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	<title>KosmoPhysis</title>
	
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		<title>La fine dell’Astronomia antica</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:27:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando la Grecia perse il suo carattere di predominio sul mondo antico, l&#8217;Astronomia fu una delle prime scienze a perdere di valore e, nel momento in cui, il nuovo centro della cultura mondiale si trasferì sulle sponde dell&#8217;Egitto, ad Alessandria, Roma antica con il suo potere crescente dimostrò un forte interesse verso l&#8217;ingegneria, relegando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Quando la Grecia perse il suo carattere di predominio sul mondo antico, l&#8217;Astronomia fu una delle prime scienze a perdere di valore e, nel momento in cui, il nuovo centro della cultura mondiale si trasferì sulle sponde dell&#8217;Egitto, ad Alessandria, Roma antica con il suo potere crescente dimostrò un forte interesse verso l&#8217;ingegneria, relegando le altre scienze a ruolo secondario.<span id="more-3776"></span></p>
<div id="attachment_3777" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/Atlante_farnese.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3777" title="Atlante_farnese" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/Atlante_farnese-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Atlante Farnese, è una statua romana del II secolo DC, oggi custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Da una presunta copia di origine ellenica, rappresenta un gigante che sostiene sulle spalle l&#39;Universo. La disposizione delle costellazioni è tratta dal catalogo stellare di Ipparco, ormai smarrito.</p></div>
<p>Al contempo andava via via rafforzandosi l&#8217;idea filosofica secondo la quale il destino degli uomini era soggiogato da forze esterne e niente si poteva contro di esse. Le dottrine storica ed epicurea presero vigore e le loro visioni, sebbene diverse convergevano verso un&#8217;unica ineluttabile conclusione. Per gli stoici il destino degli uomini era determinato dagli influssi degli astri, mentre per gli epicurei lo stesso ruolo spettava al movimento degli atomi. L&#8217;uomo non più protagonista della natura assunse dunque un ruolo periferico e le uniche azioni possibili per esso erano quelle propiziatorie. E&#8217; chiaro come in questa realtà le discipline scientifiche, tra le quali l&#8217;Astronomia, non sarebbero più servite alla crescita del sapere umano, ma sarebbero state asservite al ruolo di strumento interpretativo degli umori divini.<br />
Proprio in tale contesto storico l&#8217;Astronomia lasciò il posto all&#8217;astrologia e soprattutto nella Roma antica, a partire dal I secolo d.C., i detentori del sapere astrologico, i Caldei, assunsero un ruolo di prim&#8217;ordine agli occhi del popolo e dei potenti.<br />
Gli aspetti correlati da considerare, per comprendere questo cambiamento della concezione del mondo, sono sostanzialmente due. Da un lato l&#8217;essere umano si credeva non avesse più il potere di determinare il proprio destino e dunque appariva inutile cercare di controllare le cose attraverso le dottrine scientifiche. Dall&#8217;altro lato la paura dell&#8217;essere in balia delle forze cosmiche spingeva gli uomini a rifugiarsi nell&#8217;interpretazione dei fenomeni naturali, non più visti come eventi di causa ed effetto, ma come segnali di potenze al di sopra dell&#8217;uomo.<br />
Tutto questo è sostanzialmente all&#8217;origine della disgregazione dell&#8217;Astronomia antica e comportò la conseguente regressione della cultura scientifica.<br />
Proprio a partire dal I secolo d.C., iniziò la fase di scolarizzazione all&#8217;astrologia, attraverso la pubblicazione di un sempre più crescente numero di testi dedicati. Quanto sia stato grave per la civiltà questa fase storica e come abbia comportato una perdita grave delle conoscenze scientifiche acquisite, lo possiamo notare, ad esempio, analizzando uno dei testi astrologici dell&#8217;epoca. Nel <em>De Re Rustica</em>, pubblicato da Giunio Moderato Columella, nel 60 d.C., è presente uno dei primi e più diffusi testi di astrologia, il <em>Calendarium</em>. Nel <em>Calendarium</em>, sono riportate una serie di previsioni completamente errate e ciò era dovuto al fatto che non si prese in considerazione la differenza di latitudine rispetto ad Atene o Alessandria. Un errore davvero banale e molto grave, testimonianza di come si fosse perso &#8220;il polso scientifico&#8221; delle cose.<br />
Ma in questa stessa epoca, fu proprio l&#8217;avvento del cristianesimo, a imprimere una forte frenata all&#8217;ascesa dell&#8217;astrologia. L&#8217;idea di Libero Arbitrio, si opponeva con forza alla concezione di un uomo impotente davanti al proprio destino. Sant&#8217;Agostino, ad esempio, contribuì con la sua opera a ridimensionare drasticamente il ruolo dell&#8217;astrologia ma come sappiamo oggi, furono poste anche le basi per un nuovo periodo di oscurantismo che durerà per oltre 1000 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oWKk-SfAj922_tDDwTgTELoI1cg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oWKk-SfAj922_tDDwTgTELoI1cg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/QcZBMcW987w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Neutrini più veloci della luce:  scoperto un problema strumentale che invalida le misure</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il risultato della misura della velocità del fascio di neutrini tra il CERN e il Gran Sasso sarebbe dovuta a problemi strumentali. Si attende per domani un comunicato ufficiale.  Lo scorso  settembre un gruppo di ricercatori del Cern e dell’Infn, guidato dall’italiano Antonio Ereditato, comunicava che, nell&#8217;ambito del progetto OPERA,  avevano ottenuto la prima prova sperimentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Il risultato della misura della velocità del fascio di neutrini tra il CERN e il Gran Sasso sarebbe dovuta a problemi strumentali. Si attende per domani un comunicato ufficiale.<em></em> <em><span id="more-3763"></span></em></p>
<div id="attachment_3764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/CERN_OPERA.jpeg"><img class="wp-image-3764  " title="CERN " src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/CERN_OPERA.jpeg" alt="" width="490" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Credit: CERN</p></div>
<p>Lo scorso  settembre un gruppo di ricercatori del Cern e dell’Infn, guidato dall’italiano Antonio Ereditato, <a href="http://kosmophysis.it/infranto-il-muro-della-luce.html" target="_blank">comunicava</a> che, nell&#8217;ambito del progetto OPERA,  avevano ottenuto la prima prova sperimentale dell&#8217;esistenza di neutrini superluminali.</p>
<div></div>
<div>Secondo quanto riportato oggi da <a href="http://sciencemag.org" target="_blank">sciencemag.org</a> (la versione online di Science),  la differenza di velocità registrata nei neutrini, tra il CERN e il Gran Sasso, sarebbe da attribuire a problemi di tipo strumentale,  che avrebbero influenzato le misure ingannando i ricercatori.  Pare che la notizia  sia confermata  in forma ancora non ufficiale  da fonti nell&#8217;ambito dell&#8217;esperimento. Si tratterebbe di &#8220;due aspetti legati alla temporizzazione dei segnali, un connettore di una fibra ottica non completamente avvitato (e questo porterebbe ad una misura in cui il neutrino viaggia più veloce della luce) e un effetto legato all’orologio del computer che acquisisce i dati&#8221;, afferma Roberto Battiston sul suo <a href="http://battiston-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/22/riecco-i-neutrini-probabilmente-piu-lenti/" target="_blank">blog</a>. La differenza tra il valore previsto e quello misurato dai ricercatori del CERN implicava che, nei 732 chilometri percorsi tra la Svizzera e il Gran Sasso, i neutrini avrebbero viaggiato a una velocità superiore quella della luce nel vuoto, infrangendo la teoria della relatività ristretta di Albert Einstein.</div>
<div></div>
<div>Domani è atteso il comunicato ufficiale.</div>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7su4HlXX4s_GcGrh6wgkRBEgkSg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7su4HlXX4s_GcGrh6wgkRBEgkSg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7su4HlXX4s_GcGrh6wgkRBEgkSg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7su4HlXX4s_GcGrh6wgkRBEgkSg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/CSCZA5xS8EQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Mars Reconnaissance Orbiter fotografa dall’orbita il lander Spirit</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IN BREVE: L&#8217;obiettivo di HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) della NASA a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter il 29 gennaio 2012 ha registrato un&#8217;immagine nel quale sono immortalati i tre petali del lander Spirit. Spirit è atterrato nell&#8217;area fotografata nel gennaio 2004 e ha trascorso la maggior parte dei suoi sei anni di vita in una catena di colline circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps"><br />
<span style="color: #333399;">IN BREVE: </span>L&#8217;obiettivo di HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) della NASA a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter il 29 gennaio 2012 ha registrato un&#8217;immagine nel quale sono immortalati i tre petali del lander Spirit.</p>
<p><span id="more-3748"></span></p>
<p>Spirit è atterrato nell&#8217;area fotografata nel gennaio 2004 e ha trascorso la maggior parte dei suoi sei anni di vita in una catena di colline circa due miglia a est.</p>
<p>Tutte le immagini sono visibili al seguente link di <a href="http://photojournal.jpl.nasa.gov/targetFamily/Mars?subselect=Mission%3AMars+Reconnaissance+Orbiter+%28MRO%29%3A" target="_blank">NASA Photojournal</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3749" class="wp-caption aligncenter" style="width: 715px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/HiRISE.jpeg"><img class="size-full wp-image-3749" title="HiRISE" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/HiRISE.jpeg" alt="" width="705" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE)- NASA Mars Reconnaissance Orbiter</p></div>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KcyYMYkL9RFfRpAIwwGkPY6lgi0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KcyYMYkL9RFfRpAIwwGkPY6lgi0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KcyYMYkL9RFfRpAIwwGkPY6lgi0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KcyYMYkL9RFfRpAIwwGkPY6lgi0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/4JzFXF07GJ0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Piove al Polo Nord !</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 04:49:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le condizioni  climatiche globali, nelle quali viviamo,  poggiano le loro fondamenta su un fragilissimo equilibrio&#8230;. un equilibrio instabile e fortemente connesso ad una serie di variabili interdipendenti. Basta che venga a mancare solo una delle condizioni di garanzia di tale equilibrio, per ricadere in breve tempo in una nuova era glaciale oppure in un&#8217;epoca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Le condizioni  climatiche globali, nelle quali viviamo,  poggiano le loro fondamenta su un fragilissimo equilibrio&#8230;. un equilibrio instabile e fortemente connesso ad una serie di variabili interdipendenti.</p>
<p><span id="more-3736"></span></p>
<div id="attachment_3737" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/eco-art-nele-azvedo-melting-men.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3737" title="eco-art-nele-azvedo-melting-men" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/eco-art-nele-azvedo-melting-men-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Melting Men&quot; dell&#39;artista brasiliano Nele Azevedo’s</p></div>
<p>Basta che venga a mancare solo una delle condizioni di garanzia di tale equilibrio, per ricadere in breve tempo in una nuova era glaciale oppure in un&#8217;epoca di siccità mai conosciuta dall&#8217;uomo.</p>
<p>I segnali di tale tendenza stanno via via intensificandosi. Proprio quest&#8217;anno infatti è accaduto qualcosa di davvero strano al di sopra del Circolo Polare Artico.</p>
<p>Mentre in Italia, in alcuni aree del paese si sono raggiunte temperature minime record,  inferiori ai -20°C, alle Isole Svalbard le temperature, in controtendenza, raggiungevano i +6°C &#8230;&#8230;. e pioveva!</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9QBu9DlNerBFlRC2J8PXg-GQqAQ/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9QBu9DlNerBFlRC2J8PXg-GQqAQ/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9QBu9DlNerBFlRC2J8PXg-GQqAQ/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9QBu9DlNerBFlRC2J8PXg-GQqAQ/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/_PwVeUrQBFo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Un nuovo gambero gigante</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 04:10:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata una sorpresa riportare dalla profondità di circa 7000 metri sette crostacei giganti, 20 volte più grandi dei loro più prossimi parenti. Al largo delle coste della Nuova Zelanda, un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Aberdeen (Scozia), in cooperazione con l&#8217;Istituto Nazionale di Water e Atmospheric Research (Niwa) (Nuova Zelanda), hanno avuto la grandissima sorpresa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">E&#8217; stata una sorpresa riportare dalla profondità di circa 7000 metri sette crostacei giganti, 20 volte più grandi dei loro più prossimi parenti.</p>
<p><span id="more-3721"></span></p>
<div id="attachment_3723" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/anfipode_supergigante_foto_di_gruppo.png"><img class="size-medium wp-image-3723" title="anfipode_supergigante_foto_di_gruppo" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/anfipode_supergigante_foto_di_gruppo-300x167.png" alt="anfipode_supergigante_foto_di_gruppo" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Toyo Fujii, Alan Jamieson (University of Aberdeen) e Ashley Rowden (NIWA) con alcuni esemplari di anfipode supergigante. Photo copyright of Oceanlab, University of Aberdeen, UK.</p></div>
<p>Al largo delle coste della Nuova Zelanda, un gruppo di ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.abdn.ac.uk/" target="_blank">Università di Aberdeen</a> (Scozia), in cooperazione con l&#8217;Istituto Nazionale di <a href="http://www.niwa.co.nz/" target="_blank">Water e Atmospheric Research</a> (Niwa) (Nuova Zelanda), hanno avuto la grandissima sorpresa di trovare nelle proprie reti alcuni esemplari di una specie mai scoperta prima.</p>
<p>Il &#8220;nuovo&#8221; anfipode è stato subito ribattezzato con il nome di<em><strong> Anfipode Supergigante</strong></em>, proprio per le sue dimensioni fuori dal comune. Il più grande degli esemplari catturati, infatti,  ha una lunghezza di ben 28 cm.</p>
<p>&#8220;IN realtà non sembrano reali&#8221;, ha detto Jamieson. &#8220;AL tatto sembrano dei giocattoli di plastica. Hanno, infatti,  una consistenza cerosa.</p>
<p>Le pallide creature  sono state trovate  giù nella Trench Kermadec, al largo della costa nord-orientale della Nuova Zelanda, una delle più profonde depressioni oceaniche sulla Terra.</p>
<p>Oltre agli animali catturati nella trappola, una fotocamera ha potuto riprendere altri noveesemplari, a circa 2 km di profondità . Non è chiaro il motivo per cui molte di queste creature, tipicamente sfuggenti,  fossero presenti nella zona. Una settimana più tardi, quando la spedizione è tornata nello stesso posto, non c&#8217;era più traccia degli anfipodi supergiganti. La cosa era &#8220;molto, molto strana&#8221;, ha detto Jamieson.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NlT3nAF9XdzO_hsQtIhrlCR2INU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NlT3nAF9XdzO_hsQtIhrlCR2INU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NlT3nAF9XdzO_hsQtIhrlCR2INU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NlT3nAF9XdzO_hsQtIhrlCR2INU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/ppZy4wpyw4A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo nome di KosmoPhysis</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[dominio]]></category>
		<category><![CDATA[Kosmophysis]]></category>

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		<description><![CDATA[Con ogni probabilità pochi si sono accorti della differenza, ma da un pò di tempo il nome di questo sito è stato cambiato da KosmoFysis a KosmoPhysis, il nome che in effetti doveva avere all&#8217;origine. Sembra una differenza banale, ma ho atteso molto tempo prima di riuscire ad ottenere il nome di questo dominio. Perché? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Con ogni probabilità pochi si sono accorti della differenza, ma da un pò di tempo il nome di questo sito è stato cambiato da KosmoFysis a KosmoPhysis, il nome che in effetti doveva avere all&#8217;origine.<span id="more-3710"></span></p>
<div id="attachment_3712" class="wp-caption alignleft" style="width: 301px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/01/Sistema_Tolemaico.png"><img class="size-medium wp-image-3712" title="Sistema_Tolemaico" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/01/Sistema_Tolemaico-291x300.png" alt="Universo Tolemaico" width="291" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Universo Tolemaico</p></div>
<p>Sembra una differenza banale, ma ho atteso molto tempo prima di riuscire ad ottenere il nome di questo dominio. Perché?</p>
<p>Perché nel nome KosmoPhysis, Physis rappresenta la vera forma scritta moderna dell&#8217;antico vocabolo greco  <strong>(Φύσις) </strong>, con il quale si identificava l&#8217;originale movimento di pensiero che, tra l&#8217;età di Omero (XIII-IX secolo a.C.) e l&#8217;età di Socrate (seconda metà del V secolo a.C.) poneva come oggetto di studio e di indagine la natura! Physis per l&#8217;appunto.</p>
<p>Kosmos <strong>(κόσμος)</strong>, l&#8217;ho già raccontato tante volte, aveva l&#8217;antico significato di ordine o più modernamente, Universo. Il puzzle è dunque definitivamente concluso: L&#8217;Universo (l&#8217;Ordine) e lo studio della Natura !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi chiedo scusa, pertanto, se per molto tempo sono stato lontano dall&#8217;aggiornare quotidianamente i contenuti di KosmoPhysis, ma ahimé i problemi sono stati enormi. Tra la perdita del posizionamento nei motori di ricerca all&#8217;aggiornamento di tutto quanto fosse possibile&#8230; e in realtà non è ancora finita.</p>
<p>Pertanto, ancora una volta&#8230; benvenuti in KosmoPhysis <img src='http://kosmophysis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HchyNZSAoVLj1RVt50cnp7pHy-s/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HchyNZSAoVLj1RVt50cnp7pHy-s/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HchyNZSAoVLj1RVt50cnp7pHy-s/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HchyNZSAoVLj1RVt50cnp7pHy-s/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/OIhCT-fhKSI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ritrovata una scimmia ritenuta estinta da oltre 60 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 01:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Brent Loken, un studente canadese, della Simon Fraser University, è casualmente  incappato in un gruppo di scimmie  Langur di Miller. Questi animali si credevano ormai estinti da oltre 60 anni. Proprio nel  giugno scorso, Loken, in compagnia di altri colleghi, avevano predisposto  delle telecamere nascoste, nella foresta pluviale Wehea, nel versante orientale dell&#8217;isola del Borneo. Lo scopo era quello di filmare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Brent Loken, un studente canadese, della <a href="http://www.sfu.ca/" target="_blank">Simon Fraser University</a>, è casualmente  incappato in un gruppo di scimmie  <em>Langur di Miller. </em>Questi animali si credevano ormai estinti da oltre 60 anni.<em><span id="more-3687"></span></em></p>
<p>Proprio nel  giugno scorso, Loken, in compagnia di altri colleghi, avevano predisposto  delle telecamere nascoste, nella foresta pluviale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wehea_Forest">Wehea</a>, nel versante orientale dell&#8217;isola del Borneo. Lo scopo era quello di filmare la presenza di altri animali. La sorpresa è stata grande  quando ci si è trovati di fronte alla presenza delle  <em>Langur Grizzled di Miller</em>.</p>
<p>La scoperta è stata pubblicate sull&#8217;<a href="http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/(ISSN)1098-2345">American Journal of Primatology</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=77mlg-fASRw"><img src="http://img.youtube.com/vi/77mlg-fASRw/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=77mlg-fASRw">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KUmAb8jQ1mIRnVXA6qYi1J-Dx7I/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KUmAb8jQ1mIRnVXA6qYi1J-Dx7I/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KUmAb8jQ1mIRnVXA6qYi1J-Dx7I/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KUmAb8jQ1mIRnVXA6qYi1J-Dx7I/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/aZxRvmh2mR0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Arriva la prima conferma sulla scoperta di pianeti delle dimensioni della Terra</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extrasolare]]></category>
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		<description><![CDATA[Orbitano intorno ad una stella simile al nostro Sole e si chiamano Kepler-20e e Kepler-20f. La scoperta è stata effettuata dalla missione Kepler della NASA. I pianeti sono troppo vicini alla stella per ricadere nella zona abitabile, tuttavia questa è la prima sensazionale scoperta a conferma della presenza di pianeti di tipo terrestre in orbita intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Orbitano intorno ad una stella simile al nostro Sole e si chiamano Kepler-20e e Kepler-20f. La scoperta è stata effettuata dalla missione Kepler della NASA.<span id="more-3574"></span></p>
<div id="attachment_3575" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/Kepler-20e_e_Kepler-20f.jpg"><img class="size-medium wp-image-3575" title="Kepler-20e_e_Kepler-20f" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/Kepler-20e_e_Kepler-20f-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine comparativa tra Venere e Terra e i primi pianeti di dimensione terrestre scoperti dalla missione Kepler della NASA. (Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech)</p></div>
<p>I pianeti sono troppo vicini alla stella per ricadere nella zona abitabile, tuttavia questa è la prima sensazionale scoperta a conferma della presenza di pianeti di tipo terrestre in orbita intorno ad altri soli.<br />
Si ritiene che i due pianeti siano di tipo roccioso. Il primo, Kepler-20e, è un pò più piccolo di Venere e presenta un raggio pari a 0.87 volte quello della Terra. Kepler-20f, al contrario, è leggermente più grande del nostro pianeta, con un raggio pari a 1.03 volte quello della Terra.</p>
<p>Essi fanno parte di un sistema stellare, denominato Kepler-20, nella costellazione della Lyra, nel quale si contano, al momento, 5 pianeti.</p>
<p>Purtroppo le analisi orbitali hanno verificato che Kepler-20e orbita intorno alla sua stella madre ogni 6,1 giorni e Kepler-20f ogni 19,6 giorni. Queste brevi periodi orbitali implicano che i pianeti sono estremamente caldi e li rendono dei mondi inospitali. La temperatura superficiale di Kepler-20e, a più di 760 gradi Celsius, scioglierebbe anche il<br />
vetro.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo principale della missione Kepler è quello di trovare pianeti delle dimensioni della Terra, nella così detta fascia abitabile (LINK) &#8220;, ha detto Francois Fressin del <a href="http://www.cfa.harvard.edu/" target="_blank">Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge</a>, autore principale di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature. &#8220;Questa scoperta dimostra per la prima volta che esistono pianeti delle dimensioni della Terra attorno ad altre stelle, e che siamo in grado di rilevarli &#8220;.</p>
<p>Il sistema Kepler-20, inoltre, presenta una differenza peculiare rispetto al Sistema Solare. Nel nostro, i mondi piccoli e rocciosi orbitano più vicini al Sole, mentre quelli giganti e gassosi sono i più lontani. In Kepler-20 i pianeti si alternano via via con la distanza dalla stella nella sequenza: grande, piccolo, grande, piccolo e grande.</p>
<p>Sembra un&#8217;evidenza da poco ma essa potrebbe, in qualche modo, stravolgere le nostre idee sulla formazione ed evoluzione dei sistemi stellari.</p>
<p>Il telescopio spaziale Keplero rileva la presenza di pianeti in oltre 150000 stelle, analizzando le infinitesime variazioni di luminosità dovute al transito di questi sul disco luminoso delle stelle. Il team scientifico Keplero richiede che siano osservati almeno tre transiti, per verificare che il segnale sia attribuibile alla presenza di un pianeta.<br />
Una volta che il candidato è stato scovato, il team scientifico di Keplero, utilizza telescopi terrestri e lo Spitzer Space Telescope per ottenere tutte le informazioni possibili sul pianeta ed ottenere la conferma definitiva.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulla missione Keplero visitare il sito: <a href="http://www.nasa.gov/kepler" target="_blank">http://www.nasa.gov/kepler</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uDPV-SRMg6lY7PlDLHHOrxJGhBM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uDPV-SRMg6lY7PlDLHHOrxJGhBM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uDPV-SRMg6lY7PlDLHHOrxJGhBM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uDPV-SRMg6lY7PlDLHHOrxJGhBM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/nr629khTvEM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Sonnambulismo sessuale, ovvero far l’amore dormendo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 17:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di aver  fatto l&#8217;amore con il vostro partner e la mattina sentirgli confessare di non ricordare niente? Oppure, ancor peggio, sentirlo russare nel bel meglio? Cercate di non sentitevi subito umiliati o offesi&#8230; con ogni probabilità il vostro partner soffre di Sleepsex! Ormai è una certezza dimostrata che tra le varie patologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Vi è mai capitato di aver  fatto l&#8217;amore con il vostro partner e la mattina sentirgli confessare di non ricordare niente? Oppure,</p>
<div id="attachment_3558" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/sleepsex.jpg"><img class="size-medium wp-image-3558" title="sleepsex" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/sleepsex-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Robert Pattinson and Kristen Stewart in una scena del film Breaking Dawn.</p></div>
<p>ancor peggio, sentirlo russare nel bel meglio? Cercate di non sentitevi subito umiliati o offesi&#8230; con ogni probabilità il vostro partner soffre di <strong><em>Sleepsex</em></strong>!<span id="more-3557"></span></p>
<p>Ormai è una certezza dimostrata che tra le varie patologie di sonnambulismo vi sia anche quella sessuale. Proprio qui in Italia, infatti, per la prima volta al mondo, è stato documentato un evento di sonnambulismo sessuale per autostimolazione, presso il <a href="http://www.unito.it/unitoWAR/page/dipartimenti6/D057/D057_sonno1" target="_blank">Centro Multidisciplinare per i Disturbi del Sonno</a> delle Molinette di Torino.<br />
Una donna in età avanzata è stata filmata nell&#8217;atto della masturbazione durante il sonno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non sembra proprio un caso isolato. Uno studio americano ha evidenziato che quasi il 2% della popolazione possa essere affetta da disturbi anche sporadici di questo tipo.<br />
Il sonnambulismo, che si manifesta in molte forme, è dovuto ad un cattivo funzionamento del meccanismo di inibizione della capacità del cervello di comandare i muscoli durante la fase REM (Rapid Eyes Movement), impedendoci di agire durante i sogni.<br />
Se dunque dovesse accadervi qualcosa del genere con il vostro partner, non affrettatevi a correre dall&#8217;avvocato, come ha fatto una signora americana , ma passate prima da un medico!</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bTfACfe2r3FnqXF0dJn7G1p5RnU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bTfACfe2r3FnqXF0dJn7G1p5RnU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bTfACfe2r3FnqXF0dJn7G1p5RnU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bTfACfe2r3FnqXF0dJn7G1p5RnU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/YdF7_vOtw00" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Quale è il calcio al pallone più veloce del mondo?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 12:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come e Perché]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Milioni di tifosi in tutto il mondo, una fede profonda verso la propria squadra, ma pochi sanno quanto possa essere calciato veloce un pallone. Nel 1992, durante la finale della coppa dei campioni tra Barcellona e Sampdoria, il nuovo record del mondo di velocità impressa ad un pallone è stato di 188 km orari. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Milioni di tifosi in tutto il mondo, una fede profonda verso la propria squadra, ma pochi sanno quanto possa essere calciato veloce un pallone.<span id="more-3554"></span><br />
<a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/kick-football.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3555" title="kick-football" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/kick-football-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Nel 1992, durante la finale della coppa dei campioni tra Barcellona e Sampdoria, il nuovo record del mondo di velocità impressa ad un pallone è stato di 188 km orari. Il piede di chi ha calciato era quello di Ronald Koeman. Una velocità strabiliante che ha regalato, purtroppo per noi, il titolo al Barcellona.<br />
Ma si possono raggiungere velocità ancor maggiori? Quello che è certo è che questo record prima o poi verrà battuto, anche solo di pochi metri all&#8217;ora. Esiste, tuttavia, un limite più che fisico, fisiologico. Pare, infatti, che la velocità impressa al pallone non possa essere superiore a circa 1.5 volte la velocità del piede che l&#8217;ha calciato. Se consideriamo dunque la velocità con cui può muoversi un arto inferiore nel calciare, e sommiamo la velocità del giocatore in corsa, capiamo anche che la velocità non potrà essere molto più elevata di quella del record del 1992. Ah&#8230;. non dimenticate, in tutto questo, c&#8217;è da aggiungere l&#8217;attrito dell&#8217;aria!</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/leoXZsIP9Nim0_zW2Ul5WQH6GC4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/leoXZsIP9Nim0_zW2Ul5WQH6GC4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/leoXZsIP9Nim0_zW2Ul5WQH6GC4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/leoXZsIP9Nim0_zW2Ul5WQH6GC4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/KosmoPhysis/~4/EcBkqOUHYu0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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