<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366</atom:id><lastBuildDate>Sat, 25 Sep 2010 18:00:26 +0000</lastBuildDate><title>Io sono il Nikita</title><description></description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (il Nikita)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>423</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-8364188045765174960</guid><pubDate>Sun, 10 May 2009 23:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-12T09:08:21.177-04:00</atom:updated><title></title><description># 29&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_H1Pp-tr7CNI/Sgl0nuXfRSI/AAAAAAAAAjw/IqLx3EMo97o/s1600-h/graph_10thmayOK.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 176px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_H1Pp-tr7CNI/Sgl0nuXfRSI/AAAAAAAAAjw/IqLx3EMo97o/s400/graph_10thmayOK.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334923459407332642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-8364188045765174960?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/05/29.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H1Pp-tr7CNI/Sgl0nuXfRSI/AAAAAAAAAjw/IqLx3EMo97o/s72-c/graph_10thmayOK.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-5640431354094307463</guid><pubDate>Sat, 09 May 2009 19:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-09T15:09:00.332-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 12&lt;br /&gt;Non sarebbe così male un dio taciturno e introverso che ripensi a quand’era uomo. Gli stessi uomini ripensano a quando erano bambini. (Anche se i più lo fanno commuovendosi o inveendo, e inoltre hanno brutte facce.)  &lt;br /&gt;Me lo immagino che ha molto molto tempo per sé, e che la giustizia del suo regnare sia proprio dovuta a questo anziché al controllo e alla supervisione, ad una sempre vigile regia di autoguarigione, tale da confondersi quasi col menefreghismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-5640431354094307463?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/05/lettere-dallospedale-12-non-sarebbe.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-5698821438079651915</guid><pubDate>Thu, 07 May 2009 21:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-09T12:55:24.103-04:00</atom:updated><title></title><description># 28&lt;br /&gt;Al gruppo una volta abbiamo discusso dei risvegliati, di quelli cioè che tornano indietro dalla morte o dal coma. La psicologa ci ha fatto notare che è un tipo di esperienza che su grande scala stravolgerebbe il nostro modo di vedere le cose, non importa se in quelle testimonianze c’è del vero o no. Io tra me pensavo che però succede solo a pochissimi, e che quindi. Ma lei come leggendomi nel pensiero ha subito precisato che esistono farmaci coi quali si può provocare la stessa esperienza anche in chi sta bene, e senza nessun rischio. Volendo. E perché dovremmo volerlo, ha chiesto allora una signora che il marito l’ha lasciata per andare a godersi la pensione in Africa e lì ha anche adottato una nuova famiglia.&lt;br /&gt;La psicologa ci ha spiegato che il fatto di tornare indietro ci toglierebbe la paura di morire, come in effetti sembra succedere ai risvegliati, e che la paura di morire influenza tutti i nostri comportamenti da una certa età in poi. Viceversa, prima di quell’età, sta già succedendo coi parti cesarei, che fanno facile facile il venire al mondo e ci levano la paura di nascere.&lt;br /&gt;Questo fatto che la paura di nascere e quella di morire sono adiacenti e insieme coprono tutto l’arco da una parte lo capivo, anche per via della mia esperienza, ma dall’altra mi faceva guardare alla psicologa come a una spietata terrorista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-5698821438079651915?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/05/28-al-gruppo-una-volta-abbiamo-discusso.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-6898995985317438946</guid><pubDate>Mon, 04 May 2009 21:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-04T17:17:00.252-04:00</atom:updated><title></title><description># 27&lt;br /&gt;Un giorno, anzi di recente, era arrivata una lettera, del figlio che lei aveva avuto col disegnatore e di cui nessuno conosceva l’esistenza, che aveva sui 16 anni e voleva conoscere sua madre. Questo però si è venuto a sapere solo dopo che sono stati trovati i corpi. Forse sotto i loro sentimenti così bonari covava qualcosa di terribile. I più pensano che sia dipeso da lui, che il fatto che lei avesse un figlio da un altro l’abbia fatto crollare, che l’esotismo delle avventure giovanili di lei, diventato vita reale, l’abbia sprofondato in una condizione di impotenza, ma può anche darsi che sia stata invece lei a decidere, forte del suo ascendente psicologico, oggi forte più che mai, anziché rimettersi in discussione e riaprire delle vecchie ferite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-6898995985317438946?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/05/27-un-giorno-anzi-di-recente-era.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-6372101370863256148</guid><pubDate>Sun, 03 May 2009 22:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T19:38:37.393-04:00</atom:updated><title></title><description># 26&lt;br /&gt;Da ragazza era scappata di casa per mettersi con uno che disegnava sui marciapiedi. Il tipo veniva dall’estero e si parlavano un po’ in inglese e un po’ a gesti. Per cinque anni i familiari non ne avevano saputo più niente, mentre lei e il suo tipo giravano il mondo. Poi un giorno era tornata, però non aveva voluto dare spiegazioni ed era sempre triste e taciturna. I genitori non si davano pace; ogni volta che si sforzavano di capirla, ma non era facile, tornava loro voglia di rimproverarla. Dopo parecchi mesi di questa vita, lei chiusa in camera sua e il padre e la madre che si facevano sempre le stesse domande, solo invertendosi le parti, uno zio le aveva trovato lavoro in un supermercato, e questa era stata una salvata. Infatti svolgeva con buona volontà le sue mansioni, guadagnava di suo, non ascoltava più musica indiana e di lì a qualche tempo aveva trovato perfino un nuovo fidanzato. Questo qui faceva le consegne a domicilio, sempre per il supermercato, unica stortura che era più giovane di lei. Andavano d’accordo perché avevano scoperto un gioco coi dadi che si chiama Yahtzee e si mettevano a giocarlo ogni volta che stavano assieme, dopo aver fatto l’amore. Lui poi non era geloso e gli piaceva farsi raccontare dei paesi dove lei era stata col disegnatore di marciapiedi, delle popolazioni del posto e dei loro usi e costumi. Così, in capo a un anno si erano sposati. Il peggio sembrava passato. Tutto ciò succedeva una quindicina di anni fa. Erano una coppia riservata, uscivano di rado, pochissimi amici. Poi, un giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-6372101370863256148?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/05/26-da-ragazza-era-scappata-di-casa-per.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-9113302872219951942</guid><pubDate>Thu, 30 Apr 2009 22:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T19:37:45.106-04:00</atom:updated><title></title><description># 25&lt;br /&gt;Il portato di oggi faceva il macchinista sui mercantili. A casa, in famiglia, praticamente non ci stava mai. E’ anche morto durante la navigazione, nel mar della Cina, a causa di un ictus, e per mantenerlo in buono stato hanno dovuto alloggiarlo in cella frigorifera, dentro a un sacco, per tutto il viaggio di ritorno.&lt;br /&gt;Durante la veglia, mentre parenti e vecchi amici andavano e venivano, ho sentito cose interessanti. Che il mare e la montagna si portano via le persone da prima, perché gli riempiono il cuore e non lasciano spazio per nient’altro. Che su queste grandi navi da trasporto la ciurma è ridottissima, composta da un pugno di persone, e che sono dei bastimenti deserti, quasi fantasma. Che a bordo i telegiornali che ricevi via satellite ti passano subito di mente. Che chi fa questa vita il mal di mare (come lo chiamano gli inesperti) lo chiama invece la lavanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-9113302872219951942?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/25-il-portato-di-oggi-faceva-il.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-6385537882456425454</guid><pubDate>Mon, 27 Apr 2009 21:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T19:35:57.772-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="325" height="244"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oe4Fu8DZMkQ&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oe4Fu8DZMkQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="325" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-6385537882456425454?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/lettere-dallospedale-11-continua.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-7147736361826064799</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2009 18:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T19:34:04.829-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 10&lt;br /&gt;E’ un lungo processo di divisione e schizofrenia, che parte da così lontano da non essere più riconoscibile. Anche per questo ieri ho messo quella fotografia.&lt;br /&gt;Mi fa pensare al regno di un dio riluttante e taciturno, che ricorda di quando è stato uomo. Ad occhi asciutti, senza che nemmeno l’accenno di una lacrima righi il suo bel volto.&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-7147736361826064799?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/lettere-dallospedale-10-e-un-lungo.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-3925727983533538480</guid><pubDate>Thu, 23 Apr 2009 23:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T19:33:14.070-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 9&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PFWUIWe-7UI/Sf4pb4ulnhI/AAAAAAAAAAU/IMaYy6tZi7c/s1600-h/foto+%27Ghiacci%27.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 115px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PFWUIWe-7UI/Sf4pb4ulnhI/AAAAAAAAAAU/IMaYy6tZi7c/s400/foto+%27Ghiacci%27.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331744567914241554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-3925727983533538480?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/lettere-dallospedale-9-continua.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PFWUIWe-7UI/Sf4pb4ulnhI/AAAAAAAAAAU/IMaYy6tZi7c/s72-c/foto+%27Ghiacci%27.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-3854355454932793072</guid><pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-20T17:07:00.749-04:00</atom:updated><title></title><description># 24&lt;br /&gt;Verso l’una mi ha svegliato una musica fortissima che veniva da fuori, a volume talmente alto che stentavo a crederci. Ho aperto la finestra per guardare, c’erano due macchine in mezzo alla strada con gli sportelli aperti e un ragazzo che andava su e giù sbracciando e gridando da solo. Strafattissimo. Altri due stavano scendendo in quel momento, il primo per mettersi a pisciare in pubblico e l’altro per ammollare una raffica di calci sulla prima auto in sosta che gli è capitata a tiro. Mi pare che il punto fossero degli altri loro amici che li avevano seminati per andare a una festa da soli e fregargli le donne. Poi quello che gridava e quello dei calci si sono venuti incontro dicendosi qualcosa che non ho capito e hanno cominciato a darsi pettate come non mi ricordo più quale volatile maschio in calore che ho visto nei documentari. Pure qui di farsa trattavasi, perché mentre saltavano uno verso l’altro col petto all’infuori un po’ ridevano, un po’ ruttavano e un po’ si mandavano a quel paese tra loro. Erano divertenti, sia loro che quello che ancora stava facendo pipì e non la smetteva più, pazzesco, si vede per la birra che s’era ingurgitato, andando dietro agli altri due col suo coso di fuori e spruzzando tutta la carreggiata.&lt;br /&gt;Intanto avevano bloccato il traffico e dietro erano arrivate due nuove macchine che s’erano messe a suonare i clacson, ma non tanto, con discrezione, perché si vedeva che i tre bevuti e impasticcati, in astinenza da passerina presente e prossima ventura, erano pronti alla rissa. Così in pratica sono restati ad aspettare che quelli facessero i loro comodi, che finissero di orinare e di prendersi a pettate, e che dai fumi RGB delle loro menti saltassero fuori i supplementari in discoteca. A quel punto si sono rifiondati in macchina e sono ripartiti facendo fischiare le gomme.&lt;br /&gt;Questo fatto mi rendo conto che non c’entrava coi morti, ma non si sa mai. Era risceso il silenzio, ma l’aria vibrava ancora delle loro gesta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-3854355454932793072?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/24-verso-luna-mi-ha-svegliato-una.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-7739040662659436938</guid><pubDate>Sat, 18 Apr 2009 22:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-20T10:29:31.202-04:00</atom:updated><title></title><description># 23&lt;br /&gt;Amos ha la passione dei vivai e stamattina, visto che ci avevano spostato un funerale all’ultimo momento, mi ha chiesto di accompagnarlo a fare un giro. Dice che lo rilassa andarsene per vivai, li conosce tutti, se li fa periodicamente, una settimana questo, una settimana quell’altro, ci passa un’oretta a gironzolare nelle serre, tra le piante messe in fila, ognuna uguale a quella vicina però diversa, e quando li finisce ricomincia il tour. Non compra mai niente perché non ha giardino né casa grande né soldi, ma gli piace e questo è l’importante.&lt;br /&gt;Sto cominciando ad appassionarmi un po’ anch’io. Oggi abbiamo visto una serra intera di felci, che mi ha spiegato sono una pianta antichissima, di quando ancora non esistevano i fiori. Un esercizio mentale che lui fa sempre è proprio quello di immaginarsi boschi piante e foreste senza fiori, tutte solo verdi di tantissime sfumature di verde. Non viene subito, bisogna prima concentrarsi e poi abbandonarsi, è come lo yoga, ti porta via.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-7739040662659436938?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/23-amos-ha-la-passione-dei-vivai-e.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-4646628717915053417</guid><pubDate>Mon, 13 Apr 2009 22:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-14T05:30:49.077-04:00</atom:updated><title></title><description># 22&lt;br /&gt;Stando molto a contatto con dei cadaveri, si finisce col provare nei loro confronti tutta una gamma di sentimenti sfumati, in pratica gli stessi che si provano coi vivi. E’ naturale. Solamente, possono cambiare le condizioni: per esempio l’invidia.&lt;br /&gt;L’invidia da noi è un’esperienza rara, perché come si fa a invidiare un morto, dicono i miei colleghi, perché invece è solo più difficile da riconoscere, dico io.&lt;br /&gt;Infatti quando un decesso ben si compie e al momento giusto, c’è davvero da restare a bocca aperta. Ma al contrario quasi sempre capita che vedi senza capire bene quello che vedi, cioè non sai se si è compiuto ad arte o no e soprattutto se è arrivato all’ora sbagliata o sì. Di una mia personale vicenda, posso dire.&lt;br /&gt;Maschio, 47, celibe, camionista long vehicle, incidente stradale. Guardandolo, mi sono immaginato il grande parabrezza con la cornice di lucette, la fila indiana di altri camion davanti e in coda, la salita lenta, il baracchino per tenersi in contatto, l’abitacolo con la cuccetta sul retro, la birra, le foto delle donnine nude. Ma specialmente la fila, il serpentone che si snodava per l’autostrada.&lt;br /&gt;L’ho detto che è un sentimento difficile da riconoscere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-4646628717915053417?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/22-stando-molto-contatto-con-dei.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-7584266724113681880</guid><pubDate>Sat, 11 Apr 2009 21:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-14T05:29:55.327-04:00</atom:updated><title></title><description># 21&lt;br /&gt;In agenzia alle due di oggi pomeriggio si sentiva solo l’odore della frittata di uova di Harvey, ripiena di spinaci e spaghettini ripassati. Nel retro abbiamo un cucinino per quando non c’è tempo di tornare a casa o non ci va di mangiare alla tavola calda.&lt;br /&gt;A vederla sembrava buona ma quando si tratta di mangiare le uova io ci vado cauto perché se per sbaglio ci finiscono dentro le bucce del guscio a lungo andare possono infiammare l’appendice.&lt;br /&gt;Come incidenza nella vita degli individui, l’appendicectomia se la gioca alla pari con l’asportazione delle tonsille. Chi le fa salve insieme all’appendicite è praticamente un semi miracolato della chirurgia di routine. Comunque avevo ragione io perché a un certo punto Harvey s’è girato di spalle e sono sicuro che s’è sfilato un pezzetto di guscio dalla bocca.&lt;br /&gt;A fine pasto ho voluto fare un giro di riprova tra i presenti ed infatti l’appendicectomia era toccata a tutti tranne che a me.&lt;br /&gt;Di Salvo l’aveva fatta qualche mese fa ricoverato d’urgenza in piena notte. Ad Amos verso i 33 gli è toccata una peritonite in trasferta, mentre era da dei parenti. Harvey invece l’ha tenuta sotto controllo per sei mesi. I medici gli hanno consigliato di togliersela quando gli si è alterata la formula leucocitaria; a 24.000 bianchi e 55 di Ves è entrato in sala operatoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-7584266724113681880?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/21-in-agenzia-alle-due-di-oggi.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-1256269856070516948</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2009 02:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-09T22:02:00.210-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 8&lt;br /&gt;Si potrebbe dire che è sterile tutta questa associazione di idee, visto che i sessi oggi esistono e anzi vanno per la maggiore. Può darsi. D’altro canto, il bisogno di spiritualità che serpeggia non marca benissimo. La spiritualità è per definizione asessuata. &lt;br /&gt;Ecco dunque un altro anello debole della catena. La spiritualità asessuata. Noi la diamo per buona a priori, maschi e femmine. Argomento blindato. Mmmh. Puzza d’imbroglio.&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-1256269856070516948?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/lettere-dallospedale-8-si-potrebbe-dire.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-3970210684705471606</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-08T06:49:00.250-04:00</atom:updated><title></title><description># 020&lt;br /&gt;Amos mi ha raccontato di quando stava con un’altra agenzia e hanno portato uno zoppo che s’era infortunato da giovane, durante il servizio militare, e poi anni dopo aveva sposato una ragazza zoppa anche lei.&lt;br /&gt;Questa cosa gli è rimasta parecchio impressa, immaginarseli insieme per casa o in giro per strada o al supermercato che andavano su e giù come due pistoni con le loro gambe offese, il fatto di che rapporto profondo e muto possono avere due persone così, che parte veramente dal corpo.&lt;br /&gt;Mi sa che il mio collega non ci sta più tanto con la testa neanche lui. Lo zoppetto e la moglie me li ricordo bene anch’io, solo che è stato in agenzia qui da noi, sarà un po’ più di un anno fa, no nell’altra dove lavorava lui prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-3970210684705471606?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/020-amos-mi-ha-raccontato-di-quando.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-9117076086149620867</guid><pubDate>Sun, 05 Apr 2009 21:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-05T17:32:00.668-04:00</atom:updated><title></title><description># 019&lt;br /&gt;Al cimitero mentre portavamo la cassa ha cominciato a grandinare così forte e a fare dei chicchi così grossi che siamo stati costretti a mollare a terra il feretro e a correre a ripararci, noi e tutta la coda di parenti. Non sarà stato bello da vedere ma ci siamo messi paura.&lt;br /&gt;C’era un cielo che sembrava quello della guerra dei mondi e venivano giù pallettoni di ghiaccio grandi come noci. Il frastuono che facevano, specialmente sul legno. Stavamo dispersi sotto gli alberi e nelle cappelle private, guardando la cassa e aspettando che sfuriasse. Qualcuno che era stato colpito si sfregava la testa.&lt;br /&gt;Più tardi, a cose fatte, io e i miei colleghi ci siamo fermati a un bar lì vicino a bere qualcosa di caldo e a scherzarci su. A Harvey gli è presa la ridarella, ripensando al fuggi fuggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-9117076086149620867?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/019-al-cimitero-mentre-portavamo-la.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-4943264703949706428</guid><pubDate>Fri, 03 Apr 2009 22:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-03T18:38:00.249-04:00</atom:updated><title></title><description># 018&lt;br /&gt;Parlando di segni zodiacali, in genere ognuno è contento del suo. Anzi, se è dei pesci pensa che pesci è il migliore, se invece è della bilancia crede che è meglio bilancia, leone leone, toro toro, scorpione scorpione, eccetera eccetera. Tutti cioè la vedono al positivo e non s’interrogano mai su un aspetto che invece è il primo al quale penso io quando vengo a sapere il segno zodiacale di qualcuno.&lt;br /&gt;Forse si può già immaginare, ma preferisco arrivarci per gradi col ragionamento.&lt;br /&gt;Visto che ci sono dei periodi dell’anno dove si nasce di più, vuol dire anche che ci sono dei segni zodiacali a più alto tasso di rischio, in termini statistici intendo.&lt;br /&gt;E’ un po’ che ho cominciato a raccogliere dati con più scientificità, basandomi sul mio personale repertorio, cioè estraggo dal nostro registro in agenzia le date di nascita di quelli che abbiamo portato e risalgo al loro segno zodiacale, e poi li raccolgo per gruppi. Ariete tot percento, capricorno tot percento, gemelli tot percento e via dicendo.&lt;br /&gt;Ci vuole cautela, perché non sono che all’inizio di questo lavoro certosino, ma già emergono delle tendenze.&lt;br /&gt;Questo però non è che il primo capitolo della mia ricerca. Infatti, dalla data di decesso di ognuno estraggo anche un secondo segno zodiacale della persona, e anche questi li raccolgo per gruppi e vanno a formare delle altre percentuali. E questo è il secondo capitolo, più importante direi.&lt;br /&gt;Infine, quando le avrò ultimate, metterò a confronto le due tabelle. Conto che i risultati possano gettare nuova luce sul tema e rivelarsi addirittura preziosi per chi si interessa di escatologia/karma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-4943264703949706428?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/018-parlando-di-segni-zodiacali-in.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-6056643224061860851</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2009 23:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-01T19:46:00.337-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 7&lt;br /&gt;Un po’ come fanno le cellule dentro di noi. &lt;br /&gt;Mi fa nostalgia pensare a quel remoto e aureo periodo di sdoppiamento e di non morte. &lt;br /&gt;Dev’essere a quell’idea di eternità che ancora oggi facciamo riferimento quando ci prende la malinconia.&lt;br /&gt;Del resto, conoscete forse un’eternità dove si fa sesso? Magari sì, qualche cultura marginale, e comunque, guarda caso, destinata all’estinzione. (Sincretismi commerciali di comodo a parte.)&lt;br /&gt;Altrimenti dove nasce l’idea dell’astinenza? Non può essere strampalata e basta. &lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-6056643224061860851?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/04/lettere-dallospedale-7-un-po-come-fanno.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-3392365371467778543</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-31T16:30:00.752-04:00</atom:updated><title></title><description>Lettere dall’ospedale 6&lt;br /&gt;Infatti fino a quel momento di mischiarsi i codici genetici non se ne parlava proprio. &lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-3392365371467778543?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/lettere-dallospedale-6-infatti-fino.html</link><author>noreply@blogger.com (Braque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-5393887904912405297</guid><pubDate>Sun, 29 Mar 2009 23:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-29T19:04:00.982-04:00</atom:updated><title></title><description># 017&lt;br /&gt;Il telegramma, insieme alle assicurate uno dei trofei più ambiti, era del 1976, veniva dallo Zaire e diceva così: RITROVATO MICHI STOP GRAVI CONDIZIONI EPIDEMIA IN CORSO STOP CONTATTARE CON URGENZA CONSOLATO ITALIANO KINSHASA STOP&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-5393887904912405297?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/017-il-telegramma-insieme-alle.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-898866574147526600</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2009 21:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-29T06:04:47.594-04:00</atom:updated><title></title><description># 016&lt;br /&gt;Fino ai 50 a giro per il mondo, ogni due anni cambiava paese e soprannome e ricominciava tutto da capo. Poi era tornato nella sua città d’origine e s’era aperto un negozietto di mobili etnici ma nella testa rimasto un giramondo, passava il tempo a raccontare le storie e gli incontri che gli erano capitati. Non si era legato mai a nessuno e non aveva più parenti stretti. Frequentava solo qualche amico e un gatto persiano di undici anni che gli viveva dentro al negozio. Ogni domenica lo divertiva andare alla mensa dei poveri a fare volontariato. Non si sa a chi andranno i suoi beni ma al funerale c’era un sacco di quella gente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-898866574147526600?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/016-fino-ai-50-giro-per-il-mondo-ogni.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-1369894189645098436</guid><pubDate>Wed, 25 Mar 2009 21:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-25T17:11:00.347-04:00</atom:updated><title></title><description># 015&lt;br /&gt;C’era la pensione e nascosto dietro un vecchio garage, dove facevano i combattimenti. Quando ci siamo stati noi i cani nelle gabbie erano sedati, nemmeno uno che abbaiava. Vederli tutti sdraiati e intontiti faceva impressione. Ti guardavano non da cani, più da tossico-dipendenti. Parecchi avevano delle grosse cicatrici, qualcuno delle ferite ancora aperte, o coi punti freschi.&lt;br /&gt;Il guardiano che viveva lì con la sorella è morto fulminato, lei dice per dei cavi scoperti, ma dell’incidente non aveva avvertito nessuno, c’è stata una telefonata anonima in agenzia da noi, pensano di qualcuno che abita lì intorno.&lt;br /&gt;Ma poi non ce l’hanno fatto portare ovviamente, per via delle indagini in corso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-1369894189645098436?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/015-cera-la-pensione-e-nascosto-dietro.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-270987950417403652</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2009 22:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-24T14:57:09.438-04:00</atom:updated><title></title><description># 014&lt;br /&gt;Dopo diventato calvo girava per casa con una parrucca blu di capelli veri e ricci e se la toglieva solo per uscire. Aveva lavorato tutta la vita in una fabbrica di soluzioni per lenti a contatto e da quando aveva smesso passava le giornate a curare le sue piante grasse.&lt;br /&gt;Neanche i parenti sapevano perché avesse scelto quella parrucca da negro e poi di quel colore psichedelico; al figlio, che protestava ogni volta che lo andava a trovare, ripeteva che era un segreto. E anche le piante grasse, che crescono perfino nei deserti, non si capiva bene di che cure avessero bisogno.&lt;br /&gt;Visto lì disteso nella cassa con la parrucca di ricci blu mi è sembrato un mago in alta uniforme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-270987950417403652?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/014-dopo-diventato-calvo-girava-per.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-2158339665482541995</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2009 21:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-20T17:55:00.289-04:00</atom:updated><title></title><description># 013&lt;br /&gt;Il suo ultimo cruciverba l’ha costruito per mettere alla prova i parenti più stretti, lasciando scritto al notaio che l’eredità avrebbe dovuto essere ripartita a seconda dell’abilità dei singoli familiari, con le dovute proporzioni.&lt;br /&gt;L’ho visto anch’io, è uno di quelli difficilissimi con tutte le caselle bianche e soltanto il primo numerino, ed è tutto incentrato sulla sua persona, su quello che pensava e su cosa gli era capitato nella vita. Cinque copie, una per ognuno dei dolenti aspiranti, una settimana di tempo per la consegna.&lt;br /&gt;Sembravano tutti parecchio preoccupati, non l’hanno presa con ironia. Risolverlo tutto mi sa che è impossibile anche per il più devoto dei suoi figli, e qui secondo me ci sta il vero senso del giochino.&lt;br /&gt;Padre, tu soffrivi e io ho girato altrove lo sguardo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-2158339665482541995?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/013-il-suo-ultimo-cruciverba-lha.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3757137529960992366.post-538880305852475595</guid><pubDate>Thu, 19 Mar 2009 22:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-19T18:11:00.647-04:00</atom:updated><title></title><description># 012&lt;br /&gt;Vorrei qui precisare che di funerali ne esistono tre varietà: pop, spin e over. Anche i vostri e quelli dei vostri cari appartengono o apparterranno per forza a una di queste macro-categorie. (Nella distinzione incidono solamente i civili, i preti no, che valgono una specie di zero alla roulette.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pop - Sono i più comuni, come dice la parola, mettiamo un 60/65% del totale. Ci sta uno che muore e altri che ne soffrono. Per capire meglio, immaginatevi la chiesa con l’altare, la cassa, le navate, le panche e tutti gli intervenuti. In questo genere di funerali i sentimenti e le emozioni dei presenti sono tutti orientati in maniera prospettica verso il feretro, diciamo in parallelo tra loro, non ci sono elementi trasversali di disturbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spin - Qui al contrario si rimarcano delle relazioni esclusive tra le panche; se a dispetto del trapassato permangono tra i presenti, parenti o amici che siano, dei canali attivi di vivo interesse, se invece della retta tra la panca e il feretro potete tracciare una retta tra due panche, allora senza dubbio si tratta di un funerale a spin. Gli spin valgono un 12/13% del totale, sono i più rari e i più intensi, specie se altri nella navata sono al corrente della retta tra le due panche, e quindi ne nascono di riflesso altri incroci emotivi e la bara pur continuando a giocare un ruolo importantissimo non fa più da netto baricentro. Ad esempio: se sulla cerimonia e sui suoi protagonisti gravano obliqui e ingombranti affari di cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Over - Questi infine prendono forma quando il morto è già un po’ che sostanzialmente ha esaurito i suoi rapporti di scambio con la società, tipo brace sotto una coltre di ceneri. A prima vista potrebbero confondersi coi pop, ma non se si fa caso all’orientamento dei pensieri degli intervenuti, che vanno a casaccio in tutte le direzioni e non danno mai luogo a veri nodi psicologici. Dal 22 al 28% del totale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3757137529960992366-538880305852475595?l=quellocheportaimorti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://quellocheportaimorti.blogspot.com/2009/03/012-vorrei-qui-precisare-che-di.html</link><author>noreply@blogger.com (il Nikita)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>