<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" gd:etag="W/&quot;A0MGRXk-eCp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778</id><updated>2009-11-12T19:10:24.750+01:00</updated><title>il manifestino</title><subtitle type="html">Da molto tempo sentiamo la necessità di una informazione e una discussione sui temi della vita in fabbrica che sia più continua, incisiva e riesca a fornire ai lavoratori gli strumenti adeguati per farsi un’idea ben fondata sui problemi che ci sono e sugli obiettivi da rivendicare.</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>1859</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="license" type="text/html" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" /><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/IlManifestino" type="application/atom+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">IlManifestino</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://www.newsgator.com/ngs/subscriber/subext.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FIlManifestino" src="http://www.newsgator.com/images/ngsub1.gif">Subscribe with NewsGator</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/IlManifestino" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FIlManifestino" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FIlManifestino" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FIlManifestino" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FIlManifestino" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;CUAFSXw9fCp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-3894154440321266324</id><published>2009-11-12T17:34:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T17:35:18.264+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T17:35:18.264+01:00</app:edited><title>G. Cremaschi "Epifani sbaglia ad aspettare Cisl e Uil per lo sciopero generale"</title><content type="html">&lt;p&gt;La manifestazione del 14 della Cgil deve essere il punto di partenza per arrivare rapidamente allo sciopero generale. In questo momento incertezze o messaggi confusi sono lussi che non ci si può permettere. E’ gravissimo il comportamento del governo, che minimizza la crisi o addirittura la nega, quando per milioni di lavoratori e pensionati sta per arrivare il periodo più nero. Le misure del governo sono o insufficienti o sbagliate o ingiuste, ed è importante contro di esse manifestare. Ma non ci si può fermare qui, soprattutto non si può lasciar fuori dallo scontro la Confindustria. Per questo ci vuole lo sciopero generale, uno sciopero che deve essere tale da bloccare il paese, coinvolgendo tutto il sistema delle imprese. E’ la Confindustria, infatti, che guida una critica al governo che è da destra, cioè a favore di misure ancor più pesanti a danno del mondo del lavoro. E’ la Confindustria che con l’accordo separato nel contratto dei metalmeccanici ha deciso di usare la crisi per smantellare progressivamente il contratto nazionale, a favore del salario flessibile e dell’autoritarismo aziendale. E’ la Confindustria che programma tagli dell’occupazione e rifiuta il blocco dei licenziamenti. E’ la Confindustria che rinvedica tagli fiscali ad esclusivo beneficio delle imprese e, quindi, ai danni del mondo del lavoro che è l’unico vero creditore fiscale dello stato. E’ necessario lo sciopero generale ed è necessaria una piattaforma chiara per esso. Per questo non è pensabile uno sciopero assieme a Cisl e Uil, a meno che queste organizzazioni non cambino profondamente linea. Scioperare assieme a chi ha fatto degli accordi separati, e della minaccia di essi, la propria filosofia sindacale, significa solo produrre confusione nel mondo del lavoro e indebolire le stesse piattaforme per cui si lotta. Per questo sbaglia Guglielmo Epifani quando rinvia a data da destinarsi lo sciopero generale, in attesa di un ritorno unitario con Cisl e Uil. In questo modo fa un doppio errore. Il primo è quello di non mettere in calendario una scadenza di lotta per la quale oggi c’è una domanda forte da parte di tutte e tutti coloro che oggi lottano per la difesa del lavoro e dei propri diritti. In secondo luogo Epifani sbaglia perché ridimensiona la gravità della scelta di Cisl e Uil di concordare regole e contratti violando le più elementari norme di democrazia e, tra i metalmeccanici, addirittura pretendendo come sindacati di minoranza di decidere per tutti. Difesa dell’occupazione, difesa del contratto nazionale, diritto alla democrazia, non possono essere separati. Vanno sostenuti assieme, perché il disegno della Confindustria e del governo li colpisce e li mette in discussione assieme. Per questo la manifestazione del 14 novembre richiede una scelta decisa da parte della Cgil a favore dell’estensione del conflitto sociale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rete28aprile.it"&gt;http://www.rete28aprile.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-3894154440321266324?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/3894154440321266324/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=3894154440321266324" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/3894154440321266324?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/3894154440321266324?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/g-cremaschi-epifani-sbaglia-ad.html" title="G. Cremaschi &quot;Epifani sbaglia ad aspettare Cisl e Uil per lo sciopero generale&quot;" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYGQ3g9eSp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-9036350870756629881</id><published>2009-11-12T17:24:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T17:25:22.661+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T17:25:22.661+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici, in 1.000 a Milano contro l'accordo separato</title><content type="html">&lt;strong&gt;Si è svolto stamani (12 novembre)&lt;/strong&gt; lo sciopero e presidio dei metalmeccanici a Milano, contro l'accordo separato, i licenziamenti e le dismissioni. Il presidio davanti ad Assolombarda ha visto la presenza di circa mille metalmeccanici (tra i quali una delegazione della Tenaris di Bergamo) con gli striscioni delle aziende: quelle dove ancora si lavora, quelle presidiate, quelle che rischiano di essere distrutte come ex Eutelia, Lares e Metalli Preziosi, Alfa di Arese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questi i dati forniti dalla Fiom:&lt;/strong&gt; Faema di Binasco 90%, Kone di Pero 100%, Alstom Ferroviaria 85%, Alstom Power di Sesto San Giovanni 75%, Iveco di Pregnana 100%, Vimercati di Pero 70%, Mangiarotti Nuclear 100%.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il segretario generale della Fiom di Milano, &lt;/strong&gt;Maria Sciancati, il numero uno della Camera del lavoro della città, Onorio Rosati, e il segretario nazionale Fiom, Fausto Durante, hanno ribadito il giudizio pesantemente negativo sul merito dell’accordo separato e, soprattutto, sul metodo: “il contratto nazionale non è di proprietà delle organizzazione sindacali e dei padroni ma delle lavoratrici e dei lavoratori. Tocca a loro decidere: la democrazia non più essere 'espulsa' dai luoghi di lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-9036350870756629881?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/9036350870756629881/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=9036350870756629881" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/9036350870756629881?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/9036350870756629881?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-in-1000-milano-contro.html" title="Metalmeccanici, in 1.000 a Milano contro l'accordo separato" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AFQngzfyp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-5359283632678734498</id><published>2009-11-12T16:59:00.001+01:00</published><updated>2009-11-12T17:01:53.687+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T17:01:53.687+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici, in 2.000 a Genova contro l'accordo separato</title><content type="html">&lt;strong&gt;Si è svolto stamani (12 novembre)&lt;/strong&gt; lo sciopero di 4 ore dei lavoratori metalmeccanici della provincia di Genova; la manifestazione di duemila lavoratori, che ha attraversato la città da piazza Caricamento a piazza Verdi è terminata con un presidio sotto la sede della Confindustria, in via San Vincenzo. E' quanto si apprende da una nota della Fiom Cgil regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con lo sciopero di oggi la Fiom Cgil chiede&lt;/strong&gt; che “tutti i lavoratori possano votare tramite referendum l’accordo sul contratto nazionale; sulla parte economica chiede che il contratto consideri un aumento dei salari agganciato all’inflazione ed al progressivo aumento del costo della vita e soprattutto chiede che il governo non faccia pagare ai lavoratori e ai pensionati il prezzo più alto di questa crisi”. Una delegazione è stata ricevuta dai vertici di Confindustria i quali, ascoltate le motivazioni della protesta dei lavoratori in sciopero, hanno assicurato che riferiranno le loro istanze a Federmeccanica, anche perché, come sottolineato dai sindacalisti presenti all’incontro, la firma del contratto separato sta generando tensione nelle fabbriche genovesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questi i dati parziali dell’adesione allo sciopero &lt;/strong&gt;forniti dalla Fiom: Fincantieri Sestri Ponente 80%, Ilva 50%, Ansaldo Energia 70%, Multiservice 60%, OMP Mongiardino 90%, Poseico 70%, Cistelaier 50%, Italferro 50%, Movimpex 70%, Cargotec 90%. Aziende della Valpolcevera e Valle Scrivia 60%, Elsag 50%, Arinox 90%, Lames sciopera domani, Fincantieri Riva Trigoso ha scioperato la settimana scorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it/"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-5359283632678734498?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/5359283632678734498/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=5359283632678734498" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5359283632678734498?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5359283632678734498?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-in-2000-genova-contro.html" title="Metalmeccanici, in 2.000 a Genova contro l'accordo separato" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0IEQXk-eCp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-1645114973131987189</id><published>2009-11-12T16:57:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T16:58:20.750+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T16:58:20.750+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici, in 1.000 a Firenze contro l’accordo separato</title><content type="html">&lt;strong&gt;“Il Duomo è a passo d’uomo.&lt;/strong&gt; La democrazia non è al passo con i lavoratori. No ai licenziamenti”. È quanto si legge sullo striscione di circa cento metri esposto oggi a Firenze, in piazza Duomo, durante il presidio della Fiom contro l’accordo separato. Al sit-in nel capoluogo toscano hanno partecipato circa mille lavoratori delle aziende della piana fiorentina. Una delegazione ha incontrato don Giovanni Momigli, della Pastorale del Lavoro, e in piazza è arrivato anche il sindaco Matteo Renzi che ha salutato i lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un altro presidio &lt;/strong&gt;si è tenuto nella zona industriale di Castelfiorentino con i lavoratori della zona dell’Empolese Valdelsa: una delegazione ha incontrato il sindaco, anche qui hanno partecipato circa mille lavoratori. Un terzo sit-in si è svolto davanti al Comune di Figline Valdarno, dove circa cento lavoratori sono poi stati ricevuti dal sindaco. Altri presidi si sono tenuti di fronte alle maggiori aziende metalmeccaniche del Mugello.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Questi i dati di adesione&lt;/strong&gt; allo sciopero forniti dalla Fiom: Nuovo Pignone: 60% impiegati, 90% officina; Gkn: 90%; Pirelli 50%; Zanussi 80%; Laika 70%; Bassilichi 68%; Gets 90% officina e 40% impiegati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it/"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-1645114973131987189?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/1645114973131987189/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=1645114973131987189" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1645114973131987189?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1645114973131987189?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-in-1000-firenze-contro.html" title="Metalmeccanici, in 1.000 a Firenze contro l’accordo separato" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0UASXs7fyp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-2880554429551148952</id><published>2009-11-12T16:53:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T16:54:08.507+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T16:54:08.507+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici: Regazzi (Uilm), 25-27 novembre referendum iscritti</title><content type="html">&lt;strong&gt;L`intesa sul rinnovo contrattuale&lt;/strong&gt;, sottoscritta lo scorso 15 ottobre con Federmeccanica da Fim e Uilm, ma senza la Fiom Cgil sarà sottoposta a referendum tra gli iscritti di Fim e Uilm tra il 25 e il 27 novembre prossimi. Lo ha detto Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm, nel corso di un`audizione presso la Commissione Lavoro della Camera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per Regazzi &lt;/strong&gt;l'intesa è "legittima e apprezzata dai lavoratori" e porta "miglioramenti certi sul piano economico e normativo". La Uilm - ha aggiunto Regazzi - è disponibile all`avvio di un confronto tra le organizzazioni sindacali "in materia di certificazione degli iscritti e della rappresentanza, di regole per la verifica del consenso e per la validazione degli accordi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-2880554429551148952?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/2880554429551148952/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=2880554429551148952" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2880554429551148952?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2880554429551148952?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-regazzi-uilm-25-27.html" title="Metalmeccanici: Regazzi (Uilm), 25-27 novembre referendum iscritti" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkEHRH49fCp7ImA9WxNbEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-2014035539383074539</id><published>2009-11-12T16:42:00.001+01:00</published><updated>2009-11-12T16:43:55.064+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T16:43:55.064+01:00</app:edited><title>Giustizia per i morti sul lavoro e di lavoro</title><content type="html">Sul lavoro e di lavoro si continua a morire. Nella “civile” Italia c’è in atto una guerra non dichiarata con morti e feriti, le cui vittime sono i lavoratori che escono al mattino per guadagnarsi un tozzo di pane e spesso non tornano più a casa la sera.&lt;br /&gt;Molti benpensanti considerano normale che degli esseri umani perdano la vita o subiscano gravi infortuni sul lavoro con invalidità permanenti. Nell’Italia “democratica” ci sono più morti sul lavoro e di lavoro che in una guerra e i governanti, le istituzioni, cioè la società, al di là delle chiacchiere si preoccupa solo di contenere le perdite entro limiti considerati “accettabili” per non urtare l’opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ogni anno 1.300 lavoratori in Italia vengono assassinati sui posti di lavoro o perdono la vita a causa degli infortuni sul lavoro. 4 mila sono le vittime delle malattie professionali. Quasi 5 mila uomini e donne vengono uccisi dall’amianto, e altri 26mila persone muoiono per tumori all’apparato respiratorio, con un incremento nell’ultimo decennio di oltre il 50%; ciò significa più di 36.000 morti all’anno, e questo avviene fra l’indifferenza di associazioni padronali e istituzioni, silenti e complici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In nome del profitto imprenditori, amministratori pubblici, uomini politici, sindacalisti e - fatto ancor più grave- i vari governi succedutisi negli anni, cioè lo Stato, hanno accettato e continuano a considerare normale che in nome del “progresso” migliaia di lavoratori e le loro famiglie siano distrutte da produzioni di morte e continuino a essere sottoposti al rischio di contrarre malattie derivanti da sostanze cancerogene, com’è stato per l’amianto, il cromo e tante altre ancora.&lt;br /&gt;In particolare - come molti di noi sanno per propria esperienza - l’amianto ha creato e continua a creare gravi danni dal punto di vista umano, sanitario e ambientale, ma questo fatto trova molte resistenze ad essere riconosciuto, sia nei tribunali che da parte degli enti come l’Inail e l’Inps, e cosa ancor più grave, in nome dei costi economici non si eliminano le sostanze cancerogene che continuano ad essere presenti sul territorio e ad uccidere gli esseri umani e la natura .&lt;br /&gt;Spesso i dibattiti sull’argomento sono semplicemente una passerella per uomini politici, sindacalisti e istituzioni per mettersi in mostra o rifarsi una “verginità”e questo è ancora più vero in prossimità delle elezioni. Noi crediamo che la salute vada anteposta a tutto.&lt;br /&gt;Con le nostre lotte, insieme a tanti lavoratori e cittadini, abbiamo contribuito a rompere il muro di omertà e di complicità che in questi anni si era creato a difesa degli interessi delle lobby dell’amianto, portando sul banco degli imputati e in alcuni casi facendo condannare padroni e dirigenti che, pur sapendo della pericolosità di certi materiali, ad esempio l’amianto, hanno condannato a morte intere generazioni di operai. . Non possiamo accettare che profitto, bilanci aziendali o dello stato siano anteposti alla salute e alla vita umana. Non possiamo accettare che tante, troppe vittime e le loro famiglie non abbiano giustizia. Solo partecipando in prima persona, organizzandosi sui propri interessi, a partire dalla salute è possibilecreare nel paese un grande movimento che sappia unificare le lotte operaie e popolari nella battaglia per la difesa della salute, contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Michele Michelino&lt;br /&gt;Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88-Sesto San Giovanni (Mi)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.resistenze.org/"&gt;http://www.resistenze.org/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-2014035539383074539?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/2014035539383074539/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=2014035539383074539" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2014035539383074539?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2014035539383074539?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/giustizia-per-i-morti-sul-lavoro-e-di.html" title="Giustizia per i morti sul lavoro e di lavoro" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0YHQ308eSp7ImA9WxNUGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-6532925572451163111</id><published>2009-11-11T18:37:00.000+01:00</published><updated>2009-11-11T18:38:52.371+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T18:38:52.371+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici: Fiom, lavoratori Ilva ci sostengono</title><content type="html">&lt;strong&gt;“Le assemblee che si stanno tenendo &lt;/strong&gt;negli stabilimenti Ilva, da Novi Ligure a Taranto, danno un unico e omogeneo responso: i lavoratori non condividono l’accordo separato del 15 ottobre sul contratto della nostra categoria e sono indignati per il rifiuto opposto da Fim e Uilm alla nostra proposta di fare il referendum su tale accordo”. Così in una nota il segretario nazionale Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Questa non condivisione e questa indignazione&lt;/strong&gt; – aggiunge il segretario - vengono espresse in maniera civile, ma anche in modo chiaro e forte. Ciò si registra in tutte le assemblee, sia in quelle cui la Fiom ha partecipato direttamente confrontandosi con le organizzazioni firmatarie dell’accordo separato, come avvenuto a Novi Ligure, sia in quelle che sono state convocate da Fim e Uilm per conto proprio, con esclusione preventiva di ogni confronto, come accaduto a Taranto. Anche in questo secondo caso, pur in assenza della Fiom, la contestazione dei lavoratori nei confronti dell’accordo separato e del rifiuto del voto è stata fortissima”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Possiamo concludere – afferma Cremaschi &lt;/strong&gt;- che anche i lavoratori del gruppo Ilva sostengono la decisione della Fiom di considerare illegittimo l’accordo del 15 ottobre e rafforzano il nostro impegno a tenere aperta la vertenza contrattuale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it/"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-6532925572451163111?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/6532925572451163111/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=6532925572451163111" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/6532925572451163111?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/6532925572451163111?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-fiom-lavoratori-ilva-ci.html" title="Metalmeccanici: Fiom, lavoratori Ilva ci sostengono" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkADRnw6eCp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-6601026380423864545</id><published>2009-11-11T17:11:00.002+01:00</published><updated>2009-11-11T17:59:37.210+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T17:59:37.210+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici: Domani sciopero generale provinciale</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvrtcFUvDLI/AAAAAAAACzI/ILqXccvDjkI/s1600-h/sciopero+del+9+ottobre+Firenze+%2822%29.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 329px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvrtcFUvDLI/AAAAAAAACzI/ILqXccvDjkI/s400/sciopero+del+9+ottobre+Firenze+%2822%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402891769705598130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nuova giornata di mobilitazione, previsto un corteo in auto da Pontedera e un presidio sotto la Provincia indetto dalla Fiom contro l'accordo separato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Fiom a livello provinciale contro l'accordo separato sottoscritto siglato da Fim e Uilm con Federmeccanica. Dopo gli scioperi, le manifestazioni e i blocchi stradali delle scorse settimane questa volta il sindacato ricorre ad una nuova forma di mobilitazione. Lo sciopero di 4 ore, dalle ore 8 alle 12, vedrà gli operai riunirsi alle 9:00 a Pontedera in Viale America e da qui partire con un corteo di auto sulla FI-PI-LI verso Pisa. Qui l'appuntamento è per tutti i lavoratori davanti alla sede della Provincia in Piazza Vittorio Emanuele dove si svolgerà un presidio e dove si terranno degli incontri con alcuni degli amministratori e dei rappresentanti politici locali. Lo slogan dello sciopero di giovedì è "Riportiamo la democrazia nei luoghi di lavoro". Infatti la manifestazione vuole ribadire la contrarietà della Fiom "alla disdetta unilaterale da parte di Film e Uilm del contratto collettivo nazionale di lavoro che scade il 31 dicembre. Una decisione presa senza aver chiesto il parere dei lavoratori e delle lavoratrici". "Siamo contrari - spiega il sindacato della Cgil - anche alla nuova piattaforma sul contratti di lavoro presentata sempre da Fil e Uilm, anche questa senza aver consultato il parere degli operai. Questo accordo separato non dà nessuna risposta di carattere economico alle richieste dei lavoratori peggiorando la situazione e ora lo si cerca di far passare facendolo approvare solo agli iscritti dei sindacati che lo hanno siglato e non a tutti i lavoratori"."Questo è inaccettabile - concludono dalla Fiom - tanto più che Fim e Uilm rappresentano solo una piccola minoranza dei lavoratori metalmeccanici. Per questo facciamo un forte appello a tutte le fabbriche della provincia di aderire allo sciopero per ridare dignità a tutti i lavoratori e per riportare la democrazia nei luoghi di lavoro".&lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091104_nuovo_sciopero_piaggio.html" target="_blank"&gt;Nel frattempo, come avevamo annunciato negli scorsi giorni, la cassa integrazione alla Piaggio&lt;/a&gt;. Secondo quanto riferito dalla RSU-Fiom al termine di un recente incontro con i vertici dell'azienda di Pontedera " sul periodo di fermata produttiva nel mese di dicembre, l'azienda non ha fornito nessun dato preciso ed ha rimandato la comunicazione a fine mese". "La situazione attuale - commentano i rappresentanti sindacali della Fiom della Piaggio - conferma una gestione della produzione da parte di quest'azienda mirata esclusivamente al maggior profitto al minor costo che si traduce in pesanti riduzioni di salario soprattutto per i lavoratori maggiormente interessati dalla cassa integrazione. La vera causa della cassa integrazione per i lavoratori della meccanica non è la crisi generale che la Piaggio come altre aziende usa ad arte, ma soprattutto l'arrivo di decine di migliaia di motori made in Cina (nell'incontro l'azienda si è rifiutata di fornire il dato preciso). Così come una diversa gestione della produzione avrebbe facilmente evitato un forte ricorso alla cassa integrazione nel reparto meccanica, quando contemporaneamente le linee della 2R vanno a velocità e saturazioni insostenibili". &lt;p&gt; Leggi anche:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091104_nuovo_sciopero_piaggio.html" target="_blank"&gt;Piaggio: prosegue anche a novembre la cassa integrazione &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091015_firma_cassa_integrazione_piaggio.html" target="_blank"&gt;Piaggio: la Fiom da sola contro la cassa integrazione &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091025_replica_fiom_sciopero.html" target="_blank"&gt;E' scontro frontale tra la Fiom e le altre sigle sindacali &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091021_scioperi_metalmeccanici_pisa.html" target="_blank"&gt;Metalmeccanici: scioperi e blocchi stradali per difendere la democrazia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091020_sciopero_asso_werke.html" target="_blank"&gt;Gli operai della Asso Werke bloccano la Tosco Romagnola&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091016_sciopero_piaggio_pontedera.html" target="_blank"&gt;Piaggio: sciopero e corteo contro l'accordo separato&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091009_sciopero_generale_metalmeccanici.html" target="_blank"&gt;Metalmeccanici: oltre 60.000 in piazza a Firenze&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091008_sciopero_fiom_9_ottobre.html" target="_blank"&gt;La FIOM si prepara al grande sciopero del 9 ottobre&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fonte:&lt;a href="http://www.pisanotizie.it/"&gt; http://www.pisanotizie.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-6601026380423864545?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/6601026380423864545/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=6601026380423864545" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/6601026380423864545?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/6601026380423864545?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-domani-sciopero-generale.html" title="Metalmeccanici: Domani sciopero generale provinciale" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvrtcFUvDLI/AAAAAAAACzI/ILqXccvDjkI/s72-c/sciopero+del+9+ottobre+Firenze+%2822%29.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0IBQ3s4fCp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-89275375903036186</id><published>2009-11-11T17:03:00.001+01:00</published><updated>2009-11-11T17:05:52.534+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T17:05:52.534+01:00</app:edited><title>Eutelia: l’irruzione da fascisti del figlio del padrone con una squadraccia di buttafuori</title><content type="html">Stamattina alle cinque e un quarto Samuele Landi, figlio dell’amministratore delegato di Eutelia, si è presentato davanti ai cancelli della sede di Roma, a bordo di un furgone bianco proveniente da Arezzo, insieme a una squadraccia di 15 buttafuori (3 di Arezzo e 12 di Roma) e, spacciandosi per poliziotti, hanno forzato il presidio dei lavoratori che dal 28 ottobre stanno occupando e presidiando i locali, i computer, i server e le reti aziendali, per opporsi ai 1200 licenziamenti annunciati in tutta Italia.&lt;br /&gt;Il tempo di svegliare tutti e subito accorrono i compagni della Fiom sia della Camera del lavoro di Roma Nord che quelli di Roma Sud, che seguono direttamente questa vertenza, poi via via noi di Rifondazione, i compagni dei Comunisti Italiani, di Sinistra Critica, di Radio Città Aperta, dei centri sociali della zona.&lt;br /&gt;Intanto intervengono anche volanti della polizia che fermano i protagonisti di questa irruzione che nel frattempo avevano cominciato a girare per le stanze dell’azienda.&lt;br /&gt;I 15 mercenari riescono ad uscire solo attorno alle 12:45 accompagnati dagli insulti dei lavoratori accorsi mentre il loro capetto, il figlio del padrone, era stato accompagnato all’uscita già molte ore prima.&lt;br /&gt;La storia delle lotte operaie è piena di episodi del genere, basta ricordare le aggressioni organizzate dai capi aziendali della Fiat durante la lotta dei 35 giorni nel 1980 per fiaccare la resistenza operaia oppure, senza bisogno di andare così indietro negli anni, i tentativi di Genta, il vecchio padrone della INNSE, di fare irruzione in fabbrica, accompagnato da 200 poliziotti, come si vede bene nel bel documentario ‘Giù le mani dalla INNSE’ realizzato da Silvia Tagliabue.&lt;br /&gt;Come in quel caso, anche oggi questa azione da fascisti si trasforma in un clamoroso autogol e rafforza la lotta dei lavoratori ex-Eutelia e la solidarietà attorno a loro.&lt;br /&gt;Tutte le sedi sono occupate contro i licenziamenti (Roma, Bari, Pregnana Milanese e Ivrea) e i lavoratori di Napoli, che non hanno una sede da occupare, sono splendidi protagonisti del rinforzo dei presìdi lì dove serve da più di due settimane.&lt;br /&gt;Eutelia è un’azienda informatica dove i lavoratori hanno una professionalità di altissimo livello. Le strutture informatiche e i 13mila km di rete in fibra ottica possedute da questa azienda fanno gola a molti, soprattutto a quelli che sono stati i protagonisti di questa ennesima operazione di rapina, che ha visto la cessione del ramo d’azienda da parte di Eutelia prima ad Agile ed ora ad Omega (ma l’episodio di oggi dimostra che gli appetiti dei proprietari di Eutelia, la famiglia Landi, non sono ancora soddisfatti) che adesso, a 4 mesi dall’acquisizione, vuole licenziare il 65% dei lavoratori. In ordine cronologico, l’ultimo episodio dello smantellamento dell’informatica di questo Paese.&lt;br /&gt;Il governo ancora non si è degnato di ricevere i lavoratori che da mesi chiedono un intervento ai massimi livelli delle istituzioni di questo Paese. La cosa non stupisce nessuno perché questo governo è troppo impegnato a approvare i condoni fiscali che permettono ai padroni di questo Paese le peggiori schifezze con le ricchezze che hanno accumulato sfruttando i lavoratori, come si vede bene ora dal fatto che nessuno sa precisamente che fine abbiano fatto i 45 milioni di Euro di TFR dei lavoratori ex-Eutelia.&lt;br /&gt;Di questa azienda, come si cantava stamattina, i veri proprietari sono i lavoratori da 4 mesi senza salari, anche se Samuele Landi ha provato a reimpossessarsene per un giorno. Gli è andata male.&lt;br /&gt;Eutelia va nazionalizzata sotto il controllo dei lavoratori. E’ questo il modo migliore per dare a tutti i padroni la lezione che oggi è stata impartita al vile figlio di un misero padrone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alessio Vittori &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.marxismo.net"&gt;http://www.marxismo.net&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-89275375903036186?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/89275375903036186/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=89275375903036186" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/89275375903036186?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/89275375903036186?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/eutelia-lirruzione-da-fascisti-del.html" title="Eutelia: l’irruzione da fascisti del figlio del padrone con una squadraccia di buttafuori" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8DQ30yfCp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-69226866290851406</id><published>2009-11-11T16:38:00.003+01:00</published><updated>2009-11-11T16:54:32.394+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T16:54:32.394+01:00</app:edited><title>Eutelia, il blitz dei vigilantes</title><content type="html">&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dal servizio andato in onda al Tg3, le immagini girate la scorsa notte all'interno dell'ex Eutelia. Aggrediti gli operai che da qualche settimana occupano l'azienda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="400" height="390"&gt;&lt;param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="autostart=false&amp;amp;keyT=Ey.ymjl)èiè etw_a'htèàwtoklrnwmù&amp;amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;amp;file=repubblicatv/file/2009/tg3_101109.flv&amp;amp;repeat=false&amp;amp;logo=1&amp;amp;strip=0&amp;amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;amp;dState=normal&amp;amp;scaleMethod=fit&amp;amp;rel=false&amp;amp;fsType=fl&amp;amp;" name="flashvars"&gt;&lt;embed src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always"  type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="400" height="390" flashvars="autostart=false&amp;amp;keyT=Ey.ymjl)èiè etw_a'htèàwtoklrnwmù&amp;amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;amp;file=repubblicatv/file/2009/tg3_101109.flv&amp;amp;repeat=false&amp;amp;logo=1&amp;amp;strip=0&amp;amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;amp;dState=normal&amp;amp;scaleMethod=fit&amp;amp;rel=false&amp;amp;fsType=fl"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ci dicevano: se ci toccate vi ammazziamo", racconta Nando Martelli, uno dei 20 lavoratori che hanno assistito al blitz. L'intervista di Antonio Iovane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="400" height="390"&gt;&lt;param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="autostart=false&amp;amp;keyT=Eà)Evuptkae lzò@azsèyàet.xixioià_z;&amp;amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;amp;file=repubblicatv/file/2009/martelli101109.flv&amp;amp;repeat=false&amp;amp;logo=1&amp;amp;strip=8&amp;amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;amp;dState=normal&amp;amp;scaleMethod=fit&amp;amp;rel=false&amp;amp;fsType=fl&amp;amp;" name="flashvars"&gt;&lt;embed src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always"  type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="400" height="390" flashvars="autostart=false&amp;amp;keyT=Eà)Evuptkae lzò@azsèyàet.xixioià_z;&amp;amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;amp;file=repubblicatv/file/2009/martelli101109.flv&amp;amp;repeat=false&amp;amp;logo=1&amp;amp;strip=8&amp;amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;amp;dState=normal&amp;amp;scaleMethod=fit&amp;amp;rel=false&amp;amp;fsType=fl"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://tv.repubblica.it/"&gt;http://tv.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-69226866290851406?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/69226866290851406/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=69226866290851406" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/69226866290851406?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/69226866290851406?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/eutelia-il-blitz-dei-vigilantes.html" title="Eutelia, il blitz dei vigilantes" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CU8FQn49cSp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-3223642568651615994</id><published>2009-11-11T16:35:00.000+01:00</published><updated>2009-11-11T16:36:53.069+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T16:36:53.069+01:00</app:edited><title>Answers: i dipendenti occupano l'azienda</title><content type="html">&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Senza stipendio ormai da quasi tre mesi, i lavoratori sono riuniti da ieri in assemblea permanente all’interno dell’azienda. Alcuni di loro la notte scorsa, muniti di materassi, coperte e sacchi a pelo, hanno dormito nello stabilimento, annunciando che continueranno a farlo finché le cose non miglioreranno, ovvero fino a quando la proprietà non deciderà di pagare gli stipendi arretrati. «Abbiamo deciso di organizzare presidi diurni e notturni - spiega Marila Mariotti (Rsu) – per chiedere il pagamento degli stipendi, ma soprattutto chiediamo che questa azienda ci dia delle garanzie su quello che sarà il nostro futuro. Chiediamo una continuità lavorativa, in quanto questa è un’azienda in crisi, ma una crisi anomala, perché il lavoro non manca, infatti prima di entrare in sciopero stavamo lavorando a pieno ritmo e abbiamo ancora delle commesse, ci siamo fermati per protesta proprio perché non ci pagano». La situazione per molti dipendenti, per la maggior parte donne, si sta facendo drammatica. Il loro, in molti casi, era l’unico stipendio ad entrare in casa. Alcune hanno il marito cassintegrato e i figli piccoli. Per questo durante l’assemblea è stato deciso di costituire un fondo di solidarietà, l’hanno chiamato «cassa di resistenza» e servirà ad aiutare le persone con maggiori problemi economici. Tra di loro c’è chi addirittura non ha i soldi per fare la spesa. Per questo il sindacato invita la città ad alimentare il fondo, per il quale a breve sarà aperto un conto corrente. Un conto corrente specifico è stato aperto presso la filiale di Porta Lucchese della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia &lt;span style="font-size:130%;"&gt;(Iban: IT 04 Z 06260 13809 000001256C00)&lt;/span&gt;. «Io sono una mamma con una figlia a carico di 16 anni – racconta Annamaria Bongi -, il mio compagno è un cassintegrato della Radicifil e al momento andiamo avanti con 400 euro al mese, con i quali non riusciamo neppure a fare la spesa, dato che abbiamo l’affitto e le bollette da pagare». «Il nostro disagio – interviene Rosa Macaluso, vedova con un figlio a carico – oltre che economico è a livello umano, perché i sacrifici siamo abituati a farli, ma è proprio il sapere di non avere un futuro che ci fa stare peggio. La proprietà dell’azienda ci ha messo in una condizione in cui non riusciamo a pagare le bollette, i mutui, le cartelle esattoriali e adesso non possiamo più fare neppure la spesa. Ci sentiamo denigrati e usati come oggetti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.toscanatv.com"&gt;http://www.toscanatv.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-3223642568651615994?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/3223642568651615994/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=3223642568651615994" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/3223642568651615994?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/3223642568651615994?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/answers-i-dipendenti-occupano-lazienda.html" title="Answers: i dipendenti occupano l'azienda" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYHRXw9cSp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-1186771091158754532</id><published>2009-11-11T16:20:00.003+01:00</published><updated>2009-11-11T16:25:34.269+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T16:25:34.269+01:00</app:edited><title>Roma, 10 novembre 2009. Conferenza stampa Fiom su aggressione Eutelia</title><content type="html">&lt;span class="description"&gt;Roma, 10 novembre 2009. Stralci della conferenza stampa Fiom sull'aggressione subita dai lavoratori Eutelia Agile in presidio nell'azienda a Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BrTAkS6xi38&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BrTAkS6xi38&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.fiom.cgil.it"&gt;http://www.fiom.cgil.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-1186771091158754532?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/1186771091158754532/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=1186771091158754532" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1186771091158754532?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1186771091158754532?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/roma-10-novembre-2009-conferenza-stampa.html" title="Roma, 10 novembre 2009. Conferenza stampa Fiom su aggressione Eutelia" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEUGRXY-eCp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-4387565656016020942</id><published>2009-11-11T16:09:00.000+01:00</published><updated>2009-11-11T16:10:24.850+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T16:10:24.850+01:00</app:edited><title>Metalmeccanici: Firenze, domani sciopero e presidio</title><content type="html">&lt;strong&gt;Si terrà domani (12 novembre) lo sciopero di 4 ore &lt;/strong&gt;dei metalmeccanici della provincia di Firenze con presidio, dalle ore 9.30 alle ore 11.30, in piazza Duomo (Fi) indetto dalla Fiom Cgil contro l'accordo separato illegittimo, che svaluta il salario, toglie i diritti e non difende l'occupazione. E' quanto si apprende da una nota della Fiom Cgil regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Il Duomo – si legge nella nota &lt;/strong&gt;- è a passo d'uomo, ma la democrazia non è al passo con i lavoratori. I metalmeccanici fiorentini si approprieranno per un giorno di piazza Duomo – prosegue la nota -, per spiegare che in un paese dove si votano anche le veline ai lavoratori non viene permesso di votare il proprio contratto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Vogliamo – sottolinea la Fiom -&lt;/strong&gt; che la democrazia sia al passo con i lavoratori. Oggi nelle imprese metalmeccaniche, come in ogni posto di lavoro, i lavoratori sentono sulla propria pelle le conseguenze della crisi, in una quasi totale assenza di strumenti per fronteggiarla”. “La Fiom chiede a Federmeccanica - conclude il comunicato - il blocco dei licenziamenti a Fim e Uilm il referendum sull’accordo. In una fase di crisi come quella che stiamo vivendo i lavoratori non avevano bisogno di un contratto che non difende salario e occupazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-4387565656016020942?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/4387565656016020942/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=4387565656016020942" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4387565656016020942?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4387565656016020942?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/metalmeccanici-firenze-domani-sciopero.html" title="Metalmeccanici: Firenze, domani sciopero e presidio" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUEBSH48fip7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-2969258404177464530</id><published>2009-11-10T21:00:00.002+01:00</published><updated>2009-11-10T21:07:39.076+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T21:07:39.076+01:00</app:edited><title>La CGIL che vogliamo</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnIAOwySZI/AAAAAAAACzA/j_LSylW4n1I/s1600-h/lacgil.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 291px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnIAOwySZI/AAAAAAAACzA/j_LSylW4n1I/s400/lacgil.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402569134295894418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-style: italic;" class="corsivo"&gt;Le firmatarie e i firmatari di questa mozione vengono da storie sindacali e politiche molto differenti tra loro e considerano questa eterogeneità non solo una grande ricchezza ma soprattutto il segnale che è davvero possibile quando si individua un problema superare steccati e appartenenze, mettere a frutto esperienze e conoscenze, anteporre la passione per la CGIL a vissuti e destini personali, per cercare e trovare insieme la strada per affrontarlo e risolverlo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La CGIL che vogliamo è uno spazio libero nel quale lavoratrici e lavoratori, disoccupati, giovani ed anziani, uomini e donne, meridionali e settentrionali, nativi e migranti possono incontrarsi, riconoscersi ed organizzarsi. Per questo deve essere luogo vero di confronto, proposta e partecipazione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL che vogliamo fa di questo incontro la propria grande ricchezza. E’ così che si esercita la vera democrazia, quella nella quale i rappresentati sono più importanti dei rappresentanti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL che vogliamo rinnova ogni giorno il suo impegno per la difesa e l’estensione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, degli e delle aspiranti ad un lavoro, dei pensionati e delle pensionate.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL che vogliamo si batte per la democrazia e per la pace, nel pieno rispetto dell’art. 11 della Costituzione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ così che la storia, il presente, la realtà economica, sociale e produttiva non impongono le sue regole ma vengono attraversate dalle nostre priorità, vengono lette dalla nostra ottica, vengono conosciute e modificate dalle nostre battaglie.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL che affronta oggi il congresso si è molto allontanata da questo obiettivo: ad una società disgregata dal pensiero dominante della destra, ad un mondo produttivo incapace di fare cultura d’impresa, ad un mercato del lavoro impoverito e precarizzato, diviso nei diritti e nelle tutele, non ha saputo proporre e imporre la propria coerenza, il proprio impianto culturale e strategico fatto di solidarietà&lt;strong&gt;, &lt;/strong&gt;contrattazione, partecipazione, uguaglianza, democrazia, diritti, tutte grandi condizioni che hanno segnato la nostra storia di emancipazione e libertà del lavoro.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli anni che ci separano dal Congresso precedente ci hanno visto pericolosamente oscillanti lungo un asse segnato da continui aggiustamenti tattici che progressivamente hanno oscurato la coerenza e la linearità dei comportamenti, mettendo in forse l’esistenza di una linea strategica a guida delle azioni quotidiane.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il rischio più forte dell’assenza di una strategia, rischio puntualmente verificatosi, è il non riuscire mai a provare a dettare l’agenda delle priorità al governo, alle controparti, agli altri interlocutori sindacali, con l’esito di non contrastare il disegno che governo, controparti, interlocutori sindacali hanno ritagliato per noi, disegno di progressivo isolamento, disegno reso possibile dalla pericolosa intercettazione di quelle scelte con la nostra fragilità.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quale affidabilità diamo ai lavoratori e alle lavoratrici non avendo contrastato in tutti i modi un accordo confederale sulle regole della contrattazione che palesemente li danneggia?  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quale fiducia comunichiamo ai lavoratori e alle lavoratrici non riuscendo a definire una strategia confederale di gestione di un accordo separato?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quale sicurezza diamo ai nostri rappresentati e alle nostre rappresentate che con generosità e passione hanno partecipato alla manifestazione nazionale del 4 aprile, indetta su una piattaforma troppo generica e chiusa con la richiesta di un tavolo di confronto col Governo, richiesta non solo inevasa ma perfino sbeffeggiata?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nonostante queste gravi lacune nella nostra azione e dunque nel rapporto con le persone che intendiamo rappresentare, esse guardano comunque a noi come un punto di riferimento forte, a maggior ragione in un contesto politico, economico e sociale così difficile.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo loro debitori di una riflessione profonda sui nostri limiti, della trasformazione di questa analisi in un rinnovato progetto strategico segnato da radicale discontinuità, da forte cambiamento nei processi di formazione delle decisioni, da ampia e aperta innovazione nell’individuazione di proposte e obiettivi.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo il Congresso deve essere un momento di confronto democratico sul futuro della nostra Organizzazione, e non la riproposizione, come è avvenuto nel passato, di una impostazione autoassolutoria, a sommatoria, confusa, indistinta, priva di scelte e di priorità forti e chiare, dalla quale risulta per giunta completamente assente il tema vero di questa fase: l’esigenza di una forte discontinuità.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Discontinuità nella consapevolezza, non sufficientemente acquisita, della necessità di ridefinire il ruolo del sindacato confederale alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;sul piano politico, economico e&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;sociale a livello nazionale e globale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Discontinuità nella gestione stessa dell’organizzazione per evitare di incorrere nei limiti già registrati.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La realtà ci presenta oggi quattro priorità decisive per il nostro futuro:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;una lotta decisa alla crescente  disuguaglianza delle condizioni e delle opportunità, attraverso  nuove politiche pubbliche, la redistribuzione della ricchezza in  termini di politiche fiscali, accesso al Welfare, difesa dei beni  comuni, contrattazione.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;una lotta alla precarizzazione e  alla riduzione dei diritti del lavoro, attraverso l’unificazione  del mercato del lavoro nel segno della qualità e della stabilità,  condizione prima perché le nuove generazioni possano concepire e  realizzare il proprio progetto di vita.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;una lotta per sconfiggere il  modello contrattuale nato dall’accordo del 22 gennaio 2009 e per  conquistare un nuovo sistema contrattuale. Lotta che affermi nella  pratica rivendicativa un’autonomia negoziale della contrattazione  confederale e categoriale a tutti i livelli, nel privato e nel  pubblico, fondata sulle nostre scelte strategiche.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;una lotta per conquistare una  compiuta democrazia sindacale dove sia possibile misurare la reale  rappresentanza e consentire la libera espressione di voto dei  lavoratori e delle lavoratrici sulle scelte che li/le riguardano.  Tale conquista è precondizione per la ricostruzione dell’unità  sindacale, strumento indispensabile per rafforzare la lotta dei  lavoratori e delle lavoratrici, che è stato messo in crisi dai  comportamenti e dalle scelte di CISL e UIL.    &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Discontinuità, cambiamento e innovazione sono indispensabili anche nella vita interna della organizzazione. Troppo spesso alla percezione di fragilità esterna si è risposto con tentazioni autocelebrative, conformismo e asfissia della discussione tra noi, contribuendo così a consolidare un’immagine e un vissuto di organizzazione chiusa e burocratizzata, governata da una sorta di patto di non belligeranza tra leaderships in carica e aspiranti alle medesime.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non c’è futuro per un’organizzazione di massa che non viva la democrazia come una risorsa positiva e non come un ostacolo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo bisogno di tutt’altro.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alla CGIL serve oggi libertà di discussione, confronto, una continua circolazione di idee, serve un massiccio ricambio di genere e di generazioni che sconvolga gli incrostati assetti di potere, servono porte e finestre aperte grazie alle quali la domanda delle persone che vogliamo rappresentare si trasformi in proposte e battaglie per nuovi e vecchi diritti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La crisi finanziaria, economica e produttiva, la progressiva svalorizzazione del lavoro, la continua messa in discussione dei diritti di cittadinanza, la netta riduzione dei gradi di democrazia e libertà mostrano l’urgenza della ridefinizione di un sindacato confederale forte, autorevole, rappresentativo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre dunque invertire la percezione collettiva: il mondo del lavoro, la società, le nuove generazioni devono poter guardare a noi non come a un problema, ma come alla più efficace delle soluzioni.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PIU’ UGUAGLIANZA PER USCIRE DALLA CRISI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;La natura della crisi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo congresso della CGIL assume un carattere di straordinarietà per le scelte che siamo chiamati a compiere a fronte della devastante crisi globale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si tratta di un passaggio congiunturale negativo e quindi non ci si può cullare nell’illusione che con qualche accorgimento sul piano finanziario possa riprendere lo sviluppo negli USA, in Europa e nel mondo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La crisi globale è l’epilogo di un lungo periodo, dominato dal pensiero unico neoliberista, di sviluppo fondato sulla crescita delle disuguaglianze sociali, sulla compressione dei diritti individuali e collettivi e su un modello di consumi affidato all’incremento dell’indebitamento delle famiglie piuttosto che alla crescita delle retribuzioni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo scoppio della bolla finanziaria ha rappresentato l’elemento scatenante della crisi di un modello di sviluppo in una dimensione che non ha precedenti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un’intera fase storica rischia di essere segnata da un’instabilità generale con cicli sempre più brevi di crescita e crisi, poiché ad essere violentemente investiti sono il campo economico e sociale, quello energetico, ambientale e alimentare, in un contesto mondiale in cui gli equilibri economici politici e militari sono così profondamente cambiati.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre più che mai ribadire la scelta della CGIL di contrastare l’utilizzo della forza militare per la risoluzione dei conflitti e nei rapporti internazionali. La CGIL è schierata in difesa della pace, contro la guerra “senza se e senza ma”.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ giunto il momento di una riflessione approfondita sulla situazione in Afghanistan. La CGIL, nel confermare la contrarietà all’intervento espressa al Congresso del 2002, ritiene necessario definire una strategia di uscita del contingente italiano da quella che non si configura più certamente come una missione di pace.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’egemonia del mondo finanziario e delle multinazionali su base globale ha messo a nudo la subalternità e la debolezza della Politica, l’insufficienza del potere degli Stati Nazione, la crisi dei soggetti incapaci di agire su scala globale. Si può uscire da questa situazione con il “multilateralismo”, con rinnovati organismi di governo e controllo sovranazionale, con forti strumenti di regolazione dei mercati e con nuove politiche pubbliche. Va riaffermato con nettezza, in sintesi, il primato dell’interesse generale sui fallimentari miti del mercato che si autoregola, generando così ricchezza e democrazia.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa situazione interroga anche il Sindacato, il nostro futuro, la stessa esistenza di una rappresentanza sindacale autonoma e democratica che sia portatrice di un “altro” punto di vista, quello del lavoro subordinato e dei pensionati. L’accordo separato di Governo e Confindustria con CISL e UIL non è leggibile al di fuori di questo scenario perché a ben vedere delinea un profilo e un ruolo del sindacato fondato sulla negazione dell’autonomia e della funzione contrattuale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ciò che sta avvenendo è il tentativo di far ripartire la macchina economica mondiale con le stesse misure e le stesse politiche che sono la causa del suo incepparsi:un sistema fondato sulla competitività al ribasso e sulla guerra delle esportazioni precipita nuovamente, come sta avvenendo negli USA, in Europa e nel nostro paese, in ulteriore riduzione dei diritti del e sul lavoro e compressione delle retribuzioni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutto ciò non solo non è accettabile, ma crea le condizioni per crisi ancora più catastrofiche, come appare dal pericolo di una nuova bolla speculativa, pericolo reiterato, come se niente fosse successo, dal riproporsi della divaricazione tra un’economia finanziaria in forte ripresa e un’ economia reale ancora in affanno.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Un’Europa politica e sociale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Europa ha evidenziato tutte le proprie debolezze e incapacità di definire una risposta comune al dissesto sociale determinatosi.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si paga in questo modo la costruzione della dimensione europea su base monetaria senza un’identità politica, economica e sociale, alla quale richiamarsi per la definizione di strategie ambientali, energetiche, infrastrutturali, fiscali, in grado di qualificare il posizionamento europeo su fattori qualitativi di sviluppo e su differenti modelli di crescita dei consumi interni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si accentua in questo modo l’ inesistenza di un’ Europa sociale, che è la ragione prima della crescita di sentimenti antieuropei e di chiusure localistiche in tutto il vecchio continente, a maggior ragione dopo l’allargamento a 27, sentimenti indotti dalla paura di perdere le residue sicurezze sociali all’interno di ogni singolo paese.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le difficoltà e i ritardi della CES –speculari alle resistenze dei sindacati nazionali a cedere parti della loro sovranità - sono evidenti e le iniziative sindacali europee sono importanti se segnate da reali percorsi di avanzamento nella costruzione di una unità sindacale europea.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per il sindacato, costruire l’Europa sociale vuol dire individuare obiettivi condivisi che governino un processo di costruzione comune sul terreno dei diritti, della contrattazione, della fiscalità, delle retribuzioni, determinando così nuove dinamiche sociali ed economiche. L’obiettivo è la costruzione del sindacato confederale e di categoria europeo, come scelta ineludibile a fronte dei processi sociali in atto.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Un nuovo modello di sviluppo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ obiettivo del cambiamento degli equilibri sociali a favore del mondo del lavoro è oggi invece uno strumento fondamentale per uscire dalla crisi con un nuovo modello sociale fondato sulla coesione, la solidarietà e l’uguaglianza data dall’universalità dei diritti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre fare della redistribuzione della ricchezza, dei diritti e dei poteri la leva su cui agire per costruire uno sviluppo diverso e più giusto.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre ripensare e riformare l’intero modello economico:ambiente, innovazione, ricerca, qualità della vita e del lavoro, istruzione, formazione, servizi sociali devono diventare nuovi obiettivi prioritari per uno sviluppo sostenibile.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre assumere in questo quadro la salvaguardia e la qualificazione del sistema di Welfare come fattore di sviluppo e indicatore di qualità dello stesso:istruzione, formazione, sanità, servizi sociali dinamizzano l’economia, favoriscono la redistribuzione, creano le condizioni per l’espansione dei diritti e l’uguaglianza delle opportunità, insomma ridisegnano un ruolo attivo del pubblico nell’economia.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre invertire il rapporto tra pubblico e privato. Massicci pacchetti fiscali, salvataggi di banche e imprese, consistenti interventi della finanza pubblica hanno di fatto rimesso in discussione il rapporto tra pubblico e privato e sancito l’incapacità di autoregolamentazione del mercato.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre investire su un’economia di pace spostando risorse dall’apparato militare alla difesa e alla messa in sicurezza del territorio e all’aumento della spesa destinata alla sicurezza sociale. In questo quadro, importanti presidi sociali come vigili del fuoco e polizia municipale devono essere ricondotti alla loro mission originaria di prevenzione e tutela del territorio, al servizio della cittadinanza.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre attribuire centralità alla crisi climatica, alle tematiche ambientali, sempre più connesse al complesso delle questioni sociali. Crisi ambientale e crisi economico-sociale sono dunque fenomeni strettamente intrecciati:sconfiggere le ricette della destra e del padronato sulla crisi, ricette che rischiano di portare il mondo alla catastrofe sociale e ambientale, comporta per il sindacato introdurre profonde innovazioni e molte discontinuità nella propria cultura politica ed economica.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Serve dunque un progetto capace di intrecciare obiettivi squisitamente ambientali – riduzione dell’inquinamento, limitazione del consumo di risorse energetiche e naturali- con obiettivi sociali –qualità e valorizzazione del lavoro, piena occupazione, Welfare e giustizia sociale. Investire nel risanamento ambientale e in una più generale riconversione dell’economia non è un costo, ma una grande opportunità di sviluppo economico e di creazione di lavoro stabile e di qualità, ridando un senso, in una fase di crisi e di indispensabili trasformazioni tecnologiche, all’obiettivo della piena occupazione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo esprimiamo la nostra netta contrarietà alle proposte del governo di rilancio del nucleare e di inutili e faraoniche opere pubbliche come il Ponte sullo stretto di Messina, nonché di progetti sui trasporti che si rivelano non ecocompatibili e lesivi di territori e popolazioni. Gli 8 miliardi previsti per il Ponte, ad esempio, potrebbero essere più utilmente essere investiti in progetti di mobilità sostenibile e in una una rete diffusa di Telecomunicazioni di nuova generazione. Costruire una rete a banda larga accessibile a tutti è fondamentale per il rilancio della produttività complessiva del sistema, per stare al passo con gli altri paesi europei, per garantire nuovi e più avanzati diritti di cittadinanza (formazione, informazione), servizi e trasporti pubblici di qualità.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le risorse dunque devono essere prioritariamente finalizzate alla ricerca tecnologica, allo sviluppo delle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica, al risanamento di un territorio devastato come dimostrano le ultime tragiche vicende.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In buona sostanza, per rispondere all’esigenza di una nuova funzione di regolamentazione e indirizzo ma anche per restituire forza e potere a istituzioni democratiche, svilite e compresse dalla globalizzazione e dal mercato selvaggio, occorre una nuova politica economica, un rilancio del pubblico e nuovi strumenti di intervento. La conoscenza, la ricerca, l’innovazione, la ridefinizione in tal senso di un nuovo modello di riconversione e specializzazione produttiva devono costituire l’asse centrale di uno sviluppo sostenibile.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ai ritardi accumulati sul terreno dell’innovazione, dell’ infrastrutturazione materiale e immateriale, si aggiungono ritardi sul piano sociale e culturale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul piano sociale, la crisi mostra la crescita drammatica delle disuguaglianze e la distruzione della ricchezza economica, industriale e soprattutto professionale e lavorativa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si amplifica un diffuso sentimento di paura e di incertezza nel futuro, che finisce per essere usato come alibi per un arretramento delle conquiste civili. Questo determina una cultura di diffidenza e discriminazione verso ogni diversità, infarcita di un riproposto e strumentale collateralismo confessionale, che penalizza in primo luogo le donne.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La battaglia oggi per la laicità dello Stato non è solo battaglia di civiltà e progresso: è battaglia per il cambiamento, per la costruzione di equilibri sociali più avanzati, per la valorizzazione della soggettività e del protagonismo delle tante diversità che abitano una società globale. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Il mondo del lavoro  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il mondo del lavoro subordinato è scomposto e disgregato dalla frantumazione dei cicli produttivi, tanto nei settori privati che in quelli pubblici, attraverso la delocalizzazione e l’esternalizzazione delle produzioni di beni materiali e di servizi con la generalizzazione della catena dei fornitori e degli appalti, la terziarizzazione delle funzioni nella stessa realtà produttiva, l’utilizzo di presunte cooperative in mera chiave di dumping sociale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questo quadro, particolare importanza assumono , nell’attuale sistema economico, i settori riconducibili al Terziario e ai Servizi. Mentre cresce il loro peso economico, sempre più divengono la frontiera della disgregazione della filiera produttiva e del mercato del lavoro, dove si tenta di cancellare qualsiasi ruolo della contrattazione e della rappresentanza collettiva.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Man mano che esplode la competizione tra soggetti deboli, resi meno liberi da un sistema legislativo che assume come asse centrale la competitività al ribasso, col duplice effetto devastante di ridurre diritti e tutele e allentare i vincoli di solidarietà tra lavoratori.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Basti pensare alla molteplicità dei rapporti di lavoro esistenti, in virtù dei quali, con la copertura ideologica della flessibilità, la condizione di precarietà è diventata la condizione normale per entrare e restare nel mondo del lavoro:si forma così un nuovo esercito di riserva per tenere basse le retribuzioni e ridurre i diritti di tutti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Precarietà non è solo un contratto a termine ma è la condizione di subalternità e sudditanza del lavoratore all’organizzazione del lavoro e alla supremazia dell’impresa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per gli immigrati, infine, non si può parlare di mera riduzione dei diritti ma di assoluta precarietà degli stessi. Questo avviene anche in presenza di lavoro regolare, l’esistenza del quale è peraltro condizione vincolante per il mantenimento del permesso di soggiorno, assoggettando così il lavoratore migrante ad una situazione di ricatto permanente e ad una “insicurezza costituzionale”.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si colloca in questa logica l’intervento legislativo del Governo da ultimo attraverso il “Pacchetto Sicurezza”:con l’introduzione del reato di clandestinità si vuole colpire la persona dello straniero non per ciò che fa ma per ciò che è, trasformando il migrante stesso in reato. E’ solo attraverso la richiesta e l’affermazione di una universalità dei diritti, politici e sociali, che si può ricostruire una situazione di superamento delle disuguaglianze in cui oggi vivono le donne e gli uomini migranti.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Lavoro pubblico&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La crisi che attraversa il mondo e l’Italia ha evidenziato come le politiche economiche che hanno impoverito e marginalizzato i sistemi di welfare universale garantiti dal lavoro pubblico, offrendo in cambio forme settoriali di welfare finanziario, o di carattere risarcitorio, sono state politiche inefficaci a sostenere le persone in difficoltà. Queste politiche sono state inoltre miopi anche dal punto di vista meramente economico perché non in grado di sostenere adeguatamente lo sviluppo del Paese.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un welfare dei diritti sostenuto dal lavoro pubblico rappresenta infatti di per sé stesso una occasione ed un modello di sviluppo economico e sociale che non può più essere sottovalutata. Il solo settore della sanità vale da solo 6 punti del PIL nazionale ed è considerato uno dei settori nei quali il ritorno degli investimenti è più rapido.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Occorre quindi dire basta alle politiche che si sono susseguite negli ultimi quindici anni di tagli indiscriminati alla spesa pubblica che va invece riqualificata e considerata un investimento per l’economia del Paese.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il lavoro pubblico va finalizzato al benessere delle persone. Salute, conoscenza, formazione, saperi, accesso ai beni primari naturali sono solo alcuni dei diritti fondamentali delle persone che solo il lavoro pubblico può garantire.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’accesso universale a questi diritti sostiene inoltre il reddito delle persone quanto un fisco più equo sulle retribuzioni e sulle pensioni, o l’indispensabile crescita dei salari.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le principali attività economiche incrociano nel loro svolgersi il lavoro pubblico. Per questo il lavoro pubblico deve offrire sostegno al sistema delle imprese, ma deve essere contemporaneamente presidio di legalità.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; La CGIL si impegna in tal senso a costruire presso ogni posto di lavoro pubblico, anche in collaborazione con le associazioni che da tempo lavorano in questo campo, un osservatorio sulla legalità.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il lavoro pubblico deve essere la fabbrica dei diritti delle persone. Ecco perché la demolizione della controriforma Brunetta deve essere considerato un obiettivo primario di tutta la CGIL che oltre alle azioni di lotta necessarie deve promuovere anche un ricorso contro gli evidenti profili di incostituzionalità che essa contiene.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La scelta di considerare l’acqua, la salute, la conoscenza, la qualità dell’ambiente, l’assistenza agli anziani ed ai cittadini non autosufficienti, i servizi all’infanzia, la protezione civile, la prevenzione dal rischio, la tutela e la fruizione di un bene culturale altrettanti beni comuni deve essere assunta dalla CGIL.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Questa scelta deve informare con coerenza le scelte e le pratiche della CGIL sia confederali che di categoria. Si deve iniziare dallo scegliere come vincolo che per poter assumere o conservare la caratteristica di bene comune deve esserne garantito l’accesso ad ogni cittadino indipendentemente dal reddito e dal territorio di nascita o residenza. Tutto questo può a sua volta essere garantito esclusivamente dalla loro natura pubblica. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; A tal fine è necessario tornare indietro o contrastare pratiche affrettate di esternalizzazione e privatizzazione. Per questi motivi il D. L. 135/2009 che di fatto privatizza servizi dal cui funzionamento e fruizione dipende l’accesso ad altrettanti beni comuni va contrastata con iniziative nazionali e locali in maniera forte e decisa che vada bene oltre la “sostanziale contrarietà” fin qui espressa dalla CGIL.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Un ampio movimento di lotta che sostenga insieme a soggetti plurali questo punto di vista deve supportare le iniziative anche legislative che al livello regionale si contrappongono con le scelte del governo nazionale. Sui servizi pubblici locali è necessario che le autonomie locali riprendano pienamente compiti di indirizzo, programmazione, gestione e controllo atti a garantire il ciclo integrato dei servizi stessi, standards di qualità ambientale, occupazionale, tariffaria e legalità. Per questo va riconquistata la precedente normativa che prevedeva diverse forme di gestione, fra cui quella pubblica, che la CGIL privilegia.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’acqua, bene comune, deve avere gestione pubblica.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il lavoro pubblico è parte fondamentale delle politiche generali del Paese e la mutazione negativa a cui è sottoposto prelude e sostiene un idea di società alternativa a quella da noi propugnata ed i cui lineamenti fondamentali sono tracciati nella Costituzione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sconfiggere il disegno politico di controriforma del lavoro pubblico è perciò un obbiettivo prioritario per tutta la CGIL.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL si deve inoltre impegnare a definire una nuova frontiera per una riforma generale del rapporto di lavoro dei lavoratori pubblici che abbia al centro la volontà di riconquistare un sistema contrattuale che riunifichi il lavoro pubblico con quello privato e che riconnetta chi lavora per produrre diritti con i soggetti portatori di questi diritti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A questo scopo la CGIL insieme ad altri soggetti e movimenti promuoverà una legge di iniziativa popolare che rappresenti concretamente le linee fondamentali di questo progetto e l’interesse collettivo per una vera riforma del lavoro pubblico  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Formazione e conoscenza&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I drastici tagli al sistema formativo, che vanno contrastati con nettezza e vigore, non servono solo a recuperare risorse da utilizzare soprattutto per il finanziamento delle scuole private, ma sono funzionali al disegno ideologico e strategico del governo:il consolidarsi del carattere selettivo della scuola.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Viene così cambiata la natura costituzionale del sistema formativo italiano fondato sull’inclusione e sulle pari opportunità. Inevitabilmente, l’esclusione dai percorsi formativi colpirà quasi esclusivamente le classi sociali basse e medie, ricacciate in percorsi lavorativi dequalificati e marginali.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La scuola non deve selezionare. Deve fornire strumenti, articolati e differenziati secondo le vocazioni di ciascuno, di conoscenza e competenza. Deve favorire, sostenere promuovere saperi, condizione prima per la crescita individuale e lo sviluppo collettivo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’attuale politica della destra è quindi dannosa per la riduzione di diritti e dunque di democrazia e libertà, prefigura per giunta un ulteriore tassello al blocco della mobilità sociale, compromette contemporaneamente il futuro delle nuove generazioni e un’ipotesi di sviluppo socialmente sostenibile.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo lucido disegno della destra va contrastato sul piano politico, sociale e culturale, con una mobilitazione forte che parli all’intera società, realizzando il massimo del coinvolgimento di studenti, insegnanti, società civile, movimenti che condivano questi obiettivi:difesa della scuola pubblica, dei contenuti della scuola dell’obbligo anche estendendo l’obbligo stesso a 18 anni, del tempo pieno, degli istituti professionali e tecnici che permettano l’accesso all’Universita’, salvaguardia della liberta’ di insegnamento, dell’autonomia professionale e dell’autonomia scolastica.  &lt;/p&gt; Strategica per lo sviluppo una ricerca pubblica che sia utile alle popolazioni più che alle multinazionali, dedicando ad esse una parte consistente del PIL, favorendo percorsi di integrazione del lavoro precario, rendendolo organico , e quindi libero da condizionamenti, agli Enti di Ricerca e all’Università. &lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;La disgregazione dei sistemi di sicurezza&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nello stesso tempo la costante riduzione dei redditi e dei sistemi di sicurezza sociale, previdenziale, sanitario, scolastico e formativo viene accompagnata dalla nascita, anche per via contrattuale, aziendale e nazionale, di soluzioni privatistiche e corporative. Si inserisce in questo contesto lo snaturamento della funzione degli Enti Bilaterali, in&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;un rapporto di complicità tra imprese e sindacato, delineato dall’accordo separato e dal Libro Bianco del Governo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I processi che oggi investono il sistema previdenziale, sanitario, scolastico vanno profondamente modificati, pena un aumento esponenziale di tutte le disuguaglianze sociali. E le disuguaglianze sociali, nel disegno politico e culturale in atto, non sono un effetto collaterale, ma il presupposto di un nuovo assetto di potere. Si delinea, per la prima volta nella storia repubblicana, un futuro per le nuove generazioni peggiore di quello dei loro padri.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Giovani&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La società italiana è chiusa e bloccata perché la sua classe dirigente, politica, imprenditoriale e sindacale è vecchia. L'Italia è un paese che non investe nel proprio futuro, perché non investe nel futuro dei propri giovani, nella loro formazione, nella loro cultura, nel qualità del loro lavoro. I giovani lavoratori, i precari, stanno pagando già oggi, e continueranno a farlo in misura sempre maggiore, le contraddizioni di un modello sociale e produttivo che svilisce il lavoro, le intelligenze, le creatività.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I nostri giovani studiano in scuole ed università impoverite e poco competitive sul piano internazionale&lt;strike&gt;. &lt;/strike&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'attuale sistema previdenziale e di welfare, basato sul presupposto della crescita costante e della continuità del percorso occupazionale di tutti, sta facendo saltare il patto tra le generazioni. È necessario costruire un nuovo sistema universale che coinvolga tutti i soggetti interessati (lo Stato, i lavoratori e le imprese).  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non crediamo che sia sufficiente scrivere la parola giovani sui nostri manifesti e nei nostri documenti, firmando poi accordi che di loro si occupano poco e male, relegarli in “riserve indiane” o in organizzazioni di precari. Troppo poco si fa per allargare un sistema di tutele volto all'inclusione dei soggetti più deboli e all'estensione dei diritti di cittadinanza, come il diritto all'abitare, alla mobilità, al sostegno per le giovani coppie.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La “generazione 1000 euro”, come è stata ribattezzata, non incontra il sindacato o lo percepisce come un corpo estraneo, non ne riconosce il ruolo, molto spesso perché non lo conosce, altre volte perché il sindacato è lontano, fisicamente e idealmente, dalla sua dimensione lavorativa ed esistenziale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dobbiamo aprire porte e finestre e rimetterci in discussione. La linea uscita dalla nostra ultima Conferenza d'Organizzazione rappresentava un primo passo di questa apertura. quella linea appare oggi come un buon proposito disatteso, a cui non è seguita un'attuazione coerente e generalizzata perché è venuta a mancare un’iniziativa politica che influisse sulle condizioni materiali dei giovani. Abbattere cioè i paradigmi che ci possono limitare alla difesa dell'esistente, e quindi intestarci una sfida sul campo dei diritti, della loro estensione in forme nuove, che ponga un limite al dilagare del precariato, alla decontrattualizzazione di fatto di intere generazioni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Valorizzare i giovani lavoratori impegnati a vario titolo nella CGIL significa innanzitutto valorizzare ciò di cui sono portatori: quindi intraprendere iniziative e campagne su temi che caratterizzano il loro quotidiano e farlo con modalità anche inedite, sfruttando soprattutto strumenti di comunicazione nuovi. Servono risorse per la formazione, per i permessi sindacali, per i distacchi, previsti dalle normative nazionali.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dobbiamo investire nella sburocratizzazione. Prevedere nei regolamenti la scelta di destinare, in termini straordinari per i prossimi 3 anni, le risorse del fondo di reinsediamento esclusivamente a progetti in capo a giovani quadri e dirigenti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Queste scelte sostanziano un’applicazione non burocratica di quanto deciso alla Conferenza d’Organizzazione e danno un nuovo impulso al processo di ricambio generazionale, conferendogli valenza costitutiva, istituendo cioè il vincolo statutario delle cosiddetta quote “verdi”, prevedendo che nella&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;composizione dei comitati direttivi di ogni ordine e grado sia presente una quota non inferiore al 20% di under 35. E’ questa la strada per dare valore vincolante, inserendolo nel nostro statuto, alla presenza di almeno un under 35 nelle segreterie di ogni struttura.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Allo stesso modo è necessario destinare, in termini strutturali a tutti i livelli confederali e di categorie, almeno il 5% delle risorse alla promozione di quadri under 35: ore di permesso, distacchi, rimborsi, formazione mirata.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Donne&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il progressivo decadimento sociale e culturale del Paese si abbatte in particolare sulle donne, cronicizzando ritardi e disuguaglianze, marginalizzandone e ghettizzandone presenza, ruolo e funzione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In molte aree del Paese, la disoccupazione delle lavoratrici si somma alla pervasiva percezione di inutilità della ricerca del lavoro, in molti settori si bruciano competenze e professionalità escludendo dai processi produttivi lavoratrici di elevata formazione:in sintesi, continua ad essere prioritario l’obiettivo di una reale parità negli accessi al lavoro e nell’esercizio stesso del lavoro, stante la palese discriminazione delle donne sul piano sia dello sviluppo delle carriere sia della remunerazione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al complesso di queste questioni si risponde con il riconoscimento economico e sociale del lavoro produttivo e riproduttivo:la centralità di questa scelta costituisce un vantaggio generale per il sistema e la base per rinnovare un principio di uguaglianza nella valorizzazione delle differenze.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Infatti, l’arretratezza della nostra società, sul piano della parità dei generi, si manifesta diffusamente in campo economico, sociale, politico e istituzionale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli appelli e le prese di posizione sono ormai del tutto inefficaci, così come la pletora di Comitati per le Pari Opportunità .  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Crediamo utile sperimentare strumenti più efficaci per far rispettare le&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;norme antidiscriminatorie. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="grassetto"&gt;Il valore della legalità&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un capitolo a parte merita il tema della legalità: la questione morale aperta nel paese impone al sindacato di assumere il principio della legalità come valore fondativo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le mafie agiscono oggi su scala universale e sfruttando le opportunità di riciclaggio della globalizzazione e della finanziarizzazione, rappresentano un pericolo crescente per l’intera economia, la società, la democrazia. La valenza del fenomeno necessita quindi di politiche globali in grado di coinvolgere tutti i paesi del mondo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel nostro paese, le regioni del Sud sono i luoghi di sfruttamento da cui attingere risorse essenziali, zone franche nelle quali le disuguaglianze, le povertà, l’assenza di risposte istituzionali determinano una forma di passività sistemica da parte di grandi fette della popolazione. La scuola, le Università, l’associazionismo, le Camere del Lavoro devono essere il contesto dove promuovere una cultura della legalità e un sapere di cittadinanza, dei presidi di democrazia che vanno sostenuti e potenziati sul territorio. L’impegno sociale contro le mafie è assieme battaglia culturale e politica per l’affermazione della legalità e della giustizia. E’ assolutamente necessario aggiornare la nostra analisi e individuare proposte, con particolare riferimento al ruolo esercitato dalla pubblica amministrazione nella gestione delle risorse e nei processi di decisione e controllo.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="grassetto"&gt;Mezzogiorno  &lt;/span&gt; &lt;p&gt;Dentro una crisi economica così devastante, le ragioni del disequilibrio tra il Nord e il Sud del paese sono ancora un’emergenza. Si va approfondendo così il divario tra le regioni più ricche e quelle più povere:tale squilibrio rischia di ampliarsi a dismisura per l’impatto delle misure adottate da questo governo. Misure non insufficienti, ma radicalmente sbagliate.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Federalismo fiscale, così come è stato approvato, può aprire scenari disastrosi per le regioni più povere. E in gioco non c’è solo l’unitarietà dello Stato e la garanzia per tutti di uguali diritti universali, ma lastessa unitarietà delle condizioni di lavoro, di contrattazione collettiva, aziendale, salariale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’accordo separato tra governo, Cisl Uil e Confindustria per la riforma dei contratti, ha un impatto negativo in particolare sul Sud: una minore copertura economica del CCNL insieme ad una contrattazione aziendale più rarefatta comporterà di per sè un ulteriore divario salariale. Inoltre la possibilità di deroghe al CCNL, previste dall’accordo, ci portano a un passo da nuove gabbie salariali e da diritti differenti, pur a parità di lavoro, tra lavoratori del Nord e del Sud. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0.21cm; line-height: 150%;" align="LEFT"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style, serif;"&gt;I Fondi Europei destinati al Mezzogiorno, sono stati utilizzati in modo distorto, dirottati finora per oltre il 60% a coprire la spesa pubblica ordinaria o a interventi non direttamente legati allo sviluppo del Meridione. La Banca del Mezzogiorno, un istituto &lt;span class="corsivo"&gt;privato, &lt;/span&gt;il cui comitato promotore è però designato dal Governo godrà di un beneficio fiscale a carico dello Stato nell’emissione delle previste obbligazioni. Gli sgravi fiscali (dal 12, 5% al 5%) previsti sui bond, oltre a essere facilmente impugnabili dalla UE, sono uno schiaffo a lavoratori dipendenti e pensionati. Un’altra banca &lt;span class="corsivo"&gt;privata&lt;/span&gt; chiamata a investire istituzionalmente a medio e lungo termine nelle piccole imprese, cosa che già fanno tutte le altre banche, quando la necessità oggi è il credito a breve. Una banca che partirà tra due anni, autorizzazioni&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;permettendo:una mera operazione di potere voluta dal ministro Tremonti dopo il flop dei Tremonti bond e dei prefetti in banca. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Serve un grande progetto che punti: a finanziare i progetti immediatamente cantierabili, a partire dalla messa in sicurezza e bonifica dell’ambiente, a valorizzare le risorse presenti sul territorio(turismo, agroalimentare, produzione energie alternative ecc. ), a costruire una rete necessaria di infrastrutture, a difendere gli stabilimenti già presenti, a ri a indirizzare l’economia verso nuovi cicli produttivi e nuovi prodotti ad alto valore aggiunto, a incentivare la crescita dimensionale delle imprese, ad assegnare a soggetti affidabili e capaci (Vedi Banca d’Italia, Svimez) il compito di selezionare a sostenere i progetti economici, controllandone l’impatto occupazionale e ambientale. Tutto ciò si configura come un piano per il lavoro stabile&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;e di qualità che dia una prospettiva ai giovani, combattendo la precarietà, la marginalizzazione del lavoro e soprattutto il lavoro nero.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le risorse finanziarie per la copertura di tale progetto sono rintracciabili, mettendo in circolo i 90 miliardi dei Fondi FAS 2007-2013, allentando il vincolo di stabilità interna, rafforzando la lotta alle organizzazioni mafiose e rendendo veloci ed efficienti espropri e riutilizzo pubblico delle risorse sequestrate.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l’insieme di queste ragioni il Congresso deve segnare una discontinuità favorendo un confronto sul futuro del sindacato, perché questa è la domanda cui dobbiamo rispondere in un contesto profondamente modificato su base nazionale e globale.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LE PROPOSTE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;RIUNIFICARE E VALORIZZARE IL LAVORO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di fronte ai problemi di disgregazione e precarizzazione del lavoro, che la crisi tende a ingigantire, la CGIL deve porsi il problema del cambiamento degli attuali equilibri sociali a favore del lavoro dipendente, puntando con determinazione e nettezza alla riunificazione del lavoro quale obiettivo fondamentale per uscire in modo duraturo dalla crisi.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale riunificazione attraversa tutti gli aspetti dell’articolazione sociale. L’esigenza della flessibilità&lt;strike&gt;, &lt;/strike&gt;assurta a ideologia, è servita da copertura a un processo di precarizzazione di massa con 40 tipologie di rapporti di lavoro che ormai riguardano una fetta progressivamente crescente di lavoratori, privi delle tutele e dei diritti di cui godono i lavoratori a tempo indeterminato.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La riunificazione del mondo del lavoro oggi assume una valenza strategica, al cui interno risiede anche la sopravvivenza del sindacato come strumento di rappresentanza collettiva e del contratto nazionale come elemento unificante del mondo del lavoro. Per queste stesse ragioni va superata la legge 30. Altrimenti, l’accesso al lavoro sarà sempre più segnato dalla progressiva estensione della precarietà. Negli ultimi due anni oltre l’80% delle assunzione è avvenuta con contratti di lavoro precari. Anche per questo la condizione dei giovani rappresenta il sintomo più evidente e drammatico di una società bloccata, chiusa, in cui i processi selettivi si basano sul censo, sul familismo e sulla cooptazione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La valorizzazione del merito, agitata dalla destra come una bandiera ideologica identitaria, non fa che cronicizzare tali discriminazioni e disuguaglianze. Occorre, al contrario, costruire le condizioni perché adeguate e rinnovate politiche pubbliche rendano possibile coltivare e valorizzare il merito di ciascuno, mettendo tutti in condizione di concepire e realizzare il proprio progetto di vita.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Più si accentuano le differenze ( per cui a parità di mansione non corrisponde parità salariale e di diritti), più esse appaiono giustificate alla luce dei sistemi di organizzazione delle aziende, delle amministrazioni, dei servizi pubblici, esclusivamente in termini di compressione dei costi e di accentuazione dello sfruttamento.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La riorganizzazione dei cicli lavorativi con la loro scomposizione in una catena infinita di imprese di diverse dimensioni, rende evidente l’intollerabilità di diritti diversi, a partire dall’art. 18, nella condizione lavorativa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo è necessario:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;i canali di accesso al lavoro  vanno semplificati e riunificati&lt;/strong&gt;, ripristinando la centralità  del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, senza distinzione di  tipologia o di dimensione aziendale nell’esercizio di tutti i  diritti previsti dallo statuto dei lavoratori;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;i contratti a termine e quelli  a causa mista vanno &lt;/strong&gt;non solo resi maggiormente onerosi per il  datore di lavoro ma soprattutto&lt;strong&gt; ricondotti a fattispecie  circoscritte e ben definite, &lt;/strong&gt;mentre vanno superate tutte le  altre forme di accesso al lavoro, a partire dalle collaborazioni a  monocommittenza e dai contratti a somministrazione;     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;il lavoro part-time va  regolamentato, &lt;/strong&gt;affinché nei settori deboli del mercato del  lavoro, non si trasformi in “lavoro a chiamata” attraverso il  lavoro supplementare;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;in attesa di una &lt;strong&gt;modifica della  legge Bossi Fini&lt;/strong&gt; che preveda, tra l’altro, per gli immigrati  un ingresso regolare per la ricerca di un’occupazione, deve essere  consentita&lt;strong&gt; la possibilità di estendere la normativa prevista  dall’art. 18 del testo Unico sull’Immigrazione, &lt;/strong&gt;cioè la  concessione del permesso di soggiorno per motivi di giustizia, anche  nei casi di sfruttamento sul lavoro;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la legislazione relativa al  socio lavoratore va cambiata, &lt;/strong&gt;legislazione che oggi consente la  deroga al contratto nazionale;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;sviluppare un’azione costante  contro la pratica degli appalti al massimo ribasso;&lt;/strong&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;la formazione continua&lt;/strong&gt; è  parte essenziale di una strategia di politica attiva per una piena e  buona occupazione. L’accesso alla formazione continua è anch’esso  un diritto a valenza universale che va garantito attraverso leggi e  contratti, i quali devono anche prevedere i percorsi di crescita e  sviluppo di carriera correlati. Nel contempo, visti gli esempi di  non corretta gestione dei fondi, sia pubblici che contrattuali,  occorrerà rivederne le regole di funzionamento e attuarne un  maggiore controllo;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;gli ammortizzatori sociali&lt;/strong&gt;  &lt;strong&gt;devono avere carattere universale e vanno pertanto estesi a tutte  le lavoratrici e a tutti i lavoratori senza distinzione. &lt;/strong&gt;Va  superato il massimale attualmente previsto per la CIG perché si  arrivi all’80% della retribuzione e ne va raddoppiata la durata.  Il loro finanziamento è affidato all’estensione del sistema  contributivo. Essi devono essere sottratti alla discrezionalità e  alla parzialità dello scorretto sviluppo della bilateralità.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;estensione e prolungamento  dell’Indennità di Disoccupazione&lt;/strong&gt;, con la modificazione degli  attuali vincoli di accesso e l’introduzione della prova dei mezzi  (reddito e patrimonio personale). Con lo stesso meccanismo va  definito un Reddito Minimo di Inserimento o Salario sociale, sul  modello di altri paesi europei, al quale alcune regioni si sono già  ispirate. Questi interventi devono avere la copertura finanziaria  attraverso la fiscalità generale;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;riconoscimento per via  legislativa dell’ efficacia erga omnes dei Contratti Nazionali di  Categoria, &lt;/strong&gt;validati da criteri oggettivi di misurazione della  rappresentanza delle OO. SS. firmatarie e dal referendum delle  lavoratrici e dei lavoratori interessati. E’ questa la condizione  per configurare un salario minimo garantito di categoria per via  contrattuale.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;carattere integrativo e  contrattuale degli Enti Bilaterali&lt;/strong&gt;&lt;span class="corsivo"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="corsivo"&gt; Va  contrastata e respinta l’idea, contenuta nel Libro Bianco del  Governo, della diffusione e sviluppo degli Enti Bilaterali. Il  carattere integrativo e contrattuale della bilateralità rimane tale  solo se il sindacato, e in primo luogo la CGIL, rilancia  l’iniziativa per qualificare ed estendere il Welfare pubblico e  universale, altrimenti il carattere integrativo assume un  significato opposto. Alla costante diminuzione della copertura  pubblica su vecchi e nuovi bisogni corrisponde un aumento delle  funzioni degli Enti Bilaterali e dei Fondi, configurandosi un  assetto sociale corporativo:occorre arrestare e invertire questa  tendenza. Per questo occorre modificare quelle forme di bilateralità  che, pur finanziate dai contratti, non erogano alcuna prestazione.  In nessun caso dagli Enti Bilaterali dovranno essere trasferite  risorse al sindacato e alle sue emanazioni e remunerazioni ai  dirigenti sindacali.    &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PER UNA GIUSTA REDISTRUBUZIONE DELLA RICCHEZZA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Italia è il sesto paese, secondo la classifica dell’OCSE, per disuguaglianza nella distribuzione del reddito.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Circa 13, 6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1300 euro netti al mese.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Circa 6, 9 milioni ne guadagnano meno di mille. Di questi oltre il 60% sono donne.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo l’ISTAT, vivono in Itali 2, 9 milioni di individui in condizione di povertà assoluta e 8 milioni in condizioni di povertà relativa&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel Sud, il rapporto è 5 volte superiore rispetto al resto del Paese.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 10% delle famiglie ricche possiede circa il 50% dell’intera ricchezza delle famiglie italiane.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Negli ultimi 20 anni c’è stata un ‘enorme redistribuzione della ricchezza:ben 10 punti di PIL sono transitati dalle retribuzioni da lavoro dipendente a profitti e rendite finanziarie.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’azione della CGIL, del sindacato confederale, deve farsi, sulla necessità di invertire questa tendenza, più forte e radicale. Occorre onestamente prendere atto che un’epoca si è definitivamente chiusa e il limite di sopportabilità sociale di questa situazione è da tempo superato. E’ com’è ovvio un decisivo problema di giustizia ed equità ma anche l’approccio più corretto per affrontare la crisi, poiché è proprio nel cuore di questo problema che essa affonda le sue radici e le sue cause.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Serve una nuova strategia rivendicativa che, come si è detto in premessa, affronti contemporaneamente tre grandi temi:il fisco, l’accesso ai servizi essenziali e universali, la contrattazione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sistema fiscale italiano è, per riconoscimento generale, quanto di più ingiusto, squilibrato, inefficiente si conosca, con pochi paragoni nel mondo avanzato e civile. Tutto ciò in presenza di una tassazione media tra le più alte dei paesi sviluppati.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nei dati sulle dichiarazioni fiscali si conferma l’antico paradosso del nostro Paese:i lavoratori dipendenti guadagnano più di tutti. Sono largamente la maggioranza anche tra le poche decine di migliaia di super-ricchi sopra i 200000 euro. Per testare l’attendibilità di questo dato, sarebbe sufficiente incrociarlo con l’immatricolazione di barche e auto di lusso.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è possibile che circa l’80% del reddito complessivamente dichiarato provenga da lavoro dipendente e pensioni. Solo il 5% sono redditi di impresa e il 4, 2% da lavoro autonomo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La spiegazione di tutto ciò sta nel più alto tasso di evasione e elusione fiscale d’Europa, dato che presumibilmente supera i 100 miliardi di minori entrate.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La riforma fiscale è quindi è un’assoluta priorità dell’iniziativa sindacale, per ragioni di giustizia sociale e, nello stesso tempo, per garantire lo sviluppo economico e affermare e qualificare l’universalità dei diritti alla pensione, alla sanità, alla scuola, alla casa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si tratta di un generico appello alla riduzione delle tasse. Si tratta di abbatterle significativamente per il lavoro dipendente e le pensioni, di aumentare il prelievo per gli strati sociali più ricchi e soprattutto di farle pagare a chi evade.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;E’ necessario un consistente aumento delle detrazioni fiscali specifiche per il lavoro dipendente, il recupero del fiscal drag, un intervento straordinario per strumenti e risorse contro l’evasione fiscale, l’introduzione di una tassa sui grandi patrimoni e sulle transazioni finanziarie , un aumento del prelievo sulla rendita finanziaria che si collochi nella media europea. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La CGIL si pone l’obiettivo di ripristinare il principio costituzionale della progressività, dove ciascuno paghi in proporzione al reddito e alla ricchezza che possiede. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le politiche del Governo vanno scientemente nella direzione opposta:con condoni tombali periodici, con vere amnistie come di fatto si configura lo scudo fiscale per il rientro dei capitali, con azioni finalizzate a favorire la rendita finanziaria, il sistema assicurativo e tutte le sue variegate forme spesso sostitutive delle funzioni dello Stato Sociale. Non si riducono le tasse sulla produzione, sulle retribuzioni e sulle pensioni ma sugli straordinari, i premi di risultato variabili, gli Enti Bilaterali, i Fondi assicurativi privati. Gli effetti di queste scelte scardinano il patto fiscale a base del vivere collettivo e creano insopportabili disuguaglianze oltrechè ulteriori divisioni nel mondo del lavoro tra insiders e outsiders, lavoratori della grande impresa e della piccola, come di fatto finisce per fare il vantaggio fiscale per la contrattazione aziendale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche sul versante contrattuale, una fase va considerata chiusa e occorre con decisione imboccare una diversa strada.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’azione rivendicativa e contrattuale deve tornare ad essere ispirata da un’autonoma analisi della situazione economica, produttiva e sociale, da una visione sindacale delle compatibilità rispetto all’obiettivo prioritario della redistribuzione dei redditi:peraltro qualsiasi politica dei redditi che oggi si volesse praticare per aumentare la crescita, non potrebbe che partire dall’esigenza prioritaria di rafforzare la domanda attraverso la leva fiscale e contrattuale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In definitiva, oggi, la contrattazione e i suoi obiettivi devono essere una leva di politica economica in mano alla libera determinazione e alla dialettica delle forze sociali. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La fase nella quale obiettivi di sviluppo, di risanamento economico e finanziario, di miglioramento della competitività del sistema possano esclusivamente basarsi sulla moderazione salariale è finita.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La stessa velocità dei cambiamenti economici, tecnologici e produttivi impongono capacità di adattamento e tempestività di intervento che vanno in questa direzione. E’ necessario affermare a tutti i livelli l’autonomia contrattuale e della pratica rivendicativa del sindacato confederale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Contratto Nazionale deve rafforzarsi come elemento di unità e solidarietà per difendere e aumentare la retribuzione reale, innovare, qualificare gli aspetti normativi generali per l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori&lt;/strong&gt;. Nel porsi il problema della sua evoluzione, è alla dimensione europea che occorre guardare in una chiave realmente moderna e innovativa così come all’evoluzione della contrattazione nazionale verso una dimensione di più ampi aggregati (industria, servizi privati, servizi pubblici ecc. ).  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La contrattazione di secondo livello , aziendale, territoriale, di settore, di sito o filiera produttiva e distretto è per la CGIL di altrettanta importanza e crucialità e va quindi estesa in qualità e quantità&lt;/strong&gt;. Essa deve intervenire su tutti gli aspetti della condizione di lavoro, compreso l’incremento della retribuzione aziendale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dovrà essere impegno per tutta la CGIL l’avvio di una grande stagione di contrattazione di sito per ricomporre la frantumazione contrattuale oggi presente in tutti i luoghi di lavoro. Fondamentali saranno i temi della sicurezza, delle agibilità e della esigibilità dei diritti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’iniziativa contrattuale decentrata deve accompagnarsi al grande obiettivo di riunificazione del lavoro contro la sua frantumazione e precarizzazione. Va gradualmente ricostruita omogeneità di diritti e tutele attraverso la ricomposizione contrattuale della filiera produttiva, del ciclo lavorativo fino al prodotto finale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutto ciò non significa affatto negare l’importanza di&lt;span class="corsivo"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;spostare in avanti la frontiera della democrazia economica, &lt;/strong&gt;allargando e qualificando le sedi di informazione e confronto sui tanti e complessi aspetti della vita dell’impresa, temi oggetto oggi di semplice comunicazione. Tali avanzamenti sono la condizione per sperimentare forme più avanzate di assetti societari partecipativi, quale quello duale, valutando a tal fine esperienze di altri paesi. Tali esperienze devono essere oggetto di un’approfondita riflessione anche nei loro aspetti critici per la definizione di una nostra proposta. Una proposta che qualifichi e sviluppi il sistema delle relazioni industriali senza intaccare la distinzione dei ruoli e l’autonomia delle parti senza inseguire un approccio angustamente ideologico quale la partecipazione sindacale agli assetti azionari e alla distribuzione degli utili come parametro retributivo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’accordo separato definisce invece vincoli che, irrigidendo e burocratizzando il sistema, prefigurano l’irrilevanza nel tempo del ruolo del contratto nazionale ed una contrattazione aziendale basata, non sulla dialettica paritaria degli interessi, ma sulla subordinazione agli orientamenti dell’impresa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è più rinviabile l’accorpamento e la riduzione degli oltre 400 contratti nazionali di lavoro esistenti, ormai privi di senso alla luce dei processi di trasformazione produttiva, tecnologica e professionale avvenuti. Questi accorpamenti dovranno definirsi attraverso una severa analisi dei cicli lavorativi e delle analogie per grandi comparti, come condizione per evitare accorpamenti di natura meramente burocratica o di convenienza politica e sindacale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In conclusione, questa strategia e pratica contrattuale, anche al fine di non lasciare esposti i lavoratori dei settori più deboli privi di sufficiente forza rivendicativa, consentirà di riconquistare un nuovo sistema contrattuale condiviso, non centralistico e ingessato, capace di adattarsi alle diverse situazioni e di avere nel contempo regole comuni certe ed esigibili. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sul piano previdenziale, la nostra iniziativa deve difendere il sistema pubblico a ripartizione , fondato su un patto solidale tra le generazioni e garantire un più efficace adeguamento del valore delle pensioni in essere alla dinamica reale del costo della vita. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’aumento della disoccupazione e della precarizzazione e discontinuità del lavoro segnatamente delle nuove generazioni, gli effetti della crisi globale sul PIL si riverseranno negativamente sul sistema di calcolo previdenziale contributivo che, a regime, potrà loro garantire, nel migliore dei casi, una copertura della pensione pubblica al 50% dell’ultima retribuzione e una ridotta efficacia della previdenza complementare. Occorre dunque porsi l’obiettivo di modificare il sistema di attualizzazione e di calcolo del montante contributivo, non escludendo il ricorso alla fiscalità generale, per assicurare un tasso di sostituzione oltre il 60% rispetto all’ultima retribuzione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vanno respinti con forza gli aumenti dell’età pensionabile, &lt;/strong&gt;dei quali l’elevazione dell’età pensionabile delle donne del pubblico impiego è solo il primo passo, riaffermando il principio della flessibilità in uscita.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli effetti della crisi finanziaria globale sui fondi pensione implicano un’esigenza di riflessione sulle prospettive del sistema previdenziale, la cautele e i correttivi necessari.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nello stesso tempo va aumentata la massa critica dei fondi pensionistici integrativi anche attraverso aggregazioni. Le risorse vanno finalizzate ad azioni di sostenibilità sociale, delimitando fortemente l’investimento nei comparti azionari a più alto rischio. Inoltre vanno individuate forme assicurative per garantire i lavoratori che andranno in pensione nel pieno di forti crisi finanziarie.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per quanto riguarda infine le pensioni in essere, vanno incrementate quelle più basse, va rivendicato l’adeguamento reale al costo della vita, va sostenuto il reddito dei pensionati attraverso una forte rifinanziamento della legge per la non autosufficienza e una vertenzialità diffusa a livello territoriale per adeguate politiche sociali. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per quanto riguarda la &lt;strong&gt;legge per la non autosufficienza&lt;/strong&gt;, si può pensare alla costituzione di un fondo speciale presso l’INPS, finanziato dai contributi dei lavoratori, delle imprese e dei pensionati, che garantisca a coloro che hanno bisogni e requisiti il pagamento delle prestazioni, la cui offerta dovrà essere organizzata dagli Enti locali.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;UN SINDACATO AUTONOMO DEMOCRATICO RAPPRESENTATIVO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;I meccanismi di partecipazione e di vita democratica si sono progressivamente isteriliti e il recente accordo separato sul sistema contrattuale delinea un sistema rigidamente accentrato e riduce, nel concreto, gli spazi di rappresentanza contrattuale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quel che è ancora più grave, l’accordo separato sulle regole della contrattazione ha rotto una prassi pluridecennale, basata sulla rappresentatività delle tre grandi confederazioni italiane. In virtù di tale prassi si è prodotto, nel tempo, un sistema normativo cui è stata riconosciuta efficacia tendenzialmente generale, in analogia a quanto previsto dall’art. 39 della Costituzione. Questa condizione oggi non esiste più, sostituita dal mutuo riconoscimento tra rappresentanze di interessi indebolite che esclude ogni forma di verifica democratica dell’effettiva rappresentatività dei soggetti rappresentanti e di validazione democratica da parte dei soggetti rappresentati.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La situazione è anomala e insostenibile. La rappresentanza sociale del lavoro diverrebbe l’unico caso in cui non è prevista alcuna forma di legittimazione esplicita se non quella che, reciprocamente, si riconoscono quelle parti contraenti che condividono un determinato risultato (ad esclusione di chi non lo ha condiviso), senza possibilità di sottoporlo a verifica e a validazione. Validazione ancor più necessaria a fronte di posizioni diverse fra le organizzazioni sindacali.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si deve rispondere a questa involuzione con un progetto e una politica rivendicativa che parli a tutto il mondo del lavoro e ai pensionati e li renda di nuovo protagonisti e non solo destinatari delle scelte del sindacato. E’ questo un proposito impegnativo e una sfida difficile.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bisogna in primo luogo sconfiggere la sfiducia e la rassegnazione. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bisogna ridare valore alla partecipazione attiva. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bisogna essere inclusivi, accoglienti, aprirsi ai giovani che faticano a riconoscere nel sindacato uno strumento in grado di aiutarli a realizzare i loro progetti di vita. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bisogna ricostruire una vera democrazia sindacale, dal basso, basata su una assiduità di rapporto e dialogo, a partire dai problemi del vissuto quotidiano. A tale proposito, si impone un rinnovamento profondo della nostra rappresentanza sindacale di base: la generalizzazione delle RSU su base elettiva è un compito primario, che deve fare i conti anche con i profondi cambiamenti nell’organizzazione del lavoro. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il no della CGIL alla controriforma del modello contrattuale è quindi una scelta costituente per una riforma democratica di tutto il sindacato, fondata sulla democrazia e sul rilancio della contrattazione a tutti i livelli. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo le scelte compiute da CISL e UIL che hanno prodotto la grave rottura attuale, abbiamo di fronte una fase di esplicito pluralismo anche nella pratica rivendicativa. Oggi non è realistico ipotizzare di andare oltre l’ azione unitaria sulle singole questioni. Ma pluralismo sindacale, accordi che si applicano a tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali, labilità di regole democratiche sono tutti aspetti tra loro inconciliabili che portano alla deriva delle relazioni sindacali e rafforzano esclusivamente i datori di lavoro, assegnando loro, di fatto, ogni potere decisionale. Il sistema che ha funzionato, sia pure tra alterne vicende, dal dopoguerra ad oggi, non può reggere alla torsione cui è stato sottoposto. Ciò pone interrogativi esistenziali alle altre organizzazioni sindacali al pari della CGIL . &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La natura confederale si sostanzia di valori e pratiche, senza le quali si cristallizza in burocrazia autoreferenziale, in un ferreo ordine gerarchico, chiuso e conservatore, basato su una rigida presunzione di rappresentatività che esclude ogni forma di verifica democratica . La natura confederale vive e si esplicita a partire dal territorio, dal rinnovamento e dal coinvolgimento dei delegati, dei lavoratori e dei pensionati su obiettivi sociali precisi, riferiti alla qualità delle condizioni di vita e di lavoro. Essa non è riconducibile esclusivamente al rapporto concertativo con le istituzioni locali e territoriali, ma si nutre dell’intreccio tra la contrattazione sociale territoriale e la contrattazione articolata nei luoghi di lavoro, si sviluppa in una vertenzialità diffusa di contrasto allo smantellamento dello stato sociale e alla privatizzazione dei servizi e dei beni comuni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo il modello contrattuale dell’accordo separato porta con sè una idea di confederalità che non è della Cgil perché fondata sulla centralizzazione e sulla riduzione della contrattazione di categoria in un ambito corporativo con vincoli e limiti precisi.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’autonomia negoziale nella pratica rivendicativa è condizione perché la dimensione confederale e di categoria costruiscano un reale intreccio che dia un senso generale al rapporto tra contrattazione aziendale e contrattazione sociale nel territorio. In questo senso ci vuole maggiore confederalità, assumendone il carattere vertenziale e rivendicativo e non certo invocando una retorica della concertazione, oggi improponibile. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non ci può essere rassegnazione nei confronti dell’inesorabile logoramento della forza e del ruolo del sindacato confederale. L’Unità rappresenta un valore fondante per la CGIL e un obiettivo da perseguire anche nei momenti difficili come l’attuale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La legge sulla rappresentanza e la democrazia sindacale è dunque un passaggio ormai ineludibile. Essa costituisce l’asse dell’iniziativa politica della CGIL anche nei confronti delle altre due confederazioni e deve diventare oggetto di una forte campagna di mobilitazione delle coscienze, non meno importante di quella sulla libertà di informazione, cui la CGIL sta contribuendo in modo determinante. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Questa iniziativa si inscrive nello sforzo di rigenerazione del sindacato confederale e ne costituisce la fondamentale pre-condizione. Alla luce di quanto avvenuto, non sono possibili vertenze unitarie che non siano accompagnate da regole democratiche sulla validazione degli accordi, segnatamente a fronte di posizioni diverse.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La certificazione della rappresentatività effettiva da un lato, la validazione democratica delle piattaforme e dei risultati negoziali dall’altro, sono elementi fondativi di un sindacato a forte identità: democratico, pluralista, autonomo, unitario, pur nel riconoscimento delle diversità. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’autonomia negoziale e la democrazia sindacale si accompagnano alla necessità di ridefinire il rapporto tra il sindacato, le istituzioni e gli schieramenti politici. In particolare, nel nostro paese, dove il bipolarismo affonda le sue radici in una crisi politica e di rappresentanza che persiste da molti anni, il rapporto tra sindacato e politica influisce profondamente sulla credibilità stessa delle scelte contrattuali.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Va riaffermato il valore dell’autonomia e/o dell’indipendenza e respinta ogni forma di collateralismo, anche se, per i valori e i progetti sociali di cui è portatore, per gli interessi che rappresenta, il sindacato confederale non può prescindere dal rapporto esistente tra i programmi elettorali e le politiche degli schieramenti politici e gli interessi della sua area di rappresentanza.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ autonomia e/o indipendenza non significa in alcun modo indifferenza. Ed infatti, la lotta contro la deriva autoritaria che il modello di potere berlusconiano sta imponendo al paese, la crescita delle disuguaglianze, l’abbattimento delle conquiste sociali affonda le sue radici nelle storia e nella cultura profonda della CGIL.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’esercizio della rappresentanza sindacale anche nel suo confronto con la rappresentanza politica deve avvenire nella limpida affermazione delle ragioni del lavoro, nella consapevolezza del suo valore centrale in una società moderna ed equilibrata. Sono le ragioni dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della solidarietà, dei diritti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL deve essere portatrice di un proprio progetto autonomo come espressione degli interessi del lavoro subordinato e dei pensionati e di una pratica negoziale che, in quanto tale, si confronta con le forze politiche.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questo quadro vanno rigorosamente rafforzati ed estesi i meccanismi di incompatibilità dei dirigenti rispetto ai partiti e le istituzioni, così come va verificata a tutti i livelli dell’organizzazione, l’applicazione delle norme di incompatibilità rispetto ad enti di gestione e società non di diretta emanazione sindacale, strumentali alla sua attività.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA CGIL CHE VOGLIAMO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La discontinuità, il cambiamento e l’innovazione che vogliamo per la vita esterna dell’organizzazione a maggior ragione devono valere per la sua vita interna.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Occorre operare in direzione del superamento di un’eccessiva burocratizzazione e di un accentramento di poteri e decisioni che genera l’incrostazione di consolidati assetti di potere, una sostanziale autoreferenzialità spesso coperta da un pervasivo orgoglio autocelebrativo. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo stesso dibattito interno risulta dunque e inevitabilmente bloccato e ossificato in posizioni precostituite, secondo una rigida logica di schieramenti e di contrapposizione amico/nemico: è dunque assolutamente necessario invece liberare la ricerca di soluzioni comuni , attraverso la libera circolazione delle idee.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale inversione di tendenza deve consentire anche la riapertura del confronto con la comunità culturale, scientifica e accademica che ha smesso da tempo di vedere nella CGIL un punto di riferimento, una palestra di idee, un laboratorio di formazione degli orientamenti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La nostra idea di confederalità è fondata su un progetto di trasformazione della società che fa del principio di uguaglianza e solidarietà, della partecipazione e della democrazia, dei valori sociali e civili della nostra Costituzione, dell’obiettivo della costruzione di un vero spazio sociale europeo basato sull’affermazione dei diritti sociali e del lavoro, l’orizzonte di riferimento. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono queste le premesse per un rilancio della confederalità, non più come una sorta di istanza gerarchica superiore ma come una politica e una prassi democratica, che deve vivere concretamente a partire dal territorio, dal coinvolgimento dei delegati, su obiettivi sociali precisi, su una sintesi più compiuta degli interessi generali del mondo del lavoro, spostando a tal fine risorse e poteri verso i livelli decentrati di categoria e confederali.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Si rende indispensabile una forte innovazione nei processi di formazione delle decisioni che devono rispondere a due criteri fondamentali: una reale&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;collegialità, come segno vero di democrazia e modernità, in assoluta controtendenza rispetto al plebiscitarismo e al leaderismo oggi imperanti e un rigoroso rispetto delle regole interne della vita democratica dell’organizzazione, &lt;/strong&gt;sancito in maniera trasparente da una riforma della magistratura interna verso una terzietà della stessa.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il gruppo dirigente attuale , che appartiene mediamente alla stessa generazione, deve saper dunque costruire rapidamente le condizioni, per un deciso ricambio di genere e di generazione, di pluralismo etnico.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A tal fine, la CGIL deve lanciare una grande campagna di iscrizione di massa dei lavoratori precari e discontinui alle singole categorie di riferimento. &lt;/strong&gt;L’esperienza di NIDIL ha fatto il suo tempo: perseverare in questa modalità organizzativa non fa che rafforzare la segregazione dei giovani coinvolti e assecondare la lontananza dalle categorie.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL deve inoltre dare l’opportunità alle lavoratrici e ai lavoratori migranti di essere protagonisti nella rappresentanza generale del lavoro, contribuendo così alla costruzione di un muticulturalismo dialogante, anche assumendo modalità organizzative differenti, all’interno delle categorie, che facilitino e incentivino l’assunzione di rappresentanza da parte dei lavoratori migranti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’esperienza del sindacato generale dei pensionati mantiene tutta la sua validità e va confermato. Tuttavia, i nuovi pensionati e pensionandi tendono a mantenere un rapporto diretto e identitario con le categorie di appartenenza, accentuato anche dal legame dato dalla previdenza integrativa. A tal fine è necessario costruire tra SPI e le categorie degli attivi, dei nuovi rapporti di integrazione e collaborazione anche sperimentando soluzioni, da definire , che conservino l’identità di provenienza. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per la CGIL che vogliamo occorre discontinuità, cambiamento e innovazione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è tempo di teste sotto la sabbia.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Servono lucidità nell’analisi politica, coraggio e umiltà nella ricerca di soluzioni, generosità nella messa in gioco delle singole convenienze: tutte condizioni che alla CGIL non sono mai mancate nei momenti cruciali del cambiamento.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONCLUSIONI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Dopo un anno di crisi economica, la speculazione finanziaria, i superprofitti, lo spreco delle risorse si riaffermano come prima e peggio di prima, mentre per il mondo del lavoro pubblico e privato, per i pensionati, per i giovani, per i migranti la crisi sociale si aggrava sempre di più. Le donne e i giovani sono i più colpiti ovunque. L'ottimismo ufficiale sulla ripresa delinea una politica economica e sociale che scarica tutti i costi della crisi sui salari, sulle pensioni e sulle condizioni di lavoro, sui diritti, sulla dignità, sulla libertà del mondo del lavoro, sullo stato sociale e sulla scuola.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL ha detto no alla politica economica del Governo e alla scelta del Governo e della Confindustria di imporre con l'accordo separato un sistema contrattuale che colpisce il salario, i diritti e la libertà di contrattazione. La CGIL ha detto no alla controriforma e alla privatizzazione della scuola&lt;strong&gt;. Questi NO sono giusti ma non bastano, se non supportati da decisioni strategiche, proposte innovative e pratiche conseguenti. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non si tratta infatti di emendare le scelte e le priorità che altri hanno definito, ma bensì di affermare le nostre priorità, le nostre scelte, le nostre esplicite discontinuità per affermare non solo la nostra identità, ma per invertire il processo in atto. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Processo che non abbiamo adeguatamente contrastato nell’illusione che comportamenti tattici fossero sostitutivi di una chiarezza sulle scelte strategiche. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'Italia è entrata nella crisi con una distribuzione del reddito, un livello di disoccupazione, soprattutto nel Mezzogiorno, un sistema di flessibilità e precarietà del lavoro, un sistema di servizi pubblici e di istruzione che sono tra i più ingiusti e diseguali del mondo industriale avanzato. Le politiche del Governo e del sistema delle imprese, stanno ancora peggiorando la situazione e così l'Italia attraversa la crisi con la più pesante regressione sociale della sua storia recente.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I NO della CGIL allora devono essere la premessa per un cambiamento profondo nella piattaforma e nella pratica del sindacato, che risponda ai bisogni e alle domande del mondo del lavoro.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Occorre una rinnovata autorevolezza della proposta complessiva e visibilità, estensione ed efficacia della mobilitazione&lt;/strong&gt;.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mondo del lavoro ha bisogno che la CGIL cambi profondamente per affrontare la crisi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo documento propone in sette punti le scelte fondamentali da compiere. Quattro di esse riguardano la piattaforma e il programma, tre la vita stessa e il modo d'agire della CGIL.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;I quattro punti programmatici fondamentali sono:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;1 – Una politica economica e sociale che faccia della redistribuzione della ricchezza e della lotta alla disoccupazione le leve per uscire dalla crisi. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bisogna conquistare &lt;strong&gt;nuove politiche pubbliche fondate sulla difesa dell'accesso libero ed eguale ai beni comuni fondamentali &lt;/strong&gt;dall'acqua, all'energia, all'istruzione, alla sanità. Occorre &lt;strong&gt;una riforma fiscale&lt;/strong&gt; a favore dei redditi da lavoro dipendente e da pensione, che combatta davvero l'evasione fiscale e contributiva e che tocchi la finanza, i patrimoni e le ricchezze reali. Occorre una &lt;strong&gt;politica di redistribuzione del lavoro fondata sulla riduzione generale degli orari a livello europeo. Va aumentata e garantita a tutti la Cassa Integrazione, così come va aumentato ed esteso il reddito in caso di disoccupazione. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vanno difese e sviluppate &lt;strong&gt;le pensioni e la sanità pubblica&lt;/strong&gt;, con la lotta agli sprechi, alle inefficienze e all’illegalità a partire dalla riduzione dei costi della politica e delle spese militari. &lt;strong&gt;Va rivendicata una politica economica che anziché sul taglio del costo del lavoro, punti a competere sull'innovazione, la ricerca e la tecnologia. &lt;/strong&gt;Occorrono investimenti pubblici nelle nuove tecnologie, nella mobilità sostenibile e nel risanamento ambientale respingendo il ritorno al passato dell'energia nucleare. Bisogna dire no alla politica di nuove grandi opere inutili e faraoniche, a partire dal ponte sullo stretto di Messina, e invece rivendicare e riconquistare il lavoro diffuso, quello per strade scuole ospedali ferrovie, promosso dagli Enti Locali. Occorre un grande programma di investimenti a favore della scuola pubblica e per il diritto allo studio.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chi pensa di salvare il Nord abbandonando il Mezzogiorno, in realtà distrugge il futuro di tutti. L'Italia non si salva a pezzi. &lt;strong&gt;Nel Mezzogiorno occorre accompagnare un programma di investimenti e di lotta alla disoccupazione con il contrasto alla corruzione ed alle mafie&lt;/strong&gt;. Lo sviluppo economico sociale e civile del Mezzogiorno è condizione per la ripresa economica di tutta l'Italia.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2 – La lotta alla precarizzazione e alla riduzione dei diritti e delle libertà delle lavoratrici e dei lavoratori. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vanno semplificati e riunificati i canali di accesso al lavoro, ripristinando la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, senza distinzione di tipologia o dimensione aziendale nell’esercizio di tutti i diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dall’art. 18. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vanno ricondotti a fattispecie circoscritte e definite i contratti a termine, mentre vanno superate tutte le altre forme di accesso quali le collaborazioni a monocommittenza e i contratti a somministrazione. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vanno contrastate le pratiche di ricorso agli appalti al massimo ribasso. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bisogna ridefinire un sistema di controllo , trasparenza e legalità dell’incontro domanda offerta che è diventato in molti casi oggetto di clientelismo e discriminazione nel rapporto tra agenzie e imprese, da cui non sono sempre esenti le stesse organizzazioni sindacali. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La lotta al lavoro nero ed al supersfruttamento deve diventare impegno centrale del sindacato e di tutte le istituzioni superando la deregolazione e deresponsabilizzazione affermatesi in questi anni. La tutela della salute e della sicurezza del lavoro devono essere la priorità assoluta. Il diritto al lavoro non può essere messo in alternativa ai diritti nel lavoro.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le lavoratrici ed i lavoratori migranti hanno diritto alla piena parità ed alla piena cittadinanza superando le vergognose discriminazioni ed i ricatti sul permesso di soggiorno che alimentano supersfruttamento e lavoro nero.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell’immediato bisogna bloccare i licenziamenti sia nel sistema privato che in quello pubblico.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;3 – La fine delle compatibilità definite dal governo nelle rivendicazioni salariali. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il modello contrattuale frutto dell'accordo separato del 22 gennaio 2009 non può essere soggetto a semplici aggiustamenti, ma va sconfitto&lt;/strong&gt;. Bisogna respingere il ritorno alle gabbie salariali, al cottimo, al salario discriminatorio, riaffermando il principio per cui a pari lavoro pari salario.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vanno ricostruite la piena autonomia e libertà di contrattazione sia nei contratti nazionali, che a livello d'impresa. Nel lavoro pubblico e in quello privato, oggi crescono l'autoritarismo e la spinta delle imprese alla pura individualizzazione del rapporto di lavoro e alla messa in competizione estrema delle lavoratrici e dei lavoratori gli uni contro gli altri. Per questo bisogna difendere ed estendere la contrattazione collettiva fondata sulla solidarietà.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Occorre un sistema contrattuale che non ponga vincoli alla possibilità dell’incremento delle retribuzioni reali nei contratti nazionali ed alla libertà di contrattare nell'impresa tutti gli aspetti della condizione di lavoro. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questa strategia e pratica contrattuale, anche al fine di non lasciare esposti i lavoratori dei settori più deboli privi di sufficiente forza rivendicativa, consentirà di riconquistare un nuovo sistema contrattuale condiviso, per lavoratori pubblici e privati, non centralistico e ingessato, capace di adattarsi alle diverse situazioni e di avere nel contempo regole comuni certe ed esigibili. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Elemento centrale di questo nuovo sistema dovrà essere una decisa riduzione della durata del Contratto Nazionale nella parte salariale. La triennalizzazione prevista dall’accordo del 22 gennaio, in assenza di qualsiasi meccanismo di recupero dell’inflazione reale, soprattutto alla luce di così grandi incertezze del ciclo economico globale e dunque degli andamenti dell’inflazione programma una riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;4 – Tutta l'azione sindacale dev'essere fondata sulla democrazia, cioè sul diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a scegliere chi li rappresenta e a decidere con il voto segreto sulle piattaforme e sugli accordi. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La conquista di una piena democrazia sindacale che sviluppi una reale partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, a tutte le scelte dell'organizzazione sindacale, è la condizione di premessa per l'unità. Che, così concepita, è strumento indispensabile per tutte le lotte del mondo del lavoro. La pratica degli accordi separati e la scelta di CISL e UIL di rifiutare il voto delle lavoratrici e dei lavoratori su piattaforme ed accordi hanno messo in crisi l'unità. La sua ricostruzione passa ora anche attraverso una legge che garantisca al mondo del lavoro il diritto alla democrazia sindacale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per realizzare questi obiettivi è necessario che la CGIL rinnovi profondamente il proprio modo d'agire facendo ricorso ai valori ed alle identità più forti della propria storia. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;5 – La contrattazione a tutti i livelli, fondata sulla democrazia, dev'essere la pratica prioritaria dell'organizzazione. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL dev'essere lo strumento di organizzazione sociale, di rivendicazione e di lotta di tutto il mondo del lavoro, così come esso è diventato oggi. Per questo la CGIL dev'essere ancor più, ma in alcuni casi ridiventare, il sindacato che sta dentro il mondo del lavoro e contratta.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il modello sindacale fondato sulla contrattazione è oggi alternativo a quello fondato sul servizio assistenziale governato dagli enti bilaterali. Contrattare significa abbandonare ogni forma di centralizzazione e controllo dall'alto dell'azione sindacale. Significa sviluppare una vertenzialità diffusa che si misuri con le diverse condizioni sociali e di libertà del mondo del lavoro.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella crisi dell'unità sindacale la CGIL deve essere in grado di costruire ovunque pratiche sociali e vertenze anche in assenza di piattaforme unitarie. &lt;strong&gt;Questo richiede una pratica della democrazia ed una verifica del consenso delle lavoratrici e dei lavoratori, che i dirigenti dell'organizzazione a tutti i livelli devono considerare un dovere assoluto nei propri comportamenti. &lt;/strong&gt;Questo deve accompagnarsi al massimo della conoscenza reale del mondo del lavoro, alla capacità di organizzare i bisogni in rivendicazioni, vertenze, conflitto, accordi.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Su queste basi deve avvenire la formazione e la selezione dell'apparato e di tutte le rappresentanze della CGIL.  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;6 – E' necessario riformare l'organizzazione per un grande processo di sindacalizzazione del lavoro frantumato e diffuso. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La confederalità si esercita con la diffusione della democrazia per realizzare uguaglianza e solidarietà nella contrattazione. Per questo essa non può essere patrimonio burocratico di una parte degli apparati, ma il modo concreto con cui si opera in tutta la CGIL.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' necessario rafforzare la funzione contrattuale e la capacità di iniziativa della CGIL, per sindacalizzare tutto il mondo del lavoro diffuso, frantumato, precarizzato.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL deve quindi scegliere di riformare la propria struttura organizzativa e conseguentemente di distribuire diversamente le proprie risorse al fine di:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;ridurre gli apparati  centrali e regionali&lt;/strong&gt; a favore della presenza nel territorio e  nei luoghi di lavoro;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;accorpare le  categorie&lt;/strong&gt; in funzione dell'unificazione contrattuale dei  lavoratori, partendo dalle federazioni che hanno come controparte  immediata&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;i settori industriali della  Confindustria;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;sperimentare  strumenti di partecipazione dei lavoratori alle scelte sindacali&lt;/strong&gt;,  in aggiunta alle RSU, quali delegati di reparto e di ufficio,  comitati territoriali.    &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;7 – Autonomia e indipendenza nella formazione delle decisioni e dei gruppi dirigenti. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIL è sempre stata un sindacato che costruisce le proprie scelte sulla base di valori di fondo e giudizi politici. Questo è giusto perché l'ideologia del sindacato apolitico spesso occulta ipocritamente connivenze e complicità con i governi e con le imprese. La CGIL si batte per la pace contro la guerra per la Costituzione contro gli attacchi alla democrazia, per le libertà.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Va riaffermato il valore dell’autonomia e/o dell’indipendenza e respinta ogni forma di collateralismo, anche se, per i valori e i progetti sociali di cui è portatore, per gli interessi che rappresenta, il sindacato confederale non può prescindere dal rapporto esistente tra i programmi elettorali e le politiche degli schieramenti politici e gli interessi della sua area di rappresentanza. &lt;strong&gt;L’autonomia e/o indipendenza non significa in alcun modo indifferenza. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Significa invece stare in campo con l’autonomia della nostra proposta strategica di cambiamento e trasformazione della società. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi elementi fondanti dell'autonomia e della indipendenza della CGIL devono vivere anche nella vita democratica dell'organizzazione. Ciò significa rafforzare le regole dell'incompatibilità e costruire pratiche di selezione democratica dei dirigenti che escludano la cooptazione dall'alto e favoriscano il rinnovamento e l'accesso diffuso ai ruoli di direzione.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scardinare cooptazioni e conformismi è davvero una priorità per una differente qualità della democrazia interna alla nostra Organizzazione e nella democrazia che vogliamo i rappresentati devono essere più importanti dei rappresentanti. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Occorre aprire una grande e libera discussione sulle forme i modi di coinvolgimento dei nostri iscritti nei processi di formazione delle decisioni e nella formazione stessa dei gruppi dirigenti, non escludendo il ricorso alle primarie tra gli strumenti di consultazione generalizzata degli iscritti. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Domenico Moccia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nunzia Amura&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Carlo Baldini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vittorio Bardi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Wilma Casavecchia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giorgio Cremaschi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ferruccio Danini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lucia Errico&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesco Grondona&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Rita Guglielmetti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mauro Guzzonato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maurizio Landini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mariggia Maulucci&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sergio Mirimao&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Rosa Pavanelli&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Franca Peroni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Carlo Podda&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Simonetta Ponzi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nadia Presi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesca Redavid&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianni Rinaldini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nicoletta Rocchi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maurizio Scarpa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Laura Spezia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Claudio Stacchini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Iole Vaccargiu&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Elena Zolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.lacgilchevogliamo.it/documento_finale_lacgilchevogliamo.pdf" title="Scarica il documento in formato PDF"&gt;Scarica il documento in formato PDF&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a style="font-weight: normal;" target="_blank" href="http://www.lacgilchevogliamo.it/manifesto_lacgilchevogliamo.pdf" title="Scarica il manifesto in formato PDF"&gt;Il manifesto in formato PDF&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;a href="mailto:scrivici@lacgilchevogliamo.it" title="Scrivici"&gt;scrivici@lacgilchevogliamo.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.lacgilchevogliamo.it/"&gt;http://www.lacgilchevogliamo.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-2969258404177464530?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/2969258404177464530/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=2969258404177464530" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2969258404177464530?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/2969258404177464530?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/la-cgil-che-vogliamo.html" title="La CGIL che vogliamo" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnIAOwySZI/AAAAAAAACzA/j_LSylW4n1I/s72-c/lacgil.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AFQX04cCp7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-5581646373405778</id><published>2009-11-10T20:23:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T20:35:10.338+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T20:35:10.338+01:00</app:edited><title>“Riportiamo  la democrazia… nei luoghi di lavoro”</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnAYCh12aI/AAAAAAAACy4/W9vxNd0DQ60/s1600-h/12novem2009sciopero.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 281px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnAYCh12aI/AAAAAAAACy4/W9vxNd0DQ60/s400/12novem2009sciopero.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402560747235826082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedi’ 12  novembre 2009  sciopero generale provinciale di 4 ore dalle ore 8 alle 12  di  tutti  i   metalmeccanici (salva diversa indicazione delle R.s.u. e  da effettuarsi  per tutti  i turni di lavoro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un&lt;span style="font-size:130%;"&gt;  no&lt;/span&gt; convinto e determinato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•Alla disdetta unilaterale di Fim e Uilm del contratto colletivo nazioanle di lavoro che scade il 31/12/2011, senza aver chiesto il parere dei lavoratori/ci;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•Alla piattaforma di Fim e Uilm sul nuovo contratto di lavoro, anche questa senza aver chiesto il parere dei lavoratori/ci;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•Ad un accordo separato del contratto nazionale di lavoro firmato da Fim-Uilm e federmeccanica che non da nessuna risposta  di carattere economico e che, recependo l’accordo separato sul modello contrattuale (anche questo fatto senza chiedere il parere dei lavoratori !), peggiora la parte normativa. anche tale accordo lo si intende farlo passare facendolo approvare solo dagli iscritti (e non da tutti i lavoratori !) a quei sindacati firmatari del contratto, sapendo che questi rappresentato solo una piccola minoranza dei lavoratori/ci  metalmeccanici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;si&lt;/span&gt; convinto  e determinato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•Per  ridare dignita’ alle lavoratrici ed ai lavoratori; per riportare la democrazia dentro i luoghi di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Partecipiamo numerosi !!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnAGQIg33I/AAAAAAAACyw/zwpr5SHL_rw/s1600-h/corteopresidio.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 179px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnAGQIg33I/AAAAAAAACyw/zwpr5SHL_rw/s400/corteopresidio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402560441650044786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiom-Cgil  Pisa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-5581646373405778?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/5581646373405778/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=5581646373405778" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5581646373405778?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5581646373405778?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/riportiamo-la-democrazia-nei-luoghi-di.html" title="“Riportiamo  la democrazia… nei luoghi di lavoro”" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/SvnAYCh12aI/AAAAAAAACy4/W9vxNd0DQ60/s72-c/12novem2009sciopero.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkYFSX46fip7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-7950239769520398904</id><published>2009-11-10T20:00:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T20:08:38.016+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T20:08:38.016+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cartelli" /><title>Più cassa e meno premio</title><content type="html">&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[clicca sopra l'immagine per leggere il cartello esposto ai lavoratori il 10 novembre 2009]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm45VjPEUI/AAAAAAAACyY/T8SCTsjAr3g/s1600-h/Pi%C3%B9+cassa+e+meno+premio.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 315px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm45VjPEUI/AAAAAAAACyY/T8SCTsjAr3g/s400/Pi%C3%B9+cassa+e+meno+premio.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402552523184607554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-7950239769520398904?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/7950239769520398904/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=7950239769520398904" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7950239769520398904?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7950239769520398904?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/piu-cassa-e-meno-premio.html" title="Più cassa e meno premio" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm45VjPEUI/AAAAAAAACyY/T8SCTsjAr3g/s72-c/Pi%C3%B9+cassa+e+meno+premio.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE4FSHw8fip7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-5369495540017903596</id><published>2009-11-10T19:59:00.002+01:00</published><updated>2009-11-10T20:55:19.276+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T20:55:19.276+01:00</app:edited><title>CGIL: Al congresso di Rimini con due mozioni distinte</title><content type="html">&lt;h4 class="abstract"&gt;&lt;span class="settore" style="float: left;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;Il primo documento "I diritti e il lavoro oltre la crisi" - il cui primo firmatario è il segretario generale Guglielmo Epifani - affronta la crisi e lancia dieci proposte che vanno dalla riduzione delle tasse sul reddito da lavoro e pensione, alla riforma degli amortizzatori sociali fino al blocco dei licenziamenti. Il secondo "Per la Cgil che vogliamo occore Discontinuità - Rinnovamento - Democrazia" di cui il primo firmatario è il segretario dei bancari Domenico Moccia chiede invece, l'introduzione delle primarie nel mondo sindacale e ritiene indispensabile l'aumento delle pensioni più basse oltre alla lotta alla precarizzazione e il ripristino della centralità del lavoro a tempo indeterminato&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt; &lt;div style="clear: left;"&gt;&lt;!-- --&gt;&lt;/div&gt;La Cgil si incammina verso il XVI Congresso che si terrà dal 5 all'8 maggio 2010 a Rimini, con due mozioni diverse. Il primo documento "I diritti e il lavoro oltre la crisi" - il cui primo firmatario è il segretario generale Guglielmo Epifani - affronta in particolare la crisi e lancia dieci proposte che vanno dalla riduzione delle tasse sul reddito da lavoro e pensione, alla riforma degli amortizzatori sociali fino al blocco dei licenziamenti. Il secondo "Per la Cgil che vogliamo occore Discontinuità - Rinnovamento - Democrazia" di cui il primo firmatario è il segretario dei bancari Domenico Moccia e a seguire il segreatrio confederale Nicoletta Rocchi, il leader della Fiom Gianni Rinaldini e della Fp Carlo Podda chiede invece, tra le altre cose, l'introduzione delle primarie nel mondo sindacale e ritiene indispensabile l'aumento delle pensioni più basse oltre alla lotta alla precarizzazione e il ripristino della centralità del lavoro a tempo indeterminato. &lt;p&gt;La rielezione di Epifani è scontata mentre incerta è la sua successione a settembre quando scadranno gli otto anni della durata massima del mandato: in pole position, due donne. La prima mozione sostiene, anche se Epifani non ne ha mai fatto ufficialmente il nome, il segretario confederale Susanna Camusso, la seconda il segretario confederale Nicoletta Rocchi. Un punto di incontro tra le due potrebbere essere il nome dell'attuale segretario dei pensionati Carla Cantone.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco in sintesi i punti dei due documenti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;"I DIRITTI E IL LAVORO OLTRE LA CRISI"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;1. Riaffermare un'idea condivisa della Repubblica Italiana e del suo atto fondativo: la Costituzione del 1948;&lt;br /&gt;2. Rafforzare l'idea di democrazia come partecipazione attiva e consapevole, come autodeterminazione;&lt;br /&gt;3. Costruire un "Progetto Paese" alternativo a quello in campo, in grado di affrontare la crisi e guidare il cambiamento. Le politiche per il Mezzogiorno sono parte essenziale del "Progetto";&lt;br /&gt;4. Ridurre le diseguaglianze;&lt;br /&gt;5. Ricomporre la frattura tra giovani e futuro nel lavoro, nelle coperture previdenziali, nell'istruzione. Garantire che le future pensioni del sistema contributivo non siano inferiori al 60% dell'ultima retribuzione;&lt;br /&gt;6. Unificare culturalmente, socialmente, sindacalmente il lavoro pubblico e quello privato;&lt;br /&gt;7. Riformare gli ammortizzatori sociali. Rispondere ai precari ridando centralità al rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Fermare i licenziamenti;&lt;br /&gt;8. Ridurre la tassazione sul reddito da lavoro e da pensione, incrementando la lotta all'evasione ed elusione fiscale e tassando le rendite finanziarie e i grandi patrimoni. Portare la prima aliquota dell'Irpef al 20%, aumentare le detrazioni e riequilibrare attraverso fisco, contratti e contrattazione sociale per almeno due punti del Pil la distribuzione nazionale del reddito in favore di lavoratori e pensionati;&lt;br /&gt;9. Riconquistare un nuovo modello di contrattazione. Praticare rigorosamente la democrazia di mandato e il voto dei lavoratori sugli accordi;&lt;br /&gt;10. Riformare le modalità di ingresso, regolarizzare i migranti già in possesso dei requisiti e quelli che lavorano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"PER LA CGIL CHE VOGLIAMO" &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;1.Redistribuzione ricchezza e la lotta alla disoccupazione le leve per uscire dalla crisi;&lt;br /&gt;2. Un sistema contrattuale che non ponga vincoli alla possibilità dell'incremento delle retribuzioni reali nei contratti nazionali;&lt;br /&gt;3. Lotta alla precarizzazione. Ripristinare la centralità del lavoro a tempo indeterminato;&lt;br /&gt;4 Aumentare le pensioni più basse;&lt;br /&gt;5. La contrattazione a tutti i livelli, fondata sulla democrazia, deve essere la pratica prioritaria dell'organizzazione;&lt;br /&gt;6.Rafforzare la funzione contrattuale e la capacità di iniziativa della Cgil;&lt;br /&gt;7. Impegnare tutta la Cgil nell'avvio di una grande stagione di contrattazione di sito;&lt;br /&gt;8. Avere Autonomia e indipendenza nella formazione delle decisioni e dei gruppi dirigenti;&lt;br /&gt;9. Sperimentare forme e strumenti di coinvolgimento degli iscritti nella formazione dei gruppi dirigenti, che non escludano il ricorso alle primarie tra gli iscritti, individuando i correttivi che evitino rischi di plebiscitarismo;&lt;br /&gt;10. Sperimentare strumenti più efficaci per far rispettare le norme antidiscriminatorie;&lt;br /&gt;11. Valorizzare i giovani lavoratori impegnati nella Cgil;&lt;br /&gt;12. Tutta l'azione sindacale dev'essere fondata sulla democrazia, cioè sul diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a scegliere chi li rappresenta e a decidere con il voto segreto sulle piattaforme e sugli accordi;&lt;br /&gt;13. Le lavoratrici ed i lavoratori migranti hanno diritto alla piena parità ed alla piena cittadinanza.&lt;/p&gt;fonte:&lt;a href="http://www.aprileonline.info"&gt;http://www.aprileonline.info&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-5369495540017903596?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/5369495540017903596/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=5369495540017903596" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5369495540017903596?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/5369495540017903596?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/cgil-al-congresso-di-rimini-con-due.html" title="CGIL: Al congresso di Rimini con due mozioni distinte" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkEMQ3o8eCp7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-854195182498621553</id><published>2009-11-10T19:59:00.000+01:00</published><updated>2009-11-10T20:18:02.470+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T20:18:02.470+01:00</app:edited><title>Uscire dalla crisi e guardare al futuro il lavoro esige risposte</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm8CqhnxPI/AAAAAAAACyo/r9t9g0TLkP0/s1600-h/cgilpisa.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 146px; height: 192px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm8CqhnxPI/AAAAAAAACyo/r9t9g0TLkP0/s400/cgilpisa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402555981968688370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il peggio della crisi non è affatto alle nostre spalle. Lo sanno bene i lavoratori e le lavoratrici che ne sono colpiti. Interi territori sono interessati da una crisi mai vista. Molti settori stanno perdendo in fatturato e competitività. L’artigianato e le piccole e medie imprese pagano il prezzo più alto. Anche i segnali di ripresa rischiano di affogare dentro una economia che stagna da lungo tempo. Eppure si continua a minimizzare. Il Governo dice bugie per nascondere le proprie responsabilità. Nessuna vera misura è stata presa per contrastare questa situazione. Il Presidente del Consiglio Berlusconi e i ministri fanno a gara per spargere una fiducia che non c’è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I numeri parlano da soli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Da inizio anno ad oggi si sono consumate oltre 670 milioni di ore di Cassa Integrazione per oltre un milione di lavoratori coinvolti&lt;br /&gt;• I lavoratori e le lavoratrici in Cassa Integrazione vivono con meno di 750 euro netti al mese&lt;br /&gt;• Nel 2009 e 2010 i disoccupati aumenteranno di oltre 1 milione in gran parte giovani e donne&lt;br /&gt;• 13 lavoratori su 100 sono a tempo determinato e di questi molti sono precari senza tutele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ripresa sarà lunga e difficile. Per uscire dalla crisi c’è bisogno dunque di interventi adeguati. Per questo la Cgil chiede al Governo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. di assumere tempestivamente misure per garantire la prosecuzione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori che rischiano altrimenti di perdere definitivamente il lavoro&lt;br /&gt;2. di aumentare l’assegno mensile di Cassa Integrazione per far fronte al costo della vita&lt;br /&gt;3. di allungare i periodi di disoccupazione per i lavoratori senza sussidi&lt;br /&gt;4. di riconoscere una copertura reale del reddito ai precari che hanno perso il lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CGIL chiede che si esca dalla crisi guardando il futuro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia non può permettersi un ulteriore restringimento della sua base produttiva e dei servizi ad essa collegati. La vera ricchezza del nostro Paese deve rimanere il lavoro industriale. Una industria capace di competere con il resto del mondo. Una industria che si misuri con le nuove frontiere dell’innovazione, della ricerca, fondata sulle competenze, sulla sostenibilità ambientale, sulla sicurezza dentro e fuori i luoghi di lavoro, sull’occupazione stabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La CGIL in piazza per rivendicare il rilancio dell’economia e la tutela del reddito&lt;br /&gt;L’Italia che lavora esige risposte concrete!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;SABATO 14 NOVEMBRE LAVORATORI A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE&lt;br /&gt;Ore 14.00 da piazza Repubblica a piazza del Popolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Comizio di Guglielmo Epifani&lt;br /&gt;Segretario Generale CGIL&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per raggiungere Roma autobus in partenza alle ore 8,30 da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;PISA     parcheggio Esselunga&lt;br /&gt;PONTEDERA    parcheggio Panorama&lt;br /&gt;SANTA CROCE    parcheggio lungo l’Arno&lt;br /&gt;VOLTERRA    P.za Martiri della Libertà&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-854195182498621553?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/854195182498621553/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=854195182498621553" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/854195182498621553?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/854195182498621553?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/uscire-dalla-crisi-e-guardare-al-futuro.html" title="Uscire dalla crisi e guardare al futuro il lavoro esige risposte" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_-CGvGWiuwik/Svm8CqhnxPI/AAAAAAAACyo/r9t9g0TLkP0/s72-c/cgilpisa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0IAQXszfCp7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-1556253687218455515</id><published>2009-11-10T19:58:00.000+01:00</published><updated>2009-11-10T19:59:00.584+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T19:59:00.584+01:00</app:edited><title>Agile (ex Eutelia): Fiom/Slc, gravissima aggressione di oggi</title><content type="html">&lt;strong&gt;“Questa mattina, all’alba, &lt;/strong&gt;una squadraccia di una quindicina di uomini capitanata dall’ex amministratore delegato di Eutelia Agile, Samuele Landi, ha fatto irruzione nella sede romana di Eutelia, che fa parte del gruppo Omega, presidiata dai lavoratori. Con piedi di porco hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi. L’immediato arrivo delle forze dell’ordine, chiamate dai lavoratori, ha evitato il peggio visto l’atteggiamento violento e arrogante di questi loschi personaggi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo hanno raccontato oggi (10 novembre), &lt;/strong&gt;nel corso di una conferenza stampa, il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, il segretario generale della Slc-Cgil, Emilio Miceli, e la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, ribadendo l’assoluta gravità del comportamento di Landi che ha aggravato un clima già molto complicato. Solo la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori ha evitato il degenerare della situazione. L’azienda non paga gli stipendi da circa tre mesi e sta perdendo progressivamente le commesse per la mancanza della documentazione necessaria. Per questo i lavoratori, da più di 10 giorni, stanno occupando le sedi di Eutelia Agile, da cui dipendono circa 2mila addetti. La Fiom aveva presentato nei giorni scorsi, alla Procura della Repubblica di Milano, un esposto, denunciando un comportamento sospetto da parte di Eutelia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Non vorrei - ha spiegato Rinaldini - &lt;/strong&gt;che questi fossero i primi segnali di un utilizzo di strumenti impropri e inaccettabili che mettono a rischio la democrazia del nostro Paese. O la Presidenza del Consiglio ci darà rapidamente disponibilità ad un incontro, o saremo autorizzati a pensare che ci siano cose delicate da nascondere in virtù dell'attività svolta dall'Azienda”. Il Gruppo, infatti, ha commesse importanti dai più grandi gestori italiani di telefonia, da vari Ministeri, dalla Banca d’Italia e da altri settori della Pubblica amministrazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Un pezzo importante del ‘Sistema Italia’ &lt;/strong&gt;ha come fornitore questa azienda”, ha sottolineato Miceli. “Come può succedere - ha aggiunto - che un gruppo non paghi il salario ai lavoratori, li licenzi, evada i contributi previdenziali, sia al centro di una lunga sequela, da Catanzaro a Roma, di minacce ai delegati sindacali, svolga servizi e tratti dati sensibili della Pubblica amministrazione, ed ancora sia concessionario di importanti appalti da parte dei più grandi gruppi di telecomunicazione?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un quadro analitico condiviso&lt;/strong&gt; da Camusso: “Lo squadrismo è fuori dal contesto delle regole democratiche e anche la Presidenza del Consiglio deve dire che questo degrado è un grave danno alla democrazia”. E se da parte delle Forze dell'ordine il comportamento nella vicenda romana è stato “ineccepibile”, quello che manca tutt’ora è “una risposta politica da parte del Governo”. Per questo Camusso giudica urgente la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi “perché il tempo è fondamentale sia per le prospettive del Gruppo che per i lavoratori senza stipendio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I tre dirigenti sindacali infine,&lt;/strong&gt; hanno annunciato uno sciopero di tutto il gruppo Omega per il 17 novembre prossimo con una manifestazione nazionale che si terrà a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/11/10/54507/agile-ex-eutelia-lavoratori-aggrediti-dai-vigilantes"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lavoratori aggrediti da vigilantes&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rassegna.it/fotonotizie/2009/11/10/281/le-immagini-del-blitz-contro-i-lavoratori-agile-ex-eutelia"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Le immagini del blitz&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-1556253687218455515?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/1556253687218455515/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=1556253687218455515" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1556253687218455515?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1556253687218455515?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/agile-ex-eutelia-fiomslc-gravissima.html" title="Agile (ex Eutelia): Fiom/Slc, gravissima aggressione di oggi" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MEQH08cSp7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-1049098872898920397</id><published>2009-11-10T19:55:00.000+01:00</published><updated>2009-11-10T19:56:41.379+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T19:56:41.379+01:00</app:edited><title>Fincantieri: Fiom, pieno sostegno a sciopero totale</title><content type="html">&lt;p style="font-style: italic;" id="catenaccio"&gt;Protesta continua a Palermo. Cremaschi: "Ora bisogna dare certezze ai lavoratori"&lt;/p&gt;   &lt;strong&gt;“Il secondo giorno consecutivo di sciopero totale&lt;/strong&gt; dei lavoratori della Fincantieri di Palermo - realizzato oggi (10 novembre) - è il segno della gravità della situazione produttiva del gruppo, soprattutto in alcuni cantieri. I lavoratori chiedono giustamente certezza per il futuro e un piano industriale che affronti davvero la crisi”. A dirlo in una nota è il segretario nazionale Fiom Cgil, e responsabile per la cantieristica navale, Giorgio Cremaschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“La Fiom – prosegue il segretario -&lt;/strong&gt;, che nel recente incontro a Trieste con Fincantieri ha potuto verificare la fondatezza di tutte le sue preoccupazioni sulla situazione produttiva e occupazionale dell’azienda, esprime il proprio totale sostegno alla mobilitazione in corso dei lavoratori di Palermo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Ora sono necessarie risposte chiare&lt;/strong&gt; – conclude Cremaschi - che diano certezza ai lavoratori. Su questo l’azienda, ma anche la Regione Sicilia e il governo, devono muoversi e uscire dal fumo delle dichiarazioni a cui non segue alcun fatto reale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-1049098872898920397?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/1049098872898920397/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=1049098872898920397" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1049098872898920397?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1049098872898920397?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/fincantieri-fiom-pieno-sostegno.html" title="Fincantieri: Fiom, pieno sostegno a sciopero totale" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0QERn04eip7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-7029613696876907603</id><published>2009-11-10T19:54:00.000+01:00</published><updated>2009-11-10T19:55:07.332+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T19:55:07.332+01:00</app:edited><title>Congresso Cgil, il documento "I diritti e il lavoro oltre la crisi"</title><content type="html">Pubblichiamo il testo del documento &lt;a href="http://www.rassegna.it/userdata/articoli/allegati/2009/11/cgil_94043.pdf"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"I diritti e il lavoro oltre la crisi"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. E' il documento di maggioranza per il XVI congresso della Cgil (Rimini, 5-8 maggio 2010) con primo firmatario il segretario generale, Guglielmo Epifani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-7029613696876907603?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/7029613696876907603/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=7029613696876907603" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7029613696876907603?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7029613696876907603?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/congresso-cgil-il-documento-i-diritti-e.html" title="Congresso Cgil, il documento &quot;I diritti e il lavoro oltre la crisi&quot;" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkQESXgyeCp7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-4911320918450343229</id><published>2009-11-10T19:26:00.001+01:00</published><updated>2009-11-10T21:18:28.690+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T21:18:28.690+01:00</app:edited><title>Lavoro: Fiom alla Camera, legge su democrazia sindacale</title><content type="html">&lt;strong&gt;“La vicenda contrattuale&lt;/strong&gt; dei metalmeccanici mostra, in tutta evidenza, che il quadro normativo attuale in materia di democrazia sindacale è assolutamente insufficiente. A nostro avviso, serve quindi una regolamentazione legislativa che sia in grado, da un lato, di consentire la misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali anche nel settore privato, in analogia con quanto disposto dalla legge Bassanini per il pubblico impiego. E che sia in grado, dall’altro, di definire il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a esprimere un parere vincolante, tramite referendum, sulle piattaforme e sugli accordi sindacali”. Lo ha detto Fausto Durante, segretario nazionale della Fiom, al termine dell’audizione svolta oggi (10 novembre), a Roma, presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Per una pluriennale consuetudine&lt;/strong&gt; che risale addirittura al dicembre del 1969 - ha spiegato Durante - nella categoria dei metalmeccanici le lavoratrici e i lavoratori sono chiamati a esprimersi con voto referendario quando piattaforme e accordi vedono l’unità dei sindacati confederali: Fim, Fiom e Uilm. Solo molto raramente, referendum unitari sono stati indetti in presenza di divisioni sindacali relative a accordi aziendali, ma mai nel caso che simili divisioni fossero relative a Contratti nazionali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Questa situazione - ha concluso&lt;/strong&gt; Durante - è stata resa ancor più evidente da quanto è paradossalmente accaduto quando, pur in presenza di un Contratto nazionale unitario vigente fino al 31 dicembre 2011 per la sua parte  normativa, due organizzazioni sindacali di minoranza si sono sentite in diritto prima di disdirlo, in luglio, senza l’accordo di tutte le parti firmatarie, e poi di siglare, il 15 ottobre, un nuovo accordo con Federmeccanica. E tutto ciò, per giunta, senza sottoporre né la piattaforma, né l’accordo al giudizio vincolante della categoria. La nostra intenzione è quindi quella di lavorare per costruire una proposta di legge di iniziativa popolare sulla materia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’audizione di oggi alla Camera&lt;/strong&gt; fa seguito all’analogo incontro svoltosi, la settimana scorsa, presso la Commissione Lavoro del Senato. La delegazione della Fiom, che ha preso parte all’audizione, richiesta nelle settimane scorse dalla Segreteria nazionale, era composta, oltre che da Durante, da Francesca Re David, responsabile dell’ufficio organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.rassegna.it"&gt;http://www.rassegna.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-4911320918450343229?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/4911320918450343229/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=4911320918450343229" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4911320918450343229?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4911320918450343229?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/lavoro-fiom-alla-camera-legge-su.html" title="Lavoro: Fiom alla Camera, legge su democrazia sindacale" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUIMQ384fyp7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-4248817063770835710</id><published>2009-11-10T18:17:00.001+01:00</published><updated>2009-11-10T18:19:42.137+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T18:19:42.137+01:00</app:edited><title>EUTELIA: arrivano “i paramilitari” contro le/i lavoratrici/lavoratori che lottano per il posto di lavoro</title><content type="html">Oggi alle 5.15 del mattino il figlio del proprietario di Eutelia, attorniato da una quindicina di mercenari assoldati in una agenzia di buttafuori ha si è introdotto furtivamente nei locali occupati dai lavoratori , come risposta alle rivendicazioni di 2000 lavoratori che si oppongono ai licenziamenti in un’azienda che non ha problemi di commesse e di profitti, danneggiando materiali, porte, provocando la reazione di chi dormiva all’interno, cercando l’intimidazione con un vero e proprio “costume” da film d’azione, e spacciandosi addirittura come poliziotti cercando di identificare gli occupanti.&lt;br /&gt;Soltanto l’intervento immediato delle forze sindacali presenti tra i lavoratori, e la pronta solidarietà della rete che si è creata intorno alla lotta di Eutelia e il contestuale arrivo delle forze dell’ordine, ha impedito che la situazione degenerasse. Questo episodio ci dà il termometro del degrado cui stiamo arrivando ed a cosa sono costretti a subire i lavoratori che difendono semplicemente il proprio posto di lavoro, rispetto invece ad una classe padronale che si sente nella possibilità di speculare alla faccia della crisi, alla faccia delle condizioni di vita delle famiglie coinvolte dai licenziamenti, alla faccia anche dei minimi principi democratici e normative vigenti.&lt;br /&gt;La risposta secondo questi fanatici da circo che si autodefiniscono imprenditori, è quella di assoldare una squadraccia per piegare la testa a coloro che non si vogliono far schiacciare dall’arroganza e la ferocia che questi intendono mettere in campo pur di difendere i propri interessi Come sindacato Flmuniti-CUB riteniamo che senza risposte concrete in difesa del salario, della salute e dei posti di lavoro, la situazione si andrà ulteriormente deteriorando perché mentre questi pirati dell’imprenditoria devono pensare a come guadagnare sempre di piu’, i lavoratori fanno i conti sempre di piu’ con la sopravvivenza e l’esasperazione, interessi quindi inconciliabili.&lt;br /&gt;Sosteniamo l’occupazione che prosegue, compattiamoci attorno alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici per la difesa del posto di lavoro e del salario. Inviamo fax e mail di protesta a Fax 800 031 133. E-mail servizioclienti@eutelia.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti aderente alla Confederazione Unitaria di Base di ROMA e Provincia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;fonte:&lt;a href="http://www.assemblealavoratori.it"&gt;http://www.assemblealavoratori.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-4248817063770835710?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/4248817063770835710/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=4248817063770835710" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4248817063770835710?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/4248817063770835710?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/eutelia-arrivano-i-paramilitari-contro.html" title="EUTELIA: arrivano “i paramilitari” contro le/i lavoratrici/lavoratori che lottano per il posto di lavoro" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUERno7cCp7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-1279145618683734831</id><published>2009-11-10T18:11:00.001+01:00</published><updated>2009-11-10T18:13:27.408+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T18:13:27.408+01:00</app:edited><title>Eutelia Agile. Fiom: “Gravissima aggressione, all’alba, contro il presidio sindacale alla sede romana del gruppo”</title><content type="html">&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pJaZWwXLwfM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pJaZWwXLwfM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Segreteria nazionale della Fiom ha diffuso questa mattina il seguente comunicato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa mattina alle 5.20 una squadraccia di una quindicina di uomini capitanata dall’ex amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi, ha fatto irruzione nella sede romana di Eutelia presidiata all’interno dai lavoratori.”&lt;br /&gt;“Con piedi di porco hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori che presidiavano la sede puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi.”&lt;br /&gt;“L’immediato arrivo delle forze dell’ordine, chiamate dai lavoratori, ha evitato il peggio visto l’atteggiamento violento e arrogante di questi loschi personaggi.”&lt;br /&gt;“La Fiom nazionale ritiene gravissimo l’atto di aggressione compiuto con metodi squadristici e ritiene intollerabile il ritardo del Governo nell’affrontare una situazione che, da diversi giorni, denunciamo come drammatica e pericolosa. Ci aspettiamo l’immediata convocazione del tavolo Eutelia Agile alla Presidenza del Consiglio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://www.fiom.cgil.it"&gt;http://www.fiom.cgil.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-1279145618683734831?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/1279145618683734831/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=1279145618683734831" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1279145618683734831?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/1279145618683734831?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/eutelia-agile-fiom-gravissima.html" title="Eutelia Agile. Fiom: “Gravissima aggressione, all’alba, contro il presidio sindacale alla sede romana del gruppo”" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C08CRnY9eyp7ImA9WxNUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4463727751985500778.post-7325056013934947215</id><published>2009-11-10T17:46:00.000+01:00</published><updated>2009-11-10T17:51:07.863+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-10T17:51:07.863+01:00</app:edited><title>Come licenziare 9000 persone senza che nessuno se ne accorga</title><content type="html">Carissimi,&lt;br /&gt;siccome i nostri strumenti  "di lotta"  non sono più i tamburi di latta bensì le tastiere dei nostri PC, rimetto a voi il file seguente, ognuno lo dovrà inoltrare alla sua cerchia di conoscenze. In alto i cuori, non scoraggiamoci. Un pensiero ed un saluto a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 4 Novembre 2009 le nostre principali sedi ROMA-TORINO-MILANO-BARI-IVREA  sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega. Agile [ex Eutelia] è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO. Agile [ex Eutelia] è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile. Agile [ex Eutelia] è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti. Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia - 6600 dipendenti - che subirà a breve la stessa sorte di Agile. In tutto, siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e, considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte in questa CRISI sono circa 40.000! Eppure nessuno parla di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mantenere il LAVORO abbiamo bisogno di visibilità mediatica. Abbiamo manifestato nelle maggiori città italiane (Roma - Siena: Monte dei Paschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo), siamo SALITI sui TETTI, ci siamo l'INCATENATI a Roma in Piazza Barberini, abbiamo occupato le SEDI, Roma per prima. Nonostante ciò NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di Agile [ex Eutelia] che da mesi sono senza stipendio e che lottano per il DIRITTO AL LAVORO, primo Diritto Fondamentale della nostra Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lasciar morire questa azienda!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://informazionesenzafiltro.blogspot.com"&gt;http://informazionesenzafiltro.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4463727751985500778-7325056013934947215?l=manifestino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://manifestino.blogspot.com/feeds/7325056013934947215/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4463727751985500778&amp;postID=7325056013934947215" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7325056013934947215?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4463727751985500778/posts/default/7325056013934947215?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://manifestino.blogspot.com/2009/11/come-licenziare-9000-persone-senza-che.html" title="Come licenziare 9000 persone senza che nessuno se ne accorga" /><author><name>il manifestino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02175992722230525334</uri><email>ilmanifestino@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09054219401837146231" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry></feed>
