<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823</atom:id><lastBuildDate>Fri, 12 Dec 2008 03:02:16 +0000</lastBuildDate><title>il vero cinem@</title><description>Tutte le recensioni dei film che preferisco, con rispettivo torrent... Buona lettura e, soprattutto, buona visione!


P.s. Scaricare film è illegale. Questo sito non intende incentivare la pirateria.</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-310506200568517642</guid><pubDate>Mon, 04 Feb 2008 17:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-04T09:45:12.048-08:00</atom:updated><title>"Una storia vera" di David Lynch</title><description>Una storia vera è un film del 1999 diretto da David Lynch. Si basa su un fatto realmente accaduto e racconta la storia di Alvin Straight, un contadino dell'Iowa che nel 1994, a 73 anni di età, intraprese un lungo viaggio a bordo di una motofalciatrice per andare a trovare il fratello reduce da un infarto. Straight coprì in 6 settimane la distanza di 240 miglia (386 chilometri circa), viaggiando a 5 miglia all'ora (8 km/h).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   * Questo è l'ultimo film di Richard Farnsworth, stuntman piuttosto noto negli anni '60 e caratterista.&lt;br /&gt;   * Harry Dean Stanton, pur figurando tra gli interpreti pincipali, fa la sua comparsa ad appena 2 minuti dalla fine del film e pronuncia poco più di due battute.&lt;br /&gt;   * Il film è stato girato in sequenza, rispettando le diverse tappe del viaggio. Anche per questo motivo nell'edizione in dvd non è presente il menù di selezione scene: Lynch afferma che il film va visto "Come un'unica esperienza"&lt;br /&gt;   * Il titolo originale, "The Straight Story", contiene un gioco di parole poiché vuol dire "La storia di Straight" (il protagonista del film) ma anche "La storia semplice".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cxrcDLpOluY&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cxrcDLpOluY&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2008/02/una-storia-vera-di-david-lynch.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-4494901942632822200</guid><pubDate>Sun, 03 Feb 2008 12:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-03T04:11:15.523-08:00</atom:updated><title>"Cloverfield" di J.J. Abrams, Bryan Burk</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/ng/xp/yahoo_manual/20071211/16/2414421004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/ng/xp/yahoo_manual/20071211/16/2414421004.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cloverfield è un film del 2008 diretto da Matt Reeves e prodotto da J.J. Abrams, già noto per aver creato le serie tv Lost e Alias, scritto celebri film come Armageddon e diretto Mission Impossible 3.&lt;br /&gt;Le indiscrezioni che circondano questa pellicola sono quotidiane e quasi tutti i siti cinematografici (per non parlare di siti/blogs/forums appositamente dedicati) in giro per il mondo ne parlano già da tempo, alcuni sospettano che tutto questo polverone che avvolge i fan di J.J. Abrams sia stato architettato proprio da quest'ultimo, che ne è il produttore e sotto molti punti di vista il vero creatore. Il film era stato battezzato temporaneamente dagli stessi produttori 1-18-2008, ma ha poi assunto il suo nome definitivo in "Cloverfield".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Paramount, casa di produzione del film, non ha diramato molte notizie ufficiali, cosa che ha scatenato l'immediata attenzione dei fan di Abrams.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini trapelate illustrano lo scenario di una New York apocalittica, con la Statua della libertà decapitata e lo skyline mostra molti palazzi distrutti. Emerge inoltre che la città viene attaccata da un mostro di inaudite dimensioni e che il film risulti essere il contenuto di una videocamera amatoriale trovata dall'esercito americano dopo il disastro; si riprenderebbe dunque la tecnica "amatoriale/prima persona" usata in The Blair Witch Project.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando alle dichiarazione di J.J. Abrams, ll mostro sarebbe totalmente "nuovo" e generato dalla mente dei produttori, quindi non c'è nessun riferimento ai vari Godzilla, King Kong, Gorgo etc, men che meno Cloverfield sarebbe un "sequel" di uno di quei film, come qualcuno aveva paventato alcuni mesi fa di fronte alle prime immagini circolate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi spot sulle televisioni americane comprendono anche alcune nuove scene rispetto ai due trailers ufficiali ed alcuni sottofondi musicali molto d'effetto. Fra l'altro lo stesso J.J. Abrams ha diffuso un clip di circa 4-5 minuti tratto interamente dal film; questo filmato può essere inserito sul proprio blog/sito, e chi riuscirà a far registrare più "viste" al filmato, potrà gustarsi il film in anteprima assieme allo stesso Abrams.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo il marketing virale continua a riservare sorprese: mentre il (finto) myspace di Rob Hawkins riporta la notizia bloggata che lui ha appena avuto un'importante offerta di lavoro dalla Tagruato (l'azienda fittizia che produrrebbe lo Slusho), ecco che il 6 gennaio 2008 su internet iniziano a circolare alcuni spezzoni di telegiornali europei (ovviamente non reali), fra cui uno italiano, in cui si riporta la notizia che una piattaforma scientifica della Tagruato è andata distrutta in pieno Atlantico per cause misteriose; nel video, mentre si vede la piattaforma cadere a pezzi, si sente un ruggito assai familiare,provenire da un essere chiamato Roy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo molte speculazioni sulla vera natura dell'essere che colpisce New York, l'uscita del film ha finalmente allontanato le ipotesi che si trattasse di un robot (alcune fonti parlavano di una pellicola su Voltron), di un nuovo Godzilla o, addirittura, del Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft.[1] In effetti, il mostro è un essere vivente gigantesco che attacca la città. Una delle peculiarità è costituita dalla presenza di parassiti sul suo corpo, che si distaccano al suo passaggio lungo la città ed attaccano la popolazione. La creatura è stata progettata dalla ditta di effetti speciali Tippet Studio ed aggiunta in digitale dopo le riprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trailer, visibile in Internet da parecchi mesi, illustra un folto gruppo di persone in un appartamento di New York durante una festa a sorpresa. Ad un tratto salta la corrente e all'esterno delle sirene cominciano a suonare. Una volta che torna l'elettricità, il gruppo si sintonizza sul telegiornale per informarsi, successivamente tutti si recano sul tetto. �? qui che si vede ciò che accade: un'enorme esplosione illumina il cielo e fiamme e detriti cadendo colpiscono case, auto, persone e qualsiasi cosa. A questo punto l'immagine si fa confusa (è comunque chiaro che il gruppo esce in strada). Una volta all'aperto il gruppo di persone si mescola alla folla di gente che corre e scappa lungo le strade della città e l'immagine si conclude con la ripresa di un oggetto che precipita a folle velocità cascando dall'alto: un'inquadratura mostra che si tratta della testa della Statua della libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il film è uscito negli Stati Uniti il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/18_gennaio" title="18 gennaio"&gt;18 gennaio&lt;/a&gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008" title="2008"&gt;2008&lt;/a&gt;, pochi giorni prima dell'uscita della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_di_Lost_%28quarta_stagione%29" title="Episodi di Lost (quarta stagione)"&gt;quarta stagione di Lost&lt;/a&gt;, diretta dallo stesso J.J. Abrams.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La scena in cui la testa della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statua_della_libert%C3%A0" title="Statua della libertà"&gt;Statua della libertà&lt;/a&gt; viene decapitata e lanciata come un proiettile tra i grattacieli di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York" title="New York"&gt;New York&lt;/a&gt; prende ispirazione dalla locandina di &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1997:_fuga_da_New_York" title="1997: fuga da New York"&gt;1997: fuga da New York&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981" title="1981"&gt;1981&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Carpenter" title="John Carpenter"&gt;John Carpenter&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Jason "Hawk" Hawkins (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mike_Vogel" title="Mike Vogel"&gt;Mike Vogel&lt;/a&gt;) indossa una maglietta con il marchio della bevanda fittizia chiamata "Slusho". La bevanda nasce in alcuni episodi della serie tv &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_%28serie_televisiva%29" title="Alias (serie televisiva)"&gt;Alias&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; ed è stata usata anche per alcuni foto promozionali della serie &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heroes_%28serie_televisiva%29" title="Heroes (serie televisiva)"&gt;Heroes&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "finto" telegiornale italiano con la notizia della distruzione della piattaforma.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Qo-SDvU0oio&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Qo-SDvU0oio&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trailer del film.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IvNkGm8mxiM&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/IvNkGm8mxiM&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2008/02/cloverfield-di-jj-abrams-bryan-burk.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-655628492578086181</guid><pubDate>Tue, 25 Dec 2007 23:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-25T15:45:04.283-08:00</atom:updated><title>"Scanner Darkly" di Richard Linklater</title><description>Scanner Darkly - Un oscuro scrutare è un film di Richard Linklater del 2006, tratto dal romanzo Un oscuro scrutare di Philip K. Dick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Scanner Darkly è probabilmente uno dei romanzi sulla droga più belli mai scritti[citazione necessaria] e certamente uno dei massimi capolavori dello scrittore californiano. Molto forte è la componente autobiografica, perché anche P.K. Dick aveva problemi di tossicodipendenza. Il regista Richard Linklater ha insistito per essere il più fedele possibile al romanzo, finale compreso, anche se, come al solito, il libro riesce ad approfondre meglio le varie tematiche. Il regista ha mantenuto anche il mix di humour e tragicità presente nella versione cartacea, che però nel film ha anche l'effetto straniante d'indecisione sulla strada da prendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Scanner Darkly è uscito nelle sale americane il 28 luglio 2006. Il film è stato presentato al Cannes Film Festival 2006, al Seattle International Film Festival 2006 e nella sezione Extra alla Festa del Cinema di Roma 2006. �? uscito nelle sale italiane il 20 ottobre 2006.&lt;br /&gt;Il film ha inoltre ricevuto una nomination al Premio Hugo 2007 per il miglior film drammatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Linklater ripropone la stessa sperimentazione estetica del suo film Waking life (USA, 2001), usata ancor prima nella versione animata de Il Signore degli Anelli (1978) di Ralph Bakshi, girando in normale live action per poi ritoccare con animazione grafica digitale (in un processo conosciuto come Interpolated rotoscoping) per un totale di 18 mesi di post-produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento tecnico aiuta a costruire e creare il mondo completamente alienante del protagonista e dei suoi amici tossicodipendenti e a meglio descrivere la stratificazione d'identità di Bob/Frank. Il fatto che il lungometraggio sia una via di mezzo tra un film con attori in carne ed ossa ed un cartone animato aiuta enormemente a creare nello spettatore uno stato confusionale, cercando di simulare gli effetti psicotropi della droga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TXpGaOqb2Z8&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/TXpGaOqb2Z8&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mybittorrent.com/info/319700/"&gt;DOWNLOAD&lt;/a&gt; TORRENT</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/12/scanner-darkly-di-richard-linklater.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-5161664305022600052</guid><pubDate>Sun, 28 Oct 2007 11:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-28T06:31:52.722-07:00</atom:updated><title>"Radiofreccia" di Luciano Ligabue</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.castlerock.it/dbimg/medium/gallery7745.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.castlerock.it/dbimg/medium/gallery7745.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;film diretto da Luciano Ligabue, girato nel 1998 e prodotto da Domenico Procacci.&lt;br /&gt;L'opera, ispirata ad alcuni racconti del primo libro pubblicato da Ligabue (la raccolta Fuori e dentro il Borgo), ottiene un successo inaspettato: il film, infatti, riceve ben tre David di Donatello, due Nastri d'argento e tre Ciak d'oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRAMA&lt;br /&gt;Nel 1993 Bruno, ideatore e unico deejay di Radio Raptus, rievoca, due ore prima della definitiva chiusura dell'emittente, la storia di Radiofreccia, aperta a Correggio nel 1975 con un trasmettitore di 5 watt e dischi portati dagli amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CURIOSITA'&lt;br /&gt;Malgrado la storia narrata nel film si svolga quasi esclusivamente a Correggio, le carrellate sulla cittadina che si possono vedere nei titoli di testa sono state girate in un'altra località della provincia reggiana, ovvero Gualtieri. Altre location riconoscibili sono il ponte di barche di Torre d'Oglio e il ponte ferroviario sul torrente Crostolo, fra Guastalla e Gualtieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luciano Ligabue compare in questo film per una brevissima scena, quella in cui i ragazzi vanno a spiare uno studio radiofonico per comprendere cosa puo' servire loro per allestire una stazione radio analoga. Il regista ricopre il ruolo di speaker radiofonico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mKs_ogOKfhI"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mKs_ogOKfhI" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mininova.org/tor/150136"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/10/radiofreccia-di-luciano-ligabue.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-744077718433583433</guid><pubDate>Mon, 27 Aug 2007 17:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-27T11:00:33.955-07:00</atom:updated><title>"C'era una volta in america" di Sergio Leone</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta in America è l'ultimo film diretto dal regista italiano Sergio Leone. Fa parte della cosiddetta "trilogia del tempo". Di questa trilogia fanno parte anche i film precedenti del cineasta romano: gli spaghetti western C'era una volta il west e Giù la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Girato nel 1984, sedici anni dopo C'era una volta il West, il film è interpretato, fra gli altri, da Robert De Niro e James Woods. La colonna sonora è di Ennio Morricone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basata su un romanzo di Harry Gray, The Hoods, pubblicato poi successivamente con il titolo di Once Upon a Time in America, la pellicola narra - nell'arco di quarant'anni, dagli anni '30 ai '60 - le drammatiche avventure di Noodles, gangster dedito all'oppio, e del suo amico Maximilian "Max" Bercovicz - interpretato da James Woods - dal ghetto ebraico all'ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post-proibizionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolato su un ampio ricorso alla formula del flashback, che lascia tuttavia spazio ad un finale aperto, il film ha avuto una gestazione complicata: fu dapprima distribuito negli USA in una versione ridotta con tagli per circa novanta minuti. Tale versione non prevedeva la struttura a flashback, e articolava le scene in ordine strettamente cronologico. Questo "arrangiamento" riduceva il capolavoro di Leone ad un banale gangster-movie che si rivelò un flop negli states mentre la versione del regista fu un grande successo di pubblico e critica in ogni altra parte del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alto significato allegorico, la perfezione tecnica, l'atmosfera che avvolge lo svolgersi della storia rendono unico il film, da molti considerato uno dei più belli di tutti i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LFobVUhKzGc"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LFobVUhKzGc" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://www.mininova.org/tor/554680"&gt;TORRENT &lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/cera-una-volta-in-america-di-sergio.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-3753695153740445325</guid><pubDate>Sun, 26 Aug 2007 12:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-26T05:37:21.550-07:00</atom:updated><title>"The Elephant Man" di David Lynch</title><description>The Elephant Man è un film biografico del 1980 diretto da David Lynch che racconta la storia del più noto storpio inglese dell'ottocento, Joseph Merrick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'allora trentaquattrenne Lynch realizza un'opera di grande poesia, capace di incantare gli spettatori e portarli alle lacrime grazie ad una regia controllata anche se non priva di tocchi personali e ad una messa in scena dell'Inghilterra Vittoriana di grande effetto. �? difficile prevedere in quale direzione il film vuole portarci man mano che la pellicola scorre, e nonostante qualche eccesso di sentimentalismo sia comunque presente non si può negare la capacità di Lynch nel trattare un materiale che avrebbe potuto dar vita a ben altre stucchevoli esperienze filmiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interpreti principali sono Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller, Michael Elphick, Hannah Gordon e Freddie Jones. Il film è stato adattato da Christopher De Vore, Eric Bergren e David Lynch dal libro The Elephant Man: A Study in Human Dignity di Sir Frederick Treves e Ashley Montagu. Per motivi artistici fu girato in bianco e nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevette 8 nomination per il premio Oscar, come Miglior Film, Miglior Attore (John Hurt), Miglior Scenografia, Migliori Costumi, Miglior Regista (David Lynch), Miglior Montaggio, Miglior Colonna Sonora, Miglior Sceneggiatura basata su un romanzo. Nonostante le attese, il film non si aggiudicò nessuno di questi premi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vinse invece il premio della British Academy of Film and Television Arts come Miglior Film, Attore (John Hurt) e Scenografia, e fu nominato per altri quattro: Regia, Sceneggiatura, Fotografia e Montaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ye4YTZOq2fk"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ye4YTZOq2fk" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://isohunt.com/torrent_details/24221614/the+elephant+man"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/elephant-man-di-david-lynch.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-6774326604483743115</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 15:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T10:53:09.533-07:00</atom:updated><title>"Urla del silezio" di  Roland Joffé</title><description>Durante la guerra di Cambogia il giornalista del New York Times Sydney Schanberg (Waterston), spedito sui �??Killing Fields�?? (questo il titolo originale) come inviato speciale, costruisce una salda e onesta amicizia con il rappresentante locale Dith Pran (Ngor). Al momento della ritirata statunitense Pran decide di restare al fianco del suo amico Shanberg per continuare il reportage sugli eventi locali, nonostante l�??avanzata degli Khmer Rossi lo minacci più del suo compagno statunitense.&lt;br /&gt;Roland Joffré dipinge con un affresco violento e caotico la prima grande sconfitta bellica contemporanea subita dagli Stati Uniti da un punto di vista prettamente umano. Le vite dei personaggi si intrecciano e confondono con il marasma della guerra e delle condizioni di vita estreme del sud-est asiatico, e il regista propone uno sguardo appassionato sul contraddittorio mondo del giornalismo americano, che risulta ancora fortemente attuale.&lt;br /&gt;La pellicola, emozionante e coinvolgente grazie alla profondità dei personaggi e la bravura degli interpreti, è girata con maestria. Il film colpisce anche per la notevole fotografia e per le indimenticabili immagini delle città Cambogiane devastate dal caos.</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/urla-del-silezio-di-roland-joff_25.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-2063846113412331415</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 15:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T08:09:38.201-07:00</atom:updated><title>"Leon" di Luc Besson</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leon è un sicario, felice della sua vita. Quando una ragazzina sua vicina, torna a casa e trova la sua famiglia uccisa da un trafficante di droga, va da lui per aiuto. Quando scopre la sua "professione", gli chiede di insegnarle ad uccidere per ottenere la sua vendetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hCDUZ8Gx1ew"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/hCDUZ8Gx1ew" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://www.tntvillage.org/index.php?act=showrelease&amp;id=33841"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/leon-di-luc-besson.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-3890209263435638856</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T07:59:46.491-07:00</atom:updated><title>"Monster man" di Michael Davis</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Goliardico film statunitense del 2003 che s'inserisce nel rinato filone dell'horror rurale a cui a fatto da apripista �??Jeepers Creepers �?? di Victor Salva. E proprio a quest'ultimo, �??Monster Man�?? si rifà chiaramente, sia nell'uso delle locations che per la figura del folle assassino motorizzato. Una coppia di ragazzi piuttosto scemi è in viaggio lungo le assolate strade del profondo sud degli States, verso un matrimonio a cui sono stati invitati. Ma i giovani ben presto si troveranno, loro malgrado, braccati da un pazzo che viaggia su un terrificante �??monster truck�?? (ossia una sorta di enorme jeep, con ruote spropositate, che gli americani adorano realmente vedere in azione in alcuni show itineranti, mentre schiaccia automobili e compie acrobazie). Durante la fuga, i nostri ne passeranno di tutti i colori, incontreranno anche una sexy autostoppista ed infine scopriranno che i loro inseguitore non è esattamente un essere umano�?� Divertente e ritmato, �??Monster Man�?? risulta più spensierato e godibile di altri prodotti del medesimo filone (vedi, ad esempio, �??Wrong Turn �??) e , nonostante abbia alcune pecche di sceneggiatura evidenti, coglie appieno gli obbiettivi che si era prefisso ossia inorridire e far ridere al contempo. Ottimi gli effetti speciali che non lesinano in esplosioni brutali di splatter, specie nel concitato finale (evidente omaggio a �??Non aprite quella porta �??) ed efficace il trucco di �??Bob�??, il folle e mostruoso inseguitore dei ragazzi. Ben realizzato anche il rugginoso e mastodontico �??monster truck�??. La regia di Davis è briosa e resta in bilico fra azione spettacolare, parodia ed horror truculento. Dignitoso il reparto recitativo (la giovane Aimee Brooks è una vera bomba sexy!) e azzeccate le desolate locations. Ottimo per una serata carica di pop-corn e birra !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/N63fkF_dUm4"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/N63fkF_dUm4" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://www.tntvillage.org/index.php?act=showrelease&amp;amp;id=87221"&gt;TORRENT &lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/monster-man-di-michael-davis.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-3915691515339032328</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T07:51:24.330-07:00</atom:updated><title>"Memento" di Christopher Nolan</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leonard Shelby tentando di salvare la moglie da due malviventi rimane gravemente ferito alla testa, tale trauma gli causa l'impossibilità di accumulare nuovi ricordi. Dal momento dell'incidente, che resta anche l'ultimo ricordo fissato nella sua memoria, l'unico scopo nella sua vita è trovare e punire l'uomo che ha violentato e ucciso sua moglie. Determinato e consapevole del suo problema, prende appunti e fotografa con la Polaroid tutto quello che gli può essere utile e che dimenticherà dopo pochi minuti. Il suo corpo è pieno di tatuaggi sui quali appunta gli avvenimenti e i dati più importanti nella ricerca del colpevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il montaggio del film procede su 2 binari: le scene che si susseguono sono alternativamente l'ultima in ordine cronologico, poi la prima, poi la penultima, poi la seconda, e così via. La scena finale del film è quindi quella cronologicamente centrale, che rappresenta il punto di scioglimento dell'intreccio. La tecnica replica il punto di vista del protagonista, che, afflitto di mancanza di memoria a breve termine, dimentica tutto ciò ha vissuto nell'immediata precedenza. Lo spettatore, vedendo eventi di cui ancora non ha visto ciò che li precedono, si trova nella stessa condizione di spaesamento. Ma al di la della trama il film è incentrato sulla necessità umana di ancorare la vita ad una successione temporale di eventi. Nel momento in cui ciò non è possibile, essa stessa diventa qualcosa di non gestibile. Il protagonista non sa neppure quanto tempo è passato dall'incidente e ogni volta che si risveglia scopre di nuovo tutto da capo, così come dopo pochi minuti non ricorda assolutamente ciò che stava facendo. Ciononostante, la necessita di avere uno scopo è così forte da spingerlo a continuare a vivere grazie "all'istinto , all'urto e al metodo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gc1iuohIeQA"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gc1iuohIeQA" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://www.tntvillage.org/index.php?act=showrelease&amp;amp;id=23962"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/memento-di-christopher-nolan.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-5991628115309358664</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T07:23:42.773-07:00</atom:updated><title>"Assassini nati" o "Natural Born Killers" di  Oliver Stone</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assassini nati è un film del 1994 diretto dal regista premio Oscar Oliver Stone, con Juliette Lewis e Woody Harrelson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sceneggiatura originaria del film venne scritta da Quentin Tarantino, ma modificata radicalmente da Oliver Stone, Richard Rutowski e David Veloz, al punto che Tarantino decise di prenderne le distanze pubblicamente e chiese addirittura di togliere il suo nome dai titoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle intenzioni di Tarantino il film avrebbe dovuto mescolare violenza a dialoghi brillanti secondo una trama complessa e ricca di riferimenti all'avantpop, un po' sulla falsariga di quanto proposto con i suoi Le Iene e Pulp Fiction. Stone invece preferì incentrare l'oggetto del film tutto sul rapporto tra i media e la violenza che si alimentano vicendevolmente secondo un meccanismo perverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film fu criticato da parte della stampa e dell'opinione pubblica a causa del contenuto esplicito di violenza che avrebbe lasciato in secondo piano il messaggio di forte critica della stessa, che pure è evidente nelle intenzioni dell'autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/O7dBnr-tJJU"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/O7dBnr-tJJU" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://www.tntvillage.org/index.php?act=showrelease&amp;id=76202"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/assassini-nati-o-natural-born-killers.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-6168954525589964163</guid><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 13:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-25T07:13:13.321-07:00</atom:updated><title>"Chinatown" di Roman Polanski</title><description>La pellicola è evidentemente un omaggio al giallo hard boiled, specialmente a quello californiano di Raymond Chandler. Non è infatti difficile vedere come i personaggi del film corrispondano a quelli tipici del genere: c'è il detective ex-poliziotto cinico e disincantato, ma in fondo idealista (Gittes), la dark lady ambigua e sensuale (Evelyn), il potente patriarca con lo scheletro (o gli scheletri) nell'armadio (Noah Cross), la polizia corrotta e politicamente controllata, i quartieri etnici (Chinatown, che a ben vedere è un microcosmo che riflette la corruzione dell'intera Los Angeles). C'è anche, nel romanzo di Robert Towne, quell'intreccio di storia e invenzione che diverrà poi plateale nei successivi romanzi di James Ellroy: la torbida vicenda di appalti, speculazioni edilizie, corruzione e delitto raccontata da Polanski è infatti in gran parte basata sulla vera storia della città di Los Angeles, e delle colossali opere idriche realizzate da William Mulholland per rendere abitabile quella che in origine era un'area semidesertica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/isLuJ08blCQ"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/isLuJ08blCQ" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://blog.tntvillage.org/?p=1658"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/08/chinatown-di-roman-polanski.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-856828634940648227</guid><pubDate>Sun, 01 Apr 2007 12:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-01T06:19:58.744-07:00</atom:updated><title>"La finestra sul cortile" di Alfred Hitchcock</title><description>La finestra sul cortile è un film del 1954 (prima proiezione: 4 agosto) del grande regista del thriller Alfred Hitchcock, tratto dall'omonimo racconto di Cornell Woolrich. Ben prima delle candid camera o dei cosiddetti reality show (spettacoli televisivi in cui una telecamera spia, di nascosto o meno, la vita delle persone), esplorò con questo intenso giallo fin dove una persona può spingersi nello spiare i propri vicini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;François Truffaut lo definì "un film sul cinema" per il facile paragone tra le finestre e lo schermo cinematografico. Il protagonista, come lo spettatore al cinema, si trova in una condizione di scarsa mobilità e sovrapercezione. Le finestre possono essere paragonate anche al palcoscenico di un teatro, in cui la tenda funge da sipario che dovrebbe impedirci di vedere ciò che non deve essere reso pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t0nxzgXZXUE"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/t0nxzgXZXUE" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD &lt;a href="http://blog.tntvillage.org/?p=1301"&gt;TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/04/la-finestra-sul-cortile-di-alfred.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-6106287788784898944</guid><pubDate>Fri, 05 Jan 2007 18:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-11T19:02:16.797-08:00</atom:updated><title>"Il popolo migratore" di  Jacques Perrin</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZ6feoFmC-I/AAAAAAAAAAk/AbXjmFssiYI/s1600-h/le-peuple-migrateur.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZ6feoFmC-I/AAAAAAAAAAk/AbXjmFssiYI/s320/le-peuple-migrateur.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5016622383443086306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo migratore&lt;br /&gt;Chiudere gli occhi e pensare di volare: sensazioni sconosciute, brama di libertà, queste sono le prime cose che ci vengono in mente. Questo é ciò che si prova guardando questo magnifico documentario, frutto di quattro anni di lavoro meticoloso che ha usato tecnologie all'avanguardia e tecnici altamente specializzati. Dall'alto tutti i colori della terra sono esaltati, c'é un'esplosione di verde e giallo, di rosso e marrone. Chiazze di cielo che si rispecchiano in acque cristalline, spuma del mare, tundra, deserto, grandi distese artiche ghiacciate, montagne bianche, canyon roventi, boschi autunnali variopinti, e poi loro, i protagonisti, gli uccelli migratori. Si invidiano quasi le oche selvatiche, le gru, i cigni, le aquile i pinguini e tutti gli altri che possono godere di queste grandiose vedute, di tali spettacoli della natura. Il filmato ci permette di volare con loro, di avere la loro stessa visuale, quasi di sentire, come loro, il vento colpirci la faccia. Sono tutti uccelli che ogni anno affrontano migliaia di chilometri per raggiungere zone calde e riprodursi, e che poi ritornano nei luoghi di partenza. Tutto questo con la sola forza delle loro ali e con il loro istinto, con la guida del sole e delle stelle. Il filmato inizia in autunno nell'emisfero australe per seguire il viaggio, lungo un intero anno, che porterà tutte queste specie di uccelli nell'emisfero boreale, dove si riprodurranno e istruiranno i piccoli per affrontare il duro viaggio di ritorno. Il più delle volte il viaggio é pericoloso, stancante, lunghissimo. Non tutti giungeranno a destinazione, molti periranno lungo la traversata, stremati dalla stanchezza, dal freddo, dalla fame. Eppure la sensazione che si ha non é assolutamente negativa: é bello veder volare tutti questi uccelli in stormi, vederli avvicendarsi alla guida del gruppo, vederli spiegare le ali e sfruttare la forza del vento. Quegli stessi uccelli che spesso ci sembrano goffi acquistano una leggiadria, un'eleganza, una maestosità insospettate. Il loro elemento é l'aria, nessuno può obiettarlo. Lo sforzo di battere le ali, le tecniche per procurasi cibo, i pericoli che devono affrontare, sono tutte pratiche che il regista riprende sapientemente e che lo spettatore percepisce come uno dei tanti meravigliosi aspetti della vita. Si stringe il cuore nel vedere le oche domestiche rinchiuse in un recinto che guardano con nostalgia e forse con un pò di rammarico le loro cugine selvatiche librarsi libere nel cielo, ci si meraviglia nel prendere atto dei tanti rituali di accoppiamento esistenti in natura, dei loro misteriosi significati. E poi, insieme al miracolo della primavera eccoli, i piccoli. Escono dai gusci implumi, impauriti, sornioni. Dovranno imparare presto a procurarsi il cibo, a sbrigarsela da soli e soprattutto a volare. Le musiche ben sottolineano tutti i passaggi, esaltano le scene, contribuiscono quasi ad enfatizzare il rumore del vento, lo sciacquio del mare, i fischi delle bufere.&lt;br /&gt;Le sensazioni regalate da "Il popolo migratore" sono forti, difficili da sopire, difficili da far conciliare con la routine quotidiana. Eppure sono emozioni che servono e che spesso sono soffocate da inutili pratiche messe a punto per inibire l'istinto di libertà che alberga in ogni uomo. �? stano andare al cinema per vedere un documentario, ma di questi tempi è ancora più inusuale vedere un bel film, quindi...</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/01/il-popolo-migratore-di-jacques-perrin.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZ6feoFmC-I/AAAAAAAAAAk/AbXjmFssiYI/s72-c/le-peuple-migrateur.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-7805131483305882341</guid><pubDate>Thu, 04 Jan 2007 18:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-05T09:35:16.740-08:00</atom:updated><title>" Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza paura di esagerare è uno dei film per cui il cinema italiano è più conosciuto nel mondo.&lt;br /&gt; La storia si dipana nell'arco di tre decenni, il piccolo Totò (Salvatore Cascio), orfano di guerra, è un assiduo frequentatore del piccolo cinema di Giancaldo, paesino dell'arida provincia siciliana nell'immediato dopoguerra. Oltre alla sua continua presenza come spettatore, Totò pratica con le sue continue incursioni la cabina di proiezione dove l'anziano operatore, Alfredo (Philippe Noiret), lo inizia ai misteri della pellicola.&lt;br /&gt; Durante uno spaventoso incendio che distrugge il cinema il bambino salva la vita di Alfredo, che però per le ustioni riportate rimane sfigurato e cieco. Totò diventa quindi il nuovo proiezionista, negli anni che passano si perfeziona la simbiosi fra i due, Alfredo finisce per fargli da padre, mentre lui farà le veci dei suoi occhi.&lt;br /&gt; Salvatore è cresciuto (ha ora il volto di Marco Leonardi), è un adolescente sensibile quando all'improvviso appare nella sua vita Elena, figlia del nuovo direttore di banca, entrata per caso nell'obiettivo della sua cinepresa al suo arrivo a Giancaldo. Salvatore tenacemente conquista la ragazza con la sua gentilezza e la sua determinazione, rimane per mesi ogni notte sotto la sua finestra ma il destino, nelle sembianze del padre di lei che per la figlia ha altri progetti, li separa.&lt;br /&gt; Dopo un terribile anno di militare, Salvatore disperato lascia il paese, sale su un treno che lo porterà a Roma. Alla stazione lo salutano sua madre, sua sorella e Alfredo, che all'ultimo istante gli strappa la promessa di non voltarsi indietro e di non tornare mai più. Trent'anni dopo, in una notte insonne, immediatamente prima di tornare in paese per partecipare al funerale di Alfredo, Salvatore ormai adulto e regista affermato ripercorre a colpi di manovella tutta la sua vita fra film famosi, rivivendo i commenti e la commozione del pubblico, riascoltando la campanella con cui il parroco-censore indicava ad Alfredo le scene �??peccaminose�?? (baci) da tagliare.&lt;br /&gt; Uscito nel 1988 e in un primo tempo passato quasi inosservato nelle sale, fu poi sottoposto a un coraggioso intervento �??chirurgico�?? da parte del regista Giuseppe Tornatore, che gli amputò una buona mezz'ora (e che a un certo punto gli attribuì addirittura un titolo diverso, �??Baci rubati�??) e sacrificò del tutto il personaggio interpretato da Brigitte Fossey, Elena adulta, riuscendo comunque, con insistenza e volontà, ad imporlo all'attenzione degli addetti ai lavori. Detto fatto, Nuovo Cinema Paradiso fu presentato a Cannes l'anno successivo, ottenendo la Palma d'Oro, e fu infine candidato agli Oscar 1990 vincendo il titolo come Miglior Film Straniero.&lt;br /&gt; Così nasce un mito mondiale. Sebbene fortemente osteggiato dalla critica, ancor oggi, nei punti più lontani del globo, la storia di Elena e Salvatore, il bacio casto e inesperto di due adolescenti nella cabina del cinema fra spezzoni di pellicole appesi ai muri rimane indelebile nella nostra memoria. Il film fa leva su emozioni comuni: lo sguardo scuro e penetrante di un bambino follemente innamorato del cinema; l'amicizia fra lui e Alfredo; la scoperta dell'amore e del dolore; il ricordo e il rimpianto del protagonista. Sentimenti semplici ma profondi, seppure con qualche inevitabile ingenuità giovanile (sono ancora lontani per Tornatore i tempi de La Leggenda del Pianista sull'Oceano), ancora ci toccano e ci intristiscono, poichè l'amore sfiorato e mai appagato è un fantasma, compare e sparisce etereo come l'esile e diafana effigie di una giovanissima Agnese Nano dagli enormi occhi blu che lì lo personificava.&lt;br /&gt; Un'occasione colta in pieno, fra sequenze storiche di film anni '50 e '60, Kirk Douglas-Ulisse che eroeggia fra le onde, Vittorio Gassman senza una ruga che osa dare un bacio sulla spalla di Silvana Mangano, la primissima Brigitte Bardot le cui forme facevano sognare irraggiungibili paradisi del desiderio. In breve, nostalgia, questa la parola d'ordine per commuovere, complice la colonna sonora, una delle pagine musicali più memorabili ad opera di un ispiratissimo Ennio Morricone (con l'ausilio del figlio Andrea), che anche da sola dipinge la struggente e dolcissima malinconia che pervade l'intero film.&lt;br /&gt; Se colpisce la varietà di figure di cui si popola la storia, è tuttavia evidente la continua contrapposizione di due fronti di personaggi: da un lato quelli fittizi, che si vedono agire e scorrere sullo schermo, quasi pretesti, puri simboli, forse per questo solo abbozzati e carenti di autentico spessore. In realtà i veri protagonisti del film sono due: il cinema e il regista Tornatore, e la vera trama è la storia d'amore fra il regista e il cinema.&lt;br /&gt; Trait d'union fra un gruppo e l'altro è Alfredo, che anche da cieco riesce a �??vedere�?? quando la proiezione è sfocata, che ricorda a memoria le battute dei film, riconosce al tatto l'inizio e la fine di una pellicola. Personaggio perfettamente compiuto, è anche colui che nella vicenda più di tutti comprende il talento e le potenzialità di Salvatore, e che nella chiusa gli fa l'ultimo grande regalo: una �??pizza�?? con le scene amorose dei baci tagliati a tante pellicole in tanti anni di lavoro al Paradiso. E che rende questa sequenza finale il reale cuore pulsante di Nuovo Cinema Paradiso.&lt;br /&gt; Se dovessimo aggiungere una considerazione conclusiva, potremmo affermare che Nuovo Cinema Paradiso è uscito in un momento in cui il cinema italiano aveva bisogno di storie come questa, forse perchè troppo saturo di commedie dall'umorismo pecoreccio e volgare, anche se in tempi recenti il duo Boldi-De Sica è stato rivalutato da una certa parte della cosiddetta critica seria. Pur senza l'iniziale successo al box office ed il plauso del pubblico, l'opera di Tornatore ha nobilitato il nostro cinema che sino a quel momento aveva visto troppe sceneggiature di valore finire nel cestino oppure costretto molti cineasti a cercare miglior fortuna oltre oceano. Ed i trionfi di Salvatores e ancora delle nuove pellicole di Tornatore hanno dimostrato che questa era la via da battere da parte dei nostri sin troppo prudenti produttori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wX-YouLDRjM"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wX-YouLDRjM" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mininova.org/tor/246616"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/01/nuovo-cinema-paradiso-di.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-438626012870599602</guid><pubDate>Thu, 04 Jan 2007 18:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:44:26.142-08:00</atom:updated><title>"Carlito's Way"  di  Brian De Palma</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I grandi pregi del film sono due. In una sfida rara, De Palma riesce a presentare un personaggio drammatico, fatale, coinvolgente, remoto, che non pretende dagli spettatori complicità nè avversione: neppure per un attimo si sta con lui nè contro di lui. Con una maestria cinematografica straordinaria, il regista sa raccontare per immagini non soltanto la ferocia della violenza assassina, ma anche certe cattedrali del divertimento contemporaneo: locali di esibizione di nudo femminile, locali notturni splendenti di luci acide, di lusso volgare e di soldi malguadagnati, sale da ballo risonanti di musica latina, affollate di ballerini fatti e di ragazze bellissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tForNr9-QSQ"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tForNr9-QSQ" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.torrentreactor.to/torrents/view_60568"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2007/01/carlitos-way-di-brian-de-palma.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-7815274503164040502</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2006 14:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-11T19:02:16.970-08:00</atom:updated><title>"l'inquilino del terzo piano" di Roman Polanski</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZfRX1OkaLI/AAAAAAAAAAY/Kz4svfw9dM8/s1600-h/l-inquilino-del-terzo-piano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZfRX1OkaLI/AAAAAAAAAAY/Kz4svfw9dM8/s400/l-inquilino-del-terzo-piano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014706917455718578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decimo lavoro di Polanski, si colloca senza indugi tra i suoi film più rappresentativi ed evocativi, essendo anche ispirato ad un romanzo ("Le Locatarie Chimerique", di Roland Topor) di cui ne migliora sicuramente il senso artistico. Un timido archivista polacco di nome Trelkosky (mirabile interpretazione di Polanski) si trasferisce a Parigi in un'appartamento precedentemente abitato da una ragazza di nome Simone Chule, suicidatasi poco prima gettandosi dalla finestra. Da quando Trelkosky prende possesso della casa la sua vita comincia lentamente a cambiare. Vessato da inquietanti e grotteschi vicini, scopre nell'appartamento orribili tracce dell'ex-inquilina ed inbocca progressivamente un tunnel di oscurità e follia fino al totale sdoppiamento di personalità nella ragazza. Si tratta sicuramente del film più "Kafkiano" del grande regista polacco, e probabilmente anche il più intriso di complesse strutture metaforico-interpretative. La prima e più evidente è senz'altro quella di condominio-alveare visto come universo aggregante dal punto di vista fisico, ma disgregante da quello psicologico. Tutti gli inquilini dello stabile (dalla portiera al padrone di casa) sembrano infatti seguire uno strano iter comune fatto di irrazionali scortesie, assurde lamentele, grottesche vendette. Del resto ci si accorge man mano che anche i propietari del bar accanto allo stabile fanno di tutto per cercare di evocare, riesumare, la vita e le abitudini della ragazza morta suicida per riadattarle alla persona di Trelkosky. L'esoterismo ed il misticismo sono dosati con tocchi virtuosi: un libro, una cartolina fino ad arrivare agli inquietanti geroglifici incisi sulle mura del bagno di fronte la stanza del protagonista. L'esplicito simbolismo di Polanski si fa via via più estremo: dagli inquilini immobili nel bagno ai macabri ritrovamenti nei buchi delle pareti per finire all'inesorabile sdoppiamento di personalità (con tanto di vestiti) in Simon Chule. Trelkosky sembra da subito ingabbiato in un sinistro meccanismo più grande di lui dal quale non riesce a svincolarsi, pedina condannata dalla inesorabile ciclicità del destino. Il film è tecnicamente ineccepibile, sullo sfondo di una Parigi vitrea ed anonima la macchina da presa mostra il condominio (tutto ricostruito in studio) con continui e mutevoli cambiamenti di punti di vista: le prospettive incrociate evocano sempre più il totale smarrimento del protagonista, enfatizzando al massimo la profonda inquietudine che pervade il film. Mirabile esempio di terrore quotidiano, (sempre suggerito ma mai mostrato a pieno), "L' inquilino del terzo piano" è una grande prova di maestria di uno dei più talentuosi registi del nostro secolo; profondamente disturbante e, a 27 anni dalla sua uscita, sempre più attuale ed inquietante.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mininova.org/tor/317832"&gt;&lt;br /&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/lincuilino-del-terzo-piano-di-roman.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZfRX1OkaLI/AAAAAAAAAAY/Kz4svfw9dM8/s72-c/l-inquilino-del-terzo-piano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-5159384547457105140</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2006 14:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:16:44.431-08:00</atom:updated><title>"Spun" di Jonas Akerlund</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Speed, Meth, Crystal, Crank, Merda, Droga, Botta, Flash, Fumare, Tirare, Bucarsi�?� Dite come volete... è solo metamfetamina, è il solo motivo per cui sono qui."&lt;br /&gt;Tre giorni allucinati e psichedelici nella vita di Ross e dei suoi giovani e anfetaminici amici, tra spogliarelliste e spacciatori, sesso e musica, caleidoscopiche animazioni e viaggi in speed per un anarchica orgia che diventa film.&lt;br /&gt;Più esplicito e trasgressivo di Trainspotting, censuratissimo in patria, osannato dalla critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jz3zUSNMxwM"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jz3zUSNMxwM" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.torrentportal.com/details/46102/2_%5BDivx+-+ITA%5D+Spun.avi.html"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/spun-di-jonas-akerlund.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-2981433226491648943</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2006 14:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:17:05.151-08:00</atom:updated><title>"Qualcuno volo' sul nido del cuculo" di Milos Forman</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro titolo d'epoca che a buon diritto fa parte della leggenda del cinema. Nessun film è stato più faticosamente prodotto. Viene da molto lontano. Il grande Kirk Douglas voleva interpretarlo e produrlo fin dagli anni Cinquanta. Aveva acquistato i diritti del romanzo di Ken Kesey, chiedeva finanziamenti a tutti i suoi conoscenti, che poi erano i produttori, grandi o piccoli. Ma per quei tempi il soggetto era giudicato troppo a rischio. Era un altro cinema, un'altra Hollywood. Doveva essere un altro Douglas, Michael, a realizzare il sogno del padre. Anche se per Kirk non fu proprio la stessa cosa. Si dice anzi che ci sia rimasto male. Michael affidò il film a Forman, un regista non proprio sconosciuto, che aveva dovuto lasciare la Cecoslovacchia durante la famosa primavera di Praga del Sessantotto. Jack Nicholson fa la parte di un pregiudicato che si fa internare in una clinica psichiatrica per sfuggire a guai maggiori. �? vivace e intelligente, ed è un ribelle. Dunque comincia col sovvertire tutto. Induce i ricoverati a protestare, li porta a fare una gita in barca, fa loro scoprire un'altra vita fuori da quel luogo. Naturalmente si fa nemici medici e infermieri che per neutralizzarlo alla fine lo riducono un vegetale. Ma il suo amico, un indiano gigantesco, per salvargli la vita... lo uccide, poi sfonda il cancello della clinica e va verso la libertà che aveva cominciato ad assaporare. Film dunque dalle molteplici letture: la clinica può essere semplicemente il mondo e non è poi così chiara la linea che divide i sani dai pazzi. Le norme vigenti, dure e bloccate, alla fine possono essere solo un pretesto di discriminazione, ingiusto e criminale. Viva dunque l'eroe poco di buono che si batte sapendo di perdere. Naturalmente non erano casuali i richiami di libertà che venivano da Praga, e nemmeno il vento  liberal che soffiava in quegli anni in America. Anche se Kesey c'era arrivato molto prima: ma è una prerogativa precisa del cinema arrivare più tardi della letteratura di almeno una generazione. Dunque grande film, premiato dovutamente con tutti gli Oscar più importanti (film, regista, sceneggiatore, Nicholson e Fletcher, l'infermiera). Jack Nicholson, con la sua recitazione nevrotica e sopra le righe, definì perfettamente il suo personaggio (quello di Shining,  Voglia di tenerezza, Le streghe di Eastwick) e divenne uno dei massimi divi del cinema moderno, in compagnia dei suoi grandi coetanei, gli straordinari ragazzi del '37: Hoffman, Redford, Beatty e Jane Fonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gpFopKubA2U"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gpFopKubA2U" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.meganova.org/details/343623.html"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-di.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-7664480718506772575</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2006 14:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:17:42.808-08:00</atom:updated><title>"Il seme della follia" di John Carpenter</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo film, datato 1995, è l'opera più ambiziosa e complessa di John Carpenter, quella in cui la sua visione apocalittica, nichilista dell'umanità e della sua evoluzione raggiunge la sua compiutezza e viene spinta fino alle estreme conseguenze. Si respira disfacimento fin dall'inizio, in questo film: fin dalla prima scena, in cui un invasato Trent (interpretato da un ottimo Sam Neill) viene portato nella clinica psichiatrica che sarà il suo nuovo soggiorno, capiamo che c'è qualcosa che non va: l'ex-investigatore assicurativo farfuglia cose apparentemente senza senso, mentre i responsabili del manicomio chiedono agli agenti di custodia se lui sia "uno di loro" e come stanno andando le cose "là fuori". Si capisce subito, quindi, che qualcosa di terribile sta accadendo, e questa sensazione è suffragata dalle visioni (che forse tali non sono) dello stesso Trent, e dal racconto che egli fa allo psichiatra incaricato del suo caso, dal quale ha origine il lungo flashback che costituisce il cuore del film.&lt;br /&gt;Carpenter parte qui da quello che è un apparente fenomeno di isteria collettiva, per approdare a una riflessione sul confine tra realtà e immaginazione, sulla percezione della realtà da parte della mente umana e sulla definizione di follia. "Ciò che Cane narra non è reale dal tuo punto di vista", afferma la compagna di viaggio di Trent, l'editor Linda Styles, rivolta all'investigatore che non comprende perché le storie dello scrittore esercitino così tanto fascino sui lettori di tutto il mondo. "E per ora la realtà condivide il tuo punto di vista. Quello che mi spaventa nel suo lavoro è ciò che potrebbe succedere se la realtà condividesse invece il suo punto di vista."&lt;br /&gt;"Ma non stiamo parlando di realtà, qui", risponde, pragmatico, Trent. "Qui stiamo parlando di finzione. E' diverso."&lt;br /&gt;"La realtà è soltanto quella che noi ci raccontiamo. Normalità e follia potrebbero facilmente prendere l'una il posto dell'altra, se la follia diventasse maggioranza. Ti ritroveresti chiuso in una stanza imbottita domandandoti cosa è successo al mondo."&lt;br /&gt;Al di là del carattere profetico delle parole della donna, è facile vedere in questa concezione relativistica della normalità echi della dialettica che ha fatto la fortuna di un romanzo come Io sono leggenda di Richard Matheson. Normalità e follia non sono concetti assoluti, ma sono indissolubilmente legati al modo di pensare e di agire della massa; e, estremizzando, il discorso può valere anche per il concetto di realtà. Se il resto del mondo condivide una visione della realtà, diversa dalla tua, allora indiscutibilmente il folle sei tu!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wJtLgGpRaHM"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wJtLgGpRaHM" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bitenova.nl/tt/ysk07"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/il-seme-della-follia-di-john-carpenter.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-1317542822930064425</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2006 20:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:18:09.174-08:00</atom:updated><title>"Papillon" di Franklin J. Schaffner</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Henri Charrière, detto "Papillon" per via di una farfalla che porta tatuata sul torace, venticinquenne francese condannato all'ergastolo per un omicidio che non ha mai commesso (secondo quanto sostenuto nel libro autobiografico Papillon del 1969, al quale si è ispirata la sceneggiatura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film (in maniera meno esauriente rispetto al libro) ripercorre le difficili ed avvincenti vicende vissute da Papillon (Steve McQueen) in quello che al tempo era probabilmente il peggior sistema carcerario del mondo: la Guyana Francese dell'Isola del Diavolo e dei lavori forzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i suoi mille tentativi di fuga, gli anni di isolamento, gli amici (su tutti Louis Dega), i tradimenti, ci giunge un'emozionante avventura pervasa dall'unica speranza che tiene in vita il protagonista: un'immane voglia di libertà, in grado di superare qualsiasi prigione o barriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DARD1l-tr6g"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/DARD1l-tr6g" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bitenova.nl/tt/j03ap"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/papillon-di-franklin-j-schaffner.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-8523366242347717593</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2006 19:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-11T19:02:17.222-08:00</atom:updated><title>"Lenny" di Bob Fosse</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZV0clOkaKI/AAAAAAAAAAM/SKpAa8OoLaQ/s1600-h/Lennyposter.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZV0clOkaKI/AAAAAAAAAAM/SKpAa8OoLaQ/s320/Lennyposter.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014041794525292706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carriera di Lenny Bruce, enterteiner divenuto famoso negli anni '50 per il suo modo di aggredire pubblico e società. Fu il 1 uomo di spettacolo a usare in pubblico le parolacce "a quattro lettere" (in italiano anche a cinque) e a parlare dei piaceri delle droghe. Perseguitato dalle autorità, muore di droga a quarant'anni nel 1966, protestatario fino all'ultimo giorno. B. Fosse ha dato del noto showman un ritratto a più piani per definire il suo malessere e il suo ruolo di critico del costume. Ottima prova di D. Hoffman e di V. Perrine nella parte della moglie. Tratto da un dramma teatrale di Julian Barry.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.torrentspy.com/torrent/855254/DivX_Ita_Bob_Fosse_Lenny_con_D_Hoffmann_B_W"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/lenny-di-bob-fosse.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-OZtFMdwL_s/RZV0clOkaKI/AAAAAAAAAAM/SKpAa8OoLaQ/s72-c/Lennyposter.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-60641127798719927</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2006 19:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:18:47.010-08:00</atom:updated><title>"Ken Park"  di Larry Clark &amp; Ed Lachman</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'apparentemente tranquilla cittadina di Visalia, in California, vivono quattro famiglie che nulla hanno di tranquillo. Tra i praticelli ben rasati, le rimesse dipinte di bianco, lo jogging, le auto di lusso e la ricerca della perfetta forma fisica covano ed esplodono invece passioni, depravazioni, malattie mentali, odi e tradimenti. Il centro di tutto questo sono alcuni adolescenti all'apparenza "perfetti teenagers USA" che vivono però in dimensioni che definire devianti sarebbe solo un vago eufemismo. Chi intrattiene rapporti di sesso orale con la madre della propria fidanzata, chi sogna rapporti incestuosi con la propria figlia, chi ricorre alla masturbazione estrema, chi uccide, chi si uccide. Sesso, violenza, depravazione e vuoto morale dietro la facciata di un'America vista in mille film; la realtà che fa esplodere l'apparenza del perbenismo che contraddistingue la società nordamericana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LFvaB1HpiBc"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LFvaB1HpiBc" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://isohunt.com/release/Ken+Park+ITA+divx+xvid+movie+vm18+mp3"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/ken-park-di-larry-clark-ed-lachman.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-5449747525304388770</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2006 18:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:19:22.167-08:00</atom:updated><title>"Waking life" di Richard Linklater</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Waking life è un film d'animazione del 2001, diretto da Richard Linklater. L'intero film è stato girato usando video digitale su cui successivamente una squadra di artisti (tramite computer) ha disegnato linee stilizzate e colori per ogni fotogramma. Questa tecnica (chiamata Rotoshop) è simile sotto qualche aspetto allo stile di rotoscope del regista settantino Ralph Bakshi, stile inventato a sua volta negli anni venti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo è un riferimento alla massima di George Santayana che dice "[s]anity is a madness put to good uses; waking life is a dream controlled" ("l'essere sani è una forma di follia usata per scopi giusti; la vita che si sveglia è un sogno sotto controllo").&lt;br /&gt;Girato in "rotoscoping animation" una tecnica che mescola computer graphics e lavoro artigianale di abili disegnatori, il film si presenta come una risposta originale e in controtendenza alla nuova frontiera dell'animazione digitale (alla Final Fantasy per intenderci). Qui gli attori (tra gli altri il già citato Ethan Hawke e July Delpy) e lo spazio sono ripresi con camera digitale e in seguito "ricalcati" sulla pellicola con un procedimento simile a quello usato per la Biancaneve disneyana e che ricorda alcuni videoclip che illustravano le canzoni degli A-ha, band di successo di fine anni ottanta.&lt;br /&gt;Opera di non facile lettura, Waking Life andrà rivisto con maggiore attenzione per non cadere, forse frettolosamente, nella tentazione convinta di non pochi spettatori (dopo la proiezione in Sala Grande) e critici (in testa quello del Gazzettino) che l'hanno trovato presuntuoso, saccente e pretenzioso nel suo interrogarsi sui massimi sistemi, finendo per lo più per infastidire chi si è sentito proporre una lezione di vita non richiesta.&lt;br /&gt;Il film andrà rivisto dicevamo, come del resto proponeva sulle pagine del Corriere della Sera Tullio Kezich, per capire se, al contrario, Linklater, affidandosi a una solidissima sceneggiatura, non firmi un contributo non banale al cinema che invita a riflettere e a guardarci dentro con maggiore attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-iDAaS3QiNk"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-iDAaS3QiNk" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="%3Cobject%20width=%22425%22%20height=%22350%22%3E%3Cparam%20name=%22movie%22%20value=%22http://www.youtube.com/v/-iDAaS3QiNk%22%3E%3C/param%3E%3Cparam%20name=%22wmode%22%20value=%22transparent%22%3E%3C/param%3E%3Cembed%20src=%22http://www.youtube.com/v/-iDAaS3QiNk%22%20type=%22application/x-shockwave-flash%22%20wmode=%22transparent%22%20width=%22425%22%20height=%22350%22%3E%3C/embed%3E%3C/object%3E"&gt;DOWNLOAD TORRENT&lt;/a&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/waking-life-di-richard-linklater.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5339351404422583823.post-1044922256078932516</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2006 18:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-04T10:19:43.202-08:00</atom:updated><title>"Clerks 2" di Kevin Smith</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se "Clerks II" non è certo un film memorabile, l'ovazione che il pubblico di Cannes ha tributato a lui e ai suoi attori, è stata una cosa che difficilmente si potrà dimenticare. Il sequel di una delle più famose pellicole indipendenti si concentra nuovamente sulla vita di Dante (Brian O'Halloran) e Randal (Jeff Anderson), i due commessi del Quick Stop che passano le loro giornate a disquisire di sesso, cinema e cultura pop. Sono passati 12 anni e, dato che Randal ha inavvertitamente incenerito il Quick Stop, i due sono costretti a lavorare al Moobys, un fast food gestito dalla bellissima Emma (Rosario Dawson). Nel frattempo Dante si è fidanzato e sta pianificando di sposarsi e di trasferirsi in Florida; ovviamente Randal non è contento di questa decisione e, insieme ad Emma, riuscirà a fargli cambiare idea. Una trama abbastanza elementare per un film che va letto come un nostalgico omaggio ai personaggi, agli attori, e alla freschezza di Clerks piuttosto che come sequel vero e proprio. Il regista americano, attraverso i cambiamenti subiti dai suoi personaggi, si/ci racconta che non basta più solo divertirsi: è arrivato il momento dei bilanci e delle conseguenti decisioni. Smith ripropone la formula del "dialogo brillante senza respiro", ma raramente (lo scontro Star Wars/Signore degli anelli; la vita sessuale del giovane inserviente Elias) si avvicina al geniale lirismo del primo capitolo. Fuori dal Moobys Jay e Silent Bob (Kevin Smith) continuano, come sempre, a fungere da surreale accompagnamento alle avventure dei due protagonisti, ed è proprio Jay, con la sua imitazione di Buffalo Bill (Il silenzio degli innocenti), a regalarci uno dei momenti più spassosi del film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gLvhJ0m5ask"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gLvhJ0m5ask" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://ilverocinema.blogspot.com/2006/12/clerks-2-di-kevin-smith.html</link><author>noreply@blogger.com (-PgWebMaster-)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>