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	<title>INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 16:34:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Notte stellata di Van Gogh, gli astronomi riscrivono la data</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/24/la-notte-stellata-di-van-gogh-gli-astronomi-riscrivono-la-data/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 06:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ricerca astronomica ricostruisce la posizione di Luna, Venere e stelle nel cielo di Saint-Rémy, aprendo nuove ipotesi sull’origine del capolavoro ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’ipotesi che <em><strong>La Notte stellata</strong></em> di <strong>Vincent van Gogh</strong> sia il frutto esclusivo dell’immaginazione dell’artista potrebbe non essere del tutto corretta. Una nuova ricerca astronomica suggerisce infatti che il celebre dipinto, realizzato nel 1889, possa riprodurre un cielo realmente osservabile all’alba del 22 luglio di quell’anno, anziché risalire a giugno, come sostenuto finora. L’ipotesi, pubblicata sulla rivista scientifica <em>Scientific Reports</em>, riapre il dibattito sulla genesi dell’opera, senza però fornire prove definitive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricostruzione astronomica del cielo di Saint-Rémy</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1889 <strong>Van Gogh</strong> soggiornava volontariamente nell’istituto psichiatrico di <strong>Saint-Rémy-de-Provence</strong>, nel sud della Francia, dove si era ricoverato dopo una serie di crisi. La datazione tradizionale del dipinto si basa soprattutto su una lettera inviata al fratello Theo intorno al 18 giugno, nella quale l’artista menzionava un «nuovo studio di un cielo stellato». A rafforzare questa cronologia è anche un disegno tratto dal dipinto che Van Gogh spedì al fratello il 2 luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo studio, tuttavia, propone una diversa interpretazione. Il gruppo di ricerca sudcoreano ha individuato un rilievo a sud-ovest dell’istituto psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole e confrontato il paesaggio con uno schizzo realizzato dall’artista, cercando così di ricostruire il suo punto di osservazione. Elijah Jeong-hyun Kim, primo autore dello studio e astronomo alla Kyung Hee University di Yongin, ha raccontato di essersi recato proprio nel luogo in cui Van Gogh avrebbe osservato il panorama, a distanza di 130 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuata la porzione di paesaggio, i ricercatori hanno utilizzato un software astronomico per ricostruire il cielo all’alba in ogni giorno di giugno e luglio del 1889. L’obiettivo era verificare la corrispondenza tra la disposizione degli astri nel dipinto e quella osservabile dalla posizione individuata.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Luna, Venere e le Iadi: gli indizi nel dipinto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si è concentrata soprattutto sulla posizione della Luna, di Venere e dell’ammasso stellare delle Iadi, elementi riconoscibili nella composizione. I ricercatori hanno cercato le date in cui questi corpi celesti apparivano disposti in modo compatibile con la scena dipinta e rientravano nella porzione di cielo ricostruita. Soltanto tre giornate sono risultate compatibili con i criteri adottati; quella del 22 luglio è emersa come la corrispondenza più convincente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quella data, secondo la simulazione, una sottile falce di Luna, Venere e le Iadi avrebbero occupato posizioni simili a quelle rappresentate da Van Gogh. Per verificare l&#8217;ipotesi, il gruppo ha confrontato le configurazioni stellari attraverso parametri geometrici e analisi statistiche, trasformando la somiglianza visiva in un dato misurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dipinto potrebbe dunque partire da un&#8217;osservazione concreta, successivamente trasformata e accentuata attraverso la sensibilità espressiva dell&#8217;artista. Gli stessi autori riconoscono, tuttavia, che la ricostruzione non è conclusiva: Van Gogh potrebbe aver combinato elementi osservati in momenti diversi, rielaborando più cieli in un&#8217;unica composizione.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il Van Gogh Museum contesta la nuova datazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta non convince il <strong>Van Gogh Museum di Amsterdam</strong>, che non ha partecipato alla ricerca e continua a collocare la realizzazione dell&#8217;opera nel giugno 1889. Secondo il museo, il dipinto fu eseguito su una tela ricevuta dall&#8217;artista all&#8217;inizio di quel mese. Inoltre, la crisi che colpì Van Gogh intorno al 22 luglio lo avrebbe reso incapace di dipingere per oltre un mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;istituzione mette in discussione anche il metodo utilizzato per datare l&#8217;opera attraverso la posizione degli astri. Il museo sottolinea infatti che Van Gogh non perseguiva una riproduzione fedele della realtà e che le posizioni dei corpi celesti dipinti non possono quindi essere considerate un riferimento cronologico affidabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Donald Olson, professore emerito di fisica e astronomia alla Texas State University, ha sollevato dubbi sulla ricerca. Secondo lo studioso, la posizione di Venere e delle Iadi nel dipinto non coincide con quella che avrebbero avuto nel cielo reale. Inoltre, il campo visivo ristretto ipotizzato dai ricercatori non sarebbe compatibile con l’ampiezza del paesaggio rappresentato da Van Gogh, che comprende colline e rilievi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca non risolve dunque il problema della datazione, ma introduce nuovi elementi in una questione che intreccia osservazione scientifica e interpretazione artistica. Anche se il cielo del 22 luglio fosse stato una possibile fonte visiva, resterebbe da stabilire quanto Van Gogh abbia seguito ciò che vedeva e quanto, invece, lo abbia trasformato. In&nbsp;<em>La Notte stellata</em>, la precisione astronomica e la libertà pittorica non sono necessariamente alternative: la prima potrebbe aver offerto all&#8217;artista un punto di partenza, senza limitarne la capacità di reinventare il paesaggio celeste.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brognon Rollin vincono il Prix Marcel Duchamp 2026</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/brognon-rollin-vincono-il-prix-marcel-duchamp-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 16:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il duo franco-belga si aggiudica il premio con un’installazione che esplora il tempo, la dipendenza e i percorsi di recupero individuale. Le opere dei quattro finalisti sono esposte al Musée d’Art Moderne de Paris fino al 7 febbraio 2027]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È <strong>Brognon Rollin</strong>, il duo formato da <strong>David Brognon</strong> e <strong>Stéphanie Rollin</strong>, il vincitore del <strong>Prix Marcel Duchamp 2026</strong>, annunciato il 22 ottobre durante la settimana di Art Basel Paris. Insieme ai due artisti erano stati selezionati Joël Andrianomearisoa, Laura Henno e Josèfa Ntjam. La mostra che riunisce i loro lavori è allestita al <strong>Musée d’Art Moderne de Paris</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nati rispettivamente nel 1978 a Messancy, in Belgio, e nel 1980 in Lussemburgo, Brognon e Rollin lavorano insieme dalla seconda metà degli anni Duemila e sono rappresentati dalla galleria parigina <strong>MFC–Michèle Didier</strong>. La loro pratica attraversa installazione, scultura, fotografia, video e performance, con un’attenzione particolare alle persone e alle comunità poco rappresentate nello spazio pubblico. Nelle loro opere, il tempo diventa una condizione concreta dell’esistenza, legata alla detenzione, alla malattia, all’attesa e alla dipendenza.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" data-id="350475" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/36adc50_upload-1-sapgtegsn5bb-portrait-brognon-rollin-nomine-s-prix-marcel-duchamp-x-mam-guillaume-blot-paris-muse-es-768x1024.avif" alt="" class="wp-image-350475" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/36adc50_upload-1-sapgtegsn5bb-portrait-brognon-rollin-nomine-s-prix-marcel-duchamp-x-mam-guillaume-blot-paris-muse-es-768x1024.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/36adc50_upload-1-sapgtegsn5bb-portrait-brognon-rollin-nomine-s-prix-marcel-duchamp-x-mam-guillaume-blot-paris-muse-es-450x600.avif 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/36adc50_upload-1-sapgtegsn5bb-portrait-brognon-rollin-nomine-s-prix-marcel-duchamp-x-mam-guillaume-blot-paris-muse-es.avif 1112w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gettoni e medaglie per raccontare la sobrietà</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Prix Marcel Duchamp, <strong>Brognon Rollin</strong> hanno realizzato <em><strong>5 376 années, 1 892 mois, 1 110 jours, 1 201 heures</strong></em>, un’installazione che prende avvio dai gettoni e dalle medaglie assegnati nei gruppi di sostegno a chi affronta un percorso di recupero dalle dipendenze. Ciascun oggetto corrisponde a un traguardo temporale, dalle ore agli anni trascorsi senza ricadute, e restituisce una forma tangibile a un’esperienza personale di resistenza e cambiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccolti dagli artisti a partire dal 2022, questi oggetti sono disposti in quattro macchine ispirate ai dispositivi che, nelle sale giochi e nei luna park, spingono le monete verso il bordo di una piattaforma. I meccanismi, modificati per attivarsi a intervalli diversi, entrano in funzione senza riuscire a muovere i gettoni. Il loro moto inconcludente interrompe la logica del gioco e della ricompensa, evocando piuttosto la ripetizione, l’incertezza e il tempo necessario per mantenere un equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa dimensione si aggiunge la presenza indiretta di <strong>Kate</strong>, una donna che da otto anni persegue la sobrietà. Tre elementi luminosi, collegati a lei a distanza, cambiano intensità in base alle emozioni che sceglie di comunicare attraverso un’applicazione. Anche senza entrare fisicamente nel museo, Kate interviene così nell’opera, rendendola sensibile a una vicenda individuale che si svolge al di fuori dello spazio espositivo. La luce introduce una presenza mutevole e concreta, legando l’installazione alla vita di chi vi partecipa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta della giuria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La giuria internazionale, presieduta da <strong>Xavier Rey</strong>, direttore del <strong>Musée national d’art moderne del Centre Pompidou</strong>, ha valorizzato la capacità di Brognon Rollin di tradurre esperienze individuali in forme che affrontano questioni sociali più ampie. Fabrice Hergott, direttore del Musée d’Art Moderne de Paris, ha richiamato l’attenzione sul modo in cui il duo rende percepibili l’attesa, la dipendenza e la resilienza attraverso oggetti dal significato trasformato. Claude Bonnin, presidente dell’ADIAF, ha sottolineato il rigore concettuale della ricerca e il confronto con temi quali il confinamento, l’emarginazione e il trauma. La giuria comprendeva inoltre Akemi Shiraha, Fernando Arriola, Kader Attia, Berlinde De Bruyckere, Karin Hindsbo, Martin Bethenod e Marie-Cécile Zinsou.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Istituito nel 2000 dall’<strong>ADIAF </strong>(Association pour la diffusion internationale de l’art français) in collaborazione con il <strong>Centre Pompidou</strong>, il Prix Marcel Duchamp sostiene la diffusione internazionale dell’arte contemporanea legata alla scena francese. La dotazione complessiva è di 90mila euro, di cui 35mila destinati al vincitore. Il programma comprende anche contributi agli artisti e alle gallerie partecipanti, una pubblicazione annuale e opportunità di residenza presso la Manufacture de Sèvres e la Villa Albertine negli Stati Uniti, oltre a iniziative espositive internazionali sostenute dall’Institut français.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Louis Vuitton rilegge Keith Haring con 13 borse della collezione Artycapucines</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/louis-vuitton-rilegge-keith-haring-con-13-borse-della-collezione-artycapucines/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 10:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[borse]]></category>
		<category><![CDATA[Keith Haring]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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					<description><![CDATA[La maison francese rinnova il dialogo tra arte contemporanea e alta pelletteria, trasferendo sulle iconiche borse Capucines i simboli e le figure più riconoscibili dell’artista americano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Louis Vuitton</strong> rinnova il dialogo tra arte contemporanea e alta pelletteria con una nuova collaborazione con la <strong>Keith Haring Foundation</strong>. Protagonista è l’ottava edizione di <strong>Artycapucines</strong>, il progetto avviato nel 2019 che invita artisti internazionali a reinterpretare l’iconica borsa Capucines attraverso il proprio linguaggio visivo. La capsule dedicata all’artista americano comprende 13 modelli ispirati alle sue opere e sarà disponibile nei negozi della maison francese a partire dal 1° gennaio 2027, come anticipato da <em>WWD</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le borse riprendono alcuni dei simboli più riconoscibili dell’immaginario di <strong>Haring</strong>, dalle figure danzanti di <em><strong>Running Heart</strong></em> al <em><strong>Radiant Baby</strong></em>, traducendoli in superfici e dettagli realizzati attraverso tecniche artigianali. La marqueterie in pelle e la stampa laser contribuiscono a trasformare la Capucines in una superficie di sperimentazione, sulla quale il segno grafico dell’artista incontra il savoir-faire della pelletteria francese. Il risultato è un confronto tra l’immediatezza delle immagini di Haring, nate per raggiungere un pubblico ampio e non limitato ai circuiti dell’arte, e la lavorazione minuziosa che caratterizza gli accessori della maison.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i modelli spicca la <em><strong>Capucines Nano Running Heart</strong></em>, una pochette da sera ispirata all’omonima opera del 1984 e impreziosita da oltre 12mila cristalli. La collezione comprende anche una minaudière a forma di contenitore da asporto, decorata con i motivi <em><strong>Statue of Liberty</strong></em> e <em><strong>Big Apple</strong></em>, riferimenti all’immaginario urbano e alla città di New York, centrale nella ricerca dell’artista. Un altro modello è la <em><strong>Capucines MM Genesis</strong></em>, che richiama una valigia Louis Vuitton personalizzata da Haring nel 1984, testimonianza di un rapporto con il marchio che precede la nuova collaborazione.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="350338" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Capucines-EW-Mini-Maze-Capucines-Mini-Figures-Keith-Haring-Artycapucines-Collection.jpg-819x1024.webp" alt="" class="wp-image-350338"/><figcaption class="wp-element-caption">Courtesy of Louis Vuitton</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Dalla strada agli accessori di lusso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione si inserisce nel rapporto di lunga durata tra la maison e la <strong>Keith Haring Foundation</strong>, impegnata nella tutela e nella valorizzazione dell&#8217;eredità dell’artista. Il suo vocabolario visivo, fatto di contorni marcati, figure stilizzate e simboli immediatamente riconoscibili, si presta a essere trasferito su oggetti di uso quotidiano, pur mantenendo un legame con le tematiche che attraversano la sua produzione: la vita urbana, il movimento, la comunicazione e la diffusione delle immagini nella cultura di massa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio del 2026, <strong>Louis Vuitton</strong> aveva già reinterpretato il lavoro dell’artista attraverso una serie di capi presentati durante la sfilata donna alla Frick Collection di New York. Il nuovo progetto estende questo confronto al mondo degli accessori, utilizzando la borsa come supporto per trasferire immagini e simboli dell’artista in un oggetto di lusso. L’operazione si colloca in un territorio in cui la collaborazione con gli artisti non si limita alla decorazione, ma coinvolge anche il modo in cui un prodotto viene concepito, percepito e inserito nel sistema della cultura visiva contemporanea.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Un progetto tra arte e collezionismo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni, <strong>Artycapucines</strong> ha coinvolto numerosi protagonisti dell’arte contemporanea, tra cui Takashi Murakami, Urs Fischer e Tschabalala Self, oltre a una collaborazione con <strong>Sotheby’s</strong> che ha riunito 22 artisti, fra i quali Ugo Rondinone, Jonas Wood e lo stesso Fischer. Le diverse edizioni hanno trasformato la Capucines in un terreno di confronto tra linguaggi e materiali, mettendo alla prova le possibilità espressive di un accessorio concepito come oggetto di design e da collezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si inserisce in una più ampia tradizione di dialogo tra Louis Vuitton e il mondo dell’arte, sviluppata attraverso collaborazioni che mettono in relazione ricerca creativa, cultura visiva e produzione artigianale. Con la capsule dedicata a Haring, la maison torna a confrontarsi con un artista il cui lavoro ha superato i confini tradizionali dell’opera, passando dalla strada alle gallerie e ai musei, fino a entrare nell’immaginario collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collezione di 13 borse sarà disponibile nei negozi <strong>Louis Vuitton</strong> dal 1° gennaio 2027. La collaborazione rientra inoltre in un progetto più ampio ispirato a Haring, che comprenderà abbigliamento prêt-à-porter, pelletteria e accessori e che sarà presentato entro la fine del 2026.</p>
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		<item>
		<title>Marina Abramović porta a Roma un asino di bronzo dorato</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/marina-abramovic-porta-a-roma-un-asino-di-bronzo-dorato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 10:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Arco di Giano]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[asino]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Abramović]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto l’Arco di Giano una nuova scultura dell’artista serba diventa il fulcro di Confession, progetto partecipativo promosso dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. L’inaugurazione è prevista per il 19 novembre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un asino di bronzo dorato sotto l’Arco di Giano, nel cuore di Roma. È l’immagine scelta da <strong>Marina Abramović</strong> per rendere omaggio alla città in occasione dei suoi 80 anni, che compirà il prossimo 30 novembre. Commissionata dalla <strong>Fondazione Alda Fendi – Esperimenti</strong>, la scultura sarà svelata il 19 novembre e accompagnerà <em><strong>Confession</strong></em>, un progetto che riprende e sviluppa una video performance realizzata dall’artista nel 2010. Per Abramović si tratta anche di una prima volta: la scultura è infatti realizzata in bronzo dorato, materiale con cui non si era mai cimentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera sarà collocata al Foro Boario, sotto l’<strong>Arco di Giano</strong> e di fronte alla sede della Fondazione, nel palazzo storico riqualificato da Jean Nouvel. La scelta del luogo mette in relazione l’intervento con uno dei contesti monumentali della città, trasformando lo spazio pubblico in parte integrante del progetto. L’iniziativa si inserisce inoltre nel programma di celebrazioni che accompagna il compleanno dell’artista, mentre la <strong>Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea</strong> di Roma le dedica la retrospettiva <em><strong>Transforming Energy and Legacy Works</strong></em>, aperta dal 18 novembre al 4 aprile 2027.</p>



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</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla video performance alla scultura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’asino non è una presenza nuova nell’immaginario di Abramović. Nel 2010, con <em><strong>Confession</strong></em>, l’artista aveva realizzato un video in bianco e nero di 60 minuti, girato sull’isola di Lamu, in Kenya. Le immagini la mostrano inginocchiata davanti a un asino, immobile e intenta a guardarlo negli occhi. Sullo schermo scorrono testi legati ai ricordi dolorosi della sua infanzia e giovinezza, mentre l’animale diventa un interlocutore silenzioso, capace di accogliere la confessione senza giudicarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera era nata durante la preparazione spirituale per <em><strong>The Artist Is Present</strong></em>, la celebre performance presentata nello stesso anno al MoMA di New York. Se quest’ultima affidava allo sguardo e all’immobilità la costruzione di una relazione con il pubblico, <em>Confession</em> si muoveva in una dimensione più raccolta e introspettiva, affidando all’incontro con l’animale il compito di dare forma a un confronto con la memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di sedici anni, Abramović riprende quel nucleo tematico e lo trasferisce nello spazio urbano. L’asino in bronzo dorato non è soltanto la traduzione tridimensionale di un’immagine già esistente, ma il punto di partenza di una nuova esperienza, nella quale la relazione tra artista e animale si apre alla partecipazione dei visitatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una confessione aperta al pubblico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 19 novembre, <em><strong>Confession</strong></em> inviterà i partecipanti ad affidare i propri fardelli a un interlocutore silenzioso, trasformando la confessione individuale in un’esperienza di condivisione e riflessione personale. L’installazione sarà accessibile ogni giorno dalle 17 alle 21; la prenotazione è fortemente raccomandata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa nuova opera, Abramović torna su alcuni dei temi centrali della sua ricerca: il peso della memoria, la vulnerabilità, l’ascolto e la possibilità di instaurare una relazione al di là delle parole. L’asino, figura silenziosa già protagonista della video performance del 2010, diventa così il fulcro di un intervento che unisce scultura e partecipazione, portando nel cuore di Roma una riflessione sul bisogno umano di affidare ad altri ciò che si fatica a esprimere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aste internazionali, 19 appuntamenti tra tesori imperiali, grandi maestri e auto d’epoca</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/aste-internazionali-19-appuntamenti-tra-tesori-imperiali-grandi-maestri-e-auto-depoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUANTI BIANCHI]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
		<category><![CDATA[hong kong]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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					<description><![CDATA[Riflettori puntati sulla rarissima brocca imperiale d’oro Qianlong proposta da Christie’s a Hong Kong, mentre a Londra Phillips registra aggiudicazioni ben oltre le stime per Baselitz, Pistoletto e Hassan Sharif]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Diciannove aste, sei città, tre continenti. Hong Kong punta sull&#8217;arte imperiale e sulle collezioni asiatiche. Seul presenta i maestri coreani. Parigi alterna pittura, gioielli e raccolte private. Londra chiude la settimana con le automobili storiche. Da Phillips, intanto, arrivano risultati interessanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;oggetto della settimana</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hong Kong, 29 ottobre.</strong> Christie&#8217;s mette all&#8217;asta un solo lotto: una <strong>brocca imperiale d&#8217;oro</strong> con coperchio, del periodo Qianlong (1736–1795).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alta 13,2 centimetri, pesa complessivamente 333,8 grammi. Oro lavorato a filigrana, perle, rubini, zaffiri e turchesi. Un piccolo capolavoro di oreficeria di corte.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="666" data-id="350442" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-1024x666.jpg" alt="" class="wp-image-350442" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-1024x666.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-1536x999.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-600x390.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-768x499.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Copertinadf-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Negli archivi imperiali compare una brocca simile, commissionata nel 1740 e completata nel 1741. Dimensioni e decorazione presentano strette corrispondenze, ma l&#8217;identificazione non è certa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esemplare appartenne alla collezione di <strong>Carl Kempe</strong> (1884–1967), importante collezionista europeo di arte asiatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stima su richiesta.</strong> Sarà l&#8217;asta a stabilire il prezzo di questo raro oggetto, nel quale lavorazione, provenienza e storia imperiale si incontrano.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="910" height="1024" data-id="350443" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-910x1024.jpg" alt="" class="wp-image-350443" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-910x1024.jpg 910w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-533x600.jpg 533w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-768x864.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-1365x1536.jpg 1365w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Le-aste-della-settimanafff-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hong Kong.</strong> Christie&#8217;s concentra le vendite sulla pittura cinese, sulle raccolte private e sull&#8217;arte buddhista. Sotheby&#8217;s propone tre tesori buddhisti e una selezione di opere d&#8217;arte asiatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Seul, 28 ottobre.</strong> K Auction presenta 85 lotti. Fra i principali, <em>On the Way Home</em> di Park Soo-keun, stimato 680 milioni–1,8 miliardi di won, e <em>Ecriture No. 1986</em> di Park Seo-bo, 650 milioni–1 miliardo di won.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parigi.</strong> Aponem, Ader, Millon, Bonhams, Coutau-Bégarie e Giquello animano la settimana con arte del Novecento, gioielli, collezioni e opere dell&#8217;Himalaya.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Toronto, 29 ottobre.</strong> Heffel dedica una vendita a Jean Paul Riopelle, protagonista dell&#8217;arte canadese del dopoguerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dallas, 28 ottobre.</strong> Heritage propone <em>Urban Art</em>, con 113 lotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Londra, motori all&#8217;asta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>30 ottobre.</strong> Bonhams presenta <em>The Golden Age of Motoring</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>31 ottobre.</strong> RM Sotheby&#8217;s tiene <em>The London Auction</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due vendite accompagnano la <strong>London Motor Week.</strong> Il programma comprende lo <em>St James&#8217;s</em> <em>Motoring Spectacle</em> del 31 ottobre e culmina domenica 1° novembre con la <em>London to Brighton</em> <em>Veteran Car Run.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Automobili d&#8217;epoca, meccanica, design e storia del costume. Un mercato nel quale contano originalità, conservazione, restauri e provenienza e nel quale gli oggetti da collezione, almeno qualche volta, continuano a viaggiare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="797" data-id="350444" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Photo-2df.jpg" alt="" class="wp-image-350444" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Photo-2df.jpg 640w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Photo-2df-482x600.jpg 482w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Georg Baselitz, Transmission, 2004. Olio su tela, 162 × 130 cm. Phillips, Londra, 17 ottobre 2026. Stima £150.000–200.000; venduto per £645.000. Image Courtesy of Phillips</em></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Londra, Phillips, 17 ottobre.</strong> La vendita <em>Modern &amp; Contemporary Art</em> ha registrato risultati superiori alle stime per diverse opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Georg Baselitz</strong>, <em>Transmission</em> (2004): <strong>£645.000</strong>, contro una stima di £150.000–200.000.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, <em>Donna sullo sgabello</em> (1974): <strong>£412.800</strong>, stima £150.000–200.000.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hassan Sharif</strong>, <em>Slippers</em> (2016): <strong>£122.550</strong>, stima £60.000–80.000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre aggiudicazioni con tre linguaggi diversi. <strong>Baselitz</strong> supera di oltre tre volte la stima massima. <strong>Pistoletto</strong> raddoppia il limite superiore. <strong>Sharif</strong> conferma l&#8217;attenzione verso un artista centrale nella storia dell&#8217;arte contemporanea degli Emirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>IN APERTURA</em></strong> Brocca <em>imperiale d’oro con coperchio, Cina, periodo Qianlong (1736–1795). Oro a filigrana con perle, rubini, zaffiri e turchesi. Altezza 13,2 cm; peso 333,8 g. Già collezione Carl Kempe. Christie’s, Hong Kong, 29 ottobre 2026. Credito fotografico: CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2025.</em><em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>Le aste della settimana &nbsp;&nbsp;Consulta i cataloghi</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Lunedì 26 ottobre</em></strong><em></em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Parigi — Aponem:</strong> <a href="https://www.aponem.com/catalogue/186004">Œuvres choisies du XXe siècle</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Martedì 27 ottobre</em></strong><em></em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/fine-chinese-classical-paintings-and-calligraphy-24123-hgk/overview">Fine Chinese Classica Paintings and Calligraphy</a></li>



<li><strong>Parigi — Ader:</strong> <a href="https://www.ader-paris.fr/en/catalog/183116-chez-simone-jaoul-et-rene-drouin">Chez Simone Jaoul et René Drouin</a></li>



<li><strong>Parigi — Millon:</strong> <a href="https://drouot.com/fr/v/186133-ecole-de-paris-20">École de Paris #20</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mercoledì 28 ottobre</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/fine-chinese-modern-and-contemporary-ink-paintings-24124-hgk/overview">Fine Chinese Modern and Contemporary Ink Paintings</a></li>



<li><strong>Seul — K Auction:</strong> <a href="https://www.k-auction.com/Auction/Major/203?work_type=2716">Major Auction</a></li>



<li><strong>Dallas — Heritage:</strong> <a href="https://fineart.ha.com/c/auction-home.zx?saleNo=8273">Urban Art</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovedì 29 ottobre</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/auction-31511/overview">The Au Bak Ling Collection III</a></li>



<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/auction-31172/overview">The Ai Lian Tang Collection</a></li>



<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/auction-25382-hgk/overview">For the Son of Heaven: The Imperial Qianlong Gold Ewer</a></li>



<li><strong>Toronto — Heffel:</strong> <a href="https://www.heffel.com/Online/Lots_E?Request=iZTDNdl2DfLH9Yqr8YdoqkTx+6MblaCXhi4toWJ8NdiCJn6bQy61N8K84yfcyWqZDeXkf4ai1nvnPXFDEiCL3lpQHdbO+LfhPspeUR2FXZ3a83dAv0vUU4qj7c7s2opWYyOcciuBkGv7Qn4nGOXwHw71u0ls%2FrP2zctkCO54liOSwP8SM6r8sVbhq9y%2F9oyyJGGmKAfnKFsegHVbp8Mc5Xpnqdrjod0mqLmORofH2RhyMa7qGcRSoA%3D%3D">The Jean Paul Riopelle Auction</a></li>



<li><strong>Parigi — Bonhams:</strong> <a href="https://www.gazette-drouot.com/ventes-aux-encheres/186384-joaillerie">Fine Jewellery</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Venerdì 30 ottobre</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hong Kong — Christie&#8217;s:</strong> <a href="https://www.christies.com/en/auction/auction-31661/overview">Awakening Wisdom</a></li>



<li><strong>Hong Kong — Sotheby&#8217;s:</strong> <a href="https://www.sothebys.com/en/buy/auction/2026/bliss-and-compassion-three-buddhist-treasures-from-a-private-collection">Bliss and Compassion</a></li>



<li><strong>Hong Kong — Sotheby&#8217;s:</strong> <a href="https://www.sothebys.com/en/buy/auction/2026/possessing-the-past">Possessing the Past</a></li>



<li><strong>Parigi — Coutau-Bégarie:</strong> <a href="https://coutaubegarie.com/catalogue/182102">Provenances et Collections</a></li>



<li><strong>Parigi — Giquello:</strong> <a href="https://www.giquelloetassocies.fr/catalogue/183889-arts-de-lhimalaya-galerie-le-toit-du-monde-collection">Arts de l&#8217;Himalaya</a></li>



<li><strong>Londra — Bonhams:</strong> <a href="https://carsd.bonhams.com/auction/31858/the-golden-age-of-motoring-sale/">The Golden Age of Motoring</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 31 ottobre</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Londra — RM Sotheby&#8217;s:</strong> <a href="https://rmsothebys.com/auctions/lf26/lots/">The London Auction</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Società delle Api, Eva Fabbris alla guida della nuova stagione espositiva</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/societa-delle-api-eva-fabbris-alla-guida-della-nuova-stagione-espositiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=350432</guid>

					<description><![CDATA[La fondazione di Silvia Fiorucci affida la direzione artistica alla curatrice, già coinvolta nel progetto fin dalle origini. A Roma il programma prosegue fino al 2028 tra mostre, residenze e nuove collaborazioni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da progetto itinerante a istituzione con una sede permanente nel cuore di Roma. La <strong>Fondazione Società delle Api</strong>, nata nel 2018 per iniziativa della collezionista <strong>Silvia Fiorucci</strong>, prosegue il proprio percorso di crescita affidando la direzione artistica a <strong>Eva Fabbris</strong>. La curatrice, che fa parte dell&#8217;Advisory Board fin dalla costituzione della Fondazione, sarà chiamata a svilupparne l&#8217;identità culturale, mantenendo al centro il confronto tra artisti, curatori e altre figure della scena contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incarico arriva a pochi mesi dall&#8217;inaugurazione dello spazio di via Gregoriana 40, aperto lo scorso febbraio. Una nuova sede che ha trasformato un&#8217;esperienza costruita attraverso residenze e collaborazioni internazionali in un luogo di produzione e confronto aperto al pubblico. Per l&#8217;occasione, oltre settanta artisti, designer e operatori culturali legati alla Fondazione erano stati coinvolti in un progetto collettivo, invitati a intervenire liberamente su un semplice foglio A4. La prima stagione romana ha preso forma attraverso mostre concepite come occasioni di dialogo tra ricerche differenti. Dopo <em>Soglia / Common Acts</em>, progetto di Francis Offman realizzato in relazione alla Collezione Silvia Fiorucci, gli spazi ospitano attualmente <em>I fiori del male</em> di Chiara Camoni. Curata da Alice Motard e aperta fino al 26 gennaio 2027, l&#8217;esposizione esplora le ambivalenze del mondo vegetale, accostando alle opere dell&#8217;artista quelle di Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis e Yuyan Wang.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1-1024x684.webp" alt="" class="wp-image-350437" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1-1024x684.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1-767x512.webp 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1-1536x1025.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WEB_SocietaDelleApi260317_fotoEleonoraCerriPecorella105710-1.webp 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma continuerà nel 2027 con tre nuovi appuntamenti. A febbraio <strong>Anna Franceschini</strong> sarà protagonista di <em>Cinemini</em>, una mostra curata da Marianna Vecellio che metterà in relazione le sue installazioni con gli oggetti del designer Mathieu Matégot. A maggio sarà invece presentato un progetto condiviso da <strong>Rodrigo Hernández e Silvia Bächli</strong>, sviluppato a partire da due residenze romane e curato da Oriane Durand. L&#8217;ultimo appuntamento, previsto per ottobre, sarà dedicato a <strong>Isabella Costabile</strong>, con la curatela di Ben Broome, e rimarrà aperto fino a gennaio 2028. È proprio dal 2028 che prenderà forma il primo calendario espositivo interamente concepito da Fabbris. Nel frattempo, la nuova direttrice interverrà già sulla programmazione del prossimo anno attraverso incontri e progetti di approfondimento, affiancando le attività espositive precedentemente definite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Silvia Fiorucci, la scelta rappresenta anche la prosecuzione di una collaborazione personale e professionale consolidata nel tempo. La fondatrice ha ricordato come Società delle Api sia nata dal desiderio di trasformare la propria esperienza di collezionista in un progetto condiviso, riconoscendo in Fabbris una figura capace di accompagnarne l&#8217;evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La curatrice, da parte sua, individua nella centralità degli artisti il tratto distintivo dell&#8217;iniziativa. L&#8217;obiettivo della nuova direzione sarà ampliare il confronto con il pubblico senza perdere quella libertà di sperimentazione che ha caratterizzato finora le attività della Fondazione. Con la nomina di Fabbris, Società delle Api affronta così il passaggio da una rete informale di relazioni a una struttura culturale più definita, cercando un equilibrio tra continuità istituzionale e autonomia delle singole ricerche artistiche. Una trasformazione che troverà nella programmazione del 2028 il suo primo banco di prova.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Nan Goldin ad Andrea Bowers, cinque mostre inaugurano la nuova stagione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/da-nan-goldin-ad-andrea-bowers-cinque-mostre-inaugurano-la-nuova-stagione-della-fondazione-sandretto-re-rebaudengo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[andrea bowers]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Aziza Kadyri]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Yaeger]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Morlæ]]></category>
		<category><![CDATA[Nan Goldin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=350403</guid>

					<description><![CDATA[Aprono le personali di Andrea Bowers, Joseph Yaeger, Aziza Kadyri e Louis Morlæ, insieme a un'esposizione dedicata a Nan Goldin. Cinque progetti tra femminismo, memoria, identità e nuove tecnologie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cinque mostre, cinque sguardi differenti sulle questioni che attraversano la società contemporanea. Il <strong>29 ottobre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino</strong> inaugura un nuovo ciclo espositivo che riunisce <strong>Andrea Bowers, Nan Goldin, Joseph Yaeger, Aziza Kadyri e Louis Morlæ</strong>. Dalle lotte femministe alla memoria personale, dalla pittura all&#8217;intelligenza artificiale, il programma mette in dialogo generazioni e linguaggi diversi, affrontando il rapporto tra arte, politica, identità e trasformazioni tecnologiche. Ad aprire il percorso è <strong>Andrea Bowers</strong>, artista statunitense che da oltre trent&#8217;anni intreccia pratica artistica e attivismo. La sua mostra, <em>La Ragnatela</em>, curata da <strong>Bernardo Follini</strong>, si concentra sui movimenti ecofemministi e sulle mobilitazioni antinucleari degli anni Ottanta. Al centro del progetto c&#8217;è la storia del Campo delle donne di Comiso, nato in Sicilia nel 1983 per protestare contro l&#8217;installazione di una base militare NATO e sostenere il disarmo nucleare. Attraverso nuove opere al neon, installazioni, materiali di recupero e documenti d&#8217;archivio, Bowers ricostruisce un&#8217;esperienza significativa del pacifismo femminista italiano, collegandola alle mobilitazioni internazionali, come quella del Greenham Common Women&#8217;s Peace Camp in Inghilterra. Un lavoro che riporta all&#8217;attenzione del pubblico una pagina della storia dell&#8217;attivismo, particolarmente attuale nel contesto geopolitico contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="705" data-id="350407" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Bowers-La-ragnatela-1024x705.jpg" alt="" class="wp-image-350407" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Bowers-La-ragnatela-1024x705.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Bowers-La-ragnatela-767x528.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Bowers-La-ragnatela-600x413.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Bowers-La-ragnatela.jpg 1184w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrea Bowers, La ragnatela</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro capitolo della programmazione è dedicato a <strong>Nan Goldin</strong>, tra le figure più influenti della fotografia contemporanea. In occasione dei duecento anni dalla nascita della fotografia e del quarantesimo anniversario della pubblicazione del celebre volume, la Fondazione presenta <em>The Ballad of Sexual Dependency</em>, opera appartenente alla propria collezione. Realizzate tra il 1973 e il 1986, le <strong>126 fotografie</strong> raccontano il mondo personale dell&#8217;artista, le relazioni affettive, l&#8217;intimità e le dinamiche di potere che attraversano i rapporti umani. Nato come una proiezione di diapositive accompagnata dalla musica e presentato inizialmente nei club newyorkesi, il progetto è diventato uno dei lavori fondamentali della storia della fotografia. Le immagini, scattate all&#8217;interno della cerchia di amici e conoscenti di Goldin, compongono un diario autobiografico che nel tempo ha assunto il valore di una memoria collettiva, contribuendo a ridefinire il confine tra esperienza privata e rappresentazione pubblica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" data-id="350411" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-350411" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-1024x681.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-767x510.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-1536x1021.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_051_031_cc2-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Shelley on her sofa, New York City</em> © Nan Goldin Courtesy Gagosian</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="676" data-id="350410" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-1024x676.jpg" alt="" class="wp-image-350410" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-1024x676.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-767x506.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-1536x1014.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-600x396.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_043_023_cc1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br><br><em>Suzanne with Mona Lisa, Mexico City</em> © Nan Goldin Courtesy Gagosian</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="693" data-id="350409" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-1024x693.jpg" alt="" class="wp-image-350409" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-1024x693.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-600x406.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-767x519.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-1536x1039.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_049_029_cc1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Cookie at Tin Pan Alley, New York City </em>© Nan Goldin Courtesy Gagosian</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="350408" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-350408" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-1024x685.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-767x513.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-1536x1027.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Goldin_044_024_cc1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sandra in the mirror, New York City</em> © Nan Goldin Courtesy Gagosian</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra immagine e memoria torna anche in <strong>Point of Return</strong>, prima mostra personale in un&#8217;istituzione italiana di <strong>Joseph Yaeger</strong>, artista americano nato nel 1986 e residente a Londra. La sua pittura prende avvio da fotogrammi cinematografici, documentari e video trovati, successivamente ritagliati e modificati fino a trasformarsi in immagini sospese tra familiarità e inquietudine. Le scene sembrano appartenere a ricordi già vissuti, ma sfuggono a qualsiasi identificazione precisa. La mostra riunisce opere realizzate in momenti differenti della sua carriera, insieme a nuovi lavori, offrendo una lettura complessiva della sua ricerca. Particolare è anche la tecnica utilizzata: Yaeger dipinge ad acquerello su gesso, ottenendo superfici segnate da sottili crepe e stratificazioni che accentuano la tensione tra la natura effimera dell&#8217;immagine cinematografica e la materialità della pittura. Il titolo suggerisce la possibilità di tornare sulle esperienze passate e attribuire loro nuovi significati.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="350414" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-350414" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Joseph Yaeger, <em>The underside of how</em>, 2025</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="350415" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-350415" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Joseph-Yaeger-2-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br><em>Blind sight is description</em>, 2025</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Memoria familiare, identità e tecnologia sono invece al centro di <strong>Choreography of the Latent</strong>, mostra di <strong>Aziza Kadyri</strong>, artista uzbeka che vive e lavora a Londra, curata da <strong>Bernardo Follini</strong>. Il progetto prende spunto dalla storia della nonna dell&#8217;artista, che da giovane avrebbe voluto diventare una danzatrice tradizionale uzbeka, ma che, a causa delle convenzioni sociali e delle strutture patriarcali degli anni Cinquanta, fu indirizzata verso il lavoro nell&#8217;industria tessile. Kadyri utilizza intelligenza artificiale, machine learning e tecnologie di rilevamento del movimento per immaginare la coreografia che la nonna non ha mai potuto realizzare, intrecciando i gesti della vita domestica con quelli della danza popolare. Sculture tessili, ricami, un video a due canali e una grande superficie specchiante compongono un&#8217;installazione che riflette sulle possibilità di ricostruire il passato attraverso gli strumenti del presente. L&#8217;artista, che ha rappresentato l&#8217;Uzbekistan alla Biennale di Venezia del 2024, affronta così questioni legate alla condizione femminile, alla diaspora e all&#8217;eredità culturale dell&#8217;Asia centrale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="350417" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-350417" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">AZIZA KADYRI,<em> Her Stage (III) </em>, 2024.. Photo: Cristina De Paola. Courtesy of the artist and<br>eastcontemporary, Milan</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il programma è <strong>Louis Morlæ</strong>, vincitore dell&#8217;<strong>illy Present Future 2025 Prize</strong>, che presenta <em>&#8230;Pop.!Crash/(LOON)</em>, la sua prima personale in Italia, curata da <strong>Leonardo Pietropaolo.</strong> Il progetto, realizzato in occasione di Artissima 2026, esplora il rapporto tra esseri umani e tecnologia attraverso un immaginario che combina fantascienza, design industriale e intelligenza artificiale. L&#8217;installazione prende ispirazione dagli ambienti utilizzati per i crash test automobilistici e presenta una scultura gonfiabile realizzata con materiali impiegati nella produzione degli airbag. Sulla struttura viene proiettato un video generato attraverso strumenti di intelligenza artificiale, nel quale una replica digitale dell&#8217;artista si muove in uno scenario distopico, pronunciando espressioni incomprensibili e invocazioni dai toni mistici. Tra ironia e inquietudine, Morlæ riflette sulla fiducia riposta nei sistemi tecnologici e sulla possibilità che il futuro, anziché rappresentare un progresso lineare, conduca verso scenari imprevedibili.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" data-id="350419" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54-1024x689.jpeg" alt="" class="wp-image-350419" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54-1024x689.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54-600x404.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54-767x516.jpeg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54-1536x1033.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LouisMorlae_Ref-7349-54.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Louis Morlæ <em>As I wait in the fields for you, Somerset House,</em> London, 2024, Photo by Jack Elliot Edwards</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Pur nella diversità dei linguaggi, le cinque esposizioni condividono una riflessione sul modo in cui le immagini, gli oggetti e le tecnologie contribuiscono a costruire la nostra percezione della realtà. Dalla ricostruzione delle lotte politiche alla dimensione autobiografica, fino alle possibilità offerte e ai rischi introdotti dall&#8217;intelligenza artificiale, il nuovo programma della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo mette al centro il rapporto tra esperienza individuale e trasformazioni collettive. <strong>Le cinque mostre inaugureranno giovedì 29 ottobre alle ore 18.30</strong>, nella sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in via Modane 16 a Torino. Le esposizioni di Andrea Bowers, Nan Goldin, Joseph Yaeger e Aziza Kadyri resteranno aperte fino al <strong>28 marzo 2027</strong>, mentre il progetto di Louis Morlæ sarà visitabile fino all&#8217;<strong>11 gennaio 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="http://www.fsrr.org/" data-type="link" data-id="http://www.fsrr.org/">Fondazione Sandretto Re Rebaudengo</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Art Basel Paris 2026, le proteste fermano la fiera: il Grand Palais chiude nel weekend</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/art-basel-paris-2026-le-proteste-fermano-la-fiera-il-grand-palais-chiude-nel-weekend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[art basel paris 2026]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Palais]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=350363</guid>

					<description><![CDATA[Le tensioni sociali nella capitale francese stravolgono il calendario di uno degli eventi più attesi dal mercato internazionale dell’arte. La chiusura prevista per il 24 e 25 ottobre mette in difficoltà le 211 gallerie partecipanti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Parigi si prepara a un fine settimana di forti tensioni e il mondo dell’arte ne paga le conseguenze. Art Basel Paris 2026, tra le manifestazioni più prestigiose del panorama artistico internazionale, vede improvvisamente ridimensionato il proprio programma a causa delle proteste annunciate nella capitale francese. La decisione di mantenere chiusi gli spazi espositivi del Grand Palais sabato 24 e domenica 25 ottobre arriva proprio alla vigilia dell&#8217;apertura al grande pubblico, prevista per venerdì 23. Un provvedimento che modifica radicalmente lo svolgimento della manifestazione e colpisce soprattutto le giornate tradizionalmente caratterizzate da una maggiore partecipazione di visitatori, collezionisti e professionisti del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza prevale sulle esigenze del mercato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A determinare questo scenario è il clima di instabilità che attraversa Parigi, dove nuove mobilitazioni sono attese per sabato 24 ottobre. Le manifestazioni si inseriscono in un contesto già segnato da episodi di disordine pubblico e danneggiamenti, alimentando le preoccupazioni per la sicurezza nelle aree centrali della città. Nonostante il rafforzamento delle misure di prevenzione e il coordinamento con le autorità francesi, il rischio di ulteriori disordini ha finito per incidere direttamente sul calendario della fiera. La chiusura assume un significato particolare considerando la posizione del Grand Palais, edificio simbolo della vita culturale parigina e sede di un evento capace di richiamare ogni anno alcuni dei principali protagonisti del collezionismo mondiale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" data-id="350392" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5726.webp" alt="" class="wp-image-350392" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5726.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5726-600x450.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5726-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Duecentoundici gallerie coinvolte, affari e trattative a rischio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione 2026 di Art Basel Paris riunisce 211 gallerie provenienti da 41 Paesi e territori, confermando la dimensione internazionale di una manifestazione che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la centralità della Francia nel mercato dell&#8217;arte moderna e contemporanea. Per gli espositori, tuttavia, la perdita delle giornate conclusive rappresenta un problema tutt&#8217;altro che marginale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il funzionamento delle grandi fiere d&#8217;arte si basa su un equilibrio complesso tra presentazione delle opere, costruzione di relazioni professionali e negoziazioni commerciali. Molte operazioni richiedono incontri successivi, confronti con consulenti e ulteriori valutazioni da parte dei potenziali acquirenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interruzione anticipata rischia quindi di lasciare incompiute trattative già avviate e di ridurre le occasioni di contatto con nuovi collezionisti. A questo si aggiungono i costi sostenuti dalle gallerie per partecipare alla manifestazione, tra trasporto delle opere, assicurazioni, allestimenti, personale e soggiorni nella capitale. Spese programmate con largo anticipo, sulla base di un calendario espositivo che ora risulta profondamente modificato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze oltre gli stand del Grand Palais</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti della chiusura potrebbero estendersi anche alle numerose attività economiche che ruotano attorno alla settimana dell&#8217;arte parigina. Art Basel Paris non è soltanto un luogo di compravendita di opere, ma un appuntamento capace di mobilitare operatori specializzati, istituzioni culturali, società di trasporto, strutture alberghiere e servizi di accoglienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione delle giornate disponibili potrebbe determinare cancellazioni, cambiamenti nei programmi di viaggio e una contrazione delle opportunità professionali previste per il fine settimana. Resta inoltre da comprendere come gli organizzatori e le gallerie gestiranno gli appuntamenti già fissati e se una parte delle trattative potrà proseguire attraverso incontri privati o contatti a distanza.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" data-id="350387" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Print_approx_21_x_14_cm_ABP26__General_impressions__Avant_Premier_HiRes-3.webp" alt="" class="wp-image-350387" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Print_approx_21_x_14_cm_ABP26__General_impressions__Avant_Premier_HiRes-3.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Print_approx_21_x_14_cm_ABP26__General_impressions__Avant_Premier_HiRes-3-600x450.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Print_approx_21_x_14_cm_ABP26__General_impressions__Avant_Premier_HiRes-3-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colore puro, a Roma un’indagine dedicata alla forza espressiva del colore</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/colore-puro-a-roma-unindagine-dedicata-alla-forza-espressiva-del-colore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=350348</guid>

					<description><![CDATA[Da Capogrossi a Kline, da Sam Francis a Schifano, da Accardi a Kounellis, fino a Emanuele Antonelli e alle nuove generazioni: il 29 ottobre Cassa Lombarda e Fondazione per l’Arte presentano una mostra dedicata al linguaggio cromatico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il colore come materia, luce e linguaggio capace di attraversare epoche e generazioni. È questo il filo conduttore di <strong>Colore Puro</strong>, la mostra che riunisce <strong>51 artisti</strong> negli spazi romani di <a href="https://www.cassalombarda.it/" data-type="link" data-id="https://www.cassalombarda.it/"><strong>Cassa Lombarda</strong>, in via Giovanni Paisiello 35A</a>. Il progetto, ideato dalla <strong>Fondazione per l&#8217;Arte</strong>, inaugura una nuova collaborazione con l&#8217;istituto di private banking, che per la prima volta apre la propria sede nella Capitale a un&#8217;iniziativa espositiva, trasformando gli ambienti di lavoro in luoghi di incontro e sperimentazione artistica. Con oltre cento anni di storia, Cassa Lombarda sceglie così di rafforzare il proprio impegno nella promozione culturale, avviando un percorso che punta a sostenere la creatività contemporanea e a consolidare il rapporto con il territorio. Le opere non si limitano a occupare gli spazi della banca, ma dialogano con l&#8217;architettura, la luce e gli ambienti, modificandone la percezione e offrendo ai visitatori un&#8217;esperienza che supera i confini tradizionali dell&#8217;esposizione in un insieme eterogeneo di linguaggi e sensibilità che trova nel colore un terreno comune di indagine.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="831" data-id="350367" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871-1024x831.jpeg" alt="" class="wp-image-350367" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871-1024x831.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871-1536x1246.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871-600x487.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871-768x623.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202609030917343871.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jannis Kounellis, «Z/3», 1961, orino, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo Sperimentale. Foto: Paolo Robino 2019. © Estate of Jannis Kounellis; 2026, ProLitteris, Zurich. Su concessione della Fondazione Torino Musei</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="749" data-id="350365" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Carla-Accardi-Per-gli-stretti-spazi-1-1988-vinilico-su-tela-160x220-foto-Luca-Borrelli-1024x749-1.jpg" alt="" class="wp-image-350365" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Carla-Accardi-Per-gli-stretti-spazi-1-1988-vinilico-su-tela-160x220-foto-Luca-Borrelli-1024x749-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Carla-Accardi-Per-gli-stretti-spazi-1-1988-vinilico-su-tela-160x220-foto-Luca-Borrelli-768x562-1.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Carla-Accardi-Per-gli-stretti-spazi-1-1988-vinilico-su-tela-160x220-foto-Luca-Borrelli-600x439-1.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Carla-Accardi-Per-gli-stretti-spazi-1-1988-vinilico-su-tela-160x220-foto-Luca-Borrelli-.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carla Accardi, photo Luca Borrelli</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="742" data-id="350364" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/copertina-capogrossi.webp" alt="" class="wp-image-350364" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/copertina-capogrossi.webp 1009w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/copertina-capogrossi-767x564.webp 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/copertina-capogrossi-600x441.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Giuseppe Capogrossi,</em> Superficie 209<em>, 1957</em></figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell&#8217;esposizione è il colore inteso non soltanto come elemento estetico, ma come strumento autonomo di costruzione dell&#8217;immagine e del significato. Dalle sperimentazioni astratte e informali alle ricerche contemporanee, il linguaggio cromatico diventa così un terreno comune sul quale si incontrano esperienze artistiche anche molto distanti tra loro. La mostra offre l&#8217;occasione per osservare come il colore abbia progressivamente superato la sua funzione rappresentativa, conquistando una propria autonomia e diventando materia, gesto, struttura e spazio. Un&#8217;indagine che attraversa epoche e poetiche diverse, restituendo la varietà delle interpretazioni che hanno segnato la storia dell&#8217;arte moderna e contemporanea. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto mette in relazione pittura figurativa e astratta, fotografia e scultura, esplorando le molteplici possibilità espressive del linguaggio cromatico. In alcune opere il colore accompagna la rappresentazione della realtà, in altre se ne distacca completamente, diventando struttura, volume, superficie o elemento concettuale. Campiture monocrome, contrasti accesi, tonalità terrose e accostamenti dissonanti costruiscono un percorso nel quale il colore non è soltanto una qualità visiva, ma una componente essenziale dell&#8217;identità stessa dell&#8217;opera. L&#8217;esposizione non propone una lettura cronologica né una contrapposizione tra maestri storici e artisti delle nuove generazioni. Al contrario, punta a costruire relazioni inattese tra poetiche differenti, valorizzando le singole ricerche e mostrando come il colore continui a rappresentare un campo di sperimentazione inesauribile. Le distanze generazionali e geografiche diventano così occasioni di confronto, senza stabilire gerarchie tra le diverse esperienze artistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle sale di via Paisiello, il colore assume di volta in volta una dimensione fisica, emotiva e percettiva. Può definire geometrie, alterare la percezione dello spazio, evocare memorie e suggestioni oppure costruire composizioni nelle quali materia e luce si incontrano. Il visitatore è invitato a confrontarsi direttamente con le opere, lasciando spazio anche a una lettura sensoriale, non necessariamente legata a un significato narrativo. <strong>I 51 artisti presenti in mostra</strong> sono <strong>Carla Accardi, Massimiliano Amati, <a href="https://insideart.eu/2025/06/27/dove-il-caos-si-sublima-in-tranquillita-e-la-fanciullezza-prende-forma/" data-type="link" data-id="https://insideart.eu/2025/06/27/dove-il-caos-si-sublima-in-tranquillita-e-la-fanciullezza-prende-forma/">Emanuele Antonelli</a>, Alberto Biasi, Luigi Boille, Carlo Busiri Vici, Giuseppe Buzzotta, Pierluigi Calignano, Giuseppe Capogrossi, Bruno Cassinari, Giacinto Cerone, Giuseppe Chiari, Gianluca Concialdi, Piero Dorazio, Francesco del Drago, Iva Drekalovic, Damien Duffy, Marco Emmanuele, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sam Francis, Alfonso Fratteggiani Bianchi, Azzurra Galatolo, Giuseppe Gallo, Luca Grechi, Paul Jenkins, Franz Kline, Jannis Kounellis, Mario Mafai, Emiliano Maggi, Domingo Milella, Carmen Gloria Morales, Judy Watson Napangardi, Ningura Napurrula, Hermann Nitsch, Marlene Young Nungurray, Lorenzo Pace, Valentina Palazzari, Achille Perilli, Gloria Petyarre, Giulio Rigoni, Mimmo Rotella, Antonio Sanfilippo, Manuel Scano Larrazàbal, Mario Schifano, Antonio Scordia, Padraig Timoney, Giulio Turcato, Vinicius Jayme Vallorani, Emilio Vedova e Antonello Viola.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="907" height="606" data-id="350384" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-23-105038.jpg" alt="" class="wp-image-350384" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-23-105038.jpg 907w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-23-105038-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-23-105038-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 907px) 100vw, 907px" /><figcaption class="wp-element-caption">Emanuele Antonelli, Installation view, Talent Hall &#8211; Inside Art</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa conferma inoltre l&#8217;interesse per il dialogo tra arte e mondo privato, attraverso progetti che favoriscono la conoscenza e la valorizzazione della produzione artistica, affiancando figure storicizzate e talenti emergenti. <strong>L&#8217;appuntamento è per giovedì 29 ottobre alle ore 18.30</strong>, con un cocktail presso Cassa Lombarda, in via G. Paisiello 35a a Roma. Per informazioni e conferme di partecipazione è possibile scrivere a <a href="mailto:eventiaroma@cassalombarda.it">eventiaroma@cassalombarda.it</a> oppure chiamare il numero 06 85376720.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" data-id="350370" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-STAMPA-1-1024x730.webp" alt="" class="wp-image-350370" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-STAMPA-1-1024x730.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-STAMPA-1-600x428.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-STAMPA-1-768x547.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-STAMPA-1.webp 1486w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Giulio Bensasson porta Roma da adidas Originals: la bellezza cambia forma</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/giulio-bensasson-porta-roma-da-adidas-originals-la-bellezza-cambia-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Adidas]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[flagshipstore]]></category>
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					<description><![CDATA[Fiori artificiali, immagini di deperimento e writing: per l’apertura del nuovo flagship romano, l’artista riflette sull’ambivalenza della bellezza e sul rapporto con l’identità della città]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella ricerca di <strong>Giulio Bensasson</strong>, il fiore è molto più di una forma associata alla bellezza: è uno strumento per osservare ciò che cambia, si trasforma e assume nuovi significati. Un soggetto apparentemente familiare, capace di diventare ambiguo quando la materia si altera, la forma viene riprodotta artificialmente e la vitalità lascia spazio al deperimento. È da questa tensione che prende forma il progetto presentato dall’artista romano e <strong>curato da Sofia di Gravio</strong> in occasione dell’<strong>apertura del nuovo flagship adidas Originals in via del Babuino 174-175</strong>, nell’ambito di <em><strong>Originals Recognize Originals</strong></em>, iniziativa con cui il brand si apre alla comunità creativa della città.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="350374" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3199-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-350374" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3199-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3199-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3199-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3199.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="350373" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3208-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-350373" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3208-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3208-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3208-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3208.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">All’interno dello store, Bensasson presenta una selezione di opere che esplora il fiore come terreno di sperimentazione. I fiori realizzati in stampa 3D sono esposti sia nella versione di prototipo sia in quella definitiva, rendendo visibile il passaggio dal processo alla forma compiuta. Accanto a questi, alcune stampe mostrano fiori bruciati o in deperimento, attraversati da un processo di alterazione che incrina l’idea di una bellezza intatta e permanente. La forma floreale diventa così un terreno di ambiguità: artificiale e naturale, compiuta e transitoria, seducente e perturbante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione non riguarda soltanto ciò che un fiore rappresenta, ma anche il modo in cui lo guardiamo. La sua riproduzione artificiale, la traccia della combustione e il deterioramento modificano la percezione di un soggetto comunemente associato alla delicatezza e alla vitalità. L’opera si muove in questo scarto, interrogando il confine tra bellezza e deperimento, tra l’apparenza di una forma e la sua trasformazione nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ambivalenza che trova una possibile risonanza anche nel rapporto con Roma, città in cui la stratificazione storica convive con il deterioramento e in cui la bellezza si manifesta spesso proprio attraverso le tracce lasciate dal tempo. Non una rappresentazione letterale della città, dunque, ma un’affinità di sguardo: quella che riconosce nella trasformazione una componente essenziale dell’identità dei luoghi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="350375" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3201-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-350375" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3201-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3201-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3201-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3201.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">A completare l’intervento, durante l’inaugurazione, una performance di writing realizzata da due writer anonimi su un wall composto da gerbere bianche, disposte intorno al logo adidas. I tag, dedicati a Roma e tracciati in azzurro e celeste, i colori del brand, introducono una dimensione gestuale e urbana che si confronta con il repertorio floreale di Bensasson. La scrittura interviene così nello spazio come un segno vivo, legato alla città e alle sue forme di espressione, facendo dialogare linguaggi diversi senza cancellarne le specificità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il nuovo flagship, che ospita in Italia per la prima volta&nbsp;<em>The Collection V.2</em>, il più recente concept retail del marchio, adidas Originals apre uno spazio di confronto con la comunità creativa locale. Il progetto di Bensasson si inserisce in questa direzione, mettendo in relazione arte contemporanea, cultura urbana e identità romana attraverso un elemento apparentemente universale come il fiore, capace però di rivelare, a uno sguardo più attento, tutta la propria complessità.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="350377" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3222-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-350377" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3222-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3222-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3222-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3222.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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