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	<title>intempestiva</title>
	
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	<description>Heisenberg potrebbe essere qui.</description>
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		<title>Schizzo di civiltà</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 20:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto dei vicini]]></category>
		<category><![CDATA[Risentita? Ti presento Sally.]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la Lega, la religione è una pura questione di territorialismo.
Non si parla di cristianesimo per fede, ma per segnalare un territorio, come dimostra una volta di più la polemica col cardinale Tettamanzi.
In questo senso (e non lo dico per offendere il cattolicesimo, perchè l&#8217;offesa è in chi fa, non in chi vede) un crocifisso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la Lega, la religione è una pura questione di <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/mappe-diamanti/religione-senza-dio/religione-senza-dio.html">territorialismo</a>.<br />
Non si parla di cristianesimo per fede, ma per segnalare un <a href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/territorialismo.aspx?idD=1&#038;Query=territorialismo&#038;lettera=T">territorio</a>, come dimostra una volta di più la polemica col cardinale Tettamanzi.<br />
In questo senso (e non lo dico per offendere il cattolicesimo, perchè l&#8217;offesa è in chi fa, non in chi vede) un crocifisso a scuola non è diverso dallo schizzo d&#8217;urina di un cane contro un palo.</p>
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		<title>All’Aquila ormai si muore di freddo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 20:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Repubblica:
L&#8217;AQUILA &#8211; Due sorelle in lotta, in una città caotica. Due sorelle che vogliono &#8220;la vita di prima&#8221; e fanno di tutto per ottenerla. Fabiana, dopo tre mesi di lavoro ad Avezzano, è tornata all&#8217;Aquila, per aprire un negozio di parrucchiera. Cristina è ancora alla ricerca di una casetta o di un piccolo appartamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/rubriche/diario-di-una-famiglia/due-sorelle/due-sorelle.html">Repubblica</a>:<br />
L&#8217;AQUILA &#8211; Due sorelle in lotta, in una città caotica. Due sorelle che vogliono &#8220;la vita di prima&#8221; e fanno di tutto per ottenerla. Fabiana, dopo tre mesi di lavoro ad Avezzano, è tornata all&#8217;Aquila, per aprire un negozio di parrucchiera. Cristina è ancora alla ricerca di una casetta o di un piccolo appartamento dove aprire uno studio proprio, come psicologa infantile. La città non è più quella di prima. &#8220;Per fare due chilometri, adesso puoi impiegare anche più di un&#8217;ora. Il traffico impazzisce dal mattino alla sera&#8221;. Tutti i percorsi di prima (casa-lavoro, casa-scuola), sono stati stravolti. Quelle che erano strade poco frequentate, con la presenza delle new town, sono diventate all&#8217;improvviso le arterie principali. Non ci sono più i punti di riferimento di sempre. I ragazzi si trovavano in centro, ai Quattro Cantoni o in piazza Duomo, e adesso non sanno dove andare. Il risultato è questo: l&#8217;unico luogo di incontro è il centro commerciale l&#8217;Aquilone, con migliaia di ragazzi che ad ogni ora stanno lì per incontrarsi e stare al caldo e fare passare le ore vuote, sia nella pausa pranzo che dopo la scuola, in attesa dei genitori che hanno finito il lavoro o dei pullman per gli hotel della costa.</p>
<p>&#8220;Il caos fisico della città &#8211; dice Cristina &#8211; è simile al caos che tante persone si portano dentro. I giovani e i ragazzi, soprattutto. Ci sarebbe bisogno di tanto aiuto psicologico, in questi giorni. Ma dare una mano non è semplice. Ci sono gli psicologi arrivati da fuori che stanno facendo convenzioni con le scuole. Noi psicologi aquilani vorremmo essere in prima fila, ma non sempre è possibile. Io avevo aperto il mio studio una settimana prima del terremoto. Vorrei riaprirlo ma gli affitti alle stelle almeno per ora mi impediscono di avere un ufficio&#8221;.</p>
<p>La città caotica è anche alla base della scelta di Fabiana, diplomata alle Magistrali e poi parrucchiera per 15 anni. &#8220;Come ho già raccontato, un amico mi ha chiamata a lavorare nel suo negozio ad Avezzano. Lo ringrazio ancora. Ma il pullman partiva alle 8 del mattino e rientrava dopo le 8 della sera. Maila, mia figlia quattordicenne che ha appena iniziato l&#8217;istituto psicopedagogico &#8211; le vecchie Magistrali &#8211; tutto il giorno restava sola. Anche lei, come tanti altri, a passare le ore vuote all&#8217;Aquilone. E allora ho preso il coraggio a due mani. Ho trovato un negozio in affitto &#8211; caro &#8211; e torno a lavorare qui. Riapro la mia attività. Certo, non ci dormo di notte. Ieri ho ordinato gli arredi e parte dell&#8217;attrezzatura, un&#8217;altra parte l&#8217;ho recuperata nel negozio che avevo prima. E&#8217; un azzardo. Mi chiedo se le mie clienti torneranno. Mi domando soprattutto quante di loro siano ancora qui all&#8217;Aquila&#8230; Ma non potevo continuare la vita da pendolare con una figlia mandata da sola allo sbaraglio. Penso alla notte della scossa. Siamo usciti di casa, siamo andati a cercare i genitori, mia sorella, gli altri&#8230; Mesi in tenda ad aspettare l&#8217;ora del pranzo e della cena&#8230; Noi, della nostra famiglia, siamo i più fortunati. Siamo tornati a casa nostra mentre mia sorella e la sua famiglia ed i miei genitori sono ancora in albergo. Insomma, il peggio è passato. Ecco, mi sono detta, devo fare un altro salto in avanti: riaprire il mio negozio. Dobbiamo riconquistarla, la vita di prima&#8221;.</p>
<p>APPELLO DALLE ULTIME TENDOPOLI<br />
Nelle tendopoli che dovevano essere chiuse il 30 settembre ci sono ancora più di quattromila persone. Questo l&#8217;appello che gli ultimi abitanti di queste città di tela rivolgono agli italiani. La mail per contattarli è la seguente:</p>
<p>emergenzaottobre2009@gmail.com</p>
<p>All&#8217;Aquila è emergenza umanitaria. Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.</p>
<p>A chi ha mantenuto alta l&#8217;attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.</p>
<p>In questi giorni all&#8217;Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sono sfiorati i -5°C ed andiamo incontro all&#8217;inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.</p>
<p>Le soluzioni abitative, promesse per l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, non ci sono. Quasi cinquemila persone sono ancora nelle tende.</p>
<p>Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C. A. S. E o nei M. A. P.</p>
<p>La maggior parte degli aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.</p>
<p>Noi, definiti &#8220;irriducibili&#8221;, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all&#8217;Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.</p>
<p>Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.</p>
<p>Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.</p>
<p>Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.</p>
<p>Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.</p>
<p>Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.</p>
<p>E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.</p>
<p>Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.</p>
<p>Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l&#8217;ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.</p>
<p>Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.</p>
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		<title>Il 25 ottobre voto Marino</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 20:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori dalla cuccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Voto Marino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs256.snc1/10321_1244082028431_1420789049_30691470_5394405_n.jpg" id="myphoto"></p>
<p>Il 25 ottobre si terranno le primarie del Partito Democratico, per scegliere il suo segretario, ma anche per decidere come deve funzionare il partito e quale posizione deve prendere sui principali temi politici.<br />
Voterò Marino (in realtà mi tocca, visto che nella mia provincia sono pure candidata).<br />
 <img src='http://www.intempestiva.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Penso che Marino stia facendo un&#8217;ottima campagna, perchè è chiaro e deciso, senza mai mancare di correttezza verso gli altri candidati; credo che abbia presentato il miglior programma, mettendo al centro la laicità, la legalità e l&#8217;ecologia.<br />
Quando penso che il Pd è il mio partito e che mai (mai mai) più voglio sentire qualcuno che dall&#8217;interno fa discorsi come quelli della Binetti, mi convinco che andare a distribuire volantini e mettere il mio nome e la mia faccia sia una scelta che non potevo evitare.</p>
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		<title>All’Aquila e ritorno/3</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 16:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori dalla cuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Risentita? Ti presento Sally.]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio fare una pausa buffa.
Un giorno un bimbetto di 6 anni circa mi chiede se posso procurargli un coltello.
Gli dico di no e lui mi spiega che gli serve per lavorare un legnetto.
Lo aiuto a ottenere il risultato che cerca con un sasso e poi sfregando il legno morbido contro lo zoccolo di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio fare una pausa buffa.</p>
<p>Un giorno un bimbetto di 6 anni circa mi chiede se posso procurargli un coltello.<br />
Gli dico di no e lui mi spiega che gli serve per lavorare un legnetto.<br />
Lo aiuto a ottenere il risultato che cerca con un sasso e poi sfregando il legno morbido contro lo zoccolo di un marciapiede.<br />
Mi rendo conto che mi sta facendo fare&#8230; un coltellino di legno.<br />
Gli chiedo il motivo e mi spiega che è per i lupi.<br />
Mi viene in mente che una delle guardie forestali in servizio al campo mi aveva accennato, un giorno, di un bimbo con la paura dei lupi.<br />
Allora prendo per mano il piccolo Hilbert e lo porto dai forestali. Dico: &#8220;Questo bambino è molto preoccupato per i lupi. Si sta anche costruendo piccole armi per difendersi la notte. Vorrebbe sapere se qui ci sono i lupi.&#8221; E la guardia entusiata &#8220;MA CERTO CHE SI&#8217;! SIAMO IN ABRUZZO!&#8221;<br />
La cosa buffa è che il bambino non ha praticamente cambiato espressione.</p>
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		<item>
		<title>All’Aquila e ritorno/2</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 12:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori dalla cuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Risentita? Ti presento Sally.]]></category>
		<category><![CDATA[Diario terremoto L'Aquila tendopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho deciso di non seguire un ordine rigorosamente cronologico: sarebbe una semplificazione, rispetto agli argomenti che voglio toccare.
Mi viene in mente Mario, che ha una voce così bella da farti restare calmo anche nel delirio della tendopoli.
Può sembrare esagerato parlare di un delirio nei campi, visto che non ho incontrato nessuno che urlasse o si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di non seguire un ordine rigorosamente cronologico: sarebbe una semplificazione, rispetto agli argomenti che voglio toccare.<br />
Mi viene in mente Mario, che ha una voce così bella da farti restare calmo anche nel delirio della tendopoli.<br />
Può sembrare esagerato parlare di un delirio nei campi, visto che non ho incontrato nessuno che urlasse o si scalmanasse e anzi la prima impressione che ho avuto io stessa della tendopoli era di una calma stupefacente e ho chiesto a diverse persone: ma come fate a restare calmi? Mi hanno risposto tutti la stessa cosa e quasi sempre con la stessa parola: &#8220;rassegnazione&#8221;.<br />
Però nella rassegnazione della tendopoli cresce davvero un delirio o &#8211; se vi piace l&#8217;espressione &#8211; un sonno della ragione.<br />
Un sonno che ha tante forme.<br />
E&#8217; abulico per qualcuno;<br />
per qualcuno è pieno di speranze che sono solo un modo di accecarsi, per non vedere la realtà, perchè tutto è troppo brutto e reagire a volte sembra impossibile (e spesso il nemico più grande qui è lo Stato, nella forma di una burocrazia che non ti risolve i problemi e che ti impedisce di affrontarli da solo);<br />
per qualcuno è carico di una rabbia odiosa (e non è difficile trovare chi ti dice che &#8220;prima non eravamo razzisti&#8221;);<br />
per tanti è la depressione.</p>
<p>Io però non vorrei che chi legge pensasse che in fondo questo capita all&#8217;Aquila per via degli aquilani.<br />
Non è così.<br />
E&#8217; consolatorio credere di vivere in una condizione diversa,pensare  che &#8220;noi saremmo padroni del nostro destino&#8221; ma se un terremoto arriva o un&#8217;altra calamità (e forse basta anche molto di meno) facilmente si può ottenere lo stesso risultato o qualcosa di simile un po&#8217; dovunque.<br />
Primo Levi diceva che il male è la sola cosa che può nascere dal nulla: basta non fare e non dire; ma proprio questo sta accadendo all&#8217;Aquila. Certo: arrivano aiuti e la quantità di volontari è sconcertante.<br />
Capisco anzi che molti, essendo stati lì volontari una settimana (una settimana è la durata normale per molti corpi di protezione civile), si sentano oltraggiati da quanto scrivo.<br />
Questi volontari hanno la loro parte di ragione, ma devono concedere anche di riconoscere una parte di torto di cui sono &#8211; sia pure &#8211; in massima parte irresponsabili per le loro personali azioni, ma a cui sono legati, perchè l&#8217;ingiustizia è nel sistema cui hanno dato un corpo e un volto (spesso indossando una divisa).<br />
Infatti il terremoto dell&#8217;Aquila viene gestito come una crisi quotidiana e questo è devastante quanto il terremoto stesso.<br />
Il terremoto ha distrutto gli edifici e ucciso centinaia di persone, ma la gestione del terremoto mina alla base il concetto stesso di società.<br />
Un volontario non accettava l&#8217;idea stessa di un diritto in capo ai terremotati, su questioni fondamentali di libertà. Mi vietò di muovermi dentro e fuori le tendopoli e di consegnare (con l&#8217;ausilio tra l&#8217;altro dell&#8217;azienda municipalizzata aquilana) dei libri, che peraltro il volontario stesso visionò e riconobbe &#8220;innocui&#8221;, essendo dei classici, dei gialli, dei fumetti di Nick Raider.<br />
Mi diede un motivo che gli dimostrai &#8211; con la pacatezza di un avvocato lecchino &#8211; infondato e chiuse il discorso dicendo: &#8220;il motivo non glielo posso dire. Ma lei non può entrare&#8221;.<br />
Gli chiesi allora quale fosse la differenza tra una tendopoli e un campo profughi. Ho visto imbarazzo, ma anche l&#8217;ostinata intenzione di non prendere in considerazione il problema.<br />
Si dirà &#8220;ma un solo volontario non è un esempio rilevante&#8221;. Allora cercherò, dal complesso di questi scritti, di dimostrare come l&#8217;atteggiamente fosse palesemente diffuso e sia pure in sfumature più sorridenti.<br />
Ecco in cosa sta il &#8220;nulla&#8221; che rode l&#8217;Aquila: la protezione civile pensa di portare aiuti umanitari, ma questi aiuti finiscono di essere in secondo piano (per non dire strumentali) rispetto ad un controllo di sicurezza pubblica.<br />
Un controllo, peraltro, largamente esagerato, se l&#8217;esigenza è di tutelare la sicurezza dei residenti&#8230; mentre il discorso cambia se il timore è la libera manifestazione di dissenso nei confronti della gestione che la protezione civile stessa dà alla cosiddetta emergenza (che perdura ormai da oltre 5 mesi).<br />
Detto in altri termini, si dà un cibo (scadente) ed un tetto (di stoffa), ma nello stesso tempo si limitano in maniera incredibile, per uno stato di diritto, le libertà fondamentali.<br />
L&#8217;errore è assurdo e gli effetti sono potenzialmente devastanti.<br />
Prima di tutto gli aquilani hanno diritto ad un intervento da parte dello stato: giuridicamente, aver pagato  le tasse (come complesso della comunità) implica anche l&#8217;assunzione di una assicurazione sociale. Assicurazione di cui ora hanno il diritto di beneficiare.<br />
Può sembrare una qualificazione senza importanza, un sofisma giuridico, ma non lo è.<br />
Anzi è importante capire che non c&#8217;è motivo per un aquilano che usufruisce della mensa, di dire &#8220;per favore&#8221; e &#8220;grazie&#8221;, più di quanto abbia motivo di dire così chi va alla sua Asl a ritirare gli esami del sangue.<br />
Certamente è giusto e normale dire &#8220;Buon giorno, per favore vorrei ritirare gli esami, grazie&#8221;, ma è fondamentale ricordarsi bene che tale prestazione non è favore che viene concesso, ma un diritto che si può pretendere. Lo stesso vale per i pasti o per le tende fornite alle persone che subiscono una calamità.<br />
In effetti, in cosa si giustifica l&#8217;esistenza di uno stato, se non garantisce i servizi essenziali?<br />
Ma allora, si dirà, lo stato sarà anche obbligato ad aiutare, ma i volontari no.<br />
E&#8217; vero, ma &#8211; da un lato &#8211; il numero dei &#8220;volontari&#8221; non pagati è molto più ridotto di quanto non si creda, penso ad esempio ai volontari della croce rossa militare, ma anche ai &#8220;volontari&#8221; pagati dai comuni, come la mia città (e sul rispetto dei principi di trasparenza e buona amministrazione, nelle procedure specifiche non voglio soffermarmi, ma diciamo in generale che molti &#8220;volontari&#8221; possono pensare alle catastrofi come ad un&#8217;insperata fortuna, come mille euro per studenti normalmente privi di reddito, in cambio di una permanenza estiva).<br />
Dall&#8217;altro lato se di volontari c&#8217;è bisogno, la &#8220;défaillance&#8221; non è dei terremotati, ma dello stato. E&#8217; lo stato che non riesce da solo ad onorare i suoi impegni (garantire i servizi essenziali a cinque mesi dal terremoto) e che deve dire grazie.<br />
Mi rendo conto mentre scrivo che questo atteggiamento può sembrare esagerato, ingrato e maleducato.<br />
Però chi mi conosce sa che personalmente non lesino mai un ringraziamento e che il mio piemontese eccesso di cortesia rasenta l&#8217;ansiogeno.<br />
Non mi considero neanche una persona ingrata e apprezzo, anche quando di una cosa ho diritto, lo spirito di servizio o di socievolezza di chi ho davanti.<br />
Ma all&#8217;Aquila il problema è diverso, perchè, radicalmente, non si sospetta neppure, da parte di molti (sia terremotati che volontari) l&#8217;esistenza di un diritto, il fatto che certi servizi e certi beni, semplicemente, non possano essere rifiutati nè alla comunità, nè ai singoli.<br />
Allora tutto diventa un favore.<br />
Ma questo è pericoloso, anzi, pericolosissimo. Perchè, qual è lo stato dove i diritti non esistono ed esistono solo i favori? Lo stato mafioso.<br />
Si è parlato nei mesi scorsi del rischio  di infiltrazioni dell&#8217;economia mafiosa in Abruzzo per le allettanti commesse della ricostruzione. Ma il pericolo arriva su più fronti e forse il denaro sporco non sarà più pericoloso, per gli aquilani, della mentalità che la protezione civile sta &#8211; consapevolmente o meno &#8211; importando nelle zone colpite dal terremoto.<br />
Vi sembra che esageri?<br />
Eppure questa è l&#8217;essenza della mafia, non la sparatoria: se fosse per le sparatorie, Palermo sarebbe un Eden e questo può vederlo chiunque, ma non contrappongo diritti e favori per caso: faccio riferimento a chi di mafia si occupa da una vita, come don Ciotti, che da tanto insiste con forza su questa necessità, già individuata dal generale Dalla Chiesa: che &#8220;<a href="http://www.econ-pol.unisi.it/opts/INTAP%20ita/PDF/ciottisiena.pdf">lo Stato deve dare ai cittadini come diritto ciò che la mafia dà come favore</a>&#8220;.<br />
Mentre Don Ciotti cerca di ottenere questa &#8220;rivoluzione&#8221; nelle terre da cui origina la mafia, lo stato esporta il modello mafioso in Abruzzo.<br />
Un aneddoto sullo stato di diritto &#8220;all&#8217;aquilana&#8221; dopo il 6 aprile; un giorno ho messo una maglietta di Amnesty International, che diceva &#8220;liberi ed eguali in dignità e diritti&#8221;: è una citazione dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo.<br />
Normalmente, direi che l&#8217;aspetto più irriverente della maglietta sia la sua  chiassosa tinta gialla.<br />
Ma in una tendopoli ti senti polemico  a indossare una scritta così, e infatti non c&#8217;è voluto molto perchè un&#8217;amica mi chiedesse che mi fossi messa in testa.<br />
Mi dice: </p>
<blockquote><p><quanto al "liberi" qui solo per entrare e uscire dalla tendopoli sembra che devi passare la dogana (e in effetti non ti controllano così neanche per andare, non dico in area Schengen, ma neanche in Svizzera, che è un paese non comunitario). Prova ad entrare in una tendopoli e quando ti chiedono che ci devi fare (in alcune tendopoli ti ritirano un documento di identità durante la tua permanenza e devi dichiarare i motivi dell'ingresso), prova a dire "attività sindacale"...<br />
Quanto all'eguali, chi ha la divisa non si sente uguale a noi e la sua opinione vale per definizione più di quella dei residenti.<br />
Sulla dignità, poi, c'è un regista "progressista" che vuole intervistare i ragazzini del campo: 30 secondi per parlare dei loro desideri. Vuole intervistarli seduti su un bagno chimico. E qui mi fermo.</p></blockquote>
<p>Sul regista voglio tornare in un secondo tempo, quando parlerò delle cose del campo che fanno ridere, adesso voglio continuare un po&#8217; con le cose che fanno piangere di rabbia.<br />
Dire che facciamo un favore significa togliere diritti. Lo so che apparentemente conta la sostanza: hanno fame? gli diamo le mense. Hanno freddo? Ci spacchiamo la schiena per montare le tende, per montare le ombreggiature, per portare le stufette.<br />
Ma anche la forma conta e anche la forma è sostanza, in un sistema complesso: perchè, se i diritti diventano favori, i cittadini diventano sudditi.<br />
Perchè, se è un favore che ti faccio (per definizione) non puoi pretendere anche che io agisca in tempi brevi, nè che la qualità del lavoro sia a regola d&#8217;arte.<br />
Da questa mancanza di diritti, da questa conseguente mancanza di dialogo (questi &#8220;favori&#8221; sono troppo calati dall&#8217;alto e troppo unilaterali) nasce il male.</p>
<p>[continuerò nei prossimi giorni a spiegare il mio punto di vista]</p>
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		<title>All’Aquila e ritorno</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>intempestiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori dalla cuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Risentita? Ti presento Sally.]]></category>
		<category><![CDATA[Diario terremoto L'Aquila tendopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>

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		<description><![CDATA[Diario terremoto L'Aquila tendopoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornata ieri dall&#8217;Aquila, dove sono rimasta un paio di settimane.<br />
Voglio provare a raccontare quello che ho visto perchè il silenzio, davanti ad un simile sfacelo sarebbe una complicità, perchè a cinque mesi dal terremoto il disastro è morale, prima che materiale.<br />
So che non riuscirò a dire tutto, nè nel modo migliore, ma avendo la possibilità di provare sento che devo tentare di spiegarmi, meglio che posso.<br />
Avrei voluto scriverre  un po&#8217;, giorno per giorno, mentre ero lì, ma il primo impatto con una tendopoli è stato un po&#8217; traumatico e poi c&#8217;erano così tante cose da fare e stimoli, che ho deciso di aspettare.<br />
Ora vorrei provare a fissare qualche appunto, mentre mi rendo conto che già sto iniziando un nuovo &#8220;periodo&#8221;: lo shock del ritorno.<br />
Perchè dopo due settimane in cui puoi scegliere tra: la minestra della croce rossa e la carne della croce rossa o la pasta della croce rossa, le file interminabili di yoghurt del supermercato ti sembrano assurdi e anche una beffa. E lo sai che fino ad agosto quella era anche per te la vita normale e che sarà presto di nuovo la quotidianità, nè sai quale sia il giusto mezzo, ma sai solo che così non va.<br />
Allora voglio provare a scrivere qualcosa, mentre già so che la memoria mi sta tradendo.<br />
Sono arrivata il primo settembre e all&#8217;inizio ho visto e soprattutto capito poco delle distruzioni: sono andata quasi direttamente a Centi Colella (una delle tendopoli della città) grazie all&#8217;aiuto del fantastico Andrea.<br />
Avevo letto sul blog di Arci Gay un invito a collaborare col Bibliobus. Si tratta di questo: poco dopo il sisma del 6 aprile, le ragazze della libreria Einaudi dell&#8217;Aquila, pur essendo state colpite direttamente dal sisma, hanno avuto l&#8217;idea di creare un servizio per la distribuzione gratuita ed il prestito dei libri. Con questa idea e grazie alla collaborazione dell&#8217;Arci Querencia, hanno coinvolto qualche ente e tante persone. Sono seguiti gli appelli della trasmissione radiofonica Fahrenheit e la disponibilità dell&#8217;azienda di autobus dell&#8217;Aquila, le donazioni di privati e la collaborazione di volontari, giunti da tutt&#8217;Italia.<br />
Quando sono partita non avevo un&#8217;idea molto precisa, tanto che temevo di dover guidare l&#8217;autobus. In realtà ho fatto un po&#8217; di tutto, tranne guidare.<br />
Il primo impatto con la città è stato un albergo di periferia con bar, pieno di gente in uniforme e che dava su un parcheggio un po&#8217; squallido e su una pompa di benzina. E&#8217; questo genere di spazi che si sono salvatti, all&#8217;Aquila e l&#8217;unico punto di incontro ancora in piedi è un centro commerciale, &#8220;L&#8217;Aquilone&#8221;.<br />
Dopo un po&#8217; che guardavo la statale e l&#8217;albergo, è arrivato Andrea, dolcissimo e gentilissimo, come è stato poi sempre. Come ci riesca rimane un mistero.<br />
Mi ha portata a fare un giro intorno al centro dell&#8217;Aquila, per darmi un&#8217;idea di quello che era successo e ha incominciato a raccontarmi dell&#8217;attività che avremmo svolto al campo.</p>
<p>(Nei prossimi giorni continuerò a raccontare)</p>
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		<title>Ignazio Marino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 19:53:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Campo di cocomeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai avuto tessere di partito, ma questa volta ho deciso: mi voglio iscrivere al Partito Democratico, per sostenere la candidatura di Ignazio Marino.
Marino chiede di iscriversi entro l&#8217;11 luglio al Pd.

Per poter esercitare i diritti di voto ai fini congressuali è necessario ritirare la tessera entro il 21 luglio 2009.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai avuto tessere di partito, ma questa volta ho deciso: mi voglio iscrivere al Partito Democratico, per sostenere la candidatura di <a href="http://www.ignaziomarino.it/">Ignazio Marino</a>.<br />
Marino chiede di iscriversi entro l&#8217;11 luglio al Pd.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a5kN5rvUZ78&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a5kN5rvUZ78&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Per poter esercitare i diritti di voto ai fini congressuali è necessario ritirare la tessera entro il <a href="http://www.partitodemocratico.it/circoli/tesseramento.aspx">21 luglio</a> 2009.</p>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 20:39:49 +0000</pubDate>
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		<title>150 anni fa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:55:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo svizzero Henry Dunant giunto il giorno della battaglia di Solferino, vista la terribile carneficina e l&#8217;impotenza di fronte alla disorganizzazione con cui furono portati i soccorsi, rimase fortemente impressionato. Agì quindi per organizzare un minimo attività di assistenza, che venne data mediante il trasporto dei feriti presso il Duomo di Castiglione delle Stiviere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Lo svizzero Henry Dunant giunto il giorno della battaglia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Solferino">Solferino</a>, vista la terribile carneficina e l&#8217;impotenza di fronte alla disorganizzazione con cui furono portati i soccorsi, rimase fortemente impressionato. Agì quindi per organizzare un minimo attività di assistenza, che venne data mediante il trasporto dei feriti presso il Duomo di Castiglione delle Stiviere e lì, con l&#8217;aiuto della popolazione, vennero prestati soccorsi a tutti i feriti, senza riguardo alla divisa indossata, avendo come riferimento il motto &#8220;Tutti Fratelli&#8221;. In seguito scrisse e pubblicò a sue spese il libro Un ricordo di Solferino e fondò la Croce Rossa Internazionale. Per la sua attività e le sue idee venne insignito del primo Premio Nobel per la Pace nell&#8217;anno 1901.</p></blockquote>
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		<title>Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 07:46:23 +0000</pubDate>
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Questa immagine, prodotta da studenti svizzeri, dice: &#8220;E&#8217; gay, e allora?&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-4882" title="plakathalloweltev" src="http://www.ondamaris.de/wp-content/uploads/2008/11/plakathalloweltev.jpg" alt="er ist schwul - na und? (Plakat: Verein HalloWelt!)" width="453" height="640"><br />
Questa immagine, prodotta da studenti svizzeri, dice: &#8220;E&#8217; gay, e allora?&#8221;.</p>
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