<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150</id><updated>2023-11-15T19:20:58.337+01:00</updated><category term="L&#39;appeso storia unità italia"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso #Indignati non è una parola"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso &#39;ndrangheta nord italia"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Alessandra Cora"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Bologna Centrale"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Cosa ci aspetta ancora? O Il manifesto della mia generazione"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fatti non pugnette"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fefe Youtube"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fefe consigli"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fefe prelievo sangue"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Genitori e figli"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Gente da pub"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Giornata della memoria legge anti negazionismo"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso L&#39;appartamento spagnolo erasmus università"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso L&#39;appuntamento"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso L&#39;intuizione di un genio Piero Calamandrei"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Life in a day"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Mezzogiorno testo Jovanotti Lorenzo Cherubini"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Se questa è una capitale europea #Roma #nubifragio"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Sei come la mia moto FIM Calabria"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo qua"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Un giorno credi"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vittorio Arrigoni"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vorrei essere a Madrid"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vota te stesso amati"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso YAGUINE KOITÉ E FODÉ TOUNKARA"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso diavolo Dracula biondo"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso il libro in una mano la bomba nell&#39;altra Negrita"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso immigrazione clandestino"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso mi appartiene"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso referendum 2011 quorum"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso rom metropolitana storia"/><category term="Maurizio Malomo L&#39;appeso viviamo di definizioni"/><category term="mauriz"/><title type='text'>L&#39;appeso</title><subtitle type='html'>L&#39;appeso è uno stato d&#39;animo. Prima di essere una carta, è un modo di stare al mondo, ma senza esserne coscienti. L&#39;appeso mi ha rincorso con la sua testa piantata ad un metro da terra ed i piedi legati ad una corda. L&#39;appeso, in fondo, ma molto in fondo, non mi vuole lasciar perdere. Devo lavorarci su, almeno per lasciarmelo parecchi chilometri alle spalle. E&#39; una vicenda catulliana, un odio-amore che fa parte della mia storia senza essermene mai reso conto. Ve lo presento. &#xa;Firmato L&#39;APPESO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-2135901200287042184</id><published>2011-11-01T13:56:00.001+01:00</published><updated>2011-11-01T13:56:29.140+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Cosa ci aspetta ancora? O Il manifesto della mia generazione"/><title type='text'>Cosa ci aspetta ancora?  O  Il manifesto della mia generazione</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Quando accendo la TV o leggo qualche quotidiano, da
pochi giorni a questa parte, mi accorgo che c’è qualcosa di diverso da quel che
è stato a quel che è oggi. Coadiuvato dal realismo di una generazione passata e
dal surrealismo di quella a divenire, voglio pensare che nessuno dei nostri
genitori all’età di 25 anni sapeva minimamente di quanto fosse importante un
BOT o un BTP o quale funzione avesse nel mercato uno Swap. Sembra una narrazione
di fantascienza o filoanglofona fino all’inverosimile, ma non riesco a
capacitarmi della fortuna o sfortuna in cui navighiamo tutti noi Under30. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Fortuna: perché bere un caffè con una bella ragazza ed
avere la capacità di poter barcamenarsi tra l’ economia europea e l’ultimo
disco degli Strokes, come se le due cose avessero lo stesso interesse (e non mi
riferisco al tasso), è di fatto una fortuna non indifferente. Si tende a non
avere limiti nel dialogo che è ricco e non per questo necessariamente
sostanzioso, ma parlarne è già qualcosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Sfortuna: perché l’economia come tutte le scienze ed
in particolar modo quelle sociali si sceglie, e qui nessuno ha scelto di essere
economista, dal momento che il Corriere della Sera pare essere un’appendice del
Sole 24 Ore, ma tant’è. Si è costretti ad essere sempre più informati per
capire perché il fruttivendolo sotto casa abbia ceduto l’attività ad un gruppo
di simpatici e giovani egiziani che a malapena parlano italiano. Informarsi non
è un male, ma il carico non è indifferente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Ecco dunque che con la mia solita arroganza nell’esaltare
la mia generazione ed i miei tempi, credo fermamente che noi abbiamo una marcia
in più aggiungendo anche un po’ di NOS, perché siamo stimolati al “di più, sempre
di più”. Nessun 25enne degli anni ‘70 o ’80 si poneva le stesse domande che ci
poniamo noi oggi, così come le aspettative, le battaglie, le risposte date
davanti ad un caffè o davanti Wall Street (dubito anche sapessero esattamente
cosa fosse) non erano esattamente le stesse di oggi. Occupy Wall Street è uno
slogan ed un movimento neonato, ma a fondamento di tutto ciò ci sono libri,
intellettuali, studiosi che hanno capito come i tempi stiano cambiando e come l’economia
stia implodendo a scapito dei più: “di più, sempre di più”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Le voci che urlano per smuovere tutto il sistema
creato non da noi, ma che paghiamo con i nostri stage non retribuiti o con le
nostre rinunce a poter mangiare i nostri cibi qui in Italia, perché catapultati
a colpi di scali e aeroporti in un nuovo continente nostro malgrado, sono voci
che non hanno toccato i 30 anni. Sono voci cariche, appassionate ed
appassionanti, sono voci informate, studiose, con un senso di verità che forse
accarezza l’utopia, ma che è necessario per poter sopravvivere a questa giungla
reale di immobilismo del futuro. Le voci che urlano sanno quel che dicono e lo
dicono ad alta voce, non per presunzione, ma per non esser mai stati ascoltati.
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Non è lo stesso urlo dei sessantottini, non è lo
stesso urlo dei borghesi anni ’60 o degli anarchici degli anni ’80. Quello di
oggi è un urlo di una generazione che sa molto di più di quella passata, una
generazione abituata ad aspettarsi il peggio per cavarne un motivo quindi
cercare un modo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Sappiamo tutto sulla politica, sugli intrighi di
palazzo, sulle rinunce o sulle acquisizioni del nostro Stato, sulle possibilità
o meno a livello europeo di farcela. Sappiamo di globalizzazione e la animiamo
per renderla migliore, non per specularci su. &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-US;&quot;&gt;Siamo la passione di una
generazione nata &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;“under pressure” come
direbbero i Queen: gli stessi che hanno cantato “&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-size: 12pt;&quot;&gt;The wonders of this world go on&lt;/span&gt;
/&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-size: 12pt;&quot;&gt;the hanging Gardens of Babylon,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt; / &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Captain Cook and Cain and
Albe&lt;/span&gt; /&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Jimi Hendrix to the Tower of Babel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
/ &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;It&#39;s a miracle&lt;/span&gt;
[…] If every leaf on every tree&lt;/span&gt; / &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-family: Tahoma, sans-serif;&quot;&gt;could tell a story that
would be&lt;/span&gt; /&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-family: Tahoma, sans-serif;&quot;&gt; &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;a miracle&lt;/span&gt; […]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot; style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;That time will come one day you&#39;ll see when we can all
be&amp;nbsp;friends”. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;In queste parole ci crediamo, più di tutti
quei signori che le hanno ascoltate ad album appena uscito, o magari ad un
concerto! È indubbia la nostra meraviglia davanti a questo mondo che viviamo,
ed è per questo che chiediamo risposte all’altezza dei nostri impegni, del
nostro interesse alla vita del mondo intero, in qualità di cittadini dello
stesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;Voglio
terminare con un intervento del gruppo degli indignati spagnoli sulla libertà. È
in spagnolo, e leggere le parole così come sono state scritte avvicina il
lettore al sentimento che le ha mosse. Ovviamente seguirà la traduzione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: #222222; font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: Arial; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;Siempre he apoyado la libertad y estoy en esto porque la sigo
apoyando, aquellos que se denominan liberales no apoyan la libertad están
apoyando que una serie de personas con nombres y apellidos controlen la
libertad y en una reunión pacten los precios del arroz, el trigo y la gasolina.
Haciéndonos creer que en el mercado somos libres de elegir. Eso no es libertad,
eso es neoliberalismo. Libertad de mercado, es decidir qué tipo de pan quieres
comer hoy en una panadería, que tipo de ropa se ajusta más con tu estilo y qué
libro te gusta más leer. Es tener la posibilidad de decidir cómo quieres que
ese pan llegué, con un trigo&amp;nbsp;que haya sido sometido a un&amp;nbsp;comercio
justo, donde el agricultor no haya sufrido la especulación de un comisionista y
donde la distribución de la riqueza sea proporcional al esfuerzo de cada uno de
los agentes que participan desde que crece el trigo hasta que el pan llegue a
tus manos.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #222222; font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: Arial; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;&lt;br style=&quot;text-align: -webkit-auto;&quot; /&gt;
&lt;br style=&quot;text-align: -webkit-auto;&quot; /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;float: none; text-align: -webkit-auto;&quot;&gt;El
capitalismo&amp;nbsp;empieza a plantearse&amp;nbsp;en muchos de nosotros&amp;nbsp;cómo una
opción que hay que dejar atrás, construir otro sistema empieza a ser un deber
moral.&lt;/span&gt;”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: #222222; font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: Arial; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;Traduzione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: #222222; font-size: 12.0pt; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: Arial; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin;&quot;&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;Ho sempre sostenuto&amp;nbsp;la libertà ci credo e continuo a sostenerla, e coloro
che sostengono di essere liberali&amp;nbsp;non supportano la libertà, ma stanno
sostenendo&amp;nbsp;una serie di&amp;nbsp;persone&amp;nbsp;con nomi&amp;nbsp;e cognomi che controllano
la libertà, nelle riunioni in cui stabiliscono i&amp;nbsp;prezzi&amp;nbsp;di riso,&amp;nbsp;grano
e&amp;nbsp;benzina.&amp;nbsp;Ci fanno credere&amp;nbsp;che nel mercato&amp;nbsp;siamo liberi&amp;nbsp;di
scegliere.&amp;nbsp;Questa non è&amp;nbsp;libertà, è&amp;nbsp;il neoliberismo.&amp;nbsp;Libero
mercato vuol dire decidere&amp;nbsp;che tipo di&amp;nbsp;pane vuoi mangiare, che tipo
di&amp;nbsp;abbigliamento è&amp;nbsp;più in linea con&amp;nbsp;il vostro stile e&amp;nbsp;quale
libro scegliere di leggere.&amp;nbsp;Vuol dire avere la possibilità&amp;nbsp;di
decidere&amp;nbsp;come voglio&amp;nbsp;che&amp;nbsp;il pane arrivi a destinazione,&amp;nbsp;con&amp;nbsp;il
grano&amp;nbsp;che&amp;nbsp;è stato sottoposto ad&amp;nbsp;un giusto mercato, in cui&amp;nbsp;l&#39;agricoltore&amp;nbsp;non&amp;nbsp;è
soggetto alla speculazione&amp;nbsp;di un broker&amp;nbsp;e dove la distribuzione della
ricchezza&amp;nbsp;è proporzionale&amp;nbsp;allo sforzo&amp;nbsp;di ogni&amp;nbsp;agente
coinvolto, dalla coltivazione del frumento&amp;nbsp;fino a quando il&amp;nbsp;pane&amp;nbsp;arrivi
sulla nostra tavola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo&amp;nbsp;comincia ad emergere&amp;nbsp;in molti di&amp;nbsp;noi come&amp;nbsp;una
opzione che&amp;nbsp;va&amp;nbsp;lasciata alle spalle, e &amp;nbsp;costruire&amp;nbsp;un altro sistema&amp;nbsp;comincia
ad essere&amp;nbsp;un dovere morale.”&lt;span style=&quot;color: #888888;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;It&#39;s a miracle we need!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/K80HN7rInvw?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/2135901200287042184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/11/cosa-ci-aspetta-ancora-o-il-manifesto_01.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2135901200287042184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2135901200287042184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/11/cosa-ci-aspetta-ancora-o-il-manifesto_01.html' title='Cosa ci aspetta ancora?  O  Il manifesto della mia generazione'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3628149818595015499</id><published>2011-10-22T01:28:00.001+02:00</published><updated>2011-10-22T01:29:01.327+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mauriz"/><title type='text'>Auguri!</title><content type='html'>Auguro a tutti di poter risvegliare le passioni che
vivono dentro la propria pelle, di poter sollevare le gioie coi ritratti dei
ricordi non ancora appassiti, di fiutare la persona più pura che possa
disegnarci un sorriso.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti, a ciascuno di voi, di non dimenticare le
fatiche che ha dovuto soffrire e le bocche che ha voluto baciare. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di approfittare dei soli visti tramontare
con le giuste braccia da abbracciare, i silenzi da sopportare e le concessioni
che ci si è dati senza autorizzazioni.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di bagnare le lacrime di sapore e di non
vigilare sugli errori fatti o che si possono fare, di giocare con i sogni, di
denudare i corpi dei propri desideri, di catalogare i propri bisogni, di
misurare le proprie decisioni, di viziare la propria caparbietà.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di mitigare i propri dolori, di salutare
quando non è il tempo giusto e di amare quando non si era pronti, di cacciare
le prede con il sorriso, di armare le rivoluzioni con il pensiero, di muovere
le idee con i progetti, di generare spinte di cambiamento, di lanciare urla
contro il sordomutismo dell’indifferenza.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di ascoltare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di riunire fantasie dentro alla logica
dell’amare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di quantificare e di qualificare, di
mordere senza fuggire, di gustare ed offrire, di invidiare gli invidiosi per non
saperlo fare, di tritare battiti e veleni senza paura di stare bene o male.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di scrivere e raccontare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di morire senza cadere, di resuscitare senza
rinnovare, di lenire senza esagerare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro di brindare per qualsiasi metro percorso e di
accelerare per ogni centimetro da fare, di frugare tra le rughe di un viso, di
osservare, di non dimenticare e di dimenticare. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di domandare sulle questioni da voler
affrontare, di ragionare, di pensare pensare e pensare. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di sedersi attorno a se stessi, di
condannarsi ed assolversi, di trangugiarsi e vomitarsi, di capirsi, adularsi,
abbandonarsi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di innamorarsi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di viversi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di ritrovarsi dentro gli occhi di una
canzone, nei suoni di un romanzo, nelle righe di una pellicola, nelle immagini
di una voce che ci fa commuovere.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di farsi trasportare, di annegare nelle
brezze del coraggio e di annaffiarsi di complicità con la vita o con quello che
sembra tale.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguro a tutti di scivolare nell’universo degli equilibri,
per imparare a non cadere, quindi a non cedere.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Auguri!&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3628149818595015499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/auguri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3628149818595015499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3628149818595015499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/auguri.html' title='Auguri!'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-2663436802573493454</id><published>2011-10-20T12:25:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T12:25:45.688+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Se questa è una capitale europea #Roma #nubifragio"/><title type='text'>Se questa è una capitale europea</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Mi sveglio con le mie cose da fare: ognuno di noi ha
qualcosa da fare, o almeno per impegnare la giornata se la inventa. Bene, io
questa mattina non dovevo inventarmi niente, dovevo solamente uscire di casa ed
avviarmi alla mia solita fermata metro. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Alzo la persiana e fuori c’è il nubifragio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sicuramente si preferisce una giornata di sole alla
pioggia, ma questo non cambia le cose: devo uscire. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La storia può già finire qui, perché basta consultare
qualsiasi giornale, social network o notiziario dell’ultima ora, per sapere che
oggi Roma è completamente bloccata. “Una trappola” dice qualcuno. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Descrizioni meteorologiche a parte, signore e signori, la
pioggia sui cieli di Roma ha causato:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- il blocco della metro (“alcune stazioni” dice l’Atac,
ma se sospendi il servizio a singhiozzo in più fermate, hai praticamente
sospeso il servizio metro da un capo all’altro)&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- un traffico che neanche una lumaca andrebbe più piano&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- la soppressione degli autobus ( tra cui quelli che
dovrebbero servire per raggiungere le poche linee metro che funzionano)&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- servizio Taxi inesistente&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- e, attenzione attenzione, lo Stato d’emergenza!
(Alemanno dixit)&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
L’ironia è quasi sempre gradevole quando si è ottimisti
di fronte ai problemi. Di certo non è questo un problema cui soffermarsi più di
tanto, anche se non tutti hanno la possibilità di prendersi un giorno di pausa
per un nubifragio. La cosa terribile è l’allucinante mancanza di risposta in
una città che non può dare risposte degne di una capitale, per di più europea. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
E’ vero, si rischia di cadere nel qualunquismo e nella
macchietta scrivendo “piove, governo ladro”, ma non c’è detto più azzeccato per
questa condizione, in cui il nubifragio è solo una metafora, è la scusa per
ricercare dentro di noi delle riflessioni su chi siamo, come ci organizziamo e
soprattutto come ci amministriamo o ci lasciamo amministrare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Come si può pensare di cambiare una paese in cui i
favoritismi superano il limite della decenza e permettono questo stagnante
provincialismo, che per forza di cose non saprebbe mai e poi mai saper
amministrare una città come Roma? &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
È vero, la pioggia è un evento atmosferico, ed è proprio
per questo che non può blindare una capitale che porta il marchio europeo, perché
non lo è per niente. La soluzione, poi, di dichiarare lo stato d’emergenza è l’ennesima
scusante volta a giustificare qualsiasi azione compiuta in deroga alla
regolarità di operazioni altrimenti ritenute irregolari, o almeno fin troppo
arbitrarie.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il punto risiede nella scelta, la scelta di cambiare
idee, di essere pronti a seguire questi tempi bellissimi che stiamo vivendo, in
cui nessun uomo vuole limiti e se ce li ha fa di tutto per superarli, regalando
al mondo un ulteriore sogno di miglioramento. Che succede qui in Italia? Roma è
solo il francobollo di una cartolina sgualcita, in cui il bel panorama ed il
bel sole fotografato sulle spiagge migliori devia, ancora una volta, l’attenzione
di tutti dalla richiesta di aiuto scritta a caratteri cubitali sul retro. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Immaginiamo un turista che oggi vorrebbe passeggiare per
Roma. Qualcuno gli dice che potrebbe chiamare un taxi e, dopo svariati
tentativi, risponde: “sorry? Taxi? What is Taxi in Rome?”. Poi cammina (o
nuota, dipende dai punti di vista) e sente dire a qualcun altro che “Roma è la
città eterna”. Vero! Il nostro turista non avrà nessuna difficoltà nell’avere
la dimostrazione che oggi, come sempre, Roma all&#39;Europa preferisce l&#39;eterno:
sì, l’eterno provincialismo tipico italiano!&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/2663436802573493454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/se-questa-e-una-capitale-europea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2663436802573493454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2663436802573493454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/se-questa-e-una-capitale-europea.html' title='Se questa è una capitale europea'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-1996912754630626603</id><published>2011-10-15T21:58:00.001+02:00</published><updated>2011-10-15T21:58:36.588+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso #Indignati non è una parola"/><title type='text'>#Indignati non è una parola</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Qual è il problema di questa manifestazione? Non è la manifestazione in quanto tale, ma il dopo, cioè tutte le conseguenze che necessariamente deriveranno da questo movimento anti-Italia che si è nascosto dietro le ragioni di una generazione.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Gli indignati” sono due parole, ma non solo: sono il riassunto di un ideale che ha mosso i venti di deserti secchi ed aridi, su cui la pioggia ha portato di nuovo la fertilità. La cosiddetta primavera araba non è stato solo un gioco di potere. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La tastiera dei nostri computer è la nave spaziale che ci porta nell’universo della new generation.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sì, perché è attraverso di essa che oggi riusciamo ad armarci di coraggio usando le parole, ed è attraverso di essa che ci si mette d’accordo su come e dove svolgere una tale riunione o manifestazione: esattamente come hanno fatto tempo fa gli indignati. Su twitter, hashtag (che corrisponde al nostro asterisco) su democraciareal e si apre un mondo. Così come #globalrevolution, #15ott, #15O, #indignati ecc.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma non solo: Facebook, i giornali, i blog, le radio, tutto è stato creato per noi, siamo i beneficiari di una rivoluzione tecnologica, abbiamo l’onere e l’onore di costruire una rivoluzione intellettuale, che smuova i parassiti, che sollevi gli interessi, che aggiorni il nostro cervello senza utilizzare programmi 2.0, ma con il semplice nettare delle letture di questa new generation. Quali sono? Tutte. Informazione, letteratura e saggistica sul mondo, attualmente, credo siano le migliori mai esistite, poiché racchiudono tutto il mondo (letteralmente parlando) e lo raccontano ad una varietà di menti che lo assimileranno, per poi applicare i principi che più si evidenzieranno interessanti, o popolari, o innovativi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
È con questi presupposti che ritorno alla domanda iniziale: qual è il problema di questa manifestazione?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La risposta la si trova nel passaparola malato che si potrebbe innescare, se si lascia passare il messaggio secondo il quale ciò che abbiamo visto oggi rientra in una eventualità preventivabile, quindi probabile. No! Non deve e non può passare questo messaggio, perché altrimenti tutta la nostra innovazione potenziale la scaglieremmo contro un muro di gomma che ci punirà con la stessa moneta. Voglio dire che qualora dovessimo intendere il corteo degli indignati come ad un corteo fatto da delinquenti e vandali, dovremo essere pronti a ricevere la risposta dolorosa alla pura realtà, che è quella dell’eccezione del nostro paese. Vedremo che in tutte le altri parti del mondo indignarsi vuol dire esserci ed aggregarsi in un’idea di cambiamento, in un linguaggio innovativo, in una musica con nuove note, che non si distingue per ciò che distrugge, ma per ciò che produce. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Oggi a Roma s’è instaurato un processo secondo il quale, da adesso in poi, un italiano medio farà coincidere la parola “indignato” ad un atto di violenza, di superbia e di sconfitta di un paese malato come il nostro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Spero e non voglio che sia così, ed è per questo che scrivo queste righe: per rivendicare l’importanza di esultare nel nostro tempo, ed esaltare il nostro tempo, la new generation. Non sarà il sessantotto e nessuno vuole che lo sia, ma non possiamo permetterci di rimanere provinciali per un gruppo di teste coperte dalla vergogna e dal parassitismo, come quegli imbecilli che hanno deviato una manifestazione, per il solo scopo di spurgare le loro insoddisfazioni su macchine e blindati della polizia.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Gli indignati sono altro. Gli indignati sono altri!&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/1996912754630626603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/indignati-non-e-una-parola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1996912754630626603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1996912754630626603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/10/indignati-non-e-una-parola.html' title='#Indignati non è una parola'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-4392441782831128901</id><published>2011-08-22T00:53:00.000+02:00</published><updated>2011-08-22T00:53:51.389+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo qua"/><title type='text'>Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo qua</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Sembra che a volte
abbia voglia di lanciare il mio sguardo nel vuoto, per il semplice gusto di
ritrovarmi. Ognuno di noi, lo sappiamo tutti, ha bisogno di rintracciare la
parte di se che ha perso per un po’, e la ritrova solo nel silenzio, nell’attesa,
forse anche un po’ nella sofferenza, ma in questo caso non potrà mai esserci
una riscoperta senza un minimo di felicità che induca a cercarsi in fondo e per
bene. La felicità è importante ed essenziale, ma non vitale. Non basterebbe una
notte di felicità a fare di un maschio un uomo e di una femmina una donna, perché
ci sarà bisogno di un’ora di buio per poter amare il sole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pillole migliori le ritrovo nelle ragioni di ognuno, che cerca il suo pezzo
di giornata felice o accomodante nelle passeggiate della domenica, sulle pacche
sulle spalle degli amici, sui sorrisi improvvisati, sulle ferme ed immobili
immagini di una fotografia osservata attentamente, con tutta la precisione del
tempo che ci vuole per non dimenticare neanche un secondo di quel pezzo di vita
immortalato su quel pezzo di carta. &lt;br /&gt;
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, si riesce (terribilmente!) a giustificare
ogni sentimento che possa muovere anche un solo sospiro di tristezza o di
sollievo. C’è sempre un motivo per trarre scusanti, e se non c’è ci si affida
al solito e inappagante “è la vita”.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
L’umiliazione di non
essere felici pare sia un mostro da evitare, così come l’ostentazione di avere
la gioia in corpo può imbarazzare per la troppa esasperazione, ma in entrambi i
casi ci si sta formando al meglio. &lt;br /&gt;
Sono convinto che non basta un solo rimprovero od una sola carezza a concepire
cosa sia giusto o cosa sia sbagliato; sono quindi convinto che non esista un modo
migliore da quello di vivere, per poter scegliere in che modo farlo. &lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
La sagoma di una donna
potrebbe essere la soluzione per la felicità di un attimo, ma potrebbe diventare
la sagoma di un incubo se questa felicità svanisse. &lt;br /&gt;
La libertà di muoversi assecondando le proprie scelte potrebbe portare alla
timida ed indomabile felicità di percorre la strada voluta, ma sarebbe nulla
questa gioia se non ci fosse un attimo di tensione che ci metta alla prova, ad
un bivio.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Giocare a stravolgere
la propria giornata non è cosa semplice, eppure in ogni momento siamo
sottoposti alla prova di riuscire a decidere quanta felicità compromettere e
quanta nostalgia (di essa) soddisfare per ritrovare se stessi, per amarsi o
semplicemente per capirsi.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Siamo in ogni caso
destinati a vivere, ed è lì che non dovremmo dimenticare di essere coppe pronte
a ricevere il senso di una vita. È qui che si decide il tutto, è qui che ogni
momento, bello o brutto, gratta sull’argilla dello spirito per modellarla: la vita, in se, o ti congela l&#39;anima o te la scalfisce con una precisione che qualunque incastro non farà più male, anzi sarà sempre e solo piacevole.&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/4392441782831128901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/08/ti-ho-perso-ieri-ed-oggi-ti-ritrovo-qua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4392441782831128901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4392441782831128901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/08/ti-ho-perso-ieri-ed-oggi-ti-ritrovo-qua.html' title='Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo qua'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3535218180672644030</id><published>2011-07-27T18:36:00.000+02:00</published><updated>2011-07-27T18:36:32.866+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Un giorno credi"/><title type='text'>Un giorno credi</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: transparent;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;span id=&quot;internal-source-marker_0.7528461874462664&quot; style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Muoversi può aiutare a ragionare, a lasciarsi andare, a farsi andare bene davvero una giornata che sembrerebbe normale, ma normale non è. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Il segreto non c’è, o forse appartiene alle teorie dei più bravi che riescono a trovarlo, perché in effetti ci credono dal primo momento in cui si mettono alla ricerca (appunto). Non è facile pensare che un giorno possa essere diverso da quello appena sistemato sulle spalle. Chi ci riesce credo sia ad un passo avanti rispetto chi non riesca in questo esercizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Capelli mossi, gambe veloci, panini che si mordono e musiche che suonano nelle orecchie di chiunque stia vivendo questa giornata, a proprio modo, sicuramente diverso dal mio. Qual è lo spettacolo oggi? Devo avere un’aria davvero stupida nel fare lo spettatore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Percepisco tutta un’energia di parole che si intrappolano una nell’altra, a cercare di riempire questo tempo in un modo originale il più possibile, con le mani inzuppate nella pasta del tempo, insomma tutto per passarla liscia anche oggi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Gli sguardi che incontro descrivono la propria giornata, la propria delusione o la propria emozione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Un ragazzo sorride tenendo lo sguardo fisso sul centro del suo tavolo da bar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Quante di queste storie sanno davvero apprezzare questo concilio di successi o fallimenti? Siamo sicuri che nessuno abbia paura di andare avanti, piuttosto che starsene comodo nella propria giornata ‘tipo’? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;Ancora una volta torno con la mia disperata, e forse adolescenziale, speranza che forse vale la pena farsi andare bene ogni momento. Non c’è niente di stucchevole nel pensare che ogni sguardo ed ogni passo hanno il solo significato di accumulare vita. In questo c’è solo tutto il bene di un amore che è innato nella natura di ogni uomo. Prima o poi esce fuori, ed è lì che sarà facile apprezzare un giorno, talmente tanto, da volerlo riviverlo sempre, come se fosse l’unico giorno che trattiene in se una vita intera. Attenzione, perché arriva quando sembra andata via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: transparent;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: transparent;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Così dicono!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3535218180672644030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/07/un-giorno-credi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3535218180672644030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3535218180672644030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/07/un-giorno-credi.html' title='Un giorno credi'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-7720884008243571341</id><published>2011-07-16T19:50:00.000+02:00</published><updated>2011-07-16T19:50:42.810+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso mi appartiene"/><title type='text'>Mi appartiene</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Arrivi dritto dritto, pensando di aver conquistato il mondo:
prendi il tuo aereo, prendi le tue valigie, prendi la tua voglia di cambiare, e
cambi per&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;davvero, fino a quando cambi
talmente tanto che il tuo sguardo arriva a notare solo e soltanto persone estranee
alla tua vita, che non ti hanno mai cambiato la giornata, ma oggi lo fanno. Lo
fanno perché glielo permetti tu, perché sei tu che sei voluto entrare nella
loro vita, e così ti ritrovi a credere di essere parte di un mondo che ti
appartiene, certo, ma da adesso. In realtà né prima né adesso ti è mai
appartenuto. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Per cui, come dicevo, pensi di conquistarlo questo mondo, perché
lo vedi, lo capisci e riesci anche a gestirlo. Vivi la giornata, questo mondo
ti è sempre più stretto. Vivi la giornata, fino a quando è la giornata che ti
pone un limite: il sonno. È nel sonno che ritrovi te stesso; è nel buio della
notte che ritrovi te stesso; è nel letto, con le gambe divaricate e lo sguardo
fisso sul soffitto, che ritrovi te stesso. Tieni gli occhi chiusi e ritrovi te
stesso. È in quella lampada accesa sulla scrivania, unica fonte di luce, e con
la finestra chiusa, perché fuori fa freddo, è lì che ritrovi te stesso. Lo
ritrovi nella tua bocca te stesso, nelle tue parole, nel tuo respiro, nel tuo
silenzio, nella tua ubriachezza voluta o nella tua lucidità capitata, o forse
malcapitata? È in tutte queste cose che ritrovi te stesso.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Così il giorno dopo arriva e poi un altro e poi un altro
ancora, e tu vivi quel mondo che in realtà pare non ti appartenga, ma ci sei
dentro. Aspetti, lentamente, che tutto questo svanisca, fino a quando non ti rendi
conto d’aver &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;vissuto un tempo che
svaniva nella tua mente, ma che sulla tua carne dettava i tuoi giorni, le tue
ore, dettava i tuoi minuti. La tua voce, così pacata, così morbida, così serena,
così soave, la tua voce, dicevo, è un qualcosa che anch’essa ti appartiene, perché
racconta te stesso, nella solitudine o in compagnia, nell’allegria o nella
tristezza. Senti voci di uomini e di donne, senti risate femminili, senti
silenzi maschili, senti che tutto questo mondo, ancora una volta, ti
appartiene. Senti, che da un momento all’altro potresti, se solo volessi,
cambiare strada, ma non lo fai, perché alla fine questa strada ti fa comodo, perché
ti fa male e nello stesso tempo ti fa crescere. Perché ti fa un po’ soffrire,
ma ti fa tanto gioire nel solo ricordo di un giorno in cui dirai “io quello l’ho
fatto”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
È questo che ti appartiene.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
È questa gioia che ti appartiene.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
È questa
vita, in questo momento, che mi appartiene.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/7720884008243571341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/07/mi-appartiene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7720884008243571341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7720884008243571341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/07/mi-appartiene.html' title='Mi appartiene'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3077505726231676677</id><published>2011-06-13T15:08:00.000+02:00</published><updated>2011-06-13T15:08:49.077+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso referendum 2011 quorum"/><title type='text'>Ho il quorum contento!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho resistito, ce l’ho fatta e ne sono fiero, perché oltre
a non cantare vittoria subito e a non illudere ed illudermi che tutto avesse un
buon fine, adesso, con dati certi alla mano, sono inattaccabile (quanto mi
piace esserlo con chi ha detto di “non recarsi alle urne”) e, nel contempo, ho
sperato che si riuscisse nell’impresa referendaria: il raggiungimento del
quorum. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
In questo modo prego che tacciano tutti coloro i quali
hanno gridato al complotto della sinistra, alle solite e idiote analisi da bar.
Se il 50 (cinquanta) per cento + 1 (più uno) dei votanti ha scelto di andare
alle urne, è&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;perché prima di scegliere
il partito, si è scelto di essere cittadini. Una differenza non da poco e che,
comunque, non va certo ad aggravare lo sperato risveglio degli italiani da
questo sonno pesante; anzi segna ancor più marcatamente la fine di un’era, non
politica, ma di fiducia popolare nei confronti dell’attuale partito che governa
questo paese (lo stesso il cui presidente ha, ripeto, detto di “non recarsi
alle urne”). &lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break;&quot; /&gt;
&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break;&quot; /&gt;
&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma perché ci tengo tanto a gioire per questo referendum?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- Sull’energia nucleare non basterebbero dieci post per
spiegare perfettamente quale sia il potenziale dell’energia atomica, ma nello
stesso tempo, quanto non sia davvero convincente l’alternativa ad altre
soluzioni di fonte energetiche che siano sicure e soprattutto economiche. C’è
ancora un bel po’ di strada da fare. Penso, nello specifico, alle scorie
nucleari di non facile smaltimento.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- Sull’acqua e sulla sua organizzazione tesa alla
privatizzazione degli impianti, sarebbe bello fare un progetto che mira alla
confluenza di bene comune (acqua) e bene aziendale (guadagno per l’offerta di
un servizio), se solo, però, ci fosse una classe politica all’altezza. Io non
la vedo, spero sia un problema dovuto alla miopia, di cui soffro. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
- Sul legittimo impedimento: è questo il motivo per il
quale gioisco. Perché?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Per chi non lo sapesse, l’articolo 68 della Costituzione
prevede la cosiddetta “immunità parlamentare”. Scrivete su Google ‘immunità
parlamentare’ e Wikipedia vi aiuta. Come è ben scritto, nel 1993 è stato
riformato questo istituto costituzionale, &lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;escludendo la disciplina dell&#39;immunità,
nel caso in cui un deputato dovesse essere perseguito in virtù di una sentenza
di condanna passata in giudicato, eliminando, dunque, la necessità
dell&#39;autorizzazione a procedere del parlamento, per sottoporlo a procedimento
penale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Ciò che ho scritto è importante per informare che la
Costituzione è già a difesa dei parlamentari, quindi nessuno potrà insinuare un
complotto: sarebbe più che ardito!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Che c’entra il legittimo impedimento? Senza tirarla troppo
per le lunghe: chi ha un processo penale a carico, ha il diritto a far spostare
un’udienza che lo riguarda se ha un impedimento che però, dice la legge, deve
essere “effettivo e assoluto” (ad esempio un motivo di salute). Nel caso di un
imputato che sia anche presidente del Consiglio, era intervenuta una legge che
aveva esteso i casi in cui il premier poteva chiedere di non presenziare al
dibattimento e quindi, implicitamente, di rinviare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Attenzione però: tale rinvio non influisce sul corso della
prescrizione del reato. Questa precisazione è più che importante, tenetela a
mente, tornerà utile più avanti!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Si consentiva al premier e ai ministri di ottenere un rinvio
del processo facendo certificare dalla Presidenza del Consiglio o dai
rispettivi Ministeri l’impegno in particolari attività istituzionali. La
valutazione della legittimità dell’impedimento era lasciata di fatto
all’imputato stesso e non rimessa alla decisione del giudice (come è di norma
per tutti i cittadini).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;In pratica è come se l’unico competente ad emettere il mio
ottenimento del rinvio, sia io stesso. Diciamo che c’è un conferimento di
fiducia eccessivo nell’onestà dell’imputato, non credete?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Questa parte è stata modificata da una sentenza della Corte
Costituzionale che ha dato al giudice il potere di valutare il legittimo
impedimento addotto dalla parte e di scegliere se rinviare o meno l’udienza. Al
tempo stesso però, viene confermata la definizione di legittimo impedimento per
&quot;il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni&amp;nbsp;previste
da leggi o da regolamenti&quot;: non è cambiato molto. A cambiarlo, ci ha
pensato il referendum.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Ricordate la precisazione fatta poco sopra sulla
prescrizione? Bene, nel caso di rinvio (di sei mesi) per legittimo impedimento,
la prescrizione avrebbe continuato a decorrere, quindi non si sarebbe fermata,
quindi… si sarebbe potuto accendere la TV e sentire al TG1 che un imputato “è
stato assolto”per la prescrizione del reato. Se dovessi dire una cosa del
genere ad un professore di diritto penale e di procedura penale mi prenderebbe
a colpi di codice in testa, e non avrebbe tutti i torti. Il reato è prescritto:
cioè compiuto, accertato, ma non punibile per il decorrere dei tempi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Capito perché è importante quella piccola precisazione?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Capito perché il legittimo impedimento nasconde un mondo che non vuole essere
portato in superficie? Capito perché si è detto di “non recarsi alle urne” per
questo referendum?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Capito perché gioisco?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3077505726231676677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/06/ho-il-quorum-contento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3077505726231676677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3077505726231676677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/06/ho-il-quorum-contento.html' title='Ho il quorum contento!'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-5090291700294031258</id><published>2011-05-31T18:39:00.000+02:00</published><updated>2011-05-31T18:39:28.177+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso L&#39;intuizione di un genio Piero Calamandrei"/><title type='text'>L&#39;intuizione di un genio</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere,
un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la
Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su
Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire,
senza parere, una larvata dittatura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le
scuole di Stato in scuole di partito? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il
fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta
un’ipotesi teorica, intendiamoci). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad
impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad
andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di
Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei
premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece
che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli
esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata
diventa una scuola privilegiata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di
Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare
prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è
il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener
d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;-&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ve l’ho già detto: rovinare le
scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci.
Ignorare i loro bisogni; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;-&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;attenuare la sorveglianza e il
controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi
insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che
gli esami siano burlette; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 9.5pt;&quot;&gt;-&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dare alle scuole private denaro
pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 7.5pt;&quot;&gt;(Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso in difesa
della Scuola nazionale a Roma, 11 Febbraio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 7.5pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;u&gt;ANNO
&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 7.5pt;&quot;&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 7.5pt;&quot;&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/5090291700294031258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/lintuizione-di-un-genio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5090291700294031258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5090291700294031258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/lintuizione-di-un-genio.html' title='L&#39;intuizione di un genio'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-5067189108682406732</id><published>2011-05-27T09:10:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T09:10:02.824+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Bologna Centrale"/><title type='text'>Bologna centrale</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il nostro uomo ha muscoli già gonfi, pelle lucida, linee
scultoree. Alto, moro, occhi e capelli castani, porta un pantaloncino che
lascia vedere gambe tornite, dilatate anche quelle dalla fatica di uno sport che
pare non voglia abbandonare: il rugby. Porta con sé uno zaino della sua
squadra, ha in mano un borsone con su scritto a caratteri cubitali bianchi A.S.
RUGBY. È massiccio, non è poi così difficile immaginarlo in campo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ha le orecchie consumate, come i grandi rugbisti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lo scompartimento del treno è stretto, così lui siede ad
un passo da me e abbraccia una ragazza che sta al suo fianco. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Minuta, carina, mora, alta praticamente la metà di lui,
gentile nei modi, con gli occhi che brillano ed il sorriso spalmato su tutti i
muscoli facciali, mentre aiuta il suo compagno a mandar giù un pezzo di mela,
appassionatamente diviso per le due parti che insieme lo ricompongono con
tenerezza. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sembrano l’antitesi, ma pare si uniscano con il respiro,
paiono tutt’uno quando l’uno si avvicina all’altra. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lei è morbida, modesta, solare, lui è deciso, sfrontato,
dirompente, forte, ma tutte queste cose vengono fuori solo nel guardarli. C’è
quella imprecisa e misteriosa sistemazione di sentimenti che li unisce. Non si
traggono indietro: la vivono. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ha un campionato importante, dice che non potranno
vedersi per un mese. Ha l’accento meridionale lui, marcatamente settentrionale
lei.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Si guardano, giocano con gli occhi,
la preoccupazione del nostro uomo viene subito placata da un abbraccio della
sua grazia che l’accompagna.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il treno si ferma, le gambe si muovono nel vagone, fino a
giungere alla porta d’uscita. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Scendono entrambi e si innamorano ancora una volta: le
braccia si uniscono, i capelli si confondono, il sole riscalda la schiena di
lui, che copre esattamente il corpo di lei, così adatto a quell’incavo che la
sta proteggendo. Le parole si muovono sulle loro bocche, ma il silenzio che ci
divide, lascia loro il segreto di promettersi quello che vogliono.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Un ultimo abbraccio, e c’è la fusione: lui chiude gli
occhi, la copre totalmente, lei si aggrappa al collo e tiene su le punte dei
piedi: lui è la roccia, lei il mare che lo accarezza. La spuma di questo
momento si posa sulle guance di entrambi. Gli occhi rossi riportano lei sul
treno.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il treno riparte, i finestroni strappano gli sguardi che
si allontanano sempre di più, fino a quando una sola insegna schiaffeggia tutti
noi passeggeri, ricordandoci di aver appena abbandonato Bologna Centrale.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/5067189108682406732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/bologna-centrale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5067189108682406732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5067189108682406732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/bologna-centrale.html' title='Bologna centrale'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-7210549407008236222</id><published>2011-05-20T15:44:00.000+02:00</published><updated>2011-05-20T15:44:26.011+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vorrei essere a Madrid"/><title type='text'>Vorrei essere a Madrid...</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, al centro della rivoluzione
culturale e giovanile che sta invadendo questi tempi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, in quella piazza dalla quale si
diramano tutte le strade della Spagna, partire dal punto zero, arrivare in
tutto il mondo, scavalcare le potenze che non lasciano pronunciare i dissapori
di un paese, e vincere nella democrazia delle idee.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, mentre il sole è dalla parte di
chi manifesta, ed il mormorio crea subbuglio nelle strade. Le signore si
affacciano, i più anziani sorridono, le mani applaudono ed i più appassionati
credono di poter cambiare il mondo. Non tutto e subito, ma si parte dai primi
passi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, perché ci tendono una mano. Perché
è il passaggio che il vento della giovane democrazia sta facendo, superando il
Mediterraneo e posandosi su un territorio europeo, quale quello spagnolo, dopo
esser cresciuto sulle rive dell’Africa del Nord. I silenzi dei computer che
digitano la rivoluzione, le urla dei politici che disattendono la sfiducia del
popolo, le supposizioni di rinascita, senza ascoltare a chi davvero appartiene
questa rinascita: i cittadini tutti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, per urlare il mio nome, per non
lasciare scivolare questa giornata come se nulla fosse, per non abbandonarmi al
solito ed amorfo lamentio “non se ne può più!”, per consolarmi d’essere
circondato da persone che ci credono in un’unione dei diritti, in un gruppone
di giovani che hanno capito come va il mondo, prima ancora di poterselo godere
abbastanza. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid, solleticando le insinuazioni di
coloro i quali credono questo tipo di manifestazione inutile: non c’è
cambiamento senza rinascita popolare, non c’è civiltà senza cultura. Questa è
la nostra cultura, questo è il nostro filone del momento: cambiare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid per annientare il silenzio di un’Europa
che sta crescendo in sordina, senza dare troppo nell’occhio, altrimenti i
grandi ci sgridano.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vorrei essere a Madrid per catturare questo vento di trasformazione
e portarlo qui in Italia, ma non è possibile: speriamo che faccia da solo, e
che faccia subito!&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/7210549407008236222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/vorrei-essere-madrid.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7210549407008236222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7210549407008236222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/vorrei-essere-madrid.html' title='Vorrei essere a Madrid...'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3073223311277860159</id><published>2011-05-13T19:07:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T19:07:56.491+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vota te stesso amati"/><title type='text'>Vota te stesso: amati!</title><content type='html'>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Dicono sempre di amare gli altri, amando gli altri impari ad amare te stesso. Se puoi amare entrambi, secondo me, fai un ottimo affare.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Esatto. Ama te stesso.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama la luna che ti gira quando tutto va male, quando anche il tuo più bel ricordo resta così lontano dalla tua giornata finita nel peggiore dei modi. Ama il tuo momento, non dirlo a tutti, ma solo a te stesso, guarda un po’ dove ti porta la vita. Potrebbe essere un’ottima compagnia questo finto egoismo.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama i tuoi fianchi, le tue mani, il tuo respiro ed i tuoi giochi idioti che ami sognare non appena nei hai voglia. Ama la parola che più non ti si addice.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama le più difficili aspirazioni, non darlo a vedere, non crederci così tanto da farlo credere agli altri, solo e soltanto tu dovrai amare ciò che dalle tue aspirazioni nascerà, nessun altro.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama il pittore che ti ha dipinto, lo scultore che ti ha scolpito, ama la tua opera d’arte, il tuo silenzio, il tuo grido, la tua stupida necessità di conformarti, il tuo essere ribelle per stare al passo coi tempi.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama il tuo nome ed il tuo cognome. Costa un botto cambiarli! A questo punto amerai anche il tuo portafogli.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama i sorrisi che ti circondano, le anime dannate che più ti stanno sul cazzo, ringraziale ed amale affinché riescano ad aiutarti a capire cos’è che non va su questo mondo. Ama il mondo, ama le finte verità, ma non esagerare altrimenti ci crederai per davvero. Ama gli amici, i finti amici ed i nemici. Ama chi non ti apprezza, sorridi a chi ti deride. L’orgoglio lo si può superare senza alcun problema, pur essendo il cancro ed allo stesso tempo l’indice di insicurezza dell’uomo.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Ama ciò che ti fa amare, ama i brutti pensieri, ama i dolori, ama la tua felicità, ama la tua gioia. Inizia ad amare a dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Scivolando da molte scale, ama i lividi e le cicatrici, ama i “no” che ti sbattono in faccia, ama allo stesso modo i sì e non lasciarli mai più andar via. Ama chi ti annienta, a sua volta annienta con l’amore.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Amore di chi? Amore per che cosa? Non lo so, non ci sono altre strade per salvarsi se non amando fino in fondo quello per cui stiamo al mondo, che è la vita stessa.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Non amare queste parole, ma solo te stesso. Non rinunciare ai tuoi pensieri, non avere paura di esprimerli, difendili, curali.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;Questo può bastare per convincermi che, forse, un giorno amerò tutte le parole che butto su fogli di carta virtuali. Che mi aiutino, spero!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 22px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3073223311277860159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/vota-te-stesso-amati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3073223311277860159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3073223311277860159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/vota-te-stesso-amati.html' title='Vota te stesso: amati!'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-7116204576941088143</id><published>2011-05-13T19:04:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T19:04:32.420+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso viviamo di definizioni"/><title type='text'>Viviamo di definizioni</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei diplomato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei ateo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei assunto?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei incazzoso?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei credente?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei incazzato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei impegnato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei indaffarato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei solo o accompagnato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Sei moderno o emancipato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Un attimo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Dopo tutta questa serie di domande a raffica, verrebbe spontaneo chiedersi: “ma io chi sono?”, e la risposta è solo per i più coraggiosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Non lo dice nessun sondaggio, ma lo dico io che sento il mondo ricoprirsi di definizioni. Siamo figli e genitori di questa creatura mostruosa, che tende a nascondere, o comunque a far riemergere in un momento secondario rispetto all’atto di definire, la persona e la personalità cui le stesse definizioni si riferiscono. Mi spiego: senza definizioni saremmo impacciati, perché ci serve sempre un metro di giudizio che ci spinga a delineare chi abbiamo davanti. Il problema è che, così facendo, in realtà non sapremo mai chi sia per davvero quella persona, questo succede se ci facciamo bastare le definizioni che gli sono state appioppate. Definizioni che si porta da chissà quanto tempo, definizioni che per qualcuno nascono, per qualcun altro non sono mai nate. Eppure le appartengono, per essere inquadrata, catalogata, quindi definita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Ma non è questo il problema principale: il tutto sta nelle conseguenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Pensiamo ad una persona che si definisce credente. La sua condizione, quindi la sua scelta, impone delle conseguenze: andare a messa la domenica, fare opere buone, rispettare la Bibbia, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Pensiamo adesso ad una persona che si definisce credente ma non praticante. La sua condizione impone altre scelte, sicuramente differenti dal credente: a volte tanto differenti, a volte meno. Non lo dico io, è per definizione!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Bene, così facendo noi abbiamo già l’opportunità di scegliere quale tra le due persone potrebbe interessarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Se siamo atei (altra definizione) capiamo un po’ più il secondo che il primo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Se siamo credenti, tifiamo per il primo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Se siamo credenti-non praticanti, ovvio, laudato sia il secondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Certo, ci sono delle eccezioni, non è tutto così semplice, ma non voglio essere cavilloso: non lo siate neanche voi; credo ci siamo capiti sugli effetti che potrebbero avere le definizioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Chiediamoci quindi: a qualcuno interessa come questi due sventurati si chiamino? Qualcuno sa se siano uomo o donna? Soprattutto: qualcuno crede sia rilevante o meno avere queste informazioni? Io credo di sì. Anzi, non è che sia rilevante, è necessario conoscere prima la persona, poi la sua definizione di persona religiosa o meno, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Attenzione, questo mio pensiero non vuole scadere nel qualunquismo (quindi essere a sua volta definito), ma vorrebbe fuggire il più possibile dalla schiavitù del circoscrivere, e da una prigione di parole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Siamo vittime delle definizioni, e uno degli esempi più pratici sta nella parola “fidanzarsi” e suoi derivati (fidanzato, fidanzata, fidanzamento).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Fidanzarsi, il verbo, viene da Fides (=Fede) con la F maiuscola, perché si fa riferimento ad una solenne promessa di matrimonio, e la solennità la si fa davanti alle autorità: in questo caso, non avendo l’amore autorità, si è andati a disturbare la Fede religiosa (appunto con la F maiuscola).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Certo, ormai il “fidanzarsi” ha tutto un altro senso, ma non sono così sicuro siano cambiate le conseguenze che questa definizione ha avuto nel tempo. Vedo ancora vittime di questa parola, che confondono il rispetto con l’amare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;“Io sono fedele, perchè sono fidanzato” e non “io sono fedele, perché sono innamorato”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;A quanti di noi non è mai successo di sentir dire queste parole?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Ecco l’importanza della conseguenza delle definizioni e (ma questo è un mio personalissimo parere) l’errore nell’usare questa parola per definire l’indefinibile, che è l’amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;In questo caso la domanda è: meglio non definirsi o cambiare la parola? Fate voi, io un’idea ce l’ho.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Tralasciando questo esempio di come sia pericoloso definire, ed allo stesso tempo come sia necessario conoscere più che sapere, c’è solo una definizione che potrei dare, ovvero che io sono nato, in quanto vivo. Io sono, quindi, per definizione nato e vivo. Avrei potuto anche essere nato morto; in questo caso oltre ad essere definito, ero anche finito per definizione. Basta, altrimenti ci si inceppa sulle parole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/7116204576941088143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/viviamo-di-definizioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7116204576941088143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/7116204576941088143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/viviamo-di-definizioni.html' title='Viviamo di definizioni'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-2978293953332191273</id><published>2011-05-09T10:12:00.000+02:00</published><updated>2011-05-09T10:12:32.693+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Mezzogiorno testo Jovanotti Lorenzo Cherubini"/><title type='text'>Poesia pop</title><content type='html'>Fondamentalmente le canzoni dovrebbero starsene al loro posto, nel senso che dovrebbero coesistere nel loro paroliere musicato. Mi veniva difficile immaginare questa canzone di Jovanotti, senza le sue parole, che si leggessero chiaramente; in questo caso la musica può essere per un attimo messa da parte. Perchè? Perchè questo testo ce l&#39;ho in testa da due anni, come minimo, ed oggi mi rimbalzava talmente forte tra le meningi, che ho dovuto leggerlo, e di fatto l&#39;ho riamato come la prima volta.&lt;br /&gt;
Secondo me siamo davanti ad un testo poetico, ad un reportage giornalistico della quotidianità, descritto con parole ricercate, ma semplici: siamo di fronte a Lorenzo Cherubini, lo scrittore. Jovanotti, il cantante musicista, lasciamolo dormire un pò.&lt;br /&gt;
Godiamocelo.&lt;br /&gt;
Buona lettura.&lt;br /&gt;
Ah, dimenticavo: il titolo della canzone è &quot;Mezzogiorno&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Caselli d&#39;autostrada tutto il tempo si consuma&lt;br /&gt;Ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma&lt;br /&gt;La foto della scuola non mi assomiglia più&lt;br /&gt;Ma i miei difetti sono tutti intatti&lt;br /&gt;E ogni cicatrice è un autografo di Dio&lt;br /&gt;Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio&lt;br /&gt;Per quanto mi identifichi nel battito di un altro&lt;br /&gt;Sarà sempre attraverso questo cuore&lt;br /&gt;E giorno dopo giorno passeranno le stagioni&lt;br /&gt;Ma resterà qualcosa in questa strada&lt;br /&gt;Non mi è concesso più di delegarti i miei casini&lt;br /&gt;Mi butto dentro vada come vada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Siamo come il sole a mezzogiorno baby&lt;br /&gt;Senza più nessuna ombra intorno...baby&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento&lt;br /&gt;Teoricamente il mondo è più leggero di una piuma&lt;br /&gt;Nessun filo spinato potrà rallentare il vento&lt;br /&gt;Non tutto quel che brucia si consuma&lt;br /&gt;E sogno dopo sogno sono sveglio finalmente&lt;br /&gt;Per fare i conti con le tue promesse&lt;br /&gt;Un giorno passa in fretta e non c&#39;è tempo di pensare&lt;br /&gt;Muoviamoci che poi diventa sera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Siamo come il sole a mezzogiorno baby&lt;br /&gt;Senza più nessuna ombra intorno...baby&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Gente che viene&lt;br /&gt;Gente che va&lt;br /&gt;Gente che torna&lt;br /&gt;Gente che sta&lt;br /&gt;Il sole se la ride in mezzo al cielo&lt;br /&gt;A guardare noi che ci facciamo il culo&lt;br /&gt;E&#39; un gioco&lt;br /&gt;Mezzogiorno di fuoco&lt;br /&gt;E&#39; un lampo&lt;br /&gt;Sulle armature&lt;br /&gt;In guardia&lt;br /&gt;Niente da capire&lt;br /&gt;Mi specchio&lt;br /&gt;In una goccia di sudore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Siamo come il sole a mezzogiorno baby&lt;br /&gt;Senza più nessuna ombra intorno...baby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/2978293953332191273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/poesia-pop.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2978293953332191273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2978293953332191273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/05/poesia-pop.html' title='Poesia pop'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-1615714564777545183</id><published>2011-04-16T11:36:00.000+02:00</published><updated>2011-04-16T11:36:34.192+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Vittorio Arrigoni"/><title type='text'>Una pipa, un cappello ed un sogno</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Non riesco a rimanere disinteressato, non riesco a non
sentire mie tutte le brutte sensazioni che quelle parole producono: “Vittorio
Arrigoni è stato ucciso”. Questa morte non mi ha lasciato indifferente, perché Vittorio
lo conoscevo, l’ho conosciuto. Non di persona (purtroppo), ma attraverso il suo
libro-reportage fatto con le sue bombe d’inchiostro, con i racconti su ciò che
stesse avvenendo nella striscia di Gaza, in particolare durante l’operazione cosiddetta
‘Piombo fuso’.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Come si fa a non sentirsi parte di quel dolore che lo ha
portato alla morte? &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Provate a sedervi, chiudete gli occhi e, nel silenzio,
pensate al significato di queste due parole semplici, dirette, uniche,
brillanti: restiamo umani. Pensatele e ripetetele più volte nel vostro
cervello. Quale meraviglia le muove? Quale sofferenza le ha generate? Quali
speranze gli danno nutrimento?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Restiamo umani” è come la “Mattina” di Ungaretti: una
poesia ermetica, sostanziosa, viva, tormentata, ottimista, incantevole,
gioiosa, innamorata, universale.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Un attivista dell’ISM (acronimo di International
Solidarity Movement) che trascende dal chiedere solidarietà a se stesso,
consumando il suo percettibile senso di amore nell’agglomerato della vera
solidarietà mondiale, nei confronti di un popolo che ne richiede dosi sempre
maggiori, ogni giorno di più. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Una macchina di passione umana catalogata e screditata, per
il corpo che veste, ‘con quei tatuaggi’, con il piercing e la bandiera rossa
che predilige, rispetto ad altre.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma il “restiamo umani” è di tutti, non transige
cittadinanze, non equivoca latitudini, non comporta errori di scelta: è l’appello
verso un Dio che anima la nostra vita. Vittorio Arrigoni è in ognuno di noi,
sta qui la sua grandezza.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ognuno di noi, in certe condizioni, lo desidererebbe, lo
difenderebbe per i propri interessi di vita. Non stiamo parlando di briciole,
qui si parla di vita: quella che ha sognato e sta facendo sognare Arrigoni,
addormentando la sua, perché senza un corpo che dorme non c’è l’esperienza di
un sogno.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lui ci sta facendo sognare, adesso, in questo momento, e
sta qui il motivo della sua eccellenza.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Me lo sento addosso, quel silenzio che non riempie i suoi
polmoni: non più. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Guardo sempre il sorriso di un uomo o di una donna, per
carpire lo stato di felicità che permea dagli occhi, dalle pieghe della pelle,
dalle sensazioni che diffonde. Se provo a farlo con Vittorio Arrigoni, capisco
che lui ha un’esigenza maggiore della mia: donare agli altri la felicità di
vivere che gli pulsa dentro, come se non gli bastasse la sua. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
I diritti umani, la libertà di cui parla, è lui stesso a
rendersi conto che è roba troppo difficile&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;da realizzare secondo quella perfezione cui aspirano i migliori. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Utopia, si chiama in italiano.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma dov’era questa parola quando i palestinesi sorridevano
agli attivisti dell’ISM, dov’era questa parola quando gli dicevano “grazie”,
dov’era questa parola quando la penna di Vittorio Arrigoni scriveva “vi confido
che il mio ‘restiamo umani’ ha vacillato spesso in questi ultimi giorni, ma
resiste. Resiste come l’orgoglio, l’attaccamento alla terra natia intesa come
identità e diritto all’autodeterminazione della popolazione di Gaza, dai
professori universitari alla gente incontrata per strada, medici e infermieri,
reporter, pescatori, agricoltori, uomini, donne e adolescenti, quelli che hanno
perso tutto e quelli che non avevano più nulla da perdere, fino all’ultimo
fiato in gola mi esprimono l’inshallah di una vittoria vicina, il sincero
convincimento che le loro radici raggiungono profondità tali da non poter
essere recise da alcun bulldozer nemico.” ?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
L’utopia è viva oggi, senza di lui, senza quella forza di
estinguere la diversità che ci induce a giudicare, decidere e annientare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
C’è un metodo, una terapia che Vittorio Arrigoni ha
lasciato a tutti noi, e sta in due parole: RESTIAMO UMANI.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ha la stessa intensità di una citazione di Gandhi! Il concetto
è lo stesso: la pace e l’amore stanno nella nostra natura, fino a quando non
viene distorta. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Questo è il mio saluto ad una persona che mi ha decisamente arricchito.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/wZg0WGKRg2A?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/1615714564777545183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/una-pipa-un-cappello-ed-un-sogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1615714564777545183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1615714564777545183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/una-pipa-un-cappello-ed-un-sogno.html' title='Una pipa, un cappello ed un sogno'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3460209955410653710</id><published>2011-04-14T11:37:00.001+02:00</published><updated>2011-04-14T11:38:30.605+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fefe consigli"/><title type='text'>Fefe (6)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Fefe oggi dispensa consigli.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sta seduto sulla sedia a dondolo, ha affisso sulla porta
della stanza ‘Sala consigliare’ con la GL, perché, appunto, sono consigli
quelli che dà.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
È il suo nuovo lavoro, la moglie non può uscire dalla
cucina, perché “le segretarie non si fanno vedere quando il capo lavora” dice
il nostro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
In realtà non c’è nessuno che si presenti in questo
stranissimo laboratorio di suggerimenti, tra l’altro per niente gratuiti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Tre euro ogni mezz’ora, un euro ogni dieci minuti, ma se
si sta qui un’ora faccio lo sconto: 5 euro!”, questo il tariffario.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Solita canottiera, solite rughe e cappello da marinaio in
bella vista.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Fa tamburello con le dita sul bracciolo del divano.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Suona il citofono &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Vado io!” urla alla pseudo-segretaria sequestrata tra i
fornelli.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Sala Consigliare, chi è?”&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Fefe, non sono un cliente, sono Marchino, il postino.
Aprimi, è arrivata la bolletta della luce”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Se ne torna triste nella sua saletta, si risiede e si
guarda le unghie, poi l’orologio, infine fuori dalla finestra. Si alza ed urla verso
la porta della cucina&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Io vado a fare il Consigliere domiciliare”, e subito
esce di casa.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La moglie cerca di fermarlo, ma ci è abituata.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Cerca di dispensare consigli per il paese, si ferma lungo
la strada, dice alle ragazze “poi non vi lamentate se i giovani non vi vogliono.
Troppo trucco, troppo trucco” e si dirige verso di loro a riscattare il prezzo
del suo consiglio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vanno via tutte.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
C’è un bar poco distante, c’è un potenziale cliente
seduto ad un tavolino, solo: è fatta.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Non bisogna stare soli al bar, bisogna essere sempre in
due”. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il ragazzo prontamente risponde “non lo ero fino a
qualche minuto fa”, e Fefe nota un altro bicchiere vuoto macchiato di rossetto.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Comunque grazie per il consiglio” risponde il giovane.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Fefe rilegge ad alta voce ciò che vedo scritto sul
quaderno del ragazzo&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Non mi basta riscrivermi la pelle: mi basta rivivermi la
vita che ho lasciato alle mie spalle, mi basta consolarmi col dolore, mi basta
sorridere.”&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Fefe non si scompone, ma la rende più facile: “ragazzì,
tutte queste parole per dire che le giornate vanno avanti comunque?” e
aggiunge: “ce ne sono altre, di giornate e non solo!”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Detto ciò, volta le spalle, senza chiedere la retribuzione
per il gran consiglio appena dato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Questa volta la visiera del cappello copre di più i suoi
occhi, sembra quasi s’intraveda un luccichio all’altezza della guancia.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Va verso il mare.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3460209955410653710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/fefe-6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3460209955410653710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3460209955410653710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/fefe-6.html' title='Fefe (6)'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-811413695906908543</id><published>2011-04-13T14:36:00.000+02:00</published><updated>2011-04-13T14:36:16.297+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso L&#39;appuntamento"/><title type='text'>L&#39;appuntamento</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Oggi ho un appuntamento. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Mi sono vestito per bene, ho messo il profumo, il
maglioncino che piace a lei e sono corso fuori casa. Sto andando ad un
appuntamento al quale volevo mancare, ma se sono qui non è andata come volevo,
o come avrei preferito che andasse.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho in mente la strada da fare, me la ricordo tutta: ogni
angolo, ogni semaforo. Riesco persino a ricordare il sorriso che mi portavo
addosso: è già passato. Apro il portone ed ho davanti una via, lunga come il
corpo di un serpente immobile. Non si muove minimamente e devo percorrerla di
fretta. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Erano attimi frenetici allora, i primi momenti in cui mi
chiedevo se stesse succedendo davvero, con quell’affanno che hai addosso, non perché
stia correndo, ma per quell’animale dentro di te che sta succhiando vita al
cuore, per far partorire un’emozione. Sì, era un’emozione, e non la
controllavo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sulla schiena di questo serpente quindi, in cui tutta l’emozione
la scaricavo nel sorriso, fingendo di non credere a ciò che stesse avvenendo. Era
sera, una sera di Maggio, per cui non era poi così freddo fuori: avrei potuto riscaldare
il mondo intero, per tutto il calore che avevo nelle vene.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Cammino, dunque, tanto già lo so che quest’appuntamento
non ha fretta d’arrivare, poiché è lì, in quel punto preciso, che mi aspetta.
Anche se non dovessi andare, non sarà certo un problema per lui. Eccomi qui,
quasi vicino al punto in cui ci incontrammo io e lei, ‘noi’ per un tempo breve,
brevissimo: è già passato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Le luci di un piccolo baretto, poi svolto a sinistra e
rivedo tutto: i capelli, le ginocchia, il suo viso. Io cammino.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Oggi, ora, tutto è uguale, tutto è vuoto in questo
riflesso di passato: mancano quei capelli, quelle ginocchia, quel sorriso.
Manca lei.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma io ho un appuntamento. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Purtroppo devo andare, devo continuare la mia passeggiata
in questa giungla di ricordi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Un tempo ci bastavamo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Un tempo i ricordi non bastavano, neanche vincevano.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sono solo ora, rivedo la mia sagoma affianco alla sua, e come un
segugio sto dietro a quest’ologramma prodotto dalla mia testa, con il mio
quaderno e la mia penna. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Oggi descrivo quel momento.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lo sentivo, si! Sentivo che c’era bisogno di dividere
tutta quella dose di paura mista a batticuore.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Non ero solo io ad essere emozionato, anche il suo
respiro chiedeva di essere amato, perché in fondo non si può condividere nulla,
se non c’è un amore pronto a dividere tutto in parti uguali.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il parco.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
In lontananza vedo il parchetto, ed esattamente come
quella serata di Maggio, lo attraverso allo stesso modo: è incredibile come
possa ricordare ogni istante.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
C’era un semaforo e c’è ancora.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Adesso aspetto che s’illumini il verde per i pedoni. Non
quella sera: quella sera l’abbiamo attraversato di fretta, non potevamo
fermarci ad un passo dal sogno, non potevamo fermare la rivoluzione che si
scatenava dentro di noi. Bisognava andare avanti: “ora e qui”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
E sono proprio qui adesso, di fronte a quelle stesse
barche ondeggianti, su un muretto di un porto che affaccia ad un passo dall’acqua
del mare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Le luci della città intera stanno sotto il mio naso: si
riflettono sull’acqua.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Quella volta non ero solo come adesso: ma è passato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Eccomi all’appuntamento, dunque. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Qui tempo fa ho preso amore, l’ho strappato con forza, l’ho
amato fino a quanto ho potuto.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Eccomi a questo appuntamento, con la mia mano tesa a
restituire ciò che mi era stato dato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sono qui, proprio nel punto esatto in cui ho cominciato a
vivere questo ricordo, e sono qui, in questo punto esatto in cui con gocce dei
miei occhi, ho rispettato quest’appuntamento.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lascio qui quel sentimento che avevo trovato, lo poso
nello stesso punto, qualcun altro lo raccoglierà e lo vivrà a suo modo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Giro le spalle: adesso posso togliere i vestiti, adesso
posso riposarmi dal ballo, adesso posso cominciare a dire che non mi innamorerò
più. Non qui, non ora: qui è già passato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/gwPtEwcuffU?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/811413695906908543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/lappuntamento.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/811413695906908543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/811413695906908543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/lappuntamento.html' title='L&#39;appuntamento'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-6669986510802258665</id><published>2011-04-06T19:04:00.000+02:00</published><updated>2011-04-06T19:04:13.000+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Alessandra Cora"/><title type='text'>Come una stella...</title><content type='html'>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Questi
sono dei pensieri che scrissi due anni fa, per la tragedia del terremoto de
L&#39;Aquila. Rileggendoli, non cambierei una virgola:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt;&quot;&gt;&quot;Non
sono parole che si vanno ad aggiungere ad un dolore immenso, non sono parole
che cercano di alleviarlo, non sono parole ricercate per girare attorno a
quella che è stata, e continua ad&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt; essere, una
tragedia. Ce ne stiamo comodi, davanti i nostri monitor, davanti le nostre
televisioni, davanti i nostri display a stupirci di tanto orrore, di una così
grande disgrazia. C&#39;è chi ha mosso le gambe ed ora scava lì, tra le macerie di
una città in polvere, di una intera parte d&#39;Italia rasa al suolo dalla natura, tra
le polemiche di una previsione non ascoltata e gli abbracci, purtroppo, sempre
troppo deboli, per avere la forza di risollevare l&#39;animo di tutte le vittime
del terremoto. Non è retorica, non è niente di tutto ciò possa passare per la
mente a chi si limita a cercare una critica a ciò che scrivo, è solo una triste
coscienza di quanto possa essere doloroso perdere tutto in una sola notte, in
un solo istante, in soli pochi secondi. Essere vicino al dolore di tutte le
persone che hanno subito questa disgrazia non basta, non può bastare, perché
loro continuano a soffrire con o senza la mia &quot;vicinanza&quot; e quella di
tutti coloro i quali la invocano. Non è cinismo. In questo caso alla sofferenza
sembra non esserci fine. Ma ci sarà, ci sarà un momento in cui torneranno i
sorrisi, ci sarà un momento in cui un abbraccio vale più di tutti quelli
ricevuti finora da chi, nella fortuna, la notte torna a casa a riposare su un
materasso e quattro mura di cemento armato. Ci sarà un momento in cui rimarrà
solo un bruttissimo, orrendo ricordo, ci sarà un momento in cui, una lacrima,
si poserà sulle fotografie di tutte le vittime che non torneranno mai più su
questa terra...ci sarà un momento in cui un volto, come quello di Alessandra
Cora, brillerà in cielo...come una stella. Non so perché, ma la sua storia mi
ha spinto a scrivere di lei e del suo dramma, a dire la mia, a mettere in
discussione l&#39;indiscutibile: siamo sopra questa terra, siamo sotto queste
stelle. Spero che davvero il suo ricordo e la sua voce vivano nel tempo e nel
vento, spero che la sua giovane età duri un&#39;eternità, lassù, dove c&#39;è il buio,
lassù dove pulsano di luce propria le stelle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Mi piace immaginarla in questo scenario, cantare questa
canzone che lei stessa ha inciso:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; color: #333333; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/l3RxfvV30u4?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot; style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333; font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Non dimentichiamo la tragedia dell&#39;Abruzzo!&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/6669986510802258665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/come-una-stella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/6669986510802258665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/6669986510802258665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/04/come-una-stella.html' title='Come una stella...'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-5005303505456902293</id><published>2011-03-24T22:13:00.000+01:00</published><updated>2011-03-24T22:13:08.156+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso &#39;ndrangheta nord italia"/><title type='text'>La mafia sei anche tu</title><content type='html'>&#39;NDRINE: da Pavia a Canzo (CO), da Legnano (MI) a Pioltello (MI), e nel mezzo tanti ingorghi presso Milano ed il suo più ristretto hinterland.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DELITTI: da San Giorgio sul Legnano (MI) a Verano Brianza (MB), passando per Garbagnate Milanese (MI) giù fino a via Muratori 28 a sud-est di Milano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
AFFARI: da Bresso (MI) alla zona Parco Sempione di Milano.*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di cosa stiamo parlando?&lt;br /&gt;
Oggi Giuseppe Pignatone, quel signore in giacca e cravatta che si è visto recapitare vicino la sua procura di Reggio Calabria un bazooka (non certo con intenzioni ludiche) ha scritto una lettera (qui il link:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_24/lettera-pignatone_90db2bd4-55de-11e0-9d72-1f2c6c541e94.shtml&quot;&gt;http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_24/lettera-pignatone_90db2bd4-55de-11e0-9d72-1f2c6c541e94.shtml&lt;/a&gt;), una civilissima lettera per ognuno di noi.&lt;br /&gt;
Per ogni cittadino che nella sua aria di week-end milanese stia già progettando il tour discodance più interessante, per il commerciante che incassa il guadagno, per il tassista che scorazza davanti al Duomo, per la guida che spiega la Madunina, per il commercialista che siede alla sua scrivania, per l&#39;avvocato che corre in udienza, per lo studente chinato sui libri: per tutti. C&#39;è bisogno di riconoscere e sapere che non è più tempo di ignorare che la mafia, specificamente la &#39;ndrangheta: vive appollaiata sopra i tetti che ci coprono dalla pioggia. Che sia pioggia milanese, o romana, o catanzerese, poco importa, o meglio, molto deve importarci perchè in tutte e tre le città la nostra inerzia diventa complicità.&lt;br /&gt;
Basta con le finte prese di posizione &quot;la mafia non si batterà mai&quot;, o con l&#39;educazione al fallimento &quot;io non posso cambiare le cose&quot;.&lt;br /&gt;
Basta con l&#39;ignoranza &quot;la mafia non esiste&quot; o con la disinformazione &quot;è questione meridionale&quot;.&lt;br /&gt;
L&#39;elenco che ho riportato in apertura è sorretto da una produzione di articoli, che danno al lettore la possibilità di recepire le parole chiave per poter dar vita ad una ricerca, che lo porti attraverso il mondo della lotta antimafia.&lt;br /&gt;
Basta con l&#39;indifferenza italiana!&lt;br /&gt;
Basta con i virtuosismi egoistici!&lt;br /&gt;
Basta con le filosofie del &quot;me ne fotto&quot;!&lt;br /&gt;
Basta con le lezioni di vita e di giustizia da chi non si sente minimamente parte di questa associazione a delinquere, che è l&#39;Italia!&lt;br /&gt;
Singhiozzare ideali di libertà, brandendo un gin-lemon in un happy hour da copione, non ci rende sicuramente più liberi di quanto non siamo. Non servono particolari doti per affiliarci alla cosca giusta, alla stessa cosca che porta come vessillo la pelle ed il sangue di Falcone e Borsellino, e si identifica in una carta che testimonia la nostra resistenza alle sofferenze e alle arroganze: la Costituzione.&lt;br /&gt;
Basta con i silenzi dei colpevoli!&lt;br /&gt;
Basta con gli slogan da partito!&lt;br /&gt;
Basta con la prostituzione delle parole!&lt;br /&gt;
Basta con le ignobili spallucce all&#39;italiana!&lt;br /&gt;
La &#39;ndrangheta esiste in tutto il mondo, non ha confini, non ha limiti. Non bisogna combatterla da soli, ma già informare della sua subdola e velenosa estensione, è una piccola lotta che dovrebbe trovare fiancheggiatori, mai oppositori.&lt;br /&gt;
Non cambierà il mondo, ma se è vero che il mondo è in ognuno di noi, potremmo fare di meglio: cambiare l&#39;universo. Quello di cui siamo possessori, ma non proprietari. Riprendiamoci la proprietà di civiltà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* qui il link della sezione del Corriere della Sera, fonte dei dati riportati:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/speciali/2011/mafiopoli/&quot;&gt;http://www.corriere.it/cronache/speciali/2011/mafiopoli/&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/5005303505456902293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/la-mafia-sei-anche-tu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5005303505456902293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/5005303505456902293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/la-mafia-sei-anche-tu.html' title='La mafia sei anche tu'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-6020408715815261912</id><published>2011-03-17T01:15:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T01:16:42.223+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="L&#39;appeso storia unità italia"/><title type='text'>Unità d&#39;italia, una storia da riscrivere (di Giovanni Vaccaro)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Oggi 17 marzo 2011 si celebra il 150° anniversario
dell’unità d’Italia. Assistiamo in questo periodo a tanti dibattiti sull’argomento,
troviamo tesi discordanti, ma c’è una generale visione storica dell’unità
d’Italia e del risorgimento italiano che da un lato enfatizza ed esalta la
campagna di guerra attuata dai Savoia e, sotto un altro punto di vista, non
analizza propriamente le conseguenze e i benefici dell’unificazione del regno
sotto la corona piemontese.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Tralasciando le fasi della guerra, che fu di conquista e di
annessione e non di unificazione e provocò morti saccheggi e violenze, è
importante dire che questa fu iniziata senza una dichiarazione di guerra al
regno delle due sicilie. Non molto corretto, soprattutto per chi è passato alla
storia con il nome di re galantuomo. Fu un atto di pirateria e non c’è da
stupirsi di ciò giacché lo stesso Garibaldi dichiara il 5 dicembre 1861 in un
discorso nel parlamento di Torino a proposito dei famosi Mille: “Tutti
generalmente di origine pessima e per lo più ladra; e tranne poche eccezioni,
con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto“.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
L’annessione del sud allo stato Sabauda è stata spesso
giustificata dalla menzogna che il mezzogiorno fosse povero misero e arretrato.
Forse è proprio nella falsità di questa idea che si trovano le motivazioni
dell’attacco al regno delle due sicilie, data la mancanza di fondi nelle casse
piemontesi. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Cavour ammette alla Camera subalpina il 1 luglio 1850: «So
quant’altri che, continuando nella via che abbiamo seguito da due anni, noi
andremo difilati al fallimento. E che continuando ad aumentare le gravezze,
dopo pochissimi anni saremo nell’impossibilità di contrarre nuovi prestiti e di
soddisfare gli antichi».&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Lo ammette Pier Carlo Boggio, deputato cavourriano nel 1859:
«Ogni anno il bilancio del Piemonte si chiude con un aumento del passivo...
L’esercito da solo assorbe un terzo di tutta l’entrata... Il Piemonte accrebbe
di 500 milioni il suo debito pubblico... il Piemonte falsò le basi normali del
suo bilancio passivo. Ecco adunque il bivio: o la guerra o la bancarotta. La
politica del Piemonte in questi anni sarà detta savia, generosa e forte, oppure
improvvida, avventata o temeraria, secondochè avremo guerra o pace».&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
La dinastia borbonica durò 126 anni, con essa il Sud, non
solo riaffermò la propria indipendenza, ma ebbe un indiscutibile progresso nel
campo economico, culturale, istituzionale; purtroppo “La storiografia ufficiale
continua ancora oggi a sostenere che, al momento dell’unificazione della penisola,
fosse profondo il divario tra il Mezzogiorno d’Italia e il resto dell’Italia:
Sud agricolo ed arretrato, Nord industriale ed avanzato. Questa tesi è
insostenibile a fronte di documenti inoppugnabili che dimostrano il contrario
ma gli studi in proposito, già pubblicati all’inizio del 1900 e poi proseguiti
fino ai giorni nostri, sono considerati, dai difensori della storiografia
ufficiale: faziosi, filoborbonici, antiliberali e quindi non attendibili “(da
Pedio&amp;nbsp; - Economia e società meridionale a
metà dell’Ottocento). &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
In realtà, all’epoca dell’ultimo re meridionale, Francesco
II, l’emigrazione era sconosciuta, le tasse molto basse, come pure il costo
della vita, il tesoro era floridissimo, l’economia in crescita, la percentuale
dei poveri era pari all’1.34% (come si ricava dal censimento ufficiale del
1861) in linea con quella degli altri stati preunitari. La popolazione dai
tempi del primo re della dinastia borbonica Carlo III (1734) a quelli di
Francesco II si era triplicata e questo indicatore, a quei tempi, era un indice
di aumentato benessere. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Il regno delle due sicilie, secondo gli studi statistici di
Francesco Saverio Nitti, possedeva un patrimonio di 443,3 milioni di lire oro
(il più alto tra tutti gli stati preunitari italiani e corrispondente al 65,7%
di tutta la moneta circolante della penisola), seguito dallo Stato Pontificio
con 90,7, dal Granducato di Toscana con 85,3 e dal Regno di Sardegna, con 27,1
milioni. Alla nascita dell&#39;Italia unita, Nitti ritenne che il regno borbonico
era lo stato che portava minori debiti e più grande ricchezza pubblica. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
I Savoia hanno fatto credere di aver “liberato” il Sud dalle
angherie e dalla fame. Ma dopo oltre 10 anni di dura repressione, iniziò un
massiccio esodo di popolo dal Sud, ove prima erano sconosciute la
disoccupazione e l’emigrazione. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Tralasciando di menzionare i numerosissimi primati (in
Italia e nel mondo: se ne contano più di cinquanta!), ricordiamo che, nel 1856,
alla “Mostra dell’industria di Parigi”, il Regno delle Due Sicilie fu premiato
quale Terza Nazione Industriale al mondo. Nessun altro Stato italiano fu
menzionato (Cfr. Vittorio Gleijeses “Storia di Napoli”).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Qui una serie di “primati” del Sud preunitario http://www.ilportaledelsud.org/primati.htm&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
In campo tributario, l’erario napoletano era il più
prosperoso d’Europa, quantunque a fronte di un sistema impositivo fiscale giudicato
il più mite del continente. Tra il 1815 ed il 1860, le aliquote di queste
imposte non furono mai aumentate, né furono istituite nuove tasse. Tuttavia, le
entrate erariali erano sempre in espansione. Come le ricchezze finanziarie del
Regno della Due Sicilie erano più consistenti di quelle piemontesi, così il
debito pubblico era più modesto; infatti, esso consisteva in 59,03 lire
pro-capite per i meridionali, contro le 261,86 lire pro-capite per i sudditi
del Regno di Piemonte (Giacomo Savarese, “Le finanze napoletane e le finanze
piemontesi dal 1848 al 1860”).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
E come è normale che sia dopo una guerra di conquista i
Savoia prelevarono i fondi delle casse delle due sicilie per risanare i loro
debiti e lanciare l’industrializzazione del settentrione, abbandonando il
mezzogiorno e governandolo senza una logica statale corretta. Cancellarono
tutta la legislazione precedente per applicare le leggi dello stato piemontese
che non erano adeguate ad una realtà diversa come quella del mezzogiorno. E a
dimostrare che non fu un’opera di unificazione, almeno da parte delle classi
dirigenti dell’epoca, c’è il mancato cambiamento del nome del re Vittorio
Emanuele che è rimasto II, come a indicare una conquista dell’Italia da parte
del regno piemontese e non un atto di unificazione e di nascita del (nuovo)
regno d’Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
La politica fiscale perseguita dallo Stato unitario fu un
caso di vero e proprio drenaggio di capitali che, dal Sud, andarono al Nord. Queste
le affermazioni di Giustino Fortunato nella lettera del 2 settembre 1899 a
Pasquale Villari: «L’unità d’Italia… è stata, purtroppo, la nostra rovina
economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio
economico, sano e profittevole. L’unità ci ha perduti. E come se questo non
bastasse, è provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato
italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in
misura maggiore che nelle meridionali».&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Un’altra verità storica venne sapientemente occultata dalla
storiografia risorgimentalista, e cioè che, subito dopo l’unità, fu combattuta
una cruenta guerra civile, con centinaia di migliaia di morti (1 milione di
meridionali restarono uccisi), passata alla storia come lotta al brigantaggio. Ma
chi sono i briganti? Si possono definire i partigiani, la resistenza del
mezzogiorno all’invasione piemontese. Ne facevano parte molti braccianti
meridionali che avevano sperato che il nuovo regime assicurasse una qualche
riforma agraria. Non solo le loro aspettative andarono deluse, ma il nuovo
governo introdusse la leva obbligatoria (inesistente durante il precedente
regno) ed inasprì le imposte, portando alla rovina milioni di persone. Lo
scioglimento dell&#39;esercito borbonico e di quello garibaldino mise poi in
circolazione migliaia di soldati sbandati. Il malcontento, le difficili
condizioni economiche sopravvenute, il durissimo atteggiamento delle truppe di
occupazione piemontesi, suscitarono le ire della popolazione che sfociarono
nella rivolta armata e nel fenomeno del brigantaggio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Ad esempio Nino Bixio, famoso eroe del risorgimento, eseguì
oltre 700 condanne a morte senza processo. Da un giornale dell’epoca, L’Unione:
«Bixio ammazza a rompicollo, all’impazzata... fa moschettare tutti i (soldati e
ufficiali) prigionieri stranieri che gli capitano tra le unghie, e tira colpi
di pistola a quei suoi ufficiali che osano far motto di disapprovazione». &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Se volete approfondire e avere vari esempi di episodi di violenza
da parte dei cosiddetti salvatori piemontesi vedete la diretta del 16 marzo de
L’appeso&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.livestream.com/appeso/video?clipId=pla_b5c79ccb-b5b8-4768-82e5-2db0cc3ff4fd&quot;&gt;http://www.livestream.com/appeso/video?clipId=pla_b5c79ccb-b5b8-4768-82e5-2db0cc3ff4fd&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
In conclusione questo post non è contro l’unita d’Italia e
sicuramente non è a favore del regno delle due sicilie, del quale i cittadini
erano ancora sudditi (come in tutti gli altri regni europei del resto); vuole
solo cercare, molto modestamente, di far conoscere una parte della storia del
processo d’unificazione che non è trattata a sufficienza nei libri scolastici.
Il sud, sulla base di una nuova lettura del risorgimento italiano non deve
piangersi addosso o chiedere risarcimenti allo stato centrale. Coscienti del
fatto che abbiamo pagato a caro prezzo l’unità d’Italia, dobbiamo lottare
sicché si possa avere una corretta visione storica del risorgimento e della
situazione preunitaria del sud e, orgogliosi del nostro passato, dobbiamo
ricostruire con le nostre forze un mezzogiorno fiorente, prosperoso e avanzato
così da tornare a essere il fiore all’occhiello di quest’Italia unita. Eravamo
il motore d’Italia, muoviamoci.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/6020408715815261912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/unita-ditalia-una-storia-da-riscrivire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/6020408715815261912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/6020408715815261912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/unita-ditalia-una-storia-da-riscrivire.html' title='Unità d&#39;italia, una storia da riscrivere (di Giovanni Vaccaro)'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-4947008951261086360</id><published>2011-03-12T18:44:00.000+01:00</published><updated>2011-03-12T18:44:11.011+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso rom metropolitana storia"/><title type='text'>Una storia musicata</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Premete play e leggete la breve storia che segue&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/KfYe3oYfwag?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ciao, mi chiamo Eviess e sono una bimba di 9 anni. Anche
se sono Rom ho i capelli biondi e lunghi, ho gli occhi e la carnagione scuri. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Adesso sono a Roma, nella metropolitana, sono con mio
papà: aspettiamo la metro che arrivi. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Lui vive in Italia da tanto tempo, è venuto qui con la
mamma che è morta l’anno scorso; insieme giravano per le metro di Roma a
suonare la fisarmonica. Mamma lo accompagnava sempre, e quando io ero piccola,
la mamma mi teneva in un grosso e lungo foulard tra le braccia, e con una mano
reggeva un bicchiere di plastica, dove la gente metteva i suoi spicci. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Adesso quel bicchiere lo tengo io, è lo stesso che usava
la mamma. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Papà dice che dobbiamo prenderne uno più grande, ma io
non capisco perché, visto che non si riempie quasi mai; a parte che ad ogni fine
corsa della metro i soldi vanno direttamente nelle tasche del papà, per cui non
serve un bicchiere più grande.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho un fratello ed una sorella: Dhiemm e Ael.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Dhiemm ha 23 anni, vive a Milano e lavora come muratore.
Ogni mattina alle 5 va vicino lo stadio San Siro, e il suo capo passa con un
pulmino per prendere lui ed i suoi colleghi muratori e portarli nei cantieri.
Non lavora sempre nello stesso cantiere, decide il capo dove accompagnarli per
lavorare. Dhiemm è stato 4 anni in carcere, perché quando ne aveva 19 ha rubato
in casa di una signora vedova. Dicono anche che quelli che stavano con lui
hanno picchiato la signora. Erano in quattro. I due accusati di averla
picchiata sono ancora in carcere, mio fratello ed un altro sono usciti. L’avvocato
si chiamava Michael, come il mio cantante preferito Michael Jackson. Adesso è
morto anche lui, il cantante.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ael è mia sorella, ha compiuto 19 anni tre giorni fa, ma
non la vediamo da 5 anni. Ci sentiamo col cellulare di papà che la chiama una
volta a settimana, il giovedì mattina, perché gli altri giorni Ael lavora. Non
ho capito bene che lavoro fa, ma vive in Svizzera. Lei è molto bella. Una volta
mi ha mandato le foto del suo compleanno, quando ne ha fatti 18, ed io l’ho
chiamata subito per dirle che era bellissima. Ha i capelli lunghi, castani come
gli occhi, è magra ed in quella foto aveva un top che faceva vedere per bene
quanto fosse bella. Papà si è arrabbiato quando ha visto quella foto, ma gliel’ho
detto di non farlo, perché Ael è bellissima.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Dhiemm e Ael si vedono qualche volta.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
I miei nonni sono morti, io non li ho conosciuti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vivo con papà in campagna, vicino Roma, a 20 minuti a
piedi dallo stadio Olimpico. &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Con noi vivono
anche gli altri Rom, stiamo tutti insieme.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La metro è arrivata, papà è già pronto con la sua
fisarmonica. Mi dice sempre “Eviess, stai davanti a me”, così quando passo in
mezzo alle persone mi sento importante, perché è come una processione: io con
il bicchiere della mamma, dove le persone mettono gli spicci, e papà dietro che
fa la musica del casatchok. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Mi piace un sacco questa musica, è quella che state
ascoltando.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Quanta gente che c’è in metro! &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ora per esempio c’è un ragazzo con la barba ed i capelli a
punta che mi guarda e scrive su un quaderno. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Anch’io da grande voglio scrivere, però non in metro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Voglio scrivere della mia mamma e del suo bicchiere.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/4947008951261086360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/una-storia-musicata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4947008951261086360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4947008951261086360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/una-storia-musicata.html' title='Una storia musicata'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-2269197013579578044</id><published>2011-03-11T14:37:00.002+01:00</published><updated>2011-03-11T14:55:17.662+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fatti non pugnette"/><title type='text'>Fatti, non pugnette!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sapete com’è, i bambini sono motivo d’ispirazione. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Oh, attenzione, che avete capito!&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Voglio dire: nei bambini molte volte si rispecchia l’utilità
dell’essere genuini, istintivi, ma anche la consapevolezza che posseggono una
gran dose di esperienza senza essere mai stata vissuta, per ovvi motivi di età.
La definirei ‘bontà naturale’.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Non sto delirando, come sempre gli esempi sono molto più
chiarificatori di qualsiasi definizione teorica:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
cammino, in realtà passeggio (c’è differenza!) e vedo un
signore anziano che guarda un microbo a mezzo metro da terra. Quest’ultimo
chiamasi bambino. Ecco che il bimbo fa una cosa semplicissima, spontanea e
naturale (per lui, perché a me ha dato modo di pensare per i successivi trenta
minuti, tanto da volerne scrivere proprio qui).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Dicevo, il bimbo sorridendo fa “ti voglio benizzimo
nonno!” ed alla teoria parlata, con qualche problema dislessico tipico di
giovanissime età, applica la pratica: abbraccia il signore anziano (nonché nonno,
deduco).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Ti voglio benizzimo” : abbraccio = Ciò che si dice : ciò
che si fa. (Traduco per quelli a cui sfugge la citazione matematica: “Ti voglio
benizzimo” sta all’ abbraccio come Ciò che si dice sta a Ciò che si fa).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho fatto immediatamente un confronto tra adulti e bambini
nell’applicazione di questo rapporto: vincono i secondi, non c’erano dubbi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Microbi 1, giganti 0.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Ora, non voglio andare avanti a raccontare cosa hanno
fatto il nonno ed il nipote, saranno anche fatti loro!&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Voglio cominciare ad indagare se veramente conviene far
coincidere ciò che si dice a ciò che si fa. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vi schiaffo pic indolor (già fatto?) la mia risposta? Sì,
conviene.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Eliminando i casi di lavoro, o comunque quelle situazioni
in cui una persona non ha la totale disponibilità di scelta, nel far combaciare
il detto ed il fatto, voglio soffermarmi sulle relazioni interpersonali,
affettive, esattamente come il modello che sto seguendo da quando ho cominciato
a scrivere: bimbo-nonno. Non hanno un rapporto di lavoro, nessuno in quel
momento ha obbligato il bimbo a dire “ti voglio benizzimo”, e soprattutto
nessuno ha obbligato il bimbo a dare una concretezza alle sue parole, perché nato
dalla sua percezione che se vuoi “benizzimo” ad una persona, senti che ancora
hai qualcosa da dargli che lo dimostri, in questo caso quel qualcosa è l’abbraccio.
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La motivazione che spinge a ciò non ha fattezze
esperienziali, non è cioè dettata dalla consapevolezza di un comportamento da
tenere, ma è del tutto insita nella purezza del bimbo, è appunto una ‘bontà
naturale’, come la definisco.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ecco, è da qui che parte tutto, ed è anche vero che
purtroppo è qui che tutto finisce; lo dico per il semplice motivo che dovrebbe
essere questo spirito intonso, pulito, ‘naturale’ (appunto) che dovrebbe far
seguire a ciò che diciamo anche un’azione che confermi il detto. Non è così
facile, non è maledettamente facile, lo diventa solo quando è sentito: in
questo caso Dire e Fare (come se fossero persone) diventano amici, giocano a
calcetto insieme, non litigano neanche quando subiscono un goal e Dire si
arrabbia con Fare urlandogli “te l’avevo detto di andare in difesa, perché non
l’hai fatto?” e magari Fare risponde “va bene, vado adesso, detto fatto!”. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ok! Scusatemi, pessime battute, torniamo a noi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Questi non sono solo miei pensieri, che lasciano il tempo
che trovano, ma sono temi di vita quotidiana, che trattano il rapporto con
il/la proprio/a partner, con amici, con parenti, con tutte quelle persone con
le quali non ci si sente in obbligo di dire e fare qualcosa, così come è invece
più opportuno in un rapporto di lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Potreste mai immaginare un dipendente che faccia
coincidere ciò che dice a ciò che fa? Un esempio: “voglio dire a Lucia che mi
piace” e nel frattempo finisce di scrivere la relazione per il suo capo. Oltre a
dire a Lucia che gli piace, che è una scelta del dipendente, qui c’è un obbligo
(scrivere la relazione per il capo), quindi siamo già fuori dal nostro campo d’analisi:
non ci interessa.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Per fiondarvi meglio nel cuore di questo mio pensiero, vi
riporto la traduzione del testo di una canzone che fa molto al caso nostro. Il
titolo del brano è “More than words” – traduzione “Più delle parole”. Qui il
testo tradotto&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Dire ti amo&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;on sono le parole che vorrei sentire da te&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;on è che ti voglio&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;on sono cose da dire, ma se solo sapessi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;ome sarebbe facile mostrarmi cosa provi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;p&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;iù delle parole è quanto devi fare per
renderlo reale&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;osì non dovrai dirmi che mi ami&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;p&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;erché lo saprei
già&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Che faresti
se il mio cuore fosse strappato in due&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;p&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;iù che parole da mostrare senti&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;he il tuo amore per me è reale&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;he diresti se togliessi quelle parole&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;llora non potresti fare nuova ogni cosa&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;s&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;olo dicendo ti amo&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;P&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;iù delle parole&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Ora ho
provato a parlarti e farti capire&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;on devi far altro che chiudere gli occhi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;allungare
le mani e toccarmi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;t&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;ienimi stretto non lasciarmi mai&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;p&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;iù delle parole è ciò che ho sempre avuto
bisogno tu mi mostrassi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;osì non dovrai più dirmi che mi ami&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;p&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;erché lo saprei già&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;Che faresti
se il mio cuore fosse strappato in due&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;he il tuo amore per me è reale&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;P&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-style-span&quot;&gt;iù delle parole&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;E qui la canzone con
testo originale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Come potrete notare, si evince che la coincidenza tra
dire e fare, fa acquisire una certa fiducia nella persona che pone in atto
questo rapporto. Pensate una coppia: Marco dice a Lucia “prima di ogni cosa, ti
stimo come persona affettuosa” e poi non si fa problemi ad insultarla al primo
litigio. La può anche rispettare come persona affettuosa, ma gli insulti non
vanno via dal cervello di una persona offesa, quindi? Dire, contrasta col fare.
Potrei fare mille esempi, penso che non è così impossibile immedesimarvi in
queste riflessioni, a volte può essere capitato anche a noi di non far coincidere
le due cose; il 70% delle volte, però, è dato dal fatto che non ci interessava
voler farle coincidere. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Per questo motivo ragazzi, dubitate quando ciò che vi si
dice è lontano da ciò che poi viene fatto. Tenete alla larga queste persone, o
se proprio non potete (per motivi di parentela dalla quale non si può sfuggire,
per esempio) tenetele il più possibile lontano dal cuore, perché una volta
entrate, non interesserà ciò che fanno, ma ciò che dicono. E in questo caso “tra
dire e fare” come non dice il proverbio “c’è di mezzo Giorgia”, chiudo con lei.
Ciao!&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/2269197013579578044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/fatti-non-pugnette.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2269197013579578044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/2269197013579578044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/fatti-non-pugnette.html' title='Fatti, non pugnette!'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-4006506704662131080</id><published>2011-03-08T22:01:00.000+01:00</published><updated>2011-03-08T22:01:58.170+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Gente da pub"/><title type='text'>Gente da pub</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La gente da pub si riunisce ad una certa ora, che siano
le sette o le nove di sera.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La gente da pub frequenta sempre lo stesso posto per
godere di quell’attimo di gloria nel dire “il solito, grazie!”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La gente da pub è svariata:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è l’avvocato che dà del ‘lei’ al cassiere, il quale
sfoggia il suo italiano maccheronico, solo per questa occasione, altrimenti si
muove meglio col dialetto;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la coppia gay che “la birra ingrassa, per me una
tisana…anzi due, una per me ed una per lui, grazie!”&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la cameriera con la gonna di pelle nera che si
diverte a far piacere alla clientela, quando sale le scale a chiocciola; &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il barista che nei momenti morti, per farti un caffè,
fa volare in aria la cialda, battendo le mani e buttando con un colpo di classe
la tazzina sotto il naso del cliente, e questo solo per dar mostra della sua
scioltezza nel freestyle;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è l’aiuto barista che (oltre ad evitare shaker e
bicchieri volanti durante le acrobazie del suo capo) fa il magazziniere, trasportando
bottiglie dal deposito al bancone;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il barbone (nel senso che ha la barba lunga) che fa
il figo con la cameriera;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la campanella della cucina che avvisa: il piatto
ordinato è pronto; &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la ragazza solitaria che fa la fascinosa con chiunque
incontri il suo sguardo;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è lo sfigato che entra con lo zainetto ed il cappellino
per comprare “un’acqua naturale”;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è anche chi sta solo cercando un bagno, ed una volta
indicatoglielo fugge tutto contratto e rosso per le scale, o per il corridoio; &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la coppia romantica che elenca tutti i momenti più
belli trascorsi insieme fino a quel momento;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il proprietario del locale che entra sbattendo la
porta, ed incutendo quel solito e rigoroso timore tra i dipendenti; &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è l’americano che urla, e con la sua risata sguaiata;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è la musica di MTV che passa sugli schermi al plasma
appesi nei posti più impensabili;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è sempre il solito americano che dice “can I have a
Foster’s, please?” e nessuno se lo fila;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
ci sono gli spagnoli che provano a parlare la lingua del
posto, ma quando il cameriere risponde “Eh???”, si lanciano sull’inglese;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è ancora una volta l’americano che paga una birra con
la carta di credito (se non è chiaro: l’americano sta qui di fianco a me);&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il tizio che ti fissa solo perché hai una penna in
mano e la stai usando su un quaderno;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
ci sono le noccioline, le Pringles, il mais tostato;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è l’ultimo arrivato che non capisce un cazzo su come si
fa un sex on the beach;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
ci sono i bicchieri che escono fuori dalla lavastoviglie
fumante;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è un cameriere con un vassoio tra le mani che dice ai
suoi colleghi “attenzione ai piedi, attenzione alle gambe, attenzione al
pisello!”;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
ci sono le ragazze che si abbracciano e dicono “ciao
panzerotto!”;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il mio telefono che non squilla;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il cuore che batte;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è un’altra birra;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è il ‘bar Mario’ di Luciano Ligabue solo un po’ più
moderno;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è una festa di carnevale;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
c’è da andarsene via.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/4006506704662131080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/gente-da-pub.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4006506704662131080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/4006506704662131080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/gente-da-pub.html' title='Gente da pub'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-3540098750628541288</id><published>2011-03-08T07:57:00.000+01:00</published><updated>2011-03-08T07:57:00.750+01:00</updated><title type='text'>Sonni irrequieti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
‘A che ora è la fine del mondo?’ è una canzone di Luciano
Ligabue, la stessa che cantava “destra sinistra su giù centro”: dà l’idea di
disordine questa frase, vero? Bene, io la userei per descrivere lo stato del mio
risveglio mattutino.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Coperte vaganti: una si suicida, l’altra si attorciglia
alla gamba; un cuscino va a fare una passeggiata ed un altro scavalca persino
il comodino di fianco al letto. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Certo, niente di interessante, ma c’è una finta comicità
in questo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ei Cicciobello, è la stessa irrequietezza che ti avvolge
quando non hai il coraggio di dormire, perché non hai voglia di prenderti una
pausa e di non pensare per le prossime otto ore. Lo senti in testa che hai un
impegno che non puoi prorogare: riflettere. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ma “la vita è una disgrazia” diceva Giampiero Mughini, ed
in questi casi non c’è che dargli ragione, perché quella notte non bastavano
gli sbuffi ed i sospiri per convincermi che sarebbe stato moooolto più sensato
alzarsi, prendere il computer, mettersi sul divano e cominciare a scrivere. Non
l’ho fatto: ho altri impegni che si adempiono meglio al mattino, ed allora (a
maggior ragione) non è davvero una disgrazia la vita che ti pone queste scelte
e ti lascia in un letto a dimenarti per cercare di dormire in pace, cazzo?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Carissimo il mio Ciccio, non ridere di me, o se lo vuoi
fare usa la discrezione. Siamo umani entrambi, ed è solo un caso che oggi ti
vada bene, e a me un po’ meno.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho cercato di rimettere a posto le idee, le ho prese una
ad una e le ho catalogate: “tu qui, quell’altra lì”, fino a quando non ho
alleggerito il cervello, o meglio ho ordinato la sua produzione più complicata.
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ho affievolito la notte chiudendo gli occhi, ho distrutto
il silenzio ascoltando il rimbombo dei miei battiti nella testa, ho respirato
così forte da trafiggere il buio della stanza e cercare una luce annaspando, ho
ritagliato i miei ultimi giorni e li ho appesi al cuscino, dove ho posato la
testa per addormentarmi, ma non c’era verso.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Vedevo uno spiraglio tra le serrande della finestra abbassata,
ed era a quel mondo ‘fuori’ a cui lanciavo un pensiero di speranza.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sì, lo so mio compare Ciccio, che è in questi casi che ti
appoggi all’immaginazione ed al sogno per uscirne vivo, ed è la stessa cosa che
ho fatto dal patibolo di questo letto che mi ha fatto risvegliare bene, ma
stanco; in tono, ma provato; caldo, ma soffocato da una notte pesante. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Forse è anche giusto che mi ponga una domanda: un sonno
irrequieto non sarà forse la risposta del tuo corpo che ti chiede di reagire?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/3540098750628541288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/sonni-irrequieti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3540098750628541288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/3540098750628541288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/sonni-irrequieti.html' title='Sonni irrequieti'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8860393032241026150.post-1961251907657103329</id><published>2011-03-07T15:19:00.000+01:00</published><updated>2011-03-07T15:19:17.095+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maurizio Malomo L&#39;appeso Fefe Youtube"/><title type='text'>Fefe (5)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Io tùbbo? Non mi interessa niente, come si chiama si
chiama, fammici andare” Fefe ha davanti a se una webcam. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ha visto il suo amico Peppe registrare e pubblicare
allegramente su Youtube un video per il nipote: “è quasi ridicolo” dice Fefe.
Ora anche il nostro vuole far la stessa cosa, non ha voglia di perdersi il suo
momento di gloria. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il computer è acceso, il nipote gli ha impostato tutto. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Nonno devi solo premere qui” gli dice, indicandogli il
tasto sinistro del mouse.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
“Non sono scemo” risponde, e ordina al nipote di uscire
dalla stanza e chiudere per bene la porta. Detto fatto.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Passano cinque minuti, Fefe esce dalla stanza in cui
registrava, prende un mazzo di chiavi, apre la porta di casa ed esce, dicendo
al nipote che il video è fatto. Gli si vede in faccia un sorriso: Fefe è contento,
è una celebrità, altro che Peppe, è lui il migliore.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il nipote si alza dal divano, raggiungere la postazione
pc e guarda il video prima di pubblicarlo (come chiesto dal Capo).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Clicca su play.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Il video parte. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
In primo piano c’è Fefe impettito, guarda un punto sotto
la webcam e si capisce che si sta specchiando nella sua stessa immagine riprodotta
al computer. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Aggiusta la bretella destra. Senza mai distogliere lo sguardo
dallo schermo del pc cerca di regolare anche l’altra bretella, l’una simmetricamente
all’altra, all’altezza delle clavicole, in modo tale che il giro della
canottiera metta in risalto l’incavo che l’estremità delle due ossa creano, esattamente
qualche centimetro sotto al pomo d’adamo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Sempre di pietra e con gli occhi tesi a guardarsi al
computer, muove i muscoli delle labbra, pare quasi che mandi dei baci; fa quest’esercizio
tre volte, poi dà un colpo di tosse. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Ritorna il silenzio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Dall’angolo basso e destro del video spunta il cappello
da marinaio, sembra quasi che glielo stia porgendo qualcuno, perché l’immagine
di Fefe è immobile; sono sempre e solo gli occhi che si muovono, e si contorcono
in un punto che è fuori dal campo visivo della camera, anzi ne sta o a lato o
dietro. Compare il cappello dunque, e piano piano col braccio se lo porta alla
testa. Compare anche l’altro braccio, insieme sistemano la visiera
perfettamente in linea con le sopracciglia. Gli angoli delle cuciture sono
puntellati con le dita fino a quando non c’è più il benché minimo sospetto di squilibrio
tra un lato ed un altro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Altro colpo di tosse, altro bacino. Silenzio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Le braccia ritornano al loro posto, fuori dalla visuale. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
D’un tratto Fefe sorride con tutti quei pochi denti
rimastigli in bella (mica tanto) mostra. Apre la mandibola creando uno spazio
tra le due arcate e da lì esce fuori la lingua che, come un tergicristallo,
accarezza i denti muovendosi da sinistra verso destra, prima sull’arcata
superiore poi su quella inferiore. Rimette la lingua dentro, chiude la
mandibola e così le labbra. Manda un altro bacino, ma niente colpo di tosse. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Gli occhi sempre fissi, l’immagine sempre immobile.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Nel basso centro del video appare una mano che lentamente
sale fino all’altezza dello sterno. Pizzica la maglia prendendo una mollica di
pane rimasta incastrata sul tessuto, e da dove è venuta, così la mano scompare,
sempre lentamente e sempre con Fefe che più che un uomo sembra un cartellone
pubblicitario.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Silenzio, senza bacino e senza colpo di tosse.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Muove leggermente la testa verso destra, facendo fare
agli occhi un movimento impossibile, perché sono sempre fissi sullo schermo del
pc anche quando lui mostra il suo profilo alla camera. Stessa cosa fa nell’altro
verso, ma questa volta resta fermo in questa posizione più del solito. Riecco
la mano che esce dal nulla e si porta sul lobo destro. Con l’indice ed il
pollice fa presa su un pelo cresciuto lì, e con uno scatto preciso zac!! lo stacca.
Si sente anche un “prc putthn!” a mezza bocca. La mano ritorna nell’oltretomba
e l’immagine del vecchio ritorna ferma come dall’inizio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Testa dritta, respiro lungo, occhio alla camera e queste
parole: “ora si può cominciare!”.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
Si sente un click e l’immagine diventa tutta nera. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
La grafica di Youtube dice ‘guarda di nuovo’.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNoSpacing&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/feeds/1961251907657103329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/fefe-5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1961251907657103329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8860393032241026150/posts/default/1961251907657103329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziomalomo.blogspot.com/2011/03/fefe-5.html' title='Fefe (5)'/><author><name>Maurizio Malomo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10103828394995689814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ADRjIn5zvVY/TH4XYXFFjuI/AAAAAAAAAAg/GqellwEKkB4/S220/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>