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Qui i miei momenti di serendipita’:  




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Le mie conversazioni:



Le mie rielaborazioni:

    
Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessun tipo di periodicità predefinita. Pertanto, non può essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; alcuni post sono effetto di reblogging; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo all’autore.
  _uacct = "UA-2658146-1"; urchinTracker(); </description><title>Knowledge Ecosystem</title><generator>Tumblr (3.0; @knowledgeecosystem)</generator><link>http://www.knowledgeecosystem.com/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/knowledgeecosystem" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><title>La nascita d(a)lla inquietudine</title><description>&lt;p&gt;&lt;a title="clipmarks' clip-to-blog" href="http://clipmarks.com/clip-to-blog/"&gt;&lt;img src="http://content.clipmarks.com/blog_embed/c67507d5-39e1-4ed6-b9d8-1177f0d76530/19D88F3D-CC8D-4E06-9E66-DC8A7B1D4306/" border="0" height="19" width="19"/&gt;&lt;/a&gt;clipped from &lt;a title="http://lacivetta.wordpress.com/2009/06/20/la-nascita-delinquietudine/" href="http://lacivetta.wordpress.com/2009/06/20/la-nascita-delinquietudine/"&gt;lacivetta.wordpress.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;La storia è narrata nella favola del poeta latino di origine spagnola Gaio Giulio Igino, favola che sarebbe stata probabilmente dimenticata se non fosse stata ripresa dal grande filosofo tedesco Martin Heidegger nel suo capolavoro Essere e tempo del 1927. «Cura cum fluvium transiret…», «una volta che Cura attraversava un fiume…» inizia la favola, ponendo immediatamente un problema di interpretazione: come tradurre il latino cura? Con l’italiano «cura»? Proviamo a riflettere su questo termine, oggi spesso spinto verso il significato dell’inglese care nel senso di attenzione e assistenza anche materiale agli altri. Benché pure il termine latino sia polisemico e indichi non soltanto  inquietudine ma anche sollecitudine, amministrazione, premura e devozione, la cura di cui qui si parla è inquietudine esistenziale (Sorge in tedesco), è apprensione e affanno.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;Protagonista della storia è allora la cura (personificata in Cura da intendersi come inquietudine). Cura, nel momento in cui attraversava un fiume, si fermò pensosa a modellare qualcosa con la creta, chiedendosi che cosa stesse facendo («dum deliberat quid iam fecisset», che cosa diamine sto facendo?). Sopraggiunge Giove, il padre degli dèi. «Puoi infondere lo spirito nella mia creatura?» chiese Cura, e lo ottenne. «Posso anche dare il mio nome a questa creatura?», insisté Cura. «No», intervenne Giove, «è il mio nome che dobbiamo darle».  Mentre disputavano, si fece avanti anche Terra (Tellus): «Dobbiamo attribuire alla creatura il mio, di nome, dal momento che sono stata io a offrirle parte del suo corpo». Per redimere il conflitto i tre scelsero come giudice Saturno. Secondo il filosofo tedesco Heidegger si trattava di una scelta assai pertinente, giustificata dal fatto che Saturno (il Crono dei greci) era il dio del tempo, e la «cura» è il modo di essere che domina la vicenda temporale dell’uomo nel mondo. Saturno così decise: «Tu, Giove, che desti lo spirito, lo riceverai dopo la morte, tu Terra, che le desti il corpo, riprenderai il corpo. Ma poiché Cura la modellò per prima, possederà questa creatura finché vivrà. Giacché poi esiste una disputa sul nome, sarà chiamata uomo (homo) – si noti che solo a questo punto il mito antropogonico si rivela esplicitamente – perché fatto di humus».&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="blog or email this clip" href="http://clipmarks.com/share/19D88F3D-CC8D-4E06-9E66-DC8A7B1D4306/blog/"&gt;&lt;img src="http://content9.clipmarks.com/images/c2b-foot.png" alt="blog it" border="0" height="17" width="107"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/237930516</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/237930516</guid><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:04:24 +0100</pubDate></item><item><title>"Ogni parola è un fascio di significati che, lungi dal convergere in un medesimo punto ufficiale,..."</title><description>“Ogni parola è un fascio di significati che, lungi dal convergere in un medesimo punto ufficiale, s’irradiano in diverse direzioni. Dire “sole” significa compiere un lunghissimo viaggio, al quale siamo però a tal punto abituati che viaggiamo dormendo. La poesia si distingue dal linguaggio automatico appunto perché a metà del viaggio ci riscuote e ci sveglia. La parola ci appare allora molto più lunga di quanto credessimo, sicché ci rammentiamo che parlare significa essere sempre in cammino.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Osip Mandel’štam - Conversazione su Dante (via &lt;a href="http://melenamv.tumblr.com/"&gt;melenamv&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236856748</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236856748</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:38:23 +0100</pubDate></item><item><title>"La Vita non colonizzò il mondo attraverso il combattimento, ma per mezzo dell’interconnessione..."</title><description>“La Vita non colonizzò il mondo attraverso il combattimento, ma per mezzo dell’interconnessione - &lt;br/&gt;
Lynn Margulis e Dorion Sagan (1986), e la ‘Teoria endosimbiotica seriale’”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/08/Lynn_Margulis.jpg/200px-Lynn_Margulis.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simbiosi_mutualistica"&gt;via&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236821270</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236821270</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:36:00 +0100</pubDate></item><item><title>L'eta' dell'ottundimento</title><description>&lt;p&gt;L’altro giorno mi e’ capitato di usare l’espressione “eta’ dell’ottundimento”, ma soprattutto c’era un’allusione sottile ad una sorta di scelta individuale ancorche’ non consapevole, causata dalla complessita’ del mondo in cui viviamo e dal nostro senso di inadeguatezza. Certo, a questo si aggiunge anche la scarsa liberta’ di azione, figlia di una situazione contingente ancor piu’ vera nel nostro paese. Infine c’e’ anche una certa ‘convenienza’ nello spingere e sfruttare tale fenomeno (come non citare le telenovele somministrate come pillole giornaliere per decenni, e la ‘sonnolenza’ indotta da tali medicinali come effetto collaterale): ma a quest’ultima spiegazione, come in generale alle eccessive dietrologie, tendo a non dare troppo peso. Insomma, se molti giovani si intontiscono con musica ad alto volume e dal ritmo ipnotico, noi “piu’ anziani” manifestiamo tale debolezza in modi piu’ sofisticati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ps: rimane il fatto che in italia il consumo di droga e’ piu’ alto della media europea…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(commentando a     &lt;a href="http://blog.debiase.com/2009/11/il-grande-fratello-canta-e-bal.html"&gt;Il Grande Fratello canta e balla&lt;/a&gt;, di Luca De Biase)&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236252101</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/236252101</guid><pubDate>Sat, 07 Nov 2009 21:38:00 +0100</pubDate></item><item><title>Tristi tropici, tristi uomini</title><description>&lt;p&gt;&lt;a title="clipmarks' clip-to-blog" href="http://clipmarks.com/clip-to-blog/"&gt;&lt;img src="http://content.clipmarks.com/blog_embed/97e37650-1509-4755-9236-398b92e6d02b/B42EAE91-D097-4494-BB1A-0E61E6FDEBEE/" border="0" height="19" width="19"/&gt;&lt;/a&gt;clipped from &lt;a title="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19181" href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19181"&gt;ariannaeditrice.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;«Il mondo», si legge alla fine di Tristi tropici - «è cominciato senza l´uomo e finirà senza di lui». Siamo i privilegiati del pianeta. Solo perché l´arroganza, la forza, il gusto estremo della competizione ci hanno collocato in quel posto che ci illudiamo di poter difendere con lo scudo e la lancia della volontà di potenza. Abbiamo detronizzato la natura, e le sue componenti. Costruito città e imperi. Viviamo in società sempre più complesse, sorrette da equilibri precari. «Quanto alle creazioni dello spirito umano, il loro senso non esiste che in rapporto all´uomo e si confonderanno nel disordine quando egli sarà scomparso». Dopotutto Lévinas non aveva torto nel cogliere la profonda e disorientante visione che Lévi-Strauss coltiva della vita umana. Una visione che non ci appaga né ci consola. Ci fa sentire impotenti.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="blog or email this clip" href="http://clipmarks.com/share/B42EAE91-D097-4494-BB1A-0E61E6FDEBEE/blog/"&gt;&lt;img src="http://content8.clipmarks.com/images/c2b-foot.png" alt="blog it" border="0" height="17" width="107"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="clipmarks' clip-to-blog" href="http://clipmarks.com/clip-to-blog/"&gt;&lt;img src="http://content.clipmarks.com/blog_embed/170c15a6-78a8-455a-b990-e62bff456a13/9EAE185B-DB56-4705-9A53-289CE46B1FDF/" border="0" height="19" width="19"/&gt;&lt;/a&gt;clipped from &lt;a title="http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/2009/11/claude-l%C3%A9vi-strauss-tristi-tropici.html" href="http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/2009/11/claude-l%C3%A9vi-strauss-tristi-tropici.html"&gt;bourbaki.blog.lastampa.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;img src="http://content9.clipmarks.com/blog_cache/bourbaki.blog.lastampa.it/img/0EA0C280-1489-476E-9ABC-D1A4A7ACFBEB"/&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;E quando gli chiesero come si immaginava il futuro:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non me lo chieda. Siamo in un mondo al quale già sento di non appartenere. Quello che ho conosciuto, che ho amato, aveva un miliardo e mezzo d’abitanti. Il mondo attuale ne conta sei. Non è più il mio. E quello di domani, con nove miliardi di uomini e donne - anche se ci assicurano, per consolarci, che si tratterà del punto più alto della parabola…”&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="blog or email this clip" href="http://clipmarks.com/share/9EAE185B-DB56-4705-9A53-289CE46B1FDF/blog/"&gt;&lt;img src="http://content6.clipmarks.com/images/c2b-foot.png" alt="blog it" border="0" height="17" width="107"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/235802266</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/235802266</guid><pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:34:47 +0100</pubDate></item><item><title>"jacaré parado vira bolsa[il coccodrillo che sta fermo diventa borsa]"</title><description>“jacaré parado vira bolsa&lt;br/&gt;&lt;i&gt;[il coccodrillo che sta fermo diventa borsa]&lt;/i&gt;”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;(via Filippo M.)&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233774850</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233774850</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:57:06 +0100</pubDate></item><item><title>Insight: Buy Livestock Insurance and Barbecue The Chickens</title><description>&lt;img src="http://5.media.tumblr.com/tumblr_ksmoxolInq1qz615uo1_500.png"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Insight: Buy Livestock Insurance and Barbecue The Chickens&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233745789</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233745789</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:58:36 +0100</pubDate></item><item><title>Insight: il vecchio saggio e i 17 cammelli</title><description>&lt;p&gt;Un vecchio saggio, in punto di morte, decide di lasciare in eredita’ 17 cammelli ai suoi tre figli, secondo la regola:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- 1/2 al figlio maggiore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- 1/3 al secondogenito&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- 1/9 all’ultimo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla morte del padre, i figli iniziano a litigare, finche’ non mandano a chiamare il vecchio saggio dal paese vicino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo arriva in cammello, e subito lo dona ai tre figli. I cammelli diventano cosi’ 18, e al maggiore ne vengono dati 9, al secondo 6, e all’ultimo 2. Ne rimane cosi’ uno. Il vecchio saggio rimonta sul suo cammello e riprende la strada per il suo villaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(via Ferdinando Azzariti)&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233745043</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/233745043</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:57:00 +0100</pubDate></item><item><title>Edgar Morin a proposito della rete</title><description>&lt;p&gt;&lt;a title="clipmarks' clip-to-blog" href="http://clipmarks.com/clip-to-blog/"&gt;&lt;img src="http://content.clipmarks.com/blog_embed/37240d6e-91a1-4042-8fbc-b4666933f596/9CF0D0EB-7EA6-4CBA-806A-AD0DC90DDFBE/" border="0" width="19" height="19"/&gt;&lt;/a&gt;clipped from &lt;a title="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/10/edgar-morin-a-proposito-della-rete/" href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/10/edgar-morin-a-proposito-della-rete/"&gt;meetthemediaguru.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;“Internet è ormai parte integrante di tutte le sfere del sapere, della vita e della società e rispecchia la complessità stessa dell’uomo. Abbraccia la conoscenza, la menzogna, la verità, l’illusione, la solidarietà e consente qualsiasi tipo di comunicazione – legale o illegale, utile o nociva.  Ciò che Esopo disse a proposito della lingua vale oggi per la rete: concerne tanto il bene quanto il male, tanto il vero quanto il falso.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;Internet non fa altro che incarnare la complessità stessa dell’uomo. In un certo senso è in anticipo rispetto all’umanità. Stiamo attraversando un periodo di forte accelerazione verso la realizzazione di un’era planetaria…. E tuttavia, non si è ancora realizzata quella comunità di istituzioni e di governo che la condivisione di un destino comune impone. In troppo pochi hanno la consapevolezza di questo destino comune. Solamente Internet incarna quella realtà planetaria dove tutta l’umanità è virtualmente presente. Solamente Internet ha reso possibile il primo sistema di comunicazione universalmente condiviso. L’insieme costituisce già un organismo di nuovo tipo in cui la simbiosi uomo-macchina permette di accrescere vertiginosamente le potenzialità del nostro spirito.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;La rete è un’entità in cui sono già attivi innumerevoli fermenti di solidarietà e creatività, ma è un’entità ancora in uno stadio primitivo, analoga alla foresta amazzonica in cui si trovano fiori e piante magnifiche ma anche pericoli gravi, pacifiche tribù d’indiani e predatori avidi di profitti.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;Il nostro obiettivo, con la Voix du Net, non è quello di promuovere una moralizzazione tramite regole e proibizioni, ma incoraggiare, stimolare, favorire tutto ciò che può sviluppare le potenzialità migliori dell’uomo e la mutua comprensione”.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="blog or email this clip" href="http://clipmarks.com/share/9CF0D0EB-7EA6-4CBA-806A-AD0DC90DDFBE/blog/"&gt;&lt;img src="http://content7.clipmarks.com/images/c2b-foot.png" alt="blog it" border="0" width="107" height="17"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/229615141</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/229615141</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:45:22 +0100</pubDate></item><item><title>"L’intensità è un modo di stare al mondo, è un modo di fare le cose. Donarsi completamente e..."</title><description>“L’intensità è un modo di stare al mondo, è un modo di fare le cose. Donarsi completamente e consapevolmente a un pensiero, a un’idea o a un gesto che non è tutto, ma che potrebbe racchiudere tutto, il salvato e il perduto, il quotidiano e l’eterno, e che si offre integro alla nera schiena del tempo, come… se da questa intensità dipendesse tutto. Perchè la vita scorre da ogni parte, nel gesto di tendere l’archetto come nella ferita che cerchiamo di nascondere. E tutto questo avviene intensamente e senza riparo. - &lt;br/&gt;
Francesco Izzo”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;(&lt;a href="http://www.facebook.com/posted.php?id=1288354653&amp;share_id=190763740794&amp;comments=1#s190763740794"&gt;via&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/227153282</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/227153282</guid><pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:07:27 +0100</pubDate></item><item><title>"Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi -
F.Nietzsche"</title><description>“Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi -&lt;br/&gt;
F.Nietzsche”</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/226265218</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/226265218</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 22:58:48 +0100</pubDate></item><item><title>"il capitale sociale si riferisce a quei beni tangibili che hanno valore più di ogni altro nella vita..."</title><description>““il capitale sociale si riferisce a quei beni tangibili che hanno valore più di ogni altro nella vita quotidiana delle persone: precisamente, la buona volontà, l’appartenenza ad organizzazioni, la solidarietà e i rapporti sociali tra individui e famiglie che compongono un’unità sociale” - &lt;br/&gt;
Lyda Hanifan (1920)”</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/226233248</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/226233248</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 22:20:08 +0100</pubDate></item><item><title>"You cannot simultaneously prevent and prepare for war. The two activities are fundamentally opposed..."</title><description>“You cannot simultaneously prevent and prepare for war. The two activities are fundamentally opposed to one another. -&lt;br/&gt;
Albert Einstein”</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/223643828</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/223643828</guid><pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:21:27 +0100</pubDate></item><item><title>"Quando l’informazione costituisce il nostro ambiente globale, il raccoglierla è priva di senso...."</title><description>“Quando l’informazione costituisce il nostro ambiente globale, il raccoglierla è priva di senso. Tutto è disponibile istantaneamente e ovunque. La navigazione e la caccia sono capacità essenziali dei nomadi: come i loro antenati del Paleolitico, i nostri neonomadi si recano in forma elettrica dove possono trovare la selvaggina - &lt;br/&gt;
Eric McLuhan”</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/220331152</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/220331152</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 00:16:33 +0200</pubDate></item><item><title>"Fasi tipiche di un workshop di Six Hats.
I cappelli possono essere utilizzati in una certa sequenza..."</title><description>“Fasi tipiche di un workshop di Six Hats.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
I cappelli possono essere utilizzati in una certa sequenza strutturata secondo la natura della questione. Ecco un agenda tipo di un workshop di Six Hats: &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
Punto 1:  Presentare i fatti del caso (Cappello Bianco) &lt;br/&gt; 
Punto 2:  Generare idee su come il caso potrebbe essere affrontato (Cappello Verde) &lt;br/&gt; 
Punto 3:  Valutare i meriti delle idee - elencare i benefici (Cappello Giallo), elencare gli svantaggi (Cappello Nero) &lt;br/&gt; 
Punto 4:  Scervellarsi sulle possibili alternative (Cappello Rosso) &lt;br/&gt; 
Punto 5:  Ricapitolare e sospendere la seduta (Cappello Blu) &lt;br/&gt;”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;(&lt;a href="http://www.12manage.com/methods_bono_six_thinking_hats_it.html"&gt;via&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/218072431</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/218072431</guid><pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:56:00 +0200</pubDate></item><item><title>"Paradossalmente, l’estraniazione si manifesta negli uomini come caduta delle distanze. Poiché solo..."</title><description>“Paradossalmente, l’estraniazione si manifesta negli uomini come caduta delle distanze. Poiché solo in quanto non sono sempre a ridosso gli uni agli altri nel ritmo di dare e di prendere, discussione ed esecuzione, direzione e funzione, resta sufficiente spazio tra di loro per il tessuto sottile che li collega gli uni agli altri e nella cui esteriorità soltanto si cristalizza l’interiorità. -&lt;br/&gt;
(T.W. Adorno, Minima moralia. Meditazioni della vita offesa)”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;a href="http://arno.uvt.nl/show.cgi?fid=63116"&gt;via&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/217024714</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/217024714</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 11:12:56 +0200</pubDate></item><item><title>"Il Nobel per l’economia è stato dato quest’anno, a pari merito, a Elinor Ostrom e a Oliver E...."</title><description>“Il Nobel per l’economia è stato dato quest’anno, a pari merito, a Elinor Ostrom e a Oliver E. Williamson. Due economisti americani che sono stati premiati per i loro contributi in tema di “governance economica”. Con due specificazioni importanti: per la Ostrom la governance segnalata dal premio è quella che riguarda i “beni comuni” (commons”), come il territorio, l’ambiente, la cultura, la conoscenza condivisa da una certa società; per Williamson, invece, la motivazione si riferisce alla questione dei “confini dell’impresa”, ossia delle reti che estendono o restringono lo spazio di azione delle imprese.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.firstdraft.it/2009/10/14/i-nobel-per-leconomia-premiata-la-terra-di-mezzo-tra-stato-e-mercato/"&gt;First Draft » I Nobel per l’economia: premiata la Terra di Mezzo tra Stato e Mercato, di Enzo Rullani&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216966050</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216966050</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:02:41 +0200</pubDate></item><item><title>"Intelligent people, when assembled into an organization, will tend toward collective stupidity...."</title><description>“Intelligent people, when assembled into an organization, will tend toward collective stupidity. -&lt;br/&gt;
Karl Albrecht”</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216366701</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216366701</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:53:12 +0200</pubDate></item><item><title>"Gli altri genitori arrivano di schianto, tutti insieme, come se si fosse aperto un recinto che li..."</title><description>“&lt;p&gt;Gli altri genitori arrivano di schianto, tutti insieme, come se si fosse aperto un recinto che li contenesse: chi in motorino, chi in macchina, chi a piedi parlando al telefonino, ciascuno creando un problema che il vigile urbano non riesce a risolvere. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il vigile è cambiato, non è più quello di stamattina. C’è chi vuole fermarsi con la macchina in seconda fila proprio davanti al portone, chi si mette a chiacchierare in mezzo alla strada intralciando il traffico, e lui ha il suo bel daffare per cercare di mantenere un minimo di ordine. Ma non ce la fa, è assalito da tutte le parti, e alle quattro e venticinque c’è il solito bordello di sempre, quello che ricordavo anch’io, le volte in cui venivo a prendere Claudia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il caos. Però un caos gioioso, privo di drammaticità, perché i bambini, anche se non sono ancora usciti, hanno già cominciato a spargere qua fuori la sostanza che permette loro di sopravvivere&lt;br/&gt;
tra gli adulti, quella specie di antistaminico naturale che rilassa un po’ i genitori e li fa regredire, e li rende non solo compatibili ma talvolta addirittura complici del caos del quale loro, i bambini, si sentono parte: il caos delle loro camerette prima dell’ordine di rimetterle a posto, il caos degli zaini al ritorno da scuola, degli astucci, dei cassetti, dei quaderni; il caos semplice e fondamentalmente calmo nel quale vivrebbero tutto il tempo, se gli fosse permesso, senza comprendere fino in fondo la maggior parte delle cose che accadono ma, proprio per questo, con la capacità di viverle molto intensamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È esattamente questo, adesso lo capisco, ciò che succede verso quest’ora fuori dalle scuole elementari di tutto l’Occidente: i genitori mollano per un breve lasso di tempo la civiltà alla quale&lt;br/&gt;
sono inchiodati tutto il giorno e si comportano come i figli, caoticamente, rischiando di farsi investire, di perdere il cane, di rigare la macchina nel tentativo di infilarla in un buco troppo&lt;br/&gt;
piccolo, e il vigile urbano che dovrebbe richiamarli all’ordine non può farci nulla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Poi, però, basta l’effettiva uscita dei figli, così inarrivabilmente intrisi di quel caos - coi colletti strappati, le scarpe slacciate, i pantaloni sporchi di pipì, le sbucciature alle ginocchia, il flauto&lt;br/&gt;
dimenticato nell’aula di musica, gli spintoni e le grida - per spaventarli e risospingerli verso l’ordine dal quale provengono, che sarà pienamente ristabilito una volta arrivati a casa, con&lt;br/&gt;
l’agenda di famiglia che detta i tempi delle cose da fare fino all’ora di cena, senza discussioni.&lt;br/&gt;
È strano, ma quando venivo a prendere Claudia, gli anni scorsi, non mi rendevo conto di essere parte di un fenomeno così assurdo: anch’io avevo fretta, anch’io cercavo di buggerare il&lt;br/&gt;
vigile lasciando la macchina in seconda fila, anch’io mi fermavo a chiacchierare in mezzo alla strada. Anch’io arrivavo al contatto fisico con mia figlia dopo aver trasgredito in dieci minuti quasi&lt;br/&gt;
tutte le regole che rispettavo per il resto della giornata, e anch’io, in quei dieci minuti, mi sentivo meglio. Sebbene a prendere Claudia non ci venissi spesso, per me era normale che qui, alle&lt;br/&gt;
quattro e mezza, ci fosse sempre un gran caos. Ora invece, dopo averlo visto generarsi dal battito d’ali di due amici d’infanzia che chiacchierano, questo caos mi appare come una faccenda molto più complessa e strutturata; un fenomeno troppo vistoso, troppo comune e troppo assurdo per non essere in qualche modo necessario: necessario, sì, perché i genitori possano riprendersi la responsabilità dei propri figli nel modo meno brusco possibile - incontrandoli a mezza strada, per così dire, e lasciandosi addirittura contagiare, per l’appunto, dal caos calmo che li ispira. - &lt;br/&gt;
Sandro Veronesi, Caos Calmo&lt;/p&gt;”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;img alt="Sandro Veronesi" src="http://www.railibro.rai.it/images/interviste/veronesi._b.jpg" height="180" width="180"/&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216201079</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/216201079</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2009 12:20:25 +0200</pubDate></item><item><title>Because none of us are as bad ass as all of us</title><description>&lt;img src="http://4.media.tumblr.com/tumblr_krm5fgVGII1qz615uo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Because none of us are as bad ass as all of us&lt;/p&gt;</description><link>http://www.knowledgeecosystem.com/post/214743188</link><guid>http://www.knowledgeecosystem.com/post/214743188</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2009 17:23:39 +0200</pubDate></item></channel></rss>
