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	<title>La Meditazione</title>
	
	<link>http://lameditazione.com</link>
	<description>Tra Psicologia e Spiritualità: percorsi di lettura e di pratica per meditatori critici</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Feb 2011 23:13:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>7 intenzioni per il genitore consapevole</title>
		<link>http://lameditazione.com/2011/02/7-intenzioni-per-il-genitore-consapevole/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 23:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kabat Zinn]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratte da &#8220;Il genitore consapevole&#8221; di Kabat Zinn,  sette  nobili intenzioni che se venissero applicate quotidianamente da chi ha dei figli, cambierebbero la faccia del pianeta nel giro di una generazione. Molto difficili da mettere in pratica, al limite della fantascienza&#8230;ma non è esattamente ciò che tutti noi avremmo voluto dai nostri genitori? Intenzione 1: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Tratte da &#8220;<strong>Il genitore consapevole</strong>&#8221; di Kabat Zinn,  sette  nobili intenzioni che se venissero applicate quotidianamente da chi ha dei figli, cambierebbero la faccia del pianeta nel giro di una generazione.</p>
<p>Molto difficili da mettere in pratica, al limite della fantascienza&#8230;ma non è esattamente ciò che tutti noi avremmo voluto dai nostri genitori?</p>
<p><strong>Intenzione 1</strong>: Usero tutto il mio genio creativo per essere un  genitore consapevole</p>
<p><strong>Intenzione 2</strong>: Considererò l&#8217;essere genitore come una disciplina spirituale che mi dia tutte le opportunità per coltivare la saggezza e mantenere il cuore aperto, in modo che io possa arrivare a conoscere ed esprimere la mia vera natura e condividere ciò che di meglio c&#8217;è in me con i miei figli e il mondo</p>
<p><strong>Intenzione 3</strong>: Coltiverò la consapevolezza e il discernimento nella vita di tutti i giorni, specialmente con i miei figli, usando la consapevolezza del mio respiro per ancorarmi al momento presente.</p>
<p><strong>Intenzione 4</strong>: Farò ogni sforzo per vedere chi sono veramente i miei figli e per ricordarmi di accettarli per come sono a ogni età,invece che lasciarmi accecare dalle mie aspettative e paure. Impegnandomi a vivere pienamente la mia vita e a lavorare per vedere e accettare me stesso come sono, sarò maggiormente in grado di accordare ai miei figli una simile accettazione. In questo modo posso aiutarli a crescere e relizzare il loro potenziale di esseri unici</p>
<p><strong>Intenzione 5</strong>: Farò ogni sforzo per vedere le cose dal punto di vista di ciascuno dei miei figli e comprendere i loro bisogni e soddisfarli meglio che posso</p>
<p><strong>Intenzione 6</strong>: Userò qualunque cosa avverrà nella mia vita e nella vita dei miei figli, inclusi i momenti più bui e difficili, accettandoli per crescere come essere umano e per poter capire meglio i miei figli, i bisogni della loro anima e ciò che è richiesto da me in quanto genitore</p>
<p><strong>Intenzione 7</strong>: Conserverò queste intenzioni nel mio cuore e mi impegnerò a metterle in pratica meglio che posso, ogni giorno, nei modi che mi sembrano adeguati e che onorino la sovranità dei miei figli e la mia.</p>
<p>Tratto da<br />
<iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?t=lamedi03-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=8879723022&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Matthieu Ricard parla di felicità ai Google Tech Talks</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 05:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matthieu Ricard]]></category>

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		<description><![CDATA[Fa sempre piacere vedere un monaco buddhista parlare di felicità in un posto come Google&#8230; Abstract dell&#8217;intervento Se la felicità è uno stato interiore, influenzato dalle condizioni esterne ma che non dipende esclusivamente da queste, come possiamo raggiungerla? Matthieu Ricard esamina i fattori interni ed esterni che aumentano o diminuiscono il nostro senso di benessere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Fa sempre piacere vedere un monaco buddhista parlare di felicità in un posto come Google&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/peA6vy0D5Bg?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/peA6vy0D5Bg?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Abstract dell&#8217;intervento<br />
Se la felicità è uno stato interiore, influenzato dalle condizioni esterne ma che non dipende esclusivamente da queste, come possiamo raggiungerla? <strong>Matthieu Ricard</strong> esamina i fattori interni ed esterni che aumentano o diminuiscono il nostro senso di benessere, dissezionando<strong> i meccanismi alla base della felicità</strong>, e ci conduce verso un modo di guardare la mente basato sul suo libro:<strong> Il gusto di essere felici</strong> , e sugli studi delle neuroscienze circa gli effetti dell&#8217;addestramento mentale sul  cervello.</p>
<p>Matthieu Ricard, è un fotografo e monaco buddhista. Nato nel 1946, figlio del filosofo Jean-Francois Revel e della pittrice Yahne le Toumelin. Durante un viaggio in India nel 1967 incontra diversi maestri spirituali Tibetani, e dopo aver completato il suo <strong>dottorato in genetica cellulare</strong>, decide di stabilirsi in Himalaya, dove <strong>diventa un monaco</strong>. Questo quarant&#8217;anni fa.</p>
<p>Matthieu Ricard ha scritto diversi libri, e tutti i diritti dei suoi libri e delle fotografie sono <strong>devoluti</strong> ad associazioni impegnate in progetti umanitari (compresa la sua associazione Karuna Shechen) nella regione del Tibet, Nepal e India.</p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?t=lamedi03-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=8860615305&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Non sono, quindi penso: coltivare la schiavitù mentale</title>
		<link>http://lameditazione.com/2011/01/coltivare-la-schiavitu-mentale/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 18:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gilles Farcet]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro  estratto degno di nota/traduzione  da The Anti-Wisdom Manual: A Practical Guide To Spiritual Bankruptcy di Gilles Farcet riguarda l&#8217;asse portante del fallimento di qualunque percorso spirituale: La non-padronanza dei pensieri Tutte le raccomandazioni fornite in questo capitolo si riassumono in una sola: non guardate, pensate. Assicuratevi di mantenere un&#8217;attività mentale incessante e instancabile. Che mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Altro  estratto degno di nota/traduzione  da <a href="http://www.amazon.com/gp/product/1890772429?ie=UTF8&amp;tag=lamedi01-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=1890772429">The Anti-Wisdom Manual: A Practical Guide To Spiritual Bankruptcy</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=lamedi01-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=1890772429" border="0" alt="" width="1" height="1" /> di Gilles Farcet riguarda l&#8217;asse portante del fallimento di qualunque percorso spirituale:</p>
<h2>La non-padronanza dei pensieri</h2>
<p>Tutte le raccomandazioni fornite in questo capitolo si riassumono in una sola: <strong>non guardate, pensate</strong>.</p>
<p>Assicuratevi di mantenere un&#8217;<strong>attività mentale incessante e instancabile</strong>. Che mai e poi mai il vostro cervello stia a riposo. Ma non temete: il contesto contemporaneo si rivela estremamente favorevole alla produzione costante di pensieri inutili e parassitari. Non avrete alcuna difficoltà a seguire le istruzioni del vostro Nemico spirituale. Semmai potrete cercare di spingere ancora oltre questo modo di funzionamento che è ormai divenuto naturale.<br />
[..]</p>
<h3>Partire bene con il piede sbagliato</h3>
<p>Poichè chi inizia male è già mezzo perduto è importante che pratichiate<strong> la non-padronanza dei pensieri</strong> sin dai primi istanti del vostro risveglio.</p>
<p>Quando al mattino riprendete coscienza, non alzatevi, sopratutto <strong>non subito</strong>. Dimorate in una via di mezzo particolarmente propizia alla cogitazione. Partirete così con il piede sbagliato prima ancora di averlo posato per terra. Nascosti sotto la coperta rappresentatevi tutti i vostri problemi e difficoltà. <strong>Fatevi un bel film</strong> della vostra giornata, preferibilmente un film catastrofico.<br />
Questo procedimento ha il vantaggio di essere efficace molto rapidamente.<br />
Ogni secondo speso a secernere negatività vi renderà da subito depressi, abbattuti, scoraggiati. Sopratutto fate di ogni erba un fascio (faites feu de tout bois). Se vi svegliate con la sensazione di fatica fisica, <em>rifiutate</em> immediatamente questa sensazione.</p>
<p>A rinforzo dei pensieri, <strong>evocate tutto ciò che la fatica può avere di penoso</strong>. Siate stanchi di essere stanchi, sentitevi <em>vittima</em> della fatica che sentite. Anzichè accogliere la sensazione del momento come un dato del flusso della vita, qualificatela, etichettatela,<strong> lasciate montare tutte le associazioni sgradevoli </strong>legate al concetto di fatica. <em>Confrontate</em>, gemendo interiormente, la fatica di oggi con il benessere di ieri o dell&#8217;altro ieri. Ditevi che questa fatica non finirà mai, poi concentratevi su tutte le cause, reali o immaginarie, di questa stanchezza fino a che non si installa in voi una sensazione di schiacciamento.</p>
<p><strong> Ritardate il più possibile l&#8217;atto di alzarvi</strong> che avrà il malaugurato effetto di mettervi in <strong>azione</strong> &#8211; nemica accerrima della cogitazione.</p>
<p>L&#8217;ideale sarebbe dimorare rintanati sotto la coperta e sprofondare nel circolo vizioso della depressione costitito da un ammasso di pensieri negativi solidificati in emozioni paralizzanti. E&#8217; certamente più facile di quanto immaginiate, come avrete modo di verificare se seguirete alla lettera le istruzioni precedenti.</p>
<p>(Amatorialmente tradotto dal “<em>Manuel de l’anti-sagesse</em>” di Gilles Farcet)</p>
<p>Il libro è disponibile solo in lingua inglese su Amazon.com<br />
<iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm.amazon.com/e/cm?t=lamedi01-20&amp;o=1&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=1890772429&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe><span style="font-size: 11.6667px;"><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=lamedi01-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=1890772429" border="0" alt="" width="1" height="1" /></span></p>
<div class="shr-publisher-344"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come vivere meccanicamente: guidare la macchina</title>
		<link>http://lameditazione.com/2011/01/come-vivere-meccanicamente-guidare-la-macchina/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 05:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gilles Farcet]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro estratto del Manuale dell&#8217;Anti-Saggezza di Farcet merita di essere tradotto, anche se in modo amatoriale, perchè riguarda un tema particolarmente caro all&#8217;italiano medio: l&#8217;automobile. Sempre nel suo stile tutto &#8220;alla rovescia&#8221; (vedi la parte sul mangiare), Gilles ci mostra adesso come l&#8217;atto di guidare, così comune e ricorrente nella quotidianità della maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un altro estratto del <strong>Manuale dell&#8217;Anti-Saggezza</strong> di Farcet merita di essere tradotto, anche se in modo amatoriale, perchè riguarda un tema particolarmente caro all&#8217;italiano medio: <strong>l&#8217;automobile</strong>. Sempre nel suo stile tutto &#8220;alla rovescia&#8221; (vedi la parte sul <a href="http://lameditazione.com/2011/01/come-vivere-meccanicamente-il-mangiare/">mangiare</a>), Gilles ci mostra adesso come l&#8217;atto di guidare, così comune e ricorrente nella quotidianità della maggior parte di noi, possa essere una <strong>formidabile occasione di involuzione spirituale</strong>, da cogliere al balzo se vogliamo diventare dei veri non-praticanti e dimorare stabilmente in uno stato di inconsapevolezza, oblio di sè e identificazione continui.</p>
<h2>Guidare l&#8217;egomobile</h2>
<p>A questo proposito (assicurarsi uno stato di non-vigilanza ininterrotto), il vostro Nemico spirituale vi consiglia di <strong>trascorrere più tempo possibile in auto</strong>, essendo l&#8217;automobile un luogo privilegiato per esercitarsi all&#8217;essere <em>tesi-verso</em>. Si dovrebbe forse parlare di &#8220;ego-mobili&#8221; visto il modo in cui la sacrosanta &#8220;<strong>macchina</strong>&#8221; si è mutata, nella nostra società, in <strong>estensione simbolica del Me</strong>.</p>
<p>Uno spazio chiuso e protetto dal quale si può comprendere il mondo attraverso dei vetri, in contatto con l&#8217;altro e al tempo stesso separati, piccola bolla centrata sul guidatore-possessore fieramente installato al comando, eventualmente circondato da passeggeri che, benché incorporati nel piccolo universo dell&#8217;autista, si ritrovano sottomessi alla sua volontà perchè non possono guidare;<strong> la vettura è un vero ego rotolante</strong>.</p>
<p>Dalla sua posizione di controllo (notare a quale punto tutte le pubblicità di auto insistono sui concetti di &#8220;potenza&#8221; e &#8220;controllo&#8221; ) il conducente si lancia aggressivamente incontro ad un mondo &#8220;esteriore&#8221; che suppone appartenergli, riservato al suo personale uso e come tale sottomesso al proprio piacere.</p>
<p>L&#8217;egomobilista rotola sulla &#8220;sua&#8221; strada, intorno alla quale incrocia un numero più o meno grande di altri che, ben inteso, guidano &#8220;male&#8221; &#8211; e in ogni caso meno bene di lui &#8211; e, per giunta hanno l&#8217;impudenza di bloccargli il passaggio o di costringerlo a rallentare nella sua corsa implacabile quando invece semplicemente <strong>non dovrebbero trovarsi lì.</strong></p>
<p>Approfittate quindi appieno di questo spazio privilegiato che è la macchina per<strong> coltivare la non-vigilanza</strong>. <strong>Identificatevi con il vostro veicolo</strong>, vetrina rutilante del vostro augusto Me. Appena saliti a bordo lasciate le vostre inibizioni e altre creanze superflue. Voi siete il maestro, dio dell&#8217;asfalto, re della strada, vale a dire dell&#8217;universo.<br />
Abbiate come <strong>prima regola</strong> quella di non rispettare mai i limiti di velocità. <strong>A piedi bisogna piegarsi alle usanze</strong> ma una volta in macchina, eccovi intoccabili, soggetti a nessuna legge oltre la vostra, l&#8217;unica legittima. Andate sempre avanti, il mondo vi appartiene e gli altri non hanno alcun diritto se non quello di togliersi rispettosamente al vostro passaggio. E se questi se ne dimenticano momentanemente, rimetteteli al loro posto, vale a dire sulla destra, ricordandogli il loro stato di inferiorità con forti colpi di abbagliante che loro hanno l&#8217;obbligo di rispettare.</p>
<p>Un altro, il pagliaccio, <strong>osa esitare</strong> un secondo prima di svoltare a destra o sinistra mentre voi, sempre fieri e sicuri, percorrete risoluti la vostra strada? <strong>Assordatelo con il vostro clacson</strong> senza lasciargli un attimo di riflessione, poi, nel sorpassarlo, <strong>inondatelo di ingiurie</strong> che non avreste mai il coraggio di pronunciare su un marciapiede ma che, nel chiuso della vostra carrozza, vi sentite pienamente autorizzati a proferire davanti al mendicante che, resosi colpevole del crimine di lesa-meaestà, ha osato farvi &#8220;perdere qualche secondo&#8221; e rallentare il ritmo di quella conquista che è per voi il tragitto minimo. [...]</p>
<p><strong>Riassumendo</strong>: <em>ogni volta che salite in macchina, assicuratevi che sia l&#8217;ego ad installarsi al volante</em>, con le mani contratte e interamente teso verso una meta che indietreggia via via che il veicolo avanza. Osservate il codice dell&#8217;egomobilista: incollatevi bene al culo di quelli che, per errore, vi precedono: ad ogni semaforo rosso, sbattete i piedi, non datevi pace finchè non arriva il verde; al minimo rallentamento, gesticolate, clacsonate, manifestate il vostro disappunto. Ogni tragitto diventerà così un&#8217;occasione per essere avvinti e identificati con le vostre fantasie di potenza totale.</p>
<p>(Amatorialmente tradotto dal “<em>Manuel de l’anti-sagesse</em>” di Gilles Farcet)</p>
<p>Il libro è disponibile in lingua inglese su Amazon.com<br />
<iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm.amazon.com/e/cm?t=lamedi01-20&amp;o=1&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=1890772429&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe><span style="font-size: 11.6667px;"><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=lamedi01-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=1890772429" border="0" alt="" width="1" height="1" /></span></p>
<div class="shr-publisher-334"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come vivere meccanicamente: il mangiare</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 10:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gilles Farcet]]></category>

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		<description><![CDATA[Gilles Farcet, stretto collaboratore di Arnaud Desjardins, propone nel suo &#8220;Manuel de l&#8217;anti-sagesse&#8221; un approccio originale e divertente al cammino spirituale. Anzichè cercare di dire che cosa è un percorso spirituale autentico e come si dispiega ( il contesto qui è quello dell&#8217; Adhyatma Yoga insegnato da Swami Prajanapad)  si concentra su cosa esso non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Gilles Farcet</strong>, stretto collaboratore di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_arnaud_desjardins.php?pn=1811" target="_blank"><strong>Arnaud Desjardins</strong></a>, propone nel suo &#8220;<em>Manuel de l&#8217;anti-sagesse</em>&#8221; un <strong>approccio originale</strong> e divertente al cammino spirituale.  Anzichè cercare di dire che <strong>cosa è</strong> un percorso spirituale autentico e come si dispiega ( il contesto qui è quello dell&#8217;<em> Adhyatma Yoga</em> insegnato da  <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Swami_Prajnanpad" target="_blank">Swami Prajanapad</a>)  si concentra su cosa esso <strong>non è </strong>rivelando tutti i mezzi abili a disposizione del non-praticante che voglia assicurarsi il più totale ed <strong>eclatante </strong><strong>fallimento</strong> rispetto alla propria crescita e sviluppo in quanto essere umano.</p>
<p>Provo a tradurre amatorialmente un estratto del libro di Farcet dal francese (purtroppo in italia non è stato tradotto/pubblicato ancora nulla) su un tema che molti di noi sentiranno ancora vicino viste le recenti festività natalizie, di fine anno ed epifania con annessi cenoni, veglie e <strong>abbuffate tradizionali</strong>.</p>
<h2>Vivere meccanicamente: il mangiare</h2>
<p>E&#8217; importante dimorare fiduciosi nel <strong>principio di divisione</strong> (<em>n.d.t.</em> ovviamente il principio di riferimento della tradizione di Prajnanpad è quello dell&#8217;unità e indivisione del tutto tipico del Vedanta) e quindi <strong>non portate alcuna attenzione e cura ai gesti elementari del quotidiano</strong>. A questo proposito i pasti rappresentano momenti particolarmente propizi alla non-pratica, ottime occasioni di inconsapevolezza e sparpagliamento (di sè).</p>
<p>Cominciate risolutamente a calpestare qualunque idea di vigilanza a partire dalla colazione. <strong>Sedetevi non importa come, dimentichi della giusta postura</strong> così come avete fatto durante la vostra meditazione. Servitevi con totale avidità. Dall&#8217;inizio alla fine del pasto,<strong> chiacchierate</strong> senza sapere quel che dite e senza gustare in alcun modo quel che mangiate mentre ingoiate il cibo in quantità eccessiva.</p>
<p>Sopratutto non cercate di compiere in modo cosapevole i gesti necessari al nutrimento; manipolate cucchiaio, forchetta e coltello con totale disinvoltura. Quanto all&#8217;ingestione degli alimenti, <strong>non mangiate</strong>, <strong>ingollate</strong>.<br />
Non si tratta qui di assaporare quel che avete in bocca, quanto di riempirvi a gran velocità nel tentativo disperato quanto incosapevole di colmare il vuoto che vi abita dentro.</p>
<p>Questo rapporto meccanico con il cibo presenta numerosi vantaggi per la non-pratica: non solo non siete attenti, ma <strong>la vostra stessa distrazione vi impedisce di gustare</strong> quello che assorbite <strong>senza favorire</strong> in alcun modo, in un colpo solo, <strong>la moderazione</strong>. In effetti, minore è il piacere che vi concedete nel gustare e più dovete compensare la qualità con la quantità e quindi vi appesantite, il che ha l&#8217;effetto di indurre uno stato fisiologico di pesantezza poco propizio all&#8217;atto dello stare svegli.</p>
<p>Il vantaggio è quindi considerevole e multidimensionale dal punto di vista del sabotaggio.<br />
Abbiate come regola di lasciare sempre la tavola con lo <strong>stomaco rimpinzato al limite</strong> e la sensazione di <strong>non poter ingurgitare un boccone di più</strong> senza rischio di scoppiare.<br />
L&#8217;energia sottile indispensabile alla presenza sarà così mobilitata per il laborioso processo della digestione.</p>
<p><strong>In sintesi: </strong><em>mangiate senza consapevolezza, quindi senza piacere, e senza moderazione</em>.</p>
<p>(Amatorialmente tradotto dal &#8220;Manuel de l&#8217;anti-sagesse&#8221; di Gilles Farcet)</p>
<p>Il libro è <strong>disponibile in lingua inglese su Amazon.com</strong><br />
<iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm.amazon.com/e/cm?t=lamedi01-20&amp;o=1&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=1890772429&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe><span style="font-size: 11.6667px;"><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=lamedi01-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=1890772429" border="0" alt="" width="1" height="1" /></span></p>
<div class="shr-publisher-321"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Cuore Saggio</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 21:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jack Kornfield]]></category>

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		<description><![CDATA[Jack Kornfield Cosa contiene di particolare questo libro Se in circostanze estreme (guerra, terremoto, disastro nucelare) mi trovassi a dover scegliere rapidamente UN solo libro da portare via, sapendo che potrebbe essere l&#8217;unico libro che avrò da leggere per il resto della vita, probabilmente prenderei &#8220;Il Cuore Saggio&#8221; di Jack Kornfield. In esso trovi espresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><address style="text-align: justify;"><a href="http://lameditazione.com/category/jack-kornfield/">Jack Kornfield</a></address>
<p style="text-align: justify;"><iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?t=lamedi03-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=8863800189&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe></p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa contiene di particolare questo libro</h3>
<p style="text-align: justify;">Se in circostanze estreme (guerra, terremoto, disastro nucelare) mi trovassi a dover scegliere rapidamente UN solo libro da portare via, sapendo che potrebbe essere l&#8217;unico libro che avrò da leggere per il resto della vita, probabilmente prenderei &#8220;<strong>Il Cuore Saggio</strong>&#8221; di Jack Kornfield.</p>
<p style="text-align: justify;">In esso trovi espresso e raccontato <strong>il nocciolo</strong> di tutti gli insegnamenti buddhisti e la sostanza di quella saggezza buddhista trasversale a tutte le tradizioni. E&#8217; come se  tutte le decine di testi &#8220;classici&#8221; sulla psicologia buddhista che popolano scaffali interi delle librerie, fossero stati qui spremuti e l&#8217;essenza raccolta in una psicologia vivente, diretta e pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto sapientemente integrato e amalgamato con importanti intuizioni della <strong>nostra tradizione psicologica occidentale</strong>, di cui l&#8217;autore mostra conoscenza non solo accademica ma sopratutto esperenziale, essendosi cimentato (di ritorno dalla sua esperienza come monaco in Thailiandia) in svariati approcci terapeutici: analitico, junghiano, reichiano, Gestalt, psicodramma.</p>
<p style="text-align: justify;">Libro imponente nelle dimensioni (468 pagine) ma molto più nella portata e nel valore trasformativo, offre quindi un <strong>compendio della psicologia e filosofia buddhista</strong>, in linguaggio accessibile e scorrevolissimo, intessuto di testimonianze personali e di racconti di vita vissuta e, spesso, liberata.</p>
<p>Non esiste descrizione migliore dei contenuti del libro di quella fatta da Kornfield nell&#8217;introduzione, che riporto:</p>
<blockquote><p>Gli insegnamenti esposti in questo libro constituiscono una sfida pressante a molta parte della psicologia occidentale e anche al materialismo, al cinismo e alla disperazione che si trovano nella cultura occidentale. Fin dalle prime pagine essi delineano un approccio radicale e positivo alla psicologia e alla vita umana.</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 13.3333px;">La parte I illustra la concezione buddhista di &#8220;<strong>salute mentale</strong>&#8221; e di &#8220;<strong>coscienza</strong>&#8220;.</span></li>
<li><span style="font-size: 13.3333px;">La Parte II esamina in dettaglio la<strong> guarigione e il risveglio</strong> tramite pratiche di consapevolezza.</span></li>
<li><span style="font-size: 13.3333px;">La Parte III è dedicata alla <strong>trasformazione delle emozioni non salutar</strong>i.</span></li>
<li><span style="font-size: 13.3333px;">La Parte IV descrive sommariamente un vasto ventaglio di <strong>strumenti</strong> psicologici buddhisti, dal potere della <strong>concentrazione e della visualizzazione</strong> a sofisticati esercizi cognitivi e <strong>pratiche collettive</strong> di grande potere trasformativo.</span></li>
<li><span style="font-size: 13.3333px;">La Parte V esplora <strong>le più alte possibilità di sviluppo</strong>, di estremo benessere mentale e di liberazione.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In chiusura di quasi ogni capitolo suggerisco <strong>pratiche specifiche da provare</strong>; consideratele esperimenti con i quali esplorare il soggetto, con una mente aperta. Se non avete il tempo di farle tutte, fidatevi della vostra intuizione e cominciate con le pratiche che sentite in grado di rendere migliore servizio al vostro cuore. Se vi dedicate a farle per un pò di tempo scoprirete che trasformano la vosta prospettiva e il vostro modo di stare al mondo</p>
</blockquote>
<h3>Ok. Ma perchè dovrei acquistare questo libro?</h3>
<p style="text-align: justify;">Faccio rispondere anche qui direttamente l&#8217;autore del libro:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong> Comprendere e potenziare</strong> le più alte possibilità dello sviluppo umano è un compito urgente per la psicologia dei nostri tempi. Nel nostro mondo individuale e collettivo, sofferenza e felicità dipendono <strong>dalla nostra coscienza</strong>.</p>
<p>Dobbiamo trovare un modo più saggio di vivere; la buona notizia è che è certamente possibile trovarlo. In questo libro offro le prospettive universali e innovative del buddhismo  che ci consentono <strong>accesso alla guarigione del cuore</strong>, alla liberazione della mente, al beneficio di tutti gli esseri.</p>
</blockquote>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?t=lamedi03-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=8863800189&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;m=amazon&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr"></iframe></p>
<div class="shr-publisher-278"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Prenderci un momento di respiro</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 23:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kabat Zinn]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di Meditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La consapevolezza non è nè difficile nè complessa; la parte più difficile è ricordarsi di essere consapevoli. Christina Feldman Chi tra noi tenta di coltivare una maggiore consapevolezza prima o poi scopre che è più difficile essere consapevoli proprio nei momenti in cui sarebbe più utile. Quando siamo sotto pressione, quando ci sentiamo male, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">La consapevolezza non è nè difficile nè complessa; la parte più difficile è ricordarsi di essere consapevoli.<br />
Christina Feldman</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chi tra noi tenta di coltivare una maggiore consapevolezza prima o poi scopre che <strong>è più difficile essere consapevoli proprio nei momenti in cui sarebbe più utile</strong>. Quando siamo sotto pressione, quando ci sentiamo male, quando sembra che non ci sia un momento libero, questi sono i momenti della giornata in cui essere presenti e consapevoli può costituire una grande sfida. Sono anche <strong>i momenti in cui ne abbiamo più bisogno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica utile a questo proposito è quella dei &#8220;Tre minuti di respiro&#8221;, sviluppata e insegnata da Kabat Zinn nel suo programma di riduzione dello stress basato sulla consapevolezza (MBSR). <strong>Da non confondersi con</strong> il semplice &#8220;prendersi tre minuti di pausa per poi ritornare nell&#8217;inferno&#8221; lo scopo di questa tecnica è proprio quella di <em>permettere una variazione intenzionale dell&#8217;atteggiamento nei confronti di ciò che sta accadendo in ogni momento</em>. In una situazione potenzialmente difficile, questo cambiamento di modalità può essere essenziale per mettere in atto una risposta efficace e opportuna.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Fase 1. Cosapevolezza</h3>
<p style="text-align: justify;">Comminciate adottando una <strong>postura eretta e dignitosa</strong>, che siate seduti o in piedi. Se possibile, chiudete gli occhi. Quindi portate la consapevolezza alla vostra esperienza interiore e chiedetevi. Qual&#8217;è la mia esperienza in questo momento?</p>
<ul>
<li>Quali <em>pensieri</em> mi passano per la mente? Come meglio vi riesce riconoscete i pensieri come eventi mentali, magari traducendoli in parole.</li>
<li>Quali <em>sentimenti</em> ci sono? Orientate la vostra attenzione a eventuali disagi emozionali o sentimenti sgradevoli, riconoscendone la presenza.</li>
<li>Quali <em>sensazioni fisiche</em> ci sono in questo momento? Forse potete passare in rassegna rapidamenti il corpo per individuare eventuali sensazioni di tensione.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Fase 2. Raccoglimento</h3>
<p style="text-align: justify;">Quindi riorientate l&#8217;attenzione, per concentrarvi sulle sensazioni fisiche del respiro che entra ed esce spontaneamente dal corpo. <strong>Mettete a fuoco la percezione del respiro</strong> nell&#8217;addome&#8230;percepite le sensazioni della parete addominale che si dilata con l&#8217;inspirazione &#8230;e si distende con l&#8217;espirazione.<br />
Seguite il respito per tutta l&#8217;insiprazione  e l&#8217;espirazione, utilizzandolo per ancorarvi al presente.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Fase 3. Espansione</h3>
<p style="text-align: justify;">Ora <strong>estendete</strong> la sfera della consapevoleza attorno al respiro, in modo che, in aggiunta alle sensazioni del respiro, essa includa <strong>la percezione del corpo nel suo insieme</strong>, della vostra postura e dell&#8217;espressione facciale.<br />
Se diventate consapevoli di eventuai situazioni di disagio, tensione o resistenza, concentratevi su di esse respirandovi dentro  con ogni inspirazione  e respirando a partire da esse con ogni espirazione, mentre allentate la tensione e adottate un <strong>atteggiamento di maggiore apertura.</strong> Se volete, con l&#8217;espirazione potete dire a voi stessi: &#8220;va bene&#8230;qualsiasi cosa, è già qui; proviamo a sentirla&#8221;.<br />
Come meglio vi riesce, portate queta consapevolezza più ampia nei momenti successivi delle giornata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tecnica tratta da &#8220;<a href="http://lameditazione.com/2010/10/ritrovare-la-serenita-superare-la-depressione-attraverso-la-consapevolezza/">Ritrovare la Serenità: come superare la depressione attraverso la consapevolezza</a>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lameditazione.com/2010/10/ritrovare-la-serenita-superare-la-depressione-attraverso-la-consapevolezza/"><img class="aligncenter" title="ritrovare la serenità" src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop/r/ritrovare-serenita.jpg" alt="libro come superare la consapevolezza" width="110" height="180" /></a></p>
<div class="shr-publisher-270"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Come usare il cervello e restare consapevoli</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 14:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jack Kornfield]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei miei dubbi più frequenti &#8211; un theravadin lo chiamerebbe un ostacolo/impedimento &#8211; rispetto alla pratica di meditazione è sempre stato quello della relazione tra pensiero utile/sano e consapevolezza/meditazione. Per un occidentale &#8220;medio&#8221;, con una istruzione media, ed una intelligenza media, l&#8217;uso massiccio e prolungato delle facoltà intellettuali a scapito di altre è spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">Uno dei miei dubbi più frequenti &#8211; un <em>theravadin</em> lo chiamerebbe un ostacolo/impedimento &#8211; rispetto alla pratica di meditazione è sempre stato quello della <strong>relazione tra pensiero utile/sano e consapevolezza/meditazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un occidentale &#8220;medio&#8221;, con una istruzione media, ed una intelligenza media, l&#8217;uso massiccio e prolungato delle facoltà intellettuali a scapito di altre è spesso oramai una <strong>necessità imprescindibile</strong>: necessario per studiare, necessario per lavorare, necessario per cogliere le tante opportunità che ci offre questa  società sempre più tecnologica (vedi questo fantastico blog <img src='http://lameditazione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; naturale quindi, per questo tipo di persone tra le quali mi annovero, domandarsi come <strong>conciliare</strong> le proprie quotidiane imprescindibili attività di pianificazione, organizzazione, analisi, decisione con le esigenze, apparentemente antiteche, della pacificazione mentale, della pratica di consapevolezza continua e della cosiddetta meditazione &#8220;in azione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse è solo un modo diverso di vedere il classico problema del <strong>rapporto tra evoluzione materiale/tecnologica ed evoluzione spirituale/umana</strong>? A livello intellettualle possiamo anche sapere che non c&#8217;è dissidio tra le due, ma poi nella realltà dei fatti quanti di noi riescono a gestire entrambe le dimensioni della vita in modo armonico, sinergico ed efficace?</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso trovo meravigliosamente chiarificatrici e illuminanti le parole, ancora una  volta (si sono ripetitivo, ma questa è la mia fase Kornfieldiana <img src='http://lameditazione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) del nostro amico Jack, che dirime egregiamente la questione in questo capitoletto intitolato:</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il bambino, l&#8217;acqua del bagno e il pensiero abile</h3>
<p style="text-align: justify;">Nella pratica della consapevolezza il punto non è sbarazzarsi del pensiero ma imparare a <strong>vederlo in modo abile</strong>. La tradizione buddhista allena la mente pensante e l&#8217;intelletto a pensare bene e con chiarezza. Pianificare, ragionare, organizzare,immaginare e creare ci sono necessari.<strong> I pensieri ben ponderati sono un dono</strong>. I nostri pensieri possono stabilire la direzione da prendere, possono farci capire, analizzare e discernere, possono metterci in sintonia con la vita che abbiamo intorno. Quando dimoriamo in pace nel nostro cuore possiamo utilizzare la facoltà di pensiero in modo saggio, possiamo pianificare e immaginare con benevolenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un <strong>professore di matematica</strong> e topografia che si era avvicinato alla meditazione era preoccupato perchè <strong>il suo lavoro implicava ore e ore di attività di pensiero</strong>. Mi chiese in che modo praticare la meditazione e allo stesso tempo pensare a fondo a quei complessi problemi matematici: doveva cercare di fare un passo indietro ed essere sempre deliberatamente conscio della sua attività di pensiero? Questo lo imbarazzava e disorientava. Risposi dandogli un&#8217;istruzione semplice: &lt;&lt; innanzitutto <strong>verifica la motivazione</strong>. Avvicina la matematica in modo creativo e positivo. Poi, mentre pensi alla matematica, pensa soltanto alla matematica: se diventi competitivo e ti preoccupi di pubblicare il tuo teorema prima di un altro collega, quella non è matematica; se ti trovi a sognare di vincere il Nobel o un&#8217;onorificenza sul campo, quella non è matematica. Trovati una motivazione abile. Poi lavora alla matematica e goditi la creatività della mente.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La chiave al pensiero saggio è percepire lo stato di energia che sta dietro al pensiero.</strong> Se prestiamo attenzione notiamo che certi pensieri sono generati dalla paura e da una scarsa considerazione di sè: possono accommpagnarsi ad attaccamento, rigidità, senso di indegnità, atteggiamenti difensivi, aggressività, ansia. Ne possiamo sentire gli effetti sul cuore e sul corpo. Quando notiamo questa sofferenza possiamo rilassarci, respirare, sciogliere le identificazioni; con questa consapevolezza la mente si fa più aperta e malleabile, il che ci ferma e riporta alla nostra natura di Buddha. A questo punto possiamo lo stesso pensare, immaginare e pianificare ma a partire da uno stato di agio e di benevolenza. E&#8217; semplicissimo.</p>
<p><em>Da “il Cuore Saggio” di Jack Kornfield</em></p>
<div class="shr-publisher-153"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa succede quando si muore</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 19:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche di Meditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lama tibetano Kalu Rimpoche descriveva molto vividamente quello che succede al nostro corpo al momento della morte. Non so se sia tutto vero, e spero di poterlo verificare il più tardi possibile Ad ogni modo questa descrizione ha il potere di rendermi molto vivida l&#8217;idea della morte (al punto da non esser più una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">Il lama tibetano <em>Kalu Rimpoche</em> descriveva molto vividamente <strong>quello che succede al nostro corpo al momento della morte</strong>. Non so se sia tutto vero, e spero di poterlo verificare il più tardi possibile <img src='http://lameditazione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Ad ogni modo questa descrizione ha il potere di rendermi molto vivida l&#8217;idea della morte (al punto da non esser più una semplice idea), mi scuote e risveglia dall&#8217;illusione quotidiana di immortalità e permanenza, ricordandomi che questo corpo non è la mia vera dimora/natura. Sposto allora più volentierei l&#8217;identificazione dal corpo alla coscienza.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Avvicinandoci alla morte, in noi comincia a dissolversi l&#8217;<strong>elemento terra</strong>: perdiamo la nostra forza, non riusciamo più a stare seduti o a reggerci dritti. Le guance cominciano ad affossarsi, non riusciamo più a sostenere la testa, si fa difficile persino aprire o chiudere gli occhi. Si diventa pallidi; ci sentiamo pesanti e scomodi in ogni posizione; chiediamo di essere tirati su. Alcuni testi ci dicono che ci sentiamo come se stessimo cadendo o sprofondando sottoterra, o ci sentiamo schiacciati da un grosso peso, addirittura come se il nostro corpo fosse schiacciato giù da una montagna.<strong> L&#8217;elemento terra sta tornando alla terra</strong></p>
<p>Poi è il turno dell&#8217;<strong>elemento acqua</strong>: cominciamo a perdere il controllo dei fluidi corporei. Ci cola il naso, possono lacrimarci gli occhi, forse diventiamo incontinenti. Non riusciamo più a muovere la lingua; gli occhi cominciano a sentirsi secchi, nell&#8217;orbita; abbiamo le labbra tese ed esangui, la bocca riarsa, la gola chiusa. Le narici si deformano, ci viene una gran sete. Tremiano e ci contorciamo. Alcuni testi dicono che ci sentiamo annegare in un oceano o trascinare via da un fiume enorme. <strong>L&#8217;elemento acqua sta tornando all&#8217;acqua.</strong></p>
<p>Poi viene l&#8217;<strong>elemento fuoco</strong>. La bocca e il naso si prosciugano completamente: tutto il calore comincia a lasciare il corpo di solito a partire dai piedi e dalle mani in direzione del cuore. Può capitare che dalla sommità del capo esca un calore umido. Sentiamo freddo il respiro che ci attraversa il naso e la bocca. Non abbiamo più il calore necessario per digerire niente. Diventa sempre più difficile percepire tutto ciò che è al di fuori di noi. L&#8217;esperienza interiore è di essere consumati da una vampa ruggente, o che il mondo sia consumato in un&#8217;apocalisse di fuoco. <strong>L&#8217;elemento fuoco ritorna al fuoco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue l&#8217;<strong>elemento aria</strong>. Respirare ci diventa sempre più difficile: l&#8217;inspirazione si fa superficiale e l&#8217;espirazione si allunga. Cominciamo a respirare ruomorosamente e ad ansimare. I respiri diventano più brevi e laboriosi: il corpo si torce, poi si acquieta. La vista svanisce, quella interiore come quella esterna, indistinta e appannata. L&#8217;esperienza interiore di un gran vento che spazzi via il mondo, di un tornado che consuma l&#8217;intero universo. <strong>L&#8217;elemento aria ritorna all&#8217;aria</strong>.</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-142"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Meditazione di consapevolezza: metodo base per la pratica quotidiana</title>
		<link>http://lameditazione.com/2010/11/meditazione-di-consapevolezza-metodo-base/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 15:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DharmaBlogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche di Meditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove meditare Per prima cosa, scegli un posto adatto a una regolare pratica della meditazione; mettici una sedia o un cuscino da meditazione e aggiungi qualche libro o immagine che contribuisca a dare la sensazione di uno spazio sacro e pieno di pace. Quando meditare Per la pratica regolare scegli un momento che si adatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><h3 style="text-align: justify;">Dove meditare</h3>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa, <strong>scegli un posto adatto</strong> a una regolare pratica della meditazione; mettici una sedia o un cuscino da meditazione e aggiungi qualche libro o immagine che contribuisca  a dare la sensazione di uno spazio sacro e pieno di pace.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Quando meditare</h3>
<p style="text-align: justify;">Per la pratica regolare scegli <strong>un momento che si adatti bene</strong> allo schema della tua giornata e al tuo temperamento. Se sei una persona mattiniera, prova a sederti a meditare prima di colazione; se la sera è più adatta al tuo temperamento o al tuo orario giornaliero, prima prova di sera. Per cominciare siedi 15 o 20 minuti alla volta; in seguito potrai meditare più a lungo o con più frequenza. <strong>La meditazione quotidiana può diventare come fare il bagno o lavarsi i denti: può dare una ripulita regolare al tuo cuore e alla tua mente, calmandoli.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Postura e atteggiamento</h3>
<p style="text-align: justify;">Che tu sieda su di un cuscino o una sedia, stai <strong>eretto ma non rigido</strong>. Il tuo corpo sia fermamente piantato a terra, con le mani appoggiate e sciolte, il torace rilassato, gli occhi chiusi con delicatezza. Percepisci il corpo e allenta ogni prevedibile tensione. Lascia andare tutti i pensieri e i progetti abituali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Avvicinamento al respiro</h3>
<p style="text-align: justify;">Ora porta l&#8217;attenzione a percepire<strong> le sensazioni che ti dà il respiro</strong>. Fai alcuni respiri profondi per sentire <strong>in che punto percepisci</strong> il respiro con più facilità, sotto forma di freschezza o di solletico nelle <strong>narici</strong> o nella gola, o come movimento del <strong>petto</strong> o come espansione e riduzione della<strong> pancia</strong>. A questo punto lascia che il respiro fluisca spontaneo. Percepisci con grande cura le sensazioni che ti dà ogni respiro, rilassandoti in ognuno via via che lo senti scorrere, notando come le sottili sensazioni del respiro vadano e vengano senza sforzo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Tecnica base della meditazione di consapevolezza</h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni respiri la tua attenzione probabilmente <strong>se ne andrà a spasso</strong>. Non importa quanto a lungo &#8220;sei stato via&#8221;: <strong>torna con gentilezza al respiro</strong>. Prima di tornare puoi esercitare consapevolmente <strong>il riconoscimento</strong> con una parola delicata sullo sfondo della mente, come &#8220;pensare&#8221; o &#8220;fantasticare&#8221; o &#8220;ascoltare&#8221; o &#8220;prurito&#8221;: dopo aver dato un nome tra te e te, a ciò che aveva attirato la tua attenzione rilassati e torna gentilmente a sentire il respiro successivo. Man mano che la tua pratica meditativa si sviluppa, puoi prendere consapevolezza sempre più piena dei<strong> luoghi in cui vagabonda la tua attenzione</strong>. Quando a distrarti dal respiro sono forti sensazioni o emozioni o pensieri ricevili con la stessa presa d&#8217;atto consapevole che riservi al respiro: <strong>riconoscili, definiscili gentilmente con un nome; quando saranno passati torna al respiro</strong>. Se hai appena cominciato la sessione e vuoi sviluppare più stabilità basterà anche solo una parola di riconoscimento, per poi tornare al respiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre siedi insieme al respiro<strong> lascia che il suo ritmo cambi</strong> spontaneamente: permettigli di essere breve, lungo, veloce o lento, sforzato o facile. Stabilizzati rilassandoti nel respiro; quando il respito si fa più sottile, lascia che anche l&#8217;attenzione si faccia delicata e accurata, leggera come il respito stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ti riporterai indietro mille volte, come se stessi addestrando un cucciolo</strong>: poco a poco, settimane e mesi di questa pratica con il respiro ti renderanno più calmo e concentrato. E&#8217; un processo ciclico, che avrà giorni di tempesta come giorni limpidi. Limitati a starci insieme; facendolo scoprirai che la consapevolezza del respiro ti aiuta a stabilizzare e tranquillizzare la mente e il corpo. Da questa consapevolezza inziale potrai andare incontro alle altre esperienze che sorgono: sarai centrato nel bel mezzo della tua vita in perenne cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da “il Cuore Saggio” di Jack Kornfield</em></p>
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