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	<title>Music Parade</title>
	
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Dai momenti di gloria degli Scorpions a oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo millennio si è aperto per gli Scorpions con il disco Moment Of Glory, dove il quintetto ha rielaborato alcuni classici, da Still Lovin’ You a Wind Of Change, con l’ausilio della Berlin Philarmonic Orchestra, diretta da Christian Kolonovits. Nel lavoro si trovano anche un paio di inediti: la ballad Here In My Heart, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il nuovo millennio si è aperto per gli Scorpions con il disco<em> <strong>Moment Of Glory</strong></em>, dove il quintetto ha rielaborato alcuni classici, da<em> Still Lovin’ You</em> a <em>Wind Of Change</em>, con l’ausilio della <strong>Berlin Philarmonic Orchestra</strong>, diretta da Christian Kolonovits. Nel lavoro si trovano anche un paio di inediti: la ballad <em>Here In My Heart</em>, cantata insieme a Lyn Liechty, e <em>Moment Of Glory</em>, inno dell’EXPO di Hannover di quell’anno, con il coro delle voci bianche di Vienna. Da segnalare anche la presenza di Zucchero, che duetta con Meine in<em> Send Me An Angel</em> e di Ray Wilson dei Genesis, che canta <em>Big City Night</em>.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente i classici del gruppo sono stati rivisitati in chiave acustica, in un disco dal vivo intitolato, appunto, <em><strong>Acustica</strong>.</em></p>
<p><img class="size-medium wp-image-3087 alignright" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/scorpions-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 gli Scorpions hanno pensato bene di ritornare alle origini e hanno realizzato il buon <strong><em>Unbreakable</em></strong>, con il polacco<strong> Pawel Maciwoda</strong> al basso. Il suono questa volta è piuttosto duro, come gli Scorpions non facevano dai tempi di <em>Face The Heat</em>, basti ascoltare la bellissima opening track <em>My Generation</em> oppure <em>Love ‘Em or Leave ‘Em. </em>Quindi<em> Deep In The Dark, My City My Town</em> e <em>Borderline</em>.</p>
<p style="text-align: justify">L’<strong>immancabile ballata</strong> che chiude il lavoro porta il titolo di <strong><em>She Said</em></strong>. Questa volta il cambio di stile ha portato bene a Schenker e soci, che grazie a Unbreakable sono tornati a veleggiare nelle zone alte delle classifiche.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2006, durante il <strong>Wacken Open Air</strong>, il più grande festival heavy metal del mondo, che si tiene nella cittadina tedesca di Wacken, gli Scorpions hanno condiviso il palco con i grandi ex Michael Schenker, Ulrich Roth e Hermann Rarebell.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un anno il gruppo ha realizzato <em><strong>Humanity – Hour 1</strong></em>, un concept album che propone un&#8217;ulteriore variazione nel sound. Questa volta a farla da padrone è il Nu-Metal. Tra i brani da segnalare la ballad <em>Love Will Keep As Alive</em> e <em>Humanity</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-3157"></span>Il 6 aprile 2010, i membri degli Scorpions hanno lasciato l’impronta delle loro mani in una lastra di cemento, inserita accanto a quelle di altri famosi musicisti nella famosa <strong>Walk Rock di Hollywood</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Lo stesso anno è stato rilasciato <em><strong>Sting In The Tail</strong></em>, il quale, nelle intenzioni di Schenker e soci, dovrebbe essere l’ultimo LP degli Scorpions, in quanto i tedeschi hanno dichiarato che si scioglieranno alla fine del tour, nel 2013.</p>
<div id="attachment_3089" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img class=" wp-image-3089  " src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/Rudolf_Schenker-200x300.jpg" alt="" width="120" height="180" /><p class="wp-caption-text">Rudolf Schenker</p></div>
<p style="text-align: justify">Il disco, a mio giudizio il più bello dai tempi di <em>Crazy World</em>, racchiude brani duri, come la title track, con quella voce iniziale che fa pensare al thrash, e <em>Raised On Rock</em>, miscelati a una manciata di classiche ballads, quali <em>SLY</em>, <em>The best Is Yet To Come</em> e <em>Lorelei</em>. Il pezzo forte è sicuramente <em>The Goods Die Young</em>, dove compare come ospite l’ex vocalist dei Nightwish, la soprano <strong>Tarja Turunen</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel gennaio 2012 è uscito <em><strong>Comeblack</strong>, </em>disco per metà formato da vecchi classici rimasterizzati e per metà da cover di brani anni ’60 e ’70, di <a title="The Beatles: parte 1" href="http://www.musicparade.it/pop/i-beatles-il-piu-grande-evento-musicale-di-tutti-i-tempi/">Beatles</a>, Rolling Stones, Kinks e altri ancora. Per il prossimo 4 agosto la band di Hannover è già stata inserita in qualità di headliner al Wacken Open Air Festival.</p>
<p style="text-align: justify">Se provate a domandare a qualcuno che cosa pensa degli Scorpions, e se costui li conosce solo superficialmente, risponderà che <strong>i loro lenti sono i migliori mai realizzati da un gruppo metal</strong>. Questo probabilmente è vero, d’altronde le loro canzoni più famose sono due ballads come <em>Wind Of Change</em> e <em>Still Lovin’ You.</em> Credo comunque sia <strong>sbagliato etichettare gli scorpioni di Hannover</strong> semplicemente come una band di power ballads. 40 e rotti anni di carriera, 50 dischi, 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo, sono cifre che parlano da sole.</p>
<div id="attachment_3090" class="wp-caption alignright" style="width: 165px"><img class=" wp-image-3090 " src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/the-scorpions_las-vegas-august-03-scorpions-singer-klaus-meine-performs-lyrics-the-scorpions_103226126-222x300.jpg" alt="" width="155" height="210" /><p class="wp-caption-text">Klaus Meine</p></div>
<p style="text-align: justify">Questi tedeschi si sono imposti sin dall’inizio nel panorama musicale, prendendo a spallate i più blasonati colleghi inglesi e americani. Quindi, col passare del tempo, si sono trasformati in <strong>una delle migliori realtà della musica hard and heavy mondiale</strong>, diventando un focale punto di riferimento per tutti i gruppi di questo genere.</p>
<p style="text-align: justify">Sincerante a me spiace parecchio che gli Scorpions abbiano deciso di non regalarci altre stupende canzoni, anche se, piuttosto che trasformarsi nella parodia di loro stessi come succede per altre band storiche, forse dire basta è oggi la cosa giusta da fare.</p>
<p style="text-align: justify">Voglio concludere con il titolo di una loro canzone, o meglio, con il titolo dell’ultima canzone dell’ultimo album, che regala a tutti i fans degli Scorpions un po’ di speranza, <strong><em>The Best Is Yet To Come</em></strong>, ovvero:<em> &#8220;il meglio deve ancora venire&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per approfondire la storia degli Scorpions:</strong></p>
<ul>
<li><a title="La puntura rock degli Scorpions: gli esordi" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/la-puntura-rock-degli-scorpions-gli-esordi">La puntura rock degli Scorpions: gli esordi</a></li>
<li><a title="Scorpions: da Savage Amusement a Eye II Eye" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/scorpions-da-savage-amusement-a-eye-ii-eye">Scorpions: da Savage Amusement a Eye II Eye</a></li>
</ul>

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		<title>Scorpions: da Savage Amusement a Eye II Eye</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:23:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo essere saliti in cima al Mondo, gli Scorpions, merito a loro, non hanno riposato sugli allori, ma hanno deciso di affrontare nuove sfide. Così, nel 1988 è stato rilasciato Savage Amusement. Il disco, più pop rispetto i predecessori, ha venduto bene sia in Europa che negli States, anche se non ha raggiunto le cifre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo essere saliti in cima al Mondo, gli Scorpions, merito a loro, non hanno riposato sugli allori, ma hanno deciso di affrontare nuove sfide. Così, nel 1988 è stato rilasciato <em><strong>Savage Amusement</strong></em>. Il disco, più pop rispetto i predecessori, ha venduto bene sia in Europa che negli States, anche se non ha raggiunto le cifre di <em>Black Out</em> e <em>Love At First Sting</em>.</p>
<p style="text-align: justify">I brani più duri sono l’opening track <em>Don’t Stop At The Top</em> e <em>Media Overkill</em>, anche se i cardini dell’album sono senza dubbio <em>Rhythm Of Love</em>, la romantica <em>Believe In Love</em> e <em>Passion Rules The Game</em>. Molto bella anche <em>Walking On The Edge</em>, dall’andamento progressive. Lo stesso anno i cinque tedeschi sono stati tra i primi metallari occidentali a essere accolti trionfalmente dal pubblico sovietico, nel corso di dieci date suddivise tra Mosca e Leningrado.</p>
<p><img class=" wp-image-3084 alignright" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/Winds-of-Change-Scorpions-296x300.jpg" alt="" width="237" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify">Il 1989 è l’anno che ha visto <strong>la caduta del muro di Berlino</strong>. Gli Scorpions hanno preso parte al mega concerto in cui <a title="Pink Floyd: tutte le facce della luna" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/pink-floyd-tutte-le-facce-della-luna/">Roger Waters</a> ha presentato <em><strong>The Wall</strong></em>, presso la porta di Branbeburgo. Quindi nel 1990, dopo avere licenziato lo storico manager Dieter Dierks, hanno pubblicato <em><strong>Crazy World</strong></em>, album in cui spicca quella canzone che ha fatto, e continua a fare, il giro del mondo:<strong> <em>Wind Of Change</em></strong>. Il pezzo è diventato da subito l’inno della caduta del muro, nonché simbolo del clima di rinnovamento che stava invadendo l’Europa dell’Est. <em>Crazy World</em>, però, non è solo <em>Wind Of Change</em>. Al suo interno si trovano altre perle che si sono unite alle già numerose prodotte negli anni ’80, quali la dinamica <em>Tease Me Please Me</em>, la cupa <em>Restless Nigh</em>, la delicata <em>Send Me An Angel</em> e <em>Crazy World</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1992 il bassista Francis Buchholz è stato cacciato dalla band a causa dei suoi guai con il fisco tedesco. A sostituirlo è stato chiamato <strong>Ralph Rieckerman</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente è atterrato nei negozi il dodicesimo album degli Scorpions. <em><strong>Face The Heat</strong></em>. Il disco porta una svolta nel suono dei tedeschi, in quanto si presenta più duro e “metallico” rispetto i predecessori. Nonostante la presenza di un paio di brani di successo quali <em>Under The Same Sun</em> e la ballad <em>Lonely Nights</em>, i fans non hanno gradito l’allontanamento dal pop metal da parte dei loro beniamini e il lavoro ha ottenuto scarse vendite.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-3151"></span>Nel 1994 ecco arrivare <em><strong>Live Bites</strong></em>, il terzo disco dal vivo, che presenta i concerti del <em>Savage Amusement Tour</em> e del <em>Face The Heat Tour</em>, e regala pure due brani inediti da studio: <em>Heroes Don’t Cry</em> e <em>White Dove</em>.</p>
<p style="text-align: justify">A quel punto Hermann Rarebell ha abbandonato la nave per dedicarsi alla propria casa discografica. Per suonare i brani del nuovo disco, <strong><em>Pure Instinct</em></strong>, è stato chiamato pro-tempore il turnista Curt Cress (che ha collaborato anche con Elio e le Storie Tese), mentre per sostituire ufficialmente lo storico batterista è arrivato in seguito l’americano <strong>James Kottak</strong>, che aveva militato in gruppi storici quali Montrose, Kingdome Come e Warrant.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-3086 alignleft" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/scorpions5-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></p>
<p style="text-align: justify">Dopo la svolta hard del lavoro precedente, con <em><strong>Pure Instinct</strong></em> gli Scorpions hanno realizzato un album prettamente melodico, tentando di tornare a ricalcare l’onda di <em>Crazy World</em>. C’è tanto <strong>suono sperimentale</strong> qui, con abbondante uso di tastiere, che rendono i brani piacevoli, ma pervasi da quel senso di “già ascoltato”. Ci sono i lentoni da mattonella in classico Scorpions Style, <em>Does Anyone Know</em> e <em>When You Come Into My Life</em>, e pezzi frizzanti quali <em>Soul Behind The Face</em>, <em>Oh Girl (I Wanna Be With You)</em> e <em>Wild Child</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Pure Instinct</em> è stato snobbato, sia dalla critica sia dai fans, ma peggio di lui ha fatto il seguente <em><strong>Eye II Eye</strong></em>, che propone un sound troppo pop ed elettronico, quasi dance. Molto belle, a mio parere, la power ballad <em>What U Give U Get Back</em>, e la canzone che chiude l’album, la pianistica <em>A Moment In A Million Years</em>. Anche se è stato apprezzabile il tentativo della band di fuggire dal solito cliché alla <em>Wind Of Change</em>, il disco, come detto, ha ottenuto scarsi tributi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per approfondire la storia degli Scorpions:</strong></p>
<ul>
<li><a title="La puntura rock degli Scorpions: gli esordi" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/la-puntura-rock-degli-scorpions-gli-esordi">La puntura rock degli Scorpions: gli esordi</a></li>
<li><a title="Dai momenti di gloria degli Scorpions a oggi" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/dai-momenti-di-gloria-degli-scorpions-a-oggi">Dai momenti di gloria degli Scorpions a oggi</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O4Nexjx8meb-RjHUrVV7orkzSwc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O4Nexjx8meb-RjHUrVV7orkzSwc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La puntura rock degli Scorpions: gli esordi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:23:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal momento in cui è nato, l’heavy metal ha diviso in maniera più o meno equa il proprio mercato tra band americane e inglesi. Tra i primi gruppi a spezzare questa egemonia ci sono i tedeschi Scorpions, che si sono inseriti di diritto tra i più importanti precursori del genere. LA NASCITA DEGLI SCORPIONS E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-3077 alignright" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/41aee083db3325bb631526d86d1501e4f2b939f23ce14e916decea48804a40ccc09259bf6eb694e5edc0d010e6cb0b8303373f00ed184d1c57e44713ce9df2c415848-285x300.jpg" alt="" width="285" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Dal momento in cui è nato, <strong>l’heavy metal</strong> ha diviso in maniera più o meno equa il proprio mercato tra band americane e inglesi. Tra i primi gruppi a spezzare questa egemonia ci sono i tedeschi <strong>Scorpions</strong>, che si sono inseriti di diritto tra i più importanti precursori del genere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LA NASCITA DEGLI SCORPIONS E I PRIMI LAVORI</strong></p>
<p style="text-align: justify">Gli Scorpions si sono formati ad Hannover nel lontano 1965, grazie a <strong>Rudolf Schenker</strong>. All’inizio il gruppo ha vissuto di riflesso le mode musicali anglosassoni, creandosi un discreto seguito locale finché, nei primi anni ’70, la <em>line-up</em> si è assestata con l’ingresso del chitarrista <strong>Michael Schenker</strong>, fratello di Rudolf, del <em>singer</em> <strong>Klaus Meine</strong>, del batterista Wolfang Dziony e del bassista Lothar Heinberg.</p>
<p style="text-align: justify">Nell’aprile del 1971 è uscito <em><strong>Lonesome Crow</strong></em>, album d’esordio della band teutonica. Il lavoro, che ha ricevuto una tiepida accoglienza da parte della critica, presenta un sound ancora grezzo, intriso di <em>rock progressive</em>, come dimostra la <em>title track</em>, un brano che, con i suoi 13 minuti, è il più lungo inciso dagli Scorpions.</p>
<p style="text-align: justify">Nel giugno 1973 del gruppo che aveva registrato <em>Lonesome Crow</em> erano rimasti solo Rudolf Schenker e Klaus Meine. Il colpo più duro, probabilmente, è stato l’abbandono di Michael Schenker, emigrato in Inghilterra per unirsi agli UFO. Gli Scorpions hanno faticato parecchio a ricompattarsi, ma con l’arrivo del’ottimo chitarrista <strong>Ulrich Roth</strong>, del batterista Jurgen Rosenthal e del bassista Francis Buchholz, sono riusciti a rientrare in carreggiata sino a pubblicare, nel 1974, <em><strong>Fly To The Rainbow</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-3143"></span>Il disco sposta il tiro verso un <strong>hard rock energico e solido</strong>, mai udito prima da una band tedesca. Esso presenta brani di notevole fattura, decisamente rock, ma con melodie orecchiabili, quali la stessa <em>Fly To The Rainbow</em>, <em>Speedys Coming</em> e <em>Drifting Sun</em>, quest’ultima scritta e cantata da Roth.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-3078 alignleft" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/scorpions_1-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1975 è uscito <em><strong>In Trance</strong></em>, con un nuovo produttore, Dieter Dierks, e un nuovo batterista, il belga Rudy Lenners. Il disco ha stabilizzato una volta per tutte il sound della band e annovera nella track list pezzi diventati famosi: <strong><em>Dark Lady</em></strong>, che ci fa ascoltare ancora una volta la voce di Roth, <em>Top Of The Bill, Robot Man</em>, la semi-ballad <em>In Trance</em> e la cupa <em>Living &amp; Dying</em>.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno successivo i cinque sono partiti per un tour in Giappone, Paese da sempre sensibile al rock duro, che ha fatto da trampolino di lancio verso il successo internazionale del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Virgin Killer</strong>, datato 1976, ha ottenuto un buon successo commerciale e ha fatto guadagnare alla band il suo primo Disco d’Oro. I pezzi migliori sono <em>Pictured Life, Crying Days, Catch You Train </em>e<em> Backstage Queen</em>, della coppia Schenker/Meine, quindi <em>Polar Nighs</em> e <em>Virgin Killers</em> composte da Ulrich Roth.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1978, dopo l’arrivo del batterista <strong>Herman Rarebell</strong>, è stato <em><strong>Taken By Force</strong></em> a portare la band in cima alle classifiche, questa volta anche negli States. Il pezzo migliore, a mio parere, è <em>We’ll Burn The Sky</em>, seguito a ruota da <em>He’s a Woman She’s a Man</em>, <em>Steamrock Fever</em>, <em>Sails Of Charon</em>, quest’ultima di Roth, e dalla ballad <em>Born To Touch Your Feellings</em>, la madre di tutti i lenti targati Scorpions degli anni a venire.</p>
<p style="text-align: justify">Dello stesso anno è il bellissimo <em><strong>Tokyo Tapes</strong></em>, il doppio live che ha finalmente imposto il gruppo tedesco all’attenzione dei metallari di tutto il mondo, nel quale Meine si prodiga a cantare anche in giapponese, nella tradizionale <em>Kojo No Tsuki</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>GLI ANNI ’80 E LA FAMA MONDIALE</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alla fine dello stesso anno Roth ha lasciato la band e in formazione è arrivato <strong>Mathias Jabs</strong>. Intanto un nuovo contratto con la EMI ha portato, nel 1979, a <em><strong>Lovedrive</strong></em>, dove si è fatto sentire anche il rientro alla base di Michael Schenker, dimissionato dagli UFO per problemi di salute. La sua presenza, però, è risultata problematica: il chitarrista, infatti, resta ricoverato in ospedale alcuni mesi a causa di disturbi mentali. Riapparirà sulle scene mondiali nel 1980 con il suo Michael Schenker Group.</p>
<p style="text-align: justify">Con <em>Lovedrive</em>, intanto, gli Scorpions avevano ridefinito il loro sound, grazie a brani più trascinanti ed essenziali, dove l’aspetto melodico era diventato più rilevante rispetto alla media dei loro colleghi metallari. Il disco, manco a dirlo, ha veleggiato tra le parti alte delle classifiche. Tra i brani sono da citare <strong><em>Lovin You Sunday Morning</em></strong>, le dure <strong><em>Another</em> <em>Piece Of Meat</em></strong> e <strong><em>Can’t Get Enough</em></strong>, la <a title="Power ballads: quando i duri diventano romantici" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/">power ballad</a> <em>Always Somewhere</em>, la strumentale <em>Coast To Coast</em>, la reaggeggiante <em>Is There Anybody There</em> e, soprattutto, <em>Holiday</em>, un bellissimo lento dalla struttura progressive.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-3081 alignright" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/Scorpions_3-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></p>
<p style="text-align: justify">Mathias Jabs è stato a quel punto confermato quale chitarrista della band al posto dell’inaffidabile Michael Schenker, e nell’aprile del 1981 è arrivato nei negozi <em><strong>Animal Magnetism</strong></em>, che ha proseguito il discorso di <em>Lovedrive</em>, anche se la critica lo ha accolto piuttosto gelidamente. L’heavy metal radiofonico, cui il gruppo tedesco era ormai votato, è udibile in pezzi quali <em>Make It Real, Don’T Make No Promises</em> e <em>Falling In Love</em>. I brani più belli sono, senza ombra di dubbio, la progressiva <strong><em>The Zoo</em></strong> e la ballad <strong><em>Lady Starlight</em></strong>, che presenta nel finale un ottimo assolo di chitarra.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’APICE DEL SUCCESSO</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le parti vocali di <em><strong>Black Out</strong></em>, del 1982, dovevano essere cantate da Don Dokken. Klaus Meine, infatti, ha dovuto subire proprio in quel periodo due interventi per un polipo alle corde vocali ed è rimasto in convalescenza sette mesi. Ma proprio quando sembrava fatta per l’ingresso in squadra del leader dei Dokken, il tedesco è rientrato nei ranghi dimostrando di potere sostenere tutte le parti vocali del nuovo disco e del seguente tour.</p>
<p style="text-align: justify">Black Out ha raggiunto la Top 10 americana, guadagnando il <strong>Disco di Platino</strong>. Le tirate <em>Dynamite</em> e <em>Black Out</em>, l’orecchiabile <em>No One Like You</em> e la ballad <em>When The Smoke Is Going Down</em> sono i pezzi più pregiati di una scaletta che annovera anche <em>Arizona</em>, la veloce <em>Now</em> e <em>Can’t Live Without You</em>.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-3082 alignleft" src="http://www.musicparade.it/files/2012/04/scorpions-love-at-first-sting-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">All’inizio del 1983 è stato Hermann Rarebell ad essere ricoverato in una clinica svizzera per disintossicarsi dall’alcool. Il batterista è tornato come nuovo per registrare quello che sarebbe diventato il disco di maggior successo degli Scorpions: <em><strong>Love At First Sting</strong>. </em>L’album è un ottimo esempio di Heavy Metal melodico ed è uno dei più venduti nella storia del rock.<em> Bad Boys Running Wild, Rock You LIke A Hurricane, Big City Nights, Coming Home, I’m Leaving You</em>, la marziale <em>Crossfire</em> e la stupenda power ballad <em>Still Lovin’ You</em> (della quale abbiamo parlato nell’articolo dedicato alle power ballads) sono canzoni immortali che hanno contribuito a far si che Love At First Sting sia annoverato tra i capolavori del genere.</p>
<p style="text-align: justify">Era quello il momento di massimo splendore degli Scorpions, prima band tedesca di hard rock a suonare tre concerti consecutivi di fronte a 60.000 fans al <strong>Madison Square Garden</strong> di New York, segno che avevano finalmente scalato l’Olimpo del rock. Il gigantesco tour, che si è protratto sino alla primavera del 1985, ha compreso anche l’immenso primo Festival di Rio, nel gennaio 1985. Il tutto è stato sintetizzato nello splendido doppio album <em><strong>World Wide Live</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per approfondire la storia degli Scorpions:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Scorpions: da Savage Amusement a Eye II Eye" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/scorpions-da-savage-amusement-a-eye-ii-eye">Scorpions: da Savage Amusement a Eye II Eye</a></li>
<li><a title="Dai momenti di gloria degli Scorpions a oggi" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/dai-momenti-di-gloria-degli-scorpions-a-oggi">Dai momenti di gloria degli Scorpions a oggi</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mK94--Rp-IZOhiSvdWcU2wo1rSg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mK94--Rp-IZOhiSvdWcU2wo1rSg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?</title>
		<link>http://www.musicparade.it/pop/rumors-bon-jovi-e-vivo-o-morto/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nell’ottobre del 2011 Jon e sua moglie Dorothea hanno pensato di dare il loro aiuto ai più poveri e hanno aperto un ristorante nel New Jersey chiamato <strong>The Soul Kitchen</strong>, nel quale ognuno paga secondo le proprie possibilità. Il menu è senza prezzi e il locale vive solo di volontariato.</p>
<div id="attachment_3010" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3010" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/dorothea-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /><p class="wp-caption-text">Dorothea e Jon</p></div>
<p style="text-align: justify">A Natale dello stesso anno, in rete è girata la notizia che Bon Jovi era stato trovato <strong>senza vita in una stanza d&#8217;albergo</strong>. Per fortuna la voce della sua scomparsa è risultata falsa. Poco dopo, è stato lo stesso Jon a smentire, pubblicando su Facebook e Twitter una sua foto, in posa davanti all’albero di Natale con un cartello che citava “Il paradiso assomiglia molto al New Jersey”.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-3032"></span>Vivo e vegeto, Jon ha compiuto <strong>50 anni</strong> il 2 marzo scorso.</p>
<p style="text-align: justify">Jon, che tutti sanno essere, oltre che un rocker eccezionale, anche un discreto attore, attualmente sul grande schermo con il film di Garry Marshall <strong>Capodanno a New York</strong>, al fianco di Robert De Niro, Halle Berry e Jessica Biel.</p>
<div id="attachment_3012" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3012" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/bonjovi2010-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /><p class="wp-caption-text">i Bon Jovi nel 2010</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Che dire ancora? Credo che Jon Bon Jovi sia una delle persone più fortunate della Terra. Il ragazzo <strong>ha avuto tutto dalla vita</strong>: un bell’aspetto (che non guasta mai), immenso talento, le capacità per metterlo a frutto, successo e, perché no, ricchezza. La sua musica forse non sarà geniale, a qualcuno potrebbe addirittura risultare banale e ripetitiva, ma ciò non toglie che quella miscela di energia, orecchiabilità e romanticismo gli ha fatto vendere oltre 150 milioni di dischi. Scusate se è poco.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che però mi sorprende più di tutto di questa rockstar è la sua vita privata. Pur essendo uno degli uomini più desiderati dal gentil sesso di mezzo mondo, ha conosciuto la sua <strong>Dorothea</strong> ai tempi del liceo, l’ha sposata, l’ha fatta diventare mamma di quattro splendidi bambini (una femmina e tre maschi) e ancora oggi <strong>vanno d’amore e d’accordo</strong>: fatto quasi unico nel terribile mondo dello <em>show bizz</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Alzi la mano chi non ha <strong>invidiato Jon Bon Jovi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Segui tutta la storia dei Bon Jovi:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-esordi-del-bello-del-rock">Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Anni '80: un successo mondiale" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-anni-80-un-successo-mondiale">Bon Jovi. Anni &#8217;80: un successo mondiale</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Gli anni '90 e il cambio di stile" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-anni-90-e-il-cambio-di-stile">Bon Jovi. Gli anni &#8217;90 e il cambio di stile</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Quando &quot;It's my life&quot; li riportò in vetta" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-quando-its-my-life-li-riporto-in-vetta">Bon Jovi. Quando &#8220;It&#8217;s my life&#8221; li riportò in vetta</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBqDYb4tLRbIWHZoVOqLNJBZrQ4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBqDYb4tLRbIWHZoVOqLNJBZrQ4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBqDYb4tLRbIWHZoVOqLNJBZrQ4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBqDYb4tLRbIWHZoVOqLNJBZrQ4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Bon Jovi. Quando “It’s my life” li riportò in vetta</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:45:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo millennio ha visto i Bon Jovi prima passare sotto la Island Records, quindi registrare il loro settimo album, intitolato Crush. Ormai l’Heavy Metal degli esordi era un lontano ricordo (anche se all’epoca citare i Bon Jovi tra i gruppi metal con un “metallaro” nelle vicinanze si rischiava grosso). Grazie all’hit It’s My Life, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il nuovo millennio ha visto i Bon Jovi prima passare sotto la <strong>Island Records</strong>, quindi registrare il loro settimo album, intitolato <strong>Crush</strong>. Ormai l’Heavy Metal degli esordi era un lontano ricordo (anche se all’epoca citare i Bon Jovi tra i gruppi metal con un “metallaro” nelle vicinanze si rischiava grosso).</p>
<p style="text-align: justify">Grazie all’hit <strong><em>It’s My Life</em></strong>, Crush ha ottenuto un enorme successo in tutto il pianeta, con la band che è tornata a essere ai vertici anche negli States, dove, con gli ultimi due lavori, aveva perso un po’ di crediti. Per quanto riguarda la musicalità, <em>It’s My Life</em> è una specie di ritorno al passato: l’uso del talk-box da parte di Sambora, infatti, riporta le lancette ai tempi di <em>Livin’ On A Prayer</em>, così come la presenza nel testo di Tommy e Gina. La ballad di turno è <em>Thank You For Lovin’ Me</em>, mentre un altro pezzo che si ascolta con piacere è la simpatica <em>Say It Isn’t So</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em><span id="more-3030"></span>One Wild Night</em></strong>, singolo uscito solo per il mercato giapponese, che cita nel testo James Brown, <em>Mystery Train</em>, <em>Captain Crash &amp; the Beauty Queen from Mars</em> e  <em>Save The World</em> sono altri brani che rendono questo disco l’ennesimo grande lavoro del ragazzo di Perth Amboy e del suo gruppo.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-medium wp-image-3007 " src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/Richie-Sambora-01-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></dt>
<dt><span style="text-align: justify">Richie Sambora</span></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">Il solito mastodontico tour che è seguito il disco è stato immortalato in <strong>One Wild Night Live 1985-2001</strong>, l’unico live dei Bon Jovi fino a questo momento. Da segnalare, sempre nel 2001, la partecipazione del gruppo ad eventi benefici in favore delle vittime dell’attentato alle Torri Gemelle.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2002 il gruppo ha registrato <strong>Bounce</strong>, lavoro dedicato a New York, risultato però inferiore, in quanto a vendita, rispetto a Crush. Il brano di maggior successo è l’elettrizzante <em>Everyday</em>, mentre l’immancabile lento è la stupenda <strong><em>All About Lovin’ You</em></strong>. Altri pezzi da menzionare sono la semi-ballad <em>Misunderstood</em>, dove sono menzionate ironicamente le scuse inventate da un ragazzo, colto in fragrante dalla sua fidanzata con un’altra donna, e la dura title track <em>Bounce</em>, dedicata a Bill Belichick, allenatore dei New England Patriots.</p>
<p style="text-align: justify">In seguito sono stati pubblicati l’antologia <strong>This Left Feels Right</strong>, dove si possono ascoltare i migliori brani della band ri-arrangiati in chiave acustica, e il box-set <strong>1000,000,000 Bon Jovi Fans Can&#8217;t Be Wrong</strong>, cofanetto contenente 4 CD con ben 38 inediti, con il quale i Bon Jovi hanno celebrato il 20° anniversario dall’uscita del primo disco.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3008" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/jon_bon_jovi_have_a_nice_day-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel 2005, dopo che il gruppo si era esibito al <strong>Live 8</strong>, è approdato nei negozi <strong>Have A Nice Day</strong>, che ha debuttato direttamente al secondo posto delle classifiche Bilboard: un record anche per i Bon Jovi. Altri pezzi, quindi, si sono uniti alla già ampia scaletta di successi di Jon e compagni: la title track su tutte, quindi <em>I Want To be Loved</em>, la sbarazzina <em>Who Says You Can&#8217;t Go Home</em>, che riporta l’amore di Jon per il suo New Jersey, la struggente <em>Welcome To Wherever You Are</em>, canzone in cui è chiesto di vivere al meglio per quello che si è, <em>Complicated</em> e, infine, <em>Last man Standing</em>, la più Hard Rock del disco.</p>
<p style="text-align: justify">Due anni più tardi si è aggiunto un ulteriore capitolo alla saga dei Bon Jovi con la registrazione di <strong>Lost Highway</strong>, un lavoro in cui, per la prima volta, si denota nel sound una certa influenza country-rock. <em>Lost Highway</em>, il singolo, è un pezzo energico e corale che parla di Nashville. <strong><em>Whole Lot Of Leaving</em></strong> narra dei tempi difficili che stava attraversando Richie Sambora. In un periodo, infatti, il chitarrista ha perso il padre, morto dopo una lunga battaglia con il cancro, ha divorziato dalla moglie, l’attrice Heather Locklear, dopo dieci anni di matrimonio, e intanto combatteva la dipendenza dall’alcol.</p>
<p style="text-align: justify">I lenti sono due, la struggente <strong><em>(You Want To) Make a Memory</em>,</strong> e <strong><em>Till We Ain&#8217;t Strangers Anymore</em></strong>, quest’ultima cantata in coppia con la brava <strong>LeeAnn Rimes</strong>. Quindi le tre semi-ballad <em>One Step Closer</em>, <em>Any Another Day</em> e <em>Everybody’s Broken</em>, la sincopata <em>We Got It Going On</em> e <em>Summertime</em>. Quest’ultima canzone, a differenza delle altre, dispone di una parte di chitarra molto più pesante, simile ad alcuni brani di Bounce e di Crush.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3009" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/897_jon-bon-jovi-jon-442839442-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Ancora un paio d’anni, ricchi di eventi e concerti, ed ecco quello che fino a oggi è l’ultimo album da studio dei Bon Jovi: <strong>The Circle</strong>. Dopo l’assaggio di country rock con Lost Highway, l’undicesimo disco della band è tornato a ripresentare il vecchio rock, con i soliti brani pieni di vigore miscelati ad altri che traboccano romanticismo.</p>
<p style="text-align: justify">Tra i primi sono da citare <strong><em>We Weren&#8217;t Born to Follow</em></strong>, pezzo che incita a non seguire come pecore le masse, ma a pensare con la propria testa, <em>Work for the Working Man</em>, che parla della crisi nella città di Wilmington, nell’Ohio, dopo la chiusura dell’unica fabbrica, e <em>Broken Promiseland</em>. Tra le canzoni d’amore, invece, su tutti <em>Superman Tonight</em>  e <em>Learn To Love</em>. Molto bella pure la semi-ballad <em>Live Before You Die</em>, anche se a mio parere il pezzo migliore è <em>When We Were Beautiful</em>, che narra di un pianeta divenuto desolato, con il narratore che chiede a Dio come ha fatto un tempo a costruire il mondo, per tentare di farne uno migliore in un altro posto.</p>
<p style="text-align: justify">Al disco è seguito il The Circle Tour, ricco di 144 date, una delle quali, il 17 luglio scorso, allo <strong>Stadio Friuli di Udine</strong>. Nel 2010, intanto, era uscito un altro Greatest Hits, nel quale spicca l’inedito <strong>What Do You Got</strong>, che va ad infoltire la lunga schiera di stupende power ballads dei Bon Jovi.</p>
<p><strong>Segui tutta la storia dei Bon Jovi:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-esordi-del-bello-del-rock">Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Anni '80: un successo mondiale" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-anni-80-un-successo-mondiale">Bon Jovi. Anni &#8217;80: un successo mondiale</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Gli anni '90 e il cambio di stile" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-anni-90-e-il-cambio-di-stile">Bon Jovi. Gli anni &#8217;90 e il cambio di stile</a></li>
<li><a title="Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?" href="http://www.musicparade.it/pop/rumors-bon-jovi-e-vivo-o-morto">Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jQ--9Xp1thFLoRYFQ6C5tFNEvJI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jQ--9Xp1thFLoRYFQ6C5tFNEvJI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jQ--9Xp1thFLoRYFQ6C5tFNEvJI/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jQ--9Xp1thFLoRYFQ6C5tFNEvJI/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bon Jovi. Gli anni ’90 e il cambio di stile</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando i media stavano già annunciando la fine del gruppo, ecco che nel 1992 è approdato nei negozi il quinto album dei Bon Jovi, intitolato. Keep The Faith. L’album presenta un sound meno hard rispetto ai lavori precedenti, con testi maturi che non puntano più solo ai teenager, ma tendono ad un pubblico più vasto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Quando i media stavano già annunciando la fine del gruppo, ecco che nel 1992 è approdato nei negozi il quinto album dei Bon Jovi, intitolato. <strong>Keep The Faith</strong>. L’album presenta un sound meno hard rispetto ai lavori precedenti, con testi maturi che non puntano più solo ai teenager, ma tendono ad un pubblico più vasto.</p>
<p style="text-align: justify">Anche <strong>il look è cambiato</strong>: capelli corti e abiti più sobri, mentre quelli glam sono stati sistemati per sempre in soffitta. Tutto questo è stato fatto anche per tentare di difendersi dalla marea sonora causata dal <em>grunge</em>. A causa della svolta, però, questo disco ha perso qualche fans, anche se ha venduto abbastanza bene ugualmente.</p>
<p style="text-align: justify">I punti di forza di Keep The faith sono la title track e, soprattutto, la romantica <strong><em>Bed Of Roses</em></strong>, della quale si è ampiamente parlato nell’articolo dedicato alle <a title="Power ballads: quando i duri diventano romantici" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/">power ballads</a> . Quindi il bellissimo pop-rock di <em>In These Arms</em>, brano incentrato sul tema dell’amore eterno, la potente opening track <em>I Believe</em>, l’orecchiabile <em>I’ll Sleep When I’m Dead</em>, l’altra ballata d’atmosfera <em>I Want You</em> e <em>Dry County</em>, canzone dai toni epici, che tratta il tema del fallimento dell’industria petrolifera americana. Con i suoi quasi 10 minuti è questo il pezzo più lungo scritto dai Bon Jovi.<span id="more-3027"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3006" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/Bon_Jovi_-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify">Due anni più tardi è stato pubblicato il primo The Best del gruppo, <strong>Cross Road</strong>, nel quale trovano spazio anche un paio di inediti, <em>Someday I’ll Be Saturday Night</em> e, soprattutto, <strong><em>Always</em></strong>, ballata struggente che è balzata al primo posto delle classifiche di mezzo mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1995 il bassista Alec John Such ha abbandonato i compagni. Al suo posto Jon ha chiamato <strong>Hugh McDonald</strong>, che aveva già suonato con lui ai tempi di Runaway. Lo stesso anno è stato dato alle stampe <strong>These Days</strong>, il quale ha proseguito la maturazione iniziata con Keep The Faith.</p>
<p style="text-align: justify">Il nuovo album si apre con la bellissima <strong><em>Hey God</em></strong>, in cui si narrano le vicende di alcune persone che, giunti al culmine della disperazione a causa della sfortuna, chiedono aiuto al Padre Eterno. Quindi la title track, probabilmente la più bella dell’album, ma anche la più cupa, le tre struggenti ballads, <em>Lie To Me</em>, l’acustica (<em>It&#8217;s Hard) Letting You Go</em> e <em>This Ain’t A Love Song</em>. E ancora <em>Something For The Pain</em>, <em>Damned</em>, la blueseggiante <em>Hearts Breaking Even</em> e la tranquilla <em>Diamond Ring</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Com’era già accaduto nel 1988, anche questa volta, terminato l’estenuante tour, la band si è presa una <strong>pausa di riflessione</strong>. Jon ne ha approfittato per realizzare il suo secondo album solista, <strong>Destination Anywhere</strong>, e ha lavorato anche come attore in diverse pellicole.</p>
<p><strong>Segui tutta la storia dei Bon Jovi:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-esordi-del-bello-del-rock">Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Anni '80: un successo mondiale" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-anni-80-un-successo-mondiale">Bon Jovi. Anni &#8217;80: un successo mondiale</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Quando &quot;It's my life&quot; li riportò in vetta" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-quando-its-my-life-li-riporto-in-vetta">Bon Jovi. Quando &#8220;It&#8217;s my life&#8221; li riportò in vetta</a></li>
<li><a title="Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?" href="http://www.musicparade.it/pop/rumors-bon-jovi-e-vivo-o-morto">Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fpcjGjxOZXOM6-hcB_sJ0WTNWPM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fpcjGjxOZXOM6-hcB_sJ0WTNWPM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Bon Jovi. Anni ’80: un successo mondiale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 1986 è stato l’anno della definitiva investitura. Con l’apporto del produttore Bruce Fairbairn e del compositore Desmond Child, le potenzialità di Bon Jovi sono esplose in Slippery When Wet. L’album ha venduto oltre 33 milioni di copie ed è rimasto in classifica per 38 settimane consecutive, 8 delle quali in prima posizione. I quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il 1986 è stato l’anno della definitiva investitura. Con l’apporto del produttore Bruce Fairbairn e del compositore Desmond Child, le potenzialità di Bon Jovi sono esplose in <strong>Slippery When Wet</strong>. L’album ha venduto oltre 33 milioni di copie ed è rimasto in classifica per 38 settimane consecutive, 8 delle quali in prima posizione. I quattro singoli estratti hanno tutti ottenuto ottimi risultati.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Livin’ On A Prayer</em></strong>, che narra la storia, un po’ springsteeniana, di Tommy e Gina, due ragazzi innamorati ma con pochi soldi in tasca. Famosa l’intro della canzone in cui Sambora sfrutta l’effetto del <strong>talk-box</strong> per modificare il suono della chitarra in base ai movimenti della bocca. La famosissima <em>You Give Love A Bad Name</em> parla, invece, di un uomo lasciato dalla sua ragazza. La stupenda ballata <em>Wanted Dead Or Alive</em>, nella quale Jon s’identifica con un cowboy. Quindi la malinconica <em>Never Say Goodbye</em>, praticamente la prima <a title="Power ballads: quando i duri diventano romantici" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/">power ballad</a> della band del New Jersey.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre a queste fanno bella mostra di se anche <em>Let It Rock</em>, che apre l’album con uno stupendo intro di organo, la dura <em>Raise Your Hand</em>, la sbarazzina <em>Wild In The Streets</em> e, la mia preferita, <strong><em>I’d Die For You</em></strong>, dotata di un tipico andamento AOR.<span id="more-3025"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3004" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/bon_jovi_slippery_when_wet-front1-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></p>
<p style="text-align: justify">L’anno successivo, al Festival di Donington i Bon Jovi si sono presentati in qualità di headliner. Jon, intanto, era assurto al ruolo di <em><strong>sex symbol</strong></em> nei favori del pubblico femminile.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1988 ecco un altro importante capitolo nella storia dei Bon Jovi, <strong>New Jersey</strong>, disco che in sole due settimane si è arrampicato in cima alle charts americane sfiorando di un niente il clamoroso successo di Slippery When Wet. I cinque singoli estratti da New Jersey hanno tutti raggiunto la top ten americana. <em>Lay Your Hand On Me</em> apre l’album con un intro basata sulla batteria di Tico Torres e sulla tastiera di Bryan, per poi esplodere in tutto il suo splendore. <em>Bad Medicine</em>, che parla di tossicodipendenza, è un hard rock che fa scorrere il sangue nelle vene. <em>Born To Be My Baby</em> è un pezzo corale da urlare nei concerti, mentre <em>I’ll Be There For You</em> è il lentone di turno che da <em>Never Say Goodbye</em> in avanti diventerà un classico di ogni disco di Jon. E poi <em>Living Sin</em>, che parla di convivenza, <em>Blood On Blood</em>, e la stupenda <em>Wild Is The Wind</em>, che nella struttura ricorda vagamente <em>Wanted Dead Or Alive</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Sono molto affezionato a questo disco &#8211; se mi consentite una digressione personale &#8211; in quanto è uno di quelli che mi ha tenuto compagnia durante l’anno di militare. A proposito, se il sergente cui ho prestato la <strong>musicassetta</strong> (originale) potesse restituirmela gliene sarei grato, anche se dopo 23 anni ho un leggero sospetto che non la rivedrò più.</p>
<p style="text-align: justify">A seguito dell’album è arrivato il <strong>New Jersey Syndicate Tour</strong>, con ben 232 date in programma. Il tour è stato talmente corroborante da costringere i membri della band a prendersi una pausa di riposo dopo la sua conclusione. Questo ha favorito la nascita di alcuni lavori solisti, tra i quali spicca quello del leader, dal titolo <strong>Blaze Of Glory</strong>, colonna sonora del film western <strong>Young Guns II &#8211; La leggenda di Billy the Kid</strong>. Dal canto suo Sambora ha registrato <strong>Stranger In This Town</strong>, buon disco rock-blues in cui trova spazio come ospite anche Eric Clapton.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo, il 29 aprile 1989 Jon ha sposato <strong>Dorothea Hurley</strong>, sua ragazza sin dai tempi del liceo, presso una cappella di Las Vegas.</p>
<p><strong>Segui tutta la storia dei Bon Jovi:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-esordi-del-bello-del-rock">Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Gli anni '90 e il cambio di stile" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-anni-90-e-il-cambio-di-stile">Bon Jovi. Gli anni &#8217;90 e il cambio di stile</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Quando &quot;It's my life&quot; li riportò in vetta" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-quando-its-my-life-li-riporto-in-vetta">Bon Jovi. Quando &#8220;It&#8217;s my life&#8221; li riportò in vetta</a></li>
<li><a title="Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?" href="http://www.musicparade.it/pop/rumors-bon-jovi-e-vivo-o-morto">Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?</a></li>
</ul>

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		<title>Bon Jovi. Gli esordi del bello del rock</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con oltre 150 milioni di dischi venduti Jon Bon Jovi e la sua band sono stati, e lo sono ancora oggi, uno dei maggiori fenomeni del rock commerciale. Il vistoso consenso di pubblico ha gratificato un gruppo che ha saputo esprimere una miscela di rock energico e vena melodica, proponendosi come punto di riferimento per i cultori del cosidetto pop metal.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Eredi legittimi, ma più aggressivi, di gruppi quali Journey e Foreigner, <strong>Jon Bon Jovi</strong> e la sua band sono stati, e probabilmente lo sono ancora, uno dei maggiori fenomeni del rock commerciale. Il vistoso consenso di pubblico ha gratificato un gruppo che ha saputo esprimere una miscela di rock energico e vena melodica, proponendosi come punto di riferimento per i cultori di quel tipico di rock radiofonico statunitense chiamato pop metal.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3001" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/bon-jovi-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Figlio di un immigrato da Sciacca (Agrigento) e di una coniglietta di playboy, John Francis Bongiovi Jr. è nato il 2 marzo 1962 a <strong>Perth Amboy</strong>, Contea di Middlesex nel New Jersey, a soli 35 chilometri da Freehold, città natale di Bruce Springsteen.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-3000"></span>A 7 anni Jon ha ricevuto in regalo la sua prima chitarra e a 13 ha fondato una band chiamata prima Starz e poi Raze. A 16 anni, invece, il ragazzo ha creato gli <strong>Atlantic City Express</strong>, che proponevano un sound influenzato dagli Asbury Jukes di Southside Johnny, uno dei suoi idoli. Con lui c’era il tastierista <strong>David Bryan</strong>, che aveva frequentato la stessa scuola.</p>
<p style="text-align: justify">Per entrare in contatto con i circuiti musicali più importanti, il ventenne Jon si è trasferito a New York, dove si è offerto di lavorare come ragazzo delle pulizie presso i <strong>Power Plant Studios</strong>. Essendo di proprietà di suo cugino Tony, tra una spolverata e l’altra il nostro eroe è riuscito anche a incidere alcuni demo tape. Nel 1983 uno di questi brani, <strong><em>Runaway</em></strong>, è stato incluso in una compilation radiofonica di talenti locali, dove ha ottenuto notevoli consensi, nonché l’interesse del manager dei <a title="I Mötley Crüe e l'apice del Glam Metal" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/i-motley-crue-e-lapice-del-glam-metal/"><strong>Mötley Crüe</strong></a>. Con lui hanno suonato strumentisti occasionali del calibro di Dave Sabo, futuro Skid Row, e del tastierista della E Street Band Roy Bittan.</p>
<p style="text-align: justify">Le basi di quelli che sarebbero diventati i Bon Jovi sono state gettate poco tempo dopo in un locale di Chicago, dove Jon ha incontrato il bassista <strong>Alec John Such</strong> e il drummer <strong>Tico Torres</strong>. Poco dopo si è aggiunto l’amico <strong>David Bryan</strong>, che ha portato con se il chitarrista <strong>Richie Sambora</strong>, il quale ha rinunciato ad esibirsi con Joe Cocker per tentare questa avventura.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3002" src="http://www.musicparade.it/files/2012/03/bon-jovi-BAND-INIZIO-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1984 è stato pubblicato l’album d’esordio, dal semplice titolo di <strong>Bon Jovi,</strong> stuzzicante esempio di rock orecchiabile. Il lavoro ha venduto oltre 2 milioni di copie solo negli Stati Uniti, dove il gruppo si è anche segnalato per un buon tour con gli ZZ Top. Il brano di punta del disco è, naturalmente, <em>Runaway</em>. Quindi ci sono <em>Breakout</em>, con quel coretto “<em>Uo Ooooooo</em>” che dal vivo va che è una meraviglia, la sbarazzina <em>She Don’t Know Me</em> e la dura <em>Burning For Love</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Caso strano, il sound radiofonico dei Bon Jovi ha colpito anche il <strong>pubblico inglese</strong>, solitamente allergico a quel tipo di musica, il quale ne ha assaggiato la consistenza in un trionfale concerto alla Wembley Arena.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1985 la band ha duplicato con <strong>7800° Fahrenheit</strong>, album con un taglio nettamente più hard rispetto il predecessore, del quale, però, ha venduto molto meno. Nel lavoro svettano <em>Only Lonely</em>, la corale opening track <em>In and Out of Love</em>, <em>The Hardest Part In The Night</em> e la semi ballad <em>Silent Night</em>, a mio parere la più bella canzone del disco.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo a quel punto ha ricevuto l’invito per partecipare al famoso <strong>Festival di Donington</strong>.</p>
<p><strong>Segui tutta la storia dei Bon Jovi:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Bon Jovi. Anni '80: un successo mondiale" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-anni-80-un-successo-mondiale">Bon Jovi. Anni &#8217;80: un successo mondiale</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Gli anni '90 e il cambio di stile" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-gli-anni-90-e-il-cambio-di-stile">Bon Jovi. Gli anni &#8217;90 e il cambio di stile</a></li>
<li><a title="Bon Jovi. Quando &quot;It's my life&quot; li riportò in vetta" href="http://www.musicparade.it/pop/bon-jovi-quando-its-my-life-li-riporto-in-vetta">Bon Jovi. Quando &#8220;It&#8217;s my life&#8221; li riportò in vetta</a></li>
<li><a title="Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?" href="http://www.musicparade.it/pop/rumors-bon-jovi-e-vivo-o-morto">Rumors: Bon Jovi è vivo o morto?</a></li>
</ul>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ftm8prp_l68at2paxld4qt7jQbQ/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ftm8prp_l68at2paxld4qt7jQbQ/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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