<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>ITALIA-FRANCE NEWS</title><description>Attualità, politica, storia questo blog vuole trattare argomenti che riguardono soprattutto Italia e Francia. Uso questo blog quando sento la necessità di esprimermi e di informare su temi che mi sono cari.  - Actu, politique, histoire, sur ce blog j'écris surtout des articles concernant France et Italie.</description><managingEditor>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</managingEditor><pubDate>Sat, 14 Sep 2024 14:56:47 +0200</pubDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><link>http://italia-france-news.blogspot.com/</link><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:summary>Attualità, politica, storia questo blog vuole trattare argomenti che riguardono soprattutto Italia e Francia. Uso questo blog quando sento la necessità di esprimermi e di informare su temi che mi sono cari. - Actu, politique, histoire, sur ce blog j'écris surtout des articles concernant France et Italie.</itunes:summary><itunes:subtitle>Attualità, politica, storia questo blog vuole trattare argomenti che riguardono soprattutto Italia e Francia. Uso questo blog quando sento la necessità di esprimermi e di informare su temi che mi sono cari. - Actu, politique, histoire, sur ce blog j'écris</itunes:subtitle><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><item><title>Ius Soli, Si o No? Ritardo italiano sui diritti civili!</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2013/05/ius-soli-si-o-no-ritardo-italiano-sui.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Thu, 16 May 2013 15:39:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-7045915479467403555</guid><description>&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWX_z-uLTP8_5ccLWnyCsmTbSHhfub8ffyQyfWk6WgZdTOyq9q8tUq-X2NlLZh8yXd55TgGij3MdkblEloWxl0U-RSAY7ZNMFPnHuuzT5vO8cHYrKTB0TjaoJl53YK4ZBg597zuu3woAKY/s1600/LItalia-sono-anchio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWX_z-uLTP8_5ccLWnyCsmTbSHhfub8ffyQyfWk6WgZdTOyq9q8tUq-X2NlLZh8yXd55TgGij3MdkblEloWxl0U-RSAY7ZNMFPnHuuzT5vO8cHYrKTB0TjaoJl53YK4ZBg597zuu3woAKY/s320/LItalia-sono-anchio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi, sento la necessità di scrivere la mia sulla questione dello Ius Soli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cercherò di farla quanto più breve possibile, anche se mi é un po difficile. Si tratta per me di un diritto sacrosanto, e trovo assurdo che debba generare così tanto dibattito e fare uscire anche da chi meno mi sarei aspettato, dichiarazioni che in Francia (paese in cui sono nato e cresciuto) ho sentito solo da Jean-Marie Le Pen e parte del suo elettorato (su di questo tornerò in seguito).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il razzismo latente (o non) che emerge in questi giorni con questo dibattito é assolutamente sconvolgente, mi ferisce particolarmente. Non é un tema su cui riesco a scrivere o parlare senza particolari emozioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sarà che di quattro miei nonni, ben tre erano italiani immigrati in Francia (chi negli anni 40, chi negli anni 50), e che la mia unica nonna francese, che ha fatto 90 anni poco fa, ha una mentalità più aperta di alcuni “giovani”. Sono cresciuto sentendola incazzarsi ogni volta che qualcuno si permetteva di fare la minima battuta razzista. 
Bisogna dire che lei, il razzismo lo ha vissuto direttamente: all'inizio degli anni 60, appena divorziata, a circa 40 anni si metteva con l'unico immigrato del suo paesino di circa 2000 abitanti, un napoletano, mio nonno. Non entro nel merito, ma vi lascio immaginare quante ne ha sentito!
&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Chi nasce, vive, cresce in un paese ne assume l’identità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per mettere in rilevanza alcune assurdità del quadro legislativo e l'importanza dello Ius Soli, vorrei incominciare con degli esempi concreti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mio padre, nato nel 1955 a Bari, é arrivato nel nord della Francia nel 1957 con i genitori. Ha frequentato la scuola in Francia, ha imparato a leggere e a scrivere in Francia (e in francese ovviamente), sin dall'età di 17 anni ha incominciato a lavorare e a pagare dovuti contributi in Francia, e da un paio di anni é pensionato (dopo 37 anni di lavoro per la stessa azienda) e percepisce una pensione dallo Stato francese come gli spetta.&lt;br /&gt;
Bene, da piccolo mio padre é stato in Italia solo tre volte in vacanza tra il 1957 e il 1975, dopo di che ha passato delle vacanze in Italia nel 1985, e poi non ci ha mai più messo piedi fino al 1999; tuttora ci é sempre venuto solo per vacanze.&lt;br /&gt;
Perché questo esempio? Mio padre ha il diritto di voto in Italia, paese in cui é nato, ma che non conosce quanto conosce la Francia. Ha votato per la prima volta della sua vita all'età di 49 anni, per le elezioni europee del 2004, perché per la prima volta era possibile votare dal paese di residenza.&lt;br /&gt;
Quando mio padre va all'estero, si presenta come francese. Quando viene in Italia, si accorge che in fin dei conti é più molto più francese che italiano, anche se non sulla carta, e anche se “il sangue”, come avanzerebbe qualcuno, é italiano.&lt;br /&gt;
In Francia invece, fino a qualche anno fa, doveva rinnovare il permesso di soggiorno ogni 10 anni. Per farlo, andava in commissariato, e sentiva puntualmente poliziotti che gli scandivano le parole piano piano rivolgendosi a lui, come se lui non capisse. (inutile specificare che mio padre parla molto meglio il francese dell'italiano).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso che questo esempio abbastanza chiaro possa dare un'idea di quanto Amadou (personaggio immaginario), si possa sentire senegalese, lui che é nato nel 1995 a Cremona, figlio di immigrati senegalesi, e che non ha mai avuto la fortuna di visitare il paese di origine dei suoi genitori. Amadou é italiano ma non sulla carta e non “di sangue”, così come mio padre é francese, ma non sulla carta e non “di sangue”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora voglio arrivare ad un altro esempio. Il sottoscritto, Raphael Pepe, così come prevede la legge italiana, ha la cittadinanza italiana. Ho questa cittadinanza, non perché sono nato in Italia, ma perché mio padre é italiano. Io e tanti miei cugini nella stessa situazione (siamo circa 26... eh si questi immigrati fanno un sacco di figli!), abbiamo la doppia cittadinanza.&lt;br /&gt;
Sono l'unico di tutti a vivere oggi in Italia. Su circa 26 cittadini italiani che siamo, solo 4 di noi parliamo la lingua italiana, altri si sanno esprimere un po in dialetto barese o tarantino, altri invece non sanno una parola di italiano. Nessuno dei miei cugini ha mai vissuto in Italia, nessuno di loro ha l'intenzione di viverci un giorno, quasi nessuno di loro vota in Italia nonostante ne abbia il diritto, alcuni addirittura non sanno nemmeno di avere questo diritto.&lt;br /&gt;
(Per la cronaca, a Bari nel 2006, andai in un ufficio del Comune per ritirare la mia tessera elettorale. Avevano a disposizione non solo le tessere elettorali di tutti questi cugini, ma per molti gli indirizzi erano sbagliati, per cui le tessere elettorali non arrivavano mai. Inoltre – scusate la lunga parentesi – avevano anche a disposizione la tessera elettorale di un mio zio morto nel lontano 1994.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, grazie al diritto del sangue (Ius Sanguinus) applicato in Italia, si da l'opportunità a figli o nipoti di italiani, di essere cittadini italiani anche se nati all’estero; ma si nega questa opportunità ha chi é nato e cresciuto in Italia se ha genitori stranieri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Amadou e mio cugino Nicolas (uno di questi cittadini italiani che non sapeva nemmeno di esserlo e non parla nemmeno l'italiano), penso sinceramente che sia Amadou che dovrebbe avere il diritto di voto in questo paese. 
&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il dibattito sullo Ius Soli non é un dibattito sull’immigrazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torniamo alla questione iniziale e al dibattito che si accende in questi giorni.&lt;br /&gt;
Innanzitutto, c'è tanta confusione.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Il dibattito sul diritto di cittadinanza a chi nasce sul territorio si trasforma spesso in dibattito sul tema dell'immigrazione.
Non stiamo affatto parlando di immigrati, bensì di bambini nati sul territorio italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi rendo conto leggendo commenti o articoli, sentendo alcune persone, che spesso vengono fatte delle affermazioni degne del populismo di estrema destra degli anni trenta. 
Si sente parlare addirittura di “rischio di invasione”. C'é gente che parla di una “Lampedusa che rischierebbe di trasformarsi in grande sala parto”, gente che afferma che “in tempo di crisi, non possiamo sfamare tutti.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono promesso di non estendere troppo il dibattito, e di parlare di Ius Soli e non di immigrazione; ma non posso fare altro che soffermarmi su questo aspetto.&lt;br /&gt;
Le tesi secondo le quali l'immigrazione sarebbe una delle ragioni della disoccupazione o della crisi sono del tutto infondate. Le ragioni della crisi si trovano in un modello economico che ha fatto di qualsiasi cosa un merce, finanziarizzando perfino la società. Infatti non parliamo solo di prodotti, ma anche di servizi, e perfino della mano d'opera stessa; oggi tutto é merce, anche il lavoro risponde a logiche di mercato.&lt;br /&gt;
La crisi economica che viviamo oggi e la crisi del debito usata come giustificazione delle politiche di austerità non trovano le loro ragioni nell'immigrazione, ne tanto meno potrebbero essere risolte chiudendo le frontiere. 
Ho l'impressione che non ci si rende conto della pericolosità di discorsi del genere, e che la Storia non abbia insegnato niente. Il più grande genocidio della storia é nato dall'affermarsi di queste teorie dopo la crisi del 1929.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sullo Ius Soli non é un dibattito sull’immigrazione. Sbaglia chi avanza che genererebbe una crescita dell'immigrazione clandestina.Se fosse così, la Francia sarebbe una destinazione molto più mirata dell'Italia.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Se tale fosse lo scopo dell'emigrazione (far nascere i figli fuori per farli avere la cittadinanza del paese), chi lascia la propria terra non si fermerebbe più di tanto in Italia.&lt;br /&gt;
Inoltre, molto spesso lo Ius Soli può declinarsi in più modi: in Francia ad esempio, un bambino per essere francese deve aver vissuto almeno 5 dei suoi primi 18 anni sul territorio francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con lo Ius soli, si da il diritto di cittadinanza ha chi di fatto, é italiano a tutti gli effetti (anche se non sulla carta o “nel sangue”). Come già evidenziato prima, chi nasce e cresce in questo paese, assume le abitudini di questo paese automaticamente; e questo anche se gli viene trasmessa la cultura dei genitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Italia é un paese che storicamente ha avuto influenze molto varie, l'italiano di Milano ha culture e tradizioni diverse da quello di Napoli. Che tipo di criteri si dovrebbe imporre ad un bambino di origine straniera per avere il diritto di essere italiano, di preferire il risotto al cuscus, o la pizza agli involtini di primavera?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo futile dibattito sulla pretesa di un'integrazione o di un adeguamento alla cultura nazionale é privo di senso. Le comunità di italiani all'estero, a volte anche dopo più generazioni, hanno mantenuto modi di parlare, di cucinare, di comportarsi tipici dell'italiano più tradizionalista. Questo dovrebbe impedire a questi italiani nati in Francia, Argentina o Stati Uniti di avere la cittadinanza di questi paesi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi urla al pericolo quando sente parlare di Ius Soli, spesso é anche chi non riesce a tollerare che gli immigrati ed i loro figli rifiutino di abbandonare la propria cultura per adottare la cultura italiana a tutti gli effetti. Ma se poi, non si vuole nemmeno dare la cittadinanza ad un bambino nato e cresciuto in questo paese, di cui la madrelingua é l'italiano, e che conosce la cultura italiana e l'Italia meglio degli italiani all'estero, di che integrazione stiamo parlando?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'altra cosa che si sente dire é: “Perché non chiedono al loro paese di origine di aiutarli?” 
L'Italia concedendo a milioni di italiani all'estero la cittadinanza e il diritto di voto, garantisce loro un welfare e una protezione sociale? Le tasse che pagano gli italiani aiutano a mantenere le famiglie di italiani all'estero?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo da questo principio, mi vengono in mente due considerazioni: la prima é che molti diritti ed un welfare decente non viene garantito nemmeno in Italia, soprattutto in questi anni di austerità. Mi verrebbe quindi da consigliare a chi ha paura di farsi rubare i diritti di incominciare a battersi per ottenerli, anziché pensare che concederne ad altri sia un pericolo.&lt;br /&gt;
In secondo luogo, perché il paese di origine dovrebbe sostentare a persone che nascono all'estero, vivono all'estero, e magari lavorano all'estero e pagano tasse all'estero?&lt;br /&gt;
Mio padre ha la sua pensione dalla Cassa di pensioni francese, perché é in Francia che ha lavorato e pagato i contributi. Se chiedesse qualche sussidio all'INPS in Italia, avrebbe una risposta positiva? (se si, fatemi sapere, che fa subito la domanda!)

&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La questione dell’ideologia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arriviamo alla questione dell'ideologia, troppo spesso ho letto o sentito che il dibattito é importante e che "non ci si deve lasciar prendere la ideologie”. L'argomento può essere interessante. Ma penso che non abbia senso se detto proprio da chi é contrario allo Ius Soli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Ho incominciato l'articolo facendo un paragone con chi si oppone allo Ius Soli in Francia. Ho voluto appositamente specificare che “parte” dell'elettorato del Front National rimette in causa lo Ius Soli e rivendica lo Ius Sanguinus. Questo dibattito ha addirittura diviso parte dell'elettorato, essendo paradossalmente molti gli elettori che hanno a loro volta qualche origine straniera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Oggi Marine Le Pen, nuova leader del Front National, parla di “identità nazionale”, di difesa dei “cittadini francesi” contro il pericolo dell'immigrato e del “cittadino straniero che ruba il lavoro e il welfare”. Ma non rimette più in causa lo Ius Soli.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Nel  2003, ci fu un dibattito molto acceso sulla questione dello Ius Soli. Sarkozy, allora ministro degli interni, sopranominato “primo sbirro di Francia”, difendeva con molta efficacia lo Ius Soli di fronte a Jean-Marie Le Pen. (http://www.ina.fr/video/I04170437)&lt;br /&gt;
Lo stesso Sarkozy che ha fatto molte leggi contro l'immigrazione e che non é certo un uomo guidato da “ideologie di sinsitra”, prese posizioni nette per lo Ius Soli. Ecco, non mi sembra che Sarkozy sia stato spinto da ideologie di sinistra in questa presa di posizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Difendere questo diritto non é una questione “ideologicamente di sinistra”. Rifiutarlo invece deriva da ideologie che hanno portato ai genocidi della seconda guerra mondiale. Le motivazioni che vengono elencate sul “pericolo dello Ius Soli” ricordano Gobineau, Hitler o Le Pen.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi oggi ha paura dell'invasione o ritiene che in tempo di crisi non si possano concedere diritti a chi ha origini straniere, fa un discorso razzista, abbraccia in pieno le teorie idologiche “razziste”. Bisogna chiamare le cose con il loro nome. 
Non c'è dibattito possibile.  Chi ritiene che un bambino nato in Italia non deve essere italiano se i genitori non lo sono, é razzista!

&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non si può essere indifferente&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora, mi viene per forza da citare Gramsci, con il rischio di sentirmi dire che non parlo con la ragione, ma perché “lobotomizzato dall'ideologia”.&lt;br /&gt;
Inoltre questo mi ricorda un po la Democrazia Cristiana che diceva di Aldo Moro che le sue tante lettere scritte nella “prigione del popolo” fossero il frutto del delirio generato dalla carcerazione. Il paragone può essere inappropriato, ma penso che da parte di molti, quello dell'“l'ideologia” viene usato come un argomento per rendere privo di senso qualsiasi argomentazione. Le motivazioni e le ragioni della DC non erano le stesse, ma le modalità adottate si.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi viene da citare Gramsci, dicevo, vedendo i tanti eletti del Movimento 5 Stelle che rifiutano di prendere una posizione sul tema. Mi vengono in mente le parole “odio gli indifferenti”. C'è però una differenza tra l’indifferenza di cui parlava Gramsci e quella degli eletti a 5 stelle.&lt;br /&gt;
Il rifiuto di esprimersi nel caso odierno é solo una caratteristica dei peggiori politicanti, paradossalmente così attaccati dai grillini. In effetti la non presa di posizione é strategica, é dovuta alla consapevolezza del  rischio di perdere dei consensi per il Movimento 5 Stelle.&lt;br /&gt;
Il rifiuto di esprimersi su molti temi trova le sue motivazioni nel fatto che l'elettorato di Grillo é molto variegato, e quindi alcuni temi non devono essere trattati. Si rischierebbe con la questione dello Ius Soli di perdere elettorato tendenzialmente leghista o addirittura fascista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti eletti del M5S rifiutano di esprimersi e non fanno altro che far le stesse dichiarazioni: “valuteremo la questione”, “vedremo”, “faremo un referendum”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voglio chiudere proprio su questa proposta che ritengo assolutamente anti-democratica: ricorrere al referendum per fare esprimere i soli cittadini italiani per decidere della sorte di persone che di fatto non hanno questo diritto, é del tutto anti-democratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come se prima di dare il diritto di voto alle donne, si fosse fatto un referendum tra soli uomini, o se prima dell'abolizione della schiavitù si fosse fatto un referendum tra soli bianchi. 
Inoltre a dimostrare il populismo e la malafede di chi fa questa proposta, c'è di fatto che la questione dello Ius Soli non potrebbe essere decisa tramite referendum popolare, considerando che la Costituzione italiana non prevede il referendum “propositivo”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per qualcuno lo Ius Soli non é legittimo, per qualcun altro i figli di immigrati italiani nati all'estero, in fin dei conti, non sono italiani. Quanti non-cittadini vogliamo? Quante persone senza identità ne diritto alcuno? Quale delle mie due carte d'identità dovrei stracciare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Raphael Pepe&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;



</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWX_z-uLTP8_5ccLWnyCsmTbSHhfub8ffyQyfWk6WgZdTOyq9q8tUq-X2NlLZh8yXd55TgGij3MdkblEloWxl0U-RSAY7ZNMFPnHuuzT5vO8cHYrKTB0TjaoJl53YK4ZBg597zuu3woAKY/s72-c/LItalia-sono-anchio.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Referendum del 12 e 13 giugno: hanno vinto democrazia partecipativa e difesa dei beni comuni</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2011/06/referendum-del-12-e-13-giugno-hanno.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Sun, 19 Jun 2011 17:03:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-5754127647211733296</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7OkoSpmRRabnw0NJx9vOn8ZbtUzh2gr9JsHTqy3F9I1nplc0Tf6-hNHKTvVc_cRk3Sl7hmLj4rnkZLD58pNqoEm5rZ8JlKAkoxqgOdVGc7_xMFCdm7O4hF9v_rhJdrGkddNgQMHL_Uwxs/s1600/bandierone+acqua.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7OkoSpmRRabnw0NJx9vOn8ZbtUzh2gr9JsHTqy3F9I1nplc0Tf6-hNHKTvVc_cRk3Sl7hmLj4rnkZLD58pNqoEm5rZ8JlKAkoxqgOdVGc7_xMFCdm7O4hF9v_rhJdrGkddNgQMHL_Uwxs/s320/bandierone+acqua.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619947618996649234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; “Abbiamo vinto!” Questa frase la si sente forse troppo spesso, a volte in modo errato perché in realtà non si è vinto un gran che, o perché a pronunciare queste parole, c'è chi è salito sul carro dei vincitori all'ultima ora, chi si attribuisce delle vittorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualsiasi votazione, la stampa si interessa di due cose in particolare: chi ha vinto e chi ha perso. Quella stessa stampa, quelli stessi media che ci hanno oscurato durante la raccolta firma e ancora di più durante la campagna referendaria, oggi corrono verso i soliti politici di turno per sentire commenti. Ma la chiave di lettura non ce l'hanno, o piuttosto non la vogliono usare nemmeno ora, perché certe porte non conviene aprirle, certi meccanismi non conviene sconvolgerli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i perdenti ci sono anche i mass-media; è questa la prima grande svolta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora qualcuno cerca di spiegarselo, in televisione si dibatte sulla questione, e c'è chi ha già pronta la risposta, o almeno crede di averla: “è un risultato politico generato da internet e da facebook!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conviene tornare indietro di qualche decina di anni per capire quali meccanismi abbiamo sconvolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio degli anni settanta, Licio Gelli fondava la Loggia P2, il cui programma prevedeva di “appropriarsi dei mezzi di comunicazione per cambiare la società italiana e prendere il potere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad applicare il tutto ci ha pensato colui che qualcuno chiama Cavaliere. Nel 1994, dopo 15 anni che hanno cambiato la televisione italiana e fatto della società italiana una società più individualista, dopo aver distrutto i partiti di massa, l'uomo della televisione diventava Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, la politica si è fatta soprattutto sul piccolo schermo; finito il tempo dei piccoli circoli, delle piccole sezioni di partito: anche i partiti della sinistra italiana, o di quella che ne è rimasta, si sono adeguati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché con l'esito referendario, si può parlare di grande svolta. Abbiamo vinto i referendum senza la televisione. Abbiamo portato 27 milioni di italiani alle urne facendo politica dalle strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 19 luglio del 2010, consegnavamo 1 400 000 firme per proporre i referendum per l'acqua pubblica, entravamo nella storia con un numero di firme mai raccolto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte il Manifesto che ci ha sostenuto sin dall'inizio, nessuno ha preso in considerazione questo dato importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A gennaio, ci siamo preparati su ogni territorio per la campagna referendaria, come durante la raccolta firma; è facendo banchetti informativi, partecipando a feste, manifestazioni, essendo presenti nelle piazze, nei mercati, parlando con la gente dei quartieri popolari che abbiamo fatto questa campagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio marzo, il governo sceglieva di spendere 400 milioni di euro per farci votare i 12 e 13 giugno, anziché accorpare i referendum col voto delle amministrative. Si puntava sul non raggiungimento del quorum, perché cercare di difendere le ragioni del no all'acqua pubblica era per loro impensabile, troppo rischioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In coerenza con tutto questo, perfino la Rai ha svolto un ruolo importante nel non informare i cittadini. Tranne su RaiNews24, su nessun canale si è parlato dei referendum; tranne quando ci sono state le manovre del governo per cercare di far saltare i quesiti sul nucleare e sull'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che sul nucleare, la Corte Costituzionale ha deciso che rimandare la questione non bastasse, mentre sull'acqua, è stata la Confindustria a rifiutare qualsiasi modifica del decreto Ronchi che voleva regalare la gestione tutti i servizi pubblici locali ai privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi giorni prima del voto, su tutte le piazze italiane, è successo l'impossibile, a fare la campagna non erano più i soliti comitati e le solite associazioni che componevano il comitato referendario. Tanti cittadini si sono organizzati con propri mezzi, volantinando, parlando con la gente, facendo eventi vari, consapevoli che questa battaglia fosse di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente è giunta la domenica del voto: nei seggi si vedeva gente andare a votare col sorriso, gente di tutti i ceti sociali, uomini e donne di tutte le età felici di poter esprimersi sulla gestione dei beni comuni, sulla questione nucleare e sulla giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia c'è sete di democrazia partecipativa! Questo è la conclusione alla quale non sono arrivati i grandi media, questo è il dato di fatto che i partiti rifiutano di prendere in considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 e 13 giugno, non è stata la sconfitta di Berlusconi, ma quella di 30 anni di politiche neo-liberiste, delle multinazionali, delle grandi lobby; non è stata la vittoria dei Bersani e Rutelli che sono coloro che hanno svenduto i servizi pubblici locali facendo SPA in tutt'Italia, ma è stata la vittoria della gente comune!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questi referendum, gli italiani si sono espressi contro la privatizzazione dell'acqua e le logiche di mercato, contro i profitti su un bene che è di tutti. La gente ha detto “basta” ad una mercificazione senza freni di ciò che è di tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso se anche in una giornata di sole, anziché godersi la domenica e il sole di giugno, la gente ha preferito andare a votare. Questo referendum proposto dai cittadini non poteva che ottenere questa grande risposta dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pierluigi Bersani dice che ha capito, dice che è pronto a governare subito... e dimostra così di non aver capito niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, è cambiato qualcosa, i cittadini italiani hanno sete di politica e di partecipazione. Gli occhi della stampa mondiale sono puntati sull'Italia. Solo in sud America, in Bolivia o in Uruguay, il popolo si era espresso fortemente per difendere l'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo grande movimento, forte di questa vittoria deve continuare a cambiare la politica italiana. Non contiamo su chi cerca di interpretare il voto referendaria e non saputo farlo, la pagina più bella della Storia italiana degli ultimi trent'anni, l'abbiamo scritta noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo la pubblicizzazione del servizio idrico integrato in tutte le città d'Italia, e sin dal mese prossimo, niente più profitti sul acqua bene comune. La legge che garantiva il minimo del 7% per la remunerazione del capitale investito è stata abrogata dal voto del popolo sovrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raphael Pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attac Italia – Comitato Referendario 2 SI per l'Acqua Bene Comune</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7OkoSpmRRabnw0NJx9vOn8ZbtUzh2gr9JsHTqy3F9I1nplc0Tf6-hNHKTvVc_cRk3Sl7hmLj4rnkZLD58pNqoEm5rZ8JlKAkoxqgOdVGc7_xMFCdm7O4hF9v_rhJdrGkddNgQMHL_Uwxs/s72-c/bandierone+acqua.JPG" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Référendum en Italie: une victoire pour la démocratie participative et la défense des biens communs</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2011/06/referendum-en-italie-une-victoire-pour.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Fri, 17 Jun 2011 15:18:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-8002504438896059228</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2V60uDzlY2c1FahE_zG0uhmyxvoQlWfQX12rusfkB4qJPwJTexCSN2oF23U4e90N1WBLrH6GnlosS5HBGBwOrMmzC2OJb6OOdXV1RIK1uOyqRFp7HrYthVlxVbAq7lc0TSRHTNN1ElHaP/s1600/no+spa+attac.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2V60uDzlY2c1FahE_zG0uhmyxvoQlWfQX12rusfkB4qJPwJTexCSN2oF23U4e90N1WBLrH6GnlosS5HBGBwOrMmzC2OJb6OOdXV1RIK1uOyqRFp7HrYthVlxVbAq7lc0TSRHTNN1ElHaP/s320/no+spa+attac.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619177711549837122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le 13 Juin 2011, nous avons écrit une belle page d'histoire en Italie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans un pays où la démocratie est continuellement piétinée, un pays où les médias conditionnent la politique depuis plus de 20 ans, dans un pays où le processus de privatisation des biens communs ne connaissait aucun frein; nous avons réussit à nous réapproprier de nos droits en disant non à la marchandisation de l'eau et aux politiques néo-libérales et en disant oui à une démocratie participative et à la défense des biens communs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce référendum populaire est né de l'initiative des Comités citoyens pour l'eau publique de toute l'Italie, qui depuis 2006 sont coordonnés par le Forum Italien des Mouvements pour l'Eau Publique.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Déjà en 2007, ce réseau de comité avait recueilli plus de 400 000 signatures pour proposer une loi d'initiative populaire malheureusement jamais discutée au Parlement.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin 2009, le gouvernement Berlusconi approuvait le décret Ronchi qui obligeait les institutions locales à transformer toutes les sociétés qui géraient le Service de distribution de l'eau en S.P.A mixtes et à organiser des appels d'offre pour attribuer au moins 40% des actions de ces sociétés à des partenaires privées.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prenant acte de cette situation, nous avons décidé de proposer un référendum populaire pour l'abrogation des lois qui imposaient la privatisation et d'autres normes qui prévoyaient un minimum de 7% de profits dans les SPA pour la rémunération du capital investi (art.154 du décret environnemental fait par le gouvernement Prodi en 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Constitution italienne prévoit que pour proposer un référendum abrogatif, il soit nécessaire de recueillir 500 000 signatures. Alors dans chaque région, chaque province, chaque ville, des comités de citoyens se sont organisés pour récolter ces signatures. En moins de 3 mois, nous avons recueilli 1 million et 400 mille signatures. Nous entrions déjà dans l'histoire sans qu'aucun journal ne prenne acte de ce grand résultat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dès Janvier de cette année, nous avons repris la mobilisation pour nous préparer à la campagne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En Mars, nous avons fait une manifestation nationale qui a vu la participation de prés de 500 000 personnes à Rome, et nous avons su la date du référendum: 12 et 13 Juin!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le gouvernement choisissait d'envoyer les italiens aux urnes, à un moment de l’année où historiquement l'affluence est toujours basse en Italie. La raison était simple, en Italie pour qu'un référendum soit validé il faut rejoindre le quorum de 50% de participation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La solution la plus simple aurait été de faire le référendum en même temps que les élections municipales de Mai, mais cela aurait signifié une plus grande facilité à rejoindre le quorum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En Mai, la campagne officielle devait commencer, mais la télévision publique, la RAI n'était pas intentionné à respecter les normes prévues en tant de campagne électorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jusqu'au référendum, l'information a été dérisoire. C'est dans les rues, dans les écoles, dans les universités, en participant à tout les événements publiques, en organisant des conférences, des débats, des forums, des fêtes que nous avons fait cette campagne sans jamais attirer l'attention des grands médias qui pendant ce temps préféraient s’intéresser à toutes autres choses.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nous n'avions aucun doute sur le résultat du vote, le plus dur n'était pas de convaincre les gens de voter OUI pour l'eau publique, mais de les informer qu'il y avait un référendum et de faire en sorte qu'ils aillent voter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En Italie, nous votons le dimanche et le lundi jusque 15h!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fête a commencé bien avant le dépouillement, parce que nous n'avions aucun doute sur le résultat final. A 15h, nous avons enfin su que 57% des italiens avait voter! Ce n’était pas arrivé à un référendum depuis 1995.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nous avons écrit une belle page d'histoire. Le détail des votes n'était ensuite qu'une formalité, parce que nous le connaissions déjà au plus profond de nous tous: 95% des votant se sont exprimés pour l'eau publique et contre les profits sur ce bien commun!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le 13 Juin, de nombreux partis ont chercher à s'attribuer une victoire qui est celle du peuple. On parle beaucoup de la défaite de Berlusconi, mais ce sont les politiques néo-libérales et les grandes multinationales qui ont été battues!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Une nouvelle ère commence dans ce pays.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce que nous répétons depuis le début de cette campagne s'est avéré: “Ça s'écrit EAU, mais ça se lit démocratie”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raphaël Pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attac Italia – Comité Referendaire pour l'Eau Bien Commun</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2V60uDzlY2c1FahE_zG0uhmyxvoQlWfQX12rusfkB4qJPwJTexCSN2oF23U4e90N1WBLrH6GnlosS5HBGBwOrMmzC2OJb6OOdXV1RIK1uOyqRFp7HrYthVlxVbAq7lc0TSRHTNN1ElHaP/s72-c/no+spa+attac.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>La vérité sur la crise des déchets de Naples</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2011/05/la-verite-sur-la-crise-des-dechet-de.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Sun, 8 May 2011 22:16:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-3266290367085707540</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMWJWfHDoh65HSBtHeZix8c8ntENRCubPWVwg0YOb7dcew1DIgnMgVOBg9FVmdx-ZaWxMUhx07fqNkcnWBO4qof1b__ex60iMP7H1etWn7WlzHGkyT9IadIpgDB6wnnTFLxXKteYGku2Wt/s1600/20101113_rifiuti_terzigno_proteste.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMWJWfHDoh65HSBtHeZix8c8ntENRCubPWVwg0YOb7dcew1DIgnMgVOBg9FVmdx-ZaWxMUhx07fqNkcnWBO4qof1b__ex60iMP7H1etWn7WlzHGkyT9IadIpgDB6wnnTFLxXKteYGku2Wt/s400/20101113_rifiuti_terzigno_proteste.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604442052185458098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La vérité sur la crise des déchets de Naples&lt;br /&gt;Les raisons politiques et économiques&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour comprendre les raisons du problème des déchets à Naples, il y a de nombreux éléments à prendre en considération. Ce n'est pas la première fois que j'écris un article sur cet argument, le dernier remonte à la dernière crise que nous avons connu en 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour de nombreux italiens, les raisons de ce problème ne sont pas claires, et cela est dû au fait qu'il y a une désinformation très forte en la matière. La plupart des journaux et des médias ne se limitent qu'à faire un bilan de la situation, montrant les images des déchets accumulés dans les rues. Peu sont les journaux qui cherchent à faire une analyse politique de ce problème; et ceci est dû au fait qu'il y a beaucoup d'intérêts en jeu, des intérêts économiques surtout, mais aussi politique. &lt;br /&gt;Ce qui est inquiétant par contre, c'est de voir que même de la part de nombreux journaux à l'étranger, il n'y a pas la volonté d'approfondir ce thème par des enquêtes. Trop souvent les articles sont faits avec les nouvelles envoyées par les agences de presse italiennes, et les images utilisées par les journaux télévisés sont celles envoyés par les confrères italiens. Résultat, cette désinformation arrive même à l'étranger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crise des déchets à Naples et dans la région Campanie est un problème qui éxiste depuis 16 ans désormais. Il faut remonter à 1994 pour en connaître les racines. &lt;br /&gt;Jusqu'en 1994, de nombreux industriels italiens organisaient un trafic de déchets toxiques en Somalie, ex-colonie italienne. Pour les grandes industries, le traitement de ce type de déchets est très couteux, et pendant des années, une grande partie de ces déchets étaient dévérsée dans la corne d'Afrique, avec la complicité des douanes, de l'armée italienne, et d'autres institutions somaliennes et italiennes. Tout cela a été dénoncé par Ilaria Alpi, journaliste italienne de la chaine RAI 3. Non seulement, elle a su dénoncer de manière précise ces trafics, mais beaucoup de choses portent à penser qu'elle détenait des preuves concrètes qui auraient pu démenteler tout le réseau. De nombreux hommes politiques italiens, de nombreux entrepreneurs, mais aussi des membres haut gradés de l'armée étaient impliqués. Le 20 mars 1994, elle était assassinée à Mogadiscio, capitale somalienne, avec son caméraman. Le matériel qu'elle avait à disposition n'a jamais été retrouvé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel est le rapport entre cette histoire et le problème napolitain? Suite à l'omicide l'Ilaria Alpi, le trafic de déchets n'a plus été possible dans l'ex-colonie italienne, et c'est la Camorra, mafia napolitaine, qui a trouvé la solution. Dés 1995, c'est dans la région Campanie qu'ont commencés à être déversés les déchets toxiques des industries du nord du pays. Dans de nombreuses décharges publiques, des tonnes de déchets toxiques ont été dévérsés ces 15 dernières années, et c'est un vrai désastre écologique que connait la région Campanie; et non pas une simple crise des poubelles.&lt;br /&gt;La camorra, avec la complicité de grands industriels et de nombreux hommes politique de droite comme de gauche a mis les mains sur les décharges publiques et créé de nombreuses décharges abusives. La nouvelle décharge publique construite à Naples dans le quartier Chiaiano en 2008, sur décision directe du gourvnement Berlusconi a été fermée il y a quelques mois parce que des enquètes ont démontré qu'elle était aux mains de la Camorra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tout cela n'est cependant qu'un aspect du problème. Il faut ajouter le fait que dans la ville de Naples, la société de gestion de la récolte des déchets est une société privée, tout comme les sociétés qui gérent le traitement des déchets dans la région. &lt;br /&gt;Même si le service est de piètre qualité, la région de Naples est celle où les impots pour le traitement des déchets sont les plus élevés d'Italie; et le traitement des déchets est un buisness très fort dans un département qui compte 3 millions d'habitants sur un périmètre assez restreint.&lt;br /&gt;La production de déchet est très forte par rapport au périmètre et pour les entreprises qui travaillent dans ce secteur, les poubelles vallent de l'or. &lt;br /&gt;Alors nous avons des administrations locales qui continuent à verser de l'argent public à ces sociétés privées et qui refusent de mettre en place un système de tri séléctif à Naples et dans les allentours. &lt;br /&gt;L'Italie paye chaque année des amendes salées à la commission européenne parce que trop de villes ne font pas le tri séléctif. Alors le raisonnement est simple: si ceux qui nous gouvernent, au niveau local et national choisissent de dépenser de l'argent public pour payer un service qui laisse à désirer et pour payer les amendes à la comission européenne, c'est parce qu'il y a de nombreux intérêts et que la corruption est surement forte. Les acteurs de cette histoire sont: la camorra, les industriels du nord, les sociétés privées qui gèrent le traitement des déchets, et surtout les grands groupes de constructions qui ces dernières années ont construit de nombreuses décharges publiques et de nombreux incinérateurs. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depuis des années, de nombreux mouvements, de nombreux comités citoyens ménent une dure bataille contre les institutions locales et nationales, demandant simplement l'organisation d'un système de tri séléctif des déchets, et refusant la construction continue de nouvelles décharges et de nouveaux incinérateurs. A Naples, le comité de Chiaiano méne cette bataille depuis 4 ans. Au quartier Scampia (connu comme quartier de la Camorra, grace ou à cause du roman et du film Gomorra), ces derniers mois un nouveau comité s'est formé aprés la décison de la mairie d'y faire une nouvelle décharge. A Quarto, a Terzigno, a Acerra, de nombreux autres comités luttent depuis des années pour les mêmes raisons. Alors entendre parler de l'incivilité des napolitains qui seraient responsables de ces crises des déchets, mais qui font au contraire preuve de citoyenneté, c'est absolument déconcertant.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mauvaise gestion et la complicité de Bassolini, président de la Région Campanie de 2000 à 2010, et le refus du Maire de Naples Iervolino de faire le tri séléctif dans cette ville sont l'une des raisons du problème. En 2008, en pleine crise des déchets, c'est en dénonçant la mauvaise gestion du centre gauche et en promettant de résoudre le problème que Berlusconi a obtenu de très bons résultats dans la région. Il n'a en rien résolu le problème cependant, étant donné qu'aujourd'hui le trafic des déchets est encore fort, que le tri séléctif ne se fait toujours pas et que tout les térritoires contaminés n'ont pas été bonifiés. Il a su faire en sorte que les montagne de déchets disparaissent de Naples, mais il n'a fait que dégager les conséquences du problème. A l'époque nous étions conscients que ce n'était que question de temps pour revoir ce problème à l'ordre du jour, et au bout de deux ans, voilà que les rues sont de nouveaux pleines de déchets.&lt;br /&gt;Ce que les journaux ne disent pas cependant, c'est que même quand les déchets sont récoltés régulièrement et même quand les villes sont propres, le problème est toujours présent. &lt;br /&gt;Au yeux de beaucoup le problème des déchets émerge de temps en temps, tout les deux ou trois ans, mais ce problème en réalité est un problème continu. Les manifestations pour une gestion publiques des déchets et pour le tri séléctif sont très courrantes, en décembre 2010 et en mars 2011 ce sont fait à Naples deux manifestations régionales pour ces raisons. A Terzigno, c'est une bataille quotidienne depuis la décision prise l'année dernière de faire une décharge dans le parc naturel du Vésuve; mais les images des citoyens de Terzigno qui éssayent de bloquer l'arrivée de camions qui déchargent toute sorte de déchets, et la réponse de la police qui charge ces même citoyens, ne passent sur aucune télévision! Et pourtant ces scénes se répètent constament depuis plus d'un an.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En pleines élections municipales, Berlusconi et Lettieri, candidat de son parti pour la ville montrent du doigt la gestion du centre gauche et promettent de résoudre le problème avec de nouvelles décharges et de nouveaux incinérateurs. Et de tout les journaux qui il y a deux ans insistaient sur le fait que Berlusconi avait résolu le problème, personnes ne met en évidence qu'à l'époque il n'a rien résolu du tout!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J'aimerai qu'un jour, un journaliste français, débraque à Naples pour faire un reportage sur la grande preuve de citoyenneté des comités napolitains, sur le buisness des déchets dans cette région et sur les responsabilités des administrations locales et du gouvernement.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raphael Pepe</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMWJWfHDoh65HSBtHeZix8c8ntENRCubPWVwg0YOb7dcew1DIgnMgVOBg9FVmdx-ZaWxMUhx07fqNkcnWBO4qof1b__ex60iMP7H1etWn7WlzHGkyT9IadIpgDB6wnnTFLxXKteYGku2Wt/s72-c/20101113_rifiuti_terzigno_proteste.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></item><item><title>France et Italie, un contexte politique de plus en plus similaire</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2010/09/france-et-italie-un-contexte-politique.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Fri, 10 Sep 2010 14:39:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-5629105587778665035</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjB8usKwVrfqPVeI1bjxB3_UKlVgMly6W739UXxv87bu3iB0JBskOXJtY1m9ZycbPAiJXa5nPn6COebCl1nj-sUv-EQedD-kR090qHsfoywRfDmiCJSpIO6zJrqgoRe3gfeARWCKefZ6hmc/s1600/sarkoberlu.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 288px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjB8usKwVrfqPVeI1bjxB3_UKlVgMly6W739UXxv87bu3iB0JBskOXJtY1m9ZycbPAiJXa5nPn6COebCl1nj-sUv-EQedD-kR090qHsfoywRfDmiCJSpIO6zJrqgoRe3gfeARWCKefZ6hmc/s400/sarkoberlu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515276116658369410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La main mise sur les médias&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nul ne peut contester que l'on a assisté en France, dés la campagne électorale de 2007, à un changement net de la façon de faire de la politique. La droite - comme la gauche qui a choisi de s'adapter - a fait une campagne médiatique clairement centrée sur un personnage et non sur les idées d'un parti. Cette campagne présidentielle a été d'un genre nouveau pour la France. &lt;br /&gt;Les petits partis ont eu une très faible visibilité à la télévision (il suffit de consulter les temps de paroles de chacun de candidats) et un bi-partitisme net s'est clairement affirmé d'un point de vue médiatique, avec un centre gauche et un centre droit de plus en plus similaires. Bi-partitisme qui ne s'est pas forcement retrouver aussi nettement à la sortie des urnes, puisque les partis ayant obtenu de fort résultat était quatre. &lt;br /&gt;Ce bi-partitisme qui caractérise de nombreux pays d'Europe serait en France d'un genre nouveau. En Italie, c'est au milieu des années 90, avec l'entrée en politique de Berlusconi et la scission volontaire du Parti communiste (PCI) que ce bipartitisme est apparu, avec un système électoral certes différent de celui que l'on connait en France, puisqu'il a imposé la nécessité de coalitions (il n'ya pas de deuxième tour aux législatives en Italie). Il ne s'agit donc pas forcement en Italie d'un bipartitisme net, mais plutôt d'un bipolarisme fait de coalitions. &lt;br /&gt;Le style de communication adopté par Sarkozy ces dernières années n'est autre que le « style Berlusconi ». Des thèmes simples, populistes et la construction d'un personage aux milles facettes. Pour pouvoir construire un personnage et imposer les thèmes qui sont au cœur du débat politique national, le contrôle des médias était cependant un facteur essentiel.&lt;br /&gt;En Italie, c'était chose faite dés la création du parti Forza Italia en 1994, puisque Berlsuconi détenait déjà depuis plus de 10 ans les trois chaines privées les plus importantes, des chaînes qui ont été favorisées par les gouvernements de Craxi et Andreotti. &lt;br /&gt;Après plusieurs tentatives en 1984, 1986 et 1987, c'est par la loi Mammi de 1990 qu'ils réussirent à légitimer la situation des chaines berlusconiennes, jusqu'alors en violation des règles de l'audiovisuel.&lt;br /&gt;Les bases pour construire son personnage, Berlusconi les avait donc depuis 10 ans, mais il ne s'est pas limité à cela; avec ses chaines de télévision, il a réussit à faire de la société italienne une société de consommation et à affaiblir de plus en plus les deux grands partis de masses, le PCI et la Démocratie Chrétienne (DC). &lt;br /&gt;En 1994, il se proposait comme un visage nouveau et différent de la politique italienne, un entrepreneur qui s'est construit tout seul (chose bien entendue plus que discutable).&lt;br /&gt;En France, les relations entre Sarkozy et Bouygues (propriétaire de TF1) sont assez similaires à celles qu'ont été les relations entre Craxi (PSI) et Berlusoni dans les années 80. A l'époque, Berlusconi, par ses chaines télévisées favorisait nettement le parti de Craxi, qui de son coté a permi au groupe médiatique du Cavaliere de s'imposer face à la télévision publique (RAI). &lt;br /&gt;De 2001 à aujourd'hui, c'est exactement ce qui a marqué les relations Bouygues-Sarkozy. Dés la nomination de ce dernier comme premier flic de France, les journaux télévisés de TF1 ont contribué à la construction du personnage. &lt;br /&gt;En France et en Italie, les journaux télévisés ont fait du thème de la sécurité l'argument principal du débat politique national; ce qui a permis à la droite de miser sur ce débat qui lui est cher, et d'imposer à la gauche de répondre sur ce thème en période d'élection. &lt;br /&gt;Dans les années 80, en France, les éléctions se jouaient sur des théories politico-économique, sur le débat nationalisation-privatisation, sur des thèmes comme le travail, la santé, l'éducation. Aujourd'hui, les médias ont réussi dans ces deux pays à faire en sorte que les élections se jouent sur des thèmes comme l'immigration et la sécurité. &lt;br /&gt;En remerciement, en France, la réforme de la télévision favorisant TF1 n'a pas manqué. En diminuant la publicité sur France Télévision, les chaines privées ont tirés de nombreux profits, se divisant entre elles le marché publicitaire sur les heures de plus grosse écoute. Inutile de rappeler combien de telles relations entre politique et médias peuvent avoir une influence négative sur la qualité de l'information.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Une droite sécuritaire qui ne fait pas face à la crise économique&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'est vers 1995 que TF1 a choisi cette ligne sécuritaire que tout le monde connait, en créant de nombreuses émissions qui proposaient des reportages sur les violences dans les banlieues. Il faut cependant dire qu'à l'époque le choix n'a pas été dicté par des relations politiques. &lt;br /&gt;Bien au contraire, après la défaite d'Edouard Balladur, candidat choisi par la chaine de Bouygues aux élections présidentielles de 1995. Les rapports entre l'Élysée et la chaine étaient loins d'être bons. L'autre candidat de la droite fraichement élu, Chirac, n'était pas du tout en bons termes avec Le Lay et Mougeotte. Il faut rappeler que Francis Bouygues disait clairement qu'il reprochait à Chirac la défaite de la droite en 1988.&lt;br /&gt;Ayant perdu des relations importantes au sein de la classe politique, TF1 a choisi de parler de plus en plus de faits divers aussi bien durant les JT que durant les émissions d'informtation proposées pas la chaîne, et ce pour deux raisons. La première était simplement stratégique, parler de micro-violence et de faits divers fait augmenter l'audimat; la seconde par contre était plutôt idéologique, Le Lay avait des liens avec l'extrême-droite française, et parler d'insécurité c'était bon pour le FN.&lt;br /&gt;Les rapports entre la première chaîne et le gouvernement se renoueront quand, en 2002, il y a eu la nécessité pour les dirigeants de TF1 de retrouver la droite au pouvoir. Après la victoire de Chirac aux élections et la nomination de Nicolas Sarkozy au ministère de l'intérieur, les liens entre le gouvernement et TF1 se sont nettement renouer. Martin Bouygues, président du groupe depuis 1989, et Nicolas Sarkozy, c'était une histoire d'amitié vieille de plus de 15 ans. &lt;br /&gt;Alors pendant le deuxième mandat de Chirac, l'acteur le plus important a toujours été Sarkozy. C'est de lui que l'on parlait le plus dans les médias, lui le sauveur de la France qui avait peur. En 2007, aprés 5 ans de couverture médiatique, tout était prés pour l'élection présidentielle. &lt;br /&gt;Berlusconi s'est créé lui-même son propre personnage, avec des médias qui lui appartenait, mais le personnage Sarkozy, c'est du made in Bouygues.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aujourd'hui, en Italie et en France, même en temps de crise économique, la plus grande que l'on ait connu depuis 1929, au cœur du débat politique les grands thèmes sont toujours l'immigration et la sécurité. &lt;br /&gt;Aprés 2 ans de crise, personne n'a remis en cause un modèle néo-libéral qui s'est pourtant révélé fallimentaire. Depuis 2008, Brice Hortefeux a mené une politique contre l'immigration que l'on peut qualifier de raciste, l'un des grands débats en France a été celui de l'identité nationale, et aujourd'hui c'est à une chasse aux roms que l'on assiste dans ce pays qui continu a prétendre être le « pays des droits de l'homme ». Du côté italien, c'est la même musique, Berlusconi continu à dire que la péninsule n'est pas touchée par la crise, comme le sont ses voisins, comme si la crise n'avait pas réussit à passer les Alpes; tandis que dans le sud de l'Italie le chômage dépasse largement les 20% et qu'en Italie prés de 17% du PIB est encore aux mains des organisations criminelles selon des estimations. Mais l'heure n'est pas au dramatisme sur la situation économique, dans les médias on parle de problèmes qui selon le gouvernement et le ministre de l'intérieur Maroni, sont bien plus important: les roms, la délinquance, et l'immigration. Avec un « paquet sécurité » voté fin 2008, le statut de clandestin est désormais équivalent à un statut de criminel, c'est à dire que selon la loi préparée par Maroni, les clandestins désormais considérés hors la loi, ne seront pas simplement renvoyer chez eux, mais encourent avant tout une peine qui peut aller jusqu'à l'incarcération.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aujourd'hui, dans les deux pays, non seulement la politique sécuritaire est contestée, mais les français et les italiens attendent toujours une vraie réponse à la crise.&lt;br /&gt;Ni en France, ni en Italie, les gouvernements n'ont pris des mesures fortes face à la crise. Les travailleurs n'ont aucune tutelle, les délocalisations sont toujours monnaie courante, et au lieu de renforcer des secteurs publics fondamentaux comme l'éducation et la santé, ceux-ci sont réformés, parce qu'il y a la nécessité de « faire des économies ». &lt;br /&gt;Ce sont aujourd'hui les salariés qui payent la crise, et qui voient leurs droits bafoués. En Italie, les fonds ont été fortement diminués dans l'éducation et la recherche. Des centaines d'emplois ont étés supprimés dans les écoles, collèges, lycées et universités. Résultat: des classes de 35 élèves et des professeurs qui restent sans emploi. Pendant ce temps, de nombreuses industries ont été délocalisés, les salariés de l'usine Fiat de Pomigliano, prés de Naples, luttent contre la fermeture, et des négociation entre le premier constructeur automobile italien et les syndicats de travailleurs sont en cours depuis plus d'un an. L'accord proposé par la Fiat est en violation de tout code du travail, la proposition étant d'accepter de ne pas fermer l'usine et de ne pas délocaliser, en continuant la production; mais en faisant payer un prix fort aux salariés de la FIAT: interdiction de grève, et licenciement en cas d'arrêt maladie. Tout cela peut paraître absurde, mais face à cela les institutions n'ont pas encore levé un doigt et des centaines de salariés sont toujours sur le carreau.&lt;br /&gt;En France, inutile de rappeler que la situation est similaire, de nombreux postes supprimés dans les écoles ces dernières années, l'usine Total de Dunkerque qui a bien risqué de fermer ses portes et une belle réforme des retraites toute prête pour la rentrée.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans ce contexte, ajoutons les nombreux scandales en Italie: des rapports désormais certifiés par la justice entre la mafia sicilienne et Berlusoni suite à la condamnation de son bras droit Marcello dell'Ultri, la contestation de la politique berlusconienne dans les derniers jours de la part de la droite plus radicale de Fini qui dénonce les lois faites ad hoc par le premier ministre ces dernières années, de la part de la Confindustria (Medef) qui critique l'incompétence du gouvernement en matière économique et de la part de l'église qui dénonce la politique raciste et xénophobe du gouvernement et les comportement immoraux du leader de la droite. &lt;br /&gt;Depuis son entrée en politique, Berlusconi n'a jamais connu une si grande désapprobation de la part du peuple. &lt;br /&gt;Cette situation fait bien sûr penser à l'actuelle côte de popularité de Sarkozy, et aux divisions avec le reste de la droite, de la droite gaulliste à la droite giscardienne qui désapprouvent la ligne sarkozyste. Enfin, les scandales des relations entre l'UMP et Bétencourt n'arrange rien pour le chef de l'État. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans un tel contexte, on en vient à se poser une question bien simple: dans cette situation de crise économique et de mécontentement populaire face aux politiques des gouvernements français et italien, qu'en est-il de la gauche?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Une gauche toujours plus libérale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La France et l'Italie sont les pays européens qui ont eu au cours du vingtième siècle les plus forts partis de gauche. Entre les deux guerre, en France, le Front Populaire formait un gouvernement en 1936, et en Italie, malgré le fascisme et l'interdiction du Parti Comuniste, ce dernier a continué à exister clandestinement et a été le cœur de la résistance italienne. Après la seconde guerre mondiale, le PCI a été le deuxième grand parti de masse, après celui de la DC (démocratie chrétienne). Dans les années 70, il obtenu jusqu'à 30% des voix. Le Parti Socialiste Italien, quant à lui, n'a toujours été que le second parti de gauche, et assez centriste. &lt;br /&gt;En France, par contre, le PCF a obtenu jusqu'aux années 80 des résultats assez importants, mais surtout, le PS a fait durant les premières années du premier mandat de Mitterrand, jusqu'en 1986 au moins, une politique qu'aujourd'hui on qualifierait presque de révolutionnaire. Diminution du temps de travail à 39h, nationalisation de banques et d'entreprises de toutes sortes, du tertiaire comme du secondaire. Alors que le neo-liberalisme de Reagan et Thatcher faisait son école dans le monde entier, en France il y avait encore une gauche forte.&lt;br /&gt;En 1993, en Italie, après le scandale « Mani Puliti », seul le PCI se trouvait indemne et non impliqué dans les affaires de corruption démantelées par la magistrature italienne. Mais après la chute du mur de Berlin, le PCI avait décider de se dissoudre pour être plus modéré, se divisant en deux parti: Rifondazione Comunista et Democratici di Sinistra (DS). &lt;br /&gt;Aujourd'hui en France le PS existe toujours, mais il est bien loin d'être ce qu'il avait été sous le premier mandat mitterrandien, loin des idées de l'un des fondateurs du socialisme français jean Jaures. C'est le PS, sous le gouvernement Jospin qui a complété le processus de privatisation en France, la liste des entreprises privatisées de 1997 à 2002 est assez longue: Air France, le Crédit Lyonnais, France Télécom, Eramet, Thomson Multimédia, CIC, CNP, GAN. &lt;br /&gt;En Italie, les gouvernements Prodi et D'Alema, ont également contribué fortement au processus de privatisation dans les années 80. &lt;br /&gt;Alors qu'en est-il de la gauche qui défendait les valeur du service publique, mettant sous tutelle de l'État des biens et des services, en les protégeant des marchés financiers. &lt;br /&gt;Qu'en est-il de cette gauche qui considérait un certain nombre de biens et services des droits à garantir aux citoyens et non pas des biens et services sur lesquels les investisseurs privés peuvent faire profit?&lt;br /&gt;Cette gauche là, aujourd'hui, en France et en Italie, on l'appel extrême gauche. Défendre les services publics, protéger les travailleurs et garantir un système de protection sociale aux citoyens sont devenus dans l'Union Européenne des réformes politiques contraires à la norme qui est devenu le libéralisme.&lt;br /&gt;Là est la réponse à la question « qu'est devenue la gauche ?». Les partis de centre-gauche ayant accepter depuis le début des années 90 d'embrasser les théories néo-libérales imposées par l'Union Européenne ne sont forcement plus des partis de gauche à proprement dire. &lt;br /&gt;En Italie, ces partis ont choisi de changer leurs noms et d'afficher clairement la couleur, le parti de centre-gauche s'appelle Parti Démocrate, Nichi Vendola a créé il y a deux ans son propre parti suite à une scission avec Rifondazione Comunista et a choisi d'éliminer tout terme comme « socialisme ou communisme », appellant son parti Sinistra e Libertà (gauche et liberté). L'ancien juge Di Pietro a également créé son propre parti, mais bien qu'étant à gauche de l'échiquier politique, son parti L'Italia dei Valori (Italie des valeurs) n'a rien d'un parti de gauche, c'est un parti de crédo libéral qui a choisi de s'opposer à la droite italienne fasciste et populiste. Les seuls aspects sur lesquels Di Pietro s'oppose absolument à Berlusconi sont ceux qui concernent la justice et le non-respect de la démocratie et de la constitution italienne. &lt;br /&gt;En pleine crise économique, une crise due à 30 ans d'application des théories néo-libérale dans le monde entier, comment la sociale-démocratie peut-elle aujourd'hui s'opposer à une politique économique qu'elle défend depuis vingt ans. La faible opposition du PS en France et du Parti Démocrate en Italie est simplement due au fait que d'un point de vue économique, leurs programmes ne diffèrent pas forcément de ceux de la droite. Nous sommes arrivés à un système à l'anglaise ou à l'américaine, avec deux pôles de crédo libéral qui ne s'affrontent plus sur les grands thèmes qui ont passionné et divisés les citoyens jusqu'aux années 80. &lt;br /&gt;Voilà pourquoi aujourd'hui on en est à un point où les élections se jouent sur des thèmes comme l'immigration ou l'insécurité, sur le reste la confrontation entre centre-gauche et centre-droit est devenue inutile. &lt;br /&gt;Ne nous voilons pas la face, même si la politique de Sarkozy et Berlusconi ne sait en aucun cas faire à face à la crise, le centre gauche n'en serait pas d'autant plus capable. On ne peut pas demander à des pyromanes de jouer aux pompiers; qui a engendré la crise ne peut trouver une solution à la crise!</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjB8usKwVrfqPVeI1bjxB3_UKlVgMly6W739UXxv87bu3iB0JBskOXJtY1m9ZycbPAiJXa5nPn6COebCl1nj-sUv-EQedD-kR090qHsfoywRfDmiCJSpIO6zJrqgoRe3gfeARWCKefZ6hmc/s72-c/sarkoberlu.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Verso il referendum per l'acqua pubblica!</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2010/04/verso-il-referendum-per-lacqua-pubblica.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Fri, 2 Apr 2010 01:10:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-8528258772306787639</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8b7uJxQyhcRgWYaqmnEFoeSRZsQXcR2EWC0AVUix1PNoiKNM5Kh7gJE3a8BZVnb7cEQsyUhVsuQWxcIvXuhTS-_TUtbQ0YHDF52G6cEqL38TsxMEy3_XYDpNG6BV6aFWTWvQ231eayHll/s1600/arton3098.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 210px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8b7uJxQyhcRgWYaqmnEFoeSRZsQXcR2EWC0AVUix1PNoiKNM5Kh7gJE3a8BZVnb7cEQsyUhVsuQWxcIvXuhTS-_TUtbQ0YHDF52G6cEqL38TsxMEy3_XYDpNG6BV6aFWTWvQ231eayHll/s400/arton3098.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455311482119393682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In numerose città d'Italia, da anni si sono costituiti dei comitati cittadini per difendere l'acqua pubblica. Oggi, la legislazione italiana costringe purtroppo li enti locali a mettere l'acqua sul mercato, considerando cosi' l'acqua come una merce qualsiasi e non come un bene comune privo di rilevanza economica. &lt;br /&gt;Mentre grandi città europee come Amsterdam, Bruxelles e Parigi hanno scelto di tornare ad una gestione pubblica, le città italiane non hanno più la libertà di fare questa scelta.&lt;br /&gt;A Parigi, l'acqua é stata privatizzata nel 1985, la gestione del servizio idrico era affidata alle due più grandi multinazionali dell'acqua, Veolia e Suez. Prima della scadenza delle concessioni nel dicembre 2009, il comune di Parigi ha proposto un referendum interno per chiedere ai cittadini se fossero favorevoli ad una gestione pubblica. Dopo l'approvazione dei cittadini, il comune si é riappropriato la gestione di questo bene e da gennaio una sola società pubblica ha sostituito la società mista che si occupava della produzione e le due società private che si occupavano della distribuzione. Il prezzo dell'acqua é già sceso di quasi il 30% e non verrà incrementato nei prossimi cinque anni. Non ci saranno più profitti sull'acqua perché il comune di Parigi ha inserito nel suo statuto che questo bene fosse « privo di rilevanza economica », il denaro sarà reinvestito per garantire un miglioramento del servizio ai cittadini parigini e tutti i dipendenti delle tre società sono stati assunti dalla  nuova società pubblica.&lt;br /&gt;In Europa, nessuna normativa stabilisce che tipo di gestione i comuni devono adottare, il caso italiano é unico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008, in tutt'Italia migliaia di studenti sono scesi per le strade per denunciare la legge 133 proposta da Tremonti, questa legge che tagliava i fondi alle università pubbliche non era una riforma dell'istruzione, ma una legge finanziaria. L'articolo 23 bis della 133 impone agli enti locali di mettere sul mercato la gestione dei trasporti, dei rifiuti e dell'acqua. L'articolo 23 bis é stato modificato dall’art. 15 del decreto 135/09, e coordinato con la legge di conversione del 20 novembre 2009, n. 166, la legge Ronchi. Tale normativa stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa ultima norma, il governo Berlusconi voleva mettere fine al lavoro dei comitati per l'acqua pubblica in Italia, imponendo la privatizzazione. &lt;br /&gt;Data la situazione, per potere arrivare ad una gestione pubblica dell'acqua, e per fare si che questo bene sia considerato un diritto e non più una merce, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha deciso di andare verso il referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 24 aprile, partirà in Italia la raccolta firma per un referendum che si propone di abrogare le leggi che impongono la privatizzazione. &lt;br /&gt;Il primo quesito si propone di abrogare l'articolo 23 bis della 133/2008 e quindi della legge Ronchi (166/2009) del 20 novembre scorso. Gli altri due quesiti vogliono abrogare li articoli 150 e 154 della legge 152/2006 (c.d. Codice dell'ambiente) approvata dal governo Prodi. &lt;br /&gt;L'articolo 150 definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico integrato la gara o la gestione attraverso Società per Azioni. In questo caso, anche con una SPA pubblica, alternativa proposta da numerosi partiti, la gestione risponderebbe alle logiche di mercato e l'acqua sarebbe quindi considerata una merce. Abbrogare questo articolo é tuttora necessario per non consentire più il ricorso a gare di appalto o all'affidamento della gestione a società di capitali. &lt;br /&gt;L'articolo 154 dispone che la tariffa per il servizio idrico é determinata tenendo conto dell' « adeguatezza della remunerazione del capitale investito ». Si consente al gestore, con questo articolo, di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulle bollette un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento quantitativo del servizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'abrogazione di questi provvedimenti, il referendum popolare é ormai l'unica strada possibile, e una vittoria sarebbe un grande passo verso la ripubblicizzazione dell'acqua, e sarebbe un esempio per la gestione di altri beni comuni fondamentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per proporre questo referendum, abbiamo tre mesi per raccogliere 500 000 firme. Il referendum si farebbe poi nel 2011. Serve l'aiuto di tutti coloro che considerano l'acqua un bene comune da difendere, ogni firma sarà un contributo a questa lotta e chi volesse raccogliere le firme darebbe un contributo ancora più grande. &lt;br /&gt;Nel comitato promotore non c'é nessun partito, questo referendum é proposto dai cittadini, ai partiti si é solo concessa la possibilità di fare parte del comitato di sostegno. Nell'ultimo mese, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha persino rinunciato all'appoggio dell'Italia dei Valori che non si voleva limitare ad essere tra i sostenitori, ma pretendeva di essere tra i promotori. Cosi' facendo non si é permesso a nessun partito di strumentalizzare questo referendum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni criticano la scelta referendaria considerando che si offre ai partiti una piattaforma politica, l'esempio dell'Italia dei Valori dimostra che  non é la volontà dei comitati. Accettare le condizioni del partito di Di Pietro avrebbe anche significato avere un appoggio economico rilevante, ma i comitati hanno preferito auto-finanziarsi come hanno sempre fatto perché questo referendum é il frutto di cittadini e cittadine che da anni lottano per difendere l'acqua pubblica. &lt;br /&gt;Oggi l'Italia Dei Valori ha annunciato la promozione autonoma e solitaria di un “grappolo” di referendum, tra i quali anche l’acqua, con deposito dei quesiti a metà aprile e inizio campagna il 1 maggio. Questa scelta, otlre a creare confusione, é del tutto irrispettosa di un percorso che hanno costruito cittadini e cittadine di tutt'Italia. Invece di contribuire a raccogliere le firme per il forum dell'acqua come altri partiti hanno scelto di fare senza essere promotori, l'Italia Dei Valori vuole proporre un referendum che fa concorrenza a quello proposto dal Forum, e questo il giorno dopo che i tre quesiti siano stati depositati alla Corte di Cassazione. Il 4 marzo, in un incontro tra l'IDV e il Forum dell'acqua, il partito di Di Pietro aveva dato la sua parola che non avrebbe proposto un altro referendum.&lt;br /&gt;Oggi si cerca di convincere questo partito ad abbandonare questa scelta che puo' solo essere dannosa per il percorso scelto. Due raccolte firme diverse per l'acqua creerebbero solo confusione, si spera che i quesiti dell'IDV non verranno presentati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a contribuire alla raccolta firma in Campania, troverete informazioni su  http://www.acquabenecomune.org/index.php e su http://www.italia.attac.org/spip/. Potete anche essere aggiornati tramite le pagine facebook Comitato Campano per l'acqua pubblica e Attac Napoli. Basta lasciare un messaggio e vi informeremo sulle cose da fare per contribuire alla ripubblicizzazione dell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raphael Pepe</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8b7uJxQyhcRgWYaqmnEFoeSRZsQXcR2EWC0AVUix1PNoiKNM5Kh7gJE3a8BZVnb7cEQsyUhVsuQWxcIvXuhTS-_TUtbQ0YHDF52G6cEqL38TsxMEy3_XYDpNG6BV6aFWTWvQ231eayHll/s72-c/arton3098.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Questo voto « utile » che uccide la democrazia e che si é rivelato anche inutile! (Regionali 2010)</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2010/04/questo-voto-utile-che-uccide-la.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Thu, 1 Apr 2010 01:33:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-1857623709474231869</guid><description>In molti paesi d'Europa, c'é ormai questa tendenza del voto utile. Votare per una lista o un candidato non perché si ritiene che é il migliore, ma per «non perdere un voto» e non permettere ad un candidato peggiore di passare. Innanzittuto c'é da dire che é proprio il sistema di votazione ad imporre questo ragionamento. Si é riuscito in Italia, ma non solo, ad arrivare ad un bipartitismo all'amerciana, cosa assurda in un paese che storicamente ha avuto dei partiti con delle divergenze politiche che gli Stati Uniti potrebbero solo sognare. In Italia, come in Francia, ci sono stati dei partiti comunisti forti, e un dibattito politico sempre acceso e variegato, almeno fino a qualche anno fa. Ma la storia, la conosciamo, inutile ripercorrere i 60 anni della Repubblica italiana e ricordare come siamo arrivati alla situazione attuale.&lt;br /&gt;Penso piuttosto che sia il momento di porci delle domande sul risultato, su quello che é diventata la politica italiana, sulla carenza di qualità del dibattito politico in questo paese.&lt;br /&gt;A sinistra, il PD ha dichiarato già dal nome di avere abbandonato tutte le ideologie storiche della sinistra. In un paese in cui Craxi aveva già privato la parola «socialismo» dal suo senso, i partiti cercano di togliersi la minima etichetta politica. Il PCI si é trasformato in Democratici di Sinistra, e adesso addirittura, le varie trasformazioni e coalizioni hanno portato alla creazione del Partito Democratico. In una Repubblica democratica non é scontato che i partiti dobbiano essere democratici? Certo che in Italia non é cosi' chiaro, ma penso che un partito che si dice di sinistra dovrebbe proporre di più. La critica non riguarda solo il PD, si puo' anche parlare di Vendola che ha lasciato Rifondazione Comunista per creare un partito chiamato «Sinistra e libertà»; l'abbandono del termine comunista per «sinistra» é molto paragonabile alla scelta fatta dai DS dopo aver sciolto il PCI.&lt;br /&gt;Cosi' non solo si é distrutta la scacchiera politica italiana, ma soprattutto si é suicidata la sinistra. Abbiamo una sinsitra sempre più centrista, che ha abbracciato da anni le teorie neo-liberiste.&lt;br /&gt;Ma in Italia non c'é più gente di sinistra? Molti operai votano PDL o la Lega Nord, in Francia molti votano Front National, il partito di Le Pen. Ma la sinistra certe domande non se le fa? Se l'operaio non vota più a sinistra non é solo perché la società é cambiata (é anche questo), ma é anche perché sia in Italia che in Francia c'é una sinistra che non é più sinistra, in Italia ci sono dei partiti di sinistra che non fanno opposizione (parlo di quelli che sono in parlamento soprattutto), e non sono nemmeno propostitivi.&lt;br /&gt;In tempo di crisi era il momento opportuno per rimettere in causa teorie neo-liberiste che sono diventate la prassi in Europa, e invece di questo i partiti di centro-sinistra diventano sempre di più dei partiti di centro, se non di destra.&lt;br /&gt;Il bipartitismo va rifiutato, bisogna pretendere dalla sinistra che faccia cose di sinistre, e non é votando PD quando non si condividono nemmeno le proposte del partito che si cambieranno le cose. Il voto utile uccide i piccoli partiti, distrugge ancora di più la qualità del dibattito politico (se qualità c'é ancora), e non da nessuna speranza di arrivare a dei cambiamenti veri.&lt;br /&gt;In Francia, alle elezioni che hanno seguito le presidenziali dell 2002, molte persone di sinistra che non condividevano le idee del PS hanno votato questo partito, invece di votare piccoli partiti di sinistra con i quali si trovavano di più, per paura di perdere i voti e di dare forza al FN di Le Pen. Il risultato é che i piccoli partiti stanno muorendo e che si é arrivato anche li ad un bipartitismo, basta pensare ai risultati ottentuti da partiti come l'allora LCR (ora NPA), Lutte Ouvrière, il PCF, e les Verts alle presidenziali del 2007.&lt;br /&gt;In Italia, abbiamo in parlamento un centro sinistra che non fa opposizione, e ci sono solo due partiti rappresentati, PD e IDV, dei partiti che tutto sommato sono assolutamente liberisti. Non bastava questa situazione per capire che il voto utile é una cazzata?&lt;br /&gt;In Campania, quanti sono quelli che hanno votato De Luca, pur considerando che fosse un fascista, pur non condividendo nemmeno le idee del PD, pur non apprezzando per niente l'uomo o pur ritenendo che la colazione che difendeva "De Luca presidente" non fosse abbastanza a sinistra. Quanti hanno pensato che bisognava votare utile per non trovarci con Caldoro presidente. Ma perché? In dieci anni, con Bassolino alla regione, le cose sono andate bene? Non abbiamo dovuto fare opposizione lo stesso? Qualcuno credeva veramente che con De Luca le cose sarebbero cambiate e migliorate in Campania? Molta gente di sinistra non é andata a votare o ha votato De Luca. Io tra questi posso capire quelli che non sono andati a votare, perché significa rifiutare la scelta del meno peggio. Ma quelli che dicevano addirittura di condividere le idee di Rifondazione Comunista e che hanno preferito non buttare il voto oggi sono soddisfatti? Bel bilancio: Caldoro presidente, e alla regione solo membri del PD, dell'IDV e di Sinistra e Libertà per fare opposizione. E la Mussolini o la Mastella hanno avuto i loro seggi. Il voto utile non solo uccide i piccoli partiti ma legittima l'inazione di una sinistra che ha perso la sua identità, e non permette per niente di rimettere in causa una democrazia malata. Io non sono legato a nessun partito, ne sostengo nessun partito in particolare, sono molto critico anche nei confronti di Rifondazione Comunista, ma non capisco chi ha scelto di votare PD o Sinistra e Libertà, perché delusi da Rifondazione! Perché votare più al centro?&lt;br /&gt;Io sono italiano residente all'estero e non ho votato a queste elezioni per problemi amministrativi che non sto a spiegare, e sinceramente non so bene quello che avrei votato e se avrei votato in Campania se ne avessi avuto il diritto. Sono contento di non aver dovuto fare la scelta tra candidati che non mi corrispondono per niente, ma di sicuro, votare (in)-utile, non lo avrei mai fatto, non l'ho mai fatto ne in Francia, ne in Italia (voto in entrambi i paesi).&lt;br /&gt;Quelli che mi conoscono sanno che preferisco fare politica al di fuori dei partiti, e questo articolo é ovviamente indirizzato a persone che come me considerano che la democrazia italiana é malata. Ma cerchiamo di guarirla, non accettiamo la malattia! Votare utile é accettare la malattia, non é combatterla!</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Racconti di una giornata a Scampia...    (del 14 febbraio 2010)</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2010/02/racconti-di-una-giornata-scampia-del-14.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Tue, 23 Feb 2010 23:12:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-7158208459739240353</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwhc9AkBFgFhcPEsWVNhyphenhyphenu7kL1iHAKZoK7T85xeZnrcsidU_42w-7nmsSwWeuKsmtuOTVpBDCUT9tIJaIU_FD_vpsacc8f1Ce-m3vYZasCPhZ88ToKcsGa5s-GVL7PwX5fb2LyaACragPi/s1600-h/scampia330.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwhc9AkBFgFhcPEsWVNhyphenhyphenu7kL1iHAKZoK7T85xeZnrcsidU_42w-7nmsSwWeuKsmtuOTVpBDCUT9tIJaIU_FD_vpsacc8f1Ce-m3vYZasCPhZ88ToKcsGa5s-GVL7PwX5fb2LyaACragPi/s200/scampia330.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441597935825057570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;« Scampia », pur vivendo a Napoli da quattro anni, mi accorgo che fino ad oggi era solo un nome per me, e l'immagine che ne avevo era quella che é legata a questo nome agli occhi di molta gente. Quante volte mi sono trovato a parlare di Scampia e Secondigliano a gente che non era di Napoli, spiegando quello che sapevo della realtà di questa zona di Napoli, senza pero' essere mai stato nel cuore di questo quartiere. &lt;br /&gt;Ma a parte i racconti che mi erano stati fatti, le cose lette, di che potevo parlare? Sicuramente non sbagliavo quando dicevo che la ghettizzazione di gente nella periferia della città, e l'ammassamento di più di 40 000 persone in palazzi degragati avesse portato automaticamente a situazioni di violenze e di delinquenza. Dicendo questo, ovviamente, non ho mai avuto l'intenzione di generalizzare e di criticare la gente che vive in questa realtà. &lt;br /&gt;Ma dovunque c'é ghettizzazione le problematiche sono le stesse. Alla fine, questi meccanismi sono gli stessi delle banlieues francesi. Oltralpi, la destra populista e l'estrema destra di Le Pen demonizza la gente di questi quartieri popolari. Quante volte si sentono da parte di rappresententi di questi partiti, ma anche da parte di gente comune, che questi problemi sono dovuti alla presenza di comunità di origine straniere! In Francia, a subire questa ghettizzazione sono stati gli immigrati, e questo sin dagli anni cinquanta; é proprio questa ghettizzazione che ha portato alla violenza, alla delinquenza, al traffico di droga, di armi. Quando la gente é abbandonata dal sistema, non crede più nel sistema; e se non si crede in un sistema, non si rispettano le leggi che impone. Non é certo la multiculturalità delle banlieues francesi che ha generato questi meccanismi, bensi' la ghettizzazione stessa.&lt;br /&gt; Scampia non puo' essere un eccezione alla regola, la logica é sempre la stessa, quello che avviene nelle banlieues francesi e nelle favelas sud americane, doveva avvenire per forza anche nella periferia napoletana. La differenza con le banlieues francesi é che Scampia é stata costruita per l'80% dopo gli anni 70, e quindi ad un'epoca in cui li esempi fallimentari di questi modelli di quartieri erano molti. L'altra grande differenza é soprattutto che a Napoli c'é la Camorra, e anche se é brutto dirlo: é come se si fosse costruito un parco gigante all'organizzazione criminale napoletana. Oggi Scampia é forse il più grande mercato della droga d'Europa e questo mercato é ovviamente gestito dalla mafia locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, queste sono le cose che sapevo di Scampia, le cose che molti sanno. Ma oggi so che Scampia non é solo questo! Quante volte mi é capitato, in giro in Italia o in Francia di incazzarmi quando la gente parlava di Napoli come se si potesse riassumere a camorra, emergenza rifiuti, spaccio e bordello gigante... oggi penso che si deve reagire nello stesso modo sentendo gente dire che Scampia é solo droga e camorra! Oggi non solo ho visto il quartiere ed ho potuto accorgermi di quanto, per come é stato costruito, si é tolta la dignità alla gente che ci vive (perché veramente per come sono costruiti i palazzi e disposti nel quartiere mi sembra una presa per il culo), ma soprattutto ho potuto scoprire un'altra realtà di Scampia, ho incontrato gente vera, gente allegra che ha tanta voglia di cambiare le cose, di lottare per far si che nonostante tutto si possa vivere bene, gente attaccata a questo quartiere e che non lo vuole lasciare perché preferisce contribuire a renderlo migliore. A Scampia, ci sono tantissime associazioni che lavorano su questo territorio per offrire a bambini ed adolescenti quello che le istituzioni dovrebbero garantire: dei luoghi in cui questi giovani si possono riunire, divertirsi, imparare delle cose e scambiare delle idee, aiuti scolastici, lezioni, doposcuola ecc... Scampia non é solo camorra, delinquenza e droga, é un quartiere pieno di gente in gamba, di gente sveglia che non solo sogna un mondo migliore ma fa tutto per migliorarlo, partendo dalle realtà locali. Scampia é piena di gente che non ha scelto di vivere in queste condizioni, che é consapevole del fatto che sono condizioni addirittura spesso disumane, ma che vuole lottare per far si che anche lì, la gente possa avere prospettive e opportunità come in altri posti. &lt;br /&gt;Conosco abbastanza bene le banlieues francesi, le loro dinamiche, la gente che ci vive, il modo di vedere le cose, di agire, di pensare, di vivere dei giovani di questi quartieri; e spesso facevo il paragone, perché come detto prima, la logica é sempre la stessa; ma oggi ho scoperto che Scampia é un'altra cosa. Le banlieues francesi sono state rivalorizzate negli ultimi anni, e ben poche sono le banlieues che contano addirittura 40 000 abitanti. Da parte di molti comuni in Francia, c'é la volontà di creare associazioni, centri sociali e spazi pubblici comuni per la gente nelle banlieues, ci sono tanti negozi e i palazzi di questi quartieri popolari sono stati ristrutturati in quasi tutte le città, almeno negli ultimi 20 anni. A Scampia, non é così, i palazzi sono molto più degradati, ci sono pochi spazi per i giovani, e la grande differenza é che quelli che ci sono, non sono stati costruiti con soldi pubblici su iniziativa del comune; sono le associazioni e i centri sociali che fanno tutto per offrire queste cose alla gente del quartiere. La realtà delle banlieues francesi é difficile, ma se in Francia, in questi quartieri la gente si sente abbandonata dal sistema... figuriamoci a Scampia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminando in mezzo ai palazzi e vicino ai campi rom, mi é venuta tanta amarezza, tanta rabbia. Trovo assurdo che vi possano ancora essere dei luoghi in cui la gente é costretta a vivere in condizioni così sgradevoli... ma la cosa bella é che nonostante quest'amarezza e questa rabbia, ho conosciuto gente con tanta di quell'allegria. In questa giornata di carnevale a Scampia, c'é stata tanta felicità, ci sono stati tanti sorrisi, balli, canti, tante risate con bambini, adolescenti, e gente di tutte le età. Mi sento di dire che la gente di Scampia é bella gente!&lt;br /&gt;Oggi ho visto gente che non ha nessuna intenzione di abbassare le braccia e di limitarsi a lamentarsi della propria sorte... insomma la gente é consapevole dei problemi del quartiere, ma non ha voglia di lamentarsi, ha voglia di cambiare le cose... la rivoluzione é anche questa! &lt;br /&gt;Vivere in un quartiere ghettizzato non é facile, e non cadere in certi meccanismi sbagliati, scegliendo addirittura di lottare contro questi meccanismi é un grandissimo pregio! Questa gente che lotta sul territorio é ispirata dall'amore e cerca di trasmettere allegria e onde positive. In un ambiente del genere, era più facile essere ispirato dall'odio trasgredendo le leggi, e rispondere ad una logica sbagliata. É facile condannare e criticare i giovani che in questi quartieri spacciano, fanno delle rapine e hanno scelto di essere contro il sistema lavorando per quello che a Napoli chiamiamo comunemente « o' sistema »; ma questi ragazzi forse non hanno avuto la fortuna di poter conoscere gente in grado di offrirli qualcosa di migliore, e non credono nella possibilità di cambiare le cose. Dicevo che camminando in mezzo ai palazzi avevo un sentimento di rabbia, ma é stato coperto dall'allegria che la gente del posto mi trasmetteva... é stata una fortuna e per me, se l'avessi visto in un altro contesto, il mio modo di vederla sarebbe forse stato diverso e solo negativo... é stata una lezione di vita questa!</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwhc9AkBFgFhcPEsWVNhyphenhyphenu7kL1iHAKZoK7T85xeZnrcsidU_42w-7nmsSwWeuKsmtuOTVpBDCUT9tIJaIU_FD_vpsacc8f1Ce-m3vYZasCPhZ88ToKcsGa5s-GVL7PwX5fb2LyaACragPi/s72-c/scampia330.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Actes racistes de Rosarno. Comment en est-on arrivé là, et jusqu'où ça ira? Les causes et les conséquences de ces journées de violences.</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2010/01/actes-racistes-de-rosarno-comment-en.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Wed, 13 Jan 2010 14:33:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-7819857448566437973</guid><description>Les faits désormais sont connus de tous, la presse internationale a su montré du doigt l'Italie raciste.&lt;br /&gt;J'ai écrit plusieurs articles sur le thème du racisme, aussi bien en français qu'en italien sur ce blog, le dernier remonte à octobre et je ne m'attendais vraiment pas à réécrire un article sur ce thème après si peu de temps. Le but de cet article n'est pas simplement de revenir sur les violences de Rosarno, mais de les analyser, de comprendre comment on en est arrivé là; mais je ne veux pas non plus m'arrêter à ça. Aujourd'hui, et ce depuis quelques jours je me demande jusqu'où on arrivera, et sur ce point je suis assez pessimiste.&lt;br /&gt;Rappelons tout d'abord que c'est suite aux élections législatives de 2008, et à la victoire de la coalition de droite guidée par Berlusconi qu'a été formé le troisième gouvernement Berlusconi avec une coalition comprenant la Lega Nord (Ligue du nord) de Umberto Bossi, séparatiste, fédéraliste, xénophobe, et les partis de Fini (Alleanza Nazionale) et Berlusconi (Forza Italia) regroupés en un seul grand parti appelé Popolo delle Libertà (Peuple des libertés). Depuis la formation de ce gouvernement, s'est accélérée une politique contre l'immigration déjà présente aux temps de Romano Prodi. Le ministre de l'intérieur, Roberto Maroni, de la Lega Nord a été chargé d'élaborer un projet de loi sur la sécurité, appelé le « paquet sécurité ». Le projet, désormais devenu loi, définit les personnes en situation irrégulière comme étant « clandestins », et instaure pour la première fois le délit de clandestinité. En d'autres termes, les immigrés en situation irrégulière sont désormais considérés  hors la loi, ils risquent donc, non plus seulement l'exclusion, mais aussi la prison.&lt;br /&gt;Par ce « paquet sécurité », Maroni a également autorisé les « rondes de citoyens », qui font beaucoup penser aux milices présentes pendant le fascisme. Des citoyens peuvent désormais s'auto-organiser pour faire des rondes dans les villes pour dénoncer et prévenir les actes de violences, mais surtout pour dénoncer les clandestins. Dans toute l'Italie, ce sont des groupuscules d'extrême droite qui organisent ces rondes, qui deviennent parfois des chasses à l'immigré. La loi prévoit entre autre qu'un citoyen qui connait des immigrés en situation irrégulière et ne les dénonce pas puisse être condamné pour « complicité à la clandestinité ».&lt;br /&gt;Depuis quelques années, les télévisions berlusconiennes chantent les mêmes chansons, repassent en boucle les mêmes disques; en chœur, journaux télévisés, présentateurs télés et hommes politiques dénoncent les incivilités des roms qui « violent les femmes et kidnappent les enfants », des africains qui « squattent, sont sales et inciviles », des chinois « qui volent le travail des italiens ». Hier, après des critiques de la part du gouvernement égyptien sur la politique raciste de l'Italie, le leader de la Lega Nord, Umberto Bossi, é déclaré qu'il n'avait pas de leçon à recevoir de la part de ceux qui « tuent les chrétiens »... no comment! &lt;br /&gt;Voilà comment on en est arrivé aux violences de Rosarno, ce n'est pas la première fois que des actes de violences racistes adviennent en Italie ces dernières années, la seule différence est que cette fois les immigrés se sont organisés et se sont révoltés après que l'un d'entre eux ait été attaqué au fusil à pompe et gravement blessé. Pour la première fois, ils se sont réunis et sont descendus dans la rue pour se révolter contre les violences continues qu'ils subissent depuis des années. La police a tout de suite chargé ces manifestants, et s'en est suivie une nuit de violences dans les rues du petit village calabrais. Il y a des dégradations, et suite à ça, quelques habitants de Rosarno ont décidé de s'organiser pour chasser définitivement « ces noirs inciviles » (pour reprendre les mots de certains de ces habitants). Quelle a été la réponse de l'État et de la police?? Aucune. &lt;br /&gt;Pendant deux jours, les habitants de Rosarno ont été libres d'organiser cette chasse à l'immigré, jusqu'au moment où le ministère de l'intérieur a proposé et appliqué sa solution: expulser et transférer tout les immigrés de Rosarno; chose faite, il ont tous été transféré dans les centres d'accueil de Bari et Crotone.&lt;br /&gt;En résumé, des habitants racistes ont tiré sur des immigrés; suite à la révolte de ces derniers, ils ont organisé une « chasse à l'immigré », et en réponse à cela l'État a transféré ces immigrés dans d'autres villes. Par la violence, les racistes de Rosarno ont obtenu ce qu'ils voulaient. Parmi ces immigrés, certains étaient des réfugiés politiques... elle est belle la démocratie italienne, triste surprise pour ces réfugiés qui ont quitté leur pays pour fuir des situations invivables et subissent des violences racistes dans leur pays d'accueil!! &lt;br /&gt;Mais ceux-là sont peut-être les plus chanceux, parce que tout ceux qui n'était pas en situation régulière seront renvoyés dans leur pays d'origine comme le prévoit le « paquet sécurité », et comme l'a annoncé aujourd'hui le ministre Maroni au parlement.&lt;br /&gt;Ce qui s'est passé ces jours-ci ne sera pas sans conséquence, beaucoup en Italie ont eu la démonstration que par la violence, il est possible de chasser les immigrés sans être fortement inquiété par l'État, la police ou la justice, il risque d'y avoir d'autres cas dans les prochains mois. Ensuite, pour la première fois, les immigrés se sont révoltés et ont réussit, de cette façon à faire naître un débat plus sérieux sur le racisme en Italie, aussi bien au niveau national qu'international. Cela risque fortement d'être un modèle pour de nombreuses communautés qui subissent le racisme en Italie, et l'on risque de nouveaux cas de révoltes et de violences. Je ne nierai pas le fait que je suis favorable à toute révolte contre le racisme, je considère que l'on ne peut en aucun cas accepter un apartheid, une ségrégation ou des groupuscule qui agissent comme le Ku Klux Klan. Mais il ne faut pas oublié le passé de l'Italie; dans les années 70, l'absence de l'État a engendré de nombreuses violences, des attentats, une lutte armée entre groupes d'extrême droite et d'extrême gauche. Quand l'État est incapable de garantir des droits fondamentaux, et quand il n'est pas décidé à le faire, on en arrive à des actes de violences. Face à des racistes qui s'arment pour chasser les immigrés, si la police n'intervient pas, la violence de la part des immigrés est une conséquence logique et inévitable. &lt;br /&gt;Toujours est-il, qu'en tant que petit fils d'immigrés italiens qui ont quitté l'Italie du sud pour travailler en France, j'ai aujourd'hui honte de voir comment certains italiens et l'Etat italien considèrent et traitent les immigrés en Italie.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Tf1 change-t-elle de visage ?</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2009/11/tf1-change-t-elle-de-visage.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 02:36:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-3664413351801244890</guid><description>Donner une réponse directe à cette question serait surement un peu prématuré et cette réponse risquerait d’être infondée, mais c’est déjà quelque chose d’en venir à se poser la question aujourd’hui.&lt;br /&gt;Je fais parti des nombreuses personnes qui en France ont une mauvaise image de cette chaine et en particulier de son journalisme que je considère de très mauvaise qualité. &lt;br /&gt;Et pour cause, Tf1 est une chaine qui a toujours été très proche de la droite, même si elle l’a été de façon différente au cours de l’histoire. &lt;br /&gt;Dans les vingt dernières années, cette identité de la chaine s’est encrée beaucoup plus, surtout depuis sa privatisation en 1987.&lt;br /&gt;Désormais, plus qu’une chaine de droite, elle est étiquetée comme une chaine clairement sarkozienne, et donc présidentielle depuis 2007. Ce ne sont pas des conclusions personnelles, mais bien le triste constat qu’ont fait de nombreux français. Les JTs de Tf1, les émissions d’information diffusées par la chaine ont joué le jeu de la droite française en créant une tension forte et un sentiment d’insécurité. Tf1 a ensuite fait de Nicolas Sarkozy, ami intime du propriétaire de Tf1 et du groupe Bouygues, un personnage médiatique, surement l’homme politique le plus médiatisé ces dernières années. Tf1 a créé le personnage Sarkozy, elle en a fait un ministre star, puis un président. En peu de mots, Tf1 a su présenter un problème, l’insécurité, et proposer sa solution, Sarkozy.&lt;br /&gt;Depuis l’élection de 2007, et les changements au sein de la première chaine française, les français ont bel et bien eu la confirmation du fait que l’ancien maire de Neuilly avait des relations directes avec Tf1. Après peu de mois, le directeur de l’information de la chaine, Robert Namias, proche de Chirac, a perdu son poste, la direction a été complètement changée, et même le premier journaliste de France, présentateur du JT de la chaine depuis la fin des années 80 a été renvoyé. Tous ont été remplacés par des proches du neo-président.&lt;br /&gt;De la chaine gaulliste à la chaine sarkozienne, la Une devenue Tf1 est toujours un bastion de la droite. Seul Chirac n’a pas eu de liens forts et directs avec les dirigeants de la chaine, et cela est a été dû au choix du groupe Bouygues de soutenir Balladur en 1995. Francis Bouygues, fondateur du groupe avait une très mauvaise image de Chirac, et son fils, Martin, actuel PDG était lui le meilleur ami de Sarkozy qui soutenait Balladur.&lt;br /&gt;C’est peu après ces élections de 1995, après la défaite du candidat choisi par la chaine qu’est née le choix éditorial qui a fait l’identité de Tf1. Après les élections, la chaine, abandonnée par la droite chiraquienne, a décidé de se concentrer sur les faits divers. L’idée de Mougeotte et Le Lay était clairement de faire une information spectacle, plus attirante pour les téléspectateurs ; une information qui en se concentrant sur les faits divers pourrait transmettre à la société française les valeurs de la droite, en faisant naitre un sentiment d’insécurité, de façon à ce que la droite puisse s’offrir comme solution à ce problème. Rappelons qu’au bout de deux ans, la gauche était revenue au pouvoir, depuis 1997 Jospin avait formé le gouvernement de la gauche plurielle, et Tf1 avait la possibilité de se racheter envers la droite chiraquienne en préparant le terrain pour la campagne de 2002. &lt;br /&gt;Et effectivement, durant cette campagne, le thème de l’insécurité a été central pour Chirac… le problème, c’est que ce thème a aussi été le thème central du Front National, et on connait tous les conséquences des choix éditoriaux de Tf1 ces années là.&lt;br /&gt;Le reste, tout le monde s’en souviens, comme je l’ai dit, après cela, Sarkozy, nouveau ministre de l’intérieur a été présenté comme un héros, comme la solution humaine à ce problème et sa surmédiatisation a fait en sorte que cet oublié de la politique de 1995 à 2002 devienne un personnage central, puis le Président de la République française.&lt;br /&gt;Depuis 2007, la chaine a été plus que remerciée pour les services rendus ; la dernière réforme de l’audiovisuel qui a supprimé en partie la publicité sur les chaines publique a engendré des gains considérable à la première chaine.&lt;br /&gt;Mais revenons à la question posée au début de l’article. Avant toute chose, pourquoi se poser une telle question aujourd’hui ? La réponse est simple, j’ai vu ce soir sur Tf1 un reportage d’assez bonne qualité et qui ne correspondait absolument pas à la ligne politique adoptée par la chaine depuis presque 15 ans. Je parle du très publicisé reportage du nouveau présentateur vedette de Tf1 sur les banlieues : « Harry Roselmack derrière les murs de la cité ». Je suis rentré en France pour une semaine, et n’avais pas eu l’occasion de voir la télévision française depuis quelque mois. Quand j’ai vu, la semaine dernière une nouvelle émission de France 5 sur les médias faire de la publicité pour ce reportage, j’ai tout de suite été consterné pour deux raisons : la première, parce que j’avais des préjugés sur ce reportage connaissant ce que propose habituellement Tf1 sur les cités et l’image des banlieues que la chaine transmet ; ensuite parce qu’après avoir mis fin à l’émission « arrêt sur image » sur demande de Sarkozy, je trouvais exaspérant de voir que cette nouvelle émission d’analyse des médias fasse de la pub pour des reportages deTf1. Ce soir, j’ai décidé de regarder ce reportage par curiosité pour voir le travail de Roselmack et pour comprendre les intentions de la chaine en transmettant un tel documentaire. &lt;br /&gt;Et là, surprise, le reportage présente dés le début un objectif : casser l’image qu’ont les français des banlieues, chercher à comprendre ceux qui y vivent, leur vie quotidiennes, leur relation avec le système,  la police, les médias. Et cette fois, les personnes interrogées n’étaient pas des gens qui se plaignaient des violences quotidiennes. Dans ce reportage, les contrôles constants de la police ont même étés critiqués. On a vu sur Tf1 ce soir une image très humaine des cités, où les mauvaises conditions de vie des jeunes étaient clairement expliquées, dénoncées. Un coté très social est apparu à l’écran, le reportage ne prônait aucunement les bienfaits de la répression policière, contrairement aux nombreux reportages proposés par la chaine ces dernières années. Tf1, ce soir a proposé à ses téléspectateurs un reportage qui contredisait absolument 15 ans de reportages à la Charles Villeuneuve!  Cette image des banlieues dangereuses, invivables, où ne règne que la violence a été cassé ce soir par ce reportage. Mais pourquoi?&lt;br /&gt;La réponse que j’apporte est une opinion personnelle. Je pense que Tf1 a besoin de changement, après toute ces années, la ligne éditoriale, l’identité de Tf1 est bien claire, elle est assez mal vue, considérée trop proche du pouvoir. Elle a fait un journalisme de très mauvaise qualité ces dernières années. Et les gens ont pris conscience des liens qu’à Tf1 avec la droite sarkozienne suite aux réformes faites en faveur de la chaine et aux grands changements qui lui ont été imposés par Sarkozy lui-même. &lt;br /&gt;Mais après ces faveurs accordées par Sarkozy avec la réforme de l’audiovisuel, et maintenant que des proches du président sont à la direction de la chaine, comment Tf1 peut se permettre d’abandonner la ligne éditoriale qui lui est chère et pourquoi le faire? C’est bien simple, Sarkozy est désormais Président de la République et après avoir mis les mains sur les médias, favoriser Tf1 et avoir minimisé l’opposition télévisée et journalistique ; il a besoin aujourd’hui de démentir cette image peu démocratique, et donc qu’il y a en France un journalisme libre et non pas gouvernemental. &lt;br /&gt;En ce qui concerne Tf1, comme je l’ai dit, il y a un réel besoin de changer d’identité, la chaine est mal vue. Alors elle propose une « semaine pour l’emploi » et diffuse des reportages avec une identité différente, plus sociale. On a presque envie de croire que Tf1 veut réellement changer définitivement, et se proposer comme une chaine alternative. Mais je pense personnellement que cela correspond à un choix marketing, la chaine a besoin de se forger une image nouvelle pour faire de l’audimat ; elle l’avait déjà fait, au début des années 80, peu de temps avant la privatisation quand les chiffres de Antenne 2 étaient meilleurs. Le contexte n’est certes pas le même, mais ces années là, le journalisme proposé par Tf1 a été un journalisme de qualité, comme celui proposé ce soir. Les prochaines élections présidentielles auront lieux en 2012, Tf1 cherche peut-être à récupérer des téléspectateurs perdus, et elle peut se permettre une ligne tout à fait différente, Sarkozy est encore sûr de conserver son poste pour les trois prochaines années. D’un autre coté, il faut bien se dire une chose : le Président de la République n’a de toute façon plus aucun intérêt à avoir une chaine qui transmet une mauvaise image des banlieues. Il s’est présenté comme un sauveur, l’homme du changement, alors c’est bienvenu si la majorité des gens commence à penser que le problème des banlieues est un problème du passé. Continuer à transmettre une mauvaise image des cités et à insister sur le thème de l’insécurité sous-entendrait qu’il n’a pas su résoudre le problème, et ferait le jeu d’un parti plus extrémiste qui insiste depuis longtemps sur ces thèmes : le Front national. Ainsi, Tf1 contribue à faire du gouvernement actuel un gouvernement efficace. Cela expliquerait aussi l’intérêt du reportage de ce soir de parler positivement de la multi-culturalité, des deuxièmes et troisièmes générations d’immigrés. Reste pour moi une question importante : Harry Roselmack, le journaliste noir de Tf1 est-il instrumentalisé par la chaine et par le pouvoir pour changer l’image de Tf1 et de l’UMP???</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>L'Italia e un razzismo istituzionalizzato</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2009/10/litalia-e-un-razzismo.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 01:27:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-4981031674775963006</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEig0NmgWzSpOJdFWEhLJG37CrjcoKvIkbNBDCkEww4MtwbbqcdQbmfzb6dZo4gUxihDx3QByA1YQNxo2EXmdFrBBmQIWt-XHnECvZ0-w9wo01f0hc4sEEWi51u_zyr3DkChPGYnOW4_Wh_I/s1600-h/manifestazione+antirazzista.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEig0NmgWzSpOJdFWEhLJG37CrjcoKvIkbNBDCkEww4MtwbbqcdQbmfzb6dZo4gUxihDx3QByA1YQNxo2EXmdFrBBmQIWt-XHnECvZ0-w9wo01f0hc4sEEWi51u_zyr3DkChPGYnOW4_Wh_I/s320/manifestazione+antirazzista.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392230506591736386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non é la prima volta che scrivo su questo tema che ha portato alla mia politizzazione: il razzismo. Le mie prime armi da militante, le prime manifestazioni fatte e organizzate sono state nella lotta contro il razzismo. Un anno fa precisamente – me ne sono appena accorto – il 13 ottobre 2008, scrivevo un articolo sul razzismo in Italia. Ero andato alla manifestazione antirazzista a Roma la settimana prima.&lt;br /&gt;Berlusconi era stato rieletto da qualche mese, e si sentiva già la riemergenza di un razzismo istituzionale. Se lo qualifico di «istituzionale», é perché il forte razzismo che c'é in Italia non é un razzismo che viene dalla massa, non é un razzismo popolare, é un razzismo generato dallo Stato e dai media. Un anno fa, in televisione si sentiva sempre della violenza dei rom, dei cinesi che rubano il lavoro e distruggono l'economia italiana... e a Napoli dove gli immigrati non fanno mai nessun atto di violenza – anche perché con la camorra non se lo possono permettere – un anno fa, era brucciato il campo rom di Ponticelli. Dal giorno all'indomani é nato un odio profondo da parte della gente di Ponticelli nei confronti di questi rom che erano presenti da anni.&lt;br /&gt;Il governo stava preparando il terreno, e grazie ai media faceva nascere nelle coscienze di numerosi cittadini un problema inesistente prima: il problema dell'immigrazione, anzi degli immigrati... ma non tutti! Il problema degli extracomunitari!!! Si fa un uso di questa parola, in Italia, che é proprio allucinante. Ormai gli uomini sono qualificati di comunitari e non-comunitari, in modo da mirare il razzismo. Una volta il razzismo era contro «gli stranieri» in generale, adesso non più, il problema sono gli extracomunitari. Una volta convinta la massa che gli «extracomunitari» fossero «il» problema in Italia, bastava lasciare lavorare i xenofobi della Lega e i cosidetti «ex» fascisti di AN per fare un pacchetto sicurezza. Insomma, le televisioni berlusconiane hanno creato un sentimento di insicurezza, e il governo, sempre berlusconiano, poteva proporre la sua risposta al problema.&lt;br /&gt;Allora é nato il famoso «pacchetto sicurezza», che preferisco chiamare «leggi razziali in tempo di Repubblica», delle leggi razziali nuova generazione, moderne. Non si parla ovviamente di ebrei, africani, arabi, o asiatici, no, nella legge razziale new-generation, si parla di «extracomunitari».&lt;br /&gt;La legge Bossi-Fini aveva già dato una mazzata in fronte a tutti coloro che volevano venire in Italia per lavorare, imponendo ad ogni migrante di avere già un contratto di lavoro per ottenere un visto e un permesso di soggiorno (cosa assurda ovviamente, sappiamo tutti quanto in Sud Italia sia difficile ottenere un contratto di lavoro anche essendo italiano e presente sul territorio). Ma la Bossi-Fini, a quanto pare non bastava, sta volta bisognava colpire direttamente gli «extra-comunitari» che erano già sul territorio italiano. Allora il pacchetto sicurezza ha istaurato il «reato di clandestinità». Ecco fatto, colui che ha immigrato nel nostro paese e che non é in regola va considerato come un criminale... e poi Bersluconi parla dell'Italia all'estero, qualificandola di «paese di accoglienza», perché é il paese del Vaticano, un paese cattolico e quindi bello, tollerante, con brava gente...&lt;br /&gt;Oggi, un immigrato che ha speso il poco di dennaro che aveva per poter arrivare in Italia, anche se per fuggire uno stato di guerra o se dovrebbe essere considerato «rifuggiato politico», é fuorilegge se non ha il permesso di soggiorno. Ricordiamo anche che la legge impone il pagameto di tale permesso di soggiorno. In Italia, gli immigrati vengono trattati senza nessun rispetto, come se non fossero esseri umani. Di una persona di colore si dice che é «extracomunitario» anche se nato in Italia, la gente si preoccupa di mandare i figli a scuola se ci sono figli di «extracomunitari» in questa scuola. L'immigrato in Italia é costretto a sopportare un razzismo quotidiano, anche se passivo. Il fatto di chiamare tutte le persone di colore «marocchini», senza portare nessun interesse alla reale origine di queste persone, il fatto di disprezzare delle persone perhé hanno difficoltà a parlare la lingua italiana, o semplicemente perché hanno una cultura diversa, un aspetto diverso é quotidianità. L'Italia é un paese razzista dove i diritti dell'uomo non sono per niente rispettati.&lt;br /&gt;L'Italia é un paese in cui il colore della pelle inizia a non essere più un problema solo se di cognome si fa Balotelli e se si segna con l'under 21 ,ma poi ovviamente basta non segnare più per due partite per sentire dei cosidetti tifosi urlare cori razzsiti!&lt;br /&gt;Sono della terza generazione di una famiglia di immigrati italiani in Francia. I miei nonni, rispettivamente da Napoli e da Bari sono immigrati in Francia nel 1943 e nel 1957. Erano di quei numerosi italiani meridionali che sono partiti all'estero per trovare una realtà migliore. Il popolo italiano é stato nel ventesimo secolo uno dei più grandi popoli di migranti, dalla Francia agli Stati Uniti, passando dal Beglio, dalla Germania, dall'Argentina, dall'Australia, dovunque sono andati, gli italiani, spesso primi migranti arrivati, hanno conosciuto discriminazione e razzismo. Ma era 50 anni fa, ad un'epoca in cui la gente non era abituata per niente allo straniero, e il razzismo era popolare, non istituzionale. In quei anni, nonostante tutto, gli immigrati italiani hanno spesso goduto di diritti che facilitavano la loro vita quotidiana. Certo, fino a qualche anno fa, mio padre, anche se arrivato in Francia all'età di 2 anni, doveva ancora fare il permesso di soggiorno, e ogni volta erano tarantelle in questura, perché gli veniva spesso mancato di rispetto in questa occasione, ma il persmesso di soggiorno si rinnovava solo ogni 10 anni. Adesso, é comunitario, quindi non da più fastido a nessuno, e la sua carta d'identità gli basta a tutti gli effetti. Se insisto su questa cosa é per una ragione semplice: il popolo italiano é un popolo che per decine di anni ha migrato per il lavoro. In anni di miseria, molti italiani hanno scelto di andare a lavorare fuori. E oggi, questo stesso popolo italiano, che ha conosciuto la miseria, l'immigrazione, il razzismo, denigra chi oggi sceglie di venire in Italia per le stesse ragioni.&lt;br /&gt;Oggi, per questo, anche se sono sempre fiero di essere figlio di immigrati, mi vergogno di essere italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi viene da riscrivere su questo argomento, é perché sabato andro' di nuovo a Roma per la manifestazione anti-razzista, e dopo quella dell'anno scorso, mi accorgo che la situazione é peggiorata. Poi c'é un'altra ragione: questa settimana un amico mio ha avuto problemi dovuti all'ultima legge sull'immigrazione, il pacchetto sicurezza- legge razziale che instaura il reato di clandestinità. Quest'amico non é immigrato, ma rischia oggi di essere accusato di «favoreggiamento alla clandestinità»! La sua colpa: aver tesserato alla sua associazione e fatto entrare nel suo locale, il Kinky Klub delle persone in situazione irregolare, quindi considerati clandestini e come dei criminali, secondo la legge in vigore. Quest'amico é oggi costretto a dover rifiutare l'ingresso ad amici, ad alcune persone che conosce da anni, perché rischia la chiusura del suo locale e problemi seri con la giustizia. Ecco la novità del pacchetto sicurezza: poter rendere la vita sempre più dura ai clandestini e a coloro che convivono con loro, che cercano di favorire gli scambi culturali e l'integrazione degli immigrati. Per l'immigrato, é diventato problematico farsi la tessera per andare in un locale! Secondo questa legge chi affitta una casa ad un clandestino é anche fuorilegge! Ecco come il paese del cattolicesimo con valori umanisti – come lo qualifica Berlusconi – tratta i suoi migranti!! Gli lascia per strada, gli considera criminale, e punisce chi cerca di aiutarli e di convivere con loro. Questa é l'Italia, il paese in cui il razzismo é istituzionalizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 17 ottobre, manifestazione nazionale antirazzista a Roma, una volta di più, fatevi sentire, dimostriamo che un'altra Italia é possibile, dimostriamo che in Italia c'é anche un forte anti-razzismo. Antirazzista e antifascista per sempre!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAPHAEL PEPE</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEig0NmgWzSpOJdFWEhLJG37CrjcoKvIkbNBDCkEww4MtwbbqcdQbmfzb6dZo4gUxihDx3QByA1YQNxo2EXmdFrBBmQIWt-XHnECvZ0-w9wo01f0hc4sEEWi51u_zyr3DkChPGYnOW4_Wh_I/s72-c/manifestazione+antirazzista.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Intervista di Berlusconi del 6 maggio 2009, in Francia e in francese, sul canale pubblico France2.</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2009/05/intervista-di-berlusconi-del-6-maggio.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Sat, 9 May 2009 13:18:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-622948414536649286</guid><description>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.2  (Win32)"&gt;&lt;meta name="CREATED" content="20090509;11425093"&gt;&lt;meta name="CHANGED" content="20090509;13141910"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;Ho trascritto e tradotto l'intervista, permette di capire come parla della situazione in Italia, della sua situazione, dei suoi canali, della stampa, quando fa interviste all'estero.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;Berlusconi si spiega su tanti argomenti: i suoi canali liberi, il suo modo di parlare, simpatico e semplice, la gente che lo apprezza, la stampa che lo attacca, come ha evitato una nuova guerra fredda, l'opposizione, le sue dichiarazioni simpatiche mal interprettate, la crisi, il G8...  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;Poi finisce con una pubblicità turistica per l'Italia e parla del suo orgoglio di essere italiano, della sua felicità di essere nato in questo paese cattolico...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;C'é da considerare che di fronte a lui, ha una persona consapevole dei suoi conflitti di interesse, della non-libertà dei media in Italia, un giornalista che vive in un paese totalmente laico, in cui religione e politica sono separate assolutamente, come lo prevede la legge del 1905.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;Questo ultimo dettaglio é importante per capire il punto di vista del giornalista e di gran parte dei francesi, sulla parte finale dell'intervista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alcune domande sono riassunte, e non sono state tradotte alla lettera. Per quello che riguarda le dichiarazioni di Berlusconi, dato il suo modo di parlare in francese, per farne uscire qualcosa di comprensibile in italiano, non ho sempre fatto una traduzione linearia. Purtroppo ritrascrivendo l'intervista, si perdono le espressioni e il tono della voce, che nel modo di comunicare di Berlusconi sono molto importanti. Anche per questo, ho dovuto modificare alcune dichiarazioni, facendo delle frase vere e proprie, perche se no non si sarebbe capito nulla. Nell'insieme, l'intervista é trascritto fedelmente, ho solo tolto alcuni passaggi che non consideravo interessanti, come la parte in cui parla dei consigli che una volta gli diede la Tatcher. Lei gli diceva che un uomo politico non poteva dedicare troppo tempo alla lettura della stampa, Berlusconi dice che le ha semplicemente risposto che qualcuno gli porta gli articoli che a lui interessano, e solo quelli che parlano bene di lui. Potrete notare come, molto spesso, ha trattato argomenti che non avevano nessun rapporto con la domanda fatta, e come ha fatto alcuni collegamenti inaspettati.&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Intervista trasmessa sul canale pubblico France 2, il 6 Maggio 2009:&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Giornalista: Che le é rimasto del suo carattere di imprenditore?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Berlusconi: Ho la filosofia di un imprenditore che é passato alla politica per dare un aiuto al suo paese che era nel pericolo di avere un Partito Comunista ancora molto forte negli anni successivi. Ho lasciato tutte le mie attività, ma sono sempre lo stesso. Il mio modo di parlare é semplice, molto chiaro, molto comprensibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G:  La sua popolarità viene anche dalla sua capacità di parlare alla gente?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Il mio modo di parlare é normale. Erano i politici di una volta che parlavano in un modo complicato che la gente non capiva, io sono normale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Con voi, la vita politica é diventata mediatica. Avete l'impressione di avere apportato un nuovo modo di fare politica in Italia?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: No, direi solo che abbiamo fatto la politica dei fatti contro quella delle parole. Abbiamo introdotto una nuova moralità. Non é solo di non rubare, che naturalmente é essenziale, ma é di mantenere gli impegni che abbiamo preso durante la campagna elettorale con gli elettori, e basta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Allora questa mediatizzazione? É qualcosa che riconosce? Ad esempio, in questo periodo, anche in Francia si parla molto di Lei, della sua vita privata, del suo divorzio. É qualcosa che la tocca quello che viene scritto e detto su i lei?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Penso che un divorzio dovrebbe essere un fatto privato sul quale non si dovrebbe avere il diritto di intervento. Purtroppo non é cosi, sapete, come succede anche in Francia, che la stampa e la televisione sono normalmente contro quelli che sono al potere; e in Italia, al contrario di quello che si puo' pensare all'estero, abbiamo contro di noi il 90% della stampa, e quasi tutte le televisioni, anche quelle che ho fondato e che appartengono al mio gruppo, perche tutti i giornalisti vogliono dimostrare a ogni momento che sono indipendenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Mi sta dicendo che anche i suoi canali, a volte, dicono delle cose contro di lei?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Non a volte, ogni giorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: E non avete nessun mezzo per impedirlo?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Non penso che si debba impedire. La gente che é capace di raggionare con la propria testa, puo solo apprezzare il fatto che abbiamo come capo del governo un tipo liberale che da a tutti la possibilità di essere libero.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Ok! Il suo divorzio puo' avere un'influenza sulla sua popolarità e sugli elettori?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Ho il sostegno del 77% degli italiani da sta mattina, sono le nuove cifre. La gente mi sostiene perche apprezza la mia politica e le cose che facciamo, ho risolto il problema dei rifiuti a Napoli, abbiamo gestito bene la situazione dopo il terremoto in abbruzzi, e questo la gente lo apprezza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questi ultimi eventi personali, ho saputo affrontarli con classe, la gente lo capisce.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Abbiamo l'impressione che da 15 anni, che lei sia al potere o all'opposizione, si parla sempre di Lei, é sempre al centro dell'attenzione. É qualcosa che ha voluto?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: No, mai ho avuto il progetto di mettere in un angolo l'opposizione, quello che penso é che l'opposizione dovrebbe essere con il governo per le cose importanti per il paese. Purtroppo, abbiamo ancora un'opposizione comunista, che fa l'opposizione aspettando di vedere quello che fa il governo per dire a prescindere che non é giusto. Dobbiamo fare i conti con questo tipo di opposizione. Cresco nei sondaggi anche perche la gente ha capito che mi fanno una guerra stupida che non ha nessun legame con la realtà. Come questa storia assurda con il compleanno della ragazza, é la figlia di un membro del moi partito, un uomo che mi sostiene, e per ringraziarlo, ho voluto portare un regalo a sua figlia di persona, tutto qua.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Parlando di Lei e Sarkozy, che vi accomuna? Vi assomigliate?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Penso che il vostro presidente é un uomo che ama l'azione, più delle parole, ha lavorato molto bene durante il suo periodo di presidenza del Consiglio Europeo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io e Sarkozy, abbiamo lavorato insieme durante i conflitti in georgia, e fermando i carri a 15 chilometri da Tibilisi, abbiamo evitato un ritorno alla guerre fredda. Sarebbe stata un guerra tra l'oriente e l'occidente, i russi da una parte, e i paesi della NATO dall'altra. Abbiamo evitato una tragedia in tre giorni. Io lavorando con Putin, e lui con Medvediev.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Putin é il vostro amico?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Come?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G Putin é il vostro amico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: (corregendo)... é un uomo che apprezzo molto, si. Non bisogna dimenticare che la federazione russa viene dall'impero sovietico che era un totalitarismo comunista, e c'é bisogno di tempo per passare da un totalitarismo -sopratutto ideologico come il comunismo- ad una democrazia competa e moderna. Putin é l'uomo giusto per questo passaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Tornando al paragone tra lei e Sarkozy, avete spesso lo stesso modo di parlare con la gente. Pensate che ha preso esempio su di lei?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: No, ognuno ha la sua personalità, la sua storia, la sua esperienza, Sarkozy é un tipo unico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Spesso, alcune sue dichiarazioni fanno parlare molto e generano delle polemiche. Ad esempio,  ha detto di Obama che era bello e abbronzato. Si pente di questa frase?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: No, era un complimento, vorrei essere abbronzato e avere il tempo di stare al sole. Lui, lo ha capito.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho passato tutta la mia vita avendo un contatto diretto con la gente, un rispetto totale della gente, soprattutto per quelli che sono meno privileggiati, con un'ironia secondo me obbligatoria e un ottimismo senza il quale non si fa niente di bene. Penso che se si conoscesse veramente quello che ico, niente potrebbe essere interpretato in modo negativo perche sono un uomo positivo e rispettoso di tutto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Come spiega la sua dichiarazione a l'Aquila, quando ha paragonato la situazione della gente ad un camping?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Parlavo con dei bambini, e ho detto che dovevano essere gioiosi e prendere questa situazione come un gioco, considerare che era come essere al camping. Tutti erano felici, mi festeggiavano, mi applaudivano. A l'Aquila, c'é molta serenità, quando ci vado mi applaudiscono tutti. Poi sono riconoscenti del fatto che abbiamo saputo gestire bene la situazione negli abbruzzi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo é anche dovuto alla mia capacità di esprimermi mettendomi a livello della gente, e non come qualcuno di arrogante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;É anche cosi che ho la stima di tutti i leader del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Grazie a me, all'inizio della crisi, gli stati uniti hanno deciso di salvare le banche, ho convinto Bush dopo un colloquio con lui. Ho convinto il premier turco a cambiare la sua posizione sulla NATO, anche se aveva già fatto dichiarazioni davanti al suo popolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come ero amico di tutti i miei clienti e collaboratori, sono amico di tutti quelli che hanno le stesse responsabilità mie nei loro paesi. L'amicizia che ho con alcuni capi di stato, attraverso il G8 é la stessa che ho nella vita normale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Pensa che a volte, il suo stile non é capito?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Non voglio usare parole dure. Ma non penso ai giudizi, alla stampa, ecc&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io faccio quello che sento giusto, razionale, e conveniente per tutti, é la mia abitudine.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: In Italia, la situazione economica di questi ultimi anni non é stata molto buona, si parla per i prossimi anni della possibilità di avere una situazione di recessione. Poi avete problemi con il debbito pubblico. Che pensa di questo?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B:Facendo un calcolo tra il debbito pubblico, e la ricchezza privata di tutti gli italiani. In fine dei conti, rispetto agli altri paesi, c'é una buona situazione in Italia. Le banche sono solide, le famiglie risparmiano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Possiamo uscire dalla crisi globale meglio e prima di molti altri paesi d'Europa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In realtà, é una crisi psicologica, la gente evita le grosse spese, perche ha paura della crisi, e quindi consuma di meno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Quest'anno il G8 si svolgerà in Italia, porterà i dirigenti che ospiteràa vedere la situazione negli Abbruzzi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Per il G8, non solo ospiteremo i dirigenti delle 8 più grandi potenze, ma ci allargheremo nei giorni successivi ad altre potenze emergenti, dell'Africa, del Sud America, dell'Asia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli portero' a L'Aquila, cosi potranno vedere quello che si sono impegnati a ricostruire con noi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sapete quante chiese ci sono nella zona toccata dal terremoto?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: No?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Ci sono più di 500 chiese, allora capite come il nostro filosofo Benedetto Croce ha avuto il potere di dire: « Non possiamo dire di non essere cristiani in Italia »&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Perche dovunque andate in Italia, se fate 300 metri trovate un simbolo del cristianesimo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G: Questo é importante per Lei?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;B: Si, é molto importante perche fa parte della nostra tradizione, della nostra credenza, e abbiamo la fortuna di essere in un paese nel quale i beni artistici sono numerosi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Abbiamo più di 5000 chiese e monumenti, 40 000 case storiche, con i loro tesori dentro, 4000 castelli, 3500 musei, 2500 siti archeologici, e più di 1000 teatri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa é l'Italia! Un paese meraviglioso, e nel quale ho avuto la fortuna di nascere e di passare la mia vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; </description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Chronique d'une protestation à l'italienne</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2008/11/chronique-dune-protestation-litalienne.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Fri, 28 Nov 2008 03:11:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-1139455790017362770</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJUG9o46Y1tJ7d1mQVKhOl0evfw38h1qbjE7HyewJerE5XVEwe_ZiU4gVwBH2sPj4bQqUlIP4PeLKRZ7wlMVwmDd909mYjvPdbQHHkeVMpxziw_Q2y4CV5azaUOb2OWsXG6wV8DmEcj3Vt/s1600-h/e5ae42ee829bf9027eaceb7228e1bcb0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJUG9o46Y1tJ7d1mQVKhOl0evfw38h1qbjE7HyewJerE5XVEwe_ZiU4gVwBH2sPj4bQqUlIP4PeLKRZ7wlMVwmDd909mYjvPdbQHHkeVMpxziw_Q2y4CV5azaUOb2OWsXG6wV8DmEcj3Vt/s400/e5ae42ee829bf9027eaceb7228e1bcb0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273528024016512258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A la suite d'une réforme ultra-libérale proposée par le gouvernement Berlusconi et votée en Aout, et qui prévoit un processus de privatisation sans précédent en Europe, l'Italie se mobilise et s'organise, demandant le retrait de la loi. Après 2 mois de protestations, j'ai décidé d'écrire cet article pour témoigner de la situation italienne une fois de plus. En effet, la situation politique est très différente de la situation française, et les italiens se trouvent face à de nombreuses barrières pour organiser ce combat politique. Des partis de gauche faibles et disparus de la scène politique, des syndicats inexistants, des médias qui désinforment, lutter pour sauver nos services publics est ici difficile. Les raisons sont historiques et culturelles, je cherche aujourd'hui à expliquer non seulement la situation, mais aussi les raisons de ces problèmes dans ce pays peu démocratique.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour commencer, revenons à la réforme. La loi 133/08 proposée par le ministre Tremonti et votée au parlement début Aout prévoit de retirer les fonds publics pour de nombreux secteurs d'ici 2010. C'est l'université publique qui est la plus à risque. D'ici 2010, les fonds dédiés aux universités, et à la recherche diminueront de moitié (l'Italie ne consacre que 3% de son PIB à l'éducation et à la recherche, les chiffres sont déjà bas par rapport au reste de l'Europe), et la loi 133 prévoit que les universités fassent recours à des fonds privés si nécessaire. Plus précisément, la loi prévoit que les universités publiques se transforment peu à peu en Fondations Universitaires. Cette loi fera en sorte que ce seront les grands groupes financiers qui géreront les différentes universités. Le droit à l'instruction ne sera donc plus garanti par l'État, les études supérieures deviendront un marché commercial, l'accès aux universités sera limité, et les coûts exubérants. Pour ce qui est de la qualité du service, chaque investisseur pourra imposer aux universités les programmes d'études, et les jeunes italiens devront étudier ce que des grands patrons auront décider. Il est inutile de préciser que les facultés de Philosophie, Lettres et autres sciences humaines risquent d'être marginalisées. Quels sont les groupes privés qui investiront pour ce type d'études? La culture ne fait certainement pas parti de leurs intérêts.&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La même loi 133/08 impose aux communes d'Italie de mettre sur le marché la distribution de l'eau. Rappelons que les villes de New York, Amsterdam, Bruxelles, et désormais Paris ont décidé au contraire de municipalisé ce secteur pour protéger ce bien fondamental des marchés financiers.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pour comprendre maintenant les difficultés de la lutte contre cette réforme, avant toute chose, rappelons un peu la situation politique de l'Italie. Actuellement le gouvernement Berlusconi est composé d'un parti qui se dit libéral (Popolo della Libertà- &lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le Peuple de la libérté), un parti ex-fasciste (Alleanza Nazionale- Alliance Nationale), un parti fédéraliste xénophobe (Lega Nord- Ligue du Nord). A l'opposition, au parlement, il n'y a plus que deux partis, le parti du magistrat Di Pietro (l'Italia dei valori), un parti libéral qui se dit de gauche, et le Partito Democratico qui est composé d'ex membres du PCI, du PSI, et de la DC (démocratie chrétienne). Les partis communistes italiens ne sont plus du tout représentés au parlement. En deux mots, la gauche italienne est morte et enterrée. Les deux partis de l'opposition ont voté la 133, ultra-libérale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le résultat a été que ni la gauche parlementaire, ni la gauche extra-parlementaire, ni les syndicats, ni même les médias n'ont dénoncé cette loi qui détruit définitivement les services publics en Italie, et pas n'importe lesquels, Instruction, Service de distribution de l'eau, mais aussi transports et autres.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Les protestations contre la 133/08 sont venues directement des universités. Des collectifs politiques indépendants (affiliés à aucun syndicat, aucun parti) ont commencé à dénoncer cette loi inconnue de tous. En 15 jours, la nouvelle s'est diffusée en Italie par les universités (et non pas grâce à la presse), et les partis politiques et syndicats ne se sont pas exprimés avant fin Octobre. A la télévision, on n'a encore assisté à quasiment aucun débat, dans les journaux, on ne parle que très peu de la loi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Les syndicats italiens, CGIL et autres ont commencés à se mobiliser contre la loi 133 début Novembre, sans aider d'aucune façon les étudiants à s'organiser. Et début Novembre, la seule position de la gauche italienne (les partis) a été celle de demander un référendum. Rappelons que le Parti Démocrate a voté cette loi, et que les autres partis de gauche comme Rifondazione Comunista (refondation communiste) qui n'est même plus représentée au parlement et aurait pu profiter de l'occasion pour se relancer sur la scène politique n'a pas fait non plus la moindre forme d'opposition. Le comble est que selon la constitution italienne, un référendum sur une question financière ne peut même pas se faire en Italie, la proposition des partis de gauche n'est donc même pas applicable. Aucun d'entre eux n'a demandé le retrait de la loi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le résultat, c'est que les services publics italiens et surtout les universités ne sont actuellement défendus que par les étudiants qui font depuis deux mois la seule vraie opposition à cette loi, à ce gouvernement. Les étudiants, pour organiser ce mouvement de protestation doivent partir de zéro, l'Italie n'a pas connu de lutte aussi massive depuis 1968, les étudiants doivent s'auto-financer pour toutes leurs activités, faire une campagne d'information sur la loi, organiser les manifestations, etc...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Les professeurs, même ceux qui nous soutiennent ne font pas grève. Le seul moyen de bloquer les cours, c'est d'occuper les universités jour et nuit et de ne plus permettre leur fonctionnement normal. Pendant prés de deux mois, les universités ont étés bloqués. Seulement cette semaine, maintenant que des comités de citoyens, et des petits syndicats commencent à collaborer pour de nouvelles formes de luttes, de nombreuses universités ont étés réouvertes, mais sont toujours occupées par les étudiants.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dans chaque ville, les universités se sont organisées. Chaque semaine, entre étudiants, on fait des réunions de faculté, et des réunions inter-facultés dans les grandes villes pour faire prendre forme à cette lutte, et écrire une contre-réforme à proposer au gouvernement (même si on sait bien qu'elle ne sera pas appliquée). Des débats, des conférences avec des économistes, professeurs, travailleurs, militants sont organisés régulièrement. Des groupes de travail se sont créés, je cherche moi-même à collaborer le plus possible, expliquant le fonctionnement de l'Université française et les aides de l'État pour les étudiants (qu'en Italie, on ne peut que rêver), pour donner un modèle possible, pour écrire la contre réforme. Je cherche aussi à faire le maximum pour l'organisation des protestations en général. Jusqu'à maintenant j'ai surtout participer à la campagne d'information sur la loi 133/08, et j'ai cherché avec d'autres étudiants à faire participer le plus possible travailleurs, comités de citoyens, etc... simplement parce que seuls, les étudiants ne pourront pas gagner ce combat! J'ai organisé entre autre une conférence sur la privatisation de l'eau, pour collaborer avec les différentes association de défense de l'eau publique à Naples, et faire en sorte qu'ils soient présents aux prochaines manifestations pour faire comprendre aux gens que la loi 133 n'est pas une simple réforme de l'Université comme beaucoup d'italiens croient encore aujourd'hui, mais concerne de nombreux secteurs publics.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mais le problème, c'est qu'avec toutes ces lacunes, de choses concrètes en vue des protestation, en deux mois, on en a fait bien peu. On a fait 3 manifestations à Naples, avec 30 000 personnes le 7 Novembre, demain on fera la quatrième, et 2 manifestations nationales à Rome. Les 15 et 16 Novembre, des étudiants de toute l'Italie sont restés deux jours à l'université La Sapienza de Rome pour écrire un premier document en vue de la contre réforme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mais cette lutte, qui devrait être populaire, et à laquelle devrait participer toute la gauche italienne, est encore surtout une lutte étudiante. En France, avec une réforme de ce genre, non seulement les étudiants, mais aussi les syndicats, les partis de l'opposition et de nombreux citoyens auraient déjà bloqué le pays. Un vrai débat politique entre membres du gouvernement et opposition se ferait quotidiennement.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;En Italie, les médias et la presse sont en grande partie directement ou indirectement aux mains du gouvernement, et la gauche n'a jamais été aussi inexistante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;L'Italie est un pays où le peuple a eu très peu de victoires durant le XXéme siècle, pour ce qui est des luttes sociales. Après la seconde guerre mondiale, l'Italie n'a pas su faire les comptes avec son passé fasciste, le parti Chrétien a gouverné jusqu'en 1993. La mafia et la corruption n'ont jamais cessé d'exister. En 1993, l'opération Mains Propres, et les actions de la magistrature dans la lutte anti-corruption et anti-mafia auraient pu être l'occasion d'un grand changement; mais au contraire, à part Craxi (premier ministre italien dans les années 80 et grand ami de Berlusconi), personne n'a payé. Les partis politiques se sont dissous et reformés (avec les mêmes hommes politiques). Ces années ont aussi été marqués par la mort du PCI (Partito Comunista Italiano), créé en 1924, et qui dans les années 70 faisait plus de 30% en Italie. En ces années 90, Silvio Berlusconi commence sa carrière politique et gagne les élections en 1994 avec son nouveau parti Forza Italia...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le résultat, c'est que la situation n'a pas changé, elle a peut-être même empirée, étant donné que Berlusconi détient la quasi majorité des médias.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tout ça pour dire, qu'avec l'histoire d'Italie du Xxème siécle, le peuple italien est un peuple qui a perdu la confiance en la politique en générale, et  ne croit pas en la possibilité de changer les choses, les jeunes générations se retrouvent dans une situation où elles doivent reconstruire la gauche en partant de la base, en partant du peuple.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il y a en France une couverture sociale qui n'a jamais existé en Italie, et un passé avec de grandes victoires sociales. Même si la France et l'Italie sont les pays d'Europe qui ont eu la plus grande tradition de gauche, avec des partis socialistes et communistes forts déjà entre les deux guerres mondiales; l'Italie n'a jamais eu de gouvernement vraiment de gauche. Elle a connu le fascisme, quand en 1936 la France connaissait ses premiers avantages sociaux avec le Front Populaire (semaine de 40h, congés payés entre autre), et la gauche italienne a eu pendant 50 ans ensuite, comme premier opposant un parti chrétien. Rappelons que le Vatican a en Italie une influence énorme sur la politique. En France, l'école publique devient laïque déjà à la fin du XIXéme siècle avec Jules Ferry, et en 1905 l'État et l'église sont séparés. Chose jamais vraiment faite en Italie. La forte corruption de la classe politique et la mafia ne sont que des barrières en plus, qui font qu'en Italie, la démocratie est encore à conquérir.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Beaucoup de gens de gauche, en Italie, même avec une conscience politique forte, ont perdu la confiance en la politique, en la gauche italienne, en les syndicats. Beaucoup ont baissé les bras, parce qu'ils ne se sentent plus représentés, et se sentent trahis par une gauche qui depuis bien longtemps a accepté le libéralisme, abandonné les discours de gauche, ne cherche plus à lutter contre les organisations mafieuses et la corruption.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La classe politique italienne est à changer entièrement. Désormais l'opposition réélle à la corruption, la mafia et aux magouilles de Berlusconi et ses amis, ce sont Sabrina Guzzanti (comique), Beppe Grillo (comique), Fabrizio Lutazzi (comique licencié du groupe télévisé RAI sur demande de Berlusconi en 2001 suite à une émission où il l'avait critiqué), Marco Travaglio et Michele Santoro (journalistes). Ceux sont eux, les personnages publics qui aujourd'hui font l'opposition en Italie et dénoncent le manque de démocratie et l'Etat mafieux. Jusqu'à l'an dernier on pouvait ajouter Enzo Biagi, journaliste, présentateur du Journal Télévisé de RAI1 pendant des années, qui fut licencié lui aussi en 2001 sur demande de Berlusconi avec Lutazzi et Santoro, il est décédé en 2007. (les licenciements de ces journalistes peuvent faire penser à un cas récent en France...)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La lutte sera encore longue. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJUG9o46Y1tJ7d1mQVKhOl0evfw38h1qbjE7HyewJerE5XVEwe_ZiU4gVwBH2sPj4bQqUlIP4PeLKRZ7wlMVwmDd909mYjvPdbQHHkeVMpxziw_Q2y4CV5azaUOb2OWsXG6wV8DmEcj3Vt/s72-c/e5ae42ee829bf9027eaceb7228e1bcb0.jpg" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>L'Italia e un razzismo quotidiano</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2008/10/litalia-e-un-razzismo-quotidiano.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Mon, 13 Oct 2008 16:41:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-8494956278010080095</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgEhjQ8V1tXuL8j8PUeKaor8V97GOuGEDcrPyu9G0VUkkgXD3ho06qlN2Z_P4G8GoTk_u1aRjGb_26xs9875yP4EVZns587WYRIX2f-r2SUeZ9oDic_j0P4j9YaDOfGKeNCNrlOobcAaH5J/s1600-h/S4022518.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 159px; height: 213px;" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgEhjQ8V1tXuL8j8PUeKaor8V97GOuGEDcrPyu9G0VUkkgXD3ho06qlN2Z_P4G8GoTk_u1aRjGb_26xs9875yP4EVZns587WYRIX2f-r2SUeZ9oDic_j0P4j9YaDOfGKeNCNrlOobcAaH5J/s320/S4022518.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257834940056066162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;font-family:arial;" &gt;Ecco che di nuovo mi viene da scrivere su questo tema che da tanti anni mi fa pensare, riflettere, incazzare: il razzismo! Ho gia scritto un altro articolo al riguardo su questo blog, ma in francese (per quelli che lo vogliono leggere). Ma perche scriverlo adesso? Forse perche domenica scorso (il 4 ottobre), sono stato a Roma per la manifestazione antirazzista, perche si arriva ad un punto in cui la situazione sta sempre peggiorando. C'é un odio razzista in questo paese che fa paura. Basta pensare ai numerosi omicidi razzisti che ci sono stati in queste ultime settimane,e alle numerose violenze di squadristi a Roma contro negozi cinesi, o altro... e possiamo anche ricordare il campo Rom brucciato a Napoli! Poi si parla di civiltà! Il che non significa che sia un male che tocca solo l'Italia, pero sinceramente, rispetto ad altri paesi europei, qua la situazione non é delle migliori.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;font-family:arial;" &gt; Per incominciare, vorrei fermarmi su un aspetto importante, vorrei chiarire un concetto, parlando un po di terminologia. Semplicemente, che cos'é il razzismo?? Per rispondere a questa semplice domanda, si potrebbero scrivere tanti libri, fornendo delle risposte tutte diverse, e la mia risposta sara una di quelle, una risposta semplificata ovviamente. Il razzismo é innanzitutto il fatto di credere nell' esistenza delle razze. Cioé, di pensare che ci siano più razze di esseri umani. Cosa assolutamente sbagliata, (ricordiamoci semplicemente di che tipo di scientifici erano quelli che hanno cercato di dimostrare una tale teoria nell'800) il colore della pelle di un essere umano é solo un tratto di questa persona, come essere biondo, bruno, con gli occhi azzurri, verdi... Non si puo parlare di « razza », quando si parla dell'essere umano. Gobineau fu uno dei primi a definire questo termine nel suo saggio razzista sulla classificazione delle razze. Ricordo che a Le Pen, leader dell'estrema destra francese, più volte fu chiesto (da parte di giornalisti), se credeva nell'ugualianza delle razze, ovviamente lui ha sempre risposto « no », ma la domanda in se é gia sbagliata, perche la domanda presuppone l'esistenza di « razze » diverse. Allora, in Italia, si sente anche da parte di persone, non razziste per niente, parlare di razze, a volte anche intendendo delle semplice differenze culturali, etniche (anche sul termine etnia, in realtà, ci sarebbe da discuttere, pero', non ci allarghiamo). Si tratta gia di una forma di razzismo passivo! Cioé, il fatto di usare dei termini che possono essere razzisti, senza pensarci, solo perche nella società, sono usati da tanti in questo modo.&lt;/span&gt;&lt;p style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="arial" style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;Vorrei dare un altro esempio, l'uso del termine « marocchino » in Italia. In questo paese si da del marocchino a qualsiasi venditore ambulante. E questo, sapete tutti benissimo che sia diffusissimo! Si da del marocchino a qualsiasi persona di origine africana, (ma non solo, anche a volte a persone dello Sri Lanka addirittura) che vende delle cose per strada. Che queste persone siano senegalesi, pachistanesi, o altro, non conta. Ma, immaginate quanto puo' essere fastidioso per loro! Immaginate, se in Asia, tutti chiamassero i turisti italiani, gli spagnoli! Tanto per scegliere una della nazionalità europee. Penso che tutti gli italiani direbbero « eh siamo europei certo, ma mica spagnoli, c'é una bella differenza », ve lo immaginate il cinese che risponde «  e va bene spagnoli comunque, é la stessa cosa! », lo so che sembra assurdo come concetto. Ma é cosi che gli italiani fanno con i senegalesi: « guarda che lui non é marocchino, é senegalese! »... « eh, va bene, é marocchino, é la stessa cosa, ci siamo capiti! ». Io, sono cresciuto in Francia, e a scuola avevo amici di tanti origini diversi, marocchini, algerini, tunisini, senegalesi, guineani, comoriani, vietnamiti, italiani, portoghesi. Non mi sarei mai sognato di dire ad un marocchino che é algerino, o viceversa, e di insistere dicendo che alla fine é la stessa cosa, perche sono due paesi diversi, con popolazioni anche diverse. Dare del marocchino ai tunisini e agli algerini é come toglierli la proprio identità, e questo é grave. I primi anni che venivo in Italia, quando sentivo sempre usare « marocchino » in un modo sbagliato, non capivo. Ricordo che sulle spiaggie, si dava del marocchino a tutti i venditori, e io ero l'unico a dire: « ma scusate, che ne sapete che sono marocchini », poi magari parlavo con uno di loro, che mi diceva che era di Dakar, e gli altri continuavano a dargli del marocchino... A questo proposito, vorrei citare un mio amico, che poco tempo fa mi spiegava « io, quando ero piccolo, pensavo che un marocchino fosse un venditore ambulante, quando ho saputo che si trattava di una nazionalità, non ci ho capito più niente ». E questo fa riflettere penso!  Comunque, queste sono abitudini linguistiche, che vanno considerate «  un razzismo passivo », l'essere condizionato da abitudini linguistiche diventate normali in una società, senza pensarci.&lt;/p&gt; &lt;p face="arial" style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;Ma incominciamo un po a trattare direttamente l'argomento. Durante questa manifestazione a Roma, ho avuto l'occasione di parlare con tante persone che subiscono ogni giorno il razzismo, ho avuto l'occasione di sentire le loro testimonianze. Essere una persona di colore in Italia non é facile, troppe persone hanno dei pregiudizi assurdi nei loro confronti. E gran parte degli immigrati, in Italia vive in condizioni molto difficile, tanti senza documenti, che vengono sfruttate da datori di lavoro senza scrupoli, che li fanno lavorare 10 ore al giorno, senza contratto, senza rispettare nessuna norma di sicurezza, facendoli lavorare un giorno si, un giorno no, e pagandoli pochissimo. Senza parlare del fatto che vengono considerati come « inferiori », e trattati malissimo, come se il datore di lavoro in questione li facesse un piacere! Cazzo, con tutto quello che risparmia lui, facendoli lavorare al nero, c'é da chiedersi, chi é che fa il piacere!! A questa gente, viene tolta la dignità!!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;Quante volte, ho sentito commercianti, controllori del pullman, autisti, o passanti rivolgersi male a degli immigrati, parlarli come se non fossero degli esseri umani. Ce ne sono tanti di esempi. Una volta stavo per prendere il pullman per andare a Bari, c'era una signora che aveva un sacco di bagagli, e l'autista ci ha messo un bel po per caricarli, pero' giustamente, non ha detto niente, due minuti dopo é arrivata una signora di colore che aveva come bagaglio, una grossa busta di plastica, con dei vestiti dentro, lui si é incazzato, dicendo che fosse una vergogna, e che lei, non aveva il diritto di portare cose del genere! Un' altra volta, al supermercato, la ragazza che stava alla cassa si incazzo' con una signora asiatica perche aveva comprato troppa quantità dello stesso articolo, questa signora si é sentito dire «  ma non si puo comprare tanto dello stesso articolo mannaggia »!! L'altro ieri, in un supermercato, un signore, penso rom, con una fisarmonica in mano, chiede delle pesche al ragazzo che serviva la frutta e le verdure, quello gli dice che non si puo stare nel supermercato con la fisarmonica (voglio solo precisare che non stava suonando, ce l'aveva solo in mano), e lo ha mandato fuori, quando questo signore é uscito, il ragazzo si gira verso un cliente e gli dice « ma che é qua? L'america!! ». Questa frase puo' sembrare banale, ma in realtà non lo é, questo é semplicemente l'espressione del modo di pensare dell' italiano medio che pensa quello che gli viene trasmesso dai media e dai politici che ci governano!! « Ma che é qua? L'america!! » Per questo signore, voleva semplicemente dire: « ma che ci vengono a fare tuttti qua questi stranieri, che qua il lavoro non c'é, non ci possiamo permettere, in Italia, di accogliere tutta sta gente. » Questo ovviamente, é un'interpretazione mia. Ma effettivamente, questo ragionamente suo, purtroppo lo si sente ogni giorno in TV. Agli italiani viene detto che queste persone vengono a « rubare il lavoro!!! » Ma quale lavoro? Quello che nessuno italiano vuole fare più?!! A roma, domenica, c'era una signora africana, con un cartellone che diceva « andate a roccogliere i pomodori al posto nostro! », e ha raggione, perche queste cose, non le vuole fare più nessuno, e loro invece lo fanno per pochissimi soldi. Ma come si fa a dire che queste persone vengono a rubare il lavoro degli italiani, quando la maggiorparte di loro é costretta a fare lavori difficili, in condizioni pessime, e viene sfruttato dai datori di lavoro! Ma stiamo scherzando?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;Gli italiani si sono dimenticati di una cosa pero'! Il popolo italiano, nel XX° secolo é stato uno dei più grandi popoli di migranti, ed io ne sono un esempio. Anche i miei nonni hanno lasciato l'Italia per andare a lavorare in Francia, dove la situazione era migliore, dove si guadagnava di più. La differenza é che loro almeno sono stati agevolati, perche i permessi di soggiorno li hanno avuto. Il che non significa che l'integrazione sia stata facile, anche loro hanno conosciuto il razzismo. E non solo in Francia, anche in Australia, in America, in Belgio, in Germania, dovunque la situazione economica lo permetteva, gli italiani andavano a lavorare. E adesso si sentono gli italiani dire: « gli stranieri vengono a rubarci il lavoro!», ma questo, tanti lo hanno detto pure degli italiani nei paesi che ho citato prima. Poi, si dice dei rumeni che sono delinquenti, 10 anni fa, questo odio era nei confronti degli albanesi! Ma nei paesi in cui sono immigrati gli italiani, si sono sentiti questi discorsi... « gli italiani ladri, mafiosi... »! Allora cazzo, come fa un popolo che per un secolo ha immigrato per il lavoro, a trattare cosi gli immigrati nel suo paese. Durante gli europei di calcio, ho visto in tv un documentario sugli immigrati italiani in Svizzera, si denunciavano le condizioni in cui hanno vissuto, in cui sono stati accolti i primi anni! Ma stiamo scherzando!!!!?  In Italia, anche per venire a studiare é un casino per i non comunitari, file enorme da fare in questura per autodichiararsi, tanti documenti da fornire, i permessi di soggiorno che vanno rinovato OGNI ANNO, e ogni volta si deve fare la stessa tarantella, adesso si parla addirittura di tasse da pagare per avere il permesso di soggiorno (tasse anti-immigrazione, la chiamano pure cosi tra l'altro). Ho un amico turco che fa un dottorato a Bari, non vi dico proprio tutto quello che deve fornire per potere studiare in Italia, e stiamo parlando di qualcuno che fa ricerca... ho conosciuto anche una ragazza del'l Eritrea che studia a Napoli, non poteva tornare a casa d'estate, perche il permesso di soggiorno era scaduto e rischiava di non potere tornare in Italia e quindi di non poter iscriversi all'anno successivo!! Ma stiamo scherzando!!! In Francia, ogni 10 anni si doveva rinovare il permesso di soggiorno. Fino a qualche anno fa, anche mio padre lo doveva fare, e so che era sempre una rottura di palle, e che in questura, erano trattati male, « questi rompicoglioni che stanno in Francia e che ci fanno fare tutto questo lavoro amministrativo », cosi erano considerati... tutto questo lavoro...poveri polizziotti, mi viene da dire... E in queste occasioni, come negli anni 50 e 60, gli immigrati italiani erano considerati come gli altri, non si faceva la differenza tra l'italiano, l'africano, l'asiatico. Quello che voglio dire é che questi italiani che hanno immigrato in Francia, hanno vissuto nelle stesse condizioni degli altri immigrati, e tutti insieme si sentivano uguali, nella stessa merda, mi viene da dire!! Nelle banlieue che si sono costruite negli anni 60, di francese, non c'era nessuno, e gli italiani convivevano con tutti gli altri immigrati. Mia nonna, barese, é arrivata in Francia all'età di 40 anni, non era mai stata all'estero in vità sua, non aveva mai conosciuto persone straniere, ma vi posso dire che si sentiva meglio con le sue vicine arabe, che con i francesi, era anche lei, una donna immigrata, come le altre. Questo, gli italiani immigrati lo hanno capito subito. Per tornare al discorso del permesso di soggiorno... Mettetevi al posto di quelli che in Italia, lo devono rinnovare ogni anno, sempre la stessa tarantella, sempre uno stress, dovere sempre rendere dei conti, non essere liberi, anche quelli di loro che hanno la fortuna di avere un contratto di lavoro, e pagano delle tasse in Italia devono sempre fare questa stessa procedura, poi meglio non aprire nemmeno il discorso CPT, perche veramente c'é da incazzarsi!!&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;In Italia, gli stranieri vivono per conto loro, a parte, e non sono integrati alla società italiana (e questo come gli italiani durante i primi anni in Francia), ma la differenza é che anche i figli di immigrati che sono nati in Italia trovono difficoltà!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Bisogna cambiare le mentalità!! Gli immigrati non sono dei delinquenti che vengono a fare bordello in Italia, sono delle persone che hanno scelto di venire qua per LAVORARE, per avere una situazione migliore di quella che avevano nel loro paese di origine, e che ogni mese mandano alle loro famiglie una parte del loro piccolo stipendio. Esattamente come facevano gli italiani immigrati! Ma questo, tanti se lo sono dimenticati! Le nuove generazioni di bambini mi danno la speranza che un giorno questo possa cambiare, e che passando gli anni, il colore della pelle non sara più un criterio di differenziazione degli esseri umani. Ma dato i discorsi sentiti da quelli che ci governano, dato quello che dicono e fanno i Fini, Bossi, Berlusconi, Maroni, Calderoli... la vedo dura! Perche non fanno altro che generare il razzismo!! Ricordiamo che negli ultimi mesi, più volte l'Unione Europea é dovuta intervenire per bocciare progetti di legge del governo Berlusconi considerati « razzisti ». Che figura di merda. Io da figlio di immigrati italiani, mi vergogno!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;font-family:arial;" lang="fr-FR"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dobbiamo fare tutti in modo che la situazione cambi, qua la situazione é grave. Prima, quando stavo in Francia, alla minima espressione, dichiarazione, riflessione razzista che sentivo, scleravo, mi incazzavo, e non ne lasciavo passare una! Da quando sono in Italia, su questo lato, mi sono un po moderato, perche se no, mi incazzerei ogni giorno!! Il fatto di non intervenire e di non rispondere a certe cose, come gli esempi del pullman, del supermercato, mi fa stare male a volte, pero' veramente, rispondendo sempre, come facevo in Francia, qua passerei il mio tempo a fare polemiche!! Il che mi dimostra che qua, la situazione é peggio della Francia, perche li, pur non lasciando mai passare niente, non mi capitava spesso di dovere intervenire!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;font-family:arial;" lang="fr-FR"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se volete testimoniare e raccontare degli aneddoti che avete visto o vissuto di casi di razzismo, siete i benvenuti, lasciate i vostri commenti. Mi fermo qua, anche se potrei continuare a scrivere molto su questo argomento, e se ho ancora tanto da dire... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;font-family:arial;" lang="fr-FR"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;NON MOLLIAMO MAI, LA LIBERTA E L'UGUAGLIANZA VANNO DIFESI SEMPRE!! CONTRO OGNI RAZZISMO, CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgEhjQ8V1tXuL8j8PUeKaor8V97GOuGEDcrPyu9G0VUkkgXD3ho06qlN2Z_P4G8GoTk_u1aRjGb_26xs9875yP4EVZns587WYRIX2f-r2SUeZ9oDic_j0P4j9YaDOfGKeNCNrlOobcAaH5J/s72-c/S4022518.JPG" width="72"/><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Problème crise des déchets à Naples: une petite histoire de corruption entre mafia, institutions et industriels</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2008/05/problme-crise-des-dchets-naples-une.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Wed, 21 May 2008 02:32:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-1967813116833813360</guid><description>Comme la presse et les medias d'Europe ne cessent de le répéter, la Campanie, région de Naples est touchée depuis des mois par une crise qui concerne le traitement des dechets. Une crise due à plusieurs facteurs et qui n'est pas récente, elle était tout à fait prévisble. Le problème, c'est que la presse et les médias s'en tiennent aux faits actuels et prennent comme source (le plus souvent) les nouvelles des journaliste de l'AFP (qui ne résument leurs infos que par quelque phrases) et les images, nouvelles fournies par les journaux ou chaines d'Italie. Le problème, c'est que cette même presse ne s'interesse qu'à certains aspects du problème, et pour une question d'interets d'autres aspects sont négligés, et donc l'information est faussée, ou incomplete. En ce qui concerne ce que j'ai lu dans la presse française ces derniers jours, et vu aux JTs, le problème, ce sont plutot les non-dits, des non-dits qui font que les gens jugent mal parce qu'ils n'ont pas les elements pour juger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mon but est de chercher à expliquer ce problème en plusieurs points: ces causes, les acteurs (responsables) de la crise, les réactions à la crise, la crise en elle même, et les solutions possibles au problème. Biensur je ne prétend pas être la personne qui a les réponses que personnes n'a, mais seuleument quelqu'un qui peut dire les choses telles qu'elles sont parce que je ne suis ni journaliste, ni homme politique, ni entrepreneur. Pour traiter ce problème, il faut aborder de nombreux sujets de société, politique, mafia, mais aussi histoire, écologie, santé. Bien-entendu, je ne suis pas compétent dans toutes ces matières et je n'aborderait pas chacun de ces aspects de la meme façon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour commencer, il convient d'expliquer une chose très simple, qui est aussi l'une des raisons de la crise. En Italie (et ce à difference de la grande majorité des villes française), la récolte individualisée des déchets n'éxiste pas. C'est à dire que les gens ne sortent pas leur poubelle des jours précis sachant que les camions passeront. Il y a dans les rues des bidons (des grandes poubelles) où chacun va jeter ses déchets, et chaque ville établie combien de fois ces bidons sont ramassés. Un citoyen fait alors ou non le choix de faire le tri selectif, et s'il le fait, il doit jeter ses dechets dans des poubelles differentes (mais on reparlera de ce detail plus tard). Alors, cette organisation (à la con, je vous l'accorde) est deja une raison à la crise, et ça répond à la question de certaines personnes: « Pourquoi les napolitains jettent leur poubelles dans les rues, ces incivilisés? » La réponse, je viens de vous la donner, c'est le systeme de ramassage qui est comme ça. La seule solution serait que chaque citoyen conserve ses propres déchets à domicile, chose absoluement impossible et absurde. Mais ça n'explique en rien le problème, de nombreuses régions d'Italie et d'autres pays ont encore le même système, mais ne sont pas touchées par ce problème.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alors entrons tout de suite au coeur du sujet: pourquoi Naples a ce problème que personnes d'autre ne connait aujourd'hui. La densité? En effet, l'aglomération napolitaine représente 3 millions de personnes, et la densité est l'une des plus grande d'Europe en Campanie avec plus de 1500 hab/km2. Mais alors pourquoi des villes comme Bombay ou Mexico ne connaissent pas ce problème?? C'est un facteur à prendre en compte certe, mais ce n'est pas la cause du problème. Alors retournons à la question posée: pourquoi à naples, et pas ailleur? Ce n'est pas si difficile, Naples a quelque chose que seuleument 4 régions ont en Italie, et sous formes différentes: la mafia, appelée dans cette région Camorra! Alors, ça peut sembler absurde, certains admirateurs de Tony Montana et Don Corleone se demanderont quel est le rapport. Mais on est pas dans un film hollywoodien, le rapport, je vous l'explique. La plus grande raison du problème qui touche aujourd'hui la région c'est le trafic de déchets toxiques en Campanie. Depuis plus de 15 ans ce trafic est devenu l'un des plus rentables des organisations mafieuses de la région. En effet, le traitement des déchets toxiques coute très cher aux industries, aux usines, et la camorra s'est proposée de résoudre le problème en faisant décharger illégalement dans la région de Naples, les dechets toxiques de grande partie de l'Italie, mais aussi de certains pays étrangers. Ces déchets ont d'abord été reversés dans les décharges (publiques ou privées), mais aussi dans des décharges sauvages, en pleine campagne, ou dans les sous sols. Les terres sont contaminées dans de nombreuses zones non urbaines de la région. C'est un désastre écologique dont on parle peu, pas de quoi s'étonner que le nombre de cancers dans la région soit plus élevé qu'ailleur. Je vous laisse imaginer les conséquences possibles. Un autre résultat de ce traffic, c'est aussi biensur que les decharges sont pleines, et que souvent on ne sait plus où décharger les déchets. Alors en attendant, on les laisse dans les villes. Voilà en quelques lignes les raisons de la crise des déchets dans la région.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bien entendu, le fait de faire le tri selectif comme il convient permettrait de réduire de plus de moitié le nombre de déchet, mais la comune de Naples n'a pas encore prévu de plan permettant aux citoyens de differencier correctement les dechets. Les poubelles résérvées au plastique, au verre et au papier sont peu nombreuses pour une ville avec tant d'habitants, ce qui fait qu'elles sont toujours pleines, mais aussi que certains se lassent de devoir faire 500m (voir plus) avec les dechets recyclables dans les mains pour aller les jeter. Donc beaucoup préférent ne pas differencier du tout. Avec toutes ses information, une question persiste, on a compris que la Mairie ne faisait rien pour organiser le traitement des déchets, de plus Madame le maire de Naples (entre autre de gauche, ça me fait mal de le dire), Iervolino dit encore etre dépassée par les événements (la pauvre). Mais que fait la région, et que font les autorités, comment est-il possible que les déchets illegaux soient deverser librement. Que fait l'actuel président de la région et ancien maire de Naples, le communiste Bassolino?? Ben on se le demande (lui qui a été l'un des communistes les plus importants de l'Italie dans les années 70, voilà la fin qu'il a fait). En tout cas une chose est sure, si une telle chose est possible, les institutions sont complices, et ça tout le monde le sait. Le traitement des déchets est devenu l'un des business les plus rentables de la crimilnalité organisée, et ça arange aussi les grands groupes industriels du Nord de l'Italie, donc les politiques n'ont qu'à s'occuper d'autre chose et fermer les yeux. Petite histoire de grandes corruptions entre amis pendant que des citoyens vivent aux milieu des déchets, que les touristes contemplent les villes de la région du monde qui compte le plus de sites classés au patrimoine de l'unesco, ensevelis par les poubelles, et enfin pendant que les terres se contaminent laissant une catastrophe écologique aux futurs générations en guise d'héritage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maintenant que l'on sait tout cela, retournons à la situation actuelle... Les poubelles sont brulées la nuit par des gens qui ont perdu toute confiance en les institutions et en les autorités, aprés des mois de crises, c'est la solution de facilité pour des gens qui semblent desesperés!! Biensur ceux qui commettent ces actes sont trop crétins pour comprendre que le fait de les bruler, c'est pire, mais allez donc leur expliquer, à Naples c'est le caos total, ces gens petent les plombs!!! Mais ça, ce n'est qu'une version des faits, de nombreuses personnes témoignent du fait que la camorra payent des jeunes pour faire ces actes de désordres publiques (comme faire des barrages sur les routes avec des poubelles, y mettre feux, attendre les pompiers et les caillasser). La raison est simple, pendant que les gens brulent les poubelles, les éteindent, etc... l'attention de tous est portée sur eux, et ça peut laisser le champ libre pour... continuer à décharger des déchets toxiques dans les campagnes...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfin, parlons de l'Etat, que fait-il dans tout ça? La réponse est simple, l'Etat sait que pour résoudre le problème il faut s'attaquer à la mafia (chose qu'aucun parti politique de gauche comme de droite n'a jamais mis dans son programme electoral). Et pour résoudre ce problème, il faut en resoudre d'autres avant, il faudrait plus de 10 ans, pour faire écrouler ce business de la Camorra. Le gouvernement de gauche qui a été au pouvoir de 2006 à 2008 savait qu'il n'allait pas faire long feu, et que de commencer une telle politique n'avait pas de sens. En ce qui concerne Berlusconi, il a gagné les elections en mettant le problème de Naples comme theme central, et c'est en Campanie que (pour la premiere fois de l'histoire) la droite a fait son plus gros score. Mais faut-il rappeler que Berlu s'est construit un empire mediatique et boursier par la corruption de juges et de politiciens en defiant les lois, et que lorsqu'en 1993, tous ses grands amis politiques tombent lors de l'operation anti-corruption et anti mafia mains-propres, il doit se lancer en politique pour faire lui-meme ses lois? Il a été reconnu par les tribunaux italiens qu'il a corrompu pendant 10 ans l'ex premier ministre et ami Craxi. Pendant la derniere campagne éléctorale, il a declaré que Mangano (membre de Cosa Nostra) était un héros parce qu'il n'a jamais denoncé personne. Selon vous, cet homme combattra la mafia napolitaine pour résoudre le problème des déchets à Naples? Mon cul!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour finir l'article, voilà les uniques solutions pour résoudre le problème à long terme:&lt;br /&gt;Changer la classe politique de la région, mais aussi du pays, lutter contre les organisations criminelles présentes dans le sud de l'Italie, etablir des contrôles d'entrées des poids lourds dans la region pour eviter les depots de dechets toxiques, faire une enquete pour pénaliser aussi les entreprises qui font recour à la camorra pour traiter leurs déchets toxiques, simplifier le traitement des dechets toxiques d'un point de vue legal en Europe et en réduire les couts pour éviter le recour à ces pratiques, bonofier les terres de la region (un travail qui devrait prendre au moin 10 ans), et en fin avant tout cela organiser ce putain de tri colletcif comme il se doit.&lt;br /&gt;Voilà, j'espere avoir répondu à de nombreuses réponses et avoir eclairci un peu le problème. Merci de laisser vos commentaires, pour me dire si ça change votre point de vue sur la question et si vous saviez tout cela.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></item><item><title>France et Italie: le problème commun d'un racisme subsistant</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2008/02/france-et-italie-le-problme-commun-dun.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Tue, 19 Feb 2008 19:29:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-6281615659083450105</guid><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;France et Italie,&lt;br /&gt;le retour d'un racisme qui n'avait surement jamais disparu.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Ceux qui me connaissent le savent bien, le racisme est un thème qui m'a toujours beaucoup touché, qui a toujours créé en moi tant d'exaspération, parfois même de rage. Un thème que je n'ai jamais céssé de débatre, un fléaux que je n'ai jamais céssé de combattre, même si pas assez.&lt;br /&gt;Un fléaux sur lequel je me pose des question depuis l'age de 10 ans, et peut-être même avant (et je n'éxagère pas), quelque chose qui m'a toujours révolté. C'est aussi peut-être parce que petit, je le considérais si absurde que j'étais convaincu que dans la France d'aujourd'hui (ou plutôt celle des années 80), il n'éxistait plus. Le racisme, étant petit, je ne l'avais jamais vu, jamais connu; il m'avait été raconté, en rapport à la Seconde Guerre Mondiale, au nazisme. Et comme la France avait vaincu l'Allemagne, et que les nazis avaient tué tant de gens, j'étais convaincu en faisant des raisonnement simples de gamin (mais que malheureusement de nombreux adultes ne sont même pas capables de faire), qu'aprés de telles horreurs le monde avait compris que le racisme « c'est pas bien » (pour utiliser les térmes infantile que j'avais surement à l'époque), et donc en toute logique, que le racisme n'éxistait plus.&lt;br /&gt;QUELLE UTOPIE, c'est là que l'on se rend compte qu'être gosse, c'est beau: croire que le monde est tout beau tout rose! Passés les 10 ans, quand petit à petit, j'ai commencé à découvrir que le racisme éxistait encore et qu'en plus il était fortement présent dans notre si jolie France, je suis tombé de haut. A 10 ans, en 1995, j'étais déjà inquiet de voir que 15% des français avait voté pour celui que plus tard pendant longtemps j'ai considéré l'ennemi public numero un, Le Pen. Alors, ça peut paraître absurde qu'un gamin de cet age là se pose ces questions, ou bien qu'il m'ai fallu tant de temps pour me rendre compte que le racisme éxistait. Mais moi, au melting pot, j'y croyais dur comme fer, pour moi la société française était simplement à l'image de mes classes d'école. Moi, fils d'immigré italien, j'étais à l'école avec des fils de marocains, d'algériens, de tunisiens, de sénégalais, de comoriens, de portuguais, de vietnamiens, et c'était quelque chose de tout à fait normal. Comment je pouvait m'imaginer que plus tard, avec des qualification égales, moi et un autre gamin du nom de Mohamed n'aurions pas eu les mêmes chances à une demande d'embauche?! Comment j'aurai pu imaginer que les gens ne nous auraient pas regarder de la même manière moi et mon pote Lahcen, parce que lui était marocain?&lt;br /&gt;Alors oui, je suis tombé de haut! Et si je suis tombé de haut, c'est parce ce que trop longtemps on nous a fait croire que la sociètè française était égalitaire, et ça c'est ce que cherche à transmettre l'école Républicaine (ce n'est pas une critique, c'est bien qu'elle le fasse), mais on nous prend pour des cons dés le plus jeune age, parce que Liberté, Egalité, Fraternité, en France n'ont jamais exister. Et ni même ailleurs, malheureusement!!!!!&lt;br /&gt;Le racisme, c'est le premier thème politique auquel je me suis intéréssé, c'est même ce combat du racisme qui a porté à ma politisation personelle. Thème central, donc, pour moi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alors, ce qui est paradoxal, c'est que je pense bien que c'est la première fois que j'écris sur ce thème. Et pourquoi? Pourquoi maintenant, en 2007, aprés toutes ces années?&lt;br /&gt;Simplement parce qu'en France, et en Italie où je vis maintenant, le racisme s'est diffusé de plus en plus, et s'est quasiment normalisé. Dans les années 70, dans ces 2 pays, peu étaient les gens qui votaient extrème droite, le racisme était encore considéré honteux par grande partie de ces 2 sociétés, et l'apologie du nazisme et du fascisme était fortement critiquée, voire interdite. Toutes les pratiques de ces 2 courants politiques, convergeants, mais pas égaux à 100%, étaient critiqués, et ce par une grande majorité.&lt;br /&gt;Aujourd'hui, ce n'est plus le cas, l'éxtrème droite a battu des records en France, la droite (dite plus modérée) a fait en Italie une loi sur l'immigration digne d'une politique d'extrème droite (la Bossi-Fini); et la nouvelle droite française, dirigée par le plus médiatisé des présidents d'Europe (faut dire qu'à part Berlusconi, on avait jamais vu ça) a à peine fait une loi sur l'immigration toute aussi scandaleuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour ce qui est de l'Italie, l'histoire est différente de celle de la France. L'Italie, aprés la Seconde Guerre Mondiale n'a pas connu l'expansion économique qu'a connu la France durant les 30 glorieuses, et n'a jamais eu à faire appel à l'immigration pour un besoin de main d'oeuvre, elle n'a pas n'ont plus eu le passé coloniale de la France, et la langue italienne n'est pas diffusée au niveau mondial. Par contre, le peuple italien a une grande histoire en ce qui concerne l'émigration. Le peuple italien, dés la fin du XIXème siécle a fortement émigré. D'abord au Brésil, aux Etats-Unis, puis en France dés les années 30. Ensuite à partir des années 50, c'est de nouveau vers la France, mais aussi en Belgique et en Allemagne que les travailleurs (de l'Italie méridionnale pour la plupart) se dirigent. Enfin, la dernière phase d'émigration est celle des années 70-80 vers l'Argentine.&lt;br /&gt;L'Italie ne connait le phénomène de l'immigration dans son propre pays que dans les années 90, des années pas particulièrement bonnes au niveau économique, et de plus marquées par l'un des plus grands scandale politique de l'histoire de la péninsule (avec l'opération mains propres). Alors, ce qui est absurde, c'est que ce peuple de grands migrants, qui a des communautés dans le monde entier, et qui s'est tant déplacé durant l'histoire, aujourd'hui voit d'un mauvais oeil ceux qui de l'est de l'Europe, de l'Asie, ou d'Afrique viennent en Italie avec les mêmes espoirs. La deuxième génération d'immigrants (ceux nés sur le territoire italien) est encore très jeune. Et dans ce pays, pourtant si ouvert à un multiculturalisme qu'il a connu durant toute son histoire, les étrangés ont bien du mal à s'intégrer, à trouver un emploi avec un contrat de travail, un logement décent, et vivent souvent dans une forte précarité.&lt;br /&gt;Alors, ici aussi se vérifie la même théorie, la misère porte à la violence, à la délinquance, petite ou non, et la minorité de ces étrangers qui finissent par devoir mandier ou voler pour manger, provoque un sentiment de racisme. Les gens généralisent, et les stéréotypes naissent: les chinois deviennent ceux qui volent le travail parce qu'ils ouvrent des magasins dans lesquels ils font travailler les leurs et en plus font concurrence au marché italien, les africains sont considérés comme des vendeurs à la sauvette, ou des ouvriers (toujours) non qualifiés, et enfin, les plus délinquants, les premières victimes de ces stéréotypes, ceux qui sont devenus les ennemis public numero un, ce sont les roumains.&lt;br /&gt;Alors, aprés l'assassinat d'une femme début octobre par un roumain, la haine n'a cessé de monter, et les médias y ont contribué. Le résultat, c'est que des équipes de neo-fascistes cagoulés ont efféctué plusieurs agressions de roumains dans la capitale, des magasins de la communauté roumaine ont été brulés. Ces actes font beaucoup penser à ceux des «squadristes», les milices de Mussolini, ces hommes qui semaient la terreur dans les rues, contre les communistes, et tout les opposants. Belle preuve de démocratie! Et aprés cela, on entend encore des gens critiquer le non respect des droit de l'homme en Roumanie.&lt;br /&gt;Le 13 Novembre 2007, le gouvernement italien, un pseudo gouvernement de gauche, a fait une demande au conseil européen, une demande particulière, puisqu' aucun pays membre n'avait osé remettre officielement en cause le Traité de Mastricht de 1992 (seul des partis d'extreme droite l'ont toujours sans cesse critiqué). En effet, Romano Prodi et ses disciples veulent remettre en cause le principe de la libre circulation des citoyens européens, pour permettre aux autorités italiennes de chasser les «fauteurs de troubles» roumains du pays. Et le plus scandaleux, c'est que c'est l'un des 6 pays fondateurs de l'Union Européenne qui fait cette demande.&lt;br /&gt;On aura tout entendu. Si même la gauche cherche toutes les astuces possibles pour empecher l'immigration, on a pas fini!!&lt;br /&gt;Voilà pour ce qui est de l'Italie, un pays qui pourtant durant son histoire (je le répéte) a connu un grand métissage culturel, un pays qui a été un point de rencontre entre orient et occident pendant des siécles.&lt;br /&gt;Un peuple qui a lui-meme émmigré dans le monde entier.&lt;br /&gt;Mais les gens oublient l'histoire, je ne cesserai jamais de le répéter!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfin, revenons à l'héxagone. Les chiffres, tout le monde les connait, l'extreme-froite française ces dernières années a battu des records, puisqu'elle est arrivée à 20% en 2002 (1 français sur 5), et qu'en 2006, elle était toujours à 10% (une forte diminution, mais ça reste un résultat fort). Alors, qu'est devenu ce pays symbole de la résistance anti-nazi durant la seconde guerre mondiale? Qu'est devenu ce pays, qui en 1789 s'est libéré par la révolution de tant d'injustice et qui reste encore pour cet évenement historique une référence mondiale? Qu'est devenu ce pays qui a pourtant été si fier de ces valeurs républicaines et de sa devise « liberté, égalité, fraternité »? La France ne se souvient d'etre un pays Black Blanc Beur et n'en est fière que lorsqu'un franco-algérien marque en finale? Zinedine Zidane, personnalité préférée des français?! Mais des 20% qui en 2002 ont voté FN, personne n'a participé au sondage? Combien de termes racistes (que je me refuse de citer) sont employés au quotidien par de nombreux français pour qualifié les arabes, les africains d'origine sub-saharienne, ou les asiatiques. Et les DOM-TOM? Combien de français convaincus que ces iles leur coutent de l'argent, parce qu'ils payent des impôts pour les maintenir? (chose de plus tout à fait fausse étant donnée que les DOM-TOM sont surtaxés par rapport à la métropole)&lt;br /&gt;Mais quand Thuram, l'un des meilleurs défenseurs du monde ces 10 dernières années, a qualifié la France en finale en marquant 2 buts contre la Croatie en 1998, qui a pensé que les DOM-TOM ne devaient pas être français?&lt;br /&gt;Le gouvernement Fillon (normalement les gouvernements prennent le nom des premiers ministre), même si l'on a compris que ce dernier n'est qu'une marionnette... donc disons: le gouvernement Sarkozy élu depuis peu, (mais qui à l'heure où j'écris à mis la France dans un état de révolte que l'on avait pas connu depuis 1995) a fait en Septembre une loi sur l'immigration qui est digne d'une politique d'éxtreme droite moderne (je dis bien « moderne » parce qu'il sagit d'une loi faite dans un pays qui est tout de même censé être une démocratie). Parlons d'abord de ces tests d'entrée (je parle des tests écrits), ces questionnaires auquels seront désormais soumis les nouveaux arrivant sur ce beau pays symbole de la liberté. Imposer des tests d'entrée, veillant à s'assurer que les immigrés connaissent l'histoire et la société du pays, malheureusement, n'est pas une chose nouvelle (en Europe du moin). En effet, le premier pays à avoir imposer de telles normes a été les Pays-Bas. Je ne souviens pas de l'année, mais j'étais encore en France donc j'éstime que ça date d'avant 2005. A l'epoque, je me souvien qu'en France cette loi fut fortement critiquée et considérée non seuleument scandaleuse, mais aussi insensée.&lt;br /&gt;Aujourd'hui, c'est le gouvernement français qui a la ferme intention de faire appliqué cette même connerie. Et les journaux TV qui à l'époque ont critiqué l'idée ne la trouve plus si mauvaise; et c'est la même chose pour grande partie des français (qui pour la majorité forment leur opinion sur ce que dit PPDA ou JPP).&lt;br /&gt;Soyons sérieux! Si dans les années 50 (je le répéte: période durant laquelle la France a du faire appel à la main d'oeuvre etrangère) de telles normes avaient été appliqué, personne n'aurait été accépté en France. Le but de venir dans un pays étranger, c'est de le découvrir, on est pas sensé connaître l'histoire et la société d'un pays avant d'y aller.&lt;br /&gt;Ensuite, il y a ses fameux tests ADN! En 1994, Borghezio, un ministre italien de la Lega Nord, du premier gouvernement berlusconi, avait proposé de recenser tout les immigrés non communaitaires et de faire des fichiers avec empruntes digitales des mains et des pieds. La proposition ne fut pas accepté, mais ce fut un scandale. Aujourd'hui, en France, ils proposent les tests ADN pour les candidats au regroupement familial. Alors soyons clair, le seul objectif, c'est biensur de prolonger les procédures et de décourager la plupart des candidats, une simple nouvelle barrière à l'immigration. Ils ne savent plus quoi inventer.&lt;br /&gt;Bientôt pour pouvoir venir en France, il faudra connaître par coeur les poésies de Rimbaud, les fables de La Fontaine, la Marseillaise, connaître le vieux français, savoir distinguer les différents patois et les comprendre, et savoir faire un 100m en moin de 15 secondes.&lt;br /&gt;Et vive la France, terre d'accueil biensur!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voilà, je voulais juste écrire ces quelques lignes afin d'exprimer un sentiment, de haine, de dégout, de peur, je sais même pas!! On en arrive à un point où je sais même plus quoi penser. Je commence à perdre l'espoir qu'un jour la couleur de la peau d'un homme ne puisse avoir la même signification que la couleur de ses yeux. (la phrase est reprise d'un discour de Hailé Selassié I, je ne tiens pas à m'attribuer des sitations qui ne sont pas les miennes) Je commence à ne plus croire en la possibilté d'une société où les hommes naissent libre et égaux en droit, le fait de l'écrire dans des textes de lois ou dans les constitutions n'est qu'une énnieme farce. La situation est grave, plus grave que ce que l'on puisse penser.&lt;br /&gt;Comme on dit en napolitain: Quagliù, ce amm'a move'! (les gars, on doit se bouger le cul)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAPHAEL PEPE&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;decembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><title>Génocide rwandais: la France complice</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2007/09/gnocide-rwandais-la-france-complice.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Wed, 26 Sep 2007 17:02:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-7493242378918218420</guid><description>&lt;span style="color:#333333;"&gt;En 1994, au Rwanda, a lieu le plus grand génocide humain depuis la fin de la seconde guerre mondiale. Les milices extrémistes hutus de l'entourage du président Habyarimana mettent en oeuvre un projet génocidaire datant de plusieurs années visant à exterminer les Tutsis.&lt;br /&gt;Il y a 3 ethnies au Rwanda, qui sont toutes de langue et de culture Bantu, ces ethnies sont les Hutus, les Tutsis et les Twas qui sont très peu nombreux.&lt;br /&gt;Le Rwanda a été jusqu'à la fin de la Première Guerre Mondiale, une colonie allemande, qui est ensuite devenue belge.&lt;br /&gt;A leur arrivée, les colons belges, se basant sur des études biologiques racistes, ont considéré que les tutsis étaient supèrieurs aux hutus, et les ont chargé de s'occuper de l'administration et de faire travailler les hutus. Les hutus durant la période coloniale ont donc tous eu des situations de forte précarité, et vivaient dans des conditions difficiles tandis que les tutsis pouvaient profiter de nombreux avantages garantis par les belges.&lt;br /&gt;En 1961, le Rwanda est déclaré indépendant, et les belges instaurent un gouvernement hutu. Les hutus, qui toutes ses années ont étés traités comme des esclaves, se retrouvent à la tête d'un pays socialement divisé.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="bodyContent"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="globalWrapper1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="content1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;En 1973, le président Grégoire Kayibanda ordonne l'expulsion des tutsis des administrations et des écoles publiques; ceux-ci s'éxilent. Ce gouvernement est alors renversé par Juvénal Habyariman. En 1975, ce dernier fonde le Mouvement révolutionnaire national pour le dévellopement (MRND)&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///wiki/Juv%25C3%25A9nal_Habyarimana"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;strong&gt;et un Accord d'Assistance Militaire Technique est signé avec le président français Giscard d'Estaing, ce qui permet le transfert d'armes de la France vers le Rwanda.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="bodyContent1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="globalWrapper2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Les exilés tutsi s'organisent et créent le Front patriotique rwandais (FPR) en 1987. Le 1er octobre 1990, venant de l'Ouganda, le FPR entre en force au nord du Rwanda. Les français et les belges qui considérent cette venue comme une agression envoie des troupes. Le ministre de la coopération Robert Galley témoignera que l'armée française a bien été utilisée afin de stopper l'avancée du FPR. Le nombre officiel de militaires français participant à Noroît atteindra 688 personnes.&lt;br /&gt;En 1994, les médias rwandais et le gouvernement toujours hutu commenceront une forte campagne anti-tutsi. Des radios appellent dés 1992 au meurtre des Tutsis.&lt;br /&gt;Le 6 avril 1994, les présidents rwandais et burundais et le chef d'État major rwandais meurent dans un attentat.La mort du président Habyarimana provoquera une longue série de massacres, d'une ampleur jamais égalée jusque là, et une désorganisation totale de l'état rwandais. C'est dans ce cadre que sera exécuté le génocide des tutsis tandis que seront également massacrés les hutus dits modérés qui prônaient la concertation avec le FPR mais aussi un nombre indéterminé de rwandais (hutu ou tutsi) qui, pour des raisons purement politiques, seront les victimes des commandos.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="globalWrapper3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Le journaliste Patrick de St Exupéry rapportera dans Le Figaro du 12 janvier 1998 un commentaire du président Mitterrand relatif au génocide: &lt;strong&gt;«dans ces pays-là, un génocide n’est pas trop important».&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ce génocide qui dura du 6 avril au 4 juillet 1994 a fait environ 800 000 morts.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;Le gouvernement français a pourtant continuer à fournir des armes au Rwanda et à contribuer  ainsi à ce génocide. Le 13 octobre 1990, l'ambassadeur de France au Rwanda, Georges Martres, adresse un télégramme au chef d'état-major particulier du président Mitterrand, dans lequel il mentionne le risque d'un génocide contre les Tutsis, mais personne n'en tiendra compte.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Au mois de juillet de cette année 2007, plusieurs volumes d'archives officielles démontrant que &lt;strong&gt;l'Elysée a soutenu le régime de Kigali&lt;/strong&gt;, malgré les signaux présageant des massacres à venir, ont étés transmises au tribunal aux armées. &lt;strong&gt;Le gouvernement français savait depuis 1990 que ce génocide était prévu, des militaires français étaient présents au Rwanda jusqu'au début des massacres&lt;/strong&gt;. La France aurait pu contribuer à éviter ce génocide, mais au lieu de cela a préféré s'enrichir, et a continuer à fournir des armes. De nombreux témoignages de victimes assurent ègalement que les soldats français ont pris part aux violences durant le génocide et ont collaborer avec les forces armées rwandaises durant le génocide. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;Quand le génocide est advenu, le premier ministre était Edouard Balladur, au gouvernement il y avait dejà parmis les ministres un certain Nicolas Sarkozy.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Tout ce qu'a fait la France, comme l'a soutenu Mitterand, lors de &lt;strong&gt;l'interview du 10/05/94&lt;/strong&gt;, c'est de s'assurer que les français sur place soit sauvés. Cette interview est très intéréssante, le Président Mitterand cherche par tout les moyens d'éviter la question sur la situation au Rwanda et se met à parler de la guerre du golfe, d'Israel. Il dit ensuite que «les belges ont fait de très bonnes choses lorsqu'ils colonisaient le Rwanda». Apparement, instaurer des divisions sociales basées sur des préjugés racistes est selon Mitterand «faire de bonnes choses».&lt;br /&gt;Aujourd'hui, en 2007, de nombreux membres du gouvernement de l'époque devraient être entendu sur ces affaires, parce qu'il sagit de &lt;strong&gt;complicité de crimes contre l'humanité&lt;/strong&gt;. Le Rwanda demande officiellement à la France de prendre ses résponsabilités. Parmis les personnes qui devraient etre entendues, il y a aussi Alain Juppé. Mais que disent les médias français de tout cela, que dit le gouvernement et le président français Sarkozy? Rien du tout, ils n'en parlent pas, l'information n'informe pas! Ce qui n'est pas dit à la télévison n'éxiste pas!! Cette affaire, pour de nombreuses personnes ne doit pas etre communiquée. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;La France refuse d'assumer ses résponsabilités.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;C'est ça la France!!! C'est ça la démocratie et la justice française!&lt;br /&gt;Heureusement, il y a de bons journaux comme Le Monde qui parlent de ces choses là!!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;En link, les interview de Mitterand et de Sarkozy en 1994 sur le génocide rwandais, voyez l'hypocrisie!! Et admirez comment Sarkozy savait déjà manipuler les français par les médias!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Università in Europa: che riforma?</title><link>http://italia-france-news.blogspot.com/2007/09/universit-in-europa-che-riforma.html</link><author>noreply@blogger.com (RAF Italo-Francese)</author><pubDate>Mon, 17 Sep 2007 22:35:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8603275508975270172.post-653971892980459956</guid><description>In Europa, qualche anno fa, sono stati cambiati i sistemi universitari al livello organizzativo per uniformarli, per creare delle lauree, non più nazionale, ma europee.&lt;br /&gt;La ragione di questo é semplice, la possiamo spiegare tramite la seguente storiella:&lt;br /&gt;Nel 2003, i grandi imprenditori europei che credono fortemente nei bei progetti dell’Unione si riunirono per porre un semplice problema alla commissione di Bruxelles, lo espressero cosi:&lt;br /&gt;“Carissima Unione Europea,&lt;br /&gt;Noi, imprenditori d’Europa, crediamo molto nel progetto di unificazione e liberalizzazione dell’ economia dei nostri paesi. Abbiamo sempre fatto si che il progetto dell’ Unione, basato su principi di libertà possa andare avanti.&lt;br /&gt;Ma oggi, si pone davanti a noi un problema: le frontiere sono aperte, i cittadini europei possono circolare liberamente nei paesi membri; ma la libera circolazione dei cittadini comunitari significa anche la libera circolazione dei lavoratori europei! Come possiamo valutare, noi imprenditori, le qualità dei laureati dei vari paesi dell’ Unione se hanno tutti criteri di valutazione diversi dovuti a sistemi diversi?”&lt;br /&gt;L’Unione, cosciente del problema rispose cosi:&lt;br /&gt;“Cari amici,&lt;br /&gt;Abbiamo sempre fatto il massimo per accontentarvi e semplificare il vostro lavoro nel rispetto dei valori del libero scambio, e nell’ interesse della libertà economica. E da adesso, ci mettiamo a lavorare per risolvere il problema.&lt;br /&gt;Non vi preoccupare, ce la vediamo noi!”&lt;br /&gt;Qualche settimana dopo, si riunisce a Bruxelles la commissione europea con un bel progetto già studiato e preparato. Il presidente annuncia allora ai membri del parlamento, che in seguito voteranno in maggioranza in favore al progetto:&lt;br /&gt;“Cari colleghi,&lt;br /&gt;Ci é stato sottolineato un problema importante da parte dei grandi industriali d’Europa. Oggi, nel 2003, 50 anni dopo il trattato di Roma, 11 anni dopo quello di Maastricht, non si possono valutare le qualificazioni dei laureati europei perché non abbiamo un sistema universitario comune. Abbiamo quindi, già pensato ad un progetto di riforme per risolvere il problema.&lt;br /&gt;Le Università di ogni paese dovranno riorganizzare i loro sistemi per creare delle lauree europee, una triennale seguita da una biennale, essa seguita da un’ altra triennale che sarebbe il dottorato.&lt;br /&gt;Per un’equivalenza, abbiamo pensato a dare un valore a queste lauree. Ogni anno accademico dovrà avere degli esami espressi in crediti, 60 all'anno. Cosi una triennale europea corrisponderà a 180 crediti, e seguita dalla biennale di 120 crediti, si arriverà ad un totale di 300.&lt;br /&gt;Ogni paese dovrà applicare questo nuovo sistema dal Settembre 2004. Non c'è tempo da perdere. Ognuno vedi come organizzarsi!”&lt;br /&gt;In fondo all’ aula, una piccola voce si fa allora sentire:&lt;br /&gt;“Ma come é possibile applicare una tale riforma in meno di un anno? I ministeri dell’ istruzione impazziranno, ci saranno rivoluzioni studentesche. Ogni paese avrà problemi e difficoltà a cambiare in cosi poco tempo! E cosi, i sistemi di finanziamento, i programmi, la didattica di ogni paese resteranno comunque diversi, e la formazione sarà comunque disuguale!”&lt;br /&gt;Il presidente cerco’ allora di chiarire subito la situazione:&lt;br /&gt;“Ma questi problemi non sono nostri, noi siamo l’UE, e dobbiamo rispondere al più presto alle aspettative di quelli che sono la nostra ragione di essere: “le aziende e i grandi imprenditori”.&lt;br /&gt;Basta che siano accontentati, il resto non ci interessa. Per quello che riguarda l’applicazione rapida della riforma di ogni paese, non c'è da preoccuparsi:&lt;br /&gt;in due anni, hanno rivoluzionato i loro sistemi monetari e applicato la circolazione dell’euro, una piccola riforma come questa sarà una passeggiata”.&lt;br /&gt;Nel settembre del 2004, era cosa fatta. L’anno accademico incominciava con le nuove lauree europee. Per arrivarci, in Italia sarà stata divisa in due quello che era la laurea quinquennale; in Francia, dove il sistema comportava già vari livelli (2+1+1+1), sono state cancellate due lauree intermedie.&lt;br /&gt;Cosi, gli studenti del vecchio continente potranno essere valutati sugli stessi caratteri. Sarà titolare di una laurea triennale colui che avrà ottenuto 180 crediti, 300 per una quinquennale (3+2).&lt;br /&gt;Poco importa quanto avrà studiato, quanto saranno costati gli studi e quanto tempo avrà messo uno studente per laurearsi nel suo paese.&lt;br /&gt;In Europa, per arrivare ai famosi 300 crediti, cioè per ottenere una laurea triennale e una specialistica (3+2), si studia in media fino ai 25 anni; in Italia, fino ai 27 anni.&lt;br /&gt;Poi, chi ha mai valutato le spese di uno studente per arrivare a tale scopo?&lt;br /&gt;Basta pensare, ad esempio, che con un reddito annuale di 25 000€ in una famiglia di 4 persone, uno studente , in Italia, spenderà ogni anno più di 600€ di tasse universitarie (senza prendere in considerazione le varie spese per libri, ecc...). Con lo stesso reddito, questo studente, in Francia, avrebbe lo statuto di borsista e pagherebbe di conseguenza una somma simbolica sui 30€ per le tasse universitarie. In Svezia, invece, qualsiasi reddito abbia la sua famiglia, lo studente non paga nessuna tassa, perché l’educazione é gratuita.&lt;br /&gt;Per quello che riguarda quanto avrà studiato uno studente per laurearsi, non é nemmeno valutabile.&lt;br /&gt;Ma tutto questo, per gli imprenditori europei, non é un problema.&lt;br /&gt;Ogni paese é quindi libero di determinare quale percentuale del suo PIL dedicare all’ educazione, un’ po’ più del 7% in Danimarca, contro il 4% in Italia.&lt;br /&gt;Ogni paese é libero di determinare quante tasse uno studente dovrà pagare per avere il diritto di studiare, a seconda di fasce di reddito anche determinate da esso.&lt;br /&gt;Cosi, il diritto allo studio non é nemmeno garantito in maniera uguale nei paesi dell’ Unione.&lt;br /&gt;Ogni paese é anche libero di organizzare la ripartizione dei crediti a piacere suo, anche se l’UE ha stabilito che 1 CFU = 25 ore di corsi, non si verifica in tutti i paesi, e non viene stabilito quanti libri devono essere studiati per un esame.&lt;br /&gt;Ogni paese é libero di imporre delle barriere all’ ingresso delle università. Fortunatamente, l’Italia non fa parte dei paesi in cui questa pratica é molto frequente. La Grecia, invece, impone addirittura dei limiti a livello nazionale.&lt;br /&gt;Ogni paese é poi, ovviamente, libero di scegliere di fare o no una politica sociale per l’educazione (cosa assolutamente non prevista dall’Unione). In Svezia e in Francia, delle borse universitarie sono attribuite solo in base al reddito e già dal primo anno universitario.&lt;br /&gt;All’ università é anche legato il tema della ricerca. é l’Europa mediterranea che spende di meno per essa, rispetto agli altri paesi. Ma Spagna, Portogallo e Italia sono i paesi in cui la ricerca si fa di più a livello universitario: una bella cosa per il ruolo degli studenti nella ricerca nazionale. Ma la ragione di questo é altra: fare fare la ricerca principalmente nelle università costa di meno.&lt;br /&gt;Il problema della ricerca tocca anche paesi come la Francia, che vede molti dei suoi giovani ricercatori scegliere di partire per gli Stati Uniti dove hanno più infrastrutture per lavorare.&lt;br /&gt;L’università é organizzata in un certo modo. Ma chi ha detto che dovesse essere per forza cosi, e che questo sistema fosse buono?&lt;br /&gt;L’università si puo' cambiare. Si possono applicare modi di organizzazione diversi che in altri paesi funzionano bene, e cercare di fare si che in Italia, in Europa, lo studio sia veramente considerato un diritto uguale per tutti.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item></channel></rss>