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&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Bid0ZW-gLIY/UZI5R3CLiTI/AAAAAAAANtg/Fjk3JFiUa7k/s1600/nacidoycriadoafiche.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" pua="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-Bid0ZW-gLIY/UZI5R3CLiTI/AAAAAAAANtg/Fjk3JFiUa7k/s640/nacidoycriadoafiche.jpg" width="448" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;Nacido y criado - di Pablo Trapero (2006)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Santiago e Milli sono una coppia che ha tutto. Un lavoro che li soddisfa e li realizza, una bellissima casa, una vita piena, una figlia meravigliosa, Josefina. Ma un giorno, tutto va in pezzi, mentre stanno viaggiando in auto per una gita, Santiago distratto dai capricci di Josefina, perde il controllo dell'auto e l'incidente che ne segue è spaventoso. Santiago è distrutto dall'aver distrutto due vite, quelle dell'amata moglie e dell'altrettanto amata figlia, e cambia completamente la sua, di vita: se ne va nella Patagonia pre-andina, vicino ai confini con il Cile, nell'interno del paese, dove le anime sono poche e ci si può perdere. Lavora nel minuscolo aeroporto locale, assieme al coinquilino Robert, e con il Cacique, il soprannome storico di un indio &lt;em&gt;mapuche&lt;/em&gt; originario del luogo, appunto "nacido y criado", nato e cresciuto. Le dinamiche del luogo li portano a frequentarsi continuamente, a stringere un'amicizia cementata dall'alcol. Ma i fantasmi del passato continuano ad inseguire Santiago.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con questo &lt;em&gt;Nacido y criado&lt;/em&gt; completo le recensioni dei film dell'argentino Pablo Trapero, fatta esclusione per il suo debutto &lt;em&gt;Mondo Grúa&lt;/em&gt;, che vidi ai suoi tempi, quando ancora non vi tediavo con le mie scritture. Il film in questione è il primo dove appare la moglie Martina Gusman, donna bellissima e col tempo attrice sempre più&amp;nbsp;brava, attrice che lo ha poi accompagnato in ogni suo lungometraggio (fatta esclusione del segmento che Trapero ha diretto nel film collettivo &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2013/03/7-dias-en-la-habana.html"&gt;7 days in Havana&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;) fino ad oggi. Per concludere le curiosità, il personaggio di Robert è interpretato dall'ottimo Federico Esquerro, presente come attore in tutti i film di Trapero fino a &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2010/12/avvoltoio.html"&gt;Carancho&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; (e in tutti fino ad &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/12/elefante-bianco.html"&gt;Elefante blanco&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; come tecnico del suono).&lt;br /&gt;
Passando al film vero e proprio, si può dire che è il film di passaggio all'età adulta di Trapero, nel senso che siamo di fronte al primo film con una fotografia professionale, e probabilmente con un &lt;em&gt;budget&lt;/em&gt; sicuramente più importante dei precedenti. Trapero è molto bravo a creare una prima parte in cui la serena &lt;em&gt;routine&lt;/em&gt; familiare genera, senza nessun apparente motivo, un senso crescente d'angoscia nello spettatore, che naturalmente sente che qualcosa sta per accadere. Poi, sembra di assistere ad un altro film, ad un'altra storia, meno angosciante ma non meno disperata. Luoghi selvaggi e bellissimi, e diverse scene dalla potenza inaudita, fanno di &lt;em&gt;Nacido y criado&lt;/em&gt; un altro film davvero interessante. Poco convincente il finale, seppur pieno di commozione.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/WAjA_HV49YA/nato-e-cresciuto.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-Bid0ZW-gLIY/UZI5R3CLiTI/AAAAAAAANtg/Fjk3JFiUa7k/s72-c/nacidoycriadoafiche.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/nato-e-cresciuto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-4334210381750650048</guid><pubDate>Fri, 17 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-17T06:00:12.907+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>famiglia su ruote</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Mabi-rqweDQ/UZIP1KAlgEI/AAAAAAAANtQ/FbYpErjzOTU/s1600/familia_rodante.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" pua="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Mabi-rqweDQ/UZIP1KAlgEI/AAAAAAAANtQ/FbYpErjzOTU/s640/familia_rodante.jpg" width="448" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Familia rodante - di Pablo Trapero (2004)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilia ha 84 anni, e vive nei sobborghi di Buenos Aires. Nel giorno del suo 84esimo compleanno, che festeggerà con tutta la sterminata e squinternata famiglia, riceve l'invito dalla sorella, che vive nella provincia di Misiones, nel nord argentino, lussureggiante e traboccante di verde, simile alla jungla: dovrà essere l'ospite d'onore ad un matrimonio di famiglia, che si terrà di lì a poco. Eccitata, felice, si rivolge alla famiglia per questo viaggio. Oscar, marito di Marta, una delle due figlie di Emilia, insiste perchè tutta la famiglia viaggi insieme col suo vecchissimo camper, del quale è orgoglioso, fino al punto di non rendersi conto che un viaggio di quasi duemila chilometri (il luogo del matrimonio è quasi al confine col Brasile) non è assolutamente alla portata del suo amato camper. Figlie, mariti, nipoti e pronipoti, tutti e tutte con i loro segreti, le loro fisse, i loro problemi, i loro drammi e le loro situazioni irrisolte, si trovano a dover condividere uno spazio confinato e strettissimo, con un clima afoso e poco clemente, per un periodo che, giocoforza, sembrerà infinito e troppo lungo, insopportabile. Ce la faranno?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Familia rodante&lt;/em&gt; segue &lt;em&gt;El bonaerense&lt;/em&gt;, e senza dubbio rispetto al film precedente sa molto più di commedia. Nonostante ciò, il film è più che godibile, in alcuni momenti scoppiettante e pirotecnico, dipinge alla perfezione la classe media (medio-bassa) argentina, la struttura familiare e le sue dinamiche, la teatralità che, personalmente, sono convinto abbiano mutuato dalla loro provenienza italiana, e si propone come un ottimo, personale, realista, sincero, grezzo, gioiellino &lt;em&gt;on the road&lt;/em&gt;. Trapero sta addosso ai protagonisti, fa si che la telecamera sembri sudare insieme a loro, insiste sui primi piani e sui particolari, e riesce a far sembrare stroardinari e navigati professionisti un gruppo di attori improvvisati, debuttanti e/o non professionisti, intensi e ancora una volta più che credibili. In più, come un portafortuna, ancora una volta fa recitare la sua vera nonna, Graciana Chironi (Emilia), presente anche in &lt;em&gt;Mondo Grúa&lt;/em&gt; e in &lt;em&gt;El bonaerense&lt;/em&gt;. </description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/VSkUdG4khDU/famiglia-su-ruote.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Mabi-rqweDQ/UZIP1KAlgEI/AAAAAAAANtQ/FbYpErjzOTU/s72-c/familia_rodante.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/famiglia-su-ruote.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-6736205113179284949</guid><pubDate>Thu, 16 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-16T06:00:09.748+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>l'abitante della provincia di Buenos Aires</title><description>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1UpiqtugNW4/UZIJUYREpPI/AAAAAAAANtA/onCp4SXeCmU/s1600/el-bonaerense-pablo-trapero-vhs-original-cine-argentino_MLA-F-2563685010_042012.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" pua="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-1UpiqtugNW4/UZIJUYREpPI/AAAAAAAANtA/onCp4SXeCmU/s640/el-bonaerense-pablo-trapero-vhs-original-cine-argentino_MLA-F-2563685010_042012.jpg" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;El bonaerense - di Pablo Trapero (2002)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Enrique Orlando Mendoza detto Zapa è un giovane apprendista fabbro che vive in un piccolo villaggio della provincia argentina; la vita scorre lenta e tranquilla, si ha poco e di sicuro non ci si "strappa i capelli" dal lavoro. Il suo capo, detto El polaco, lo manda a svolgere un lavoro che Zapa pensa essere un lavoro perfettamente legale, aprire una cassaforte in un officina. Ma la notte, dei compari del Polaco la svuotano, e il giorno seguente Zapa viene messo in carcere per il furto.&lt;br /&gt;
Lo zio Ismael, poliziotto in pensione, grazie alle sue conoscenze, lo fa uscire dal carcere facendo un patto: il nipote deve trasferirsi a Buenos Aires per diventare un aspirante agente della &lt;em&gt;Policía Bonaerense&lt;/em&gt;. E così accade; Zapa si trasferisce, trova un appartamento, diventa il &lt;em&gt;protegé&lt;/em&gt; del suo superiore, Gallo, intreccia una storia con una donna più anziana di lui, si rende conto della corruzione e dell'assurdità che serpeggia all'interno della polizia, ne diventa parte integrante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo lungometraggio di &lt;em&gt;fiction&lt;/em&gt; dell'ormai ben&amp;nbsp;riconosciuto al di fuori dei confini argentini Pablo Trapero, dopo il debutto con &lt;em&gt;Mondo Grúa&lt;/em&gt;, questo &lt;em&gt;El bonaerense&lt;/em&gt; è un film ruvido ma intrigante, che mostra l'Argentina rurale e quella metropolitana con tutti i suoi paradossi e le sue contraddizioni, e, so che è troppo comodo dirlo adesso (ma chi segue &lt;em&gt;fassbinder&lt;/em&gt; sa che Trapero non l'ho "scoperto" ora), mostra chiaramente che la stoffa c'era. Intuizione, propensione alla violenza "poetica", &lt;em&gt;machismo&lt;/em&gt; di facciata&amp;nbsp; esibito in realtà per denunciare questa ulteriore piaga, realismo come detto prima ruvido, denuncia sfacciata della corruzione dilagante, ispirato dai grandi classici,&amp;nbsp;&lt;em&gt;El bonaerense&lt;/em&gt; è un film ottimo, che mostra un regista già maturo, solo alla ricerca di mezzi più importanti. &lt;em&gt;Cast&lt;/em&gt; sconosciuto ma tutto splendidamente credibile.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/G6gu0Gc0H60/labitante-della-provincia-di-buenos.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-1UpiqtugNW4/UZIJUYREpPI/AAAAAAAANtA/onCp4SXeCmU/s72-c/el-bonaerense-pablo-trapero-vhs-original-cine-argentino_MLA-F-2563685010_042012.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/labitante-della-provincia-di-buenos.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-6877144215030547123</guid><pubDate>Wed, 15 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-15T06:00:10.638+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>persona di interesse rilevante</title><description>&lt;strong&gt;Person of Interest - di Jonathan Nolan - Stagioni 1 e 2 (23 e 22 episodi; CBS) - 2011/2013&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IO-QTVDk2Y4/UZHQWmxNA0I/AAAAAAAANsw/ahMZ_KqFED0/s1600/person_of_interest.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="418" pua="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-IO-QTVDk2Y4/UZHQWmxNA0I/AAAAAAAANsw/ahMZ_KqFED0/s640/person_of_interest.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
New York, oggi. John Reese è un ex berretto verde e un esecutivo della CIA con una estrema abilità nel districarsi da situazioni complicatissime, mira infallibile, tecniche di lotta raffinatissime, conoscenza di armi ed esplosivi, abilità di sopravvivenza in casi estremi. E' ritenuto morto, ma in realtà vive come un homeless qualunque nei bassifondi della Grande Mela, una vita distrutta dopo aver saputo che Jessica, la donna che amava e che era stato costretto a lasciare a causa del suo lavoro e dell'impossibilità di avere con lei una relazione stabile, è morta. Divorato dai sensi di colpa (nonostante Jessica si fosse sposata dopo aver terminato la relazione con John, erano rimasti in contatto, e lei gli aveva dato altre opportunità), John non vuole più saperne del mondo "normale". Ma viene avvicinato da Harold Finch, un solitario miliardario, nonché genio informatico, che gli offre uno stipendio da favola per le sue abilità da soldato, ma soprattutto, uno scopo nobile. John accetta.&lt;br /&gt;
In cosa consiste questo scopo nobile, questa missione? E' presto detto, ma difficile da credere: Harold, in collaborazione con Nathan Ingram, il volto ufficiale della società che hanno fondato, ha creato un sistema informatico di sorveglianza di massa. &lt;em&gt;The Machine&lt;/em&gt;, così la chiama Harold, è un potentissimo sistema informatico integrato, che sorvegliando tutte le telecamere, le comunicazioni elettroniche, le entrate audio disponibili in tutto il mondo, elabora previsioni attendibili su qualsiasi tipo di atto violento, individuando colpevole o vittima. La società di Ingram e Finch ha sviluppato questo sistema sotto la supervisione e l'incarico del governo degli Stati Uniti d'America, per poi cedere i diritti allo stesso governo: verrà usata per prevenire atti di terrorismo, e scongiurare un altro 11 settembre. Ma la macchina non&amp;nbsp;individua solo gli atti di terrorismo, bensì qualsiasi atto violento. Ingram crea una &lt;em&gt;routine&lt;/em&gt; che permette di conoscere i dati di vittima o carnefice degli atti violenti considerati irrilevanti dal governo, venendo meno al patto col governo stesso. Scomparso Ingram, Finch è rimasto a conoscenza della &lt;em&gt;routine&lt;/em&gt;, e puntualmente sa come venire a conoscenza dei dati irrilevanti. Ha bisogno di uno come Reese per prevenire gli atti violenti non terroristici. E c'è un gran lavoro da fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Creata da Jonathan Nolan, che è proprio il fratello dell'acclamato regista Christopher (&lt;em&gt;Memento&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2010/10/life-is-dream.html"&gt;Inception&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, gli ultimi &lt;em&gt;Batman&lt;/em&gt;), che con lui ha co-sceneggiato &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2007/01/la-prestidigitazione.html"&gt;The Prestige&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, un paio di &lt;em&gt;Batman&lt;/em&gt;, il prossimo &lt;em&gt;Interstellar&lt;/em&gt;, ed ha scritto &lt;em&gt;Memento Mori&lt;/em&gt;, il corto su cui si è basato il fratello per &lt;em&gt;Memento&lt;/em&gt;, e prodotto dall'ormai famosissimo J.J. Abrams, &lt;em&gt;Person of Interest&lt;/em&gt; è un &lt;em&gt;divertissement&lt;/em&gt; d'azione spesso estrema per niente stupido, che mantiene un ottimo livello di ironia, e che a volte "mette in crisi" (in maniera positiva) quando filosofeggia, e suggerisce l'eventualità di giocare a fare Dio (vedi il &lt;em&gt;season finale&lt;/em&gt; della seconda stagione, da poco terminata, &lt;em&gt;God Mode&lt;/em&gt;), mettendo in discussione perfino qualche convinzione etica. Protagonista assoluto un rigenerato, ma mai dimenticato, Jim Caviezel nella parte di un sempre più ironico, col passare degli episodi,&amp;nbsp;John Reese, affiancato dall'ottima spalla Michael Emerson (&lt;em&gt;The Practice&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Lost&lt;/em&gt;) nella parte di Harold Finch); supportati da un &lt;em&gt;cast&lt;/em&gt; di contorno fatto da ottimi caratteristi, i due danno vita ad un'altalena tra il serio e il faceto, le regie sono molto dinamiche e adatte al &lt;em&gt;mood&lt;/em&gt;, e la trama orizzontale di ogni episodio viene intrecciata piuttosto sapientemente con le varie &lt;em&gt;storylines&lt;/em&gt; verticali che attraversano l'intera serie. Il risultato è una serie che negli USA fa una media di oltre 13 milioni di spettatori ad episodio, godibile e, come detto, mai stupida.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/32-W5ivMTfQ/persona-di-interesse-rilevante.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-IO-QTVDk2Y4/UZHQWmxNA0I/AAAAAAAANsw/ahMZ_KqFED0/s72-c/person_of_interest.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/persona-di-interesse-rilevante.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-3662068203107872789</guid><pubDate>Tue, 14 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-14T06:00:09.187+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>Side Effects</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hROC_qmaEk0/UZB-KCraUVI/AAAAAAAANsg/89aj8AlSuX8/s1600/sideeffects.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-hROC_qmaEk0/UZB-KCraUVI/AAAAAAAANsg/89aj8AlSuX8/s640/sideeffects.jpg" width="454" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Effetti collaterali - di Steven Soderbergh (2013)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Martin Taylor, giovane e spregiudicato &lt;em&gt;broker&lt;/em&gt; di Wall Street, sta per uscire dal carcere dove ha scontato una pena di quattro anni per&lt;em&gt; insider trading&lt;/em&gt;. Ancora nel fiore degli anni, vuole ricominciare, seppur andandoci piano, come gli consigliano, per tornare a condurre una vita agiata e tendente al lusso, per riavere indietro tutto quello che gli è stato, secondo la sua visione, tolto ingiustamente. La bella e altrettanto giovane moglie Emily (erano sposati da un anno quando Martin è finito dietro le sbarre) lo ha aspettato con pazienza, diligenza e spirito di sacrificio. Si è trovata un lavoro, è rimasta in ottimi rapporti con la madre di Martin, ha tirato avanti. Ma ha sofferto di depressione, è stata in cura da una psichiatra, ha fatto uso di antidepressivi. Quando finalmente Martin esce, la depressione sembra impossessarsi nuovamente della ragazza, che prova istinti suicidi, e che una mattina, nel garage del loro palazzo, si dirige a tutta velocità verso un muro. Finita all'ospedale, viene presa in cura da un altro psichiatra, il dottor Jonathan Banks, che la vorrebbe trattenere per sicurezza: non è così sicuro che la ragazza non possa essere pericolosa, quanto meno per se stessa. Ma Emily sa come convincere il dottore, e promette di andare in cura da lui tre volte alla settimana. Il patto è fatto, ed Emily torna a casa. Seppur con alti e bassi (sta per tentare nuovamente di suicidarsi una mattina mentre aspetta la metro), Emily continua a vedere il dottor Banks, che nel frattempo si mette in contatto con la precedente psichiatra, Victoria Siebert, che gli segnala un nuovo farmaco, l'Ablixa, che pare fare miracoli. Jonathan tiene ai suoi pazienti, ma sta cercando di guadagnare: doppi turni in ospedale, studio condiviso con altri due soci da privato, ed infine, da qualche giorno, ha accettato di prendere parte ad una sperimentazione su un nuovo antidepressivo, il tutto pagato dalla casa produttrice. Emily ha una ricaduta, poi un'altra, ed un giorno, disperata, approccia Banks mentre sta parlando con la moglie Dierdre, preoccupata per un colloquio di lavoro. Anche Emily ha visto la pubblicità dell'Ablixa, e suggerisce a Banks se non sia il caso di provare anche quello. Il dottore si fa convincere ancora una volta, e lo prescrive alla ragazza. I giorni seguenti, Emily pare trasformata: vivace, piena di energie, ritrova perfino l'intesa sessuale con Martin. Ma gli effetti collaterali si presentano immediatamente: sonnambulismo. Banks prova a contrastarli con un ulteriore farmaco, ma alla fine, il conto si presenta. Emily compie un atto efferato. Banks comincia a dubitare del suo operato. Sarà proprio così?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per dire, solo a raccontarlo si capisce che &lt;em&gt;Side Effects&lt;/em&gt;, ultimo (forse, ma non sono tipo cinque/sei anni che si dice?) film di Soderbergh (ma come scrivono tutti correttamente, il 26 maggio di questo anno andrà in onda su &lt;em&gt;HBO&lt;/em&gt; - e dove sennò? - il suo effettivo ultimo film, &lt;em&gt;Behind the Candelabra&lt;/em&gt;, su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liberace"&gt;Liberace&lt;/a&gt;), non è mica un giochetto stupido, o un &lt;em&gt;divertissement&lt;/em&gt;. E', a mio parere, per chi arriva al cinema senza saperne molto, come ho fatto io, una sorta di giallo che ti spiazza e ti sorprende. Prima di tutto perché ti aspetti una denuncia verso le case farmaceutiche e l'abuso degli antidepressivi, ma invece ti ritrovi per le mani un intrigo quasi &lt;em&gt;hitchcockiano&lt;/em&gt;, freddo (qui si, concordo con &lt;a href="http://castellodiif.blogspot.com/2013/05/chemical-sisters.html"&gt;Dantès&lt;/a&gt;), calcolato, che effettivamente manca di empatia ma, suppongo, proprio perché non c'è un personaggio che sia uno, per il quale valga la pena di empatizzare. E' un mondo malato ma soprattutto avido, sembra dirci Soderbergh con quella faccia da &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt;, e, se è vero quel che dice il dottor Banks a proposito della sua emigrazione dal Regno Unito agli Stati Uniti (in breve "se uno va da uno psichiatra in UK è malato, se ci va negli USA vuole stare meglio"), è anche vero che "One pill can change your life", come recita la &lt;em&gt;tagline&lt;/em&gt; del film stesso, e che si prescrivano antidepressivi come se piovesse, è vero pure questo, e bisognerebbe andarci piano.&lt;br /&gt;
Detto questo, Rooney Mara (Emily) è bravissima, tanto che Jude Law (Jonathan Banks) fatica a starle dietro in varietà espressiva e sbalzi di umore. A questo punto, aspetto in gloria un film che riunisca le due sorelle Rooney e &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2013/03/castello-di-carte.html"&gt;Kate&lt;/a&gt;. Channing Tatum (Martin Taylor) fa arredamento, come pure Catherine Zeta-Jones (Victoria Siebert), e siccome il film è un generatore di sospetti, viene il sospetto che siano stati messi entrambi lì per il lato estetico. Un sacco di facce note nelle parti marginali: David Costabile (Gale Boetticher di &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2010/09/discesa-agli-inferi.html"&gt;Breaking Bad&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;) è Carl, Mamie Gummer (&lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/03/il-reparto.html"&gt;The Ward&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;The Good Wife&lt;/em&gt;) è Kayla, eccetera eccetera. Io mi permetto di segnalare Vinessa Shaw nella parte di Dierdre, moglie di Banks, già nell'orrendo &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2009/04/due-o-tre-amanti.html"&gt;Two Lovers&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, dove già ebbi a dire che mi ricorda Hillary Swank: me la ricorda tutt'ora.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/A6pXFJd42jw/side-effects.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-hROC_qmaEk0/UZB-KCraUVI/AAAAAAAANsg/89aj8AlSuX8/s72-c/sideeffects.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/side-effects.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-6301285867911901188</guid><pubDate>Mon, 13 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-14T10:15:10.667+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>mamma Roma</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bDUpibxLPrw/UY_F_1_YnJI/AAAAAAAANsQ/vA__banNWsk/s1600/Roma-2004.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-bDUpibxLPrw/UY_F_1_YnJI/AAAAAAAANsQ/vA__banNWsk/s640/Roma-2004.jpg" width="446" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Roma - di Adolfo Aristarain (2004; inedito in Italia)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spagna. Scrittore di discreto successo di origini argentina, Joaquín Góñez, da tempo ritiratosi a vita molto privata, personaggio scontroso e di poche parole, seppur potenzialmente pieno di aneddoti, cose da raccontare, e di grande cultura ed intelligenza, deve consegnare entro breve tempo la sua autobiografia al suo editore, che lo sta pressando. E' su spinta dell'editore stesso, che gli viene assegnato il giovane aspirante giornalista e scrittore Manuel Cueto, educato ma fermo, e non privo di prontezza di spirito e, pure lui, intelligenza. Nonostante le premesse, per niente incoraggianti, Manuel conquista l'anziano scrittore, e soprattutto, tra il suo rispetto e la sua curiosità, e i ricordi che l'autobiografia rivangano, Joaquín racconta e rivive la sua giovinezza a Buenos Aires, tra aria di dittatura, primi amori, musica, desideri, speranze, e soprattutto, la figura importantissima della madre, Roma Di Toro, donna delicata ma fortissima, vera artefice del destino di successo del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'anziano regista argentino dice che questo, per il momento suo ultimo film, è parte di una trilogia sulle paure (interiori e psicologiche, suppongo, perché di certo non sono film &lt;i&gt;horror&lt;/i&gt;), ma a me pare soprattutto di intravedere [mancandomene uno dei tre, il condizionale è d'obbligo; &lt;i&gt;Martin (Hache)&lt;/i&gt; l'ho visto, e mi piacque, &lt;i&gt;Lugares comunes&lt;/i&gt; no, ma a questo punto conto di recuperarlo], quale &lt;i&gt;trait d'union&lt;/i&gt;, i rapporti familiari "interrotti". Come che sia, se si tralascia l'eccessiva durata (oltre due ore e mezzo), &lt;i&gt;Roma &lt;/i&gt;è un film magari non di eccezionale interesse, ma dal forte impatto emotivo, evidentemente ispirato dal grande amore che questo regista ha per la sua nazione di origine, un po' prevedibile e formale, ma tutto sommato godibile, e sostenuto molto bene dai due protagonisti, José Sacristán (attore spagnolo dalla filmografia sterminata, già con Aristarain in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/01/un-posto-nel-mondo.html"&gt;Un posto nel mondo&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, e perfino con Gillo Pontecorvo in &lt;i&gt;Ogro&lt;/i&gt;), nei panni di Joaquín Góñez da anziano, e da Juan Diego Botto, un attore anche lui di origini argentine ma emigrato in Spagna da piccolo dopo la scomparsa, come &lt;i&gt;desaparecido&lt;/i&gt;, del padre, già con Aristarain in &lt;i&gt;Martin (Hache)&lt;/i&gt;, e attore che a me piace particolarmente, che qui se la cava (al solito) egregiamente in una doppia parte, quella di Manuel Cueto, e quella dello stesso Góñez da giovane. Molto brava anche l'argentina Susú Pecoraro nella parte di Roma.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/Q1JeafLQmqk/mamma-roma.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-bDUpibxLPrw/UY_F_1_YnJI/AAAAAAAANsQ/vA__banNWsk/s72-c/Roma-2004.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/mamma-roma.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-3502588464767560435</guid><pubDate>Sun, 12 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-12T06:00:05.153+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>zona franca</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ndv3pXn1XMQ/UY0C9uqbTxI/AAAAAAAANrg/mqca8_CC_JY/s1600/freezone.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ndv3pXn1XMQ/UY0C9uqbTxI/AAAAAAAANrg/mqca8_CC_JY/s640/freezone.jpg" width="446" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Free Zone - di Amos Gitai (2006)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerusalemme. Una giovane ragazza piange. E' Rebecca, ebrea/statunitense che vive qui da qualche mese, insieme al suo fidanzato Julio, spagnolo di origini ebraiche. Ma i due si sono appena lasciati, perché Julio ha tradito Rebecca con una rifugiata palestinese, dirante un'operazione militare. Rebecca non sa cosa fare del suo futuro, tornare negli USA sarebbe una sconfitta, ma in Israele non conosce nessuno. Casualmente, entra nel taxi di Hanna, una donna ebrea che deve recarsi con una certa urgenza nella &lt;em&gt;free zone&lt;/em&gt; tra i confini di Giordania, Arabia Saudita, Siria&amp;nbsp;e Iraq, per una questione di denaro. Rebecca, che non ha dove andare, decide di andare con lei, vincendo le resistenze di Hanna. Nella &lt;em&gt;free zone&lt;/em&gt;, luogo dove il mercato nero la fa da padrone, e di conseguenze le attività losche, le due donne si incontrano con Leila, un'araba-palestinese che funge da riferimento per le attività del marito di Hanna. In realtà, Hanna cercava un palestinese soprannominato L'americano, che ha dei soldi da darle; quindi, Hanna costringe Leila a condurla nell'oasi dove dovrebbe trovarsi L'americano. Ma quando vi arrivano...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante diverse critiche negative (ma pure qualche candidatura ed un premio, a Cannes, ad Hanna Laslo, che interpreta Hanna), questo film mi ha intrigato, mi è piaciuto, e lo ricordo con nitidezza, a dispetto dei mesi passati dalla sua visione. Gitai, anche sceneggiatore insieme alla collaboratrice storica Marie-Jose Sanselme, così come in molti altri suoi film, riesce ad essere drammatico, ma pure a tirare fuori i lati positivi della vicinanza pericolosa delle culture arabe e ebraiche, ed è sempre bravo a trasmettere emozioni. Questo &lt;em&gt;Free Zone&lt;/em&gt; è un&lt;em&gt; road movie&lt;/em&gt; femminile teso, vibrante e magnificamente interpretato da un terzetto delle meraviglie, che ci trasporta in un non-luogo affascinante che mette paura al tempo stesso, facendoci davvero viaggiare solo con lo sguardo. Non è poco.&lt;br /&gt;
Oltre alla già citata Hanna Laslo, comica israeliana, le altre due protagoniste sono la sempre splendida Hiam Abbass nei panni di Leila, e la meravigliosa Natalie Portman (che, forse non lo sapete, ma è ebrea e nata proprio a Gerusalemme) nella parte di Rebecca: la scena del suo pianto sulle note del &lt;em&gt;traditional&lt;/em&gt; ebraico &lt;em&gt;Had Gadia&lt;/em&gt; (che noi conosciamo per la sua coverizzazione da parte di Angelo Branduardi in &lt;em&gt;Alla fiera dell'est&lt;/em&gt;) è a dir poco devastante, e la sua parte è quella che "subisce" una trasformazione psicologica, che l'attrice è brava a dipingere con la sua prova.&lt;br /&gt;
Completano il &lt;em&gt;cast&lt;/em&gt; Carmen Maura (Mrs. Breitberg, la madre dell'ex fidanzato di Rebecca) e&amp;nbsp;Makram Koury (L'americano), già in &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/12/casa-saddam.html"&gt;House of Saddam&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2008/12/lemon-tree.html"&gt;Il giardino di limoni&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2010/10/il-fiore-che-cresce-ai-bordi-delle.html"&gt;Miral&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2006/02/proposito-di-olimpiadi.html"&gt;Munich&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/11/lala-ovest.html"&gt;&lt;em&gt;The&lt;/em&gt; &lt;em&gt;West Wing&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2008/12/la-sposa-siriana-di-eran-riklis-2005.html"&gt;La sposa siriana&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/1_KI7XGxQ7Q/zona-franca.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Ndv3pXn1XMQ/UY0C9uqbTxI/AAAAAAAANrg/mqca8_CC_JY/s72-c/freezone.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/zona-franca.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-1062039353086965799</guid><pubDate>Sat, 11 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-11T06:00:05.526+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>the Gorilla's cure</title><description>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6VKWyWRfKe0/UYz0bPl-oaI/AAAAAAAANrM/gY17leBtoO4/s1600/lacuradelgorilla.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-6VKWyWRfKe0/UYz0bPl-oaI/AAAAAAAANrM/gY17leBtoO4/s640/lacuradelgorilla.jpg" width="460" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;La cura del gorilla - di Carlo Arturo Sigon (2006)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sandrone detto Gorilla è un personaggio. &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2008/01/la-cura.html"&gt;Come ebbi già a dire&lt;/a&gt;, "è di sinistra ma disincantato (ex &lt;em&gt;leoncavallino&lt;/em&gt;), difende i deboli ma accetta compromessi (lavora, anche sporco, per chi ha i soldi), scopa ma è sfigato. Il problema è che Gorilla soffre di uno strano Disturbo Dissociativo dell'Identità, che lo strema. Gorilla fa l'investigatore privato e all'occorrenza il buttafuori, è disordinato, ma quando si addormenta, quasi immediatamente cambia personalità, e si risveglia, con il solito corpo, ma con la personalità del Socio, il suo equivalente ma pignolo e precisissimo, ha altri "giri" rispetto al Gorilla, e i due comunicano lasciandosi dei bigliettini. Sandrone esce dall'ospedale, e fatica a riprendersi dall'ultimo "incidente", dovuto ad uno dei suoi lavori "borderline"; non riesce a star fermo, nella noiosissima Cremona, e accetta in lavoro investigativo sulla morte di un albanese. Visto che è in bolletta, accetta poi un altro lavoro, da un editore di Torino, che lo assume per la sorveglianza di un evento promozionale di bassissimo livello. Le due cose si mischieranno in una sorta di disastro globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon film del debuttante (rimasto tale, visto che non ha più diretto lungometraggi) Sigon, che partecipa alla stesura della sceneggiatura insieme a Pasquale Plastino (collaboratore di Verdone) e a Sandrone Dazieri, autore del libro omonimo (come pure degli altri libri che hanno per protagonista Sandrone detto Gorilla).&lt;br /&gt;
Claudio Bisio se la cava egregiamente nella doppia parte del Gorilla e del Socio, e un cast fornitissimo (Antonio Catania, Stefania Rocca, Kledi Kadiu, Bebo Storti, fantastico nella parte di Gipi, Gigio Alberti, ed Ernest Borgnine - &lt;em&gt;Il mucchio selvaggio&lt;/em&gt; - in una partecipazione straordinaria); il film, a mio giudizio, rende abbastanza giustizia al fascino del libro e alla figura del Gorilla, anche se soffre di una certa staticità tutta italiana, che ovviamente penalizza un film teoricamente di azione. Più che discreta la fotografia.&lt;br /&gt;
Gli amanti di Dazieri, però,&amp;nbsp;non rimarrano delusi. Sempre a mio parere.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/59v311U0ZP0/the-gorillas-cure.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-6VKWyWRfKe0/UYz0bPl-oaI/AAAAAAAANrM/gY17leBtoO4/s72-c/lacuradelgorilla.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/the-gorillas-cure.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-1024445145413842764</guid><pubDate>Fri, 10 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-10T06:00:02.683+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>Kuf</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-A9dsKyG7ezs/UYs3OLEys6I/AAAAAAAANq4/IRqYR6jiLno/s1600/kuf.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-A9dsKyG7ezs/UYs3OLEys6I/AAAAAAAANq4/IRqYR6jiLno/s640/kuf.jpg" width="450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Muffa - di Ali Aydin (2013)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere ma anche no (2,5/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio vernacolare: per capillo ci vole 'r libretto com'a teatro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Turchia rurale, oggi. Basri è un uomo anziano, impiegato delle ferrovie come controllore dei binari: chilometri e chilometri lungo i binari a controllare che sia tutto a posto, tutto in ordine. Vedovo da qualche anno, da 18 anni suo figlio, universitario ad Istanbul, è scomparso, durante le repressioni del regime turco negli anni '90. Basri, uomo di poche, pochissime parole, invaso da una tristezza senza fine, condannato a vivere per inerzia, da anni, ogni poco&amp;nbsp;scrive due lettere, una alla&amp;nbsp;Questura e una al Ministero, per avere notizie di suo figlio. Ascolta le notizie su una vecchia radiolina, mangia solo spesso in luoghi assurdi, lungo i binari, parla solo se interpellato. Le autorità sono scocciate. Il commissario locale gli fa spesso visita; quello nuovo, non perde occasione per convocarlo al commissariato, ed interrogarlo stancamente sulla ragione che spinge l'uomo a scrivere incessantemente, a non abbandonare la speranza. Nel contempo, qualche collega di Basri, in particolar modo Cemil, prende spunto dall'ossessione di Basri stesso per farne oggetto di scherno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo impulso che ho avuto, dopo aver visto &lt;em&gt;Muffa&lt;/em&gt;, è stato quello di leggere altre recensioni. Tutte estremamente positive. Il secondo è stato chiedermi perché. Ecco, &lt;em&gt;Muffa&lt;/em&gt; è uno di quei casi in cui si dubita fortemente della critica ufficiale, e che fa venire il sospetto che in pochi abbiano davvero visto il film; oppure, che sia uno di quei film dei quali si debba per forza parlare bene, magari perché lo distribuisce la Sacher di Nanni Moretti o perché è un film "politico". Vincitore del premio per la miglior opera prima, il film di debutto del turco Ali Aydin è debitore, a livello stilistico, di impostazione e di costruzione, senza dubbio verso &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/10/bir-zamanlar-anadoluda.html"&gt;Nuri Bilge Ceylan&lt;/a&gt; e pure verso il cinema iraniano, ma, a mio giudizio, manca della poesia ermetica che permea ad esempio tutte le opere di Ceylan, pur riprendendone alcuni attori (Ercan Kesal nella parte di Basri e Muhammet Uzuner nella parte del commissario) e qualche slancio paesaggistico (perfino alcune atmosfere molto somiglianti a &lt;em&gt;C'era una volta in Anatolia&lt;/em&gt;).&amp;nbsp;Ha inoltre il grave difetto di essere davvero troppo ermetico, e se non fosse per quei due pannelli introduttivi prima dell'inizio del film, non ci si capirebbe davvero niente. Poi c'è l'infinito problema del doppiaggio, che affligge qualsiasi opera audiovisiva, figuriamoci un film a basso costo e a distribuzione limitata come questo.&lt;br /&gt;
Molti recensori citano Dostoevskij, probabilmente a ragione, per il dolore ed il senso di colpa; certo è che il &lt;em&gt;plot twist&lt;/em&gt; che genera il senso di colpa in Basri a me è parso un po' campato in aria. Era quindi chiaro anche al regista, anche sceneggiatore, che solo il dolore e la ricerca ossessiva del protagonista non poteva reggere l'intero film.&lt;br /&gt;
Bravi i due attori già citati, ma probabilmente ancor più bravo Tansu Bicer, intravisto in &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/04/latte.html"&gt;Sut&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di Kaplanoglu. Un film che mi ha lasciato alquanto dubbioso.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/OB8ZAkPF1XA/kuf.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-A9dsKyG7ezs/UYs3OLEys6I/AAAAAAAANq4/IRqYR6jiLno/s72-c/kuf.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/kuf.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-1876228635129013020</guid><pubDate>Thu, 09 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-09T06:00:08.247+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>Fay</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kZg3MyTsO64/UYj93cGurgI/AAAAAAAANqo/znYuJnQ5Axo/s1600/FayGrimMoviePoster.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-kZg3MyTsO64/UYj93cGurgI/AAAAAAAANqo/znYuJnQ5Axo/s640/FayGrimMoviePoster.jpg" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Fay Grim - di Hal Hartley (2006; inedito in Italia)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Sette anni dopo la sparizione di Henry Fool, la moglie, Fay Grim, viene costretta da un agente dell'FBI a mettersi alla ricerca dei quaderni che formano il romanzo-confessione dello stesso Henry. La prima tappa è Parigi, dove Fay capisce di essere entrata in un vortice di spionaggio, e di personaggi poco raccomandabili o quantomeno fuori dall'ordinario, alcuni entrati in contatto con Henry, ma comincia a recuperare alcuni quaderni. Intanto, l'agente Fulbright è rimasto a casa sua, insieme al figlio di Fay, Ned, al fratello di Fay, Simon, poeta premio Nobel per merito di Henry, e del suo editore.&lt;br /&gt;
Andando avanti nella ricerca, Fay ricorda la forza vitale di Henry, che pareva toccare tutti quelli che lo conoscevano; capisce che i quaderni sono considerati dal governo statunitense una minaccia nazionale, e scopre un sacco di agenti segreti decisi a venirne in possesso. Conosce una ex hostess, Bebe,&amp;nbsp;che ha conosciuto bene Henry, e che in uno slancio di amicizia fraterna, le confida di essere stata travolta, così come Fay, dalla forza vitale dell'uomo. Fay finisce ad Istanbul, dove incontra un noto e pericoloso terrorista internazionale, anche lui amico di Henry, che la mette di fronte ad una decisione fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hal Hartley, classe 1959, statunitense di Lindenhurst, New York, è probabilmente uno dei registi statunitensi più europei.&amp;nbsp;Ve ne&amp;nbsp;ho parlato più volte; per me, e probabilmente per alcuni altri appassionati di cinema, è uno di quei registi che si definiscono di culto. Dopo anni e anni, e una manciata di film rintracciabili col lanternino, tutti oggetti strani, asimmetrici, riusciti a metà, mai capolavori ma pure mai che ti lascino indifferente, fatti sempre da regie sghembe, storie inverosimili ma accattivanti, musiche fighe e attori altrettanto di culto, non saprei più nemmeno dirvi perché lo definisco così. Due dei suoi primi film che riuscii a vedere, in vhs, &lt;em&gt;Trust - Fidati&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Uomini semplici&lt;/em&gt;, mi rivelarono un artista diverso da tutto quello che avevo visto fino ad allora, profondo ma ironico, leggero ma intenso, quasi filosofico; da quei due film, ogni volta che mi metto davanti ad una sua produzione spero in qualcosa che lasci il segno, e ci è sempre riuscito a metà. Questo &lt;em&gt;Fay Grim&lt;/em&gt; è una sorta di &lt;em&gt;sequel&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;Henry Fool&lt;/em&gt; (in italiano fu &lt;em&gt;La follia di Henry&lt;/em&gt;, naturalmente perdendo tutto quello che voleva significare il titolo originale), film del 1997 che vidi a Londra nel 1998, in lingua originale capendoci poco o niente, e sembra una pazzesca presa in giro dei classici film di spionaggio. Tutto (meno le ultime due scene, Hartley dice che la &lt;em&gt;troupe&lt;/em&gt; si era dimenticata di inclinare la telecamera) girato in &lt;em&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dutch_angle"&gt;Dutch angle&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, è ovviamente un film da soli appassionati, che fa pure ridere e ci regala una straordinaria prova di un'attrice che, per quanto io ami le serie tv, dispiace vedere quasi esclusivamente in televisione, e che amo dai tempi di &lt;em&gt;Doom Generation&lt;/em&gt; di Araki: sto parlando di Parker Posey, che qui riprende naturalmente la parte che aveva in &lt;em&gt;Henry Fool&lt;/em&gt;, e cioè quella che dà il titolo a questo film, Fay Grim. Insieme a lei nel &lt;em&gt;cast&lt;/em&gt; altri attori "abbonati" ai film di Hartley, Elina Lowensohn (Bebe), D.J. Mendel (Father Lang), riprendono le loro parti da &lt;em&gt;Henry Fool&lt;/em&gt; James Urbaniak (Simon Grim) e Liam Aiken (Ned Grim), e c'è pure uno spassosissimo Jeff Goldblum nei panni dell'agente Fulbright. Per i curiosi, la concierge del primo hotel di Istanbul è nientemeno che Sibel Kekilli, l'indimenticabile Sibel de &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2007/12/gegen-die-wand.html"&gt;La sposa turca&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e la Shae di &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2012/06/war-is-coming.html"&gt;Game of Thrones&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/FztnWgL_3Bw/fay.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-kZg3MyTsO64/UYj93cGurgI/AAAAAAAANqo/znYuJnQ5Axo/s72-c/FayGrimMoviePoster.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/fay.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-485926601785290781</guid><pubDate>Wed, 08 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-08T12:26:08.226+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>ultras</title><description>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LTdGSiv_a5I/UYjO6Lyh0uI/AAAAAAAANqY/IguN8ePVWfo/s1600/hooligans.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mwa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-LTdGSiv_a5I/UYjO6Lyh0uI/AAAAAAAANqY/IguN8ePVWfo/s640/hooligans.jpg" width="448" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;strong&gt;Hooligans - di Lexi Alexander (2005)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prestigiosa università di Harvard, USA. Matt Buckner, studente di giornalismo e figlio di giornalista,&amp;nbsp;viene espulso a causa del suo compagno di stanza, figlio di un noto politico. Deluso e scottato, decide di prendersi del tempo per decidere cosa fare del suo futuro, e se ne va a Londra, a trovare la sorella Shannon, che si è sposata con Steve Dunham,&amp;nbsp;trasferendosi a vivere&amp;nbsp;lì. L'accoglienza non è entusiasmante, la vita della coppia, con figlio piccolo, è frenetica, ma Matt viene "preso in custodia", contrariamente al volere della sorella, da Pete Dunham, il fratello minore di Steve. Pete è una sorta di celebrità nel quartiere, ma soprattutto tra i tifosi del &lt;em&gt;West Ham United&lt;/em&gt;: è infatti il &lt;em&gt;leader&lt;/em&gt; della &lt;em&gt;Green Street Elite&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;firm &lt;/em&gt;della squadra, il gruppo di tifosi più oltranzisti e pronti a tutto, che vogliono far tornare ai vecchi fasti della &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inter_City_Firm"&gt;Inter City Firm&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;
Titubante ed impaurito per via del suo carattere, tutto il contrario che spavaldo ed attaccabrighe, Matt viene immediatamente soprannominato &lt;em&gt;Yankee&lt;/em&gt; ed abbracciato dalla comunità. Diventa un tifoso devoto, non si perde una partita e tantomeno una trasferta. Vince la paura, eguaglia Pete nel godere della rissa, diventa uno stratega dello scontro corpo a corpo. Naturalmente, il suo ingresso nel gruppo ha scontentato qualcuno; questo qualcuno è Bovver, il vice di Pete. La sua antipatia lo porta a scoprire che Matt era uno studioso di giornalismo, la categoria più odiata nell'ambiente degli hooligans. Quando Bovver lo fa sapere a Pete, la situazione precipita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non male questo film della tedesca Lexi Alexander, ex campionessa di Karate e Kickboxing, poi regista di &lt;em&gt;Punisher - Zona di guerra&lt;/em&gt; qualche anno più tardi di questo suo debutto nel lungometraggio,del quale ha curato il soggetto e partecipato alla sceneggiatura. Soprattutto, c'è da dire che ha preceduto l'avvento di film biografici quali &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/06/cass-pennant.html"&gt;Cass&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/lascesa-del-guerriero-del-calcio.html"&gt;Rise of the Footsoldier&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, che hanno contribuito a fare ancora più luce sul fenomeno &lt;em&gt;hooligans&lt;/em&gt;. Questo &lt;em&gt;Hooligans&lt;/em&gt;, seppur costruito in maniera elementare e perfino prevedibile, è sicuramente un film che potremmo definire "didattico" e abbastanza coinvolgente. Non annoia, non lesina sull'azione e sulla violenza, arriva comunque al punto e sottolinea la sua morale: è sbagliato picchiare, ma &lt;em&gt;quanno ce vo' ce vo'&lt;/em&gt; (vedi la riammissione ad Harvard).&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Cast&lt;/em&gt; formato da due stelle nascenti (allora), Elijah Wood nei panni di Matt Buckner e Charlie Hunnam in quelli di Pete Dunham (quest'ultimo penalizzatissimo dal doppiaggio italiano), e da un gradito ripescaggio, quello di Claire Forlani nella parte di Shannon. C'è anche Marc Warren nei panni di Steve Dunham, attore che ultimamente abbiamo visto in &lt;em&gt;The Good Wife&lt;/em&gt; nei panni particolarissimi di Nick Savarese.&lt;br /&gt;
La regista ha scritto poi anche la sceneggiatura del seguito, &lt;em&gt;Green Street Hooligans 2&lt;/em&gt;, del quale parleremo.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/QNX2rRP4ujg/ultras.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-LTdGSiv_a5I/UYjO6Lyh0uI/AAAAAAAANqY/IguN8ePVWfo/s72-c/hooligans.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/ultras.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-8511960951715848518</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-07T06:00:12.855+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>Traveling Alone</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-S0g1tO-ITDQ/UYa-ZDY6DNI/AAAAAAAANqI/rsYG02t5iLY/s1600/viaggiosola.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-S0g1tO-ITDQ/UYa-ZDY6DNI/AAAAAAAANqI/rsYG02t5iLY/s640/viaggiosola.jpg" width="448" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Viaggio sola - di Maria Sole Tognazzi (2013)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roma, oggi. Irene è una ultra-quarantenne, piacente ed elegante, che di mestiere fa l'ispettrice d'alberghi di lusso, "ospite a sorpresa", come lo chiamano in gergo gli albergatori. Gira il mondo accumulando miglia aeree, per soggiornare in alberghi a 5 stelle &lt;i&gt;superior &lt;/i&gt;o in splendidi &lt;i&gt;resort &lt;/i&gt;di lusso, compilando &lt;i&gt;check list&lt;/i&gt;, scrivendo recensioni, controllando con guanti bianchi, non appena il facchino le ha deposto la valigia ed illustrato il funzionamento dell'impianto elettrico e le &lt;i&gt;facilities&lt;/i&gt;, se c'è anche solo un filo di polvere nei posti più irraggiungibili, annusa l'essenza diffusa nella &lt;i&gt;hall &lt;/i&gt;e nei corridoi, gli accappatoi, osserva se anche gli ospiti più goffi e visibilmente fuori posto vengono trattati con lo stesso riguardo di quelli che facendo gli spacconi si spacciano per "ospiti a sorpresa" senza esserlo realmente. Alla fine del soggiorno, all'occorrenza, si fa ricevere dal direttore e lo rimprovera per le mancanze del personale o dell'albergo.&lt;br /&gt;
Ma Irene è anche una donna. Una donna sola che vive la sua vita in maniera appagante, con pochi amici scelti, tra cui la sorella, Silvia, donna sposata con un musicista, coppia che sta attraversando la crisi dell'indifferenza e dell'abitudine del rapporto di coppia ormai diventato scontato, e l'ex fidanzato Andrea, adesso amico vero, gestore di un'azienda ortofrutticola biologica; Irene ha poco tempo per riflettere sulla sua solitudine, ma ogni tanto, le capita. La sua famiglia è completata dalle amate nipotine, le due figlie di Silvia e Tommaso.&lt;br /&gt;
La sua vita procede tra aerei, aeroporti ed alberghi, finché Andrea le comunica che Fabiana, una donna con la quale si sta vedendo da poco tempo, è rimasta incinta. Lei vuole tenere il bambino anche se Andrea non se ne volesse interessare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo confessare che ultimamente mi sembra che il cinema non proponga film esaltanti, e quindi è pure per questo che leggete poche recensioni (sempre se così si possono chiamare i miei scritti in proposito) di film in uscita al cinema; ma, visto che stamattina in radio ho sentito un'intervista alla regista e ad una delle sceneggiatrici, e che il film veniva proiettato al cinema vicino casa mia, sono andato. E devo dire che mi sono un po' pentito di non aver visto gli altri film della figlia del grande Ugo. Ora, intendiamoci, non che questo &lt;i&gt;Viaggio sola&lt;/i&gt; sia un capolavoro; ma almeno, nel desolante quadro italiano, se si escludono quei due o tre registi davvero di caratura internazionale, spicca come un gioiellino sobrio, ben diretto da una regista attenta anche alle recitazioni, fatto di dialoghi mai banali, e non eccessivamente parlato (come piace a noi). Da aggiungere inoltre, che sono presenti dialoghi anche piuttosto lunghi, visto il lavoro della protagonista, sia in francese che in inglese, e che, grazie a Dio, sono stati sottotitolati.&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il senso del film, è decisamente un lavoro femminile, diretto a "riscattare" l'immagine della donna &lt;i&gt;single&lt;/i&gt;, e a denunciare, finalmente anche in Italia, il luogo comune che le persone debbano per forza seguire il classico percorso scuola-lavoro-fidanzamento-matrimonio-figli; proprio per questo, l'ho sentito un po' anche mio, eseguendo un personale lavoro di forzatura ed estensione dal femminile al maschile (particolarmente apprezzato lo scambio di battute tra Irene e Andrea sul cinema da soli la sera). Senza troppa filosofia spicciola, la Tognazzi dice tante cose senza per forza farle dire ai suoi protagonisti, e mette in scena, al tempo stesso, situazioni piuttosto normali, e un mestiere (quello di Irene) davvero poco conosciuto, in tutti i suoi curiosi particolari. Le si perdona, quindi, qualche eccesso estetico di troppo, qualche indulgenza sui paesaggi o sui particolari scontati.&lt;br /&gt;
Il &lt;i&gt;cast&lt;/i&gt;, adesso. Ero terrorizzato, letteralmente, andando a vedere un film dove gli attori principali erano Margherita Buy e Stefano Accorsi. Mentre la prima me l'hanno fatta venire a noia a forza di darle ruoli da nevrotica, il secondo proprio non lo posso più soffrire neppure quando ne sento solamente la voce, tipo nello spot di quella casa automobilistica francese. Eppure, l'interpretazione della Buy (Irene), che si carica tutto il film sulle spalle, è una delle più belle e misurate della sua carriera, mentre il personaggio di Accorsi (Andrea) è tutto sommato sopportabile, aiutato dal fatto di essere un adorabile maschio confuso e perfino troppo buono di cuore. Curioso il personaggio affidato al fratello della regista Gianmarco (Tommaso), tagliente la bellezza di Alessia Barela (Fabiana), la quale condivide la scena madre del film con la Buy. Apparizione di Lesley Manville, nome che a qualcuno potrà non dire nulla, ma se ripenso a quel film da pelle accapponata che fu &lt;i&gt;Tutto o niente&lt;/i&gt; di Mike Leigh, vorrei farle un monumento. Ecco, qui si nota una certa differenza tra un attore straniero bravo &lt;i&gt;davvero&lt;/i&gt;, e un qualsiasi altro italiano &lt;i&gt;considerato &lt;/i&gt;bravo.&lt;br /&gt;
La colonna sonora è un po' ripetitiva ed abbastanza anonima, la locandina orrenda. Alla fine, seppur non un capolavoro come detto, un film che prova ad uscire dai soliti schemi senza per forza essere sperimentale, ma solo onesto.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/kZM2ZO765cY/traveling-alone.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-S0g1tO-ITDQ/UYa-ZDY6DNI/AAAAAAAANqI/rsYG02t5iLY/s72-c/viaggiosola.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/traveling-alone.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-2399985133160465605</guid><pubDate>Mon, 06 May 2013 11:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-06T20:50:43.128+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">personali dei blogger</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riflessioni</category><title>ius soli !</title><description>mi fa piacere riscoprirmi finalmente un cittadino del posto in cui abito.&lt;br /&gt;
la sensazione fino a un pò di tempo fa era quella dello "straniero" nella terra di residenza, ma ora grazie a nuove amicizie e a sforzi sociali mi sento più cittadino del mio&amp;nbsp;posto! &lt;br /&gt;
mancherò sempre del dialetto milanes, ma per il resto...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ius sanguinis o ius soli?&lt;br /&gt;
e perchè non entrambi? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/XwLxo50O5FU/ius-soli.html</link><author>noreply@blogger.com (lafolle)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/ius-soli.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-2742225119516474376</guid><pubDate>Mon, 06 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-06T06:00:05.945+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>i russi, i russi, gli americani</title><description>&lt;b&gt;The Americans - di Joe Weisberg - Stagione 1 (13 episodi; FX) - 2013&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-PgYm393ESPw/UYZvfH53MRI/AAAAAAAANp4/h8FEfeCM7R0/s1600/theamericans_keyart_p_2012.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="360" src="http://4.bp.blogspot.com/-PgYm393ESPw/UYZvfH53MRI/AAAAAAAANp4/h8FEfeCM7R0/s640/theamericans_keyart_p_2012.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
1981, Washington D.C., USA. Philip ed Elizabeth Jennings sembrano una normale coppia americana, sposata con figli, Paige ed Henry, dirigono un'agenzia di viaggi, abitano nei sobborghi. In realtà, lui si chiama Mischa, lei si chiama Nadezhda, sono entrambi nati in Russia, sono stati arruolati nel KGB da giovanissimi. Dopo essere stati sottoposti ad un duro allenamento, sono stati "accoppiati" forzosamente, introdotti illecitamente negli USA 15 anni prima, forniti di identità false, come coppia sposata, è stato loro impedito di parlare russo fin dai tempi dell'allenamento, sono "diventati" americani a (quasi) tutti gli effetti. In realtà, hanno continuato ad agire, a portare a compimento missioni delicatissime per il Direttorato S. Hanno apparecchiature all'avanguardia in un nascondiglio nel loro seminterrato, hanno delicati metodi per comunicare, hanno un agente di riferimento. I due figli non sospettano minimamente la loro origine, le loro missioni segrete, le loro idee politiche, l'attaccamento alla Madre Patria. In realtà, Philip si è talmente inserito bene nel tessuto statunitense, che più volte suggerisce ad Elizabeth di costituirsi, chiedere l'immunità e l'inserimento nel programma protezione testimoni, e rifarsi una vita vera e "americana". Il loro rapporto è indefinito. Sono stati, come detto prima, accoppiati, ma ognuno di loro aveva altri amori; sono ufficialmente sposati (in realtà la cerimonia non è mai stata celebrata), ma non c'è vero amore tra di loro, nonostante abbiano avuto due figli: dormono insieme, fanno perfino l'amore, ma non si amano, anche se ognuno dei due tiene moltissimo all'altro. Mentre sono reduci da una missione piuttosto difficile, durante la quale un altro agente del KGB è rimasto gravemente ferito, e loro due sono stati costretti ad abbandonare, mentre riescono comunque a catturare il traditore che dovevano prendere, ma a tenerlo nel bagagliaio della loro auto per un tempo indefinito, un'altra coppia prende possesso della casa di fronte alla loro. Per non destare sospetti, si mantengono le buone abitudini: portare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brownie_(gastronomia)"&gt;&lt;i&gt;brownies&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; ai nuovi vicini. La coppia, Stan e Sandra Beeman, col figlio Matthew (che ha più o meno l'età di Paige), è simpatica e cordiale. E indovinate che mestiere fa Stan? L'agente dell'FBI. Che inizia prontamente a sospettare di Philip, notando che ha un auto simile a una di quelle viste nella zona del rapimento del traditore russo, che giace proprio nel bagagliaio di quell'auto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Confesso che il &lt;i&gt;pilot &lt;/i&gt;di &lt;i&gt;The Americans&lt;/i&gt; mi aveva lasciato perplesso; mi aspettavo troppe forzature nel prosieguo, e soprattutto non mi convincevano i due protagonisti, nei panni di due spietati agenti del KGB disposti a tutto. Invece, come spesso capita, &lt;i&gt;The Americans&lt;/i&gt; mi ha completamente conquistato, ed ho seguito con avidità gli episodi seguenti, fino a rilasciare un liberatorio applauso all'apparire dei titoli di coda del &lt;i&gt;season finale&lt;/i&gt;, un piccolo gioiello di sceneggiatura, montaggio, colonna sonora e recitazioni (e il montaggio pre-finale con &lt;i&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Games_Without_Frontiers_(song)"&gt;Games Without Frontiers&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; di Peter Gabriel è sublime - "Games without frontiers, war without tears"). La struttura è complessa, e suggerisce miriadi di sottotrame e di riflessioni. Due persone costrette a vivere una vita falsa, ma con due figli veri, che a volte devono confrontarsi con le loro vite passate, costrette a fingersi integrati nelle linee nemiche, a professare il loro credo, ad assistere i loro figli che impolpano gli ideali che loro segretamente combattono. Ma pure una coppia che sviluppa uno strano affetto reciproco, che però è continuamente in bilico per tutta una serie di ragioni che capirete vedendo la serie. E poi comprimari, da una parte e dall'altra, che hanno più o meno gli stessi problemi. Sullo sfondo, la storia ufficiale, quella della Guerra Fredda, della corsa agli armamenti, del &lt;i&gt;reaganismo&lt;/i&gt;, degli anni in cui la paura della guerra atomica era tangibile anche al di fuori di USA e URSS, anni in cui la cultura popolare tendeva ad esorcizzare questa stessa paura con frivolezze. La serie lancia perfino alcune teorie che potrebbero perfino non essere così campate per aria (il passaggio di informazioni false, tendenti a far credere all'altro "schieramento" che il nemico era talmente avanti con la corsa agli armamenti che costringeva l'altro ad indebitarsi per spostare la corsa nello spazio), e insomma, riesce a creare un clima di tensione che spesso stride volutamente con le beghe "domestiche" che esistono dietro ogni casa, ogni famiglia protagonista, famiglie generatrici a loro volta di tensioni, però di tutt'altra portata. E la fotografia, le regie, i protagonisti, riescono decisamente a risultare credibili.&lt;br /&gt;
Keri Russel (&lt;i&gt;Felicity&lt;/i&gt;) è Elizabeth/Nadezhda, Matthew Rhys (il figlio gay Kevin Walker in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2011/05/walker-down-aisle.html"&gt;Brothers &amp;amp; Sisters&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;) è Philip/Mischa, Noah Emmerich (caratterista visto in molti film, ultimamente in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2011/09/super-eight.html"&gt;Super 8&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2011/05/morti-che-camminano.html"&gt;The Walking Dead&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;) è Stan, Margo Martindale (altra caratterista vista in decine di film e di serie tv) è Claudia, la supervisor del Direttorato S vicina a Philip ed Elizabeth, Susan Misner (ultimamente la vediamo spesso) è Sandra, Richard Thomas (il mitico John-Boy Walton di &lt;i&gt;Una famiglia americana&lt;/i&gt; - in originale era &lt;i&gt;The Waltons&lt;/i&gt;) è Frank Gaad, il capo di Stan, Annet Mahendru interpreta la bellezza strana di Nina, impiegata della &lt;i&gt;Rezidentura &lt;/i&gt;sovietica e confidente/amante di Stan.&lt;br /&gt;
Una delle migliori novità di questo 2013, per il gennaio 2014 è fissato l'inizio della seconda stagione.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/l4GaovqrFO0/i-russi-i-russi-gli-americani.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-PgYm393ESPw/UYZvfH53MRI/AAAAAAAANp4/h8FEfeCM7R0/s72-c/theamericans_keyart_p_2012.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/i-russi-i-russi-gli-americani.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-5873959213822191069</guid><pubDate>Sun, 05 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-05T06:00:10.221+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>vichinghi</title><description>&lt;b&gt;Vikings - di Michael Hirst - Stagione 1 (9 episodi; History Channel) - 2013&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
Scandinavia, verso la fine dell'VIII secolo. Il giovane ed aitante &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ragnarr_Lo%C3%B0br%C3%B3k"&gt;Ragnar Lodbrok&lt;/a&gt; è un vichingo con un'immensa sete di conoscenza, più che di conquista. Sposato con la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skjaldm%C3%A6r"&gt;shieldmaiden&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(donne guerriere) &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lagertha"&gt;Lagertha&lt;/a&gt;, che gli ha dato due figli, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B6rn_Ragnarsson"&gt;Bjorn&lt;/a&gt; e Gyda, Ragnar è convinto che navigando verso Ovest si incontrerebbero terre sconosciute all'epoca, ma ricche di tesori e di altre civiltà. Nonostante la decisa opposizione dello &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Earl"&gt;jarl&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(una sorta di titolo nobiliare scandinavo, paragonabile a quello di conte) locale, Haraldson, un uomo di vedute ristrette che comanda in maniera a volte dispotica, ma che nasconde una profonda tristezza interiore, Ragnar, aiutato dall'amico Floki, un costruttore di navi senza dubbio particolare, una figura a metà tra lo sciamano e il matto del villaggio, ma molto bravo nel suo lavoro, e spalleggiato dal fratello &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rollone"&gt;Rollo&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(un personaggio viscido, che inizialmente pare invaghito di Lagertha), Ragnar fa costruire un nuovo tipo di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Longship"&gt;longship&lt;/a&gt;, raduna un piccolo gruppo di persone fidate, e salpa contro gli ordini di Haraldson alla volta di un tratto di mare inesplorato fino ad allora, guidato da un nuovo tipo di apparecchio di orientamento, una rudimentale bussola. Ragnar e i suoi sbarcano nella zona della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Northumberland"&gt;Northumbria&lt;/a&gt;, individuando un monastero, quello di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lindisfarne"&gt;Lindisfarne&lt;/a&gt;, attaccandolo, saccheggiandolo, terrorizzando la popolazione locale, uccidendo molte persone, e facendo dei prigionieri (questa razzia si basa sulla prima "apparizione" storicamente documentata dei Vichinghi nel Regno Unito, e darà il via all'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epoca_vichinga"&gt;età vichinga&lt;/a&gt;). Ragnar, pur rispettando l'indole violenta dei compagni, si dimostra un condottiero dal polso fermo, e dalle capacità tattiche superiori. La sua sete di conoscenza lo porta a consegnare per intero i proventi del saccheggio ad Haraldson, al quale si presenta spontaneamente al loro ritorno, pur di ottenere la sua benedizione per ulteriori spedizioni, e ad "adottare", più come collaboratore domestico che come schiavo, il monaco Athelstan, uno dei prigionieri di Lindisfarne, con il quale stabilirà un rapporto particolare, che si rivelerà interessante dal punto di vista dello scambio di conoscenze linguistiche e religiose. Il nome di Ragnar comincia a diffondersi per l'intera Scandinavia, e oltre, destinato a diventare una figura leggendaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;object height="315" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/E8UZrJFIlpU?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;
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&lt;br /&gt;
Beh, dovete scusarmi, ma una serie televisiva sui Vichinghi, per di più con i titoli di testa "ricavati" su un pezzo micidiale di &lt;b&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2010/06/febbre.html"&gt;Fever Ray&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (tanto per rimanere in Scandinavia), era destinata a piacermi per forza. Forse non ve l'ho mai confessato, ma sono un appassionato di storia, e i Vichinghi sono probabilmente una delle civiltà che più mi affascina; in un'orgia di accostamenti inusuali, ecco perché mi piacevano i &lt;b&gt;Manowar &lt;/b&gt;e mi piacciono i viaggi nei luoghi che hanno ospitato, una volta, le gesta di quel popolo del Nord Europa. A tutto ciò, si è aggiunta, improvvisamente quando ho saputo che era partita questa serie, la curiosità di vedere il primo tentativo di &lt;i&gt;History &lt;/i&gt;nel campo delle serie televisive.&lt;br /&gt;
La scelta di Michael Hirst non è casuale; lo sceneggiatore inglese è l'autore dei due &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2007/11/una-donna-o-una-santa.html"&gt;Elizabeth&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e della serie tv &lt;i&gt;The Tudors&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Vikings&lt;/i&gt;, come correttamente fanno notare diversi critici, non ha le ambizioni di &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/06/war-is-coming.html"&gt;Game of Thrones&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; o le sottotrame influenzate da Shakespeare di &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/02/jai-obtenu-cette.html"&gt;Sons of Anarchy&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ma è una buona serie, che, non senza ingenuità e sbavature (a me, personalmente, non piacciono le scene oniriche, che vengono usate spesso per giustificare la parte "didattica", sulla religione vichinga), riesce a calare lo spettatore nella realtà che vuole descrivere. E, sinceramente, importano fino ad un certo punto le inesattezze storiche: anche &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/02/dio-del-sole.html"&gt;Thor Heyerdal&lt;/a&gt; si sbagliava su molte cose (l'accostamento deriva dal fatto che &lt;a href="https://maps.google.it/maps?hl=it"&gt;il museo del &lt;i&gt;Kon Tiki&lt;/i&gt; e quello delle navi vichinghe, entrambi a Oslo, non sono molto distanti tra di loro&lt;/a&gt;). Ultima sottolineatura sui difetti della serie: la confusione linguistica. L'inglese è la lingua base (tra l'altro, alla maggioranza degli attori, anche se di lingua inglese, viene chiesto di recitare con accenti marcati), ma questo genera una totale confusione quando i Vichinghi arrivano nel Regno Unito, con alcune battute in norreno per ristabilire le distanze; ma, in effetti, non riesco a dare completamente ragione a chi sostiene, ad esempio, che in &lt;i&gt;Game of Thrones&lt;/i&gt; ci sono intere scene recitate in &lt;i&gt;dothraki&lt;/i&gt;: sono appunto, solo alcune scene, così come quelle con i caratteri di lingua inglese in &lt;i&gt;Vikings&lt;/i&gt;, girare il 90% della serie in norreno sarebbe stato probabilmente devastante per l'&lt;i&gt;audience&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WvSkMwk9ZqQ/UYW33xZ162I/AAAAAAAANpo/rFk7washZJ0/s1600/vikings-season-1-2013-History-poster.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-WvSkMwk9ZqQ/UYW33xZ162I/AAAAAAAANpo/rFk7washZJ0/s640/vikings-season-1-2013-History-poster.jpg" width="430" /&gt;&lt;/a&gt;Insomma, a me &lt;i&gt;Vikings &lt;/i&gt;è piaciuto un bel po', a tratti ha decisamente esaltato. Devo ammettere che le scene con Travis Fimmel (sorprendente modello australiano che è stato scelto per interpretare l'assoluto protagonista Ragnar Lodbrok, davvero molto bravo) con la faccia spalmata di sangue mi fanno venire il sospetto di essere un &lt;i&gt;serial killer&lt;/i&gt; gay represso*. Nel &lt;i&gt;cast &lt;/i&gt;troviamo facce note, caratteristi, novità assolute, sorprese (come nel caso di Fimmel). Gabriel Byrne è lo jarl Haraldson, e devo dire che ho fatto fatica a non pensare alle sedute di &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2008/12/in-treatment.html"&gt;Paul Weston&lt;/a&gt; nelle scene in cui lo jarl è seduto sul suo trono a rimuginare su come arginare la crescente popolarità di Ragnar. L'irlandese Clive Standen, per me sconosciuto (&lt;i&gt;Camelot&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Doctor Who&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Robin Hood&lt;/i&gt; la serie &lt;i&gt;BBC&lt;/i&gt;) è Rollo; la canadese di origini ucraine Katheryn Winnick (Katerina Anna Vinitska, all'anagrafe) è l'ottima Lagertha; Jessalyn Gilsig (&lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2010/04/taglia-e-cuci.html"&gt;Nip/Tuck&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;) è Siggy, la moglie di Haraldson; il folle Gustaf Skarsgard, ebbene si, uno dei figli di Stellan e quindi uno dei fratelli di Alexander, è lo schizzato Floki; &amp;nbsp;George Blagden, da poco visto ne &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/02/i-miserabili.html"&gt;Les Misérables&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, è Athelstan; il giovane Nathan O'Toole, visto brevemente in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/01/sex-power-murder-amen.html"&gt;The Borgias&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, è Bjorn; per ultima, vorrei segnalare (per riprendermi dal sospetto di poc'anzi*) la supermodella australiana Alyssa Sutherland (comparsate in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/02/nuova-amsterdam.html"&gt;New Amsterdam&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e ne &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2006/10/running-with-devil.html"&gt;Il diavolo veste Prada&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;), che nel &lt;i&gt;season finale&lt;/i&gt; appare in un ruolo che probabilmente diventerà importante nella prossima stagione, quello della principessa &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aslaug"&gt;Aslaug&lt;/a&gt;: la sua è decisamente un'apparizione nel vero senso della parola.&lt;br /&gt;
Interamente girato in Irlanda, soprattutto in esterni, decisamente mozzafiato, la prima stagione, fatta da "soli" nove episodi, finisce con una serie di &lt;i&gt;cliffhanger &lt;/i&gt;che definirei accennati, quasi &lt;i&gt;light&lt;/i&gt;, costruiti con l'avanzare della stagione, ma che ugualmente lasciano lo spettatore in ansia; la serie è stata rinnovata per una seconda stagione di dieci episodi, e bisognerà attendere i primi mesi del 2014 per poterla vedere.&lt;br /&gt;
Per me, l'ingresso di &lt;i&gt;History &lt;/i&gt;nel mondo delle serie tv è decisamente positivo, e Ragnar Lodbrok è il mio &lt;i&gt;jarl&lt;/i&gt;.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/_49QWjtqrFs/vichinghi.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-WvSkMwk9ZqQ/UYW33xZ162I/AAAAAAAANpo/rFk7washZJ0/s72-c/vikings-season-1-2013-History-poster.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/vichinghi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-6791619752789390273</guid><pubDate>Sat, 04 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-04T06:00:03.946+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>The Witch of East Chatwin</title><description>&lt;b&gt;Suburgatory - di Emily Kapnek - Stagione 2 (22 episodi; ABC) - 2012/2013&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NLxoNmfzHes/UYQOkGZeU7I/AAAAAAAANpY/92KADCfqzJw/s1600/51Ww03+T50L._SX500_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-NLxoNmfzHes/UYQOkGZeU7I/AAAAAAAANpY/92KADCfqzJw/s640/51Ww03+T50L._SX500_.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
Dopo aver passato l'estate a Manhattan con la nonna, Tessa ritorna a Chatswin dal padre George, decisamente pacificata verso la madre, che però continua ad essere assente. Mentre Ryan continua ad essere follemente innamorato di Tessa, la di lui sorella Lisa, scopre che è proprio Ryan ad essere stato adottato, e capisce finalmente perché i suoi genitori la trattino in maniera così impari rispetto al fratello. Dallas continua a girare intorno a George, Tessa e Dalia continuano ad odiarsi simpaticamente, e Noah, mentre Jill è in tour per promuovere il suo nuovo libro, cerca di "soffiare" Carmen dalle dipendenze di Dallas. Tutto è sempre pazzesco, qui nei sobborghi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' decisamente la nuova tendenza (si intravedeva questo tipo di direzione, come scrivevo &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/08/sobborgatorio.html"&gt;commentando la prima stagione&lt;/a&gt;), quello delle &lt;i&gt;comedy &lt;/i&gt;non troppo &lt;i&gt;comedy&lt;/i&gt;. Ed è, ancora, decisamente il caso di &lt;i&gt;Suburgatory&lt;/i&gt;, con una seconda stagione terminata da un paio di settimane, con gli ascolti in netto calo rispetto alla prima stagione, e senza ancora un rinnovo per una terza (ma la creatrice, nelle sue interviste, sembra dare la cosa per scontata), una serie dalla comicità sempre in bilico tra il &lt;i&gt;non-sense&lt;/i&gt; ed il perfino troppo raffinato, che, tra le righe, non manca di dimostrare un'intelligenza ed un occhio davvero attento alle dinamiche familiari e a quelle sociali, ma stando sempre ben attenta a non farsene accorgere troppo. Se proprio vogliamo muovergli delle critiche, è proprio questo tentativo di distaccarsi dalla serietà eccessiva (sempre tra le righe), eccedendo, a volte, con le situazioni troppo assurde, a risultare ovviamente forzate. Ma, per il resto, &lt;i&gt;Suburgatory &lt;/i&gt;rimane un piacevole intrattenimento, divertente, mai volgare, e mai stupido anche quando, superficialmente guardandolo, potrebbe sembrare. &lt;i&gt;Cast &lt;/i&gt;ben amalgamato, con, dopo questa stagione devo dirlo, una Carly Chaikin (Dalia) che sta creando un personaggio da annali della televisione.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/o8zwugwJQKo/the-witch-of-east-chatwin.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-NLxoNmfzHes/UYQOkGZeU7I/AAAAAAAANpY/92KADCfqzJw/s72-c/51Ww03+T50L._SX500_.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/the-witch-of-east-chatwin.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-356156672973656821</guid><pubDate>Fri, 03 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-03T06:00:13.263+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>gimme a Chance</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Bgn-bc3OLMc/UYJ4jT-ubII/AAAAAAAANow/WysGIem7jCQ/s1600/raisingHope_S3_Vetical_KA_R3_simp.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" lua="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Bgn-bc3OLMc/UYJ4jT-ubII/AAAAAAAANow/WysGIem7jCQ/s640/raisingHope_S3_Vetical_KA_R3_simp.jpg" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Raising Hope - di Greg Garcia - Stagione 3 (22 episodi; Fox) - 2012/2013&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Hope è cresciuta, sta crescendo, e la sua famiglia adesso è uno scatenato carrozzone perennemente in bolletta solo perché Jimmy e Sabrina non vogliono approfittarsi immediatamente dell'eredità lasciata alla ragazza-che-dorme-con-una-calza-in-testa-per-paura-che-le-entrino-i-ragni-nelle-orecchie, dalla nonna (pensate un po', interpretata nientemeno che da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tippi_Hedren"&gt;Tippi Hedren&lt;/a&gt;, madre di Melanie Griffith che guarda caso interpreta la figlia, nonché madre di Sabrina), in un video-testamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La creatura di Garcia dopo &lt;em&gt;My Name Is Earl &lt;/em&gt;(Jason Lee appare anche in questa stagione) continua a funzionare&amp;nbsp;e a far ridere abbastanza, seppur la storia abbia perso molta della sua spinta. Epperò&amp;nbsp;Garcia ha dalla sua un paio di&amp;nbsp;cose che riesce a fare sempre bene: scherzare sul politicamente scorretto (fate caso a molte delle situazioni grottesche che si creano di volta in volta, mi viene in mente in questo momento la donna barbuta che si innamora di Barney) senza mai sermoneggiare o diventare pesante, e mettere in piedi delle parodie (soprattutto di altri &lt;em&gt;show&lt;/em&gt; televisivi:&amp;nbsp;episodio 3x14 &lt;em&gt;Modern Wedding&lt;/em&gt; tocca a &lt;em&gt;Modern Family&lt;/em&gt;, episodio 3x17 &lt;em&gt;Sex, Clown&amp;nbsp;and Videotape&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;Homeland&lt;/em&gt;, e nel 3x19&lt;em&gt; Making the Band&lt;/em&gt; anziché una parodia c'è una sorta di rimpatriata di &lt;em&gt;My Name Is Earl&lt;/em&gt;, ma c'è dell'altro nel corso della stagione).&lt;br /&gt;
Per l'ennesima volta (la terza), vi ricordo che gli episodi sono da 20 minuti, che Cloris Leachman nei panni di Maw Maw è qualcosa di imperdibile, e che il personaggio di Virginia si è talmente impossessato di Martha Plimpton che quando la vediamo invece nei panni Patti Nyholm in &lt;em&gt;The Good Wife&lt;/em&gt; ci fa ridere già prima che apra bocca. Già firmato per la quarta stagione, pare che Garcia sia intenzionato ad anticiparne il debutto per fare in modo che, anziché terminare nel 2014, la prossima stagione termini entro il 2013. Chissà.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/ZrnNq7ptBLI/gimme-chance.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-Bgn-bc3OLMc/UYJ4jT-ubII/AAAAAAAANow/WysGIem7jCQ/s72-c/raisingHope_S3_Vetical_KA_R3_simp.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/gimme-chance.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-4497689983288055200</guid><pubDate>Thu, 02 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-02T06:00:13.750+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi</category><title>Mamaia (Romania) - April 2013</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_zEH1ACz8Zk/UYFYK8vwLSI/AAAAAAAANoU/Kvassrov8ek/s1600/28042013708.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://4.bp.blogspot.com/-_zEH1ACz8Zk/UYFYK8vwLSI/AAAAAAAANoU/Kvassrov8ek/s640/28042013708.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;(Mine) Room With A View&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Although, in my travels, I've stayed in places and structures that are very modest, as I told you, I certainly do not dislike comfort and quality hotel. So here I am, for the second time in two weeks, writing a post in English, so that it can be easily understood by the hotel staff that I hosted a few days ago, for a short period, in &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mamaia"&gt;Mamaia&lt;/a&gt;, Romania.&lt;br /&gt;
It's important to say that Mamaia, a place where it just goes on vacation, practically an extension of Constanza, is certainly not a place that can make it clear what is today Romania: Mamaia, during the winter is almost uninhabited. Is built on an isthmus that lies between the &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Sea"&gt;Black Sea&lt;/a&gt; and &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lake_Siutghiol"&gt;Lake Siutghiol&lt;/a&gt;, and is an expanse of hotels. Despite this, my three relaxing days at the &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.club-california.ro/en/index.html"&gt;Hotel California Club&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, the name of the place I want to talk, another three days in which, after &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/04/kos-greece-april-2013.html"&gt;those passed in Kos&lt;/a&gt;, I unplugged the plug from work, were pleasant and interesting. Aside from the excellent weather, sunbathing, great food (thanks to Claudio, the cook, who also told me he's not the holder, since we were still in low season, the first cook will arrive), the smiles and the availability of each component of the staff, I found &lt;i&gt;people&lt;/i&gt;, not just simple workers who are ready to meet my every need.&lt;br /&gt;
Speaking not only in English but also in Italian, given that some of these people have had work experience in Italy, I was able to talk about the global economic situation and that of Romania, of their political situation, how they see us, about the prejudices (wrong, in my opinion) that we Italians have against them, of their dreams for the future. Once again, a few days are enough to create a memory that has enriched me, and I have known people that will surely remember for a long time, and who knows, one day I could see them again. If you, one day, will decide to go to Mamaia, this hotel is the place to go.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-44b0Kvvz3l8/UYFY_4i4xdI/AAAAAAAANog/VUi7qcpSbTI/s1600/28042013709.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://4.bp.blogspot.com/-44b0Kvvz3l8/UYFY_4i4xdI/AAAAAAAANog/VUi7qcpSbTI/s640/28042013709.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/oSAo0ZBNjBE/mamaia-romania-april-2013.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-_zEH1ACz8Zk/UYFYK8vwLSI/AAAAAAAANoU/Kvassrov8ek/s72-c/28042013708.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/mamaia-romania-april-2013.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-8267289791646835378</guid><pubDate>Wed, 01 May 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-01T06:00:14.637+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>acido/acida</title><description>Avvertenza: avevo una mezza idea di allegare a questo post una foto di una delle troppe donne sfigurate, con l'acido, da uomini (definizione che non si addice molto a chi commette un'azione così spregevole). Non ce l'ho fatta. Mi sono autocensurato. Forse sbagliando, chissà.&lt;br /&gt;
Quello che volevo dire, dal giorno in cui ho sentito la notizia in radio, è che &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/17/pesaro-avvocatessa-sfigurata-con-acido-fermato-ex-collega-cercasi-due-albanesi/565854/"&gt;purtroppo pare che abbiamo di recente importato questa spregevole usanza da paesi nei quali, ancora un "purtroppo", se ne fa un uso diciamo corrente&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
E' veramente difficile, per me, anche solo provare a mettermi nella testa di un essere maschile che arriva a compiere un atto del genere. Sfigurare una persona, sempre di genere femminile, è un atto spregevole, diabolico, odioso, insopportabile, ed inoltre, una dimostrazione di assenza di senso estetico (quest'ultima cosa, lo so, è abbastanza superficiale, ma secondo me conta).&lt;br /&gt;
Come sapete, sono contrario alla pena di morte. E non voglio ammettere che un qualsiasi demente (perché una persona che fa una cosa del genere è un demente), non possa, un giorno, capire che ha commesso un errore gigantesco. Però, credo che nel frattempo, questa persona che compie un atto tale, dovrebbe bruciare tra le fiamme di un ipotetico inferno, giusto per avvicinarsi alle sensazioni della vittima. Senza morire, naturalmente: giusto per rendersi conto, un minimo.&lt;br /&gt;
Potrei allargare il discorso al cosiddetto &lt;i&gt;femminicidio&lt;/i&gt;, non ricordo di averne mai parlato, e se così fosse, chiedo venia, perché ho sempre pensato che nel nostro Paese non si fa abbastanza, come per esempio in Spagna, dove ho visto con i miei occhi delle campagne di sensibilizzazione.&lt;br /&gt;
Beh, naturalmente chi toglie la vita a qualunque essere umano, dovrebbe essere rinchiuso a vita. Ma quale pena dovrebbe essere comminata a chi fa del male, anche solo con le proprie mani, ad una donna?&lt;br /&gt;
Potremmo rifletterci, ma iniziare ad infliggere pene severe, come, non so, togliere la patria potestà nel caso la persona colpevole abbia figli, o fargli scontare un periodo di detenzione parallelamente ad incontri obbligatori con uno psicologo, credo che aiuterebbe. Forse.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/HlP0HhN9hGk/acidoacida.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/05/acidoacida.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-7721044377466333471</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-30T06:00:09.576+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>anima di cantante</title><description>&lt;i&gt;Alma de cantaora &lt;/i&gt;&lt;b&gt;- Amparo Sanchez (2012)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cBU42_a3BWY/UXlETxDbtjI/AAAAAAAANnw/4pmDrvjBwno/s1600/amparosanchezalmadecantaora.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-cBU42_a3BWY/UXlETxDbtjI/AAAAAAAANnw/4pmDrvjBwno/s640/amparosanchezalmadecantaora.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
In realtà, farei meglio a parlare di dischi ufficialmente usciti nel 2013, direte voi, visto che parlo sempre meno di musica. Ma, in effetti, chi se ne frega della data di uscita, se in Italia in pochi conoscono &lt;b&gt;Amparo Sanchez&lt;/b&gt; (nonostante &lt;i&gt;fassbinder &lt;/i&gt;se ne sia già occupato in occasione dell'uscita del suo &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2010/05/arizonacuba.html"&gt;debutto da solista&lt;/a&gt; dal suggestivo titolo di &lt;i&gt;Tucson-Habana &lt;/i&gt;- prego prendere nota di questa meravigliosa battuta autoironica)?&lt;br /&gt;
E quindi eccoci qui alle prese con, appunto, il secondo disco da solista della originariamente cantante e leader degli &lt;b&gt;Amparanoia&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Amparo &lt;/b&gt;abbandona, si fa per dire, le atmosfere cubane*, ma conserva in parte quelle texano/arizoniane (prendete nota di questo elegante neologismo), per continuare una sorta di viaggio attraverso la musica che se non parla spagnolo, conserva, in qualche modo, un sapore vagamente castigliano. E durante questo viaggio si incontra con una marea di altri interpreti, alcuni noti ed altri molto meno, che la aiutano a tratteggiare un ulteriore affresco, meno immediato ma non per questo meno delicato, intenso ed appassionato di &lt;i&gt;Tucson-Habana&lt;/i&gt;, e, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la installano definitivamente nella mia personale &lt;i&gt;Hall of Fame&lt;/i&gt; musicale.&lt;br /&gt;
La &lt;i&gt;title-track&lt;/i&gt; è presente in apertura ed in chiusura in versione &lt;i&gt;reggae&lt;/i&gt;, ospiti &lt;b&gt;Chalart58&lt;/b&gt;, collaboratore assiduo di &lt;b&gt;Amparo&lt;/b&gt;,&amp;nbsp;e &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.bongobotrako.com/"&gt;Bongo Botrako&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;(band di Tarragona), ed è immediatamente un manifesto femminista, usando vari campionamenti di chiacchiere di &lt;b&gt;Margarita Nunez&lt;/b&gt;, conosciuta come &lt;a href="http://munay.it/sciamanesimo/abuela-margarita/"&gt;&lt;b&gt;Abuela Margarita&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, una sciamana messicana, evidentemente un personaggio interessante. Con &lt;i&gt;La cuenta atràs&lt;/i&gt; si possono riconoscere un paio di influenze che già avevamo citato in occasione del primo disco, due suoi amici: &lt;b&gt;Tonino Carotone&lt;/b&gt;, per la parte iniziale, diciamo così, zingara, alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fiorenzo_Carpi"&gt;&lt;b&gt;Fiorenzo Carpi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (l'autore della colonna sonora del Pinocchio televisivo di Comencini), e &lt;b&gt;Manu Chao&lt;/b&gt;, che qua mi viene a mente per il ritornello, cantato in francese (fin'ora eravamo rimasti sul castigliano). Il pezzo parla di diritti civili. &lt;i&gt;Pulpa de tamarindo&lt;/i&gt; è uno dei pezzi più belli del disco, &lt;i&gt;jazzato&lt;/i&gt;, emozionale, caraibico, scritto dalla compositrice cubana (*ve l'avevo detto) &lt;b&gt;Mane Ferret&lt;/b&gt;, che, inutile dirlo, ha fatto un gran lavoro. La stessa &lt;b&gt;Ferret &lt;/b&gt;torna per il pezzo seguente, &lt;i&gt;Vieja Pasiòn&lt;/i&gt;, ed è abbastanza chiaro che, insieme alla &lt;b&gt;Sanchez&lt;/b&gt;, le viene facile toccare il cuore della gente. Anche se non vi sembra troppo romantica e triste all'inizio, non la suonate se siete malinconici, datemi retta.&lt;br /&gt;
Bella è pure &lt;i&gt;Para tì&lt;/i&gt;, con armonici di &lt;i&gt;steel guitar&lt;/i&gt;, e decisamente interessante (e, ancora una volta, militante)&amp;nbsp;&lt;i&gt;La flor de la palabra&lt;/i&gt;, nata da &amp;nbsp;un testo nientemeno che del &lt;b&gt;Subcomandante Marcos&lt;/b&gt;, e durante la quale si nota la partecipazione di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arianna_Puello"&gt;&lt;b&gt;Arianna Puello&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, una &lt;i&gt;rapper &lt;/i&gt;dominicana naturalizzata spagnola.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Vueltas &lt;/i&gt;è ancora una bella collaborazione, canzone scritta e cantata dal giovane &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/muerdoo"&gt;Muerdo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, artista anche lui spagnolo, di Murcia, mentre &lt;i&gt;Muchacho &lt;/i&gt;è semplicemente una &lt;i&gt;outtakes &lt;/i&gt;dal disco precedente, e quindi vede lo zampino dei &lt;b&gt;Calexico&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
E qui arriviamo all'altro pezzo micidiale del disco, quel &lt;i&gt;Fuera fiera&lt;/i&gt; che è una rumba impreziosita dalla voce ruvida e graffiante di &lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bebe"&gt;Bebe&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, quella che i più conoscono per il singolo &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=G9q_ao91Now"&gt;Malo&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, e che i meno hanno avuto modo di apprezzare anche come &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2009/07/leducazione-delle-fate.html"&gt;attrice&lt;/a&gt;. Non originalissima, ma mica da buttare, &lt;i&gt;Mujer levàntate&lt;/i&gt;, scritta e cantata con &lt;b&gt;Jairo Zavala&lt;/b&gt;, conosciuto anche come &lt;b&gt;DePedro&lt;/b&gt; (già con &lt;b&gt;Amparanoia &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Calexico&lt;/b&gt;). Delicatissima e sperimentale &lt;i&gt;Free Day&lt;/i&gt;, scritta con &lt;b&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Howe_Gelb"&gt;Howe Gelb&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; dei &lt;b&gt;Giant Sand&lt;/b&gt; e cantata in inglese da &lt;b&gt;Amparo &lt;/b&gt;(e da &lt;b&gt;Gelb&lt;/b&gt;). Chiude (anche se in chiusura in realtà c'è la versione &lt;i&gt;reggae &lt;/i&gt;di &lt;i&gt;Alma de cantaora&lt;/i&gt;, come abbiamo detto in apertura) &lt;i&gt;Que te pedì&lt;/i&gt;, che si apre come &lt;i&gt;Pulpa de tamarindo&lt;/i&gt;, ma che è "solo" una bella canzone acustica con &lt;b&gt;Amparo Sanchez&lt;/b&gt; che parla d'amore e di dolore col cuore in mano.&lt;br /&gt;
Un disco principalmente acustico, ritmato appena quanto basta, fatto di onestà, idee e sentimenti. Un disco che fa vibrare cuore e vene senza bisogno di alzare il volume.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/kI07C5QgedU/anima-di-cantante.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-cBU42_a3BWY/UXlETxDbtjI/AAAAAAAANnw/4pmDrvjBwno/s72-c/amparosanchezalmadecantaora.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/anima-di-cantante.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-7702119128077741371</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-29T06:00:11.019+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>Il Valentino</title><description>&lt;b&gt;Borgia - di Tom Fontana - Stagione 2 (12 episodi; Canal Plus) - 2013&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BX46FlWptWE/UXkG1eNeAzI/AAAAAAAANng/njKSBO9ypV8/s1600/Borgia-Saison-2-poster.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="482" src="http://3.bp.blogspot.com/-BX46FlWptWE/UXkG1eNeAzI/AAAAAAAANng/njKSBO9ypV8/s640/Borgia-Saison-2-poster.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
1494, Stato Pontificio. Mentre Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI, è alle prese con gli intrecci vaticani, le manovre per desituirlo, le sue personali crisi mistiche, l'insofferenza dell'amante Giulia Farnese che si portano dietro quelle della famiglia Farnese tutta, la sua dipendenza dal vitriolo (e, di conseguenza, quella di lei), gli amori dell'amata figlia Lucrezia, le difficoltà finanziarie delle casse vaticane, il figlio Cesare, spogliato dagli abiti cardinalizi per perseguire fama, amore, libertà, conquiste, sta cercando il suo posto nel mondo, senza capire perfettamente da che parte viene questa inarrestabile sete di qualcosa di diverso, di nuovo, di grande. Arriverà alla corte di Francia, laddove incontrerà gran parte di queste cose inseguite da tempo, si convincerà (e lo convinceranno, molti suoi ammiratori) di essere quasi un dio in Terra, ma tutto ciò non arresterà, in lui, la sua sete di onnipotenza.&lt;br /&gt;
Con uno slancio di generosità, il vostro recensore preferito stavolta, alzando l'asticella, si è cimentato in un'ulteriore impresa pur di darvi una primizia: mi sono visto l'intera seconda stagione dei &lt;i&gt;Borgia &lt;/i&gt;di Tom Fontana nella versione francese, visto che, al momento, è andata in onda solo su &lt;i&gt;Canal Plus&lt;/i&gt;, ed arriverà su &lt;i&gt;Sky Cinema&lt;/i&gt;, nella versione italiana, a breve.&lt;br /&gt;
Ora, ovviamente un certo spaesamento indotto dal doppiaggio (che però era presente anche nella prima stagione, visto che, se non ho capito male, la serie si recita in inglese, e la prima stagione me la sono vista doppiata in italiano), si somma, inutile negarlo, al fatto che, come già accennato, la serie va in onda più o meno contemporaneamente alla terza stagione di &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2013/01/sex-power-murder-amen.html"&gt;The Borgias&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che, in maniera diversa, parla delle stesse cose. E giocoforza i personaggi vengono confrontati.&lt;br /&gt;
Dopo una prima stagione girata soprattutto in Repubblica Ceca, i produttori stessi, vedendosi alzare il &lt;i&gt;budget&lt;/i&gt;, hanno ottenuto di girare spesso in Italia, per questa seconda stagione. Gli esterni, non esattamente per questo motivo (probabilmente semplicemente perché si usano meno i fondali sovrapposti con la computer graphic), ne risentono favorevolmente, mentre per gli interni rimane forte l'impressione di una messa in scena teatrale e profondamente ingessata. A dispetto della storia, che seppur, come sempre, piegata in un certo qual modo per adattarsi alla sceneggiatura, e tra l'altro generando dubbi su come una quantità tale di avvenimenti importantissimi possano essersi svolti nel solo arco di pochi mesi di uno stesso anno (1494), le figure degli attori che impersonano personaggi fondamentali della storia non solo italiana, lasciano ancora una volta a desiderare (e qui, bisogna dirlo, la produzione europea perde fragorosamente contro quella statunitense). Fermo restando l'ottima interpretazione di John Domani nei panni di Rodrigo Borgia - Alessandro VI, è soprattutto Mark Ryder che funge da punto debole, visto che lui interpreta Cesare Borgia, e che questa stagione si incentra soprattutto sulla sua ascesa (le indiscrezioni indicano che la prossima, che dovrebbe essere l'ultima, verterà invece sulla figura di Lucrezia). Si vede che il ragazzo si impegna, ma sarà la sua faccia di c****, saranno i capelli stile &lt;i&gt;spot &lt;/i&gt;della &lt;i&gt;L'Oreal&lt;/i&gt;, non convince nemmeno per un istante. Rimandando il giudizio complessivo sull'interpretazione della stupenda Isolda Dychauk (Lucrezia Borgia) alla prossima stagione (al momento siamo sul senza infamia e senza lode, pur riconoscendo &amp;nbsp;alla giovane delle alte potenzialità ed una boccuccia inverosimilmente stretta), vorrei soffermarmi su un paio di personaggi marginali, ma storicamente importanti, ai quali il confronto con &lt;i&gt;The Borgias&lt;/i&gt; serve per essere distrutti.&lt;br /&gt;
Il primo è Niccolò Machiavelli. Qui interpretato dall'anonimo Thibaut Evrard, esce annientato dal confronto con il non conosciutissimo, ma molto intenso Julian Bleach. La seconda è Caterina Sforza. La prova di Valentina Cervi (e, come saprà chi mi conosce, io amo moltissimo questa attrice italiana) viene oscurata da quella di Gina McKee. La colpa è evidentemente da attribuire allo &lt;i&gt;script &lt;/i&gt;(e di sicuro &lt;i&gt;The Borgias&lt;/i&gt; non è scritto da Hitchcock), ma anche alle direzioni registiche: ecco spiegato, forse, il motivo dell'ingessatura alla quale mi riferisco spesso, sia qui che nella recensione della &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/12/borja.html"&gt;prima stagione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Insomma, non è sicuramente facile portare sul piccolo schermo la storia con la esse maiuscola, e di sicuro va dato atto a &lt;i&gt;Canal Plus&lt;/i&gt; di essere una rete coraggiosa che prova a stare al passo con i tempi della &lt;i&gt;fiction &lt;/i&gt;moderna, ma lascia l'amaro in bocca vedere tanto materiale potenzialmente esplosivo come la storia dei Borgia sprecato così, e con nomi importanti nel &lt;i&gt;cast &lt;/i&gt;e nel &lt;i&gt;team &lt;/i&gt;di scrittura.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/ncExuW0guYw/il-valentino.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-BX46FlWptWE/UXkG1eNeAzI/AAAAAAAANng/njKSBO9ypV8/s72-c/Borgia-Saison-2-poster.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/il-valentino.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-4958005262228170044</guid><pubDate>Sun, 28 Apr 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-28T06:00:02.734+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><title>l'ascesa del guerriero del calcio</title><description>&lt;b&gt;Rise of the Footsoldier - di Julian Gilbey (2007)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jsLuPnHQvfs/UXjoYoWEcdI/AAAAAAAANnQ/WKSli3YkEvk/s1600/Rise+Of+The+Footsoldier-03.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-jsLuPnHQvfs/UXjoYoWEcdI/AAAAAAAANnQ/WKSli3YkEvk/s640/Rise+Of+The+Footsoldier-03.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Carlton Leach nasce a Canning Town, nell'East London, nel 1959. La sua storia di vita, sempre al di là dei margini della legge, ad esclusione del suo matrimonio e dei suoi sei figli, inizialmente è simile, se si escludono le implicazioni razziali, visto che Leach è bianco, a quella di &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/06/cass-pennant.html"&gt;Cass Pennant&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://www.casspennant.com/t2t-leach.shtml"&gt;qui, tra l'altro, potete leggere un'intervista di Pennant a Leach, in occasione della presentazione del libro di Leach, &lt;i&gt;Muscle&lt;/i&gt;, dal quale è tratto questo film del quale stiamo parlando&lt;/a&gt;). Come spesso accade, quando si è &lt;i&gt;borderline&lt;/i&gt;, basta poco per passare al &lt;i&gt;lato oscuro&lt;/i&gt;. Quello che fece Leach fu proprio questo, passò al lato oscuro; da tifoso del West Ham, membro della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inter_City_Firm"&gt;Inter City Firm&lt;/a&gt;, da buttafuori ben pagato, da appassionato/ossessionato del &lt;i&gt;body building&lt;/i&gt;, ad essere uno dei criminali più temuti del Regno Unito, il passo fu, tutto sommato, breve, ed incoraggiato da Pat Tate e Tony Tucker. La sua fu, come recita il titolo correttamente, una inarrestabile ascesa. Oggi, così come Cass Pennant, Leach è una persona non ancora vecchia, che riflette sui suoi errori e ne parla apertamente, vivendo anche di questo. In questo film appare come comparsa durante una rissa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antecedente a &lt;i&gt;Cass &lt;/i&gt;(come detto poc'anzi, altro &lt;i&gt;biopic &lt;/i&gt;dedicato ad un ex &lt;i&gt;hooligan&lt;/i&gt;, in quel caso a Cass Pennant), questo &lt;i&gt;Rise of the Footsoldier&lt;/i&gt;, inedito in Italia, corre sui soliti binari ma si smarca rispetto a quel film per due motivi principali, almeno apparentemente: la cornice razziale, qui inesistente per ovvi motivi, e il lato criminale, qui fortemente presente e, devo dire, ben intrecciata con la provenienza "calcistica" del protagonista. L'atmosfera è perennemente cupa ma non senza quell'ironia tipica inglese, l'inarrestabile ascesa dipinta in maniera fluida e ben rappresentata da un sorprendente Ricci Harnett, londinese intravisto in &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2011/04/28-days-later.html"&gt;28 giorni dopo&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, e qui calato perfettamente nei panni drammatico-muscolari di Carlton Leach, schizofrenico ed imprevedibile quanto basta. Il film è decisamente violento, e devo dire che non poteva essere altrimenti, la regia dinamica come ci si aspetterebbe da un film del genere, la colonna sonora giusta, il cast di contorno ben amalgamato. Un'altra bella fotografia di un paese che ha vissuto momenti non certo memorabili.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/-UStO_Mn0IM/lascesa-del-guerriero-del-calcio.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-jsLuPnHQvfs/UXjoYoWEcdI/AAAAAAAANnQ/WKSli3YkEvk/s72-c/Rise+Of+The+Footsoldier-03.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/lascesa-del-guerriero-del-calcio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-3746011269555882517</guid><pubDate>Sat, 27 Apr 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-27T06:00:05.243+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi</category><title>Polonia - Agosto 2012 - 2</title><description>&lt;b&gt;La Toscana polacca&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Dopo circa una notte a "casa" (Varsavia), quella della domenica, si riparte, lunedì mattina, stavolta lasciando Sylwia ed Eliza, ma portando con noi Marcel, una vecchia conoscenza (già nel 2007 lavorava insieme a Sylwia nell'organizzazione del festival al quale Massi fu invitato, ed io partecipai in veste di accompagnatore), che è a Varsavia in questi giorni ma che in realtà vive e lavora a Londra. Massi deve girare una sorta di mini-documentario sulla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voivodato_della_Varmia-Masuria"&gt;Varmia-Masuria&lt;/a&gt;, per un filmato che verrà usato durante una serie di concerti in quella regione. L'obiettivo è trovare diversi punti dove riprendere per un discreto minutaggio, così che poi in sede di montaggio Massi potrà usare il materiale anche per l'effetto &lt;i&gt;fast-forward&lt;/i&gt;. Quindi, dobbiamo girare, sia in senso video, sia in senso di strade. Probabilmente per l'entusiasmo, percorriamo il tragitto più lungo, raggiungendo il luogo più lontano: dopo aver passato &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frombork"&gt;Frombork&lt;/a&gt;, cittadina poco abitata ma importantissima, vedremo poi perché, raggiungiamo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tolkmicko"&gt;Tolkmicko&lt;/a&gt;, un luogo abbastanza estremo, posto in riva a quella laguna situata ad est di Danzica, interna al Mar Baltico, divisa tra Polonia e Russia (l'&lt;i&gt;exclave&lt;/i&gt; di Kaliningrad, per la precisione). Cerchiamo una &lt;i&gt;guesthouse&lt;/i&gt;, fissiamo per la notte, e sfruttiamo le ultime ore di luce per fare delle riprese giusto sui due moletti del porticciolo del posto. Proprio mentre piazziamo, il tempo si guasta, il vento soffia forte e dopo un po' inizia anche a piovere. La sensazione di sospensione è forte, e spero di riuscire a renderle un minimo di giustizia con la foto che segue.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dydeOlP7kOI/UXQT8VQHQWI/AAAAAAAANls/_aLGtvx9AWQ/s1600/27082012647.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-dydeOlP7kOI/UXQT8VQHQWI/AAAAAAAANls/_aLGtvx9AWQ/s640/27082012647.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Tolkmicko&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
Come dice il titolo di questo capitolo, Massi mi riferisce che la Varmia è considerata un po' la Toscana polacca. Molto verde, poche montagne ma molte colline dolci, addirittura una sotto-regione dei laghi, uno sbocco al mare, regione ad indirizzo agricolo. In effetti, già dal tragitto percorso ieri, con l'aiuto di una bella giornata di sole (fino alla nostra fermata per la notte), l'impressione è stata positiva. La sera andiamo a mangiare la pizza in un ristorantino in riva alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laguna_della_Vistola"&gt;Laguna della Vistola&lt;/a&gt;, e dopo aver constatato che il paesino è abbastanza deserto, ci ritiriamo.&lt;br /&gt;
Il giorno seguente facciamo un po' i turisti (ma sempre con la telecamera pronta) a Frombork. La cittadina in questione è famosa perché &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Copernico"&gt;Niccolò Copernico&lt;/a&gt; visse qui i suoi ultimi anni di vita, e qui morì. Visitiamo anche il museo dove ci vengono ricordati i vari talenti del Niccolò polacco. Ci facciamo delle grasse risate davanti a wurstel e patate, proprio davanti alla cattedrale.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iWE6xaDdF94/UXQdTbriNqI/AAAAAAAANl0/5UrwACzEHTc/s1600/28082012649.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://1.bp.blogspot.com/-iWE6xaDdF94/UXQdTbriNqI/AAAAAAAANl0/5UrwACzEHTc/s640/28082012649.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La cattedrale di Frombork, dove è sepolto Copernico. La foto l'ho scattata dalla torre adiacente.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo di che, ripartiamo verso Est, quasi a costeggiare il confine con la Russia. Passiamo da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Braniewo"&gt;Braniewo&lt;/a&gt;, dove poco fuori, fermi al passaggio a livello, scatto queste due foto ad un treno che probabilmente veniva proprio dalla Russia.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9OOG2pqNWhc/UXQfbxxIUkI/AAAAAAAANl8/aF5OYfDj7S8/s1600/28082012650.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://1.bp.blogspot.com/-9OOG2pqNWhc/UXQfbxxIUkI/AAAAAAAANl8/aF5OYfDj7S8/s640/28082012650.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente, tra un regista (Massi) e un fotografo praticamente professionista (Marcel), mi sento ispirato.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yvZvGbuMJmE/UXQgIzvYEXI/AAAAAAAANmE/b43zB1SBhs4/s1600/28082012652.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://1.bp.blogspot.com/-yvZvGbuMJmE/UXQgIzvYEXI/AAAAAAAANmE/b43zB1SBhs4/s640/28082012652.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Proseguiamo verso Est, facendo naturalmente diverse fermate, altra bella giornata e altri bei posti che ispirano Massi alle riprese. Arriviamo a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lidzbark_Warmi%C5%84ski"&gt;Lidzbark Warminski&lt;/a&gt;, che possiede un castello con fossato impressionante.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-caGT9_2XGhs/UXQhncyyC4I/AAAAAAAANmM/26jd43DmvnE/s1600/28082012653.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://4.bp.blogspot.com/-caGT9_2XGhs/UXQhncyyC4I/AAAAAAAANmM/26jd43DmvnE/s640/28082012653.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Poi scendiamo verso Sud, sempre con un occhio al panorama, in cerca di un campeggio conosciuto da Massi, sito proprio in riva ad un lago. Il regista ha un'idea per il giorno seguente. Riprese sull'acqua. Arriviamo al campeggio, che è vicino al villaggio di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tumiany"&gt;Tumiany&lt;/a&gt;, in riva al lago &lt;a href="http://pl.wikipedia.org/wiki/Pisz_(jezioro)"&gt;Pisz&lt;/a&gt;. Il luogo si preannuncia bello, deserto, ci arriviamo che è buio. Ci sistemiamo e Massi fa qualche ripresa notturna. Poi usciamo per cercare un luogo urbano per mangiare qualcosa. A volte il caso guida gli audaci. Sulla piazza del mercato di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biskupiec_(Olsztyn)"&gt;Biskupiec&lt;/a&gt;, capitiamo per caso al ristorante/pub &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Restauracja-Pub-Na-Rynku/106693422783235"&gt;Na Rynku&lt;/a&gt;, e nonostante il menù sia abbastanza classico per la Polonia, i sapori, gli ingredienti, la cura nella preparazione ci colpiscono, tanto che ancora oggi ce lo ricordiamo nettamente. Un applauso e se doveste capitare da quelle parti, mi raccomando.&lt;br /&gt;
Il giorno seguente è pieno come gli altri, e mi rendo conto che raccontandoli così non rendo per niente l'idea. Come detto, riprese sull'acqua. Affittiamo un pedalò al campeggio, e ci diamo di pedalata sul lago.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Xt70hwIx9IA/UXQoKa_fTRI/AAAAAAAANmU/b1e2-QOMwb8/s1600/29082012654.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://2.bp.blogspot.com/-Xt70hwIx9IA/UXQoKa_fTRI/AAAAAAAANmU/b1e2-QOMwb8/s640/29082012654.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Per circa due ore. Bello. La giornata, manco a dirlo, è splendida.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8wmxhze3DH4/UXQrG5xtUqI/AAAAAAAANmg/01Ps2gcMGnA/s1600/29082012655.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-8wmxhze3DH4/UXQrG5xtUqI/AAAAAAAANmg/01Ps2gcMGnA/s640/29082012655.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo, gli altri due pazzi fanno il bagno, per me l'acqua è troppo fredda e passo. Poi lasciamo il campeggio e ci dirigiamo verso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Szczytno"&gt;Szczytno&lt;/a&gt;, dove Marcel ci lascia, prende un autobus e torna a Varsavia, dopo aver pranzato in un bel ristorante (con cameriere carine) in riva al laghetto Domowe Male, gemello (piccolo) dell'altro presente in città, il Domowe Duze. Dopo altre riprese in riva al lago, risaliamo in auto lentamente verso Nord Ovest, fino ad arrivare ad &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olsztyn"&gt;Olsztyn&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(da noi ribattezzata Olsen Olsen, in onore dei Sigur Ròs), questa propriamente una città. Ripensando a tutti gli avvenimenti che sono entrati in quei giorni, mi domando come sia stato possibile, ma le distanze evidentemente non sono state così proibitive. Ci sistemiamo fuori città, facciamo un po' di spesa (io ho terminato le magliette, quindi ne compro una che non indosserò mai), ci andiamo a rilassare in riva ad uno dei sei laghi che circondano la città (credo sia stato il lago Ukiel), mentre Massi riprende ancora, aspettando il tramonto.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cBMSSa0BS1k/UXQxv6fPR7I/AAAAAAAANmw/VscO3yueNPA/s1600/29082012656.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://2.bp.blogspot.com/-cBMSSa0BS1k/UXQxv6fPR7I/AAAAAAAANmw/VscO3yueNPA/s640/29082012656.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Torniamo al luogo dove passeremo la notte, usciamo per andare in centro per cenare, il centro storico è bello e ben curato, troviamo un ristorante che, scopriamo, chiude la cucina alle nove, ceniamo parlando e poi rientriamo. Il giorno seguente scendiamo verso Sud, ma siamo ancora nella regione dei laghi. Ce ne sono una quantità industriale. Per la notte ci sistemiamo a Dluzek, non prima di aver esplorato una zona isolata e, naturalmente, piena di laghi e corsi d'acqua.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aODk-TiaNHg/UXQzmTaGTDI/AAAAAAAANm4/OGoLJuzQI44/s1600/30082012659.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://2.bp.blogspot.com/-aODk-TiaNHg/UXQzmTaGTDI/AAAAAAAANm4/OGoLJuzQI44/s640/30082012659.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre Massi riprende, e io gli faccio da aiutante (solamente portando il treppiede, e nemmeno sempre, non vi preoccupate), ridiamo, facciamo progetti, parliamo di tutto, come sempre.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9r1v2IHDiqE/UXQ0_K-0fHI/AAAAAAAANnA/gJ0MetRXOEs/s1600/30082012660.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://2.bp.blogspot.com/-9r1v2IHDiqE/UXQ0_K-0fHI/AAAAAAAANnA/gJ0MetRXOEs/s640/30082012660.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Dluzek sono quattro case in riva al lago omonimo. Un luogo abbastanza solitario e delizioso. Un giro intorno al lago, una cena frugale (ma col cuoco Massi non c'è mai niente di veramente frugale), e ci mettiamo in veranda con una birra, un po' di musica, e anche senza volerlo tiriamo le somme di questo "giro". Massi conosceva già, in parte, questa zona, ma anche lui ha scoperto luoghi incantevoli, come me. Domani di buon ora ci rimetteremo in cammino verso sud.&lt;br /&gt;
La mattina dopo si riparte, mangiamo qualcosa per strada, facciamo le cose con calma, c'è tempo per altre riprese, e con largo anticipo eccoci a Modlin, che venendo da Nord rimane prima di Varsavia. Massi se ne torna dalla sua famiglia, io riprendo l'aereo per l'Italia.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/EAmVspbOHA4/polonia-agosto-2012-2.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-dydeOlP7kOI/UXQT8VQHQWI/AAAAAAAANls/_aLGtvx9AWQ/s72-c/27082012647.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/polonia-agosto-2012-2.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-6517355663392773456</guid><pubDate>Fri, 26 Apr 2013 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-26T06:00:10.790+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi</category><title>Polonia - Agosto 2012 - 1</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zVy2fYiOoJM/UXP3JxbD2uI/AAAAAAAANk8/Xol7r9WBZZU/s1600/25082012625.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://1.bp.blogspot.com/-zVy2fYiOoJM/UXP3JxbD2uI/AAAAAAAANk8/Xol7r9WBZZU/s640/25082012625.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;un lupo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Raccontare un viaggio (viaggetto, vacanza, feria, chiamatelo come volete) dopo otto mesi non è certamente il massimo; i ricordi si confondono, si sovrappongono, si fa confusione. Diventa tutto un po' come le mie foto: sfuocate, mosse, disassate, asimmetriche, proprio storte, sicuramente non professionali. Ma sono mie, come miei sono i ricordi che rimangono, impressioni indelebili. In un certo qual modo, sento di doverlo sia ad una coppia di amici che sono sempre stati disponibili, sia ad un Paese che, come saprà chi conosce un po' di storia, è stato davvero trattato male, rimane tutt'ora controverso, ma che come tutti i luoghi dove mi è capitato di andare ho imparato ad amare. Probabilmente io ne ho "abusato", andandoci cinque volte (e non è detto che non ci torni), ma di sicuro merita almeno una visita. Ve ne ho parlato spesso, questa è stata la quinta volta negli ultimi sei anni, ma fortunatamente ogni volta è stata diversa con qualche parentesi simile, una cosa buffa ma che serve, quando esci dalla tua &lt;i&gt;routine &lt;/i&gt;quotidiana. &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2007/12/varsavia-ar.html"&gt;La prima volta&lt;/a&gt; &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2007/12/varsavia-ar.html"&gt;fu nel 2007&lt;/a&gt;, appena tornato da Costa Rica e Nicaragua, e fu uno shock termico e culturale, una sorpresa europeista. &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2009/08/warsaw.html"&gt;La seconda&lt;/a&gt; fu la prima dai due amici come coppia, e fu lo scoppio del mio amore per il ponte dei treni (parlo di Varsavia), sulla Vistola, un luogo particolare che ancora mi è caro, e che mi avvicina a Sheldon di &lt;i&gt;&lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2012/01/la-teoria-del-big-bang.html"&gt;The Big Bang Theory&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(sono realista, solo per la passione per i treni). &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2010/05/dziekuje-bardzo-polonia-maggio-2010.html"&gt;La terza&lt;/a&gt; fu più ampia, mi permise di visitare anche Cracovia, e fu emozionalmente intensa (e fu lo spunto per la &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2010/06/heart-of-my-own.html"&gt;recensione di un concerto più lunga della storia di questo blog&lt;/a&gt;). &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2011/10/polonia-ottobre-2011.html"&gt;La quarta&lt;/a&gt; fu stanziale, ma mi permise di apprezzare i lati meno turistici di Varsavia, e fu la prima con la presenza di Eliza, un po' una nipote acquisita. Questa del 2012 è stata lunga, ed è come se fosse stata composta da due viaggi distinti. Partiamo.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-E7VHMe-atTQ/UXP4DVokhPI/AAAAAAAANlE/ZjT45b8TPVM/s1600/25082012626.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://1.bp.blogspot.com/-E7VHMe-atTQ/UXP4DVokhPI/AAAAAAAANlE/ZjT45b8TPVM/s640/25082012626.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;un cervo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varsavia"&gt;Warszawa&lt;/a&gt;, my old town&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Agosto. Stavolta "inauguro" il "nuovo" aeroporto, lontano dalla città, come quelli di tutte le metropoli che si rispettino. Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_di_Varsavia-Modlin"&gt;Modlin&lt;/a&gt; è stato aperto immediatamente dopo la fine degli Europei del 2012 (organizzati, come ricorderete, congiuntamente da Polonia ed Ucraina), e in teoria doveva essere destinato ad ospitare tutti i voli delle compagnie &lt;i&gt;low-cost&lt;/i&gt; (dico in teoria ed uso il condizionale perché, ad esempio, Ryanair ha da poco inaugurato il volo da Pisa verso Varsavia-Chopin, l'aeroporto sito in città, quello dove di solito arrivavo e da dove ripartivo, fino all'anno scorso). L'aeroporto nasce da un vecchio aeroporto militare, e la struttura è nuovissima seppur minuscola. Massi viene a prendermi ed è sempre un piacere. Siccome è un ottimo cuoco e gli piace cucinare, è bello rivedere la casa, Sylwia ed Eliza, e mangiare quello che Massi prepara con le sua manine sante. Il giorno seguente, Massi è impegnato in città, al museo dei treni. Deve girare una sorta di promo per uno spettacolo teatrale sul &lt;i&gt;flamenco&lt;/i&gt;; Sylwia, ricordando bene che in quattro volte che sono stato in Polonia e a Varsavia, non sono ancora stato al Museo della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivolta_di_Varsavia"&gt;Rivolta&lt;/a&gt;, mi suggerisce che potrei andare con Massi lì dove deve girare, perché il Museo è vicinissimo, e poi andarmene da solo a visitarlo. Ottima idea, se non fosse che passare il tempo con Massi a me piace, soprattutto mentre gira, e tra parentesi, le protagoniste del promo sono quattro (spero di ricordarmi bene) ballerine, e c'è pure la coreografa, che mi prende subito in simpatia. Morale della favola, rimango tutto il giorno, senza mangiare, aiutando quando posso (a mantenere i pannelli per la rifrazione della luce, a fare ombra), e finisco pure per chiacchierare amabilmente in spagnolo con una delle ballerine, che scopro essere nata in &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kazakistan"&gt;Kazakistan&lt;/a&gt; (uno dei due genitori, non ricordo quale, era polacco, retaggio dunque del blocco sovietico). Avendo la passione (che poi è divenuta un lavoro) del &lt;i&gt;flamenco&lt;/i&gt;, ha imparato un po' di spagnolo. Insomma, anche questa giornata è andata e domani si parte per il &lt;i&gt;weekend&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VsMIys23RTI/UXP6xtS0T3I/AAAAAAAANlU/8uczlk68Y1k/s1600/25082012630.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-VsMIys23RTI/UXP6xtS0T3I/AAAAAAAANlU/8uczlk68Y1k/s640/25082012630.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;un alce&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quello che resta (dell'immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l'Europa)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
L'idea è partita non ricordo come, durante una delle quotidiane chiacchierate sul "nostro" forum, una sorta di circolo riservato per pochi intimi. Scopro, ancora, non ricordo come, una cosa che esiste da migliaia di anni. La &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_di_Bia%C5%82owie%C5%BCa"&gt;foresta di Bialowieza&lt;/a&gt; è quello che rimane dell'immensa foresta che ricopriva l'Europa intera, e oggi sta a cavallo tra la Polonia e la Bielorussia. La parte polacca è minuscola rispetto a quella bielorussa, ma pare tenuta meglio e maggiormente predisposta al turismo. E quindi, l'amico Massi ha programmato questa due giorni appositamente per me, incastrandola tra due impegni di lavoro, e facendola diventare una mini-vacanza insieme a moglie e figlia (e me). Andiamo in auto, senza fretta, godendoci il panorama e giornate abbastanza clementi nel complesso. Ci fermiamo a pranzare nella tranquillissima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bielsk_Podlaski"&gt;Bielsk Podlaski&lt;/a&gt;, in un ristorante che fa molto circolo ricreativo ma dove il cibo non è affatto male, e proseguiamo inoltrandoci nell'umido della pre-foresta, per stradine sempre più strette e poco trafficate. Passiamo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajn%C3%B3wka"&gt;Hajnòwka&lt;/a&gt;, e pian piano riusciamo a trovare il luogo dove abbiamo prenotato. Bisogna prendere una strada sterrata, oltrepassare un villaggio minuscolo (ho contato meno di dieci abitazioni), ed arrivare nella succursale dello stesso villaggio alcune centinaia di metri più avanti. Completamente immerso nella suddetta foresta, una casa di campagna arredata con un gusto discutibile, con un giardino infinito, la padrona di casa ci guida nelle camere e dopo poco ci serve la cena in camera, visto che non c'era spazio al tavolo comune. Siamo a circa cinque chilometri dal confine bielorusso, prima di cena ci inoltriamo a piedi nella foresta e ci coglie un acquazzone: complici gli alberi, ci bagniamo pochissimo. Il silenzio della foresta è di quelli assordanti, di quelli già sentiti, già provati in luoghi estremi (isole Svalbard, Terra del Fuoco, Islanda). In questa foresta sono stati re-inseriti i bisonti europei, già estinti; per vederli nel loro ambiente naturale, la padrona di casa ci spiega che vengono organizzati appostamenti per i quali bisogna svegliarsi alle 4 di mattina. Naturalmente, niente e nessuno assicura la presenza dei bisonti, e quindi passo (e la mattina seguente scoprirò che passa anche Massi). Il giorno seguente andiamo a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bia%C5%82owie%C5%BCa"&gt;Bialowieza&lt;/a&gt;, laddove si trova un museo e l'antica residenza di caccia degli zar. Siamo ancora più vicini alla Bielorussia: mentre ci beviamo un caffè al bar-ristorante del museo, il &lt;i&gt;roaming &lt;/i&gt;sui cellulari capta il segnale BL. Il museo è interessante, e spiega alla perfezione la storia della foresta ed illustra nei particolari la fauna. Si possono fare gite a cavallo o con un trenino. Per vedere gli animali, ci rechiamo in una "riserva". Lo so, non è la stessa cosa che vederli allo stato brado.&lt;br /&gt;
Il giorno seguente carichiamo l'auto e ripartiamo verso Varsavia, non prima di visitare le famose &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_di_Bia%C5%82owie%C5%BCa#Le_querce_della_foresta"&gt;querce della foresta&lt;/a&gt;. Imponenti e maestose, sono passate attraverso zar, re, imperatori, Guerre Mondiali, fino all'Europa unita dall'Euro. Spettacolo che non lascia indifferenti. Ripassando da Hajnòwka, faccio in tempo ad innamorarmi della cassiera della stazione di servizio dove ci fermiamo a fare rifornimento. Prima di sera siamo di nuovo nella capitale. E la sera ceniamo in un ristorante greco, proprio con vista sul nuovo stadio nazionale che ha da poco ospitato gli Europei di calcio, che mi farà tornare la voglia di Grecia, a dispetto della crisi. Una cena che ricorderemo per molto tempo.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LLzvZ2uSPIM/UXP8l_fbFNI/AAAAAAAANlk/6-bStXAAShE/s1600/26082012638.jpg" imageanchor="1" style="font-size: medium; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-LLzvZ2uSPIM/UXP8l_fbFNI/AAAAAAAANlk/6-bStXAAShE/s640/26082012638.jpg" width="480" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;una delle maestose querce&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MfhUMKIL_Ms/UXP46r_u9tI/AAAAAAAANlM/b-Ehw9Dvsrg/s1600/25082012629.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-MfhUMKIL_Ms/UXP46r_u9tI/AAAAAAAANlM/b-Ehw9Dvsrg/s640/25082012629.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;due &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zubron"&gt;zubron&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iWfkYNHXU10/UXP8B7O3bfI/AAAAAAAANlc/SKaXeesbzxA/s1600/25082012635.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/-iWfkYNHXU10/UXP8B7O3bfI/AAAAAAAANlc/SKaXeesbzxA/s640/25082012635.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;e finalmente, i bisonti!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/q9k27oTYXAc/polonia-agosto-2012-1.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-zVy2fYiOoJM/UXP3JxbD2uI/AAAAAAAANk8/Xol7r9WBZZU/s72-c/25082012625.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/polonia-agosto-2012-1.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16348894.post-7381802631927820006</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 15:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-25T17:24:05.720+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>post del 25 aprile, anniversario della liberazione d'Italia</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-o1RJzW9i_BU/UXlKWiDL5cI/AAAAAAAANoA/jY-UHou4EJA/s1600/srebrenica-satellitenfoto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="528" src="http://2.bp.blogspot.com/-o1RJzW9i_BU/UXlKWiDL5cI/AAAAAAAANoA/jY-UHou4EJA/s640/srebrenica-satellitenfoto.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Dimentichiamoci per un momento un dato fondamentale, che però dice molto di noi e di come siamo finiti nella situazione in cui ci troviamo, e cioè che l'Italia è probabilmente l'unica nazione ad aver terminato ogni guerra che ha cominciato con lo schieramento opposto rispetto a quello col quale era partita. Dato che potrebbe anche non essere vero, ma, se fosse reale, non stupirebbe di certo.&lt;br /&gt;
Oggi, per chi ancora non lo avesse realizzato, è il 25 aprile, l'anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione tedesca, e della fine del fascismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Detto questo, vorrei ricordare &lt;a href="http://fassbinder.blogspot.it/2008/04/ii-world-war.html"&gt;questo post di cinque anni fa con i numeri delle vittime della Seconda Guerra Mondiale&lt;/a&gt; (divisi tra vittime civili e vittime militari).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, vorrei chiudere con questa notizia, che, paradossalmente, è una buona notizia. &lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/04/25/Srebrenica-Nikolic-scuso-ginocchio_8612077.html"&gt;Il Presidente serbo chiede scusa (ed ammette quindi) per il massacro di Srebrenica&lt;/a&gt;: quindi, come detto paradossalmente, un mondo migliore è possibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon 25 aprile.</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LafolleJumbolo/~3/OwDwIdG1xao/post-del-25-aprile-anniversario-della.html</link><author>noreply@blogger.com (jumbolo)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-o1RJzW9i_BU/UXlKWiDL5cI/AAAAAAAANoA/jY-UHou4EJA/s72-c/srebrenica-satellitenfoto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://fassbinder.blogspot.com/2013/04/post-del-25-aprile-anniversario-della.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
