<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" version="2.0">

<channel>
	<title>INSIDEART</title>
	<atom:link href="https://insideart.eu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/>
	<link>https://insideart.eu/</link>
	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Oct 2026 09:34:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<itunes:explicit>yes</itunes:explicit><itunes:keywords>rte,pittura,fotografia,perfomance,video,news</itunes:keywords><itunes:subtitle>Mensile di arte contemporanea e cultura</itunes:subtitle><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Visual Arts"/></itunes:category><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Performing Arts"/></itunes:category><item>
		<title>Riscarti porta il mare nel cuore di Roma: arte e riciclo sfilano fino al Tevere</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/03/riscarti-porta-il-mare-nel-cuore-di-roma-arte-e-riciclo-sfilano-fino-al-tevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 09:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[riscarti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347836</guid>

					<description><![CDATA[La manifestazione prosegue fino al 10 ottobre al Marevivo Floating Hub con installazioni, performance, laboratori e incontri dedicati alla sostenibilità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Roma torna a interrogarsi sul rapporto tra ambiente, arte e città attraverso Riscarti. La XIII edizione del Festival, intitolata <strong>SEArculART</strong> e interamente dedicata all’acqua e al mare, ha preso il via il 2 ottobre con un percorso simbolico dal Museo Explora fino al Tevere. Dopo l’apertura dei lavori a Explora, con il coinvolgimento delle istituzioni e degli enti aderenti all&#8217;iniziativa, il momento centrale della giornata è stato affidato alla <strong>Marcia per il Mare</strong>. Al tramonto, le opere realizzate con plastiche riciclate e materiali di scarto sono diventate protagoniste di un itinerario urbano diretto verso lo Scalo de Pinedo: una grande balena luminosa del collettivo Cian, meduse e altri animali marini hanno dato forma al messaggio ambientale del Festival. Alla marcia erano legati anche gli attivisti di Climate Pride e l’artista Usiku con il suo <em>Testamento del mare</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non soltanto una parata artistica, dunque, ma un percorso pensato per mettere in relazione luoghi e significati: partire da uno spazio dedicato alla cultura e all’educazione, attraversare Roma e raggiungere infine il fiume. Un modo per riportare simbolicamente la comunità verso il Tevere e il Tevere dentro la vita della città.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="347841" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.22-768x1024-1.jpeg" alt="" class="wp-image-347841" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.22-768x1024-1.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.22-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.22-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.22.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" data-id="347842" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.21-768x1024-1.jpeg" alt="" class="wp-image-347842" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.21-768x1024-1.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.21-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.21.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’arrivo al <strong>Marevivo Floating Hub</strong> ha segnato l’avvio del Villaggio ambientale e del programma di Riscarti, inserito quest’anno nella manifestazione TEVEREDAY. Fino al 10 ottobre il Festival propone mostre, installazioni, performance, laboratori e momenti di confronto nei quali arte contemporanea, riciclo e sostenibilità diventano linguaggi differenti per affrontare una stessa questione: la trasformazione del rapporto tra esseri umani e ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diretto da <strong>Marlene Scalise</strong>, Riscarti coinvolge artisti, architetti del paesaggio e biologi, puntando su una dimensione interdisciplinare. Tra gli artisti e i collettivi indicati nel programma figurano Bruno Melappioni, Selenia Marinelli, Alessia Nardi, Fabio Papi, Romolo Basili, Telling Roses, Scart4Art e Synaptica Project. Alcune opere sono state concepite per dialogare direttamente con l’acqua e con lo spazio fluviale: lavori che fluttuano, galleggiano oppure rimangono sospesi, trasformando il Tevere da semplice scenario a parte del racconto artistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro di SEArculART c’è soprattutto l’acqua, osservata come risorsa da tutelare e come elemento attraverso il quale leggere gli effetti delle trasformazioni climatiche. «I corpi sono infatti i primi luoghi in cui diventano percepibili le trasformazioni ecologiche. Le condizioni ambientali ci attraversano e i confini tra corpo e ambiente sono indistinti», ha spiegato Scalise nel presentare il progetto. L’obiettivo, ha aggiunto, è costruire «un’esperienza capace di unire arte pubblica, partecipazione, educazione ambientale e tutela dell’acqua in un unico grande evento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma non si esaurisce con le opere. Sono previsti anche incontri dedicati al confronto tra scienza, biologia, sostenibilità, economia circolare e arte, con appuntamenti il <strong>7 e il 10 ottobre alle 17</strong> nella sede di Marevivo. La manifestazione gode inoltre del patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="761" data-id="347840" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.23-e1791019971690-1024x761.jpeg" alt="" class="wp-image-347840" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.23-e1791019971690-1024x761.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.23-e1791019971690-600x446.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.23-e1791019971690-768x571.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-03-at-08.26.23-e1791019971690.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra giusta, l’ossimoro di Danijel Zezelj</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/03/guerra-giusta-lossimoro-di-danijel-zezelj/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 07:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri & Fumetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347622</guid>

					<description><![CDATA[Nel nuovo graphic novel dell’artista croato il conflitto diventa il teatro di una riflessione sul presente, tra macerie, contraddizioni e verità difficili da comprendere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La sua biografia su Instagram rasenta l’essenzialità e rispecchia perfettamente l’arte di uno dei grandi maestri del fumetto dei giorni nostri, capace di mettere d’accordo (e non è semplice) appassionati e addetti ai lavori. Il rimando è al prolifico <strong>Danijel Zezelj</strong>, nato a Zagabria nel 1966, la cui figura è stata tratteggiata così da Federico Fellini: «Mi affascinano le sue prospettive, il modo in cui riesce ad esprimere attraverso le sue storie e i suoi personaggi il senso della malinconia, di qualcosa di fatale che incombe. Tutto questo viene rappresentato con infinito talento e uno stile che riesce a mostrare la sua visione cupa del mondo con grande originalità e coerenza».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="347630" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347630" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta-724x1024.jpg 724w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta-424x600.jpg 424w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta-768x1086.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta-scaled.jpg 1358w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="347629" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347629" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-724x1024.jpg 724w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-768x1086.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-1086x1536.jpg 1086w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-424x600.jpg 424w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta2-scaled.jpg 1358w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fumettista, animatore, illustratore e graphic designer, Zezelj – che ha studiato pittura classica, scultura e stampa presso l’accademia di Belle arti di Zagabria, è tornato con un graphic novel «potente e necessario», come lo descrive Eris Edizioni. Con la casa editrice torinese l’artista croato ha già realizzato sette volumi a fumetti: Babilon (2017); Cappuccetto Rosso Redux (2018); Days of Hate, atto primo e Days of Hate, atto secondo (entrambi pubblicati nel 2019); Fractalia: frammenti di Vincent Van Gogh (2020) e Il capo dei cervi (2022). Quattro anni dopo è la volta di <strong>Guerra giusta</strong> (cartonato, 104 pagine in bianco e nero, 25 euro) che conferma la sua innata capacità di fondere, con estrema abilità, narrazione e ricerca visiva. Ambientato in un territorio di guerra, in un tempo sospeso, la vicenda raccontata da Zezelj per immagini e parole segue la storia segue Vanja e Vanja, un ragazzo e una ragazza con lo stesso nome, che affrontano i rischi del conflitto in atto come se fosse un gioco.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="347632" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347632" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-724x1024.jpg 724w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-424x600.jpg 424w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-768x1086.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-1086x1536.jpg 1086w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta3-scaled.jpg 1358w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="347631" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347631" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-724x1024.jpg 724w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-424x600.jpg 424w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-1086x1536.jpg 1086w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-768x1086.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta4-scaled.jpg 1358w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario tanto instabile quanto frammentato, tra i calcinacci di edifici distrutti (“bello è il brutto e brutto è il bello. Voliamo nella nebbia e l’aria sporca”) l’autore del volume – che vive e lavora tra Brooklyn e Zagabria – tratteggia la sopravvivenza come una sfida costante, tra realtà ed evasione dalla stessa. Così, con la leggerezza (incoscienza?) della loro gioventù, sia in senso fisico sia emotivo, i due protagonisti di “Guerra giusta” attraversano il mondo in decadenza. Fugaci, ma non per questo poco profondi, momenti di condivisione, di tenerezza, di divertimento ed evasione (“ho sempre desiderato essere una farfalla”) nonostante tutto, saltando sulle macerie attorno a loro. È solo una “guerra giusta” (appunto), una delle tante di un presente caratterizzato da conflitti che devono essere portati avanti. Ma anche di genocidi giustificati (ci ricorda qualcosa?), di realtà virtuale, di democrazia selettiva, di grida che faticano a farsi udire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="347633" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347633" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-724x1024.jpg 724w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-424x600.jpg 424w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-1086x1536.jpg 1086w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-768x1086.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Tavole-guerra-giusta5-scaled.jpg 1358w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’intera opera di Zezelj – maestro indiscusso del bianco e nero, i suoi lavori sono stati pubblicati in tutta Europa e in America, con case editrice di prim’ordine, ruota attorno alla figura dell’ossimoro, chiave concettuale che attraversa ogni livello della narrazione (“sono una tigre buona. Un ossimoro. Ladro onesto. Piccolo gigante. Sorriso triste. Villaggio globale”). Il titolo stesso del graphic novel simbolizza la tensione tra opposti, restituendo al lettore una riflessione profonda sul tema, decisamente attuale, della guerra e del linguaggio con cui la si racconta. Nella postfazione del volume, la webmaster e graphic designer <strong>Marianne Dubacq</strong> scrive: «Forse la natura di quest’opera, in fondo, ci provoca mettendoci di fronte al nostro riflesso sociale, che contiene fonti inverificabili, molteplici voci che si annullano a vicenda. Come uscire dal prisma attraverso il quale la verità ci viene raccontata». Una lettura come Guerra giusta può essere un buon punto d’inizio per trovare le risposte che cerchiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Info: <a href="http://www.erisedizioni.org">www.erisedizioni.org</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Damien Hirst firma la Limited Edition 2026 di Dom Pérignon</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/02/damien-hirst-firma-la-limited-edition-2026-di-dom-perignon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[limited edition]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347791</guid>

					<description><![CDATA[La tradizione della Maison incontra l’immaginario di uno degli artisti più riconoscibili della scena contemporanea]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Uno scudo che si moltiplica, si riflette e sembra cambiare continuamente forma. È da questa trasformazione di uno dei simboli più riconoscibili di <strong>Dom Pérignon</strong> che prende forma la <strong>Limited Edition 2026</strong> firmata da <strong>Damien Hirst</strong>. Per le feste di fine anno, l’artista britannico interviene sull’identità visiva della Maison senza sostituirla con un nuovo segno. Il celebre scudo rimane infatti al centro della bottiglia, ma viene inserito in una composizione geometrica ispirata ai <em>Kaleidoscope Paintings</em>, una delle serie più note di Hirst. Il risultato è un motivo ritmico e simmetrico che si estende anche alle confezioni regalo, trasformando il packaging in parte integrante del progetto artistico. La collezione riguarda due cuvée: Dom Pérignon Vintage 2018 e Dom Pérignon Rosé Vintage 2010. Due vini differenti, ai quali corrispondono altrettante interpretazioni cromatiche: il blu profondo e il violetto per il Vintage, il rosa, il rosso e il magenta per il Rosé.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="855" data-id="347812" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-1024x855.avif" alt="" class="wp-image-347812" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-1024x855.avif 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-600x501.avif 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-768x642.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-1536x1283.avif 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/b7894d1084de85e9378fb2f0daef4258493e4dc0-1920x1080.jpg-2048x1711.avif 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quando un simbolo cambia prospettiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’idea alla base del progetto parte dalla forma stessa dello scudo Dom Pérignon. La sua simmetria centrale richiama una struttura che può essere osservata, replicata e trasformata. Hirst la utilizza come un modulo, riproducendola più volte fino a costruire un’immagine nella quale il singolo elemento perde la propria autonomia per contribuire a una composizione più complessa. È un procedimento che appartiene anche alla ricerca dell’artista. Nei suoi <em>Kaleidoscope Paintings</em>, infatti, elementi singoli vengono assemblati secondo strutture geometriche concentriche. Le opere originali della serie sono state realizzate utilizzando ali di farfalla, organizzate in configurazioni caratterizzate da una forte simmetria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio dallo scudo al caleidoscopio non è quindi soltanto una scelta decorativa. Il progetto mette in relazione due pratiche basate sulla combinazione di elementi diversi. Nel lavoro di Hirst, frammenti individuali diventano una nuova immagine; nella produzione di Dom Pérignon, l’assemblaggio delle uve di una determinata annata contribuisce alla costruzione del profilo del Vintage. È questo il punto di contatto individuato tra l’artista e la Maison: non la semplice sovrapposizione tra arte e Champagne, ma un modo affine di concepire la composizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due vini, due tavolozze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto cambia aspetto a seconda della cuvée. Per il Dom Pérignon Vintage 2018 prevalgono blu intensi e sfumature violacee. La Maison associa questa palette all’idea di infinito e spiritualità, mentre il disegno caleidoscopico ne accentua la profondità visiva. Il Rosé Vintage 2010 sceglie invece tonalità più calde. Rosa, rosso e magenta accompagnano la bottiglia e il coffret, creando un collegamento cromatico con il Pinot Noir, protagonista nell’interpretazione del Rosé. La differenza tra le due versioni non modifica il linguaggio della collezione: in entrambe, lo scudo viene ripetuto e integrato nella composizione. Cambia invece l&#8217;atmosfera, affidata principalmente alla palette cromatica. Anche le confezioni regalo sviluppano il motivo su una superficie più ampia, con lo scudo evidenziato al centro in una finitura argentata. Sulle bottiglie, il collarino nero riporta la firma di Hirst insieme alla dicitura <em>Limited Edition</em>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="1024" data-id="347813" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/933a5e9befb0678ee4dee0efabe199183658608d-1080x1350.jpg-744x1024.avif" alt="" class="wp-image-347813" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/933a5e9befb0678ee4dee0efabe199183658608d-1080x1350.jpg-744x1024.avif 744w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/933a5e9befb0678ee4dee0efabe199183658608d-1080x1350.jpg-436x600.avif 436w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/933a5e9befb0678ee4dee0efabe199183658608d-1080x1350.jpg-768x1057.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/933a5e9befb0678ee4dee0efabe199183658608d-1080x1350.jpg.avif 960w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="1024" data-id="347814" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1420f00f6d0995d564f43d207237bd6b17dc76dc-1080x1350.jpg-744x1024.avif" alt="" class="wp-image-347814" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1420f00f6d0995d564f43d207237bd6b17dc76dc-1080x1350.jpg-744x1024.avif 744w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1420f00f6d0995d564f43d207237bd6b17dc76dc-1080x1350.jpg-436x600.avif 436w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1420f00f6d0995d564f43d207237bd6b17dc76dc-1080x1350.jpg-768x1057.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1420f00f6d0995d564f43d207237bd6b17dc76dc-1080x1350.jpg.avif 960w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Damien Hirst, un artista della trasformazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione con Dom Pérignon si inserisce nella lunga ricerca di Hirst sui temi della vita, della morte, della bellezza e della percezione. Nato a Bristol nel 1965, Hirst è emerso sulla scena britannica alla fine degli anni Ottanta. Nel 1988, mentre studiava al Goldsmiths College di Londra, organizzò <em>Freeze</em>, una mostra che sarebbe diventata uno dei riferimenti nella nascita della generazione degli Young British Artists. Nel corso della sua carriera ha utilizzato materiali e tecniche molto diversi, sviluppando un linguaggio immediatamente riconoscibile. Le opere con animali conservati in formaldeide appartengono alla fase più provocatoria della sua ricerca, mentre serie come <em>Spot Paintings</em>, <em>Spin Paintings</em> e <em>Kaleidoscope Paintings</em> mostrano il suo interesse per la ripetizione, il colore e le strutture modulari. Il caleidoscopio occupa in questo percorso una posizione particolare perché trasforma la ripetizione in un processo di continua variazione. La stessa unità può ricomparire numerose volte, ma la sua posizione all’interno della composizione modifica ogni volta la percezione dell’insieme. È proprio questo principio a essere trasferito sull’emblema di Dom Pérignon.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un altro capitolo nel rapporto tra Champagne e cultura contemporanea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Hirst non è il primo artista a confrontarsi con l&#8217;identità visiva della Maison. Dom Pérignon ha costruito negli anni una lunga serie di collaborazioni con esponenti dell’arte, del design, della moda, della musica e della cultura pop. Il percorso ha avuto una particolare accelerazione dal 2005, con il coinvolgimento di Karl Lagerfeld, e ha successivamente interessato nomi come Andy Warhol, Marc Newson, Jeff Koons, Jean-Michel Basquiat, Takashi Murakami, David Lynch, Lenny Kravitz e Lady Gaga. La collaborazione con Hirst prosegue questa tradizione attraverso un approccio che parte direttamente da un elemento dell’identità della Maison. Lo scudo non viene messo semplicemente accanto all’opera dell’artista: diventa materia per una nuova composizione. È qui che la Limited Edition assume il suo significato più interessante. La bottiglia conserva tutti gli elementi che la rendono immediatamente riconoscibile, ma li sottopone a un processo di trasformazione. Un simbolo statico diventa un motivo in movimento; un&#8217;etichetta diventa una superficie artistica; una forma conosciuta viene osservata da una prospettiva diversa.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="347811" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-347811" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231-683x1024.jpeg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231-768x1151.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231-1025x1536.jpeg 1025w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/IMG202610011019460231.jpeg 1281w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’arte diffusa invade Genova con START 2026</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/02/larte-diffusa-invade-genova-con-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Figoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[Start]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347761</guid>

					<description><![CDATA[Dal 2 al 4 ottobre torna la storica rassegna genovese, con un percorso tra mostre, installazioni e performance nel centro storico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Genova si prepara a diventare, ancora una volta, una grande mappa dell&#8217;arte contemporanea. Dal&nbsp;<strong>2 al 4 ottobre 2026</strong> torna&nbsp;<strong>START</strong>, la manifestazione nata nel 2005 che ogni anno mette in rete le gallerie della città e invita il pubblico a costruire il proprio percorso tra mostre, artisti e linguaggi differenti. La formula è ormai consolidata, ma quest&#8217;anno cambia il calendario. Alla tradizionale serata inaugurale si aggiunge infatti una nuova apertura domenicale.&nbsp;<strong>Venerdì 2 ottobre</strong>, dalle 18.00 alle 23.00, sarà la notte bianca di START;&nbsp;<strong>sabato 3 ottobre </strong>le gallerie saranno aperte dalle 16.00 alle 20.00&nbsp;e, per la prima volta, sarà possibile visitarle anche&nbsp;<strong>domenica 4 ottobre</strong> dalle 10.00 alle 13.00. Tre giorni, dunque, per attraversare il centro storico di Genova seguendo un itinerario che dalla pittura arriva alla fotografia, dalla scultura all&#8217;installazione, fino alle forme più recenti della ricerca multimediale. Non una mostra unica, ma una costellazione di proposte che restituisce la pluralità della scena contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="347824" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/imgcampo-xs-1200x800-1-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-347824" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/imgcampo-xs-1200x800-1-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/imgcampo-xs-1200x800-1-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/imgcampo-xs-1200x800-1-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/imgcampo-xs-1200x800-1.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il percorso tra arte e nuove visioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sono&nbsp;24 le gallerie e gli spazi indipendenti&nbsp;coinvolti nell&#8217;edizione 2026:&nbsp;<strong>ABC-ARTE Genova | Milano, Archivio Caterina Gualco, Artroom, Campo XS, Casana 11, C+N Gallery CANEPANERI, GALLERIA ARTE STUDIO, Galleria d’Arte Merighi, Galleria La Madeleine, Galleria San Lorenzo al Ducale, GUIDI Arte Contemporanea, Guidi&amp;Schoen Arte Contemporanea, Galleria d’arte Il Vicolo, Leonardi V.idea, MAGREEN GALLERY, MAIIIM Lab, Massone Arte, Pinksummer, RARO, ROSSETTI arte contemporanea, SHAREVOLUTION contemporary art, Studio Incantations, VisionQuesT 4rosso e Willy Montini Arte</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;itinerario può cominciare da&nbsp;<strong>ABC – ARTE</strong>, con&nbsp;<em>What’s the most incredible thing you’ve done?</em>, mostra dedicata alla ricerca iperrealistica di&nbsp;<strong>Bertozzi &amp; Casoni</strong>. La ceramica diventa qui un mezzo per parlare di memoria, consumo, tempo e trasformazione, attraverso una rappresentazione del reale che porta gli oggetti quotidiani in una dimensione straniante. All’<strong>Archivio Caterina Gualco</strong>,&nbsp;<em>Custode della Visione</em>&nbsp;riunisce&nbsp;<strong>Mauro Ghiglione, Mauro Panichella e Angelo Pretolani</strong>&nbsp;in un tributo all&#8217;attività di&nbsp;<strong>Caterina Gualco</strong>, figura centrale della scena artistica contemporanea genovese. Ad&nbsp;<strong>Artroom</strong>,&nbsp;<em>Campo aperto</em>&nbsp;porta invece il pubblico dentro una collettiva interattiva che mette in dialogo cultura pop e paesaggio urbano. È un rapporto più ampio con il territorio quello affrontato da&nbsp;<strong>Campo XS</strong>&nbsp;con&nbsp;<em>Koris</em>, installazione site specific a cura di&nbsp;<strong>Martina Angelotti</strong>, dove scultura, luce e profumo diventano strumenti per ragionare su logistica globale, territorio e tensioni geopolitiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da&nbsp;<strong>Casana 11</strong>,&nbsp;<em>Luci Sul Mare. Un viaggio tra luce, acqua e immaginazione</em>&nbsp;guarda alla città attraverso la Lanterna e il suo rapporto con il mare.&nbsp;<strong>C+N Gallery CANEPANERI</strong>&nbsp;si sposta invece su un gruppo di giovani artisti internazionali con&nbsp;<em>Inner Bank</em>, collettiva curata da&nbsp;<strong>Stefano Castelli e Tatiana Martyanova</strong>, che intreccia memoria, natura e materia. Alla&nbsp;<strong>GALLERIA ARTE STUDIO</strong>,&nbsp;<em>Attimi senza fine</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Ale Puro</strong>&nbsp;sceglie un registro poetico per raccontare l&#8217;anima musicale di Genova. Alla&nbsp;<strong>Galleria d’Arte Merighi</strong>,&nbsp;<em>Night &amp; Day – Differenti Visioni</em>&nbsp;lavora invece sul rapporto tra città e arte, costruendo un ambiente immersivo nel quale giorno e notte diventano due momenti della stessa narrazione. La&nbsp;<strong>Galleria La Madeleine</strong>&nbsp;presenta&nbsp;<em>Geminazione</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Gian Mario Conti</strong>, un progetto nel quale pittura, disegno, materia e suono si incontrano intorno alle reti invisibili che attraversano la vita. Alla&nbsp;<strong>Galleria San Lorenzo al Ducale</strong>,&nbsp;<em>Emanuele Luzzati: un mondo magico</em>&nbsp;ripercorre l&#8217;universo fantastico del Maestro attraverso una mostra antologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da&nbsp;<strong>GUIDI Arte Contemporanea</strong>,&nbsp;<em>Nexus intreccio segreto</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Madalena Negrone</strong>&nbsp;porta l&#8217;attenzione sulle trame della materia e sulle loro manifestazioni frammentarie.&nbsp;<strong>Guidi&amp;Schoen Arte Contemporanea</strong>&nbsp;propone invece il Group Show&nbsp;<em>Grande grande grande</em>, nel quale le dimensioni delle opere diventano parte integrante della riflessione sui limiti fisici, culturali e mentali dell&#8217;arte. Il paesaggio ritorna da&nbsp;<strong>Galleria d’arte Il Vicolo</strong>, con&nbsp;<em>Kìpos</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Mirko Baricchi</strong>. Le opere inedite dell&#8217;artista trasformano la tela in un luogo da attraversare con lo sguardo, tra gesto, luce e materia. All’<strong>Archivio Leonardi V.idea</strong>,&nbsp;<em>Arte Ricercata, ovvero La ricerca dell’Arte</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Andrea Morini</strong>&nbsp;riflette invece sulla natura sfuggente dell&#8217;opera e sull&#8217;idea dell&#8217;arte come qualcosa che deve essere continuamente cercato. Alla&nbsp;<strong>MAGREEN GALLERY</strong>,&nbsp;<em>HeroEs</em>&nbsp;riunisce fotografia, installazione e disegno intorno ai temi dell&#8217;eros e degli eroi dell&#8217;immaginazione e dell&#8217;arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso prosegue negli spazi del&nbsp;<strong>MAIIIM Lab</strong>, dove&nbsp;<em>From a distance</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Susanne Hofer</strong>&nbsp;interviene sullo spazio attraverso proiezioni e installazioni, coinvolgendo lo spettatore nel processo stesso del vedere. Alla&nbsp;<strong>Massone Arte</strong>,&nbsp;<em>Salva Te Stessa – omaggio a Beato Angelico</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Aidan Salakhova</strong>&nbsp;mette in relazione il passato e il contemporaneo. La tradizione rinascimentale diventa il punto di partenza per una riflessione sull&#8217;emancipazione femminile. Alla&nbsp;<strong>Pinksummer</strong>,&nbsp;<strong>Bojan Šarčević</strong>&nbsp;presenta&nbsp;<em>What remains is the threat</em>, attraverso frammenti architettonici che interrogano la persistenza della violenza e il modo in cui può diventare parte delle strutture che abitiamo. Da&nbsp;<strong>RARO</strong>,&nbsp;<em>Oltre</em>&nbsp;riunisce&nbsp;<strong>PAMCOC e Matteo Beltrami</strong>&nbsp;in una mostra a quattro mani. Tela, carta, oggetti e parole costruiscono un percorso intorno a sensualità, desiderio e vulnerabilità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="616" data-id="347778" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/La-Galleria-Studio-Rossetti-Arte-Contemporanea-06-2-1024x616.jpg" alt="" class="wp-image-347778" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/La-Galleria-Studio-Rossetti-Arte-Contemporanea-06-2-1024x616.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/La-Galleria-Studio-Rossetti-Arte-Contemporanea-06-2-600x361.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/La-Galleria-Studio-Rossetti-Arte-Contemporanea-06-2-768x462.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/La-Galleria-Studio-Rossetti-Arte-Contemporanea-06-2.jpg 1205w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Galleria Studio Rossetti Arte Contemporanea </figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cerchio è invece il punto di partenza di&nbsp;<em>Emily Bartlett: The Circle</em>, alla&nbsp;<strong>ROSSETTI arte contemporanea</strong>. La figura geometrica diventa una chiave per entrare nel mondo interiore dell&#8217;artista e affrontare temi come trasformazione, continuità e armonia. Alla&nbsp;<strong>SHAREVOLUTION contemporary art</strong>,&nbsp;<em>Tributo all’Inespresso</em>&nbsp;presenta i ritratti simbolici di&nbsp;<strong>Gian Luca Groppi</strong>, dedicati a letterati, artisti e pensatori che si sono tolti la vita e alla dimensione ancora inespressa della loro produzione. <strong>Studio Incantations</strong>&nbsp;porta in mostra&nbsp;<em>La cosa accadde</em>, con disegni e schizzi inediti di&nbsp;<strong>Enzo Ferrea</strong>, legati alla ricerca dell&#8217;artista sulla ripetitività e sullo studio delle forme. Con&nbsp;<em>N78°E15° – Svalbard, the coordinates of a frozen world</em>,&nbsp;<strong>VisionQuesT 4rosso</strong>&nbsp;ospita le fotografie di&nbsp;<strong>Roberta Pagano</strong>&nbsp;dedicate alle Svalbard, al paesaggio artico e ai suoi abitanti. Un mondo sospeso e primordiale che diventa occasione per interrogare il rapporto tra uomo e natura. A&nbsp;<strong>Willy Montini Arte</strong>, infine,&nbsp;<em>James Brown: you see dust and dunkeys</em>&nbsp;rende omaggio al pittore californiano attraverso dipinti, disegni e sculture degli anni ’80 e ’90, gli anni dell&#8217;East Village di New York. Alcune delle opere esposte non sono mai state presentate in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le performance: quando le gallerie diventano luoghi di incontro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle mostre, il programma di START comprende una serie di appuntamenti dal vivo. All’<strong>Archivio Caterina Gualco</strong>,&nbsp;<strong>Angelo Pretolani</strong>&nbsp;presenta ogni giorno la performance&nbsp;<em>Humilitas occidit superbiam</em>. <strong>Venerdì 2 ottobre alle 19.00</strong>, da&nbsp;<strong>Guidi&amp;Schoen Arte Contemporanea</strong>, il musicista elettronico genovese&nbsp;<strong>My Flower</strong>sarà protagonista di un dj set e presenterà in anteprima il nuovo singolo&nbsp;<em>My Flower, Fat Cosmoe – I LL be hurry</em>, in uscita per&nbsp;<strong>Habitat Records</strong>. Alla&nbsp;<strong>Galleria La Madeleine</strong>,&nbsp;<strong>Gian Mario Conti</strong>&nbsp;porta invece la musica direttamente dentro&nbsp;<em>Geminazione</em>. La performance sonora, in programma&nbsp;<strong>venerdì 2 ottobre alle 19.00 e alle 21.00 e sabato 3 ottobre alle 17.00 e alle 19.00</strong>, è accompagnata dalla voce di&nbsp;<strong>Gina Ingrassia</strong>, che leggerà un testo inedito pensato come chiave poetica e filosofica per le opere esposte.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="347776" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-347776" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0-1024x683.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0-768x512.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0-1536x1024.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/AdobeStock_118239878_0.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>START</strong> costruisce così una geografia temporanea dell&#8217;arte contemporanea genovese: 24 luoghi distribuiti nel tessuto della città, oltre 50 artisti e un programma che, quest&#8217;anno, non si ferma alla notte inaugurale ma accompagna il pubblico fino alla mattina di domenica. Un invito, più che a seguire un percorso prestabilito, a perdersi tra le strade del centro storico e scoprire cosa accade, da una galleria all&#8217;altra, quando Genova diventa per un weekend un museo diffuso.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="347766" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1440-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-347766" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1440-1024x576.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1440-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1440-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/1440.webp 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kavi Gupta, un giudice blocca la vendita di 150 opere: al centro una disputa da oltre 2 milioni di dollari</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/02/kavi-gupta-un-giudice-blocca-la-vendita-di-150-opere-al-centro-una-disputa-da-oltre-2-milioni-di-dollari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 10:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347780</guid>

					<description><![CDATA[La galleria di Chicago non potrà temporaneamente vendere né trasferire le opere acquistate da Longcraft LLC. La società accusa il dealer di aver trattenuto i proventi di alcune vendite e fornito informazioni inesatte sulla collezione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuovi problemi legali per <strong>Kavi Gupta</strong>, gallerista di Chicago per anni tra i nomi più conosciuti del mercato dell’arte contemporanea statunitense. Un giudice di New York ha emesso un <strong>temporary restraining order</strong> che impedisce temporaneamente a Gupta e alla sua galleria di vendere, promuovere, trasferire o disporre di una collezione di circa <strong>150 opere</strong>, al centro di una controversia con la società <strong>Longcraft LLC</strong>. La vicenda nasce da un accordo siglato nel <strong>maggio 2025</strong>. Longcraft avrebbe versato alla Kavi Gupta Gallery <strong>2,05 milioni di dollari</strong> per acquistare circa 150 lavori. Le opere, tuttavia, non furono fisicamente trasferite alla società: vennero immediatamente riaffidate in conto vendita alla stessa galleria, che avrebbe potuto continuare a commercializzarle per conto del nuovo proprietario. Un&#8217;operazione pensata, secondo quanto riportato nei documenti giudiziari, per garantire liquidità alla galleria senza ricorrere a nuovo debito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo prevedeva condizioni precise. Per ciascun lavoro era stata stabilita una somma minima destinata a Longcraft; gli acquirenti avrebbero dovuto versare direttamente il denaro alla società prima di entrare in possesso dell&#8217;opera, mentre l&#8217;eventuale eccedenza sarebbe rimasta alla galleria come commissione. Gupta doveva inoltre tenere aggiornati i registri sulla collocazione dei lavori, comunicare vendite e prezzi e consentire a Longcraft di ispezionare la collezione. Lo stesso dealer aveva garantito personalmente gli obblighi assunti dalla galleria. Secondo Longcraft, però, nei mesi successivi il rapporto si sarebbe progressivamente deteriorato. Nella richiesta presentata alla <strong>New York Supreme Court</strong>, la società sostiene di non aver ricevuto i proventi di alcune vendite e di aver incontrato difficoltà nel ricostruire con precisione quali opere fossero state cedute e dove si trovassero quelle ancora disponibili. Sono accuse che, allo stato attuale, provengono dalla parte ricorrente e sulle quali Gupta e la galleria non hanno ancora depositato una risposta formale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="808" data-id="347801" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/kg-newbuffalo-copy-1-1024x808.webp" alt="" class="wp-image-347801" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/kg-newbuffalo-copy-1-1024x808.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/kg-newbuffalo-copy-1-600x474.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/kg-newbuffalo-copy-1-768x606.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/kg-newbuffalo-copy-1.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le contestazioni più significative compare anche il presunto tentativo di <strong>sostituire alcuni lavori con opere di valore inferiore degli stessi artisti</strong>. In un caso, sostiene Longcraft, un suo rappresentante si sarebbe presentato per ritirare un&#8217;opera ricevendone invece un&#8217;altra meno preziosa. In un&#8217;altra circostanza, i registri sarebbero stati modificati associando a un numero d&#8217;inventario originario un lavoro più piccolo e di minor valore. Longcraft afferma di non aver mai autorizzato queste sostituzioni. Ci sarebbero poi dubbi sulle condizioni di conservazione. La società sostiene di aver chiesto in agosto di effettuare una verifica fisica della collezione senza ottenere accesso e di aver successivamente appreso che alcune opere necessitavano di interventi di restauro o riparazione. Parte dei lavori, secondo le accuse contenute nella petizione, sarebbe stata inoltre conservata in uno spazio interessato da infiltrazioni d&#8217;acqua e muffa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione sarebbe diventata ancora più delicata alla scadenza dell&#8217;accordo di conto vendita. Longcraft sostiene che la galleria avrebbe dovuto imballare e restituire le opere rimaste, cosa che non sarebbe avvenuta. La società afferma inoltre di aver scoperto che <strong>almeno quattro lavori erano stati venduti attraverso Artsy</strong> senza che le fossero trasferiti i relativi proventi, mentre circa altre due dozzine di opere risultavano ancora proposte sulla piattaforma nonostante la richiesta di restituzione della collezione. Il <strong>28 settembre</strong> Longcraft si è quindi rivolta al tribunale chiedendo un intervento d&#8217;urgenza in vista dell&#8217;arbitrato destinato ad affrontare il merito della controversia. La giudice <strong>Melissa Crane</strong> ha accolto una parte della richiesta: con un provvedimento firmato il 29 settembre e depositato il <strong>1° ottobre 2026</strong>, ha vietato temporaneamente a Gupta e alla galleria di commercializzare, vendere, trasferire o comunque interferire con gli interessi di Longcraft sulle opere. Non è stata invece, almeno per ora, disposta la rimozione della collezione dalla disponibilità della galleria e il suo trasferimento in un deposito indipendente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" data-id="347802" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2f0eadd4-7466-4c1b-a913-566aa0680936.webp" alt="" class="wp-image-347802" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2f0eadd4-7466-4c1b-a913-566aa0680936.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2f0eadd4-7466-4c1b-a913-566aa0680936-600x450.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/2f0eadd4-7466-4c1b-a913-566aa0680936-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Young-Il Ahn with, left to right, Soraya Ahn, Jessica Moss, and Kavi Gupta in 2018</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il legale di Gupta, <strong>Oliver Soleiman</strong>, ha contestato la ricostruzione di Longcraft, dichiarando ad <em>ARTnews</em> che la petizione sarebbe in larga parte priva di fondamento e conterrebbe diverse inesattezze. Sarà ora il procedimento a chiarire le rispettive posizioni: la risposta di Gupta alla richiesta di Longcraft è prevista entro il <strong>22 ottobre</strong>, mentre la replica della società è fissata per il <strong>12 novembre</strong>. L&#8217;udienza è in calendario il <strong>27 novembre a Manhattan</strong>. La controversia arriva dopo alcuni anni complessi per la Kavi Gupta Gallery, un tempo presenza abituale nelle principali fiere internazionali e rappresentante di artisti approdati a manifestazioni come la <strong>Whitney Biennial, Documenta e la Biennale di Venezia</strong>. Nel 2023 l&#8217;artista <strong>Jeffrey Gibson</strong> aveva avviato un&#8217;azione legale contro la galleria per somme che sosteneva gli fossero dovute dalla vendita delle sue opere, contestazioni alle quali la galleria aveva replicato. Nel gennaio 2026 Gibson ha inoltre depositato una nuova azione relativa al rispetto dell&#8217;accordo transattivo raggiunto nel frattempo. Resta invece riservata l&#8217;identità delle circa 150 opere coinvolte nell&#8217;ultima controversia: Longcraft ha oscurato gli elenchi allegati agli accordi, sostenendo che la loro divulgazione potrebbe avere conseguenze sul mercato dei lavori.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio Iya. Oltre la funzione: oggetti, materia e identità</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/02/studio-iya-oltre-la-funzione-oggetti-materia-e-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[studioiya]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347703</guid>

					<description><![CDATA[Dalla materia alla forma, Studio Iya concepisce l’oggetto come uno spazio di trasformazione, dove funzione, artigianato e dimensione simbolica si incontrano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’idea di trasformazione è centrale nel modo in cui <strong>Studio Iya</strong> intende la propria pratica. Riguarda il viaggio da uno stato all’altro e il portare alla luce qualcosa che era già presente all’interno di un materiale, di una forma o di un’idea. La natura è un punto di riferimento costante in quanto rappresenta il più grande esempio di trasformazione. La lavorazione artigianale svolge un ruolo importante in questo processo. Esiste un dialogo tra il materiale, chi lo lavora e l’idea. Design e arte comunicano tra loro. Per Studio Iya un oggetto di design può essere funzionale e allo stesso tempo possedere una dimensione emotiva o artistica. Ed è nel momento in cui un oggetto inizia a evocare una sensazione, a raccontare una storia o a farci guardare un materiale familiare in un modo completamente diverso, che per l’artista va oltre la sua mera funzione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="347728" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-347728" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4-1024x683.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4-768x512.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4-1536x1024.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.4.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è nato Studio Iya e qual era l’idea iniziale?</strong><br>Studio Iya è nato dal desiderio di creare oggetti collocabili in uno spazio intermedio tra design e arte. La mia formazione è nel design, quindi sono sempre stata interessata al modo in cui le persone interagiscono con gli oggetti e con gli spazi. Ma ci tenevo ad andare oltre una progettazione pensata esclusivamente per la funzione o per la produzione commerciale. Lo studio è diventato uno spazio di sperimentazione, un luogo in cui poter esplorare materiali, forme, simboli e idee senza essere vincolata dalle categorie convenzionali del design. Studio Iya crea oggetti da collezione dotati di una forte identità emotiva e concettuale, pezzi che esistono autonomamente anche come opere d’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando inizi a sviluppare un nuovo pezzo, da dove parte il processo?</strong><br>Il più delle volte parte da un’idea o da un’osservazione. Sono molto ispirata dalla natura, in particolare dalle sue forme, dai suoi sistemi e dalla sua capacità di adattarsi. Potrei imbattermi in una forma, una texture, un organismo o persino in un fenomeno che fa nascere un’idea. Il materiale diventa parte della conversazione. Mi piace quando non viene semplicemente scelto per realizzare una forma già definita, ma la influenza a sua volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affronti l’idea dell’oggetto come pezzo unico o da collezione e quanto è importante il rapporto con il collezionista nella tua pratica?</strong><br>Per me il design da collezione è interessante proprio perché esiste tra mondi diversi. L’oggetto può avere una funzione e un rapporto con il corpo o con lo spazio, ma può anche possedere la presenza e l’individualità di una scultura. Considero ogni pezzo come un oggetto dotato di una propria identità, piuttosto che semplicemente come un prodotto. Il processo di realizzazione, il materiale, le imperfezioni e le decisioni prese manualmente contribuiscono tutti a questa individualità. Il rapporto con il collezionista è quindi molto significativo. Una volta che un pezzo lascia lo studio, entra in un altro ambiente e inizia un nuovo capitolo. Mi piace l’idea che il significato di un oggetto possa continuare a evolversi attraverso la persona che vive con esso: il modo in cui lo colloca, interagisce con esso e, infine, lo rende parte della propria storia.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="347729" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-347729" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1-683x1024.jpeg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1-768x1152.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1-1024x1536.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.1.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Object 3 &#8211; Metal (Jin)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="347731" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-347731" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3-683x1024.jpeg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3-768x1152.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3-1024x1536.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-3-Metal-Jin-Mixed-media.3.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Object 3 &#8211; Metal (Jin)</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 21 al 23 agosto 2026, il Kunstraum Heartspace di Berlino ha ospitato <em>Metamorphosis</em>, un progetto espositivo che ha riunito le opere di Studio Iya e Albrecht Doering.</strong> <strong>Come è nata l’idea? </strong><br>L’idea di <em>Metamorphosis</em> è nata da un periodo di profondi cambiamenti personali, unito alla fascinazione per l’Art Déco e alla sua influenza su architettura, interni e sul modo in cui pensiamo gli oggetti e gli spazi. Quando è nata questa collezione la casa è diventata il mio luogo sicuro, l’unico ambiente in cui mi sentivo stabile e protetta. Questo mi ha portato ad approfondire l’antica filosofia del Feng Shui. Più la approfondivo e più mi lasciavo ispirare dall’idea che l’ambiente in cui viviamo possa influenzare il nostro modo di sentirci e di vivere le nostre esperienze. Questo è diventato il punto di partenza di <em>Metamorphosis</em> e mi ha portato a lavorare con i cinque elementi: Fuoco, Metallo, Legno, Acqua e Terra. Il titolo <em>Metamorphosis</em> è molto personale.  La metamorfosi riguarda la trasformazione, il passaggio da uno stato dell’essere a un altro, spesso senza sapere esattamente cosa diventeremo.  Ogni elemento della collezione è associato a un potente simbolo naturale. Il fuoco è ispirato al vulcano, una delle forze più misteriose e potenti della Terra. Il metallo si richiama all&#8217;ostrica, capace di trasformare qualcosa di apparentemente insignificante, come un granello di sabbia, in qualcosa di straordinario come una perla. Il legno viene dalla cassia, un albero altamente simbolico che compare in diverse tradizioni religiose e mitologiche. L&#8217;acqua evoca le cascate. È metafora della vita e del movimento dell&#8217;energia positiva. Ispirata alle montagne e al sole nascente, la terra rappresenta radicamento e stabilità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="347732" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-347732" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2-683x1024.jpeg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2-768x1152.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2-1024x1536.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-4-Earth-Tu-Mixed-media-2025.2.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Object 4 &#8211; Earth (Tu), 2025</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C’era un’idea particolare alla base del modo in cui le opere di Studio Iya e i dipinti di Doering sono stati messi in relazione nello spazio? Ci sono opere o accostamenti specifici che ritieni particolarmente importanti per la mostra?</strong><br>L’intenzione era creare un dialogo, piuttosto che semplicemente collocare due forme d’arte diverse una accanto all’altra. Gli oggetti di Studio Iya e i dipinti di Doering appartengono a medium differenti, ma entrambi sono legati alla natura, alla trasformazione, all’emozione e al modo in cui viviamo lo spazio. Ero interessata all’idea di creare momenti in cui gli oggetti sembrassero quasi proseguire il linguaggio dei dipinti, in cui una forma, una texture, un colore o un gesto presenti in un’opera trovassero un’eco nell’altra. La relazione diventa quindi meno legata all’idea che un’opera ne illustri un’altra e più alla possibilità che le due opere influenzino il modo in cui percepiamo ciascuna di esse. Collocare i miei oggetti accanto ai dipinti di Doering permette allo spettatore di viverli non solo come oggetti individuali, ma come parte di un ambiente artistico più ampio. Gli accostamenti più importanti sono quindi quelli in cui si percepisce un senso di continuità tra le opere, in cui si può passare da un dipinto a un oggetto avvertendo una connessione invisibile tra i due.  Volevo che la mostra avesse un carattere organico, quasi come se i pezzi avessero trovato naturalmente il proprio posto all’interno dello stesso paesaggio. Lo spazio diventa parte della mostra e crea una conversazione tra pittura, oggetto, materia e natura e lascia allo spettatore la libertà di creare le proprie connessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guardando oltre <em>Metamorphosis</em>, ci sono materiali, tecniche o idee che ti interessa esplorare ulteriormente in questo momento?</strong><br>In questo momento mi sto interessando sempre di più a materiali tattili e sperimentali. Voglio allontanarmi dall’uso prevalente della pietra pesante e esplorare materiali che mi permettano di modellare, scolpire e costruire le forme in modo più intuitivo, lavorando con le mani. Il mio prossimo lavoro guarda agli organismi che hanno sviluppato straordinari meccanismi per sopravvivere in ambienti estremi. Mi affascina l’idea della resilienza, non semplicemente come sopravvivenza fisica, ma come metafora della trasformazione e della capacità di ricostruire se stessi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="347733" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-347733" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva-683x1024.jpeg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva-768x1152.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva-1024x1536.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Object-1-Wood-Mu-Mixed-mediaIya-Akasheva.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Object 1 &#8211; Wood (Mu), Iya Akasheva</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newton, Fragonard e un’elettrica del 1909: le porte aperte del collezionismo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/02/newton-fragonard-e-unelettrica-del-1909-le-porte-aperte-del-collezionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUANTI BIANCHI]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Newton]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347623</guid>

					<description><![CDATA[Fotografia, arte antica, gioielli, vino e automobili: le aste della settimana raccontano un collezionismo sempre più trasversale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Newton, Penn, Sugimoto, Adams, Cartier-Bresson</strong>. Undici fotografie arrivano l’8 ottobre da <strong>Phillip</strong>s a New York da un’importante collezione mediorientale costruita da un collezionista noto soprattutto per gli orologi. Il dettaglio interessa più delle stime: <strong>il collezionista non cambia stanza.</strong> <strong>Ne abita più di una.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" data-id="347635" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/sdfss.jpg" alt="" class="wp-image-347635"/><figcaption class="wp-element-caption">Helmut Newton, Elsa Peretti as a Bunny, Costume by Halston, New York, 1975. Courtesy Phillips</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Helmut Newton</strong>, <em>Elsa Peretti as a Bunny, Costume by Halston, New York</em>, 1975, è stimato 200.000–300.000 dollari. Fotografia, moda, design, gioiello: basta il soggetto per rendere meno nette le pareti. <strong>Phillips</strong> aggiunge qualche numero. Nel 2025 il 25% degli offerenti nelle sue Luxury sales di New York proveniva dalla clientela Fine Art; il 37% dei lotti fotografici di maggior valore era stato acquistato, o conteso, da clienti Luxury.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono dati Phillips, non dell’intero mercato. Ma il segnale c’è. Il collezionismo specializzato resta, mentre gli interessi possono sovrapporsi. Orologi, fotografia, arte, design: le categorie restano, il collezionista può abitarne più d’una.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana del 3–9 ottobre sembra fatta apposta per aprire le porte.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="765" height="1024" data-id="347637" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gege-765x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347637" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gege-765x1024.jpg 765w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gege-448x600.jpg 448w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gege-768x1028.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gege.jpg 896w" sizes="auto, (max-width: 765px) 100vw, 765px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Orologi, fotografie, gioielli, automobili, tappeti. E vino. L’8 ottobre <strong>Ansuini 1860 Aste</strong> porta a Roma <em>Vini e Distillati</em>. <strong>Una bottiglia all’asta viaggia senza muoversi.</strong> Catalogo digitale, offerte a distanza, compratori oltre confine. Le fiere portano il pubblico in Italia. L’asta può portare l’Italia al pubblico. Due strade diverse; la seconda merita attenzione anche come strumento di diffusione del vino italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il’9 ottobre, sempre Ansuini</strong> <strong>1860 Aste porta all’incanto gli arredi e le opere d’arte della villa romana di Aldo Gucci</strong> <strong>alla Camilluccia. Una Open Sale</strong> <strong>in cui il nome del grande protagonista della moda italiana aggiunge agli oggetti il peso di una provenienza e</strong> <strong>la memoria di una casa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c’è una macchina che sembra arrivare da un altro mondo. Mezza auto, mezza carrozza. Elettrica. Ha 117 anni ed è una <strong>Detroit Electric Model D, Type K Brougham del 1909</strong>, probabilmente la più antica Detroit Electric sopravvissuta e una delle sole due conosciute con la primitiva trasmissione a doppia catena. A Hershey, il 7–8 ottobre, RM Sotheby’s la propone con una stima di 120.000–160.000 dollari. <strong>Il futuro? Nel 1909 era già parcheggiato davanti casa</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="540" data-id="347638" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gegrhr.jpg" alt="" class="wp-image-347638" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gegrhr.jpg 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gegrhr-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/gegrhr-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Detroit Electric Model D, Type K Brougham, 1909. Courtesy RM Sotheby’s</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto l’antico rialza la testa. A Parigi la collezione Graziella Patiño de Ortiz Linares ha totalizzato <strong>38,7 milioni di euro</strong>, ma il numero da osservare è un altro: il <strong>64% dei lotti ha superato la stima superiore. Fragonard</strong>, con <em>L’Instant désiré</em>, è arrivato a <strong>10,6 milioni</strong>; Christie’s indica un risultato superiore a tre volte la high estimate. <strong>Watteau,</strong> con <em>L’Île enchantée</em>, ha raggiunto <strong>10,37 milioni</strong>. <a href="https://press.christies.com/english/?lang=eng&amp;utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Christie&#8217;s</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vendita non basta per proclamare il ritorno dell’antico. Qui siamo davanti a opere di qualità altissima e provenienze importanti. Ma proprio la distanza fra stime e aggiudicazioni merita attenzione. Le stime guardano anche a ciò che il mercato ha fatto; quando i compratori corrono molto più avanti, <strong>qualcosa si sta muovendo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qualcosa si muove anche a New York. Da <strong>Phillips</strong> Yves Klein, con <em>Monochrome bleu sans titre (IKB 321)</em>, stimato 100.000–150.000 dollari, ha raggiunto <strong>335.400 dollari</strong>. Fairfield Porter, da 50.000–70.000, è arrivato a <strong>148.350</strong>; Gertrude Abercrombie, da 50.000–60.000, a <strong>109.650</strong>. Tre opere molto diverse. Tre scarti importanti dalle stime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Antico, contemporaneo, fotografia, gioielli, automobili, vino. Le categorie servono alle case d’asta per ordinare il mercato. Il collezionista è più libero: può passare da un orologio a una fotografia, da una bottiglia a un’automobile elettrica del 1909, mentre a Parigi l’antico torna a farsi contendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le stanze restano. Ma le porte sono aperte.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Creatività Contemporanea del MiC mette in fila l’autunno: da Venezia ad Artissima, fino a Gibellina</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/01/la-creativita-contemporanea-del-mic-mette-in-fila-lautunno-da-venezia-ad-artissima-fino-a-gibellina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Costantino D'Orazio]]></category>
		<category><![CDATA[giornate del contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347741</guid>

					<description><![CDATA[Tra ottobre e dicembre la DGCC porta avanti un programma che attraversa arte, fotografia, moda, design e rigenerazione urbana]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da Venezia a Torino, da Roma a Gibellina.</strong> L’autunno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura si costruisce come un calendario diffuso, che tra ottobre e dicembre 2026 mette insieme arte, fotografia, architettura, moda, design, formazione e rigenerazione urbana. Non una sequenza di appuntamenti isolati, ma un programma con cui la DGCC prova a tenere insieme produzione artistica, patrimonio, ricerca e trasformazione dei territori. Il primo appuntamento è fissato per <strong>sabato 10 ottobre</strong>, <a href="https://insideart.eu/2026/10/01/torna-la-giornata-del-contemporaneo-con-il-tema-geografie-della-contemporaneita/" data-type="link" data-id="https://insideart.eu/2026/10/01/torna-la-giornata-del-contemporaneo-con-il-tema-geografie-della-contemporaneita/">quando torna la <strong>Giornata del Contemporaneo</strong>, promossa da AMACI con il sostegno della DGCC e la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri.</a> Per la ventiduesima edizione i 28 musei associati, insieme a fondazioni, gallerie, accademie, spazi indipendenti e collezioni private, apriranno gratuitamente le proprie sedi con mostre, performance, incontri, laboratori e visite guidate. Anche quest’anno il programma avrà una dimensione internazionale grazie alla rete diplomatico-consolare italiana.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="651" data-id="347750" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Giuseppe-Morra_Casa-Morra_Archivi-dArte-Contemporanea-Napoli_ph_Fabio-Donato-1024x651.jpg" alt="" class="wp-image-347750" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Giuseppe-Morra_Casa-Morra_Archivi-dArte-Contemporanea-Napoli_ph_Fabio-Donato-1024x651.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Giuseppe-Morra_Casa-Morra_Archivi-dArte-Contemporanea-Napoli_ph_Fabio-Donato-600x381.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Giuseppe-Morra_Casa-Morra_Archivi-dArte-Contemporanea-Napoli_ph_Fabio-Donato-767x487.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Giuseppe-Morra_Casa-Morra_Archivi-dArte-Contemporanea-Napoli_ph_Fabio-Donato-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giuseppe Morra, Casa Morra, Archivi d&#8217;Arte Contemporanea, Napoli_ph_Fabio Donato</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">A fine mese l’attenzione si sposterà invece sulla <strong>Biennale di Venezia</strong>. Dal 29 al 31 ottobre il Padiglione Italia ospiterà <em>Pratiche vocali e narrazioni collettive</em>, terzo e ultimo appuntamento del Public Program legato a <em>Con te con tutto</em>, progetto espositivo di <strong>Chiara Camoni</strong> curato da <strong>Cecilia Canziani</strong>. La chiusura della Biennale Arte, prevista il 22 novembre, coinciderà anche con l’avvio dei prossimi passaggi: l’annuncio del curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2027 e, successivamente, l’open call per individuare il curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2028. Quasi in contemporanea, dal <strong>30 ottobre al 1° novembre</strong>, la DGCC sarà ad <strong>Artissima</strong> a Torino con due spazi. Uno sarà dedicato alle attività di promozione internazionale dell’arte italiana, mentre l’altro presenterà <strong>MIRA – Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti</strong>, il nuovo polo culturale di Messina, attraverso un’installazione del collettivo <strong>Polisonum</strong>. Il progetto MIRA è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la DGCC e l’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, insieme al Comune e all’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="347747" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-347747" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-600x337.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-1536x864.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_GibellinaCapitaleItalianaArteContemporanea2026_Chiesa-Madre-di-Ludovico-Quaroni-©-SISILAB-2026-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chiesa Madre di Ludovico Quaroni © SISILAB 2026</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Roma sarà invece il centro degli appuntamenti dedicati alla formazione. Tornano le <strong>Lezioni di Creatività Contemporanea</strong> all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: il 30 ottobre, il 14 e il 20 novembre saranno protagonisti rispettivamente <strong>Alessandro Sartori</strong>, direttore artistico di ZEGNA, <strong>Antonio e Patrizia Marras</strong> e <strong>Lucia Silvestri</strong>, Jewelry Creative and Gems Buying Director di Bulgari. Al centro degli incontri ci saranno i processi creativi della moda e del design e il rapporto tra identità, cultura, mercato e trasformazioni contemporanee. Il <strong>10 novembre</strong>, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, sarà invece presentato il volume <em>Verso le linee guida per la conservazione della fotografia</em>, tappa del progetto promosso dalla DGCC insieme alla Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale. L&#8217;obiettivo è arrivare alla definizione di un documento condiviso sulla conservazione e sul restauro della fotografia in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nella Capitale, dal <strong>23 al 27 novembre</strong>, l’ex Mattatoio ospiterà <em>Ri-generare con creatività. Giornate di lavoro per la rigenerazione urbana</em>. Cinque giorni tra sessioni congressuali e tavoli tematici che riuniranno istituzioni, università, musei, professionisti, operatori culturali e Terzo settore. Il confronto servirà anche ad avviare il percorso verso un <strong>Libro bianco sulla rigenerazione urbana a base culturale</strong>, mettendo a sistema esperienze e competenze sviluppate negli ultimi dieci anni. Dicembre allargherà ulteriormente il programma. Dal <strong>4 all’8 dicembre</strong> il Desk Italia Europa Creativa sarà a <strong>Più Libri più Liberi</strong>, con informazioni e assistenza sui programmi europei destinati ai settori culturali e creativi, mentre <strong>Palazzo Altemps</strong> ospiterà una mostra dedicata a <strong>Nino Migliori</strong> nell’anno del centenario della nascita. L&#8217;esposizione, realizzata con MUNAF, Museo Nazionale Romano e Archivio Nino Migliori, ripercorrerà la ricerca di una delle figure centrali della fotografia italiana del Novecento.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="347746" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-347746" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/DGCC_MIRA_Villa_Pace_Courtesy_Universita_degli_Studi_di_Messina-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">courtesy Università degli studi di Messina</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">A fare da filo rosso all’intera stagione sarà però anche <strong>Gibellina</strong>, prima <strong>Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea</strong>, che dal 3 ottobre al 20 dicembre entra nella fase conclusiva del programma 2026. Tra gli artisti e i protagonisti annunciati figurano <strong>Igor Grubić, Liu Bolin, Giorgio Barberio Corsetti, Lucia Veronesi, Stalker e Hermann Nitsch</strong>, accanto alle mostre <em>Terra Matta</em> e <em>Dialoghi di una vita</em>, dedicata all’esperienza di Peppe Morra e costruita anche attraverso opere e testimonianze di Allan Kaprow, John Cage, Joseph Beuys e Marina Abramović. La chiusura sarà affidata a una nuova edizione di <strong>BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo</strong>. «I numerosi appuntamenti dei prossimi mesi sono parti diverse di un unico impegno: dare spazio alla creatività italiana e agli strumenti attraverso i quali può contribuire a interpretare e trasformare il nostro tempo», spiega <strong>Costantino D’Orazio, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</strong>. Un programma che prova dunque a spostare il contemporaneo fuori dai confini della sola produzione artistica, mettendolo in relazione con formazione, conservazione, politiche urbane e cooperazione internazionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>iena Cruz, quando la street art incontra la sfida ambientale</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/01/iena-cruz-quando-la-street-art-incontra-la-sfida-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[artecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347718</guid>

					<description><![CDATA[Un percorso iniziato sui muri di Milano e arrivato a New York, dove la street art diventa ricerca, contaminazione e attenzione all’ambiente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“A man is a success if <br>he gets up in the morning and goes to bed at night <br>and in between does what he wants to do. <br>What I want to do is make music&#8221;<br>(Bob Dylan, 1967)</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ sempre più difficile incontrare una persona che nel raccontarti la sua vita ti fa da subito percepire una qualche affinità, seppur nella completa diversità di età, percorso personale e professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Federico sin da piccolo ha una passione per il mondo dei graffiti, e lo skateboard, si laurea nel 2006 in Scenografia presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera, senza mai smettere di intervenire sui muri per le strade di Milano e sui vagoni dei treni in movimento, con lo pseudonimo Cruz, per poi passare a fare opere di street art in cui spesso ricorre il simbolo di una iena, fino al punto che il suo nome d’arte da Cruz diventerà iENA CRUZ.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La “vera” formazione di Iena Cruz avviene grazie alla collaborazione con &#8220;<em>The Bag Art Factory</em>”, un collettivo di pittori, scultori e scenografi (tra cui Andrea Ravo Mattoni, Omar TDK e Fabio Roncato), con cui elabora un suo stile e linguaggio sempre più urbano ma, soprattutto, acquisisce una vera e propria imprenditorialità: i componenti del collettivo sono manager di sé stessi, collaborano tra loro all’insegna del massimo affiatamento, lavorando ognuno sulla propria arte ma con una continua contaminazione tra diversi stili, tecniche e materiali. E poi allestiscono, si dedicano ad attività che vanno ben oltre al dipingere, allo stampare o allo scolpire, arrivando ad avere una propria “presenza” e posizione molto ben definita nella scena artistica milanese. E non solo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="761" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00-1024x761.jpg" alt="" class="wp-image-347720" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00-1024x761.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00-600x446.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00-768x571.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00-1536x1142.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.00.jpg 1786w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">iENA CRUZ negli anni dell’Accademia fa un viaggio nella West Coast degli Stati Uniti e capisce che il mondo che più gli appartiene è proprio lì, la sua lingua (che ancora non conosce bene) è l’inglese, quello che doveva fare a Milano l’ha fatto, oltre non riuscirebbe ad andare, un po’ perché solo chi vive a Milano sa cosa significa vivere in una città tanto cosmopolita quanto chiusa, un po’ perché Iena Cruz è curioso e particolarmente attratto dalla cultura americana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così nel 2010 si trasferisce a New York City, città a sé stante rispetto agli altri stati, il centro del mondo, <em>in primis</em> il centro del mondo dell’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">New York è piena di muri perfetti per un giovane <em>street artist</em>, c’è solo un problema: mancano i soldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Iena Cruz non si ferma, si dà l’obiettivo di trovare lavoro nel campo della scenografia, cosi inizia a fare <em>photo shooting</em> di moda, dopo solo un anno ottiene il visto O1 per meriti artistici, cosa non del tutto banale, e dopo solo tre anni la Green Card per “ <em>Extraordinary Ability</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="642" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09-1024x642.jpg" alt="" class="wp-image-347721" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09-1024x642.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09-600x376.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09-767x481.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09-1536x964.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.09.jpg 1728w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno vede un grande muro del cinema di Williamsburg, con una superficie di circa 400 metri quadrati, bussa (letteralmente) alla porta del cinema, si propone come mural artist, i proprietari lo invitano nel loro headquarter dove gli chiedono cosa vorrebbe fare su quel muro e a quali costi. Iena Cruz fa una prima proposta, la prima di quella che sarà una lunga serie di botta e risposte e nuove proposte per accontentare i gusti del cliente,&nbsp; ma alla fine “cambia i vestiti dei suoi supereroi” rispetto al progetto originario, con un ulteriore diverso dettaglio “di poco conto”: il doppio del budget inizialmente previsto. La proposta viene accettata, e dopo il cinema di Williamsburg gli viene chiesto di realizzare un secondo murale sullo storico “Cobble Hill Cinema”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la sua prima commissione a New York, che lo porta “fuori” dal mondo delle gallerie d’arte, permettendogli di dedicarsi alle opere in strada, ma non solo. Federico infatti continua a fare <em>photo shooting</em> di moda come scenografo, dipinge a mano borse per stilisti quali Mark Jakobs, e negli anni a venire collabora con Jan Kath in una linea di tappeti con i disegni Iena Cruz, crea oggetti in ceramica, disegna e produce a Jaipur una linea di vestiti con la tecnica artigianale del wood cutting, estende cosi col tempo la sua pratica artistica nel settore dell’<em>interior design</em>, sviluppa “Zurcanei”, Mindset by iENA CRUZ, un brand che traduce il suo universo creativo in oggetti e prodotti di art-design.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-347722" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16-1024x684.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16-767x512.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16-1536x1026.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.16.jpg 1716w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al suo arrivo a New York trova casa a&nbsp; Brooklyn nel quartiere di East Williamsburg, in un grande loft abitato da due artisti messicani, che diventa casa e studio e&nbsp; negli anni Federico continua la tradizione di questo <em>working-living space</em> chiamato “Leonard Codex”, dove organizza mostre e incontri a cui partecipa una comunità internazionale tra cui spicca quella messicana di artisti e registi che vivono a New York. Nasce così un nuova contaminazione con la cultura, il cibo e l’arte del Messico, ulteriore dimostrazione della curiosità di Federico. E in questo momento la figura della iena sparisce dalle sue opere e finisce nello pseudonimo, che da Cruz diventa iENA CRUZ. Nei tre anni successivi la sua arte sarà contraddistinta dalla figura dell’occhio, che rappresenta un mandala contemporaneo, simbolo del controllo e della sorveglianza che può portare a una totale adesione, più o meno inconsapevole, alle varie forme di regime. Un’opera di questa fase sarà messa in copertina nella versione di “1984” di George Orwell illustrata da Federico, edita da Rizzoli BUR.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="734" height="1024" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.30-734x1024.jpg" alt="" class="wp-image-347724" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.30-734x1024.jpg 734w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.30-430x600.jpg 430w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.30-768x1072.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.30.jpg 1056w" sizes="auto, (max-width: 734px) 100vw, 734px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Inizia a fare viaggi sulla East Coast, Miami per la <em>Fine Art Auction Miami</em>, realizza un suo primo muro a Palm Beach dove l’occhio viene sostituito da una serie di animali che realizza con effetti carta strappata e varie texture, definendo lui stesso questo momento come un vero e proprio “taglio” nel suo percorso artistico, che continua a essere contraddistinto dalla curiosità, la voglia di sperimentare, di evolvere, fare arte in diverse forme. Nel 2015, gli viene commissionato un Murale dall<em>’Audubon Mural Project</em> gli viene consegnata una lista di uccelli in via d’estinzione, Iena Cruz sceglie il Tricolored Heron, un esemplare maestoso e colorato che inspira subito il suo immaginario e&nbsp; che diventerà figura consistente&nbsp; nei suoi murales e opere pittoriche.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="764" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42-1024x764.jpg" alt="" class="wp-image-347725" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42-1024x764.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42-1536x1146.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42-600x448.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42-767x572.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.42.jpg 1756w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento climatico&nbsp; gli animali e loa natura colpiti dai suoi effetti sono stati il fulcro delle sue opere di grandi dimensioni negli ultimi anni, Ma Iena Cruz non è soddisfatto, dal momento che, nonostante la eco mediatica, i suoi muri sono realizzati con bombolette spray, anch’esse fonte di inquinamento, iniziano a creare un contrasto&nbsp; con la sua sensibilità ed estrema attenzione al tema ambientale e all’emergenza climatica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui nasce, ancora una volta, la domanda su cosa stia realmente facendo e verso quale direzione stia conducendo la propria arte: un linguaggio volto a trasmettere un messaggio forte e inequivocabile sull’importanza della tutela dell’ambiente, ma che, paradossalmente, si avvale di spray altamente inquinanti. È proprio da questa contraddizione che emerge l’esigenza di sviluppare una maggiore consapevolezza anche rispetto ai materiali utilizzati, interrogandosi non solo sul messaggio dell’opera, ma anche sull’impatto che il processo creativo comporta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta arriva nel 2018 quando la non profit “Yourban 2030” gli propone di realizzare un muro a Roma proponendo di utilizzare vernici che assorbono l’anidride carbonica,, superando così il dilemma tra un’arte che incide sull’ambiente ed una pratica artistica più sostenibile,&nbsp; permettendogli di dedicare tutta la dovuta attenzione al tema ambientale come (quasi) unico protagonista dei suoi ultimi lavori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="799" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52-1024x799.jpg" alt="" class="wp-image-347726" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52-1024x799.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52-600x468.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52-767x598.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52-1536x1198.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.59.52.jpg 1744w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma le sue riflessioni sul “perché” della sua arte ancora non sono finite: l’utilizzo delle nuove pitture non risolve il dilemma di Iena Cruz nel momento in cui riceve proposte anche da grandi multinazionali al solo fine di promuovere la propria immagine, reputazione e (soprattutto) buona riuscita economica, attraverso canali come la street art e oggi la urban art, sempre più accessibile e apprezzati da tutti. E dice di no, per poi “lacerarsi”, continuare a domandarsi se ne sia valsa la pena rinunciare a grandi opere ben retribuite e con un grande ritorno mediatico (in ogni caso più economico che artistico), rispetto al rimanere coerente con se stesso e il suo pensiero, senza farsi mettere in mezzo a social media e varie polemiche del tutto sterili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non a caso, “Libertà o felicità” è una delle sue venti illustrazioni per “1984” di George Orwell, “. Iena Cruz identifica questo passaggio come la chiave di lettura principale di tutto il libro, laddove nella prefazione dal titolo “Arte come resistenza”, Christian Gangitano sottolinea il pensiero che porta Iena Cruz a creare questa illustrazione “<em>scegliere tra libertà e felicità sia un interrogativo che risuona nella vita di ogni individuo e dell’artista stesso, invitando a una profonda riflessione sui valori a cui si desidera aderire</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1072" height="1544" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-16.00.05.jpg" alt="" class="wp-image-347727" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-16.00.05.jpg 1072w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-16.00.05-417x600.jpg 417w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-16.00.05-768x1106.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-16.00.05-1066x1536.jpg 1066w" sizes="auto, (max-width: 1072px) 100vw, 1072px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Mind your own business, never lose your compass</em>”, caro Federico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avremo modo di vedere le sue nuove opere nella mostra collettiva “<em>Street Art for Planet Earth</em>”, che si inaugurerà il prossimo 28 novembre presso la Galleria Rosso20Sette Arte Contemporanea a Roma, lavori dove si (intra)vedono tracce dei suoi primi graffiti e tag, trasposti nel tempo per proseguire il suo percorso personale e professionale in continua evoluzione. &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Otto nuove fiabe per scoprire i musei della Lombardia</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/01/otto-nuove-fiabe-per-scoprire-i-musei-della-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=347695</guid>

					<description><![CDATA[Dal 5 ottobre torna “Fila a Nanna”, il podcast di Abbonamento Musei che porta bambini e famiglie tra arte, storia e cultura attraverso otto nuovi racconti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una fiaba della buonanotte per conoscere un museo, un’opera d’arte o un luogo storico. È la formula di <strong>“Fila a Nanna”</strong>, il podcast gratuito promosso da Abbonamento Musei e ideato dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, che dal 5 ottobre torna con otto nuove storie ambientate in alcuni dei principali luoghi della cultura lombarda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, sostenuto da <strong>Regione Lombardia</strong>, prevede una nuova puntata ogni lunedì alle 21 fino al 23 novembre. Si parte da Brescia con <em>La vittoria che aspettava al buio</em>, ambientata tra il Museo di Santa Giulia e il Parco archeologico di Brescia Romana. La settimana successiva sarà protagonista l’Accademia Carrara di Bergamo con <em>Sofia e il mistero del museo sottosopra</em>. Il calendario proseguirà con Volandia, a Somma Lombardo, e Villa Carlotta, sul lago di Como, per poi concentrarsi su Milano con quattro appuntamenti dedicati al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, al Castello Sforzesco, al MUBA e all’ADI Design Museum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questi otto nuovi episodi salgono a 58 le fiabe raccolte nel progetto, ispirate a musei e luoghi culturali di Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. L’obiettivo è avvicinare i bambini al patrimonio attraverso uno strumento semplice e familiare come il racconto, lasciando che siano personaggi e avventure a introdurli alla conoscenza dei musei. Il progetto prosegue anche fuori dal podcast. Dal 18 ottobre al 28 novembre sono in programma otto visite teatralizzate nei musei coinvolti, durante le quali gli attori della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani riprenderanno le atmosfere delle fiabe per accompagnare le famiglie alla scoperta delle collezioni. Gli appuntamenti si terranno all’Accademia Carrara, a Volandia, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, a Villa Carlotta, al Castello Sforzesco, al MUBA, a Brixia e all’ADI Design Museum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Fila a Nanna” rientra nella nuova proposta AM Family &amp; kids, dedicata alle famiglie e ai visitatori più giovani. L’iniziativa punta così a creare un collegamento tra l’esperienza quotidiana dell’ascolto e quella della visita, portando i bambini a conoscere dal vivo i luoghi incontrati nelle storie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le puntate sono disponibili gratuitamente su <a href="https://open.spotify.com/show/7xRMN285uscOhb36PPvE19" data-type="link" data-id="https://open.spotify.com/show/7xRMN285uscOhb36PPvE19">Spotify</a>, Spreaker e sul sito di <a href="https://abbonamentomusei.it/progetto/fila-a-nanna-piemonte/" data-type="link" data-id="https://abbonamentomusei.it/progetto/fila-a-nanna-piemonte/">Abbonamento Musei</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>