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<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/atom10full.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0"><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237</id><updated>2008-11-11T09:13:12.423+01:00</updated><title type="text">Bling Bling Blog</title><subtitle type="html">Proviamo ad iniziare a cambiare qualche termine del nostro gergo pubblicitario un po' guerrafondaio...target...advertising che ha una radice latina che significa "andare contro, verso"...e allora propongo di chiamarla CONVERTISING che rappresenta maggiormente il CONsumatore, la CONvergenza, la CONtinuita', la CONversazione, il CONtrollo dei consumatori...</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://laylapavone.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>90</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/LaylasBlock" type="application/atom+xml" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-5021149150749986848</id><published>2008-11-10T14:14:00.003+01:00</published><updated>2008-11-10T14:27:16.380+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-11-10T14:27:16.380+01:00</app:edited><title type="text">Yes, we can change...</title><content type="html">Ringrazio tutti, ma proprio tutti coloro hanno contribuito al successo di IAB Forum di quest'anno. Ringrazio tanto anche chi ha partecipato fisicamente...Mi hanno appena comunicato i numeri definitivi dei partecipanti ed e' strabiliante...oltre 6000 registrati, oltre 6000 partecipanti effettivi, senza contare chi l'ha visto in streaming.&lt;br /&gt;Sono stati due giorni particolarmente belli, forse anche perche' la vittoria di Barack Obama l'abbiamo sentita tutti un po' anche nostra, forse perche' siamo stati rincuorati proprio dal fatto che le cose si possono cambiare se si e' uniti, determinati, forse perche' abbiamo sentito molto vicine le aziende quest'anno. Gli investitori pubblicitari si sono, come potrei dire, definitivamente schierati...sono stati loro i nostri migliori ambasciatori...e poi anche il Sottosegretario Paolo Romani ha fatto un discorso pro-internet che spero di traduca concretamente.&lt;br /&gt;I contenuti di questo IAB Forum, mi sono piaciuti molto...lo so non dovrei essere proprio io a dirlo...ma lo faccio con tutta l'onesta' intellettuale che mi contraddistingue.&lt;br /&gt;E comunque e' stato un grande lavoro di squadra. E piu' facciamo squadra e piu' diventiamo forti...non scordiamocelo... perche' l'Italia e' il Paese dei campanili e a volte le cose non funzionano o non procedono velocemente proprio per questo individualismo che e' un po' nel DNA del Bel Paese. E invece l'alchimia di IAB Forum 2008 e la sua magia e' stata proprio nella consapevolezza che questo evento e' patrimonio di tutti e migliora anno dopo anno proprio per questo motivo.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/5021149150749986848/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=5021149150749986848" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/5021149150749986848?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/5021149150749986848" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/448402770/yes-we-can-change.html" title="Yes, we can change..." /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/11/yes-we-can-change.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-2070253015544919412</id><published>2008-11-02T20:54:00.001+01:00</published><updated>2008-11-02T20:56:35.672+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-11-02T20:56:35.672+01:00</app:edited><title type="text">IAB FORUM 2008</title><content type="html">Ciao a tutti, vi aspetto il 5 e il 6 novembre a Milano a IAB Forum 2008.&lt;br /&gt;Ecco il link con tutte le informazioni utili per essere dei nostri&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iabforum.it/"&gt;www.iabforum.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancate!</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/2070253015544919412/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=2070253015544919412" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/2070253015544919412?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/2070253015544919412" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/440262148/iab-forum-2008.html" title="IAB FORUM 2008" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/11/iab-forum-2008.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-2975376788918521249</id><published>2008-10-09T09:33:00.004+02:00</published><updated>2008-10-09T09:34:51.812+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-10-09T09:34:51.812+02:00</app:edited><title type="text">L'ansia che mi genera Annalena</title><content type="html">Questo e' l'articolo di ieri sul foglio&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/1151"&gt;http://www.ilfoglio.it/soloqui/1151&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia che mi ha generato questo pezzo e' proporzionale al numero di parole scritte, ognuna delle quali e' sintomatica di quanta ignoranza e presunzione ancora vi sia tra alcuni sedicenti giornalisti che non sanno neanche cosa sia un servizio pubblico.Lascio a voi ogni ulteriore commento...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cielo, mio facebookE’ un aggeggio sfasciafamiglie o il trionfo dell’equivoco? Comunque è un gioco pericolosoDopo che una giovane collega ha lasciato il fidanzato con cui doveva sposarsi pochi giorni fa per via di facebook (la follia di una notte del fidanzato ha scritto su facebook alla collega e a tutti i suoi contatti, comunicando trionfante l’accaduto e allegando foto-prova), a questa colonnina è stato chiesto di farsi servizio pubblico e denunciare la pericolosità sociale dell’aggeggio sfasciafamiglie. Ovviamente chi non ha vite private molto complicate (in onore di Rachida Dati, eroina moderna) su fb viaggia sereno, perde una quantità abissale di tempo, ritrova vecchi compagni di scuola, commenta le foto dei bambini, controlla i figli adolescenti, si iscrive a gruppi tipo savedarfur e si sente modernamente umanitario.Ma evitando di tirare in ballo nuovi linguaggi politici, nuove frontiere della socialità e dell’impegno, si sa che l’essenza di facebook, oltre all’impicciarsi dei fatti altrui, pubblicizzare i propri e mettere le foto in cui ci si sente meno sfasciati, è il rimorchio. Anche solo sognato o frainteso. Un immenso e virtuale mondo rimorchiabile, in cui le ex si mescolano agli amici, e l’amore che strappa i capelli, volato per sempre a New York dieci anni fa, ricompare all’improvviso in forma di foto ammiccante. L’ambiguità di un saluto con puntini di sospensione accanto alla fotina di una ragazza in costume da bagno, schiaffata lì, dove tutti guardano, può far impazzire una moglie già in crisi (quelle che non vanno su fb per non dover scrivere la data di nascita), e trasformare il sabato sera a casa in un incubo. E un ragazzo sentimentale che vede tra i contatti della fidanzata tutti i suoi ex, che propongono rimpatriate in ricordo dei bei tempi, morirà in silenzio oppure farà scenate e passerà per matto.Un nuovo moltiplicatore d’ansia, un nuovo occhio che guarda ed equivoca, sempre, perché accettare o cercare amici su fb non equivale esattamente a frequentarli o a volerci passare la notte (un saggio gruppo su fb si chiama: che mi aggiungi a fare su fb se poi per strada non mi saluti), ma tutto viene amplificato dalle foto, dalla strana sensazione del pubblico che guarda, dalla sospettabilissima possibilità di chattare a qualunque ora della notte, dalle frasi misteriose che molti gettano lì apposta, e che paiono sempre destinate a qualcuno di segreto ma connesso e incluso fra i contatti. Fingersi liberi, disonvolti, stronzi e bellocci, finché il gioco dura (scriverne, si sa, ne accelera la fine), o finché lei non sfascia il computer con un’accetta.&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/30"&gt;di Annalena Benini&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/2975376788918521249/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=2975376788918521249" title="10 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/2975376788918521249?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/2975376788918521249" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/415553451/lansia-che-mi-genera-annalena.html" title="L'ansia che mi genera Annalena" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/10/lansia-che-mi-genera-annalena.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-8945838611053527252</id><published>2008-09-20T16:00:00.001+02:00</published><updated>2008-09-20T16:02:38.851+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-09-20T16:02:38.851+02:00</app:edited><title type="text">Discover the beauty of KENYA</title><content type="html">SCOPRITE IL KENYA A MILANO:&lt;br /&gt; DAL 26 AL 29 SETTEMBRE ALLA LOGGIA DEI MERCANTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano, 16 settembre 2008 – Dal 26 al 29 settembre alla Loggia dei Mercanti nel cuore di Milano sarà di scena la “Kenya Week”, una 4 giorni di arte, cultura, spettacoli, gastronomia, viaggi e tante sorprese interamente dedicata al Kenya, un invito per il pubblico a conoscere più da vicino la magia di un paese la cui l’infinita offerta culturale e turistica ha davvero tutto per sedurre i suoi visitatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzata dall’Ambasciata del Kenya e dal Kenya Tourist Board, col Patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia,  la “Kenya Week” metterà in vetrina la caleidoscopica offerta culturale e turistica del Kenya in una location d’eccezione, la Loggia dei Mercanti, che si trasformerà in una grande area polifunzionale dove una serie di spettacoli, esposizioni, assaggi di delizie tipiche porteranno il grande pubblico a contatto con il Kenya le sue emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Kenya Week inizia venerdì 26 settembre, quando l’On. Najib Balala, Ministro del Turismo della Repubblica del Kenya, taglierà il nastro inaugurale accompagnato dalle Autorità italiane, dando così l’avvio ad un calendario fitto di appuntamenti. Le esibizioni e danze di tre gruppi folkloristici delle etnie Swahili, Giriama e Taita scandiranno il tempo delle quattro giornate e guerrieri Maasai accoglieranno i visitatori nella Loggia, tra mostre d’arte, stand del prodotto turistico, suggestive rappresentazioni teatrali e presentazioni, approfondimenti e degustazioni dei sapori tipici kenyoti. Tra gli espositori: Aquarius Watamu, Condor, Coral Key Resorts, Dorado Cottage Resort, Viaggi del Ventaglio e Casinò di Malindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “Kenya Week” si concluderà nel pomeriggio di lunedì 29 settembre con danze folkloristiche e musiche tradizionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calendario “Kenya Week” – Loggia dei Mercanti – MM1 Duomo - Cordusio&lt;br /&gt;Venerdì 26 Settembre - ore 13-17&lt;br /&gt;Sabato 27 Settembre - ore 10-20&lt;br /&gt;Domenica 28 Settembre - ore 10-20&lt;br /&gt;Lunedì 29 Settembre - ore 10-16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni:&lt;br /&gt;Kenya Tourist Board a Milano, Tel. 02-36561179&lt;br /&gt;E-mail &lt;a href="mailto:magicalkenya@aviareps.com"&gt;magicalkenya@aviareps.com&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/8945838611053527252/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=8945838611053527252" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/8945838611053527252?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/8945838611053527252" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/398129353/discover-beauty-of-kenya.html" title="Discover the beauty of KENYA" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/09/discover-beauty-of-kenya.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-3130315217125481137</id><published>2008-09-04T14:30:00.006+02:00</published><updated>2008-09-04T14:44:31.960+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-09-04T14:44:31.960+02:00</app:edited><title type="text">Nome in codice ..."INTERNET"</title><content type="html">Rientro ora in ufficio dalla Conferenza stampa dei prodi Marchi, Montemagno e Masieri che ringrazio per l'invito personalizzato :-)&lt;br /&gt;Hanno in testa da tempo un'idea meravigliosa, portare Internet nelle piazze, e oggi hanno ufficialmente inaugurato, nell'obsoleta ma sempre bella Sala Commissioni di Palazzo Marino (sede del Comune di Milano che e' fra i partner istituzionali), il Progetto CODICE INTERNET.&lt;br /&gt;Ci vuole un movimento che li supporti e noi siamo in tanti e possiamo farlo.&lt;br /&gt;Possiamo fare la differenza.&lt;br /&gt;Bravi e complimenti, vi auguro un successo strepitoso e nel mio piccolo vi daro' una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.codiceinternet.it/"&gt;http://www.codiceinternet.it/&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/3130315217125481137/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=3130315217125481137" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/3130315217125481137?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/3130315217125481137" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/383230119/nome-in-codice-internet.html" title="Nome in codice ...&quot;INTERNET&quot;" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/09/nome-in-codice-internet.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1581591941878400893</id><published>2008-09-01T10:26:00.001+02:00</published><updated>2008-09-01T10:31:04.730+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-09-01T10:31:04.730+02:00</app:edited><title type="text">I cambiamenti di scenario derivanti dalle innovazioni tecnologiche non freneranno la crescita dell’adv online</title><content type="html">&lt;em&gt;Intervengo sul tema della privacy legata a internet, tornato all’attenzione dei media dopo la notizia del rilascio da parte di Microsoft della versione beta di Explorer 8.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo Browser prevede una funzionalità denominata InPrivate Blocking che, se attivata, consente all’utente di bloccare il trasferimento di alcune informazioni relative al proprio comportamento verso siti, portali, motori di ricerca, i quali se ne servono per offrire agli utenti pubblicità che, secondo le loro analisi, sarebbero più interessanti per gli utenti stessi.&lt;br /&gt;E’ comprensibile, dunque, come un’ampia diffusione di Explorer 8, che certamente si verificherà quando verrà rilasciata la versione ufficiale, avrà alcune ripercussioni sul mercato dell’advertising interattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo l’introduzione di questa funzionalità che inibisce l’invio da parte del pc di alcune informazioni relative alla navigazione dell’utente, vi sono due principali aspetti da considerare:&lt;br /&gt;il primo è che, per portali e motori di ricerca, non disporre più di questo genere di dato significherà poter proporre agli utenti contenuti meno rilevanti rispetto a gusti e interessi degli utenti stessi, con una conseguente esperienza di navigazione meno gratificante.&lt;br /&gt;Offrire una pubblicità di possibile interesse per l’utente, infatti, è un vantaggio anche per l’utente stesso che, come ovvio, è libero di scegliere se cliccare, ad esempio, su un banner, solo nel caso in cui ritenga interessante il tema della comunicazione che ha ricevuto.&lt;br /&gt;Considero questa modalità di comunicazione un grosso vantaggio offerto dalla rete, che non riversa sulle persone pubblicità in modo indifferenziato e non targettizzato, come nel caso della televisione generalista. Il principio su cui si fonda la rete è “essere nel momento giusto al posto giusto", e, se questo lavoro è ben fatto, l’utente sceglie di cliccare perché è interessato realmente. Certamente, non poter più disporre di dati si tradurrà in una minore capacità di essere al servizio dell’utente e ciò rischia di creare difficoltà al mercato della pubblicità interattiva. E’ però necessario precisare che, in un mercato giovane come quello online, questo genere di cambiamenti di scenario, dovuti a innovazioni tecnologiche, sono inevitabili, come inevitabile sarà la risposta degli altri operatori che traggono beneficio dalla ricezione dei dati degli utenti.&lt;br /&gt;Se a ciò aggiungiamo che quello della pubblicità su internet è da considerarsi il mercato della pubblicità del futuro, sono certa che anche questo sarà solo un passaggio che non potrà certamente fermare una crescita imprescindibile.&lt;br /&gt;Il secondo aspetto da chiarire è quello relativo al timore degli utenti nel consentire ai portali di avere visibilità su alcune informazioni che li riguardano. E’ importante sapere che le informazioni inerenti la navigazione non sempre sono associate a un nome. L’operatore, pertanto, spesso non sa cosa ha fatto il signor “Mario Rossi”, ma solo cosa ha fatto un “codice identificativo”.&lt;br /&gt;E’ possibile, invece, associare un comportamento a un nome quando l’utente, per esempio, si è iscritto a un servizio che riceve gratuitamente, come nel caso delle caselle e-mail gratuite. In questo caso, è l’utente stesso che decide di fornire nome e cognome in cambio di un servizio che ha un valore e che non paga. E qui sottolineo il punto centrale della questione. Se un utente si relaziona solo con operatori la cui correttezza è riconosciuta, come tutti i nostri associati, nulla vi è da temere. Gli operatori seri non hanno né intenzione né interesse a usare in modo scorretto i dati, poiché sarebbe decisamente non conveniente per il loro business. D’altronde, è sufficiente pensare che ormai milioni di consumatori, per esempio per acquistare voli, non hanno alcun timore a dare il proprio numero di carta di credito ai siti dei vettori, e lo fanno perché consapevoli che le compagnie cui affidano informazioni così importanti sono assolutamente serie e affidabili. E se ci fidiamo a dare un numero di carta di credito a un player serio, perché non dovremmo dare alcune informazioni sui nostri comportamenti a player della pubblicità altrettanto seri?”&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1581591941878400893/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1581591941878400893" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1581591941878400893?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1581591941878400893" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/380302866/i-cambiamenti-di-scenario-derivanti.html" title="I cambiamenti di scenario derivanti dalle innovazioni tecnologiche non freneranno la crescita dell’adv online" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/09/i-cambiamenti-di-scenario-derivanti.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1859125908209741389</id><published>2008-08-25T14:30:00.010+02:00</published><updated>2008-08-25T15:41:30.394+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-08-25T15:41:30.394+02:00</app:edited><title type="text">Come e perche' cambiano i giornali secondo Giorgio Bocca</title><content type="html">Proprio nel momento in cui sto chiedendo consiglio ad un caro amico su come congedarmi dal mio blog, da cui da un po' di tempo ho preso le distanze per una pausa di riflessione sulla sensatezza dello stesso, leggo un pezzo di Giorgio Bocca su l'Espresso del 31 luglio scorso. L'articolo e' vecchio di circa un mese, ma ho avuto occasione di leggerlo solo oggi rientrata in ufficio.&lt;br /&gt;Riprendo uno stralcio che mia ha lasciata davvero esterrefatta:&lt;br /&gt;"...che cosa e' cambiato profondamente nella stampa? E' cambiato che l'Editore che non e' piu' un politico o un imprenditore, ma il mercato, e precisamente quel suo braccio armato che e' la pubblicita', la creatrice irresistibile di desideri e di consumi, la potentissima locomotiva che trascina il genere umano verso nuovi sprechi e forse nuove guerre..."e continua Bocca "l'informazione adatta alla pubblicita' deve sempre essere un pugno nello stomaco, deve stupire, impressionare, lasciare il segno sul lettore...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusa??? ...La pubblicita' trascina verso nuove guerre???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Giorgio, mi sento di dissentire completamente dalle tue considerazioni che trovo pretestuose e un po' superficiali se mi e' concesso. Pretestuoso il fatto di dire che se la stampa italiana fa acqua da tutte le parti e' colpa della pubblicita'. La pubblicita' tiene in piedi da anni un sistema, quello dell'editoria tradizionale, senza mai interferire, se non in maniera marginale, sul quarto e quinto potere. E le pubblicita', penso alle campagne delle principali telecom, o delle case automobilistiche, sono spesso delle piccole opere d'arte.&lt;br /&gt;Il problema sta nell'abbassamento del livello di professionalita' della categoria dei giornalisti e nella competizione che si e' creata invece, a mio avviso, tra la televisione, ovvero tra le fiction, i reality show, la violenza nei film e la cronaca giornalistica sia essa televisiva che stampata. La vera battaglia si gioca tra i grandi titoli dei film, le scene apocalitiche e ad alto tasso adrenalico, che sempre piu' vengono proposte, anzi imposte, ai telespettatori e le notizie del telegiornale o dei giornali quotidiani che per tenere botta alla fiction ed ai reality devono alzare lo soglia della anormalita' diventando quanto piu' possibile abnorme per essere all'altezza delle aspettative del pubblico. Questo pensano i giornalisti...&lt;br /&gt;Non mi pare che in tutto cio' la pubblicita' abbia una sua oggettiva e concreta responsabilita'. Trovo anzi che il ruolo della pubblicita' sia in qualche modo in controtendenza rispetto alla tragicita' ed alla drammaticita' delle notizie giornalistiche, trovo che i creativi stiano recuperando un set di valori umani che sembrava andato quasi perduto, pubblicitariamente parlando, e che invece oggi trova nuovi modelli di ispirazione in una certa realta' che non e' quella descritta dai giornali e dai telegiornali che si occupano solamente di sciagure senza tenere conto di quanto nel mondo avvenga giorno per giorno non solo nel male ma anche nel bene.&lt;br /&gt;E poi, caro Giorgio, c'e' internet di cui non hai fatto il minimo accenno. Internet che sta minando piu' di ogni altra cosa le solide basi dell'editoria tradizionale che a fatica vuole accettare il cambiamento anzi in taluni casi come quello del tuo articolo lo evita completamente. C'e' una numerosissima squadra di "ordinary people" molto capace e appassionata che ogni giorno pubblica online fatti, notizie, aneddoti che sono di gran lunga piu' interessanti di alcuni articoli spesso ripetitivi e poco oggettivi che a volte sembrano scritti con l'unico obiettivo di difendere una categoria professionale che oggi lascia molto a desiderare (fatte naturalmente le debite eccezioni). Ed in questo caso, parlando di pubblicita', pubblicita' online ovviamente, ci sarebbero molte cose davvero interessanti da raccontare, da raccontare attraverso la stampa ovviamente...ma credo non siano, purtroppo, di suo interesse.&lt;br /&gt;Insomma, trovo il tuo pensiero, concedimelo con tutto il rispetto e la stima che nutro nei tuoi confronti, un po' superficiale ed anacronistico. La pubblicita' e cambiata, sta cambiando proprio grazie ad internet, perche' e' cambiato il ruolo dei "consumAttori" ed il loro rapporto con l'informazione sia essa giornalistica che commerciale. L'ultimo libro di Gianpaolo Fabris lo racconta in maniera semplice ed chiara. La pubblicita' sta assumendo un ruolo diverso, creato dalle persone, dai network, dalla Rete, dalla societa' postmoderna che puo' essere definita in vari modi fuorche' guerrafondaia.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1859125908209741389/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1859125908209741389" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1859125908209741389?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1859125908209741389" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/374249705/come-e-perche-cambiano-i-giornali.html" title="Come e perche' cambiano i giornali secondo Giorgio Bocca" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/08/come-e-perche-cambiano-i-giornali.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-8514548668162922406</id><published>2008-06-18T12:53:00.002+02:00</published><updated>2008-06-18T13:06:12.746+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-06-18T13:06:12.746+02:00</app:edited><title type="text">Brava Francesca! Giovane Leonessa a Cannes</title><content type="html">Cannes Advertising Festival. Il primo oro per l’Italia arriva dai Giovani Leoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca Casadei, di Aegis Media Italia (Isobar e poi Deep Blue) e' stata premiata ieri con una medaglia d’oro grazie al progetto realizzato per la onlus War Child.&lt;br /&gt;Medaglia d'argento alla Germania, di bronzo agli Usa.&lt;br /&gt;Premio speciale al Giappone per la creatività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brava Francesca!!!&lt;br /&gt;ecco il link al suo blog&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lafra.it/"&gt;http://www.lafra.it/&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/8514548668162922406/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=8514548668162922406" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/8514548668162922406?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/8514548668162922406" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/314544832/brava-francesca-giovane-leonessa-cannes.html" title="Brava Francesca! Giovane Leonessa a Cannes" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/06/brava-francesca-giovane-leonessa-cannes.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1341793024166190986</id><published>2008-06-18T11:08:00.004+02:00</published><updated>2008-06-18T12:52:17.990+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-06-18T12:52:17.990+02:00</app:edited><title type="text">Chris Anderson e la sua teoria del "FREE" business</title><content type="html">My Next Book: "FREE"&lt;br /&gt;So the word is out. I've sealed the deal on my next book, to be called "FREE". Here's how New York Magazine&lt;a href="http://nymag.com/daily/entertainment/2007/05/batten_down_the_scenery.html"&gt; described it&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;Long Tail Author Sells Next: Chris Anderson, author of much-cited paradigm-shifter The Long Tail, sells new book Free to Will Schwalbe at Hyperion. Agent is John Brockman. New title explores "the most radical price of all — zero — in the context of the economics of abundance." Times Magazine editors crack knuckles.&lt;br /&gt;I actually have no idea what that last sentence means.&lt;br /&gt;The book is due to be finished by mid-2008, for publication as soon after that as possible.&lt;br /&gt;Here are some of the subtitles I've been kicking around:&lt;br /&gt;1) FREE: The story of a radical price (zero)&lt;br /&gt;2) FREE: How $0.00 changed the world&lt;br /&gt;3) FREE: How companies get rich by charging nothing&lt;br /&gt;4) FREE: The economics of abundance and the marketplace without money&lt;br /&gt;5) FREE: The past and future of a radical price.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.thelongtail.com/the_long_tail/2007/05/my_next_book_fr.html"&gt;http://www.thelongtail.com/the_long_tail/2007/05/my_next_book_fr.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo e' quanto riporta il blog di Chris Anderson relativamente al suo nuovo libro.&lt;br /&gt;E' curioso che l'anno scorso Chris Anderson in un convegno, nell'ambito del quale annunciava la pubblicazione del suo nuovo libro, sottolineasse che, in coerenza con le sue tesi, il libro sarebbe stato downlodabile for free, mentre ora annuncia di aver chiuso un deal per la vendita dello stesso.&lt;br /&gt;L'ho ascoltato con piacere ed attenzione ancora ieri, in occasione della conferenza privata organizzata da Google nell'ambito del World Marketing Forum, e devo dirvi la verita' la sua teoria non mi convince fino in fondo. Perche' e' solo parzialmente vero l'assioma che le aziende in futuro faranno business regalando prodotti e servizi. Dietro ad ogni gratuita', se parliamo di business, si cela una modalita' di generare "revenue" complementare o alternativa. Cambiano i modelli di business, questo fatto e' indubbio, ma che le aziende debbano generare profitti e' altrettanto un "must" inevitabile e direi un sano obiettivo, altrimenti sarebbero delle organizzazioni no profit. Semmai il problema e' come generare profitti oggi tenendo conto della responsabilita' di ognuno di noi in termini di "sostenibilita'".&lt;br /&gt;Dunque in estrema sintesi, riservandomi di comprare e leggere il nuovo libro di Anderson, direi che sono contraria alle estremizzazioni dei concetti in questo momento storico di poca chiarezza, perche' se diciamo "free" o spieghiamo che free e' solo una parte del servizio ma dietro a quella parte di servizio ci sara' un'acquisto da effettuare, oppure non siamo chiari, trasparenti e coerenti. Ed in questo momento di destabilizzazione delle regole del gioco, il rischio che non si entri in profondita', analizzando e sviscerando i fenomeni, e' elevato cosi' come e' elevato il rischio che si traggano deduzioni semplicemente leggendo i grandi titoli, i grandi assiomi, fermandosi sulla superficie delle cose.&lt;br /&gt;Il punto e' cosa ed in che termini percepiamo come "free". "Free" nel mondo analogico sono le ciabattine che l'hotel 5 stelle ci regala ma che poi ci fa pagare profumatamente nel costo della camera. E perche' dovrebbe esser diverso nel mondo digitale? Io ti regalo un pezzettino di servizio che tu poi mi ripagherai in altro modo. E' "free" tutto cio'? Io ti regalo la news, ti regalo un podcast, ti regalo un widget che tu mi ripagherai con la tua attenzione, con la cessione del tuo "profilo"...e' "free" tutto cio?</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1341793024166190986/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1341793024166190986" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1341793024166190986?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1341793024166190986" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/314533403/chris-anderson-e-la-sua-teoria-del-free.html" title="Chris Anderson e la sua teoria del &quot;FREE&quot; business" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/06/chris-anderson-e-la-sua-teoria-del-free.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-7969432744863039850</id><published>2008-06-02T16:11:00.003+02:00</published><updated>2008-06-02T16:31:46.638+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-06-02T16:31:46.638+02:00</app:edited><title type="text">il Digital divide..nel vero senso della parola</title><content type="html">Sono passati 13 anni da quando mi sono innamorata della rete. Sono tanti gli anni passati a raccontare a tutti di questa mia passione e delle meraviglie di internet, eppure mi rendo conto che c'e' ancora moltissimo da raccontare e da fare. So che tante persone, come me, si sentono felicemente in dovere di condividere la propria esperienza professionale e personale che le ha arricchite cosi' tanto dal punto di vista umano. Ma sento che il contagio non c'e' ancora stato...&lt;br /&gt;Qualche giorno fa sono stata invitata a Roma ad un Convegno sulla comunicazione digitale, alla fine del quale ho scambiato qualche parole con persone del pubblico che avevano assistito alla tavola rotonda. Mi sono resa conto che il digital divide esiste ancora ed e' fortissimo. Ma la cosa piu' preoccupante e' che il digital divide non esiste solo tra chi e' online e chi non lo e'.&lt;br /&gt;Esiste anche e, paradossalmente, soprattutto nelle persone che usano internet gia' da qualche anno ma ancora non ne hanno compreso appieno le potenzialita'. Timori, luoghi comuni, pregiudizi, iatture su quella che viene ritenuta assurdamente la malvagita' della rete sono ancora un ostacolo, nonostante vi sia un proliferare di iniziative che tendono a rendere la rete un ambiente o piu' prosaicamente un media "comprensibile", alla portata di tutti e di tutti.&lt;br /&gt;Possibile che si faccia ancora tutta questa fatica? Possibile che mia zia di 75 anni che vive in Florida sia cosi' piu' brava ad utilizzare la tecnologia e farla propria, di mia zia di Milano?&lt;br /&gt;Cosa dovremmo fare per aiutare i nostri connazionali piu' pigri e refrattari a superare questo gap che ci sta trascinando in basso nelle classifiche internazionali relative all'adozione delle nuove tecnologie? Cosa ci possiamo inventare per scalzare un sistema mediatico arcaico e "terzomondista" che continua a proteggersi e a sfavorire la crescita del nostro Paese, il cui futuro inevitabilmente si fonda sullo sviluppo delle autostrade innformatiche...come si chiamavano una volta?</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/7969432744863039850/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=7969432744863039850" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/7969432744863039850?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/7969432744863039850" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/303020206/il-digital-dividenel-vero-senso-della.html" title="il Digital divide..nel vero senso della parola" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/06/il-digital-dividenel-vero-senso-della.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-7157107035658357301</id><published>2008-04-27T21:26:00.002+02:00</published><updated>2008-04-27T21:36:53.016+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-04-27T21:36:53.016+02:00</app:edited><title type="text">IAB FORUM ROMA</title><content type="html">Se la montagna non va da Maometto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, dal punto di vista del business relativo all'advertising online, e' diventata una citta' molto importante. Ci sono molte aziende di rilievo, multinazionali ed aziende pubbliche che stanno guardando ad internet e alla comunicazione online con grande interesse investendo a volte budget davvero molto interessanti. Ma ne mancano ancora molte all'appello...&lt;br /&gt;Per questo motivo, abbiamo pensato di replicare l'evento, anzi il mega-evento, che tutti gli anni si svolge a Milano, IAB Forum, organizzando una giornata nella Capitale. Iab Forum Roma si svolgera' il prossimo 7 maggio e siete tutti invitati! Per chi volesse maggiori informazioni ecco l'indirizzo del sito creato per IAB Forum. Non mancate!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iabforum.it/"&gt;www.iabforum.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...se vedemo ;-)</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/7157107035658357301/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=7157107035658357301" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/7157107035658357301?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/7157107035658357301" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/278952223/iab-forum-roma.html" title="IAB FORUM ROMA" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/04/iab-forum-roma.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-7818983150903025388</id><published>2008-04-27T20:58:00.004+02:00</published><updated>2008-04-27T21:24:44.803+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-04-27T21:24:44.803+02:00</app:edited><title type="text">CRM come sorprendere e fidelizzare un cliente</title><content type="html">Circa un mese fa sono andata con la mia famiglia a Parigi per qualche giorno di vacanza...Eurodisney naturalmente compresa, favolosa nonostante la bufera di neve&lt;br /&gt;;-)&lt;br /&gt;Al di la' di essere stata sfidata da mia figlia a salire con lei sui vari "rollercoaster" dopo anni di paura dichiarata, non potendo fare ulteriori figuracce, mi sono armata di coraggio e siamo partite...beh il divertimento su "Space Montain" e' stato spazialeeee. Non volevo piu' scendere!&lt;br /&gt;Ma non era di questo che vi volevo parlare. Vi volevo raccontare di un disguido che abbiamo avuto con il servizio navetta aereoporto - hotel e viceversa (naturalmente avevo preacquistato tutto online, ingresso ai musei, metro etc...evitando perdite di tempo e file inenarrabili al Louvre). Pronti per la partenza per Milano lo chaffeur si e' presentato un quarto d'ora prima dell'orario stabilito e non ha voluto sentire ragioni di aspettarci, sicche' abbiamo dovuto prendere in fretta e in furia un taxi. Contattato al ritorno via email Expedia per segnalare l'inconveniente, ho ricevuto immediatamente risposta con la richiesta di produrre la ricevuta del taxi per il rimborso. Naturalmente mi sono dimenticata di inviare la ricevuta e cosi' la richiesta di rimborso per quanto mi riguardava era gia' passata come si suol dire in cavalleria. Bene, l'altro ieri ho ricevuto una mail dal customer care nella quale mi dicevano che nonostante non avessero ricevuto la copia della riceuta del taxi avevano provveduto ad accreditarmi sul mio C/C l'intero importo del servizio navetta non goduto.&lt;br /&gt;Sono rimasta cosi' felicemente sorpresa dal livello di attenzione e dall'utilizzo eccellente del CRM che ho deciso di raccontarlo proprio perche' siamo ormai cosi' poco abituati all'efficienza che quando capita di avere a che fare con aziende cosi' eccellenti credo sia doveroso farlo sapere.&lt;br /&gt;Naturalmente si sono garantiti i miei prossimi viaggi fidelizzandomi con un'azione che pensandoci dovrebbe essere di ordinaria amministrazione.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/7818983150903025388/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=7818983150903025388" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/7818983150903025388?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/7818983150903025388" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/278936504/crm-come-sorprendere-e-fidelizzare-un.html" title="CRM come sorprendere e fidelizzare un cliente" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/04/crm-come-sorprendere-e-fidelizzare-un.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1351380081826246080</id><published>2008-03-09T15:50:00.004+01:00</published><updated>2008-03-09T18:40:48.300+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-03-09T18:40:48.300+01:00</app:edited><title type="text">Ma che ne sa Ferrara?</title><content type="html">Ho visto e sentito il discorso di Giuliano Ferrara...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=XwmooBqIabU&amp;amp;NR=1"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=XwmooBqIabU&amp;amp;NR=1&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=GIULIANO_FERRARA_-_Gli_editoriali_11"&gt;http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=GIULIANO_FERRARA_-_Gli_editoriali_11&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di esprimermi, pur avendo gia' un'opinione personale molto precisa sull'argomento, sono andata a documentarmi. Volevo provare a capire con serieta' perche' uno come Giuliano Ferrara improvvisamente avesse deciso di far sua la battaglia contro l'aborto. Non voglio neanche parlare dei suoi trascorsi politici, non m'interessano sebbene molto ci sarebbe da dire...&lt;br /&gt;Ma dopo essermi aggiornata anche sull'andamento delle cosiddette IVG (interruzioni volontarie di gravidanza) in Italia negli ultimi anni che sono peraltro diminuite e non aumentate: nel 1980 per ogni mille donne residenti in Italia sono stati registrati 15,3 interruzioni volontarie di gravidanza -nel 1998 sono scese a 9,5 ovvero quasi dimezzate, mi sono chiesta:&lt;br /&gt;ma allora di cosa parla quest'uomo? E perche' proprio ora ha deciso di interessarsi all'argomento?&lt;br /&gt;Che ne sa Ferrara del profondo significato della maternita' e dell'immenso ed incolmabile dolore psichico e fisico che una donna puo' provare quando costretta ad abortire, spesso per motivi indipendenti dalla sua volonta'?&lt;br /&gt;Che ne sa di come la tragedia di dove prendere una decisione cosi' profonda possa cambiare e anche distruggere la vita di una donna?&lt;br /&gt;Io conosco personalmente donne che hanno dovuto rinunciare alla propria esistenza per crescere un figlio handicappato, perche' sole, senza assistenza sociale, senza aiuti concreti, abbandonate alla loro disperazione e con la sola forza di andare avanti per amore, l'amore che solo una madre puo' avere per il proprio figlio...perche' non parliamo di questo?&lt;br /&gt;L'interruzione di gravidanza non puo' avere a che fare con questioni di propaganda politica e non puo' essere strumentalizzata da nessuno. E' una decisione cosi' personale, che ha solo a che vedere con la propria coscienza ed il proprio essere. Nessuna donna in condizioni di normalita' vorrebbe abortire, di questo ne sono certa.&lt;br /&gt;Parliamo piuttosto di quali aiuti lo Stato dovrebbe essere in grado di fornire ad una donna nella terribile condizione di non potere sostenere e portare avanti la propria maternita'.&lt;br /&gt;La legge 194 e' un diritto acquisito che non si puo' negare a nessuna donna.&lt;br /&gt;Lo dico con grande fermezza, pur essendo personalmente in linea "di principio" contraria all'aborto, ma tuttavia essendo consapevole che non si puo' negare in determinate circostanze.&lt;br /&gt;Riporto qui di seguito da lettera di Livia Turco a Repubblica che condivido quasi completamente e che credo sia un monito per Ferrara e per la sua assurda moratoria propagandistica.&lt;br /&gt;D'altro canto, permettetemi...che credibilita' puo' avere uno che in televisione, qualche settimana fa, fumando amabilmente una sigaretta dichiarava la sua ambizione a diventare Ministro della Salute?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://consultasscentrostudi.blogspot.com/2007/08/legge-194-una-lettera-del-ministro.html"&gt;Legge 194: una lettera del Ministro della Salute Livia Turco al Direttore di Repubblica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"DIFENDO LA 194 MA NON TEMO IL CONFRONTO"di Livia Turco*&lt;br /&gt;Caro direttore,la legge 194, che nel 1978 ha reso legittimo per le donne italiane il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, non ha bisogno di alcun "tagliando". Essa si dimostra infatti ancora oggi di estrema efficacia e mantiene inalterata la sua validità.&lt;br /&gt;Anche per rispondere alle più recenti sollecitazioni di natura sia etica che scientifica.E allora a cosa dovrebbe servire, mi chiede anche Miram Mafai, l'atto di indirizzo da me annunciato anche per una migliore applicazione della legge?&lt;br /&gt;La necessità di formulare indirizzi per gli operatori sanitari in materia di assistenza neonatale per i nati molto pretermine e in generale sulla gravidanza e il parto, è avvertita da tempo dalla stessa comunità scientifica che, in alcuni casi, si è già mossa, indicando ad esempio i limiti temporali a partire dai quali si ha certezza sostanziale sulla capacità di vita autonoma del feto.&lt;br /&gt;Sappiamo bene che nel '78 tale periodo si collocava non prima delle 24/25 settimane di gestazione, mentre oggi i progressi della neonatologia lo indicano attorno alla ventiduesima settimana.&lt;br /&gt;Questo indicatore è molto importante perché la 194 prevede un limite invalicabile all'aborto quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto.In questo caso esso resta infatti possibile solo in condizioni di grave pericolo per la "vita" della donna, a conferma ulteriore che non siamo in alcun caso di fronte a una legge eugenetica.&lt;br /&gt;E non si può parlare di eugenetica neanche nel caso di un aborto conseguente a una diagnosi di anomalia o malformazione del nascituro.&lt;br /&gt;La 194 non prevede infatti l'aborto per malformazione del feto ma solo quando tali malformazioni determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.&lt;br /&gt;Anche in questo caso la 194 si conferma una legge di chiari e saldi principi. Incentrati, da un lato, sul diritto all’autodeterminazione della donna, sulla sua capacità di "accoglienza" della maternità e sulla salvaguardia del feto dal momento in cui presenta possibilità di vita autonoma. Dall'altro, su una serie di valutazioni medico-scientifiche finalizzate a far sì che tali diritti, capacità e garanzie possano essere sempre esercitati al meglio.&lt;br /&gt;Chi ha voluto e chi ha combattuto per questa legge e che oggi giustamente ne rivendica e ne difende la validità, non deve quindi temere di confrontarsi con il progresso della scienza.&lt;br /&gt;Perché se è vero che esso consente diagnosi sempre più anticipatorie sulla salute del nascituro (anche se con ancora molti margini di errore e variabilità), rende possibile parti in età gestionali estremamente pretermine, contribuisce a diminuire le sofferenze, è anche vero che ci pone dinanzi a scelte e dilemmi di natura profonda che non possiamo non considerare. A partire dal rifiuto della ricerca di una ideale perfezione nel nascituro che può condurci verso scenari da incubo selettivo della specie che non possiamo accettare.&lt;br /&gt;Noi donne per prime. Proprio in quanto portatrici di valori alti a difesa della vita e dell'amore e del rispetto della persona e della sua capacità di scelta, che sono gli stessi valori che hanno ispirato le lotte per la legalizzazione dell'aborto.&lt;br /&gt;A chi oggi grida contro questa legge, invece, è sempre bene ricordare che prima della sua approvazione almeno trecentomila donne italiane si sottoponevano ogni anno a interventi rischiosi e clandestini per interrompere una gravidanza non desiderata.E che, solo grazie a questa legge, gli aborti si sono oggi dimezzati e continuano a calare anno dopo anno.&lt;br /&gt;A dimostrazione della validità della 194, sia per il contenimento del ricorso all'Ivg, sia per la non assimilazione dell'aborto a metodo contraccettivo e sia per la crescita della cultura della maternità come momento di grande responsabilità della donna.&lt;br /&gt;E' diventato sempre più evidente nel corso degli anni che l’autodeterminazione da parte della donna non si traduce in libero arbitrio o in una manifestazione di egoismo o in relativismo etico. Al contrario il diritto alla "scelta" ha portato alla maturazione di una maggiore responsabilità verso la procreazione. E dunque verso la vita umana.&lt;br /&gt;Per tutti questi motivi io difendo "senza se e senza ma" la legge 194. Ma per gli stessi motivi non ho paura del confronto e della verifica sulla sua applicazione anche chiedendo aiuto alla comunità scientifica, per meglio indirizzare gli operatori e per meglio garantire le donne nella loro scelta su come portare o non portare avanti una maternità.Questo a partire dalla necessità di individuare il momento in cui sussistono le condizioni per una effettiva possibilità di vita autonoma del feto. Per dare indicazioni uniformi ai neonatologi sul tipo di assistenza da garantire al neonato molto pretermine e per evitare forme di accanimento terapeutico. E per garantire l’appropriatezza nelle diagnosi prenatali.&lt;br /&gt;Non si tratta quindi di porre "nuovi" limiti temporali all'aborto terapeutico, come teme Miriam Mafai, perché resta assolutamente valido quel limite già indicato dalla 194 all'articolo 7, dove è previsto che quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto l'Ivg sia praticata solo in caso di pericolo per la vita della donna. Si tratta semmai di chiedere alla comunità scientifica di indicare il periodo di gestazione oltre il quale sussistono tali possibilità, in base alle evidenze scaturite dal continuo aggiornamento delle conoscenze scientifiche.Questa è la via. E penso sia quella giusta per rispondere a chi, al contrario, pensa di usare il progresso della scienza come alibi per intaccare responsabilità e autonomia delle donne nella decisione più importante della loro vita.*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. un saluto particolare ad Andrea che si lamenta di venire sul mio blog e non trovarlo aggiornato :-)</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1351380081826246080/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1351380081826246080" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1351380081826246080?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1351380081826246080" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/248403979/ma-che-ne-sa-ferrara.html" title="Ma che ne sa Ferrara?" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/03/ma-che-ne-sa-ferrara.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1937191663364962585</id><published>2008-02-27T21:13:00.003+01:00</published><updated>2008-02-27T23:03:18.483+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-02-27T23:03:18.483+01:00</app:edited><title type="text">Lettera aperta al Dr.Bruno Vespa su Blog, Internet e mass media</title><content type="html">Abbiamo inviato questa lettera al Dott. Vespa, direttore di Porta a Porta.&lt;br /&gt;Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Dott. Vespa,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,&lt;br /&gt;In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.&lt;br /&gt;Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu' del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l'on. Gentiloni, l'on. Di Pietro, l'on. Letta, l'on Pecoraro Scanio, l'on Lanzillotta, l'on Storace, l'on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).&lt;br /&gt;Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perchè alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet.&lt;br /&gt;Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè ... fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali...Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza.&lt;br /&gt;Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall'altro sono un fattore propulsivo decisivo per l'economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell'innovazione presso le aziende e le famiglie.&lt;br /&gt;La Commissaria UE Viviane Reding ha piu' volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.&lt;br /&gt;In Italia purtroppo l'economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.&lt;br /&gt;Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:&lt;br /&gt;1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.&lt;br /&gt;2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.&lt;br /&gt;I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.&lt;br /&gt;Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema.Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.&lt;br /&gt;Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.&lt;br /&gt;Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l'uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere.&lt;br /&gt;Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l'adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l'occasione di far crescere questo Paese.&lt;br /&gt;Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d'ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage&lt;br /&gt;Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni&lt;br /&gt;Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l'industria ICT&lt;br /&gt;Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy,&lt;br /&gt;Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore&lt;br /&gt;Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano Creative Commons&lt;br /&gt;Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale&lt;br /&gt;Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione - Confindustria&lt;br /&gt;Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano&lt;br /&gt;Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online&lt;br /&gt;Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale Economico Corriere della Sera,&lt;br /&gt;Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24&lt;br /&gt;Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB - Interactive Advertising Bureau&lt;br /&gt;Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network - Associazione imprenditori di prima generazione&lt;br /&gt;Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana Internet Provider&lt;br /&gt;Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per l'imprenditorialità - Università Bocconi&lt;br /&gt;Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano,&lt;br /&gt;Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica&lt;br /&gt;Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per l'interoperabilità dei servizi Internet</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1937191663364962585/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1937191663364962585" title="15 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1937191663364962585?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1937191663364962585" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/242313366/lettera-aperta-al-drbruno-vespa-su-blog.html" title="Lettera aperta al Dr.Bruno Vespa su Blog, Internet e mass media" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">15</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/02/lettera-aperta-al-drbruno-vespa-su-blog.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1129518674616713656</id><published>2008-02-03T14:34:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T16:05:17.658+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-02-03T16:05:17.658+01:00</app:edited><title type="text">MYahoooo!!!</title><content type="html">Ciao!&lt;br /&gt;intanto chiedo scusa a chi ogni tanto decide di avventurarsi nel mio blog e non trova nulla di nuovo da condividere...ma ho deciso di non farmi prendere dall'ansia della prestazione del blogger... questo e' uno dei miei buoni propositi del 2008 ed essendo pigra di natura :-) -difficile da credere per chi mi conosce, ma e' cosi'- ho deciso di scrivere qualcosa solo quando mi sento di farlo a costo di passare per quella che ha un blog e non lo tiene aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh...volevo condividere oggi quello che mi e' successo l'altro ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stata fuori Milano, da un cliente e senza poter usare il blackberry quasi per una giornata intera. Mentre ero in treno, di ritorno dalla riunione, leggendo la posta inciampo in una delle newsletter a cui sono iscritta che dice "Microsoft buys Yahoo!". Opppsssss!!! Rileggo il subject e fra me e me, in quella frazione di secondo che mi separa dall'aprire la mail e dal leggere tutto d'un fiato il contenuto, dico "sara' l'ennesima notizia della serie "al lupo al lupo" ma non sara' vera...". E invece, leggo, mando un sms ad un amico fidato e "sempre sul pezzo" che mi dice "si hanno lanciato un'OPA".&lt;br /&gt;Wow!!!! finalmente qualcosa che stimola la mia curiosita' :-) e che mi porta a pensare, in maniera un po' apocalittica, che le sorti del mondo potrebbero essere state gia' decise mentre io ero in riunione con un cliente a parlare di Internet!&lt;br /&gt;E allora comincio a rimuginare e penso che questa, se andasse in porto, sarebbe davvero una bella novita' nel nostro oramai paludoso e quasi stantio mondo dell'online. Una bella notizia, l'unica che forse potrebbe muovere qualche pedina nello scacchiere della "knowledge economy".&lt;br /&gt;Chi piu' di Microsoft e Yahoo messi insieme potrebbe provare a contrastare l'invincibile Google?&lt;br /&gt;Chi meglio di due dei tre titani globali della storia di internet uniti in matrimonio d'interessi potrebbe provare a scardinare il dominio incontrollabile e incrontrollato di "Mr. I'm not Evil"?&lt;br /&gt;Io ci spero e vi spiego anche perche'. Credo che pur non arrivando a contrastare da subito Google in termini di quote di mercato di numero di ricerche effettuate sui motori, MYahocrosoft (consentitemi il neologismo), con una buona strategia d'attacco e non di difesa, potrebbe porsi come una reale alternativa all'offerta pubblicitaria, sempre piu' esclusiva da parte di Google, tesa a disintermediare, o meglio a fagocitare chicchessia, anche attraverso l'acquisizione di societa' quali DoubleClick che, btw, e' tornata da pochissimo sul mercato con un'offerta di spazi pubblicitari (ovverossia non offre piu' in maniera neutrale solo il software, come aveva deciso di fare da qualche anno a questa parte, ma anche la possibilita' di fare pianificazione proprio grazie alla mole di dati acquisiti dal software venduto ad editori ed agenzie per la gestione dell'advertising -vedi &lt;a href="http://www.doubleclick.com/products/advertisingexchange/index.aspx"&gt;http://www.doubleclick.com/products/advertisingexchange/index.aspx&lt;/a&gt;-) che...come dire mi pare molto "Google like" e che sinceramente mi desta qualche preoccupazione in piu' rispetto al recente passato.&lt;br /&gt;Inoltre, e' vero che il 95% di noi utilizza il motore di ricerca per muoversi agevolmente in rete, ma e' pur vero che Internet si fonda su un mondo di contenuti che alimentano e nutrono la rete e che vivono di pubblicita', che pare ormai essere l'unico modello di business che possa sostenere gli editori online, e che, nel bene e nel male, continuano a dipendere in buon parte da Google. Dunque, se solo ci fosse qualcuno che almeno ci provi a creare un'alternativa reale a Google questo mercato potrebbe ricevere un'iniezione di adrenalina e di ottimismo che farebbe bene a tutta l'industria della comunicazione e della pubblicita' che, ultimamente, mi pare si stia un po' rassegnando al dominio incostrastato di un solo player in grado di disegnare il futuro dell'informazione.&lt;br /&gt;Se poi ci mettiamo dentro anche il fatto che il potere legislativo e politico globale, iper frammentato, e spesso ripiegato sulle problematiche locali, non sia in grado di affrontare in maniera coesa il problema della gestione dell'informazione globale, lasciando ampiamente spazio e tempo a coloro i quali, con grande competenza e lungimiranza, stanno decidendo al posto loro, disegnando le nuove regole del gioco dei prossimi anni, questa nuova ondata di interesse che sta gravitando sul "merge" di Microsoft e Yahoo potrebbe rifocalizzare l'attenzione sul rischio che stiamo tutti correndo in termini di monopolizzazione dell'informazione (e di tutto cio' che ne puo' derivare), il bene piu' prezioso dell'umanita' dopo l'acqua.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1129518674616713656/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1129518674616713656" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1129518674616713656?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1129518674616713656" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/228401688/myahoooo.html" title="MYahoooo!!!" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2008/02/myahoooo.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-6288768290413460352</id><published>2007-12-23T18:42:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T19:18:33.977+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-12-23T19:18:33.977+01:00</app:edited><title type="text">Il 2007</title><content type="html">Quest'anno e' sul finire e vorrei provare a tracciare un bilancio...&lt;br /&gt;Difficile dire che sia andata benissimo sul fronte del nostro business con il sorriso sulle labbra, difficile perche' per quanto i numeri ci stiano dando fortemente ragione, l'advertising online e' cresciuta ancora quest'anno di oltre il 40% in termini di investimenti pubblicitari in un mercato che piu' in generale pero' registrera' una crescita del 3% a far tanto, molto resta ancora da fare. Perche' il mercato della pubblicita' online si imponga con decisione, molto resta da fare o da rifare in ambiti che sono a monte e a valle dello sviluppo del nostro Paese, nel quale la pubblicita' riveste un ruolo importante ma che e' indissolubilmente legata alla crescita delle aziende, che invece lamentano una stasi come non si era mai vista negli ultimi 50 anni, alle politiche economiche di investimento nelle nuove tecnologie.&lt;br /&gt;Siamo in un Paese che soffre di arretratezza, di incapacita' di evolversi, perche' ingessato da mille lacci e lacciuoli. Un Paese dove e' difficile vedere vincere chi ha merito, dove e' difficile oggi pensare che esista una giustizia ed il rispetto delle regole, dove nonostante ci sia la totale consapevolezza che qualcosa, anzi gran parte delle cose non funzionano, non accade nulla o quasi affinche' si cambino. Dove chi insorge, insorge per 10 minuti per poi ricadere in un torpore secolare. Dove i media non fanno altro che parlare di delitti, di omicidi, di tragedie familiari senza alzare lo sguardo verso il perche' di tutto cio', senza andare a fondo dei problemi che sono anche causa di questo malessere sociale. Non sento, non vedo, non leggo quasi piu' notizie internazionali, se non acquistando testate estere oppure guardando canali satellitari o navigando siti di respiro internazionale. Come se si fosse deciso che l'Italia non possa avere piu' benchmark, come se ci si sia incartati sui noi stessi per paura di non reggere piu' il confronto.&lt;br /&gt;Io spero che il 2008 possa davvero ridare a tutti quanti la voglia, la forza, la pretesa di non accontentarsi piu'. Non vedo piu' nel nostro Paese quell'ottimismo, quella grinta che servono per progredire, quella curiosita' e quella creativita' che facevano parte del nostro DNA.&lt;br /&gt;I giovani sono spariti, oppure, dove sono mi domando? Si fanno dare dei "bamboccioni" senza neanche reagire, senza ribellarsi alla presunzione di chi li accusa di essere incapaci di crescere e di maturare senza pensare che non c'e' la minima volonta' di lasciare loro lo spazio per poter dimostrare che tanto "bamboccioni" non sono.&lt;br /&gt;E chi ogni tanto emerge dal limbo, si guarda in giro e non trova nessuno che lo sostenga.&lt;br /&gt;Questo post stona un po' con l'atmosfera di questi giorni ma, d'altro canto, non vedo in giro facce sorridenti e forse ognuno di noi in fondo pensa quello che io sto scrivendo.&lt;br /&gt;Datemi un segno, provate a convincermi del contrario.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/6288768290413460352/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=6288768290413460352" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/6288768290413460352?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/6288768290413460352" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/205233782/il-2007.html" title="Il 2007" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/12/il-2007.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-1565400024325579448</id><published>2007-11-25T18:23:00.000+01:00</published><updated>2007-11-25T19:13:02.926+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-11-25T19:13:02.926+01:00</app:edited><title type="text">Questa volta condivido gli onori...</title><content type="html">La scorsa settimana ho ricevuto il Premio Eccellenza 2007 organizzato dall'Associazione MANAGER ITALIA.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.manageritalia.it/news/4/21_11_2007_premio_eccellenza_vincitori.htm"&gt;http://www.manageritalia.it/news/4/21_11_2007_premio_eccellenza_vincitori.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono veramente onorata di questo riconoscimento perche' ogni giorno cerco di raggiungere l'eccellenza nelle cose che faccio....e non sempre ci riesco ;-)&lt;br /&gt;ma, credetemi, da quando ho iniziato a lavorare, mi esercito sempre in questa pratica.&lt;br /&gt;Mi ricordo che uno dei primi libri di business management che lessi un bel po' di anni fa, quando iniziai la mia carriera, era "Alla ricerca dell'eccellenza" di Tom Peters, libro che fu per me -stagista in Publitalia- davvero illuminante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788820039974&amp;amp;pc=000005003002001"&gt;http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788820039974&amp;amp;pc=000005003002001&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La teoria di Tom Peters del " MBWA -managing by wandering around-" mi aveva particolarmente affascinata, perche' mi domandavo come una cosa banale ed ovvia come MBWA, come spiega Peters: "quickly became our favorite "excellence" idea! Technically, it meant staying in direct touch (damn the bureaucracy!) with the folks who do the work", potesse essere uno dei fondamenti dell'eccellenza nell'ambito delle organizzazioni aziendali.&lt;br /&gt;Vi segnalo questo post, &lt;a href="http://www.tompeters.com/entries.php?note=008106.php"&gt;http://www.tompeters.com/entries.php?note=008106.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'esperienza negli anni mi ha poi insegnato che non e' affatto banale mettere in pratica la teoria del MBWA perche' non tutte le aziende lo "consentono". Si tratta, alla fine, di poter gestire un'azienda in logica "bottom up" ed e' qui che di solito cominciano le difficolta'.&lt;br /&gt;In effetti, se dovessi condividere questo Premio con qualcuno - e credo proprio sia giusto farlo-dovrei farlo con il Gruppo Aegis Media Italia -in cui lavoro da ormai quasi 8 anni-, che mi ha dato la possibilita' di "MBWA", e con i miei colleghi di Isobar con cui passo gran parte delle mie giornate, che mi stimolano e mi aiutano nel fare sempre tutto al meglio delle mie possibilita', e con cui condivido oneri ma anche onori.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/1565400024325579448/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=1565400024325579448" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/1565400024325579448?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/1565400024325579448" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/190321948/questa-volta-condivido-gli-onori.html" title="Questa volta condivido gli onori..." /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/11/questa-volta-condivido-gli-onori.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-7576329871215071593</id><published>2007-11-10T16:53:00.000+01:00</published><updated>2007-11-10T18:07:25.190+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-11-10T18:07:25.190+01:00</app:edited><title type="text">IAB Forum 2007</title><content type="html">Ciao,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;eccomi qui dopo un mesetto di latitanza :-)&lt;br /&gt;In quest'ultimo mese mi sono dedicata "anima e core" a Iab Forum 2007 - &lt;a href="http://www.iabforum.it/"&gt;http://www.iabforum.it/&lt;/a&gt; -(oltre naturalmente alla mia "vera" attivita' in azienda...lo sottolineo per non far preoccupare il mio CEO di Aegis Media Italia :-)&lt;br /&gt;E' stata anche quest'anno un'impresa bellissima, sia per i risultati, sia per l'enorme, complesso ma divertente lavoro che c'e' stato "dietro le quinte". Un lavoro di squadra che ci ha portato a trasformare un piccolo evento, organizzato per la prima volta cinque anni fa al Palazzo delle Stelline, in quello che e' oggi considerato il piu' importante evento dell'industria della comunicazione italiana.&lt;br /&gt;Volevo ringraziare tutti, ma proprio tutti, le circa 5000 persone che hanno partecipato tra il 7 e l'8 Novembre, i colleghi del gruppo di lavoro, i relaatori che si sono avvicendati nei tre convegni istituzionali, il Ministro Paolo Gentiloni in collegamento da Porretta Terme, Lorenza Bonaccorsi Capo della Segreteria del Ministero delle Comunicazioni, che e' venuta personalmente a Milano, Luca De Biase che ha intervistato il Ministro, David Weinberger, Marco Montemagno (che ha di fronte a se' una carriera da showman per quanto e' bravo sullo stage) Japp Favier, Lele Dainesi (che e' rientrato appositamente da Berlino per moderare uno dei workshop organizzati, per poi ripartire di nuovo per Berlino), gli sponsor, i partner (e fra questi volevo citare Luca Persichetti di Multiplayer.it che mi sono dimenticata di ringraziare pubblicamente per avermi aiutato a confezionare l'overlayer che ho inserito nella mia presentazione con il video embedded di Alain Heureux)....insomma tutti.&lt;br /&gt;Per chi non fosse riuscito a partecipare, tra qualche giorno saranno disponibili sul sito di IAB Italia &lt;a href="http://www.iab.it/"&gt;http://www.iab.it/&lt;/a&gt; tutti gli interventi ed i video dell'evento.&lt;br /&gt;Ci rivediamo tra qualche mese a Roma, dove abbiamo intenzione di fare un'edizione capitolina di Iab Forum per avvicinarci ancora di piu' alle istituzioni ed alle moltissime aziende che investono in pubblicita' e che hanno sede al Centro e al Sud.&lt;br /&gt;Thxy4yrrttnt :-)</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/7576329871215071593/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=7576329871215071593" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/7576329871215071593?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/7576329871215071593" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/182731389/iab-forum-2007.html" title="IAB Forum 2007" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/11/iab-forum-2007.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-177196863151264947</id><published>2007-10-13T15:37:00.000+02:00</published><updated>2007-10-13T16:43:32.927+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-10-13T16:43:32.927+02:00</app:edited><title type="text">Web 2.0 si...ma anche back to basics please...</title><content type="html">Ieri pomeriggio ho partecipato ad una conferenza organizzata da "The Ruling Company" e dedicata a Web 2.0. Ho ascoltato molti illustri relatori che hanno espresso il loro punto di vista focalizzandosi molto sull'aspetto tecnologico di Web 2.0 e sull'impatto delle aziende di questa new wave che ha riportato felicemente internet alla ribalta delle cronache quotidiane e dell'interesse da parte di molti professionisti e manager da diversi mesi a questa parte.&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa quanto io sia fortemente convinta che la Rete e' davvero l'ambiente che finalmente sta cambiando e scardinando le regole del gioco della comunicazione, che per 40 anni hanno governato e ingabbiato la pubblicita' in format statici ed inadeguati rispetto alle esigenze dei consumatori.&lt;br /&gt;Temo pero' che, essendo noi italiani un popolo fortemente sensibile alle mode, ancora una volta stia capitando che ci si focalizzi su un argomento perdendo di vista il contesto generale.&lt;br /&gt;Cerco di spiegarmi, come ho provato a fare ieri alla conferenza: Web 2.0 e' un'affascinante opportunita', "strumento", occasione, sfida, per le aziende ed i consumatori, per provare ad instaurare una relazione "alla pari", senza gerarchie predefinite. La comunicazione fra pari all'interno dei social network e' sicuramente la benzina che alimenta questi ambienti. Le aziende possono ascoltare e dialogare con i cosiddetti clienti, possono acquisirne di nuovi o fidelizzare quelli gia' acquisiti.&lt;br /&gt;Ma c'e' un ma...non possiamo dimenticare, se non vogliamo peccare di presunzione e se vogliamo essere intellettualmente onesti che Web 2.0 e' solo una parte del cosiddetto processo di relationship marketing, per diversi motivi che cerco di riassumere: intanto non possiamo dimenticare che gli utenti internet sono 22 milioni su 58 milioni di italiani e coloro i quali sanno cos'e' Web 2.0 e soprattutto usufruiscono di tutte le sue potenzialita', ad essere generosi, sono molto meno della meta' di 22 milioni. Inoltre per quanto noi "blogger" si sia fortemente orientati ad utilizzare internet e tutte le nuove tecnologie come "premium media" comunque restiamo soggetti all'influenza di altri ambienti/media nel nostro processo di acquisto. Io penso che a furia di parlare di Web 2.0 si perda di vista il fatto che esistono ancora e probabilmente per molti anni a venire, forme di pubblicita', diciamo piu' classiche, che certamente contribuiscono e continueranno a contribuire in maniera decisiva e preponderante alla creazione della "brand equity". Voglio dire che non si puo' pensare che i social network siano oggi la miglior soluzione dei problemi di comunicazione di un'azienda. Non si puo' pensare che poiche' oggi molti di noi beneficiano di Web 2.0, l'advertising online nella sua accezione piu' tradizionale del termine, i banner per intenderci, siano obsoleti e non generino piu' efficacia ed efficienza. Lo stesso penso dell'advertising sui mezzi classici che continua ad essere fondamentale per la creazione o l'incremento di awareness che rappresenta l'architettura di base per la costruzione di autorevolezza e credibilita' della marca e che contribuisce al raggiungimento di obiettivi di "copertura e frequenza". Il mix di tutti i mezzi ai quali siamo potenzialmente esposti quotidianamente e l'integrazione degli stessi e' certamente il modo migliore per creare "engagement", attraverso l'uso consapevole di codici di comunicazione coerenti e rilevanti rispetto al contesto.&lt;br /&gt;In piu', avendo prima tenuto in debita considerazione tutto cio', c'e' anche Web 2.0 che influisce molto sulla "reputation" delle aziende e che, in virtu' degli strumenti che offre ai consumatori ed alle aziende,  consente di amplificare il risultato di comunicazione che dunque non puo' esaurirsi nella creazione di un "brand channel" su Yout Tube, o di un progetto di comunicazione su My Space o su Flickr o di un blog SpaceLive o su Facebook ( per non far torto a nessuno credo di averli citati piu' o meno tutti). Oggi non e' plausibile pensare che un solo mezzo, fosse anche Internet che certamente e' piu' di un media, possa rispondere esaustivamente alle esigenze di marketing e comunicazione.  Ma neanche domani e dopodomani...Sono la prima a sostenere che la televisione generalista ormai abbia fatto il suo tempo, soprattutto per una buona parte dei consumatori italiani che la guarda con sempre minore interesse , vista la frammentazione e la moltiplicazione dei mezzi  e dei contenuti di informazione e di entertainment a disposizione di tutti, ma non lasciamoci prendere da facili entusiasmi e soprattutto non millantiamo credito sostentendo che i social network siano la vera rivoluzione e l'unico modo per le aziende per vendere prodotti e servizi. Sarebbe un errore imperdonabile consigliare alle aziende di farne "ampio uso" senza tenere conto che "l'infrastruttura di comunicazione di base" sara' ancora per molti anni data dal sapiente utilizzo di un mix di mezzi, seppur via via sempre piu' digitali, dalla pubblicita' tabellare, sia essa sulla televisione digitale, sia essa sulla stampa off e online, sia essa sui portali generalisti e verticali, sia essa sulla radio e cosi' via...il rischio a medio-lungo termine sarebbe quello di fare due passi in avanti e tre indietro. Non dimentichiamoci che la rete e' si oggi fatta in buona parte da "user generated content" che pero' spesso fanno riferimento ai contenuti prodotti alle "brand dell'editoria, dell'informazione e dell'entertainment" che investono in strutture e risorse e che sostengono e danno valore al Web 2.0.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/177196863151264947/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=177196863151264947" title="34 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/177196863151264947?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/177196863151264947" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/169402001/web-20-sima-anche-back-to-basics-please.html" title="Web 2.0 si...ma anche back to basics please..." /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">34</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/10/web-20-sima-anche-back-to-basics-please.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-2148517943180248769</id><published>2007-09-30T22:15:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T22:17:01.717+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-09-30T22:17:01.717+02:00</app:edited><title type="text">Stand by</title><content type="html">&lt;a href="http://www.freeburma.org/"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;http://www.freeburma.org/&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/2148517943180248769/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=2148517943180248769" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/2148517943180248769?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/2148517943180248769" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/163408637/stand-by.html" title="Stand by" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/09/stand-by.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-3778616308733382480</id><published>2007-08-08T12:43:00.000+02:00</published><updated>2007-08-08T14:24:18.508+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-08-08T14:24:18.508+02:00</app:edited><title type="text">IAB Italia e Telefono Arcobaleno insieme contro la pedofilia online</title><content type="html">&lt;strong&gt;IAB Italia e Telefono Arcobaleno&lt;/strong&gt; hanno recentemente stretto un accordo di collaborazione teso a a supportare l'impegno di Telefono Arcobaleno nel &lt;strong&gt;combattere la pedofilia online&lt;/strong&gt;, attraverso la messa a disposizione delle competenze e del network dei professionisti, che vorranno concretamente collaborare, che fanno parte di IAB Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LO SCENARIO della PEDOFILIA ONLINE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno della “pedofilia online” risente dell’evoluzione rapidissima della realtà di internet.&lt;br /&gt;La conoscenza costantemente aggiornata del fenomeno e il continuo riallineamento delle modalità di contrasto, sono i presupposti indispensabili che devono ispirare ogni attività e intervento su questo peculiare canale di manifestazione del comportamento pedofilo.&lt;br /&gt;Dapprima limitato nelle zone maggiormente underground della rete, oggi, il fenomeno pedofilo è molto più vasto ed è una realtà aggressiva sia sul fronte del pedo-business, sia dei cosiddetti siti “pedo-free”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;IL MERCATO PEDOPORNOGRAFICO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il pedo-business cresce in misura più che proporzionale rispetto alla pedofilia on line, indice del terribile meccanismo economico di produzione/offerta/consumo, che alimenta il circuito perverso e criminale della domanda di nuovi materiali pedo-pornografici e della loro produzione.&lt;br /&gt;Lo sviluppo del mercato pedopornografico su internet, ha indotto organizzazioni criminali a offrire servizi illegali legati allo sfruttamento dei minori. Questa nuova dimensione organizzata mette in connessione pedofili di tutto il mondo.&lt;br /&gt;Telefono Arcobaleno è l’unica organizzazione in Italia coinvolta in prima linea nell’attività di contrasto alla pedofilia sul web. E’ Organizzazione accreditata nelle “white list” internazionali e può ottenere la chiusura di siti pedofili anche in Paesi solitamente “difficili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA SITUAZIONE IN ITALIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati emersi dal monitoraggio di Telefono Arcobaleno rivelano che il nostro Paese è fra quelli di “appoggio” per l’host di siti pedo-pornografici su server nazionali e fra quelli maggiormente coinvolti sul fronte della domanda di materiali illegali e quindi della fruizione e dell’acquisto degli stessi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Milano risulta essere la capitale italiana dell’utenza pedofila in rete.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro incessante del Nucleo Investigativo Telematico e di Telefono Arcobaleno, ha portato al sequestro di oltre cinquecento siti internet pedofili allocati su sever italiani e ha determinato la migrazione di tali siti verso host esteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto preoccupante è la presenza italiana sul versante dell’utenza pedofila e della cosiddetta “pedofilia culturale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONI: TELEFONO ARCOBALENO E IL MONITORAGGIO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La misura, la direzione e l’urgenza delle azioni e degli interventi da compiere resta purtroppo direttamente e chiaramente definita proprio dal tasso di crescita del fenomeno della pedofilia online.&lt;br /&gt;Proprio sulla scorta di queste premesse, Telefono Arcobaleno ha strutturato l’attività di contrasto della pedofilia online, riallineandola nel tempo e adeguandola, per intensità e metodiche impiegate, alla dinamica del fenomeno.&lt;br /&gt;Tale attività è IL MONITORAGGIO condotto da un gruppo ristrettissimo di esperti, con protocolli operativi predefiniti e trasparenti, 365 giorni all’anno; utilizzando un adeguato sistema standard di analisi, valutazione e classificazione delle attività rilevate in rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISULTATI:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;130.000 siti segnalati in 10 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;820 persone inscritte negli ultimi anni nel registro degli indagati (ultimi 3 anni) grazie alla collaborazione con il N.I.T.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 minuti – tempo record di chiusura di un sito pedofilo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;40.000 richieste di aiuto accolte dalla Linea Nazionale contro l’abuso sull’infanzia - 800 025777&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.000 consulenze specialistiche di tipo psicologico, legale e di supporto alle famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera di monitoraggio garantisce, oltre ai risultati di cleaning immediato, un flusso informativo strutturato, tempestivo, continuo e ordinato alle autorità di polizia nazionali e sovra-nazionali relativo all’apertura di siti Internet con contenuti pedofili.&lt;br /&gt;Gli oltre 130.000 siti segnalati in dieci anni, danno misura dell’impegno di Telefono Arcobaleno e dei risultati conseguiti nell’attività di monitoraggio e istant cleaning anche in Paesi “difficili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL PROGETTO "INSIEME CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI BAMBINI SUL WEB"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OBIETTIVI - dare continuità allo sforzo ininterrotto dell’Organizzazione tesa a dare risposte pronte, concrete e sempre più efficaci alle istanze di intervento che derivano da un fenomeno, purtroppo, in rapida crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RISULTATI ATTESI - Un nuovo e ancora più ampio impegno di Telefono Arcobaleno per il massimo contrasto della pedofilia che corrisponde necessariamente all’esigenza di un adeguamento della struttura operativa dell’Associazione; struttura che deve essere posta in grado di sostenere l’impatto di attività sempre più complesse e sistematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SISTEMA DI MONITORAGGIO - Telefono Arcobaleno ha strutturato un programma di intensificazione delle attività di contrasto alla pedofilia online che prevede la riorganizzazione della struttura operativa affinché la stessa possa, in tempi brevissimi, affrontare efficacemente l’impegnativo e delicato insieme di compiti che la attende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi invito tutti a contribuire a questo importante Progetto e vi segnalo il sito attraverso il quale potrete gia' fornire il vostro sostegno.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.telefonoarcobaleno.org/it/"&gt;http://www.telefonoarcobaleno.org/it/&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/3778616308733382480/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=3778616308733382480" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/3778616308733382480?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/3778616308733382480" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/142008750/iab-italia-e-telefono-arcobaleno.html" title="IAB Italia e Telefono Arcobaleno insieme contro la pedofilia online" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/08/iab-italia-e-telefono-arcobaleno.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-5973512351182374895</id><published>2007-07-20T10:15:00.000+02:00</published><updated>2007-07-20T10:40:16.601+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-07-20T10:40:16.601+02:00</app:edited><title type="text">Oddio mi sta venendo l'ansia della "Blogger Perfomance" :-)</title><content type="html">Ebbene si, lo ammetto, ultimamente sto facendo molta fatica a tenere "vivo" e "frizzante" il mio blog. Sto lavorando tantissimo!...oltremodo direi :-) E la priorita', per me, e' il business per essere molto poco romantici, dopo naturalmente la famiglia.&lt;br /&gt;Questo per dire che il nostro mercato, quello di Internet e dei media interattivi piu' in generale sta andando a gonfie vele. Sono praticamente 18 mesi consecutivi che le crescita degli investimenti pubblicitari si attesta intorno al +45%, contro una situazione generale abbastanza stagnante, la crescita e' intorno a 3%. Sono "strafelice" perche' la nostra passione, il nostro "credo" sulla "bonta'" della comunicazione digitale, insomma, i nostri sforzi cominciano ad essere ripagati.&lt;br /&gt;Questo non toglie che chi fa il nostro mestiere, ma parlo per me anzitutto, si senta costantemente inadeguato rispetto a tutto quello che ancora si potrebbe fare, a tutto quello che ancora ci sarebbe da capire, da inventare, da regolamentare. L'ansia della perfomance, del resto, e' la nostra benzina, la nostra adrenalina. La voglia di fare, e di non riuscire ad arrivare a tutto, credo sia l'energia che ci spinge a rincorerre costantemente l'eccellenza.  Il fatto di sapere che il successo e' un obiettivo a cui si deve tendere quotidianamente, non dando mai per scontato nulla e' la leva che ci porta a cercare di essere sempre migliori, a superare noi stessi prima ancora che i nostri competitor. Forse e' questa la grande differenza fra "noi" ed il mondo della comunicazione tradizionale. Questa in fondo e' la storia della Rete: Paul Baran diceva che bisogna partire dall'assunzione quasi paradossale  che la Rete si debba ritenere costantemente inaffidabile e inadeguata. E cosi' siamo noi, siete d'accordo?&lt;br /&gt;In effetti non si dice che quando un'azienda pensa di essere arrivata al successo e al massimo dei risultati e delle perfomance sia il il momento di iniziare a preccuparsi?</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/5973512351182374895/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=5973512351182374895" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/5973512351182374895?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/5973512351182374895" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/135580929/oddio-mi-sta-venendo-lansia-della.html" title="Oddio mi sta venendo l'ansia della &quot;Blogger Perfomance&quot; :-)" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/07/oddio-mi-sta-venendo-lansia-della.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-9143602787509433899</id><published>2007-06-25T14:36:00.000+02:00</published><updated>2007-07-03T11:53:49.724+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-07-03T11:53:49.724+02:00</app:edited><title type="text">Isobar fa incetta di Leoni a Cannes</title><content type="html">Di solito non uso il mio blog in termini autoreferenziali, ma questa volta DEVO fare un'eccezione.&lt;br /&gt;Sono reduce da Cannes dove si svolge come ogni anno il Festival Internazionale della Pubblicita'. Come non raccontarvi di tutti i premi che abbiamo vinto nella categoria CyberLions compreso il Grand Prix? Nove e sottolineo 9 !!! Leoni vinti da alcune fra le piu' importanti sigle del network a cui appartengo.&lt;br /&gt;L'agenzia Farfar (Svezia) ha vinto il Grand Prix con Diesel/The Heidies.http://www.diesel.com/lockin/splash.php&lt;br /&gt;L' agenzia Netthink (Spagna) ha vinto un Leone d'Oro con adidas IIN. &lt;a href="http://portfolio.netthink.es/adidas/dibuja/roba_300x250_layer/"&gt;http://portfolio.netthink.es/adidas/dibuja/roba_300x250_layer/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'agenzia Glue (UK) ha vinto Leone d'Argento com Mini, e 2 Leoni di Bronzo.&lt;br /&gt;AgenciaClick (Brasile) ha vinto un Leone di Bronzo con Fiat&lt;br /&gt;e Isobar Global ha vinto un Leone di Bronzo nella categoria "Media" con adidas Power Challenge.&lt;br /&gt;E se volete vedere un po' di Cannes attraverso nostra Isobar TV ecco qui il link&lt;a href="http://www.isobartv.com/"&gt;http://www.isobartv.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Infine, sempre a Cannes, anzi per la precisione a Mandelieu, abbiamo anche vinto il Torneo di Golf sponsorizzato da Virgilio Advertising come miglior centro media!!! (bravo Maurizio ;-)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lionsgolf.sport.alice.it/it/vincitori2007.html"&gt;http://lionsgolf.sport.alice.it/it/vincitori2007.html&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/9143602787509433899/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=9143602787509433899" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/9143602787509433899?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/9143602787509433899" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/127750329/isobar-fa-incetta-di-leoni-cannes.html" title="Isobar fa incetta di Leoni a Cannes" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/06/isobar-fa-incetta-di-leoni-cannes.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-3147625287484416274</id><published>2007-06-03T21:39:00.000+02:00</published><updated>2007-06-03T22:50:05.142+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-06-03T22:50:05.142+02:00</app:edited><title type="text">Il bello di Internet a Porto Cervo</title><content type="html">L'altro ieri ho conosciuto Joseph Jaffe ospite, come me e molti altri amici e colleghi, dell'evento organizzato a Porto Cervo da Microsoft: Media Agency Days. Joseph e' noto nel mondo dell'advertising non convenzionale, ha scritto il libro "Life after the 30-Second Spot" nel quale racconta come nei prossimi 5 anni il mondo della pubblicita' cambiera' radicalmente. Davvero brillante Joseph, ecco il link ad uno dei suoi blog &lt;a href="http://www.jaffejuice.com/"&gt;http://www.jaffejuice.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molto interessante la sua teoria delle 7C che sostituisce quella delle 5P....fa bene ogni tanto confrontarsi con persone come Joseph, non foss'altro perche' in questo periodo di grandi cambiamenti e' importante avere feed-back continui, soprattutto se arrivano da Paesi dove&lt;br /&gt;"the dream is already becoming true".&lt;br /&gt;Mi e' piaciuto moltissimo l'intervento, quasi a braccio, di Marco Montemagno...un altro "pasdaran" che sta contribuendo in prima persona ad accelerare questa rivoluzione che il mio amico Mauro Lupi invece si ostina a chiamare evoluzione...solo su questo non siamo d'accordo:-) Ad ogni modo, chiamatela come volete, l'importante e' che avvenga ed anche il piu' velocemente possibile cosi' come gia' sta accadendo in US o UK dove la spesa in advertising online ha superato ormai il tanto invocato 10 per cento di market share. Intanto da noi, in Italia, il trend degli investimenti online si conferma per il quarto mese intorno al 45%. Not bad :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vi saluto, parto per Bruxelles, domani si apre il piu' grande convegno internazionale sull'advertising interattivo (tanto per essere coerenti ;-) a firma IAB Europe naturalmente&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iabeuropecongress.eu/"&gt;http://www.iabeuropecongress.eu/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un periodo davvero effervescente questo! Ci rivediamo tra qualche giorno.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/3147625287484416274/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=3147625287484416274" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/3147625287484416274?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/3147625287484416274" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/121882552/il-bello-di-internet-porto-cervo.html" title="Il bello di Internet a Porto Cervo" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/06/il-bello-di-internet-porto-cervo.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22675237.post-4211841202713634071</id><published>2007-05-13T20:56:00.000+02:00</published><updated>2007-05-13T20:57:48.579+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2007-05-13T20:57:48.579+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cookie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="doubleclick" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Google" /><title type="text">Cookie: dolci, salati o avvelenati?</title><content type="html">&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;A seguito della recente acquisizione da parte di Google di Doubleclick, la piu' importante societa' a livello mondiale che fornisce a editori e agenzie la piattaforma software che serve la pubblicita' su Internet, si e' innescato un dibattito importante sul valore e soprattutto sul pericolo dei cookie in termini di violazione della privacy dei consumatori online.&lt;br /&gt;Ma cosa sono i cookie? I cookie (biscottini), inventati da Lou Montulli di Netscape sono quei file che servono a tracciare il comportamento dei consumatori quando navigano in rete.&lt;br /&gt;I siti web li utilizzano per immagazzinare alcune informazioni nel computer degli utenti. I cookie sono inviati dal sito web e memorizzati sul computer. Sono quindi re-inviati al sito web al momento delle visite successive. Citando Wikipedia, più in dettaglio, i diversi utilizzi dei cookie sono ad esempio per riempire il carrello della spesa virtuale in siti commerciali (i cookie ci permettono di mettere o togliere gli articoli dal carrello in qualsiasi momento). Per permettere ad un utente l'ingresso ovvero il login in un sito web. Per personalizzare una pagina web sulla base delle preferenze dell'utente (per esempio il motore di ricerca Google permette all'utente di decidere quanti risultati della ricerca voglia visualizzare per pagina). Per la gestione di un sito: i cookie servono a chi si occupa dell'aggiornamento di un sito per capire in che modo avviene la visita degli utenti, quale percorso compiono all'interno del sito. Se il percorso porta a dei vicoli ciechi il gestore se ne può accorgere e migliorare la navigazione del sito. Le ultime versioni dei vari browser in commercio permettono all'utente di decidere quando accettare cookies, anche se il fatto di non accettarli non permette l'utilizzo di alcuni siti.&lt;br /&gt;I cookie sono utilizzati anche dalle aziende e agenzie pubblicitarie per tracciare i percorsi dell'utente e per ottenere informazioni sui suoi gusti e le sue preferenze in modo da ricavarne un profilo che consente di esporre solo i banners pubblicitari che gli potrebbero interessare.&lt;br /&gt;Fatta questa doverosa spiegazione vorrei entrare nel merito della questione.&lt;br /&gt;Come sempre, in particolare nel nostro Paese, siamo di fronte all'ennesima demonizzazzione di un problema che, cosi' come gestito dai media ed anche da alcuni operatori parzialmente o del tutto contrari al loro utilizzo, personalmente trovo non giovi a nessuno, consumatori in primis. Purtroppo, spesso anziche' affrontare in profondita' un argomento, si tende a fare spesso "di tutt'un'erba un fascio" lanciando anatemi inutili ed anche dannosi.&lt;br /&gt;Credo sia invece molto piu' utile cercare di fornire ai cittadini-consumatori online una corretta, chiara e dettagliata informazione sulle implicazioni, nella fattispecie, dei cookie e di altre tecnologie che nascono per analizzare e migliorare le conoscenze sui consumatori e conseguentemente per fornire loro servizi ed informazioni personalizzati, anche di carattere promozionale ovvero pubblicitario, nel pieno rispetto delle regole e delle leggi internazionali sulla tutela dei dati personali.&lt;br /&gt;Ora, ripeto, fatta salva la sacrosanta tutela della privacy e del relativo trattamento dei dati personali, il dibattito a mio avviso dovrebbe essere orientato a capire a quanto effettivamente siano importanti i cookie nella navigazione online, siano essi i cosiddetti "first party", ovvero i codici che tipicamente editori ed aziende direttamente assegnano alle macchine (computer) per tracciare un profilo comportamentale e per indirizzare meglio i contenuti tenendo conto delle loro preferenze, siano essi "third party" ovvero i codici che vengono assegnati da societa' terze, che quindi non sono direttamente gli editori, ad esempio le agenzie di pubblicita', spesso partner degli editori stessi in quanto si occupano ad esempio, come dicevo poc'anzi di erogare o servire i banner.&lt;br /&gt;A questo proposito vorrei citare "Fluidlives", una ricerca condotta da Isobar in collaborazione con Yahoo! a livello mondiale attraverso un campione rappresentativo di famiglie, tesa a comprendere come le tecnologie senza cavo, computer portatili con connessione wi-fi e devices mobili, ad esempio i telefoni cellulari, possano cambiare in meglio le abitudini di consumo in casa, e che ha evidenziato come il consumatore evoluto-internet user, apprezzi la pubblicita' profilata secondo i suoi interessi e possibilmente contestuale rispetto ai contenuti da esso fruiti. Tutto cio' puo' avvenire grazie all'utilizzo dei cookie. Questo a mio avviso e' un indicatore importante e che dovrebbe fare riflettere tutti noi sul fatto che, partendo dal presupposto che la pubblicita' e' uno dei motori dell'economia mondiale, il ruolo della stessa, se "ben fatta e indirizzata", proprio grazie alla possibilita' di tracciare le abitudini di consumo mediale, potrebbe anche essere quello di migliorare le aspettative dei consumatori e le perfomance commerciali delle aziende. Il problema e' semmai da ricondursi all'"overload" di messaggi promozionali a cui e' quotidianamente esposto il cittadino-consumatore, che per questo motivo sta innalzando sempre piu' le sue barriere psicologiche rispetto a questa sovrabbondanza di "stimoli" all'acquisto di prodotti e servizi.&lt;br /&gt;Si stima che ogni giorno un individuo possa essere potenzialmente esposto ad oltre 4.000 messaggi pubblicitari.&lt;br /&gt;Internet, a mio avviso, e' un media rivoluzionario in questo senso, perche' offre sempre la possibilita' di scelta e di controllo dell'informazione, sia in modalita' "push" (proposta) che "pull" (richiesta) mettendo tutti gli attori, aziende e consumatori, nelle condizioni di stringere un patto trasparente e alla pari. Oggi, grazie all'evoluzione tecnologica di Internet che offre ai consumatori numerosi strumenti che lo mettono al centro dei processi di comunicazione e di infomazione, leggi Web 2.0, il consumatore se vuole puo' diventare protagonista e produttore di campagne pubblicitarie, in quanto, creativo, regista e anche testimonial della marca.&lt;br /&gt;La condizione di base, essenziale per il sodalizio e' che ci sia consapevolezza, responsabilita' sociale e reale possibilita' di decidere cosa ricevere, dare e a che condizione.&lt;br /&gt;Questo e' il nuovo modello di marketing e advertising al quale io, cosi' come molti altri professionisti, stiamo lavorando.&lt;br /&gt;Questo nuovo modello a cui si sta tendendo, finalmente produrra' valore aggiunto da entrambe le parti, domanda e offerta. Non e' utopia.&lt;br /&gt;E' un nuovo modo di pensare la relazione tra azienda e consumatore, tesa al coinvolgimento più' che al convincimento.&lt;br /&gt;E non si tratta di essere buoni o cattivi. Non esistono cookie buoni o cookie cattivi.&lt;br /&gt;Dipende solo, come sempre, dall'utilizzo che l'uomo decide di fare delle nuove tecnologie. Esistono come sempre, in tutti gli ambiti, operatori seri e responsabili e quelli che, mio nonno definiva, "filibustieri". Per controllare e perseguire il comportamento fraudolento di aziende e individui esiste peraltro il codice civile e penale che va rispettato e applicato.&lt;br /&gt;Semmai, cio' che piu' conta, soprattutto in queste fasi di grande cambiamento, e' condividivere l'esperienza, fare cultura e aprire un dibattito in termini di codici di autoregolamentazione laddove la legislazione non riesca ancora a colmare il "gap".&lt;br /&gt;Credo che, in definitiva, sia per tutti una questione di intelligenza commerciale e di capacita' di comprendere che, a medio lungo termine, paghi la professionalita' e la serieta', perche' i consumatori non sono affatto stupidi e sanno premiare le aziende che cercano di capirli, rispettarli e soddisfare le loro necessita' ma anche i loro sogni.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato su Nova -Il Sole 24 Ore- il 3 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/4211841202713634071/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=22675237&amp;postID=4211841202713634071" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/22675237/posts/default/4211841202713634071?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://laylapavone.blogspot.com/feeds/posts/default/4211841202713634071" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feeds.feedburner.com/~r/LaylasBlock/~3/116391462/cookie-dolci-salati-o-avvelenati.html" title="Cookie: dolci, salati o avvelenati?" /><author><name>layla pavone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05304839823512386312</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://laylapavone.blogspot.com/2007/05/cookie-dolci-salati-o-avvelenati.html</feedburner:origLink></entry></feed>
