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	<title>La Voce delle Marche</title>
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	<description>Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892</description>
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	<title>La Voce delle Marche</title>
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Nell&#8217;oggi della nostra vita &#8211; (III T.O. &#8211; Lc 1, 1-14; 4,14-21)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 11:12:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due brani distinti di cui il primo narra l’inizio del vangelo di Luca e il secondo la prima apparizione di Gesù nella sinagoga. Il destinatario del Vangelo lucano è un certo Teofilo, il cui nome significa “colui che ama Dio”. La prima parola che Gesù pronuncia è “oggi”, “hic et nunc”, non il passato che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Due brani distinti di cui il primo narra l’inizio del vangelo di Luca e il secondo la prima apparizione di Gesù nella sinagoga. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il destinatario del Vangelo lucano è un certo Teofilo, il cui nome significa “colui che ama Dio”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La prima parola che Gesù pronuncia è “oggi”, “hic et nunc”, non il passato che non c’è più, né il futuro che ancora deve arrivare. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù ci riporta nel presente, nella concretezza da vivere pienamente, senza girarsi indietro oppure perdersi nei pensieri futuri. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il filosofo Blaise Pascal nel taschino del suo panciotto fece cucire un biglietto nel quale descriveva una particolare esperienza di Dio avvenuta la notte del 23 Novembre 1654: </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Non dei filosofi e dei sapienti. Certezza. Certezza. Sentimento, gioia, pace. Dio di Gesù Cristo. […] Oblio del mondo e di tutto fuorché Dio. Non si trova che per le vie insegnate nel Vangelo. Grandezza dell’anima umana. […] Gioia, gioia, gioia, lacrime di gioia […]”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù, nella sinagoga, cita un brano del profeta Isaia, omettendo di proposito l’ultimo versetto in cui si parla del giorno della vendetta: Lui viene a salvare, non a condannare! Dio è Amore, risponde solo con l’Amore: questo solo convince! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù afferma: “</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Non commenta, ma attualizza la profezia d’Isaia: ecco l’anno di grazia, il tempo della salvezza! La parola è strettamente legata all’ascolto: grazie ad esso, la parola si attualizza!</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dio, in questo giubileo, in quest’anno di grazia ci condona il peccato, ci dona il perdono: anche noi altrettanto dobbiamo fare con gli altri! </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La parola si compirà in noi, ognuno di noi sarà Teofilo, colui che ama Dio perché è certo del Suo Amore! </span></span></span><em><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Immaginiamo di entrare anche noi nella sinagoga di Nazaret, il villaggio dove Gesù è cresciuto fino a circa trent’anni. Egli s</span></span></span></span></em><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">i alza per leggere la Sacra Scrittura</span></span></b><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">. Poi, dopo un momento di silenzio pieno di attesa da parte di tutti, dice, tra lo stupore generale: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (v. 21).</span></span></em></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Evangelizzare i poveri</span></span></b><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">: questa è la missione di Gesù, secondo quanto Lui dice; questa è anche la missione della Chiesa, e di ogni battezzato nella Chiesa. Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa. Annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora, con la vita, è la finalità principale della comunità cristiana e di ogni suo membro. </span></span></em></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Si nota qui che </span></span></em><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Gesù indirizza la Buona Novella a tutti</span></span></b><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">, senza escludere nessuno, anzi privilegiando i più lontani, i sofferenti, gli ammalati, gli scartati della società. Domandiamoci: che cosa significa evangelizzare i poveri? Significa anzitutto avvicinarli, significa avere la gioia di servirli, di liberarli dalla loro oppressione, e tutto questo nel nome e con lo Spirito di Cristo, perché è Lui il Vangelo di Dio, è Lui la Misericordia di Dio, è Lui la liberazione di Dio, è Lui chi si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà” (Papa Francesco)</span></span></em></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Il vino della gioia &#8211; (II T.O. Gv 2, 1-11)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 07:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[A Cana di Galilea c’è un banchetto nuziale al quale partecipa con gioia anche Gesù che crede nell’amore umano, incoraggiandolo, sostenendolo e benedicendolo. Vi partecipa anche Maria con la sua spontanea gioia e con il cuore di madre attenta ai bisogni dei figli. Non le sfugge infatti l’esaurirsi del vino, simbolo dell’amore fra un uomo e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">A Cana di Galilea c’è un banchetto nuziale al quale partecipa con gioia anche Gesù che crede nell’amore umano, incoraggiandolo, sostenendolo e benedicendolo. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Vi partecipa anche Maria con la sua spontanea gioia e con il cuore di madre attenta ai bisogni dei figli. Non le sfugge infatti l’esaurirsi del vino, simbolo dell’amore fra un uomo e una donna, tra l’umanità e Dio. Lo segnala subito a suo Figlio: “Non hanno più vino”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nello scorrere della vita, tutti sperimentiamo l’esaurirsi del vino, simbolo della gioia. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Si procede a volte per forza d’inerzia, senza entusiasmo, senza le giuste le motivazioni che ci tengono desti. Maria a Cana c’insegna a non rassegnarci, a chiedere a Lui per ricaricare i nostri otri di “vino” affinché continui la festa nel nostro cuore tante volte appesantito. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ripartire è possibile: è possibile riempire i “vuoti” della nostra vita. </span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">È</span></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">possibile rimetterci in piedi, nonostante le debolezze e le fragilità che- se accolte come dono- possono diventare trampolini di lancio per una gagliarda ripresa. </span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">È possibile se il nostro cuore accoglie l’invito di Maria: “Fate quello ch’Egli vi dirà”.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ogni giorno abbiamo di che lamentarci, di che impaurirci, considerando tutto ciò che succede nel mondo e che il telegiornale ci propina ogni sera, bombardandoci psicologicamente con notizie negative sfornate con velocità mozzafiato. </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il negativo diventa sensazionale, mai una notizia che ci sollevi, eppure di cose belle ce ne sono tante! </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Solo un controcanto di paure e di terrore, col rischio di annegare nella tristezza, di distruggere la speranza! </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Perché rassegnarci a vivere senza gioia? Perché non riusciamo più a guardare il cielo come i Magi che tenevano d’occhio la stella che per loro brillava, quale “messaggera” di gioiosa notizia?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Maria, nostra stella nel cammino, ci esorta a fidarci di Lui che vuole la nostra gioia. </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Camminiamo, nutrendoci di speranza e acquistando la vera sapienza.</span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nietzsche, proprio lui, diceva: “Credo in un Dio felice che sta dalla parte del vino migliore e del profumo di nardo prezioso, credo in un Gesù maestro che ama il pane degli uomini e beve il loro vino, credo in questo Gesù che allieta la vita dei poveri e parla il linguaggio della gioia”. </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Bonhoeffer, teologo martire, affermava : “Dobbiamo trovare e amare Dio precisamente nella nostra vita e nel bene che ci dà. Trovarlo e ringraziarlo nella nostra felicità terrena, perché Dio viene dentro la vita, come festa e come gioia”.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Sempre illuminante il commento di Papa Francesco: </span></span></span><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">In queste nozze, davvero viene stipulata una Nuova Alleanza e ai servitori del Signore, cioè a tutta la Chiesa, è affidata la nuova missione: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!». Servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua Parola. E’ la raccomandazione semplice ma essenziale della Madre di Gesù ed è il programma di vita del cristiano. Per ognuno di noi, attingere dall’anfora equivale ad affidarsi alla Parola di Dio  per sperimentare la sua efficacia nella vita. Allora, insieme al capo del banchetto che ha assaggiato l’acqua diventata vino, anche noi possiamo esclamare: “Tu hai tenuto da parte il vino buono finora” (v. 10). Sì, il Signore continua a riservare quel vino buono per la nostra salvezza, così come continua a sgorgare dal costato trafitto del Signore”.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Generati dall&#8217;amore &#8211; (Lc 3, 15-16. 21-22)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 08:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la manifestazione di Gesù alle genti, a tutta l’umanità attraverso i Magi con la solennità dell’Epifania, col Battesimo la Chiesa celebra la sua manifestazione a Israele. Gesù si presenta a Israele come figlio di Dio su cui si posa lo Spirito Santo, condividendo con il popolo l’immersione nel Giordano: ha inizio da questo momento il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dopo la manifestazione di Gesù alle genti, a tutta l’umanità attraverso i Magi con la solennità dell’Epifania, col Battesimo la Chiesa celebra la sua manifestazione a Israele. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù si presenta a Israele come figlio di Dio su cui si posa lo Spirito Santo, condividendo con il popolo l’immersione nel Giordano: ha inizio da questo momento il suo ministero pubblico. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù continua a manifestarsi nelle varie “mangiatoie” della vita. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Non sceglie infatti il Santo dei Santi, quella parte più sacra del Tempio, ma sceglie l’acqua torbida dei peccatori per “sporcarsi” con loro: mentre è sprofondato nella “melma”, si aprono i cieli e si sente la voce del Padre. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Luca, infatti, non pone l’accento sul battesimo di Gesù, ma mette in risalto la sua preghiera, un dialogo vissuto costantemente col Padre che del Figlio dirà: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù, a conferma, disse: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8, 21).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Con la preghiera si diventa “familiari” di Dio, meglio si scopre il suo grande Amore per noi e ci si lascia “sedurre”! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dio pone il suo compiacimento su Gesù, immerso nelle “acque” della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">della Scrittura, diventate per Lui il luogo storico dell’incontro con i fratelli a cui mostrare il Volto Misericordioso di Dio Padre, il Suo Immenso Amore! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Come nella stalla di Betlemme, anche nel Giordano il Vangelo diventa vivo come acqua sorgiva e concreto nella condivisione piena della nostra natura, eccezion fatta del peccato. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Battesimo di Giovanni Battista non era un sacramento, ma un rito di penitenza. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Egli diceva: “Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è più forte di me (…).Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Battesimo Sacramento è una sorgente d’acqua viva versata su di noi; il Battesimo in Spirito Santo è una forza che irrompe nella nostra vita colmandoci dei suoi doni. Questa forza ha il potere di rimuovere le nostre tristezze, le nostre paure, le nostre paralisi per renderci coraggiosi testimoni dell’Amore di Dio.  </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Siamo immersi nella vita di Dio con i Sacramenti dei quali il primo è appunto il Battesimo, la porta d’accesso ad una vita “fiorita” perché Dio ha scelto di sporcarsi con noi: pur continuando a vivere nella nostra fragile carne, siamo radicati in Dio, generati dal suo amore di Padre! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Con questa consapevolezza, possiamo vivere la nostra esistenza come un gioioso “spreco” d’amore, nonostante la nostra debolezza!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Illuminante la riflessione di Papa Francesco: </span></span><em><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Lo Spirito Santo, ricevuto per la prima volta nel giorno del nostro Battesimo, ci </span></span></span></span></em><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">apre il cuore alla Verità</span></span></b><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">, a tutta la Verità. Lo Spirito spinge la nostra vita sul sentiero impegnativo ma gioioso della carità e della solidarietà verso i nostri fratelli.</span></span></em> <em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Lo Spirito ci dona la </span></span></em><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">tenerezza del perdono divino</span></span></b><em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;"> e ci pervade con la forza invincibile della misericordia del Padre. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo è una presenza viva e vivificante in chi lo accoglie, prega in noi e ci riempie di gioia spirituale”.</span></span></em></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></strong></p>
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		<title>VANGELO DELL&#8217;EPIFANIA &#8211; Sempre in cammino &#8211; (Mt 2, 1-12)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 11:13:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[UIltime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre uomini misteriosi vengono da lontano, guidati da una stella: sono dei sapienti, abituati a scrutare il cielo, che offre loro un segno che li attrae in modo irresistibile, mettendo nel loro animo un desiderio profondo di un avventuroso viaggio. Camminano, lasciandosi guidare dal bagliore della stella ed attenti a procedere insieme perché nessuno si &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Tre uomini misteriosi vengono da lontano, guidati da una stella: sono dei sapienti, abituati a scrutare il cielo, che offre loro un segno che li attrae in modo irresistibile, mettendo nel loro animo un desiderio profondo di un avventuroso viaggio. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Camminano, lasciandosi guidare dal bagliore della stella ed attenti a procedere insieme perché nessuno si smarrisca, ma soprattutto perché arrivino insieme alla meta a cui quel segno misterioso vuole farli approdare, assetati come sono di Verità e Bellezza e gustino insieme la gioia dello stupore che li attende: la nascita del re dei Giudei! Personaggi questi totalmente diversi dai semplici pastori che ricevono un annuncio con indicazioni di rotta più precise. Sia gli uni che gli altri si “muovono” perché la semplicità e l’umiltà sono appannaggio di coloro che hanno un cuore libero, docile, disponibile, a prescindere dalla categoria di appartenenza!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">I magi si disorientano perché hanno smarrito la stella. Si trovano in una grande città, anziché in uno sperduto villaggio, chiedono del Bambino ad un assassino di bambini. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Non si arrendono, ma hanno la capacità di ripartire: un insegnamento per noi che ci arrendiamo facilmente di fronte alle difficoltà! Finalmente approdano alla meta desiderata e perciò con perseveranza cercata: una stalla, al posto di una reggia, dove c’è un bambino in braccio a sua madre! Non esitano a prostrarsi e ad offrire i loro doni: oro, incenso e mirra! Il dono più prezioso dei Magi, però, è il desiderio di cercare Lui, affrontando tutte le peripezie di un lungo viaggio. Dio desidera che nutriamo nel nostro cuore il desiderio di Lui, come una sete inestinguibile che ci pone sempre in cammino. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Un viaggio interiore quello dei Magi che, aspettandosi altro, depongono davanti al Bambino, il loro modo di vedere e sentire, accogliendo il modo di pensare di Dio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Completamente disarmati, da veri sapienti e puri di cuore, riconoscono Dio nel Bambino. Celebrando la manifestazione del Signore ai Magi, celebriamo l’infinita bontà e misericordia di Dio che vuole offrire a tutti la salvezza, nuovamente evidenziata nell’anno giubilare appena iniziato. S. Leone Magno ce lo ricorda e ci affida un compito: “Questo giorno Davide cantava dicendo: ‘Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare gloria al tuo nome’</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia” (Sl 9,2).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Tutto questo, lo sappiamo, si è realizzato quando i tre magi chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere ed adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti al Cristo. In questo impegno miei cari, dovete tutti aiutarvi l’un l’altro. Risplenderete così come figli della luce nel regno di Dio, dove conducono la rete fede e le buone opere” ( Discorso 3 per l’Epifania).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Facciamo nostra la gioia dei Magi, come ci esorta San Basilio Magno: “La stella si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al solo vedere la stella, i magi provarono un’immensa gioia. Accogliamo anche noi nel nostro cuore quella grande gioia”. La gioia è testimonianza vera e credibile! Buona Epifania.</span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre Cecilia Borrelli</span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina Fermo</span></span></strong></p>
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Un Dio umanizzato &#8211; (II dopo Natale. Gv 1, 1-18)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 16:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’incipit dell’evangelista è “In principio” , come nel libro della Genesi che inizia allo stesso modo, ma prosegue diversamente. Per l’evangelista, “In principio” c’era il Verbo: prima di creare il cielo e la terra (com’è scritto nella Genesi), Dio aveva in mente un progetto. Il Verbo, ossia la Parola, realizza il progetto di Dio: in Lui era &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">L’incipit dell’evangelista è “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>In principio” </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">, come nel libro della Genesi che inizia allo stesso modo, ma prosegue diversamente. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Per l’evangelista, “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>In principio” </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">c’era il Verbo: prima di creare il cielo e la terra (com’è scritto nella Genesi), Dio aveva in mente un progetto. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Verbo, ossia la Parola, realizza il progetto di Dio: in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Lui è la risposta al desiderio di pienezza degli uomini. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La luce splende nelle tenebre che spesso ci abitano ancora, ma la Parola di Dio viene a ridarci speranza perché essa ha il potere d’illuminare, diradando le tenebre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Venne tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto. </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Triste realtà della casta sacerdotale appollaiata sui vecchi schemi, incapace di accogliere la novità: il passaggio dal potere al servizio! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Verbo li destabilizzava nella loro sete di potere, perciò lo hanno rifiutato. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">A coloro però che l’hanno accolto ha dato l’unico legittimo potere, quello cioè di diventare figli di Dio! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Figli di Dio si diventa, accogliendo il progetto di amore e facendolo proprio, ad imitazione di Cristo Gesù.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>E il Verbo si fece carne</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">: questa parola indica la debolezza dell’esistenza umana. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Venne ad abitare in noi, assumendo appunto la nostra carne, la nostra umanità fragile, eccezion fatta per il peccato. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Essendo in noi, non è più da cercare, ma da accoglierlo. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Diventiamo noi stesso tempio, santuario dove trovarlo ed adorarlo, per poi portarlo al nostro prossimo nelle strade della vita.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">: un amore ricevuto, dunque, che va accolto e trasformato in amore comunicato agli altri. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Siamo invitati a centrare tutta l’attenzione su Gesù, come dirà a Filippo: “ Chi ha visto me ha visto il Padre”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Sta qui l’annuncio del Natale: non è l’uomo che deve salire verso Dio per divinizzarsi, ma accogliere un Dio che è sceso verso gli uomini umanizzandosi. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Atanasio di Alessandria afferma: “Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventi Dio”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ce lo spiega S. Agostino: “Dio vuole fare di te un Dio, non però per natura, come è colui che ha generato, ma per suo dono e per adozione. Come infatti egli, assumendo la natura umana, si è fatto partecipe della tua mortalità, così, per elevazione, ti rende partecipe della sua immortalità”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Tanto più saremo umani, tanto più si manifesterà il divino in noi che porterà frutti di vita eterna. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Saremo giudicati solo sull’amore, che si esprime in gesti concreti di accoglienza, benevolenza, perdono, disponibilità, condivisione, anche con i nostri limiti. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Se non ci fermeremo a questi per giustificarci, saremo capaci di vivere quel desiderio infinito di bene per realizzare già sulla terra il Regno di Dio fondato sull’Amore!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Troviamo conferma nel commento, pieno di speranza, di Papa Francesco: </span></span><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">In principio: sono le prime parole della Bibbia, le stesse con cui comincia il racconto della creazione: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gen 1,1). Oggi</span></span><b><span style="font-size: large;"> il Vangelo dice che Colui che abbiamo contemplato nel suo Natale, come bambino, Gesù, esisteva prima: prima dell’inizio delle cose, prima dell’universo, prima di tutto</span></b><span style="font-size: large;">. Egli è prima dello spazio e del tempo. «In Lui era la vita» (Gv 1,4) prima che la vita apparisse. </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">San Giovanni lo chiama Verbo, cioè Parola. Che cosa vuole dirci con ciò? </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">La parola serve per comunicare: non si parla da soli, si parla a qualcuno. […] </span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Ora, il fatto che Gesù sia fin dal principio la Parola significa che dall’inizio Dio vuole comunicare con noi, vuole parlarci</span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">. Il Figlio unigenito del Padre (cfr v. 14) vuole dirci la bellezza di essere figli di Dio. […] </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Ecco lo stupendo messaggio di oggi: Gesù è la Parola, la Parola eterna di Dio, che</span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;"> da sempre pensa a noi e desidera comunicare con noi. E per farlo, è andato oltre le parole</span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">. […] Si fece carne e non è tornato indietro. Non ha preso la nostra umanità come un vestito, che si mette e si toglie. No, non si è più staccato dalla nostra carne. E non se ne separerà mai”. </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Buon anno nuovo 2025!</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></span></strong></p>
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Identikit della famiglia &#8211; (Lc 2, 41-52)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 08:31:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo brano lucano chiude il periodo della fanciullezza di Gesù proiettandoci sulla sua vita di pre-adolescente e sul suo ministero pubblico che ha inizio a 12 anni, età in cui si diventa adulti, “figli della Legge” ( bar mitzwah). In obbedienza alla Tǒrah, Maria, Giuseppe e Gesù, si recano a Gerusalemme per celebrare la Pasqua che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Questo brano lucano chiude il periodo della fanciullezza di Gesù proiettandoci sulla sua vita di pre-adolescente e sul suo ministero pubblico che ha inizio a 12 anni, età in cui si diventa adulti, “figli della Legge” ( bar mitzwah). </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">In obbedienza alla Tǒrah, Maria, Giuseppe e Gesù, si recano a Gerusalemme per celebrare la Pasqua che in ebraico ha il significato di “passare oltre”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Lì progressivamente viene svelata l’identità di Gesù. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il pellegrinaggio si svolge nella norma come sempre, fin quando il ragazzo si stacca dai suoi per un cammino indipendente, in obbedienza al progetto del Padre. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Luca mette in risalto lo smarrimento dei genitori che si mettono alla sua ricerca pieni di angoscia. Subentra un’autentica crisi familiare in tutta la sua portata che richiederà di essere man mano ricomposta, favorendo la crescita dei membri. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù fa Pasqua e non torna indietro, va oltre, va verso il Padre, meta di ogni suo atto adulto. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Maria e Giuseppe sono colti di sorpresa- come tutti i genitori- dalla “scappatella” del loro figlio in crescita: tre giorni di ricerca piena di angoscia! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Prefigurano la comunità che vive i tre giorni del mistero pasquale, nell’attesa della luce e della speranza! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Gesù compie questo senza autorizzazione: Giuseppe deve imparare da questo episodio che deve permettere a Gesù di fare il salto. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Non lo trovano, lo cercano in mezzo agli altri, quelli che stanno facendo la stessa strada. Non è la via di Gesù, Egli fa il salto, aprendo una nuova strada che conduce al Padre. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Non trovandolo sulle strade solite, quelle dei parenti e dei conoscenti, si recano Gerusalemme, al Tempio dove lo hanno portato appena nato.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il posto del ritrovamento è il luogo di Dio, lì dove “li ascoltava e li interrogava”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Lo stile di Gesù è rispondere facendo domande: è un modo di alimentare la relazione. </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Maria mette avanti Giuseppe, non è banale questo modo di parlare, ci permette di cogliere le relazioni all’interno della famiglia. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La madre, più vicina ai figli, deve aiutarli a conoscere il cuore del padre. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Compito di una madre è insegnare ai figli a stimare il padre e a farne conoscere il cuore; compito del padre è mostrare il suo amore per la madre, fare gesti affettuosi con i figli verso la madre. Così si cresce in modo equilibrato, come è vissuto Gesù. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Tornando alla domanda di Maria, Gesù le risponde: “ Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ormai è arrivato il tempo di capire il senso della sua vita come Figlio di Dio: c’è da fare un salto da parte di Maria e di Giuseppe. Sono loro a dover crescere! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La traduzione greca dice: “Essere nelle cose del Padre mio” e non “Occuparmi delle cose…”. Il motivo della sua scomparsa è solo questo, diversamente da Adamo che si nasconde. Essere nel Padre è la vita nuova. Nella sua vita pubblica Egli introdurrà i suoi discepoli proprio nel mistero della sua relazione col Padre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Emerge un profilo di famiglia intesa come culla in cui si è alimentata, giorno per giorno, una disponibilità del figlio ad accogliere la vocazione di Dio su di lui: l’essenza della famiglia è essere vocazione alla vocazione! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Negli ultimi due versetti Luca afferma che Gesù torna a Nazareth con i suoi, crescendo in età, sapienza e grazia davanti a Dio e agli uomini. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ha chiaro l’obiettivo, ma al momento deve percorrere tutte le tappe umane: Gesù ha bisogno di Giuseppe e di Maria, delle sane e casalinghe “abitudini”, anche se porterà la novità. Le regole acquisite sono preparazione alla variazione: obbedienza e libertà non si oppongono, ma si armonizzano fra di loro perché la libertà è per il servizio e la famiglia è l’ ‘officina’ dove ci si forgia a tale scopo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Accogliamo anche lo stimolante pensiero di Papa Francesco di cui riportiamo qualche stralcio: </span></span><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Quell’angoscia che essi provarono nei tre giorni dello smarrimento di Gesù, dovrebbe essere anche la nostra angoscia quando siamo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><i>lontani da Lui</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">, quando siamo lontani da Gesù. Dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">della sua consolante amicizia</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"> (…) </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nella celebrazione eucaristica facciamo esperienza viva di Cristo; Egli ci parla, ci offre la sua Parola, ci illumina, illumina il nostro cammino, ci dona il suo Corpo nell’Eucaristia da cui attingiamo vigore per affrontare le difficoltà di ogni giorno</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;">”</span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL VANGELO DI NATALE  Nel silenzio della notte (Lc 2, 1-14)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 15:44:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un evento di luce irrompe nel buio della notte, delle nostre notti. “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9, 1): siamo noi questo popolo, che ha smarrito la strada, che cerca il senso della vita, che dubita della presenza di Dio, soprattutto negli eventi dolorosi, che è sopraffatto dalle ansie e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Un evento di luce irrompe nel buio della notte, delle nostre notti. </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9, 1): siamo noi questo popolo, che ha smarrito la strada, che cerca il senso della vita, che dubita della presenza di Dio, soprattutto negli eventi dolorosi, che è sopraffatto dalle ansie e preoccupazioni. Una luce d’improvviso irrompe, dirada le tenebre, la gioia si fa strada, eliminando la tristezza, cattiva compagnia: “Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”(Is 9,2). </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Luce e gioia perché “un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio” (Is 9, 5): non ci resta che accogliere questa gioia, mettendo da parte la nostra logica per entrare in quella di Dio. Quale la differenza? La nostra aspetta la salvezza da una persona potente; quella di Dio sceglie un bimbo debole e disarmato. Uno scandalo! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Questo è lo stile di Dio: “Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Una nascita avvenuta non nei dintorni di Betlemme, ma dentro il paese, in un’umile abitazione di parenti che comprendeva una grotta dove di solito si tenevano gli animali domestici. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dio, attraverso l’angelo, rivela ai pastori, ritenuti dei briganti, il mistero del Bambino. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Chi è questo neonato? Il “Salvatore”, il “Cristo”, il “Signore”: in Lui si manifesta la “gloria” di Dio. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Sgorga dal cuore il canto “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” perché è nato Colui che davvero può donare la pace, quella vera e duratura, quella che si vive nei solchi della quotidianità, rispettando l’altro, in un dialogo reciproco, cercando sempre più ciò che ci unisce che quello che ci divide.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Oggi è nato per voi il Salvatore”: questa lieta notizia, anche se già avvenuta nel passato, raggiunge tutti nel nostro oggi e ne siamo coinvolti. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La fede ci fa rivivere l’esperienza stessa di Maria e Giuseppe, dei pastori, un’esperienza di luce, di pace, di speranza, di stupore, come dice S. Efrem: “</span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">È grande lo stupore per il miracolo di un Amore fatto bambino”. </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dio si rivela nel segno della povertà, piccolezza ed umiltà! </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Si contrappone al nostro orgoglio, alla nostra autosufficienza, al consumismo, richiamandoci all’essenziale, al dialogo e alla condivisione. </span></span></span><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Se Dio nell’Incarnazione del suo Figlio condivide- eccetto il peccato- l’esperienza umana, nell’Eucarestia addirittura si lascia mangiare da noi per farci Lui.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1f1f1f;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Contemplando il presepe allestito nel nostro monastero, si può cogliere il legame fra presepe-croce-Eucarestia, imparando da Maria lo stupore eucaristico: “Lo sguardo rapito di Maria nel contemplare il volto di Cristo appena nato e nello stringerlo tra le sue braccia, non è forse l’inarrivabile modello di amore a cui deve ispirarsi ogni nostra comunione eucaristica” (Ecclesia de Eucharistia 55).  </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Significative le parole di Don Averardo Dini, una musica nel cuore che diventa programma di vita:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Sei nato nel silenzio della notte </span></span></p>
<p><span style="font-size: large; font-family: 'Times New Roman', serif;">Sei nato nel silenzio della notte e hai offerto il tuo silenzio: un silenzio che nascondeva la Parola vera, che non è suono e voce ma vita e verità.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Un silenzio che nascondeva una povertà vissuta e sofferta, una libertà guadagnata e custodita. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Un silenzio che rivelava un amore offerto, vero abbraccio con le cose e le persone, un silenzio che nascondeva chi eri e rivelava chi dovevo essere io. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Silenzio vero, per essere parola vera. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Aiutami a cogliere negli altri il bello, il vero, il buono, che è pur sempre presente, al di là delle apparenze; così da non impaurirmi del mondo, ma da amarlo, come lo ami tu”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Accogliamo le parole di Papa Francesco per vivere il vero Natale: </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il Natale è sempre nuovo, perché c’invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">BUON NATALE A TUTTI!</span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Lasciamo entrare Dio nella nostra vita &#8211; (IV di Avvento &#8211; Lc 1, 39-45)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 16:44:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel silenzio dell’Avvento, tempo di attesa, irrompe il grido gioioso di due donne, due cugine, anche loro in “sorprendente” attesa. Continua il tempo della gioia precedentemente annunciata, un tempo in cui non dobbiamo svuotarci di qualcosa, ma diventare “grembo” di Cristo al “Quale nulla anteporre”, come ci esorta San Benedetto nella sua Regola. Man mano &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nel silenzio dell’Avvento, tempo di attesa, irrompe il grido gioioso di due donne, due cugine, anche loro in “sorprendente” attesa. Continua il tempo della gioia precedentemente annunciata, un tempo in cui non dobbiamo svuotarci di qualcosa, ma diventare “grembo” di Cristo al “Quale nulla anteporre”, come ci esorta San Benedetto nella sua Regola. Man mano che Cristo si forma in noi, il resto sbiadisce, perde consistenza. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Le due donne ci svelano le meraviglie della sorprendente vita: in Elisabetta, avanzata negli anni, la speranza rende possibile l’impossibile; in Maria Gesù è concepito senza concorso umano, ma per opera dello Spirito Santo. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">In lei che ha detto sì al progetto di Dio, il divino fa irruzione, il Figlio di Dio comincia ad esistere nella carne: ecco cosa succede quando il nostro cuore si apre a Lui! In Lui c’è una vita nuova in germe, una vita che Dio vuole donare a tutti noi: nasce la speranza, nasce la gioia! Dio scommette su di noi, ci chiama a collaborare con Lui, a continuare la sua opera nel tempo. </span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Cosa dobbiamo fare?”: ritorna la domanda della gente a Giovanni Battista, come abbiamo letto nel Vangelo della terza Domenica. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Aprirci a Dio con fiducia e agli altri in una carità operosa che rende visibile l’Amore di Dio per noi. La Parola, accolta, meditata e ‘masticata’ trasforma il cuore e ci rende solleciti nella carità, proprio come Maria che, dopo aver ricevuto l’annuncio, si alzò e partì in fretta per recarsi dalla cugina Elisabetta, mettendosi a sua disposizione. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nel suo cuore c’è anche il desiderio di comunicare agli altri ciò che le è stato annunziato. Non si chiude per custodire il mistero, ma si tuffa nella storia per manifestare il suo grembo gravido di salvezza a coloro che attendono con speranza: IL SALVATORE verrà e nascerà per il “Sì” di una vergine di nome Maria.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Maria, nostra Madre, è davvero un esempio di sollecita carità, come afferma Papa Francesco: </span></span>“<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">In che modo Maria è per la Chiesa esempio vivente di amore? Pensiamo alla sua disponibilità nei confronti della parente Elisabetta. Visitandola, la Vergine Maria non le ha portato soltanto un aiuto materiale, anche questo, ma ha portato Gesù, che già viveva nel suo grembo. Portare Gesù in quella casa voleva dire portare la gioia, la gioia piena. Elisabetta e Zaccaria erano felici per la gravidanza che sembrava impossibile alla loro età, ma è la giovane Maria che porta loro la gioia piena, quella che viene da Gesù e dallo Spirito Santo e si esprime nella carità gratuita, nel condividere, nell’aiutarsi, nel comprendersi. La Madonna vuole portare anche a noi, a noi tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la Chiesa è come Maria: la Chiesa non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ONG, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo; non porta se stessa – se piccola, se grande, se forte, se debole, la Chiesa porta Gesù e deve essere come Maria quando è andata a visitare Elisabetta. Cosa le portava Maria? Gesù. La Chiesa porta Gesù: questo è il centro della Chiesa, portare Gesù! Se per ipotesi, una volta succedesse che la Chiesa non porta Gesù, quella sarebbe una Chiesa morta! La Chiesa deve portare la carità di Gesù, l’amore di Gesù, la carità di Gesù” (Udienza generale del 23 Ottobre 2013). </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Buona Domenica!</span></span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Madre M. Cecilia Borrelli</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia monastica Benedettina </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL VANGELO DELLA DOMENICA &#8211; Gaudete: fate della vostra vita un dono &#8211; (Terza di Avvento. Lc 3, 10-18)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 18:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La tradizione liturgica definisce questa domenica “Gaudete” per via dell’antifona d’ingresso ripresa da alcuni versetti della lettera di S. Paolo ai Filippesi: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino” ( 4, 4-5). Il color rosa dei paramenti sacri di questa domenica esprime questa gioia ed ha il potere di scaldare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La tradizione liturgica definisce questa </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">d</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">omenica “Gaudete” per via dell’antifona d’ingresso ripresa da alcuni versetti della lettera di S. Paolo ai Filippesi: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino” ( 4, 4-5). Il color rosa dei paramenti sacri di questa </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">d</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">omenica esprime questa gioia ed ha il potere di scaldare il cuore perché il desiderio di una pace dentro e fuori di noi si sta avverando, concretizzandosi nella Persona di Gesù. Il filosofo Nietzsche, proprio lui che propugna la morte di Dio, di Lui afferma: “Dio seduce ancora proprio perché parla il linguaggio della gioia, e così conforta la vita, dato che il problema della vita coincide con quello della felicità”.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Le domande rivolte a Giovanni Battista allora sono le nostre, quelle che provengono dalla dura realtà in cui c’imbattiamo e da cui vorremmo risollevarci: “Noi, cosa dobbiamo fare?” Cosa dobbiamo fare perché la gioia sia in noi e ci sentiamo attratti da Dio, fonte di gioia e vita? Stiamo vivendo un periodo triste ed assurdo, in un mondo incattivito dove davvero si sperimenta la famosa espressione di Plauto, ripresa dal filosofo Hobbes: “Homo hominis lupus”. L’imperante egoismo ci sta disumanizzando: non è questo il sogno di Dio per l’umanità, Lui che nel Figlio suo Gesù si è fatto carne!</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il profeta nel deserto del nostro cuore continua a gridare di fare della nostra vita un dono, che la nostra vita renda qualcuno felice. Non lamentiamoci, non puntiamo il dito, ma scuotiamoci perché Dio è vicino e cerca uomini e donne disponibili a cambiare innanzitutto se stessi perché il mondo sia migliore. Non conta quello che facciamo, ma come lo facciamo nell’umile fatica quotidiana, sperimentando anche la gioia di costruire rapporti a carattere positivo. L’annuncio di Giovanni sembra un pungolo quasi fastidioso…altro che lieta notizia! “Tiene in mano la pula per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile” (v. 17) In quel tono che lo contraddistingue, però, possiamo cogliere in lui l’ansia missionaria, il rammentare la promessa come segno di speranza. Colui che sta per venire è il Salvatore e la sua salvezza è liberazione: Egli brucia ciò che fa male a noi stessi, come per es. la zizzania, la paglia e raccoglie il buon frumento, custodendolo. Spesso nella nostra vita facciamo l’esperienza di S. Paolo: “Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me” ( Rm 7, 21). Questa lacerazione interiore ci fa star male, ma la lieta notizia del Signore che viene ci porta la speranza di essere guariti dalle nostre contraddizioni: saremo frumento per il bene che riusciremo a fare nella vita quotidiana. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Nell’attendere il Signore che viene, apriamoci agli altri con benevolenza, accoglienza ed amabilità. Siamo sollecitati in ciò da Papa Francesco: “Occorre convertirsi, bisogna cambiare direzione di marcia e intraprendere la strada della giustizia, della solidarietà, della sobrietà: sono i valori imprescindibili di una esistenza pienamente umana e autenticamente cristiana”.</span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Madre M. Cecilia Borrelli</b></span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettina Fermo</span></span></span></p>
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		<title>VANGELO DELLA FESTA DELL&#8217;IMMACOLATA Un sì che rigenera (Lc 1, 26-38)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 17:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[UIltime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno sperduto villaggio di Nazareth diventa il luogo dove un angelo “atterra”, in una precisa casa, consegnando ad una ragazza che nel cuore accarezza il suo desiderio di matrimonio, lo sconvolgente progetto di Dio: il suo grembo accoglierà la Vita per la salvezza di tutti. Comprensibile smarrimento di fronte ad una proposta fuori dal comune. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Uno sperduto villaggio di Nazareth diventa il luogo dove un angelo “atterra”, in una precisa casa, consegnando ad una ragazza che nel cuore accarezza il suo desiderio di matrimonio, lo sconvolgente progetto di Dio: il suo grembo accoglierà la Vita per la salvezza di tutti. Comprensibile smarrimento di fronte ad una proposta fuori dal comune. S’instaura, di conseguenza, un dialogo fra l’Angelo e Maria: </span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Com’è possibile?&#8230;”</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt; &lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Lo Spirito Santo scenderà su di te e l’Altissimo ti coprirà con la sua ombra…</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt;</span></span></span> <span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&lt;&gt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">: da questa adesione libera e responsabile al Suo volere, Dio entra nella storia, unendo la sua divinità alla nostra umanità. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">L’incarnazione non è un evento isolato, ma l’ultima fase della relazione che Dio tesse con ciascuno di noi; una nuova era della storia, sancita poi nella Pasqua come “Nuova ed eterna Alleanza”. Dio, infatti, ha cercato sempre gli uomini con cuore di Padre, senza mai arrendersi fino al punto da diventare uno di noi, scegliendo la via ordinaria, quella di un grembo di una donna. Maria, “giardino chiuso”, “fontana sigillata” (cfr Ct 4, 12), accogliendo la parola di Dio tesse nel suo grembo l’umanità di Cristo, l’Uomo Nuovo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. Di generazione in generazione è sempre vivo lo stupore per questo ineffabile, incomprensibile mistero che, secondo S. Agostino : </span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Se lo comprendi, non è Dio</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">. Sempre S. Agostino, immaginando di rivolgersi all’ Angelo dell’Annunciazione, domanda: </span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Dimmi, o Angelo, perché è avvenuto questo in Maria?</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt; &lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La risposta &#8211; dice il Messaggero &#8211; è contenuta nelle parole stesse del saluto: Ave, o piena di grazia”</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"> (cfr Sermo 291, 6). L’Angelo infatti non la chiama Maria, ma “Piena di grazia”, ossia amata da Dio. Origene fa notare che questo titolo non fu mai rivolto ad altri. “Amata”: una forma passiva che in Maria diventa attiva per la capacità, come vera discepola, di accogliere quest’ amore di Dio fino a diventarne grembo e di conseguenza madre.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La risposta di Maria si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, a rinnovare la sua disponibilità in modo che Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia. La Chiesa è ciascuno di noi: Dio aspetta la mia, la tua risposta! Anche Papa Francesco ci sollecita a riguardo: </span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&lt;</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Mentre ammiriamo la nostra Madre per questa sua risposta alla chiamata e alla missione di Dio, chiediamo a lei di aiutare ciascuno di noi ad accogliere il progetto di Dio nella nostra vita, con sincera umiltà e coraggiosa generosità</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&gt;. </span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Buona festa dell’Immacolata Concezione!</span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Madre M. Cecilia Borrelli</b></span></span></span></p>
<p align="right"><b><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Famiglia Monastica Benedettin</span></span></span><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">a</span></span></span> <span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Fermo</span></span></span></b></p>
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