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	<title>Infoservi.it</title>
	
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	<description>Movimento per la liberazione d' - Il blog di Alberto D'Ottavi &amp; friends su Innovazione Creatività Tecnologia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 May 2012 13:57:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lettera Aperta al Ministro dello Sviluppo Economico e alla Task Force sulle Startup</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/r1GcbBq6pPs/7313</link>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 13:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup Italy]]></category>
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		<description><![CDATA[
Domattina avrò il piacere di partecipare, da spettatore, all&#8217;incontro organizzato da Italia Startup, la neonata associazione collegata alla Task Force per le startup, con il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Visto che chiedono proposte ho riassunto qui le mie, sotto forma di lettera aperta.
Egregio signor Ministro, egregi colleghi,
Fare startup non è “Arte del possibile”, bensì sfida dell&#8217;improbabile. E per far fare un salto di scala al neonato ecosistema dell’imprenditoria innovativa italiano non sono sufficienti i tradizionali compromessi su ciò che è “fattibile”. Servono anche fughe in avanti. Intendo così ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7314" title="italia-startup-task-force-open-day-ministro-sviluppo-economico" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/italia-startup-task-force-open-day-ministro-sviluppo-economico-580x164.png" alt="italia-startup-task-force-open-day-ministro-sviluppo-economico" width="580" height="164" /></p>
<p>Domattina avrò il piacere di partecipare, da spettatore, all&#8217;incontro organizzato da <strong><a href="http://www.italiastartup.it/" target="_blank">Italia Startup</a></strong>, la neonata associazione collegata alla Task Force per le startup, con il <strong>Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera</strong>. Visto che chiedono proposte ho riassunto qui le mie, sotto forma di lettera aperta.</p>
<blockquote><p><em>Egregio signor Ministro, egregi colleghi,</em></p>
<p><em><strong>Fare startup non è “Arte del possibile”, bensì sfida dell&#8217;improbabile</strong>. E per far fare un salto di scala al neonato ecosistema dell’imprenditoria innovativa italiano non sono sufficienti i tradizionali compromessi su ciò che è “fattibile”. Servono anche fughe in avanti. Intendo così rimarcare una distinzione nella tipologia degli interventi che si possono effettuare. <span id="more-7313"></span></em></p>
<p><em>Da una parte, è ampiamente noto, dobbiamo recuperare ritardi impressionanti di tipo tecnologico, digitale, culturale e imprenditoriale. E sono quindi necessari interventi abilitanti e di sistema per potenziare e moltiplicare le tante iniziative che stanno nascendo. Ricadono in questa categoria lo sviluppo della banda larga (soprattutto per il free wi-fi in ambienti pubblici, accademici e cittadini), il riordino dei finanziamenti e del supporto alle piccole medie aziende anche in ambito territoriale (per esempio i Business Innovation Center, non accessibili alle startup), le facilitazioni per strutture operative (per esempio co-working) o consulenziali (legali, commercialisti, altro), per non parlare delle semplificazioni burocratiche, eccetera.</em></p>
<p><em>Ci sono colleghi molto più esperti di me in questi campi. Mi limiterò a citare il fatto che in Silicon Valley i free wi-fi bar sono considerati tassello fondamentale dell’ecosistema imprenditoriale: in quei luoghi, in ogni momento della giornata, c’è qualcuno che fa la demo della propria applicazione, o il pitch della propria idea, a qualcun altro. Da questo “tessuto” nascono le iniziative che, se accolte anche dalle industrie e dalle imprese più mature, possono creare valore e produrre ricchezza anche a breve-medio termine. Serve quindi facilitare il lavoro “dal basso” e aggiungere stimoli “dall’alto” per fare in modo che i grandi gruppi, le grandi famiglie, le grandi ricchezze trovino il modo di ascoltare tali proposte. In questo incontro tipicamente si valuteranno le idee sulla base del loro, doveroso, business plan.</em></p>
<p><em>Sappiamo però bene che sono poche le grandi innovazioni nate con un business plan. E, soprattutto, che guardare alla redditività immediata a volte impedisce di vedere opportunità di </em>crescita esponenziale<em>, che richiedono una propensione al rischio più elevata e su tempi più lunghi. Fughe in avanti, appunto. Gli interventi al punto precedente, infatti, equivalgono a comprare scarpe nuove, buone per correre. Ma bisogna anche sapere in che direzione andare, e quando è importante arrivare.</em></p>
<p><em>Dobbiamo quindi capire quali siano i mega-trend su cui si sta lavorando ora nel mondo, e recuperare il distacco. Tra i tanti, ne segnalo due: </em>Mobile Internet<em> e </em>Commercio Elettronico<em>. Oltre a una doverosa riflessione su </em>Open Web<em>.</em></p>
<p><em><strong>Mobile Internet</strong>. L’anno scorso si sono venduti più </em>smart mobile device<em> che personal computer. E, soprattutto, è iniziata l’erosione della quota di </em>dumbphone<em>, che resteranno maggioritari ancora per poco perché tra non molto tutti i telefoni saranno </em>smartphone<em> collegati alla Rete. E’ come rivivere l’inizio del Web: sta nascendo un mercato del tutto nuovo. L’Europa ha perso il gigante Nokia ma ha prodotto Rovio. E l’Italia? Ci sono tante iniziative che stanno nascendo, ma quali sapranno produrre innovazioni sistemiche, orientate alla crescita, di portata globale? Un esempio: GoPago, di cui ho <a href="http://www.forbes.com/sites/albertodottavi/2012/02/23/mobile-commerce-taking-off-jpmorgan-invests-in-gopago/" target="_blank">scritto qui</a>. E’ un’applicazione di </em>mobile payment<em> sviluppata a partire dal 2010 da un italo-americano di San Francisco e un ragazzo italiano che si è trasferito là appena dopo la laurea. Ogni volta che tornava in Italia per proporla agli investitori istituzionali veniva accolto con sufficienza. L’autunno scorso hanno ricevuto da una primaria banca americana un finanziamento di più di 10 milioni di dollari. Se si investisse oggi in una startup di mobile payment si sarebbe forse due anni avanti rispetto all’Italia, ma quattro anni indietro rispetto al mercato.</em></p>
<p><em>Abbiamo quasi perso l’onda del Web, dove abbiamo fatto poco, e quella dei più recenti Social Media, dove non abbiamo fatto niente. Possiamo pensare di perdere anche quella della Mobile Internet?</em></p>
<p><em><strong>E-Commerce</strong>. La percentuale del valore delle merci transate online rispetto al totale retail italiano è di quasi un ordine di grandezza inferiore rispetto alla media europea. Il nostro Paese ha nel commercio un elemento fondamentale dell’economia. Eppure online scambiamo solo prodotti di elettronica, facciamo un po’ di spesa, compriamo biglietti e viaggi e poco altro. E poi c&#8217;è il gambling &#8211; cioè la versione web delle macchinette del poker.</em></p>
<p><em>Ci sono eccezioni. Una importante è nella Moda: Yoox, campione italiano con un business globale. Ma 12 anni dopo la sua fondazione, quante sono le startup italiane che lavorano sulla Moda? Zalando, startup tedesca clone dell’americana Zappos, vende scarpe in Italia. Non dovrebbe forse essere il contrario? Altrettanto nel Design: oggi il punto di riferimento è Fab.com, startup reinventata pochi mesi fa dopo un pivot e che ha già preso un finanziamento da 50 milioni di dollari. Possiamo pensare di non essere presenti in settori come questi?</em></p>
<p><em>Tra le tante idee per stimolare il commercio elettronico io ne sottolineo alcune:</em></p>
<ul>
<li><em><strong>Interventi sulle associazioni di categoria</strong>. Esempio Confcommercio: hanno un piano per l’innovazione dei servizi che per il 2012 prevede solo un </em>pilot<em>. Forse si può accelerare? E come loro Artigianato, Industria, eccetera.</em></li>
<li><em><strong>Stimolo all&#8217;internazionalizzazione</strong>. Sia per l&#8217;export sia per la creazione di business internazionali.</em></li>
<li><em><strong>Logistica</strong>. Conosciamo l’esperienza Amazon.it. Si commenta da sola.</em></li>
<li><em><strong>Moneta elettronica</strong>. Qui il Governo ha già fatto affermazioni, ma non è chiaro con quali risultati. Abbassare le tariffe delle transazioni online e aumentarne la diffusione sarebbero aiuti importanti. Ma soprattutto servono iniziative per facilitare la </em>ricezione<em> dei pagamenti &#8211; cioè per abilitare la </em>vendita<em> online, oltre che gli acquisti. </em></li>
</ul>
<p><em><strong>Open Web</strong>. Il Web offre una piattaforma aperta di conoscenza che è la ricchezza fondamentale di questo secolo &#8211; ovvero dell’Età dell’Informazione. E’ un bene comune come l’aria o l’acqua, e come tale deve essere trattato. E’ la palestra in cui tutti possono sperimentare, sbagliare, imparare, rifare e alla fine trovare l’idea vincente. E’ Open by nature, come <a href="http://www.infoservi.it/open-by-nature/838">dice</a> Joi Ito</em><em>, ed è essenziale che questa sua natura venga protetta. Da questo punto di vista, le <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/15038_severino-necessario-regolamentare-i-blog.htm">recenti affermazioni del Ministro della Giustizia Severino</a> </em><em>sono gravissime. Sono databili a una visione della Rete vecchia di dieci anni. Posso documentarlo, ma porto anche un esempio. Abbiamo fatto dei colloqui per una posizione di Web Marketing. Si sono presentate, tra gli altri, due giovani neo-laureate provenienti da prestigiose università. Alla domanda “Cosa sapete di Web?” hanno risposto “Niente”. Inutili, per ciò che il mercato del lavoro oggi richiede. Poi abbiamo intervistato anche una giovane blogger, 23 anni e consulente freelance. Sul Web Marketing ha dato dei consigli lei a noi. Se avessimo potuto, l’avremmo assunta all’istante.</em></p>
<p><em>Il Web deve rimanere aperto, e deve anche offrire opportunità di monetizzazione. E’ importante che i blog e le tante iniziative Web, che spesso si trasformano poi in startup, possano camminare sulle proprie gambe. E da questo punto di vista un elemento critico in Italia è la <strong>pubblicità</strong>. Soffre di fenomeni di concentrazione, è resistente all’innovazione, ha alte barriere all’ingresso, vede ancora una predominanza degli investimenti su mezzi tradizionali offline e, soprattutto, ha una disparità di valore tra offline e online che non regge. Una pagina pubblicitaria sulla stampa può costare svariate migliaia di Euro, un display online può costare 0,35 Euro per mille impressioni.</em></p>
<p><em>Una pressione, eventualmente anche fiscale, per incentivare la pubblicità online potrebbe produrre diversi effetti positivi. Gli editori potrebbero accelerare gli investimenti in Rete, contribuendo così anche a innovare i media in generale;  potrebbero sostenere o acquisire piccole iniziative, dovendo aggregare traffico; i centri media sarebbero portati a innovare le creatività, fornendo stimolo alle aziende clienti; e se si abbassassero le barriere all’entrata, facilitando l’accesso ai network pubblicitari anche al nano-publishing e alle iniziative Web, si sosterrebbe quel lavoro indipendente che è il momento iniziale dell’imprenditoria e che spesso porta alle startup.</em></p>
<p><em>Egregio signor Ministro, egregi colleghi: spero avrete notato che non ho mai parlato di finanziamenti. Questi sono essenziali, certo, ma non sono garanzia di successo &#8211; anzi, ci sono esempi contrari. Anche in questo caso, altri sono più esperti di me, ma ritengo che i finanziamenti dovrebbero essere usati in senso sistemico per abilitare e stimolare l’ecosistema e fare sì che acceleri da solo.</em></p>
<p><em>Un’ultima osservazione: la tecnologia, oggi, è un </em>discorso sulla società<em>. Così come lo sono arte e letteratura o industria e politica. Non è qualcosa di alieno, di altro da noi. E’ l’ambiente in cui siamo immersi. E in cui bisogna saper nuotare. </em>“Program or be programmed”<em>, <a href="http://www.infoservi.it/douglas-rushkoff-program-or-be-programmed-video/6611">dice</a> Douglas Rushkoff. Non è che vogliamo diventare tutti programmatori. Ma certo non vogliamo essere programmati. Vogliamo solo avere la possibilità di fare.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Alberto D&#8217;Ottavi</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Un Possibile Futuro Della TV: No TV. Della Pubblicità: No Pubblicità. E Lifestylemirror</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 19:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Future Studies]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing and Media]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube, Cinema, TV]]></category>
		<category><![CDATA[back to the future]]></category>
		<category><![CDATA[content curation]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marshall mcluhan]]></category>
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Un&#8217;immaginazione che mi capita di fare ogni tanto è quella di sbucciare la TV buttandone via la crosta: cioè eliminare il televisore come dispositivo*, supporto fisico. Rimangono i programmi, ovvero i contenuti, che non avendo più il problema di dover stare dentro una scatola &#8211; cioè essendo liberi dalle costrizioni di un format fisso &#8211; possono a loro volta essere ripensati: e diventano applicazioni. Il programma televisivo, finché sta dentro un contenitore, è per tradizione un media di flusso. Per quanto concepito in sinergia con le sue interruzioni &#8211; la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7299" title="video-wall-information-design-television-applications" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/120515134331192-580x384.jpg" alt="video-wall-information-design-television-applications" width="580" height="384" /></p>
<p>Un&#8217;immaginazione che mi capita di fare ogni tanto è quella di sbucciare la TV buttandone via la crosta: cioè eliminare il televisore come <em>dispositivo</em>*, supporto fisico. Rimangono i programmi, ovvero i contenuti, che non avendo più il problema di dover stare dentro una scatola &#8211; cioè essendo liberi dalle costrizioni di un format fisso &#8211; possono a loro volta essere ripensati: e diventano <em>applicazioni</em>. <span id="more-7298"></span>Il programma televisivo, finché sta dentro un contenitore, è per tradizione un media di <em>flusso</em>. Per quanto concepito in sinergia con le sue interruzioni &#8211; la pubblicità &#8211; è comunque qualcosa che <strong>non</strong> puoi <em>usare</em>, ma ne <em>fruisci</em>. Se invece lo sbucci e lo smaterializzi, paradossalmente lo rendi tangibile e realizzi il sogno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank">mcluhaniano</a> dell&#8217;estensione del sistema nervoso: con <em>touch</em> o <em>gesture</em> puoi manipolare direttamente il pensiero rappresentato dall&#8217;applicazione stessa.</p>
<p>Nello stesso tempo, il multitasking elimina le interruzioni sostituendolo con le diverse fonti informative &#8211; es. le notifiche &#8211; e non c&#8217;è più spazio per una pubblicità pensata &#8220;televisiva&#8221; mentre sembra avere senso, una volta di più, l&#8217;antica <em>vision</em> della convergenza assoluta con i contenuti. Vedi per esempio questo passaggio di <strong>Digerati</strong>, del 1996:</p>
<blockquote><p><em>Esther Dyson sums up the business realities implicit in this new order. She envisions content-based value on the Net created through &#8220;services (the transformation of bits rather than the bits themselves), the selection of content, the presence of other people, and assurance of authenticity ­ reliable information about sources of bits and their future flows. In short, intellectual processes and services appreciate; intellectual assets depreciate.&#8221;</em></p>
<p><em>Esther makes the radical suggestion that &#8220;content (including software) will serve as advertising for services such as support, aggregation, filtering, assembly, and integration of content modules, or training ­ or it will be a by-product of paid-for relationships. The likely best defense for content providers is to exploit that situation ­to distribute intellectual property free in order to sell services and relationships. The provider&#8217;s task is to figure out what to charge for and what to give away free ­ all in the context of what other providers are doing and what customers expect. This is not a moral decision but a business strategy.&#8221;</em></p>
<p><em>The end-users, according to her scheme, might be given access to works on the Net for free. &#8220;The payments to creators,&#8221; she writes, &#8220;are likely to come not from the viewers, readers, or listeners, but from companies who use the content as ­or to deliver ­advertising. The challenge for advertisers is not being paid, but making sure that their advertising messages are inextricable from the content. The intellectual activity of agents talent scouts, advisors, creative packagers­ will be valuable and richly rewarded.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Oggi abbiamo, un esempio tra molti, <strong><a href="http://www.lifestylemirror.com/" target="_blank">Lifestyle Mirror</a></strong>, che mi dicono essere iniziativa internazionale ma italiana dei figli di Della Valle (<a href="http://tmagazine.blogs.nytimes.com/2012/02/20/site-to-be-seen-lifestylemirror-com/" target="_blank">vedi</a>) e di Franca Sozzani e che rappresenta perfettamente queste idee &#8211; e anche l&#8217;immaginazione dell&#8217;e-commerce <em>fluido</em> di cui abbiamo sempre parlato con Njvitto a proposito di Blomming &#8211; permettendo di comprare direttamente dalle foto:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7302" title="lifestyle-mirror-instantly-shoppable" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/lifestyle-mirror-instantly-shoppable-580x404.jpg" alt="lifestyle-mirror-instantly-shoppable" width="580" height="404" /></p>
<p>L&#8217;attuale discussione sul giornalismo digitale, la <em>disruption</em> di publishing e advertising, i trend del marketing relativi a <em>content curation</em> e <em>content marketing</em>, il blogging&#8230; c&#8217;è quasi tutto, nella citazione sopra.  Non è fantastico rendersi conto stiamo realizzando idee di 16 anni fa?</p>
<p><strong>*</strong> Qui <em>dispositivo</em> è chiaramente usato in senso <em>media</em>, e non <em>IT</em>: la TV è dispositivo di fruizione come il teatro, il cinema etc etc, e non inteso invece come <em>device</em>.</p>
<p><strong>PS</strong> Per Digerati: <a href="http://www.amazon.com/Digerati-Encounters-With-Cyber-Elite/dp/1888869046">qui</a> la scheda Amazon, <a href="http://edge.org/documents/digerati/Intro.html">qui</a> l&#8217;intro completa su Edge, da cui ho preso il <em>quote </em>sopra.</p>
<p><strong>Via</strong>: Per l&#8217;immagine di apertura, e una più ampia riflessione sul futuro della TV, vedi <a href="http://vator.tv/news/2012-05-15-why-i-want-an-entertainment-wall-to-replace-my-tv">Why I want an entertainment wall to replace my TV</a>.</p>
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		<title>Mirko Lalli: Nuovi Modelli Collaborativi, Internet Bene Comune</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:16:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Ho visto la presentazione (qui sotto) di Mirko Lalli, direttore marketing Fondazione Sistema Toscana, all&#8217;evento di Firenze di qualche tempo fa. A parte che Mirko, sul palco, è trascinante, ho trovato interessante la raccolta di nuovi modelli collaborativi che ha fatto. Che poi, in fondo, nuovi non sono ma semplicemente emergenti. 
E&#8217; un bene che ci sia internet. 
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&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7291" title="internet-bene-comune-modelli-collaborativi-presentazione-mirko-lalli" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/internet-bene-comune-modelli-collaborativi-presentazione-mirko-lalli-580x231.jpg" alt="internet-bene-comune-modelli-collaborativi-presentazione-mirko-lalli" width="580" height="231" /></p>
<p>Ho visto la presentazione (qui sotto) di <strong><a href="http://mirkolalli.net/">Mirko Lalli</a></strong>, direttore marketing <a href="http://www.fondazionesistematoscana.it/">Fondazione Sistema Toscana</a>, all&#8217;evento di Firenze di qualche tempo fa. A parte che Mirko, sul palco, è trascinante, ho trovato interessante la raccolta di nuovi modelli collaborativi che ha fatto. Che poi, in fondo, nuovi non sono ma semplicemente <em>emergenti</em>. <span id="more-7290"></span></p>
<div id="__ss_12078504" style="width: 510px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="E' un bene che ci sia internet." href="http://www.slideshare.net/mirkolalli/e-un-bene-che-ci-sia-internet" target="_blank">E&#8217; un bene che ci sia internet.</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12078504" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="510" height="426"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/mirkolalli" target="_blank">Mirko Lalli</a></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>INSEAD Global Innovation Index: Un Piccolo Miglioramento per l’Italia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/RsBzGgHMtYI/7285</link>
		<comments>http://www.infoservi.it/insead-global-innovation-index-un-piccolo-miglioramento-per-litalia/7285#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business and Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Events and Reports]]></category>
		<category><![CDATA[andamento mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[come cavarsela in futuro]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economics]]></category>
		<category><![CDATA[innovation]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;INSEAD, prestigiosa business school che prepara manager di calibro internazionale, ha rilasciato il Global Innovation Index 2011. Un leggero miglioramento per l&#8217;Italia nel ranking generale, che passa dalla posizione 38 del 2010 all&#8217;attuale 35. Nel 2009 eravamo alla 31. Mi sono sembrati interessanti il salto in avanti della Lettonia (Latvia) e la tenuta di Spagna e Portogallo, nonostante la crisi. Il full report &#8211; amena lettura &#8211; si trova qui.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7286" title="insead-global-innovation-index-2011" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/insead-global-innovation-index-2011-580x103.png" alt="insead-global-innovation-index-2011" width="580" height="103" /></p>
<p>L&#8217;<strong>INSEAD</strong>, prestigiosa business school che prepara manager di calibro internazionale, ha rilasciato il <strong>Global Innovation Index 2011</strong>. Un leggero miglioramento per l&#8217;Italia nel ranking generale, che passa dalla posizione 38 del 2010 all&#8217;attuale 35. Nel 2009 eravamo alla 31. Mi sono sembrati interessanti il salto in avanti della Lettonia (Latvia) e la tenuta di Spagna e Portogallo, nonostante la crisi. Il <em>full report</em> &#8211; amena lettura &#8211; <a href="http://www.globalinnovationindex.org/gii/main/fullreport/index.html">si trova qui</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Infoservi/~4/RsBzGgHMtYI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>A Funny, Brand New Ad: Un Ologramma Su… Un Foglio</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/aajbrfTZYdY/7279</link>
		<comments>http://www.infoservi.it/a-funny-brand-new-ad-un-ologramma-su-un-foglio/7279#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware and Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing and Media]]></category>
		<category><![CDATA[#bmaxhologram]]></category>
		<category><![CDATA[b-max]]></category>
		<category><![CDATA[ford]]></category>
		<category><![CDATA[hologram]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoservi.it/?p=7279</guid>
		<description><![CDATA[
Vero, ricorda un po&#8217; le vecchie cartoline plasticate che mimavano il 3D o il movimento a seconda di come le inclinavi. Però il giocattolo di questa Zebra Imaging non è male: è una stampa olografica di un&#8217;immagine 3D. Risultato un foglio dal quale, a seconda dell&#8217;illuminazione, &#8220;spunta&#8221; un ologramma.
Lo sta usando Ford per una campagna pubblicitaria europea. C&#8217;è anche un concorso dove si può vincere uno di questi &#8220;modellini&#8221;. Si capisce tutto nel video qui sotto. 

Vedi anche: Core77. Thnx PeerIndex for letting me know.
&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7280" title="ford-bmax-hologram" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/ford-bmax-hologram-580x211.jpg" alt="ford-bmax-hologram" width="580" height="211" /></p>
<p>Vero, ricorda un po&#8217; le vecchie cartoline plasticate che mimavano il 3D o il movimento a seconda di come le inclinavi. Però il giocattolo di questa <a href="http://www.zebraimaging.com/" target="_blank">Zebra Imaging</a> non è male: è una stampa olografica di un&#8217;immagine 3D. Risultato un foglio dal quale, a seconda dell&#8217;illuminazione, &#8220;spunta&#8221; un ologramma.</p>
<p>Lo sta usando <strong>Ford</strong> per una campagna pubblicitaria europea. <strong><a href="http://www.peerindex.com/vip/bmax" target="_blank">C&#8217;è anche un concorso</a></strong> dove si può vincere uno di questi &#8220;modellini&#8221;. Si capisce tutto nel video qui sotto. <span id="more-7279"></span></p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/2zZpMajwk2A?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>Vedi anche: <a href="http://core77.com/blog/events/autodesk_university_coverage_from_the_floor_part_4_zebra_imagings_mind-blowing_holographic_sheets_15467.asp" target="_blank">Core77</a>. Thnx <a href="http://www.peerindex.com/" target="_blank">PeerIndex</a> for letting me know.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:y7HLSp2CkxI"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=aajbrfTZYdY:_J5ICbzLPGk:y7HLSp2CkxI" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Infoservi/~4/aajbrfTZYdY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Young Yet Brilliant: Arrivano I Giovani Maker</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/RgGigitDddo/7268</link>
		<comments>http://www.infoservi.it/young-yet-brilliant-arrivano-i-giovani-maker/7268#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Do-It-Yourself, Fabbers, Makers]]></category>
		<category><![CDATA[cover]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[laser cut]]></category>
		<category><![CDATA[wood]]></category>
		<category><![CDATA[woodd]]></category>

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		<description><![CDATA[ Nel disclaimer c&#8217;è tutto il senso del post: dei due fratelli Wood&#8217;d uno, Stefano, è mio studente del primo anno in Naba. L&#8217;altro, Andrea, è poco più grande. Fanno cover per iPhone e altri accessori geek usando legni pregiati e decorandoli  in laser-cut. Senza tanti pensieri né domande su quale sia la community di cui fanno parte, stanno costruendo un business. Dopo il salto puoi trovare uno dei loro prodotti in vendita e altri link. 
var blommingCustom59388 = {  height: 360, width: 480 , button_text: 'Compra!',  theme_selected: 'dark_blue',  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blomming.com/mm/Woodd/items/set-3-stickers-in-legno-adesivo-a-scelta?view_type=thumbnail"><img class="wp-image-7269 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="woodd-iphone-cover-laser-cut-design" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/woodd-iphone-cover-laser-cut-design.jpeg" alt="woodd-iphone-cover-laser-cut-design" width="301" height="118" /></a> Nel <em>disclaimer</em> c&#8217;è tutto il senso del post: dei due fratelli <strong><a href="http://blomming.com/mm/Woodd/items">Wood&#8217;d</a></strong> uno, Stefano, è mio studente del primo anno in Naba. L&#8217;altro, Andrea, è poco più grande. Fanno cover per iPhone e altri accessori <em>geek</em> usando legni pregiati e decorandoli  in laser-cut. Senza tanti pensieri né domande su quale sia la community di cui fanno parte, stanno costruendo un business. Dopo il salto puoi trovare uno dei loro prodotti in vendita e altri link. <span id="more-7268"></span></p>
<p><script>var blommingCustom59388 = {  height: 360, width: 480 , button_text: 'Compra!',  theme_selected: 'dark_blue',  end :1} </script><!-- Start of Blomming Embed --></p>
<div data="user:Woodd;item:59388" class="blomming-product"></div>
<p>  <script type="text/javascript">
    var blommingJsHost = "blomming.com";
    var blommingJsProtocol = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://" : "http://");
    var blommingJsUrl = blommingJsProtocol + blommingJsHost;
    document.write(unescape("%3Cscript src='" + blommingJsUrl + "/widget/scripts/widget.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
  </script><br />
  <noscript><a href="http://blomming.com/mm/Woodd/items/set-2-cover-in-legno-per-iphone-4-4s--6">Set 2 cover in legno per iPhone 4 / 4s.</a></noscript><br />
<!-- End of Blomming Embed --></p>
<p>Ne abbiamo parlato anche <a href="http://magazine.blomming.com/2012/05/woodd-decorazioni-e-accessori-in-legno-contemporaneo/">qui</a>.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:y7HLSp2CkxI"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=RgGigitDddo:-9f5xJpZsJM:y7HLSp2CkxI" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Infoservi/~4/RgGigitDddo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>JobberONE: Dal Territorio Al Web Con Un Social Network Per Annunci di Lavoro</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/VEhk9zJckSI/7261</link>
		<comments>http://www.infoservi.it/jobberone-dal-territorio-al-web-con-un-social-network-per-annunci-di-lavoro/7261#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup Italy]]></category>
		<category><![CDATA[annunci]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[cercare lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[social networking]]></category>
		<category><![CDATA[trovare lavoro come freelance]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sette mesi di lavoro sulla piattaforma, un mese di Facebook Page per raccogliere (2.500) indirizzi, il lancio a fine gennaio e i primi 1.000 iscritti in due settimane. Poi una conferenza stampa in Regione Lombardia e, tre mesi dopo, quasi 8.000 iscritti e i primi casi d&#8217;uso. 
Certo, quando non si hanno problemi di risorse tutto è più facile. Ma Oliver e Patrick Mayr, terza generazione di albergheria di lusso sul Lago di Garda, sono partiti dalle loro esigenze concrete &#8211; un turnover stagionale del 50% - per sviluppare un&#8217;iniziativa Web ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7263" title="jobberone-ricerca-offerta-annunci-lavoro" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/logo-definitivo-web-580x146.jpg" alt="jobberone-ricerca-offerta-annunci-lavoro" width="580" height="146" /></p>
<p>Sette mesi di lavoro sulla piattaforma, un mese di Facebook Page per raccogliere (2.500) indirizzi, il lancio a fine gennaio e i primi 1.000 iscritti in due settimane. Poi una conferenza stampa in Regione Lombardia e, tre mesi dopo, quasi 8.000 iscritti e i primi casi d&#8217;uso. <span id="more-7261"></span></p>
<p>Certo, quando non si hanno problemi di risorse tutto è più facile. Ma <strong>Oliver e Patrick Mayr</strong>, terza generazione di albergheria di lusso sul Lago di Garda, sono partiti dalle loro esigenze concrete &#8211; un turnover stagionale del 50% - per sviluppare un&#8217;iniziativa Web dedicata alla ricerca del lavoro: <strong><a href="https://jobberone.com/login" target="_blank">JobberOne</a></strong>.</p>
<p>Se il trailer video della loro homepage dà una idea delle intenzioni, a <a href="http://vimeo.com/37010478" target="_blank">questo indirizzo</a> c&#8217;è invece la demo.  Qui sotto ho raccolto tre minuti di video-intervista con Oliver perché mi ha colpito l&#8217;idea di un progetto Web che nasce dal territorio, con un&#8217;esigenza molto specifica ma potenzialmente estesa, avendo come prioritario il requisito di essere <em>&#8220;Utile e accessibile&#8221;</em>. Pensa se tutte le terze generazioni dell&#8217;imprenditoria classica italiana, invece di comprarsi la macchina di lusso, facessero una startup. Te la dò io la Silicon Valley.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/h8Z346Nnfts?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>Segue il comunicato stampa:</p>
<blockquote><p><strong>UN SOCIAL NETWORK PER IL LAVORO</strong></p>
<p>Il 24 gennaio alle ore 11,30, presso la sala Gonfalone del grattacielo Pirelli a Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di JOBBERONE. Ha fatto gli onori di casa l’assessore ai giovani e allo sport Monica Rizzi, che ha da subito apprezzato e capito le potenzialità del network, sostenendolo. –“E’ importante sostenere progetti nuovi e innovativi che sostengano ed aiutino i giovani a trovare un lavoro; soprattutto in un momento così difficile come questo”- ha ribadito l’assessore di origine bresciana. Così come lo è l’intero team dei sei soci fondatori tra cui i due fratelli Olliver e Patrick Mayr (noti imprenditori turistici gardesani), Michele Bertoli (responsabile programmazione e sviluppo), Manuel Natale (web designer), Luigi Faberi (responsabile hardware) e Umberto Franchini (software engineer).</p>
<p>Olliver Mayr, CEO di JOBBERONE, ha presentato il progetto partendo da dove tutto è cominciato, ovvero dalla mission di JOBBERONE: risolvere un problema grave e sentito, <strong>colmare cioè l&#8217;attuale gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro,  </strong>facendo in modo che lavoratori e aziende possano incontrarsi direttamente e facilmente senza intermediazioni o costi.</p>
<p>Con JOBBERONE infatti il &#8220;Social Network&#8221; diventa <strong>realmente social, </strong>con<strong> un network</strong> <strong>completamente gratuito per tutti gli utenti</strong>. Annunci, chat e video-chat per colloqui di lavoro, blog sulle problematiche del mondo del lavoro per incontrare e conoscere persone nuove, micro siti personalizzabili per mettere in mostra le proprie iniziative, sono solo alcuni dei tanti strumenti messi a disposizione sia su <strong>piattaforma web</strong> che <strong>mobile</strong> da questo innovativo strumento che sfrutta al meglio le piattaforme esistenti (dalla geoposizionamento grazie a Google Maps, alla possibilità di riprendere i propri studi e il proprio curriculum dai profili su Facebook e Linkedin, ai video su Youtube) <strong>senza entrare in contrapposizione con loro ma integrandole e completandole</strong>.</p>
<p>-“JOBBERONE”– ha ribadito Antonio Carrano, moderatore del dibattito e direttore dell’agenzia di strategia e comunicazione Cat World di Milano che ne ha seguito il lancio in tutte le fasi operative &#8211; “è uno strumento di servizio che nasce per aiutare chi offre e chi cerca lavoro. –“Uno strumento”– ha continuato Carrano –“che rispetta al massimo la tutela della privacy (tutti i dati sono e resteranno sempre su server in Italia) e la normativa del lavoro permettendo di guadagnarsi giudizi positivi (number one) e tutelando con la massima trasparenza tutti gli iscritti (i singoli lavoratori e le aziende) da  comportamenti non corretti.”-</p>
<p>La crisi economica ha reso ancor più interessante e attuale JOBBERONE, che ora cerca aziende e imprenditori che vogliano utilizzarlo per assumere personale, in modo da essere veramente funzionale e utile ai tanti, soprattutto giovani, che in pochi giorni si sono già iscritti numerosi. L’obiettivo indicato da Michele Bertoli di un milione di iscritti non è certo facile da raggiungere a breve e può sembrare estremamente ambizioso ma JOBBERONE, pur conscio delle sue limitate risorse da start up, ha chiaro business plan e gli importanti obiettivi da raggiungere, che non si limitano al mercato italiano. Il network “made in Brescia” è infatti già pensato per evolversi e coprire l’intero mercato europeo&#8230; ma questa è un’altra storia. Per ora possiamo dire che JOBBERONE, il primo social network per il lavoro, è online.</p></blockquote>
<p>Network &#8220;Made in Brescia&#8221; non è male :)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="feedflare">
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		<title>Tipping Point /2: Glancee, Fondata da Italiani, Acquisita da Facebook</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Infoservi/~3/jmWx5UiJ0b8/7257</link>
		<comments>http://www.infoservi.it/tipping-point-2-glancee-fondata-da-italiani-acquisita-da-facebook/7257#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 06:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup Italy]]></category>

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		<description><![CDATA[
Andrea Vaccari, Alberto Tretti e Gabriel Grise. Fa un po&#8217; impressione leggere dei nomi italiani sotto la notizia dell&#8217;acquisizione da Facebook, no? Meglio ancora quel che dice Glancee in homepage ora:
Abbiamo lanciato Glancee nel 2010 con l&#8217;obiettivo di riunire il meglio dei mondi fisico e digitale. Abbiamo voluto rendere più facile scoprire le connessioni nascoste intorno a noi e incontrare persone interessanti&#8230; Siamo molto lieti di annunciare che Facebook ha acquisito Glancee e che entreremo nel team in Menlo Park&#8230;
Italiani sì, ma nella Valley. E con un curriculum impressionante: visitate il sito personale di Andrea Vaccari, per esempio. Ricerca, sperimentazione, studio, idee. Posto giusto, momento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7258" title="glancee-joining-facebook" src="http://www.infoservi.it/public/2012/05/glancee-joining-facebook-580x217.jpg" alt="glancee-joining-facebook" width="580" height="217" /></p>
<p><strong>Andrea Vaccari, Alberto Tretti e Gabriel Grise</strong>. Fa un po&#8217; impressione leggere dei nomi italiani sotto la notizia dell&#8217;acquisizione da Facebook, no? Meglio ancora quel che dice <strong><a href="http://www.glancee.com/" target="_blank">Glancee</a></strong> in homepage ora:</p>
<blockquote><p><em>Abbiamo lanciato Glancee nel 2010 con l&#8217;obiettivo di riunire il meglio dei mondi fisico e digitale. Abbiamo voluto rendere più facile scoprire le connessioni nascoste intorno a noi e incontrare persone interessanti&#8230; Siamo molto lieti di annunciare che Facebook ha acquisito Glancee e che entreremo nel team in Menlo Park&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Italiani sì, ma nella Valley. E con un curriculum impressionante: visitate il sito personale di <a href="http://andreavaccari.com/" target="_blank">Andrea Vaccari</a>, per esempio. Ricerca, sperimentazione, studio, idee. Posto giusto, momento giusto. E neanche tantissimi utenti: <a href="http://techcrunch.com/2012/05/04/facebook-buys-location-based-discovery-app-glancee/" target="_blank">dice Techcrunch</a> che hanno tremila utenti giornalieri e circa 20.000 mensili.</p>
<p>E&#8217; una exit importante per la nuova imprenditoria italiana. Soprattutto perché, ancora una volta, non accade in Italia. C&#8217;è molto da imparare. Morale della storia? Dice ancora TC: <em>&#8220;Don’t let an Instagram grow under your nose again&#8221;.</em></p>
<p>Qui sotto il video trailer che racconta cosa fa Glancee: <span id="more-7257"></span></p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/eP91hAobaeI?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
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		<title>Notifica: Sulla Trasformazione del Design dalla Progettazione degli Oggetti a Sistemi e Interazioni</title>
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		<comments>http://www.infoservi.it/luca-galli-sulla-trasformazione-del-design-da-progettazione-degli-oggetti-a-sistemi-e-interazioni/7243#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture and Design]]></category>
		<category><![CDATA[Methodology]]></category>
		<category><![CDATA[come fare le cose]]></category>
		<category><![CDATA[creative process]]></category>
		<category><![CDATA[luca galli]]></category>
		<category><![CDATA[metodo]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

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		<description><![CDATA[[Torna, ogni tanto, Luca Galli, co-founder ed editor-at-large di questo blog - qui i suoi post. Altri suoi percorsi professionali qui -ad]
Le notifiche di Slideshare, come altre credo, hanno per loro natura una certa asimmetria: per quanto mi riguarda, io le disabilito tutte e quindi quando carico qualcosa immagino che nessuno lo noti. Invece può ben essere che altri abbiano le notifiche attive, per cui può succedere che poi se ne escano con reazioni per me sorprendenti (sono un antisociale, capitato nel tempo sbagliato; o per meglio dire, preferisco una socialità controllata e controintuitiva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Torna, ogni tanto, <strong>Luca Galli</strong>, co-founder ed editor-at-large di questo blog <em>- qui <a href="http://www.infoservi.it/author/lgalli">i suoi post</a></em>. Altri suoi percorsi professionali <a href="http://www.lgalli.it/" target="_blank">qui</a> -ad]</em></p>
<p>Le notifiche di Slideshare, come altre credo, hanno per loro natura una certa asimmetria: per quanto mi riguarda, io le disabilito tutte e quindi quando carico qualcosa immagino che nessuno lo noti. Invece può ben essere che altri abbiano le notifiche attive, per cui può succedere che poi se ne escano con reazioni per me sorprendenti (sono un antisociale, capitato nel tempo sbagliato; o per meglio dire, preferisco una socialità controllata e controintuitiva alla <a href="http://pinboard.in/">Pinboard</a>, <em>&#8220;Bookmarking for social introverts&#8221;</em>, il payoff più adorabile della storia di Internet). Così è successo che un paio di presentazioni pubblicate principalmente per gli studenti del <a href="http://www.lgalli.it/it/teaching/italiano-naba-cultura-del-progetto-2012/">mio corso in NABA</a> siano state viste da qualcuno in giro, e magari apprezzate, cosa che mi fa piacere, si capisce. E&#8217; il caso di queste due sotto, che dietro invito di Alberto condivido molto volentieri su Infoservi.<span id="more-7243"></span></p>
<p>La prima, <em>&#8220;Design and Technology&#8221;</em>, ha un titolo in stile <em>&#8220;Brevi cenni sulla storia dell&#8217;universo&#8221;</em> ma in realtà ha ambizioni molto più contenute. Ripercorre alcuni concetti e idee penso fondamentali sul tema, facendo riferimento ad autori celebri o comunque noti &#8211; metto un accento particolare su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Chris_Jones">John Chris Jones</a>, un vero classico, purtroppo penso non abbastanza conosciuto al pubblico italiano. In primo luogo prendo le mosse dalla trasformazione del design da pratica e disciplina della progettazione degli oggetti e degli arredi alla sua estensione oggi amplissima al mondo dei sistemi, delle interazioni, dei servizi e così via. Poi, sulla scorta di qualche estratto, veri e propri flash, di Bill Buxton e Donald Norman, c&#8217;è un brevissimo passaggio sulla costellazione di studi, metodologie e tecniche classificate di volta in volta come Interaction Design, User Exprience Design e molto altro collocato in qualche modo nella finta tag cloud. infine ci sono due focus sempre estremamente rapidi su Game Design e sul concetto di Cyborg, davvero solo toccata e fuga; chi se ne occupa da specialista non se ne abbia a male. Gli articoli di riferimento sono tratti da <a href="http://www.bergpublishers.com/?tabid=4946">un reader sui Design Studies pubblicato nel 2009 da Berg</a>, un volume già di riferimento sulla materia.</p>
<div id="__ss_12728677" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Design &amp; Technology" href="http://www.slideshare.net/lgalli/designandtech" target="_blank">Design &amp; Technology</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12728677" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></div>
<p>La seconda presentazione, <em>&#8220;Design Process and Methods&#8221;</em>, non è temo meno altisonante nel titolo e oltretutto è ancora più breve e forse ermetica, dato che contiene quasi solo pochi schemi, scarni ed essenziali. In effetti credo siano essenziali anche nel senso della loro importanza. Anche qui si tratta di elaborazioni di J.C. Jones e Bill Buxton. Vale la pena aggiungere qui che J.C. Jones cura da molti anni una sorta di proto-blog, <a href="http://www.softopia.demon.co.uk/">Softopia</a>, che consiglio molto per scoprire questo autore, assieme al testo che lo ha reso più famoso, <a href="http://eu.wiley.com/WileyCDA/WileyTitle/productCd-0471284963.html">Design Methods</a>. Buxton, di cui è da leggere <a href="http://store.elsevier.com/product.jsp?isbn=9780123740373">Sketching User Experiences</a>, ha pure <a href="http://billbuxton.com/">un sito personale ricchissimo di articoli e video</a>.</p>
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Design process &amp; methods" href="http://www.slideshare.net/lgalli/design-process-methods" target="_blank">Design process &amp; methods</a></strong></p>
<div id="__ss_12149408" style="width: 425px;"><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12149408" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></div>
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<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?a=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:y7HLSp2CkxI"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Infoservi?i=p1z_bqfBaOU:pPLmM39igM4:y7HLSp2CkxI" border="0"></img></a>
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		<title>Domani Al Digital Makers di CNANext, Salutando Il Festival Internazionale del Giornalismo</title>
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		<comments>http://www.infoservi.it/domani-al-digital-makers-di-cnanext-salutando-il-festival-internazionale-del-giornalismo/7238#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 08:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events and Reports]]></category>
		<category><![CDATA[arts & crafts]]></category>
		<category><![CDATA[digital fabrication]]></category>
		<category><![CDATA[Do-It-Yourself, Fabbers, Makers]]></category>
		<category><![CDATA[fabbers]]></category>
		<category><![CDATA[makers]]></category>

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		<description><![CDATA[
Triste dover salutare Arianna Ciccone, infaticabile organizzatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, per la terribile perdita che l&#8217;ha colpita. Non ci sono parole, un abbraccio. E il Festival che continua, dedicato a lei e a sua sorella. Il programma è vastissimo.
Con Arianna abbiamo parlato di una mia presenza al panel su Twitter di domani, opportunità per la quale ringrazio ancora, ma non mi sarà possibile arrivare a Perugia. Avevo infatti già confermato la mia presenza al Digital Makers di Firenze:
Il modello della prossima rivoluzione industriale sarà quello della manifattura distribuita sostenuta dalle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7239" title="digital makers firenze mostra internazionale dell'artigianato" src="http://www.infoservi.it/public/2012/04/DM_layout-580x234.png" alt="digital makers firenze mostra internazionale dell'artigianato" width="580" height="234" /></p>
<p>Triste dover salutare <strong><a href="https://twitter.com/#!/_arianna" target="_blank">Arianna Ciccone</a></strong>, infaticabile organizzatrice del <strong><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/" target="_blank">Festival Internazionale del Giornalismo</a></strong>, per la <a href="http://ariannaciccone.tumblr.com/post/21721518781/laura-non-ce-piu" target="_blank">terribile perdita</a> che l&#8217;ha colpita. Non ci sono parole, un abbraccio. E il Festival che <a href="https://twitter.com/#!/journalismfest" target="_blank">continua</a>, dedicato a lei e a sua sorella. Il <a href="http://www.journalismfestival.com/programme/2012" target="_blank">programma</a> è vastissimo.</p>
<p>Con Arianna abbiamo parlato di una mia presenza al <a href="http://www.journalismfestival.com/programme/2012/the-whos-who-of-italian-journalism-on-twitter" target="_blank">panel su Twitter</a> di domani, opportunità per la quale ringrazio ancora, ma non mi sarà possibile arrivare a Perugia. Avevo infatti già confermato la mia presenza al <strong><a href="http://www.cnanext.it/" target="_blank">Digital Makers</a></strong> di Firenze:</p>
<blockquote><p><em>Il modello della prossima rivoluzione industriale sarà quello della manifattura distribuita sostenuta dalle dinamiche collaborative dell’Open Innovation, scambio e condivisione di saperi, know-how e strumenti.</em></p>
<p>e</p>
<p><em>Per competere occorre riscoprire l’asset di fondo del Made in Italy, la capacità artigianale, fatta di vicinanza al cliente, di ascolto e personalizzazione. Un mix di attenzione allo sviluppo delle tecnologie, conoscenza profonda del mercato di riferimento, proattività, flessibilità e duttilità. Sono caratteristiche che le migliori tra le nostre piccole imprese e giovani makers possiedono.</em></p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.cnanext.it/1218-2/" target="_blank">Qui il programma</a></strong>. L&#8217;incontro si svolge nel contesto della <strong><a href="http://www.mostraartigianato.it/it/" target="_blank">Mostra Internazionale dell&#8217;Artigianato</a></strong>. E&#8217; aperto a tutti ma passando dalla <a href="http://digitalmakers.eventbrite.com/" target="_blank">registrazione</a>). Ci vediamo lì domani.</p>
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