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	<title>Itamagazine</title>
	
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	<description>Turismo e dintorni</description>
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		<title>Alla conquista del Giappone</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[Enit-Agenzia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ENIT-Agenzia del Turismo ha partecipato con successo alla JATA &#8211; Japan Association of Travel Agents, a Tokyo, che in tre giorni di svolgimento ha registrato oltre 117mila visitatori. L’appuntamento, rivolto a operatori e consumatore finale, si conferma così la più importante fiera del turismo in Giappone.   Di successo in successo. L’edizione 2011 della JATA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ENIT-Agenzia del Turismo ha partecipato con successo alla JATA &#8211; Japan Association of Travel Agents, a Tokyo,</strong> che in tre giorni di svolgimento ha registrato <strong>oltre 117mila visitatori. </strong>L’appuntamento, rivolto a operatori e consumatore finale, si conferma così la più importante fiera del turismo in Giappone.<br />
 <br />
Di successo in successo. L’edizione 2011 della JATA ha riscontrato un gradimento talmente alto tra i giapponesi che sarà organizzata <strong>una nuova fiera del turismo internazionale, separatamente dalla ormai assodata World Travel Fair.<br />
</strong>Intanto <strong>l’ENIT ha partecipato con uno Stand espositivo</strong> che è risultato tra i più completi fra quelli degli altri Paesi competitors; presenti nell’area italiana le Regioni Sicilia e Valle D’Aosta, oltre ad alcuni Operatori iscritti al Club Italia. I rappresentanti delle Regioni, insieme ai loro collaboratori, hanno effettuato <strong>un’efficace opera promozionale e di accoglienza, apprezzata dagli operatori turistici giapponesi,</strong> nonché dal pubblico numeroso che ha fatto visita allo stand.<br />
All’interno della Jata, inoltre, uno spazio per incontri B2B in un’area esclusiva, il “<strong><em>Business Meeting Session”,</em></strong> ha permesso di stabilire <strong>nuove opportunità di business tra 163 buyer giapponesi e 751 seller,</strong> individuati tra espositori e operatori esteri. Al “<strong><em>Media Meeting Session”,</em></strong> invece, hanno partecipato 120 operatori della stampa e 102 seller.</p>
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		<title>Studenti in viaggio, domanda in crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 10:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[destagionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Il turismo scolastico è un settore con una domanda potenziale di 2,7 milioni di studenti per oltre 130mila classi tra istituti di secondo grado (statali e privati). Sono i dati raccolti dall’Osservatorio sul turismo scolastico del Touring Club Italiano: 1,3 milioni gli studenti delle scuole medie superiori che nell’anno 2007/2008 hanno effettuato un viaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/fiera-BTS-genova1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2286" title="fiera BTS genova" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/fiera-BTS-genova1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il <strong>turismo scolastico</strong> è un settore con una <strong>domanda potenziale di 2,7 milioni di studenti per oltre 130mila classi tra istituti di secondo grado</strong> (statali e privati). Sono i dati raccolti dall’Osservatorio sul turismo scolastico del Touring Club Italiano: <strong>1,3 milioni gli studenti delle scuole medie superiori</strong> che nell’anno 2007/2008 hanno effettuato un viaggio di istruzione, per un <strong>fatturato di 375 milioni di euro</strong>.</p>
<p>La <strong><em>Borsa del Turismo Scolastico e Studentesco (BTS2) di Genova</em></strong> è l’appuntamento italiano di riferimento per il mondo della scuola e per i giovani che vedono nel viaggio un modo per aprire la mente e arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. Si svolge nell’ambito di <strong><em>ABCD, il Salone Italiano dell’Educazione,</em></strong> una delle manifestazioni più importanti del segmento fieristico per il turismo scolastico e l’offerta didattico pedagogica, organizzato da Fiera di Genova in partnership col Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e in contemporanea con Orientamenti, Salone regionale dell’orientamento organizzato da Regione Liguria.</p>
<p><strong>L’ottava edizione del Salone, dal 16 al 18 novembre 2011, </strong>ha soddisfatto ogni attesa. Numerosi i docenti in arrivo da tutta Italia e dall’estero sin dall’inaugurazione degli stand, momento in cui sono state ricordate le vittime dell’alluvione che ha colpito la Liguria nelle scorse settimane. ABCD è  dedicato al mondo della scuola e all’indotto, dalla formazione alla ricerca didattica, dalla tecnologia sino alle proposte turistiche, con importanti referenti istituzionali nazionali ed esteri, con una sezione speciale riservata alla Borsa del Turismo Scolastico e Studentesco.</p>
<p>Domanda e offerta per questo <strong>segmento turistico in crescita, che nonostante la crisi presenta interessanti vie di sviluppo,</strong> si sono incontrati a Genova: territori e aziende di promozione hanno presentato le proprie eccellenze a 360 gradi; Regioni, Comuni, Province, Parchi, Musei, Enti e Consorzi di promozione turistica, Agenzie di viaggio, Tour operator hanno partecipato BTS2  come espositori per confrontarsi e proporre le novità. Inoltre, in collaborazione con Enit, hanno dato vita all’unico <strong>workshop professionale che mette in contatto i referenti dei viaggi d’istruzione e i TO stranieri con gli operatori dell’offerta scolastica.</strong></p>
<p>In un momento come quello attuale, infine, un particolare da non dimenticare: il turismo scolastico rappresenta, per le strutture ricettive e per l’offerta turistica nel suo complesso, <strong>un’importante occasione di destagionalizzazione</strong>. È poi la chiave per far apprezzare ai giovani le bellezze del territorio, anche quelle meno conosciute, in grado di fornire stimoli a livello educativo e didattico.</p>
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		<title>Governo Monti, Gnudi per turismo e sport</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[cidec]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[michela vittoria brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[mimistero del turismo]]></category>
		<category><![CDATA[paolo esposito]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Gnudi]]></category>

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		<description><![CDATA[Bolognese, 73 anni, Piero Gnudi (nella foto) è un dirigente d’azienda italiano, ex presidente della società Enel. Ha rivestito numerose cariche all’interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di società come Stet, Eni, Enichem e Credito Italiano. Il neo presidente del consiglio Mario Monti lo ha scelto come ministro senza portafoglio per turismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/gnudi-ministro-turismo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2278" title="gnudi ministro turismo" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/gnudi-ministro-turismo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Bolognese, 73 anni, Piero Gnudi</strong><em> (nella foto)</em> è un dirigente d’azienda italiano, ex presidente della società Enel. Ha rivestito numerose cariche all’interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di società come Stet, Eni, Enichem e Credito Italiano.<br />
Il neo <strong>presidente del consiglio</strong> <strong>Mario Monti</strong> lo ha scelto come <strong>ministro senza portafoglio per turismo e sport.</strong> Alla guida del turismo sostituisce Michela Vittoria Brambilla del Governo Berlusconi.</p>
<p>La squadra di Monti è composta da <strong>tutti tecnici: nessun politico, infatti, compare tra i 12 ministri con portafoglio, </strong>tra cui lo stesso Monti che ha tenuto per sé l’Economia, e i 5 senza portafoglio. Le donne nel Governo sono tre: Paola Severino alla Giustizia, Elsa Fornero a Lavoro e politiche sociali, Anna Maria Cancellieri agli Interni.<br />
<strong>Piero Gnudi</strong> è membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime, del comitato di indirizzo strategico per lo sviluppo della Piazza Finanziaria Italiana, del comitato esecutivo dell’Aspen Institute, del comitato per la corporate governance delle società quotate. Presidente onorario dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia, ha ricoperto anche l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Emittenti Titoli, nonché di consigliere di amministrazione di Unicredit, di Astaldi e de “Il Sole 24 Ore”. È stato <strong>presidente del consiglio di amministrazione dell’Enel dal maggio 2002 all’aprile 2011</strong> e nel cda di Unicredit.</p>
<p>Questa la <strong>lista dei nuovi ministri</strong>: <strong>Corrado Passera</strong>, ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture; <strong>Giampaolo Di Paola</strong>, ministro della Difesa; <strong>Anna Maria Cancellieri</strong>, ministro dell’Interno; <strong>Paola Severino</strong>, ministro della Giustizia; <strong>Giulio Terzi</strong>, ministro degli Esteri; <strong>Elsa Fornero</strong>, ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità; <strong>Francesco Profumo</strong>, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca; <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, ministro per i Beni culturali; <strong>Renato Balduzzi</strong>, ministro per la Salute; <strong>Mario Catania</strong>, ministro delle Politiche Agricole e forestali; <strong>Corrado Clini</strong>, ministro dell’Ambiente.<br />
I <strong>ministri senza portafoglio sono 5</strong>: oltre a Gnudi, <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong> (Affari Europei), <strong>Fabrizio Barca</strong> (Coesione territoriale), <strong>Piero Giarda</strong> (Rapporti con il Parlamento) e <strong>Andrea Riccardi</strong> (Cooperazione internazionale).<br />
Spariscono i due ministeri voluti dalla Lega Nord, quello delle Riforme per l’attuazione del federalismo e della Semplificazione normativa.</p>
<p><strong>IL COMMENTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE CIDEC<br />
</strong>Il <strong><em>presidente nazionale della Cidec, Paolo Esposito</em></strong>, torna a chiedere misure efficaci per la crescita.<br />
“L’avvio è stato positivo, la squadra di Governo scelta dal presidente del consiglio Mario Monti è formata da personalità di spessore” afferma Esposito. “Resta adesso da vedere quali saranno i <strong>primi interventi per la crescita e lo sviluppo</strong>. Il mondo delle imprese si augura che vengano messe in campo misure efficaci e coraggiose, d’intesa con l’Europa e con grande attenzione agli equilibri di finanza pubblica.”<br />
<strong>Secondo il presidente della Cidec “non c’è più tempo da perdere”.</strong> “Occorre fare presto” afferma Esposito “la situazione economica è gravissima e non consente distrazioni. <strong>Bisogna</strong> <strong>operare in fretta e bene”.<br />
</strong>Cosa auspica la Confederazione Italiana dei Commercianti? Rilancio dei consumi, sburocratizzazione, riduzione della pressione fiscale per restituire ossigeno alle piccole e medie imprese, liberalizzazioni e tagli alla spesa pubblica.</p>
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		<title>Liberalizzazione orari e aperture degli esercizi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
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		<description><![CDATA[La norma Brambilla, contenuta nel decreto legge 98/2011, in vigore dal 6 luglio 2011, prevede che gli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande che si trovano nelle località turistiche o nelle città d’arte italiane, così come da elenchi regionali, non siano più tenuti al rispetto degli orari di apertura e di chiusura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>norma Brambilla</strong>, contenuta nel <strong>decreto legge 98/2011</strong>, in vigore dal 6 luglio 2011, prevede che gli <strong>esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande che si trovano nelle località turistiche o nelle città d’arte italiane</strong>, così come <strong>da elenchi regionali</strong>, non siano più tenuti al rispetto degli orari di apertura e di chiusura, all’obbligo della chiusura domenicale e festiva e all’obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale.</p>
<p><strong>Questa liberalizzazione (art.35 c.6)</strong> afferma il diritto d’iniziativa economica privata e introduce una <strong>massiccia liberalizzazione in un settore strategico per l’economia</strong>, a vantaggio sia dei cittadini, che possono contare su servizi più accessibili e conciliare più facilmente i tempi di vita e di lavoro, sia dei turisti italiani e stranieri, che possono effettuare acquisti in più ore del giorno e in tutti i giorni della settimana.<br />
Su questa liberalizzazione, secondo un <strong>sondaggio Ipsos</strong> condotto all’inizio di luglio, hanno espresso un giudizio positivo 78 italiani su 100.</p>
<p><strong>Gli elenchi delle Regioni<br />
</strong>Le Regioni che hanno provveduto, sulla base della normativa precedente, a predisporre elenchi dei Comuni a vocazione turistica e delle città d’arte sono già in regola con la normativa sopravvenuta. Le Regioni ancora inadempienti sono tenute ad adeguare le proprie disposizioni legislative e regolamentari, ovvero a redigere l’elenco dei Comuni ad interesse turistico e delle città d’arte situate nel proprio territorio, <strong>entro il 1° gennaio 2012</strong>.<br />
La norma, per essere operativa, presuppone l’esistenza dell’elenco dei “Comuni a prevalente economia turistica e delle città d’arte” che il <strong><em>decreto legislativo 114/98</em></strong> (<strong>riforma del commercio</strong>) <strong>prevede al c.3 dell’art.12</strong>. Secondo il testo, “entro 180 giorni” dall’entrata in vigore del decreto, le Regioni, “anche su proposta dei Comuni interessati e sentite le organizzazioni dei consumatori, delle imprese del commercio e del turismo e dei lavoratori dipendenti”, individuano “i Comuni ad economia prevalentemente turistica, le città d’arte o le zone del territorio dei medesimi e i periodi di maggiore afflusso turistico”.<br />
In caso di inerzia della Regione, cioè di elusione dell’obbligo di individuare i Comuni a vocazione turistica, ha diritto di ricorrere al Tribunale amministrativo il Comune che ha formulato una proposta di riconoscimento quale Comune “turistico” senza ottenere risposta oppure il titolare di un esercizio commerciale ubicato in un Comune che ha oggettivamente i requisiti per essere dichiarato Comune turistico o città d’arte attraverso la procedura del silenzio-rifiuto. In questo caso si potrà chiedere il risarcimento del danno emergente e del lucro cessante.<br />
La Regione, infatti, non ha una discrezionalità amministrativa, ma è tenuta a dichiarare un Comune turistico quando vi sono oggettivamente i presupposti per farlo.</p>
<p><strong>I regolamenti comunali<br />
</strong>I regolamenti comunali in contrasto con la normativa primaria, cui abbiano dato attuazione le Regioni predisponendo gli elenchi dei Comuni ad interesse turistico, vanno disapplicati, perché diventati contro la legge vigente.</p>
<p><strong>In quali Comuni si applica<br />
</strong>Riportiamo in allegato<strong> l’elenco dei Comuni a vocazione turistica</strong> che hanno risposto alla chiamata del Governo e che sono riportati sul sito istituzionale <a href="http://www.governo.it/"><strong>www.governo.it</strong></a><strong>.<br />
</strong>Sono circa <strong>1.500 Comuni per 12 Regioni</strong> e una provincia autonoma. Risultano assenti: <em>Liguria, Umbria, Campania, Calabria, Sardegna, Abruzzo, Marche e Provincia autonoma di Bolzano.<br />
</em>L’invito a sindaci ed esercenti che volessero approfittare della <strong>nuova normativa</strong>, le cui imprese hanno sede in tali Regioni, a verificare con l’ amministrazione regionale l’appartenenza del proprio comune a tali elenchi; nel caso essi non fossero mai stati prodotti, a seguire la procedura di <strong>ricorso al Tribunale amministrativo</strong> come sopra per fare valere il proprio legittimo diritto.</p>
<p><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/ELENCO-COMUNI-TURISTICI.pdf"><strong>ELENCO COMUNI TURISTICI</strong></a></p>
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		<title>Competitività delle imprese, missione in India</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
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		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscere meglio le opportunità offerte alle imprese italiane e rafforzare le relazioni economico-commerciali con l’India. Questo l’obiettivo della quarta Missione Economica italiana in India, organizzata dal 31 ottobre al 3 novembre 2011 nelle città di New Delhi e Chennai dai Ministeri degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico, Confindustria, ABI e Unioncamere. La missione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscere meglio le opportunità offerte alle imprese italiane e rafforzare le relazioni economico-commerciali con l’India. Questo l’obiettivo della <strong>quarta Missione Economica italiana in India</strong>, organizzata <strong>dal 31 ottobre al 3 novembre 2011</strong> nelle città di New Delhi e Chennai dai <em>Ministeri degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico, Confindustria, ABI e Unioncamere</em>.</p>
<p><strong>La missione di Governo, banche e imprese in India</strong> ha puntato i riflettori sui <strong>settori automotive, meccanica, infrastrutture, energie rinnovabili e servizi, </strong>accompagnando 105 aziende italiane, di cui 10 gruppi bancari e 10 associazioni industriali, che hanno aderito al programma.<br />
“La crisi internazionale ha ridisegnato in modo strutturale gli asset economici dei prossimi anni, accelerando  la <strong>crescita verso i Bric (Brasile, Russia, India e Cina)</strong> che, per diversi motivi, stanno dando prova di essere realtà dinamiche e fortemente produttive” ha affermato il<em> ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani.</em> “È dunque interesse di un grande Paese manifatturiero come l’Italia rafforzare i rapporti economici e commerciali con queste realtà. Il governo indiano, in particolare, a fronte di tanti segni negativi a livello globale, per il 2012 stima una crescita del prodotto interno lordo superiore all’8%.”</p>
<p>Viene da sé quindi che l’India di oggi, con una popolazione di oltre un miliardo e 200 milioni di persone, è in grado di esprimere una domanda orientata verso le nuove necessità legate alla diversificazione dell’economia, alla modernizzazione dei sistemi produttivi infrastrutturali e dei servizi locali. “Noi siamo pronti a raccogliere questa sfida” conclude Romano.<br />
Aggiunge il <em>presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia</em>: “<strong>L’India è un mercato prioritario per le nostre attività internazionali, perché è un Paese in continuo sviluppo</strong> &#8211; con una relativa stabilità politica, una sempre maggiore diffusione del benessere, tassi di crescita, da oltre vent’anni, superiori al 6% &#8211; e<strong> perché ha molteplici affinità con la struttura delle nostre imprese,</strong> siamo complementari in molti settori industriali e per entrambi riveste un ruolo centrale il capitalismo familiare. Ma la nostra presenza in India non è ancora consolidata”.<br />
 </p>
<p><strong><em>ECONOMIA INDIANA IN COSTANTE CRESCITA<br />
</em></strong>Nel 2010 l’economia indiana ha mostrato una buona resistenza agli shock di origine esterna, registrando solo una temporanea decelerazione. Hanno contribuito a questo, le misure fiscali e  monetarie espansive attuate dall’Esecutivo. <strong>Nel 2010, il Pil è aumentato dell’8,8%.</strong><br />
In linea con la ripresa dell’economia globale, l’interscambio commerciale indiano è aumentato del 21,6% con previsioni di crescita per l’anno in corso.<br />
In  riferimento  all’andamento  dell’<strong>interscambio con l’Italia</strong>, <strong>nel 2010 le importazioni  dall’India hanno registrato un valore di 3,8 miliardi di euro</strong> (+31,6%  rispetto al 2009) e le esportazioni, pari a 3,3 miliardi di euro, sono aumentate del 23,8%.<br />
Nel  periodo  gennaio-luglio  2011  le  nostre  esportazioni in India hanno registrato una  crescita  del 22,9% rispetto allo stesso periodo del 2010,  mentre  l’import  indiano è aumentato del 36,6%. Tra i prodotti italiani più esportati: macchinari  elettrici e meccanici,  prodotti  in metallo, prodotti chimici, mezzi di trasporto.</p>
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		<item>
		<title>Prodotti alimentari made in Italy</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Mipaaf]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti agroalimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[A Cremona, venerdì 11 e sabato 12 novembre, il Forum “Un Paese, Un’Agricoltura” rappresenta un’occasione di confronto tra i rappresentanti del settore agricolo-alimentare e le istituzioni. All’appuntamento, voluto dal Ministero per le politiche agricole, partecipano persone, società ed enti del mondo produttivo, delle pubbliche amministrazioni, della comunità scientifica e della società civile. Con la consapevolezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A<strong> Cremona, venerdì 11 e sabato 12 novembre, il Forum <em>“Un Paese, Un’Agricoltura”</em></strong> rappresenta un’occasione di confronto tra i rappresentanti del settore agricolo-alimentare e le istituzioni.</p>
<p>All’appuntamento, voluto dal <strong>Ministero per le politiche agricole</strong>, partecipano persone, società ed enti del mondo produttivo, delle pubbliche amministrazioni, della comunità scientifica e della società civile. Con la consapevolezza che sui <strong>prodotti agricoli e la gastronomia italiana si regge pure il turismo </strong>per un Paese considerato, nel mondo, il regno della buona cucina e della dieta mediterranea.<br />
L’agricoltura italiana affronterà nei prossimi anni una delle più delicate fasi della sua storia recente per effetto della concomitante azione di scenari e cambiamenti senza precedenti. Si passa dalla globalizzazione dei mercati alle nuove sfide per la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, dalle opportunità di affermazione dei <strong>prodotti del Made in Italy</strong> di qualità nei mercati esteri alle minacce della crisi economica e finanziaria europea e internazionale.<br />
In tale quadro si inserisce anche il <strong>processo di riforma della Pac, la politica agricola dell’Unione Europea, che ridefinirà, nei prossimi mesi, gli obiettivi e le risorse destinate dall’Europa al settore agricolo. </strong>Fondamentale e urgente, quindi, recuperare una visione organica del quadro di politica agricola nazionale, tale da dotare l’Italia di uno strumento efficace e coerente al nuovo scenario di riferimento, da creare con il contributo di tutti gli attori qualificati della filiera agroalimentare.</p>
<p>Durante il Forum, che si svolge nella <strong>Fiera di Cremona</strong>, si discuterà di:<br />
- struttura produttiva, risultati economici e aspetti sociali dell’agricoltura italiana e delle aree rurali;<br />
- riforma della Pac, impatto ed effetti;<br />
- imprese comunitarie e prospettive;<br />
- qualità e multifunzionalità del sistema agroalimentare;<br />
- ruolo della ricerca e dell’innovazione;<br />
- sicurezza alimentare e ruolo dei controlli;<br />
- tutela agro ambientale e biodiversità;<br />
- sfide globali e scelte vincenti.</p>
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		<title>Dal cielo il rilancio del turismo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporti]]></category>
		<category><![CDATA[Enac]]></category>
		<category><![CDATA[Enit-Agenzia]]></category>
		<category><![CDATA[voli internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Convenzione tra l’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo guidata dal presidente Matteo Marzotto (nella foto) e l’Enac, ente nazione per l’aviazione civile, per lo sviluppo degli aeroporti minori e di conseguenza dei flussi turistici verso l’Italia. La Convenzione parte dal presupposto che lo sviluppo degli spostamenti di Aviazione Generale, in particolare quella “leggera” con piloti-proprietari provenienti dall’estero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/marzotto-ok2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2259" title="marzotto ok" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/marzotto-ok2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Convenzione tra l’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo guidata</strong> dal presidente Matteo Marzotto (<em>nella foto</em>) <strong>e l’Enac, ente nazione per l’aviazione civile, per lo sviluppo degli aeroporti minori</strong> e di conseguenza dei flussi turistici verso l’Italia.</p>
<p>La Convenzione parte dal presupposto che lo sviluppo degli <strong>spostamenti di Aviazione Generale</strong>, in particolare quella “leggera” con piloti-proprietari provenienti dall’estero, costituiscono oggi un <strong>segmento turistico</strong> ancora marginale ma estremamente qualificato nell’ambito dell’offerta nazionale.<br />
Ecco i punti salienti dell’accordo: <strong>attività di promozione</strong> con diffusione di materiale informativo anche all’estero; <strong>campagne internazionali finalizzate alla maggiore conoscenza</strong> della rete di aeroporti minori italiani, delle avio-eli-idrosuperfici ubicate sul territorio, comprese quelle di prossima ristrutturazione e dei servizi aeroportuali; <strong>creazione di</strong> <strong>eventi e workshop tematici</strong> volti a cogliere comuni opportunità di relazione, visibilità e diffusione.</p>
<p><strong>L’Enac crede molto nel potenziale di sviluppo dell’aeroportualità</strong> <strong>minore</strong>, attorno alla quale “ruota un mondo che coinvolge piloti, appassionati di volo, sportivi e un segmento di industria aeronautica” precisa il <strong><em>direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta</em></strong>.<br />
Una realtà che porta con sé altre attività correlate con notevole indotto per l’industria, gli aeroporti e l’economia locale. <strong>Sono 60 gli aeroporti cosiddetti minori e circa 600 le infrastrutture nella categoria avio-eli-idrosuperfici.</strong> L’Enac per il triennio 2010-2012 ha predisposto un importante <strong>investimento di 35 milioni di euro</strong> a favore degli aeroporti minori per valorizzare e sviluppare questo patrimonio e favorire l’incremento dell’aviazione generale. “Obiettivo del protocollo con l’ENIT è sostenere ulteriormente la crescita di questi aeroporti con <strong>l’inserimento nei circuiti turistici</strong>” continua Quaranta. “Si tratta, infatti, quasi sempre di scali vicini alle città che possono indurre a livello nazionale e internazionale traffico turistico e di business aviation.”<br />
 <br />
Aggiunge <strong><em>il presidente dell’ENIT, Matteo Marzotto</em></strong>: “Per l’industria turistica un sistema articolato di aeroporti è fondamentale. <strong>Il rilancio di territori è stato spesso trainato proprio dagli aeroporti locali. Il trasporto aereo</strong> in generale è decisivo da sempre per il Paese perché permette l’accesso diretto all’Italia dei flussi turistici, in particolare oggi per ciò che riguarda i nuovi grandi mercati”.<br />
Nello specifico degli aeroporti minori, Marzotto ha voluto evidenziare alcuni aspetti definiti “particolarmente positivi dell’iniziativa”: l’accesso col mezzo aereo ad aree straordinarie ma spesso meno note e meno raggiungibili d’Italia; il potere del passaparola di questa particolare categoria di turisti e la positiva ricaduta di immagine. “Non dimentichiamoci che, tra le tante altre cose, l’Italia è uno dei Paesi che potremmo definire padri fondatori dell’Aeronautica” conclude il presidente dell’ENIT.</p>
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		<title>Una scossa all’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[semplificazione burocratica]]></category>
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		<description><![CDATA[Regioni e Autonomie locali chiedono il confronto al Governo sui temi della crescita e dello sviluppo dopo un primo incontro con le Parti sociali, come si apprende sul sito www.regioni.it. Urge un confronto secondo i presidenti della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi, Vasco Errani (nella foto), Graziano Delrio e Giuseppe Castiglione, che hanno inviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/Errani-Vasco.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2254" title="Errani Vasco" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/Errani-Vasco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Regioni e Autonomie locali chiedono il confronto al Governo sui temi della crescita e dello sviluppo </strong>dopo un primo incontro con le Parti sociali, come si apprende sul sito <a href="http://www.regioni.it/">www.regioni.it</a>. <strong>Urge un confronto secondo i presidenti della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi, Vasco Errani</strong> <em>(nella foto),</em> <strong>Graziano Delrio e Giuseppe Castiglione,</strong> che hanno inviato una <strong>lettera congiunta al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai Ministri Fitto, Maroni, Tremonti e Romani.</strong> “Il grave momento che stiamo attraversando e la situazione economica sempre più preoccupante” scrivono “rendono necessario un intervento di tutte le Istituzioni per <em>sostenere una nuova fase di sviluppo del Paese”.</em></p>
<p>Dopo aver aperto un confronto sul tema dell’autoriforma delle istituzioni, “Regioni, Province e Comuni – scrivono ancora Errani, Delrio e Castiglione &#8211; hanno da tempo avviato una riflessione comune per <strong>individuare le priorità e gli obiettivi concretamente perseguibili, atti a consentire il superamento dell’attuale fase recessiva. Sui</strong> temi dello sviluppo solo <strong>un’azione sinergica e coordinata di tutte le istituzioni e dei soggetti economico-sociali</strong> può portare alla definizione di misure realmente efficaci”.<br />
Per questo motivo la <strong>Conferenza delle Regioni, l’Anci e l’Upi</strong> chiedono al Presidente del Consiglio un “confronto urgente, preliminare al varo delle misure che il Governo si appresta ad emanare”. Allegato alla lettera la Conferenza delle Regioni, l’Anci e l’Upi hanno inviato anche il documento contenente le prime proposte per la crescita dei territori.</p>
<p>Sono <strong>sette i punti cardine</strong> su cui Regioni e Autonomie locali fondano le loro proposte, che riportiamo di seguito:</p>
<p>1. <strong>Favorire politiche integrate</strong> per il sostegno alle imprese, l’innovazione, la ricerca e l’internazionalizzazione;<br />
2. Rilancio, sostegno e valorizzazione delle politiche attive per la <strong>promozione dell’occupazione</strong>;<br />
3. <strong>Semplificare le procedure amministrative</strong> attraverso un impegno chiaro e irreversibile a favore dello sportello unico delle attività produttive anche attraverso l’avvio di un piano di infrastrutturazione tecnologica che renda stabili le semplificazioni amministrative e consenta di ridurre i costi gestionali;<br />
4. <strong>Ridurre la spesa improduttiva</strong> per realizzare infrastrutture e interventi in settori strategici quali ambiente e energie;<br />
5. <strong>Sostenere le imprese</strong> anche con la revisione del Patto di Stabilità Interno e con la possibilità di effettuare pagamenti in deroga ai vincoli del patto;<br />
6. <strong>Sbloccare i fondi FAS</strong> nei confronti delle Regioni che hanno già approvato i relativi piani attuativi o che hanno dovuto destinare i fondi al ripiano del disavanzo sanitario e sui quali è già intervenuta la presa d’atto da parte del CIPE; utilizzo e finalizzazione delle risorse Fas in investimenti per opere e infrastrutturazioni per il Mezzogiorno, a seguito di una attenta ricognizione sull’ammontare dei fondi stessi;<br />
7. <strong>Incentivare le dismissioni e le valorizzazioni del patrimonio immobiliare</strong> e l’utilizzo delle risorse conseguenti per lo sviluppo, l’abbattimento dello stock del debito nonché per sostenere la spesa in conto capitale.</p>
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		<title>Speciale Italia in Austria</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[automobil club]]></category>
		<category><![CDATA[Enit-Agenzia]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue fino a novembre l’azione di co-marketing a costo zero dell’ENIT con l’Automobil Club austriaco ÖAMTC. Durante questo periodo l’Automobil Club pubblicherà sul proprio sito uno Special dedicato all’Italia, la destinazione turistica più apprezzata dagli austriaci, soprattutto per viaggi individuali con l’automobile. Lo Special Italia, come riferisce l’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, ha una sezione dedicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue fino a novembre <strong>l’azione di co-marketing a costo zero dell’ENIT con l’Automobil Club austriaco ÖAMTC. </strong>Durante questo periodo l’Automobil Club pubblicherà sul proprio sito uno <strong>Special dedicato all’Italia</strong>, <strong>la destinazione turistica più apprezzata dagli austriaci, </strong>soprattutto per viaggi individuali con l’automobile.</p>
<p>Lo Special Italia, come riferisce l’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, ha una sezione dedicata alla descrizione del nostro patrimonio artistico, storico, culturale e naturale ed è corredato da uno show fotografico di 15 immagini caratteristiche. Inoltre, la pagina web dell’ÖAMTC ha un link alla sezione austriaca del sito <a href="http://www.enit.it/">www.enit.it</a> e <a href="http://www.italia.it/">www.italia.it</a>.<br />
<strong>Un particolare riguardo è riservato al Friuli-Venezia Giulia, una delle regioni più visitate dagli austriaci.</strong> Tramite la ET Group ha messo a disposizione un soggiorno gratuito per due persone a Lignano, in assoluto la meta turistico balneare preferita dagli austriaci. Il premio è in palio tra gli internauti che visiteranno lo Special Italia sul sito dell’ÖAMTC e risponderanno in maniera esatta a una domanda sull’offerta turistica italiana.</p>
<p>Inoltre, <strong>per il secondo anno consecutivo la Provincia di Udine si è presentata a Vienna con “<em>Eccellenze friulane in tour</em>”. </strong>L’iniziativa, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale di Vienna, è stata realizzata in sinergia con la Camera di Commercio di Udine e finalizzata a promuovere all’estero le eccellenze friulane come il tessuto produttivo di qualità, il turismo, la cultura e l’enogastronomia.<br />
Raggiunto così <strong>l’obiettivo di rafforzare i rapporti, già molto solidi, tra l’Austria e il territorio di Udine. </strong>Per quanto riguarda il turismo, infatti, la Provincia di Udine risulta una delle mete preferite degli austriaci, con 207.000 arrivi registrati nel 2010 (su un totale di oltre 318.000 arrivi per il Friuli Venezia Giulia) e 873.000 presenze (su un totale di oltre 1.250.000 per l’intera regione).</p>
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		<title>Sostegno alle PMI, nuovi strumenti a disposizione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Ministero dell’Economia e delle Finanze, Borsa Italiana, Banca europea per gli investimenti, Fondo Italiano d’Investimento e SACE (Agenzia di Credito all’Esportazione) hanno messo a punto alcune iniziative per favorire le PMI italiane. L’obiettivo comune è il rafforzamento della patrimonializzazione delle imprese di minori dimensioni per favorire il finanziamento di progetti di medio lungo termine, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ministero dell’Economia e delle Finanze, Borsa Italiana, Banca europea per gli investimenti, Fondo Italiano d’Investimento e SACE (Agenzia di Credito all’Esportazione) hanno messo a punto <strong>alcune iniziative per favorire le PMI italiane</strong>.</p>
<p>L’obiettivo comune è il <strong>rafforzamento della patrimonializzazione delle imprese di minori dimensioni</strong> per favorire il finanziamento di progetti di medio lungo termine, la crescita dimensionale, l’internazionalizzazione e la capacità competitiva nel mutato scenario globale.<br />
Qui di seguito <strong>alcuni dei nuovi strumenti</strong>.</p>
<p><strong>Accordo di co-investimento tra Fondo Europeo per gli Investimenti e Fondo Italiano di Investimento.</strong> Mira a favorire la patrimonializzazione e lo sviluppo delle PMI attraverso il sostegno ai fondi di capitale di rischio dedicati alla crescita. L’accordo prevede uno <strong>stanziamento iniziale di 100 milioni di euro</strong> per ciascuna istituzione, rinnovabili per tranche.<br />
L’attività comune riguarderà la condivisione d’informazioni in materia di ricerca di opportunità di investimenti, quanto l’istruttoria, l’analisi progettuale e finanziaria e il successivo monitoraggio.</p>
<p><strong>ELITE, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Borsa Italiana.</strong> Si tratta di un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale rivolto alle PMI orientate alla crescita. Intende stimolare l’eccellenza, nella direzione di una maggiore trasparenza ed efficienza gestionale, e sostenere l’avvicinamento culturale delle imprese ai mercati finanziari.</p>
<p>Infine, <strong>SACE</strong> ha messo a punto un nuovo strumento che contribuirà al <strong>rafforzamento della struttura patrimoniale delle PMI italiane, aumentandone la competitività sui mercati internazionali. </strong>L’iniziativa, che avrà una <strong>dotazione iniziale di 50 milioni di euro</strong>, mira all’acquisizione e alla gestione di partecipazioni rilevanti in PMI quotate o quotande sul mercato italiano con un modello di business possibilmente orientato all’esportazione.</p>
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