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	<title>Il Monella</title>
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	<description>Giornalista</description>
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		<title>Il funerale di Enzo Baldoni (che poi non è andato esattamente secondo i suoi piani, ma pazienza)</title>
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				<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 21:48:29 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Sto studiando per l&#8217;orale dell&#8217;esame di Stato da giornalista professionista e mi sono imbattuto nella biografia di uno dei tanti reporter uccisi facendo il mestiere più bello di tutti. Parlo di Enzo Baldoni, ammazzato in Iraq nel 2004 dopo un breve rapimento. La sua salma rientrò in Italia solamente sei anni dopo, quando si poterono finalmente celebrarne le esequie. Stando&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2019/03/09/il-funerale-di-enzo-baldoni-che-poi-non-e-andato-esattamente-secondo-i-suoi-piani-ma-pazienza/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img src="https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2019/03/maxresdefault-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-2730" srcset="https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2019/03/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2019/03/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2019/03/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2019/03/maxresdefault.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sto studiando per l&#8217;orale dell&#8217;esame di Stato da giornalista professionista e mi sono imbattuto nella biografia di uno dei tanti reporter uccisi facendo il mestiere più bello di tutti. Parlo di <strong>Enzo Baldoni,</strong> ammazzato in Iraq nel 2004 dopo un breve rapimento. La sua salma rientrò in Italia solamente sei anni dopo, quando si poterono finalmente celebrarne le esequie. </p>



<p>Stando a quanto riportano la pagina Wikipedia e tanti altri blog, come <a href="https://danielebiacchessi.blogradio24.ilsole24ore.com/2011/09/08/enzo-baldoni-il-mio-funerale-daniele-biacchessi/">questo del Sole 24 Ore,</a> lui avrebbe voluto che si fossero tenute così: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>«Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati. Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku. Ci saranno alcune parole tabù che assolutamente non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po&#8217; più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico. Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato. Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete. Vorrei l&#8217;orchestra degli Unza, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare. Voglio che ognuno versi una goccia di vino sulla bara, checcazzo, mica tutto a voi, in fondo sono io che pago, datene un po&#8217; anche a me. Voglio che si rida – avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte – . E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un&#8217;offesa alla morte, bensì un&#8217;offerta alla vita. Verso le otto o le nove, senza tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata. Le mie ceneri in mare, direi. Ma fate voi, cazzo mi frega. Basta che non facciate come nel Grande Lebowski.»</em></p><cite>Enzo Baldoni, messaggio inviato in una delle sue mailing list</cite></blockquote>



<p>Un&#8217;idea che trovo splendida e che in fondo non disdegno neanche io, per il momento in cui anche a me toccherà dire: &#8220;arrivederci&#8221;. E pazienza se poi la realtà faccia scansare questa colorata e allegra speranza e riporti mestamente la barra a dritta. </p>



<p>Gonfalone, occhiali scuri e compita asciuttezza, come si vede dalle<a href="https://www.cronachemaceratesi.it/2010/11/27/lultimo-saluto-a-enzo-baldoni/50639/"> foto del funerale di Baldoni &#8220;nella piccola chiesa di Santa Maria della Pietà di Preci (Perugia)&#8221;</a>. &#8220;Così si è fatto pensando al papà di Enzo, Antonio, 88 anni, e anche Enzo metterebbe il suo babbo al primo posto&#8221;, riportano le <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/27/news/funerali_enzo_baldoni-9580711/">cronache dell&#8217;epoca.</a></p>



<p>Del funerale fatto di canti, balli, risa, scherzi, cibo e sesso, senza retorica, rimangono le foto con il sorriso, una frase di Marguerite Yourcenar e una bella tomba a forma di balena. </p>
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		<title>Le cose che si imparano durante un permesso di paternità di molti mesi</title>
		<link>https://ilmonella.com/2018/12/10/cose-che-si-imparano-durante-un-permesso-di-paternita-di-molti-mesi/</link>
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				<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 15:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<description><![CDATA[Manca un mese alla fine del mio permesso di paternità (tecnicamente: congedo parentale) di quattro mesi e forse dovrei iniziare anche io a trarre un bilancio di questa densissima esperienza. Al momento, tuttavia, ho il cervello in pappa dopo una notte insonne e Matilde piange sul seggiolone: ha troppo sonno ma non riesce ad addormentarsi. E così non mi resta&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2018/12/10/cose-che-si-imparano-durante-un-permesso-di-paternita-di-molti-mesi/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<p>Manca un mese alla fine del mio permesso di paternità (tecnicamente: congedo parentale) di quattro mesi e forse dovrei iniziare anche io a trarre un bilancio di questa densissima esperienza. Al momento, tuttavia, ho il cervello in pappa dopo una notte insonne e Matilde piange sul seggiolone: ha troppo sonno ma non riesce ad addormentarsi. </p>



<p>E così non mi resta che scusarmi e affidarmi alle parole (in spagnolo) di qualcun altro. Vi linko e traduco&nbsp;<a href="https://verne.elpais.com/verne/2018/07/06/articulo/1530871247_550923.html">di sotto un bell&#8217;articolo</a>, che non merita di andare perso nel flusso quotidiano delle cose.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://verne.elpais.com/verne/2018/07/06/articulo/1530871247_550923.html"><img src="http://ilmonella.com/wp-content/uploads/2018/12/Screen-Shot-2018-12-10-at-15.44.25.png" alt="" class="wp-image-2695" srcset="https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2018/12/Screen-Shot-2018-12-10-at-15.44.25.png 611w, https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2018/12/Screen-Shot-2018-12-10-at-15.44.25-300x261.png 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></a></figure></div>



<p style="text-align:center"><a href="https://verne.elpais.com/verne/2018/07/06/articulo/1530871247_550923.html"><strong>Cosas que he aprendido en mi permiso por paternidad de siete meses en Alemania</strong></a></p>



<p><strong>TRADUZIONE: </strong><em>Il primo giorno del mio congedo di paternità, Amalia ed io abbiamo accompagnato la mamma al lavoro.</em> <em>È lì che allatta ancora una volta, prima di salutarci. Sulla strada di casa andiamo al supermercato, in farmacia e a fare delle commissioni. Amalia è avvolta in un grande fascia sul mio torso, stretta contro il mio petto, placidamente addormentata. Le donne in autobus, soprattutto le più anziane, sorridono quando ci vedono. Gli uomini fingono di non vederci.</em></p>



<p><em>Quando abbiamo scoperto che il congedo di maternità e paternità in Germania, </em>Elternzeit<em>, &#8220;il tempo dei padri&#8221;, dura fino a 14 mesi da dividersi nella coppia, abbiamo subito iniziato ad organizzarci, felici. Non appena lo hanno saputo, i miei amici spagnoli, giovani e meno giovani, si sono congratulati con me, specialmente coloro che sono stati genitori, posseduti da una sana e gioiosa invidia.</em></p>



<p><em>Avevamo circa 58 settimane davanti a noi, il congedo di maternità dei miei amici spagnoli era stato di sole 16 settimane. Quello di paternità, invece, era durato solo due settimane. I congedi facoltativi sono stati estesi a quattro settimane a partire dal gennaio 2017. Anche il papà aveva la possibilità di scambiarsi di ruolo con la madre, anche se in realtà ben pochi ne hanno approfittato.</em></p>



<p><em>Tutti, padri e madri, ci chiedevano come l&#8217;avremmo distribuito. Sia io che la mia compagna volevamo passare più tempo possibile con Amalia, che sarebbe stata bambina solo una volta, ma al contempo non dissociarci dai nostri rispettivi lavori. Abbiamo deciso di fare il primo mese insieme, in famiglia, e dividere il resto in due metà.</em></p>



<p><em>Non sapevamo ancora che anche in Germania, come in Spagna, non è comune dividersi equamente il permesso. La durata media del congedo di maternità è di 13,8 mesi, mentre la durata media dei permessi parentali è di 3,7 mesi &#8211;  secondo statistiche del 2017. Queste cifre si stanno livellando, ma gli uomini, se si prendono un lungo congedo, continuano nella loro cerchia a dover subire commenti sessisti. Sapevo, per esempio, che alcuni chiamano il congedo di paternità &#8220;la vacanza dei padri&#8221; &#8211; come se prendersi cura di un bambino non fosse di per sé un vero e proprio lavoro, bensì una scusa per non lavorare. &#8220;Rimanere a casa&#8230; e tua moglie?&#8221;, mi hanno detto altri che sono rimasti sorpresi dalla mia decisione.</em></p>



<p><em>Era la prima volta che mi sentivo messo in discussione sul piano sessuale, una cosa che mi era sempre parsa umiliante ma che non avevo mai vissuto in prima persona. <strong>Si è trattato di un attacco doppio: metteva in discussione sia l&#8217;opportunità di prendersi cura del mio bambino sia il diritto della mia compagna di fare ritorno prima alla sua vita professionale</strong>. Questa volta, così come in altre occasioni &#8211; anche se mi sento un codardo a scriverlo &#8211; ho evitato di fare polemica, come invece avrei voluto. Ho semplicemente insistito, ad ogni attacco, che questa decisione era una questione privata, mia e della mia partner.</em></p>



<p><em>La prima metà del nostro congedo l&#8217;avrebbe presa dalla madre, anche per via del suo legame con la bambina. Andavo al lavoro non senza immaginarmi, ogni giorno, come sarebbe stato il mio congedo di paternità: mesi che avrei passato tranquillamente con la mia bambina in cui, tra l&#8217;altro, mentre lei dormiva o giocava, avrei potuto dedicare un po&#8217; di tempo a me stesso, ai miei progetti, alla scrittura, all&#8217;arte e così via&#8230; Ma la realtà si è rivelata diversa.</em></p>



<p><em>Arrivati a casa, approfittando del fatto che con Amalia era nella fascia e avevo le mani libere, ordino la spesa e la cucina. &#8220;Beh, piccola mia, eccoci qui&#8221;, le dico dolcemente mentre la libero al marsupio. Si sveglia e scoppia in lacrime, come sempre quando la tiriamo fuori dai porta bebé, e il suo pianto riempie improvvisamente la casa, la luce e la freschezza del mattino.</em></p>



<p><em>La consolo, le cambio il pannolino. Quindi giochiamo. Poi fa una faccia triste, sbadiglia e si strofina gli occhi. La cullo con tenerezza mentre ripasso mentalmente le cose da fare: sparecchiare la colazione, ordinare, occuparmi della burocrazia in arretrato&#8230; Cose che mi tocca fare perché, dopo tutto, sono io quello che &#8220;rimane a casa&#8221;. Spero di avere il tempo di sdraiarmi con lei per leggere o scrivere un po&#8217;. </em></p>



<p><em>Niente, non dorme. Non vuole nemmeno mangiare e ogni volta che mi allontano da lei mi chiama insistentemente, con urla e pianti. Inizio a chiedermi cosa fare delle migliaia di cose che uno potrebbe fare con il proprio bambino. Ho tante idee&#8230; Da dove cominciare?</em></p>



<p><em><strong>La prima cosa che mi ha sorpreso</strong> del mio congedo di paternità è stato, come ho detto, <strong>la messa in discussione delle mie capacità e dei diritti legati al mio sesso.&nbsp;&nbsp;</strong></em></p>



<p><em><strong>La seconda cosa che mi ha sorpreso è mia figlia stessa</strong>, il rendermi conto che ha un&#8217;energia, un&#8217;espressività e un carattere che non conoscevo. Nei momenti belli mi fa impazzire. E anche in quelli brutti.&nbsp;&nbsp;</em></p>



<p><em>Fino ad ora avevo visto Amalia solo pochi minuti al mattino &#8211; felice, ma con il pensiero fisso di dover andare al lavoro &#8211; e nel tardo pomeriggio, entrambi già stanchi, lei un po&#8217; piangente, io un po&#8217; scontroso, umore e pazienza già logori, tuttavia felice di essere tornato a casa. Anche la mia compagna, allora, sembrava molto stanca, a volte più di me. Provavo ad aiutarla con la bimba e tutto ciò che era rimasto da fare a casa….. anche se ne ero sorpreso: d&#8217;altronde non ero io quello che tornava da otto ore di lavoro? Poi arrivavano i fine settimana in cui entrambi ci prendevamo cura della piccola insieme, sollevati da un giorno senza impegni.</em></p>



<p><em>Ora, con giorni interi dedicati alla mia bambina, ho scoperto che prendersi cura di lei, stare con lei, è stare con una persona molto più complessa ed esigente, che richiede molta più attenzione, tempo ed energia di quanto immaginassi. Per fortuna li ho e non si tratta di meri scampoli di giornata, bensì della parte principale delle mie ore e del mio potenziale.</em></p>



<p><em><strong>La terza cosa più sorprendente è che, in qualche modo, non solo io ho scoperto mia figlia, ma anche lei ha scoperto me.</strong> Abbiamo costruito una connessione, un&#8217;intimità, una fiducia, una complicità in cui per lei tutto è nuovo, e lo è in una certa misura anche per me. Perché insieme ad Amalia ho scoperto quante energie, pazienza, amore, forza e tempra bisogna avere per stare giorni interi, uno dopo l&#8217;altro, da soli con il proprio bambino. Unico responsabile sia di lei che della casa, senza che nessuna delle due cose sfugga di mano: tenere tua figlia ben pulita, nutrita, riposata e sicura perché possa crescere in pace; accompagnarla e allo stesso tempo mantenere l&#8217;ordine e la pulizia in casa, tutto in ordine in dispensa, fare la spesa, pianificare i pasti&#8230; dimentico qualcosa?……… Sì, me stesso: aver cura di mangiar bene, tenersi bene, vestirsi come piace, fare cose buone per la propria salute, mantenere quello spirito che ci rende come un po&#8217; piacevoli, a noi stessi e agli altri.  </em></p>



<p><em>Sono lavori e sforzi che, nel nostro mondo machista, hanno fatto sempre le donne, spesso da sole, anche dopo il ritorno dal lavoro dei propri partner. Mia madre, le mie nonne, le mie zie, le mie cugine, le mie amiche….. donne, le donne che, generalizzando, continuano a farlo in stragrande maggioranza. <strong>Donne che ora vedo con altri occhi, </strong>per quell&#8217;enorme lavoro che fanno e che viene valorizzato così poco, allo stesso modo in cui vedo anche gli uomini con uno sguardo diverso, per tutto quel lavoro che non faranno e quell&#8217;esperienza che non potrà più arricchirli.</em></p>



<p><em>Dal 5 luglio scorso, in Spagna, il congedo di paternità è stato prolungato di un&#8217;altra settimana. Andiamo per le cinque settimane, non trasferibili e non obbligatorie. E non si tratta dell&#8217;unico cambiamento in vista. Il 27 giugno, al Congresso, è stato approvato un disegno di legge per estendere progressivamente il congedo di paternità a 16 settimane nel 2024.</em></p>



<p><em>Quando la mia compagna torna dal lavoro non le interessa che alcune cose che avrei dovuto fare non siano state fatte. Mi aiuta subito, così come l&#8217;ho aiutata io quando tornavo a casa dal lavoro. Ci guardiamo l&#8217;un l&#8217;altro,&nbsp; complici. Ride perché ora sa che capisco la sua stanchezza. Perché conosce la gelosia che provo per Amalia la quale, al vederla arrivare, mi salta tra le braccia con gioia e gratitudine, come faceva quando tornavo io dal lavoro, anche se era stata lei ad aver&nbsp;trascorso l&#8217;intera giornata con nostra figlia, dedicandole io suo tempo, le sue energie e il suo amore.</em></p>



<p><em><strong>E qui arriva l&#8217;ultima sorpresa, e cioè che tutto questo non ha fatto altro che unirci di più come coppia,</strong> rafforzando la fiducia reciproca del lasciare le cose nelle altrui mani, nel rispetto di quel lavoro che è la cura per i propri figli, per la propria casa e le rispettive vite professionali.</em></p>



<p></p>
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		<title>Quante tonnellate di merci chimiche viaggiano in Italia su gomma? E verso dove?</title>
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				<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 16:46:59 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Dopo l&#8217;incidente della circonvallazione di Bologna, in cui un&#8217;autocisterna che trasportava GPL ha tamponato dei tir causando esplosioni a catena, un morto e decine di feriti, ho realizzato questa visualizzazione per euronews sulla scorta dei dati Istat. Ho provato per la prima volta Flourish, mi sembra uno strumento valido per fare data visualisation point-to-point rapide, efficaci e gratuite. Dataset: trasporto merci su strada;&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2018/08/07/tonnellate-di-merci-chimiche-viaggiano-in-italia-su-gomma-e-verso-dove/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;incidente della circonvallazione di Bologna, in cui un&#8217;autocisterna che trasportava GPL ha tamponato dei tir causando esplosioni a catena, un morto e decine di feriti, ho realizzato questa visualizzazione per<em> euronews </em>sulla scorta dei dati Istat. Ho provato per la prima volta Flourish, mi sembra uno strumento valido per fare <em>data visualisation point-to-point</em> rapide, efficaci e gratuite.</p>
<p>Dataset: trasporto merci su strada;<br />
Territorio di immatricolazione Italia;<br />
Quantità: tonnellate;<br />
Tipo di merce: prodotti chimici, articoli in gomma e materiale plastiche;<br />
Anno: 2016.</p>
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		<title>Una domanda semplice a chi proprio non può tollerare l&#8217;idea di salvare la vita di un migrante</title>
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				<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 07:13:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Food for thought]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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				<description><![CDATA[Gentile [razzista-random], quanto è migliore la tua vita se entra in Italia un migrante in piú o uno in meno? Se &#8211; orrore &#8211; vedi un negro in piú per le strade? Fa così brutto? E se c&#8217;è lui, se lui è entrato, tu d&#8217;improvviso ti ritrovi ad avere meno diritti? Paghi meno tasse? La pressione fiscale che ti costringe a&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2018/06/28/una-domanda-semplice-a-chi-proprio-non-puo-tollerare-lidea-di-salvare-la-vita-di-un-migrante/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody">Gentile [razzista-random], quanto è migliore la tua vita se entra in Italia un migrante in piú o uno in meno? Se &#8211; orrore &#8211; vedi un negro in piú per le strade? Fa così brutto? E se c&#8217;è lui, se lui è entrato, tu d&#8217;improvviso ti ritrovi ad avere meno diritti? Paghi meno tasse? La pressione fiscale che ti costringe a non fare lo scontrino ti darà finalmente tregua, se quel barcone non entra in porto? La speranza di avere un contratto di lavoro come si deve aumenta? Finalmente potrai aspirare al lavoro per cui hai studiato, senza scendere ad umilianti compromessi? A fine mese ci arrivi meglio? I tuoi figli avranno davvero un futuro più roseo, se vedi un musulmano in meno che prega per la strada? </span></span></p>
<p><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody">Forse è arrivato il momento di guardarci tutti negli occhi ed essere onesti con noi stessi, ammettendo quello che, in fondo, già sappiamo: che si tratta solo di una densa cortina di fumo, pura distrazione di massa, ma che ci intrattiene perché ci prendiamo gusto a fare il tifo. Forse è arrivato il momento di dircelo: </span></span><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody"><a href="https://thevision.com/attualita/629-migranti/">629 migranti non entreranno in Italia, ma la nostra vita fa ancora schifo.</a></span></span></p>
<p><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody"> Tutti a scannarci su chi é molto umano o meno umano ma, dopo l&#8217;ennesima discussione su Facebook, tocca fare come loro e ritornare a capo chino a chiudere le valigie. </span></span></p>
<p><span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody">Perché l&#8217;unico modo di trovare un lavoro dignitoso, e magari mettere su famiglia ed essere felici, sembra essere quello di emigrare di nuovo.<br />
</span></span>Ero tornato in Italia, ora vivo in Francia.</p>
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							<wfw:commentRss>https://ilmonella.com/2018/06/28/una-domanda-semplice-a-chi-proprio-non-puo-tollerare-lidea-di-salvare-la-vita-di-un-migrante/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Il caso Le Monde Diplomatique. Giornalismo di qualità, fiducia dei lettori, conti in attivo: &#8220;dalla difensiva, alla conquista&#8221;</title>
		<link>https://ilmonella.com/2017/12/10/le-monde-diplomatique-conti-attivo/</link>
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				<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 17:32:12 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Il giornalismo di qualità premia? Forse sì. Si intitola &#8220;Chiamare un vittoria col suo nome&#8221; l&#8217;articolo in cui lo storico mensile di inchieste geopolitiche, Le Monde Diplomatique, annuncia di essere in attivo e in buona salute. Alla faccia della crisi, scoppiata drammatica otto anni fa. Tutto questo grazie alla fiducia dei suoi lettori, non alla pubblicità, i cui introiti sono&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2017/12/10/le-monde-diplomatique-conti-attivo/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalismo di qualità premia? Forse sì. Si intitola &#8220;<a href="https://www.monde-diplomatique.fr/2017/11/HALIMI/58083">Chiamare un vittoria col suo nome</a>&#8221; l&#8217;articolo in cui lo storico mensile di inchieste geopolitiche, <strong><em>Le Monde Diplomatique</em></strong>, annuncia di essere in attivo e in buona salute. Alla faccia della crisi, scoppiata drammatica otto anni fa.</p>
<p>Tutto questo grazie alla fiducia dei suoi lettori, non alla pubblicità, i cui introiti sono circa l&#8217;1% del totale. Ripeto: l&#8217;1% del totale.</p>
<p>Dal 2009, si legge nel pezzo, sono arrivate donazioni per oltre 1milione e mezzo di euro, gli abbonati sono cresciuti passando da 83mila nel dicembre 2015 agli attuali 94mila. La diffusione totale del mensile è stata, in media, di circa 157mila esemplari nel 2016 contro le 153mila copie nel 2015. Segno positivo ovunque.</p>
<p>Il rilancio passa anche per il digitale: le incredibili risorse d&#8217;archivio contano ora 35mila abbonati (erano 21mila alla fine del 2015), &#8220;coscienti che l&#8217;attualità mondiale non si riduce alle ultime tre dispute settimanali&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.monde-diplomatique.fr/2017/11/A/58087">Il buon stato di salute dei conti</a> ha portato il direttore Serge Halimi a chiedere l&#8217;interruzione delle donazioni, venuto meno il carattere d&#8217;urgenza. Dalla sopravvivenza, l&#8217;obiettivo ora diventa l&#8217;espansione. &#8220;Dalla difensiva alla conquista&#8221;. Essere convintamente di sinistra non è mai stato un ostacolo, anzi.</p>
<p><figure id="attachment_2662" aria-describedby="caption-attachment-2662" style="width: 350px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-2662" src="http://ilmonella.com/wp-content/uploads/2017/12/comptes-2016-5e780.jpg" alt="" width="350" height="521" srcset="https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2017/12/comptes-2016-5e780.jpg 350w, https://ilmonella.com/wp-content/uploads/2017/12/comptes-2016-5e780-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-2662" class="wp-caption-text">© monde-diplomatique.fr</figcaption></figure></p>
<p>Sembra ieri quando, nel <a href="https://www.monde-diplomatique.fr/2009/10/HALIMI/18192">2009, veniva lanciato l&#8217;appello ai lettori</a> contro il &#8220;ciclone&#8221; economico che aveva devastato la redazione, al fine di salvare un giornalismo d&#8217;inchiesta in un periodo in cui proliferano &#8220;pagine del meteo, rubriche di consumo e copia-e-incolla&#8221; d&#8217;agenzia squalificanti.</p>
<p>Acquisti in edicola più regolari, abbonamenti, buoni regalo,  eventi, adesione all&#8217;associazione: queste le vie suggerite ai lettori per tornare a vedere la luce in fondo al tunnel &#8211; assieme ad contributo pubblico che permetteva di dedurre il 66% delle donazioni al giornale dalla dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Oggi le cifre dicono che il giro d&#8217;affari è cresciuto del +10% rispetto al 2016, in parte grazie alla pubblicazione del <em>Manuale di Economia Critica, </em>ma soprattutto grazie ad un +16.7% del numero degli abbonamenti.</p>
<p>Lieti, a quanto pare, di finanziare dell&#8217;ottimo &#8220;<strong>giornalismo di interesse&#8221;</strong>, in grado di &#8220;consacrare due pagine ai minatori dello Zambia, alla marina cinese o alla società lettone&#8221;.</p>
<p><a href="https://mondediplo.com/about#nb2-1">Due milioni di lettori,</a> <em>Le Monde Diplomatique</em> è stato fondato nel 1954 da Hubert Beuve-Méry e conta 37 edizioni in 20 lingue. Dal 1996 è di proprietà per il 51% di <em>Le Monde</em> (contro cui <a href="https://www.monde-diplomatique.fr/2010/07/HALIMI/19372">non ha esitato a scagliarsi</a> in passato). Il 49% delle quote sono di proprietà dei lettori, degli stessi giornalisti e lavoratori del mensile.</p>
<p>Il fatto che il <a href="https://crowdfunding.valigiablu.it/projects/crowdfunding/">crowdfunding di Valigia Blu, in Italia, stia andando bene</a>, è un&#8217;altra splendida notizia in quest&#8217;ottica.</p>
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		<title>La lista di siti per imparare a programmare se sei un giornalista</title>
		<link>https://ilmonella.com/2017/07/11/la-lista-di-siti-per-imparare-far-di-codice-se-sei-un-giornalista/</link>
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				<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 08:25:37 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[“To know what to ask is already to know half.” Excerpt From: Paul Bradshaw. “Scraping for Journalists.” iBooks. Ecco un utile elenco, a cura di Lisa Williams, stilato per tutti i giornalisti lì fuori, anglofoni e non. I siti e i corsi nella lista sono per la maggior parte gratuiti e permettono di addentrarsi nel mondo del codice &#8220;da zero&#8221;, senza&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2017/07/11/la-lista-di-siti-per-imparare-far-di-codice-se-sei-un-giornalista/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>“To know what to ask is already to know half.”</em></p>
<p>Excerpt From: Paul Bradshaw. “Scraping for Journalists.” iBooks.</p></blockquote>
<p>Ecco <a href="http://lifeandcode.tumblr.com/post/11980940683/the-journalists-learn-to-code-resource-guide">un utile elenco</a>, a cura di Lisa Williams, stilato per tutti i giornalisti lì fuori, anglofoni e non. I siti e i corsi nella lista sono per la maggior parte gratuiti e permettono di addentrarsi nel mondo del codice &#8220;da zero&#8221;, senza avere particolari basi di programmazione. Il sito è costantemente aggiornato, scrive l&#8217;autrice che in 12 settimane &#8211; un&#8217;ora al giorno almeno &#8211; ha imparato un&#8217;arte utile per la vita e per il lavoro.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caltanissetta, dove tutto pesa meno (tranne che l&#8217;anima)</title>
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				<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 08:24:14 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Caltanissetta, abitanti sessantamila, è la città della leggerezza. Tra i capoluoghi italiani per una strana combinazione geografica nel rapporto tra altimetria e distanza dall&#8217;equatore è quello in cui tutto pesa meno. Un grammo in meno ogni dieci chili. I costruttori di bilance lo sanno e tarano le macchine di conseguenza. Tuttavia la minore forza di gravità non influisce, almeno in&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2017/07/05/2627/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 448px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-large" src="http://www.malgradotuttoweb.it/wp-content/uploads/copertina%20piccola%20atene.jpg" width="448" height="304" /><figcaption class="wp-caption-text">Salvatore Falzone e il libro pubblicato per Barion (Palermo) nel 2013</figcaption></figure></p>
<p><strong>Caltanissetta</strong>, abitanti sessantamila, è la <strong>città della leggerezza</strong>. Tra i capoluoghi italiani per una strana combinazione geografica nel rapporto tra altimetria e distanza dall&#8217;equatore è quello in cui tutto pesa meno. Un grammo in meno ogni dieci chili. I costruttori di bilance lo sanno e tarano le macchine di conseguenza. Tuttavia la minore forza di gravità non influisce, almeno in apparenza, sulle attività normali della vita, né sull&#8217;umore dei nisseni. Il tasso di suicidi è più alto della media regionale, lo stipendio medio è più basso. (Enzo D&#8217;Antona, originario di Riesi e oggi direttore de <em>Il Piccolo</em>, nella postfazione al libro <em>Piccola Atene</em> di Salvatore Falzone)</p>
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		<title>Cosa intendiamo per cultura</title>
		<link>https://ilmonella.com/2017/02/27/cosa-intendiamo-per-cultura-espresso-floridi-definizione-chiusi/</link>
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				<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 09:52:33 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Qualche definizione aiuta. Informazione uguale domanda più risposta; incertezza uguale domanda, ma senza avere la risposta; ignoranza è non avere neanche la domanda. Ecco, la cultura è ciò che fa passare dall&#8217;ignoranza all&#8217;incertezza; noi invece pensiamo sia il passaggio dall&#8217;incertezza all&#8217;informazione. Non è così. E&#8217; quando finalmente sei in grado di porre le domande giuste che sei una persona acculturata.&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2017/02/27/cosa-intendiamo-per-cultura-espresso-floridi-definizione-chiusi/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Qualche definizione aiuta. Informazione uguale domanda più risposta; incertezza uguale domanda, ma senza avere la risposta; ignoranza è non avere neanche la domanda. Ecco, la cultura è ciò che fa passare dall&#8217;ignoranza all&#8217;incertezza; noi invece pensiamo sia il passaggio dall&#8217;incertezza all&#8217;informazione. Non è così. E&#8217; quando finalmente sei in grado di porre le domande giuste che sei una persona acculturata.</p></blockquote>
<p><strong>Luciano Floridi,</strong> filosofo dell&#8217;Oxford Internet Institute intervistato da Fabio Chiusi sul numero del <strong>L&#8217;Espresso</strong> di domenica 26 febbraio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trieste e i triestini in una poesia di Guido Sambo</title>
		<link>https://ilmonella.com/2016/12/18/trieste-guido-sambo-son-vignu-ciorte-berto/</link>
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				<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 23:42:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<description><![CDATA[La lirica, composta dal poeta degli anni &#8217;70 Guido Sambo, sdentato e squattrinato, è dedicata ad un amico oste scomparso. In essa vi si trovano: un immaginato viaggio in carrozza , la memoria di lontane giornate serene e dense, piccoli fatti e &#8220;ciacolar&#8221; di vecchi amici, osterie, bevute e ricordi, vini duri come le pietre del Carso e la nostalgia per&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2016/12/18/trieste-guido-sambo-son-vignu-ciorte-berto/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La lirica, composta dal poeta degli anni &#8217;70 <strong>Guido Sambo</strong>, sdentato e squattrinato, è dedicata ad un amico oste scomparso. In essa vi si trovano: un immaginato viaggio in carrozza , la memoria di lontane giornate serene e dense, piccoli fatti e &#8220;ciacolar&#8221; di vecchi amici, osterie, bevute e ricordi, vini duri come le pietre del Carso e la nostalgia per un passato che non tornerà più. All&#8217;orizzonte, il futuro non promette nulla di buono.</p>
<p>Son vignù ciorte Berto.<br />
Son vignù ciorte<br />
co’ un brum de quei veci, de una volta:<br />
el legno scricola in ogni rioda,<br />
i farai, scassandose, i sbati<br />
come coverci de pignata svoda.</p>
<p>El caval orbo, un poco zoto,<br />
el sta in pie per scomessa.<br />
Forsi, chi sa, xe quela stessa caroza<br />
che te ga ‘compagnà in zimiterio.</p>
<p>Go pensado: ei sarà stufo<br />
de star sempre la, drito, serio,<br />
soto quel peso de tera e sassi.<br />
Solo, senza bever, zito;<br />
no’ xe vita quela.<br />
Vado ciorlo, go dito, vado ciorlo.<br />
Spero che i te lassi<br />
vignir via co’ mi.<br />
Un poco de vin<br />
no’ te farà mal gnanca a ti.</p>
<p>Andaremo vizin, in t’una ostaria,<br />
per sveiar un fià de ricordi,<br />
per ciacolar de veci amizi,<br />
de quei che i xe restai,<br />
de quei, che come ti, xe andadi via.<br />
Domande no’ te farò. No volaria,<br />
za no’ ga scopo, saver<br />
quel che savarò anca mi prima o dopo.</p>
<p>Bevaremo un bicer de boni amizi,<br />
de quel che te piaseva tanto a ti.<br />
Dopo se lassaremo cussì:<br />
co’ un buonasera<br />
e arrivederci, in qualche logo.</p>
<p>Son vignù ciorte, Berto. No’ ‘andaremo lontan.<br />
A ti te piaseva quel Teran<br />
che i fa a Sepulie<br />
Pronto, de istà, in cantina,<br />
un poco aspreto e duro, mi diria,<br />
come quel Carso, quei sassi,<br />
e quela tera rossa de dolina<br />
Dove che ‘l nassi.<br />
Co te lo bevi, el sbrissa,<br />
el te da una caloria<br />
che se spandi drento de le vene<br />
la impiza el sangue<br />
dismissiando un’alegria<br />
che fa tutto dismentigar.</p>
<p>Che bevude in quei tempi passai.<br />
Che sane bevude a Tomai, a Sesana,<br />
in tuti quei loghi che te ben conossi.<br />
Bevude e cantade con anda nostrana<br />
co’ i piè stanchi dei grambani<br />
e dela strada<br />
e co’ la gola seca, stuzigada,<br />
del vento e de l’odor de pini.</p>
<p>Ogi i òmini<br />
chè Dio ‘ste robe no fa,<br />
i ga messo confini,<br />
stanghe, fil spinà,<br />
che casa nostra par fora man<br />
E te xe a San Canzian<br />
Indò che Dante<br />
se ga ispirà l’inferno<br />
dove che ‘l Timavo<br />
l’intona, cascando,<br />
la sua grande sinfonia.</p>
<p>E là, vizin, ze nata un’ostaria<br />
de quele che solo in Carso nassi,<br />
col fogoler come una piaza,<br />
sempre impizado,<br />
un’ostaria che par scavada<br />
fora dei sassi,<br />
de la rocia viva.<br />
E chi che là ‘riva,<br />
trova polastri rosti,<br />
levro in salmì<br />
come i sa far<br />
solo in ‘sti posti,<br />
co’ zerti gnocheti<br />
teneri e sgionfi<br />
che i se squaia in boca.</p>
<p>De domenica iera tute nostre<br />
‘ste contrade.<br />
La vita iera bela,<br />
co’ le su’ picole robe,<br />
con do soldi in scarsela<br />
e co’ le longhe caminade.</p>
<p>Co’ noi iera sempre qualche putela<br />
e tanti anni de meno.<br />
Chi diria? Ierimo contenti<br />
de consumarse i pie per i grembani,<br />
de sbregarse i vestiti i graia.<br />
Andavimo cantando per la strada<br />
alegri come fussimo in ‘na fràia.</p>
<p>Adesso la gente par cambiada<br />
Nel vin no i trova gnente<br />
no i ga ‘l gusto de la caminada.<br />
Chi canta più i cori de ostaria?<br />
Chi li conossi più de, questa gente?<br />
I par fioi de la musoneria,<br />
i par tuti in luto.<br />
I meo, come ti, i xe morti<br />
e par che sia morto tuto.</p>
<p>E mi qua, solo, in zimitero<br />
che parlo come se fussi vero<br />
che parlo con ti.</p>
<p>Son vignù ciorte, Berto…</p>
<p>Ma speta un momento:<br />
ghe go pensado sora:<br />
lassemo star.<br />
Te sta ‘ssai meo ti soto<br />
che mi de fora</p>
<p><b>Guido Sambo<br />
</b>(da <i>Un poco fora man, </i>Società Artistico Letteraria, 1967)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessione a caldo dopo il referendum costituzionale</title>
		<link>https://ilmonella.com/2016/12/05/riflessione-lillo-montalto-monella-dopo-il-no-al-referendum-costituzionale/</link>
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				<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 11:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food for thought]]></category>

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				<description><![CDATA[(Scritto il mattino dopo il voto, sorseggiando caffè e constatando l&#8217;abbrutirsi del discorso politico su Facebook) Ora, se invece di assumere un atteggiamento grillino da &#8220;noi&#8221; contro di &#8220;loro&#8221;, non-avete-capito-guardate-cosa-avete-fatto, stigmatizzando il voto avverso nella maniera più comoda e acritica possibile &#8211; ovvero brandendo lo spauracchio della dannatissima trinità Grillo-Salvini-Berlusconi &#8211; se invece di far questo, dicevo, si cercasse di&#8230;<p><a href="https://ilmonella.com/2016/12/05/riflessione-lillo-montalto-monella-dopo-il-no-al-referendum-costituzionale/" class="btn-continue">Continue Reading<span class="arrow-continue">&#8594;</span></a></p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Scritto il mattino dopo il voto, sorseggiando caffè e constatando l&#8217;abbrutirsi del discorso politico su Facebook)</em></p>
<p>Ora, se invece di assumere un atteggiamento grillino da &#8220;noi&#8221; contro di &#8220;loro&#8221;, non-avete-capito-guardate-cosa-avete-fatto, stigmatizzando il voto avverso nella maniera più comoda e acritica possibile &#8211; ovvero brandendo lo spauracchio della dannatissima trinità Grillo-Salvini-Berlusconi &#8211; se invece di far questo, dicevo, si cercasse di capire e rispettare le ragioni per le quali milioni di elettori di sinistra hanno detto No, forse si contribuirebbe alla costruzione di un discorso critico che eviti quel genere di polarizzazione buoni contro cattivi che è poi il brodo di coltura perfetto per il proliferare di estremismi d&#8217;ogni sorta.</p>
<p>Se un voto propone una scelta Sì o No, ciascuno dei due fronti avrà degli elementi improponibili &#8211; di qua Briatore, Alfano e Ferrara, di lì i tre precedentemente citati. Lapalissiano. Mi aspetterei uno scarto di ragionamento in più.</p>
<p>Era un voto tecnico sul merito della riforma? Evidentemente questa riforma non è stata ritenuta tecnicamente adeguata a risolvere l&#8217;impasse in cui è versa questo Paese. Perché? Per i contenuti oppure perché il velo di retorica che vi si è depositato sopra ne ha impedito la lettura e la comprensione anche alla ben nota &#8220;casalinga di Voghera&#8221;? Nel primo caso, nulla da eccepire: il No è legittimo. Nel secondo, bisogna allora biasimare chi ha voluto trasformare un voto sulla Carta in un&#8217;elezione politica, da sommersi contro salvati.</p>
<p>Spostandosi sul piano politico, allora, ci sono almeno due considerazioni. Da una parte Renzi correva da solo, e come tale mai avrebbe potuto vincere in un&#8217;elezione politica. Perché ha corso da solo? Perché si è bruciato ogni ponte con i suoi ex alleati. Così non si vince. Mai.</p>
<p>D&#8217;altro canto, se voto politico doveva essere, allora gli italiani sono stati chiamati a giudicare l&#8217;operato del suo governo. Né più né meno. Attenzione: non l&#8217;operato di un eventuale e temuto governo futuro, che porterebbe all&#8217;espressione di un voto di paura e completamente acritico (&#8220;Renzi non mi ha convinto ma piuttosto che votare il fronte che temo, allora mi turo il naso e mi accontento&#8221;), ma l&#8217;operato di quello attuale. Giudicato evidentemente inadeguato rispetto alle promesse di partenza da milioni di elettori di sinistra. Tutto il resto è delusione e rabbia, che pure io ho provato ieri quando le circostanze in cui è maturato questo No mi hanno portato a dover mettere una X molto sofferta e a dover assistere, in diretta TV, all&#8217;ennesimo fallimento politico della mia amata sinistra.</p>
<p>Ebbene, l&#8217;unico modo per superare delusione e rabbia è dialogare, capire, migliorare. Lo stigma rievoca e allo stesso tempo anticipa tempi bui.</p>
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