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	<title>Primo piano &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Augusta, dopo &#8220;Case a 1 euro&#8221; arriva &#8220;Centro storico abitato&#8221;: ora si punta sul Piano Casa 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione di mare]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Da “Case a 1 euro” a “Centro storico abitato”. A distanza di circa cinque anni e mezzo, quasi in coincidenza con l’avvio dei due mandati amministrativi del sindaco Giuseppe Di Mare, il Comune di Augusta torna a mettere il recupero del patrimonio edilizio degradato al centro di un programma rivolto soprattutto al centro [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Da “<strong>Case a 1 euro</strong>” a “<strong>Centro storico abitato</strong>”. A distanza di circa <strong>cinque anni e mezzo</strong>, quasi in coincidenza con l’avvio dei due mandati amministrativi del sindaco <strong>Giuseppe Di Mare</strong>, il Comune di Augusta torna a mettere il recupero del patrimonio edilizio degradato al centro di un programma rivolto soprattutto al <strong>centro storico</strong>. Questa volta, però, il <strong>quadro di riferimento</strong> è <strong>diverso</strong>: non un’iniziativa comunale autonoma basata sulla cessione simbolica degli immobili, bensì il <strong>Piano Casa 2026</strong> varato dal <strong>governo nazionale</strong> e la parallela <strong>programmazione regionale</strong> sull’housing sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre mesi dopo l’insediamento, la prima amministrazione Di Mare approvò con la deliberazione di giunta numero 18 le linee guida di “<strong>Augusta &#8211; Case a 1 euro</strong>”. Come si spiegava in un <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-il-comune-aderisce-al-progetto-case-a-1-euro-non-esclude-compartecipazione-a-spese-di-ristrutturazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo su <em>La Gazzetta Augustana.it</em> del <strong>27 gennaio 2021</strong></a>, “Case a 1 euro” era un modello già sperimentato in alcuni piccoli borghi italiani, a partire da esperienze siciliane, e promosso online anche da un portale creato da una coppia di Ancona: mettere in contatto proprietari di immobili abbandonati o fatiscenti con acquirenti disposti ad acquisirli al prezzo simbolico di un euro, impegnandosi a recuperarli. L’avviso e la modulistica sono ancora presenti sul sito istituzionale del Comune di Augusta, con ultimo aggiornamento datato febbraio 2021. Il progetto finì quindi sostanzialmente nel <strong>dimenticatoio</strong>, almeno sul piano pubblico: nelle fonti reperibili non risultano, negli anni successivi, sviluppi o risultati di particolare rilievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il secondo mandato Di Mare, il tema ritorna già tra i primi atti di giunta. Il <strong>7 luglio 2026</strong>, con la deliberazione numero 217, l’esecutivo comunale ha infatti approvato l’<strong>atto di indirizzo</strong> per l’avvio operativo del programma denominato “<strong>Centro storico abitato &#8211; Piano Casa 2026</strong>”, indicando come obiettivi recupero, messa in sicurezza, rigenerazione urbana, decoro e ripopolamento del centro storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa comunale si inserisce nel nuovo <strong>Piano Casa nazionale</strong>, varato dal <strong>governo Meloni</strong> con il decreto-legge 66 del <strong>7 maggio 2026</strong>, entrato in vigore l’8 maggio e poi convertito, con modificazioni, nella legge 116 del 2 luglio. Il decreto punta, tra l’altro, al recupero e alla riconversione del patrimonio immobiliare, al contrasto del degrado e alla rigenerazione urbana per aumentare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata a prezzi accessibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad Augusta l’impulso amministrativo nasce formalmente da una nota dell&#8217;Istituto autonomo case popolari (<strong>Iacp</strong>)<strong> </strong>della provincia di <strong>Siracusa</strong>, presieduto da Alessia Scorpo, che il Comune ha acquisito al protocollo il <strong>21 maggio 2026</strong>. L’Istituto chiedeva una <strong>ricognizione</strong> del patrimonio immobiliare suscettibile di “<em>recupero, rifunzionalizzazione, rigenerazione urbana, valorizzazione ed edilizia sociale</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui si delinea il “<strong>Centro storico abitato</strong>”, non quale autonomo finanziamento comunale, né quale nuova versione delle “Case a 1 euro”: è infatti il nome che l’amministrazione ha attribuito a un proprio <strong>programma locale</strong> con il quale intende organizzare ricognizioni, proposte e strumenti comunali da <strong>raccordare</strong> al Piano Casa nazionale, allo Iacp e agli altri canali di finanziamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune dispone già di un <strong>censimento tecnico</strong> dei <strong>fabbricati fatiscenti</strong> del <strong>centro storico</strong>. La ricognizione era stata avviata con una deliberazione di giunta del <strong>13 maggio 2025</strong>, consequenziale a una <strong>relazione tecnica e urbanistica</strong> sul &#8220;centro storico di Augusta &#8211; <strong>Zona A</strong>&#8220;, firmata dal responsabile di settore il giorno precedente, in cui si descriveva il patrimonio storico come vulnerabile e si individuava quale primo passo operativo proprio la <strong>mappatura</strong> degli edifici fatiscenti, da trasformare in una vera e propria anagrafe degli immobili a rischio e in uno strumento per stabilire priorità d’intervento. Il Sesto settore ha poi elaborato <strong>schede</strong> per ciascun edificio, contenenti dati identificativi, fotografie, ortofoto, stato di conservazione, interferenze con spazi pubblici e decoro, livello di pericolosità e misure consigliate. Si apprende dagli atti amministrativi che si tratta di <strong>76 fabbricati</strong> in condizioni di fatiscenza, abbandono, degrado, vulnerabilità o carenza manutentiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La relazione tecnica del responsabile di settore, comunque, andava già oltre il censimento: <strong>proponeva</strong> alla Giunta la redazione di uno <strong>specifico regolamento comunale</strong> per la Zona A, da sottoporre al Consiglio comunale, destinato a disciplinare recupero, messa in sicurezza e interventi sugli edifici degradati in assenza di un piano particolareggiato. Tra le ipotesi figuravano demolizione e ricostruzione nei casi consentiti, agevolazioni sugli oneri, incentivi fiscali e premialità urbanistiche, tutte comunque subordinate alla disciplina applicabile ai singoli immobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo quadro nazionale consente, presumibilmente, oggi al Comune di agganciare quel lavoro preliminare a strumenti più ampi. In particolare, l’articolo 6 del Piano Casa prevede, nell’ambito dell’<strong>edilizia sociale</strong>, anche interventi di <strong>acquisto</strong> e <strong>trasformazione</strong> di edifici o complessi di proprietà unitaria composti da almeno 25 unità immobiliari, oltre al recupero e alla <strong>riqualificazione</strong> del patrimonio edilizio <strong>pubblico</strong> esistente, senza nuovo consumo di suolo. Per gli immobili interessati sono previsti specifici vincoli di destinazione e standard elevati di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa nuova cornice, interviene il più recente passaggio amministrativo compiuto ad Augusta il <strong>14 settembre</strong>. Con determinazione del Sesto settore, è stato approvato un <strong>avviso pubblico esplorativo</strong> per individuare edifici e complessi immobiliari da poter valutare per interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale. L’avviso distingue due categorie: nella <strong>categoria A</strong> rientrano gli edifici o complessi di proprietà unitaria con almeno 25 unità immobiliari, riconducibili direttamente alla fattispecie dell’articolo 6 del decreto-legge 66; nella <strong>categoria B</strong> possono invece essere segnalati anche immobili più piccoli, purché fatiscenti, degradati, dismessi, inutilizzati o sottoutilizzati e potenzialmente recuperabili per finalità abitative e sociali. La collocazione nel centro storico o nei tessuti urbani consolidati costituisce elemento di particolare interesse, ma l’avviso non esclude immobili situati in altre zone del territorio comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono presentare la manifestazione di interesse anche persone fisiche e soggetti privati proprietari, oltre a società, cooperative, fondazioni ed enti. Il <strong>modello</strong> predisposto dal Comune consente di indicare, tra le ipotesi disponibili, vendita o cessione, acquisto e trasformazione, costituzione di diritti reali, locazione di lunga durata o forme di partenariato. Il <strong>termine</strong> ordinario stabilito dalla determina è di <strong>30 giorni </strong>consecutivi dalla pubblicazione dell’avviso, salva la possibilità di proroga o riapertura. Le istanze saranno poi esaminate dal Sesto settore, che potrà chiedere integrazioni, svolgere sopralluoghi e formare una ricognizione tecnica degli immobili potenzialmente compatibili con le diverse misure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;ente locale, nell&#8217;avviso, a precisare che la manifestazione di interesse<strong> non è un bando di finanziamento</strong>, quando esplicita che non costituisce gara, promessa di acquisto, proposta contrattuale o avvio di esproprio e che l’inserimento di un immobile nella ricognizione non attribuisce alcun diritto al finanziamento o all’acquisizione da parte del Comune. Ogni eventuale fase successiva richiederà una nuova istruttoria, verifiche urbanistiche, tecniche, patrimoniali ed economiche e uno specifico provvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro passaggio da distinguere con precisione riguarda gli <strong>incentivi ai privati</strong> annunciati dall’amministrazione, a cui attualmente non corrispondono agevolazioni operative. La delibera del 7 luglio dà indirizzo agli uffici per costruire un pacchetto rivolto ai proprietari degli immobili degradati: tra le <strong>ipotesi</strong> figurano esonero o riduzione del contributo di costruzione, una possibile agevolazione Imu quinquennale dopo il conseguimento dell’agibilità e una premialità volumetrica o di superficie fino al 20 per cento. Quest’ultima non sarebbe automatica e dovrebbe essere compatibile con disciplina urbanistica, sismica, paesaggistica e igienico-sanitaria, oltre che collegata a un beneficio pubblico e a una convenzione o atto d’obbligo con il Comune. Si tratta, però, allo stato degli atti, di <strong>indirizzi</strong> da tradurre negli strumenti amministrativi e regolamentari necessari, non di bonus già immediatamente utilizzabili dai proprietari. Lo stesso <strong>sindaco Di Mare</strong>, nella nota diffusa il 9 luglio, aveva definito il provvedimento &#8220;<em>un primo passo verso la partecipazione alle opportunità offerte dal Piano Casa 2026</em>&#8220;, spiegando che l’obiettivo è &#8220;<em>favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente senza ulteriore consumo di suolo</em>&#8221; e predisporre &#8220;<em>un sistema di incentivi e agevolazioni, nel rispetto delle competenze e della normativa vigente</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va ricordato che al percorso nazionale si affianca quello della <strong>Regione Siciliana</strong>. Il <strong>27 maggio</strong>, appena sei giorni dopo l’acquisizione al protocollo comunale della richiesta dell&#8217;Iacp, la giunta Schifani ha approvato una riprogrammazione del <strong>Pr Fesr Sicilia 2021-2027</strong> che aumenta di quasi <strong>183 milioni di euro</strong> le risorse della priorità “Housing”, portando la dotazione complessiva a circa <strong>246 milioni</strong>. Le risorse sono destinate all’accesso alla casa e alla sostenibilità abitativa, privilegiando recupero edilizio, efficientamento energetico ed edilizia residenziale pubblica e sociale. La Regione aveva già allora comunicato di avere avviato una <strong>ricognizione</strong> con dipartimenti, Comuni e Iacp per individuare immobili recuperabili e rifunzionalizzabili, dichiarando esplicitamente l’intenzione di <strong>coordinare</strong> tale lavoro con il nuovo Piano Casa nazionale. I destinatari dell’<strong>housing sociale</strong>, secondo la programmazione regionale, saranno in particolare persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità socio-economica, con spazio anche a interventi per soggetti vulnerabili e residenze universitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stato attuale, ad Augusta i <strong>riflettori</strong> tornano dunque ad accendersi sul patrimonio immobiliare del centro storico, a circa un lustro dal primo tentativo di rilanciare gli immobili degradati dell’Isola. Resta ora da verificare quali risultati produrrà la <strong>nuova ricognizione</strong> collegata al Piano Casa nazionale e alla programmazione regionale sull’housing sociale, partendo da una <strong>base conoscitiva già consistente</strong>: il censimento comunale di 76 fabbricati fatiscenti.</p>
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		<title>Augusta, torna &#8220;I cantieri della memoria&#8221; di Archeoclub: 7ª edizione dedicata al rais e alle tonnare siciliane</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-torna-i-cantieri-della-memoria-di-archeoclub-7a-edizione-dedicata-al-rais-e-alle-tonnare-siciliane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Sarà dedicata alla figura del rais e alla storia delle tonnare siciliane la settima edizione de “I cantieri della memoria”, iniziativa culturale organizzata dall’Archeoclub d’Italia (aps ets) sede di Augusta, presieduta da Mariada Pansera (nella foto di repertorio in copertina). L’appuntamento è in programma venerdì 18 settembre, alle ore 19, in una struttura [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Sarà dedicata alla figura del <strong>rais </strong>e alla storia delle<strong> tonnare siciliane</strong> la settima edizione de “<strong>I cantieri della memoria</strong>”, iniziativa culturale organizzata dall’<strong>Archeoclub </strong>d’Italia (aps ets) sede di Augusta, presieduta da <strong>Mariada Pansera</strong> (nella foto di repertorio in copertina).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è in programma <strong>venerdì 18 settembre</strong>, alle<strong> ore 19</strong>, in una struttura ricettiva di <strong>via Capitaneria 24</strong>. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “<strong>Rais: uomini e dèi delle tonnare di Sicilia</strong>”, con una serie di interventi dedicati agli aspetti storici, antropologici e culturali legati alla pesca del tonno e alla civiltà delle tonnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa, patrocinata dall’<strong>Assemblea regionale siciliana</strong>, sarà introdotta dalla presidente dell’Archeoclub cittadino Mariada Pansera, che modererà anche l’incontro. È previsto inoltre il saluto istituzionale del sindaco di Augusta, <strong>Giuseppe Di Mare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro i relatori annunciati, di cui tre accademici e un ex assessore regionale dei Beni culturali. <strong>Massimo Cultraro</strong>, del Cnr-Ispc di Catania, interverrà sul tema “Storie di uomini e di tonni nel Mediterraneo antico”, ripercorrendo le radici storiche della pesca del tonno nel Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rosario Perricone</strong>, dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e dell’Università di Palermo, proporrà invece l’intervento “Pensare come il tonno. Cultura materiale della tonnara, della mattanza e del sapere tra le specie”, dedicato alla cultura materiale e ai saperi sviluppatisi attorno alle tonnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al rapporto tra lavoro, ritualità e dimensione sonora sarà dedicato l’intervento di <strong>Giuseppe Giordano</strong>, dell’Università di Roma Tor Vergata, dal titolo “Ritmare la pesca. Il paesaggio sonoro delle tonnare”, incentrato sui canti e sui suoni tradizionalmente legati alla mattanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il programma sarà <strong>Fabio Granata</strong>, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Articolo nove &#8211; Siciliani per cultura&#8221; e già assessore regionale dei Beni culturali, con un intervento sui “Paesaggi antropologici del Sud-Est”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La settima edizione dei “Cantieri della memoria” punta così a ricostruire, attraverso prospettive differenti, il patrimonio materiale e immateriale sviluppatosi nei secoli attorno alle tonnare siciliane e alla figura del <strong>rais</strong>, tradizionalmente responsabile dell’organizzazione e della conduzione delle operazioni di pesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dell’incontro è previsto il “<strong>Buffet del rais</strong>”, momento conviviale dedicato ai sapori della tradizione marinara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione è subordinata alla <strong>prenotazione</strong>, entro mercoledì 16 settembre alle ore 13, tramite <a href="https://scontent-mxp2-1.xx.fbcdn.net/v/t39.99422-6/810813803_1825584031811230_4232778498722967631_n.png?stp=dst-jpg_tt6&amp;cstp=mx943x1600&amp;ctp=s943x1600&amp;_nc_cat=105&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=833d8c&amp;_nc_ohc=d7IbhpVXU-gQ7kNvwE2ukxH&amp;_nc_oc=AdqLmj1Sp59BAKYPpNBdWylvb3xg2yLdpls84yMBHQlOeRQ-SczY13usulBdGEvEY74&amp;_nc_zt=14&amp;_nc_ht=scontent-mxp2-1.xx&amp;_nc_gid=YZ9kF1O5KVRhN6p6UdAGZg&amp;_nc_ss=7b2a8&amp;oh=00_AQJ_2NNLI8slCfx1_vSma4gnzZQRcUZl5ec3xwn-zUFdJg&amp;oe=6AAF1D92" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contatto telefonico in locandina</a>.</p>
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		<title>Autostrada Catania-Siracusa, chiusure notturne tra 15 e 24 settembre</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/autostrada-catania-siracusa-chiusure-notturne-tra-15-e-24-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[anas]]></category>
		<category><![CDATA[autostrada catania-siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura notturna]]></category>
		<category><![CDATA[svincolo di augusta]]></category>
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		<category><![CDATA[viabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; A partire da questa sera, martedì 15 settembre, sono disposte chiusure notturne lungo l’intera autostrada Catania-Siracusa compresa tra lo svincolo di Augusta (nella foto di repertorio in copertina) e la Zona industriale di Catania, per consentire &#8220;interventi di ammodernamento del sistema di ventilazione delle gallerie&#8220;. Le limitazioni, disposte e rese note da Anas, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; A partire da questa sera, <strong>martedì 15 settembre</strong>, sono disposte <strong>chiusure notturne </strong>lungo l’intera autostrada Catania-Siracusa compresa tra lo svincolo di <strong>Augusta</strong> (nella foto di repertorio in copertina) e la <strong>Zona industriale di Catania</strong>, per consentire &#8220;<em>interventi di ammodernamento del sistema di ventilazione delle <strong>gallerie</strong></em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le limitazioni, disposte e rese note da <strong>Anas</strong>, saranno in vigore nella fascia oraria compresa <strong>tra le 22 e le 6 </strong>del mattino successivo e saranno articolate in due distinte fasi, una per ciascuna direzione di marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fino a venerdì 18 settembre</strong>, durante le ore notturne, sarà chiusa al traffico la carreggiata in<strong> direzione Catania</strong>. La chiusura interesserà quindi sostanzialmente l’intero asse autostradale da Augusta fino all’area industriale etnea e comprenderà anche le <strong>rampe</strong> dello <strong>svincolo di Lentini</strong> in direzione Catania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda fase dei lavori è invece prevista <strong>da lunedì 21 </strong>a<strong> giovedì 24 settembre</strong>, sempre dalle ore <strong>22 alle 6</strong>. In questo caso sarà chiusa la carreggiata in<strong> direzione Siracusa</strong>. Anche durante questa fase saranno interessate dalla limitazione le <strong>rampe</strong> dello <strong>svincolo di Lentini</strong>, questa volta nella direzione di marcia verso Siracusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di eseguire i lavori esclusivamente nelle ore notturne, sottolinea Anas, è finalizzata a &#8220;<em>contenere i disagi alla circolazione nelle fasce di maggiore traffico</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le chiusure, i <strong>percorsi alternativi </strong>saranno indicati sul posto mediante apposita segnaletica.</p>
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		<item>
		<title>Aeroporto Catania, voli sospesi per l&#8217;Etna fino alle 10 di martedì 15 settembre</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/aeroporto-catania-voli-sospesi-per-letna-fino-alle-10-di-martedi-15-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 18:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto catania]]></category>
		<category><![CDATA[arrivi]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione etna]]></category>
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		<category><![CDATA[voli sospesi]]></category>
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					<description><![CDATA[CATANIA &#8211; Si prolunga lo stop alle operazioni di volo all’aeroporto internazionale di Catania a causa dell’attività dell’Etna. Con un terzo aggiornamento odierno diffuso alle 19,30 di questo lunedì 14 settembre, la Sac, società di gestione dello scalo etneo, ha comunicato la proroga della chiusura dei settori di spazio aereo B3 e C1 per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">CATANIA &#8211; Si prolunga lo stop alle operazioni di volo all’<strong>aeroporto internazionale </strong>di<strong> Catania</strong> a causa dell’attività dell’<strong>Etna</strong>. Con un terzo <strong>aggiornamento</strong> odierno diffuso alle 19,30 di questo lunedì 14 settembre, la <strong>Sac</strong>, società di gestione dello scalo etneo, ha comunicato la <strong>proroga </strong>della<strong> chiusura </strong>dei settori di spazio aereo <strong>B3 e C1</strong> per la presenza di cenere vulcanica in atmosfera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, le operazioni di volo restano sospese <strong>fino alle ore 10</strong> di domani, <strong>martedì 15 settembre</strong>. Il nuovo provvedimento prolunga quindi le limitazioni già in vigore nel corso della giornata, inizialmente disposte fino alle ore 22. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La società di gestione invita ancora una volta i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea <strong>prima di recarsi in aeroporto</strong>, dal momento che cancellazioni, ritardi o riprogrammazioni possono dipendere dalle decisioni operative adottate dai singoli vettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sac ha inoltre annunciato <strong>ulteriori aggiornamenti</strong>, lasciando quindi il quadro operativo dello scalo soggetto a possibili nuove variazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>giornata</strong> era già stata caratterizzata da una <strong>progressiva estensione</strong> delle limitazioni. Nelle prime ore del mattino era stata inizialmente comunicata la sospensione dei soli voli in arrivo fino alle 16, mentre con il successivo aggiornamento delle 13,15 la chiusura aveva interessato i settori C1 e B3, con sospensione di arrivi e partenze fino alle 22.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>Foto di copertina: repertorio</em>)</p>
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		<title>Grave incidente stradale per Andrea Breci, ore di apprensione ad Augusta e nel mondo arbitrale</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/grave-incidente-stradale-per-andrea-breci-ore-di-apprensione-ad-augusta-e-nel-mondo-arbitrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 21:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[aia siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[andrea breci]]></category>
		<category><![CDATA[incidente stradale]]></category>
		<category><![CDATA[osservatore arbitrale]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Sono gravi le condizioni di Andrea Breci, 38enne augustano, osservatore arbitrale della sezione Aia di Siracusa, rimasto coinvolto ieri, sabato 12 settembre, in un incidente stradale nel territorio ennese mentre si stava recando al raduno degli osservatori del Comitato regionale arbitri della Sicilia. Breci è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “San [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Sono <strong>gravi</strong> le condizioni di <strong>Andrea Breci</strong>, 38enne augustano, osservatore arbitrale della sezione Aia di Siracusa, rimasto coinvolto <strong>ieri</strong>, sabato 12 settembre, in un <strong>incidente stradale</strong> nel territorio <strong>ennese</strong> mentre si stava recando al <strong>raduno</strong> degli osservatori del Comitato regionale arbitri della Sicilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Breci è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’<strong>ospedale “San Marco” </strong>di<strong> Catania</strong> (nella foto di repertorio in copertina), dove è stato trasferito dopo il sinistro. Secondo le informazioni trapelate nelle ultime ore, le sue condizioni restano serie. Al momento non risultano divulgati bollettini medici ufficiali con ulteriori dettagli sulla prognosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A confermare la gravità dell’accaduto è stata oggi anche l’<strong>Associazione italiana arbitri</strong> (Aia), con un comunicato pubblicato sul proprio sito nazionale. La notizia, appresa mentre erano in corso ad Enna la consulta regionale e le attività tecniche dedicate agli osservatori, ha portato alla <strong>immediata interruzione </strong>del<strong> raduno</strong>. Una decisione assunta, rende noto l’Aia, dopo che ai presenti era stata comunicata la gravità di quanto accaduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attorno al trentottenne augustano e alla sua famiglia si è stretta in queste ore l’intera comunità arbitrale. Il Comitato nazionale Aia, il movimento arbitrale siciliano e l’Associazione nel suo complesso hanno espresso pubblicamente la propria <strong>vicinanza</strong>, auspicando che Breci possa superare questo momento critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio è arrivato anche dal presidente della <strong>sezione Aia di Siracusa</strong>, Alessio Boscarino, che ha manifestato la vicinanza dell’intera sezione aretusea: &#8220;<em>Andrea sta lottando con tutte le sue forze</em> &#8211; ha dichiarato &#8211; <em>per tornare a sorridere insieme a noi</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In attesa di ulteriori informazioni sulle sue condizioni, da Augusta, come dal mondo arbitrale, continuano ad arrivare <strong>messaggi di sostegno e vicinanza</strong> al trentottenne e alla sua famiglia.</p>
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		<title>Porto di Augusta, il nuovo Prp fa un passo avanti col sì del Comune: cosa prevede per waterfront e Maxcom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 13:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[autorità di sistema portuale del mare di sicilia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
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		<category><![CDATA[piano regolatore portuale]]></category>
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		<category><![CDATA[waterfront]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Dopo quasi sessant’anni di pianificazione portuale fondata sull’impianto originario del 1968, il nuovo Piano regolatore portuale del porto di Augusta compie un passaggio rilevante, ma non ancora conclusivo. Nella seduta del 9 settembre il Consiglio comunale ha espresso il parere favorevole previsto dalla normativa e ha preso atto del Prp adottato il 25 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Dopo quasi <strong>sessant’anni</strong> di pianificazione portuale fondata sull’impianto originario del <strong>1968</strong>, il nuovo <strong>Piano regolatore portuale</strong> del porto di Augusta compie un passaggio rilevante, ma <strong>non ancora conclusivo</strong>. Nella seduta del <strong>9 settembre</strong> il <strong>Consiglio comunale</strong> ha espresso il parere <strong>favorevole</strong> previsto dalla normativa e ha preso atto del Prp adottato il <strong>25 giugno</strong> scorso dal <strong>Comitato di gestione</strong> dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il voto è arrivato all’unanimità dei <strong>21 consiglieri presenti</strong>, con tre assenti, nell’<strong>ultimo giorno utile</strong> del termine assegnato al Comune. In aula erano presenti anche il commissario straordinario dell’Adsp <strong>Francesco Di Sarcina</strong>, il cui incarico è stato prorogato fino al 30 novembre, e il segretario generale dell&#8217;Adsp <strong>Attilio Montalto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Augusta significa avvicinarsi alla sostituzione di un impianto pianificatorio nato nel 1968 con uno strumento che ridisegna porto commerciale, cantieristica, infrastrutture ferroviarie e viarie, waterfront e rapporto tra industria e tessuto urbano. Ma proprio il caso Maxcom, di cui scriveremo tra poco, dimostra che tra la destinazione disegnata sulla carta e la trasformazione effettiva della città esiste ancora una <strong>fase attuativa complessa</strong>, sulla quale sicurezza industriale, concessioni, tempi della delocalizzazione e tutela della popolazione saranno elementi decisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È innanzitutto importante distinguere con precisione i diversi passaggi dell’iter. Il Consiglio comunale non ha approvato definitivamente il Piano regolatore portuale. La <strong>legge 84 del 1994</strong> attribuisce infatti al <strong>Comitato di gestione</strong> dell’Autorità di sistema portuale l’adozione del Prp e, una volta acquisiti i pareri prescritti e conclusa la Valutazione ambientale strategica, anche la sua approvazione finale. Al <strong>Comune</strong> e alla <strong>Regione</strong> compete invece, entro <strong>45 giorni</strong> dal ricevimento degli atti, un parere circoscritto alla coerenza delle previsioni portuali e retroportuali perimetrali con gli strumenti urbanistici vigenti nelle aree contigue sulle quali il Piano può produrre effetti. Decorso il termine, il parere si considera non ostativo. Il <strong>Mit</strong> e il <strong>Consiglio superiore dei lavori pubblici</strong> dispongono invece di <strong>90 giorni</strong> per i rispettivi pareri; dopo la conclusione della <strong>Vas</strong> (Valutazione ambientale strategica), il <strong>Comitato</strong> di gestione ha <strong>40 giorni </strong>per approvare il Prp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la stessa deliberazione del civico consesso a precisare che il giudizio espresso il 9 settembre &#8220;<em>non costituisce approvazione del Prp, intesa urbanistica generale, attestazione sostitutiva di procedimenti ambientali, paesaggistici, archeologici, sanitari o di sicurezza</em>&#8221; e non sostituisce né anticipa la Valutazione ambientale strategica. Il Comune ha inoltre chiesto che le proprie <strong>osservazioni</strong> vengano recepite negli elaborati definitivi del Piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Piano non nasce nel 2026. La sua cornice strategica risale al <strong>Documento di pianificazione strategica di sistema</strong> (Dpss) dell’Autorità portuale. Il <strong>15 luglio 2020</strong> il <strong>Consiglio comunale</strong> di Augusta, negli ultimi mesi dell&#8217;amministrazione guidata dal sindaco Cettina Di Pietro, approvò con condizioni il Dpss. L’atto comunale risulta espressamente richiamato anche nel decreto ministeriale che ne concluse l’iter. Il <strong>Comitato di gestione</strong> dell’Adsp adottò successivamente il documento il <strong>16 dicembre 2020</strong> e il <strong>Ministero</strong> delle Infrastrutture lo approvò definitivamente con decreto numero 53 dell’<strong>11 marzo 2022</strong>. Il Dpss costituisce la <strong>cornice generale </strong>sulla quale è stato costruito il nuovo Prp: sviluppo della funzione commerciale e logistica, riqualificazione delle aree industriali, potenziamento della cantieristica navale e, sul versante urbano, recupero del rapporto città-porto e del waterfront. E la documentazione del Piano richiama espressamente il Dpss del 2022 come origine delle scelte pianificatorie oggi sottoposte a valutazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Piano vigente</strong> al momento, invece, continua a poggiare sulla pianificazione avviata nel <strong>1968</strong>, successivamente <strong>aggiornata</strong>, che ancora caratterizza l’assetto dello scalo. La stessa documentazione ambientale del nuovo Prp individua nel Piano del 1968 il riferimento dal quale discendono, tra l’altro, la Darsena servizi e il Pontile pescherecci sul fronte orientale della rada megarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>25 giugno 2026</strong> il <strong>Comitato di gestione </strong>dell’Adsp ha quindi adottato il nuovo Prp; il 27 luglio gli atti sono stati trasmessi al Comune di Augusta per il parere previsto dall’articolo 5 della legge portuale di riferimento. L’istruttoria del <strong>Sesto settore </strong>comunale, firmata il <strong>19 agosto</strong> dal responsabile, si è conclusa con un <strong>parere favorevole </strong>accompagnato da <strong>dodici osservazioni </strong>e indirizzi di coordinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei cardini del Piano è il progressivo alleggerimento del fronte urbano di Augusta, sia dell&#8217;Isola che della Borgata, dalle funzioni industriali e cantieristiche considerate incompatibili con la prossimità dell’abitato. La Sintesi non tecnica del Rapporto ambientale afferma espressamente che, sul lato orientale della rada, il Piano punta al &#8220;<em><strong>graduale spostamento</strong></em>&#8221; delle <strong>attività industriali e cantieristiche</strong>, creando parallelamente nuovi spazi di fruizione pubblica lungo il waterfront: dall’area di Pantano Danieli alla Vecchia Darsena Mercantile, passando per il Pontile Sant’Andrea fino alla nuova Darsena servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Complessivamente sono circa <strong>180mila metri quadrati</strong> gli spazi portuali immediatamente a ridosso della città interessati dal <strong>riordino</strong> e dalla <strong>riqualificazione</strong>. Il trasferimento delle attività dovrebbe essere reso possibile, secondo il nuovo Prp in dicussione, soprattutto dalla realizzazione del <strong>nuovo polo della cantieristica</strong> a <strong>Punta Cugno</strong>, sul lato occidentale della rada megarese. Il Piano prevede inoltre un vasto polo integrato per cantieristica navale, refitting e industria marittima, con circa <strong>657mila metri quadrati di piazzali</strong> e <strong>4.150 metri di banchine</strong>, oltre all’ampliamento delle aree del porto commerciale, della banchina Gennalena, alle infrastrutture per l’eolico offshore e al collegamento ferroviario delle aree portuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte cittadino viene contemplato anche l’<strong>ampliamento</strong> della <strong>Darsena servizi</strong>, mentre la documentazione dà atto dei <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-consegnati-i-lavori-del-terzo-ponte-tra-isola-e-borgata-due-impalcati-separati-per-uso-civile-e-militare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavori avviati nell&#8217;estate 2025 per realizzare la terza via di collegamento tra la Borgata e l&#8217;Isola</a> (il cosiddetto <strong>terzo ponte</strong>, con due impalcati separati per uso militare e civile) e richiama il <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/bypass-ferroviario-di-augusta-via-alle-attivita-preliminari-di-cantierizzazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cantiere per il <strong>bypass ferroviario</strong> e il nuovo collegamento ferroviario del porto commerciale</a> come opere capaci di eliminare interferenze tra la ferrovia e il cuore della Borgata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È sul futuro del <strong>deposito costiero Maxcom</strong>, oggi collocato nel cuore della Borgata, che il passaggio dal Dpss al nuovo Prp assume però uno dei significati urbanistici e di sicurezza più rilevanti. Già nel luglio 2020 l’allora amministrazione Di Pietro aveva indicato come condizione politica del proprio sì al Dpss la volontà di arrivare alla <strong>delocalizzazione</strong> dell’impianto. Nella nota diffusa dopo il Consiglio comunale di allora, l&#8217;allora sindaco e l’assessore all’Urbanistica Andrea Sansone sostenevano che l’area occupata dal deposito sarebbe dovuta passare da area industriale e cantieristica ad area con funzione urbana, immaginandone il <strong>recupero a verde e parcheggi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei anni dopo</strong>, però, gli atti del nuovo Piano mostrano che la questione non può essere tradotta semplicemente in una cessazione immediata dell’attività. Il parere tecnico del Comune rileva anzitutto che il deposito costiero Maxcom e il relativo pontile petrolifero costituiscono una <strong>interferenza diretta</strong> tra attività a rischio, specchio acqueo, infrastrutture di accesso e fronte urbano. Per questo la pianificazione dovrà essere costruita sulla base degli scenari incidentali ufficialmente validati e delle relative aree di danno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto più delicato riguarda la <strong>fase transitoria</strong>. Le Norme tecniche del Prp consentono infatti il mantenimento e, a determinate condizioni, il <strong>rinnovo delle concessioni industriali e cantieristiche esistenti</strong> sul fronte urbano, rinviando l&#8217;effettiva nuova destinazione alla cessazione o decadenza dei titoli e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie al trasferimento. Proprio per scongiurare che una condizione definita transitoria possa diventare <strong>indefinita</strong>, il Comune ha chiesto di accompagnare tale disciplina con un <strong>programma pubblico di delocalizzazione</strong>, traguardi temporali, verifica almeno annuale dello stato di attuazione e <strong>obbligo di motivazione rafforzata</strong> per eventuali rinnovi o nuovi titoli sul fronte urbano. Ogni permanenza, secondo l’osservazione comunale, dovrà risultare compatibile con sicurezza, salute, ambiente e futura fruizione del waterfront e non dovrà produrre ampliamenti incompatibili o ritardi non giustificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più puntuale è l’osservazione sul <strong>rischio di incidente rilevante</strong>. Il Comune chiede che venga acquisito il Rapporto di sicurezza aggiornato dello stabilimento Maxcom, comprensivo degli scenari incidentali ufficialmente validati e delle aree di danno georeferenziate, da sovrapporre alle destinazioni del Prp e del futuro Pug e da far confluire nell’elaborato Erir previsto dal decreto ministeriale 9 maggio 2001. La prescrizione comunale aggiunge che ogni rinnovo, modifica o potenziamento del deposito e del pontile dovrà essere sottoposto a specifica verifica di compatibilità territoriale, ambientale, sanitaria e di emergenza ai sensi della normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui una precisazione essenziale: il <strong>parere favorevole</strong> del <strong>Comune</strong> al <strong>Prp</strong> non equivale a dichiarare compatibile l&#8217;attuale stabilimento Maxcom né autorizza automaticamente la sua permanenza, il rinnovo delle concessioni, ampliamenti o modifiche. La stessa istruttoria comunale separa nettamente il <strong>giudizio urbanistico</strong> sul Piano dai successivi <strong>procedimenti autorizzativi e di sicurezza</strong> riguardanti il deposito e il pontile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La delocalizzazione resta dunque un <strong>obiettivo pianificatorio</strong>, già posto nel 2020 e oggi tradotto nella prospettiva di riconversione del waterfront, ma la sua effettiva realizzazione dipenderà dalla disciplina transitoria, dalle infrastrutture alternative, dalle concessioni in essere e dai successivi procedimenti amministrativi. È precisamente su questi aspetti che il Comune ha chiesto al Prp di diventare più stringente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente all’iter urbanistico, procede la <strong>Valutazione ambientale strategica</strong>. Il procedimento Vas del Prp di Augusta, identificato dal <strong>Mase</strong> con il codice 14559, è stato avviato il <strong>29 dicembre 2025</strong>; la fase preliminare di scoping è iniziata il 27 gennaio 2026. La documentazione ambientale chiarisce che la Vas è obbligatoria per questo tipo di Piano e comprende consultazioni, valutazione del Rapporto ambientale, decisione e successivo monitoraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>10 agosto 2026</strong> il Piano e il Rapporto ambientale sono pubblicati sul <strong>portale nazionale</strong> delle Valutazioni ambientali. <strong>Enti</strong>, <strong>associazioni</strong> e singoli <strong>cittadini</strong> possono presentare <strong>osservazioni fino al 24 settembre 2026</strong>. Il termine di 45 giorni è quello previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 152 del 2006 per la consultazione pubblica nell’ambito della Vas. Il procedimento è quindi <strong>ancora aperto</strong>. Le osservazioni eventualmente presentate entro quella data entreranno nella valutazione ambientale prima del parere motivato del Ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conclusione del Consiglio comunale, il <strong>sindaco Giuseppe Di Mare</strong> ha definito il voto un momento &#8220;<em>storico</em>&#8220;, sottolineando la necessità di connettere lo sviluppo del porto a quello della città. &#8220;<em>Un Piano regolatore portuale significa programmare, attrarre investimenti, creare opportunità e mettere in connessione lo sviluppo del porto con quello della città</em>&#8220;, ha dichiarato nella nota diffusa dopo la seduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano strettamente amministrativo, tuttavia, il passaggio del 9 settembre <strong>non conclude l’iter </strong>e<strong> non costituisce l’approvazione definitiva del Prp</strong>. È il parere comunale previsto dalla legge, favorevole ma corredato da osservazioni, insieme alla presa d’atto del Piano adottato dall’Autorità portuale. Il nuovo Prp dovrà infatti ora attraversare gli ulteriori passaggi davanti alla <strong>Regione</strong>, al <strong>Ministero</strong> delle Infrastrutture, al <strong>Consiglio superiore dei lavori pubblici</strong> e soprattutto concludere la <strong>Vas</strong>. Solo dopo la chiusura della procedura ambientale, il <strong>Comitato di gestione</strong> dell’Adsp potrà procedere all’<strong>approvazione finale</strong> nei termini stabiliti dalla legge.</p>
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		<title>Augusta, cento anni della Scuola di comando navale: inaugurato il monumento celebrativo [Video]</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-cento-anni-della-scuola-di-comando-navale-inaugurato-il-monumento-celebrativo-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:57:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Un secolo di storia, formazione e tradizioni marinare celebrato nel luogo che da 75 anni rappresenta la casa della Scuola di comando navale della Marina militare. Si sono svolte stamani, giovedì 10 settembre, sulla banchina &#8220;Tullio Marcon&#8221;, le celebrazioni per il centenario dell’istituzione nata a Taranto nel 1926 e trasferita definitivamente ad Augusta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Un<strong> secolo</strong> di storia, formazione e tradizioni marinare celebrato nel luogo che da <strong>75 anni</strong> rappresenta la casa della <strong>Scuola di comando navale</strong> della Marina militare. Si sono svolte stamani, giovedì 10 settembre, sulla <strong>banchina &#8220;Tullio Marcon&#8221;</strong>, le celebrazioni per il centenario dell’istituzione nata a <strong>Taranto</strong> nel 1926 e trasferita definitivamente ad <strong>Augusta</strong> nel 1951, dove tuttora ha sede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata celebrativa nella base della <strong>Quarta Divisione navale &#8211; Comforpat</strong> è stata preceduta, nella sala conferenze “Giuseppe Fioravanzo”, dal <strong>convegno</strong> dedicato alla storia e all’evoluzione della Scuola di comando navale dal 1926 ad oggi. Sono intervenuti, per i saluti, il contrammiraglio <strong>Davide Da Pozzo</strong>, comandante della Quarta Divisione navale e direttore della Scuola di comando navale; il vicesindaco di Augusta, <strong>Pino Carrabino</strong>; quale moderatore il capitano di vascello <strong>Lino Morello</strong>, comandante della Stazione navale; quale relatore l’avvocato <strong>Antonello Forestiere</strong>, esperto di storia militare e direttore del Museo della Piazzaforte del Comune di Augusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle 11, le <strong>celebrazioni</strong> si sono quindi spostate sulla banchina “Tullio Marcon”, dinanzi alla palazzina “Visintini”, sede della Scuola di comando navale. Alla cerimonia hanno preso parte autorità militari e civili, cittadini, rappresentanti delle associazioni e dei club service del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>[<a href="https://www.facebook.com/share/r/1e4xCZpkSG/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GUARDA QUI IL REEL ESCLUSIVO DE LA GAZZETTA AUGUSTANA.IT</a>]</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Momento centrale della mattinata è stato lo scoprimento del <strong>monumento commemorativo</strong> del centenario. Per la benedizione impartita dal cappellano militare don <strong>Enrico Gaffuri</strong>, dinanzi all’opera si sono riuniti: il comandante in capo della Squadra navale, ammiraglio di squadra <strong>Aurelio De Carolis</strong>; il comandante marittimo della Sicilia, ammiraglio di divisione <strong>Lorenzano Di Renzo</strong>; il comandante della Quarta Divisione navale e direttore della Scuola, contrammiraglio <strong>Davide Da Pozzo</strong>; e, per le autorità civili del territorio, il prefetto di Siracusa <strong>Chiara Armenia</strong>, il sindaco di Augusta <strong>Giuseppe Di Mare</strong> e il presidente del Consiglio comunale <strong>Biagio Tribulato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monumento è stato <strong>ideato</strong>,<strong> disegnato </strong>e<strong> progettato </strong>dall’avvocato<strong> Antonello Forestiere</strong>, esperto di storia militare e direttore del Museo della Piazzaforte. Il progetto, dopo l’approvazione dello Stato maggiore della Marina militare, è stato materialmente realizzato da <strong>Alessandro Pittà</strong>, dipendente dei <strong>Cantieri navali Noè</strong>, che ne hanno finanziato la realizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera richiama uno dei simboli più riconoscibili della lunga storia della Scuola: riproduce fedelmente la caratteristica <strong>prora a cutter </strong>di una<strong> corvetta </strong>della<strong> classe “Albatros”</strong>, tipologia di unità strettamente legata all’addestramento dei futuri comandanti della Marina e alla storia della Scuola nella seconda metà del Novecento. Le corvette della classe Albatros, entrate in servizio a partire dagli anni Cinquanta, furono infatti impiegate anche nell’attività addestrativa della Scuola comando di Augusta e rimasero operative sino agli anni Ottanta e ai primi anni Novanta, affiancate nel tempo da altre classi di corvette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un richiamo alla continuità fra passato e presente compare anche nello <strong>speciale annullo filatelico </strong>realizzato per il centenario da Poste Italiane. Il <strong>disegno</strong> stilizzato, anch’esso opera di Antonello Forestiere, mette idealmente in relazione i due estremi dei cento anni di storia della Scuola: sulla sinistra una <strong>torpediniera “PN” </strong>del<strong> 1926</strong>, a rappresentare le unità sulle quali mossero i primi passi i frequentatori dell’istituzione appena costituita; sulla destra un <strong>moderno pattugliatore</strong>, espressione dell’attuale componente navale impiegata nella formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Poste Italiane</strong> ha infatti attivato per l’occasione, sulla banchina “Tullio Marcon”, un servizio filatelico temporaneo con lo speciale bollo recante il logo del centenario e le date <strong>1926-2026</strong>, accompagnato da <strong>cartoline commemorative</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Scuola di comando navale nacque il <strong>18 agosto 1926 </strong>a<strong> Taranto</strong> con il compito di preparare, attraverso uno specifico percorso teorico e pratico, i tenenti di vascello del Corpo di Stato maggiore destinati ad assumere il loro primo comando. Dopo una <strong>prima dislocazione</strong> ad <strong>Augusta</strong> già prima del secondo conflitto mondiale e la sospensione dell’attività durante la guerra, la Scuola riprese a operare a Taranto nell’ottobre del 1948 e nel <strong>1951 </strong>fu<strong> trasferita definitivamente </strong>ad<strong> </strong>Augusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei decenni struttura, unità navali e modalità addestrative sono cambiate, ma è rimasta immutata la funzione della Scuola: verificare e affinare le capacità professionali e attitudinali degli ufficiali destinati alla responsabilità del comando sul mare. Oggi l’istituzione fa capo alla Quarta Divisione navale e Augusta ha ulteriormente consolidato il proprio ruolo di polo formativo della Marina: negli ultimi anni nella sede siciliana è stato concentrato anche il <strong>seminario pre-comando</strong>, precedentemente svolto a Taranto, completando così sul porto Megarese l’iter che accompagna i tenenti di vascello verso il loro primo comando navale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le celebrazioni del centenario hanno unito la memoria delle unità e degli uomini che hanno attraversato un secolo di storia della Marina alla funzione che la Scuola continua a svolgere oggi, rinsaldando un <strong>legame</strong> con Augusta che, dal 1951, costituisce uno degli elementi <strong>più longevi e significativi</strong> della presenza della Marina militare nella città.</p>
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		<title>Augusta, affidati i lavori per riqualificare l&#8217;area verde di via Buozzi: intervento da 100mila euro</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-affidati-i-lavori-per-riqualificare-larea-verde-di-via-buozzi-intervento-da-100mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 19:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[affidamento diretto]]></category>
		<category><![CDATA[area verde]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Dall’abbandono alla riqualificazione. Sono stati affidati i lavori per la sistemazione dell’area verde comunale di via Bruno Buozzi, all’intersezione con via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, da tempo in condizioni di degrado e già oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini. Con determinazione del Sesto settore di ieri, 8 settembre, il Comune ha [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Dall’abbandono alla riqualificazione. Sono stati affidati i <strong>lavori</strong> per la sistemazione dell’<strong>area verde comunale</strong> di via Bruno Buozzi, all’intersezione con via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, da tempo in condizioni di <strong>degrado</strong> e già oggetto di <strong>segnalazioni</strong> da parte dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con determinazione del Sesto settore di ieri, 8 settembre, il Comune ha disposto l’<strong>affidamento diretto</strong> dell’intervento alla &#8220;Euro Spurghi Vicchitto srls<strong>&#8221; </strong>di<strong> Augusta</strong>, per un importo complessivo di <strong>98mila 214 euro </strong>(Iva al 10 per cento compresa), nell’ambito di un quadro economico progettuale pari a 100mila euro. Per arrivare all’affidamento, il Comune aveva avviato il 7 agosto un’indagine conoscitiva, chiedendo un’offerta alla suddetta società. La trattativa diretta è stata poi formalizzata sulla piattaforma telematica <strong>Asmecomm</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’area comunale si <strong>estende</strong> per circa <strong>2.200 metri quadrati</strong>, comprendendo anche circa <strong>200 metri quadrati </strong>di<strong> marciapiede </strong>da sistemare. È inserita in un contesto residenziale caratterizzato da edifici pluripiano, viabilità locale e spazi pedonali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio le condizioni di questa porzione di verde urbano erano state oggetto nei mesi scorsi di <strong>segnalazioni formali</strong> da parte di cittadini. Lo scorso 22 <strong>maggio</strong>, <em>La Gazzetta Augustana.it</em> aveva dato conto di una <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-degrado-in-unarea-verde-urbana-di-via-buozzi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnalazione trasmessa via Pec al Comune dal <strong>residente</strong> Benedetto Giannotta</a>, che aveva documentato fotograficamente la presenza nell’area di rifiuti abbandonati, materiale inerte e vegetazione incolta, segnalando anche quella che si mostrava come una <strong>microdiscarica abusiva</strong> (vedi collage di copertina). La prima Pec, inviata il 30 aprile, non aveva prodotto, secondo quanto riferito allora dal cittadino, mutamenti visibili della situazione nelle settimane successive né aveva ricevuto riscontro. Risulta, altresì, l&#8217;inoltro di una seconda segnalazione via Pec il 15 <strong>luglio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le due segnalazioni, è lo stesso <strong>Comune</strong>, negli atti propedeutici e di affidamento dei lavori, a fotografare le <strong>criticità</strong> dell’area. Nella documentazione amministrativa si legge infatti che &#8220;<em>lo stato dei luoghi evidenzia la presenza di vegetazione spontanea, palmizi e arbusti da mantenere e valorizzare, margini non compiutamente definiti, tratti di marciapiede da regolarizzare e assenza di arredi, area giochi strutturata, percorsi interni, ombreggiamento organizzato e sistemi di presidio</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>progetto esecutivo</strong> era stato approvato dall&#8217;attuale giunta Di Mare, appena insediata, con la deliberazione del <strong>7 luglio </strong>scorso, per un importo complessivo di <strong>100mila euro</strong>. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è, come si legge, &#8220;<em>trasformare l’area in uno spazio verde di quartiere ordinato, riconoscibile, sicuro e fruibile, mantenendo la matrice vegetale esistente e introducendo dotazioni leggere, reversibili e compatibili con la natura del lotto</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, il progetto prevede la <strong>pulizia generale </strong>dell’area e il<strong> decespugliamento selettivo</strong>, la potatura e valorizzazione degli alberi già presenti, la realizzazione di una <strong>nuova siepe </strong>mediterranea con irrigazione a goccia, la sistemazione del <strong>marciapiede</strong> e la creazione di <strong>percorsi interni</strong> e superfici in autobloccanti. Sono inoltre previste un’<strong>area giochi</strong> con pavimentazione antitrauma, panchine, cestini, cartellonistica e una zona d’ombra realizzata in legno lamellare con telo. A completare l’intervento sarà installato anche un impianto di <strong>videosorveglianza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il progetto, le opere <strong>non determineranno</strong> una completa impermeabilizzazione o “mineralizzazione” del lotto: la finalità indicata è infatti quella di conservare e valorizzare la componente vegetale esistente, intervenendo con opere puntuali destinate ad aumentarne fruibilità, sicurezza e sostenibilità manutentiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La durata prevista dell’intervento è di <strong>60 giorni </strong>naturali e consecutivi dalla consegna dei lavori. La spesa contrattuale di 98mila 214 euro è stata impegnata sul <strong>bilancio comunale 2026</strong>.</p>
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		<title>Augusta, l&#8217;Asp assegna alla Fratres un separatore cellulare per la raccolta del plasma</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-lasp-assegna-alla-fratres-un-separatore-cellulare-per-la-raccolta-del-plasma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 11:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[aferesi]]></category>
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		<category><![CDATA[donazione sangue]]></category>
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		<category><![CDATA[separatore cellulare]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Un separatore cellulare di ultima generazione è stato assegnato dall’Asp di Siracusa alla sede della Fratres di Augusta, in via Gramsci 15-17, nell’ambito del programma aziendale di potenziamento della rete trasfusionale provinciale e di incremento della raccolta di plasma in aferesi. La nuova apparecchiatura è una delle dieci acquistate dall’Azienda sanitaria provinciale e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Un <strong>separatore cellulare</strong> di ultima generazione è stato assegnato dall’<strong>Asp di Siracusa</strong> alla sede della <strong>Fratres di Augusta</strong>, in via Gramsci 15-17, nell’ambito del programma aziendale di potenziamento della rete trasfusionale provinciale e di incremento della <strong>raccolta di plasma</strong> in aferesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova apparecchiatura è una delle <strong>dieci acquistate </strong>dall’Azienda sanitaria <strong>provinciale</strong> e destinate ai punti di raccolta associativi del territorio: nove sono state assegnate a sedi Avis della provincia, mentre una è stata già <strong>consegnata</strong> alla Fratres augustana, presieduta da <strong>Luigi Nicosia</strong>. Si attendono solo le procedure di installazione e collaudo, oltre alla propedeutica formazione dei volontari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova <strong>dotazione tecnologica</strong> è stata al centro della riunione svoltasi ieri, 8 settembre, nella sala riunioni della Direzione generale dell’Asp di Siracusa, convocata dalla Direzione strategica aziendale e dedicata al rafforzamento della rete trasfusionale e, in particolare, alla crescita della raccolta di plasma. L’iniziativa si colloca nel quadro della campagna promossa dal <strong>Centro nazionale sangue</strong> e delle direttive dell’<strong>Assessorato regionale alla Salute</strong> finalizzate al raggiungimento dell’autosufficienza nei plasmaderivati, tra cui albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, utilizzati nel trattamento di numerose patologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’incontro hanno preso parte, per l&#8217;Asp, il commissario straordinario dell’Asp <strong>Gioacchino Iraci</strong>, il direttore sanitario <strong>Salvo Madonia</strong>, il direttore della Struttura di coordinamento della Medicina trasfusionale <strong>Dario Genovese</strong> e i responsabili delle Unità operative trasfusionali di Augusta, Avola e Lentini, rispettivamente <strong>Salvo Di Fazio</strong>,<strong> Edoardo Travali </strong>e<strong> Corrada Bonaiuto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Augusta erano dunque presenti sia il responsabile del Centro trasfusionale dell’ospedale “Muscatello”, Salvo Di Fazio, sia Luigi Nicosia, presidente del gruppo donatori di sangue Fratres.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fratres di Augusta opera da anni a supporto dell’attività trasfusionale del “<strong>Muscatello</strong>”, dove è già presente un separatore cellulare e dove, sino ad oggi, sono stati indirizzati i donatori di Augusta e del comprensorio disponibili alla donazione in aferesi. L’arrivo della nuova apparecchiatura direttamente nella sede associativa punta ad <strong>ampliare</strong> ulteriormente la <strong>capacità di raccolta</strong>, aumentando le sedute disponibili e rendendo più agevole l’accesso dei donatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2025 </strong>ad Augusta sono state effettuate<strong> 442 </strong>procedure di <strong>aferesi</strong>, tra plasma e piastrine. Il dato si inserisce in un quadro complessivo particolarmente significativo: nello stesso anno le <strong>donazioni totali</strong>, tra sangue intero e plasma, sono state <strong>2.105</strong>, superando il <strong>target di 1.950</strong> unità fissato dall’Asp per il territorio augustano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggiore disponibilità di separatori dovrebbe inoltre consentire un ampliamento delle giornate dedicate alla raccolta. L’Asp ha evidenziato che comunque, nel solo mese di <strong>agosto 2026</strong>, nei centri della <strong>provincia</strong> di Siracusa sono state effettuate <strong>1.795 donazioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Ringrazio il commissario straordinario Iraci per l’attenzione e la vicinanza dimostrate nei confronti delle associazioni dei donatori e per il concreto sostegno al potenziamento della rete trasfusionale </em>&#8211; dichiara il presidente della Fratres di Augusta, Luigi <strong>Nicosia</strong> &#8211;<em> L’assegnazione del nuovo separatore cellulare alla nostra sede rappresenta un’opportunità importante per incrementare ulteriormente la raccolta in aferesi ad Augusta. Ho invitato il commissario a venirci a trovare nella nostra struttura di via Gramsci, per conoscere direttamente la realtà associativa, i volontari e l’organizzazione che quotidianamente affianca il Centro trasfusionale del “Muscatello”</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della riunione, il commissario <strong>Iraci</strong> ha ringraziato le associazioni e l’intera organizzazione trasfusionale provinciale, sottolineando il contributo degli operatori e degli oltre <strong>16mila donatori</strong> del territorio. Il commissario ha inoltre riferito che l’Azienda ha già raggiunto il target previsto dal Piano nazionale di <strong>18 chilogrammi di plasma </strong>ogni<strong> mille abitanti</strong>, indicando come obiettivo il consolidamento e l’ulteriore crescita della raccolta. Il coordinatore della struttura trasfusionale dell&#8217;Asp, Dario<strong> Genovese</strong>, ha infine illustrato gli aspetti tecnici del programma di aggiornamento tecnologico, richiamando l’importanza della formazione continua e il ruolo strategico dell’aferesi nell’ambito della rete trasfusionale locale e regionale.</p>
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		<title>Augusta, pesca abusiva di telline: sequestrati attrezzi e 12 chili di molluschi</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-pesca-abusiva-di-telline-sequestrati-attrezzi-e-12-chili-di-molluschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 10:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[agnone bagni]]></category>
		<category><![CDATA[guardia costiera augusta]]></category>
		<category><![CDATA[pesca abusiva]]></category>
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		<category><![CDATA[telline]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Due persone sono state individuate dalla Guardia costiera di Augusta mentre erano impegnate nella &#8220;pesca abusiva&#8220; di telline nelle acque a ridosso del litorale di Agnone Bagni, lungo la fascia costiera a nord del territorio comunale. L’attività, svolta sotto costa e a bordo di unità da diporto, sarebbe stata effettuata mediante &#8220;rastrelli e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Due persone sono state individuate dalla <strong>Guardia costiera </strong>di Augusta mentre erano impegnate nella &#8220;<em><strong>pesca abusiva</strong></em>&#8220;<strong> di telline</strong> nelle acque a ridosso del litorale di <strong>Agnone Bagni</strong>, lungo la fascia costiera a nord del territorio comunale. L’attività, svolta sotto costa e a bordo di unità da diporto, sarebbe stata effettuata mediante &#8220;<em><strong>rastrelli e altri attrezzi non consentiti</strong></em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento è scaturito da una recente attività di vigilanza condotta dall’equipaggio di una <strong>motovedetta</strong> della Guardia costiera e si è avvalso anche del supporto di un<strong> elicottero </strong>del Corpo, impegnato nel pattugliamento costiero. La sorveglianza coordinata dal mare e dall’alto ha consentito di seguire gli spostamenti dei pescatori e di fare successivamente intervenire anche una <strong>pattuglia a terra</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività di pesca è stata quindi interrotta e, secondo quanto comunicato dalla Capitaneria di porto, ai due soggetti sono state contestate <strong>violazioni amministrative</strong> previste dalla normativa vigente in materia di pesca. I militari hanno inoltre sottoposto a <strong>sequestro</strong> gli attrezzi impiegati e il pescato, costituito da <strong>circa 12 chilogrammi </strong>di telline. I molluschi, risultati ancora vivi, sono stati successivamente <strong>rigettati in mare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tellina comune, scientificamente denominata <em><strong>Donax trunculus</strong></em>, è un mollusco bivalve caratteristico soprattutto dei <strong>fondali sabbiosi costieri</strong>. La tellina vive infatti infossata nella sabbia, nella quale riesce a penetrare rapidamente, e si alimenta <strong>filtrando</strong> dall’acqua particelle sospese e sostanza organica. Proprio la sua stretta relazione con le sabbie della fascia infralitorale rende il prelievo della risorsa oggetto di specifiche prescrizioni, sia per la tutela dello stock sia per quella dell’ambiente nel quale vive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La disciplina nazionale della pesca dei molluschi bivalvi è contenuta, tra l’altro, nel <strong>decreto ministeriale </strong>del<strong> 21 luglio 1998</strong> e nelle successive disposizioni di settore. Per la tellina la normativa nazionale individua inoltre una <strong>taglia minima </strong>di<strong> 2 centimetri</strong>, riferita alla dimensione massima della conchiglia. Gli esemplari sotto misura eventualmente catturati devono, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dalle norme, essere restituiti al mare. Per la pesca sportiva e ricreativa opera inoltre, in via generale, il <strong>limite massimo giornaliero</strong> previsto dalla disciplina nazionale per pesci, molluschi e crostacei, pari a <strong>5 chilogrammi </strong>complessivi per<strong> pescatore</strong>, salvo le eccezioni previste dalla normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa, comunque, prevede specifiche limitazioni anche in relazione agli <strong>attrezzi utilizzabili</strong>, che è la contestazione resa nota in merito al caso di Agnone Bagni, proprio per evitare forme di prelievo suscettibili di incidere eccessivamente sulla risorsa e sui fondali sabbiosi nei quali questi molluschi vivono infossati. Per l&#8217;impiego di attrezzi non consentiti nella pesca, si prevedono sanzioni amministrative che, a seconda della specifica fattispecie contestata, possono arrivare a diverse migliaia di euro, oltre al sequestro degli strumenti utilizzati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è l&#8217;aspetto ambientale e sanitario che evidenzia la <strong>Capitaneria di porto </strong>di<strong> Augusta</strong>, sottolineando come &#8220;<em>la lotta alla pesca illegale si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza predisposto dalla Guardia costiera al fine di prevenire e reprimere ogni condotta illecita che compromette la corretta gestione delle risorse ittiche ed il delicato equilibrio dell&#8217;ecosistema marino</em>&#8220;. Un’attività che, evidenzia ancora la Guardia costiera, &#8220;<em>assume particolare rilevanza anche sotto il profilo della tutela della salute e degli interessi dei consumatori</em>&#8220;, giacché &#8220;<em>i prodotti della pesca provenienti da attività abusive si sottraggono ai previsti sistemi di controllo, tracciabilità e verifica lungo la filiera, finendo sul mercato attraverso canali commerciali non dichiarati, in contrasto a tutte le garanzie previste dalla normativa vigente di settore</em>&#8220;.</p>
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