<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217</atom:id><lastBuildDate>Fri, 08 Nov 2024 15:41:16 +0000</lastBuildDate><category>informazione</category><category>attualità</category><category>ambiente</category><category>eventi</category><category>medicina</category><category>Petizioni</category><category>antifascismo</category><category>tecnologia</category><category>diritti animali</category><category>sprechi italiani</category><category>arte</category><category>curiosità</category><category>diritti delle donne</category><category>satira</category><title>InfoLab0.1</title><description>Il Laboratorio d'informazione senza censura</description><link>http://infolab01.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Anonymous)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>137</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-4069474291375182642</guid><pubDate>Mon, 07 Oct 2013 10:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-07T12:13:29.279+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Euskal Herria disobbedisce, la solidarietà inonda Bilbao [VIDEO]</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1tSW7TwrxpHNnHjY7iysCPQ7_IN1_tnjnaZKWRrbQ3CyM6xdwz8qDLkujvNqTykXfknzMielIt-ptiF6yxeDMVPNxX_eGtZemfaWBs9QDIj1HlgzZKAbEPJDs0P1Nyxp-x66QsGL6lcU/s1600/1he.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1tSW7TwrxpHNnHjY7iysCPQ7_IN1_tnjnaZKWRrbQ3CyM6xdwz8qDLkujvNqTykXfknzMielIt-ptiF6yxeDMVPNxX_eGtZemfaWBs9QDIj1HlgzZKAbEPJDs0P1Nyxp-x66QsGL6lcU/s320/1he.jpg" title="" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Di cifre ancora non si parla, da quelle parti sono più seri che in Italia nel dare i numeri sulla partecipazione alle manifestazioni. Ma basta guardare le foto e i video che già circolano in rete sulla grande manifestazione che oggi ha inondato il centro di Bilbao per accorgersi che la mobilitazione è stata piena, determinata, capillare. E ha portato in piazza un’enorme folla contro l’ennesima provocazione di Madrid sulla pelle dei prigionieri politici baschi e dei loro familiari andata in scena lunedì quando centinaia di agenti incappucciati hanno assaltato le sedi del movimento popolare Herrira e arrestato 18 tra coordinatori e militanti.Una grande ovazione e applausi scroscianti hanno accolto poco dopo le 17,30 la partenza del compatto corteo, aperto da un grande striscione che recitava "Tantaz tanta, euskal presoen eskubideen alde" ("Goccia a goccia per i diritti dei prigionieri baschi"). In prima fila, ad aprire il corteo, volti noti della società basca: il surfista Axi Muniain, il cineasta Juanba Berasategi, gli scrittori Eider Rodríguez, Irati Jiménez, e Lutxo Egia; i musicisti Joseba Tapia, Inés&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Osinaga e Txerra Bolinaga; la scalatrice Irati Anda, il campione di pelota Oier Zearra, l’attrice Itziar Ituño e altri ancora. Con loro esponenti politici di tutti i partiti della sinistra indipendentista e anche della sinistra federalista, insieme ai dirigenti di tutte le sigle del sindacalismo di classe e ‘soberanista’ che ieri hanno scioperato e dato vita a manifestazioni capillari per denunciare l’ennesima operazione repressiva. Non c’erano dirigenti dei partiti regionalista Pnv e socialista PSE, che però hanno ribadito la loro contrarietà a quello che appare un atto di arbitrio destinato a rendere più difficile il cammino verso la soluzione definitiva del conflitto basco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjqwweSJjUeHHUSCnFIXYoNuI7TyhRyVXyMKOSs_oGRDAfXRFWuRZg4bOmiKcL2Vb82Dt-kMGcV8bajz7A9A0X2qdd6zwmo3xmf8gzBUasaFoGmwpKARyHySKyy1HXKD0brdadGWQ6m4mA/s1600/euskalheria.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjqwweSJjUeHHUSCnFIXYoNuI7TyhRyVXyMKOSs_oGRDAfXRFWuRZg4bOmiKcL2Vb82Dt-kMGcV8bajz7A9A0X2qdd6zwmo3xmf8gzBUasaFoGmwpKARyHySKyy1HXKD0brdadGWQ6m4mA/s1600/euskalheria.jpg" title=" " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una risposta patente e potente, quella di oggi, alla tesi dell’Audiencia Nacional di Madrid e del Ministro degli Interni spagnolo secondo i quali Herrira, l’associazione di solidarietà con i prigionieri, sarebbe "un tentacolo dell’ETA". A dimostrare il legame organico, oltre le normali attività del movimento costituitosi circa due anni fa, anche gli "ongi etorri", le celebrazioni festose di ricevimento popolare organizzate ogni qualvolta un prigioniero politico esce dal carcere e torna alla sua comunità.&lt;br /&gt;Una tesi smentita non solo dal buon senso, dalla realtà e dall’enorme partecipazione alla mobilitazione di oggi, ma anche dallo stessa magistratura speciale ‘antiterrorismo’. Il giudice Eloy Velasco, quello che ha firmato gli ordini di cattura, tra giovedì e venerdì ha smentito sé stesso e la fondatezza delle accuse, visto che ha rimesso in libertà tutti gli arrestati, e solo quattro di loro dietro pagamento di una cauzione. Una vera e propria rivendicazione, data l’infondatezza giudiziaria, del teorema accusativo, e del carattere politico dell’organizzazione che in questi anni ha animato settori crescenti della società basca a mobilitarsi per il rispetto dei diritti minimi dei militanti dell’ex organizzazione armata, e non solo, rinchiusi nelle carceri di Madrid e Parigi. La Spagna sui prigionieri non può e non vuole negoziare: perché continua a utilizzare il tema del contrasto al terrorismo come arma di distrazione di massa nei confronti di una popolazione impaurita da crisi e disoccupazione. E perché una gran parte dell’opinione pubblica spagnola, avvelenata da un nazionalismo reazionario e aggressivo, e già messa in crisi dall’accelerazione del processo indipendentista catalano, potrebbe non sopportare eventuali passi del governo Rajoy (il più a destra che Madrid abbia avuto dalla fine del franchismo) in direzione di una risoluzione negoziale e giusta del tema dei prigionieri politici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alla marcia "azzurra" di oggi – dal colore della campagna di solidarietà con i prigionieri ed ora con Herrira - hanno partecipato anche tutti gli arrestati, accolti da ali di folla che non hanno lesinato abbracci e slogan di incitamento. Finché la testa del corteo, dopo aver percorso chilometri di ampie strade del centro della più popolata città basca ancora occupate al grido di "Euskal Presoak Etxera" (Prigionieri baschi a casa) e "Herrira Aurrera" (Avanti Herrira), non è arrivata sulla scalinata del municipio, dove alcuni rappresentanti del movimento popolare hanno letto un breve messaggio che riassumeva le parole d’ordine della mobilitazione, manifestando innanzitutto un totale appoggio a Herrira e ai suoi obiettivi. E chiarendo che l’ordine da parte del tribunale di Madrid sulla sospensione per due anni delle attività di Herrira – i cui dirigenti sono accusati di incitamento al terrorismo, partecipazione e finanziamento di banda armata - rimarrà lettera morta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ancora una volta, Euskal Herria ha dimostrato che non intende obbedire all’imposizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;iframe allowfullscreen='allowfullscreen' webkitallowfullscreen='webkitallowfullscreen' mozallowfullscreen='mozallowfullscreen' width='320' height='266' src='https://www.youtube.com/embed/B1fkG0K-ylc?feature=player_embedded' frameborder='0'&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.contropiano.org/internazionale/item/19498-euskal-herria-disobbedisce-la-solidarieta-inonda-bilbao" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Segui &lt;b&gt;info&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/b&gt; su &lt;a href="https://plus.google.com/u/0/b/109980430877461352291/109980430877461352291/posts" target="_blank"&gt;Google Plus&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://twitter.com/InfoLab_01" target="_blank"&gt;Twitter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/10/euskal-herria-disobbedisce-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1tSW7TwrxpHNnHjY7iysCPQ7_IN1_tnjnaZKWRrbQ3CyM6xdwz8qDLkujvNqTykXfknzMielIt-ptiF6yxeDMVPNxX_eGtZemfaWBs9QDIj1HlgzZKAbEPJDs0P1Nyxp-x66QsGL6lcU/s72-c/1he.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-645236532659972515</guid><pubDate>Sun, 06 Oct 2013 12:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-06T14:08:42.280+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Strage di Lampedusa, i sopravvissuti accusati di immigrazione clandestina </title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaVRpXUm8VHBr5MSr5Xo3aLoIA9-qCPhVuPq48yCu8sX40J9x-0Rr9F-XTPFdwjDbQUTXo4ALZ1YFEMqIXMEaCZrTe2ckRtYDhv5jKgJCDLupsloLyCAC4lwSpL5CKRXajpHFXlTXQyGk/s1600/index.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaVRpXUm8VHBr5MSr5Xo3aLoIA9-qCPhVuPq48yCu8sX40J9x-0Rr9F-XTPFdwjDbQUTXo4ALZ1YFEMqIXMEaCZrTe2ckRtYDhv5jKgJCDLupsloLyCAC4lwSpL5CKRXajpHFXlTXQyGk/s1600/index.jpg" title="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Prima un giorno di lutto nazionale per i morti, e subito dopo l'iscrizione a registro degli indagati per i sopravvissuti con l'accusa di immigrazione clandestina. E' un misto di ipocrisia e schizofrenia quella che circonda l'ultima tragedia di Lampedusa. L'ipocrisia dei politici che vengono sull'isola a manifestare la solidarietà del governo e che magari candidano anche quest'ultimo lembo d'Italia prima dell'Africa a premio Nobel per la pace, ma che allo stesso tempo difendono a spada tratta la legge sull'immigrazione, la stessa che, se non sei morto, adesso ti incrimina e può arrivare a sanzionarti con una multa fino 5.000 euro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Che è proprio quello che prevede la Bossi-Fini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Diciamolo subito: la decisione di iscrivere sul registro degli indagati i nomi di quasi tutti i 155 sopravvissuti al naufragio di giovedì - si salvano sono i minori - non dipende dalla procura di Agrigento che ha solo fatto quello che la legge gli impone di fare. «E' un atto dovuto, non potevamo fare altrimenti», spiega il procuratore capo Renato Di Natale che continua a interrogare i sopravvissuti alla ricerca di testimonianze contro lo scafista, un tunisino arrestato poche ore dopo il naufragio. «Stiamo facendo riscontri testimoniali ma le cose sono un po' più difficili perché sono indagati», prosegue il procuratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il racconto fatto dai migranti, potrebbero essere 360 le vittime del naufragio, e la maggioranza di esse sarebbero donne. Il calcolo è stato fatto dagli stessi africani, che ad alcuni deputati hanno raccontato di aver contato il numero dei pulmini che al momento della partenza li hanno condotti a Misurata. Se così fosse, questo vorrebbe dire che a bordo dell'imbarcazione, che si trova a oltre 40 metri sotto il mare, si troverebbero ancora 252 corpi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lampedusa intanto ricorda le prime vittime della tragedia, quelle i cui corpi sono stati recuperati con una cerimonia che si è tenuta nell'hangar dell'aeroporto dell'isola trasformato in obitorio e alla quale ha partecipato anche il presidente della Camera Laura Boldrini. Sul pavimento 111 bare allineate, ognuna con un fiore sopra. In prima fila, quattro piccole bare bianche. Su ogni bara c'è un numero, e a ogni numero corrisponde un volto. Servirà un domani per un'eventuale identificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista delle indagini, invece, la procura ha smentito l'apertura di un fascicolo per i presunti ritardi nei soccorsi. Ma le polemiche su quanto accaduto nelle prime ore di giovedì non finiscono. Dopo le accuse ai pescatori (alcuni immigrati hanno parlato di tre pescherecci che si sarebbero allontanati dal barcone già in fiamme), ieri sono stati alcuni dei soccorritori a puntare il dito. Questa volta contro la Capitaneria di porto. «Noi cercavamo con tutte le forze di tirare su quanta gente possibile. Invece sulla motovedetta della Capitaneria c'era gente che pensava a fare fotografie e video» ha raccontato Vito Fiorino, che la notte del naufragio dormiva in rada a bordo della sua barca, la «Gamar». E' stato lui il primo a sentire le urla disperate degli immigrati che stavano affondando. Fiorino conferma anche quanto raccontato nei giorni scorsi da un turista. «Noi portavamo su i profughi quattro alla volta, poi quando la mia barca era troppo piena e rischiava di affondare abbiamo chiesto alla capitaneria di farli trasbordare e continuare con il salvataggio. Invece ci hanno detto che non potevano perché doveva aspettare il protocollo. Incredibile».&lt;br /&gt;La polemica riguarda anche il tempismo con cui la Capitaneria di porto sarebbe intervenuta. Fiorino dice infatti di aver dato l'ordine di chiamare la Guardia costiera al massimo alle 6,40 e la prima motovedetta sarebbe arrivata alle 7,30, quasi un'ora dopo. Una versione smentita ieri da un comunicato della Capitaneria, secondo la quale le operazioni di soccorso sarebbero scattate subito dopo aver ricevuto l'allarme, intorno alle 7 del mattino, e una volta sul posto le motovedette «hanno a loro volta imbarcato quante più persone possibili». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2013/10/6/37188-strage-di-lampedusa-i-sopravvissuti-accusati-di/" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; su Google Plus &lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/10/strage-di-lampedusa-i-sopravvissuti.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaVRpXUm8VHBr5MSr5Xo3aLoIA9-qCPhVuPq48yCu8sX40J9x-0Rr9F-XTPFdwjDbQUTXo4ALZ1YFEMqIXMEaCZrTe2ckRtYDhv5jKgJCDLupsloLyCAC4lwSpL5CKRXajpHFXlTXQyGk/s72-c/index.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-1757456023731040848</guid><pubDate>Sun, 06 Oct 2013 10:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-06T12:55:17.912+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>SI della Camera alla legge contro l’omotransfobia. Una vittoria? NO una "FARSA"</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
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&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Con 228 sì, 180 voti contrari e 57 astenuti la legge contro la omotransfobia passa al&amp;nbsp; varo del Senato. Prevista un’estensione delle aggravanti di pena per reati a sfondo discriminatorio e razziale. Ma ci sono degli esonerati.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;- LA LEGGE FARSA -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbqur7x6Fqs0AGwDCRHrekoMFD7oxHR6R-mM9nMhfNAd5GDOZbqs1812jFedjjUZJmxZAB6tWqUnUqfU1JlceLX7eufMo3_1RO9SdKO9HEM5A0g4QSl7v4dGjR63BaCuhsZ42fWxvxQzI/s1600/omofobia-video-deputatipd.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="256" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbqur7x6Fqs0AGwDCRHrekoMFD7oxHR6R-mM9nMhfNAd5GDOZbqs1812jFedjjUZJmxZAB6tWqUnUqfU1JlceLX7eufMo3_1RO9SdKO9HEM5A0g4QSl7v4dGjR63BaCuhsZ42fWxvxQzI/s320/omofobia-video-deputatipd.jpg" title=" " width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Da luglio al vaglio della Commissione Giustizia, la legge contro l’omotransfobia è stata finalmente approvata dalla Camera. Causa di tensioni e fratture in seno alle forze politiche del Paese fin dal suo concepimento, il progetto di legge ha come primo e fondamentale obbiettivo quello di estendere quanto previsto dall’articolo 3 della legge Mancino del 1993. Vale a dire un’aggravante della pena fino alla metà, per i reati del codice penale commessi sulla base di “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La legge Mancino, ormai in vigore da 20 anni , è stata&amp;nbsp; ampiamente utilizzata dai tribunali italiani per perseguire fenomeni gravi come razzismo e antisemitismo e ha dimostrato, in conformità con il nostro ordinamento giuridico, di funzionare. Ma purtroppo mancava di un pezzo fondamentale: l’estensione doverosa della pena per i reati di omofobia e transfobia. Con il sì della scorsa settimana, la Camera ha finalmente colmato questa lacuna giuridica. Una vittoria? no “una farsa”, come urlano a furor di popolo le associazioni Lgbt.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;br /&gt;- IL GOVERNO DEL "NON E’ COLPA MIA" -&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Infatti, se da una parte le aggravanti vengono estese ai reati di omofobia e transfobia, dall’altra con la successiva approvazione del&amp;nbsp; subemendamento Gitti,&amp;nbsp; il Parlamento definisce una serie di luoghi e persone giuridiche immuni a questa legge. Parliamo di: ”organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto” le quali, per questo “cavillo” normativo, saranno esonerate dall’applicazione della Legge Mancino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il subemendamento Gitti è stato introdotto e votato anche dai membri del PD come conseguenza di una serie di proteste da parte dei deputati del PdL. I rappresentanti del centro-destra infatti, dettisi preoccupati che un simile provvedimento potesse ledere la libertà di pensiero e di espressione di chi, come loro, è contrario alle unioni omosessuali, sono stati accontentati. Così, per raccogliere popolarità nelle piazze che contano, onde evitare squilibri insanabili tra le forze al governo, è stata approvata questa clausola salva condotta. Stando al testo, andrà a rendere “luoghi di incontro, apprendimento e crescita” quelle che saranno in realtà zone franche in cui coltivare a piacimento sentimenti omofobi o discriminatori. La legge, approvata dalla Camera e adesso al vaglio del Senato, assume in questo modo tutti i caratteri di una presa in giro per chi quotidianamente si impegna per il riconoscimento delle realtà emarginate. In conformità a tutti i provvedimenti del governo Letta, questa disposizione aggira il problema per poi alla fine non risolverlo, dando anzi alle frange estremiste un’ancora di salvezza per continuare a rimanere impuniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;- IL PERICOLO DEL COMPROMESSO -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ancora una volta i diritti della collettività sono stati barattati al fine di evitare spaccature in seno a una maggioranza debole, in costante pericolo di crollare. A farne le spese questa volta: gli omosessuali. Infatti, dopo le ovvie manifestazioni portate avanti in questi giorni dai 5stelle, da Sel e dai militanti delle associazioni Lgtb, si è diffuso tra molti cittadini un risentimento inquietante nei confronti dei gay.Questi infatti, secondo molti contestatori, avrebbero dovuto accettare di buon occhio il tentativo coraggioso del Parlamento di garantire loro dei diritti, invece di scendere in piazza e ricordare all’Italia che nessuna vittoria potrà mai raggiungersi senza l’estirpazione del compromesso politico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pregiudizio serpeggiante in diversi strati della cittadinanza è proprio legato, secondo alcuni, all’ingratitudine dimostrata da parte degli omosessuali nei confronti della politica. Tutto questo si concretizza in quelle stesse forme di discriminazione pubblica che la legge Mancino, se approvata nel suo senso originario, sarebbe andata a punire. Ne sono un esempio gli striscioni omofobi affissi da Forza Nuova a Napoli e a Salerno, denunciati sul web dall’Arcigay. O ancora la manifestazione tenutasi ieri a Legnano (MI), dove una decina di rappresentanti di estrema destra – sempre di Forza Nuova – si sono ritrovati fuori dal Municipio e, armati di megafono, hanno invitato il governo ad introdurre il reato di propaganda omosessuale: “perché i gay sono malati e possono essere curati”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://dailystorm.it/2013/09/26/si-della-camera-alla-legge-lomotransfobia-vittoria/" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Articolo di &lt;i&gt;Giulia Molari&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Segui &lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+Info&lt;span style="color: #990000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; su Google Plus oppure &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Info&lt;span style="color: #990000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Facebook&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/10/si-della-camera-alla-legge-contro.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbqur7x6Fqs0AGwDCRHrekoMFD7oxHR6R-mM9nMhfNAd5GDOZbqs1812jFedjjUZJmxZAB6tWqUnUqfU1JlceLX7eufMo3_1RO9SdKO9HEM5A0g4QSl7v4dGjR63BaCuhsZ42fWxvxQzI/s72-c/omofobia-video-deputatipd.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-6871063125095877193</guid><pubDate>Sun, 06 Oct 2013 09:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-06T11:39:38.026+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Arrestati tre agenti romani per stupro. Una delle vittime aveva 18 anni</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAsD5zKFg1gpAXkMP2gb-pYXr9I-4ulIfeNGZCtalk3OK1sZemN6movkZSK1g8-nydFLGG8pHlRHwkLE77cMm6QxILzU6asBbpZQAYJA_ypRYlXwPkBHdaqrmx7U8Cf5-_vEtwb4ZnZJY/s1600/polizia01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAsD5zKFg1gpAXkMP2gb-pYXr9I-4ulIfeNGZCtalk3OK1sZemN6movkZSK1g8-nydFLGG8pHlRHwkLE77cMm6QxILzU6asBbpZQAYJA_ypRYlXwPkBHdaqrmx7U8Cf5-_vEtwb4ZnZJY/s1600/polizia01.jpg" title=" " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Una sudamericana agli arresti domiciliari la prima vittima.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La seconda è invece una giovane ragazza italiana che subì gli abusi dopo essere stata fermata per alcuni accertamenti nel corso di una partita di calcio. La Squadra Mobile della Questura di Roma ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare, emessi dal GIP presso il Tribunale di Roma, nei confronti di un &lt;u&gt;Sostituto Commissario&lt;/u&gt;, un &lt;u&gt;Assistente&lt;/u&gt; ed un &lt;u&gt;Operatore Tecnico della Polizia di Stato&lt;/u&gt; in servizio presso la Questura di Roma.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Il primo episodio risale alla notte del 28 giugno dello scorso anno, dopo la finale degli Europei di calcio Spagna-Italia&lt;/b&gt;, quando una 18enne romana viene fermata in auto con il fidanzato e tre amici durante un controllo antidroga nel quale viene scoperta una piccola quantità di hashish. Condotta in commissariato e isolata dagli altri ragazzi, la ragazza - secondo la sua denuncia, presentata nel maggio scorso su insistenza della madre - sarebbe stata costretta dal poliziotto a un rapporto sessuale. L’accusa contestata al sostituto commissario - ora ai domiciliari - è di aver approfittato dello stato di soggezione della giovane in un fermo non giustificato. Inoltre il poliziotto le ha anche inviato un sms dopo la violenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Per il secondo episodio, che risale a dicembre 2012&lt;/b&gt;, la Mobile ha arrestato un assistente capo e un collaboratore tecnico del commissariato che avrebbero abusato di una cubana di 27 anni nella sua abitazione mentre si trovava agli arresti domiciliari. Uno di questi incontri però è stato registrato giovane, che lavora come prostituta e che ha poi consegnato il file agli investigatori. I tabulati telefonici hanno dato la conferma dei contatti fra i due agenti - ai quali sono stati concessi i domiciliari - e la ragazza e le visite che i poliziotti le facevano anche quando non erano incaricati di controllarla. Anche in questo caso l’accusa nei confronti degli agenti è di aver costretto la vittima alle violenze con abuso di autorità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/arrestati-tre-agenti-romani-per-stupro051013.html?refresh_ce" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="background-color: #fff2cc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="background-color: #fff2cc;"&gt;Segui &lt;a class="g-profile" href="https://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp;su Google Plus oppure &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Info&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Facebook&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/10/arrestati-tre-agenti-romani-per-stupro.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAsD5zKFg1gpAXkMP2gb-pYXr9I-4ulIfeNGZCtalk3OK1sZemN6movkZSK1g8-nydFLGG8pHlRHwkLE77cMm6QxILzU6asBbpZQAYJA_ypRYlXwPkBHdaqrmx7U8Cf5-_vEtwb4ZnZJY/s72-c/polizia01.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-7785906813887883161</guid><pubDate>Sat, 05 Oct 2013 05:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-05T07:34:14.613+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>L'Aquila, cittadinanza onoraria a Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxv41q83LggBQPBupIpHtHHVdIN-uluaQrAC4jSdmJllayrVl9VJuESUViDpXw9JOPR7rVyU43UfWjY4OIWkxmL-M6CyEEgfHbtaHeE4YaL92PobMZryi-UHmqHCzHNTj5wcPRwidDBWk/s1600/aldro.cucchi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxv41q83LggBQPBupIpHtHHVdIN-uluaQrAC4jSdmJllayrVl9VJuESUViDpXw9JOPR7rVyU43UfWjY4OIWkxmL-M6CyEEgfHbtaHeE4YaL92PobMZryi-UHmqHCzHNTj5wcPRwidDBWk/s1600/aldro.cucchi.jpg" title="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Ilaria Cucchi e Patrizia Moretti&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Con la sola astensione di due consiglieri, il Comune dell'Aquila ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrizia Aldrovandi e Ilaria Cucchi rispettivamente madre e sorella di Federico e Stefano, uccisi mentre erano in custodia dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;"C'è una compagna nazionale di sensibilizzazione contro la violazione di diritti civili perpetrata nelle caserme e nelle carceri" ha affermato il consigliere di Rifondazione Comunista Enrico Perilli, "purtroppo questa indecenza è molto più frequente di quella che possiamo pensare dato che noi conosciamo solo i casi più agghiaccianti, quando si arriva alla morte. Ma al dil là di questi - ha continuato il consigliere - &lt;u&gt;quotidianamente&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;centinaia di cittadini vengono picchiati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;nelle caserme e nelle carceri".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"In uno stato civile democratico, il corpo di un fermato è inviolabile, è sacro. Quindi è giusto riaffermare questi principi dando la cittadinanza onoraria a chi ha avuto i propri cari uccisi in questi circostanze e ha sostenuto delle battaglie di anni contro i depistaggi messi in campo da settori dello stato per affermare questa verità".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella discussione che si è sviluppata in Consiglio prima dell'approvazione dell'emendamento, Vincenzo Vittorini del gruppo consiliare L'Aquila che vogliamo ha voluto ricordare con forza anche i processi che a L'Aquila stanno cercando di fare giustizia per quanto accaduto in città prima del terremoto del 6 Aprile. Anche i consiglieri Ettore di Cesare di Appello per L'Aquila e Stefano Palumbo del Partito Democratico sono intervenuti per sottolineare le ragioni a favore della mozione di Perilli: "Se tutti i cittadini italiani si battessero ogni giorno per ottenere giustizia come hanno fatto queste due donne di cui sono onorato da oggi di essere concittadino - ha affermato Di Cesare - oggi il Paese non sarebbe in questa situazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;** I fatti e i processi, in breve **&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Federico Aldrovandi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 giugno 2012 la Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per "eccesso colposo in omicidio colposo" ai quattro poliziotti che il 25 settembre 2005 picchiarono violentemente Federico Aldovrandi, mentre il ragazzo, diciottenne, era di ritorno a casa.&lt;br /&gt;Durante lo scontro due manganelli si spezzarono. Aldovrandi morì per insufficienza funzionale cardio-respiratoria.&lt;br /&gt;Amnesty International dopo il giudizio di terzo grado del processo ha parlato di "un lungo e tormentato percorso di ricerca della verità e della giustizia. Solidarietà e vicinanza ai familiari di Federico Aldrovandi, che in questi anni hanno dovuto fronteggiare assenza di collaborazione da parte delle istituzioni italiane e depistaggi dell'inchiesta". Il 5 marzo 2010 tre poliziotti sono stati condannati nel processo Aldrovandi bis sui presunti depistaggi nelle indagini mentre un quarto è stato rinviato a giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;- Stefano Cucchi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi, 31 anni, venne trovato in possesso di 21 grammi di hashish e per questo posto sotto custodia cautelare e il giorno dopo processato per direttissima. I genitori dopo l'udienza hanno cercato più volte di vederlo per conoscere quantomeno le condizioni fisiche del loro famigliare.&lt;br /&gt;La famiglia ebbe notizie di Cucchi quando un ufficiale giudiziario si recò presso la loro abitazione per notificare l'autorizzazione all'autopsia.&lt;br /&gt;Al momento della morte, avvenuta presso l'ospedale "Sandro Pertini" il 22 ottobre 2009, Stefano Cucchi pesava 39Kg, 6 in meno rispetto a quando era entrato in carcere, presentava ematomi agli occhi, lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso (inclusa una frattura della mascella), all'addome (inclusa un'emorragia alla vescica) ed al torace (incluse due fratture alla colonna vertebrale).&lt;br /&gt;Il 5 giugno 2013 la Terza Corte d'Assise ha condannato in primo grado quattro medici dell'ospedale, a un anno e quattro mesi e il primario a due anni di reclusione per omicidio colposo, un medico a 8 mesi per falso ideologico, mentre ha assolto sei tra infermieri e guardie penitenziarie, i quali, secondo i giudici, non avrebbero contribuito alla morte di Cucchi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.news-town.it/cronaca/1474-l-aquila,-conferita-cittadinanza-onoraria-a-ilaria-cucchi-e-patrizia-aldrovandi.html" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/10/laquila-cittadinanza-onoraria-ilaria.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxv41q83LggBQPBupIpHtHHVdIN-uluaQrAC4jSdmJllayrVl9VJuESUViDpXw9JOPR7rVyU43UfWjY4OIWkxmL-M6CyEEgfHbtaHeE4YaL92PobMZryi-UHmqHCzHNTj5wcPRwidDBWk/s72-c/aldro.cucchi.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-2904459877682429272</guid><pubDate>Sun, 22 Sep 2013 10:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-09-22T12:06:25.160+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antifascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>GRECIA: prove tecniche di neonazismo</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;

&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;u&gt;Tra pogrom, torture e censura i rapporti
tra polizia e Alba Dorata si fanno sempre più stretti.&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h3 style="text-align: left;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;u&gt;Il
Corpo di Cristo e la Notte dei Cristalli&lt;/u&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuTfLcUJfeTO6QBFiXwTxjEqW2kt0LVc7m_E6lsmYYd-H2HtU8hmLSYIdueeK-oRF3Hxv310IduA-4eBAvHTVvk18Hm3Gn0Cb1rgM-zWZ76_DZen2qLxZFqGiJPxyCSbu72Mrd89nA924/s1600/albadoratakillahp-61.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuTfLcUJfeTO6QBFiXwTxjEqW2kt0LVc7m_E6lsmYYd-H2HtU8hmLSYIdueeK-oRF3Hxv310IduA-4eBAvHTVvk18Hm3Gn0Cb1rgM-zWZ76_DZen2qLxZFqGiJPxyCSbu72Mrd89nA924/s1600/albadoratakillahp-61.jpg" height="264" title=" " width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;“Li hai armati con il tuo voto”&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La sera di giovedì 11
ottobre Manolis Vamvounis, giornalista della rivista Lifo, si trova
davanti al teatro Chytirio di Atene, in via Iera Odos. L’occasione
è la prima serata di Corpus Christi, rappresentazione teatrale
dell’americano Terence McNally in cui Gesù e gli apostoli sono
raffigurati come omosessuali che vivono in Texas. La strada è
gremita. I cordoni di polizia antisommossa si frappongono tra gli
antifascisti – accorsi sul luogo per assicurarsi il regolare
svolgimento della serata – e i neonazisti di Alba Dorata, decisi a
sabotarla in ogni modo. Una folla di persone (tra cui qualche prete)
sventola bandiere greche, innalza icone e crocefissi, canta l’inno
nazionale e grida slogan omofobici.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;A un certo punto il massiccio
deputato Ilias Panagiotaros si mette a inveire contro gli spettatori
che cercano di entrare nel teatro ed erutta una &lt;a href="http://www.athensnews.gr/portal/1/58657" target="_blank"&gt;serie infinita dioscenità&lt;/a&gt;. Un telefonino lo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=JDzptwor6ps&amp;amp;feature=youtu.be" target="_blank"&gt;riprende&lt;/a&gt;:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Brutti segaioli, levate le
tende. Avete capito? Levate le tende, finocchi. Rotti pigliainculo,
attori dei miei coglioni. Sì, continua pure a fissarmi, piccola
troia.Il vostro tempo è finito. Avanti, riprendimi. Vi fate fottere
dai pakistani. Fottuti coglioni albanesi, eh, voi siete dei fottuti
coglioni albanesi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I poliziotti sono a qualche metro di distanza.
Nessuno di loro batte ciglio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Alcuni manifestanti cominciano a
strappare dai muri i poster del recital. Manolis Vamvounis tira fuori
il suo cellulare e si prepara a scattare qualche foto per il blog.
Nell’arco di qualche secondo il giornalista si ritrova circondato
da poliziotti e camerati. Quest’ultimi gli chiedono: «Sei un
giornalista?» «Scrivo per Lifo», risponde Vamvounis, sperando di
evitare un pestaggio. Succede il contrario. «Il frocio lavora per
Lifo, venite a vedere questo frocio». I neonazi lo prendono in
disparte, lo insultano e gli tirano la barba. Uno gli sputa in
faccia. Un altro gli tira un pugno nello stomaco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I poliziotti
assistono alla scena. Nessuno di loro batte ciglio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;«Mi stanno
picchiando, fate qualcosa!», grida Vamvounis. I camerati gli
infilano in tasca una sigaretta accesa. Un agente lo prega di
allontanarsi. Il giornalista si appresta a farlo, visto che la
situazione sta prendendo una piega orribile. I camerati gli ringhiano
dietro: «Vattene, lurido frocio, vai a succhiare qualche cazzo!»
Vamvounis si gira per un attimo e vede correre un deputato di Alba
Dorata. Non appena lo raggiunge, il deputato gli tira due pugni in
faccia. Vamvounis stramazza a terra. L’onorevole inizia a riempirlo
di calci. Il giornalista di Lifo continua vanamente a invocare un
intervento della polizia: «Mi stanno menando, fate qualcosa!»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I
poliziotti sono «esattamente a due passi di distanza». Ma nessuno
di loro batte ciglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Il giornalista si rialza faticosamente. I
camerati lo salutano così: «Piangi, fighetta, travestito,
femminuccia». Vamvounis passa davanti a dozzine di poliziotti. Dice
loro di essere stato picchiato all’ingresso del teatro. Nessuno dei
poliziotti batte ciglio. Tranne uno, che gli schiocca un bacio
sarcastico. Alla fine, lo spettacolo viene annullato. Come degna
conclusione della serata, il deputato di Alba Dorata Christos Pappas
va a prelevare uno dei fermati direttamente dentro una camionetta
della polizia e lo trascina via.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Anche in questo caso, nessun agente
ha nulla da ridire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;Il regista Laertis Vasiliou ha &lt;a href="http://www.vice.com/en_uk/read/greeks-fascist-homophobes-have-gay-jesus-on-their-side" target="_blank"&gt;descritto&lt;/a&gt; a
Vice quei momenti: «Era come la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Notte_dei_cristalli" target="_blank"&gt;Kristallnacht&lt;/a&gt;, hai presente? Come
durante il Terzo Reich in Germania». E a Paul Mason della Bbc ha
&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-19976841" target="_blank"&gt;rivelato&lt;/a&gt;: «Quelli di Alba Dorata hanno chiamato mia madre. Le hanno
detto: “consegneremo il corpo di tuo figlio in una scatola, a
pezzetti”».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen='allowfullscreen' webkitallowfullscreen='webkitallowfullscreen' mozallowfullscreen='mozallowfullscreen' width='320' height='266' src='https://www.youtube.com/embed/8MMR2cLSZio?feature=player_embedded' frameborder='0'&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;u&gt;La Bolzaneto Ateniese&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Se fuori dal teatro Chytirio la polizia è stata a guardare i militanti di Alba Dorata, in altre occasioni è intervenuta, ma per proteggerli. Lo scorso 30 settembre un nutrito gruppo di antifascisti organizza una manifestazione nei pressi di piazza Aghios Panteleimon, in risposta al raid compiuto dai neonazisti contro un centro comunitario di immigrati tanzanesi. Gli scontri iniziano quando la testa della parata motorizzata – circa 150 persone – incontra dei militanti neonazisti. In quel momento, come riporta il Guardian, «un gran numero di poliziotti spunta dalle strade limitrofe». Alcuni dimostranti vengono arrestati e portati al Direttorato Generale della Polizia dell’Attica (Dgpa), il quartier generale delle forze dell’ordine. Altri 25 manifestanti, che l’8 ottobre si presentano davanti all’edificio per protestare contro i fermi dei compagni, fanno la stessa fine. Quello che segue a questi arresti è degno di un torture porn serbo. Gli antifascisti raccontano al giornale inglese di &lt;a href="http://www.theguardian.com/world/2012/oct/09/greek-antifascist-protesters-torture-police" target="_blank"&gt;essere stati seviziati&lt;/a&gt; in tutti i modi possibili: sputi, schiaffi, privazione del sonno con torce e laser puntati negli occhi, bruciature di sigarette, video ricattatori girati dai poliziotti con i cellulari. Gli arrestati sostengono di essere rimasti per 19 ore senza la possibilità di vedere un avvocato e, soprattutto, senza acqua. «Eravamo così assetati che abbiamo bevuto l’acqua dei cessi», dice una di loro. Un uomo, ferito alla testa e con un braccio rotto, dichiara di essere stato pestato fino al Dgpa e di aver ricevuto cure mediche solo il giorno dopo. Un secondo manifestante afferma che gli agenti lo hanno costretto ad allargare le gambe per colpirlo nei testicoli. «Mi hanno sputato addosso – continua il manifestante – e hanno detto che saremmo morti come i nostri nonni nella guerra civile». Una donna, appartenente al secondo gruppo di antifascisti, confida alla Bbc che i poliziotti l’hanno fatta spogliare di fronte a tutti. «L’Unità Delta [la polizia motorizzata, nda] è arrivata e ha parlato di Alba Dorata come se si trattasse dei loro fratelli. Poi hanno elogiato Hitler, dicendo che era meglio di Stalin». Infine, gli agenti l’avvertono su una circostanza: «Ricordatevi che ora siamo dei sostenitori di Alba Dorata». Un altro antifascista, anche lui del secondo gruppo, ha descritto al Guardian il trattamento riservato loro quella sera: Dovevamo oltrepassare un ufficiale che ci ha fatto spogliare nel corridoio, piegare e ispezionare il nostro deretano davanti a tutti. Con noi faceva quello che voleva. Ci schiaffeggiava, ci colpiva, ci diceva di non guardarlo e di non sedersi con le gambe incrociate. […] Tutto quello che potevamo fare era guardarci l’un l’altro con la coda dell’occhio per farci coraggio. L’ufficiale ci ha tenuto lì per più di due ore. Chiamava col cellulare e diceva: “Sono al lavoro e li sto fottendo, li sto fottendo per bene”. È stato un giorno uscito dal passato, il passato della junta dei Colonnelli. Stando a Charis Ladis, avvocato di uno dei detenuti, i maltrattamenti nei commissariati sono piuttosto rari. Ma questo caso indica che si è entrati in una nuova fase: «Finora la certezza era che se qualcuno fosse stato arrestato, anche violentemente, sarebbe stato al sicuro durante la detenzione». La giornalista Helena Smith, chiedendo conto di queste accuse al portavoce della polizia greca Christos Manouras, si è sentita rispondere così: «Nel Dgpa non c’è stato alcun utilizzo della forza da parte degli agenti. […] Non c’è dubbio che la polizia greca rispetti sempre i diritti umani e non usi la violenza»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Un altro antifascista, anche lui
del secondo gruppo, ha descritto al Guardian il trattamento riservato
loro quella sera:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Dovevamo oltrepassare un ufficiale che ci ha fatto
spogliare nel corridoio, piegare e ispezionare il nostro deretano
davanti a tutti. Con noi faceva quello che voleva. Ci schiaffeggiava,
ci colpiva, ci diceva di non guardarlo e di non sedersi con le gambe
incrociate. […] Tutto quello che potevamo fare era guardarci l’un
l’altro con la coda dell’occhio per farci coraggio. L’ufficiale
ci ha tenuto lì per più di due ore. Chiamava col cellulare e
diceva: “Sono al lavoro e li sto fottendo, li sto fottendo per
bene”. È stato un giorno uscito dal passato, il passato della
junta dei Colonnelli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Stando a Charis Ladis, avvocato di uno dei
detenuti, i maltrattamenti nei commissariati sono piuttosto rari. Ma
questo caso indica che si è entrati in una nuova fase: «Finora la
certezza era che se qualcuno fosse stato arrestato, anche
violentemente, sarebbe stato al sicuro durante la detenzione». La
giornalista Helena Smith, chiedendo conto di queste accuse al
portavoce della polizia greca Christos Manouras, si è sentita
rispondere così: «Nel Dgpa non c’è stato alcun utilizzo della
forza da parte degli agenti. […] Non c’è dubbio che la polizia
greca rispetti sempre i diritti umani e non usi la violenza».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;«Un
nuovo tipo di guerra civile»&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhseJ7UqIzmUkLlRjrcUb1SpO2LGo5ldHeCYq6J2IBxpi0BytROopj8AxvB9hsj2TabFOvrNb62VrkJo_HbgzUIvRJYptd59IY4AsRgBNGvTV0V-dKvAfNiYT6pXRQh68ax0vU0dsXvpO4/s1600/poliziadorata-2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhseJ7UqIzmUkLlRjrcUb1SpO2LGo5ldHeCYq6J2IBxpi0BytROopj8AxvB9hsj2TabFOvrNb62VrkJo_HbgzUIvRJYptd59IY4AsRgBNGvTV0V-dKvAfNiYT6pXRQh68ax0vU0dsXvpO4/s1600/poliziadorata-2.jpg" height="220" title="" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Nel suo nuovo libro, La bibbia nera di
Alba Dorata, Dimitris Psaras sostiene che ci sia una sorta di «osmosi
tra i sostenitori di Alba Dorata», ossia tra chi lavora in polizia,
le guardie private e i buttafuori. «A volte la stessa persona può
fornire tutti e tre i servizi. Di solito queste persone si incontrano
nelle palestre e in specifici locali, di proprietà di chi condivide
la loro stessa ideologia». Il risultato è sotto gli occhi di tutti
(eccetto i media greci): polizia e Alba Dorata si stanno
compenetrando a vicenda a un ritmo impressionante. Un anno fa, l’ex
Ministro per la Protezione dei Cittadini Michalis Chrisochoidis disse
in un’intervista di aver lanciato, nel 2009, una «purga»
all’interno del corpo di polizia per liberarsi degli agenti
apertamente collusi con il partito neonazista. «Non sto parlando di
cose vecchie. Sto parlando di due anni fa. C’erano membri di Alba
Dorata che aiutavano la polizia a svolgere il loro lavoro». A tre
anni di distanza, è stato dimostrato che i neonazisti partecipano
&lt;a href="http://verba-volant.info/es/patras-neonazi-participa-en-operativo-policial-contra-inmigrantes/" target="_blank"&gt;attivamente&lt;/a&gt; a operazioni di polizia (ad esempio nel &lt;a href="http://verba-volant.info/es/operativo-conjunto-de-policia-y-fascistas-contra-inmigrantes/" target="_blank"&gt;contrasto&lt;/a&gt;
all’immigrazione clandestina), e che la polizia addirittura appalta
le sue funzioni al partito di Nikolaos Michaloliakos. Un’impiegata
statale &lt;a href="http://www.theguardian.com/world/2012/sep/28/greek-police-victims-neo-nazi?intcmp=239" target="_blank"&gt;ha rivelato&lt;/a&gt; al Guardian che la madre, intenzionata a
denunciare un reato commesso ai suoi danni da immigrati albanesi, è
stata invitata a rivolgersi ai neonazisti. «Hanno subito detto che
se c’è un problema con gli immigrati bisogna andare da Alba
Dorata», ricorda l’impiegata. Un insegnante greco, sempre sotto
anonimato, ha raccontato quello che è successo ad una sua amica,
vittima di abusi domestici da parte del marito: «La polizia l’ha
mandata al partito e in men che non si dica si è ritrovata a dare
vestiti e cibo» in cambio di protezione. «Lei è liberale,
certamente non razzista, ed è disgustata da quello che è costretta
a fare».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dai flussi elettorali dello scorso giugno &lt;a href="http://www.valigiablu.it/doc/845/i-legami-tra-polizia-greca-e-neofascismo-nellanalisi-dei-flussi-elettorali-grecia2012.htm" target="_blank"&gt;è emerso&lt;/a&gt;
come in certi seggi – quelli in cui ha votato anche la polizia –
la percentuale di Alba Dorata sia arrivata anche al 23%. L’analista
politico Paschos Mandravelis ha provato a mettere in prospettiva
questi dati: «I greci non sono diventati degli estremisti da un
giorno all’altro. Larga parte del supporto al partito arriva dalla
polizia, principalmente da giovani reclute che sono apolitiche e non
sanno nulla né di Hitler né di Stalin. Per loro, i militanti di
Alba Dorata sono gli unici alleati quando ci sono gli scontri tra la
polizia antisommossa e gli estremisti di sinistra». Il deputato
neonazista Ilias Panagiotaros (proprietario di un negozio di articoli
militari molto frequentato dagli agenti) si è spinto ancora più in
là, quantificando il sostegno della polizia in un «50-60% del
personale, forse anche di più. Il numero cresce ogni giorno».
«Nell’acqua giovane i vuoti si ricolmano automaticamente –
scriveva Vassilis Vassilikos nel capolavoro Z – le molecole di
acqua, le cellule viventi, i riflessi immediati del cielo, si
riformano presto come nel cervello degli adolescenti. Mentre bastava
gettare un sasso nelle acque fangose […] perché dal buco si
sprigionasse un odore peggiore di quello di una carogna». Oggi la
Grecia è un susseguirsi di vuoti causati dalla disgregazione dei
partiti tradizionali, piegati dal peso della propria corruzione. È
uno specchio d’acqua fangoso, costantemente incrinato dai sassi
lanciati dell’estremismo politico e bucato dai macigni di Alba
Dorata. L’ultimo l’ha gettato Panagiotaros. «La società greca»,
ha detto il deputato a Paul Mason, è pronta a combattere «un nuovo
tipo di guerra civile»: da una parte «ci saranno i nazionalisti
come noi» e i greci che vogliono veder tornare il Paese all’antico
splendore; dall’altra si schiereranno «i clandestini, gli
anarchici e tutti quelli che hanno distrutto Atene svariate volte».
E se Syriza, come sembra dai sondaggi, vincerà le prossime elezioni?
Nessun problema. «Vinceremo quelle dopo – conclude Panagiotaros –
Non è un sogno che entro uno, due o tre anni saremo il primo partito
politico».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3yM_eYeAuX-X6BcD9zGUYo82DOcC-6IYkkXC0W2cbcnaqRPGmZMvWuVyO0r9vmEBmMzo8Nb6iGo_kQppdtpJ0P3JzcdmbyMu8Epi1Q_KWmfSnmB_LSqN_OiFss4ZZ7EDiBdX6ZqYInZw/s1600/poliziadorata-3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3yM_eYeAuX-X6BcD9zGUYo82DOcC-6IYkkXC0W2cbcnaqRPGmZMvWuVyO0r9vmEBmMzo8Nb6iGo_kQppdtpJ0P3JzcdmbyMu8Epi1Q_KWmfSnmB_LSqN_OiFss4ZZ7EDiBdX6ZqYInZw/s1600/poliziadorata-3.jpg" height="233" title=" " width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Già, l’odore di carogna si è ormai fatto
insopportabile. Comincia a sentirsi in tutta Europa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.valigiablu.it/grecia-prove-tecniche-di-neonazismo/" target="_blank"&gt;Valigia Blu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Segui Info&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1 su &lt;a href="https://plus.google.com/u/0/b/109980430877461352291/109980430877461352291/posts" target="_blank"&gt;Google Plus&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://twitter.com/InfoLab_01" target="_blank"&gt;Twitter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/09/grecia-prove-tecniche-di-neonazismo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuTfLcUJfeTO6QBFiXwTxjEqW2kt0LVc7m_E6lsmYYd-H2HtU8hmLSYIdueeK-oRF3Hxv310IduA-4eBAvHTVvk18Hm3Gn0Cb1rgM-zWZ76_DZen2qLxZFqGiJPxyCSbu72Mrd89nA924/s72-c/albadoratakillahp-61.jpg" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-2161337508532927706</guid><pubDate>Sun, 08 Sep 2013 13:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-09-15T18:16:43.530+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">medicina</category><title>Il cielo qui è sempre grigio: è veleno. E io non so come salvare i miei figli </title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;h5 class="western" style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgNav2p22Sbjc859MoQTK-15ZLtQnFguKusz9dbQNBQX_XwcH0r5QxFNyp3OiNsqePCyzME0Ov4JDk6VvW-wTwVszLtYUQ-GOfSTMSS53usFB4vvu6Aceg14iY48tTW4Hkl34lbfieCWgE/s1600/cielofoto1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgNav2p22Sbjc859MoQTK-15ZLtQnFguKusz9dbQNBQX_XwcH0r5QxFNyp3OiNsqePCyzME0Ov4JDk6VvW-wTwVszLtYUQ-GOfSTMSS53usFB4vvu6Aceg14iY48tTW4Hkl34lbfieCWgE/s1600/cielofoto1.jpg" title="" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A
Rebecca, mia figlia, la tosse ieri notte non ha dato tregua e io non
sono riuscita a chiudere occhio come accade sempre, da quando sono
nati i miei figli. Proprio non mi riesce di dormire se non stanno
bene, come se abbandonarmi al sonno fosse una colpa, come se li
lasciassi soli a combattere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;

&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma
non ha l’influenza Rebecca, ha soltanto una tosse stizzosa, frutto
di quello che l’altro giorno ha respirato per ore, a
causa&amp;nbsp;&lt;a href="http://paralleloquarantuno.it/?p=6623" target="_blank"&gt;dell’ennesimo
incendio di rifiuti speciali&lt;/a&gt;. È quella merda tossica che le ha
irritato la gola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;E tutto il cielo a nord di Napoli è grigio,
nonostante ci sia il sereno, non è afa ma veleno che si è
accumulato all’orizzonte. È tutto grigio questo cielo, grigio come
stanno diventando le nostre vite, è il cielo malefico di noi che non
abbiamo neanche più la libertà di respirare e di mia figlia, la cui
vita non so più come difendere. Lascio questo inferno di grigio, di
degrado e di discariche abusive a ogni angolo di strada, per andare
ancora una volta a manifestare il mio sdegno di cittadina
“abbandonata” dallo stato (la minuscola è voluta).&lt;br /&gt;Sono alla
Rai di Napoli e ho un dejavù. Una scena vista tante volte, in questi
anni, di proteste, di battaglie, come se le cose fossero rimaste
uguali come in un fotogramma. Sempre gli stessi a denunciare, a
presidiare. Qualcuno alza un cartello che recita: “In tre anni 3
morti per cancro: moglie, figlia e sorella, per l’assenza dello
Stato”. Reazione pacifica e istintiva alle dichiarazioni di un
pentito, innalzato al rango di una star o corteo funebre? E perché
tanta polizia? I criminali non siamo mica noi? Siamo noi a essere
uccisi ogni giorno, noi a essere bombardati, la Siria è anche qua,
anche se non siamo a Damasco, ma nessuno digiuna per la Campania
infelix, né per il popolo campano avvelenato dai gas mefitici dei
roghi tossici, onnipresenti, mai sconfitti, che fanno bella mostra in
ogni angolo di strada. Avvelenato dagli inquantificabili veleni
interrati. Ucciso dal silenzio inaccettabile e complice delle
istituzioni, ora più forte, dopo l’intervista a Schiavone; dal
silenzio della stampa, dalla distrazione di mamma Rai, nostro
servizio pubblico d’informazione, che è riuscita ad ignorare
Schiavone ma non&amp;nbsp;&lt;a href="http://paralleloquarantuno.it/?p=6579" target="_blank"&gt;la
“rassicurante” Arpac&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ucciso dalle mistificazioni di chi
ci governa; di chi, tutte le volte, riesce a fare solo “mediocri
passerelle” e senza vergogna tenta di rovesciare le responsabilità
sbattendo in faccia stili di vita, perché riconoscere l’Olocausto
ambientale, riconoscere questo sterminio abominevole avrebbe un costo
troppo elevato. Il popolo campano ucciso, soprattutto, dalla longa
manus del cancro che non risparmia nessuno.&amp;nbsp;&lt;a href="http://paralleloquarantuno.it/?p=6284" target="_blank"&gt;L’ultima
piccola vittima è stata Tonia&lt;/a&gt;. Tonia nostra figlia. Tonia
stroncata da un tumore infantile con un’incidenza di un caso su un
milione nel mondo, ma che conta solo ad Acerra (più o meno in uno
stesso quartiere) quattro casi.&lt;br /&gt;Come è possibile? Cosa sta
uccidendo i nostri figli? Fuori nomi e luoghi di questo biocidio! Si
faccia luce sugli atti secretati, si sappiano i colpevoli e i luoghi
brutalmente inquinati! In caso contrario bisognerà pensare ad un
pentito manovrato come una marionetta, pilotato per rilasciare
interviste a orologeria, dai poteri forti di quella lobby che ha
deciso per un nuovo inceneritore, dai poteri forti di quella lobby
che vuole lucrare sulle bonifiche, da quella shock economy che
dell’emergenza ha fatto la sua gallina dalle uova d’oro.
Intanto,&amp;nbsp;&lt;a href="http://paralleloquarantuno.it/?p=6186" target="_blank"&gt;arriveranno
ancora cartoline&lt;/a&gt;&amp;nbsp;da questa terra condannata al Papa,
arriveranno al presidente della Repubblica, un ulteriore tentativo
per tenere accesi i riflettori sull’immane sciagura anche se a
volte le uniche soluzioni sembra che non siano altro che l’esodo
forzato e la deportazione o&amp;nbsp;&lt;a href="http://paralleloquarantuno.it/?p=6612" target="_blank"&gt;il
sabotaggio come difesa della propria sovranità popolare&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;FONTE: &lt;a href="https://www.blogger.com/Il%20cielo%20qui%20%C3%A8%20sempre%20grigio:%20%C3%A8%20veleno.%20E%20io%20non%20so%20come%20salvare%20i%20miei%20figli" target="_blank"&gt;Parallelo41&lt;/a&gt; art. di Monica Capo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background-color: #f4cccc;"&gt;Segui +infoLab0.1 su tutti i Social Network e rimani aggiornato.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/09/il-cielo-qui-e-sempre-grigio-e-veleno-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgNav2p22Sbjc859MoQTK-15ZLtQnFguKusz9dbQNBQX_XwcH0r5QxFNyp3OiNsqePCyzME0Ov4JDk6VvW-wTwVszLtYUQ-GOfSTMSS53usFB4vvu6Aceg14iY48tTW4Hkl34lbfieCWgE/s72-c/cielofoto1.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-6391515061789972137</guid><pubDate>Sat, 24 Aug 2013 06:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-24T09:15:56.787+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sprechi italiani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnologia</category><title>Camera dei deputati: 4 milioni per il sito web? No...anzi si</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinXpWKtaEbj1_DJz4HxWU97jNGs2kSSeq38b8exq67IZEHVWDxlO6cI5FzYMjijMLLxnQ-UVrUKPWqpUYwK1sDM-RJrkDQ_YBql3H3BSuMQWkm1JYrO65ykLbrsRuxdyClIl7DcFeeoXM/s1600/webcamera01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinXpWKtaEbj1_DJz4HxWU97jNGs2kSSeq38b8exq67IZEHVWDxlO6cI5FzYMjijMLLxnQ-UVrUKPWqpUYwK1sDM-RJrkDQ_YBql3H3BSuMQWkm1JYrO65ykLbrsRuxdyClIl7DcFeeoXM/s1600/webcamera01.jpg" title=" " width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;In
un recente &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/news/interni/scontro-politico-943975.html" target="_blank"&gt;articolo
Il Giornale&lt;/a&gt; denunciava un appalto da &lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;4
milioni di euro per il sito internet di Montecitorio&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;,
“Non è vero”, si affretta a smentire l'ufficio stampa della
Camera, &lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;costa
“solo”3.600.00 euro Iva esclusa (1 milione e 200mila euro
all’anno). &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;Ah
ecco, 'sti cazzi che differenza!!! Ma il problema non è il costo
sicuramente eccessivo, bensì, il servizio che il sito offre,
totalmente scadente e disordinato.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;Bisogna perdersi per ore alla
ricerca di nomi, cognomi, spese, stipendi, gare, appalti, etc etc…
Con tutti quei soldi sicuramente dovrebbe essere molto più user
friendly. Invece continuano a prenderci per il culo con le loro note.
Più una bugia è grossa, più facilmente essa verrà creduta.&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfhZG5Nqf0ltVcasQ1dKK6NWP1ueDJj44J8oStMsqZdaBDNNL5slv4n-p7O2xRlzgehY3HuNG3SODZhD9_oiqWNghIMaDQqOfNHJ-y_aJ_S4H6ydMimYm5N_VWH_BNECAnx6_9yEBWmr0/s1600/webcamera02.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfhZG5Nqf0ltVcasQ1dKK6NWP1ueDJj44J8oStMsqZdaBDNNL5slv4n-p7O2xRlzgehY3HuNG3SODZhD9_oiqWNghIMaDQqOfNHJ-y_aJ_S4H6ydMimYm5N_VWH_BNECAnx6_9yEBWmr0/s1600/webcamera02.jpg" title=" " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Scrive
l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Ufficio
Stampa che nell’articolo “si fanno fantasiose ricostruzioni sulle
spese informatiche in Montecitorio [...] che la gara per
l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;'a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;cquisizione
dei servizi di manutenzione e sviluppo del sito web della Camera dei
deputati , deliberata dai competenti organi di direzione politica
alla fine della precedente legislatura, è finalizzata alla selezione
sul mercato dei servizi informatici dei fornitori per lo sviluppo
software e la manutenzione e gestione dei siti web della Camera dei
deputati, e viene svolta in conformità alle regole del Codice dei
contratti pubblici: il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea e sulla Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana il 20 luglio 2013; un estratto del bando è stato
pubblicato su due quotidiani nazionali il 24 luglio; &lt;a href="http://www.camera.it/leg17/847?testo_procedure_gara=255" target="_blank"&gt;il
bando è consultabile sul sito internet della Camera&lt;/a&gt;; il termine
per la presentazione delle domande scade il prossimo 20 settembre. Si
fa altresì presente che la gara consentirà una riduzione degli
oneri &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;(?)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
per il bilancio della Camera: nel 2013 la cifra complessiva stanziata
per la gestione operativa e la manutenzione evolutiva dei siti
internet della camera &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;(che
oltre al sito principale camera.it comprendono la web&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;TV&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;,
le sezioni a competenza Camera di parlamento.it, il sito della
biblioteca, la piattaforma didattica sulla Costituzione e il
Parlamento dei bambini)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
ammonta infatti a circa &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;1
milione 389 mila euro (iva esclusa) annui&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
I contratti corrispondenti sono ad oggi stipulati con 3 diverse
società, e riguardano attività di presidio, sviluppo software,
gestione sistemistica, diffusione audiovideo dei lavori parlamentari
nonché attività connesse all’informatizzazione degli atti
parlamentari. &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;L&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;'&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;mporto
di 3.600.00 euro, Iva esclusa, dell&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;'&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;u&gt;appalto
va distribuito su tre anni.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
La base d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;asta
è stata quindi fissata in 1 milione 200 mila euro annui dal momento
che il passaggio ad un’unica ditta affidataria consentirà una
sensibile riduzione dei costi; rispetto a tale cifra si attende
peraltro una ulteriore ragionevole economia determinata
dall’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.mondoallarovescia.com/camera-dei-deputati-4-milioni-per-il-sito-web-no-anzi-si/" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="https://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+Info&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Google Plus oppure &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Info&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Facebook &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/camera-dei-deputati-4-milioni-per-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinXpWKtaEbj1_DJz4HxWU97jNGs2kSSeq38b8exq67IZEHVWDxlO6cI5FzYMjijMLLxnQ-UVrUKPWqpUYwK1sDM-RJrkDQ_YBql3H3BSuMQWkm1JYrO65ykLbrsRuxdyClIl7DcFeeoXM/s72-c/webcamera01.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-7013585600625322520</guid><pubDate>Wed, 21 Aug 2013 17:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-21T19:49:49.896+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antifascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>"Niente negri, niente poveri": ecco i paletti della campagna assunzioni di AeroMexico</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Sono
le credenziali richieste dalla compagnia aerea messicana ai possibili
nuovi assunti.&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;La
gaffe, scoperta da una blogger sudamericana, ha costretto la società
a scusarsi pubblicamente, ma al contempo ha messo a nudo il razzismo
dilagante nel Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbpcfrefbzUhSvg0l80DXuq2QFFD686r3vKUxTURoln8vQl5kp8E30MxAfVpS0VuAVtVUmvTRJNZNB_mJkenDMP5endueav2cbrXqYQPzlV8Vu5oNlVkSgpw_-HNnGxX8BsjVSFUBiCf0/s1600/aeromexico.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbpcfrefbzUhSvg0l80DXuq2QFFD686r3vKUxTURoln8vQl5kp8E30MxAfVpS0VuAVtVUmvTRJNZNB_mJkenDMP5endueav2cbrXqYQPzlV8Vu5oNlVkSgpw_-HNnGxX8BsjVSFUBiCf0/s1600/aeromexico.jpg" title=" " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Le
gaffes e il &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;razzismo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
a propria insaputa non sono prerogativa italiana. E così la
compagnia aerea &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Aeromexico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;,
tra le più importanti dell'America Latina, colpevole di una
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;campagna
di assunzioni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
discriminatoria, ha incolpato l’agenzia pubblicitaria &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Catatonia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;,
la quale a sua volta ha accusato una terza agenzia di casting sua
sussidiaria. I fatti risalgono alla seconda settimana di agosto,
quando la blogger messicana &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Tamara
de Anda&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
posta su &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Twitter&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
la foto del prospetto di assunzione di Aeromexico,&lt;a href="https://twitter.com/plaqueta/status/366986259123556352" target="_blank"&gt;
che invita i messicani dalla pelle scura ad astenersi da fare
domanda&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;No
morenos&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;"&lt;/i&gt;
saranno presi in considerazione, è scritto. Nessuno dalla pelle
scura, in un paese dove su una popolazione di poco più di 100
milioni, il 60% è meticcia e il 20% è amerinda, discendente dai
nativi americani. E a&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
Città del Messico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
la percentuale di amerindi sale al 30%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Il
primo tweet di Tamara de Anda, quando è incappata nella notizia, ha
avuto in poche ore oltre 400 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;retweet&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;,
tanto che ha deciso di dedicare alla notizia un post specifico sul
proprio blog,&lt;a href="http://www.crisisdelos30.com/2013/08/todos-somos-aeromexico.html" target="_blank"&gt;
che ha avuto immediata diffusione virale&lt;/a&gt;. Le conseguenze, come
racconta lei stessa, sono che è stata tempestata da chiamate da un
numero sconosciuto e, quando ha risposto, le è stato detto che ci
sarebbero state conseguenze legali per aver reso pubbliche
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;informazioni
confidenziali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Ma le compagnie coinvolte, dopo aver cercato di nascondere la notizia
con le minacce, sono state sovrastate dalla sua diffusione in Rete.
Tanto che, dopo una settimana, sono state costrette a pubblicare&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
scuse ufficiali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;,
pur cercando di scaricar la responsabilità tra di loro: Aeromexico
si è scusata per il "il tono discriminatorio" della campagna
affidata a Catatonia, che a sua volta si è scusata per il linguaggio
utilizzato dall’agenzia di casting cui aveva passato la pratica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Ma
in un paese in cui politici, accademici, professionisti e i
personaggi dello spettacolo tendono sempre più ad avere la pelle
chiara, a confronto con la massa di lavoratori che ha – ed è
rappresentata con – la pelle più scura, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;selezione
razziale&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
di Aeromexico non poteva limitarsi a escludere i messicani moreno. E,
infatti, nel prosieguo si è fatta esplicitamente classista. Coloro
che vogliono fare domanda di assunzione per la compagnia aerea, è
scritto nel prospetto, devono infatti sembrare "&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Polanco&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;",
dal nome del quartiere bene della capitale messicana. Una zona come
potrebbero essere i &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Parioli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
a Roma dove, come scrive Tamara de Anda sul suo blog "i padroni di
casa hanno la pelle più chiara, e chi ci lavora come servitù più
scura".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Come
scrive sempre la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;blogger&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;,
l'orribile campagna pubblicitaria ha avuto almeno il merito di
riaprire la delicata questione razziale in &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Messico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Un paese dove "fuori dai programmi governativi, dalle Ong e dalle
campagne per il turismo folkloristico, nell'immaginario collettivo
messicano le persone scure di pelle e gli indigeni non esistono, sono
cancellate completamente, a meno che non siano vestite coi costumi
tradizionali". E come hanno notato molti commentatori, con
l’equazione "simili a Polanco e non scuri di pelle", Aeromexico
ha finalmente reso esplicito come il &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;razzismo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
sia sempre stato, e sia tuttora, non solo una semplice e becera
attitudine ma una vera e propria forma di conflitto di classe, che
parte dai piani superiori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;FONTE:
&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/21/niente-negri-niente-poveri-ecco-paletti-della-campagna-assunzioni-di-aeromexico/687971/" target="_blank"&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif; font-size: small;"&gt;Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt; su Google Plus oppure su Facebook &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;InfoLab0.1 &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/niente-negri-niente-poveri-ecco-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbpcfrefbzUhSvg0l80DXuq2QFFD686r3vKUxTURoln8vQl5kp8E30MxAfVpS0VuAVtVUmvTRJNZNB_mJkenDMP5endueav2cbrXqYQPzlV8Vu5oNlVkSgpw_-HNnGxX8BsjVSFUBiCf0/s72-c/aeromexico.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-1391550058597585741</guid><pubDate>Sun, 18 Aug 2013 15:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-18T17:04:36.928+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">curiosità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnologia</category><title>Un secolo di veleno democratico. Breve storia del lacrimogeno </title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjroeG5l63g2gA4j9PdH2GUzvdDIRawbn34olQWTE6qJ3_5TZXgw0moLffd-p4i0qB03ahzfPNmQzCO1KUsYKhtwkXcJKVo81oseBWQjf6BfBee-Q9yV1aVdBxbRH9VHA5Lp0bmMLoi1E4/s1600/fumog00.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjroeG5l63g2gA4j9PdH2GUzvdDIRawbn34olQWTE6qJ3_5TZXgw0moLffd-p4i0qB03ahzfPNmQzCO1KUsYKhtwkXcJKVo81oseBWQjf6BfBee-Q9yV1aVdBxbRH9VHA5Lp0bmMLoi1E4/s1600/fumog00.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="more-14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Il
lacrimogeno si è evoluto da arma chimica di guerra a «&lt;i&gt;legittima&lt;/i&gt;»
tecnologia di controllo della protesta. E mentre le vittime vengono
continuamente addebitate agli “abusi” dello strumento da parte di
polizia e forze di sicurezza, la storia dimostra come i lacrimogeni
siano un’arma estremamente pericolosa – un’arma legata da molto
tempo alle logiche comunicative di governi e aziende.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="CENTER"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;# #
#&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="CENTER"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="CENTER"&gt;
&lt;span style="color: #993300;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #993300;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Nell&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;agosto
del 2012, diciotto mesi dopo l’inizio delle proteste nel Bahrain,
l’associazione Physicians for Human Rights ha pubblicato &lt;a href="https://s3.amazonaws.com/PHR_Reports/Bahrain-TearGas-Aug2012-small.pdf"&gt;uno
studio&lt;/a&gt; che documentava la morte di 34 persone per cause
riconducibili ai lacrimogeni. Queste morti erano direttamente
correlate all’uso del gas in spazi chiusi quali macchine, case e
moschee, nonché alle ferite alla testa causate dal lancio dei
candelotti. Nella lista degli infortuni erano ricompresi anche
perdita di occhi, aborti spontanei e crisi respiratorie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Le associazioni per i diritti umani
hanno cercato di mettere pressione ai governi per fermare i
rifornimenti, descrivendo le ferite come il risultato di un abuso di
lacrimogeni. &lt;a href="http://www.amnesty.org/en/news/bahrain-s-use-tear-gas-against-protesters-increasingly-deadly-2012-01-26"&gt;Amnesty
International&lt;/a&gt; ha dichiarato che in Bahrain i lacrimogeni «sono
stati impiegati in maniera impropria», mentre Physicians for Human
Rights ha intitolato il proprio rapporto &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Weaponizing
Tear Gas&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;L’espressione «&lt;i&gt;uso improprio&lt;/i&gt;» è
apparsa nuovamente la scorsa settimana. &lt;a href="http://www.hrw.org/features/turkey-unlawful-use-teargas"&gt;Human
Rights Watch&lt;/a&gt; ha diramato un comunicato in cui chiedeva alla
Turchia di «&lt;i&gt;fermare l’uso improprio e illegale dei lacrimogeni&lt;/i&gt;».
Ma cosa significa realmente «&lt;i&gt;abusare&lt;/i&gt;» di un’arma come il gas
lacrimogeno? Come mai il gas lacrimogeno è diventato un’arma
accettabile in un contesto di ordine pubblico? E perché, come fanno
notare parecchi osservatori, i lacrimogeni sono vietati in guerra ma
permessi in un contesto di pace?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;h5 align="CENTER" class="western"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;- Il gas
lacrimogeno: un’arma chimica di guerra -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Gli articoli sul gas lacrimogeno
tendenzialmente rintracciano nella &lt;a href="http://www.opcw.org/chemical-weapons-convention/"&gt;Convenzione
sulle Armi Chimiche&lt;/a&gt; (1997), che ha proibito l’uso della maggior
parte di armi chimiche, l’origine di queste anomalie. È in
quell’occasione, infatti, che gli Stati firmatari hanno permesso
l’uso dei lacrimogeni per «&lt;a href="http://www.opcw.org/chemical-weapons-convention/articles/article-ii-definitions-and-criteria/"&gt;questioni
di sicurezza, incluse le finalità di controllo della protesta»&lt;/a&gt;.
Tuttavia, l’origine di questa eccezione risale a molto prima del
1997. Per capire come abbia fatto il gas lacrimogeno a essere
considerato un’arma umanitaria dobbiamo tornare nelle trincee.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_0_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Per
quanto alcune forme embrionali di lacrimogeno fossero esistite prima
della I Guerra Mondiale, è stato durante il conflitto che si è
cominciato a investire nella ricerca e creazione di agenti
lacrimogeni – quelli che comunemente chiamiamo "gas lacrimogeni"
(anche se non si tratta di vero e proprio gas). Queste sostanze
chimiche venivano impiegate per far uscire il nemico dalle trincee e
«&lt;i&gt;indebolirne le difese&lt;/i&gt;». Essendo stato progettato per questo questo
scopo, il gas lacrimogeno era ritenuto una forma di attacco sia
fisico che psicologico&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;L’uso così aggressivo dei
lacrimogeni ha portato al divieto previsto nel Protocollo di Ginevra
del 1925 – un divieto che gli Stati Uniti si rifiutarono di firmare.
I delegati di Ginevra, avendone visto gli effetti nelle trincee,
stabilirono che si trattasse di uno strumento disumano. Ma quando il
protocollo venne ratificato, militari e funzionari pubblici erano già
impegnati a decantare i benefici che quest’arma avrebbe apportato
al controllo della folla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;h5 align="CENTER" class="western"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;- Diffondere
il verbo del controllo -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_1_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Nel
1919 il generale statunitense Amos Fries iniziò una missione: quella
di trasformare una tecnologia bellica in uno strumento di polizia.
Per riuscire nel suo intento, tuttavia, Fries aveva bisogno di una
strategia di comunicazione. Il signor Chadbourne gli disse di
«rivolgersi a un uomo che conoscesse il gas bellico e fosse in grado
di coinvolgere scrittori e altri soggetti disposti a diffondere il
verbo»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_2_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_3_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;E
il verbo si diffuse. Le riviste si riempirono di articoli
pubblicitari sul gas lacrimogeno. In uno di questi si legge che «per
un uomo è più facile mantenere alto il morale di fronte ai
proiettili, piuttosto che in presenza di un gas invisibile» e che
«ci sono diverse prove che dimostrano come l’utilizzo dei
lacrimogeni avrebbe potuto salvare vite umane»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;3&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
A differenza dei proiettili, il gas lacrimogeno «isola gli individui
dallo spirito della folla», e provoca la fuga incontrollata di
quest’ultima «per salvarsi dalla fonte della tortura»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;4&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_4_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Descritto
come un "rompi-folla", il gas lacrimogeno avrebbe dovuto essere
«innocuo ed efficace come una babbuccia». La supposta inoffensività
dava così il via libera alla polizia, che non avrebbe dovuto
aspettare ordini o avere esitazioni. Anzi, i lacrimogeni andavano
impiegati senza alcun indugio proprio «nel momento stesso in cui la
folla iniziava a formarsi»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;5&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;L’impressionante campagna di
comunicazione – che trasformò i lacrimogeni in «innocue» armi
anti-protesta – diede a governi, polizia, produttori e militari
l’opportunità di controllare il dissenso e al contempo la
possibilità di promuovere un controllo etico della massa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;h5 align="CENTER" class="western"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;- Il
mercato della repressione del dissenso -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Negli Stati Uniti, il mercato degli
«&lt;i&gt;innocui&lt;/i&gt;» lacrimogeni esplose negli anni ’30, quando i maggiori
produttori iniziarono a rifornire la polizia e le squadre private
anti-sciopero. Nel frattempo, le rivolte coloniali stimolarono la
domanda anche nei mercati esteri. Gli Stati Uniti spedirono
rifornimenti a Panama, nelle Filippine e nelle Hawaii. Anche il Regno
Unito stava usando i lacrimogeni per reprimere il dissenso nelle sue
colonie, riempiendo l’India e il sud-est asiatico di candelotti e
granate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_5_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Questo
primo impiego di lacrimogeni non fu esente da critiche. Già proibito
in guerra, come sancito dal Protocollo di Ginevra, la legalità
dell’uso di lacrimogeni sul suolo domestico venne messa in
discussione dal senato statunitense. Una commissione d’inchiesta
(istituita negli anni ’30) sulle pratiche anti-sciopero portò alla
luce gli effetti sulla salute e ascoltò diversi medici. Nel rapporto
finale, pubblicato nel 1939, la commissione giunse a queste
conclusioni: «il gas lacrimogeno non è per niente una sostanza
innocua, come erroneamente ritenuto. È una vera a propria arma, il
cui uso può causare menomazioni gravi, durature o addirittura
permanenti»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;6&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_6_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Nonostante
i pareri di associazioni mediche e commissioni parlamentari, il
complesso militare-industriale di Stati Uniti, Regno Unito e Canada
continuò a produrre e vendere lacrimogeni. Alla Conferenza
Tripartita (1958) – un gruppo di lavoro costituito per scambiarsi
informazioni e risorse – le tre nazioni si accordarono per
sviluppare nuove forme di armi "non letali" e lacrimogeni&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt; 7&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_7_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Nel
1965 il Regno Unito annunciò l’invenzione di un «lacrimogeno
modernizzato» – una versione rivisitata del composto CS, creato
nel 1928 da scienziati americani. Un comunicato inviato ai potenziali
compratori metteva in risalto l’efficienza e l’economicità di
questo nuovo tipo di lacrimogeno: «La superiorità del CS deriva dal
suo effetto irritante più esteso e pronunciato…Un aumento nella
richiesta di CS comporterebbe una produzione su più vasta scala e in
una riduzione dei costi»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_8_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;La
posizione del Regno Unito sui lacrimogeni, insieme alla sua recente
invenzione, cominciò a essere criticata piuttosto in fretta.
L’impero britannico poteva contare su una grossa porzione dei
mercati esteri – e colonie, zone di guerra e territori occupati
sono i luoghi ideali per testare nuove tecnologie militari&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Tra il 1962 e il 1964, il Regno Unito esportò lacrimogeni in
Indonesia, Kenya, Malesia, Hong Kong, Nigeria, Portogallo, Singapore
e Rodesia. E se all’estero l’impiego dei lacrimogeni era
tranquillamente accettato, nel Regno Unito non si era mai verificato.
Almeno fino all’estate del 1969, quando tutto cambiò bruscamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;h5 align="CENTER" class="western"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;- La
battaglia di Bogside -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyWabDjwPrp5oYeqV6IF90Kp_WUwutqbuAj6JFbkY8FjVSE40NiTFLc2xrkoDr3MOBZcBlmu0vJX_l_X1p-WyjcDOPct5mvgc0Uu04hvxGEheSIG1CGJjATn5ON8ZAo7vUmJRHhNGyKw4/s1600/fumog01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyWabDjwPrp5oYeqV6IF90Kp_WUwutqbuAj6JFbkY8FjVSE40NiTFLc2xrkoDr3MOBZcBlmu0vJX_l_X1p-WyjcDOPct5mvgc0Uu04hvxGEheSIG1CGJjATn5ON8ZAo7vUmJRHhNGyKw4/s1600/fumog01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_9_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_10_14879"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Alle 23.45 del 12 agosto, Rossville
Street nel quartiere Bogside di Derry entrò nella storia come il
primo luogo del Regno Unito in cui furono usati lacrimogeni contro i
civili. Su consiglio del Ministro della Difesa, la Royal Ulster
Constabulary&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
diede un colpo di telefono al ministro dell’Interno, che era appena
tornato dagli Stati Uniti, e decise di usare i lacrimogeni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Gli
abitanti di Bogside respirarono CS per 36 ore consecutive, dalla
mezzanotte del 13 agosto alle 4 di pomeriggio del giorno seguente.
Bogside venne sommersa da 14 granate e 1.091 candelotti (ciascuno
contenente 12.5 grammi di CS)&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;11&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Il gas era entrato nelle abitazioni e aveva indiscriminatamente
colpito bambini e anziani. Le cronache dell’epoca suscitarono
moltissime polemiche, che culminarono con la prima indagine
medico/scientifica sugli effetti del CS.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_11_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_12_14879"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;L’indagine venne affidata al Comitato
Himsworth, un gruppo formato da esperti legati a doppio filo
all’esercito. Uno di loro era addirittura un dipendente del
ministero della Difesa, dove lavorava come ricercatore&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;12&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Nonostante le testimonianze dei medici generici del luogo, che
avevano descritto i vari infortuni e le ricadute sulla salute, il
comitato non trovò però nessun motivo per condannare l’uso del
CS. Anzi, il rapporto stabilì che il CS non solo era sicuro, ma che
«non c’era alcuna prova che potesse essere più nocivo su anziani,
bambini e donne incinta»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;13&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
Sebbene invitassero comunque alla prudenza nell’impiego del CS in
spazi chiusi, le conclusioni del comitato furono interpretate come un
certificato di sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_13_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Nei
successivi vent’anni la comunità internazionale usò il rapporto
per giustificare l’impiego e lo sviluppo dei lacrimogeni. Nel 1989
servì a giustificare l’esportazione di un quantitativo di
lacrimogeni equivalente a 6.5 milioni di dollari verso Israele, nel
periodo iniziale della &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/First_Intifada"&gt;prima
intifada&lt;/a&gt;. Quei lacrimogeni furono lanciati in case, cliniche,
scuole, ospedali, moschee e intere zone residenziali&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;14&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPkJNXGKx4Ws6BBJTFOtGQlU2qCQ4sw62n2KQJpOvx5rNGyp1pGeU8WZGTUnWLgnVDIWuSAsZl3o2nefVu5pb8qARNKdD7Fxt37Ro0zzbBlSHFMx-57JwUz6WypJaE4lvyocn4HDznHSA/s1600/fumog02.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPkJNXGKx4Ws6BBJTFOtGQlU2qCQ4sw62n2KQJpOvx5rNGyp1pGeU8WZGTUnWLgnVDIWuSAsZl3o2nefVu5pb8qARNKdD7Fxt37Ro0zzbBlSHFMx-57JwUz6WypJaE4lvyocn4HDznHSA/s1600/fumog02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="identifier_14_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Non
credendo a queste continue (e false) garanzie di sicurezza, alcuni
gruppi cominciarono a lavorare per far emergere la verità sui
lacrimogeni. Physicians for Human Rights aumentò il monitoraggio e
gli studi sugli effetti nocivi e i rischi sanitari, indagando in
&lt;a href="http://physiciansforhumanrights.org/library/reports/the-use-of-tear-gas-in-korea.html"&gt;Corea
del Sud e Palestina&lt;/a&gt;. Gli articoli delle maggiori riviste
scientifiche chiedevano più ricerca e regolamentazione. Nonostante
la mole di contro-informazione, il rapporto Himsworth – approvato
dal governo e sponsorizzato dall’esercito – continuò a fornire
al CS quello che un documento ufficiale americano del 1990 definì
«un attestato di buona salute»&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;15&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Il decennio successivo, invece di
portare a un ripensamento sulla nocività del gas lacrimogeno, vide
la proliferazione di dispositivi portatili al CS e di spray al
peperoncino. Quest’ultimo venne utilizzato per la prima volta nel
1991. Poco dopo, dispositivi simili vennero inviati, tra gli altri
paesi, anche al Regno Unito. Alla fine del decennio, i lacrimogeni “a
mano” erano diventati la dotazione standard di pattuglie e guardie
carcerarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Non ci volle molto perché la
questione finisse in tribunale. Gli spray venivano utilizzati durante
gli arresti per molestare e, in alcuni casi, torturare le persone. Un
rapporto dell'&lt;a href="http://kulturlerarasinda.files.wordpress.com/2013/07/pepper-spray-update-more-fatalities-more-questions.pdf"&gt;ACLU&lt;/a&gt;
pubblicato nel 1995 mostrava come alcune morti avvenute in carcere
fossero legate all’uso dello spray al peperoncino. Le inchieste
sugli abusi degli anni '90, tuttavia, non riuscirono a scalfire la
retorica "dell'arma non letale", che invece continuò a
regnare, e anzi favorì l’apertura di mercati del lacrimogeno
ancora più redditizi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;h5 align="CENTER" class="western"&gt;
&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;- Modernizzare
la “non letalità”: nuova tecnologia, vecchia tecnica di
comunicazione -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Negli anni recenti, e soprattutto dopo
la Primavera Araba del 2011, le tecnologie &lt;i&gt;"non letali" &lt;/i&gt;per il
controllo della protesta sono state pubblicizzate in maniera
piuttosto aggressiva. Basta guardare questo video promozionale della
Nato per rendersene conto:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Questo video della NATO è solamente
uno dei tanti tasselli che compongono la campagna di pubbliche
relazioni dell’industria delle armi non letali – un’industria
che ha visto crescere notevolmente i suoi profitti. Per esempio la
&lt;a href="http://en.milipolqatar.com/Show-Milipol-Qatar/Exhibitors-list/Exhibitors-list/CONDOR-NON-LETHAL-TECHNOLOGIES/%28offset%29/40"&gt;Condor
Non-Lethal Technologies&lt;/a&gt; – i cui prodotti sono stati usati in
Bahrain, Turchia e Brasile – ha aumentato i ricavi del 33% grazie a
nuova strategia di marketing basata su comunicazione e partecipazione
a fiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Allo stesso modo si continuano a
sviluppare nuove tecnologie per perfezionare questi proiettili
velenosi. La granata "Ballerina" (&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Dancer
grenade&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;) della Condor è stata
presentata lo scorso febbraio all’expo Milipol Security, e questo
giugno ha debuttato sulle strade di Istanbul e San Paolo. Nel
frattempo il Regno Unito sta testando il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/law-and-order/10048408/Tests-for-new-chemical-guns-in-late-stages.html"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Discriminating
Irritant Projectile&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;, una
specie di pistola che può sparare i lacrimogeni fino a 100 metri di
distanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;E mentre in tutto il mondo si vendono
forme &lt;a href="http://www.opendemocracy.net/opensecurity/shiar-youssef/lethal-non-lethal-weapon"&gt;sempre
più diverse di armi non letali&lt;/a&gt;, anche le ragioni che
giustificano il loro impiego sembrano crescere di pari passo.
&lt;a href="https://maps.google.com/maps/ms?msid=208331148221123468448.0004d18e9335e5a120100&amp;amp;msa=0&amp;amp;ll=8.265984,5.039292&amp;amp;spn=141.070617,39.726563"&gt;Dall’inizio
di quest’anno&lt;/a&gt;, i lacrimogeni sono stati usati su &lt;a href="http://allafrica.com/stories/201305180216.html"&gt;studenti
che manifestano per chiedere sussidi per il cibo&lt;/a&gt;, comunità
autoctone private della loro terra, persone che protestano per
l’aumento dei prezzi della benzina e del trasporto pubblico e
persino su &lt;a href="http://www.iol.co.za/news/crime-courts/chaos-as-police-fire-tear-gas-at-refugees-1.1534421#.UekMOY3Cai0"&gt;rifugiati
fermi in coda&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Abbiamo visto molti più candelotti
sparati in testa, molte più granate lanciate in spazi chiusi e molti
più lanci di lacrimogeni accompagnati da proiettili di gomma e
proiettili veri. Un simile impiego di lacrimogeni continua a
uccidere, sfigurare o lasciare le persone in condizioni di salute
critiche. Eppure, questi fatti continuano a essere considerati delle
eccezioni – dopotutto, i lacrimogeni sono sicuri; è il loro "abuso" ad essere il problema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Dal momento che Human Rights Watch,
Amnesty International, Physicians for Human Right e la &lt;a href="http://www.omegaresearchfoundation.org/publications/"&gt;Omega
Research Foundation&lt;/a&gt; continuano a produrre studi e rapporti, forse
è arrivato il momento di rendersi conto che il vero problema sono i
lacrimogeni stessi. Bisogna ridiscutere i termini del dibattito,
ossia rifiutare la retorica aziendale della non-letalità e rigettare
il sogno, letale e antidemocratico, di pacificare la società con il
veleno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;In un secolo di storia dei
lacrimogeni, è chiaro che queste armi chimiche non sono mai state
sicure, innocue o umanitarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;

&lt;div align="CENTER"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&amp;nbsp;
&lt;div align="CENTER"&gt;
Note &lt;/div&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_0_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;L.
 F. Haber &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;The Poisonous Cloud&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;:
 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Chemical Warfare in the First
 World War. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Oxford: Oxford UP,
 2002 &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_1_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;National
 Archives II, Chemical Warfare Service , General Amos Fries, RG 175,
 box 15.  &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_2_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Amos
 Fries. ‘By-Products of Chemical Warfare’ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Industrial
 and Engineering Chemistry&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
 October 1928, pp. 1083. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_3_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Theo
 m. Knappen ‘War gases for Dispersing Mobs’ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Gas
 Age Record. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;November 26,
 1921, pp. 702-703. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_4_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Ibid&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
 &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_5_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Industrial
 Munitions Digest,’ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Violations
 of Free Speech and Rights of Labor&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
 Senate Report No 6, part 3, 1939.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_6_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Robert
 Harris and Jeremy Paxman. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;A
 Higher Form Of Killing&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;. New
 York: Hill and Wang, 1982, pp. 174 &amp;amp; 183.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_7_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;King’s
 College. Liddell Hart Centre for Military Archives, Gassed
 collection, Box O. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_8_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Il
 Regno Uniti esportò il CS durante la guerra in Vietnam. I
 proiettili di gomma furono testati nell’Irlanda del Nord e usati
 per le prime volte nei Territori Occupati della Palestina. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_9_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Il
 nome del corpo di polizia dell’Irlanda del Nord dal 1922 al 2001,
 &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;nda&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;.
 &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_10_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Minutes
 of the Himsworth Committee Meetings, Himsworth Collection, Wellcome
 Trust. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_11_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Ibid.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;
 &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_12_14879"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;King’s
 College, Liddell Hart Centre for Military Archives, Gassed
 collection, Box O. &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/null" name="footnote_13_14879"&gt;&lt;/a&gt;“&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;Use
 of U.S.-Manufactured Tear Gas in the Occupied Territories”
 NSIAD-89-128, Apr 13, 1989 reperibile su
 &lt;a href="http://www.gao.gov/assets/220/211128.pdf"&gt;http://www.gao.gov/assets/220/211128.pdf&lt;/a&gt;
 &lt;/span&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;King’s College &amp;nbsp;Liddell
 Hart Centre for Military Archives, Gassed collection, Box O1,
 transcript of interview with Dr. HU, Outsider Television tape 26.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&amp;nbsp;FONTE: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;articolo pubblicato su &lt;a href="http://www.opendemocracy.net/opensecurity/anna-feigenbaum/hundred-years-of-toxic-humanitarianism" target="_blank"&gt;OpenDemocracy&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.opendemocracy.net/author/anna-feigenbaum" target="_blank"&gt;Anna Feigenbaum&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="https://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt; su Google Plus oppure su Facebook &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Info&lt;span style="color: #990000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/un-secolo-di-veleno-democratico-breve.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjroeG5l63g2gA4j9PdH2GUzvdDIRawbn34olQWTE6qJ3_5TZXgw0moLffd-p4i0qB03ahzfPNmQzCO1KUsYKhtwkXcJKVo81oseBWQjf6BfBee-Q9yV1aVdBxbRH9VHA5Lp0bmMLoi1E4/s72-c/fumog00.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-1700467077665180463</guid><pubDate>Thu, 15 Aug 2013 10:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-15T12:59:15.451+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antifascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Tortura, Polizia e Alba Dorata: Scene Dall’Inferno Greco </title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDaJklAiev4vRssGp1YWXTFQnKAc_JNYs9KZXJu0h244Wo7Cb53isSnXmcVecoaHvUg2wIotmnyuRrROfGd4eaYoS_KgT4nxHXYt9iDvIRmuyI5xtGQiMe19zNoaJQO4FyCpkjtgkq7A4/s1600/infernogreco.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDaJklAiev4vRssGp1YWXTFQnKAc_JNYs9KZXJu0h244Wo7Cb53isSnXmcVecoaHvUg2wIotmnyuRrROfGd4eaYoS_KgT4nxHXYt9iDvIRmuyI5xtGQiMe19zNoaJQO4FyCpkjtgkq7A4/s1600/infernogreco.jpg" height="210" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;In Grecia, i pogrom contro gli immigrati si sono fatti sempre più numerosi e rabbiosi. Da qualche mese a questa parte il movimento antifascista greco, per reagire a questa ondata di neonazismo, organizza periodicamente delle grandi parate motorizzate. Il 30 settembre scorso, ad Atene, uno di questi cortei è stato attaccato da agenti dell’unità Delta (la polizia motorizzata) e militanti di Alba Dorata. Quindici persone sono state arrestate e portate nel quartier generale delle forze dell’ordine di Atene. E qui, stando a diverse testimonianze, è successo qualcosa di orribile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;«È stata una giornata uscita dal passato della Junta dei colonnelli», ha &lt;a href="http://www.theguardian.com/world/2012/oct/09/greek-antifascist-protesters-torture-police" target="_blank"&gt;confidato&lt;/a&gt; uno dei fermati al &lt;b&gt;Guardian&lt;/b&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;u&gt;il primo quotidiano a denunciare il caso, inizialmente ignorato dalla stampa greca&lt;/u&gt;). Nel numero di novembre di Black Flag è stata pubblicata un’&lt;a href="http://squathost.com/a_deltio/gr/d64_gada.htm" target="_blank"&gt;intervista&lt;/a&gt; ad una militante arrestata quel giorno. Qui sotto c’è la traduzione della &lt;a href="http://blog.occupiedlondon.org/2012/11/21/a-testimony-from-the-hellhole-at-police-headquarters-in-athens/" target="_blank"&gt;lunga testimonianza&lt;/a&gt;, a sua volta tradotta dal greco all’inglese dal blog &lt;a href="http://blog.occupiedlondon.org/" target="_blank"&gt;Occupied London&lt;/a&gt;. Vorrei solo sottolineare il fatto che tutto questo è successo a 11 anni da Bolzaneto, 38 anni dopo la fine della dittatura militare greca e, soprattutto, nel cuore dell’Unione Europea, istituzione recentemente insignita del Nobel per la pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;b&gt;#&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; #&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; #&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;D. Iniziamo col descrivere cos’è successo al corteo motorizzato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. Il 30 settembre, era una domenica, si è svolto il terzo corteo motorizzato antifascista. A settembre ce ne sono stati altri due: il primo nei quartieri di Metaxouryio, Ayio Pavlo e Omonia; il secondo a Monastiraki, Ermou e Thisio. Quella serata, siamo partiti da Exarchia verso le 8 e abbiamo guidato fino a piazza Amerikis e vie limitrofe. L’obiettivo della parata era quello di supportare gli immigrati, colpiti da un pogrom razzista pochi giorni prima. Quando siamo passati in questi quartieri c’era grande eccitazione da parte dei migranti. Hanno levato in alto i pugni, applaudito, fatto il gesto della vittoria e ci hanno ringraziato. Questo è successo poco prima che ci attaccassero: è l’ultima immagine che ho prima dell’aggressione della polizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;AntiFascist Motorbike Patrol by Ross Domoney. [VIDEO]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen='allowfullscreen' webkitallowfullscreen='webkitallowfullscreen' mozallowfullscreen='mozallowfullscreen' width='320' height='266' src='https://www.youtube.com/embed/d2ck0e2f-tQ?feature=player_embedded' frameborder='0'&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;b&gt;Le moto erano circa 80?&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;R. Sì, con due passeggeri su quasi tutte le moto, quindi circa 150 persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;E la polizia?&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Non si vedeva bene, era notte e avevamo i loro fari puntati addosso. Nella zona dove i fascisti hanno distrutto i negozi degli immigrati c’erano molti poliziotti ad attenderci. Ci siamo fermati in via Filis e abbiamo intonato dei cori. Non so come tutto sia cominciato, perché la parata era molto rumorosa e la strada stretta, con le moto sparse dappertutto. Dalle retrovie del corteo ho sentito botti e spari. La polizia aveva seguito la manifestazione, e si trovava proprio in coda. Così è iniziato l’attacco. Si è scatenato il caos. C’era fumo ovunque, non riuscivamo a vedere nulla. Le granate stordenti esplodevano dietro di noi, su di noi, dappertutto. La polizia manganellava i dimostranti. Le macchine erano parcheggiate ai lati della strada. Molte moto erano bloccate e non riuscivamo a muoversi, a causa della dimensione del corteo. Il tutto è durato pochi minuti. Abbiamo cercato di evitare di essere ulteriormente aggrediti: ma io e il guidatore siamo stati fermati da una volante della polizia, poco lontano da quella via. Siamo stati portati al quartier generale della Polizia. Appena arrivata lì, ho visto altre 13 persone, alcune in condizioni critiche, che erano state pesantemente malmenate. C’era molto sangue. Alcuni non erano in grado di camminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Precisamente, dove vi trovavate?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo al sesto piano, nel corridoio. C’erano due panche. Qualcuno era ammanettato e perdeva sangue. Abbiamo chiesto dei fazzoletti per tamponare le ferite, ma non ci hanno portato nulla. Io avevo un pacchetto di fazzoletti, e così ho provato a tamponare un po’. Ma i fazzoletti non erano abbastanza: non era solo uno, erano in molti a perdere sangue. Quando abbiamo chiesto della carta, un agente ci ha risposto: «Non avrete nulla, resterete così come siete». Col passare del tempo sono arrivati diversi poliziotti dell’unità Delta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Di fianco ad una delle panchine c’era una piccola scrivania, e gli agenti erano radunati lì. Ci hanno chiamato per nome e hanno appuntato su un foglio i nostri indumenti e la nostra descrizione sommaria. Così facendo hanno avuto il tempo di falsificare i verbali, ad esempio su luogo e circostanze dell’arresto. L’abbiamo capito solo in seguito, quando abbiamo visto le accuse che ci venivano mosse. Tutte completamente false, a partire dagli errori sul luogo dell’arresto per arrivare a quelli sulle descrizioni. Nemmeno quelle sono riusciti a fare!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;D’accordo, le accuse sono campate per aria. Hanno avuto l’ordine di reprimere il corteo e arrestare chiunque [...]. Il crimine, essenzialmente, consiste nell’aver partecipato ad una marcia anarchica e antifascista.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Sì, il loro obiettivo era impedire che si facesse un corteo, soprattutto nello stesso posto in cui era stato fatto il pogrom. Le accuse sono fasulle non stanno in piedi. Tuttavia, ciascuno di noi era conciato davvero male. Ad esempio, un ragazzo era stato aggredito con un taser. L’hanno colpito sulla schiena. Lui ci ha detto che il suo corpo si è come paralizzato ed è crollato a terra. Quando l’abbiamo visto al Direttorato Generale il ragazzo aveva un buco sulla schiena, una ferita profonda causata dal taser.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Intanto, mentre noi aspettavamo sulle panche, le ore passavano. Non avevamo acqua. Non avevamo nulla, dato che ci avevano requisito tutti i nostri effetti personali. La nostra richiesta di avere dell’acqua è stata respinta. Abbiamo trovato una piccola bottiglia di plastica nel cestino, e un’altra sotto la panca. Le riempivamo soltanto quando uno di noi riusciva ad andare in bagno, accompagnato da un poliziotto. Se usavi scuse diverse, i poliziotti non ti facevano nemmeno andare in bagno. Così facendo abbiamo bevuto un sorso a testa ogni due o tre ore. Lì vicino c’era una stanza in cui entravano gli agenti del Delta, uno alla volta, per fare rapporto. Erano più o meno in 30 – la maggior parte concentrati attorno a quella scrivania di cui parlavo prima, il resto sparso nel corridoio. Ci hanno detto un sacco di robe, è difficile ricordare. Comunque, le minacce erano di questo tipo: «Ora vedrete contro chi vi siete andati a mettere»; «Vediamo se vi viene ancora voglia di fare una manifestazione antifascista»; «Vi siete messi contro Alba Dorata, e adesso ve la facciamo vedere. Anche noi siamo di Alba Dorata»; «farete la fine dei vostri nonni a Grammos e Vitsi [&lt;i&gt;Il &lt;a href="http://wiki.phantis.com/index.php/Battle_of_Grammos-Vitsi" target="_blank"&gt;riferimento&lt;/a&gt; è ad una battaglia della guerra civile greca, nda.&lt;/i&gt;]». A noi ragazze hanno rivolto apprezzamenti a sfondo sessuale, con un linguaggio molto volgare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quante ragazze eravate?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due. Hanno convogliato la loro ira su di noi. Ci hanno dedicato la loro attenzione per diverse ore, insultandoci e minacciandoci. Hanno fatto i nomi di combattenti morti come Lambros Fountas [ anarchico ucciso il 9 marzo 2010 dalla polizia, nda], Alexandros Grigoropoulos [un ragazzino di 15 anni ammazzato a sangue freddo da un agente il 6 dicembre 2010, nda] e Christoforos Marinos [un anarchico “trovato morto” su un battello nel luglio 1996, nda], dicendo che noi saremmo andati a trovarli presto. In mezzo a tutto ciò c’era un agente della Delta, alto e con il braccio sinistro fasciato. [...] Camminava tra di noi, ci pestava i piedi con gli scarponi, fumava e ci scenerava addosso. Poi ha tirato fuori il cellulare e ha cominciato a riprenderci e fotografarci. Diceva: «Abbiamo i vostri indirizzi, i vostri nomi, le vostre facce, e adesso passiamo tutto ad Alba Dorata». Se cercavamo di resistere – a parole – lui rispondeva con pugni e calci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lui in persona?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui è quello che ci ha picchiato per la maggior parte del tempo, ma anche altri gli hanno dato una mano. Insultavano, ci tiravano pugni e sbattevano le nostre teste contro il muro. Ma la tortura non si limitava alle botte: c’erano anche minacce e umiliazioni. Non potevo sopportare l’accanimento su quelli che già sanguinavano. Quello messo peggio era uno con la testa fracassata, che perdeva sangue da ore: soffriva di continuo e chiedeva un medico, ma ogni volta che parlava si prendeva altre botte. Siccome era passato molto tempo, […] abbiamo provato a chiudere gli occhi e riposare qualche minuto. Eravamo sfiniti, soprattutto quelli feriti. Ad un certo punto, il ragazzo con la testa sanguinante ha chiuso gli occhi e si è addormentato. Non gliel’hanno permesso. I poliziotti gridavano: «Svegliati, tu non dormi, stai in piedi». Un altro, colpito in faccia, sanguinava dalla fronte e da un braccio. Altri erano stati picchiati sulla schiena, e avevano i segni del manganello. Durante l’arresto erano stati sbattuti a terra, immobilizzati e pestati. I poliziotti hanno anche cercato di togliere i caschi con furia inaudita, rischiando di soffocarli, dato che i caschi sono allacciati al collo. I segni delle manganellate erano su tutto il loro corpo: schiena, pancia, gambe, braccia. […]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIJCLGtsjpGHbkDQ0KFCECEz1JchqUdcdi5rESqo3fh3tmSNSM5NPP5Tem8xJvsf-mT-Am4AP6SvU_hWpw0mQbxr5yKNr_tyfHtg7gOldYJZseHGXUJu0FDgIl-_k1u4wVYANSE2mHbuM/s1600/infernogreco-3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIJCLGtsjpGHbkDQ0KFCECEz1JchqUdcdi5rESqo3fh3tmSNSM5NPP5Tem8xJvsf-mT-Am4AP6SvU_hWpw0mQbxr5yKNr_tyfHtg7gOldYJZseHGXUJu0FDgIl-_k1u4wVYANSE2mHbuM/s1600/infernogreco-3.jpg" height="219" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Io tenevo la testa piegata per non farmi fotografare dai cellulari dei poliziotti. L’agente del Delta si è avventato su di me, mi ha tirato i capelli e mi ha alzato la testa per fotografarmi la faccia. La prima volta che ci ha provato, uno degli arrestati seduti vicino a me ha protestato. L’hanno picchiato. La seconda volta ho protestato io, e sono stata picchiata. Siccome mi proteggevo il volto con le braccia e i gomiti alti, mi ha colpito sul collo – e ovunque riuscisse ad assestare colpi. Mentre mi schiaffeggiava mi tirava anche i capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sempre lo stesso poliziotto? Quello che diceva di fare le foto e mandarle ad Alba Dorata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, me lo ricordo perché aveva una fasciatura al braccio. […]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Si è avvicinato una terza volta, minacciandomi e dicendomi di sapere dove abito. Io non ho alzato la testa, e lui ha ripreso a picchiarmi. È stato a quel punto che sono scoppiata. L’ho spinto via, ho cominciato a urlare e gridare di lasciarci in pace, che non avevano alcun diritto di farci queste cose. A causa delle mie urla un agente in borghese, forse un commissario, è venuto in corridoio e l’ha bloccato, invitando gli altri Delta che avevano già fatto rapporto ad andarsene. Questo vuol dire che la maggior parte di loro aveva già testimoniato da diverso tempo, e che erano rimasti lì per continuare tutto ciò. Anche lui se ne è andato. Dimenticavo: non era l’unico a riprendere e scattare foto. Gli altri poliziotti, quelli seduti alla scrivania, filmavano i loro colleghi mentre ci facevano quelle robe. Le aggressioni fisiche erano finite, ma tutto il resto è andato avanti. Ci puntavano un laser rosso negli occhi non appena cercavamo di chiuderli per riposare un attimo. Spegnevano le luci e ci puntavano addosso una torcia, dicendo che «è così si fa un interrogatorio», oppure «ora vi facciamo vedere come si fa». Si divertivano anche con l’aria condizionata, mettendola al minimo o sparandola al massimo. Ho smesso di chiedere di andare in bagno perché ogni volta che ci andavo i poliziotti&amp;nbsp; mi ricoprivano con i più terribili commenti sessisti, insultanti, e minacciosi. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quando è finito tutto questo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le 7 di mattina, quando i Delta se ne sono andati. Siamo stati arrestati poco dopo le 9 di sera.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Per tutto questo tempo non abbiamo potuto metterci in contatto con un legale. Gli avvocati sono arrivati lunedì, alle 3 di pomeriggio. Siamo rimasti al sesto piano del Direttorato Generale circa 19 ore. Il compagno ferito è stato portato in ospedale solo la mattina del lunedì. Gli hanno dovuto mettere i punti in testa e incerottarlo. Aveva un braccio rotto. Gli altri feriti non sono andati da un dottore: sono andati direttamente dal medico legale, martedì. Mi sono dimenticata di dire che mentre eravamo al sesto piano ci è stato chiesto di entrare in un ufficio per la perquisizione corporale (per cui serve spogliarsi). Ce l’avevano già fatta domenica sera. Poi ci hanno portato in Procura, e il procuratore ci ha detto fino a giovedì eravamo in stato di fermo. Quando siamo tornati al Direttorato Generale ci hanno portato al settimo piano, dove ci sono le celle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo stati convocati di nuovo per l’ennesima perquisizione. Ho protestato, dicendo che non aveva senso, visto che fino ad allora ero stata guardata a vista dagli agenti. La poliziotta mi ha detto che queste erano le regole e mi ha accompagnato in una stanza. Sono entrata e ho aspettato che chiudesse la porta. Ma lei ha detto che la porta non si chiudeva, e che avrebbe proceduto ugualmente alla perquisizione. [...] Proprio di fronte alla porta c’era una scrivania, sulla quale stava lavorando un poliziotto. Altri agenti entravano e uscivano dagli uffici e dalle celle.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Racconti simili li hanno fatti anche quelli che sono stati fermati e arrestati lunedì davanti al tribunale, durante una manifestazione a vostro sostegno.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Sì, 25 persone sono state fermate. Una era una ragazza giovane: l’hanno portata nella cella dove stavamo noi. […] La solidarietà che abbiamo ricevuto ci ha dato una grandissima forza. Vedere i nostri compagni ci ha rincuorato. Senza una tale solidarietà, non credo che ce l’avremmo fatta.Infine, ci tengo a dire che la ragione per cui stiamo raccontando le torture della polizia non è per fare le vittime. Lo Stato ha sempre tentato di terrorizzarci in ogni modo, e con tutti i mezzi possibili. Mettendo in risalto questi fatti, puntiamo a diventare più consapevoli e uniti contro la brutalità a cui siamo sottoposti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;#&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; #&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; #&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://www.laprivatarepubblica.com/tortura-polizia-alba-dorata-scene-dallinferno-greco/" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/tortura-polizia-e-alba-dorata-scene.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDaJklAiev4vRssGp1YWXTFQnKAc_JNYs9KZXJu0h244Wo7Cb53isSnXmcVecoaHvUg2wIotmnyuRrROfGd4eaYoS_KgT4nxHXYt9iDvIRmuyI5xtGQiMe19zNoaJQO4FyCpkjtgkq7A4/s72-c/infernogreco.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-4764136942467438418</guid><pubDate>Wed, 14 Aug 2013 07:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-14T09:33:19.966+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sprechi italiani</category><title>Quanti Canadair in cambio di un F-35?</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUSP76UDDDTr0qi38wjBe57BaHNBOS7PXU5_BcIkvSmAQfgSFq_HfBRpUK2JOAI2aj4sOqwsvRR0oFcAysCFHCCVn-crouuq2Wv56rGq9QzN09yzC6BsSPJIFjeiuwR8AZzZFZNNO7ar0/s1600/incendio-sardegna-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUSP76UDDDTr0qi38wjBe57BaHNBOS7PXU5_BcIkvSmAQfgSFq_HfBRpUK2JOAI2aj4sOqwsvRR0oFcAysCFHCCVn-crouuq2Wv56rGq9QzN09yzC6BsSPJIFjeiuwR8AZzZFZNNO7ar0/s1600/incendio-sardegna-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Sardegna in fiamme&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La Sardegna è in fiamme e c'è un solo aereo antincendio disponibile. Sabato il ministro Mauro era sull'isola per difendere le servitù militari e l'acquisto dei caccia. Piano di Letta per risparmiare su auto blu e aerei di stato e acquistare Canadair&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottomila ettari di pascoli e di bosco ridotti in cenere, quattro feriti di cui uno gravissimo, in coma. Giovedì e venerdì in Sardegna sono stati un inferno, e il bilancio è pesantissimo. Ma il fatto più sconcertante è che a fronteggiare le fiamme, su un fronte amplissimo che aveva come epicentro il comune di Laconi, nella Sardegna centrale, c'erano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;soltanto, insieme con i pastori e i contadini che difendevano le loro piccole aziende, le sparute squadre di soccorso della Guardia forestale, un corpo gestito dalla Regione. In cielo, per tutta la giornata di giovedì, un solo Canadair. E si sa che contro incendi così vasti sono gli aerei che possono davvero qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Perché un solo Canadair? Perché in regime di spending review il governo ha deciso di ridurre da quattro a due la dotazione di velivoli anti incendio assegnati alla Sardegna. E il secondo, quando il fuoco ha cominciato a divorare tutto, non si è potuto levare in volo perché stava facendo manutenzione. Soltanto venerdì, quando s'è visto che la situazione era drammatica, da Ciampino, dalla Liguria e dalla Sicilia sono arrivati tre Canadair. Ma a quel punto il danno era già irreparabile. E la polemica è divampata altrettanto violenta delle fiamme. «Ora il governo, se ce ne fosse ancora bisogno, sa di che aerei in Sardegna c'è bisogno», ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci (Pdl). «Rinunciando all'acquisto di un F35 - ha aggiunto Mauro Pili, ex presidente della Regione, sempre Pdl) - si potevano comprare otto Canadair». Ed è verissimo. Ma nessuno ricorda che Cappellacci e Pili abbiano mai detto niente contro l'acquisto degli F5 prima di oggi. Più che opportuna quindi la puntualizzazione di Michele Piras, segretario regionale di Sel: «Vorrei sapere da chi ha sostenuto il governo Monti e poi l'attuale governo, che hanno confermato entrambi il programma di acquisto degli F35, quando chiederanno scusa ai sardi per il danno che hanno procurato sottraendo risorse e mezzi, riducendo la flotta dei Canadair, lasciando la strada spianata e le vite delle persone esposte alla devastazione del territorio». Concetto rafforzato da Niki Vendola su Twitter: «L'idea che l'Italia possa allegramente spendere svariati miliardi di euro per l'acquisto dei cacciabombardieri F35 mentre la Sardegna e altre parti del Paese bruciano, resta un paradosso e uno scandalo».&lt;br /&gt;E proprio mentre i boschi bruciavano e le polemiche crescevano, con gli abitanti di Laconi che a Cappellacci in visita nel loro paese riservavano una dura contestazione, il ministro della Difesa era in visita in Sardegna. Agli attacchi contro l'acquisto degli F35 così ha risposto Mario Mauro: «Se tolgo un F35 è chiaro che, sul piano della pura logica, posso fare un asilo, una scuola, un ospedale, acquistare un aereo antincendi. Ma potremo anche rovesciare l'onere della prova. Il programma F35 è partito vent'anni fa, dovevano essere centocinquanta aerei, oggi siamo arrivati ipoteticamente a novanta. Con i sessanta tagliati, quante scuole, quanti asili e quanti Canadair sono stati comprati?».&lt;br /&gt;Probabilmente nessuno, è la risposta. Ma questo casomai aggrava il fatto che ci si ostini ad acquistare gli F35 mentre si tagliano, tra le altre cose, anche i Canadair. Il fatto, piuttosto, è che per Mauro gli obiettivi che contano sono altri rispetto alla tutela delle vite umane, della sopravvivenza delle aziende agricole messe in ginocchio dalle fiamme e dell'ambiente. Mentre l'inferno di fuoco devastava migliaia di ettari da Laconi sino a Ghilarza, il ministro della Difesa in visita a Cagliari ha confermato la centralità della Sardegna nel sistema difensivo nazionale e della Nato e ha ribadito che di chiudere le basi di Quirra e di Teulada non se ne parla nemmeno.&lt;br /&gt;Gli incendi hanno distrutto in due giorni ottomila ettari di territorio; le servitù militari occupano stabilmente e inquinano (una forma di devastazione più grave persino di quella causata dal fuoco) trentacinque mila ettari. Mauro ha annunciato una conferenza nazionale che la Difesa sta organizzando per giugno del 2014 con una tappa a Cagliari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK1LGLxUWrVG8OGnn9MKDp5etqWlSnhz3TN3io3Quy71wzrscVhgj2p_n1DLSgGgMeb7vgVFJmvEXYy3RhDHXYEnloxGALZSPN_0xqX8lujdQkjFUk4-cb5IzO3JLTlofl7d00B2QUlcg/s1600/canadair01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK1LGLxUWrVG8OGnn9MKDp5etqWlSnhz3TN3io3Quy71wzrscVhgj2p_n1DLSgGgMeb7vgVFJmvEXYy3RhDHXYEnloxGALZSPN_0xqX8lujdQkjFUk4-cb5IzO3JLTlofl7d00B2QUlcg/s1600/canadair01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Canadair&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Il poligono del Salto di Quirra è oggetto dal gennaio 2011 di un'inchiesta della procura di Lanusei per disastro ambientale. Attualmente il procedimento è aperto davanti al gup, che deve pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio di venti indagati, fra militari e civili. Ma nella prospettiva tracciata dal ministro durante la sua visita a Cagliari resta fondamentale, più che Quirra, il poligono di Capo Teulada, definito un «unicum in Italia per la possibilità di attività congiunte di aeronautica, marina ed esercito».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;A dicembre 2012 la Difesa aveva stanziato 75 milioni di euro per le bonifiche nel poligono di Quirra, ma il ministro, pur confermando la cifra, ha spiegato che il bilancio del suo dicastero probabilmente andrà incontro a nuovi tagli. A maggio 2012, nella scorsa legislatura, la commissione del Senato sull'uranio impoverito aveva disegnato, nella sua relazione conclusiva, uno scenario molto diverso da quello che si intravvede dalle dichiarazioni rese a Cagliari da Mauro: i poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca avrebbero dovuto interrompere l'attività, mentre a Quirra le bonifiche avrebbero dovuto trasformare la base in un centro di ricerca tecnologico-scientifico, con divieto, raccomandava la commissione, di «tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all'ambiente».&lt;br /&gt;In Sardegna esiste un enorme problema di governo del territorio, articolato su tre fronti: impatto delle attività turistiche sulle coste, servitù militari, rischio incendi nella zone interne, dove ancora le attività economiche più tradizionali (allevamento e agricoltura) hanno un peso rilevante. Tre questioni che andrebbero affrontate in un'ottica unitaria di tutela dell'ambiente, di sviluppo economico compatibile e di cancellazione dei vincoli militari. Niente di tutto questo è all'orizzonte. Nella primavera del prossimo anno ci saranno le elezioni regionali. Scorrete le cronache politiche dei giornali sardi di queste settimane e vedrete che si parla d'altro, della lotta tra correnti Pdl e correnti Pd per la scelta del candidato governatore. Mentre l'isola brucia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9749/" target="_blank"&gt;il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Segui &lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+Info&lt;span style="color: #660000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Google Plus oppure &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;Info&lt;span style="color: #990000;"&gt;Lab&lt;/span&gt;0.1&lt;/a&gt; su Facebook&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/quanti-canadair-in-cambio-di-un-f-35.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUSP76UDDDTr0qi38wjBe57BaHNBOS7PXU5_BcIkvSmAQfgSFq_HfBRpUK2JOAI2aj4sOqwsvRR0oFcAysCFHCCVn-crouuq2Wv56rGq9QzN09yzC6BsSPJIFjeiuwR8AZzZFZNNO7ar0/s72-c/incendio-sardegna-1.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-7611941616811090955</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2013 16:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-13T18:17:42.301+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antifascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">satira</category><title>Che fantasia i razzisti italiani</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkD07UkvLzH_8mjsPmVMUv0RdSkduFopzeCnsxI7dxaPP3MFL04RqEyRukhl3S8BYcKm-wfP4t9l2DepKxwIZoBlb7l96vMJRBeDz2wJt2VJJlmHLk_Kmk7ezBSeUHVoppH5HuR4HHNJ0/s1600/nazi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkD07UkvLzH_8mjsPmVMUv0RdSkduFopzeCnsxI7dxaPP3MFL04RqEyRukhl3S8BYcKm-wfP4t9l2DepKxwIZoBlb7l96vMJRBeDz2wJt2VJJlmHLk_Kmk7ezBSeUHVoppH5HuR4HHNJ0/s1600/nazi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;...evidente nostalgia...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; Poteva esserci solo una categoria di ignoranti nel nostro Paese?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Certo che no.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ecco allora i fascisti da commemorazione, i leghisti che fanno rotolare i massi sugli stranieri e gli ultras che rapinano le sorelle all'autogrill.&lt;br /&gt;Desta vivo interesse in tutto il mondo il fenomeno del razzismo made in Italy: nessun altro popolo è in grado di produrre forme di razzismo sempre nuove, diverse, fantasiose come noi italiani. Confermando un primato indiscutibile nato ormai quasi un secolo fa con il fascismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;b&gt;IL FASCISMO&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Chi avrebbe mai pensato che un panzone di provincia dalla mimica ridicola sarebbe riuscito a convincere un popolo di brevilinei denutriti e semianalfabeti di essere una razza superiore? Eppure Mussolini ci riuscì, con un capolavoro di autosuggestione eguagliato - forse - solo dai nord coreani dei nostri giorni, convinti dai loro capi che alcuni scaffali pieni di grossi petardi siano "un arsenale nucleare". Grazie all'alleanza con un omino nevrastenico, Adolf Hitler, diventato famoso per avere vinto il concorso internazionale "i baffi più buffi" (al secondo posto si classificò Buffalo Bill, al terzo Oscar Giannino), il nazifascismo riuscì a sterminare qualche milione di esseri umani nei lager, più qualche altro milione di morti nella seconda guerra mondiale, e ancora oggi viene allegramente commemorato, in tutta Italia, con souvenir, cimeli, etichette di vino rosso, simpatiche osterie dove si festeggia il primo artefice del razzismo moderno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I LEGHISTI&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Il leghismo è un importante movimento xenofobo che si fonda sul principio che Varese è molto meglio di Parigi. Si distingue in leghismo delle valli e leghismo di pianura. Il leghista di valle fa rotolare dai crinali grossi massi contro i forestieri, emettendo un grugnito di esultanza quando il bersaglio viene centrato e un grugnito di delusione quando il masso centra la propria abitazione più a valle, distruggendola. Il leghista di pianura, che non può contare sul favore della pendenza, fa rotolare grossi massi contro lo straniero aiutandosi con un muletto e percorrendo anche molti chilometri, rotatorie comprese. Rispetto al leghista delle valli emette grugniti più evoluti, e in alcuni casi grugnisce con il congiuntivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;ULTRAS DEL NORD&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Si tratta di energumeni tatuati, con il cranio rasato, che si muovono in branco. Odiano i negri e gli ebrei, non ricambiati perché né i negri né gli ebrei hanno mai trovato il tempo per odiare i bergamaschi. Ritenendosi erede delle orde barbariche, ogni ultras che si rispetti, come rito di iniziazione, depreda un autogrill, ma rimane molto male quando si accorge che la cassiera, terrorizzata e in lacrime, è sua sorella Deborah. Il suo bottino medio è una confezione di cantuccini, una bottiglia di limoncello e un pacchetto di Ms. Nella classifica mondiale del bottino di tutti i tempi, quello dell'ultras che svaligia un autogrill è al penultimo posto. All'ultimo c'è il bottino di una piroga pirata della Melanesia che durante una trasferta a Tonga rubò una noce di cocco.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;ULTRAS ROMANI&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Si tratta di energumeni tatuati, con il cranio rasato, che si muovono in branco. Odiano i negri e gli ebrei, non ricambiati perché né i negri né gli ebrei riescono a capire una sola parola di quello che dice, strillando, un facchino di Centocelle ubriaco di birra. Lo striscione più lungo della storia del tifo è stato appeso lo scorso campionato all'Olimpico, partiva dalla curva e percorrendo quasi tutto il Lungotevere arrivava fino quasi a Porta Portese. Diceva: "Onore e gloria al coraggio della nostra sfida, il nostro abbraccio è più forte della vostra vigliaccheria, dove osano gli arditi c'è solo la nostra gratitudine, infami state attenti, sempre vivi Zeppo e Turcio nei nostri cuori, le nostre bandiere sono tre metri sopra il cielo, un cappuccio e un maritozzo tre euro è un furto, vergogna Giggi". Per riavvolgerlo i capi ultras hanno impiegato una notte intera, con l'aiuto degli assistenti sociali. La curva fascista della Lazio e la curva fascista della Roma si odiano, ma per evitare guerre intestine preferiscono picchiare i gay, in venti contro due per dimostrare che non si sottovaluta il flagello dell'omosessualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/che-fantasia-i-razzisti-italiani/2212938" target="_blank"&gt;L'Espresso&lt;/a&gt; Art. di Michele Serra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/che-fantasia-i-razzisti-italiani.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkD07UkvLzH_8mjsPmVMUv0RdSkduFopzeCnsxI7dxaPP3MFL04RqEyRukhl3S8BYcKm-wfP4t9l2DepKxwIZoBlb7l96vMJRBeDz2wJt2VJJlmHLk_Kmk7ezBSeUHVoppH5HuR4HHNJ0/s72-c/nazi.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.494887 11.342616300000032 44.494887 11.342616300000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-8660187386821261919</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2013 13:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-13T16:46:42.450+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sprechi italiani</category><title>F-35, di nascosto il Governo ne ordina altri sette (e fanno dieci)</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5qtR1tuOuAcJHvwQLql_fVfs9RgqoYaKjoJ7qPNLyozWnW-_n0euHkh-j_ahDVwuHQnocVDnJxoWEVoOELBv-RktOM_5soqM4UwxC0dBWygJ-N_AZ71HCuiTlo1wA8u_AXhNAUOawBXI/s1600/f35.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5qtR1tuOuAcJHvwQLql_fVfs9RgqoYaKjoJ7qPNLyozWnW-_n0euHkh-j_ahDVwuHQnocVDnJxoWEVoOELBv-RktOM_5soqM4UwxC0dBWygJ-N_AZ71HCuiTlo1wA8u_AXhNAUOawBXI/s320/f35.jpg" height="200" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;F-35&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Zitto zitto, quatto quatto. Ve li ricordati i fumetti? Paperino, mi pare. Oppure il Gatto Silvestro? Ogni tanto spuntava questo articolato fonosimbolismo e uno non poteva non immaginare il nostro mentre strisciava pancia a terra mentre preparava qualcosa di innominabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Bene, pare che qualche appassionato di fumetti che sta (o stava) al Governo abbia fatto lo stesso con l'F-35 e nei mesi (settimane?, non si sa) scorsi abbia ordinato alla chetichella &lt;b&gt;altri sette&lt;/b&gt; &lt;b&gt;F-35&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;oltre ai &lt;b&gt;tre&lt;/b&gt; che già sapevamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;La cosa è &lt;b&gt;ufficialissima&lt;/b&gt;, non un'indiscrezione: è infatti un &lt;b&gt;comunicato&lt;/b&gt; inviato ai giornalisti il 13 giugno dalla &lt;b&gt;Lockheed Martin&lt;/b&gt; che ce lo racconta. Secondo la ditta statunitense oltre ai tre esemplari appartenenti alla cosiddetta LRIP-6 (Low Rate Initial Production, produzione iniziale a basso rateo) della versione F-35A a decollo convenzionale, ne sono già stati ordinati altri 3 della LRIP-7 e 4 della LRIP-8, sempre della stessa versione destinata all'&lt;b&gt;Aeronautica Militare&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Sarà che mi è sfuggito qualche passaggio, e attendo &lt;b&gt;smentite&lt;/b&gt; in questo caso, ma a me risultavano solo tre ordini. Lo disse anche il generale di squadra aerea &lt;b&gt;Claudio Debertolis&lt;/b&gt;, Segretario generale della Difesa, il 1° febbraio 2012 alla &lt;b&gt;commissione Difesa della Camera&lt;/b&gt;: "Noi intendiamo stipulare un contratto per tre aerei che ci serviranno a validare la &lt;b&gt;FACO&lt;/b&gt; e per dimostrare che riusciamo a realizzare la produzione" (&lt;a href="http://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/stencomm/04/audiz2/2012/0201/INTERO.pdf" target="_blank"&gt;Resoconto stenografico dell’audizione, pagina 15&lt;/a&gt;). Ma gli aerei adesso sono &lt;b&gt;dieci&lt;/b&gt;, quando la FACO ancora non ha cominciato a produrre. Dunque che validazione è stata fatta con i primi tre? Nessuna. Un'altra delle tante cose inventate e buttate là al Parlamento sperando che si accontenti, a cominciare dai fantomatici &lt;b&gt;80 milioni di dollari&lt;/b&gt; per aereo che lo stesso Debertolis disse sarebbe stato il costo degli F-35 comperati dall'Italia, salvo poi essere smentito pochi mesi dopo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;È vero che &lt;b&gt;l'ammiraglio-ministro Di Paola&lt;/b&gt; disse che avremmo comperato 91 F-35 delle varie versioni, ma nessuno aveva mai detto che l'intenzione si stava tramutando in &lt;b&gt;ordini&lt;/b&gt;. Rendendo così inutile e vuoto il dibattito che c'è da mesi in Parlamento sulla questione. Perché, se gli ordini sono stati fatti, tutto diventa più difficile. Non si potranno &lt;b&gt;annullare&lt;/b&gt; se non pagando forti penalità, mentre finora non c'erano impegni definiti e dunque nessuna penale eventualmente da pagare nel caso si fosse cambiato idea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Tra l'altro la notizia arriva mentre il &lt;b&gt;Giappone&lt;/b&gt;, proprio in questi giorni, sta &lt;b&gt;ripensando all'acquisto&lt;/b&gt; perché i prezzi sono aumentati troppo, mentre l'Olanda deve decidere se ridurre il suo ordine e il Canada ha rinviato di un bel po' ogni decisione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Inoltre, ordinandoli oggi li paghiamo ai prezzi di oggi, cioè attorno ai 200 milioni di dollari a esemplare. Ci hanno raccontato, nei mesi scorsi, che i costi erano destinati a diminuire nei prossimi anni e noi avremmo comperato aerei che sarebbero costati molto meno di quello che costano oggi. Credo servano risposte, subito, e fatti certi. Il Parlamento deve chiedere di vedere i contratti e sapere chi li ha firmati e autorizzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/13/f-35-di-nascosto-governo-ne-ordina-altri-sette-e-fanno-dieci/625583/" target="_blank"&gt;FONTE&lt;/a&gt; art. di Toni de Marchi&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Seguici su Google Plus&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; oppure su Facebook &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;InfoLab0.1&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/f-35-di-nascosto-il-governo-ne-ordina.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5qtR1tuOuAcJHvwQLql_fVfs9RgqoYaKjoJ7qPNLyozWnW-_n0euHkh-j_ahDVwuHQnocVDnJxoWEVoOELBv-RktOM_5soqM4UwxC0dBWygJ-N_AZ71HCuiTlo1wA8u_AXhNAUOawBXI/s72-c/f35.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-6692995775490064144</guid><pubDate>Mon, 12 Aug 2013 07:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-12T09:09:22.760+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antifascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Per non dimenticare 12 agosto 1944: 69 anni fa la strage nazista di Sant'Anna di Stazzema</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjU17cZfxKRHbtLGJEcjsV63UKGdUOQ8dLUmhxcXe3P6CKQoy48xj4Elpy8LOeNy88X9FIWIhoQ83OHDhk9_csSpR7VyPHcMhM60NH5uF9ShNKaQ7-pPCY4Ad_GvC0kyYR5nYUK3ObRq7Q/s1600/santannastazzemadln-300x208.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjU17cZfxKRHbtLGJEcjsV63UKGdUOQ8dLUmhxcXe3P6CKQoy48xj4Elpy8LOeNy88X9FIWIhoQ83OHDhk9_csSpR7VyPHcMhM60NH5uF9ShNKaQ7-pPCY4Ad_GvC0kyYR5nYUK3ObRq7Q/s1600/santannastazzemadln-300x208.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Lucca 12 agosto 1944, 69 anni fa, oggi. L'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine contro l'umanità commesso dai soldati tedeschi della 16a SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuhrer SS", comandata dal generale Max Simon, continuato in altre località fino alla fine del mese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ai primi di agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco "zona bianca" ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell'estate, aveva superato le mille unità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Nonostante ciò, all'alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant'Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle 7 il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;In poco più di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni. Sebbene fosse viva, era gravemente ferita. A trovare la piccola fu una sorella che, miracolosamente superstite, la rinvenne tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di Valdicastello. Infine fu il fuoco a distruggere e cancellare tutto. Non si trattò di rappresaglia. Come è emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia, si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg6b5M9TaoAk-xd3vM5HizArhRu_USraHU7VWfeK2T3D8PghXASLGWs1DNTatxW3DLgKPXG4QpJJt5D0i4nJK6y_jzx4rNUmrPSdj8RA0VTXw2iO_0r7YI2NXy_n07uUuscRsvwL3hzv0U/s1600/santannastazzemacln-300x166.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="176" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg6b5M9TaoAk-xd3vM5HizArhRu_USraHU7VWfeK2T3D8PghXASLGWs1DNTatxW3DLgKPXG4QpJJt5D0i4nJK6y_jzx4rNUmrPSdj8RA0VTXw2iO_0r7YI2NXy_n07uUuscRsvwL3hzv0U/s1600/santannastazzemacln-300x166.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La ricostruzione degli avvenimenti, l'attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l'Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al Pm Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant'Anna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi "Armadio della vergogna", poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9v8XG4MW5b2P_8lBL6enak7vCQelbFsF8uFxQapFlC-mlT7-r8G9GhVjqer_OakMNrXoCZCpLWl4ylP5Gk5-DhMEwxDSGv_MClkhVx0rrrbWhcB3_lzEmitby_Ed2TPIPsn6ZBwiGHUc/s1600/santannastazzemabln-300x208.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9v8XG4MW5b2P_8lBL6enak7vCQelbFsF8uFxQapFlC-mlT7-r8G9GhVjqer_OakMNrXoCZCpLWl4ylP5Gk5-DhMEwxDSGv_MClkhVx0rrrbWhcB3_lzEmitby_Ed2TPIPsn6ZBwiGHUc/s1600/santannastazzemabln-300x208.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Precedentemente l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, nel giugno dello stesso anno, SS Tedesche coadiuvate da reparti della "X MAS", furono autori del massacro di 68 persone a Forno. Il 19 agosto, varcate le Apuane, le SS si spingevano in comune di Fivizzano in provincia di Massa Carrara, seminando la morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca, nella zona di San Terenzo. Nel giro di cinque giorni uccidevano oltre 340 persone mitragliate, impiccate, addirittura bruciate con i lanciafiamme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, in Comune di Camaiore in provincia di Lucca, i reparti delle SS portavano avanti la loro opera nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido venivano fucilati 108 detenuti del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), a Bergiola i nazisti facevano 72 vittime. Avrebbero continuato la strage con il massacro di Marzabotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'estate del 1994 il Procuratore Militare di Roma Antonino Intelisano, mentre cerca documentazione su Erich Priebke e Karl Hass, avvia un procedimento che porterà alla scoperta, in uno scantinato della procura militare di un armadio contenente 695 fascicoli "archiviati provvisoriamente", riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini. Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant'Anna, per il quale verrà riaperta l’inchiesta che porterà ad individuare alcuni dei responsabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di quasi sessant'anni, il 20 aprile del 2004, davanti ai giudici del Tribunale Militare di La Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine. Poiché tra soldati ed ufficiali gli imputati sarebbero stati centinaia, fu deciso di rinunciare a processare i soldati – esecutori materiali dell’eccidio – per processare solo gli ufficiali che di quell’eccidio erano stati i veri responsabili, essendo stati loro a dare l’ordine del massacro. Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ufficiali SS accusati di essere gli esecutori dell’eccidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i militari tedeschi accusati: Gerhard Sommer, 83 anni, comandante la 7a Compagnia del II° Battaglione del "35° Reggimento Grenadieren", facente parte della 16a SS-Panzergrenadier-"Division Reichsführer SS", e gli ufficiali Alfred Schonber, 83 anni, e Ludwig Sonntag, 80 anni. Per altre due SS, Werner Bruss, 84 anni, e Georg Rauch, 83 anni, ha richiesto il non luogo a procedere, mentre per Heinrich Schendel, 82 anni, il Gup ha rinviato gli atti al pubblico ministero fissando il termine massimo di 5 mesi per ulteriori indagini. Il 22 giugno 2005, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi vengono condannati all’ergastolo per il massacro, dal tribunale militare di La Spezia. Al momento della sentenza i dieci erano tutti ultraottantenni ma nessuno di loro ha mai varcato la soglia di un carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’8 novembre 2007 vennero confermati dalla Corte di Cassazione gli ergastoli all'ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. La Cassazione si è espressa contro la richiesta di rifare il processo in quanto i soldati delle SS sentiti come testimoni dovevano essere considerati coimputati e quindi le loro testimonianze non valide. La sentenza rigetta questa tesi e conferma che l'eccidio è stato un atto terroristico premeditato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su iniziativa parlamentare del Deputato Carlo Carli ed altri, con la Legge 15 maggio 2003, n. 107, viene istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione Parlamentare di inchiesta per indagare sulle anomale "archiviazioni provvisorie" e sull'occultamento dei 695 fascicoli (compresi appunto quelli relativi alla strage di Sant'Anna di Stazzema) contenenti denunzie di crimini nazifascisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo integrale della Sentenza emanata dal Tribunale Militare di La Spezia nel 2005 è consultabile e scaricabile &lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;a href="http://www.santannadistazzema.org/immagini/Sentenza_Stazzema.pdf" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le deposizioni dei superstiti al Tribunale Militare nelle udienze del 2005 sono scaricabili &lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;a href="http://www.santannadistazzema.org/sezioni/LA%20MEMORIA/elenco_pagine.asp?Sez_ID=75&amp;amp;Box_ID=1184" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1° ottobre 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato l'inchiesta per la strage nazista. L'archiviazione della Procura di Stoccarda è stata decisa innanzitutto perché, secondo i magistrati, non è più possibile stabilire il numero esatto delle vittime: nella regione si trovavano anche numerosi rifugiati di guerra provenienti da altre zone. I reati di omicidio e concorso in omicidio, per l'eccidio del paesino in provincia di Lucca, non sono prescritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia per la Procura tedesca era necessario per l'emissione di un atto di accusa che venisse comprovata per ogni singolo imputato la sua partecipazione alla strage. E questo per gli inquirenti tedeschi non è stato possibile: "Non è possibile, insomma, accertare con sicurezza che la strage sia stata un atto programmato ed un'azione di rappresaglia nei confronti della popolazione civile, erano normali azioni di guerra. Non solo: secondo la Procura è anche possibile che l'obiettivo perseguito dalle truppe tedesche fosse la lotta ai partigiani presenti nella zona e la cattura di uomini da deportare in Germania per compiere lavori forzati. La fucilazione dei civili avrebbe potuto essere stata decisa solo dopo la constatazione che gli obiettivi originari dell’azione militare tedesca non erano stati raggiunti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;art. di &lt;a href="http://www.ligurianotizie.it/12-agosto-1944-69-anni-fa-oggi-la-strage-nazista-di-santanna-di-stazzema/2013/08/12/96876/" target="_blank"&gt;Marcello di Meglio&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; su Google Plus oppure segui &lt;a href="https://www.facebook.com/infolab0.1" target="_blank"&gt;InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; su Facebook &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/per-non-dimenticare-il-12-agosto-1944.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjU17cZfxKRHbtLGJEcjsV63UKGdUOQ8dLUmhxcXe3P6CKQoy48xj4Elpy8LOeNy88X9FIWIhoQ83OHDhk9_csSpR7VyPHcMhM60NH5uF9ShNKaQ7-pPCY4Ad_GvC0kyYR5nYUK3ObRq7Q/s72-c/santannastazzemadln-300x208.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-3576410313730538814</guid><pubDate>Sun, 11 Aug 2013 07:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-11T22:16:56.015+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sprechi italiani</category><title> Il Quirinale piu' costoso dell'Eliseo e di Buckingham Palace messi insieme</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHLAd95h-GxcsvdJV6I-mk4babwyIIu2ZQJ7aLwmik3cB_C8Ltz_-GrMRZjZP8g_kgl9FTOIib3picki-4LPud9yWrHT-8YFnFToDSo0O1iiggZyais-YRwmABJwW9PaY0E7xcusEjPqw/s1600/qurinale02.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="195" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHLAd95h-GxcsvdJV6I-mk4babwyIIu2ZQJ7aLwmik3cB_C8Ltz_-GrMRZjZP8g_kgl9FTOIib3picki-4LPud9yWrHT-8YFnFToDSo0O1iiggZyais-YRwmABJwW9PaY0E7xcusEjPqw/s1600/qurinale02.jpg" width="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;il Quirinale&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;b&gt;Il Quirinale piu' costoso dell'Eliseo e di Buckingham Palace messi insieme spese cresciute del 61% in 10 anni.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I bilanci di Buckingham Palace sono reperibili nei minimi dettagli su internet all'indirizzo &lt;a href="http://www.royal.gov.uk/output/page3954.aspx"&gt;www.royal.gov.uk/output/page3954.aspx&lt;/a&gt; , con tutte le voci relative ad entrate ed uscite: così si può leggere ad esempio che i dipendenti a tempo indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 in più rispetto all'anno prima, che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro, che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori "in ordine di annata", per un valore stimato in 608.000 euro, che le uniformi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;del personale sono costate 152.000 euro e "catering e ospitalità" 1.520.000, o prendere nota dei passeggeri su di un preciso volo di Stato di un determinato giorno. E naturalmente non sono celati nomi e stipendi dei massimi dirigenti: gli inglesi possono quindi vedere che la busta paga di Lord Chamberlain (Richard Luce fino all'11 ottobre del 2006, poi William Peel) è stata di 97.000 euro, quella del segretario particolare della regina Robin Janvrin di 253.000, quella del responsabile del Portafoglio privato Alain Reid di 276.000, quella del Maestro di Casa David Walker 191.000 euro.Una trasparenza che in Italia, nonostante i buoni propositi del presidente Napolitano, ci sognamo: l'unica fonte cui il comune cittadino puo' oggi attingere e' la comunicazione annuale con cui il Quirinale informa il governo di aver bisogno di "tot soldi" senza spiegare nulla su come vengano spesi, e che nel corso degli anni ha continuato, inesorabilmente a crescere, senza che mai sia stato segnalato un taglio e senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento dei dati conosciuti e mai smentiti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaNz9uT5jDQz_l-4pMMXztCm9jikurP6V-WKPYjNv687MwVdzXz2n16IAhACfgGT8iJ5YX6e2_54masU2z51IDV11BWbg8h_9RPBDuPfDk8XdO9i_e9KTVrTrsORSslU824Q_FjFL5fz4/s1600/quirinale00.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="152" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaNz9uT5jDQz_l-4pMMXztCm9jikurP6V-WKPYjNv687MwVdzXz2n16IAhACfgGT8iJ5YX6e2_54masU2z51IDV11BWbg8h_9RPBDuPfDk8XdO9i_e9KTVrTrsORSslU824Q_FjFL5fz4/s1600/quirinale00.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Chi puo' dire infatti se ci siano ancora 71 alloggi a disposizione dei massimi dirigenti e dei collaboratori più stretti, o se i cavalli della ex Guardia del re siano ancora 60?&lt;br /&gt;Per tornare all'Inghilterra, la regina ha deciso di fornire ai cittadini non solo tutti i particolari del bilancio ma di far certificare questo bilancio dalla Kpmg. E quando ad esempio, qualche anno fa, il governo inglese si accorse che la Civil List aveva calcolato un'inflazione (7,5%) più alta di quella poi effettivamente registrata, col risultato che la famiglia reale aveva ricevuto 45 milioni di euro in più, Tony Blair e il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown decisero il congelamento dell'appannaggio per andare al recupero dei soldi. Invitata a «dimagrire», Elisabetta II ha preso l'impegno molto sul serio. Taglia di qua e taglia di là, per fare un solo esempio, a Buckingham Palace ci sono oggi 6 centralinisti a tempo pieno, ossia la metà di quelli assunti dalla Asl di Frosinone nella tornata del dicembre del 2002. Col risultato che se nel 1991-1992 la spesa pubblica per la Corona era di 132 milioni di euro, oggi è sotto i 57 milioni. Un rapporto interno del 2000 metteva a confronto la presidenza italiana con alcuni "equivalenti" europei. Ed il Quirinale ne usciva veramente molto male.&lt;br /&gt;Al 31 agosto del 2000 il personale in servizio da noi era infatti composto da 931 dipendenti diretti più 928 altrui avuti per "distacco", per un totale di 1.859 addetti. Tra i quali i soliti 274 corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 in servizio a Castelporziano!), 213 poliziotti, 77 finanzieri (64 della Tenenza di Torvajanica, che è davanti alla tenuta presidenziale sul mare sotto Ostia, e 14 della Legione Capo Posillipo), 21 vigili urbani e 16 guardie forestali, ancora a Castelporziano. Il solo gabinetto di Gaetano Gifuni era composto da 63 persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri e 46 addetti a varie mansioni. 59 erano gli artigiani impegnati nella manutenzione dei palazzi: tra di loro 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori.&lt;br /&gt;Gli operai (falegnami, tappezzieri, orologiai...) impegnati nelle manutenzioni di Buckingham Palace sono in tutto 15, compreso il supervisore.&lt;br /&gt;La presidenza tedesca, dai compiti istituzionali simili alla nostra, aveva dimensioni molto più contenute: 50 addetti alle tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Cioè 29 in meno dei soli addetti alla sicurezza di Castelporziano. Il peso sulle casse pubbliche era di 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo della nostra.&lt;br /&gt;Quanto all'Eliseo, il confronto era altrettanto imbarazzante: nonostante il presidente francese abbia poteri infinitamente superiori a quello italiano, aveva allora (compresi 388 militari) 923 dipendenti. La metà del Quirinale. E infatti costava pure quasi la metà: 86 milioni e mezzo di euro in valuta attuale, contro 152 e mezzo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Eppure, dopo quella denuncia interna sull'elefantiasi della struttura, in Italia i costi sono ancora cresciuti. L'unica voce rimasta costante, negli ultimi dieci anni, e' il compenso annuo del presidente della Repubblica, almeno in termini nominali, visto che si è ridotto di quasi la metà in termini effettivi da quando, nel 1996 (per decisione di Scalfaro) a tassazione, ma per il resto non solo sono aumentati perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito a 1.072 persone. E ancora più marcato è stato l'aumento sul versante del "personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente e dei compendi": poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1.086. Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le somme: nelle tre sedi rimaste in dotazione alla presidenza dopo la cessione alla Regione Toscana della tenuta di San Rossore, e cioè il Colle, Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 2.158 persone. Il doppio, come abbiamo visto, di quelle impiegate dalla corte inglese o dall'Eliseo. Col risultato che il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga pro capite di oltre 74.000 euro. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;I numeri piu' ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La "macchina" del Quirinale costava nel 1997 "solo" 117 milioni di euro. Dieci anni dopo ne costa 224 (piu' altri 11 milioni che arrivano al Colle da "entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali"). Un'impennata del 91%, del 61% al netto dell'inflazione. Per non dire del paragone con vent'anni fa. Sapete quanto costava la presidenza della Repubblica nel 1986? In valuta attuale meno di 73 milioni e mezzo di euro. Il che significa che in vent'anni la spesa reale, depurata dall'inflazione, è triplicata. Mentre lassu' in Gran Bretagna veniva piu' che dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del Quirinale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.corriere.it/" target="_blank"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/il-quirinale-piu-costoso-delleliseo-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHLAd95h-GxcsvdJV6I-mk4babwyIIu2ZQJ7aLwmik3cB_C8Ltz_-GrMRZjZP8g_kgl9FTOIib3picki-4LPud9yWrHT-8YFnFToDSo0O1iiggZyais-YRwmABJwW9PaY0E7xcusEjPqw/s72-c/qurinale02.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-4065674151979435936</guid><pubDate>Sat, 10 Aug 2013 10:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-10T12:33:38.106+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti delle donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>La vulnerabilità delle donne immigrate tra tratta, sfruttamento e clandestinità</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifaEV2uPQms03sjVGdCWQWaYTSyicuQsCqHTXsprCGoyf0gPE6Lb4rRwnuYBuVq668_fbq_Y-cPavOr7vfusmxAEmG29kqVjNPt1ScXb-9YmM6pdnrh3Ko2Pbyvn7AZzfSCdbzXnonvig/s1600/stopviolence01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifaEV2uPQms03sjVGdCWQWaYTSyicuQsCqHTXsprCGoyf0gPE6Lb4rRwnuYBuVq668_fbq_Y-cPavOr7vfusmxAEmG29kqVjNPt1ScXb-9YmM6pdnrh3Ko2Pbyvn7AZzfSCdbzXnonvig/s1600/stopviolence01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; Nel &lt;a href="http://rapportoannuale.amnesty.it/2013/italia" target="_blank"&gt;Rapporto 2013 di Amnesty International&lt;/a&gt; dedicato all'Italia, viene menzionata la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, che dopo i &lt;b&gt;124 casi di femminicidio del 2012&lt;/b&gt; (stimati dalla Casa delle donne di Bologna) ha raccomandato la creazione di un'istituzione nazionale indipendente per i diritti umani con una sezione dedicata, l'approvazione di una legge sul tema e la modifica del reato d'immigrazione irregolare per garantire &lt;b&gt;accesso alla giustizia alle migranti in situazione d'irregolarità&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Esortazioni a cui si dimostra favorevole anche &lt;b&gt;Maura Misiti&lt;/b&gt;, coautrice del libro-progetto &lt;a href="http://www.feriteamorte.it/ferite-a-morte/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;"Ferite a morte"&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; di &lt;b&gt;Serena Dandini&lt;/b&gt; e ricercatrice al Cnr di Roma, dove da circa vent'anni studia la problematica della violenza di genere.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;"Effettivamente – spiega – se si analizzano i dati raccolti dal &lt;b&gt;numero verde antiviolenza delle Pari opportunità&lt;/b&gt;, 1522, si evidenzia che circa il &lt;b&gt;9% delle donne che si rivolgono al servizio sono straniere&lt;/b&gt;. Il 53% di queste denunciano casi di violenza fisica, contro un 35% di donne italiane. E per quanto riguarda la violenza psicologica si parla di un 18% di straniere contro il 12% di connazionali, dove generalmente l'autore della violenza subita è il marito, convivente o fidanzato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Alcune invece contattano il numero solo per richiedere informazioni di largo raggio, sul come fare le denunce o sulle norme di custodia dei figli. Un elemento che serve a capire le difficoltà che le migranti incontrano proprio a livello di accesso alle informazioni e ai servizi, oltre alla comprensione linguistica".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxSSTeiLedKH1vT51SZTwXNjkETcfrodhz0HPmKRwJcbgClFcour2_p1J23h_YLYEeLL-Sg5slLxCkkwxWguUxydmdjYQZKBEMmwwiqvRro-nh1_ivR3l4Pxy8yvRIMuk1Ugu4ZgZ1rvQ/s1600/ferite+a+morte.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="275" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxSSTeiLedKH1vT51SZTwXNjkETcfrodhz0HPmKRwJcbgClFcour2_p1J23h_YLYEeLL-Sg5slLxCkkwxWguUxydmdjYQZKBEMmwwiqvRro-nh1_ivR3l4Pxy8yvRIMuk1Ugu4ZgZ1rvQ/s1600/ferite+a+morte.jpg" width="190" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2012:315:0057:0073:IT:PDF" target="_blank"&gt;Oggi la Direttiva Europea n. 29 del 25 ottobre 2012&lt;/a&gt; istituisce le norme minime in materia di diritti di informazione, di assistenza linguistica e protezione delle vittime di violenza, tenendo conto anche delle donne e dei minori stranieri. Disposizioni che potrebbero mettere in discussione delle norme attualmente in vigore in Italia. Dal Rapporto ombra della piattaforma italiana &lt;a href="http://176.9.43.37/puntodonne/wp-content/uploads/2013/03/qui8.pdf" target="_blank"&gt;Lavori in Corsa: 30 anni Cedaw&lt;/a&gt;&amp;nbsp; risulta infatti che la &lt;b&gt;protezione delle vittime di tratta e sfruttamento sessuale, generalmente senza documenti in regola&lt;/b&gt;, sia resa più complessa dalle modifiche introdotte dal Pacchetto Sicurezza del 2009, giacché è evidente che "se per informarsi o esporre denuncia queste persone rischiano di essere trattenute ed espulse, ovvero soggette a procedimenti penali, la richiesta di aiuto diminuisce drasticamente" soprattutto quando "la denuncia degli sfruttatori non sempre garantisce alle vittime un’adeguata protezione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;"Oltre a questo – afferma Maura Misiti – se si vuole realmente contrastare la tratta di esseri umani bisognerebbe monitorare il fenomeno con una raccolta sistematica dei dati a livello globale, &lt;a href="http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-is-new/news/news/2013/docs/20130415_thb_stats_report_en.pdf" target="_blank"&gt;come ha fatto recentemente l'Eurostat&lt;/a&gt;, dove emerge che il nostro Paese ha &lt;b&gt;il primato per tratta di esseri umani&lt;/b&gt;: su &lt;b&gt;23.632&lt;/b&gt; vittime nell'&lt;u&gt;Unione europea&lt;/u&gt;, &lt;b&gt;6.426&lt;/b&gt; sono in &lt;u&gt;Italia&lt;/u&gt;. Altrettanto inquietante è il fenomeno della &lt;b&gt;tratta dei minori&lt;/b&gt;, che possono arrivare in Europa anche con modalità legittime come motivi di studio o adozione, tanto che dal 23 ottobre 2012 è&amp;nbsp; entrata in vigore la &lt;a href="http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/servizi/legislazione/minori/2012_10_01_L01012012n172.html" target="_blank"&gt;legge italiana di ratifica della Convenzione di Lanzarote&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spostando l'attenzione sulle donne straniere che lavorano come &lt;b&gt;colf o badanti in Italia&lt;/b&gt;, il Rapporto ombra della Cedaw cita un’indagine del 2007 in cui si evidenziava un &lt;u&gt;17,5% di vittime di discriminazione&lt;/u&gt;, con un &lt;u&gt;23% di maltrattamenti e sfruttamenti economici&lt;/u&gt; e un &lt;u&gt;16,9% di molestie sessuali&lt;/u&gt;, "generalmente sottaciute a causa della condizione di isolamento, per paura di perdere il lavoro, la casa, o di essere passibili di denuncia e di espulsione se irregolari".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;"Il fenomeno delle collaboratrici domestiche straniere – afferma Maura Misiti – è decisamente poco conosciuto e include situazioni di enorme vulnerabilità, laddove esiste un rapporto diretto col proprio datore di lavoro. Un'area di sommerso e clandestinità che le svariate leggi fatte non hanno risolto, anzi incentivando il lavoro nero. Una questione che mette peraltro in discussione il sistema di welfare italiano, dove la famiglia si trasforma in ammortizzatore sociale, spesso scaricandosi sulle sole donne".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interpellata sul fenomeno delle &lt;b&gt;mutilazioni genitali femminili&lt;/b&gt; nel nostro Paese, Maura Misiti risponde: "Dal 2006 esiste una legge che punta sulla prevenzione, con linee guida del ministero della salute rivolte agli operatori sociosanitari che però non hanno avuto una grande diffusione. Una ricerca del 2009 stima che &lt;a href="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserFiles/Il_Dipartimento/report_mgf_piepoli.pdf" target="_blank"&gt;in Italia vi siano circa 35.000 vittime di mgf&lt;/a&gt;, di cui un migliaio di potenziali vittime &lt;b&gt;con età inferiore ai 17 anni&lt;/b&gt;. Comunque le cose iniziano a muoversi anche nei paesi d’origine delle immigrate, e oggi ben 18 Paesi africani hanno una legge nazionale che sanziona la pratica".&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhA6Q38SAzW80v4yBTyyGcfFzjITb5CyoiJDidGCd6DtkoY8l4F4LmhJ0lPPOb4tATfHLG4z8y-a1D1gh063QaWyQskZKTyLEObdAEAm1G_wz2SJQwW678i5KQNFi29Qfnpfl1L1WP4zk8/s1600/maura.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhA6Q38SAzW80v4yBTyyGcfFzjITb5CyoiJDidGCd6DtkoY8l4F4LmhJ0lPPOb4tATfHLG4z8y-a1D1gh063QaWyQskZKTyLEObdAEAm1G_wz2SJQwW678i5KQNFi29Qfnpfl1L1WP4zk8/s1600/maura.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Maura Misiti&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;"Un altro dramma a cui bisognerebbe dare risalto – continua Maura Misiti – è quello della violenza&amp;nbsp; all’interno dei &lt;b&gt;Centri di Identificazione ed Espulsione&lt;/b&gt;. Limbi con persone molto vulnerabili e senza diritti, dove la cronaca ha evidenziato una lunga cronologia di &lt;b&gt;stupri e maltrattamenti&lt;/b&gt;, &lt;a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2009/11/26/pane-al-pane-nei-cie-la-polizia-stupra/" target="_blank"&gt;ben documentati dal movimento "Donne contro i Cie"&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;In quanto alla &lt;a href="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserFiles/PrimoPiano/Convenzione_Istanbul_violenza_donne.pdf" target="_blank"&gt;ratifica della Convenzione di Istanbul&lt;/a&gt; votata all'unanimità dal parlamento italiano, Maura Misiti conclude: "L'entrata in vigore è condizionata dalla ratifica di almeno 10 Paesi, di cui 8 appartenenti al Consiglio di Europa, e l'Italia è il quinto ad aver aderito. Quindi, anche se rappresenta un segnale politico molto importante, c'è ancora tanta strada da fare prima che la convenzione venga realmente applicata, anche a livello nazionale, attraverso un processo di implementazione di interventi legislativi, di sensibilizzazione e di prevenzione, includendo la creazione di un osservatorio nazionale sul fenomeno. Per concludere vorrei ricordare che la Convenzione prevede indicazioni specifiche verso le &lt;b&gt;donne migranti e richiedenti asilo, rese particolarmente vulnerabili dal loro status&lt;/b&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/16/la-vulnerabilita-delle-donne-immigrate-tra-tratta-sfruttamento-e-clandestinita/657245/#.UeU2_gVXu9s.email" target="_blank"&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;, articolo di &lt;i&gt;Erika Farris&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/la-vulnerabilita-delle-donne-immigrate.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifaEV2uPQms03sjVGdCWQWaYTSyicuQsCqHTXsprCGoyf0gPE6Lb4rRwnuYBuVq668_fbq_Y-cPavOr7vfusmxAEmG29kqVjNPt1ScXb-9YmM6pdnrh3Ko2Pbyvn7AZzfSCdbzXnonvig/s72-c/stopviolence01.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-3177151459227884430</guid><pubDate>Thu, 08 Aug 2013 19:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-08T21:55:01.301+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Berlusconi a reti unificate: si sente puzza di P2 [VIDEO]</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgY5Bmikonl71feEBeY8QXoZvlseMg8QyTujmcJUYH2-rz68ts1DFxQondIh-3tykv_C_Ga4QyI260ExvF9UlVjKtjY52zbFO_-ZWR2pwvG2xSNmvNwqtx26pZS-tR8Z4ptWJEfMLFKLTU/s1600/LMazzetti-thumb.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgY5Bmikonl71feEBeY8QXoZvlseMg8QyTujmcJUYH2-rz68ts1DFxQondIh-3tykv_C_Ga4QyI260ExvF9UlVjKtjY52zbFO_-ZWR2pwvG2xSNmvNwqtx26pZS-tR8Z4ptWJEfMLFKLTU/s1600/LMazzetti-thumb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lmazzetti/" target="_blank"&gt;-di Loris Mazzetti-&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGpXSp3D5dMx2IQX0RBf2J8ZTHoi6Daq1OZcAmfHmiOmfh_gdSnV4I4czTIO3thSH2ATR47sq_53ZscAOkRUJAOwRPtP6gEraNx-B32fAxrfThqEr4zgfL9uLJUjRFeISeW4NFHwySvGM/s1600/berlucojone.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGpXSp3D5dMx2IQX0RBf2J8ZTHoi6Daq1OZcAmfHmiOmfh_gdSnV4I4czTIO3thSH2ATR47sq_53ZscAOkRUJAOwRPtP6gEraNx-B32fAxrfThqEr4zgfL9uLJUjRFeISeW4NFHwySvGM/s1600/berlucojone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La manifestazione di via del Plebiscito non è stata eversiva ma folcloristica: un raduno di nostalgici come avviene ogni anno a Predappio. Se il pregiudicato Berlusconi fosse convinto di avere tutto il "popolo" del centrodestra dalla sua non aspetterebbe un minuto per tornare al voto. Erano circa tremila persone come quelle che Marco Travaglio e Roberto Saviano portano alle loro performance con la differenza che da loro si paga un biglietto e se il pubblico vuole un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;panino, una banana o una bottiglia d'acqua, paga anche quelle, mentre a Roma, &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/04/condanna-berlusconi-pdl-in-piazza-rete-dirottamenti-autobus-di-anziani/676300/" target="_blank"&gt;oltre al viaggio, tutto era gratis come hanno raccontato alcuni anziani al Tg3&lt;/a&gt;. Il Che di Arcore è un attore nato con straordinarie battute da avanspettacolo: "Non ho mai telefonato neanche al centralino di Mediaset per non essere accusato di conflitto d'interessi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra via del Plebiscito e Predappio sta nella ripresa televisiva ben orchestrata, la regia ha usato sapiente grandangoli, mai inquadrato la fine della strada e sempre le bandiere di Forza Italia di quinta. La messa in scena ha raggiunto il culmine quando il pregiudicato si è avvicinato ai fan e la telecamera che lo seguiva ha indugiato sui particolari delle mani che si stringevano. A Roma l'unico eversore era lui e le sue parole contro la magistratura sono da denuncia penale. Il Capo dello Stato, che è anche il presidente del Csm, cosa aspetta ad intervenire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo il berlusconismo ha annacquato le menti, come è accaduto la sera della conferma della condanna per frode fiscale, gli speciali tv si sono sprecati: da Porta a porta a Mentana passando da Rete 4. Il Che di Arcore, ha compiuto l’ennesimo atto eversivo, passato sotto il silenzio generale: ha consegnato a tutte le tv un &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/01/sentenza-mediaset-berlusconi-parte-di-magistratura-e-irresponsabile/674304/" target="_blank"&gt;video di ben 9 minuti che i fedelissimi, primo fra tutti Bruno Vespa, hanno trasmesso per intero&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/01/sentenza-mediaset-berlusconi-parte-di-magistratura-e-irresponsabile/674304/" target="_blank"&gt;[VIDEO]&lt;/a&gt;. Il pregiudicato ha potuto entrare nelle case dei cittadini per dichiararsi innocente e definendo la Giustizia "vile". Tutti i commentatori hanno analizzato la sua immagine: grasso, gonfio, stanco, distrutto, molto provato. E la messa in onda del video tutto normale? Nel 1994 quando il pregiudicato cominciò a mandava le cassette in Rai c'erano giornalisti come Roberto Costa, responsabile del telegiornale della Lombardia, che, quando Rossella, direttore del Tg1, gli telefonò chiedendogli di mandare ad Arcore qualcuno a ritirarla rispose: "Posso mandare una troupe con un giornalista per l’intervista, non siamo un’agenzia di pony express".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni in Italia si è sentita una grande puzza di P2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/07/silvio-a-reti-unificate-si-sente-puzza-di-p2/678750/" target="_blank"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/berlusconi-reti-unificate-si-sente.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgY5Bmikonl71feEBeY8QXoZvlseMg8QyTujmcJUYH2-rz68ts1DFxQondIh-3tykv_C_Ga4QyI260ExvF9UlVjKtjY52zbFO_-ZWR2pwvG2xSNmvNwqtx26pZS-tR8Z4ptWJEfMLFKLTU/s72-c/LMazzetti-thumb.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-7600325115794747745</guid><pubDate>Wed, 07 Aug 2013 11:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-07T13:30:40.632+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Una tassa sulla morte</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqZnb6yCZN0G4Uhmpl6Pv6B0W2xDoyAoVwWLcc6zE0c5RCDE34pOTXymkswGC79ygaGSXKaHhyphenhyphen984ePuEANP5C3D_MhXXckRebSLcW032rBt74oQsDj8GXseHl_gUJ1TersBI4uEIw86g/s1600/Pierre.mortetax.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqZnb6yCZN0G4Uhmpl6Pv6B0W2xDoyAoVwWLcc6zE0c5RCDE34pOTXymkswGC79ygaGSXKaHhyphenhyphen984ePuEANP5C3D_MhXXckRebSLcW032rBt74oQsDj8GXseHl_gUJ1TersBI4uEIw86g/s1600/Pierre.mortetax.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: small; text-align: justify;"&gt;Pierre Moscovici&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;La fantasia dei liberisti europei non ha limite, soprattutto quando diventa realtà. Sulla base del principio della "tassa di uscita" per i contribuenti che lasciano la Francia per approfittare della tassazione più bassa in altri paesi, il Ministero dell'Economia francese ha pensato di espandere il principio anche per i defunti. Il ministro Pierre Moscovici infatti sostiene l'idea che la morte è un ritiro definitivo dal pagamento delle imposte e che quindi può essere tassato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Il principio divide al momento i vertici dello stato: se Palazzo Matignon ritiene che la soluzione a lungo termine possa rivelarsi come radicale e impopolare, il Presidente della Repubblica è preoccupato che questa abbasserà ancora di più la sua popolarità. Una cosa è certa: questa "tassa di uscita finale" non sarà attuata prima delle elezioni comunali del 2014.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;La principale riluttanza di Francois Hollande è che questa tassa colpirà tutta la società contrariamente alla sua precedente posizione che aveva invece colpito categorie specifiche, in molti casi diverse dal suo elettorato tradizionale. Hollande in un recente discorso televisivo aveva promesso di non introdurre nuove tasse per francesi, tuttavia, il suo annuncio è stato spazzato via dai suoi consiglieri. La morte fisica legalmente corrisponde all'estinzione di nazionalità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;La BCE ha inviato un osservatore, con il compito di preparare una relazione sulla misura. In caso di successo, il principio della "tassa di uscita finale" potrebbe essere applicata ad altri paesi della zona euro, in difficoltà economiche. Ovviamente occorrerà definire con precisione i contorni di questa "tassa di uscita finale". Secondo alcune fonti però passato nel mese di agosto, verrà avviato con la massima discrezione una indagine speciale. La "tassa di uscita finale", in combinazione con le leggi vigenti in materia di tasse di successione, potrebbe presto diventare ben presto la tassa statale più redditizia. Insomma non solo il grande capitale punta a farci morire prima per risparmiare sui costi previdenziali, ma vuole renderci più oneroso anche il trapasso. Dobbiamo fermarli, con ogni mezzo necessario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.contropiano.org/politica/item/18400-una-tassa-sulla-morte" target="_blank"&gt;Contropiano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/una-tassa-sulla-morte.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqZnb6yCZN0G4Uhmpl6Pv6B0W2xDoyAoVwWLcc6zE0c5RCDE34pOTXymkswGC79ygaGSXKaHhyphenhyphen984ePuEANP5C3D_MhXXckRebSLcW032rBt74oQsDj8GXseHl_gUJ1TersBI4uEIw86g/s72-c/Pierre.mortetax.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-2842909924305128961</guid><pubDate>Wed, 07 Aug 2013 09:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-07T11:17:58.270+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Morti sul lavoro, sono 700 non 348 nei primi 6 mesi del 2013. Facciamo chiarezza sui numeri</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgx2ocpZQWGciZHTz-B1W0_hf-Hb13QJO3QU8tS7fFNPrTFcnQ-puxkqlwpn-lH0wJ6JLDDq2NjFYmlZDTyBFeJh-u9iny3qoNI0KDZHmdD_rzJDrKz1UeYYpAY-sarNXMuWCQ7m74ceZg/s1600/morti.bianche02.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgx2ocpZQWGciZHTz-B1W0_hf-Hb13QJO3QU8tS7fFNPrTFcnQ-puxkqlwpn-lH0wJ6JLDDq2NjFYmlZDTyBFeJh-u9iny3qoNI0KDZHmdD_rzJDrKz1UeYYpAY-sarNXMuWCQ7m74ceZg/s1600/morti.bianche02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; text-align: justify;"&gt;Dal 1° gennaio al 31 luglio 2013 sono morti sui luoghi di lavoro 348 lavoratori, 50 nel mese di luglio e 69 in giugno, se contiamo le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare le 700 vittime. Dopo tanti anni di denuncia del fenomeno da parte nostra, finalmente si comincia a fare chiarezza sulla vera entità del numero di morti sul lavoro. Nel suo rapporto l'INAIL dichiara che i morti sul lavoro nel 2012 sono stati 790, compresi 409 lavoratori morti sulle strade. Se si detraggono i 409 morti sulle strade per l'INAIL nel 2012 risultano 381 lavoratori morti sui luoghi di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Noi dell’Osservatorio ne abbiamo registrati nel 2012 ben 624 solo sui luoghi di lavoro. Come mai questa differenza del 40%? Ancora nel rapporto INAIL si legge che le denunce per infortuni mortali nel 2012 sono state oltre 1296, una palese contraddizione che è opportuno approfondire. Chi sono e cosa facevano nel momento dell'infortunio queste centinaia di lavoratori che l'INAIL non inserisce tra le morti sul lavoro pur essendoci una denuncia d’infortunio mortale? L'Osservatorio già il 1° gennaio 2013 scriveva che i morti nel 2012 erano complessivamente più di 1180. Dal 1° gennaio 2008, giorno d’apertura dell'Osservatorio si è sempre parlato di "favolosi" cali delle morti sul lavoro. Sapete di quanto è stato questo calo al 31 luglio 2013 rispetto al 31 luglio 2008? Del 2,8%.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;E proprio grazie a questi presunti cali ci si è permessi di alleggerire la normativa sulla Sicurezza sul lavoro: meno ispettori, meno controlli, meno intralci burocratici per le imprese, e tutto a spese della Sicurezza per i lavoratori. Il 31 luglio 2012 erano morti sui luoghi di lavoro 360 lavoratori contro i 348 del 31 luglio del 2013 e tenendo conto che dall'anno scorso sono stati tagliati posti di lavoro e la cassa integrazione è cresciuta in modo drammatico, il risultato non è certo incoraggiante. Al contrario nonostante la crisi in proporzione assistiamo ad un aumento del fenomeno che ci vede primi in Europa in rapporto al numero di abitanti, il solo parametro valido per valutare l'andamento delle morti in una provincia o in una regione. Questo perché a morire sono in larga parte persone che non dispongono di un'assicurazione e che non rientrano nelle statistiche ufficiali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivqEw6h-hHuuOn8dkW73FiC6fltMeE2-vewPCE6WmZ8aWNK4XnXkgsb-DmTPBlN3z0qK4Bsk4-13jsHf3qrwFVqFEyY18SSZZa9y1nu760blHnZBFgbYEj8yNwoobOopny25r3a7fk3rw/s1600/morti.bianche00.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivqEw6h-hHuuOn8dkW73FiC6fltMeE2-vewPCE6WmZ8aWNK4XnXkgsb-DmTPBlN3z0qK4Bsk4-13jsHf3qrwFVqFEyY18SSZZa9y1nu760blHnZBFgbYEj8yNwoobOopny25r3a7fk3rw/s1600/morti.bianche00.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Noi pensiamo ci sia la necessità di fare la massima chiarezza su un aspetto fondamentale: noi consideriamo morti sul lavoro tutti i lavoratori che muoiono mentre lavorano, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa che spesso è diversa o addirittura non esiste (lavoro nero).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;È raccapricciante pensare che un terzo dei lavoratori morti ha oltre 60 anni e che la riforma Fornero abbia inciso notevolmente su queste morti, non avendo fatto nessuna distinzione nell'allungamento dell'età pensionabile tra chi svolge un lavoro pericoloso e usurante e chi uno d'ufficio. Tutti gli anni assistiamo ad una strage di agricoltori schiacciati dal trattore e di edili, nell'indifferenza della politica, di tutta la nostra classe dirigente e di quasi la totalità dei media i quali danno visibilità al fenomeno solo quando si parla di scandali, di cronaca nera e di politica. In questi primi sette mesi il 38,6% dei morti sul lavoro è nel comparto agricolo: quasi i due terzi delle vittime in agricoltura sono dovuti allo schiacciamento dal trattore. Le morti nel comparto dell'edilizia risultano il 24,4% sul totale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Il 19,1% nei servizi, il 6,39% nell'industria, &amp;nbsp;il &amp;nbsp;5,5 % nell'autotrasporto. &amp;nbsp;Poi ci sono i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro e che sono almeno altri 350 dall'inizio dell’anno. Moltissimi di questi decessi sono considerati come morti per incidente stradale, ma in effetti molti di questi sono lavoratori che si spostano sulle strade e autostrade, dal sud al nord o viceversa e spesso nascondono lavoro nero che è impossibile riuscire a quantificare nell'interezza (e anche noi non inseriamo le vittime d'infortuni per l'impossibilità di quantificarli). L'opinione pubblica ha la sensazione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” il 5,6% dall'inizio dell’anno, mentre nel 2012 furono il 7% del totale, per la stragrande maggioranza nelle piccolissime aziende dove il sindacato e la prevenzione non esistono. Lo Stato attraverso vari enti spende milioni di euro per corsi che a nostro giudizio non hanno utilità se non quella di riempire le tasche di chi li organizza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Agli agricoltori che muoiono così in tanti cosa viene offerto in termini di conoscenze, aiuti per migliorare i mezzi e la prevenzione? E per gli edili che muoiono con le stesse percentuali in piccolissime aziende, che cadono dall'alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando, cosa si fa? Che conoscenze si danno e cosa si fa per rendere più sicuro il lavoro di persone che spesso non conoscono neppure l'italiano e lavorano in nero o in grigio per 10 o 12 ore al giorno svolgendo attività faticose e poco sicure? È molto frustrante scrivere ogni anno le stesse cose e vedere i dati delle solite statistiche che ti dicono che i morti sono molto meno numerosi. Questo cosa significa? Che in realtà la Sicurezza sui luoghi di lavoro complessivamente sta calando causa minori controlli dovuti allo stanziamento di meno risorse da parte degli ultimi governi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijDM5NDWMkbXtfe8lHIOg5c8-7KPK9ZJe3rNeSMAaCW1lwZikbLjgLYYZwKtCRNA1EhG3lNmow9Yh_RqObe06YcQdYLQmoDPiZzBsjEWAToqgQwJyiKXO-egi8_5DuSkstZRnfXFDUpgk/s1600/morti.bianche01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijDM5NDWMkbXtfe8lHIOg5c8-7KPK9ZJe3rNeSMAaCW1lwZikbLjgLYYZwKtCRNA1EhG3lNmow9Yh_RqObe06YcQdYLQmoDPiZzBsjEWAToqgQwJyiKXO-egi8_5DuSkstZRnfXFDUpgk/s1600/morti.bianche01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Le statistiche ufficiali sono alterate perché mettono assieme i morti sui luoghi di lavoro e quelli che muoiono sulle strade e in itinere che sono un'altra cosa; l'assicurazione INAIL in itinere è sacrosanta, ma come si fa a non distinguere quantitativamente e qualitativamente gli interventi da mettere in atto se non fa un distinguo tra i due fenomeni? Occorre sapere con chiarezza come intervenire se si vuol salvaguardare la vita di chi lavora. E’ intollerabile che un paese come il nostro che ha 60 milioni di abitanti conti tantissimi morti in più sui luoghi di lavoro degli altri grandi paesi europei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Tra l'altro l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro è visto spesso con sufficienza, con fastidio o come un intruso dalla politica (tutta) e anche da molte organizzazioni dei lavoratori. E questo è molto triste. Chi si sta preoccupando della vita e della sicurezza dei lavoratori che lavorano per la maggior parte in fabbriche che non sono adeguate alle norme antisismiche del 2005? Chi sta facendo i controlli necessari che li mettano al sicuro in caso di altre scosse di terremoto come quelle che hanno colpito l'Emilia nel 2012?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.articolo21.org/2013/08/morti-sul-lavoro-sono-700-non-348-nei-primi-6-mesi-del-2013-facciamo-chiarezza-sui-numeri/" target="_blank"&gt;Articolo 21&lt;/a&gt; articolo di &lt;i&gt;Carlo Soricelli&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;b&gt;Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/morti-sul-lavoro-sono-700-non-348-nei.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgx2ocpZQWGciZHTz-B1W0_hf-Hb13QJO3QU8tS7fFNPrTFcnQ-puxkqlwpn-lH0wJ6JLDDq2NjFYmlZDTyBFeJh-u9iny3qoNI0KDZHmdD_rzJDrKz1UeYYpAY-sarNXMuWCQ7m74ceZg/s72-c/morti.bianche02.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-4037983965452639880</guid><pubDate>Mon, 05 Aug 2013 08:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-08T21:57:43.332+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Petizioni</category><title>Petizione: Costituzione, "non vogliamo la riforma della P2". Firma l'appello</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Buongiorno a tutti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjj3tIHao22sE1Aaw3v2NWUAspkz9sBxhu9m1ivDu12PqsK-bi20hL4doxMTzuelsFEBCP-c6QLGWvTu8aOhyxEMykEPklLGoRgpuOEydFeSfCdGE9z9VkdpFcMNh7bVyqaO4_wifgqLUA/s1600/change.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjj3tIHao22sE1Aaw3v2NWUAspkz9sBxhu9m1ivDu12PqsK-bi20hL4doxMTzuelsFEBCP-c6QLGWvTu8aOhyxEMykEPklLGoRgpuOEydFeSfCdGE9z9VkdpFcMNh7bVyqaO4_wifgqLUA/s1600/change.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo appello, lanciato un mese fa da Antonio Padellaro direttore di "il Fatto Quotidiano".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Per maggiori e più dettagliate informazioni, pubblicherò a seguire il testo della petizione, che comunque potrete trovare anche su Change.org appena deciderete di firmare. Aspettando l'ultima firma che chiuderà la petizione, colgo l'occasione per ringraziare tutti per la partecipazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;In fondo al testo troverete il link per arrivare direttamente alla pagina che vi consentirà di apporre la vostra importantissima firma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;APPELLO:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un "Premier assoluto", è ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell'attuale legge elettorale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d'informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall'articolo 138, che fa saltare la "valvola di sicurezza" pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Chiediamo, innanzitutto, che l'iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbRulBJefTZgFLhWZjsqvccZSerpfva3nnZ0xRQ05ef6faWPZQjFgK6xmM7SGTAPRPi-CRarUCyeHf3Z2RvvbKMzcr1A3ZwC-W3giYSIECs0I5FYMj34sXjaDjldBPPDSAxLOxjy-HFuA/s1600/respect.cost.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbRulBJefTZgFLhWZjsqvccZSerpfva3nnZ0xRQ05ef6faWPZQjFgK6xmM7SGTAPRPi-CRarUCyeHf3Z2RvvbKMzcr1A3ZwC-W3giYSIECs0I5FYMj34sXjaDjldBPPDSAxLOxjy-HFuA/s1600/respect.cost.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge costituzionale, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell'opinione pubblica nel dibattito che si sta svolgendo nelle aule parlamentari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;L'aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall'articolo 72 della Costituzione per l'esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l'impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e &amp;nbsp;comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Vi chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;L’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione, contrasta con questa esigenza e attribuisce all'istituendo Comitato parlamentare per le riforme costituzionali indebiti poteri “costituenti” che implicano il possibile stravolgimento dell’intero impianto costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all'arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Chiediamo che nell'esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Vi chiediamo infine di escludere dalle materie di competenza del Comitato per le riforme costituzionali la riforma del sistema elettorale che proprio per il suo significato politico rilevantissimo ha un effetto distorsivo nell'ottica della revisione costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;E’ in gioco il futuro della nostra democrazia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Assumetevi la responsabilità di garantirlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Per firmare la petizione clicca sull'icona:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.change.org/it/petizioni/costituzione-non-vogliamo-la-riforma-della-p2-firma-l-appello" target="_blank"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEilLm1rn1bXLP0loaoph1rm4TgCnLToEsTssxuzcxTSavCZMdMuKW10obWHE1mKxU_hf5e3EyqgCNKiO7ekyDvTMJv0Tjapay1bU_lJBWcgoW_D_4j5hwsN2npqxX0MoLpTDxoYq-XC-E8/s1600/c00.jpg" title="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Grazie a tutti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;@redazione&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/petizione-costituzione-non-vogliamo-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjj3tIHao22sE1Aaw3v2NWUAspkz9sBxhu9m1ivDu12PqsK-bi20hL4doxMTzuelsFEBCP-c6QLGWvTu8aOhyxEMykEPklLGoRgpuOEydFeSfCdGE9z9VkdpFcMNh7bVyqaO4_wifgqLUA/s72-c/change.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-8412671002614612940</guid><pubDate>Sat, 03 Aug 2013 20:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-05T08:58:03.391+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Petizioni</category><title>Chiamiamola tortura: per l’introduzione del reato nel codice penale italiano </title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifHEI1Gq1EBXqLa36J7JjhVdKgJEQlFVlyfVeeeEODd62gSJG_TmrV-vxkJeEYPhF3wtAS5GpZAVqu2WN_5AmH03WpQnF8kmVV2aSwPJCpOOb7vfpNmo9uiC54ffyT9gC6j4UKEqfQTME/s1600/tortura.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifHEI1Gq1EBXqLa36J7JjhVdKgJEQlFVlyfVeeeEODd62gSJG_TmrV-vxkJeEYPhF3wtAS5GpZAVqu2WN_5AmH03WpQnF8kmVV2aSwPJCpOOb7vfpNmo9uiC54ffyT9gC6j4UKEqfQTME/s1600/tortura.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Avevo già in almeno altre due occasioni trattato il tema "Tortura" per l'introduzione del reato di tortura nel codice penale.* in Italia, ed oggi torno a chiedere 5 minuti del vostro tempo per firmare una petizione proposta da &lt;a href="http://www.osservatorioantigone.it/" target="_blank"&gt;Associazione Antigone&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Qui sotto vi riprongo l'appello che comunque ritroverete sul sito. Spero sinceramente che chiunque di voi legga questo articolo firmi anche la petizione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Grazie a tutti per la collaborazione,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;redazione&lt;a class="g-profile" href="https://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt; +InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;- APPELLO -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Chiamiamola tortura: per l’introduzione del reato nel codice penale italiano (scarica il documento &lt;a href="http://www.scribd.com/doc/157905595/Chiamamola-TORTURA" target="_blank"&gt;PDF&lt;/a&gt;). In Italia la tortura non è reato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità.La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti.&lt;br /&gt;Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi.&lt;br /&gt;Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia.&lt;br /&gt;Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Qui sotto riporto il link per firmare la petizione. Grazie!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://www.osservatorioantigone.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=2545&amp;amp;Itemid=1" target="_blank"&gt;Osservatorio Antigone&amp;nbsp; Chiamiamola tortura: per l’introduzione del reato nel codice penale italiano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Forse potrebbe interessarti anche:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://infolab01.blogspot.it/2013/07/tortura-litalia-e-sola-superata-anche.html" target="_blank"&gt;*Tortura: l'Italia è sola superata anche dal Vaticano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://infolab01.blogspot.it/2013/06/26-giugno-giornata-mondiale-contro-la.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a href="http://infolab01.blogspot.it/2013/06/26-giugno-giornata-mondiale-contro-la.html" target="_blank"&gt;*26 giugno, giornata mondiale contro la TORTURA e sulle DROGHE&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;a class="g-profile" href="https://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/chiamiamola-tortura-per-lintroduzione.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifHEI1Gq1EBXqLa36J7JjhVdKgJEQlFVlyfVeeeEODd62gSJG_TmrV-vxkJeEYPhF3wtAS5GpZAVqu2WN_5AmH03WpQnF8kmVV2aSwPJCpOOb7vfpNmo9uiC54ffyT9gC6j4UKEqfQTME/s72-c/tortura.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.3136765 11.019892800000031 44.6760975 11.665339800000032</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-6523621717167997133</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2013 13:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-02T15:27:27.097+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>Lo Stato abbandona Valeria Grasso togliendole i contributi</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
L'amara scoperta della testimone di giustizia, inserita nel programma di protezione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgb30klqYT3t0jnu_fHrAHcB4tYjvmuK7MOMQrZhI1zRsOxs3uNAF168epo1HAa0j4L8U1S2UtE5wzv_380rrE0P5wKWQwojk2vMPhbk5MYLI_1pWc5Ruwljbos0r1DAPtVm1u5bv9XMKk/s1600/V.Grasso.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgb30klqYT3t0jnu_fHrAHcB4tYjvmuK7MOMQrZhI1zRsOxs3uNAF168epo1HAa0j4L8U1S2UtE5wzv_380rrE0P5wKWQwojk2vMPhbk5MYLI_1pWc5Ruwljbos0r1DAPtVm1u5bv9XMKk/s1600/V.Grasso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Valeria Grasso&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;u&gt;Che Stato è quello che abbandona i testimoni di giustizia togliendo i contributi previsti dal programma protezione senza neanche avvisare?&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E’ questa la domanda che sorge spontanea una volta che si viene a conoscenza di quanto accaduto all'imprenditrice palermitana Valeria Grasso (foto).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sono due anni ormai che è entrata nel programma di protezione testimoni dopo che ha avuto il coraggio di ribellarsi al gioco del racket facendo arrestare i suoi estorsori, appartenenti al clan Madonia fra cui Maria Angela Di Trapani.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Con i suoi tre figli vive in località protetta dove ha vissuto per sette mesi in un albergo, prima di approdare in un appartamento. Persino qualche giorno fa si è recata a vederne degli altri anche perché la famiglia ha bisogno di stabilità e per i figli Valeria Grasso è disposta a fare di tutto.&lt;br /&gt;
Nell'ultimo anno, alla difficoltà che comporta il vivere sotto programma di protezione si sono aggiunti nuovi problemi con lo Stato che le aveva trattenuto alcune somme dall'indennità mensile che la &amp;nbsp;testimone di giustizia riceveva. Una vicenda già denunciata pubblicamente da Valeria Grasso alla fine dell’anno scorso e che riguarda il periodo trascorso in albergo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non solo. Da gennaio le è stata tolta l'indennità relativa alla figlia, Margherita, che è dovuta tornare a Palermo per curarsi dalla depressione in cui era caduta proprio a causa dei traumi subiti in questi anni. Ed ora una nuova beffa. L'indennità è stata tolta per intero senza che la stessa Valeria fosse stata avvisata. Lo ha dovuto scoprire da sola, con una telefonata. "E' davvero una storia brutta, pericolosa, inquietante e che lascia davvero senza parole – dice la stessa testimone di giustizia – Mi sento davvero presa in giro dallo Stato. Due giorni fa appena sono stata accompagnata a vedere delle abitazioni in località protetta e sono venuta con mia figlia Margherita, che dopo tutto quello che ha passato ha bisogno di un luogo tranquillo in cui poter vivere. Abbiamo dovuto fare tutto in giornata con viaggio d’andata e di ritorno stabilito dal programma di protezione". Ma non è questo il problema. "Oggi, come sempre ad ogni inizio mese, sono andata a controllare se ci erano stati già versati il contributi previsti dal programma di protezione – prosegue la Grasso – Ebbene nella carta erano presenti solo 8 euro. Immediatamente ho chiamato chi di dovere e dopo una verifica sono venuta a sapere che mi era stato sospeso il contributo di sopravvivenza.&lt;br /&gt;
E io, che non lavoro da un anno e mi trovo mio malgrado a dover andar via dalla mia terra, come dovrei fare con i miei tre figli a carico? E’ questo il modo in cui lo Stato ha intenzione di proteggere chi ha scelto la legalità denunciando reati? Io voglio sapere il motivo per cui mi è stato tolto l'accredito e per quale motivo non sono stata avvisata ma devo venirlo a sapere quasi casualmente. Io voglio che si faccia chiarezza su questo e per farmi ascoltare sono disposta anche a gesti estremi se necessario".&lt;br /&gt;
Quindi aggiunge: "Non mi pento della scelta fatta e cioè, quella di denunciare i miei estorsori. Neanche i miei figli me lo hanno fatto mai pesare, anzi si sono sempre detti orgogliosi. Neanche mia figlia Margherita, nonostante tutto quello che ha vissuto e sta vivendo. Ma se è giusto che, ancora oggi, vada in giro per l'Italia a incontrare tante persone per dire loro quanto sia importante non pagare il pizzo, è altrettanto importante dirgli come stanno le cose. Il Programma di protezione per i testimoni di giustizia non funziona perché ci sentiamo lasciati soli. Non ne faccio una questione di soldi, i miei figli avranno sempre da mangiare in qualche modo. Durante il periodo in cui mia figlia è stata male, a parte gli amici ed i compagni di lotta da nessuno mi è stato chiesto se avessi bisogno di qualcosa. E anche questo è importante se si vuole convincere ad un testimone di giustizia che ha fatto la scelta giusta.&lt;br /&gt;
In questo modo più che un programma di protezione sembra una punizione, una distruzione per chi denuncia. Io ho solo fatto il mio dovere di cittadina ed è così che veniamo trattati? Mi chiedo se il Ministro Cancellieri è al corrente di questa situazione. Il messaggio che passa attraverso queste azioni è devastante. In passato non ho mai detto certe cose anche per rispetto della privacy della mia famiglia ma ora denuncio queste situazioni perché è giusto che si sappia. Intanto oggi sono stata in Procura per denunciare quanto accaduto. Ma io vado avanti e se questa deve essere la situazione tanto vale che non torno più nella località protetta. Tanto vale che resto dove voglio stare, ovvero nella mia terra e nella mia città. Pur sapendo i rischi che corriamo io e la mia famiglia. Qualche giorno fa mia figlia, di appena 11 anni, ha ricevuto una telefonata anonima in piena notte sul cellulare dove qualcuno in siciliano le ha detto &lt;i&gt;"So chi sei e so chi è tua madre"&lt;/i&gt;. Un fatto questo che ho già denunciato agli organi inquirenti. Noi testimoni di giustizia chiediamo solo rispetto. Non è una questione di soldi ma di dignità di essere umani. Perché sono consapevole che la condanna a morte ce l'avrò per sempre ma non posso permettere che venga calpestata".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FONTE: &lt;a href="http://www.antimafiaduemila.com/2013080144380/primo-piano/lo-stato-abbandona-valeria-grasso-togliendole-i-contributi.html" target="_blank"&gt;Antimafiaduemila&lt;/a&gt;&amp;nbsp;art. di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Aaron Pettinari&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/lo-stato-abbandona-valeria-grasso.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgb30klqYT3t0jnu_fHrAHcB4tYjvmuK7MOMQrZhI1zRsOxs3uNAF168epo1HAa0j4L8U1S2UtE5wzv_380rrE0P5wKWQwojk2vMPhbk5MYLI_1pWc5Ruwljbos0r1DAPtVm1u5bv9XMKk/s72-c/V.Grasso.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-6062910964444004104</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2013 19:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-02T14:53:43.437+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><title>20 anni di razzismo in Italia</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
Perché razzisti ignoranti continuano a prosperare nell'Italia multiculturale?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Italia sta cambiando ma la "battuta" razzista sul ministro Cécile Kyenge dimostra perché il progresso è un processo lento e difficile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxDPSQcGF0v9Ubj2OjNdNWPAN-wvMtq8P5XqApi90llJmbDNsO6dnbJkEEhpkFW23OFQ4-F0qTrVDhxgdJZcXoc29byBJwut2OBt2GQ0fOu9TGnABrJNQcLzLdr_2aeFZem3sAiE4Z2dI/s1600/cecile00.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxDPSQcGF0v9Ubj2OjNdNWPAN-wvMtq8P5XqApi90llJmbDNsO6dnbJkEEhpkFW23OFQ4-F0qTrVDhxgdJZcXoc29byBJwut2OBt2GQ0fOu9TGnABrJNQcLzLdr_2aeFZem3sAiE4Z2dI/s1600/cecile00.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
"Amo gli animali, ma quando la vedo, non posso non pensare a un orango". Sono queste le parole pronunciate dal politico italiano Roberto Calderoli su Cécile Kyenge, il ministro nero dell'Integrazione, in occasione di un recente festival organizzato dal suo partito, la Lega Nord. E su Kyenge, chiamata a ricoprire la carica di ministro ad aprile, Calderoli ha aggiunto che "forse dovrebbe fare il ministro nel suo Paese. È anche lei a far sognare l'America a tanti clandestini che arrivano qui".&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'uscita di Calderoli è solo l'ultima di una lunga serie di commenti razziste rivoltanti espressi da esponenti politici e altre personalità appartenenti a tutto lo spettro politico. Che lo si creda o no, lo stesso Calderoli ha puntualizzato che la sua era solo "una battuta" e che "non voleva essere razzista". Cosa sta succedendo? Perché la nomina di Kyenge ha scatenato un tale impeto di razzismo e odio?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando sono arrivato in Italia nel 1988, a Milano, gli immigrati si contavano sulle dita di una mano. Le cose hanno iniziato a cambiare negli anni '90 e negli anni 2000, quando più di 4 milioni di lavoratori stranieri ha messo piede in Italia per dedicarsi prevalentemente, almeno all'inizio, a lavori non specializzati nel contesto di un'economia in forte espansione. L'invecchiamento della popolazione e la ricchezza crescente hanno fatto così registrare un'impennata nella domanda di addetti alle pulizie, collaboratori domestici e manodopera varia da impiegare in lavori umili a cui la maggior parte degli italiani non desiderava più dedicarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal sistema politico questi immigrati erano praticamente esclusi. Le rigide leggi sulla cittadinanza, poi, avevano reso estremamente difficile per la seconda e la terza generazione, la cosiddetta generazione Balotelli, acquisire una qualsiasi forma di diritto. Persino i nati in Italia potevano acquisire lo status di italiani solo al compimento del diciottesimo anno di età. È in questo contesto che la Lega Nord è giunta al potere, guadagnando una posizione di primo piano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Kyenge è giunta in Italia nel 1983. Oculista, nel 1994 ha sposato un italiano e in Italia sono nate e cresciute le due figlie. Italiana e nera, il ministro ha promesso di riformare le leggi italiane sulla cittadinanza, un cambiamento a cui il centrodestra italiano si oppone strenuamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli inizi, la Lega si è attestata come partito che ha fatto dell'anti-politica e della crociata contro il mezzogiorno d'Italia il suo cavallo di battaglia, affermandosi soprattutto nelle province dell'Italia settentrionale. Negli anni '90, salita al potere, ha amministrato un numero considerevole di città settentrionali, compresa Milano, e grazie all'alleanza con Silvio Berlusconi ha finito per governare il Paese. Lo stesso Calderoli è stato ministro e quindi vicepresidente del Senato, una delle più importanti cariche istituzionali del sistema politico italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lega è sempre stata un partito razzista, fomentando il conflitto etnico e religioso tutte le volte che si è presentata l'occasione. Sono così numerosi i commenti e le azioni di evidente stampo razzista di cui la Lega si è resa protagonista che sarebbe possibile compilare un'intera enciclopedia. È capitato per esempio che il sindaco di un'importante città italiana abbia chiesto di vestire gli immigrati come animali per poter dar loro la caccia, o che un altro esponente della Lega, di recente, abbia accolto con entusiasmo la notizia della morte di immigrati periti nel tentativo di raggiungere le nostre coste via mare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da più di 20 anni questo genere di commenti non conosce tregua. Il fondatore ed ex leader della Lega,Umberto Bossi, ha parlato di un luogo chiamato "terra di Bongo Bongo". Il razzismo è la politica ufficiale del governo, imposta dall'alto, tollerata a tutti i livelli, anche dalla sinistra italiana che, per un po', con la Lega ha stretto un’alleanza scellerata. Ma sulla definizione di razzismo c’è divergenza di vedute. Secondo Calderoli, paragonare una donna nera a un orango è "una battutina" se non una "battuta simpatica". E quando in una vignetta Mario Balotelli è stato ritratto come King Kong, in tanti non hanno nemmeno visto il problema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEia1XMuflUqo1XSK2YkDF8KErwd0ajxb7gsr0C_yXbLq1m2vHTLa6hrQsWqDL1eIFe6AlTlR-CbcWdzSBLPqkQIVY4INHe3E0HcL0K5wvUZijQlA8Ge_hnlL-q3WRCf3lryY6ZNI726FXQ/s1600/calderoli.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEia1XMuflUqo1XSK2YkDF8KErwd0ajxb7gsr0C_yXbLq1m2vHTLa6hrQsWqDL1eIFe6AlTlR-CbcWdzSBLPqkQIVY4INHe3E0HcL0K5wvUZijQlA8Ge_hnlL-q3WRCf3lryY6ZNI726FXQ/s1600/calderoli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Oggigiorno si assiste ad un cambiamento. Le polemiche hanno iniziato a modificare il linguaggio utilizzato. Persino i principali quotidiani di qualità hanno adottato a lungo un linguaggio razzista per indicare con un cliché gli immigrati. Per anni il Corriere della Sera ha usato il termine vu cumprà per etichettare quei venditori ambulanti che, stranieri, non riuscivano a parlare correttamente l'italiano.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Azioni individuali, come quella del calciatore Kevin Prince Boateng che, bersagliato da cori razzisti, ha abbandonato il campo (sorpresa sorpresa, ai cori si era unito anche un militante della Lega), hanno sollevato un ulteriore vespaio di polemiche. Ma il progresso è doloroso e lento e l'esclusione degli immigrati da qualsiasi forma di partecipazione politica e dal potere in generale li rende vulnerabili agli attacchi e allo sfruttamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Italia non è un Paese razzista, ma è un Paese dove il razzismo viene tollerato e dove una persona come Calderoli ricopre cariche istituzionali. Tuttavia, il razzismo non vincerà perché il futuro è con l'Italia di persone come Balotelli e Kyenge. L'Italia è un Paese multiculturale, che piaccia o no. E quando vedo Roberto Calderoli, non posso non pensare a un razzista ignorante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Traduzione di Grazia Ventrelli e Sara Angelucci per "&lt;a href="http://italiadallestero.info/"&gt;italiadallestero.info&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Articolo originale di &amp;nbsp;John Foot su "&lt;a href="http://www.theguardian.com/uk" target="_blank"&gt;The Guardian&lt;/a&gt;" del 15 luglio 2013&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/20-anni-di-razzismo-in-italia.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxDPSQcGF0v9Ubj2OjNdNWPAN-wvMtq8P5XqApi90llJmbDNsO6dnbJkEEhpkFW23OFQ4-F0qTrVDhxgdJZcXoc29byBJwut2OBt2GQ0fOu9TGnABrJNQcLzLdr_2aeFZem3sAiE4Z2dI/s72-c/cecile00.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8293055772295402217.post-1923062979834255646</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2013 13:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-01T15:41:24.790+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnologia</category><title>E' arrivato il Bonus Energia 2013: Ecco come averlo</title><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwHgDCZQSE21TNBWJhEGjDrEoyQ-cDTD7w6VEop72sOpfGqWFLr3vTPdd0NleShLI9eqF5qCcDgy1KrKAHAFY3UTqjjzYM88l91t93eX6-0ggIi9XDtaZ7Jp9C5ftKdhcaSpEKZ7bdo_A/s1600/BE2013.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwHgDCZQSE21TNBWJhEGjDrEoyQ-cDTD7w6VEop72sOpfGqWFLr3vTPdd0NleShLI9eqF5qCcDgy1KrKAHAFY3UTqjjzYM88l91t93eX6-0ggIi9XDtaZ7Jp9C5ftKdhcaSpEKZ7bdo_A/s1600/BE2013.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Il Bonus Energia è stato emesso dal Governo per aiutare quelle famiglie che hanno bisogno di un aiuto economico, garantendo loro un notevole risparmio. A rendere operativo il Bonus Energia 2013 è l’Autorità per l’energia in collaborazione con i vari Comuni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Da notare che il bonus per l’energia elettrica viene riconosciuto anche a persone con handicap fisici, o con necessità di apparecchiature salvavita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;b style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Possono usufruire al bonus:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Tutti coloro che hanno un contratto di fornitura elettrica, &lt;u&gt;fino a 3 kW&lt;/u&gt; per una famiglia di residenti &lt;u&gt;fino a 4 persone fisiche&lt;/u&gt;. Oppure &lt;u&gt;fino a 4,5 Kw&lt;/u&gt;, per un numero di familiari con la stessa residenza &lt;u&gt;superiore a 4&lt;/u&gt;;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;-Coloro che appartengono alla fascia ISEE &lt;u&gt;non superiore a 7500 euro&lt;/u&gt;;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;-Coloro che sono all'interno di un nucleo familiare con &lt;u&gt;più di 3 figli a carico&lt;/u&gt; e ISEE &lt;u&gt;non superiore a &amp;nbsp;20.000 euro&lt;/u&gt;, all'interno dei quali vi è inoltre una persona malata gravemente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Oggi il Bonus vale per ogni singolo caso:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWJ1GMHfoYFeX45_kbh5zInORwL7VtlmodHRnPhKbUyGAqeNhbGXxiyTL6ekYpHxi5XzG_Uzj4TF4O_4NcLfE6ARJylb7QQKJZL30LP39D2MYSGOURkk51po1Uvoqe0yRW_M9BWScu47s/s1600/Bonus.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWJ1GMHfoYFeX45_kbh5zInORwL7VtlmodHRnPhKbUyGAqeNhbGXxiyTL6ekYpHxi5XzG_Uzj4TF4O_4NcLfE6ARJylb7QQKJZL30LP39D2MYSGOURkk51po1Uvoqe0yRW_M9BWScu47s/s1600/Bonus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;- 71 euro per una famiglia di massimo 2 persone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;- 91 euro per un massimo di 4 persone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;- 155 euro per più di 4 persone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;- Per coloro che hanno problemi di salute, il bonus va calcolato caso a caso, e si suddivide in tre fasce, questa modifica è stata introdotta da quest’anno e varia in base alle attrezzature mediche delle quali ogni singolo richiedente necessita e per quanto tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;Tutte le informazioni e i moduli per usufruire del Bonus energia e per il Bonus gas potete trovarli alla pagina &lt;a href="http://www.bonusenergia.anci.it/" target="_blank"&gt;Bonus Energia 2013&lt;/a&gt;, cercate tra le varie voci e troverete tutta la documentazione necessaria, le variazioni rispetto agli anni passati, e i moduli da compilare e la documentazione da allegare, inoltre c’è anche il numero verde per informazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, Times New Roman, serif;"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.worky.biz/28514/bonus-energia-2013-ecco-come-averlo.html" target="_blank"&gt;Worky.biz&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Segui&amp;nbsp;&lt;a class="g-profile" href="http://plus.google.com/109980430877461352291" target="_blank"&gt;+InfoLab0.1&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</description><link>http://infolab01.blogspot.com/2013/08/e-arrivato-il-bonus-energia-2013-ecco.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwHgDCZQSE21TNBWJhEGjDrEoyQ-cDTD7w6VEop72sOpfGqWFLr3vTPdd0NleShLI9eqF5qCcDgy1KrKAHAFY3UTqjjzYM88l91t93eX6-0ggIi9XDtaZ7Jp9C5ftKdhcaSpEKZ7bdo_A/s72-c/BE2013.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bologna, Italia</georss:featurename><georss:point>44.494887 11.342616300000032</georss:point><georss:box>44.312697 11.018519800000032 44.677077 11.666712800000031</georss:box></item></channel></rss>