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		<title>Tre donne amorose al Teatro Verdi di Trieste 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flaviano Bosco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di precipitare piacevolmente nelle meravigliose emozioni della nuova stagione lirica 2026/2027 del Teatro dell&#8217;Opera triestino e mentre si è appena inaugurata la stagione sinfonica, sembrano doverose ancora alcune riflessioni sugli spettacoli di quella andata in archivio. E&#8217;sempre difficile e a volte imperdonabile fare le proprie considerazioni critiche per così dire a caldo, soprattutto quando [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="495" height="619" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/tredonneamorosealteatroverdidi2.jpg" alt="" class="wp-image-103710" style="width:400px;height:auto" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/tredonneamorosealteatroverdidi2.jpg 495w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/tredonneamorosealteatroverdidi2-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 495px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di precipitare piacevolmente nelle meravigliose emozioni della nuova stagione lirica 2026/2027 del Teatro dell&#8217;Opera triestino e mentre si è appena inaugurata la stagione sinfonica, sembrano doverose ancora alcune riflessioni sugli spettacoli di quella andata in archivio.</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217;sempre difficile e a volte imperdonabile fare le proprie considerazioni critiche per così dire a caldo, soprattutto quando si tratta di capolavori immortali come quelli andati in scena al Verdi nella scorsa stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Davanti ad ogni nuovo cartellone con tante serate che si susseguono, l&#8217;appassionato a volte fantastica sulle future gioie; dopo l&#8217;ultimo spettacolo capita molto spesso che lo stesso cerchi di individuare i fili più o meno evidenti che si sono intessuti tra le opere cui ha assistito. A volte sono sufficienti anche motivazioni precarie ed estemporanee; in altri casi non bastano le elucubrazioni più astruse e bizantine. In realtà, alla composizione di un cartellone congiurano tutto un vortice di fattori, si intessono fili dai più diversi arcolai che devono tener conto da una parte delle intuizioni della direzione artistica, dall&#8217;altra del favore e interesse del pubblico pagante, della disponibilità del cast e delle orchestre direttori compresi, della logistica, delle caratteristiche precipue della cavea e del palcoscenico e di tanti altri fattori che solo un vero alchimista può riuscire a sposare chimicamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte le motivazioni sono molto più semplici di tutto questo andar almanaccando senza alcun costrutto, ma è comunque molto piacevole sia per i semplici appassionati, sia per i melomani incalliti cercare dei fili che uniscono le opere proposte, provando a capire se il caos e il caso possano presentarsi anche sotto forma di ordinato cronoprogramma dove ciò che segue viene dopo ciò che precede e una cosa contiene e spiega l&#8217;altra. Non è un “Mind Game” per sfaccendati, al contrario, è un esercizio intellettuale che mette in gioco conoscenze, abilità, memoria e creatività e che ci spinge a fare attenzione a ciò che vediamo e ascoltiamo. Ogni opera lirica contiene in se un mondo, che orbita attorno ad un sole, che attiene a sistemi di costellazioni che a propria volta fa parte di un universo tra gli altri. Tutte queste dimensioni vibrano assieme al nostro cuore, nello stesso istante. Possiamo anche credere che si tratti di astruse romanticherie adolescenziali, fanfaluche per animi fragili, ma è sempre meglio farsi portare dai sogni che soccombere all&#8217;incubo di una realtà totalmente disumanizzata e crudele dominata dal profitto ad ogni costo e dall&#8217;abominio fino al genocidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è impossibile, per esempio, trovare o creare un sottile filo rosso, magari di seta, che colleghi e tenga uniti i personaggi femminili di alcune delle maggiori opere in cartellone al Verdi nell&#8217;ultima stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Com&#8217;è facile intuire, il collegamento fondamentale tra <em>Giulietta</em> (<em>Roméo et Juliette</em> di Charles Gounod, 1867), <em>Cio-Cio-San</em> (<em>Madama Butterfly</em> di Giacomo Puccini 1904) ed <em>Elektra</em> (nell&#8217;omonima opera di Richard Strauss 1909) lo troviamo nell&#8217;ideale tragico d&#8217;amore che condividono. La loro ossessione è talmente profonda che ne sono divorate fino al sacrificio di se stesse o come dice il poeta “all&#8217;abiura di se”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema stesso del suicidio come rivendicazione d&#8217;identità o liberazione è contemplato implicitamente in ogni loro scelta. Perfino i loro slanci vitali e leggeri non sono che un preludio alla rinuncia della vita. L&#8217;ideale tragico e romantico del suicidio si riverbera nelle loro azioni rivelandone la luce di tenebra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cronologicamente le tre donne rappresentano un&#8217;evoluzione del personaggio femminile dal tardo romanticismo all&#8217;espressionismo nell&#8217;approssimarsi delle tempeste d&#8217;acciaio del secolo breve con il crollo degli imperi centrali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roméo e Juliette di Charles Gounod (1867)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Juliette di Gounod rappresenta un personaggio che nello spazio dell&#8217;opera subisce un&#8217;evoluzione radicale passando dalla spensieratezza espressa nell&#8217;aria celeberrima del primo atto: Ah! je veux vivre Dans ce rêve, qui m&#8217;enivre; Ce jour encore, Douce flamme, alla morte estatica dell&#8217;ultima scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217;così nel libretto di Jules Barbier e Michel Carré che ha sostenuto la prima rappresentazione dell&#8217;opera al Théâtre Lyrique di Parigi nel 1867, Giulietta è espressione del lirismo romantico francese, sogna un Dolce Amore puro e totalizzante, che sfida le leggi familiari. Vuole vivere la sua passione d&#8217;amore con tutta l&#8217;intensità possibile, spensierata e gaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aria che canta rorida di speranze contiene già quasi un sinistro presagio di un fosco futuro. Dopo i primi incantevoli versi, quelli immediatamente successivi cantano che la gioia dura poco e lascia presto lo spazio al dolore e al rimpianto. Sappiamo bene che i sogni svaniscono all&#8217;alba, l&#8217;opera di Shakespeare nel suo complesso indaga sulla realtà che è fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni, non c&#8217;è molto da stare sereni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre dalla voce di Giulietta che si risveglia dall&#8217;intorpidimento dovuto alla pozione, apprendiamo sgomenti insieme al suo amato, che:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(alzandosi alquanto)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dieu! Qu&#8217;as-tu fait?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gran Dio! Cos&#8217;hai fatto?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(nelle braccia di Romeo)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Va! Ce moment est doux!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Or lieta appien son io!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Lascia cadere il pugnale.)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">O jôie infinie et suprême de mourir avec toi!.. Viens!.. Un baiser!.. Je t&#8217;aime!..</p>



<p class="wp-block-paragraph">M&#8217;è gioia infinita suprema il morire con te&#8230; Vien! Prendi un bacio&#8230; io t&#8217;amo!&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che dio ci perdoni quando l&#8217;unica gioia che ci resta, l&#8217;unico modo per amarci è quello di morire insieme. E&#8217;una tragedia talmente enorme che può contenere l&#8217;esistenza di tutta l&#8217;umanità. Proprio per questo la messa in scena dell&#8217;opera di Gounod del Verdi in contemporanea con il dramma shakespeariano sempre per la regia di Paolo Valerio al politeama Rossetti ha in se uno straordinario significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A parte il valore dei notevoli adattamenti, perfettamente in tema è apparsa l&#8217;ambientazione della vicenda con richiami al primo conflitto mondiale e al tragico assedio di Sarajevo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In merito, il regista Paolo Valerio ha dichiarato: “Desideravo che a questa nuova edizione di “Romeo e Giulietta” facesse sfondo un luogo universale, che raccontasse la tragedia dei due amanti in un contesto di violento contrasto, come è nel testo di Shakespeare: l’odio delle famiglie insanguina le strade di Verona. E che fosse in forte rapporto con il tema dell’inutilità della guerra, che oggi è così atrocemente, insensatamente presente, che mi sembra impossibile estraniarsene, nemmeno &#8211; o sopratutto &#8211; accingendosi ad un atto artistico, nemmeno raccontando una storia d’amore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;assedio il 19 maggio 1993, mentre attraversavano il ponte <em>Vrbanja,</em> <em>Admira Ismić</em> e <em>Boško Brkić</em>, noti come i&#8221;Romeo e Giulietta di Sarajevo&#8221;furono falciati dalla mitraglia. Lei era musulmana e lui serbo-ortodosso. Il loro legame rappresentava la perfetta armonia multiculturale di Sarajevo, dove diverse fedi convivevano pacificamente. I loro corpi rimasero distesi e abbracciati su quel ponte nella terra di nessuno per giorni, impossibili da recuperare a causa del fuoco continuo dei cecchini, diventando il simbolo universale dell&#8217;assurdità e della crudeltà della guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Shakespeare a suo tempo ce lo aveva già detto, Gounod lo ha messo in musica due secoli dopo, ma noi non l&#8217;abbiamo ancora capito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l&#8217;adattamento dell&#8217;opera lirica, a volte la scelta registica è apparsa ridondante e sopra le righe per l&#8217;adattamento scenico tra luci, filmati d&#8217;epoca e mille drammatiche suggestioni. Brillante, nonostante qualche eccesso sanguigno, è sembrata la direzione del Maestro Leonardo Sini che ha polso fin troppo fermo, intensa l&#8217;interpretazione del tenore Galeano Salas e la soprano Nina Minasyan. Alcuni virtuosismi tecnici, soprattutto di quest&#8217;ultima, sono sembrati fuori registro e alcune volte l&#8217;orchestra ha sovrastato il cantato, ma tutto sommato la messa in scena è perfettamente riuscita. L&#8217;unione tra prosa e lirica nel segno dell&#8217;attualizzazione del messaggio di pace è stata davvero vincente dal punto di vista artistico e del riscontro di pubblico. Un&#8217;esperienza da ripetere e sostenere con entusiasmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Madama Butterfly di Giacomo Puccini (1904)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stagioni liriche del Teatro Verdi di Trieste non si distinguono certo per l&#8217;innovazione e la ricerca, anche se non mancano ottime produzioni. I cartelloni, in generale, sono sempre piuttosto tradizionali e centrati su un repertorio belcantistico che cerca sempre di accontentare i gusti degli spettatori più assidui, spesso dai capelli d&#8217;argento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo le opere contemporanee, quando ci sono, rappresentano, una parte minimale e spesso residuale dell&#8217;intero. Non è un difetto, ben inteso, e non è assolutamente necessario che si debba cercare l&#8217;innovazione e la sperimentazione a tutti i costi. Ha ragione di esistere anche un approccio alle arti performative più meditato e cauto che tenga conto anche di ciò che è stato. Senza la salvaguardia della tradizione e del repertorio non ha senso nemmeno parlare di innovazione e di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Stagione Lirica 2025-2026 del Teatro Verdi di Trieste ha riproposto il discutibile e già discusso allestimento ideato dal regista Alberto Triola, di Madama Butterfly di Giacomo Puccini andato in scena al Verdi alcuni anni fa. In quest&#8217;occasione, la scenografia, con qualche ottimo effetto, appariva scarna ed essenziale fino a sembrare una messa in scena concertata come tante se ne vedono. E&#8217;stato uno dei maggiori aggiornamenti rispetto alla vecchia edizione quanto mai necessario, viste le leziosità e gli inutili barocchismi del precedente allestimento.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Non è sempre necessario rappresentare l&#8217;opera in modo trionfale con i cavalli sul palcoscenico o i bastimenti con un fil di fumo all&#8217;orizzonte, la magniloquenza estetica di certi registi, ha fatto il proprio tempo, la musica e i versi bastano a stimolare il nostro immaginario, e, in questo caso, non serve nemmeno essere pedissequamente filologici ricalcando il gusto per le “giapponeserie” dello stesso Puccini. La tragedia di Cio cio san supera il proprio tempo e il nostro, proiettandosi nel futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo è però che dell&#8217;opera lirica fanno parte integrante anche scenografie, costumi, coreografie, luci, attorialità e via di seguito; ridurre tutto questo all&#8217;osso prediligendo l&#8217;esecuzione orchestrale e il cantato è legittimo, ma l&#8217;effetto generale è di incompletezza e mutilazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sembri una contraddizione, ma la vicenda della sfortunata giovane giapponese e del suo devoto amore per l&#8217;ammiraglio Pinkerton cinico e approfittatore, per quanto riguarda la drammaturgia, in alcuni momenti, è risultato addirittura più efficace e aderente allo spirito del verismo esotico italiano. Le scene di Genuizzi e Zullo, i raffinati costumi di Sara Marcucci e i personaggi avvolti spesso in solitarie tenebre accentuano la follia d&#8217;amore della protagonista e rendono la sua livida disperazione di sedotta e abbandonata ancora più tragica se è possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella messa in scena del Verdi perfettamente a proprio agio <em>Vittoria Yeo dalle tonalità dolcissime e delicate. La sua grande capacità espressiva è sostenuta da pregevoli doti tecniche che, se non si sperticano in virtuosismi estremi, hanno appieno la complessità del personaggio. il Pinkerton di Vasyl Solodkyy è sufficientemente volgare e arrogante, decisamente sopra le righe, fino a risultare fastidioso, ma perfettamente in parte.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Asciutta fino ad essere scabra, ma efficace e adeguata anche se non indimenticabile, la direzione di Giulio Prandi che si è giovato dell&#8217;ottima resa dell&#8217;Orchestra del Verdi sempre all&#8217;altezza della situazione. Vibrante il Coro preparato da Paolo Longo, commovente fino alle lacrime nel celeberrimo&#8221;Coro a bocca chiusa&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cio cio san diventa così propriamente la vittima simbolica di un atteggiamento di stampo coloniale tipico di quello che Edward Said, scrittore palestinese naturalizzato statunitense, ha definito “Orientalismo”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Said, l&#8217;Orientalismo non è un vero discorso sull&#8217;Oriente, bensì un risultato della descrizione e dell&#8217;assunzione degli occidentali sulla premessa che l&#8217;Occidente è superiore all&#8217;Oriente. Agli occhi degli occidentali, l&#8217;Occidente è moderno, rappresentando la civiltà, il progresso, lo sviluppo, la prosperità, la libertà e l&#8217;apertura mentre l&#8217;Oriente è tradizionale e arretrato, rappresentando la chiusura, l&#8217;ignoranza, la povertà, l&#8217;antichità e la rigidità. L&#8217;Orientalismo come disciplina diventa un mezzo efficace di dominio imperialista e di discriminazione culturale. Non è difficile comprendere che questo atteggiamento è tutt&#8217;altro che anacronistico purtroppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Madama Butterfly vive un progressivo isolamento dal mondo circostante e sceglie di darsi la morte attraverso una vera e propria messinscena rituale: compie il suicidio d&#8217;onore (<em>jigai</em>) bendando il figlio, inchinandosi davanti alla statua di Buddha e usando il pugnale del padre su cui è inciso: <em>&#8220;Chi non può vivere con onore, muoia con onore&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Com&#8217;è noto Puccini trasse la sua opera da un dramma teatrale a propria volta ispirato ad alla storia vera di <em>Maki Kaga:</em> la donna fu identificata come la madre naturale del piccolo Tomisaburo (nato nel 1870), poi preso in carico/adottato dalla famiglia del mercante scozzese Thomas Blake Glover. Fu la stessa Jennie a soprannominarla familiarmente <em>&#8220;Cho-Cho-San&#8221;</em> (signora Farfalla). La vera Butterfly non si suicidò ma finì per risposarsi e morì nel 1906 a Nagasaki, una città simbolicamente molto significativa per la contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nostre cronache attuali sono purtroppo piene di tragedie molto simili che ci raccontano di tante ragazze illuse e ingenuamente appassionate, coinvolte in inganni e menzogne che promettono di salvarle e invece le condannano ad una condizione d&#8217;emarginazione e nei casi peggiori alla morte. Due film in particolare ci aiutano a capire la complessità e la modernità della vicenda nelle sue mille sfaccettature: M.Butterfly di David Cronenberg (1993) e il più recente Anora di Sean Baker (2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Elektra di Richard Strauss </em>(1909)</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera che ha chiuso la stagione lirica 2025/2026 del <em>Teatro Verdi di Trieste</em>, è stata considerata dalla critica e dal pubblico come una delle messe in scena più riuscite, memorabili e potenti degli ultimi decenni, sia dal punto di vista strettamente musicale, sia per resa dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentata l&#8217;ultima volta a Trieste nel 1978, Elektra, in questa nuova versione, è apparsa ispirata, tellurica e cupa, carica di attualità e significato visti anche i tempi che stiamo affrontando. Niente sembra essere più contemporaneo del tema della vendetta, della brama di sangue e della dissoluzione di se nella vertigine del rancore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ispirato dall&#8217;omonima tragedia sofoclea (circa 413 a.C.) Hugo von Hofmannsthal immaginò il suo dramma teatrale “Elettra” dalla quale adattò il libretto per l&#8217;opera del grande compositore viennese facendone uno dei capisaldi dell&#8217;espressionismo modernista tedesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elektra, che ebbe la sua prima alla Königliches Opernhaus di Dresda il 25 gennaio 1909, saluta la cosiddetta “Felix Austria” o in altro contesto “Belle Ėpoque” e vede spalancarsi davanti a se la voragine dei conflitti mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è difficile intravvedere nella vicenda della povera figlia di Agamennone il terribile destino dell&#8217;Occidente che ancora ci condanna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera di Strauss è profondamente legata alle considerazioni di F.W. Nietzsche nel suo “<em>La nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo”(1872-1886).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">*Il filosofo di R**öcken contrapponeva all&#8217;ideale neoclassico una visione dell&#8217;antica Grecia radicalmente diversa e inquietante; alle forme ideali e alla bianchezza da clorosi dei marmi levigati contestava una violenza brutale e dionisiaca, intrisa di ferocia animale e di sangue cambiando per sempre tutte le possibili prospettive interpretative. Il mondo greco diventava così il risultato del connubio e del contrasto tra l&#8217;ordine armonico rappresentato dalla razionalità del principio Apollineo e quello che prende il nome da Dioniso il dio dell&#8217;ebbrezza, delle pulsioni ctonie, degli eccessi e della dissoluzione.*</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Considerazioni che all&#8217;epoca generarono un grande scandalo nel mondo accademico e la conseguente ostracizzazione di Nietzsche che ebbe però grande fortuna postuma. Come è evidente anche nel <strong>poema sinfonico Also sprach Zarathustra (</strong>Così parlò Zarathustra) espressamente dedicata al filosofo, Richard Strauss aderì completamente a quella nuova visione per certi versi paradossale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Elektra mette in scena passioni estreme, come la vendetta e l&#8217;ossessione tragica e morbosa del furore dionisiaco; la stessa protagonista ebbra e resa folle dall&#8217;orgasmo e dalla vertigine animale del sangue, nel parossistico finale, si scatena in un&#8217;orgiastica danza finale di morte. Sulle cime della disperazione l&#8217;irrazionale prevale sull&#8217;ordine e la pulsione di morte sull&#8217;istinto di conservazione. Naturalmente, tutta questa devastante energia si traduce in una composizione musicale di grande forza e frenesia. L&#8217;atmosfera è funesta, luttuosa e atroce fin dal primo attacco.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">*Per ospitare tanta angosciosa ferocia in musica gli spazi del Teatro Verdi sono stati profondamente trasformati dalle visionarie scenografie di <strong>Benito Leonori</strong>, spostando gli 86 orchestrali direttamente sul palcoscenico e trasformando il “Golfo mistico” e alcune file della platea in un ulteriore spazio scenico, un&#8217;enorme vasca marmorea nella quale “danzavano” le anime dannate degli assassinati. <strong>La sapiente regia di </strong>Marco Filiberti** ha saputo trasformare l&#8217;allestimento in un luogo purgatoriale senza tempo davvero suggestivo e coinvolgente.*</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il sempre ottimo, deciso e amatissimo direttore <strong>Enrico Calesso</strong> ha eseguito la partitura con la riduzione orchestrale di <strong>Otto Singer drammatica e furiosa giovandosi dell&#8217;</strong>Orchestra del Teatro Verdi che ancora una volta ha dimostrato tutta il proprio valore di perfetta “macchina da musica”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">*Assolutamente straordinaria per intensità l&#8217;interpretazione vocale e la presenza scenica di **Elena Batoukova-Kerl che ha dato voce alla sfortunata Elektra rivelando una voce potente che ha sovrastato l&#8217;orchestra e che è stata in grado di trasmettere al pubblico anche una sorta di inquietudine e autentico pavore. Di ottimo livello anche la prestazione della Crisotemide Simone Schneider, che ha sostenuto e fatto ancor di più risaltare lo sgomento drammatico della protagonista cui si affiancava.*</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Con la morte sulla scena di Elektra tra le convulsioni di una danza furibonda si chiudeva la stagione 2025/2026 del Teatro Verdi in un diluvio di applausi e autentiche sentite ovazioni da parte del pubblico. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E&#8217;ormai imminente la prima della nuova stagione che canterà le gesta del cavaliere del cigno, Lohengrin di Richard Wagner e le premesse sono quelle di un altro cartellone di straordinario interesse. L&#8217;opera del compositore tedesco sembra purtroppo anche perfettamente in tema con i timori e i clamori dei nostri tempi terribili. Dice il re Enrico l&#8217;uccellatore nel primo atto:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Spirato ormai è il termine, e il tributo si nega…e s’arma il nemico con minaccia selvaggia. Ora è giunto il tempo di salvaguardare l’onore dell’impero; ad oriente o ad occidente, la causa valga per tutti! Quel che si chiama terra tedesca, levi schiere a battaglia; allora per certo nessuno più insulterà all’Impero tedesco!” </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il cosiddetto nemico viene anche oggi da est e la Germania sta scommettendo sull&#8217;imminente conflitto, soffiando sul fuoco della contrapposizione tra Oriente e Occidente. Speriamo che non ci sia un nuovo Himmler a indicare in Lohengrin il proprio eroe tedesco. Sono tutte cose che abbiamo già visto e non portano verso niente di buono. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per ora concentriamoci solo sulla musica. Evviva il teatro Verdi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Flaviano Bosco / instArt 2026 ©</em></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>© Flaviano Bosco per instart</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>CircuitoCinema a Cormons tra serpe​nti e documentario</title>
		<link>https://www.instart.info/circuitocinema-a-cormons-tra-serpenti-e-documentario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 18:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[CircuitoCinema]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[naza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Comunale di Cormons]]></category>
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					<description><![CDATA[Prosegue la rassegna CircuitoCinema che a.ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale propone in collaborazione con Visioni d’Insieme grazie al sostegno della Regione Fvg: il lunedì sera, al Teatro Comunale di Cormons, le proiezioni saranno uniche, alle 20.30. Lunedì 12 ottobre saranno proiettati il corto &#8216;Transumanza&#8217; di Giovanni Bertoia e, a seguire, il film di Roberto de [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="495" height="400" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/circuitocinemaacormonstraserpe2.jpg" alt="" class="wp-image-103641" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/circuitocinemaacormonstraserpe2.jpg 495w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/circuitocinemaacormonstraserpe2-480x388.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 495px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue la rassegna <em>CircuitoCinema</em> che <strong>a.ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale</strong> propone in collaborazione con <strong>Visioni d’Insieme</strong> grazie al sostegno della <strong>Regione Fvg</strong>: il lunedì sera, al <strong>Teatro Comunale di Cormons</strong>, le proiezioni saranno uniche, alle <em>20.30</em>.</p>

</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lunedì 12 ottobre</strong> saranno proiettati il corto <strong>&#8216;Transumanza&#8217;</strong> di <strong>Giovanni Bertoia</strong> e, a seguire, il film di <strong>Roberto de Paolis</strong>, <strong>&#8216;Serpenti&#8217;</strong>. La storia segue Paolo Marra, che ha ucciso sua moglie senza un perché e, divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi per pagare e restituire dignità alla donna e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio: l’uomo resta intrappolato in un paradosso kafkiano, impossibilitato a farsi arrestare, perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lunedì 19 ottobre</strong> verrà riproposto <strong>&#8216;Transumanza&#8217;</strong> prima del film documentario del <em>2026</em> diretto da <strong>Yuval Abraham</strong> e <strong>Rachel Szor</strong>, che ne ha curato anche fotografia e montaggio, <strong>&#8216;Naza&#8217;</strong>. Di notte, sui tetti di Tel Aviv, prendono forma le registrazioni di testimonianze anonime di operatori dell’intelligence e membri dell’esercito israeliano che dal 2023 hanno preso parte allo spionaggio, alla sorveglianza e all’uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto da <strong>The Guardian</strong> e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi <strong>&#8216;+972 Magazine&#8217;</strong> e <strong>&#8216;Local call&#8217;</strong>, il documentario racconta le tecnologie impiegate per il monitoraggio della popolazione, dalle intercettazioni all’hackeraggio fino all’intelligenza artificiale, e il loro ruolo in una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che ha causato decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lunedì 26 ottobre</strong> sarà la volta di <strong>&#8216;Julka&#8217;</strong>, seguito dal film <strong>&#8216;Digger&#8217;</strong> di <strong>Alejandro G. Iñárritu</strong>. La trama racconta di <strong>Digger Rockwell</strong>, magnate del petrolio legato a antiche fortune di famiglia e in rapporto diretto con il Presidente degli Stati Uniti, al corrente di informazioni riservate. Quando le operazioni dei suoi pozzi tra i ghiacci della Groenlandia provocano un terribile incidente, la crisi minaccia di investire gran parte dell’Europa settentrionale, alterando gli equilibri del mondo intero. Con il solo supporto dello scienziato <strong>Dottor Ganesh</strong>, l’uomo tenta di raddrizzare la situazione, ma di fronte alle forze della natura nulla possono le armi dell’esercito statunitense né i media manipolati dalle AI. Digger finirà per riconoscere il proprio ruolo nella catastrofe, senza però rinunciare a denunciare il mostro creato dagli Stati moderni e dalla loro inesauribile sete di petrolio.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Quinta Giusta 2026 debutta a Porcia</title>
		<link>https://www.instart.info/quinta-giusta-2026-debutta-a-porcia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[porcia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingresso libero PORCIA – Il violino di un talento di appena dieci anni e la voce di un soprano già approdato ai palcoscenici europei aprono Quinta Giusta 2026: domani, sabato 10 ottobre, alle 20.30, nella Chiesa di Sant’Agnese a Rorai Piccolo di Porcia, saranno protagoniste Mana Yanai, vincitrice del Piccolo Violino Magico 2026, e Anna [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1707" height="2560" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/quintagiustadebuttaaporcia2-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-103638" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/quintagiustadebuttaaporcia2-scaled.jpeg 1707w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/quintagiustadebuttaaporcia2-1280x1920.jpeg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/quintagiustadebuttaaporcia2-980x1470.jpeg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/quintagiustadebuttaaporcia2-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1707px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ingresso libero</strong></p>

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<p class="wp-block-paragraph">PORCIA – Il violino di un <strong>talento di appena dieci anni</strong> e la voce di un <strong>soprano</strong> già approdato ai palcoscenici europei aprono <strong>Quinta Giusta 2026</strong>: <strong>domani, sabato 10 ottobre, alle 20.30</strong>, nella <strong>Chiesa di Sant’Agnese a Rorai Piccolo di Porcia</strong>, saranno protagoniste <strong>Mana Yanai</strong>, vincitrice del <strong>Piccolo Violino Magico 2026</strong>, e <strong>Anna Graf</strong>, Primo Premio al <strong>Concorso Internazionale di Canto Cameristico Seghizzi 2025</strong>. Ad affiancarle sarà il pianista <strong>Daniele Bonini</strong>, per una serata che accosta il grande repertorio violinistico romantico alle pagine per voce e pianoforte di Tosti e Grieg. Il concerto è a <strong>ingresso libero</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si apre così il nuovo cartellone nato dalla collaborazione fra cinque eccellenze musicali del Friuli Venezia Giulia: <strong>Piano FVG di Sacile, Premio Trio di Trieste, Concorso Internazionale Città di Porcia, Piccolo Violino Magico di San Vito al Tagliamento e Concorso Internazionale di Canto Corale e Cameristico C. A. Seghizzi di Gorizia</strong>. Dopo avere accompagnato il percorso di Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della Cultura, Quinta Giusta guarda ora a <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong>, con <strong>sei concerti fra Porcia, San Vito al Tagliamento e Sacile</strong>, fino al <strong>20 novembre</strong>. Un progetto che dà continuità al lavoro dei Concorsi, trasformando i premi in opportunità concertistiche e offrendo al pubblico la possibilità di conoscere alcuni dei migliori interpreti emersi dalle competizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad inaugurare la serata sarà <strong>Mana Yanai</strong>, impegnata nel <strong>Concerto n. 1 in sol minore op. 26 di Max Bruch</strong>, con accompagnamento pianistico. Fra le pagine più amate del repertorio per violino, il Concerto intreccia slancio virtuosistico e intensità melodica, mettendo alla prova tanto la padronanza dello strumento quanto la sensibilità dell’interprete. Nata a <strong>Tokyo</strong>, Mana ha iniziato lo studio del violino a quattro anni sotto la guida di <strong>Mami Teshigahara</strong> e a nove ha debuttato con orchestra dopo avere vinto il concorso della Japanese String Teachers Association. Il successo conquistato quest’estate a San Vito al Tagliamento si aggiunge a numerosi riconoscimenti internazionali.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La seconda parte del concerto è affidata ad <strong>Anna Graf</strong>, che proporrà le <strong>Quattro canzoni d’Amaranta di Francesco Paolo Tosti</strong> e i <strong>Sei Lieder op. 48 di Edvard Grieg</strong>, accostando la tradizione della romanza italiana al repertorio liederistico. Nata a <strong>Nalchik, in Russia</strong>, il soprano lirico di coloratura si è formata all’<strong>Hochschule für Musik und Tanz di Colonia</strong>, perfezionandosi successivamente con <strong>Donatella Debolini</strong> al <strong>Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze</strong>. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, ha partecipato a produzioni del <strong>Teatro di Aquisgrana</strong> e dello <strong>Staatstheater di Oldenburg</strong>; nel 2025 ha interpretato <strong>Semele</strong> in <em>Die Liebe der Danae</em> di Richard Strauss al <strong>Teatro Carlo Felice di Genova</strong>. Accanto all’attività operistica coltiva il repertorio liederistico, con recital in tutta Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al pianoforte per entrambe le interpreti sarà <strong>Daniele Bonini</strong>, formatosi fra <strong>Udine, Milano e Graz</strong>. Vincitore di oltre trenta concorsi pianistici e cameristici, è pianista ufficiale del <strong>Concorso di Canto Cameristico Seghizzi</strong> e docente al <strong>Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine</strong>. Con Anna Graf condivide anche una stabile attività in duo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prossimi appuntamenti di Quinta Giusta saranno <strong>venerdì 16 ottobre all’Auditorium Comunale di San Vito al Tagliamento</strong> e <strong>domenica 18 ottobre al Teatro Zancanaro di Sacile</strong>. Tutti i concerti iniziano alle <strong>20.30</strong>, con <strong>ingresso libero</strong>. Per info e prenotazioni: <strong>www.quintagiustafvg.it</strong>, <strong>info@quintagiustafvg.it</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<title>Pordenone, chiusura della 45a edizione delle Giornate del Cinema Muto</title>
		<link>https://www.instart.info/pordenone-chiusura-della-45a-edizione-delle-giornate-del-cinema-muto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[BEN PALMER]]></category>
		<category><![CDATA[cinema muto]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[ORCHESTRA DA CAMERA DI PORDENONE]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 10 ottobre alle ore 21 al Teatro Verdi di Pordenone va in scena la chiusura della 45a edizione delle Giornate del Cinema Muto con The Iron Horse (Il cavallo d’acciaio) di John Ford. Il film sarà presentato nella copia in pellicola 35mm della Photoplay di Londra con la partitura di John Lanchbery eseguita dal [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1842" height="2362" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenonechiusuradellegiornate2.jpg" alt="" class="wp-image-103630" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenonechiusuradellegiornate2.jpg 1842w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenonechiusuradellegiornate2-1280x1641.jpg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenonechiusuradellegiornate2-980x1257.jpg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenonechiusuradellegiornate2-480x616.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1842px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 10 ottobre alle ore 21 al <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> va in scena la chiusura della <strong>45a edizione delle Giornate del Cinema Muto</strong> con <strong>The Iron Horse</strong> (<em>Il cavallo d’acciaio</em>) di <strong>John Ford</strong>. Il film sarà presentato nella copia in pellicola 35mm della <strong>Photoplay</strong> di Londra con la partitura di <strong>John Lanchbery</strong> eseguita dal vivo dall’<strong>Orchestra da Camera di Pordenone</strong> diretta dal Maestro <strong>Ben Palmer</strong>. L’evento sarà replicato domenica 11 ottobre alle ore 16.30.</p>

</div>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei più grandi western dell’epoca muta, <em>The Iron Horse</em> racconta la costruzione della prima ferrovia transcontinentale da Omaha, nel Nebraska, a Sacramento, in California: un’impresa realizzata tra il 1863 e il 1869 che segnò la fine dell’antica pista delle carovane. È un film epico che avrebbe ispirato generazioni di cineasti, tra cui <strong>Sergio Leone</strong>, e che si distingue per le spettacolari sequenze in cui il movimento dei treni si contrappone a quello del bestiame e degli uomini a cavallo. Le riprese si svolsero in gran parte in esterni, negli altopiani desertici nei pressi di Reno, in Nevada, in condizioni climatiche molto difficili: era inverno, faceva molto freddo e tecnici e attori alloggiavano in vagoni ferroviari privi di riscaldamento presi a noleggio da un circo oppure nelle costruzioni del set che ricreavano il villaggio dei Cheyenne. Le comparse erano centinaia e comprendevano operai cinesi, irlandesi e indiani Paiute. La Fox scelse come protagonista l’attore emergente <strong>George O&#8217;Brien</strong>, mentre il ruolo femminile fu affidato a <strong>Madge Bellamy</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso di tutta la settimana, le Giornate hanno proposto in una serie di cortometraggi delle origini un affascinante giro del mondo in tram. Nei primi decenni del Novecento le tranvie elettriche erano una caratteristica distintiva della modernità urbana e avevano il vantaggio di essere dotate di una comoda piattaforma su cui montare la cinepresa, diventando uno dei veicoli preferiti per girare le “corse fantasma”. L’ultima corsa, proposta in apertura di serata prima del film di John Ford, è <strong>Tram Ride Through Rochdale</strong> (GB, 1905) di <strong>Sagar Mitchell</strong> e <strong>James Kenyon</strong>, in cui è curioso osservare, oltre alla straordinaria frequenza del servizio, il viavai delle strade e la noncuranza con cui pedoni e ciclisti si muovevano davanti ai tram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mattina di sabato le proiezioni si spostano per qualche ora a <strong>Cinemazero</strong>, mentre il <strong>Teatro Verdi</strong> è impegnato con la prova generale dell’orchestra per il film di chiusura. Si comincia con <strong>Villa Falconieri</strong>, tratto dall’omonimo romanzo di <strong>Richard Voß</strong> e presentato all’interno della sezione dedicata al Lazio. La trasposizione cinematografica, oltre alla firma di <strong>Richard Oswald</strong> alla regia, vanta quella di <strong>Giovanni Vitrotti</strong> alla fotografia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle 11.30 è la volta di <strong>The Humming Bird</strong> (<em>L’usignolo</em>) di <strong>Sidney Olcott</strong>, il secondo film di questa edizione, dopo <em>Sadie Thompson</em>, con protagonista <strong>Gloria Swanson</strong>. Insofferente al controllo cui la sottoponevano i dirigenti Paramount della West Coast, nel luglio 1923 l’attrice lasciò Hollywood diretta a New York per quello che doveva essere un breve congedo dovuto a motivi medici. In realtà vi sarebbe rimasta per tre anni, riuscendo comunque a tenere fede al contratto con la Paramount nell’imponente studio della casa di produzione ad Astoria. A dirigere <em>The Humming Bird</em> doveva essere <strong>Allan Dwan</strong>, ma dopo che le riprese furono rinviate lo studio ingaggiò <strong>Sidney Olcott</strong>, il quale a sua volta convocò <strong>Forrest Halsey</strong>, destinato a diventare lo sceneggiatore favorito di Gloria Swanson. Abbandonando la sua immagine di donna fatale, l’attrice veste in modo convincente i panni di una ex ballerina francese che diventa una capobanda tra gli apache di Parigi, mentre la troupe guidata da Olcott trasforma lo studio della Paramount in una credibile Montmartre. Halsey portò in primo piano le avventure parigine che nel testo teatrale di <strong>Maude Fulton</strong>, da cui è tratto il film, sono soltanto narrate. Fra queste, la guerra: Olcott ingaggiò 500 veterani dell’esercito e mise in scena elaborate sequenze di guerra di trincea. <em>The Humming Bird</em> uscì il 13 gennaio 1924 e fu un successo negli Stati Uniti ma, nonostante il successo riscosso nelle regioni francofone del Belgio e della Svizzera con il titolo <em>Les Loups de Montmartre</em>, non fu mai distribuito in Francia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio di sabato le proiezioni tornano al <strong>Teatro Verdi</strong> per il rush finale. Fra tutte, si segnala in particolare il mediometraggio di <strong>Jean Epstein</strong> <em>La Glace à trois faces</em> (1927), sublime adattamento da un racconto di <strong>Paul Morand</strong>, in programma alle 18.30. Il film inizia con questa frase: “Tre donne amavano un uomo. Ma lui amava una di loro?” Con una narrazione non lineare che alterna passato e presente, il film ricostruisce la storia di queste quattro anime. Per Epstein il movimento occupa un posto essenziale nel cinema e ne definisce l’essenza. In <em>La Glace à trois faces</em> gli sprazzi di frenetica energia si manifestano nei corpi, nei piedi danzanti, ma anche nella macchina da presa che vola o scivola con eleganza nel mondo catturato dall’obiettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Giornate del Cinema Muto</strong> sono realizzate grazie al sostegno della <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong>, del <strong>Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo</strong>, del <strong>Comune di Pordenone</strong>, della <strong>Camera di Commercio Pordenone-Udine</strong>, della <strong>Fondazione Friuli</strong> e con la partecipazione di <strong>BCC Pordenonese e Monsile</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Al Teatro Miela tre laboratori</title>
		<link>https://www.instart.info/al-teatro-miela-tre-laboratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[teatro miela]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Teatro Miela propone per l’autunno tre nuovi percorsi dedicati al teatro, realizzati e condotti da ARTIFRAGILI. Un’offerta formativa pensata per chi desidera avvicinarsi alla pratica teatrale, approfondire le proprie capacità espressive e sperimentare voce, corpo e recitazione, attraverso esperienze aperte a diversi livelli di esperienza, in un ambiente stimolante e accogliente. La proposta si [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1707" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/alteatromielatrelaboratori1-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-103627" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/alteatromielatrelaboratori1-scaled.jpeg 2560w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/alteatromielatrelaboratori1-1280x854.jpeg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/alteatromielatrelaboratori1-980x653.jpeg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/alteatromielatrelaboratori1-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Teatro Miela</strong> propone per l’autunno tre nuovi percorsi dedicati al teatro, realizzati e condotti da <strong>ARTIFRAGILI</strong>. Un’offerta formativa pensata per chi desidera avvicinarsi alla <strong>pratica teatrale</strong>, approfondire le proprie <strong>capacità espressive</strong> e sperimentare <em>voce, corpo e recitazione</em>, attraverso esperienze aperte a diversi livelli di esperienza, in un ambiente stimolante e accogliente.</p>

</div>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta si articola in tre moduli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DIZIONE 1</strong>, a cura di <strong>Davide Rossi</strong>, è in programma tutti i giovedì dal <strong>15 ottobre al 17 dicembre</strong>, dalle 19.00 alle 21.00. Il percorso è dedicato ad articolazione, pronuncia e ritmo, per lavorare sulla voce e renderla più chiara, consapevole ed espressiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A grande richiesta arriva anche <strong>DIZIONE 2</strong>, in programma tutti i martedì dal <strong>13 ottobre al 15 dicembre</strong>, dalle 19.00 alle 21.00. Il laboratorio è pensato per chi ha già affrontato il primo corso nelle passate edizioni e vuole portare la dizione dentro la lettura, dando vita alle parole attraverso ritmo, intenzione, pause ed espressività, senza artifici o automatismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completa la proposta <strong>FRAGILI: MANEGGIARE CON CURA</strong>, il laboratorio di teatro per adulti in programma tutti i mercoledì dal <strong>14 ottobre al 16 dicembre</strong>, dalle 19.00 alle 21.00. Il percorso parte dalla persona e utilizza <strong>scrittura, improvvisazione e gioco teatrale</strong> per esplorare la propria creatività e trasformare fragilità e stranezze in strumenti per stare in scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>iscrizioni sono aperte</strong>. Tutte le informazioni sui tre laboratori e i moduli di iscrizione sono disponibili sul sito del <strong>Teatro Miela</strong>, nella sezione <strong>Laboratori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I laboratori si attivano con almeno 10 iscritti. La quota di iscrizione al singolo laboratorio è di 150 euro; in caso di iscrizione a 2 laboratori, la quota per ognuno è ridotta a 120 euro.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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			</item>
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		<title>Suns Europe 2026 chiude a Udine</title>
		<link>https://www.instart.info/suns-europe-2026-chiude-a-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[massimo somaglino]]></category>
		<category><![CDATA[teatro nuovo giovanni da udine]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 10 ottobre, alle 21, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospita il concerto finale di Suns Europe 2026, festival organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli &#8211; Venezia Giulia, dell’ARLeF, Agenzia regionale per la lingua friulana, del Comune di Udine, dell’Istituto Basco [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sabato 10 ottobre, alle <strong>21</strong>, il <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine</strong> ospita il concerto finale di <strong>Suns Europe 2026</strong>, festival organizzato annualmente dalla cooperativa <strong>Informazione Friulana</strong>, editrice di <strong>Radio Onde Furlane</strong>, con il sostegno finanziario della <strong>Regione Autonoma Friuli &#8211; Venezia Giulia</strong>, dell’<strong>ARLeF</strong>, Agenzia regionale per la lingua friulana, del <strong>Comune di Udine</strong>, dell’<strong>Istituto Basco Etxepare</strong> e della <strong>Fondazione Friuli</strong>, con la collaborazione del <strong>Comune di Codroipo</strong> e di numerosi altri soggetti pubblici e privati. L’appuntamento è il clou del festival dedicato alle arti in lingua minorizzata. I biglietti sono disponibili su <strong>Vivaticket.it</strong> e alla biglietteria del teatro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul palco saliranno gli <strong>Ölivias</strong> dalla Catalogna con la loro ridefinizione del folk sperimentale; i <strong>Zeltia Irevire</strong> dalla Galizia con un folk originale strutturato da bodhran, violino e bouzouki; <strong>Andrea Andrillo</strong> dalla Sardegna, “portatore di canti” con una strada segnata da impegno civile e senso di comunità e da una scrittura capace di attraversare più lingue e stili; <strong>Momi</strong>, al secolo <strong>Monica Commisso</strong>, per il Friuli, con una ricerca melodica e sonora straordinaria; i <strong>Pokriva Nočiva</strong>, rappresentanti della comunità slovena, che raccontano con un ritmo incontenibile, tra memoria e rinnovamento, le valli del Natisone; <strong>Gwen</strong> dal Galles, al debutto come solista, con elettronica minimale e ritmiche industrial; infine gli <strong>RTZ Kolektiboa</strong> dal Paese Basco, pronti a stupire il pubblico con la grinta di strada che li ha formati. A condurre la serata saranno anche quest’anno <strong>Federica Angeli</strong> e <strong>Doro Gjat</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima che si accendano le luci sul concertone, <strong>Suns Europe</strong> lascia spazio al teatro. Alle <strong>18</strong>, nel ridotto del foyer del <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine</strong>, <strong>Massimo Somaglino</strong> porta in scena <strong>“L’om che al plantave arbui”</strong>, lettura scenica musicata dal racconto di <strong>Jean Giono</strong>, nella traduzione friulana di <strong>Federico Rossi</strong>. Ad accompagnarlo sarà il contrabbasso di <strong>Alessio Zoratto</strong>. L’evento, realizzato con il <strong>Teatri Stabil Furlan</strong>, è gratuito. Le prenotazioni sono aperte fino al <strong>9 ottobre</strong>, salvo esaurimento posti, scrivendo a <strong>prenotazioni@teatristabilfurlan.it</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In mattinata, grazie alla nuova collaborazione con il <strong>Collettivo Espresso</strong>, alle <strong>10.30</strong> allo <strong>StudioSpazio</strong> in <strong>via Aquileia 53/B</strong>, nell’ambito del progetto <strong>“Colazione Espresso”</strong>, sarà possibile conoscere più da vicino <strong>Momi</strong>, artista friulana in gara: dopo un’intervista, la cantautrice si esibirà in una breve performance in attesa di quella al Teatrone. Prenotazioni tramite il form dedicato sulle pagine social di <strong>Collettivo Espresso</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Vicino/Lontano Mont a Erto con Marco D&#8217;Agostini</title>
		<link>https://www.instart.info/vicino-lontano-mont-a-erto-con-marco-dagostini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
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					<description><![CDATA[La sesta edizione di vicino/lontano mont arriva alle sue battute conclusive e fa tappa sabato 10 ottobre, alle 17.30, a Erto. Nella sala multimediale del Centro visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (piazzale del Ritorno) sarà proiettato, a ingresso libero, “Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli”, documentario prodotto da SNAIT Società [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="2244" height="1496" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/vicinolontanomontaertocondagos2.jpg" alt="" class="wp-image-103657" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/vicinolontanomontaertocondagos2.jpg 2244w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/vicinolontanomontaertocondagos2-1280x853.jpg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/vicinolontanomontaertocondagos2-980x653.jpg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/vicinolontanomontaertocondagos2-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2244px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La sesta edizione di <em>vicino/lontano mont</em> arriva alle sue battute conclusive e fa tappa <strong>sabato 10 ottobre, alle 17.30, a Erto</strong>. Nella sala multimediale del <strong>Centro visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane</strong> (piazzale del Ritorno) sarà proiettato, a ingresso libero, <strong>“Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli”</strong>, documentario prodotto da SNAIT Società cooperativa e presentato in anteprima a maggio al festival <em>vicino/lontano</em>.</p>

</div>



<p class="wp-block-paragraph">Interverranno il regista <strong>Marco D’Agostini</strong> e l’antropologa <strong>Marta Pascolini</strong>, che ha curato le interviste. Il film è un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. A Rodda il carnevale irrompe tra le borgate con maschere e frastuono, mettendo in scena il conflitto tra ordine e caos. A Erto il Venerdì Santo diventa una Passione corale che trasforma il paese in un teatro sacro. A Cercivento le Cidulis solcano la notte: rotelle infuocate lanciate verso il paese come stelle, tra memoria e appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista osserva ciò che resta quando la tradizione non è nostalgia, ma scelta quotidiana: i tre racconti si intrecciano seguendo i gesti, le attese, i preparativi e le voci di chi quei riti li custodisce e li rinnova. Il film affonda inoltre le radici nella documentazione raccolta negli anni Settanta dalla studiosa <strong>Olivia Averso Pellis</strong>: un archivio prezioso che oggi, a distanza di decenni, si rivela non solo memoria, ma punto di partenza concreto per tornare sul campo e interrogare il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento diventa così un momento di restituzione pubblica: non solo cinema, ma dialogo tra archivi e presente, tra ricerca e comunità, tra immagini e vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si realizza con il patrocinio del <strong>Parco Naturale delle Dolomiti Friulane</strong> e del <strong>Comune di Erto e Casso</strong> e in collaborazione con l’<strong>Associazione del Venerdì Santo di Erto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>vicino/lontano mont 2026</em> si realizza grazie al contributo della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong>, della <strong>Fondazione Friuli</strong>, della <strong>Comunità di Montagna della Carnia</strong> e della <strong>Comunità di montagna Canal del Ferro e Val Canale</strong>, dei <strong>Comuni di Paluzza, Sutrio e Tarvisio</strong>, della <strong>Proloco il Tiglio Valcanale</strong>, con il sostegno di <strong>PrimaCassa FVG</strong> e con il patrocinio di tutti i Comuni coinvolti e del <strong>Parco Naturale delle Dolomiti Friulane</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fvg Music Export apre il bando</title>
		<link>https://www.instart.info/fvg-music-export-apre-il-bando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[folkest]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica folk]]></category>
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					<description><![CDATA[È ufficialmente aperto, dal 28 settembre al 15 novembre, il bando per partecipare a FVG Music Export, il progetto dedicato alla promozione e alla valorizzazione degli artisti musicali del Friuli Venezia Giulia e alla diffusione delle diverse radici culturali della regione in un contesto internazionale. Ideato e curato dall’Associazione Culturale Folkgiornale ETS in collaborazione con [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/09/fvgmusicexportapreilbando1.jpeg" alt="" class="wp-image-102945" style="width:400px" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/09/fvgmusicexportapreilbando1.jpeg 851w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/09/fvgmusicexportapreilbando1-480x178.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 851px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È ufficialmente aperto, dal <strong>28 settembre</strong> al <strong>15 novembre</strong>, il bando per partecipare a <strong>FVG Music Export</strong>, il progetto dedicato alla promozione e alla valorizzazione degli artisti musicali del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e alla diffusione delle diverse radici culturali della regione in un contesto internazionale.</p>

</div>



<p class="wp-block-paragraph">Ideato e curato dall’<strong>Associazione Culturale Folkgiornale ETS</strong> in collaborazione con la <strong>Sezione Cultura del Municipio di Las Palmas de Gran Canaria</strong>, il progetto nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra il territorio friulano e le <strong>Isole Canarie</strong>, favorendo la circolazione degli artisti e la conoscenza delle loro proposte musicali oltre i confini regionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Si tratta di un’occasione che <em>Folkest</em> offre ai musicisti del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>” dichiara <strong>Gianni Martin</strong>, responsabile dei progetti speciali di <strong>Folkest</strong>, “che prosegue lungo la strada del progetto europeo <em>Upbeat</em>, nell’intento di offrire ai gruppi musicali occasioni di arricchimento culturale e professionale in ambito di alto profilo.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FVG Music Export</strong> si rivolge ad artisti e gruppi capaci di esprimere attraverso la musica una o più delle identità culturali presenti in Friuli Venezia Giulia, attraverso linguaggi che spaziano dal <strong>folk al folk-rock, dal world-jazz alla global music, dalla fusion alla new acoustic</strong>, fino alla canzone d’autore, al cantastorie e ai progetti multidisciplinari a prevalente attività musicale. Il progetto accoglie sia repertori originali sia arrangiamenti di brani appartenenti alla tradizione orale, valorizzando in particolare la capacità della musica contemporanea di mantenere vivo il rapporto con le proprie radici. Sarà inoltre considerato titolo di merito l’utilizzo nei testi di una o più lingue presenti sul territorio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando è rivolto ad artisti e gruppi <strong>originari e/o residenti in Friuli Venezia Giulia</strong>, che siano attivi al momento della candidatura e abbiano pubblicato almeno <strong>cinque brani negli ultimi tre anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione a <strong>FVG Music Export</strong> è gratuita e si articola in due fasi: la compilazione del modulo di iscrizione online al sito <a href="https://www.folkest.com/fvg-music-export/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.folkest.com/fvg-music-export/</a> e il successivo invio dei materiali richiesti. Ogni artista o gruppo dovrà presentare almeno <strong>tre brani musicali</strong>, i relativi testi con traduzione in italiano qualora siano interpretati in un’altra lingua, una scheda tecnica accompagnata dallo stage-plan, un’eventuale rassegna stampa e una fotografia in alta qualità. Per i gruppi dovranno inoltre essere forniti i dati dei singoli componenti necessari a comprovare la residenza in Friuli Venezia Giulia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa intende offrire agli artisti selezionati un’occasione di confronto e di apertura verso un nuovo contesto culturale e professionale, mettendo in relazione la scena musicale del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> con quella delle <strong>Isole Canarie</strong> e contribuendo alla promozione del patrimonio culturale e linguistico della regione attraverso la musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le candidature saranno valutate dall’organizzazione sulla base della rispondenza ai requisiti previsti dal bando e della completezza della documentazione. Gli artisti e i gruppi selezionati saranno successivamente contattati dall’<strong>Associazione Culturale Folkgiornale ETS</strong> per ricevere tutte le informazioni relative alle successive fasi del progetto.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pordenone Artandfood 2026 premia Andrea Canton</title>
		<link>https://www.instart.info/pordenone-artandfood-2026-premia-andrea-canton/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Montereale Mantica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.instart.info/?p=103260</guid>

					<description><![CDATA[venerdì 2 ottobre applausi e grande simpatia per l’incontro con l’ospite d’onore di questa VII edizione del festival, la campionessa triestina della scherma, da tempo entrata nel mondo della tv, dove oggi è co-conduttrice di “Linea Verde” sabato 3 ottobre il vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti ha consegnato il Premio “Una [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">venerdì 2 ottobre applausi e grande simpatia per l’incontro con l’ospite d’onore di questa VII edizione del festival, la campionessa triestina della scherma, da tempo entrata nel mondo della tv, dove oggi è co-conduttrice di “Linea Verde”</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">sabato 3 ottobre il vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti ha consegnato il Premio “Una vita, una carriera” per l’eccellenza della ristorazione pordenonese allo chef Andrea Canton dello stellato “La Primula” di San Quirino</p>



<p class="wp-block-paragraph">FOTO: chef Andrea Canton con il Premio Pordenone ArtandFood “Una vita, una carriera”, accanto a Michelangelo Agrusti, vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine (photo Michele Canisela Del Pup)</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="853" data-id="103259" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre5.jpeg" alt="" class="wp-image-103259" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre5.jpeg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre5-980x653.jpeg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre5-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1280px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="853" data-id="103255" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre6.jpeg" alt="" class="wp-image-103255" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre6.jpeg 1280w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre6-980x653.jpeg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/pordenoneartandfoodpremiaandre6-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1280px, 100vw" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è inaugurato con due importanti eventi istituzionali il festival Pordenone ArtandFood 2026, VII edizione della rassegna promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine attraverso la propria società consortile TEF &#8211; Territorio Economia Futuro con il brand PordenonewithLove, che mette in vetrina con eleganza le eccellenze culinarie del Friuli Occidentale, accanto alle tradizioni di altre Regioni e Paesi d’Europa. Applausi e atmosfera di grande simpatia a Palazzo Montereale Mantica venerdì 2 ottobre per l’evento di apertura con la “madrina” Margherita Granbassi, campionessa triestina di scherma dallo straordinario palmarès e oggi popolare volto della tv, dove è co-conduttrice della puntata domenicale di “Linea Verde”. “Dallo sport”, ha detto Granbassi, “mi sono portata in questa ‘seconda vita’ la voglia di migliorarmi sempre, di imparare, mentre ho lasciato nell’armadietto l’idea della competizione, la sfida per vincere. Oggi mi piace lavorare in gruppo, collaborare. E con la squadra di Linea Verde giro l’Italia per conoscere posti sempre nuovi, incontrare gente vera, provare nuovi sapori.” La serata è proseguita poi con la sorprendente cena stellata preparata a quattro mani, al Ristorante Moderno, dallo chef francese Pierre Caillet, Stella Michelin e Stella Verde in Normandia, e da chef Stefano Sacilotto del Ristorante Sostansa di Pordenone, vero saggio di “arte” e creatività in cucina. Sabato 3 ottobre, nella festosa cornice nell’evento “Oggi cucino io” con gli studenti dell’istituto Mattiussi di Pordenone “cuochi per un giorno” insieme ai “cuochi contadini” di Coldiretti Campagna Amica Tiziano Trevisanutto e Luca Pancotto, un altro momento molto atteso del festival: il vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti ha consegnato il Premio Artandfood “Una vita, una carriera” ad Andrea Canton, chef de “La Primula” di San Quirino, ristorante ininterrottamente Stella Michelin dal 1983. Nella motivazione del riconoscimento, istituito per premiare le eccellenze della ristorazione nel pordenonese, si legge: “Esempio di eccellenza nell&#8217;alta cucina, erede di una storia ultrasecolare, Andrea Canton rappresenta la vetta più alta mai raggiunta dalla ristorazione della nostra terra, distinguendosi fra tutti per la rara longevità di tale eccellenza. Una storia nota ben oltre i confini regionali, che ha innalzato il nome del Friuli Occidentale, richiamando in questo territorio una clientela internazionale e sempre diversificata. Il suo modo di condurre la cucina de La Primula — la scelta ostinata di custodire una conduzione familiare, incurante che il mondo dell&#8217;alta ristorazione guardi altrove — interpreta con fedeltà l&#8217;identità della nostra terra, facendone un esempio e un riferimento ineccepibile.” Una storia di famiglia che prosegue tra le generazioni, coniugando l’amore per la tradizione locale a nuove strade di ricerca e innovazione nelle ricette, anche grazie alla presenza di alcuni giovani talentuosi professionisti nella brigata di cucina. Un’arte “effimera” come l’ha definita chef Canton, quella della tavola, che però, per chi ne fa l’esperienza, è fonte di armonia, emozioni e meravigliosi ricordi.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<title>Suns Europe al gran finale a Udine</title>
		<link>https://www.instart.info/suns-europe-al-gran-finale-a-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[codroipo]]></category>
		<category><![CDATA[instart magazine fvg]]></category>
		<category><![CDATA[massimo somaglino]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Onde Furlane]]></category>
		<category><![CDATA[teatro nuovo giovanni da udine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.instart.info/?p=103323</guid>

					<description><![CDATA[Suns Europe, siet lenghis e siet artiscj Pal grant finâl al Teatri Gnûf Il conciert finâl di Suns Europe 2026 al puartarà a Udine musiciscj di Paîs Catalans, Galizie, Sardegne, Gales, Paîs Basc e dal Friûl, tra lenghe furlane e lenghe slovene. Prime dal grant finâl, leterature, musiche e teatri tra Codroip e Udine. Sabide [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Suns Europe, siet lenghis e siet artiscj</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pal grant finâl al Teatri Gnûf</strong></p>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="657" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/sunseurope2026.jpg" alt="" class="wp-image-103622" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/sunseurope2026.jpg 1024w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/sunseurope2026-980x551.jpg 980w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/10/sunseurope2026-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il conciert finâl di <em>Suns Europe 2026</em> al puartarà a Udine musiciscj di Paîs Catalans, Galizie, Sardegne, Gales, Paîs Basc e dal Friûl, tra lenghe furlane e lenghe slovene. Prime dal grant finâl, leterature, musiche e teatri tra Codroip e Udine.</p>
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<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<p class="wp-block-paragraph">Sabide ai 10 di Otubar, a nûf di sere, il Teatri Gnûf Giovanni da Udine al ospitarà il conciert finâl di <em>Suns Europe 2026</em> &#8211; festival inmaneât ogni an de cooperative Informazione Friulana, editore di Radio Onde Furlane, cu la poie finanziarie de Regjon Autonome Friûl-Vignesie Julie, de ARLeF &#8211; Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, dal Comun di Udine, dal Istitût Basc Etxepare e de Fondazion Friuli, cu la colaborazion dal Comun di Codroip e di altris sogjets publics e privâts &#8211; apontament clou dal festival dedicât aes arts in lenghe minorizade. I biliets si cjate su Vivaticket.it e te bilietarie dal teatri, vierte dai 2 di Otubar, di cuatri dopodimisdì a siet sot sere. I biliets si puedin cjoli ancje te sede di Radio Onde Furlane, dopo vêsi metûts dacuardi par telefon al 0432 530614.</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Sul palc a sunaran lis <strong>Ölivias</strong> dai <strong>Paîs Catalans</strong> cu la lôr interpretazion di folk sperimentâl; si podarà scoltâ il folk origjinâl marcât di bodhran, violin e bouzouki dai <strong>Zeltia Irevire</strong> de <strong>Galizi</strong>e; si varà po <strong>Andrea Andrillo</strong> de <strong>Sardegne</strong>, un “puartadôr di cjançons” cuntune strade segnade di impegn civîl, sens di comunitât e di une scriture buine di scjavaçâ lenghis e stîi; une ricercje melodiche e sonore fûr dal ordenari e fâs di fonde ae propueste musicâl di Monica Commisso &#8211; in art <strong>Momi</strong> &#8211; che e rapresentarà il <strong>Friûl di lenghe furlane</strong>, intant che <strong>chel di lenghe slovene</strong> al puartarà sul palc i <strong>Pokriva Nočiva</strong> cun un ritmi scjassôs a contin, tra memorie e rinovament, lis valadis dal Nadison; <strong>Gwen</strong> dal Gales e debute come soliste cul so progjet segnât di eletroniche minimâl e ritmichis industrial ipnotichis; e, par finî, i <strong>RTZ Kolektiboa</strong> dal <strong>Paîs Basc</strong> a lassaran il public a bocje vierte cu la sgrimie che a àn madressût inte scuele di strade. A presentâ ancje cheste edizion a saran Federica Angeli e Doro Gjat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dut câs, prime che a si impiin lis lûs sul concierton, <em>Suns Europe</em> i darà spazi ancje al teatri. A sîs sot sere, te sale dal foyer dal Teatri Gnûf Giovanni da Udine, Massimo Somaglino al puartarà in sene <em>L&#8217;om che al plantave arbui</em>, leture seniche musicade de conte di Jean Giono, te traduzion par furlan di Federico Rossi. A compagnâlu al sarà il contrabassist Alessio Zoratto. L’event, fat intune cul Teatri Stabil Furlan, al è sore nuie ma al covente notâsi. Si pues fâlu, dentri dai 9 di Otubar e fin che a son inmò puescj, su prenotazioni@teatristabilfurlan.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PROGRAM OFF</strong> – A buinore, invezit, si varà une ativitât fûr program: in gracie de gnove colaborazion cul Collettivo Espresso, a dîs e mieze, alì di StudioSpazio (in vie Aquileia 53/B), te suaze di “Colazione Espresso”, si podarà cognossi plui di dongje Momi, la artiste furlane in gare. Dopo di une interviste, la cjantautore e proponarà une piçule esibizion, in spiete di chê dal Teatron. Al covente notâsi tal modul che si cjate sui canâi sociâi di Collettivo Espresso. Par informazions: collettivoespresso@gmail.com.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTARS AI 6 DI OTUBAR A CODROIP</strong> – La seconde setemane si inviarà za ai 6 di Otubar cuntun apontament leterari. A sîs sot sere, te Biblioteche comunâl “Gilberto Pressacco”, si presentarà in prime assolude <em>Tiere sidiade &#8211; Flabiselis speculativis cun cuintricjant picjadis tun spali tirât dal amont dal Antropocen fin al prin cricâ dal Chthulucen</em>, di Gianfranco Pellegrini: une racuelte di contis, publicade di KappaVu e scrite cuntune lenghe siore e fine, che si movin tra gjenars diferents là che l’element realistic al zuie cun chel magjic, a voltis cu la flabe, altris cul fantastic, il fantasientific e il distopic. In dialic cul autôr a saran Paolo Cantarutti, vôs storiche di Radio Onde Furlane, e il scritôr Stiefin Morat. L’incuintri al è metût adun cul Comun di Codroip inte suaze des ativitâts pal Premi leterari “S. Simon”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AI 9 DI OTUBAR A CODROIP</strong> – Al sarà simpri Codroip a dâi acet ancje al conciert in program vinars ai 9 di Otubar, a nûf di sere, te sale concierts “Ottagono”: une serade che e darà une prime cerce dal grant finâl in program la dì dopo. Sul palc si varan Zeltia Irevire, Momi, RTZ Kolektiboa e Gwen: cuatri progjets che a companharan il public de Galizie al Friûl, dal Paîs Basc al Gales, tra folk, eletroniche, ricercje melodiche e sonoritâts urbanis. E sarà la ocasion par cognossi plui di dongje cuatri protagoniscj che, une grampe di oris plui tart, a sunaran alì dal Teatri Gnûf Giovanni da Udine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Suns Europe</strong> – <em>Suns Europe</em> al è il festival european des arts performativis in lenghe minorizade (tiermin che al marche dutis chês lenghis che ur ven dineade la pussibilitât di jessi dopradis in maniere normâl e paritarie intai diviers ambits de vite di ogni dì). Nassût intal 2009 in Friûl, cûr multilengâl de Europe, Suns al jere un concors musicâl pes comunitâts minoritariis de Europe alpine-mediterranie. Il festival si à po mudât in <em>Suns Europe</em>, un lûc di incuintri e di scambi tra artiscj di grups linguistics minorizâts dal continent e une ocasion par dutis lis comunitâts europeanis di cjapâ cussience dai propris dirits linguistics e de impuartance dal pluralisim culturâl tant che patrimoni, dirit e oportunitât par ducj, in Friûl e no dome. Il festival &#8211; che pe part musicâl al manten ancjemò la sô dimension di concors internazionâl &#8211; al è organizât de cooperative Informazione Friulana, editore di Radio Onde Furlane, cu la poie finanziarie de Regjon Autonome Friûl-Vignesie Julie e di altris sogjets publics e privâts, locâi e internazionâi. <em>Suns Europe</em> al à il merit di trasformâ il Friûl intune crosere di culturis, lenghis e artiscj, creant contaminazion e confront e dant evidence a di une produzion artistiche di valôr assolût.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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