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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040</id><updated>2009-11-10T12:07:04.061+01:00</updated><title type="text">lapiccolacuoca</title><subtitle type="html">Brillat-Savarin (1755-1826): dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei. Oltre a mangiare io cucino e quindi lavoro affinchè tutto dopo si trasformi in cacca. Forse è Pop-art. Non è una blogcosa seria. Ma fondamentale sì.
(illustrazione: Massimo Giacon)</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>195</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/Lapiccolacuoca" type="application/atom+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-987083005813333187</id><published>2009-11-02T07:12:00.003+01:00</published><updated>2009-11-03T11:47:52.756+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La mia India" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="De rerum culinaria" /><title type="text">Gli indiani a tavola</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s1600-h/images2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399583717939515650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 96px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s400/images2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La nonna Teresa diceva sempre 'paese che vai, usanze che trovi' oppure 'tanti paesi, tante usanze'. Ero piccola e m'affascinava il suono della parola 'usanza'. Tuttora è una parola che mi intriga molto. Ha un suono esotico e stravagante, che il suono di 'rito', 'costume' e 'abitudine' non possiede. C'è la visione della tolleranza, non così comune, della capacità d'adattamento e di comprensione degli altrui costumi. Perché si è intimamente consapevoli della difficoltà di comprendere e capire il diverso. E' una piccolo dizionario della sopravvivenza del viaggiatore nei territori degli altri. Si accede al viaggio solo se si è mentalmente aperti. Paradossalmente questo detto da un lato immagina l'essere umano aperto e socievole, dall'altro è un avviso ad alzare la soglia d'attenzione, perché fuori dal proprio villaggio esiste una varietà assoluta di abitudini e usanze. Perché il bipede senziente, si sa, è assai creativo. Di fondo ciò che accomuna gli umani è innanzitutto la sussistenza, quindi procacciarsi il cibo e mangiare. E mentre su come ci si procacci il cibo le tipologie s'assomigliano un po' tutte (caccia, pesca, agricoltura, allevamento), le differenze sostanziali sorgono quando il cibo viene manipolato e consumato. Queste due attività vengono confinate in spazi precisi: la cucina e la tavola. In Occidente, come pure in Oriente, lo sviluppo delle preparazioni e cotture ha avuto un lungo percorso. Lo stesso discorso vale per il consumo del cibo dove la ritualità del pranzo in tavola, la maniera di mangiare e l'apparecchiatura configura gruppi e classi sociali. Se avete un minimo di senso critico e d'osservazione su come le persone mangiano, arrivate a conoscere con estrema esattezza la loro provenienza sociale, senza bisogno di chiedere informazioni. Da come impugnano le posate, a come portano il cibo alla bocca, dalla masticazione al sorseggiare le bevande, s'intuiscono tipologie umane e sociali. Varcate le soglie d'Oriente, il proprio spirito critico e d'osservazione evapora, perché sfugge completamente la catagolazione antropologica, a meno che non si studino storia e cultura del luogo. Ci sono tantissimi Orienti ed entrando nei luoghi adibiti alla consumazione, la prima cosa che balza agli occhi è che non ci sono posate, almeno non quelle a noi conosciute. E' un po' come essere capitati nel XVI sec. dell'Occidente (dove l'unica vera posata era il coltello. Il cucchiaio ha avuto alterne fortune, mentre la forchetta appare all'alba del Rinascimento). Nell'Estremo Oriente si mangia con le bacchette, mentre in India si usa solo la mano destra, perché la sinistra serve per lavarsi le parti intime. L'India, culla della civiltà indoeuropea, è rimasta fieramente attaccata alle proprie arcaiche usanze, quasi fosse in uno spazio atemporale. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il cibo viene servito su una foglia di banana e la varietà dello stesso dipende dalla regione in cui uno si trova. Ovunque il terroir ha un enorme importanza, ma in India è fondamentale. Tutto è preparato in giornata, quello che rimane non viene mai riscaldato il giorno dopo. La mancanza di frigoriferi in un clima caldo umido impedisce la conservazione della rimanenza. L'acqua viene sempre fatta bollire, data la penuria di acquedotti. Le verdure sono generalmente stracotte e rare sono quelle servite crude. L'insalata indiana è composta da pomodoro, cetriolo e cipolla tagliata a fette grosse e servita con peperoncino verde. Tutte le lattughe crude sono guardate con estremo sospetto. L'abbondante uso di spezie è una caratteristica comune dei paesi caldi. Il piccante ha un alto potere disinfettante e aiuta a tenere lontano le malattie. Si comprende quindi l'uso e l'abuso del masala (quello che noi chiamiamo curry e che in verità è una pianta) che è composto di base da cinque spezie: curcuma, cannella, coriandolo, cumino e pepe nero e l'aggiunta di altre a piacere. Ogni sposa prima della dote porta la conoscenza della propria ricetta di masala, che è passata di generazione in generazione, che ha varianti su varianti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Si diceva che gli indiani in genere mangiano usando la mano destra. A inizio e fine pasto le mani vengono sempre lavate. Esiste poi una precisa manualità per prendere il cibo e portarselo alla bocca, senza sbrodolarsi e impiastricciarsi. Non c'è il concetto di sedersi a tavola e mangiare tutti assieme. Non esiste cioè il concetto di tavola come la intendiamo noi. Mentre noi viviamo l'evento iniziando dalla tavola e dalla conseguente consumazione del cibo per poi passare a intraprendere le relazioni sociali quale conversare, ballare e bere, in India accade l'esatto contrario. Prima si beve, ci si intrattiene attraverso la conversazione (gli indiani sono molto socievoli e prolissi), indi si danza e si canta e solo alla fine ci si siede e si consuma velocemente il pasto e ci si saluta appena finito di mangiare. Mentre si mangia non si fa conversazione, si mangia in silenzio. Quando l'indiano viene messo in condizioni 'occidentali' fa estrema fatica a mangiare e conversare insieme. Come se i due atti andassero in conflitto. L'indiano inizia a parlare prolisso senza toccare il cibo in tavola, che immancabile si raffredda.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Gli uomini si siedono a terra sulle stuoie, o più semplicemente sulla nuda terra (contadini e artigiani), vengono serviti e mangiano per prima. Le donne mangiano quando hanno fame oppure con i figli, i bambini vengono nutriti a parte. Questo in generale. In particolare: gli indiani sono immensamente formali, chiusi in piccoli gruppi, in caste e sottocaste, e ogni casta ha una sua peculiare modalità d'assunzione e consumazione del cibo. I contadini hanno un loro modalità e maniera nel mangiare, gli artigiani un altro, i commercianti un altro ancora e così via. Nella stessa casta dei brahmini le differenze sono enormi. Non è solo la qualità che fa la differenza di casta, è soprattutto la quantità di pietanze e la varietà che determina il tessuto sociale e gli accorgimenti che dimostrano al ricchezza o la povertà della propria casta. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In questi ultimi due decenni si sta assistendo alla rivoluzione di usi e costumi dovuto all'influenza dell'Occidente. Nelle città l'introduzione del piatto, delle posate, della tavola e delle sedie, ha fatto sì che subitanenamente in due generazioni (a parte ovvio i ricchissimi, categoria che qui non si prende in esame) ci sia stata un'estrema evoluzione nella dimestichezza dell'uso delle posate, delle ceramiche e dei vetri. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Rimane la vastità dell'India rurale che continua tuttora a sedersi sulla stuoia in terra, a usare la mano per mangiare il riso e il dhal e l'incredibile varietà di verdure speziate, dove il metallo e la terracotta in cui servire il cibo sono i materiali predominanti. Lentamente (troppo lentamente) si sta cercando di risolvere il problema di una fame atavica. Esiste una enorme divergenza tra il il nord afflitto da una povertà disperata ed endemica e il ricco sud, dove la stessa ha un aspetto molto più dignitoso e sereno. Non è difficile capire che il cibo non ha ancora assunto valore di piacere che l'abbondanza comporta. Quando si ha tutto solo allora si cerca il meglio. Qui si è alle basi: il cibo serve ancora semplicemente al sostentamento. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-987083005813333187?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/987083005813333187/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=987083005813333187" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/987083005813333187" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/987083005813333187" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/11/gli-indiani-tavola.html" title="Gli indiani a tavola" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s72-c/images2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8296164651191736476</id><published>2009-06-30T13:05:00.005+02:00</published><updated>2009-06-30T14:49:43.346+02:00</updated><title type="text">Cambiare non è trasformare</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 94px; height: 141px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s400/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353094808603691426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' si gira per i tavoli, si intrattiene amabili conversazioni con i clienti, tutti facoltosi, intelligenti e preparati, e si pensa e si elabora molto di quello che viene detto. Tutti dicono che ci sono grandi cambiamenti e bisogna aspettare che l'onda malefica passi. Si dice banalmente che il male debba esistere affinché si capisca il bene, e si migliori. Si dice che l'economia è ciclica e che le crisi servono al mercato per fare pulizia. La crisi, m'ha detto un ricco signore indiano, serve per capire cosa non va anche dentro. Ci sono molte cose che non vanno in questo sistema, e bisogna metterle tutte a posto senza fare troppi danni. Cambiare non è trasformare. M'ha detto il ricco signore indiano, qui bisogna capire se si vuole cambiare o semplicemente trasformare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così chiaccherando l'altro giorno su FF, son finita che ho rivisto Simon Le Bon (&lt;a href="http://www.trentamarlboro.splinder.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0); "&gt;è sempre stato un ciccione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che cantava al party di Berly, con quest'ultimo che girava per i tavoli, vestito da Tony Manero (giacca bianca, camicia nera, che Scarface sia dannato per l'estetica che ha influenzato e influenza tuttora tutte le generazioni a venire di mafiosi/camorristi tamarri, nuovi ricchi. Volete mettere la classe del Padrino?). &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In quel momento ho capito che epigoni degli anni '80 erano sopravvissuti e non lottavano per niente assieme a noi. Anzi. Poi mi muore Michael Jackson.  Gli stessi anni '80 finiscono nella tragedia di una star che ha rappresentato una generazione marchiata dall'egomania e dall'addizionamento di successo, di sostanze e di denaro. Un uomo che si sottoponeva infaticabile alla trasformazione di se stesso, pur di non ammettere di avere delle  malattie di cui probabilmente provava orrore.  Pur di non cambiare niente di se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se si possa fare un decalogo degli anni '80 e di cosa abbiano comportato a livello storico. Di sicuro per me, sono stati anni che hanno impoverito in maniera drammatica il senso della politica. Così tanto da ritrovarci, che per far nascere un partito, che dovrebbe fare opposizione a Berly (e alla sua visione anni '80, finiti ma mai morti sul serio, almeno non in patria) si stia rivelando operazione sempre più complessa. Tanto complessa che si fanno assemblee su assemblee, per ribadire concetti che tutti dicevano sorpassati, per ridire cose che davo per scontato, per ribadire ideali che si credevano antichi e invece sono tuttora attuali (e a volte ho la sensazione di essere catapultata in pieno negli anni '70). Penso però che non è ancora momento, non è ancora abbastanza, bisogna diventare più poveri, molto più poveri. Perché se ci sono speranze di fare riforme, e quelle riforme non vengono mai attuate, allora è tempo di cambiare. Ma tanto. E' vero che la trasformazione parte dal soggetto. Ma trasformare non significa cambiare. Perciò quando c'è la speranza e non si fa affidamento ai sogni, si fa affidamento al domani. Quando si è poveri, non ci sono speranze, non ci sono validi motivi per posticipare il cambiamento. Ma io non lo so se domani è un altro giorno. Mi pare che siano tutti uguali questi giorni qui. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8296164651191736476?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8296164651191736476/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8296164651191736476" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8296164651191736476" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8296164651191736476" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/06/cambiare-non-e-trasformare.html" title="Cambiare non è trasformare" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s72-c/images.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-142120824678572612</id><published>2009-05-25T19:57:00.006+02:00</published><updated>2009-05-26T12:30:22.223+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">Zeitgeist 3</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s1600-h/s249.mcag.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 243px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s400/s249.mcag.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339828364056093890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamo che sposo l'opinione di &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2165.php"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;Lia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; perché &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;'o rattuso&lt;/span&gt; a me ha sempre fatto abbastanza schifo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimane che c'è qualcosa che non mi torna. Non mi torna che non si parli più di crisi economica, di terremotati, di Mills. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto 'sto gran parlare, spettegolare, dichiarare, strombazzare e non trombare m'ha fatto riflettere che l'ultimo caso dove si sono smosse le coscienze degli italioti, è stato il caso Englaro. Ecco. Il caso Letizia è uguale al caso Englaro. Pensateci: due giovani donne con due destini completamente differenti. Accomunate solo dal fatto di essere finite loro malgrado sulle pagine di tutti i giornali, volenti o nolenti. E fateci bene caso: il loro padre era un socialista. Ripeto: due casi completamenti diversi. Eppure...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La dicotomia è quella: eros &amp;amp; thanatos. Pensateci bene e a lungo. Credete che bisogna smettere di parlare di Noemi Letizia? come s'è smesso di parlare del caso Englaro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna continuare a battagliare sul caso Letizia. E' importante comprendere quanto siamo lontani dal concetto di essere persone civili, di diventare esseri civici e di progredire a soggetti politici. Siamo lontani anni luce dalla democrazia. Stiamo ancora all'alba del pensiero umano. Rimaniamo sempre lì, sullo stesso palcoscenico a recitare ancora e ancora il medesimo grottesco melodramma. Con &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;'0 rattuso&lt;/span&gt; che rantola e rotola. Like a rolling stone. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-142120824678572612?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/142120824678572612/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=142120824678572612" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/142120824678572612" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/142120824678572612" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/zeitgeist-3.html" title="Zeitgeist 3" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s72-c/s249.mcag.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5230322789096783358</id><published>2009-05-18T14:36:00.007+02:00</published><updated>2009-05-18T21:07:06.548+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La mia India" /><title type="text">Prendi un paese che</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 127px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s400/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337151584532633090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;abbia 1 miliardo di persone, di cui il 72 % di giovani e che vadano a votare. Prendi un partito guidato da un uomo giovane che dice che vuol cambiare, che vuole portare il proprio paese fuori dalla povertà, che bisogna incentivare scuole, ospedali, strade, che bisogna lavorare uniti contro il terrorismo, contro le caste, contro le fazioni religiose, contro tutte le intolleranze, che bisogna lavorarci su tanto, che bisogna combattere la corruzione a tutti i livelli, e bisogna essere uniti per farlo. Che vada villaggio per villaggio a spiegare questa visione politica. In India. Piena di fame e di caste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi prendi la sua famiglia. Una famiglia che ha per certi versi lo stesso destino dei Kennedy. Sempre stata al governo, sempre fatto politica. Dove la morte cammina al fianco del potere. Il padre è morto in un attentato nel Tamil Nadu ad opera dei separatisti delle Tigri del Tamil. La nonna è stata fatta fuori dalle proprie guardie del corpo Sikh. Una famiglia che ha fatto la Costituzione Indiana. Che ha combattuto per l'unificazione e la liberazione dell'India. Che ha assaggiato il tradimento di alcuni familiari: i cugini fanno parte del partito dell'opposizione, una destra intransigente nazionalinduista.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi prendi la madre Sonia  e la sorella Priyanka. Due donne forti e poco propense al compromesso ma assolutamente contraddittorie. La madre, che tanto avversava la politica, si ritrova a guidare l'India, senza tanto volerlo. Non si capisce se lo fa per dovere nei confronti della memoria di una famiglia o se ne subisce la leggenda. E non solo la madre,  la sorella Priyanka dice di non volere entrare in politica. Di fatto è l'intelligenza grigia, quella che gli scrive discorsi e pare gli detti le linee da seguire, molto amata e stimata, che tutti vorrebbero entrasse in politica, perché dicono questo è il suo karma: seguire le gesta della nonna Indira e del bisnonno Nerhu. Eppure se ne sta defilata, quasi fosse ancora in lutto per l'assassinio del padre, come se non volesse sentire il richiamo della storia della famiglia, come se volesse avere una vita normale di una persona normale. E' la sua intelligenza carismatica a non essere tanto normale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest'uomo si chiama Rahul Gandhi. Ha 38 anni. Ha appena stravinto le elezioni, contro ogni previsione. Quasi fosse un'altra valanga Obama, senza avere però niente in comune. Dice che vuole cambiare il suo partito, vuole ringiovanirlo, vuole un'India moderna, vuole un'India da primo mondo e non più terzo. Ci riuscirà perché ha il 72% della popolazione che ha la sua età, se non più giovane. Poi andrà al potere. Adesso dice che vuole solo fare il segretario del Congress Party. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'India spettano 5 anni di governo stabile, forse noioso, ma con una visione della politica ben precisa. 1 miliardo di persone. Tranquille e serene che ce la faranno. Rahul Gandhi il Giovane le guiderà. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;p.s. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://milleorienti.wordpress.com/2009/05/17/dopo-le-elezioni-ecco-quale-sara-lindia-del-futuro/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; un'analisi dettagliata delle elezioni indiane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5230322789096783358?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5230322789096783358/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5230322789096783358" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5230322789096783358" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5230322789096783358" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/prendi-un-paese-che.html" title="Prendi un paese che" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s72-c/images.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7217640251280829194</id><published>2009-05-14T13:56:00.007+02:00</published><updated>2009-05-16T17:05:47.615+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="De rerum culinaria" /><title type="text">La solitudine dei primati porta numeri</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s1600-h/copt13.asp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335661105502621410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 80px; CURSOR: hand; HEIGHT: 128px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s400/copt13.asp.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono stati giorni belli pieni, perché se qualcuno non lo sapesse, qui si lavora e non si cazzeggia. Si è rifatto tutto il menù. La costruzione di un menù in India presuppone che ci si ricordi dei vegetariani. Ed è una cosa che in Occidente uno chef normale manco ci pensa. Non è possibile che la gente non si abbotti di salumi, di carni e di uova. Come si fa a vivere di verdurine? si chiede sconvolto uno chef normale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Adesso dopo due anni ho capito quelle due cose e ho diviso il menù in tre sezioni: vegetariano, di carne e di pesce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho la mania (vezzo?) di scrivere il menù mettendo l'articolo alle pietanze (tipo: Il filetto di manzo con la purea di patate agli agrumi) ed è un vezzo (mania?) che ho ereditato da Carla Sozzani (10CorsoComo a Milano, dove ho passato quasi tre anni della mia vita professionale). Devo dire che ha faticato molto a convincermi ma con il senno di poi penso avesse ragione. L'articolo dà un'identità al piatto, lo impreziosisce e gli conferisce importanza. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dopo aver scritto il menù si va alla costruzione del piatto: cosa ci sta dentro, quanto e come.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il cosa: le materie prime. Il quanto: la grammatura. Il come: l'estetica.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Detta così sembra semplice e facile. In verità è il lavoro di preparazione di ricerca delle materie prime, di pezzatura, di cottura, di presentazione che costruiscono la tua cucina. Poi tu puoi anche copiare mille menù e mille ricette, ma alla fine non ne vale la pena, ti costa doppia fatica, perché il piatto che hai visto non potrai mai riprodurlo fedelmente. Magari i colori e gli assemblamenti. Forse ma poi c'è il fatto indiscutibile che ogni chef ha un suo gusto e un suo palato ben definito. E se anche vuoi copiare, tipo che vedi una foto strafiga fatta in un ristorante in Italia e tu sei in un'altra parte di mondo (esempio egotico in India), capisci che tu quella roba lì NON la potrai mai fare. Perché non potrai mai trovare quel taglio di bue, o di manzo. Non potrai mai avere quella misticanza meravigliosa, che in India  te la scordi la misticanza, ci puoi fare dei sogni sulla misticanza. E' qui che scatta la nostalgia dei prodotti introvabili, delle erbe semi-sconosciute e t'arriva la solitudine da primate, che sta sfinente osservando l'orizzonte del deserto dei Tartari. Hai voglia a convincerti che in verità l'unica cosa che non hai è proprio la solitudine,  perché stai sempre in mezzo alle persone/clienti e vivi con la brigata (cioè tutti i componenti della cucina che tagliano e cuociono per te e tu stai al pass e controlli che i piatti siano come da foto scattata mesi prima, alias standardizzazione del prodotto). Hai voglia a dire e disfare e rifare e controllare e incazzarti e rifare e bestemmiare. E lo straniamento che provi, ogni qualvolta che arrivi al tavolo del cliente, tu, primate sorridente (ovvio non con il sorriso falso che se ne accorgono subitosubito ma inalberando il sorriso vero che devi crederci fino in fondo, se no, non ha molto senso) quando t'accorgi in un millesimo di secondo dei numeri che hai dovuto fare, affinché quel piatto risultasse bello così; quello straniamento dicevo, si tramuta d'un botto e di nuovo in solitudine. Da essere umano, che umano non è più da abbastanza tempo, non si sa da quanto, perché ti sei trasformato in una macchinina da produzione molto profescional. Soprattutto intuisci che quel piatto lì non valeva tutta la fatica e l'ardore che tanto scomparirà nel giro di 10 minuti. Lo rifarai mille volte, sempre identico, dicendo sempre le stesse cose, incazzandoti sempre per gli stessi motivi, ma il cibo sparisce sempre. Questa accecante consapevolezza ti porta sottilmente a dare numeri, che non sono mai primi, neppure secondi. Anzi non sono più numeri, sono solo pietanze, milioni di pietanze che spariscono, mangiate, divorate, lambite, criticate o apprezzate.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Era per dire che ho finito di leggere &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;La solitudine dei numeri primi.&lt;/span&gt; Indigesto? &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' perché prima avevo divorato &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Infinite Jest&lt;/span&gt;. Che invece è un piatto costruito così bene e così armonioso che dentro ci puoi trovare in una sola frase tutti i sapori del mondo. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7217640251280829194?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7217640251280829194/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7217640251280829194" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7217640251280829194" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7217640251280829194" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/la-solitudine-dei-primati-porta-numeri.html" title="La solitudine dei primati porta numeri" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s72-c/copt13.asp.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4329134555405143939</id><published>2009-05-03T16:55:00.004+02:00</published><updated>2009-05-03T21:17:59.802+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mio ombelico" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">La Storia</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi PuzzoJoshua ha iniziato a camminare con le sue gambette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Miriam Raffaella Bartolini (in arte Veronica Lario) ha chiesto il divorzio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pare il caso di affermare che oggi 3 maggio 2009 sia una giornata storica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4329134555405143939?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4329134555405143939/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4329134555405143939" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4329134555405143939" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4329134555405143939" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/la-storia.html" title="La Storia" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4232774654091355331</id><published>2009-04-25T06:24:00.016+02:00</published><updated>2009-05-01T11:55:46.515+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amarcord" /><title type="text">Kato Shuichi</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s1600-h/kato.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328523317772431122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 162px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s400/kato.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfKc1rW9rxI/AAAAAAAAAX4/OhM778EaE8Q/s1600-h/images2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Conobbi &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sh%C3%83%C6%92%C3%A2%E2%82%AC%C2%A6%C3%83%E2%80%9A%C3%82%C2%ABichi_Kat%C3%83%C6%92%C3%A2%E2%82%AC%C2%A6%C3%83%E2%80%9A%C3%82%C2%8D_(critic)"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(255,0,0)"&gt;Kato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei&lt;/span&gt; (ché io lo chiamavo Maestro e così per me è rimasto) nei miei primi anni universitari a Venezia ed era un essere piccolo, tenero e curiosissimo, che faceva domande su cose che allora ti sembravano buffe davvero. Del tipo: perché i camini di Venezia avevano quell'aspetto lì e perché erano stati costruiti così. Era curioso su tutto: su di te, sulla tua vita, sul perché credevi nel comunismo. Su cosa avevi letto, quanto e quando, ti chiedeva di tutto. E poi pensava. Di fronte alla Giudecca alle Zattere, seduto al bar dove l'avevo portato a mangiare il gianduiotto da passeggio (un gelato al gianduja con la panna, una roba buonissima che si mangiava solo lì e che a lui piacque tantissimo, tant'è che divenne in seguito una sorta di appuntamento pomeridiano davanti al gianduiotto a discutere dei destini del mondo, e si facevano mille ipotesi su futuri possibili), fui io a chiedergli perché fosse diventato comunista lui (o almeno quello che allora si pensava essere comunista, volere una società non divisa per classi, per nazioni, per etnie. Di questi tempi la definizione corretta sarebbe libertario di sinistra). Rise rilassandosi e mi raccontò che quando era giovane gli piaceva un sacco andare da solo al cinema. Stava guardando un film quando entrò una banda di militari nazionalisti che aveva agguantato un giovane seduto a poche file da lui, l'aveva preso, trasportato fuori mentre questo urlava &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;abunaiabunai&lt;/span&gt; (aiutoaiuto) e picchiato selvaggiamente. Gli urli erano cessati in pochi secondi. Gli spettatori rimasti in sala s'erano rattrappiti sulle sedie e allora lui, con la straordinaria incoscienza della gioventù, s'era alzato ed era uscito a vedere se &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;abunaiabunai&lt;/span&gt; fosse ancora vivo. Una massa di sangue giaceva a terra e scoprì che era uno scrittore dissidente che divenne poi suo grande amico. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, lì davanti a quel corpo sbrandellato, &lt;em&gt;Sensei&lt;/em&gt; comprese lucidamente che lui era giapponese e viveva in un regime nazional-imperialista. Era fiero di essere giapponese, ma non poteva spartire niente delle sue intime convinzioni con un regime che della violenza, del razzismo, dell'imperialismo e della mancanza di libertà faceva bella mostra. Lui era un pacifista convinto e lottò tutta la sua vita affinché gli altri, giapponesi e non, capissero che con le guerre il nulla avanzava, e pacifista rimase sino alla fine. Quando si laureò in Medicina diventando ematologo, andò a Hiroshima per curare una serie di malattie sconosciute allora alla scienza, dovute alle radiazioni. Ne rimase così colpito e impressionato da avere una dolorosa crisi di coscienza, tanto che cambiò lavoro, perché il mondo doveva sapere che la guerra e la stupidità umana non dovevano progredire. Divenne negli anni del dopoguerra uno dei maggiori studiosi giapponesi, amico fraterno di grandi scrittori e grandi poeti, egli stesso scrittore e poeta. Conosceva una quantità di lingue e le parlava tutte benissimo. Aveva una cultura impressionante sia d'Occidente che d'Oriente, un immenso pozzo di conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Uno quando è giovane non sa quando viene toccato dalla Storia (quella roba con la S maiuscola), pertanto solo con il tempo ho capito quanto fosse importante quest'uomo e quanto io sia stata fortunata ad averlo conosciuto e averlo avuto come caro amico, che consigliava, dava dritte sugli autori, diceva cose impensabili ai tempi (del tipo: dell'autore Mishima tradotto e adorato da folle di italioti, Kato &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei &lt;/span&gt;mi disse: lascia perdere, scrive neanche tanto bene, diciamo che scrive retorica stillata in forma quasi epica, ma scrive un monte di cazzate). La sua &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;amp;xy=kato+shuichi"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Storia della letteratura giapponese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; è il miglior libro di divulgazione scritto sul Giappone da tempi immemori e su cui schiere di nippologi si sono formate. Stette a Venezia per un anno come visiting professor e ci insegnò BENE. Fu l'unico insegnante che mi insegnò la Poesia. Per dire. E non li trovi in giro insegnanti così. Difficilissimo. Mi disse che l'Italia (che lui e Midori la sua compagna avevano percorso in lungo e in largo) era una nazione antichissima, piena di Storia, colma di sedimenti umani, che non c'era luogo meno selvaggio e naturale del Bel Paese e che sì era davvero un bel paese e che noi italiani così refrattari al patriottismo in verità eravamo nazionalisti in modo sconcertante SOLO sul cibo. Una caratteristica che lui aveva trovato travolgente e unica. Mi fece l'originale confidenza che riteneva gli italiani degli animali politici in nuce. Nel senso che avevano scritto nel loro DNA il senso del compromesso e dellla mediazione. Gli dissi che difatti avevamo un governo stabilissimo sebbene ballerino. E discutemmo di quanto Italia e Giappone per certi versi si somigliassero: il senso del clan, della famiglia, del cibo, del destino precario, del fatalismo innato, del terremoto, della sublime ironia e della tragedia imminente.&lt;br /&gt;L'ultima volta che ci vedemmo fu sempre a Venezia negli anni '90. Era invecchiato assai, ma possedeva sempre quella limpidezza e precisione intellettuale, sua caratteristica peculiare, tanto che finimmo per parlare di politica. Ci raccontammo e ci dicemmo degli ultimi film e libri letti, di quello che sarebbe accaduto dopo la caduta del muro di Berlino. Parlammo della fine del comunismo. Ma ci dicemmo che le utopie buone non muoiono mai. Si evolvono in altro. Poi ieri in questo sito &lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt;&lt;a href="http://milleorienti.wordpress.com/2009/01/08/omaggio-a-un-grande-uomo/"&gt;qui&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;ho scoperto casualmente che il mio &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei&lt;/span&gt; è morto.&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Piango e rimpiango la sua profonda cultura d'altri tempi e l'intelligenza proiettata verso il futuro, la sua coscienza diversa e la sua sensibilissima capacità umana d'amare e farsi amare, perché solo ora capisco quanto sia difficile avere bravi insegnanti e camminare con la Storia. E di tutto quello che lui ha insegnato a me e a mille altri come me di certo il suo passaggio su questa Terra non è stato vano: che ne abbiamo fatto tesoro e impariamo giorno dopo giorno quanto avesse profondamente ragione. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Grazie &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei,&lt;/span&gt; che tu possa mangiare mille gianduiotti di là alle altre tue mille vite.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;p.s. Ringrazio sentitamente &lt;a href="http://giuliozu.blogspot.com/"&gt;Giulio&lt;/a&gt; che m'ha fatto l'editing del post stracolmo di refusi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4232774654091355331?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4232774654091355331/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4232774654091355331" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4232774654091355331" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4232774654091355331" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/kato-shuichi.html" title="Kato Shuichi" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s72-c/kato.bmp" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4724931846168248567</id><published>2009-04-15T07:11:00.008+02:00</published><updated>2009-04-25T10:18:10.770+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PuzzoJoshua" /><title type="text">PuzzoJoshua sul terrazzo verde</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s1600-h/DSC01357_2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s400/DSC01357_2.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325367595059103202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PuzzoJoshua diventa ogni giorno più socievole e sorridente, del resto s'addormenta con il verso dei geki e si sveglia al suono della foresta che all'alba si stiracchia e riprende a lavorare. Si sa: quando si sveglia lui dobbiamo svegliarci noi che se non ci svegliamo strilla arrabbiato, che lui non ha nessuna pazienza d'aspettarci a stomaco vuoto. Ad Auroville la piccola famiglia vive in una casetta al secondo piano in mezzo agli alberi verdissimi che circondano un ampio terrazzo dal pavimento verde.  Al piano terra ci vive la famiglia indiana proprietaria della casetta con due bambini molto simpatici: Ajith e Jagan. PuzzoJoshua adora quest'ultimo ed è amorevolmente ricambiato, è noto che l'amicizia non conosce età. PuzzoJoshua pare che passi ore ad aspettarlo e appena sente dei rumori provenienti da sotto, si precipita a salutare sporgendosi dalla ringhiera di legno sui piedini grassocci e inizia a ciarlare in una lingua antica perché PuzzoJoshua parla la madre di tutte le lingue, e tutti gli rispondono nella medesima lingua che poi è l'esperanto infantile, non ci vogliono inutili dizionari e fallaci traduzioni. E' una linguaggio universale e gli umani quando sono corti la usano, poi crescono e se la scordano. PuzzoJoshua ha un udito finissima e appena sente la voce di Jagan il suo amichetto preferito, si precipita alla ringhiera felice e lo chiama cosicché i due fratelli salgono, lo prendono e se lo portano via. Oppure passano ore a chiacchierare con lui sopra e loro sotto facendo versi nella loro lingua comune e PuzzoJoshua ride tutto contento e loro pure. Ridono e ridono, innocenti come sanno essere solo le persone corte che si perdono a ripetersi per ore e a farsi facce e boccacce divertendosi un mondo. PuzzoJosua si mette la testa tra i paletti di legno e si tira su battendo eccitato i piedini e partono a parlarsi nella più antiche delle lingue, fatta di tantissime vocali e pochissime consonanti, raccontandosi mille storie.  In mezzo alla giungla questi suoni appaiono come i versi di una lingua che non conosce il sangue, la malattia e la morte. Ed è forse la lingua degli dei senza tempo sorridenti che dell'innocenza e dell'empatia tra i viventi sono promotori, ben contenti e felici d'assistere all'allegro e gioioso spettacolo, essi stessi compiacenti e ridenti della risata di bimbi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4724931846168248567?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4724931846168248567/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4724931846168248567" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4724931846168248567" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4724931846168248567" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/puzzojoshua-sul-terrazzo-verde.html" title="PuzzoJoshua sul terrazzo verde" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s72-c/DSC01357_2.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4017089307773038666</id><published>2009-04-14T09:40:00.001+02:00</published><updated>2009-04-15T19:49:01.651+02:00</updated><title type="text">Zeitgeist 2</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s1600-h/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 204px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s400/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324976001559709826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siccome quando si sta in cucina, si sta veramente lontani anni luce rispetto alla sala, capita che ci si affidi ai camerieri e ci si accorga alla lunga che manipolano in modo irrealistico quello che accade nella stessa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credevo che fossero morti. Ecco anche no. Non sono mai morti e sono sempre tra di noi. E fanno danni. Tanti e troppi. Così aspetto che scoppi il Vesuvio. Poi magari ne riparliamo su come e dove ricostruire senza Gomorra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio che firmo il contratto per stare qui un altro anno. Sul serio. Mica per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4017089307773038666?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4017089307773038666/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4017089307773038666" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4017089307773038666" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4017089307773038666" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/zeitgeist-2.html" title="Zeitgeist 2" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s72-c/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5648057066989542633</id><published>2009-02-20T15:52:00.009+01:00</published><updated>2009-02-21T10:51:06.103+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">Zeitgeist</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s1600-h/image012.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305123973181561042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s400/image012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Parlo per me perché mi rendo conto di quanto mi sia difficile e doloroso far morire anche solo una pianta. Ho ucciso galline, conigli, lucertole per non parlare di rane. Continuo a uccidere zanzare, scarafaggi, mosche e chissà perché non faccio fuori ragni e scorpioni, e devo dire che ho un po' di rammarico ad ammazzar formiche. Quest'ultime uccisioni comunque non mi gettano nello sconforto e men che mai nella colpa cosmica del delitto. Non so spiegarlo ma per le piante ci sto un po' più male, forse perché sto dietro ad accudirle e mi costano fatica. Ma della vita degli insetti poco m'importa e faccio che uccido senza colpa e senza morbosità.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non so se sarei capace di staccare la spina a mia figlia se mai le dovesse accadere che rimanesse assoggettata alle macchine per anni. In-naturalmente. Una cosa così ho tentato di spiegarla agli indiani che m'hanno guardato sconvolti e stravolti: come dire un fatto così &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;qui&lt;/span&gt; è inconcepibile. La morte è uguale alla vita. Ha un suo senso intimo e grandioso. Le macchine non sono ammesse, la scienza si tira indietro, qui non ci sono così tanti soldi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Forse passati 17 anni riuscirei a farlo. Ma non lo so davvero. Forse lo farei in virtù che non potrei stare per così tanto e così a lungo sospesa nella disperante sensazione di sbriciolamento della speranza. Forse lo farei molto prima perché tutto ha un costo e non riuscirei a starci dietro e dentro. Forse e parlo per me.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Così di tutta la vicenda Englaro (ma quanti altri casi simili di cui nulla si sa e di cui tutti ipocritamente tacciamo?), della sua vita (vegetale) del terrificante casino fatto, detto, urlato e conclamato sulla e della morte, qui e ora, a me non resta che la rimembranza di quello che ho letto sui vari blog e visto su iutiubb. Mentre il silenzio sale io invece adesso vorrei parlarne.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A spiegarla bene ci sarebbe da farci un trattato. So di per certo che di trattati sull'argomento ne sono stati scritti. Ci sono dei tempi o il tempo che ti attraversa e tu non riesci neanche a vederne la forma per non parlare dei contenuti. E' il tempo materiale diverso dal tempo spirituale e sta di fatto che esistono zone estreme tra i tempi e in quelle zone lì difficile che entri: la pazzia, la malattia grave, la morte sospesa, il nulla. Di questi temi è inutile parlarne. Bisogna starci dentro e un'idea sussurrante di certo salta fuori.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma sul testamento biologico ho un'idea mia, precisa. Non so se sia l'idea della maggioranza e manco mi frega un cazzo della maggioranza, si sta parlando di una cosa così intima e privata che è la morte mia, che il mondo proprio non ci deve entrare in quella stanza lì. Non ultimo lo Stato e la Legge. E siccome stiamo parlando solo della mia sfera intima bisognerebbe capire con molta sincerità se gli altri fuori da me abbiano rispetto o meno del senso della mia di morte e del senso che io do alla mia di vita. Se bisogna avere rispetto del mio testamento biologico o meno. Allora la Legge ci deve entrare affinché io non abbia da rimanere sospesa nel nulla mentre fuori gli strilloni abbaiano. Perciò voglio avere uno, cento, mille casi Englaro. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Per non giungere ad ascoltare fino alla fine la banalità e la superficialità estrema a cui arriva il male. Per non vedere la morbosità dei media scuotere i palinsesti perché nessuno sa veramente un cazzo della zona oscura. (Sebbene un po' l'avevamo intravisto nei lager. Ma sai com'è: riusciamo sempre a superarci).&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Voglio che si ragioni a mente fredda. Voglio che si trovino delle soluzioni possibilmente rispettose del proprio volere o non volere nell'andare incontro alla propria fine. In modo dignitoso o meno. Ma bisognerebbe permettere ad ognuno il &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;rispetto&lt;/span&gt; della scelta propria e altrui. Voglio che il mio testamento biologico abbia un valido valore giuridico, e la Legge quindi avrebbe un senso, vero e preciso, perché mi sosterrebbe e mi proteggerrebbe. E' questo che deve fare il mio Stato, mi deve stare vicino quando più sono indifesa dando l'aiuto ai miei famigliari che ne avranno di sicuro bisogno. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Se per caso passa una diversa e altra legge, lontano da tutto questo, me ne sto in esilio forzato, che questo Stato non mi rappresenta, non mi aiuta e reprime in modo assolutistico le decisioni della mia vita intima. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://http://falsoidillio.splinder.com/post/19785329/il+calcolo+dell"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,153,0)"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; la sublime chiarezza di Idillio e &lt;a href="http://miic.livejournal.com/165660.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(51,51,255)"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; il discorso di Veronesi per il riassunto dei vostri giorni schiamazzanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E ancora: su tutta la tragedia di un partito che sta morendo quasi fosse un'altra metafora dell'oscuro Zeitgeist che si sta abbattendo sulla mia terra, mi viene da scrivere &lt;strong&gt;dovere&lt;/strong&gt;. Bisogna avere il dovere di pensare a quello che stiamo facendo e dove vogliamo andare nel futuro. Se vogliamo stare sulla panchina ad aspettare il prossimo treno che non si sa se arriverà mai, perché magari l'hanno anche sopresso e nessuno c'ha avvisato, oppure se vogliamo prendere le nostre borsette, disfarle e rifarle per rimmetterci di nuovo in viaggio. A farci del male ci stiamo provando da troppo tempo. Sarebbe ora che ci volessimo un minimo di bene. Sarebbe ora di metterci lì e fare un bel programma con pochi punti, (me ne bastano cinque, uno all'anno va bene) ma che siano balzi in avanti e non 10 indietro. Programmi con priorità vere. Basta stronzate. Con un capo carismatico vero perché basta grandi lider. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/509195"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Q&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/509195"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;ui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; c'è un ottima e valida opinione da sostenere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5648057066989542633?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5648057066989542633/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5648057066989542633" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5648057066989542633" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5648057066989542633" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/02/zeitgeist.html" title="Zeitgeist" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s72-c/image012.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2834947627069748337</id><published>2009-01-20T21:01:00.005+01:00</published><updated>2009-01-21T11:55:04.844+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">Il futuro</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s1600-h/images-2.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 100px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s400/images-2.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293469819550105522" /&gt;&lt;/a&gt;S'è impappinato e s'è messo a ridere che quasi non ci credeva neanche lui che era lì a giurare ma poi però ha fatto un bel discorso. Speriamo che la speranza si sa non fa mai male. Mica ci stiamo a illudere. Per dire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2834947627069748337?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2834947627069748337/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2834947627069748337" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2834947627069748337" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2834947627069748337" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/01/il-futuro.html" title="Il futuro" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s72-c/images-2.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3395126304692451336</id><published>2009-01-20T08:35:00.013+01:00</published><updated>2009-03-05T11:19:28.850+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mio ombelico" /><title type="text">Rientrare non è mai ritornare</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293363599992019058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 88px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s400/images-1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono arrivata che era tutto bianco, silenzioso e freddo e mentre si andava verso Milano dalla Malpensa il paesaggio era così ovattato, onirico, freddo e gelato che mi sono rappresa in un completo spaesamento. Che non si è risolto nei giorni a venire anzi si è trasformato in una sorta di buco spazio-temporale. Dove la notte stavo sveglia e sentivo l'India incasinata e feroce e di giorno vedevo immagini rarefatte in bianco e nero d'un mondo in decadenza. E per fortuna che ero circondata da amichette amorevoli e amichetti affettuosi (che oltre alla famiglia sono stati gli unici motivi per cui non sono risalita subitosubito sul primo aereo che caracollava sulle piste in partenza). Continuavo a guardarmi intorno con fare circospetto, che non riconoscevo nulla e stavo sempre più cadendo in un oblio triste. A parte che venivo dal caldo, il freddo intenso m'ha congelato i neuroni per parecchio tempo, l'impressione unica è stata che l'Italia è un paese per vecchi. Un pomeriggio a Milano sono salita sulla circolare 90 sembrava che stesse portando in giro tutta Villa Anni Azzurri. Non c'era un bambino. Magari ho sbagliato pulman mi son detta e li ho guardati bene e sembravano soli, incazzati e ammalati. E volevo dirci ma insomma avete tutto, avete l'acqua potabile, addirittura l'acqua calda, avete chi vi viene a prendere le immondizie, le strade non sono pulitissime ma va bene, avete un medico e anche una pensione (forse anche no, ma se state sull'autobus alle 4 ce l'avrete pure una cazzo di pensione giusto? fate un giro panoramico della città a sbafo?), avete la lavatrice, il frigo, la tv, la macchina eppure state soli e incazzati. Ma perché? Ma venite in India e poi me la raccontate.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ripeto: non c'era un bambino. Ora capisco che faceva freddo e i bambini devono stare chiusi in casa altrimenti prendono freddo e si ammalano, ma sembrava di veder il prossimo futuro e neanche troppo distante. Quello che arriva ora, anzi è già adesso. I pochi bambini visti in giro non erano sorridenti. Gli sorridevi e questi stavano serissimi a guardarti dicendoti con gli occhi: cosa cazzo sorridi a fare? Persone corte già vecchie dentro. Tristissimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La parte migliore di vivere all'estero e non capire la lingua madre (non l'inglese mettiamo il tamil o l'hindi, il cinese o il giapponese) è che si perde fortunatamente la vagonata di cazzate che i vari bipedi non-senzienti producono. Si vive insomma di discorsi prioritari, di pochi non-sense e di tante intuizioni sull'umanità in genere e non in particolare. Quando si ritorna nel proprio paese (e si ritorna perciò ad ascoltare i suoni famigliari della lingua madre) ci si sorbisce una miriade di vaccate a cui non si è più abituati e che fanno tutte impressione per vacuità e inconsistenza. Uno spreco di neuroni infiniti nel tentativo di non ascoltare e di andare avanti come se nulla stesse accadendo e invece accade. Accade cioè di sentirsi miserabilmente lontani e soprattutto diversi. Ma non diversi &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;speciali&lt;/span&gt; nel senso di geniali o artistici, proprio diversi anormali e differenti. A tratti ci sono stata male sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho continuato a sentire per anni che la qualità di vita in Italia è alta, ma venendo da fuori io non la so e non l'ho vista tutta quest'alta qualità di vita. Ora che lo dicono quelli che vanno in giro con gli elicotteri con le pale d'oro ci sta. E' che ce la soniamo e cantiamo tra di noi. Poi usciamo e scopriamo un altro mondo. Nel tumore del vivere quotidiano m'è sembrato un popolo prigioniero delle proprie case, chiuso in belle stanze, straziato dal mutuo, strafatto dall'orgia della fattanza del mattone e divorato dalla paranoia dei ladri (ma potrei dire come in India, dove alle finestre mettono le sbarre, roba da prigione dura). Magari poi vai a vedere vale per tutti i paesi del mondo la necessità di avere una casa vera, starci dentro, fare gli stanziali. Ma è una mesta visione del futuro, senza sprazzi di gioia, dove in ultima e triste analisi la materialità è divenuta l'unica unità di misura per descriverci anche di dentro. E mi sono chiesta se c'è un dentro. Non sto mica parlando di essere più o meno superficiali. Sto proprio parlando di priorità vere, uniche, decisive. E non sto tirando fuori il discorso dei valori. Capitemi. Solo un avere e non più un essere e se quell'essere c'è, è stanco e affaticato, a volte addirittura annoiato. Non ho opinioni di come far risalire l'energia di un popolo, e di far vedere che ci sono altri futuri, altri mondi, altre consapevolezze. Non mi chiamo Baraccaobama. Io non ce l'ho una risposta a tutto quello che ho visto e a tratti solo intravisto, ma me ne sono ritornata allegra nelle puzze di Chennai. Prima però sono passata al reparto gastronomico della Rinascente il settimo piano e sono uscita stravolta perché m'ha preso un attacco di claustrofobia. C'era troppa roba, costava tutto carissimo, dei prezzi ridicoli se non addirittura oltraggiosi, e c'erano troppi ristoranti rattrappiti per non dire dei tavoli che stavano incollati l'uno sull'altro e si poteva mangiare con il gomito nel piatto del vicino. Tutto strapieno e affollato. Ma ci scrivo un post meglio e più lungo sul settimo piano della Rinascente.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mi si dice della crisi ma in centro Milano non c'è e non riguarda chi sta in centro. Anzi chiudiamo subito qui la storia: gli italiani hanno doppi fatturati. Quelli dichiarati e quelli in nero. Poi c'è la periferia di Milano e sì i poveri li vedi e li senti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono stata via 2 settimane, ma è come non essere mai partita e poi quando ho rimesso piede in casa a Chennai ho pensato che stavo bene lontano da casa e forse adesso ho capito che rientrare non è mai ritornare e che per farlo ci vuole più fatica. Ma una cosa l'ho capita bene: so che le mie radici è stare con i miei amici e con la mia famiglia. Che nella peggiore analisi è stata la miglior scoperta fatta nei miei ultimi 10 anni di vita. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3395126304692451336?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3395126304692451336/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3395126304692451336" title="14 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3395126304692451336" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3395126304692451336" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/01/rientrare-non-mai-ritornare.html" title="Rientrare non è mai ritornare" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s72-c/images-1.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4540451241405686650</id><published>2008-12-23T17:52:00.004+01:00</published><updated>2008-12-23T17:58:35.218+01:00</updated><title type="text">Buon Natale</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s1600-h/Ho-Ho-Ho.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s320/Ho-Ho-Ho.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283029859379814818" /&gt;&lt;/a&gt;Noi non ci facciamo mancare mai niente. Auguri a tutti voi. &lt;div&gt;Soprattutto a quelli a cui manca lo spirito (in)sano d'una risata liberatoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4540451241405686650?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4540451241405686650/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4540451241405686650" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4540451241405686650" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4540451241405686650" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/buon-natale.html" title="Buon Natale" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s72-c/Ho-Ho-Ho.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6814024124452432139</id><published>2008-12-17T11:02:00.005+01:00</published><updated>2008-12-17T11:53:33.124+01:00</updated><title type="text">Aspettando il Natale</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s1600-h/DSC00789+copia.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s320/DSC00789+copia.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280704641467415458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci son stati giorni che ero in attesa febbrile ma di certo non del Natale. Perché quest'anno è stato l'anno che è nato Joshua pertanto è stato Natale quasi tutti i giorni. Per mille motivi è stato un anno intenso. Un 2008 che ricorderò di certo e comunque sarà l'aria stanca che un po' mi manca, saranno le giornate piene con troppi vuoti, sarà l'India e sarà forse il tempo ma quest'anno il Natale a me mancherà. Perché seppur non cattolica, seppur non religiosa mi mancano le lucine e il suono delle campane. Ho milioni di altre lucine, milioni di altri suoni ma manca l'atmosfera quella natalizia che fa bianco il bianco natale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure rimane che guardando questa foto capisco che se anche non aspetto il Natale mi va bene lo stesso e penso che forse il panciuto Ganesh si stia rallegrando per l'attenzione e la serietà dedicata all'acqua da parte di PuzzoJoshua.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6814024124452432139?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6814024124452432139/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6814024124452432139" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6814024124452432139" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6814024124452432139" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/aspettando-il-natale.html" title="Aspettando il Natale" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s72-c/DSC00789+copia.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5057245842585793123</id><published>2008-12-16T12:20:00.009+01:00</published><updated>2008-12-16T20:22:56.668+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La Storia spiegata dalla Piccolacuoca" /><title type="text">La Piccolacuoca fa la spiega di storia. Nona lezione: il Panettone (il mio PslA)</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 119px; height: 104px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s400/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280349650096118114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Siamo vicini a Natale siamo tutti più buoni. Ma anche no e fa lo stesso e questo l'ho scritto perché&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogsquonk.it/?p=2721#comments"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;Sir Squonk&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;  con la storia del PslA m'ha mandato messaggi prima ricattatori e poi lacrimosi ma io ho fatto il mio dovere ed ecco qui la favola di Natale. Poi per chi avesse voglia ci son tanti post veramente bellini e molto migliori del mio (lo so che è sbagliato da scrivere e da dire ma scaricatevelo &lt;a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2008.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0); "&gt;qui)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riprendo il seminario di storia del cibo: le mie spieghe sono molte scientifiche e vi pregherei di non interrompere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1894. Milano. Toni el prestinè era abbastanza paciarott ma non troppo, s'alzava presto el Toni la mattina, proprio all'alba prima de tutt i cristian. Lui si svegliava che doveva far il pan per tutto il circondario e solo lui sapeva impastare e remenare ben bene la farina e l'acqua. Nessuno era bravo come Toni, solo che el Toni non aveva più voglia era strack e non sorrideva più quel paciarott del prestinè. Meglio: el Toni aveva visto una mattina mentre consegnava le michette alla sciura Maria che sta santarella s'era messa a ciacolare dicendo che sarebbe arrivata la sua nipote una brava e bela tusa...insomma una mattina era 'rivada sta tusa e lui l'aveva sbirciata e così da un momento all'altro, il mondo non era stato più lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meglio era sempre quello ma sbirluccicava troppo il mondo del Toni da quando aveva messo gli occ sulla tusa che era bella da morire e mentre lo diceva damma a trà che non era proprio possibile stare a raccontare quant'era bela a lui venivano gli sghirissi allo stomaco e gli capitava di pensare che era un quarantott a dirla tutta e non l'era pì istess de prima. Oh certo continuava a portare le michette tutte le mattine anche alla sciura Maria ma quando a volte veniva la tusa a prenderle sull'uscio ed era gentile e silenziosa e accennava con la bella testolina a un grazie bisbigliante con lo sguardo abbassato e la bocca un po' sorridente, ogni tanto anche immagunaà e certo che proprio sorridere, sorrideva poco ma proprio poco, ecco lui tutto il giorno gli prendeva la strackessa e non voleva più alzarsi dal letto e gli veniva la malinconia...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suonavano le campane del Domm tutte le mattine quando lei arrivava, e non era una bella musica a dirla tutta. Lui stava solo male a guardarla e non riusciva a respirare e si diceva sta quiett, sta bon e  se ne tornava a fare il prestinè senza testa, che gliel'aveva levata lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le notti el Toni stava ad impastare e guardare il pane lievitare e s'immaginava sta tusa meravigliosa che dormiva mentre lui sognava, e mentre passavano i giorni si trovò a fine anno che non sapeva più cosa fare che ormai era diventata una malattia, che non riusciva più a laurà e intapunirse ora dopo ora e il peggio era che neanche era riuscito a parlarle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era quasi Natale e lui era lì che non aveva detto ancora niente a sta tusa e sapeva solo che si chiamava Rosina. Rosina. Solo il nome lo faceva sufegà. Un nome pieno di spine senza dolcezza no anzi con tutta la dolcezza del mondo ma lui era lì da solo nella notte estrema, fredda e buia senza sole e senza stelle...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimase a guardare la massa di pane che stava andando facendo e gli prese che doveva tornare alla vita, doveva fare qualcosa. Aggiunse lo zucchero e il miele, il burro e il latte. Poi avvolse il tutto nel panno bagnato e lo mise accanto al forno, non troppo vicino altrimenti la lievitazione non sarebbe partita e sarebbe andato tutto a rebelot.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte dopo la massa era raddoppiata. El Toni ne fece un'altra e ci voleva aggiungere l'uvetta. Poi andò in giro a cercare di mettere altro e scovò dei canditi di cedro e arancia che aveva comprato mesi addietro da un siciliano al mercato. Canditi profumati e dolci che sapevano di terre lontane, profumavano di foresto e unico. Tagliò i canditi a cubetti e mise l'uvetta a bagno per un po'. Poi di nuovo lavorò la massa e aggiunse gli ingredienti. Rimise tutto nello straccio umido e aspettò la notte seguente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le due masse erano diventate belle gonfie  e profumavano di qualcosa di speciale e allora el Toni le lavorò assieme perché voleva che si maritassero che proprio voleva sposarla la Rosina ma doveva partire dalle due masse perché si dovevano unire e stare insieme fino alla fine dei tempi. Mentre lavorava canticchiava quasi felice, immaginandosi Rosina che lo guardava negli occhi e lui si sarebbe finalmente descarugniss. Così pensava mentre lavorava impastrucciandosi le mani nella matassa. Quindi fece una palla bella uniforme e l'avvolse nel lino morbido e pulito e la lasciò tranquilla per un altro giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte dopo era il 23 sera si dette una svegliata e si mise di nuovo a lavorare la palla gonfia di bolle. Se ne andò in giro a trovare uno stampo e non lo trovò come voleva lui e allora si decise a metterlo nel catino piccolo di ferro dove la mattina faceva bollire l'acqua per lavarsi il viso. Lasciò che riposasse per un altro paio d'ore e la mattina fece una croce sopra e lo mise nel forno, il pan dolce che avrebbe portato alla Rosina. Ogni tanto lo guardava e vedeva che saliva, saliva come il Domm e prendeva una forma bella da focaccia grande. Lo lasciò nel forno per quasi due ore, senza muoverlo mai. Infine lo tolse e lo rimirò. Non era proprio come pensava o meglio l'aveva pensato diverso, ma di sicuro denter era morbido e fuori era croccante, ed era abbrustolito con un odore unico. Lo tolse dal catino e l'avvolse nel panno affinché rimanesse caldo fino all'uscio della sciura Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre percorreva il vicolo guardò in alto e gli parve che quel mattino fosse un giorno speciale. Stava per dare un regalo alla Rosina ed era tutto preso a pensare a cosa doveva dire alla sciura Maria perché il suo pane fosse dato alla sola Rosina senza che quell'atto apparisse maleducato. Bussò e aprì la bocca per dire due bambanade ma non spiccicò verbo perché il faccino della Rosina gli s'era parato davanti e come sempre le parole vennero meno e non si disciulò e tutto quello che riuscì a fare fu porgere il fagotto che emanava una fragranza infinita di parole mai dette.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rosina rimase a guardare il fagotto, poi con mano pansula slegò il nodo e venne avvolta da una zaffata di odore dolce e mieloso. Rimase incantata a guardare il pane lì sull'uscio che non sapeva che dire che aveva ben capito che era un regalo che nessuno in casa aveva detto nulla e perché era la Vigilia di Natale e quel tusatt era veramente un bel tusatt e poi si riscosse e alzò lo sguardo e s'immerse silente nella contemplazione degli occ del Toni. Veniva fuori il fiato a nebbia sottile sull'uscio e faceva veramente freddo eppura non pareva al Toni, anzi gli sembrava facesse un caldo del dauli e s'accorse che gli occ della Rosina erano azzurri azzurri proprio un azzurro del cielo che lui aveva visto poco che stava sempre a fare il prestinè e di giorno dormiva, mica riusciva a stare in piedi che era sempre strack. Si guardarono a lungo senza fiatare che già l'aria era troppo fredda davanti a loro mentre il pan de Toni s'andava raffreddando. E poi successe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successe che la bocca della Rosina alzò gli angoli con una lentezza senza banfare, senza dir nulla alzò le pieghe in quel che fu il primo vero sorriso al Toni el prestinè a cui il cuore brusò e forse anche l'anima sotto il cielo livido del 24 dicembre a Milano, che se ne tornò a la botega come in trance che stava in paradiso che la Rosina gli aveva sorriso e lui un sorriso così mai nella vita l'aveva avuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei il giorno dopo gli disse sussurrante: grazie non ho mai mangiato un pane così buono. E quel mai fece del paciarott del Toni un om felice ma così felice che imparò a dirle un buongiorno come va e come sta e cosa fa, a inanellare qualche frase finché riuscì dopo mesi a chiederle di uscire e la Rosina scosse un po' la testa quasi sorpresa ma neanche tanto che a lei el Toni piaceva proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il pan de Toni l'anno dopo glielo fece ancora e la Rosina previa autorizzazione della zia sciura Maria, accettò d'uscire a fare due passi fino alla fine della vicolo e le batteva il cuore e non sapeva cosa dirgli e rimasero in silenzio fino alla fine del vicolo mentre la sciura Maria stava ad aspettare sull'uscio e controllava che i tusatt non facessero baggianaà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli anni seguenti mentre i nani del Toni e la Rosina nascevano el Toni tutte le Vigilie del Santo Natale cuoceva il suo pane e in famiglia lo mangiavano in religioso silenzio perché sapevano che era stato un atto d'amore di Toni per la Rosina che adesso dispensava sorrisi dolci al suo Toni e alla sua famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tant'è che finì che Toni el prestinè dovette impastare tanto di quel pan dolce per tanta di quella gente innamorata che alla fine non si chiamò più el pan de Toni ma panettun e sotto il Domm lo mangiavano la notte di Natale gli innamorati quasi fosse un atto d'amore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5057245842585793123?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5057245842585793123/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5057245842585793123" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5057245842585793123" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5057245842585793123" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/slla-piccolacuoca-fa-la-spiega-di.html" title="La Piccolacuoca fa la spiega di storia. Nona lezione: il Panettone (il mio PslA)" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s72-c/images.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3303993390923585855</id><published>2008-11-30T19:25:00.011+01:00</published><updated>2008-11-30T21:02:58.214+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La mia India" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">Siamo in troppi e ci vuole una guerra</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s1600-h/images-3.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 113px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s400/images-3.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274542542191660578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima volta che l'ho visto era notte fonda e si stagliava sulla baia di fronte al mare, era tutto illuminato ed era immenso. M'hanno aperto la portiera della macchina, m'hanno preso i bagagli e m'hanno spalancato le ante del portone e ho fatto l'ingresso nella hall del Taj Mahal Hotel. Erano tutti gentilissimi e m'hanno accompagnata in stanza lungo i corridoi dell'hotel che però non è proprio un hotel come tutti gli altri. Il Taj è un castello. Era tutto antico, bello e lucente, con i lampadari di cristallo sfavillante che pendevano dal soffitto, e c'era la cascata nella hall e tutto lo staff era sorridente, benevolo e più che gentile era accogliente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia stanza era spaziosa con il bagno in marmo di Carrara dai lastroni grandi, la rubinetteria pesante, le saponette e gli shampoo meravigliosi, gli asciugamani bianchi e candidi. Il mattino dopo uscendo ripercorrendo il lungo corridoio mi sono persa. Ma mi hanno subito preso per mano e m'hanno gentilmente portata dove dovevo andare. Dietro il backstage era tutto  un po' più decadente e più incasinato ma a suo modo aveva un ordine preciso e perfetto. C'ho impiegato un mese per capire le entrate e le uscite, dov'era la stanza riunioni, dov'era la mensa e la lavanderia. A volte prima di rientrare in stanza la sera m'aspettavo che uscisse il Minotauro, perché il dietro del Taj è un enorme labirinto. E poi le persone che ci lavorano dentro: hanno questa cosa speciale che sono lì da anni e anni, persone che lavorano lì dentro da trant'anni, venticinque anni e te lo dicono con umiltà e fierezza. Questa cosa così antica che non appartiene al mondo contemporaneo m'ha affascinato. Queste persone a loro modo speciali si facevano un mazzo pauroso, eppure avevano sempre il sorriso. E anche questa cosa qui la trovavo affascinante: il sorriso tranquillo e soddisfatto. Ma non era la soddisfazione arrogante, era quella del tipo essere contenti di quello che si sta facendo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicono che i terroristi siano entrati dalla porta di servizio e che fossero venuti con un auto della polizia, dicono che sapessero dove dovessero andare e dicono pure che avessero alloggiato dentro. Dicono volessero farlo saltare tutto in aria, un rogo enorme in pieno centro di Colaba, intervallato da altre esplosioni in giro per Mumbai affinché la polizia e i corpi speciali non capissero più niente. Era un piano perfetto, il piano mediatico per eccellenza. E se l'Occidente aveva avuto le due Torri, l'Oriente avrebbe avuto il Taj Mahal Hotel, perché lì dentro ci sono passati tutti, dalla Regina d'Inghilterra a John Lennon, da Indira Gandhi a Sofia Loren. Ha il fascino e la storia, sta davanti al Gate of India e tutti lo conoscono e tutti ci vorrebbero passare almeno una notte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi...qualcosa s'è inceppato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse sarà stato il solito guardiano notturno troppo soddisfatto del lavoro che stava svolgendo e che s'è insospettito ed è tutto precipitato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovevano mettere delle cariche dentro nei posti predestinati ma invece sono entrati nella cucina dello Shamiana con le armi in pugno sparando all'impazzata. Sono passati per la hall buttando esplosivo e sono andati su all'ultimo piano, nella cupola e lì hanno continuato a sparare e a far fuoco. Altri sono fuggiti e sono finiti all'altro hotel simbolo di Colaba e di Mumbai: Oberoi. Lì si sono asserragliati dentro prendendo altri ostaggi. Il mio collega Lattanzi voleva essere fiero perché fa lo chef. Mica perché ha portato il latte alla sua bambina. Sfido qualsiasi genitore a stare fuori e a pensare alla propria figlia che urla di fame prigioniera in una stanza. Si entra dentro e basta. Muori con tua figlia piuttosto, mica ce la fai neanche a immaginare che sta senza di te in quel momento lì. Non si chiama coraggio questa roba qui. Si chiama dedizione, devozione, dolcezza, delicatezza, dovere. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Amore&lt;/span&gt; si chiama.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non lo so quanti morti devono ancora portar fuori dal Taj. Non si sa ancora a quanto ammontano i danni. Dentro è un cumulo di macerie. I marmi son tutti forati dalle pallottole e in parte è andato a fuoco. Non so quante persone che conoscevo e con cui ho lavorato sono morte. So che ho visto le foto del Taj dentro com'è adesso e so che ho pianto come si piange un albero millenario che venga abbattuto dalla furia della natura. Perché io mi ricordo benissimo com'era prima. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicono che ci vorrà un anno per rimetterlo a posto e di sicuro lo rifaranno bello, ma non sarà più antico e non avrà più l'aurea di un castello e il labirinto non ci sarà più perché Teseo ha ucciso il Minotauro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;p.s. Quella sera stavamo tutti in silenzio davanti alle immagini della tv a guardare la cupola del Taj andare in fiamme. C'era questo silenzio totale dello staff del Taj, nessuno che parlasse o urlasse rabbia e dolore. M'ha impressionato questo silenzio totale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;p.s Ogni qualvolta bisogna apprestarsi e sedersi al tavolo della pace per trovare un accordo (India-Pakistan) c'è sempre qualcuno che l'accordo non lo vuole fare. Il qualcuno vuole che la guerra continui per interessi prettamente personali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Si sta affermando la nozione che la nostra sicurezza si debba basare sui controlli della polizia se non addirittura sullo stato militarizzato e non più sulla rispettiva tolleranza e capacità d'accettazione e accoglienza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Quando si ha una pistola puntata alla tempia nessuno riesce a non avere paura, se si continua ad avere paura allora il detto "siamo in troppi e ci vuole una guerra" ha il suo perché. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3303993390923585855?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3303993390923585855/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3303993390923585855" title="9 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3303993390923585855" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3303993390923585855" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/11/siamo-in-troppi-e-ci-vuole-una-guerra.html" title="Siamo in troppi e ci vuole una guerra" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s72-c/images-3.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4604974091990688573</id><published>2008-11-14T12:00:00.007+01:00</published><updated>2009-02-22T09:40:01.845+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="De rerum culinaria" /><title type="text">Consigli per trovare la tua cucina all'estero</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268479036826759730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s400/images.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Impongo questa mia riflessione sulla cucina italiana all'estero. Mi rendo conto che è un argomento piuttosto vasto e che ho affrontato svariate volte. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Premesso che la cucina italiana all'estero va di moda, dicono sia leggera e fresca e quant'altro. La vedi fare e capisci che è la più copiata, la più malfatta e strapazzata. Sono giunta alla triste conclusione che solo se c'è uno chef italiano ci sia una vaga possibilità che abbia un marchio d'autenticità. Fondamentale: lo chef dev'essere bravo. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Prendi la cucina giapponese, stessa storia ma raramente è fatta da cani. Perché? Si tratta di impostazione/imposizione delle materie prime: se queste arrivano a destinazione allora forse la cucina è quasi simile a quella di casa altrimenti nisba. E' facile da capire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ti capita che puoi viaggiare quanto ti pare, rimanere affascinato dai sapori e dalle cucine degli altri ma dopo che stai mangiando per quattro mesi la cucina degli altri, t'arriva il momento di spleen, di nostalgia, di sfasamento e ti rimetti alla ricerca dei tuoi sapori. Perché alla lunga ti sfinisci di spezie, di piccante, di salsa di soia, di alghe, di pesci essicati, di brodaglie, di riso in bianco, di diarree e di mal di stomaco, di sapori irriconoscibili alla tua lingua cosicché un giorno ti svegli e hai voglia di uno spaghetto al sugo di pomodoro e basilico, semplice e fatto bene. Insomma hai bisogno di risettare la tua memoria dallo straniamento papillare. Allora ti sbatti alla ricerca dello spago fatto come dio comanda e in cosa ti imbatti? in genere nella devastazione di un genia di cuochi che non sono MAI stati in Italia e che, bontà loro ma non tua, ti offrono lo spago scotto e con un sugo sfigato tanto che t'acchiappa un'altra diarrea. Fulminante. Così guardi il tuo piatto sconsolato e quasi vorresti metterti a piangere. Che non te lo ricordi più com'è fatto uno spago come dio comanda. Allora di nuovo ti sbatti e finisci che t'infili nella prima grande catena di hotel stellati e questi hanno un menù '&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;occidentale&lt;/span&gt;' (e non diciamo americano giusto perché siamo internescional) che definiamo per amor di sintesi &lt;em&gt;Continental&lt;/em&gt; che sarebbe poi la cucina internazionale composta guarda caso da: hamburger, club sandwich, Caesar salad, fettuccine Alfredo, la pasta e la pizza, mousse al cioccolato, tiramisu e pannacotta. Sono i piatti che ritrovi nei coffe-shop degli alberghi di tutto il mondo, presentati magari in modi diversi e che non hanno una ricetta precisa e di sicuro il tiramisù non è fatto mai con il mascarpone (che costa una follia). Ti siedi e ordini una pasta: sappi che te la prepareranno con ingredienti e tecniche del posto. Esempio classico è il piatto di spaghi che se sei &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;veramente&lt;/span&gt; fortunato la pasta &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;forse&lt;/span&gt; è della Barilla. Altrimenti ti ritrovi delle paste che non sai se definire tali. Il discorso vale anche e soprattutto per il sugo. Dimenticati dell'olio extravergine d'oliva. E senti questa: dimenticati del sugo di pomodoro fatto bene e del basilico. Sull'olio ci sarebbe da aprire un approfondito dibattito: quello che ti arriva in tavola all'estero sono gli scarti della produzione nazionale. (E ascolta quest'altra: non sto toccando l'argomento pizza. Scordati la pizza italiana. Quella roba lì non ESISTE fuori dai confini della patria tua. La pizza che ti servono è e rimane di matrice americana. Perciò è inutile che tu cliente italiano ti rimetta a piangere chiedendo la pizza. Non sanno cos'è e non rompere le palle). Pertanto per avere degli spaghi e della pizza tu dipendi da così tanti fattori da essere risucchiato nel vortice della storia dei fornitori, degli intrallazzi e bustarelle delle dogane, del nostro commercio estero che non funziona e che fa capo a qualche boss del piccolo territorio italico. Perché le materie prime che uno chef italiano deve assolutamente avere per fare una buona cucina e che non trova sul territorio, sono tante e te ne scrivo alcune solo per per amor di sintesi: pelati, parmigiano, formaggi (dalla mozzarella al pecorino), olio extra vergine d'oliva, salumi, pasta, farina, aceti e ovvio vino. Potrei dire anche il sale e il caffè. (E anche la cioccolata) Per inciso se il ristorante deve importare quasi tutto, chiude nel giro di due mesi. Perché l'importazione di ciò costa un cifrone e se vuoi fare una cucina &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;autentica &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;devi essere ricco sfondato&lt;/span&gt;. Lo chef tenta di barcamenarsi disperatamente. Se non ha i pelati il sugo te lo fa con il pomodoro del posto che magari non sa di niente e viene un sugo sciapo ma almeno è fatto con il pomodoro fresco e non il ketchup, e magari riesce a trovare anche il basilico, che non ha il sapore di quello italiano, ma insomma è un'erba aromatica.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Metti che se sei veramente fortunato e ti ritrovi in una buona catena di grandi alberghi e dentro la suddetta catena c'è un ristorante italiano e dentro al ristorante c'è uno chef italiano allora c'hai culo. Grandissimo. Allora scoprirai che lì la cucina italiana è più gustosa, creativa e buona di quella del ristorante che hai sotto casa e dove in genere sei abituato a mangiare. Ti rilassi, ti siedi e ordini: sei arrivato a destinazione, lo spaghetto è cotto come dio comanda e puoi star tranquillo. Ma informati sempre se il ristorante ha lo chef italiano. Se non ce l'ha: gira i tacchi e lascia perdere.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' vero anche che ci sono metropoli dove abbondano ristoranti italiani. Ma anche lì devi stare attento, puoi incorrere nel vago riflesso della tua cucina perché magari di nuovo lo chef NON è un italiano. E' uno messo lì a sfornare coperti in un ristorante-macchinadasoldi. Perché la cucina italiana all'estero tira. Ma saperla fare bene è un'altra storia, ci vuole uno chef che sappia cucinare bene. Altro fattore importante: scoprirai che esiste un menù standard italiano all'estero. Un consiglio: leggilo bene e se trovi errori di battitura o d'ortografia sappi che il cuoco NON è italiano e molla lì. Non è un buon ristorante e lascia stare. Mettono burro, panna e l'olio extra vergine non ha storia e senso d'esistere in un ristorante del genere. I soldi si fanno risparmiando sull'olio extra vergine d'oliva e su un menu scritto male. Magari lo chef italiano c'è stato, ma di sicuro tre decenni prima e il turn-over nelle cucine è enorme. Il passaggio d'informazione della ricetta è come il telefono senza fili. Un disastro e un delirio. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ogni capitale all'estero ha una sua immagine di cucina italiana e anche lì dipende dalla clientela abituale. Quando viaggi ti porti dietro un pacco di fotografie che finiscono per sbiadire e le cellule della memoria lentamente s'appannano tanto che tutto quello che ti rimane all'estero, rincorrendo la rimembranza, sono: risotti sfatti, paste scotte e pizze fraccicose. Ma mi chiedo se in patria mangi tanto meglio. Devi stare lontano dalle città, dove si sa si mangia male e affannosamente. E sono pochi quelli che conoscono bene la cucina, e neppure io che ci bazzico ogni giorno la conosco a fondo, mi travolge l'ignoranza: questa è la tragica verità. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4604974091990688573?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4604974091990688573/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4604974091990688573" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4604974091990688573" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4604974091990688573" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/consigli-per-trovare-la-tua-cucina.html" title="Consigli per trovare la tua cucina all'estero" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s72-c/images.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1891650955346285333</id><published>2008-11-05T10:48:00.006+01:00</published><updated>2008-11-05T12:54:43.516+01:00</updated><title type="text">La Storia a me piace (2)</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s1600-h/08.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s400/08.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265118110110092562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro c'hanno creduto e hanno cambiato. Dice &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toni_Morrison"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Toni Morrison&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che in Italia uno come Obama starebbe ancora aspettando la cittadinanza. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro hanno la speranza. Noi? Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1891650955346285333?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1891650955346285333/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1891650955346285333" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1891650955346285333" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1891650955346285333" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/11/me-la-storia-piace-2.html" title="La Storia a me piace (2)" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s72-c/08.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3546190745603827754</id><published>2008-10-23T21:05:00.003+02:00</published><updated>2008-10-23T21:21:54.298+02:00</updated><title type="text">La Storia a me piace</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s1600-h/250px-Gandhi_studio_1931.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 336px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s400/250px-Gandhi_studio_1931.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260431275431354226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Tema: Leggete frase per frase con annessa analisi logica questa intervista:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;amp;currentArticle=JMSRA&amp;amp;articleCurrentPage=1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;amp;currentArticle=JMSRA&amp;amp;articleCurrentPage=1.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Indi scrivete le vostre impressioni e fate un riassunto degli anni di piombo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Svolgimento: Gli anni di piombo: come scrivevamo il suo nome sui muri? Ecco adesso mi ricordo tutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3546190745603827754?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3546190745603827754/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3546190745603827754" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3546190745603827754" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3546190745603827754" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/la-storia-me-piace.html" title="La Storia a me piace" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s72-c/250px-Gandhi_studio_1931.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7689687037485431947</id><published>2008-10-16T08:45:00.004+02:00</published><updated>2008-10-23T13:58:30.536+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PuzzoJoshua" /><title type="text">PuzzoJoshua nella vaschetta</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s1600-h/mail.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257969803684753682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s400/mail.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;PuzzoJoshua si sveglia di mattino all'alba. Non piange ma rumoreggia e se la distrazione dei genitore non diventa attenzione rumoreggia più forte che la fame l'ha aggredito e necessita d'essere saziato. Si spara la sua boccia di latte e poi contento sorride ruttando stile alpino in osteria. Inizia la sua giornata: gattona di qua e di là lanciandosi su quello che gli interessa e stracciando quello che afferra. Abbiamo notato che PuzzoJoshua ha tendenze suicide: gli piace scaraventarsi giù dal letto o dal divano. Ma gli piace proprio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando sente l'acqua scendere nella sua vaschetta(che ormai ha capito acqua=bagno) si agita e comincia a dimenare le gambotte, eccitatissimo: è giunta la sua ora. A PuzzoJoshua l'acqua piace un casino. Appena viene tuffato nella sua vaschetta aspetta che gli si facciano due o tre gavettoni. Non piange per nulla, boccheggia affannato e poi sorride soddisfatto e contento. Il gavettone (alias un secchiello pieno d'acqua che gli buttiamo sulla testolina rapata: i genitori incoscienti l'hanno rapato!) lo sciacqua dalle mille schifezze raccattate per ogni dove e dal sudore accumulato nelle sue varie scorribande. Nella vaschetta PuzzoJoshua si muove felice e si butta sotto l'acqua e poi riemerge sempre boccheggiando. Ogni tanto bisogna afferrarlo che non si capisce, ma pare non voglia ritornare con il faccino all'aria. Pensa non ci sia bisogno d'ossigeno bensì d'acqua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando l'acqua s'è di molto intiepidita, lo si solleva dalla vaschetta e PuzzoJoshua si mette a strillare dimostrando tutto il suo malcontento, che proprio non gli piace essere rivestito e tornare a fare il bambino che gattona su questa fragile terra con le sue drammatiche leggi gravitazionali. PuzzoJoshua vorrebbe stare nella vaschetta per sempre e chissà vorrebbe diventare pesce. Mica per dire. Sul serio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'illustrazione è dell'amichetto mio &lt;strong&gt;Massimo Giacon&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7689687037485431947?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7689687037485431947/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7689687037485431947" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7689687037485431947" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7689687037485431947" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/puzzojoshua-nella-vaschetta.html" title="PuzzoJoshua nella vaschetta" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s72-c/mail.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7746022131429255374</id><published>2008-10-01T14:00:00.001+02:00</published><updated>2008-10-01T14:53:37.639+02:00</updated><title type="text">Ribadire, ribadire, ribadire</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s1600-h/225px-TheWestWing.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s400/225px-TheWestWing.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252155873187982114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono una maniaca monotematica e come tutti i maniaci se vado in fissa non ci sta nulla da fare. In Italia avevo seguito la prima serie che veniva trasmessa ad ore improbabili e a giornate intermittenti. Una serie che ha per tema la politica, come si fa e di cosa tratta,  e che per tutti quelli che l'hanno fatta da giovani rappresenta il punto più alto e nevrotico della passione per l'arte della politica e della vis oratoria. Credo che lo sceneggiatore &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Sorkin"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;Aaron Sorkin&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sia un genio punto e basta. Sto parlando di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing"&gt;West Wing&lt;/a&gt; le cui le puntatone me le sto succhiando tutte, dalla prima alla settima serie giusto per ricordarmi della politica, quella bella, quella che vorrei vedere e sentire di nuovo. Vorrei che vengano ribaditi i concetti di base: quelli che molti si son dimenticati. Vorrei che la serie venisse trasmessa e dibatttuta puntata per puntata da milioni e milioni di italiani e non dalla solita nicchia di sfigati di cui (s)modestamente faccio parte. Bisognerebbe ribadire che la sanità dev'essere e rimanere statale, stesso vale per la scuola e la giustizia. Ribadire che una repubblica dovrebbe fondarsi sulla difesa delle fasce piu' deboli e sull'etica del lavoro e del senso civico del dovere. Ribadire che le persone debbano far bene il proprio mestiere. Ribadire che si dovrebbe avere diritto ad avere governanti intelligentissimi con staff colto, preparatissimo, onesto e impegnato. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Già, mi rendo conto: roba da far accapponare la pelle a tutta quella folla mesta e mediocre che brancola nei corridoi della nostra politica che nell'ansia di credere di far del bene e  nella fretta di legiferare sta facendo solo del male.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Tipo la scuola saran vere le statistiche ma io di insegnanti dementi, sarò stata fortunata, ma che dirvi: ne ho incontrati pochi. Saranno forse aumentati negli anni? e com'è che anche mia figlia tutti 'sti dementi non li ha ancora incontrati?&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Devi essere super appassionato del lavoro che fai, che a stare dietro ad adolescenti viziati e stronzi devi solo avere palle, altro che controllo e visite fiscali con lo stipendio da fame che si ritrovano.  Sam a un certo punto dice: voglio che le scuole siano delle reggie e gli insegnanti siano superpagati... ecco quella cosa li' la voglio anch'io. E mi spiace un casino per &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Lia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, per non dire di &lt;a href="http://www.laprofepuntoit.splinder.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 255, 153);"&gt;Antonella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che a furia di prendere bastonate dall'ambiente e dalla politica non-sense, altro che demotivazione, depressione e tristezza. Alla fine si chiudono i blog. Roba da bestemmiare fino alla fine dei tempi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Parlo dal profondo del Terzo Mondo, dove l'insegnante indiano è come quello degli anni '50 da noi, ha dignità ed è visto come la somma del sapere, non come un povero stronzo sottopagato e nullafacente. Ma del resto vengo da una nazione di Guelfi e e Ghibellini che m'ha sempre terrorizzato. La guerra civile tra Guelfi e Ghibellini se proprio devo dirla tutta m'ha sempre fatto schifo. L'ho sempre vissuta come il simbolo dell'ammazzamento fra poverelli senza alcun alto sentire  nel trovare soluzioni e risolvere gli spiccioli problemi quotidiani. Come se l'orrore che ci circonda non ci bastasse e lo introiettassimo e diventasse quindi  horror vacui. Voglio vedere dopo le macerie lasciate da Truffolo cosa fa il grande popolo italiano, che West Wing non lo vede e di certo non ne e' rimasto influenzato. Se uno ci pensa bene Obama sembra quasi un mix tra Bartlet e Palmer, il presidente di colore della serie &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/24_(TV_series)"&gt;24&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Voglio Bartlet al governo e mi ritrovo roba da bestemmiare per l'eternità. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;N.d.e. La maniaca qui segue West wing, Lost, 24 e Mad men. Le serie che hanno cambiato il modo di guardare e pensare alle serie. Meglio del cinema. Per dire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7746022131429255374?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7746022131429255374/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7746022131429255374" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7746022131429255374" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7746022131429255374" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/09/ribadire-ribadire-ribadire.html" title="Ribadire, ribadire, ribadire" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s72-c/225px-TheWestWing.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2798273692653322627</id><published>2008-09-23T14:55:00.006+02:00</published><updated>2008-09-23T17:38:59.130+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mondo a parte" /><title type="text">Volare nel cielo dipinto di marrone</title><content type="html">&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Io dell'Alitalia sto seguendo tutto ma non ho capito nulla. Cioè non ho capito come una compagnia di bandiera possa fallire a culo. Con il sindacato che fa delle battaglie che forse bisognerebbe sapere osservare meglio. E' che a me non tornano i conti. Per fortuna la rete è grande e per fortuna c'è sempre qualcuno che si mette lì, si guarda i bilanci e te li spiega. Bene. Rimando &lt;/span&gt;&lt;a href="http://nonsoabbastanza.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; tutta l'ottima spiega. Illuminante. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;E' illuminante come un popolo che pensa di essere più intelligente di tutti gli altri messi assieme, si faccia mettere nel sacco sempre e solo dal nanopiualtodelmondo e dai suoi amichetti Cai/laBandadei4. Insomma da cantare a squarciagola: Volare nel cielo dipinto di marrone. Per dire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2798273692653322627?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2798273692653322627/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2798273692653322627" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2798273692653322627" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2798273692653322627" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/09/volare-nel-cielo-dipinto-di-marrone.html" title="Volare nel cielo dipinto di marrone" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2541610408726238048</id><published>2008-08-07T12:17:00.007+02:00</published><updated>2008-08-07T20:42:51.134+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il mio ombelico" /><title type="text">Senza se e senza ma</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231728658497926786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s400/images-1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Prendo spunto da &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Leonardo&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;facendo un pratico copia-incolla.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nel caso. Affinché non ci siano incomprensioni e discussioni inutili. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La sottoscritta &lt;em&gt;nel pieno possesso delle proprie seppur effimere facoltà mentali&lt;/em&gt; e fisiche&lt;em&gt;, qualora un incidente o una malattia la costringessero in un letto, assistita da costosi&lt;/em&gt; (inutili) &lt;em&gt;macchinari da cui dipenderebbe la sua vita in un stato d'incoscienza protratto per tre&lt;/em&gt; (3 anche troppi ma va bene)&lt;em&gt; anni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;em&gt;CHIEDE&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che non si dia risalto mediatico alla cosa: la gente nasce e muore tutti i giorni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che i politici restino a distanza: sarebbe un Paese migliore se le leggi non si facessero pensando al caso particolare&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che gli opinionisti si tengano le loro opinioni: grazie, ho già le mie (in particolare sarebbe&lt;/em&gt; bello &lt;em&gt;da parte di Giuliano Ferrara lasciarmi morire in pace, visto che è una vita che m'affligge con opinioni non richieste)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che i preti facciano i preti, che pensino cioè a consolare vedove e orfani, e non inventarsi bislacche etiche pro-life, che per, per quanto ho potuto appurare, dal vangelo non risultano. E io il Vangelo un po' l'ho letto Santi Padri. Comincia con un vecchio Santo che&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Luca&amp;amp;Capitolo=2#VER_29"&gt;&lt;em&gt; chiede di morire&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;; prosegue con un uomo, Figlio di Dio, che a un certo punto decide di morire. Proprio così: il Padre gli lascia la libertà di scegliere, e lui decide. Quando un amico lo prende in disparte per dissuaderlo, lui gli risponde: Vade retro Satana. Non so se mi sono spiegata: &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Vate retro satana, &lt;/span&gt;perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Marco&amp;amp;Capitolo=8#VER_33"&gt;&lt;em&gt;gli uomini.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;Pecco certo di superbia nel paragonare il mio piccolo sacrificio a quello del Figlio di Dio: lui doveva mondare tutti gli uomini dal peccato originale, io vorrei soltanto che i macchinari, il tempo, le risorse e l'affetto che si spendono nel mio caso disperato vengano rivolte ad altri malati, più bisognosi d'affetto, risorse, tempo e macchinari. Ma la vita è un dono, l''unico che mi resta, e dei doni si dispone a piacimento. Capisco che dire No a un dono possa essere interpretato come un segno di scortesia: il mio però più che un No, è un Grazie, mi è piaciuto, ma in queste condizioni non mi va più, ne ho abbastanza, datene piuttosto un po' di più ad altri che ne hanno avuto di meno.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;em&gt;QUINDI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che si stacchi la spina dai macchinari&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che si stacchi l'eventuale sondino che mi nutre. Qualora il dottore incaricato avesse difficoltà con la sua coscienza, &lt;/em&gt;trovatene un altro. Che abbia letto questo mio post e comprenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che mi somministri per favore qualche oppiaceo, nell'eventualità che pure nell'incoscienza io stia provando dolore,&lt;/em&gt; giusto per finire in bellezza gli ultimi istanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Poi se dovessi ritornare improvvisamente non raccontatemi gli accadimenti degli ultimi tre anni trascorsi in coma. Non credo che m'interesserebbero. A quel punto fonderei una nuova religione. Per dire. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(*&lt;em&gt;aggiungo: voglio essere cremata, e poi delle ceneri, spargerle nel Gange a me pare una stronzata che già sta inquinato di suo, fate un po' quel cazzo che vi pare che tanto non potrò avere da ridire di certo, come idea. Questa clausola è scritta in piccolo ma vale, come quelle delle assicurazioni. Le clausole scritte in piccolino, avete presente vero? ecco, quelle valgono un sacco&lt;/em&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2541610408726238048?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2541610408726238048/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2541610408726238048" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2541610408726238048" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2541610408726238048" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/08/senza-se-e-senza-ma.html" title="Senza se e senza ma" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s72-c/images-1.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8341604720807021031</id><published>2008-08-07T12:08:00.003+02:00</published><updated>2008-08-07T12:16:40.542+02:00</updated><title type="text">Il realismo, quello vero.</title><content type="html">Quando si parla di realismo sappiate che la scuola tedesca rimane imbattile. Questo &lt;a href="http://http://www.pundo3000.com/werbunggegenrealitaet3000.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;sito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ne è la perfetta dimostrazione.&lt;div&gt;(Grazie alle &lt;a href="http://thedeadchef.blogspot.com/"&gt;cuoche d'oltreoceano&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8341604720807021031?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8341604720807021031/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8341604720807021031" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8341604720807021031" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8341604720807021031" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/08/il-realismo-quello-vero.html" title="Il realismo, quello vero." /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1150087062104998767</id><published>2008-07-22T20:50:00.004+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:44.938+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PuzzoJoshua" /><title type="text">PuzzoJoshua sulla motoretta</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s1600-h/Joshua1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s400/Joshua1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225911728420717954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Quando son arrivati a trovarci l'amichetta Monica e l'Andrea, persona corta di 12 anni, l'abbiamo portati in giro e siamo andati un po' ovunque. A un certo punto il lavoro m'ha richiamata e son dovuta rientrare mentre tutti loro son andati girovagando e son finiti non so come ad Auroville(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.auroville.org/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;). E' successo che si son innamorati del posto perche' a girarlo ci vuol del tempo e bisogna avere la motoretta così ci son rimasti per un po' e in quel mentre si son imbattuti di Future school. Madda e Nico (il padre di Joshua) hanno deciso che il posto in mezzo alla giungla detto Auroville era bello e sereno, il posto giusto dove crescere &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*, e hanno cercato e si son trovati pure una casetta con il terrazzo grande. Qui son un po' triste che non vedo tutti i giorni &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;e nel contempo felice della felicità della famigliola, e comunque tutti i fine-settimana c'incontriamo. Adesso passano il loro giovane tempo andando con la motoretta a scuola che ha orari flessibili e ottime materie, portandosi appresso il cortissimo &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; a cui scorazzare in giro sulla motoretta piace un cifrone. Alza la testolina, socchiude gli occhi a causa dell'aria ventosa, sorride e s'addormenta beato e felice. Forse è il suono della motoretta, forse il colore verde smagliante della giungla con le miriadi di piante e sfumature, forse son tutti gli animali e le mucche che pascolano sulle rosse strade sterrate ma fatto sta che &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; in motoretta ad Auroville ci sta proprio bene. Da tanta beatitudine gli è pure cresciuto il suo primo dentino. Non ci son bimbi più felici di quelli che crescono laggiù in mezzo alla giungla, che van in giro con i genitori sulla motoretta e poi s'allungano e se ne vanno a zonzo a caccia di esotici animali. Anche di serpenti e alcuni son pure velenosi, che quando sentono arrivare le persone corte si nascondono. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Siccome gli infanti hanno un odore assolutamente riconoscibile che è un profumo e nel contempo una puzza ma a volte solo la puzza prevale, a Joshua dalla nascita è stato affibbiato il nomignolo di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzetto,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; accorciato in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;. D'ora in poi la persona cortissima verrà denominata &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L'illustrazione è dell'amichetto mio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Massimo Giacon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1150087062104998767?l=lapiccolacuoca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1150087062104998767/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1150087062104998767" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1150087062104998767" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1150087062104998767" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/07/puzzojoshua-sulla-motoretta.html" title="PuzzoJoshua sulla motoretta" /><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>ggiuliam@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="16267358193887488046" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s72-c/Joshua1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></entry></feed>
