<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012</atom:id><lastBuildDate>Sat, 21 Mar 2026 00:03:07 +0000</lastBuildDate><category>Polli e Ittica</category><category>Conati</category><category>Throw away your television</category><category>In qualche modo si deve pur mangiare</category><category>Trashologia pura e applicata</category><category>Too much web will kill you</category><category>Viaggi (reali e mentali)</category><category>autoanalisi della mutua</category><category>Suoni (più o meno determinati)</category><category>Quando uno più uno fa quattro</category><category>Sicilia bedda</category><category>Amici</category><category>nemici e non belligeranti</category><title>Kutavness 2.0</title><description>Un ultimo, disperato tentativo di buon senso</description><link>http://kutavness.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (kutavness)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>167</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-3995912963115658140</guid><pubDate>Tue, 16 Jul 2019 14:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2019-07-25T16:42:57.688+02:00</atom:updated><title>Talis pater, talis filius</title><description>E&#39; ormai chiaro che, dopo aver fatto campagna elettorale per mesi come suo alleato, Matteo Salvini, una volta formato il governo gialloverde, abbia definitivamente archiviato Silvio Berlusconi, visto sempre più come un vecchio dinosauro ormai incapace di portare voti e visibilità. Eppure, a ben riflettere, sono davvero molti i caratteri distintivi della politica berlusconiana di cui Salvini, negli ultimi anni, ha fatto tesoro fino, in alcuni casi, ad accentuarli ulteriormente:&lt;br /&gt;
- La capacità di controllare i media in modo estremamente spregiudicato ed efficace, volgendo a proprio favore anche situazioni potenzialmente imbarazzanti;&lt;br /&gt;
- Il continuo travalicare dalle proprie competenze e dalle proprie funzioni, non solo dicendo la sua su qualsiasi argomento di competenza altrui, ma spesso anche passando dalle parole ai fatti (vedi la recente convocazione dei sindacati, neanche fosse il Ministro del Lavoro);&lt;br /&gt;
- L&#39;assunzione di base che il livello culturale dell&#39;elettorato medio è bassissimo (ricordate il &quot;bambino di prima media&quot; di Silvio?);&lt;br /&gt;
- A corollario, il disprezzo per la cultura e i &quot;professoroni&quot;, nella convinzione che il fare è sempre meglio del riflettere;&lt;br /&gt;
- Lo sdoganamento dell&#39;estrema destra, che prima era Fini e ora sono la Meloni, CasaPound e Forza Nuova;&lt;br /&gt;
- Il disprezzo per l&#39;Unione Europea e, per contro, la fascinazione per i regimi autoritari, con Putin a fare da trait-d&#39;union;&lt;br /&gt;
- La capacità di sviare l&#39;attenzione in situazioni scomode, parlando d&#39;altro o &quot;facendo il simpatico&quot; (Silvio aveva le barzellette, Matteo il cibo e le sagre);&lt;br /&gt;
- La facilità nel trovare un capro espiatorio in grado di calamitare l&#39;odio dei propri simpatizzanti (prima i magistrati, ora i migranti e le ONG, sempre la sinistra);&lt;br /&gt;
- La fortuna di avere di fronte un&#39;opposizione debole, litigiosa e fallimentare nella comunicazione;&lt;br /&gt;
- La riduzione in subalternità dei propri alleati di governo - tra l&#39;altro, a differenza di Berlusconi con la stessa Lega, partendo da un minor consenso elettorale, quindi ancor più difficile;&lt;br /&gt;
- Il reagire sempre e comunque, con una rapidità pavloviana, a qualsiasi critica, aizzando al tempo stesso shitstorm sul criticante;&lt;br /&gt;
- La refrattarietà a farsi processare e a riferire alle Camere;&lt;br /&gt;
- La protervia nel riproporre colleghi di partito &quot;impresentabili&quot; se funzionali ai propri scopi (da Previti a Siri il passo è più breve di quanto non sembri);&lt;br /&gt;
- Infine, ma non meno importante, il contrario del punto precedente, ossia la capacità di scaricare, senza alcuno scrupolo né rimpianto, alleati o amici che &quot;non servono più&quot;, come Savoini in questi giorni o lo stesso Berlusconi, che forse ora avrà tempo per riflettere sul mostro che lui stesso ha contribuito a creare. Più giovane, più spregiudicato, più aggressivo, e senza nessun Prodi tra le balle.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2019/07/talis-pater-talis-filius.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-6975738281940237490</guid><pubDate>Thu, 28 Dec 2017 22:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2017-12-28T23:00:47.953+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoanalisi della mutua</category><title>Ricordando un amico</title><description>Era il 29 dicembre del 1982. Esattamente 35 anni fa.&lt;br /&gt;
Da quando avevo iniziato la scuola elementare, direttamente in seconda perché sapevo già leggere e scrivere, lui era diventato, nel giro di poche settimane, il mio migliore amico. Come sia potuto accadere, ancora oggi non riesco a spiegarmelo. Il suo carattere era l&#39;esatto opposto del mio: vivace, esuberante, chiacchierone, temerario, incapace di star fermo per più di un minuto. Io, che scontavo pesantemente quell&#39;anno in meno di età rispetto agli altri, mi sentivo catapultato in una realtà troppo diversa rispetto a quella della scuola materna; istintivamente, forse, trovai in lui ciò che avrei voluto essere, quella vitalità e quell&#39;incoscienza che non riuscivo a sbloccare dentro di me.&lt;br /&gt;
Ogni tanto ci trovavamo a giocare, di solito veniva lui a casa mia, ed era un divertimento continuo. Lui aveva una fantasia sterminata, era abilissimo a inventare giochi e situazioni. Per alcuni mesi, poco più di un anno, mi sono sentito importante per qualcuno, almeno quanto lui lo era per me.&lt;br /&gt;
Quella sera di fine dicembre, vacanze di Natale della classe terza, lui era in auto con suo padre. Forse per il ghiaccio, nella curva dopo il cimitero del paese l&#39;auto sbandò e si cappottò. Il padre si salvò. Lui, sbalzato fuori, no.&lt;br /&gt;
Il suo addio è stato per me un colpo durissimo, la prima notizia terribile che mi abbia riguardato da vicino. Ho dovuto ridefinire le mie giornate, cercarmi nuovi amici, ma soprattutto ho perso in un attimo - e troppo presto - quel poco di innocenza dell&#39;infanzia che ancora avevo. La notizia addolorò tutto il paese, con degli strascichi penosi: la madre impazzì dal dolore, spesso veniva a trovarci a scuola, entrava in classe col viso stravolto sotto l&#39;immancabile fazzoletto, e la maestra era costretta a sospendere la lezione a volte anche per un&#39;ora, perché non se la sentiva di congedarla. Io le scrivevo ingenuissime poesie in cui quasi beatificavo suo figlio, e così, senza volerlo, amplificavo ulteriormente la sua disperazione. E&#39; morta pochi anni fa, senza essersi mai ripresa.&lt;br /&gt;
Molti anni dopo, sembra che il destino abbia voluto goffamente rimediare a quello scherzo orrendo, donandomi, sempre il 29 dicembre, più di una settimana in anticipo sul previsto, la mia secondogenita Martina. Da allora vivo questo giorno con un sentimento ambivalente: la gioia immensa del padre, la rassegnazione per l&#39;amico che avrei sempre voluto avere.&lt;br /&gt;
Si chiamava Marco.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2017/12/ricordando-un-amico.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-1135384325540669301</guid><pubDate>Tue, 08 Mar 2016 17:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-03-08T18:40:19.163+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoanalisi della mutua</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Quando uno più uno fa quattro</category><title>Il nove marzo</title><description>- Ciao, cara.&lt;br /&gt;
[gelida] -Ciao.&lt;br /&gt;
- Buona Festa della Donna, amore. Guarda che bella mimosa ti ho preso.&lt;br /&gt;
[gelida a livello antartico] - Sei in ritardo. L&#39;8 marzo era ieri.&lt;br /&gt;
- Ma per me l&#39;8 marzo è tutti i giorni dell&#39;anno! Non serve aggrapparsi a una ricorrenza per celebrarvi! Una data prestabilita non significa che per i restanti 364 giorni dell&#39;anno ci dimentichiamo tutte le ingiustizie e le sottomissioni che avete passato, e tuttora passate, ed è per questo che voglio ringraziarti di essere al mio fianco, amata e rispettata, ogni giorno che Dio manda in terra! Tu sei importante per me al di là di qualsiasi rito consumista, di qualsiasi stereotipo, di qualsiasi conformismo!&lt;br /&gt;
- D... davvero?&lt;br /&gt;
- Sì, mia cara. Buona Giornata della Donna, qualunque giorno sia.&lt;br /&gt;
- Grazie.&lt;br /&gt;
- Prego, amore.&lt;br /&gt;
- Hanno già approvato il divorzio breve?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2016/03/il-nove-marzo.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-8685424907036572219</guid><pubDate>Tue, 13 Jan 2015 22:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-01-13T23:13:58.184+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoanalisi della mutua</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">In qualche modo si deve pur mangiare</category><title>Il buono creduto stronzo</title><description>Oggi pomeriggio, parlando con un mio collega, mi sono reso conto di quanto, a volte, il lavoro che fai possa portare gli altri ad avere una percezione di te totalmente diversa da come pensi in realtà di essere.&lt;br /&gt;
Chi mi conosce sa che sono una delle persone più miti, calme ed anti-conflittuali dell&#39;orbe terracqueo.&lt;br /&gt;
Chi ha avuto a che fare con me per motivi di lavoro, difficilmente se ne accorgerebbe; anzi, più probabilmente, penserebbe l&#39;esatto opposto. E non perché nel mio lavoro (anzi, nei miei lavori che si sono susseguiti negli anni) io abbia modificato una virgola del mio comportamento: non sono uno di quei Mister Hyde che, tra le quattro pareti del loro ufficio, sfogano le proprie frustrazioni su malcapitati sconosciuti. Buono ero, buono sono, e buono rimango. Eppure...&lt;br /&gt;
Quando ho fatto un anno di stage all&#39;azienda di trasporti di Bologna, il mio principale incarico era quello di raccogliere i rapporti disciplinari a carico degli autisti e sanzionarli secondo un rigido tariffario delle multe. Immaginatevi con quale faccia gli autisti, già stressatissimi per il loro lavoro, si presentavano nel mio ufficio.&lt;br /&gt;
Nel mio decennio come assistente di un docente universitario, periodo in cui ostentavo un look giovanilistico, ero conosciuto tra gli studenti come &quot;l&#39;assistente cattivo con le mèches&quot;, e questo non per sadismo, ma solo perché avevo mandato via un paio di studenti che volevano prendermi in giro, fingendo di aver studiato. Tanto era bastato per etichettarmi come uno sotto cui era meglio non finire.&lt;br /&gt;
Adesso, l&#39;apoteosi: quando telefono agli enti di formazione per chiedere chiarimenti su un piano formativo, non riesco neppure a immaginare gli accidenti che mi tirano dietro, considerato che poi gli stessi formatori devono tornare dall&#39;azienda, spiegare cosa non andava, scusarsi per il ritardo nell&#39;approvazione del Piano, eccetera. Presso alcuni consulenti devo aver raggiunto un livello di antipatia all&#39;incirca tra Hitler ed Equitalia.&lt;br /&gt;
Eppure sono sempre io: il Kutavness tranquillo, diplomatico e remissivo che sono sempre stato. Ma la percezione di sé presso l&#39;altro, una volta mediata dalla posizione lavorativa e dal ruolo ricoperto, cambia a volte anche diametralmente.&lt;br /&gt;
A volte mi chiedo: riuscirei a fare questo lavoro se fossi diretto, aggressivo e irascibile? Se, anziché &quot;Mi dispiace, ma l&#39;accordo sindacale è incompleto&quot;, mi venisse da urlare: &quot;E&#39; la terza volta che sbagliate questa cosa, coglioni! Ma ci avete la segatura, in testa?&quot; (come, a volte, mi verrebbe voglia di fare)? Non lo so; pur tuttavia, questo ribaltamento di immagine che mi ha dato il lavoro, così insensato e paradossale, in fondo non mi dispiace. E&#39; molto pirandelliano, e ben descrive quanto sia difficile costruirsi, giorno per giorno, interazione dopo interazione, quell&#39;illusoria ancora di salvezza chiamata identità.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2015/01/il-buono-creduto-stronzo.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-3927136576003101827</guid><pubDate>Tue, 25 Mar 2014 14:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-03-25T15:22:03.317+01:00</atom:updated><title>Il segreto del suo successo</title><description>Da mesi i bolognesi sono letteralmente impazziti per una mostra che si tiene nel centralissimo Palazzo Fava, dedicata all&#39;epoca d&#39;oro della pittura olandese (XVI-XVII secolo). Protagonista assoluta della mostra, richiamo apparentemente irrefrenabile, simbolo iconografico numero uno dell&#39;esposizione è la cosiddetta &quot;ragazza dall&#39;orecchino di perla&quot;, ritratta da Vermeer in un quadro del 1665.&lt;br /&gt;
La &quot;ragazza dal turbante&quot; (questo il titolo originale dell&#39;opera, poi Hollywood e Scarlett Johansson hanno fatto il resto) è stata finora capace di attrarre migliaia e migliaia di visitatori, nonostante il biglietto d&#39;ingresso tutt&#39;altro che economico, acquisendo una visibilità tale da mettere in secondo piano quadri di Rembrandt e Hals, non proprio due imbrattatele qualsiasi. Intorno a lei si è scatenato un marketing martellante, con contorno di merchandising ufficiale e non: lo sguardo della ragazza è finito ovunque (su piatti, tazze, fermacarte, agende e qualsiasi altra cosa sia merchandizzabile), con risultati variabili dall&#39;accettabile al raccapricciante (ho visto gadget non ufficiali che, se davvero Vermeer l&#39;avesse ritratta così, come minimo la ragazza gli avrebbe sfondato la tela in testa).&lt;br /&gt;
Ma, osservandola in mille riproduzioni, e in attesa di ammirarla presto dal vero, non posso fare a meno di chiedermi: che cos&#39;ha, questa ragazza, di tanto ipnotico? Che cosa porta alcuni critici a paragonarla addirittura alla Gioconda?&lt;br /&gt;
Osservo con attenzione il quadro, di modeste dimensioni, in cui la ragazza, con il curioso copricapo &quot;esotico&quot; e il vezzoso orecchino, sembra girarsi verso il pittore:&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIR7UJ1dYddD-g22mTCltZr7HdPOVb9nQQQCKw5Ul6TmLnJIJAEhke2h7dr8wbmuVPJBtoCI1pKyQbC9E_4b8x5LtzT5MIj9ym2ixSCjqqz8pDA6OrZzgYOgZJv_q7rrC9dX7gHVoqZ60t/s1600/Vermeer.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIR7UJ1dYddD-g22mTCltZr7HdPOVb9nQQQCKw5Ul6TmLnJIJAEhke2h7dr8wbmuVPJBtoCI1pKyQbC9E_4b8x5LtzT5MIj9ym2ixSCjqqz8pDA6OrZzgYOgZJv_q7rrC9dX7gHVoqZ60t/s320/Vermeer.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Guardo la luce, il chiaroscuro, i colori, gli occhi, le labbra dischiuse, e finalmente capisco.&lt;br /&gt;
Come l&#39;enigmatico sorriso di Monna Lisa continua a stregarci da oltre cinquecento anni, così anche la ragazza di Vermeer, da oltre tre secoli, continua a conquistare turisti e critici con un&#39;espressione di fronte alla quale l&#39;uomo comune depone le armi e si pone in adorazione: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lo sguardo da gatta morta.&lt;br /&gt;
</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2014/03/il-segreto-del-suo-successo.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIR7UJ1dYddD-g22mTCltZr7HdPOVb9nQQQCKw5Ul6TmLnJIJAEhke2h7dr8wbmuVPJBtoCI1pKyQbC9E_4b8x5LtzT5MIj9ym2ixSCjqqz8pDA6OrZzgYOgZJv_q7rrC9dX7gHVoqZ60t/s72-c/Vermeer.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-3207059284046278603</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2013 12:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-16T10:45:17.329+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Quando uno più uno fa quattro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Throw away your television</category><title>Peppa Pig, o l&#39;antitesi della pedagogia</title><description>Essere costretti dai propri figli a guardare decine e decine di volte gli stessi episodi di Peppa Pig, la diabolica maialina antropomorfa che, insieme alla Pimpa e ai Barbapapà, ha preso in ostaggio il palinsesto di Rai YoYo, permette di individuare alcuni tratti comuni di questo cartone animato che, a ben vedere, stridono con qualsiasi principio pedagogico e dipingono, in ultima istanza, una situazione famigliare borderline che potrebbe interessare molto da vicino gli assistenti sociali.&lt;br /&gt;
Riassumiamo, a beneficio dei genitori, le situazioni disfunzionali che, a lungo andare, potrebbero spingere Peppa alla strage in famiglia o, in alternativa, all&#39;auto-macellazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. I genitori, Mamma e Papà Pig, non sgridano MAI i loro figli. Il massimo che riescono a fare è un rimprovero bonario che, spesso, sfocia in una fugace presa d&#39;atto da parte di Peppa e in una successiva risata, spesso con ribaltamento sulla schiena incluso. Ho visto Peppa e George in più episodi fare robe da chiodi, dall&#39;infangare mezza casa al mandare in tilt il PC dove la mamma stava lavorando, dal ruttare a tavola al dare del vecchio rimbambito a Nonno Pig, e in NESSUNA di queste circostanze c&#39;è mai stata una sanzione da parte dei genitori. Emblematico è l&#39;episodio in cui la cameretta dei due sembra sconvolta da Katrina: prima i genitori chiedono sommessamente di riordinare, poi danno loro una mano (tranne Papà Pig che si attarda con George); infine, una volta ridotta di nuovo, in pochi minuti, la cameretta ad uno scenario post-apocalittico, i genitori tornano dai figli e, invece di urlare loro &quot;RIMETTETE SUBITO TUTTO IN ORDINE, FOTTUTI VANDALI!&quot;, commentano: &quot;Beh, almeno per qualche minuto è stata in ordine&quot;. E giù risate e ribaltamento sulla schiena. Autorevolezza sotto zero. Provate a farlo coi vostri figli, se avete nostalgia di Pietro Maso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. George, due anni, in cinquanta e passa episodi non è mai riuscito ad interessarsi davvero a qualcosa di diverso dal suo &quot;dinosauo&quot; verde. E &quot;dinosauo&quot; è la sua risposta a qualsiasi domanda. Un insegnante di sostegno ravvisa in questo comportamento una chiara propensione all&#39;autismo. I genitori, però, sembrano non accorgersi minimamente di tutto questo e, con beata inconsapevolezza, lo lasciano nel suo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Papà Pig è un fallito. Come definire altrimenti uno che, per appendere un semplice chiodo nel muro, tira giù mezza parete? Come definire altrimenti uno che crede di sapere tutto ma in realtà non ha un minimo di senso dell&#39;orientamento, sbaglia le previsioni ancor più di Bersani e delega qualsiasi decisione importante a Mamma Pig? La figura paterna, in Peppa Pig, è ectoplasmica a dir poco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Peppa è una maialina smorfiosa e saccente, con evidenti difficoltà relazionali. Prende in giro George un episodio sì e uno no, e nell&#39;altro gli dice &quot;tontolone&quot;, contribuendo alla nascita dell&#39;effetto scenico più divertente del cartoon: le lacrime &quot;a doccia&quot; del fratellino. Litiga in continuazione con Susy Pecora, e per fortuna che lei sarebbe la sua migliore amica: con gli altri che fa, chiama i bracconieri? Non ha il minimo rispetto per la figura paterna, né per i nonni, dai quali spesso i due maialini sono parcheggiati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. A proposito di questi ultimi, Nonno e Nonna Pig stravedono per i loro nipotini, e li viziano come e più dei genitori. Nonno Pig soffre di amnesie che mettono seriamente a rischio la sua convivenza sociale, come quando dimentica Peppa e compagni su un isolotto disabitato, e i genitori, invece di denunciarlo, lo osservano mentre riparte senza nemmeno essersi accorti che i loro pargoli non sono a bordo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Un discorso a parte merita la Signora Coniglio, la factotum della serie, costretta a reinventarsi di volta in volta commessa, autista, vigile del fuoco, guida turistica, bigliettaia, pilota di elicottero, cassiera e fashion blogger, in un&#39;esaltazione molto inglese del &quot;job&quot; e del precariato a go-go.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. Ciò nonostante, tutti, ma proprio tutti, sono sempre fastidiosamente felici, buttandosi a ridere per qualsiasi sciocchezza succeda o per qualsiasi stupidaggine esca dalla bocca di quella mefitica porcella. Sono risate forzate, al punto che anche un bambino di 3 anni si chiede: &quot;Ma che cosa avranno mai da ridere stavolta?&quot;. Mah, forse perché finora ce l&#39;hanno fatta a non diventare braciole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. Last but not least, Peppa Pig è censurabile anche per aver riportato in auge quel terribile vocabolo che credevamo estinto da secoli: &quot;GALOSCE&quot;. Ma qui è un problema dei nostri doppiatori che, si sa, sono i più bravi del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, se volete che i vostri figli crescano equilibrati e consapevoli cittadini di domani, evitate Peppa Pig come la peste. Non solo vi ringrazieranno, ma mangeranno anche le salsicce più volentieri.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2013/04/peppa-pig-o-lantitesi-della-pedagogia.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-4021170096007787314</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2013 09:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-16T10:45:01.976+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Titoli truffaldini / 2</title><description>Sto leggendo un articolo su Repubblica.it intitolato &quot;Un mondo senza pena di morte sembra sempre più vicino&quot;, sull&#39;ultimo rapporto di Amnesty International sulle esecuzioni capitali. Poi, scorrendo l&#39;articolo, leggo che i Paesi-boia danno dati sempre meno attendibili sul numero di uccisioni, che in 4 Paesi sono riprese le esecuzioni capitali e che negli USA il loro numero è rimasto costante rispetto al 2011.&lt;br /&gt;
A questo punto mi chiedo: chi devo mandare affanculo per primo? Il titolista, Repubblica.it o Amnesty?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2013/04/titoli-truffaldini-2.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-3206616419047453703</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 10:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-16T10:44:43.332+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Polli e Ittica</category><title>Dù marò!</title><description>Mi sto immaginando un&#39;ipotetica conversazione tra i governi italiano e indiano:&lt;br /&gt;
- Dopo il voto vi rimandiamo i marò.&lt;br /&gt;
- OK.&lt;br /&gt;
- No, era uno scherzo, col cazzo che li riavrete, poi li giustiziate, restano in Italia.&lt;br /&gt;
- Bastardi, vi bombardiamo.&lt;br /&gt;
- Fregasega.&lt;br /&gt;
- E comunque guardate che, se ce li riportate, non rischiano la pena di morte.&lt;br /&gt;
- Ah, OK, rieccoveli, scherzavamo di nuovo.&lt;br /&gt;
- Grazie.&lt;br /&gt;
(al loro rientro)&lt;br /&gt;
- Scherzavamo pure noi. Uccideteli!&lt;br /&gt;
BANG. BANG.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2013/03/du-maro.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-2928559409835642608</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2013 11:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-16T10:44:23.948+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Donne e danni</title><description>Oggi, 8 marzo, festa della donna, la Rete risplende di due meravigliosi epic fail.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo ce l&#39;ha regalato l&#39;Algida, che su Facebook ha omaggiato signore e signorine con un &quot;fiore&quot; quanto meno equivoco:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGhRbShO1J8vTVwXEkaYBKkyqtqzKPUFlMFHRRRZNKWspk7Y0apKMp4Eg1E0A3BOl2RtNlv_gIAAFtyXyGjBsZTNsvtUextmWnU9Pwk7Cnf41qUREFPmZToSply-gqQYASXnxSJZLIjVuF/s1600/Algida.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; &gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGhRbShO1J8vTVwXEkaYBKkyqtqzKPUFlMFHRRRZNKWspk7Y0apKMp4Eg1E0A3BOl2RtNlv_gIAAFtyXyGjBsZTNsvtUextmWnU9Pwk7Cnf41qUREFPmZToSply-gqQYASXnxSJZLIjVuF/s320/Algida.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo viene direttamente dalla FIAT che, alla faccia dei luoghi comuni, per festeggiare l&#39;8 marzo regala &quot;solo per oggi&quot; i sensori di parcheggio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVCPEcuL5silssM5-DaBIuOORUd4mSTspZJAVKUBpz6eCxzIXGwJrh3rtj4e3gmeE0QjhTcuz-K2O8m-KG4yyEHu_YG9bjcXVXkzmoDRxeC_Zuqv0zd21eCtNttSBFaxtZjSrHMBSM8wE1/s1600/FIAT.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; &gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVCPEcuL5silssM5-DaBIuOORUd4mSTspZJAVKUBpz6eCxzIXGwJrh3rtj4e3gmeE0QjhTcuz-K2O8m-KG4yyEHu_YG9bjcXVXkzmoDRxeC_Zuqv0zd21eCtNttSBFaxtZjSrHMBSM8wE1/s320/FIAT.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invito caldamente i lettori ad aprire i relativi siti e a gustarsi i commenti...</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2013/03/donne-e-danni.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGhRbShO1J8vTVwXEkaYBKkyqtqzKPUFlMFHRRRZNKWspk7Y0apKMp4Eg1E0A3BOl2RtNlv_gIAAFtyXyGjBsZTNsvtUextmWnU9Pwk7Cnf41qUREFPmZToSply-gqQYASXnxSJZLIjVuF/s72-c/Algida.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-141566801754119187</guid><pubDate>Mon, 04 Feb 2013 11:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-16T10:44:08.301+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conati</category><title>Dipendenze</title><description>Quartiere periferico di una città italiana di medie dimensioni, esterno giorno. Due giovani assistenti sociali escono da un condominio dall&#39;aspetto decoroso.&lt;br /&gt;
- Ti prego, Sara, fermiamoci un attimo a prendere un caffè: ne ho un gran bisogno.&lt;br /&gt;
- Stavo per chiedertelo io, Elisa. Sono sconvolta.&lt;br /&gt;
- Anch&#39;io. Non ho mai visto nulla di simile.&lt;br /&gt;
- Tremendo. Non mi viene in mente altro. Tremendo.&lt;br /&gt;
- Non ho mai visto una situazione così grave. E in così poco tempo...&lt;br /&gt;
- Diomio, quella casa...&lt;br /&gt;
- Come era conciata...&lt;br /&gt;
- Sporca, abbandonata... Quei piatti da lavare tutti incrostati, quel pavimento... C&#39;erano delle patacche persino sulla TV!&lt;br /&gt;
- Se viene l&#39;Ufficio di Igiene si mettono le mani nei capelli.&lt;br /&gt;
- E che disordine... panni sporchi ovunque, giocattoli in giro che a momenti non si riusciva neppure a camminare...&lt;br /&gt;
- E dire che da fuori non sembra. Poi entri, ed è il finimondo.&lt;br /&gt;
- Un inferno... e quei bambini...&lt;br /&gt;
- Che pena mi hanno fatto...&lt;br /&gt;
- Lerci, denutriti, abbandonati a se stessi: si vede subito che i genitori non li considerano.&lt;br /&gt;
- Quelle occhiaie... quegli occhi così tristi...&lt;br /&gt;
- Più che tristi, direi rassegnati.&lt;br /&gt;
- Ecco, rassegnati, giusto: di chi sa di non potersi aspettare più nulla dai genitori.&lt;br /&gt;
- Hai visto come ci hanno abbracciato, appena siamo entrate?&lt;br /&gt;
- Sì, come se non avessero un contatto umano da tempo.&lt;br /&gt;
- Non possono restare lì. Si rovinerebbero del tutto.&lt;br /&gt;
- E poi, con quei genitori...&lt;br /&gt;
- E&#39; quello che mi fa rabbia, Eli. Ma li hai visti?&lt;br /&gt;
- Sì che li ho visti!&lt;br /&gt;
- Persi... completamente persi... sempre con lo sguardo chino, e secondo me non hanno ascoltato un cazzo.&lt;br /&gt;
- Ah, sicuro, Non vogliono ascoltare. Sono all&#39;ultimo stadio della dipendenza, tutti e due. Drogati marci.&lt;br /&gt;
- Persi... Tutto il tempo lì, fuori dal mondo. &quot;Mamma, ho sete!&quot; &quot;Papà, ho sete!&quot;, e loro niente! Come se non ci fossero.&lt;br /&gt;
- Guarda, se non facessi questo lavoro, gli avrei mollato due schiaffi, a quei due.&lt;br /&gt;
- Anch&#39;io. E invece a momenti erano loro a menare i figli! Solo perché li avevano interrotti!&lt;br /&gt;
- Che pena. Alla fine abbiamo dovuto dargli noi da bere.&lt;br /&gt;
- Sì, così almeno uno dei bicchieri l&#39;abbiamo pulito! (sorriso tirato, che subito svanisce).&lt;br /&gt;
- Ma dico io... ridursi così, per una cazzata simile...&lt;br /&gt;
- E ti dico che non sono neppure i primi! L&#39;altro ieri parlavo con Rita, e anche lei mi diceva che ha visto un paio di famiglie distrutte allo stesso modo.&lt;br /&gt;
- Ci mancava pure questa.&lt;br /&gt;
- Ah, non so cosa dirti, Eli. Spero solo che il Ministero lo inserisca presto nella lista delle sostanze che creano dipendenza.&lt;br /&gt;
- E io, Sara, spero che facciano presto.&lt;br /&gt;
- Ma poi, mi chiedo: che cazzo ci avrà da dare tutta questa assuefazione, &#39;sto Ruzzle?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2013/02/dipendenze.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-5386229066190120098</guid><pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-03T15:56:04.114+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Polli e Ittica</category><title>La maledizione di Goria</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS3RpxxMDdvPlMYVxGUMmwZ2HFVTtqbmWpFoBAAc_-X3CVfK9DANaJ3C5wdxeLDPbV1iKwdphFuegInFaUHx3QrC1eq-zWTvYbhngFDix7tJK08li0QY6NN5SjrPldl3rm9enS9KIfHpKA/s1600/Goria.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left:1em; margin-right:1em&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;184&quot; width=&quot;275&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS3RpxxMDdvPlMYVxGUMmwZ2HFVTtqbmWpFoBAAc_-X3CVfK9DANaJ3C5wdxeLDPbV1iKwdphFuegInFaUHx3QrC1eq-zWTvYbhngFDix7tJK08li0QY6NN5SjrPldl3rm9enS9KIfHpKA/s320/Goria.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La sconfitta di Renzi contro Bersani, al di là di simpatie o antipatie più o meno ideologiche, mi fa pensare a un dato di fatto. A meno che il PdL non riesca in un&#39;impresa che equivale a scalare il Mortirolo su una Graziella, bendati, pedalando all&#39;indietro con vento contrario il giorno dopo un ictus, quasi sicuramente neanche il prossimo vincitore delle elezioni politiche potrà almeno avvicinarsi a un record che resiste da ormai 25 anni: quello del più giovane Presidente del Consiglio. Un primato che resta saldamente in mano alla buonanima di Giovanni Goria, democristiano di Asti che per alcuni mesi a cavallo tra l&#39;87 e l&#39;88 guidò il governo, all&#39;età di 44 anni. Si badi bene: non trenta, non trentacinque, ma quarantaquattro, un&#39;età che per il resto d&#39;Europa sarebbe abbondantemente nella media (vedi Blair, Zapatero e la Scandinavia tutta). Da 25 anni non si riesce a trovare un capo del governo di un&#39;età almeno paragonabile (forse solo D&#39;Alema nel &#39;99, ma aveva comunque già passato i 50). E meno male che stiamo parlando della cosiddetta &quot;vecchia DC&quot;, da sempre vista come una via di mezzo tra un hospice e un museo archeologico.&lt;br /&gt;
Ma forse una spiegazione c&#39;è. Dopo l&#39;infelice esperienza di governo, Goria si ammalò di tumore ai polmoni e morì ad appena 51 anni. E, da lassù (o da laggiù, dipende come San Pietro ha giudicato il suo coinvolgimento in Tangentopoli), continua a lanciare la sua maledizione contro chiunque osi sfidare il suo primato. E allora, caro Matteo, forse è stato meglio così. Sai mai che non porti sfiga?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/12/la-maledizione-di-goria.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS3RpxxMDdvPlMYVxGUMmwZ2HFVTtqbmWpFoBAAc_-X3CVfK9DANaJ3C5wdxeLDPbV1iKwdphFuegInFaUHx3QrC1eq-zWTvYbhngFDix7tJK08li0QY6NN5SjrPldl3rm9enS9KIfHpKA/s72-c/Goria.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-4436979966077038921</guid><pubDate>Wed, 07 Nov 2012 13:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-07T14:22:14.554+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Suoni (più o meno determinati)</category><title>SCOOP: i titoli provvisori di canzoni italiane dedicate ai figli</title><description>Ho appreso, con doveroso sconcerto, che anche Laura Pausini si appresta a pubblicare un brano per celebrare la sua ormai prossima maternità. Ora, è risaputo che l&#39;arrivo di figli/e genera solitamente nei cantanti un&#39;esplosione di serotonina ed endorfine che, riversate sul pentagramma, si traducono in pallosissime lagne. Però, vuoi mettere la gioia di rompere le p... ops, volevo dire: di informare tutti, fans e non fans, di questa gioia immensa e commercialmente assai sfruttabile?&lt;br /&gt;
Non sono riuscito a trovare il titolo definitivo. Fonti interne all&#39;entourage della cantante sostengono che il titolo provvisorio sia: &quot;Evviva! Anche se somiglio a uno scaldabagno, non so dire tre parole di fila e canto la stessa canzone da 20 anni, c&#39;è qualcuno che mi bomba!&quot;. Ma forse verrà modificato.&lt;br /&gt;
Del resto, anche la canzone della Nannini per la sua Penelope, &quot;Ogni tanto&quot;, doveva originariamente intitolarsi: &quot;Grazie, fecondazione artificiale, per farmi aspettare una creatura che, dati ISTAT alla mano, facilmente diventerà orfana prima dei 30 anni, ma intanto mi darà un bel po&#39; di visibilità, e chissenefotte se scrivo un pezzo sconsigliato ai diabetici, io che agli inizi cantavo &lt;i&gt;America &lt;/i&gt;&quot;. Ma poi l&#39;effetto del Pentothal è finito.&lt;br /&gt;
Per non parlare di Jovanotti: &quot;Adesso faccio una lista della spesa di buoni sentimenti e cose ultrabanali che, cioè, per me sono bellissime perché fanno tutte parte di questo grande buffo mondo e quando cantavo &lt;i&gt;Gimme Five&lt;/i&gt; ero troppo fatto per accorgermene&quot; è inspiegabilmente diventato &quot;Per te&quot;. Perdendo molto della sua poesia.&lt;br /&gt;
O Ligabue: del primo titolo &quot;Oh cazzo, stavolta non ho fatto attenzione, va a finire che mi sputtano la fama di rocker della Bassa, da adesso in poi basta Lambrusco a stomaco vuoto&quot; è rimasto soltanto &quot;Da adesso in poi&quot;. Inspiegabile.&lt;br /&gt;
Ma anche Biagio Antonacci, prima di minacciare la sua creatura col titolo &quot;Assomigliami&quot;, aveva pensato a qualcosa tipo: &quot;E adesso, altre tonnellate di melassa solo per voi, dal papà più figo della musica italiana. Ora saprò a chi dedicare i prossimi copiosi Telegatti&quot;.&lt;br /&gt;
E non dimentichiamoci di Eros Ramazzotti: la prima versione di &quot;L&#39;Aurora&quot;, sempre secondo fonti ben informate, aveva come titolo &quot;Finalmente mi sono deciso a dirle di girarsi, a questa ragazzina svizzera dal culo che fa sbavare tutti gli italiani&quot;.&lt;br /&gt;
Insomma, è un vero peccato che vi siano di mezzo produttori e case discografiche: coi titoli originari, queste canzoni sarebbero state forse non meno melense, ma di sicuro più sincere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(grazie ad Alessandra Giovannini per l&#39;idea)</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/11/scoop-i-titoli-provvisori-di-canzoni.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-1734774531647353420</guid><pubDate>Fri, 19 Oct 2012 12:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-19T14:03:25.666+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Trashologia pura e applicata</category><title>Sur cucuzzolo d&#39;a&#39; montagnia</title><description>Gli organizzatori della Coppa del Mondo di Sci - tra i quali - evidentemente, circola neve buonissima - valutano l&#39;ipotesi di far disputare una gara di sci alpino al Circo Massimo. Un&#39;iniziativa sconcertante: lo sanno tutti che il Circo Massimo è più adatto al biathlon.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/10/sur-cucuzzolo-da-montagnia.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-3154937040170753884</guid><pubDate>Tue, 25 Sep 2012 15:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-26T11:11:34.977+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Throw away your television</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Viaggi (reali e mentali)</category><title>Il modello FIAT (del 1998)</title><description>In TV e sul Web infuria lo scontro tra Marchionne e Della Valle, appassionante quanto un film moldavo del 1957, e non si placano le polemiche dopo gli annunci del magnate più sciatto al mondo dopo Bill Gates, addio Fabbrica Italia e investimenti per 20 strabiliardi nei prossimi tre anni. Davvero lungimirante, sia dal punto di vista concettuale, sia da quello della situazione attuale in casa FIAT, la decisione di attendere la ripresa dalla crisi prima di lanciare una serie di modelli realmente innovativi, non i soliti restyling. E allora guardiamola, l&#39;attuale offerta commerciale del gruppo FIAT, per avere una conferma dell&#39;assoluta avanguardia tecnologica dei modelli proposti, tale da giustificare questi accantonamenti in ricerca e sviluppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Superutilitarie: Alla fine dello scorso anno è uscita la nuova Panda, di fatto un profondo restyling del modello precedente, risalente al 2003, che inizialmente doveva chiamarsi &quot;Gingo&quot;, con tanto di figuraccia con la Reanult, indispettita per l&#39;assonanza con &quot;Twingo&quot;. Il nuovo modello ha decretato anche il definitivo pensionamento della &quot;highlander&quot; del Gruppo, la Seicento, auto risalente al Giurassico Inferiore (1998!), l&#39;unica capace di offrire come optional accessori di serie ormai sul 99,946% delle auto nuove, e a sua volta evoluzione della Cinquecento, originaria del Precambriano (1992). Insomma, già da qui si capisce che il rinnovamento, a Mirafiori, è di casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Superutilitarie fighette: La 500 vende ancora discretamente, ma anche i classici, dopo un po&#39;, iniziano ad accusare il peso degli anni (è del 2007). E ricordiamoci che, se non fosse stato per l&#39;insistenza di Lapo Elkann (sì, proprio lui), questo modello sarebbe rimasto allo stadio di prototipo. Da ciò si deduce che essere a capo del management FIAT altera le percezioni sensoriali più della coca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilitarie: perpetuando l&#39;ormai consolidata tradizione del modello che da solo deve reggere l&#39;intera baracca, la Punto 2012, terza evoluzione di un modello risalente al 2005, continua faticosamente a vendere, nonostante l&#39;ultimo restyling le abbia creato un frontale simile a un oritteropo. Totalmente assenti versioni speciali (ricordate la Punto Cabrio del &#39;93?). Questa, e basta. Ah, no, ci sono anche anche l&#39;Alfa Mito, variante tamarra, e la Nuova Lancia Y, destinata probabilmente a durare una decina d&#39;anni come i modelli suoi predecessori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Monovolume compatte: dopo l&#39;Idea, accantonata dopo quasi 10 anni (ma c&#39;è una buona notizia per i nostalgici: la Lancia Musa resiste!), è appena arrivato il primo modello realmente nuovo in casa Fiat dai tempi della 500: guarda caso, è la 500L, ossia la 500 sotto anabolizzanti. Sta alla 500 quanto un nudo di Botero sta alla Venere di Milo. Auguri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SUV compatte: da sette anni resiste la Sedici, che altro non è che il Suzuki SX4 con una nuova mascherina. Troppo facile così (parte prima).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medio-inferiori: Ecco un&#39;altra anzianotta, la Bravo, che nel 2007 ha sostituito l&#39;auto più simile a uno scaldabagno mai prodotta: la Stilo. Geniale, in un segmento in cui si vendono quattro famigliari per ogni berlina, la decisione di non offrire un modello station wagon. Un autogol in rovesciata dalla propria metà campo. Idem per la Lancia Delta, una Bravo fin dalla disposizione dei pulsanti sul cruscotto, solo più modaiola. L&#39;Alfa Romeo tenta di differenziarsi con la Giulietta, una buona vettura, bisogna dargliene atto. Nuovi modelli? Non prima del 2015. Una rapidità di risposta ai competitor pari a quella di un bradipo narcolettico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Multispazio: Qubo e Doblò continuano gioiosamente a cannibalizzarsi a vicenda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medie: qui FIAT e Lancia brillano da anni per la loro assenza (ingiustificabile, a meno che tu non sia reduce da cose come la Lybra), mentre l&#39;Alfa 159, pure lei, ha un cuore sportivo sì, ma ormai affaticato (è del 2005, e da inizio anno non è più in listino in alcuni Paesi). Anche qui, in un mercato pieno di station wagon, un solo modello è poco. La Giulia arriverà solo nel 2014.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SUV medie: non pervenute. Ci sono tutte, a momenti anche la UAZ, ma non le italiane. In attesa (ormai da quasi dieci anni) del modello Alfa, che se va avanti così si chiamerà Omega (ops, Entschuldigung, Opel).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medio-superiori: Archiviato quel cassonetto chiamato Croma (la moda di infangare nomi gloriosi è sempre viva), ecco arrivare la FIAT Freemont, una Dodge Journey con nuovi interni e poche altre modifiche, pachidermica e sonnacchiosa. Troppo facile così, caro Marchionne (parte seconda). Ha un solo pregio: sostituisce la Bruttipla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grandi berline: La Thesis non lasciava indifferenti, la nuova Thema sì. Anche qui Marchionne è andato a colpo sicuro: una Chrysler per il mercato USA, modello transatlantico, due modifiche davanti e dietro, interni vezzosi (con l&#39;orologio a lancette che fa tanto vorrei-la-Maserati-ma-non-posso), e via. Troppo facile così (parte terza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Monovolume grandi: Qui neanche la fatica di cambiar nome: la Chrysler Voyager diventa Lancia, ed ecco pronta la sostituta della Phedra (pure lei prodotta quasi immutata per 8 anni, insieme alla cugina Fiat Ulysse). Troppo facile così (parte quarta)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sportive: sparite le Alfa Brera e Spider, altro macchinone americano in arrivo, diventerà la Lancia Flavia (troppo facile così - parte quinta), quasi 5 metri di lunghezza per quasi 2 tonnellate di peso, motore solo a benzina, consumi stratosferici. Tra Freemont, Thema, Voyager e Flavia, è una bella sfida a 4. Di sumo. Del resto, non è questa l&#39;epoca del downsizing?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa è la panoramica di un Gruppo che, in Italia, ha meno che dimezzato la propria quota di mercato in vent&#39;anni, ed in Europa è ormai relegato a un ruolo marginale. Ma che importa, vero, Marchionne? Basta che il mercato tiri in Brasile, dove vendono ancora la vecchia Uno, e in America (God bless the 500, and mother Chrysler too). E&#39; adesso che avremmo bisogno di nuovi modelli, realmente innovativi, anche a costo di osare qualcosa, ma ponendo le basi per un rilancio del brand che permetta di sfruttare al massimo il post-crisi. E invece, per il 2013 arriveranno solo alcune versioni truzze della 500, la supersportiva Alfa 4C e poco altro. Per un&#39;età media della gamma prodotto che ormai si avvicina a quella di Andreotti. In bocca al lupo, Fiat. Dove per lupo, ovviamente, intendo Chrysler.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/09/il-modello-fiat-del-1998.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-5195419169925906016</guid><pubDate>Fri, 14 Sep 2012 13:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-14T15:19:51.563+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Polli e Ittica</category><title>Il Comune del mio condominio</title><description>Due notizie dai contenuti analoghi hanno colpito la mia attenzione in questi ultimi giorni. Entrambe si inseriscono nel filone della riorganizzazione della divisione amministrativa in Regioni, Comuni, Province, e ora anche Città Metropolitane, di cui si fa un gran parlare (ma, per ora, solo quello). &lt;br /&gt;
La prima: un articolo del Corriere, basato su un&#39;inchiesta di Report, stigmatizza la divisione dell&#39;Isola d&#39;Elba (223 km2, circa 30.000 abitanti) in ben 8 comuni autonomi, ciascuno con il proprio staff e relative spese. Alcuni sindaci hanno proposto di creare un unico grande comune, ma per ora restano &quot;voces clamantes in deserto&quot;.&lt;br /&gt;
La seconda, tratta da Repubblica-Bologna: nella provincia del capoluogo emiliano cinque comuni, assai diversi tra loro per ubicazione, morfologia, storia e popolazione, stanno procedendo a gran velocità verso l&#39;unificazione. Il nuovo comune, il cui nome sarà scelto dai residenti tramite referendum, sorgerà nel 2014 e conterà anch&#39;esso circa 30.000 abitanti.&lt;br /&gt;
Allora mi chiedo: visto che in fondo è possibile e l&#39;iter in sé sarebbe complesso ma non impossibile, per quale motivo, prima di andare a scomodare i &quot;pesci grossi&quot;, ossia le Province, non si comincia ad accorpare per legge certi comuni che, presi singolarmente, non arrivano neppure alla popolazione di un condominio?&lt;br /&gt;
Una rapida scorsa su Wikipedia offre una casistica impressionante. Pedesina, in provincia di Sondrio, ha 34 abitanti. Guardando il sito del Comune, si scopre che tra Sindaco, Giunta, Segretario e Consiglio Comunale, rivestono cariche pubbliche 13 persone, ossia quasi la metà della popolazione. E che dire di Morterone (Lecco), 33 abitanti, che di fatto non ha neppure una sede comunale, poiché il sindaco riceve negli uffici del vicino Comune di Ballabio? Che senso ha tenere disgiunti questi due comuni?&lt;br /&gt;
La lista prosegue, comprendendo gran parte delle regioni italiane.&lt;br /&gt;
Chamois (Aosta): 96 abitanti.&lt;br /&gt;
Moncenisio (Torino): 42 abitanti.&lt;br /&gt;
Carcoforo (Vercelli): 79 abitanti.&lt;br /&gt;
Rima San Giuseppe (Vercelli): 69 abitanti.&lt;br /&gt;
Rassa (Vercelli): 73 abitanti.&lt;br /&gt;
Selve Marcone (Biella): 99 abitanti.&lt;br /&gt;
Sambuco (Cuneo): 98 abitanti.&lt;br /&gt;
Pietraporzio (Cuneo): 94 abitanti.&lt;br /&gt;
Argentera (Cuneo): 78 abitanti.&lt;br /&gt;
Canosio (Cuneo): 87 abitanti.&lt;br /&gt;
Carrega Ligure (Alessandria): 85 abitanti.&lt;br /&gt;
Menarola (Sondrio): 46 abitanti.&lt;br /&gt;
Maccastorna (Lodi): 66 abitanti.&lt;br /&gt;
Rondanina (Genova): 73 abitanti.&lt;br /&gt;
Zerba (Piacenza): 94 abitanti.&lt;br /&gt;
Montelapiano (Chieti): 77 abitanti.&lt;br /&gt;
Baradili (Oristano): 95 abitanti.&lt;br /&gt;
E così via, per un totale di oltre 50 comuni sotto i 100 abitanti. Quelli tra i 100 e i 200, ugualmente poco significativi, sono molti di più. Quanto costa la loro gestione? Quanto devono essere alti e appuntiti i loro campanili? Perché tutte queste resistenze, quando un eventuale accorpamento nulla toglierebbe alla storia, alle tradizioni, all&#39;economia e, perché no, al prestigio degli ex-comuni? E&#39; come se volessi autoproclamarmi sindaco del mio condominio. A quel punto, faccio assessore alla comunicazione e alle pubbliche relazioni la pettegola del quarto piano, assessore al bilancio quello del quinto piano che litiga sempre con l&#39;amministratore per il riparto delle spese, e assessore all&#39;urbanistica la vecchietta del primo piano che innaffia le fioriere. E assessore alla cultura? Mia moglie, che è insegnante. Tanto, la logica è quella.&lt;br /&gt;
</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/09/il-comune-del-mio-condominio.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-748951847643426284</guid><pubDate>Thu, 06 Sep 2012 10:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-07T13:36:01.269+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">In qualche modo si deve pur mangiare</category><title>Un&#39;entusiasmante tripletta</title><description>Mettiamoci pure la stanchezza (erano le 6 e stava parlando da quasi due ore), mettiamoci la fretta di concludere con un candidato che - per l&#39;appunto - dopo due ore era ancora lì a parlare del suo progetto, ma ieri una mia collega ha infilato in pochi minuti una tripletta da radere al suolo la Crusca. 18.11: &quot;Se io INVESTISCO 10...&quot;. 18.17: &quot;Se, invece di venerdì, le PROPORREI lunedì...&quot;. Ma il capolavoro è alle 18.20: &quot;Se le idee sono chiare, scriverle non è poi così...&quot;. Io: &quot;Ostico?&quot; Lei: &quot;Non è poi così DRASTICO&quot;. In quanto tale.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/09/unentusiasmante-tripletta.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-2175133138072838182</guid><pubDate>Mon, 27 Aug 2012 13:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-27T15:43:06.500+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Viaggi (reali e mentali)</category><title>Cosa fare una notte estiva e festiva in caso d&#39;insonnia</title><description>Vado a dormire alle 11, insieme a Marco che, come spesso capita, vuole addormentarsi nel lettone. Il piccolo grande me si gira, mi dice &quot;ti voglio bene, papà&quot;, mi abbraccia e si addormenta quasi subito. Non esiste modo migliore di dire addio alle ferie. Prendo sonno presto anch&#39;io.&lt;br /&gt;
Mi sveglio alle due. Ho un caldo tremendo, l&#39;aria della stanza mi sembra irrespirabile. Mia moglie, che nel frattempo ha messo Marco nel suo letto, dorme tranquilla al mio fianco. Brancolo verso il frigo, bevo dalla bottiglia. La finestra semiaperta della cucina manda un&#39;aria insolitamente fresca. Ci sarebbe da dormire fuori, sul terrazzino, ma è troppo scomodo. Vado in bagno. Da una parte vorrei riprendere sonno, ché domattina la sveglia torna a suonare. Dall&#39;altra vorrei trovare un modo per godermi, anche solo per dieci minuti, la brezza della notte, dopo due mesi d&#39;afa.&lt;br /&gt;
Strappo un foglio di carta igienica e improvvisamente mi ricordo di una cosa.&lt;br /&gt;
Cercando di non far rumore, lentamente entro nello studio / sgombraroba / camera per gli ospiti. Mi infilo un paio di pantaloni. Poi torno in soggiorno, prendo le chiavi e le banconote, faccio scomparire il tutto nelle tasche.&lt;br /&gt;
Apro la porta, cercando di ridurre l&#39;unica fonte di disturbo al &quot;clac&quot; della serratura. Sblocco il portone del condominio, ed eccomi in strada.&lt;br /&gt;
Cinquanta metri in cui respiro a pieni polmoni, mentre il fresco mi dà una piacevolissima pelle d&#39;oca.&lt;br /&gt;
Schiaccio il primo bottone del telecomando, entro in macchina. Trecento metri e mi fermo. La brezza del viale mi accoglie in mezzo ai neon gialli. &lt;br /&gt;
Diesel a 1,65. L&#39;incantesimo svanisce tra cinque ore.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/08/cosa-fare-una-notte-estiva-e-festiva-in.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-9038859438528982494</guid><pubDate>Thu, 12 Jul 2012 09:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-07-12T11:15:25.886+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Femminicidi, maschicidi e notizie non date</title><description>Non si placa l&#39;indignazione per la barbara uccisione di Maria Anastasi, la 39enne incinta trucidata dal marito e dall&#39;amante. Le principali testate giornalistiche danno ampio spazio a questa vicenda, correttamente. Così come, con altrettanta dovizia di particolari, riportano un altro caso di donna uccisa dal compagno, una badante ecuadoregna di 30 anni. E giù approfondimenti sulla violenza sulle donne, sul &quot;femminicidio&quot; (copyright Saviano) perpetrato in Italia a ritmi da record negativo, su cosa devono fare le donne per mettersi al riparo dalla violenza tra le mura domestiche. Tutto condivisibile, eccetto qualche tono a volte un po&#39; forzato. Tutto il resto, ampiamente condivisibile.&lt;br /&gt;
Eppure...&lt;br /&gt;
Oggi, sul sito del Corriere, quasi in fondo alla home page, leggo un &lt;a href=&quot;http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_luglio_11/orte-amanti-pesatno-201973085247.shtml&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; sul grave ferimento di un operaio a Orte, preso a bastonate dalla compagna e dall&#39;amante di lei. Una notizia comunque disturbante, di cronaca nera, che però sui siti di Repubblica, Unità e Ansa, attentissimi ai casi di femminicidio, non compare. Forse perché non è morto? O forse per un altro motivo? Non voglio fare illazioni. Ma, o si danno tutte le notizie, o il rischio di farle sembrare di peso diverso, anche quando non lo sono, c&#39;è eccome.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/07/femminicidi-maschicidi-e-notizie-non.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-1975511586908425206</guid><pubDate>Wed, 27 Jun 2012 10:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-28T15:15:14.396+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conati</category><title>Disgustosi pietismi</title><description>Da Repubblica: &quot;Atterrato l&#39;aereo con la salma del carabiniere Braj. Ad accoglierlo moglie e figlio&quot;. Ma una volta non si chiamavano vedova e orfano?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/06/disgustosi-pietismi.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-1774586690914497377</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-22T14:12:37.829+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Punti di vista</title><description>Leggo su Corriere.it un articolo sulle lamentele di alcuni abitanti di un paesino del Bresciano per l&#39;abbigliamento troppo sexy di una barista. L&#39;articolo, redatto da una giornalista donna, finiva con un&#39;intervista al sindaco del paese, pure di genere femminile. Riporto testualmente:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;Chiedetelo a Bagnolo, cosa ne pensino dei pantaloni a vita alta. «Qui i pantaloni a vita alta non sanno più cosa siano», lamenta il sindaco Cristina Almici. «Ormai del paese si conosce solo il sexy bar». Le cittadine sono piuttosto agitate. «Solo? Direi furiose! Si sono persino rivolte ai carabinieri». Addirittura? «Certo. La signora Maggi è stata convocata al Comando. E ammonita verbalmente». Qualcuno le avrà pur dato il permesso di lavorare fino a notte fonda. «L&#39;autorizzazione ce l&#39;ha, ma che ne sapevo che avrebbe servito cocktail vestita così? Mi dia il tempo, sto pensando a un provvedimento. Qui l&#39;ordine pubblico è andato a farsi benedire»&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non ritenendo questo articolo un capolavoro di obiettività, ho provato a immaginarmi come sarebbe stato il finale se il giornalista e il sindaco fossero stati due uomini. Press&#39;a poco sarebbe suonato così:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;Chiedetelo a Bagnolo, cosa ne pensino dei pantaloni a vita alta. «Qui i pantaloni a vita alta non sanno più cosa siano», esulta il sindaco Cristiano Almici. «Ormai del paese si conosce solo il sexy bar. Del resto, chi se lo incula quel castello del Trecento?». Le cittadine sono piuttosto agitate. «Solo? Direi furiose! Si sono persino rivolte ai carabinieri, ed erano tutte bagnate». Addirittura? «Certo. La signora Maggi è stata convocata al Comando, ammonita verbalmente, e posseduta carnalmente.». Qualcuno le avrà pur dato il permesso di lavorare fino a notte fonda. «L&#39;autorizzazione ce l&#39;ha, ma che ne sapevo che avrebbe servito cocktail vestita così? Altrimenti ricominciavo a bere prima! Mi dia il tempo, sto pensando a un provvedimento per imporre l&#39;outfit alle altre bariste del paese. Qui l&#39;ordine pubblico è andato a farsi benedire. Era ora, figa!»&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come sempre, è tutta questione di punti di vista.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2012/02/punti-di-vista.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-5940920852390065966</guid><pubDate>Sat, 31 Dec 2011 12:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-31T14:22:02.334+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoanalisi della mutua</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Polli e Ittica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Trashologia pura e applicata</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Viaggi (reali e mentali)</category><title>GTI - Grandi Tesi Indimostrabili (3) - Perché bisogna guardare al 2012 con ottimismo</title><description>Basta disperarsi e stracciarsi le vesti, ché fa pure freddo. Contrariamente a quanto riportato dai principali organi di disinformazione, il 2012 sta per nascere sotto i migliori auspici. Ci sono almeno dieci ottimi motivi per avere piena fiducia in un anno migliore del tremendo 2011. Vediamoli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
1. Perché non c&#39;è più Berlusconi. Il fatto che molti dei provvedimenti dell&#39;attuale governo, se presi da Silvio e soci, avrebbero probabilmente scatenato un&#39;insurrezione popolare, tanto auspicata anche da molti di quelli che adesso tacciono, è del tutto ininfluente. Che saranno mai duemila euro in meno, per avere finalmente un Capodanno senza Bossi, Brunetta e la Gelmini?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
2. Perché, sul filo di lana, ci ha lasciato Tremaglia, orgoglioso repubblichino che però, dopo aver firmato la legge per il voto degli italiani all&#39;estero, autogol decisivo per la vittoria di Prodi nel 2006, e soprattutto dopo essere passato ai noti centristi di Futuro e Libertà, è diventato per molti un simpatico e folcloristico vecchietto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
3. Perché la Virtus Bologna ha vinto in trasferta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
4. Perché Minzolini non è più a capo del TG1.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
5. Perché nessun altro è a capo del TG1.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
6. Perché sono convinto che Bruce Springsteen si deciderà a far causa a Jovanotti per il plagio di &quot;Streets of Philadelphia&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
7. Perché, ancor più sul filo di lana, si è risolta definitivamente la spinosa questione del San Raffaele: diventerà il mausoleo di Don Verzè.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
8. Perché presto arriverà a Lele Mora un&#39;altra fornitura di cerotti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
9. Perché Katy Perry è di nuovo single.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
10. Perché il cinepanettone va malissimo (solo qualche milione di euro di incassi) e il Grande Fratello rischia di chiudere anzitempo, per overdose di tamarreide.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;

Insomma, i motivi per guardare al 2012 con ottimismo non mancano. A condizione di non pretendere di arrivare al 2013: almeno un po&#39; di realismo, cazzo!</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2011/12/gti-grandi-tesi-indimostrabili-3.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-4160613616348694764</guid><pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-17T14:22:21.038+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Molla il vecchio, offre Let&#39;s Bonus</title><description>Sono abbonato a Let&#39;s Bonus e in alcuni casi ho approfittato delle sue offerte, finora senza delusioni. Ma l&#39;ultima newsletter mi ha lasciato quanto meno perplesso. In mezzo a trattamenti estetici, viaggi, cene e videogames a metà prezzo, un&#39;offerta recita testualmente così: &quot;60% DI SCONTO - Assistenza domiciliare ed ospedaliera per anziani, malati e disabili: scegli da 6 a 48 ore - Compra 6 ore da 72€ a soli 29€&quot;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Clicco sull&#39;offerta per saperne di più: è una società di assistenza privata, con sede in pieno centro a Bologna. Offre pacchetti da 6 ore (solo assistenza diurna) fino a 48 (anche assistenza notturna); l&#39;assistenza può essere sia ospedaliera sia domiciliare, e in quest&#39;ultimo caso include &quot;igiene, assistenza domestica di base (letto, bagno e cibo) e accompagnamento&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora, è vero che, come recita sempre l&#39;offerta, &quot;assistere un anziano, un malato o un disabile, spesso può risultare difficile&quot;, e che un temporaneo sollievo alla famiglia può giovare, però ritrovare la cura ad una persona cara in difficoltà equiparata a una qualsiasi merce, con tanto di claims quali &quot;puoi utilizzare un ticket per te e regalarne quanti ne vuoi&quot;, &quot;Fai il pieno con Let&#39;s Bonus! Se acquisti questa offerta, Let&#39;s Bonus ti regala 10€ in buoni benzina&quot; - identici a quelli che si trovano per cofanetti trucco, cene per due a base di polenta e sedute di epilazione a luce pulsata, mi ha lasciato decisamente sconcertato. Tutto nello stesso calderone, omologato e standardizzato, ridotto a mero business. Basta. Ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che capisca il problema. E chi meglio del mio nonno novantenne? Vado a parlargli. Oh, cazzo, ho finito la benzina. Aspetta, dov&#39;è il link?</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2011/11/molla-il-vecchio-offre-lets-bonus.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-8152325995124035526</guid><pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-26T12:31:24.479+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Viaggi (reali e mentali)</category><title>Il bello di ripensarci</title><description>Una bella offerta per il Ponte di Ognissanti sul sito di Let&#39;s Bonus. Mia moglie ed io ci pensiamo sopra, il posto è magnifico, costa poco, adatto anche ai bambini. Solo all&#39;ultimo istante decidiamo di cambiare itinerario e sfruttare un&#39;altra offerta per visitare un luogo non ancora raggiunto. Ebbene, ecco cosa ci saremmo persi:&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7QtFaZdFpLUR_b8D7XFcKQnKUimU9VZJyON5Onu6z5O1iVEUYtHYMlW3rapGe6BuRVr31pvJrUKSxh2f33v753yEa6zNZomj6Am4HnM47qnP6yuf3eAvw9etvxmYc6KR3AjIxhTV5TKGe/s1600/Vernazza.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 191px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7QtFaZdFpLUR_b8D7XFcKQnKUimU9VZJyON5Onu6z5O1iVEUYtHYMlW3rapGe6BuRVr31pvJrUKSxh2f33v753yEa6zNZomj6Am4HnM47qnP6yuf3eAvw9etvxmYc6KR3AjIxhTV5TKGe/s320/Vernazza.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5667746473248317186&quot; /&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2011/10/il-bello-di-ripensarci.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7QtFaZdFpLUR_b8D7XFcKQnKUimU9VZJyON5Onu6z5O1iVEUYtHYMlW3rapGe6BuRVr31pvJrUKSxh2f33v753yEa6zNZomj6Am4HnM47qnP6yuf3eAvw9etvxmYc6KR3AjIxhTV5TKGe/s72-c/Vernazza.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-1692186604564779056</guid><pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-17T14:54:03.847+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Polli e Ittica</category><title>Distruzione / distrazione</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5cqfcutLL7E4oBpt2o3UtuO23QjSI6KcJn-J1j7yT2Jx4GOwEeCp4pYiBCvhWbpfGWDLWbujUtHnPjmXUklqCtj7QWdDhcCvbT-VxkOtig7ZqufqcaDfV4suQFtIkP2HZVjGbwVDJRluO/s1600/Post17ott.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5cqfcutLL7E4oBpt2o3UtuO23QjSI6KcJn-J1j7yT2Jx4GOwEeCp4pYiBCvhWbpfGWDLWbujUtHnPjmXUklqCtj7QWdDhcCvbT-VxkOtig7ZqufqcaDfV4suQFtIkP2HZVjGbwVDJRluO/s320/Post17ott.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5664443387073105234&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
Dagli Anni di Piombo agli Anni di Gesso.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2011/10/distruzione-distrazione.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5cqfcutLL7E4oBpt2o3UtuO23QjSI6KcJn-J1j7yT2Jx4GOwEeCp4pYiBCvhWbpfGWDLWbujUtHnPjmXUklqCtj7QWdDhcCvbT-VxkOtig7ZqufqcaDfV4suQFtIkP2HZVjGbwVDJRluO/s72-c/Post17ott.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1540404545409365012.post-5269059102434969256</guid><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 09:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-06T12:31:37.300+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Too much web will kill you</category><title>Tarallucci e Coca Cola (Cola?)</title><description>E così, con una reciproca calata di braghe, è pace fatta tra Nonciclopedia e Vasco Rossi. Il fatto che sia stato proprio l&#39;ormai ex rocker [citazione necessaria] a prendersela così tanto per un sito che fa delle minchiate il suo core business, mi stupisce e mi lascia allibito. Non perché non ritenessi il biascicatore di &quot;EEEEEEEEEEEEEEEH!&quot; capace di siffatti autogol in rovesciata, ma perché, se tutti facessero come lui, Nonciclopedia sarebbe già stata rasa al suolo da un pezzo. Ho guardato, giusto per curiosità, la pagina su &lt;a href=&quot;http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Melita_Toniolo&quot;&gt;Melita Toniolo&lt;/a&gt;, ex-GF veneta e conduttrice di programmi di modesto livello: in pratica, dalla prima all&#39;ultima riga i nonciclopediani scrivono che è una ciucciacazzi senza rivali. Non mi risultano querele o richieste di oscuramento da parte dell&#39;interessata. A questo punto formulo tre ipotesi:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1. Quello che c&#39;è scritto non è querelabile perché corrisponde al vero.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2. Melita non sa leggere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3. Melita ha un insospettabile senso dell&#39;umorismo e una grande autoironia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma penso siano comunque da privilegiare le prime due ipotesi.</description><link>http://kutavness.blogspot.com/2011/10/tarallucci-e-coca-cola-cola.html</link><author>noreply@blogger.com (kutavness)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>