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        <title>L'angolo di Jane</title>
        <description>Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!</description>
        <link>http://blog.libero.it/angolodijane/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 21 Jan 2014 01:04:24 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Arte�e�Cultura</category>
        <category>Filosofia�e�Letteratura</category>
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            <title>The Wolf of Wall Street � film � recensione � Speciale Oscar 2014 n�1</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Attenzione: questa recensione contiene un linguaggio esplicito (e il film moooolto di pi&amp;ugrave;)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/bluewillow/immagini9/wolf2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;280&quot; height=&quot;412&quot; /&gt;Se questo film dovesse avere un titolo alternativo che ne descrivesse pi&amp;ugrave; dettagliatamente la natura, credo che quello pi&amp;ugrave; adatto sarebbe &amp;ldquo;The Fucking Wolf of Wall Street&amp;rdquo; visto che guardato in lingua originale la cosa che si nota maggiormente &amp;egrave; proprio la ricorrenza della parola &amp;ldquo;fuck&amp;rdquo; in tutte le declinazioni (e per chi non sapesse l'inglese,beh, non &amp;egrave; esattamente una bella parola).&lt;br /&gt;Quinta collaborazione fra il regista Martin Scorsese e (il mio adorato) Leonardo DiCaprio, sembra che questa volta il film potrebbe valere una statuetta all'Oscar per entrambi.&lt;br /&gt;Il film racconta ascesa e caduta del broker Jordan Belfort, diventato ricchissimo spacciando azioni fasulle a danarosi fessacchiotti, con una vita personale travolta in un vortice di sesso, droga, tradimenti ed illegalit&amp;agrave;. Sesso e droga sono in effetti le colonne portanti del film, quindi non stupitevi troppo se nelle quasi tre ore di questa pellicola &amp;egrave; possibile vedere pi&amp;ugrave; signore dedite ad un antico mestiere di quante non ne appaiano in tutte le Cronache del Ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin (e credetemi, questo s&amp;igrave; che &amp;egrave; un record).&lt;br /&gt;Mentre Scorsese ha gi&amp;agrave; avuto l'onore di un riconoscimento dell'Academy nel 2007 per &amp;ldquo;The Departed&amp;rdquo;, Leonardo di Caprio &amp;egrave; invece gi&amp;agrave; stato nominato diverse volte senza mai ottenere l'ambito riconoscimento e sebbene io ritenga che questa non sia certo la sua migliore performance anche se sempre ottima (avrebbe potuto vincere un Oscar per quasi ogni film in cui ha recitato), credo che sia davvero giunto il momento che qualcuno dia un taglio a questa perenne attesa!&lt;br /&gt;Diamine cosa deve fare un uomo per meritarsi un Oscar?&lt;br /&gt;In questo film DiCaprio nello specifico ha:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;sniffato cocaina dal sedere di una squillo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;camminato completamente nudo in mezzo ai resti di un'orgia&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;recitato varie scene che potevano essere tratte tranquillamente da un film porno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;e...dulcis in fundo....(certamente un omaggio alle famose 50 sfumature ...) si &amp;egrave; perfino fatto infilare una candela accesa proprio l&amp;igrave; dove non batte mai il sole!&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Insomma, fermatelo. Dategli quest'Oscar e facciamola finita, perch&amp;eacute; ho davvero paura di cosa potrebbe fare in futuro in caso diventi sul serio disperato.&lt;br /&gt;Ma per farla breve, mi &amp;egrave; piaciuto questo film?&lt;br /&gt;Voglio dire, a parte le orge, la droga e poi...fatemi pensare... che altro c'era? Ah, s&amp;igrave;, altra droga e altre orge. Beh, ecco, non molto. S&amp;igrave;, il lato B di Leonardo DiCaprio non &amp;egrave; male (anche se devo dire che il lume di candela non aggiunge in questo caso davvero niente di romantico), ma in buona sostanza quello che non ho amato di questo film &amp;egrave; la sua morale.&lt;br /&gt;Non &amp;egrave; affatto una critica ad un modo spregiudicato di vivere, &amp;egrave; piuttosto la sua celebrazione.&lt;br /&gt;Certo, Scorsese ci mostra Belfort al fondo della sua rovina fisica e finanziaria, quando ad esempio, in preda agli incontrollati effetti di una droga, rotola (letteralmente rotola gi&amp;ugrave; dalle scale) via dal Country Club e striscia fino alla sua macchina nel vano tentativo di fermare il suo altrettanto drogato socio dal rivelare al telefono tutti i suoi imbrogli, in una scena veramente ben riuscita: ma il punto &amp;egrave; che una scena divertente, fa ridere. Non ci viene mai da compatire Belfort. E' un personaggio nero, negativo e a suo modo vincente: si rialza dopo la caduta e alla fine del film cerca di convincere una attenta platea a mettere in pratica gli stessi trucchi che lo hanno prima aiutato e poi tradito, quando chiede ad un novello aspirante venditore di mostrare le sue capacit&amp;agrave; e gli dice &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Vendimi questa penna!&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E' la realt&amp;agrave; dite? S&amp;igrave;, ok, lo &amp;egrave;, ma &amp;egrave; anche una verit&amp;agrave; in fondo gi&amp;agrave; detta. E' interessante vedere un marpione che marpioneggia? Uhm, no. Decisamente non lo &amp;egrave; per tre ore di seguito, quelle che dura il film, in cui molti eventi e situazioni sembrano ripetersi e che alla lunga diventano noiosi. Forse un film pi&amp;ugrave; breve e con meno ridondanze sarebbe stato pi&amp;ugrave; riuscito.&lt;br /&gt;Nel complesso:buona recitazione (dategli quell'Oscar, dategli quell'Oscar, dategli quell'Oscar!), ma sceneggiatura che avrebbe potuto essere migliorata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Leonardo DiCaprio</category>
        <category>martin scorsese</category>
        <category>oscar 2014</category>
        <category>recensione</category>
        <category>the wolf of wall street</category>
            <pubDate>Mon, 20 Jan 2014 17:06:39 +0100</pubDate>
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            <title>Le tre stimmate di Palmer Eldritch - Philip K. Dick</title>
            <link>http://blog.libero.it/angolodijane/12341576.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Le tre stimmate di Palmer Eldritch &lt;strong&gt;Titolo orginale:&lt;/strong&gt; The Three Stigmata of Palmer Eldritch &lt;strong&gt;Autore: &lt;/strong&gt;Philip K. Dick Traduzione: Umberto Rossi &lt;strong&gt;Casa editrice: &lt;/strong&gt;Fanucci &lt;strong&gt;pag: &lt;/strong&gt;262&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Dio promette la vita eterna&amp;rdquo; disse Eldritch. &amp;ldquo;Io posso fare di meglio; posso metterla in commercio.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/bluewillow/immagini9/eldr2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;307&quot; /&gt;Intorno ai primi anni del XXI secolo la Terra &amp;egrave; diventata una specie di rovente fornace dalle temperature altissime, in cui &amp;egrave; impossibile aggirarsi a mezzogiorno senza adeguata protezione o si rischia la vita.&amp;nbsp; Alcuni terrestri sono stati spediti a forza come colonizzatori su Marte e poich&amp;eacute; la loro vita &amp;egrave; fatta di estreme ristrettezze, fra i coloni si &amp;egrave; diffuso l'uso della droga di evasione &lt;strong&gt;Can-D&lt;/strong&gt; che permette di vivere esperienza allucinatorie di gruppo ambientate nel mondo di &lt;strong&gt;Perky Pat&lt;/strong&gt;, una bambola dai molti accessori (una specie di Barbie) che vive sulla&amp;nbsp; Terra in un tempo non ancora&amp;nbsp; toccato dai grandi cambiamenti climatici. &lt;br /&gt;Per alimentare le fantasie del Can-D i coloni usano dei plastici molto dettagliati del mondo di Perky Pat, sui quali si concentrano prima di usare la droga, la cui vendita esclusiva &amp;egrave; affidata alla Plastici P.P, guidata da &lt;strong&gt;Leo Bulero&lt;/strong&gt;, una societ&amp;agrave; che in realt&amp;agrave; si occupa di contrabbando anche della vendita del Can-D, vietato ufficialmente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Barney Mayerson&lt;/strong&gt; lavora proprio per la Plastici P.P come &amp;ldquo;precog&amp;rdquo;,&amp;egrave; infatti dotato della capacit&amp;agrave; di prevedere in parte il futuro e il suo compito &amp;egrave; capire se i nuovi accessori di Perky Pat messi in commercio dalla plastici PP avranno successo.&lt;br /&gt;Il monopolio della plastici PP viene messo in pericolo dall'arrivo della nave del miliardario &lt;strong&gt;Palmer Eldritch&lt;/strong&gt;, ritornato dal lontano sistema di Proxima con una nuova droga, il &lt;strong&gt;Chew-Z&lt;/strong&gt;, che promette di spazzare via il Can-D. &lt;br /&gt;Palmer Eldritch e il Chew-Z non sono per&amp;ograve; solo un problema commerciale per Leo Bulero, Barney Mayersone e la Plastici PP, perch&amp;eacute; Palmer Eldritch &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; di un semplice essere umano e il Chew-Z non &amp;egrave; solo una droga, ma una nuova mistica forma di esperienza della divinit&amp;agrave;, in una versione oscura e virale che nessuno vorrebbe mai sperimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non &amp;egrave; un segreto che, proprio negli anni in cui scrisse questo romanzo (pubblicato nel 1965), Philip K. Dick abbia fatto un uso estremo di droghe, tanto da diventarne dipendente. Questo romanzo riflette in parte la mentalit&amp;agrave; degli anni '60 relativa all'uso di droghe, quando si era diffusa l'idea (ammettiamolo piuttosto balzana, se vista con occhi moderni) che queste potessero in qualche modo schiudere le porte della percezione, aprire la mente verso nuove possibilit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Nel mondo dei coloni di Marte immaginato da Dick, l'uso del Can-D diventa quasi una esperienza mistica: vivere allucinazioni di gruppo, tutte ambientate nello stesso luogo, nello stesso tempo, li porta a credere di aver vissuto qualcosa di reale, una autentica traslazione dello spirito nella materia, una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la droga.&lt;br /&gt;Come lascia ben intendere il titolo, questo libro &amp;egrave; imbevuto di riflessioni sulla natura della divinit&amp;agrave;, su come questa sia&amp;nbsp; un desiderio di raggiungere un ideale impossibile, che si pu&amp;ograve; essere&amp;nbsp; tentati di toccare attraverso una illusione autoindotta dalla droga. Il Can-D crea&amp;nbsp; un mondo dove lo spirito non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solo una entit&amp;agrave; teorica, ma qualcosa che ha tutte le caratteristiche della realt&amp;agrave;, perci&amp;ograve; nella visione dei coloni &amp;egrave; una forma di esperienza della divinit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Nel mondo disperato dei&amp;nbsp; coloni di Marte si affaccia per&amp;ograve; Palmer Eldritch con una nuova droga, il Chew-Z, che offre una esperienza che amplia i confini del Can-D, perch&amp;eacute; non pi&amp;ugrave; limitato solo al mondo relativamente sicuro di Perky Pat, ma a tutto ci&amp;ograve; che pu&amp;ograve; essere immaginato dai coloni stessi.&lt;br /&gt;Nelle visioni allucinatorie del Chew-Z si nasconde per&amp;ograve; una insidia: non si pu&amp;ograve; vivere l'esperienza del Chew-Z senza diventare Palmer Eldritch, la nuova oscura divinit&amp;agrave; che assimila, ingloba, chiunque la tocchi. Tutti sono Palmer Eldritch, tutti coloro che usano il Chew-Z portano i segni della sua presenza su di s&amp;eacute;, le sue &amp;ldquo;stimmate&amp;rdquo;. Ma questa divinit&amp;agrave; non &amp;egrave; buona, non ama, non &amp;egrave; un ideale: vuole solo vivere.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Le tre stimmate di Palmer Eldritch&amp;rdquo;offre una serie continua di ribaltamenti di punti di vista, dove la realt&amp;agrave; e le allucinazioni non sono facilmente distinguibili: tutto&amp;nbsp; pu&amp;ograve; essere davvero accaduto, o forse tutto &amp;egrave; solo un sogno. E' un libro complicato, una girandola di possibilit&amp;agrave; che lascia al lettore il compito di scegliere cosa sia davvero accaduto.&lt;br /&gt;Ho trovato interessanti le riflessioni di Philip K. Dick su divinit&amp;agrave; e uso di droghe e su come il desiderio di sperimentare forme elevate di spiritualit&amp;agrave; possa diventare una specie di &amp;ldquo;pasticca&amp;rdquo; illusoria per la mente:&amp;nbsp; mi ha fatto pensare al famoso motto buddista &lt;em&gt;&amp;ldquo;Se inconti il Buddha per la strada, uccidilo&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, nel senso che forme troppo concrete di immagini divine non sono altro che creazioni della mente stessa, non una liberazione o una scoperta, ma catene pi&amp;ugrave; strette.&lt;br /&gt;Le immagini create da Dick in questo libro sono davvero molto suggestive: dopo averlo letto non ho dubbi che film come &amp;ldquo;Matrix&amp;rdquo; si siano ispirati a piene mani alla narrativa dickiana.&lt;br /&gt;Una lettura certamente originale, come tutto ci&amp;ograve; che questo scrittore ha creato, in cui sono presenti tutti i temi ricorrenti: l'uso di droghe, le malvagie multinazionali, la precognizione, la manipolazione delle masse e ovviamente molti riferimenti a reggiseni e seni (devo ancora leggere un libro di Dick in cui i seni e l'eventuale assenza di un reggiseno non siano nominati).&lt;br /&gt;Naturalmente c'&amp;egrave;, come al solito, anche molta confusione, momenti in cui si pu&amp;ograve; chiedere chi ha detto cosa, ma visto il tema forse &amp;egrave; lo stile pi&amp;ugrave; adatto a rendere cosa prova qualcuno immerso in un mondo illusorio e in continua mutazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>di palmer eldritch</category>
        <category>fanucci</category>
        <category>le tre stimmate</category>
        <category>libri</category>
        <category>libro</category>
        <category>philip k. dick</category>
        <category>recensione</category>
        <category>recensioni</category>
            <pubDate>Thu, 05 Sep 2013 09:50:22 +0100</pubDate>
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            <title>Una nuova parola nel dizionario (inglese): MOOC, istruzione online gratuita , aperta, di massa.</title>
            <link>http://blog.libero.it/angolodijane/12333613.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/bluewillow/immagini9/mooc.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;194&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Forse qualcuno si sar&amp;agrave; chiesto che fine abbia fatto in questi giorni in cui il mio blog non &amp;egrave; stato aggiornato: ebbene la mia assenza si deve in gran parte ai cosiddetti &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;strong&gt;M.O.O.C,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; acronimo che sta per &lt;strong&gt;Massive Online Open Courses (Corsi Online Aperti di Massa)&lt;/strong&gt;, una nuova forma di istruzione basata su corsi online gratuiti, pensati per un grande pubblico, ma basati su materiale simile a quello della classica istruzione universitaria, spesso impartiti da professori di prestigiose universit&amp;agrave; come&lt;em&gt;&lt;strong&gt; Stanford, Princeton, Harvard&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;I MOOC sono di gran moda oltreoceano: nel giro di un paio di anni, da quando sono stati creati alcuni dei pi&amp;ugrave; grandi fornitori di questo tipo di corsi, &lt;a href=&quot; https://www.coursera.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;(Coursera&lt;/a&gt; , &lt;a href=&quot;https://www.edx.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edx&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://www.udacity.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Udacity&lt;/a&gt;,) sono arrivati a coinvolgere milioni di studenti da tutto il mondo e decine di universit&amp;agrave; di alto livello. I corsi sono infatti pensati per un pubblico internazionale e tenuti in inglese. Quasi tutti i corsi prevedono delle lezioni video in cui gli insegnanti tengono una classica lezione, seguiti una serie di quiz settimanali ed un esame finale, dopo il quale si riceve, nella gran parte dei casi, un attestato di partecipazione al corso.&lt;br /&gt;Molto spesso i corsi offrono anche libri in formato elettronico e materiale gratuito per approfondire gli argomenti delle lezioni.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ovviamente le materie pi&amp;ugrave; diffuse nei MOOC sono quelle relative all'informatica (Computer Science), ma non mancano anche corsi di psicologia, biologia, chimica, medicina, pedagogia, scienze naturali e letteratura. Molti corsi sono semplici introduzioni ad alcune materie piuttosto difficili, ma altri sono decisamente pi&amp;ugrave; complessi e paragonabili alla reale istruzione universitaria.&lt;br /&gt;L'obiettivo dei MOOC &amp;egrave; quello di portare l'istruzione di alto livello ad una massa di potenziali fruitori che diversamente non vi avrebbero accesso. Come ho gi&amp;agrave; scritto, la materia numero uno fra quelle proposte &amp;egrave; l'informatica che, per la sua stessa natura, &amp;egrave; decisamente pi&amp;ugrave; adatta a questo tipo di insegnamento, ma ci sono perfino corsi &lt;a href=&quot;https://www.coursera.org/course/dino101&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sui dinosauri&lt;/a&gt; o &lt;a href=&quot;https://www.edx.org/course/harvard-university/cb22-1x/ancient-greek-hero/1047&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sugli antichi eroi greci.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni corsi sono sempre disponibili online e possono essere seguiti quando si desidera, altri si tengono invece per brevi periodi e prevedono scadenze precise per compiti ed esami, proprio come un corso classico che si terrebbe in un ambiente non virtuale.&lt;br /&gt;Questo tipo di istruzione &amp;egrave; divenuto cos&amp;igrave; popolare in USA che la parola MOOC &amp;egrave; stata di recente inserita nell'&lt;a href=&quot;http://oxforddictionaries.com/definition/english/MOOC&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Oxford Dictionary &lt;/a&gt;ed entro quest'anno o al pi&amp;ugrave; l'anno prossimo molti MOOC partiranno anche in Europa, tenuti da consorzi europei.&lt;br /&gt;L'idea dietro questo tipo di corsi &amp;egrave; a met&amp;agrave; tra un idealismo utopico ed il business: alcune istituzioni sono no-profit, ma altre sono vere e proprie compagnie che, pur offrendo gratuitamente questo tipo di istruzione, prevedono di riuscire comunque a ricavare denaro dalla necessit&amp;agrave;, a quanto pare piuttosto diffusa, di questo tipo di fruizione alternativa della cultura.&lt;br /&gt;Al momento tengo d'occhio i corsi di letteratura in attesa di qualcosa che parli specificatamente di Jane Austen o del romanzo ottocentesco inglese, ma in verit&amp;agrave; sto seguendo soprattutto corsi di informatica, cosa che riduce di molto il tempo libero da dedicare al blog. In verit&amp;agrave;, presa dall'entusiasmo per la novit&amp;agrave; sto anche leggendo molti meno romanzi, in favore di corposissimi testi tecnici, quindi forse le recensioni su questo blog per un po' di tempo saranno meno frequenti.&lt;br /&gt;Sto cercando di farmi un'idea precisa dei MOOC e della loro validit&amp;agrave;: a volte li trovo entusiasmanti, altre sono veramente frustranti, ma nel complesso il mio giudizio &amp;egrave; al momento positivo.&lt;br /&gt;In ogni caso, per quanto li trovi utili, non credo si possa mai prescindere dall'affiancare i MOOC a qualche testo classico con il quale corroborare ci&amp;ograve; che si &amp;egrave; appreso nei video.&lt;br /&gt;Mi raccomando tenete presente questa nuova parola &amp;ldquo;MOOC&amp;rdquo; perch&amp;eacute; credo ne risentirete parlare parecchio, nel bene o nel male, nel prossimo futuro, anche qui in Italia: al momento fra le universit&amp;agrave; italiane solo &lt;em&gt;&amp;ldquo;La Sapienza&amp;rdquo;&lt;/em&gt; di Roma ha tenuto alcuni corsi nel circuito dei MOOC, ma sicuramente questa &amp;egrave; una novit&amp;agrave; destinata a suscitare un forte impatto nel mondo moderno.&lt;br /&gt;Pensando in grande e tendendo all'infinito, forse un giorno uno studente potrebbe frequentare &amp;ldquo;virtualmente&amp;rdquo; universit&amp;agrave; all'altro capo del mondo rispetto a quello in cui si trova, avendo per compagni di corso persone di ogni nazionalit&amp;agrave;, oppure potremmo avere una nuova forma di diffusione della cultura altamente globalizzata (non so se questo sia bene o male, staremo a vedere).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>coursera</category>
        <category>edx</category>
        <category>mooc</category>
        <category>udacity</category>
            <pubDate>Mon, 02 Sep 2013 09:21:38 +0100</pubDate>
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            <title>Mi  ricordo di te � Yrsa Sigurdard�ttir</title>
            <link>http://blog.libero.it/angolodijane/12273280.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Mi ricordo di te &lt;strong&gt;Titolo originale:&lt;/strong&gt; &amp;Eacute;g man &amp;thorn;ig Autrice: Yrsa Sigurdard&amp;oacute;ttir &lt;strong&gt;Traduzione:&lt;/strong&gt; Silvia Cosimini &lt;strong&gt;Casa editrice:&lt;/strong&gt; Il Saggiatore &lt;strong&gt;pag:&lt;/strong&gt; 320 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px; border: 1px solid black;&quot; title=&quot;mi ricordo di te&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/bluewillow/immagini9/miricordodite1.jpg&quot; alt=&quot;mi ricordo di te&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;308&quot; /&gt;Credo che scrivere una storia di fantasmi ambientata in tempi moderni non sia facile perch&amp;eacute; cellulari, macchine fotografiche e sempre pi&amp;ugrave; spesso dispositivi in grado di filmare sempre a portata di mano sono ormai molto popolari: tutta questa tecnologia &amp;egrave; sicuramente un grosso antidoto per chiunque sia tentato di cedere alle suggestioni di messaggi provenienti dal mondo dei non viventi, perch&amp;eacute; se c'&amp;egrave; una cosa che accomuna da sempre le ghost-story &amp;egrave; che chiunque venga a contatto con una entit&amp;agrave; fantasma sia in qualche modo isolato dal resto dell'umanit&amp;agrave; e gli sia del tutto impossibile provare ad altri di aver avuto eventuali esperienze soprannaturali. Solo quando uomini e donne si trovano soli con se stessi la paura pu&amp;ograve; irrompere nella mente con il massimo della forza: allora tutto &amp;egrave; possibile, anche ci&amp;ograve; che &amp;egrave; estremamente improbabile, se non del tutto folle.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yrsa Sigurdard&amp;oacute;ttir&lt;/strong&gt; conosce bene i meccanismi classici dell'inconscio letterario e quindi in &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Mi ricordo di te&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; sceglie una doppia linea narrativa per raccontare la sua originale storia di fantasmi, ambientata nella nat&amp;igrave;a &lt;strong&gt;Islanda&lt;/strong&gt;: da una parte abbiamo la storia di una coppia di coniugi, &lt;strong&gt;Katr&amp;iacute;n&amp;nbsp; e Gar&amp;eth;ar&lt;/strong&gt;, che insieme all'amica &lt;strong&gt;L&amp;igrave;f&lt;/strong&gt;, rimasta vedova di recente, decidono di ristrutturare una antica casa nel villaggio sperduto di &lt;strong&gt;Hesteyri&lt;/strong&gt;, allo scopo di trasformarla in pensione per villeggianti; dall'altro c'&amp;egrave; invece lo psicologo &lt;strong&gt;Freyr&lt;/strong&gt; indaga su uno strano atto vandalico avvenuto in una scuola del piccolo paese in cui abita che, per motivi del tutto inspiegabili, sembra collegato alla scomparsa nel nulla del suo bambino &lt;strong&gt;Benni&lt;/strong&gt;, avvenuta alcuni anni prima, e alle misteriose morti di alcuni anziani del posto, un tempo anch'essi alunni della scuola.&lt;br /&gt;Il mondo isolato di Hesteiry &amp;egrave; il classico sfondo propizio ai fantasmi: un fiordo isolato, raggiungibile solo in barca, dove i cellulari possono non funzionare, non c'&amp;egrave; elettricit&amp;agrave; e nessun modo di mettersi in contatto con l'esterno; uomo e natura a confronto, gli eterni nemici, con in pi&amp;ugrave; l'aleggiare di una strana entit&amp;agrave;, un bambino dalla risata malefica, che sembra essere a volte minaccioso e a volte avvertire di qualche pericolo, che terrorizzer&amp;agrave; Katr&amp;igrave;n, L&amp;igrave;f e Gar&amp;eth;ar.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Freyr&lt;/strong&gt;, il cui punto di vista si alterna a quello dei tre di&amp;nbsp; Hesteriry, invece si muove in un ambiente popolato e tecnologico, dove la paura fatica ad attecchire perch&amp;eacute; gli eventi della vita quotidiana e i ricordi di un passato doloroso, sembrano cancellare i legami con il mondo sottile degli spiriti.&lt;br /&gt;Mentre i tre di Hesteriry cederanno sempre pi&amp;ugrave; al terrore, Freyr scover&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; tracce che legano il suo Benni a fatti avvenuti molti anni prima e alla fine egli stesso, per quanto scettico, dovr&amp;agrave; seguire le indicazioni di quelle voci che sembrano provenire da un altrove sconosciuto.&lt;br /&gt;Un cumulo di bugie e falsit&amp;agrave; si sveler&amp;agrave; pian piano nei due filoni narrativi, fino a quando non verr&amp;agrave; ribaltata la percezione stessa dei personaggi (che riservano non poche sorprese), per poi far converge le due storie in una narrazione unica.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Mi ricordo di te&amp;rdquo;&lt;/em&gt; &amp;egrave; un romanzo ad alta tensione che tiene letteralmente incollati alle pagine, pieno di colpi di scena, e che sa restituire alle storie di fantasmi tutto il loro potere di far paura, nonostante tutta la tecnologia disponibile che si possa avere come antidoto, perch&amp;eacute; affonda la sua capacit&amp;agrave; di provocare brividi nella pi&amp;ugrave; grande paura che c'&amp;egrave; in ognuno di noi: conosciamo davvero chi abbiamo accanto?&lt;br /&gt;Un romanzo ben riuscito che &amp;egrave; stato un piacevole rinfrescante nelle sere estive, sia per l'evocazione di freschi (anzi freddissimi) sfondi islandesi che per il fatto di aver rimpiazzato il pensiero dell'afa opprimente con una sana paura di avere un fantasma dietro la porta (o sotto il letto, o vicino alla finestra, o a prendersi un caff&amp;egrave; in cucina, fate voi...)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>il saggiatore</category>
        <category>libri</category>
        <category>libro</category>
        <category>mi ricordo di te</category>
        <category>recensione</category>
        <category>recensioni</category>
        <category>Yrsa Sigurdard�ttir</category>
            <pubDate>Fri, 09 Aug 2013 16:58:34 +0100</pubDate>
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            <title>Un passato imperfetto - Julian Fellowes</title>
            <link>http://blog.libero.it/angolodijane/12264772.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;Titolo: &lt;/strong&gt;Un passato imperfetto&lt;strong&gt; Titolo originale:&lt;/strong&gt; Past Imperfect &lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Julian Fellowes &lt;strong&gt;Traduzione: &lt;/strong&gt;Massimo Ortelio&lt;strong&gt; Casa editrice:&lt;/strong&gt; Beat &lt;strong&gt;pag:&lt;/strong&gt; 462&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/bluewillow/immagini9/passatoimp1b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;312&quot; /&gt;Dopo il riuscito &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/angolodijane/11996406.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Snob&amp;rdquo; (recensito qui)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; che raccontava l'accidentata ascesa di una ragazza borghese nel mondo aristocratico britannico negli anni '90, &lt;strong&gt;Julian Fellowes&lt;/strong&gt; si rituffa ancora una volta nel dorato universo dell'upper class inglese, questa volta per raccontare gli ultimi fuochi della &amp;ldquo;stagione&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; l'alternanza di balli e feste varie che consentiva a ragazzi e ragazze di alti natali di conoscersi e formare nuove coppie, una usanza ufficialmente decaduta dopo l'abolizione della presentazione a corte, ma in realt&amp;agrave;, secondo l'autore, proseguita per almeno altri trenta anni.&lt;br /&gt;In una narrazione che alterna un passato alla &lt;strong&gt;fine degli anni '60&lt;/strong&gt; ed un presente &lt;strong&gt;negli anni duemila&lt;/strong&gt;, Fellowes, che da giovane partecip&amp;ograve; davvero agli eventi che racconta, ricorda attraverso un narratore che rimane anonimo, ma gli assomiglia tantissimo (ha perfino un padre ex-diplomatico esattamente come lo scrittore), quel momento di cambiamento epocale attraverso la rievocazione di una delle usanze pi&amp;ugrave; conservatrici dell'epoca.&lt;br /&gt;La voce narrante, uno scrittore di circa sessanta anni, viene convocato da un vecchio amico/nemico, &lt;strong&gt;Damian Baxter&lt;/strong&gt;, un uomo diventato ricchissimo partendo dal nulla, ma ormai prossimo alla morte, che ha bisogno di chiedergli un grande favore. Damian &amp;egrave; il classico rappresentante della nuova classe che ha spazzato la vecchia aristocrazia dal suo predominio, ma in giovent&amp;ugrave;, grazie all'aiuto del narratore, era riuscito ad introdursi nella &amp;ldquo;stagione&amp;rdquo; del &lt;strong&gt;1968,&lt;/strong&gt; venendo preso dalla gran parte dei giovani che la frequentavano per una specie di arrampicatore sociale, ma con un certo charme.&lt;br /&gt;Damian non ha mai avuto figli, ma a causa di una lettera anonima che ha ricevuto crede che una delle ragazze con cui ha avuto una relazione in quel breve periodo della sua vita possa averne avuto uno che &amp;egrave; segretamente suo.&lt;br /&gt;L'incarico che il narratore riceve &amp;egrave; quello di indagare su chi sia l'autrice della lettera, grazie al fatto di essere stato amico di tutte le possibile &amp;ldquo;candidate&amp;rdquo;, tutte frequentate durante la fatidica stagione del '68.&lt;br /&gt;Bench&amp;eacute; abbia non pochi motivi di risentimento verso Damian (per tutto il volume leggeremo di una fatale cena a Estoril, in Portogallo, che ha posto fine alla loro amicizia), il narratore, impietosito dalla fine del suo vecchio antagonista, accetta.&lt;br /&gt;Inizia cos&amp;igrave; una rievocazione dettagliatissima della passata giovent&amp;ugrave;, mentre una dopo l'altra il narratore incontra e &amp;ldquo;intervista&amp;rdquo; le giovani di un tempo, ormai donne sessantenni come l'autore/voce narrante, per scoprire cosa ne &amp;egrave; stato della loro vita e se i loro figli non possano essere i candidati ad&amp;nbsp; ereditare una fortuna favolosa.&lt;br /&gt;Fellowes ci racconta, come tutti coloro che rievocano una giovinezza relegata ad un lontano passato, di un mondo rimpianto e rivissuto con grande nostalgia, ma nel quale attraverso la superficie dorata gi&amp;agrave; si vedono le crepe che lo porteranno ad essere distrutto, preannunciando la rivoluzione successiva dei costumi.&lt;br /&gt;Come ho gi&amp;agrave; letto anche in altri libri, anche Fellowes sostiene che gran parte dei valori rivoluzionari attribuiti agli anni '60, appartennero in realt&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; ai giovani dei '70.&lt;br /&gt;Quello che Fellowes descrive quindi non &amp;egrave; un mondo di sesso, droga e rock'n roll, ma piuttosto quello di giovani che ancora vivevano ancora secondo valori tradizionali e molto rigidi, cercando di non allontanarsi mai troppo dal sentiero tracciato per loro dai propri genitori: una soluzione che nella gran parte dei casi non garantisce loro, nel futuro che Fellowes gi&amp;agrave; conosce, alcuna felicit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;L'incontro con le amiche di un tempo &amp;egrave; infatti una carrellata di matrimoni infelici e storie di fallimenti personali: a confronto, impietosamente, ci sono tutte le speranze del passato pieno di promesse e un presente spesso desolante.&lt;br /&gt;Anche lo stesso narratore sar&amp;agrave; costretto a fare i conti con s&amp;eacute; stesso e con quanto il presente gli ha dato rispetto a quanto si aspettava, nonch&amp;eacute; a ricordare dolorosamente un amore non corrisposto, quello per la bella &lt;strong&gt;Serena Gresham&lt;/strong&gt;, adorata&amp;nbsp; in giovent&amp;ugrave; e, guarda caso, invaghita proprio di quel Damian Baxter che lo ha incaricato delle sue indagini.&lt;br /&gt;Fellowes non lascia niente al caso o alla vaghezza: la stagione del '68 viene rievocata in ogni pi&amp;ugrave; piccolo dettaglio (dalle tartine, agli arredi, alle mensole pi&amp;ugrave; o meno graziose, il numero di particolari &amp;egrave; a volte stordente). Cambiano i nomi, ma &lt;a href=&quot;http://www.bookreporter.com/authors/julian-fellowes/news/interview-112009&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;secondo questa intervista&lt;/a&gt; rilasciata dall'autore, sembra che le feste raccontate e i personaggi siano tutti ispirati a persone e fatti realmente avvenuti, a parte ovviamente quanto appartiene esclusivamente al romanzesco (cio&amp;egrave; l'incarico ricevuto dallo scrittore e ci&amp;ograve; che ne consegue).&lt;br /&gt;La narrazione di Fellowes &amp;egrave; come al solito affascinante e rende credibile anche l'improbabile eventualit&amp;agrave; che tutte le donne su cui &amp;ldquo;indaga&amp;rdquo; siano di lingua cos&amp;igrave; sciolta da mettersi a discutere sulla paternit&amp;agrave; dei propri figli con disinvoltura. Naturalmente pi&amp;ugrave; che il mistero legato al presente, la&amp;nbsp; parte pi&amp;ugrave; interessante del romanzo &amp;egrave; la rievocazione storica del passato per la quale la mano di Fellowes (che non per nulla &amp;egrave; anche lo sceneggiatore della serie televisiva di successo &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Downton Abbey&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, sulla nobilt&amp;agrave; del primo '900) &amp;egrave; quanto mai felice. La ricerca dell' &amp;ldquo;erede perduto&amp;rdquo; ha forse invece del fiabesco, ma &amp;egrave; anche vero che non &amp;egrave; la parte sostanziale del volume.&lt;br /&gt;Se volete sapere come fu la &amp;ldquo;stagione&amp;rdquo; del '68 per i giovani rampolli inglesi, fra party e corse ad Ascot, dubito troverete resoconto pi&amp;ugrave; dettagliato: in effetti a volte i particolari sono cos&amp;igrave; tanti da essere quasi eccessivi e da far dubitare possano mai essere frutto di una memoria che rievoca un tempo relegato a quaranta anni prima (ma chi si ricorderebbe le forme delle tartine e i decori di un tavolo dopo tanto tempo?).&lt;br /&gt;Interessante &amp;egrave; sicuramente il confronto fra passato e presente secondo Julian Fellowes: fra un mondo anni '60 ancora ingenuo, in cui nessuno chiudeva la porta a chiave (ma sar&amp;agrave; stato vero? Io ne dubito sempre), si beveva con moderazione e magari si poteva fare con tranquillit&amp;agrave; una passeggiata a Londra senza temere per la vita anche a notte fonda, ed un mondo moderno che invece &amp;egrave; tutto meno che ingenuo, moderato e sicuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Di Julian Fellowes ho recensito anche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/angolodijane/11996406.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Snob&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>beat</category>
        <category>julian fellowes</category>
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        <category>un passato imperfetto</category>
            <pubDate>Tue, 06 Aug 2013 09:23:22 +0100</pubDate>
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