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	<title>La Piè</title>
	
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		<title>La Storia della Piadina: Nel Rinascimento.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 15:39:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Europa, nel Rinascimento, si ha l&#8217;evoluzione dell&#8217;arte culinaria. Nascono le scuole culinarie nazionali. Si hanno i primi grandi cuochi. In Italia ogni regione ha il suo pane. Le focacce, soprattutto quelle non lievitate, incominciano a decadere. Solo in certe regioni le focacce azzime continuano ad essere consumate dai ceti sociali più poveri soprattutto nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-212" title="piadina 01" src="http://www.piadinerialapie.com/wp-content/uploads/2011/04/piadina-01.gif" alt="" width="284" height="200" />In Europa, nel Rinascimento, si ha l&#8217;evoluzione dell&#8217;arte culinaria. Nascono le scuole culinarie nazionali. Si hanno i primi grandi cuochi. In Italia ogni regione ha il suo pane. Le focacce, soprattutto quelle non lievitate, incominciano a decadere. Solo in certe regioni le focacce azzime continuano ad essere consumate dai ceti sociali più poveri soprattutto nei momenti di penuria generale, di carestia. Chiamata da Giovanni Pascoli il &#8220;pane rude di Roma&#8221;, la piadina è una schiacciata di farina di cereali azzima e condita con strutto di maiale o lardo, cotta su di una lastra di pietra refrattaria o di coccio, il cosiddetto &#8220;testo&#8221;. L&#8217;etimologia di piadina è incerto: probabilmente è collegata al greco &#8220;plaukous&#8221;: &#8220;focaccia&#8221;. Se si accetta tale ipotesi il termine deriverebbe quindi dalla dominazione bizantina (Esarcato) della Romagna. Queste focacce nel millecinquecento venivano confezionate con cereali poveri, con fave, con ghiande, con crusca. Nei periodi di carestia si aggiungevano, quali riempitivi, anche segatura o peggio ancora. Era inevitabile che con tali ingredienti le piadine non potevano essere che azzime. Anche nel milleottocento le piadine erano povere e fatte con farina di mais o con farina di mais mischiata a quella di grano.</p>
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		<title>La Storia della Piadina: Nel Medioevo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 18:52:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-205" title="mulino01" src="http://www.piadinerialapie.com/wp-content/uploads/2011/04/mulino011-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />Le varie invasioni barbariche influenzarono, senza sconvolgerle, le abitudini alimentari delle popolazioni italiane. Nel Medioevo il popolino mangiava solo quello che produceva o che trovava nel bosco, allo stato selvatico. In pratica mangiava come il popolino romano. I signori imponevano l&#8217;uso dei loro mulini per trarne guadagno e ciò finiva per provocare grossi contrasti. In questo periodo in Inghilterra, nacque la parola Lord: &#8220;signore&#8221; che deriva dall&#8217;anglosassone Hlaford e che significa &#8220;guardiano del pane&#8221;. Infatti il signore era colui che distribuiva il pane. La parola Lady, &#8220;signora&#8221;, viene dalla parola Hlaefdige, che significa &#8220;impastatrice del pane&#8221;, poichè la moglie del signore è colei che, col suo seguito, produce il pane che il marito elargisce al popolo. Nel milletrecento, anno della peste, la classe contadina non ebbe più la possibilità di mangiare il pane lievitato e tornò al consumo di polente e di farine di orzo, e di focacce azzime fatte con cereali meno pregiati, con legumi secchi e con ghiande.</p>
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		<title>La Storia della Piadina: Nella Roma antica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 18:45:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-197" title="forno" src="http://www.piadinerialapie.com/wp-content/uploads/2011/04/forno1-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" />Influenzati dagli Etruschi, i primi Romani cominciarono ad usare la spelta, l&#8217;orzo, la fava, la veccia. Ceres, per i Sabini, era il grano che dava la vita, il cereale. A Roma diventò la Dea delle messi. Il primo cereale coltivato dai Romani fu l&#8217;orzo, e con la farina di questo preparavano la puls, o farinata, e le piade azzime. L&#8217;orzo venne in seguito sostituito dal farro, un tipico grano duro dell&#8217;alto Lazio, apprezzatissimo ancora ai giorni nostri. Gli sposi novelli usavano offrire a Giove una focaccia di farro, la confarreatio, durante il rito nuziale. Il grano sostituì il farro nel IV secolo avanti Cristo, ed in quel periodo si suole far risalire la comparsa del primo pane lievitato.<br />
Nel cento avanti Cristo il pane lievitato aveva quasi soppiantato del tutto le polentine di cereali, ma le piadine azzime cotte sotto la cenere o nel forno, rimanevano le preferite. Queste focacce erano apparse anche a Roma verso il centosettanta avanti Cristo, ed erano una specie di galletta bassa, scodita e piuttosto dura. Era comunque un cibo da ricchi nonostante che rimanessero commestibili per poche ore dalla loro cottura, perchè indurivano fino a divenire immangiabili. Come le piadine dei nostri giorni, anche queste gallette non si mangiavano mai da sole; si soleva accompagnarle da formaggio. Il severo Catone era contrario al diffondersi di questo nuovo cibo fra la popolazione di Roma, perchè richiedeva un companatico e avrebbe reso golosi e molli i suoi sobri connazionali. Ma il pane e le piade divennero ugualmente un elemento importante nell&#8217;alimentazione romana, e per questi la panificazione al mattino divenne un rito austero, come lo era stato nel passato la preparazione della puls. Era così nata una nuova tradizione ed anche Catone, alla fine, cedette all&#8217;uso del pane azzimo; quando poi il pane lievitato si diffuse fortemente, l&#8217;uso delle piadine venne riservato ai soli fini religiosi. Di tutti i tipi di pane e focacce dei quali i romani divennero abilissimi nella preparazione, vanno ricordati i seguenti: il clibanicus, specie di piadina distesa su di un coccio rovente e lasciata poi cadere semicotta sulla cenere calda; il facaceus, specie di pane dal quale deriva la nostra focaccia e che veniva condita in vari modi e ricoperta di semi di finocchio, di anice o di sedano; la tarunda, una schiacciata votiva di farro al miele.</p>
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		<title>La Storia della Piadina: Nell’Italia antica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:39:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli abitanti delle palafitte lombarde del milleduecento avanti Cristo mangiavano pagnotte impastate con farine varie. Tali focacce azzime venivano cotte su lastre sferiche arroventate. Tali piade erano molto dure ed indigeste. Nell&#8217;Italia antica furono probabilmente gli Etruschi ad insegnare ai popoli locali come cucinare i cereali. La farinata di cereali era infatti un piatto tipico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-190" title="palafitta" src="http://www.piadinerialapie.com/wp-content/uploads/2011/04/palafitta1.jpg" alt="" width="251" height="195" />Gli abitanti delle palafitte lombarde del milleduecento avanti Cristo mangiavano pagnotte impastate con farine varie. Tali focacce azzime venivano cotte su lastre sferiche arroventate. Tali piade erano molto dure ed indigeste. Nell&#8217;Italia antica furono probabilmente gli Etruschi ad insegnare ai popoli locali come cucinare i cereali. La farinata di cereali era infatti un piatto tipico degli Etruschi.</p>
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		<title>La Piadina</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 16:45:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La j&#8217;è bona in tot i mud, la j&#8217;è bona énca scundida: se&#8217; n&#8217;avé ancora capì, a scor propri dla pida.&#8221; &#8220;È buona in tutti i modi, è buona anche scondita: se non avete ancora capito, parlo proprio della piadina.&#8221; (poesia romagnola) Caratteristica soprattutto dell&#8217;Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, è diffusa anche nel ravennate [...]]]></description>
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<p><small>&#8220;La j&#8217;è bona in tot i mud, la j&#8217;è bona énca scundida: se&#8217; n&#8217;avé ancora capì, a scor propri dla pida.&#8221;</small></p>
<p><small>&#8220;È buona in tutti i modi, è buona anche scondita: se non avete ancora capito, parlo proprio della piadina.&#8221;</small><br />
(<small>poesia romagnola</small>)</p>
</div>
<div>Caratteristica soprattutto dell&#8217;Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, è diffusa anche nel ravennate e nel resto della Romagna, fino a sconfinare nel Montefeltro, nella provincia di Pesaro e Urbino e di Ferrara e nella Repubblica di San Marino.  Non si presenta ovunque uniforme: ad esempio, la piadina forlivese,  cesenate e ravennate è più spessa (per alcuni sa più di pane, insomma),  mentre nel riminese (piada) tendono a stenderla molto sottile; quella  pesarese, chiamata anche crescia o crostolo nell&#8217;entroterra, è sfogliata e saporita.</div>
<div>Diverse sono le correnti sull&#8217;origine della piadina e sulla sua forma e impasto originale. Fin dagli antichi Romani ci sono tracce di questa forma di &#8220;pane&#8221;. La prima testimonianza scritta della piadina risale all&#8217;anno 1371. Nella <em>Descriptio Romandiolae</em>, il cardinal Legato Anglico de Grimoard,  ne fissa per la prima volta la ricetta: &#8220;Si fa con farina di grano  intrisa d&#8217;acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e  condire con un po&#8217; di strutto&#8221;.</div>
<div></div>
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		<title>La Piê su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 13:45:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo su Facebook! Anche noi siamo giunti sul social network più grande del mondo. Visitate la nostra pagina e diteci cosa ne pensate! Opinioni, suggerimenti e consigli per potervi offrire un servizio sempre migliore. Aspettiamo i vostri commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo su Facebook!<br />
Anche noi siamo giunti sul social network più grande del mondo. Visitate <a href="http://www.facebook.com/pages/Piadineria-La-Pie/144261708955982">la nostra pagina</a> e diteci cosa ne pensate! Opinioni, suggerimenti e consigli per potervi offrire un servizio sempre migliore. Aspettiamo i vostri commenti.</p>
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		<title>Il Franchising di La Piê</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 13:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Piê non è soltanto la qualità dei propri prodotti, l&#8217;ispirazione alla tradizione romagnola, ma anche un ottimo investimento per tutti coloro interessati a cominciare con una nuova avventura. Il franchising, più generalmente, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di beni. Nello specifico La Piê propone una formula di investimento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Piê non è soltanto la qualità dei propri prodotti, l&#8217;ispirazione alla tradizione romagnola, ma anche un ottimo investimento per tutti coloro interessati a cominciare con una nuova avventura.</p>
<p>Il franchising, più generalmente, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di beni. Nello specifico La Piê propone una formula di investimento per aprire altri punti vendita, andando ad ampliare così il sogno che abbiamo realizzato attraverso gli anni. A Torino sono già presenti quattro punti vendita (Via Marco Polo, Via Cavour, Via Montebello, Piazza Emanuele Filiberto) e due sono in fase di completamento, uno a Chivasso e uno a Settimo Torinese, sempre in provincia di Torino.</p>
<p>Entrate anche voi nel mondo de La Piê e aprite un punto vendita nella vostra città. Avrete un business avviato e di sicura espansione.</p>
<p>Per maggiori informazioni potete visitare la <a href="http://www.piadinerialapie.com/il-franchising/">nostra pagina sul franchising</a> oppure cercare informazioni direttamente al sito <a href="http://www.lapiefranchising.it">www.lapiefranchising.it</a></p>
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		<title>Benvenuti!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 16:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Benvenuti sul nostro nuovo sito! Siamo felici di avere il nostro nuovo sito online con una nuova veste grafica. Potrete trovare ogni informazione sul mondo de La Piê e sul suo franchising. Vi aspettiamo in uno dei nostri punti vendita: potete trovare il punto La Piê più vicino a voi nella pagina i nostri negozi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti sul nostro nuovo sito!</p>
<p>Siamo felici di avere il nostro nuovo sito online con una nuova veste grafica. Potrete trovare ogni informazione sul mondo de La Piê e sul suo franchising. Vi aspettiamo in uno dei nostri punti vendita: potete trovare il punto La Piê più vicino a voi nella pagina <a href="http://www.piadinerialapie.com/i-nostri-negozi/">i nostri negozi</a>.</p>
<p>A presto!</p>
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