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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;D0MHSXY8fSp7ImA9WhRaFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219</id><updated>2012-02-16T16:17:18.875+01:00</updated><category term="Post diversi" /><category term="25.05.2015" /><category term="Il Libro Bianco" /><category term="Proposta" /><category term="Post info" /><title>il libro bianco</title><subtitle type="html" /><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://illibrobianco.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/IlLibroBianco" /><feedburner:info uri="illibrobianco" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;CUcFQX8zeip7ImA9WxBQF08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2922686655058640821</id><published>2010-01-17T11:06:00.000+01:00</published><updated>2010-01-17T11:10:10.182+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-17T11:10:10.182+01:00</app:edited><title>Capitolo 1 - seconda parte</title><content type="html">Da lì a poco i miei divorziarono ed io andai a vivere con mia Madre in un'altra parte dalla città. Me lo ricordo ancora, era il 1982 ed avevo solo 10 anni. In quel periodo tutti si preoccupavano per me e dicevano che il divorzio mi avrebbe segnato e fatto soffrire, ma io pensavo solo all’ amico che avevo perso: Den. Non c’eravamo mai più rivisti.&lt;br /&gt;Era la prima volta che provavo la delusione e la  rabbia per aver scoperto una verità. &lt;br /&gt;Gli anni passarono e con essi anche i ricordi sbiadivano sempre di più.&lt;br /&gt;Quando finii gli studi mi presi un anno sabbatico e andai un po’ in giro per l’Europa. Avevo visitato le grandi città scoprendo le loro bellezze e le ricchezze nei centri, e gli orrori e squallori delle loro periferie. Periferie dove la gente emarginata viveva giorno, per giorno da una parte e gente che aveva il futuro garantito dalle ricchezze fatte sulle spalle dei primi, dall’altra. Più vedevo queste differenze più non riuscivo ad accettarle. Persone che facevano fatica ad arrivare alla fine del mese ed altre che non sapevano cosa farsene delle loro ricchezze. Tutti potevano vivere meglio se solo queste ricchezze fossero ben distribuite, pensai, ma era un problema che riguardava tutto il mondo, non solo l’Europa. Ogni governo prometteva al proprio popolo benessere e lavoro per tutti nel periodo delle elezioni per poi dimenticarsene delle promesse fatte. Sempre più governi gestivano la propria nazione come se fosse una cosa loro e non del popolo.  Le leggi venivano cambiate a piacimento, l’informazione manipolata e la verità distorta. Pochi osavano scrivere sul argomento, e chi lo faceva, in qualche modo, veniva messo da parte. Volevo essere uno di quei pochi ed il modo migliore per farlo mi si era presentato quando scrissi un articolo di prova per il giornale più importante della mia città, il “New World”. Era un concorso per un posto come giornalista “d’assalto”, cioè colui che scovava e raccontava le verità scomode. &lt;br /&gt;Era un ottimo lavoro e per di più mi piaceva. Dopo solo cinque anni di lavoro mi avevano proposto anche il posto come capoufficio della sezione che si occupava delle notizie più scomode. Avevo rifiutato,  perché stare sul campo mi dava la possibilità di sfogarmi e in qualche modo vendicarmi.&lt;br /&gt; Era nel 1999 che la mia carriera ebbe un collasso. Stavo seguendo il caso di alcune famiglie che presentavano dei strani sintomi di influenza che nessuno sapeva curare. Sembrava nulla di serio se non per il fatto che tutte queste famiglie, in tutto 37, avevano come medico, a loro assegnato dalla assicurazione malattia, un certo Dottor Steinz. Dai loro racconti venne fuori che tutti avevano fatto una vaccinazione preventiva contro una nuova influenza che era prevista per l’inverno successivo. Mi era sempre sembrato strano che qualcuno potesse prevedere il tipo di influenza che avremmo avuto l’inverno successivo, ma non avevo mai approfondito i miei dubbi come allora. &lt;br /&gt;Da lì a poco questa influenza cominciò a propagarsi senza aspettare l’inverno, eravamo in piena estate e le giornate erano molto calde. In soli dieci giorni tutte le grandi città avevano a che fare con il problema del influenza. Tutti facevano delle ipotesi; chi credeva fosse venuta dal Asia e chi dal Africa, ma nessuno avrebbe potuto pensare che l’origine era dietro casa loro, nel più grande laboratorio farmaceutico della “DTech” del paese. La gente cominciava a morire, prima i bambini e poi gli anziani. La “DTech” rassicurava tutti che da lì a pochi giorni una cura sarebbe stata disponibile. In quelle settimane di caos e paura le azioni della “DTech” erano salite a dismisura e dopo l’uscita del vaccino i loro guadagni si erano moltiplicati per mille. &lt;br /&gt;Stavo ancora indagando sul fatto che accomunava le 37 famiglie ed il loro medico quando spuntò fuori un collegamento tra la “DTech” e Dottor Steinz. &lt;br /&gt;Era l’ articolo di un giornale che parlava di chi aveva contribuito alla scoperta del vaccino: uno di loro era membro del consiglio d’amministrazione della “DTech”e faceva parte del team scientifico per le malattie infettive, il suo nome era Dottor Steinz Blackwood.&lt;br /&gt;Andai più a fondo, fino a scoprire che era tutto pensato a tavolino, che ogni cosa era premeditata. Lui avrebbe iniettato il nuovo virus nei suoi pazienti che avrebbe dovuto attivarsi con l’arrivo delle temperature basse. Ma qualcosa era andato storto e tutto successe con largo anticipo. Delle persone erano morte a causa dell’ avidità di poche persone. Non era tutto. Venne fuori che ogni influenza, degli ultimi dieci anni, era in qualche modo pilotata dalla “DTech”.  Avevo tutto documentato, materiale che provava il coinvolgimento della “DTech”, e i conti bancari con i vari versamenti a che ne era implicato. Documenti avuti solo con il semplice rovistare nei sacchi della spazzatura e con l’aiuto di alcune persone.&lt;br /&gt;Ne parlai al mio direttore con entusiasmo vedendo già la notizia in prima pagina. Lui rimase stranamente calmo e controllato, dicendomi che voleva prima vedere ogni documento e appunto in mio possesso, non aveva mai dubitato di me prima d’ora, ma forse questa volta la storia era troppo grande e avrebbe coinvolto delle persone molto importanti. Il giorno dopo gli consegnai il tutto in buona fede ed in cambio mi diede due giorni di vacanza dicendomi di essermeli meritate. Due giorni che mi hanno portato ad un posto di lavoro come giornalista in un giornale di gossip e pettegolezzi. Due giorni in cui il mio appartamento era stato messo sotto sopra ed erano state rubate tutte le copie che avevo fatto per sicurezza. Due giorni in cui ricevetti la lettera di licenziamento senza preavviso con l’accusa di diffamazione verso terzi. Due giorni in cui il mio nome come giornalista d’assalto fu messo in dubbio, come anche la mia salute mentale. In soli due giorni ero diventato il nemico numero uno della società. Provai a combattere ma era tutto inutile, la mia parola contro quella di persone che avevano il potere ovunque, anche nel governo. Più tardi scoprii che anche il direttore del giornale per cui lavoravo faceva parte del consiglio di amministrazione della “DTech”.  &lt;br /&gt;Alla fine era tutto chiaro e ancora una volta scoprire la verità fu doloroso. Ancora una volta avevo perso tutti gli amici a causa della verità, nessuno mi rivolgeva più la parola, tutti mi stavano alla larga come se avessi la peste. Nessuno voleva essere giudicato come mio amico o conoscente.&lt;br /&gt;Passai un anno accettando ogni tipo di lavoro prima di trovarne uno come giornalista. &lt;br /&gt;Quando andai al colloquio c’era un'unica regola da osservare, i miei articoli li dovevo pubblicare con un pseudonimo, Jill.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2922686655058640821?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/ALNbeMsK0MQ" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2922686655058640821/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2922686655058640821&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2922686655058640821?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2922686655058640821?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/ALNbeMsK0MQ/capitolo-1-seconda-parte.html" title="Capitolo 1 - seconda parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2010/01/capitolo-1-seconda-parte.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEQNQ305eyp7ImA9WxBRF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2274275446238890119</id><published>2010-01-06T13:48:00.006+01:00</published><updated>2010-01-06T14:59:52.323+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-06T14:59:52.323+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="25.05.2015" /><title>Anno Nuovo, racconto nuovo</title><content type="html">Non è veramente un racconto nuovo. È nato subito dopo "Il Libro Bianco", o forse insieme, non lo so. A volte da piccole rifflessioni nascono cose grandi, grandi per me. Il libro bianco continua nella mia mente e sulla carta, ma come ho già detto deve essere riscritto.
&lt;br /&gt;Il titolo del nuovo racconto è 25.05.2015.
&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;meta name="Titolo" content=""&gt; &lt;meta name="Parole chiave" content=""&gt; &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt; &lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt; &lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 2008"&gt; &lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 2008"&gt; &lt;link rel="File-List" href="file://localhost/Users/igorcandolfi/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml"&gt; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:documentproperties&gt;   &lt;o:template&gt;Normal.dotm&lt;/o:Template&gt;   &lt;o:revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;   &lt;o:totaltime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;   &lt;o:pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;   &lt;o:words&gt;942&lt;/o:Words&gt;   &lt;o:characters&gt;5374&lt;/o:Characters&gt;   &lt;o:company&gt;IC&lt;/o:Company&gt;   &lt;o:lines&gt;44&lt;/o:Lines&gt;   &lt;o:paragraphs&gt;10&lt;/o:Paragraphs&gt;   &lt;o:characterswithspaces&gt;6599&lt;/o:CharactersWithSpaces&gt;   &lt;o:version&gt;12.0&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves&gt;false&lt;/w:TrackMoves&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:drawinggridhorizontalspacing&gt;18 pt&lt;/w:DrawingGridHorizontalSpacing&gt;   &lt;w:drawinggridverticalspacing&gt;18 pt&lt;/w:DrawingGridVerticalSpacing&gt;   &lt;w:displayhorizontaldrawinggridevery&gt;0&lt;/w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;   &lt;w:displayverticaldrawinggridevery&gt;0&lt;/w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;    &lt;w:dontautofitconstrainedtables/&gt;    &lt;w:dontvertalignintxbx/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="276"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Cambria; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-fareast-font-family:Cambria; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;!--StartFragment--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;25.05.2015&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Capitolo 1- La Verità&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano le 21.20 e non avevo ancora finito l’articolo su cui stavo lavorando. Era difficile trovare una ragione per scriverlo, non c’era nè passione, né alcuna verità in quello che stavo scrivendo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Stavo bevendo il terzo caffè dell’ultima ora, guardando lo schermo del computer. Era vuoto come la mia vita negli ultimi tre anni. Solo qualche immagine qua e là e il ricordo di quello che ero, un giornalista vero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fin da bambino avevo espresso la mia dote nello scrivere. Cominciai all’età di sette anni scrivendo una specie di racconto sulle cose nascoste e segrete della mia famiglia. Scrivevo quello che vedevo immaginandomi cosa poteva esserci dietro ogni fatto e cercando poi di avere la certezza che era realmente così. Mi ricordo che un giorno avevo deciso di seguire mia madre mentre andava a comperare il pane.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;La frase che lei utilizzava era;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“Vado al negozio a prendere del pane, torno subito”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Era una frase semplice senza alcun segreto o mistero, se non per il fatto che; “ torno subito” per me significava 5 minuti, visto che il negozio era dietro l’angolo di casa nostra, ma per mia madre “ torno” subito era più di un ora. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Così un giorno decisi di seguirla e vedere perché ci metteva così tanto. All’inizio cercavo di darmi delle spiegazioni; forse c’era tanta gente nel negozio a quell’ ora, o forse il pane non era ancora pronto e lei doveva aspettare che lo fosse, ma avevo bisogno di essere certo delle mie supposizioni così presi la mia decisione, domani l’avrei seguita per avere delle risposte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Raccontai il tutto al mio miglior amico Den, il quale fu subito entusiasta e decise di partecipare anche lui. Avevamo deciso di usare la sua bici, lui che guidava ed io seduto dietro di lui sul portapacchi, in modo che mia Madre non potesse vedermi anche se si fosse girata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dovevamo fissare anche un orario in modo di essere pronti tutti e due, ma questo non era difficile: sembrava che mia Madre avesse deciso che il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle ore14.00 fosse l’ora per andare a prendere il pane. E domani sarebbe stato proprio Venerdì.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Avevo passato una notte quasi in bianco, tanto ero eccitato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La mattina stessa, io e Den avevamo passato tutti i dettagli del nostro piano; alle 14.01 lui doveva essere pronto con la sua bici, alle 14.02 il nostro inseguimento avrebbe avuto inizio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Avevamo appena pranzato e mia Madre stava mettendo via le stoviglie mentre io facevo finta di leggere un libro. Era un compito da fare per le vacanze estive di quell’ anno. Ero immerso nei pensieri quando disse:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt; Vado al negozio a prendere del pane, torno subito&lt;&lt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano solo le 13.30 e mi aveva colto di sorpresa questo cambio di orario, dovevo chiamare Den. Corsi subito fuori verso casa sua pensando e sperando che anche lui avesse finito di pranzare. Trovai Den davanti alla sua bici che ne controllava il buon funzionamento, sicuramente anche lui non voleva che qualcosa andasse storto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt; Den, dobbiamo andare, dissi quasi gridando, non so perché ma oggi l’orario è cambiato e mia Madre é già uscita&lt;&lt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci sentivamo dei veri professionisti, saltammo sulla bici senza più dirci nulla&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sperando che non fosse già tardi. Den pedalava più forte che mai, ma ci voleva poco a raggiungere il negozio, visto che era dietro l’angolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci fermammo dalla parte opposta del negozio dove c’era tantissima gente ma mia Madre aveva già pagato e stava uscendo. Avevo un nodo alla gola, da una parte avrei voluto che lei prendesse la strada di casa e così la nostra avventura e i miei dubbi sarebbero finiti, e dall’altra volevo che andasse altrove, che mia madre si trasformasse in un agente segreto ed era in missione per non so quale governo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non prese la direzione verso casa ma quella opposta. La strada era tutta in discesa così che Den non doveva nemmeno pedalare. Stavamo ad una distanza di sicurezza di almeno 100 metri, ognuno immerso nei propri pensieri e fantasie. In fondo alla via c’era un grande ospedale con un parcheggio per le auto delle persone che andavano a fare visita a qualche malato e per quelle che venivano a farsi curare. Forse mia Madre non stava bene e non voleva che io lo sapessi, o forse sta andando a fare una visita a qualcuno. Anch’io c’ero andato un po’ di volte, sia come paziente, sia in visita a qualche parente o amico che si era fatto male.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mia madre aveva oltrepassato l’entrata e si dirigeva verso il grande parcheggio, sembrava molto decisa sul posto dove era diretta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Vidi che stava salutando, con la mano, qualcuno che era seduto in un automobile rossa ma non riuscivo a vedere chi era. Non era la nostra auto, anche se il colore era uguale. La nostra era una Fiat vecchia alla quale mio papà era molto affezionato visto che apparteneva a suo padre che era morto un anno fa. E poi lui doveva essere ancora al lavoro, e comunque poteva benissimo incontrare mia Madre a casa, non in un parcheggio di un ospedale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La vidi entrare in quella macchina e quello che fece dopo mi impensierì ancor di più&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ed il mio nodo, che avevo in gola, si ingrandì di molto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo baciò come faceva con mio Padre quando tornava dai lunghi viaggi che faceva per lavoro. Era rappresentante di una fabbrica che produceva oggetti in cristallo; bicchieri, posaceneri, soprammobili e altro. Spesso faceva dei viaggi in altri paesi e stava via di casa per giorni e settimane. Spesso mi mancava e odiavo queste sue assenze, ma poi dimenticavo il tutto al suo ritorno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt;Hai visto anche tu?&lt;&lt;, mi chiese Den.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ero tornato alla realtà, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt;Sì, ho visto tutto, ma voglio vedere più da vicino, voglio vedere con chi è.&lt;&lt;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci avvicinammo il più possibile e quello che vidi dopo mi fecce venire i brividi come non li avevo mai avuti e sentiti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Era il Papà di Den. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’auto era quella del lavoro ed era per questo che né io né lui non l’avevamo riconosciuto. Ci guardammo con il terrore negli occhi. Anche se era difficile, per noi e alla nostra età, capirne la ragione, sapevamo che stava succedendo qualcosa che non doveva succedere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt;Non voglio più stare qui, devo tornare a casa, e tu, non dire nulla di questa cosa a nessuno&lt;&lt;, disse Den mentre cercava un modo sicuro per allontanarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&gt;&gt;Sì, sono d’accordo con te &lt;&lt;, risposi quasi sentendomi in colpa per quello che avevamo visto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Avevo fatto tutto solo per rendermi l’estate un po’ più divertente e interessante, mai avrei potuto pensare che da quel giorno non avrei più avuto Den come amico. Avevamo un segreto che riguardava tutte e due ed era un segreto del quale ci sentivamo colpevoli.
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Per ora vi lascio questa prima parte che spero vi sia piaciuta. A presto!!&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2274275446238890119?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/73c3oOheoPA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2274275446238890119/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2274275446238890119&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2274275446238890119?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2274275446238890119?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/73c3oOheoPA/anno-nuovo-racconto-nuovo.html" title="Anno Nuovo, racconto nuovo" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2010/01/anno-nuovo-racconto-nuovo.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0YGRX85eSp7ImA9WxJbFUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-8693597385662438086</id><published>2009-07-26T09:33:00.002+02:00</published><updated>2009-07-26T11:05:24.121+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-26T11:05:24.121+02:00</app:edited><title>Pagine da riempire</title><content type="html">Recentemente un amico mi ha segnalato un &lt;a href="http://fr.truveo.com/Zeitgeist-Official-Release-Italian/id/4266771586"&gt;documentario&lt;/a&gt; , &lt;a href="http://fr.truveo.com/Zeitgeist-Official-Release-Italian/id/4266771586"&gt;Zeitgeist&lt;/a&gt;,dicendomi che valeva la pena di vedere. Io l'ho fatto. La mia prima reazione era di rabbia e desolazione. Ma poi, come sempre, ho cominciato a mettere in dubbio il film ed il suo contenuto e a riflettere. È da tempo oramai che rifletto sul mondo e le condizioni in cui vive l'umanità, senza arrivare ad una certezza. Sono convinto che ogni cosa va presa con le "pinze"; la politica, le varie denunce di ingiustizia, su cosa è vero e cosa no. Ogni uno ha una propria verità,  che riguarda solo la propria visione del mondo, il suo punto di vista. Ho cercato il mio punto di vista, riguardo il mondo, e non ne ho trovato uno fisso. Cambia a seconda delle mie riflessioni e conoscenze. Vorrei tanto che questo film fosse tutto una presa in giro, ma non è cosi. Molte cose, nella parte 2 e 3 in particolare, si avvicinano alla realtà ( non alla verità ). Realtà che tutti noi contribuiamo a costruire ogni giorno, ogni mattina da quando apriamo gli occhi e facciamo partire i nostri pensieri, belli o brutti che siano. Realtà che spesso e condizionata dalle nostre paure di perdere. Perdere che cosa? Visto che abbiamo quasi perso la NOSTRA LIBERTÀ. Libertà di pensare e di esprimere ciò che siamo, libertà di decidere cosa vogliamo e cosa no. Siamo vincolati dalla paura. Paura che ci viene trasmessa puntualmente dai TG o dai giornali. Non ho esempi da scrivere, ma sono sicuro che ogni uno dentro di se ne ha a migliaia. La fine del film, in un primo momento, mi ha lasciato a bocca asciutta, l'ultima frase che si vede è; La Rivoluzione è Ora, quale Rivoluzione se non quella interiore. Rivoluzionare a partire da noi stessi, dalla nostra vita, del nostro IO. Portare i nostri desideri più intimi ed umani in superficie e farne un ideale. Un ideale per il bene del'Umanità.&lt;br /&gt;Ogni fine giornata mi chiedo se le mie azioni sono state in linea con il mio ideale e faccio il punto della situazione. È diventato come una meditazione automatica per me, essere consapevole delle mie azioni oggi per Agire con più coscienza domani. Non posso fermare ne le guerre ne la fame del mondo ma posso non contribuire ad esse combattendo la mia ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il mio punto di vista,  che forse si avvicina a tanti altri. Ma non importa, ciò che importa è che viene dal Anima, dal profondo del cuore.&lt;br /&gt;Prosimamente avrò una proposta da farvi, e se sarete d'accordo dovreste farla anche voi a chi conoscete, e i vostri conoscenti la dovranno fare ai loro di conoscenti.......................e cosi via. Bisognerà farla in ogni lingua in modo che la cosa diventi sempre più grande. La settimana prossima pubblicherò la proposta come un link che come destinazione avrà una pagina dove sarà tradotta in varie lingue. Spero nella vostra collaborazione e spero di non avervi annoiato, a presto, Igor.&lt;br /&gt;Vi lascio con un'altro video molto carino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="340" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zlfKdbWwruY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zlfKdbWwruY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="340" width="560"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-8693597385662438086?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/aN8OW5BTHfw" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/8693597385662438086/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=8693597385662438086&amp;isPopup=true" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/8693597385662438086?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/8693597385662438086?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/aN8OW5BTHfw/pagine-da-riempire.html" title="Pagine da riempire" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2009/07/pagine-da-riempire.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0YGSHs8fip7ImA9WxVbE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-5512476622444528706</id><published>2009-03-29T14:10:00.000+02:00</published><updated>2009-03-29T14:18:49.576+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-03-29T14:18:49.576+02:00</app:edited><title>OLA Libronzoli, sono di nuovo qui!</title><content type="html">Carissimi Blogger's,&lt;br /&gt;è da due mesi oramai che non aggiorno il mio blog. La causa? Tanto lavoro=tanta stanchezza=poca voglia dopo una giornata di lavoro. Ma non è solo quello, sono stati due mesi di meditazione e contemplazione. Suona molto New Age, vero? Non saprei che parole usare se non quelle. Vi è mai capitato di fermarvi per un'po per fare il VOSTRO punto della situazione? Guardare dentro di voi e chiedervi se quello che avete creato è veramente quello che volevate.&lt;br /&gt;Ho deciso di scrivere la parola fine al Libro Bianco ma non perché finito, semplicemente perché sentivo che non era il momento giusto per continuare. Ora sto pensando di continuare, ma non da dove mi sono fermato ma dal inizio. Molto spesso ho tagliato corto solo per la voglia di pubblicare il prossimo capitolo, sia perché mi sentivo in obbligo, verso chi mi leggeva, sia perché non vedevo l'ora di leggerlo anch'io. Che cos'e è il Libro Bianco? È ciò che io percepisco da voi attraverso i vostri commenti e voi da me attraverso i capitoli del Libro. Ogni uno di noi, per come la vedo io, è un Libro bianco; pieno di domande, di risposte, di soluzioni per ogni uno di noi, per chi ci sta intorno ma anche no. Un libro che viene scritto ogni giorno da noi, dalle nostre azioni, da quello che siamo o da quello che vogliamo essere. Ed ecco la domanda che mi ha fatto pensare così tanto; Cosa voglio essere?&lt;br /&gt;Voglio essere quella parte che Paul insegue nel buio della grotta e che riconosce come Susy, quella parte che mi permette di sentire il gusto della vita per come mi si presenta, sotto ogni forma. Trovare ciò che cerco dentro di me e non fuori. Difficile farlo in un mondo dove bisogna lavorare, comperare, guadagnare, procreare...................etc, ma ci si può adattare. È come mangiare un frutto che tanto ci piace, ma questo frutto a volte ha una parte che è marcia. Non bisogna buttare l'intero frutto, ma solo la parte marcia che in realtà non viene sprecata, ma che va a nutrire la terra. La vita non è sempre rosa e fiori, a volte ci sembra nera e buia, ma anche nei posti più scuri, se siamo attenti, troveremo del rosa e qualche fiore.&lt;br /&gt;Forse qualcuno di voi non sarà d'accordo con quello che ho scritto, ed io dico; ben venga, siamo qui per apprendere gli uni dagli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma detto questo vi comunico che Il Libro Bianco non è finito e non verrà più pubblicato sul blog capitolo per capitolo ma una volta finito verrà pubblicato per intero. Su questo blog invece scriverò e racconterò solo alcuni dettagli e impressioni del percorso che farò scrivendolo.&lt;br /&gt;A tutti voi una buona Domenica, Igor.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-5512476622444528706?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/XjYOWM96XLg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/5512476622444528706/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=5512476622444528706&amp;isPopup=true" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/5512476622444528706?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/5512476622444528706?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/XjYOWM96XLg/ola-libronzoli-sono-di-nuovo-qui.html" title="OLA Libronzoli, sono di nuovo qui!" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2009/03/ola-libronzoli-sono-di-nuovo-qui.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkUHRng-fCp7ImA9WxVSFkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-3377005589918664515</id><published>2009-01-11T17:10:00.001+01:00</published><updated>2009-01-11T17:10:37.654+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-01-11T17:10:37.654+01:00</app:edited><title>Il Libro Bianco Il Viaggio Quarta Parte</title><content type="html">Check out this SlideShare Presentation: &lt;div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_907933"&gt;&lt;a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/guest70595d/il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-presentation?type=powerpoint" title="Il Libro Bianco Il Viaggio Quarta Parte"&gt;Il Libro Bianco Il Viaggio Quarta Parte&lt;/a&gt;&lt;object style="margin:0px" width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-1231689570860659-1&amp;stripped_title=il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-presentation" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"/&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"/&gt;&lt;embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-1231689570860659-1&amp;stripped_title=il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-presentation" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"&gt;View SlideShare &lt;a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/guest70595d/il-libro-bianco-il-viaggio-quarta-parte-presentation?type=powerpoint" title="View Il Libro Bianco Il Viaggio Quarta Parte on SlideShare"&gt;presentation&lt;/a&gt; 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È stato cosi anche per il libro bianco. Ogni volta mentre scrivevo cercavo di dare io la direzione al racconto, ma non tutte le volte era possibile. Oggi ho scritto questa parte e non mi ero reso conto che stavo scrivendo la fine del Libro Bianco. Ma ogni cosa in questo mondo ha una fine e cosi anche Il Libro Bianco. Volevo solo RINGRAZIARVI tutti quanti per aver seguito Paul e Susy nella loro avventura e di averli aiutati con i vostri commenti. Ora, al più presto, troverete il primo capitolo del mio prossimo racconto &lt;a href="http://anno250.blogspot.com/"&gt;ANNO 250.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A presto, Iggy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://anno250.blogspot.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capitolo 4 - quarta parte- Il Viaggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Intuire, cosa veramente voleva dire? Era già passata una settimana da quando Susy è scomparsa .  Mi mancava tantissimo ma allo stesso tempo sentivo la sua presenza, la sua forza vicino a me. Cercavo di fare le cose con massima cura, come avrebbe fato lei, pensando a ogni cosa, e considerando ogni aspetto. Mi stavo preparando per l’inverno. Dovevo ingegnarmi in ogni cosa, scoprire cose che credevo fossero impossibili per me.&lt;br /&gt;Ogni giorno andavo nei campi che erano ancora in buono stato e cercavo di sistemarli al meglio. Più cura e attenzione ci mettevo più le cose cambiavano in bello. Il campo, pur essendo al di fuori della bolla, cominciava a prendere le sembianze di un giardino bellissimo. E pure non era protetto da una stella come casa nostra. Anche la strada che facevo ogni mattina per andare al campo sembrava cambiare aspetto.&lt;br /&gt;Ogni sera prima di andare a dormire dedicavo un po’di tempo al Libro Bianco, ero curioso di vedere se cambiava qualche cosa nel’ultima frase, ma ogni sera era la stessa delusione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per ________ , intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;br /&gt;Nessun cambiamento, e questo mi angosciava, a volte sentivo anche rabbia. Rabbia verso chi non era presente, forse verso l’altro mondo dove tutto era come prima, dove tutto andava come sempre. Perché avrei dovuto darmi da fare se nulla cambiava. Erano questi i miei pensieri prima di addormentarmi. Ma ogni mattina mi svegliavo con la stessa voglia di scoprire, di fare e di vedere il frutto del mio lavoro. Dovevo imparare di tutto senza libri senza nessuno che mi poteva dare dei consigli. Imparare da me stesso. Ero incredulo a quello che riuscivo a fare. Era mai possibile imparare qualcosa che non si sapeva? Ero sempre più convinto di sì. Spinto da un bisogno puramente fisico riuscivo a vedere e intuire le soluzioni per ogni cosa. Non sempre andava tutto bene la prima volta, ma provandoci con dei piccoli cambiamenti dopo un po’ trovavo sempre la soluzione giusta. Ma non era finita, alcune cose, pur andando bene, con il tempo li modificavo in meglio.&lt;br /&gt;Come il filtraggio dell’acqua che ora era quasi perfetto e non dovevo più preoccuparmi almeno di quello. Ogni cosa nasceva come pura intuizione, guardando la natura e le sue soluzioni, meditando su di esse mettendoci una buona e giusta dose di logica.&lt;br /&gt;Era passato più di un mese da quando sono rimasto solo e l’inverno era vicino. Avevo già accumulato abbastanza cibo e cosi decisi di esplorare un po’ i dintorni. Non avevo avuto il tempo con tutto quello che c’era da fare. Presi un po’ di cibo, qualche coperta e la stella a cinque punte. Non sapevo quanto tempo sarei stato via, anche perché volevo esplorare il più possibile.  Avevo anche la speranza di incontrare qualcosa o qualcuno. Oramai non vedevo anima viva, nemmeno gli animali, da tanto tempo.&lt;br /&gt;Cercavo di non pensare a Susy, anche perché se era vicino sarebbe tornata a casa da sola.&lt;br /&gt;Il paesaggio era cambiato da come me lo ricordavo, tutto era invaso dalle piante che ora potevano riprendere ciò che gli era stato portato via. Era tutto silenzioso. Camminai per ore senza vedere altro che vegetazione. Non era la solita vegetazione, aveva un aspetto malato come se soffrisse di qualcosa e pure continuava a esistere e crescere ovunque poteva. Sentivo una grande tristezza vedendo tutto cosi sofferente. Avrei voluto fare qualcosa per migliorare la situazione ma mi sembrava tutto cosi grande e impossibile, fuori dalla mia portata. Ero sempre più deluso.&lt;br /&gt;Mi accampavo ogni notte con la speranza che la presenza della stella che portavo potesse cambiare le cose almeno per un po’. Dopo quattro giorni tornai a casa deluso più di prima. Non riuscivo a trovare un senso alla mia esistenza. Tutto era cosi grande per me, cosa avrei potuto cambiare io da solo. Non potevo andare in giro a costruire stelle per il resto del mondo, non potevo fare nulla. Andai a letto con questi pensieri.&lt;br /&gt;Il mattino dopo ero ancora triste e depresso ma cercai comunque di fare qualcosa. Decisi che se volevo rimanere qui allora dovevo farlo al meglio.&lt;br /&gt;Era il giorno in cui tutto prese una direzione che non mi aspettavo. Seguivo il mio intuito in ogni cosa che facevo, cercavo di entrare in sintonia con le cose e percepirne il da farsi. Ma tutto questo succedeva senza che io ne fossi veramente consapevole.&lt;br /&gt;Ogni cosa era diventata naturale, senza alcuna pretesa di cambiare qualcosa, volevo solo vivere.&lt;br /&gt;Oramai il cibo non presentava più un problema, in quanto la produzione era diventata una cosa naturale, e avevo un bel po’di tempo per altre cose.&lt;br /&gt;Il tempo passava e io non me ne accorgevo. Dedicavo le mie giornate alle mie esigenze, almeno cosi credevo.&lt;br /&gt;Era passato tento tempo da quando tutto ebbe inizio, sette anni e sei mesi per essere precisi. Nel’altro mondo, al quale non ho più avuto accesso, se i miei calcoli erano giusti ne erano passati solo tre mesi. Un giorni del’altro mondo corrispondeva a trenta di questo dove io ero imprigionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella mattina mi svegliai presto e la prima cosa che feci era quella di ricordarmi del Libro bianco. Erano anni che non lo aprivo. Avevo deciso che avrei fatto le cose per come credevo giuste e buone e non seguendo delle frasi che ogni tanto comparivano e scomparivano. Avrei scritto io le mie frasi, ma questo non lo sapevo ancora.&lt;br /&gt;Ci misi un po’ di tempo per trovarlo, e cosi con il libro in una mano e una tazza di tè nel altra usci in giardino. Era una mattina splendida, e se il giorno si vedeva dal mattino nulla di male poteva accadere. Ero allo stesso tempo preoccupato che eccitato. Cosa avrei trovato nel libro? Ancora la frase;&lt;br /&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per ________ , intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;br /&gt;O altre nuove? Il Libro era vuoto, nessuna scritta, niente frasi ne vecchie ne nuove. Non sapevo se essere felice o preoccupato. Rimasi seduto per un po’ con la mente vuota sorseggiando il mio tè senza cercare un perché a tutto questo. Erano anni che non uscivo in esplorazione, anche perché ero sempre occupato a sistemare delle cose. Ma ora ne avevo voglia, tutto di un tratto sentivo di voler vedere se qualcosa fosse cambiato.&lt;br /&gt;Questa volta non presi nulla con me, sarei tornato prima di sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi tornarono i ricordi di come era l’ultima volta che andai in esplorazione e mi aspettavo che fosse ancora cosi ma più andavo avanti più non riuscivo a vedere la differenza tra il confine segnato dalla bolla di protezione che generava la stella. La natura era tornata come prima, splendente. Ma forse il confine era più in la. Avevo camminato per ore ma il paesaggio non era cambiato. Per tutti questi anni non mi ero accorto di nulla; degli animali che erano tornati, il canto degli uccelli, la natura cosi …….. bella. Avrei voluto che Susy fosse li con me per godere di questo spettacolo.&lt;br /&gt;Ma cosa era successo? Com’è che tutto di un tratto le cose erano cambiate? Mi facevo queste domande mentre tornavo verso casa.&lt;br /&gt;Seduto sul bordo della piscina, o quello che ne rimaneva, cercavo di ripensare a tutto e trovare una spiegazione. Ero cosi preso dai miei pensieri che quando apri gli occhi era già sera. Era successo qualcosa che non riuscivo a ricordare, qualcosa che ha scatenato tutto. Eravamo rimasti soli ma dopo un po’ Susy era scomparsa ed ero rimasto da solo. Susy ha sempre avuto le idee chiare su tutto, su come funzionava il mondo e le cose, lei ha sempre avuto fede, io no. Forse per questo sono rimasto da solo, forse perché la fede è una cosa personale e va ritrovata con le proprie forze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo passato questi anni facendo cose che riguardavano solo me stesso e la mia esistenza, li facevo con tanta dedizione e amore senza pensare agli effetti che ciò avrebbe avuto sul resto del mondo. Non si pensa mai che tutto quello che facciamo in una vita condiziona anche la vita degli altri, anche se questi sono lontani da noi e non li conosciamo. Ascoltando ciò che siamo veramente piano, piano lo diventiamo sempre di più. Non importa quanto il mondo sia grande, esso cambia con ogni nostra azione, gesto o parola.&lt;br /&gt;Guardai la stella a cinque punte, non mi serviva più, la stella ero io stesso. Ero diventato ciò che sono sempre stato, solo che non lo sapevo.&lt;br /&gt;Era tardi cosi decisi di andare a dormire, ma prima volevo, anzi ero curioso, di controllare il libro bianco. Pensavo di trovarci qualcosa di nuovo. Cercai ovunque ma non c’era più traccia del libro, era svanito nel nulla. Non me ne ero preoccupato e andai a dormire.&lt;br /&gt;Quella notte era molto particolare. Sognai un posto al quale non vedevo una fine, era immenso. Solo in un punto c’era un qualcosa come un vortice, sembrava una porta. Sentivo di poterci andare e che li avrei trovato Susy, e non solo lei. Più mi avvicinavo più mi sentivo attratto. Sapevo che entrando sarebbe stata la fine, la fine di un viaggio. Dentro di me sentivo che qualcosa era finito e che qualcosa di nuovo stava per iniziare. Sentivo una grande voglia di entrarci, mi sentivo pronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto di un tratto mi svegliai, ero ancora nel mio letto ma sapevo che sarebbe durato per poco. Presto sarei dovuto partire, cosi presi la matita e scrissi queste ultime frasi nel mio diario prima di partire per  l’ultima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….. Cristina ripose il libro, che aveva trovato in casa di sua figlia, Susy. Era già da tre mesi che non aveva notizie ne da Susy ne da Paul e poi un giorno aveva trovato questo libro a casa loro. Aveva le sembianze di una vecchia Bibbia ma sopra c’era scritto; “Diario di un Libro Bianco”. Cosa era successo a Susy e Paul? Questo diario cosa voleva dirle? Era una cosa alla quale poteva dare ascolto e crederci?&lt;br /&gt;Li avevano cercati ovunque, senza risultati.&lt;br /&gt;Cristina si mise sul letto e senti la lacrime calde sul suo viso. Piangeva perché forse non li avrebbe mai più rivisti, per tutte le volte che non avrebbe potuto sentire la loro voce. Piangeva ma dentro di se sentiva che erano lì vicino a lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, Susy e Paul erano lì, erano ovunque, bastava guardare nel cielo in una di quelle notti senza nuvole per vederli. Erano due in mezzo a tante altre come loro, Due stelle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2532988439753018746?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/ME-98J-Sobk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2532988439753018746/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2532988439753018746&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2532988439753018746?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2532988439753018746?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/ME-98J-Sobk/nuovo-ultimo-capitolo-del-libro-bianco.html" title="NUOVO E ULTIMO CAPITOLO DEL LIBRO BIANCO" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2009/01/nuovo-ultimo-capitolo-del-libro-bianco.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUYEQ3sycSp7ImA9WxRbF0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2264292170736144685</id><published>2008-12-08T18:50:00.005+01:00</published><updated>2008-12-08T21:11:42.599+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-12-08T21:11:42.599+01:00</app:edited><title>Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – terza parte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;Il ritorno a casa era più veloce, eravamo così felici che non sentivamo alcuna fatica. Il sole splendeva ancora, dopo giorni di buio, ma già in lontananza si vedevano altre nubi scure. Io volevo che tutto finisse e non riuscivo ad accettare l'idea che avevamo altro lavoro da fare. Le nubi indicavano che il lavoro era appena iniziato ed il sole sarebbe stato oscurato di nuovo. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277478554793772770" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 400px; height: 300px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/ST1eyMg5huI/AAAAAAAAAVU/7JmD6vRprMg/s400/30112008018.jpg" border="0" /&gt;Da lontano, non essendoci più le altre case, riuscivamo a vedere la nostra casa, ancora protetta da quella cupola di energia. Era tutto cosi silenzioso, neanche i nostri gatti si vedevano in giro. Di solito ci venivano sempre incontro quando tornavamo a casa. Susy stava preparando del caffè ed io sfogliavo il libro bianco in cerca di nuovi indizi. Ed eccola li :&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:12;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per esistere, intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Mi ritornò nella mente il viaggio nella grotta appena fatto; il vento, l'acqua e il fuoco, erano loro i tre viaggi? Non poteva essere diversamente, perché la prima parte della frase era già scomparsa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Tre viaggi attraverso gli elementi per una nuova nascita, per un nuovo inizio. Ero uscito dalla grotta più leggero e più sereno con me stesso. Avevo lasciato, o meglio ancora, ho preso coscienza di cosa veramente ero e di cosa volevo essere, un uomo libero. Libero da ogni pregiudizio verso il tutto. Spesso ero caduto in balia delle mie emozioni e di conseguenza anche i miei gesti erano guidati da esse. Non avevo mai il tempo di ascoltare il mio cuore che mi gridava &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;"Fai agli altri ciò che vuoi che gli altri facciano a te". &lt;/span&gt;Probabilmente questo era solo l'inizio di una presa di coscienza e un lavoro da svolgere ogni giorno della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Leggevo l'altra frase con la speranza di capirci qualcosa ma avevo ancora la mente occupata da altri pensieri, cosi lasciai il libro da parte. Susy stava portando il caffè dicendo;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;"Forse un po'di caffeina ci aiuta a pensare meglio, che dici?".&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;"Forse hai ragione, mi sento ancora un po' addormentato e dopo magari dovremo cercare di capire la nuova frase nel libro".&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;" Ma forse è meglio farlo domani, con la mente fresca e riposata, se no rischiamo di non concludere niente stasera" , rispose lei.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In fondo anch'io avrei preferito farlo domani, sentivo tutto il corpo indolenzito dal freddo e dai colpi presi nella caduta. Decisi di fare un bagno caldo e poi a letto. Ero sdraiato nella vasca da bagno godendomi il calore del'acqua quando un pensiero mi attraversò la mente; " dove era finita Susy mentre io cercavo di uscire dalla grotta?". Sembrava molto tranquilla e i suoi vestiti erano in ordine, non sembrava per niente che anche lei avesse attraversato la grotta, e poi non sembrava nemmeno stanca. Ma ero troppo stanco per darmi qualche risposta in questo momento così decisi di godermi il bagno caldo e di farmi tutte le domande il giorno dopo. Andammo a letto quasi subito, il tempo di darci il bacio della buona notte ed eravamo già nel mondo dei sogni.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;C'era un silenzio molto strano in casa quando finalmente mi ero svegliato. Non c'èrano i soliti rumori di Susy che preparava il caffè. Ma forse era andata in giardino o in cantina. Entrai nel soggiorno ma non vidi nulla che mi avrebbe fatto pensare che Susy ha già fatto colazione. Guardai fuori; niente, nessuna traccia, scesi in cantina chiamando il suo nome, ma nessuna risposta. In quel momento non mi ero reso conto che qualcosa era cambiato, ma più tardi me ne sarei accorto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ero preso dal panico, ma subito ho ripreso il controllo pensando che forse sta facendo una passeggiata, dove però? Avevamo detto che nessuno dei due sarebbe mai andato da solo fuori dalla bolla di protezione. Cercai la stella sperando che non ci fosse, che l'abbia presa lei. Invece era al suo posto, sul comodino vicino al letto. Decisi di farmi un caffè ed aspettare ancora un attimo prima di andare in cerca di Susy. Ed era allora che mi accorsi dei cambiamenti. In cucina non c'èra più niente; tutte le provviste che avevamo fatto erano sparite, non c'èra più niente, neanche il caffè. Ma la cantina era piena di provviste, pensai, cosi corsi per le scale sperando di trovarla piena. Niente! Era tutto vuoto, i scafali che avevamo riempito erano completamente vuoti. Cosa avremo fatto adesso? Senza cibo non saremmo vissuti ancora a lungo. Corsi di sopra, presi la stella e cominciai a correre verso non so dove. Dovevo trovare Susy. Non avevo mai corso tanto in vita mia, avevo i muscoli che gridavano aiuto, ma ero deciso di trovare Susy. Avevo paura.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;" La paura, quella stessa paura che ancora sento quando vedo una macchina della polizia. Dopo la prigione, una volta a casa ero sicuro che tutto fosse finito; la paura, l'ansia e l'angoscia. Non era cosi, erano ancora dentro di me forti come prima e forse anche di più. Ogni volta che andavo a letto e sentivo, nel silenzio della notte, una qualsiasi macchina passare in lontananza, per me era la polizia. E in quel momento rivivevo le stesse sensazioni, sentivo le stesse cose, sentivo le botte che avevo preso. A volte penso che di rumori non c'èrano proprio, ma era la mia mente terrorizzata che me li faceva sentire. Anche di giorni era la stessa cosa; ogni volta che sentivo un rumore andavo alla finestra della cucina per vedere, per essere sicuro che fuori non c'èra nessuno. Ancora oggi è cosi, forse non come i primi anni, ma c'è! "&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In realtà non avevo paura per me, non del tutto, ma per Susy. Anche adesso era la stessa cosa, avevo paura per lei, cosa le era successo? Dove era andata? Avevo dimenticato la scomparsa delle provviste, ma in qualche modo ci potevamo arrangiare. Cercai per ore, ma intorno non c'èra nulla, solo terra desolata e vegetazione sofferente. Non sapevo per quanto ero fuori, ma avevo male ovunque. Decisi di tornare a casa. Forse avrei avuto fortuna e Susy sarebbe stata lì ad aspettarmi. Entrai in casa chiamando il suo nome, nessuna risposta. Avevo molta sete, andai in cucina e apri il rubinetto; l'acqua aveva un colore scuro e un odore di melma. Provai con gli altri rubinetti ma ovunque era la stessa cosa. Deluso e scoraggiato andai a sedermi, sul tavolo c'èra ancora il libro bianco. Mi venne voglia di bruciarlo, ma forse era l'unica cosa che mi era rimasta. Apri la pagina delle scritte e vidi una nuova scritta;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Anche nella solitudine più grande non si è mai soli"&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La frase scomparve nel momento in cui l'avevo letta. Mi vene da ridere; non si è mai soli? Io mi sentivi solo. Volevo di nuovo abbandonare tutto, farla finita non volevo più andare avanti cosi, non da solo. Stavo perdendo il controllo di me stesso, delle mie emozioni e della mia ragione. In quel momento mi ricordai la grotta ed il viaggio che avevo fatto, del suo significato e della forza che avevo trovato per andare avanti. Questo ricordo mi faceva sentire più forte, e più sicuro di quello che ero. Chiusi gli occhi e cominciai a fare dei respiri profondi e lungi, rimasi cosi per un po'. Quando apri gli occhi il sole se ne stava andando. Mi sentivo bene malgrado tutto ma la fame e la sete erano ancora presenti. Decisi di filtrare un po' di acqua con una stoffa e di accontentarmi solo di essa. Facevo fatica a inghiottire quel liquido che doveva essere acqua ma almeno non soffrivo più la sete. Quella sera sognai l'altro mondo, dove insieme a Susy eravamo già stati, dove la vita sembrava quella di prima. Vidi i miei amici, i miei parenti i nostri vicini di casa, ma nessuna traccia di Susy. Cercai di andare verso la casa di Cristina, la mamma di Susy, ma ero come bloccato, non riuscivo a muovermi. Mi ero svegliato con i ricordi di quel sogno e quelli del giorno prima. Dovevo sbrigarmi a trovare una soluzione per avere del acqua pulita e trovare un po' di cibo. Mi alzai e cercai di ricordare qualcosa sul filtraggio del acqua. La piscina!!!! Mi era venuto in mente che l'acqua veniva filtrata attraverso la sabbia, e più la sabbia era fine più era pulita. Quel stesso giorno andai al fiume almeno 10 volte per prendere della sabbia di diversa grossezza. Avevo disposto dei contenitori a cascata che poi riempivo con la sabbia. Nel primo contenitore, quello più in alto quella più grossa, e man mano nei contenitori più in basso, quella più fine. Presi il tubo da giardino e lo misi nella sabbia del contenitore più in alto. Ero molto eccitato, ma anche molto preoccupato, mi chiedevo se il mio lavoro avrebbe dato il risultato sperato, acqua pulita. Apri il rubinetto, l'acqua riempiva i contenitori uno dopo l'altro e a prima vista sembrava che funzionasse. L'ultimo contenitore era una grossa tanica di plastica con un rubinetto alla quale avevo tagliato la parte superiore per poterla riempire di sabbia. Avevo anche messo una rete, che avevo tolto da un colino per il tè, al'interno della tanica dove era posizionato il rubinetto cosi la sabbia più fine si sarebbe fermata prima. Corsi in cucina e presi un bicchiere, l'acqua stava già uscendo dal rubinetto, ed era pulita. Riempi il bicchiere sperando che anche l'odore fosse sparito. Era il bicchiere l'acqua più buona che avessi mai bevuto. Cercavo con tutti i miei sensi di sentire il suo percorso mentre bevevo. Avevo dimenticato quanto i miei sensi erano importanti. Senza di essi non avrei mai potuto sentire quello che sentivo in quel momento. Mi sentivo vivo. Vivo e molto affamato, il mio stomaco si lamentava dal giorno prima. Presi la stella e andai in cerca di qualche frutto rimasto fuori dalla bolla , la dove una volta cèrano i campi coltivati. Ebbi una grande sorpresa quando vidi che la maggior parte del raccolto era ancora in buone condizioni. Cominciai a raccogliere di tutto, ogni genere di verdura e frutta. Tornai a casa felice e triste allo stesso tempo. Felice di quello che avevo fatto e raccolto ma triste per la scomparsa di Susy. Mai come prima di allora avevo apprezzato il cibo e l'acqua. La cena, pur semplice, era deliziosa. Cercavo di sentire il gusto di ogni cosa, di sentirmi vivo. Molto spesso ci si dimentica di tante cose, a volte anche di noi stessi. Dimentichiamo di esistere, lo diamo per scontato, come se tutto fosse dovuto, anche i nostri sensi. Dimentichiamo che è solo grazie ad essi che possiamo sentire la vita, sentire la nostra esistenza. Quella sera mi sentivo &lt;strong&gt;Esistere&lt;/strong&gt;, sentivo il mio corpo che mi ringraziava di tanto bene. Avevo anche la sensazione di non essere da solo, sentivo di essere accompagnato in questo viaggio, non so da chi ma ne sentivo la presenza. Mi ricordai della frase nel libro;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:12;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per esistere, intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Guardai la pagina e vidi che qualcosa era cambiato, mancava una frase;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:12;"  &gt;&lt;strong style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per ________ , intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2264292170736144685?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/BC8itmOyTM8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2264292170736144685/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2264292170736144685&amp;isPopup=true" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2264292170736144685?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2264292170736144685?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/BC8itmOyTM8/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-terza.html" title="Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – terza parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/ST1eyMg5huI/AAAAAAAAAVU/7JmD6vRprMg/s72-c/30112008018.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>7</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/12/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-terza.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0MMRn8-eSp7ImA9WxRUFEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-1006195351803979399</id><published>2008-11-23T16:27:00.002+01:00</published><updated>2008-11-23T16:51:27.151+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-11-23T16:51:27.151+01:00</app:edited><title>Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – seconda parte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Era la mattina presto ed eravamo già pronti per partire. Susy aveva preparato delle scorte di cibo e acqua per almeno un paio di settimane. Non sapevamo quanto tempo avremmo dovuto viaggiare. Dovevamo seguire quella voce che sentivamo nel vento. Proveniva da Nord. Sulla porta di casa ci venne in mente che dovevamo in qualche modo assicurarci che anche i nostri gatti avessero da mangiare per il tempo che eravamo in viaggio. "Susy cosa facciamo con i gatti?", le chiesi, il viso di Susy in quel momento divento preoccupato, e disse, "Sai in questi giorni non li ho visti molto, a dire la verità l'ultima volta che li ho incontrati era nel nostro sogno". Era vero, ora che ci stavo pensando erano nel altro mondo, dove tutto era ancora come prima. " Hai ragione, dissi, forse loro hanno potuto tornare dopo averci dato un po' di conforto e speranza in quei momenti di confusione". Cercammo per un po', tanto per essere sicuri che cosi fosse, e dopo mezz'ora decidemmo di partire lasciando comunque le ciotole piene.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Vedevamo davanti a noi avvicinarsi la fine della bolla che ci separava dal mondo esterno e cominciavamo già a sentire il freddo che era là fuori. Ma noi avevamo la stella. Al di fuori il mondo cambiava in fretta, la natura, pur con fatica, si stava riprendendo ciò che le era stato tolto. Le strade erano quasi del tutto invase dalle radici e l'erbaccia, le case non c'erano più, o almeno stavano piano, piano scomparendo. La vegetazione però non era per come eravamo abituati a vederla, aveva un colore verde grigio e nemmeno la forma degli alberi era più quella che conoscevamo. Erano tutti storti, con delle forme strane, e le radici spuntavano più fuori che dentro nella terra. Sembravano dei tentacoli che volevano avvolgere tutto. Andavamo verso Nord in silenzio. Come se avessimo paura che qualcuno ci potesse sentire. Ovunque c'era nebbia. Ma più che nebbia erano dei banchi che si spostavano trasportati del vento. Erano come quelli che cercavano di avvolgermi davanti al supermercato, ma questa volta Susy aveva con se la stella e i banchi stavano alla larga. Pur essendo la mattina presto, di luce c'è n'era poca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Susy non era una grande camminatrice, ma ora sembrava l'incontrario, era davanti a me di quasi dieci metri e io dovevo stare al suo passo per non perderla. La vegetazione si faceva sempre più fitta e a volte sembrava impossibile proseguire. Mi stava venendo la rabbia e odio di tutta questa situazione. Perche noi? Perche io e non qualcun altro? Volevo tornare indietro, alla mia vita di prima, con le mie cose di prima. Dentro di me c'era voglia di scappare, ma non potevo lasciare qui Susy sola, in mezzo a questa foresta. C'eravamo addentrati da più di un ora in quello che sembrava una foresta fitta. Pur conoscendo la zona non riuscivo a riconoscere il posto, era tutto diverso ed in più il la luce scompariva sempre più. I pensieri cattivi invadevano la mia mente, cominciavo ad avere dubbi su quello che stavamo facendo. Seguivamo le indicazioni di qualcuno che non riuscivamo a vedere, qualcuno che forse si prendeva gioco di noi. Ma non potevo lasciare Susy da sola. Lei sembrava cosi decisa nel compiere questo viaggio. Il terreno cominciava a salire e diventava sempre più roccioso. Pensavo alla frase comparsa sul libro bianco, " siete tutti delle pietre grezze". Qui intorno c'erano tantissime di pietre, li vedevo come dei uomini che hanno lasciato il loro cammino a metà. Avrei voluto essere una di queste pietre, almeno non avrei più sentito ne fatica ne freddo, mi sarei lasciato cadere li in mezzo a tutti gli altri a seguire il corso della vita per come veniva. Perche avrei dovuto costruire qualcosa, per chi? La tentazione era forte, ed il zaino che portavo sempre più pesante. Susy invece sembrava leggera come l'aria, come se non sentisse ne freddo ne stanchezza, lei che anche d'estate dormiva con i calzettoni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Quello era forse il mio ultimo pensiero prima di cadere. Avevo sentito il terreno che cedeva sotto i miei piedi, poi più nulla. Apri gli occhi solo quando era notte, avevo ferite ovunque a causa della mia caduta. Cercavo con lo sguardo Susy, ma non la vedevo. Un senso di paura mi pervase tutto il corpo. Cominciai a chiamare gridando il suo nome per ore in vano. Non ebbi nessuna risposta. Era strano che lei fosse proseguita senza di me, e se le fosse successo qualcosa? Se fosse caduta anche lei cercando di soccorrere me? Dovevo cercarla, ma la torcia che avevo con me si era rotta con la caduta. Sentivo molto freddo e le ombre che mi passavano vicine erano come delle lame taglienti di angoscia, ansia e paura. Dovevo cercare un riparo. A tentoni mi arrampicavo verso non so dove, sentivo le pietre fredde e taglienti sulle mie mani e su tutto il mio corpo. Nel buio vidi qualcosa di ancora più scuro, sembrava l'entrata di una grotta. Mi sentivo in salvo. Si era proprio una grotta. Entrai dentro e con un fiammifero feci un po' di luce, conoscevo questa grotta, era chiamata la grotta del Eremita, solo che ora sembrava più profonda. Il freddo era meno intenso all'interno e cosi decisi di passare la notte qui. Avrei cercato Susy con le luci del mattino. Avevo dormito poco e male quella notte. Ho sognato Susy che mi aspettava in un posto che non avevo mai visto prima, in riva ad un lago che non conoscevo, in un posto dove la natura era per come la conoscevo e la luce del sole splendeva e scaldava ogni cellula del mio corpo. Apri gli occhi nella speranza di vedere un po' di luce e ritrovai solo buio. Nulla era cambiato. Doveva essere già mattina, ma l'unica luce che vedevo era quella dei miei fiammiferi, che da li a poco sarebbero finiti. Ebbi una sorpresa quando spensi il fiammifero, una piccola luce c'era ma non proveniva da fuori ben si dalla profondità della grotta. Non era forte però almeno riuscivo a vedere verso dove portava. Forse era Susy che cercava me? Ho cominciato a gridare il suo nome per quanto potevo andando verso la luce. Man mano che andavo avanti sembrava che la luce si allontanasse sempre di più. Mi fermai per un attimo e mi accorsi che avevo lasciato il mio zaino al entrata della grotta. Era poco male lo avrei ripreso dopo, al mio ritorno. Decisi di seguire il sentiero che portava sempre più in basso, verso la luce. Ora faceva più freddo, la corrente d'aria era sempre più forte, tanto e che facevo fatica anche a camminare. Ero stanco ma dovevo andare avanti, non potevo fermarmi. Dovevo seguire quella piccola luce che vedevo in lontananza, perché forse alla fine avrei trovato Susy. Questa solitudine mi faceva paura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Come quando ero in carcere. Pur essendo i carceri super affollati mi ero sempre sentito solo li dentro. Forse perché la solitudine in qualche modo mi obbligava a guardarmi dentro. Li ho potuto, anzi ho dovuto spogliarmi di tutto ciò che ero in precedenza. Dimenticare il mio orgoglio, il mio ego, il desiderio di vendetta, la rabbia, l'odio………………….di tutto ciò che offuscava la mia vera natura. Anche li avevo tanta paura, senza sapere di cosa, ma ne avevo veramente tanta. Le mie giornate erano una continua ansia e angoscia. Mi ricordo aspettavo con ansia che mi trasferissero in Svizzera, perché solo li che potevo avere dei chiarimenti e finalmente andare a casa. Il giorno era arrivato. Una mattina la guardia di turno era venuta a dirmi che dovevo preparare tutte le mie cose perché , finalmente, mi trasferivano in Svizzera. Ho fatto tutto molto in fretta mettendo tutte le mie cose in un sacco della spazzatura e poi via verso il furgone che mi avrebbe portato a casa. Una volta nel furgone mi avevano messo le manette, quelle che ti legano le mani e poi anche i piedi. Mi era tornato il ricordo del mio trasferimento da La Spezia a Como. Avevo passato tutto il viaggio chiuso e ammanettato in una gabbia 50x50cm al'interno del furgone. Quasi cinque ore di viaggio senza mai uscire, senza ne acqua ne cibo. Ma adesso il viaggio sarebbe durato al massimo un ora, non di più.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pensavo che il peggio fosse finito. Ero in Svizzera da solo un ora e mi trovavo già in una cella della questura, picchiato e maltrattato per non aver detto quello che loro volevano, perché loro non volevano la verità. Ero da solo in cella, una cella senza finestre. Camminavo giorno e notte avanti e indietro per tenermi occupato e per non aver paura. Ogni singolo rumore mi faceva trasalire di paura,paura che fossero venuti a picchiarmi di nuovo. Il giorno stesso avevo raccontato tutto al pubblico ministero, che gli agenti che hanno preso la mia deposizione me avevano messo le mani addosso. Mi aveva detto che avrebbe fatto delle indagini su questi due agenti, ed e per questo che avevo paura, paura di una vendetta. Erano dieci giorni da incubo. I tre mesi passati in carcere ad aspettare questo momento erano niente in confronto ai dieci giorni passati in questa cella senza finestre in Svizzera."&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Ora mi rendevo conto di che cosa mi aveva tenuto in vita per tutti quei giorni, La Fede. La fede in me e che oltre a tutto quello c'era qualcosa di più grande. Alla quale non potevo arrivare per com'ero. Ecco perché ero caduto prima, pensai, avevo perso fiducia. Pensavo che dimenticando ciò che ero tutto sarebbe andato bene, ma cosi non era. Il peso era rimasto, pesava come piombo questa volta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;E questo piombo aveva bisogno di essere purificato, questa pietra aveva bisogno di essere sgrossata. Mentre pensavo non mi ero accorto che ero entrato in una specie di pozza d'acqua. Avevo freddo ed ero stanco, e le ferite facevano sempre più male. Malgrado tutto avevo ancora la forza per continuare, dovevo raggiungere quella luce. Più pensavo a lei, più mi sentivo leggero e forte. Cercavo di avere le idee chiare, di togliere ogni risentimento, odio e rabbia che avevo dentro. Quelle cose non dovevano decidere per me, se no tanto valeva fermarmi. L'aria ed il vento in quel momento si fermarono ed anche l'acqua del pozzo non c'era più. Mi trovavo in una specie di allargamento della grotta, come una stanza. Mi ricordai della voce che sentivo nel vento, ma anche quella era sparita. Avevo i vestiti bagnati e mezzi rotti. Avrei voluto avere solo un fuoco dove scaldarmi e asciugarmi, in quel'momento. Decisi di riposarmi un po' e magari anche dormire. Non avevo finito nemmeno finire il mio pensiero che ero già nel mondo dei sogni. Quella notte avevo sognato il fuoco, ma non un fuoco qualsiasi, era un fuoco purificatore. Ero come in una battaglia: combattevo con delle cose che cercavano di portarmi sempre più vicino al fuoco. Mi attraversavano, ed ogni volta era come se mi strappassero dei pezzi di me che poi bruciavano nel fuoco. Era una battaglia durissima, ma più andava avanti più mi sentivo leggero, era tutto cosi strano. Alla fine mi arresi e vidi una grande luce attraversare il mio corpo e portare via con se una massa scura e informe che gettò nel fuoco. Nel sonno cominciai a sentire anche il calore che questo fuoco emanava. Prima che il sogno finisse l'ultima cosa che vidi era la luce che tornava verso di me. Aprì gli occhi e non potevo credere a ciò che vedevo, davanti a me c'era un vero fuoco acceso. Mi stavo chiedendo quanto di quello che avevo sognato era vero. In fondo alla stanza c'era anche un 'apertura dalla quale vedevo la luce del giorno. Andai verso di essa. Fuori era giorno ma il sole non era ancora visibile. In lontananza vedevo il punto nel quale sarebbe uscito. Ho deciso di sedermi e aspettare la sua comparsa. Davanti a me c'era un laghetto con acqua cristallina e ovunque un po' di nebbia mattutina. Ed eccolo li, il sole, stava venendo fuori propagando la sua luce ovunque, era lo spettacolo più bello che io abbia mai visto. Cercavo di trattenere il mio sguardo il più possibile ma la luce era accecante. In quel momento sentì una mano abbracciarmi e una voce familiare dirmi: bello vero. Era Susy, stava sorridendo come se sapesse cosa mi era successo e che ora era tutto finito. Ci abbracciamo forte piangendo tutte due di felicità e di gioia. Si era tutto finito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Nel fra tempo nel libro bianco si stava componendo un'altra frase, che noi non avevamo ancora visto;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;" Tre viaggi per conoscere e per purificare, cinque viaggi per esistere, intuire, capire, agire e essere per servire"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-1006195351803979399?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/eg0hu0iuMp4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/1006195351803979399/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=1006195351803979399&amp;isPopup=true" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/1006195351803979399?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/1006195351803979399?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/eg0hu0iuMp4/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-seconda.html" title="Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – seconda parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/11/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-seconda.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUHRHw6eCp7ImA9WxRUE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2568686992643530332</id><published>2008-11-22T20:34:00.004+01:00</published><updated>2008-11-22T20:47:15.210+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-11-22T20:47:15.210+01:00</app:edited><title>Domani.........................</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;Come già promesso ad alcuni di voi, pubblicherò domani il seguito del 4° Capitolo. Parlerà di un viaggio al interno della terra e non solo. Susy e Paul saranno alla ricerca della pietra occulta, la pietra che cura ogni male e che ogni uno di noi porta dentro di se, basta trovarla.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.esopedia.it/index.php?title=V.I.T.R.I.O.L."&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;V.I.T.R.I.O.L&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Buona serata a tutti voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;P.S. in questo post ho inserito un piccolo indizio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2568686992643530332?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/tEOzselh-FY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2568686992643530332/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2568686992643530332&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2568686992643530332?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2568686992643530332?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/tEOzselh-FY/domani.html" title="Domani........................." /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/11/domani.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEUNR3c4fCp7ImA9WxRVEkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2374716344234208066</id><published>2008-11-09T17:03:00.003+01:00</published><updated>2008-11-09T19:44:56.934+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-11-09T19:44:56.934+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – prima parte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p&gt;Era difficile pensare che il nuovo mondo si presentava a noi in questo modo. Il cielo, al di fuori del raggio della stella, era quasi nero, la temperatura sembrava scesa di almeno 10° gradi, faceva molto freddo la fuori. Gli alberi erano in condizioni pietose e gli animali assumevano sempre più le sembianze dei spettri. Noi ci sentivamo al sicuro dentro la nostra "bolla di sapone", ma non potevamo rimanere al' interno per sempre. Era il primo giorno ed era già passato. Susy aveva preparato la cena e senza tanti discorsi andammo a dormire. Quella notte, però ci saremmo incontrati come la sera prima, nel nostro "sogno". Eravamo tutte e due davanti alla porta di casa nostra. Tutto sembrava normale, ma presto ci accorgemmo che non potevamo interagire con le cose di questo mondo. Entrammo in casa passando attraverso la porta come se fosse fatta di aria. Dentro era proprio casa nostra, c'erano i gatti che giravano tranquilli, sul tavolo le solite cose che lasciavamo sempre…………..ma poi Susy vide una cosa nuova, era Il Libro Bianco. Provò a prenderlo e stranamente ci riuscì. " È uguale al nostro, disse, con la differenza che non è vuoto, sembra una specie di racconto". Susy stava leggendo il libro e l'espressione del suo viso cambiava man mano che girava le pagine. "Cosa c'è, le chiesi, sembra che tu abbia visto un fantasma dentro il libro". " No, non è un fantasma ma sembra come un racconto di quello che stiamo vivendo noi, e la cosa strana è che il racconto arriva solo fino a questo momento, finisce con le mie ultime parole di poco fa". Non ci potevo credere, anzi ero confuso, la mia mente cercava una ragione di tutto questo ma era tutto invano. Ero immerso nei miei pensieri quando sentimmo girare una chiave e la porta aprirsi.  Eravamo come congelati, chi era che aveva la chiave di casa nostra? In un attimo ho pensato di vedere noi stessi ma poi vidi la mamma di Susy seguita dal suo cane, Mia. Cristina, la mamma di Susy, abitava non lontano da casa nostra e ogni tanto veniva a trovarci, ma ora sembrava che anche lei cercava qualcosa in casa nostra, cercava noi. "Susy, Paul", in tanto guardava nelle stanze. Poi tornò in sala e si mise a cercare un foglio di carta. In tanto io e Susy cercavamo di attirare la sua attenzione gridando il suo nome, ma era tutto inutile, era come chiamare il vento. Solo la Mia sembrava percepire la nostra presenza, ci guardava ma sembrava che anche lei non capiva. C'era solo un attimo in cui  Cristina si era voltata verso di noi, come se anche lei avesse percepito qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il papà e la mamma di Susy erano separati da anni ma erano rimasti ottimi amici. Lei era naturopata di professione e il suo papà un ex ingegnere  che da anni faceva scultore.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cristina aveva preso un foglietto di carta e cominciò a scrivere:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Cari Paul e Susy sono passata da voi a vedere perché non mi rispondevate al telefono. È da ieri sera che provo a chiamarvi, visto che dovevate venire a cena da me. I vostri cellulari  vedo ora che sono qui a casa vostra, spero non sia successo niente di grave, appena vedete questo biglietto, per favore chiamatemi. Susy, Ieri mattina quando sei venuta, hai lasciato la tua borsa a casa mia. Do io la papa ai gatti perche mi sembrano affamati. Ciao, Mamma Cristina .&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era solita firmarsi così, ma non capivamo una cosa: se noi avevamo passato 31 giorni come mai qui mancavamo  solo da 1 giorno?  Cristina nel frattempo stava per andare via e noi non potevamo fare nulla per dirle che eravamo li davanti a lei.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;" Quando ero in carcere i genitori di Susy ci avevano aiutato molto. In ogni modo. Ma non solo loro, c'erano tantissime persone che ci stavano vicine, ogni uno a modo suo. Dopo una settimana nel carcere ho fatto conoscenza con il prete che dava messa una volta alla settimana a tutti i carcerati. Gli avevo raccontato in grandi linee cosa mi era successo e che non ho ancora avuto alcun contato ne con un avvocato ne con i miei cari, Susy in particolare. Lei, ho saputo solo dopo, aveva saputo dove ero e quando sono stato trasferito in un modo a dir poco geniale. Aveva telefonato ovunque per avere informazioni. Alla fine era capitata al posto giusto, dove avevano le mie pratiche. Non so di che ministero si trattasse ma la prima risposta che ha avuto e stata " non possiamo dirle nulla, sono cose riservate, e poi lei non è nemmeno sua moglie", all' epoca non eravamo ancora sposati. Ma dopo aver raccontato la nostra storia e quello che mi/ci aveva capitato la signorina dal'altra parte ha fatto una cosa meravigliosa: tenendo la cornetta del telefono vicino ha domandato alla sua collega, " ne che non possiamo dire che signor Glasgow è stato trasferito a Como", no signora non possiamo dire nulla del caso in questione, arrivederci e grazie. Geniale, ma non era un caso isolato ovunque la gente ci dava una mano in ogni modo. Il prete in tanto prese il numero di telefono di casa nostra che gli avevo dato dicendomi che lui non poteva fare molto. Dopo un paio di giorni era venuta una guardia dicendomi che c'era l'avvocato per me. Mi preparai subito e scesi con la guardia verso i locali dove si poteva incontrare il proprio legale. Mi sentivo un po' sollevato poter vedere qualcuno che potesse spiegarmi cosa succedeva e cosa dovevo fare. Quando entrai nella stanza ebbi una sorpresa, era il prete che mi sorrideva. Teneva in mano una borsa che Susy mi aveva preparato. Solo al pensiero che lui avesse incontrato Susy mi misi a piangere come un bambino. Mi disse che le aveva telefonato e che poi si erano incontrati nella sua chiesa e che hanno parlato a lungo. Mi disse di non preoccuparmi perché non ero solo. Susy mi aveva versato anche dei soldi con i quali potevo comperare le cose di prima necessità: rasoio, dentifricio, sapone, acqua perché quella del carcere era pericolosa, tanti avevano preso delle malattie. Il prete aveva rischiato molto, e credo che non eroi l'unico per cui si dava da fare. In seguito, dopo un anno che ero a casa, ho provato a chiamarlo e mi avevano detto che era stato trasferito. Assistevo regolarmente alle sue messe in carcere, e quello che ho visto era meraviglioso. Alle sue messe c'erano persone di ogni religione ed ogni uno pregava a modo suo senza dare importanza al fatto che era una messa cattolica. Eravamo tutti uguali di fronte a Dio e questo era un ottimo esempio, se pensiamo che al di fuori del carcere la gente era disposta anche a uccidere chi era di un 'altra religione. Ma li dentro ogni cosa, anche la più piccola, diventava la più importante. Mi ricordo che un giorno vidi una libellula e mi venne in mente che a casa spesso li guardavamo volare sopra la nostra piscina, ogni volta sembrava che volevano dare uno show solo per noi. Quel anno l'estate era molto calda, si arrivava fino 40°gradi ed era strano vedere una libellula, anche perché nelle vicinanze non c'era acqua. Anzi a volte l'acqua mancava proprio, tanto che per giorni non ci potevamo lavare, e per far funzionare i bagni usavamo delle bottiglie riempite precedentemente. Una sera avevo assistito ad una cosa bellissima, una grande festa. Mi sembrava tornato indietro nel tempo quella sera. Eravamo al terzo piano, sotto il tetto del carcere, e di conseguenza faceva molto caldo, l'aria era irrespirabile di quanto era calda e non c'era un filo di vento. Era da quasi un mese che aspettavamo la pioggia.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Una sera, in lontananza, cominciavano ad accumularsi delle nuvole più tosto scure e cominciavamo a sentire un po' di aria fresca. Dopo solo 10 minuti pioveva cosi forte che l'acqua entrava dalle finestre, nessuno aveva nemmeno pensato di chiuderle, anzi eravamo tutti davanti a goderci la pioggia. C'era gente che cantava dalla gioia, altri che gridavano, ma una cosa ci collegava tutti eravamo felici, per della "semplice" pioggia. Vivendo, per la maggior parte della gente e anche per me, ogni cosa era diventata normale, dovuta. Il sole che si alza ogni mattina, l'acqua che esce dai rubinetti, la natura che ci circonda, il partner che ci ama perché siamo sposati………….ect. Ma tutto ciò ora era cambiato, io stavo cambiando.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cristina se ne era già andata e nello steso momento, io e Susy, ci trovammo faccia a faccia nel nostro letto. Eravamo svegli ed era già mattina. "Mi sembra di cominciare a capire, disse Susy, mi sa che tutti sono stati portati in un altro mondo, parallelo a questo o qualcosa del genere. E per di più sembra che trenta giorni qui corrispondono a un giorno di la". Susy sembrava convinta di quello che diceva, ed io ero più o meno d'accodo con lei, se non fosse per il mio dubbio di chi sia stato portato in un'altra realtà, noi o gli altri?.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;" Ma Il Libro Bianco, quello sul tavolo a casa nostra, come e che raccontava i nostri trenta giorni qui", chiesi ad alta voce. "Forse siamo noi a scriverlo in qualche modo, visto che ora tutto è possibile, perché  non potrebbe essere cosi?", disse Susy. Perché no, in fondo le cose che erano successe qui erano ben più strane.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci alzammo per il nostro solito caffè, ma già riuscivamo a percepire una certa tensione nel'aria, e non solo. Mi sembrava di sentire una specie di voce, come se qualcuno parlava attraverso il vento. Susy mi guardò e avevo capito subito che anche lei sentiva la stessa cosa. "Altre novità", le dissi, " ci mancava solo questa". "Aspetta, disse lei, voglio capire di cosa si tratta". Aguzzammo le orecchie, a parte la voce misteriosa, c'era un silenzio spettrale. Susy era uscita in giardino ed io andai a preparare del caffè. " Susy, è pronto vieni, la chiamai, tanto abbiamo tutto il giorno per scoprire di cosa si tratta". Entrò dentro e con se aveva un foglietto di carta, ovviamente ha scritto quello che è riuscita a capire. Non le chiesi nulla, anche perché ogni volta poi succedeva qualcosa. Ero come stufo di questa cosa, volevo che finisse tutto, volevo tornare indietro, volevo la vita di prima. Diventava sempre più difficile pensare a tutto quello che ci succedeva. " Per quello che sono riuscita a capire secondo me il messaggio è questo:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"&lt;em&gt;seguite il vento, seguite la voce la dove fa freddo ed il buio e padrone, superate gli ostacoli non distruggeteli, vi saranno utili, rettificate, vi sarà rivelato il principio ed il  fine ultimo della vita".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; " Ecco, disse Susy, penso che sia tutto. Si ripete sempre la stessa cosa, ora bisogna vedere se ciò che penso io e giusto". " Cosa pensi che sia, chiesi, perché a me sembra un po' senza senso tutto questo". "Secondo me dovremmo andare a cercare qualcosa che ci aiuta a comprendere, non so ancora cosa, ma che ci aiuta a capire perché il mondo si è diviso e cosa dovremmo fare noi, perché se siamo rimasti solo noi due qui ci deve essere una ragione". Susy cercava di essere chiara per farmi capire ma era sempre più difficile. D'istinto presi il libro in cerca della solita frase di conferma alle nostre affermazioni e supposizioni, La verità e sulla bocca di tutti, ma questa volta non c'era. In cambio era apparso qualcosa di nuovo, un disegno. Il disegno rappresentava una pietra, una pietra normale, qualsiasi, e sotto il disegno c'era una frase:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Questo siete voi, questo sono tutti, questo siete diventati, pietre grezze, nulla si può costruire con esse, nulla che duri nel tempo. Sgrossate affinché attraverso l'uno tutti trovino il proprio specchio. Il viaggio sarà lungo e difficile ma abbiate fede in quello che custodite."&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Bene, dissi, allora dobbiamo partire per quanto ho capito"? "Si, mi rispose Susy, e dobbiamo farlo in fretta, non so se la voce sarà permanente. Non vorrei che svanisse nel nulla". " Ma io già adesso non sento più nulla", le dissi, ovviamente dentro di me c'era qualcosa che si opponeva al fatto di uscire dalla bolla di sapone, e poi andare a cercare qualcosa, che cosa? Si stava cosi bene dentro, avevamo tutto perché dovevamo preoccuparci del resto. Ma Susy non era d'accordo e cominciava già a preparare la lista di cose da portare con noi. Io presi la piccola stella e andai a cercare tra quello che era rimasto dei supermercati. Cercavo una tenda e altri articoli da campeggio, non sapevamo ne quanto tempo ne quanto lontano saremmo dovuti andare. A nessuno dei due piaceva il campeggio ma non avevamo altra scelta. Da quello che vedevo non era rimasto più nulla delle costruzioni che c'erano, solo alcuni negozi, dove avevamo lasciato la stella, si reggevano ancora in piedi, ma presto anche quelli sarebbero scomparsi. Eravamo fortunati, trovai ancora intatto l'interno del supermercato. Presi tutto il necessario e mi incamminai verso casa con una certa fretta. Al di fuori del cerchio della stella che avevamo costruito l'ambiente era freddo, incolore, si percepiva una certa tensione, una specie di paura che ora sentivo molto forte. Ad un tratto qualcosa mi passo vicino, sembrava un ombra, ora di nuovo, cominciavo a sentirmi debole tanto e che ho dovuto sforzarmi per non cadere. Cercai, nella tasca,  la stella, avrebbe dovuto creare un campo di protezione, ma non c'era. La mia mente cercava di ricordare dove avrei potuto lasciarla, il supermercato! L'ombra si stava avvicinando di nuovo, lasciai cadere tutto per terra e corsi verso l'entrata più forte che potevo. Ho cominciato a cercare tra gli &lt;span&gt;scaffali&lt;/span&gt; delle tende, tra le lampade a gas, ma non c'era. Poi vidi una piccola luce che splendeva in mezzo alle coperte, si era li che l'avevo lasciata, l'avevo appoggiata per poter piegare alcune coperte che ci potevano servire. Corsi verso gli &lt;span&gt;scaffali&lt;/span&gt; e quando la presi in mano era come se la paura ed il freddo che sentivo fossero scomparsi. Mi sentivo sollevato. Ripresi le cose che avevo lasciato cadere e con passo veloce mi diressi verso casa. Raccontai tutto a Susy e lei decise che forse era meglio fare qualcosa per non perdere più la stella. Prese una catenella e si mise la stella al collo, come una collana. "Cosi forse non rischiamo di lasciarla in giro o perderla", disse soddisfatta. Lei aveva già preparato il cibo e qualche medicina da portare con noi, mancavano solo le cose che avevo portato io. Verso sera avevamo tutto pronto, non ci rimaneva che partire. Uscimmo fuori e ciò che ci si presentava davanti non era consolante. La situazione fuori stava peggiorando, gli alberi stavano morendo e degli animali nessuna traccia. Tutto intorno soffriva e chiedeva aiuto, ora lo sentivamo dentro di noi. Le ombre erano sempre più visibili e sembrava che ogni tanto tentassero di penetrare la bolla di sapone che c'era intorno a noi, erano sempre più violente. Dovevamo partire al più presto, ma non ora, non di notte. Saremmo partiti la mattina dopo con le prime luci del'alba, o quello che ne era rimasto. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2374716344234208066?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/VTTyZh5lyz8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2374716344234208066/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2374716344234208066&amp;isPopup=true" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2374716344234208066?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2374716344234208066?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/VTTyZh5lyz8/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-prima.html" title="Il libro bianco: Cap.4 – Il Viaggio – prima parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>8</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/11/il-libro-bianco-cap4-il-viaggio-prima.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUANR349fSp7ImA9WxRWFk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-7139373097712768524</id><published>2008-11-02T15:55:00.003+01:00</published><updated>2008-11-02T15:56:36.065+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-11-02T15:56:36.065+01:00</app:edited><title>Il libro bianco: Cap.3 – Quinta parte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p&gt;Io non avevo mai creduto in Dio, anche perche mi era difficile credere in qualcosa che non riuscivo a vedere o toccare. Nel passato credevo solo nei miei sensi fisici, la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto e l'ascolto. Le percezioni extra sensoriali erano una cosa alla quale non davo molta importanza. Con il tempo e l'esperienza però non potevo fare a meno di accettare il fatto che affinando i nostri sensi fisici ne possiamo scoprire degli altri, che sono forse una specie di emanazione sottile di quest'ultime. Il sentire a un livello più intimo, personale, sentir parlare la nostra anima. La mia anima mi aveva parlato anche prima, anzi a volte urlava ma io ero sordo alle sue parole. Sordo perche occupato da altre cose, cose materiali alle quali davo troppa importanza, cose che credevo fossero tutto nella vita. Ed era proprio la vita che un giorno mi ha fermato e ha detto basta, il giorno in cui sono stato arrestato. È proprio vero che l'uomo, nella maggior parte dei casi, ha bisogno di sbattere la testa per cominciare a vivere la vita per quello che è, e non per quello che si crede che sia. Sentire la vita per me è avere fede. Poter vedere la bellezza del mondo che mi circonda, poterlo toccare, odorare i profumi che ci dona, ascoltare il suo canto e gustarlo ogni giorno, per me è la fede. Questo è Dio, perche lui è in ogni cosa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questo ho smesso da tanto tempo a dare colpe ad altri per come vivo la mia vita, e per questo ora cerco di non dividere le cose una dal altra ma vederle come una cosa sola. Per troppo tempo ho pensato che il mondo fosse diviso in bianco e  nero, brutto e bello, buono e cattivo … ect. Ma se ci si pensa un po' siamo stati noi, uomini, a dividere il mondo e le cose. Per questo ora cerco di trovare l'unità in tutto: negli uomini, nelle cose, nel mondo, e soprattutto in me.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oramai mancavano 22 giorni alla scomparsa del mondo per come era. Almeno cosi pensavamo. Ero  un po' preoccupato al pensiero che tutto sarebbe scomparso, come avremmo fatto a sopravvivere? Avremmo dovuto arrangiarci inventando le cose, costruendole, ed il cibo avremmo dovuto coltivarlo noi. Erano anni che non facevamo più l'orto, visto che l'aria e l'acqua erano inquinati, e poi costava meno comperarlo che coltivarlo. Questo mi fecce ricordare quando ero in carcere, la ho visto come la gente si arrangiava per cuocere il cibo che comperava.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;em&gt;Dopo sette giorni al carcere di La Spezia ero stato trasferito a Como. Questo mi rallegrava perche ero più vicino a casa. Avrei potuto, forse, sapere qualcosa in più sul perche mi trovavo in carcere. Era un carcere molto affollato. In cella eravamo in 4, quando a malapena ci si stava comodi in due. Non avevo niente con me, ne sigarette ne soldi. Mi sentivo perso. Ma sono bastati solo cinque minuti e la voce che è arrivato uno nuovo si era già sparsa. Subito era arrivata gente che mi chiedeva del perche ero li e da dove venivo. Dopo aver raccontato un po' la mia storia e successa una cosa che non mi aspettavo: ex avvocati, incarcerati, che si mettevano a scrivere delle richieste a nome mio per avere dei chiarimenti, due pacchetti di  sigarette che sono arrivati da non so dove e una tazza di caffè buonissimo. Una solidarietà che non pensavo ci potesse essere in un luogo dove tutti erano bisognosi e in difficoltà. Il cibo era qualcosa di veramente non commestibile, anche perche non si poteva dare un nome al contenuto. Tanti facevano la spesa una volta alla settimana e poi cucinavano con dei fornelli a gas. Ma io, non avendo soldi, non potevo fare come la maggior parte dei carcerati. Era passato solo un giorno e mi sento chiamare dalla guardia di preparare le mie cose. Ero quasi felice perche pensavo che mi portavano in Svizzera. Invece mi hanno comunicato che sarei stato trasferito alla sezione tre, cioè il reparto di massima sicurezza. In quel'istante ho visto le facce di chi era vicino e ha sentito quello che aveva detto la guardia. Erano tutti sorpresi, mi dicevano che era il posto dove erano incarcerati dei boss della mafia, assassini, membri delle BR ….ect. Poi c'era chi diceva che li si stava meglio, come se in un carcere ci potesse essere un posto più bello di un altro. Tremavo dalla testa ai piedi, non so nemmeno come ho fatto ad arrivare al terzo piano. Poi ecco che mi hanno condotto davanti alla mia nuova cella. Dentro c'era solo una persona e due letti. Ho fatto subito conoscenza con gli altri, anche perche quando arriva uno nuovo tutti sono curiosi. Nelle celle c'erano dei mobiletti, tipo comodini da camera da letto, ai quali veniva fatto un buco nel asse sotto, poi al'interno veniva rivestito di carta allu da cucina tante volte si montava il fornellino a gas ed ecco il forno. C'era gente, mi ricordo di uno in particolare che doveva scontare 27 anni per omicidio, che faceva torte, focacce e tutto quello che gli veniva in mente. Un giorno era arrivato con un pezzo di pizza e mi ha chiesto di assaggiarla. Era buonissima. Aveva fatto una piastra mescolando sale grosso e succo di limone che poi aveva cotto in una padella per non so quanto tempo. Alla fine questa miscela e diventata durissima, sembrava fatta di cemento. Quando faceva le pizze faceva scaldare questa piastra con il fornellino e allo stesso tempo scaldava anche il forno. Poi quando il tutto era pronto metteva la pizza sulla piastra e infilava il tutto nel mobiletto forno. Ma non era tutto, coltivavano il basilico e i pomodori nei fondi di caffè, costruivano dei coltellini con le lamette da barba infilandole nel manico dei spazzolini da denti, le grattugie per il formaggio erano delle scatolette di tonno vuote e bucate dall'interno verso l'esterno in questo modo la lamiera che veniva spinta bucandola era una vera e propria grattugia. Questa era la parte , per cosi dire, divertente. Mentre ero in carcere almeno quattro persone si avevano tolto la vita, e di questo non c'era traccia sui telegiornali. C'erano persone che protestavano facendo il sciopero della fame fino al punto di farsi morire. Pur essendo in una parte dove " si stava meglio", le condizioni erano pessime. Eravamo senza acqua, dentro la temperatura arrivava anche sopra i 40° gradi, l'assistenza medica consisteva solo nelle pastiglie di buscofen e pastiglie per dormire, che non erano altro che dei psicofarmaci.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era veramente dura li dentro, tanto che ogni volta che ci penso sento le stesse sensazioni che avevo li dentro.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era già mattino presto e la Susy stava ancora dormendo, forse per le emozioni della sera prima. Cosa sarebbe scomparso nei prossimi giorni?, mi chiedevo, le costruzioni, gli oggetti, le automobili, forse tutto quello che era stato inventato e costruito dal uomo. Mentre preparavo il caffè sentivo Susy che stava per alzarsi. Abbiamo passato la mattinata cercando di indovinare cosa sarebbe successo veramente nei prossimi giorni. Susy ebbe un idea veramente straordinaria quella mattina. Quella di mettere delle fotocopie della stella a cinque punte in tutti gli edifici che volevamo salvare, visto che aveva il potere di far funzionare le cose, perche non avrebbe potuto anche salvarle dalla distruzione. Cosi prendemmo le nostre fotocopie e cominciammo a fare una lista di cose da salvare. La maggior parte erano dei supermercati, farmacie….. tutto quello che per noi significava sopravivenza. Passammo dei giorni in cerca di posti da salvare.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Erano passati 20 giorni e ce ne rimanevano altri 10 per preparaci. Nel frattempo avevamo fatto anche delle scorte di cibo e di semenze di ogni genere, caso mai il nostro piano non funzionasse. Eravamo cosi presi che non c'eravamo accorti che alcuni edifici erano quasi del tutto scomparsi, non c'erano rovine ma tutto diventava polvere che poi spariva assorbita nel terreno. La nostra casa era ancora intera e non dava segni di cedimento e per questo eravamo convinti che anche gli edifici con la stella sarebbero rimasti in piedi. Quando oramai mancavano solo sette giorni al termine dei trenta, decidemmo di fare un controllo. Era una delusione enorme per noi vedere che il nostro piano era un fallimento. Ogni cosa si stava sgretolando, anche gli edifici che volevamo salvare. " Ma allora perche casa nostra è ancora in piedi?", domandai ad alta voce me stesso. Susy, come se sapesse qualcosa, mi disse, " dobbiamo tornare a casa e guardare nel libro bianco". " Perche?", domandai, "Speri che ci sia qualcosa di scritto che ci dia una mano per fermare tutto questo?, Oramai è troppo tardi". Susy si era già incamminata verso casa con passo veloce ed io la segui. Andando verso casa sentivo l'aria che diventava sempre più fredda e in lontananza vedevo delle nuvole scurissime. Stava arrivando un temporale. Una volta a casa Susy mi disse di controllare se le cose funzionavano ancora: le luci, l'acqua e i vari macchinari. Era tutto come prima. Susy prese il libro e con un sorriso, di  qualcuno che già sapeva, lesse la frase: " la pace sarà grande se le proporzioni sono giuste e la volontà  sincera". " Cerca delle stanghe di ferro abbastanza lunghe e mettile fuori al centro del giardino", disse Susy mentre prendeva una fotocopia della stella e un compasso. Guardai il libro per vedere la frase, ma era già scomparsa. Usci fuori e presi tutte le stanghe di ferro che avevo, fortuna che ogni tanto mi capitava di fare qualche ringhiera per qualche cliente e avevo sempre del materiale a portata di mano.  " Prendi anche la saldatrice", mi grido Susy.  Susy voleva fare una stella più grande ma non capivo il senso del compasso. Ma poi mi era diventato tutto chiaro. Susy prendeva la misura, dalla fotocopia, con il compasso riportandola sul ferro, però moltiplicandola per dieci.  Lei misurava ed io tagliavo i pezzi segnandoli, era un vero lavoro di squadra. Questo riportare dal piccolo al grande mi fecce venire in mente dei pensieri nuovi per me. Pensavo a come l'umanità negli ultimi decenni aveva soltanto pensato a se stessi, e come pochi condividevano il bene con gli altri. Quasi nessuno riportava dal proprio piccolo al grande che c'era fuori. L'importanza di condividere era scomparsa da tempo. Ci si sentiva in pace dando delle cose in beneficenza, versando dei soldi alle varie associazioni che si occupavano dei più sfortunati e andando in chiesa la Domenica per farsi vedere. Tutto veniva fatto con automatismo degno di una macchina. Forse bastava solo portare il proprio se stesso, condividere il vero umano dentro di noi con il resto del'umanità. Possiamo avere un credo diverso, una nazionalità diversa, educazione diversa, colore della pelle diversa ma siamo tutti Umani, e dentro ogni uno di noi c'è, anche se piccola, una fiammella che ci rende tutti uguali anche se a volte è difficile accettarlo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;È la luce splende nelle tenebre più profonde, e le tenebre non l'hanno accettata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;font-size:8;" &gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;"prologo di San Giovanni"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Il nostro lavoro procedeva bene, ma nel frattempo anche quelle nuvole scure si stavano avvicinando. Si sentiva aria di tempesta. Dopo ore di lavoro avevamo una stella enorme, la sua diagonale misurava intorno ai 15 metri. Eravamo tutte e due in piedi a guardarla soddisfatti del nostro lavoro ma avevamo una sensazione come se mancasse qualcosa di importante. Intorno c'era un silenzio che si poteva tagliare con il coltello, l'aria era densa e umida. Speravo tanto in un segno di conferma che il nostro lavoro fosse giusto, ma forse era chiedere troppo. "Manca Qualcosa", disse Susy, "Si sembra anche a me ", dissi. " Ma cosa?". Susy corse dentro casa e torno con il medaglione in mano, "mancano i lati che vengono messi da punta a punta in modo da formare un pentagono, vedi?". "Ma come mai sulle fotocopie non erano venute ?", chiesi sorpreso. "Forse perche il medaglione è un po' obliquo e la fotocopiatrice non è riuscita a captarli". Susy era cambiata da quando tutto era iniziato, ogni giorno diventava sempre più ricettiva e intuitiva. A volte mi spaventava, ma per fortuna c'era. In poco tempo tagliai del'altro ferro per i lati e cominciai a saldare. Mentre saldavo non vedevo niente intorno a me perche avevo la maschera, ma una volta finito tolsi la maschera e mi ci vollero un paio di secondi per realizzare quello che era successo. Tutto intorno a noi si era formata come una bolla di sapone, vedevo chiaramente la differenza di luce che c'era al di fuori di essa. Aveva un diametro molto grande, sicuramente oltre i cento metri. Era come un muro invisibile che impediva alle nuvole di passare. Erano poi solo delle nuvole, mi dissi, un temporale non era poi cosi nocivo. Ma mi sbagliavo. Con il passare dei giorni ci accorgemmo che non erano nuvole normali. Al di fuori del muro sembrava che anche le piante soffrivano. Avevamo fatto una piccola esplorazione l'ultimo giorno dei trenta che erano nel libro. Fuori dal muro invisibile faceva molto freddo, la luce filtrava ma non scaldava. C'erano pochissimi animali in giro e quelli che si facevano vedere sembravano malati. Il mondo fuori cambiava in fretta. Un po' giù di morale andammo a dormire senza cenare sperando che il giorno dopo qualcosa cambiasse.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quella notte ho sognato tutti i nostri parenti e amici. Solo che non era un sogno normale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Era un sogno di quelli che sembrano veri. Sembrava il mondo di prima, c'erano le case,la gente, gli animali, tutto era come prima. L'unica cosa era che non mi vedevano, anche se io potevo sentire la loro voce. Ero andato verso dove era casa nostra e li ebbi la sorpresa più grande. C'era Susy, che sentendo i miei passi si voltò e mi chiese, " anche tu stai sognando, vero?". " Credo di si", risposi.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un attimo dopo eravamo nel nostro letto svegli con mille domande che ci frullavano nella testa. " Dove eravamo? Cosa era successo? Era una cosa reale o no?"&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci aspettavamo di tutto oramai in un mondo dove tutto era possibile. Stavamo bevendo il primo caffè guardando fuori dalla finestra in cerca di un cambiamento, ma l'unico cambiamento era che il cielo, al di fuori del muro, era ancora più scuro e minaccioso. Alcune delle nuvole erano così basse che sembravano dei spettri. Susy era andata a preparare un altro caffè ed io sfogliavo il libro bianco, e poi vidi la frase comporsi:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;"In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini la luce splende nelle tenebre , ma le tenebre non l'hanno accolta."&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era una parte del prologo di San Giovanni. Un testo sul quale ci avevo riflettuto tempo fa. Spesso invece del "Verbo"  viene usata "Parola". La Parola che crea. Anche gli uomini hanno quel potere, di creare con le parole, solo che il potere delle parole è stato dimenticato. Forse per questo il mondo stava cambiando, forse perche troppe parole erano state dette senza pensare a quello che avrebbero provocato. Quelle nubi scure potevano essere l'accumulo di tutte le parole dette in vano sotto forma di energia. Forse con il tempo questa energia scura aveva rotto l'equilibrio tra il bene ed il male che è cresciuto sempre de più. La frase era scomparsa e come risposta apparve: " la verità è sulla bocca di tutti ". Questa frase era diventata come un Si per noi, oramai significava che i nostri ragionamenti erano giusti. Chiamai Susy e le raccontai tutto. Lei mi ascoltava e annuiva, come se per lei tutto fosse una conferma. I trenta giorni erano passati, oggi era il primo giorno di quello che in futuro avremmo chiamato " Il Nuovo Mondo".&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-7139373097712768524?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/44FlAdHBrNw" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/7139373097712768524/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=7139373097712768524&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/7139373097712768524?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/7139373097712768524?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/44FlAdHBrNw/il-libro-bianco-cap3-quinta-parte.html" title="Il libro bianco: Cap.3 – Quinta parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/11/il-libro-bianco-cap3-quinta-parte.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUNRH8zeCp7ImA9WxRQGE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-6852209179117774640</id><published>2008-10-12T19:41:00.001+02:00</published><updated>2008-10-12T19:41:35.180+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-10-12T19:41:35.180+02:00</app:edited><title>Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, continuazione</title><content type="html">&lt;span xmlns=''&gt;&lt;p style='text-align: center'&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"30 saranno e non di più, i giorni del prima, e poi verrà come era in principio"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;p style='text-align: center'&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi era il settimo giorno da quando tutto è iniziato. Una settimana che a noi sembrava un eternità. Ci svegliamo felici per aver trovato una soluzione per ripristinare l'energia la dove ci serviva. Felici per il ritorno dei nostri gatti e anche il resto degli animali. Mentre preparavo il caffè Susy era presa dal medaglione a forma di stella. Stavamo bevendo la nostra prima tazza di caffè quando Susy disse; "Voglio provare una cosa", sorridendo stava già accendendo la stampatrice che faceva anche da fotocopiatrice. Avevo capito, voleva fare una fotocopia dal medaglione. Le fotocopie stavano già venendo fuori, &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Che faccio giro i fogli per vedere se ha funzionato? " disse Susy. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Si, tanto vale controllare, ma è molto probabile che abbia funzionato". Non ero sicuro di quello che dicevo ma volevo che fosse così. Evviva, avevamo 5 perfette copie di una stella a cinque punte, ora bisognava vedere se anche con le copie era la stessa cosa, avrebbero funzionato? Dopo altri due caffè e tantissime chiacchierate decidemmo di provare subito le stelle. Andammo nella casa più vicina, ma non avevamo avuto nemmeno il tempo di tirare fuori la fotocopia che la luce del portico si era già accesa. Eravamo strafelici del risultato, non avremmo dovuto stare a disegnarle una ad una, anche perché il modo in cui bisognava farlo era molto complicato. E per di più la possibilità di sbagliare era grande, bisognava essere estremamente precisi. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;" Così avremmo tutto il tempo per lavorare a l'ultima frase, non vedo l'ora perché questi 30 giorni di cui si parla sembrano come un ultimatum". &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Susy era più ottimista; "Ma no, forse dopo questi 30 giorni tutto tornerà come prima, visto che gli animali sono tornati, per me potrebbero tornare anche le persone". &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo speravo tanto anch'io che fosse cosi, ma qualcosa mi diceva che non era finita qui. Forse i miei pensieri erano un po' pessimisti ma avevo bisogno di essere preparato a tutto. Forse per ora era facile passare le giornate ma quando avremo esaurito le scorte di cibo, che non potevano durare per sempre, dovremo coltivare tutto noi, dal grano per il pane, fino all'idea di dover caciare per avere la carne. Ma non è finita qui, la natura avrebbe preso possesso di tutto, gli animali sarebbero scesi verso le città, compresi quelli pericolosi, le strade sarebbero state invase dalla vegetazione ……………….. Tutto sarebbe tornato come in principio………… forse ho appena detto qualcosa che non volevo che si avverasse. Di un tratto ho sentito come una corrente fredda che mi attraversava il corpo, il cuore mi batteva forte e veloce. Susy mi guardava e sorrideva, "hai pensato in modo giusto Paul perché metà della frase è scomparsa, guarda ! ". Ma io non volevo che fosse così, volevo la normalità, il mondo di prima. " Quale parte è scomparsa?", chiesi sperando che non erano i miei pensieri a far sparire le parole. " La seconda, quella che dice " e poi verrà come era in principio"", rispose Susy, " perché?". " Forse non ti piacerà ma ho pensato a cosa volesse dire " in principio" e l'unica cosa che mi veniva in mente era a come fosse il mondo ai suoi inizi, forse migliaia di anni fa o di più, prima del uomo". Ora Susy aveva una espressione più seria, anzi era proprio preoccupata. " Se la seconda parte è, che il mondo torna come prima degli uomini, allora la prima significa, per logica, che ciò avverrà in trenta giorni, e secondo i miei calcoli mancano solo 23 giorni", mentre diceva le ultime parole guardava il libro e potevo chiaramente vedere che la frase era sparita del tutto. Nessuno dei due osava parlare per almeno cinque minuti poi il silenzio fu interrotto da un rumore fortissimo. " Cos'e è stato ?", abbiamo chiesto tutte e due e siamo corsi fuori nella direzione dalla quale proveniva questo trambusto. Non dovevamo andare molto lontani, era tutto lì davanti a noi. Un ammasso di lamiere e di ferro fumante erano sparsi nel giardino della casa dei nostri vicini, e la casa era praticamente del tutto distrutta. I pezzi erano irriconoscibili ma uno aveva attirato la nostra attenzione, era come un ala di un aereo. Quando eravamo più vicini avevamo capito subito, era un satellite o qualcosa di simile. Si riconoscevano chiaramente alcuni pezzi ma quello che ci ha dato la certezza era un rimasuglio di una scritta mezza bruciata ….NASA-USA. " Siamo fortunati, dissi, l'inizio della fine del mondo moderno inizia dal alto, come tutto del resto", cercavo di sdrammatizzare ma Susy mi guardava in modo strano. " E se questa cosa fosse caduta sulla nostra casa?". " Non credo che ciò può accadere, perché se qualcuno voleva un mondo senza uomini avrebbe fatto sparire anche noi come gli altri, non credi?. Anzi per dirla tutta io non mi sono mai sentito così bene come in questa settimana e nemmeno tu hai avuto i tuoi soliti dolori alle spalle". "È vero, disse Susy, non ci avevo pensato". &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;" Visto gli ultimi avvenimenti, dissi, mi viene da pensare a tutto, ogni cosa che non sarebbe stata possibile prima, ora sembra possibile. Vorrei solo poter dare un nome alla forza che ha dato inizio a tutto questo". " Forse è Dio, disse Susy, sai è l'unica forza alla quale abbiamo attribuito cose del genere da sempre. A tutte le cose bisogna dare un nome prima o poi, anche perché dando un nome a una cosa aiuta a comprenderla e conviverci meglio. Forse dovremmo chiamarlo così, Dio, come lo abbiamo sempre chiamato". " Si forse hai ragione, le risposi, vorrei solo che fosse un po' più chiaro nelle sue volontà, dovrebbe far apparire non delle scritte enigmatiche, ma semplicemente cosa dovremmo fare". Stavamo rientrando in casa mentre il nostro dialogo andava avanti. " Si però, disse Susy, forse Dio vuole che sia così, in modo che tutto quello che riusciremo a fare sarà perché c'era in noi la volontà di farlo, per questo non dobbiamo mai dubitare". Sul tavolo c'era ancora il libro bianco aperto, Susy andò a chiuderlo per metterlo a posto ma poi si fermò. Aveva cambiato espressione in un attimo, girò il libro verso di me e vidi una frase che stava scomparendo ma era ancora leggibile, "la verità e le parole buone sono sulla bocca di tutti". "A quanto pare ora ci concede anche delle risposte, dissi un po' scherzando, sembra che tu abbia centrato la situazione Susy". Era una situazione buffa, per quanto potevo vedere e sentire tutto quello che succedeva c'era qualcosa dentro di me che si rifiutava di credere. Forse con il tempo l'umanità si era scordata di Dio e che in realtà la fede in lui era basata semplicemente sul'abitudine di voler credere in lui, e non avere fede in Dio. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-6852209179117774640?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/BiA30tQaXOo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/6852209179117774640/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=6852209179117774640&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6852209179117774640?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6852209179117774640?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/BiA30tQaXOo/il-libro-bianco-cap3-risposte.html" title="Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, continuazione" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/10/il-libro-bianco-cap3-risposte.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUMNQ3s-cSp7ImA9WxRQFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-6038806935253864089</id><published>2008-10-07T21:08:00.003+02:00</published><updated>2008-10-07T21:24:52.559+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-10-07T21:24:52.559+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post info" /><title>GRAZIE !!!</title><content type="html">Questo è un post  di ringraziamento a tutti voi che passate di qui, lasciate un commento e magari leggete il mio racconto. Non ho molto tempo ultimamente ne per scrivere, ne per passare da voi per curiosare nei vostri Blog. Mi dispiace molto. Per fortuna ho la mia &lt;a href="http://fatabislacca.blogspot.com/"&gt;Fata &lt;/a&gt;che mi tiene aggiornato su quello che succede nella blogosfera. Il poco tempo che ho di sera lo uso per scrivere. Spero tanto di riuscire a postare un'altra parte del terzo capitolo molto presto.&lt;br /&gt;Grazie anche per i vostri contributi e suggerimenti.&lt;br /&gt;Ancora una volta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GRAZIE DI CUORE A TUTTE VOI !!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Questa rosa è per tutte voi:&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SOu2ch38ljI/AAAAAAAAANg/bw1tNwDA6AQ/s1600-h/IMG_2163.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SOu2ch38ljI/AAAAAAAAANg/bw1tNwDA6AQ/s400/IMG_2163.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254493991503435314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-6038806935253864089?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/Ps2KUWdVBeY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/6038806935253864089/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=6038806935253864089&amp;isPopup=true" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6038806935253864089?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6038806935253864089?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/Ps2KUWdVBeY/grazie.html" title="GRAZIE !!!" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SOu2ch38ljI/AAAAAAAAANg/bw1tNwDA6AQ/s72-c/IMG_2163.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/10/grazie.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQFSHg-eSp7ImA9WxRXF00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-3818974199465862300</id><published>2008-09-21T12:35:00.012+02:00</published><updated>2008-10-22T22:45:19.651+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-10-22T22:45:19.651+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, terza parte</title><content type="html">Le persone. Anche se era a causa delle persone che avevo desiderato che il mondo cambiasse, ora ne sentivo la loro mancanza. Le uniche persone delle quali non sentivo la mancanza erano quelle che in passato mi avevano fatto del male gratuito. Come quelle persone per le quali ero finito in prigione.&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="color: white; font-size: small;"&gt;"….Ero in un albergo vicino a La Spezia, aspettando che il mio datore di lavoro mi portasse i stipendi arretrati. Era andato in Italia per lavoro, diceva. Ma poi ho capito che era tutto falso, sapeva che la sua società in Svizzera per la quale lavoravo, era sotto indagine. Comunque ero già da giorni che aspettavo che lui saldasse il conto con me. Dentro di me sentivo che c'era qualcosa che non andava, ma erano solo delle sensazioni, mi dicevo. La mia compagna, &lt;span id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Susy&lt;/span&gt;, mi aveva chiamato un giorno dicendomi che la polizia era stata in casa nostra. Cercavano me. Mi diceva che sarei dovuto tornare subito per poter mettere le cose a posto. Era il 22 Maggio. Quel giorno, non so perché, avevo deciso di partire il giorno dopo. Forse tutto quello che era successo mi aveva spaventato. Passai la giornata come in uno stato di trance aspettando il giorno dopo. 23 Maggio, sono sceso al bar dell'albergo ordinando un caffè. Ero al banco pensando che avrei dovuto fare le valige  e tornare già in mattinata. Dentro di me sapevo benissimo di non avere nulla da temere ma la sensazione  di ansia e pesantezza era sempre presente."&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="color: white; font-size: small;"&gt;"Era da tempo che volevo cambiare la mia vita. Mi ricordo che dentro di me pensavo che, appena avuto i miei stipendi, avrei dato le dimissioni e mi sarei messo in proprio. Non mi decidevo mai, ogni volta c'era una scusa per non farlo. Anche la &lt;span id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Susy&lt;/span&gt; era convinta che avrei dovuto fare presto una scelta. Quella scelta era arrivata, anche se non me l'aspettavo cosi violenta."&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;h3 style="color: white;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #7030a0; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: white; font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Stavo finendo il mio caffè nel momento in cui stavano entrando nella hall dell' albergo due persone. Uno aveva una cinquantina d'anni, l'altro era più giovane, sulla trentina. Alla loro vista dentro di me sapevo che erano lì per me. Ancora non sapevo perché, ma erano lì per me. " Buongiorno, lei è &lt;span id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Paul&lt;/span&gt;?", " Si", dissi. " lei è in arresto per un'indagine in Svizzera, deve venire con noi". Descrivere il senso di vuoto che ho provato in quel momento è impossibile, ansia, angoscia e paura che non avevo mai provato prima d'ora. Cosi forte, mai. In tutto questo però sentivo anche una specie di sollievo, sollievo per qualcosa che era finito. La mia vita non sarebbe mai più stata la stessa. I due poliziotti erano molto gentili, mi avevano proposto di comperare delle sigarette, mi avevano chiesto se avevo fame e cosi via. Io non volevo niente, tanto da li a poco sarei tornato a casa. Dopo le foto e la presa delle impronte mi hanno detto che avrei dovuto passare la notte in carcere. Il più vicino era il carcere di La Spezia. Era solo l'inizio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h3&gt;&lt;span style="color: #7030a0;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: white; font-size: small;"&gt;Una volta consegnate tutte le mie cose all'entrata del carcere e la perquisizione corporale, mi hanno portato in cella di transizione. Era per quelli che aspettavano di essere trasferiti. Io ero ancora convinto che il giorno dopo sarei tornato in Svizzera. Nella cella eravamo in otto, anche se era fatta massimo per quattro persone. Il bagno era in un angolo della cella, senza porta e con un muretto attorno, alto 90 cm. C'era un tavolo con alcune sedie per mangiare e un lavandino che tale non sembrava. Con me c'erano; un Bosniaco arrestato per furto in attesa di giudizio, un iracheno arrestato per spaccio ed in più in astinenza, un anziano arrestato perché barbone, un Somalo arrestato per furto e altri due che praticamente non parlavano con nessuno. A parte l'Iracheno che voleva ammazzare tutti quelli che non gli davano retta e sigarette, gli altri erano persone calme. La sera era arrivata in fretta e stavano già servendo la cena. Per chiamarla cena bisognava avere una grande fantasia. In realtà non si capiva cosa contenesse di preciso e nemmeno che gusto avesse. Ma tanto io sarei partito il giorno dopo. 24 Maggio, giorno prima del mio compleanno. Nessuno mi dava delle risposte, non potevo né telefonare né contattare nessuno. Avevo finito le sigarette e non potevo neanche comperarle. Cercavo in ogni modo, chiedendo alle guardie, informazioni su quando sarei partito ma il giorno stava per finire ed io mi sentivo sempre più depresso. Ad un certo punto erano arrivate delle persone nella mia cella, hanno saputo che c'era uno nuovo, chiedendomi il perché sono finito dentro. Il fatto sta che dopo che se ne erano andati avevo di nuovo le sigarette e ci avevano lasciato anche del caffè."&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Chi sa perché questi pensieri erano tornati proprio adesso. Era da tempo che non ripensavo a questi fatti. Ero molto stanco e anche &lt;span id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Susy&lt;/span&gt; lo era. " Meglio andare a letto, domani avremo un bel po' da fare", dissi, e &lt;span id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Susy&lt;/span&gt; era più che d'accordo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dopo era la solita bella giornata estiva. Appena aperti gli occhi avevamo tutte e due il sorriso sulla faccia, i gatti stavano ancora dormendo sul nostro letto. Era bellissimo vederli di nuovo tutti insieme. E non era tutto, dal giardino si sentivano altri versi, erano tornati gli uccellini e stavano cantando come non mai, almeno così ci sembrava. Saltammo giù dal letto ed in un attimo eravamo in giardino. C'erano altri gatti in giro e cani che abbaiavano. "Allora sono tornati", disse &lt;span id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Susy&lt;/span&gt;, "E forse non è tutto, guarda". Più in la c'erano delle mucche, e anche delle pecore e poi tanti altri animali in libertà. Questo era segno che sono tornati solo gli animali non gli uomini. Era bello vedere tutti questi esseri liberi che andavano da giardino in giardino. Se erano tornati tutti, però, ciò significava che sono tornati anche i predatori e questo ci spaventava un po'. Avremmo dovuto stare molto attenti d'ora in poi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passato un po' l'entusiasmo iniziale decidemmo che era l'ora del caffè. &lt;span id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Susy&lt;/span&gt; riprese il libro bianco. Mentre bevevamo il nostro caffè parlavamo della terza frase. " A te dice qualcosa questa frase, o intuisci quale potrebbe essere la  risposta?", le chiesi. "Non lo so, però questi elementi, l'armonia, è come se risvegliassero dei ricordi nella mia mente", disse &lt;span id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Susy&lt;/span&gt;. "Sai non tanto tempo fa ho letto qualcosa a proposito, cercavo delle spiegazioni per una cosa che mi è stata regalata da una persona che per me era come un secondo padre"."È un talismano, una stella a cinque punte, e quando me la regalò mi disse che era per proteggermi dal male, anzi da tutte le energie maligne del mondo. Per lui il male erano le bestemmie, la violenza, le guerre, la cattiveria….etc sotto forma di energia che man mano si espandeva. Per questo lui faceva parte di una società segreta, una specie di sacerdote che però non facevano parte della chiesa, lo facevano solo per il bene di tutti. Si riunivano e regolarmente dicevano delle preghiere con la speranza di poter mantenere un equilibrio tra il male ed il bene".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
" Forse queste cinque punte rappresentano gli elementi; l'aria, l'acqua, la terra, il fuoco e lo spirito".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
" Si", dissi, "ma cosa centra lo spirito, non è un elemento". "Forse non come materia", disse &lt;span id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Susy&lt;/span&gt; pronta, "noi siamo fatti dall'unione degli elementi e della materia, ma qualcosa deve anche dare la vita e tenerli insieme questi elementi".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Sai una volta cercavo delle scritture sulla sacralità della stella a cinque punte, delle spiegazioni". "In un libro dicevano che era disegnata usando la misura d'oro, che più che una misura è una proporzione", continuava &lt;span id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Susy&lt;/span&gt;. "Una proporzione che si trova ovunque nella natura……………………". &lt;span id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Susy&lt;/span&gt; continuava a spiegarmi mentre io guardavo questo ciondolo sperando che da li a poco la scritta sarebbe sparita. Mentre io pensavo a come verificare poi l'ipotesi che era la stella a far si che le cose funzionassero &lt;span id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Susy&lt;/span&gt; prese il libro e con un grande sorriso disse, "era quella giusta, il ciondolo rappresenta gli elementi in armonia, andiamo a provarlo".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pochi secondi eravamo in strada, oltre il punto dove la macchina si spegneva, il punto zero. Se il ragionamento di &lt;span id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Susy&lt;/span&gt; fosse stato veramente giusto una qualsiasi delle macchine in strada avrebbe dovuto avviarsi. Ma anche entrando in una delle case vicine con la stella in mano la luce avrebbe dovuto funzionare, non restava che provare. Erano attimi di vera suspence, da questo dipendevano tante cose; poter dare corrente ad alcuni edifici era importante, poterci spostare con i veicoli in cerca di altre persone e comunque far funzionare le cose.&lt;br /&gt;
Abbiamo scelto di provare con la macchina più vicina, saltammo dentro. Le chiavi erano ancora nel cruscotto, Susy teneva in mano la stella mentre io giravo la chiave, il tempo sembrava fermarsi per quanto mi sembrava che durasse tutto questo. E.........vrouuuuuum, la macchina si era accesa.&lt;br /&gt;
Era un vero e proprio grido di felicità, ci abbracciavamo felicissimi del nostro successo. Finalmente avremmo potuto conservare le cose nei negozi e fare qualche viaggio un po' più lontano. Si trattava solo di disegnare più stelle e depositarle dove ci servivano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci rimaneva solo un ultima scritta da spiegare, e forse era l'unica che ci dava una sensazione strana, sembrava un ultimatum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;"30 saranno e non di più, i giorni del prima, e poi verrà come era in principio"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-3818974199465862300?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/UW0wEbR6vSU" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/3818974199465862300/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=3818974199465862300&amp;isPopup=true" title="10 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3818974199465862300?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3818974199465862300?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/UW0wEbR6vSU/il-libro-bianco-cap3-risposte-terza.html" title="Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, terza parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>10</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/il-libro-bianco-cap3-risposte-terza.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkcMQns8fyp7ImA9WxRSGUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-1275033469240564617</id><published>2008-09-19T20:43:00.000+02:00</published><updated>2008-09-21T13:54:43.577+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-21T13:54:43.577+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post info" /><title>Un contributo  per il Libro Bianco</title><content type="html">A  tutti quelli che passano da qui e che leggono il libro Bianco. Come sapete la &lt;a href="http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/il-libro-bianco-cap1-in-principio.html"&gt;prima &lt;/a&gt;parte del libro è quella reale. In principio era previsto che io raccontassi la mia storia per come era ma poi non so perché ho cambiato idea. Ora chiedo a tutti voi di aiutarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Volete che il libro vada avanti solo con storie di pura immaginazione, o volete che in tra mezzo ci sia anche una parte autobiografica, un approfondimento della prima parte del libro e anche qualcosa &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;di ancora più indietro?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quindi vi chiedo di fermarvi un po' di più e lasciarmi una risposta, un commento al riguardo. Grazie a tutti in anticipo, so che farete del vostro meglio.&lt;br /&gt;Questa mia decisione e risultato di alcuni suggerimenti da parte di Elena Fiore che qui ringrazio ancora una volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-1275033469240564617?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/gl3wc_IR1Lc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/1275033469240564617/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=1275033469240564617&amp;isPopup=true" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/1275033469240564617?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/1275033469240564617?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/gl3wc_IR1Lc/un-contributo-per-il-libro-bianco.html" title="Un contributo  per il Libro Bianco" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/un-contributo-per-il-libro-bianco.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0QBRns9eip7ImA9WxRTGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-4772884568619019071</id><published>2008-09-07T19:36:00.000+02:00</published><updated>2008-09-07T19:42:37.562+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T19:42:37.562+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, seconda parte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p&gt;Nessuna ragione solo un fatto, diceva la seconda frase. Quale era la nostra seconda domanda che ci ponevamo spesso. "Susy secondo te ……" e in quel momento mi era quasi chiaro che la seconda frase si riferiva alla domanda: perché noi ?  Ma forse mi sbagliavo, che risposta era? Non si poteva avere qualcosa di più preciso? Qualcosa tipo: perche siete i più adatti, perché siete Paul e Susy ……… perché a me sta bene cosi, punto e basta!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; No, bisognava sempre interpretare, come se non avessimo nient'altro da fare. In quel momento sentii la voce di Susy "Sai forse se ogni tanto condividi i tuoi pensieri con me, non sarebbe male". Era vero; spesso quando ero immerso nei miei pensieri pensavo che gli altri sapessero già a cosa pensavo, era uno dei miei difetti. "Si scusami Susy, stavo pensando che la ragione per la quale siamo rimasti solo noi in realtà non c'è, bisogna solo accettare il fatto e basta", "Si", disse Susy ,"Mi sa che hai ragione perche la scritta non c'e più". Da una parte ero contento ma poi c'era il fatto che veramente eravamo rimasti solo noi. Bisognava pensare a tutto; al cibo, ai vestiti, ai medicinali... etc. Ma poi cosa avremmo fatto senza libri, senza amici, senza musica,  senza i nostri gatti, i nostri parenti, che futuro avremmo avuto? Forse dovevamo pensare ai figli, all'umanità , ma era poi giusto che la razza umana continuasse ad esistere visto gli ultimi sviluppi? Probabilmente si, se così non fosse stato da dove arrivavano queste scritte, e poi anche noi in fondo, potevamo non esserci come tutti gli altri. Era già il sesto giorno ma a noi sembrava che fosse passato più di un mese. Fortunatamente  il tempo aveva tenuto ed era sempre bello e caldo; in questo momento non avevamo bisogno di giornate tristi e piovose. Susy aveva cominciato a preparare qualcosa per pranzo, "Cosa vorresti oggi per pranzo, ormai da quando possiamo fare la spesa senza spendere possiamo permetterci di tutto", "Pensaci tu, io non ho molta fame" dissi, pensando fino a quando avremmo potuto utilizzare le cose dai supermercati. Fra non molto la maggior parte del cibo sarebbe scaduto, almeno quello fresco: la carne, la verdura e tutti i latticini, e anche volendo non potevamo avere nessuna produzione,  gli animali erano spariti. Non che io avessi tanta voglia di macellare un animale,  ma la loro presenza forse ci avrebbe dato un po' di conforto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Susy aveva preparato un semplice piatto di pasta, e devo dire che era ottimo. Mentre mangiavamo facevamo dei progetti su cosa fare nel pomeriggio. Avevamo fatto una lista: prendere ancora del cibo da congelare, dei medicinali e poi una cosa che non avevamo fatto, controllare se nel lago c'erano dei pesci, forse quelli non erano spariti. Quando saremmo tornati forse avremmo dato un occhiata alle altre frasi. Stavamo andando verso il mercato e Susy stava parlando delle frasi comparse nel libro, " Sai forse adesso che ne abbiamo comprese due con le altre sarà più facile. Secondo me se facessimo più domande non è un male sai, così avremmo solo più risposte", " Si" ,dissi, "Però ho paura che le domande siano contate e forse dobbiamo stare attenti a cosa chiediamo se vogliamo avere le risposte che ci servono per poter dare un senso a tutto questo, o almeno provarci". "È vero, forse hai ragione, però sono sicura al cento per cento che ora sarà più facile interpretare il resto delle frasi".&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al supermercato avemmo una brutta sorpresa, avevamo dimenticato che le scritte erano scomparse ovunque, quindi scegliere i prodotti per la data di scadenza era impossibile, dovevamo andare a naso, almeno per quelli freschi. Anche in farmacia era la stessa cosa, niente scritte quindi avevamo scelto un po' in base ai disegni che conoscevamo, visto che anche i colori stavano sbiadendo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi ci recammo al lago con tutta la nostra "spesa", non potevamo aspettare per verificare la presenza di altra vita. Di solito si vedevano i pesci vicino alla riva o intorno alle barche, ma oggi non c'erano. " Forse sono tutti al largo, o più in profondità, sai quando succede qualcosa gli animali e i pesci scappano per istinto. E poi dove vuoi che vadano i pesci?", cercavo di scherzare con la speranza di vedere un sorriso sul viso di Susy. Lei sembrava preoccupata, non per i pesci ma per quello che stava vedendo in lontananza. Dall'altra parte del lago dietro le montagne il cielo era di un colore spaventoso. " Non ti preoccupare", le dissi, " sarà un temporale, dopo tutti questi giorni di caldo è normale". "Non è per quello che vedo ma per quello che sento", disse, "forse è meglio che torniamo a casa". Nessuno dei due parlò per tutto il tragitto verso casa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;A casa Susy fece un tè caldo e si mise a sfogliare il libro bianco. "&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"la presenza degli elementi con ,e nella proporzione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;     &lt;strong&gt;&lt;em&gt;giusta, creano armonia nel tutto" ".&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Susy stava ripetendo questa frase nella speranza di capirne il senso. Era rimasta così a lungo che alla fine si addormentò. Ne ero contento, aveva bisogno di una bella dormita. Io ero uscito per dare un'occhiata al cielo, e le nuvole scure non c'erano più, il cielo era di nuovo di un azzurro bellissimo. Ero seduto in giardino, sul prato, cercando di captare qualche segno di vita; e dopo un'ora avevo concluso, di nuovo, che eravamo proprio soli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulla porta di casa, per un attimo mi era sembrato di sentire il verso di un gatto, ma poi nulla. La mente a volte faceva dei brutti scherzi. Entrai in casa sorridendo a me stesso quando, "&lt;em&gt;wuuum&lt;/em&gt;, ", qualcosa era passato vicino, anzi in mezzo alle mie gambe, qualcosa di bianco, "ma. ...!!!" Susy si svegliò all'istante:  " i gatti, i nostri gatti sono qui!!!!!!!!!!". Era uno dei nostri gatti, e dietro di lui stavano già entrando gli altri due. Eravamo strafelici, Susy aveva dimenticato le nuvole nere ed ora sorrideva come non mai. Io aprii subito una delle loro scatole di cibo preferite. Per loro era come se non fosse successo niente, sembravano quelli di sempre. Affamati e coccoloni. Passammo la serata festeggiando il loro ritorno, ma anche la speranza che anche il resto degli animali sarebbe tornato. E chi sa, forse anche le persone.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:12;"  &gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-4772884568619019071?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/fPMtzUHyl2M" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/4772884568619019071/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=4772884568619019071&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4772884568619019071?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4772884568619019071?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/fPMtzUHyl2M/il-libro-bianco-cap3-risposte-seconda.html" title="Il libro bianco: Cap.3 – Risposte, seconda parte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/il-libro-bianco-cap3-risposte-seconda.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYDQHY-fCp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-3067484541701582688</id><published>2008-09-06T15:20:00.004+02:00</published><updated>2008-09-07T13:49:31.854+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:49:31.854+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post diversi" /><title /><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMKDkfA-sDI/AAAAAAAAAGo/Rd_mMPDs-vo/s1600-h/premio+flor+de+blog.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMKDkfA-sDI/AAAAAAAAAGo/Rd_mMPDs-vo/s320/premio+flor+de+blog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242897579036815410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo è un premio da parte di &lt;a href="http://puntocrocebiz.blogspot.com/"&gt;Maria Rosa&lt;/a&gt;, ora dovrei trovare dei blog da premiare ed è la cosa più difficile. Ogni blog e bello a modo suo e ogni volta che ne visito uno cerco di mettermi nei panni di chi lo ha costruito;sia per i colori che ha usato, per i lavori che fa o per come si racconta. Sono tutti belli, per questo ho deciso di premiare tutti quelli che passano di qui e altri che avviserò direttamente io lasciandoli un commento. Spero sia gradito da tutti.&lt;br /&gt;Questi sono alcuni blog premiati;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://creareblog.blogspot.com/"&gt;http://creareblog.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://kamy22-blog.blogspot.com/"&gt;http://kamy22-blog.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;per il loro costante aiuto a tutti i blogger.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-3067484541701582688?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/VL87Pbu4ycA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/3067484541701582688/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=3067484541701582688&amp;isPopup=true" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3067484541701582688?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3067484541701582688?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/VL87Pbu4ycA/questo-un-premio-da-parte-di-maria-rosa.html" title="" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMKDkfA-sDI/AAAAAAAAAGo/Rd_mMPDs-vo/s72-c/premio+flor+de+blog.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/questo-un-premio-da-parte-di-maria-rosa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYNQ3YzfCp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-5968362430139369771</id><published>2008-09-06T14:48:00.003+02:00</published><updated>2008-09-07T13:49:52.884+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:49:52.884+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post diversi" /><title>Grazie alla tecnologia</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMJ8pAxaJuI/AAAAAAAAAGY/TIPmmcdVx1A/s1600-h/cuffie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMJ8pAxaJuI/AAAAAAAAAGY/TIPmmcdVx1A/s320/cuffie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242889960236394210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMJ8pNB1NNI/AAAAAAAAAGg/5qar2Nsw3hc/s1600-h/Iggy+nell%27occhio+di+Dio+3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMJ8pNB1NNI/AAAAAAAAAGg/5qar2Nsw3hc/s320/Iggy+nell%27occhio+di+Dio+3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242889963526501586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eccomi pronto con le mie nuove cuffie e microfono incorporato a continuare il mio libro. Il perché delle cuffie? Sto cercando di usare un programma, Dragon Naturaly Speaking, che dovrebbe scrivere quello che io detto. Per ora i risultati sono scarsi, anche perché mi sento un po' stupido a dettare al PC. Se riesco nella mia impresa troverete la continuazione del libro in forma scritta, se no,  sarà in forma di file audio e basta che clickiate sopra e sentirete la mia voce, "angelica"; mi sento a disagio solo al pensiero.&lt;br /&gt;Le cuffie sono un regalo della mia &lt;a href="http://fatabislacca.blogspot.com/"&gt;Fata&lt;/a&gt;, e la foto anche, visto che fotografa ogni cosa. Questa foto la intitolata "&lt;b&gt;Iggy nell'occhio di Dio ". &lt;/b&gt;E brava la mia Fata che fa di tutto per far si che io continui a scrivere. La mia risposta alla tua domanda? Anche subito, rifarei tutto da capo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-5968362430139369771?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/7O2tRaL0oHg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/5968362430139369771/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=5968362430139369771&amp;isPopup=true" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/5968362430139369771?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/5968362430139369771?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/7O2tRaL0oHg/grazie-alla-tecnologia.html" title="Grazie alla tecnologia" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SMJ8pAxaJuI/AAAAAAAAAGY/TIPmmcdVx1A/s72-c/cuffie.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/grazie-alla-tecnologia.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkUFR3k8eCp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-3337495480606113019</id><published>2008-09-03T17:08:00.008+02:00</published><updated>2008-09-07T13:50:16.770+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:50:16.770+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post diversi" /><title /><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6ph0vrAcI/AAAAAAAAAFw/JGuDUICXHP4/s1600-h/Premio+Sforzo+Personale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6ph0vrAcI/AAAAAAAAAFw/JGuDUICXHP4/s200/Premio+Sforzo+Personale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241813414865207746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6ph_K97XI/AAAAAAAAAFo/tb_uFqg9jMI/s1600-h/PremioEsteBlog.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6ph_K97XI/AAAAAAAAAFo/tb_uFqg9jMI/s200/PremioEsteBlog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241813417664048498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi ho ricevuto un premio da &lt;a href="http://lauratani.myblog.it/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;LauraTani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;ringrazio&lt;/span&gt; di cuore.&lt;br /&gt;Ora io ho un piccolo problema, no so chi premiare, siete cosi tanti e vorrei premiare tutti voi. Qundi il premio va a : Tutti voiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;I loro link sono sul mio blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt 37.8pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; text-indent: -18pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 128, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(234, 117, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(234, 117, 0);font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Poi ne ho preso uno da &lt;a href="http://fatabislacca.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;FataBisalacca&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che lei gentilmente ha voluto dare a chi si sente vicina a lei e a &lt;a href="http://robertafilavafilava.blogspot.com/"&gt;Roberta&lt;/a&gt;. Ora io dovrei consegnarlo ad altri 8 blog. Come blogger mi sento vicino a tutti voi, se voi sentite questa vicinanza siete liberi di copiarlo e premiare voi stessi. "Non a tutti piacciono i blog, per la maggior parte i nostri obiettivi sono di mostrare le cose che creiamo e di fare amicizie nuove, ma ci sono persone alle quali non interessa affatto quando si dona loro un premio, non lo scrivono, ed in questo modo si contribuisce a spezzare questa catena... e noi vogliamo che si spezzi o che si propaghi??? Cerchiamo allora di prestare un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;po'&lt;/span&gt; di attenzione... dovremo nominare 8 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;bloggers&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che dovranno riportare questo stesso testo...."&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6sd1B-ZpI/AAAAAAAAAF4/b5ZsYG4xqJw/s1600-h/www.spaghettifile.com_img_222318.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6sd1B-ZpI/AAAAAAAAAF4/b5ZsYG4xqJw/s200/www.spaghettifile.com_img_222318.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241816644757382802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questa immagine invece l'ha creata &lt;a href="http://lauratani.myblog.it/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;LauraTani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che gentilmente mi ha permesso di mettere sul mio blog. È un premio che lei ha creato per tutti i suoi amici, bello vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-3337495480606113019?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/uDlxfn26Lbk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/3337495480606113019/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=3337495480606113019&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3337495480606113019?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/3337495480606113019?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/uDlxfn26Lbk/oggi-ho-ricevuto-un-premio-da-lauratani.html" title="" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SL6ph0vrAcI/AAAAAAAAAFw/JGuDUICXHP4/s72-c/Premio+Sforzo+Personale.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/09/oggi-ho-ricevuto-un-premio-da-lauratani.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkUBQXk7cSp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-4198047693516852279</id><published>2008-08-29T18:59:00.008+02:00</published><updated>2008-09-07T13:50:50.709+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:50:50.709+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post diversi" /><title>Il mio primo premio!</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SLgrIRbstWI/AAAAAAAAAEw/r5qOZupmF5E/s1600-h/Premio+Sforzo+Personale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SLgrIRbstWI/AAAAAAAAAEw/r5qOZupmF5E/s400/Premio+Sforzo+Personale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239985587564098914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Che sorpresa ricevere un premio da una &lt;a href="http://fatabislacca.blogspot.com/"&gt;fatina&lt;/a&gt;, anche se non è la prima volta che mi riconosce lo sforzo personale (il risultato però non sempre vien premiato)! Grazie e un bacio (di persona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le regole a cui mi sottopongo&lt;br /&gt;-Elargirlo a mia volta ad altri 6 blog aggiungendo i loro link&lt;br /&gt;-Mostrare il premio citando (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;linkando&lt;/span&gt;) chi me lo ha assegnato&lt;br /&gt;-Mettere le regole nel mio blog&lt;br /&gt;-Esprimere 6 valori che per me sono importanti e 6 che non lo sono affatto.&lt;br /&gt;-Avvertire i premiati con un commento nel loro blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che a farlo avere a Fata è stata &lt;a href="http://mirateantesdeir.blogspot.com/"&gt;Mirate &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;antes&lt;/span&gt; de &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;ir&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ma vorrei di nuovo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ri&lt;/span&gt;-girarlo a lei, così tanto perché mi fa così piacere quando lascia commenti da me.&lt;br /&gt;Oggi ho ricevuto un commento da &lt;a href="http://justartbypattytanuz.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Patty&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Tanuz&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; da Messico, non so come è arrivata da me, ma la premio per l'impegno che ha fatto nel scrivermi in italiano. Poi per chi fa lo "sforzo" di leggere il mio racconto: &lt;a href="http://robertafilavafilava.blogspot.com/"&gt;Roberta &lt;/a&gt;,  &lt;a href="http://ilmiospazioscrap.blogspot.com/"&gt;Cristina&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://sofiailmiopiccolomondo.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Bettin&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; , ma anche per i loro bellissimi blog. E poi anche a &lt;a href="http://mariland.splinder.com/tag/hobby"&gt;Mari&lt;/a&gt; per il suo impegno di fare sempre nuove scoperte facendo il pane(anche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perchè&lt;/span&gt; fare il pane è una passione che ci accomuna).&lt;br /&gt;Ecco ora non resta altro che avvisare le vincitrici, che qualcuno me la mandi buona.&lt;br /&gt;Dimenticavo le sei cose importanti e quelle non importanti. I valori più importanti: tolleranza, rispetto, essere umile, sincerità, il giusto giudizio alle cose e le persone e l'onestà. I valori non importanti sono tutti,  falsi, valori della nostra società "moderna" che poi non sono dei valori, e solo che tante persone  la pensano cosi e a volte fanno del male agli altri. Egoismo, pregiudizio sbagliato, orgoglio, avidità, ..........e chi più ne ha più ne metta. Potrei andare avanti ma rischio di fare polemica, ed è un non valore per me polemizzare, quindi termino qui e auguro a tutti voi una splendida giornata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-4198047693516852279?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/ltjMCRkIGLE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/4198047693516852279/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=4198047693516852279&amp;isPopup=true" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4198047693516852279?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4198047693516852279?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/ltjMCRkIGLE/il-mio-primo-premio.html" title="Il mio primo premio!" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SLgrIRbstWI/AAAAAAAAAEw/r5qOZupmF5E/s72-c/Premio+Sforzo+Personale.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>8</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/il-mio-primo-premio.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkUMQXw_cSp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-6179573697062482538</id><published>2008-08-24T09:50:00.005+02:00</published><updated>2008-09-07T13:51:20.249+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:51:20.249+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post info" /><title>Forse così va meglio.....</title><content type="html">Forse così va meglio, ho cambiato il colore del mio Blog dietro un suggerimento che mi ha fatto molto piacere. Grazie a &lt;a href="http://robertafilavafilava.blogspot.com/"&gt;Roberta&lt;/a&gt; sarà, forse, meno stancante leggere il resto del libro. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Accetto&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;volentieri&lt;/span&gt; ogni vostro suggerimento, in fondo è grazie a voi che il libro continua.&lt;br /&gt;Grazie anche alla mia &lt;a href="http://fatabislacca.blogspot.com/"&gt;Fata&lt;/a&gt; per avermi aiutato per il nuovo look; la foto con il libro bianco. Ormai è diventata bravissima nel gestire ed &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;organizzare&lt;/span&gt; i blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Oggi ho aggiunto una parte del terzo capitolo, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sempre&lt;/span&gt; in fondo blog, RISPOSTE è il suo titolo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana;" &gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Sto pensando alla possibilità di raccontare il mio libro sotto forma di file audio, così invece di scrivere potrei semplicemente raccontarlo a voce. Il problema e che non so come si fa. Se qualcuno ha un idea di come inserire i file audio e un player per ascoltarli nel mio blog, sarò super felice del suo aiuto.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-6179573697062482538?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/5hQq_YXuX-8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/6179573697062482538/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=6179573697062482538&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6179573697062482538?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/6179573697062482538?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/5hQq_YXuX-8/forse-cosi-va-meglio.html" title="Forse così va meglio....." /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/forse-cosi-va-meglio.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQEQX4-eSp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-7217332758224643658</id><published>2008-08-17T19:37:00.001+02:00</published><updated>2008-09-07T13:51:40.051+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:51:40.051+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Post info" /><title>Capitolo 2</title><content type="html">Da oggi capitolo 2 a fondo Blog datato  08.08.2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-7217332758224643658?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/ki0Oh5EkYNo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/7217332758224643658/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=7217332758224643658&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/7217332758224643658?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/7217332758224643658?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/ki0Oh5EkYNo/capitolo-2.html" title="Capitolo 2" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/capitolo-2.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0ICQHo5fSp7ImA9WxRTGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-4513898465084339867</id><published>2008-08-10T13:37:00.000+02:00</published><updated>2008-09-07T19:46:01.425+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T19:46:01.425+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>Il Libro Bianco: Cap.3-Risposte</title><content type="html">&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:Algerian;font-size:130%;"  &gt;RISPOSTE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Quinto giorno. Eravamo svegli già da un'ora ma nessuno dei due &lt;em&gt;osava&lt;/em&gt; parlare. Anche i nostri gatti erano spariti, come il resto degli animali. &lt;em&gt;Ma dove sono andati a finire tutti&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Era successo solo qui o anche nel resto del mondo erano spariti tutti? &lt;/em&gt;Non potevamo saperlo, abbiamo provato ad avviare una delle macchine in strada, con la speranza che almeno quelle funzionassero. Niente. I telefoni erano muti ed internet di conseguenza non dava segni di vita; qualsiasi cosa fosse successa voleva tenerci all'oscuro di tutto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;La Bibbia era ancora sul tavolo. Credo che sia io che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Susy&lt;/span&gt; volevamo aprirla, ma io avevo paura di trovare solo pagine bianche, e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Susy&lt;/span&gt;…….. "Ho paura di aprire la Bibbia, chi sa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;cos&lt;/span&gt;'altro troveremo, o forse sono sparite anche le scritte di ieri, ma tu almeno te le ricordi?".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;" Forse non nel modo in cui erano scritte, ma più o meno il senso me lo ricordo". " La prima era …..".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;"Aspetta, meglio controllare, cosi avremo anche la certezza di cosa è rimasto, e se per caso ci sia qualcosa di nuovo". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Niente di nuovo, ma almeno le parole del giorno prima c'erano ancora. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Ora non rimaneva altro che capire cosa volevano dirci. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;"Chiedi e ti sarà dato", &lt;em&gt;ma io non ricordo di aver chiesto la fine del mondo, forse qualche volta l'ho desiderato, è vero, che tutto finisse ma non ho mai pensato al" come " e in che modo. Ma no, non può essere questo.&lt;/em&gt; È vero che qualche volta, nei momenti più difficili, ho pensato come sarebbe bello non esserci, semplicemente non esistere. Anche quando guardavo i telegiornali era la stessa cosa, mi dicevo che per costruire un mondo nuovo, partendo da dove siamo adesso, non sarebbe stato possibile ci voleva un cambiamento veramente estremo e radicale per poterlo fare. Spesso immaginavo lo scenario di un pianeta completamente disabitato ed incontaminato che aspettava di essere vissuto, e non conquistato. Mi chiedevo cosa avremmo fatto con una possibilità del genere. Quali sarebbero state le nostre priorità, l'umanità si sarebbe evoluta? O forse il pianeta sarebbe semplicemente continuato senza di noi. Ma questo era soltanto una mia fantasia tanto per sfuggire, ogni tanto, dalla realtà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avevo letto dei libri che dicevano di prestare massima attenzione a ciò che si desidera, perché se si desidera veramente, e con il cuore, molto spesso questi desideri si avverano, ma il modo e le conseguenze del caso erano sconosciute. C'erano degli esempi in questi libri del tipo; "Una donna desiderava fortemente trovare un lavoro, sperando di migliorare così anche la sua situazione famigliare. Dopo non molto tempo aveva trovato il lavoro ma lì incontrò anche un altro uomo del quale si era subito innamorata, e così adesso aveva ciò che veramente desiderava: un posto di lavoro e una bellissima vita famigliare". &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Va bene tutto, ma dal desiderare un posto di lavoro al desiderare un nuovo inizio per l'umanità, c'e una grande differenza. Nel primo le conseguenze toccano poche persone ma nel secondo, se i miei dubbi sono giusti, si tratta di cinque miliardi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel momento in cui ho fatto questa considerazione la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Susy&lt;/span&gt; esclamò: "È sparita, non c'e più la prima scritta, era come se si dissolvesse nella carta". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Che cosa hai fatto? Hai pensato a qualcosa di preciso?" &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi stava tempestando di domande. Le raccontai dei miei ultimi pensieri. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dopo lungo scervellarci decidemmo di voler credere che se l'apparizione della prima scritta era una risposta alla domanda "perché sta accadendo tutto questo?", allora la sua sparizione doveva essere la risposta, forse, alla nostra giusta interpretazione di quest'ultima. Se cosi fosse stato, e ne eravamo quasi convinti, ora dovevamo comprendere le altre quattro scritte per averne la conferma. E, cosa più importante, questo ci avrebbe dato la conferma che non eravamo da soli. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-4513898465084339867?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/KUTSLPjFmvU" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/4513898465084339867/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=4513898465084339867&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4513898465084339867?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4513898465084339867?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/KUTSLPjFmvU/il-libro-bianco-cap3-risposte.html" title="Il Libro Bianco: Cap.3-Risposte" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><thr:total>11</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/il-libro-bianco-cap3-risposte.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkMHR3wycSp7ImA9WxRTF0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-2205183755223323739</id><published>2008-08-08T16:45:00.004+02:00</published><updated>2008-09-07T13:53:56.299+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T13:53:56.299+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>Il Libro Bianco: Cap.2 - La fine............?</title><content type="html">&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;TRE ANNI DOPO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;LAFINE...........?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235501352283111570" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg8vbPpgJI/AAAAAAAAACQ/9UzZ8K0TGC4/s320/la+mattina.jpg" border="0" /&gt; Un giorno d'estate come tutti gli altri, con un po' di nebbia a causa della notte piovosa.&lt;br /&gt;Erano le sei del mattino quando la sveglia ha fatto il suo dovere come sempre. Ero fortunato a lavorare come indipendente e non avere degli orari fissi, anche se a volte dovevo rispettare delle scadenze. Mi occupavo di piccoli restauri di case, ed offrivo un servizio di “tutto incluso”, anche perché sapevo fare un po' di tutto; dal mattone al tetto includendo anche ogni tipo di impiantistica.&lt;br /&gt;A causa di certe scadenze che avevo, lavori urgenti da terminare e altri da iniziare, dovevo essere in cantiere per le 07.30, quindi non potevo girarmi dall'altra parte ignorando il suono della malefica sveglia. Come ogni mattina, dopo aver bevuto il primo caffè, ho preparato anche la solita tazza di tè per la mia compagna. Susy era un po' lenta nello svegliarsi, ma questo non ci impediva di parlare del mistero della vita e del perché delle cose fin dal primo risveglio, anche quando il tempo era poco. Susy faceva, anche lei, tante cose :astrologia, sedute di kinesiologia, fiori di Bach, corsi di reiki, ma anche bigiotteria fantasiosa, borse di stoffa, quadri ....................in poche parole, una naturopata artista.&lt;br /&gt;Dopo aver “rifatto” il mondo con Susy in un ora, alle 07.20 sono uscito di casa, salutando lei ed i nostri tre gatti.&lt;br /&gt;Vivevamo in una casa bellissima, che prima era di proprietà dei nonni di Susy ed ora era nostra, con un giardino fantastico ed una piscina che sembrava più un pozzo che una piscina vera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg7UDRchlI/AAAAAAAAAB4/yBOWXl9w_gg/s1600-h/piscina.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235499782480102994" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg7UDRchlI/AAAAAAAAAB4/yBOWXl9w_gg/s200/piscina.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235500112128174978" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg7nPTq64I/AAAAAAAAACA/uTMJB9By8ug/s200/giardino.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Avevamo tutto quello che ci serviva per una bella vita, la casa, il giardino, gli amici e i gatti. Erano passati tre anni da quando ero stato arrestato e le cose intorno a me erano cambiate, io ero cambiato. Da tre anni stavo facendo un percorso di crescita personale e ciò mi aveva permesso di conoscere, un po' più in profondità, me stesso. Ho letto tanti libri, tra qui anche la Bibbia e qualche Vangelo apocrifo, utilizzando sempre varie chiavi di interpretazione cercando di dare un senso alla vita e all'esistenza dell'Umanità.&lt;br /&gt;Stavo per entrare in macchina quando ho sentito un senso di pace ed allo stesso tempo di grande paura nell'aria , come una premonizione. Sul momento non ho dato tanta importanza alla paura e cercavo di sentire la provenienza di questa pace, infatti c'era un silenzio molto strano, come se fosse un giorno di festa e la mattina tutti se la prendessero con comodo. In fondo non sarebbe stata la prima volta che mi succedeva di partire al lavoro per poi accorgermi che era un giorno di festa.&lt;br /&gt;Cosi ho domandato a Susy; “Amore sai per caso che oggi è un giorno festivo”? “No”, mi rispose, “Perché”? “Pensavo lo fosse, non sentendo rumori e macchine in giro, ma fa niente era solo una mia impressione”. Salito in macchina sono partito pensando che non sarebbe stato male se fosse un giorno di festa, e in quell'istante la macchina si spense proprio a metà stradina. Per avere accesso a casa nostra si doveva percorrere una stretta stradina sterrata lunga circa 100 metri. Era strano perché la mia macchina aveva solo un anno di vita, ma poi mi sono detto, non per questo é una garanzia che non si potrebbe rompere. Dopo vari tentativi di riavviarla ho deciso di spingerla indietro ed eventualmente prendere quella di Susy. Una volta tornato nel posteggio di casa ho voluto fare un altro tentativo, ed ho girato la chiave ancora una volta; per scaramanzia. Si è accesa, e vai!!!! Che strane 'stè macchine, a volte sembra che abbiano una vita propria. Ma la mia felicità svanì quando arrivai dove la macchina si era fermata poc'anzi e si spense di nuovo. “Ma che cavolo è adesso?”. Un po' arrabbiato sono sceso di nuovo e spingendo pensavo; oggi non è un giorno per uscire, forse e meglio rimanere a casa. Ma dovevo finire quel lavoro, se solo fossi riuscito a capire che cosa c'e che non va con la macchina, e per di più erano già le 07.40. Ero in ritardo. Dopo un'altra mezz'ora di tentativi e cambiando macchina la situazione era sempre la stessa. Cominciai seriamente a pensare che quel punto della stradina fosse stregato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235500798911619778" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg8PNxmosI/AAAAAAAAACI/RW7UCy1n2tg/s400/stradina.jpg" border="0" /&gt; &lt;div align="left"&gt;Allora ho deciso di andare a piedi fino alla casa di mio suocero che abitava a 500 metri da noi e chiedere se mi prestava la sua di macchina. Fuori della stradina, sulla strada principale, sembrava tutto normale, se non per alcune macchine ferme e senza conducente in mezzo alla strada. Ma che strano modo di lasciare le proprie auto, forse è successo qualcosa, mah.. chi lo sa, per ora avevo le mie cose a cui pensare. La situazione era identica anche sulle altre strade. Così per curiosità ho iniziato a guardare negli abitacoli. Le macchine erano infatti tutte aperte, con le chiavi inserite nel cruscotto e una strana polvere sui sedili.&lt;br /&gt;Ora che siano tutte aperte e con le chiavi inserite mi sta bene , ma che siano tutte sporche allo stesso modo..?&lt;br /&gt;Il tempo stringeva ed era solo questione di minuti e il mio telefono avrebbe cominciato a squillare. Ero davanti alla porta di casa del papà di Susy che stranamente era aperta, entrai dicendo;&lt;br /&gt;“Ehi Pier ci sei? Sono Paul...... “Nessuna risposta, forse è nell'orto a prendersi cura dei suoi pomodori, feci un giro della casa, sempre chiamando a voce alta, ma nulla, nessuna risposta. In giardino la stessa cosa, se non per quella strana polvere sulla sedia e la tazza di caffè ancora fumante. Ho sentito di nuovo quella sensazione di paura che avevo provato un'ora prima, solo che adesso era ancora più forte ed inquietante.&lt;br /&gt;Ero confuso, non sapevo a cosa pensare, niente era normale, poi questa polvere era proprio un mistero. Sono uscito di corsa, ho guardato nel garage e la macchina c'era. Quindi Pier doveva essere a casa, cosa cavolo stava succedendo?&lt;br /&gt;Appena tornato a casa, Susy mi disse; “Ma che strana mattina, sembra che niente funzioni, il telefono funziona, ma ogni numero che compongo non risponde, la TV si accende ma non si visualizza nessun canale. Anche il PC si accende ma sono spariti tutti i documenti, ogni cosa che c'era dentro; lettere, fatture da inviare ai clienti le nostre foto...................tutto”!!!&lt;br /&gt;Poi le ho raccontato quello che io ho visto e la cosa l'ha spaventata quanto me.&lt;br /&gt;Così abbiamo deciso di bussare alle porte dei nostri vicini, per vedere cosa stava succedendo.&lt;br /&gt;Anche qui una brutta sorpresa, ovunque solo polvere color oro e nessuno in giro, nemmeno gli animali c'erano, solo silenzio e polvere d'oro.&lt;br /&gt;Abbiamo passato tutto il giorno in cerca di qualcuno, o di qualcosa di vivo che ci desse una speranza, abbiamo camminato per non ricordo quanto in cerca di un segno di vita, e quando siamo tornati a casa nostra eravamo esausti.&lt;br /&gt;Eravamo tutti e due in una specie di trance, la nostra mente non riusciva a capire e dare una spiegazione logica a tutto questo, eravamo confusi e spaventati.&lt;br /&gt;Io speravo che fosse uno di quei sogni che sembrano quasi la realtà e che da lì a poco ci saremmo svegliati entrambi.&lt;br /&gt;Dopo un'ora, Susy, interrompendo quel silenzio spettrale, cominciò;&lt;br /&gt;“Hai visto nelle altre case mancava anche la corrente elettrica e nemmeno l'acqua scorreva dai rubinetti, invece da noi sembra tutto normale”.&lt;br /&gt;”Si l'ho notato, ma non riesco a dare una spiegazione, ma poi anche i telefoni sono completamente muti e solo da noi sembra che funzionino, o almeno fanno un suono se non altro”.&lt;br /&gt;Abbiamo parlato per due ore facendo supposizioni di ogni tipo: guerra, bomba atomica, terrorismo................ ma alla fine ci chiedevamo sempre, “e noi?” “Come mai siamo qui?” “Forse siamo morti anche noi ma non lo sappiamo, o forse tutti sono andati nei rifugi e noi non abbiamo sentito niente? Anche le case sono tutte integre quindi qualsiasi cosa fosse successa, o era cosi silenziosa, che non abbiamo sentito niente, o siamo noi ad avere il sonno pesante.”&lt;br /&gt;Troppe domande senza risposte. Ma presto sarebbero cominciate ad arrivare, e non erano per niente buone, almeno cosi sembrava.&lt;br /&gt;Quella notte stranamente abbiamo dormito come due ghiri.&lt;br /&gt;Il mattino seguente al risveglio, sembrava come tutte le altre se non fosse stato per quel silenzio spettrale che era nell'aria. Niente uccellini che cantano, nessun rumore di quelli che eravamo abituati a sentire ogni mattina. Non eravamo abituati a questo silenzio. Per quel giorno decidemmo di fare le cose con più ordine e calma. La prima cosa; cercare numeri di emergenza, controllare i rifugi e rifornirsi di generi alimentari.&lt;br /&gt;Susy prese l'elenco telefonico e quando lo aprì la sua espressione del viso non mi piaque;&lt;br /&gt;“Sono solo pagine vuote!!!!! Ma come...? Non è possibile”!!!!!!&lt;br /&gt;Cominciammo a controllare tutti i libri buttandoli giù dalla libreria, pagine vuote, niente, solo pagine bianche in ogni libro.&lt;br /&gt;La giornata non doveva iniziare in questo modo, forse potevamo dare una spiegazione razionale per tutto, o almeno tentare di farlo, ma per questo no, per questo neanche in sogno avremmo potuto farlo. L'inchiostro non sparisce così da oggi al domani, erano rimasti solo i solchi dei titoli sulla copertina e niente altro. La giornata era appena iniziata ed eravamo già stanchi, erano le.........??????? “Ma non è possibile, dove sono le lancette dell'orologio?&lt;br /&gt;“Prova a guardare quello sul computer o quello in bagno”,- correvamo in casa in cerca di qualcosa che ci desse almeno una prova che qualcosa era rimasto, qualcosa di reale, o che per noi fosse tale. Niente, non potevamo sapere nemmeno l'ora, non potevamo leggere.&lt;br /&gt;“Ma forse la musica c'è ancora” dicevo mentre con terrore prendevo diversi CD ed uno ad uno li provavo, niente, solo silenzio..........e poi la prima speranza, “Musica”!!!!!!!!!!!!!!!! Esclamai, come se avessi trovato la cosa più bella del mondo, qui è rimasto qualcosa. Era un CD di canti Gregoriani, e solo più tardi, dopo averli provati tutti, ci rendemmo conto che era rimasta solo la musica che aveva a che fare con la chiesa, almeno cosi sembrava. Visto il risultato decidemmo di guardare meglio anche tra i libri sacri, come la bibbia e alcune copie dei vangeli o altri testi sacri che tenevamo in casa, non abbiamo avuto fortuna, erano solo pagine bianche.&lt;br /&gt;Nel frattempo si fece avanti anche la fame, e così siamo partiti verso il negozio più vicino, con la speranza che almeno il cibo fosse rimasto integro. Eravamo fortunati, era tutto ancora in ottimo stato, ma visto che, a parte casa nostra, ovunque mancava l'energia elettrica, sarebbe durato poco con il caldo che faceva.&lt;br /&gt;“Almeno i prodotti secchi e quelli in scatola non si deteriorano”- dissi- “Ma comunque hanno una scadenza anche quelli”-Susy doveva sempre approfondire le cose, specie quando si trattava di scadenze sul cibo. “Ora che scadono forse tutto tornerà come prima”.&lt;br /&gt;Cercavamo di prendere la maggior quantità di alimenti possibile; così avremmo avuto più tempo per fare delle ricerche o dei tentativi per trovare qualcuno.&lt;br /&gt;Passammo due giorni in casa senza uscire. Io cercavo di dare una spiegazione al fatto che solo da noi c'era elettricità e acqua corrente, e Susy si occupava di trovare qualche indizio in casa e controllare cosa era rimasto integro, per poi mettere, in qualche modo, tutti i pezzi insieme e trovare una soluzione, Forse.&lt;br /&gt;La mia ricerca di indizi non era andata a buon fine se non per il fatto che la corrente elettrica sembrava provenisse dal nulla.&lt;br /&gt;Avevo controllato il cavo principale, che dovrebbe essere quello che porta tutta la corrente in casa, e non dava segni di “vita”. Non ero in grado di fare delle supposizioni del perché allora in casa la corrente c'era, così ho accettato il fatto per come era. Idem era per l'acqua, ho aperto un rubinetto in casa ma il contatore era fermo, come se nei tubi non passasse niente. Poteva essere che il contatore si fosse rotto, chi lo sa?&lt;br /&gt;“Mah, meglio tornare in casa e vedere se Susy ha trovato qualcosa”.&lt;br /&gt;Era seduta per terra con un libro in mano, alzò la testa e solo allora vidi che aveva gli occhi pieni di lacrime,&lt;br /&gt;“Questa è la Bibbia che ieri era vuota, senza testo, ma adesso ci sono delle parole scritte dentro, e per di più sembra che ci stia dando delle risposte ad alcune domande”,&lt;br /&gt;“Non è possibile, dissi, questo va oltre ogni immaginazione, magari è solo una parte del testo che non è stata cancellata”. Ma poi cancellata da chi, chi poteva cancellare, così bene, centinaia di libri. “Guarda tu stesso”.&lt;br /&gt;Era vero, sembrava scritto a mano; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“chiedi e ti sarà dato” &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;“nessuna ragione, solo un fatto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“la presenza degli elementi con, e nella proporzione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;giusta, creano armonia nel tutto” &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;“30 saranno e non di più, i giorni del prima, e poi verrà come era in principio”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Se erano delle risposte in quel momento non riuscivo a capire a cosa. Più che altro sembravano indovinelli, e con tutti i pensieri che avevamo in quel momento, questa proprio non ci voleva!&lt;br /&gt;Susy era entusiasta, anche perché era il primo segno che non eravamo soli, si, ma chi era lì con noi?&lt;br /&gt;Chi poteva entrare in casa, cancellare i libri, quasi tutti i CD, nascondere tutte le persone................. e......................... Avevo bisogno di riposo, la mia testa era sotto-sopra, e anche quella di Susy, dovevamo cercare di ragionare con la mente lucida, e in questo momento della nostra lucidità non c'era neanche l'ombra. Stanchi e confusi andammo a dormire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-2205183755223323739?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/ujM8NBb3awU" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/2205183755223323739/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=2205183755223323739&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2205183755223323739?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/2205183755223323739?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/ujM8NBb3awU/il-libro-bianco-cap2-la-fine.html" title="Il Libro Bianco: Cap.2 - La fine............?" /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKg8vbPpgJI/AAAAAAAAACQ/9UzZ8K0TGC4/s72-c/la+mattina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/il-libro-bianco-cap2-la-fine.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MFSXk6fyp7ImA9WxRTGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7167236722642765219.post-4760521313303354766</id><published>2008-08-06T14:36:00.000+02:00</published><updated>2008-09-07T19:43:38.717+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-09-07T19:43:38.717+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Libro Bianco" /><title>il libro bianco: Cap.1-In principio...........</title><content type="html">&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=";font-family:Algerian;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=";font-family:Algerian;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=";font-family:Algerian;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Algerian;"&gt;&lt;br /&gt;In principio……..&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Algerian;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Algerian;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Algerian;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In principio era tutto cosi normale, la mia vita, il mio lavoro, i miei pensieri. Tutto cosi profano e senza “sale”. Mai una domanda sulla vita o su quello che mi circondava, sugli eventi che facevano sì che le cose accadevano, mai. Non mi sforzavo minimamente di dare un senso alle cose, di dargli qualche importanza, di vederle per quello che erano e quanto erano importanti. Non mi ero mai chiesto se c’era qualcuno o qualcosa che tirava i fili della mia esistenza e quella del mondo, dell’Umanità. Si, ogni tanto dicevo che era il destino a determinare certi eventi, ma cosa era il destino? Era Dio? Una forza celeste tanto potente ed onnipresente per ciascuno di noi? Nooooooooooo, era impossibile che lui o lei avessero tutto questo tempo, ce ne sarebbe voluto uno per ciascuno di noi, per quanto una vita umana può essere complicata ed esigente. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma la mia vita, per come era, stava per cambiare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutto ebbe inizio con queste parole: Buongiorno, lei e Paul Glasgow? Siamo del Interpool ed abbiamo un mandato d’arresto ed estradizione per &lt;st1:personname productid="la Svizzera." st="on"&gt;la Svizzera.&lt;/st1:personname&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Era come se il mondo mi fosse crollato addosso, tutto intorno non era più reale; era un sogno, un misto di vuoto, ansia, paura e terrore cominciava ad impossessarsi di me. Mi trovavo a &lt;st1:personname productid="La Spezia" st="on"&gt;La Spezia&lt;/st1:personname&gt;, in Italia. Quasi senza accorgermi ero già al commissariato dove mi prendevano le impronte digitali e mi scattavano le foto. Continuavo a non credere a ciò che stava accadendo ma ciò che sentivo era molto reale. Dopo neanche un’ora mi trovavo in cella di transizione, cosi la &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKQw5yTbQTI/AAAAAAAAABo/y_5VaqqoMTY/s1600-h/carcere.jpg"&gt;&lt;/a&gt;chiamavano.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKRXMjuSVgI/AAAAAAAAABw/q-fVXtd-MK0/s1600-h/carcere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5234404540170786306" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKRXMjuSVgI/AAAAAAAAABw/q-fVXtd-MK0/s200/carcere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono rimasto per 8 giorni nel carcere di &lt;st1:personname productid="La Spezia" st="on"&gt;La Spezia&lt;/st1:personname&gt; prima del mio trasferimento a Como. 8 giorni che non dimenticherò mai. Eravamo in otto in una cella che forse era prevista per 4 persone, con il gabinetto aperto quasi in mezzo alla stanza. I giorni non passavano mai e l’angoscia era sempre più forte, fino al punto che l’unica soluzione ragionevole era quella di farla finita. Pensavo spesso alla mia compagna, che non sapeva nemmeno dove ero e cosa mi fosse successo. Era il 23 di Maggio; due giorni prima del mio compleanno. Una sera, quando ogni speranza sembrava svanita e l’idea per togliermi la vita era sempre più forte, è successa una cosa che mi ha dato la forza&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;per lottare. Ero sdraiato sul letto, e mentre pensavo in che modo potevo farlo, devo essermi addormentato, ma non del tutto. Era come stare tra il sonno e la veglia. Ho visto il viso di una ragazza che mi era familiare, e poi ho capito era il viso della figlia di due nostri amici che era deceduta poco tempo prima a causa di un cancro. Se ne era andata dopo aver lottato per tanto tempo contro questo male, aveva 13 anni edun sorriso bellissimo. Vedevo il suo viso e lei che mi sorrideva, non diceva niente, ma dentro di me sentivo la sua voce che diceva “combatti, abbi fiducia in te ed in tutti quelli che ti stanno vicino, abbi Fede”. Ancora oggi mi chiedo quanto tutto questo fosse vero, magari sognavo o forse ero io e il mio subconscio che cercava di darsi una ragione per uscire da tutto questo, per lottare, per Vivere. Non era importante, qualsiasi cosa fosse io l’avevo sentita e questo non poteva più essere cambiato. Potevo cercare quanto volevo nella mia mente razionale, ma il ricordo di quello che avevo provato e sentito faceva crollare ogni mia supposizione. Avere Fede, in che cosa devo avere fede io che non ho mai creduto a niente oltre a quello che potevo vedere o toccare. Forse dovrei pregare, ma non so come fare, forse dovrei credere in Dio o a quella forza celeste e universale a qui tutti noi ci rivolgiamo nel bisogno, cosa dovevo fare? Le risposte non c’erano e non sono mai arrivate, se non sotto una forma che non conoscevo o non volevo conoscere. Era qualcosa di nuovo e bellissimo, era come avere un fiore al posto del plesso solare che emanava le sue benefiche vibrazioni, là dove prima sentivo solo ansia e angoscia ora c’era gioia. Dove sentivo solo tenebra ora sentivo la luce ed il suo calore. Ma non era finita, dovevo ancora fare tanta strada e far sì che questa luce non si spegnesse. Non era facile difendere questa luce anche perché il nemico ero io, quella parte di me che non voleva combattere ma prendere la strada più facile, farla finita, cosi uno non ci deve più pensare.Ma i miei pensieri stavano cambiando e con essi il mio essere nel mondo. Cominciavo a capire che tutto questo doveva accadere, vedevo le varie occasioni che avevo avuto nella mia vita per potermi guardare dentro, ed io ci avevo girato intorno ogni volta, anche perché non vedevo l’utilità di farlo. Ma ora capisco, non era l’utilità, che ogni volta cercavo,&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ma la necessità che ha la nostra anima di evolvere. Io vedevo solo le cose necessarie, utili e che avevano solo uno scopo, avere tutto ciò che si poteva avere senza guardare in faccia a nessuno. In quei anni ho solo preso, sia dalla vita che delle persone, e anche da me stesso, senza mai dare, non in cambio di quello che prendevo, ma semplicemente dare. È cosi facile prendere, senza mai pensare da dove, e da chi lo abbiamo preso. &lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;Probabilmente da qualcuno che aveva da dare, ma questo qualcuno che da sempre, chi è? Siamo noi? Sono gli altri? Quelli che conosciamo e non, quelli vicini e quelli lontani, quelli che forse non incontreremo mai e che sono dall’altra parte del pianeta? Quelli che consideriamo amici e quelli nemici? O e forse Dio? L’onnipotente a cui spesso diamo le colpe per le disgrazie ed i meriti per i miracoli? Forse. Questa mia “avventura” è finita grazie a delle persone che mi erano vicine, ma anche a delle persone che non ho mai conosciuto e mai conoscerò, persone che semplicemente hanno fatto quello che sentivano di fare e non. Grazie anche a quella forza, a quel fiore che ho scoperto di avere dentro di me, a quella Luce che mi ha guidato attraverso quel percorso buio e tenebroso. Il percorso non era finito qui, era appena iniziato; dal momento in cui ho accettato di lottare per la vita e di camminare con essa era iniziato un processo irreversibile. È come quando si assaggia per la prima volta la cioccolata, non si torna più indietro, se ne vuole sempre di più.Anch’io volevo scoprire sempre di più, cos’era quella cosa che mi ha fatto sentire così bene in un momento così orribile? Da dove proveniva? Era una cosa chimica prodotta dal mio cervello o qualcosa d’altro. Qualcosa che la mia mente razionale si rifiutava di accettare ma il mio cuore No. Avrei voluto trasmettere questa sensazione di benessere e di comunione con il tutto a tutti, tanto era forte e chiara.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;(Qui inizia la parte fantastica ed immaginaria del racconto)&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Avrei dovuto intuire che quando si desidera qualche cosa, cosi forte, si mette in moto una forza invisibile che cerca di farla avverare, a volte anche a scapito di tutti e tutto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7167236722642765219-4760521313303354766?l=illibrobianco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlLibroBianco/~4/N4nfoxqsTyY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://illibrobianco.blogspot.com/feeds/4760521313303354766/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7167236722642765219&amp;postID=4760521313303354766&amp;isPopup=true" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4760521313303354766?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7167236722642765219/posts/default/4760521313303354766?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/IlLibroBianco/~3/N4nfoxqsTyY/il-libro-bianco-cap1-in-principio.html" title="il libro bianco: Cap.1-In principio..........." /><author><name>Iggy</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17948754714838666320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://1.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SivNQX2Ol1I/AAAAAAAAAZw/J9NMy6aif1c/S220/Foto+1.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_-1NS5KDqA3A/SKRXMjuSVgI/AAAAAAAAABw/q-fVXtd-MK0/s72-c/carcere.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://illibrobianco.blogspot.com/2008/08/il-libro-bianco-cap1-in-principio.html</feedburner:origLink></entry></feed>

