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	<title>&#8230;a casa di Isa</title>
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		<title>W le donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isadora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi al lavoro mi hanno regalato una rosellina per la festa della donna. Che non è una cosa così incredibile, se non fosse che in Germania, di solito, non ci fa caso nessuno. Così me ne sono tornata nel mio ufficio con il naso affondato nella rosellina e mi è venuto in mente un 8<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2010/03/08/w-le-donne/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"W le donne"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi al lavoro mi hanno regalato una rosellina per la festa della donna. Che non è una cosa così incredibile, se non fosse che in Germania, di solito, non ci fa caso nessuno. Così me ne sono tornata nel mio ufficio con il naso affondato nella rosellina e mi è venuto in mente un 8 marzo di tanti tanti anni fa (quanti!) in cui il prof di Fisica II aprì la lezione presentando il lucido (il lucido, sì, come dicevo sono passati parecchi anni&#8230;) di una mimosa.<br />
Non ho lucidi né mimose (qui la mimosa è il simbolo dei permalosi, tra l&#8217;altro), ma ho un <a href="http://www.bbc.co.uk/science/humanbody/sex/articles/brain_sex.shtml" title="Brain sex">test</a>, che mi ha appena comunicato che sono una donna. Al 25%. E poi mi ha chiesto se sono un ingegnere <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f60e.png" alt="😎" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Carino. Fatelo. Poi mi dite.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Stavo dicendo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isadora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sammelsurium]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma che bello, siete ancora qui. Ci sono anch&#8217;io, anche se faccio finta di nulla. Temi ce ne sarebbero, eh, la scena politica tedesca offre spettacoli raccapriccianti, Grazia (il settimanale) è arrivato anche in Germania, poi ci sarebbero i cambiamenti climatici, la morsa del freddo appena passata (ciao freccia); dal punto di vista personale, vediamo&#8230;<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2010/03/02/stavo-dicendo/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"Stavo dicendo?"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che bello, siete ancora qui. Ci sono anch&#8217;io, anche se faccio finta di nulla. Temi ce ne sarebbero, eh, la scena politica tedesca offre spettacoli raccapriccianti, Grazia (il settimanale) è arrivato anche in Germania, poi ci sarebbero i cambiamenti climatici, la morsa del freddo appena passata (ciao freccia); dal punto di vista personale, vediamo&#8230; ci sarebbero i primi bilanci dopo aver cambiato radicalmente mansioni all&#8217;interno della Grande Ditta nel novembre scorso ed essermi lasciata alle spalle un vespaio incredibile &#8211; ecco, solo con gli ultimi dodici mesi ci si potrebbe fare su una telenovela.<br />
<span id="more-651"></span><br />
Viaggio molto, a proposito nuove mansioni, e per ogni evenienza mi sono comprata <a href="http://isadora.tumblr.com/post/417669723/ce-lho-verona-15-inch-laptop-bags-women">un accessorio da vera donna manager</a>, così se mi fanno manager ho già tutto quello che mi serve e se no, almeno faccio la mia figura. In Germania dicono che agli italiani interessi soprattutto fare bella figura &#8211; mi sa che hanno anche ragione. Poi, sì, mi sono arrivati i primi capelli bianchi. Due o tre, forse anche cinque o sei. Per il momento risolvo strappandoli, ma non credo che sia una soluzione, come dire, &#8220;sostenibile&#8221;. </p>
<p>E voi cosa fate? Insomma, sì, a parte stare lì ed aspettare che vi racconti qualcosa io? </p>
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		<title>avrei anche un blog o due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isadora]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 10:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sammelsurium]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Grande Ditta stanno scoprendo il web 2.0 &#8211; meno male che l&#8217;hanno scoperto prima che diventasse un reperto archeologico, vabbè. Improvvisamente è tutto un Twitter, i blog spuntano come funghi (qualcuno non ha ancora capito come funzionano e li chiama &#8220;forum&#8221;), le wiki non si contano più. Un giovane collega, in un gruppo di<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2009/07/31/avrei-anche-un-blog-o-due/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"avrei anche un blog o&#160;due"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla Grande Ditta stanno scoprendo il web 2.0 &#8211; meno male che l&#8217;hanno scoperto prima che diventasse un reperto archeologico, vabbè. Improvvisamente è tutto un Twitter, i blog spuntano come funghi (qualcuno non ha ancora capito come funzionano e li chiama &#8220;forum&#8221;), le wiki non si contano più. Un giovane collega, in un gruppo di più o meno quarantenni convinto di essere l&#8217;unico vero detentore di idee innovative, ci chiede con tenera ed ingenua arroganza se qualcuno di noi abbia un blog privato. Sorrido. Ora potrei dire: io ne avrei uno, anzi, due. Poi ho anche un tumblr. Avevo. Ho?<br />
<span id="more-648"></span><br />
Bah, a guardar bene sono morti da quasi due anni, i miei blog. Anche il tumblr. Cazzo, com&#8217;era la password del tumblr? Mi è tornata in mente dopo sforzi sovrumani. Com&#8217;è che si faceva a pubblicare sul tumblr? Ah ecco, sì, avrei anche un link &#8211; funziona! La dashboard di wordpress.com è cambiata (lo so, lo so, da più di un anno, ricordo vagamente) &#8211; non ci capisco più niente, funzionerà? Pare che funzioni.</p>
<p>Insomma, non ho risposto. Però credo che mi sia tornata un po&#8217; la voglia di scrivere.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Enrica contro la criptobiosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 15:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Inutile dirvi che sono un po&#8217; in letargo. Pare siano state delle massicce dosi di brasato con porcini e taragna, ma fatto sta che sto facendo la fine delle scimmie di mare in criptobiosi. Nell&#8217;ovattato fondo nero della quiescenza è arrivata una vocina da qui. Una delle blogger che seguo con maggior interesse anche per<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2008/09/12/enrica-contro-la-criptobiosi/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"Enrica contro la criptobiosi"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inutile dirvi che sono un po&#8217; in letargo. Pare siano state delle massicce dosi di brasato con porcini e taragna, ma fatto sta che sto facendo la fine delle scimmie di mare in <a href="http://www.focus.it/natura/domanda/Che_cose_la_criptobiosi_dei_nematodi.aspx" target="_blank">criptobiosi</a>.<br />
Nell&#8217;ovattato fondo nero della quiescenza è arrivata una vocina da <a href="http://orientalia4all.net/post/due-blog-da-premio" target="_blank">qui</a>.<br />
Una delle blogger che seguo con maggior interesse anche per il suo <a href="http://giuseppetucci.garzilli.com/" target="_blank">blog su Tucci</a>. Che è tipo il Led Zeppelin degli studi orientali. Cioè non che prima non ci fosse nessuno, ma dopo di lui la musica è cambiata.<br />
Per ora ringrazio e continuo la mia lotta contro la criptobiosi (ma come mi piace &#8216;sta parola).</p>
<p>[<em>rapido update su bestioline criptobiotiche: ci sono pure quelle spaziali: i </em><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_settembre_09/animali_spazio_tardigradi_d4ddbc9e-7e67-11dd-8ebb-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em>tardigradi</em></a><em>, che nome nobile !</em>]</p>
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		<title>Big Dog</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 14:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono il solito pirla. Per portare a casa i mobili ho noleggiato un Transit. Invece di questo. Anche se senza testa fa un po&#8217; impressione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono il solito pirla. Per portare a casa i mobili ho noleggiato un Transit.<br />
Invece di <a href="http://www.bostondynamics.com/content/sec.php?section=BigDog" target="_blank">questo</a>.<br />
Anche se senza testa fa un po&#8217; impressione.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il re di Svezia era già lì pronto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 23:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa storia del Ministro per le Pari Opportunità –non ve la linko neppure &#8211; è disgustosa. Quando l’ho sentita ho subito pensato al senso di sacrificio e di dedizione dei nostri più stimati statisti che per l’alto senso della politica sono giunti addirittura a rinunciare al Nobel.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa storia del Ministro per le Pari Opportunità –non ve la linko neppure &#8211; è disgustosa. Quando l’ho sentita ho subito pensato al senso di sacrificio e di dedizione dei nostri più stimati statisti che per l’alto senso della politica sono giunti addirittura a rinunciare al Nobel.</p>
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		<title>Nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiuso tutto. Quattro valigie, tre scatole di cartone e cinque anni d&#8217;America. Un viaggio sola andata Dallas Zurigo. Appena ne ho avuto la possibilità son tornato in Italia per passare un fine settimana con la mia famiglia. Ho preso il treno, seduti vicino a me c&#8217;erano due somali. Abbiamo chiacchierato un po&#8217;. A Chiasso, al<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2008/07/06/nero/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"Nero"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiuso tutto. Quattro valigie, tre scatole di cartone e cinque anni d&#8217;America.<br />
Un viaggio sola andata Dallas Zurigo.<br />
Appena ne ho avuto la possibilità son tornato in Italia per passare un fine settimana con la mia famiglia.<br />
Ho preso il treno, seduti vicino a me c&#8217;erano due somali.<br />
Abbiamo chiacchierato un po&#8217;.<br />
A Chiasso, al confine, il treno si è fermato. E&#8217; salita la polizia, prima quella svizzera. Mi hanno chiesto i documenti. E poi mi hanno fatto vuotare la borsa che avevo con me.<br />
C&#8217;erano parecchi libri e hanno preteso che li sfogliassi tutti uno ad uno.<br />
Poi è arrivata quella italiana. Mi hanno chiesto di riaprire la borsa e hanno controllato ogni singola tasca, poi ancora i libri e poi i documenti.<br />
Quando se ne sono andati, ho guardato i due somali e sorridendo gli ho detto se sembravo così tanto un terrorista.<br />
Uno dei due si è girato verso di me, e sempre sorridendo, mi ha risposto: &#8211; ti e&#8217; andata ancora bene, almeno non sei nero.</p>
]]></content:encoded>
					
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	</item>
		<item>
		<title>Bravi ragazzi e mele marce</title>
		<link>https://isadora.wordpress.com/2008/05/15/bravi-ragazzi-e-mele-marce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 17:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Si parlava nel post precedente di good guys, bad guys. Gli americani sono abituati a dividere il mondo in buoni e cattivi. Un po’ come quando la maestra usciva dalle classe e chiedeva a qualcuno di scrivere alla lavagna i nomi di chi si comportava bene e chi si comportava male in sua assenza. Quella linea<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2008/05/15/bravi-ragazzi-e-mele-marce/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"Bravi ragazzi e mele&#160;marce"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si parlava nel post precedente di <em>good guys, bad guys</em>.<br />
Gli americani sono abituati a dividere il mondo in buoni e cattivi. Un po’ come quando la maestra usciva dalle classe e chiedeva a qualcuno di scrivere alla lavagna i nomi di chi si comportava bene e chi si comportava male in sua assenza. Quella linea bianca sulla lavagna è tracciata ben chiara nella mentalità degli americani. Altrettanto chiaro è dove stanno loro. Stanno di qua,  dalla parte giusta, quella dei <em>good guys</em>.<br />
<span id="more-630"></span><br />
Qualche studioso è persino giunto a teorizzare qualcosa come l’American exceptionalism, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/American_exceptionalism" target="_blank">qui </a>potete trovarne una spiegazione dettagliata, ma in sostanza e&#8217; un eufemismo per dire: ”<a href="http://www.youtube.com/watch?v=uFfMcn5ReZE" target="_blank">Io so&#8217; Io&#8230;e voi non siete un cazzo&#8230;</a>”<br />
In etica questo complesso si cristallizza nell&#8217;espressione “we are American we know right from wrong”, quasi una teologia per dire che solo loro sanno distingure il bene dal male.  C’è un&#8217;inclinazione naturale per l’innocenza quando si tratta considerare le conseguenze delle azioni compiute dagli americani. Basta rivedere gli eventi attraverso le magiche parole di democrazia e libertà e tutto si lava via. Bianco che più bianco non si può.<br />
Il resto lo si lascia alla propaganda.</p>
<p>Sono usciti da poco negli Stati Uniti da poco due documentari che affrontano queste pericolose ingenuità e lo fanno passando attraverso Abu Ghraib.</p>
<ul>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Taxi_to_the_Dark_Side" target="_blank"><em>Taxi to the dark side</em> </a>di Alex Gibney</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Standard_operating_procedure" target="_blank"><em>Standard Operating Procedure</em> </a>di  Errol Morris. </li>
</ul>
<p>Sono due documentari molto diversi. Il primo ha il taglio del reportage. Partendo dalla scomparsa di un tassista afgano, il regista ricostruisce gli eventi sino a dimostrare che le torture non sono (state?) casi isolati, ma sono (state?) sistematiche. A Bagram in Afghanistan, ad Abu Ghraib in Iraq o a Guantanamo a Cuba queste che chiamano e definiscono legislativamente come “<em>interrogation technique</em>” sono la norma. Ci sono le prove e le responsabilità vanno direttamente dentro la Casa Bianca. L’ex segretario alla difesa Rumsfield and Cheney sono coinvolti in prima persona.<br />
Il secondo ha un taglio più psicologico ed affronta due grandi temi. Nel primo Morris cerca di portarci dentro la testa dei militari che sono stati responsabili delle torture in prima persona. Tecnicamente lo fa attraverso il dispositivo inventato da lui stesso e battezzato <a href="http://www.errolmorris.com/content/eyecontact/interrotron.html" target="_blank"><em>Interrotron</em> </a>che sovrappone l’immagine dell’intervistatore all’obiettivo della telecamera. In questo modo l’intervistato finisce per guardare negli occhi direttamente il pubblico. Il giudizio resta volutamente sospeso e lasciato allo spettatore. Resta a noi valutare se i torturatori sono solo mele marce oppure sono vittima del <a href="http://www.lucifereffect.org/" target="_blank"><em>lucifer effect</em></a> (dai, potete anche comprarvi la maglietta). Nel secondo tema del documentario il regista si spinge ad indagare le relazioni tra la realtà  e le immagini fotografiche o cinematografiche che la descrivono: un tema per inscrivere la nostra civiltà.<br />
Quello che resta fuori dall&#8217;immagine è la realtà.<br />
Tutta? Parte di essa? E se è una parte, è una parte essenziale o secondaria? Cosa definisce l’immagine allora se la realtà che descrive resta fuori dal <em>frame</em>?</p>
<p>[su YouTube è disponibile <em>Taxi to The dark Side</em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BYu4QnZaOd0" target="_blank">in toto</a>. Per <em>Standard Operating Procedure</em> vi dovete accontentare di<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VwGFc0-xvTM" target="_blank"> spezzoni</a>]</p>
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		<title>Il maiale dei Pink Floyd ha votato Obama e poi è volato via</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 19:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono stato a vedere Roger Waters. In questo tour sta facendo tutto The Dark Side of The Moon. E non solo: parecchi pezzi di The Wall, Whis you Were Here, ma  anche Set of the Control for the Heart of the Sun -non avrei mai pensato di avere la grazia di sentirla live. La caratteristica<a class="more-link" href="https://isadora.wordpress.com/2008/05/06/il-maiale-dei-pink-floyd-ha-votato-obama-e-poi-e-volato-via/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">"Il maiale dei Pink Floyd ha votato Obama e poi è volato&#160;via"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato a vedere Roger Waters. In questo tour sta facendo tutto <a href="http://www.pinkfloyd.co.uk/dsotm/content/setup.html" target="_blank"><em>The Dark Side of The Moon</em></a>.<br />
E non solo: parecchi pezzi di <em>The Wall</em>, <em>Whis you Were Here</em>, ma  anche <em>Set of the Control for the Heart of the Sun</em> -non avrei mai pensato di avere la grazia di sentirla live.<br />
La caratteristica del concerto –a parte me in estasi come in un orgasmo suino– sono stati i riferimenti politici. Tre momenti si sono distinti tra gli altri.<br />
Durante <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fLH5mCIGcvc" target="_blank"><em>The Fletcher memorial home</em></a> sullo schermo dietro il palco sono apparsi ritratti di dittatori con delle frasi famose. Tra Stalin e Pol-Pot è apparso Bush e la sua frase: “<a href="http://www.hud.gov/news/speeches/presremarks.cfm" target="_blank"><em>I just want you to know that, when we talk about war, we&#8217;re really talking about peace</em></a>”. Quello che era seduto vicino a me non è riuscito a trattenersi dal protestare in direzione del palco alzando il medio. Per venire a Dallas a far passare la foto di Bush vicino a quella di Stalin (la foto di Pol Pot sara’ stata scambiata per il tipo che gestisce il dry cleaner all’angolo) ci voglioni i <em>cojones</em>. Tanto di cappello.<br />
<span id="more-629"></span><br />
L’altro momento in chiusura quando è iniziato il potente coro di <em>Bring the Boys Back Home</em>. Mentre la bandiera americana veniva proiettata sullo sfondo, il riferimento alla guerra in Iraq si è fatto sentire quasi con dolore.<br />
Ma la cosa più sorprendente è stata vedere il maiale dei <em>Pink Floyd</em> lasciare l&#8217;<em>endorsment</em> per Obama e poi volare via.<br />
È andata proprio così. Il maiale è apparso tra il pubblico sulle note di <em>Sheep</em> (che da vivo spacca proprio). Ha fatto il suo giretto sulle nostre teste con una gigantesca scritta Obama con il <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/03/Green_check.svg/600px-Green_check.svg.png" target="_blank"><em>check</em></a> su un fianco.<br />
Poi è volato via. Probabilmente in direzione Indiana e North Carolina dove oggi ci sono le primarie. <br />
Spero proprio che prima il maiale faccia a tempo a visitare il pastore di Obama: <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jeremiah_Wright" target="_blank">Jeremiah  Wright</a></em>. Dopo che si sono calmate le acque per<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hwQWuQVE6sw" target="_blank"> i suoi sermoni </a>e dopo che è andato in pensione, questo è ritornato alla carica in un paio di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vuWHy9kHlUU" target="_blank">interviste</a> scatenando l&#8217;attenzione dei media e causando grossi guai alla campagna elettorale.<br />
Il pericolo è che quello che ha detto il reverendo venga usato come qualcosa che definisce la figura di Obama mettendo in serio pericolo la sua eleggibilità, tanto che il candidato democratico è stato costretto a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZZNGQCCdK6U&amp;feature=related" target="_blank">ripudiarlo</a>.<br />
Quello che ha detto Wright alle mie orecchie non suona per nulla oltraggioso, anzi mi sono sembrate delle banalissime verità. <br />
A quanto pare nel sistema americano dei mass media ci sono delle verità che non possono essere dette. Un po’ come le verità che non possono essere dimostrate nel Teorema di Godel.<br />
Una di queste è la smentita del preconcetto del <em>good guys, bad guys</em>. Non saprei bene dire da dove è partita questa storia: se da troppa Bibbia digerita male, dai film di John Wayne o dai cartoni animati giapponesi oppure è l’onda lunga della propaganda della seconda guerra mondiale, fatto sta che per l’americano medio il mondo si divide in buoni e cattivi.<br />
Molto più probabilmente è solo un effetto delle comunicazioni di massa che fa passare i messaggi solo se appiattiti e semplificati, comunque la maggior parte degli americani sono convinti che, per definizione, loro sono i buoni e gli altri sono i cattivi. Qualunque argomento che smentisca questo pregiudizio è avvertito come un insulto, perche’ mette in dubbio la loro buonafede. Anzi è proprio inconcepibile, come per noi il cappuccino del tedesco con la pizza.<br />
Stasera ci saranno i risultati delle primarie di Indiana e North Carolina.<br />
Speriamo nel maiale.</p>
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		<title>Di riporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sgrignapola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 19:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo di Sgrigna]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho letto I Complici quest&#8217;estate. Dopo l&#8217;elezione del Presidente del Senato volevo riportarne qui alcuni stralci, ma la mia copia non so bene se è restata in Italia o in Michigan. Comunque a giudicare da Google è più facile accedere a queste informazioni attraverso la Gazzetta del Sud Africa.  Valutate voi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/complici-tutti-uomini-bernardo-provenzano/libro/9788881127863" target="_blank">I Complici </a>quest&#8217;estate.<br />
Dopo l&#8217;elezione del Presidente del Senato volevo riportarne qui alcuni stralci, ma la mia copia non so bene se è restata in Italia o in Michigan.<br />
Comunque a giudicare da Google è più facile accedere a queste informazioni attraverso <a href="http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2007/Agosto/Art_040807_11.htm" target="_blank">la Gazzetta del Sud Africa.</a> <br />
Valutate voi.</p>
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