<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0">

<channel>
	<title>La pelle dell'orso</title>
	
	<link>http://www.margheritadamico.com</link>
	<description>Il blog di Margherita d'Amico</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Feb 2010 07:12:22 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/LaPelleDellorso" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="lapelledellorso" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Multe a Roma: campagna sui cani e il decoro urbano</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2010/02/160/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2010/02/160/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[cani e decoro urbano]]></category>
		<category><![CDATA[multe a roma]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanze di Alemanno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=160</guid>
		<description><![CDATA[  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. 
  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Con le nuove ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco Alemanno il 3 febbraio scorso, fra le altre cose, il Campidoglio ha giustamente quasi triplicato la sanzione amministrativa per chi non raccoglie dal suolo pubblico le deiezioni del proprio cane. </p>
<p>  Da 100 euro di multa si è passati a 250, e davvero si spera che l&#8217;entità della cifra e i maggiori controlli scoraggino un disgustoso malcostume dannoso anche, in termini di impopolarità, per la maggior parte dei civilissimi padroni di animali. </p>
<p>  Colpisce tuttavia la sproporzione con i 50 euro, immutati dal tariffario precedente, inflitti a chi butta a terra cartacce, lattine e altri oggetti non biodegradabili: appena un quinto della somma. </p>
<p>  Il manifesto della campagna, inoltre, recita un po&#8217; aggressivamente: &#8220;Il cane è tuo, il marciapiede di tutti.&#8221; Non una nota educativa sul fatto che, appunto, comportarsi in modo responsabile contribuisce a una convivenza migliore. Inoltre, ci si domanda se i vigili che hanno verbalizzato le prime sanzioni, di cui il Comune ha dato fiera nota, abbiano anche contestualmente verificato se i cani fossero dotati di microchip, come previsto dalla legge. Improbabile, dato che ben di radio i vigili sono dotati di lettori di microchip. </p>
<p>  Mentre parlare di cani suggerirebbe un investimento per contrastare il randagismo, poiché tale argomento è legato al risparmio di denaro pubblico e al miglioramento della gestione dei canili e dei servizi a essi correlati. Risultati che non si possono ottenere con il solo taglio dei fondi e delle convenzioni.<br />
Il fatto è che in quasi due anni, da parte di quest&#8217;amministrazione, ancora non si è visto un singolo progetto a favore degli animali o del verde pubblico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2010/02/160/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Articolo 842 del Codice Civile</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2010/01/articolo-842-del-codice-civile/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2010/01/articolo-842-del-codice-civile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 20:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunitaria 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[  Di fronte agli inesausti tentativi di deregolamentare la caccia, ultimo l&#8217;emendamento alla legge comunitaria 2010 che vorrebbe abolirne i limiti temporali al voto in Senato, si omette spesso di ricordare perché molti auspichino al contrario un passo indietro. Tali motivi si riassumono in parte nell&#8217;articolo 842 del codice civile, che conferisce ai cacciatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Di fronte agli inesausti tentativi di deregolamentare la caccia, ultimo l&#8217;emendamento alla legge comunitaria 2010 che vorrebbe abolirne i limiti temporali al voto in Senato, si omette spesso di ricordare perché molti auspichino al contrario un passo indietro. Tali motivi si riassumono in parte nell&#8217;articolo 842 del codice civile, che conferisce ai cacciatori il diritto di entrare armati nelle proprietà altrui e sparare a 150 metri dalle abitazioni. </p>
<p>  Se i fucili a pallini hanno gittata di un centinaio di metri, le carabine per gli ungulati arrivano anche a 3.500. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2006 i cacciatori in Italia erano 765mila, dimezzati rispetto agli anni 90, e nel Lazio se ne contavano 70.242. Una minoranza che gode del privilegio di introdursi in casa di terzi, a meno che la proprietà non sia interamente e senza soluzione di continuità recintata con altezza non inferiore a m1.20. Una soluzione antiestetica e soprattutto costosa, che non tutti in campagna desiderano o possono permettersi. Ma se non ci si barrica dentro a proprie spese si è costretti a subire la presenza di estranei armati. Può trattarsi di persone educate, ma anche di gente prepotente e minacciosa. Comunque sconosciuti. </p>
<p>  La caccia non consiste in una serie di eutanasie, ma comporta grida, rantoli, sangue, botti: può capitare che qualcuno non abbia voglia di assistere, o non desideri che i propri bambini guardino, in casa propria. I requisiti psicofisici minimi stabiliti dal Ministero della Salute per il rilascio del porto d&#8217;armi da caccia contemplano un occhio solo con gli occhiali (per ladifesa personale la visione dev&#8217;essere binoculare) e arti superiori sostituiti da protesi, purché buone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2010/01/articolo-842-del-codice-civile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Botticelle: sarà la volta buona?</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2010/01/botticelle-sara-la-volta-buona/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2010/01/botticelle-sara-la-volta-buona/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[botticelle]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sottosegretario Francesca Martini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[  E&#8217; bello iniziare l&#8217;anno col cuore caldo di speranze, e la riconoscenza va a chi ce le infonde. Così tutti quanti sanno che il cavallo è l&#8217;animale più diffusamente sfruttato e maltrattato, oltre che bestia da carne, hanno salutato con gioia l&#8217;annuncio del sottosegretario alla Salute Francesca Martini dello studio di una proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  E&#8217; bello iniziare l&#8217;anno col cuore caldo di speranze, e la riconoscenza va a chi ce le infonde. Così tutti quanti sanno che il cavallo è l&#8217;animale più diffusamente sfruttato e maltrattato, oltre che bestia da carne, hanno salutato con gioia l&#8217;annuncio del sottosegretario alla Salute Francesca Martini dello studio di una proposta di legge per proibirne la macellazione e tutelarne la vita.</p>
<p>  L&#8217;impresa è titanica. Si scontra con gli interessi dell&#8217;industria alimentare e con la logica usa e getta del pianeta sportivo di cui il cavallo è protagonista &#8211; corse, salto ostacoli, passeggiate. Stride con le esigenze del commercio e degli allevatori: una produzione che mira ai grandi numeri, ma è in contrasto col fatto che i cavalli anziani alla fine debbano essere collocati da qualche parte, e mantenuti da qualcuno.</p>
<p>  Ma sono difficoltà che il sottosegretario Martini, anticipando l&#8217;intenzione di muoversi in difesa di tutti i cavalli d&#8217;Italia, avrà ben valutato, memore dell&#8217;impossibilità di aiutare i soli 90 delle botticelle romane. Per loro, l&#8217;onorevole si prodigò a fine 2008, offrendo al sindaco Alemanno il contributo di un tavolo tecnico che fornisse le ragioni per cui era opportuno toglierli dal traffico. </p>
<p>  Erano appena morti due cavalli in circostanze drammatiche. Per un anno i quotidiani dedicarono al tema attenzione straordinaria, travolti da lettere di cittadini (mai interrotte) desiderosi di non vedere più gli animali soffrire in strada. Una conferenza stampa organizzata dall&#8217;Enpa appassionò le testate di tutto il mondo, dagli USA alla Cina. Il tavolo si pronunciò nel marzo 2009, ma forse non fu ascoltato, e nulla cambiò. Sarebbe splendido se le speranze ripartissero da quei 90.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2010/01/botticelle-sara-la-volta-buona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abeti: ora che è finita, ragioniamo?</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2010/01/abeti-ora-che-e-finita-ragioniamo/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2010/01/abeti-ora-che-e-finita-ragioniamo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 22:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[abeti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=154</guid>
		<description><![CDATA[  Ora che è finita, smantellate le decorazioni, non è raro purtroppo vedere abeti buttati per strada, spesso con rami e punta spezzati, come fossero immondizia. E&#8217; uno spettacolo tristissimo. Ma lo era pure, a rifletterci, guardarli qualche giorno fa, addobbati di palle e lustrini accanto al termosifone del Natale domestico. Lo stesso abete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Ora che è finita, smantellate le decorazioni, non è raro purtroppo vedere abeti buttati per strada, spesso con rami e punta spezzati, come fossero immondizia. E&#8217; uno spettacolo tristissimo. Ma lo era pure, a rifletterci, guardarli qualche giorno fa, addobbati di palle e lustrini accanto al termosifone del Natale domestico. Lo stesso abete in piazza, quello istituzionale, è un simbolo molto discutibile. </p>
<p>  Nei giorni precedenti alle feste, la Coldiretti aveva dichiarato aspettative di vendita sugli abetini, allevati da mille aziende agricole specializzate, nel numero di 6.5 milioni, per un fatturato di 140 milioni di euro. Questo giro di denaro non impedisce affatto di chiederci se sulla moquette e in mezzo alle automobili il sacrificio di queste conifere di montagna sia al giorno d&#8217;oggi così carino. </p>
<p>  Che l’albero sintetico sia meno ecologico è tutto da vedersi: la plastica è riciclabile, si acquista una volta sola e dura. L’abete è una creatura viva che perlopiù, passate le feste, morirà. Gettato via come un oggetto inutile. Qualcuno prova a ripiantarlo, ma non sempre si trova dove, e in moltissime regioni e città il clima non è propizio. </p>
<p>  A Roma per fare un esempio, da qualche stagione, lodando chi scelga di acquistare l’albero autentico, Ama e Forestale organizzano punti di raccolta delle piante dismesse, annunciando di ripiantumare quelle in migliori condizioni e trasformare in compost (che viene poi rivenduto!) il resto. Non c’è motivo di dubitare di una promessa virtuosa; ma si ignora dove tali riforestazioni avvengano, e quanti alberi passino poi la selezione. </p>
<p>  Riguardo gli immensi abeti esposti pubblicamente, come quelli che nella Capitale si vedono non solo a piazza San Pietro, ma pure da quest&#8217;anno a piazza Venezia, a Trinità dei Monti e in Campidoglio, si tratta di esemplari, prima o poi, destinati all’abbattimento per l’industria del legno. Sorte prestabilita da dottori forestali, artefici di sterminati, monotematici boschi. </p>
<p>  Tuttavia, prima del 1982 nessuno aveva mai sognato che Piazza San Pietro potesse necessitare di un abete morente. Fu un polacco che portò di persona a papa Wojtyla un albero mozzato, inaugurando una tradizione cui un numero straordinario di persone sensibili chiede inutilmente al Vaticano di rinunciare.</p>
<p>  Ragioniamo un po&#8217;, in vista dell&#8217;anno prossimo?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2010/01/abeti-ora-che-e-finita-ragioniamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grazie alla LIPU di Roma</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2010/01/grazie-alla-lipu-di-roma/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2010/01/grazie-alla-lipu-di-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 21:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Lipu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=153</guid>
		<description><![CDATA[  Pochi hanno la reale percezione dell&#8217;impegno profuso da associazioni animaliste e da tanti privati a favore di randagi e selvatici: e fra quei pochi non ci sono le istituzioni. Volontari, guardie zoofile, gattare, ma anche semplici appassionati, svolgono un ruolo fondamentale donando tempo, energie e denaro, con il risultato di contare molto poco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Pochi hanno la reale percezione dell&#8217;impegno profuso da associazioni animaliste e da tanti privati a favore di randagi e selvatici: e fra quei pochi non ci sono le istituzioni. Volontari, guardie zoofile, gattare, ma anche semplici appassionati, svolgono un ruolo fondamentale donando tempo, energie e denaro, con il risultato di contare molto poco. </p>
<p>  Non si considera a sufficienza che, ad esempio, sterilizzare, vaccinare e mantenere una colonia felina è un costoso dono anche nell&#8217;interesse pubblico. E pure quando le amministrazioni danno un contributo, è ben modesto rispetto al servizio reso. </p>
<p>  Un esempio speciale lo offre il centro di recupero della Lipu in via Aldrovandi, a Roma, unico per l&#8217;intera Regione. Gode di una sovvenzione di 120mila euro l&#8217;anno. Con questi soldi vanno mantenuti, medicati, all&#8217;occorrenza operati i 5mila animali accolti gratuitamente fra uccelli, mammiferi e rettili. Una media fra i 2 e i 20 ingressi al giorno d&#8217;inverno, anche 100 in primavera-estate. Nella cifra rientrano spese veterinarie e i compensi (mille euro) delle due esperte che sole portano avanti il centro, Francesca Manzia e Valentina Studer. Una settimana di vacanza a testa l&#8217;anno, aperto la domenica, sportello attivo anche per consulenze telefoniche. </p>
<p>  Da Roma e da tutto il Lazio giungono rapaci impallinati dai cacciatori &#8211; aquile, poiane, gufi, falchi &#8211; ma anche cinghiali, più difficili da collocare. E ancora lupi, tassi, volpi, serpenti, tartarughe, passeri, istrici, ricci, piccioni. In primavera, caduti dai nidi, rondini, rondoni, balestrucci. Nonché gabbiani intossicati: mangiando rifiuti dalle nostre discariche capita che vengono recapitati con le zampe paralizzate, in stato confusionale. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2010/01/grazie-alla-lipu-di-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sul tetto</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2009/12/sul-tetto/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2009/12/sul-tetto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sul tetto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=152</guid>
		<description><![CDATA[  Spazzatura: enormi sacchi pieni di cartacce, su ciascuno il numero di matricola di un lavoratore. Così martedì i cassaintegrati della sede romana della Multivendor Service, acquistata e smantellata, nell’aprile scorso, da Bartolini Progetti, hanno protestato davanti all’IBM, all’indice per averli venduti e smaltiti alla stregua di rifiuti. 
  E’ un modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Spazzatura: enormi sacchi pieni di cartacce, su ciascuno il numero di matricola di un lavoratore. Così martedì i cassaintegrati della sede romana della Multivendor Service, acquistata e smantellata, nell’aprile scorso, da Bartolini Progetti, hanno protestato davanti all’IBM, all’indice per averli venduti e smaltiti alla stregua di rifiuti. </p>
<p>  E’ un modo di rendere l’idea, sperando di far notare un disagio forte e largamente condiviso. Tanto frequente purtroppo, di questi tempi, da non riuscire sempre a trovare adeguato spazio nei media. Ormai di frequente dunque, anziché nelle grandi adunate, la contestazione vibra attraverso gesti che danno forma immaginifica alla sostanza, e aiutano a uscire dall’ombra. Era l’idea, il 25 settembre, dei docenti metà a lutto, metà in mutande sotto le sedi Rai, contro la riforma Gelmini della scuola. Ma oggi, da una cassa integrazione a una mobilità, disperazione e rabbia sembrano suggerire a parecchi lo stesso provvedimento: salire sul tetto. Vittoriosi dopo 4 giorni e notti trascorsi sul carroponte di una gru i 5 operai della INNSE di Milano ad agosto, contro lo smantellamento della fabbrica. Dopo di loro, a Zola Predosa (Bologna), 4 lavoratori della Disco Verde, da 4 mesi senza stipendio, salgono sul tetto della ditta. </p>
<p>Il 16 settembre fanno altrettanto, ad Arezzo, i dipendenti Eutelia, imitati il 10 novembre dagli operai della Ritel di Rieti. Se da martedì scorso a Roma vive sul tetto dell’Ispra un nutrito gruppo di persone contro il licenziamento di 250 giovani ricercatori precari, giovedì a Taranto sono saliti in 30 sul tetto della fabbrica Miroglio, 234 cassaintegrati, ferma da settimane: hanno annunciato che ci rimarranno a oltranza. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2009/12/sul-tetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decoro urbano</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2009/11/decoro-urbano/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2009/11/decoro-urbano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 22:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato per il Decoro Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Quartiere Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=151</guid>
		<description><![CDATA[  Tre anni fa due amiche passeggiano a Roma per il Quartiere Italia, dove vivono, e si guardano intorno sconcertate. Rifiuti, erbacce, un tizio che fa pipì: lo stato di sporcizia degrado supera ogni limite. Decidono di mobilitarsi, raccolgono firme e si costituiscono Comitato per il Decoro Urbano, con 9 consiglieri: professori di scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Tre anni fa due amiche passeggiano a Roma per il Quartiere Italia, dove vivono, e si guardano intorno sconcertate. Rifiuti, erbacce, un tizio che fa pipì: lo stato di sporcizia degrado supera ogni limite. Decidono di mobilitarsi, raccolgono firme e si costituiscono Comitato per il Decoro Urbano, con 9 consiglieri: professori di scuola e docenti universitari, architetti, avvocati – 8 signore e un uomo. </p>
<p>  Subito inventano e propongono a Corsetti, allora presidente del III Municipio, un progetto di verifica degli interventi dell’Ama. I cittadini chiedono di essere informati, sul bollettino delle tasse, di giorno e orario in cui sia prevista la pulizia nella propria via, con l’istituzione di un numero verde per segnalare eventuali inadempienze. E’ il modo per non subire passivamente un disservizio, offrendo all’azienda indicazioni utili. L’idea piace, se ne parla, ma l’Ama risponde che di lì a poco le strade verranno pulite ogni giorno. E’ il 2007, e con un questionario realizzato modulando dei propri indicatori di pulizia su quelli dell’opuscolo Ama, il Comitato effettua ugualmente il monitoraggio su 100 persone, trovando discrepanze enormi. Dov’è annunciato un intervento due volte a settimana, questo non avviene nemmeno due volte al mese. Le cosiddette “tazze” ai piedi degli alberi sono raccoglitori di immondizia da cui vengono rimossi i rifiuti più voluminosi, ma mai, ad esempio, i mozziconi di sigaretta. Cos’è, allora, “pulito”? </p>
<p>  Ma di lì a poco arrivano le elezioni, cambia tutto. Non l’igiene del quartiere.<br />
Oggi, appena intrapresa una campagna per strappare i manifesti abusivi da palazzi e lampioni, il Comitato rilancia a Comune e Ama la proposta di una collaborazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2009/11/decoro-urbano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Platani a rischio a P.le Flaminio per l’uscita Metro?</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2009/11/platani-a-rischio-a-piazzale-flaminio-per-la-nuova-uscita-della-metro/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2009/11/platani-a-rischio-a-piazzale-flaminio-per-la-nuova-uscita-della-metro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[alberi e piante]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Metro]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale Flaminio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=150</guid>
		<description><![CDATA[  Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Ancora all’interno di Villa Borghese, proprio nell’ultimo tratto di parco scendendo da viale Giorgio Washington verso piazzale Flaminio, sulla destra, sembra sia stato stabilito di realizzare l’uscita della metropolitana. Infatti c’è una zona recintata, con cartello che indica autorizzazioni e fine lavori al marzo 2010. L’area scelta per lo sbocco ferroviario fa ancora parte della Villa, che com’è noto è un S.I.C. (sito di interesse comunitario) e abbraccia il letto di un antico laghetto oggi prosciugato, attorno al quale sorgono otto platani eccezionali.</p>
<p>  Centenari, alti oltre trenta metri, grazie alla posizione privilegiata non hanno mai avuto bisogno di essere potati, né avrebbero tale necessità in futuro. Bisogna annotare infatti che molti interventi drastici in città si effettuano a causa della scarsa tolleranza mostrata verso gli alberi, i cui rami sono accusati di togliere luce, portare insetti, danneggiare i cornicioni. Liberi di estendere le lussureggianti chiome originarie, gli otto platani di viale Washington sono forse i più titanici della Capitale, e proprio fra loro dovrebbe, in qualche modo, sbucare la stazione. Ci si chiede se Regione e Soprintendenza, al momento di accordare i permessi, abbiano valutato bene l’impatto degli scavi su salute e stabilità di esemplari che da oltre un secolo vivono in zona protetta.</p>
<p>  Attorno a ciascuno dei platani oggi si scorgono stretti reticolati neri: si spera che non vogliano suggerire la distanza delle trincee. Queste distruggerebbero le radici, andando a richiedere, a compensazione, una vera e propria capitozzatura. Ovvero una mutilazione che trasformerebbe gli alberi in pali spogli e inermi a intemperie e malattie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2009/11/platani-a-rischio-a-piazzale-flaminio-per-la-nuova-uscita-della-metro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Veg1</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2009/10/veg1/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2009/10/veg1/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[animalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lav]]></category>
		<category><![CDATA[Veg1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=149</guid>
		<description><![CDATA[  Non è facile diffondere conoscenza, buon senso e salute quando si è schiacciati dalla logica di industrie colossali e abitudini radicate, eppure incominciano a trovare spazio iniziative davvero intelligenti. Come quella della Lav (Lega antivivisezione) che ha creato un programma alimentare assieme alla catena di ristoratori Ascom Confcommercio per promuovere la cucina vegetariana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Non è facile diffondere conoscenza, buon senso e salute quando si è schiacciati dalla logica di industrie colossali e abitudini radicate, eppure incominciano a trovare spazio iniziative davvero intelligenti. Come quella della <a href="http://www.lav.it">Lav</a> (Lega antivivisezione) che ha creato un programma alimentare assieme alla catena di ristoratori Ascom Confcommercio per promuovere la cucina vegetariana, altrove diffusissima e da noi sempre più richiesta, presso i normali esercizi. </p>
<p>  Così, per partire, una decina di ristoranti della Maremma e il già vegetariano RistorArte di via Margutta, esporranno il simbolo della campagna “Veg1” che indicherà la presenza di piatti ottimi per tutti, ma realizzati secondo quei principi congeniali a chi sceglie di nutrirsi nel rispetto della vita degli animali, ma anche in base a considerazioni sul valore della propria. </p>
<p>  Gli allevamenti sono infatti responsabili di inquinamento di terra, mare e falde acquifere, nonché deforestazione e spreco di risorse. Contribuiscono in maniera determinante all’effetto serra (a essi si imputa il 65% delle emissioni di ossidi di azoto, il 64% di ammoniaca e il 37% del metano) e trattano miliardi di animali con crudeltà raccapricciante, da quando nascono, fino all’ultimo istante al mattatoio. Inoltre, la scienza ufficiale riconosce ai vegetariani un’incidenza di cardiopatie inferiore del 24% e nei vegani del 57%, e anche rispetto a tumori, obesità e diabete, il regime vegetariano vanta in proprio favore statistiche eccellenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2009/10/veg1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Associazioni e forze dell’ordine: collaborazione preziosa</title>
		<link>http://www.margheritadamico.com/2009/09/associazioni-e-forze-dellordine-collaborazione-preziosa/</link>
		<comments>http://www.margheritadamico.com/2009/09/associazioni-e-forze-dellordine-collaborazione-preziosa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 21:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>margherita</dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagnano di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[forze dell'ordine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.margheritadamico.com/?p=148</guid>
		<description><![CDATA[  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. 
  Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Non che a Campagnano di Roma manchino persone attente agli animali e alla natura: tutt’altro. E’ una zona piena di verde, cavalli e passione per l’ambiente. Tuttavia, negli anni, si sono verificati circoscritti ma ripetuti casi di barbarie: cani impiccati, gatti seviziati, un cavallo fatto a pezzi in un prato. </p>
<p>  Di nuovo, nei mesi scorsi, la LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) ha presentato esposti a polizia municipale e carabinieri del luogo. A proposito di una colonia felina, censita dalla Asl RmF di Rignano Flaminio, minacciata di sterminio con pesanti intimidazioni rivolte alle gattare. Ancora, riguardo un uomo che in passato ha fatto morire cani in condizioni atroci, il quale continua a detenerne. Oltre alla segnalazione di un deposito metallico colmo di animali, infuocato sotto il sole.</p>
<p>  Ora, il contributo delle associazioni animaliste più attive sul territorio, fra cui ricordiamo le guardie zoofile dell’Enpa, la Lav, ma anche l’Oipa, l’Aidaa e altre, è una vigilanza e un coraggioso esporsi attraverso interessamenti diretti e segnalazioni ufficiali. Un lavoro prezioso confortato dalla legge 189/04, che norma penalmente maltrattamenti e uccisioni a danno degli animali. </p>
<p>  Impegno che tuttavia rischia di andare perduto, se non trova completamento nell’intervento delle forze dell’ordine, che possono – e devono d’ufficio, se il fatto esiste – procedere dove il cittadino non può. Vero che le risorse di polizia e carabinieri sono ingaggiate su troppi fronti. La violenza però è un principio unico: i malavitosi insegnano ai loro figli a praticarla sugli animali, per poi passare agli uomini. Comunque, possiamo ritenere l’impiccagione di un cane un gesto non rasserenante?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.margheritadamico.com/2009/09/associazioni-e-forze-dellordine-collaborazione-preziosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
