<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Jujol cultura e spettacolo</title>
	
	<link>http://www.jujol.com</link>
	<description>cultura e spettacolo, libri, letteratura, arte, informazione, istruzione, guide, autori</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Nov 2009 17:52:34 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/Jujol" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>Jujol</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item>
		<title>Marrazzo a nudo con il trans Natalie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/zFsP03mlx78/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/08/marrazzo-a-nudo-con-il-trans-natalie/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotogallery]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[scandali]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Jose’ Alejandro Vidal Silva]]></category>
		<category><![CDATA[Marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[mutande]]></category>
		<category><![CDATA[Natalie]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Trans]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8186</guid>
		<description><![CDATA[Natalie o Jose’ Alejandro Vidal Silva
Il trans che ha messo a nudo Marrazzo
a cura di Iannozzi Giuseppe
&#8220;Mi sentivo come se fossi sequestrato. Contro di me hanno usato violenza e intimidazione&#8221;. Questa la dichiarazione dell&#8217;ex governatore del Lazio Piero Marrazzo davanti ai pm romani.
&#8220;Nell&#8217;abitazione di Natalie entrarono solo due persone che mi trattarono con estrema durezza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>Natalie o Jose’ Alejandro Vidal Silva</strong><br />
Il trans che ha messo a nudo Marrazzo</h1>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Iannozzi Giuseppe</strong></p>
<p>&#8220;Mi sentivo come se fossi sequestrato. Contro di me hanno usato violenza e intimidazione&#8221;. Questa la dichiarazione dell&#8217;ex governatore del Lazio <strong>Piero Marrazzo </strong>davanti ai pm romani.<br />
&#8220;Nell&#8217;abitazione di Natalie entrarono solo due persone che mi trattarono con estrema durezza e con violenza. Mi spinsero in un angolo impedendomi di tirare su i pantaloni che mi stavo levando quando sono entrate&#8221;. Questa la verità uscita di bocca dall&#8217;ex presidente della Regione davanti al procuratore aggiunto <strong>Giancarlo Capaldo</strong> ed al sostituto <strong>Rodolfo Sabelli</strong>. &#8220;Ridotto in quel modo mi trovavo in uno stato psicologico di inferiorità e umiliazione. Inoltre, in più occasioni vennero a contatto con me quasi a volermi intimidire, come per farmi capire che erano armati. Per tutto quel tempo sono stato costretto a stare nella stanza da letto e solo in un&#8217;occasione mi sono affacciato sulla soglia della porta ed ho potuto vedere con chiarezza che vi erano solo due persone, oltre a Natalie&#8221;.<br />
Ed ancora: &#8220;Preciso che al momento di entrare nell&#8217;appartamento di Natalie avevo solo 3 mila euro; mille li ho appoggiati su un tavolinetto e gli altri 2 mila erano rimasti nel mio portafogli per mie necessità. I duemila euro mi sono stati sottratti dai due carabinieri&#8221;.<br />
<span id="more-8186"></span><br />
Ed infine la tragica ammissione: &#8220;Mi è capitato sporadicamente di aver consumato cocaina solo durante questa tipologia di incontri&#8221;.<strong> Marrazzo</strong> parla anche di altri incontri intimi durante i quali era &#8220;in uno stato confusionale dovuto all&#8217;assunzione occasionale della cocaina&#8221;. Parlando di <strong>Natalie</strong>, <strong>Marrazzo </strong>afferma di conoscerlo &#8220;già da qualche tempo e di essere stato con lei in qualche altra occasione, ma non più di due-tre volte dal gennaio di quest&#8217;anno&#8221;.<br />
<strong>Natalie</strong>, il cui vero nome è <strong>Jose’ Alejandro Vidal Silva</strong>, ha anche vinto un concorso di bellezza per ex uomini.</p>
<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/trans-natalie-toplss.jpg" border="0" alt="Natalie trans" width="275" height="400" /></p>
<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/trans-natalie-toplss-01.jpg" border="0" alt="Natalie trans" width="240" height="400" /></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/zFsP03mlx78" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/08/marrazzo-a-nudo-con-il-trans-natalie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/08/marrazzo-a-nudo-con-il-trans-natalie/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Danilo Arona torna a Bassavilla. Una guida insolita di Alessandria!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/Rg1PK7iwjmI/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/08/danilo-arona-torna-a-bassavilla-una-guida-insolita-di-alessandria/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[booktrailer]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[librerie in rete]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>
		<category><![CDATA[promo culturale]]></category>
		<category><![CDATA[promo editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Arona]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni XII]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno a Bassavilla]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Evangelisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8169</guid>
		<description><![CDATA[Danilo Arona torna a Bassavilla
Una guida insolita di Alessandria!
di Iannozzi Giuseppe
Bisogna essere disposti a credere nel “non conoscibile” per addentrarsi lungo le strade di Bassavilla. Con fede, cieca quasi. Ciò che non si conosce, non significa che non esista. Esistono le masche e i poltergeist e le case maledette, i dèmoni e gli angeli caduti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>Danilo Arona torna a Bassavilla</strong><br />
Una guida insolita di Alessandria!</h1>
<p style="text-align: center;">di <strong>Iannozzi Giuseppe</strong></p>
<p><a href="http://www.xii-online.com/" target="_blank"><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Danilo-Arona.jpg" border="0" alt="Danilo Arona" hspace="4" vspace="4" align="left" /></a>Bisogna essere disposti a credere nel “non conoscibile” per addentrarsi lungo le strade di Bassavilla. Con fede, cieca quasi. Ciò che non si conosce, non significa che non esista. Esistono le masche e i poltergeist e le case maledette, i dèmoni e gli angeli caduti. Il più delle volte sono dei poveri cristi investiti loro malgrado da una cattiva e immeritata fama, che agli occhi dell’opinione pubblica li ha trasformati in creature da<em> bestiario </em>se non addirittura in essere infernali. La fantasia popolare, il desiderio &#8211; spesse volte inconscio &#8211; di voler a tutti i costi credere che esista un mondo sovrannaturale, porta le masse, il popolo o il volgo che dir si voglia, a vedere creature fantastiche e satanassi, soprattutto in quei luoghi che sono stati teatro di gravi fatti di sangue. Streghe e fantasmi diventano così reali, ma <em>reali </em>ai soli occhi di chi li vede, di chi crede di averli incontrati sulla propria strada. Un accadimento, per quanto banale possa essere, se non trova subito una spiegazione razionale, viene ricondotto “ai confini della realtà”. Quando poi la scienza, per sua ignoranza o incompetenza, non è in grado di spiegare un fenomeno, è facile che la gente lo trasformi in prodotto del Diavolo.</p>
<div>In quarta di copertina, <strong>Valerio Evangelisti </strong>regala una sua personalissima riflessione al lavoro del meno illustre collega <strong>Danilo Arona</strong>:<em> “Verità? Invenzione? Tutte e due, probabilmente. Con un rigoroso filo logico che conduce dall’una all’altra, e le confonde.</em><br />
<em>Danilo Arona è un seminatore di inquietudini, autore di un genere proprio, che spezza i confini del quotidiano e ci sposta sull’orlo di abissi vertiginosi, popolati da fantasmi e infestati da strane entità. Sulla base di coincidenze, di prove, di analogie, di episodi tanto insoliti quanto documentati.</em><br />
<span id="more-8169"></span><br />
<em>Arona è un Charles Fort moderno o uno dei migliori autori fantastici che abbiamo in Italia? Tra i mille dubbi che lascia nel lettore, questo è forse il più insondabile.”</em></div>
<div><a href="http://www.xii-online.com/portale/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=887&amp;Itemid=397" target="_blank"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/bassavilla-cover-small.jpg" alt="Danilo Arona - Ritorno a Bassavilla" width="250" height="357" align="cssRight" /></a>Ogni città, nel cuore del New England più puritano di Nathaniel Hawthorne od inaccessibile e persa nelle Langhe piemontesi, ha una sua storia, di folclore e leggende soprattutto. Non è importante quante anime (ci) vivono e quante invece riposano nei loro letti o nei cimiteri, perché ogni luogo abitato ha dei misteri esagerati – come le chiacchiere portate in punta di lingua dalle comari, sempre pronte a giurare e spergiurare che Tizio e Caio se la intendono e che Sempronio è di sicuro un poco di buono. Al pari del gossip più becero, le leggende proliferano in ogni dove, da Torino a Milano, da Firenze a Napoli, da Roma a Palermo. Ogni centro abitato ha i suoi delitti di paese, i suoi fantasmi, la sua <em>haunted house</em>, oltre a un serial killer doc, a una donna di malaffare e a un prete impiccione e manesco (nascosto nel buio della sacrestia). <strong>Danilo Arona</strong> in <strong>“Ritorno a Bassavilla”</strong> conduce il lettore lungo alcuni sentieri di una Alessandria misteriosa, ma per il solo fatto che Dio ha creato fantasmi e dèmoni a sua immagine e somiglianza molto prima di avere la genialata di dare corpo e anima all’Uomo.<strong> “Ritorno a Bassavilla”</strong> di <strong>Danilo Arona </strong>è una raccolta di racconti, di osservazioni, di racconti appena abbozzati. Una raccolta che è una sorta di guida insolita tra masche, spettri e mostri che si dice abbiano infestato le mai tranquille vie di Alessandria. Non dimentichiamoci però che “Alessandria non è stata fondata da un giorno all’altro come vuole la leggenda. E’ stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse” (.U. Eco, in “La cittadella da riciclare”); e se è Umberto Eco a dirlo, allora deve essere vero per forza.</div>
<p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p><strong>Danilo Arona</strong> è uno dei maestri indiscussi della letteratura fantastica contemporanea. Critico cinematografico e giornalista, nonché ricercatore sul campo di fenomeni “insoliti”, ha collezionato in trent’anni di carriera un enorme numero di pubblicazioni tra romanzi, raccolte, saggi e racconti editi da molti editori italiani e stranieri.<br />
Tra i suoi libri <em>La Stazione del Dio del Suono</em>, <em>Palo Mayombe</em>, <em>Black Magic Woman</em>, <em>L’estate di Montebuio</em>. È anche tra gli autori della raccolta <em>Archetipi </em>di <a href="http://www.xii-online.com/" target="_blank">Edizioni XII</a>.</p>
<p><strong>Il suo sito Internet è</strong> <a href="http://www.daniloarona.com/">www.daniloarona.com</a><br />
<em> </em></p>
<p><em><strong>Danilo Arona</strong> &#8211; <strong>Ritorno a Bassavilla</strong> &#8211; 1a edizione anno 2009 &#8211; 192 pp.brossura &#8211; <a href="http://www.xii-online.com/" target="_blank"><strong>Edizioni XII</strong></a> [ <a href="http://www.xii-online.com/" target="_blank">www.xii-online.com</a> ]  &#8211; Collana Eclissi &#8211; n. 5 &#8211; ISBN 978-88-95733-12-8 &#8211; Prezzo 12,00 € </em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="353" height="287" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jjQ4p0UZ8Qw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="353" height="287" src="http://www.youtube.com/v/jjQ4p0UZ8Qw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/Rg1PK7iwjmI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/08/danilo-arona-torna-a-bassavilla-una-guida-insolita-di-alessandria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/08/danilo-arona-torna-a-bassavilla-una-guida-insolita-di-alessandria/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Tracce d’infinito di Beatrice Zanini</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/HBgno-eck6M/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/08/tracce-dinfinito-di-beatrice-zanini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 06:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Zanini]]></category>
		<category><![CDATA[Tracce d'infinito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8165</guid>
		<description><![CDATA[Tracce d’infinito
di Beatrice Zanini
Prefazione di Renzo Montagnoli
Postfazione di Cristina Bove
In copertina immagine di Elia Belculfiné
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Promo Poesia
Pagg. 117
ISBN: 9788876062490
Prezzo: € 10,00
Siamo tutti viandanti lungo un percorso dall’alba al tramonto, siamo di passaggio e quasi sempre procediamo soli. Sono rari gli incontri e spesso casuali, ma quando si tratta di un contatto poetico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Tracce-dinfinito-recensione-215x300.jpg" alt="Tracce d'infinito recensione" width="215" height="300" align="left" /><strong>Tracce d’infinito<br />
di Beatrice Zanini</strong></h3>
<p><strong>Prefazione di Renzo Montagnoli</strong><br />
<strong>Postfazione di Cristina Bove</strong><br />
<strong>In copertina immagine di Elia Belculfiné</strong><br />
<strong>Edizioni Il Foglio Letterario</strong><br />
<strong><a href="http://www.ilfoglioletterario.it/" target="_blank">www.ilfoglioletterario.it</a></strong><br />
<strong><a href="mailto:ilfoglio@infol.it">ilfoglio@infol.it</a></strong><br />
<strong>Collana Promo Poesia</strong><br />
<strong>Pagg. 117</strong><br />
<strong>ISBN: 9788876062490</strong><br />
<strong>Prezzo: € 10,00</strong></p>
<p>Siamo tutti viandanti lungo un percorso dall’alba al tramonto, siamo di passaggio e quasi sempre procediamo soli. Sono rari gli incontri e spesso casuali, ma quando si tratta di un contatto poetico si scopre l’immensa bellezza di trovarci insieme.<br />
Bea è apparsa come una cometa, un lampo di luce che ha illuminato noi viandanti, un attimo solo, ma ha lasciato dentro di noi il palpitante calore dei suoi versi, ha riflesso in noi la sua anima e questa prefazione a un libro -  che avrebbe meritato in ogni caso di essere pubblicato &#8211; altri non è che la riconoscenza di un poeta a un altro poeta.<br />
Questa è una raccolta abbastanza consistente di liriche, di quella traslazione in parole dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, dalle prime ancora incerte, ma già avviate con sicurezza verso uno stile compiuto, alle ultime, in cui ha messo tutta se stessa, il suo saluto al mondo terreno e agli amici poeti.<br />
<span id="more-8165"></span><br />
Se piace leggere questi versi, che profumano d’amore (<em>Sapesse parlare il mio cuscino / -ti stupiresti- dei tanti abbracci / lievitati tra le radure /  o dietro gli scogli / che non hanno occhi e bocca / da sfamare- /…),</em> esposti in una linearità che sembra frutto di un accostamento semplice, immediato alla tematica, ma che se ben analizzati, con quegli incisi così puntuali, denotano una ricerca formale in corso di evoluzione, non si può non restare indifferenti, anzi ci si lascia trascinare e coinvolgere dalla forza ferma e inflessibile utilizzata per ricordare l’olocausto <em>(…/</em><em>Di carne e di sangue / la mano di colui / annientava l’estremo respiro, / e l’attimo attraversava spietato /  l’ultimo Shabbat e l’amen mai detto./…</em>).<br />
Chi mai direbbe che è la stessa mano che ha vergato i versi d’amore e che ora sembra brandire una spada, anziché una penna? Eppure è così, perché il poeta rispecchia le sensazioni che prova e chi ama nel senso più ampio del termine non può che reagire in modo veemente quando si uccide l’amore.<br />
Già, l’amore, che corre con noi o che noi cerchiamo, e in Bea è un tema ricorrente. Si avverte nei suoi versi un forte desiderio di amare, ma anche di essere compresa, di trovare chi sia disposto a donare se stesso come lei avrebbe fatto con lui <em>(…Viaggerò con te / una notte almeno / nella tua ventiquattrore, / mi stringerò il profilo / per starti più vicina&#8230; amore / e non sarà la solita mia notte / maledetta, / chè d’amore si può morire / senza farsi male.</em>)<br />
Sono tante le poesie di questa raccolta e se ho anche la tentazione di accennare a ognuna per il suo contenuto, lo spazio, ma soprattutto il rispetto per i lettori, che non è mia intenzione né tediare né influenzare, mi costringe a fare delle scelte, a riferirmi solo a quelle che a mio giudizio sono più significative  -  e non dico belle, perché belle lo sono tutte &#8211; e con il termine significative intendo quelle che meglio servono a identificare la personalità artistica dell’autrice.<br />
Così, nel tempo che trascorre, Bea avverte che la vita sta per sfuggirle e reagisce con questi versi: <em>Sto qui / con la sola tristezza / di sempre. / Il battere della pioggia / annulla ogni sentire / e i miei silenzi dissolti / sui muri / colano speranze. /…</em><br />
Poche parole per esprimere, benissimo, quella sensazione di consapevole rassegnazione, ma senza indulgere alla facile commozione, senza strepiti, bensì sommessamente, un flash che fissa indelebilmente la fotografia di un essere che si appresta al commiato. In questi versi, scarni ma bene amalgamati ritroviamo tuttavia la forza che è presente nello svolgimento del tema dell’olocausto, una forza non più esteriorizzata, ma interna e che appena trapela.<br />
Ed è proprio questa saldezza che emerge nelle ultime poesie, quando ormai Bea è conscia dell’ineluttabilità del suo destino; non c’è disperazione, ma solo dolorosa consapevolezza e allora trae da sé il meglio della sua arte, un’ultima sfida alla morte che s’appresta a coglierla. Bea è sconfitta, ma non vinta, perché sa che nessuno può uscire vittorioso da una battaglia con il destino, e allora intona il suo canto alla vita nei versi di commiato, struggenti nella loro umana intensità.</p>
<p>Ancora_ta<br />
<em>mi coglie</em><br />
<em>il soffio caldo della vita</em><br />
<em>dentro un pugno di vetro</em><br />
<em>che guardo e attraverso</em><br />
<em>mentre il risucchio dell&#8217;agguato</em><br />
<em>mi zoppica addosso.</em><br />
<em>È tempo di azzerare il timer</em><br />
<em>e ripartire</em><br />
<em>è tempo di conciliazione</em><br />
<em>e di respiri.</em><br />
<em>Non abbandonare il figlio, Padre</em><br />
<em>ora che ha conosciuto</em><br />
<em>il tepore della buona stagione</em><br />
<em>e il frinire delle cicale.</em></p>
<p>Non avrei mai potuto immaginare la difficoltà che poi ho incontrato nello scrivere queste righe.<br />
Ho cercato di essere asettico, di non lasciarmi prendere dalla commozione e ci sono riuscito quasi fino in fondo, ma poi sono un essere umano anch’io e parlare del lavoro di un’amica che troppo presto mi ha lasciato è diventato un percorso del ricordo, una memoria di emozioni e di sentimenti che ha finito per travolgermi.<br />
Però, di una cosa sono certo: della qualità delle poesie di Bea, il suo lascito perché abbia a goderne anche chi non l’ha conosciuta.<br />
Se n’è andata, ma in qualsiasi momento possiamo ritrovarla in questi versi  che ci parlano di lei.<br />
Grazie Bea per quanto sei riuscita a darci.</p>
<p align="center"><strong>Beatrice Zanini</strong></p>
<p align="center"><strong>(30 settembre 1964 – 2 ottobre 2009)</strong></p>
<p align="center">“Sono tutto e sono niente…</p>
<p align="center">E sono in quanto esisto.</p>
<p align="center">Per alcuni sono semplicemente Marbe.”</p>
<p align="center">
<p align="center">Blog: <strong><a href="http://beamarbe.splinder.com/">http://beamarbe.splinder.com/</a></strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/HBgno-eck6M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/08/tracce-dinfinito-di-beatrice-zanini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/08/tracce-dinfinito-di-beatrice-zanini/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>The Night of the Stars</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/E05rqKpF9SM/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/06/the-night-of-the-stars/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romanticaperla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iannozzi Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Romantica Vany]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[iannozzi and friends]]></category>
		<category><![CDATA[king lear]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[(HOT!)]]></category>
		<category><![CDATA[hard]]></category>
		<category><![CDATA[sexxo]]></category>
		<category><![CDATA[The Night of the Stars]]></category>
		<category><![CDATA[Vany]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8160</guid>
		<description><![CDATA[The Night of the Stars
di RomanticaVany e King Lear (Iannozzi G.)


Questa notte di stelle
mi luccica nell’anima
il suo bel presagio
Sarà speciale
come far l’amore
sotto l’albero di Natale
Questa notte solletica
la mia pazzia, la voglia
di prenderti per mano
e portarti in giro per locali
a ubriacarci con la scimmia
sulla schiena; ma sempre belli
e dannati
agl’occhi della Provvidenza
sia divina o d’altra essenza
Dio mio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>The Night of the Stars</strong></h1>
<p style="text-align: center;">di <a href="http://romanticavany.splinder.com" target="_blank"><strong>RomanticaVany</strong></a> e <strong><a href="http://www.biogiannozzi.splinder.com">King Lear (Iannozzi G.)</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-8161" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/746ef19227faf139a1162126272a69f8_medium.jpg" alt="746ef19227faf139a1162126272a69f8_medium" width="263" height="363" /></p>
<p style="text-align: center">Questa notte di stelle<br />
mi luccica nell’anima<br />
il suo bel presagio<br />
Sarà speciale<br />
come far l’amore<br />
sotto l’albero di Natale</p>
<p style="text-align: center">Questa notte solletica<br />
la mia pazzia, la voglia<br />
di prenderti per mano<br />
e portarti in giro per locali<br />
a ubriacarci con la scimmia<br />
sulla schiena; ma sempre belli<br />
e dannati<br />
agl’occhi della Provvidenza<br />
sia divina o d’altra essenza</p>
<p style="text-align: center">Dio mio, leviamoci di qui!<br />
Scendiamo giù in città,<br />
nella sua bolgia infernale<br />
di fanali e gonne violentate,<br />
di bar abitati da abili truffatori<br />
ed equivoci ballerini un po’ uomini<br />
un po’ donne, forse angeli caduti</p>
<p style="text-align: center">Leviamoci di qui<br />
e concediamo libertà al serpente<br />
che coviamo dentro<br />
nell’anima o in fondo più giù<br />
C’è qualcosa che mi pizzica la pelle<br />
C’è una miriade di stelle danzanti<br />
che mi percuote il petto e si fa avanti</p>
<p style="text-align: center">Voglio ballare e stregarti,<br />
sentirmi una stella ubriaca di luce,<br />
una donna fatale a tutto tondo<br />
in pace e in guerra con il mondo<br />
Questa notte di stelle<br />
mi luccica l’anima;<br />
e non c’è davvero niente<br />
che tu o Dio possiate fare<br />
per fermare l’avventura<br />
Davvero niente, puoi credermi<br />
sulla parola, Angelo mio</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-8162" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/a2014552b04a188221f74fd8490e6b50_medium.jpg" alt="a2014552b04a188221f74fd8490e6b50_medium" width="321" height="192" /></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=296450304c56720b" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/E05rqKpF9SM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/06/the-night-of-the-stars/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/06/the-night-of-the-stars/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Influenza A, basta pandemia!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/sKFfBp_2bZc/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/05/influenza-a-basta-pandemia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Luisa Brandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca Roma]]></category>
		<category><![CDATA[influenza A]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[pericoli]]></category>
		<category><![CDATA[Suina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8141</guid>
		<description><![CDATA[Nessun allarmismo: è un&#8217;influenza come le altre

 a cura di Maria Luisa Brandi






Confusione, panico, allarme. Tutto come preannunciato.

Questi sono i sentori degli italiani di fronte all&#8217;insensata pandemia che sta terrorizzando il mondo. Basta ascoltare un TG nazionale per venire scaraventati in un limbo d&#8217;incertezze. Nessun  allarme, tutto nella norma, dice Fazio, ma subito dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left"><strong><span style="color: #d2432c">Nessun allarmismo: è un&#8217;influenza come le altre</span><span style="color: #d2432c"><br />
</span></strong></h2>
<h4 style="text-align: left"><strong><span style="color: #d2432c"> </span><span style="color: #d2432c">a cura di <a href="http://marilouise.wordpress.com">Maria Luisa Brandi</a></span></strong></h4>
<p style="text-align: left"><strong><span style="color: #d2432c"><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #d2432c"><img class="size-medium wp-image-8148 aligncenter" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/influenzaA-230x300.jpg" alt="influenzaA" width="358" height="395" /><br />
</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #d2432c"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Confusione, panico, allarme. Tutto come preannunciato.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify">Questi sono i sentori degli italiani di fronte all&#8217;insensata pandemia che sta terrorizzando il mondo. Basta ascoltare un TG nazionale per venire scaraventati in un limbo d&#8217;incertezze. <strong>Nessun  allarme, tutto nella norma</strong>, dice Fazio, ma subito dopo una telecronista <strong>annuncia tragicamente</strong> la notizia di nuovi morti in tutta Italia. All&#8217;avvio <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/influenza-a-parte-il-nuovo-piano-regionale/1768684">un nuovo piano </a>regionale per affrontare il problema. Leggere attentamente tutte le direttive. Nel comune di Roma saranno distribuiti <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/influenza-a-depliant-del-comune-in-250mila-copie/1768369">250.000 opuscoli </a>che spiegano come fronteggiare la malattia. Ma sopratutto<a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/l%C2%B4infettivologo-aiuti:-allarme-ingiustificato-la-vecchia-influenza-resta-piu-pericolosa/1767435"> leggete cosa dice</a> il noto infettivologo, <strong>il Prof. Aiuti</strong>. Non c&#8217;è alcun pericolo! <span id="more-8141"></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>L&#8217;allarme è ingiustificato.<br />
</strong><br />
Non si può <strong>bombardare la popolazione</strong> d&#8217;informazioni così contrastanti! Facciamo definitivamente chiarezza. <strong>L&#8217;influenza H1N1 è anche meno pericolosa delle influenze &#8220;tradizionali&#8221;</strong>. La Stampa e le Tv stanno solamente cavalcando l&#8217;onda dello share e alimentando un business delle grandi case farmaceutiche.  Il vaccino, come si sapeva, <strong>non è ancora efficiente</strong>, perchè lo sviluppo del virus -in laboratorio &#8211; richiede un certo tempo tecnico. Inoltre <strong>vaccinarsi è pericoloso</strong>, e abbassa le difese immunitarie. Soltanto le persone che hanno gravi patologie dovrebbero prevenire, perchè le complicazioni di <strong>qualsiasi influenza </strong>sono letali. Anche se rararmente si verificano. Punto. Ma se il vaccino non è valido, è comunque tutto inutile. Consiglio quindi <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/il-vademecum-dei-medici/36339?video">il video vademecum dei medici</a> per evitare il contagio, e sconsiglio vivamente i medicinali fai da te. Tipo <strong>Tamiflu</strong>, per intenderci.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Seguite attentamente il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eFFjhfkIGp0&amp;feature=player_embedded">video</a></strong>, piuttosto, che avevo già <a href="http://ceprano.blogolandia.it/2009/07/25/influenza-suina-oms-e-media-diffondono-il-panico/">divulgato in questo articolo</a> mesi fa. E capirete che questo panico diffuso era stato già annunciato. L&#8217;influenza A è una comune influenza stagionale. Nè più, nè meno. Che sia chiaro. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Una volta per tutte. </strong></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left"><strong>Comunicazione di servizio: </strong>Potete seguirmi anche <strong><a href="http://marilouise.wordpress.com">qui</a> e <a href="http://roma.blogolandia.it">qui</a>. </strong>Grazie.<strong><br />
</strong></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=21755230ccfa972e" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/sKFfBp_2bZc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/05/influenza-a-basta-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/05/influenza-a-basta-pandemia/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’abitudine al sangue di Giorgia Lepore</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/aMxmO6mYEGg/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/05/labitudine-al-sangue-di-giorgia-lepore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Lepore]]></category>
		<category><![CDATA[L'abitudine al sangue]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8136</guid>
		<description><![CDATA[L’abitudine al sangue
di Giorgia Lepore
Fazi Editore
www.fazieditore.it
Narrativa romanzo
Pagg. 295
ISBN: 978-88-8112-985-0
Prezzo: € 18,00
Giuliano, in un monastero della Grecia, ripensa al suo passato, alla vita intensa e sofferta che ha avuto. L’essere figlio del defunto imperatore di Bisanzio non è stata una fortuna, ma ha costituito la base del percorso insondabile attraverso il quale, dopo gioie e soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Labitudine-al-sangue-201x300.jpg" alt="L'abitudine al sangue" width="201" height="300" align="left" /><strong>L’abitudine al sangue</strong><br />
<strong>di</strong><strong> Giorgia Lepore</strong><br />
<strong>Fazi</strong><strong> Editore</strong><br />
<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fazieditore.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">www.fazieditore.it</span></a></span></strong><br />
<strong>Narrativa romanzo</strong><br />
<strong>Pagg. 295</strong><br />
<strong>ISBN: 978-88-8112-985-0</strong><br />
<strong>Prezzo: € 18,00</strong></p>
<p>Giuliano, in un monastero della Grecia, ripensa al suo passato, alla vita intensa e sofferta che ha avuto. L’essere figlio del defunto imperatore di Bisanzio non è stata una fortuna, ma ha costituito la base del percorso insondabile attraverso il quale, dopo gioie e soprattutto sofferenze, è finalmente approdato alla pace interiore.<br />
Condotto con un ritmo lento, quale si addice a una storia di riflessioni, <em>L’abitudine al sangue</em> non è tuttavia solo la vicenda di Giuliano, dalla gloria quale condottiero e certamente non voluta perché gli ripugna uccidere altri uomini, alla quiete della vita monastica dopo anni in cui ha conosciuto l’amore, ma anche l’orrore della guerra, ha subito torture, si è macchiato di un delitto commesso su sangue del suo sangue.<br />
<span id="more-8136"></span><br />
Infatti questo libro presenta molteplici chiavi di lettura che ne fanno un’opera per certi versi ardita, ma che nel complesso costituisce il positivo esordio letterario dell’autrice.<br />
Premessa indispensabile è che non si tratta di un romanzo storico in senso stretto, perché se è vero che la localizzazione è Bisanzio, capitale del Romano Impero d’Oriente, l’epoca non è esattamente determinata, pur presentando caratteristiche tipiche dell’alto medioevo; anche per i personaggi non vi sono diretti riscontri, pur se in un’attenta analisi alcuni possono essere ricondotti a figure che hanno caratterizzato alcuni secoli di quel periodo.<br />
C’è indubbiamente il tentativo della scrittrice, appassionata di storia bizantina, di fornire l’immagine di quel che era quel lontano impero, caratterizzato da faide nella famiglia regnante con frequenti delitti particolarmente riprovevoli, quali il parricidio e il fratricidio, e in questo senso l’impostazione dell’opera assume i toni di una tragedia che richiamano opere di Shakespeare, <em>in primis</em> l’Amleto. E. come dice Giorgia Lepore nell’intervista, questo è un romanzo di relazioni, fra padre e figlio, fra fratelli, fra figlio e madre, fra uomo e donna, ma soprattutto fra uomo e Dio. Nessuna esclude le altre, ma costituisce una serie di tappe, di anelli di una vicenda che porta al rapporto più importante, a quello che è uno dei maggiori temi dell’opera, cioè alla ricerca in se stessi dell’originario spirito divino per potersi accostare a Dio.<br />
In questo contesto c’è un fatto determinante e che può ricondurre anche all’individuazione dell’epoca; c’erano molte sette eretiche, ovviamente combattute, non solo dialetticamente, dalla Chiesa ufficiale e fra queste ce n’era una che aveva una precisa localizzazione ai confini orientali dell’impero. Questa setta era portatrice di un’eresia da noi conosciuta come paulicianesimo, caratterizzata dal dualismo, che portava a considerare l’esistenza di due Dei, il Dio crudele dell’Antico Testamento, creatore del mondo, e il Dio buono del Nuovo Testamento, artefice dello spirito e dell’anima, e quindi l’unico degno di essere seguito. Ora, il periodo più disgraziato di Giuliano inizia con il rifiuto di fare strage di questi eretici, che sarà poi effettuata poco dopo da un altro generale. Storicamente questo avviene nel X secolo d.C. e quindi il periodo in cui si snoda la vicenda è quello.<br />
Ma il paulicianesimo richiama anche ad altre chiavi di lettura nel rapporto tra padre e figlio, in cui il primo assume le caratteristiche del Dio malvagio dell’Antico Testamento, mentre il rifiuto della violenza e il desiderio di amore di Giuliano finiscono per introdurre alla sua relazione con Dio, laddove, pur credente, e a differenza del priore del convento Johannes, che è stato chiamato dal Supremo, in lui predomina la necessità di non essere scelto, ma di scegliere. La differenza è sostanziale (nel caso di Johannes la chiamata è venuta dal cielo, mentre per Giuliano è frutto di una sua libera scelta) e serve a portare ad ancora un’altra visione dell’opera. La storia è frutto di decisioni assunte secondo il principio del libero arbitrio, oppure è qualche cosa che è già scritto nel libro del destino, senza che noi possiamo interferire con esso? Domanda a cui possono essere date risposte diversamente articolate, ma senza che una possa prevalere decisamente sull’altra.<br />
Giuliano è indubbiamente un personaggio complesso, tanto che Giorgia Lepore lo ha definito una sintesi di “colonne portanti” della storia bizantina, che vanno da Giuliano l’apostata a Basilio II.<br />
Insomma, a un protagonista, che non è mai esistito, è stato affidato il difficilissimo incarico di rappresentare un mondo in più epoche, di nobilitare nell’uomo il senso della vita con una scelta individuale per l’amore verso Dio, di essere così antico e al tempo stesso moderno, anzi addirittura senza tempo.<br />
<em>L’abitudine al sangue</em>, come è possibile comprendere, è un libro che induce a continue riflessioni, e quindi da leggere con calma e attenzione, ma anche da rileggere più volte per scoprire qualche cosa di nuovo, aprendolo al nostro cuore.</p>
<p><strong>Giorgia Lepore</strong>, 39 anni, è nata e vive a Martina Franca ma lavora all’Università di Bari, in qualità di assegnista di ricerca presso la cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte Paleocristiana e Altomedievale. È inoltre archeologa, specializzata negli scavi presso le chiese rupestri pugliesi, e docente di Storia dell’Arte nelle scuole superiori. Negli anni scorsi ha partecipato a vari convegni nazionali e internazionali e pubblicato numerosi articoli e saggi in riviste specializzate, tra cui alcuni contributi nel volume <em>Puglia Paleocristiana</em> (a cura di G. Bertelli, 2004) e la monografia <em>Oria e il suo territorio nell’</em><em>altomedioevo</em> (2004). E proprio dai suoi interessidi archeologa e di studiosa di Storia bizantina prende le mosse il suo romanzo d’esordio, ambientato appunto nell’Impero romano d’Oriente nell’Altomedioevo, ma mancano, per precisa scelta dell’autrice, riferimenti topografici e l’indicazione di un arco temporale nel quale si svolge la vicenda.</p>
<h3><strong>Intervista</strong><strong><br />
a Giorgia Lepore<em><br />
L’abitudine al sangue</em></strong></h3>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> <img class="aligncenter size-medium wp-image-8138" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Intervista-a-Giorgia-Lepore-244x300.jpg" alt="Intervista a Giorgia Lepore" width="244" height="300" /></strong><br />
L’armatura in copertina lascia presagire un romanzo storico ove abbondano guerre e battaglie, ma ciò è vero solo in parte, perché <strong><em>L’abitudine al sangue</em></strong> è una ricerca di libertà, e con essa di serenità, di un uomo combattuto fra la fede e il dovere nei confronti di suo padre. In effetti l’epoca è indeterminata, anche se la vicenda si colloca nel X secolo d.C., e l’unico riferimento certo è quello al Sacro Romano Impero d’Oriente. Di per sé il romanzo potrebbe avere anche una collocazione ai giorni nostri, perché il tema è sempre attuale. Da cosa è nata l’esigenza di scrivere questo testo e perché hai voluto ambientarlo nell’epoca d’oro di Bisanzio?</p>
<p><strong>L’esigenza nasce dal mio lavoro. Ho fatto l’archeologa per tanti anni (e ancora lo faccio, anche se non a tempo pieno) e sono abituata ad avere a che fare con il passato. Potrei dire che la storia antica è il mio ambiente, la mia naturale condizione di vita, oltre ad essere una passione. E perciò, quando ho avuto una storia da raccontare, mi è venuto del tutto naturale ambientarla in un’epoca a me assolutamente familiare, come l’altomedioevo. Io mi occupo da anni proprio di quel periodo, e anche se lavoro in Italia, la conoscenza dell’Impero bizantino è un fattore imprescindibile. Poi, sono pugliese, e la Puglia per molto tempo è stata una sorta di “sezione staccata” di Bisanzio… Ecco perché conosco bene la sua storia, i contesti, la mentalità, le idee, la religione. Per me non è stata una scelta, né una decisione razionale;  è stato assolutamente naturale. Mi è tutto talmente familiare che mi ci muovo dentro come fossi a casa mia, quando studi qualcosa per tanto tempo ti appartiene, e tu appartieni a lei. Forse, sarebbe stato strano il contrario: se per cominciare a scrivere avessi scelto un’altra ambientazione. </strong></p>
<p>Giuliano, il protagonista principale, è un uomo dalla personalità complessa, alla ricerca della sua strada che non è detto che poi trovi nel suo rapporto con Dio, visto che è credente fin dall’infanzia. In lui c’è sostanzialmente una ricerca del proprio IO, quel voler andare sempre più a fondo per cercare quel soffio divino che è all’origine della sua esistenza. In questo senso, più che misurarsi con gli altri, è in continua sfida con se stesso. Questa almeno è la mia interpretazione. Sei d’accordo e, se sì, quanto di te c’è in Giuliano?</p>
<p><strong>Sicuramente la tua interpretazione coglie nel segno… Si, l’aspetto della sfida con se stesso è una delle caratteristiche di Giuliano. Sfida intesa come ricerca continua, come ansia di perfezione, e questo credo che sia uno dei suoi lati più ambigui. Giuliano non è un personaggio risolto, non è completamente positivo, ha delle zone d’ombra e proprio questa consapevolezza lo manda in crisi. Consapevolezza che vuole scandagliare fino in fondo, perché non gli basta sapere di fare la cosa giusta, vuole anche esser sicuro di farla per la giusta motivazione.</strong><strong>L’ansia di perfezione, tuttavia, in lui è generata da un insieme di modelli relazionali sbagliati, modelli in cui si vale per ciò che si fa, non per ciò che si è. In cui l’amore bisogna “guadagnarselo”, ed è un amore distorto, che invece di donare la libertà la toglie, che invece di dare la vita distrugge l’oggetto dell’amore stesso. Per questo, la contrapposizione tra due modelli differenti di relazione è uno dei fili conduttori della storia.<br />
Non so rispondere in maniera precisa alla tua ultima domanda. Sicuramente ci sono cose mie in lui, come è naturale che sia, anche se mentre scrivevo mi sembrava quasi che la storia, i personaggi venissero da un “altrove” che non riuscivo bene a identificare. Poi, con il tempo, ho capito che alcune cose mi appartengono, e ho capito anche in che modo sono state metaforizzate nel romanzo. Ma  è un processo ancora in atto, perciò non ne sono del tutto consapevole. Le ragioni per cui si scrive qualcosa, secondo me, vengono fuori dopo, lentamente, e anche a distanza di molto tempo. </strong></p>
<p>In qualsiasi lavoro artistico c’è un poi di noi stessi, il nostro carattere, le nostre esperienze, le nostre visuali, altrimenti, se non fosse così, le opere sarebbero assai simili.<br />
E non è detto che qualcosa di tuo sia presente solo in Giuliano, ma assai facilmente c’è la tua impronta anche in altri personaggi. Ce n’è uno che sembra di contorno, ma che se lo analizziamo bene è invece un preciso punto di riferimento, tanto che perfino Giuliano lo ammira, e non solo per l’amicizia che li lega, ma anche per quella accettazione della vita e  soprattutto di se stesso, che invece difetta nel protagonista principale. Mi riferisco a quel gigante di Cristoforo, un semplice e perciò invidiato da chi ha una personalità complessa. Secondo me, non hai inventato questo personaggio a caso e, se è vero che è messo lì per evidenziare il naturale contrasto fra due caratteri, però mi sembra che abbia anche un altro fine, del tipo “ meglio vivere senza porsi tanti problemi”. E’ così?</p>
<p><strong>Su questo non sarei tanto d’accordo…<br />
E’ vero, Cristoforo ha un ruolo ben preciso all’interno della storia.</strong><strong>Ma non è una persona poi così semplice, anzi. Non è vero che non si ponga dei problemi, solo che si dà risposte diverse da Giuliano, e soprattutto se le è date prima. Ha avuto anche lui a che fare con la guerra, con la violenza, e la vita lo ha segnato indelebilmente. Anche lui è uno sconfitto, al pari di Giuliano. Più che la sua semplicità, direi che è importante la sua forza, fisica e spirituale, il suo essere di sostegno (il suo nome non è casuale), quasi un angelo custode, così come Giuliano lo percepisce.</strong><strong>La contrapposizione non è tanto con Giuliano, quanto con Costantino, il fratello maggiore del protagonista. Cristoforo è fratello per scelta, Costantino per nascita; il primo dona amore in maniera gratuita, e senza tradire la fiducia; il secondo conosce invece un amore inficiato e condizionato dall’invidia, dalla gelosia, dall’ambizione.</strong><strong>E poi mi interessava analizzare il rapporto di amicizia tra Giuliano e Cristoforo, il loro donarsi e sostenersi a vicenda, l’accettazione reciproca. E anche, in maniera forse un po’ strana, anche una implicazione di cura “fisica” l’uno nei confronti dell’altro, in una situazione di privazione affettiva ed emotiva.<br />
Cristoforo probabilmente è l’estrinsecazione del concetto che passa sotto il nome di “fratellanza”. E, trattandosi di un monaco, direi che non si tratta di una coincidenza casuale.</strong></p>
<p>Cristoforo è diventato monaco per trovare la pace, dopo la perdita della moglie e probabilmente questa sua natura di disponibilità esisteva anche prima, quando era un soldato.<br />
Comunque la sua personalità non è complessa come quella di Giuliano, altrimenti non potrebbero mai andare d’accordo.<br />
Vedo che da queste domande emergono elementi che non sono ben riscontrabili nel testo, per quanto nella mia affermazione su Cristoforo (meglio vivere senza porsi tanti problemi) vi è la considerazione che il monaco è già riuscito ad accettarsi, a differenza di Giuliano. Non appena ho la consapevolezza di quel che sono finisco con il vedere meglio e in modo più pratico la vita; se non mi conosco bene e non sono in grado di spiegare alcuni risvolti del mio carattere inevitabilmente mi arrovellerò per comprendere, fuggendo così dalla quotidianità del vivere.<br />
Ritorno però a Giuliano chiedendoti perché hai voluto scrivere un romanzo intorno a un personaggio così complesso e con quale fine?</p>
<p><strong>Credo che in un libro ognuno trovi cose diverse. Dal momento in cui un libro viene pubblicato, smette di essere di chi lo ha scritto e diventa di chi lo legge. Non è vero che la parola scritta è immutabile e assoluta; cambia e parla, dice cose diverse a seconda di chi legge, e anche a seconda dei momenti, delle situazioni. Cristoforo per me è quello che ho detto, per te invece è qualcos’altro, ma non è detto che una cosa escluda l’altra. E comunque, non sono così convinta che avere la consapevolezza di ciò che si è serva a qualcosa, a vivere meglio. Potrebbe anche essere il contrario.<br />
Torniamo a Giuliano. Non esiste un motivo. Per me, quando uno scrive, scrive e basta. Esistono dei libri che sicuramente hanno un fine, uno scopo: celebrare un personaggio, evidenziare un ideale morale, religioso, politico, o anche semplicemente vendere.</strong><strong><br />
Però esistono libri che vengono e basta, come se venissero da soli. La mia è stata scritta di getto, in poco più di due mesi, neanche il tempo di pensare che cosa stavo scrivendo. Il personaggio di Giuliano si è costruito, si è raccontato un po’ per volta, man mano che la storia procedeva, e la storia costruiva il personaggio almeno quanto il personaggio costruiva la storia. È la vita di una persona, e come ogni vita può avere dei significati come può non averne alcuno. E il fine è la storia stessa, non ne esistono altri. Almeno non consapevoli. </strong><br />
<strong>Poi, mi piace pensare che ognuno trovi il suo fine, il suo senso nella lettura, un po’ per il discorso che facevo prima, che il libro diventa di chi lo legge.</strong></p>
<p>Questa risposta può essere relativa alla domanda sulla finalità dell’opera, però ce n’era anche un’altra, e cioè perché hai voluto scrivere il romanzo intorno a un personaggio così complesso. Non posso pensare che ti sia venuto spontaneo scrivere pagine e pagine su Giuliano e la sua vicenda, perché diciamolo francamente di personaggi dalla personalità intricata se ne trovano parecchi in realtà, ma appunto il volerla considerare la tematica principale e non un accessorio della vicenda un motivo dovrà pur averlo. Così come la descrizione delle caratteristiche dell’imperatore suo padre, in cui un po’ il figlio si specchia, non posso credere che sia venuta a caso. Fra l’altro, questo romanzo ha per certi versi i toni e gli sviluppi di una tragedia scespiriana, a cui risulta determinante la complessità di questi due protagonisti. Insomma, per dirla in due parole, il romanzo è imperniato su questa complessità e allora ti chiedo il perché l’hai impostato così.</p>
<p><strong>Il riferimento a Shakespeare è assolutamente pertinente. La cosa che mi affascina del drammaturgo inglese è l’analisi delle relazioni umane. E sicuramente il mio è un romanzo di relazioni, in cui si possono intravedere varie geometrie. Padre-figlio, fratelli, madre-figlio, uomo-donna, uomo-dio. Una delle cose che mi interessava di più era proprio quest’ultima. E il rapporto tra padre e figlio è una metafora del rapporto uomo-dio, come si realizza nel padre-imperatore, che incarna una concezione negativa del rapporto uomo-dio, con un dio padrone e vendicatore; ma anche come si realizza nel rapporto con Johannes, che invece è il dio che accoglie. Allo stesso tempo, sia Johannes che Giuliano estrinsecano nelle loro narrazioni parallele due ulteriori diverse concezioni del rapporto uomo-dio: il dio di Johannes decide per l’uomo, anche se sempre per il bene, e tutto è condizionato alla sua grazia e alla sua volontà; il dio di Giuliano invece lascia l’uomo libero di scegliere e di decidere.<br />
Questo è un altro aspetto che mi interessava indagare, la contrapposizione tra volontà divina (o se si preferisce predestinazione) e libero arbitrio.</strong><strong>Che poi è uno dei temi fondamentali anche nella concezione della storia, oltre che delle vicende umane private.<br />
Credo quindi che la complessità del personaggio nasca anche da quello, dal chiedersi fino a che punto la storia sia fatta dagli uomini, e questo solo un personaggio come Giuliano, che della storia è in qualche modo  protagonista, visto la sua condizione di nascita, poteva chiederselo in maniera convincente.</strong><strong><br />
Ritornando al discorso del rapporto con il padre, un altro filo conduttore (a cui ho già accennato più sopra) è la contrapposizione tra l’amore che toglie la libertà e l’amore che invece la dona: in questo il contro-altare del padre è invece Eucheria, la donna amata da Giuliano. Ma anche in questo direi che si può trovare una ulteriore metafora di due concezioni diverse del rapporto uomo-dio.</strong><strong>Comunque, il personaggio di Giuliano è anche una sintesi di varie “colonne portanti” della storia bizantina: Giuliano l’apostata, di cui infatti porta il nome, e di cui costituisce per certi versi un epigono (dal punto di vista della condotta militare) per altri un’antitesi; Basilio II, che aveva alcune caratteristiche di Giuliano e soprattutto un rapporto con il fratello Costantino VIII simile a quello tra Giuliano e suo fratello. Solo per citare i più importanti e conosciuti.<br />
Anche il padre riassume in sé alcuni personaggi storici famosi: ad esempio echi di Giustiniano e di Eraclio.</strong><br />
<strong>Si potrebbe dire che è stato una sorta di processo di astrazione, sia per i personaggi, che per le vicende. </strong><br />
<strong>Giuliano è come se fosse la voce non solo sua, ma di molti, e attraverso di lui volevo indagare la storia, sia quella bizantina, i suoi temi, i suoi ideali; volevo chiedermi chi erano veramente queste persone di cui sono state scritte cose terribili, e che hanno fatto cose terribili, e vivevano in maniera brutale, violenta, uccidendosi a vicenda, padri e figli, fratelli, madri. </strong><br />
<strong>Può essere che fossero solo questo? Cosa avevano dentro, cosa pensavano, cosa provavano? </strong><br />
<strong>Giuliano ha risposto per tutti, e con lui suo padre. </strong></p>
<p>In tutta questa storia, fra tante chiavi di lettura, la ricerca dell’Assoluto, nel caso specifico del rapporto interiore con Dio, appare forse il tema più importante. In ogni caso mi sembra sia un argomento che senti in modo particolare. Allora, preferisci, personalmente, il Dio di Johannes o quello di Giuliano?</p>
<p><strong>Diciamo che mi identifico nel punto di vista di Giuliano. Ma non è una cosa così scontata. Mi ero posta varie volte una serie di problemi, ma non mi ero data mai delle risposte. Sono quelle cose che ti trascini dietro, però non le affronti mai. Forse, uno dei motivi per cui ho scritto questo libro è che avevo bisogno di pensare. L’ho fatto attraverso Giuliano. </strong></p>
<p>Comunque ora arrivo all’ultima domanda che, per certi versi, può sembrare anche la più difficile. Quando si viene intervistati c’è sempre qualche argomento che interessa di più. Quante volte l’intervistato si dice “Chissà se sono fortunato e mi rivolge una domanda del genere…”<br />
Quel che chiedo è semplice: qual’é la domanda che ti piacerebbe ti fosse rivolta? Penso che ci possa essere e, se sì,  ti prego di formularla e di fornire la relativa risposta.<br />
<strong><br />
Questa è senza dubbio la domanda più difficile, perché ci sono tante cose, che vengono in mente ed è difficile sceglierne una… Allora mi chiedo: vorresti riportare una frase tratta dal libro a cui sei particolarmente legata? </strong><br />
<strong>E mi rispondo: si, ma anche qui c’è l’imbarazzo, perché, ovviamente, sono legata a tutto il libro, compresi i punti, le virgole e i punti e virgola… </strong><br />
<strong>Ne scelgo una, tra le tante, ed è una frase scomoda, decisamente poco di moda nel tempo in cui viviamo, ma che lo era anche allora, quando è Giuliano a formularla: </strong><br />
<strong>“Ho scoperto sulla mia pelle quanto sia inutile, se non dannosa, la ricerca della verità, perché gli uomini non la posseggono, e così anche la giustizia resta un’illusione.”</strong></p>
<p>Grazie, Giorgia, per la piacevolissima conversazione. Ti saluto con l’augurio che questo romanzo, particolarmente interessante, possa trovare il più largo consenso dei lettori.</p>
<p><strong><em>Recensione e intervista a cura di Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=29745018e0b1f220" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/aMxmO6mYEGg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/05/labitudine-al-sangue-di-giorgia-lepore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/05/labitudine-al-sangue-di-giorgia-lepore/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Una terribile eredità di Gordiano Lupi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/YO8wOQ4dR5Y/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/04/una-terribile-eredita-di-gordiano-lupi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 07:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iannozzi raccomanda]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>
		<category><![CDATA[promo culturale]]></category>
		<category><![CDATA[promo editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gordiano Lupi]]></category>
		<category><![CDATA[Una terribile eredità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8132</guid>
		<description><![CDATA[Una terribile eredità
di Gordiano Lupi
Gruppo Perdisa Editore
Narrativa romanzo
Pagg. 128
ISBN: 978 88 8372 376 6
Prezzo: € 12,00
Un incubo che si materializza in un uomo apparentemente normale, ma segnato da un’esperienza che ha fatto emergere quegli istinti bestiali presenti in ogni individuo, confinati sul fondo della coscienza, ma pronti a esplodere quando si verifichi un fatto, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Una-terrobile-eredità-209x300.jpg" alt="Una terrobile eredità" width="209" height="300" align="left" /><strong>Una terribile eredità</strong></h1>
<h1><strong>di</strong><strong> Gordiano Lupi</strong></h1>
<p><strong>Gruppo Perdisa Editore</strong><br />
<strong>Narrativa romanzo</strong><br />
<strong>Pagg. 128</strong><br />
<strong>ISBN: </strong><strong>978 88 8372 376 6</strong><br />
<strong>Prezzo: € 12,00</strong></p>
<p>Un incubo che si materializza in un uomo apparentemente normale, ma segnato da un’esperienza che ha fatto emergere quegli istinti bestiali presenti in ogni individuo, confinati sul fondo della coscienza, ma pronti a esplodere quando si verifichi un fatto, un evento che funge da catalizzatore. <strong><em>Una terribile eredità</em></strong>, l’ultimo romanzo di Gordiano Lupi, è un noir profondamente distopico, in cui la realtà umana viene vista con un senso di profonda disillusione, una presa di coscienza sull’imperscrutabile e ignoto che è dentro di noi, su quel male che ci portiamo appresso senza saperlo.<br />
La vicenda ha inizio in un’Angola insanguinata dalla guerra, a cui il protagonista cubano partecipa non per vocazione, ma perché praticamente obbligato. E’ una parte, questa, del romanzo in cui l’autore piombinese ha dovuto far leva molto sulla fantasia, poiché non conosce quei posti, così che ne risulta uno stato abbastanza “sui generis”; ma proprio per questo emblematico di qualsiasi conflitto. I bombardamenti, le imboscate, le uccisioni, il cameratismo, lo sfogo con le puttane, la paura, la nostalgia sono proprie di ogni ostilità e il solo fatto che questo avvenga in Africa, anziché in Europa, nulla toglie alle sensazioni dei protagonisti, all’orrore dilagante, all’angoscia, perché questo è caratteristica di ogni guerra.<br />
<span id="more-8132"></span><br />
Quando la morte è sempre al tuo fianco i freni inibitori si allentano, si diventa capaci di tutto, anche, per necessità, di divorare i propri simili.<br />
Questo fatto, che ha segnato indelebilmente la mente del personaggio principale, è stato dapprima dallo stesso oscurato, ma il non poterne parlare, il non trovare sfogo a un tormento che scava in profondità fa vacillare la personalità, fa prorompere quel che di male è sempre presente in noi.<br />
E così, nella seconda parte, che si svolge a Cuba e la cui conoscenza all’autore giova in modo rimarchevole, ha inizio il vero e proprio noir, una ripetizione del rito macabro del cannibalismo in Angola per un uomo che, ritornato alla vita consueta, non ha più il supporto psicologico della moglie, morta di parto nel dargli alla luce un figlio che conosce già cresciuto.<br />
Avvilito per le esperienze della guerra, senza un preciso riferimento affettivo, disgustato per la decadenza del regime – al riguardo è molto riuscito il contrasto fra  la bellezza della natura e lo squallore di un’umanità senza speranza &#8211; , diventa facile preda di un mal sottile a cui cerca invano di resistere e così inizia il suo percorso di mostro, attirato da vittime innocenti quali i bambini.<br />
Il suo racconto, iniziato con la guerra in Angola, si svolge nell’intrico di una ragnatela sempre più fitta, di cui finisce con l’essere carnefice e vittima.<br />
E’ un uomo solo con il suo male, con la sua disperazione, con il suo dolore, immerso in un orrore a cui cerca invano di sfuggire.<br />
Il percorso torbido della mente riesce a dare al protagonista una visione umana, grazie al senso di pietà che emerge dalle righe.<br />
E Cuba vive la sua grigia esistenza, descritta in modo ammirevole, nell’impassibilità di un governo incapace di comprendere l’animo umano.<br />
La lettura è, ovviamente, più che consigliata.</p>
<p><strong>Gordiano Lupi</strong> (Piombino, 1960) ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz. I suoi lavori più recenti sono: <em>Cuba Magica &#8211; consersazioni con un santèro</em> (Mursia, 2003), <em>Un&#8217;isola a passo di son &#8211; viagio nel mondo della musica cubana</em> (Bastogi, 2004), <em>Orrori tropicali &#8211; storie di vudu, santeria e palo mayombe</em> (Il Foglio, 2006), <em>Almeno il pane Fidel &#8211; Cuba quotidiana </em>(Stampa Alternativa, 2006), <em>Avana Killing</em> (Sered, 2008), <em>Mi Cuba</em> (Mediane, 2008). Cura la versione italiana del blog &#8220;Generaciòn Y&#8221; della scrittrice cubana Yoani Sànchez e ha curato il suo primo libro <em>Cuba libre</em> (Rizzoli, 2009).</p>
<p><strong><em>Recensione di Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/YO8wOQ4dR5Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/04/una-terribile-eredita-di-gordiano-lupi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/04/una-terribile-eredita-di-gordiano-lupi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Confrontarsi con Karolina di Valentino Rocchi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/eZf8xR_WUC4/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/03/confrontarsi-con-karolina-di-valentino-rocchi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>
		<category><![CDATA[promo culturale]]></category>
		<category><![CDATA[promo editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[Confrontarsi con Karolina]]></category>
		<category><![CDATA[gialli Agemina]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rocchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8127</guid>
		<description><![CDATA[Confrontarsi con Karolina
di Valentino Rocchi
In copertina: Giacomo Balla – Velocità n.1
Edizioni Agemina
www.edizioniagemina.it
Narrativa romanzo
Collana Gialli Agemina
Pagg. 406
ISBN: 9788895555195
Prezzo: € 18,00
Leggo sulla copertina “Valentino Rocchi”, il nome dell’autore,  appena più sotto “Confrontarsi con Karolina”, il titolo, e in piccolo, più in basso e sulla sinistra “Gialli Agemina”, nome della collana evidenziata con lo stesso colore.
Ora classificare questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Confrontarsi-con-Karolina-213x300.jpg" alt="Confrontarsi con Karolina" width="213" height="300" align="left" /><strong>Confrontarsi con Karolina</strong><br />
<strong>di Valentino Rocchi</strong><br />
<strong>In copertina: Giacomo Balla – Velocità n.1</strong><br />
<strong>Edizioni Agemina</strong><br />
<strong><a href="http://www.edizioniagemina.it/" target="_blank">www.edizioniagemina.it</a></strong><br />
<strong>Narrativa romanzo</strong><br />
<strong>Collana Gialli Agemina</strong><br />
<strong>Pagg. 406</strong><br />
<strong>ISBN: 9788895555195</strong><br />
<strong>Prezzo: € 18,00</strong></p>
<p>Leggo sulla copertina “Valentino Rocchi”, il nome dell’autore,  appena più sotto “Confrontarsi con Karolina”, il titolo, e in piccolo, più in basso e sulla sinistra “Gialli Agemina”, nome della collana evidenziata con lo stesso colore.<br />
Ora classificare questo romanzo di ben 406 pagine come giallo mi sembra un po’ riduttivo. In effetti ci sono autori, come Simenon, come Maurizio de Giovanni che ricorrono all’intreccio del thriller semplicemente per l’ossatura di un’opera intorno alla quale costruire molto di più, nobilitando i loro lavori con contenuti che vanno ben oltre la consueta ricerca investigativa.<br />
Ed è questo il caso anche di “<em>Confrontarsi con Karolina</em>”, un vero e proprio romanzo, pur venato di giallo, e ambientato, in parte, in un mondo diverso da quello che è oggetto consueto di narrazione dell’autore pesarese; qui non c’è più la civiltà contadina in primo piano e, a onor del vero, nemmeno sullo sfondo, bensì un ambiente più recente ed attuale, quale quello delle corse in motocicletta.<br />
<span id="more-8127"></span><br />
Non ci sono gare, non c’è la dinamica del tifoso e dello sportivo che quasi fa una radiocronaca, no, non sarebbe stato funzionale allo scopo e, oltretutto, probabilmente si sarebbe ridotto a un aspetto più tecnicistico che letterario.<br />
Il mondo delle corse in moto è lo sfondo, davanti al quale o dentro il quale si agitano diversi personaggi, nascono storie all’apparenza messe per lì caso, ma che invece alla fine si riveleranno parte integrante di un corpo unico, giustificando così la lunghezza del lavoro che in un normale giallo sarebbe francamente eccessiva.<br />
Rocchi ha sempre amato i suoi personaggi al punto di tratteggiarli con una descrizione non solo somatica, ma anche psicologica che rasenta quasi l’ossessione maniacale, giungendo così a confezionare opere che sempre possono essere definite di pregevole fattura. <em>Confrontarsi con Karolina</em> va oltre questa classificazione di merito, perché le storie che si intrecciano, pur se relative a epoche diverse fra loro e anche a luoghi dissimili, possono vantare una freschezza di esposizione che le rende particolarmente gradevoli.<br />
Non sarebbe stato difficile scivolare nel “già letto”, perché in fondo le vicende umane si presentano quasi sempre assai simili, ma la capacità dell’autore di indagare l’animo di ogni protagonista, riservando l’entusiasmo per quelli positivi, ma non infierendo, grazie a un’innata pietà, per quelli negativi, porta a un equilibrio di narrazione che gradualmente rende partecipe il lettore. Non ci sono colpi di scena assolutamente impensabili, anzi tutto scorre liscio e logico, secondo una razionalità matematica, ma il libro sarebbe probabilmente monotono se non fosse accompagnato da emozioni naturali, genuine, quali possono essere il senso di colpa o un amplesso dipinto con precisione, ma senza malizia.<br />
Prima ho scritto che sono diverse le vicende che fioriscono, ma ben concatenate, e una in particolare, quella dell’ebreo polacco in Italia all’epoca delle leggi razziali, è molto di più che funzionale alla vicenda, perché offre l’opportunità di una riflessione su questa maledizione che si portano dietro gli israeliti da 2000 anni e che li rende vittime per lo più rassegnate. Non dico altro al riguardo, perché sono poche pagine che meritano la massima attenzione.<br />
E poi la figura di questo ebreo, di quest’uomo prossimo alla morte è descritta con una realtà quasi incredibile. Sembra di essere davanti a lui, infermo grave in questo letto d’ospedale, ad ascoltare la sua storia, a stupirsi di quel che va dicendo, a commuoversi per una bellissima storia d’amore che lo vede protagonista e vittima.<br />
Con Rocchi i personaggi sono tali indipendentemente dal fatto che ci sia una trama, sono esseri umani con i loro pregi e difetti che sembrano muoversi liberi dalla volontà dell’autore. La vicenda è gialla? Bene, ma anche se non lo fosse Salomon, Serena, Karolina, Marco, Federico, il giudice Gaudino, Inge, Sabine, Rachele, Antonìn, perfino Rendina girano attorno a noi, con le loro passioni, i loro assilli, le loro qualità e i loro difetti, nessuno troppo bravo o troppo cattivo, personaggi di carta perfettamente simili a quelli in carne ed ossa, ognuno portatore di verità che sta solo a noi riconoscere. I francesi dicono: “C’est la vie.”. Io mi permetto di aggiungere: “vista con amore.”.<br />
La lettura è sicuramente raccomandabile.</p>
<p><strong>VALENTINO ROCCHI</strong>, nato a Savignano sul Rubicone, risiede sin dall’infanzia a Pesaro. È socio corrispondente della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone.Si è avvicinato alla narrativa, con libri di ampio respiro e di trame avvincenti, dopo una vita di intenso lavoro. Ha pubblicato: “Una Storia a Castelvecchio” (Società editrice Il Ponte Vecchio – Cesena); “L’Eredità di Venanzio” (Guaraldi &#8211; Rimini) Vincitore del Premio letterario “Il Pungitopo” 2001.“Notte all’Hotel La Guercia” (Argalìa Editore);“Gli uomini di Bluma” (Giraldi Editore) II Classificato al Premio “Palazzo al Bosco”, 2002;“La saggezza di Toni” (Giraldi Editore);Esce nell’anno del V centenario della morte di Pandolfo Collenuccio, uomo di corte e di legge, dalla vita straordinariamente avventurosa: “Notte all’Hostaria La Guercia”, Pandolfo Collenuccio, uomo di corte del XV secolo, (Giraldi Editore) ambientato nel XV secolo, di cui è l’autore è profondo studioso e conoscitore; nel 2008 “La Magia del fuoco” (Agemina) e “1504 – Notte all’Hostaria La Guercia” (Agemina); nel 2009 “Il pianoforte a coda” (Giraldi Editore)  e “La padrona di Santa Maria” (Giraldi Editore).</p>
<p><strong><em>Recensione di Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/eZf8xR_WUC4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/03/confrontarsi-con-karolina-di-valentino-rocchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/03/confrontarsi-con-karolina-di-valentino-rocchi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Una Nuvola D’Amore</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/Qs-8r05Grnc/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/01/una-nuvola-damore/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 19:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romanticaperla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8121</guid>
		<description><![CDATA[
Cade dall&#8217;albero
muta, la foglia
e se ne va,
verso la sua sera.
Muta sto a dir preghiera
mentre una nuvola d&#8217;amore
mi distrae.
Non Vi ho scordato,
miei cari, anche se mostro
celata indifferenza.
Mi par d&#8217;udire
il tono chiaro
della Vostra voce,
angeli che siete persi
in questo giardino.
Sospiro, e mi domando
perché questa nostra vita
si deve fermare?
Fu così stabilito,
vacua legge che si estorce
contro di noi.
Solo il torpore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="font-family: Georgia"><span style="color: #c0c0c0"><span style="font-size: small"><em><img class="alignnone size-medium wp-image-8120" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/romanticavany_23iou-243x300.jpg" alt="romanticavany_23iou" width="183" height="226" /></em></span></span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #993300"><span style="font-family: Georgia"><span style="font-size: small"><em>Cade dall&#8217;albero<br />
muta, la foglia<br />
e se ne va,<br />
verso la sua sera.</em></span></span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #993300"><em>Muta sto a dir preghiera<br />
mentre una nuvola d&#8217;amore<br />
mi distrae.<br />
Non Vi ho scordato,<br />
miei cari, anche se mostro<br />
celata indifferenza.</em></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #993300"><em>Mi par d&#8217;udire<br />
il tono chiaro<br />
della Vostra voce,<br />
angeli che siete persi<br />
in questo giardino.</em></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #993300"><em>Sospiro, e mi domando<br />
perché questa nostra vita<br />
si deve fermare?<br />
Fu così stabilito,<br />
vacua legge che si estorce<br />
contro di noi.</em></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #993300"><em>Solo il torpore di questa mia poesia<br />
semina lontano, la mia malinconia.</em></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Georgia"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-8122" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/7680.gif" alt="7680" width="285" height="49" /></em></span></span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Georgia"><span style="color: #800000">&#8220;La terra è solo un paese, siamo onde dello stesso mare,<br />
foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino&#8221;<br />
</span> </span></span><span style="color: #800000"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Georgia">- <strong>Seneca </strong>-</span></span></span></span></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/Qs-8r05Grnc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/01/una-nuvola-damore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/01/una-nuvola-damore/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Walter Veltroni dice innocente Berlusconi per pubblicizzare il suo ultimo romanzetto Noi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/j5bIPlTRHdg/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/01/walter-veltroni-dice-innocente-berlusconi-per-pubblicizzare-il-suo-ultimo-romanzetto-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[assolve]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Il resto del Carlino]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Noi]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[RCS]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8114</guid>
		<description><![CDATA[Walter Veltroni dice innocente Berlusconi
per pubblicizzare il suo ultimo romanzetto Noi
di Iannozzi Giuseppe
Non gli è bastato affossare la sinistra italiana, adesso Walter Veltroni assolve Silvio Berlusconi con parole più che mai vergognose rilasciate a Il Resto del Carlino nel corso d&#8217;un&#8217;intervista: &#8220;La colpa più grave di Berlusconi è quella di non avere migliorato in nulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Walter Veltroni </strong>dice innocente <strong>Berlusconi</strong><br />
per pubblicizzare il suo ultimo romanzetto <em>Noi</em></h3>
<p style="text-align: center;">di <strong>Iannozzi Giuseppe</strong></p>
<p>Non gli è bastato affossare la sinistra italiana, adesso <span style="text-decoration: underline;"><strong>Walter Veltroni </strong>assolve <strong>Silvio Berlusconi</strong></span> con parole più che mai vergognose rilasciate a <em>Il Resto del Carlino</em> nel corso d&#8217;un&#8217;intervista: &#8220;La colpa più grave di Berlusconi è quella di non avere migliorato in nulla il paese pur dominandone la politica da 15 anni, ma non credo che con lui scompariranno anche l&#8217;egoismo e l&#8217;individualismo&#8221;.</p>
<p>Per questo ignobile politicante che non è più segretario del <em>Pd</em>, che però oggi deve uscire in libreria con un ennesimo romanzetto pubblicato dal gruppo <em>RCS</em>, le convinzioni di ieri fanno presto a cambiare radicalmente, difatti oggi esprime la sacra e netta certezza che le responsabilità dello stato attuale del Paese non siano tutte attribuibili al premier. In maniera machiavellica quanto vile tenta di spiegare: &#8220;Credo però che chi ha responsabilità di governo non dovrebbe alimentare gli aspetti più deteriori dell&#8217;epoca in cui vive. Detto questo&#8230;&#8221;.<br />
<span id="more-8114"></span><br />
<em>Perché queste dichiarazioni? Per non avere nemici né a destra né a sinistra. Perché il suo ennesimo libretto uscirà per il gruppo RCS che è notoriamente schierato a destra</em>.</p>
<p>In un capitolo di &#8220;Noi&#8221;, anche un ritratto degli anni Settanta &#8211; e chissà se <strong>Veltroni</strong> se lo ricorda <strong>Pier Paolo Paolini</strong> che quasi se lo abbracciava e che in quegli anni, ahinoi, pure lui puzzava d&#8217;incenso come una vecchia troia d&#8217;alto bordo: &#8220;Siamo un paese che tende a prendere forti sbandate ideologiche. Si sono trasformati in ideologie persino il berlusconismo e l&#8217;antiberlusconismo, e il mio grande dolore è stato non essere riuscito ad avviare una stagione di collaborazione nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia dopo le elezioni&#8221;. Quando gli viene poi chiesto se la colpa è da imputarsi ai dirigenti del<em> Pd </em>ed all&#8217;ex pm<strong> Antonio Di Pietro</strong>, <strong>Veltroni </strong>risponde con un candore allarmante: &#8220;Sì anche. Ma soprattutto del fatto che il centrodestra ha preferito ripetere il copione della contrapposizione frontale&#8221;.</p>
<p>Ma se <strong>Walter Veltroni </strong>si illude che qualcuno comprerà &#8220;Noi&#8221;, peggio per lui, perché ai voltagabbana al massimo si può concedere una recensione a priori: il romanzo &#8220;Noi&#8221; di W. Veltroni, Rizzoli, 348 pagine, 19 Euro, fa schifo punto e basta e non è proprio il caso di parlarne ulteriormente.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/walter_veltroni_e_pasolini.jpg" border="1" alt="Veltroni e Pasolini" /></div>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=294412c84c6b79d5" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/j5bIPlTRHdg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/01/walter-veltroni-dice-innocente-berlusconi-per-pubblicizzare-il-suo-ultimo-romanzetto-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/01/walter-veltroni-dice-innocente-berlusconi-per-pubblicizzare-il-suo-ultimo-romanzetto-noi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Cinzia Tani e Lo stupore del mondo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/vdv8n6UZFyk/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/01/cinzia-tani-e-lo-stupore-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iannozzi raccomanda]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[casi letterari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>
		<category><![CDATA[promo culturale]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrici]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia Tani]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Stupore del Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8111</guid>
		<description><![CDATA[Cinzia Tani e Lo stupore del mondo
Roma, 1201. Il piccolo Pietro si è appena abbandonato all&#8217;abbraccio della levatrice, quando un tuono improvviso irrompe su palazzo Graziani, la balia perde la presa e il primo dei due gemelli appena venuti alla luce le scivola dalle mani. In quel tuono inspiegabile, a ciel sereno, è racchiuso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Cinzia Tani e Lo stupore del mondo</h1>
<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/lostuporedelmondo.jpg" border="0" alt="Lo stupore del mondo - Cinzia Tani" hspace="4" vspace="4" width="200" height="267" align="left" />Roma, 1201. Il piccolo Pietro si è appena abbandonato all&#8217;abbraccio della levatrice, quando un tuono improvviso irrompe su palazzo Graziani, la balia perde la presa e il primo dei due gemelli appena venuti alla luce le scivola dalle mani. In quel tuono inspiegabile, a ciel sereno, è racchiuso il cattivo presagio che condiziona il destino di Pietro: nel suo volto, irrimediabilmente deturpato dalla caduta, molti leggono un segno del demonio, gli altri vengono respinti dalla sua deformità. Con il tempo l&#8217;isolamento rende il ragazzo diffidente, cupo e determinato, almeno quanto suo fratello Matteo cresce fiducioso e remissivo, ben voluto da tutti. Solamente il sogno di diventare cavaliere sembra accomunarli, ma ciascuno per realizzarlo seguirà il proprio temperamento e i propri ideali, che li porteranno inevitabilmente a combattere su fronti opposti.</p>
<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/tani4.jpg" border="0" alt="Cinzia Tani" width="250" height="378" align="right" />Lontano da Roma, dalle rovine dell&#8217;antico impero e dai rigori della Santa Sede, vivono invece gli altri protagonisti del romanzo, la bella Flora dagli occhi immensi, curiosa e indipendente, e il suo amato e sfuggente Rashid, il ragazzino arabo che sa parlare agli uccelli. Separati dai conflitti religiosi di una Sicilia assolata e rigogliosa, i due si ritroveranno nuovamente insieme, adulti, nella reggia pugliese dell&#8217;imperatore, a Foggia. Ed è proprio Federico II, lo svevo dai capelli fulvi e lo sguardo acuto, il poeta con la passione per le arti e le scienze naturali, l&#8217;uomo potente impegnato nei continui conflitti con il Papato e la Lega Lombarda, a muovere Pietro, Matteo, Flora, Rashid e tutti gli altri personaggi, a spingerli a congiungersi o scontrarsi seguendo l&#8217;amore e la gelosia, il tradimento e la vendetta. Fino al rogo della città di Victoria, alle porte di Parma, dove l&#8217;imperatore ha trasferito il tesoro, l&#8217;harem, i serragli con gli animali esotici e il suo prezioso trattato sulla caccia con il falcone. E dove ogni destino troverà compimento.</p>
<p>Con una prosa veloce ma sempre attenta, capace di soffermarsi amorevolmente nella mente e nel cuore dei suoi personaggi, di levarsi sopra un&#8217;Italia divisa ma già ben riconoscibile, dai verdi accesi dell&#8217;Umbria al profumo di arancio e gelsomino della Sicilia, Cinzia Tani ci regala un Medioevo distante dagli stereotipi, intriso di colori sgargianti e vivacità culturale, senza per questo tralasciare le tensioni di uno dei periodi più affascinanti della nostra storia, così simile per molti aspetti alle contraddizioni e ai sogni di oggi.</p>
<p><em>Cinzia Tani &#8211; Lo stupore del mondo &#8211; Mondadori (collana Omnibus) - 393 pagine &#8211; € 19,00<br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><a href="http://www,cinziatani.com/" target="_blank">cinziatani.com</a></strong></span></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=295512e012e24a9a" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/vdv8n6UZFyk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/01/cinzia-tani-e-lo-stupore-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/01/cinzia-tani-e-lo-stupore-del-mondo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il seme della colpa di Christian Lehmann. L’eutanasia e i baroni della medicina</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/VwRJi0ZhQ5o/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/11/01/il-seme-della-colpa-di-christian-lehmann-l%e2%80%99eutanasia-e-i-baroni-della-medicina/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iannozzi raccomanda]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[casi letterari]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[baroni della medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Lehmann]]></category>
		<category><![CDATA[dolce morte]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Il seme della colpa]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8107</guid>
		<description><![CDATA[
Il seme della colpa
Christian Lehmann
L’eutanasia e i baroni della medicina
Il vero volto del medical thriller
di Iannozzi Giuseppe
Se si escludono Kathy Reichs, Patricia Cornwell, Robin Cook, autori anglofoni, il solo autore di un certo rilievo per l’Europa sarebbe David Khayat, che è soprattutto un oncologo, di fama mondiale. Fortuna nostra, in Italia il medical thriller ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.meridianozero.it/new/lehmann1.htm" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/11/Ilsemedellacolpa.jpg" border="0" alt="Christian Lehmann - Il seme della colpa" width="352" height="474" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Il seme della colpa</strong></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Christian Lehmann</strong></h1>
<p style="text-align: center;"><em>L’eutanasia e i baroni della medicina<br />
Il vero volto del medical thriller</em></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Iannozzi Giuseppe</strong></p>
<p>Se si escludono Kathy Reichs, Patricia Cornwell, Robin Cook, autori anglofoni, il solo autore di un certo rilievo per l’Europa sarebbe David Khayat, che è soprattutto un oncologo, di fama mondiale. Fortuna nostra, in Italia il medical thriller ha conosciuto soltanto delle comparsate con Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi per un volume antologico edito da <em>Einaudi</em> qualche anno or sono: il solo racconto meritevole, <em>Una lunga quaresima di paura</em> – che avrebbe meritato una edizione a sé – è quello di Eraldo Baldini, che mischia con comprovata sapienza leggende popolari, riti pagani ed elementi horror per un thriller all’ultimo spasimo. Insignificanti rimangono i lavori di Lucarelli e Rigosi, che tentando una strada, per certi verso meno specialistica, danno vita il primo al solito killer, il secondo a un commissario malato di premonizioni. <a href="http://www.meridianozero.it/autori/lehmann.htm" target="_blank"><strong>Christian Lehmann</strong></a> è autore che rifugge il sensazionalismo spicciolo, i cliché tipici degli hard-boiled, per soffermarsi soprattutto sul cotidiano, sul mal di vivere di ogni giorno che colpisce indistintamente tutti, da chi ha una salute da leone a chi invece conta i minuti che gli rimangono sulle lancette dell’orologio.  <a href="http://www.meridianozero.it/new/lehmann1.htm" target="_blank"><strong>Il seme della colpa</strong></a> di <a href="http://www.meridianozero.it/autori/lehmann.htm" target="_blank"><strong>Christian Lehmann</strong></a> è un romanzo che affonda il bisturi nel dolore di tutti i giorni, ma non tenta di esorcizzarlo o di estirparlo, semplicemente perché non è possibile, tranne nel caso si voglia credere alle impossibili promesse (e terapie) della New Age per andare incontro presto o tardi a una cocente delusione. Con <a href="http://www.meridianozero.it/new/lehmann1.htm" target="_blank"><strong>Il seme della colpa</strong></a> Lehmann ci introduce in un tema più che mai attuale, quello dell’eutanasia o <em>dolce morte</em>.<br />
<span id="more-8107"></span></p>
<p>La storia è quella di Laurent Scheller e Thierry Salvaing, due medici. Con il passare degli anni il primo diventa famoso dopo aver scritto un bestseller, ma il suo è un successo effimero; Thierry invece non la prova neanche la carta della fama, si dedica invece anima e corpo ai suoi pazienti, è un bravo padre e marito e non chiede poi molto altro alla vita, forse solo di riuscire ad alleviare il dolore di chi muore. Un brutto giorno Thierry viene accusato di omicidio: una paziente terminale, che solo sotto morfina trova un minimo di sollievo, muore in circostanze poco precise. Il medico viene subito accusato d’aver dato mano libera alla <em>dolce morte</em>. In un men che non si dica è in prigione. La moglie di Thierry disperata, dopo anni che non sente più Laurent, decide di chiamarlo per chiedergli il suo aiuto. E’ convinta che solo Laurent possa tirare fuori di prigione Thierry, perché adesso Scheller è un uomo di fama e poi è stato un grande amico di suo marito. Peccato che Scheller non sia più quello d’una volta: è ancora famoso, ma ogni giorno che passa è un passo in più incontro all’impietoso oblio. Tuttavia quando sente la voce di Béatrice Ferey, donna che è stata anche la sua amante, decide di aiutare Thierry, l’uomo che Béatrice alla fine ha deciso di sposare. Adèle Cellier, ricoverata nel reparto di oncologia del professor Grenier, curata dal medico generico Thierry Salvaing, muore. Grenier subito accusa Salvaing di aver praticato l’eutanasia su Adèle. A nulla servono le rimostranze di Thierry: il giudice Silvia Rijic ha ascoltato il medico, ma preferisce credere a Grenier, gran barone della medicina. Laurent, una volta a casa dell’amico insieme a Béatrice, sua ex fiamma, ha il sospetto d’aver sbagliato tutto nella vita: forse avrebbe dovuto sposare Béatrice e accontentarsi d’una vita umile e semplice. Tra Béatrice e Laurent rinasce subito l’amicizia e Laurent si illude che la donna provi ancora qualche cosa per lui; ma soprattutto capisce che se riuscirà a portare fuori di prigione il suo amico Salvaing per lui Laurent Scheller si spalancheranno ancora una volta le porte della fama. Perché sì, per riuscire a far scarcerare l’amico c’è una sola via praticabile: convincere l’opinione pubblica, con ogni mezzo possibile, che il medico di famiglia Thierry Salvaing è innocente mentre il gran barone della medicina Grenier potrebbe non essere quello che fa credere di essere. Coinvolgere giornali e televisione per dire ai francesi che Thierry è un bravo medico, un padre di famiglia e un uomo coscienzioso: di questo deve concedere l’opinione pubblica e soltanto lui può farlo interpretando il ruolo di “regista assoluto”. Ne <a href="http://www.meridianozero.it/new/lehmann1.htm" target="_blank"><strong>Il seme della colpa</strong></a> non ci sono né iperbolici inseguimenti lungo le strade parigine né macabri cadaveri ogni cinque minuti, non c’è il serial killer né il poliziotto incazzato e duro a morire: c’è invece la terribile realtà, la vita quotidiana di un semplice medico di famiglia che viene accusato d’aver dispensato la <em>dolce morte</em> a una sua paziente. C’è il dramma di chi muore e lo sa, senza che nessuno si preoccupi di alleviare le sue pene. C’è l’accanimento terapeutico finché fa comodo ai baroni della medicina, ma poi, dopo, c’è la dimenticanza totale e assoluta, un paziente in fin di vita con le sue piaghe da decubito immobilizzato a letto che solo gli infermieri di tanto in tanto passano a trovare. C’è l’arroganza e l’indifferenza dei baroni della medicina che fanno i loro interessi e quelli delle case farmaceutiche. C’è che la normalità da (quasi) tutti accettata è quella di salvaguardare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Ne <a href="http://www.meridianozero.it/new/lehmann1.htm" target="_blank"><strong>Il seme della colpa</strong></a> c’è tutto questo e c’è di più: la denuncia. <a href="http://www.meridianozero.it/autori/lehmann.htm" target="_blank"><strong>Christian Lehmann</strong></a> non offre soluzioni contro lo strapotere dei baroni della medicina ma la denuncia c’è; e fra le righe, ma neanche poi tanto, ci suggerisce che la <em>dolce morte</em> in alcuni casi è compassione e pietas.  <strong>Christian Lehmann</strong> nasce a Parigi nel 1958. Diventa medico generico nel 1985. Da allora affianca la sua professione con quella di scrittore e giornalista. Oltre a essere autore di gialli e noir è un apprezzato scrittore per bambini.</p>
<div><a href="http://www.meridianozero.it/press/lehmann1rec.htm" target="_blank">Leggi anche la rassegna stampa cliccando qui sopra</a></div>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788882371890/lehmann-christian/seme-della-colpa.html" target="_blank">Il seme della colpa</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788882371890/lehmann-christian/seme-della-colpa.html" target="_blank">Christian Lehmann</a> – <a href="http://www.meridianozero.it/" target="_blank">MeridianoZero</a> – noir &#8211; traduzione di Giovanni Zucca &#8211; ISBN 978-88-8237-175-3 - Pag. 160 &#8211; Euro 13,50</em></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=295412e819d75276" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/VwRJi0ZhQ5o" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/11/01/il-seme-della-colpa-di-christian-lehmann-l%e2%80%99eutanasia-e-i-baroni-della-medicina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/11/01/il-seme-della-colpa-di-christian-lehmann-l%e2%80%99eutanasia-e-i-baroni-della-medicina/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Happy Halloween!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/dRJLNujhQPU/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/30/happy-halloween/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 19:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romanticaperla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8097</guid>
		<description><![CDATA[
Profumo di Strega!
Per incantarti, per farti innamorare, per farti sognare. Per cos&#8217;altro?
Fammelo sapere e te lo vendo ad un prezzo speciale!

Happy Halloween!


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-8098" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/romanticavany971238.jpg" alt="romanticavany971238" width="262" height="248" /></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #800000"><strong>Profumo di Strega!</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Per incantarti, per farti innamorare, per farti sognare. Per cos&#8217;altro?<br />
Fammelo sapere e te lo vendo ad un prezzo speciale!<br />
<span style="color: #800000"><br />
<strong>Happy Halloween!</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><img class="alignnone" src="http://files.splinder.com/50c318a44a7e8eca553cc0ea5da086ef.gif" alt="" width="235" height="39" /></p>
<p style="text-align: center">
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/dRJLNujhQPU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/30/happy-halloween/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/30/happy-halloween/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’incredibile storia di un cranio, di Giuseppe Bonaviri</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/U_-Z1fjp7OY/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/30/l%e2%80%99incredibile-storia-di-un-cranio-di-giuseppe-bonaviri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 06:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Bonaviri]]></category>
		<category><![CDATA[L’incredibile storia di un cranio]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Sellerio editore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8093</guid>
		<description><![CDATA[
L’incredibile storia di un cranio
di Giuseppe Bonaviri
Prefazione di Salvatore Silvano Nigro
Sellerio editore Palermo
Narrativa romanzo
Pagg. 146
ISBN: 9788838921148
Prezzo: € 9,00
L’ultimo romanzo scritto dal grande autore siciliano, scomparso nel marzo di quest’anno, ha il sapore di un testamento, un messaggio forte, vibrante, a futura memoria, con cui lui, che era medico, mette sull’avviso l’umanità sui limiti etici del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Lincredibile-storia-di-un-cranio-209x300.jpg" alt="L'incredibile storia di un cranio" width="209" height="300" align="left" /><strong>L’incredibile storia di un cranio<br />
di Giuseppe Bonaviri</strong></h3>
<p><strong>Prefazione di Salvatore Silvano Nigro</strong><br />
<strong>Sellerio editore Palermo</strong><br />
<strong>Narrativa romanzo</strong><br />
<strong>Pagg. 146</strong><br />
<strong>ISBN: 9788838921148</strong><br />
<strong>Prezzo: € 9,00</strong></p>
<p>L’ultimo romanzo scritto dal grande autore siciliano, scomparso nel marzo di quest’anno, ha il sapore di un testamento, un messaggio forte, vibrante, a futura memoria, con cui lui, che era medico, mette sull’avviso l’umanità sui limiti etici del progresso scientifico.<br />
Se con <em>La divina foresta</em> aveva immaginato, in una versione del tutto fantastica, ma non elusiva della realtà, la creazione della vita, con <em>L’incredibile storia di un cranio</em> ci parla della sua fine, e lo fa in prima persona, perché la voce narrante è la sua, quasi a voler rafforzare il concetto che l’elemento fantasioso, esposto da un uomo di scienza, ha una concreta radice di realtà.<br />
Per certi aspetti Bonaviri potrebbe essere accostato a Orwell, con la stessa visione di un futuro distopico, ma al punto tale da  portare alla distruzione dell’umanità. Al di là di questa caratteristica, le differenze esistono e sono più marcate, perché la narrazione dell’autore siciliano è impreziosita da una vena poetica che riesce ad andare oltre le consuete strutture dei romanzi, con ritmi, armonie e immagini che conferiscono alle opere una grazia del tutto particolare che a tratti presenta tempi quasi musicali.<br />
<span id="more-8093"></span><br />
Tanto per dare un’idea, il libro inizia in un’atmosfera lucreziana, in un’idilliaca natura, in cui la flora e la fauna, in quest’ultima compreso l’uomo, sembrano vivere in un’armonia perfetta, in un equilibrio tale da ristorare l’animo, perché il creato, frutto di un caos che ai nostri superficiali occhi può apparire imperfetto, è invece quanto di più  attentamente realizzato ci sia dato di conoscere. Purtroppo l’essere umano è l’elemento disgregatore, colui che, grazie a un’imparziale conoscenza, crede di sapere tutto o quasi e di poter fare tutto o quasi.<br />
Così nella società descritta da Bonaviri, caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione, che aumenta oltre ogni limite il ricorso alle risorse, si provvede temporaneamente a un’eutanasia attiva, sopprimendo gli anziani, in quanto non più utili al sistema, ma al tempo stesso si ricerca, si sperimenta, si elabora per arrivare, tramite clonazioni, a una nuova specie di esseri umani, in parte vegetali, con la funzione specifica di addormentare le passioni eccessive degli altri uomini, intorpidire i sentimenti, anche quelli negativi, provocando un generale appiattimento della qualità della vita. Senza più emozioni, senza più ispirazioni creative l’umanità rallenterebbe anche la sua crescita, avrebbe minori appetiti, finirebbe con il vivere in una condizione  di inconscia felicità, in pratica si ridurrebbe a uno stato vegetativo.<br />
Pur nella vicenda fantastica, il messaggio di Bonaviri è chiaro: può l’uomo, con la sua scienza, andare oltre la natura? E se lo fa, quali saranno le conseguenze?<br />
Le risposte sono nel finale del romanzo, apocalittico, con le acque dell’Egeo che penetrano all’interno del pianeta. In quel mare, citato non a caso, che aveva visto il volo avventuroso di Icaro e a Creta il mito del Minotauro, essere metà uomo e metà bestia, dove era iniziato il desiderio dell’umanità di conoscere i propri limiti e di superarli, tutto finisce, perché l’homo sapiens non può e non deve spezzare il perfetto equilibrio della natura, che altrimenti si vendica.<br />
E da quella specie di rivolta del globo terracqueo, con gli oceani che penetrano all’interno della crosta per arrivare fino al nucleo, determinando una reazione disgregatrice per le diverse temperature, seguirà l’esplosione del nostro pianeta che ne cancellerà la presenza nell’universo.<br />
<em>L’incredibile storia di un cranio</em> finisce con il diventare così la credibile storia di un’umanità che volle elevarsi su tutto e che si illuse che per essa nulla fosse impossibile.<br />
La lettura è certamente più che raccomandabile.</p>
<p><strong>Giuseppe Bonaviri</strong><strong> </strong>(Mineo, 11 luglio 1924 – Frosinone, 21 marzo 2009)</p>
<p>Opere:</p>
<p>Il sarto della strada lunga (1954), La contrada degli ulivi (1958), Il fiume di pietra (1964), La divina foresta (1969), Notti sull’altura (1971), L’isola morosa (1973), Le armi d’oro (1973), La beffaria (1975), L’enorme tempo (1976), Il dire celeste (1976), Martedina e il dire celeste (1976), Follia (1976), Dolcissimo (1978), Il dire celeste e altre poesie (1979), Novelle saracene (1980), O corpo sospiroso (1982), Quark (1982), L’incominciamento (1983), E’ un rosseggiar di peschi e d’albicocchi (1986), L’asprura (1986), Il dormiveglia (1988), Li pto lip (1988), Ghigò (1990), Il re bambino (1990), Apologhetti (1991), Il dottor Bilob (1994), Silvinia (1997), L’infinito lunare (1998), Bonaviri inedito (1998), una biografia realizzata da Enzo Zappulla e Sarah Zappulla Muscarà, con una ampia appendice di inediti bonaviriani fra i quali il romanzo giovanile La ragazza di Casale Monferrato, E il verde ramo oscillò. Fiabe di folli (1999),  Poemillas españoles ed altri luoghi  (2000), Giufà e Gesù (2001), Acqua d&#8217;argento e altre storie (2003), Il vicolo blu (2003), I cavalli lunari (2004), Autobiografia in do minore (2006), L’incredibile storia di un cranio (2006).</p>
<p><strong><em>Recensione di Renzo Montagnoli</em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/U_-Z1fjp7OY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/30/l%e2%80%99incredibile-storia-di-un-cranio-di-giuseppe-bonaviri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/30/l%e2%80%99incredibile-storia-di-un-cranio-di-giuseppe-bonaviri/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il tempo, di Renzo Montagnoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/yZgHkwJTwYo/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/24/il-tempo-di-renzo-montagnoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 08:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Montagnoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8075</guid>
		<description><![CDATA[
IL TEMPO
di Renzo Montagnoli
Ho visto sciogliersi i ghiacci
blocchi di gelo franare
lungo impervi pendii
lenta la luce affievolirsi
un sole velato in un cielo
di spettrale diffuso grigiore.
Ho visto gli oceani turbinare
ergersi frementi su terre abitate
travolgere metropoli affollate
mentre l’oscurità pietosa
copriva un mondo attonito
senza più speranze né dei.
Ricordo Venezia sommersa
Un’atlantide rinnovata
un monito per il tempo a venire
solo una gondola,
di nero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-8076 alignnone" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Il-tempo-300x225.jpg" alt="Il tempo" width="300" height="225" /></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>IL TEMPO</strong></h1>
<p style="text-align: center;"><em>di</em><em> </em><strong><em>Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<p style="text-align: center;">Ho visto sciogliersi i ghiacci<br />
blocchi di gelo franare<br />
lungo impervi pendii<br />
lenta la luce affievolirsi<br />
un sole velato in un cielo<br />
di spettrale diffuso grigiore.<br />
Ho visto gli oceani turbinare<br />
ergersi frementi su terre abitate<br />
travolgere metropoli affollate<br />
mentre l’oscurità pietosa<br />
copriva un mondo attonito<br />
senza più speranze né dei.<br />
Ricordo Venezia sommersa<br />
Un’atlantide rinnovata<br />
un monito per il tempo a venire<br />
solo una gondola,<br />
di nero addobbata,<br />
lenta scivolava su torbide acque,<br />
feretro silenzioso di una città morta.<br />
In giorni uguali alle notti<br />
solo il buio a regnare sovrano<br />
su un desolato mondo<br />
rinunciatario alla vita.<br />
Poi, i mari si ritrassero,<br />
lentamente calarono fino a sparire.<br />
E vortici di vento batterono lande desolate<br />
sollevarono polveri fino al cielo<br />
piegarono ciò che resistette<br />
alla furia dell’acqua,<br />
appiattirono un mondo senza più vita.<br />
Nei disegni dell’universo<br />
l’uomo sconvolse l’ordine<br />
in una cieca e superba volontà<br />
d’esser su tutto, anche su sé.<br />
Ma un raggio di sole penetrò la caligine<br />
rifratto in un cielo di nero colore<br />
pietoso esplorò terre disseccate<br />
brulle montagne deserti infiniti.<br />
<span id="more-8075"></span><br />
Lampi s’accesero fra nuvole nere<br />
prese a scrosciare la pioggia<br />
lacrime di uomini polvere da millenni.<br />
Un seme rimasto a lungo in letargo<br />
rapido si scosse alla frescura dell’acqua<br />
e volle vedere quel che accadeva.<br />
Un esile fiore sbocciò così alla vita<br />
volle ridare un’altra possibilità di riuscita<br />
a un uomo che venne assai dopo<br />
ancora una scimmia dal dorso peloso<br />
ignaro di quel che era stato<br />
ignoto a se stesso inconsapevole d’essere.<br />
Quanto è passato?<br />
Possono essere millenni, oppure appena ieri,<br />
istanti di nulla nell’eternità di un tempo<br />
che immutabile scorre fra astri e pianeti<br />
le piccole cose di un caos perfetto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>(</strong><strong><em>da</em></strong><strong><em> Il cerchio infinito – Edizioni Il Foglio Letterario, 2008</em>)</strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/yZgHkwJTwYo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/24/il-tempo-di-renzo-montagnoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/24/il-tempo-di-renzo-montagnoli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Spogliami il cuore</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/zPp6zDVGjjM/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/23/spogliami-il-cuore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romanticaperla</dc:creator>
				<category><![CDATA[I love u]]></category>
		<category><![CDATA[Iannozzi Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[con malizia]]></category>
		<category><![CDATA[iannozzi and friends]]></category>
		<category><![CDATA[king lear]]></category>
		<category><![CDATA[love]]></category>
		<category><![CDATA[passion]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[eros]]></category>
		<category><![CDATA[romanticavany]]></category>
		<category><![CDATA[spogliami il cuore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8069</guid>
		<description><![CDATA[Spogliami il cuore

di Romantica Vany &#38; King Lear
Se tu fossi neve
ti leccherei ben bene
prima che il sole ti sciolga
Se tu fossi pioggia
nel cavo della mia bocca
ti raccoglierei
goccia dopo goccia
Se tu fossi vento
morderei il fiato
con il cuore in gola
per starti accanto
Ma queste cose tu non sei
Sei soltanto uno scribacchino
male in arnese che se lo fa
venire duro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>Spogliami il cuore</strong></h1>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8068" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/romanticavany_king_213.jpg" alt="romanticavany_king_213" width="325" height="216" /></p>
<p style="text-align: center">di<strong> <a href="http://romanticavany.splinder.com/">Romantica Vany</a></strong> &amp; <strong><a href="http://biogiannozzi.splinder.com/">King Lear</a></strong></p>
<p style="text-align: center">Se tu fossi neve<br />
ti leccherei ben bene<br />
prima che il sole ti sciolga</p>
<p style="text-align: center">Se tu fossi pioggia<br />
nel cavo della mia bocca<br />
ti raccoglierei<br />
goccia dopo goccia</p>
<p style="text-align: center">Se tu fossi vento<br />
morderei il fiato<br />
con il cuore in gola<br />
per starti accanto</p>
<p style="text-align: center">Ma queste cose tu non sei<br />
Sei soltanto uno scribacchino<br />
male in arnese che se lo fa<br />
venire duro a ogni ora,<br />
come un disperato<br />
con la testa fra le nuvole<br />
e la corda al collo<br />
Sei uno fra tanti, non un santo<br />
e nemmeno un fraticello colto e bello<br />
Sei uno che ha bisogno della morfina<br />
sempre accanto; ma chissà perché<br />
dimentichi sempre la testa e la “tua” medicina</p>
<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-8070" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/kinglear-bannerino.jpg" alt="kinglear-bannerino" width="335" height="30" /></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-8069"></span>Mi dimentichi<br />
con il cuore e con la mente<br />
forse perché sono una ragazzina,<br />
la tua medicina sprovvista<br />
di patente e bugiardino</p>
<p style="text-align: center">Che io metta la gonna lunga o la mini<br />
a te non te ne frega niente;<br />
sei sempre cacciato dentro a qualche cesso<br />
con la penna in mano a inventarti poeta</p>
<p style="text-align: center">Questo caos dell’anima io non lo reggo più<br />
Sai che faccio allora? Metto sù le autoreggenti,<br />
imbraccio il fucile e parto per la tangente<br />
a caccia di uccelli!</p>
<p style="text-align: center">Ho sognato giusto ieri sera il Santo Graal<br />
e il buon Gesù che si lasciava lisciare i capelli<br />
dalla sua donna; e c’erano nuvole bianche in cielo<br />
e si spandea felice il richiamo del ruscello<br />
e la sua eco pura risaliva la gobba della collina</p>
<p style="text-align: center">Sono una donna, santa solo se capita l’occasione giusta<br />
ma poco, poco davvero; sono una che prende fuoco,<br />
basta che tu schiocchi le ditta e mi fai l’occhiolino<br />
Basta davvero poco per farmi venire una dannata voglia<br />
di farti l’amore, di prenderti a schiaffi e darti subito dopo<br />
un paio di sonore sculacciate per quel tuo vizio<br />
di crederti poeta, e maledetto per giunta</p>
<p style="text-align: center">Vieni qui, vieni subito e spogliami il cuore<br />
con le tue mani grosse sporche e ruvide;<br />
fammi vedere se è vero che hai gioielli di famiglia<br />
che fanno l’invidia di Gabriele e dei Sette Cieli</p>
<p style="text-align: center">Vieni qui, bimbo mio, vieni e fammi gridare<br />
che il Paradiso è stare fra le tue braccia prigioniera<br />
mentre piano ti lecco dappertutto</p>
<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-8070" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/kinglear-bannerino.jpg" alt="kinglear-bannerino" width="335" height="30" /></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=c50278a5dd2d90" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/zPp6zDVGjjM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/23/spogliami-il-cuore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/23/spogliami-il-cuore/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Anno Domini 2150, di Renzo Montagnoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/_XnfuAfgF9s/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/22/anno-domini-2150-di-renzo-montagnoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 07:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Domini 2150 Anno Domini 2150]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Montagnoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8064</guid>
		<description><![CDATA[ 

Anno Domini 2150
di Renzo Montagnoli
 
 Quella domenica di giugno dell’anno 2150 si annunciava eccellente sotto tutti gli aspetti: sole splendente, cielo azzurro, temperatura gradevole, divieto assoluto del traffico automobilistico, insomma tutto quanto necessario perché i romani accorressero in frotte a piazza San Pietro per la messa, senza la necessità di dover ricorrere alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-8065" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Anno-Domini-2150-300x250.jpg" alt="Anno Domini 2150" width="300" height="250" /></strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Anno Domini 2150</strong></h2>
<p align="center">di<strong> Renzo Montagnoli</strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong> </strong>Quella domenica di giugno dell’anno 2150 si annunciava eccellente sotto tutti gli aspetti: sole splendente, cielo azzurro, temperatura gradevole, divieto assoluto del traffico automobilistico, insomma tutto quanto necessario perché i romani accorressero in frotte a piazza San Pietro per la messa, senza la necessità di dover ricorrere alle cariche delle guardie svizzere per convincere anche i più riottosi.<br />
Ma alle 11, ora fissata per la cerimonia, l’immenso anfiteatro appariva tristemente vuoto. Dietro le finestre dei palazzi del Vaticano stavano volti sgomenti, mentre gli occhi vagavano nel nulla. Il pontefice, San Giovannino I (era ormai da tempo prassi che il papa venisse santificato una volta superato il periodo di prova dei canonici sei mesi) camminava su e giù per il lungo corridoio, con sguardo furente e pensieroso, e alla fine si decise a chiamare il segretario di stato, il cardinale Prosperone.<br />
- E’ inammissibile. Che escano subito le guardie, in tenuta di guerra, e radunino tutti i romani. Mi raccomando tutti, anche i paralitici, e senza tanti riguardi.<br />
- Sarà fatto.<br />
<span id="more-8064"></span><br />
Brevi ordini secchi, i militi svizzeri indossarono le tute antisommossa e, imbracciati i mitra a lampi paralizzanti, partirono per eseguire l’incarico ricevuto.<br />
Intanto le lancette dell’orologio Luigi XV giravano, fino a che a mezzogiorno, con la piazza ancora vuota, San Giovannino I, affranto, si accasciò sulla poltrona, non senza aver tirato prima un paio di moccoli.<br />
- Prosperone! Prosperone! Ma che cazzo succede, che non tornano nemmeno gli svizzeri.<br />
Il segretario di stato, visivamente preoccupato, si affacciò al santo uscio e mormorò:<br />
- Santità, è arrivato l’onorevole Fiaschettino che ha da riferire notizie importantissime. Lo faccio accomodare?<br />
- Fiaschettino? Chi è? Ah, sì, quello con la faccia da cretino, tutto casa, chiesa e amanti. Che entri.<br />
L’onorevole si precipitò a genuflettersi, sbaciucchiò più volte il sacro anello, poi quasi piangendo prese a parlare:<br />
- Cose terribili, ho da raccontare, Santità.<br />
- Suvvia, basta con i preamboli e sentiamo.<br />
- Sono tutti all’EUR, anche gli svizzeri.<br />
- E che fanno?<br />
- E’ da ieri che è comparso uno straniero, che sembra uno di quei figli dei fiori di più di un secolo fa.<br />
- E allora?<br />
- Li ha stregati, ascoltano le sue parole in estasi.<br />
- E che dice?<br />
- Che tutti gli uomini sono uguali, che nessuno deve prevalere sull’altro, che l’onestà e la bontà devono reggere il mondo.<br />
- Ho capito: è un povero scemo.<br />
- Magari lo fosse!<br />
- E perché?<br />
- Dice di essere il figlio di Dio.<br />
- L’ho detto che è scemo. Ma come possono credere a queste panzanate!<br />
Intervenne allora il cardinale Prosperone:<br />
- Santità, hanno creduto alle nostre per più di duemila anni…<br />
- Ma noi siamo più intelligenti, più furbi.<br />
Fiaschettino si grattò in testa e poi timidamente riprese a parlare:<br />
- Il problema è…<br />
- Che problema?<br />
- Il problema è che fa dei miracoli.<br />
- Dei miracoli? Ma non mi dirà che crede a queste cose!<br />
- Li fa.<br />
- Insomma, sentiamo che miracoli fa.<br />
- Era accorso per vedere quello che succedeva anche il cavalier grande ufficiale imperatore Benito Bugiardoni, quello arrivato alla decima clonazione, e…<br />
- Anche il mio sodale è là?<br />
- Sì. Dicevo…e lo straniero gli ha detto subito che sapeva chi era e che ora voleva che si confessasse davanti tutti.<br />
- Immaginiamoci, quello non parla nemmeno al suo confessore!<br />
- E invece ha parlato, ha spiegato di come abbia ripetutamente fregato tutto il popolo, svelando anche i retroscena dell’operazione Vaticano III, insomma quel prestito obbligazionario che ha rovinato milioni di risparmiatori e che ha invece ingrossato le sue e le vostre casse, Santità. Perdonate il mio ardire, ma  quello cantava come un canarino.<br />
- Il nome, voglio il nome di questo criminale!<br />
- Si fa chiamare… Gesù.<br />
- Un millantatore, perché Gesù è morto da  oltre 2.000 anni.<br />
- Ma non è risorto e salito al cielo?<br />
- Si dice, ma se ne dicono di cose…<br />
- Inoltre, gli svizzeri gli hanno giurato obbedienza.<br />
- Infingardi! E pensare che li abbiamo sempre trattati bene, abbiamo anche sorvolato su certe loro abitudini sessuali.<br />
Il cerimoniere vaticano si affacciò sulla porta:<br />
- Sua Santità, una visita.<br />
- Era programmata?<br />
- No.<br />
- E allora che si prenoti!<br />
- E’ insistente, dice di essere l’ufficiale giudiziario del Paradiso.<br />
- E’ la giornata degli scemi oggi! Che vuole?<br />
- Ehm, come si dice…<br />
- Allora?<br />
- Ha un provvedimento di sfratto.<br />
- Un provvedimento di sfratto? A me che sono il padrone del mondo? Ma che vada…<br />
- Da nessuna parte!<br />
San Giovannino volse gli occhi alla porta e fissò con occhi di fuoco chi aveva pronunciato quelle tre parole.<br />
- E tu chi sei, tu che osi parlarmi cosi?<br />
- Sono un messaggero e gli ordini che porto sono immediatamente esecutivi.<br />
Il pontefice trasalì, perché guardando meglio il nuovo venuto, un giovane alto, biondo, dagli occhi cerulei, in jeans e bomber che fasciavano un corpo atletico e perfetto, scorse delle propaggini piumate che emergevano dalla schiena.<br />
- Sì, sono un angelo e per tutte le malefatte vostre, durate anche troppo, sarete tutti rinchiusi. Ho con me il capo dei carcerieri. Entra, Lucifero!<br />
Fu allora che Giovannino si risvegliò di colpo, tutto ansante e sudato.<br />
Premette il campanello sul comodino e subito accorse il cameriere personale.<br />
- Avete bisogno?<br />
- Ho avuto un incubo. Che giorno è oggi?<br />
E’ domenica, il 21 giugno del 2150.<br />
- Oggi allora c’è la messa con tutta la gente fuori, vero?<br />
- Sì.<br />
- Meno male! Che brutto incubo. Com’è il tempo?<br />
- Normale.<br />
- Mi sembra tutto buio.<br />
- Da noi è sempre buio.<br />
- Scusa, è brutto quel tuo difetto.<br />
- Quale difetto?<br />
- Quei piedi caprini.<br />
- Noi siamo tutti cosi!<br />
- Non ricordo il tuo nome. Come ti chiami?<br />
- Belzebù, Santità, ma adesso si prepari, perché i dannati l’aspettano inferociti.</p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=8c400703b80302e" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/_XnfuAfgF9s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/22/anno-domini-2150-di-renzo-montagnoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/22/anno-domini-2150-di-renzo-montagnoli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il visconte dimezzato, di Italo Calvino</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/XuuKgeYcabM/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/20/il-visconte-dimezzato-di-italo-calvino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[capolavori della letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[Il visconte dimezzato]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8060</guid>
		<description><![CDATA[Il visconte dimezzato
di Italo Calvino
Presentazione dell’autore
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Narrativa romanzo
Pagg. 93
ISBN: 9788804370871
Prezzo: € 8,00
La prima edizione del Visconte dimezzato usci nel febbraio del 1952 per i tipi di Einaudi e già pochi mesi dopo Calvino diede conto di questa sua stranissima opera in una lettera inviata a Carlo Salinari.
Scrive, fra l’altro “Quando ho cominciato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Il-visconte-dimezzato-176x300.jpg" alt="Il visconte dimezzato" width="176" height="300" align="left" /><strong>Il visconte dimezzato</strong><br />
di<strong> Italo Calvino</strong></h3>
<p>Presentazione dell’autore<br />
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.<br />
Narrativa romanzo<br />
Pagg. 93<br />
ISBN: 9788804370871<br />
Prezzo: € 8,00</p>
<p>La prima edizione del <em>Visconte dimezzato</em> usci nel febbraio del 1952 per i tipi di Einaudi e già pochi mesi dopo Calvino diede conto di questa sua stranissima opera in una lettera inviata a Carlo Salinari.<br />
Scrive, fra l’altro “<em>Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra…</em>”.<br />
Per quanto questo romanzo possa essere soggetto a diverse interpretazioni, stante il senso metaforico di non poche parti della trama, sembrerebbe, di primo acchito, che il puro divertimento sia stato il motivo principale per scriverlo e del resto, nel prosieguo della lettera di cui sopra, alcune righe dopo si può leggere “<em>Non sono solo io a pensarla così, ad esempio anche uno scrittore molto attento ai contenuti come Bertolt Brecht diceva che la prima funzione di un’opera teatrale era il divertimento. Io penso che il divertimento sia una cosa seria</em>.”.<br />
<span id="more-8060"></span><br />
Mi ha colpito questo quasi ossimoro “<em>penso che il divertimento sia una cosa seria</em>”, anche perché vi si potrebbe leggere un altro significato di questo romanzo, forse il vero intendimento dell’autore, che sembra dirci che siamo uomini imperfetti, che non riusciremo mai a trovare in noi il perfetto equilibrio, e quindi è inutile angustiarci, ma conviene riderci su, stemperare questa amara consapevolezza di insuccesso con una dose di provvidenziale autoironia.<br />
La vicenda, in effetti, oltre a essere paradossale, ha in questa sua <em>credibile incredibilità</em> il pregio di assicurare un sorriso non fine a se stesso, ma che si smorza con una riflessione sul nostro stato. In ognuno di noi vivono due anime, o meglio due parti, una buona e una cattiva, che si mescolano, che a volte vedono prevalere l’una piuttosto che l’altra, in una sorta di eterno dissidio fra l’aspirazione al bene e la tentazione del male.<br />
Questa storia del visconte Medardo di Torralba, diviso perfettamente in due parti (la destra e la sinistra) da una cannonata turca ha quasi un sapore goliardico, una vena di fresca e incosciente gioventù che permea le righe e che in sordina finisce con il coinvolgere e addirittura travolgere il lettore.<br />
Eppure, se ci si sofferma ogni tanto a riflettere, non è difficile vedere nell’esasperazione non solo anatomica, ma anche psicologica dei due visconti, l’uomo moderno, ancor più schiavo che in passato della sua illusione di completezza, con una coesistenza in ognuno di bene e di male che sfumano fra di loro, in quell’eterno conflitto che spesso inconsapevolmente sosteniamo ogni giorno.<br />
Ed è uno stupore continuo nel verificare come Calvino riesca a trattare concetti complessi con una scrittura fluida, che scivola quasi sul foglio, accompagnata da quell’ironia che riesce a stemperare la crudeltà di certi immagini, in un mondo dove si impicca senza colpe e dove pur esistono località dal nome altamente evocativo e sognante come Pratofungo.<br />
<em>Il visconte dimezzato</em> è il primo dei tre romanzi della Trilogia degli antenati, quasi un’introduzione, uno stuzzicante antipasto  di qualcosa di molto più corposo come <em>Il barone rampante</em> e <em>Il cavaliere inesistente</em>.<br />
Ne raccomando, per quanto ovvio, la lettura.<br />
<strong>Italo Calvino</strong><strong> </strong>(Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985).</p>
<p>Ha scritto numerosi testi di narrativa, fra i quali:<br />
Il sentiero dei nidi di ragno (1947), Ultimo viene il corvo (1949), Il visconte dimezzato (1952), Fiabe italiane (1956), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (1963), La giornata di uno scrutatore (1963), Il castello dei destini incrociati (1969), Le città invisibili (1972).</p>
<p><strong><em>Recensione di Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/XuuKgeYcabM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/20/il-visconte-dimezzato-di-italo-calvino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/20/il-visconte-dimezzato-di-italo-calvino/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Agata, di Renzo Montagnoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/Y_pbtN-lmss/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/19/agata-di-renzo-montagnoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 11:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Agata]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Montagnoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8055</guid>
		<description><![CDATA[
Agata

di Renzo Montagnoli
Sei la compagna di tanti anni,
sempre vicina,
attenta a cogliere le mie emozioni.
Mi guardi con quegli occhioni scuri,
pendi dalle mie labbra
e più di altri comprendi quanto voglio dire,
perché tu conosci il mio animo,
perché tu sei parte di me.
Non sei che un cane,
ma mi hai dato più di quanto
tu abbia ricevuto da me:
un affetto sincero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Agata-300x225.jpg" alt="Agata" width="300" height="225" /></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Agata</strong></h1>
<p style="text-align: center;">
di <strong>Renzo Montagnoli</strong></p>
<p style="text-align: center;">Sei la compagna di tanti anni,<br />
sempre vicina,<br />
attenta a cogliere le mie emozioni.<br />
Mi guardi con quegli occhioni scuri,<br />
pendi dalle mie labbra<br />
e più di altri comprendi quanto voglio dire,<br />
perché tu conosci il mio animo,<br />
perché tu sei parte di me.<br />
Non sei che un cane,<br />
ma mi hai dato più di quanto<br />
tu abbia ricevuto da me:<br />
un affetto sincero, incrollabile,<br />
la scelta di partecipare comunque<br />
alle mie gioie e ai miei dolori.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/Y_pbtN-lmss" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/19/agata-di-renzo-montagnoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/19/agata-di-renzo-montagnoli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Giulio Mozzi è l’ultimo a scendere perché è un quasi cinquantenne anoressico</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/7i8r7R7sDCE/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/18/giulio-mozzi-e-lultimo-a-scendere-perche-e-un-quasi-cinquantenne-anoressico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[malaeditoria]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[trash]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Mozzi]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Sono l'ultimo a scendere e altre storie credibili]]></category>
		<category><![CDATA[Vibrisse]]></category>
		<category><![CDATA[Vibrisse bollettino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8052</guid>
		<description><![CDATA[Giulio Mozzi è l&#8217;ultimo a scendere 
perché è un quasi cinquantenne anoressico
di Iannozzi Giuseppe
Non un libro. Non un diario. Raccontini che non si possono collocare né nella narrativa più spicciola o informale che dir si voglia, né in un&#8217;altra ghettizzante categoria, in una qualsiasi. Minimalismo spietato (oserei dire &#8220;anoressico&#8221;) e retorico, scrittura finalizzata all&#8217;abbrutimento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/sonolultimoascendere_mozzi.jpg" border="0" alt="Mozzi" hspace="4" vspace="4" align="right" /><strong>Giulio Mozzi è l&#8217;ultimo a scendere </strong><br />
perché è un quasi cinquantenne anoressico</h3>
<p>di <strong>Iannozzi Giuseppe</strong></p>
<p>Non un libro. Non un diario. Raccontini che non si possono collocare né nella narrativa più spicciola o informale che dir si voglia, né in un&#8217;altra ghettizzante categoria, in una qualsiasi. Minimalismo spietato (oserei dire &#8220;anoressico&#8221;) e retorico, scrittura finalizzata all&#8217;abbrutimento della lingua italiana. Pagine di dialoghi su dialoghi, tutti sempliciotti quando non insignificanti, perlopiù ambientati in stazioni ferroviarie e cabine di treni. Raramente qualche accenno al mondo editoriale, ma in maniera trasversale e riduttiva, quasi l&#8217;autore volesse lasciare a intendere che &#8220;son tutte rose e fiori in ogni caso&#8221;.<br />
<span id="more-8052"></span><br />
Una raccolta di racconti già apparsi in rete, nel corso di quattro o cinque anni o giù di lì: &#8220;Sono l&#8217;ultimo a scendere&#8221; di <strong>Giulio Mozzi</strong>, <em>Mondadori</em>, collana <em>Scrittori italiani e Stranieri</em>, 263 pagine all&#8217;imbarazzante non modico prezzo di 18 Euro e 50 centesimi esatti, si contraddistingue per la sua perfetta inutilità, anche se imprigionati nella toilette di un treno senza un solo accenno di carta igienica. Preferibile di gran lunga tirarsi su mutande e pantaloni, rinunciare a utilizzare le pagine inchiostrate del libro per pulirsi in mezzo alle terga,  e tornare in cabina seduti al proprio posto facendo finta di niente.</p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=d402787ae0780c" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/7i8r7R7sDCE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/18/giulio-mozzi-e-lultimo-a-scendere-perche-e-un-quasi-cinquantenne-anoressico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/18/giulio-mozzi-e-lultimo-a-scendere-perche-e-un-quasi-cinquantenne-anoressico/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Dire, Fare, Baciare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/Wguhcen2-vA/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/18/dire-fare-baciare/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 09:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romanticaperla</dc:creator>
				<category><![CDATA[I love u]]></category>
		<category><![CDATA[Iannozzi Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Romantica Vany]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[con malizia]]></category>
		<category><![CDATA[iannozzi and friends]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[king lear]]></category>
		<category><![CDATA[love]]></category>
		<category><![CDATA[passion]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[dire fare baciare]]></category>
		<category><![CDATA[nudo]]></category>
		<category><![CDATA[nuvole]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8046</guid>
		<description><![CDATA[Dire Fare Baciare


di Romantica Vany &#38; King Lear
Scrive parole d’amore la tua penna
che odora di mosto; ubriaca di vino
canta l’amore nelle notti che il vento
impazza portandolo fin sulle stelle
ora per l’occhio nudo ora celate da nuvole;
ma la Luna s’accompagna agli occhiolini
della civetta sull’albero, e par ti faccia
il verso, per dispetto proprio a te
che mai ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>Dire Fare Baciare</strong></h1>
<p style="text-align: center;">
<img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/romanticavany_098.jpg" alt="romanticavany_098" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: center"><strong>di <a href="http://romanticavany.splinder.com">Romantica Vany</a> &amp; <a href="http://biogiannozzi.splinder.com/">King Lear</a></strong></p>
<p style="text-align: center">Scrive parole d’amore la tua penna<br />
che odora di mosto; ubriaca di vino<br />
canta l’amore nelle notti che il vento<br />
impazza portandolo fin sulle stelle<br />
ora per l’occhio nudo ora celate da nuvole;<br />
ma la Luna s’accompagna agli occhiolini<br />
della civetta sull’albero, e par ti faccia<br />
il verso, per dispetto proprio a te<br />
che mai ti sei detto poeta seppur preso<br />
nel centro d’una vertigine senza fine<br />
- condannato alla poesia, ad ardori nuovi<br />
ad ogni ora o quasi.</p>
<p style="text-align: center">Se al buio ristanno i panni stesi<br />
così non le loro ombre, bieche<br />
a chi le fissa appiccicate ai muri:<br />
simili a neri ragni s’allungano,<br />
i mattoni scavano nell’alma, egoiste<br />
fino in fondo di nulla si curano.</p>
<p style="text-align: center">Profumano le tue parole. Odorano.<br />
Lo spirito ubriacano con verità inventate,<br />
a destra e manca con incoscienza seminate<br />
come solo i poeti osano sfidando<br />
degli Dèi l’ira.</p>
<p style="text-align: center">Cadono le foglie, al centro dell’autunno<br />
con rassegnata pigrizia; s’ammonticchiano<br />
intorno alla torre ogni giorno sognata<br />
e sempre portata più in alto da una Bimba<br />
venuta su a preghiere e romanticherie.<br />
Con sguardi di brace il suo Cavaliere spia:<br />
le pagine del suo animo vuole spogliare<br />
una ad una per vedere se è vero<br />
che ha il core di foco e verga d’Aronne.</p>
<p style="text-align: center">Sospira un poco… dire fare baciare.<br />
Si fa sussurro la domanda, uguale a foglia<br />
dall’Albero della Vita strappata:<br />
vuoi tu entrare nel mio castello? Coraggio!<br />
Ma sii veloce, ho ancor così tanto da sognare…</p>
<p style="text-align: center"><img class="alignnone" src="http://files.splinder.com/6cdf9198d4ab5f27a15a9f44a9180dd9_medium.jpg" alt="" width="335" height="30" /></p>
<p style="text-align: center">
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/Wguhcen2-vA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/18/dire-fare-baciare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/18/dire-fare-baciare/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Berlusconi ci riprova con la riforma della Giustizia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/gO8yRQyDRts/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/16/berlusconi-ci-riprova-con-la-riforma-della-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 13:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Luisa Brandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8026</guid>
		<description><![CDATA[Il Finto: dentro, fuori e tutto intorno
a cura di Maria Luisa Brandi




Come, come?
Ho letto bene il titolo della notizia?
Non è bastato lo schiaffone LoRdo Bocciato a fargli abbassare la cresta? Niente da fare. Il Premier tallonato non si rassegna e tira avanti come un ariete imbufalito sparando l’ennesima cartuccia: abbattere l’ipotetico nemico numero uno: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #cd4131">Il Finto: dentro, fuori e tutto intorno</span></h2>
<h4><span style="color: #cd4131">a cura di <a href="http://marilouise.wordpress.com">Maria Luisa Brandi</a></span></h4>
<p><span style="color: #cd4131"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-8027 aligncenter" src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/berlusconi3-218x300.jpg" alt="berlusconi3" width="273" height="375" /></p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">Come, come?</p>
<p>Ho letto bene il titolo della <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/riforma-costituzionale/riforma-costituzionale.html">notizia</a>?</p>
<p style="text-align: justify">Non è bastato lo schiaffone <a href="http://roma.blogolandia.it/2009/10/08/il-lordo-bocciato/">LoRdo Bocciato</a> a fargli abbassare la cresta? Niente da fare. Il Premier <em>tallonato</em> non si rassegna e tira avanti come un ariete imbufalito sparando l’ennesima cartuccia: abbattere l’ipotetico nemico numero uno: la Giustizia. Lui ed il suo esercito di soldatini: i soliti Ghedini, Minzolini, Feltrini, Brunettini, Alfanini, Vespini. Non conoscono tregue. Se non bastasse attentare nuovamente la Costituzione puntando ad un bel lifting della Legge, il <strong>Generale MalaParte </strong>chiederà l’appoggio del popolo italiano. Referendum, e non se ne parli più. Ma dico io: con tanti problemi che abbiamo in Italia, possibile che quest’uomo non trovi di meglio da fare se non continuare a incentrare la sua politica solo ed esclusivamente su se stesso? E basta! <span id="more-8026"></span></p>
<p style="text-align: justify"><em>Serve una riforma che faccia del nostro Paese una democrazia vera non soggetta al potere di un ordine che non ha legittimazione elettorale.</em></p>
<p style="text-align: justify">Serve? Ma a chi serve? Solo a lui, serve. Non è democrazia vera? Non soggetta al Potere? Praticamente ritorce sugli altri la sua stessa essenza, ciò che sta avvenendo in Italia grazie alla sua potenza antidemocratica. Questa è la squilibrata campagna del Cavaliere che si ostina a capovolgere la realtà dei fatti. E ci riesce sempre e solo grazie a quegli stessi poteri che confondono l’opinione pubblica. L’informazione è altrettanto sbilanciata, contrastante e incoerente. Non è possibile sentire un Tg che dirama una crescita della produzione industriale, e subito dopo diffonde i livelli mai raggiunti di disoccupazione! Questa è informazione bipolare, capace solo d&#8217;intorpidire le idee di chiunque guardi la televisione. La massa bombardata da notizie che non seguono una logica. Buttate lì solo per dimostrare che si divulgano informazioni a 360 gradi. Certo, con questo sistema le vertigini sono assicurate: gira la testa e si perde un qualsiasi orientamento. Stesso discorso vale per l’influenza A. Il giochetto del “non è allarmante, non c’è da preoccuparsi”. E il titolo subito dopo che avverte: “Da oggi vaccino per tutti”. E dunque?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Non si sa che pesci pigliare.</strong> E così l’idea di questo <em>Governante </em>che si burla degli italiani, i quali, fulminati dalla sua onnipresente apparenza, finiscono per essere convinti del suo buon operato a favore del Bel Paese. Balle. Effetti speciali. Fandonie dalle confezioni accattivanti. Ovunque e comunque, in qualsiasi apparizione, conferenza, intervista finisce sempre col tirare in ballo il suo smodato e arrogante egocentrismo:<em> IO, IO, IO sono il Premier più perseguitato della storia.</em> La Vittima più odiata della Terra. Poverino. C’è pure chi ci crede! Non sarà &#8211; invece &#8211; che, a furia di primeggiare in carnevalate, mezzo mondo si sia stufato di sopportare questa maschera di bronzo? No. Non sia mai. E’ tutta una congiura! E’ tutto un complotto. Il Pianeta intero ha deciso di sfinire il più buono, il più bravo e il più bel Premier dell’Universo.</p>
<p style="text-align: justify">L’intramontabile Star di tutti i Tempi: <strong>il Finto. Dentro, fuori e tutt’intorno.</strong></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=58055aa1621363f0" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/gO8yRQyDRts" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/16/berlusconi-ci-riprova-con-la-riforma-della-giustizia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/16/berlusconi-ci-riprova-con-la-riforma-della-giustizia/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Equinozio di girasoli, di Giulio Maffii</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/zWYKU-o6K-M/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/16/equinozio-di-girasoli-di-giulio-maffii/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 06:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8020</guid>
		<description><![CDATA[Equinozio di girasoli
di Giulio Maffii
Prefazione di Vanessa Vallascas 
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Poesia
Collana Plaquette Poesia
Tascabile – 11,5 cm. x 16,5 cm.
Pagg. 100
ISBN: 9788876062377
Prezzo: € 6,00
Come nei poemi antichi in cui il cantore iniziava la sua opera con un’invocazione alle divinità, un rito propiziatorio, scaramantico o anche la riconoscenza per la possibilità offertagli di creare, di lasciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Equinozio-di-girasoli-170x300.jpg" alt="Equinozio di girasoli" width="170" height="300" align="left" /><strong>Equinozio di girasoli<br />
di Giulio Maffii</strong></h3>
<p><strong>Prefazione di </strong><strong>Vanessa Vallascas<em> </em></strong><br />
<strong>Edizioni Il Foglio Letterario</strong><br />
<strong><a href="http://www.ilfoglioletterario.it/">www.ilfoglioletterario.it</a></strong><br />
<strong><a href="mailto:ilfoglio@infol.it"><strong>ilfoglio@infol.it</strong></a></strong><br />
<strong>Poesia</strong><br />
<strong>Collana Plaquette Poesia</strong><br />
<strong>Tascabile – 11,5 cm. x 16,5 cm.</strong><br />
<strong>Pagg. 100</strong><br />
<strong>ISBN: 9788876062377</strong><br />
<strong>Prezzo: € 6,00</strong></p>
<p>Come nei poemi antichi in cui il cantore iniziava la sua opera con un’invocazione alle divinità, un rito propiziatorio, scaramantico o anche la riconoscenza per la possibilità offertagli di creare, di lasciare una traccia, un solco nella polvere,  questa raccolta si apre con una dedica/omaggio alla parola, l’unica in grado di traslare l’idea in sostanza, verificabile, riscontrabile, accessibile ai lettori.<br />
In effetti, benché stilisticamente siamo nel XXI secolo, l’impressione che si ricava è che quest’opera abbia gli albori in epoche antichissime, ma anche per nulla remote, con quella solennità che non è retorica, ma pura dinamica della composizione che dona una sostanziale assenza di tempo.<br />
E la parola ritorna incalzante, sempre presente, a tratti anche soggetto, pur restando sostanzialmente oggetto, mezzo, sistema di colloquio per andar oltre l’afonia delle sensazioni, che nascono, si sviluppano all’interno in un silenzio che poi, grazie appunta alla parola, diventa timbro vocale, sussurro, anche urlo.<br />
Ma di che tratta questa raccolta?<br />
Il tema non è nuovo, perché il rispetto per la memoria, tale da andarla a ripescare nei meandri della mente, è un’elaborazione metafisica dei poeti, un punto fermo per cercare risposte a domande sempre posteriori ai fatti ricordati, ma non solo, perché è l’unica possibilità che rende consapevoli di vivere, in quanto esiste un vissuto.<br />
<span id="more-8020"></span><br />
Sono così stagioni che si avvicendano, equinozi che hanno un significato che va oltre l’etimologia, perché quella durata del giorno uguale a quella della notte sembra conferire una visione strutturale di una vita, sia come periodo di tempo (e per l’autore sarebbe quello di primavera, anche se dichiara poi che quello più vicino a lui è quello d’autunno) sia come concetto dell’avvicendarsi degli eventi, delle fortune e delle sfortune, di cose belle e di cose brutte, di fatti piacevoli e spiacevoli, ma che in ogni caso hanno tutti un grande pregio: sono solo nostri, un patrimonio inalienabile che riemerge a tratti dalla nebbia di un apparente oblio, una misura indiretta del nostro stato attuale.<br />
E in questo percorso itinerante dentro di sé il ricordo di un amore cerca consapevolezze, soluzioni a dubbi che il tempo coglie, quasi che il ripensare a quanto prima ci ha enormemente coinvolto finisca con il diventare un’assoluzione del nostro operato, un riscontro positivo di una vita non sprecata, anche se resta un desolato senso di solitudine, uno spazio tutto nostro a cui manca tuttavia qualche cosa, quell’immagine, quell’emozione, quel sentimento che si propone come memoria, spina nel fianco che fa dolere e gioire al tempo stesso, un pezzo di noi che se n’è andato.<br />
Nulla è perfetto ed assoluto, alle ombre si contrappongono le luci nell’equinozio della nostra esistenza.<br />
Scritta in modo garbato, non enfatico, con un equilibrio formale che permette una ritmicità costante, questa raccolta si assapora un po’ per volta e invita alla meditazione, una riflessione che coinvolge, senza stravolgere, che accompagna non a certezze, ma a consapevolezze.<br />
La lettura, quindi, è da me sicuramente consigliata.</p>
<p><strong>Giulio Maffii</strong></p>
<p>È autore, critico letterario, dirige le collane di poesia della Casa editrice Edizioni Il Foglio , tiene un laboratorio di poesia per ragazzi. Fiorentino di origine, dalla complessa personalità, cura uno dei migliori  blog  sulla poesia  nel web <a href="http://blog.libero.it/Pensieridivento">http://blog.libero.it/Pensieridivento</a><br />
Ha all&#8217;attivo svariate pubblicazioni tra cui: &#8220;La caduta del tempo&#8221; (ed Il Fogliopromo) scritto con l&#8217;eteronimo di Penelope Alma nel 2008, mentre nel 2009 è uscito con il libro ortonimo di poesie &#8220;Fino a che non muore il tempo&#8221;.(Ed.La Riflessione) Ha collaborato con varie riviste letterarie.<br />
E&#8217; laureato in psicopedagogia e in Lettere moderne ind.arte musica e spettacolo. E&#8217; un vero e proprio cultore e amante della poesia di per se stessa e conoscitore in particolare della lirica ispanica moderna,<strong> </strong>conosce quattro lingue ed ha svolto  opera di traduzione poetica che è un altro modo di fare poesia<strong>.</strong><br />
E&#8217; uno degli organizzatori italiani  del festival mondiale della poesia Palabra en el mundo.<br />
Si pensa che sia un eteronimo lui stesso.</p>
<h3><strong>Intervista a Giulio Maffii,<br />
autore di <em>Equinozio di girasoli</em></strong></h3>
<p><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Equinozio-di-girasoli-intervista-225x300.jpg" alt="Equinozio di girasoli intervista" width="225" height="300" align="left" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il titolo è del tutto particolare, fra l’astronomico e il botanico. Come mai, quindi, Equinozio di girasoli?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Tutto nasce dalla visione del quadro di Eloisa Scultetus, “I girasoli dell’autunno”,  riprodotto anche in copertina. Un’idea, un insieme di idee hanno preso vita. L’equinozio con la sua perfezione di luce e ombra rappresenta l’uomo e i girasoli si nutrono del sole per poi precipitare e chiudersi nell’ombra. E’ un paradosso, uno dei tanti paradossi poetici e noi siamo luce ed ombra. L’equinozio richiama inequivocabilmente la primavera ma i girasoli nascono con il solstizio, quindi è un incontro simbolico.  Il tempo più vicino a me e alla mia scrittura è comunque quello  dell’equinozio ma non di primavera bensì d’autunno. Il richiamo poi all’equinozio è anche verso i riti magici e storici e alla magia della parola è dedicato appunto l’incipit iniziale della raccolta. </em></p>
<p>In questa raccolta la memoria e il tempo si snodano nei versi, non indipendenti l’una dall’altro, ma come due aspetti ed eventi metafisici. Nella risposta di cui sopra hai accennato ai riti magici connessi all’equinozio, fatti ormai abbastanza desueti, eppure significativi perché collegano strettamente tempo e memoria. In fondo noi siamo quello che siamo perché siamo un anello dell’evoluzione. In questa connessione fra tempo e memoria per te che cos’è esattamente il tempo?</p>
<p><em>Guarda, il tempo in realtà per me è probabilmente un’ossessione anche se in effetti funge da serbatoio per la memoria. I miei due precedenti lavori non per niente si intitolano “La caduta del tempo” e “Fino a che non muore il tempo”. Anche in questo “Equinozio” il tempo è ben presente tanto che una delle sezioni in cui è diviso si chiama “Nel difetto del tempo” e non a caso la frase conclusiva è “abbiamo ancora tempo”. In tutto il libro l’uso della parola non è mai ‘per caso’. C’è una ricerca continua. Ogni parola ha la sua collocazione come ogni secondo sta dentro al minuto che a sua volta..e qui  si può proseguire all’infinito. La Poesia invece è atemporale, non definibile su basi cronologiche. Facciamo spesso l’errore di immaginarci gli autori come entità separate che lavorano lontani sia nel tempo sia nello spazio. In realtà tutti lavorano insieme fuori dagli schemi imposti dal pensiero razionale a creare la Poesia, concetto indefinibile, tassello su tassello, tempo nel tempo, usando la “parola” ovvero “l’imperfetta perfezione”. Il tempo poi nel libro è cornice ed interprete principale al contempo. “ogni oggetto contiene una moltitudine di tempo”, oggetto, luogo o persona. Nella lirica “Un anno” si immagina lo stesso arco temporale secondo tre punti di osservazione, tre voci in assonanza ma diverse. Alla fine si può affermare che il tempo più non conta ed è la memoria la nostra salvezza.</em></p>
<p>Del resto la misura del tempo è propria dell’essere umano, che tende a ridurre il tutto alla sua dimensione, e giustamente non ci accorgeremmo del suo trascorrere se non avessimo l’esperienza della memoria, che ci dà una misura di ciò che è accaduto e quindi la certezza di un periodo temporale. La memoria, pertanto, avrebbe una funzione salvifica, cioè impedirebbe all’uomo di vivere un eterno presente. E’ così?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Esattamente. Con e nella memoria, il nostro pensiero torna ad essere vivo, dinamico, non muore. D’altro canto però la memoria ci riporta anche alla realtà,  quella di non essere niente, di essere simili al silenzio. “La memoria non inganna” e quando sembra farlo inizia a tacere. Noi abbiamo bisogno di tutte le fasi del tempo. La memoria le contiene, paradossalmente contiene anche il futuro e a volte si fonde con i sogni. Spesso siamo consapevoli che è tutto un inganno, un’apparenza ma continuiamo a crederci. Nella memoria, da cui trarre il senso, nelle parole e nella Poesia c’è fortunatamente la radice che ci impedisce di vivere un eterno e angosciante presente; radice che nutre la sensazione bellissima, talvolta metafisica, “di abbandonarci alla paura di essere umani”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Quel senso di stupore che ci coglie nell’accorgerci di essere granelli di polvere nel vento è indubbiamente anche la certezza della nostra caducità. Concordo che nel passato ci sia anche il futuro e in questo senso mi sembra che attualmente l’uomo sia senza memoria, e quindi non riesca a vivere il presente, né sia in grado di interferire, per quanto in misura modesta, con il futuro. L’impressione è quella di vivere in una società che ha fatto della chimera del tempo l’unico scopo della sua esistenza. Qual è la tua opinione al riguardo?</p>
<p><em>In questa corsa continua dove il tempo è visto come un qualcosa da abbattere, da sconfiggere, l’uomo perde contatto con sé e la sua sfera emotiva, relegandola ad un ruolo marginale. In questi ripidi ghirigori temporali dove le apparenze conducono verso il niente, ecco comparire i libri di poesia, strumenti dati all’uomo per lottare contro Crono. Il tempo non è vissuto, è consumato, la società genera la mediocrità, agli scrittori il compito di risvegliare le coscienze assopite.</em></p>
<p>D’accordo, ma resta un problema di base, e cioè il modesto o insignificante mercato dei libri di poesia. E’ un dato di fatto che la gente non ami leggere delle liriche che, se hanno il vantaggio della brevità, impongono però anche un minimo di riflessione. Di conseguenza il poeta, a differenza del narratore, viene visto come una sorta di Don Chisciotte, un povero illuso, dove quel povero è inteso in tutti i sensi. Il problema allora è come avvicinare la gente alla poesia. Hai qualche idea in proposito?</p>
<p><em>Il discorso si fa complesso e lungo, cercherò`di essere coinciso. A monte vi é il problema dell`insegnamento scolastico. Programmi obsoleti e spesso male proposti fanno si che la Poesia sia vista come qualcosa di lontano, di vecchio, di assolutamente inutile. Le proposte letterarie che vengono fatte ai giovani annoiano, non sono assolutamente interessanti. I ragazzi devono essere stimolati, bisogna proporre loro interesse. Con tanta di quella buona poesia moderna si continua a far studiare loro autori del 700-800 di cui si fa persino fatica a capire quale lingua stiano usando, con conseguenze catastrofiche. E ancora Dante viene fatto male, gli stilnovisti sfiorati. Si va per grandi nomi, cariatidi letterarie. I giovani avranno tempo per studiare questi autori ma bisogna dare loro stimoli non pesantezza. Vado avanti con le mie idee nel laboratorio di poesia che tengo a Livorno. I risultati sono lusinghieri. Abbiamo partecipato entusiasti, con la seconda media dell`Istituto Sacro Cuore, al Festival Palabra en el mundo, una lettura simultanea mondiale. La scuola ha deciso cosi di affidarmi a livello sperimentale anche la classe V elementare oltre alla terza media che proseguirà il lavoro iniziato lo scorso anno. Dalla semplice lettura i ragazzi sono arrivati attraverso un percorso di letteratura comparata anche alla produzione vera e propria. Il ritenere la letteratura divisa in compartimenti stagni e separati è un altro grosso problema. Tornando alla domanda iniziale invece dobbiamo parlare di vari aspetti. Il primo è il mercato della poesia. Scarso. In Italia tutti scrivono e nessuno legge questo è il dato lampante. La mercificazione della cultura porta le grandi case editrici a non investire. Se non hai un “nome” non vendi. Quindi avanti con la narrativa di brutta fattezza degli scrittori di grido, magari poi loro prestano soltanto il nome al libro, e chiusura ai libri di riflessione. Poi il problema delle case editrici che sarebbe meglio chiamare “tipografie mascherate”. Approfittano della vanità del poeta, del cattivo poeta, e pubblicano, dietro lauto contributo-gabella, di tutto. Capisco la soddisfazione e l`ambizione ma pagare tanto per un libro di pessima fattura editoriale, poche copie all`autore e le altre a marcire in qualche magazzino ed in più proposte in vendita a prezzi assurdi mi sembra veramente troppo. Per questo attraverso le Edizioni Il Foglio, di cui dirigo le collane poetiche,  ho pensato e realizzato la nuova collana Plaquette. Prodotti di alta qualità e non di quantità. Gli autori sono selezionatissimi, sono in cerca di voci nuove, moderne, poderose, non delle “solite poesie” da regalare ad amici e parenti. Ma per riportare la poesia tra la gente bisogna anche invogliare il lettore, riportarlo alla scoperta del “bosco sacro”. Quindi prodotti editoriali di alto livello anche materiale e prezzi decisamente popolari. Lavorare quindi alla base con i giovani e mostrare quanto di bello c’è nella poesia e proporre ai “lettori” lavori di qualità. L`ultimo appunto è sulla piccola differenza tra un poeta e un narratore. Non e`un Don Chisciotte, il poeta racconta la realtà, è il narratore, il romanziere che inventa. Un poeta che finge non sarebbe credibile.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In buona parte concordo, ma sono dell’idea che lo studio dei grandi classici, e ce ne sono anche nel XVIII e nel XIX secolo, rapportandolo all’epoca storica, interesserebbe assai di più gli studenti, a patto che la lettura di una poesia non si limitasse a un commento unilaterale dell’insegnante, ma coinvolgesse anche gli allievi. Si otterrebbe così un duplice vantaggio: da un lato l’acquisizione di una coscienza storica che da semplicemente letteraria diventerebbe paragone critico di varie epoche, e dall’altro farebbe sentire lo studente non semplice recettore di nozioni, ma partecipe di un processo culturale che non ha mai termine.</p>
<p>Visto che hai citato la collana Plaquette del Foglio Letterario, di cui tu sei fresco fresco direttore editoriale per la poesia, vuoi anche precisare meglio che tipologia di poesia cerchi, ovviamente per l’eventuale successiva pubblicazione? Mi spiego meglio: a parte la qualità, è preferita la poesia introspettiva, quella d’amore, quella naturalistica, ecc.?</p>
<p><em>Assolutamente concordo con quanto tu sostieni sullo studio dei classici. Senza una collocazione storica sono parzialmente comprensibili ed il limite sta appunto nel proporre una semplice e noiosa cronologia e parafrasi senza aggiunte di niente e lo studente è mero ricevente senza possibilità di partecipazione al processo culturale dinamico. Poi la mia concezione è quella di una letteratura comparata senza confini anche perché ho una teoria sulla poesia molto particolare di cui avremo modo di parlare. Per quello che riguarda la poesia che cerco per la nuova collana Plaquette, non ho preclusioni per alcun tipo, sarebbe fuorviante e limitativo. Posso avere dei gusti personali ma non inficiano su quanto vado a leggere. Le mie preferenze vanno in genere ad una poesia introspettiva che cerca l`universalità dei concetti ma ciò riguarda soltanto me. Cerco belle poesie e questo è un concetto quasi indefinibile, Eliot ha detto che ci sono soltanto due tipi di poesie, quelle belle e quelle brutte, niente altro e sono d`accordo. Come distinguerle è cosa a parte. Ripeto quanto detto prima, non cerco bei pensieri magari ben scritti, cerco Poesia e “trovarobe” che ci abbiano inciampato rotolandoci dentro. Quindi amore, natura, sociale, introspezione tutto può essere poetico.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vediamo una domanda classica, la cui risposta non è necessariamente una definizione: che cos’è secondo te la poesia?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Hai una domanda di riserva? Non c’è a mio avviso una risposta precisa ed univoca. Per risponderti utilizzo e faccio mio il discorso di Montale in occasione della consegna del premio Nobel. Montale asseriva che nel mondo c’è molto spazio per l’inutile e la poesia è un prodotto assolutamente inutile ma non nocivo anzi ancora più profondamente la poesia è “una malattia assolutamente endemica ed incurabile”. </em><em>Nelle &#8220;lezioni&#8221; che tengo ai miei ragazzi del laboratorio , cerco sempre di mostrare loro le varie direzioni dei versi, cerchiamo insieme di abbattere gli schemi, mentali soprattutto, per far affiorare le parole. Credo che la Poesia sia come un punto geometrico, è un &#8220;ogniluogo&#8221; o meglio un &#8220;ognidove&#8221;. Dal punto passano infinite rette ovvero le poesie, che si sfiorano, si uniscono, si allacciano. Vanno a creare strutture simili ad un ipertesto e le letterature si collegano tra loro. Non esiste quindi una poesia italiana o francese o tedesca, staccate dai loro parallelismi e congiunture. Questo ognidove porta ad un &#8220;nessundove&#8221; che non è termine negativo, è luogo infinito dove la poesia si rigenera con la poesia, la poesia rinasce ogni qual volta viene letta e scritta, rielaborata,gettata e ripresa.</em><em> </em></p>
<p>Non c’è bisogno di una domanda di riserva, perché tutte le risposte sono valide ed egualmente opinabili. C’è chi ne parla più in modo emotivo e c’è invece chi vede la risposta da un punto di vista più impersonale.</p>
<p>Dato che ogni tanto citi altri poeti, mi sembra logico ora chiederti di quelli che più hanno avuto un ascendente su di te e per quali motivi.</p>
<p><em>Un`altra domanda aperta e in cui rischio di fare torto a molti. Sono un lettore poesiofago. Leggo quasi esclusivamente poesia e critica letteraria. Gli autori a me cari sono veramente tanti, a volte autori specifici, altre correnti letterarie intere. Comunque, scusandomi per quelli che non cito direi Salinas per l`uso specifico della parola, Eliot che ha scritto il capolavoro del 900 che è la Terra desolata, in cui ipertesto, genesi dell`uomo e introspezione si fondono magistralmente con un uso del linguaggio che lascia sbalorditi. Poi ancora i metafisici inglesi, John Donne su tutti, la poesia francese, ispanica,  soprattutto gli autori della generazione del 27 e ispanoamericana,   russa. Dante, Saffo ma l`elenco sarebbe davvero infinito. Relativamente alla letteratura italiana direi che in particolare guardo gli autori del 900. Voglio dire che è assurdo stilare una classifica o paragonare certi autori ad altri stante la soggettività della lettura. Nel 900 italiano ad esempio credo che oltre i classici Montale e Ungaretti, osannati allo sfinimento, ci siano 4 poeti veramente grandi. Luzi, Bertolucci, Caproni e Sereni e poi gli altri. Personalmente Luzi mi entusiasma e l`etichetta di ermetico che gli e`stata data è limitativa e fuorviante. Casi a parte  Quasimodo, autore sopravvalutato e a mio avviso e della critica in generale, non genuino,  ma non è qui adesso la sede giusta per discutere di questo, e la Pozzi deliziosa riscoperta. Non posso tralasciare anche la corrente nordamericana  Confessional, la Plath, la Sexton. Un altro poeta che mi ha terribilmente affascinato è il norvegese Hauge e la sua Terra azzurra. Poi leggo molto anche autori ancora sconosciuti ispanoamericani, lusitani e italiani. Mi rendo conto di aver tralasciato molti nomi.</em></p>
<p>Comprendo, ma la domanda, per essere precisi, riguarda l’autore o gli autori che hanno esercitato su di te il maggiore ascendente e per quale motivo. Magari, per semplificare, mettine uno e spiega il perché.</p>
<p><em>Tutti quelli che ho citato sono in parte “colpevoli” del mio stile, chi per un fatto chi per un altro. Uno soltanto e`troppo riduttivo, anche perché talvolta a seconda dei nostri periodi personali siamo più o meno ricettivi alle influenze altre. Diciamo comunque Luzi per la ricerca introspettiva che tocca livelli altissimi ed anche per l`uso del verso, della sintassi; quindi sia da un punto di vista del contenuto sia da quello formale. Eliot per la genialità con cui tratta la poesia e la formazione di sovra e sottostrutture, non tralasciando tra l`altro i contributi teorici dei saggi critici. Salinas per la ricerca della parola esatta e per la concezione della Poesia come forma di malentendu per cui ogni poesia scritta, termina ma non finisce, cerca un`altra poesia in se stessa, in chi scrive, in chi legge, nel silenzio.</em></p>
<p>Sì, in effetti chi scrive è sempre debitore di chi ha scritto prima di lui e a volte diventa difficile dire chi più di tutti ha esercitato il suo influsso. Prima di passare all’ultima domanda mi sembra logico chiedere i tuoi programmi, vale a dire se hai in corso di stesura una nuova raccolta poetica e magari avere un’anticipazione di quel che tratta.</p>
<p><em>I miei programmi attuali al momento sono focalizzati sulla nuova collana Plaquette de Il Foglio e sulla lettura degli autori che stanno iniziando ad inviare i loro lavori. La mia casella postale è sempre aperta. A settembre ed ottobre poi ho in previsione alcuni reading e presentazioni. In quanto ad una eventuale nuova  raccolta poetica ho già iniziato  a lavorare su un  progetto ma allo stato attuale non  sono altro che frammenti, ho difficoltà io stesso a darti una qualsiasi anticipazione programmatica.</em></p>
<p>Giusto, non anticipiamo i tempi, soprattutto in un’intervista in cui il tempo è stato un tema cruciale.</p>
<p>Ti ho già rivolto dieci domande, ma molto probabilmente non quella a cui maggiormente ti sarebbe piaciuto rispondere. Lo so per esperienza che si ha sempre un sogno nel cassetto e cioè parlare di qualche cosa a cui si tiene molto e che spesso invece l’intervistatore ignora e quindi finisce con il restare lì, ancora in attesa di altre opportunità. Quello che ti sto dicendo è che se hai una domanda – e assai probabilmente l’hai – a cui tanto terresti, puoi fartela tranquillamente e, ovviamente, fornire la risposta.</p>
<p><em>Ti rispondo volentieri. C’è una frase in “Equinozio”, il delirio è conoscere già il cammino, ecco se la domanda fosse ‘quale cammino vorresti intraprendere?’ risponderei che il mio desiderio è di avere la possibilità di esplorarne il più possibile, non fermarmi mai, non diventare una stalattite d’uomo. </em></p>
<p>Grazie Giulio per la piacevole conversazione e tanti auguri per questa tua ultima raccolta.</p>
<p><strong><em>Recensione e intervista a cura di Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<div align="center" style="border:1px solid #548ada;"><strong>Ti &egrave; piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!</strong><br />
			<script type="text/javascript" language="javascript"><!--
document.write('<iframe src="http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=700458a11db6ed1a" allowtransparency="true" style="width:98%;height:40px;" scrolling="no" frameborder="0"></iframe>');
--></script><br />Puoi votare le mie notizie anche in <a target="_blank" href="http://oknotizie.alice.it/janka/news" title="Votami su OKNOtizie">questa pagina</a>.</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/zWYKU-o6K-M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/16/equinozio-di-girasoli-di-giulio-maffii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/16/equinozio-di-girasoli-di-giulio-maffii/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La voce dentro, di Renzo Montagnoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/-j3WsvzAuxw/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/14/la-voce-dentro-di-renzo-montagnoli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 05:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8016</guid>
		<description><![CDATA[La voce dentro
di Renzo Montagnoli
S’alzò un’aria leggera
solo un fremito di vento
il sospiro d’un cielo
che si stingeva
al calar della sera.
Avevo gli occhi aperti
ma non vedevano
le ombre sempre più fitte
che scendevano a far dormire
un mondo stanco del lungo giorno.
Guardavo, scrutavo dentro me
raccoglievo brandelli di sogni
per togliermi il greve
per cercar nella solitudine
la compagnia dell’altro
che c’è in me.
Non fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/La-voce-dentro-300x225.jpg" alt="La voce dentro" width="300" height="225" align="left" /><strong>La voce dentro</strong></h3>
<p><em>di <strong>Renzo Montagnoli</strong></em></p>
<p>S’alzò un’aria leggera<br />
solo un fremito di vento<br />
il sospiro d’un cielo<br />
che si stingeva<br />
al calar della sera.<br />
Avevo gli occhi aperti<br />
ma non vedevano<br />
le ombre sempre più fitte<br />
che scendevano a far dormire<br />
un mondo stanco del lungo giorno.<br />
Guardavo, scrutavo dentro me<br />
raccoglievo brandelli di sogni<br />
per togliermi il greve<br />
per cercar nella solitudine<br />
la compagnia dell’altro<br />
che c’è in me.<br />
Non fu che una voce<br />
già udita nel tempo<br />
forse portata dal vento<br />
ma sono sicuro<br />
veniva da dentro<br />
<em>Socchiudi gli occhi</em><br />
<em>e lasciati andare</em><br />
<em>galleggerai sulle dolci</em><br />
<em>onde di questo mare</em><br />
<em>fatto da illusioni della mente</em><br />
<em>che solo tu puoi vedere</em><br />
<em>da questa musica</em><br />
<em>che solo tu puoi ascoltare.</em><br />
<span id="more-8016"></span><br />
<em> </em><br />
E così ho volato<br />
ho ritrovato la quiete<br />
di ore che non passano mai<br />
sono corso dentro me stesso<br />
nelle trasparenti valli dell’anima<br />
ho messo in un sacco i miei sogni<br />
per centellinarli uno alla volta.<br />
Poi sono tornato alla realtà<br />
d’ogni giorno<br />
planando fra gli ultimi bagliori<br />
di una fuga nella fantasia.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/-j3WsvzAuxw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/14/la-voce-dentro-di-renzo-montagnoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/14/la-voce-dentro-di-renzo-montagnoli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Dal codice al libro stampato, di Gaspare Armato e Alessio Miglietta</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Jujol/~3/fjwba6rqu3g/</link>
		<comments>http://www.jujol.com/2009/10/13/dal-codice-al-libro-stampato-di-gaspare-armato-e-alessio-miglietta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Montagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jujol.com/?p=8012</guid>
		<description><![CDATA[Dal codice al libro stampato
di Gaspare Armato e Alessio Miglietta
Prefazione degli autori
Copertina di Catalina Alvarez
Lulu.com
www.lulu.com
Saggistica storica
Pagg. 296
Prezzi:
Libro a copertina morbida: € 18,90
Download: € 4,90
Per acquistare:
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/dal-codice-al-libro-stampato/7489000
Il libro della storia del libro, così potrebbe essere definito questo volume di ben 296 pagine, frutto del lavoro di due ricercatori come Gaspare Armato e Alessio Miglietta.
Siamo talmente abituati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2009/10/Dal-codice-al-libro-stampato-211x300.jpg" alt="Dal codice al libro stampato" width="211" height="300" align="left" /><strong>Dal codice al libro stampato</strong></h3>
<p><strong>di Gaspare Armato e Alessio Miglietta</strong><br />
<strong>Prefazione degli autori</strong><br />
<strong>Copertina di Catalina Alvarez</strong><br />
<strong>Lulu.com</strong><br />
<strong><a href="http://www.lulu.com/">www.lulu.com</a></strong><br />
<strong>Saggistica storica</strong><br />
<strong>Pagg. 296</strong><br />
<strong>Prezzi:</strong><br />
<strong>Libro a copertina morbida: € 18,90</strong><br />
<strong>Download: € 4,90</strong><br />
<strong>Per acquistare:</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/dal-codice-al-libro-stampato/7489000">http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/dal-codice-al-libro-stampato/7489000</a></strong></p>
<p>Il libro della storia del libro, così potrebbe essere definito questo volume di ben 296 pagine, frutto del lavoro di due ricercatori come Gaspare Armato e Alessio Miglietta.<br />
Siamo talmente abituati a usare  questi oggetti di carta stampata che non ci chiediamo quale sia stata la loro origine; nasciamo, andiamo a scuola e sono lì a portata di mano, entriamo in una libreria o in una biblioteca e in migliaia sembrano osservarci dalle loro copertine colorate.<br />
Per noi, in forza dell’abitudine, è come se i libri fossero sempre esistiti nelle caratteristiche attuali, ma non è così e la storia di questo indispensabile strumento di cultura è lunga tanti anni, anzi moltissimi secoli ed è ancora lungi dall’essere conclusa.<br />
Non nascondo che, preso in mano questo volume, ho avuto il timore di trovarmi alle prese con una prosa scarna, fatta di date, di annotazioni tecniche, da una miriade di glosse, insomma la mia preoccupazione era di imbattermi in qualche cosa di buon interesse storico, ma tediosa da leggere, per non dire soporifera.<br />
<span id="more-8012"></span><br />
E invece non è stato così, perché l’intento divulgativo dei due autori è stato supportato da mani leggere; infatti, pur non tralasciando gli elementi essenziali, Armato e Miglietta hanno saputo esporre in modo accattivante, in una sorta quasi di romanzo storico.<br />
E’ un libro che non solo si lascia leggere, ma che invoglia a essere letto per le notizie che rivela, per le curiosità che suscita e per le risposte che riesce a dare a queste curiosità.<br />
Se pensiamo che per centinaia di anni lo scibile umano è stato trascritto su scomodi rotoli di papiro, già il passaggio al codice, cioè a fogli di pergamena scritti ovviamente a mano sul recto e sul verso, e racchiusi da due copertine, nell’antichità rappresentò una conquista quasi mirabolante e diede luogo, nell’ambito della cristianità, a quell’attività di copiatura dei monaci benedettini, di cui in qualche museo abbiamo prova. Pensate a un uomo chino tutto il giorno sul suo tavolo intento a ricopiare un altro scritto, un lavoro monotono, che non di rado dava luogo a errori o induceva l’amanuense, soprattutto se non comprendeva bene il concetto, a interpretazioni del tutto personali, sì da farlo diventare quasi un coautore.<br />
Erano soprattutto i testi sacri oggetto di questo lavoro, ma non mancavano, per fortuna, anche le opere dei grandi autori latini. La produzione di questi libri era necessariamente limitata per il tempo occorrente a predisporli, per il loro prezzo esorbitante, che lievitava a somme astronomiche se le pagine erano abbellite da miniature, e per il fatto che nel primo medioevo l’analfabetismo era la caratteristica dominante di una popolazione che vedeva interessati alla lettura solo il clero, i nobili di più alto livello e pochi altri notabili.<br />
Ma la svolta decisiva, la scoperta che rivoluzionerà il libro sarà nel XV Secolo frutto di Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili. Grazie a lui si poterono realizzare in breve tempo moltissime copie di ogni libro, facendone anche scendere così i costi e rendendo le opere accessibili a una popolazione che gradualmente, soprattutto grazie alla presenza di un ceto medio, come la borghesia, era volta a una progressiva alfabetizzazione.<br />
L’analisi storica dei due autori non trascura anche le problematiche introdotte dal libro, usato come strumento di propaganda, vessato dai potenti qualora di spirito libertario o rivoluzionario, oggetto di censura, bruciato nei roghi come una strega.<br />
Ma quale sarà il futuro di questo nostro compagno fedele di notti insonni o di giornate di riposo in spiaggia?<br />
A questa previsione è dedicato l’ultimo capitolo intitolato “Verso un prodotto immateriale”. E del resto, nemmeno a farlo apposta, di questo libro esiste una versione cartacea e un’altra elettronica.<br />
Personalmente preferisco sfogliare le pagine, aspirare il profumo della carta, mettere le orecchiette come segnalibro, magari scrivere a lato delle note in matita. Sono forse vecchio e antiquato, sono forse un retrogrado o un irriducibile?<br />
No, semplicemente sono un uomo del secolo trascorso, che, pur usufruendo delle notevoli innovazioni tecnologiche, ha memoria del suo passato, a quegli anni giovanili cresciuti fra carta e penna a cui ancor oggi guarda con immutata commozione.<br />
<em>Dal codice al libro stampato</em> è in effetti una memoria storica, un viaggio a ritroso per comprendere il presente e pensare al futuro.<br />
Vi si può ritrovare un po’ di noi stessi, perché questo <em>libro della storia del libro</em> ripercorre con noi tutte le tappe di questo indispensabile strumento di diffusione della cultura.<br />
Assolutamente imperdibile.</p>
<p><strong>Gaspare Armato</strong> abita a Pistoia. Si dedica a divulgare la Storia moderna tramite il suo blog: <strong><a href="http://www.babilonia61.com/">www.babilonia61.com</a></strong><br />
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: 41 mesi di guerra (1984), Passeggiando per la Storia (2007), Appunti della Storia (2008), La Storia nell’Arte (2009).</p>
<p><strong>Alessio Miglietta</strong> è medievista, storico della scienza e autore di testi narrativi. Scrive su vari blog a carattere divulgativo.<br />
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Vautrin, il libro (2007), Inganni (2008), Il quarto moschettiere (2009).</p>
<p><strong><em>Renzo Montagnoli</em></strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Jujol/~4/fjwba6rqu3g" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jujol.com/2009/10/13/dal-codice-al-libro-stampato-di-gaspare-armato-e-alessio-miglietta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.jujol.com/2009/10/13/dal-codice-al-libro-stampato-di-gaspare-armato-e-alessio-miglietta/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
