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<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>LA PERFETTA LETIZIA - informazione francescana</title><link>http://perfettaletizia.blogspot.com/</link><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (fabietto)</managingEditor><lastBuildDate>Sat, 19 Jul 2008 16:26:40 -0500</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1328</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><description></description><media:copyright>by L.P.F.</media:copyright><media:keywords>ecologia,famiglia,francescana,missionarietà,vaticano,cattolici,adozioni,a,distanza,Ordine,Francescano,Secolare,pisa,rivista,La,Perfetta,Letizia,francescani,O,F,S,Fabio,Gioffrè,Fabio,Vitucci,Convento,San,Francesco,Pisa</media:keywords><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Religion &amp; Spirituality/Christianity</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Science &amp; Medicine/Natural Sciences</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">News &amp; Politics</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Society &amp; Culture</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Government &amp; Organizations/Non-Profit</media:category><itunes:owner><itunes:email>sadi@area.pi.cnr.it</itunes:email><itunes:name>Fabio Gioffrè</itunes:name></itunes:owner><itunes:author>Fabio Gioffrè</itunes:author><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:keywords>ecologia,famiglia,francescana,missionarietà,vaticano,cattolici,adozioni,a,distanza,Ordine,Francescano,Secolare,pisa,rivista,La,Perfetta,Letizia,francescani,O,F,S,Fabio,Gioffrè,Fabio,Vitucci,Convento,San,Francesco,Pisa</itunes:keywords><itunes:subtitle>news - La Perfetta Letiza</itunes:subtitle><itunes:summary>rivista cattolica francescana - news dall'Italia e dal mondo</itunes:summary><itunes:category text="Religion &amp; Spirituality"><itunes:category text="Christianity" /></itunes:category><itunes:category text="Science &amp; Medicine"><itunes:category text="Natural Sciences" /></itunes:category><itunes:category text="News &amp; Politics" /><itunes:category text="Society &amp; Culture" /><itunes:category text="Government &amp; Organizations"><itunes:category text="Non-Profit" /></itunes:category><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana" type="application/rss+xml" /><item><title>India: Accordo sul nucleare con gli Usa</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/340239656/india-accordo-sul-nucleare-con-gli-usa.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 16:26:40 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-1837872031929678718</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIJcAZy-kWI/AAAAAAAABvg/3LjyQpqaxD4/s1600-h/soniagandhi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIJcAZy-kWI/AAAAAAAABvg/3LjyQpqaxD4/s320/soniagandhi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224839679697654114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Ghandi lo difende e Pechino non obietta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11656"&gt;PeaceReporter&lt;/a&gt; - L'intesa tra New Delhi e Washington per l'accordo sul nucleare civile sembra procedere senza intoppi. Secondo l'agenzia di stampa Press trust of India, la Cina non dovrebbe presentare obiezioni od ostacolare l'accordo che prevede finanziamenti e fornitura di combustibile da parte degli Usa per le centrali indiane, contro una verifica dei programmi nucleari del colosso asiatico. Il ministro degli Esteri cinese Liu Jianchao ritiene possibile una cooperazione pacifica nel settore dell'energia nucleare. L'accordo verrà attuato in seno all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) che provvederà a verificare i presupposti richiesti dalla controparte statunitense.&lt;span class="fullpost"&gt; Intanto, Sonia Gandhi, ha difeso a spada tratta il "patto" che nelle scorse settimane ha provocato un piccolo terremoto politico, causato dal ritiro dell'appoggio al governo da parte delle formazioni di sinistra. Il partito comunista, e gli altri ad esso collegato, l'accordo sia un "pactum sceleratum" con il quale si consegna la sicurezza del paese e la sovranità nazionale nelle mani degli Stati Uniti. La Ghandi, leader del Partito del Congresso, ha ribadito che il governo non prende lezioni di patriottismo da nessuno, sottolineando che l'accordo rappresenta un presupposto essenziale per lo sviluppo dell'India, in virtù della crescente domanda di energia elettrica. Per martedì prossimo, è atteso in Parlamento il voto di fiducia al governo del premier Manmohan Singh. Solo allora si potrà dare un bilancio effettivo dei danni politici provocati dal terremoto comunista.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/340239656" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/india-accordo-sul-nucleare-con-gli-usa.html</feedburner:origLink></item><item><title>Kenya: canna da zucchero per la produzione di bioetanolo</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/340239659/kenya-canna-da-zucchero-per-la.html</link><category>ecologia e ambiente</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 15:54:43 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-7902812310654538805</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIJUEx5uObI/AAAAAAAABvY/_gqNCmdiR_U/s1600-h/sorgo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 249px; height: 165px;" src="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIJUEx5uObI/AAAAAAAABvY/_gqNCmdiR_U/s320/sorgo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224830958794848690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/"&gt;Agenzia Misna&lt;/a&gt; - “La magistratura ha ordinato uno stop, è vero, ma alla fine il progetto nel delta del fiume Tana si farà”: lo dice alla MISNA un giornalista del quotidiano keniano ‘Daily Nation’, in merito all'eventuale allestimento di una grande piantagione di canna da zucchero per produrre biocarburanti nell'area fluviale sulle rive dell’Oceano Indiano. La sospensione del progetto è stata disposta dall’Alta corte di Malindi dopo una denuncia presentata da alcune organizzazioni ambientaliste; secondo gli attivisti, il progetto rappresenta un grave pericolo per il delta, un paradiso naturalistico dove vivono 350 specie di uccelli oltre a leoni, elefanti e squali molto rari. Ottenuto il mese scorso il via libera dal governo, la ‘Mumias Sugar Company’ intende destinare circa 20.000 ettari alla coltivazione di canna da zucchero; la società, privata ma con una partecipazione statale, promette di creare migliaia di posti di lavoro e di immettere ogni anno sul mercato dell’energia “verde” 23 milioni di litri di etanolo. &lt;span class="fullpost"&gt;“La Mumias – sostiene il cronista del ‘Daily Nation’ – ha già lavorato bene nell’ovest del paese e, d’altra parte, le piantagioni di canna da zucchero occuperebbero una parte limitata del delta”. A esprimere riserve, però, sono in diversi. “Il Kenya – ha detto di recente Wangari Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004 – non considera seriamente le questioni ambientali e questo comportamento è molto pericoloso per le generazioni future”. Critico verso il progetto governativo è anche un editoriale apparso sul ‘Business Daily’: dopo lo stop della magistratura il governo dovrebbe “negoziare” con i contadini locali, preoccupati per le loro terre e per l’entità dei risarcimenti; più in generale – scrive ancora il ‘Business Daily’ – bisognerebbe rifiutare una “logica” secondo la quale “in Africa è necessario puntare allo sviluppo economico e, solo dopo, occuparsi di sostenibilità ambientale”.&lt;br /&gt;[ VG]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/340239659" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/kenya-canna-da-zucchero-per-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>GMG 2008: Via Crucis seguita in tv da 500 milioni di persone</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339737574/gmg-2008-via-crucis-seguita-in-tv-da.html</link><category>religione e testimonianze</category><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 15:41:50 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-1006069252177417003</guid><description>&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wqSKtmIqr6I&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wqSKtmIqr6I&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339737574" height="1" width="1"/&gt;</description><enclosure url="http://www.youtube.com/v/wqSKtmIqr6I&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" length="909" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/wqSKtmIqr6I&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" fileSize="909" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle> </itunes:subtitle><itunes:author>Fabio Gioffrè</itunes:author><itunes:summary> </itunes:summary><itunes:keywords>ecologia,famiglia,francescana,missionarietà,vaticano,cattolici,adozioni,a,distanza,Ordine,Francescano,Secolare,pisa,rivista,La,Perfetta,Letizia,francescani,O,F,S,Fabio,Gioffrè,Fabio,Vitucci,Convento,San,Francesco,Pisa</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/gmg-2008-via-crucis-seguita-in-tv-da.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il Papa condanna gli abusi sessuali di alcuni preti in Australia</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339727945/il-papa-condanna-gli-abusi-sessuali.html</link><category>religione e testimonianze</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 03:47:44 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-1308908468194123397</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIGolPuPAzI/AAAAAAAAB50/cGrJzUCK3bU/s1600-h/foto_10.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIGolPuPAzI/AAAAAAAAB50/cGrJzUCK3bU/s400/foto_10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224642400555565874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Gmg di Sydney: il Papa condanna gli abusi sessuali commessi da alcuni preti in Australia, "vergogna per la Chiesa, comprensione alle vittime"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=219499"&gt;RadioVaticana&lt;/a&gt; - Dopo la Via Crucis di ieri, uno dei momenti culminanti della 23^ Giornata Mondiale della Gioventù, oggi il Papa ha presieduto la Santa Messa nella cattedrale di St. Mary a Sydney con i 65 vescovi australiani, i seminaristi, i novizi e le novizie. Nell’omelia, la nuova condanna del Santo Padre nei confronti degli episodi di pedofilia, di cui si sono macchiati diversi preti. Parole forti che significano vicinanza e comprensione per chi ha subito abusi sessuali. Intanto c’è molta attesa per la Grande Veglia di Benedetto XVI con i giovani, che, tra circa tre ore, inizierà all’Ippodromo di Randwick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESTRATTO OMELIA DEL PAPA:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cari Fratelli e Sorelle,&lt;br /&gt;in questa nobile cattedrale ho la gioia di salutare i miei fratelli Vescovi e sacerdoti, e i diaconi, le persone consacrate e i laici dell’Arcidiocesi di Sydney. In modo del tutto speciale il mio saluto va ai seminaristi e ai giovani religiosi presenti in mezzo a noi, (…) essi avranno il compito di edificare la casa di Dio per la prossima generazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;(…) Come non pensare alle schiere di sacerdoti, religiosi e fedeli laici che, ciascuno secondo il proprio ruolo, hanno contribuito a costruire la Chiesa in Australia? Il pensiero va in particolare a quelle famiglie di coloni alle quali Padre Jeremiah O’Flynn affidò il Santissimo Sacramento al momento di partire, un “piccolo gregge” che ebbe caro e preservò quel tesoro prezioso, consegnandolo alle successive generazioni che edificarono questo grande tabernacolo alla gloria di Dio. Rallegriamoci per la loro fedeltà e perseveranza, e dedichiamoci a portare avanti le loro fatiche per la diffusione del Vangelo, per la conversione dei cuori e la crescita della Chiesa nella santità, nell’unità e nella carità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci apprestiamo a celebrare la dedicazione del nuovo altare di questa veneranda cattedrale. Come il frontale scolpito ci ricorda in maniera potente, ogni altare è simbolo di Gesù Cristo, presente nel mezzo della sua Chiesa come sacerdote, altare e vittima. (…) Nell’odierna liturgia la Chiesa ci rammenta che, come questo altare, anche noi siamo stati consacrati, messi “a parte” per il servizio di Dio e l’edificazione del suo Regno. Troppo spesso, tuttavia, ci ritroviamo immersi in un mondo che vorrebbe mettere Dio “da parte”. Nel nome della libertà ed autonomia umane, il nome di Dio viene oltrepassato in silenzio, la religione è ridotta a devozione personale e la fede viene scansata nella pubblica piazza. Talvolta una simile mentalità, così totalmente opposta all’essenza del Vangelo, può persino offuscare la nostra stessa comprensione della Chiesa e della sua missione. Anche noi possiamo essere tentati di ridurre la vita di fede ad una questione di semplice sentimento, indebolendo così il suo potere di ispirare una visione coerente del mondo ed un dialogo rigoroso con le molte altre visioni che gareggiano per conquistarsi le menti e i cuori dei nostri contemporanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tuttavia la storia, inclusa quella del nostro tempo, ci dimostra che la questione di Dio non può mai essere messa a tacere, come pure che l’indifferenza alla dimensione religiosa dell’esistenza umana in ultima analisi diminuisce e tradisce l’uomo stesso. (…) Laddove l’uomo viene sminuito, è il mondo che ci attornia ad essere sminuito; perde il proprio significato ultimo e manca il suo obiettivo. Ciò che ne emerge è una cultura non della vita, ma della morte. Come si può considerare questo un “progresso”? Al contrario, è un passo indietro, una forma di regressione, che in ultima analisi inaridisce le sorgenti stesse della vita sia degli individui che dell’intera società. Sappiamo che alla fine – come sant’Ignazio di Loyola vide in modo così chiaro – l’unico vero “standard” su cui ogni realtà umana può essere misurata è la Croce ed il suo messaggio di amore non meritato che trionfa sul male, sul peccato e sulla morte, che crea vita nuova e perenne gioia. La Croce rivela che ritroviamo noi stessi solo donando le nostre vite, accogliendo l’amore di Dio come dono immeritato ed operando per condurre ogni uomo e ogni donna verso la bellezza di quell’amore e verso la luce della verità che sola reca salvezza al mondo. (…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tuttavia come è difficile questo cammino di consacrazione! Esige una continua “conversione”, un morire sacrificale a se stessi che è la condizione per appartenere pienamente a Dio, un mutamento della mente e del cuore che porta vera libertà ed una nuova ampiezza di visione.(…) Tutti questi riti ci invitano a ri-vivere la nostra propria consacrazione nel Battesimo. Ci invitano a respingere il peccato e le sue false attrattive, e a bere sempre più profondamente alla sorgente vivificante della grazia di Dio. Cari amici, possa questa celebrazione, alla presenza del Successore di Pietro, essere un momento di ri-dedicazione e di rinnovamento dell’intera Chiesa in Australia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in questa Nazione. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore ed hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di sostenere e assistere i vostri Vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura e i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia. E’ una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e più sano, specialmente per i giovani. (…)&lt;br /&gt;Mentre la Chiesa in Australia continua, nello spirito del Vangelo, ad affrontare con efficacia questa seria sfida pastorale, mi unisco a voi nel pregare affinché questo tempo di purificazione porti con sé guarigione, riconciliazione e una fedeltà sempre più grande alle esigenze morali del Vangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desidero ora rivolgermi ai seminaristi ed ai giovani religiosi che stanno fra noi con una speciale parola di affetto e di incoraggiamento. Cari amici: con grande generosità vi siete incamminati su una particolare via di consacrazione, radicata nel vostro Battesimo e intrapresa in risposta alla chiamata personale del Signore. (…) Nel Vangelo di oggi il Signore ci chiama a “credere nella luce”(cfr Gv 12,36). Queste parole hanno un significato speciale per voi, cari giovani seminaristi e religiosi. Esse sono un appello a confidare nella verità della parola di Dio e a sperare fermamente nelle sue promesse. (…) Ma non abbiate paura! Credete nella luce! Prendete a cuore la verità che abbiamo udito oggi nella seconda lettura: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre” (Eb 13,8). La luce di Pasqua continua a scacciare le tenebre!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Signore ci chiama a camminare nella luce (cfr Gv 12,35). Ciascuno di voi ha intrapreso la più grande e la più gloriosa delle battaglie, quella di essere consacrati nella verità, di crescere nella virtù, di raggiungere l’armonia fra pensieri e ideali, da una parte, e parole ed azioni, dall’altra. (…) I Padri della Chiesa amavano vedere le Scritture come un paradiso spirituale, un giardino dove possiamo camminare liberamente con Dio, ammirando la bellezza e l’armonia del suo piano salvifico mentre porta frutto nella nostra stessa vita, nella vita della Chiesa e lungo tutta la storia. La preghiera, dunque, e la meditazione della parola di Dio siano la lampada che illumina, purifica e guida i vostri passi lungo la via che il Signore ha segnato per voi. Fate della celebrazione quotidiana dell’Eucaristia il centro della vostra vita. (…) Abbracciando la chiamata del Signore a seguirlo in castità, povertà e obbedienza, avete intrapreso il viaggio di un discepolato radicale che vi renderà “segni di contraddizione” (cfr Lc 2,34) per molti dei vostri contemporanei. (…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a Maria, Aiuto dei cristiani, di sostenere la Chiesa in Australia nella fedeltà a quella grazia mediante la quale il Signore crocifisso continua ad “attirare a sé” tutta la creazione ed ogni cuore umano (cfr Gv 12,32). Possa la potenza del suo Santo Spirito consacrare i fedeli di questa terra nella verità, produrre abbondanti frutti di santità e di giustizia per la redenzione del mondo e guidare l’intera umanità verso la pienezza di vita intorno a quell’Altare dove, nella gloria della liturgia celeste, siamo chiamati a cantare le lodi di Dio per l’eternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La versione integrale del discorso del Santo Padre verrà pubblicata sul sito Internet della Santa Sede www.vatican.va e sull'Osservatore Romano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339727945" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/il-papa-condanna-gli-abusi-sessuali.html</feedburner:origLink></item><item><title>Stillicidio di incidenti nucleari</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339515408/stillicidio-di-incidenti-nucleari.html</link><category>ecologia e ambiente</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 17:02:35 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-2925906986202007240</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIESodN5NqI/AAAAAAAABvQ/necRueUFvew/s1600-h/000013fa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 212px; height: 165px;" src="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIESodN5NqI/AAAAAAAABvQ/necRueUFvew/s320/000013fa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224477528973457058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Dopo la centrale di Tricastin un'altra, forse piccola, fuga di radioattività si è registrata in un sito nucleare francese vicino al Piemonte per la rottura di un condotta. Intanto è stato rimosso il direttore di Tricastin.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://qualenergia.it/view.php?id=683&amp;amp;contenuto=Articolo"&gt;QualEnergia.it&lt;/a&gt; - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ preoccupante come negli ultimi mesi si stiano verificando numerosi incidenti nelle centrali nucleari del vecchio continente, in Spagna, Svezia, Slovenia e Francia. Mentre solo ieri il gruppo Areva aveva riconosciuto l’errore umano quale causa della fuga d’uranio dalla centrale di Tricastin (&lt;a href="http://qualenergia.it/view.php?id=674&amp;amp;contenuto=Articolo"&gt;vedi articolo Qualenergia.it&lt;/a&gt;) e rimosso il direttore, che oggi si ha notizia di un’altra fuga di radioattività in un altro sito nucleare francese. “La sicurezza delle infrastrutture nucleari perde colpi?”, si chiede Le Monde. Il quotidiano francese riporta che l'Autorité de sûreté nucléaire (ASN) ha fatto sapere che in una fabbrica (FBFC) di combustibile nucleare della filiera dell’Areva a Romans-sur-Isère, nel sud-est Francia, quasi al confine con il Piemonte, sono stati rilevati degli scarichi radioattivi.&lt;span class="fullpost"&gt;Al momento le analisi non mostrano impatti rilevanti sull’ambiente poiché le quantità di uranio sembrano essere minime, dell’ordine di qualche centinaio di grammi, ha detto l’ASN, dopo che gli ispettori hanno rilevato una rottura della canalizzazione interrata che risaliva a diversi anni or sono.&lt;br /&gt;Secondo la società FBFC la canalizzazione collega un’officina di fabbricazione del combustibile a una stazione di trattamento: l’ASN ha dichiarato comunque che tale tubazione non è affatto conforme alle norme ed ha una capacità di resistenza insufficiente agli shock. L’incidente comunque rimane circoscritto al sito, ma si dimostra come ancora una volta i materiali utilizzati per infrastrutture così delicate siano spesso ai limiti delle normative vigenti. A questo poi si aggiungono spesso errori e mancanze del personale.&lt;br /&gt;Ricordiamo a tal proposito la sospensione dei lavori alla costruenda centrale francese di Flamville per gravi anomalie nella costruzione del reattore (&lt;a href="http://qualenergia.it/view.php?id=630&amp;amp;contenuto=Articolo"&gt;vedi Qualenergia.it&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben diverso comunque è l’incidente di Tricastin per il quale l’inchiesta ha dimostrato una mancanza di coordinamento tra le squadre responsabili dei lavori e quelle responsabili della gestione dell’impianto; quest’ultimi, in particolare, hanno fatto l’errore di attendere per quasi 3 ore i risultati delle misure complementari al fine di allertare le autorità. Al momento in una vasta area circostante alla centrale di Tricastin sono vietati l'uso dell'acqua, la pesca e l'irrigazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione Ambiente questo “secondo incidente in 10 giorni in Francia conferma che ad oggi non esiste una tecnologia capace di rendere sicuri gli impianti per l'energia nucleare" e che il Governo "farebbe bene a cambiare programma, scegliendo di abbandonare la prospettiva già vecchia e pesantemente antieconomica di costruire nuovi impianti nucleari”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LB&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339515408" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/stillicidio-di-incidenti-nucleari.html</feedburner:origLink></item><item><title>Pechino 2008: vietato ai bar servire “neri” e mongoli o tenere tavoli per strada</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339515409/pechino-2008-vietato-ai-bar-servire.html</link><category>diritti umani</category><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 18:53:42 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4414848454056320172</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEM8kqObHI/AAAAAAAABvI/wCYIE8zAe9g/s1600-h/CHINA_Bird_Nest_Stadium.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 227px; height: 150px;" src="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEM8kqObHI/AAAAAAAABvI/wCYIE8zAe9g/s320/CHINA_Bird_Nest_Stadium.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224471277498952818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Molti i divieti e le restrizioni con profondi disagi alla popolazione. Le&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt; prime “indiscrezioni” sulla grandiosa inaugurazione dell’8 agosto, con fuochi d’artificio mai visti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pechino, Cina&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;amp;art=12796&amp;amp;size=A"&gt;AsiaNews/Agenzie&lt;/a&gt;) – Per “ragioni di sicurezza” proibito ai bar servire “neri” e mongoli, tenere tavoli sulla strada, suonare per la via, ma anche comprare medicine contenenti “stimolanti” senza ricetta. Aumentano i divieti per la Capitale olimpica, mentre le prime indiscrezioni parlano di grandiosi fuochi d’artificio per l’inaugurazione. I baristi della zona intorno allo Stadio dei Lavoratori, nel centro di Pechino, raccontano che funzionari della Sicurezza pubblica li intimano a non lasciare entrare i “neri” e i mongoli, molti hanno anche dovuto firmare un impegno. La ragione ufficiale è la lotta a stupefacenti e prostituzione, in passato gestiti da gruppi di mongoli o persone di colore. Inoltre i locali pubblici dovranno chiudere entro le 2 di notte, per “motivi di sicurezza” e ai baristi è chiesto di ricordare ai clienti l’obbligo di avere sempre con sé un documento d’identità.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;C’è persino incertezza se i bar entro un raggio di 2 chilometri dagli edifici olimpici potranno lavorare o dovranno chiudere per l’intero periodo. In alcune zone sono anche vietati tavoli all’aperto, perché “la presenza di troppi stranieri riuniti all’aperto potrebbe creare problemi”. Come pure non si vogliono spettacoli musicali all’aperto, per evitare assembramenti e rischi di disordini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il musicita jazz David Mitchell dice che per la sua band a Pechino è sempre più arduo trovare dove suonare. “In questo modo – commenta sconsolato – si confermano solo i pregiudizi che gli stranieri hanno verso la società cinese: molto controllata e con scarsi spunti culturali. E’ autolesionista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per garantire Olimpiadi “pulite”, per la vendita di 1.993 medicinali di uso comune è ora necessaria una prescrizione medica, oppure uno speciale avviso sulla confezione che contengono sostanze ritenute stimolanti non consentiti agli atleti. Per la prescrizione occorrerà recarsi a un ospedale, ma molti ospedali chiedono anche 100 yuan per una ricetta,  con disagi soprattutto per gli anziani e i poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto dal 20 luglio entrano in vigore i divieti di circolazione giornalieri per milioni di veicoli, ma non sono ancora in funzione la 3 nuove linee metropolitane e Zhou Zhengyu, vicedirettore del Comitato per le comunicazioni di Pechino municipale, non sa dire quando saranno inaugurate. (&lt;a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;amp;art=12796&amp;amp;size=A"&gt;continua a leggere&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339515409" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/pechino-2008-vietato-ai-bar-servire.html</feedburner:origLink></item><item><title>'Desaparecidos': arrestato l'ex braccio destro di Pinochet</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339515410/desaparecidos-arrestato-lex-braccio.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 16:29:09 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-5756795327509532278</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEK1eyDOII/AAAAAAAABvA/VMsLMccdeTM/s1600-h/pinochet_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 195px; height: 133px;" src="http://bp3.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEK1eyDOII/AAAAAAAABvA/VMsLMccdeTM/s320/pinochet_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224468956638820482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/"&gt;Agenzia Misna&lt;/a&gt; - Il vice-comandante in capo dell’esercito durante la dittatura di Augusto Pinochet (1973-’90), Santiago Sinclair, è stato arrestato e rinviato a giudizio per il sequestro e la sparizione di cinque militanti di sinistra nel 1987: lo hanno riferito fonti giudiziarie di Santiago del Cile, precisando che Sinclair è stato catturato insieme al generale a riposo Hugo Prado, ex-capo dei servizi segreti dell’esercito (Dine) e il colonnello in servizio Marcos Bustos. Tutti sono chiamati a rispondere del rapimento di cinque esponenti del ‘Frente Patriótico Manuel Rodríguez’ (Fpmr), uno degli ultimi casi di violazioni dei diritti umani denunciate durante il regime del defunto Pinochet; secondo le indagini condotte dal giudice Mario Carroza, le vittime furono assassinate in un centro di detenzione clandestino e i loro corpi gettati nell’oceano da un elicottero dell’esercito per ordine diretto di Sinclair. Già ‘braccio destro’ di Pinochet, Sinclair al ritorno della democrazia, nel ’90, venne eletto senatore, incarico che ricoprì fino al 1997.&lt;br /&gt;[FB]&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339515410" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/desaparecidos-arrestato-lex-braccio.html</feedburner:origLink></item><item><title>Sud del mondo: cresce l'economia ma non diminuisce la povertà</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/339515411/sud-del-mondo-cresce-leconomia-ma-non.html</link><category>cultura e società</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 16:11:21 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4755237880413539235</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEGoFV-3TI/AAAAAAAABu4/znH0HTbmgj4/s1600-h/pict_20060502PHT07739.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SIEGoFV-3TI/AAAAAAAABu4/znH0HTbmgj4/s320/pict_20060502PHT07739.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224464328425397554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/"&gt;Agenzia Misna&lt;/a&gt; - Economie che crescono più della media globale, ma povertà ancora in aumento: così il rapporto annuale delle Nazioni Unite fotografa il paradosso dei Paesi meno sviluppati del mondo (Ldc), duramente colpiti dall’impennata dei prezzi dei generi alimentari di base e dei derivati petroliferi. Secondo il documento, tra il 2005 e il 2006 il prodotto interno lordo di questi paesi è cresciuto in media di oltre il 7%; si tratterebbe però di realtà esposte a rischi gravissimi perché – così le Nazioni Unite – caratterizzate “da bassi livelli di investimento e mobilitazione delle risorse interne, uno sviluppo molto debole delle industrie manifatturiere, un’alta dipendenza nel settore dei servizi e un insufficiente miglioramento delle capacità di esportazione”. Anche a causa del rapido aumento della popolazione – si legge nel rapporto – nelle zone più depresse del pianeta 581 milioni di persone su un totale di 767 vivono con l’equivalente di meno di due dollari al giorno.&lt;span class="fullpost"&gt; Decisivo sembra il peso delle importazioni di generi alimentari e derivati degli idrocarburi, merci sempre più care che squilibrano le bilance commerciali; a pagare il conto sarebbero ovviamente le famiglie povere, che “spendono nell’acquisto di cibo tra il 50 e l’80% dei guadagni”. Secondo i criteri dell’Onu, i paesi meno sviluppati si definiscono sulla base di tre indicatori principali: reddito pro capite degli abitanti, ricavato dal prodotto interno lordo; “risorse umane”, stimate in termini di istruzione e sistema sanitario; “vulnerabilità economica”, intesa soprattutto come instabilità della produzione agricola, ristrettezza dei mercati nazionali e dipendenza da un numero ridotto di beni da esportazione. La lista dei più poveri del mondo include 50 paesi, tra i quali ben 34 africani e 9 asiatici.[ VG]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/339515411" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/sud-del-mondo-cresce-leconomia-ma-non.html</feedburner:origLink></item><item><title>Le nozze di Khetai</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338776035/le-nozze-di-khetai.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 02:35:16 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-3404306141146471994</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIBGpfwdKwI/AAAAAAAAB5c/1ccOKXnAP5E/s1600-h/nozze_ape.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIBGpfwdKwI/AAAAAAAAB5c/1ccOKXnAP5E/s400/nozze_ape.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224253246463093506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Ruhmina, vestita con gli abiti tradizionali delle nozze, parte dal suo villaggio per la wara, la processione di donne e bambini di entrambe le famiglie che accompagna la sposa nella sua nuova casa. Dopo due ore di cammino, il corteo valica un passo tra i boschi, quando il canto delle donne viene interrotto: un’esplosione, e poi un’altra, e un'altra ancora. Quando gli aerei da guerra della Nato se ne vanno, a terra rimangono 47 corpi dilaniati di donne e bambini. Tra questi anche quello di Ruhmina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/default.php"&gt;PeaceReporter&lt;/a&gt; - Dopo essere rimasto vedovo, Lal Zareen non aveva più una donna che governasse la casa e cucinasse per lui e i suoi figli. L’unica figlia femmina, infatti, era destinata ad andare a vivere a casa del marito non appena si fosse sposata. Quindi gli non rimaneva che combinare subito un matrimonio di scambio per portare in casa una donna che ci sarebbe rimasta. Così Lal ha dato sua figlia in cambio di una moglie per suo figlio maggiore Attiqullah, di 15 anni. Il nome della promessa sposa era Ruhmina. Lei e il figlio di Lal non si erano mai visti né conosciuti perché vivevano in due valli diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;La wara. Domenica mattina, Ruhmina, vestita con gli abiti tradizionali delle nozze, parte dal suo villaggio per la wara, la processione di donne e bambini di entrambe le famiglie che accompagna la sposa nella sua nuova casa, quella del suo futuro marito, intonando canti augurali. Dopo due ore di cammino, il corteo valica un passo tra i boschi, quando il canto delle donne viene interrotto da un’esplosione. Urla, panico. Le donne fuggono in una nuvola di polvere. Un’altra esplosione e un’altra ancora. Quando gli aerei da guerra della Nato se ne vanno, a terra rimangono quarantasette corpi dilaniati di donne e bambini. Tra questi anche quello di Ruhmina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il massacro.“Ero a casa che aspettavo con mio figlio quando ho sentito le bombe”, racconta Lal. “Sono corso sulla montagna e mi sono trovato davanti una scena tremenda: pezzi di corpi e brandelli di carne erano sparsi nei prati e tra gli alberi. Mio figlio è ancora sotto shock”. Attiqullah se ne sta chiuso in casa, accanto al padre, ripetendo: “Oggi è il suo matrimonio, la mia sposa sta per arrivare e poi sarò pronto a ricevere le vostre congratulazioni”.“Portate questi a Karzai”, urla un vecchio indicando una pila di vestiti da festa inzuppati di sangue. “Ditegli sono il regalo delle donne che lo avevano votato, per ricambiare il dono che lui ci ha fatto mandandoci le bombe dei suoi amici stranieri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rabbia. “Se gli stranieri che hanno commesso questo massacro non verranno puniti – minaccia Malek Jabar, un capo tribù del posto – non ci rimarrà altro che passare con la resistenza per vendicare le nostre donne e i nostri figli”. “Finora abbiamo tenuto sotto controllo il tratto di confine di nostra competenza – gli fa eco un altro capo locale, Malek Zarbaz – ma se non otterremo giustizia per questo crimine le cose cambieranno”. “O ci consegnano i responsabili così li possiamo impiccare oppure Karzai si deve dimette”, urla un altro anziano Rai Khan. “Se non succede né questo né quello, ci faremo giustizia da soli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epilogo. I comandi Nato hanno negato la strage, dichiarando che le vittime erano tutti combattenti e che le accuse di vittime civili sono la solita propaganda talebana. Karzai non ha rilasciato dichiarazioni, ma il governo di Kabul ha subito inviato una delegazione a Khetai. “Quando siamo arrivati sul luogo del bombardamento abbiamo potuto verificare che qui non c’erano combattenti: le vittime erano tutti civili”, ha dichiarato Borhanullah Shinwari, un membro della delegazione. “I responsabili devono essere perseguiti perché la pazienza di questa gente è finita: non possono più tollerare tutto questo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338776035" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/le-nozze-di-khetai.html</feedburner:origLink></item><item><title>Internet e minori: crescono gli abusi</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338776036/internet-e-minori-crescono-gli-abusi.html</link><category>diritti umani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 02:28:03 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4906571705294806093</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIBFoniQyDI/AAAAAAAAB5U/JWWf32Qb7LA/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 118px; height: 126px;" src="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SIBFoniQyDI/AAAAAAAAB5U/JWWf32Qb7LA/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224252131859548210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;L’Unione Europea lancia un programma di prevenzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=219106"&gt;RadioVaticana&lt;/a&gt; - Negli ultimi dieci anni il numero dei siti on line pedopornografici si è moltiplicato del 1500%. Di fronte a questo dato e ad altri fenomeni di abusi nel rapporto tra internet e minori, l’Unione Europea stanzia 55 milioni di euro per un programma di prevenzione. Ad annunciarlo è stata Roberta Angelilli, relatore del Parlamento europeo sul Programma comunitario per la protezione dei minori che usano internet e altre tecnologie della comunicazione, in una conferenza stampa, stamane a Roma, insieme con il direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni della Polizia di Stato italiana, Domenico Vulpiani. Ma non c’è solo la pedopornografia, spiega nell’intervista di Fausta Speranza Roberta Angelilli:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non c’è soltanto la pedopornografia, che io voglio considerare come la punta dell’iceberg. Ci sono nuovi fenomeni come il cyber-bullismo, quindi una serie di molestie, di intimidazioni, di minacce che avvengono sulla rete utilizzando Sms, Mms, riversando su Youtube video “artigianali” ma che però rappresentano per la vittima della molestia un sopruso continuativo, 24 ore su 24, vero e proprio. Abbiamo il nuovo fenomeno del “grooming”, in inglese “groom” significa prendersi cura, curare, porre attenzione: l’adulto non fa una richiesta specifica di tipo sessuale, ma stabilisce una manipolazione psicologica che porta in un tempo anche abbastanza lungo a determinare un rapporto di confidenza, di amicizia, di solidarietà e di complicità tra l’adulto e il minore, fino a quando il minore si sente così a suo agio che accetta l’incontro, l’incontro fatale, da cui poi scaturisce l’abuso vero e proprio. Quando il minore viene sollecitato direttamente, quindi quando l’adulto fa l’adescamento esplicito, non sempre ma in alcuni casi il bambino riferisce ai genitori, agli amici, all’insegnante, si confida con qualcuno. Quando invece si instaura questa lunga complicità fatta di tanti piccoli gesti di affetto, di attenzione, regali, allora il bambino non percepisce la gravità del problema, non lo dice a nessuno, è il suo piccolo segreto, il suo bel segreto, e casca nella rete del pedofilo in maniera irreversibile".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D. - La risposta dell’Europa di fronte a tutto questo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;R. - Coinvolgere non solo i minori ma le scuole, i genitori, colmare il cosiddetto “divario tecnologico generazionale”. Sappiamo che i bambini a 5, 6, 7 anni cominciano a navigare in rete con grande familiarità e i loro genitori, magari soltanto trentenni, non sanno accendere un computer e talvolta non sanno neanche mandare degli Sms. Quindi, partecipazione, informazione come obiettivo primario perché l’obiettivo è la prevenzione. Certo, quando c’è un abuso bisogna agire, individuare il colpevole, il responsabile, la legge ovviamente deve fare la sua parte così come la polizia, ma quando l’abuso è consumato il minore è segnato a vita: bisogna intervenire prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338776036" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/internet-e-minori-crescono-gli-abusi.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il mercato delle armi fantasma</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338565956/il-mercato-delle-armi-fantasma.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 17:36:29 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4707507884389842481</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_JLuMa6YI/AAAAAAAABuw/wdLG6378TPc/s1600-h/armi_0015xkk0230z_img1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 180px;" src="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_JLuMa6YI/AAAAAAAABuw/wdLG6378TPc/s320/armi_0015xkk0230z_img1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224115295988935042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Sono centinaia di migliaia le armi di piccolo taglio che ogni anno “si perdono”, dirottate verso il commercio illegale. Un rapporto fa il quadro della situazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11045&amp;amp;IDCategoria=108"&gt;Nigrizia.it&lt;/a&gt; - Ogni anno centinaia di migliaia di armi di piccolo taglio vengono dirottate e se ne perdono ufficialmente le tracce. Lo denuncia il rapporto “&lt;a href="http://www.smallarmssurvey.org/"&gt;Small arms survey 2008&lt;/a&gt;”  appena presentato all’Onu, organo di ricerca sulla proliferazione delle armi leggere con sede a Ginevra. Presentando il &lt;a href="http://www.smallarmssurvey.org/files/sas/publications/yearb2008.html"&gt;rapporto&lt;/a&gt;  al palazzo di vetro, Keith Krause, capo del Small Arms Survey, ha sottolineato come il fenomeno sia particolarmente pericoloso soprattutto nei paesi in cui il governo è già debole, perché permette a gruppi antigovernativi o individui sovversivi di agire contro i civili, prima che alle istituzioni.&lt;br /&gt;Il rapporto non definisce una stima precisa del volume di armi, anche perché non ha potuto prendere in considerazione le armi stornate dalle forniture governative e militari, che nella maggior parte dei casi vengono rubate e rivendute al mercato nero, come accade per esempio in Kenya, dove quasi il 50% delle munizioni che si trovano al mercato nero vengono direttamente dalle forze armate.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Questi “carichi di armi dirottati” arrivano in Africa, in Somalia, in Liberia, in Sudan, ma anche ai “gruppi armati sudamericani e alle milizie del Corno d’Africa”; finiscono anche in Iraq e Afghanistan. Secondo gli esperti, “alcune di queste spedizioni illecite sono grandi quanto gli arsenali delle forze armate di piccoli paesi”. Il dirottamento assume diverse forme: da piccole spedizioni di pezzi acquisiti legalmente e assemblati illegalmente, a massicci invii che, spesso grazie anche al sostegno di funzionari governativi, sfuggono ai controlli e arrivano a destinazioni impossibili da rintracciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto afferma anche che sono in circolazione almeno 650 mila armi che derivano da furti a civili.&lt;br /&gt;“Su 200 milioni di armi leggere censite nel mondo, 76 milioni possono essere considerate eccedenza” si legge ancora nel testo. Ogni anno vengono distrutti circa 430.000, un numero non sufficiente ad estinguere il surplus, che i governi preferiscono esportare. Stati Uniti, Italia, Germania, Belgio sono ancora i maggiori esportatori. Iran e Corea del Nord sono i paesi meno trasparenti nell’acquisto di armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338565956" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/il-mercato-delle-armi-fantasma.html</feedburner:origLink></item><item><title>L'auto vacilla, ma resiste</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338565958/lauto-vacilla-ma-resiste.html</link><category>ecologia e ambiente</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 17:20:19 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4668402496256703312</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_FPzH8MbI/AAAAAAAABuo/19L7huDpNUw/s1600-h/meno_auto_inquinanti_nel_2007.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 242px; height: 182px;" src="http://bp0.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_FPzH8MbI/AAAAAAAABuo/19L7huDpNUw/s320/meno_auto_inquinanti_nel_2007.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224110967985287602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Nei primi 6 mesi del 2008 gli italiani hanno ridotto l'uso dell'auto, ma meno di quel che ci si aspetterebbe visti gli aumenti della benzina. I risultati del rapporto Isfort sulla mobilità per il primo semestre 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://qualenergia.it/view.php?id=768&amp;amp;contenuto=Documento"&gt;QualEnergia.it&lt;/a&gt; - Il caro petrolio ha incrinato l’amore degli italiani per l’automobile, ma la relazione resta solida. È quanto emerge dal &lt;a href="http://qualenergia.it/UserFiles/Files/rapporto%20mobilit%E0%20Isfort%20primo%20semestre%202008.pdf"&gt;rapporto Isfort&lt;/a&gt; sulla mobilità, riferito al primo semestre del 2008 e reso pubblico lunedì. Per la prima volta dal 2004 i viaggi in automobile registrano una diminuzione, del 2,1% calano anche gli spostamenti in moto e motorino (-1,9%), mentre il trasporto pubblico mette a segno un rilevante +7,8%, consolidando una fase di recupero già iniziata nel primo semestre del 2007. Le quattro ruote la fanno comunque ancora da padrone: tra gli spostamenti fatti con i mezzi motorizzati l’81,9% è ancora coperto dall’auto.&lt;span class="fullpost"&gt; A rinunciare in maggior misura alla macchina - emerge dal rapporto - chi si sposta meno e ha un reddito più basso: gli anziani, i disoccupati e i pensionati. L’uso della macchina, va precisato, cala soprattutto nelle città: nei centri con oltre 250mila abitanti la quota di chi si sposta in auto scende di oltre 5 punti (dal 66,5% del primo semestre 2007 al 61% del primo semestre 2008), a tutto vantaggio dei mezzi pubblici (la quota modale sale dal 22,7% al 27,6%). Nessun mutamento sostanziale invece nei piccoli e medi centri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Siamo insomma lontani da un “cambio modale” forte e strutturale a favore del trasporto pubblico, tuttavia si intravede un segnale di cambiamento dei comportamenti di mobilità degli italiani; si dovrà verificare nei prossimi mesi se e quanto questo segnale potrà rafforzarsi”, scrivono gli autori del report. D’altra parte la volontà di cambiare il modo di spostarsi c’è. Sempre di più quelli che dichiarano di voler usare meno la macchina: il 34,6% degli intervistati ( mentre nel primo semestre 2007 erano 31,4%). In aumento anche chi vorrebbe usare di più i mezzi pubblici, il 40% degli intervistati (38,5% nel 2007). Una minoranza invece è chi vorrebbe spostarsi di più in auto (7,1%) e chi vorrebbe usare meno i mezzi (5,1%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “sofferenza” dell’automobile in questa fase congiunturale è leggibile anche negli indici di soddisfazione, che il sondaggio Isofort rileva facendo attribuire ad ogni mezzo un punteggio da 1 a 10. Pur restando attestato su livelli altissimi il gradimento per le quattro ruote diminuisce da un punteggio medio pari a 8,08 del primo semestre 2007 a 7,93 nel primo semestre 2008. Nelle grandi città il gradimento più basso: 7,26, per la prima volta è inferiore a quello registrato per la metropolitana (7,40). I mezzi i cui indici di soddisfazione sono in crescita invece sono quelli meno usati: la metropolitana appunto, l’aereo e la bicicletta, ai vertici della classifica della soddisfazione, seconda solo alla moto, che rimane in testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda di mobilità degli italiani nei giorni feriali - emerge dal rapporto - diminuisce rispetto allo stesso periodo del 2007, dopo tre anni di crescita ininterrotta. È una contrazione piuttosto contenuta (pari a -1,3% nel numero di km percorsi (passeggeri*km) e a -0,8% nel numero di spostamenti effettuati) e inferiore alle aspettative dell’istituto Isofort: “in un quadro congiunturale contrassegnato nella prima parte dell’anno dalla riduzione del potere d’acquisto e dei consumi delle famiglie, dal fortissimo aumento del prezzo dei carburanti e dal crollo del mercato dell’auto, si attendeva in verità una frenata più robusta dei consumi di mobilità e trasporto. In ogni caso si è avviata un’inversione di tendenza destinata presumibilmente a consolidarsi nella seconda parte dell’anno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani dunque si spostano un po’ meno, ma il tempo che se ne va per la mobilità continua ad aumentare: la media è 65,5 minuti al giorno, un valore mai così alto. “Nella dinamica delle motivazioni di viaggio è evidente il riflesso della crisi economica in corso” scrivono gli autori: infatti, diminuiscono sia la quota di spostamenti per lavoro, per la prima volta sotto il 30%, sia la quota della mobilità per tempo libero (30,6%), a vantaggio degli spostamenti per la gestione familiare (34,1% dal 30,9% del primo semestre 2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338565958" height="1" width="1"/&gt;</description><enclosure url="http://qualenergia.it/UserFiles/Files/rapporto%20mobilit%E0%20Isfort%20primo%20semestre%202008.pdf" length="600964" type="application/pdf" /><media:content url="http://qualenergia.it/UserFiles/Files/rapporto%20mobilit%E0%20Isfort%20primo%20semestre%202008.pdf" fileSize="600964" type="application/pdf" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle> Nei primi 6 mesi del 2008 gli italiani hanno ridotto l'uso dell'auto, ma meno di quel che ci si aspetterebbe visti gli aumenti della benzina. I risultati del rapporto Isfort sulla mobilità per il primo semestre 2008. QualEnergia.it - Il caro petrolio ha </itunes:subtitle><itunes:author>Fabio Gioffrè</itunes:author><itunes:summary> Nei primi 6 mesi del 2008 gli italiani hanno ridotto l'uso dell'auto, ma meno di quel che ci si aspetterebbe visti gli aumenti della benzina. I risultati del rapporto Isfort sulla mobilità per il primo semestre 2008. QualEnergia.it - Il caro petrolio ha incrinato l’amore degli italiani per l’automobile, ma la relazione resta solida. È quanto emerge dal rapporto Isfort sulla mobilità, riferito al primo semestre del 2008 e reso pubblico lunedì. Per la prima volta dal 2004 i viaggi in automobile registrano una diminuzione, del 2,1% calano anche gli spostamenti in moto e motorino (-1,9%), mentre il trasporto pubblico mette a segno un rilevante +7,8%, consolidando una fase di recupero già iniziata nel primo semestre del 2007. Le quattro ruote la fanno comunque ancora da padrone: tra gli spostamenti fatti con i mezzi motorizzati l’81,9% è ancora coperto dall’auto. A rinunciare in maggior misura alla macchina - emerge dal rapporto - chi si sposta meno e ha un reddito più basso: gli anziani, i disoccupati e i pensionati. L’uso della macchina, va precisato, cala soprattutto nelle città: nei centri con oltre 250mila abitanti la quota di chi si sposta in auto scende di oltre 5 punti (dal 66,5% del primo semestre 2007 al 61% del primo semestre 2008), a tutto vantaggio dei mezzi pubblici (la quota modale sale dal 22,7% al 27,6%). Nessun mutamento sostanziale invece nei piccoli e medi centri. “Siamo insomma lontani da un “cambio modale” forte e strutturale a favore del trasporto pubblico, tuttavia si intravede un segnale di cambiamento dei comportamenti di mobilità degli italiani; si dovrà verificare nei prossimi mesi se e quanto questo segnale potrà rafforzarsi”, scrivono gli autori del report. D’altra parte la volontà di cambiare il modo di spostarsi c’è. Sempre di più quelli che dichiarano di voler usare meno la macchina: il 34,6% degli intervistati ( mentre nel primo semestre 2007 erano 31,4%). In aumento anche chi vorrebbe usare di più i mezzi pubblici, il 40% degli intervistati (38,5% nel 2007). Una minoranza invece è chi vorrebbe spostarsi di più in auto (7,1%) e chi vorrebbe usare meno i mezzi (5,1%). La “sofferenza” dell’automobile in questa fase congiunturale è leggibile anche negli indici di soddisfazione, che il sondaggio Isofort rileva facendo attribuire ad ogni mezzo un punteggio da 1 a 10. Pur restando attestato su livelli altissimi il gradimento per le quattro ruote diminuisce da un punteggio medio pari a 8,08 del primo semestre 2007 a 7,93 nel primo semestre 2008. Nelle grandi città il gradimento più basso: 7,26, per la prima volta è inferiore a quello registrato per la metropolitana (7,40). I mezzi i cui indici di soddisfazione sono in crescita invece sono quelli meno usati: la metropolitana appunto, l’aereo e la bicicletta, ai vertici della classifica della soddisfazione, seconda solo alla moto, che rimane in testa. La domanda di mobilità degli italiani nei giorni feriali - emerge dal rapporto - diminuisce rispetto allo stesso periodo del 2007, dopo tre anni di crescita ininterrotta. È una contrazione piuttosto contenuta (pari a -1,3% nel numero di km percorsi (passeggeri*km) e a -0,8% nel numero di spostamenti effettuati) e inferiore alle aspettative dell’istituto Isofort: “in un quadro congiunturale contrassegnato nella prima parte dell’anno dalla riduzione del potere d’acquisto e dei consumi delle famiglie, dal fortissimo aumento del prezzo dei carburanti e dal crollo del mercato dell’auto, si attendeva in verità una frenata più robusta dei consumi di mobilità e trasporto. In ogni caso si è avviata un’inversione di tendenza destinata presumibilmente a consolidarsi nella seconda parte dell’anno.” Gli italiani dunque si spostano un po’ meno, ma il tempo che se ne va per la mobilità continua ad aumentare: la media è 65,5 minuti al giorno, un valore mai così alto. “Nella dinamica delle motivazioni di viaggio è evidente il riflesso della crisi economica in corso” scrivono gli autori: infatti, diminuiscono sia la quota di s</itunes:summary><itunes:keywords>ecologia,famiglia,francescana,missionarietà,vaticano,cattolici,adozioni,a,distanza,Ordine,Francescano,Secolare,pisa,rivista,La,Perfetta,Letizia,francescani,O,F,S,Fabio,Gioffrè,Fabio,Vitucci,Convento,San,Francesco,Pisa</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/lauto-vacilla-ma-resiste.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il Marocco invia 176 predicatori in Europa contro l’estremismo</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338565959/il-marocco-invia-oltre-170-predicatori.html</link><category>cultura e religione</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 17:52:02 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-6405614273273727586</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_DGa80gaI/AAAAAAAABuY/i5y-vcuDAz8/s1600-h/Morocco_preachers.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 221px; height: 147px;" src="http://bp2.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_DGa80gaI/AAAAAAAABuY/i5y-vcuDAz8/s320/Morocco_preachers.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224108607854117282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Rabat tenta di frenare la crescita del fondamentalismo fra le comunità marocchine all’estero. Gli imam di “buona reputazione” e “bella presenza” devono aiutare le comunità a rimanere fedeli alle radici, ma anche a integrarsi nella società europea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rabat, Marocco&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;amp;art=12788&amp;amp;size=A"&gt;AsiaNews/MEO&lt;/a&gt;) – Dal prossimo settembre fino al Ramadan, il Marocco invierà in Europa 176 predicatori per proteggere i propri cittadini da discorsi estremisti. La decisione è stata presa dopo una richiesta del re  Mohammed VI.&lt;br /&gt;In Europa e soprattutto in Francia esistono almeno 2,64 milioni di marocchini. Alcuni di loro sono noti al pubblico internazionale per essere stati condannati nel processo contro gli autori dell’attentato al treno di Madrid nel 2004, o per aver predicato violenza in Italia. I 176 avranno cura di mantenere le comunità marocchine fedeli alle radici culturali e alla tradizione malikita, ma nello stesso tempo devono infondere in loro un sentimento da “buon cittadino” del Paese ospitante.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo una dichiarazione del governo, i 167 uomini e 9 donne (il Marocco è finora l’unico Paese ad avere imam donne) hanno il compito di “rispondere ai bisogni religiosi della comunità marocchina all’estero, proteggendole da ogni discorso estremista o irregolare, o da ogni fanatismo ed estremismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I candidati sono stati scelti con precisi criteri. Oltre a sapere di teologia islamica, conoscere a memoria il Corano e avere una bella voce, devono anche noti per la loro “buona reputazione, devozione e altissimo livello morale”; essi devono avere anche “bella presenza” e “maniere educate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 176 saranno così distribuiti: 100 in Francia, 31 in Belgio, 10 in Italia e Germania , 7 in Spagna e Olanda. Il resto sarà inviato in Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Svizzera e Gran Bretagna. Uno di loro andrà in Canada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338565959" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/il-marocco-invia-oltre-170-predicatori.html</feedburner:origLink></item><item><title>In Afghanistan è emergenza siccità</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338565961/in-afghanistan-emergenza-siccit.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 17:51:03 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-7375694017201588399</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_B8tb_MdI/AAAAAAAABuQ/l2cGYLFq1QE/s1600-h/afp_9161709_51040.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 178px; height: 214px;" src="http://bp2.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_B8tb_MdI/AAAAAAAABuQ/l2cGYLFq1QE/s320/afp_9161709_51040.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224107341506359762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Allo stremo un milione e mezzo di persone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/"&gt;&lt;br /&gt;Agenzia Misna&lt;/a&gt; - Un milione e mezzo di persone con urgente bisogno di aiuto, 400 scuole e ospedali senza accesso all’acqua potabile, una produzione cerealicola dimezzata: sono queste, secondo il governo dell’Afghanistan, le conseguenze della siccità che negli ultimi mesi ha colpito soprattutto il nord del paese. Sulla base delle previsioni del ministro per l’Agricoltura Eshan Zia, quest’anno la produzione nazionale di cereali non dovrebbe superare due milioni e 300.000 tonnellate, a fronte dei quattro milioni e 600.000 del 2007. Nel tentativo di garantire assistenza di base a quattro milioni e mezzo di persone, alcuni giorni fa il governo ha lanciato un appello per raccogliere 400 milioni di dollari, poco più di 250 milioni di euro. La siccità – ha detto Zia – ha colpito 19 delle 34 province afgane; in 22 province, d’altra parte, “una grave insufficienza di acqua potabile” metterebbe a rischio le vite di un milione e 150.000 persone. &lt;span class="fullpost"&gt;Il governo sostiene che, finora, siccità e carestie non hanno provocato “esodi di massa”; 9.000 persone che avevano raggiunto la periferia della città settentrionale di Mazar-i-Sharif sarebbero state convinte a tornare nei villaggi d’origine con la promessa di aiuti imminenti. La situazione, però, sembra poter peggiorare: “Molti giovani – ha affermato il ministro per l’Agricoltura – sono partiti per altre province o per l’estero in cerca di un impiego che permetta loro di aiutare le famiglie rimaste a casa”.&lt;br /&gt;[ VG]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338565961" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/in-afghanistan-emergenza-siccit.html</feedburner:origLink></item><item><title>Commercio d'avorio: la Cina diventa acquirente autorizzato</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/338565963/commercio-davorio-cina-diventa.html</link><category>ecologia</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 16:59:02 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-2500032739491968649</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_APHt4BgI/AAAAAAAABuI/O-m4fDE6uag/s1600-h/stor_13402699_26510.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 139px; height: 166px;" src="http://bp1.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH_APHt4BgI/AAAAAAAABuI/O-m4fDE6uag/s320/stor_13402699_26510.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224105458775098882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/"&gt;Agenzia Misna&lt;/a&gt; - La Cina dà “grande importanza” alla protezione delle specie selvagge, “compresi gli elefanti”, e applica una serie di leggi per stroncare il contrabbando di merci pregiate, “compreso l’avorio”: il governo della Repubblica popolare ha risposto così alle critiche di alcune organizzazioni animaliste dopo il via libera dell’Onu a limitati acquisti di “oro bianco” da parte di Pechino. Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri Liu Jianchao ha sostenuto che in Cina il commercio illegale e in particolare le vendite di avorio hanno subito “un forte calo”; proprio sulla base di documenti che proverebbero l’impegno di Pechino, lunedì la Convenzione sul commercio internazionale e le specie in pericolo (Cites) ha autorizzato la Cina ad acquistare partite di “oro bianco” messe legalmente in vendita da Sudafrica, Botswana, Namibia e Zimbabwe.&lt;span class="fullpost"&gt; Per contrastare il declino nella popolazione di elefanti africani, dalle cui zanne si ricava l’avorio, anni fa l’organismo delle Nazioni Unite aveva introdotto un bando totale; l’anno scorso la Cites aveva però autorizzato la vendita “una tantum” di 108 tonnellate, dichiarate entro il 31 gennaio 2007 e comunque ricavate esclusivamente da pachidermi morti per cause naturali. Il via libera agli acquisti cinesi ha posto fine a un monopolio esercitato per un anno dal Giappone e, allo stesso tempo, suscitato reazioni differenti tra gli animalisti: alcune organizzazioni hanno espresso il timore che bande di trafficanti possano riciclare l’avorio rubato approfittando dell’ampliamento del mercato legale, mentre altre hanno riconosciuto gli sforzi compiuti dalla Cina. Quello dell’avorio è un commercio di tutto rispetto: sul mercato nero del Giappone, la principale piazza mondiale, un chilogrammo è pagato 750 dollari. La febbre dell’“oro bianco” ha però contagiato da tempo Hong Kong e la Cina, ai primi posti mondiali per domanda e volumi lavorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[ VG]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/338565963" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/commercio-davorio-cina-diventa.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il Papa incontra i giovani della GMG: entusiasmo incredibile!</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/337843347/il-papa-incontra-i-giovani-della-gmg.html</link><category>religione e testimonianze</category><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 02:45:51 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-5804628418219522481</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH74DXpW_EI/AAAAAAAAB48/8O5PMUhCVKc/s1600-h/img.asp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH74DXpW_EI/AAAAAAAAB48/8O5PMUhCVKc/s400/img.asp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223885354567138370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;500mila ragazzi in Australia per il primo incontro col Pontefice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' iniziato con un entusiasmo incredibile l'atteso incontro - è il primo a Sydney - tra Papa Benedetto ed i giovani del mondo che stavano aspettando questo momento ormai da 3 anni, dai tempi della Gmg di Colonia quando il Papa comunicò la tappa successiva appunto in Australia. Sono 140 mila i giovani pellegrini che si sono radunati sul molo di Barangaroo, a Sydney, per accogliere il Papa. Lo riferisce l'organizzazione della Gmg. Un bagno di folla tra bandiere e cori: "Benedetto", "Benedicto", il suo nome è scandito in tutte le lingue. L'organizzazione riferisce anche che altri 350 mila pellegrini sono dislocati nei punti più importanti della città: Darling Harbour, Opera House, Domain. Il totale fa 500 mila pellegrini, una cifra record per la città, molto più che per le Olimpiadi del 2000. Il Papa è giunto a bordo di un battello 'Sidney 2000'. Accompagnato da 500 persone, tra cui dieci aborigeni, 20 australiani, 12 giovani pellegrini, 32 fedeli dall'Oceania, 168 da altre nazioni e 60 tra vescovi e cardinali il Papa - in piedi a prua mentre il vento gli sollevava la mantellina e gli ha fatto anche volare lo zuccotto - ha attraversato in battello la baia di Sydney, per spostarsi dalla Rose Bay, dove lo avevano accolto i capi aborigeni, a Barangaroo, dove e' appena sbarcato, e dove lo festeggiano circa 150mila ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Alla conclusione del tour in battello Papa Benedetto è sceso al molo di Barangaroo tra le acclamazioni delle centinaia di migliaia di giovani ed uno sventolio di bandiere che stanno colorando veramente 'a nuovo' tutta Sidney. Appena sceso dal battello e' stato accolto dalla Guardia d'onore indigena, formata da 43 aborigeni anziani dall'Australia e dalle Isole dello Stretto di Torres. Sono stati loro a "consegnare" Benedetto XVI ai giovani che lo attendono sulla banchina. La cerimonia e' pensata ad indicare il passaggio del Papa dalle cure dei "custodi", che lo hanno accolto alla Rose Bay, ai giovani di tutto il mondo, raccolti a Sydney per la Gmg. Al suo arrivo nel palco di Barangaroo al Papa è stato rivolto un saluto in lingua Gadigal, un linguaggio dell'area di Sydney. Sono seguiti alcuni canti tipici dell'Oceania e anche il canto "Tu es Petrus", in latino, ma con alcune parti tradotte e cantate in lingua gadigal. Tra i cori che si alternano sul palco anche il Gondwana Indigenous Choir, formato da ragazzi indigeni dai 9 ai 14 anni da tutta l'Australia, e il Sydney Children's Choir, di bambini dagli 8 ai 16 anni, della citta' che ospita la Gmg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La accogliamo tra di noi come uomo di fede e di preghiera, avido di cultura e insegnante illustre, che per decenni è entrato in dialogo con gli altri rappresentanti delle nostre democrazie pluraliste”. Così l’arcivescovo di Sydney, card. George Pell, ha salutato poco fa Benedetto XVI, appena giunto a Barangaroo, accolto da una folla giovane e festante. “Le diamo il benvenuto – ha proseguito il card. Pell – come sacerdote e come vescovo. Ma ancor di più la accogliamo come successore di Pietro, la pietra su cui Gesù ha fondato la sua Chiesa. In lealtà e preghiera le diamo il benvenuto come Papa e vescovo di Roma”. “Nella nostra breve storia generalmente i cattolici australiani sono stati forti sostenitori del Papa. Questo ci allieta”, ha poi aggiunto il porporato, ricordando “con grande amore e ammirazione” il predecessore di Benedetto XVI, “Giovanni Paolo II il Grande, il quale fondò la tradizione della Giornata mondiale della gioventù e venne a trovarci due volte in Australia”. “Sua santità – ha infine concluso – lei è tra amici. E non solo tra figli, fratelli e sorelle di fede cattolica, ma anche tra amici provenienti da tutti gli angoli del Paese e soprattutto da altre comunità cristiane”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un giorno storico”: così il presidente dei vescovi australiani, l’arcivescovo mons. Philip Wilson ha salutato Benedetto XVI al suo arrivo all’area di Barangaroo dove si sta svolgendo la cerimonia di accoglienza del Papa. Questa quarta visita di un pontefice in Australia, ha affermato mons.Wilson “è molto significativa e alla sua presenza rinnoviamo il nostro impegno verso Cristo e verso la Chiesa. La sua presenza qui in mezzo a noi in questi giorni rinforza la nostra speranza di incontrare Cristo nei modi più veri e profondi. Guardando questi meravigliosi giovani del mondo, uniti da fede ed amore, siamo riempiti di speranza. Il tema da lei scelto per questa Gmg – ha aggiunto – ci ricorda che non siamo soli negli sforzi di centrare la nostra vita in Cristo”. “Preghiamo – ha concluso – affinché questa Gmg possa portare frutti abbondanti e benedizioni a tutti specialmente ai giovani che sono qui e nel mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/337843347" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/il-papa-incontra-i-giovani-della-gmg.html</feedburner:origLink></item><item><title>Dichiarazione di Amnesty International sulle conclusioni del processo per i fatti di Bolzaneto</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/337536314/dichiarazione-di-amnesty-international.html</link><category>diritti umani</category><category>cronache dall'italia</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 17:26:16 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-5247066327077057456</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH51WvRf4uI/AAAAAAAAB40/XIP73VPaB4w/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH51WvRf4uI/AAAAAAAAB40/XIP73VPaB4w/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223741651303785186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1121"&gt;Amnesty International&lt;/a&gt; ha apprezzato il fatto che la giustizia italiana abbia riconosciuto, in primo grado, le responsabilità di funzionari dello Stato per le brutalità commesse nel luglio 2001 all'interno della caserma di Bolzaneto.&lt;br /&gt;Amnesty International sottolinea come, a causa della mancanza di uno specifico reato di tortura nel codice penale italiano, nessuna persona sotto processo abbia potuto essere imputata di tale crimine.&lt;br /&gt;L'organizzazione ricorda come tale mancanza abbia imposto ai procuratori nel processo sui fatti di Bolzaneto di descrivere una realtà "di oggettiva vessazione nei confronti di tutti i detenuti e per tutto il periodo della loro permanenza presso il sito" avendo a disposizione, per perseguire i colpevoli, unicamente reati ordinari, in quanto tali colpiti da prescrizione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/337536314" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/dichiarazione-di-amnesty-international.html</feedburner:origLink></item><item><title>E' una tecno GMG!</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/337536315/e-una-tecno-gmg.html</link><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 17:22:09 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-8011698997394710957</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH50PBi0qlI/AAAAAAAAB4s/79c7DECZpfo/s1600-h/img.asp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH50PBi0qlI/AAAAAAAAB4s/79c7DECZpfo/s400/img.asp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223740419257707090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Gli sms dal Papa, streaming per cellulari e molto real time.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1594"&gt;PapaBoys&lt;/a&gt; - E' sicuramente l'evento tecnologico più imponente mai realizzato dalla Chiesa, ma l'avvento dei nuovi media e sistemi integrati di comunicazione sono indispensabili per chi è chiamato a testimoniare il Vangelo in un mondo che cambia. Oggi quindi obblighiamo Gesù a parlare ai nostri cuori, proprio Lui che è stato il più grande comunicatore della storia dell'umanità, attraverso poche righe stringatissime ed abbraviazioni che solo fino a qualche anno fa sarebbero state incomprensibili. E ci viene da ridere a pensare al Figlio del Signore che invia un sms a Pietro per convincerlo a lasciare barca e reti per seguirlo nel rinnovamento del mondo. Non facciamo illudere, sia chiaro: il miglior modo di comunicare il Vangelo resta sempre l'esempio, la testimonianza e la parola detta di persona, ma per facilitare tutto questo, allora si! che possiamo adattarci ai nuovi sistemi. Anche Papa Benedetto ha scelto di percorrere questa strada modernissima (si, proprio il Papa che troppi media accusano di essere retrogrado!) ed all'inizio della giornata appena trascorsa, un messaggio sms a firma 'B XVI' è giunto sui cellulari dei giovani presenti alla Gmg di Sydney. Ecco il testo dell'sms che ha raggiunto i cellulari delle centinaia di migliaia di giovani che dal 15 al 20 luglio affolleranno le strade di Sydney per la giornata mondiale della gioventù (Gmg): "Giovane amico, Dio e la sua gente hanno grandi aspettative su di te perché hai dentro di te il supremo dono del Padre: lo spirito di Gesù" - BXVI".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Benedetto XVI apre una quindi una nuova frontiera nella comunicazione del Vangelo: gli sms. Mai un vicario di Cristo si era rivolto ai fedeli in modo cosi' informale, confidenziale, 'hi -tech'. Ai pellegrini della prima Giornata mondiale della gioventu' 'interattiva', Papa Joseph Ratzinger invia quotidianamente un messaggino in inglese utilizzando la grafia abbreviata e tipica dei boys.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non solo: per la prima volta la Giornata Mondiale della Gioventù è a disposizione gratuitamente grazie allo streaming video dal cellulare. L'agenzia internazionale di notizie video H2onews (www.h2onews.org) offre questo servizio direttamente da Sydney sul web, attraverso la collaborazione con wydcrossmedia.org, progetto di condivisione di risorse che offre, attraverso internet, un servizio di comunicazione unificato sulla Giornata mondiale dei giovani di Sydney disponibile all'indirizzo wydcrossmedia.org Nel sito sono presenti contenuti multimediali da scaricare per partecipare direttamente da casa all'evento australiano. I video sono già disponibili nel fomato 3gp per cellulari, proprio pensando ai primi destintari di questo evento, ovvero i giovani. E' possibile scaricare anche interviste, immagini del Papa, testimonianze, concerti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/337536315" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/e-una-tecno-gmg.html</feedburner:origLink></item><item><title>Grande successo per "Viva Agorà", la festa degli italiani a Sydney</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/337353323/grande-successo-per-viva-agor-la-festa.html</link><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 13:05:56 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-7557108115478964798</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH44RtoADBI/AAAAAAAAB4k/l-rRpN6puds/s1600-h/img.asp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH44RtoADBI/AAAAAAAAB4k/l-rRpN6puds/s400/img.asp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223674494752656402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1585"&gt;PapaBoys&lt;/a&gt; - Da poche ore si è conclusa 'Viva Agorà', la grande festa che ha coinvolto i nostri connazionali alla Gmg di Sydney e che si è svolta presso l’Entertaiment Center. L’inno della Gmg cantato da Gary Pinto questo appuntamento presentato da Lorena Bianchetti, noto volto della tv italiana, mentre due giovani italo-australiani, James Liotta e Isabella Restifa,. Migliaia i pellegrini sulle tribune del teatro, che hanno acceso il clima con striscioni e cori da stadio. “La vostra fede è forte e dovete contagiare questo Paese”, ha detto il vescovo ausiliare di Sydney, mons. Julian Charles Porteous, portando il saluto della diocesi. “È un fantastico regalo – ha aggiunto - avervi qui: grazie per aver portato la gioia”. "Viva l'Agorà significa che vivi siete voi, che viva è l'Australia, che viva è la Chiesa", ha esordito la presentatrice romana. Subito dopo Richard Campbell, pittore aborigeno, ha dato il benvenuto ai giovani italiani nel paese che il suo popolo ha conservato intatto per millenni, parlando del serpente arcobaleno, che nell'arte aborigena e' il simbolo della creazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Numerosi i momenti musicali, affidati a una serie di artisti tutti legati alla Gmg. Ha cominciato il gruppo catanese Heavy Metal dei Metatrone, una rock band cattolica sulle cui note si e' scatenata la sala. E' stata poi la volta di Gary Pinto, giovane cantautore gia' esibitosi ieri sera durante il concerto di apertura e firma, insieme a Guy Sebastian, dell'inno ufficiale di Sydney 2008, Receive the Power. Sul tappeto rosso a pochi metri.... dalle teste di vescovi e sacerdoti presenti italiani ed australiani si sono poi esibiti in una performance acrobatica gli Streetworx, compagnia di breakdance nata da un programma di aiuto sociale che ha permesso in questi anni di togliere molti ragazzi dalla strada. Nell'atmosfera da stadio con tanto di cori (sempre pacifici) lanciati dalle gradinate in festa, si sono esibiti anche il cantautore italo-australiano Edoardo Santoni e quindi i Gen Rosso, gruppo nato a Firenze nel 1966 da un'idea di Chiara Lubich (vincitrice del premio Unesco per l'educazione alla pace), che conta tra le proprie fila 18 elementi appartenenti a 10 diverse nazioni: Brasile, Tanzania, Kenia, Congo, Soagna, Argentina, Svizzera, Italia, Polonia e Filippine. Una delegazione marchigiana ha ricordato l'Agora' dei giovani tenutasi nel 2007 a Loreto, portando la fiaccola della pace del pellegrinaggio Macerata-Loreto, accesa dal Santo Padre in Piazza San Pietro lo scorso febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio della festa è stato anche letto un messaggio di saluto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai giovani italiani e italoaustraliani. La Gmg, ha scritto Napolitano, “costituisce ormai un appuntamento tradizionale per ragazzi e ragazze di tutti i continenti, che si riuniscono in una manifestazione il cui altissimo significato spirituale, sottolineato dalla presenza del Sommo Pontefice, si accompagna a una profonda valenza culturale e sociale”. “In tale contesto – ha sottolineato – è mio vivo auspicio che l’incontro di oggi vi consenta di scoprire, in prima persona, quanto grande sia il contributo che la storica collettività di origine italiana ha saputo fornire allo sviluppo dell’Australia, Paese che seppe accogliere generosamente i nostri connazionali, e quanto siano solide e radicate le tradizioni e la cultura italiane in questa terra lontana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad iniziare il pomeriggio di Viva Agorà, era stato un momento di preghiera con il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Angelo Bagnasco a seguire le musiche dei “Gen Rosso”. Bella anche la scenografia: vele sul palco, per ricordare l'“Opera House” e poi la statua della Vergine di Loreto e la croce di San Damiano (resteranno a Sydney come dono della Chiesa italiana ai giovani d'Australia). L’evento, promosso dal Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei, aveva l'obiettivo, e crediamo l'abbia centrato, di stabilire un dialogo fra le realtà giovanili italiana e australiana, attraverso una fitta trama di testimonianze che vedono protagonisti gli stessi pellegrini della GMG.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/337353323" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/grande-successo-per-viva-agor-la-festa.html</feedburner:origLink></item><item><title>Sempre più numerosi gli appelli per evitare che una sentenza spenga la vita di Eluana Englaro</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/337353324/sempre-pi-numerosi-gli-appelli-per.html</link><category>diritti umani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 12:59:50 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-1908445793826628210</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH42klJnrkI/AAAAAAAAB4c/YHd-J4IkaJs/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 118px; height: 108px;" src="http://bp1.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH42klJnrkI/AAAAAAAAB4c/YHd-J4IkaJs/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223672619872005698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=218799"&gt;RadioVaticana&lt;/a&gt; - Si moltiplicano, in Italia, le adesioni all'appello dell’associazione Scienza &amp;amp; Vita per evitare che una sentenza decreti la morte di Eluana Englaro, la giovane in stato vegetativo da 16 anni in seguito ad un incidente. La Corte d’Appello di Milano ha autorizzato il padre di Eluana a sospendere il trattamento di alimentazione e idratazione della figlia. Oltre a tante associazioni e movimenti ecclesiali e a personalità del mondo laico si aggiunge oggi l'appello di 35 neurologi alle massime cariche dello Stato. Numerose, intanto, in tutto il Paese le veglie di preghiera per la giovane. Ascoltiamo la riflessione della dottoressa Maria Luisa Di Pietro, presidente di Scienza &amp;amp; Vita: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La situazione di Eluana Englaro è quella di una paziente in stato vegetativo e quindi non è né un malato terminale né un paziente in coma e tanto meno non è una persona già morta. Si tratta di una situazione di grave disabilità, in cui l’abilità che manca è la capacità di relazione: è da vedere qui se è la paziente che non riesce a relazionarsi con noi o piuttosto noi che non abbiamo gli strumenti per relazionarci con la paziente. Si tratta, quindi, di una situazione in cui la persona ha soltanto bisogno di essere alimentata, idratata, di cure igieniche e di riabilitazione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Non è attaccata ad un respiratore e, quindi, non si tratta assolutamente di staccare una spina. Quello che è stato anzi deciso per sentenza dai giudici è di sospendere l’alimentazione e l’idratazione, condannando così Eluana, che – a detta del suo medico curante – è una persona perfettamente sana fisicamente, ad una morte atroce per fame e per sete. Una morte per la quale saranno necessari almeno 14 giorni, nei quali si spegnerà lentamente e lentamente si allontanerà dalla vita. Ciò che viene fatto, tra l’altro su una persona che si dice non proverà sofferenza, anche se questo è tutto da provare, è veramente la legittimazione di un vero e proprio omicidio, perchè se come si sostiene non c’è neanche sofferenza – il che non è sicuro – allora non c’è neanche l’ipocrita scusante dell’eutanasia. Sappiamo, infatti, che l’eutanasia – in maniera ipocrita – viene considerato un modo per eliminare la sofferenza, eliminando il sofferente. Qui si sta legittimando veramente un omicidio! Allora la domanda di fondo è: a chi dà fastidio Eluana Englaro? A chi fa paura? Da qui l’appello di Scienza e Vita. Scienza e Vita vuole mobilitare tutte le coscienze affinché questa sentenza che appare una sentenza di morte diventi un appello per la vita. Un appello di risposta e soprattutto il grido di una volontà da parte di coloro che vogliono prendersi cura dei più fragili, dei più innocenti esseri umani, che in questo caso hanno una sola colpa: non possono chiedere agli altri aiuto, non possono chiedere agli altri di essere accompagnati e di essere accuditi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/337353324" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/sempre-pi-numerosi-gli-appelli-per.html</feedburner:origLink></item><item><title>Immigrazione: problema risolvibile?</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/336846976/immigrazione-problema-risolvibile.html</link><category>diritti umani</category><category>cronache dall'italia</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 02:33:31 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-5126155235215430748</guid><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;di Nino Crivello&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH2j1W12CRI/AAAAAAAAB30/uRxPzWuH8bU/s1600-h/immigrati_barca.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SH2j1W12CRI/AAAAAAAAB30/uRxPzWuH8bU/s400/immigrati_barca.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223511279879457042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(ansa) "LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Tre morti, 47 superstiti e numerosi dispersi (una ventina secondo il racconto dei naufraghi). E' questo il bilancio dell'ennesima tragedia dell'immigrazione avvenuta nel Canale di Sicilia, a 75 miglia a Sud Est di Lampedusa, in una zona che ricade sotto la competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso."&lt;br /&gt;Certo, parlare di statistiche quando ai numeri corrispondono persone, morti, scomparsi, è spesso disdicevole. E' altrettanto vero però che le tragedie che si consumano con regolarità allarmante devono pur essere analizzate e studiate, nella speranza di capire quanto meno con cosa si ha a che fare, per tentare di trovare delle soluzioni adeguate e evitare che “chi arriva” trovi una situazione ancor peggiore di quella che ha lasciato. A seguito di quest'ennesimo sbarco, il Ministro Maroni ricorda che un accordo tra Italia e Libia per il pattugliamento delle coste esiste già: "Aspettiamo solo il via libera del governo di Tripoli". Certo il pattugliamento potrebbe essere una soluzione, o almeno un tamponamento ad un fenomeno che si estende invece come un'emorragia. Meglio ancora, si potrebbe tentare di rafforzare il dialogo tra la marina italiana e quella maltese, libica e di tutti gli stati che si affacciano sul mar Mediterraneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Ma siamo certi che tutto ciò basti? Nonostante i controlli, nonostante i rischi che questi "viaggi della speranza" comportano, i profughi continuano a provarci, anche perchè non possono aver paura di perdere ciò che non hanno. Nulla in loro è più forte della disperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, com'è ben noto, tale fenomeno incide sul paese "ospitante" (e in questo caso l'Italia è una meta prediletta) in termini di aumento di delinquenza e di (dis)ordine pubblico, visto che, ovviamente, la stessa disperazione che li porta ad attraversare i mari, li spinge a cercare di sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi volte a migliorare e garantire la sicurezza della nostra nazione sono ben accette, ma spesso una soluzione per risolvere il problema alla radice non c'è, o non è stata mai trovata, o forse non è mai stata cercata (almeno così sembra…). Certo, le infrastrutture necessarie costano, e le tante già esistenti su tutto il territorio nazionale avrebbero bisogno di finanziamenti per svilupparsi e per migliorare il tenore di vita da offrire ai proprio "ospiti". Ma non c'è lucro in posti che offrono assistenza, e come spesso avviene nel nostro bel paese tali attività vengono curate da volontari, da associazioni cattoliche e da gente che tiene a cuore le sorti di queste persone più di quanto spesso sembrano tenerci i nostri politici nazionali, i nostri consigli regionali, le nostre amministrazioni locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, le norme attualmente vigenti stanno provocando situazioni ancor più al "limite" di quelle in cui queste persone già si trovano. Ormai molte strutture sanitarie pubbliche riscontrano la cosiddetta «clandestinità sanitaria», per cui i clandestini preferiscono non andare in ospedale a curarsi, anche in condizioni gravi, per paura di essere denunciati. Si tratta di una piaga gravida di disastrose conseguenze, un’emergenza – sostengono medici e associazioni di volontariato – aumentata in modo esponenziale da quando è all'ordine del giorno l'introduzione del reato di clandestinità. C'è bisogno di appellarsi allora al senso civico di ognuno di noi, sentire nella propria coscienza il dovere morale di offrire un sostegno profondo a queste persone, aiutarle a non aver paura anche di curarsi, un diritto fondamentale questo per ogni vita umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente il problema non sarà mai risolto e nemmeno analizzato alle radici, ma continuare a sollevare la questione, continuare ad avere in mente le foto di migliaia di profughi, bambini e genitori disperati, è senza dubbio positivo. Magari così centinaia di “uomini” possono trovare la forza per reagire ed impegnarsi, anche solo per arrogarsi di nuovo il diritto di definirsi tali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/336846976" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/immigrazione-problema-risolvibile.html</feedburner:origLink></item><item><title>Milioni di bambini filippini lasciano la scuola per l'inflazione</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/336567519/milioni-di-bambini-filippini-lasciano.html</link><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 17:39:53 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4833164787454869102</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH0gFgwvbqI/AAAAAAAABt4/kyfvaKRGXgM/s1600-h/FILIPPINE_RISO_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 244px; height: 182px;" src="http://bp0.blogger.com/_WTDNB1YALcs/SH0gFgwvbqI/AAAAAAAABt4/kyfvaKRGXgM/s320/FILIPPINE_RISO_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223366421885447842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;di Santosh Digal&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;Per l’aumento del costo della vita, molte famiglie non possono sostenere i costi scolastici e tolgono il figlio dalla scuola. Il governo cerca di aiutarle con sussidi alimentari ma non può pagare libri e trasporti. L’impegno della Caritas diocesana per sostenere migliaia di studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manila, Filippine&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;amp;art=12765&amp;amp;size=A"&gt;AsiaNews&lt;/a&gt;) – Un bambino filippino su 6 non va a scuola e la percentuale è in crescita. Secondo i dati ufficiali dell’Ufficio statistico nazionale, nell’anno 2006-07 solo l’83% dei bambini ha frequentato la scuola elementare, mentre 5 anni fa erano il 90%. La percentuale precipita al 59% per la scuola secondaria. Jesli Lapus, segretario per l’Istruzione, dice che nel 2007 “ci sono stati 1,207 milioni di bambini di 6 anni che non hanno concluso la prima classe e 3,8 milioni totali di bambini che con probabilità non frequentano la scuola”. Già nel 2003 dati ufficiali parlano di 11,6 milioni di ragazzi tra i 10 e i 24 anni che non frequentano alcuna scuola.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Tra le cause della crescente non scolarizzazione, il governo individua l’aumento del costo della vita, specie di alimenti ed energia: l’Ufficio statistico stima che nel 2008 il 16,8% dei bambini non è potuta andare alla scuola elementare per il maggior costo della vita, rispetto al 15,6% del 2007 e al 9,7% del 2003. Anche se i non abbienti sono esenti dalle tasse scolastiche, non possono permettersi i costi di trasporti, pasti, uniformi e libri. Per questo a giugno, all’apertura dell’anno scolastico, il presidente Gloria Macapagal Arroyo ha esentato gli studenti dall’obbligo dell’uniforme scolastica, per ridurre le spese per le famiglie. Inoltre gli studenti ricevono un chilogrammo di riso ogni settimana che vanno a scuola e in alcuni istituti selezionati gli studenti possono consumare a scuola per 120 giorni pasti a base di biscotti, pasta e latte. Ma lo Stato non è in grado di pagare libri, trasporti e vestiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’Arcidiocesi di Manila è impegnata, tramite la locale Caritas, a raccogliere 55 milioni di peso per aiutare i poveri, anche per celebrare i 55 anni della presenza della Caritas nel Paese. Gli aiuti sono destinati anzitutto agli scolari meritevoli le cui famiglie guadagnano meno di 1.000 peso (meno di 14 euro) al mese, e sostengono circa 6mila ragazzi di scuole elementari, superiori e università. L’obiettivo è aiutarne almeno 8mila entro il 2008. Gli studenti ricevono 10mila peso annui per spese di trasporto e tasse varie, ma anche aiuti per la didattica e la formazione morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea – spiega la Caritas – è di incoraggiare la solidarietà di tutti. Grazie anche all’aiuto delle parrocchie, si forma un gruppo di 55 persone, ognuna che contribuisce con 1.000 peso l’anno. Con 1.000 circoli si avranno i 55 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/336567519" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/milioni-di-bambini-filippini-lasciano.html</feedburner:origLink></item><item><title>Diario di viaggio da Sydney per la GMG 2008</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/336567520/diario-di-viaggio-da-sydney-per-la-gmg.html</link><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 17:43:14 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-4959386482173484367</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Inizia oggi questo appuntamento con Luigi Sasso, membro dell'Azione Cattolica della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, che insieme al suo vescovo Mons. Padre Gianfranco Todisco, al suo parroco don Sandro, a Padre Calogero e ad altri due "pellegrini", ha iniziato il suo lungo pellegrinaggio per la GMG 2008 di Sydney. Riceveremo con frequenza le sue cronache, le sue foto e soprattutto il racconto delle sue emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;di Luigi Sasso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHz_nzuDxqI/AAAAAAAAB3k/B16jdipaXzA/s1600-h/sidney_pic1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 281px; height: 211px;" src="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHz_nzuDxqI/AAAAAAAAB3k/B16jdipaXzA/s400/sidney_pic1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223330727206307490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;dopo circa venti ore di volo abbiamo finalmente raggiunto la meravigliosa città di Sydney! Il viaggio così lungo è stato l'occasione per ricercare una sintonia ed uno spirito di comunione tra noi "pellegrini diocesani"... e effettivamente ciò sembra essere avvenuto.&lt;br /&gt;Per questi primi due giorni non vi sono stati impegni di catechesi o momenti di accentuata spiritualità. Tuttavia, un bellissimo momento lo abbiamo vissuto ieri, quando abbiamo celebrato la santa messa presso la cappella di una comunità residenziale per anziani: le persone presenti alla funzione sono state particolarmente colpite dalla toccante omelia di Padre Calogero, tutta incentrata sulla necessità di un'apertura della nostra vita alla volontà di Dio.&lt;br /&gt;Passando ad argomenti più leggeri, considerato che i momenti di catechesi cominceranno dal 16 luglio, mi piace aggiungere qualche nota di colore. Come per ogni Gmg, le difficoltà di carattere logistico non hanno tardato a farsi attendere: e così per i primi due giorni, in assenza della possibilità di soggiornare in famiglia, abbiamo dovuto pernottare nel "club Marconi", prevalentemente un ritrovo di immigrati italiani, ma anche della nuova gioventù dei sobborghi della grande città australiana. Anche se dal punto di vista dell'esperienza di fede questi due giorni hanno significato poco, dal punto di vista culturale l'incontro con i "veri cittadini italiani" (così amano farsi chiamare qui gli immigrati) ha sicuramente avuto un grande impatto su tutti noi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;...Qui nessuno ha dimenticato la propria terra, le tradizioni o il dialetto; tutti ci hanno parlato con grande affetto dell'Australia, terra che li ha accolti e che ha dato loro lavoro e speranze, ma il cuore di ciascuno di loro batte ancora forte per l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impatto invece con i "normali" cittadini di questa metropoli è stato diverso da quello che - personalmente - mi aspettavo. I cittadini australiani vengono generalmente descritti come burberi e poco sensibili: in questi primi due giorni invece ho potuto constatare l'esatto contrario ed, in alcuni casi, una generosità del tutto inusitata anche per noi europei! Non è affatto raro osservare un "sydney-sider" che vede un pellegrino in difficoltà e gli offre spontaneamente aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con una riflessione: sempre di più oggi i media confondono il concetto di pellegrinaggio con quello di turismo, magari etichettandolo come "religioso". Bene, per provare a risolvere questa confusione vi riporto la definizione di pellegrinaggio data da Wikipedia: "Un andare finalizzato, un tempo che l'individuo stralcia dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita (luoghi, rapporti, produzione di reddito), per connettersi al sacro". Vivere la GMG in questa prospettiva sarà, allora, il nostro obiettivo; comunicarvi le impressioni e le vicende salienti di questo grande evento sarà un impegno che cercheremo di mantenere quotidianamente, compatibilmente con i mezzi tecnici che avremo a disposizione....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/336567520" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/diario-di-viaggio-da-sydney-per-la-gmg.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il riposo di Benedetto XVI nel verde australiano di Kenthurst</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/335864725/il-riposo-di-benedetto-xvi-nel-verde.html</link><category>religione e testimonianze</category><category>mondo giovani</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 02:33:04 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-386475929648055178</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHxSKMy2hFI/AAAAAAAAB3E/TjXfJmADfSA/s1600-h/foto_03.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHxSKMy2hFI/AAAAAAAAB3E/TjXfJmADfSA/s400/foto_03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223140003029615698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Intanto i nativi donano al Papa l'icona della "Madonna degli Aborigeni".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=218407"&gt;RadioVaticana&lt;/a&gt; - “Una pietra miliare nella storia della Chiesa in Australia”. L’entusiasmo per la presenza di Benedetto XVI è tutto in queste parole del cardinale arcivescovo di Sydney, George Pell. Mentre Sydney oggi ha vissuto una giornata di grande fermento con l’arrivo via mare della Croce delle Giornata mondiale della gioventù, per il Papa sta per concludersi la prima giornata di soggiorno interamente trascorsa nel verde di Kenthurst - a una quarantina di chilometri da Sydney - vissuta tra passeggiate ristoratrici e eventi musicali organizzati in suo onore. Intanto, mentre la metropoli australiana vede ingrossare le fila dei giovani e lo svolgersi dei programmi di catechesi, si moltiplicano anche i briefing informativi per i giornalisti. In giornata, oltre al cardinale Pell e al primo responsabile organizzativo della 23.ma GMG, mons. Antony Fisher, ha preso la parola anche il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi. Ecco la cronaca e il punto di questa giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;La GMG di Sydney è entrata nel vivo. Un tripudio di canti allo Spirito Santo, sventolio di bandiere di ogni colore e manifestazioni di gioia, hanno salutato oggi l’arrivo su un battello giallo nella baia di Sydney, della Croce della GMG, dopo un pellegrinaggio per tutta l’Australia. “Un pellegrinaggio che ha avuto un grande impatto tra i giovani destando tra loro entusiasmo e sorpresa. Siamo felici perché qui occorre ravvivare la fede”, ha detto mons. Porteous, vescovo ausiliare di Sydney, presente alla cerimonia d’accoglienza. Il passaggio della Croce e dell’icona mariana, portati sulle spalle dei ragazzi australiani, è stato accompagnato da suoni di chitarra e tamburelli fino all’arrivo in cattedrale. Dall’aeroporto fino alla baia, dall’Harbour bridge all’Opera House, strade, palazzi, parchi e chiese sono addobbate con grandi striscioni con i quattro colori del logo della Giornata: rosso, arancione e giallo, i colori della Trinità e della terra australiana, ed il blu il colore della Vergine ma anche dell’oceano che circonda il Paese. Si moltiplicano intanto le iniziative e gli incontri nelle varie parti della città. Questa sera nella cattedrale di St. Mary duemila universitari canadesi ed italiani, si sono riuniti attorno alle spoglie mortali del beato Piergiorgio Frassati, uno dei 10 patroni della GMG, giunte da Torino per una veglia di preghiera animata da padre Thomas Rosìca, già responsabile della GMG di Toronto. Processioni di giovani partono ogni notte da due quartieri alla periferia di Sydney, per raggiungere la cappella dove è sepolta la beata australiana Mary McKillop, altra patrona dell’evento. Oggi sono arrivati a Sydney 36 giovani dalla martoriata Birmania. Commovente l’incontro con noi giornalisti: hanno parlato del dramma del ciclone che ha causato migliaia di morti e della generosità della comunità internazionale ma nessun accenno al regime militare. Grandi titoli oggi sui quotidiani locali per l’arrivo del Papa ed anche il tono degli articoli sta cambiando: alla vigilia concentrati sui temi degli abusi sessuali del clero e sulla morale della chiesa, oggi sorpresi per l’atmosfera che sta trasformando Sydney con l’arrivo dei 125 mila pellegrini gioiosi e sorridenti giunti da ogni parte del mondo. “Sono amichevoli, entusiasti e totalmente distanti da quel cinismo che spesso trascina in basso la nostra società” osservava ieri The Sunday Telegraph. E la città è felice della loro presenza come ci conferma l’arcivescovo di Sydney, il cardinale Pell: "Mi sembra che in grandissima parte i cittadini siano contentissimi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sarà proprio il cardinale Pell a celebrare domani la messa di apertura della GMG nel grande molo di Barangaroo, nel cuore della città, che si affaccia sulla baia di Sydney; luogo che giovedì vedrà la cerimonia di accoglienza al Papa da parte di tutti i giovani presenti. Papa che intanto continua a riposarsi al centro di spiritualà di Kenthurst, per superare i disagi del fuso orario, tra i boschi delle Montagne blu, ad una cinquantina di chilometri da Sydney. Ma su questa seconda giornata in terra australiana il racconto del nostro direttore al seguito papale, padre Federico Lombardi:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;R. - È stata una giornata molto tranquilla che si è svolta con una grande normalità, vorrei dire, trasferendo un poco il suo ritmo di vita romano in Australia. Il Papa ha cominciato con la Messa, naturalmente celebrata con il personale del centro che lo ospita e i suoi segretari , poi ha fatto una passeggiatina dopo la colazione e ha fatto la mattina il lavoro di lettura di preghiera, di preparazione dei testi dei discorsi, come fa sempre in Vaticano, direi. Poco prima del pranzo ha ricevuto la visita del cardinale Pell e di mons. Fisher, i responsabili principali dell’andamento della GMG, che lo hanno informato sui giovani che stanno arrivando, sui preparativi. E poi nel pomeriggio, di nuovo, preghiera e una breve passeggiata nel parco che è molto bello, molto distensivo e anche un concerto. C’è stato un gruppo musicale importante di Sydney che gli ha offerto un breve concerto di musica classica. Sono gli autori che a lui sono familiari: Schumann, Mozart. Quindi questo è stato un altro momento di distensione, poi la cena, come sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D. – Invece, il cardinale Bertone si è recato a Paramatta per una Messa…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;R. – Sì: il seguito, diciamo, segue un programma indipendente dal Santo Padre che, invece, si trova lì nel Kenthurst Centre con un seguito ridottissimo. E allora il programma di stamattina per il resto del seguito era proprio la visita non solo di Sydney e dei dintorni, ma anche della Cattedrale della diocesi vicina, una diocesi antica per quanto riguarda la storia australiana, che è quella di Paramatta. È una cattedrale modernissima, molto bella, ricostruita dopo l’incendio di quella precedente, quindi anche molto interessante dal punto di vista dell’architettura sacra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D. – Alcune agenzie di stampa parlano di un regalo, la “Madonna degli Aborigeni”; donato al Papa quando ha fatto scalo a Darwin. Ci può confermare questa notizia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;R. – Sì, e mi pare una bella notizia. È anche abbastanza abituale che il Papa venga ricevuto con doni simbolici che rappresentano anche la cultura. E lì sappiamo che, proprio nei territori del nord, gli aborigeni hanno una delle zone in cui erano più diffusi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa a Sydney “per riaccendere il fuoco della fede”: titola, così, oggi il quotidiano “The Australian”. La visita di Benedetto XVI, che entrerà nel vivo giovedì, viene dunque seguita con grande attenzione da tutti i media nazionali. Ampia eco hanno avuto le parole del Papa sul volo che lo ha portato in Australia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~4/335864725" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://perfettaletizia.blogspot.com/2008/07/il-riposo-di-benedetto-xvi-nel-verde.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il prezzo della vita</title><link>http://feeds.feedburner.com/~r/LaPerfettaLetizia-RivistaCattolicaFrancescana/~3/335843325/il-prezzo-della-vita.html</link><category>diritti umani</category><category>cronache dal mondo</category><author>sadi@area.pi.cnr.it (Fabio Gioffrè)</author><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 02:24:20 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4617445750821372293.post-5137587908717186260</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHxQT5Hx8WI/AAAAAAAAB28/Egzhs_IZ6WU/s1600-h/080708bambinalibano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xfInyzkuG6c/SHxQT5Hx8WI/AAAAAAAAB28/Egzhs_IZ6WU/s400/080708bambinalibano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223137970524123490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;L'ospedale di Haifa a Beirut è uno dei servizi sanitari offerti dall'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'assistenza ai rifugiati palestinesi: non ci fanno molto affidamento gli abitanti di Sabra e Chatila, tre baraccopoli della capitale libanese, popolate dai palestinesi sfuggiti alle persecuzioni israeliane&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;amp;idart=11576"&gt;PeaceReporter&lt;/a&gt; - "Io sono incinta, ma ho paura di andare all'ospedale di Haifa, perché non hanno sufficienti servizi. Per il parto naturale senza complicazioni è tranquillo, ma se il bambino dovesse nascere prematuro, o se dovessi aver bisogno di un cesareo sarebbe un problema. Rischio di morire in un ospedale del genere. Se hai soldi, allora vai all'ospedale americano, ma servono davvero tantissimi soldi, altrimenti muori nell'ospedale di Haifa. Ma in questo quartiere pochi hanno abbastanza soldi", dichiara una donna interamente coperta da un pesante drappo nero che le scopre solo gli occhi.&lt;br /&gt;L'ospedale di Haifa a Beirut è uno dei servizi sanitari offerti dall'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'assistenza ai rifugiati palestinesi: non ci fanno molto affidamento gli abitanti di Sabra e Chatila, tetre baraccopoli della capitale libanese, popolate dai palestinesi sfuggiti alle persecuzioni israeliane, e teatri di un terrificante eccidio nel settembre del 1982 perpetrato dalle milizie cristiane libanesi sotto gli occhi dell'esercito israeliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;L'Unrwa emerse dalla "catastrofe" del 1947-48. Nel 1949 venne al mondo con l'obbiettivo di garantire il rimpatrio incondizionato dei palestinesi alla loro terra, di promuovere l'internazionalizzazione di Gerusalemme e di favorire la partizione della Palestina in due stati: obbiettivi abbandonati subito dopo. L'anno successivo, la necessità di restituire ai palestinesi la loro terra scomparve dall'agenda politica. L'Unrwa riuscì comunque a sopravvivere a quest'evidente fallimento sotto forma di servizio assistenziale di un popolo di profughi abbandonato ormai al suo triste destino dinanzi agli occhi dell'intera comunità internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I palestinesi in Libano oggi sono circa 450 mila: oltre il 52 percento vive in martoriati campi profughi. L'aumento demografico, associato alla diminuzione del numero dei campi poiché danneggiati o rasi al suolo nel corso del tempo, costringe oggi i profughi in spazi angusti e claustrofobici. Il governo libanese ha fino ad oggi impedito qualsiasi allargamento o miglioria dei campi esistenti e non ha ancora progettato la costruzione di nuovi campi. Anzi, nel 1994 ha intrapreso una politica di sfratto su larga scala, con lo scopo di smantellare i campi palestinesi illegali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è che oggi in Libano 6mila famiglie palestinesi non hanno nemmeno una baracca come dimora fissa, e 52 nuovi insediamenti sono sorti senza alcun riconoscimento dall'Unrwa, il che significa che i loro abitanti non ricevono neppure i servizi educativi e sanitari di base. Un rapporto stilato da Agi Mondo, riporta che: "La situazione dei campi palestinesi in Libano è la peggiore delle cinque aree di intervento dell'Unrwa, con una percentuale di casi di indigenza estrema dell'11.4 percento contro l'8.7 di Gaza e il 7.3 della Siria". I rifugiati palestinesi in Libano non godono dei diritti sociali e civili fondamentali: hanno un accesso molto limitato al servizio sanitario pubblico e alle strutture educative, e nessun accesso al servizio sociale pubblico. Il governo di Beirut, come gli altri Stati ospitanti del resto, non riconosce la naturalizzazione dei rifugiati palestinesi presenti sul territorio. Il vero problema per i profughi è tuttavia l'impossibilità di accedere alle professioni qualificate. Considerati come "stranieri", i palestinesi non possono per legge esercitare più di settanta mestieri e professioni. "Qui non c'è lavoro, non ci sono possibilità... i palestinesi in Libano non hanno diritto a lavorare, non possono aprirsi un'attività, è fuori legge. Questo mio chiosco è ovviamente abusivo, non pago tasse. Noi non possiamo nemmeno acquistare una casa. Se vogliamo comprare un appartamento, dobbiamo trovare un libanese che la prenda a nome suo. Ma non è così facile trovare libanesi disposti a farlo!", esclama un barbiere che ha un chiosco sulla via del mercato a Sabra. Un suo cliente aggiunge: "Vedi questo è mio figlio, lui non lavora, non c'è lavoro.. l'altro mio figlio lavora con un suo amico come ragazzo della consegna a domicilio di un ristorante qui vicino... ma ovviamente a nero, perché è illegale che un palestinese lavori, e poi si lavora comunque un giorno sì, e dieci no". "Trovo che sia assurda questa legge che proibisce ai palestinesi di lavorare qui in Libano... E' un'ingiustizia! Mio fratello ha studiato tantissimo, è un avvocato, ma qui in Libano non può esercitare, perciò fa l'elettricista, a nero e ovviamente sottopagato", esclama un ragazzo che sogna di diventare cantante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna sfuggita ai raid israeliani nel 1948, abbraccia suo nipote che non ha mai visto e forse non vedrà mai Gerusalemme: "Molti ragazzi si mettono nelle milizie. Vanno, si iscrivono e loro li prendono, non è così difficile, non fanno molta selezione, prendono davvero chiunque. Quando i ragazzi entrano nelle milizie hanno uno stipendio garantito. E' l'unico posto fisso possibile per i palestinesi in Libano. Quando ero a Haifa avevo una casa bellissima, con un balcone pieno di fiori, io e mio marito eravamo molto innamorati. Adesso lui è morto di depressione e io vivo qui, in questa baracca che divido con i miei figli e i ratti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I libanesi odiano i palestinesi, perché sostengono che abbiamo rovinato il Libano trascinandolo in una guerra rovinosa... Loro ci attribuiscono tutte le colpe dei loro malanni. Io odio questo posto. Le nostre abitazioni sono ovviamente abusive, non abbiamo soldi, la vita in Libano è davvero cara... mia sorella vive a Yarmuq, il quartiere palestinese di Damasco... lì anche ci sono delle oggettive difficoltà, ma è il paradiso rispetto a Sabra e Shatila. Qui l'acqua non c'è mai, l'elettricità poche ore al giorno... per non parlare delle condizioni igienico-sanitarie... è un disastro. E' pieno di topi e ratti. Quando ci ammaliamo dove andiamo? andiamo a morire all'ospedale di Haifa. Qui in Libano se noi palestinesi non abbiamo soldi all'ospedale non ci fanno entrare, ci lasciano morire sull'uscio d'entrata". I servizi sanitari per i profughi palestinesi in Libano sono totalmente affidati alle strutture dell'Unrwa, che ha messo a disposizione 25 centri sanitari di prima accoglienza nei campi e un centro di riabilitazione. Per l'assistenza secondaria e l'ospedalizzazione, l'agenzia Onu prevede rimborsi parziali o accordi con Ong o ospedali privati. L'Unrwa si occupa anche di tutto ciò che riguarda la salute ambientale, dalla raccolta di rifiuti all'approvvigionamento dell'acqua potabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ci so