<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029</atom:id><lastBuildDate>Thu, 02 Apr 2026 20:34:58 +0000</lastBuildDate><category>Medicina</category><category>Vita</category><category>Personale</category><category>Scrittura</category><category>Società</category><category>Segnalazioni</category><category>Lavoro</category><category>Specializzazione</category><category>Scienza</category><category>Università</category><category>Banalità</category><category>Novità</category><category>Ebook</category><category>Io scrivo</category><category>Persone</category><category>Recensioni</category><category>Soluzioni</category><category>Cultura</category><category>Politica</category><category>Single</category><category>Croce Rossa</category><category>Religione</category><category>Ricerca</category><category>Davvero</category><category>ECG</category><category>Notte</category><category>Poesia</category><category>SIUMB</category><category>ioscrivopervoi</category><category>terremoto</category><title>Il mondo quasi nuovo.</title><description>Medicina, scrittura e quasi tutto il resto.</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Simone)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>235</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-406342836450635332</guid><pubDate>Thu, 15 Jun 2017 13:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2017-06-15T15:54:01.537+02:00</atom:updated><title>Il nuovo blog va avanti.</title><description>Ci sta mettendo un po&#39; a ingranare, ma intanto continuo a pubblicare nuovi post.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://ingegneriadurgenza.blogspot.it/2017/06/cercare-informazioni-mediche-su-internet.html&quot;&gt;L&#39;ultimo, di oggi, lo trovate proprio qui.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://ingegneriadurgenza.blogspot.it/&quot;&gt;Ingegneria d&#39;urgenza: un ingegnere in pronto soccorso.&lt;/a&gt;&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/88/Olivetti_Lettera_22_by_LjL.jpeg/1024px-Olivetti_Lettera_22_by_LjL.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/88/Olivetti_Lettera_22_by_LjL.jpeg/1024px-Olivetti_Lettera_22_by_LjL.jpeg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;L&#39;ultimo post l&#39;ho scritto con questa...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Intanto scusate... vedo che molti dei miei (pochi) lettori rimasti si sono fermati nell&#39;ultimo post, ormai vecchio di mesi, a discutere tra loro con me che latitavo ormai da tempo immemore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diciamo le cose come stanno: intanto ho sempre detto fin dal primo giorno dopo la laurea che raccontare della specializzazione poteva essere meno interessante di raccontare di una seconda laurea, e così è stato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fondo l&#39;ingegnere che si iscrive a medicina è una cosa figa. Il tizio che si laurea è inizia il suo primo lavoro più o meno sfruttato, sottopagato, noioso, pesante, stressante e tutto quello che volete è la BANALISSIMA E SCONTATISSIMA NORMALITA&#39; della vita di tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A chi gliene frega del neolaureato neoabilitato neoassunto, quando &#39;ste cose probabilmente le ha già vissute sulla propria pelle? A nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aggiungiamo poi che, sì, la specializzazione è quello che mi aspettavo: grande stress, grande fatica, grandi rotture di palle e spesso davvero poco poco poco in cambio. Se ricordate secoli fa dicevo che io la specializzazione manco l&#39;avrei voluta fare... e non è che - ahimè - sia stato smentito in alcun modo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A meno di pochi e fortunati casi fare il medico specializzando non è questa realizzazione professionale così ambita e meravigliosa da doverla raccontare a tutti. Alla fine è una guerra tra burocrazia, università, necessità della struttura assistenziale, e il bello della scoperta, dell&#39;apprendimento di nuove cose, la paura dei primi contatti con i pazienti eccetera eccetera si è un po&#39; perso, perché era un altro tempo e un altro luogo... in galassie lontane e cose del genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma quello che prima era emozionante e affascinante e meritevole di essere raccontato, ora secondo me ha perso un po&#39; di smalto e l&#39;idea di fare il resoconto della specializzazione era sbagliato in partenza. E da qui piano piano il blog si è &quot;ammosciato&quot; e ho finito per abbandonarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però insomma, io volendo o non volendo con &#39;sta malattia di scrivere e raccontare i cazzi miei agli sconosciuti ci sono nato. Ed è tosta mollare tutto, vedere gli altri scrittori magari più pippe di me (ogni scrittore pensa che gli altri siano tutti pippe... ma questo era un altro blog :) che stampano robe, e io no. E poi diciamo che mi manca. Mi manca scrivere, mi mancano i commenti di chi legge, mi manca quella cosa fichissima di rielaborare un evento della mia vita in una forma di racconto da mostrare agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine dunque penso che o cambierò drasticamente i contenuti di questo, oppure aprirò direttamente un blog nuovo. Solo devo trovare un tema, qualcosa appunto di meno noioso dello specializzando che ha sonno (descrizione perfetta del mio ultimo anno e mezzo di vita, tra l&#39;altro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al momento comunque ho per lo meno l&#39;idea per il titolo. Una prima idea per un primo titolo, diciamo. Comunque è questa:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ingegneria d&#39;urgenza: un ingegnere in Pronto Soccorso.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un blog dove parlare di robe di medicina, da un punto vista tecnico/teorico. Casi clinici, roba di ecografia, ECG... insomma un blog sulla medicina d&#39;urgenza come quelli fatti bene, mantenendo il mio approccio un po&#39; particolare dovuto a un percorso differente. Non so se lo farò mai ma potrei infilarci qualche spunto personale su argomenti&lt;i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;di attualità legati alla medicina, e poi magari qualche racconto di vita da PS come quelli di una volta che - mi pare - piacevano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, che ne pensate?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto, per lo meno, il blog l&#39;ho aggiornato. Sono ancora qui... e speriamo ci sia anche qualcun altro rimasto a leggere, però! :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nuh.com.sg/wbn/slot/u3007/WARDS/20130517_181419.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;260&quot; src=&quot;https://www.nuh.com.sg/wbn/slot/u3007/WARDS/20130517_181419.jpg&quot; width=&quot;340&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Mi sa che hanno saputo che arrivavo...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Me l&#39;avranno chiesto in 100 mila persone, e ogni volta ho promesso che &quot;sì, presto scriverò qualcosa a riguardo&quot; rimandando poi continuamente il tutto a data indefinita... ma insomma, adesso eccoci qua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio lavoro come specializzando in medicina d&#39;urgenza è iniziato con una rotazione in reparto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chi mi conosce, saprete già che i reparti non mi piacciono gran che. Ho scelto la medicina d&#39;urgenza anche - o soprattutto - perché si lavora in Pronto Soccorso, dove non c&#39;è troppa routine, dove si fanno i turni, dove si vedono tanti pazienti, dove si fanno cose che in reparto non si fanno eccetera eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, a dire la verità, non ero troppo contento di questa storia dei primi mesi in reparto. Però era una cosa che almeno per un po&#39; mi &quot;toccava&quot;, e alla fine insomma di necessità virtù, e ho iniziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lavoro di reparto consiste in questo: quando arriva un paziente lo si visita, si raccoglie la storia clinica e si riportano in cartella (che poi è tutto lavoro che si fa al computer) esami e consulenze varie che sono state fatte in pronto soccorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiarisco anche che, essendo un reparto di medicina d&#39;urgenza, la totalità dei pazienti arriva dal pronto soccorso e non ci sono ricoveri organizzati o attività fatte - come si suol dire - &quot;in elezione&quot;. Si tratta per lo più di pazienti cardiologici (dolore toracico, scompenso cardiaco eccetera), alterazioni metaboliche, qualcosa di neurologico o di infettivo... ma se qualcuno ha bisogno di una clinica specifica o di un intervento chirurgico, generalmente non viene ricoverato da noi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni mattina si fa il giro visita con gli strutturati e con il primario. Si guardano gli esami chiesti il giorno prima, si aggiornano le cartelle, e si programmano eventuali esami e procedure ulteriori da richiedere per i pazienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla dimissione, si scrive una lettera (sempre al computer) con tutti gli esami svolti, diagnosi, terapia da fare a casa ed eventualità varie, e la si consegna ovviamente al paziente che sta per andare via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo si libera un letto. Arriva il ricovero di un paziente nuovo, e così via. Per sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orari molto tranquilli: 8-14 (che spesso sforano un po&#39;), oppure 14-20. Niente notti. Un sabato su 3 lo facevo dentro a turno con gli altri specializzandi, e le Domeniche sempre libere. Ogni tanto qualche riunione o lezione che prende qualche ora in più, ma insomma siamo molto lontani dai racconti di persone che parlano di 80 ore a settimana, giorni e notti e di nuovo giorni consecutivi attaccati e altre storie terribili che avrete sentito anche voi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un po&#39; di sconcerto iniziale dovuto al fatto che - come già detto - lì non ci volevo propio stare per niente, alle novità e a tutto il resto, devo ammettere di essermi abbastanza ambientato. Con gli strutturati andavo d&#39;accordissimo, con gli altri specializzandi ancora meglio. Alla fine bisogna dire che se anche il lavoro in reparto è un po&#39; più noiosetto rispetto al lavoro in pronto soccorso, è anche un ambiente dove si lavora meglio, dove si fanno le cose con calma, dove non c&#39;è il rischio di ritrovarsi in mezzo a un casino dove non sai più dove mettere le mani e che pesci prendere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello in reparto è un lavoro tranquillo... e lavorare con tranquillità, a questo mondo, è un vantaggio da non sottovalutare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chi poi chiedeva proprio di sapere: &quot;che cosa fai di preciso nel dettaglio specifico?&quot;, forse anche per capire - credo - cosa toccherà più avanti fare a lui, butto giù nella rigorosa sintesi che mi contraddistingue (cioè a caso) le cose che - in 6 mesi - ho più o meno fatto. Anticipo che si svolge sempre tutto insieme o con la supervisione degli strutturati del reparto, che in linea di massima sono tutti specialisti in qualche settore della medicina interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Premetto inoltre che ormai negli ospedali grandi c&#39;è uno specialista che si occupa di ogni cosa, per cui non capita mai o quasi mai che il medico di reparto o di pronto soccorso effettui procedure particolari da solo. Se devi fare qualcosa che entra in un ambito specialistico, quasi certamente se ne occuperà (anche) lo specialista, e il tuo ruolo finisce per diventare secondario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia, vediamo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Stesura dei ricoveri e delle lettere di dimissione. Che poi già ve l&#39;avevo detto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-&amp;nbsp; Visitare i pazienti e scrivere anamnesi ed esame obiettivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Fare (mettere gli elettrodi e premere il pulsante) e leggere un elettrocardiogramma. Poi in ogni caso gli ECG sono refertati da un cardiologo, ma insomma è il caso che il tracciato sai anche interpretarlo da te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-&amp;nbsp; Cardioversioni farmacologiche o elettriche (con presenza dell&#39;anestesista). Se ci sono problematiche cardiologiche meno urgenti o più complesse il paziente va in cardiologia, per cui devo dire che è capitato veramente di rado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Scrivere e aggiornare le terapie insieme agli strutturati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Montare e smontare Holter cardiaci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Fare emogas, svilupparli e - ovviamente - interpretarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Discutere con pazienti e relativi parenti delle condizioni cliniche dei pazienti suddetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Chiedere TAC, RX, risonanze, consulenze specialistiche eccetera eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Leggere i referti di TC, RX, risonanze, consulenze eccetera... ed eventualmente chiederne delle altre. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Fare qualche prelievo venoso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ecografie dei vasi epiaortici (che non avevo mai fatto, e uno degli strutturati mi ha un po&#39; insegnato). Le ecografie del cuore e di altri distretti le fanno i cardiologi o l&#39;ambulatorio di ecografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Controllare i monitor/telemetrie dei pazienti quando suona qualche allarme, e saper capire se c&#39;è davvero un problema o se è solo il paziente che si è mosso (generalmente, è la seconda).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Controllare la ventilazione non invasiva se qualcuno la sta facendo. Non capita di montarla direttamente in reparto, e comunque io non sarei stato in grado di farlo. Ora sto imparicchiando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Intervenire in &quot;emergenza&quot; se un paziente sta male: aiutarlo se desatura, fare ECG e troponina se ha dolore toracico eccetera. In realtà i pazienti in reparto sono piuttosto stabili ed è raro che questo sia necessario... concludendo con i dovuti scongiuri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sembra bene o male di aver detto un po&#39; tutto. Magari qualcosa me la sarò scordata, ma è più o meno così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A rileggere tutto insieme devo dire che non ho mai avuto l&#39;impressione di fare grosse cose... ma se pensiamo che ero al primo anno si può dire che - tutto sommato - me la sono cavicchiata. C&#39;è un po&#39; sempre la voglia di voler fare di più e di non dover ricorrere di continuo a specialisti o ambulatori o ad altre cose &quot;esterne&quot;, ma gli ospedali moderni funzionano così e se per un medico &quot;in formazione&quot; può non essere il massimo per i pazienti direi che è sicuramente meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sento di concludere che, nonostante le mie rimostranze iniziali, l&#39;esperienza in reparto è stata assolutamente positiva. Di sicuro è un tipo di lavoro troppo lineare e &quot;impostato&quot; per i miei gusti, per certi versi anche simile a quello che facevo come ingegnere (e non lo intendo certo in chiave positiva). Ma il lavoro è stato piacevole sia come carico lavorativo, sia umanamente e sia come possibilità di imparare o di mettere in pratica cose che già conoscevo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A breve qualche notizia sul Pronto Soccorso e su quello che sto facendo ora. Lascio passare i miei soliti 2-3 4 5-6 mesi tra un post e l&#39;altro, e poi torno :) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/dc/Janusz_Korczak_(2).jpg/220px-Janusz_Korczak_(2).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/dc/Janusz_Korczak_(2).jpg/220px-Janusz_Korczak_(2).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Questa non ha copyrght. Spero.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Confesso che non avevo mai sentito parlare di Janusz Korczak. Che poi cercando roba su google per scrivere questo post, mi è parso di riconoscere qualcosa e di far riemergere qualche ricordo di storie lette o sentite decenni fa, ma tutto sommato era un nome che non mi diceva assolutemente nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi l&#39;altro giorno ho beccato uno di quei link di facebook con dentro una raccolta di immagini. Delle foto storiche famose (e drammatiche) raffiguranti dei bambini, prese da una parte in originale e dall&#39;altra come disegni che ne rielaboravano i contenuti in una chiave fantastica, positiva, quasi sognante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le immagini in questione ce ne era una che ho chiesto all&#39;autore di poter riportare (ma che nel caso troverete facilmente cercandovela da soli) e informandomi un po&#39; sul suo contenuto e significato ho - finalmente ci siamo arrivati - scoperto della vita di questo dottore.&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Varsavia nel 1878, non sto ora qui a copincollarvi tutta la biografia da wikipedia. Mi limito solo a dirvi che - dopo aver studiato medicina ed essere diventato pediatra - Janusz si dedicò alla scrittura di testi di narrativa dal dubbio successo (io per lo meno non conosco nessuno che li abbia letti) e alla costruzione di un modo nuovo di intendere la pedagogia che - al contrario - ha avuto grande diffusione e influenza.&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
Sua anche una sorta di autobiografia scritta mentre era nel ghetto di Varsavia. Autobiografia che forse avrei fatto meglio a leggere PRIMA della scrittura di questo post... ma vabbe&#39;: tanto sarà impossibile da trovare (non avete idea ci che m&#39;è toccato fare per trovare quella di Albert Schweitzer: sono dovuto entrare in una biblioteca!) e magari potrò parlarvene a parte in un&#39;altra occasione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma: medico di successo, educatore e innovatore di grande influenza. Ma - a parte questo - che ha fatto di speciale &#39;sto Korczack, che manco c&#39;aveva un blog o l&#39;account su Facebook?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha fatto che, colpito dal gran numero di orfani lasciati praticamente a loro stessi nella Varsavia dell&#39;epoca (si parla di una situazione con un 50% di mortalità infantile) fondò un orfanotrofio in cui ospitare ed educare dai 150 ai 200 ragazzini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così per un periodo di circa 30 anni, dal 1911 al 1942, il dottor Korczack si occupò di bambini. Scrisse per i bambini, insegnò ai bambini, tenne conferenze, lezioni, programmi radio e quant&#39;altro per i bambini. Ospitò bambini nel proprio orfanotrofio, e si occupò anche di altre strutture analoghe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era insomma un po&#39; come la storia dell&#39;Uomo Tigre, se solo Naoto invece di essere un coatto capace solo a fare a botte avesse al contrario studiato medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che Janusz non volle abbandonare i propri ragazzini e il proprio lavoro nemmeno quando arrivarono i rastrellamenti che, dal ghetto di Varsavia, presero tutti gli occupanti dell&#39;orfanotrofio e li portarono a Treblinka. Lui era un personaggio famoso, una personalità, e sarebbe potuto scappare in qualsiasi momento. Però, semplicemente, non lo fece.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da qualche parte ho letto che Korczack morì nelle camere a gas. Da qualche altra parte invece sta scritto che morì già durante il viaggio. In ogni caso, la sua fine fu quella. Poco prima o poco dopo del resto dei suoi ragazzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una storia che fa riflettere, quella del dottor Korczack. Perché, alla fine, cos&#39;è che l&#39;ha reso - almeno nel mio modo di leggere e interpretare la sua vita - una persona speciale? Un uomo importante, da ammirare e - per quanto possibile - da cui prendere esempio?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i suoi libri? Perché ha avuto intuizioni come educatore e come pediatra, apprezzate e riprese dai suoi colleghi? Certamente. Diciamo che il valore aggiunto, ciò che ha lasciato alla società contemporanea, è stato sicuramente quello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però a me - e penso che questo valga per molti altri - colpisce di più l&#39;aspetto umano. Il fatto di dedicare la vita a un qualcosa di cui c&#39;era bisogno, e infine un gesto tanto grande (non abbandonare i &quot;suoi&quot; bambini), quanto inutile (morire praticamente subito dopo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo 30 anni da pediatra, di fronte alla minaccia, alla morte, al &quot;male&quot;, si è opposto con un gesto che non ha avuto alcun risultato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco. È per questo che mi ha colpito, la storia di Janusz Korczak. Perché dentro c&#39;è un po&#39; tutto il significato della medicina, dai tempi prima di Ippocrate fino ai giorni nostri e a quelli che verranno. Non riesco a dirlo in maniera meno smielata e retorica di così, perciò beccatevelo: c&#39;è il pensiero che si oppone alla malattia e alla sofferenza. C&#39;è il fatto di dire che sì, le cose stanno in un certo modo e che forse non ci si può fare niente ma che noi - comunque - non lo vogliamo accettare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un gesto spesso inutile, in una battaglia che non puoi vincere. Ma che comunque fai perché sì. Perché non ti sta bene. Perché non vuoi dargliela vinta. E fare il dottore, tante volte, è proprio questo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo post si riallaccia un po&#39; a quelli sui dottori del passato che scrivevo tempo fa anche su altri blog:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://simonenavarra.blogspot.it/2007/10/il-dottor-schweitzer-ha-di-meglio-da.html?m=0&quot;&gt;Albert Schweitzer&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.ilmondoquasinuovo.com/2008/10/le-persone-che-hanno-quasi-cambiato-il_31.html&quot;&gt;Frank Netter&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.ilmondoquasinuovo.com/2009/01/le-persone-che-hanno-quasi-cambiato-il.html&quot;&gt;Mary Hunt&lt;/a&gt; (che credo fosse un&#39;infermiera, ma comunque è uguale).&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgdqRh0_2V50OeFm-Rql-lcDFDjRAqci623nnQIGwTuVY6_5wgEnW76bU8AhHEOafmwO7GcQF97A_TTmdGGjFTy231gZSzi8m73h6wZ2mxYkWhdwKiFoVstcC3QNAFtRMqLS2O4kk1RvA/s1600/IMG_6233.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgdqRh0_2V50OeFm-Rql-lcDFDjRAqci623nnQIGwTuVY6_5wgEnW76bU8AhHEOafmwO7GcQF97A_TTmdGGjFTy231gZSzi8m73h6wZ2mxYkWhdwKiFoVstcC3QNAFtRMqLS2O4kk1RvA/s320/IMG_6233.JPG&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Il secondo anno inizia così...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Qualche giorno fa, ho sostenuto l&#39;esame del primo anno di specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diciamo che si è trattato più di una formalità che altro (non credo di aver mai sentito di uno specializzando bocciato e cacciato via da una qualunque scuola!) ma un minimo di tensione comunque c&#39;era, e meno male che è andata liscia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi giorni ho iniziato pure il corso SIUMB, che sarebbe un acronimo per &lt;i&gt;società italiana di ultrasonologia in medicina e biologia&lt;/i&gt;. Un corso di ecografia, insomma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono appena stato ad Ascoli per seguire il convegno teorico, e sto frequentando un ambulatorio per la parte pratica. Dovrei finire a Gennaio, sempre sperando che il test a crocette per la parte teorica sia andato bene. Vedremo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ricordate dai vecchi post sul vecchio blog, di quando invece insomma ero giovane, io la specializzazione ero partito con l&#39;idea di non volerla proprio fare per niente. Poi complice il fatto che tutti mi consigliavano di tentarci, nonché il peso non indifferenta della miracolosa vittoria al concorso, ho deciso di provare e vedere - almeno per i primi tempi - come sarebbe andata andata, per decidere poi se restare o andarmene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I primi mesi sono andati bene, e allora ho spostato l&#39;&lt;i&gt;asticella&lt;/i&gt; fino a un anno. Ho detto &quot;gli do un anno di tempo. Vediamo come va, e poi decidiamo&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ora anche questo primo anno si è concluso. E insomma: è forse il momento di tirare un po&#39; di somme? Direi proprio di sì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, nella prima stesura del post, ero partito descrivendo ogni singolo aspetto della specializzazione come ore, modalità di lavoro, il confronto della vita odierna da &quot;dipendente&quot; con quella passata da libero professionista e così via... ma era una roba di una noia mortale. Per cui tagliamo tutto, e passiamo subito alle conclusioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo anno è andato - complessivamente - bene. Poteva andare meglio, ma comunque poteva andare davvero estremamente molto peggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono stati un sacco di casini di cui non parlerò, oltra a cose che - forse anche a causa della vecchiaia incipiente - trovo davvero difficile mandare giù, ma rispetto alle mie aspettative direi che il tutto è andato complessivamente molto ma molto meglio del previsto... per cui, ok: promosso. Andiamo avanti, e iniziamo il secondo anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche riflessione sulla vita del medico specializzando, ma che vale - credo - anche per qualsiasi medico semplicemente tale. Forse sarebbe stato meglio rimandare questo discorso agli aggiornamenti futuri, che non è che abbia proprio abbondato con notizie e racconti ultimamente, ma questo non è un serial TV e non è che vi devo lasciare col cliffhanger, che se no non tornate (sempre che qualcuno ancora sia rimasto dopo una pausa tanto lunga).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, fare il medico di pronto soccorso in un ospedale grande (io sono stato sempre in questi, per cui non so tanto dirvi riguardo a quelli più piccoli) è un continuo scontro con criticità da dover risolvere. E se alcune di queste criticità sono quelle che uno semplicemente si aspetta e sulle quali è normale intervenire (tipo - banalmente - avere a che fare con qualcuno che si sente male), altre lo sono un po&#39; meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Può capitare il super-accesso di persone in PS con un affollamento molto più elevato del normale, quando il personale sanitario però rimane sempre lo stesso. Può capitare che, mentre lavori, ogni minuto arriva qualcuno o qualcosa a interromperti... e comunque se non sei in ogni caso perfetto e velocissimo se la prenderanno tutti lo stesso con te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Può capitarti di avere a che fare con persone che ti mettono in difficoltà, maleducate, invadenti o aggressive: come quei parenti che non vogliono assolutamente lasciarti lavorare in pace e stanno lì tutto il tempo a interromperti e a criticare quello che fai, o colleghi che invece di alleggerirti il lavoro te lo rendono 100 volte più pesante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti ritrovi ogni tanto a guardare gli specialisti di altre scuole, &quot;proiettati&quot; verso una professione che porterà un lavoro più semplice e forse più remunerativo, e a chiederti perché hai fatto questa scelta del cavolo invece di cercare una strada più facile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La medicina d&#39;urgenza in Italia, come il lavoro di pronto soccorso, sono stati spesso relegati a &quot;rito di iniziazione&quot; per i nuovi medici in attesa di contratti migliori. Oppure il turno in PS era quello che &quot;ti toccava&quot; a giro, una volta per uno, e quando toccava a te dovevi solo fartela passare ed evitare di rompere le palle ai colleghi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il medico di Pronto Soccorso era quello su cui scaricare tutte le rotture di palle dell&#39;ospedale. E in quanto ultimo arrivato, ultima ruota del carro e - semplicemente - speranzoso di poter ambire anche a posizioni più elevate, era pure il caso che si stesse buono senza stare lì a lamentarsi e a borbottare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora il medico d&#39;urgenza è uno che ha scelto quello, vuole fare quello e studia per saper fare quello. Ma è una mentalità che è difficile far entrare nei nostri ospedali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rischio è che anche con la specializzazione e il contratto (insperato) da medico urgentista, si rimanga relegati in un cantuccio, a fare quello che si faceva quando la medicina d&#39;urgenza nemmeno esisteva e il pronto soccorso era il posto da cui quasi tutti volevano scappare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma - in sintesi - fare il medico d&#39;urgenza è difficile. E non solo per il lavoro in sé, ma anche per la situazione in cui ci si trova a iniziare questa professione e al modo in cui ci si deve rapportare con le altre specialità che ancora non ci conoscono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma fare il medico di pronto soccorso ha anche un aspetto positivo. Una cosa che lo fa brillare, almeno ai miei occhi, e che poche altre specializzazioni hanno: qualcuno viene da te perché sta male. Tu lo visiti, chiedi esami, valuti i risultati, capisci qual è il suo problema e lo indirizzi alle cure più adeguate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il medico di pronto soccorso è il primo ad avere un contatto con il paziente, a fare diagnosi e a impostare una terapia. Che a voi sembrerà strano, e di sicuro sembrava strano a me quando muovevi i primi passi nei vari reparti e ambulatori, ma quasi nessun medico fa più questo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli ospedali sono impostati in maniera tale che, quando un paziente si ricovera in un reparto o entra in sala operatoria, sulla cartella c&#39;è quasi sempre già scritto tutto, visto tutto e deciso tutto. Senza togliere niente ai colleghi, che fanno ben altre cose e di ben altro livello, l&#39;aspeto di valutare e decidere sul percorso da prendere per un malato spetta in primo luogo al medico di pronto soccorso e forse - ma in maniera diversa - al medico di base.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il medico d&#39;urgenza fa - nel più completo significato del termine - il dottore. E per questo mi piace questa specializzazione, mi piace questo lavoro e credo che andrò avanti nonostante tutti gli infiniti problemi, motivi di stress e casini vari che ci spingono quotidianamente sempre di più verso la via del burnout.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché non credo semplicemente che potrei fare nient&#39;altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/2016/10/riflessioni-dopo-il-primo-anno-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgdqRh0_2V50OeFm-Rql-lcDFDjRAqci623nnQIGwTuVY6_5wgEnW76bU8AhHEOafmwO7GcQF97A_TTmdGGjFTy231gZSzi8m73h6wZ2mxYkWhdwKiFoVstcC3QNAFtRMqLS2O4kk1RvA/s72-c/IMG_6233.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-6085131752175466020</guid><pubDate>Mon, 19 Sep 2016 09:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-09-19T11:25:38.927+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ebook</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ioscrivopervoi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoto</category><title>Io scrivo per voi.</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitD1vNNXC9xzR3xqmOxlCGNbTXCu9_pk6JOXB7kOaWsEiSfQnalIBtVPwcuk-Bwlqu8xnQMy1gATJrN5Zg7IZV8toFUg_-S8-SaEYIDVnGsC_aS177W0E0D85aCkF3sHYexi4Wkv7NlsA/s1600/Io+scrivo+per+voi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitD1vNNXC9xzR3xqmOxlCGNbTXCu9_pk6JOXB7kOaWsEiSfQnalIBtVPwcuk-Bwlqu8xnQMy1gATJrN5Zg7IZV8toFUg_-S8-SaEYIDVnGsC_aS177W0E0D85aCkF3sHYexi4Wkv7NlsA/s400/Io+scrivo+per+voi.jpg&quot; width=&quot;266&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
A poche ore dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il centro Italia, Andrea Franco, scrittore entusiasta e caparbio, ha dato il via a un&#39;iniziativa importante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ideatore ha infatti messo in moto una macchina incredibile attraverso la raccolta di racconti cercando l&#39;adesione di autori provenienti da tutta Italia, per realizzare un ebook collettivo;
da qui nasce #ioscrivopervoi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricavato proveniente dalle vendite sarà interamente destinato alle popolazioni colpite dal terremoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#IOSCRIVOPERVOI è un&#39;opera letteraria che sarà disponibile online, appunto, in formato ebook, realizzato da 285 autori, per un totale di 281 testi (tra racconti e poesie), contenente 3 milioni di caratteri e composto da oltre 2000 pagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.jotformpro.com/form/62533829563968&quot;&gt;L’ebook sarà venduto per ora SOLO da questo sito!&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Il prezzo di partenza è di 2.00 euro, ma saranno possibili anche altre opzioni che troverete nel sito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti i costi di commissione sono spiegati dettagliatamente sulla pagina, prima dell&#39;effettuazione del pagamento. I soldi verranno devoluti alla Protezione Civile, ma in caso di cifra considerevole verrà valutato se finanziare un progetto di ricostruzione donando i ricavati a un comune (per una scuola).
I soldi saranno devoluti quando il flusso complessivo sarà stato valutato e saranno così realizzati degli step a cifre tonde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/ioscrivopervoi/?fref=ts&quot;&gt;La pagina facebook ufficiale di #IOSCRIVOPERVOI&lt;/a&gt; verrà costantemente aggiornata con tutti gli incassi, con la finalità di tenere tutti al corrente dei progressi realizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Andrea Franco si metterà, fin da subito, a disposizione delle autorità per controlli sulla movimentazione dei soldi, qualora ce ne fosse la necessità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci saranno ulteriori attività di promozione, che saranno divulgate sulla pagina ufficiale Facebook, e sul blog di Destinazionelibri (www.destinazionelibri.com) tramite locandine, testimonial, video, e foto dei lettori con l&#39;ebook (che saranno caricate sul profilo Instagram).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ufficio stampa che segue questa iniziativa è Destinazionelibri, se siete interessati a parlare di questo progetto con giornali, radio, televisioni, blog, scrivete a questo indirizzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:destinazioneuffstampa@virgilio.it&quot;&gt;destinazioneuffstampa@virgilio.it&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo fatto quello che sappiamo fare meglio, gli autori hanno scritto, ora non resta altro che leggere. Portiamo nel nostro quotidiano questa iniziativa. #ioscrivopervoi, parole per ricostruire, parole per amare, parole per vivere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;I collaboratori al progetto sono stati:&lt;/b&gt;
Destinazione Libri (www.destinazionelibri.com) per l’aiuto nella raccolta racconti, le iniziative parallele e il servizio di ufficio stampa. Tutte le persone che hanno impaginato i racconti (in ordine casuale… e ci perdoni qualcuno se l’abbiamo dimenticato e qualcuno che, nonostante la disponibilità accordataci, non abbiamo potuto contattare perché abbiamo smarrito le loro mail tra le mail!): Roberta Martinetti, Elena Coppari, Barbara Boggio, Pia Barletta, Lucia Guida, Luca Di Gialleonardo, Strumm, Enrica Aragaona, Francesco Spiedo, Alessia Lini, Stefano Caso, Ludovica Grandinetti, Lara Bellotti, Elio Marracci, Diego Matteucci, Paolo Leonelli, Gioia Monte, Lorena Carella, Fabio Ancarani, Flavia Fedele, Ilaria Rocchi, Laura Apollonio. Cora Graphics per la realizzazione della copertina. Ancora Luca Di Gialleonardo che si è preso il malloppone finale e lo ha trasformato nei formati che avete sottomano! Cristiano Iacoangeli che ci ha offerto spazio web e ha creato la pagina per rendere automatizzata la vendita dell’ebook. Tutti gli autori che hanno partecipato, quelli che sono rimasti fuori perché arrivati tardi, tutti voi che avete comprato il nostro ebook, tutti coloro che ci aiuteranno a diffonderlo.
A tutti voi vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/ioscrivopervoi/?fref=ts&quot;&gt;Io scrivo per voi, parole per ricostruire, parole per amare, parole per vivere.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/2016/09/io-scrivo-per-voi.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitD1vNNXC9xzR3xqmOxlCGNbTXCu9_pk6JOXB7kOaWsEiSfQnalIBtVPwcuk-Bwlqu8xnQMy1gATJrN5Zg7IZV8toFUg_-S8-SaEYIDVnGsC_aS177W0E0D85aCkF3sHYexi4Wkv7NlsA/s72-c/Io+scrivo+per+voi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-6434647063009078068</guid><pubDate>Mon, 05 Sep 2016 19:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-09-05T22:55:39.800+02:00</atom:updated><title>E in bocca al lupo pure a voi!</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/European_grey_wolf_in_Prague_zoo.jpg/800px-European_grey_wolf_in_Prague_zoo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/European_grey_wolf_in_Prague_zoo.jpg/800px-European_grey_wolf_in_Prague_zoo.jpg&quot; width=&quot;291&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;ECCOLO!!!!!!! :)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Domani ci sarà il test di ammissione a medicina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono sempre stato contrario al numero chiuso: penso che il numero enorme di persone che provano a entrare a Medicina nasce - anche - dal fatto che, essendoci un numero di posti così &quot;limitato&quot;, è un po&#39; l&#39;idea di tutti che passare questo test significhi più o meno garantirsi un posto di lavoro sicuro e ben retribuito entro qualche anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non è che si possa negare: i medici trovano - in linea di massima - lavoro, e i medici guadagnano fin da subito anche benino e sicuramente più di un qualsiasi altro neo-laureato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ai miei tempi, però, a Ingegneria non c&#39;era nessun numero chiuso (e in linea di massima non c&#39;è nemmeno adesso). Eppure chi si laureava trovava lavoro lo stesso, e non c&#39;era tutta questa folla dopo il Liceo a voler diventare ingegnere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia idea è che la selezione andrebbe fatta durante l&#39;università. Una facoltà di medicina dove si iscrive chiunque voglia, ma più selettiva e senza il &quot;miraggio&quot; del posto sicuro alla fine, in breve tempo vedrebbe crollare le richieste e - si spera - alla fine il medico tornerebbe a farlo solo chi lo vuole realmente fare. Perché gli piace il lavoro del dottore, intendo, e non perché passare uno stupido test a crocette gli offre chissà quali possibilità lavorative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E vabbe&#39;. Ma a voi domani ormai vi tocca, perché le cose stanno così e non penso che cambieranno a breve. Non entro domani, questo è abbastanza sicuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui fatevi valere. Rispondete con calma, non fatevi prendere dal panico e non state lì troppo a farvi le pippe mentali se entrate o non entrate. Andrà come dovrà andare. Alle brutte riproverete il prossimo anno, o ancora proverete una facoltà di ripiego scoprendo che invece era quello il vostro sogno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure entrerete col massimo dei voti, nella prima sede scelta. E a quel punto cavoli vostri: ve la sarete cercata, e non avrete più alcuna scusa :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni caso, in bocca al lupo a tutti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhb5vooaqsfmA7GTK5uqL6FvkJA5QT0Ys0dxFyS8BioWUyv-oQKvkNpSC_ofqpD98BLIC8OUFEJiHGEGi_9VNeBHzpMbO4imjOWQneYXOuAZruYcGqdCPka0GF5Qt_v21QXMvyBU_wV-wg/s1600/keep-calm-and-medicina-d-urgenza.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhb5vooaqsfmA7GTK5uqL6FvkJA5QT0Ys0dxFyS8BioWUyv-oQKvkNpSC_ofqpD98BLIC8OUFEJiHGEGi_9VNeBHzpMbO4imjOWQneYXOuAZruYcGqdCPka0GF5Qt_v21QXMvyBU_wV-wg/s320/keep-calm-and-medicina-d-urgenza.png&quot; width=&quot;274&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Potete scegliere una scuola diversa. Se proprio dovete.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
In extremis, e dopo la &quot;cazziata&quot; di Chiara nei commenti al post più in basso, mi riaffaccio sul blog per fare il mio più sentito incoraggiamento a chi domani ha la prima prova del concorso di specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un anno fa, quando toccava a me, ero eastremamente scoraggiato, pessimista, negativo e quant&#39;altro. Poi alla fine è andata benissimo, perché sono riuscito a entrare nella scuola che avevo scelto e nella mia città... anche se ho la fortuna di vivere in una città grande dove le possibilità sono ovviamente maggiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma è fattibilissimo vincere anche con un curriculum non stellare e senza la conoscienza globale e totale di certi colleghi studenti che stavano sempre una spanna avanti a me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potete farcela insomma, per cui andate lì, spaccate tutto e tornate con il vostro bel posto da specializzando in tasca!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.S.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al blog, scusate se sono latitante ma come dicevo già da un po&#39; è ora di trovare altri argomenti e nuove idee. Comunque avevo intenzione di aggiornarvi sugli sviluppi della specializzazione, magari nei prossimi giorni ci rivediamo!&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;a href=&quot;http://www.delosstore.it/imgbank/ebook_zm/9788865307311-manuale-di-sopravvivenza-per-scrittori-esordienti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.delosstore.it/imgbank/ebook_zm/9788865307311-manuale-di-sopravvivenza-per-scrittori-esordienti.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Se mi seguite da un po&#39;, magari addirittura da uno dei blog più &quot;vecchi&quot; in assoluto (quello sulla scrittura), ricorderete che a suo tempo ho pubblicato un libro che raccoglieva alcuni dei miei post mettendoli sotto forma di una sorta di corso di scrittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso il libro è stato riveduto quel tanto che basta per non parlare di Internet come &lt;i&gt;la novità che potrebbe cambiare il nostro modo di comunicare&lt;/i&gt; (sono cambiate un po&#39; di cose in questi anni, in effetti), ha un titolo - secondo me - più adatto e con una - secondo me - migliore copertina, ed è stato riproposto in formato ebook sempre dagli amici della Delos.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo dire che tra le tante novità di quest&#39;anno (tipo quella di essere entrato in specializzazione) questa è una delle più piacevoli. In un certo senso dopo &quot;da ingegnere a medico&quot; mi ero un po&#39; fermato dal punto di vista della scrittura, e non speravo proprio di poter tornare così presto a presentarvi qualcosa di scritto da me. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente tutto questo c&#39;entra poco con medicina, seconde lauree, studio e quello insomma di cui parliamo di solito. Mi limito a lasciarvi il link al libro e la breve auto-biografia che ho inserito nella quarta di copertina (se mai esista qualcosa del genere per un ebook), e vi rimando ai prossimi giorni per qualche altro aggiornamento sulla scuola di specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://delos.digital/9788865307311/manuale-di-sopravvivenza-per-scrittori-esordienti&quot;&gt;Manuale di sopravvivenza per scrittori esordienti &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;synopsis&quot;&gt;
                        &lt;i&gt;Simone Maria Navarra ha scritto più libri di quanti una persona di cultura media riuscirebbe
 a leggere nel corso della propria vita (del resto, potrebbe anche 
bastarne uno solo) ma l&#39;unico che è riuscito a pubblicare con un editore
 “vero” è stato questo. Visto che si tratta di una riedizione, però, 
potremmo anche contarlo due volte.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Nel corso della sua attività di
 scrittore ha pubblicato ebook autoprodotti, si è infilato in raccolte 
di esordienti, ha riempito la rete di blog, partecipato a concorsi, 
litigato sui forum, annoiato (ha, o si è, a seconda dei 
casi) alle presentazioni, spammato via mail, condiviso su Facebook e 
insomma ha fatto tutto quello che a un aspirante scrittore potrebbe 
venire in mente di fare nel tentativo di uscire allo scoperto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Nel
 frattempo gli è capitato di svolgere la professione di ingegnere, ma 
dopo una serie di vicissitudini un po&#39; lunghe da spiegare si è ritrovato
 a fare il dottore. Ha raccontato questa storia in un altro libro… che 
non è però riuscito a pubblicare. Ovviamente.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Per cui, intanto, leggetevi questo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

                        &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/Sydney_New_Year&#39;s_Eve_2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/Sydney_New_Year&#39;s_Eve_2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;In Australia ho aggiornato 10 ore prima! O 14 dopo, non lo so.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Per dire: ogni tanto aggiorno pure il blog, visto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi spiace se sono mancato per un po&#39; di tempo, ma tutto sommato parlare di come la specializzazione prosegue senza particolari problemi è - a parer mio - poco appassionante e non troppo meritevole di aggiornamenti serrati e ripetuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque, davvero, che altro dovrei dire: volevo fare il dottore per avere un lavoro che mi piacesse, e adesso - a un po&#39; di anni di distanza - sto facendo quello che mi piace. Che altro si potrebbe dire o aggiungere? Diciamo che è andata alla grande, e ora potrei iniziare pure a parlare di altro... se solo mi venisse qualche idea decente :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre novità? Intanto il mio vecchio editore mi ha contattato, e stiamo per realizzare una versione ebook del mio vecchio libro sulla scrittura, &quot;Io scrivo&quot;. In un periodo in cui con la scrittura mi ero un po&#39; &quot;ammosciato&quot; direi che anche se non è niente di nuovo (è solo la ripubblicazione del libro vecchio) è una grande notizia. Dovrebbe uscire a fine mese se riesco a rivedere le bozze in tempo, comunque in ogni caso non sarà comunque questione di molto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora: oggi ho fatto un turno con la Croce Rossa. Come (penso) di avervi già detto, una volta al mese faccio il dottore nel &quot;giro&quot; per i senza fissa dimora. Non che si possa fare chissà che medicina di chissà quale livello avendo a disposizione risorse tutto sommato limitate, però anche qui sto facendo quello che a suo tempo mi ero proposto di fare... e se forse è più impegnativo e - per certi versi - stressante di come lo immaginavo, anche qui pare che le cose stiano andando veramente per il verso che volevo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza stare a farvi tutto il racconto (lo so, mi sono impigrito) oggi c&#39;era uno che stava male, e io ho avvisato il 118 che ci ha mandato un&#39;ambulanza. E se da un lato la responsabilità di &quot;capire&quot; che qualcuno ha bisogno di qualcosa di più di un antifinammatorio o che gli misuri la pressione, per poi mettere in moto tutto un meccanismo che impegna tempo e risorse mi lascia abbastanza sull&#39;atterrito, dall&#39;altro ho ritrovato quel &lt;i&gt;brividino&lt;/i&gt; che mi ricorda che ho scelto la professione che mi piace e che non saprei davvero di cos&#39;altro occuparmi altrimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra l&#39;altro in mezzo ai tanti volontari ho pure beccato uno che studia medicina, mi conosce e ha letto tutto il vecchio blog (ciao Nicola!). Che poi incontrare gente che mi riconosce per via della scrittura mi mette sempre un po&#39; in crisi (ho scoperto che non vorrei mai diventare un autore famoso!) però insomma: è pure il segno che tante cose che ho fatto continuano piano piano ad avere un qualche senso, e a viaggiare parallelamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed eccoci qua. Mi sentivo un po&#39; in colpa per aver abbandonato il blog per così tanto tempo, però ci tenevo a dirvi che non è che ho mollato tutto in preda a quache crisi post seconda laurea, ma le cose vanno avanti e sono tranquillo. Certo da qui a essere un medico completamente formato, autonomo e ad avere il ruolo e le capacità che vorrei ancora ce ne passa... ma chi è completamente &quot;arrivato&quot; dopo soli 6 mesi che lavora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci vorrà ancora un bel po&#39; di tempo, ma - intanto - spero di essere sulla strada giusta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Simon_Bening_-_September.jpg/800px-Simon_Bening_-_September.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Simon_Bening_-_September.jpg/800px-Simon_Bening_-_September.jpg&quot; width=&quot;230&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Persone chiaramente DENTRO al seminato.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;altro giorno, dopo aver fatto la notte, mi è venuto un mal di testa clamoroso e sono stato davvero una mezza schifezza per tutta la giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che ci sia qualcosa di &quot;migliorabile&quot; nel mio modo di approcciare i turni notturni: di solito mangio qualcosa alle 2 (mi porto un panino), non prendo caffé, e una volta finito il turno torno a casa e dormo - in media - dalle 9 e 30 alle 14.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Probabilmente restando a letto dormirei di più, ma vorrei evitare di svegliarmi alle 8 di sera avendo invertito completamente il giorno con la notte. E comunque ho notato che mi sveglio da solo anche prima, e non penso che restare a letto mi farebbe sentire meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io poi tendo a non fare colazione, mentre tanti appena smontato vanno a farsi cappuccino e cornetto. La mia preoccupazione è che andando a letto subito dopo mangiato non riuscirei a prendere sonno, o mi verrebbero reflusso, gastrite e quant&#39;altro... non so, è da sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora, ho sentito di qualcuno che fa tutta una tirata: smonti alle 8-9, e vai a dormire la sera dopo. Solo che magari sono persone che durante il turno riescono a dormire qualche ora, per cui rispetto al mio caso è un po&#39; diverso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, fatto sta che sono andato in giro per internet, e ho trovato tante discussioni e consigli ed esperienze personali da parte di chi fa turni notturni. Però non c&#39;è una soluzione &quot;migliore&quot; o &quot;giusta&quot;, sono tanti piccoli consigli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche quella storia che alle 2 di notte non c&#39;è una mensa ma devo portarmi un panino... ma in ospedale è pieno di lavoratori notturni, possibile che nessuno pensi a loro?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Eppure nessuno si sognerebbe di dirti di andare a letto - parlo di chi vive secondo orari normali - dopo aver mangiato pesante, dormendo 3-4 ore, svegliandoti in orari strani eccetera eccetera. Come si mangia e si dorme normalmente sono dati assodati e universalmente riconosciuti, e se non stai bene perché dormi male o mangi in orari sbagliati è una cosa che è subito evidente a chiunque.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece per chi fa i turni di notte è tutto un &quot;per sentito dire&quot;, un &quot;io mi trovo bene così&quot; o un qualcosa comunque di precario e personalizzabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco. La mia riflessione è che finché fai tutto quello che è esattamente &quot;normale&quot;, comune, di moda o &quot;mainstream&quot; (qualsiasi cosa significhi), allora puoi seguire un certo binario e avere tutti i consigli e le indicazioni del caso. Come esci dal seminato, invece, stai per conto tuo e - insomma - devi arrangiarti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo già mi pare di averlo detto anni fa riguardo alla seconda laurea, allo studiare a 30 anni e al fare insomma qualsiasi cosa non fosse quello che più o meno fanno un po&#39; tutti quanti gli altri. Il turno notturno non fa che confermare il discorso, anche se non è nemmeno così strano fare turni di notte, specie in un ospedale dove le notti toccano - più o meno - praticamente a tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vabbe&#39;. Devo trovare il modo per organizzarmi meglio con gli orari, e magari chiedere consiglio a qualcuno che ha più esperienza di me con questi turni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto, niente novità particolari. A Maggio dovrei alternare i miei turni tra pronto soccorso e reparto. Ma ora è un po&#39; presto per parlarne, e comunque non è che abbia avuto ancora indicazioni precise.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto ci sentiamo sempre qui... per cui, vi terrò aggiornati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ec/UK_Roundabout_8_Cars.gif/300px-UK_Roundabout_8_Cars.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ec/UK_Roundabout_8_Cars.gif/300px-UK_Roundabout_8_Cars.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La prima gif animata in 10 anni di blog! Funzionerà?!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ho quasi finito i primi 2 dei 3 mesi della rotazione in pronto soccorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo dire che mi trovo bene. Anche troppo bene. Cioè, per chiarire: io metterei subito la firma per fare solo ed esclusivamente questo per i 4 anni e mezzo di specializzazione che rimangono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi piace fare i turni e non dover andare in ospedale sempre di mattina. Mi piace il pronto soccorso. Mi piace essere il primo a vedere un 
paziente acuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi piace aver studiato l&#39;elettrocardiogramma, la 
radiologia, l&#39;emogas, la semeiotica, l&#39;ecografia e tante e altre cose, e
 applicarle su qualcuno che non sta bene per riuscire a capire che 
cos&#39;ha. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E - anche se sembrerà un&#39;affermazione un po&#39; &quot;pesante&quot; - mi piace fare le notti. Non tanto per le notti in sé, che come tutti detesto, quanto per i 2 giorni di riposo una volta che ho smontato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo è che è un tipo di lavoro e di impostazione - questa del pronto soccorso dico - che penso non sia la più adeguata per imparare. Che poi io ho già &quot;imparato&quot; abbastanza cose, ma c&#39;è bisogno di crescere ulteriormente e non è detto di poterlo fare senza guardarsi anche un po&#39; in giro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da studente in fin dei conti stavo un po&#39; &quot;da parte&quot;. Non ero richiesto né necessario. E se volevo stare dietro a cose che mi interessavano di più potevo farlo e potevo dedicarmi di volta in volta al paziente più interessante o all&#39;esame e alla procedura che poteva insegnarmi di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da specializzando devi fare - anche - il tuo lavoro. E se stai dietro al tuo lavoro non è che puoi mollare tutto per andare in radiologia a vedere l&#39;ecografia che ti interessa, dal chirurgo per mettere i punti o insomma in generale non puoi fare quello che ti pare a te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui sarebbe bello e anche per certi versi giustissimo fare 5 anni di pronto soccorso e basta, ma ci saranno tante altre rotazioni e posti in cui frequentare (già probabilmente da Maggio).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se da un punto di vista non avrei voglia di cambiare e fare altro, da un altro punto di vista mi rendo conto che serve anche quello, e che mi toccherà andare pure in posti che non mi piacciono per niente anche solo per imparare un&#39;unica singola cosa che potrebbe servirmi un domani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre seguendo quest&#39;idea, penso a breve di iscrivermi a un corso di ecografia da seguire al di fuori dei turni da specializzando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C&#39;è una società che si chiama SIUMB e che organizza corsi a livello nazionale. C&#39;è una scuola SIUMB un po&#39; in tutti gli ospedali grossi di Roma... e insomma: iniziamo a &quot;spingere&quot; un po&#39; di più sull&#39;ecografia della SIUMB, e più avanti vedremo di concentrarci anche sulle altre cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo scusandomi per la lunga assenza, per aver tardato un sacco a rispondere a qualche mail (ma credo di aver risposto a tutti, se non è così scrivetemi di nuovo!) e per aver latitato pure un po&#39; sui commenti. A questo &quot;giro&quot; però ho scritto un posto un attimino più lungo del solito... per cui spero di aver - almeno in parte - rimediato :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/74/Schockraum_Uniklinik_MA.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/74/Schockraum_Uniklinik_MA.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Foto che ho usato e riusato 10 volte. Grazie, Wikipedia!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Dopo qualche turno un po&#39; così così, ho iniziato a entrare un pochino di più negli ingranaggi del pronto soccorso, e gli ultimi giorni sono andati piuttosto bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Praticamente mi è capitato di chiamare pazienti in attesa, fare anamnesi (e vabbe&#39;) visite, ecografie, prelievi, chiedere esami... eccetera, eccetera ed eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto ovviamente in una forma &quot;embrionale&quot;, da migliorare o sotto la supervisione di infermieri e strutturati di turno, e con una lentezza che una volta che ho visto un paziente io ne sono arrivati altri 10. Però, insomma, l&#39;ho fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che un po&#39; mi manca è l&#39;aspetto della terapia e del decidere cosa fare se dagli esami viene fuori qualcosa e il paziente va ricoverato. Ma appunto l&#39;idea è che io sia li proprio per imparare anche questo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre a questo ci sono anche i codici rossi, la parte gestita dai rianimatori, i consulenti, la radiologia... questo per dire che è tutto un po&#39; più complicato di così e non è ovviamente che ho iniziato a fare chissà cosa dall&#39;oggi al domani o che stavo qui per vantarmi di chissà che. Volevo solo dire che ho fatto quello che mi piace fare, e sono contento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo anche dire che l&#39;esperienza passata da studente e tirocinante e poi col 
master (che ho dovuto abbandonare) mi ha aiutato e impostato tantissimo. Avessi dovuto
 iniziare da zero, penso che l&#39;impatto sarebbe stato più difficile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sono proprio contento: nel personale ci sono anche già alcuni specialisti in medicina d&#39;urgenza, e quando ho seguito per intero (o quasi) dei pazienti con loro mi sentivo molto, molto, molto indirizzato su un percorso che mi piace e che vorrei continuare a percorrere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le notti pure sono andate benino. Lì però lo specializzando ha un ruolo diverso, e diciamo che è molto più faticoso e un po&#39; meno gratificante. Però dopo la notte hai 2 giorni di riposo, e io la vedo un po&#39; più così: della serie &quot;resisti, che poi domani e dopodomani ti riposi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia diciamo, che io mi farei tranquillamente tutti e 5 gli anni di specializzazione così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo purtroppo non sarà possibile: tra altri 2 mesi ci sarà una nuova rotazione e mi manderanno di nuovo in reparto e poi in (credo) cardiologia. Qualche turno da coprire in pronto soccorso me lo daranno sempre, ma non sarà proprio come fare l&#39;urgentista a tempo pieno. L&#39;idea è quella di mandarci in tanti posti a imparare tante cose che poi utilizzeremo come urgentisti. E come idea sulla carta non è niente male. Bisognerà vederne - in pratica - la realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia, se l&#39;unico (quasi) aspetto negativo del pronto soccorso è che non sono sicuro di poter fare tanto pronto soccorso quanto vorrei, possiamo anche dire che è l&#39;ennesima conferma di aver trovato la strada che mi piace e di aver fatto la scelta giusta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In futuro o anche solo più avanti non so cosa farò e dove andrò a finire come medico. Intanto direi che possiamo essere soddisfatti.... e andiamo avanti così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/Desserts.jpg/800px-Desserts.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/Desserts.jpg/800px-Desserts.jpg&quot; width=&quot;210&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Mi sarei accontentato di un dolcetto...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Tutto sommato nei miei primi turni di notte mi ha detto piuttosto bene: non ci sono state le situazioni sfigatissime che sono toccate ad altri colleghi (e che perciò prima o poi toccheranno anche a me) con 50 pazienti da rivedere, 8 ricoveri da fare in reparto né altre tragedie similari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ho fatto casini degni di ricevere particolari cazziatoni (o, per lo meno, non sono ancora arrivati). Non ho avuto turni con superiori che mi odiavano e nessuno degli utenti del pronto soccorso ha nemmeno provato a picchiarmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C&#39;è stato invece qualche paziente messo malino da dover seguire un po&#39; più attivamente nel corso di 12 lunghe, interminabili ore. Ma questa è normale amministrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni caso, dopo 6 ore di lavoro in pronto soccorso secondo me qualsiasi medico è già stanco, e il rendimento inizia a scemare. E va bene fare di più, ma 12 ore filate sono proprio una &quot;botta&quot; e non ci credo nemmeno se lo vedo che alle 7 e 30 di mattina qualcuno lavora bene come avrebbe lavorato il giorno prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente, ho notato che fino a 8 ore (cioè le 4 del mattino) reggo alla grande. Davvero tutto sommato andare a letto alle 4 è una cosa che da &quot;giovane&quot; facevo regolarmente, e non mi pesa più di tanto. Io sono anzi uno che - tante volte - prima delle 2, 3 e (appunto) 4 di mattina si rigira nel letto senza prendere sonno, per cui una scusa &quot;istituzionale&quot; per restare alzato mi può anche andare bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il brutto arriva alle 6: lì i bioritmi iniziano a saltare. L&#39;organismo si rende conto che la notte è &quot;persa&quot; e che ormai è mattina, mentre il PS inizia nuovamente a riempirsi di gente. Parenti che vogliono informazini, infermieri che si danno il cambio, consulenti e gente non meglio definita che gira, chiede cose, fa domande.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma lì è il momento brutto che pretendono tutti uno che faccia le cose come se fosse fresco e riposato, invece nel cervello hai il classico criceto sulla ruota che gira e non vedi semplicemente l&#39;ora che arrivi il cambio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosa peggiore di tutte, però, cioè sul serio la cosa peggiore del peggio del peggio, è che se durante il turno di notte ti viene fame (o meglio: QUANDO ti viene fame) non hai altro che le macchinette con qualche schifezza confezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io capisco tutto, e adesso di sicuro mi direte qualcosa tipo: &quot;eh ma tu devi &lt;i&gt;salvare la vita alla ggente©!&lt;/i&gt; Che cazzo pensi a mangiare?!&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E sì. Tutto vero, e tutto giusto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però, cioè: facciamo una professione e un mondo basata sull&#39;essere attivo 24 ore su 24, ma nessuno pensa che dopo 6 ore di lavoro un essere umano ha bisogno di fermarsi mezz&#39;ora per mangiare qualcosa. Nessuno pensa che a mangiare patatine confezionate alle 3 di mattina rischi che ti venga un infarto a 30 anni (che per lo meno ho scampato) o che volersi sdraiare un&#39;oretta - cosa che finora è stata semplicemente impossibile - sia una necessità fisiologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se il pronto soccorso lavora 24 ore su 24, allora le 4 di mattina devono essere come le 4 di pomeriggio. No che muori di fame, non hai avuto manco una pausa, il personale è ridotto, fai il doppio del lavoro e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questa purtroppo non è una realtà di Roma, e non è nemmeno la situazione italiana, perché - da quanto mi dicono altri colleghi che sono espatriati - è una cosa che viene accettata tranquillamente anche in tutto il resto del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco. E non sono quelle 2 ore finali particolarmente stressanti il problema, e il problema non è nemmeno il dovermi portare un panino da casa. È solo questo fatto che proprio le persone dedicate alla salute e al benessere degli altri non siano state in grado di garantire condizioni di salute e benessere anche per loro stessi che mi lascia perplesso. Tutto qua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma poi, dall&#39;Inghilterra, mi hanno detto: &quot;il sistema sanitario nazionale ha tagliato i fondi, e su qualcosa bisogna risparmiare&quot;. Per cui non è una questione di lavoro, etica professionale, orari, turni o solo io che ho fame agli orari sbagliati. È una questione di soldi. E a questo punto mi pare che ci sia ben poco da aggiungere, da commentare o da fare polemica. &lt;i&gt;C&#39;est la vie&lt;/i&gt;, come dicono a Barcellona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto concludo dicendo che io mi sono - sinceramente - divertito. E lo so che non suona bene come espressione parlando di un pronto soccorso, e ovviamente con &lt;i&gt;divertimento&lt;/i&gt; intendo un sano e giusto interesse e piacere nel fare il mio lavoro nel migliore dei modi... o almeno provandoci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè, davvero: il turno più brutto, pesante, e che non vuole fare nessuno alla fine mi è piaciuto. A parte quando ti svegli il giorno dopo alle 2 di pomeriggio col mal di testa, il sonno, la fame che non capisci se è di cornetti o di carbonara e una vocina dentro che ti dice &quot;se lo faccio di nuovo, muoio&quot;. Ecco, quello un po&#39; meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però giuro che sono quasi contento di avere di nuovo un&#39;altra notte a breve. Che il quasi lo scriverei a caratteri cubitali e in neretto e sottolineato... ma c&#39;è pure il &quot;contento&quot; che viene dopo. Davvero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non ero mai stato contento del lavoro che facevo prima. Nemmeno quasi o quasissimo. Per cui, insomma, uno si accontenta... e continuiamo così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/2016/02/la-questione-della-notte.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>26</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-6359395845519529931</guid><pubDate>Sun, 31 Jan 2016 14:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-01-31T15:19:51.044+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Specializzazione</category><title>Domani si ri-parte!</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/24/Gustave_Courbet_038.jpg/1024px-Gustave_Courbet_038.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;237&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/24/Gustave_Courbet_038.jpg/1024px-Gustave_Courbet_038.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La mia giornata tipo, a breve...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Dopo i primi 3 mesi di reparto, da domani inizio ad andare in pronto soccorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non si tratterà di una sede &quot;fissa&quot;, bensì di un periodo di 3 mesi dopo il quale dovrò ruotare di nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa che per certi versi può anche essere un vantaggio, visto che cambiando spesso si possono vedere più &quot;posti&quot; e allo stesso tempo diminuisce il rischio di stressarsi troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tirare le prime somme: 3 mesi di reparto ti fanno capire molte cose di come funziona un ospedale. Impari a gestire ricoveri e dimissioni, impari molto dell&#39;organizzazione generale, e hai la possibilità di studiarti un po&#39; meglio farmaci e terapie, cosa che da studente - almeno nel mio caso - non capitava di fare spesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso la novità più grande sarà quella di iniziare a fare le notti - 4 al mese almeno per ora - e devo ancora scoprire come vivrò effettivamente la cosa. Per ora conto di smontare dalla notte, tornare a casa, dormire (se ci riesco) fino a verso le due e poi vivere il resto della giornata come se semplicemente avessi passato una normale nottataccia di quelle in cui uno non riesce a prendere sonno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Farlo 1 volta - una tantum - è già capitato, e bene ho male è andata bene. 4 volte in un mese può iniziare a essere pesante, per cui farò un po&#39; di prove e capiterà di sicuro la giornata in cui sarò più uno zombi che un essere umano... ma alla fine sono turni che fanno in tante persone e bene o male vedo che tutti quanti riescono ad abituarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto domani si comincia. Sono lievemente in ansia ma niente di che, e spero che tolti i primi gorni di &quot;rodaggio&quot; alla fine riuscirò a ingranare e i prossimi mesi fileranno lisci come i primi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per qualche notizia in più e qualche aggiornamento, ovviamente, vi farò sapere nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://pixabay.com/static/uploads/photo/2012/12/14/09/26/winter-69927_960_720.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;210&quot; src=&quot;https://pixabay.com/static/uploads/photo/2012/12/14/09/26/winter-69927_960_720.jpg&quot; width=&quot;340&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Un pronto soccorso di notte nel gelo: entrambi i problemi risolti.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span id=&quot;goog_1740405237&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id=&quot;goog_1740405238&quot;&gt;&lt;/span&gt;A breve farò il primo turno di notte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non che sia il primo in assoluto: mi è capitato tante volte di andare in pronto soccorso la sera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo che l&#39;ho sempre fatto da studente o medico frequentatore, per cui non dovendo per forza coprire tutto il turno non sono mai rimasto fino alla mattina seguente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora invece insomma mi tocca il &quot;canonico&quot; 20-8: 12 ore di fila dal tramonto all&#39;alba come il titolo del film... anche se il tramonto non lo vedrò, che a quell&#39;ora è già buio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque sia, nel PS del mio ospedale - durante la notte - lo specializzando non visita i pazienti &quot;nuovi&quot; ma si occupa di rivalutare quelli che sono già ricoverati. Considerando i numeri delle persone che si recano in un qualsiasi pronto soccorso italiano ogni giorno, potete anche immaginare che razza di casino mi aspetta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui insomma mi aspetto una bella &quot;mazzata&quot;, anche se poi non è che dovrò tornare di corsa in reparto e avrò un minimo di tempo per recuperare. Tra l&#39;altro questo è solo un turno - diciamo - di &quot;prova&quot;, ma da Febbraio me ne toccheranno 3-4 al mese (sperando non più di quelli) e allora sì che la cosa potrebbe diventare impegnativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per adesso la prendo come una nottata &quot;alternativa&quot;, e vi farò sapere come è andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altra cosa di cui vi volevo parlare, è questo coso qui: &lt;a href=&quot;http://www.impresamia.com/startup-neuron-guaed-il-collare-freddo-che-salva-il-cervello-dalla-morte/&quot;&gt;Neuronguard&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si tratta di uno strumento italiano, inventato con l&#39;idea di &quot;raffreddare&quot; il cervello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo perché da un lato ci sono varie evidenze scientifiche che provano che - in caso di danno cerebrale (parliamo principalmente di ictus e arresto cardiaco) - raffreddare la temperatura corporea può potenzialmente portare a un notevole giovamento per il paziente... ovviamente in alcuni casi e in determinate situazioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall&#39;altro lato, raffreddare anche di pochi gradi una persona è davvero difficile. Non si riesce a fare tanto bene nelle sale rosse dei pronto soccorso (diciamo che in genere non si fa proprio) e figuriamoci poi iniziare a farlo in ambulanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma questo è uno strumento interessantissimo, e - come già nel caso del materiale anisotropo per l&#39;ecografia &lt;a href=&quot;http://www.ilmondoquasinuovo.com/2015/12/nuovi-progetti.html&quot;&gt;di cui ho parlato qui&lt;/a&gt; - vorrei provare a contattare chi lo sta sviluppando per vedere se potrebbe essere possibile partecipare a qualche ricerca a riguardo o saperne semplicemente di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come per la storia del materiale anisotropo non mi aspetto che nessuno faccia i salti di gioia nel trovare un mio contatto... ma tentar non nuoce, e pure qui vi farò sapere se ci saranno novità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buona notte a tutti! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Old_Weighing_scale.jpg/450px-Old_Weighing_scale.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Old_Weighing_scale.jpg/450px-Old_Weighing_scale.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Io, dopo queste feste, certi &quot;bilanci&quot; li eviterei.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span id=&quot;goog_917277367&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id=&quot;goog_917277368&quot;&gt;&lt;/span&gt;Bilancio direi più che positivo per questi primi due mesi di specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In reparto mi trovo bene. Il lavoro è interessante, i medici sono sempre stati gentilissimi e più che disponibili, e con gli altri specializzandi sto andando d&#39;accordo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare con i colleghi del mio stesso anno ci siamo organizzati alla perfezione, e se c&#39;è bisogno di scambiarsi qualche turno o se qualcuno ha un problema si riesce sempre a trovare il modo per risolvere la questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche i ritmi di lavoro sono decisamente accettabili... e insomma: questi primi due mesi sono volati, e non potevo proprio sperare di iniziare meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo mese iniziamo a fare qualche turno di notte in Pronto Soccorso. Un turno soltanto, a dire il vero, tanto per cominciare a farsi un&#39;idea. E poi da Febbraio partono le rotazioni nei diversi reparti e ambulatori dell&#39;ospedale, e che proseguiranno per tutti e 5 gli anni della specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io inizio col Pronto Soccorso, per 3 mesi. Cosa di cui sono molto contento (visto che ho scelto medicina d&#39;urgenza proprio per questo) ma anche un pochino in ansia. Di sicuro il lavoro in pronto soccorso sarà più impegnativo di quello in reparto: dovrò prendere familiarità con una ambiente nuovo, gli orari saranno più rigidi e ci saranno certamente situazioni impegnarive. Per cui mi aspetto 3 mesi abbastanza &quot;tosti&quot;, ecco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto di questo primo anno avrò turnazioni di nuovo in reparto, e poi anche in Cardiologia. Con i cardiologi spero di poter rimettere mano all&#39;ecografo (che ultimamente ho un po&#39; abbandonato) e riuscire - nei limiti del possibile - a imparare a fare le ecocardiografie un po&#39; meglio. In reparto come già detto mi trovo alla grande, per cui non possiamo che essere ottimisti e aspettarci che il bilancio rimanga positivo anche in futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma questo insomma si verdrà più tardi. Ora continuiamo così: terzo mese di reparto, prima notte in PS. E poi si vedrà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo ai &quot;progettini&quot; di cui parlavo l&#39;altra volta: sul materiale anisotropo (o quello che era) per fare le ecografie cerebrali purtroppo non sono più riuscito ad avere notizie. Probabilmente è un qualcosa che funziona ancora solo a livello teorico, oppure ci stanno lavorando ma non ci sono - per il momento - nuove pubblicazioni. Vedremo magari se esce qualcosa in futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al libretto sugli ECG, sto continuando a raccogliere tracciati in reparto quando trovo qualcosa di interessante. Per il momento non ne ho moltissimi, ma forse dovrei iniziare già da subito a impostare la cosa così da avere un lavoro che si concretizza piano piano, piuttosto che ritrovarmi con tonnellate di materiale sul quale poi sarà difficile andare a mettere le mani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedremo anche qui che cosa succede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto, non posso fare a meno di augurare buon anno a tutti quanti... e ci si risente una volta finite le feste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZnHVNuukZ-LskO-SQNXIsusRn_VwmoW8DMJv5mC55asSGNe0iZ6JAWZCuYVR93s8kgzpkKjU34NSlBM4N6iNkwa5juEk_n70e6HOVwjSN83i6FSfgzksg4IevjnxCD8KcGuEmIBpZC38/s1600/ecg1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;214&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZnHVNuukZ-LskO-SQNXIsusRn_VwmoW8DMJv5mC55asSGNe0iZ6JAWZCuYVR93s8kgzpkKjU34NSlBM4N6iNkwa5juEk_n70e6HOVwjSN83i6FSfgzksg4IevjnxCD8KcGuEmIBpZC38/s320/ecg1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;L&#39;ECG di Natale! Quasi normale, ma c&#39;è la sorpresa! :)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L&#39;altro giorno, cercando un po&#39; sui siti di medicina e ricerca, ho trovato &lt;a href=&quot;http://journals.aps.org/prx/abstract/10.1103/PhysRevX.4.041033#fulltext&quot;&gt;questa pubblicazione&lt;/a&gt;: &quot;Anisotropic Complementary Acoustic Metamaterial for Canceling out Aberrating Layers&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uscita ormai un anno e passa fa, riassume uno studio fatto al MIT (l&#39;università di Boston dove ci stanno tutti ingegneri più bravi di me, ma con meno lauree in medicina) che simulava l&#39;interposizione di un qualche materiale tra la sonda dell&#39;ecografo e la scatola cranica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l&#39;aiuto di misteriosi calcoli matematici, sono riusciti a produrre almeno in maniera teorica una stuttura che &quot;annullava&quot; in un certo modo la presenza fisica dell&#39;osso, consentendo così agli ultrasuoni di attraversare il cranio e di vedere quello che c&#39;è sotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In poche parole: ora non si può fare l&#39;ecografia del cervello (adulto) perché questi cavolo di ultrasuoni non attraversano la scatola cranica e non si vede niente. Mettendo però questa &quot;roba&quot; tra osso ed ecografo sarebbe possibile aggirare questo ostacolo e guardare dentro la testa dei pazienti attraverso una finestra ecografica creata al bisogno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensate solo alla possibilità di distinguere tra un ictus ischemico e un ictus emorragico direttamente all&#39;ingresso del paziente in pronto soccorso, senza doverlo portare in TAC perdendo un sacco di tempo. Addirittura si potrebbe iniziare la trombolisi direttamente in ambulanza... non vi pare fichissimo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo che temo che purtroppo questa roba dell&#39;articolo sia rimasta solo a livello teorico: ho provato a mandare una mail a uno degli autori, lì giù a Boston dalle parti del MIT, però non mi ha filato minimamente e non mi ha risposto. Non che mi sembri così strano che non l&#39;abbia fatto, intendiamoci. Però tant&#39;è.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedremo se magari mi rispondono dopo, e se la cosa avrà qualche altro sviluppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTKSmD1SCsupqfL3k3d5yMxYKmbPnM05_RizTXg2G7X4MI84yNq3AFW-Shx0jXliPYsGhkHCrKHf5I65r8DzaHFxync-avHWaf8h2ms9VS5BBI5MtDcrAW5-twPEchO6yA_X9Qy443Z6Q/s1600/usound.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;192&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTKSmD1SCsupqfL3k3d5yMxYKmbPnM05_RizTXg2G7X4MI84yNq3AFW-Shx0jXliPYsGhkHCrKHf5I65r8DzaHFxync-avHWaf8h2ms9VS5BBI5MtDcrAW5-twPEchO6yA_X9Qy443Z6Q/s400/usound.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;È talmente chiarissimo che non aggiungerò nulla! :) &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Passando a un altro argomento, dal canto mio è già qualche tempo che colleziono ECG (elettrocardiogrammi) dei pazienti che mi capita di vedere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E piano piano sto raccogliendo un po&#39; di ECG interessanti: fibrillazioni atriali, TPSV, ischemie eccetera. L&#39;idea è che quando ne avrò - diciamo - un centinaio vorrei farne magari un libretto o il solito ebook con i singoli tracciati commentati in maniera estremamente sintetica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci stanno tanti libri di elettrocardiografia, ma in genere sono molto prolissi oppure presentano casi clinici assurdi o tracciati fatti a tavolino, o ancora con problematiche sinceramente troppo poco &quot;specifiche&quot; per il pronto soccorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io ho in mente una cosa molto più semplice. Il tracciato da solo, e nella pagina successiva due righe del tipo: &quot;non si vede l&#39;onda P, QRS irregolari = fibrillazione atriale&quot;. Al limite poi nel caso altre 2 righe in più se c&#39;è qualcosa da sapere, da fare o di FONDAMENTALE che uno deve ricordarsi. Ma poi basta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che non ci siano tanti libretti così, e nell&#39;idea che parte del lavoro del medico stia anche nell&#39;insegnamento mi sembra una cosa interessante da fare e un modo per valorizzare anche un pochino il lavoro che faccio in ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E insomma: tra un po&#39; inizia pure l&#39;anno nuovo, e magari era il momento giusto per trovare qualche novità su cui concentrarsi. Voi che ne dite?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parte questo - ovviamente - Buon Natale a tutti, che oggi è la vigilia. Auguri di tutto cuore, un abbraccio, tante belle cose, buone magnate, auguri e figli maschi e a presto! :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/25/The_Normal_Distribution.svg/800px-The_Normal_Distribution.svg.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/25/The_Normal_Distribution.svg/800px-The_Normal_Distribution.svg.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La media dei pro e dei contri dà un risultato... medio.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Penso sinceramente - e questa cosa l&#39;avevo già prevista - che dopo l&#39;ingresso in specializzazione il blog abbia un po&#39; rallentato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse manca un po&#39; quell&#39;idea di base di voler &lt;i&gt;raggiungere qualcosa&lt;/i&gt;, e che ora - dopo che il &quot;qualcosa&quot; è stato raggiunto - ovviamente non si può più sfruttare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arrivare alla fine della specializzazione non è certo un obiettivo valido come arrivare alla laurea e cambiare vita... o almeno a me pare che non sia così, per cui dovrei trovare dell&#39;altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
O forse anch&#39;io non mi sono tanto immedesimato in questo nuovo ruolo da medico alle prime armi, e non riesco tanto a tirare fuori post (quasi) interessanti con una certa frequenza come - spero - facevo prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E va bene, che tanto non è che nessuno viene qui a darmi un voto o a giudicare quello che dico. Speriamo piano piano di ritrovare un po&#39; una specie di filo del discorso che ora latita, ecco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto vi lascio con qualche impressione così &quot;leggera&quot; su questo primo mese di specializzazione. Un po&#39; di pro e contro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CONTRO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Alzarsi la mattina prestissimo, perché se esci di casa un po&#39; in ritardo becchi il traffico della morte e non arrivi più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il traffico della morte all&#39;andata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il traffico della morte al ritorno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Insomma il traffico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Pazienti dottori parenti infermieri barellieri elettricisti muratori e chiunque altro che ti chiedono cose di cui non sai nulla. E tu non puoi rispondergli &quot;deve domandare al dottore&quot;, perché il dottore sei (pure) tu.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Io ho fatto tutta &#39;sta storia per fare il medico di pronto soccorso... ma per ora pare che in pronto soccorso andremo più avanti. E vabbe&#39;, aspettiamo... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Lo spaesamento totale di fronte a cose che nel posto dove stavi prima non si facevano, si facevano in maniera diversa o che comunque non sai e non sai fare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La burocrazia medica che rivaleggia con la burocrazia ingegneristica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La sensazione a volte di aver lavorato davvero tanto, per combinare davvero poco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il fatto che - se tutto va bene - pranzi tra le 14:30 e le 15:15 e poi ti prende l&#39;abbiocco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il sabato che è come tutti gli altri giorni della settimana, e devi alzarti prestissimo uguale.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PRO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Mi stai dicendo che gli specializzandi li pagano?! Non mi pare una cosa tanto credibile, verificherò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il fatto che - qualche volta - pare addirittura di imparare qualcosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Quando parli con pazienti, parenti, infermieri e insomma tutta la gente che dicevo sopra, e ti pare quasi di aver fatto una figura decente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Tornare a casa dopo il lavoro e notare che hai ancora del tempo libero per fare altre cose... anche se poi lo passeresti a dormire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il fatto che se per caso il traffico della morte ha la meglio e tardi un po&#39; - almeno per ora - non ti fucila nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il sabato mattina, che non c&#39;è traffico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- L&#39;idea che ora fai una cosa e più avanti ne farai altre e poi altre ancora. Così - male che vada - ti annoi di meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Un sacco di gente con cui si lavora benissimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ricordarmi - di tanto in tanto - che fare il dottore, mi piace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sintesi, tante cose e tanti sentimenti contrastanti, con tanti lati negativi legati più ad aspetti &quot;esterni&quot; al lavoro vero e proprio, e che col tempo per forza di cose mi peseranno di meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così aspettiamo futuri sviluppi, anche per le idee e per la scrittura (o soprattutto per quella) e - comunque - andiamo avanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/1024px-Hospital_room_ubt.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;220&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Hospital_room_ubt.jpeg/1024px-Hospital_room_ubt.jpeg&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Altre due lettere di dimissione da scrivere...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Per il momento, gli aspetti più impegnativi di questo lavoro da specializzando sono stati:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Alzarsi presto 6 mattine su 7 per 2 settimane consecutive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Il traffico assurdo per andare e tornare dall&#39;ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tolti questi due punti, che tra l&#39;altro non hanno nulla a che vedere col lavoro vero e proprio, la specializzazione è partita in maniera totalmente indolore:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono in reparto la mattina presto. Mi guardo le consegne del turno prima e gli ultimi esami dei pazienti. Faccio un po&#39; da &quot;spalla&quot; allo strutturato di turno. Litigo con lettere di dimissione e burocrazia varia e alla fine sono a casa per un orario più che accettabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, ripeto, stare in ospedale 6 giorni su 7 è in ogni caso un bell&#39;impegno, e alla fine pure la Domenica la passo più a dormire che a fare altro. Però in queste due settimane ho continuato a uscire la sera (magari rientrando un po&#39; prima) a vedere i miei e insomma a vivere la mia vita &quot;normale&quot; senza pensare solo e soltanto al lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora mi aspetta una settimana con turni di pomeriggio, e poi si ricomincia da capo con questi &quot;cicli&quot; trisettimanali che dovrebbero durare circa 6 mesi. In ogni caso insomma devo ancora prendere meglio il ritmo, per cui le cose non potranno che migliorare ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al lavoro in sé, credo che mi piacerà di più quando inizierò ad andare in pronto soccorso, ma c&#39;è da dire però che anche il reparto non è poi così male. Se fatto bene gestire un reparto di medicina è difficilissimo, e ci sono tante di quelle cose da capire e da imparare che è comunque una sfida enorme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, mi manca un po&#39; la concitazione del pronto soccorso e la &quot;velocità&quot; delle emergenze. Mentre in questo primo anno la maggior parte del tempo la passerò a imparare un po&#39; di più su terapie, su come è organizzato l&#39;ospedale e su cosa devi cliccare sullo schermo per chiedere un esame e a che numero devi telefonare quando il suddetto esame si perde e non arriva più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma insomma, ammetto che mi sarà utile conoscere un po&#39; meglio tante cose che prima - andando solo in pronto soccorso - semplicemente non vedevo. E c&#39;è anche da dire che tutto questo &quot;da fuori&quot; pareva molto peggio, e che - tutto sommato - a tratti il lavoro è stato anche divertente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche dettaglio in più, e qualche &quot;storia&quot; nello specifico con pazienti e colleghi del reparto magari ve la racconterò con i prossimi aggiornamenti. Intanto ora stacco e vado a dormire, che domani si riparte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/2015/11/il-lavoro-da-specializzando.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-5633653475630722869</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2015 17:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-08T18:55:07.904+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Specializzazione</category><title>La prima settimana di specializzazione.</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrT9shrTcboceS8FpgELCV1hcEjZhEo4SLBrX0q2MbdmiFeKtpamtMw_yhZQXa7R-P9kKW1QKccOCxLfq1OOG0f7kktrrM8moPIJrHzuq0N1PPHGt7rbC8mxdyy3pC0zhu0Wkpp_GeCxU/s1600/3967872842_6e435ea7eb_o.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrT9shrTcboceS8FpgELCV1hcEjZhEo4SLBrX0q2MbdmiFeKtpamtMw_yhZQXa7R-P9kKW1QKccOCxLfq1OOG0f7kktrrM8moPIJrHzuq0N1PPHGt7rbC8mxdyy3pC0zhu0Wkpp_GeCxU/s320/3967872842_6e435ea7eb_o.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La mattina entri qui... poi vai dritto, sali su ed entri in reparto.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Buona parte del primo anno di specializzazione la passerò nel reparto di Medicina d&#39;Urgenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine c&#39;è chi dice che all&#39;inizio in reparto impari più cose eccetera eccetera. E sarà anche come dicono loro, ma io avrei preferito stare in pronto soccorso fin da subito per cui, insomma: arrivo il primo giorno alle 8 di mattina che non sono proprio convintissimo di essere finito nel posto dove volevo stare, e non so cosa aspettarmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Piano piano arrivano i dottori strutturati, e iniziano a vedere i pazienti ricoverati. C&#39;è stato un gran movimento nel fine settimana, sono un po&#39; tutti pazienti nuovi, e - insomma - c&#39;è molto da fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono le consegne della notte prima da verificare. Poi bisogna sapere chi deve andare a fare degli esami, e dove. Si fa il giro visita, e dopo bisogna scrivere al computer per ogni paziente che cosa è successo, che novità ci sono e cos&#39;altro si deve fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se dimetti uno c&#39;è da scrivere la lettera (appunto) di dimissioni, e se non sai come si fa è un po&#39; un casino. Poi c&#39;è chi arriva, chi telefona, i parenti che chiedono notizie, la terapia da scrivere... insomma, un botto di cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gruppo che seguo io ha quattordici pazienti, e io non mi ricordo chi sia nemmeno mezzo. Tanta medicina interna che io non conosco. Un modo di lavorare per forza di cose un po&#39; diverso a quello a cui ero abituato e pure tanta, ma tanta burocrazia da tenere a bada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finisce il turno che sono un po&#39; stanco. Non mi pare di averci capito molto, ma vedremo meglio domani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Martedì sono di nuovo in reparto dalle 8... e va tutto molto peggio: gli altri dottori sono informati del risultato degli esami del giorno prima, ma io non ho capito come hanno fatto a vederli. Per scrivere una lettera di dimissione ci metto 1 ora. Qualcuno va a fare TAC e coronarografie, ma non so chi, come, dove e perché.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pronto soccorso bene o male c&#39;erano delle cose che facevo io, e avevo trovato un certo equilibrio, ma qui mi sento completamente un pesce fuor d&#39;acqua. Mi domando se ce la farò a resistere un anno intero in questo modo, e la risposta è che non lo so.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mercoledì arrivo un po&#39; più determinato. Al computer riesco a capire dove sono le consegne aggiornate. Me le stampo, leggo gli ultimi esami fatti dai pazienti e cerco di ricordare chi ha fatto cosa e - più o meno - qual è il risultato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualcosa ancora me la sono persa, però al giro visite sono un minimo più orientato e riesco a capirci un pochinino di più. Alla fine, insomma, andiamo meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giovedì finalmente scopro che, se chiedo alla capo-sala, c&#39;è un elenco con tutti gli esami che devono essere eseguiti in giornata. Cioè se Mercoledì sapevo che il signor Piripacchi avrebbe dovuto fare - prima o poi - l&#39;ecografia dell&#39;orecchio, adesso potevo sapere anche nello specifico se la faceva questa mattina o questo pomeriggio. Un trionfo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Venerdì arrivo che sono contento. Riconosco addirittura alcuni dei nostri 14 pazienti, mi riguardo gli esami e - con un minimo di apprensione - di tanto in tanto butto pure uno sguardo alla terapia. Sulla lettera di dimissioni scrivo anche qualcosa di vagamente più specifico di un: &lt;i&gt;è venuto in ospedale, perché stava male&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sabato mattina alzarsi dal letto è un mezzo dramma. Ma devo ammettere che - dopo di quello - la giornata è tutta in discesa. Tra l&#39;altro essendo Sabato per strada non c&#39;è nemmeno traffico, e andare in ospedale l&#39;avrei quasi potuto definire &quot;piacevole&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che ho capito in questi primi giorni, è che in reparto il mio limite principale è che sto appresso a fogli, fotocopie, cartelle, esami, stampe, tracciati e tutto il resto... ma poi mi scordo completamente chi cazzo siano i pazienti, e che cosa stiano lì a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni tanto però di qualcuno mi ricordo. Vado a salutarlo e a vedere come sta, e magicamente mi tornano un po&#39; alla mente anche i suoi esami e quello che gli è successo. E mentre lo faccio mi rendo conto che mi piace pure, e che mi sto - quasi - divertendo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bisogna lavorare su questo: curare le persone, e non le loro carte. Che in un certo senso è un po&#39; come quando in sala rossa mi dicevano che dovevo preoccuparmi del paziente, e non dei parametri che leggevo sul monitor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, insomma, un punto in comune tra pronto soccorso e reparto l&#39;abbiamo pure trovato. E a questa prima settimana - nonostante le premesse tragiche - siamo pure sopravvissuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Speriamo di andare avanti così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.ilmondoquasinuovo.com/2015/11/la-prima-settimana-di-specializzazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Simone)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrT9shrTcboceS8FpgELCV1hcEjZhEo4SLBrX0q2MbdmiFeKtpamtMw_yhZQXa7R-P9kKW1QKccOCxLfq1OOG0f7kktrrM8moPIJrHzuq0N1PPHGt7rbC8mxdyy3pC0zhu0Wkpp_GeCxU/s72-c/3967872842_6e435ea7eb_o.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8020711363528649029.post-734510114950871876</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2015 21:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-01T22:17:54.329+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Specializzazione</category><title>Domani si comincia!</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b8/20070701-nk2007-100m.jpg/800px-20070701-nk2007-100m.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b8/20070701-nk2007-100m.jpg/800px-20070701-nk2007-100m.jpg&quot; width=&quot;239&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Io sono quello seduto con la trippa.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Domani inizia ufficialmente la mia &quot;carriera&quot; di specializzando in medicina d&#39;urgenza, e mi sento in mezzo a una specie di tempesta di ansia, euforia, anticipazione e vero e proprio panico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È vero che sono già andato nel nuovo ospedale un po&#39; di volte, per prendere un po&#39; di confidenza e iniziare un minimo a sapermi orientare. Però il primo turno ufficiale vero e proprio è - per l&#39;appunto - domani mattina, e insomma magari il panico non ce l&#39;ho davvero ma un pochino la cosa si sente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Almeno per i primi tempi (leggi: &quot;mesi&quot;) sarò esclusivamente in reparto senza notti, turni in pronto soccorso, rotazioni in altri posti o altro. Col passare del tempo mi aspetto che gli impegni aumentino, ma per il momento l&#39;orario è piuttosto tranquillo e non dovrebbe essere un inizio con un impatto troppo pesante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mattina poi ci sarà sempre un secondo specializzando, del primo anno pure lui. Ed essendo sempre in due probabilmente un po&#39; tutte le cose si riusciranno ad affrontare meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma credo che un po&#39; di preoccupazione sia &quot;fisiologica&quot;, ma in fin dei conti non dovrei aspettarmi niente di strano o di insormontabile, almeno all&#39;inizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo alle aspettative per il futuro della specializzazione e per questi cinque anni, ricorderete che io ero partito con l&#39;idea di trovarmi qualcosa da fare senza specializzarmi proprio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui almeno per il momento ho deciso di prendere quello che verrà come verrà, contando che sarà comunque qualcosa di più e di guadagnato rispetto ai &quot;paletti&quot; che mi ero posto da solo all&#39;inizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, eccoci qua: ci siamo. Domani si parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatemi un bell&#39;&quot;in bocca al lupo&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simone&lt;div class=&quot;blogger-post-footer&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/FEMA_-_18140_-_Photograph_by_Jocelyn_Augustino_taken_on_10-29-2005_in_Florida.jpg/1280px-FEMA_-_18140_-_Photograph_by_Jocelyn_Augustino_taken_on_10-29-2005_in_Florida.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/FEMA_-_18140_-_Photograph_by_Jocelyn_Augustino_taken_on_10-29-2005_in_Florida.jpg/1280px-FEMA_-_18140_-_Photograph_by_Jocelyn_Augustino_taken_on_10-29-2005_in_Florida.jpg&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Quello in piedi al centro - secondo me - è un ingegnere.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Iniziamo col dire che ho praticamente concluso la frequenza del vecchio ospedale/pronto soccorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ultimamente sono andato ancora di tanto in tanto e più che altro per salutare il dottore con cui ho fatto la tesi e gli altri medici con cui ho frequentato questi anni. La volta scorsa però ho svuotato l&#39;armadietto, e tolto tutte le mie cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E alla fine uno si sta sempre a lamentare durante l&#39;università di quanto si stanca, di quanto è faticoso e di quanto non vede l&#39;ora che siano finiti i tirocini. Ma poi ti ritrovi a raccattare la tua roba con la malinconia e il nodo alla gola, e vorresti quasi essere rimasto in quel limbo di studente non studente, dottore non dottore che pareva tanto scomodo ma che adesso un po&#39; già mi manca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre a questo ho parlato col primario del nuovo ospedale, e ho chiesto di poter andare in pronto soccorso (il loro) qualche volta prima dell&#39;inizio della specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo un po&#39; per iniziare ad ambientarmi. Un po&#39; perché non mi andava di partire da zero il primo giorno ritrovandomi subito catapultato in un impegno a tempo stra-pieno. Un po&#39; perché troppo tempo libero può anche ucciderti e un po&#39; anche perché - se devo frequentare da qualche parte così a tempo perso - magari ha senso anche farlo nell&#39;ospedale dove faccio (farò, diciamo, a breve) la specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono abbastanza in ansia. Ho preparato casacca, camice e tutto il necessario. Ma la casacca buona è a lavare e ce ne ho una che pare un pigiama, i camici sono tutti mezzi distrutti... e insomma speriamo di non partire subito facendo la figura del barbone. Almeno quello. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al blog, volevo anche dirvi che - una volta iniziata la specializzazione - vorrei continuare ad aggiornarlo magari tornando un pochino ai &quot;vecchi tempi&quot;, con racconti di vicende da ospedale e tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, credo che nei racconti passati ci fosse diciamo un aspetto di &quot;interesse&quot; dato dalla novità (per me) nei confronti dell&#39;ambiente ospedaliero. Il primo incontro con i malati, con la sala operatoria, con le emergenze... e poi anche e ovviamente tutta la storia che Medicina è la mia seconda laurea di cui penso avrete sentito parlare qui o da qualche parte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma i fattori di interesse principali dei vecchi racconti si sono un po&#39; esauriti. C&#39;è la cosa che arrivo da un&#39;altra professione, e allora &quot;un ingegnere in pronto soccorso&quot; potrebbe essere per lo meno un minimo l&#39;idea iniziale, lo spunto (nel gergo editoriale lo chiamerebbero &quot;dinosauro&quot;) per impostare la cosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a parte che un titolo così non chiarisce tanto se uno in pronto soccorso ci lavora o c&#39;è finito, il rischio è che senza quei punti di interesse di cui parlavo poco fa (la seconda laurea e i primi tirocini) i racconti si rivelino di una noia letale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedremo. Intanto l&#39;idea c&#39;è, poi se ci sarà una realizzazione di qualche tipo magari sarà anche meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E nel caso, quando e se e come vorrete leggerli, magari mi darete la vostra opinione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5e/Mar_campechano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5e/Mar_campechano.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;E dopo la prima settimana: &quot;non vedo l&#39;ora di andare in ferie!&quot;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Era un po&#39; che non aggiornavo il blog.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto è che, terminato il concorso e finiti gli scorrimenti, non è che ci sia stato più molto da dire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho fatto tutte le procedure di immatricolazione alla specializzazione, ho fatto le visite di controllo per la sorveglianza sanitaria, sono andato a incontrare il direttore della mia scuola e alcuni degli altri specializzandi e - ovviamente - ho visto l&#39;ospedale nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura è enorme, bellissima, di quelle dove ti perdi dentro. Un po&#39; come tutti i grandi ospedali, del resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per trovare i vari ambulatori dove ho fatto le visite mi sono perso 3-4 volte. E se dove mi sono laureato e ho frequentato per anni c&#39;era ormai una sensazione di familiarità e di &quot;routine&quot;, ammetto invece adesso di essermi sentito un po&#39; un pesce fuori dall&#39;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci vorrà un po&#39; insomma, una volta iniziata la specializzazione, per ambientarmi, ma penso che questo sia fisiologico e - insomma - ci passerò tanto di quel tempo che alla fine inizierà per forza di corse a sembrarmi una seconda casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parte questo, tutto sommato c&#39;è poco da dire: tra un po&#39; mi daranno il tesserino e dovrò tornare per scegliere la taglia della divisa. Ma per il momento sto in tutta tranquillità ad aspettare il primo novembre, data dell&#39;inizio della specializzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che una volta iniziato avrò decisamente poco tempo libero, per cui prenderò l&#39;occasione di questi giorni per starmene il più possibile tranquillo e per sistemare un po&#39; di cose ora che ho l&#39;opportunità di farlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto sono abbastanza eccitato da questa nuova opportunità, e se come ho già detto nel prossimo futuro non mi capiteranno più tanto facilmente dei periodi di pausa, è pure vero che spero quasi che questi giorni passino in fretta e che non vedo l&#39;ora di cominciare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo a chiedermi tante cose: come sarà il lavoro? Che orari farò? Che reparti mi faranno frequentare? Sarà pesante fare avanti e indietro da casa, visto che l&#39;ospedale è piuttosto lontano? Mi ambienterò facilmente? Come saranno i miei nuovi colleghi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più di tutto: in questi 5 anni diventerò davvero un medico esperto, e sarò capace di fare bene il mio lavoro e di &quot;investire&quot; - diciamo - come si deve le mie capacità una volta che sarò &quot;fuori&quot; dagli ospedali universitari?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tante domande. Forse troppe, direi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma è anche vero che la parte difficile, in tutto questo percorso, è stata la laurea. Poi preparare il concorso, tutti questi mesi del master col dubbio se sarebbe servito a qualcosa e se avrei mai trovato davvero un lavoro come dottore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ormai invece sono qui, e il più e veramente fatto. Posso anche semplicemente godermi il momento, e aspettare con calma che le cose facciano il loro corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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