<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163</id><updated>2025-10-03T09:16:33.517+02:00</updated><category term="attualità"/><category term="storia"/><category term="XX secolo"/><category term="politica"/><category term="Chiesa"/><category term="Errata Corrige"/><category term="calcio"/><category term="pensiero"/><category term="sport"/><category term="Conclave"/><category term="Papa Francesco"/><category term="famiglia"/><category term="regolamento"/><category term="fede"/><category term="manipolazione storica"/><category term="Libertà di Parola e Formazione dell&#39;Opinione"/><category term="Verba Manent"/><category term="Caffè Elettorale MNR"/><category term="Il Papa ed i Giovani"/><category term="Giovanni Paolo II"/><category term="Giro d&#39;Italia"/><category term="polonia"/><category term="Giornata della Memoria"/><category term="cina"/><category term="olimpiadi"/><category term="scienza"/><title type='text'>La Gazzetta del PAGO</title><subtitle type='html'>Il giornalista è lo storico dell&#39;istante.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>446</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-3488532506137996211</id><published>2020-12-22T18:04:00.001+01:00</published><updated>2020-12-22T18:05:23.189+01:00</updated><title type='text'>Beato Rosario Livatino, martire della giustizia e della fede</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;Si apprende da fonti Vaticane che la Congregazione per le Cause dei Santi è stata autorizzata da Papa Francesco a promulgare il decreto circa la beatificazione di Rosario Livatino, &quot;fedele laico [...] ucciso, in odio alla Fede, sulla strada che conduce da Canicattì ad Agrigento, il 21 settembre 1990&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Riproponiamo a seguire un nostro articolo del settembre 2012 sul nuovo Beato, &quot;martire della giustizia e della fede&quot; come lo definì Giovanni Paolo II in occasione di un incontro con i genitori nel 1993.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;***&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwt8MPw-2JT71WMhBe6yVAFmIczmHGSAOz_PHCZwjcg3aK7BtaFlO21yiHEfmfn5I5XQi_L08QYxmKcnDFVoYtJxipKxcG74rb-KDMnWsur1T8rM9hiVN5g3FU9py6p7AiMUz-77a5Jb-m/s610/livatino-rosario--610.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;464&quot; data-original-width=&quot;610&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwt8MPw-2JT71WMhBe6yVAFmIczmHGSAOz_PHCZwjcg3aK7BtaFlO21yiHEfmfn5I5XQi_L08QYxmKcnDFVoYtJxipKxcG74rb-KDMnWsur1T8rM9hiVN5g3FU9py6p7AiMUz-77a5Jb-m/s320/livatino-rosario--610.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Agrigento. La terra dei templi. La terra di Pirandello, Sciascia e Camilleri. Una terra che oggi ricorda il magistrato Rosario Livatino, ucciso 22 anni fa in un agguato di mafia. Era un caldo venerdì di fine estate in quel lontano 1990. Il terribile biennio del &#39;92-&#39;93 era ancora lontano, ma - si sa - nulla nasce dal nulla. La Strada Statale 640 era stata teatro nel 1988 dell&#39;agguato mortale a Antonino Saetta, in cui perse la vita anche il figlio Stefano: questo omicidio non ha avuto alcuna risonanza né l&#39;anniversario della sua morte - 25 settembre - viene ricordato quanto merita. L&#39;omicidio Saetta rappresenta una svolta nelle stragi di mafia, perché per la prima volta Cosa Nostra colpisce un magistrato giudicante, non inquirente; il messaggio è forte e chiaro: anche solamente appartenere ad un organo di giustizia rappresenta un buon motivo per essere uccisi.&lt;span&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;Rosario Livatino è al volante della sua Ford Fiesta color amaranto quando viene raggiunto dai suoi killer: la prima pioggia di piombo lo lascia quasi illeso, colpendolo solamente alla spalla e permettendogli di abbandonare la macchina e tentare una disperata fuga oltre il guardrail. Braccato dai suoi killer viene raggiunto da una nuova raffica di proiettili, questa volta fatale. Dietro al Giudice Ragazzino - così fu ribattezzato Livatino dopo la morte - viaggiava sulla sua Lancia Thema Pietro Nava, che poté assistere all&#39;agghiacciante agguato e testimoniare coraggiosamente al processo; la sua testimonianza fu decisiva, ma lui non poté più tornare al suo paese, né il suo nome comparì più negli elenchi telefonici: una storia tutta italiana, di una giustizia che ancora non riesce a protegge chi per amore della giustizia stessa mette a repentaglio la vita propria e dei propri cari.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvhhPT3Zanoz2XNOgICEGGMkUBwPK7ZD0WHMs18pZWScS5Ka-PEYbQ6HHeQZXM_pxQLw6HoKT-XuXxXRm4F1hxhZAKQbdsTuVq53iHke-iLKPL3JCQ9tGHbrELnW-kFJf7AdR0PbHZWnmV/s1600/Francobollo-Livatino-Falcone-e-Borsellino.jpg&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-decoration-line: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvhhPT3Zanoz2XNOgICEGGMkUBwPK7ZD0WHMs18pZWScS5Ka-PEYbQ6HHeQZXM_pxQLw6HoKT-XuXxXRm4F1hxhZAKQbdsTuVq53iHke-iLKPL3JCQ9tGHbrELnW-kFJf7AdR0PbHZWnmV/s320/Francobollo-Livatino-Falcone-e-Borsellino.jpg&quot; style=&quot;background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;241&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Quando le forze dell&#39;ordine raggiunsero il luogo dell&#39;omicidio Livatino, vennero ritrovati accanto al corpo del magistrato i suoi occhiali e la sua agenda: sulla prima pagina tre lettere, S.T.D. Gli inquirenti si interrogheranno a lungo sul significato di queste lettere, congetturando ipotesi su ipotesi, mentre a casa sua tutti sapevano benissimo la verità. Sulla sua tesi Rosario aveva voluto ringraziare ovviamente i genitori e i suoi cari, ed aveva aggiunto sotto ai ringraziamenti una giaculatoria: SUB TUTELAM DEI, sotto la tutela di Dio. Chi lo conosceva afferma che lui dava una doppia interpretazione a questa frase; oltre a quella già citata se ne propone un&#39;altra, basata sull&#39;etimologia della parola &quot;tutelam&quot;, che proviene dal verbo &quot;tueor&quot;, che significa osservare, guardare: Livatino voleva ricordare a sé stesso di essere in ogni istante sotto lo sguardo allo stesso tempo paterno e giudice di Dio, al cospetto del quale non sfugge nulla dell&#39;animo umano. In una delle sue famose agendine - tutte segnate con la stessa sigla - si legge: &quot;Quando moriremo non ci verrà chiesto quanto siamo stati credenti, ma quanto simo stati credibili&quot;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/3488532506137996211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2020/12/beato-rosario-livatino-martire-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3488532506137996211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3488532506137996211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2020/12/beato-rosario-livatino-martire-della.html' title='Beato Rosario Livatino, martire della giustizia e della fede'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwt8MPw-2JT71WMhBe6yVAFmIczmHGSAOz_PHCZwjcg3aK7BtaFlO21yiHEfmfn5I5XQi_L08QYxmKcnDFVoYtJxipKxcG74rb-KDMnWsur1T8rM9hiVN5g3FU9py6p7AiMUz-77a5Jb-m/s72-c/livatino-rosario--610.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-3328583211245216442</id><published>2019-08-24T11:00:00.000+02:00</published><updated>2019-08-24T11:01:35.714+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="calcio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sport"/><title type='text'>Chi ha vinto la Serie A 2018/19?</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhtp7s8NjrOeD7AxjpIV9UiS171EeT8sebAOmQeGkda9ZNDorRMuuJz5PnA5ezmfCZ9o7A7TihFConSM57RL7iFHpYzXLYlwTDkQ4QdPhk6DpL2dxf3sNjHq3rXrHoZgJPjL1CsWdB3wd5Z/s1600/serie-a.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;800&quot; data-original-width=&quot;1200&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhtp7s8NjrOeD7AxjpIV9UiS171EeT8sebAOmQeGkda9ZNDorRMuuJz5PnA5ezmfCZ9o7A7TihFConSM57RL7iFHpYzXLYlwTDkQ4QdPhk6DpL2dxf3sNjHq3rXrHoZgJPjL1CsWdB3wd5Z/s400/serie-a.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Domanda scontata, fin troppo. La Juventus ha aritmeticamente vinto il campionato il 20 aprile, alla 33esima giornata, ma già alla fine del girone di andata aveva un rassicurante margine di 9 punti sul Napoli, secondo in classifica sia a Natale che a fine stagione. Dietro i partenopei si è scatenata una bagarre che ha portato l’Inter a chiudere il campionato in terza posizione, l’Atalanta ad uno storico piazzamento in Champions League (quarta in classifica), e Milan e Roma in Europa League, rispettivamente quinta e sesta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Ma esiste un mondo parallelo in cui non solo la Juve non ha vinto lo scudetto, ma addirittura è arrivata quarta, dietro ad un Napoli Campione d’Italia, ad una sorprendente Atalanta, ed un’Inter sempre una volta terza forza del campionato. In questo stesso universo l’Empoli di Andreazzoli si è salvato, con 43 punti ed un dignitosissimo undicesimo posto, lasciando il terzultimo posto che vale la retrocessione al Parma con appena 30 punti, che invece nel mondo reale si è piazzato quattordicesimo con 41 punti.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Potrebbe sembrare fantascienza, ma l’universo parallelo che vi abbiamo descritto segue una logica razionale, molto più razionale di quella che governa il mondo del calcio, fatto di giocate sorprendenti, campioni imprevedibili e risultati inattesi: il mondo degli &lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;Expected Goal&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Che cosa sono gli Expected Goal?&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-weight: 700; text-decoration-line: underline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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La metrica degli Expected Goal è basata sull’assunzione - tutt’altro che inverosimile - che quanto più una squadra calcia in porta, tanto maggiore è la probabilità di segnare. Tuttavia misurare la quantità dei tiri in porta indipendentemente dalla qualità degli stessi rappresenta un limite evidente: calciare al volo da 40 m con numerosi avversari sulla traiettoria non può essere paragonato ad un semplice tap-in con il pallone rasoterra, nell’area piccola, a porta vuota.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Trascurando la gestazione che ha portato alla definizione delle specifiche metriche, si è arrivati al concetto di Expected Goal, declinato in diversi modelli a seconda degli algoritmi utilizzati per il calcolo.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
“&lt;i&gt;Gli Expected Goals (xGoal) sono un metodo di misurazione della qualità delle occasioni create (o concesse) da una squadra con l’obiettivo di misurare quanti gol quella stessa squadra avrebbe segnato (o subito) in media in base alla qualità e alla qualità dei tiri effettuati (o concessi). Assegnando ad ogni tiro presente, passato o futuro la rispettiva probabilità di essere convertito in rete, siamo ora in grado di valutare ogni tiro in una scala che va da 0 a 1: ovviamente più alto sarà il valore, più alta sarà la possibilità che il tiro venga convertito in gol&lt;/i&gt;” (da &lt;a href=&quot;https://www.ultimouomo.com/cosa-sono-gli-expected-goals/&quot;&gt;UltimoUomo.com&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se una squadra riesce a produrre un valore elevato di xGoal durante tutto il corso della partita, si può verosimilmente dedurre che - indipendentemente dal risultato finale - abbia espresso un gioco di qualità e quindi una buona prestazione. Lo scostamento tra il valore di xGoal e il valore effettivo di gol realizzati è in parte spiegabile da elementi casuali, quali la fortuna, la bravura degli attaccanti di convertire occasioni in reti e l’abilità dei portieri di neutralizzare i tiri avversari.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
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Alcuni esempi possono aiutare meglio a comprendere il concetto di Expected Goal.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;YOUTUBE-iframe-video&quot; data-thumbnail-src=&quot;https://i.ytimg.com/vi/UkcQahkcqqk/0.jpg&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/UkcQahkcqqk?feature=player_embedded&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questo episodio (minuto 0.40 del video) la Roma costruisce una buona azione che permette a Dzeko di calciare da un’ottima posizione. Questa occasione genera un valore alto di xGoal (stimabile tra 0.7-0.8), che però non viene trasformato in gol a causa della scarsa vena realizzativa dell’attaccante (almeno fino a quel momento: nel prosieguo della gara avrebbe realizzato una doppietta).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;YOUTUBE-iframe-video&quot; data-thumbnail-src=&quot;https://i.ytimg.com/vi/a4JomS9s1nU/0.jpg&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/a4JomS9s1nU?feature=player_embedded&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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In questa partita l’Atalanta produce oltre 5 xGoal, ma non ne converte neanche uno. La gran parte del merito di questo esito è del portiere dell’Empoli Dragowski che realizza una prestazione eccezionale, con parate dall’alto coefficiente di difficoltà: risultato finale di 0-0.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;YOUTUBE-iframe-video&quot; data-thumbnail-src=&quot;https://i.ytimg.com/vi/cPscH42ECxI/0.jpg&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/cPscH42ECxI?feature=player_embedded&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
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Questa punizione di Pulgar è il gol realizzato da un’occasione con il minor valore di xGoal di tutta la serie A durante la stagione passata, secondo i dati raccolti da &lt;a href=&quot;https://twitter.com/la_maledetta/status/1146713263490707456&quot;&gt;Alfredo Giacobbe&lt;/a&gt;. In questo caso è l’abilità di Pulgar che permette di trasformare in rete un valore bassissimo di xGoal.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Nei primi due video proposti si parla pertanto di underperformance, ovvero di valori di xGoal maggiori rispetto ai gol realizzati; si definisce invece overperformance la situazione opposta, come nel terzo caso. Il discorso si ribalta spostando il focus dall’attacco alla difesa: una difesa che subisce meno gol degli xGoal concessi overperforma; diversamente, underperforma.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;b&gt;&lt;u&gt;Le classifiche&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-weight: 700; text-decoration-line: underline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Durante tutta la stagione passata abbiamo tenuto costantemente aggiornata la classifica, considerata però non in base al risultato maturato sul campo, ma agli xGoal calcolati secondo l’algoritmo di &lt;a href=&quot;http://understat.com/&quot;&gt;understat.com&lt;/a&gt;, che si basa su una rete neurale sviluppata a partire da un dataset di oltre 100.000 tiri. Tuttavia ci siamo immediatamente resi conto che così facendo sarebbe stato pressoché impossibile avere un pareggio, con entrambe le squadre appaiate ad uno stesso valore di xGoal, uguale fino al centesimo di unità; si è definita pertanto una soglia minima di differenza tra le due squadre, al di sotto della quale il risultato finale era di pareggio. Tale valore soglia è stato impostato a 0,5 xGoal.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Prendiamo ad esempio l&#39;ultima giornata dello scorso campionato, per vedere come il risultato delle partite possa discostarsi - anche di molto - dai valori degli xGoal: un rapido sguardo ad alcune partite può aiutare a comprendere meglio come è stata stilata la xClassifica.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;u&gt;Sampdoria - Juventus&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
risultato reale 2-0 → vittoria Sampdoria&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;risultato xGoal 0.69-0.49 → pareggio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;u&gt;Bologna - Napoli&lt;/u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;u&gt;
&lt;/u&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
risultato reale 3-2 → vittoria Bologna&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;risultato xGoal 0.94-1.80 → vittoria Napoli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;u&gt;Cagliari - Udinese&lt;/u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;u&gt;
&lt;/u&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
risultato reale 1-2 → vittoria Udinese&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;risultato xGoal 2.45-0.74 → vittoria Cagliari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Gli indicatori&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: 700; text-decoration-line: underline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una volta fatta questa lunga ma doverosa premessa, sperando di non aver perso troppi lettori, possiamo mostrarvi la nostra xClassifica al termine della stagione scorsa, includendo anche i dati relativi agli xGoal prodotti (xGF) e subiti (xGS).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQjZy70zn252d6BkQsK378mmZXT_Ymsk6imAW_MsuIqeopfojyGqUXeIOw1EdjSnxNB0vDikg_V4bxZVxVtMxesTSOIhYYLu31tIm1jMnGTH1ntf-qqY6Kn1eWuJUFfHrQsV6LpcC_32C2/s1600/Schermata+2019-08-24+alle+10.20.14.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;958&quot; data-original-width=&quot;1280&quot; height=&quot;297&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQjZy70zn252d6BkQsK378mmZXT_Ymsk6imAW_MsuIqeopfojyGqUXeIOw1EdjSnxNB0vDikg_V4bxZVxVtMxesTSOIhYYLu31tIm1jMnGTH1ntf-qqY6Kn1eWuJUFfHrQsV6LpcC_32C2/s400/Schermata+2019-08-24+alle+10.20.14.png&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo invece la classifica reale.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvRfm1DUq3z4Ph3QCnjW43r9k80Um3B2PAIoNiP3wZhK17_DDYytOodb7XWgeqiy2SmtMvIYzwKNvSVKk-SgXz7fHT3cgXy479xXarhyphenhyphenXbobBUYnlF7SunJD09YaovIXg0k7PE_s8EyiXe/s1600/Schermata+2019-08-24+alle+09.56.22.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;960&quot; data-original-width=&quot;1280&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvRfm1DUq3z4Ph3QCnjW43r9k80Um3B2PAIoNiP3wZhK17_DDYytOodb7XWgeqiy2SmtMvIYzwKNvSVKk-SgXz7fHT3cgXy479xXarhyphenhyphenXbobBUYnlF7SunJD09YaovIXg0k7PE_s8EyiXe/s400/Schermata+2019-08-24+alle+09.56.22.png&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come si può vedere, la xClassifica include anche i dati relativi a gol fatti e gol subiti, calcolati sommando semplicemente rispettivamente gli xGoal prodotti e concessi nelle singole partite: il confronto tra dato reale e valore atteso può essere pertanto declinato in diverse valutazioni. Sono stati pertanto definiti due indicatori, basati sul rapporto tra gol reali e attesi, sia realizzati che subiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiOKm-TM5IjOj3tk0SyxDXYQ1IFPdFpnhEkaUozXoQ-q6NpOsY9s9wV3IncqLrOSyvkCXK3d9bmKSBkMWuO6yK48KDIW0ZhseZ2uA90PeDAomWUDXCLGBptu_RvxF4JZQIoPPlfaA9Tm8S3/s1600/Schermata+2019-08-24+alle+10.26.45.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;960&quot; data-original-width=&quot;1280&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiOKm-TM5IjOj3tk0SyxDXYQ1IFPdFpnhEkaUozXoQ-q6NpOsY9s9wV3IncqLrOSyvkCXK3d9bmKSBkMWuO6yK48KDIW0ZhseZ2uA90PeDAomWUDXCLGBptu_RvxF4JZQIoPPlfaA9Tm8S3/s400/Schermata+2019-08-24+alle+10.26.45.png&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In primo luogo è possibile ragionare in termine di gol subiti, confrontato il valore reale con la somma degli xGoal concessi; per sintetizzare tale confronto, è stata definita la metrica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;DEF = xGoal concessi / gol subiti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Laddove questa metrica assuma valore superiore al 100%, significa che la difesa ha overperformato, concedendo meno gol di quanti ne fossero statisticamente attesi. Diversamente un indice inferiore al 100% significa che la squadra in questione ha concesso più gol di quanti attesi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Con qualche dovuta eccezione, si può notare che le squadre a concedere più gol di quanto atteso sono le squadre di bassa classifica. Fanno eccezione Cagliari e Udinese, che avrebbero dovuto subire circa 8 goal in più. Nella colonna sinistra della classifica risalta il Torino, con i suoi 10 gol subiti in meno. Buona parte di questi risultati sono dovuti all’abilità dei portieri delle rispettive squadre (Cragno, Musso e Sirigu) di neutralizzare occasioni importanti in più partite. Altri valori potrebbero sorprendere (per esempio l’Atalanta), ma non riteniamo che una differenza inferiore ai 7 goal sia abbastanza statisticamente rilevante da trarre alcuna conclusione sulla base di questo dato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Analogamente, è stato individuato un indice relativo alla capacità realizzativa delle squadre, che vada a descrivere la capacità di convertire in gol realizzati gli expected goal prodotti. L’indicatore relativo alle capacità realizzative è stato calcolato come segue:&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;ATK = gol realizzati / xGoal prodotti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
L’indicatore assume valore superiore al 100% per le squadre che sono state capaci di realizzare più gol rispetto agli xGoal prodotti, concretizzando bene le occasioni create. Diversamente un valore inferiore al 100% indica che sono stati realizzati meno gol rispetto agli xGoal prodotti, e quindi l&#39;attacco della squadra ha underperformato e/o la squadra avversaria è stata brava ad neutralizzare le occasioni da loro create. Tuttavia, questa seconda valutazione relativa alle capacità difensive degli avversari rappresenta una causa credibile di underperformance nel breve termine - ovvero nell’arco di una o poche partite - ma non nel lungo termine, nell’arco di un intero campionato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Anche in questo caso si può notare che i peggiori attacchi sono nella parte bassa della classifica: il Chievo ne è l’esempio più lampante. Nella parte alta della classifica invece si noti  l’Inter, che ha convertito 9 gol in meno di quanti attesi: non a caso la squadra nerazzurra ha avuto un anno difficile con le proprie punte. I migliori attacchi sono quelli di Juventus, Napoli e Sampdoria che hanno convertito 8 goal in più del previsto, probabilmente grazie ai rispettivi attaccanti (Ronaldo, la coppia Milik-Mertens e Quagliarella).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Le analisi&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
In conclusione, un’ultima analisi è richiesta dai casi in cui la posizione nella nostra xClassifica risulta sostanzialmente diversa rispetto al piazzamento reale, cercando nei numeri una spiegazione e facendo sempre riferimento ai due indicatori di cui sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgqIxceGWQIB4sFLJ9YeCKfApp6V0FzEIulza7dWN6iSzSpUpnF8WMeluKuZVRU1-UbIb9ISI9A5IGC7_l5QyOJ609WoyGGx7mc3-rhHXql8Khk7VPPQvB75CYhwXvGpbigWpdAb0FayiLa/s1600/ronaldo-maksimovic-napoli-696x391.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;391&quot; data-original-width=&quot;696&quot; height=&quot;223&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgqIxceGWQIB4sFLJ9YeCKfApp6V0FzEIulza7dWN6iSzSpUpnF8WMeluKuZVRU1-UbIb9ISI9A5IGC7_l5QyOJ609WoyGGx7mc3-rhHXql8Khk7VPPQvB75CYhwXvGpbigWpdAb0FayiLa/s400/ronaldo-maksimovic-napoli-696x391.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
In primo luogo la Juventus non è più campione, ma addirittura quarta, con 74 punti virtuali contro i 90 reali: entrambi gli indicatori sono superiori al 100%, a parziale conferma dell’importanza dei singoli e delle loro giocate: l&#39;imprevedibilità dei campioni è difatti difficilmente riconducibile a rigide metriche matematiche. I punti realizzati (90) sono eccessivi rispetto non solo rispetto al valore teorico (74), ma anche tenendo considerazione dell’importo dato dai singoli. L’incredibile capacità della Juventus è stata quella di distribuire il gioco espresso e il talento dei suoi giocatori in modo equilibrato e funzionale ad ottenere la vittoria in ogni singola partita.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il Campione d’Italia del nostro universo parallelo sarebbe stato il Napoli, con 5 punti in più rispetto a quanti ne ha conquistati nella realtà: nonostante questo gap non sia poi così ampio, gli 84 punti virtuali gli avrebbero garantito un margine di sicurezza di 6 punti sulla seconda. Sicuramente è stato degno di nota il lavoro del comparto offensivo partenopeo, con un ATK pari al 111%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDT3YRTMLmYroqBcsYebhPRf0UsDrLtGBb55yC8Qfo3LRi8nU4tO3drwHAH29EVJop5YD4LRIY5X5rmmOUDYFDwkA3ogwwl8ad56RSfWkp0TMCsJEPfzRs6Nu56np1PX6lf5lvLEU70HCT/s1600/atalanta-v-internazionale-serie-a-20182019-foto-2-maxw-1280.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;683&quot; data-original-width=&quot;1024&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDT3YRTMLmYroqBcsYebhPRf0UsDrLtGBb55yC8Qfo3LRi8nU4tO3drwHAH29EVJop5YD4LRIY5X5rmmOUDYFDwkA3ogwwl8ad56RSfWkp0TMCsJEPfzRs6Nu56np1PX6lf5lvLEU70HCT/s400/atalanta-v-internazionale-serie-a-20182019-foto-2-maxw-1280.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
L’Inter si sarebbe confermata terza forza del campionato, ma con ben 8 punti in più. La difesa nerazzurra ha lavorato sicuramente molto bene (DEF=111%), mentre l’attacco ha sofferto non poco, con l’indice offensivo peggiore del campionato, secondo solo al Chievo ultimo in classifica (ATK=86%): in diverse partite è stata evidente l’incapacità della squadra di Spalletti di rendersi pericolosa in avanti, anche a causa delle frequenti assenze degli attaccanti (basti pensare alle partite giocate con Ranocchia unica punta…).&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;L’Atalanta rivelazione del campionato sarebbe stata ancora più sorprendente, con un secondo posto in classifica mai raggiunto nella storia del club: 9 punti in più per la squadra di Gasperini, che però ha raggiunto un indice difensivo tra i peggiori della Serie A (88%, meglio solo del Chievo). Ciò è dovuto allo scarso cinismo della squadra di Gasperini che è stata capace di overperformare in partite già vinte e perdere punti in modo clamoroso in altre partite (come contro l’Empoli).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il Milan sarebbe uscito dalle Coppe in ogni caso, ma stavolta senza neanche essersi qualificata sul campo. La squadra si è rivelata modesta, ma Gattuso è riuscito a ottenere ben 13 punti in più grazie a una buona compattezza difensiva (DEF: 115%) e rendendo l’attacco efficace (ATK: 107%, 3 goal più del previsto). Era difficile ottenere più di così con questo organico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Roma e Lazio sono le squadre che più di altre hanno avuto un andamento complessivo che si allinea quasi perfettamente ai valori attesi: la Roma ha conquistato esattamente gli stessi punti della xClassifica (66), la Lazio uno in più (59 contro 58). Allo stesso modo gli indicatori offensivi e difensivi si spostano di pochi punti percentuali rispetto all’unità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR1lkCrP7IDdWmpyVBUjeC8cwuAk_iZulDtxGnul95C3lW6w9eNHGIvOYSeybHaV7pyBTDrPytIS_c4-jeQOgkMp-UzVykHuar8kB7hnWyi76tIv7j0i6FLduYS0Mx4v-W8Bq4JV2w8i8F/s1600/Federico-Chiesa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;584&quot; data-original-width=&quot;1042&quot; height=&quot;223&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR1lkCrP7IDdWmpyVBUjeC8cwuAk_iZulDtxGnul95C3lW6w9eNHGIvOYSeybHaV7pyBTDrPytIS_c4-jeQOgkMp-UzVykHuar8kB7hnWyi76tIv7j0i6FLduYS0Mx4v-W8Bq4JV2w8i8F/s400/Federico-Chiesa.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tra le squadre della seconda metà della classifica, la Fiorentina ha sicuramente stupito negativamente, rischiando addirittura la retrocessione: al contrario, nella nostra xClassifica, avrebbe raggiunto un piazzamento valido per l’Europa League, con 19 punti in più rispetto alla classifica reale. Una possibile giustificazione può essere individuata nell’incapacità di concretizzare le occasioni da rete, con un indice offensivo pari all’87%. Tuttavia questo valore è viziato da un finale di stagione pessimo (1 goal in 8 partite), che ha compromesso a tutti gli effetti anche il risultato in classifica (quella vera).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Infine l’Empoli merita un commento a parte: la retrocessione è stata da più parti definita ingiusta, alla luce del buon gioco espresso dalla squadra di Andreazzoli. E infatti i numeri della nostra xClassifica concordano nel riconoscergli un ben migliore undicesimo posto, con 5 punti in più. L’attacco è stato sorprendente, non tanto per il valore assoluto (ATK: 100%), ma in confronto alle altre squadre retrocesse. È stato decisivo il contributo dell’attaccante più prolifico (Caputo), che è necessario a rendere l’attacco efficace. Nel caso di Parma (con Inglese e Gervinho) e Spal (Petagna) questo contributo si è rivelato decisivo per la salvezza.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;u&gt;E quindi?&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivtfxrC028JE8zjfpXnwwPn4XJj82jLnsF_smwEhNg8TYAsuBqjO0a3YOCvodftz7ojwu9XYPHKj1fOr6pFaLfQkde_3HQzbLOyluxE_Fz-Pp2gA828NX2d3fn8KUZRQ3ZAnMCQod4VyC5/s1600/ExpectedGoals_1920-1-1280x720.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;720&quot; data-original-width=&quot;1280&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivtfxrC028JE8zjfpXnwwPn4XJj82jLnsF_smwEhNg8TYAsuBqjO0a3YOCvodftz7ojwu9XYPHKj1fOr6pFaLfQkde_3HQzbLOyluxE_Fz-Pp2gA828NX2d3fn8KUZRQ3ZAnMCQod4VyC5/s400/ExpectedGoals_1920-1-1280x720.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ragionando per un anno intero in termini di xGoal e stilando la xClassifica che vi abbiamo appena raccontato, abbiamo sperimentato per la prima volta questa metrica nel nostro campionato, in maniera strutturata e organica.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La maggiore evidenza è che tutte le squadre si sono dimostrate imperfette: alcune hanno mostrato carenza di gioco espresso, altre uno scarso cinismo, altre ancora poco equilibrio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Juventus, Milan, Torino e Sampdoria sono state molto ciniche, ma non hanno espresso un buon gioco in modo continuativo: non a caso tre di queste quattro squadre hanno cambiato la propria guida tecnica. Lazio e Roma hanno mostrato la necessità di rinforzarsi per arrivare alle prime quattro, mostrando sul campo tutto il proprio potenziale, e quindi anche i propri limiti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nella parte destra della classifica quasi tutte le squadre hanno rischiato la retrocessione: la Fiorentina ha avuto un problema mentale più che tecnico, e ha voluto poi rivoluzionare la rosa in vista di questa stagione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questi brevi commenti vogliono mettere in luce le potenzialità e i limiti della metrica degli xGoal: è infatti capace di evidenziare problemi sistematici di una rosa (ad esempio il comparto offensivo dell’Inter), o il crollo psicologico di un’altra, incapace di fare risultato nonostante una rosa di discreta qualità (leggasi Fiorentina).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tuttavia il calcio è fatto di giocate imprevedibili di campioni e di irrazionalità, e rimarrà sempre estremamente difficile modellizzare tali fattori in un sistema statistico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma - forse - è proprio questo il bello del calcio: la sua &lt;span style=&quot;color: orange;&quot;&gt;irrazionalità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
---- &lt;a href=&quot;https://twitter.com/paolozapp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #3d85c6;&quot;&gt;@paolozapp&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &amp;amp; &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #3d85c6;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/dottorpeppe&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #3d85c6;&quot;&gt;@dottorpeppe&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;---&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/3328583211245216442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2019/08/chi-ha-vinto-la-serie-201819.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3328583211245216442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3328583211245216442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2019/08/chi-ha-vinto-la-serie-201819.html' title='Chi ha vinto la Serie A 2018/19?'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhtp7s8NjrOeD7AxjpIV9UiS171EeT8sebAOmQeGkda9ZNDorRMuuJz5PnA5ezmfCZ9o7A7TihFConSM57RL7iFHpYzXLYlwTDkQ4QdPhk6DpL2dxf3sNjHq3rXrHoZgJPjL1CsWdB3wd5Z/s72-c/serie-a.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-451890886206357675</id><published>2018-10-16T08:00:00.000+02:00</published><updated>2018-10-16T08:00:04.464+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giornata della Memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manipolazione storica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>Alberto Angela: bravo ma non bravissimo</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E bravo Alberto Angela!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
Con &lt;a href=&quot;https://www.raiplay.it/video/2018/10/Ulisse-Il-piacere-della-scoperta-Viaggio-senza-ritorno-7f6e873c-761b-47d2-976e-a439f73e3c22.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;l’ultima puntata di Ulisse&lt;/a&gt;, in occasione dell’anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma, ha dimostrato ancora una volta che è possibile fare cultura in televisione anche nell’era in cui il trash domina su tutte le reti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiipPD5-kISjK6xYgcpXW_f9gtmHkdBEHOgtd8fVI5JiaJlYOzblP7ALXYMxgh4xixsJYZClmXl9jxZgXmzZ_GKwEvswLINBEJWehhaLqrMwndUEvxVTnInSHIuCKas64YnAdRsBBw1JNb9/s1600/IMM1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;675&quot; data-original-width=&quot;705&quot; height=&quot;306&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiipPD5-kISjK6xYgcpXW_f9gtmHkdBEHOgtd8fVI5JiaJlYOzblP7ALXYMxgh4xixsJYZClmXl9jxZgXmzZ_GKwEvswLINBEJWehhaLqrMwndUEvxVTnInSHIuCKas64YnAdRsBBw1JNb9/s320/IMM1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Bravo Alberto Angela perché ha inquadrato la sua serata in un contesto più ampio, nel tentativo di dare un senso alla storia, di spiegare perché in ogni era della storia umana è necessario avere memoria degli eventi passati.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bravo Alberto Angela perché qualcuno non aveva ben compreso il motivo della nomina a senatrice a vita di Liliana Segre, appena una settimana prima della Giornata della Memoria, a inizio anno. C’era chi non la conosceva e non si è minimamente sprecato di andare a cercare la sua storia, c’è chi ancora oggi la conosce solo per l’azzardata – e poco sensata – uscita di Enrico Mentana nel commentare una notizia di giugno. Ecco, chiunque abbia sentito le parole della senatrice a vita durante questa serata televisiva, non può che ringraziare il presidente Mattarella per la sua scelta illuminata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bravo Alberto Angela perché ha fatto una sintesi veritiera e dettagliata dei drammatici giorni romani, a partire da quel 16 ottobre 1943 di cui oggi cade il 75° anniversario.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bravo Alberto Angela perché al termine delle due ore di programma, lo spettatore sente sulla propria coscienza il dovere della memoria, l’obbligo morale di ricordare e di tramandare, con un sentimento un po’ pesante ma non per questo da evitare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Però verrebbe da dire &quot;&lt;i&gt;bravo ma non bravissimo&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
E i &lt;i&gt;però&lt;/i&gt; sono diversi, che non minano certo la credibilità di quanto raccontato da Angela e dai suoi autori, ma dimostrano una volta di più che la storia può essere raccontata in mille modi, assumendo prospettive diverse, non necessariamente tutte giuste, non necessariamente tutte sbagliate. Ma probabilmente il miglior modo per onorare la verità storica è unire queste prospettive, la cui complementarietà può solo arricchire la narrazione dello storico. E forse per poter dire ‘&lt;i&gt;bravissimo&lt;/i&gt;’ ad Angela, sarebbe bastato raccontare la storia da qualche altra prospettiva, non perché quella scelta sia sbagliata, ma semplicemente perché non esaustiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fin dalla sigla introduttiva, le immagini si soffermano spesso sulla grande scritta che accoglie i visitatori al Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale di Milano: INDIFFERENZA, scolpito nella pietra del muro, stampatello maiuscolo a caratteri cubitali. Il concetto viene ripreso a voce più volte da Angela, e su questo aspetto sorge il primo &lt;i&gt;però&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLtOgQrQG4alVbVIqW3SExuES_dQFH8TDAScEZ-oWW3t5vcleFS8_3Vj7stzFLF_w6I6GiSgNIFDtRBdbHJXFBZJ_1i81u2g1FtvMrTptoP9TEX1rmfbTw9NxdWSpJ9KTbMmK2g0nLlEsh/s1600/IMM2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;540&quot; data-original-width=&quot;801&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLtOgQrQG4alVbVIqW3SExuES_dQFH8TDAScEZ-oWW3t5vcleFS8_3Vj7stzFLF_w6I6GiSgNIFDtRBdbHJXFBZJ_1i81u2g1FtvMrTptoP9TEX1rmfbTw9NxdWSpJ9KTbMmK2g0nLlEsh/s320/IMM2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La scritta al Memoriale della Shoah di Milano.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Questa prima contestazione ad Alberto Angela è dettata dall’orgoglio di essere italiano e dalla volontà di fare giustizia sulla memoria di un popolo raccontato troppo spesso come vigliacco ed omertoso, indifferente davanti alla strage nazista nei confronti degli ebrei. è un&#39;offesa alla generazione dei nostri nonni, che ha vissuto gli anni del più grande conflitto della storia umana, vivendo un dramma per noi inimmaginabile e comportandosi talvolta da eroi silenziosi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Angela ricorda la storia della famiglia Costaguti, che a Roma salvò 16 famiglie ebree dal rastrellamento, sottolineando che ciò avvenne grazie alla tessera del Partito Nazionale Fascista del signor Costaguti. Si ricorda poi di quel carabiniere che cercò di avvisare gli ebrei dell’imminente rastrellamento, la cui moglie però non fu ritenuta fonte affidabile dagli ebrei romani.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma Angela dimentica altre storie, per esempio quella di Ferdinando Natoni, che si fece addirittura arrestare per aver salvato delle bambine ebree dal viaggio senza ritorno verso Auschwitz: era fascista convinto, tesserato di alto grado del PNF, non aveva in nessuna simpatia gli ebrei, ma non per questo rimase indifferente davanti al rastrellamento. Nel 1994 il rabbino capo di Roma &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=mqVpdbbeY1A&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Elio Toaff gli conferì la medaglia di Giusto tra le Nazioni&lt;/a&gt;. “&lt;i&gt;Devo precisare che però&lt;/i&gt; – disse Natoni ringraziando il rabbino – &lt;i&gt;al fascismo io ci credo ancora, sono e resto fascista e lo sarò per sempre&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E in fondo la storia di Costaguti e Natoni stupisce fino a un certo punto, perché nei Giusti tra le Nazioni trovano posto tanti italiani, molti di spiccata fede fascista: Giorgio Perlasca riuscì nei suoi intenti proprio perché diplomatico fascista, così come Giovanni Palatucci, cattolico e fascista, che sottrasse oltre mille ebrei fiumani alla Gestapo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhni37JTSA8idxt8TTtSpqu_MFNdGU8U74PZ6ypdn4JV3Gdj4Naaz4jYO3Q2fli4755YCuZkgoHYglFXPhsNb6FckLoyQGW0MF1GgfnuVMXkYtrDqF6hrDgqs-eP9bjGCk51In9fBGvPd9C/s1600/pio+xii+a+san+lorenzo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Risultati immagini per pio xii roma&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;288&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhni37JTSA8idxt8TTtSpqu_MFNdGU8U74PZ6ypdn4JV3Gdj4Naaz4jYO3Q2fli4755YCuZkgoHYglFXPhsNb6FckLoyQGW0MF1GgfnuVMXkYtrDqF6hrDgqs-eP9bjGCk51In9fBGvPd9C/s320/pio+xii+a+san+lorenzo.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Pio XII tra la folla dopo il bombardamento di San Lorenzo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
E oltre a loro, moltissimi sacerdoti, monsignori, vescovi, prelati, suore, religiosi e religiose: ed ecco il secondo &lt;i&gt;però&lt;/i&gt;. Angela racconta dei 50 chili di oro richiesti dai nazisti agli ebrei per evitare il rastrellamento, da consegnar entro le 11 del mattino del 28 settembre 1943: il piccolo e grande schermo si sono sempre appassionati all&#39;episodio, e Angela ripropone diverse immagini cinematografiche per raccontare quei momenti. Dimentica però un fatto: dei 50 chili di oro richiesti, inizialmente solo 35 furono raccolti dagli ebrei. Il rabbino capo Israel Zoller si rivolse allora al Vaticano, chiedendo ed ottenendo da Pio XII i rimanenti 15 chili. Tuttavia, il giorno successivo Zoeller stesso tornò in Vaticano per ringraziare e declinare l’aiuto, in quanto la generosità dei cattolici romani era stata sufficiente per raggiungere i 50 chili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Esiste poi un altro aspetto della partecipazione di Pio XII al rastrellamento, di cui curiosamente non vi è alcuna traccia nel documentario di Angela. Si tratta degli studi della fondazione americana &lt;i&gt;Pave the way&lt;/i&gt;, guidata dall’ebreo Gary Krupp, secondo il quale l’intervento del Papa fu fondamentale per porre fine al rastrellamento. Lo storico tedesco Michael Hesemann ha infatti recuperato i &lt;a href=&quot;https://web.archive.org/web/20150223025110/http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/pio-xii-pio-xii-pius-xii-ebrei-romani-roman-jews-romano-judos-6429/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;documenti &lt;/a&gt;che dimostrano i contatti tra la chiesa nazionale tedesca – Santa Maria dell’Anima, vicino Piazza Navona a Roma – e il generale delle SS Reiner Stahel. Il vescovo Alois Hudal, guida della chiesa nazionale tedesca, fu invitato da Pio XII – tramite suo nipote Carlo Pacelli – a chiedere di fermare quanto prima gli arresti. Il vescovo austriaco scrive infatti al gerarca nazista:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;“Proprio ora, un&#39;alta fonte vaticana [...] mi ha riferito che questa mattina è iniziato l&#39;arresto degli ebrei di nazionalità italiana. Nell&#39;interesse di un dialogo pacifico tra il Vaticano e il comando militare tedesco, le chiedo urgentemente di dare ordine di fermare immediatamente questi arresti a Roma e nella zona circostante. Richiedono una misura di questo tipo la reputazione della Germania nei Paesi stranieri, e anche il pericolo che il Papa protesti apertamente”.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Gli arresti si limitarono al 16 ottobre, e dei 12 428 ebrei censiti a Roma nel 1943, più di 11 400 si salvarono grazie all&#39;intervento diretto di Pio XII.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ecco che cosa significa che esistono diversi modi di raccontare la storia: Angela dice il vero, è innegabile. Ma non &lt;i&gt;tutto&lt;/i&gt; il vero. Ed è grave la mancanza di un tassello così importante come il contributo della Chiesa di Roma alla causa ebrea. Da una parte forse avrebbe perso qualche punto di share, perché – si sa – la leggenda di Papa Pacelli antisemita e collaborazionista è così apprezzata dal grande pubblico che sarebbe un peccato smentirli con la verità storica. Dall&#39;altro perché sarebbe poi inutile inquadrare in continuazione la scritta INDIFFERENZA, quando in realtà i cattolici romani donarono il proprio oro per salvare gli ebrei e addirittura il Papa fece il possibile per evitare quelle vite...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Risultati immagini per ghetto di roma&quot; src=&quot;http://annascrigni.com/wp-content/uploads/2018/01/ghetto-ebraico-di-roma-portico-dottavia-2-1920x1916.jpg&quot; height=&quot;319&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Vista del Ghetto di Roma.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Casualmente l’indifferenza è accennata più volte, talvolta sottolineata da Angela, ma raramente supportata da fatti: forse anche in questo caso i fatti avrebbero reso meno attraente il prodotto televisivo, ma di certo avrebbero più completa la narrazione storica. Che cosa ha fatto la resistenza partigiana per evitare tutto ciò? Che cosa ha fatto il Comitato di Liberazione Nazionale? Che cosa hanno fatto gli alleati? Forse Angela si sarebbe potuto interrogare un po’ di più su queste domande:&amp;nbsp; il telespettatore medio si sarebbe annoiato nel sentire le risposte, ma chiunque ha a cuore la verità storica ne sente tremendamente la mancanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è un ulteriore &lt;i&gt;però&lt;/i&gt;, che può sembrare una superficialità lessicale, ma che si ripete così tante volte da far venire il dubbio. Nel descrivere i responsabili del rastrellamento del Ghetto, Angela cita il regime &lt;i&gt;nazifascista&lt;/i&gt;: è difficile parlare di regime fascista dopo l’8 settembre, e l’unica possibilità sarebbe riferirsi alla Repubblica Sociale Italiana, annunciata meno di un mese prima, stato fantoccio del Terzo Reich che sicuramente non poteva pensare di allargarsi fino a Roma per contribuire al rastrellamento degli ebrei romani. E allora perché si parla di regime &lt;i&gt;nazifascista&lt;/i&gt;? Non sarebbe più giusto parlare di regime nazista? Si potrebbe inoltre a lungo discutere anche se la Repubblica Sociale Italiana fosse espressione del Fascismo che aveva governato in Italia nel Ventennio oppure del Nazismo che lo aveva istituito come stato satellite, facendosi garante della sua sopravvivenza. Come anche si potrebbe dibattere sulle differenze ideologiche tra Nazismo e Fascismo, citando De Felice e Arendt, ma questa è un’altra storia...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ancora un &lt;i&gt;però&lt;/i&gt; sorge circa la mancata partecipazione delle forze armate italiane al rastrellamento, su cui ormai ci sono pochi dubbi. Kappler, il comandante nazista che gestì le operazioni, scrive nel suo rapporto:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
“&lt;i&gt;In vista dell’assoluta sfiducia della polizia italiana qualora impiegata in azioni del genere, non si è ritenuto opportuno invitarla a partecipare&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Viene quindi da chiedersi quanto i nazisti considerassero gli italiani collaborazionisti, e se fossero anche loro convinti dell’indifferenza della polizia e dei carabinieri italiani davanti al massacro di altri cittadini italiani.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’Italia che Angela dipinge come indifferente al dramma degli ebrei era in realtà il paese europeo che era riuscito a garantire la maggiore inclusione degli ebrei nel proprio tessuto sociale: l’Italia aveva avuto primi ministri ebrei (Sidney Sonnino e Luigi Luzzato), era stata rappresentata al tavolo della pace della Grande Guerra da un ebreo (Salvatore Barzillai), il militare più decorato nel conflitto del ’15-’18 era ebreo (Emanuele Pugliese), Roma aveva avuto un sindaco ebreo (Ernesto Nathan),....&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E lo stesso fascismo, pescando omogeneamente in tutti i livelli della società italiana, aveva una notevole componente ebrea: vi erano 5 ebrei a fondare il PNF a San Sepolcro, 3 ebrei furono iscritti nella lista dei martiri fascisti caduti tra il ’19 e il ’22, 230 ebrei marciarono su Roma, a Fiume con D’Annunzio erano presenti moltissimi ebrei, il vice capo della Polizia durante il Ventennio era ebreo (Dante Almansi), così come Maurizio Lava, vicegovernatore della Libia, governatore della Somalia e poi capo della milizia fascista.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Proprio Dante Almansi fu autorizzato da Mussolini stesso a costituire un’organizzazione per l’assistenza degli ebrei rifugiati in Italia perché perseguitati negli altri paesi. Questa organizzazione sopravviverà allo stesso Mussolini, continuando a salvare le vite di migliaia di ebrei fino alla fine del conflitto: fra il 1943 ed il 1945 consentì inoltre a oltre cinquemila rifugiati ebrei di raggiungere paesi neutrali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Risultati immagini per israel rivista mensile fascismo&quot; height=&quot;158&quot; src=&quot;https://www.regesta.com/wp-content/uploads/2018/01/testata-Israel.jpg&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Israel, rivista ebraica italiana, dedicò un numero commemorativo&lt;br /&gt;
al decennale della Marcia su Roma.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È quindi difficile dipingere gli italiani del 1943 come un popolo omertoso o addirittura antisemita, perché gli ebrei erano riconosciuti italiani e si sentivano essi stessi parte della nazione fascista. È sicuramente più facile ripetere la parola indifferenza, per far passare velatamente un messaggio che difficilmente si potrebbe suffragare con la realtà dei fatti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ancora un &lt;i&gt;però&lt;/i&gt; viene dalla descrizione dei campi di smistamento, concentramento e sterminio presenti in Italia. Angela cita il campo di Fossoli e la Risiera di San Sabba: i drammi vissuti in quei campi non possono essere dimenticati, e la memoria passa anche – e soprattutto –&amp;nbsp;da racconti come questi. Però è bene anche ricordare che il campo di Fossoli è stato un campo per i militari  britannici, sudafricani, neozelandesi catturati nelle operazioni di guerra in Africa settentrionale, almeno fino all&#39;8 settembre 1943, quando passò sotto il controllo della Repubblica Sociale Italiana, e quindi del Terzo Reich. Così dome la Risiera di San Sabba, che fu utilizzata per la prima volta come prigione per internare provvisoriamente i militari italiani dopo l&#39;Armistizio: nei mesi e gli anni a seguire, ai prigionieri politici seguirono anche ebrei, slavi, partigiani, sloveni e croati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma fino all&#39;8 settembre 1943 questo tipo di campi non erano mai esistiti: esistevano altri campi, come ad esempio il campo di internamento di Ferramonti, in provincia di Cosenza, controllati direttamente da Carabinieri e Camicie Nere. Il dottor Salim Diamand fu internato nel campo di Ferramonti, e descrive la sua esperienza nel libro &lt;i&gt;Internment in Italy&lt;/i&gt;: “&lt;i&gt;Non ho mai trovato segni di razzismo in Italia. Nel campo controllato da Carabinieri e Camicie Nere gli ebrei stavano come a casa loro&lt;/i&gt;”. Racconta inoltre che gli internati ricevevano dal Governo fascista 8 lire al giorno, da spendere come preferivano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
È chiaro dunque che il drastico e drammatico cambio di atteggiamento nei confronti degli ebrei è coinciso con l&#39;8 settembre 1943, la data che in Italia ricordiamo con il nome altisonante e dignitoso di Armistizio, ma che gli americani - citando Eisenhower - chiamano &lt;i&gt;crooked deal&lt;/i&gt;, lo sporco affare: a proteggere gli ebrei dai nazisti non vi erano più le camicie nere fasciste, ma gli alleati o - come a Roma - solo la Chiesa e i civili.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si tratta di un altro tassello del non-detto che rende il documentario di Angela bello ma incompleto, se non quasi fazioso. Faziosa come d&#39;altronde è stata la gran parte della storiografia contemporanea, confermando la triste constatazione che la storia viene scritta dai vincitori.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E di conseguenza, ignora che ‘&lt;i&gt;la precisione chirurgica&lt;/i&gt;’ con cui i nazisti andarono a bussare alle porte degli ebrei romani era la stessa con cui nel 1940 andarono a rastrellare gli ebrei francesi, grazie alla lista di 150 000 nomi passata loro direttamente dal Dipartimento della Senna (allora governo alleato…). Così come ignora l’indifferenza del console inglese, che addirittura minacciò di silurare le imbarcazioni cariche di ebrei fuggiaschi che provavano ad avvicinarsi alla Palestina, o la US Navy schierata per evitare che le coste statunitensi diventassero porto d’approdo per gli ebrei europei in fuga dalla persecuzione nazista.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E allora viene da ripensare alle belle parole con cui Angela ha aperto la sua serata trionfale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.blogger.com/video.g?token=AD6v5dzXEWLk5fc_vNZiBFKKHraRL_6ur5l8Udmc9QLfmebLcNloG0dOcrByQiPQphwL3yTXQPb8B93aZ67SfJ5uTw&#39; class=&#39;b-hbp-video b-uploaded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;“Il modo migliore per impedire che i volti bui della storia ritornino è riconoscere la storia”.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Insomma, scrivere e raccontare i ricordi della propria memoria collettiva. E viene alla mente anche un drammaturgo austriaco che diceva che “&lt;i&gt;è facile scrivere i propri ricordi quando si ha cattiva memoria&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, considerando le dimenticanze di Angela che abbiamo appena finito di raccontare, verrebbe da dire che forse il figlio di Piero non ha un’ottima memoria: nel qual caso sarebbe giustificato, perché - come detto - fare memoria è difficile quando si ha una cattiva memoria. Molto difficile, quasi quanto andare in prima serata su Rai1 e dire che il fascismo non era razzista, che Pio XII non era antisemita e che l’Italia del 1943 tutto era tranne che indifferente al dramma degli ebrei.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/451890886206357675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2018/10/alberto-angela-bravo-ma-non-bravissimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/451890886206357675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/451890886206357675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2018/10/alberto-angela-bravo-ma-non-bravissimo.html' title='Alberto Angela: bravo ma non bravissimo'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiipPD5-kISjK6xYgcpXW_f9gtmHkdBEHOgtd8fVI5JiaJlYOzblP7ALXYMxgh4xixsJYZClmXl9jxZgXmzZ_GKwEvswLINBEJWehhaLqrMwndUEvxVTnInSHIuCKas64YnAdRsBBw1JNb9/s72-c/IMM1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-82308961532176538</id><published>2018-01-27T07:30:00.000+01:00</published><updated>2018-10-15T23:27:10.341+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giornata della Memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>Il Rispetto della Storia: la Shoah Cancellata</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEieDQGVmWrUdw5GdAYH3czbjMzJl64Tvk1I62_4VIHfHuEOA0vutmrVTyif_kQZ_pYQ4EmS1vW_poUQa-zgMqvPEFJ7RBxUACb27Inx9QNSeWAVrzZ7Xsp3hKytz5ww_jA8gnYGY7Gn-xGJ/s1600/giornata-della-memoria.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;400&quot; data-original-width=&quot;600&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEieDQGVmWrUdw5GdAYH3czbjMzJl64Tvk1I62_4VIHfHuEOA0vutmrVTyif_kQZ_pYQ4EmS1vW_poUQa-zgMqvPEFJ7RBxUACb27Inx9QNSeWAVrzZ7Xsp3hKytz5ww_jA8gnYGY7Gn-xGJ/s320/giornata-della-memoria.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un drammaturgo austriaco di fine &#39;800 diceva che &#39;&lt;i&gt;è facile scrivere i propri ricordi quando si ha una cattiva memoria&lt;/i&gt;&#39;. Oggi il mondo si ferma per coltivare il ricordo dell&#39;Olocausto, perché - per avere una buona memoria - dobbiamo prima di tutto esercitarla. Ed è obbligo morale di ognuno di noi ricordare quello che è successo, chiamando le cose con il proprio nome, senza falsi alibi né distorsioni ideologiche. In una parola, Memoria è prima di tutto Rispetto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Rispetto per chi ha pagato con la vita la follia collettiva di un&#39;ideologia perversa e anti-umana. Rispetto per un popolo che dopo 70 anni ancora mostra le ferite di uno dei più grandi genocidi della storia. Rispetto di chi continua a riaprire quella ferita pur di coltivare la memoria, prima che il tempo porti via anche gli ultimi testimoni. In una parola, rispetto della Storia.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E rispettare la Storia significa raccontare tutto in maniera obiettiva la verità storica negata dalle menzogne e oscurata dal silenzio. E come Italiani, dobbiamo avere rispetto di nostri connazionali che in quegli anni hanno vissuto - da diverse prospettive - il dramma dell&#39;Olocausto: prima di tutto delle vittime. E per fortuna sono numerosissime le occasioni per dare il giusto spazio a chi ne è testimone: la recente nomina a senatrice a vita da parte del Presidente Mattarella di &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/01/19/mattarella-nomina-liliana-segre-senatrice-a-vita-_fc751e24-d8ba-4f12-beab-afb6887040ee.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Liliana Segre&lt;/a&gt;&amp;nbsp;è solo l&#39;ultima piacevole conferma. Tuttavia sembra opportuno allargare la lente d&#39;ingrandimento dell&#39;interesse pubblico su un altro aspetto che dovrebbe stare a cuore soprattutto a noi italiani. Quale è stato l&#39;atteggiamento dello Stato Italiano nei confronti degli ebrei in quegli anni? E quale quello della società intera?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La risposta più rapida porta alla memoria le tristi leggi razziali approvate proprio 80 anni fa: e tuttavia molto spesso la risposta più immediata non è la più completa. Con questo breve articolo ci proponiamo di ripercorrere il rapporto tra ebrei e Stato Italiano nel corso del Ventennio, per comprendere al meglio dei provvedimenti legislativi che rimarranno in ogni caso macchia eterna nella nostra storia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: center;&quot;&gt;
***&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Affrontando l&#39;argomento del rapporto fra fascismo ed ebraismo ci si trova subito di fronte un innegabile dato si fatto: fra il 18 settembre 1938 e la prima metà degli anni &#39;40 il Governo Mussolini approvò una serie si provvedimenti chiaramente discriminatori nei confronti degli ebrei italiani, passate alla storia come &lt;i&gt;leggi razziali&lt;/i&gt;, che supponevano una base ideologica rappresentata dalla dichiarazione dell&#39;esistenza delle razze. E tuttavia queste non possono cancellare oltre 15 anni di governo, né possono giustificare la riduttiva rappresentazione che la storia rende di questo argomento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Proponiamo anche noi dei dati di fatto parimenti incontestabili, che attestino la parziale falsificazione della storia, la manipolazione e l&#39;alterazione dei fatti storici, la quasi totale falsità della vulgata resistenziale che ha spesso troneggiato nella cultura repubblicana.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Primo fatto. Esiste una moneta coniata dalla comunità ebraica italiana su cui è possibile leggere &quot;&lt;i&gt;La comunità ebraica riconoscente al re Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Secondo fatto. Il giornale sionista &quot;&lt;i&gt;Israel&lt;/i&gt;&quot;, in occasione del decennale della Marcia su Roma, pubblicava il 27 ottobre 1932: &quot;&lt;i&gt;Dopo 10 anni di regine fascista, il ritmo spirituale della vita ebraica in Italia è più intenso, assai più intenso di prima. In un clima storico come quello del fascismo riesce più facile ai dimentichi di ritrovare il cammino della propria conoscenza, ai memori di rafforzarlo, presidiandolo di studi e di opere&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: left; padding: 1px; position: relative; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1xoMXkhJlbGcJzGWOduS-dUh6d4QG7_lrfQ-29733Ajm-tpbDIu1A7_GbTfr3SPxmyblpgBwP1rbhThjvlwZzlVqimDtRQWOF26g4hWIS4ce2iB8ade6-B4NHVyUprMjOXo9iooD6BkQ/s1600/israel.jpg&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration-line: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1xoMXkhJlbGcJzGWOduS-dUh6d4QG7_lrfQ-29733Ajm-tpbDIu1A7_GbTfr3SPxmyblpgBwP1rbhThjvlwZzlVqimDtRQWOF26g4hWIS4ce2iB8ade6-B4NHVyUprMjOXo9iooD6BkQ/s1600/israel.jpg&quot; style=&quot;background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12.32px;&quot;&gt;Frontespizio del giornale sionista &quot;Israel&quot;.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Terzo fatto. Le cosiddette Leggi Falco (1930) e quelle degli anni immediatamente successivi riorganizzarono totalmente le comunità ebraiche nel Belpaese: regolarono istituzioni ebraiche - scuole comprese - nel territorio nazionale; risalgono a questi anni leggi che sono ancora oggi - a oltre 80 anni dalla promulgazione - sono in vigore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
E di fatti come questi la storia ne è piena. Ci sia ora consentito presentare dopo la schietta oggettività dei fatti anche una soggettiva dichiarazione di parte, come quella dello storico israeliani &lt;a href=&quot;http://www.einaudi.it/libri/libro/l-on-poliakov/il-nazismo-e-lo-sterminio-degli-ebrei/978880616423&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Leon Poliakov&lt;/a&gt;: &quot;&lt;i&gt;Ovunque penetrassero le truppe italiane, si legava uno schermo protettore di fronte agli ebrei. [...] Appena giunte sul luogo di loro giurisdizione, le autorità italiane annullano le disposizioni decretare contro gli ebrei&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Ci si trova dunque fra due poli opposti, fra chi ritiene Mussolini &#39;&lt;i&gt;parte della macchina della soluzione finale&#39;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e chi invece scagiona completamente lo statista di Predappio. Anche in questo caso probabilmente entrambe le posizioni sono frutto di una risposta immediata, e quindi non necessariamente corrette: la verità sta nel mezzo, e per comprendere davvero questa posizione, è opportuno ripercorrere brevemente la storia del Ventennio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
All&#39;avvento del fascismo le comunità ebraiche erano completamente integrate nella società italiana: fra i generali dell&#39;esercito durante la Grande Guerra ben 50 erano ebrei, compreso Emanuele Pugliese, il più decorato d&#39;Italia; dei 350 senatori di nomina regia ben 19 sono ebrei; nel 1906 il barone ebreo Sydney Sonnino diventa Presidente del Consiglio, nel 1910 viene sostituito da un altro ebreo, Luigi Luzzatto. Roma per sei anni (1906-1913) ha avuto un sindaco ebreo, e l&#39;Italia nelle trattative di pace di Versailles fu rappresentata da Salvatore Barzilai, ebreo anch&#39;egli. È difficile dunque pensare che con l&#39;avvento del Fascismo le comunità ebraiche, così ben radicate ed integrate, siano state improvvisamente oggetto di un così profondo odio e convinta discriminazione razziale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: right; padding: 1px; position: relative; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifAjWgnZGCPF1TGeI3yPDaJC2J8GLER3nCTHPgbqykxiHmp1dhtbvJf7wGg9RMQymKni8o4ybdEqbmPcxsPVlLeCdfuYp4Lopy54-1fFCmXgG2ccxWEM1mIbeztT4B6DxBqDfBCHiC73k/s1600/Sidney_sonnino.jpg&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration-line: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifAjWgnZGCPF1TGeI3yPDaJC2J8GLER3nCTHPgbqykxiHmp1dhtbvJf7wGg9RMQymKni8o4ybdEqbmPcxsPVlLeCdfuYp4Lopy54-1fFCmXgG2ccxWEM1mIbeztT4B6DxBqDfBCHiC73k/s1600/Sidney_sonnino.jpg&quot; style=&quot;background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;263&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12.32px;&quot;&gt;Sidney Sonnino, ebreo: Primo Ministro 1909-1910&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ed in effetti la stessa riunione in cui nacque il fascismo, la famosa riunione di San Sepolcro a Milano il 23 marzo 1919, dei 119 partecipanti 5 erano ebrei; tre ebrei furono anche iscritti nei nomi dei &lt;i&gt;&#39;martiri fascisti&#39;&lt;/i&gt;, i militanti morti nei tre anni successivi negli scontri con i socialisti: Duilio Sinigaglia, Gino Bolaffi e Bruno Mondolfo. 230 ebrei marciano su Roma e nel 1922 ben 746 ebrei sono iscritti al partito fascista o a quello nazionalista, fusi poi nel 1923. Gli ebrei sono parte viva della società fascista, propulsore ben integrato dell&#39;economia del Ventennio, che rivendicano giustamente la propria partecipazione politica: a Fiume con D&#39;Annunzio ci sono diversi ebrei, il vice capo della polizia durante buona parte del Ventennio è tale Dante Almansi, ebreo come Maurizio Lava, vicegovernatore della Libia, governatore della Somalia, capo della milizia fascista. Ci scusino i nostri lettori se ci siamo dilungati tanto nello sterile elenco di persone ai più sconosciuti, ma riteniamo interessante conoscere quale fosse effettivamente la realtà in Italia durante il Ventennio, su quale humus culturale, politico e sociale nasce - secondo la vulgata resistenziale - l&#39;innato odio fascista per gli ebrei.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
La moneta con cui abbiamo aperto la nostra dissertazione ha un perché storico ben preciso: nel febbraio 1934 Chajm Weizmann, uno dei maggiori esponenti del sionismo internazionale, incontra il Duce, che volle fortemente l&#39;incontro - cime scrive la storica ebrea Rosa Paini -, per poter concedere di lì a poche settimane ben 3000 visti per autorizzare tecnici e scienziati ebrei di stabilirsi in Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Nei celebri Colloqui con Mussolini dello scrittore e giornalista ebreo Emil Ludwig, il Duce afferma: &lt;i&gt;&#39;il razzismo è una stupidaggine, l’antisemitismo in Italia non esiste&#39;&lt;/i&gt;. Era il 1932 e nei 5 anni precedenti 4920 ebrei si erano iscritti al Partito Fascista. Dopo le leggi razziali - nonostante le favole narrate nell’immediato dopoguerra e canonizzate negli ultimi decenni - la situazione non cambiò poi molto: nel 1939 il Governo Mussolini autorizza Dante Almansi, presidente della comunità ebraica italiana a costituire un’organizzazione per l’assistenza degli ebrei rifugiati in Italia perchè perseguitati nei propri paesi. Questa organizzazione sopravviverà allo stesso Mussolini, continuando a salvare le vite di migliaia di ebrei fino alla fine del conflitto: fra il 1943 ed il 1945 consentì inoltre a oltre cinquemila rifugiati ebrei di raggiungere paesi neutrali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: left; padding: 1px; position: relative; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdLRJWAdKIFY_0qDtOQnX0TCxhIJY1kHCabny2PBqZYAANtC8Ua-fTmpngolBv1iAfdhPOy1z5_0JC4ryGHwjRCnrfxLWvylwDbVlJ-wtp00SaQ2La72HayxeqxU1gB1-_4EPc3oJPFtM/s1600/ferramonti.jpg&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration-line: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;273&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdLRJWAdKIFY_0qDtOQnX0TCxhIJY1kHCabny2PBqZYAANtC8Ua-fTmpngolBv1iAfdhPOy1z5_0JC4ryGHwjRCnrfxLWvylwDbVlJ-wtp00SaQ2La72HayxeqxU1gB1-_4EPc3oJPFtM/s1600/ferramonti.jpg&quot; style=&quot;background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12.32px;&quot;&gt;Campo di internamento di Ferramonti.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
In Italia non sono mai esistiti campi di concentramenti per ebrei, ma solo campi di internamento per i cittadini dei paesi con sui il nostro Paese era in guerra: e - almeno fino all’Armistizio - in questi campi non vi era la minima traccia di razzismo. Il dottor Salim Diamand fu internato nel campo di Ferramonti, e descrive la sua esperienza nel libro &lt;i&gt;Internment in Italy&lt;/i&gt;; in queste pagine si può leggere: &#39;&lt;i&gt;Non ho mai trovato segni di razzismo in Italia. Nel campo controllato da Carabinieri e Camicie Nere gli ebrei stavano come a casa loro&#39;&lt;/i&gt;. Fra le altre cose gli internati ricevevano dal Governo fascista 8 lire al giorno da spendere come preferivano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
La vera svolta nella condizione degli ebrei avvenne infatti il giorno di quello che gli inglesi chiamano &lt;i&gt;crucked deal&lt;/i&gt;, lo &lt;i&gt;sporco affare&lt;/i&gt;, l’Armistizio: il Governo Badoglio tutto fece tranne che abrogare le terribili leggi razziali. E proprio a questi giorni risale il terribile rastrellamento del Ghetto di Roma: era il 16 ottobre 1943 e le truppe naziste poterono finalmente compiere tutto ciò che fino ad allora la presenza di Mussolini aveva impedito. E ad ostacolare l’azione delle SS non vi fu nessun partigiano, ma solo i fascisti rimasti nella Città Eterna: una figura che la storiografia ha debitamente cancellato risponde al nome di Ferdinando Natoni che, in virtù della propria qualifica di &lt;i&gt;fascista&lt;/i&gt;, poté esigere la liberazione degli ebrei rastrellati da una delle squadre di SS presenti in città. E come lui fecero molti altri fascisti, a Roma come in Italia e all’estero.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
Ignorare quanto fatto dalle generazioni dei nostri nonni e bisnonni in quegli anni significa mancare di rispetto a degli Italiani di cui dovremmo essere orgogliosi: il razzismo e l’antisemitismo fascista, infatti, è ancora tutto da dimostrare; a differenza di molti episodi con protagonisti gli Alleati - anch’essi opportunamente rimossi dalla storiografia - che hanno portato il giornalista Daniele Vicini a scrivere su L’Indipendente il 20 luglio 1993: &#39;&lt;i&gt;strana dittatura quella fascista, strana democrazia quella americana&#39;&lt;/i&gt;. Nel 1940 il solo Dipartimento della Senna consegnò ai tedeschi uno schedario di circa 150 000 ebrei, prima di consegnare ai tedeschi 5 802 donne e 4 051 bambini ebrei. E d’altronde la Gran Bretagna non fu da meno quando il suo Console avvertì un’imbarcazione carica di ebrei fuggiaschi che se si fosse avvicinata alle coste della Palestina sarebbero stati respinti e silurati in quanto immigrati illegali. E gli Stati Uniti infine farebbero una magra figura se posti davanti al fatto compiuto che fecero intervenire la Usa Navy per evitare che le coste americane diventassero porto d’approdo per migliaia di ebrei.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &amp;quot;Droid Sans&amp;quot;; font-size: 15.4px; text-align: justify;&quot;&gt;
La guerra è semplicemente disumana, ed episodi come questi sono purtroppo tristemente comuni, sempre e comunque da tutte le parti in causa: ma ignorare tali episodi significa non avere rispetto della Memoria. Con episodi del genere si potrebbe raccontare una Shoah dimenticata, o meglio rimossa: una serie di fatti che riscriverebbero la storia o - più propriamente - la scriverebbero per la prima volta, perché questa storia non l’ha mai scritta nessuno. Forse per dimenticanza, perché &#39;&lt;i&gt;è facile scrivere i propri ricordi per chi ha cattiva memoria&#39;&lt;/i&gt;. Oppure perché qualcuno preferisce altre versioni parziali dei fatti, dimenticando che la Memoria è prima di tutto Storia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;



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&lt;span style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;La presente lettera è stata inviata a Monica Maggioni, presidente della RAI, e per conoscenza a Daria Bignardi, direttrice di RAI3, Paolo Messa e Arturo Diaconale, membri del consiglio di amministrazione. Vi terremo aggiornati sulla risposta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEil4ulFbw5EIhbMX5SpOZKXrZCsSJlXu62-8N249JUqNLL4-Kof80zzk-Zx8VvUfnIiTLi54sl2mw60SbYSNjttP1u6yy8eciA1w4XdSUqHVdgnN6kg0tX-2x4zJlH0pxr1RRoHtDwd14bJ/s1600/stato-civile.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;192&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEil4ulFbw5EIhbMX5SpOZKXrZCsSJlXu62-8N249JUqNLL4-Kof80zzk-Zx8VvUfnIiTLi54sl2mw60SbYSNjttP1u6yy8eciA1w4XdSUqHVdgnN6kg0tX-2x4zJlH0pxr1RRoHtDwd14bJ/s400/stato-civile.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Gentile dott.ssa Maggioni,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
come da oggetto, la presente è per protestare vibratamente per il disservizio relativo alla messa in onda del programma Stato Civile su Rai3: si tratta di disservizio perché il programma non rientra in alcun modo nel pubblico servizio che dovreste garantire.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
StatoCivile affronta un tema estremamente divisivo per il paese: e tuttavia nel palinsesto Rai non vi è alcun programma analogo che presenti le opinioni della parte opposta. Faccio presente che, secondo le ultime stime Istat, le famiglie italiane sono circa 14 milioni, mentre i nuclei costituiti da coppie omosessuali appena 800: tuttavia la vostra &#39;disinformazione&#39; si focalizza esclusivamente sullo 0,00006% dei nuclei familiari italiani, ignorando la stragrande maggioranza delle famiglie.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
Risulta assolutamente assente il contraddittorio, dimostrando che non si tratta - come già ribadito sopra - di servizio di informazione, ma di un asservimento di uno strumento finanziato dai cittadini ad una funzione che non gli è propria: quella di indottrinamento massivo dell&#39;opinione pubblica a fini ideologizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre riservare la fascia pre-serale del periodo natalizio ad un programma del genere, garantendo così la possibilità di share elevato, appare strumentale: è possibile sapere quali sono state le motivazioni per spostare il programma dalla seconda serata alla fascia pre-serale?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiedo pertanto l&#39;immediata sospensione della trasmissione e suggerisco, per meglio affrontare il tema delle unioni civili e dei diritti degli omosessuali, un format diverso, che preveda un contraddittorio e che svisceri pienamente le questioni: perché non dare spazio alle milioni di testimonianze di gioia quotidiana nelle famiglie costituite da un uomo ed una donna?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Faccio infine notare che, nel programma da voi ideato, non vi è alcuno spazio per i temi riguardanti i diritti del bambino. Essere dimentichi dei diritti di chi non ha la voce per rivendicarli, è un vergognoso crimine contro la democrazia e le generazioni future.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rimango in attesa di pronta risposta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/4323479876434719111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2017/01/statocivile-lettera-mamma-rai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/4323479876434719111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/4323479876434719111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2017/01/statocivile-lettera-mamma-rai.html' title='StatoCivile: lettera a &#39;mamma Rai&#39;'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEil4ulFbw5EIhbMX5SpOZKXrZCsSJlXu62-8N249JUqNLL4-Kof80zzk-Zx8VvUfnIiTLi54sl2mw60SbYSNjttP1u6yy8eciA1w4XdSUqHVdgnN6kg0tX-2x4zJlH0pxr1RRoHtDwd14bJ/s72-c/stato-civile.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-2596811035563606987</id><published>2015-08-17T08:47:00.000+02:00</published><updated>2015-08-17T09:10:13.563+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="attualità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pensiero"/><title type='text'>I diritti non sono per tutti!</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hIR_2W6YySm4ipUjF3AhwarhMekBnRDlhqAisGfUsntduj2V5WpZQ-o41m3pEZ_pJ035O52aCmcf43GhvezSIQ2jgen8a0d-Bepeu5xJkfmLi8-_DWklVngHaOoEeG20giC33j96pfig/s1600/diritti.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hIR_2W6YySm4ipUjF3AhwarhMekBnRDlhqAisGfUsntduj2V5WpZQ-o41m3pEZ_pJ035O52aCmcf43GhvezSIQ2jgen8a0d-Bepeu5xJkfmLi8-_DWklVngHaOoEeG20giC33j96pfig/s1600/diritti.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La questione che tiene banco sui giornali in questo
Ferragosto non tropo caldo è la vicenda di un bambino nato proprio due giorni
fa, il 15, a Milano: si tratta del figlio di Martina Levato, nota ai più per le
vicende giudiziarie che l’hanno travolta e per il rilievo che i giornali hanno
riservato al suo caso. Senza voler esprimere giudizi sui processi mediatici,
prima ancora che giuridici, che periodicamente vengono fuori in Italia, e senza
voler commentare che stavolta nessuno ha urlato la necessità di una legge
contro il ‘&lt;i&gt;maschicidio&lt;/i&gt;’ – e meno male! – vogliamo porre l’attenzione su un
fatto, di per sé semplice, che a rigor di logica dovrebbe lasciare interdetto l’italiano
medio portatore sano di cervello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Andiamo con ordine: nel caso in questione esiste una donna
condannata a 14 anni per aver commesso un reato. Nessuno mette in discussione
la sentenza e quindi attribuisce alla donna una determinata colpa. Il neonato
figlio di questa donna viene allontanato dalla madre dopo appena 5 minuti dalla
nascita, proprio in virtù della condanna che la madre ha subito e delle
conseguenti indicazioni della magistratura. Ora, appare più che lecito questionare
su chi si stia proteggendo con un atto del genere, e sembra altrettanto
legittimo discutere della proporzionalità della pena inflitta in base alla
colpa riconosciuta alla donna dalla magistratura: ed infatti su tutti i giornali
e telegiornali almeno un articolo o servizio è riservato alla questione, con la
notizia di ieri dell’adottabilità del bambino chiesta dal pm, in barba alle
volontà della madre, del padre, dei nonni e dei parenti più stretti. Non è
affatto facile esprimere un giudizio in merito e noi ce ne asteniamo pilatescamente,
non essendo questo l’aspetto che intendevamo mettere in evidenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgFjZnJvxjTXeKb7VEWVp9Ab8svSVSrF4uVbJbWLgRUi3de8V3rNS-WgRWEp1K8bx82TXcNe1UwaAbm5B_g3lsmJu2d540oUlMTPeFYqaRsBnrQ0np3-3EdB38L5l7yixoekw2qPSCIlKCG/s1600/bimbi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgFjZnJvxjTXeKb7VEWVp9Ab8svSVSrF4uVbJbWLgRUi3de8V3rNS-WgRWEp1K8bx82TXcNe1UwaAbm5B_g3lsmJu2d540oUlMTPeFYqaRsBnrQ0np3-3EdB38L5l7yixoekw2qPSCIlKCG/s320/bimbi.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Esistono infatti casi analoghi in cui a nessuno in Italia
viene in mente di fare alcun discorso relativo ai diritti del bambino di avere
una madre e della madre di poter abbracciare il proprio figlio: si tratta dei
bambini nati dai cosiddetti ‘&lt;i&gt;uteri in affitto&lt;/i&gt;’. Sia chiaro: sappiamo benissimo
che in Italia, per fortuna, non è legale, ma esistono non poche persone che
fanno di tutto affinché lo diventi. Cerchiamo di essere logici e di cercare le
differenze tra il caso di Martina Levato e di suo figlio e, per esempio, del ‘&lt;i&gt;figlio&lt;/i&gt;’
di Elton John: in quel caso una donna, a cui la magistratura non aveva
riconosciuto nessuna colpa, ha dato alla luca un figlio, che la magistratura
non si proponeva di dover tutelare da nessuna ‘&lt;i&gt;educazione pericolosa&lt;/i&gt;’, che le è
stato sottratto appena nato per essere assegnato ad una nuova coppia di
genitori omosessuali. La differenza sta tutta nel fatto che la madre del figlio
di Elton John era consapevole e d’accordo con quanto sarebbe successo a suo
figlio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Rimane però un aspetto che il lettore portatore sano di
cervello dovrebbe cogliere: se anche per la madre non fosse un dolore non
vedere più il proprio figlio – ipotesi che diamo valida per assurdo – è ancora
tutto da dimostrare che il bambino non abbia nessun bisogno di trascorrere del
tempo con la madre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La domanda allora sorge spontanea: che colpa ha il figlio
adottivo di Elton John? È forse considerato un ‘&lt;i&gt;non-figlio&lt;/i&gt;’?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La dittatura del pensiero debole ci porta a pensare che
tutto ciò che è possibile è lecito, in barba ai diritti di chi non può
rivendicarli: ecco allora che se la madre firma perché il figlio le venga
sottratto poco dopo la nascita, tutto diventa permesso. Pochi mesi fa, una
giornalista de ‘&lt;i&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/i&gt;’ scriveva a favore non solo dell’utero in
affitto, ma di tutto ciò che in tal senso la scienza potrebbe proporci nei
prossimi anni, sentenziando magistralmente che “&lt;i&gt;tutto ciò che la scienza potrà
realizzare sarà realizzato&lt;/i&gt;” (Adele Parrillo, &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/utero-in-affitto-maternita-sociale/1550786/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Utero in affitto e oltre: lamaternità sociale,&lt;/a&gt; 30.03.2015). La stessa giornalista si è espressa proprio
ieri sulla vicenda del figlio di Martina Levato (Adele Parrillo, &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/16/martina-levato-qual-e-il-bene-del-bambino/1961747/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Figlio diMartina Levato, qual è il ‘bene del bambino’?&lt;/a&gt;, 16.08.2015), di cui riportiamo l’ultima
frase: “&lt;i&gt;Dietro la formula “per il bene del bambino” si nasconde spesso una
un’idea di “bene” che non è detto che farà bene. Ma è solo un dubbio. Il dubbio
che a pagare siano sempre gli innocenti&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Qualora qualcuno ne cercasse ancora una conferma, ecco la
dimostrazione che il figlio di Martina Levato è un innocente, a differenza del figlio
adottivo di Elton John, &amp;nbsp;colpevole di chissà quale colpa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLdN-Gj_0w_7Kmv6c3c6PSDvCcsTUCCZmFOiCS4rlhsvKfvQ98NJInWfK9j1WyyWoup6eXA_de0p4WkDQpSNy9VLOKvp684zzKPnGzZBeiDhHoP2nnCzRptC2jxazz-KesO6qclQKuHMVm/s1600/cirinn%25C3%25A0.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLdN-Gj_0w_7Kmv6c3c6PSDvCcsTUCCZmFOiCS4rlhsvKfvQ98NJInWfK9j1WyyWoup6eXA_de0p4WkDQpSNy9VLOKvp684zzKPnGzZBeiDhHoP2nnCzRptC2jxazz-KesO6qclQKuHMVm/s320/cirinn%25C3%25A0.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Monica Cirinnà&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Infine è interessante fare un’ultima considerazione, valida
non solo per la questione del figlio della donna detenuta, ma anche – e soprattutto
– per tutti i casi di maternità surrogata: la spinosa questione delle unioni
civili ed adozioni per coppie gay è discussa in Parlamento nel disegno di legge
che prende il nome della sua prima firmataria, Monica Cirinnà. Costei, romana, senatrice
PD, è stata nel consiglio comunale di Roma come delegata del sindaco per le
politiche dei Diritti degli Animali: con questa carica promosse, nel 2005, un
&lt;a href=&quot;https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/RegolamentoComunaleDirittiAnimali.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;regolamento comunale per la tutela degli animali&lt;/a&gt;. Iniziando a leggere tale
documento si legge: “&lt;i&gt;Finalmente Roma può fregiarsi a pieno titolo del ruolo di
capitale mondiale di civiltà e di integrazione. […] Questo regolamento rappresenta
[..] un documento di fondamentale importanza nel cammino di civiltà che
contraddistingue i cittadini romani&lt;/i&gt;”. Volendo trattenere il sorriso di fronte
ad un incipit così ideologizzato da far ridere più di una barzelletta, si può continuare
nella lettura fino all’articolo 8, comma 6: “&lt;i&gt;E’ vietato separare i cuccioli di
cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi
motivazioni certificate da un medico veterinario&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La stessa Monica Cirinnà si
batte affinché tale diritto, riconosciuto a quelli che lei chiama ‘&lt;i&gt;cittadini
non umani&lt;/i&gt;’, non sia riconosciuto a quegli strani mammiferi che popolano il
mondo, quei primati chiamati &lt;i&gt;sapiens&lt;/i&gt;, quella specie alla quale anche lei – che molto
sapiens non si dimostra! – dovrebbe far parte. Ma, si sa: i diritti non sono per tutti!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/2596811035563606987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/08/i-diritti-non-sono-per-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2596811035563606987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2596811035563606987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/08/i-diritti-non-sono-per-tutti.html' title='I diritti non sono per tutti!'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hIR_2W6YySm4ipUjF3AhwarhMekBnRDlhqAisGfUsntduj2V5WpZQ-o41m3pEZ_pJ035O52aCmcf43GhvezSIQ2jgen8a0d-Bepeu5xJkfmLi8-_DWklVngHaOoEeG20giC33j96pfig/s72-c/diritti.gif" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-3352361557430849695</id><published>2015-01-19T06:00:00.000+01:00</published><updated>2018-10-15T23:27:33.862+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="attualità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="famiglia"/><title type='text'>Il festival delle banalità: o forse no?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgv-p2CL0DVHRbhR-eiupUYmhprrTleic90iIO7MBffdYPg58FxebxDE0EOXj3F2u3v91nh1J3VD1PP6A7XAEpfFzOwT0a1V9CtAsk5O97Il35saR9ZcFMBs0l3cf8ESaTXLTdiyj1NIF8J/s1600/imm_2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgv-p2CL0DVHRbhR-eiupUYmhprrTleic90iIO7MBffdYPg58FxebxDE0EOXj3F2u3v91nh1J3VD1PP6A7XAEpfFzOwT0a1V9CtAsk5O97Il35saR9ZcFMBs0l3cf8ESaTXLTdiyj1NIF8J/s1600/imm_2.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;&lt;i&gt;Maschi e femmine sono diversi&lt;/i&gt;&quot;. E giù applausi. &quot;&lt;i&gt;I bambini nascono da un uomo ed una donna&lt;/i&gt;&quot;. Standing ovation di tutta la platea. &quot;&lt;i&gt;I figli non si vendono&lt;/i&gt;&quot;. La folla in estasi.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non è la cronaca di un festival delle banalità, anche se un tempo sarebbe potuta esserlo: è semplicemente la logica conseguenza dell&#39;illogica realtà di oggi. Una realtà ben evidente ieri pomeriggio a Milano, dove la regione ha organizzato l&#39;ormai noto convegno &#39;&lt;i&gt;Difendere la famiglia per difendere la comunità&lt;/i&gt;&#39;: un migliaio di persone nelle sale interne al Palazzo della Regione e almeno 500 fuori. A poche centinaia di metri la manifestazione dei Giovani Democratici (secondo Repubblica erano &#39;&lt;i&gt;diverse migliaia&lt;/i&gt;&#39;...), al grido di &#39;&lt;i&gt;un bacio li seppellirà tutti&lt;/i&gt;&#39;. Ed in effetti diverse coppie omosessuali contestavano alla loro maniera, baciandosi appassionatamente davanti all&#39;ingresso dell&#39;Auditorium, nell&#39;indifferenza totale di centinaia di pericolosissimi omofobi.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Che cosa c&#39;è più banale di affermare la diversità dei cromosomi XX da quelli XY? Eppure l&#39;Italia di oggi è dominata da una cecità tale da aver bisogno di sentirsi dire queste banalità: perché la Repubblica scatena 15 giorni di campagna disinformativa contro chi lo sostiene, perché a Milano chi osa dire cose del genere diventa una &#39;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiorno.it/milano/convegno-famiglie-insulti-razzisti-tempi-1.580425&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;merda omofobo e sessista&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&#39; (definizione dei campioni di libertà d&#39;espressione che scrivono di notte sui muri!), perché un Maroni che istituisce la giornata della famiglia naturale è &#39;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/01/03/news/milano_i_gay_vanno_curati_expo_e_regione_sponsor_del_convegno_omofobo-104193031/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;oscurantista e medievale&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&#39; (definizione del partito di governo e della sua coalizione)?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Qual è dunque la causa scatenante di questo perverso fenomeno che rende la banale realtà un&#39;indicibile offesa al genere umano? E&#39; forse la macchina del fango dei giornali che tacciano di omofobo un convegno che non parla di omosessuali? Forse. E tuttavia, Massimo Introvigne, sociologo, filosofo e scrittore intervenuto ieri al convegno, ha affermato che &#39;&lt;i&gt;il nemico delle famiglie non sono i gay: è il fisco&lt;/i&gt;&#39;. Perché le comunità LGBT si debbano sentire offese da un&#39;affermazione del genere rimane un mistero... &#39;&lt;i&gt;Maroni al convegno omofobo: i gay sono da curare&lt;/i&gt;&#39;: così titolava la Repubblica la settimana scorsa. Peccato che al convegno non si sia parlato di terapie riparative, se non nell&#39;intervento di un giovane contestatore, evidentemente non previsto né richiesto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per chiunque volesse farsi un&#39;idea sui contenuti di questo temutissimo convegno, è effettivamente complesso reperire qualche citazione testuale, non distorta da ideologie né estratta fuori contesto per cambiarne il significato. Gli interventi principali sono stati cinque, oltre a quelli di politici ed assessori che, di fatto, non hanno portato grande valore aggiunto in termini di contenuti: il primo è stato di Massimo Introvigne, che ha sostenuto quattro tesi.&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;La prima è che la famiglia non è solo – come ha detto Papa Francesco – «il motore del mondo e della storia» ma è anche, forse più modestamente, l’ancora di salvezza dell’Italia.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;La seconda tesi – cito ancora Papa Francesco, nel suo discorso al Movimento di Schoenstatt – è che oggi la famiglia è “bastonata da tutte le parti”.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Terza tesi. La famiglia non si bastona da sola. C’è qualcuno che la aggredisce.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Quarta tesi. Il 12 gennaio il Papa ha ricevuto il Corpo Diplomatico e ha denunciato le «legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia per il bene di tutta la società».&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il testo integrale dell&#39;intervento di Introvigne è disponibile &lt;a href=&quot;http://comunitambrosiana.org/2015/01/17/difendere-la-famiglia-per-difendere-la-comunita/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8zq0E4UYTh_LnvAuXOQz39jgflSy8sZEehCi1OA9tlmDrYjPIu0zT_4XT-nYacW6L9GILgLddW6OZX_HZWwAuMy_x3pwWD8_yfSnt6JmMJjjEPMkTk2a_P6ceGoJDxBsMMcaPCuwbks_v/s1600/imm_1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8zq0E4UYTh_LnvAuXOQz39jgflSy8sZEehCi1OA9tlmDrYjPIu0zT_4XT-nYacW6L9GILgLddW6OZX_HZWwAuMy_x3pwWD8_yfSnt6JmMJjjEPMkTk2a_P6ceGoJDxBsMMcaPCuwbks_v/s1600/imm_1.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A seguire è intervenuto brevemente Padre Maurizio Botta, che ha ricordato che il convegno non era contro nessuno, al massimo contro determinate idee: nel successivo&amp;nbsp;intervento di Marco Scicchitano, psicoterapeuta e ricercatore clinico, si è banalmente ricordata la differenza tra uomo e donna, sostenendo che conoscere ed affermare la differenza tra le persone, anche quella maschile/femminile, è la base per costruire i rapporti e capirsi. Al tempo stesso, ha affermato Scicchitano, &quot;&lt;i&gt;un&#39;educazione sessuale generalizzata ed appiattita è pericolosa e controproducente&lt;/i&gt;&quot;, poiché ogni famiglia ed ogni bambino ha le sue esigenze ed i suoi tempi.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A prendere la parola subito dopo è stata Costanza Miriano, giornalista e scrittrice di diversi libri sulla famiglia e sul matrimonio: prima ha ripreso il concetto di diversità uomo/donna, aggiungendo che &quot;&lt;i&gt;le diversità, anche di liguaggio, sono una ricchezza da tutelare e che ci aiutano&lt;/i&gt;&quot;. Poi, da donna e da madre, ha denunciato la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro, che mette a rischio la maternità e la famiglia stessa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;intervento di Mario Adinolfi, aperto da una rapida considerazione sulla disinformazione che la Repubblica continuava a fare anche sui numeri dell&#39;evento, ha tirato in ballo la politica: &quot;&lt;i&gt;Rivendico il mio essere di sinistra, ed i temi essenziali interrogano sopratutto quel mondo, che dovrebbe sempre difendere il soggetto più debole&lt;/i&gt;&quot;. L&#39;attenzione si è poi spostata sull&#39;adozione, funzionale secondo Adinolfi solo alla legalizzazione dell&#39;utero in affitto: ha raccontato infine quanto già scritto &lt;a href=&quot;http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/il-figlio-di-elton-john-utero-in-affitto-acquistato-ed-anni-di-sofferenza-per-il-bambino/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;nel suo libro&lt;/a&gt; circa il &#39;&lt;i&gt;figlio&lt;/i&gt;&#39; di Elton John.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ci dispiace deludere tutti coloro che continuano a leggere &lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;il Corriere della Sera&lt;/i&gt; e cercano disperatamente i temi omofobi e le discussioni sulle terribili terapie riparative: non se n&#39;è parlato, perché il convegno era sulla famiglia, e gli omosessuali non hanno nulla a che vedere con la famiglia!&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/3352361557430849695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/01/il-festival-delle-banalita-o-forse-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3352361557430849695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3352361557430849695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/01/il-festival-delle-banalita-o-forse-no.html' title='Il festival delle banalità: o forse no?'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgv-p2CL0DVHRbhR-eiupUYmhprrTleic90iIO7MBffdYPg58FxebxDE0EOXj3F2u3v91nh1J3VD1PP6A7XAEpfFzOwT0a1V9CtAsk5O97Il35saR9ZcFMBs0l3cf8ESaTXLTdiyj1NIF8J/s72-c/imm_2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-5143564994737144079</id><published>2015-01-08T06:00:00.000+01:00</published><updated>2015-01-08T22:57:51.483+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="attualità"/><title type='text'>Fascismi Islamici</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5lvoW5sumYdVZe2WBfjvlZe8Z3zyz-Ke3BLcfbi4j1Y04oDpe_f0j4vKyHfd5iUmm0WRSFnuk9FPJsWoMP5aHsaQK6N9UZRnMzj1XYUF539cLl2kvRV9l_YYsNOUcMjeF86By1y5YKyuR/s1600/Terrorismo-islamico_-Gli-obiettivi-nel-mirino-di-Obama_h_partb.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5lvoW5sumYdVZe2WBfjvlZe8Z3zyz-Ke3BLcfbi4j1Y04oDpe_f0j4vKyHfd5iUmm0WRSFnuk9FPJsWoMP5aHsaQK6N9UZRnMzj1XYUF539cLl2kvRV9l_YYsNOUcMjeF86By1y5YKyuR/s1600/Terrorismo-islamico_-Gli-obiettivi-nel-mirino-di-Obama_h_partb.jpg&quot; height=&quot;239&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;attentato alla redazione di Charlie Hebdo non può che far sorgere mille interrogativi: sui pericoli del terrorismo a cui è esposta l&#39;Europa, sull&#39;opportunità di pubblicare determinate vignette, sul labile confine tra satira e blasfemia, sull&#39;innegabile buonismo delle politiche di molti governi europei in difesa della cultura occidentale,...&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Tuttavia un tweet ieri ha colpito la mia attenzione più dei milioni altri cinguettii con hashtag #CharlieHebdo: si tratta di un brevissimo commento di Quit the Doner. Per chi non avesse mai sentito questo &#39;nome&#39;, Quit the Doner è lo pseudonimo di un blogger che scrive nell&#39;anonimato, su diversi blog, siti d&#39;informazione e quotidiani: ha guadagnato grande fama con l&#39;articolo &lt;i&gt;5 buoni motivi per non votare Grillo&lt;/i&gt; ed ha recentemente pubblicato un libro definito da l&#39;Unità come &#39;&lt;i&gt;Reportage fra l’ironico e il narrativo sul modello del giornalismo americano, o forse del libello settecentesco alla Candide&lt;/i&gt;&#39;.&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvE0b7CmMONnLzXUA8_gasn7wl_45mqWWgJdOl68ICeQ6bgcolP0GyHtUoplks4T638aHj8LaADu1GPtuYijF3oLjRCho2tRYc0n5q2X-EeuiRD7znJ5TWfm4opmzpMc_-0tcvMSuur8X3/s1600/IMG_20150108_092059.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvE0b7CmMONnLzXUA8_gasn7wl_45mqWWgJdOl68ICeQ6bgcolP0GyHtUoplks4T638aHj8LaADu1GPtuYijF3oLjRCho2tRYc0n5q2X-EeuiRD7znJ5TWfm4opmzpMc_-0tcvMSuur8X3/s1600/IMG_20150108_092059.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Il commento alla fine della citazione del giornalista morto ieri è terrificante: &quot;&lt;i&gt;Stèphane è stato ucciso oggi da dei fascisti molto probabilmente islamici, sui quali, per qualche motivo, non mi viene molto da dire&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Il post è stato pubblicato dopo le 3 del pomeriggio, quando le agenzie di stampa già avevano fatto rimbalzare la notizia che gli attentatori erano entrati al grido di &quot;&lt;i&gt;Allah è grande&lt;/i&gt;&quot;: che cosa intenda l&#39;autore del post per &#39;&lt;i&gt;fascisti&lt;/i&gt;&#39; rimane quindi dubbio. Non potendomi arrogare il diritto di definire il fascismo, faccio ricorso al dizionario Treccani:&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Movimento politico italiano che trasse origine e nome dai Fasci di combattimento fondati nel 1919 da B. Mussolini (...); in senso astratto, l’insieme di ideologie e di concezioni (corporativismo economico e accentramento amministrativo in politica interna, espansionismo imperialistico in politica estera) che ne costituirono il fondamento teorico, cioè la dottrina. Il termine è stato poi esteso, più o meno fondatamente, a indicare altri movimenti sorti soprattutto in Europa fra le due guerre mondiali, e successivamente anche in paesi extraeuropei, con caratteristiche simili a quelle del fascismo italiano.&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Personalmente non ho mai dubitato che l&#39;insegnamento della storia nella scuola italiana fosse piuttosto scadente, soprattutto a riguardo del XX secolo: ma mai avrei pensato che un italiano medio avrebbe potuto affiancare Mussolini a Bin Laden, Salazaar ad Al Qaeda o la Spagna Franchista al Califfato dell&#39;Isis. Né tantomeno ritengo possibile individuare gli elementi caratterizzanti del terrorismo islamico nel corporativismo economico e nell&#39;accentramento amministrativo in politica interna: ritengo piuttosto che il post in questione non sia altro che l&#39;ennesima conferma che la cultura dominante non si vuole arrendere davanti alla realtà. Una realtà che nel 2001 esplodeva in cima alle Twin Towers, nel 2004 si manifestava ad Atocha, nel 2007 nell&#39;Underground di Londra e ieri nella redazione di Charlie Hebdo. Una cecità totale rappresentata al meglio dalla terza carica dello Stato, Laura Boldrini, che ieri ha invitato tutti a &quot;&lt;i&gt;non confondere Islam e terrorismo&lt;/i&gt;&quot;: peccato che lo stesso&amp;nbsp;Al Zawayri, l&#39;egiziano a capo di Al Qaeda, ha affermato che non tutti i musulmani sono terroristi ma quasi tutti i terroristi sono musulmani: dov&#39;è dunque la confusione che tanto teme il nostro presidente della Camera? Qual è dunque l&#39;errore nel definire di matrice islamica l&#39;attentato di ieri invece che nascondersi dietro fascismi inesistenti?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si tratta di una realtà che mette i brividi, ma che in Italia non vediamo, perché impegnati a chiedere a chiedere la cittadinanza per ius soli, a togliere il crocifisso dagli uffici e dalle scuole, a costruire moschee, ad accogliere i terroristi in casa, a legiferare contro la xenofobia, a tacciare di razzismo Salvini, Le Pen ed ogni disagio sociale per le prepotenze altrui, sperando magari che in un domani la Shari&#39;a ci liberi dall&#39;opprimente peso della libertà, come ha immaginato Michel Houellebecq, scrittore francese autore di &lt;i&gt;Sottomissione&lt;/i&gt;. Il libro è ambientato nella Parigi del 2022, con un presidente musulmano all&#39;Eliseo, che impone poligamia e burqa.&amp;nbsp;&lt;i&gt;Sottomissione &lt;/i&gt;è un libro, ma affinché non diventi una realtà, è necessario prima di tutto levarsi i paraocchi della cultura dominante e prendere atto della situazione in cui viviamo: e urlare, ancora una volta, che l&#39;Europa è libera e cristiana. Sennò, non è Europa.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/5143564994737144079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/01/fascismi-islamici.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5143564994737144079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5143564994737144079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2015/01/fascismi-islamici.html' title='Fascismi Islamici'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5lvoW5sumYdVZe2WBfjvlZe8Z3zyz-Ke3BLcfbi4j1Y04oDpe_f0j4vKyHfd5iUmm0WRSFnuk9FPJsWoMP5aHsaQK6N9UZRnMzj1XYUF539cLl2kvRV9l_YYsNOUcMjeF86By1y5YKyuR/s72-c/Terrorismo-islamico_-Gli-obiettivi-nel-mirino-di-Obama_h_partb.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-2785438040910302041</id><published>2014-12-24T11:34:00.003+01:00</published><updated>2018-10-14T16:50:55.891+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>1914: la Guerra si ferma per Natale</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tutti noi conosciamo la Prima Guerra Mondiale, dall’attentato all’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando alla disfatta di Caporetto e la battaglia del Piave passando per quelle di Ypres e Verdun. E tuttavia - ancora una volta - esiste quantomeno un episodio di questo terribile conflitto che meriterebbe ben più attenzione di molti altri enfatizzati e commemorati che viene puntualmente ignorato e abbandonato nell’oblio. Si tratta del primo Natale in guerra, il 25 dicembre 1914.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9DjxWlPtsjzPlq-nhobAnW2GE3CF8AKKE-b31wnrj5wzF8x2dZCqPGUvko32VwwCK5l8koTBpShsCSi3ATKsv-dvXezeyzSxEuPmn7R4w3hK4Ehn8PHpgpwCpdJVuBzb9hGRKCPMZWEVN/s1600/natale_1914.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;328&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9DjxWlPtsjzPlq-nhobAnW2GE3CF8AKKE-b31wnrj5wzF8x2dZCqPGUvko32VwwCK5l8koTBpShsCSi3ATKsv-dvXezeyzSxEuPmn7R4w3hK4Ehn8PHpgpwCpdJVuBzb9hGRKCPMZWEVN/s1600/natale_1914.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La guerra si trascina ormai da oltre cinque mesi - e tuttavia non è che agli inizi... - e la giornata della vigilia si caratterizza sul fronte occidentale per la prima gelata della stagione che abbassa notevolmente la temperatura rendendo tuttavia più agevole le condizioni in trincea indurendo il fango presente dopo giorni di pioggia. “Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria” scrive in una lettera un soldato inglese trincerato a Ypres; ma il silenzio della sera sembra preannunciare qualcosa: “Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo”.  Sono i soldati tedeschi i primi a tentare di celebrare - nei limiti del possibile - il Natale, intonando canti natalizi dopo aver addobbato con delle candele degli abeti a mo’ di albero di Natale; gli inglesi rispondono cantando “The first Nowell” tipico canto natalizio della Cornovaglia; i tedeschi contraccambiano ancora intonando “O Tannenbaum”; lo scambio di canzoni continua con “O come, all ye faithful”, corrispettivo inglese del noto “Adeste fideles”, al quale i tedeschi rispondono in latino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Dopo aver cantato a lungo, i tedeschi prendono ancora una volta l’iniziativa, chiamando i nemici ad uscire promettendo di non sparare. “Nella trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: &#39;venite fuori voi!&#39;. Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto” continua nella sua lettera l’anonimo soldato inglese. Nell’esercito di Sua Maestà si diffonde un misto di timore e stupore, mettendo i soldati - che da mesi non facevano altro che sparare - davanti ad un “incredibile” rapporto umano con i nemici. Fra gli inglesi c’è chi punta il fucile contro il nemico inerme, ma il capitano ordina di non aprire il fuoco ed esce a contrattare. Le due trincee distano al più 50 metri, una striscia di terra chiamata “terra di nessuno”, teatro in quei momenti della cosiddetta “tregua di Natale”, una tregua non ufficiale che riappacificò i contendenti ben più di mille tregue ufficiali: i soldati uscirono dalle trincee, liberandosi per un momento dei fucili e delle baionette che per lunghi giorni avevano costituito e continueranno a costituire la loro unica compagnia. “Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l&#39;inglese”. Inglesi e tedeschi, che fino a poche ore prima avevano ferocemente combattuto per avanzare anche solo di pochi metri, si scambiavano doni, “i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce”, ma anche coltelli, mostrine, cinture e tutto ciò che potesse bastare per dare a quella notte l’atmosfera natalizia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il contatto inatteso - ed inimmaginabile - con i nemici consente ai soldati di avere notizie sulla guerra tramite fonti diverse, estranee al proprio esercito. “Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. &#39;Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri&#39;. E&#39; chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch&#39;io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCU0Flh3pLdwYFfdzFGsJ-lTV6tmOXFBcDNXXgYPzKs9zoOCl8TJtlPEr6U3vFC9oxz9QynC3JK95kduo9Edn3THR4awJIkG5ClBovLIBfJ_bunmO5EAbbheYw-bGXIKmz_ovXHQ8XIgw1/s1600/tregua.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;281&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCU0Flh3pLdwYFfdzFGsJ-lTV6tmOXFBcDNXXgYPzKs9zoOCl8TJtlPEr6U3vFC9oxz9QynC3JK95kduo9Edn3THR4awJIkG5ClBovLIBfJ_bunmO5EAbbheYw-bGXIKmz_ovXHQ8XIgw1/s1600/tregua.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La tregua fu stipulata indipendentemente in diversi punti del fronte e si protrasse in alcune zone fino a Capodanno, dando la possibilità agli eserciti di recuperare i corpi dei caduti e dar loro degna sepoltura con riti cui assistettero tanto gli inglesi quanto i tedeschi. A Ypres si svolse anche una partita di calcio, fra gli inglesi del reggimento del Scottish Seaforth Highlanders e i tedeschi del reggimento sassone, dando calci ad un pallone fatto di stracci usando cumuli di cappotti per fare i pali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La notizia della tregua raggiunse immediatamente gli Stati Maggiori degli eserciti, che, scandalizzati, intimarono ai propri eserciti di astenersi da alcuna forma di fraternizzazione col nemico: a tal fine furono attuate frequenti rotazioni affinché i soldati non avessero il tempo di conoscere i nemici. Il Natale 1915 fu ben diverso: i tedeschi trincerati a Wolvertem, nell’attuale Belgio, innalzarono in prima linea una sorta di albero di Natale luminoso, ma i comandanti inglesi ordinarono il fuoco affinché fosse chiara la propria intenzione di non ripetere la tregua natalizia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La censura colpì anche questo episodio che rappresenta sicuramente uno dei più bei momenti della Grande Guerra e fece sì che le numerose lettere dei soldati che raccontavano ai propri cari questa meraviglia non furono pubblicate se non dopo molti decenni. Una di questa, pubblicata dal Times, ci riporta anche il risultato della partita di Ypres: vinsero i tedeschi per 3 a 2.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8PvxgEC14C54Ve8tU1HXj1V0zic4zZpAD9k7Iok1x6OyUMO-dWyePp036aslq3V7Ra8pDBholoD120-q3NaR_kbv6NcySvno8Hmt10lFAXe8kucsqcOlWD4AVW7UoiMjSkxuzYDXe1M-a/s1600/joyeuxnoel.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;262&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8PvxgEC14C54Ve8tU1HXj1V0zic4zZpAD9k7Iok1x6OyUMO-dWyePp036aslq3V7Ra8pDBholoD120-q3NaR_kbv6NcySvno8Hmt10lFAXe8kucsqcOlWD4AVW7UoiMjSkxuzYDXe1M-a/s1600/joyeuxnoel.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La conclusione della lettera del soldato che ci ha accompagnato in questa storia sembra - nella sua semplicità e, forse, utopistica ingenuità - sottolineare ancora una volta l’assurdità della guerra: “Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. [...] E non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo. Che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?”.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/2785438040910302041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/12/1914-la-guerra-si-ferma-per-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2785438040910302041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2785438040910302041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/12/1914-la-guerra-si-ferma-per-natale.html' title='1914: la Guerra si ferma per Natale'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9DjxWlPtsjzPlq-nhobAnW2GE3CF8AKKE-b31wnrj5wzF8x2dZCqPGUvko32VwwCK5l8koTBpShsCSi3ATKsv-dvXezeyzSxEuPmn7R4w3hK4Ehn8PHpgpwCpdJVuBzb9hGRKCPMZWEVN/s72-c/natale_1914.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-9222537585501239066</id><published>2014-10-31T18:08:00.003+01:00</published><updated>2014-10-31T18:08:55.689+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="attualità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fede"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pensiero"/><title type='text'>Halloween: tutto quello che non si dice</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
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&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 21.5599994659424px;&quot;&gt;Esageri, è incredibile, ma non scherzare: le reazioni che s’incontrano nell’esporre le dinamiche esoteriche della festa Halloween sono in genere di questo tipo, vale a dire del massimo scetticismo. Svelare le implicazioni occulte quella che per molti è solo una carnevalata genera disturbo rispetto ad convincimento che non si vuole mettere in discussione: Halloween è bella festa, innocua ed allegra, e sbaglia chi ne dubita. Ora, spiace contraddire quanti – in perfetta buona fede, naturalmente – si sono fatti di quest’idea, ma poiché è sempre disonesto sottrarsi ad confronto con la realtà, eviteremo di farlo. E cercheremo di rispondere alle seguenti domande: che cosa si cela davvero dietro Halloween? Vi sono implicazioni e retroscena religiosi? Se sì, di che cosa si tratta esattamente?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px;&quot; /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Prima di procedere, preciso che quelle a seguire sono considerazioni che possono in parte risentire dell’orientamento religioso, di matrice cristiano-cattolica, di chi scrive. Non per questo dette considerazioni debbono – almeno mi auguro – risultare inattendibili dato che «sarebbe molto facile citare numerosi» casi nei «quali si vede che la posizione sociale dell’osservatore influenza non solo le sfumature, ma il cuore stesso dell’analisi» [1] e che quindi la totale obbiettività, nel concreto, non esiste [2]. Questa precisazione non vuole pertanto essere una preliminare dichiarazione di tendenziosità ma, al contrario, un doveroso atto di onestà nei confronti del lettore, al quale si cercherà naturalmente di offrire una chiave di lettura la più equilibrata possibile. Ma torniamo ora all’oggetto del nostro approfondimento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/null&quot; name=&quot;more&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Le origini&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Iniziamo da una panoramica di carattere storico che ci dice – o ci ricorda, per chi già lo sapesse – l’origine molto antica delle celebrazioni officiate il 31 ottobre. Origine che lo storico Rogers, concordemente ad altre fonti, fa risalire «alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin (pronunciato sow-an o sow-in)»[3]. La ricorrenza di Samhain corrispondeva al capodanno Celtico perché era il 1° novembre, a quel tempo, che terminava ufficialmente la stagione del caldo per lasciare posto a quella del gelo. In quell’occasione il protagonista dei festeggiamenti e delle ritualità era appunto Samhain, venerato come occasione che il 31 ottobre – tramite l’apertura delle porte annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) – convocava temporaneamente gli spiriti dei defunti che, da un luogo di giovinezza e beatitudine denominato Tir nan Oge, potevano così tornare alle loro vecchie abitazioni per scaldarsi e rifocillarsi in vista dell’inverno [4]. «L’interruzione di Samhain – osserva al riguardo Kondratiev (1949-2010), studioso di cultura celtica – rimuove le barriere che» separano i morti «dai vivi, così che […] tutti i membri della Tribù, sia visibili che invisibili, hanno la possibilità di ritrovarsi» [5]. Dobbiamo quindi a quella celtica, cultura antichissima (formatasi, pare, attorno al III millennio a.C.) l’origine di quella che ai nostri giorni chiamiamo Halloween. Tuttavia la cultura celtica, pur forte di origini assai remote, a partire dalla conquista normanna della Inghilterra (1066) – estesa successivamente al Galles e, con il XII secolo, all’Irlanda e alla Scozia – conobbe una progressiva marginalizzazione che l’ha resa sempre meno istituzionale e, in conseguenza di un mancato ed univoco appoggio in tal senso, sempre meno popolare. Ne consegue la notevole difficoltà, almeno per quanto concerne il nostro percorso, di tracciare un collegamento – sempre che sia possibile farlo – tra l’Halloween odierna e la ritualità di Samhain (non a caso più di qualcuno si limita, con riferimento alla data, ad osservarne la sola corrispondenza [6]).&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;u&gt;Ognissanti&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Altra cosa, rispetto a Samhain, è la Festa di Tutti i Santi. Posto che l’origine della storia dei culto dei santi è assai remota ed ha il suo inizio nell’epoca dei martiri a partire dal martirio di Policarno di Smirne [7], si ritiene che la Festa di Tutti i Santi sia stata all’inizio «promossa dalla Chiesa orientale» per poi essere «accolta a Roma quando il papa Bonifacio IV ebbe dall’ambasciatore Foca il Panteon di Agrippa, che consacrò a tutti i martiri e alla Vergine […] la festa di Ognissanti passò quindi nell’ambiente della corte di Carlo Magno» [8]. Fu allora che il monaco sassone maestro di Carlo Magno, Alcuino di York (735–804) – al quale dobbiamo, fra le altre cose, l’introduzione nel Canone della messa del Memento dei morti – [9], traslò la data originaria della festa di Ognissanti, fissata allora al 13 maggio, al 1° novembre. Tale spostamento fu manifestamente finalizzato alla cristianizzazione della festa celtica di Samhain anche se, come abbiamo ricordato poc’anzi, non c’è dubbio che la cultura celtica fosse avviata al tramonto ben prima dell’avvento del Cristianesimo, come dimostra il declino, già in tarda antichità, della lingua celtica, che oggi sopravvive in contesti – soprattutto se rapportati al passato – decisamente marginali. Ad ogni modo l’intuizione di Alcuino di York venne ripresa, su richiesta di Papa Gregorio IV, dall’imperatore Ludovico il Pio. Ma fu soltanto secoli dopo – precisamente nel 1475 – e grazie al pontefice Sisto IV [10], che la festività di Ognissanti resa obbligatoria in tutta la Chiesa. E non mancarono, coi secoli, ulteriori metamorfosi, ma ciò che qui è importante ricordare è che quella di Ognissanti è una festa antica, rilevante e che merita quindi di essere osservata dai credenti e non confusa con altre festività.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;u&gt;Halloween&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Abbiamo fin qui visto, sia pure in estrema sintesi, origini e differenze fra la festa celtica di Samhain e quella cristiana di Ognissanti. E Halloween? Halloween è una festività di altra natura. Prima di vedere quale, una precisazione di carattere terminologico: Halloween deriva, come termine, da All Hollows che «era la traduzione inglese di “tutti i santi”» e da All Hollow’s Eve, la «”vigilia di Ognissanti”, poi storpiato nella parola Halloween» [11]. Dunque il termine Halloween ha indubbiamente un che di cristiano. Solo il termine, però. Perché la festività, in concreto, rappresenta un appuntamento tutt’altro che cristiano, bensì satanico. Proprio così: satanico.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: center;&quot;&gt;
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Ora, è probabile che alla lettura di questo passaggio in qualcuno possa emergere dello scetticismo. Eppure c’è una vastissima mole di materiale che depone a favore di questa tesi. Anzitutto lo affermano con sorprendente convergenza molti ex satanisti. Pensiamo alle testimonianze di Cristina Kneer e di Eugenio Masias. Oppure a quella di Doreen Irvine, prostituta passata per anni al satanismo e convertitasi poi al Cristianesimo, che su Halloween è stata piuttosto esplicita: se i padri sapessero il significato di questa festa, ha detto, non la nominerebbero nemmeno davanti ai loro figli. Dettagliato è anche il resoconto di “Michela”, ex satanista ora suora consacrata quando scrive: «Tra fine ottobre e inizio novembre, ossia nelle notti precedenti Halloween (31 ottobre) e la memoria dei defunti, c’era […] l’unico appuntamento in un cimitero, dove profanavamo le ossa, facendo uno specifico rituale che alla fine le distruggeva» [12].&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
In aggiunta a queste testimonianze – sulle quali, curiosamente, i sostenitori dell’innocuità di Halloween evitano di soffermarsi -, c’è poi un’ampia letteratura che suffraga la natura satanica di quella che per molti è una presunta carnevalata. Pensiamo a quanto scrive James. R. Lewis, studioso di movimenti religiosi [13], oppure alle considerazioni presenti in un monumentale studio di 600 pagine pubblicato sull’argomento del satanismo nel quale si specifica che «la religione satanica, oltre ai suoi riti, ha anche le sue proprie festività che sono, principalmente, la Walpurgisnacht ed Halloween» [14].&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Concorda su questo passaggio anche Bamonte quando annota che «i momenti considerati più propizi per» i riti satanici «sono quelli delle grandi “solennità” del calendario satanico che coincidono con alcune delle dati delle principali festività dell’antica stregoneria: la prima è quella di Halloween, che si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre (vigilia di Tutti i Santi) ed è considerata il Capodanno magico» [15]. Nel loro accurato studio sul satanismo, anche Cantelmi e Cacace sottolineano come se, da un lato, nell’arco dell’anno i satanisti osservano 14 festività, d’altro lato è innegabile come la prima sia quella che ricorre «il 31 ottobre, commemorazione dei defunti e di tutte le potenze delle tenebre, detta Samhain o Halloween. Questo giorno è considerato il capodanno di Satana, perché secondo un’antica credenza popolare, le anime dei defunti tornano in visita nelle proprie case, per cui è possibile stabilire un contatto con loro. I satanisti utilizzano la celebrazione per fare delle richieste al demonio, perché credono che verranno esaudite» [16].&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Perché è una festa da non festeggiare&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Potremmo naturalmente continuare a lungo con le citazioni se non fosse già evidente che la notte di Halloween è per eccellenza la notte dei satanisti e, per chi ci crede, del Diavolo. Dunque una notte non così allegra e che oltretutto, secondo alcune ricerche, presenta altri risvolti non esattamente confortanti. Infatti, anche se non è stata dimostrata una crescita superiore dei tassi di violenza [17], sappiamo che la “notte delle streghe” coincide con un momento nel quale i giovani in maschera consumano molto alcol [18], nel quale nascono meno bambini [19] &amp;nbsp;e ne muoiono di più, dato che la mortalità infantile per incidenti, a causa dell’abitudine – tipicamente statunitense ma diffusa sempre più anche da noi – di lasciare i giovanissimi circolare a caccia di dolcetti per vie e strade, la notte di Halloween arriva ad essere quattro volte superiore alla media [20]. Senza dimenticare che vi sono rilevazioni – pensiamo in particolare a quelle effettuate dalle forze dell’ordine in Canada in occasione della settimana di Halloween 2008, rispetto alla precedente – che hanno registrato aumenti, fra le altre cose, del 20% di reati violenti, del’11% di violazioni delle proprietà e del 53% del consumo di stupefacenti [21].&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Tornando al lato esoterico della “notte delle streghe”, si è visto come l’appuntamento abbia parecchio a che vedere con le messe e con la magia nera. Ma la magia di chi si veste da strega o da mostro, si obbietterà , nulla ha a che vedere col mondo satanista. In realtà non è così dal momento che come ha scritto Anton Lavey (1930-1997) – che non è un cattolico tradizionalista bensì il fondatore della Chiesa di Satana – non c’è alcuna «differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca”» [22]. In altre parole qualsivoglia espressione di magia – intesa come partecipazione o manifestazione di un potere straordinario e occulto -, presentandosi come spazio alternativo a quello sotto la potestà divina, si configura come potenzialmente concorrente a Dio e conseguentemente satanico, essendo Satana, per definizione, il suo avversario [23].&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Non stupisce dunque apprendere che il 40% dei giovani, secondo un’indagine di Telefono Antiplagio, festeggi la notte delle streghe con dichiarate simpatie verso il mondo magico [24] e che il 16% delle persone avviate all’esoterismo – che è l’anticamera del satanismo, culto i cui elementi sono presenti anche in forme di spiritualità “nuova” come la New Age [25] &amp;nbsp;– ha esordito, a detta del Servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII , proprio durante Halloween. Il punto è che anche se non fosse dimostrato, come invece sembra essere, un maggior tasso di avvicinamento al mondo satanista nel periodo che segue ed anticipa notte del 31 ottobre, un fatto rimane evidente: Halloween tutto è meno che una festa cristiana. Non solo: è per eccellenza una festa anticristiana. Pertanto – una volta che si è presa consapevolezza di quanto abbiamo riportato poc’anzi – seguitare a ritenerla una carnevalata significa, almeno in una prospettiva cattolica, commettere un grosso errore. Sta infatti scritto: «Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» [26].&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
In questo senso sottovalutare Halloween o addirittura festeggiarla in luogo della ricorrenza di Ognissanti – cosa che talora accade in alcune parrocchie, dove la Festa di Tutti i Santi è confinata alla sola celebrazione eucaristica, mentre gli oratori ospitano prolungati festeggiamenti dalle tinte macabre – verosimilmente agevola, per chi ci crede, l’azione tentatrice del Diavolo dato che questa, come appunta il celebre demonologo Corrado Balducci (1923-2008), si concreta «in un senso particolare e più ampio […] in un lavorio continuato, più insistente, più penetrante, volto ad allontanare l’uomo da Dio, a tenerlo lontano da lui» [27]. E come si può non ritenere favorevole al satanismo la sostituzione di massa di una festa importantissima come Ognissanti col capodanno di Satana? La domanda appare più che sensata dato che l’alternativa, ossia l’idea che la notte del 31 ottobre sia a tutt’oggi una festa celtica, appare francamente poco attuale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
A quanto detto va poi aggiunto che l’opposizione ad Halloween non ha solo motivazioni di carattere confessionale e può riguardare gli stessi linguaggi e costumi di festeggiamenti che risultano, per usare un eufemismo, di dubbio gusto. Decisamente significative, al riguardo, le considerazioni svolte da Jordan – che non è un sacerdote ma un esperto di dinamiche criminali – , il quale, con riferimento alla “notte delle streghe”, ha esplicitamente parlato «farsa satanica» ed ha affermato: «La programmazione cinematografica e televisiva nel periodo di Halloween ruota intorno a storie horror, con essere malefici […] demoni e spiriti del male, con tanto di sangue, sacrifici e morte. Gli adulti vedono tutto ciò come un divertimento […] ma i bambini lo sanno? Queste cose non hanno su di loro un effetto nocivo? […] I bambini hanno un’immaginazione che si lascia manipolare facilmente..» [28]. In tempi in cui «i pubblicitari conoscono i nostri figli molto meglio di noi» [29], si farebbe dunque bene a porsi delle domande in relazione alle conseguenze che i festeggiamenti di Halloween – così promossi a livello mediatico e dalle tinte discutibili – possono arrecare ai più giovani.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Conclusione&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Per concludere questa nostra panoramica su Halloween – che nulla a che vedere, per com’è nota ai più, con il capodanno celtico di Samhain -, non possiamo non constatare come convenga, in particolare al cattolico, guardare con diffidenza questa festività dagli echi fortemente esoterici e recentissima – dall’Enciclopedia cattolica (1948-1954) al Grande Dizionario enciclopedico (1935), dal Grande Dizionario della lingua italiana (1972) alla Grande Enciclopedia universale Atlantica (1982), sono molti i testi enciclopedici di qualche decennio fa che neppure la contemplano – e che, proprio perché in apparenza innocente e presentata in modo accattivante, da un lato risponde benissimo alle esigenze tipiche di quella «nuova religiosità “nomade”» di cui parlava l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi (1939-2005) [30]; e, d’altro lato, può a buon diritto ritenersi un tentativo di scristianizzazione, fenomeno che ha «radici molto antiche» dato che «sono molteplici i tentativi nella storia, sotto diverse latitudini e regimi, di ridurre o eliminare le feste cristiane. Basti pensare a quello che avvenne durante la Rivoluzione francese, quando il regime giacobino impose il nuovo calendario» [31]. Quale modo migliore, infatti, per favorire la scristianizzazione [32], se non quella di esaltare una festa che coincide col capodanno satanico, del tutto prossima alla festa cattolica di Ognissanti, che ha molto a che vedere – nelle forme e nei costumi – con quei linguaggi magici esplicitamente condannati dal Catechismo della Chiesa Cattolica [33], e che trova spazio perfino in tanti oratori?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
La gravità del fenomeno è tale che persino un esponente della Chiesa difficilmente tacciabile di oscurantismo e simpatie conservatrici quale era il cardinal Carlo Maria Martini (1927-2012) a suo tempo fu molto chiaro rispetto alla necessità di boicottare Halloween – da lui emblematicamente apostrofata come «il brutto scherzo che facciamo alla nostra cultura» – al fine di meglio preservare la tradizione cattolica: «Halloween è una festa estranea alla nostra tradizione. Una tradizione che ha valori immensi e che deve essere continuata» [34]. Ora, alla luce di così tante evidenze – che nulla hanno di complottistico e che risultano suffragate da numerose fonti – alcuni, per paura di mettere in discussione i propri convincimenti, seguiteranno probabilmente a minimizzare oppure a considerare inesistente l’antitesi tra la “notte delle streghe” ed Ognissanti [35]. Non solo: alcuni continueranno a pensare che occorre davvero esagerare per trovare in Halloween qualcosa di negativo. Ma il punto, almeno per quanti si pongono in una prospettiva cristiana, è quello opposto: occorre davvero esagerare per trovarvi qualcosa di positivo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.5599994659424px; text-align: justify;&quot;&gt;
Note: [1] Boudon R. – Bourricaud F. Dizionario critico di Sociologia, voce “Obiettività”, Armando editore, Roma 1991, p. 341; [2] Significative, a questo proposito, le parole dell’antropologo Robert Borofsky:«Non ho mai conosciuto nessuno, nelle scienze sociali, che ha pensato seriamente che gli esseri umani potessero divenire dei ricercatori […] pienamente obiettivi, come degli automi» (Borofsky R. L’antropologia culturale oggi, Meltemi, Roma 2004, p. 217); [3] Rogers N. Samhain and the Celtic Origins of Halloween. Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, Oxford University Press, New York 2002, pp. 11–21; [4] Cfr. Percivaldi E. I Celti: un popolo e una civiltà d’Europa, Giunti, Firenze 2005, p. 76; [5] Kondratiev A. The Apple Branch, The Collins Press 2004 (trad. it. Il tempo dei celti, Urra-Apogeo 2005, Milano, p. 115); [6] Cfr. Salvadori F. Visioni del femminile nella storia e nell’arte, Giunti Editore, 2005 p. 201; [7] AA.VV. Santi e Patroni. Dizionario biografico dei patroni di tutti i Comuni italiani e di altri santi. Istituto Geografico De Agostini S.p.A, Novara 2006, p. 322; [8] Cfr. Kunzler M. La liturgia della Chiesa. Jaca Book, Milano 2003, p. 581; [9] Cfr. Vuchez A. La spiritualità dell’Occidente medioevale, Vita&amp;amp;Pensiero, Milano 2006, p. 22; [10] L’ipotesi è che lo spostamento definitivo di Ognissanti venne deciso sotto il pontificato di Sisto IV (1414-1484) in omaggio al concordato firmato dal papa con Luigi XI, re di Francia. Cfr. AA.VV. Santi e Patroni, Ibidem; [11] Gulisano P. – O’Neill B. La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa, Ancora, Milano 2006, p. 63; [12] Michela. Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall’Inferno. Piemme, Milano 2007, p. 109; teniamo qui a precisare che sottovalutare anche in termini quantitativi il fenomeno del satanismo pare rischioso dato che, con solo riferimento all’Italia, si parla di un mondo – per quanto variegato e ricco di sfumature sulle quali non abbiamo qui lo spazio di soffermarci – che secondo stime recenti ad opera della Polizia di Stato conta qualcosa 8.000 sette sataniche per un totale di circa 600.000 adepti. Cfr. abc.es/20120410/internacional/abci-sectas-satanicas-proliferan-italia-201204092005.htm; [13] Cfr. Lewis. J.R. Satanism Today, An Encyclopedia of Religion, Folklore, and Popular Culture, ABC-CLIO, Santa Barbara 2001 p. 306; [14] Monti D. – Fiori M. – Micoli A. L’abisso del sé. Satanismo e sette sataniche. Giuffrè, Milano 2011, p. 143; [15] Bamonte F. Possessioni diaboliche ed esorcismo, Paoline, Milano 2006, p. 50; [16] Cantelmi T. – Cacace C. Il libro nero del Satanismo. Abusi, rituali e crimini. San Paolo, Cinisello Balsamo – Milano 2007, p. 69; [17] Cfr. Chaffin M. – Levenson J. S. – Letourneau E. – Stern, P. (2009) How Safe Are Trick-or-Treaters? An Analysis of Child Sex Crime Rates on Halloween. Sexual Abuse. «Journal of Research and Treatment»; 21(3);[18] Cfr. Miller K.A. – Jasper C.R. – Hill D.R. (1993) Dressing in costume and the use of alcohol, marijuana, and other drugs by college students. «Adolescence»; 109 (28):189-198; [19] Cfr. Levy B.R. – Chung P.H. – Slade M. D. (2011) Influence of Valentine’s Day and Halloween on birth timing. «Social Science &amp;amp; Medicine» ;73(8):1246-8; [20] Cfr. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). (1997) Childhood pedestrian deaths during Halloween. United States, 1975-1996. «Morbidity and Mortality Weekly Report»; 46(42):987-90; [21] Cfr. AA.VV. Incident-based Uniform Crime Reporting (UCR2) Survey. «Canadian Centre for Justice Statistics», statcan.gc.ca; [22] A. Lavey, The Satanic Bible, New York 1969, p. 110; [23] Cfr. Giovetti P. L’angelo caduto. Mediterranee, Roma 1997, p. 61; [24] Molto significativo anche un comunicato stampa del 2007 di Telefono Antiplagio su Halloween: «Quella che dovrebbe essere una notte di divertimento sta diventando, anno dopo anno, un’occasione per incidenti di varia natura e delitti. Lo scorso anno un bambino di 7 anni di Bergamo e’ morto carbonizzato nell’incendio causato da una candela contenuta in una zucca. A Lecce un altro bambino, di 11 anni, mascherato da maghetto e’ stato ucciso da un’auto in corsa durante i festeggiamenti. A Bari il gestore di un pub e’ stato ammazzato con un colpo di pistola sparato da un rapinatore vestito da scheletro. A tutto ciò vanno aggiunti i maltrattamenti agli animali, in particolare gatti neri e galline, che nella notte di Halloween vengono ”sacrificati” per macabri rituali […] in Italia il 55% dei giovani da 13 a 25 anni festeggia Halloween, di questi il 46% sono ragazzi e il 54% ragazze. Il 38% dei giovani e’ interessato a magia e negromanzia e il 17% e’ incuriosito dal satanismo. Il 9%, nella notte di Halloween, viene irretito da ciarlatani presenti nei locali pubblici e dirottato nei loro studi per un consulto con il ”mago” o con le anime dei morti. Negli adulti oltre i 25 anni la partecipazione ad Halloween scende al 15% e nei bambini fino a 12 anni al 12%.» antiplagio.org/halloween.htm; [25] Cfr. Correa Vélez J. (1996) Satanismo in America latina. «Religioni e Sette nel mondo», Il Satanismo contemporaneo, Anno 2 – Numero 4, GRIS, Bologna, p. 86; [26] Isaia 5, 20; [27] Balducci C. Il diavolo, Oscar Mondadori, Milano 1994, p. 196; [28] Jordan F.D. (1996) Sex crime investigations: the complete investigator’s handbook (ed. it. Sex crime investigations. Roma: Mediterranee 2008, p. 231); che poi i bambini esposti «più spesso a film horror» evidenzino (guarda caso!) più «conoscenze specifiche legate al satanismo» è pressoché certo (Cfr. Zappalà A. Abusi sessuali collettivi sui minori, FrancoAngeli, Milano 2006, p.55); [29] Cfr. Gatto Trocchi C. Nomadi spirituali. Mappe dei culti del nuovo millennio. Oscar Mondadori, Milano 1998, p. 18; [30] Randazzo A. Bambini psico-programmati, Il leone verde, Torino 2007, p. 112; [31] Gulisano P. – O’Neill B. La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa, p. 75; [32] Sintomatica, a proposito della scristianizzazione posta in essere (anche) attraverso la pubblicizzazione di Halloween, la pubblicazione – poi corretta attraverso la divulgazione di un allegato integrativo – del diario europeo, edito dalla Commissione Europea, nel quale inizialmente campeggiavano feste di altre religioni (Halloween compresa) ma non quelle cristiane, né Ognissanti né quella dei defunti; [33] Cfr. CCC, 2115 – 2117;[34] Martini C.M. cit in. Climati C. La notte delle streghe, «Sì alla Vita», ottobre 2003, p. 41; [35] Cfr. Bonato L. Tutti in festa. Antropologia della cerimonialità, FrancoAngeli, Milano 2006, p. 122.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/9222537585501239066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/10/halloween-tutto-quello-che-non-si-dice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/9222537585501239066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/9222537585501239066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/10/halloween-tutto-quello-che-non-si-dice.html' title='Halloween: tutto quello che non si dice'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUFp7FeQvftBxrn0Ewm9MoxrZupDuG8TR3blMQCc-5GSnlWYcAmK6LfzpU1v3LeMUXxHeng8gmDWh8fY0SQWxrw2pKxVSIfatM8YGhKrkOpFQ_zGJkf5TQ20q5QWy-IvYOH_w1FfJkleTM/s72-c/8667353-halloween-haunted-house-sfondo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-5720674248161096485</id><published>2014-09-03T09:24:00.002+02:00</published><updated>2014-09-03T09:24:27.729+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiesa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fede"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>USA e ONU senza principi e senza morale</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Pubblichiamo una breve ma assai interessante e sentita intervista al Patriarca caldeo iracheno Louis Raphaël I Sako, pubblicata in questi giorni sul Blog &#39;Stanze Vaticane&#39;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Beatitudine, qual è la situazione attuale dei profughi cristiani e yazidi in Iraq perseguitati dall’ISIS?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2PLBtx62ftkF4Hz3xXpMnbfIBVn3EfAOoDGeq8qC7bOZvvr7-iZuEPVp2VhdRfHGbDg794TLA7lThqvVA2-HhK1Q7ErNfjfnld-BV-E0RTHVoFVmTOYDoQXA9y1TBgcbNL6Ql3xlQNAcq/s1600/isis_iraq.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2PLBtx62ftkF4Hz3xXpMnbfIBVn3EfAOoDGeq8qC7bOZvvr7-iZuEPVp2VhdRfHGbDg794TLA7lThqvVA2-HhK1Q7ErNfjfnld-BV-E0RTHVoFVmTOYDoQXA9y1TBgcbNL6Ql3xlQNAcq/s1600/isis_iraq.jpg&quot; height=&quot;248&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La situazione è tragica. Ci sono ancora persone rimaste a Karakosh e in altri villaggi. Sono privati di tutto. ISIS ha preso le donne e non sappiamo dove siano finite. Invece forzano gli uomini a convertirsi all’Islam. Le notizie sono sconcertanti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le famiglie rifugiate vivono in una situazione miserabile: settantamila vivono nella regione di Erbil e cinquantamila nella regione di Dohok. La maggioranza vive dentro le chiese e dentro le scuole. Hanno bisogno di tutto. La nostra preoccupazione è che le scuole fra poco apriranno e l’inverno è vicino. Le nostre chiese hanno fatto del loro meglio per accogliere e aiutare queste famiglie.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;I miliziani dell’ISIS hanno pubblicato un altro video con la decapitazione questa volta di un prigioniero curdo. Pensa che la situazione stia peggiorando?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sì, la situazione sta peggiorando perché non ci sono interventi per cacciarli via. Sono forti, hanno armi, soldi e sono ben preparati. Ora controllano i pozzi petroliferi!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Gli Stati Uniti però hanno ricominciato a bombardare postazioni di ISIS a nord di Mosul. Non crede che sia un intervento per fermare i terroristi?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Gli americani attaccano ISIS per proteggere i loro interessi, non vogliono  fermare l’ondata di ISIS. Perché non attaccano Mosul, la capitale del nuovo califfato? Il discorso del Presidente americano è ambiguo e talvolta contrario.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Oggi il Segretario Generale dell’ONU ha parlato di ISIS come “responsabile della brutale uccisione di civili”. Le Nazioni Unite, a cui si è rivolto anche il Papa, come possono intervenire?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non faranno niente. I grandi poteri oggi cercano interessi, non  ci sono principi e morale nella politica. Gli USA si arrabbiano perché un giornalista americano è stato decapito. Hanno ragione,  ma non si muovono davanti a un terremoto che  mette fuori casa 120.000 persone…&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Ha avuto modo di sentire ancora il Santo Padre? Vuole rivolgergli un appello?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si, mi ha chiamato al telefono e  mi ha incoraggiato. Poi ha inviato il Cardinal Filoni, la sua visita è stato un momento forte per noi. Ha visto la nostra tragedia. Noi siamo un piccolo gregge minacciato, abbiamo bisogno che il Papa stia per un momento con noi per mostrarci la sua vicinanza e condividere con noi un po’ la nostra vita precaria!!!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Gli USA pensano anche ad un attacco contro l’ISIS anche in Siria, dove i jihadisti hanno ucciso decine e decine di soldati del regime di Assad. Possono esserci altre soluzioni per fermare queste violenze?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’intervento deve essere a livello internazionale. I paesi arabi tutti devono impegnarsi. I paesi musulmani tutti devono finire con questa cultura violenta e rieducare la gente alla convivenza, al rispetto mutuale. Ad una cultura aperta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;In Iraq i profughi oggi di cosa hanno bisogno?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Hanno bisogno d’essere rassicurati per un futuro stabile, per vivere nella liberta e dignità e per poter educare i loro bambini tranquillamente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Cosa chiede alla comunità internazionale?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Essere più forte e più decisiva. Se Isis non è fermata, fare di più. Il prossimo attacco sarà contro un altro popolo!&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://stanzevaticane.tgcom24.it/2014/08/29/onu-e-usa-fanno-solo-i-propri-interessi-intervista-al-patriarca-caldeo-louis-sako/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;dal Blog &#39;Stanze Vaticane&#39;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/5720674248161096485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/09/usa-e-onu-senza-principi-e-senza-morale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5720674248161096485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5720674248161096485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/09/usa-e-onu-senza-principi-e-senza-morale.html' title='USA e ONU senza principi e senza morale'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2PLBtx62ftkF4Hz3xXpMnbfIBVn3EfAOoDGeq8qC7bOZvvr7-iZuEPVp2VhdRfHGbDg794TLA7lThqvVA2-HhK1Q7ErNfjfnld-BV-E0RTHVoFVmTOYDoQXA9y1TBgcbNL6Ql3xlQNAcq/s72-c/isis_iraq.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-4840662456039691120</id><published>2014-07-25T06:00:00.000+02:00</published><updated>2014-09-03T12:07:39.844+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>25 luglio 1943: tutte le ombre sull&#39;inizio della fine</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;post-body entry-content&quot; id=&quot;post-body-8915930022786159610&quot; itemprop=&quot;description articleBody&quot; style=&quot;font-size: 15px; line-height: 1.4; position: relative; width: 608px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiA3nqkJ4tHXpv9Z8AGUa_h74QRmEjr2kFm_OaXIgyUq8Y0SWZtJ_KohC2lBsbySmHFM7WAHCAH8cIVUWir4o6FD_pCXKzYQuE8C8Tqfl5KKn6oIGfJxvi9Q8KpOG8SflWZ3kOAJaTqBxk/s1600/25_luglio_2.jpg&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiA3nqkJ4tHXpv9Z8AGUa_h74QRmEjr2kFm_OaXIgyUq8Y0SWZtJ_KohC2lBsbySmHFM7WAHCAH8cIVUWir4o6FD_pCXKzYQuE8C8Tqfl5KKn6oIGfJxvi9Q8KpOG8SflWZ3kOAJaTqBxk/s400/25_luglio_2.jpg&quot; height=&quot;400&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;287&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Domenica 25 luglio 1943, ore 2.30 della notte. Il Gran Consiglio del Fascismo approva l’Ordine del Giorno Grandi: è l’inizio della fine. Dei 27 partecipanti 19 firmano a favore: Grandi (Presidente della Camera: propose in prima persona la sfiducia a Mussolini), De Bono e De Vecchi (due dei quadrumviri che marciarono su Roma nel 1922), Ciano (genero di Mussolini), Acerbo (Ministro delle Finanze: diede il nome alla legge elettorale del 1923), Federzoni (Presidente dell’Accademia), De Marsico (Ministro della Giustizia), Pareschi e Cianetti (Ministri dell’Agricoltura il primo e per le Corporazioni il secondo), Albini e Bastianini (Sottosegretari agli Interni e agli Esteri), Balella, Gottardi e Bignardi (Confederazione dei datori di lavoro, dei Lavoratori del’’Industria e degli agricoltori), De Stefani (ex Ministro delle Finanze e del Tesoro),Marinelli (ex segretario del PNF), Alfieri, Rossoni e Bottai (membri a titolo personale).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
“&lt;i&gt;Il Gran Consiglio del Fascismo invita il Governo a pregare la Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinchè Egli voglia per l’onore e per la salvezza della Patria assumere con l’effettivo comando delle forze armate di terra, di mare e dell’aria, secondo l’articolo 5 dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia Savoia&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’Italia, reduce dagli oltre 400 mila morti e 320 mila mutilati di tre anni di guerra, si incammina tristemente verso la Guerra Civile: altre 45 000 vite umane spezzate e 20 mila invalidi e mutilati fra i civili, 3 000 soldati morti al fianco degli Alleati, 40 mila civili deportati, 45 mila soldati morti combattendo, privi di direttive precise, dopo l’Armistizio di Cassibile. Pochi numeri, ma sufficienti per comprendere non solo la durezza dei 20 mesi di guerra fratricida – o resistenza che dir si voglia – ma anche l’immensa portata storica del 25 luglio: l’intento dei firmatari dell’ordine del giorno Grandi non compresero forse del tutto quanto ardita fosse la loro impresa. Nelle loro intenzioni infatti il 25 luglio doveva essere il giorno della caduta di Mussolini, non della fine del Fascismo; il Duce invece se ne avvide subito, come dimostra la telefonata a Claretta Petacci prima ancora dell’alba del 25 luglio: “&lt;i&gt;è finito tutto!&lt;/i&gt;”. Il gesto non voleva avere nulla di rivoluzionario: era anzi rispettoso i quelle istituzioni tradizionali che gli stessi firmatari si auspicano presto di essere chiamati a controllarlo. Ma la storia dimostrerà tutto il contrario.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le vicende che si intrecciano intorno al 25 luglio sono avvolte da un alone di mistero che dopo 70 anni non sembra ancora offrire spiragli: la stessa figura di Dino Grandi, primo firmatario della sfiducia, è rimasta per troppo tempo nascosta, prima dietro la sua riservatezza personale e poi dietro all’assenza di prove e testimonianze che aiutassero a ricostruire fedelmente i fatti. Pochi giorni prima dell’ultima riunione del Gran Consiglio Mussolini incontrò Dino Grandi dopo esser venuto a conoscenza dell’ordine del giorno che quest’ultimo aveva già proposto per il 25 luglio: il Duce, uscendo dalla riunione insieme a Grandi, incontra il Feldmaresciallo Kesserling e gli presentò Grandi come un suo “&lt;i&gt;fedelissimo&lt;/i&gt;”. I dubbi iniziano dunque a sorgere spontanei: perché il Duce ha riservato una tale presentazione all’uomo che di lì a pochi giorni lo avrebbe tradito? Perché Mussolini volle fissare la riunione del Gran Consiglio addirittura prima di quanto avesse chiesto lo stesso Grandi? Perché il Duce si attenne alle decisioni del Gran Consiglio nonostante questo non fosse in alcun modo vincolante e la riunione avesse il solo fine consultivo? Perché Mussolini considerò fino all’ultimo il Re&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: left; margin-right: 1em; padding: 1px; position: relative;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxvTqCxLRkbxzTzu3CkwRjGkkkBl07zoCD0kj8yejWjgzSl-d667dRsSv9eGFcHKRBCheLgyfUaHg6GIWDepkL0u_hQfFe07ppVv-pO5_PWL6N5vQURzLznwOm6VnDQvVOPUFG8pcKc74/s1600/dino_grandi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxvTqCxLRkbxzTzu3CkwRjGkkkBl07zoCD0kj8yejWjgzSl-d667dRsSv9eGFcHKRBCheLgyfUaHg6GIWDepkL0u_hQfFe07ppVv-pO5_PWL6N5vQURzLznwOm6VnDQvVOPUFG8pcKc74/s1600/dino_grandi.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px; text-align: center;&quot;&gt;Dino Grandi (1895-1988)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
“&lt;i&gt;il suo migliore amico&lt;/i&gt;”? Perché non fece nulla per sottrarsi ad un evento che forse non poteva immaginare nella sua interezza ma che nel suo diario definì fin da subito “vile ed inammissibile”? Verso le 22.30 del 24 luglio Mussolini chiede invano un rinvio della votazione al giorno successivo: perché dopo poche ore si affretta per votare per primo l’ordine del giorno Grandi? Perché, una volta preso atto di essere stato messo in minoranza, si rifiuta di arrestare i firmatari e rafforzare ancora di più il proprio potere? Perché la Germania non si discostò da un’indifferente politica di attesa nonostante Himmler avesse fatto sapere a Hitler che a breve Mussolini sarebbe stato sfiduciato? Forse il Fuhrer ritenne che la caduta del Duce avrebbe favorito il Terzo Reich e decise per questo di abbandonare l’Italia al suo destino, dopo aver rinnovato solo pochi giorni prima a Belluno a Villa Gaggia l’accordo con l’alleato di sempre? Pietro Badoglio e Rodolfo Graziani, i futuri Capo del Governo del Regno d’Italia e Comandante delle Forze Armate della RSI, ebbero un affabile incontro pochi giorni prima della sfiducia a Mussolini: che cosa si dissero? Che ruolo ebbe il futuro Capo del Governo nel complotto che destituì il Duce? A metà luglio Dino Grandi ottenne un colloquio con il Papa Pio XII: quale posizione confidò al “&lt;i&gt;fascista disobbediente&lt;/i&gt;” lo stesso Pontefice che solo il 19 luglio aveva salvato la vita a Mussolini e Hitler facendo annullare un attentato organizzato per il loro incontro a Villa Gaggia? Come mai il Maresciallo Badoglio fu informato del piano di eliminazione fisica del Duce nonostante si fosse appena dimesso dopo la disastrosa ritirata sul fronte balcanico?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alle 5 del pomeriggio del 25 luglio Mussolini è ricevuto dal Re a Villa Savoia: il colloquio dura 20&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: right; margin-left: 1em; padding: 1px; position: relative; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_Nebexr1msoMZDjjnIJVv_SbwEvoed2TdF3iSGh5rhU1ya5PsOSEmnn90J4z9o8SqE9VxbAW9PCbfgQN_w2UytAt0HggZYmg7a9maUsfxrfNLTMwBnPLLBmB89vpiK361pEeOgvVDiTA/s1600/galeazzo_ciano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_Nebexr1msoMZDjjnIJVv_SbwEvoed2TdF3iSGh5rhU1ya5PsOSEmnn90J4z9o8SqE9VxbAW9PCbfgQN_w2UytAt0HggZYmg7a9maUsfxrfNLTMwBnPLLBmB89vpiK361pEeOgvVDiTA/s320/galeazzo_ciano.jpg&quot; height=&quot;320&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;310&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px; text-align: center;&quot;&gt;Galeazzo Ciano (1903-1944).&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
minuti. Il 6 aprile 1947 il Meridiano d’Italia pubblicherà la relazione dello stesso Mussolini sull’ultimo colloquio col sovrano. “&lt;i&gt;Si iniziò con una mia succinta relazione sulla situazione politico-militare e sull’incontro (con Mussolini, nda) a Feltre. (…) Gli parlai poi della situazione in Sicilia, (…), della seduta del Gran Consiglio, facendogli presente la necessità di agire energicamente per stroncare l’offensiva dei nemici esterni ed interni. Fu allora che il Re (…) mi disse che era inutile fare progetti per l’avvenire, perché la guerra era ormai da considerarsi irrimediabilmente perduta. (…) &amp;lt;&amp;lt;Tutto è inutile &amp;gt;&amp;gt; soggiunse il re &amp;lt;&amp;lt;l’avvenire della Nazione è ora affidato alla Corona. Le mie decisioni sono già state prese. Nuovo Capo del Governo è il Maresciallo Badoglio e virtualmente è già entrato in funzione&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/i&gt;” Il Re dunque era già stato informato: ma da quanto tempo? Da poche ore, contattato da qualche partecipante al Gran Consiglio della notte precedente? O più probabilmente da diversi giorni, per aver avuto il tempo di organizzare la “successione” al Governo, e risollevare il Maresciallo Badoglio dalla vita da pensionato alla quale si era dedicato: perché proprio Badoglio? Chi decise di porre a Capo del Governo il Maresciallo, nonostante i firmatari preferissero una figura che non si fosse compromessa con il Ventennio come il generale Caviglia, l’eroe della Grande Guerra? Fu forse un’incoscienza del Re, che pose al Governo un uomo la cui politica avrebbe definitivamente minato l’apprezzamento degli italiani nei confronti dei Savoia?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: left; margin-right: 1em; padding: 1px; position: relative;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinm_udqQOFZukfdutTu3M2g07lr_YAy8SzwE_u9o1eKgDztniQKtJME3r6r-WV-ncKC3fYUrMaOPjZhV21LfNSSx4biEE62bSmfxSOJ5f1eaKEp2YIunC-QjwW9u3eECwB7v0K3qUHopQ/s1600/hitler_mussolini_feltre.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinm_udqQOFZukfdutTu3M2g07lr_YAy8SzwE_u9o1eKgDztniQKtJME3r6r-WV-ncKC3fYUrMaOPjZhV21LfNSSx4biEE62bSmfxSOJ5f1eaKEp2YIunC-QjwW9u3eECwB7v0K3qUHopQ/s400/hitler_mussolini_feltre.jpg&quot; height=&quot;248&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px; text-align: center;&quot;&gt;Mussolini ed Hitler nel loro ultimo incontro prima della sfiducia del Duce.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I tasselli di questo puzzle incredibilmente complicato sono abbondanti, ma l’immagine che sembrano formare lascia così sconcertati da dubitarne della veridicità: possibile che Mussolini fosse non solo a conoscenza di quello che finora abbiamo definito un “complotto ai suoi danni”, ma addirittura ne fu parte attiva? Possibile che sia il Duce, sia i firmatari dell’ordine del giorno Grandi sia la Corona parteciparono al perverso piano di defenestrazione di Mussolini certi di averne dei guadagni ma inconsci di essere essi stessi le prime vittime? Il puzzle non è completo, mancano ancora tanti tasselli, ma sembra mancare soprattutto la volontà di scrivere un pagina della storia che, assieme a tante altre, ci impedisce di comprendere appieno che cosa sia stato il nostro Paese per oltre vent’anni: manca la volontà di scrivere una pagina onesta nella storia del ‘900, perché – si sa – la verità non fa sempre piacere. Ma l’onestà intellettuale, quella sì che farebbe piacere. Sempre e comunque.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;clear: both;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;post-footer&quot; style=&quot;background-color: #cccccc; border-bottom-color: rgb(102, 0, 0); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: #990000; font-size: 13px; line-height: 1.6; margin: 20px -2px 0px; padding: 5px 10px;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;post-footer-line post-footer-line-1&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;post-comment-link&quot; style=&quot;font-family: &#39;Droid Sans&#39;; line-height: 20.15999984741211px; margin-left: 0px; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Droid Sans&#39;; line-height: 20.15999984741211px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/4840662456039691120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/25-luglio-1943-tutte-le-ombre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/4840662456039691120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/4840662456039691120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/25-luglio-1943-tutte-le-ombre.html' title='25 luglio 1943: tutte le ombre sull&#39;inizio della fine'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiA3nqkJ4tHXpv9Z8AGUa_h74QRmEjr2kFm_OaXIgyUq8Y0SWZtJ_KohC2lBsbySmHFM7WAHCAH8cIVUWir4o6FD_pCXKzYQuE8C8Tqfl5KKn6oIGfJxvi9Q8KpOG8SflWZ3kOAJaTqBxk/s72-c/25_luglio_2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-3095079422684714562</id><published>2014-07-19T14:32:00.003+02:00</published><updated>2014-07-19T14:32:38.615+02:00</updated><title type='text'>Agnese Borsellino, la donna che perdonò</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGDbuPw5YZbRUk_MVdtVjJJWNtvJfVhub7p_wKIoiStBO5HdmjPSuu2y-ptpHGfmVVlSz7nFcicLNPlcWBI8bcYrWyzgO6VEJqeXrhyphenhyphenMjhT9RuIj-3hDQI0wInB6mDNepIwV-a_4B0Q0Pj/s1600/agneseborsellino-default.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGDbuPw5YZbRUk_MVdtVjJJWNtvJfVhub7p_wKIoiStBO5HdmjPSuu2y-ptpHGfmVVlSz7nFcicLNPlcWBI8bcYrWyzgO6VEJqeXrhyphenhyphenMjhT9RuIj-3hDQI0wInB6mDNepIwV-a_4B0Q0Pj/s1600/agneseborsellino-default.jpg&quot; height=&quot;206&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fra i tanti ricordi lasciatici dalla signora Agnese, la moglie di Paolo Borsellino, c’è un aspetto che forse non tutti oggi rammentano e che la dice lunga sulla statura della donna scomparsa ieri. Alludiamo alla capacità – straordinaria e pienamente comprensibile solo in un’ottica cristiana – che lei ebbe di spingersi praticamente fino al perdono degli assassini del marito. Senza mai stancarsi di chiedere giustizia, infatti, Agnese Borsellino offrì una testimonianza di grande fede ed adesione agli insegnamenti del Vangelo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fu lei stessa a darne prova diretta allorquando, in una lettera indirizzata a Giovanni Paolo II – e pubblicata sull’Osservatore romano del 6 maggio 1993, alla vigilia della visita papale in Sicilia e, coincidenza, esattamente venti anni fa – seppe guardare oltre le proprie ferite con parole che ancora oggi, se rilette, non possono non commuovere: «Sapere che il sangue del mio Paolo oggi è seme di speranza e di liberazione per tutto questo nostro popolo mi riempie di gioia e di orgoglio e mi dà un senso della mia pochezza e della mia indegnità».&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Che queste fossero parole di una donna che, nonostante quello che era accaduto al marito, seppe perdonare, è confermato poi da una conversazione che Agnese ebbe poche settimane dopo, il 27 agosto 1993, con le clarisse di Assisi, conversazione durante la quale la vedova Borsellino ammise: «Se c’è un insegnamento che mio marito mi ha dato è che nel cuore dell’uomo, anche di quello più cattivo, c’è sempre un angolo nascosto del buon Abele che, se opportunamente stimolato, può riaffiorare. La speranza allora si nutre della fiducia nell’uomo, anche verso chi sì considera e chi si comporta come un nemico».&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ulteriori parole di perdono arrivarono da Agnese Borsellino nel maggio del 1996, quando, in occasione del ritiro di un premio che le venne assegnato – ilRiconoscimento Internazionale Santa Rita -, la donna affermò d’aver vissuto il suo «dramma con cristiana rassegnazione, senza nutrire sentimenti di odio nei confronti degli assassini» che le strapparono il marito. Ed aggiunse: «Le sofferenze patite hanno rafforzato in me l’esigenza di diffondere il messaggio di pace, di amore e di solidarietà umana verso le persone più deboli». Incredibile: a questa donna la criminalità organizzata tolse tutto, e lei si sentì chiamata a «diffondere» messaggi di pace e di perdono.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVxKDkNFuaVkPYk93a4Crb4hEJoRMw_G8naRzJp_8QzH3wM04efN3G3TQwEhNgQ9lD52llrecXlEKorras8n1lfJ4XhYebpaHi3p-_wO5p6cIt4ODWU07Cu6Vv_5ZTNDGaTiqA7SA5w5lM/s1600/paolo-borsellino-vive-contro-lindifferenza-de-T-FVmOh0.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVxKDkNFuaVkPYk93a4Crb4hEJoRMw_G8naRzJp_8QzH3wM04efN3G3TQwEhNgQ9lD52llrecXlEKorras8n1lfJ4XhYebpaHi3p-_wO5p6cIt4ODWU07Cu6Vv_5ZTNDGaTiqA7SA5w5lM/s1600/paolo-borsellino-vive-contro-lindifferenza-de-T-FVmOh0.jpeg&quot; height=&quot;270&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Il mondo fatica a capire simili posizioni e non di rado le scambia per segni di debolezza. Mentre in realtà sono l’opposto, e cioè segni di forza straordinaria. Perché la ragione principale per cui il Male ci mette costantemente alla prova – talvolta arrivando persino a privarci delle persone più care, come fece con Agnese Borsellino, in modo improvviso e brutale – è proprio l’auspicio di incuterci terrore, di spiazzarci, di metterci per sempre a tacere. Il Male e le sue espressioni, fra le quali rientra la criminalità organizzata, vivono insomma della nostra paura. E viceversa iniziano a morire quando, nonostante la loro azione, la speranza non viene cancellata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per questo è evidente come la signora Agnese, col suo spiazzante perdono, non abbia fatto altro che proseguire l’opera del marito. In forma diversa, certamente, ma in modo ugualmente eroico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
di &lt;a href=&quot;http://giulianoguzzo.com/2013/05/06/agnese-borsellino-la-donna-che-perdono/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giuliano Guzzo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/3095079422684714562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/agnese-borsellino-la-donna-che-perdono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3095079422684714562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3095079422684714562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/agnese-borsellino-la-donna-che-perdono.html' title='Agnese Borsellino, la donna che perdonò'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGDbuPw5YZbRUk_MVdtVjJJWNtvJfVhub7p_wKIoiStBO5HdmjPSuu2y-ptpHGfmVVlSz7nFcicLNPlcWBI8bcYrWyzgO6VEJqeXrhyphenhyphenMjhT9RuIj-3hDQI0wInB6mDNepIwV-a_4B0Q0Pj/s72-c/agneseborsellino-default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-3609776401254651280</id><published>2014-07-14T11:45:00.000+02:00</published><updated>2014-07-14T11:45:41.506+02:00</updated><title type='text'>In Medio Oriente è guerra, la solita guerra. Nonostante appaia diversa...</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgt4sYhzWhv4XbIKYVbKFoe07ZWvakZ2siM2gOaaDII6a4mUeOCw-PTnlpA6RMLnZh6p_ZYrMhEX1zHvZVBkuL6KSMJqVt1qDPlMW5HqenpCYt7FiAGWPyBFB5KOKW8QJTfAR7WOtRtQm3S/s1600/10286-guerra_medio_oriente.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgt4sYhzWhv4XbIKYVbKFoe07ZWvakZ2siM2gOaaDII6a4mUeOCw-PTnlpA6RMLnZh6p_ZYrMhEX1zHvZVBkuL6KSMJqVt1qDPlMW5HqenpCYt7FiAGWPyBFB5KOKW8QJTfAR7WOtRtQm3S/s1600/10286-guerra_medio_oriente.jpg&quot; height=&quot;248&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La situazione in medio oriente in questi ultimi giorni sta 
precipitando verso quella che sembra essere una vera e propria guerra, 
che mai si era sopita ma che ora riprende la sua azione molto più 
tragicamente. Venerdì Hamas ha rivendicato la salva di razzi lanciati 
verso Israele come il suo primo deliberato tentativo &quot;di colpire 
l&#39;aeroporto Ben Gurion&quot;. La fazione islamica ha fatto sapere infatti &amp;nbsp;di
 aver lanciato quattro razzi M-75 verso l&#39;aeroporto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un &#39;avvertimento&#39; alle linee aeree straniere di sospendere i voli per
 Tel Aviv. In un comunicato le Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio 
militare di Hamas) affermano che ormai l&#39;aeroporto Ben Gurion sarebbe 
divenuto insicuro perche&#39; puo&#39; essere colpito dalla Striscia di Gaza. 
Dal testo viene lasciato intendere che potrebbe essere preso di mira 
ancora in futuro. Queste sono solo piccole notizie che non rendono la 
gravità della situazione. Nei giorni precedenti altri attacchi, altre 
vittime, altre stragi.Basti pensare che intorno alle 15.30 di venerdì 
&amp;nbsp;il bilancio delle vittime palestinesi a Gaza in seguito all&#39;incursione 
israeliana era di 102 morti, 110 feriti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;





&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Queste notizie sono spaventose, ma siamo&amp;nbsp;&quot;abituati&quot; a sentirne di 
simili riguardanti agitazioni in quelle zone.&amp;nbsp;Questa nuova ondata di 
odio appare diversa, non solo &quot;a pelle&quot;, ma per via di più eventi dei 
mesi passati. Come forse molti sapranno, qulache tempo fa, Papa 
Francesco si è recato in Terra Santa, per pregare, si, ma anche per 
chidere un serio impegno per la pace, tanto da invitare Abbas e Peres in
 Vaticano a pregare per la pace. Questo tra fine maggio e inizio giugno.
 Dopo poche settimane ecco le nuove avvisaglie di guerra, non solo nella
 zona in cui si era recato il Pontefice, ma-come sappiamo-anche in tutta
 la zona medio-orientale. Senza dimenticare le difficili situazioni in 
Siria e in Libia, che continuano a lasciare morti e feriti sui campi di 
battaglia. In tutto ciò, la domanda più difficile, e forse senza 
risposta, è quella del senso di queste guerre. Da parte di chi scrive, 
di chi fa opinione pubblica, ma anche nella mente di chiunque, c&#39;è la 
voglia di trovare un senso a queste sanguinose battaglie, ma non si 
trova. Non si può trovare. Forse bisogna, per rintracciare almeno un 
motivo parziale, ragionare su una frase detta da Papa Francesco nel suo 
viaggio&amp;nbsp;in Israele&amp;nbsp;:&quot;La pace porterà con sé innumerevoli benefici per i 
popoli di questa regione e per il mondo intero. Occorre dunque 
incamminarsi risolutamente verso di essa, anche rinunciando ognuno a 
qualche cosa&quot;. E&#39; proprio questo il punto, il rinunciare a qualcosa. 
L&#39;egoismo, l&#39;attaccamento al potere e l&#39;incapacità di trattare sembrano 
allora essere i motivi più plausibili, ma comunque assurdi ed 
ingiustificabili, di questi conflitti. E ricordiamoci che il Papa ha 
anche detto:_ le guerre iniziano in casa. Forse allora questa nuova 
tensione in medio Oriente non ci stupisce così tanto. Appare diversa, ma
 è la solita guerra. Per i soliti motivi.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/3609776401254651280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/in-medio-oriente-e-guerra-la-solita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3609776401254651280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/3609776401254651280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/07/in-medio-oriente-e-guerra-la-solita.html' title='In Medio Oriente è guerra, la solita guerra. Nonostante appaia diversa...'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgt4sYhzWhv4XbIKYVbKFoe07ZWvakZ2siM2gOaaDII6a4mUeOCw-PTnlpA6RMLnZh6p_ZYrMhEX1zHvZVBkuL6KSMJqVt1qDPlMW5HqenpCYt7FiAGWPyBFB5KOKW8QJTfAR7WOtRtQm3S/s72-c/10286-guerra_medio_oriente.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-456365524864601589</id><published>2014-06-29T06:00:00.000+02:00</published><updated>2014-06-29T10:53:56.754+02:00</updated><title type='text'>Il decalogo gay del giornalista</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijq6van_U8fPrpWy7_w5QbnkoEUnIJr3AonIcKms49IFL7rE2DkxeHQCby8K1Sx8JyGUFt2Gs4WBlTHPdnXerbYYjrezMqexYUvdfXlrUT-FHRiqrk4MjkW_APwbe8KQTy_m0rCXYZj8bZ/s1600/informazione.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijq6van_U8fPrpWy7_w5QbnkoEUnIJr3AonIcKms49IFL7rE2DkxeHQCby8K1Sx8JyGUFt2Gs4WBlTHPdnXerbYYjrezMqexYUvdfXlrUT-FHRiqrk4MjkW_APwbe8KQTy_m0rCXYZj8bZ/s1600/informazione.jpg&quot; height=&quot;245&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Ci fosse per caso ancora in circolazione, fra i giornalisti, qualche mente politicamente scorretta in materia di famiglia – non si sa mai -, niente paura: d’ora in poi, prima di rischiare di perdere il posto, potrà sapere cosa scrivererifacendosi ad un nuovo decalogo gay (disponibile in lingua francese &lt;a href=&quot;http://www.scribd.com/doc/231278798/Informer-sans-discriminer&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;). E’ stato presentato in Francia qualche giorno fa a cura dell’AJL, acronimo che sta per &lt;i&gt;Association des journalistes Lesbiennes gays bi-es-s et trans&lt;/i&gt; e in poco meno di trenta pagine delinea chiaramente come uno debba esprimersi con riferimento alle rivendicazioni gay, se non vuole incorrere nell’accusa di istigazione all’odio di stampo omofobo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il piccolo manuale spazia infatti fra otto differenti argomenti (linguaggio discriminatorio, stereotipi, lesbismo, bisessualità, transessualità, AIDS/HIV, elementi di diritto, lobby e teorie di genere) ed accanto a qualche osservazione effettivamente sensata – si pensi a quella che critica l’espressione «avouer son homoseualité», ossia «&lt;i&gt;confessare, ammettere la propria omosessualità&lt;/i&gt;», espressione infelice ed impropria dato che sperimentare pulsioni omosessuali non è un reato da confessare – presenta tutta una serie di “inviti” inquietanti, dal netto sapore orwelliano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ne ricordiamo tre fra i più significativi che compaiono del documento. Anzitutto si chiede ai giornalisti di smettere di parlare delle lobby gay, lobby che – si legge in &lt;i&gt;Informer sans discriminer&lt;/i&gt; (2014), così s’intitola il vademecum – non esisterebbero, mentre esistono solo associazioni a difesa dei diritti omosessuali che collaborano occasionalmente fra loro. E qui siamo già alla commedia, nel senso che la stessa idea di condizionare la mentalità dei lettori attraverso un nuovo manuale giornalistico risulta cos’altro è se non espressione di una volontà lobbistica?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non meno discutibile appare l’invito a negare l’esistenza della teoria del genere, che sarebbe solo un artefatto della cultura omofoba. A nulla varrebbe l’osservazione secondo cui è ormai da anni che in tante università, infischiandosene delle evidenze scientifiche che attestano come l’identità maschile e femminile risulti compiutamente definita prima del parto, s’insegna che l’identità sessuale, in quanto condizionata da influenze ambientali, è disgiunta – e solo occasionalmente corrispondente –  all’identità biologica. Perché questa, scrivono i giornalisti gay, non è teoria e men che meno ideologia, ma solo lotta alle discriminazioni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Risulta infine degna di nota la critica all’espressione «&lt;i&gt;mariage gay&lt;/i&gt;»; perché – si dice – non parlare semplicemente di matrimonio limitandosi a distinguere, se proprio occorre, tra famiglia eteroparentale ed omoparentale? Anche qui all’uomo della strada potrebbe venire in mente di osservare che la stessa parola matrimonio, derivando dall’unione di due parole latine – mater (madre) e munus(compito) – esclude che vi possa essere matrimonio in assenza del requisito di diversità sessuale. Ma questa semplice obiezione probabilmente verrebbe subito tacciata come intollerante da giornalisti loro sì intolleranti e poco astuti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giocando così a carte scoperte, inviando cioè pubblicamente i colleghi ad adeguarsi a determinati standard linguistici confermano infatti non solo il sospetto dell’esistenza di una lobby gay, ma pure delle modalità con le quali questa opera. Che poi le singole associazioni impegnate in certe battaglie risultino formalmente distinte è francamente riscontro troppo debole per fugare il dubbio di una sorta di nuovo maccartismo delle lobby gay, per dirla con la giornalista britannica Melanie Phillips. Pensate solo quale finimondo scoppierebbe se fossero i giornalisti cattolici o favorevoli alla famiglia naturale, a mettersi in testa di dire ai colleghi come scrivere di certi temi…&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://giulianoguzzo.wordpress.com/2014/06/29/nuovo-decalogo-gay-per-i-giornalisti/&quot;&gt;Giuliano Guzzo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/456365524864601589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/il-decalogo-gay-del-giornalista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/456365524864601589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/456365524864601589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/il-decalogo-gay-del-giornalista.html' title='Il decalogo gay del giornalista'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijq6van_U8fPrpWy7_w5QbnkoEUnIJr3AonIcKms49IFL7rE2DkxeHQCby8K1Sx8JyGUFt2Gs4WBlTHPdnXerbYYjrezMqexYUvdfXlrUT-FHRiqrk4MjkW_APwbe8KQTy_m0rCXYZj8bZ/s72-c/informazione.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-9223162530038339342</id><published>2014-06-23T01:00:00.000+02:00</published><updated>2014-06-23T09:44:20.103+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Renzi, quo usque tandem?</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLbnzv3hjRXmozoSL36MRbTa0zs-qtLizgVmkIT6cmhtq2bVghjiYSvMSlUmdL_YZfHPSMdRFZEHTbH3MaKl6elYAWh3xNTwT0MhVfELszRV8k7rJF1D1xRhDSTBdop9wpU26Jd2fxn8n7/s1600/renzi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLbnzv3hjRXmozoSL36MRbTa0zs-qtLizgVmkIT6cmhtq2bVghjiYSvMSlUmdL_YZfHPSMdRFZEHTbH3MaKl6elYAWh3xNTwT0MhVfELszRV8k7rJF1D1xRhDSTBdop9wpU26Jd2fxn8n7/s1600/renzi.jpg&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;266&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Il 22 febbraio scorso, giusto quattro mesi fa, il primo (speriamo anche l’ultimo…) governo Renzi giurava nelle mani del Presidente Napolitano: arrivavano le congratulazioni di Obama, Gad Lerner festeggiava il passaggio dall’Italia di Berlusconi a quella di Renzi&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;, la Repubblica lodava lo stilnovista della politica per aver chiesto se a Palazzo Chigi ci fosse un tavolo dove lavorare&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; e l’Italia intera si faceva appassionare dalla fiera delle banalità indetta dal neopremier. C’era anche chi si riscopriva renziano della prima ora, dimentico delle posizioni di pochi mesi prima, ma delle dinamiche interne al PD ci interessa il giusto: quello che ci interessa fare oggi è, con uno sforzo immenso, dubitare che l’ex sindaco di Firenze si stia divertendo a fare il televenditore di sogni, e verificare speranzosi quali obiettivi sono stati raggiunti e quali promesse mantenute dal nuovo premier.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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“&lt;i&gt;Farò una riforma al mese!&lt;/i&gt;”&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; garantiva in quegli stessi giorni di fine febbraio l’&lt;i&gt;enfant prodige&lt;/i&gt; democratico: febbraio era diventato il mese delle riforme costituzionali ed elettorali, marzo il nuovo mese del lavoro, aprile della Pubblica Amministrazione e maggio del fisco. Rimane poi l’ultima settimana di giugno per veder partorire da Renzi &amp;amp; Co. il nuovo assetto della giustizia, e noi siamo sicuri che arriverà in tempo superando le nostre migliori aspettative... Poi venne il 12 marzo e Renzi si presentò al Consiglio dei Ministri con le slides: neanche Crozza avrebbe avuto un’idea più prolifica per la satira italiana! Ma in fondo, se i fatti fossero stati soddisfacenti, Renzi avrebbe anche potuto presentarsi in bermuda ed infradito all’incontro con la Merkel e non avremmo avuto nulla da dirgli se non i complimenti: purtroppo la riforma elettorale fa riferimento ad un sistema costituzionale ancora lungi dall’essere definito, con un Senato “&lt;i&gt;non elettivo&lt;/i&gt;” non meglio definito. E che cosa dire della mirabile asta di auto blu indetta dal Governo: su 151 auto ne sono state vendute 22, ed al momento ci sono due auto alla strepitosa cifra di 200 €, una vera svolta per le casse dello stato!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;“&lt;i&gt;Almeno l’economia starà andando meglio!&lt;/i&gt;” confiderà speranzoso l’italiano medio che non ha il coraggio di aprire il Sole24Ore: i dati invece non sono poi molto incoraggianti, con un PIL ben al di sotto delle aspettative (+0,1% contro uno sperato +0,6% nel secondo semestre). Ma che cosa ha fatto di rilevante Renzi in ambito economico? Meglio non parlare degli 80 €, sennò la Picierno di turno tira fuori scontrini su scontrini per dimostrare un lavoratore che riceve il bonus in questione può comprare un’Alfa 156 (all’asta su ebay&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt;) con i soldi di Renzi in soli tre mesi. Il capolavoro di inutilità politica è il cosiddetto decreto “taglia-bollette”, che dovrebbe ridurre i costi energetici delle piccole e medie imprese del 10%: peccato che il CGIA di Mestre ha dimostrato il contrario&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn5&quot;&gt;[5]&lt;/a&gt;, sostenendo che l’85% delle pmi non risentirà in alcun modo del provvedimento del governo.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEic1ogH8Ri9g5C8HZxD7Hxo4VvEu4mhfBcOYByp3AoxAuGQC_pEgTIb3zrJQGTYJIoURJJ5FGjcz91bICQ720HqRRNMKPu-Gc5nO_f6_WhFbwbWvxnjMwO-SImW4ZxMqC0Otkq4TcV6TS8l/s1600/banconota-renzi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEic1ogH8Ri9g5C8HZxD7Hxo4VvEu4mhfBcOYByp3AoxAuGQC_pEgTIb3zrJQGTYJIoURJJ5FGjcz91bICQ720HqRRNMKPu-Gc5nO_f6_WhFbwbWvxnjMwO-SImW4ZxMqC0Otkq4TcV6TS8l/s1600/banconota-renzi.jpg&quot; height=&quot;176&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
A chi nel 2011 leggeva 29% all’indice &lt;i&gt;disoccupazione giovanile&lt;/i&gt; ed urlava “&lt;i&gt;Berlusconi dimettiti!&lt;/i&gt;” per poi festeggiare a novembre la fine dell’ultimo governo eletto, a chi gridava alla compravendita di voti quanto il Cav promise l’abolizione dell’IMU: verrebbe da chiedere che soddisfazione prova nel leggere dell’ennesima indagine UE sui conti del Belpaese (si contestano ancora i ritardi nei pagamenti delle PA) o nel leggere che la disoccupazione giovanile non è scesa, ma salita al 46%&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn6&quot;&gt;[6]&lt;/a&gt; o nel ricevere 80 € da Renzi (sempre che si sia così fortunati…) poche settimane prima delle elezioni senza neanche sapere dove abbia trovato le coperture.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Una sola cosa è certa. Se qualcuno fosse riuscito ad arrivare alla fine di questo articolo (grazie per la pazienza!) e fosse convinto dell’utilità di questo governo, sappia che gli ultimi quattro mesi potrebbero essere nulla davanti al tetro futuro prospettato dall’&lt;i&gt;Unità&lt;/i&gt; la settimana scora: a settembre dovrebbe arrivare l’equiparazione dei diritti delle coppie civili (anche omosessuali) a quelli delle coppie sposate&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftn7&quot;&gt;[7]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma se poi Renzi si fa fotografare in Chiesa la domenica, il popolino vota, ed alla volontà del popolo non si ribatte se non con un altro voto: e allora, caro Renzi e caro popolino, &lt;i&gt;quousque tandem abutere patientia nostra&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; http://www.repubblica.it/fischiailvento/2014/02/23/news/gad_lerner_da_fazio_parleremo_del_passaggio_storico_da_berlusconi_a_renzi-79417107/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/23/appartamento-palazzo-chigi-per-il-nuovo-capo.html?ref=search&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-17/renzi-marzo-riforma-lavoro-ad-aprile-quella-pa-maggio-fisco-121911.shtml?uuid=ABlSt7w&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt; http://www.ebay.it/itm/Auto-Blu-Governo-Alfa-156-del-2000-con-130-089-km-/111385955457?pt=IT_Auto_Epoca_e_Moderne&amp;amp;hash=item19ef1ecc81 e http://www.ebay.it/itm/Auto-Blu-Governo-Alfa-156-del-2000-con-109-288-km-/111385025328?t=IT_Auto_Epoca_e_Moderne&amp;amp;hash=item19ef109b30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref5&quot;&gt;[5]&lt;/a&gt; http://www.si24.it/2014/06/22/cgia-il-taglio-delle-bollette-di-energia-non-premia-la-piccola-e-media-impresa/56850/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref6&quot;&gt;[6]&lt;/a&gt; http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-06-03/istat-disoccupazione-massimi-i-giovani-e-46percento-primo-trimestre--101231.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=687585362102440163#_ftnref7&quot;&gt;[7]&lt;/a&gt; http://www.unita.it/sociale/unioni-gay-ecco-la-legge-stessi-diritti-del-matrimonio-1.575146</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/9223162530038339342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/renzi-quo-usque-tandem.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/9223162530038339342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/9223162530038339342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/renzi-quo-usque-tandem.html' title='Renzi, quo usque tandem?'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLbnzv3hjRXmozoSL36MRbTa0zs-qtLizgVmkIT6cmhtq2bVghjiYSvMSlUmdL_YZfHPSMdRFZEHTbH3MaKl6elYAWh3xNTwT0MhVfELszRV8k7rJF1D1xRhDSTBdop9wpU26Jd2fxn8n7/s72-c/renzi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-7065424670562690865</id><published>2014-06-14T06:00:00.000+02:00</published><updated>2014-06-17T10:37:25.334+02:00</updated><title type='text'>Italia-Inghilterra, sfida senza tempo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-rw1iBQS4RjD2AihdlX_zOlQP51UXkBsTdlrf6ZrvS231RyCX_XI1MvbGvN-dv7q5kiNgL5fiPQVbv6MoSuOKPhGRXNukf8KOCMQyA8yu17Qbo8zI2gH8w6cPukY4l_LjKqYoa1iifUsU/s1600/italia34big.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-rw1iBQS4RjD2AihdlX_zOlQP51UXkBsTdlrf6ZrvS231RyCX_XI1MvbGvN-dv7q5kiNgL5fiPQVbv6MoSuOKPhGRXNukf8KOCMQyA8yu17Qbo8zI2gH8w6cPukY4l_LjKqYoa1iifUsU/s1600/italia34big.jpg&quot; height=&quot;217&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
“Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d&#39;accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più” diceva negli anni ’50-’60 un Bill Shankly, uno degli allenatori più vincenti del calcio europeo, per ben 15 anni sulla panchina dei Reds. Difficile dargli torto, perché - si sa - ognuno di noi è cresciuto con un pallone fra i piedi e un idolo negli stadi: ci sono le generazioni della sfida Pelè-Maradona, come oggi esiste quella di Messi-Cristiano Ronaldo; e poi ci sono le sfide eterne e senza tempo, come Juve-Inter o Barcellona-Real Madrid, come Argentina-Brasile o Italia-Inghilterra. Il 14 novembre di 40 anni fa si giocava una partita che avrebbe fatto la storia del calcio europeo, quando nell’Imperial Stadium di Wembley l’Italia di Ferruccio Valcareggi si impone per la prima volta sui leoni inglesi oltremanica: il gol di Fabio Capello al minuto 86’ sconfigge finalmente un tabù che vedeva gli azzurri mai vincenti contro i padri del calcio, fin dalla prima sfida del 1933.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Da allora, da quell’Italia-Inghilterra del 15 maggio 1933 con il Duce in tribuna, si sono susseguite vittorie storiche e cocenti sconfitte fino al grande trionfo degli uomini di Prandelli il 24 giugno di due anni fa, agli Europei ucraini del 2012; proprio in quella circostanza in molti fecero riferimento ad un altro giorno come oggi, quello del lontano 1934: l’Italia Campione del Mondo a Roma il 10 giugno si piega ai leoni di Highbury nel freddo dello stadio dell’Arsenal. La voce di Niccolò Carosio trasmette in Italia le gesta dell’undici di Pozzo, che nonostante l’orgoglio e la tenacia di una squadra che gioca in 10 contro undici per gran parte della partita per il grave infortunio a Monti (frattura del piede sinistro) non riescono a portare a casa i risultato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEij-VChpM-SgjogdDCf858JtFvQZgnvwXPsp-8kHsZaLuqf8C2ZAaH4oTxtPI-UKRZMMfw63UFAYZelEHLlNU_Hb3fLQofnwhMNLttw2mUlHplljI2jQNh_SVk2a2cMLKsWtaSs8Y4HOAQ/s1600/ITALIA+INGHILTERRA.JPG&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEij-VChpM-SgjogdDCf858JtFvQZgnvwXPsp-8kHsZaLuqf8C2ZAaH4oTxtPI-UKRZMMfw63UFAYZelEHLlNU_Hb3fLQofnwhMNLttw2mUlHplljI2jQNh_SVk2a2cMLKsWtaSs8Y4HOAQ/s1600/ITALIA+INGHILTERRA.JPG&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Nel 1948 l’incrocio della nostra nazionale con quella inglese fu nient’altro che il preludio dell’addio di Pozzo dopo vent’anni di vittorie: a Torino l’Inghilterra si impone con un netto 4-0 il 16 maggio, ad agosto la Federcalcio darà il benservito al ct dei due mondiali.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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È ancora una volta il vecchio Comunale di Torino il teatro della sfida del 1973, in occasione del 75° anniversario della FIGC: l’Italia lo festeggia nel migliore dei modi, vincendo con il Brasile fresco di titolo mondiale e con l’Inghilterra battuta 2-0 con gol di Anastasi e Capello.&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si tratta del preludio alla partita dell’apoteosi, quella del 14 novembre 1973 quando, a 39 anni precisi dalla sconfitta di Highbury, l’Italia passa finalmente nella terra dei Maestri del calcio, con un esemplare catenaccio all’italiana e ripartenze veloci affidate al’estro di Rivera che, al 86’, serve a Capello il pallone che ha fatto la storia.&lt;/div&gt;

&lt;!-- Blogger automated replacement: &quot;https://images-blogger-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?url=http%3A%2F%2F3.bp.blogspot.com%2F-SPHmeb2QwV8%2FUKOsFpe8gbI%2FAAAAAAAABik%2FWhfntlHP29k%2Fs1600%2FITALIA%2BINGHILTERRA.JPG&amp;amp;container=blogger&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&quot; with &quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEij-VChpM-SgjogdDCf858JtFvQZgnvwXPsp-8kHsZaLuqf8C2ZAaH4oTxtPI-UKRZMMfw63UFAYZelEHLlNU_Hb3fLQofnwhMNLttw2mUlHplljI2jQNh_SVk2a2cMLKsWtaSs8Y4HOAQ/s1600/ITALIA+INGHILTERRA.JPG&quot; --&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/7065424670562690865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/italia-inghilterra-sfida-senza-tempo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/7065424670562690865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/7065424670562690865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/italia-inghilterra-sfida-senza-tempo.html' title='Italia-Inghilterra, sfida senza tempo'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-rw1iBQS4RjD2AihdlX_zOlQP51UXkBsTdlrf6ZrvS231RyCX_XI1MvbGvN-dv7q5kiNgL5fiPQVbv6MoSuOKPhGRXNukf8KOCMQyA8yu17Qbo8zI2gH8w6cPukY4l_LjKqYoa1iifUsU/s72-c/italia34big.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-2421227634804841344</id><published>2014-06-03T06:00:00.000+02:00</published><updated>2014-06-03T07:35:14.432+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiesa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>3 giugno 1963: muore il Papa Buono</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
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&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Il pontificato di Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli, non è ricordato per la sua durata, sale sul soglio pontificio a 77 anni per rimanerci 5 anni, ma per aver convocato, dopo oltre 80 anni, un Concilio: era il 25 gennaio 1959, quando, Papa da soli tre mesi, annunciò &quot;&lt;i&gt;Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l&#39;Urbe, e di un Concilio ecumenico per la Chiesa universale&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Si tratta sicuramente del gesto che più di ogni altro rimane nell&#39;opinione comune come il ricordo più evidente del breve ma intenso pontificato del Papa Buono. E tuttavia - senza voler fare classifiche - esiste un altro discorso altrettanto importante, che esula dal campo religioso ma si staglia nella storia dell&#39;ultimo secolo come spartiacque fra la pace e la guerra: di tratta del radiomessaggio del 25 ottobre 1962.&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
La Guerra Fredda fra Unione Sovietica e Stati Uniti sembrava essere arrivata ad un punto di non ritorno: mai i rapporti fra le due superpotenze furono così tesi come nel 1962. Il motivo dell&#39;inasprimento delle relazioni era sicuramente l&#39;isola di Cuba, che storicamente dà il nome a questa fase della Guerra Fredda, la Crisi di Cuba. Nel 1958 l&#39;isola aveva assistito alla presa di potere di Fidel Castro ai danni di Fulgencio Batista, instaurando di fatto un regime comunista: gli USA, consci del pericolo di una tale vicinanza ad un alleato sovietico, appoggia il ritorno degli uomini di Batista tramite i propri servizi segreti, ma la presa di potere non ha successo. Nel settembre 1959 Krusciov incontra Eisenhower a Washington, a novembre dell&#39;anno successivo Kennedy si reca a Vienna per incontrare Krusciov, ma la situazione rimane delicata. Gli Stati Uniti esigono di ispezionare tutte le navi dirette a Cuba per evitare che giungano nell&#39;isola caraibica missili e armamenti nucleari; l&#39;Unione Sovietica rifiuta. Durante l&#39;incontro a Vienna si discute senza successo la proibizione degli esperimenti nucleari: subito dopo l&#39;incontro l&#39;URSS ricomincia i suoi esperimenti in atmosfera e gli Stati Uniti rispondono dando nuova linfa alle attività nei lavoratori del Pacifico.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Nel 1960 un U-2 statunitense, un aereo spia in volo sugli Urali, viene abbattuto, dando inizio ad una lunga serie di abbattimenti reciproci che si concluderà solo dell&#39;ottobre 1962: l&#39;ultimo aereo cadde nell&#39;ottobre di quell&#39;anno, a pochi giorni dal videomessaggio di Papa Roncalli.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: rgb(153, 0, 0); border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: right; margin-left: 1em; padding: 4px; position: relative; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe7p6AJedJLyeZ9IZAHTchlIJiQuyKXGtlIrW6A3DpoV0CGzWT3zKEIlGhDj3qRzA75mPCLYSuhHbou7H336_OAk93afnh2lIISphQgyEIDYLbytMiBikcBJcUABuArPdl8gsbAFaD4K4/s1600/Cuban_Missile_Crisis-300x201.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;-webkit-transition: color 0.3s; clear: right; color: #001f87; display: inline; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; outline-style: none; text-decoration: none; transition: color 0.3s;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;214&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhe7p6AJedJLyeZ9IZAHTchlIJiQuyKXGtlIrW6A3DpoV0CGzWT3zKEIlGhDj3qRzA75mPCLYSuhHbou7H336_OAk93afnh2lIISphQgyEIDYLbytMiBikcBJcUABuArPdl8gsbAFaD4K4/s320/Cuban_Missile_Crisis-300x201.gif&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 11px; text-align: center;&quot;&gt;&quot;Il braccio di ferro&quot; tra le due K&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Il discorso del Papa venne trasmesso in diretta a mezzogiorno di quel giovedì 25 ottobre 1962, per essere poi tradotto in svariate lingue, comprese - ovviamente - inglese e russo: il tema della pace è sempre stato un tema caro a Giovanni XXIII, che, constatando la delicata situazione internazionale, sì appellò spesso ai governanti del mondo intero perché avessero a cuore la pace mondiale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Giovanni XXIII si appella dunque ancora una volta alla coscienza dei capi di stato, ponendosi di fronte a “due K” - così la stampa definì Kennedy e Krusciov - come unica via d’uscita per il pericoloso vicolo cieco in cui stavano conducendo il mondo intero: il 28 ottobre l’URSS richiamò le proprie navi in viaggio verso i Caraibi e ordinò la dismissione dei missili atomici nell’isola; il 20 novembre Kennedy dichiarò conclusa la quarantena su Cuba, garantendo di fatto che Cuba non sarebbe stata invasa.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Pochi mesi dopo, nell’aprile 1963, ad appena due mesi dalla morte, Giovanni XXIII pubblicò la sua ultima enciclica,&lt;i&gt;Pacem in terris&lt;/i&gt;. Frutto del dramma della guerra sfiorata - che, secondo dati attendibili, se fosse scoppiata ed avesse fatto uso di armi nucleari, avrebbe portato ad un numero di morti sicuramente superiore delle precedenti - rappresenta quasi il testamento di un Papa che, con le sue preghiere, è arrivato dove nessuno poteva solo immaginare di arrivare.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
TESTO INTEGRALE DEL RADIOMESSAGGIO&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
“S&lt;b&gt;&lt;/b&gt;ignore, ascolta la supplica del tuo servo, la supplica dei tuoi servi, che temono il tuo nome” (Ne 1,11). Questa antica preghiera biblica sale oggi alle nostre labbra tremanti dal profondo del nostro cuore ammutolito e afflitto. Mentre si apre il Concilio Vaticano II, nella gioia e nella speranza di tutti gli uomini di buona volontà, ecco che nubi minacciose oscurano nuovamente l’orizzonte internazionale e seminano la paura in milioni di famiglie.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
La Chiesa - e Noi lo affermavamo accogliendo le ottantasei Missioni straordinarie presenti all’apertura del Concilio - la Chiesa non ha nel cuore che la pace e la fraternità tra gli uomini, e lavora, affinché questi obbiettivi si realizzino. Noi ricordiamo a questo proposito i gravi doveri di coloro che hanno la responsabilità del potere. E aggiungiamo: “Con la mano sulla coscienza, che ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo: Pace! Pace!”.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Noi rinnoviamo oggi questa solenne implorazione. Noi supplichiamo tutti i Governanti a non restare sordi a questo grido dell’umanità. Che facciano tutto quello che è in loro potere per salvare la pace. Eviteranno cosí al mondo gli orrori di una guerra, di cui non si può prevedere quali saranno le terribili conseguenze.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Che continuino a trattare, perché questa attitudine leale e aperta è una grande testimonianza per la coscienza di ognuno e davanti alla storia. Promuovere, favorire, accettare i dialoghi, a tutti i livelli e in ogni tempo, è una regola di saggezza e di prudenza che attira la benedizione del cielo e della terra.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.600000381469727px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
Che tutti i Nostri figli, che tutti coloro che sono segnati dal sigillo del battesimo e nutriti dalla speranza cristiana, infine che tutti coloro che sono uniti a Noi per la fede in Dio, uniscano le loro preghiere alla Nostra per ottenere dal cielo il dono della pace: di una pace che non sarà vera e duratura se non si baserà sulla giustizia e l’uguaglianza. Che a tutti gli artigiani di questa pace, a tutti coloro che con cuore sincero lavorano per il vero bene degli uomini, vada la grande benedizione che Noi accordiamo loro con amore al nome di Colui che ha voluto essere chiamato “Principe della Pace” (Is 9,6).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px; outline: none; padding: 0px; text-align: right;&quot;&gt;
da&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/search/label/Verba%20Manent&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot;&gt;VERBA MANENT&lt;/a&gt;&amp;nbsp;del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/2012/10/giovanni-xxiii-nome-del-principe-della.html&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot;&gt;1 ottobre 2012&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/2421227634804841344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/3-giugno-1963-muore-il-papa-buono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2421227634804841344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2421227634804841344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/3-giugno-1963-muore-il-papa-buono.html' title='3 giugno 1963: muore il Papa Buono'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_FoZ0EnxmJ8_ekmk9a0KAgacnkUJzH9Xrn-0mUHAAEHTkWSuG73O-TQXlYOSqZggve_igULdkZMW8Tv-DJ1pxmGWeTmAkZRQo4KEXVV9P2wRJ2tMOSzEbGr4B-ugvsOPQcwGe3W6YbpY/s72-c/509_rt_papa-giovanni%2520XXIII.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-8291251979670289989</id><published>2014-06-02T10:23:00.002+02:00</published><updated>2014-06-02T10:29:38.277+02:00</updated><title type='text'>Il parto della Repubblica ed i brogli del 2 giugno</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px 0px 0.0001pt; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: white; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: black; float: right; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; padding: 4px; position: relative; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmgHvq3vGkUWPvuex9pGkt-Gajf1HdKE8gxZAfWrBSTXlXndRsWzBe6EB6cp3ZQwJ-63RWucUbmb9t09aj3-zB6Mxn6lKKJitaAU3_kyUvc_ai_nywUoIthzAZhHh0AR1czHDlM29ebdo/s1600/1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;-webkit-transition: color 0.3s; clear: right; color: #001f87; display: inline; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; outline-style: none; text-decoration: none; transition: color 0.3s;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmgHvq3vGkUWPvuex9pGkt-Gajf1HdKE8gxZAfWrBSTXlXndRsWzBe6EB6cp3ZQwJ-63RWucUbmb9t09aj3-zB6Mxn6lKKJitaAU3_kyUvc_ai_nywUoIthzAZhHh0AR1czHDlM29ebdo/s400/1.jpg&quot; height=&quot;277&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 11px; text-align: center;&quot;&gt;La scheda di voto del Referendum Istituzionale&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La nascita della Repubblica Italiana, il sogno politico di Mazzini, il peggior incubo dei Savoia, un evento storico le cui controverse vicende gettano ancora ombre sull’inconfessabile probabilità di un broglio elettorale in occasione del referendum istituzionale che decretò la fine della monarchia. Una data quella del 2 giugno, scelta all’epoca poiché anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi, che, nonostante tutto, festeggiamo, riconoscendo in essa la ri-nascita della patria. L’uscita dalla dolorosa esperienza della guerra civile, al contrario di quanto accadde per l’antica Roma, significò per l’Italia il passaggio dalla dittatura alla democrazia nonchè una totale rottura ideologica con un triste passato da dimenticare e riscattare. Tra gli elementi troppo compromessi con il Fascismo da poter passare indenni le epurazioni indette persino contro maestre e segretarie: coloro che di Mussolini avevano permesso l’ascesa: i Savoia. Per questo motivo, Vittorio Emanuele III il 9 maggio abdicò, come Carlo Alberto a Novara nel 1849, a favore del figlio, Umberto II, un nome legato a presagi tutt’altro che &amp;nbsp;propizi. Il secolo XX, infatti, era stato battezzato funesto per l’Italia, proprio col sangue di re Umberto I, assassinato a Monza nel 1900 dall’anarchico Gaetano Bresci. Con l’abdicazione la corona sperò di riaccreditarsi agli occhi degli Italiani, attraverso un’immagine più fresca di quella di un re colluso con il Fascismo e fuggito nell’ora della prova per la patria; le forze della Resistenza, invece, considerarono finita la tregua istituzionale aperta da Togliatti a Salerno e indirono il referendum del 2 e 3 giugno, contestualmente all’elezione dei membri dell’Assemblea Costituente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Fu la prima volta alle urne per le donne italiane e si pensò che anche questo avrebbe contribuito ad una vittoria annunciata della Repubblica, dato l’orientamento in tal senso delle maggiori forze politiche: non solo le Sinistre per una lunga tradizione ideologia ma anche la moderata Democrazia Cristiana, come nelle intenzioni di De Gasperi e come emerso da un piccolo referendum interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px 0px 0.0001pt; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;A tal proposito lo statista democristiano scommise con Pietro Nenni, leader del Partito Socialista, che il suo Trentino avrebbe portato alla Repubblica più voti dell’Emilia Romagna, regione natale di quest’ultimo: le urne gli dettero ragione, come dettero ragione alla causa repubblicana. Eppure lo scarso margine con la Monarchia, nemmeno 2 milioni di voti, fu minore rispetto alle aspettative, certo più incoraggianti se si considera quel rinnovamento generale preconizzato dalla volontà di rompere con il passato. L’arrivo a Roma, nella notte, dei risultati dello spoglio dei voti nelle circoscrizioni meridionali, fece scrivere a De Gasperi, all’alba del 4 giugno, che sic stantibus rebus era plausibile una vittoria monarchica. Il giorno successivo, tuttavia, il Ministro Giuseppe Romita, annunciò i risultati definitivi: Repubblica 12.182.155 voti, Monarchia 10.362.709. Inizialmente anche i Savoia accettarono con rassegnata accoglienza l’esito elettorale, mentre due giorni dopo alcuni giuristi di Padova presentarono ricorso per i brogli intercorsi nella fase di scrutinio. Si pensò che gli scrutatori inviati nelle varie circoscrizioni dal Ministro di Grazia e Giustizia, Togliatti (convinto repubblicano) avessero, di volta in volta, operato dei piccoli brogli, variando i risultati a favore della Repubblica in modo tale, tuttavia, da non influenzare l’andamento generale della particolare circoscrizione: sommando tutti questi contributi potè essere raggiunta la cifra dei 2/2.5 milioni di voti decisivi. Una simile ricostruzione sarebbe permessa dalla mancanza di supervisori alle operazioni di spoglio che la legge imponeva, in nome di un’assoluta segretezza. Ad alimentarla furono la fretta con cui si bruciarono le schede, la scomparsa di un milione e mezzo di schede bianche (da conteggiare a favore della monarchia così come i voti nulli) e il modo del tutto singolare, benché procedurale, con cui il Presidente della Cassazione, Giuseppe Pagano, il 10 giugno annunciò il risultato: leggendo il totale dei voti a favore dell’una e dell’altra parte ma non proclamando il vincitore. Il segretario di Togliatti, Caprara, racconterà che una simile modalità di annuncio alla nazione era stato ordinato dallo stesso Togliatti, il 5 giugno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px; outline: none; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background: white; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: black; float: left; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin-right: 1em; padding: 4px; position: relative;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFJJ13fp6hyvrbu3ftM48RWa5b6GHz_GQ5hvyJFUxF3OpcJItRPimiughyphenhyphenGTFKLHeRd_G_RRKRmm3DBpHiABAA9Y2pNWzmd8Hu6dFXnkuWWSJwQttKE597ffR6_Xjce06QNmgupORji9A/s1600/umberto2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;-webkit-transition: color 0.3s; clear: left; color: #001f87; display: inline; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; outline-style: none; text-decoration: none; transition: color 0.3s;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFJJ13fp6hyvrbu3ftM48RWa5b6GHz_GQ5hvyJFUxF3OpcJItRPimiughyphenhyphenGTFKLHeRd_G_RRKRmm3DBpHiABAA9Y2pNWzmd8Hu6dFXnkuWWSJwQttKE597ffR6_Xjce06QNmgupORji9A/s400/umberto2.jpg&quot; height=&quot;400&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background: transparent; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;278&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 11px; text-align: center;&quot;&gt;Umberto II, &quot;il re di maggio&quot;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px 0px 0.0001pt; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Ciò potrebbe accreditare la tesi dei brogli, mostrando la coscienza poco pulita del leader del PCI e dunque la necessità di non mostrare troppo il misfatto. Tuttavia Togliatti agì così poiché era pienamente consapevole dell’incertezza del risultato e dunque della necessità di ulteriori verifiche e ricorsi. Andava altresì tenuto conto della delicatezza del momento storico: quasi la metà degli Italiani era fedele ai Savoia e quindi era bene non sbandierare troppo una vittoria repubblicana, consumatasi tra mille sospetti, per evitare l’insorgere di insurrezioni popolari come quelle che effettivamente avvennero nel Meridione e che solo nella monarchica Napoli causarono 4 morti. Inoltre la tesi di tanti piccoli brogli trova un sostanziale ostacolo nel fatto che dei complici e testimoni dell’impercettibile ma costante spostamento dei voti a favore della repubblica nelle varie circoscrizioni, nessuno negli anni successivi confessò il fatto o fece emergere nulla: cosa improbabile dato l’enorme numero di coloro che avrebbero, ipoteticamente, partecipato al broglio e la facile fama che si sarebbero guadagnata con una testimonianza, capace di riscrivere le pagine della Storia Italiana. E ancora, la tesi dei brogli troverebbe un’inimpugnabile confutazione nella contestuale schiacciante vittoria dei partiti repubblicani alle elezioni per l’Assemblea Costituente (2/3 dei voti vennero raccolti da DC, PSUP e PCI). Ciononostante non mancarono certo scelte azzardate e polemiche come la frettolosa cacciata del re quando ancora il risultato del referendum era provvisorio e la Cassazione doveva pronunciarsi sulla denuncia dei brogli. Umberto II, che pure partì in aereo nonostante una tempesta, si disse cacciato da un governo che avrebbe&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&amp;nbsp;in spregio alle leggi ed al potere sovrano e indipendente della magistratura, compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo con atto arbitrario e unilaterale poteri che non gli spettavano&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;. De Gasperi rispose:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Un periodo che non fu senza dignità si chiude con una pagina indegna.&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Un’affermazione che mostra l’asprezza del dibattito politico e la sincera paura da parte della Costituente che il re avrebbe potuto dar vita ad un altro Governo, rigettando il Paese nella Guerra Civile, come quella che si sfiorerà nuovamente, due anni dopo, con l’attentato a Togliatti. Fatti che mostrano il carattere affatto roseo dell’uscita dalla guerra e dal Fascismo e il dramma della costruzione di una nuova Italia che, più di ogni altra nascita, passò per le dolorose doglie del parto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px 0px 0.0001pt; outline: none; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Helvetica Neue Light&#39;, HelveticaNeue-Light, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin: 0px 0px 0.0001pt; outline: none; padding: 0px; text-align: right;&quot;&gt;
da&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/search/label/Errata%20Corrige&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot;&gt;Errata Corrige&lt;/a&gt;&amp;nbsp;del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/2012/09/il-parto-della-repubblica-e-i-brogli.html&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot;&gt;15 settembre 2012&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/8291251979670289989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/il-parto-della-repubblica-ed-i-brogli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/8291251979670289989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/8291251979670289989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/06/il-parto-della-repubblica-ed-i-brogli.html' title='Il parto della Repubblica ed i brogli del 2 giugno'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmgHvq3vGkUWPvuex9pGkt-Gajf1HdKE8gxZAfWrBSTXlXndRsWzBe6EB6cp3ZQwJ-63RWucUbmb9t09aj3-zB6Mxn6lKKJitaAU3_kyUvc_ai_nywUoIthzAZhHh0AR1czHDlM29ebdo/s72-c/1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-955960738175149051</id><published>2014-05-23T09:44:00.001+02:00</published><updated>2014-05-23T09:44:48.652+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="attualità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="XX secolo"/><title type='text'>Falcone a 22 anni da Capaci</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È il 25 giugno 1992, sono trascorsi 33 giorni dalla strage di Capaci e ne mancano 24 a quella di via D&#39;Amelio: Paolo Borsellino tiene il suo ultimo discorso pubblico, nella Biblioteca Comunale di Palermo, in memoria di Falcone. Il discorso dura mezz&#39;ora, la tensione nella sala è tanta, l&#39;aspettativa per le parole del giudice - quasi il suo testamento pubblico - è altissima: dopo essersi scusato per il ritardo e aver chiarito di non essere intenzionato a parlare di ciò di cui deve tener conto in primis alla magistratura, Borsellino inizia il suo discorso, un discorso che denuncerà l&#39;abbandono che portò alla morte tanto Falcone quanto Borsellino stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/null&quot; name=&quot;more&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il giudice si presenta non solo come magistrato, ma anche come testimone, e come tale inizia a raccontare dell&#39;amico e collega Falcone, conscio che con la sua morte sia finita una parte della sua vita e della vita di tutti gli italiani. Lo spunto da cui ha inizio la riflessione del giudice è una recente affermazione di Antonio Caponetto, che aveva detto: &quot;&lt;i&gt;Falcone cominciò a morire nel gennaio 1988&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU7ju8mDTzmi3mnxH9_tNz2lcQR7Dibseg0acySmquy-xo7P_56GujO1l5_6miDmA6c_01ED5wJi9deQGVF7Nht7rLg2_av0tffXuSHpqbfl7uzjL_nV6rrzeKXOmNix-uncTaBpFxIVg/s1600/FALCONE.jpg&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU7ju8mDTzmi3mnxH9_tNz2lcQR7Dibseg0acySmquy-xo7P_56GujO1l5_6miDmA6c_01ED5wJi9deQGVF7Nht7rLg2_av0tffXuSHpqbfl7uzjL_nV6rrzeKXOmNix-uncTaBpFxIVg/s320/FALCONE.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Era difatti nel gennaio 1988 che Falcone vide negarsi quell&#39;ufficio istruzione al tribunale di Palermo appena lasciato vacante dallo stesso Caponetto oramai 72enne. &quot;Il giorno del mio compleanno - ricorda Borsellino - il Consiglio Superiore della Magistratura ci fece questo regalo: preferì Antonino Meli&quot;. Un applauso dirompente interruppe Borsellino.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;E tuttavia Falcone ha continuato a lavorare instancabilmente, &quot;dimostrando l&#39;altissimo senso delle istituzioni e la sua volontà di continuare comunque a fare il lavoro che aveva inventato&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Borsellino continua togliendosi più di un sassolino dalla scarpa, percorrendo infine rapidamente la carriera di Falcone fino alla superprocura e alla sua rapida permanenza al Ministero di Grazia e Giustizia: &quot;Nonostante la violenta opposizione di buona parte del Consiglio Superiore della Magistratura era ormai ad un passo dal diventare il direttore nazionale antimafia&quot;. Falcone continuò a lottare semplicemente per continuare a lavorare, perché lavorò sempre &quot;per potere al più presto tornare a gare il magistrato. Ed è questo che gli è stato impedito, perché è questo che faceva paura&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;u style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO&lt;/u&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj59CbXvqyJokPgpk5Sb6jTidROjlA6WTkTJWMQsPk1u1-GXPgS6etqHjF3fGrBAdF-tmqzszjF_y3P6lrDYXWkmLZiOr3bZIgIIgnso3vIitOtMN6DP56kVDHHS7K-pwoVyykDzGtJP0I/s1600/falcone_borsellino1-2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;239&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj59CbXvqyJokPgpk5Sb6jTidROjlA6WTkTJWMQsPk1u1-GXPgS6etqHjF3fGrBAdF-tmqzszjF_y3P6lrDYXWkmLZiOr3bZIgIIgnso3vIitOtMN6DP56kVDHHS7K-pwoVyykDzGtJP0I/s320/falcone_borsellino1-2.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e forse mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. E poiché sono un magistrato devo essere anche cosciente che il mio primo dovere non è quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze partecipando a convegni e dibattiti ma quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze nel mio lavoro. In questo momento inoltre, oltre che magistrato, io sono testimone. Sono testimone perché, avendo vissuto a lungo la mia esperienza di lavoro accanto a Giovanni Falcone, avendo raccolto, non voglio dire più di ogni altro, perché non voglio imbarcarmi in questa gara che purtroppo vedo fare in questi giorni per ristabilire chi era più amico di Giovanni Falcone, ma avendo raccolto comunque più o meno di altri, come amico di Giovanni Falcone, tante sue confidenze, prima di parlare in pubblico anche delle opinioni, anche delle convinzioni che io mi sono fatte raccogliendo tali confidenze, questi elementi che io porto dentro di me, debbo per prima cosa assemblarli e riferirli all&#39;autorità giudiziaria, che è l&#39;unica in grado di valutare quanto queste cose che io so possono essere utili alla ricostruzione dell&#39;evento che ha posto fine alla vita di Giovanni Falcone, e che soprattutto, nell&#39;immediatezza di questa tragedia, ha fatto pensare a me, e non soltanto a me, che era finita una parte della mia e della nostra vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Quindi io questa sera debbo astenermi rigidamente - e mi dispiace, se deluderò qualcuno di voi - dal riferire circostanze che probabilmente molti di voi si aspettano che io riferisca, a cominciare da quelle che in questi giorni sono arrivate sui giornali e che riguardano i cosiddetti diari di Giovanni Falcone. Per prima cosa ne parlerò all&#39;autorità giudiziaria, poi - se è il caso - ne parlerò in pubblico. Posso dire soltanto, e qui mi fermo affrontando l&#39;argomento, e per evitare che si possano anche su questo punto innestare speculazioni fuorvianti, che questi appunti che sono stati pubblicati dalla stampa, sul &quot;Sole 24 Ore&quot; dalla giornalista - in questo momento non mi ricordo come si chiama... - Milella, li avevo letti in vita di Giovanni Falcone. Sono proprio appunti di Giovanni Falcone, perché non vorrei che su questo un giorno potessero essere avanzati dei dubbi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Ho letto giorni fa, ho ascoltato alla televisione - in questo momento i miei ricordi non sono precisi - un&#39;affermazione di Antonino Caponnetto secondo cui Giovanni Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988. Io condivido questa affermazione di Caponnetto. Con questo non intendo dire che so il perché dell&#39;evento criminoso avvenuto a fine maggio, per quanto io possa sapere qualche elemento che possa aiutare a ricostruirlo, e come ho detto ne riferirò all&#39;autorità giudiziaria; non voglio dire che cominciò a morire nel gennaio del 1988 e che questo, questa strage del 1992, sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Però quello che ha detto Antonino Caponnetto è vero, perché oggi che tutti ci rendiamo conto di quale è stata la statura di quest&#39;uomo, ripercorrendo queste vicende della sua vita professionale, ci accorgiamo come in effetti il paese, lo Stato, la magistratura che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988, se non forse l&#39;anno prima, in quella data che ha or ora ricordato Leoluca Orlando: cioè quell&#39;articolo diLeonardo Sciascia&amp;nbsp;sul &quot;Corriere della Sera&quot; che bollava me come un professionista dell&#39;antimafia, l&#39;amico Orlando come professionista della politica, dell&#39;antimafia nella politica. Ma nel gennaio del 1988, quando Falcone, solo per continuare il suo lavoro, il Consiglio superiore della magistratura con motivazioni risibili gli preferì il consigliere Antonino Meli. C&#39;eravamo tutti resi conto che c&#39;era questo pericolo e a lungo sperammo che Antonino Caponnetto potesse restare ancora a passare gli ultimi due anni della sua vita professionale a Palermo. Ma quest&#39;uomo, Caponnetto, il quale rischiava, perché anziano, perché conduceva una vita sicuramente non sopportabile da nessuno già da anni, il quale rischiava di morire a Palermo, temevamo che non avrebbe superato lo stress fisico cui da anni si sottoponeva. E a un certo punto fummo noi stessi, Falcone in testa, pure estremamente convinti del pericolo che si correva così convincendolo, lo convincemmo riottoso, molto riottoso, ad allontanarsi da Palermo. Si aprì la corsa alla successione all&#39;ufficio istruzione al tribunale di Palermo. Falcone concorse, qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno il Consiglio superiore della magistratura ci fece questo regalo: preferì Antonino Meli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhepqCpVmhIe4el_v5Bx5sflkE3zdG7W8l92exqbZo_VWQDGi47ZQ6Q8OcviIuFKZwBAELNDBOCrRaoHKJwUDve4rqiKtPZS9buUSngZ5srnH78VWTDJIGPf2UrzlifSHUAS0pBdnNuEMQ/s1600/FalconeBorsellino.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;313&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhepqCpVmhIe4el_v5Bx5sflkE3zdG7W8l92exqbZo_VWQDGi47ZQ6Q8OcviIuFKZwBAELNDBOCrRaoHKJwUDve4rqiKtPZS9buUSngZ5srnH78VWTDJIGPf2UrzlifSHUAS0pBdnNuEMQ/s400/FalconeBorsellino.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Giovanni Falcone, dimostrando l&#39;altissimo senso delle istituzioni che egli aveva e la sua volontà di continuare comunque a fare il lavoro che aveva inventato e nel quale ci aveva tutti trascinato, cominciò a lavorare con Antonino Meli nella convinzione che, nonostante lo schiaffo datogli dal Consiglio superiore della magistratura, egli avrebbe potuto continuare il suo lavoro. E continuò a crederlo nonostante io, che ormai mi trovavo in un osservatorio abbastanza privilegiato, perché ero stato trasferito a Marsala e quindi guardavo abbastanza dall&#39;esterno questa situazione, mi fossi reso conto subito che nel volgere di pochi mesi Giovanni Falcone sarebbe stato distrutto. E ciò che più mi addolorava era il fatto che Giovanni Falcone sarebbe allora morto professionalmente nel silenzio e senza che nessuno se ne accorgesse. Questa fu la ragione per cui io, nel corso della presentazione del libro La mafia d&#39;Agrigento, denunciai quello che stava accadendo a Palermo con un intervento che venne subito commentato da Leoluca Orlando, allora presente, dicendo che quella sera l&#39;aria ci stava pesando addosso per quello che era stato detto. Leoluca Orlando ha ricordato cosa avvenne subito dopo: per aver denunciato questa verità io rischiai conseguenze professionali gravissime, ma quel che è peggio il Consiglio superiore immediatamente scoprì quale era il suo vero obiettivo: proprio approfittando del problema che io avevo sollevato, doveva essere eliminato al più presto Giovanni Falcone. E forse questo io lo avevo pure messo nel conto perché ero convinto che lo avrebbero eliminato comunque; almeno, dissi, se deve essere eliminato, l&#39;opinione pubblica lo deve sapere, lo deve conoscere, il pool antimafia deve morire davanti a tutti, non deve morire in silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L&#39;opinione pubblica fece il miracolo, perché ricordo quella caldissima estate dell&#39;agosto 1988, l&#39;opinione pubblica si mobilitò e costrinse il Consiglio superiore della magistratura a rimangiarsi in parte la sua precedente decisione dei primi di agosto, tant&#39;è che il 15 settembre, se pur zoppicante, il pool antimafia fu rimesso in piedi. La protervia del consigliere istruttore, l&#39;intervento nefasto della Cassazione cominciato allora e continuato fino a ieri (perché, nonostante quello che è successo in Sicilia, la Corte di cassazione continua sostanzialmente ad affermare che la mafia non esiste) continuarono a fare morire Giovanni Falcone. E Giovanni Falcone, uomo che sentì sempre di essere uomo delle istituzioni, con un profondissimo senso dello Stato, nonostante questo, continuò incessantemente a lavorare. Approdò alla procura della Repubblica di Palermo dove, a un certo punto ritenne, e le motivazioni le riservo a quella parte di espressione delle mie convinzioni che deve in questo momento essere indirizzata verso altri ascoltatori, ritenne a un certo momento di non poter più continuare ad operare al meglio. Giovanni Falcone è andato al ministero di Grazia e Giustizia, e questo lo posso dire sì prima di essere ascoltato dal giudice, non perché aspirasse a trovarsi a Roma in un posto privilegiato, non perché si era innamorato dei socialisti, non perché si era innamorato di Claudio Martelli, ma perché a un certo punto della sua vita ritenne, da uomo delle istituzioni, di poter continuare a svolgere a Roma un ruolo importante e nelle sue convinzioni decisivo, con riferimento alla lotta alla criminalità mafiosa. Dopo aver appreso dalla radio della sua nomina a Roma (in quei tempi ci vedevamo un po&#39; più raramente perché io ero molto impegnato professionalmente a Marsala e venivo raramente a Palermo), una volta Giovanni Falcone alla presenza del collega Leonardo Guarnotta e di Ayala tirò fuori, non so come si chiama, l&#39;ordinamento interno del ministero di Grazia e Giustizia, e scorrendo i singoli punti di non so quale articolo di questo ordinamento cominciò fin da allora, fin dal primo giorno, cominciò ad illustrare quel che lì egli poteva fare e che riteneva di poter fare per la lotta alla criminalità mafiosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: right; padding: 1px; position: relative; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihYsgp4F1KjKF6ef1cW8GNgErfMtmGeKyMCZO5j3-JpxFmU53mZ0DCyEzoAxg7TjuYaOmBm6r_plp0ajgVSao20cRT0F98NpqTkUS_glyJ4o7yvlq7c6byADeORHOqfWH4ZfyUlubFSdo/s1600/BORSELLINO_2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;276&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihYsgp4F1KjKF6ef1cW8GNgErfMtmGeKyMCZO5j3-JpxFmU53mZ0DCyEzoAxg7TjuYaOmBm6r_plp0ajgVSao20cRT0F98NpqTkUS_glyJ4o7yvlq7c6byADeORHOqfWH4ZfyUlubFSdo/s400/BORSELLINO_2.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px;&quot;&gt;Borsellino ad una fiaccolata in memoria di Falcone.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Certo anch&#39;io talvolta ho assistito con un certo disagio a quella che è la vita, o alcune manifestazioni della vita e dell&#39;attività di un magistrato improvvisamente sbalzato in una struttura gerarchica diversa da quelle che sono le strutture, anch&#39;esse gerarchiche ma in altro senso, previste dall&#39;ordinamento giudiziario. Si trattava di un lavoro nuovo, di una situazione nuova, di vicinanze nuove, ma Giovanni Falcone è andato lì solo per questo. Con la mente a Palermo, perché sin dal primo momento mi illustrò quello che riteneva di poter e di voler fare lui per Palermo. E in fin dei conti, se vogliamo fare un bilancio di questa sua permanenza al ministero di Grazia e Giustizia, il bilancio anche se contestato, anche se criticato, è un bilancio che riguarda soprattutto la creazione di strutture che, a torto o a ragione, lui pensava che potessero funzionare specialmente con riferimento alla lotta alla criminalità organizzata e al lavoro che aveva fatto a Palermo. Cercò di ricreare in campo nazionale e con leggi dello Stato quelle esperienze del pool antimafia che erano nate artigianalmente senza che la legge le prevedesse e senza che la legge, anche nei momenti di maggiore successo, le sostenesse. Questo, a torto o a ragione, ma comunque sicuramente nei suoi intenti, era la superprocura, sulla quale anch&#39;io ho espresso nell&#39;immediatezza delle perplessità, firmando la lettera sostanzialmente critica sulla superprocura predisposta dal collega Marcello Maddalena, ma mai neanche un istante ho dubitato che questo strumento sulla cui creazione Giovanni Falcone aveva lavorato servisse nei suoi intenti, nelle sue idee, a torto o a ragione, per ritornare, soprattutto, per consentirgli di ritornare a fare il magistrato, come egli voleva. Il suo intento era questo e l&#39;organizzazione mafiosa - non voglio esprimere opinioni circa il fatto se si è trattato di mafia e soltanto di mafia, ma di mafia si è trattato comunque - e l&#39;organizzazione mafiosa, quando ha preparato ed attuato l&#39;attentato del 23 maggio, l&#39;ha preparato ed attuato proprio nel momento in cui, a mio parere, si erano concretizzate tutte le condizioni perché Giovanni Falcone, nonostante la violenta opposizione di buona parte del Consiglio superiore della magistratura, era ormai a un passo, secondo le notizie che io conoscevo, che gli avevo comunicato e che egli sapeva e che ritengo fossero conosciute anche al di fuori del Consiglio, al di fuori del Palazzo, dico, era ormai a un passo dal diventare il direttore nazionale antimafia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Ecco perché, forse, ripensandoci, quando&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;color: windowtext;&quot;&gt;Caponnetto&lt;/span&gt;&amp;nbsp;dice cominciò a morire nel gennaio del 1988 aveva proprio ragione anche con riferimento all&#39;esito di questa lotta che egli fece soprattutto per potere continuare a lavorare. Poi possono essere avanzate tutte le critiche, se avanzate in buona fede e se avanzate riconoscendo questo intento di Giovanni Falcone, si può anche dire che si prestò alla creazione di uno strumento che poteva mettere in pericolo l&#39;indipendenza della magistratura, si può anche dire che per creare questo strumento egli si avvicinò troppo al potere politico, ma quello che non si può contestare è che Giovanni Falcone in questa sua breve, brevissima esperienza ministeriale lavorò soprattutto per potere al più presto tornare a fare il magistrato. Ed è questo che gli è stato impedito, perché è questo che faceva paura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/955960738175149051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/05/falcone-22-anni-da-capaci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/955960738175149051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/955960738175149051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/05/falcone-22-anni-da-capaci.html' title='Falcone a 22 anni da Capaci'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU7ju8mDTzmi3mnxH9_tNz2lcQR7Dibseg0acySmquy-xo7P_56GujO1l5_6miDmA6c_01ED5wJi9deQGVF7Nht7rLg2_av0tffXuSHpqbfl7uzjL_nV6rrzeKXOmNix-uncTaBpFxIVg/s72-c/FALCONE.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-5023799858193973501</id><published>2014-05-05T08:56:00.001+02:00</published><updated>2014-05-05T08:56:40.592+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><title type='text'>Un monaco contro Napoleone</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.oceansbridge.com/paintings/german/Jacques-Louis_David_015_OBNP2009-Y02206.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.oceansbridge.com/paintings/german/Jacques-Louis_David_015_OBNP2009-Y02206.jpg&quot; height=&quot;400&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;280&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;“Noi non troviamo appoggio ed asilo se non nel governo pontificio, e la nostra riconoscenza è grande come il beneficio che riceviamo. Prego Vostra Eminenza di deporne l’omaggio ai piedi del santo Pontefice Pio VII. Parlo in nome di tutta la mia famiglia, e specialmente di colui che muore lentamente su uno scoglio deserto. Sua Santità e Vostra Eminenza sono i soli in Europa che si adoperano per addolcire i suoi mali e che vorrebbero abbreviarne la durata. Ve ne ringrazio tutti e due col mio cuore di madre”. Colei che scrive è Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, la quale in una lettera all’allora Segretario di Stato Card. Consalvi (da cui è tratta la presente citazione), ringrazia il pontefice che aveva compiuto il gesto di commovente bontà di accogliere la famiglia del Bonaparte nei loro stati, ed offrir loro alloggio, protezione e consolazione. Napoleone, stesso, morirà riconciliato con la Chiesa, assistito da un sacerdote corso inviatogli personalmente dal Papa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;È l’epilogo della più grande persecuzione alla Chiesa degli ultimi 200 anni ed avente come protagonisti l’imperatore francese e un monaco benedettino di Cesena - Barnaba Chiaramonti - , elevato al soglio pontificio il 14 marzo 1800 in quel di Venezia. Erano anni di violenza e di aggressione alla Chiesa, con le tragiche soppressioni a tappeto delle congregazioni e degli ordini religiosi e le confische dei beni ecclesiastici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Gli esordi del pontificato furono segnati comunque da un clamoroso successo diplomatico: la conclusione del concordato con la Repubblica francese, il 15 luglio 1801, seguita dal concordato del 16 settembre 1803 con la Repubblica italiana. Primo paese cattolico d&#39;Europa per popolazione e potenza, la Francia dal 1789 aveva conosciuto notevoli sconvolgimenti religiosi (proclamazione della libertà di coscienza e di culto, nazionalizzazione dei beni della Chiesa gallicana, soppressione degli Ordini religiosi, formazione di una Chiesa &quot;costituzionale&quot; indipendente da Roma e fondata sul principio dell&#39;elezione dei vescovi e dei preti) seguiti da un periodo violento di decristianizzazione, associato dal 1795 ad una forma intollerante e precaria di separazione tra Stato e Chiesa. Papa di compromesso, Pio VII pose fra i suoi obiettivi prioritari il ristabilimento del cattolicesimo in Francia. Il suo spirito di conciliazione si accordava con i disegni stabilizzatori del primo console Napoleone, preoccupato di ricomporre il conflitto fra Chiesa e Stato, perché potesse giovare alla pace civile e al ritorno all&#39;ordine, e di restaurare a proprio profitto, in un nuovo equilibrio, il precedente concordato di Bologna (1516). Siglato il 15 luglio 1801, il concordato si compone di un preambolo e diciassette articoli, aspramente negoziati per otto mesi. Esso rappresenta al contempo una notevole concessione della Santa Sede ai principi religiosi scaturiti dalla Rivoluzione, il ristabilimento della &quot;concordia&quot; fra Chiesa e Stato e delle principali garanzie per l&#39;esercizio del culto, un vero &quot;colpo di Stato&quot; messo a segno a discapito dell&#39;antica Chiesa gallicana e, a più lungo termine, un formidabile rafforzamento dell&#39;autorità del papato sulle Chiese particolari. Sebbene la &quot;religione cattolica, apostolica e romana&quot; non fosse più la religione &quot;del Re e del regno&quot; ma nient’altro che &quot;la religione della grande maggioranza [maxima pars] dei cittadini francesi&quot;: formula prettamente statistica, e non giuridica, che metteva in rapporto la situazione della religione cattolica al numero dei fedeli divenuti ormai &quot;cittadini&quot;, tuttavia si salvaguardava in certa misura l&#39;appartenenza individuale del capo del governo francese alla religione cattolica. Tramite questo dispositivo la libertà di coscienza e di culto delle minoranze protestante ed ebrea era garantita da qualsiasi impedimento di natura giuridica, mentre lo Stato, in quanto istituzione secolarizzata, affermava implicitamente la propria neutralità religiosa. Per converso la Chiesa cattolica recuperava la sua gerarchia, le sue chiese e le sue rendite. I vescovi sarebbero stati nominati dal governo e preconizzati dalla Santa Sede che conferiva loro l&#39;istituzione canonica; lo Stato si assumeva l&#39;onere del trattamento del clero, ormai stipendiato, e gli restituiva gli edifici religiosi non alienati; il clero era tenuto a prestare giuramento di fedeltà al governo. La Chiesa gallicana era annientata: il papa esigeva dal vecchio episcopato dimissioni collettive prima di procedere alla riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche e alle nuove nomine; riconosceva ugualmente ai loro acquirenti la proprietà dei beni ecclesiastici alienati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: left; margin-right: 1em; padding: 1px; position: relative;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://cronologia.leonardo.it/storia/a1805d.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://cronologia.leonardo.it/storia/a1805d.jpg&quot; height=&quot;286&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px; text-align: center;&quot;&gt;Pio VII invitato a lasciare Roma il 10/VI/1809&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La determinazione dimostrata da Pio VII e da Consalvi nell&#39;applicazione pratica dei termini dell&#39;accordo siglato il 15 luglio 1801 consolidava un&#39;intesa fra Roma e la Francia che nel 1804 culminava nella consacrazione di Napoleone I da parte del papa nella chiesa di Notre-Dame a Parigi. Partito da Roma il 2 novembre accompagnato da molti cardinali (Antonelli, di Pietro, Braschi, Caselli, Bayane e Fesch) e da un seguito illustre (fra cui l&#39;erudito abate Cancellieri), Pio VII fu acclamato lungo tutto il percorso del suo viaggio attraverso l&#39;Italia e la Francia. Il quadro di J.-L. David conserva la memoria dell&#39;incoronazione avvenuta il 2 dicembre 1804, con il papa che assiste silenzioso all&#39;autoconsacrazione di Napoleone e poi di Giuseppina (alla quale il primo si univa in matrimonio, per l&#39;occasione, di fronte alla Chiesa) ad opera dell&#39;imperiale sposo. Il pontefice prolungò il soggiorno a Parigi fino al 4 aprile: visitò chiese, ospedali e musei (Visconti gli fece ammirare nel Louvre le collezioni sottratte a Roma con il trattato di Tolentino); ricevette un&#39;entusiastica accoglienza nel Faubourg St-Antoine, quartiere popolare che era stato culla della Rivoluzione. Il lungo periplo di Pio VII, che appare una replica più felice del viaggio di Pio VI a Vienna, segnò, all&#39;indomani della Rivoluzione, l&#39;affermazione di un &quot;carisma pontificale&quot; che seppur privo di conseguenze politiche immediate o di effetti religiosi durevoli sulle popolazioni, trasformò tuttavia in profondità, nell&#39;età democratica delle moltitudini, le relazioni del pontefice romano con le masse cattoliche. Il viaggio di ritorno a Roma si concluse con un&#39;entrata trionfale in città, il 16 maggio 1805. La rottura tra la Francia e la Santa Sede si consumò proprio al ritorno di Pio VII nella sua sede. L&#39;ambizione di esercitare un dominio politico, militare ed economico sull&#39;Europa indusse Napoleone ad organizzare un &quot;blocco continentale&quot; contro l&#39;Inghilterra, destinato a soffocare l&#39;economia britannica fondata sulle esportazioni. Alla luce di questo progetto la neutralità rivendicata dal governo pontificio era impensabile. Il 15 ottobre 1805 Ancona, il porto principale degli Stati pontifici, fu occupata dalle truppe francesi: Pio VII denunciava sdegnato questo &quot;crudele affronto&quot;. Il 15 febbraio 1806 l&#39;armata del generale Gouvion-Saint-Cyr fece il suo ingresso a Napoli, dopo aver attraversato senza autorizzazione gli Stati pontifici: i Borbone si rifugiarono in Sicilia e il Regno di Napoli fu sottoposto al governo di Giuseppe Bonaparte, poi del maresciallo Murat, cognato dell&#39;imperatore. Napoleone pretese inoltre che fossero espulsi da Roma tutti i rappresentanti delle potenze che gli erano nemiche: &quot;Vostra Santità è il sovrano di Roma, ma io ne sono l&#39;imperatore. Tutti i miei nemici devono essere i vostri&quot;. Il 21 marzo il pontefice riaffermò solennemente la propria neutralità: &quot;Noi, Vicario di questo Verbo che non è il Dio delle dispute, ma della concordia non possiamo opporci ai doveri che ci impongono di preservare la pace con tutti, senza distinzione di cattolici ed eretici&quot;. L&#39;imperatore mise in atto, nello stesso tempo, una politica di deliberato asservimento della Chiesa ai suoi interessi temporali e spirituali. Il 19 febbraio istituì in tutti i territori dell&#39;Impero un &quot;san Napoleone&quot;, oscuro martire la cui festa venne fissata il 15 agosto, giorno in cui la Chiesa celebrava l&#39;Assunzione. Il 30 maggio 1806, con l&#39;approvazione del debole cardinale Caprara, fu promulgato un Catechismo imperiale che esigeva dai fedeli &quot;l&#39;amore, il rispetto, l&#39;obbedienza, la fedeltà, il servizio militare [e] i tributi imposti per la conservazione e la difesa dell&#39;Impero&quot;. A questa Chiesa &quot;napoleonizzata&quot;, in cui docili vescovi erano consacrati al ruolo di &quot;prefetti viola&quot;, l&#39;autorità del magistero pontificale era assoggettata agli interessi della dittatura imperiale, e una &quot;teologia della guerra&quot; era posta al servizio della politica francese di aggressione militare e di espansione territoriale in Europa, il papa, circondato da un Sacro Collegio risoluto in cui dominavano forti personalità come Consalvi, Pacca e di Pietro, si oppose con un categorico Non possumus.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Il 17 maggio 1809 Napoleone Bonaparte emanò da Vienna il decreto con il quale spogliava il Papa dello Stato Pontificio; decreto che venne notificato a Roma proprio il 10 giugno e che presentava sette articoli, in cui si stabiliva che gli Stati della Chiesa venivano uniti all’Impero, Roma era dichiarata città imperiale e libera, ed era altresì richiesto il giuramento, anche da parte dei Pontefici, delle quattro proposizioni della Chiesa gallicana. Al momento del decreto imperiale, notificato in Roma, Pio VII, rivestito unicamente della forza di Cristo, lo dichiarò nullo, deciso a respingere ogni rendita o pensione che l’imperatore voleva assegnare alla sua persona e ai membri del Sacro Collegio, dichiarando che sceglieva una vita di miseria piuttosto che accettare il vitto da un usurpatore. Il 10 giugno il vessillo pontificio fu ammainato al Quirinale. Nello stesso giorno Pio VII promulgò e fece affiggere sulle porte delle basiliche più importanti di Roma la bolla Quam memorandum, redatta dai cardinali Pacca e di Pietro: &quot;Per l&#39;autorità di Dio onnipotente, dei santi apostoli Pietro e Paolo, e nostra dichiariamo che tutti coloro che, dopo l&#39;invasione di Roma e del territorio ecclesiastico, dopo la violazione sacrilega del patrimonio di S. Pietro da parte delle truppe francesi, hanno commesso a Roma e nelle Chiese contro le immunità ecclesiastiche, contro i diritti anche temporali della Chiesa e della Santa Sede, gli attentati o alcuni degli attentati che hanno suscitato le nostre giuste rimostranze […] tutti i loro artefici, fautori, consiglieri o aderenti; tutti coloro, infine, che hanno agevolato l&#39;esecuzione di queste violenze o le hanno eseguite essi stessi, sono incorsi nella scomunica maggiore&quot;. Nove giorni dopo Napoleone scriveva al cognato, Giocchino Murat, re di Napoli: «Se il Papa, contro lo spirito del suo grado e del Vangelo, predica la rivolta e vuol servirsi dell’immunità della sua casa per far stampare manifesti, si deve arrestarlo… Filippo il Bello fece arrestare Bonifazio e Carlo V tenne a lungo in prigione Clemente VII; e questi avevano fatto anche meno».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; float: right; margin-left: 1em; padding: 1px; position: relative; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/1213610497551.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/1213610497551.jpg&quot; height=&quot;400&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;345&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px; text-align: center;&quot;&gt;Arresto Pio VII&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Mentre si macchinava l’arresto del Pontefice, da Firenze giunse il generale Radet per coadiuvare il generale de Miollis, avendo timore che la popolazione, unita al Papa, potesse insorgere. Lo stesso generale Radet scriverà al ministro della guerra: «Il Papa governa con la punta delle dita molto meglio di noi con le nostre baionette».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Pio VII venne arrestato nelle prime ore del 6 luglio. Il generale Radet e i suoi uomini scalarono in tre punti le mura dei giardini del Quirinale e penetrarono negli appartamenti pontifici. Pio VII li attendeva, già alzato e molto sereno, insieme al cardinale Pacca. In nome del Governo imperiale il generale lo invitò alla rinuncia del potere temporale. Il Papa rispose: «Noi non possiamo né cedere né abbandonare quello che non ci appartiene. L’imperatore potrà farci a pezzi, ma non potrà ottenere questo da noi. Dopo quanto abbiamo fatto per lui dovevamo attenderci una simile condotta?». E quando il generale gli comunicò l’ordine di arresto soggiunse: «Ecco la ricompensa che mi è riservata per quanto ho fatto per il vostro imperatore. Ecco il premio per la mia grandissima condiscendenza verso di lui e verso la Chiesa di Francia! Ma forse sotto tale riguardo sono colpevole dinanzi a Dio; e adesso che vuol punirmi, mi sottometto a Lui con umiltà…».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Chiese due ore di tempo. Non gli furono concesse. Chiese di essere accompagnato da alcune persone di sua fiducia. Non gli fu permesso, se non il cardinale Pacca. Con sé prese il breviario e un Crocifisso e salì in una carrozza, scortata da Radet e dai gendarmi. Fu condotto prima a Firenze, nella Certosa che dieci anni prima aveva ospitato Pio VI; poi fu prigioniero a Genova, Alessandria, Torino, Grenoble, Valenza, Avignone. Pacca, invece, fu rinchiuso nel forte di Fenestrelle, dove rimase fino al 1813. Ma in Francia il Papa divenne un peso ingombrante e fu rimandato in Italia: Nizza, Monaco, Oneglia, Finale Ligure, infine fu incarcerato nella fortezza di Savona, dove rimase fino al 1812. Con la morte di Napoleone e la Restaurazione del 1815, Pio VII tornò a Roma, dove ricostruì lo Stato Pontificio. Incaricò lo scultore Canova di trattare con il re di Francia, Luigi XVIII, la restituzione delle preziose opere rubate durante le scorrerie napoleoniche, ma riuscì a recuperare ben poco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; padding: 1px; position: relative; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/piovii9.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/piovii9.jpg&quot; height=&quot;272&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: none; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 0px 0px 0px; padding: 0px; position: relative;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;font-size: 12px;&quot;&gt;Trionfale ritorno a Roma di Pio VII il 24/V/1814&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;All’indomani della disastrosa campagna di Russia, nel primo messaggio rivolto alla cattolicità, pronunciato a Cesena il 4 maggio 1814, Pio VII formulò un&#39;interpretazione in chiave provvidenzialista delle sue tribolazioni e della sua restaurazione, riaffermando anche con forza i suoi diritti di pontefice e di sovrano. &quot;Il trionfo della Misericordia divina è ormai compiuto sopra di Noi strappati con inaudita violenza dalla nostra Sede pacifica, dal seno de&#39; nostri amati Sudditi; e trascinati di una in un&#39;altra Contrada, siamo stati condannati a gemere tra la Forza quasi cinque anni. Noi abbiamo versato nella nostra prigionia lacrime di dolore prima per la Chiesa alla nostra cura commessa perché ne conoscevamo i bisogni senza poterle apprestare un soccorso, poi per i Popoli a Noi soggetti perché il grido delle loro tribolazioni giungeva perfino a Noi senza che fosse in nostro potere di arrecargli un conforto. Temperava però l&#39;affanno acerbissimo del nostro cuore la viva fiducia, che placato finalmente il pietosissimo Iddio giustamente irritato dai nostri peccati alzarebbe l&#39;Onnipotente sua destra per infrangere l&#39;arco nemico, e spezzar le catene che cingevano il Vicario suo sulla Terra. La nostra fiducia non è stata delusa. L&#39;umana alteriggia, che stoltamente pretese di uguagliarsi all&#39;Altissimo, è stata umiliata, e la nostra liberazione, cui anche miravano gli sforzi generosi dell&#39;Augusta Alleanza, è per prodigio inaspettatamente seguita&quot; (A.S.V., Segr. Stato, 1814, rubrica 1).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: inherit; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Il 18 maggio 2008: Benedetto XVI, che ha così sintetizzato il significato di quegli avvenimenti, raffigurati nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la cui festa venne posta al 24 di maggio, data del ritorno di Pio VII a Roma, dopo il lungo esilio: “L’esempio di serena fermezza dato dal Papa Pio VII ci invita a conservare inalterata la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai. La vicenda vissuta dal grande Pontefice ci invita a confidare nella materna intercessione di Maria Santissima”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Da Errata Corrige del 29/06/2013&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/5023799858193973501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/05/un-monaco-contro-napoleone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5023799858193973501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/5023799858193973501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/05/un-monaco-contro-napoleone.html' title='Un monaco contro Napoleone'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-812461662267163765</id><published>2014-03-13T13:53:00.001+01:00</published><updated>2014-03-13T13:53:39.501+01:00</updated><title type='text'>Un anno di Papa Francesco</title><content type='html'>Ad un anno dall&#39;elezione di Papa Francesco pubblichiamo l&#39;omelia pronunciata il 19 marzo dell&#39;anno scors o in occasione della Messa di Inizio del Suo Ministero Petrino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;TESTO INTEGRALE dell&#39;OMELIA del SANTO PADRE FRANCESCO I&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;nella MESSA di INIZIO&amp;nbsp;del MINISTERO PETRINO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;con&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=CMD8M6o8Fv4&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;VIDEO 1&amp;nbsp;&lt;/a&gt;-&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=F8qz8Of_X-4&quot; style=&quot;color: #ff9900; text-decoration: none;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnzAt6JWVOEpGTERnQY9nWMeML9srOgNellL6MDRcIpa1yH5ikQTGZ5SxkmfQv6N28lA8LU9OBcsCmb0yMNv4bFNTZs454O-n-nXCUqRyLpy6miBgLwtQOKgDmbQpj0fvCFNBOhhiQpV0/s1600/francesco_I_10.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnzAt6JWVOEpGTERnQY9nWMeML9srOgNellL6MDRcIpa1yH5ikQTGZ5SxkmfQv6N28lA8LU9OBcsCmb0yMNv4bFNTZs454O-n-nXCUqRyLpy6miBgLwtQOKgDmbQpj0fvCFNBOhhiQpV0/s1600/francesco_I_10.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;310&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&amp;nbsp;Cari fratelli e sorelle!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgr&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; width: 400px;&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgf&quot; style=&quot;width: 400px;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Con affetto saluto i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Abbiamo ascoltato nel Vangelo che «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Mt&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&amp;nbsp;1,24). In queste parole è già racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe, quella di essere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;custos&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa, come ha sottolineato&amp;nbsp; il beato Giovanni Paolo II: «San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello» (Esort. ap.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Redemptoris Custos&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;, 1).&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi_yBiT4139Rl7z5G3ZhIMscuaYDvCjxJsj5D5Oxo57yal7P538QG3AFwfuV39XNH6UZSHbQIBZ5kKeCElmBK_68RnfBydP-VriDzO6uB7tbo8k3EKJZ0B1M-MwleCPc9dQiABoRGchh8M/s1600/francesco_I_8.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;color: #ff9900; margin-left: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;356&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi_yBiT4139Rl7z5G3ZhIMscuaYDvCjxJsj5D5Oxo57yal7P538QG3AFwfuV39XNH6UZSHbQIBZ5kKeCElmBK_68RnfBydP-VriDzO6uB7tbo8k3EKJZ0B1M-MwleCPc9dQiABoRGchh8M/s1600/francesco_I_8.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Come esercita Giuseppe questa custodia? Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e tutto l&#39;amore ogni momento. E’ accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazaret, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio; ed è quello che Dio chiede a Davide, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura: Dio non desidera una casa costruita dall’uomo, ma desidera la fedeltà alla sua Parola, al suo disegno; ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito. E Giuseppe è “custode”, perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, e proprio per questo è ancora più sensibile alle persone che gli sono affidate, sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda, e sa prendere le decisioni più sagge. In lui cari amici, vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgr&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; width: 400px;&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgf&quot; style=&quot;width: 400px;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;E quando l’uomo viene meno a questa responsabilità di custodire, quando non ci prendiamo cura del creato e dei fratelli, allora trova spazio la distruzione e il cuore inaridisce. In ogni epoca della storia, purtroppo, ci sono degli “Erode” che tramano disegni di morte, distruggono e deturpano il volto dell’uomo e della donna.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgz-5VvK_5HxAej3gzsRMujQot-xOVxkBbBEEl_3KwquIaImfyjGCTQ47yaFA2afmX8z7hng1tdUD9yqOJH9arMskl2WnBb7AG9HjuWxb4QwWTBTzDMAQR4e1Nn6MGOYXzOAhRmBZk04tA/s1600/francesco_I_9.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; color: #ff9900; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;289&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgz-5VvK_5HxAej3gzsRMujQot-xOVxkBbBEEl_3KwquIaImfyjGCTQ47yaFA2afmX8z7hng1tdUD9yqOJH9arMskl2WnBb7AG9HjuWxb4QwWTBTzDMAQR4e1Nn6MGOYXzOAhRmBZk04tA/s1600/francesco_I_9.jpg&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Oggi, insieme con la festa di san Giuseppe, celebriamo l’inizio del ministero del nuovo Vescovo di Roma, Successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull’amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, chi è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Mt&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Nella seconda Lettura, san Paolo parla di Abramo, il quale «credette, saldo nella speranza contro ogni speranza» (&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Rm&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;&amp;nbsp;4,18). Saldo nella speranza, contro ogni speranza! Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi la speranza. Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgr&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; width: 400px;&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;rlimgf&quot; style=&quot;width: 400px;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Custodire Gesù con Maria, custodire l’intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza: Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato!&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot;&gt;Chiedo l’intercessione della Vergine Maria, di san Giuseppe, dei santi Pietro e Paolo, di san Francesco, affinché lo Spirito Santo accompagni il mio ministero, e a voi tutti dico: pregate per me! Amen.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/812461662267163765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/03/un-anno-di-papa-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/812461662267163765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/812461662267163765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/03/un-anno-di-papa-francesco.html' title='Un anno di Papa Francesco'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnzAt6JWVOEpGTERnQY9nWMeML9srOgNellL6MDRcIpa1yH5ikQTGZ5SxkmfQv6N28lA8LU9OBcsCmb0yMNv4bFNTZs454O-n-nXCUqRyLpy6miBgLwtQOKgDmbQpj0fvCFNBOhhiQpV0/s72-c/francesco_I_10.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-2972849693461236681</id><published>2014-03-07T13:08:00.001+01:00</published><updated>2014-03-07T13:08:36.989+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Extraterrestre, portami via!</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPd9n8_ClsCJp-cOyDJha35H5rD5zJ5lX-nErlZtrFBZDoKQQX0EgANpP4sf_dxOMLuxH4VRPzDctgJlyo1bLt8Y58L_BfDHsDNUfOXh0cGKX3JMpeRwtbMPilOa-spwVOpel4AHfKFgyi/s1600/renzi_senato.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPd9n8_ClsCJp-cOyDJha35H5rD5zJ5lX-nErlZtrFBZDoKQQX0EgANpP4sf_dxOMLuxH4VRPzDctgJlyo1bLt8Y58L_BfDHsDNUfOXh0cGKX3JMpeRwtbMPilOa-spwVOpel4AHfKFgyi/s1600/renzi_senato.jpg&quot; height=&quot;208&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Valli a capire gli italiani. Il 12 febbraio – pochi giorni prima la celebre staffetta Letta-Renzi – il 14% degli italiani si diceva favorevole a vedere il sindaco di Firenze a Palazzo Chigi. Il 3 marzo la fiducia personale nel nuovo premier era attestata al 64%. “Non mi fido molto delle statistiche – affermava uno scrittore americano - : un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media”: ed in effetti i sondaggi lasciano il tempo che trovano, si sa… Ma se vi è qualcosa di attendibile in questi numeri, una domanda sorge spontanea: che cosa avrà mai fatto Matteo Renzi nelle ultime settimane per guadagnarsi il favore degli italiani?&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Pochi giorni fa Matteo Renzi è andato in una scuola elementare a Siracusa: sarà stata forse la canzoncina dedicatagli dai bambini a convincere gli italiani? Forse non avrà convinto Grillo, ma – Mussolini o non Mussolini – “Clap and jump per Renzi” rappresenta sicuramente un passo avanti per l’istruzione italiana: finalmente nelle scuole non si canta più “Berlusconi faccia di m***a”… Ciò che sicuramente avrà portato a Renzi la simpatia di molti italiani è stato il discorso indirizzato ai bambini della scuola: “Chi di voi ha Facebook, Twitter o WhatsApp? – chiede Renzi - Bene, niente vale come un abbraccio fisico”. Che cosa può esserci di più convincente di un discorso così toccante? Quale argomentazione politica o sociale potrebbe risultare più efficace in un momento di crisi politica ed economica come quello odierno?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Che cosa quindi ha folgorato gli italiani? Sarà stata forse la citazione “colta e straordinaria della pur bravissima Gigliola Cinquetti” con cui Renzi ha aperto il suo discorso al Senato? “Non ho l’età” ha sottolineato il premier “per entrare in Senato”: Renzi vuole sottolineare la ventata di novità di un governo giovane che – per dirla come Grillo – è vecchio dentro. Già, perché il Governo Renzi profuma di nuovo fintantoché non ci si rende conto che in fondo le poltrone le occupano gli stessi uomini di Bersani: un certo Franceschini – oggi ministro dei Beni Culturali – a maggio 2012 ripeteva che “Bersani è il nostro Hollande mentre Renzi soltanto un giovane effervescente con delle qualità che si candida a guidare l’Italia solo sulla base di un dato anagrafico di giovinezza, mi pare un po’ pochino”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per non parlare dell’altro fulgido esempio di fedeltà politica e partecipazione alla causa, ora titolare del ministero del lavoro, Marianna Madia: “Alle primarie voto per Bersani” diceva senza alcun dubbio alle primarie 2012. Anche se a ben vedere la Madia potrebbe aver portato a Renzi una buona parte del consenso riscosso oggi dal governo: un’attrice così affermata (ha recitato in un film prodotto dal marito con oltre 300 mila euro di contributi statali), che non distingue il Ministero del Lavoro da quello dello Sviluppo Economico è sicuramente un personaggio da avere sempre dalla propria parte!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
“Usciamo dal coro della lamentazione; proviamo a immaginare un percorso concreto in cui la differenza tra sogno e obiettivo è una data” ha continuato il nuovo premier nel discorso a Palazzo Madama: ma abbiamo ancora rispetto per gli italiani, e non vogliamo credere che un discorso simile possa aver portato il 64% degli italiani alla causa di un governo al limite della decenza istituzionale…&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’Italia è un paese strano, non si può negare: se poi si viene a sapere che all’estero candidano al Nobel per la Pace Putin e Snowden (dopo averlo consegnato al protettore delle armi statunitensi…), viene spontaneo citare Eugenio Finardi: “Extraterrestre portami via!”.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/2972849693461236681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/03/extraterrestre-portami-via.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2972849693461236681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/2972849693461236681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/03/extraterrestre-portami-via.html' title='Extraterrestre, portami via!'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPd9n8_ClsCJp-cOyDJha35H5rD5zJ5lX-nErlZtrFBZDoKQQX0EgANpP4sf_dxOMLuxH4VRPzDctgJlyo1bLt8Y58L_BfDHsDNUfOXh0cGKX3JMpeRwtbMPilOa-spwVOpel4AHfKFgyi/s72-c/renzi_senato.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-1290755260700757994</id><published>2014-02-18T14:30:00.002+01:00</published><updated>2014-02-18T14:32:28.491+01:00</updated><title type='text'>Sanremo: quando finisce?</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYWSYX4xPVD9Jt_XdxT71t6-3uWmFka4Q4GSa0z6HJLQeO2_qwmgeut4o8hDsRGMPUz4pcOt7MH0Vu36Mi-73NlmJgW26L5PgzAwwEA25UWWWXNX-y8drIBG91Appw-wsdHor0y9E89KrU/s1600/sanremo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYWSYX4xPVD9Jt_XdxT71t6-3uWmFka4Q4GSa0z6HJLQeO2_qwmgeut4o8hDsRGMPUz4pcOt7MH0Vu36Mi-73NlmJgW26L5PgzAwwEA25UWWWXNX-y8drIBG91Appw-wsdHor0y9E89KrU/s1600/sanremo.jpg&quot; height=&quot;225&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Stasera inizierà Sanremo e speriamo finisca presto. Oppure che lo facciano pure durare, se credono: tanto, come penso molti, non lo guarderò. Per più ragioni. Anzitutto perché mi piace la canzone italiana; a chi mediamente segue ed organizza il Festival invece no, altrimenti non si spiegherebbe il trattamento riservato ai più bei brani degli ultimi trent’anni, da Almeno tu nell’universo di Mia Martini (1947-1995) – “premiata” con un desolante nono posto nel 1989 – aVita spericolata di Vasco Rossi, classificatasi penultima nel 1983.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una seconda ottima ragione per non guardare Sanremo – non scrivo boicottare perché il boicottaggio richiede pur sempre un atto volontario, quasi uno sforzo, mentre la kermesse non merita che una sovrana indifferenza –  è il fatto che, oltre a non premiare le canzoni migliori, sul palco ospitano i peggiori. Come quel tale, Rufus Wainwright, “artista” noto per l’esecuzione di testi come “Gay Messiah”, in cui si parla del «Messia che risusciterà da un film porno degli anni ‘70» e del «Battista» che «non viene battezzato nello sperma»: un soggetto simile merita pochi ascolti e tantissime preghiere.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E poi ci sono Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, impareggiabili campioni del politicamente corretto nonché altre due ottime ragioni per dimenticare l’Aristone per chiedere asilo catodico a qualche altro canale, se proprio non si vuole prendere in mano un bel libro. Tutto questo, voglio sottolinearlo, non per atteggiarmi come quello che ha la puzza sotto il naso, bensì per agire uno che ha ben la realtà davanti agli occhi. Una realtà che, se rispecchierà i pronostici, offrirà poco allo spettacolo e molto al cattivo gusto, e dove l’unica parte casta, si fa per dire, sarà la francese Letizia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://giulianoguzzo.wordpress.com/&quot;&gt;Giuliano Guzzo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/1290755260700757994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/02/sanremo-quando-finisce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/1290755260700757994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/1290755260700757994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/02/sanremo-quando-finisce.html' title='Sanremo: quando finisce?'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYWSYX4xPVD9Jt_XdxT71t6-3uWmFka4Q4GSa0z6HJLQeO2_qwmgeut4o8hDsRGMPUz4pcOt7MH0Vu36Mi-73NlmJgW26L5PgzAwwEA25UWWWXNX-y8drIBG91Appw-wsdHor0y9E89KrU/s72-c/sanremo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-687585362102440163.post-6194087148186747308</id><published>2014-02-11T17:05:00.000+01:00</published><updated>2014-02-11T17:06:32.830+01:00</updated><title type='text'>Patti Lateranensi: le nozze senza amore tra il duce e il papa</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWjXvBIptqAgZMOcvB1oj7UFp7z6XRj05PN-GNa3Mjhseh2YwV8F1EEngzxZrQHTsBpwbnp6xblnOPdeNZE20K0CR4o-mA_VmEh_tZ2tQNEj3l0m4NKNvOW6qfKU_VD_eXHcXXZ-qKieI/s1600/1929+patti+lateranensi.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWjXvBIptqAgZMOcvB1oj7UFp7z6XRj05PN-GNa3Mjhseh2YwV8F1EEngzxZrQHTsBpwbnp6xblnOPdeNZE20K0CR4o-mA_VmEh_tZ2tQNEj3l0m4NKNvOW6qfKU_VD_eXHcXXZ-qKieI/s320/1929+patti+lateranensi.JPG&quot; height=&quot;320&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;270&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;“&lt;i&gt;Ci sposiamo senza amarci. Ci separeremo al più presto.&lt;/i&gt;” Così Don Primo Mazzolari, il profetico parroco di Bozzolo, commentò il Concordato firmato l’11 febbraio 1929 nel Palazzo Lateranense dal Duce d’Italia Benito Mussolini e dal Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede Pietro Gasparri. Dopo quasi 60 anni dalla breccia di Porta Pia, la spinosa&lt;i&gt;questione romana&lt;/i&gt;&amp;nbsp;veniva risolta con il riconoscimento dello Stato Italiano da parte della Santa Sede. Questa, dal canto suo, al di là della conferma delle famose Guarentigie, dell’autonomia territoriale delle principali basiliche romane, di una congrua dello Stato Italiano al clero, ottenne che la Religione sarebbe stata&amp;nbsp;&lt;i&gt;fondamento e coronamento&amp;nbsp;&lt;/i&gt;dell’Istruzione, in linea con le volontà di Pio XI al quale più che la&amp;nbsp;&lt;i&gt;questione romana&lt;/i&gt;, interessava la questione giovanile. Per il Santo Padre assicurarsi la formazione delle nuove generazioni, che il Fascismo avrebbe cresciuto come dei conquistatori, ben valeva il compromesso con un uomo quale Mussolini, come spiegò con la massima “&lt;i&gt;pur di salvare un’anima, tratterei anche col diavolo”.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Il duce, d’altro canto, aveva alle spalle una lunga carriera di anticlericale: oltre a non aver mai mostrato alcun accenno di Carità Cristiana, ateo furibondo, nato socialista, durante la Prima Guerra Mondiale aveva accolto irriverentemente la consacrazione dell’Esercito Italiano al Sacro Cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;In gioventù Mussolini aveva scritto il romanzaccio impegnato “&lt;i&gt;Claudia Particella, l’amante del cardinale&lt;/i&gt;” e nel programma di San Sepolcro non aveva omesso di proporre il c.d. “svaticanamento”: abolizione delle Guarentigie, confisca di tutti i beni ecclesiastici e gentile invito al Santo Padre di “sloggiare” ad Avignone. Poi lo scapestrato anarchico si accorse che in un’Italia in crisi valoriale,&amp;nbsp;&lt;i&gt;l’unica idea universale&lt;/i&gt;&amp;nbsp;era quella della Chiesa: cancellò lo “svaticanamento” dal programma del PNF e in Parlamento nominò persino Dio, cosa mai avvenuta nel Parlamento del Regno, da sempre laico. Da Primo Ministro, fece rimettere il Crocifisso nei pubblici uffici e nelle scuole, varò una serie di norme filo-ecclesiali fino ad arrivare alla firma dei Patti quell’11 febbraio ’29. Certo una bella promozione per un tipo così passare da anticlericale convinto a “uomo della Provvidenza”, peccato che il papa non lo definì mai in questo modo, Pio XI, parlando il 13 febbraio del Concordato appena concluso con gli allievi dell’Università Cattolica disse: “E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare (Mussolini nda); un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, […] erano altrettanti feticci brutti e deformi.” Dalle parole del pontefice si comprende che il Concordato, se matrimonio fu, lo fu d’interesse, certamente senza sentimento. Mussolini era alla ricerca di consensi, quelli dei cattolici, la Chiesa doveva garantirsi l’educazione della gioventù, allarmata dal tono militaresco dell’istruzione fascista; quale delle due parti fece il miglior affare era evidente: i Cattolici rimasero afascisti se non anti, come dimostra la loro partecipazione attiva alla Resistenza, la Chiesa, invece, si assicurò la fruttifera formazione della futura classe dirigente democristiana. Tuttavia anche a breve termine, il successo dell’abile diplomazia vaticana apparve così evidente che Mussolini, per paura di dimostrare di aver troppo concesso, nella primavera di quello stesso 1929 aprì il serratissimo scontro del dopo-Conciliazione tra il Fascismo e la Chiesa. Con il tono blasfemo, proprio dei suoi trascorsi socialisti, il duce definì il Cristianesimo “una delle tante sette generatesi nel clima rovente della Palestina” la quale, a suo dire, probabilmente si sarebbe spenta senza lasciare traccia di sé, se non fosse giunta a Roma, un’affermazione oltre che inesatta per il semplice dato storico che la Chiesa prima di arrivare a Roma già fioriva in Oriente, grazie alla testimonianza degli Apostoli, inaccettabile per il modo in cui riduceva la Verità Rivelata a una sètta paragonabile a quella degli Essèni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;background-color: white; clear: both; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmM-JxsO7zE6lnXeRn2n6naVbYxp-Demm-3mJdmgyMPl9bFcn3BkApCuAI-slkVGT4inKDJOjD1Yru3_8ZzHiSekVIMVN9yCmH9k65kshaRcWm3obqFgO54Oy5h88KJWnasaTtihhIL8I/s1600/mussolini_pio-xi3.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; color: #ff9900; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmM-JxsO7zE6lnXeRn2n6naVbYxp-Demm-3mJdmgyMPl9bFcn3BkApCuAI-slkVGT4inKDJOjD1Yru3_8ZzHiSekVIMVN9yCmH9k65kshaRcWm3obqFgO54Oy5h88KJWnasaTtihhIL8I/s320/mussolini_pio-xi3.jpg&quot; height=&quot;320&quot; style=&quot;-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; background-color: #990000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border: 1px solid rgb(255, 153, 0); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0980392) 1px 1px 5px; padding: 1px; position: relative;&quot; width=&quot;251&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La risposta del papa che, legittimamente, attribuì il giudizio di Mussolini alla sua ignoranza, non si lasciò attendere. Il duce tornò alla carica ostentando gli attacchi squadristi all’Azione Cattolica e dichiarando di mantenere sotto controllo il clero secolare e regolare, quasi si trattasse di pericolosi delinquenti. Nel 1931, il papa rispose a Mussolini, che aveva fatto chiudere 5 mila circoli cattolici maschili e 10 mila femminili, con la scusa che fossero ritrovi di ex-popolari (scusa ridicola dato che si trattava di gruppi giovanili), con l’enciclica “&lt;i&gt;Non abbiamo bisogno&lt;/i&gt;” (il cui titolo non può che risuonare come un’ironica allusione al motto del duce “&lt;i&gt;Me ne frego&lt;/i&gt;”). Nel passo centrale di questa lettera la dottrina fascista veniva definita “una vera e propria statolatria pagana, in contrasto con i diritti soprannaturali della Chiesa...”. Mussolini minacciò rastrellamenti anticlericali ma poi accettò di riaprire i circoli chiusi. Tre anni dopo, le opere del filosofo di regime, Giovanni Gentile, il quale aveva cercato di rintracciare l’origine del patologico militarismo fascista nei Vangeli, vennero messe all’Indice: non era passato nemmeno un lustro, ma il Concordato della Conciliazione era ormai storia passata. In un momento nel quale il democratico Churchill in visita in Italia affermava “se fossi Italiano, penso che sarei fascista” e il buon Palmiro Togliatti si appellava ai fascisti come “ai fratelli in camicia nera”, la Chiesa era&amp;nbsp;&lt;i&gt;l’unica idea universale&lt;/i&gt;&amp;nbsp;- per dirla con le parole di Mussolini - in contrasto ideologico totale con un regime, che si era lasciato battezzare vedendo nella Fede Cattolica, nulla più che uno dei prodotti nazionali, da valorizzare in tempo di autarchia. Dinanzi uno Stato totalitario, privo di libertà di pensiero e mosso dalle chimere della retorica mussoliniana, Pio XI scrisse “&lt;i&gt;Io mi vergogno… Io non come papa ma come italiano mi vergogno! Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide.”,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;un attacco mosso dallo stesso spirito con cui il papa definì ogni Cristiano, semita nella fede, a proposito delle leggi razziali, o si ritirò a Castelgandolfo in occasione della visita di Hitler a Roma nel maggio ’38 e dell’annessa&amp;nbsp;&lt;i&gt;apoteosi tributata dal regime a una croce&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(quella uncinata)&lt;i&gt;&amp;nbsp;nemica della croce di Cristo&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; color: #660000; font-family: &#39;Droid Sans&#39;; font-size: 15px; line-height: 21.559999465942383px; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La vetusta immagine di Pio XI, ritiratosi sdegnato a &amp;nbsp;Castelgandolfo, mentre, a Roma, il regime si autocelebrava nella vuota esteriorità delle sfilate della Morte, illustra chiaramente l’alterità tra Cristianesimo e Fascismo, mostrando che il Vangelo della Carità e della donazione incondizionata al prossimo non è conciliabile con la violenza insita in una dottrina squadrista: al massimo può trattare con essa, come farebbe col diavolo in persona, per strappargli qualche anima.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;da &lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/search/label/Errata%20Corrige&quot;&gt;Errata Corige&lt;/a&gt; del &lt;a href=&quot;http://lagazzettadelpago.blogspot.it/2012/08/patti-lateranensi-le-nozze-senza-amore.html&quot;&gt;31 agosto 2013&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/feeds/6194087148186747308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/02/patti-lateranensi-le-nozze-senza-amore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/6194087148186747308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/687585362102440163/posts/default/6194087148186747308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagazzettadelpago.blogspot.com/2014/02/patti-lateranensi-le-nozze-senza-amore.html' title='Patti Lateranensi: le nozze senza amore tra il duce e il papa'/><author><name>La Gazzetta del Pago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09185012750918861027</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWjXvBIptqAgZMOcvB1oj7UFp7z6XRj05PN-GNa3Mjhseh2YwV8F1EEngzxZrQHTsBpwbnp6xblnOPdeNZE20K0CR4o-mA_VmEh_tZ2tQNEj3l0m4NKNvOW6qfKU_VD_eXHcXXZ-qKieI/s72-c/1929+patti+lateranensi.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>