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	<title>La pelle dell'orso</title>
	
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	<description>Il blog di Margherita d'Amico</description>
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		<title>Palio e progresso</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 10:06:16 +0000</pubDate>
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  Si dibatte di Palio di Siena e palii in generale in questi giorni, perché il Ministro del Turismo Brambilla ha manifestato l&#8217;intenzione di incominciare a distinguere, probabilmente in termini di finanziamenti pubblici e promozione, fra quelle manifestazioni tradizionali che tutelino in modo adeguato gli animali impiegati e quelle che al contrario siano retrograde.
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  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/palio.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/palio.jpg" alt="" title="palio" width="227" height="227" class="aligncenter size-full wp-image-237" /></a>Si dibatte di Palio di Siena e palii in generale in questi giorni, perché il Ministro del Turismo Brambilla ha manifestato l&#8217;intenzione di incominciare a distinguere, probabilmente in termini di finanziamenti pubblici e promozione, fra quelle manifestazioni tradizionali che tutelino in modo adeguato gli animali impiegati e quelle che al contrario siano retrograde.<br />
  Il paragone con la corrida e l&#8217;abolizione verso cui la Catalogna sta procedendo, stava a significare l&#8217;orientamento di sensibilità a cui il mondo civile per fortuna oggi tende. L&#8217;auspicabile progresso della coscienza anche nella considerazione della vita altra: quella degli animali, degli alberi, degli ecosistemi.<br />
  Il Palio di Siena è senza dubbio una manifestazione di valore storico, amata e popolare, principalmente presso i senesi. Come tale va protetta, pur ricordando che si tratta di un&#8217;antica giostra, e non della Maestà del Duomo di Duccio di Buoninsegna. Questo significa che fa parte di quelle tradizioni che possono e devono sopravvivere se hanno la sapienza di trovare il giusto equilibrio fra la propria ragion d&#8217;essere e l&#8217;attualità.<br />
  In principio, il Palio di Siena veniva disputato con cavalli da soma, lenti e robusti. Un&#8217;ordinanza comunale decretava che, ove non se ne reperisse un numero sufficiente per la giornata, se ne potevano requisire ai privati. Il campionissimo di sempre, Folco, vinse otto palii in carriera e durante l&#8217;anno tirava il carretto portando ortaggi al mercato. Fino agli anni &#8216;50-&#8217;60 infatti, al Palio gareggiavano contadini, o giù di lì, e la stessa corsa aveva  una connotazione tutta diversa: solo due o tre competevano per la vittoria &#8211; e si slanciavano insieme per la famosa curva di San Martino &#8211; mentre gli altri erano dietro a tirarsi nerbate. Fu l&#8217;avvento dei fantini professionisti, provenienti dagli ippodromi, a portare poi altri cavalli, altra velocità, altri rischi. A quel punto, iniziarono gli incidenti seri.<br />
  Il solo fatto di precipitarsi in dieci lungo le strettoie, come avviene adesso, è evidente elemento di pericolo per i cavalli, che presero a cadere e spesso a morire, gravemente fratturati o travolti dal gruppo.<br />
  Un&#8217;irregolare piazza cittadina non è un ippodromo.<br />
  Per lungo periodo a Siena furono messi in lizza delicati purosangue, irrequieti stalloni, che lasciarono dietro di sé, oltre alla gloria, una scia di sangue.<br />
  Tuttavia, negli ultimi dieci anni, il Palio di Siena ha compiuto notevoli passi avanti nella cura e tutela dei suoi cavalli.<br />
  Per mantenere l&#8217;odierna spettacolarità non si è tornati agli antichi esemplari da tiro. Ma sono stati banditi purosangue e stalloni, è stato creato un pensionato a vita per tutti i reduci della gara e sono state adottate diverse misure di sicurezza. Dai materassi a bordo tracciato (purtroppo non riescono a coprire ogni insidioso angolo del percorso) del tipo utilizzato per la Formula 1 automobilistica, all&#8217;eccellente qualità della pista di tufo, fino ai frequenti controlli veterinari, e ad alcune corse propedeutiche di allenamento affinché tra le altre cose i cavalli non si trovino disorientati nel partire per la prima volta nella Piazza del Campo col sistema dei canapi.<br />
  E&#8217; stato anche istituito un consorzio di tutela del Palio, che a ogni effetto ne difende l&#8217;immagine. Fa in modo che i colori non escano dalle contrade, evita che eventuali pubblicità lucrino sull&#8217;evento, ma anche propone al pubblico quanto di fatto Siena desidera.<br />
  Le riprese televisive del Palio &#8211; due lunghe dirette Rai ogni anno, a luglio e agosto, in occasione di entrambi gli appuntamenti &#8211; non sono affidate agli operatori della tv di Stato, ma sono appannaggio del consorzio.<br />
  E&#8217; Siena dunque che decide cosa mostrare e cosa no della corsa, per mezzo delle telecamere di un service privato. Si evitano dunque i primi piani dei fantini che alla mossa, com&#8217;è noto agli appassionati, contrattano e si promettono denaro. E anche, si stacca se un cavallo è infortunato, o morto, a terra.<br />
  Dell&#8217;incidente, Siena ci informa il meno possibile. Sposta subito lo sguardo, rimuove; di quanto è accaduto all&#8217;animale sapremo forse &#8211; in casi clamorosi  &#8211; da un rarefatto comunicato l&#8217;indomani.<br />
  Si dà il caso però che il Palio sia inserito in un palinsesto pubblico, per cui noi tutti paghiamo virtuosamente il canone. Prima della corsa, che di fatto dura pochi secondi, per ben due volte l&#8217;anno la Rai propone agli italiani un paio d&#8217;ore di sbandieratori, signori vestiti da paggi, tamburi e vessilli che fanno da cornice a un magnifico palazzo da cui si affacciano autorità e ospiti famosi.<br />
  Tale palazzo, continuamente inquadrato, appartiene a una grande banca, l&#8217;istituto di credito indigeno, che ne ricava straordinaria visibilità. Incomparabile a qualsiasi spot pubblicitario quanto a durata e efficacia.<br />
  Certo, non è comodo che in diretta tv il volto di Siena, del Palio e della banca finiscano accomunati a cavalli rantolanti al suolo, perciò si sono create le condizioni per evitarlo, a discapito della corretta informazione dell&#8217;utente.<br />
  C&#8217;è un altro fatto, ancora più significativo.<br />
  In Italia, non esiste una normativa che regolamenti a dovere tutte le corse tradizionali, i palii, le quintane, le giostre, le manifestazioni popolari che prevedono l&#8217;impiego di animali, troppo spesso arcaico e improprio. Buoi sottoposti a sforzi mostruosi, oche tormentate, asini vessati, palombelle sparate dentro un tubo. E ancora cavalli.<br />
  Chi non ricorda, appena qualche anno fa, le tragiche immagini del palio di Floridia, e di quello di Ferrara? I nodelli spezzati, gli animali strisciavano sull&#8217;asfalto fra le urla degli spettatori.<br />
  Esiste una legge, la 189 del 2004, che tutela gli animali punendo penalmente chi li maltratti o li uccida. Purtroppo però i cavalli, unici a lavorare, e anche macellabili, godono di uno status ambiguo che giustifica innumerevoli eccessi e abusi nelle ragioni dell&#8217;agonismo, dell&#8217;allenamento, dell&#8217;addestramento.<br />
  Oggi in Italia ogni regione, ogni città, ogni paese, ha il diritto di stabilire le regole del proprio palio, o giostra. Chiunque può decidere di far correre purosangue sul cemento, incatenare anatre, bendare muli.<br />
  A causa di tale situazione, nel nostro Paese ogni anno vengono maltrattati e muoiono molte centinaia, forse migliaia di animali, in nome di tradizioni spesso ridicole, a volte nemmeno antiche, che oggi comunque, in quei termini di crudeltà e barbarie, non hanno alcuna ragione e diritto d&#8217;essere.<br />
  Questo è inaccettabile: una regolamentazione nazionale s&#8217;impone con grande urgenza.<br />
  Naturalmente, Siena non ha interesse a che tale normativa si crei, poiché vuole continuare a determinare e gestire in totale autonomia la propria manifestazione.<br />
  Il Palio di Siena oggi, per quanto riguarda il rispetto dei cavalli, è di gran lunga migliore di tanti altri, ma ancora migliorabile.<br />
  Inoltre porta con sé la maggior tradizione, la maggior fama e, di conseguenza, la maggior responsabilità.</p>
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		<title>Suso, amica di Villa Borghese</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 13:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Da tutti gli argomenti su cui mia nonna Suso Cecchi d&#8217;Amico era pronta a ridere, bisognava escludere Villa Borghese. Fin dal 1924 aveva abitato con i genitori a Corso d&#8217;Italia. Affacciata sul parco fu ritratta da sua madre, Leonetta Cecchi Pieraccini, che ne dipinse spesso i pini dal terrazzo. Se ne allontanò sposa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna1.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna1-207x300.jpg" alt="" title="Nonna1" width="207" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-231" /></a>Da tutti gli argomenti su cui mia nonna Suso Cecchi d&#8217;Amico era pronta a ridere, bisognava escludere Villa Borghese. Fin dal 1924 aveva abitato con i genitori a Corso d&#8217;Italia. Affacciata sul parco fu ritratta da sua madre, Leonetta Cecchi Pieraccini, che ne dipinse spesso i pini dal terrazzo. Se ne allontanò sposa nel 1938 in favore di Prati. Ma nel &#8216;54 tornò. Da via Paisiello ogni giorno, con il cane, attraversava con calma la Villa. Dal Parco dei Principi fino al Pincio, con un giro largo che abbracciava la Valle dei Platani, il Giardino del Lago, viale delle Magnolie, la grande vasca. E al ritorno il Galoppatoio, il Bosco Ombroso, e poi di nuovo indietro piazza di Siena: la sua conoscenza del territorio era perfetta, come pure la sua devozione.<br />
  Nel &#8216;95, allarmata dai primi segnali di degrado, fondò assieme ad altri appassionati l&#8217;associazione Amici di Villa Borghese, di cui è sempre rimasta presidente. Per la tutela della Villa, nel corso degli anni Suso combatté, inviò lettere ai giornali, ricevette delusioni da sindaci del passato che aveva sostenuto con generosità.<br />
  Scrisse in ultimo al neoeletto Alemanno. Fu richiamata dal consigliere di un municipio che non l&#8217;aveva mai sentita menzionare, ma aiutava l&#8217;assessore De Lillo a &#8220;spicciare la corrispondenza&#8221;. Questi era andato a New York e le disse che anche a Central Park c&#8217;era qualche cartaccia. Nonna sospirò. Perciò, nel luglio scorso le risparmiai il racconto del giovanotto che usava gli alberi come gabinetto mentre io chiamavo invano i vigili.<br />
  Ma sugli Amici di Villa Borghese, di recente in campo per proteggere la Valle dei Platani, si manteneva aggiornatissima. Li definiva &#8220;zelanti&#8221;. Sospetto che non la smentiranno.<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna2.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/08/Nonna2-300x213.jpg" alt="" title="Nonna2" width="300" height="213" class="aligncenter size-medium wp-image-232" /></a></p>
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		<title>Alla Valle dei Platani è improvvisamente autunno</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 23:02:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010410.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010410-300x225.jpg" alt="" title="22072010410" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-225" /></a>D&#8217;improvviso, nell&#8217;antica Valle dei Platani è autunno. Se a fine giugno i preziosi patriarchi apparivano nel pieno splendore, verdi e rilucenti, oggi si cammina su una coltre di foglie morte. Le chiome di molti esemplari hanno mutato colore e sono screziate, o perlopiù gialle e marroni. E parecchi rami mostrano l&#8217;attacco del cosiddetto mal bianco, o microsphaera platanis: muffa lattiginosa. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010402.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010402-300x225.jpg" alt="" title="22072010402" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-226" /></a><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010399.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010399-300x225.jpg" alt="" title="22072010399" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-227" /></a><br />
  Come molti ricordano la Valle dei Platani (protetta da UNESCO e Carta di Firenze, Sito di Interesse Comunitario, come tutta Villa Borghese) è stata al centro di contestazioni a causa di una condotta idrica immessa dall&#8217;Acea in prossimità degli alberi secolari. A opporsi, gli Amici di Villa Borghese, Italia Nostra, Legambiente, associazioni e cittadini sulla base di leggi, buon senso e anche del giudizio dello studioso Peter Raven.<br />
Considerato il massimo botanico vivente (per Time Magazine &#8220;eroe del Pianeta&#8221;) un anno e mezzo fa Raven chiese di interrompere subito i lavori nell&#8217;ultima isola urbana di platani orientali in Europa. Disse che le conseguenze si sarebbero viste di lì a un anno, poiché lo scavo avrebbe alterato il flusso naturale delle acque nella valle, privando i patriarchi di nutrimenti essenziali e uccidendoli. Chiese che la condotta fosse posta a una distanza minima di 100 metri dagli alberi (dato confermato dall&#8217;Università La Sapienza) mentre il tubo, definitivamente interrato a inizio estate, giace a meno di 12 metri dal primo platano. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010409.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/22072010409-300x225.jpg" alt="" title="22072010409" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-228" /></a><br />
   Non sta a me trarre conclusioni. Di sicuro, riguardo un sito di tale valore, in predicato per essere trasformato in museo naturalistico, s&#8217;impone ora il tempestivo intervento di un esperto di riconosciuta autorevolezza internazionale.<br />
<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/24072010413.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/24072010413-300x225.jpg" alt="" title="24072010413" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-229" /></a></p>
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		<title>Villa Borghese privatizzata e al degrado totale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 09:56:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010329-300x225.jpg" alt="" title="06072010329" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-219" /></a>Si dice che il sindaco Alemanno sia appassionato di ambienti incontaminati, solito trascorrere fortunate vacanze nel verde e nella pulizia di Cortina. Tanto diversa dalla città che egli può lasciarsi alle spalle, non solo per caratteristiche fisiche e geografiche, ma anche quanto a cura e tutela del bene pubblico: in particolare, la natura. Sono compiti, quelli dei pubblici amministratori, che includono la responsabilità di gestire e proteggere i possedimenti della collettività. Non ultimi i parchi cittadini.<br />
  Sono i nostri polmoni verdi; risorsa quotidiana per milioni di persone. Fondamentali per chi aspiri a prati, alberi, quiete e ombra, e non possa permettersi ferie.<br />
   Ma i parchi romani sono ancora di più. In gran parte, si tratta di strepitose ville storiche senza rivali al mondo, che contribuiscono a sostenere il nostro turismo. Impensabile disporle in una classifica: certo, Villa Borghese è la più centrale e famosa, accoglie sei grandi musei, è tutelata da tre leggi internazionali e qualunque comune normale ne farebbe bandiera.<br />
Invece, non solo il magnifico giardino sprofonda in un degrado di immondizie, alberi secolari trascurati o sacrificati, monumenti distrutti, feci umane, animali sterminati, ma anche, cessa di appartenere ai romani. <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010330-300x225.jpg" alt="" title="06072010330" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-220" /></a><br />
  E&#8217; infatti iniziato un processo di privatizzazione della Villa, attraverso concessioni e delibere provenienti dal gabinetto del sindaco: ristoranti e discoteche, dalla scalinata Zevi a Piazza di Siena ormai chiusa da mesi ai cittadini. Prima dal colossale e inutile villaggio sponsor del concorso ippico, oggi dal chiassoso Fifa Fan Fest. Quindi, dietro il Cinema dei Piccoli, spunta un nuovo palco con sedie a bloccare ampi tratti verdi. Tutto, sempre, a beneficio di imprese, esercenti privati, e a sfregio continuo del bene collettivo. Poi ancora, si dibatte dei concerti di Renato Zero: nuove scariche di rifiuti, altoparlanti che scacceranno i residui uccelli.<br />
  Non scordiamo che le nostre ville storiche sono da considerarsi musei. Ovunque si appresti ad andare in vacanza, quali che siano i suoi gusti in merito, lo stesso ministro Bondi sarebbe gentile a visitare Villa Borghese per farsi un&#8217;idea delle sue condizioni.<a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/07/06072010334-300x225.jpg" alt="" title="06072010334" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-221" /></a></p>
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		<title>LE BOTTICELLE E LE SCELTE DI ALEMANNO</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 11:25:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  
  E&#8217; chiara, dopo due anni di straordinaria attenzione su una vicenda molto circoscritta come quella delle botticelle, la volontà del Sindaco di esercitare il proprio diritto di decidere in autonomia dall&#8217;opinione pubblica. Lo stesso annuncio di un&#8217;ambulanza per cavalli pronta a intervenire in caso di disgrazia, nei giorni in cui le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/06/botticelle.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/06/botticelle.jpg" alt="" title="botticelle" width="135" height="95" class="aligncenter size-full wp-image-217" /></a><br />
  E&#8217; chiara, dopo due anni di straordinaria attenzione su una vicenda molto circoscritta come quella delle botticelle, la volontà del Sindaco di esercitare il proprio diritto di decidere in autonomia dall&#8217;opinione pubblica. Lo stesso annuncio di un&#8217;ambulanza per cavalli pronta a intervenire in caso di disgrazia, nei giorni in cui le associazioni animaliste raccolgono valanghe di firme per richiedere che i cavalli vengano tolti dai pericoli della strada, è un ribadire il pugno fermo del Campidoglio.<br />
  Posizione immobile, assunta nel 2008 in favore dei 42 vetturini in carica, contro la sensibilità espressa da una società civile assai vasta e varia. Fatta di persone libere da pregiudizi, della stampa nazionale e internazionale, del Web, del volontariato.<br />
  E&#8217; inevitabile che la sproporzione della scelta, i suoi termini, la mancanza di flessibilità, giunti a questo punto stupiscano un po&#8217;, e inducano domande.<br />
  In fondo, se pure Alemanno non tiene in alcun conto i diritti animali, sarebbe far torto alla sua intelligenza politica pensare che non abbia notato quanto le sorti di quei cavalli stiano a cuore alla gente. Se pure egli reputa che i vetturini siano gli esempi di romanità più encomiabili, non gli sarà sfuggito che nessuno ha mai proposto di gettarli sul lastrico. Si è suggerito anzi di rimodernare il servizio. Sostituire i cavalli sofferenti, inadatti al traffico e agli strapazzi, con cabriolet ecologiche che consentirebbero agli autisti di lavorare e guadagnare senza stop nelle ore calde.<br />
  Per lui, per la sua immagine di sindaco, tale innovazione sarebbe stata ovviamente più vantaggiosa, progredita, sotto ogni punto di vista, della fedeltà a una tradizione recente e turistica.<br />
  Magari, avrebbe potuto procedere per gradi. Incominciando a bloccare le licenze, che si tramandano di padre in figlio. Istituendo un esame di abilitazione  e limiti di età come in ogni mestiere a chi già esercita. Impedendo l&#8217;acquisto di nuovi cavalli e organizzando il pensionamento di quelli esistenti. Facendo soprattutto rispettare il regolamento comunale.<br />
  Alemanno non è romano. Ma forse ricorderà l&#8217;ultimo film di un nostro grande attore, Alberto Sordi. &#8220;Nestore l&#8217;ultima corsa&#8221; è un testamento spirituale, ed esprime proprio questa dolorosa preoccupazione: il destino dei cavalli delle botticelle.</p>
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		<title>Tutela del cavallo: fatti oltre alle parole</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:18:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Sensibilizzare: una parola importante. Pronunciata, in riferimento alla tutela dei cavalli, venerdì scorso a Piazza di Siena dal vice-ministro della Salute Francesca Martini, dal segretario generale dell&#8217;Unire Riccardo Acciai, dal presidente della Fise Andrea Paulgross. E&#8217; bene, tuttavia, che alle parole conseguano i fatti.
  Allo stesso Csio (molto sottotono: vasi di plastica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/09052009159.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/09052009159-e1275340483496-300x225.jpg" alt="" title="09052009159" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-213" /></a>  Sensibilizzare: una parola importante. Pronunciata, in riferimento alla tutela dei cavalli, venerdì scorso a Piazza di Siena dal vice-ministro della Salute Francesca Martini, dal segretario generale dell&#8217;Unire Riccardo Acciai, dal presidente della Fise Andrea Paulgross. E&#8217; bene, tuttavia, che alle parole conseguano i fatti.<br />
  Allo stesso Csio (molto sottotono: vasi di plastica, allestimento povero, tribune vuote &#8211; lamentando mancanza di budget quando da due anni il presidente Fise ha introdotto per sé uno stipendio di 150mila euro l&#8217;anno) chiunque ha potuto osservare notare come la potenza, gara obsoleta, pericolosa e inutile, sia stata disputata esclusivamente da cavalieri italiani in condizioni rocambolesche.<br />
  Qualunque appassionato avrà inoltre notato che la gara Unire per cavalli di 7 anni si è svolta sabato in un orario sballato, con le luci che cambiavano dal tardo pomeriggio alla sera nel corso della competizione. Il montepremi elevatissimo (30mila euro) e l&#8217;estrema difficoltà del campo, erano tutto, fuorché quanto si possa decentemente proporre a soggetti giovani. Questi ultimi, selezionati sulla base delle somme già vinte dal 1 gennaio ad oggi. Vale a dire non quelli più saggiamente gestiti, ma i più sfruttati.<br />
  Risultati sportivi? Italia fanalino di coda. Si parla tanto di doping: vero che si inizia ad applicare qualche squalifica severa, ma abbiamo ancora personaggi intoccabili. E tutti i cavalli che sgobbano lontano dai riflettori, nei circoli che fanno passeggiate e altro?<br />
  Sabato, Oipa e No-alla-caccia raggiungevano quota cinquemila firme favorevoli alla dismissione delle botticelle: quei cavalli sofferenti nel traffico romano di cui la stessa Martini due anni fa si pronunciò paladina.</p>
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		<title>In difesa degli alberi contro i parcheggi interrati: ribellione in tutta Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:01:09 +0000</pubDate>
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  Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.
  Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all&#8217;intervento del Corpo Forestale, dall&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente è giunto l&#8217;ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giul22.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giul22-300x257.jpg" alt="" title="platani abbattuti in viale Giulio Agricola" width="300" height="257" class="alignnone size-medium wp-image-188" /></a><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giulio-agricola1.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/giulio-agricola1.jpg" alt="" title="Viale Giulio Agricola" width="124" height="93" class="alignnone size-full wp-image-182" /></a><br />
  Cittadini pro alberi contro parcheggi interrati: accade in tutta Roma.<br />
  Mercoledì, dopo che in viale Giulio Agricola un abitante si è incatenato a un platano fino all&#8217;intervento del Corpo Forestale, dall&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente è giunto l&#8217;ordine di sospendere i lavori. Segno di attenzione, in extremis, verso una protesta di quartiere che è andata crescendo di ora in ora. Benché annunciato che i 63 platani dichiarati da rimuovere per permettere esplorazioni archeologiche non fossero destinati all&#8217;abbattimento, ma all&#8217;espianto.<br />
  Piccolo particolare, questa è la stagione vegetativa, dunque il momento peggiore per un simile intervento, e agli undici già estirpati dalla ditta interessata sono state mozzate malamente le radici. Inoltre, il trasferimento era previsto al vicino Parco degli Acquedotti; ma a causa del rifiuto della soprintendenza gli esemplari (belli, di circa cinquant&#8217;anni) sono stati trasbordati in un luogo del tutto privo di senso. Nei pressi di via Canapiglia, in periferia di Torremaura, a cinque metri dal GRA. </p>
<p>  Intanto, gli abitanti di Giulio Agricola e quelli della vicina via Marco Fulvio Nobiliore, dov&#8217;è previsto un altro parcheggio, si stanno costituendo in un comitato e hanno già raccolto quasi mille firme per manifestare il proprio dissenso rispetto all&#8217;intervento urbanistico. Identico l&#8217;atteggiamento degli abitanti di via Lisbona e di quelli di viale Leonardo da Vinci, che non desiderano affatto nuovi posti auto sotterranei e a pagamento in concessione a privati, ma vogliono a ogni costo mantenere gli alberi pubblici sulla strada. Pure in via Festo Avenio si protesta, in difesa del verde e in particolare di una quercia secolare, meritevole di un vincolo.</p>
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		<title>Aiutiamo Pete Bethune: richiediamo la sua liberazione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:52:29 +0000</pubDate>
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  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/bethune.jpg" alt="" title="bethune" width="147" height="146" class="alignnone size-full wp-image-169" /></a><br />
  In ogni paese democratico, davanti alle ambasciate e ai consolati del Giappone, da due mesi a questa parte si svolgono frequenti manifestazioni. Sono ragazzi, schierati con megafoni, striscioni e fotografie dell&#8217;uomo di cui chiedono l&#8217;immediata liberazione: il capitano Pete Bethune. Neozelandese, membro della Sea Shepherd Conservation Society, attivista contro i cacciatori di cetacei e comandante della Ady Gil, il trimarano speronato e affondato di proposito, nel gennaio scorso, da una baleniera nipponica che stava pescando in violazione delle convenzioni. </p>
<p>  Il 15 febbraio, circa un mese dopo l&#8217;aggressione che ha trinciato in due lo scafo della sua imbarcazione ed è stata ripresa da un filmato che ha fatto il giro del mondo, Bethune sale a bordo della Shonan Maru2, la nave responsabile. Intende arrestarne il capitano per il tentato omicidio del suo equipaggio e l&#8217;omissione di soccorso; e pure presentargli un conto di tre milioni di dollari. Ma paradossalmente sono i giapponesi a prenderlo in ostaggio. A forza lo portano a Tokio, dove viene incarcerato con cinque capi d&#8217;accusa: assalto, abbordaggio, possesso illegale di un coltello (con cui ha tagliato una rete per salire a bordo della baleniera), distruzione di proprietà privata (la rete), impedimento dello svolgersi del lavoro.</p>
<p>  Pete Bethune è ancora prigioniero, e con mail e fax alle autorità nipponiche e altre forme di civile protesta suggerite dalla Sea Shepherd se ne reclama la tempestiva scarcerazione.<br />
  Per conto del Giappone, a sfregio delle moratorie internazionali, si compiono stragi in tutti gli oceani e vengono uccisi milioni di pesci e cetacei. Squali, balene, delfini e tonni sono i primi, ma non gli unici, a farne le spese.</p>
<p>  L&#8217;impegno di Bethune e la sua storia sono simbolo di una lotta per salvare quanto rimane di un ecosistema marino ormai fragilissimo, stravolto dai disastri ambientali, dall&#8217;inquinamento ordinario, dall&#8217;intensità e dalla mancanza di criterio delle rotte di navigazione, e da una pesca scellerata.<br />
  Aiutiamo la Sea Shepherd a richiederne l&#8217;istantaneo rilascio.</p>
<p><a href="http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html">http://www.seashepherd.org/matilda/support-captain-bethune.html</a></p>
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		<title>Stop immediato alle potature: anche la LIPU si rivolge al Comune di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004.jpg"><img src="http://www.margheritadamico.com/wp-content/uploads/2010/05/004-300x225.jpg" alt="" title="004" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-167" /></a>  Il Regolamento del Comune di Roma sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005, all&#8217;articolo 9, lettera G, vieta espressamente di &#8220;effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo&#8221;. E&#8217; quanto la LIPU-Birdlife Italia ricorda, pregando il sindaco Alemanno e i Municipi di sospendere subito tutte le potature degli alberi perlomeno fino al termine di luglio, poiché rappresentano per le uova e i piccoli accuditi dai genitori una condanna a morte certa. L&#8217;appello della LIPU, preceduto da un analogo comunicato dell&#8217;Enpa, menziona anche la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, che in merito alla distruzione di uova e nidi prevede pesanti sanzioni.</p>
<p>  Uccelli, pipistrelli, insetti, ma pure scoiattoli e piccoli mammiferi trovano negli alberi, dai rami alle cavità, i luoghi dove covare o partorire. Distruggerli, significa sterminare alla radice questi animali, già oppressi dall&#8217;inquinamento e dalla cementificazione.<br />
E&#8217; un tema che si ripropone ogni anno con maggior preoccupazione da parte delle associazioni e di moltissimi cittadini, ma non ha finora ottenuto risposte, né il rispetto della normativa.</p>
<p>  Ben più a lungo oltretutto si estende l&#8217;arco in cui gli alberi stessi non andrebbero toccati, in quanto nel pieno della stagione vegetativa. Di norma infatti le potature si effettuano quando la natura è ferma, germi e funghi non circolano, la tempera è bassa: durante l&#8217;inverno.<br />
D&#8217;altro canto, quella della gestione e tutela del verde urbano è una situazione trascurata da lontano, degenerata con il taglio dei fondi e un&#8217;apparente freddezza delle istituzioni. Sorde al clamoroso interesse che la gente dimostra per l&#8217;argomento.</p>
<p>  Che la sensibilità verso alberi e natura si sia negli ultimi anni triplicata è un fatto. Basti guardare alle battaglie di quartiere, a quanto viene scritto ai media e sul Web. Pensiamo solo ai parcheggi interrati e alla ribellione degli abitanti di viale del Vignola e di piazza Gentile da Fabriano per la salvezza dei loro platani. E proprio in questi giorni, sempre contro un parcheggio, insorge via Lisbona: i cittadini spiegano di non avere alcuna difficoltà a collocare le vetture; invece, non vogliono veder tagliati gli alberi. Come pure, in via Festo Avenio, sembra sia stata data autorizzazione di abbattere, per l&#8217;ennesimo garage, una strepitosa quercia secolare meritevole di vincolo: è insurrezione. In via De Dominicis sono state tagliate due melie in fiore, e altre cinque capitozzate. All&#8217;Eur si protesta perché i pini sono potati così severamente da mantenere solo un misero pennacchio sulla cima.</p>
<p>  Quel che manca, a Roma, è un Regolamento del Verde Urbano. Concordato fra l&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente e le associazioni, che lo richiedono da anni, con il sostegno di esperti riconosciuti, creerebbe linee guida condivise capaci di far operare il Servizio Giardini in serenità e senza contestazioni.</p>
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		<title>Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:12:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. 
  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. </p>
<p>  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l&#8217;entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali. </p>
<p>  Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma. </p>
<p>  Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po&#8217; aggressivamente: &#8220;Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.&#8221; Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip. </p>
<p>  Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.<br />
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest&#8217;amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.</p>
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