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		<title>Anticipazione Festival Notte dei Lettori: 30 maggio giornata mondiale del gioco a Udine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:20:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si avvia alla partenza con le prime anticipazioni la 13ma edizione del FESTIVAL LA NOTTE DEI LETTORI organizzata dal Comune di Udine con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il sostegno di PrimaCassa Credito Cooperativo FVG e numerosi partner e collaboratori, con la direzione artistica di Martina Delpiccolo. Il primo appuntamento è infatti in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft" style="max-width: 100%; height: auto;" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/Giornata-Mondiale-del-Gioco-Udine.jpeg" alt="Giornata Mondiale del Gioco Udine.jpeg" />Si avvia alla partenza con le prime anticipazioni la <strong>13ma</strong><strong> edizione del </strong><strong>FESTIVAL LA NOTTE DEI LETTORI</strong> organizzata dal Comune di Udine con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il sostegno di PrimaCassa Credito Cooperativo FVG e numerosi partner e collaboratori, con la direzione artistica di Martina Delpiccolo.<br />
Il primo appuntamento è infatti in programma <strong>sabato 30 maggio</strong> con la <strong>Giornata mondiale del gioco</strong> che porterà nel centro storico di Udine, nel Giardino del Torso e in Ludoteca una cinquantina di attività dedicate a bambine e bambini, giovani, famiglie e adulti.<br />
Un legame profondo unisce del resto il gioco al tema scelto per questa edizione del Festival, “La cura – Vê cure – I care”. Giocare significa infatti costruire relazioni, imparare l’ascolto, allenare l’empatia e il rispetto reciproco; attraverso il gioco si sperimentano collaborazione, fiducia e inclusione: elementi fondamentali per il benessere delle persone e della comunità. La cura, in questo senso, non è soltanto attenzione verso l’altro ma anche capacità di creare spazi condivisi dove ciascuno possa sentirsi accolto, coinvolto e partecipe.<br />
Il programma della giornata mette al centro il gioco come diritto universale e occasione per riscoprire la socialità. Saranno oltre cinquanta le attività proposte: dai giochi da tavolo ai giochi di ruolo, dalle attività ludico-sportive ai laboratori artistici, dai giochi logico-matematici a quelli tradizionali di strada. Non mancheranno momenti dedicati ai temi dell’ecologia, del rispetto dell’ambiente e delle sue risorse, dell’uso consapevole delle tecnologie e dell’educazione civica e stradale oltre ad aree dedicate per i più piccoli.<br />
La giornata del 30 maggio diventa così un invito a vivere la città come luogo di incontro e partecipazione, dove il gioco si trasforma in strumento educativo, culturale e sociale, capace di mettere in dialogo generazioni diverse e di rafforzare il senso di comunità. “La forza di questo format – sottolinea la direttrice artistica del festival, Martina Delpiccolo &#8211; risiede nella collaborazione tra Amministrazione pubblica, enti, associazioni del terzo settore, partner pubblici e privati: una rete che unisce le forze e che mette al centro le relazioni umane, trasformando la città in un luogo di partecipazione, condivisione e appartenenza.”</p>
<p><strong>Il festival </strong><strong>LA NOTTE DEI LETTORI </strong><strong>è organizzato dal Comune di Udine</strong> che è Città che Legge<strong>, con il contributo di Regione </strong><strong>Friuli Venezia</strong> <strong>Giulia</strong><strong> e </strong>PrimaCassa Credito Cooperativo FVG.</p>
<p><strong>PARTNER dell’edizione 2026</strong> sono: Università degli Studi di Udine, Arlef, Comune di Cervignano del Friuli, AIB, Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG, Società Filologica Friulana, Librerie in Comune, Damatrà, Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Fondazione Friuli, Deputazione di Storia Patria del Friuli.</p>
<p><strong>La manifestazione è inoltre realizzata </strong><strong>in collaborazione</strong> con il Sistema Bibliotecario del Friuli, Civici Musei di Udine, Ludoteca di Udine, Casa delle Donne “Paola Trombetti”, Città Sane, Ritorno all’Essere Umani, Centro Enzo Piccinini, Centro di Accoglienza e di Promozione culturale &#8220;Ernesto Balducci&#8221; di Zugliano, Agenzia Giovani, Pig, Invasioni Creative, Messaggero Veneto, Aracon, Associazione Blanc, Associazione Culturale Colonos, AIPH Associazione Italiana di Public History, Coro multietnico La Tela di Caia, Istituto Zanon, Itaca, Pro Loco Pasian di Prato, Time for Africa, Caffetteria da Romi Al Vecchio Tram, Associazione Scrittori FVG, Circolo Culturale e ricreativo Nuovi Orizzonti, Comitato Provinciale Anpi Udine , Punto Luce, Get Up, Insolitudine e Associazione Giomocu, SimulArte, Smi Ets, Medici Senza Frontiere, Itaca, Parco Sant’Osvaldo, Consorzio Operativo Salute Mentale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<title>Presentata a Fagagna la rassegna Vittoria Estate, con tre weekend di spettacoli di musica, teatro, danza e magia</title>
		<link>https://www.instart.info/presentata-a-fagagna-la-rassegna-vittoria-estate-con-tre-weekend-di-spettacoli-di-musica-teatro-danza-e-magia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:17:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nasce “Vittoria Estate – La musica che rinfresca”, nuova rassegna culturale organizzata dall’associazione Rime Mute, in collaborazione con il Comune di Fagagna, con un calendario di sette appuntamenti in programma nel mese di giugno al Teatro Vittoria di Fagagna. Un progetto pensato per animare l’inizio dell’estate con spettacoli accessibili e di qualità, capaci di intrecciare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce “Vittoria Estate – La musica che rinfresca”, nuova rassegna culturale organizzata dall’associazione Rime Mute, in collaborazione con il Comune di Fagagna, con un calendario di sette appuntamenti in programma nel mese di giugno al Teatro Vittoria di Fagagna. Un progetto pensato per animare l’inizio dell’estate con spettacoli accessibili e di qualità, capaci di intrecciare musica classica, jazz, teatro musicale, illusionismo, lirica e danza in un’atmosfera informale e accogliente.<br />
Gli eventi si svolgeranno all&#8217;interno del teatro, sull&#8217;antistante Piazza Marconi sul suggestivo terrazzone del teatro stesso, trasformato per l’occasione in uno spazio scenico all’aperto dedicato all’incontro tra artisti e pubblico. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno nella sala interna del teatro. La rassegna punta a coinvolgere appassionati, famiglie e curiosi, proponendo esperienze artistiche trasversali e accessibili anche ai più giovani: il biglietto d’ingresso avrà infatti il prezzo simbolico di soli cinque euro e comprenderà un buono per una pallina di gelato alla Gelateria San Giacomo, mentre i ragazzi sotto i 16 anni entreranno gratuitamente ricevendo anch’essi il gelato in omaggio.</p>
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<p>Il programma si aprirà venerdì 12 giugno con il BachRock Bassoon Quartet, originale formazione composta da quattro fagottisti professionisti che proporranno un repertorio sorprendente capace di attraversare Bach, Vivaldi, opera, musiche da film e perfino i Queen. Sabato 13 giugno arriverà invece Antonio Casanova, volto noto della televisione italiana, con “Incantesimi. La musica non è mai stata così magica”, spettacolo che unirà illusionismo e musica in un omaggio a Chopin e alla grande tradizione romantica. La serata, a ingresso gratuito, avrà finalità benefica: il ricavato sarà infatti destinato all’acquisto di un’ambulanza pediatrica per l’ospedale di San Daniele del Friuli.<br />
Domenica 14 giugno il primo weekend si chiuderà con “Le Rossini Comique”, concerto della Roma Tre Orchestra dedicato alle più celebri pagine rossiniane, tra ouverture, arie e momenti di brillante teatro musicale interpretati da giovani musicisti e cantanti dell’ensemble.</p>
<p>Il secondo fine settimana prenderà il via venerdì 19 giugno con “Chat Noir – Café Chantant”, spettacolo prodotto dal Teatro Miela e dal Conservatorio Tartini con la regia di Marta Chiusso. Ambientato nel celebre cabaret parigino delle avanguardie artistiche tra Ottocento e Novecento, lo spettacolo mescolerà musica, danza, teatro e suggestioni ispirate a Edgar Allan Poe in un raffinato gioco tra ironia e inquietudine.<br />
Sabato 20 giugno Fagagna celebrerà invece la Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia con un doppio appuntamento a ingresso gratuito. Alle 18.00 il giovane pianista Pietro Fresa proporrà un recital dedicato a Schumann e Rachmaninoff, mentre alle 21.00 andrà in scena “Inseguendo quel suono”, spettacolo-concerto dedicato a Ennio Morricone scritto e interpretato da Alessandro De Rosa, biografo ufficiale del Maestro, accompagnato dai musicisti Fausto Beccalossi e Claudio Farinone.<br />
La rassegna si concluderà con due serate dedicate alla grande musica strumentale. Venerdì 26 giugno il pianista Mauro Costantini e il chitarrista Denis Biason saranno protagonisti di “Exercices de style”, raffinato incontro tra jazz e repertorio classico costruito sull’improvvisazione e sulla contaminazione stilistica. Sabato 27 giugno spazio invece al virtuosismo violinistico con la violinista Romana Stella Canocchi e il pianista Matteo Di Bella, impegnati in un programma che attraverserà alcune delle pagine più celebri della tradizione classica europea.</p>
<p>«Vittoria Estate – La musica che rinfresca” è un’occasione per vivere il Teatro Vittoria come uno spazio aperto, accogliente e condiviso, capace di unire qualità artistica e partecipazione. Questa rassegna pensata l’associazione Rime Mute, che in collaborazione con l&#8217;Amministrazione Comunale dal 2026 si occupa della gestione del nostro teatro, propone un programma ricco e trasversale, che attraversa generi e linguaggi diversi: dalla musica classica al jazz, dal teatro musicale all’illusionismo, con appuntamenti pensati per coinvolgere pubblici di tutte le età. In un periodo in cui è importante tornare a condividere momenti di socialità e partecipazione, “Vittoria Estate” rappresenta anche un investimento sul valore culturale e umano del nostro territorio. Ringrazio l&#8217; associazione per il lavoro svolto ed invito tutti a partecipare e a lasciarsi sorprendere da un cartellone originale e di grande qualità, immersi nell’atmosfera speciale delle serate estive di Fagagna.».<br />
Ha commentato Anna Zannier, vicesindaca e assessora alla Cultura del Comune Fagagna.</p>
<p>“Vittoria Estate” nasce così come una nuova proposta culturale per il territorio, capace di coniugare qualità artistica, accessibilità e convivialità, trasformando il Teatro Vittoria in un luogo aperto all’incontro, all’ascolto e alla condivisione. Per informazioni e acquisto biglietti chiamare il Teatro Vittoria al numero di telefono +39 352 0530058.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Inizia la ventesima edizione degli “incontri di musica, arte e storia” al Museo del Duomo</title>
		<link>https://www.instart.info/inizia-la-ventesima-edizione-degli-incontri-di-musica-arte-e-storia-al-museo-del-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Parrocchia di Santa Maria Annunziata presenta la 20ª edizione degli “Incontri di Musica, Arte e Storia”, il tradizionale percorso culturale e spirituale dedicato alle Solennità dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato. Un traguardo importante che conferma il valore di una proposta capace, da vent’anni, di accompagnare la comunità attraverso momenti di riflessione, approfondimento e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft" style="max-width: 100%; height: auto;" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/MuseoDuomo_8529371-Pano.jpeg" alt="MuseoDuomo_8529371-Pano.jpeg" />La Parrocchia di Santa Maria Annunziata presenta la <strong>20ª edizione degli “Incontri di Musica, Arte e Storia”, il tradizionale percorso culturale e spirituale dedicato alle Solennità dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato.</strong> Un traguardo importante che conferma il valore di una proposta capace, da vent’anni, di accompagnare la comunità attraverso momenti di riflessione, approfondimento e condivisione.</p>
<p>Gli eventi sono curati e organizzati dal Museo del Duomo, che anche per il 2026 promuove <strong>un articolato programma di conferenze, mostre, concerti, visite guidate a tema e laboratori didattici, in calendario da giugno fino all’autunno</strong>, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e spirituale della Chiesa madre di Aquileia e del territorio.</p>
<p><strong>L’edizione 2026</strong> riserverà inoltre una <strong>particolare attenzione a San Francesco d’Assisi</strong>, patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della sua morte, proponendo appuntamenti che intrecciano spiritualità, arte, musica e storia.</p>
<p>“<em>Gli </em><em>I</em><em>ncontri </em><em>di musica, arte e storia </em><em>rappresentano un’espressione viva della comunità </em>– sottolinea Mons. Luciano Nobile – <em>capace di riconoscere il valore della preghiera, del lavoro e dell’amore cristiano, trasformando la celebrazione dei Santi Patroni in un tempo di unione e gratitudine</em>”.</p>
<p><strong>Gli eventi di giugno</strong></p>
<p>Gli appuntamenti prenderanno avvio <strong>sabato 6</strong> <strong>giugno</strong> con una giornata dedicata all’<strong>anniversario della morte del Patriarca Beato Bertrando di Saint Geniès</strong>. Alle <strong>ore 11.00</strong>, presso il Museo del Duomo, è prevista una <strong>speciale visita guidata</strong> condotta da Maria Beatrice Bertone, <strong>dedicata alla figura del Patriarca</strong>. La partecipazione sarà possibile su prenotazione, scrivendo a <strong>museo@cattedraleudine.it</strong>. La giornata si concluderà alle <strong>ore 19.00</strong> in Cattedrale con la celebrazione della <strong>Santa Messa presieduta dall’Arciprete Mons. Luciano Nobile</strong>, accompagnata musicalmente dalla piccola orchestra della Parrocchia del Duomo.</p>
<p>Il programma proseguirà <strong>venerdì 19 giugno</strong> nella Chiesa della Beata Vergine della Purità con la <strong>conferenza </strong>dedicata a<strong> “Il testamento di San Francesco d’Assisi”</strong>. L’incontro sarà introdotto da Mons. Luciano Nobile e da Maria Beatrice Bertone, conservatrice del Museo del Duomo di Udine. <strong>Relatrice</strong> sarà <strong>Maria Teresa Dolso dell’Università degli Studi di Padova</strong>, dove insegna Storia medievale. Nelle sue ricerche e studi ha dedicato particolare attenzione all’Ordine dei Minori, alla sua controversa evoluzione nel Due e Trecento, alle fonti agiografiche francescane. Tra le sue pubblicazioni e curatele: <em>La</em> Chronica XXIV Generalium<em>. Il difficile percorso dell’unità nella storia francescana</em> (Padova 2003), <em>Fonti agiografiche dell’Ordine francescano</em> (a cura di, Padova 2014), <em>Gli ordini mendicanti. Il secolo delle origini</em>, (Carocci, Roma 2021). Fa parte del consiglio direttivo della Società internazionale di Studi francescani e del consiglio direttivo e scientifico di numerose riviste.</p>
<p>Gli <strong>interventi musicali all’organo</strong> saranno affidati a <strong>Gabriele Darù</strong>, che commenterà e introdurrà il percorso musicale, nella sua esperienza di organista formatosi tra Udine e Trieste, attivo come concertista, accompagnatore e direttore corale, nonché collaboratore di numerose realtà musicali e liturgiche del territorio, accompagnato dal <strong>soprano Penelope Montanaro</strong>, interprete specializzata nel repertorio rinascimentale e barocco, attiva in ambito concertistico e corale con collaborazioni artistiche a livello nazionale e internazionale.</p>
<p><strong>Venerdì 26 giugno</strong> sarà invece protagonista la figura del Vescovo Ermagora con la conferenza “<strong>Il Vescovo Ermagora. Dalla leggenda alla storia”</strong>, ospitata sempre nella Chiesa della B.V. della Purità. La <strong>prolusione</strong> sarà curata da <strong>Mons. Sandro Piussi</strong>, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra dell’Arcidiocesi di Udine, mentre la <strong>relazione</strong> sarà affidata a<strong> Marianna Cerno dell’Università degli Studi di Udine</strong>. Gli interventi musicali saranno eseguiti all’organo da Gabriele Darù insieme a <strong>Rossella Sandrin</strong>, flautista formatasi tra Gorizia e il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, già vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali e protagonista di importanti esperienze artistiche.</p>
<p>Gli “Incontri di Musica, Arte e Storia” rappresentano un’importante occasione di incontro e partecipazione per il territorio, grazie alla collaborazione di studiosi, musicisti, istituzioni e volontari che contribuiscono a mantenerne vivo il valore culturale, civile e spirituale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Circuito ert: il bilancio della stagione 25/26 e la novità delle aperture 26/27</title>
		<link>https://www.instart.info/circuito-ert-il-bilancio-della-stagione-25-26-e-la-novita-delle-aperture-26-27/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:10:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si conclude con numeri in crescita la stagione 25/26 del Circuito ERT: le 268 repliche di spettacolo hanno fatto registrare 6.153 abbonati (500 in più rispetto al 24/25) e 66.689 presenze totali. Il “podio” degli spettacoli più graditi dal pubblico vede, nell’ordine, Opera Locos, Contrazioni pericolose e Gente di facili costumi. La stagione 26/27 (la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/Opera-Locos_gruppo.jpeg" alt="Opera Locos_gruppo.jpeg" />Si conclude con numeri in crescita la stagione 25/26 del Circuito ERT: le 268 repliche di spettacolo hanno fatto registrare 6.153 abbonati (500 in più rispetto al 24/25) e 66.689 presenze totali.<br />
Il “podio” degli spettacoli più graditi dal pubblico vede, nell’ordine, Opera Locos, Contrazioni pericolose e Gente di facili costumi.<br />
La stagione 26/27 (la cui presentazione ufficiale si terrà ad inizio luglio) si aprirà con spettacoli e concerti accomunati dal fil rouge della memoria del Terremoto. Tra i protagonisti Simone Cristicchi con Orcolat ’76 e il nuovo allestimento de I Turcs tal Friùl di Pier Paolo Pasolini ad opera di Alessandro Serra.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aspettando il Festival: ben 17 incontri, 40 ospiti, oltre 2mila presenze</title>
		<link>https://www.instart.info/aspettando-il-festival-ben-17-incontri-40-ospiti-oltre-2mila-presenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ben 17 incontri, 40 ospiti, oltre 2mila presenze. L’associazione culturale Leali delle Notizie chiude con un bilancio positivo l’esperienza di Aspettando il Festival, il programma di anteprime itineranti che, oltre a Ronchi dei Legionari, ha toccato altri dieci Comuni dell’Isontino e della Bassa friulana, ovvero Aquileia, Doberdò del Lago, Fiumicello Villa Vicentina, Fogliano Redipuglia, Gorizia, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/3-1.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-98103 alignleft" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/3-1-500x333.jpeg" alt="" width="500" height="333" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/3-1-500x333.jpeg 500w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/3-1-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></a>Ben 17 incontri, 40 ospiti, oltre 2mila presenze. L’associazione culturale Leali delle Notizie chiude con un bilancio positivo l’esperienza di Aspettando il Festival, il programma di anteprime itineranti che, oltre a Ronchi dei Legionari, ha toccato altri dieci Comuni dell’Isontino e della Bassa friulana, ovvero Aquileia, Doberdò del Lago, Fiumicello Villa Vicentina, Fogliano Redipuglia, Gorizia, Gradisca d&#8217;Isonzo, Sagrado, San Canzian d&#8217;Isonzo, San Pier d&#8217;Isonzo e Staranzano, con diversi matinée pensati appositamente per le scuole. Tanti i temi trattati: l’intelligenza artificiale e i suoi riflessi sull’informazione, le mafie, il diritto internazionale, ma anche l’ecologia, i 50 anni dal terremoto del Friuli e la politica internazionale. L’occasione è stata propizia anche per inaugurare, all’auditorium Casa della cultura, la mostra Popoli in movimento del reporter Francesco Malavolta. L’esposizione, curata da Katia Bonaventura, potrà essere visitata sino al 31 agosto. “Ancora una volta una bella esperienza”, ha detto il presidente Luca Perrino”, che ha coinvolto i Comuni e le scuole e che sottolinea la nostra volontà a fare rete e collaborare in modo sempre più massiccio. A tutti gli attori di questa anteprima dico grazie”. Importante, dunque, è stata la collaborazione con le scuole del territorio: ISIS Brignoli-Einaudi-Marconi di Staranzano, IC Don Milani di Aquileia, ISIS Sandro Pertini di Monfalcone, Istituto comprensivo di Doberdò del Lago in lingua slovena, Istituto professionale Ranieri Mario Cossar – Leonardo da Vinci di Gorizia, Liceo artistico Max Fabiani di Gorizia, IAL FVG di Latisana e ISIS Linussio di Codroipo. Ed ora conto alla rovescia verso la dodicesima edizione del Festival del Giornalismo che, nei palatenda del parco Excelsior, terrà banco dal 9 al 14 giugno prossimi. Ancora una volta con tanti, interessanti temi e numerosi ospiti anche di livello internazionale. Negli ultimi anni Leali delle Notizie ha avuto modo di allargare i propri orizzonti e stringere nuovi legami con altre realtà regionali, nazionali e internazionali. Il Festival del Giornalismo ha ricevuto anche quest’anno l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e il patrocinio del Ministero della Cultura. Non va, inoltre, dimenticato il grande sostegno da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Ronchi dei Legionari, della Cassa Rurale del Friuli Venezia Giulia-Credito cooperativo italiano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e del Consorzio isontino giuliano delle Pro Loco province di Gorizia e Trieste. Il Festival è, inoltre, realizzato grazie al contributo delle Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali di Trieste.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa<br />
Foto: Luca d&#8217;Agostino</em></strong></p>
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		<title>Romeo e Giulietta/Roméo et Juliette: è tempo di bilancio</title>
		<link>https://www.instart.info/romeo-e-giulietta-romeo-et-juliette-e-tempo-di-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:02:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due grandi teatri, due spettacoli di produzione, un importante successo. Potrebbe essere sintetizzato così il progetto culturale “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” realizzato in coproduzione da Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e andato in scena nella doppia regia di Paolo Valerio fra l’8 e il 24 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/DSCF6801-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-98083 alignleft" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/DSCF6801-1-500x334.jpeg" alt="" width="500" height="334" srcset="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/DSCF6801-1-500x334.jpeg 500w, https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/DSCF6801-1-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></a>Due grandi teatri, due spettacoli di produzione, un importante successo.<br />
Potrebbe essere sintetizzato così il progetto culturale “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” realizzato in coproduzione da Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e andato in scena nella doppia regia di Paolo Valerio fra l’8 e il 24 maggio. A pochi giorni dalla conclusione delle repliche, il valore generato da tale operazione è stato commentato in conferenza stampa dai vertici dei due teatri storici, alla presenza del Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil.<br />
A pochi giorni dalla conclusione delle repliche, i risultati raggiunti e le prospettive attivate dal progetto “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” &#8211; frutto della collaborazione fra la Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e il Rossetti &#8211; Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia &#8211; sono stati illustrati il 29 maggio, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il Sovrintendente del Teatro Verdi Giuliano Polo e il direttore artistico Valerio Vicari, il Presidente del Rossetti Francesco Granbassi e il direttore e regista delle due produzioni Paolo Valerio, e a cui ha presenziato Mario Anzil, Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia.<br />
“Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” ha rappresentato un’operazione culturale inedita, una sperimentazione davvero rara: ha portato in scena l’opera di Gounod e il testo drammaturgico originale shakespeariano in due distinti allestimenti che hanno condiviso il regista, l’impianto scenografico e il palcoscenico, alternandosi al Teatro Verdi di sera in sera e offrendo al pubblico regionale un’esperienza teatrale unica, affascinante e articolata, di ampio respiro e di elevata qualità artistica.<br />
Questo excursus storico, drammaturgico e musicale, sui temi eterni di amore e morte, violenza e trascendenza, che ha tracciato un trait d’union fra la scrittura di Shakespeare, il romantico Ottocento francese di Gounod e suggestioni vicine al tempo attuale, è stato apprezzato dagli spettatori che hanno seguito numerosi le 12 repliche in programma: 6 per l’opera lirica e altrettante per la prosa (a cui si è aggiunta una mattinée riservata alle scuole superiori).<br />
Di ottimo tenore anche i primi riscontri della critica: per la prosa, citiamo la rivista di settore “Sipario” (Elena Pousché) «A bruciare in scena è l’amore ma anche la gioventù, la purezza appunto dei giovani attori professionisti che offrono una prova fatta di slanci generosi e visionarietà come la parola rivoluzionaria di Shakespeare richiede. Non risparmia impeto ed energia la performance di Giacomo Albites Coen nei panni di un Romeo baldanzoso e vibrante; più raccolta e disincantata l’interpretazione di Giulietta affidata a Caterina Truci. Una coppia apprezzata per la sua freschezza che ha accanto il Mercuzio vitale di Pietro Sparvoli, la nutrice e insieme il Frate Lorenzo di Fulvio Falzarano (attore versatile impegnato nel doppio ruolo di aiutante) e in generale un cast in abiti anni ’90 (costumi di Stefano Nicolao) che lavora in un perfetto afflato corale con cui il regista ha fatto un lavoro notevole». E dal web “Corriere dello spettacolo” (Rosa Zammitto Schiller) «C’è tutto nella mente, nel cuore e nella direzione di Paolo Valerio. (…) Ci sono le risse dei giovani e le faide tra Montecchi e Capuleti che diventano conflitto armato e sono coreografate in maniera da ricordare “Beat it” di Michael Jackson. C’è l’odio e lo scherno, l’odio inutile e lo scherno inutile, la violenza verbale e la violenza fisica, ci sono i cecchini “consueti” e l’orrore dei cecchini dei “safari umani”, cioè battute di caccia bene organizzate per far divertire (con tanto di listino prezzi per “preda”) annoiati e benestanti “macellai del mondo civile”».</p>
<p>Ma il valore generato da questo progetto di collaborazione va misurato soprattutto sul piano artistico e della ricaduta culturale, e sul significato profondo che ha avuto la collaborazione fra i due grandi, storici teatri di produzione di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, troppo spesso immaginati come realtà molto diverse fra loro e che invece hanno saputo confrontarsi in una sfida potente, innovativa, che ha richiesto molta sintonia e dialogo sul piano dell’organizzazione e che ha visto collaborare con grande slancio tutti i rispettivi settori. È stato sotto gli occhi di tutti ad ogni replica il frutto della sinergia sul piano della creazione scenografica, della regia, del coordinamento sul palcoscenico.<br />
Ma ci sono state importanti ricadute in tutti i settori, basti pensare a quello della comunicazione, declinato anche nelle sue forme più attuali: Verdi e Rossetti hanno lavorato assieme nel mondo social e le visualizzazioni generate dai social sul progetto sono state di quasi 1 milione, risultato davvero ragguardevole.<br />
Tale atteggiamento di reciprocità ha prodotto ha permesso inoltre svolte creative preziose e inusuali (come è stata ad esempio la presenza di 12 professori d’orchestra nello spettacolo di prosa, a cui hanno assicurato una dimensione musicale intensa e molto incisiva).</p>
<p>«Sono molto soddisfatto &#8211; commenta Giuliano Polo, Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste &#8211; che in questa stagione il progetto congiunto dedicato a Romeo e Giulietta, abbia stabilito un importante ed innovativo passo avanti nella collaborazione tra i due principali centri di produzione delle arti performate della città di Trieste. Essendo il Verdi l’unica Fondazione lirico sinfonica di tutta la regione, è nostro impegno morale di collaborare con tutti gli altri attori del territorio per implementare sempre più e sempre meglio l’offerta culturale di FVG, per i cittadini e per supportare il rapido sviluppo turistico, e credo che questo progetto con il Rossetti abbia davvero segnato un benchmark importante come riferimento per il futuro».<br />
«Questo progetto ha dimostrato che quando due grandi istituzioni teatrali decidono di lavorare davvero insieme – non semplicemente affiancandosi, ma fondendo competenze, visioni e risorse – il risultato supera la somma delle parti» asserisce Francesco Granbassi, Presidente del Rossetti &#8211; Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. «Sono orgoglioso della collaborazione con la Fondazione Teatro Verdi: abbiamo costruito qualcosa di inedito, con coraggio e con la consapevolezza che l&#8217;eccellenza artistica produce valore concreto per il territorio, non solo sul piano culturale ma anche su quello economico. Iniziative di questa portata attraggono pubblico da fuori città e dall’estero, alimentando un indotto che va ben oltre le sale teatrali e che conferma come la cultura sia un motore di sviluppo autentico per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia. Voglio poi sottolineare un aspetto che mi sta particolarmente a cuore: sento troppo spesso artisti o sedicenti tali in giro per l’Italia che si lamentano della scarsa attenzione e della distanza delle istituzioni. Per noi il Ministero, la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste non sono semplici erogatori di contributi, ma sono molto spesso veri e propri partner di progetto, capaci di condividere una visione e di investire su di essa con lungimiranza. È questo il modello che vorremmo continuare a praticare e a costruire: istituzioni pubbliche e teatri uniti da una stessa idea di futuro per le arti e per i cittadini. Voglio poi formulare un ringraziamento con il cuore al personale del Verdi e a quello del Rossetti, a Paolo Valerio, ai cast creativi e artistici, per aver così ben collaborato. Un’ultima annotazione personale: è stato molto bello vedere il cast lirico e quello della prosa farsi il tifo a vicenda».<br />
«Credo che a conclusione di questo lavoro &#8211; ha dichiarato Paolo Valerio regista di entrambi gli spettacoli e direttore del Rossetti &#8211; la riflessione più importante riguardi l’aspetto produttivo e creativo: “Roméo et Juliette”/“Romeo e Giulietta” nasce dalla fusione del sapere produttivo &#8211; ossia dell’eccellenza e dell’identità &#8211; della Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e una volta di più tengo a ringraziare il Sovrintendente e i vertici del Verdi e il Presidente del Rossetti per la loro apertura quando un anno fa, ho condiviso l’idea di collaborare su un titolo shakespeariano espresso sia in lirica che in prosa, e di farlo in modo innovativo. Ed un ringraziamento particolare va poi a tutti coloro &#8211; artisti, tecnici, personale organizzativo di entrambi i teatri &#8211; che sul palcoscenico, come negli uffici e “dietro le quinte” hanno contribuito alla riuscita dei due spettacoli. L’esito di questa coraggiosa sfida dimostra come Trieste, accanto alla clamorosa crescita dal punto di vista turistico di questi anni, possegga un punto di forza nella sua vocazione alla creazione culturale. Perché in questo ambito è meravigliosamente in grado di porsi obiettivi altrove impossibili. Trieste è stata la culla della letteratura e della poesia del Novecento, e ora, nel nuovo millennio può e deve continuare a coltivare questa vocazione nel teatro e nelle arti. Bene fa la Regione Friuli Venezia Giulia che ha intuito tutto ciò e ha deciso di investire, come nessun’altra Regione in Italia, su questa preziosità, in armonia e continuo dialogo nazionale e internazionale. Come è accaduto per questa felice esperienza dei nostri due grandi teatri, il territorio del Friuli Venezia Giulia e di Trieste rappresenta un prezioso incubatore di arti, talenti, creatività».<br />
Sul piano della ricaduta e del significato culturale del progetto “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” vale ancora la pena di evidenziare come &#8211; in forza anche del prolungato percorso creativo dei due spettacoli &#8211; i teatri abbiano collaborato per rendere la tragedia shakespeariana un punto di partenza per intercettare pubblici diversi e specifici e per offrire loro occasioni di crescita e di formazione.<br />
Si è effettuato allora un lavoro con gli studenti di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Trieste, guidati dal professor Paolo Quazzolo: operazione volta alla comprensione di tutte le complesse fasi di creazione dello spettacolo.<br />
In attinenza con i temi assoluti e universali del testo, lo Stabile regionale ha realizzato a partire da febbraio 2026 un lungo laboratorio dedicato ai ragazzi delle scuole superiori di Trieste. Sette istituti, per un totale di oltre 500 partecipanti accompagnati da professionisti del Teatro Stabile e dalla psicologa Maria Aurora Russo, partendo dal plot di Romeo e Giulietta hanno compiuto un attualissimo percorso di riflessione sulle emozioni e sull’educazione sentimentale.</p>
<p>Un’iniziativa che ha suscitato molto apprezzamento da parte delle scuole: con soddisfazione citiamo in proposito le parole rivolteci dalla Dirigenza del Liceo Carducci-Dante «Lo spettacolo è stato la conclusione naturale e magistrale di un percorso che ha permesso ai nostri alunni di avvicinarsi al linguaggio teatrale non come spettatori passivi, ma come fruitori consapevoli. Questa esperienza conferma, ancora una volta, quanto sia importante accompagnare le giovani generazioni alla scoperta delle istituzioni culturali del nostro territorio, trasformando l&#8217;arte in una vera e propria palestra di cittadinanza attiva».</p>
<p>Infine Il Rossetti e il Teatro Verdi &#8211; in sinergia con i loro partner abituali &#8211; hanno collaborato nella creazione di un ricco calendario di appuntamenti di preparazione e approfondimento a partire da gennaio 2026. Ben 8 incontri collaterali, sempre a ingresso libero e volti a offrire strumenti e spunti per comprendere e apprezzare con maggiore pienezza un progetto così sfaccettato: si è passati dalle interviste impossibili a Romeo, a quelle reali ai protagonisti dello spettacolo di prosa (a cura della professoressa Laura Pelaschiar dell’Università degli Studi di Trieste), al confronto fra libretto lirico e testo shakespeariano curato dal professor Paolo Quazzolo, storico del teatro. E poi la conferenza di presentazione al Ridotto del Teatro Verdi con la partecipazione dei protagonisti di lirica e di prosa (rispettivamente Nina Minasyan e Galeano Salas e Giacomo Albites Coen e Caterina Truci), la “Guida all’Ascolto” al Museo teatrale “Schmidl” con l’Associazione Amici della Lirica, le indagini su “Romeo e Giulietta” delineate in italiano e inglese dal direttore della British School FVG Peter Brown e gli excursus nelle diverse arti a cura della giornalista Sara del Sal…</p>
<p>Si è partiti oltre un anno fa con l’obiettivo di coprodurre due spettacoli, ma oggi si può con soddisfazione osservare come il risultato sia stato raggiunto e sia germinato in un beneficio ben più ampio sul piano della creazione artistica e della esperienza culturale assicurata al territorio.<br />
Una simile esperienza invita a immaginare prospettive nuove, una visione, a immaginare un futuro per “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” e per altre collaborazioni che sicuramente verranno.<br />
Lo spettacolo di prosa, dopo il successo registrato al Teatro Verdi, ripartirà a febbraio 2027 e Trieste &#8211; città a cui riserverà due nuove repliche questa volta al Politeama Rossetti &#8211; sarà la prima tappa di una tournée che è ancora in costruzione ma che si prospetta ricca: sono già fissate infatti repliche a Palermo, Catania, Bologna, Brescia, Savona, Gorizia, Imola, in diverse città della Puglia, in Svizzera e a Ferrara.</p>
<p>STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2025-2026</p>
<p>ROMÉO ET JULIETTE</p>
<p>Musica di Charles Gounod</p>
<p>Libretto di Jules Barbier e Michel Carré, tratto da Romeo e Giulietta di William Shakespeare</p>
<p>Prima rappresentazione: Parigi, Théâtre Lyrique, 27 aprile 1867</p>
<p>Ed. musicali: E. F. Kalmus &amp; Co.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maestro Concertatore e Direttore LEONARDO SINI</p>
<p>Regia PAOLO VALERIO</p>
<p>scene FRANCESCA TUNNO</p>
<p>Costumi STEFANO NICOLAO</p>
<p>Luci CLAUDIO SCHMID</p>
<p>Video ALESSANDRO PAPA</p>
<p>Coreografie DANIELA SCHIAVONE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Personaggi e interpreti</p>
<p>Juliette NINA MINASYAN</p>
<p>Roméo GALEANO SALAS</p>
<p>Frère Laurent ALESSANDRO ABIS</p>
<p>Mercutio CHRISTIAN FEDERICI</p>
<p>Stéphano NINA VAN ESSEN</p>
<p>Capulet LUCA DALL&#8217;AMICO</p>
<p>Tybald GILLEN MUNGUÍA</p>
<p>Gertrude CATERINA DELLAERE</p>
<p>Le duc de Vérone FULVIO VALENTI</p>
<p>Pâris NELSON MARTINEZ</p>
<p>Benvolio ENRICO IVIGLIA</p>
<p>Gregorio NICOLÒ LAUTERI</p>
<p>Maestro del Coro PAOLO LONGO</p>
<p>Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</p>
<p>A Venerdì 8 maggio 2026 ore 20.00</p>
<p>D Domenica 10 maggio 2026 ore 16.00</p>
<p>C Giovedì 14 maggio 2026 ore 20.00</p>
<p>S Sabato 16 maggio 2026 ore 16.00</p>
<p>B Venerdì 22 maggio 2026 ore 20.00</p>
<p>E Domenica 24 maggio 2026 ore 16.00</p>
<p>ROMEO E GIULIETTA</p>
<p>Di William Shakespeare</p>
<p>Adattamento e Regia di PAOLO VALERIO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interpreti in ordine alfabetico</p>
<p>Giacomo Albites Coen, Sebastiano Caruso, Pietro Desimio, Alessandro Dinuzzi,</p>
<p>Fulvio Falzarano, Francesca Masini, Giulia Perelli, Stefano Scandaletti, Pietro Sparvoli, Caterina Truci</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scene FRANCESCA TUNNO</p>
<p>Costumi STEFANO NICOLAO</p>
<p>Coreografie MONICA CODENA</p>
<p>Luci CLAUDIO SCHMID</p>
<p>Video ALESSANDRO PAPA</p>
<p>musiche originali VALTER SIVILOTTI</p>
<p>Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</p>
<p>Konzertmeister e violino solista Stefano Furini; violoncello solista Maria Giulia Lanati; trombone solista Domenico Lazzaroni; collaboratore musicale Davide Coppola</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>aiuto regia Giulia Bonghi; fonico e video Alberto Pozzolo; elettricista Alessandro Macorigh; direttore di scena Paolo De Paolis</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nuova produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania, Centro Teatrale Bresciano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Personaggi e interpreti</p>
<p>ROMEO Giacomo Albites Coen</p>
<p>BENVOLIO Sebastiano Caruso</p>
<p>TEBALDO Pietro Desimio</p>
<p>PADRE CAPULETI Alessandro Dinuzzi</p>
<p>FRATE/NUTRICE Fulvio Falzarano</p>
<p>LINA/YURI Francesca Masini</p>
<p>MAMMA CAPULETI Giulia Perelli</p>
<p>PRINCIPE/CECCHINO Stefano Scandaletti</p>
<p>MERCUZIO Pietro Sparvoli</p>
<p><strong>GIULIETTA</strong> <strong> Caterina Truci</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ore 20.30 del 9, 12, 13, 15, 17 – ore 16.00, 18 maggio</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A E&#8217; Storia si parla di religioni</title>
		<link>https://www.instart.info/a-e-storia-si-parla-di-religioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Fedrigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 19:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[inScena]]></category>
		<category><![CDATA[inVista]]></category>
		<category><![CDATA[#NovaGorica]]></category>
		<category><![CDATA[Cecilia Sala]]></category>
		<category><![CDATA[èstoria]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; in corso di svolgimento a Gorizia la ventiduesima edizione del festival E&#8217;Storia che anima per una settimana il centro isontino e Nova Gorica e prevede circa trecento incontri con studiosi, giornalisti, esperti e scrittori per analizzare il tema delle Religioni.Un appuntamento imperdibile per i numerosissimi appassionati e per semplici curiosi interessati agli approfondimenti sugli [&#8230;]]]></description>
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<p><a href="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/1780070982035-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-98074 alignleft" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/1780070982035-374x500.jpg" alt="" width="248" height="331" /></a>E&#8217; in corso di svolgimento a Gorizia la ventiduesima edizione del festival E&#8217;Storia che anima per una settimana il centro isontino e Nova Gorica e prevede circa trecento incontri con studiosi, giornalisti, esperti e scrittori per analizzare il tema delle Religioni.<br />Un appuntamento imperdibile per i numerosissimi appassionati e per semplici curiosi interessati agli approfondimenti sugli eventi del passato e sulle loro ripercussioni sul presente.<br />E&#8217;Storia 2026 è stata inaugurata il 28 maggio al Teatro Verdi alla presenza delle autorità cittadine e regionali, nel corso di un interessante incontro dal titolo &#8216;L&#8217;Iran islamico&#8217; una conversazione tra Farian Sabahi, di origini iraniane, professoressa associata in Storia contemporanea all’Università dell’Insubria e la giornalista Cecilia Sala che nel 2024 fu arrestata e detenuta per 21 giorni nelle carceri iraniane con l&#8217;accusa di avere violato le leggi locali. Moderato da Antonio Di Bartolomeo, l&#8217;incontro ha tratteggiato la attuale situazione interna iraniana a tre mesi dall&#8217;attacco israelo-americano del 28 febbraio scorso. Un attacco che ha decapitato la leadership politica iraniana, evento che ha favorito un ricambio generazionale tra le élite al potere nel Paese dove i vecchi detentori del potere non lasciavano spazio alle nuove generazioni di leader, tra le cui punte di diamante si segnalano l&#8217;attuale ministro degli esteri e l&#8217;attuale capo del Parlamento. Nuovi volti che si attorniano di team fortemente specializzati con all&#8217;attivo lauree, dottorati e master anche a livello internazionale. Oggi in Iran si assiste ad un progressivo passaggio di poteri tra l&#8217;aristocrazia religiosa a favore dei pasdaran. Gli attacchi dello scorso febbraio hanno causato danni ingenti a livello politico e materiale, ma i pasdaran hanno trovato il modo di tenere sotto scacco l&#8217;intera economia globale agendo nello stretto di Hormuz. Ma chi comanda, oggi, in Iran? Su questo punto, hanno concordato le due relatrici, non c&#8217;è al momento una risposta chiara. Il regime può contare su uno zoccolo duro di seguaci, le opposizioni sono represse, i monarchici sono in numero ristretto ed il tentativo di Reza Pahlavi, erede dell&#8217;ultimo Scià, di accreditarsi come possibile futuro leader pare poco convinto ed, in molti temono, legato tra le altre cose alla possibilità di sbloccare un importante fondo fiduciario cui potrebbe beneficiare il primo della famiglia in grado di riprendere il potere in Iran. I gruppi militari tengono in piedi il regime e non mostrano di allentare la presa sulla popolazione, che aveva iniziato negli scorsi mesi una serie di proteste e di richieste di maggiori libertà. Una situazione complicata dove ancora una volta a fare le spese è il popolo iraniano che dopo alcuni mesi di speranza è ora terrorizzato dalla ferocia della repressione che, per frenare la protesta, si stima abbia ucciso 7000 persone in 48 ore.<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-98072 alignleft" src="http://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/1780070982046-374x500.jpg" alt="" width="180" height="241" /><br />In precedenza la Tenda Erodoto aveva ospitato una lectio magistralis del professor Andrea Riccardi storico, ex ministro e fondatore della comunità di Sant&#8217;Egidio dal titolo &#8216;Il Papa polacco&#8217;. Riccardi ha tratteggiato il profilo di Karol Wojtyła Giovanni Paolo II che fu eletto al trono pontificio il 16/10/1978 e vi rimase fino alla morte nel 2005. Per molti fu un enigma, afferma Riccardi, accusato di essere &#8216;troppo polacco&#8217;. Timido, sensibile ma roccioso. L&#8217;enigma si chiarì in una data precisa, continua Riccardi: quando durante una visita agli ebrei di Roma li definì &#8216;fratelli maggiori&#8217;. 146 viaggi in Italia, 129 i Paesi stranieri visitati, Wojtyła strinse le mani a centinaia di migliaia di persone e non disdegnò di incontrare personaggi controversi come il cileno Pinochet o il filippino Marcos. A tutti cercò di instillare il suo messaggio di transizione pacifica, un cambiamento non ideologico e non violento. Il suo contributo nella sconfitta dei regimi comunisti è considerato innegabile. Fu fermo nel difendere l&#8217;ortodossia cattolica ma fu accusato di governare la Chiesa a modo suo, con un piglio a metà tra modernizzazione e ostinazione. Il suo grande cruccio era l&#8217;Europa e la sua spinta alla secolarizzazione. Agli Stati Uniti lo univa il desiderio di sconfiggere il comunismo, non gli riuscì di raggiungere Cina e Russia dove era temuto per l&#8217;effetto dirompente che la sua figura aveva nella popolazione civile.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p style="text-align: right;"><em><strong>© Laura Fedrigo per instArt</strong></em></p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stefano Bollani: «Il silenzio è parte della musica»</title>
		<link>https://www.instart.info/stefano-bollani-il-silenzio-e-parte-della-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina Tuni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inMusica]]></category>
		<category><![CDATA[inTervista]]></category>
		<category><![CDATA[inVista]]></category>
		<category><![CDATA[ariston]]></category>
		<category><![CDATA[euritmica]]></category>
		<category><![CDATA[Go2025]]></category>
		<category><![CDATA[ilrossetti]]></category>
		<category><![CDATA[ponteanordest]]></category>
		<category><![CDATA[stefanobollani]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[tuttavita]]></category>
		<category><![CDATA[valentinacenni]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista al pianista che porta a Trieste il suo “Piano Solo” e il docufilm “Tutta vita” di Valentina Cenni: un racconto sull’ascolto, sull’imprevisto e sulla libertà creativa A volte la musica più importante non è quella che si sente, ma quella che sta per accadere. Vive nei silenzi prima dell’attacco, negli sguardi fra i musicisti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><em><strong>Intervista al pianista che porta a Trieste il suo “Piano Solo” e il docufilm “Tutta vita” di Valentina Cenni: un racconto sull’ascolto, sull’imprevisto e sulla libertà creativa</strong></em></h2>



<p>A volte la musica più importante non è quella che si sente, ma quella che sta per accadere. Vive nei silenzi prima dell’attacco, negli sguardi fra i musicisti, nelle esitazioni, nella disponibilità a cambiare direzione all’ultimo istante. È proprio questo territorio fragile e imprevedibile che attraversa <em>Tutta vita</em>, il docufilm diretto da Valentina Cenni dedicato alla residenza artistica goriziana, a cura di Euritmica nell’ambito del progetto Ponte a Nord-Est per GO!2025, che a febbraio dello scorso anno ha riunito alcune delle figure più importanti del jazz italiano contemporaneo (Enrico Rava, Paolo Fresu, Antonello Salis, Daniele Sepe, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, Stefano Bollani, Frida Bollani Magoni, Matteo Mancuso e Christian Mascetta). La proiezione è resa possibile dalla collaborazione tra Euritmica, La Cappella Underground e Bonawentura.<br><br></p>



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<p>La stessa idea di ascolto radicale attraversa anche il “Piano Solo” con cui Stefano Bollani torna il 29 maggio al Politeama Rossetti di Trieste: il concerto chiude la diciannovesima edizione di Note Nuove, la rassegna di Euritmica dedicata ai linguaggi della musica contemporanea e alle loro contaminazioni artistiche.</p>



<p>Sarà un’esibizione unica, costruita sul presente, sull’improvvisazione e sulla possibilità che ogni serata prenda una forma diversa da quella immaginata, e che sarà preceduta dalla proiezione di <em>Tutta Vita</em>, alle 18 al Cinema Ariston, alla presenza di Bollani e Cenni.</p>



<p>Nel documentario non emerge soltanto il lavoro musicale, ma anche tutto ciò che lo rende possibile: le pause, le attese, le relazioni umane che si costruiscono nello spazio fragile dell’ascolto reciproco. Una materia invisibile che Bollani considera centrale quanto il suono stesso.</p>



<p>Da tutto questo nasce anche questa conversazione con il pianista e compositore: un dialogo che attraversa improvvisazione, silenzio e libertà creativa, fino a trasformarsi in una riflessione più ampia sul rapporto fra arte e presente.</p>



<p><em>-In “Tutta Vita” colpisce il momento che precede la musica: gli sguardi, i sorrisi, le attese, le esitazioni. Quanto conta il silenzio nell’improvvisazione, non come pausa ma come vero materiale compositivo?</em></p>



<p>«Conta molto. Tutti abbiamo un maestro in Miles Davis. Il silenzio conta tantissimo. Io ringrazio sempre le parole di Miles Davis, che su questo insisteva molto. “Non suono quello che c&#8217;è. Suono quello che non c&#8217;è”, diceva. E ci invitava sempre ad ascoltare Ahmad Jamal: il suo modo di suonare giocava molto sui silenzi. Capire e fare propri i sottintesi della musica, quelli che riempiono le pause è fondamentale».</p>



<p><em>-In un’epoca in cui tutto tende alla ripetibilità e all’archiviazione, il concerto improvvisato conserva ancora una forma di resistenza?</em></p>



<p>«L’improvvisazione è la radice di tutte le musiche del mondo ed è qualcosa che resisterà e continuerà sempre. Se ci pensi anche i compositori, quando scrivono, improvvisano: provano, cercano, cambiano. Poi decidono cosa fissare e cosa no, ma l’atto compositivo in sé è improvvisazione pura. Per esempio quando penso ai musicisti classici che non improvvisano, provo quasi dispiacere, tristezza. È una privazione».</p>



<p><em>-E cosa suggeriresti loro? Come potrebbero “togliersi” da quella che può diventare una gabbia tecnica anziché un a possibilità?</em></p>



<p>«Non c’è un consiglio unico: è una cosa che funziona con i singoli musicisti, non si può generalizzare. Per esempio Pitagora usava la musica come medicina: curava le persone dando loro dei canti da eseguire a casa, con i quali curarsi. Però li dava diversi a ciascuno, perché conosceva caso per caso le persone. Un po’ come quando mi chiedono “a una persona che non ama il jazz, quale disco consiglieresti?” Non c’è una risposta univoca… anche qui, come dal medico, ognuno ha la sua strada per arrivare a un risultato. Però si può. Tutti possono improvvisare».</p>



<p>Nel racconto di Bollani l’improvvisazione non riguarda soltanto la musica. È piuttosto un modo di stare dentro il presente, accettando il rischio dell’ascolto e la possibilità di cambiare il cammino strada facendo. Ed è forse proprio questa, oggi, la sua forma più contemporanea.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Marina Tuni</strong> / instArt 2026 ©</p>


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		<title>“Psalms &#8211; Friuli / 1976_2026” di Wheeler, rivisitata da Venier, il 28 maggio a Venzone e il 30 maggio a Villa Manin</title>
		<link>https://www.instart.info/psalms-friuli-1976_2026-di-wheeler-rivisitata-da-venier-il-28-maggio-a-venzone-e-il-30-maggio-a-villa-manin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 20:40:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[friuli]]></category>
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					<description><![CDATA[Oratorio inedito di Kenny Wheeler, rivisitato da Glauco Venier, per il 50° anniversario del Terremoto del Friuli giovedì 28 maggio, ore 20.30Duomo di Venzone sabato 30 maggio, ore 19Villa Manin, Passariano di CodroipoDue importanti tappe, con un’opera in prima assoluta – siglata dalla produzione di EuritmicaAssociazione Culturale – celebrano il cinquantesimo anniversario dalla tragedia del [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft is-resized"><img decoding="async" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/Glauco-Venier-Spartiti_Comoretto-ph.jpeg" alt="Glauco Venier Spartiti_Comoretto ph.jpeg" style="width:400px"/></figure>



<p><br>Oratorio inedito di Kenny Wheeler, rivisitato da Glauco Venier, per il 50° anniversario del Terremoto del Friuli giovedì 28 maggio, ore 20.30<br>Duomo di Venzone sabato 30 maggio, ore 19<br>Villa Manin, Passariano di Codroipo<br>Due importanti tappe, con un’opera in prima assoluta – siglata dalla produzione di Euritmica<br>Associazione Culturale – celebrano il cinquantesimo anniversario dalla tragedia del Terremoto del<br>Friuli. Si tratta di Psalms – Friuli 1976_2026, un oratorio inedito di Kenny Wheeler rivisitato da<br>Glauco Venier, in occasione dell’importante anniversario.<br>L’opera verrà eseguita giovedì 28 maggio, alle 20.30 al Duomo di Venzone (luogo simbolico della tragedia e della rinascita) e sabato 30 maggio, alle 19 a Villa Manin, a Passariano. L’ingresso è libero.<br>PSALMS Friuli 1976_2026 è un Oratorio di composizioni sui Salmi biblici, scritte dal trombettista e compositore Kenny Wheeler (1930-2014) durante una masterclass a Gorizia e affidate al pianista jazz friulano Glauco Venier: l’opera nasce proprio da una lunga amicizia e collaborazione artistica tra i due.<br>A dodici anni dalla scomparsa del grande musicista canadese, Venier lo riporta oggi alla luce, in prima esecuzione assoluta, come omaggio al 50° anniversario del Terremoto in Friuli del 1976: un nuovo progetto, prodotto dall’Associazione Culturale Euritmica.<br>Un grande lavoro di adattamento e revisione che Venier, da direttore artistico del progetto, ha costruito per un ensemble d&#8217;eccezione e due eventi in luoghi simbolo della rinascita post sisma: il<br>Duomo di Venzone e Villa Manin di Passariano.<br>La voce solista è quella della cantante britannica Norma Winstone, leggenda del jazz europeo, il cui sodalizio artistico e la cui amicizia con Wheeler hanno segnato la storia della musica. Con lei il trombettista e musicologo Nick Smart, tra le massime autorità sull’opera di Wheeler e responsabile dell’archivio del compositore custodito presso la Royal Academy of Music di Londra (partner del progetto), dove è Direttore del dipartimento Jazz. Il 30 maggio, ad affiancarli nella seconda esecuzione a Villa Manin, anche il trombettista e maestro del flicorno Paolo Fresu, che con Wheeler pure ha condiviso diverse e importanti esperienze musicali.<br>Con loro l’Insìum Ensemble, laboratorio musicale nato in Friuli da un’idea di Venier e per questa occasione formato da Cristina Renzetti (voce), Daniele Richiedei (violino), Alfonso Deidda (sax baritono), Marcello Allulli (sax soprano), Giovanni Hoffer (corno), Glauco Benedetti (tuba), Riccardo<br>Chiarion (chitarra), Giulio Scaramella (organo), Alessio Zoratto (contrabbasso) e Alessandro<br>Paternesi (percussioni), con Venier al pianoforte.<br>Ad arricchire il progetto anche l’ensemble Odhecaton, tra i più prestigiosi gruppi vocali europei, diretto da Paolo Da Col.<br>La direzione musicale è affidata al Maestro Valter Sivilotti, altra eccellenza italiana, mentre all’attore Fabiano Fantini, fra le voci e i volti più importanti del teatro friulano contemporaneo, sono affidate le letture sceniche dei Salmi.<br>La sensibilità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Protezione Civile e dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, con il sostegno di numerosi partner tra cui il Ministero della Cultura e la Fondazione Friuli, consente a quest’opera di offrire, in questo frangente storico, un’emozione forte, in onore e memoria dei mille morti di quella tragedia e della ricostruzione che ha saputo far rinascere un Friuli nuovo, cinquant’anni fa.<br></p>



<p>Associazione Culturale Euritmica<br>Via Caterina Percoto, 2 33100 – Udine tel. 0432 1720214 <a href="mailto:info@euritmica.it">info@euritmica.it</a> <br></p>
</div>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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		<title>Il rossetto a Miramare 2026, in linea con la mostra, offrirà suggestioni egizie</title>
		<link>https://www.instart.info/il-rossetto-a-miramare-2026-in-linea-con-la-mostra-offrira-suggestioni-egizie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comunicato Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 20:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inEventi]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamento in fvg]]></category>
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					<description><![CDATA[“Nell’estate 2026 “Il Rossetti a Miramare” &#8211; la fortunata rassegna nata dalla sinergia fra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia &#8211; si tinge del mistero dell’antico Egitto. Parallelamente alla mostra allestita alle Scuderie del Castello e incentrata sulle collezioni egizie di Massimiliano d’Asburgo, il [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image alignleft is-resized"><img decoding="async" src="https://www.instart.info/wp-content/uploads/2026/05/Manifesto-Miramare-2026-70X100-completo.jpeg" alt="Manifesto Miramare 2026 70X100 completo.jpeg" style="width:400px"/></figure>



<p><strong>“</strong>Nell’estate 2026 “Il Rossetti a Miramare” &#8211; la fortunata rassegna nata dalla sinergia fra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia &#8211; si tinge del mistero dell’antico Egitto. Parallelamente alla mostra allestita alle Scuderie del Castello e incentrata sulle collezioni egizie di Massimiliano d’Asburgo, il nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile, trae ispirazione dal fascino dei faraoni e dal “giallo”. Il direttore dello Stabile Paolo Valerio ha affidato all’autore Enrico Luttmann la drammaturgia dell’inedito “Miramare Mystery” che sarà portato in scena per la regia di Davide Calabrese da una compagnia d’attori numerosa e fresca. Non possono mancare nel Parco anche i piccoli di Podrecca con un “Podrecca on the Road” che troverà il modo di fare omaggio alla mostra e che toccherà anche i grandi musei nazionali della regione. Biglietti in vendita per “Miramare Mystery” dal 28 maggio”.</p>
</div>



<p>Dal 27 giugno al 13 luglio, nella scenografia naturale senza eguali del Parco di Miramare, avrà luogo l’edizione 2026 de “Il Rossetti a Miramare”, la rassegna estiva frutto della consolidata sinergia fra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: un progetto mirato ad accrescere l’offerta culturale e turistica del Friuli Venezia Giulia, in un luogo che ne è icona e che regala – la rassegna da sei anni e le rappresentazioni da sette &#8211; suggestioni al pubblico e agli artisti dello Stabile, liberi di creare superando la dimensione del palcoscenico.</p>



<p>Il nuovo titolo al centro della sesta edizione è stato svelato mercoledì 27 maggio, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala del Trono del Castello: vi hanno preso parte il Direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare Guido Comis, il Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Francesco Granbassi e il Direttore Paolo Valerio. Alla conferenza ha presenziato il Vicesindaco di Trieste e Assessore ai Teatri Serena Tonel.</p>



<p>“Sono felicissimo di presentare un programma che conferma il legame fra Miramare e il Teatro Stabile Rossetti e sottolinea il coinvolgimento di Miramare nella vita culturale di Trieste – commenta il direttore Guido Comis -. Apprezzo di tutto cuore la disponibilità del Teatro a interpretare temi della programmazione del Castello, quest’anno con uno spettacolo, cui non vedo l’ora di poter assistere, ispirato alle collezioni egizie di Massimiliano”.</p>



<p>L’edizione 2026 rimarrà fedele alle linee tracciate fin dal primo anno de “Il Rossetti a Miramare”: abitare gli spazi del Parco e del Castello con grande rispetto sia per il contesto storico &#8211; che ogni intervento teatrale ha voluto valorizzare fortemente &#8211; sia per l’ambiente naturale. Entrare con uno spettacolo a Miramare significa infatti fare teatro in un’area protetta e delicata, un inestimabile gioiello botanico creato dalla fantasia e dalla passione di Massimiliano d’Asburgo e conservato con grande cura fino ad oggi: Paolo Valerio ha scelto ogni anno di muoversi nel Parco “in punta di piedi”, senza invadere il luogo con strutture imponenti, macchine impattanti, luci artificiali.</p>



<p>L’idea, dunque, è sempre di farsi ispirare dalla bellezza naturale del luogo: incastonando l’evento teatrale nelle luci del tramonto, in scorci inusuali del giardino e del Castello, costruendo registicamente e drammaturgicamente le performance in modo che si fruiscano in modo itinerante e muovendo contemporaneamente piccoli gruppi di spettatori.</p>



<p>La novità del 2026 sarà data dal clima e dal tema dello spettacolo che giocando con gli stilemi della letteratura del mistero, si lascia ispirare dall’Egitto e dalla mostra allestita nelle Scuderie del Castello: <strong>“</strong>Una Sfinge l<strong>’</strong>attrae. Massimiliano d<strong>’</strong>Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna<strong>”</strong>. Lo spettacolo partirà proprio da qui, fra i reperti egizi che l’Arciduca raccolse in una collezione d’inestimabile valore.</p>



<p>Ecco dunque <strong>“</strong>Miramare Mystery<strong>”</strong>, inedito che il direttore Valerio ha affidato a due ottimi artisti triestini: Enrico Luttmann, premiato autore, sceneggiatore, agente letterario per il teatro, che ha ideato la drammaturgia, e Davide Calabrese &#8211; uno degli applauditi Oblivion, ma anche regista di spessore &#8211; che ne firma la messinscena.</p>



<p>Assieme a loro una compagnia d’attori versatili e talentuosi: Giacomo Albites Coen, Sebastiano Caruso, Giulio De Santi, Martina Galletta, Federica Paola Garbarini, Francesco Godina, Zoe Pernici, Maria Grazia Plos, Maurizio Repetto, Davide Rossi, Matilde Savorosi, Caterina Truci. Interpreteranno in parte i personaggi-guida che accompagneranno gli spettatori lungo diversi itinerari e narrazioni nel Parco, in parte invece daranno vita alle figure storiche e alle ombre misteriose che attenderanno lungo i sentieri, per confidarsi, raccontare e mettere i cinque investigatori protagonisti ed il pubblico sulle tracce di un antico gioiello egizio…</p>



<p>Il plot infatti immagina che cinque investigatori vagamente ispirati a figure leggendarie della letteratura del mistero, siano stati convocati a Miramare per dirimere il giallo della scomparsa di un prezioso gioiello egizio, dai potenti poteri magici. Massimiliano lo donò alla sua Carlotta, ma poi che fine fece? I cinque &#8211; ognuno con il proprio metodo &#8211; cercheranno una personale pista, aiutati dalle testimonianze di alcuni enigmatici personaggi (vivi? morti?) che si aggirano nel Parco.</p>



<p>Come sempre lo spettacolo avrà inizio alle 19.30, dal 27 giugno al 13 luglio: il punto d’incontro per questa edizione sarà alle Scuderie di Miramare, luogo della mostra, dove sarà posizionata anche la biglietteria serale (anche se, come sempre, si consiglia l’acquisto dei biglietti in prevendita, che sarà aperta da giovedì 28 maggio alla Biglietteria del Politeama Rossetti, nei punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, www.ilrossetti.vivaticket.it. Il prezzo dei biglietti sarà di 20 euro intero (con riduzione a 17 euro per gli abbonati al Rossetti).</p>



<p>Grazie alla collaborazione con il Concessionario dei Servizi aggiuntivi del Museo CoopCulture, gli spettatori di “Miramare Mystery” godranno di una speciale promozione: presentando il biglietto nominale dello spettacolo teatrale avranno diritto all’ingresso al prezzo ridotto di 10 euro alla mostra “Una Sfinge l<em>’</em>attrae, Massimiliano d<em>’</em>Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, che rimarrà straordinariamente aperta fino alle 19:30. In alternativa, la promozione rimarrà valida e fruibile dal giorno dopo lo spettacolo e fino a chiusura mostra.</p>



<p>In occasione de “Il Rossetti a Miramare” non mancheranno nel Parco gli amatissimi Piccoli di Podrecca e sì, anche loro avranno in serbo sorprese dal sapore egizio in omaggio alla preziosa esposizione: le loro performance previste fra il 3 e il 5 luglio ma fanno parte di un più ampio progetto intitolato <strong>“</strong>Podrecca on the road nei Musei nazionali FVG<strong>”</strong> che sarà presentato in dettaglio nelle prossime settimane.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Comunicato Stampa</em></strong></p>
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