui. Tu ora viaggi con lui. Io non ti saluto più, non reggo il peso del tuo sguardo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ho scritto di te, non lo farò più.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/10/scrivero-di-te.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-8631743311565193652</guid><pubDate>Fri, 05 Oct 2012 17:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-05T10:55:53.054-07:00</atom:updated><title>Il mio colore preferito</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;La sensazione è che tutte le donne che mi hanno fatto del male stiano contemporaneamente vivendo momenti felici e completi. Hanno tutte trovato l&#39;amore della loro odierna vita. Hanno tutte un sacco di cose da dire, di esperienze da raccontare. Hanno cambiato città, amici, studi, lavoro, interessi, colore preferito. Hanno quello che da sempre cercavano, e che hanno trovato anche attraverso la mia necessaria sofferenza. Sono stato per tutte un passaggio, mai un arrivo. Anche se loro, tutte, mi giuravano il contrario. Ho sempre rispettato la loro scelta, pur non credendo mai alle loro motivazioni. E tutte si sono rifatte vive, strisciando ai miei piedi, cercando quel perdono e quell&#39;assoluzione dal peccato d&#39;amore che potesse slegarle dai loro sensi di colpa. Quei sensi di colpa che loro stesse avevano sottovalutato. Illuso da tutte. Abbandonato da tutte. Richiesto come aiuto da tutte.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;Ora sorridete, viaggiate, baciate. Io sono sempre qui, ancora qui. Quello di prima, più o meno con gli stessi amici e lo stesso colore preferito.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 17px;&quot;&gt;Perlomeno, spero di esservi servito abbastanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/10/il-mio-colore-preferito.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-8280979848964667671</guid><pubDate>Thu, 27 Sep 2012 00:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-26T17:20:17.385-07:00</atom:updated><title>Ecco la scala, in ordine crescente. </title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Fumo di Pall Mall esce dalla mia bocca. Bocca che ha baciato troppe bocche. Bocche buone per tante cose, a volte anche per baciare. Poche volte. Più spesso portate a promettere ciò che non si può promettere. È la vita, non me ne faccio certo un motivo di lamento. Sarebbe esagerato. Esagerato, come tutte queste ultime preoccupazioni che sembrano tutti avere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Eccitazione, felicità e serenità. Ecco la scala, in ordine crescente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;L&#39;eccitazione è quella che provi tu, ora, tra le sue braccia. Non più le mie. È l&#39;eccitazione della nuova novità. È simile all&#39;eccitazione maschile, ma è di stato. È come un turgido pene che comanda le scelte e le sensazioni, per un breve lasso di tempo. È come un&#39;erezione, destinata a svanire. La stessa che abbiamo avuto insieme, quei giorni in Toscana. Pensavamo entrambe di aver superato le nostre paure. Paure opposte, ma pur sempre paure. Ma era solo eccitazione, non era felicità nè serenità. Era la bellezza improvvisa di una situazione prima nemmeno immaginata. Era tante cose, tante cose mortali. Precocemente mortali. E infatti tutto è finito, come un&#39;erezione, come una scopata occasionale. E l&#39;uomo sei stata tu, non io. L&#39;uomo figlio del momento, senza complicazioni mentali. Io sono stato la donna, quella che prima, almeno un po&#39;, ci ha pensato. Ma non importa, ci dimenticheremo l&#39;uno dell&#39;altro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;La felicità è tutt&#39;altro. È allo stesso modo mortale, estremamente mortale. È rapida, come una carezza che non diventa abbraccio. Non è indipendente, ma fiorisce dalla serenità. È più che un&#39;eccitazione, dunque. Ha a che fare col puro, con l&#39;abbaglio di eterno. Poche volte ho provato felicità, e sempre per brevi istanti. Come tutti, ma pochi l&#39;hanno già compreso. Felicità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;La serenità è la mia ambizione. È uno stato emozionale calmo e sorridente. È la condizione di vita legata allo scopo finale. Solo la serenità può essere eterna, e fecondare il cuore per la felicità. Ecco qual è il mio fine, che ho cercato e cerco tuttora di raggiungere attraverso di voi, donne della mia vita. Non è bisogno d&#39;amore, non è astinenza d&#39;affetto. È puro desiderio di serenità. Di base solida e duratura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Quante cose vorrei scrivere oggi. Ma mi fermo qui, ho paura di ripetermi. Dolce notte a te.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/09/ecco-la-scala-in-ordine-crescente.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-7921793307132293338</guid><pubDate>Thu, 13 Sep 2012 19:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-13T12:18:18.685-07:00</atom:updated><title>Noi siamo vivi, voi avete paura</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 18px;&quot;&gt;Nascondetevi dietro il vostro utilizzato disprezzo. Credeteci immaturi, ingenui, superficiali. Andate a letto tranquilli, convinti che tanto non ne valeva la pena. Pensateci tristi, affranti, finiti. Convincetevi di aver capito almeno qualcosa di questa vita, di aver fatto qualcosa di buono. Oppure, a vostro piacere, affossatevi sotto i vostri presunti problemi, le vostre pesantissime eredità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 18px;&quot;&gt;Rig&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;irate la clessidra dei sensi di colpa e aspettate che sia di nuovo colma.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;E nel frattempo fottetevene del mondo, di noi idioti del presente. Tranquillizzatevi avendo pena della nostra pochezza, cancellando la macchia delle nostre parole. Rifugiatevi nell&#39;inevitabilità del fato, nell&#39;onnipotenza del destino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;display: inline;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Fate tutto questo e andate a dormire tranquilli.&lt;br /&gt;Noi forse piangeremo, ma non vi rimpiangeremo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Noi conoscevamo il rischio e ne abbiamo accettato il pericolo. Noi vi dimenticheremo, perché siamo già nella vita.&lt;br /&gt;Noi siamo vivi, voi avete paura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/09/noi-siamo-vivi-voi-avete-paura.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-8274578265767175211</guid><pubDate>Thu, 13 Sep 2012 17:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-13T10:22:29.210-07:00</atom:updated><title>Milano</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #333333; line-height: 18px;&quot;&gt;È difficile non perdere la fiducia nelle persone, a Milano. Sembra che a nessuno freghi niente di nessuno. Le persone non ti salutano, nemmeno se le saluti tu per primo. Entro nei bar, nelle tabaccherie, nei cinema, nei locali. Cerco sempre di avere un atteggiamento solare, anche quando vorrei mandare affanculo tutti. Saluto, chiedo quello che desidero, mai mancando di dire &quot;per favore&quot; e &quot;grazie&quot;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Di fronte mi trovo muri a secco, grigi e impassibili. Sembrano quasi infastiditi dalla cordialità. Ci tengono a farti capire che a loro, di te, non importa nulla. Potresti anche prendere il resto, uscire dalla porta ed essere scippato. Loro non muoverebbero un dito. È come essere in un&#39;enorme teca di aria pesante, cemento e merda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;display: inline;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Esci, vai a fare una passeggiata. Noti una persona interessante, ti avvicini, provi a rompere il ghiaccio. E quella ti guarda male, anzi, ti guarda stupita, come se fossi entrata di nascosto in casa sua. A Milano non c&#39;è differenza tra essere chiusi in una stanza o essere nel centro di una piazza. Le persone camminano in solitari corridoi frutto della loro mente concentrata e relativamente assente. Potrebbe succedere qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Loro rimangono impassibili. Forse gettano un&#39;occhiata, ti giudicano in silenzio e riprendono a camminare. A Milano i complimenti sono più vicini alle offese. È come se debba sempre esserci qualcosa dietro, di sporco, di losco, di brutto. Perché quello mi sta parlando? Perché quello mi ha sorriso? A Milano vedi ragazze e ragazzi seduti sul bordo del marciapiede, che piangono perché sono stati appena scaricati. Non una persona che si fermi, che s&#39;interessi di quelle lacrime, destinate a scorrere in un cazzo di tombino sporco di sangue di piccione. Stare tra la gente, a Milano, è come stare da soli. I confini spaziali creati dalle persone non permettono scambi, non permettono stimoli nè novità. Ognuno pensa per sè, al massimo sgancia cinquanta centesimi a un barbone. A Milano ragazzi e ragazze, ma anche uomini e donne, prendono per il culo i venditori di rose. Li scherniscono, come i nazionalsocialisti con gli ebrei. È la stessa cosa. Milano è una città razzista, dove nessuno può essere razzista. Ti rimproverano se t&#39;incazzi con lo zingaro che ti ha ripulito la casa, e poi si fanno problemi a mangiarsi un kebab alle 3 di notte, a sedersi in una pizzeria con camerieri cinesi, a regalare una birra a un morto di fame, a parcheggiare davanti alla mensa dei poveri.&lt;br /&gt;Milano è una città di merda. È il fulcro del vizio, del puttanismo, della strafottenza, del vanto, dell&#39;umiliazione, del mors tua. A Milano si vive da soli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/09/milano.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-6161579625285059093</guid><pubDate>Tue, 01 May 2012 02:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-30T19:27:46.994-07:00</atom:updated><title>Svegliatevi</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Volete sapere tutto? È un sentirsi soli in mezzo a cumuli di persone. Soli nella ricerca del bello, del semplicemente straordinario. Tutti mi sembrano avere poche reali preoccupazioni, e nonostante questo sputano vittimismo a ripetizione. Si lamentano, le donne, di non trovare un uomo. Quando l&#39;uomo, soltanto quale luna fa, ce l&#39;avevano tra le braccia, avvolto nel lenzuolo stirato dalla loro mamma. Quello stesso uomo che hanno poi scaricato dalla macchina, in una di quelle poche sere in cui si sono credute, per una volta, con le chiare idee in testa. Io non credo di avere più problemi di molte altre persone. Anzi, credo di averne meno della media. Una media falsata da tutti questi nuovi poverini, che in realtà potrebbero avere tutto e per questo, solo per questo, sono comodi nel loro autosostenuto stato di mancanza. C&#39;è questa sporca moda di buttarsi giù, di spiaccicarlo su internet di modo che tutti possano saperlo e che qualcuno possa scrivere il contrario. Perchè queste persone rincorrono un&#39;autostima che non hanno, e forse nemmeno a torto. Io mi sono stancato di conoscere piccole anime. Dov&#39;è la O di originale? Dove la S di sorprendente? Dov&#39;è finita la I di interessante? Quanti pochi umani vale la pena di conoscere, oramai? È possibile che si accontentino tutti di così poco, quando le possibilità di ottenere il superbo sono così reali?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ma forse anch&#39;io mi sto lamentando. Forse sto facendo la stessa cosa. Ma alcuni comportamenti, troppe scelte mi sembrano lontane da una possibile comprensione. È davvero così difficile capire se ci piace una persona? A me non sembra. Eppure a qualcuno non sono bastati mesi. Veniamo messi in prova, e non alla prova. Una schifosa concezione dell&#39;amore da soddisfatti o rimborsati. Rimborsati loro, per ora. Ora che non sono in grado di capire cosa hanno perso. Ora che non hanno ancora lo stimolo di versare lacrime che, prima o poi, verseranno. Sono sfiduciato nei confronti della maggior parte del genere umano. Si percepisce, credo. Poi vengo a sapere di inutili storie infinite. Aperte, chiuse, riaperte, richiuse. Perchè? È così difficile aspettare una nuova occasione? Questi individui preferiscono l&#39;usato sicuro. Perchè è, per l&#39;appunto, sicuro. Sicurezza. È possibile che a vent&#39;anni si desideri questo tipo di sicurezza? Se non ci si ferisce ora, quando sarebbe giusto farlo? Quando non ci sarà più il tempo di rialzarsi? Non sono di questa idea. E ancora, persone che si scopano gli ex amici dei loro ex amanti. E il primo ex è conseguente al secondo. Mi fate pena, mi fate tristezza. Come si può rinunciare così presto alla ricerca del bello? Non si dovrebbe mai smettere di ambire alla perfezione, che essa sia realisticamente attuabile o meno. Svegliatevi, tutti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/04/svegliatevi.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-4004859569158915742</guid><pubDate>Sun, 01 Apr 2012 01:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-31T18:23:15.229-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Futuro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Speranza</category><title>Porta Genova</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Vi guardo attraverso il parabrezza. Avrete poco più di diciotto anni, tu e tu. Davanti a me e alla stazione vi baciate con forza, spingendo la bocca dell&#39;uno contro quella dell&#39;altra, sfregando le lingue e scambiandovi litri di saliva. Gli amici della vostra compagnia parlano e si sorridono, ma non si curano di voi. Nessuno lo fa, a parte me. E a voi non importa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Non sapete ancora niente, mentre io sì. Non immaginate che questa sarà solo uno degli amori della vostra vita. Sarà solo uno dei baci fuori da una stazione. Vi amate, vi lascerete, vi odierete, vi dimenticherete. Tu ne prenderai un&#39;altra, tu un altro. E altri ancora. E vi bacerete altrettanto ardentemente, oppure sempre meno. Farete l&#39;amore nelle auto, nel letto dei vostri genitori, nei cessi del multisala, per terra, nel mare, in un giardino. Penserete ogni volta che sarà l&#39;ultima, e non lo sarà mai, almeno per un po&#39;. Non sapete che quegli amici, ora vicini a voi, perderanno interesse e non vi chiameranno più. E presto a voi non peserà più. E vi dimenticherete, l&#39;uno dell&#39;altra, l&#39;una dell&#39;altro. Non sapete niente di tutto questo, di ciò che è lì ad aspettarvi, con la bava alla bocca. Non sapete niente e continuate a baciarvi, con la violenza degli ingenui. Di fronte alla stazione, per nulla stupita. Ne ha visti tanti, lei, di baci così.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Non è che sia poi questa grande novità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/03/vi-guardo-attraverso-il-parabrezza.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-2451466975539435977</guid><pubDate>Mon, 26 Mar 2012 23:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-26T16:24:38.953-07:00</atom:updated><title>Innamorarsi</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Bevo un&#39;altra birra, fumo un&#39;ultima sigaretta. Mi ritrovo a ricordare le scintille dell&#39;innamoramento. Ho capito che mi basta osservare una ragazza ballare. Mi fermo, inebetito dai suoi movimenti. Li rallento da buon regista e me li godo, centimetro per centimetro. È già successo, in passato. E lei sa che parlo di lei. MI bastò quello, e capii. Compresi in un attimo quello che sembra talmente complicato da rischiare di non essere vissuto mai, nemmeno in una vita intera. A volte è bastato un sorriso, mai senza un paio di occhi. La gioia, l&#39;estasi trasmessa involontariamente. Questo è l&#39;innamorarsi. Non è un bacio, non è il dolce avvinghiarsi. È sempre un momento inatteso, inaspettatamente lontanissimo dal banale. Vado a dormire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/03/innamorarsi.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-8676015069085911411</guid><pubDate>Tue, 06 Mar 2012 23:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-06T15:54:27.703-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore doloroso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore felice</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sogni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Speranza</category><title>Bisogno d&#39;amare</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Sono convinto di essere affetto dal bisogno di amare. Un libro mi ha aperto gli occhi, definitivamente. Quello che faccio, da sempre, è molto semplice. Cerco un volto che non abbia determinate caratteristiche per me non oltrepassabili, su di esso mi concentro e lo idealizzo. Dopo qualche giorno mi ritrovo perso, come fosse la sensazione più facile di questo mondo. Ho bisogno di amare, non di essere amato. Quella, semmai, è la scusa. Probabilmente nel momento in cui mi sentissi davvero amato, comincerei ad allontanarmi. La fine di un amore è la sua realizzazione. E un amore può essere costruito da una persona sola, non per forza da due. Credo di essere diventato bravissimo in questo. O di esserlo sempre stato. E non giudicate con semplicità, dicendo &quot;allora non è amore&quot;. Amore è qualcosa di troppo vago e trasparente per essere inquadrato in una definizione. Qualcuno ha detto che l&#39;amore è il frenetico desiderio di qualcosa che non possediamo del tutto. Nel momento in cui si realizzasse questo possesso, il sentimento svanirebbe con la stessa velocità con cui è nato. In questo c&#39;è qualcosa di spaventosamente vacuo e leggero. Davvero siamo spinti a fondare le nostre vite e le nostre scelte più importanti su poco più di una sensazione? Può anche essere una convinzione, ma la più soggettiva delle convinzioni possibili. È per questo che in qualche modo sono sempre stato capace di rialzarmi. Perchè forse non sono mai stato davvero convinto di meritarmi qualcuno. Se lo fossi stato, quel qualcuno avrebbe immediatamente perso valore. Come posso meritarmi la perfezione? Dovrei essere perfetto anch&#39;io, e in quel caso tanto varrebbe bastare a me stesso e non avventurarmi in baci, sesso e situazioni complicate e complichevoli. Io ho bisogno di amare, necessità di adorare un&#39;entità sicuramente non alla mia altezza. E non è detto che non lo sia davvero, ma è a questo scopo che interviene l&#39;idealizzazione. E io idealizzo, idealizzo a tonnellate. Mi invento persone e personalità straordinarie, basandomi su parole, gesti e comportamenti che in realtà sono banalmente normali. Evidentemente non riesco a fermarmi a questo, sarebbe un po&#39; come vivere un tanto di meno. E io voglio vivere ancora di più. Ed è presto fatto, questo gioco malato. Se volete il mio amore, perciò, non amatemi. Ulisse legato all&#39;albero maestro. Il canto delle sirene voglio ascoltarlo, desiderarlo più di ogni altro sogno e necessità. Ma non voglio avere l&#39;occasione di coglierlo, toccarlo, possederlo del tutto. Svanirebbe il suo colore. Perchè in fondo è tutta una questione di colore. Il colore che i miei occhi assegnano alle superfici. E nessuno potrà mai confermarmi che il blu di un paio d&#39;occhi sia realmente il blu in cui io mi perdo. Il bisogno supererà sempre la logica e la ragione. Mi rassegno a questa condanna, cerco nuovi volti su cui posare le mie volutamente inutili speranze. Volti da colorare a mio piacimento. Volti di cui potermi innamorare, uno alla volta, uno dopo l&#39;altro. Ho bisogno di amare. Ho estremo bisogno di innamorami. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/03/bisogno-damare.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-2799234505036769342</guid><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-24T07:42:29.280-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innamorato della vita</category><title>Campari Americano</title><description>&lt;div style=&quot;font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Esco, mi guardo intorno. Sono nella città. Perciò litigo me stesso con  gli altri al volante. Scorro le radio e scelgo, finalmente. E quella  resta, finchè mi pare. Che giornata, che sole. C&#39;è anche un po&#39; di  questo caldo. Un po&#39; di questo odore. Ieri Campari e quella cosa col  cervo. E poi mal di pancia. E prima astio. Fricchettoni, impediti, belle  fighe. Gente in mezzo alla strada. Spostatevi, devo passare. E non  guardatemi così. No, non sono venuto in bici. E a voi chi crede? Falsi  interessati, almeno ammettetelo che è solo per l&#39;alcol e le bionde. E le  more. Dio salvi la vagina, ditemelo n faccia, che tanto lo pensate. E  non c&#39;è niente di male. E poi boh. Tocco la radio e cambio stazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/campari-americano.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-1668206392153668672</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 00:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-21T16:22:58.572-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore doloroso</category><title>Morfina</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Pare che tu abbia già dimenticato tutto. Non voglio nemmeno sperare che sia solamente quello che tu preferisca farmi pensare, per non farmi illudere, perché sarebbe per me soltanto un&#39;inutile consolazione, un po&#39; come la morfina per il malato. Pare che tu non abbia faticato a recidere i ricordi, mentre io ho lottato e lotto tuttora per soffocare la mia memoria e liberare spazio per un nuovo futuro, svuotato dai sogni che disegnavo con te. Eppure sarebbe potuto essere grandioso, ma è normale che io lo pensi. Non è altro che il residuo della mia immaginazione, che tu rendevi così fervida nonostante, di fatto, non facessi nulla in particolare. Ma a me bastava averti mia e mia soltanto, pur sapendo, perché non sono poi così ingenuo, che non lo saresti rimasta a lungo. Non ti ho nemmeno salutata, ma cosa avrei dovuto fare? E il ricordo peggiore è la tua espressione, a metà tra la compassione e la pena. In quel momento, in quell&#39;istante visivo, se possibile, ti ho odiata. Ho sbattuto la porta dell&#39;auto per fuggire verso le lacrime, che mi hanno regolarmente cancellato la speranza dal volto pochi secondi più tardi. E ancora una volta ho pianto da solo. Nemmeno la soddisfazione, l&#39;idiota soddisfazione di veder soffrire anche te. Almeno per un momento, giusto per farmi credere che in fondo non sia stata una cosa troppo facile per te. Ma nemmeno questo, nemmeno l&#39;ultima sigaretta al prossimo impiccato. E allora tengo lontane le foto dai miei occhi, ora quasi del tutto asciutti. Scaccio dai pensieri il suono delle nostre frasi, quelle che sono state. Quelle poche bellissime occasioni di sorriso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ma pare che tu abbia già dimenticato tutto. E pare che tu non abbia nemmeno faticato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/morfina.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-882076187549545476</guid><pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-20T15:58:21.874-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Domande</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Futuro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><title>Come sempre pronto a vivere per non sprecare</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Uno pensa di averle viste più o meno tutte, e da queste di aver cavato abbastanza esperienza da permettersi di affermare di saperne qualcosa in più. Pensa di aver capito quanto basta di se stesso per non rimanere più troppo sorpreso. E poi riesce ancora a stupirsi delle proprie reazioni, della forza di ricominciare che si ha sempre paura di perdere. Uno pensa di aver compreso quanto basta di donne, crede di aver trovato l&#39;unica vera chiave di lettura dei loro comportamenti. E poi si ritrova nuovamente spiazzato. A volte nel male, perché le aveva rivalutate. A volte nel bene, e che peccato sia stato sottovalutarle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l&#39;importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall&#39;illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all&#39;indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po&#39; il mio. Non c&#39;è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l&#39;amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l&#39;idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/come-sempre-pronto-vivere-per-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-6219948759255571610</guid><pubDate>Fri, 17 Feb 2012 21:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-17T13:19:15.372-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><title>Mescolando caffè</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Questo pomeriggio mescolavo lo zucchero nel caffè. Nel frattempo parlavo con due donne, mie colleghe d&#39;ufficio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Sono convinto che l&#39;importante, al di là delle proprie ricevute delusioni, sia mantenere l&#39;idea di poter nuovamente lasciarsi andare. Rinunciare a questo, significherebbe perdere e guadagnarsi nuovi rimpianti. Buttarsi, per poi soffrire l&#39;ennesima volta non sarebbe una sconfitta. Non lo è mai. Non si è perso niente, se non quello che, comunque, prima non c&#39;era. Tuffarsi senza pensieri e capire di aver fatto la cosa più giusta. Magari della propria vita. Beh, è quello a cui credo aspirino un po&#39; tutti, me compreso. Ecco, in questo caso, si vince tutto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Diamo tempo a questo sadico tempo, sù.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/mescolando-caffe.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-6107178686298780397</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T11:43:04.152-08:00</atom:updated><title>Ecco come mi sento</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ciascuno di voi. Anzi, molti di voi, &quot;ciascuno&quot; è assolutamente sbagliato. Molti di voi hanno amato, certo, ma sono sicuro che saranno stati anche amati. Nel senso che molti di voi, se io lo chiedessi ora, mi risponderebbero con fermezza e convinzione che sì, sono stati amati. Alcuni di voi, perché non pretendo che la mia esperienza sia unica, sarebbe idiota e irrealistico pensarlo, non credono di essere stati mai veramente amati. Io non credo di essere stato mai veramente amato. Mai, nemmeno una volta. Ho amato, questo sì. Tantissimo e diverse persone. Ma amato io da qualcuno, incondizionatamente, anche in maniera diversa dalla mia, quello no mai. Quando ascolto le voci degli innamorati di oggi, mi rendo conto delle differenza del loro vivere l&#39;amore rispetto al mio. Mi rendo conto che quello che a me, nelle storie, è sempre sembrato qualcosa di grandioso ed esaltante, in realtà per molte persone che si amano è semplicemente una normalità. Anche per persone che si amano senza alcun senso, almeno secondo il mio parere. Questo pensiero, nato in me nelle ultime ore, mi sta distruggendo. Provate a immaginare, una vita intera a cercare di essere amati. E poi un bel giorno vi rendete conto di non esserci mai riusciti. Di non essere mai stati indispensabili e irrinunciabili per nessuno. Ecco come mi sento io, ora.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/ecco-come-mi-sento.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-1930478436544183886</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-07T10:56:33.234-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><title>Che mi si pianti in testa</title><description>&lt;div style=&quot;font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Nutrirsi per anni di piccole soddisfazioni mantiene lontana la fame, ma  non rende sazi. Questo ho imparato. È il momento di pretendere qualcosa  di più abbondante e lento ad esaurirsi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/che-mi-si-pianti-in-testa.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-6978966927861832107</guid><pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-04T09:17:24.673-08:00</atom:updated><title>Ascoltami, Otis</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Tu ne hai scritte tante, di parole sull&#39;amore. Otis, tu ora riposi in pace. Mi piace pensare che tu l&#39;abbia trovata amando. Che tutte quelle frasi del tipo &quot;l&#39;amore non esiste&quot;, uscite fuori da bocche disilluse e stanche di aspettare, siano solamente uno sfogo. Io ci credo ancora, fortemente quanto basta per non rassegnarmi definitivamente. Quell&#39;odore, quelle braccia, quella schiena, quella bocca hanno un effetto su tutto il mio corpo e specialmente sul mio pensiero. Come può essere solamente un&#39;illusione? Come può essere un&#39;illusione lottare per farla finalmente felice? Io credo che la parola giusta sia speranza. E la speranza ha salvato tanti cuori, senza ingannarli. Credo che tu saresti d&#39;accordo con me, Otis. Per questo la tua voce sta colorando la mia stanza. Per essere un po&#39; meno solo, di quanto non lo sia adesso. Grazie.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/02/ascoltami-otis.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-470046149269291870</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T07:19:51.667-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore doloroso</category><title>Non ci accorgevamo di niente</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: large;&quot;&gt;Pioveva su tutto e tu piangevi. Il trucco si scioglieva e ti abbracciava la bocca, danzando sulle tue espressioni. Piangevo anch&#39;io, ma senza trucco. Coi capelli schiacciati sulla fronte. E tu che urlavi e t&#39;incazzavi. E io pure. E nemmeno ti accorgevi delle persone intorno, pubblico casuale e non pagante del nostro dramma. E non me ne accorgevo neanch&#39;io e non mi accorgevo più di niente. E il cielo pioveva e la pioggia aumentava. Torrenti si prendevano le nostre scarpe e le persone cominciavano a correre. S&#39;infilavano dentro le porte, chiudevano le finestre. E tu urlavi e io urlavo. E piangevamo, ma tanto era tutto inutile, era tutto già bagnato. Io ero fradicio e tu pure. Avevamo l&#39;ombrello ma tu non te ne curavi. E nemmeno io, come te, perduto in quel tempo imperfetto, raggiunto e conquistato dall&#39;assenza. Così presente che quasi cominciavo a sentirla. Ma ancora non capivo niente e nemmeno tu. E nessuno di quelli che ci spiavano capiva. Solo le nuvole sembravano capirci. Quella pioggia era per noi, un&#39;immensa doccia, ultimo tentativo per levarci il rancore e lavarci le ferite. Ma noi non ce ne curavamo. Noi non ci accorgevamo di niente. &lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2012/01/non-ci-accorgevamo-di-niente.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-4695765019321201975</guid><pubDate>Mon, 12 Dec 2011 14:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-12T06:50:28.037-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Futuro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Speranza</category><title>Il colore dei tuoi occhi chiusi</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Il colore dei tuoi occhi chiusi riempiva di luce la stanza, sprofondata in una notte senza ore, senza pensieri, senza mondo. La coperta ci proteggeva dai dubbi, dalle noie della mente, dal rumore degli sbagli, dal ricordo dei fallimenti. Le nostre vite erano lì, baciate da quel momento di assoluto volersi perdere. Cullati dalle note di lui, così nuove per me, recente abitudine per te. Il resto è rimasto fuori da quella porta, a origliare lo scivolamento delle nostre carezze. E io, dopo troppo tempo, portavo il sorriso di chi sta per tornare a casa.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2011/12/il-colore-dei-tuoi-occhi-chiusi.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-2056811721893955776</guid><pubDate>Sun, 04 Dec 2011 21:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-04T13:37:56.285-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore doloroso</category><title>Tutto qui</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: large;&quot;&gt;Non basta l&#39;amore che hai dato. Non basta nemmeno l&#39;amore che vorresti dare. Non basta niente a questo mondo, per essere felici. A volte sembrano tutti contro di te. A volte sembra tutto contro di te. Qualsiasi cosa tu faccia non è sufficiente, è sempre meno del necessario. Ti viene da urlare, da piangere, da distruggere. Io non possiedo la medicina per questo genere di situazione. Mi ci trovo puramente in mezzo, in balia di questo tormento sempre meno sopportabile. È il suo sorriso, i suoi occhi neri. Le sue labbra così perfette, così giuste per le mie. Il suo esile corpo che io proteggerei dagli eventi. Non basta, non basterà mai tutto questo. L&#39;amore non è il risultato di una somma di possibili benefici. L&#39;amore è contro la ragione, contro il buon pensare. Pensare e amare si odiano, fanno sesso violento, e alla fine uno dei due si fa sempre male. Magari piange. Non so cosa sia giusto fare, cosa sia meglio fare. Non so se serva fare qualcosa. Io scrivo per sfogarmi, perhè serve prima di tutto a me stesso. Però, cazzo, sembri così perfetta. Sarà un&#39;altra delle mie troppo rapide illusioni. O forse no. Quasi spero di sì, per liberarmene al più presto e tornare tra voi, che vivete la vita reale, così come andrebbe fatto. Io, fanculo, mi fumerò una sigaretta. Tutto qui. &lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2011/12/tutto-qui.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-366021244155955116</guid><pubDate>Tue, 08 Nov 2011 02:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-07T18:33:45.136-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amore doloroso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sogni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Speranza</category><title>Lacrime e pioggia</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Amanti e non amanti. Amati e non amati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;L&#39;orecchio del tempo ne ha origliato gli intrecci e le storie. E continua a farlo, anche sotto questa pioggia rumorosa, che quasi vorrebbe nasconderne il suono. È l&#39;urlo di un bacio non concesso, di un amore non restituito. È il fragore di un&#39;illusione spezzata, di una speranza persa nel vento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Così, nella chiassosa pioggia si perdono le lacrime, e nel nero della notte svaniscono gli sguardi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Tutto viene inghiottito, si scioglie sull&#39;asfalto di un lembo di strada, calpestato dai piedi noncuranti delle persone senza sonno. Tutto pare dimenticato, lontano e passato. E non si vede più niente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;L&#39;orecchio del tempo continua ad ascoltare, attento a rapire la voce di un cuore nuovamente ferito.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;È l&#39;ora della coscienza, quella dei propri errori, di ciò che andava fatto, anche solo in un modo diverso. È il momento accordato al pensiero di ciò che sarebbe potuto essere, e non sarà mai. E in questa oscurità si è soli, non c&#39;è parola di conforto che tenga. Si può solo cominciare a riflettere su come reagire, riprendendo la via del sogno. Che magari questa volta possa essere un po&#39; più vero e un po&#39; meno costruito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Ma è ancora presto, e il tempo non ha certo la nostra fretta. Si tratta solo di rialzare la testa, convincersi che anche questa brutta storia passerà, come passa tutto, del resto. Che l&#39;amaro ricordo perderà il suo sapore, seppur ora così intenso. Che ci sarà spazio per nuovissimi sorrisi e dolci soddisfazioni. Che anche questa notte di pioggia e lacrime presto riconoscerà il turno del sole e del suo nuovo giorno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;E noi saremo pronti, come non mai, a rincorrere una fresca e appassionante speranza, non appena il desiderio di una felice bellezza sarà più forte della paura di ripetere i nostri stessi sbagli.&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2011/11/lacrime-e-pioggia.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-3625625471916723594</guid><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 02:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-02T19:04:56.614-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innamorato della vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">L&#39;amore</category><title>Quasi perdersi in quegli occhi</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Sono riflessi di pelle, sguardi rallentati. Sento il profumo di questo mare, blu quasi nero, incazzato di passione, antico e barbuto. Esteso dai miei piedi in poi, un po&#39; mi chiama, un po&#39; se ne fotte. Io ammiro, spendo ore ad occhi aperti, ne spenderei di più, tutte le possibili. È una danza di onde, da destra a sinistra, da sinistra a destra. Sale che brucia le labbra, le lacera, le insanguina, in un bacio tra me e quel pezzo di eterno. La sabbia tra le dita è fredda, perché non c&#39;è sole. C&#39;è mare, quasi un cielo, la spiaggia ed io. L&#39;acqua prende coraggio, accarezza i miei piedi. Si innamora delle mie caviglie e vuole di più. Mi abbraccia completamente, mi porta via con sé. Non c&#39;è più spiaggia, non c&#39;è più dietro di me. Non c&#39;è più nemmeno il cielo, quasi svanisco anch&#39;io. Totale perdita di controllo, totale impotenza, felice impotenza. Puro, caldo sconvolgimento. Non c&#39;è orizzonte, non c&#39;è faro, non c&#39;è scogliera. Non c&#39;è sogno più grande, di questo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2011/11/quasi-perdersi-in-quegli-occhi.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6807777561372964849.post-8958686869243543982</guid><pubDate>Mon, 31 Oct 2011 18:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-31T11:49:25.377-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Riflessioni</category><title>Tutti</title><description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Una volta era quasi facile. Bastava essere me stesso. Vi raccontavo delle fotografie che scattavo, dei film che amavo, della musica che ascoltavo. Siamo onesti, funzionava. Mi dava un po&#39; quell&#39;aria da artista sfigato con la sigaretta fumata a metà. E fino a qualche anno fa tutto questo era quasi originale. Ah poi beh, la sensibilità! Che bella la sensibilità, vi piaceva un sacco. E poi vi raccontavo del mio blog, vi facevo leggere quello che scrivevo. E lì crollavate proprio, parliamoci sinceramente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Adesso è tutto cambiato. Perchè tutti dicono di fare le foto. Tutti fanno le foto. Tutti modificano i colori delle foto. Tutti vanno alle mostre fotografiche. Tutti hanno due o tre nomi di fotografi famosi (ma non lo devono essere mai troppo, meglio un po&#39; di nicchia, un po&#39; underground) da sventolare al momento opportuno. Tutti, adesso, hanno visto Il Favoloso Mondo Di Amelie. A tutti piace Amelie. Tutti hanno capito il vero significato del film. A tutti piace Donnie Darko. Tutti adorano Tarantino. I film in bianco e nero? Sono i migliori, adesso per tutti. Tutti scrivono, tutti hanno un diario, tutti sanno scrivere. Tutti amano il cinema, tutti vorrebbero scrivere un libro. A tutti piacerebbe fare il regista, o saper dipingere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Massì, sono tutti anche un po&#39; comunisti. Tutti hanno la tessera Arci. Tutti hanno la barba un po&#39; incolta. Tutti ascoltano musica un po&#39; di nicchia, un po&#39; underground. A tutti fa schifo &quot;la commerciale&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Tutti vorrebbero andare a vivere all&#39;estero, magari in Erasmus. &amp;nbsp;A tutti piace viaggiare, nessuno più va a Rimini. Tutti vanno in India, in Thailandia, in Cambogia. Tutti amano Londra, Parigi e Barcellona.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: large;&quot;&gt;Tutti lo stesso. Che ormai, purtroppo, diventa sempre più banale. E io mi chiedo come possa essere banale Amelie, scrivere, fotografare, Parigi, viaggiare. E chi non si è lasciato trascinare, &lt;b&gt;ma c&#39;era già&lt;/b&gt;, passa per uno dei tutti. E uno dei tutti è praticamente nessuno. E i nessuno una volta erano altri. E adesso lo sono tutti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://coach88.blogspot.com/2011/10/tutti.html</link><author>noreply@blogger.com (Coach)</author><thr:total>2</thr:total></item></channel></rss>