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	<description>Offerte e Informazioni sul Lavoro</description>
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		<title>Il libero professionista: pro e contro della vita da freelance</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 08:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libero professionista: iniziamo dalle basi   Il lavoratore autonomo è una figura professionale che progetta, organizza e realizza da solo il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libero professionista: iniziamo dalle basi</strong></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoratore autonomo è una figura professionale che progetta, organizza e realizza da solo il proprio lavoro, che per questo è detto, appunto, ‘autonomo’. Non opera quindi all’interno di un’organizzazione definita e non ha un datore di lavoro che impartisce i compiti da svolgere, al contrario prende direttamente le decisioni e struttura ciò che deve fare. Vi sono varie categorie di lavoratori autonomi con caratteristiche specifiche. L’imprenditore, l’artigiano, il socio di una cooperativa, l’agente, il rappresentante di commercio e, infine, il libero professionista. Quest’ultimo, di cui ci interessiamo nell’articolo, rispetto agli altri ha la particolarità di svolgere un’attività qualificata di tipo intellettuale. Deve quindi aver studiato, seguito corsi, aggiornarsi sulle novità, a seconda del settore in cui lavora e dello specifico percorso che ha intrapreso.</span></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><strong>Il libero professionista: facciamo chiarezza nel mondo dei freelance</strong></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La definizione precisa per identificare il lavoro del libero professionista è </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;un&#8217;attività lavorativa altamente qualificata svolta da persone che hanno acquisito una competenza specializzata seguendo un corso di studi lungo e orientato precipuamente a tale scopo&#8221;. Dagli avvocati, agli architetti, fino ai medici, i liberi professionisti sono nella maggior parte dei casi laureati e iscritti a un albo, registro o elenco riconosciuto. Tuttavia, questa non è una regola assoluta. Vi sono infatti alcuni ruoli che non richiedono alcuna iscrizione, semplicemente l’attività viene svolta in proprio senza vincoli. In questo caso, si tratta perlopiù di settori innovativi come quelli che riguardano il mondo del web. Queste due grandi classi sono suddivise rispettivamente in ‘professioni ordinistiche o regolamentate’, per le quali è necessaria, come detto sopra, l’iscrizione a un Albo o registro, e ‘professioni non regolamentate’. </span></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><strong>Il libero professionista: gioie e dolori</strong></p>
<p><strong><br />
<span style="font-weight: 400;">La scelta di essere un libero professionista porta con sé gioie e dolori. E’ vero che, almeno inizialmente è necessario investire i propri soldi, senza la certezza di uno stipendio fisso (o di uno stipendio, punto ), né la sicurezza che tutto vada per il meglio. Tuttavia, l’investimento può essere il più azzeccato della vita, anche perché essere un </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Freelance"><span style="font-weight: 400;">freelance </span></a><span style="font-weight: 400;">significa fondamentalmente scommettere sulla propria persona e, se le cose andranno bene, gli introiti ripagheranno tutti i sacrifici fatti. Non esiste un orario definito, come accade per un lavoro da dipendente, e ciò può mettere a rischio la distinzione tra vita privata e lavorativa. Dall’altra parte non avere vincoli vuol dire anche potersi prendere una vacanza quando e per quanto si vuole. Le responsabilità sono tante, i rischi anche, ma le soddisfazioni potranno essere molte di più e il merito, sicuramente, sarà tutto personale. Attualmente, tra i lavori da libero professionista più ambiti c’è, ad esempio, il fotografo, meglio se specializzato in una tipologia particolare di immagini. Con i tempi che corrono, anche nel settore del fitness e della moda i freelance sono particolarmente in voga, cosiccome nel campo del marketing, dove i consulenti sono in grado di usare diversi strumenti e canali di comunicazione per veicolare un brand, un personaggio o un progetto.   </span></strong></p>
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		<title>Lavorare e studiare contemporaneamente: tutti i consigli utili</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2018 09:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Come lavorare e studiare contemporaneamente: vantaggi e svantaggi Hai deciso di lavorare e studiare insieme, ma non sai come gestire le due ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come lavorare e studiare contemporaneamente: vantaggi e svantaggi</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Hai deciso di lavorare e studiare insieme, ma non sai come gestire le due cose nello stesso momento? Innanzitutto, vediamo quali sono i benefici e quali, al contrario, i lati meno piacevoli di questa importante scelta. Il primo vantaggio sicuramente riguarda il percepimento dello stipendio, di entrate regolari che ti consentono di avere una maggiore, se non totale, autonomia. In secondo luogo, riuscire a trovare l’equilibrio necessario per portare avanti sia lo studio, che un lavoro, significa accrescere le capacità di organizzazione e produttività e massimizzare il tempo a disposizione. Non solo. Le skills sviluppate in un ambito possono essere utilizzate per ottimizzare e migliorare il tuo rendimento nell’altro. Passando agli svantaggi, prima di tutto c’è il rischio del sovraccarico di stress e impegni, che può portare a non rendere bene in nessuno dei due campi. Le rinunce e lo stile di vita, che necessariamente deve cambiare, sono altri due lati poco allettanti, ma devi metterli in conto. Tuttavia, ricorda che con una buona organizzazione e tanta determinazione niente è impossibile. </span></p>
<p><strong><strong><br />
</strong></strong><strong>Come lavorare e studiare contemporaneamente: cosa scegliere</strong><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sei ancora studente e vuoi addentrarti nel mondo del lavoro, le prime posizioni da vagliare possono essere quelle offerte direttamente dalle università. Che siano associati a sussidi o a borse di studio, questi posti sono creati appositamente per gli iscritti, quindi facilitano la gestione del doppio impegno dello studente-lavoratore. Se invece hai a che fare con un </span><a href="http://jobspot.it/aziende-che-assumono-universitari"><span style="font-weight: 400;">lavoro esterno al dipartimento</span></a><span style="font-weight: 400;">, la prima cosa da valutare è il tipo di contratto che ti viene proposto. Tra </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_di_lavoro_a_tempo_parziale"><span style="font-weight: 400;">part-time</span></a><span style="font-weight: 400;"> e full-time c’è un abisso e se decidi di dedicare tempo, denaro ed energia alla tua formazione, lo studio non può essere la tua ultima priorità. E’ necessario capire se la quantità di ore che hai a disposizione per stare sui libri è sufficiente e non penalizza il tuo rendimento. Un’altra alternativa più facile da gestire con lo studio, invece, è il lavoro durante le vacanze o solo nei fine settimana. </span></p>
<p><strong>Come lavorare e studiare contemporaneamente: cosa fare e cosa evitare </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima regola dello studente-lavoratore deve essere la costanza nello studio. Ti capiterà spesso di tornare da lavoro con nessuna voglia di aprire i libri, pensando di poter rimandare al giorno dopo senza problemi. Ricorda che suddividere lo studio è fondamentale per non trovarsi all’ultimo momento con troppe pagine e troppo poco tempo a disposizione. Questa considerazione vale sempre, ma quando si è studenti-lavoratori diventa un imperativo: le notti in piedi a studiare senza tregua non sono il massimo, se il giorno dopo devi andare a lavoro. Finiresti per non fissare in testa i concetti, faticare il doppio e non riuscire a rendere al massimo in nessuno dei due ambiti. Fondamentale è quindi la gestione del tempo e un programma di studio per stabilire cosa fare e quando. Tuttavia, la vita non può essere fatta di soli doveri: concediti almeno una mezz’ora al giorno di relax, e, se la pressione accumulata è troppa, prenditi una pausa per staccare la spina e fare ciò che più ti piace. Ricorda comunque che volere è potere, se crederai in ciò che fai e nelle tue potenzialità riuscirai a centrare il tuo obiettivo e niente potrà fermarti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se perdi il lavoro ci pensa l’Assicurazione</title>
		<link>http://jobspot.it/se-perdi-il-lavoro-ci-pensa-lassicurazione</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 11:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo in un periodo storico in cui il lavoro non è più una garanzia. I contratti sono sempre più brevi e molto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER">Viviamo in un periodo storico in cui il lavoro non è più una garanzia. I contratti sono sempre più brevi e molto spesso precari. L’insicurezza economica è diventata parte, purtroppo, della vita di tutti i lavoratori. Per rispondere alla fondata e paura di ritrovarsi improvvisamente senza un impiego le compagnie assicurative hanno sviluppato una polizza ad hoc contro la perdita del lavoro.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco tutti i dettagli sulla polizza fondamentale per assicurarsi il mantenimento del tenore di vita in caso di licenziamento, con tutte le informazioni sulle clausole e sui costi. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">LE AZIENDE A MAGGIOR RISCHIO LICENZIAMENTI OGGI</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Un’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro è diventato oggi uno strumento importante per tutte le tipologie di lavoratori, vista la situazione precaria del mercato professionale. In modo particolare a soffrire le conseguenze più forti dell’attuale crisi economica che ha investito il Paese e il Continente stesso sono le piccole medie imprese, ovvero le tipologie di aziende più comuni in Italia. Grossa parte delle attività oggi operanti nel Bel Paese appartengono a quelle più piccole, spesso a gestione famigliare e con un ridotto numero di dipendenti. Sono spesso queste le aziende che subiscono le più pesanti conseguenze della crisi economica.</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">PERCHÉ’ ASSICURARSI DALLA PERDITA DI LAVORO</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Assicurarsi dalla perdita del posto di lavoro è oggi una soluzione che offre un po’ di respiro qualora l’eventualità si verificasse. </span></span></span><i>La </i><a href="https://www.mioassicuratore.it/casa-famiglia/assicurazione-perdita-lavoro"><span style="color: #1155cc;"><i><span style="text-decoration: underline;">polizza per perdita lavoro</span></i></span></a><i> comprende le coperture per decesso da infortunio e invalidità permanente, ed inoltre offre una tutela completa a prescindere dalla professione svolta.</i></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Una famiglia ha la necessità primaria di affrontare i costi e le spese quotidiane che le garantiscano un tetto e uno stile di vita quantomeno decoroso. Perdere il lavoro ha importanti conseguenza sulla qualità della vita di un singolo quanto di un nucleo famigliare. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro motivo per sottoscrivere questo genere di assicurazione è la tutela verso gli istituti bancari qualora ci si sia accollati un mutuo per l’acquisto di un immobile o per altre motivazioni. Con il rimborso della polizza qualora si verificasse la perdita del posto di lavoro si potrà provvedere al pagamento delle rate, senza incorrere nel rischio di diventare insolventi o cattivi pagatori. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">COSA COPRE UNA POLIZZA CONTRO LA PERDITA DI LAVORO</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Una polizza contro la perdita del lavoro copre l’eventualità di un allontanamento involontario dalla professione dipendente, qualunque sia la motivazione addotta dal titolare dell’azienda in cui si opera. Una polizza per la perdita del lavoro offre tutela anche in caso di decesso del contraente per infortunio o per invalidità permanente.</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">COSA PREVEDE UNA POLIZZA CONTRO LA PERDITA DI LAVORO</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Sottoscrivendo un’assicurazione personale contro la perdita del lavoro il contraente si assicura un’indennità di disoccupazione che corrisponde all’80% dello stipendio assicurato per un intervallo di tempo che va dai 400 ai 520 giorni, secondo quanto stabilito dal contratto. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">CHI PUO’ STIPULARE UNA POLIZZA CONTRO LA PERDITA DI LAVORO</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Allo stato attuale è possibile sottoscrivere una polizza contro la perdita del posto di lavoro solamente se ci si trova nella posizione di dipendente del settore privato. Per ottenere questa tipologia di polizza è necessario che il contraente sia assunto come dipendente a tempo indeterminato da un minimo di due anni. Non è prevista questa tutela per i collaboratori, i liberi professionisti o i titolari di un’attività. L’assicurazione è valida qualunque sia la professione svolta: sia essa impiegatizia, intellettuale o di manodopera.</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Sans', serif;"><span style="font-size: x-large;">QUANTO COSTA UNA POLIZZA CONTRO LA PERDITA DI LAVORO</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><span style="font-size: medium;">Una polizza contro l’improvvisa perdita del lavoro può avere costi variegati. Molto dipende dalle clausole che vengono inserite nel contratto di assicurazione. In modo particolare ad influire sul costo del premio assicurativo troviamo l’indennizzo mensile richiesto, pari all’80% dello stipendio dichiarato. In via indicativa i premi per una polizza contro la perdita del lavoro possono costare dai 140 euro in su. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Come trovare un lavoro o iniziare la vostra carriera a Londra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 10:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sia che siate appena usciti dall&#8217;università, o abbiate deciso di iniziare a lavorare dopo il diploma, Londra è la città ideale per ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sia che siate appena usciti dall&#8217;università, o abbiate deciso di iniziare a lavorare dopo il diploma, Londra è la città ideale per fare un&#8217;esperienza lavorativa unica ed internazionale, che poi si potrà far fruttare in futuro (anche se si decidesse di tornare in Italia). E&#8217; facile trovare lavoro a Londra? Come si può trovare un impiego? Da dove iniziare?</p>
<p>Il primo passo è quello di decidere <b>il tipo e la natura del lavoro che si sta cercando</b>. Se si cerca un lavoro part-time, o uno estivo, un&#8217;agenzia di lavoro interinale è la strada ideale da percorrere. Potete leggere di più sulla sezione del lavorare a Londra di LdnCity.com , davvero completa.</p>
<p>Al contrario, se siete alla ricerca di un posto fisso perché volete magari fare carriera, dovete entrare in contatto con un&#8217;agenzia di collocamento oppure rivolgervi direttamente alle aziende specifiche, inviando CV.</p>
<p><b>Che cosa voglio fare da grande</b>? È la domanda cui cercare di rispondere prima di concentrarsi in maniera specifica su un dato settore o un certo lavoro. Ci sono molti modi per scoprire il lavoro perfetto: pensa a quello che vi piace fare, ai vostri studi, a dove vi vedete tra qualche anno. Potreste puntare ad una carriera nella ristorazione (Londra è piena di ristoranti), nell&#8217;IT (Information Technology), nel marketing. C&#8217;è davvero ampia scelta.</p>
<p><b>Come iniziare a lavorare sin da subito</b>. Siete impazienti di trovare un lavoro, avete già fatto registrazione con ogni possibile agenzia di reclutamento ma ancora non avete avuto fortuna. A questo punto potreste pensare di avviare un&#8217;attività in proprio: aprire un&#8217;azienda a Londra è veloce (24 ore circa) e poco costoso. Ovviamente dovrete avere una professione, saper fare qualcosa per la quale altre persone potrebbero volerti pagare.</p>
<p>Una cosa che nella capitale inglese non manca mai è il buon vecchio networking: la possibilità di fare gruppo con altre persone che fanno il proprio stesso lavoro, entrare in contatto con loro tramite incontri di networking organizzati a Londra, oppure online tramite LinkedIn.</p>
<p><b>CV e Cover Letter</b>. Prima di uscire per le strade londinesi a chiedere un posto di lavoro, iniziate a diffondere il vostro Curriculum. Se cercate lavoro in diversi campi, fate in modo che il CV che mandate ad un&#8217;azienda metta in evidenza le caratteristiche e le esperienze lavorative che più si adattano a quel ruolo. Se non sei un madrelingua inglese, chiedete ad un&#8217;agenzia (o ad un amico, è più economico) di controllare il vostro Curriculum per renderlo professionale. Ricordate che in Inghilterra ogni CV deve essere accompagnato da una lettera di presentazione, la Cover Letter, che possa raccontare di voi e che spesso viene presa in maggiore considerazione del curricula stesso.</p>
<p>Un po&#8217; di pazienza, perseveranza e costanza sono le caratteristiche fondamentali che dovreste avere per poter trovare lavoro a Londra. Certo, non è facile, la concorrenza è tanta, ma sono numerose anche le opportunità di lavoro che potreste avere sotto mano.</p>
<p>In bocca al lupo!</p>
<p>Fonte: <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.ldncity.com/lavorare-a-londra/">http://www.ldncity.com/lavorare-a-londra/</a></span></span></span></p>
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		<title>Lavorare negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 10:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Andare all&#8217;estero a cercare lavoro è una scelta di vita non facile ma, nonostante questo, sono sempre di più i giovani e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Andare all&#8217;estero a cercare lavoro è una scelta di vita non facile ma, nonostante questo, sono sempre di più i giovani e i meno giovani che decidono di lasciare l&#8217;Italia per trovare fortuna fuori dai nostri confini, magari illusi dallo status quo del nostro paese.</p>
<p>Uno dei paesi più ambiti in assoluto è <b>gli Stati Uniti</b>, con il famoso “American Dream” che, benché molto diverso rispetto al passato, è ancora vivo nella testa dei più giovani. Ci sono effettivamente un sacco di opportunità per fare esperienze di lavoro nel paese americano, anche se, dobbiamo dirlo, non è una cosa da tutti. In questo approfondimento vogliamo andare a scoprire insieme tutto quello che c’è da sapere e quello che bisogna conoscere.</p>
<p><b>Il mercato del lavoro</b></p>
<p>L&#8217;economia statunitense mostra segni di recupero dopo la crisi mondiale, con una crescita positiva e un certo numero di industrie che dovrebbero espandersi nei prossimi anni. La disoccupazione sta gradualmente diminuendo, ma il mercato del lavoro rimane competitivo, il che rende difficile per i cittadini non statunitensi trovare un impiego.</p>
<p><b>Dove si può lavorare?</b></p>
<p>I principali settori sono sanità, farmaceutici, finanza, acciaio, autoveicoli, il settore aerospaziale, quello delle telecomunicazioni, chimica, elettronica, software, beni di consumo e il settore minerario. Le aree a maggior crescita sono la sanità e l’elettronica, mentre i settori in declino sono la produzione tessile e la stampa.</p>
<p><b>Com&#8217;è lavorare negli Stati Uniti?</b></p>
<p>Le ore medie di lavoro sono di solito otto al giorno per un totale di 40 ore a settimana. Si hanno due settimane all’anno di ferie pagate, cui aggiungere le festività nazionali come il 4 luglio, il giorno del Ringraziamento, Natale e Capodanno.</p>
<p><b>Le aliquote fiscali</b></p>
<p>Se si diventa un cittadino straniero residente negli USA grazie alla Green Card, si è soggetti alla stessa fiscalità degli americani e si avrà bisogno di dichiarare il reddito nell’apposita dichiarazione. È possibile contattare l&#8217;Internal Revenue Service (IRS) per ulteriori informazioni.</p>
<p><b>Come fare domanda per trovare lavoro</b></p>
<p>Il processo non cambia rispetto all’Italia: bisogna compilare i dati di un modulo apposito (solitamente per le aziende più grandi) oppure inviare il CV. Fondamentale anche una lettera di presentazione e di accompagnamento al curriculum. Se il vostro CV passerà una prima selezione, verrete chiamati a colloquio (potrebbero essercene anche più di uno), superato il quale sarete assunti.</p>
<p><b>Come aprire un’azienda negli Stati Uniti</b></p>
<p>Se non volete lavorare da dipendente, un’alternativa potrebbe essere quella di aprire un’azienda tutta vostra. Ovviamente, non è una cosa che si può improvvisare e certamente non è un passo semplice, ma gli USA accolgono con molto piacere le nuove imprese (ovviamente, dato che esse pagano le tasse nel paese).</p>
<p><b>Lavorare negli Stati Uniti, le conclusioni</b></p>
<p>Gli States sono un paese dalle grandi opportunità di lavoro, ma non per tutti. C’è bisogno di un certo spirito di adattamento (si tratta di una cultura per certi versi profondamente diversa dalla nostra e che non è sempre facile capire), l’ovvia conoscenza della lingua inglese (che purtroppo per molti giovani e giovanissimi è ancora ostica) e la volontà di cambiare la propria vita.</p>
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		<title>La professione di Iridologo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 11:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La medicina alternativa sta finalmente conoscendo la diffusione che merita, favorita dagli ottimi risultati che discipline come l&#8217;iridologia e l&#8217;agopuntura stanno ottenendo, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La medicina alternativa sta finalmente conoscendo la diffusione che merita, favorita dagli ottimi risultati che discipline come l&#8217;iridologia e l&#8217;agopuntura stanno ottenendo, anche in Occidente. Se in passato la lettura dell&#8217;iride veniva considerata alla pari con la stregoneria e quindi denigrata a causa di professionisti pronti a speculare, facendo leva sul desiderio di curarsi dei pazienti, oggi lo scenario risulta decisamente cambiato.</p>
<p><b>La scuola d&#8217;iridologia</b></p>
<p>Non ci si improvvisa iridologi dal nulla. Come nel caso del naturopata o di chi pratica agopuntura, esistono delle strutture scolastiche apposite, ideali per garantire la formazione e la preparazione tale da poter offrire una visita iridologica completa. Il lavoro di iridologo è quindi un lavoro di ricerca ed i corsi che organizzano rappresentano una sintesi di materie mediche e conoscenze da nutrizionisti. Come si diventa iridologi non è semplice e necessita la giusta dose di devozione e passione. Meglio intraprendere questa specializzazione quando si sono ultimati i percorsi universitari iniziali e, spinti da una curiosità verso le discipline olistiche, si avverte l&#8217;esigenza di dare il proprio contributo alla ricerca, scoprendo il meraviglioso mondo che si cela dietro ogni iride. Una <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.iridologo.net/corsi-d-iridologia/">scuola di iridologia</a></span></span></span> è una scelta che deve nascere per prima cosa dall&#8217;anima e mai da finalità speculative.</p>
<p><b>Le 100 sfumature d&#8217;iride dell&#8217;occhio</b></p>
<p>Potrebbe essere questo il titolo di un corso di studio in iridologia, rimarcando la peculiarità, di chi vorrà fare l&#8217;iridologo per professione, di riuscire ad osservare ogni minuscolo cambiamento avvenuto sull&#8217;iride, associandolo al consumo o alla mancata assunzione di un dato alimento. Anche se non esistono dei franchising che si interessano di insegnare questo mestiere a coloro i quali vogliano intraprendere questa strada, anche in Italia esistono istituti specializzati in cui imparare l&#8217;arte dell&#8217;iridologo. Tra questi centri d&#8217;iridologia non possiamo non ricordare il lavoro svolto dalla IESO Accademy. La fama di questa scuola non riguarda soltanto questa branca legata allo studio degli occhi, ma anche un po&#8217; tutte le scienze olistiche. Frequentando gli spazi di questa accademia si potrà approfondire tutto quello che riguarda merletti, pigmentazioni e lacune, ma anche lavorare fianco a fianco dei professionisti dei centri d&#8217;idrocolonterapia più rinomati. Si tratta di uno spazio tout court in cui confutare come la medicina alternativa costituisca una strada in più per trovare delle soluzioni mediche naturali, che spesso chi lavora come medico in un ospedale pubblico, non sperimenta, perchè bloccato nelle sue conoscenze un po&#8217; reazionarie.</p>
<p><b>Quanto guadagna un iridologo?</b></p>
<p>La professione di chi impara a leggere le iridi e a dare i giusti consigli alimentari per migliorare la salute degli altri è anche abbastanza redditizia. Molto probabilmente gli iridologi non hanno la stessa parcella che spetta a un primario in chirurgia medica, ma il loro comodo stipendio, lo guadagnano eccome a fine mese. Considerato che una visita d&#8217;iridologia con lettura e suggerimenti nutrizionali costa circa 100 euro e può durare massimo 3 ore, si potrebbe stimare che, ospitando 4 pazienti al giorno, un medico iridologo guadagna circa 8000 euro lordi. Da questa cifra si dovranno ovviamente escludere tutti i costi d&#8217;affitto del centro e lo stipendio di un&#8217;eventuale segretaria che aiuti il professionista ad organizzare e ottimizzare l&#8217;agenda di lavoro della settimana. Ad ogni modo un guadagno più alto rispetto alla media italiana.<br />
L&#8217;augurio è che sempre più giovani si avvicinino a questa disciplina, considerato che l&#8217;investimento iniziale per svolgere questo mestiere consiste principalmente nell&#8217;acquisto di un iridoscopio professionale. Allo stesso tempo però va compreso come le possibilità di entrare in contatto con potenziali clienti non si limitano solo al lavoro svolto nello studio, ma grazie al web, si estendono a tutto il pubblico potenziale di internet. Sempre più iridologi infatti offrono un servizio online di analisi dell&#8217;iride, raggiungendo altri target di clienti, grazie a prezzi di servizio più economici.</p>
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		<title>Quanto si guadagna con l&#8217;idrocolonterapia?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sente parlare sempre più spesso di lavaggi del colon e del perchè è utile sottoporsi ad idrocolon terapia. Da quando molte ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente parlare sempre più spesso di lavaggi del colon e del perchè è utile sottoporsi ad idrocolon terapia. Da quando molte star dello spettacolo, modelle e show girl della televisione in primis, hanno rivelato che, con trattamenti di questo tipo, riuscivano a mantenere il proprio peso forma e aumentata sia la conoscenza su questa pratica, ma anche il pubblico di coloro i quali ne apprezzano i benefici. Anche la mappa dei centri d&#8217;idrocolonterapia in Italia si allarga di conseguenza e se prima si era costretti a sostenere dei veri e propri viaggi per eseguire una pulizia di questo tipo, oggi si trovano operatori che praticano idrocolon un po&#8217; su tutto il territorio.</p>
<p><b>Il prezzo di un ciclo di sedute</b></p>
<p>E&#8217; un parametro che potrebbe oscillare molto, essendo condizionato sia dall&#8217;eventuale concorrenza di altri centri che da altri parametri come un&#8217;eventuale scontistica applicata ai pazienti che prenotano un intero ciclo d&#8217;idrocolon. In quest&#8217;ultimo caso infatti, come è facile intuire, il costo potrebbe essere più basso e l&#8217;offerta complessiva più economica. Si parla ovviamente di un lavaggio del colon effettuato in laboratorio e non di quell&#8217;idrocolonterapia domestica che pur essendo molto comoda, perchè si può fare comodamente sdraiati a casa, non può garantire gli stessi risultati in termini di rimozione dei residui fecali all&#8217;interno del tubo digerente. Una visita diagnostica più la prima seduta, costa in media 170 euro. A questo prezzo di solito si dovrebbe aggiungere i costi di eventuali suggerimenti nutrizionali e un&#8217;indagine dell&#8217;iride, qualora nel centro lavorassero professionisti in questa materia. Per concludere un ciclo intero di sedute, generalmente 8 o 10 incontri, il costo per una profonda pulizia intestinale si aggira attorno agli 800 euro (sconti inclusi). In effetti la visita iniziale è sempre la più costosa perchè servirà da apripista per tutte le altre, cercando quindi di fare un check up completo del paziente, allo scopo di orientare meglio la terapia. Anche se saltuariamente potreste trovare online qualche buona offerta 3&#215;2 su grupon, c&#8217;è da giurare che l&#8217;idrocolonterapia non è mai economica. Non è un caso se i più grandi fan sono i vip, gli attori di hoolywood e gli stessi dottori, ovvero persone che possono permettersi un tenore di vita piuttosto alto. Di conseguenza, anche i profitti di un centro d&#8217;idrocolonterapia saranno alti e investito un po&#8217; di denaro all&#8217;inizio, per comprare apparecchiature, tubi e quant&#8217;altro, si tratta di un businness di sicuro successo. Si stima che una struttura di questo tipo, con un pubblico di medie dimensioni, possa fatturare senza difficoltà anche 80000 euro al mese. Fondamentale resta chiedere sempre una ricevuta fiscale di ogni lavaggio del colon perchè, a seconda della regione d&#8217;appartenenza, si tratta di spese a volte detraibili.</p>
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		<title>I fondi statali per le start up</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 07:42:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La nascita e lo sviluppo delle start up in Italia sono agevolati e supportati da fondi statali ad hoc che hanno lo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La nascita e lo sviluppo delle start up in Italia sono agevolati e supportati da fondi statali ad hoc che hanno lo scopo di sostenere le nuove aziende che si occupano della produzione di servizi e beni ad alto valore tecnologico. Per avere accesso agli incentivi statali è necessario presentare una domanda apposita, secondo procedure diverse: la procedura automatica, per esempio, presuppone che sia accertata la regolarità delle domande, le quali vengono prese in esame in ordine cronologico e soddisfatte fino a quando i fondi vengono esauriti; la procedura valutativa, invece, si basa su una istruttoria di tipo finanziario, economico e tecnico; la procedura negoziale, infine, riguarda gli interventi di sviluppo settoriale.</p>
<p>Le start up sono chiamate a fare riferimento, nel nostro Paese, a Invitalia, che è l&#8217;agenzia nazionale per l&#8217;attuazione degli investimenti e lo sviluppo d&#8217;impresa: il suo obiettivo è quello di accrescere la competitività del Paese tramite vari strumenti agevolativi. Per esempio, Smart &amp; Start riguarda progetti imprenditoriali innovativi intrapresi dalle start up delle regioni del Sud. Da tenere in considerazione, poi, è il Fondo Rete Incubatori, che permette di avere accesso a contributi a fondo perduto, fino a una soglia massima di 200mila euro per ciascuna impresa e fino a una percentuale massima pari al 65% delle spese di investimento. I contributi in questione possono essere accumulati con altre agevolazioni finanziarie nazionali o regionali. Le start up che vogliono richiedere il finanziamento devono far parte di uno degli incubatori del network di Invitalia e, ovviamente, risultare in regola rispetto agli obblighi verso il gestore dell&#8217;incubatore.</p>
<p>Per richiedere i fondi statali per le start up è necessario essere in linea con requisiti specifici: non bisogna essere imprese in difficoltà e non bisogna avere ricevuto, nei tre anni precedenti alla presentazione della domanda, dei provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche. Le start up devono essere costituite regolarmente in forma di società, devono essere iscritte presso il Registro delle Imprese, devono essere in regime di contabilità ordinaria e devono essere nel pieno esercizio dei propri diritti civili. Vale la pena di mettere in evidenza che le start up, siano esse innovative oppure no, oltre che dei fondi statali possono godere anche di fondi regionali che &#8211; come si può immaginare &#8211; vengono messi a disposizione dalle singole Regioni e che, quindi, variano a seconda dei casi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.altalex.com" target="_blank">Altalex</a></p>
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		<title>Il Mercato del Lavoro Oggi: Come trovare lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2015 16:39:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato del lavoro oggi è molto complicato, anche per colpa della recente crisi economiche che ha colpito tutti i settori produttivi, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro oggi è molto complicato, anche per colpa della recente crisi economiche che ha colpito tutti i settori produttivi, vediamo come sia possibile trovare lavoro oggi. Una pratica molto utilizzata, specialmente da chi ha appena iniziato a cercare una nuova occupazione, è certamente quella di visionare le inserzioni su giornali locali, pubblicate da aziende in cerca di manodopera. Tuttavia la recessione economica globale non ha certo favorite le piccole e medie imprese, che sono quelle che di solito utilizzano questo metodo per reclutare personale. Questo ha fatto si che le offerte siano sempre meno e spesso chi è in cerca di lavoro fatica a trovare un inquadramento professionale allineato con le proprie competenze. Oggi è possibile sfruttare un altro potente mezzo, internet. Esistono molti portali, sulla rete, che tentano di fare da intermediari tra aziende e lavoratori.</p>
<p>Si prefiggono lo scopo di far incontrare la domanda e l&#8217;offerta di posizioni lavorative e di essere un servizio utile all&#8217;aumento dell&#8217;occupazione. Chi è in cerca di lavoro può collegarsi a questi siti ed effettuare una ricerca per mansione o per zona geografica per trovare delle società che assumano personale. Molto spesso è anche possibile iscriversi alla newsletter, ottenendo così la possibilità di ricevere una mail ogni volta che verrà pubblicato un annuncio che corrisponda alle tue esigenze. Un altro validissimo contributo a chi è alla ricerca di un lavoro viene offerto dai Centri per l&#8217;Impiego, che possono essere sia soggetti pubblici che privati. In questo Centri esistono sezioni apposite di orientamento, con operatori qualificati, che aiutano chi lo richiede ad orientarsi nel mondo de lavoro, cercando di mettere a fuoco quali siano le caratteristiche e le competenze del singolo individuo.</p>
<p>In questo modo è possibile capire quali siano gli sbocchi professionale più adatti al soggetto ed indirizzarlo al meglio verso aziende che assumano in quel settore. Il Centro per l&#8217;Impiego fornisce al richiedente anche tutte le informazioni su come affrontare al meglio un colloquio e su come costruire un efficiente e comunicativo curriculum vitae. Nel caso di concorsi pubblici o graduatorie pubbliche in corso, il candidato verrà informato anche su di esse e verrà seguito per proporre la propria candidatura. Un&#8217;altra soluzione, più laboriosa, è quella di presentare il proprio curriculum sotto forma di autocandidatura a varie imprese.</p>
<p>Questo processo può essere fatto anche via internet, permettendo di ridurre i costi per chi cerca lavoro e di poter interloquire con molte più imprese. se si opta per la percorrenza di questa strada, tuttavia, occorre fare una prima selezione delle aziende a cui si intende rivolgersi. Partendo dalle proprie conoscenze pratiche, oppure dai propri titoli di studio, è bene stendere una lista di aziende del settore che potrebbero essere interessate ad assumere personale con le vostre competenze. Al giorno d&#8217;oggi la maggior parte delle imprese, specialmente quelle di grandi dimensioni, hanno una sezione del proprio sito web dedicata al reclutamento di personale.</p>
<p>Se l&#8217;attività è molto grande, vengono solitamente presentate le posizioni aperte per le quali è possibile candidarsi. Una volta effettuata una scrematura iniziale, sulla base dei curricula, l&#8217;azienda procede poi alla convocazione dei candidati per il colloquio e infine designerà le risorse da assumere. Qualcosa non vi siano posizioni aperte è possibile, nella grande maggioranza dei casi, effettuare la cosiddetta autocandidatura spontanea. Chi cerca lavoro può, in pratica, inserire sul sito dell&#8217;azienda il proprio curriculum, corredato anche dalle esperienze pregresse e dalle conoscenze linguistiche e relazionali, che verrà inserito nella banca dati aziendale. Nel momento in cui l&#8217;impresa necessiterà di assumere nuovo personale, potrà effettuare una ricerca nel proprio archivio e trovare così la persona più adatta per ricoprire il ruolo desiderato.</p>
<p>Fonte: <a href="http://lavoro.wickedin.it/" target="_blank">Wickedin Offerte Lavoro</a></p>
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		<title>Jobs act: le novità delle tipologie contrattuali</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 16:54:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;approvazione del Jobs Act ha portato a un riordino delle varie tipologie contrattuali. Ma quali sono effettivamente le modifiche ai contratti tanto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;approvazione del Jobs Act ha portato a un riordino delle varie tipologie contrattuali. Ma quali sono effettivamente le modifiche ai contratti tanto attese da lavoratori e imprenditori?<br />
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che contiene il <a title="legge N. 183" href="http://www.governo.it/backoffice/allegati/77929-10027.pdf" target="_blank">testo organico semplificato delle tipologie contrattuali</a>.</p>
<p>Passiamo in rassegna le tipologie contrattuali e analizziamo le modifiche inserite dal Jobs Act.</p>
<h2>Co.Co.Pro: Contratti di collaborazione a progetto in estinzione</h2>
<p>Il famoso <strong>contratto a progetto</strong> o contratto di collaborazione a progetto è ormai in via d&#8217;estinzione. Con l&#8217;entrata in vigore del decreto, infatti, non sarà più possibile attivare questa tipologia di contratto.<br />
Ovviamente i contratti di questo tipo già &#8220;firmati&#8221; prima dell&#8217;entrata in vigore del decreto resteranno attivi fino alla loro scadenza.<br />
A partire dal primo di gennaio 2016 i rapporti di collaborazione con contenuto ripetitivo e organizzato dal datore di lavoro saranno trattati come veri e propri rapporti di lavoro subordinato.<br />
Fanno eccezione a queste modifiche tutti quei contratti Co.Co.Pro regolamentati dagli accordi collettivi.</p>
<p>Oltre ai contratti a progetto, che diventeranno presto un lontano ricordo per i lavoratori sono stati eliminati anche i <strong>contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro</strong>, cioè i rapporti di lavoro in cui i lavoratori vengono pagati con una partecipazione agli utili dell&#8217;impresa e i contratti di <strong>job sharing</strong> (contratto di lavoro ripartito) in cui due lavoratori “co-lavorano” alla stessa mansione.</p>
<h2>Contratti &#8220;riconfermati&#8221;</h2>
<p>Molti dei contratti fino ad oggi attivi sono stati comunque riconfermati, alcuni con piccole modifiche che li rendono più flessibili e che riducono i costi per il datore di lavoro. Vediamo quali sono le modifiche più interessanti:</p>
<ul>
<li><strong>Apprendistato</strong>: il contratto finalizzato alla formazione e all&#8217;inserimento nel mondo del lavoro viene semplificato. Inoltre per favorirne l&#8217;utilizzo da parte degli imprenditori sono stati ridotti i costi che gravano sull&#8217;impresa per l&#8217;applicazione di questo rapporto di lavoro.</li>
<li><strong>Lavoro a chiamata</strong>: il contratto a chiamata o di lavoro intermittente che regola le prestazioni discontinue o intermittenti viene riconfermato con l&#8217;attuale tecnologia per la tracciabilità dell&#8217;attivazione del contratto tramite sms (solo per le aziende registrate al portale <a href="http://www.cliclavoro.gov.it/" target="_blank">Cliclavoro</a> al numero 339-9942256).</li>
<li><strong>Voucher</strong>: questa tipologia di contratto, ideale per lavoretti saltuari vedrà aumentare il tetto dell&#8217;importo per il lavoratore che arriva a 7.000€, inoltre si inserisce la tracciabilità con tecnologia sms come per il lavoro a chiamata.</li>
<li><strong>Contratti di somministrazione a tempo indeterminato</strong>: questi contratti saranno estesi a più campi di applicazione eliminando le causali, inoltre è fissato un limite di utilizzo del contratto, pari al 10% del numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato.</li>
<li><strong>Contratto a tempo determinato</strong>: per questa tipologia di rapporto di lavoro non sono state inserite modifiche sostanziali.</li>
<li><strong>Part-time</strong>: per questo contratto è stata introdotta per il lavoratore la possibilità di richiedere il passaggio al tempo part-time per necessità di cure o congedo parentale. Inoltre sono state definite le modalità e i limiti in cui il datore può richiedere ore di lavoro supplementari se non prevista dai contratti collettivi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a title="Altalex" href="http://www.altalex.com/" target="_blank">Altalex</a></p>
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