<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949</id><updated>2024-12-19T04:19:58.361+01:00</updated><category term="Letteratura"/><category term="Attualità"/><category term="Educazione-Formazione"/><category term="Testi Alunni"/><category term="Misteri Ciociari"/><category term="Odissea"/><category term="Racconti"/><category term="Ulisse"/><title type='text'>LA GIOSTRA DELLE MUSE</title><subtitle type='html'>&quot;Homo sum: humani nihil a me alienum puto&quot;&#xa;                                        (Terenzio)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-7153084245229089942</id><published>2012-11-30T20:02:00.000+01:00</published><updated>2012-11-30T20:05:11.671+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Racconti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Testi Alunni"/><title type='text'>Racconto di Natale</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/immaginisacre/20101211Nativit.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; id=&quot;il_fi&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/immaginisacre/20101211Nativit.jpg&quot; style=&quot;padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #2a2a2a; font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #2a2a2a; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 17px;&quot;&gt;Testo di Rosanna, II B&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #2a2a2a; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 17px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;C&#39;era una volta, in un paese lontano, una famiglia di contadini molto povera, composta da una mamma , un papà e due bambini di sette e cinque anni. Il Natale era quasi arrivato e fuori il fred&lt;span style=&quot;color: #2a2a2a; line-height: 17px;&quot;&gt;do era pungente , tutta la prateria era ricoperta di una neve fitta e candida. Intorno si vedevano le case addobbate con luci e colori mentre la casa della famiglia povera era spenta e senza decorazioni . A causa della troppa neve, Samuel, il papà dei due bambini, non era riuscito ad andare in paese a vendere i suoi ortaggi ed in cuor suo si rattristava perché sapeva che senza soldi non avrebbe potuto neanche comprare l&#39;albero da addobbare e far felici i suoi due bimbi. Una notte, mentre tutti dormivano, Samuel venne svegliato dalle grida di un uomo. Si alzò dal letto, indossò il pesante cappotto, prese un bastone ed uscì a vedere cosa fosse successo. Appena fuori vide nella neve una carrozza ribaltata e dentro di essa vi erano rimasti incastrati un uomo e sua moglie. Samuel accorse ad aiutarli e dopo averli liberati li condusse in casa sua. Accese il fuoco per far scaldare i due ospiti infreddoliti e con quel &amp;nbsp;poco che aveva nella dispensa preparò loro una zuppa calda. Il giorno successivo riparò la loro carrozza ed i due signori, pieni di gratitudine, poterono ripartire. Dopo qualche giorno a Samuel arrivò un pacco postale da parte dei due signori che aveva aiutato. Quando lo aprì vide che era pieno di denaro e sul pacco lesse che i due signori erano un conte ed una contessa. Colmo di gioia, Samuel corse a comprare tante cose buone da mangiare, dei regali per i suoi figli ed un meraviglioso albero pieno di luci e palline colorate. Così, il giorno di Natale, anche quella famiglia cosi povera poté festeggiare dignitosamente la nascita di Nostro Signore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/7153084245229089942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2012/11/racconto-di-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/7153084245229089942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/7153084245229089942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2012/11/racconto-di-natale.html' title='Racconto di Natale'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-8781152932746972371</id><published>2012-11-19T19:38:00.001+01:00</published><updated>2012-11-19T19:38:44.113+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Odissea"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Testi Alunni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ulisse"/><title type='text'>Ulisse e Polifemo... dal punto di vista di Polifemo</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
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&lt;b&gt;TESTO 1&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
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Di Alessio, II B&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.casa-vacanze-naxos.com/wp-content/uploads/2009/12/polifemo3.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; id=&quot;il_fi&quot; src=&quot;http://www.casa-vacanze-naxos.com/wp-content/uploads/2009/12/polifemo3.jpg&quot; style=&quot;padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px;&quot; width=&quot;133&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Quel giorno mi trovavo nei campi a pascolare il mio gregge. Era il tardo pomeriggio di una calda giornata estiva; mi trovavo su un prato verde ricco d’erba, a ridosso di una falesia che dava sul mare agitato e blu come il cielo. Una leggera brezza marina soffiava da occidente e rendeva più fresca la giornata. Come era mia abitudine, al tramonto radunai il mio gregge per tornare nella grotta. Lungo il cammino trovai un enorme albero di quercia abbattuto da un fulmine di Zeus, così decisi spezzarlo e di utilizzarlo per cuocere del cibo. Appena arrivato misi la legna a terra e chiusi la grotta con il macigno. Cominciai a mungere pecore e capre per bere il latte durante la cena. Quando accesi il fuoco vidi degli uomini e chiesi loro chi fossero. Uno di loro mi disse che erano Achei e mi chiese i doni degli ospiti. Ma io risposi che non mi importava niente degli Dei e dell’ospitalità. Volevo distruggere le loro navi così non sarebbero potuti scappare, perciò chiesi loro dove e avessero ormeggiate. Mi dissero che Poseidone, mio padre, con una tempesta distrusse la navi contro gli scogli. Allora io, infuriato, presi due uomini e li uccisi sbattendoli al suolo, sparpagliando il loro cervello ovunque; successivamente li mangiai e bevvi purissimo latte. Mi misi a dormire.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il mattino seguente mangiai altri due uomini, portai a pascolare le pecore e le capre e chiusi con il macigno l’entrata, in modo che gli uomini non potessero uscire. Appena tornato divorai altri due compagni e l’uomo coraggioso mi offrì del buonissimo vino. Gli chiesi il nome. Mi disse di chiamarsi Nessuno e come dono d’ospitalità gli promisi che lo avrei mangiato per ultimo e andai a dormire. Nessuno era un uomo alto e abbastanza robusto, con capelli neri e faccia ovale. Era completamente sporco e indossava solo un vestito che copriva petto e ginocchia. Era leggermente scuro di carnagione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mentre dormivo sentii un forte dolore e bruciore al mio occhio e di colpo mi svegliai, presi il tronco, lo scaraventai lontano e chiamai aiuto dicendo che Nessuno mi uccideva. Allora gli altri ciclopi, che erano giunti in mio soccorso, dissero che se nessuno mi dava fastidio o mi uccideva, era certamente Zeus che &amp;nbsp;mi mandava dolori e loro non avrebbero potuto fare niente. Così se ne andarono. Allora feci uscire le pecore e le toccai per sentire se passavano gli uomini di Nessuno per ucciderli. Per ultimo sentii il mio ariete più grande e gli chiesi perché fosse ultimo poiché, di solito, era sempre il primo; poi capii che era triste per il mio occhio e lo feci passare. Nessuno e gli uomini erano spariti e non li trovai mai più.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Da Alessio&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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TESTO 2&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Da Syria, II B&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.mimmorapisarda.it/Ulisse/polifemo4.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;164&quot; id=&quot;il_fi&quot; src=&quot;http://www.mimmorapisarda.it/Ulisse/polifemo4.jpg&quot; style=&quot;padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px;&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;Quel giorno mi trovavo nei campi a pascolare il mio gregge. Era il tardo pomeriggio di una calda giornata estiva; mi trovavo su un prato verde ricco di erba, a ridosso di una falesia che dava sul mare agitato e blu come il cielo. Una leggera brezza marina soffiava da occidente e rendeva più fresca la giornata. Come era mia abitudine, al tramonto radunai il mio gregge per tornare nella grotta. Lungo il cammino trovai un enorme albero di quercia abbattuto da un fulmine di Zeus, così decisi di spezzarlo in più parti e di utilizzarlo quella sera per cuocere del cibo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;Mi incamminai lungo il sentiero, dove c’erano arbusti e rami di ogni tipo, con la legna in mano mi diressi verso la mia spelonca. Buttai a terra la legna e feci entrare il gregge nei recinti. Lo guardai per poi mungerlo. Chiusi con il grosso macigno l’entrata della spelonca e nel silenzio percepii dei rumori; mi girai a guardare con il mio grande occhio, indispettito ed irritato mi resi conto che c’erano degli intrusi. Irritato e furibondo mi rivolsi a loro con impeto ed ira chiedendo chi fossero e da dove venissero e che cosa facessero nella mia dimora. Li guardai tutti e vidi che tremavano dalla paura, ma solo uno di loro ebbe l’ardire di rivolgermi la parola. Era un uomo basso, robusto e muscoloso, aveva il volto ricoperto da una fitta barba, ma gli occhi erano vispi ed astuti come quelli di una volpe che guarda e studia la sua preda. Indossava una veste corta. Il resto del corpo era ricoperto da salsedine che al chiaror del fuoco lo rendeva lucente. Al braccio portava un bracciale che lo distingueva dagli altri. Mi disse che venivano dal mare, che erano stati portati su quell’isola dalla corrente dei venti contro la loro volontà, ma per volere degli Dei e chiedevano ospitalità. Vedendomi irritato inveì contro di me dicendomi di portare rispetto agli Dei, e io, con ira e rabbia, gli feci notare di non aver alcuna intenzione di ascoltarlo e che addirittura gli Dei dovevano sottomettersi al mio volere in quanto ero molto più forte e potente di loro. “Ricordati, inoltre, che il tuo destino e quello dei tuoi compagni, è nelle mie mani”, e così feci. Presi due di loro, li alzali al cielo e li catapultai a terra spappolando loro il cervello; quindi li divorai. Scese la notte e dormii. Il mattino seguente per colazione sbranai, come un leone sbrana la sua preda, altri due compagni dell’uomo al quale avevo ripetutamente chiesto il nome. Questi mi rispose alla fine: “Nessuno!”. Lasciai uscire nuovamente il gregge per il pascolo giornaliero facendo attenzione a richiudere l’entrata della grotta in modo da lasciare gli intrusi all’interno. L’aria era fresca e cristallina, il gregge pascolò liberamente tutta la giornata; la sera, mi incamminai nuovamente verso il mio antro. Rimasi stupito perché gli stranieri mi offrirono un vino tanto gustoso che ne bevvi una gran quantità, tanto da farmi cadere in un profondissimo sonno. Prima di addormentarmi tra un sogghigno ed un altro, gli dissi che il mio dono sarebbe stato quello di divorarlo per ultimo, quindi caddi nel sonno. Nel torpore del sonno provai un infernale dolore nel mio unico occhio, gli era stato conficcato all’interno una punta gigantesca ed infuocata che presi con ambo le mani e la scaraventai lontano. Mi fluiva il sangue lungo il volto e per le mani; accecato cercavo di prendere gli aggressori a tentoni, e con grandissima voce richiamai gli altri ciclopi che accorsero chiedendomi cosa fosse mai successo. Con urla feroci dissi che Nessuno mi aveva accecato, loro, però, non capendo il mio problema, si allontanarono. Cercai nuovamente con le mani ma non riuscii a sentirli. Riaprii la spelonca. Toccai il mio gregge e sentii sotto le mani solo la folta lana. Mi resi conto, però, che il montone, che solitamente usciva per primo, quel giorno era invece l’ultimo a lasciare la grotta. Pensai che anche lui fosse triste per la mia situazione e accarezzandolo lo lasciai uscire. Di Nessuno e i suoi compagni più nessuna traccia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;Syria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/8781152932746972371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2012/11/ulisse-e-polifemo-dal-punto-di-vista-di.html#comment-form' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/8781152932746972371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/8781152932746972371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2012/11/ulisse-e-polifemo-dal-punto-di-vista-di.html' title='Ulisse e Polifemo... dal punto di vista di Polifemo'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-6406232420948521411</id><published>2011-12-17T20:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-17T20:27:16.895+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>NICOLAS E IL PRESEPE PARLANTE di Alessia D.D</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Grazie ad Alessia D. D. che condivide con noi il suo tema natalizio :)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;In un tempo lontano esisteva un  bambino di nome Nicolas&amp;nbsp; che era molto dispettoso e cattivo. Lo  chiamavano&quot;Il perfido Nicolas&quot;. Aveva 12 anni. Il padre e la madre non  riuscivano a tenerlo fermo un secondo. Si stava avvicinando il Natale e  Nicolas preparava il materiale per l&#39;albero e il presepe. Un bel giorno, uscito da scuola, decise di addobbare tutta la casa in anticipo. La  mamma, anche&amp;nbsp; per tenerlo a bada, accettò. L&#39;albero era&amp;nbsp;favoloso, blu e  argento, con, sulla punta, una stella cometa enorme di colore oro. Il  presepe era tutto addobbato con lucine bianche, c&#39;era l&#39;acqua che scorreva e un&#39;atmosfera di luce e felicità. Il padre, rientrato dal lavoro molto  tardi, sentì delle vocine nella direzione del presepe. Pensò che fosse  suo figlio Nicolas; andò a vedere e stava già dormendo. Si avvicinò  al presepe. Erano proprio i personaggi che parlavano e compivano le  azioni!!!&amp;nbsp; La mattina seguente si svegliarono e tutti sentirono quelle voci  provenienti dal presepe. Nicolas andò lì vicino e improvvisamente si  stupì: fece un sorriso e pensò al Natale e alla felicità di ogni  famiglia. Ma soprattutto alla sua!!! Così si accorsero che avevano un  presepe in casa con cui si poteva comunicare e giocare e un albero  favoloso. Nicolas era diventato gentile e buono e tutta la  famiglia fu felice e contenta per il suo cambiamento. &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/6406232420948521411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/12/nicolas-e-il-presepe-parlante-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6406232420948521411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6406232420948521411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/12/nicolas-e-il-presepe-parlante-di.html' title='NICOLAS E IL PRESEPE PARLANTE di Alessia D.D'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-2105240440492756123</id><published>2011-10-14T21:38:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T21:38:48.263+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>La santità di Jobs e il bisogno di credere...</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8ICgOpHkXy8_yaMypq8llCjq8G_JyKR0bGpveMxa2kj-DG5nFo1Ca1KlKKyw6Jb7kErKRFoNMyIsWonYH2dFIuk447EfiNX_YBJTnQRQCdfaFET2gmehOS2Lv5KApoNzpR8qO1Z67ncEh/s1600/apple4.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8ICgOpHkXy8_yaMypq8llCjq8G_JyKR0bGpveMxa2kj-DG5nFo1Ca1KlKKyw6Jb7kErKRFoNMyIsWonYH2dFIuk447EfiNX_YBJTnQRQCdfaFET2gmehOS2Lv5KApoNzpR8qO1Z67ncEh/s320/apple4.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Qualche giorno fa &lt;b&gt;veniva a mancare Steve Jobs&lt;/b&gt;, fondatore e &quot;numero 1&quot; del colosso informatico statunitense, la &lt;b&gt;Apple.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In men che non si dica il &lt;b&gt;popolo del web si è scatenato&lt;/b&gt;: blog di ogni lingua pubblicavano a ripetizione &lt;b&gt;post su Jobs&lt;/b&gt;, su &lt;b&gt;FB&lt;/b&gt; si leggeva ogni sorta di &lt;b&gt;messaggi di commiato&lt;/b&gt;, ringraziamenti, commoventi addii, esaltazioni del personaggio, delle sue massime, dei suoi interventi, apprezzamenti sulla sua visione della vita e della morte, dell&#39;amore e della malattia (alcuni stralci, tra l&#39;altro, apprezzati anche dal sottoscritto).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Molti utenti dei principali social network hanno &lt;b&gt;sostituito le loro foto&lt;/b&gt; con quelle del &lt;b&gt;compianto Steve&lt;/b&gt;, hanno eliminato, magari, la loro immagine sorridente per sostituirla con la &lt;b&gt;mela mozzicata&lt;/b&gt; &quot;made in Cupertino&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora, sul ricordo di un defunto nessuno si permette di eccepire alcunché; sul rispetto della morte, di qualsiasi essere umano sia, men che meno. Qualcosa potremmo dire, invece, su questa &lt;b&gt;celebrazione mediatica&lt;/b&gt; del personaggio, su questo corale inno alla santità, alla genialità, all&#39;ineccepibilità del &lt;b&gt;personaggio&lt;/b&gt; in questione.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Personaggio&lt;/b&gt;, proprio così, &lt;b&gt;non persona&lt;/b&gt;. La persona era quella che viveva tra le mura domestiche, che la mattina andava al lavoro, che espletava i suoi bisogni fisiologici e che &lt;b&gt;mangiava&lt;/b&gt; in sala da pranzo con moglie e figli; quella che si innervosiva, che commetteva errori, che &lt;b&gt;licenziava per causa ingiusta i dipendenti Apple mentre saliva in ascensore&lt;/b&gt; (negli USA questo è molto più facile di quanto non si creda). La persona era l&#39;universo del suo mondo interiore e delle relazioni - più o meno intense - che intesseva con le altre persone.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il personaggio&lt;/b&gt;, invece, &lt;b&gt;è ciò che lui&lt;/b&gt; - o chi per lui - &lt;b&gt;ha creato sulla sua persona&lt;/b&gt;, è l&#39;artificio di leggende, scoop, aneddoti, che si sovrappongono alla persona reale. &lt;b&gt;Il personaggio&lt;/b&gt; - di qualsiasi personaggio si parli - &lt;b&gt;è un artefatto&lt;/b&gt; creato a misura per gli utenti, è un essere sfrondato di buona parte della sua personalità e ricreato, esagerato, soltanto in alcuni aspetti del suo essere. &lt;b&gt;Il personaggio è un prodotto mediatico creato su misura&lt;/b&gt;, che presenta caratteristiche specifiche, mai casuali, studiate e organizzate.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il popolo di internet e tutte le persone che in qualche modo hanno osannato Steve Jobs - perché effettivamente di questo si tratta - non hanno fatto altro che celebrare &lt;b&gt;il personaggio che era stato costruito&lt;/b&gt; con abile maestrìa &lt;b&gt;per loro; meglio ancora per IL LORO BISOGNO.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Di quale bisogno si tratta?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il bisogno&lt;b&gt; di credere, &lt;/b&gt;il bisogno di avere un modello da seguire, un esempio da imitare e da cui avere sicurezza. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Jobs è il mito del momento, l&#39;idolo delle folle per l&#39;anno 2011: per ora è lui che sazia il nostro bisogno di credere e fino ad ora ci basta.&lt;/b&gt; Domani sarà la volta di un politico, di Obama magari, di un attore, di un pilota della Formaula 1, del nuovo Maradona, di qualcuno che diventi l&#39;oggetto del nostro &lt;b&gt;bisogno di credere&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #b45f06;&quot;&gt;Lo ripeto ancora: bisogno di credere.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Jobs era l&#39;esempio di perfezione comunicativa, il creatore di icone vincenti, con i colori azzeccati.&lt;/b&gt; Jobs metteva in commercio prodotti di nicchia, con il prezzo doppio rispetto a quelli della stessa fetta di mercato (chi scrive, tra l&#39;altro, non li disprezza di certo e usa un Mac Book Pro della Apple). Era colui che avrebbe venduto frigoriferi al Polo Nord, che ha iniziato in un garage. Il mito del Garage, il mito del &lt;i&gt;self - made man.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ma Jobs ci ha cambiato la vita! Il mondo non è più lo stesso dopo i suoi prodotti, ha rivoluzionato il mondo dell&#39;informatica!&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si sentono dire spesso queste frasi. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ammettiamo anche che abbia cambiato la vita, &lt;b&gt;ma a chi? Mia nonna vive meglio grazie a Jobs? I ragazzi che a 14 anni vanno in cantiere a lavorare vivono meglio grazie a Jobs e ai suoi iPhone?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Credo di no, e quando sarà il momento di passsare a miglior vita Jobs sarà l&#39;ultimo pensiero che ci verrà mente e l&#39; iPhone resterà sul comodino di chi lo possiede.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se qualcosa ci cambia la vita non vuol dire &lt;b&gt;affatto che ce la migliora. La Apple non ci aiuterà a sorridere, non ci aiuterà ad accogliere il prossimo, ad amare le nostre donne e i nostri figli.&amp;nbsp; &lt;/b&gt;La Apple non risponderà alle domande fondamentali della nostra vita e Steve Jobs non sazierà (e non ha saziato) la nostra sete di senso e di autenticità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La libertà che dà gioia si sperimenta nell&#39;Amore e a Jobs, di tutto ciò, non interessava nulla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Non possiamo far tacere il nostro bisogno di credere, il nostro bisogno di una sorgente di calore sovrasensibile; andrebbe contro la natura dell&#39;uomo.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Possiamo invece indirizzare il nostro bisogno verso esempi veri, significativi, che fanno &lt;b&gt;dell&#39;Amore il loro senso&lt;/b&gt;, il loro motore, la loro ragione di vita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;I modelli&lt;/b&gt; che meritano di essere ricordati e nominati sono &lt;b&gt;coloro che hanno fatto dell&#39;Amore la loro ragione di vita&lt;/b&gt;, che perseguono la vera felicità dell&#39;uomo, che provano a dare risposte al grido di senso di ognuno di noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Caro popolo di internet, spiacente ma Jobs non era nulla di tutto questo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjr06y_z5W1TMkMpJAbW41zBMunA49asYtGzHrmeq4M7MBfcedtKWseXRTWcq4rslCYCDDnabts5iuGScb0qw1BM5a3-cjFWE2dUhVdSjv-RO1HCHfctKV7AW-OXHjSb6kEIRjUqyCumyLU/s1600/Icarojpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;224&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjr06y_z5W1TMkMpJAbW41zBMunA49asYtGzHrmeq4M7MBfcedtKWseXRTWcq4rslCYCDDnabts5iuGScb0qw1BM5a3-cjFWE2dUhVdSjv-RO1HCHfctKV7AW-OXHjSb6kEIRjUqyCumyLU/s320/Icarojpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;Cari internauti, cosa vi siete ridotti a fare?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Avete &lt;b&gt;celebrato un personaggio simbolo del&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;color: red; font-size: small;&quot;&gt;&quot;capitalismo tecnocratico&quot;&lt;/span&gt; (S. Zecchi) contro cui vi scagliate nelle vostre manifestazioni, nei cortei degli &lt;b&gt;indignados&lt;/b&gt;, nelle sfilate dei &lt;b&gt;No-Global&lt;/b&gt; o del popolo viola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; Avete celebrato, &lt;b&gt;insieme a Jobs&lt;/b&gt;, quello &lt;b&gt;stesso capitalismo da cui dite di essere sopraffatti&lt;/b&gt;; avete osannato la &lt;b&gt;stessa finanza spietata&lt;/b&gt; che mette in ginocchio l&#39;economia reale e contro cui protestate e inveite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Insieme a Steve Jobs avete benedetto, incensato, quello stesso marketing&lt;/b&gt; che permette a tutta la classe politica di abbindolare le persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La vostra credibilità e la vostra lungimiranza sono davvero superiori alle persone che criticate?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/2105240440492756123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/10/la-santita-di-jobs-e-il-bisogno-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2105240440492756123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2105240440492756123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/10/la-santita-di-jobs-e-il-bisogno-di.html' title='La santità di Jobs e il bisogno di credere...'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8ICgOpHkXy8_yaMypq8llCjq8G_JyKR0bGpveMxa2kj-DG5nFo1Ca1KlKKyw6Jb7kErKRFoNMyIsWonYH2dFIuk447EfiNX_YBJTnQRQCdfaFET2gmehOS2Lv5KApoNzpR8qO1Z67ncEh/s72-c/apple4.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-5284065006960483579</id><published>2011-10-06T14:32:00.001+02:00</published><updated>2011-10-06T14:51:06.434+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Steve Jobs: curiosità sulla vita di un genio</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8T5pTmvX9abpDjC_UzMRdGnCdBsGrFxh_pKr9hM_YJCuFDAEWd4-iPZO1fUqn40S3x0kVZDK-ch_cEPOhUE8GBC4hfVp4JJ37KIE552yJXywYuyKFfctTBmqnCIhB3NQ2H3_-rlHuSEaK/s1600/steve_jobs.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;184&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8T5pTmvX9abpDjC_UzMRdGnCdBsGrFxh_pKr9hM_YJCuFDAEWd4-iPZO1fUqn40S3x0kVZDK-ch_cEPOhUE8GBC4hfVp4JJ37KIE552yJXywYuyKFfctTBmqnCIhB3NQ2H3_-rlHuSEaK/s320/steve_jobs.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Scarsa igiene personale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo alcune fonti indiscrete Steve Jobs non curava molto la propria  igiene personale. Mentre lavorava presso Atari, è stato spostato nel  turno di notte a causa della &lt;b&gt;scarsa igiene personale&lt;/b&gt; e dell’&lt;b&gt;odore terribile&lt;/b&gt; che emanava certi giorni. &lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;color: #9900cc; font-size: 1.417em; font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b style=&quot;color: red;&quot;&gt;Dipendente 0&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutti i dipendenti di Apple hanno in loro possesso un &lt;b&gt;nome&lt;/b&gt; e un &lt;b&gt;numero&lt;/b&gt;  che contraddistingue ogni dipendente. Il numero corrisponde all’ordine in cui i dipendenti sono stati assunti. Steve  Wozniak, co-fondatore di Apple, è il dipendente N. 1. A Steve Jobs,  invece, era stato assegnato il n. 2, ma grazie alle sue &lt;b&gt;continue proteste&lt;/b&gt; riuscì a conquistare la posizione di &lt;b&gt;dipendente n. 0&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Abiti Casual &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A Steve Jobs piaceva molto vestirsi in modo comodo e pratico senza badare al proprio aspetto (come del resto anche all&#39;igiene). La sua ‘uniforme quotidiana’ era composta da una  &lt;b&gt;maglia in cashmere o di seta nera a collo alto&lt;/b&gt;, dei &lt;b&gt;jeans della Levi’s&lt;/b&gt; (ne possiedeva più di 100) e &lt;b&gt;scarpe da ginnastica New Balance&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Dislessico &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Steve Jobs era dislessico come molti altri personaggi illusti. &lt;b&gt;Albert Einstein&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Henry Ford&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Alexander Graham Bell&lt;/b&gt; sono alcuni degli altri scienziati e imprenditori famosi con il problema della dislessia. Ulteriore riprova che la dislessia, considerato un DSA (disturbo specifico dell&#39;apprendimento), non ha nulla a che vedere con l&#39;intelligenza dell&#39;individuo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Ricchezza&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: black; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Steve Jobs è arrivando a ricoprire la 136° posizione della classifica  dei miliardari del mondo 2010 redatta da Forbes. Il suo patrimonio  consta di circa &lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;color: black;&quot;&gt;5,5 miliardi di dollari&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il suo &quot;stipendio&quot;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Lo stipendio annuo che Steve Jobs riscuoteva dalla  Apple in qualità di amministratore delegato era di &lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;color: black;&quot;&gt;1 dollaro,&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt; mentre il reddito annuale calcolato in base alle azioni Disney corrispondeva a &lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;color: black;&quot;&gt;48 milioni di dollari&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Vuoi vendere acqua zuccherata tutta la tua vita o vuoi cambiare  il mondo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Steve Jobs riuscì a convincere &lt;b&gt;John Sculley&lt;/b&gt; a lasciare la PepsiCo e diventare &lt;b&gt;CEO di Apple&lt;/b&gt; con una frase ormai celebre: ‘Vuoi vendere acqua zuccherata tutta la tua vita o vuoi cambiare  il mondo?’.&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il primo PC&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Larry Lang&lt;/b&gt;, ingegnere presso la Hewlett Packard, ha  mostrato a Steve Jobs il suo primo computer a 12 anni. Ne ha subito  voluto uno per provarlo e ricordando il momento ha affermato ‘Ho  solamente pensato che fossero macchinari molto ordinati. Desideravo  provarlo per poter confermare le mie idee’.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;A 22 anni il suo primo abito&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fu quando dovette presentarsi alla West Coast Computer Faire, &lt;b&gt;all&#39;età di 22 anni&lt;/b&gt;, che Steve Jobs acquistò il suo &lt;b&gt;primo abito&lt;/b&gt;. Proprio per presentare il progetto Apple.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Una peste a scuola &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Steve Jobs, come lui stesso racconta in un&#39;intervista, portava &lt;b&gt;serpenti e piccole bombe in classe&lt;/b&gt;  durante l’orario scolastico. E&#39; stato  sospeso da scuola, per il suo comportamento, decine di volte.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/5284065006960483579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/10/steve-jobs-curiosita-sulla-vita-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/5284065006960483579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/5284065006960483579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2011/10/steve-jobs-curiosita-sulla-vita-di-un.html' title='Steve Jobs: curiosità sulla vita di un genio'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8T5pTmvX9abpDjC_UzMRdGnCdBsGrFxh_pKr9hM_YJCuFDAEWd4-iPZO1fUqn40S3x0kVZDK-ch_cEPOhUE8GBC4hfVp4JJ37KIE552yJXywYuyKFfctTBmqnCIhB3NQ2H3_-rlHuSEaK/s72-c/steve_jobs.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-6066823406835042441</id><published>2010-12-07T14:27:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T14:27:18.223+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Cocò all’Università di Napoli o la scuola della malavita...</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhWKPsOirJLza0qgb-QWgCWhUdq1uH-ouOsAnRc7J8BW22dB9cbOfL8EYbQDX_4ZKCS7V7GQWe7QTuGI8uu7q7uOKXzCoA2jRCOOmeaT3biUyy82_Gg8lqd0ZnUfUsgumNgA0A3o8tOHHV/s1600/salvemini.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhWKPsOirJLza0qgb-QWgCWhUdq1uH-ouOsAnRc7J8BW22dB9cbOfL8EYbQDX_4ZKCS7V7GQWe7QTuGI8uu7q7uOKXzCoA2jRCOOmeaT3biUyy82_Gg8lqd0ZnUfUsgumNgA0A3o8tOHHV/s320/salvemini.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Mi è capitato di nuovo sotto gli occhi, per la prima volta dai tempi dell&#39;università, un interessante articolo di &lt;b&gt;Gaetano Salvemini.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oltre ad essere geniale e scritto magistralmente, è un quadro della corruzione e del malcostume meridionali tuttora &lt;b&gt;ATTUALISSIMO&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fu pubblicato su &quot;La Voce&quot; di Prezzolini il 3 gennaio del 1909.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Gli  adolescenti che dopo aver fatto il liceo in una città del Napoletano,  lasciano la famiglia per andare ad addottorarsi all’Università di Napoli  , sono forniti assai di rado di una perfetta e solida coscienza morale.  Ma anche nei peggiori non mancano mai grandi capacità di bene. E basta  che un giovane meridionale abbia la fortuna di trovarsi sbalzato fra i  diciotto e i ventidue anni in un centro di lavoro onesto, in una scuola  universitaria seria e sana, perché in lui – fornito quasi sempre di  un’intuizione rapidissima, di un forte amor proprio, di facile  adattabilità all’ambiente – di determini subito una grande crisi di  rinnovamento e di epurazione. E da questa crisi nascono prodotti  talvolta mirabili per raffinatezza e per forza, ma non mai inferiori a  quella che è la media intellettuale e morale dei giovani del  Settentrione.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;La  più parte dei Meridionali, invece va a finire a Napoli. E Napoli è la  piaga del Mezzogiorno, come Roma è la piaga di tutta l’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Nelle  città universitarie del Nord non mancano, certo, occasioni di sviarsi  al giovane, sfuggito appena alla costrizione della famiglia e della  scuola secondaria, e avido di bere a grandi sorsi la coppa della  libertà. Ma una grande ondata di lavoro affannoso travolge tutto,  compensa ogni male, purifica tutto. E il giovane si sente come  soggiogato da un comando universale, perenne, che lo sospinge alla  fatica e lo consiglia a farsi avanti, ad affermarsi conquistatore di  quelle forme poderose di vita che lo dominano e lo affascinano. Napoli ,  invece, vasto centro di consumi e di attività improduttive, in cui una  metà della popolazione campa borseggiando e truffando l’altra metà,  sembra fatta a posta per incoraggiare alla poltroneria e per educare  alla immoralità. Tutto è chiasso, tutto è dolce far niente, quando non è  imbroglio è abilità. Dal lazzarone che si spidocchia al sole, all’alto  magistrato, di cui tutti sottovoce dicono che vende le sentenze; dal  questurino, che sfrutta le prostitute, al giornalista ricattatore che  sfoggia sfacciato automobili e amanti; tutti sembra che consigli al  giovane: «Arrangiati, che io m’arrangio, l’onestà e il lavoro sono buoni  per gli sciocchi: godere è lo scopo della vita». Nessuna voce grida  alla sua coscienza inquietata e vacillante: «Su via figliuolo: lavora  per te e per gli altri; il lavoro è la gioia, il lavoro è la libertà».&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Dopo  qualche mese di tirocinio in quell’ambiente pestifero e infetto, la  giovane speranza della giovane delinquenza meridionale ha scelta per  sempre la sua strada. Non è più il ragazzone di facile contentatura,  timido e impacciato d’una volta. È diventato un elegantone: si pettina e  si veste in modo da stare fra il cinedo e il guappo. Si è emancipato da  ogni principio morale. Fa la corte alla figlia della padrona di casa.  Abbraccia la serva in cucina e la portinaia per le scale. Molto spesso  si busca la sifilide. Non c’è denaro che gli basti. E tempesta per  averne la mamma e le sorelle di lettere menzogne e minacciose: povere  mamme, che si consumano nella lotta ineguale contro le ristrettezze del  bilancio; povere sorelle, che sfioriscono nell’ombra nutrendosi di  legumi e rattoppando calzerotti per il fratello lontano!&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Qualche  volta Cocò si ricorda di essere anche studente universitario: quando  c’è da fare una chiassata. Cocò è quasi sempre anticlericale: quando  viveva Giovanni Bovio, non mancava mai di andare ad ascoltarlo e di  applaudirlo almeno una volta all’anno. Spesso Cocò è addirittura  socialista rivoluzionario: è insuperabile nel rompere le vetrate, nel  fracassare le panche, nel fare con la&amp;nbsp; bocca e con la mano suoni non  perfettamente musicali. Cocò può essere rivoluzionario tanto più  agevolmente, in quanto è sicuro a priori dell’impunità qualunque  birbonata faccia: i carabinieri, che moschettano per dei nonnulla i  contadini affamati, non daranno mai noia al caro figlio di papà. E Cocò è  sicuro a tutte le ore di trovare all’Università qualche migliaio di  mascalzoni simili a lui, pronti sempre a fare come lui i socialisti  rivoluzionari. Oggi le panche saranno rotte per protestare contro il  governo, domani per anticipare le vacanze, dopo le vacanze per ottenere  una riduzione di tariffe sui trams e poi per conquistare gli esami di  marzo, poi per solidarietà con i colleghi bocciati; e avanti, avanti,  avanti, con la fiaccola in pugno e la scure.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Di  tanto in tanto lo spirito di Cocò è turbato dallo spettro degli esami.  Ma solo alla morte non c’è rimedio! Una Università in cui 5000 alunni  fanno ogni anno, nelle sole sessioni di estate e di autunno, senza  contare quella abusiva di marzo, 17000 esami, non può cercare troppo il  pelo nell’uovo in questo genere di operazioni. Eppoi parecchi professori  ufficiali esercitano anche le libere docenze, inscrivendosi al loro  corso libero, l’elegantone laureato si garantisce abbastanza bene contro  i rischi di quegli esami che dipendono da quei professori. Altri  professori ufficiali sono investiti di incarichi in materie non&amp;nbsp;  obbligatorie, che apparirebbero inutili qualora non vi si scrivesse un  numero sufficiente di volenterosi. Cocò si inscrive anche a questi  corsi, e si assicura altri esami. Parecchi professori ufficiali,  specialmente delle facoltà di giurisprudenza e medicina, sono avvocati o  esercitano la professione, o fanno gli affaristi: è facile, quindi,  trovare il magistrato, il banchiere, l’lettore influente, il cliente  danaroso, il socio d’affari, che con una raccomandazione metta a posto  qualche altro esame. Poi ci sono i professori indulgenti per natura, o  vecchi o rimbecilliti, che non bocciano mai, mai, mai. Non manca a Cocò  che incontrare nell’Università di Napoli uno dei trecentocinquanta  liberi docenti, imbroglione e pasticcione, camorrista e intrigante, che  sa aiutare nei momenti difficili i poveri giovani bisognosi di soccorso.  Basta dare la firma a uno di costoro, lasciandogli godere tutte le  dodici lire e centesimi dell’indennità e non pretendendo il rimborso  immediato il rimborso immediato di una parte delle dodici lire, come  molti fanno, e la gratitudine e la protezione del libero docente è  assicurata in tutte le commissioni d’esame, in cui egli farà parte.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Ed  ecco come l’Università di Napoli sforna ogni anno circa 600 fra medici e  avvocati e una sessantina fra professori di lettere e scienze, dei  quali la più parte non è assolutamente capace di scrivere righe senza  almeno errori di grammatica ed è intellettualmente abbrutita e  moralmente disfatta. Questa vergogna non è peculiare all’Università di  Napoli. Tutte le università italiane sono più o meno ammalate: ed in di  corsi liberi, per es., gli abusi che si commettono dai professori  ufficiali a Palermo, a Torino, a Padova, sono forse superiori a quelli  di Napoli. Ma è innegabile che nell’insieme l’Università di Napoli è  quella che accentra in sé il minor bene e il maggior male; che mentre  nelle altre università prevalgono fra i professori ufficiali in  proporzioni più o meno forti gli scienziati sugli affaristi,  nell’Università di Napoli prevalgono gli affaristi sugli scienziati.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Cocò,  analfabeta e laureato, si avvede ben presto di essere inetto a vincere  un concorso per la magistratura i per le prefetture o per i ministeri,  se è avvocato; è sistematicamente bocciato nei concorsi per le scuole  medie, se professore; non ha nessun titolo di capacità per ottenere una  condotta fuori del paese natio, se è medico. Se ne ritorna, dunque,  sospirando alla casa paterna dove lo aspettano la mamma invecchiata e le  sorelle avvizzite. E qui, impotente a vivere coi frutti della  professione libera, privo com’è di una qualunque abilità tecnica, tenta  di assicurarsi un reddito, anche minimo, con un impiego municipale. Dove  il partito dominante è solido e potente, Cocò gli striscia umile ai  piedi e gli chiede un tozzo di pane. Dove esiste un’opposizione  abbastanza forte o la maggioranza non si affretta a riconoscere i meriti  e i diritti del neolaureato, costui si mette all’opposizione e combatte  la maggioranza nell’interesse della patria. E allora si vede Cocò,  anticlericale fierissimo all’Università, iscriversi a una confraternita e  tenere il baldacchino dietro al Vescovo nelle processioni; e  l’ex-socialista rivoluzionario giocare la sera a terziglio col delegato,  col maresciallo dei carabinieri, e chi applaudiva Giovanni Bovio  falsifica le bollette del dazio consumo e ruba i denari della  beneficenza.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;L’azione  politica degli spostati ha una grandissima importanza nella società  moderna, perché costoro, non avendo nulla da fare, fanno per tutto il  giorno della politica: sono giornalisti, libellisti, galoppini  elettorali, conferenzieri, propagandisti. Fanno di tutto; e in grazia  delle loro attività, si conquistano i primi posti nelle file dei partiti  politici, diventano gli uomini di fiducia, i depositari dei segreti, i  guardiani e i padroni delle posizioni strategiche. Per tal modo tutta la  vita dei partiti si accentra in essi: e poiché le idee non girano per  le strade sulle proprie gambe, ma si incarnano in uomini, si ha che le  più belle idee, i più bei programmi di questo mondo, quando cadono nelle  mani di quei miserabili, si riducono a pretesto per conquistare un  impiego. E i partiti vanno in rovina; perché, conseguita la vittoria, la  distribuzione degli impieghi è causa di ingiustizia contro gli  impiegati antichi o di dissidi fra gli aspiranti, sempre più numerosi  del bisogno; una prima ingiustizia indebolendo moralmente gli  amministratori che l’hanno commessa, li dà mani e piedi legati in balia  degli elementi peggiori del partito, che, minacciando scandali e e  pronunciamenti, ricattano senza posa e senza freno i loro padroni e li  obbligano a nuove ingiustizie o a nuove immoralità; gli impiegati  maltrattati si inviperiscono, gli aspiranti delusi o passano al partito  avversario, o restano nel partito a crear nuove scissioni e sospetti e  recriminazioni. E così i partiti, che avevano riportato strepitose  vittorie e sembravano depositari della più scrupolosa giustizia e  padroni dell’avvenire, in pochi mesi si disgregano e precipitano nel  fango.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;È  questa una malattia di tutti i partiti, a qualunque gradazione politica  appartengano, e di tutti i comuni italiani, qualunque sia la razza che  li popoli. E girando per l’Italia e vivendo a lungo in Romagna, in  Lombardia, in Toscana, ho acquistato sotto questo, come sotto molti  altri rispetti, una discreta stima per l’Italia… meridionale: tutto il  mondo è paese; e anche i nordici sono discretamente sudici. Ma fra  l’Italia settentrionale e l’Italia meridionale ci sono, a danno del  Mezzogiorno, le seguenti differenze. 1. Nel Mezzogiorno le professioni  libere offrono meno risorse che nel Settentrione, data la minore  ricchezza del paese e i meno sviluppati bisogni civili della  popolazione; 2. Nel Mezzogiorno i professionisti, e più specialmente gli  avvocati, sono più assai numerosi che nel Nord, e quindi si riversa  sugli impieghi comunali un maggior numero di spostati; e Cocò è  costretto ad una concorrenza più feroce, e non ha modo di fare le cose  per benino e di salvare le apparenze come fanno i suoi analoghi  nell’Italia settentrionale; 3. Nel Nord la classe dei professionisti  affamati costituisce soltanto uno fra gli elementi della vita politica  ed amministrativa e deve coordinare e subordinare la propria azione a  quella di altre classi che hanno peso politico: borghesia industriale e  commerciale, proletariato industriale, proletariato rurale,  professionisti competenti e non affamati; nel Mezzogiorno la borghesia  capitalistica è poco sviluppata, il proletariato industriale è agli  inizi, il proletariato rurale è escluso dal voto perché analfabeta,  professionisti competenti e non affamati ce ne sono pochini assai. E  così gli spostati – il cosiddetto proletariato dell’intelligenza –  formano la grande maggioranza della classe politicamente attiva, sono  ovunque i padroni del campo, saccheggiano senza limiti e senza freno i  bilanci comunali; e si possono dare anche il lusso di dividersi in  partiti, secondo che sperano l’impiego dal gruppo amministrativo  dominante o dall’opposizione. E li spese di tutto questo lavoro le fanno  sempre, alla chiusura dei registri i contadini.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;E  il deputato meridionale è, salvo rarissime eccezioni individuali, il  rappresentante politico di una delle due camorre di professionisti  affamati [maggioranza e opposizione], che si contendono il potere  amministrativo per mangiarsi i denari del municipio e delle istituzioni  di beneficenza e per tosare i contadini. E l’ufficio del rappresentante  politico consiste nell’impetrare l’acquiescienza della prefettura, della  magistratura, della questura, alle cattive azioni dei suoi elettori e  seguaci e di votare in compenso la fiducia al governo in tutte le  votazioni per appello nominale.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;Così  la corruzione della borghesia meridionale arriva a Roma e da Roma  impesta tutta l’Italia. Con questa differenza: che le province  settentrionali presidiate da una borghesia non indegna della sua  funzione politica e sociale, e forti di una vigorosa vita autonoma,  reagiscono contro l’infezione della Città Eterna, e bene o male fanno la  loro strada. Nel Mezzogiorno la corruzione propinata dal governo  centrale si accumula a quella che pullula nella vita locale, e tutto il  paese si sprofonda in una fetida palude di anarchia intellettuale e  morale e di volgarità.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;paragraph_style_3&quot; style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; line-height: 21.85px; padding-bottom: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;style_4&quot; style=&quot;line-height: 20.7575px;&quot;&gt;E  in tutto questo processo patologico una parte grandissima di  responsabilità tocca ai professori dell’e Università di Napoli che sono  venuti meno sì spesso al loro dovere di far servire l’Università a  selezionare intellettualmente e moralmente senza debolezze e senza  colpevoli pietà la borghesia meridionale; e hanno lasciato che essa  funzionasse come una scuola superiore di mala vita, e contribuiscono  così poderosamente a rendere impossibile nelle classi dirigenti del  napoletano ogni iniziativa illuminata e benefica, a dissipare in esse  ogni coscienza di dovere e di solidarietà sociale, a distruggere nel  Mezzogiorno ogni capacità di vita locale energica e sana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;float: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;div id=&quot;rating_info_156443_post_1273&quot; style=&quot;background: url(&amp;quot;http://i0.poll.fm/images/ratings/info.png&amp;quot;) no-repeat scroll 3px 2px transparent; cursor: pointer; display: block; float: left; height: 16px; width: 16px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;display: none;&quot;&gt;i&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/6066823406835042441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/12/coco-alluniversita-di-napoli-o-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6066823406835042441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6066823406835042441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/12/coco-alluniversita-di-napoli-o-la.html' title='Cocò all’Università di Napoli o la scuola della malavita...'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhWKPsOirJLza0qgb-QWgCWhUdq1uH-ouOsAnRc7J8BW22dB9cbOfL8EYbQDX_4ZKCS7V7GQWe7QTuGI8uu7q7uOKXzCoA2jRCOOmeaT3biUyy82_Gg8lqd0ZnUfUsgumNgA0A3o8tOHHV/s72-c/salvemini.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-6651015425420204722</id><published>2010-12-04T17:16:00.000+01:00</published><updated>2010-12-04T17:16:24.382+01:00</updated><title type='text'>Il Risorgimento combattuto... sotto le coperte!</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFkk-50eJ_Q9EUDWtibi3nzIsFnjBKEUOK344fKfjgo_mJ_Uj0HKRCm8PVKr4WLFxNhatAFU2tb-P2_NHLaeiVe-NJ4UHBx3Kr9czZZ1XaoG3falUIhtxFOrN3IS5IG4J5nn8vH4umQfPN/s1600/virginia+oldoini.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFkk-50eJ_Q9EUDWtibi3nzIsFnjBKEUOK344fKfjgo_mJ_Uj0HKRCm8PVKr4WLFxNhatAFU2tb-P2_NHLaeiVe-NJ4UHBx3Kr9czZZ1XaoG3falUIhtxFOrN3IS5IG4J5nn8vH4umQfPN/s320/virginia+oldoini.jpeg&quot; width=&quot;244&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Certamente il Risorgimento diede gloria ai nostri grandi patrioti e loro ne diedero all&#39;Italia: Cavour, geniale stratega politico; Garibaldi, geniale stratega militare. E poi Vittorio Emanuele II (anche se preso per mano da Cavour) e Giuseppe Mazzini, quest&#39;ultimo forse collocato immeritatamente nell&#39;Olimpo dei grandi del nostro Risorgimento. Sta di fatto che volavano schioppettate e colpi di baionette, stragi e arresti, intrighi di palazzo e armistizi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Ma il Risorgimento - pare strano - non si combatté solo così; si combatté - soprattutto si organizzò - sotto le lenzuola di sontuose camere da letto, in palazzi sfarzosi, tra nobili giovanotti aitanti e dame bellissime e spregiudicate&lt;/b&gt;. Una di queste era &lt;b&gt;Virginia Oldoino,&lt;/b&gt; meglio conosciuta come Contessa di Castiglione, nonché &lt;b&gt;cugina odiata di Cavour&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma come andarono, in breve, le cose? Cavour era ossessionato dall&#39;ordire trame per accaparrarsi potenti che appoggiassero la causa risorgimentale del Piemonte e le provava tutte. Sapeva di aver bisogno dell&#39;aiuto di Napoleone III, imperatore di Francia, ma doveva accaparrarsene i favori. Ci provò in tanti modi: convinse Vittorio Emanule II a dare in sposa una sua figlia al nipote dell&#39;Imperatore e trattò con quest&#39;ultimo i famosi accordi di Plombiers. Ma come mai Napoleone III fu così accondiscendente? Certamente per motivi politici che non staimo qui a dire, ma anche a seguito di un piano, potremmo dire &quot;a luci rosse&quot;, ordito dallo stesso Cavour: inviò la tanto odiata cugina, Virginia, in Francia, con un obiettivo ben preciso: infilarsi nel letto di Napoleone III, il quale da tempo non riceveva le attenzioni della moglie Eugenia, in dolce attesa. Virginia, donna bellissima e impavida, ci mise poco, ma proprio poco, ad entrare nelle grazie dell&#39;Imperatore. Così, tra un appuntamento e l&#39;altro sotto le coperte imperiali, gli sussurrava all&#39;orecchio le ragioni del risorgimento piemontese e la &quot;questione italiana&quot;. E come poteva il buon Napoleone III resistere? Così, tra i vari trattati e accordi di palazzo, si inseriva la procacità di &lt;b&gt;Virginia Di Castiglione&lt;/b&gt; e anche a lei va riconosciuta una fetta di merito se, qualche tempo dopo, l&#39;Italia si fece veramente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma chi era in realtà questa donna? Prendiamo un breve ritratto che ne fa Mauro Chiabrando sul Corriere della Sera:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Virginia non amò altri che se stessa, motivo per cui il figlio Giorgio,  morto di vaiolo a Madrid nel 1879, la detestava cordialmente. Dagli  uomini sapeva farsi adorare quanto odiare dalle donne, prima tra tutte  la spagnola Eugenia Montijno, consorte di Napoleone. Dalla amata Spezia,  appena sposata si trasferì a Torino alla corte di Vittorio Emanuele di  Savoia e quindi a Parigi. Dopo un esordio memorabile alle Tuileries,  alla sfolgorante ventenne bastò mezz’ora d’amore con l’Imperatore  cinquantenne nella stanza azzurra del Castello di Compiègne per riuscire  nella “delicata” missione di Stato che le era stata affidata. Era il  gennaio del 1856. Napoleone la coprì di gioielli, tra cui una collana a  cinque giri di perle e si favoleggiava di un appannaggio mensile di  50mila franchi&quot;. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; E ancora, a proposito della sua &quot;collezione&quot; di amanti:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;b&gt;43 AMANTI&lt;/b&gt;&lt;b&gt; E IL VOLTO VELATO&lt;/b&gt; - Caduto il Secondo Impero nel 1870, con abilità e scaltrezza continuò a  tessere, tra Parigi e La Spezia, la rete delle sue amicizie influenti  collezionando 43 amanti, 12 dei quali avuti contemporaneamente e sempre  all’insaputa l’uno dell’altro. La venere incontrastata del bel mondo che  aveva incantato per le toilette da favola, i gioielli, tra i fasti e i  piaceri della mondanità, ebbe il solo grave torto di sopravvivere alla  sua bellezza. Trascorse l’autunno della vita sola, nel terrore  dell’indigenza, sopraffatta da cupa nevrastenia e senso di persecuzione.  Dei ricordi ormai non sapeva che farsene: per non vedere la sua  decadenza fisica si velava il volto, copriva gli specchi, usciva solo la  notte, circondandosi di un’aura patetica di mistero. Ancora ricca, ma  in crisi di liquidità, nel 1893 subì l’onta dello sfratto dal suo  ammezzato di Place Vendôme occupato dal 1876. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;&quot;&gt;Morì a Parigi il 28 novembre 1899 in un piccolo alloggio sopra il  ristorante Voisin.&amp;nbsp; All’indomani del suo funerale, la polizia e Carlo  Sforza per l’ambasciata italiana distrussero tutte le lettere e i  documenti compromettenti riguardanti re, politici, papi e banchieri, da  Napoleone III a Bismarck, Cavour, Pio IX, Rothschild. Ci restano i suoi  diari. Avrebbe voluto tornare in Italia e farsi seppellire alla Spezia  con i suoi gioielli (andarono invece a sconosciuti eredi con una fortuna  stimata in due milioni di lire del tempo), la camicia da notte verde  acqua di Compiègne e i suoi due pechinesi, Sanduga e Kasino,  imbalsamati. Riposa invece, tra i grandi, al Père Lachaise.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/6651015425420204722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/12/il-risorgimento-combattuto-sotto-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6651015425420204722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/6651015425420204722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/12/il-risorgimento-combattuto-sotto-le.html' title='Il Risorgimento combattuto... sotto le coperte!'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFkk-50eJ_Q9EUDWtibi3nzIsFnjBKEUOK344fKfjgo_mJ_Uj0HKRCm8PVKr4WLFxNhatAFU2tb-P2_NHLaeiVe-NJ4UHBx3Kr9czZZ1XaoG3falUIhtxFOrN3IS5IG4J5nn8vH4umQfPN/s72-c/virginia+oldoini.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-4517497051899643480</id><published>2010-11-28T15:10:00.000+01:00</published><updated>2010-11-28T15:10:59.775+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Ho trovato questa testimonianza in rete....</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho trovato questa testimonianza in rete. Mi permetto di pubblicarla senza l&#39;approvazione dell&#39;autore (che non saprei come contattare). Se, però, ha pubblicato un suo pensiero su internet&amp;nbsp; è cosciente della &quot;pubblicità&quot; del suo pensiero. Alla sua schiettezza va tutta la mia approvazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;u&gt;Negli anni settanta, quando frequentavo la Falcoltà di Ingegneria  Chimica all&#39;Università di Napoli, sulle prime restavo in qualche modo  preso dall&#39;&quot;istinto del gruppo&quot; e sentivo forte &lt;b&gt;la tentazione di  aggregarmi agli &quot;organizzatori&quot; delle proteste studentesche;&lt;/b&gt; a quelli  fighi, con la capacità di spacciare autentiche cazzate per verità  &lt;b&gt;ispirate da menti eccelse al solo scopo di soddisfare il proprio  egocentrismo da figli di papà viziati in eterna vacanza-studio&lt;/b&gt;. Ad un certo punto pensai a mio padre, già cardiopatico per i danni della  guerra e le preoccupazioni di dover mandare avanti la nostra famiglia, a  mio zio che, per questo, si era fatto carico dei miei studi e mi  chiesi; &lt;b&gt;&quot; ma io, da fuori-sede, mi metto a far comunella con questi  qui?&quot;&lt;/b&gt;  Grazie a Dio mi sono brillantemente laureato e da allora non ho più smesso  di odiare i furbetti figli di papà &quot;de sinistra&quot;, gli sfaccendati di  allora, attualmente cinquanta-sessantenni, infilati a calci in culo  nella Pubblica Amministrazione, nelle Banche della Repubblica e nei  mezzi di comunicazione, cioé in tutti i posti dove si parla molto e si  lavora niente. Purtroppo non camperò abbastanza da vederli passare tutti  a miglior vita....solo perché le nuove generazioni possano non esserne  impestati.&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;u&gt;Massimo&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/div&gt;Riporto questa testimonianza, come si suol dire, &quot;a titolo di cronaca&quot;. Ognuno ne pensi ciò che vuole.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/4517497051899643480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/ho-trovato-questa-testimonianza-in-rete.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/4517497051899643480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/4517497051899643480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/ho-trovato-questa-testimonianza-in-rete.html' title='Ho trovato questa testimonianza in rete....'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-9148270561897232978</id><published>2010-11-26T11:43:00.004+01:00</published><updated>2010-11-28T15:12:45.296+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Perché gli studenti non protestano per questo?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffzvM_LPw0PS2po41nHIHa5ztYJcmar_dFw-4L-krsaqKGEtB5O4rp7ey025QAajtw7UoyNNbojS6NDqm3aUFwelaUlkKwX8GiBFixD4RW_NlE0ZObGJTVh6F9nPXbIkzM2R3aWULnGYs/s1600/Studenti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;181&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffzvM_LPw0PS2po41nHIHa5ztYJcmar_dFw-4L-krsaqKGEtB5O4rp7ey025QAajtw7UoyNNbojS6NDqm3aUFwelaUlkKwX8GiBFixD4RW_NlE0ZObGJTVh6F9nPXbIkzM2R3aWULnGYs/s200/Studenti.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel testo che segue c&#39;è uno spaccato dell&#39;università italiana: dati preoccupanti, a tratti vergognosi. Una situazione che pare evidentemente insostenibile. Non ho mai visto però, nonostante ve ne fosse ragione, nessuno studente protestare. Non c&#39;è stata traccia di manifestazioni di nessun tipo, né inchieste giornalistiche o trasmissioni televisive che ne parlassero con la dovuta attenzione. La verità è che l&#39;università italiana è scadente, malfunzionante e&amp;nbsp;baronale; sì, baronale, perché è diventata nel corso dei decenni una vera e propria CASTA, riservata a parentele egemoni e a nicchie di partito. &lt;u&gt;Non parlo soltanto per essermi documentato ed aver letto in materia: parlo soprattutto per essere stato anche io tra i banchi dell&#39;università&lt;/u&gt;. Ho visto con i miei occhi corsi di laurea e discipline di studio perfettamente inutili; ho visto docenti assegnare un 25 o&amp;nbsp;un 30 a studenti che facevano &quot;scena muta&quot; (in altre parole: il docente non boccia per evitare che le 3 o 4 persone che seguono il suo corso lo abbandonino del tutto per paura dell&#39;esame troppo severo). Ho visto docenti insultare dei loro colleghi di corso durante l&#39;ora di lezione; ho visto - solo a ricordarlo mi si aggrovigliano le budella - una semplice etnologa (quindi, da lì a qualche mese, io e lei avremmo avuto lo stesso titolo di studio)&amp;nbsp;insegnare una disciplina per la quale non aveva alcuna specializzazione, tanto che spesso, di fronte a domande intelligenti,&amp;nbsp;si trovava nel più totale imbarazzo. Eppure insegnava lì perché era la moglie del segretario di corso di laurea, in ottimissimi rapporti con il Preside.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ricordo l&#39;aula autogestita della mia facoltà con i poster di Stalin e Lenin (li considero senza dubbio dei criminali patentati); da lì una puzza (o profumo, a seconda dei gusti) di spinello che raggiungeva delle volte il piano superiore, insieme ad invettive contro i fascisti (eravamo nel 2004, non durante la Resistenza!). Ho visto ragazzi protestare senza aver letto neanche un rigo della riforma o legge o provvedimento contro cui protestavano. Lo so perchè lì c&#39;ero. Rappresentanti degli studenti sulla trentina, o anche più, che protestavano per il DIRITTO ALLO STUDIO, ma non studiavano e trascorrevano giornate intere nei centri sociali o nei giardini dell&#39;università a prendere il sole. Non&amp;nbsp; voglio generalizzare, ma di studenti di questa tipologia ce n&#39;erano a iosa nella mia facoltà. E forse ce ne sono ancora. Iscritti in pseudo-corsi di laurea, con l&#39;illusione che il mondo, o lo Stato o la società, gli debba qualcosa perché sono LAUREATI, dottori. Ma di che? Di discipline fantasma, create appositamente per trovare occupazioni a docenti con tonnellate di raccomandazioni. Il problema diventa anche l&#39;occupazione: ma con una, chiamiamola così, specializzazione di cui non interessa niente a nessuno, per esempio in SCIENZA DEL FIORE E DEL VERDE, come si può pretendere una occupazione? In cosa? Non ha più speranza un buon giardiniere? &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma lasciamo la parola a fatti e dati.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;I CORSI DI LAUREA INUTILI (sono solo alcuni)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://cor.unipv.it/offertaformativa/scientifica/scienze/scienze_fiore.html&quot;&gt;Scienze del fiore e del verde&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.uniba.it/didattica/corsiveterinaria/scinzeallevamento&quot;&gt;Scienze dell&#39;allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ssit.unibo.it/SSLMiT/Didattica/Lauree+specialistiche/2006/PaginaCorso20060428.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Interpretazione di conferenza&lt;/a&gt; o, più generico: &lt;a href=&quot;http://web.uniud.it/general/corsilno/specialistica_interpretazione.htm&quot;&gt;Interpretazione&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.storia.unibo.it/3donne.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Storia delle donne e di genere&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://turalp.campusnet.unito.it/cgi-bin/links.pl/Show?_id=69f4&quot;&gt;Scienze e turismo alpino&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unimc.it/didattica/facolta/lettere/classi-unificate/filosofia/classi/classe-18s&quot;&gt;Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://193.206.224.50/sp_sardegna.php&quot;&gt;Lingua, letteratura e cultura della Sardegna&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.uniba.it/ateneo/facolta/lettere/didattica/corsilettere/corso.2008-10-31.6448923944&quot;&gt;Teoria e prassi della traduzione&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.uniba.it/ateneo/facolta/lettere/didattica/corsilettere/corso.2008-10-31.6448923944&quot;&gt;Beni enogastronomici&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.uniurb.it/it/portale/?mist_id=20&amp;amp;lang=IT&amp;amp;tipo=IST&amp;amp;page=178&amp;amp;aa=&amp;amp;id=100175&quot;&gt;Antropologia ed epistemologia delle religioni&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;LE CIFRE SULL&#39;UNIVERSITA&#39; ITALIANA&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel corso degli ultimi anni gli atenei italiani hanno moltiplicato i corsi di laurea e, di conseguenza, le cattedre. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;5.500 sono i corsi di laurea in Italia&lt;/b&gt;. Le università sono &lt;b&gt;90 con 330 sedi distaccate&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;170 mila insegnamenti attivati.&lt;/b&gt; In media gli altri paesi europei ne hanno la metà. &lt;b&gt;37 sono i corsi di laurea con un solo studente.&lt;/b&gt; &lt;b&gt;323corsi di laurea non superano i 15 studenti iscritti&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;20 sono le università italiane sull’orlo della crisi finanziaria.&lt;/b&gt; Negli ultimi 7 anni, però, sono stati banditi concorsi complessivamente per 13.232 posti da professore ordinario o associato, ma &lt;b&gt;i promossi sono stati complessivamente 26.004&lt;/b&gt;. Nel 99,3 per cento dei casi sono stati promossi senza che ci fossero posti disponibili. &lt;b&gt;Per coprire le nuove qualifiche i costi del personale sono aumentati di 300 milioni di euro.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;ARTICOLO TRATTO DAL BLOG DI &quot;PANORAMA&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Olio extravergine, Chianti classico, Vinsanto, Rosso toscano e grappa: roba di prima qualità quella con l’etichetta Villa Montepaldi. Prodotta con il sudore di esperti braccianti. E un po’ anche con quello di tutti noi. L’azienda agricola, difatti, è foraggiata con generosità dall’Università di Firenze, proprietaria di questi 40 ettari a San Casciano Val di Pesa, una ventina di chilometri dal capoluogo. Tenuta prestigiosa: fu degli Acciaoli, poi dei Medici, successivamente dei Corsini e infine dell’ateneo. Utilità? Discutibile: l’ultimo avvistamento di uno studente alla “fattoria dell’università “, come la chiamano vezzosamente i professori, risale a qualche anno fa. E l’azienda è in perenne perdita, nonostante i milioni di euro versati dall’ateneo. Che, tra un buon bicchiere di rosso e un crostino intinto in olio pregiato, ha un deficit di almeno una settantina di milioni di euro. Gorgo che rischia di raddoppiare nel 2010. Nella vicina Siena le cose non vanno diversamente, così come in molti atenei italiani. I bilanci in rosso nascondono spese ormai fuori controllo: troppi dipendenti, corsi di laurea di dubbia utilità, concorsi banditi senza sosta, sprechi che si perpetuano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Mai come adesso l’università italiana sembra allo sfascio. I rettori lanciano furibondi allarmi, per scansare i tagli previsti dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Gli studenti occupano le aule e sfilano per strada, protestando contro lo smantellamento del sistema pubblico. I conti però non tornano più. Come non sono tornati ad Antonio Brancasi, che a Firenze insegna diritto amministrativo. “Caro rettore”: cominciava così la lettera indirizzata al magnifico di Firenze, Augusto Martinelli. Missiva in cui il docente contestava le incongruenze dell’ultimo bilancio. Faceva le pulci Brancasi: dati statistici contraddittori, vendite di immobili fittizie, spese incomprensibili. Come quella di 1,2 milioni di euro per trasformare la solita Villa Montepaldi in un agriturismo. Investimento di cui si è persa memoria. L’ateneo adesso promette rigore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;A Firenze si spendono praticamente tutti i finanziamenti statali per pagare il personale. Lo fanno in tanti. Le economie devono partire da lì. Eppure quest’anno l’università, nonostante la voragine in cui è cascata, ha già bandito 43 concorsi per ricercatore. Ha eliminato il superfluo, almeno? Non sembrerebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;A guardare bene gli ultimi dati ministeriali, si scopre che ci sono decine di corsi con meno di 20 iscritti. Un indubitabile primato lo detiene però la laurea in scienza delle religioni: zero iscritti. Seguita a ruota da scienze pedagogiche, dove il volonteroso è uno solo. E dalla scuola per assistenti sociali, bazzicata da altri due stoici. Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss di Roma, è sferzante: “Classi con 20 studenti non potranno mai reggere economicamente: è una moltiplicazione di costi abnorme” dice. “Poi ci sono le sedi decentrate, centri di potere che servono solo a compiacere i politici locali. Il risultato è sconfortante: spese enormi, livello dei docenti modesto e studenti abituati a studiare sotto casa”. A Siena non sembrano essersi posti il problema.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Negli ultimi anni, mentre l’ateneo accumulava passivi, sono stati aperti tre nuovi poli: a Colle Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno e Follonica, che si aggiungono alla sede di Grosseto. E a quella di Arezzo: qui brillano i corsi di laurea in storia dell’antichità (tre iscritti) e in società, culture e istituzioni d’Europa (sette allievi).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Del resto il vecchio rettore Piero Tosi, in carica fino al 2006, è uno che i centesimi non li ha mai guardati. “Una gestione che ha lasciato 160 milioni di debiti solo tra il 2002 e il 2005, anni in cui i bilanci sono stati chiaramente imbellettati” accusa Giovanni Grasso, professore di anatomia umana e storico antagonista di Tosi. “Hanno trasformato l’Università di Siena in un ente assistenziale ormai alla bancarotta”. Le cifre non sembrano dargli torto: i bilanci degli ultimi 6 anni totalizzano perdite per 130 milioni di euro. Periodo in cui il costo per il personale è aumentato costantemente, arrivando, tra docenti e amministrativi, a un dipendente ogni 3,9 studenti. Cosa si fa in situazioni del genere? Si taglia allo spasimo, ovvio. Eppure, nell’ultimo anno sono stati stabilizzati 300 amministrativi e sono stati banditi concorsi per 43 ricercatori. A Genova ne hanno assunti 34 di ricercatori, oltre a 17 professori. Peccato che l’anno scorso sia comparso un buco di 15 milioni di euro. La Corte dei conti sta indagando sulle cause. “È chiaro che molti atenei chiudono i bilanci solo con i più spericolati artifici ” attacca Roberto Perotti, economista della Bocconi e autore del libro L’università truccata. “Il disavanzo è sempre uguale a zero. Poi, a distanza di anni, vengono fuori i debiti”. Alla Sapienza il bilancio del 2007 è stato chiuso con 40 milioni di euro di deficit. L’ex rettore Renato Guarini, in carica fino al mese scorso, aveva dunque annunciato un “notevole contenimento della spesa per il personale”. Il proclama si è tradotto in una nuova infornata di cattedre: 186 solo quest’anno. Qualcuno obietterà: su tutto si può lesinare ma non sulla ricerca. Giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Però solo in teoria, avverte Perotti: “La qualità dei professori in Italia è pessima, lavorano poco e guadagnano tanto. I concorsi sono una farsa che favorisce solo amici e parenti. Per molti avere il doppio degli insegnanti servirebbe solo a moltiplicare le tribù accademiche. D’altra parte, sono un errore anche i tagli indiscriminati del ministro Gelmini”. “Un colpo mortale a coloro che riescono, nonostante tutto, a fare ricerca di eccellenza” li ha definiti Ferdinando Di Iorio, rettore dell’Università dell’Aquila, in lizza per la candidatura a governatore abruzzese con la Sinistra arcobaleno. Il suo ateneo, però, dicono le statistiche, non riluce di virtù: spende il 95,5 dei finanziamenti statali per il personale e ha un disavanzo di 12 milioni di euro. Eppure non centellina: vanta un corso per infermieri ad Avezzano, un altro in economia del turismo a Sulmona e quello, più disgraziato, in ingegneria agroindustriale a Celano, con soli otto iscritti. I bilanci in rosso vengono fuori uno dopo l’altro. Alcuni rettori, sepolti dai debiti, invocano l’intervento dello Stato: “Si rischia una nuova Alitalia” ha detto il ministro Gelmini. Che a Panorama anticipa: “Non ci sarà alcun aiuto pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Gli atenei dovranno predisporre piani di rientro sui quali vigileremo. E la lotta agli sprechi diventerà prioritaria. L’università italiana è indifendibile e chi lo fa danneggia solo i ragazzi. Molti corsi di laurea servono solo a moltiplicare le cattedre: elimineremo quelli non necessari”. Proposito, in verità, già annunciato da molti suoi predecessori e mai messo in pratica. Le novità, invece, riguardano soprattutto i bilanci: “A partire dal prossimo anno dovranno essere come quelli delle aziende. Bisogna evitare che siano compilati in modo creativo, cosa che è avvenuta spesso. Saranno poi certificati da società esterne, verificati da una commissione ministeriale e pubblicati su internet” dice il ministro, che ha deciso di inviare ispettori nelle università più a rischio. “Non è tollerabile che alcuni atenei interpretino l’autonomia in modo univoco: spendono senza controllo e sperano poi che arrivi qualcuno a ripianare i debiti”. Alla Federico II di Napoli il rettore, Guido Trombetti, ha recentemente annunciato di avercela fatta da solo: “L’ultimo bilancio è in perfetto pareggio” ha assicurato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Il penultimo invece era in profondo rosso: 10 milioni di euro. Poi però è cominciata l’era del rigore, che si è tramutata in un aumento delle spese per il personale del 4,5 per cento. Risultato: l’università sborsa per i dipendenti più di quanto gli trasferisca lo Stato. Avanzano 11 milioni: le tasse pagate ogni anno dagli studenti. Ma per far funzionare il più elefantiaco ateneo del Meridione sembrano pochini. Invece bastano, addirittura avanzano, tanto da permettere di bandire quest’anno ben 37 concorsi per docenti e 54 per ricercatori. E ci sono pure i debiti del Policlinico: si aggirerebbero intorno a 20 milioni di euro. Anche al Policlinico dell’Università di Messina i conti non tornano da anni. Tanto che dal 2004 la Regione Siciliana non approva un bilancio. Il deficit è di 40 milioni di euro. Per metà dovrebbe essere ripianato dall’ateneo, che insiste a non mettere da parte 1 euro, anzi. Il sito dell’università annuncia le selezioni per 90 amministrativi. Per i sindacati, i requisiti sono troppo stringenti: sospettano che siano stati cuciti su misura per parenti e amici. Il rettore, Francesco Tomasello, nega sdegnato. E va avanti a bandire: 74 posti per docenti e ricercatori solo nel 2008. C’è carenza di personale a Messina?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Al contrario: per il ministero, solo nella facoltà di medicina ci sono 320 medici di troppo. Non insegnano né fanno ricerca, sono solo inutili, anche se vengono pagati lautamente, e la regione partecipa alle spese. Come accade all’Università di Enna, la Kore, quarto polo siciliano nato grazie all’attivismo del senatore del Partito democratico Mirello Crisafulli, leader elettorale della zona. Tutto privato, promisero i politici quando si trattò, nel 2004, di ottenere le dovute autorizzazioni. Lo Stato non ci metterà un soldo, ribadirono. Ma la regione sì: un contributo di 2 milioni l’anno. Poi c’è la provincia, con 800 mila euro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;&quot;&gt;Altri 400 mila arrivano dalle esangui casse dei comuni di uno dei territori più poveri d’Italia. “Quella che è privata è solo la gestione” insinua Massimo Greco, presidente del consiglio provinciale. “Il cda della fondazione, composto da cinque politici, tra cui Crisafulli, è stato congelato a vita”. E il consorzio universitario ha 14 membri: “Nominati con regole rigidissime” ironizza Greco. “Uno per partito”. Sistema che rischia di sfasciarsi a breve. L’Università di Catania ha fatto causa alla Kore chiedendo 20 milioni di euro: 16 per gli stipendi dei docenti mandati a insegnare a Enna. Sarebbe un colpo ferale per il piccolo ateneo siciliano. A meno che da Palermo arrivi un sostanzioso aiuto. È andata così all’Università della Basilicata. Nel 2005 è entrata in esercizio provvisorio: nelle casse non c’erano più soldi. Poi è intervenuta la regione: ha concesso 3 milioni di euro l’anno fino al 2007, saliti ora a 5. Qualche tempo dopo, a febbraio del 2008, il figliolo di un ex assessore della giunta lucana ha vinto un concorso da ricercatore nella nuova facoltà di economia. Fortuite coincidenze, per carità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;﻿&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/9148270561897232978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/le-cifre-dello-sfascio-nel-corso-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9148270561897232978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9148270561897232978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/le-cifre-dello-sfascio-nel-corso-degli.html' title='Perché gli studenti non protestano per questo?'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffzvM_LPw0PS2po41nHIHa5ztYJcmar_dFw-4L-krsaqKGEtB5O4rp7ey025QAajtw7UoyNNbojS6NDqm3aUFwelaUlkKwX8GiBFixD4RW_NlE0ZObGJTVh6F9nPXbIkzM2R3aWULnGYs/s72-c/Studenti.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-9075884587934830466</id><published>2010-11-23T17:18:00.003+01:00</published><updated>2010-11-27T16:55:44.090+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Fazio - si ???</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU5w45OoNu6Ctr3pzuoMxsMvYfro8FPIdhoMxqjFD2gDAm8op-DHjoka_R6Q4TYEoDaTHo9k4AhGFb8yaIQalwlruoaAyUh7gmMB_0AKLnd1onsKlo0Fhh1Gt1v8_GOtLhZ_7TLImzvIc2/s1600/bavaglio.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU5w45OoNu6Ctr3pzuoMxsMvYfro8FPIdhoMxqjFD2gDAm8op-DHjoka_R6Q4TYEoDaTHo9k4AhGFb8yaIQalwlruoaAyUh7gmMB_0AKLnd1onsKlo0Fhh1Gt1v8_GOtLhZ_7TLImzvIc2/s1600/bavaglio.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lunedì sera, Rai 3. Giovedì sera, Rai 2 (solo per&amp;nbsp; citarne due). Triste constatare che la musica è la stessa, quasi identica. Un manipolo di giornalisti -&amp;nbsp; a giudizio di molti quelli giusti e bravi - &lt;b&gt;fanno informazione libera, imparziale&lt;/b&gt;; in barba ad altri giornalisti filo-dittatoriali, conniventi con la mafia e con il potere. &lt;b&gt;Penso che non sia affatto così&lt;/b&gt;. Penso che Fazio e tutta la troupe radical-chic abbiano perso un&#39;altra occasione per fare un&#39;informazione veramente libera, onesta; ancora una volta incapaci di mettere da parte i paraocchi, le ideologie incancrenite - condannate dalla storia - e la lotta politica. Preferiscono - mi spiace dirlo - l&lt;b&gt;&#39;illiberalità spacciata per buonismo e democrazia.&lt;/b&gt; Basta appropriarsi di uno spazio televisivo, magari a suon di &quot;vaffan..bicchieri&quot; e mobilitazioni sindacali, e il gioco è fatto. Dopo di che la trasmissione&amp;nbsp; diventa proprietà privata, intoccabile, un bunker inespugnabile. Un palazzo in cui chi entra è accuratamente selezionato, le parole e le presenze scelte con cura; le idee e i comici pure, e gli argomenti opportunamente modellati. Questa è informazione? E&#39; giornalismo? No, ne sono sicuro: questa è lotta politica, è campagna elettorale permanente, è indottrinamento di chi guarda, quasi violenza mediatica.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Soltanto qualche esempio sulla puntata di ieri, poi ai telespettatori e pensatori liberi &quot;l&#39;ardua sentenza&quot;: ci sono moltissimi attori sulla scena italiana, ma lì da Fazio parla soltanto Zingaretti, ex militante del PC, fratello del Presidente della provincia di Roma in quota centrosinistra. Sull&#39;aborto, in Italia e nel mondo, non la pensano tutti come Emma Bonino (per fotuna), però nella trasmissione di Fazio può parlare solo lei, agguerrita radicale - Emma per gli amici - senza contraddittorio, senza che si insinui alcun dubbio in chi ascolta: è così e basta, tutto il mondo deve essere d&#39;accordo. &lt;b&gt;Veronesi, oncologo di fama mondiale in quota PD, è favorevole al nucleare&lt;/b&gt;, tanto che presiede la commissione che ne gestirà la diffusione in Italia; tuttavia nella trasmissione di Fazio parla soltanto Renzo Piano, certamente un architetto celeberrimo, che però del nucleare non ne vuole proprio sapere. Basta? In trasmissione intervengono i clandestini che a Brescia hanno protestato per giorni su una gru, &lt;b&gt;ma dei poliziotti su cui hanno pisciato in testa neppure l&#39;ombra&lt;/b&gt;; neppure un cittadino bresciano interpellato. (Tra l&#39;altro, la prossima volta, per chidere giustizia su un torto subìto, mi arrampicherò sul campanile di Frosinone, preparate le telecamere!!!).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi interviene il sindacato: ce ne sono tre in Italia che vanno per la maggiore, la famosa triplice: CGIL, CISL e UIL (c&#39;è anche l&#39;UGL che sta prendendo piede, ma lasciamola stare). Ebbene? Da Fazio parla soltanto la CGIL. Degli altri sindacati neppure l&#39;ombra. Guzzanti? 50 battute su Papa e Berlusconi e 4 o 5 suol centrosinistra. Ma almeno ha fatto ridere con battute intelligentissime (che Vauro diventi invidioso?)!&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;OBIEZIONE 1: su Rete 4 ed Emilio Fede come la mettiamo? &lt;/b&gt;Almeno se li paga il &quot;Berlusca&quot;, mica Emilio Fede lo paghiamo con le tasse degli Italiani!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;OBIEZIONE 2: e il TG 1? E Minzolini?&lt;/b&gt; Il TG 1 è sempre stato filogovernativo, è una novità? Oppure Piero Badaloni, Piero Marrazzo, Lilli Gruber, David Sassoli, tutti candidati con il centrosinistra, non hanno mai lavorato al TG 1? Sono stati epurati?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi c&#39;è il buon Saviano, che ho gradito molto. Ammiro il suo coraggio, senza dubbio. Peccato che la volta scorsa insisteva su presunte - quanto cirscoscritte - infiltrazioni camorriste nella Lega e ieri, in trasmissione, dopo aver denunciato la collusione della camorra con la politica, dimentica che da 16 anni tutta la Campania (Regione, Provincia e Comune di Napoli) è amministrata da governi di centrosinistra. Ma forse è stata una distrazione. Non era distratto, però, quando ha riferito tutte le recenti promesse - fatue, è vero - del Presidente del Consiglio sui rifiuti di Napoli. Su Bassolino e la Iervolino, però, neppure un accenno. Il censore è soltanto Berlusconi?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Certo, è chiaro: quando parlano Fazio, la Dandini, la Busi, Santoro, Travaglio, Lerner, Vauro, Report sono tutti liberi, puri, autentici, obiettivi e democratici. Vespa invece è un farabutto: eh sì, perché nei dibattiti mette le parti una di fronte all&#39;altra in egual numero, e se capita li fa anche scannare tra loro!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La verità è che Vespa non piace perché non è, a differenza degli altri, sfacciatamente antiberlusconiano. Perché, diciamocelo chiaramente, se in politica non sei antiberlusconiano non capisci nulla. Vespa non deve inventarsi trasmissioni pilotate e faziose, o servizi messi su a regola d&#39;arte, perché di fronte&amp;nbsp; ad un politico mette un altro politico, e le domande possono farsele tra loro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In fondo, se la Repubblica parla di Noemi e della D&#39;Addario sono inchieste, se Feltri parla di Boffo e delle sue molestie è &quot;linciaggio mediatico&quot;; quindi l&#39;ordine dei giornalisti (cosa sia e a che serve devo ancora capirlo) gli impedisce di scrivere per tre mesi. In altre parole non può dire quello che pensa Ma questa non è censura, è solo giustizia, perché parliamo di giornalisti berlusconiani, di parte. Invece chi scrive per Repubblica e l&#39;Unità è libero, di colore politico neutrale, non asservito ad alcun partito o corrente di pensiero. C&#39;è chi dice sempre la verità e chi dice sempre menzogne. Ci sono i buoni, paladini della giustizia e della verità, tutti concentrati in un ramo del parlamento e tutti impiegati in una specifica testata giornalistica; gli altri sono tutti cattivi, mafiosi, ingiusti, dittatori e, guarda un po&#39;, sessualmente disordinati. Mi si passi l&#39;ironia. I&lt;b&gt;l Presidente del consiglio non può avere una vita sessualmente e affettivamente disordinata (come a tratti pare), sono d&#39;accordissimo&lt;/b&gt;; ma Luxuria, parlamentare della Repubblica Italiana nel 2006 in quota Rifondazione, può liberamente affermare in una puntata di Porta a Porta di &lt;b&gt;essersi prostituita&lt;/b&gt; all&#39;università per pagarsi gli studi. Quindi, cari studenti, voi, che cercate di non gravare sulle finanze della vostra famiglia con le spese univeristarie, lasciate perdere di lavorare la sera, fino a&amp;nbsp; tardi, nei locali, nei bar, nelle pizzerie, oppure sui cantieri o con qualsiasi altra occupazione part-time, chi ve lo fa fare? E&#39; molto più comodo prostituirsi per pagarsi gli studi. Che brava la nostra (o il nostro?) Luxuria! Invece di chiedere i soldi ai genitori si è costruita da sé, con il sudore della sua fronte, facendo sacrifici immani! In fondo lei non deve dare il buon esempio agli italiani, mica è il Presidente del Consiglio!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oppure Achille Occhetto, segretario del Pc, qualche anno fa affermò liberamente di essere andato con le prostitute (era una puntata delle Iene andata in onda su Italia 1). Ma questo è normale per i guru del pensiero libero, è libertà sessuale, guai se i bacchettoni filocattolici osassero aprire bocca!&amp;nbsp; Non era mica il Presidente del Consiglio! Ma mi chiedo: se lo fosse diventato? Se a seguito di mosse parlamentari avessero creato un governo tecnico (eravamo ancora nella Prima Repubblica del resto!), la redazione di Repubblica avrebbe mai scandagliato la vita sessuale di Occhetto per ravvisarne simili immoralità! Per carità, mi viene da ridere solo a pensarlo! Quella è libertà allo stato puro, è la dimostrazione del falso mito della castità e della famiglia felice! Oppure Occhetto pensò: &quot;Se divento Presidente del Consiglio inizio a fare il bravo ragazzo&quot;? Continuo con l&#39;ironia, che ora mi va a genio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Non hanno le stesse responsabilità e  ruoli del Presidente del Consiglio, non lo nego, ma un valore morale e  civile è tale in sé, non a seconda dell&#39;importanza o della visibilità di  chi lo disattende. E non possiamo farci caso a fasi alterne, quando ci conviene! Doppiopesismo? Penso di sì.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;Non è un tentativo di assolvere l&#39;attuale Primo Ministro, il mio, beninteso.&lt;/b&gt; Non lo gradisco né lo preferisco. Per quanto mi riguarda il mio voto sta tutt&#39;ora all&#39;opposizione! Le mie sono valutazioni sulla forma, sui termini della questione, non certo sul merito. &lt;b&gt;Un&#39;intera corrente politica ed ideologica, con annessi giornalisti ed intellettuali - da sostenitrice del sesso libero, dell&#39;emancipazione sessuale di omo ed eterosessuali - diventa improvvisamente puritana e bacchettona! Ditemi voi se poi Berlusconi non è capace di fare miracoli!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ma che c&#39;entra: Berlusconi è un dittatore perché ha le televisioni! Il posto di Rete 4 toccava a Europa 7&quot;, sosterrebbe un verace radical-chic! E perché il buon ministro Gentiloni che era al governo nel 2006 non ha fatto nulla per togliere legalmente di mezzo Rete 4 e metterci, giustamente , Europa 7? E&#39; un mistero insoluto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/9075884587934830466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/fazio-si.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9075884587934830466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9075884587934830466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/11/fazio-si.html' title='Fazio - si ???'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU5w45OoNu6Ctr3pzuoMxsMvYfro8FPIdhoMxqjFD2gDAm8op-DHjoka_R6Q4TYEoDaTHo9k4AhGFb8yaIQalwlruoaAyUh7gmMB_0AKLnd1onsKlo0Fhh1Gt1v8_GOtLhZ_7TLImzvIc2/s72-c/bavaglio.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-2614176044842901770</id><published>2010-09-26T17:16:00.000+02:00</published><updated>2010-09-26T17:16:33.637+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Misteri Ciociari"/><title type='text'>Un fantasma tipicamente ciociaro</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;u&gt;Il fantasma di Fumone&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitsscjLSta7LGv5bzAqdGf9ssqM3DRDmKlJHLKgl_aYyRa-lTQjDjclM-Oke2EUjO8Vfxa8D1aWZHdGjSxRPABgHaUZBghe7mKw16YA6huo_IdUdFOhbmHrnciUfRSCNMfa7VCT1W117iv/s1600/fantasma.fumone.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;132&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitsscjLSta7LGv5bzAqdGf9ssqM3DRDmKlJHLKgl_aYyRa-lTQjDjclM-Oke2EUjO8Vfxa8D1aWZHdGjSxRPABgHaUZBghe7mKw16YA6huo_IdUdFOhbmHrnciUfRSCNMfa7VCT1W117iv/s200/fantasma.fumone.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Una delle vicende più spaventose legate al castello di Fumone, meravigliosa cittadina ciociara, narra della triste e macabra storia del “marchesino”, la quale risale XIX secolo. Ultimo fratello dopo sette sorelle, il piccolo  Francesco Longhi, primo figlio maschio, avrebbe avuto in eredità  tutti i beni di famiglia. La tradizione vuole che le perfide sorelle,  invidiose e per nulla intenzionate a perdere le proprie ricchezze,  decisero di eliminare l’odiato fratellino. L&#39;omicidio fu lento e spietatao: lo uccisero giorno dopo  giorno mettendo quotidianamente nella sua scodella minuscoli pezzetti di  vetro. In breve tempo comparirono i primi dolori che divennero via via  più atroci, sino a trasformarsi in una lenta e terrificante agonia: morì  alla tenera età di cinque anni. La madre, allora, straziata dal dolore  causato dalla perdita di quel figlio tanto atteso ed amato, ordinò,  disperata e delirante, che le sue spoglie fossero imbalsamate con la  cera e poste in una teca di cristallo, cosicché se ne potesse eternarne  la memoria. E così è stato. Aperto lo sportello del mobiletto,  l’impressionante salma viene offerta alla vista. Tuttora non è chiaro il  metodo usato per la mummificazione: il dottore morì subito dopo il  lavoro in circostanze oscure. Secondo una leggenda nota agli abitanti di  Fumone, il Castello sarebbe infestato dal fantasma dell&#39;inconsolabile madre, Emilia Caetani  Longhi; sembra che ogni notte ella, con passo inquieto e riecheggiante,  si rechi a trovare il figlioletto, lo prenda in braccio ed inizi a  dondolarlo tra nenie e lamenti. Ma pare che anche lo stesso “marchesino”  non abbia abbandonato il castello, e che il suo spirito dispettoso si  diletti a nascondere o spostare piccoli oggetti. Inoltre, come se non  bastasse, saltuariamente dai sotterranei si udirebbero le urla e i  gemiti degli spettri dei prigionieri dei sotterranei, la cui anima, dopo  la tormentata esperienza terrena, non trovò mai riposo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=H2Ac1l7y4vw&quot;&gt;Servizio del TG1 &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Dmf0KScA_CY&amp;amp;feature=related&quot;&gt;Castello di Fumone, panoramica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Dmf0KScA_CY&amp;amp;feature=related&quot;&gt;Gli Indicatori del Mistero, puntata di VOYAGER&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/2614176044842901770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/un-fantasma-tipicamente-ciociaro.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2614176044842901770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2614176044842901770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/un-fantasma-tipicamente-ciociaro.html' title='Un fantasma tipicamente ciociaro'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitsscjLSta7LGv5bzAqdGf9ssqM3DRDmKlJHLKgl_aYyRa-lTQjDjclM-Oke2EUjO8Vfxa8D1aWZHdGjSxRPABgHaUZBghe7mKw16YA6huo_IdUdFOhbmHrnciUfRSCNMfa7VCT1W117iv/s72-c/fantasma.fumone.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-9066983350364344844</id><published>2010-09-23T22:24:00.001+02:00</published><updated>2010-11-28T15:13:11.320+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>Risposta A David Sassoli, con affetto.</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXgKon3-dDjfhzOnhZZjaK5FFzd6cyCdtuLeISIlBCKjtju5Q7dxRDvikMiu6KTu4BNo6KJIr6jxBrUb1IVwpQwTqmE00nhf4LJwIVRxmQaoBaL8StFB33gDLO6gmANZyBw1So1MTcj1Vn/s1600/punto_interrogativo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXgKon3-dDjfhzOnhZZjaK5FFzd6cyCdtuLeISIlBCKjtju5Q7dxRDvikMiu6KTu4BNo6KJIr6jxBrUb1IVwpQwTqmE00nhf4LJwIVRxmQaoBaL8StFB33gDLO6gmANZyBw1So1MTcj1Vn/s320/punto_interrogativo.jpg&quot; width=&quot;284&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h6 class=&quot;uiStreamMessage&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_hide&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Inutile ribadire in questa sede la mia&lt;/span&gt; stima per Lei (&lt;span class=&quot;highlight&quot;&gt;David&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;highlight&quot;&gt;Sassoli&lt;/span&gt;).  Tuttavia mi vengono delle considerazioni da fare, premettendo di non  sentirmi né xenofobo né populista e, forse, nemmeno ignorante. Il suo  intervento, seppur corretto e impeccabile, mira a considerare e valutare  le scelte politiche di Italia e Francia rispetto ai rom, ma non  presenta alcuna proposta di soluzione al problema. E&#39; facile dire che  Berlusconi e Sarkosy sbagliano, &lt;span class=&quot;text_exposed_hide&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;ma  le soluzioni? LE VOSTRE SOLUZIONI? Prima di criticare - e per giunta senza alcuna alternativa - chiederei di vivere qualche giorno (basterebbe anche qualche ora) nei pressi dei campi rom, nei quartieri che ne sono a  stretto contatto, nelle periferie piene di baracche. Lì non vivono i  politici - men che meno quelli &quot;di sinistra&quot;- ma la povera  gente, gli italiani dal reddito più basso; questo perché gli immobili  nei pressi dei campi rom perdono di valore e i prezzi degli affitti crollano. Lì non  vivrà mai un radical chic, ma la famiglia monoreddito, il cassintegrato. Lì, che Le piaccia o no, ci vivono solo i poveracci. E i rom, come diceva Cacciari (ormai ex sindaco di Venezia in quota PD) in un  recente intervento, PER LORO CULTURA vivono in baracche fatiscenti, accontentandosi di elemosine ed espedienti vari, trascurando l&#39;igiene personale e  la cura dell&#39;ambiente. Non ho mai visto una donna rom impegnarsi per  trovare un lavoro serio, come badante, commessa, impiegata (certo,  qualche rarità la troveremo!). Piuttosto ricordo le donne &quot;zingare&quot; chiedere in corteo le elemosine  davanti alla facoltà di giurisprudenza di Tor vergata, nei pressi del  centro commerciale &quot;La Romanina&quot;. E penso ai bambini rom costretti &quot;per  cultura&quot; ad elemosinare per le strade della città, con la copertura e  l&#39;assenso delle loro madri. A loro della scuola importa poco, è la loro CULTURA. Ma i bambini li teniamo fuori: per loro il discorso si fa più complesso, delicato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class=&quot;uiStreamMessage&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Vede, non vorrei che la sinistra, o il centrosinistra, ricorresse ad un espediente che apparentemente contrasta il tanto vituperato populismo (o presunto tale ), ma che in concreto ne ricalca lo stile, le forme e gli effetti: IL BUONISMO. Convinta, per di più, che il buonismo sia di una levatura culturale superiore, di elite, appannaggio di pochi illuminati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Non sono un politologo, ma azzardo l&#39;ipotesi secondo  cui uno dei motivi che hanno portato il centrosinistra a perdere  terreno (e a me dispiace) è stato proprio lo &quot;sfatamento&quot; del falso mito del buonismo  da parte degli italiani; il fatto di averne riconosciuto il suo distacco con la realtà e il buonsenso.  Interpelliamo la gente reale, quella che vive, respira e ama a ridosso  dei campi rom. Sentiamo cosa dice, cosa pensa. Oppure voi politici, di  destra e sinistra, andate a vivere da quelle parti, ogni giorno. OGNI GIORNO! Passeggiate per quei parchi (o in quello che ne resta), parcheggiate le  vostre macchine tra quelle strade, fate giocare i vostri figli in quei  piazzali! Ma questo non accadrà mai, perché i vostri figli studiano nelle MIGLIORI SCUOLE PRIVATE, e voi fate i ministri delle scuole dei  poveracci; governate le scuole dei figli degli altri, perché lì i vostri rampolli non ce li manderete mai! I figli di Fioroni, Bertinotti, Santoro, Franceschini non dovranno mai integrarsi con i figli delle famiglie rom, semplicemente perché dove studiano non c&#39;è nemmeno l&#39;ombra dei bambini rom. Voglio vedere i vostri figli in prima linea nelle manifestazioni studentesche, nelle autogestioni e nelle occupazioni delle scuole!!! Voglio vedere i vostri figli in una classe con 10 immigrati (su 18 alunni) di 4 nazionalità diverse, dove si parlano lingue semitiche e orientali! Penso che sarà più facile vedere Berlusconi che impugna la bandiera con falce e mertello e canta &quot;Bella ciao&quot;!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class=&quot;uiStreamMessage&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt; Esiste il  valore dell&#39;accoglienza, che è sacrosanta; ma esistono anche i valori  della convivenza civile, del rispetto della legalità, della tutela della  natura e dell&#39;ambiente; il valore del lavoro e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;dei diritti  dell&#39;infanzia. Perché proporre MALDESTRAMENTE il primo trascurando gli altri?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class=&quot;uiStreamMessage&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot; text_exposed&quot; id=&quot;id_4c9babb74b0b033da97b4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Con affetto e immutata stima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/9066983350364344844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/risposta-david-sassoli-con-affetto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9066983350364344844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/9066983350364344844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/risposta-david-sassoli-con-affetto.html' title='Risposta A David Sassoli, con affetto.'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXgKon3-dDjfhzOnhZZjaK5FFzd6cyCdtuLeISIlBCKjtju5Q7dxRDvikMiu6KTu4BNo6KJIr6jxBrUb1IVwpQwTqmE00nhf4LJwIVRxmQaoBaL8StFB33gDLO6gmANZyBw1So1MTcj1Vn/s72-c/punto_interrogativo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-1034581496593370601</id><published>2010-09-21T14:56:00.000+02:00</published><updated>2010-09-21T14:56:11.925+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Educazione-Formazione"/><title type='text'>Profilo psicologico dei docenti</title><content type='html'>&lt;b&gt;Un interessante libro di Bosworth, Haakenson e McCacken (1997) tratteggia alcune tipologie psicologico-comportamentali di insegnante. Eccole di seguito:&lt;/b&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;AUTORITARIO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2s-DcGmNik3p-ca8bcWWa8u5Xah3SvC0TvXE6BNGFItFreTU4MIx_ofyLy7KF39r7bEmd0qUwoYcR-ZpvYgFPQrMCHThvXzsBL8ZRrCZLXuEh9V_wpqVHrMKKuu7cJsVGMxB-PRHbIvYg/s1600/Autoritario.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;162&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2s-DcGmNik3p-ca8bcWWa8u5Xah3SvC0TvXE6BNGFItFreTU4MIx_ofyLy7KF39r7bEmd0qUwoYcR-ZpvYgFPQrMCHThvXzsBL8ZRrCZLXuEh9V_wpqVHrMKKuu7cJsVGMxB-PRHbIvYg/s200/Autoritario.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Pone molti limiti e regole alla vita di classe senza giustificarli agli allievi, intervenendo, se tali norme vengono trasgredite, con punizioni o richiedendo l&#39;intervento sanzionatorio del Dirigente Scolastico. Svolge per lo più con toni calmi la lezione, non interrotto dai suoi allievi poiché non favorisce scambi verbali o discussioni. Non risulta, inoltre, particolarmente interessato alle motivazioni delle assenze dei propri alunni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;AUTOREVOLE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBKLw4DbFWgSB42fgXXSVb4FjjHEzTdcgdjsESdp65mw1k9tn6-Q-cy574kx8KxCpnppDOLwndkvQb8WQeUh2nED2Iycuag1LFf_J1zCjlTBE2GP9sd2RKJ5_DMiCQveUBNWGj8OrGl-VV/s1600/autorevole.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBKLw4DbFWgSB42fgXXSVb4FjjHEzTdcgdjsESdp65mw1k9tn6-Q-cy574kx8KxCpnppDOLwndkvQb8WQeUh2nED2Iycuag1LFf_J1zCjlTBE2GP9sd2RKJ5_DMiCQveUBNWGj8OrGl-VV/s200/autorevole.jpg&quot; width=&quot;190&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Pone regole ferme che motiva alla classe e contemporaneamente incoraggia l&#39;autonomia; rimprovera fermamente ma con rispetto; tiene conto delle circostanze nella trasgressione delle norme e accetta una discussione critica; consente di essere interrotto per domande o commenti rilevanti; favorisce lo sviluppo di abilità comunicative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;SUPPORTIVO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYfcssVhQmeJ-KwSzobyYs629OIuiJdC34PBhaQUpjuXLw4O00LEFmOGxoQXMOv8wpGnJQmDX9gA5hGftfXSN7_Ui3CMSBzmq-iv3IjmtN8Y6ADwOgiZkBD9nk7qTqcrbqI0BEXXlW-ftM/s1600/supportivo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYfcssVhQmeJ-KwSzobyYs629OIuiJdC34PBhaQUpjuXLw4O00LEFmOGxoQXMOv8wpGnJQmDX9gA5hGftfXSN7_Ui3CMSBzmq-iv3IjmtN8Y6ADwOgiZkBD9nk7qTqcrbqI0BEXXlW-ftM/s200/supportivo.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;Molto attento al benessere degli studenti, ma poco al controllo della classe: non imposta, infatti, un sistema di norme per la vita della classe, tollera atteggiamenti impulsivi e interviene poco per sanzionarli; si preoccupa di non urtare la sensibilità degli studenti e ha difficoltà a imporre il suo ruolo in classe.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;PERMISSIVO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWG7nspcurgcBfDECCjwnrCym09lbQvXVAPtyIZ6b0UUzvwaxNdgHKzPx1nRyrImXFAQtte17vMSytMG_QVuzZLksEgHiYvWa8MkP2-chSPbnJSenya-fWbIN8XD9J9a6q9GY75QmNcBWV/s1600/perimissivo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWG7nspcurgcBfDECCjwnrCym09lbQvXVAPtyIZ6b0UUzvwaxNdgHKzPx1nRyrImXFAQtte17vMSytMG_QVuzZLksEgHiYvWa8MkP2-chSPbnJSenya-fWbIN8XD9J9a6q9GY75QmNcBWV/s1600/perimissivo.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Non è coinvolto dalla vita della classe; pone poche domande agli allievi, risultando disinteressato; si impegna scarsamente sia nell&#39;impostare e far rispettare le norme della vita della classe sia nel progettare e programmare attività; non dimostra iniziativa o creatività; inibisce la motivazione degli studenti, il loro coinvolgimento e il loro autocontrollo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/1034581496593370601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/profilo-psicologico-dei-docenti.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1034581496593370601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1034581496593370601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/profilo-psicologico-dei-docenti.html' title='Profilo psicologico dei docenti'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2s-DcGmNik3p-ca8bcWWa8u5Xah3SvC0TvXE6BNGFItFreTU4MIx_ofyLy7KF39r7bEmd0qUwoYcR-ZpvYgFPQrMCHThvXzsBL8ZRrCZLXuEh9V_wpqVHrMKKuu7cJsVGMxB-PRHbIvYg/s72-c/Autoritario.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-764126808137623123</id><published>2010-09-18T20:24:00.001+02:00</published><updated>2010-11-28T15:13:38.688+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Educazione-Formazione"/><title type='text'>La vacanza logora chi la fa!</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuRa8O2pwOTgqooPvtk0YAJaw7-fgzKJhOKoEwovP4ZvcMaW5lY9FGoWwDbl8pL8ti5S5uZJ3_oYf0nQJd4fn9Q0uHxYYMTE5ORcIJFyebyyy22Ojxf_-hiecvhuyNItzxRLN3A4NlNd9F/s1600/Ozio.tiff&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;220&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuRa8O2pwOTgqooPvtk0YAJaw7-fgzKJhOKoEwovP4ZvcMaW5lY9FGoWwDbl8pL8ti5S5uZJ3_oYf0nQJd4fn9Q0uHxYYMTE5ORcIJFyebyyy22Ojxf_-hiecvhuyNItzxRLN3A4NlNd9F/s320/Ozio.tiff&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;h3&gt;Da una articolo pubblicato sul Corriere Della Sera del 30 agosto 2010&lt;br /&gt;
&lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Scuola ESTATE SENZA SCOPO: TEMPO VUOTO DA ELIMINARE&lt;/h3&gt;&lt;div class=&quot;reader&quot;&gt;Vacanze lunghe. Eredità di un’altra Italia che fa male ai ragazzi&lt;/div&gt;Il mondo non va in vacanza, il pensiero neanche. Perché gli studenti  debbono invece restare ogni estate tre mesi lontani dai banchi, ostaggi,  più o meno consenzienti, di un sonno della mente che nei casi migliori è  interrotto da squarci di divertito apprendimento (anche in vacanza si  impara), nei peggiori li precipita in un ozio che non ha nulla di  contemplativo, somigliando piuttosto all’inazione dei beoti? (Esagerato?  Pensate al ciondolare fra playstation e tv, scena che qualsiasi  genitore di adolescenti conosce nei dettagli, vista la frequenza. La  domanda «non hai di meglio da fare che stare seduto sul divano?» non  riceve mai risposta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sull’anacronismo dell’interminabile pausa estiva della scuola si torna a  discutere ora, sfidando quella che Gaspare Barbiellini Amidei chiamava  la «distrazione di massa» rispetto al tempo totalmente vuoto dell’estate  dei nostri figli. Tanto in inverno e primavera ci si accalora in  polemiche sul tempo scolastico pieno— a cui la gran parte dei genitori  della scuola pubblica non vuole rinunciare, anzi lo vorrebbe ancora più  pieno di contenuti pedagogici e iniziative — tanto, all’arrivo  dell’estate si sorvola, si soprassiede accomodanti, si giustifica il  precipitare nell’eccesso opposto, il tempo vuoto, ricordando che «è  sempre andata così, anzi, quando si cominciava a ottobre era pure  peggio». Neppure il tempo meteorologico pare più una motivazione  sufficiente a tenere in vita un rito sempre più indifendibile: le ondate  di caldo sono concentrate e le bizzarrie climatiche poco  calendarizzabili. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il settimanale &lt;i&gt;Time&lt;/i&gt;, nel cuore dell’estate della distrazione di  massa, ha rilanciato, rinfrescando la memoria sui danni prodotti  dall’inattività: gli studenti americani, scrive citando uno studio della  Duke University, durante lo stop estivo regrediscono nelle proprie  conoscenze, perdendo in media un mese dei progressi fatti in matematica.  La situazione peggiora nelle famiglie a basso reddito, con uno  scivolone nelle conoscenze dei ragazzi di ben tre mesi e in tutte le  materie. Nell’era della formazione continua, dell’aggiornamento, del  perfezionamento senza fine, ci ritroviamo con un calendario scolastico  da stagione agricola. Lo aveva detto Obama, giusto un anno fa, settembre  2009: «Non possiamo più permetterci un calendario disegnato per quando  eravamo una nazione di contadini e c’era bisogno che i bambini andassero  a lavorare nei campi al termine di ogni giornata». E, di qua  dell’oceano, parole diverse per arrivare alla stessa conclusione:  «L’attuale calendario scolastico è un cimelio del passato, quando le  famiglie dei contadini avevano bisogno di avere i figli a casa d’estate  per aiutarli nel raccolto della frutta. Oggi ci sono forti motivi a  sostegno del cambiamento», è scritto in un rapporto dell’Ippr, Institute  for Public Policy Research inglese datato 2008. (E, detto per inciso,  sia Stati Uniti che Gran Bretagna hanno già vacanze estive più brevi  delle nostre).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;In Italia, proposte di riforma delle vacanze vengono avanzate a  ciclo  continuo. Nel 2008 l’allora ministro dei Beni culturali Rutelli formulò  l’idea, elaborata insieme al ministro della Pubblica istruzione Fioroni,  di ridurle. Tutto si risolse nell’avvio di qualche coraggiosa  sperimentazione regionale. L’anno successivo,  il ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini disse di essere «molto  aperta» alla proposta di legge di un senatore del Pdl di iniziare le  lezioni dopo il 30 settembre: «Potrebbe aiutare molte famiglie e dare  una mano al settore turistico». Non se ne fece nulla, ma lo strabismo  della progettualità mise a nudo l’assenza di una vera strategia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come si giustificano conclusioni così diverse? Le vacanze lunghe hanno i  propri estimatori. Tutto si impara nelle aule scolastiche o si può  apprendere anche fuori? E se è giusta la seconda, le vacanze non sono il  periodo giusto in cui sperimentare il mondo e giocarsi le conoscenze  sul campo? Anche l’estate senza scuola, insomma, può dare molto. Questo  «molto» però — obietta chi le vacanze le vorrebbe sforbiciare, non  abolire — bisogna andarselo a cercare, bisogna inventarselo (o avere i  soldi per comprarlo perché le vacanze studio e i corsi di tennis  costano), mentre la scuola, laddove funziona, è lì per tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pedagogista Benedetto Vertecchi definisce un’«autentica follia» lo  stop estivo di un trimestre: per garantirsi quell’infinita pausa, la  scuola italiana è infatti costretta a correre, correre per i restanti  nove mesi. E se alla fine i conti tornano, è solo grazie ad uno  stratagemma: far coincidere il tempo dell’attività scolastica con le ore  di lezione. Da noi, stare a scuola significa stare seduto al banco ad  ascoltare gli insegnanti che portano avanti il programma. Le attività  piacevoli, creative, divertenti, quelle che fanno crescere di cuore e di  cervello restano fuori dalla porta delle aule: non c’è tempo.  Laboratori, gruppi di studio, attività musicali o teatrali, persino  giardinaggio: ciò che, a pieno titolo, in altri Paesi europei è  considerato «tempo scolastico», perché svolto utilizzando le strutture  della scuola, da noi è facoltativo in alcuni casi, inesistente in altri.  L’esempio più limpido viene dalla Francia, dove il mercoledì non si fa  lezione perché gli studenti sono impegnati in attività collettive  (adesso vanno forte i club degli scacchi, che sono un modo divertente  per integrare le conoscenze di matematica).&lt;br /&gt;
Se con «tempo scolastico» si intendessero, anche qui, tante cose e  non una sola (cioè lo stare seduti al banco), forse il termine «vacanza »  perderebbe parte del suo &lt;i&gt;appeal&lt;/i&gt; e l’ipotesi di ridurre la lunga  pausa estiva da eresia coraggiosa diverrebbe via praticabile. Il passo  per arrivarci, insiste il pedagogista, è scardinare il vecchio congegno,  fuggire dall’idea della scuola «catena di montaggio» — prima ora  italiano, poi latino, poi storia, poi matematica, poi scienze—e  recuperare tutto quanto può rendere ricco di esperienze il tempo dei  ragazzi. «Da noi non c’è mai un momento in cui ciò che si apprende è  oggetto di riflessione, applicazione, confronto e condivisione fra  studenti o con gli adulti», sintetizza Vertecchi.&lt;br /&gt;
Anche la famiglia ha le sue responsabilità in un sistema che appare  cristallizzato. A pesare è soprattutto quel modo di concepire lo studio/  lavoro e la vacanza come pianeti che orbitano in universi lontani,  l’uno l’opposto dell’altro; quella «mentalità impiegatizia», come la  definisce lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro, che fa dire, in qualunque  periodo dell’anno ci si trovi, «non vedo l’ora che arrivino le vacanze  ». «A Milano—sostiene Scaparro—durante i mesi invernali gli adulti non  parlano d’altro che delle ferie, sembra che l’anno sia formato da un  picco di piacere, che coincide appunto con queste, e dai restanti 11  mesi di grigiore e routine». La dicotomia crea un circolo vizioso che  sottrae energie, più che riattivarle. «Invece si può e si deve investire  giorno per giorno: per vivere decentemente, anche quando lavoriamo o  studiamo dobbiamo avere un piccolo spazio quotidiano di libertà.  Trasmettere ai figli l’idea che il bello sia la vacanza mentre lavorare o  studiare sono una dannazione è un errore che a settembre, quando si  ricomincia, non riusciamo a recuperare». &lt;br /&gt;
D’accordo sulle vacanze estive da ridurre Edoardo Boncinelli,  genetista. «Il cervello dei ragazzi, che per nove mesi ha mangiato tutti  i giorni, d’estate improvvisamente si trova a digiuno, senza nulla su  cui applicarsi seriamente. Certo: un ragazzo sano e sveglio il cervello  l’adopera sempre, anche in vacanza; ci sono però anche i ragazzi pigri. E  poi non dimentichiamo che ciascuno di noi si applica volentieri a  quello che gli viene facile, dunque, comunque vada, il lavoro fatto  durante le vacanze è sempre, per così dire, un lavoro &quot;leggero&quot;». La  conclusione di Boncinelli è l’appello ad un equilibrio fra l’uso  originario assegnato dalla natura al nostro cervello e il modo in cui  invece noi, oggi, ce ne serviamo. «Il cervello doveva servirci a  scattare al primo allarme, inseguire la preda trovando il modo migliore  per catturarla, renderci conto della situazione ambientale, agire. Oggi  invece lo usiamo per cose lontane anni luce dalla natura, come leggere.  Parlare male della cultura non si può, perché è la cultura ad aver  creato la nostra civiltà, però bisognerebbe raggiungere un equilibrio  fra ciò che è bene per l’animale uomo e ciò che indispensabile per  l’animale culturale».&lt;br /&gt;
La prossima estate sarà cambiato qualcosa? «Ci vogliono idee per  cambiare, ma per avere idee serve la conoscenza», chiude Vertecchi. «In  Italia non abbiamo strutture che consiglino le scelte più opportune,  nelle nostre università la ricerca educativa è ridotta ai minimi  termini. Faccio un esempio: oggi qualunque insegnante si lamenta perché  la qualità delle prestazioni linguistiche dei ragazzi è bassa, il  lessico povero, la sintassi scadente. La recriminazione è diffusa, e  anche giusta, ma la domanda è: come ne usciamo? Per rispondere dovremmo  conoscere il modello della comunicazione linguistica di bambini di 8 o  14 anni, sapere quanto e come è mutato nel corso degli anni. E questo  non lo sa dire nessuno. Se non c’è accumulazione conoscitiva, dobbiamo  rassegnarci alle impressioni. E solo con le impressioni i sistemi  scolastici non cambiano, o cambiano male.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Daniela Monti&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;30 agosto&amp;nbsp;2010&lt;/b&gt;&lt;span class=&quot;modified&quot;&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/764126808137623123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/la-vacanza-logora-chi-la-fa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/764126808137623123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/764126808137623123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/la-vacanza-logora-chi-la-fa.html' title='La vacanza logora chi la fa!'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuRa8O2pwOTgqooPvtk0YAJaw7-fgzKJhOKoEwovP4ZvcMaW5lY9FGoWwDbl8pL8ti5S5uZJ3_oYf0nQJd4fn9Q0uHxYYMTE5ORcIJFyebyyy22Ojxf_-hiecvhuyNItzxRLN3A4NlNd9F/s72-c/Ozio.tiff" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-5646712498637990450</id><published>2010-09-17T17:27:00.001+02:00</published><updated>2010-11-28T15:14:06.392+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Educazione-Formazione"/><title type='text'>Dare ai poveri il dominio sulla parola</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Al Direttore del “Giornale del Mattino”, Firenze&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEmya42WyN7CGE7e7ud9-5jG_kcmKSmcEL1FhaY9DlTlepNjPxbqrqm5YSnQaaGt04KvUAt4iAIuUKlINTIkkKEZfmhG1AqSxRS90tc-OEFeanBX-VEZI9apPWCfrnpTquM00YXiMEakJQ/s1600/Poveri.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEmya42WyN7CGE7e7ud9-5jG_kcmKSmcEL1FhaY9DlTlepNjPxbqrqm5YSnQaaGt04KvUAt4iAIuUKlINTIkkKEZfmhG1AqSxRS90tc-OEFeanBX-VEZI9apPWCfrnpTquM00YXiMEakJQ/s320/Poveri.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Barbiana, 28.3.1956&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Caro direttore,&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
il tuo giornale si prende spesso a cuore la sofferenza dei disoccupati e dei senza tetto e te ne siamo tutti grati.&lt;br /&gt;
Tetto e pane sono fra i massimi beni. Mancarne è dunque una delle massime miserie.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
Eppure l&#39;uomo non vive di solo pane. C&#39;è dei beni che sono maggiori  del pane e della casa e il mancare di questi beni è miseria più profonda  che il mancare di pane e di casa.&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Questo tipo di beni chiamerò ora per comodità di di­scorso «  istruzione », ma vorrei che tu prendessi questa parola in un senso più  largo, comprensivo di tutto ciò che è elevazione interiore.&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;A questo punto qualcuno insinuerà che presto al po­vero  sentimenti che sono miei e che nulla al mondo pre­me&amp;nbsp; al povero quanto  la casa e il pane. Lo cheterò allora con un argomento che non ammette  repliche perché è un dato di     fatto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono parroco di montagna non molto  lontano da Firenze. Il mio popolo contava 230 anime nel 1935, ora ne  conta 124. Solo dall&#39;anno scorso in qua ne ha perse 24. Su 25 case ce  n&#39;è 7 vuote&lt;b&gt;. &lt;/b&gt;Diglielo a La     Pira, 7 case vuote! E non manca neanche un boccone di pane per chi ci  volesse tornare. Sudato, strappato, ma insomma bene o male quando  c&#39;erano quei 106 in più hanno mangiato e non sono morti di fame. E la  terra allora rendeva meno     d’ora. Vedo poi nel tuo giornale che pagate la legna a 1200 lire il  quintale. Penso che i vostri disoccupati devono aver patito un gran  freddo quest&#39;inverno. Noi invece s&#39;è tagliato quercioli e querci quanto  c&#39;è parso. Nel focolare dei     più poveri dei miei figlioli brucia ogni giorno certi ceppi che a voi  altri vi basterebbero due inverni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Qui  dunque case a scialo, legna a scialo, e un boccone di pane per tutti. E  a Firenze La Pira a arrabattarsi coi barroccini degli sfrattati da un  uscio all&#39;altro. Perché non     ce li manda quassù?&lt;br /&gt;
Ecco, vedi, anche lui, che i dolori dei poveri in città li ha ben  presenti, lui che di montagna non se ne intende, l&#39;ha fiutato però che  quella parola non la poteva dire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;« Vacci te! » « Perché io? Vacci te! »  griderebbe ognu­no a Firenze dal più grande al più piccolo. Lo direbbe  chi lavora al disoccupato, lo rinfaccerebbe il disoccupato a chi lavora.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;La  Pira non è di quelli che dicono che i montanari scendono al piano per  andare al cinema. Lui non offende così un popolo intero che migra. Un  popolo intero, non due o tre     giovani sconsiderati e avventurosi. Un popolo intero, coi saggi  vecchi e le donne di casa che non hanno più grilli per il capo. Sono  scesi al piano e son disposti anche a morirvi di fame, di freddo e  d&#39;altri stenti, ma ai monti non     risaliranno mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualcuno dice che se i disoccupati e i senza tetto non vi salgono è solo perché non sanno più i mestieri dei monti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eh sai, ce ne sarà di molti dei vostri  disoccupati che non sanno i mestieri dei monti! Fate un po&#39; una  statistica sui luoghi di nascita dei vostri manovali disoccupati. Al più  lungo saranno scesi da una     generazione. Ma i più sul­la terra e sui monti ci son nati e  saprebbero ancora gua­dagnarsi il pane con l&#39;accetta nel bosco e anche  adattarsi al nostro tipo di stenti perché l&#39;han lasciato da poco e ci  son cresciuti. Saprebbero, ma non     s&#39;adattano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;è dunque qualcos&#39;altro. Questo  qualcosa è ciò che ho detto di voler chiamare istruzione e comprende  tutte le infinite piccole grandi cose che pongono un montanaro in  condizioni di inferiorità e     d&#39;umiliazione di fronte al cittadino.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sull&#39;analisi di questo fatto non ho  bisogno di dilungar­mi. Mi basta per ora averne dimostrato l&#39;esistenza.  Dico­no che l&#39;esodo dai monti è un salto dalla padella nella brace. Ma  nessuno ritorna indietro,     dunque quel qualco­sa che brucia più della brace esiste.&lt;b&gt; E quel qualcosa è per forza il dislivello culturale perché non vedo cos&#39;altro pos­sa essere se non è né il pane né la casa.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ciò che dico dei montanari rispetto a  quelli di piano vale poi coll&#39;identico peso, anche se a livelli diversi,  per i contadini rispetto ai pigionali, per i campagnoli rispetto ai  cittadini, per gli operai     rispetto ai diplomati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le conseguenze di questi quattro dislivelli culturali so­no gravissime, e si estendono ai campi più vari e impre­visti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi basti qui accennarti che&lt;b&gt; su chi  sa meno gioca bene il •propagandista politico, il commerciante,  1&#39;imprenditore, la Confindustria, il distruttore di religione, il  corruttore, lo stregone...&lt;/b&gt; Ma ti     risparmio il quadro doloroso che po­trei tracciarti di questa che è  la miseria più grave dei mi­seri e che riassume tutte le altre loro  miserie, perché sup­pongo che tu ne sia già compreso da tempo. Veniamo  piut­tosto a analizzarne     l&#39;intima essenza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Credi proprio che uno dei miei ragazzi di montagna abbia un numero di cognizioni molto inferiore di un suo coetaneo di città?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dieci anni di occhi di ragazzo  spalancati sul mondo so­no dieci anni qui sul Monte Giovi come in via  Tornabuo­ni. E nel tempo che i vostri figlioli posavano gli occhi su un  mucchio di cosette scelte, i miei     non li tenevano mica serrati, li posavano su altre cosette.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I vostri conoscono il dinosauro e il  puma ma non co­noscono un conigliolo maschio da una femmina. I miei non  sanno i colori del semaforo né se un rubinetto si giri a destra o a  sinistra, ma in compenso sanno     tutto sulla vita del bosco coi suoi infiniti nidi, rettili, piante,  col volgere delle stagioni e delle ore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dieci anni valgon dieci anni, credi a me. &lt;b&gt;Va  bene che sui libri c&#39;è una concentrazione di osservazioni che con gli  occhi nostri e basta non si potrebbe raggiungere. Ma qui in compenso,  nel grande libro del     bosco e del campo, c&#39;è una concretezza di osservazioni che sui libri  non si raggiungerà mai&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma oltre al libro del bosco c&#39;è anche  quello delle fami­glie. Sulle famiglie e le loro leggi e i loro rapporti  sa trop­po di più un ragazzo di qui che uno dei vostri. Passa un  trasporto e non sapete chi è     morto, come è morto, se ha lasciato dietro di sé pianto e litigi.  Cosa volete dunque saperne della vita all&#39;infuori del ristretto cerchio  di casa vostra o di quello dei libri che leggete e vi ingannano per­ché  di solito lì ha scritti     gente isolata nel guscio come voi?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto questo discorso solo per  concludere che è da pre­sumersi a priori che per es. un boscaiolo di  vent&#39;anni sia ricco di cognizioni e d&#39;una visione del mondo pari a  quel­la d&#39;un universitario di vent&#39;anni.     Non voglio dire egua­le, ma equivalente si. Più ricca da una parte,  più povera da un&#39;altra. In conclusione: certo non inferiore. Anzi, se  proprio dovessi dire la mia opinione &lt;b&gt;sono incline a credere che Dio abbia voluto dare piuttosto     qualcosa di più al diseredato che all&#39;altro: in buon senso, equilibrio, rea­lismo &lt;/b&gt;ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ebbene, ora questi due uomini che  abbiamo detto cer­to non inferiori l&#39;uno all&#39;altro per ricchezza  interiore, mettiamoli di fronte l&#39;uno all&#39;altro in discussione. Oppure  di fronte ai problemi quotidiani che     la vita moderna impo­ne, e vedremo il mio figliolo cadere al primo  colpo. Umiliato, battuto in mille occasioni dal primo bellimbusto di  studentello cittadino.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Forse che il semaforo o il  rubinetto (opere di mano d&#39;uomo) valgono più del bosco (opera di Dio)?  Forse che fra le cognizioni c&#39;è una gerarchia di valori? Alcune (quelle  di città) nobili e utili; altre     (quelle del bosco) ignobili e vane.&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Se quella gerarchia si  dovesse fare, vorrei che le cognizioni del bosco fossero innanzi a  quelle del programma TV o a quella dell&#39;ultimo ritrovato americano per  far la vita comoda e non virile.     Ma quella gerarchia non esiste. Il sapere è nobile sempre, quando è  conoscenza del creato di Dio.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io son sicuro dunque che la differenza  fra il mio figlio e il vostro non è nella quantità né nella qualità del  tesoro chiuso dentro la mente e il cuore, ma in qualcosa che è sulla  soglia fra il dentro e il     fuori, anzi è la soglia stessa: la Parola.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I tesori dei vostri figlioli si  espandono liberamente da quella finestra spalancata. I tesori dei miei  sono murati dentro per sempre e ínsteriliti. Ciò che manca ai miei è  dunque solo questo: &lt;b&gt;il dominio     sulla parola. Sulla parola altrui per afferrarne l&#39;intima essenza e i  confini precisi, sulla propria perché esprima senza sforzo e senza  tradi­menti le infinite ricchezze che la mente racchiude&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono otto anni che faccio scuola ai  contadini e agli operai e ho lasciato ormai quasi tutte le altre  materie. Non faccio più che lingua e lingue. Mi richiamo dieci, venti  volte per sera alle etimologie. Mi     fermo sulle parole, glie­le seziono, gliele faccio vivere come  persone che hanno una nascita, uno sviluppo, un trasformarsi, un  deformarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nei primi anni i giovani non ne  vogliono sapere di questo lavoro perché non ne afferrano subito  l&#39;utilità pra­tica. Poi pian piano assaggiano le prime gioie&lt;b&gt;. La parola è la chiave fatata che apre ogni     porta. &lt;/b&gt;L&#39;uno se ne accor­ge nell&#39;affrontare il libro del motore  per la patente. L&#39;al­tro fra le righe del giornale del suo partito. Un  terzo s&#39;è buttato sui romanzieri russi e li intende. Ognuno di loro se  n&#39;è accorto poi sulla     piazza del paese e nel bar dove il dottore discute col farmacista a  voce alta, pieni di bo­ria. Delle loro parole afferra oggi il valore e  ogni sfuma­tura. S&#39;accorge solo ora che esprimono un pensiero che non  vale poi tanto quanto pareva     ieri, anzi pochino. I più arditi han provato anche a metter bocca.  Cominciano a inchiodar il chiacchierone sulle parole che ha detto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;« Parole come personaggi » si chiama  una tua rubrica. Ecco, questo è appunto il mio ideale sociale. Quando il  povero saprà dominare le parole come personaggi, la ti­rannia del  farmacista, del comiziante e del     fattore sarà spezzata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una utopia? No. E te lo spiego con un esempio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un medico oggi quando parla con un  ingegnere o con un avvocato discute da pari a pari. Ma questo non perché  ne sappia quanto loro di ingegneria o di diritto. Parla da pari a pari  perché ha in comune con loro     il dominio della parola. Ebbene a questa parità si può portare  1&#39;ope­raio e il contadino senza che la società vada a rotoli. Ci sarà  sempre l&#39;operaio e l&#39;ingegnere, non c&#39;è rimedio. Ma questo non importa  affatto che si perpetui     l&#39;ingiustizia di oggi per cui l&#39;ingegnere debba essere più uomo  dell&#39;ope­raio (chiamo uomo chi è padrone della sua lingua). Que­sta non  fa parte delle necessità professionali, ma delle ne­cessità di vita  d&#39;ogni uomo, dal primo all&#39;ultimo     che si vuol dir uomo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il dominio sul mezzo d&#39;espressione è  un concetto che non riesco a disgiungere da quello della conoscenza  delle origini della lingua. Finché ci sarà qualcuno che la pos­siede e  altri che non la possiedono,     questa parità base che ho chiesto sarà sempre un&#39;irrisione. [...]&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Don Lorenzo Milani&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/5646712498637990450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/dare-ai-poveri-il-dominio-sulla-parola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/5646712498637990450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/5646712498637990450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/09/dare-ai-poveri-il-dominio-sulla-parola.html' title='Dare ai poveri il dominio sulla parola'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEmya42WyN7CGE7e7ud9-5jG_kcmKSmcEL1FhaY9DlTlepNjPxbqrqm5YSnQaaGt04KvUAt4iAIuUKlINTIkkKEZfmhG1AqSxRS90tc-OEFeanBX-VEZI9apPWCfrnpTquM00YXiMEakJQ/s72-c/Poveri.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-1879169143040879852</id><published>2010-02-26T22:57:00.003+01:00</published><updated>2010-02-26T23:03:22.338+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>Quale sarà il tuo verso?</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgi7LM9ygJh86kBbPiEDSZAPFXpulCHB198pGuwLnaEcHDpFFK9eMKKdcrV0Fgf2PWCH7agYBHHuET3uT3hrAM0PwHxucwy1l-blZNPhnipinRsC62f-ivMJABt2rI5D7m9e-qJYQEYt1vv/s1600-h/poesia2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 311px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgi7LM9ygJh86kBbPiEDSZAPFXpulCHB198pGuwLnaEcHDpFFK9eMKKdcrV0Fgf2PWCH7agYBHHuET3uT3hrAM0PwHxucwy1l-blZNPhnipinRsC62f-ivMJABt2rI5D7m9e-qJYQEYt1vv/s400/poesia2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5442675942758351714&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LA POESIA  &lt;br /&gt;BENIGNI “LA TIGRE E LA NEVE”   &lt;br /&gt;R. Williams”L’ATTIMO FUGGENTE”                                                        &lt;br /&gt;COSA DICONO ATTORI E REGISTI DELLA POESIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1Trovate la vostra camminata: la libertà di avere vostri tempi e vostre idee.&lt;br /&gt;2Dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri.&lt;br /&gt;3Guardate le cose da angolazioni diverse.&lt;br /&gt;4Quando leggete considerate quello che voi pensate,non solo l’autore.&lt;br /&gt;5Dovete trovare la vostra voce.&lt;br /&gt;6Non affogate nella pigrizia mentale.&lt;br /&gt;7Parole e idee possono cambiare il mondo.&lt;br /&gt;8Non scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione.&lt;br /&gt;La bellezza, l’ amore, il romanticismo, sono queste le cose che ci tengono in vita.&lt;br /&gt;9Il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 Quale sarà il tuo verso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1La poesia non è fuori, è dentro.&lt;br /&gt;2Siate felici! Per trasmettere la gioia bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere… felici!&lt;br /&gt;3Non esiste una cosa più poetica di un’ altra.&lt;br /&gt;4La bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.&lt;br /&gt;5Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto.&lt;br /&gt;6Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria.&lt;br /&gt;7Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre.&lt;br /&gt;8Per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.&lt;br /&gt;9La novità è la cosa più vecchia che ci sia.&lt;br /&gt;10Il cielo si vede solo da distesi.&lt;br /&gt;11I poeti non guardano, osservano.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/1879169143040879852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/02/quale-sara-il-tuo-verso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1879169143040879852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1879169143040879852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/02/quale-sara-il-tuo-verso.html' title='Quale sarà il tuo verso?'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgi7LM9ygJh86kBbPiEDSZAPFXpulCHB198pGuwLnaEcHDpFFK9eMKKdcrV0Fgf2PWCH7agYBHHuET3uT3hrAM0PwHxucwy1l-blZNPhnipinRsC62f-ivMJABt2rI5D7m9e-qJYQEYt1vv/s72-c/poesia2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-7318675634482139262</id><published>2010-02-14T18:38:00.011+01:00</published><updated>2010-02-14T19:21:57.170+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>Sulla poesia...</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinsP6ZiJMFA693-CRqbXthaUS6hI3GEIw4WZpLvl2SPhIJBW_83GiqNrOO2NVWKdq1u2KsOPA7mtyTYRmnt2D5cVLkQIl59zZJ5jZUQmAB6TQf2CDvuU1TmwaoIQADQVy0Sd60TX3sOAQD/s1600-h/poesia.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinsP6ZiJMFA693-CRqbXthaUS6hI3GEIw4WZpLvl2SPhIJBW_83GiqNrOO2NVWKdq1u2KsOPA7mtyTYRmnt2D5cVLkQIl59zZJ5jZUQmAB6TQf2CDvuU1TmwaoIQADQVy0Sd60TX3sOAQD/s400/poesia.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5438165982300777074&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cosa dicono attori e registi sulla poesia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Mc3xPql1ag0&quot;&gt;Lezione 1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=V5NWzCCEhq4&quot;&gt;Trovate la vostra camminata&lt;/a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=w4Bf2JbRN_E&quot;&gt;Lezione 3&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=PXtdoLysF28&quot;&gt;Lezione 4&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Phk_o91gzEU&quot;&gt;Roberto Benigni&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/7318675634482139262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/02/sulla-poesia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/7318675634482139262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/7318675634482139262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2010/02/sulla-poesia.html' title='Sulla poesia...'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEinsP6ZiJMFA693-CRqbXthaUS6hI3GEIw4WZpLvl2SPhIJBW_83GiqNrOO2NVWKdq1u2KsOPA7mtyTYRmnt2D5cVLkQIl59zZJ5jZUQmAB6TQf2CDvuU1TmwaoIQADQVy0Sd60TX3sOAQD/s72-c/poesia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-4825663486348527139</id><published>2009-11-24T18:45:00.008+01:00</published><updated>2010-11-28T15:20:56.903+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>Sabbia e schiuma</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPOJknDbNLg5IhsVZdUGtpH-XmvkaRAqqLyuiTPfot1G_k9A2fxyFMffZhyphenhyphenhsEkurxNeIf2a1sSSl2AmFXM7ZKCZE3vH6yp5q8BkDOhGVieyGlgzeRqBWTzXUUMEbGeoewAuqLss2HHdgn/s1600/Khalil_Gibran.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 240px; height: 315px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPOJknDbNLg5IhsVZdUGtpH-XmvkaRAqqLyuiTPfot1G_k9A2fxyFMffZhyphenhyphenhsEkurxNeIf2a1sSSl2AmFXM7ZKCZE3vH6yp5q8BkDOhGVieyGlgzeRqBWTzXUUMEbGeoewAuqLss2HHdgn/s400/Khalil_Gibran.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5407728718495668578&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: verdana;font-size:130%;&quot; &gt;Se ti piace scrivere&lt;br /&gt;
(e solo i santi sanno perché dovresti&lt;br /&gt;
scrivere)&lt;br /&gt;
devi avere conoscenza, arte e magia:&lt;br /&gt;
la conoscenza delle parole e della loro&lt;br /&gt;
melodia,&lt;br /&gt;
l&#39;arte di essere senz&#39;arte,&lt;br /&gt;
e la magia di amare quelli che ti&lt;br /&gt;
leggeranno.&lt;br /&gt;
K. Gibran&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/4825663486348527139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/11/sabbia-e-schiuma.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/4825663486348527139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/4825663486348527139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/11/sabbia-e-schiuma.html' title='Sabbia e schiuma'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPOJknDbNLg5IhsVZdUGtpH-XmvkaRAqqLyuiTPfot1G_k9A2fxyFMffZhyphenhyphenhsEkurxNeIf2a1sSSl2AmFXM7ZKCZE3vH6yp5q8BkDOhGVieyGlgzeRqBWTzXUUMEbGeoewAuqLss2HHdgn/s72-c/Khalil_Gibran.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-2103562349551282595</id><published>2009-10-03T18:47:00.003+02:00</published><updated>2010-11-28T15:17:59.393+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>&quot;Manuale per scalare le montagne &quot; di Paulo Coelho</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlpamYALY2B5qw-itfoX4oITvX_aYDxV4-4XhwVro-KdwmmEMtiT1kPS9Xy2Ba-n8YW4ABuv-EVPdMLknC2Oro4OGSMk-GUL1qBJ2GhquQBXjuTecztWyKl9_KIE-G3Qi_gM3VZFRFzEHg/s1600-h/montagne-500.jpg&quot; onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5388417934463194450&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlpamYALY2B5qw-itfoX4oITvX_aYDxV4-4XhwVro-KdwmmEMtiT1kPS9Xy2Ba-n8YW4ABuv-EVPdMLknC2Oro4OGSMk-GUL1qBJ2GhquQBXjuTecztWyKl9_KIE-G3Qi_gM3VZFRFzEHg/s320/montagne-500.jpg&quot; style=&quot;cursor: pointer; float: left; height: 240px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 320px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
1] Scegli la montagna che desideri scalare: non lasciarti trascinare dai commenti degli altri, che dicono “quella è più bella”, o “questa è più facile”. Spenderai molta energia e molto entusiasmo per raggiungere il tuo obiettivo, quindi l’unico responsabile sei tu, e devi essere sicuro di ciò che fai.&lt;br /&gt;
2] Sappi come arrivare davanti alla montagna: molte volte, si vede la montagna da lontano – è bella, interessante, piena di sfide. Ma che succede quando tentiamo di arrivarci? Le strade le girano intorno, ci sono foreste fra te e il tuo obiettivo, quello che sulla mappa appare chiaro, nella vita reale è difficile. Quindi, tenta tutte le strade e tutti i sentieri, fino a che un giorno ti troverai davanti alla vetta che intendi raggiungere.&lt;br /&gt;
3] Apprendi da chi ha già fatto quel percorso: per quanto tu ti ritenga unico, c’è sempre qualcuno che ha avuto lo stesso sogno prima e ha finito per lasciare alcuni segnali che possono facilitarti nel cammino: luoghi dove legare la corda, viottoli, rami spezzati che facilitano la marcia. La camminata appartiene a te, e anche la responsabilità, ma non dimenticare che l’esperienza altrui è di grande aiuto.&lt;br /&gt;
4] I pericoli, visti da vicino, sono controllabili: quando cominci a salire sulla montagna dei tuoi sogni, presta attenzione all’ambiente circostante. Ci sono precipizi, è ovvio. Ci sono crepe quasi impercettibili. Ci sono rocce talmente levigate dalle tempeste che con il ghiaccio diventano scivolose. Ma se ogni volta saprai dove stai mettendo il piede, noterai le trappole e saprai aggirarle.&lt;br /&gt;
5] Il paesaggio cambia, quindi goditelo: sicuramente è necessario avere un obiettivo in mente, cioè arrivare alla cima. Ma, via via che si sale, si possono vedere altre cose, e non costa niente fermarsi di tanto in tanto e godersi un po’ il panorama circostante. Ad ogni metro conquistato, puoi vedere un po’ più lontano, e dunque approfittane per scoprire cose di cui non ti eri accorto.&lt;br /&gt;
6] Rispetta il tuo corpo: soltanto chi dà al corpo l’attenzione che esso merita riesce a scalare una montagna. Tu disponi di tutto il tempo che la vita ti dà, quindi cammina senza pretendere ciò che non può essere dato. Se procederai troppo in fretta, ti stancherai e rinuncerai a metà. Se procederai troppo lentamente, potrebbe calare la notte e tu sarai perduto. Goditi il paesaggio, approfitta dell’acqua delle sorgenti e dei frutti che la natura ti dà generosamente, ma continua a camminare.&lt;br /&gt;
7] Rispetta la tua anima: non continuare a ripeterti “ce la farò”. La tua anima lo sa, ciò di cui ha bisogno è usare la lunga camminata per poter crescere, estendersi sull’orizzonte e raggiungere il cielo. Una ossessione non è di alcun aiuto nel perseguimento dell’obiettivo e finisce per annullare il piacere della scalata. Ma attenzione: non continuare neppure a ripeterti “è più difficile di quanto pensassi”, perché questo ti farà perdere la forza interiore.&lt;br /&gt;
8] Preparati a percorrere un chilometro in più: il percorso fino alla cima della montagna è sempre maggiore di quanto tu pensi. Non sbagliarti, arriva sempre il momento in cui ciò che sembrava vicino è ancora molto lontano. Ma se sarai preparato ad andare oltre, questo non costituirà un problema.&lt;br /&gt;
9] Gioisci quando arrivi sulla sommità: piangi, batti le mani, urla ai quattro venti che ce l’hai fatta, lascia che il vento lassù in cima (perché lassù in cima è sempre ventoso) purifichi la tua mente, rinfreschi i tuoi piedi sudati e stanchi, ti apra gli occhi, ripulisca il tuo cuore dalla polvere. Che bello, ciò che prima era solo un sogno, un panorama lontano, ora fa parte della tua vita, ce l’hai fatta.&lt;br /&gt;
10] Fai una promessa: approfitta del fatto di avere scoperto una forza di cui ignoravi l’esistenza per dire a te stesso che, d’ora in poi, la userai per il resto dei tuoi giorni. Preferibilmente, prometti anche di scoprire un’altra montagna e di partire per una nuova avventura.&lt;br /&gt;
11] Racconta la tua storia: sì, racconta la tua storia. Dai il tuo esempio. Di’ a tutti che è possibile, e altri avranno il coraggio di affrontare le proprie montagne.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/2103562349551282595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/10/manuale-per-scalare-le-montagne-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2103562349551282595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2103562349551282595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/10/manuale-per-scalare-le-montagne-di.html' title='&quot;Manuale per scalare le montagne &quot; di Paulo Coelho'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlpamYALY2B5qw-itfoX4oITvX_aYDxV4-4XhwVro-KdwmmEMtiT1kPS9Xy2Ba-n8YW4ABuv-EVPdMLknC2Oro4OGSMk-GUL1qBJ2GhquQBXjuTecztWyKl9_KIE-G3Qi_gM3VZFRFzEHg/s72-c/montagne-500.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-3012197232988530759</id><published>2009-09-30T17:52:00.003+02:00</published><updated>2010-11-28T15:20:24.647+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>LA VITA IN UN BARATTOLO</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx64w-K5XJv7In-xOg-eel5D3k_n0YO0NWwgh75O96RA79eiwGdwIrrRV38eZMQgZSXfJwZ5SaYAkVswLHOSHZAScda7T5AC9WSCm9PE2EbxEIzE7ZFW-Z-26b3CmyL1XnQ3SOM96mrh3X/s1600-h/em-barattolo.jpg&quot; onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5387290508151191106&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx64w-K5XJv7In-xOg-eel5D3k_n0YO0NWwgh75O96RA79eiwGdwIrrRV38eZMQgZSXfJwZ5SaYAkVswLHOSHZAScda7T5AC9WSCm9PE2EbxEIzE7ZFW-Z-26b3CmyL1XnQ3SOM96mrh3X/s320/em-barattolo.jpg&quot; style=&quot;cursor: pointer; float: left; height: 320px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 225px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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&lt;/style&gt;     &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times; font-size: 10pt;&quot;&gt;Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24 ore in un giorno non sono abbastanza …&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times; font-size: 10pt;&quot;&gt; Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero che lo era. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professore allora prese della ghiaia e la rovesciò nel barattolo. &lt;br /&gt;
Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all&#39;interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime “sì”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti risero. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Ora”- disse il professore non appena la risata si fu placata- “voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le palle da golf sono le cose importanti: la fede in Dio, la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. &lt;br /&gt;
Se nel barattolo mettete prima la sabbia, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palline da golf. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: trovate il tempo per meditare e pregare, giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori finché ci sono; portate il vostro coniuge fuori a cena... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non solo nelle occasioni importanti! &lt;br /&gt;
Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. &lt;br /&gt;
Prendetevi cura per prima cosa delle palline da golf, le cose che contano davvero. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fissate le priorità... il resto è solo sabbia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino. &lt;br /&gt;
Il professore sorrise: &#39;Sono felice che tu l&#39;abbia chiesto.&#39; &lt;br /&gt;
Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico. &lt;br /&gt;
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/3012197232988530759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/la-vita-in-un-barattolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/3012197232988530759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/3012197232988530759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/la-vita-in-un-barattolo.html' title='LA VITA IN UN BARATTOLO'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx64w-K5XJv7In-xOg-eel5D3k_n0YO0NWwgh75O96RA79eiwGdwIrrRV38eZMQgZSXfJwZ5SaYAkVswLHOSHZAScda7T5AC9WSCm9PE2EbxEIzE7ZFW-Z-26b3CmyL1XnQ3SOM96mrh3X/s72-c/em-barattolo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-3439288604093918068</id><published>2009-09-26T19:50:00.003+02:00</published><updated>2010-11-28T15:15:30.427+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità"/><title type='text'>&quot;Homo sum: humani nihil a me alienum puto&quot; (Terenzio)</title><content type='html'>&lt;b&gt;Altrimenti detto: Quelli del biliardino rotto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pare che, molti anni fa, don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, còlto da santo zelo per amore del Vangelo, abbia rotto, in un oratorio milanese, tutti i biliardini dell&#39;Azione Cattolica.&lt;br /&gt;
Questo non per fare un dispetto all&#39;Azione Cattolica, ovviamente, ma per rimarcare che, talvolta, alcuni metodi educativi che scegliamo in buona fede non portano a Cristo, unico motivo di ogni nostra umana fatica, ma rischiano di restare fini a se stessi.&lt;br /&gt;
Don Giussani è un &quot;santo&quot; e quindi non abbiamo motivo di dubitare delle sue rette intenzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nella libertà donata ai figli di Dio, ci viene concessa la facoltà di guardare le cose da un&#39;altra prospettiva.&lt;br /&gt;
Noi crediamo infatti che ogni azione, ogni umano gesto, anche il più semplice, di amicizia, di condivisione, di festa, di gioco, di svago, se vissuto pienamente, nella libertà e nella gioia, porti a realizzare pienamente la nostra vocazione, che è essenzialmente quella di vivere in pienezza la nostra umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diventare Cristiani non è &quot;uccidere&quot; quel che siamo e la nostra vita terrena, perché questa sarebbe una bestemmia contro il Creatore. Diventare Cristiani è divenire, in un percorso di progressiva e affascinante scoperta di sé, pienamente ciò che siamo, così come Dio ci aveva sognati fin dall&#39;eternità.&lt;br /&gt;
Da burattini a bambini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da pezzi di legno inanimati, &quot;ciocchi&quot; buoni solo per ardere nel fuoco, a esseri dotati di un cuore capace di amare.&lt;br /&gt;
Ma come faccio ad amare se non imparo a conoscere me stesso, gli altri e a raggiungerli attraverso la mia umanità?&lt;br /&gt;
Attraverso la nostra piena realizzazione diventiamo trasparenza delle meraviglie che Dio ha posto in noi e rendiamo così testimonianza alla grandezza del suo amore e alla fantasia della sua potenza creatrice.&lt;br /&gt;
Non bisogna aver paura della propria umanità che è dono di Dio e segno tangibile della sua incarnazione.&lt;br /&gt;
Non è peccato immaginare che Dio rida spesso.&lt;br /&gt;
Ce lo hanno consegnato in una iconografia piena di misteri, di sguardi imbronciati, di fronti corrucciate.&lt;br /&gt;
E invece Dio deve avere un gran senso dell&#39;umorismo, altrimenti come ve le spieghereste le scimmie...e anche Totò?&lt;br /&gt;
Dio deve proprio avere un sacco di allegria, altrimenti non sapremmo ridere.&lt;br /&gt;
Un sacco di fantasia, altrimenti le farfalle nascerebbero senza passare per un bruco brutto e scalcagnato...e noi diventeremmo bambini senza mai essere stati Pinocchio. Facile, ma non avvincente, né esaltante come invece spesso è la vita che ti sotterra sotto un fardello di croci ma dopo un attimo ti solleva in alto sulla brezza dell&#39;infinito, in un volo sorprendente che da solo non avresti mai potuto immaginare, neanche con la più fervida inventiva.&lt;br /&gt;
E non è peccato pensare che a Dio piaccia, di tanto in tanto, sfidare i profeti e i santi in una partita a biliardino.&lt;br /&gt;
Io mi tengo i biliardini, le chitarre, i bonghi, le partite di pallone, le feste parrocchiali, le canzoni urlate e le risate sguaiate e mi avvio con la mia personale compagnia di matti verso le vette di questa vita prima, e del cielo poi.&lt;br /&gt;
Quelli troppo seri, che dicono solo cose serie, che non si sporcano mai le mani per costruire un castello sulla sabbia e hanno le camicie sempre belle stirate perché non sanno cos&#39;è un gavettone...storceranno il naso e proseguiranno sulle loro corsie preferenziali senza semafori, impettiti nelle loro sicurezze.&lt;br /&gt;
Io riprendo le strade di campagna, che si inerpicano nei boschi, un po&#39; scomode, ma piene di alberi e di fiori per fermarsi a riposare, bere acqua fresca di sorgente che è il sapore dell&#39;amicizia e a fare quattro risate, prima di riprendere il cammino. Un po&#39; &quot;sporchi&quot;...ma felici.&lt;br /&gt;
Io mi avvio. Chi viene?&lt;br /&gt;
Con tanto affetto e amicizia. :-)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1Lx6G2yyuoWGEfyVly3M5nhSnaB3GDYAkDkRtkb0KhaF51rk90xM5aeJYTbf2ITx8E05UOiA8clExUdfPuISbU8FkbayaiPqtEV_DTz3iHa8AR1vjs7NiNpgEcQSg3JnK49-rtBUrRg/s1600-h/6328_1119471104035_1144747252_30309717_5640387_n.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5385836397212663778&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1Lx6G2yyuoWGEfyVly3M5nhSnaB3GDYAkDkRtkb0KhaF51rk90xM5aeJYTbf2ITx8E05UOiA8clExUdfPuISbU8FkbayaiPqtEV_DTz3iHa8AR1vjs7NiNpgEcQSg3JnK49-rtBUrRg/s320/6328_1119471104035_1144747252_30309717_5640387_n.jpg&quot; style=&quot;cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/3439288604093918068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/homo-sum-humani-nihil-me-alienum-puto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/3439288604093918068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/3439288604093918068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/homo-sum-humani-nihil-me-alienum-puto.html' title='&quot;Homo sum: humani nihil a me alienum puto&quot; (Terenzio)'/><author><name>Helenaus</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04808928159996221173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1Lx6G2yyuoWGEfyVly3M5nhSnaB3GDYAkDkRtkb0KhaF51rk90xM5aeJYTbf2ITx8E05UOiA8clExUdfPuISbU8FkbayaiPqtEV_DTz3iHa8AR1vjs7NiNpgEcQSg3JnK49-rtBUrRg/s72-c/6328_1119471104035_1144747252_30309717_5640387_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-103325147294229894</id><published>2009-09-25T19:30:00.006+02:00</published><updated>2010-09-17T16:48:33.943+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>LA STORIA DELLA MATITA</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZKe1TxP_SNyxQqkzBCFu5JdRnUmzWowoLkO5jFrz48Cb4yQwEP0hzvRWlfD9l2XECPzngfRsY7CCmAnZqJbgsQt-N1gjdq9UkxFLklgSSKrVYloVoRU70_2pWqR12w5OGKfq2dZfScjM4/s1600-h/matita.jpeg.jpg&quot; onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5385461138978898114&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZKe1TxP_SNyxQqkzBCFu5JdRnUmzWowoLkO5jFrz48Cb4yQwEP0hzvRWlfD9l2XECPzngfRsY7CCmAnZqJbgsQt-N1gjdq9UkxFLklgSSKrVYloVoRU70_2pWqR12w5OGKfq2dZfScjM4/s320/matita.jpeg.jpg&quot; style=&quot;cursor: pointer; float: right; height: 221px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 320px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo la lettera. A un certo punto, le domandò:&lt;br /&gt;
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me? ”&lt;br /&gt;
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:&lt;br /&gt;
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. ”&lt;br /&gt;
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.&lt;br /&gt;
“Me è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ”&lt;br /&gt;
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell&#39;esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.&lt;br /&gt;
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. DIO: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.&lt;br /&gt;
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un&#39;azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.&lt;br /&gt;
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma, per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un&#39;azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.&lt;br /&gt;
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro te.&lt;br /&gt;
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione. ”</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/103325147294229894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/la-storia-della-matita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/103325147294229894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/103325147294229894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/09/la-storia-della-matita.html' title='LA STORIA DELLA MATITA'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZKe1TxP_SNyxQqkzBCFu5JdRnUmzWowoLkO5jFrz48Cb4yQwEP0hzvRWlfD9l2XECPzngfRsY7CCmAnZqJbgsQt-N1gjdq9UkxFLklgSSKrVYloVoRU70_2pWqR12w5OGKfq2dZfScjM4/s72-c/matita.jpeg.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-2198790157750631313</id><published>2009-07-10T18:02:00.008+02:00</published><updated>2009-07-10T18:48:15.041+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>Sul socialismo e la buffoneria...</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgIiPmZPIqLjG_qLtXyA26GHyQrjI3UCAiijT5A2ZQ_JJubDT2lGM56AmP-tjCwyHM47gMJ1sGEKkzCB2qTz7hyphenhyphenVSqX7njiuPJOb3hEQu0TREPTy8F7BKTxOa901ptFdnj3JrllNwBS2fRi/s1600-h/fratellik_foto.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 199px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgIiPmZPIqLjG_qLtXyA26GHyQrjI3UCAiijT5A2ZQ_JJubDT2lGM56AmP-tjCwyHM47gMJ1sGEKkzCB2qTz7hyphenhyphenVSqX7njiuPJOb3hEQu0TREPTy8F7BKTxOa901ptFdnj3JrllNwBS2fRi/s200/fratellik_foto.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5356864292199044370&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;... poiché il socialismo non è solo la questione operaia o del cosiddetto quarto stato, ma soprattutto quella dell&#39;ateismo, della realizzazione dell&#39;ateismo moderno, la questione della torre di Babele che si erige appunto senza Dio, non per ascendere dalla Terra al Cielo, ma per abbassare il cielo fino alla Terra...&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Oh no, ci sono uomini che sentono in maniera profonda, ma che sono come soffocati. La loro buffoneria è una specie di maligna ironia verso quelli a cui non hanno il coraggio di dire la verità in faccia, per via di una umiliante soggezione di lunga data nei loro confronti. Credete, Krascòtin, che tale buffoneria è talvolta estremamente tragica.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/I_fratelli_Karam%C3%A0zov&quot;&gt;I fratelli Karamazov&lt;/a&gt;&quot;&lt;/span&gt;, F. M. Dostoevsjij&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/2198790157750631313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/07/sul-socialismo-e-la-buffoneria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2198790157750631313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/2198790157750631313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/07/sul-socialismo-e-la-buffoneria.html' title='Sul socialismo e la buffoneria...'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgIiPmZPIqLjG_qLtXyA26GHyQrjI3UCAiijT5A2ZQ_JJubDT2lGM56AmP-tjCwyHM47gMJ1sGEKkzCB2qTz7hyphenhyphenVSqX7njiuPJOb3hEQu0TREPTy8F7BKTxOa901ptFdnj3JrllNwBS2fRi/s72-c/fratellik_foto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2171293260359867949.post-1793063459902574925</id><published>2009-07-10T17:23:00.004+02:00</published><updated>2009-07-11T19:38:27.244+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Letteratura"/><title type='text'>Da &quot;I fratelli Karamazov&quot;</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivuSoSIY1neNXLX7TE1tQA16-PRo44T5FPhxp99edmjGnqjB3iaEc7wiNu8jvoIrEOYrf-wj0uzUPTr_-SSC7QgWAAG4-saIfyxDroV9KpBJNC2ui62CoQDTKHTnGneMcaj30f3KkECufC/s1600-h/dostoevskij1.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 285px; height: 250px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivuSoSIY1neNXLX7TE1tQA16-PRo44T5FPhxp99edmjGnqjB3iaEc7wiNu8jvoIrEOYrf-wj0uzUPTr_-SSC7QgWAAG4-saIfyxDroV9KpBJNC2ui62CoQDTKHTnGneMcaj30f3KkECufC/s320/dostoevskij1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5356857494246648418&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Un vero realista, se non è credente, rinverrà sempre in se stesso la forza e la capacità di non credere neppure al miracolo, e se il miracolo gli si presentarà proprio come un fatto inconfutabile non crederà neanche ai propri sensi piuttosto che ammettere quel fatto. E se anche lo ammetterà, lo ammetterà come un fatto naturale, che fino ad allora gli era rimasto ignoto. Nel realista non è la fede a scaturire dal miracolo, ma il miracolo dalla fede. Se egli arriverà a credere, allora, proprio in virtù del suo realismo, sarà costretto ad ammettere anche il miracolo.&lt;br /&gt;L&#39;apostolo Tommaso dichiarò che non avrebbe creduto se prima non avesse veduto, e allorché vide, disse :&quot;Signore, mio Dio&quot;. Ma fu il miracolo a indurlo a credere? E&#39; assai probabile di no: credeva unicamente perché desiderava credere, e forse, credeva già pienamente nell&#39;intimo del suo essere anche quando disse :&quot;Non crederò finché non avrò veduto&quot; &quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                  Da &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&quot;I frattelli Karamazov&quot;,&lt;/span&gt; F. Dostoevskij&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/feeds/1793063459902574925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/07/da-i-fratelli-karamazov.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1793063459902574925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2171293260359867949/posts/default/1793063459902574925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lagiostradellemuse.blogspot.com/2009/07/da-i-fratelli-karamazov.html' title='Da &quot;I fratelli Karamazov&quot;'/><author><name>Attenti a quei due</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03538387686476006360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivuSoSIY1neNXLX7TE1tQA16-PRo44T5FPhxp99edmjGnqjB3iaEc7wiNu8jvoIrEOYrf-wj0uzUPTr_-SSC7QgWAAG4-saIfyxDroV9KpBJNC2ui62CoQDTKHTnGneMcaj30f3KkECufC/s72-c/dostoevskij1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>