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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;AkQAR3w5fSp7ImA9WhRRFE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3204254051937758259</id><updated>2011-11-28T00:59:06.225+01:00</updated><title>IL PUFFO ROSSO</title><subtitle type="html" /><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://pufforosso.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://pufforosso.blogspot.com/" /><author><name>PuffoRosso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02093745643899519693</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="28" src="http://3.bp.blogspot.com/_M03wG9VG9xI/StQzEFXUE6I/AAAAAAAAApg/1YiU08xOhMs/S220/puffo_rosso.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/IlPuffoRosso" /><feedburner:info uri="ilpufforosso" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;DUUCQn49fip7ImA9WhdVFkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3204254051937758259.post-1618590463381946467</id><published>2011-09-22T12:27:00.002+02:00</published><updated>2011-09-22T12:27:43.066+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-22T12:27:43.066+02:00</app:edited><title>I boss "proprietari" di Rosarno e dintorni condannatti a maxirisarcimento</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Il crimine non paga. O meglio, è costretto a pagare. È un  risarcimento record quello che il Gup di Reggio Calabria, Roberto  Carelli Palombi, ha  imposto al clan Pesce,  da decenni padrone di  Rosarno e del suo comprensorio. Per il danno provocato con la propria  attività criminale,  i boss dovranno versare 50 milioni di euro al  Comune e 10 milioni di euro ciascuno a Regione Calabria e Ministero  dell’Interno. Denaro che potrà trasformarsi in scuole, servizi sociali,  case popolari, strade. Denaro che tornerà in mano a quella stessa  popolazione per decenni schiacciata dallo strapotere mafioso dei Pesce.  Del resto, si tratta di un patrimonio che i boss in anni e anni di  attività criminale hanno accumulato proprio alle spalle della comunità.  Aziende, immobili e società – incluse due squadre di calcio  dilettantistico, la As Rosarno  e la As Dilettantistica Cittanova  Interpiana Calcio – che la magistratura ha sequestrato e adesso  potrebbero tradursi in confische definitive, necessarie per monetizzare  il milionario risarcimento che la ndrangheta deve ai cittadini di  Rosarno. Un paese che la cosca ha sempre considerato “cosa propria”,  come ha avuto modo di lasciar intendere il boss già detenuto Rocco  Pesce,  in una minacciosa missiva recapitata alla fine di agosto al  sindaco del paese, Elisabetta Tripodi. Mai, l’amministrazione guidata  dalla giovane prima cittadina avrebbe dovuto costituirsi parte civile  nel processo contro la famiglia Pesce, perché – scriveva il boss -  “ritengo di non aver recato alcun disturbo al quotidiano cittadino e  tanto meno inquinato l’aria che respirate”. Ma quel disturbo per i  magistrati c’è stato. E vale cinquanta milioni di euro. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;È una mazzata durissima per la cosca, che viene colpita non solo sul  fronte patrimoniale, ma anche decapitata nella sua struttura di comando.  Tanto il capo riconosciuto, Vincenzo Pesce, come il nipote Francesco,  considerato il reggente del clan dopo l’arresto del padre Nino e dello  zio Rocco, dovranno scontare vent’anni di carcere. Dieci anni dietro le  sbarre dovrà passare anche Domenico Arena, cognato e sodale di Vincenzo  Pesce. Decisiva per inchiodare i tre, la testimonianza di Giuseppina  Pesce, parente dei tre condannati. Nel comminare la pena, il  giudice  Carelli Palombi ha tenuto conto dei verbali di interrogatorio nei quali  la collaboratrice ha descritto minuziosamente ruolo e caratura del  cugino Francesco, dello zio Vincenzo e di quel Domenico Arena, che  proprio lei, con le sue dichiarazioni, ha fatto arrestare. Ma la  testimonianza di Giuseppina -che alcuni mesi fa ha iniziato  spontaneamente a collaborare, per poi tirarsi indietro su pressione  della famiglia e solo di recente ha ricominciato a parlare con i  magistrati di Reggio Calabria – è stata fondamentale anche per far  cadere la rete di prestanome che per decenni hanno fatto da scudo alla   famiglia Pesce. Parole che Francesco Pesce, conosciuto come Ciccio  “Testuni”,  ha definito millanterie, chiacchiere in libertà. Ma che la  Procura ha preso decisamente sul serio. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Come altrettanto sul serio, i giudici hanno preso le parole di un altro  pentito, Consolato Villani, che ieri ha testimoniato nel corso di un  altro processo in corso al tribunale di Reggio Calabria. Villani non è  un uomo qualunque. Ha alle spalle condanne pesanti , trent’anni di  reclusione per l’omicidio dei due carabinieri Fava e Garofalo,  assassinati in un agguato nei primi anni ’90, e parentele altrettanto  pesanti, quel clan Lo Giudice che si sospetta responsabile della  stagione delle bombe l’anno scorso a Reggio Calabria. In aula è stato  chiamato a chiarire la posizione e caratura del boss Carmelo Murina, con  il quale era in rapporti.. Ma al di là delle dichiarazioni che hanno  inchiodato Murina, ritenuto il capo della zona di Santa Caterina,  periferia nord di Reggio Calabria, la testimonianza di Villani si è  trasformata in un atto d’accusa nei confronti di tutta la ndrangheta:  ““Ho reso dichiarazioni contro il mio stesso sangue ed è una cosa che  non auguro a nessuno. Ma sono fiero di quello che ho fatto. Chiedo  perdono alle famiglie dei due carabinieri e chiedo a tutti gli uomini  della criminalità organizzata di collaborare. Non siamo uomini, siamo  bestie, ma insieme possiamo sconfiggere la ‘ndrangheta”.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b class="firma" id="ctl00_mainContent_firma"&gt;Alessia Candito&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3204254051937758259-1618590463381946467?l=pufforosso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Sono i numeri degli edifici scolastici “a rischio” secondo le stesse valutazioni del Governo, confermate dall'indagine di Cittadinanza Attiva. Numeri impressionanti che ci dicono come ogni giorno centinaia di migliaia di studenti e docenti sono costretti a frequentare ambienti scolastici che li espongono  a pericoli gravi se non, come è già accaduto, addirittura a perdere la vita. Aule fatiscenti, impianti fuori norma, mancanza delle più elementari misure di sicurezza, condizioni igieniche impossibili, barriere architettoniche: sono solo alcuni dei problemi delle scuole, buoni per qualche pagina di giornale ad ogni inizio d'anno scolastico ma destinati a cadere rapidamente nel dimenticatoio, a meno che la dura realtà di qualche disastro non si incarichi di riportarli agli onori della cronaca. Situazioni che indicano in modo chiaro quali dovrebbero essere le priorità nell'uso delle risorse pubbliche.&lt;br /&gt;Tutto il contrario di quello che invece sta facendo il governo. Come possono gli Enti Locali, provvedere alla manutenzione degli edifici con i bilanci ridotti al lumicino dai continui tagli delle manovre? E come si garantisce la sicurezza nelle aule se l'obiettivo della Gelmini è quello di avere aule sempre più affollate? Ad aumentare i rischi in caso di incidente non ci sono solo le “classi pollaio”, molto più diffuse di quanto la ministra non sia disposta ad ammettere, ma anche le troppe situazioni in cui non sono rispettati gli indici di affollamento, quelli, per intenderci, che definiscono quanti alunni possono stare in una determinata aula. Viene in mente la polemica di queste ore da parte di esponenti del PD nei confronti di chi ha difeso le ragioni di quanti contestano l'immenso e dannoso spreco della TAV. Strano Paese il nostro, dove si buttano dalla finestra enormi risorse per opere inutili - come la TAV, appunto, o il ponte sullo stretto – e non si fa nulla per rendere più sicuri e vivibili i luoghi deputati alla formazione dei propri cittadini! Del resto, se si spulcia negli atti parlamentari si può perfino scoprire che nel 2010, con accordo bipartisan, sono stati distribuiti finanziamenti per l'edilizia scolastica anche a scuole private, tra le quali spiccano alcuni degli istituti più costosi ed esclusivi d'Italia. E intanto nelle scuole pubbliche manca ormai anche la carta igienica! Restituire alla scuola pubblica il ruolo che le compete in una società democratica, garantire il diritto allo studio di tutti i cittadini, investendo sull'istruzione le risorse che, invece, vengono destinate alle opere inutili, alla guerra, al finanziamento incostituzionale delle scuole private. Sarebbe un programma semplice e chiaro che tutti capirebbero ma che, temo, difficilmente sarebbe fatto proprio dal rinato Ulivo. Una ragione in più per costruire una reale alternativa di sinistra a questa barbarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3204254051937758259-7557582619001158556?l=pufforosso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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