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	<description>Associazione ONLUS Insieme per Camarda</description>
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		<title>Terremoto: è caos per il pagamento delle tasse.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È caos tasse per i contribuenti del cratere sismico. La sospensione dei versamenti a causa del terremoto, infatti, rischi di provocare a breve effetti devastanti per le tasche di cittadini e imprese. Innanzitutto va ricordato che il maxi emendamento alla Legge di stabilità del 2011 ha sancito che la restituzione di quanto non versato dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È caos tasse per i contribuenti del cratere sismico. La sospensione dei versamenti a causa del terremoto, infatti, rischi<a href="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/05/meno-tasse-per-tutti-in-italia-pressione-fisc-L-1.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3844" title="meno-tasse-per-tutti-in-italia-pressione-fisc-L-1" src="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/05/meno-tasse-per-tutti-in-italia-pressione-fisc-L-1-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a> di provocare a breve effetti devastanti per le tasche di cittadini e imprese. Innanzitutto va ricordato che il maxi emendamento alla Legge di stabilità del 2011 ha sancito che la restituzione di quanto non versato dopo il sisma doveva avvenire, per «tributi, contributi e carichi iscritti a ruolo», con una <strong>riduzione del 40 per cento, in 120 rate mensili, a partire da gennaio scorso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3843"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è, che in attesa di questo provvedimento,<strong>Equitalia ha comunque notificato oltre diecimila cartelle di pagamento invitando, però, a non versare nulla in attesa di avere tutte le indicazioni necessarie</strong>. E così <strong>oltre novemila contribuenti non hanno impugnato gli atti esattoriali entro i sessanta giorni previsti dalla legge</strong>, convinti di non dover corrispondere nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le cartelle «corrette», ovvero quelle che riportano somme da dover versare, il problema è simile: <strong>dopo sei mesi dall’emanazione della legge Equitalia ancora non recepisce la riduzione del 40 per cento degli importi</strong>. E così le somme giacciono comunque iscritte a ruolo, con l’effetto, ad esempio, che le aziende che lavorano per gli enti pubblici, alle quali viene richiesto il Durc (documento unico di regolarità contabile) per poter accedere agli appalti, non sono in condizione di poter ottenere commesse. Oltre al danno, dunque, anche la beffa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHI PAGA E CHI NO.</strong> Infine c’è il caso di chi, nonostante la sospensione delle tasse, ha deciso di pagare regolarmente. <strong>Dopo la decurtazione del 60 per cento in tremila hanno presentato istanza di rimborso per riottenere i soldi versati ingiustamente</strong>. L’Agenzia delle Entrate, però, temporeggia e non dà risposte sulla questione. L’unica soluzione che resta, per i cittadini, è quella di presentare il ricorso alla commissione tributaria, con ulteriore aggravio dei costi. Sebbene esista un precedente, nel caso del terremoto di Messina del 1991, in cui la Cassazione ha dato ragione a un contribuente che chiedeva il rimborso di quanto versato ingiustamente.<br />
Su tutto questo le categorie professionali (Unione Giovani dottori commercialisti ed esperti contabili dell’Aquila e di Chieti e l’associazione italiana dottori commercialisti di Chieti) hanno diffuso una durissima nota di denuncia chiedendo l’intervento del Garante regionale del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allo stato attuale, dicono, la situazione in cui versano i contribuenti del cratere è la seguente: «Chi non si è opposto agli atti esecutivi sarà costretto a pagare l’intero carico tributario, maggiorato degli aggi per il concessionario e degli interessi di mora; chi ha provveduto ad impugnare le cartelle di pagamento ha di fronte un’Agenzia Fiscale (resistente) che si è opposta alla sospensione del pagamento (in pendenza di giudizio) ritenendo infondate le richieste dei contribuenti ed insussistente il “periculum in mora”; tutti i contribuenti, che hanno perso la propria abitazione, la propria attività e i propri cari, versano in una situazione paradossale: da un lato si trovano nell’impossibilità di poter lavorare in quanto non possono ottenere il Durc, dall’altro un carico tributario insostenibile e oggi “cristallizzato”»</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni hanno chiesto al Garante di intervenire per chiedere al ministro delle Finanze (ovvero Monti) la riapertura dei termini per l’impugnabilità degli atti esecutivi e di quelli collegati.</p>
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		<title>Cialente vs De Matteis.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 12:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<title>Rimozione macerie: ecco il piano.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitato di Indirizzo, di cui all’articolo 22 della o.p.c.m. n. 3923 del 18.2.2011 come successivamente modificata dalla o.p.c.m. n. 4014 del 23 marzo 2012, nella seduta del 4 aprile 2012 ha approvato il “Piano di Gestione delle macerie e rocce e terre da scavo derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione” in adempimento al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Comitato di Indirizzo, di cui all’articolo 22 della o.p.c.m. n. 3923 del 18.2.2011 come successivamente modificata dalla o.p.c.m. n. 4014 del 23 marzo 2012, nella seduta del 4 aprile 2012 ha approvato il “Piano di Gestione delle macerie e rocce e terre da scavo derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione” in adempimento al mandato di cui all’articolo 2 della medesima ordinanza. Il piano, redatto dall&#8217;ufficio del soggetto attuatore, è basato sui dati relativi al complesso delle attività di rimozione delle macerie e dei rifiuti conseguenti al sisma del 6 aprile 2009 e, principalmente, sui risultati e sulle esperienze direttamente acquisiti dalla stessa struttura.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3837"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le principali finalità del piano sono:<br />
- Fornire gli strumenti tecnici ed operativi per mettere in pratica la migliore gestione delle macerie derivanti da crolli e demolizioni;<br />
- Favorire, con la corretta rimozione e gestione di tali rifiuti, nella fase della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, la possibilità di non perdere la memoria “scritta” negli edifici di interesse storico culturale;<br />
- Limitare il volume dei rifiuti recuperando i materiali che posso essere impiegati come nuova materia prima;<br />
- Individuare modalità e risorse da impiegare;<br />
definire gli obiettivi in termini di velocità di rimozione delle macerie indicando i tempi di completamento delle attività;<br />
- Mantenere gli impegni assunti dalle pubbliche amministrazioni con le popolazioni che ricevono le macerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo documento fornisce inoltre a tutti i Comuni del cratere, in base alle rispettive necessità, gli strumenti utili per la definizione del proprio “piano comunale per la gestione delle macerie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Piano per la gestione delle macerie e rocce da scavo derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione</p>
<p style="text-align: justify;">Il presente piano – redatto dalla struttura del soggetto attuatore in adempimento al mandato di cui all’articolo 2 della ordinanza del presidente del consiglio dei ministri n. 3923 del 18.2.2011 come successivamente modificata dalla ordinanza n. 4014 del 23 marzo 2012 – è basato sui dati relativi al complesso delle attività di rimozione delle macerie e dei rifiuti conseguenti al sisma del 6 aprile 2009 e, principalmente, sui risultati e sulle esperienze direttamente acquisiti dalla struttura del soggetto attuatore.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Il silenzio dell’Aquila.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 10:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terremoto: 400 imprese a rischio fallimento per pagamenti bloccati.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Circa 400 imprenditori, prevalentemente aquilani, che hanno lavorato alla ricostruzione leggera ed in parte alla ricostruzione pesante nella periferia aquilana,rischiano il fallimento a causa di un vergognoso e controproducente rimpallo di responsabilita’ che blocca i pagamenti di 978 pratiche di ricostruzione e di 168 pratiche di puntellamento. Anche cosi’ si fa morire questo territorio”. E’ l’allarme lanciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<strong>Circa 400 imprenditori</strong>, prevalentemente aquilani, che hanno lavorato alla ricostruzione leggera ed in parte alla<a href="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/05/50280_73651738116_3625237_n-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3829" title="50280_73651738116_3625237_n (1)" src="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/05/50280_73651738116_3625237_n-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> ricostruzione pesante nella periferia aquilana,<strong>rischiano il fallimento</strong> a causa di un vergognoso e controproducente rimpallo di responsabilita’ che blocca i <strong>pagamenti di 978 pratiche di ricostruzione e di 168 pratiche di puntellamento</strong>. Anche cosi’ si fa morire questo territorio”. E’ l’allarme lanciato da Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, che spiega: “Ogni istituzione interpellata da Confartigianato Abruzzo adduce le proprie motivazioni sui ritardi nei pagamenti alle imprese, lavandosene sostanzialmente le mani, ma la sostanza e’ che <strong>sono fermi da tempo 8milioni 800mila euro relativi alla ricostruzione e 5milioni 500mila euro relativi ai puntellamenti</strong>. Gia’ una decina di imprenditori hanno portato i loro libri contabili in tribunale e molti altri stanno per farlo. Auspichiamo – conclude il presidente della Confederazione degli artigiani – che la priorita’ del tavolo tecnico per la ricostruzione istituito dal Ministro Barca sia proprio il pagamento alle imprese”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Allerta terremoto: la Regione doveva intervenire.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 11:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Terremoto, commissione grandi rischi e prevenzione sismica. A questo scenario aquilano si aggiunge un nuovo tassello con la comparsa di un documento, risalente al 2004 e contenente una serie di disposizioni puntuali e dettagliate, frutto di un’intesa siglata dall’allora capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso e dal presidente della giunta regionale abruzzese Giovanni Pace, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terremoto, commissione grandi rischi e prevenzione sismica. A questo scenario aquilano si aggiunge un nuovo tassello con la comparsa di un documento, risalente al 2004 e contenente una serie di disposizioni puntuali e dettagliate, frutto di un’intesa siglata dall’allora capo Dipartimento della Protezione civile nazionale <strong>Guido Bertolaso</strong> e dal presidente della giunta regionale abruzzese <strong>Giovanni Pace, </strong>mentre le competenze in materia di Protezione civile spettavano all’assessore <strong>Giorgio De Matteis</strong>. Di questo documento parla oggi &#8220;Il Centro&#8221;, sintetizzando che in virtù di questa intesa «L’allerta toccava alla Regione».</p>
<p><span id="more-3825"></span></p>
<p>In particolare «La Regione Abruzzo», si legge nel documento, «al determinarsi di condizioni che possano determinare effetti tali da rendere necessaria l’attivazione delle procedure di allertamento, provvederà, tramite Centro operativo integrato regionale, ad attivare e a gestire il sistema di allertamento sul territorio di competenza». Al punto 2 dello stesso articolo 4 si precisa ulteriormente che «le attività di cui al comma precedente saranno svolte in coordinamento con il Cesiu, la sala operativa e il centro funzionale del Dipartimento della Protezione civile secondo criteri, metodi, standard e procedure comuni». Ma nel 2009 e anche oggi questa intesa è lettera morta.</p>
<p><strong>LA NOTA DI GIOVANNI LOLLI (Pd)</strong> &#8211; Il documento pubblicato oggi sul “Centro” getta una luce nuova e ancor più inquietante sulle responsabilità relative al mancato allarme in occasione del terremoto dell&#8217;Aquila.<br />
Scopriamo inequivocabilmente che, sulla base di un accordo tra la Protezione Civile e la Giunta regionale di centro destra di qualche anno fa, il sistema di allertamento era di competenza della Regione.<br />
La domanda a questo punto è: cosa ha fatto l&#8217;attuale Giunta regionale per assolvere questo compito istituzionale? E, soprattutto, il Vice Presidente De Matteis, all&#8217;epoca Assessore alla Protezione Civile che quell&#8217;intesa firmò in prima persona, si è ricordato di avvertire il Presidente Chiodi dei suoi compiti?<br />
Da quel documento apprendiamo che la Giunta regionale dell&#8217;epoca classificò il rischio sismico di tutti i comuni abruzzesi: 91 in zona 1 (massimo pericolo) 158 in zona 2 e 56 in zona 3.<br />
La domanda che faccio è: in quale categoria fu inserito il Comune dell&#8217;Aquila ?</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sisma, risarcimenti auto danneggiate: Comune attende risposte da Chiodi.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Sono tardive le polemiche su una questione della quale non si conoscono la genesi e gli sviluppi e ancor di più lo sono se fatte in campagna elettorale. L&#8217;Ordinanza di Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 3789, che disciplina gli indennizzi dei beni distrutti dal sisma, è del 9 luglio 2010». Queste le parole dell&#8217;assessore alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Sono tardive le polemiche su una questione della quale non si conoscono la genesi e gli sviluppi e ancor di più lo sono<a href="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/04/Sisma-risarcimenti-auto-danneggiate-Comune-attende-risposte-da-Chiodi_medium.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3821" title="Sisma-risarcimenti-auto-danneggiate-Comune-attende-risposte-da-Chiodi_medium" src="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/04/Sisma-risarcimenti-auto-danneggiate-Comune-attende-risposte-da-Chiodi_medium-150x149.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a> se fatte in campagna elettorale.<span style="text-decoration: underline;"> </span>L&#8217;Ordinanza di Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 3789, che disciplina gli indennizzi dei beni distrutti dal sisma, è del 9 luglio 2010». Queste le parole dell&#8217;assessore alla Ricostruzione<strong> Pietro Di Stefano</strong>, in risposta alle polemiche innescate ieri da Alfonso Magliocco, riguardo i ritardi nei risarcimenti per le auto danneggiate dal sisma.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3818"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«Già il 20 settembre 2010 il Comune dell&#8217;Aquila chiese al Consigliere Giuridico della struttura del Commissario un parere relativo alla possibilità che fosse riconosciuto l&#8217;indennizzo sull&#8217;automobile distrutta o danneggiata dal sisma &#8211; sottolinea Di Stefano &#8211; anche se la stessa non era &#8220;ubicata al momento del sisma nell&#8217;unità immobiliare adibita ad abitazione principale&#8221;, ma anche di estendere il beneficio dell&#8217;indennizzo ai proprietari di abitazioni con esito di agibilità diverso dalla E che avessero comunque perso l&#8217;automobile sotto le macerie. Il parere di risposta del Consigliere Giuridico fu ancora più restrittivo rispetto all&#8217;ordinanza poiché, non accogliendo affatto le proposte avanzate dal Comune, ha inserito, nella sua interpretazione, la parola &#8220;pertinenze&#8221;: qualora cioè le auto non fossero state custodite all&#8217;interno dell&#8217;abitazione principale o delle sue pertinenze non erano in alcun modo indennizzabili».</p>
<p style="text-align: justify;">«Si escludevano così non solo la maggioranza dei cittadini del centro storico che, di regola, non essendo dotati di autorimesse e usufruendo di permesso ZTL (Zone a traffico limitato), parcheggiavano nelle apposite aree di sosta, ma anche tutti quei cittadini che avevano affittato un posto auto coperto non di pertinenza della abitazione di residenza &#8211; spiega ancora Di Stefano - Peraltro, a causa dello sciame sismico che ha preceduto la notte del 6 aprile, in moltissimi avevano tirato fuori le auto dai garage per essere pronti a fuggire in caso di scosse. Con una nota del 28 ottobre 2010 il Commissario ha manifestato la volontà di &#8221;predisporre una eventuale proposta di modifica dell&#8217;art. 3 dell&#8217;OPCM 3789/2009&#8243; e ha chiesto<em> </em>al Comune dell&#8217;Aquila di quantificare le richieste di indennizzo. Il Comune, da parte sua, ha provveduto in tal senso con nota del 2 febbraio 2010 ma, a oggi, le promesse del Commissario non sono state mantenute.Giova peraltro ricordare che, durante i tavoli istituzionali del 2011, il problema è stato riproposto dal Comune in più di un&#8217;occasione, senza sortire i risultati sperati. E a farne le spese sono soprattutto i cittadini del centro storico».</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Casette: odor di sanatoria.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[«I cittadini stiano tranquilli, potranno restare nelle casette di legno fino a quando la loro casa tornerà agibile». Il sindaco Massimo Cialente rassicura e fa chiarezza dopo la confusione su una presunta proroga di 36 mesi delle casette fai da te, che la giunta avrebbe dovuto varare ieri l&#8217;atro. «Solo strumentalizzazioni messe in giro ad arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«I cittadini stiano tranquilli, potranno restare nelle <strong>casette di legno </strong>fino a quando la loro casa tornerà agibile». Il sindaco<strong> Massimo Cialente</strong> rassicura e fa chiarezza dopo la confusione su una presunta proroga di 36 mesi delle casette fai da te, che la giunta avrebbe dovuto varare ieri l&#8217;atro. «Solo strumentalizzazioni messe in giro ad arte – continua il sindaco – Dimenticando forse che proprio l&#8217;assessore Riga non più di 24 ore prima aveva parlato con la stampa della necessità di portare in giunta un atto di proroga».</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3815"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Improvvisamente il sindaco Cialente e l&#8217;assessore <strong>Roberto Riga</strong>ricordano che la <strong>delibera di revoca della delibera 58</strong> &#8211; quella che consentì nel 2009 la realizzazione delle casette &#8211; stabilisce la proroga delle casette di legno fino all&#8217;agibilità dell&#8217;abitazione principale. «Non serve alcun atto – continua sicuro il sindaco, che lancia uno strale all&#8217;assessore Vincenzo Rivera, che della circostanza si è era accorto prima di tutti -  Non esiste però che siano i primi della classe che si accorgono di questa cosa. In giunta ne abbiamo solo discusso, atti alla mano». Le casette realizzate ai sensi della delibera 58 sono <strong>1.040</strong>. Dai rilievi aerofotogrammetrici spuntano <strong>altri 500 manufatti </strong>che vanno esplorati. Il fenomeno dunque secondo Cialente è  contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Speranze di stabilizzazione anche per le casette realizzate in <strong>zona p4</strong>, ad alto rischio esondazione, solo se però in tempi brevi potranno partire i lavori per le<strong> vasche di contenimento</strong> con un investimento di<strong> 50 milioni di euro</strong>. «Se entro l&#8217;estate dovessimo ottenere l&#8217;avvio dei lavori delle vasche  &#8211; ha osservato Cialente &#8211; potremmo ragionare con i proprietari delle casette in area p4 di cui abbiamo tutti i numeri di cellulare. Sono tutti monitorati: quando la Protezione civile ci dice che sta arrivando la pioggia raggiungiamo per sms questi cittadini mettendoli in allerta maltempo». Una cosa è certa sulle casette si pagherà l&#8217;<strong>Imu</strong>, parola di Cialente. Sicuramente resteranno al loro posto le casette realizzate su<strong> terreni edificabili </strong>e quelle su <strong>aree a vincolo decaduto</strong>quando l&#8217;iter del piano sarà perfezionato. Salve anche quello su<strong>aree agricole</strong> grazie all&#8217;articolo 7 contenuto sempre nel piano aree bianche. Cialente ha ribadito che le vasche di contenimento, sulla realizzazione delle quali è sempre stato contrario l&#8217;Mpa di De Matteis, sottolinea, salveranno anche il nucleo industriale e consentiranno alla Menarini di realizzare un nuovo stabilimento e alla Dompè di raddoppiare il proprio. «Sergio Dompé porterà la produzione del primo farmaco importante biotecnologico che è legato ad un ormone neurotropo per la cura della retinite – ha spiegato Cialente -  Il progetto delle vasche  è pronto, attendiamo che il Cipe dia il via libera. Domani ho un incontro sull&#8217;argomento con il ministro Fabrizio Barca». Oltre che cambiare il destino del nucleo industriale e delle casette il Comune potrebbe recuperare tutto il terreno di <strong>Bagno</strong> che potrebbe diventare un “<em>Petit bois de Boulogne</em>”. L&#8217;assessore Roberto Riga ha ricordato che i cittadini possono da ora chiedere la trasformazione dei manufatti da temporanee a definitivi se costruiti in aree edificabili.  A.Cal.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>PROPERZI: «SULLE CASETTE LOGICA ELETTORALISTICA» </strong></span>- «Dalle parole del sindaco uscente rilevo che la vicenda delle cosiddette casette sta acquisendo una logica elettoralistica. Non è la maniera seria di affrontare questo problema, come altri della città». A sottolinearlo è <strong>Pierluigi Properzi</strong>, candidato sindaco di “Domani L&#8217;Aquila” sostenuto dal Popolo della libertà. «Sulla questione casette &#8211; aggiunge Properzi &#8211; dovrebbe essere buona regola che l&#8217;amministrazione comunale definisca prima i limiti dell&#8217;interesse pubblico indicando così ai cittadini le soluzioni a problemi complessi. La questione non può essere affrontata con l&#8217;improvisazione e i proclami, come fa il sindaco, ma deve essere parte integrante di un piano complessivo di riqualificazione della città». Properzi chiede inoltre al sindaco «di rendere pubbliche le cartografie delle casette a cui ha fatto cenno».</p>
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		<title>Buona Pasqua 2012!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 07:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Direttivo dell&#8217;Associazione Onlus &#8220;Insieme Per Camarda&#8221; augura a tutti una serena Pasqua. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio Direttivo dell&#8217;Associazione Onlus &#8220;<span style="text-decoration: underline;">I</span><span style="text-decoration: underline;">nsieme Per Camard</span>a&#8221; augura a tutti una serena Pasqua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/04/colombe_communio_d_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3806" title="colombe_communio_d_" src="http://www.insiemepercamarda.com/wp-content/uploads/2012/04/colombe_communio_d_.jpg" alt="" width="360" height="225" /></a></p>
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		<title>Anniversario sisma, Gabrielli: il nostro paese non può più rimanere insensibile</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 07:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca De Cecchis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel giorno del terzo anniversario del sisma del 2009 Franco Gabrielli, capo del Dipartimento di Protezione Civile e già prefetto della città, è tornato a L&#8217;Aquila per parlare di prevenzione. «L&#8217;unica vera prevenzione non è quella di immaginare la possibilità di individuare dei precursori che ci dicano come, dove e quando reagire. L&#8217;unico vero sistema di prevenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel giorno del terzo anniversario del sisma del 2009 <strong>Franco Gabrielli</strong>, capo del Dipartimento di Protezione Civile e già prefetto della città, è tornato a L&#8217;Aquila per parlare di prevenzione. «L&#8217;unica vera prevenzione non è quella di immaginare la possibilità di individuare dei precursori che ci dicano come, dove e quando reagire. L&#8217;unico vero sistema di prevenzione è quello di costruire gli edifici, le case in modo corretto». Con queste parole Gabrielli ha introdotto la sua lezione magistrale dal titolo <strong>&#8220;La preoccupazione della prevenzione &#8211; La Protezione Civile e la cultura della sicurezza in Italia&#8221;</strong>, invitato dalla Fondazione &#8220;6 Aprile per la vita&#8221;. «A L&#8217;Aquila si sta celebrando un processo nel quale, a torto o a ragione, si pensa che ci sia stata una comunicazione di rassicurazione &#8211; dice il numero uno della Protezione Civile. E posso dire che ancora oggi ricevo sul territorio, da parte degli amministratori, l&#8217;invito a rassicurare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3800"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il tema della rassicurazione è insito in questo modo errato di affrontare i problemi. Si preferisce essere rassicurati, invece che essere posti di fronte al dilemma &#8220;ma la mia casa in che condizioni è? La scuola dove mando i miei figli in condizioni è? E l&#8217;ospedale dove devo curarmi? Gli edifici sono in grado di sopportare le sollecitazioni sismiche?&#8221;».</p>
<p>In merito al commissariamento e alla nuova attenzione che il Governo Monti sta dedicando alle problematiche della città Gabrielli ha detto che «non ci deve innamorare delle formule. Stiamo parlando di un commissario delegato dal Governo e da questa comunità. Evidentemente quello che non va non tanto la formula, ma la sottostante comunità». Gabrielli, con le sue parole, ha voluto anche sollecitare lo Stato, le istituzioni e i cittadini a non rimanere più indifferenti e «insensibili davanti a queste catastrofi, alle tante morti. Questi morti &#8211; ha detto &#8211; sono sulla coscienza di tutti, per quello che non abbiamo fatto per salvarli e per quello che dovremo fare in futuro per far si che ciò non accada più». «Dimenticando &#8211; ha sottolinenato &#8211; non renderemo un servizio alla comunità».</p>
<p>Franco Gabrielli ha parlato di prevenzione, anzi di preoccupazione per la prevenzione. Quindi attivarsi ancor prima di prevenire. Per il capo della Protezione Civile prevenzione vuol dire prevenzione strutturale, ma anche prevenzione di protezione civile, quella fatta di piani aggiornati e condivisi e «non lasciati dentro qualche scrivania ad impolverarsi». Il paese, ha detto, «ha bisogno di uomini preparati e pronti al sacrificio».</p>
<p>«Io stesso ancora oggi a tre anni di distanza dal terremoto, ricevo continue sollecitazioni da parte delle istituzioni perché si rassicuri, perché alla fin fine è questo quello che si va a ricercare». Con queste parole l&#8217;ex prefetto dell&#8217;Aquila ha risposto ai giornalisti che chiedevano un suo commento sulla telefonata intercettata ed intercorsa tra l&#8217;ex numero &#8220;uno&#8221; della protezione civile, Guido Bertolaso e l&#8217;ex responsabile regionale dello stesso Ente, Daniela Stati. Nella telefonata (entrata nel processo contro i sette membri della commissione grandi rischi) Bertolaso annunciava alla collega l&#8217;arrivo in città degli esperti che avrebbero dovuto tranquillizzare la popolazione agitata per il sciame sismico in atto da mesi.</p>
<p>di Eleonora Ferroni</p>
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