<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388</id><updated>2024-08-27T15:07:22.924+02:00</updated><title type='text'>Le idee</title><subtitle type='html'>La vita di ogni uomo è una via verso sé stesso</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1125</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-7005514499585261177</id><published>2015-10-21T18:34:00.002+02:00</published><updated>2015-10-21T18:34:34.409+02:00</updated><title type='text'>IL RESPIRO DEL VENTO</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 20pt;&quot;&gt;IL
RESPIRO DEL VENTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 20pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaWUWAEBsfzpdNbGM8C4Y-t4CBu1_qUng50Jx9RYNoVXOCheqs-QfjKNKR4VN5HDCZYy6F8YlPJkMYCGelEpuw6gZofm7KCF76uN2ldquwoNKFsM8LAT_ueo0glJRnt9IjDTz3h5HeNRo/s1600/22306816626_1e9e5af766_z.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;234&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaWUWAEBsfzpdNbGM8C4Y-t4CBu1_qUng50Jx9RYNoVXOCheqs-QfjKNKR4VN5HDCZYy6F8YlPJkMYCGelEpuw6gZofm7KCF76uN2ldquwoNKFsM8LAT_ueo0glJRnt9IjDTz3h5HeNRo/s320/22306816626_1e9e5af766_z.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 20pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Un timido
raggio di sole oltrepassò la coriacea resistenza delle finestre
socchiuse e come una leggera brezza andò a posarsi sul viso della
giovane donna che lentamente si stava risvegliando e riprendeva in
mano la sua vita abbandonando quel sonno sereno e tranquillo che
l&#39;aveva cullata durante tutta quella strana notte stellata. Lei sentì
quel tepore e si sfiorò la guancia e un lieve sorriso la riportò
alla realtà del giorno. Solo per un fugace attimo non riuscì a
ricordare dove fosse, immagini ancora vivide di un ricordo che le
bruciava nel cuore. Si, solo per un attimo pensò di aver soltanto
sognato e di essersi di nuovo svegliata nella realtà del suo
appartamento in città, piccolo e arredato  di solitudine,tra i piani
di un grattacielo dalle cui finestre poteva osservare solo altri
grattacieli, tutti in fila come tanti soldatini che marciavano a
schiena dritta verso il sole. Ma il canto di un gabbiano impertinente
che si era preso la libertà di riposare il suo volo sul balcone di
quella stanza, le fece aprire di colpo gli occhi e allora il cuore
prese a batterle all&#39; impazzata, no, non aveva sognato, tutto quello
che aveva provato e vissuto era lì, vivo e fremente dentro di lei e
un calore intenso le salì dal profondo dell&#39;anima,percorrendole la
schiena e facendola rabbrividire di piacere. Si mosse piano tra le
lenzuola calde che sapevano di bucato fresco e del profumo intenso e
magico dell&#39;amore. Sorrise ancora, felice e soddisfatta, guardò
fuori dalla finestra, cercando di capire, attraverso l&#39; intensità di
quel caldo raggio di sole che la teneva nel suo abbraccio, che ora
fosse. Solo allora si accorse che seduta ai piedi del letto, la
figura familiare e bella del suo unico e grande amore, la stava
guardando con i suoi profondi e innamorati, mentre cercava di
imprimere nella memoria ogni più piccolo dettaglio di quel corpo
snello e perfetto che in quella  notte di passione aveva stretto tra
le braccia con la ferma intenzione di non lasciarlo andare via mai
più. Addormentata vicino a lui,stretta al suo corpo per tutta la
notte, cercava di trattenere il respiro, temendo che si potesse
svegliare e cambiare posizione. E questo non lo avrebbe voluto a
nessun costo, perchè voleva il calore del suo corpo così per
sempre, dopo averlo sognato e immaginato per intere notti in cui la
febbre della lontananza aveva reso bollente il suo corpo mentre si
rigirava insonne nel suo letto fatto di solitudine. Per questo si era
svegliato presto lui, fuori il cielo era ancora scuro, il sole
dormiva beato nel suo orizzonte. Ma lui non riusciva a dormire,
voleva stare lì a contemplare la perfezione del suo amore, sentire
vicino a sé il suo respiro costante e tranquillo e continuare a
sentire nel cuore quel mare immenso di emozioni che lei aveva saputo
regalargli con il suo coinvolgente entusiasmo e la felicità che in
un unico, indimenticabile pomeriggio, aveva fatto scatenare tutti i
suoi sensi. Sentiva ancora nelle orecchie la sua risata cristallina e
la sua voce dolcissima, mentre ascoltava il fiume ininterrotto delle
sue parole e pensava dentro di sé, guardandola, che avrebbe potuto
vivere così in eterno solo per smettere più di provare quelle
sensazioni che in poco tempo erano riuscite a risvegliarlo dal suo
lungo e inconsistente torpore. Ed ora era lì, in quella calda
mattina d&#39; estate, a guardarla sorridere timida e felice distesa su
quel letto, così vicina &lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;da&lt;/span&gt;
sentirne i battiti del cuore. Accolse il suo risveglio con un sorriso
così luminoso che racchiudeva in sé tutto l&#39;amore e la felicità
che stava provando e non sarebbero state necessarie le parole in quei
brevi momenti perchè con i loro intensi sguardi già si stavano
dicendo tutto. Tutto il loro mondo era racchiuso in quel caldo sole
che stava aprendo le porte su un altro meraviglioso giorno da
trascorrere insieme. Nessuno dei due era abituato a così tanta
dolcezza, alla tenerezza di un risveglio insieme. Per troppo tempo
persi entrambi nel rimpianto mai dato e di un sorriso mai nato. Lei
troppo presa dal suo lavoro, sempre indaffarata, sempre vigile e
pronta ad eseguire ordini, a sacrificare la tranquillità di un&#39;
esistenza per una carriera che doveva decollare, per regole da
seguire sempre ben impresse nella sua memoria dopo una vita trascorsa
tra rigidi programmi. Era cresciuta nella certezza che tutto ciò che
riguardasse il mondo interiore, la volontà di lasciare libero il
pensiero ai voli del cuore e della fantasia, fossero tutte banalità
che toglievano tempo prezioso al lavoro e alla costante ricerca di
vedere lievitare il conto in banca. Lui invece era da troppo tempo
illuso da amori feroci, da donne che lasciavano dentro di lui solo il
ricordo di una scia di profumo. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Erano
queste le loro strane vite quando, in una giornata fredda e che aveva
il profumo della neve, quasi per caso, non per scelta, ma forse
guidati inconsciamente da quel desiderio d&#39;amore che martellava
dentro le loro anime, i loro occhi si incontrarono e una lunga,
fremente scossa elettrica li catapultò in quello strano sogno che li
lasciò sconvolti e quasi intontiti. In quell&#39;inverno del 2013
sembrava che la neve volesse impossessarsi di tutto il mondo, il gelo
penetrava fin dentro le ossa e tutto quel candore, bello a vedersi
con la sua aura magica, mitigava solo in parte tutti i disagi che
derivavano da quelle continue tormente. Eloise per questo aveva
sperato fino all&#39;ultimo di non essere convocata per quel convegno
proprio in quel posto di alta montagna dove però si ritrovavano ogni
anno in vacanza tutte le più alte personalità della politica e
della finanza. Ma lei era la più brava del suo staff, la più
qualificata per poter parlare a tutte quelle persone che cercavano
solo un modo facile e veloce per investire i loro soldi. Lei faceva
parte di quel mondo da tutta la vita, conosceva vizi e capricci di
quelle persone abituate ad avere tutto,ma dentro di lei, nel profondo
del suo animo, sapeva di avere qualcosa in più, un tocco magico che
la portava a sentirsi diversa da tutti loro. Non aveva mai provato
veramente a dare ascolto al suo cuore, non era mai uscita dai suoi
soliti schemi. Però era sempre consapevole che qualcosa di diverso,
di insolito martellava dentro di lei, qualcosa che la aiutava a
sopportare tutta la boria, l&#39;alterigia e lo snobismo con cui aveva a
che fare tutti i giorni. Anche in quelle lunghe sere invernali, ben
stretta nel suo cappotto,offriva sorrisi e consigli a tutti, parlava
con voce calma e coinvolgente, descrivendo a quella platea di
famelici uditori tutto il meglio che la sua agenzia era in grado di
offrire. Quello che vedeva davanti a sé, erano tanti uomini in
giacca e cravatta che come squali, erano pronti a divorarsi l&#39;un
l&#39;altro pur di ottenere quanto più guadagno possibile. Alla fine di
ogni serata,si chiudeva, esausta,nella sua lussuosa suite in
quell&#39;albergo, l&#39;ennesimo, in cui ormai era abituata a vivere. Mese
dopo mese, anno dopo anno, ormai non ci faceva più caso, erano tutti
uguali, sempre le stesse stanze fredde e impersonali che non avevano
effetto su di lei, non esercitavano più alcun fascino. Ormai da
parecchio tempo, sera dopo sera, ritrovandosi sempre sola, aveva
iniziato a domandarsi che senso avesse tutto questo. Che scopo avesse
la sua vita in giro per il mondo, si, con tanti soldi a disposizione,
con una vita che molte amiche e conoscenti le invidiavano. Ma dentro
di lei sapeva che tutto questo non poteva bastarle, iniziava a non
sopportare più di sentire il suo cuore sempre più arido, la sua
anima sempre più vuota. Anche quella sera il suo unico desiderio era
quello di un bel bagno caldo, con i suoi oli profumati che le
ridavano energia e vigore e soprattutto voleva il silenzio, voleva
chiudere la porta a tutto e a tutti e smettere di parlare, smettere
di ascoltare. Sentiva che stava perdendo quella calma e quella
pazienza che l&#39;avevano aiutata a superare momenti e situazioni
difficili e complicate. A volte si trovava costretta a fare profondi
respiri e chiedere aiuto a tutte le sue forze, perchè non la
abbandonassero, ogni volta che iniziava un nuovo lavoro. E questa
volta ci si erano messi di mezzo anche la neve e il gelo, che lei
odiava. Immersa nella schiuma, con gli occhi chiusi, fantasticava di
spiagge calde e dello sciabordio delle onde. Quella sera decise di
farsi portare la cena in camera, troppo stanca per poter sopportare
rumori e parole, non sapeva ancora che quella sua scelta, avrebbe per
sempre cambiato il corso delle cose, la sua vita stava arrivando ad
un bivio. Da lì a poco sarebbe successo un piccolo miracolo che
l&#39;avrebbe portata a prendere definitivamente quella strada dove in
cuor suo da tempo sognava di incamminarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Miguel
lavorava in quell&#39;albergo da anni, era ormai un veterano,tenuto in
alta considerazione da tutto lo staff. Era abituato a tutti quei
clienti ricchi e pretenziosi che arrivavano, facevano i propri
comodi, ma lasciavano laute mance. E a lui i soldi servivano
maledettamente, la sua vita non era mai stata facile ed aveva lottato
e sudato per arrivare ad ottenere quel lavoro di prestigio e che gli
aveva permesso di prendere un po&#39; di fiato dopo lunghi anni di
fatiche e di rinunce. Sorrideva sornione ascoltando i commenti di
tutti i suoi colleghi che si lamentavano continuamente di dover
soddisfare i capricci di bambini ormai troppo cresciuti. Lui alzava
le spalle e andava avanti “ è solo lavoro” si diceva, “ basta
viverlo con dignità e serietà”. In quelle settimane erano più
indaffarati che mai, con l&#39; albergo pieno di tutti i partecipanti a
quel convegno che si erano portati dietro famiglie, amici, mogli e
amanti, approfittando anche di una bella vacanza sugli sci. Miguel
era contento perchè poteva fare parecchi straordinari e guadagnare
un po di più, alla fine di quella lunga stagione forse avrebbe
potuto permettersi anche lui una breve  ma serena vacanza. In un
continuo va e vieni di pellicce e capi d&#39;alta moda, i suoi occhi
sempre vigili e  attenti, aveva notato fin dal primo giorno di quelle
movimentate settimane,quella giovane donna che all&#39;apparenza timida e
distratta, sapeva destreggiarsi magnificamente tra quelle persone
così piene di sé che mettevano soggezione con uno sguardo. Ne era
rimasto davvero colpito, aveva seguito i suoi gesti, ascoltato le sue
parole, aveva capito che anche lei era totalmente immersa in quel
luccicante mondo che lui poteva solo guardare da lontano e da cui
doveva tenersi a rispettosa distanza. Quella sera però aveva notato
una strana luce nei suoi occhi, mentre stanca e indifferente gli era 
passata accanto e lui ne aveva respirato il dolce profumo e aveva per
un semplice secondo, intuito la morbidezza della sua pelle. Sentì il
cuore fare un salto nel suo petto e si spaventò per questo, no, non
poteva farlo, non poteva neanche lontanamente pensare di avvicinarsi
o parlare ad una cliente così importante. Sarebbe stato
immediatamente licenziato. E poi, si disse, era stanco e le lunghe
giornate di lavoro stavano iniziando a pesare sulle sue spalle e sui
suoi sensi. Quello che per un istante aveva provato, non poteva
essere reale. Non c&#39; era un solo motivo valido che potesse spingerlo
a conoscere quella donna, però non riusciva a farne a meno, continuò
a cercarla tutti i giorni con lo sguardo,seguiva ogni suo movimento.
Ma fedele alle sue regole di comportamento, era rimasto sempre a
debita distanza. Anche se nuvole scure offuscavano il suo cuore
perchè ripensava a tutte le volte in cui si era lasciato andare e
aveva ceduto alle lusinghe di ricche signore che per un attimo di
squallido piacere, gli avevano offerto facili guadagni. E c&#39;erano
stati momenti in cui i soldi erano stati il suo pensiero fisso e
aveva dovuto mettere da parte la sua dignità di uomo per fare quello
che non avrebbe mai avuto il coraggio di raccontare a nessuno.
Ripensava a tutto questo mentre esausto, completava il suo turno
anche per quel lungo giorno di lavoro e il suo sorriso sparì del
tutto quando decise di accettare quell&#39;ultima chiamata, tanto per non
perdere l&#39;abitudine agli straordinari. Tutti ormai sapevano che lui
non si sarebbe tirato indietro, avrebbe continuato a lavorare.
Indossò di nuovo la sua divisa, indossò anche la sua solita
maschera fatta di pazienza e sopportazione, perchè, immaginava, a
quell&#39;ora per una cena in camera, avrebbe dovuto aspettarsi qualche
altra assurda richiesta da parte di quei signori che sapevano solo
pretendere e ordinare. Più stanco che mai, bussò a quella porta,
cercò di rimanere calmo e impassibile, ma niente avrebbe potuto
sconvolgerlo allo stesso modo quando dietro quella porta, si trovò
il viso dolce e sorridente proprio di quella ragazza che da giorni
attraversava la sua mente come lampi fatti di fuoco che iniziavano a
tormentarlo. Ebbe un momento di incertezza, le mani gli tremarono
mentre spingeva nella stanza il carrello della cena. Sentiva di aver
perso la sua tranquillità mentre la ragazza gli rivolgeva parole che
non riusciva a comprendere, la mente troppo confusa per poter
distinguere qualsiasi suono. Ma riprese immediatamente il controllo
mentre gli stava chiedendo scusa per quella chiamata a quell&#39;ora
insolita ma gli stava, dicendo, aveva perso la cognizione del tempo
dopo tante ore di lavoro e comunque avrebbe saputo ricompensarlo
adeguatamente. Lui riuscì a trovare il coraggio per rispondere che
non avrebbe dovuto disturbarsi e che tutto  quello faceva solo parte
del suo lavoro. Dentro di sé pensava a tutte le richieste ben più
strane e bizzarre che prima d&#39; allora era stato costretto a
soddisfare. Eloise sorrise e con un gesto spontaneo allungò la mano
per ringraziarlo, Miguel la strinse  e da quel semplice gesto scaturì
una tempesta di scosse elettriche come non aveva mai provato prima.
Non riusciva più a staccarsi da lei e da quel dolce sorriso, ma si
rese conto che era tutto troppo complicato, salutò frettolosamente
Eloise ed uscì dalla stanza. Sentiva il cuore esplodergli nel petto.
Quello che non poteva sapere era che dietro quella porta anche Eloise
stava provando qualcosa che le aveva smosso l&#39;anima mentre quel
ragazzo così gentile le stringeva la mano e per un breve attimo le
sembrò che non volesse più separarsene. Durante quella notte il suo
cuore in tumulto le mandò continui segnali con sogni strani e
confusi che non le diedero tregua per tutte quelle buie ore che
sembrava non passassero mai. Da quel momento iniziò un lungo gioco
di sguardi tra i due ragazzi, si cercavano tra la folla. Miguel
faceva il possibile per ritrovarsi dove c&#39;era lei, i suoi colleghi
rimanevano sbigottiti perchè lo trovavano a lavorare ovunque ci
fosse bisogno di una mano in più; non sapevano che ciò che lui
cercava era solo la possibilità di superare con lo sguardo il via
vai contin uo dei clienti per posarsi su quel dolce viso, su quei
lunghi capelli che desiderava ardentemente di accarezzare. Eloise si
sentiva sconvolta, anche da lontano, anche quando decideva di non
cercarlo, sentiva quello sguardo affascinante su di sé e sembrava
che una forza misteriosa che agiva contro la sua volontà, la
spingesse a cercarlo. Ne era attratta in maniera viscerale e tutte
queste sensazioni le chiudevano lo stomaco, le facevano letteralmente
paura perchè non aveva mai provato nulla di simile per nessuno.
Aveva conosciuto tanti uomini, aveva avuto tante storie, ma aveva
sempre tenuto fuori il cuore, nessun coinvolgimento emotivo, solo il
desiderio di stare in compagnia di qualcuno, ogni tanto. Questa volta
non riusciva a credere che il suo cuore le stesse facendo vivere
tutte quelle pazzie, proprio in quel posto, proprio per quel ragazzo
sconosciuto, così distante e diverso da lei e dal mondo in cui era
abituata a vivere. Desiderava che quei giorni passassero in fretta 
per tornare alla sua solita vita, per dimenticare tutto quel tumulto
che le stava facendo perdere il controllo sua sua solita razionalità.
Ma poi le bastava guardarlo anche per un solo istante e si tormentava
al pensiero che sarebbe partita e non lo avrebbe più rivisto, non
avrebbe neanche potuto sapere che sapore avesse la sua pelle. Ma
l&#39;ultimo giorno di quella strana serie di giornate trascorse tra il
lavoro e la continua battaglia con il suo cuore, decise che avrebbe
dovuto fare qualcosa, non voleva accontentarsi di qualche semplice
sguardo. Era tardi ormai, poche persone erano rimaste in piedi,
l&#39;albergo dormiva placido in tutte le sue stanze, ma lei sapeva che
avrebbe trovato Miguel ancora indaffarato, ancora nel pieno del suo
lavoro, Lo raggiunse al bar, mentre lui continuava a mettere in
ordine bicchieri e bottiglie, gli chiese un ultimo drink per dire
addio a quelle montagne, per dire addio a tutto quel gelo. Sorrise
mentre diceva che lei amava il caldo e non vedeva l&#39;ora di lasciare
quel luogo, bello e affascinante,si, ma non troppo adatto ai suoi
gusti. Miguel abbassò lo sguardo e sorrise, avrebbe voluto anche lui
sentire un po&#39; di calore sulla sua pelle, ma non era il caldo del
sole che desiderava in quel momento. Bensì avrebbe dato la vita per
poter avere tutto per sé il calore di quel corpo che apparteneva
alla ragazza più misteriosa e splendida che avesse mai conosciuto.
In tutto quel tempo non aveva fatto altro che continuare a sentire
sulle sue mani quel profumo dolce e inebriante di zenzero e cannella
che si sprigionava dal  corpo di Eloise ad ogni suo movimento e lui
ne veniva colpito e sopraffatto. Adesso che lei era di nuovo lì, a
pochi centimetri da lui, questa sensazione ritornò a colpirlo forte
dritto nell&#39;anima e cercò in tutti i modi di non far trapelare il
tremore di tutto il suo corpo. Allungò il bicchiere sul bancone e in
quello stesso istante le mani dei due giovani si sfiorarono e non
smisero più di guardarsi. Non furono più necessarie le parole,
Miguel completò il suo turno e dopo pochi minuti non ci fu più un
fresco drink a dissetare le labbra, ma le loro bocche si riempirono
di baci caldi e appassionati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
tutto quel lungo tratto di strada che avevano fatto insieme,
tenendosi a distanza, facendo l&#39;amore con gli occhi, la sensazione
più forte che Miguele aveva provato era stata la tenace paura di non
poterla avere, vivendo giorni fatti di angoscia con quel desiderio
inappagato che a volte sembrava davvero lo facesse uscire fuori di
senno. Dentro di sé era convinto che quella ragazza fosse
irraggiungibile per lui, e anche in quei momenti, mentre la stringeva
e la baciava, e sentiva il suo profumo entrargli nella pelle, pensava
che fosse un sogno, tutto frutto della sua immaginazione. Eppure lei
era lì, reale, e proprio come stava succedendo a lui, provava quel
forte desiderio di poterlo finalmente toccare, di essere ormai parte
di lui. Le prime luci dell&#39;alba che risplendevano con il loro tenue
chiarore sul bianco candido della neve, li trovò ancora abbracciati
e sereni, ma Eloise non dormiva. Si mosse piano cercando di non
svegliare il suo compagno di una notte unica e irripetibile, ma bastò
poco e anche Miguel aprì gli occhi, guardò soddisfatto quel corpo
perfetto che era stato suo e questa volta sapeva che non avrebbe
preteso niente in cambio. Girata di spalle, con un filo di voce,
Eloise disse” Tra un&#39;ora parto, torno nella mia città”. Miguel
si sentì come travolto da un uragano, gli si bloccò il respiro, si
sentiva come sballottato per tutta la stanza da una forza misteriosa
e incontrollabile, non era pronto per questo. Non si aspettava quel
tono freddo nella sua voce, dopo che per tutta la notte si era fatto
accarezzare dalla dolcezza e dal melodioso tocco delle sue parole
d&#39;amore. Sapeva che non sarebbe rimasta lì per sempre, ma era un
pensiero lontano. Ora che invece tutto si stava concretizzando
davanti ai suoi occhi, sentì come se qualcosa gli si spezzasse
dentro. Aveva capito che pur nell&#39;assurdità di quella situazione,
nell&#39;impossibilità di unire due vite così diverse, e lontane,
comunque non avrebbe più potuto rinunciare a quel sorriso, a quel
corpo, a quel cuore così gentile che ormai considerava parte di sé.
La sua risposta uscì dalla sua bocca in maniera disperata, quasi che
non fosse lui a pronunciarla, “rimani con me”. Ma quelle parole
rimasero sospese nell&#39;aria, vibrarono per tutta la stanza, si
dispersero nella luce del mattino, entrambi consapevoli che erano
parole destinate a rimanere inascoltate e mai vissute. Eloise aveva
desiderato per tutto il tempo di lasciare al più presto quel paese,
freddo e solitario tra le montagne,ma quella mattina mentre si
preparava per partire, sentì che qualcosa le stava togliendo tutte
le forze, si sentiva vuota e sfinita. Sperava che qualcosa la
bloccasse e la trattenesse lì per sempre, ma si stava aggrappando ad
un&#39;illusione che neanche lei riusciva a definire. Non si era mai
sentita così totalmente coinvolta nei confronti di qualcuno. Guardò
Miguel che freddo e silenzioso, era tornato al lavoro, aveva di nuovo
sul viso quella sua maschera di imperturbabilità e indifferenza. Si
salutarono ancora una volta da lontano, con gli occhi ormai non più
pieni di fremente desiderio, ma velati da un bagliore di infinita
tristezza. Sapevano di volersi amare ancora, entrambi consapevoli che
quella notte avevano provato qualcosa che aveva risvegliato cuori e
sensazioni e ora non potevano più farne a meno. Ma tutta la realtà
che li circondava, contrastava con questo loro profondo desiderio e
li spingeva sempre più lontani l&#39;uno dall&#39;altra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
giorni, le settimane passarono via veloci. Miguel ed Eloise si
buttarono a capofitto nel lavoro cercando in tutti i modi di
anestetizzare il cuore per poter dimenticare,  per non lasciarsi
sopraffare dal dolore della perdita. Miguel non aveva voluto dirle
addio, l&#39;aveva salutata con un semplice sorriso, in qualche modo
sperava che una piccola porticina rimanesse aperta. Per una volta
sperava che le sue illusioni e delusioni si trasformassero in un
piccolo regalo per il suo cuore affranto. Era solo nella sua stanza,
ancora una volta perso a pensare a tutti quei pochi istanti che aveva
condiviso con l&#39;unico vero amore della sua vita, quando il telefono
iniziò a squillare, insistentemente, incessantemente. Non voleva
rispondere, stizzito dal fatto che qualcuno avesse avuto il coraggio
di interrompere il filo dei suoi pensieri proprio in quel momento,
proprio mentre assaporava con il ricordo il sapore dolce dei baci di
Eloise. Ma si risvegliò dal suo torpore e prese il telefono e
ricevette un colpo da Ko quando sentì quella voce sognata e amata
che dall&#39;altro capo del ricevitore, lontana chissà quanto e chissà
dove, gli diceva” ciao Miguel, sono Eloise”. Anche lei aveva
continuato a tormentarsi in sogni e ricordi, finchè il suo cuore non
aveva più voluto sapere di soffrire in quel modo atroce e così
decise di cercarlo, di trovare il modo di mettersi in contatto con
lui. In quel momento si trovava dall&#39;altra parte del mondo, nella
romantica Italia, dove ogni luogo, ogni ambiente non facevano che
risvegliare le sue emozioni e farle capire che un amore così forte e
intenso non poteva rimanere per sempre racchiuso in una sola notte di
passione. Da quel momento aveva capito che non si era trattato solo
di semplice sesso e della solita ricerca di un po&#39; di compagnia per
cui aveva sempre avuto in cambio nient&#39;altro che breve piacere
fisico. Questa volta c&#39;era il desiderio forte per quell&#39;uomo, che non
l&#39;abbandonava;il ricordo sempre vivo di ogni momento vissuto con lui.
C&#39;era il cuore che sanguinava e lo chiamava in tutte le sue solitarie
notti. Quando capì che non poteva più farne a meno, prese l&#39;unica
decisione sensata che aveva avuto in quegli ultimi mesi. Aveva deciso
di cercarlo, aveva sperato con tutto il cuore che anche lui fosse
rimasto legato a lei con quel filo invisibile del profondo amore. Fu
per entrambi la telefonata più emotivamente coinvolgente e difficile
di tutta la loro vita, avevano così tante cose da dirsi, ma erano
talmente sconvolti che le parole facevano davvero fatica ad uscire.
Miguel continuava  a sudare freddo, sentiva che non ce l&#39;avrebbe
fatta a resistere,la voleva, con tutto se stesso. Ma ancora una volta
si resero conto che troppa distanza li divideva, troppi ostacoli
avrebbero dovuto superare prima di riuscire a trovare il modo per
stare di nuovo insieme. Eloise gli chiese se fosse disposto ad
aspettarla, se avesse la forza di vivere con lei quella strana e
impossibile storia, anche distanti, con i loro obblighi da continuare
a svolgere. Miguel non poteva credere a tutto cio stava succedendo,
in pochi istanti era passato dalla disperazione più dolorosa, alla
felicità più straordinaria e non avrebbe dovuto neanche
chiederglielo perchè avrebbe fatto di tutto per lei, per poter di
nuovo sentire il suo corpo fremere di piacere tra le sue braccia.
Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei, si sarebbe impegnato al massimo
per rendere tutto possibile. Sarebbe stato tremendamente difficile,
ma la consapevolezza di aver colmato finalmente il vuoto
dell&#39;assenza, avrebbe dato loro la forza per andare avanti. Avrebbero
ad ogni costo cercato l&#39;equilibrio giusto che li avrebbe tenuti uniti
anche nella lontananza. Ma per questo potevano contare solo sul
telefono, lunghe ore di passione lenta e dolcissima che
attraversavano l&#39;aria con parole fatte di tenerezza, di promesse, di
aspettative e sogni. Tutto ciò che avevano per continuare a credere
e sperare, erano le foto stampate nell&#39;album dei ricordi per
mantenere sempre vivi e brucianti ne&#39;&#39;anima, quei momenti,dolci,
forse banali, che venivano ingoiati dal tempo ma che lasciavano
indelebilmente nelle loro anime, il pensiero di quella semplice e
sconvolgente lezione d&#39;amore che avevano, per la prima volta,
ricevuto insieme. A volte, si, era tremendamente,dolorosamente
difficile,  A volte sembrava chela pazienza non bastava per riuscire
ad accontentarsi di parole e sospiri abbandonati nel vento. A volte
sembrava che quella distanza che li separava fosse davvero
incolmabile, come se un destino crudele volesse catapultarli in
mondi, universi paralleli e irraggiungibili. In quei momenti il cuore
batteva forte, talmente forte da sembrare quasi che uscisse dal corpo
fino a sentirsi completamente svuotati, come se l&#39;unica, vera,
meravigliosa parte di sé,, venisse scaraventata lontano, mentre le
loro emozioni perdevano forza e vigore. E nuove, incrollabili paure
prendevano il sopravvento, la gelosia che si insinuava perfida in
quello spazio lasciato vuoto dal loro cuore in frantumi, offuscava il
cielo limpido della loro ragione e creava fantasmi che solo a fatica
e con la tenacia del loro amore riuscivano piano piano a far
dissolvere e scacciare dai loro pensieri. C&#39;erano momenti in cui si
sentivano davvero distanti e facevano fatica a capirsi e a ritrovare
quel loro precario equilibrio, che come formichine laboriose, giorno
dopo giorno cercavano di costruire, mattoncino su mattoncino. Erano
innamorati e questo a volte li rendeva fragili e insicuri, non
essendo abituati a tutto quell&#39;oceano di sensazioni sempre diverse
che l&#39;amore era in grado di creare. Ma quando riuscivano a capire che
l&#39;unica cosa da fare era tenersi tenacemente aggrappati a questo
amore, ritrovavano forza e lucidità e andavano avanti passo dopo
passo, scambiandosi passione con la semplice dolcezza di un “ti
amo”, del pensiero costante che sarebbe stato per sempre. Era
passato più di un anno da quella loro notte d&#39;amore, nella quale
avevano vinto il gelo della neve, con il calore dei loro corpi
appassionatamente uniti. Miguel aveva continuato a lavorare, a volte
il suo cuore era tormentato dal pensiero di non essere all&#39;altezza di
quel suo dolce amore, che viveva in alberghi di lusso, che era
abituata ad un tenore di vita ben più del suo. Aveva la tremenda
paura che un giorno o l&#39;altro, tutto l&#39;amore che lui cercava di darle
in tutti i modi possibili, non le sarebbe bastato più, e lei si
sarebbe svegliata dal suo sogno, vedendo davanti a sé solo quello
che in realtà era, un semplice impiegato d&#39;albergo, tutto ciò che
lei aveva sempre mantenuto a distanza. Ma se questo era ciò che
Eloise pensava, non lo aveva mai dato a vedere. Non aveva mai
considerato quel particolare, che poteva sembrare enorme agli occhi
di persone senza cuore, come una barriera tra loro. Invece cercava
sempre di allontanare da lui quelle sue assurde paure, perchè tutto
ciò che solo contava era l&#39;amore che nonostante tutto, erano in
grado di scambiarsi. L&#39;unico modo per vincere paure e difficoltà,
era quello di ritrovarsi di nuovo vicini e uniti, per poter rendere
finalmente concrete tutte quelle parole che per mesi e mesi si erano
scambiati per mantenere saldo quel legame a cui a volte si
aggrappavano disperatamente per non cedere alla solitudine e alle
tentazioni. Entrambi desideravano vivere ogni istante di quella
storia perchè sapevano che non avrebbero mai più trovato al mondo
un amore così vero e profondo che sapeva lottare contro tutto e
continuare a crescere. Eloise si domandava spesso come fosse
possibile vivere una storia  d&#39;amore senza riuscire mai a vedersi, se
non qualche volta attraverso il freddo schermo di un computer, e
soprattutto senza potersi mai toccare, senza sentirsi sfiorare la
pelle, senza quei fremiti di gioia che vibravano per tutto il corpo.
Le risposte le trovava dentro il suo cuore, ormai libero dalle
incrostazioni che per troppo tempo l&#39;avevano tenuta lontana dai
sentimenti e dalle emozioni vere. Trovava il conforto nel ricordo
degli sguardi di Miguel, che sentiva sempre palpitanti sulla sua
pelle, nonostante il tempo trascorso. I ricordi le facevano
compagnia, le bastava chiudere gli occhi per risentire tutta la
dolcezza, tutta la tenerezza con cui Miguel l&#39;aveva amata. E sapeva
che tutta l&#39;attesa vissuta, tutte le lacrime spese quando la sua
mancanza diventava troppo pressante e la tormentava fini
all&#39;inverosimile, sarebbero state ripagate con qualcosa di molto più
straordinario. Adesso sapeva bene cosa significava amare davvero e
donarsi completamente ad un&#39;altra persona. Dopo quella lunga e
dolcemente tormentata attesa, ormai sapeva bene cosa doveva fare, non
avrebbe più aspettato, voleva davvero dimostrare a Miguel che quel
loro amore era forte e saldo e avrebbe vinto sempre contro ogni
differenza e d ogni pregiudizio. Organizzò quel loro nuovo incontro
con estrema cura, per una volta trovò la forza per ribellarsi alle
sue regole, dimenticò il lavoro, voleva essere solo e semplicemente
una donna innamorata che andava incontro alla felicità. Scelse come
meta del loro viaggio, una piccolissima isola greca, dove vivevano
solo pescatori e l&#39;unico albergo, o piuttosto meglio chiamarla
locanda, aveva poche stanze e vi si respirava un&#39;aria familiare e
gioiosa. Niente a che vedere con l&#39;austero lusso degli alberghi da
fiaba che ormai conosceva fin troppo bene. Voleva dimostrare a Miguel
che l&#39;unica cosa che le importava davvero, era stare con lui, vivere
tra le sue braccia, godere delle loro allegre risate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quando
finalmente i loro corpi si strinsero in un caldo abbraccio e i loro
occhi non smettevano di cercarsi e di scambiarsi sguardi carichi di
passione, tutto il mondo sparì dal loro orizzonte e dimenticarono
tutte le parole per chiudere le labbra in appassionati baci. Avevano
sognato e atteso quei momenti fino a starci male, desiderando a volte
di strapparsi il cuore dal petto pur di non provare più quello
strazio provocato dalla lunga assenza. Ora che finalmente tutti i
desideri e i sogni si stavano concretizzando, sembrò che un turbine
di agitazione e ansia li avvolgesse, convinti che proprio come un
sogno al risveglio, tutto potesse d&#39;un tratto svanire. Tutto ciò che
in un anno non  erano riusciti a dirsi per rabbia, per paura, per
delusione, usciva in fiumi di parole dalle loro labbra mentre si
incamminavano mano nella mano, tra le case bianche e basse,tra i
vicoli stretti e bruciati dal sole di quel paesino e sembrava che
tutto fosse stato predisposto per rendere i loro giorni insieme,
magici e indimenticabili. Miguel aveva vissuto l&#39;attesa di quel
viaggio con un&#39;ansia indescrivibile che lo rendeva nervoso e
irascibile. Aveva smesso di lavorare molto prima dell&#39;inizio delle
sue tanto attese vacanze perchè si rendeva conto che in quello stato
e con l&#39;unico pensiero fisso che gli oscurava la mente, non avrebbe
più potuto essere utile e rischiava solo di combinare qualche guaio.
Lo capì molto bene una sera, quando una di quelle signore alle quali
in un tempo ormai lontano, aveva venduto il suo corpo, gli si era
avvicinata nella speranza di poter avere ancora piacere da quel
giovane uomo. Ma lui non mantenne più la sua solita calma, non
indossava più la sua maschera di freddo cinismo e urlò di
disperazione, stanco di dover essere usato, stanco di dover
nascondere il suo cuore per la vergogna di un passato che non voleva
più rivivere. Ora voleva solo la sua Eloise, voleva sentire le sue
labbra sulla pelle, non voleva più la fredda inconsistenza di un
facile guadagno. Sapeva che tutto questo sarebbe stato un peso da
portare sempre nell&#39;anima, immaginava lo sguardo deluso e disgustato
di Eloise se avesse saputo quello che era stato costretto a fare per
portare avanti la sua dura esistenza, mentre lei era stata abituata
ad avere tutto con estrema facilità. Ma allo stesso tempo una
piccolissima parte della sua ragione lo esortava a credere fino in
fondo a quella forte ed eterea creatura che con tenacia estrema lo
stava spettando a braccia aperte dall&#39;altra parte del mondo. Ma ora
che poteva di nuovo sentirla, toccarla, assaporarne il profumo, si
sentiva più forte che mai, voleva credere profondamente che quello
poteva essere per loro due insieme, l&#39;inizio di una nuova vita. Ora
che poteva stringerla, accarezzarla, baciarla, ora che vedeva davvero
quanto quel suo dolce amore aveva lottato per realizzare quel loro
meraviglioso sogno, dentro di sé si sentiva piccolo piccolo. La
guardava incredulo mentre lei con il suo travolgente entusiasmo
continuava a raccontargli tutto ciò che che aveva dovuto fare per
ritrovarsi in quel luogo, in quel momento,insieme. Si chiedeva, senza
mai togliere lo sguardo da quei meravigliosi occhi, che diventavano
ancora più adorabili mentre si stringevano leggermente colpiti dai
caldi raggi del sole d&#39;agosto, se mai gli sarebbe  bastata tutta la
vita per ripagare in egual misura tutta la felicità che stava
vivendo. Quelle ore insieme trascorsero nella maniera più dolce
possibile, ad entrambi sembrò che non si fossero mai separati, che
tutte le sofferenze vissute nell&#39;attesa di un bacio, non avessero più
senso. Ora potevano chiudere le porte del loro mondo, lasciando fuori
fatiche, delusioni e rinunce. In quel piccolo angolo di paradiso che
sembrava fatto apposta per i giovani cuori innamorati, sentivano che
tutto poteva essere finalmente facile e tranquillo, niente  e nessuno
avrebbe potuto più allontanarli e separarli. Un amore nato da un
tenace incontro di sguardi li aveva condotti ad una realtà ancora
più forte e sapevano che avrebbero fatto di tutto per godere di ogni
istante che avevano a disposizione. Miguel si sentiva felice come un
bambino alla scoperta del mondo, mentre poteva respirare dentro di
lei, morderle il collo, scorrere le dita lungo la sua schiena e
indugiare un poco per godere dei suoi leggeri brividi di piacere.
Poteva passare le dita tra i suoi capelli morbidi e setosi, sentire
le mani di Eloise muoversi piano lungo la curva della sua schiena e
sentiva ogni muscolo irrigidirsi per cercare di trattenere quel
piacere il più a lungo possibili. Ogni gesto, ogni carezza seguiva
lo scorrere liquido e lento del tempo, che avrebbero voluto fermare
per essere per sempre racchiusi nell&#39;attimo vibrante del loro unico e
immenso piacere. Il nuovo giorno che li aveva svegliati in quella
calda mattina che luccicava d&#39;amore, si stava aprendo per loro con
nuove promesse e nuovi sogni da realizzare. Si ritrovarono ancora una
volta abbracciati con le mani intrecciate sui loro cuori, mentre il
dolce respiro del vento allontanava per sempre quelle antiche e ormai
inutili parole del loro primo incontro. Ora Miguel non stava più
implorando Eloise di restare, non le stava più chiedendo di non
partire. Stava semplicemente leggendo nei suoi occhi, che non sarebbe
andata via mai più, aveva trovato la sua strada, aveva stretto nelle
mani il mondo nuovo in cui voleva vivere per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/7005514499585261177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/7005514499585261177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7005514499585261177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7005514499585261177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/10/il-respiro-del-vento.html' title='IL RESPIRO DEL VENTO'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaWUWAEBsfzpdNbGM8C4Y-t4CBu1_qUng50Jx9RYNoVXOCheqs-QfjKNKR4VN5HDCZYy6F8YlPJkMYCGelEpuw6gZofm7KCF76uN2ldquwoNKFsM8LAT_ueo0glJRnt9IjDTz3h5HeNRo/s72-c/22306816626_1e9e5af766_z.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-9115155925070396060</id><published>2015-08-04T16:40:00.001+02:00</published><updated>2015-08-04T16:40:23.790+02:00</updated><title type='text'>Il concetto della morte cambiato artificiosamente per spaventare le persone</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4ZtJLFkcgQdqJoCqiEDiE5asOeKdjwMmYNdXOylilgPkXXvztkyn-KB-g2uYFU_ghcoSrx6WPh4jSAmC8jn7jZgWRysr0dWNkT8hekagwUdFjQSo7VO5L3HLnie43f-bhxM5GkaK-Ous/s1600/thF0924SUA.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4ZtJLFkcgQdqJoCqiEDiE5asOeKdjwMmYNdXOylilgPkXXvztkyn-KB-g2uYFU_ghcoSrx6WPh4jSAmC8jn7jZgWRysr0dWNkT8hekagwUdFjQSo7VO5L3HLnie43f-bhxM5GkaK-Ous/s1600/thF0924SUA.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Una persona che non crede nella vita ultraterrena è convinto che nel momento in cui il suo cuore smetterà di battere tutto finirà e si dissolverà nel niente, nulla prima e dopo.&lt;br /&gt;
Opinione condivisibile o meno.&lt;br /&gt;
Ciò che sorprende è che alcune religioni&amp;nbsp; tradizionali, invece di indicare la morte come&amp;nbsp;un momento di passaggio e di avvicinamento al proprio ideale di Dio, quindi momento di grande gioia, hanno cominciato a insinuare il timore della morte, come se dopo la nostra esperienza terrena una sorta di Dio-Pm, avrebbe stabilito come avremmo vissuto la nostra vita ultraterrena, o tra&amp;nbsp; atroci sofferenze, o tra le beatitudini.&lt;br /&gt;
Quindi la vita terrena, sarebbe una sorta di banco di prova, per stabilire, come dovremmo affrontare l&#39;aldilà.&lt;br /&gt;
La vita terrena sarebbe totalmente svalutata, un&#39;esperienza da vivere affidando la guida del nostro percorso di vita a coloro che si presentano come i rappresentanti di Dio in terra.&lt;br /&gt;
Immaginiamo invece di pensare alla nostra vita terrena come un&#39;esperienza sensoriale che servirà a completare la nostra esistenza, attraverso varie ed altre esperienze, che ci condurranno a crescere ed arrivare a raggiungere la nostra piena affermazione e&amp;nbsp;realizzazione, senza&amp;nbsp;affidarci a guide, guru e autisti dell&#39;anima.&lt;br /&gt;
Cerchiamo in noi stessi il modo per crescere e completarsi, in modo che ogni attimo, segnato da secondi, minuti e ore diventi un&#39;occasione unica della nostra vita.&lt;br /&gt;
Altro che paura della morte</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/9115155925070396060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/9115155925070396060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/9115155925070396060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/9115155925070396060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/08/il-concetto-della-morte-cambiato.html' title='Il concetto della morte cambiato artificiosamente per spaventare le persone'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4ZtJLFkcgQdqJoCqiEDiE5asOeKdjwMmYNdXOylilgPkXXvztkyn-KB-g2uYFU_ghcoSrx6WPh4jSAmC8jn7jZgWRysr0dWNkT8hekagwUdFjQSo7VO5L3HLnie43f-bhxM5GkaK-Ous/s72-c/thF0924SUA.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-5479263366967636279</id><published>2015-08-02T12:23:00.000+02:00</published><updated>2015-08-02T12:23:37.064+02:00</updated><title type='text'>MISCHIANDO RELIGIONE, SUPERSTIZIONE E FRAGILITA&#39; I MERCANTI DEL TEMPIO SI FANNO RICCHI</title><content type='html'>I nostri nonni andavano in Chiesa perché i loro genitori avevano loro&amp;nbsp;insegnato a farlo ed era così, senza farsi domande e senza perché.&lt;br /&gt;
Questo era tutto.&lt;br /&gt;
Oggi abbiamo a disposizione altri livelli di conoscenza, in linea di massima, che ci dovrebbe porre in guardia difronte a chi si vuole approfittare della debolezza e della fragilità di chi ha un familiare affetto da una grave malattia, oppure è da poco scomparso.&lt;br /&gt;
Chi ha veramente la sensibilità di cogliere aspetti del nostro vivere quotidiano, sa che questa dote non ci è stata fornita per arricchirsi, ma per porre rimedio alle angosce e ai dolori di chi, tra i nostri simili, non ha la forza per affrontare da solo i traumi affettivi che possono capitare durante il percorso della nostra vita terrena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/5479263366967636279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/5479263366967636279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5479263366967636279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5479263366967636279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/08/mischiando-religione-superstizione-e.html' title='MISCHIANDO RELIGIONE, SUPERSTIZIONE E FRAGILITA&#39; I MERCANTI DEL TEMPIO SI FANNO RICCHI'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-5173797658534781377</id><published>2015-07-29T08:03:00.001+02:00</published><updated>2015-07-29T08:03:42.063+02:00</updated><title type='text'>La conoscenza ci aiuterà a capire quello che oggi appare miracoloso</title><content type='html'>Prosegue il ragionamento notturno, con una persona che ho definito &quot;sensitiva&quot;, facendola arrabbiare.&lt;br /&gt;
&quot;Siamo tutti &lt;em&gt;sensitivi&lt;/em&gt;, alcuni di noi hanno la capacità di leggere ciò che altri può sembrare ignoto. Bisognerebbe l&#39;allenare la mente a leggere la vita in tutti i suoi aspetti, anche quelli più nascosti. C&#39;è troppa ignoranza oggi, le persone tendono ad accontentarsi di godere di tutto ciò che materiale, tralasciando totalmente la spiritualità del mondo, salvo correre a inginocchiarsi davanti alla statua di un &lt;em&gt;Santo, &lt;/em&gt;se un famigliare sta male, o il figlio deve sostenere un esame o un colloquio di lavoro. Cosa c&#39;è di spirituale in questi gesti, sono frutto solo di superstizione o dell&#39;insana idea che per superare prove difficili c&#39;è bisogno di qualcuno più forte di noi, una sorta di raccomandazione chiesta&amp;nbsp;allo &lt;em&gt;Spirito Santo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;
Stiamo vivendo la nostra esperienza di vita materiale, al 10% delle nostre possibilità, quello che mi fa rabbia è che ognuno di noi si accontenta di ottenere il minimo indispensabile da sé stesso, per appagare semplicemente la pancia, mangiando ghiottonerie e spazzatura,&amp;nbsp;le nostre relazioni personali per stare insieme agli altri e condividere la piccola parte di noi stessi che utilizziamo e tutto ciò è sufficiente a mantenere in equilibrio la nostra esistenza. E&#39; come se riempissimo tutti i giorni con degli oggetti materiali i vuoti della nostra esistenza, cercando di cercare dei passatempi fino all&#39;ultimo della nostra vita sul piano terra, dimenticando di cercare di sviluppare giorno dopo la nostra sensibilità per elevarci ad un grado maggiore di conoscenza.&lt;br /&gt;
E dire che stiamo vivendo tutti insieme, generazione dopo generazione, un percorso di crescita che ci porrà difronte ad un bivio: o utilizzare quelli che siamo per auto distruggerci, o per preservarci, così&amp;nbsp;da percorrere un cammino&amp;nbsp;e raggiungere una meta in cui le nostre entità sapranno conoscere fino in fondo le leggi che regolano la vita, fino a diventare, nel nostro piccolo, degli &lt;em&gt;Dei&lt;/em&gt;&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/5173797658534781377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/5173797658534781377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5173797658534781377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5173797658534781377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/07/la-conoscenza-ci-aiutera-capire-quello.html' title='La conoscenza ci aiuterà a capire quello che oggi appare miracoloso'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-4438339191871830577</id><published>2015-07-25T09:07:00.002+02:00</published><updated>2015-07-25T09:10:18.297+02:00</updated><title type='text'>Una sensitiva mi ha detto: &quot;nessuno può parlare con l&#39;aldilà, se l&#39;entità non decidono di farlo&quot;</title><content type='html'>Un colloquio di una notte di estate piena, con una persona che sostiene di avere delle potenzialità che non sa come averle sviluppate, mi ha fatto molto riflettere.&lt;br /&gt;
Sono molto scettico su questi argomenti e lei stessa mi ha sostanzialmente ribadito:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;ci sono persone, che non si sa come, hanno la capacità di poter parlare con delle &quot;entità&quot;, delle forme immateriali di vita che comunemente vengono indicate come &quot;anime&quot;, per le definizioni che comunemente hanno attribuito loro le religioni umane attualmente conosciute e tramandate;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;altre forme di religioni si sono sviluppate precedentemente e nessuno è riuscito a rendere la vera immagine di ciò che è al difuori del mondo che noi percepiamo nella sua totale materia, sarà un cammino temporale che ci permetterà per gradi di arrivare, forse un giorno, se non svilupperemo la parte negativa di noi, ad intuire la coscienza totale delle cose e ad essere anche noi soggetti evoluti e immateriali;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;ciò che esiste fuori dal nostro schema mentale fatto di oggetti da toccare, pensieri da sviluppare, il nostro mondo legato ai sensi che fanno parte di un nucleo materiale, è un qualcosa che riguarda una parte del tutto, infinitamente piccolo;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;oltre a noi esiste un tempo, senza i concetti del tempo, della materia, dei sensi, da lì proveniamo e lì torneremo;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;la morte, come comunemente viene considerata,&amp;nbsp;non esiste, è il termine di un&#39;esperienza;, &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;chi, sostiene di mettere in contatto le persone che sono vissute nel nostro mondo materiale prima di noi, con le persone care che ne fanno richiesta, per ottenere un profitto personale, sono dei truffatori, se desiderano, l&#39;entità utilizzano molte forme per dare sollievo a chi soffre della loro assenza materiale, per quali motivo alcuni lo fanno e altri no? La nostra percezione, il nostro livello di conoscenza, non ci permette ancora di farlo, nell&#39;esperienza che stiamo vivendo.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Nei prossimi giorni vi aggiornerò sulle impressione scambiate con questa persona.&lt;br /&gt;
Soprattutto perché in un mondo perfetto fuori di noi, viviamo un&#39;esperienza limitata dai sensi, nella nostra esperienza terrena.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/4438339191871830577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/4438339191871830577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4438339191871830577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4438339191871830577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/07/una-sensitiva-mi-ha-detto-nessuno-puo.html' title='Una sensitiva mi ha detto: &quot;nessuno può parlare con l&#39;aldilà, se l&#39;entità non decidono di farlo&quot;'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-5101193716095885966</id><published>2015-07-21T17:13:00.002+02:00</published><updated>2015-07-21T17:13:54.182+02:00</updated><title type='text'>Almeno 5 nazioni a rischio fallimento, l&#39;Italia in pole position. L&#39;area Euro sembra una gara ed eliminazione diretta, una sorta di Giochi senza frontiere</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3D-4p_5De8GHXAu4TaLX1a9MJDQLLTelm8FpuofvulT9yB5yXkQeJQVuGRCdD04baE2HWmfc1ZUmG_vJPkV7wcdvis-xJOaYMYxg9lw5ZkxdZFhMTIm_wXVsyhydR15oKYs52KhYcV2k/s1600/th4JLK2Q52.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3D-4p_5De8GHXAu4TaLX1a9MJDQLLTelm8FpuofvulT9yB5yXkQeJQVuGRCdD04baE2HWmfc1ZUmG_vJPkV7wcdvis-xJOaYMYxg9lw5ZkxdZFhMTIm_wXVsyhydR15oKYs52KhYcV2k/s1600/th4JLK2Q52.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va bene che ci sono personaggi meschini che cercano di spaventare la gente, giusto per creare allarmismi, giusto ieri le agenzie di stampa riportavano i risultati di alcuni analisti che riportavano secondo i loro dati, il fatto che la Grecia, che di fatto è fallita, porterà entro qualche anno nelle sabbie mobili almeno altre 5 stati europei.&lt;br /&gt;
Ora vi evito di leggere la nota con la hit delle economie a un passo dal baratro, ma quello che mi sorprende che la Merkel e soci si siano trasformati in giudici fallimentari e si spartiscano le spoglie della Nazioni europei cadute in disgrazia.&lt;br /&gt;
L&#39;aria Euro è&amp;nbsp;forse una gara eliminazione, come succedeva a Giochi senza frontiere, dove ad ogni prova la squadra ultima classificata veniva eliminata? C&#39;è una sorta di premio, la spartizione dell&#39;argenteria buona dei paesi eliminati? La prima classificata avrà il dominio su tutti gli altri?&lt;br /&gt;
Troppe domande senza risposte, per un progetto nato per impedire che i nazionalismi avrebbero potuto generare altre guerre dissennate dopo i conflitti mondiali.&lt;br /&gt;
I grandi euroburocrati se ne infischiano del fatto che i partiti nazionalisti tornano a fare la voce grossa un po&#39; ovunque e che la gente cominci ad odiare quelli che li stanno portando alla miseria più profonda?&lt;br /&gt;
E&#39; questa l&#39;Europa solidale che ci avevano sbandierato prima che la privazione della sovranità nazionale ci riducesse in maniera significativa la percentuale di libertà di ognuno di noi.&lt;br /&gt;
Nuovi muri si alzeranno e gli europei torneranno a mettere in risalto ciò che ci divide piuttosto che fare propri gli elementi che ci accomunano.&lt;br /&gt;
Nuove guerre e nuova violenza, almeno che l&#39;Europa torni ad essere governata da europeisti convinti&lt;br /&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/5101193716095885966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/5101193716095885966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5101193716095885966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5101193716095885966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/07/almeno-5-nazioni-rischio-fallimento.html' title='Almeno 5 nazioni a rischio fallimento, l&#39;Italia in pole position. L&#39;area Euro sembra una gara ed eliminazione diretta, una sorta di Giochi senza frontiere'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3D-4p_5De8GHXAu4TaLX1a9MJDQLLTelm8FpuofvulT9yB5yXkQeJQVuGRCdD04baE2HWmfc1ZUmG_vJPkV7wcdvis-xJOaYMYxg9lw5ZkxdZFhMTIm_wXVsyhydR15oKYs52KhYcV2k/s72-c/th4JLK2Q52.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-4444237232380074585</id><published>2015-07-20T18:45:00.003+02:00</published><updated>2015-07-20T18:45:42.467+02:00</updated><title type='text'>Sondaggi: M5S a 5 punti dal Pd e Renzi torna a fare il Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhrY2oWRLXoW1SmYtNtmI0EEiwbdttoAoDTfoazdyNWCgamRNdhkQbfMqX5eFLADx1z_2RJcTfygKLp6kPG0x1e0OyZEQLC6eGmY7THAjintImtaDgQbQM0AnSm0RuTE2BFn0N5OE4peM/s1600/thZ6GU6GBK.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhrY2oWRLXoW1SmYtNtmI0EEiwbdttoAoDTfoazdyNWCgamRNdhkQbfMqX5eFLADx1z_2RJcTfygKLp6kPG0x1e0OyZEQLC6eGmY7THAjintImtaDgQbQM0AnSm0RuTE2BFn0N5OE4peM/s1600/thZ6GU6GBK.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con un occhio ai sondaggi e con l&#39;orecchio al proprio responsabile marketing, Renzi torna a fare il Berlusconi.&lt;br /&gt;
Visto che il M5S incalza nei sondaggi e che a sinistra renzino non tira più, si torna all&#39;antico: raccontare balle agli italiani, tanto più grandi sono e più sono credibili, per tornare&amp;nbsp;a rubare elettori al centrodestra, tentati da Salvini e dall&#39;astensionismo.&lt;br /&gt;
Questo pseudo leader di centrosinistra è assai più pericoloso di Berlusconi perché di sicuro non è uno statista di alto livello, ma di sicuro non è scemo.&lt;br /&gt;
Si è appropriato della leadership del centrosinistra, fa politica di centrodestra, potendo contare sul sostegno dell&#39;editoria e dei mezzi d&#39;informazione antiberlusconiana, dell&#39;alta finanza perché in Italia non c&#39;è un&#39;alternativa che continui a garantire sostegno a chi sta bene a scapito di chi se la passa male, persino in Europa lo vedono come un tranquillo e ossequioso leader.&lt;br /&gt;
Quando cresce l&#39;area dell&#39;astensionismo a Renzi basta promettere la riduzione delle tasse per tornare a splendere, poco importa che se toglie tasse da una parte, riduce le risorse ai Comuni che devono alzare le tasse comunali per garantire i servizi minimi ai cittadini.&lt;br /&gt;
Poco importa, la colpa è sempre degli altri, lui la buona volontà ce la mette sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/4444237232380074585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/4444237232380074585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4444237232380074585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4444237232380074585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/07/sondaggi-m5s-5-punti-dal-pd-e-renzi.html' title='Sondaggi: M5S a 5 punti dal Pd e Renzi torna a fare il Berlusconi'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhrY2oWRLXoW1SmYtNtmI0EEiwbdttoAoDTfoazdyNWCgamRNdhkQbfMqX5eFLADx1z_2RJcTfygKLp6kPG0x1e0OyZEQLC6eGmY7THAjintImtaDgQbQM0AnSm0RuTE2BFn0N5OE4peM/s72-c/thZ6GU6GBK.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-5213389858380402295</id><published>2015-07-20T16:27:00.001+02:00</published><updated>2015-07-20T16:27:18.387+02:00</updated><title type='text'>La Grecia insegna: ci lasciano scegliere solo come morire</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD8LglXMShT7cFla4TQp4Mkt-HKJgDkyVf-qQSk62RlJ1y696T5OUfkWr64MFWO-HF7PGQY5s7n2hJOv6Gcq0FvOrw5TaMqe1eiOrn4b2ORHaiByUVLK1nTiTuBeFGMvG0qDOnJfFk5Js/s1600/imagesJIRXCTKI.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;54&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD8LglXMShT7cFla4TQp4Mkt-HKJgDkyVf-qQSk62RlJ1y696T5OUfkWr64MFWO-HF7PGQY5s7n2hJOv6Gcq0FvOrw5TaMqe1eiOrn4b2ORHaiByUVLK1nTiTuBeFGMvG0qDOnJfFk5Js/s320/imagesJIRXCTKI.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Non è solo il caldo che ci fa vivere un&#39;estate infernale!&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
﻿&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Ricordo mio nonno che raccontava che da bambino si era talmente abituato alle sirene, agli aerei che arrivavano e distruggevano tutto, che ad un certo punto pensò che la sua vita intera sarebbe stata così.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Mi diceva: &quot;voi non apprezzate la pace e la libertà perché avete sempre vissuto così&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Io penso che la democrazia e la pace sono concetti che una persona che ha vissuto l&#39;inquietudine della guerra, delle armi puntate contro, può esprimere meglio&amp;nbsp; di chi per fortuna da bambino ha dovuto vivere serenamente senza pensieri.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Chissà se è stata vera democrazia vivere nel mondo dei blocchi contrapposti, della democrazia alla &quot;Yalta&quot;, del di qua o di là, della guerra infida e psicologica della strategia della tensione, dove con il sangue, i depistaggi, lo stato sovversivo, pronto a tutto per non farci cadere nella dittatura comunista, abbiamo comprato la possibilità di vivere in belle case, con l&#39;automobilina, la villeggiatura, la settimana bianca.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Probabilmente sì, forse no.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Nel 2015 non ci sono, almeno&amp;nbsp;in occidente guerre e macerie prodotti da bombe e cannonate, abbiamo l&#39; Is alle porte, ma finché non arriveranno armati sotto le finestre di casa nostra, possiamo stare tranquilli.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Oggi basta una mitragliata di spread per mettere in ginocchio dieci milioni di persone senza sprecare munizioni e per indurre il &quot;Saddam Hussein&quot; di turno, il nemico giurato della democrazia a modo loro, tale Tsipras, a firmare il trattato di pace con l&#39;occidente democratico e a chiedere pietà per la gente di Grecia, con le banche chiuse senza contanti, degli anziani in fila a prendere la pensione in comode rate mensili, la Grecia dei malati senza medicine.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
E poi ci accorgiamo che questo popolo fiero, madre della filosofia e della cultura civile e democratica oggi guidata da Angela Merkel, tratta gli esseri umani come spazzatura e abbassa la dignità dell&#39;uomo alla logica dei numeri e del debito pubblico.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Un popolo sottomesso con una guerra economica di numeri, di prestiti, di euro, moneta che avrebbe reso migliore la vita di milioni di europei.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
E sia chiaro che per me non è l&#39;euro che ci ha reso più poveri e meno liberi, ma quella rete di euroburocrati che tratta il bilancio di uno Stato come quello di un&#39;industria che produce carta igienica.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Mi fa più rabbia vedere Angela Merkel e un ragioniere finlandese che tradiscono l&#39;idea d&#39;Europa unita che nacque da menti illuminate come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, che ci lasciarono quell&#39;immagine che appare solo l&#39;immagine mai realizzata di un sogno mai superato: &quot;un potente lievito di progresso; ha[nno] fatto superare i meschini campanilismi in un senso di piú vasta solidarietà contro l’oppressione degli stranieri dominatori; ha[nno] eliminato molti degl’inciampi che ostacolavano la circolazione degli uomini e delle merci; ha[nno] fatto estendere entro il territorio di ciascun nuovo Stato alle popolazioni piú arretrate le istituzioni e gli ordinamenti delle popolazioni piú civili&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
E oggi questa idea sbatte contro l&#39;immagine di Tsipras costretto a chiedere pietà per un popolo messo in ginocchio a cui è stato chiesto di continuare a sopravvivere nell&#39;area euro, tra sangue e sudore o morire schiantati dal debito e dall&#39;indifferenza ritornando alla dracma e alla sovranità monetaria.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Oggi però questa libertà non ci è permessa, è il prezzo della democrazia 2.0&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/5213389858380402295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/5213389858380402295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5213389858380402295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/5213389858380402295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/07/la-grecia-insegna-ci-lasciano-scegliere.html' title='La Grecia insegna: ci lasciano scegliere solo come morire'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD8LglXMShT7cFla4TQp4Mkt-HKJgDkyVf-qQSk62RlJ1y696T5OUfkWr64MFWO-HF7PGQY5s7n2hJOv6Gcq0FvOrw5TaMqe1eiOrn4b2ORHaiByUVLK1nTiTuBeFGMvG0qDOnJfFk5Js/s72-c/imagesJIRXCTKI.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-2596246791696429391</id><published>2015-05-01T22:08:00.001+02:00</published><updated>2015-05-01T22:08:35.398+02:00</updated><title type='text'>IL BUIO IN FONDO AGLI OCCHI</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Camminava
silenziosa nella notte,tutti i sensi all&#39;erta, gli occhi ormai
abituati all&#39;oscurità,come i gatti che sornioni, aspettano la preda
nel buio. Ma quella sera lei non aveva per niente la sfacciata
noncuranza dei gatti, che attenti e fieri spadroneggiavano per le vie
che declinavano leggermente verso il mare. Lei quella notte senza
luna e senza stelle, era guidata solo dal suo istinto e dall&#39;unico
desiderio che la teneva in vita da sempre, sin dal primo giorno in
cui i suoi piccoli occhi di bimba, si erano aperti alla meraviglia
del mondo. Sin dal primo giorno, piccola e fragile, qualcosa di molto
tenace iniziò a crescere dentro di lei, e in quel momento era tutto
ciò che le dava la forza di affrontare tutte le sue paure. Era l&#39;
incrollabile certezza che nonostante tutto, qualcosa di nuovo e
migliore c&#39;era in serbo per lei da qualche parte su quella terra.
Paziente e tenace per i lunghi ma pur sempre pochi anni della sua
vita, aveva resistito contro tutte le ingiustizie e i maltrattamenti
che aveva subito. Aveva sofferto, certo, soffriva tutti i giorni per
la sua condizione, ma mai una sola volta nella vita aveva desiderato
o sperato di non svegliarsi più la mattina. Mai aveva smesso di
desiderare di aprire gli occhi e cercare la luce e il calore del sole
ed esorcizzare così sempre la tremenda, infinita inconsistenza delle
tenebre notturne. Ma in quella fresca notte di fine estate aveva
implorato e cercato la complicità dell&#39; oscurità per poter dare
inizio a quel suo lungo e ignoto viaggio che, sperava, le avrebbe
dato modo di conquistare la vita che meritava. E proprio la notte
aveva ascoltato tutte le sue preghiere, perchè sembrava che luna e
stelle si fossero nascoste nell&#39;angolo più remoto dell&#39;universo per
poterle facilitare la fuga e non essere vista né sentita. Anche se
il cuore le batteva talmente forte nel petto che temeva che al suo
passaggio avrebbe svegliato tutte le ignare persone che dormivano
placide nei loro letti. Ma poi ci pensò su e un sorriso ironico e
fatto di tensione, le si dipinse sul viso. Era abituata ormai a
camminare tutti i giorni tra quelle persone, osservata senza essere
vista. E continuava a domandarsi terrorizzata quanto potesse essere
indifferente il mondo dato che nessuno mai era riuscito a vedere la
crudele sofferenza che lei portava nel cuore e che pensava fosse ben
evidente nei suoi occhi sempre tristi e bassi, nelle sue spalle
curve,sulle sue labbra senza mai un vero sorriso. No, nessuno la
vedeva, aveva imparato talmente bene a nascondersi e a dare meno
fastidio possibile, che alla fine era davvero diventata come un
fantasma in quella piccola comunità dove pure tutti si conoscevano e
dove tutti sapevano tutto. O almeno era questo che ogni persona
pensava, ma nessuno sapeva bene cosa si celasse dietro gli usci
chiusi di quelle case, dove il segreto della propria intimità era
gelosamente conservato e protetto. E lei si portava dentro un segreto
che pesava più dell&#39;universo stesso, lo portava nel cuore come un
peso che trascinava sempre con sé. In quella notte senza luna, però,
lei aveva deciso, avrebbe gettato quel fardello nel profondo di quel
mare blu che era il suo unico conforto e sapeva che con l&#39;aiuto di
quel mare avrebbe trovato il coraggio per partire, scappare,liberarsi
da quelle catene, senza voltarsi mai più indietro. Facevano
terribilmente male questi pensieri, le martellavano in testa come un
tamtam continuo e a volte sembrava le impedissero di ragionare, come
se qualcosa di tremendamente forte e orribile provasse ancora a
trattenerla in quel paese, l&#39;unico luogo che i suoi occhi
conoscevano. Non aveva nessuna idea di cosa avrebbe trovato al di là
di quel mare, nessuno dei suoi sogni lasciati al vento o i racconti
di colui che piano piano le aveva dato la forza per prendere
consapevolezza di se stessa, potevano farle vedere esattamente la
realtà che l&#39;attendeva. Stava attenta ad ogni passo, ad ogni rumore
o scricchiolio della notte, anche se sembrava che la terra le
tremasse sotto i piedi man  mano che avanzava e pensava che avrebbe
potuto provocare un terremoto immane anche se cercava in tutti i modi
di essere leggera e silenziosa. Si era sempre domandata quale demone
misterioso facesse in modo che durante la notte anche il più piccolo
dei rumori si amplificasse al punto tale da far male alle orecchie.
Pensava a questo quando cercava di nascondersi nel buoi più profondo
e pensava con terrore che i suoi respiri sembrava si propagassero per
tutta la casa come un&#39;eco continua, anche se aveva imparato a
trattenere il fiato pur di non essere vista e sentita. Mentre andava
incontro alla libertà, un&#39;infinità di ricordi le si affollavano in
testa, tutto ciò che aveva vissuto era ben tatuato dentro di lei.
Ogni istante della sua vita le bruciava dentro come fiamme ardenti
che mai avrebbe spento. La rabbia e la delusione che provava
alimentavano quelle fiamme giorno dopo giorno e pur non sapendo come,
era sicura che tutto questo prima o poi le sarebbe tornato utile per
ilo suo completo riscatto. Nel buio silenzioso delle sue notti, aveva
aspettato, aveva maturato idee, aveva alimentato sogni, la sua voglia
di vivere l&#39;aveva aiutata a crescere consapevole che tutto ciò che
le persone che le stavano vicine pensavano di lei, era solo frutto
della loro presunzione ed arroganza. Il suo cuore le diceva
costantemente che anche lei avrebbe potuto essere felice e
spensierata come tutte le altre ragazze della sua età che vedeva e
incontrava ogni giorno. Mentre si avvicinava a quella spiaggia, per
lungo tempo rifugio del suo cuore in frantumi, aveva la certezza che
qualcosa di magico che nessun altro avrebbe mai potuto provare, si
stava concretizzando per lei. Ma non perdeva mai di vista la realtà,
sapeva di dover stare attenta, di non abbassare la guardia,bastavano
pochi istanti e tutto sarebbe svanito e lei sarebbe di nuovo crollata
sotto i colpi di quella tremenda vita. No, non voleva più tornare
indietro ora che una porta le si stava aprendo davanti e al di là di
essa, avrebbe finalmente trovato il solo più caldo e splendente che
avesse mai potuto immaginare e mai più ci sarebbero state per lei
infinite notti di freddo e terrore. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quel freddo
intenso se lo portava sempre dentro, quando arrivavano su di lei gli
sguardi gelidi e senza espressione di quel padre padrone che era
causa di tutte le sue lacrime e le sue umiliazioni. Lui non aveva mai
desiderato quella figlia, gli bastavano i suoi maschietti, orgoglio e
vanto della sua casa,solo loro avrebbero potuto portare avanti il suo
nome, lo avrebbero aiutato in quell&#39;attività familiare che era fiore
all&#39;occhiello per tutta la comunità, dove lui era temuto e
rispettato. Piccolo borgo di pescatori,a picco su quelle rocce che
sprofondavano nel mare, tutti rispettavano quell&#39;uomo arcigno e
burbero che aveva portato ricchezza e lavoro facendo in modo che
anche il turismo diventasse fonte di sostentamento. Ma quella figlia
no, non le serviva, aveva urlato come un matto perchè la sua nascita
gli aveva portato via la sua adorata sposa, troppo debole per una
nuova gravidanza ma che non aveva ceduto al dolore di privare quegli
occhi della luce della vita. E lei piccola e fragile, era arrivata,
inconsapevole di tutto, ma con la speranza di una vita serena, come
la sua mamma desiderò per lei prima di lasciare la sua vita per
sempre. Ma il destino di Sara aveva già intrecciato i suoi fili
colorati con quelli neri e oscuri dell&#39;odio e della paura. Suo padre
riversò su di lei tutto il suo dolore e la sua rabbia, non la
considerò mai una figlia e tutto ciò che sapeva fare era
rimproverarla e umiliarla ogni volta che le capitava davanti. Ogni
suo piccolo errore era la scusa giusta per maltrattarla, per ferirla
e lei capì presto che quella era l&#39;unica vita possibile e si
rassegnò alla sua condizione. Smise di sorridere, ma quella piccola
fiamma di vita che la madre le aveva lasciato nell&#39;anima, non si
spegneva mai e lei, inconsapevole, la alimentava tutti i giorni
quando le portava un fiore e a quella foto e a quel freddo marmo,
affidava tutti i suoi pensieri e le sue lacrime. Nessuno rispondeva
alle sue domande,nessuno poteva spiegarle perchè ogni giorno tutto
quell&#39;odio arrivava su di lei, che pure non aveva chiesto di venire
al mondo e a quel mondo non aveva mai fatto nulla di male. Il suo
cuore troppo sensibile e buono le martellava nel petto e le
amplificava ogni dolore, quante volte avrebbe voluto urlare la sua
rabbia. Quante volte avrebbe voluto ribellarsi a quei soprusi, ma le
sue parole non trovavano mai la spinta giusta per uscire e lei
sopportava tutto nel più tenace dei silenzi. Sapeva di non meritare
quel dolore, sapeva che prima o poi il coraggio sarebbe arrivato, lo
faceva crescere piano piano dentro di lei, finchè avrebbe saputo
riconoscere la via per la sua salvezza. Ciò che più le faceva paura
era la solitudine, la certezza che mai a nessuno avrebbe potuto
confidare ciò che avveniva in quella casa. Nessuno le avrebbe
creduto, non c&#39;era una sola persona in quel piccolo paese disposta a
mettere in dubbio l&#39;onestà e la probità di suo padre. Magnanimo e
generoso con tutti, chi avrebbe mai osato immaginare che si accanisse
così profondamente su quella figlia che tutti consideravano
benedetta? Si, tutti pensavano che non sarebbe sopravvissuta alla
madre, invece poi il miracolo era avvenuto. Ma nessuno sospettava che
quel miracolo si fosse trasformato per lei nel peggiore degli incubi.
Capì molto presto che avrebbe dovuto lottare da sola e da sola,
pezzo dopo pezzo, costruire quella corazza che le avrebbe dato prima
o poi la possibilità di difendersi e reagire. Tutte le volte che
poteva, cercava conforto nel suo mare, lo sbattere calmo e lento
delle onde contro gli scogli aveva il potere di calmare le sue ansie
e le sue paure e rassicurarla. Se ne stava per ore rannicchiata in
una di quelle grotte naturali che il tempo aveva scavato lento,
rifugio per le barche dei pescatori che in quegli anfratti riponevano
tutti i loro attrezzi da lavoro. Sara se ne stava lì seduta a
guardare lontano, oltre la linea dell&#39;orizzonte, senza poter neanche
immaginare cosa ci potesse essere oltre, lei che non aveva mai messo
piede fuori dal suo paese. Aveva studiato, è vero, come tutte le
ragazze della sua età aveva sogni e aspirazioni, ma sapeva bene che
a lei non sarebbe mai stato permesso di lasciare quel posto. Suo
padre non riponeva fiducia e aspettative in lei, le diceva sempre che
se era stata tanto brava a sopravvivere alla nascita, sarebbe stata
anche capace di cavarsela da sola e lui non avrebbe sprecato il suo
tempo per garantirle un futuro. Era già tanto che non poteva
rinnegarla come figlia e in quanto tale doveva garantirle un minimo
di dignità per vivere. Sentiva questa parole tutti i giorni e come
gocce lente cadevano continuamente sulla sua anima logorandola
lentamente, accompagnata dal suono sordo delle sue lacrime, salate
come l&#39;acqua di quel mare che amava tanto. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I suoi
pensieri vagavano lenti, a volte neanche lei riusciva a capirne il
significato, non sapeva bene dove e come indirizzarli, troppo confusi
e lei incapace di immaginarsi a fare qualsiasi cosa. Passando il
tempo a sentire tutte quelle parole cattive contro di lei, si era
persuasa che la sua vita sarebbe trascorsa lenta e immobile senza
alcuna scossa, senza sorprese. Non si sentiva capace di decidere su
quello che avrebbe potuto fare per sé stessa, per rendere meno
monotone e solitarie quelle sue interminabili giornate. A volte la
rabbia le montava dentro come il mare in burrasca e avrebbe voluto
urlare, urlare fino a starne male perché voleva capire, voleva
trovare una soluzione, ma le sue mani rimanevano vuote e inutili, il
suo cuore piangeva sempre più disperato. A volte invece  si lasciava
guidare dalla rassegnazione e si diceva che quella era la vita che
Dio le aveva assegnato e non poteva farci niente, avrebbe accettato
tutto pur di continuare a farsi cullare dal mare placido e a farsi
riscaldare dal sole rovente. Le bastava questo. E fu in uno di quei
pomeriggi bruciati dal sole, proprio in uno di quei momenti in cui
decideva di chiudere le porte ai sogni e la sua mente vagava senza
pensieri tra il bianco della schiuma e i riflessi argentei della
sabbia, che avvenne qualcosa di imprevedibile, inaspettato, che la
risvegliò di colpo dal suo torpore e sentì brividi forti
sconvolgerle l&#39;anima. D&#39;un tratto pensò di essersi addormentata e di
stare sognando perché quella figura che, nera, uscì dall&#39;acqua, le
sembrò come un dio dei mari,o un mostro mitologico, come quelli di
cui leggeva a volte su alcuni libri che trovava nella piccola
biblioteca del paese. Si stropicciò gli occhi, no, era ben sveglia e
quella figura non era altro che un sub che, fiero della sua caccia,
lasciava il mare portandosi dietro le sue prede. Lo guardò mentre
lui sulla riva si spogliava della sua muta e il cuore iniziò a
batterle fortissimo nel petto contemplando la bellezza di quel
ragazzo, le gocce d&#39;acqua che giocavano a rincorrersi sulla sua pelle
liscia, i capelli bagnati e un solare sorriso di compiacimento
dipinto sul volto. Non aveva mai visto niente di più bello,
soprattutto non aveva mai provato niente di simile in vita sua, era
sconvolta in tutto il suo essere, l&#39;anima in fiamme, il respiro
accelerato, sentiva le gambe pesanti che non si decidevano a muoversi
per scappare via da lì, gli occhi inchiodati su quel corpo e pensava
che un angelo del paradiso fosse sceso sulla terra. E allora solo per
un fugace, lieve istante, pensò che quello era il segno evidente che
poteva succedere sempre qualcosa di magico, bastava solo desiderarlo
con tutte le proprie forze. E lei stava desiderando che quel ragazzo
non andasse più via. Ma di colpo smise di ragionare e di pensare,
quando si rese conto che lui stava puntando dritto nella sua
direzione, verso la sua grotta. Non sapeva cosa fare era
letteralmente impietrita, pensò solo all&#39;unica cosa che sapeva fare
bene, nascondersi quanto più poteva,nel buio del suo rifugio
preferito, attenta ad ogni respiro, sempre più incredula per tutto
ciò che stava avvenendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ma tutto
quell&#39;enorme miscuglio di nuove sensazioni che stava provando e che
non aveva nessuna idea di cosa fosse, le fece perdere la sua innata
cautela e indietreggiando non si accorse che stava per finire contro
tutto quell&#39;insieme di oggetti che i pescatori riponevano lì dopo le
lunghe ore di lavoro. Cadde con un tonfo sordo mentre intorno a lei
si propagava un indefinito fragore metallico e non riuscì a
trattenere un grido di dolore mentre qualcosa di freddo e appuntito
le trafiggeva il piede scalzo. Furono pochi istanti di incredulità e
quasi di terrore, il giovane uomo rimase paralizzato sentendo tutto
quel trambusto e cercava di abituare i suoi occhi alla penombra per
capire cosa fosse successo. E dal buoi arrivò quella voce dolce e
impaurita e nemmeno Sara capì come avesse trovato il coraggio di
pronunciare quelle parole, forse il dolore che sentiva era più
grande di ogni cautela e ormai era evidente che non poteva più fare
niente per nascondersi. Così tutto d&#39;un fiato si rivolse a quella
figura che con i riflessi del sole che cercavano di vincere il freddo
e il buio della grotta, appariva ancora più imponente e magnifica, e
disse “ Non startene lì impalato, vieni a darmi una mano”. Alex
si mosse piano, effettivamente non aveva idea di cosa stesse facendo,
ma andò verso quella voce, i suoi occhi ormai erano riflessi blu
cobalto nel buio e alla fine vide quella ragazza seduta per terra,
accanto un disordine primordiale di oggetti sparpagliati e un piccolo
amo che luccicava fiero nel suo povero piede. Non poteva fare nulla
in quella posizione, così non coi pensò su due volte, prese Sara in
braccio e la portò fuori dalla grotta facendola sedere su uno di
quegli scogli dove lei ogni giorno faceva infrangere i suoi pensieri
insieme alle onde del mare. Quando il sole finalmente illuminò i
loro volti, Alex sorrise, mentre Sara tremava come una foglia, i
muscoli contratti, la paura che la travolgeva in tutto il corpo, non
sapeva più cosa fare né dire. La sfacciataggine di qualche minuto
prima si era dileguata nella profonda bellezza di quel sorriso dolce.
Non poteva smettere di guardarlo, lo sentiva parlare ma non riusciva
ad ascoltare le sue parole e poi d&#39;un tratto un nuovo, fulmineo
dolore la fece gridare.” Scusami” le stava dicendo “ ma era
l&#39;unico modo per togliere l&#39;amo dal tuo piede”. E lei vide quel
minuscolo uncino tra le sue dita e poi la sua mano veloce e attenta
che fasciava il suo piede per coprire quella piccola ferita. Era
sconvolta e incredula, prese coscienza di se e del suo imbarazzo e si
alzò frettolosa per andare via. Alex cercò di fermarla, voleva
aiutarla, non ce l&#39;avrebbe fatta ad arrivare a casa a piedi, ma ormai
Sara era lontana, più forte del dolore e delle lacrime, a denti
stretti, sparì tra quelle strade. Voleva solo di nuovo nascondersi
negli anfratti più remoti della sua infinita solitudine. Ma in fondo
al suo cuore qualcosa già stava maturando lentamente, tutti quegli
eventi bizzarri avvenuti in poco tempo, avevano risvegliato in lei
qualcosa che non riusciva a definire. Non tornò più alla grotta,
sebbene le mancassero da morire quei suoi momenti di pace, ma non
aveva idea di cosa avrebbe potuto fare o dire se lo avesse rivisto di
nuovo, ma quegli occhi penetranti e dolci e quel sorriso luminoso non
smettevano di entrarle nei sogni e nei pensieri, anche quando lei
cercava di scacciarle, quelle immagini tornavano prepotenti e lei
invece di averne timore, iniziò piano piano a sorriderne e riderci
su.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alex da
parte sua continuò le sue giornate come  aveva sempre fatto,
godendosi le sue meritate ferie, che aveva deciso di trascorrere in
quel paese tranquillo per poter sfuggire almeno per una volta al
vorticoso ritmo di città che a volte sembrava davvero gli impedisse
di respirare e di ragionare. In quel luogo solitario si trovava bene,
il mare era pescoso e lui adorava immergersi e pescare, si sentiva
così completamente padrone di quelle acque e di quei fondali che
nascondevano sempre incredibili meraviglie. Ma anche lui ormai non
poteva più fare a meno di pensare a quella ragazza e la cercava
tutti i giorni tra la gente e tra i volti che incontrava e sembrava
che nessuno si ricordasse di lei tutte le volte che chiedeva
informazioni. Dopo un po&#39; si convinse che aveva sognato, o che il
caldo sole gli avesse giocato qualche brutto scherzo, facendogli
vedere cose che erano state solo frutto della sua fantasia. Ma una
forza misteriosa continuava a condurlo a quella grotta, ora quel
punto della spiaggia era diventato il suo preferito, si sentì così
forte e determinato da essere sicuro che qualcosa di veramente
grande, un cambiamento imprevedibile, era in serbo per lui. La sua
strana attesa venne ripagata,poco tempo dopo,mentre si stava
preparando per il suo ennesimo matrimonio con quel mare cristallino e
Sara arrivò, sempre incerta e spaventata, ma anche lei guidata fin
lì da qualcosa di estremamente potente che le scoppiava nel petto e
che ad un certo punto aveva capito di non poter più trattenere.
Doveva tornare, doveva rivederlo e soprattutto le mancavano troppo le
sue giornate trascorse a parlare con il vento, a farsi coccolare
dallo sciabordio delle onde. Non poteva permettere che uno
sconosciuto le portasse via l&#39;unica cosa che le permetteva di
sentirsi viva. Quella mattina era uscita di casa con la ferma
intenzione di parlare con quel ragazzo se lo avesse incontrato e
fargli sapere che su quella spiaggia lei andava per trascorrere le
sue giornate in piena tranquillità e che quel giorno non si
aspettava davvero che qualcuno potesse disturbare o interrompere i
suoi pensieri. Ma quando arrivò e lo vide e lui la accolse con un
sorriso,se possibile ancora più incantevole e pieno di emozione
perché non si aspettava più di rivederla, Sara si fermò di colpo e
tutte le parole che aveva immaginato di dirgli, sembrò che le
evaporassero dalla mente e non trovò più la sua sicurezza. Così lo
guardò per qualche istante, consapevole che il suo viso stava
ardendo come le fiamme dell&#39;inferno e vinta da quella sua tremenda
timidezza e dalla vergogna di non saper più saper più come reagire
e corse a nascondersi nel suo preferito, arrabbiata e sconsolata per
la sua incapacità a confrontarsi con le altre persone. Ma aveva
sempre avuto paura della reazione della gente, convinta che avrebbero
tutti deriso o non ascoltato le sue idee e sue parole. E poi adesso
stava provando qualcosa di talmente forte per quel ragazzo da averne
ancora più paura perché non era previsto per lei qualcosa che si
avvicinasse a quel sentimento che tutti chiamavano amore e che lei
non aveva mai provato né ricevuto. Per la seconda volta, Alex rimase
sorpreso da quell&#39;uragano di sensazioni, ma volle comunque fare un
tentativo e con la massima cautela, si sedette vicino a Sara, si
presentò e iniziò a raccontarle qualcosa di lui soprattutto le
disse che in tutti quei giorni si era domandato che fine avesse
fatto, perchè voleva sapere come stava e se il suo piede fosse
guarito. Sara rimase ferma e silenziosa, non aveva mai avuto nessuno
così così vicino con cui poter parlare e la tensione che provava le
procurava un male atroce per tutto il corpo, ancora una volta
incapace di prendere qualsiasi decisione. Ma piano piano, la voce
tranquilla e seducente di Alex, ebbe il potere di calmarla e sciolse
i muscoli, si lasciò andare, pronta a farsi riempire il cuore da
tutto ciò che di bello le stava accadendo. Trascorsero tutta la
mattina a parlare e godersi la brezza fresca che veniva dal mare, ma
quando Sara si accorse che si era fatto irrimediabilmente tardi, ebbe
un altro moto improvviso di terrore e fuggì di corsa come la prima
volta, sparendo nel nulla e lasciando Alex con l&#39;amara sensazione di
non capire perchè quella ragazza così dolce e carina, avesse sempre
gli occhi così tristemente velati da quell&#39;ombra di paura. Solo lei
sapeva bene perchè, solo lei correndo verso casa, sapeva quale
sarebbe stata la ricompensa che avrebbe ricevuto per essersi lasciata
andare per così lungo tempo, ai moti leggeri dell&#39;anima. Sapeva che
a lei tutto questo non era consentito, sapeva che la stava attendendo
un&#39;altra amara conseguenza da subire in silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La reazione
di suo padre per quella sua prolungata e ingiustificata assenza, fu
talmente violenta che Sara pensò che quella volta non ce l&#39;avrebbe
fatta a superarla. Le piovve addosso un uragano di insulti e di
parolacce che la lasciarono abbattuta e inerme, quasi come se avesse
ricevuto una sferzata di colpi sulla schiena. Quella notte non la
trascorse in silenzio, ma pianse e pianse lacrime amare come mai
aveva fatto prima, perchè per una volta aveva assaporato la
dolcezza, il miele della vita, i suoi sogni erano entrati in lei, non
si erano dispersi nel vento, ma ora più che mai era consapevole che
non aveva diritto a tutto questo e che avrebbe dovuto rinunciarci
prima ancora di conoscerne la reale bellezza. Come avrebbe potuto
liberarsi da tutto questo? Come poteva parlarne con un ragazzo appena
conosciuto di cui sapeva appena il nome?No, non c&#39;era via di scampo
per lei, avrebbe dovuto di nuovo chiudere le porte del suo cuore e
cercare di dimenticare tutto il più in fretta possibile. Ma mente e
cuore non vanno mai a braccetto e mentre la sua mente cercava il modo
per farla ritornare nel suo oblio, il suo cuore ormai aveva preso il
volo e non poteva più fermarlo. Quel cuore dolce e gentile, aveva
trovato Finalmente il suo esatto complemento e non poteva smettere di
cercarlo. Anche se per poche ore, anche se con poche parole, Alex e
Sara avevano ormai trovato il loro magico punto d&#39;incontro e non
avrebbero più potuto spezzare quel filo che li aveva uniti. Anche
non incontrandosi più, continuarono a cercarsi in infiniti e
tormentati pensieri, sempre più l&#39;uno dentro l&#39;altro. Guidata solo
dall&#39;amore e dalle speranze che la madre aveva lasciato in eredità
alla sua anima, augurandole una vita felice, ritornò a cercare il
suo dolce e bellissimo raggio di sole, riprendendo saldamente in mano
la sua cautela e la sua attenzione. L&#39;ultima cosa che voleva era
quella di far infuriare di nuovo suo padre e così grazie all&#39;amore
che germogliava dentro di lei, e che voleva difendere con tutta se
stessa, divenne più brava e attenta che mai, facendo tutto nel modo
migliore, sfruttando al massimo tutti gli attimi che lei e Alex
potevano avere per stare insieme. Si fidava di quel ragazzo, perchè
fin dal primo istante l&#39;aveva accettata così com&#39;era, fragile e
indifesa, per i pochi attimi che lei gli concedeva, per le sue fughe
improvvise, senza fare mai domande, senza chiedere spiegazioni. Alex
era ormai totalmente rapito da quella ragazza, ne era attratto
immensamente e non poteva più farne a meno, Si scambiavano amore e
dolcezze, questo bastava per provare le emozioni più potenti che i
loro cuori erano in grado di generare. Si tenevano per mano, si
guardavano negli occhi. Sara continuava a sfiorare con la mente la
lontana linea dell&#39;orizzonte, Alex pescava e le regalava conchiglie e
coralli, e poi ridevano, ridevano tanto perché la gioia di poter
stare insieme era talmente grande che in qualche modo doveva avere
una valvola di sfogo. E Sara finalmente scoprì quanto potesse essere
terapeutico un sorriso, o quanto fosse potente il valore di una
risata perchè per la prima volta in vita sua vide il modo per
dimenticare la sua triste condizione. Un cambiamento lento stava
avvenendo in lei e vi si aggrappava con tutte le sue forze, perchè
stava imparando che la vita poteva offrire diverse strade e non si
doveva aver paura di cambiarne una per prenderne un&#39;altra e accettare
con gioia le novità che avrebbe potuto trovare ad ogni svolta.
Adesso le sue notti erano illuminate dai suoi sorrisi mentre si
addormentava serena, cullata dal suono magico delle parole di Alex,
rassicurata dalle sue tenere carezze e dai suoi baci che avevano il
sapore di salsedine e di libertà. Non aveva mai provato niente di
simile, mai nessuno l&#39;aveva guardata né toccata con tanta dolcissima
passione. Per questo le prime volte si ritraeva impaurita, non
riusciva a sopportare nemmeno che lui stesse troppo vicino perchè
non conosceva la realtà delle cose belle nate dall&#39;amore. Lei
conosceva solo odio e violenza e tutto per lei aveva solo l&#39;amaro
sapore delle lacrime. Ma ci rimaneva male quando vedeva spegnersi i
sorrisi di Alex perchè non capiva la sua paura, la sua ritrosia e in
una di quelle notti in cui il caldo afoso d&#39;agosto le impediva di
dormire, decise che di lui poteva fidarsi davvero perchè fino a quel
momento le aveva saputo regalare solo momenti da favola e amore
incondizionato e così decise che avrebbe dato quelle spiegazioni che
lui ogni volta le chiedeva non con le parole, ma con gli occhi tristi
ed umiliati di un amante troppe volte respinto. La tratteneva solo il
timore di non sapere bene come avrebbe potuto reagire, ma sperava che
se l&#39;amava davvero così tanto come le ripeteva tutti i giorni, in
ogni istante delle loro ore di totale passione, avrebbe saputo
capirla e accettarla e se non altro avere un po&#39; di pietà per quello
che da sempre era costretta a subire. Quando si incontrarono di
nuovo, dopo lunghi baci e teneri abbracci che si scambiavano fino a
sentirsi quasi scricchiolare le ossa perchè volevano stare insieme e
non separarsi mai e in quel modo sentire i loro cuori come un unico
cuore, Sara respirò profondamente chiedendo aiuto al suo mare perchè
le desse la giusta serenità e la giusta calma, prese le mani di Alex
e in un effluvio di parole senza fine, gli raccontò passo per passo
tutto il dolore della sua tenace e fragile esistenza. Per tutto il
tempo tenne gli occhi bassi perchè non voleva leggere negli occhi
del suo amore, la delusione e il disgusto, guardava fisse quelle
grandi e belle mani che in poco tempo avevano saputo regalarle tutte
le gioie che non aveva mai provato in una vita intera. Ogni tanto
Alex gliele stringeva più forte e sentiva che il suo cuore
sobbalzava ad ogni parola, come se quelle umiliazioni le stesse
ricevendo lui in un colpo solo Alex capì che Sara stava mettendo in
gioco tutta la sua vita, decidendo di confidarsi con lui, stava
scavando un solco profondissimo tra il suo tormentato passato e il
futuro che sperava fosse finalmente sereno, senza più neanche una
nuvola ad offuscarlo. Capì lo sforzo enorme che stava facendo perchè
la faceva tremare,scossa da brividi potenti che non riusciva a
trattenere e non erano i brividi dolci che sentiva tutte le volte che
sfiorava e baciava la sua pelle liscia, il suo corpo morbido. Alla
fine di quel lungo racconto Sara si sentì esausta e svuotata e
cocenti lacrime iniziarono a scorrerle sul viso e non poteva né
voleva trattenerle. Non pensava sarebbe stata capace di parlare di
tutto questo con qualcuno e alzò gli occhi nel disperato desiderio
di trovare conforto e protezione negli occhi del suo amore. Anche
Alex stava piangendo e non riuscì più a pronunciare una sola
parola, ma prese Sara e la strinse forte a sé, la tenne così,
abbandonata sul suo petto e in quel semplice e potente gesto c&#39;era
un&#39;unica, incrollabile verità: lui l&#39;avrebbe difesa da tutto quel
dolore, le stava giurando sulla sua stessa vita che non avrebbe più
permesso a nessuno di farle del male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non
avrebbero voluto separarsi da quell&#39;abbraccio, ma il tempo scorreva
sempre troppo in fretta quando stavano insieme e Sara necessariamente
doveva lasciare il cuore tra le mani di Alex e rimettere quella sua
corazza di freddezza e sopportazione che le permetteva di
sopravvivere in quella casa tetra e cupa, dove ormai da troppo tempo
l&#39;amore era volato via. Alex la guardò andare via ma questa volta a
fatica si impedì di trattenerla e non lasciarla andare. Quando si
trovò di nuovo solo, urlò di rabbia perchè in tutto quel tempo non
era riuscito a capire che nei lunghi silenzi di Sara e nella sua
innata tendenza ad isolarsi, nel timore costante per qualsiasi tipo
di contatto fisico, si nascondeva una sofferenza senza fine. Tutti i
giorni aveva lasciato che lei tornasse a vivere quell&#39;incubo senza
poter fare nulla per impedirlo. Si tuffò ancora in quel mare
cristallino, nuotò a lungo finchè braccia e gambe gli fecero così
male da non poter più resistere, sfogando la sua rabbia in quel
faticoso quanto inutile gesto, cercava di allontanare i fantasmi che
di colpo si erano materializzati intorno a lui., sentendosi così
completamente inerme e impotente per la donna che amava e che con
quella tremenda confessione gli aveva chiesto aiuto. Sara aveva
spogliato completamente la sua anima, gliel&#39;aveva consegnata
disperata, sperando che lui potesse in qualche modo esorcizzare per
lei quella vita orribile, l&#39;unica che conosceva, almeno finchè non
era riuscita ad intravvedere un po&#39; di luce in fondo al buio, grazie
al sogno che stavano vivendo insieme. Ma troppo tardi si rese conto,
ormai priva di ogni difesa, completamente sottomessa ad una volontà
che non era più la sua, che Alex non era arrivato lì per lei, le
sua vacanze sarebbero inevitabilmente finite, sarebbe partito per
ritornare alla sua vita mentre lei sarebbe rimasta lì di nuovo
immobile e sola. Ancora più disperata perchè questa volta il suo
cuore assuefatto al dolore, si sarebbe definitivamente frantumato. Si
odiò fin nel profondo dell&#39;anima, non avrebbe mai dovuto permettere
che le emozioni e i sensi prendessero il sopravvento, avrebbe dovuto
seguire la ragione come aveva sempre fatto, lasciare che la sua vita
la portasse dove ormai era stabilito. Si sentì un&#39;ingenua e una
stupida, pensava di non riuscire più a vivere con quella rabbia che
le scoppiava nel petto. E fu con tutta la sua rabbia che disse ad
Alex quanto fosse stato immenso il suo errore per aver ceduto al suo
gioco di seduzione. Alex non riusciva a capire cosa fosse successo
nel turbine di quelle ore, lui aveva solo sara nel cuore e il suo
unico e ultimo pensiero era stato quello di trovare il modo per
portarla il più possibile lontana da quel posto assurdo e inutile
per lei. Cercò tutte le parole più dolci e ferme per spiegarle che
il suo amore era vero e sincero e che non avrebbe mai immaginato di
poter provare un sentimento così forte per qualcuno. Solo lei era
stata capace di regalare al suo cuore qualcosa di così magico e
meraviglioso e ora il suo unico desiderio era quello di regalarle
tutta la felicità che non aveva mai provato. Quella sera, Sara,
ormai totalmente avvinta e consapevole dell&#39;amore che provava per
Alex, decise che non sarebbe più tornata a casa, pur non sapendo
ancora bene come fare e quali sarebbero state le conseguenze del suo
gesto, capì che non poteva più tornare indietro ora che aveva
conosciuto la vera felicità. Alex la condusse con sé, cercando in
tutti i modi di calmare i brividi di terrore che il suo amore stava
provando. Si sentiva completamente svuotata e priva di forze, si
teneva aggrappata ad Alex, come suo ultimo e disperato baluardo di
salvezza. Stava facendo qualcosa che pensava non sarebbe mai stata
capace di fare, sapeva che non era lei, ma era il destino che stava
muovendo i suoi incerti passi verso un futuro ancora più incerto. Si
nascosero per giorni in una di quelle grotte che il mare, il tempo e
tutte le forze della natura sembrava avessero preparato per loro,
mentre un padre accecato sempre più dalla rabbia e dal rancore, si
scagliava alla ricerca di una figlia ingrata che aveva saputo
regalargli solo delusioni, sin dal suo primo gemito, sin dal suo
primo istante di vita. Solo quando il clamore della sua scomparsa si
fu calmato e non servì molto tempo, perchè una ragazza vissuta
nell&#39;ombra per tutti, nell&#39;ombra era rimasta, senza suscitare
interesse né compassione, i due giovani innamorati poterono mettere
in atto il loro piano di fuga. Convinti ormai che niente e nessuno
avrebbe più potuto impedire loro di vivere liberi e felici il loro
amore. E così Sara si ritrovò sola in quella che sembrava la notte
più buia della sua vita, a percorrere pwer l&#39;ultima volta quelle
strade dove era cresciuta e dove aveva vissuto un&#39;invisibile
esistenza, per poter correre verso strade meno tortuose e complicate,
cercando finalmente la completa realizzazione del suo io. Ma solo
quando arrivò in spiaggia e vide Alex fiero e attento, come un
cavaliere armato e possente, il suo cuore smise di battere
all&#39;impazzata e si tranquillizzò, ormai più nessuno avrebbe potuto
farle del male. Salirono insieme su una barca di pescatori, si
tennero stretti finchè al largo di quel mare infinito,, trovarono lo
yacht dei loro amici che stavano aspettando quei due giovani
innamorati. Nessuno di loro era a conoscenza di tutto ciò che era
successo in quelle tremende e frenetiche settimane. Era stato solo
concesso loro di sapere che il vero amore aveva trovato pieno
compimento in quei due ragazzi che nel buio della notte facevano
brillare i loro occhi con le lacrime della felicità più grande che
potesse esistere. Sara guardò lontano, questa volta il buio dei suoi
occhi non si soffermò disperso sulla linea irraggiungibile
dell&#39;orizzonte. No, i suoi occhi finalmente aperti al sole di una
nuova vita, stavano dicendo addio ad un mondo che non le apparteneva
e che non avrebbe visto mai più. Strinse forte le mani di Alex, si
lasciò abbracciare teneramente, ora era pronta per prendere
finalmente possesso della sua piena esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/2596246791696429391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/2596246791696429391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/2596246791696429391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/2596246791696429391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/05/il-buio-in-fondo-agli-occhi.html' title='IL BUIO IN FONDO AGLI OCCHI'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-7950680751226636007</id><published>2015-03-08T17:47:00.000+01:00</published><updated>2015-03-08T17:47:23.389+01:00</updated><title type='text'>I COLORI DELLA VITTORIA</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le ombre
della sera si allungavano tristi in quelle ore strane e silenziose.
La città era deserta, quasi certamente la vita si era fermata
davanti allo schermo di tutte le televisioni in attesa di quella
finale dei Campionati Mondiali di calcio che tutti desideravano da
tempo. Strano paese quello, pieno di contraddizioni e differenze,
problemi e difficoltà. Ci si svegliava ogni mattina con l&#39;incertezza
del futuro,ma tutti, dai bambini agli anziani,uomini e donne, si
ritrovavano incredibilmente uniti e felici quando si trattava di
calcio. Forse l&#39;orgoglio per la vittoria di undici uomini in maglia
azzurra dava a tutti la forza per trovare nuove speranze o
l&#39;illusione che non tutto era perduto. Ma tra quelle strade vuote e
silenziose, c&#39;era lui, Marco, che passeggiava tranquillo e incredulo,
con il cuore che gli esplodeva nel petto, talmente felice da non
poter stare chiuso all&#39;interno di quattro mura. Aveva bisogno di
respirare l&#39;aria calda della sera in quell&#39;estate così carica di
promesse. Non che il calcio a lui non interessasse,era praticamente
nato con il pallone tra i piedi. Lunghi,infiniti pomeriggi passati a
giocare e lottare con i suoi amici, ognuno sognando di essere il
campione del momento, tutti con ilo sogno di poter avere la fortuna
di sollevare quella coppa. E però le porte erano fatte con gli zaini
o con i maglioni, in un prato, per strada, sulla spiaggia, il bello
era che a pallone si poteva giocare ovunque e con chiunque; litigando
per un fallo o un rigore sempre arbitri di se tessi, o gioendo per un
gol che neanche Messi sarebbe stato in grado di fare. Quella sera
però Marco aveva la mente piena di altri bellissimi pensieri. Quel
pomeriggio aveva saputo di aver vinto la sua personale Coppa del
Mondo, dopo aver lavorato e faticato, aveva ottenuto ciò per cui si
era dato tanto da fare e aveva impegnato tutte le sue energie e tutta
la sua passione. Finalmente sapeva che c&#39;era qualcuno veramente
disposto a credere in lui e nel suo talento e così da lì a poco
avrebbe potuto vedere pubblicato il suo primo libro. Ma aveva sudato
molto per raggiungere questo obiettivo, molte porte gli erano state
chiuse in faccia e anche con quell&#39;unica persona che si era
dimostrata disponibile ad ascoltarlo, non era facile comunicare.
Avevano modi molto diversi di affrontate la vita, Marco riusciva
ancora a sperare in qualcosa. L&#39;editore che invece aveva voluto
leggere i suoi racconti, viveva esclusivamente nella concretezza
degli affari e l&#39;unica speranza era che quel ragazzo potesse fargli
guadagnare molti soldi. La strada era stata lunga e in salita,
discussioni e ripensamenti, delusioni e paure avevano accompagnato
quei lunghi mesi finchè la decisione era stata presa. E così
l&#39;entusiasmo di Marco adesso era ancora più grande proprio perchè
sofferto e agognato ma alla fine ce l&#39;aveva fatta, aveva vinto lui.
Lui non stava pensando ai risultati, non pensava alle copie da
vendere, era felice e basta, consapevole che era stato in grado di
realizzare qualcosa di vero, così profondo perchè proveniva tutto
dall&#39;intimità della sua anima. E una sensazione di dolce euforia
cresceva in lui pensando che quella notizia gli era arrivata proprio
in quel giorno tanto speciale e particolare. Si sentiva campione del
mondo molto prima di quei giocatori che in quella notte correvano in
un fantastico stadio sotto le stelle e il cielo di Berlino, perché
lui sapeva di aver ottenuto una vittoria incancellabile per la sua
vita. Sapeva quanto fosse bello ed emozionante esultare per un gol,
magari uno di quelli che rimangono nella storia, ma lui ormai aveva
la certezza che tutta la sua vita stava per cambiare e questo valeva
molto più di qualunque altra emozione. In fondo comunque Marco era
una persona che viveva tenacemente immerso nella realtà delle sue
giornate. Non aveva mai dato troppo peso ai sogni, viveva giorno per
giorno, senza aspettarsi troppo, ma anche prendendo tutto ciò che
aveva voglia di prendere da quella vita che era un porto sicuro per
lui. In quei suoi scritti aveva trasmesso la sua concretezza, tutto
ciò che le sue mani avevano fatto e i suoi occhi avevano visto. Il
ricordo della sua tranquilla infanzia, della sua adolescenza
scatenata con gli amici. Cose semplici, insomma, che potevano
appartenere alla vita di chiunque, ma che lui aveva voluto
trasportare dai suoi ricordi, alle parole fisse sullo schermo del suo
computer. Non era mai stato convinto che qualcuno potesse
interessarsi a quello che lui scriveva. Pensava che il mondo in cui
viveva non avesse più bisogno di fermarsi a riflettere sulle cose
semplici di tutti i giorni. Tutto sembrava correre talmente in
fretta, nessuno più si fermava semplicemente a pensare. Lui a volte
aveva la sensazione di sentirsi immerso in un enorme frullatore, dove
tutto girava vorticosamente intorno a lui. Così aveva preso quella
sua abitudine, di fermarsi a scrivere, nel silenzio della sua stanza,
chiudendo le porte a tutti, tanto nessuno avrebbe capito quel suo
bisogno di silenzio e di tranquillità. E giorno dopo giorno i
ricordi lo riportavano a quei momenti sereni del suo passato, al
calore della sabbia sotto i piedi nelle sue passeggiate in riva al
mare, allo sguardo perso verso la linea dell&#39;orizzonte pensando alla
vita che brulicava dall&#39;altra parte di quel mare blu cobalto, al di
là di altre rive ed altre spiagge che un giorno, forse, avrebbe
potuto calpestare con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo. Il mare
era il suo elemento, non poteva fare a meno di respirare forte
l&#39;odore di salsedine, di farsi cullare dal rumore leggero delle onde.
E poi le risate dei giochi e dei tuffi con gli amici e i pomeriggi
lunghi di sole a giocare e non pensare ad altro che godersi la gioia
della libertà. Si arrivava a sera senza accorgersi del tempo
trascorso, felici e inebriati dal calore e dal sole sulla pelle. Un
ultimo tuffo nell&#39;acqua fredda e avvolta dal nero della sera, prima
di correre tutti a casa, al richiamo impetuoso di tutte le mamme. Poi
sabbia, sabbia dappertutto, e il sale che bruciava la pelle,che
rendeva tutti accesi di quel rosso fuoco che dipingeva i corpi. I
ricordi più belli di Marco erano legati al suo mare e alle sue
risate più allegre. Anche quando poi la vita lo aveva portato
altrove, seguendo amori o lavori, mai aveva dimenticato di portare
con sé il ricordo di quel blu e di quel giallo sole. E appena
poteva, ritornava là su quella spiaggia, a lasciarsi di nuovo
coccolare da quel rumore dolce di risacca e di farsi scaldare da quel
sole che sorrideva solo per lui. Adesso sulla copertina del suo libro
aveva voluto ci fosse proprio una bella foto del mare, con tanti
bimbi felici che si rincorrevano sulla spiaggia. Il suo editore non
capiva quella scelta e non la condivideva, troppo smielato per uno
come lui abituato alla concretezza e alla realtà. E poi, gli diceva,
“un mare non valeva l&#39;altro?” Ovunque fosse andato, avrebbe
trovato sempre acqua salata, sabbia e sassi. Ma per Marco non era
così e la rabbia gli montava dentro perchè non riusciva a far
capire a nessuno la dolcezza e il significato della sua scelta. Non
era un mare qualunque di cui aveva bisogno, ma solo e soltanto il
“suo” mare, che era lì solo per lui. Quel mare che vedeva dalla
sua finestra fin da bambino, ad ogni risveglio, quello in cui aveva
imparato a nuotare e pescare, quello che racchiudeva in sé il
significato più profondo del suo esistere. No, sapeva che nessuno
avrebbe potuto mai capirlo fino in fondo finchè non avessero letto i
suoi racconti e il suo desiderio di trasmettere la forza e la
pazienza che lui aveva sempre provato di fronte al mare in tempesta o
alla leggera calma di un infinito senza onde. Con il suo editore
aveva perso ogni speranza perchè sapeva che il suo unico obiettivo
era quello di far soldi, non avrebbe mai saputo guardare ai
particolari e al significato delle cose come invece cercava di fare
lui. Ma in quei momenti di euforia e allegria, in quella sua
passeggiata solitaria, sapeva che ormai tutto questo non aveva più
importanza perchè aveva ottenuto tutto ciò che voleva e non c&#39;era
più spazio per discussioni e ripensamenti. Di lì a pochi giorni
avrebbe potuto vedere il suo libro nelle librerie della città e
avrebbe solo dovuto aspettare la reazione del pubblico di lettori.
Nel mondo tecnologico in cui viveva,c&#39;era poco spazio per i buoni e
cari libri stampati e non aveva voluto cedere alle richieste della
pubblicazione on line. Lui si sentiva completamente se stesso solo in
quelle pagine e non gli interessava di vendere milioni e milioni di
copie. Aveva visto realizzare tutto ciò per cui aveva lavorato,
anche se si era cimentato in quella che riteneva una pazza idea,
senza troppa convinzione, e quindi lui era già soddisfatto così.
Aveva visto le espressioni incredule dei suoi più cari amici quando
aveva comunicato loro l&#39;idea di questo suo progetto. Aveva accettato
a denti stretti e pugni serrati, tutte le loro battute e risate. Ma
era andato avanti, senza pensare,, come sempre, a ciò che sarebbe
successo perché l&#39;importante era vivere quel momento e se non avesse
accettato la sfida, forse sarebbe rimasto sempre con quell&#39;eterno
rimpianto. Quello che non sapeva, era che i suoi amici si
nascondevano dietro le loro battute perché non volevano ammettere
che Marco aveva sempre dimostrato di avere una marcia in più e che
forse nel gruppo, era l&#39;unico che avrebbe potuto ottenere davvero
successo in tutte le cose che era in grado di fare. Ed ora che lo
stava davvero dimostrando, erano felici per lui, ma non glielo
avrebbero mai detto. Sapevano che in quel libro Marco aveva parlato
anche di loro, compagni fedeli di mille avventure e disavventure,
questo in qualche modo dava loro l&#39;impressione che se quel libro
avesse avuto veramente successo, gran parte del merito poteva essere
attribuito anche a loro. Si consideravano davvero amici
inseparabili,nonostante le infinite liti scoppiate in sonore
scazzottate, ma poi sempre concluse con un eterno abbraccio, fatto di
lividi,davanti ad una birra a ridere e ritrovarsi più amici di
prima. Così quella sera dopo aver ricevuto la notizia della
pubblicazione, tutti insieme avevano deciso che avrebbero organizzato
una grandiosa festa per Marco,avrebbero ballato,riso,bevuto e si
sarebbero divertiti come mai prima d&#39;allora perché lui lo meritava
ma lo meritavano anche loro per averlo sopportato nelle sue lunghe
serate solitarie in cui preferiva perdersi nel tepore dei ricordi
piuttosto che stare con loro a scatenarsi come sempre. Ma anche quel
giorno Marco era assente, stranamente distante da tutti loro,
telefono che squillava a vuoto, cellulare irraggiungibile. Non
riuscivano a capire che lui voleva godersi quel momento da solo,
sfogando la sua gioia nei sorrisi lasciati volare nel vento della
sera e nell&#39;urlo di gioia lanciato al cielo stellato in quella strana
notte silenziosa e calma. Non riuscivano ad immaginare che il suo
sogno realizzato era molto più grande anche di quella finale dei
Mondiali di calcio che aveva fermato il mondo. Ma non aveva fermato
lui che adesso assaporava piano sulla sua pelle cosa volesse dire
avere qualcosa da desiderare e vederselo piano piano crescere tra le
amni,fino a diventare una verità assolutamente imprevedibile ed
emozionante. In quei momenti per lui non esisteva più nulla,nella
sua mente continuavano a risuonare solo le parole della segretaria
che quel pomeriggio gli aveva comunicato che tutto era pronto per la
pubblicazione. Erano le parole che aspettava da mesi, in cui era
rimasto sospeso tra la sua incrollabile realtà e la scoperta che
anche lui poteva pensare ad un sogno da realizzare. Aveva scritto
continuamente, per giorni e giorni, nelle ore più strane, perché
quando i pensieri e i ricordi gli affollavano la mente non poteva
aspettare e non poteva rischiare che volassero via, doveva subito
inseguirli e catturarli e renderli eterni attraverso le sue parole e
i suoi fogli di WORD sul computer. A volte i suoi amici lo vedevano
anche cambiare espressione e perdersi nei suoi pensieri e poi
afferrare il primo pezzetto di carta che gli capitava tra le mani per
poter scrivere. Non avrebbe mai pensato che l&#39;idea di scrivere lo
avrebbe coinvolto così tanto, con la mente e con tutti i sensi. Era
una cosa nata per gioco, in una serata strana e piena di nostalgia in
cui si era trovato davanti allo schermo accesso del computer senza
neanche sapere bene perché. Non aveva voglia di compagnia, non aveva
voglia di baldorie con gli amici, non aveva voglia di ragazze focose
che lo lasciassero sfinito tra lenzuola calde e disfatte. Sentiva
solo quel lontano suono di onde infrante sugli scogli, una lieve
risata di bimbo ed allora senza neanche pensarci su più di tanto,
aveva iniziato a scrivere e a lasciare andare i ricordi. Era così
preso che gli ci volle un po&#39; di tempo per capire cosa avesse
veramente fatto. Ma continuò a farlo finchè dalla timidezza del
veder riflessa la sua vita in quelle pagine, arrivò alla
consapevolezza che forse grazie a quelle pagine avrebbe potuto
ottenere molto di più che semplici emozioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
 &lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Stava
guardando il fiume che scorreva lento sotto di lui e un nuovo,
leggero sorriso di compiacimento gli si era disegnato sul
volto,quando venne bruscamente risvegliato dai suoi ricordi dall&#39;onda
devastante di quell&#39;urlo che squarciò la notte e il silenzio. Rimase
impietrito a cerca di capire cosa fosse successo, ma in un attimo
ritornò nella sua realtà e capì che tutto il suo popolo si era di
nuovo stretto insieme nella gioia di un gol che probabilmente
significava vittoria. Urlò di gioia anche lui ma di una gioia più
viva, più vera.. non era quella effimera di un gol che rende felici
tutti ma che porta gloria ed onori solo a quegli undici giocatori in
campo, ricoperti di fama e di tanti soldi. Ancora una volta il popolo
viveva di gioia riflessa, il giorno dopo sarebbe tornato alle fatiche
di tutti i giorni. Ma era felice quella sera Marco e non voleva
rovinare quella felicità concentrandosi di nuovo sulla cruda realtà
che viveva ogni giorno e che vedeva vivere alle persone intorno a
lui. Riprese il cammino deciso a condividere la gioia e la festa con
tutte le persone che per quella notte si stavano sentendo tutti
insieme Campioni del mondo. Ma la sua mente ormai imbevuta
dell&#39;inchiostro magico della musa della scrittura già stava
silenziosamente lavorando per fargli creare nuove pagine di poesia e
realtà in quella strana e indimenticabile notte. Ancora preso dai
suoi pensieri, non si rese conto che intorno a lui stava per
succedere qualcosa di magico che solo rarissime volte si poteva
ripetere in una vita. Mai un intero popolo riesce a ritrovarsi così
unito e festante come per le vittorie delle proprie squadre del
cuore. E quando si trattava di Nazionale ecco che almeno per qualche
ora sparivano tutte le diversità di ceto, colore e appartenenza.
Tutti uniti, tutti uguali sotto quell&#39;unica bandiera che adesso
sventolava ovunque. Così marco d&#39;improvviso si trovò catapultato in
quella frenesia di colori e urla di gioia, di mortaretti scoppiati e
fuochi d&#39;artificio che improvvisati chissà dove, illuminavano la
notte. Si ritrovò a sorridere ancora più felice, mentre
l&#39;adrenalina piano piano montava dentro di lui e si scatenò nella
irresistibile voglia di urlare insieme a tutte quelle persone che gli
correvano incontro e in tanti addirittura lo abbracciavano. In quei
si diventava tutti amici e la gioia era talmente grande che non si
poteva fare a meno di condividerla con chiunque. Caroselli di
macchine colorate d&#39;azzurro e di bianco, rosso e verde, sfrecciavano
ovunque, padroni ormai di tutte le strade, per un a notte tutta la
nazione vestita a festa, lontani ormai da tutti i problemi e le
preoccupazioni. Quelle notti che venivano sempre accompagnate dai
tormenti solitari, nelle case silenziose, per l&#39;angoscia del futuro,
si trasformarono in un&#39;unica notte luccicante e bellissima,ardente di
passione e felicità. Marco guardava con emozione immensa tutte
quelle manifestazioni di giubilo e i suoi occhi brillavano come
saette impazzite osservando tutta quella marea umana intorno a lui,
ognuno si portava dentro la propria storia, tutti trasmettevano i
propri sentimenti tra lacrime e canti di esultanza. E lui era lì a
fotografare nei suoi pensieri tutto ciò che il suo popolo gli stava
trasmettendo e capiva che le potenzialità che c&#39;erano in quelle
persone erano enormi, lui era pronto a tirarle fuori, a descrivere
con le sue magiche parole tutto ciò che riusciva a vedere in quegli
occhi e in quei sorrisi. D&#39;un tratto, mentre era così immerso nella
contemplazione di quello spettacolo e nelle sue riflessioni, si sentì
tirare la maglia e notò lì vicino a lui una piccola bambina che si
teneva stretta alla mano di suo padre. Spaventata ma allo stesso
tempo impregnata di tutto quell&#39;entusiasmo, anche se probabilmente
non riusciva a capirne bene il perché e si chiedeva,forse, come mai
invece di trovarsi nel suo caldo e protettivo lettino, il suo papà
l&#39;avesse trascinata fuori casa in quella notte così strana. Marco la
guardò e le sorrise, le accarezzò dolcemente la testa e eli, un po&#39;
più rasserenata, senza dirgli nulla,gli mise tra le mani la sua
bandiera e lo invitò a sventolarla per lei, che era troppo piccola e
si sentiva sballottata in quella calca festante. Quella bambina gli
trasmise così tanta tenerezza che ebbe l&#39;istinto do sollevarla sulle
spalle e permetterle di sentirsi in alto e protetta da quel turbinio
di gente e darle così la possibilità di sventolare quella sua
bellissima bandiera. Ma si trattenne e cercando di superare con la
sua voce, il fragore e il clamore di quella festa, si limitò a
chiedere a quel padre così orgoglioso e felice, come si fosse svolta
la partita. L&#39;uomo lo guardò interdetto,pensava di non aver capito
bene la domanda,non poteva neanche lontanamente immaginare che ci
fosse un solo italiano che non avesse visto quella mitica partita,
che non avesse provato la stessa angoscia, lo stesso entusiasmo, lo
stesso patema d&#39;animo. Così pensò che quel ragazzo dal sorriso
gentile stesse solo cercando di prenderlo in giro, visto che in
quella pazza notte tutto era possibile. Ma sorrise perché
l&#39;entusiasmo andava ben oltre qualsiasi altra cosa, si rese conto che
per lui era impossibile trovare le parole giuste per descrivere tutto
quello che era successo in quei 180 minuti e poi i rigori. Si, quei
rigori che tante volte avevano gettato tutti gli italiani nel più
grande sconforto. Tutte le speranze svanite contro traverse o palloni
che finivano in cielo portandosi dietro milioni di cuori in frantumi.
Ma quella sera no, quella sera dopo aver vissuto ogni tipo di
sensazione, tra gol subito, rigori sbagliati e speranze ritrovate in
un continuo susseguirsi di azioni, di cambi di fronte, di volgia di
non sbagliare nulla, crederci...crederci fino all&#39;ultimo
secondo...no, quella sera le stelle brillavano tutte per la Nazionale
e doveva per forza andare tutto bene perché non ci sarebbe stata
un&#39;altra occasione. Proprio quando tutti stavano puntando il dito
contro il calcio italiano, proprio quando tutto il giocattolo
sembrava stesse smontandosi a poco a poco sotto le mani fameliche di
avidi speculatori, eccoli lì quei 22 uomini affamati solo di voglia
di vincere. No, c&#39;era qualcosa di speciale in quella squadra, non
avrebbero potuto tradire un popolo intero, non questa volta. Marco
sorrise mentre si lasciava scorrere nell&#39;anima quelle parole e gli
sembrava davvero di aver assistito alla partita, nonostante qualche
ora prima fosse lontano anni luce dall&#39;intenzione di starsene davanti
alla tv e disse a quell&#39;uomo che aveva saputo descrivere
perfettamente tutto ciò che aveva provato. Risero insieme,
consapevoli che si erano ritrovati sconosciuti pochi minuti prima e
adesso le loro parole li stavano unendo in un infinito abbraccio,
come se si conoscessero da sempre. Come se si fossero ritrovati al
bar il lunedì mattina per commentare la giornata sportiva della
domenica, tra sfottò verso chi aveva perso e discussioni infinite
per chi aveva vinto. La piccola bambina guardava i due uomini con
sempre maggiore incredulità, non capiva che cosa ci potesse essere
di tanto meraviglioso da spingere suo padre a ridere e scherzare in
quel modo con una persona che non aveva mai visto prima. Ciò che
ancora non sapeva, piccola bimba protagonista suo malgrado, di una
serata storica, che negli anni a venire avrebbe ricordato con gioia
ed entusiasmo quei momenti, sarebbe stata tra quelle persone
orgogliose di dire “io c&#39;ero”, avrebbe potuto raccontare istanti
e ricordare volti e canti di festa. E ogni volta si sarebbe
meravigliata di come quelle immagini si fossero impresse così
tenacemente nella sua memoria, da non potersene più staccare, da
poterle sentire costantemente accanto a sé e ricordarne tutte le
parole, i profumi, tutti i suoni, e quell&#39;urlo...quell&#39;urlo che
riempiva la notte e che già era diventato il motto e il segno
distintivo per ogni italiano fiero di esserlo davanti ad un intero
mondo che si inchinava ai più forti. Eccoli lì ad urlare tutti
insieme “ il cielo è azzurro sopra Berlino!” Anche lei, piccola
e dolce, iniziò a ripetere quelle parole, tenendosi stretta alla
mano di Marco e di suo padre. Non avrebbe dimenticato mai neanche
quel ragazzo che la proteggeva e le sorrideva e ora  le stava
chiedendo il significati di quelle parole. Lei non ne conosceva il
motivo, sapeva solo che ad un certo punto, nella notte, era stata
svegliata dalla voce di quell&#39;uomo che urlava alla TV e suo padre che
la sollevava dal letto e la lanciava in aria, urlandole tutta la sua
felicità. Marco capì che quelle parole rappresentavano l&#39;urlo
liberatorio di chi aveva seguito attimo per attimo quei calciatori
correre e sudare e poi dimenticare tutte le fatiche, e tutti
saltavano beati e invincibili al ritmo di quel “po po popopopopo”
ormai diventato un bellissimo tormentone. Non riusciva ancora a
credere che fosse successo davvero, un giovane difensore italiano di
nome Fabio grosso, a cui nessuno dava la giusta considerazione,
avesse scaraventato in fondo alla rete il pallone di quel rigore
decisivo. E poi quell&#39;urlo, la corsa liberatoria come se di colpo
tutte le energie consumate avessero ripreso a circolare nel sangue,
nei muscoli, l&#39;abbraccio con i compagni... Marco riusciva a sentirne
il battito accelerato del cuore, la mente affollata da mille pensieri
con gli occhi di tutto il mondo sportivo puntati addosso, la
salivazione azzerata. Ma le gambe ferme, terribilmente rigide,
l&#39;acido lattico che bloccava tutti i muscoli, ma un solo, unico
dannatamente difficile desiderio: non si può sbagliare, la palla
deve finire in rete. Poteva immaginare il silenzio irreale di tutte
le persone che avevano il respiro bloccato,gli occhi chiusi nel
terrore di guardare, le gambe tremanti come ognuno di loro fosse al
posto di Grosso, oppure tutti intorno a lui desiderosi di spingere
quella palla nel posto giusto. E poi quell&#39;urlo, l&#39;inanime, roboante
urlo di gioia che aveva fatto tremare tutta la terra. Le parole di
circostanza rivolte agli avversari sconfitti, ma allo stesso tempo la
voglia di urlare in faccia a tutti “ siamo noi i più forti, cugini
francesi, questa volta il mondo e tutto nostro.” L&#39;inno d&#39;Italia
echeggiava ovunque, lontani da divisioni territoriali era quella
musica che faceva battere forti i cuori, che faceva sentire lunghi
brividi sulla schiena e che dava la giusta carica, la giusta energia.
Tutti fratelli, un unico popolo al seguito di 11 favoloso guerrieri
che avrebbero trascorso giorni interi a festeggiare e a godersi
continui bagni di folla tra tutte quelle persone che li attendevano e
che avrebbero fatto di tutto per averne in regalo una foto, un
autografo o un semplice ed inaspettato sorriso. Marco non si rese
nemmeno conto che immersi in quella festa, tutta la folla li aveva
lentamente spinti al centro della città, dove su un enorme maxi
schermo si potevano guardare senza sosta le immagini più belle di
quella partita, la festa di quei giocatori, i gol, la felicità
marcata a fuoco nei loro occhi, ma anche le lacrime, l&#39;infinita
tristezza di quegli avversari fieri e tenaci, bravi e orgogliosi, ma
ormai irrimediabilmente sconfitti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Marco si
fermò ancora una volta ad osservare quei volti, quegli occhi, il suo
cuore troppo sensibile stava guardando ciò che tutte le altre
persone, nella loro immensa esultanza, avevano ignorato o
dimenticato. Lui spense i suoi sorrisi per qualche attimo e nel suo
cuore dedicò onore e rispetto agli sconfitti, a chi non era riuscito
a fare quel passo in più verso la vittoria e aveva dovuto inchinarsi
a chi aveva avuto più determinazione e sangue freddo. La bambina,
che stava sempre al suo fianco, e che sembrava non avesse più
intenzione di lasciarlo andare, lo guardò e gli domandò come mai
non stesse più sorridendo, se per caso qualcuno gli avesse fatto del
male. Marco la accarezzò di nuovo dolcemente, avrebbe voluto dirle
che a fargli male erano state le differenze e le contraddizioni di
quel mondo in cui vivevano, dove le gioie camminavano a braccetto con
i dolori ma ignorandosi a vicenda. Voleva dirle quanto male potesse
fare l&#39;entusiasmo che rendeva egoisti fino al punto di dimenticarsi
che qualcun altro invece stava soffrendo. Ma si tenne per sé questi
pensieri e sorrise di nuovo alla sua cara, nuova piccola compagna di
quell&#39;avventura. Poi sentì di nuovo scoppiare boati di cori immensi
intorno a loro e quel “buuuu” di disapprovazione che sembrava
risplendere nella notte più potente di tutte le stelle. Tornò a
guardare lo schermo e rimase senza fiato, immobile davanti a quella
scena che ormai era ben impressa negli occhi di tutti. Quella
testata, quello strano, innaturale gesto di follia che aveva lasciato
a bocca aperta tutti, era il simbolo di quella partita, più forte di
tutti i gol, più potente di quella coppa dorata alzata al cielo. Si
guardò intorno, non riusciva  a capire, era rimasto sbalordito, no,
non poteva essere lui,proprio Zinedine Zidane, simbolo e volto di
quella Francia vincente, eroe di un calcio che profumava ancora di
nostalgia e romanticismo. Delineava inesorabilmente con quella sua
furia aggressiva, con quegli occhi bassi pieni d&#39;umiliazione
all&#39;uscita dal terreno di gioco, l&#39;inevitabile sottile linea, tra la
vittoria e la sconfitta. Non più onori, non più sentimenti di
rispetto ai vinti, quella triste immagine avrebbe fatto il giro del
mondo, sbeffeggiando e deridendo un grande campione che per molti non
sarebbe più stato tale. Rimase impietrito e senza parole, ma intorno
a lui la festa continuava con le risate,i cori, i clacson delle
macchine che suonavano a tutto spiano, le urla o gli sfottò. Si
guardò intorno e capì di essere l&#39;unico a cui quell&#39;immagine aveva
procurato dolore quasi che quella testata l&#39;avesse ricevuta lui. Solo
dopo parecchi minuti si rese conto che il padre della piccola stava
parlando con lui, ma non  aveva ascoltato un a sola parola, troppo
preso dal far scorrere i suoi pensieri su quelle immagini che
stridevano fortemente con una serata magica come quella. Allora
salutò i9 suoi nuovi compagni di baldoria per una notte, diede un
bacio alla bambina e si allontanò, desideroso di ritrovare un suo
piccolo angolo di pace, anche se ne dubitava fortemente perché ormai
la città era invasa dai tifosi. Si incamminò verso casa e solo
allora si ricordò dei suoi amici, ai quali aveva promesso di
festeggiare insieme l&#39;imminente uscita del suo libro. Ma sorrise
pensando che quella sera non li avrebbe più ritrovati, anche loro
ormai dispersi tra la folla, ubriachi di birra ed ebbri di felicità.
Rise pensando a tutte le cose che avrebbero potuto inventare per
rendere quelle ore più divertenti, considerando l&#39;idea che in una
notte come quella era lecito scatenarsi nelle feste più sfrenate. E
conoscendo i suoi amici, sapeva che non si sarebbero fatti mancare
nulla. Li avrebbe cercati di nuovo il giorno dopo, ma solo verso
sera, perché sicuramente avrebbero avuto bisogno di parecchio tempo
per riprendersi dalla sbornia e dalla notte brava. Ma proprio mentre
era così perso nei suoi pensieri e si era ormai allontanato dal
frastuono e dal centro degli schiamazzi, una macchina frenò di
schianto a pochi metri da lui e si sentì chiamare da molte voci
conosciute e familiari. Scoppiò a ridere di gusto quando vide tutti
i suoi amici stipati dentro una 500 tutta infiocchettata di quei tre
mitici colori che avevano ormai tinto tutta la città. Lo fecero
salire e lo spazio in quella macchina si compattò ancora di più ma
nessuno sembrò accorgersene, era la notte del “ tutto è
possibile”, del cielo colorato d&#39;azzurro e dell&#39;allegria dispersa
nel vento. Tutti lo rimproverarono per la sua inspiegabile assenza,
gli fecero mille domande per capire cosa avesse potuto fare in quelle
ore, dove fosse stato. Soprattutto non smisero di tormentarlo per
essersi perso quella meravigliosa partita. Sarebbe entrato nel
Guinness dei primati, secondo loro, per essere stato l&#39;unico italiano
a non aver assistito alla finale del campionato del mondo e non ci
sarebbero state più occasioni per rivivere un&#39;emozione così
immensa. Marco cercava di rispondere come meglio poteva a quella
raffica di domande, ma dentro di sé aveva come un vulcano in
eruzione per tutte le cose che aveva da dire su quella giornata, su
tutte le sensazioni provate e che gli stavano per esplodere nel
petto. Ma ancora una volta tenne tutto per sé, non poteva offuscare
la sensierata felicità dei suoi amici con la profondità delle sue
riflessioni. Così decise di anestetizzare per qualche ora tutto quel
caos interiore e iniziò anche lui a scatenarsi con cori e canti che
lo fecero sentire ancora più vivo e immensamente grato al destino
per tutto ciò che stava provando. Sapeva già come avrebbe potuto
dare sfogo ai suoi pensieri nei giorni a venire, ora voleva solo
sentire il vento della libertà che gli sfiorava la pelle mentre con
i suoi amici sventolava il tricolore. Il giorno dopo arrivò
ammantato di una strana atmosfera, ora c&#39;era silenzio ovunque,ma
nella testa di ognuno continuavano a risuonare gli echi di quei cori
e di quelle canzoni urlate a squarciagola nella notte infinita. Marco
si alzò un po&#39; intorpidito, nella sua testa martellava come un
tamtam anche il ricordo di quella sonora e indimenticabile sbornia.
Frammenti di ricordi e di emozioni vissute piano piano ritornavano a
fare capolino nella sua testa e un lieve sorriso gli si disegnò sul
viso. Non osò guardare l&#39;ora, si rese subito conto che stava
fluttuando in una nuova giornata senza tempo e senza più dimensioni.
Ma era felice, ancora una volta aveva goduto fino in fondo di tutti i
piaceri che la vita offriva e non vedeva nulla di male in questo,
vedeva solo l&#39;espressione più completa della sua giovinezza che si
stava rivelando giorno dopo giorno una invidiabile terra di
conquiste. Alla fine erano riusciti a festeggiare tutti insieme,
anche il raggiungimento del suo obiettivo principale, il suo successo
personale, la sua battaglia affrontata e vinta. Era pienamente
soddisfatto e respirò profondamente, solo allora si accorse della
ragazza che dormiva al suo fianco. Sorrise ancora di vero piacere, in
quella pazza notte non si era fatto mancare nulla, ma anche questo lo
vedeva come un premio meritato dopo le infinite notti trascorse a
scrivere davanti al suo computer. Guardò la ragazza dormire, ascoltò
il suo respiro leggero e ancora una volta sentì che doveva fare
qualcosa, non poteva concludere quella giornata senza aver messo nero
su bianco tutti i pensieri che tornavano a fare capolino nella sua
mente. Lasciò il letto in silenzio, non voleva svegliare la sua
compagna di una notte, si preparò un caffè forte per cercare di
allontanare quel dolore che pulsava sulle tempie, non poteva perdere
tempo aspettando che la sbronza evaporasse leggera e lenta e si
sedette alla scrivania, davanti allo schermo del computer e si sentì
come un bambino in un negozio di caramelle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Erano
passate ormai parecchie settimane da quella magica notte di luglio,
l&#39;estate calda e intensa aveva ceduto il posto ad un tiepido autunno.
Marco era più che soddisfatto perchè era riuscito ancora una volta
a trasformare in storie e parole tutte le emozioni che aveva provato
e nel frattempo il suo primo libro stava riscuotendo un discreto
successo. Il suo editore era rimasto entusiasta anche dopo aver letto
il suo secondo manoscritto. Come la maggior parte degli italiani,
anche lui si rivedeva in quelle parole, in quelle immagini così
sapientemente descritte. Così aveva proposto a Marco un&#39;iniziativa
in stile americano, organizzando un incontro con i suoi lettori e i
suoi fans, in una delle grandi librerie del centro. In questo modo
avrebbe potuto rispondere alle domande e alle curiosità di tutti su
quel romanzo che era, secondo lui, destinato ad ottenere grande
successo. Avrebbe potuto far contenti tutti firmando autografi e nel
frattempo avrebbero anche pubblicizzato l&#39;uscita del suo nuovo
romanzo. Avrebbero approfittato del fatto che la eco di quella
memorabile vittoria ancora non si era spenta e lui contava molto
sulla curiosità dei milioni di lettori veramente appassionati di
calcio. Come sempre il caro, buon Silvano vedeva in quella
prospettiva l&#39;ennesima occasione per guadagnare tanto soldi. Marco
invece, non era molto convinto di tutto questo. Era felice che il suo
libro venisse letto, ma non aveva così tanta voglia di mettersi in
mostra, come un manichino in vetrina,per rispondere alle solite
domande, dando le solite risposte, non potendo comunque dare fiato
alla profondità dei suoi pensieri e raccontare esattamente perché
avesse deciso di scrivere in quel modo. Perché sapeva che i suoi
lettori non volevano lezioni di filosofia. E lui voleva tenere per sé
tutto il meglio della sua anima. Comunque rideva sempre di gusto
quando vedeva Silvano intento in tutti i suoi calcoli,gli voleva
bene, non era un uomo cattivo, era semplicemente fatto così, nato
per fare affari. In quel pomeriggio di fine ottobre,comunque, mentre
le vie della città venivano rallegrate dalle maschere e dagli
addobbi di Halloween, Marco e i suoi amici si ritrovarono in quella
libreria, in attesa che le porte si aprissero alle decine di fans,
che con sua grande sorpresa, avevano già formato fuori una lunga
fila. E sorrise pensando che, si, pochi mesi prima l&#39;orgoglio italico
era esploso in tutte le sue più svariate forme e nella proverbiale
confusione di voci e canti, mentre in quei momenti sembrava che tutti
fossero sopraffatti dalle tante mode americane di cui tutti si erano
ingiustamente appropriati. Si rassegnò comunque all&#39;idea di
trascorrere quel lungo pomeriggio a parlare con gente sconosciuta e
iniziò senza troppi pensieri, a firmare alcune copie del suo libro
che quel giorno era il grande protagonista nell&#39;immenso firmamento di
volumi di quella libreria che ancora resisteva nonostante la
dilagante moda dei libri virtuali o scaricati sul PC: Ma lui provava
sempre un profondo brivido di piacere quando si trovava in una
libreria e i suoi sensi venivano subito colpiti dall&#39;odore della
carta, dal fruscio dei fogli e si convinceva che nessun libro
virtuale avrebbe mai potuto sostituire quella magia di tenere un
libro tra le mani, sfogliarlo, assaporarne il contenuto, leggerne
qualche parola e poi decidere se proprio quel volume poteva essere
destinato a diventare un fedele amico da portare sempre con sé, fino
al momento di leggerne la fine e chiudere l&#39;ultima pagina con un
profondo sospiro, con la certezza che qualcosa di speciale ormai era
entrato dentro di lui con quelle parole e non lo avrebbe più
lasciato. I pensieri si affollavano nella sua mente mentre la folla
di appassionati e semplici curiosi aumentava intorno a lui. IL suo
primo istinto fu quello di andare a rifugiarsi in un posto solitario
e tranquillo per sfogare le emozioni che gli scoppiavano nel cuore.
Ma ormai non poteva più fare nulla, doveva solo lasciarsi andare
alla curiosità di quelle domande che gli piovevano addosso da ogni
parte come piccole gocce di rugiada sul prato al mattino.
All&#39;improvviso tra tutta quella folla, apparve davanti ai suoi occhio
la più bella delle visioni e gli bastò un attimo per dimenticare
tutto e regalare il suo sorriso più bello a quella piccola, dolce
bambina che era stata la sua compagna d&#39;avventura in quella magica
notte estiva. Proprio come quella sera, lei si teneva tenacemente
stretta alla mano di suo padre e cercava ancora una volta di sfidare
la folla che premeva intorno a lei. Quando riuscì ad avvicinarsi,
saltò al collo di marco e gli diede un grande bacio, che lui
ricambiò con immensa gioia. Appena ebbero un momento per poter
parlare, il padre gli raccontò che da quel giorno lei non aveva più
smesso di raccontare a tutti di quel ragazzo che aveva festeggiato
con lei, che l&#39;aveva aiutata a vincere la paura per quella folla
oceanica e chiassosa intorno a loro e che con lei aveva sventolato
felice il tricolore. E quando aveva visto, nella vetrina di quella
libreria, la sua foto, non aveva voluto ascoltare ragione e aveva
fatto di tutto per farsi accompagnare, per poterlo rivedere e
salutare. Per lei era diventato il Principe Azzurro, l&#39;eroe di cui
suo padre doveva raccontarle magnifiche storie tutte le sere prima di
mettersi a dormire. Era per lei come un fratello maggiore che
l&#39;avrebbe sempre viziata e coccolata, anche  se era lontano, lei
sapeva che non l&#39;aveva dimenticata. Marco fu felice in quel momento,
molto più di lei, perché aveva dedicato a quella bambina, che
pensava di non rivedere mai più, tante pagine del suo nuovo libro,
immagine semplice e pura della gioia di vivere e degli occhi
innocenti che assistevano ad una vera e propria festa del cuore. E
Marco sapeva che solo in quegli occhi e in quel piccolo cuore
sarebbero rimaste per sempre ben impresse le immagini di quella sera
e solo attraverso i suoi occhi avrebbe potuto veramente raccontare le
profonde emozioni provate. Era una tavola bianca sulla quale
disegnare la vita e il mondo con i colori più belli e vivaci,
proprio come succedeva a lui quando bambino, si faceva riempire
l&#39;anima di tutte le cose nuove e stupende che giorno dopo giorno
aprivano per lui orizzonti inimmaginabili e bellissimi. Quella nuova
emozione provata dopo aver ritrovato quelle care persone che ormai
avrebbe solo potuto considerare inseparabili amici, gli diede la
spinta giusta per permettere a Silvano di pubblicare anche il suo
secondo libro. Ma il giorno della presentazione, volle anche la
piccola Elisa al suo fianco con il suo dolce papà, che l&#39;amava a tal
punto da considerarla il suo bene più prezioso. E solo allora Marco
si sentì pienamente soddisfatto di tutto ciò che aveva fatto ed
ottenuto con la tenacia e il coraggio. Solo allora, tenendo stretta
nella sua mano quella piccola e delicata manina, era sicuro di poter
mostrare a tutti quali fossero realmente i più meravigliosi colori
della vittoria, quelli dell&#39;amicizia e dell&#39;affetto profondo, donati
senza riserve a chi era in grado di condividere emozioni e felicità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/7950680751226636007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/7950680751226636007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7950680751226636007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7950680751226636007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/03/i-colori-della-vittoria.html' title='I COLORI DELLA VITTORIA'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibA7EcBC0SitvEWy2zwlgDGIMRQvFqAl58_WNFlIB4z5y8M4XN9iDiKNi-gNqhAkEnxWOcSkOzlRVYhHTWzFdcLtBwyBQ8uQMR5hNgDHSeP7Mv-de7KLY0whJLsuzWoSch3gv-moe8Psc/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-4991124681614545328</id><published>2015-02-24T17:01:00.003+01:00</published><updated>2015-02-24T17:01:55.957+01:00</updated><title type='text'>IL CORAGGIO DEL PERDONO</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lunghe
giornate di sole si susseguivano con il loro continuo ticchettio a
scandire un tempo che scorreva tra le dita e sembrava proprio che
sfuggisse imperterrito, senza mai farsi raggiungere. Il sole
allungava le ombre e sembrava allungare anche l&#39;attesa mentre
Frederic passeggiava in dolente e pensoso tra i sentieri di quel
parco che ormai conosceva a memoria e avrebbe potuto percorrerli ad
occhi chiusi, tanto sapeva sempre dove i suoi passi l&#39;avrebbero
portato. Per lui in quei momenti non contava più nulla,non c&#39;era
spazio, tempo, non c&#39;era vita, fluttuava nel suo personale limbo,
senza più desideri né aspettative. A volte pensava di essere come
gli alberi che gli facevano ombra nelle sue passeggiate solitarie,
immobili e assenti, mentre intorno a lui vorticava il vento di tutte
le cose   e le persone in movimento, tutte indaffarate verso qualcosa
che lui non riusciva più a comprendere. I suoi bellissimi occhi neri
portavano le tracce di quella sofferenza che gli bruciava l&#39;anima e
che teneva stretta nel cuore, non perché volesse continuare a farsi
del male, ma solo perché era il segno di tutti gli errori che aveva
commesso. La considerava come l&#39;espiazione delle sue colpe, avrebbe
dovuto così ricordare per sempre quanto fosse stato egoista e
insensibile. Non piangeva perché non voleva che le lacrime lavassero
l&#39;angoscia, voleva tenerla nel cuore finché non avrebbe capito quale
strada percorrere, quale sarebbe stato il suo destino. Fino a quel
momento non aveva pensato che ci potesse essere qualcosa che potesse
interferire con le sue azioni e i suoi pensieri, era stato sempre
libero e incosciente, capace di slanci e azioni sensazionali. Solo
perché voleva vivere la vita in tutta la sua essenza, senza volersi
negare niente,senza dover per forza rinunciare alle cose che i suoi
sensi e la sua testa chiedevano. Strano che il suo iniziasse a farsi
sentire prepotente proprio in quei momenti, proprio quando camminava
e vedeva passargli accanto tutte le sue verità più crude, tutte le
vite che aveva osservato sempre con indifferenza e presunzione. Non
aveva mai accettato regole, né obblighi, si era sempre lasciato
guidare dall&#39;istinto, senza mai lasciare che le emozioni lo
sopraffacessero, volando via in fretta da sensazioni che non
toccavano mai in profondità la sua anima. Si divertiva, era questo
che lo spingeva, la voglia di provare esperienze sempre nuove, il
desiderio di non essere limitato da una piccola esistenza. Lo guidava
la smania di sentirsi parte del mondo intero, di tutta quella
eterogenea umanità che lui voleva conoscere. Solo quando andava
andava via e il suo io tormentato lo spingeva di qua e di là come
trottola impazzita, provava quel senso di vuoto e solitudine che non
riusciva mai a definire bene e che riusciva a far sparire
immediatamente con una semplice scrollata di spalle. Non voleva
neanche pensare al fatto che potessero esistere sentimenti ed
emozioni diversi da quelli che lui cercava con la sua spensieratezza
e la sua concretezza. Per poter inseguire i suoi desideri, aveva
saputo rendersi indipendente molto presto facendo il lavoro che più
gli piaceva e che naturalmente gli permetteva di viaggiare e di
conoscere sempre gente nuova e città e paesi che i suoi familiari e
amici potevano vedere solo attraverso le cartoline che lui spediva
continuamente. Questo non lo faceva per mandare pensieri felici alle
persone, ma solo perché ogni volta manifestava il suo piacere
facendo qualcosa che gli altri potevano solo sognare. Si sentiva
fiero e fortunato e lasciava che l&#39; appagamento dei suoi sensi e del
suo corpo prendesse il sopravvento su tutto. La sua vita era una
continua festa,ricerca del piacere assoluto in tutte le sue forme. Il
suo entusiasmo cresceva quando poteva raccontare a qualcuno le sue
avventure, senza rendersi conto che più passava il tempo, più gli
altri iniziavano ad annoiarsi della sua mania di protagonismo, di
quel volersi sentire sempre al centro dell&#39;attenzione. Era così
preso e pieno del suo io soddisfatto, che non si era reso conto che
quel sentimento di solitudine che ogni tanto sfiorava i suoi
pensieri, si stava concretizzando intorno a lui. Tutte le persone che
lui considerava amici, non lo vedevano allo stesso modo, non aveva
mai capito che senza approfondire relazioni e conoscenze, non avrebbe
mai potuto avere accanto amici veri sinceri, disposti ad accettarlo
incondizionatamente con i suoi pregi ma anche i suoi innumerevoli
difetti. Non sapeva impegnarsi a fondo in qualcosa che veramente lo
attraeva, la paura di rimanere intrappolato in qualche specie di
sentimento che nasceva dal cuore, lo faceva stare all&#39;erta in ogni
situazione. Considerava le vicende del cuore, bazzecole prive di
utilità, buone solo per film di scarso interesse, buone solo per
illusi romantici. Qui si sentiva diverso, si sentiva un uomo vero,
forte e determinato, libero e indipendente che non avrebbe mai ceduto
a nessuna lusinga del cuore. Probabilmente aveva imbavagliato  e
incatenato il suo cuore per evitare che gli mandasse segnali troppi
forti ai quali non avrebbe saputo resistere. Mentre lui non voleva
cadere in quella trappola, dopo aver visto i suoi amici finirci
dentro e poi spegnersi a poco a poco, lasciando solo una scia di
cenere e fumo. La sua valigia era sempre pronta e non si fermava
troppo a lungo nello stesso posto, svolto velocemente il lavoro che
lo attendeva nelle sue agenzie, dopo aver aiutato tante persone a
cercare i loro effimeri sogni in viaggi organizzati su misura per
loro, si godeva le notti nell&#39;euforia della sua giovinezza.
Consapevole del suo fascino e dell&#39;attrazione che esercitava sulle
persone, sfruttava al meglio le sue doti, la sua bellezza, il suo
fisico atletico e ben allenato. Naturalmente le donne avrebbero fatto
molte pazzie per lui, gli si concedevano senza pudore e lui ne
assaporava la femminilità fin nel profondo. Ciò che poi si lasciava
dietro fuggendo da quelle notti di assoluto piacere, non faceva parte
del suo mondo e dei suoi interessi, non si preoccupava di lasciare
donne deluse e amareggiate, vinte e spossate dall&#39;inutile attesa di
un suo ritorno. Gli uomini, molti uomini, lo invidiavano per la sua
capacità di prendere dalla vita solo ciò che poteva renderlo
soddisfatto e contento, lasciando da parte tutto il resto. Loro
invece continuavano a fluttuare nel bel mezzo di una vita sempre
uguale, incastrati da doveri e oneri che lasciavano poco spazio ai
voli del cuore. Nè Frederic, né le altre persone però avevano
capito che fino a quel momento erano riusciti a prendere solo
un&#39;infinitesima parte delle meraviglie che l&#39;esistenza stessa era in
grado di offrire. Nessuno aveva compreso che intorno a quello che
riuscivano a costruire con desideri e pulsazioni interiori, si
sviluppava un altro mondo, un infinito reale e concreto di
possibilità, di idee e di cose che aspettavano solo di essere colte
e vissute e che il vero, completo, duraturo appagamento poteva
nascere dall&#39;infinita varietà di pensieri  che le loro menti erano
in grado di produrre. Ma questo a Frederic non importava, lui seguiva
la sua strada consapevole di non avere bisogno d&#39;altro, di non voler
finire nel novero di tutte quelle persone disilluse dalla vita,
protesi verso ideali che nella loro piccolezza e fragilità non
avrebbero mai saputo raggiungere. Lui si sentiva più felice perché
i suoi ideali erano a portata di mano, tutti i giorni davanti a lui,
pronti per essere vissuti e consumati e pronto a cercare altro per
non dare modo al tempo di perdersi intorno a lui. Ma in quegli strani
giorni d&#39;estate, dopo infinite settimane di sole, lui si trovava
ancora lì, a passeggiare solitario e affranto in quel parco, a
vivere in quella città che non amava, ma lo teneva legato a sé, non
dandogli alcuna possibilità di fuggire o di tenere lontane le sue
incrollabili paure. Era lui, Frederic, con il suo bel corpo, con i
suoi occhi sfuggenti ma allo stesso tempo penetranti che sapevano
infiammare tutti i cuori; eppure lui vedeva un altro se stesso vicino
che lo sbeffeggiava e derideva. Vedeva il suo eterno io vagabondo che
lo torturava con i suoi palpitanti ricordi ma sentiva di non avere
più la forza di dare retta a quel suo magico istinto che tramutava
in allegria tutto ciò che lo circondava. Ora si sentiva impotente e
svuotato di ogni volontà, dopo tutti quegli anni in cui i suoi
pensieri più intimi erano stati relegati nel più profondo angolo
del suo cervello considerati come appendici inutili, cominciava a
rendersi conto di quanto male avesse fatto a se stesso,
dimenticandosi di vivere lealmente e tenacemente. Ora quel senso di
inadeguatezza e fallimento arrivò a colpirlo dolorosamente e ne
sentiva sempre più perso, sempre più sconfitto, come un pugile
ormai arrivato al decisivo ed inevitabile KO. Si sentiva perso e
questo non poteva sopportarlo, il suo orgoglio e la sua voglia di
vivere venivano messi a dura prova in quei infiniti e non sapeva più
cosa fare riprendere in mano la sua vita. Non avrebbe mai potuto
chiedere aiuto a qualcuno, anche solo per sfogare quel suo dolore e
sentirne meno logorante il peso condividendolo con qualcuno. E del
resto per quanti sforzi facesse, non riusciva a trovare intorno a sé
qualcuno di cui potesse fidarsi veramente per sfogare i suoi
pensieri. Tutto ciò che aveva sempre negato, ora si presentava
davanti a sé l&#39;illusione delle sue idee, quanto fosse stato egoista
e superficiale rifiutandosi di accettare l&#39;esigenza e l&#39;importanza di
vere amicizie, di relazioni concrete, di cui adesso sentiva
l&#39;assoluta necessità ma che mancavano ormai nella sua vita e non
aveva più modo e tempo per riconsiderarle. Quel tempo che aveva
sempre creduto di fare suo, attimo dopo attimo, ora gli scorreva
velocemente tra le mani e lui non era più in grado di afferrarlo né
di inseguirlo. Spazi  e dimensioni non avevano più senso in quella
sua nuova realtà che non sapeva più riempire delle sue risate,
della sua esuberanza, sentiva l&#39;inutilità di ogni gesto e piano
piano evaporava quel favoloso mondo fatto d&#39;aria che invece credeva
di aver costruito con basi solide. Nonostante facesse enormi sforzi
per negarsi l&#39;evidenza, iniziava a rendersi conto che un&#39;altra vita
molto più forte e concreta, stava lottando per farsi strada intorno
a lui. Vedeva la meschinità della sua esistenza fatta tanto eppure
ormai piena di nulla. Tutto spariva davanti a lui e le sue mani
tenacemente protese non riuscivano ad afferrare nulla e la sua
disperazione lo portava a chiudersi sempre più nella sua solitudine
e nelle sue paure. Si concedeva solo quelle lunghe passeggiate come
se respirare l&#39;aria calda di quelle interminabili sere, potesse in
qualche modo riscaldare quel suo cuore freddo e impietrito dal
dolore. Ma diffidava e fuggiva i contatti umani perché anche un
semplice sorriso rivolto distrattamente a lui, gli procurava fitte
lancinanti nel petto e tutto gli sembrava così assurdo e irreale, da
pensare di essere per sbaglio precipitato nell&#39;interno di una realtà
parallela dove ogni cosa era lì solo per metterlo davanti alle sue
responsabilità. Ogni sera prima di tornare a casa, l&#39;ultima tappa di
quel suo inutile girovagare, era il laghetto del parco, vicino alle
cui rive le famiglie si ritrovavano per trascorrere spensierati
pomeriggi in allegria e i bambini giocavano festosi, liberi e sereni.
Lì era tutto cominciato e finito, per lui. Lì. Quel suo cuore
imbavagliato era riuscito a liberarsi dalle sue catene e aveva aperto
a Frederic le porte su un mondo nuovo che lui aveva sempre cercato di
cancellare o semplicemente di non vedere. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Era una
bellissima mattina di primavera, soleggiata ma fresca e lui
approfittava delle prime ore del giorno per fare un po&#39; di corsa in
quel parco che in quei momenti era poco frequentato e silenzioso.
Teneva in forma il suo corpo perché sapeva che gran parte del suo
fascino dipendeva da quello, il suo narcisismo non gli permetteva
errori. Così quando si trovava in quella città dove era nato e
cresciuto, ma che non aveva mai considerato veramente sua, l&#39;unica
cosa che lo rendeva soddisfatto, era correre nel parco, respirando
aria pura e godendo del silenzio intorno a lui. Il suo giro si
concludeva sempre davanti al laghetto, non perché nutrisse
particolare interesse per la natura che si manifestava in quelle sue
forme cristalline e calme, ma solo perché poteva riposarsi su una
delle panchine che si trovavano lì e così poter leggere le sue
e-mail sul palmare che portava sempre con sé. In quel minuscolo
oggetto si concentrava tutta la sua vita, il suo lavoro; gli sarebbe
bastato un clic e in poche ore poteva trovarsi già dall&#39;altra parte
del mondo, lontano da quelle strade, pronto a godere di nuove
avventure. Era talmente concentrato nel suo continuo cliccare, da non
rendersi conto che intorno a lui il parco iniziava ad animarsi, con i
chioschi che venivano aperto e con le tante persone che passavano da
quei sentieri prima di andare al lavoro. Quando iniziò a capire che
quel continuo brusio di sottofondo non gli dava più modo di
concentrarsi sul suo lavoro, alzò gli occhi e fu proprio in quel
momento che il cuore gli balzò fuori dal petto, cocente e
palpitante, tutto proteso verso quella etere visione che gli era
apparsa davanti. Non ci pensò due volte, voleva assolutamente
conosceva quella ragazza dai lunghi capelli neri e che sorrideva
felice al mondo, mentre accompagnava i suoi piccoli allievi verso la
scuola che si trovava proprio poco distante dal parco. La mente di
Frederic già ragionava e si beava dell&#39;ennesima conquista che si
sarebbe aggiunta al novero delle donne e delle ragazze che aveva
avuto nella sua vita. Ma lui ancora non aveva avuto capito che il suo
cuore era andato ben più in profondità e stava iniziando a far
nascere dentro di lui,sensazioni forti e pressanti che toccavano
l&#39;anima e che non si sarebbero fermante alla semplice storia di sesso
che lui immaginava. Continuò a tornare in quel luogo per giorni,
solo con la speranza di poterla rivedere e catturare l&#39;essenza
profonda di quel sorriso. La vide per parecchie altre volte, ma come
per un sadico gioco del destino non riusciva mai a fermarla per
rivolgerle anche solo una parola. Sembrava che lei volesse fuggire a
quel contatto, come due calamite dai poli uguali che si respingevano
invece di attrarsi l&#39;una all&#39;altra. Quando arrivò per lui di nuovo
il momento di partire, si rassegnò definitivamente all&#39;idea che
quella ragazza non sarebbe mai stata sua, ma con la sua solita
indifferenza sapeva che nel posto dove stava andando, avrebbe trovato
tutte le ragazze che desiderava e nessuna sarebbe stata sfuggente e
misteriosa. Ma ancora una volta non aveva fatto i conti con il suo
cuore ormai libero e al di fuori di ogni controllo. Così, anche nei
momenti più impensati, si trovava a pensare a quella dolce ragazza
del parco. Nelle sue lunghe notti solitarie, quegli occhi luminosi
invadevano continuamente i suoi sogni e al risveglio strane
sensazioni lo accompagnavano, sentiva come se il calore di quel corpo
che non aveva ancora mai conosciuto,lo avvolgesse completamente e lo
lasciasse del tutto privo di volontà. Cominciava a dare colpa di
tutto questo allo stress, sebbene questa parola non appartenesse al
suo vocabolario. La sua vita era perfetta come lui desiderava, non
poteva esserci spazio per i pensieri pressanti e per la fatica
mentale. I giorni però continuavano a passare con quella presenza
angelica che non lo lasciava mai, ogni cosa gli ricordava lei,
sentiva le sue allegre risate intorno a sé, e iniziò a domandarsi
quale strano incantesimo quella piccola fatina avesse potuto fare su
di lui esercitando un potere così forte sui suoi sensi intorpiditi.
Rifiutava categoricamente di pensare che il cuore potesse avere la
sua parte da protagonista in tutta questa storia. No, non era
possibile, lui non si era mai innamorato, lui sapeva apprezzare le
belle donne, sapeva amarle con il suo corpo, sapeva corteggiarle e
farle cadere davanti al suo fascino. Ma l&#39;amore romantico,
sdolcinato, da favola, no, questo non lo poteva sopportare. Eppure
quella volta si sentì felice come non mai di poter ritornare a casa,
dopo aver trascorso tanti mesi a tormentarsi cercando di allontanare
quei sogni che lo rendevano impaziente, ritornò a cercare tra la
gente del parco, quel viso, quegli occhi e si rese conto che ormai
niente nella sua vita sarebbe più stato come prima. Un pomeriggio si
fermò addirittura davanti alla scuola, nella speranza di vederla, ma
quando capì che non sarebbe successo, tornò a casa deluso e
amareggiato. Tutto questo però servì solo a scatenare la sua rabbia
e urlò e si disperò, non voleva essere così, non voleva sentirsi
fragile e disperso, si sarebbe volentieri strappato il cuore con le
sue mani per mettere fine a quel tormento che non lo lasciava vivere.
Questa rabbia che iniziò a tormentarlo, provocò in lui reazioni
impreviste. Provava in tutti i modi ad allontanarsi da quella
ragazza, viveva come sempre le sue intense ma fuggevoli relazioni,
senza mai fermarsi a pensare. Ma non aveva capito che quel sentimento
intenso e magico di cui non voleva neanche sentir parlare, aveva già
da tempo preso il volo e il destino aveva preso tra le mani la sua
vita e stava indirizzando la sua strada verso qualcosa di totalmente
sconosciuto per lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La ragazza
che aveva così profondamente stregato il suo cuore, si chiamava
Violet ed era una giovane maestra appassionata della vita, dolce e
romantica, sempre pronta a donarsi agli altri e a regalare sorrisi a
tutti. Certamente la sua visione del mondo e della vita era molto
diversa da quella di Frederic e se avesse conosciuto il suo cinismo e
il suo egoismo, non avrebbe dato modo al suo cuore di provare
qualcosa per lui. O forse quasi sicuramente avrebbe fatto il
possibile per dimostrargli che la vita poteva essere ancora più
bella aprendosi agli altri e non solo cercando insistentemente la
soddisfazione del proprio io. A tutto questo però lei ancora non
pensava. Aveva solo notato che quel bel ragazzo che incontrava ogni
giorno al parco, era lì per lei, la cercava sempre con lo sguardo e
lo aveva anche visto qualche volta fuori dalla scuola. Non avrebbe
mai immaginato che tutte quelle attenzioni e quegli sguardi così
penetranti potessero essere rivolti a lei, ma il suo cuore romantico
aveva da subito iniziato a farle provare dolci sensazioni, aveva
iniziato a sognare quell&#39;amore che aveva sempre aspettato e che si
stava materializzando nel viso e nei sorrisi di quell&#39;uomo così
bello. Anche lei iniziò a sentire quell&#39;attrazione così forte che
le toglieva il respiro e tutti i giorni andava al parco anche per
vederlo solo per un istante; aveva un unico desiderio di conoscerlo,
di parlare con lui, e si domandava perché lui non si facesse avanti.
A volte era triste perché pensava che la sua era solo un&#39;illusione e
che quel ragazzo così bello non poteva essere interessato proprio a
lei. Un pomeriggio però, sebbene l&#39;emozione la facesse tremare come
una foglia e sentiva il suo viso avvampare solo al pensiero di poter
dire una parola, decise che avrebbe fatto il possibile per parlare
con lui. Lo trovò come sempre su quella panchina, tutto preso dalle
sue solite conversazioni virtuali e come sempre non si era reso conto
di cosa avveniva intorno a lui. In un secondo sentì sentì un
leggerissimo movimento dell&#39;aria e un fresco profumo di lavanda che
diedero una tremenda scossa ai suoi sensi. Quando alzò gli occhi lei
 gli si era seduta accanto e timida e tremante aspettava solo il
momento giusto per potergli rivolgere la parola. Passarono il tempo a
parlare del più e del meno, di cose banalissime, di come fosse bello
il parco in quella stagione, parlarono dei loro lavori, ma passarono
anche tanto tempo in silenzio senza riuscire a capire perché pur
sentendo l&#39; emozione e l&#39;imbarazzo palpabili tra loro, nessuno dei
due avesse voglia di andare via. Quella voce così delicata che
faceva trasparire tutta la grande timidezza di quella ragazza così
semplice e gentile, aveva colpito Frederic fin nel profondo
dell&#39;anima e continuò a risuonare dentro di lui per giorni, dopo
quell&#39;improvviso e strano primo incontro. Più forte del suo
orgoglio, più forte del suo desiderio fisico, il cuore lo spingeva a
cercarla, come un&#39;automa, senza più volontà. Ma nei suoi momenti di
solitudine, rideva di se stesso e si dava dello sciocco perchè mai
in tutta la sua vita, neanche quando era un ragazzino ingenuo si era
mai fatto mettere sotto dall&#39;amore, mai aveva lasciato che le
emozioni potessero fremere dentro di lui. Eppure si ritrovarono
ancora per tantissimi giorni a parlare e ridere su quella panchina,
era il momento più bello e intenso delle loro giornate. La cosa più
sorprendente per Frederic era poter sentire la bellezza e la
profondità di quegli istanti godendo solo della presenza di lei,
provando gioia e allegria nel sentire la sua voce, nel sentire il
racconto delle sue storie che spesso e volentieri parlavano dei suoi
bambini. Il loro primo bacio arrivò spontaneo così come
spontaneamente era nata quella loro particolare e tenera relazione.
Frederic ne assaporò tutta la dolcezza, sentì un piacere nuovo che
non aveva mai provato prima, per la prima volta in vita sua si rese
conto che non c&#39;era solo il sesso per poter soddisfare la passione
del suo corpo. Quel bacio tenero e infinito gli fece capire
definitivamente di aver perso la sua lunga e dolorosa resistenza
contro l&#39;amore che aveva infiammato la sua anima. Violet da parte
sua, viveva quei momenti nel più completo abbandono, ormai convinta
di aver trovato la sua essenza vitale aveva la sua favola da vivere e
si sentiva leggera e felice come se volteggiasse tra le nuvole, tra
milioni di farfalle colorate. Sebbene sapesse poco di lui, sempre
molto restio a parlare di sé e del suo mondo, era più che certa di
aver incontrato l&#39;uomo che poteva completare la sua vita, che poteva
farla sentire unica e inviolabile. Il destino però non segue mai
regole precise e stabilite, così dopo aver fatto in modo che quei
due cuori si incontrassero e si amassero, come un folletto
dispettoso, decise di rimescolare le carte, mettendo sulla loro
strada la prova più terribile che una coppia felice deve affrontare.
Frederic dovette ritornare ai suoi viaggi e al suo lavoro e con tutte
le cose che aveva trascurato e messo da parte, perso com&#39;era a
inseguire il suo angelo, aveva bisogno di molto tempo per rimettersi
di nuovo in pista. Non aveva idea di quando sarebbe tornato, non era
più neanche così sicuro di voler ritornare, ma questo non lo disse
a lei quando quella sera la baciò teneramente per l&#39;ultima volta
mentre aspettava solo di poter salire su quell&#39;aereo che lo avrebbe
riportato nel suo mondo, lontano da tutte quelle sdolcinatezze e quei
ricordi romantici da film che gli chiudevano lo stomaco e gli
bloccavano il respiro. Lontano da lei, dai suoi sorrisi e dai suoi
baci, ritrovò tutto il suo orgoglio di uomo abituato a vivere per se
stesso. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Riprese in
mano la sua vita, ritornò alle sue feste, ai suoi divertimenti. Rise
contento di essere riuscito ad uscire da quel vortice che lo stava
intrappolando e capi che non poteva permettere al suo cuore di averla
vinta di nuovo. Si sentiva troppo bene nella sua ritrovata libertà e
distrusse il ricordo di quei momenti dolci e gentili, in notti
brucianti di passione, tra le fiamme di un fuoco che non voleva
spegnere. Non si sarebbe mai mostrato così indifeso e sognante di
fronte ai suoi amici e a nessuno avrebbe mai raccontato che cosa
avveniva su quella panchina in un parco ormai lontano da lui e dai
suoi pensieri. Ritrovò il suo cinismo e la sua arroganza, tutto
doveva tornare come prima, soddisfatto e contento nel vortice della
sua allegria e della sua vitalità. Gli bastò poco per non pensare
più a Violet, anche se ogni tanto, contro la sua volontà, un
pensiero fugace, un lieve profumo, il ricordo di una dolce parola,
gli passavano accanto come spiritelli, e gli procuravano strani
inganni dei sensi, come se qualcosa di ormai dimenticato tornasse
comunque a disturbarlo e a fargli sentire la pesantezza delle sue
colpe. Ma erano solo istanti che lui sapeva scacciare via con
l&#39;abilità delle sue armi di uomo da tropo tempo abituato ad
illudere, senza fermarsi mai a considerare il passato. Violet invece
lo aspettava,  le sue giornate trascorrevano nell&#39;attesa infinita di
rivedere il suo amore, di averlo di nuovo vicino a sé. Sentiva il
calore dei suoi baci sulle labbra, sentiva la sua voce che dolcemente
l&#39;accarezzava nelle sue notti solitarie. Ma piano piano la forza
delle sue emozioni venne sostituita dalla paura e dall&#39;ansia
dell&#39;assenza. I ricordi iniziarono a non bastare più, il tormento
della gelosia le avvelenava l&#39;anima e si sentiva in trappola, senza
una via d&#39;uscita. Lo cercava con la mente, lo cercava al telefono,
con lunghe e infuocate e-mail piene di amore e di angoscia. Ma tutto
rimaneva immobile, assurdamente doloroso dentro di lei, le notte
fatte di pianto la lasciavano distrutta e spossata, aveva perso la
sua passione, la luminosità dei suoi occhi, neanche i suoi adorati
bambini riuscivano a darle vita ed emozioni. Quando capì che
Frederic non sarebbe più tornato da lei e che aveva solo voluto
giocare e divertirsi con la sua innocenza e la fragilità della sua
anima, si sentì come se un enorme peso le si posasse sulle spalle e
la sua vita cambiò. I suoi occhi non sorrisero più e cominciò a
dirsi che l&#39;amore era un crudele regalo che solo il diavolo aveva
messo sulla terra per poter fare impazzire le persone più sensibili
e quindi godere delle loro sofferenze. Una profonda inquietudine la
invase, un torpore assoluto aveva catturato il suo corpo, viveva le
sue giornate senza più alcuna volontà. Quando anche le sue amiche e
colleghe capirono che qualcosa di terribile stava avvenendo in lei,
le dissero che avrebbe dovuto reagire, uscire da quel vortice che la
stava lentamente risucchiando. Ma lei ormai si sentiva persa e
abbandonata, non sentiva più passione verso niente e nessuno. Dentro
di sé sapeva che avrebbe dovuto fare qualcosa, doveva allontanare il
ricordo di quel suo amore perduto. Il suo cuore non sarebbe più
rinato, non sarebbe più stato lo stesso, però la sua vita in
qualche modo doveva andare avanti. Le sue amiche le dissero che forse
avrebbe fatto bene anche a prendersi una pausa dal lavoro e magari
fare un viaggio, lontana da quei luoghi che gli ricordavano
continuamente lui. Organizzò il suo viaggio senza troppa
convinzione, ma era pur sempre un primo, doloroso passo per cercare
di capire quale sarebbe stata la strada giusta da prendere. Nè lei
né Frederic avrebbero mai potuto immaginare che il destino stava
continuando a giocare e divertirsi con loro ormai in balia di una
forza irresistibile che non li avrebbe più lasciati andare. In tutto
quel tempo Frederic aveva ricevuto con molta insofferenza le e-mail
inviategli da Violet, dopo aver letto le prime, le altre le
cancellava immediatamente. Per lui non aveva più senso tutto quel
piangere e quel disperarsi, anzi, per lui era tutto insopportabile ed
era sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta andando via.
Non poteva farsi imbavagliare da stupide donnicciole romantiche che
secondo lui non sapevano godere dei veri regali che la vita poteva
offrire. Rabbrividiva al solo pensiero di dover finire nel gran
numero degli uomini che accecati dall&#39;amore, si rendevano sottomessi
e fragili, a schiere di donne prepotenti. Anche se qualcosa di
leggero come un soffio di brezza marina continuava a solleticargli
l&#39;anima e per quanto sforzi facesse, non riusciva proprio a pensare a
Violet come ad un&#39;insaziabile mangiatrice di uomini. Anzi, chiudendo
gli occhi, poteva ancora sentire i suoi brividi ad un lieve contatto
delle sue dita. A quanto fosse bello rimanere a guardarla
accontentandosi di godere di lei solo attraverso un semplicissimo
mano nella mano. Comunque ormai tutto questo faceva parte del
passato, anche lei si sarebbe rassegnata alla fine, come avevano
fatto tante altre donne che erano passate dal suo letto. Continuò i
suoi viaggi in giro per il mondo, alla ricerca di nuove avventure
esotiche da poter proporre ai suoi clienti; ma da tempo non tornava
più in Europa e così organizzò il suo ultimo viaggio tra le belle
capitali ricche di arte e di storia. Non aveva pensato che Parigi
poteva essere la meta di tanti giovani innamorati che andavano a
baciarsi sulle rive di quel fiume tanto caro ai cuori dei romantici e
che poteva anche accogliere tra le sue braccia, giovani romantiche
ormai deluse dall&#39;amore. Neanche le distanze più infinite, neanche
un universo intero possono dare la sicurezza di un addio, quando il
destino decide che due vite, pur sopportando indicibili sofferenze,
devono unirsi in un&#39;unica e appagante vita.  I loro occhi si
incontrarono di nuovo, tra scintille di fuoco e il rumore dei cuori
che andavano in frantumi, vicino quella meravigliosa chiesa di Notre
Dame che sicuramente era stata testimone silenziosa di infiniti
amori. Violet credette di morire in quell&#39;istante, era partita per
dimenticarlo, per  cancellare per sempre dai suoi pensieri quel viso
meraviglioso ed ora invece lui era lì, impietrito e interdetto
quanto lei, inconsapevole di ciò che stava succedendo. Violet corse
via con gli occhi pieni di lacrime, in una città sconosciuta, tra
persone sconosciute, non sapeva proprio dove andare a rifugiarsi.
Avrebbe voluto  buttarsi nelle acque di quel fiume che scorreva
lento, ma il suo istinto la condusse al suo albergo dove crollò
sfinita sul suo letto. Frederic invece si allontanò subito da quel
pensiero, non volle credere che fosse veramente lei, pensò ad uno
scherzo fattogli dalla stanchezza di quel suo lungo viaggio, non
poteva credere che lei si trovasse lì. Ma l&#39;inquieta notte che
trascorse, tra continui sogni con quel viso che ritornava ad
apparirgli continuamente, felice e sorridente, oppure stravolto da un
pianto incessante, lo lasciò di nuovo senza difese, sconfitto ed
inerme. Passò l&#39;intera giornata a domandarsi se fosse stata
veramente lei, si ritrovò a cercarla in ogni sguardo, in ogni
persona che incontrava per strada. Approfittando delle numerose
conoscenze che aveva in quella magica città, si fece aiutare per
cercarla, il suo cuore non lo lasciava in pace, aveva ripreso a
bruciare per lei e la voleva ad ogni costo, non voleva farla
scappare. Quando arrivò al suo albergo, la cercò fremente e pieno
di desiderio, voleva per sé tutto quello che ancora da lei non aveva
avuto, persi nel loro sognante ed inutile idillio. Le parlò con voce
tremante quasi irriconoscibile per lui, che non aveva mai esitato, né
si era mai sentito così vulnerabile. Violet lo lasciò parlare,
mentre sentiva la rabbia montarle dentro e capì che quello era il
momento giusto per riversare tutto il dolore, la rabbia e le paure
che a causa sua aveva provato in quei lunghi mesi di incessante
attesa. Era così furiosa che pensava di poter fare qualunque cosa,
si sentiva diversa, pronta a difendere il suo orgoglio ferito e il
suo cuore distrutto. Frederic venne colpito in pieno da un diluvio di
parole dure e taglienti, che lo ferivano e lo spogliavano di tutte le
sue ultime difese. Mai avrebbe pensato che da quel corpo così
armonioso e delicato, potesse uscire così tanto odio e così tanta
disperazione. Aveva distrutto i suoi sogni, le sue speranze più
belle, i suoi desideri di giovane donna innamorata, come poteva
pretendere adesso di tornare e chiederle di andare con lui, di
trascorrere insieme quella notte, lasciandole poi di nuovo solo
l&#39;amaro profumo della sua assenza? Lei lo aveva amato con tutta se
stessa, avrebbe voluto donargli tutto il meglio di cui era capace, se
quello che ora le stava chiedendo era solo sesso, allora non aveva
capito nulla di lei, non aveva saputo cogliere la sua essenza più
profonda. Non aveva diritto di provare la gioia e la tenerezza di
quelle ormai lontane giornate trascorse a ridere insieme. Quel dolore
sordo che Frederic provò in quegli interminabili istanti, si tatuò
sulla sua pelle, entrò nel suo cervello e non lo lasciò più quando
si rese conto di quanto fosse unica e speciale quella donna in
confronto alla quale lui diventava il più spregevole degli esseri.
Decise che avrebbe tenuto quel dolore lì per sempre, così si
sarebbe ricordato della sua inutilità, della sua meschinità.
Soprattutto doveva ricordargli quanto fosse stata enorme la sua
presunzione volendo sfidare il destino, andando contro tutte le
regole dell&#39;amore e della vita, convinto che solo vivendo seguendo il
suo istinto poteva essere veramente felice. Invece bastò un solo
istante per far crollare le sue certezze, gli bastò capire che
perdendo Violet per sempre, aveva rinunciato alla parte migliore di
sé, stava davvero rinunciando a vivere e non sarebbe più tornato
indietro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Così si
ritrovò a passeggiare solitario e inquieto in quel parco, tra le vie
di quella città dove tutto parlava di lei, ma lui doveva continuare
a vivere nel pensiero della sua assenza, senza riuscire a trovare un
solo motivo che gli portasse sollievo. Passava le giornate ad
enumerare i suoi errori, come se quel calcolo infinito potesse in
qualche modo ridargli la forza di guardare avanti e trovare una via
d&#39;uscita. Ma non ce la faceva, non poteva farcela senza l&#39;unica
persona che aveva provato veramente ad amarlo e a guardarlo con occhi
diversi, spogliandolo di quella corazza di uomo insensibile dietro la
quale nascondeva le sue vere e più profonde passioni. Ogni tanto
provava a cercarla, la guardava da lontano senza farsi vedere. Aveva
capito che anche a lei mancava qualcosa, non c&#39;era più il sole nei
suoi occhi, non c&#39;era più allegria e passione nei suoi gesti.
Provava ancora più dolore pensando che era solo lui la causa di
tutto questo, aveva tolto l&#39;anima alla persona più gentile e dolce
che avesse mai conosciuto e questo non se lo sarebbe più perdonato.
Violet continuò la sua vita, le sue giornate, ma in qualche modo
stava cercando di rimettere insieme i pezzetti  del suo cuore,
sebbene fosse certa che Frederic gliene avesse rubato una parte e non
lo avrebbe più dimenticato. Ma dopo avergli detto tutto ciò che
pensava, dopo essersi tolta quel peso che si portava dentro ormai da
troppo tempo, capì di avere ancora un po&#39; di forza dentro di sé e
che poteva resistere e andare avanti anche senza il suo perduto
amore. Erano passati tantissimi mesi ma il filo invisibile che li
aveva sempre legati non si era mai spezzato; così una sera Frederic
abbandonò ogni precauzione, ormai vinto e sfinito da quel sentimento
che era diventato l&#39;unico compagno fedele della sua solitudine,
decise che doveva parlarle per l&#39;ultima volta e così aspettò Violet
all&#39;uscita di scuola. Lei rimase calma e vigile quando lovide, anche
se il cuore aveva iniziato a batterle all&#39;impazzata. Frederic le si
avvicinò cauto, le disse che non voleva farle del male, voleva solo
parlare con lei un&#39;ultima volta e Violet accettò, ormai consapevole
della sua forza e del suo coraggio. Quella fu la notte più intensa
di tutta la loro vita, Frederic prese il cuore tra le mani e senza
più alcuna barriera disse a Violet ciò che provava. Le raccontò
del suo dolore e di quanto diventasse immenso al pensiero di averla
fatta soffrire. Non poteva più immaginare quei suoi bellissimi così
colmi di tristezza. Le chiese scusa mille e mille volte, consapevole
che una vita non sarebbe bastata per farle sentire la forza delle sue
colpe. Sapeva che non avrebbe rinunciato a quel suo dolore, perchè
poteva così ricordare quanto fosse stato vigliacco e disonesto nei
suoi confronti. Avrebbe espiato tutti i suoi peccati, ma lo avrebbe
fatto volentieri solo per la consapevolezza che così lei sarebbe
tornata a sorridere e ad essere felice. Violet gli raccontò di
quanto fosse stata immensa la delusione provata, di come si fosse
sentita umiliata e offesa e come sentisse penetrante, come la lama di
un coltello, quel senso di abbandono che lui gli aveva lasciato nel
cuore. Sapeva che in quel momento non aveva più senso ma volle
assolutamente dirle che l&#39;aveva amata davvero, che aveva provato un
sentimento davvero profondo per lei e solo il suo assurdo egoismo gli
aveva impedito di dimostrarglielo. Ma dentro di lui sapeva che
avrebbe potuto darle l&#39;infinito e tutto il meglio che lei si meritava
per la sua dolcezza, per la sua semplicità e il suo modo unico di
donarsi agli altri. Sapeva che in quel momento quelle erano solo
parole che non trovavano riscontro nella realtà delle cose, che
tutto era finito in maniera molto diversa e non potevano far altro
che accettarlo, continuando le loro vite. Parlando così
appassionatamente e con cuore sincero, buttando via quegli ultimi
veleni di rabbia e dolore che ancora portavano dentro, non si erano
resi conto che le loro mani si erano unite e si tenevano strette, in
un contatto forte e tenero al tempo stesso, carico di passione come
non era mai stato tra loro. Si sorridevano felici ma ancora molto
ansiosi, con quel senso di colpa e di inadeguatezza che erano
diventati i loro baluardi di difesa. Rimasero in silenzio a lungo,
consapevoli che tutto era stato detto di quel passato così
tormentato,ma piano piano però sentivano nascere una lieve scintilla
dentro i loro cuori, pensando che forse tanto altro ancora poteva
essere detto. Non potevano più lottare contro il loro destino, il
filo invisibile stava riannodandosi intorno a loro e senza più
difese né voglia di lottare contro le loro paure, le loro labbra si
unirono in un dolcissimo bacio che ebbe il potere di scatenare
brividi e scosse elettriche in tutta l&#39;estensione dei loro corpi. In
quegli infiniti momenti di pura passione capirono che l&#39;unica cosa
che avevano sempre cercato con disperazione e volontà, era il
coraggio di chiudere le porte al buoi del rancore e al dolore, per
aprirle alla luce del loro reciproco perdono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
                         
       
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
                         
          &lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;FINE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/4991124681614545328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/4991124681614545328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4991124681614545328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4991124681614545328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/02/il-coraggio-del-perdono.html' title='IL CORAGGIO DEL PERDONO'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3968795168128128212</id><published>2015-01-27T15:47:00.000+01:00</published><updated>2015-01-27T15:47:56.921+01:00</updated><title type='text'>IL SOLE DOLCE DELL&#39;AFRICA</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkLrdNxbgxktTJLvoY7ild53xdlDHlqNfALn5xtrPziTrTE0kBPacjQiHj7b2HTuyK_GOaRYRn73rXdWAxZl11qOneZhc-a4iGcm3pU2jIDXtVbMgxZh9utJE9RCv3vS4YCLlTtuMpOug/s1600/masai-mara-plains-kenya-all1529467.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkLrdNxbgxktTJLvoY7ild53xdlDHlqNfALn5xtrPziTrTE0kBPacjQiHj7b2HTuyK_GOaRYRn73rXdWAxZl11qOneZhc-a4iGcm3pU2jIDXtVbMgxZh9utJE9RCv3vS4YCLlTtuMpOug/s1600/masai-mara-plains-kenya-all1529467.jpg&quot; height=&quot;163&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Guardò le
valigie pronte ai piedi del letto, un nodo difficile da sciogliere le
bloccava il respiro,lottava strenuamente contro tutti i pensieri che
in quel momento le invadevano testa e cuore. Avrebbe semplicemente
voluto chiudere gli occhi, addormentarsi e risvegliarsi solo quando
tutto quel dolore e quella che si prospettava una lunghissima e
faticosissima giornata, fossero finiti. Credeva di non potercela
fare, sentiva le gambe molli, vedeva le sue mani tremanti e nessuna
parte del suo corpo rispondeva più ai segnali ed ai comandi della
ragione. Per una sola, maledettissima volta avrebbe voluto smettere
di seguire la ragione e cercare di dare un senso e un motivo ad ogni
cosa che le accadeva. Per quell&#39;unica, disperata giornata, avrebbe
voluto solo seguire il cuore, disfare le valigie, rimandare indietro
il taxi che di lì a poco sarebbe venuto a prenderla e dimenticare
tutto il resto del mondo. Avrebbe voluto dimenticare tutta la sua
precedente vita, resettare gli anni trascorsi e decidere di
costruirne una nuova, far nascere una nuova se stessa, ricominciare
da zero, lì, in quel luogo, tra quei posti che in così poco tempo
l&#39;avevano stregata e le erano entrati nell&#39;anima, fin nel profondo.
Ma era ancora lì, ferma, immobile a guardare la stanza, il letto
ordinatamente rifatto anche quella mattina e i fiori di ibisco e
bouganville adagiati in una perfetta e armonica composizione che
lasciavano nell&#39;aria quel profumo di buono e di dolce che l&#39;aveva
accompagnata, seguita e inseguita in tutti quei giorni. Le piaceva
tantissimo quel gioco di colori accesi sul bianco candido delle
lenzuola e tutte le mattine, provava un dolce sentimento di tenerezza
pensando alle mani delicate di quelle signore che lavoravano
tenacemente per rendere più sereno agli ospiti di quell&#39;albergo. Le
piaceva così tanto che a volte aveva anche timore a disfare il letto
per non disfare anche quella magia che si creava e si ripeteva tutte
le mattine. Al solo pensiero di questa che era una piccola goccia
nell&#39;immenso mare di emozioni provate, calde lacrime scesero copiose
sulle sue guance e lei non aveva né possibilità né volontà di
fermarle. Continuava a domandarsi perché una cosa così bella
potesse procurarle così tanto dolore e la risposta era una sola: non
voleva partire, non voleva ritornare alla sua vita di sempre, voleva
continuare a provare quella meravigliosa sensazione di libertà,
voleva continuare a sentirsi leggera e viva. Sapeva bene che appena
avesse messo piede su quell&#39;aereo, tutto quello che stava provando
sarebbe svanito e non sarebbe più tornato, non avrebbe più sentito
sulla sua pelle il caldo abbraccio di quel sole talmente delicato e
avvolgente, da permetterle di respirare un nuovo anelito di rinascita
e speranze. Tutti questi erano sentimenti che non aveva mai provato
in tutta la sua vita ed ora il pensiero di doversene privare, di
doverli lasciare lì insieme a tutte le cose che aveva visto,
conosciuto e ammirato e che potevano entrare solo nella valigia
effimera dei ricordi, la faceva veramente stare male. Si sentiva come
se forti mani le strappassero direttamente dal corpo, inseme alla sua
pelle abbronzata, tutta quella magia, tutto quell&#39;incanto vissuti in
pochi giorni che lei avrebbe voluto diventare eterni. Era tenacemente
sicura che da quel momento in poi niente sarebbe stato più come
prima, poteva sembrare assurdo, ma dentro di lei sapeva che tutta la
sua vita, tutti i suoi pensieri erano arrivati ad un punto di svolta
e davanti ai suoi occhi si stavano aprendo nuovi orizzonti, nuove
prospettive. Ma una vocina perfida dentro di lei, da qualche giorno,
dal momento in cui aveva realizzato che l&#39;incanto stava per finire e
che inesorabile sarebbe arrivata la partenza, continuava a ripeterle
che quei suoi nuovi pensieri erano solo illusioni. Qualcosa dentro di
lei, continuava a rodere come un tarlo e le ripeteva che era tutto
frutto della sua immaginazione, dovuto al rilassamento della vacanza,
al desiderio di stare per un po&#39; lontana dai problemi e dalle
faccende quotidiane. Ma no, lei imperterrita continuava a scacciare
questi pensieri e a sentirsi convinta fino al limite della sua
testardaggine, che tutto era vero. Era sicura che ciò che provava la
stava cambiando fin nel profondo  le stava dando la possibilità di
sciogliere quei  nodi che la tenevano legata ad una vita si,
piacevole e bella, ma diventata ormai troppo ordinata e meticolosa,
assurdamente incanalata nei suoi prestabiliti canoni. Doveva esserci
qualcosa di vero in quel cambiamento che sentiva se da primo istante
che aveva messo piede su quella terra, aveva sentito un brivido
percorrerle tutta la schiena, una scossa elettrica l&#39;aveva fatta
tremare in tutto il corpo. Lì per lì non fece caso a tutto questo,
forse la novità di quel viaggio per la prima volta così lontana da
casa, le stava facendo provare quei brividi per la paura dell&#39;ignoto
e del diverso. Ma assaporò l&#39;aria fresca della sera e da subito capì
che lì il sole aveva un altro respiro, non batteva forte, ma dava
leggero il benvenuto a tutti coloro che curiosi o indifferenti
avevano deciso di trascorrere le vacanze in quella parte di mondo.
Capì subito che tutto sarebbe stato diverso, i suoi occhi attratti
da luci e colori, sembravano come trottole impazzite perché voleva
assolutamente cogliere e fotografare ogni più piccolo particolare di
tutto ciò che li circondava. La lunga strada dritta correva veloce
in quelle praterie brulle e immense, alberi di olivi a perdita
d&#39;occhio, interrotti qua e là da macchie biancastre di capre o scure
di dromedari che davano subito l&#39;essenza della particolarità di quei
luoghi. Eppure il paesaggio le rimaneva nel cuore, con immagini
familiari della sua infanzia, i fichi d&#39;india,gli oleandri, i
cespugli di capperi appesi tra le rocce e gli ulivi stessi, la
riportavano indietro nel tempo. Di colpo successe la prima magia, il
suo cuore smise di battere troppo forte per la paura di trovarsi in
un  paese straniero,d&#39;un tratto capì di essere a casa, di essere
stata catapultata verso qualcosa di consolante e protettivo, come tra
le braccia della mamma quando era piccola. Da quel momento in poi
cambiò la prospettiva di quella vacanza, arrivata per caso, non del
tutto assimilata e che per giorni prima della partenza le aveva
procurato ansie e notti insonni. Non aveva ami provato pregiudizi o
paure verso il mondo al di fuori della sua normale vita, ma quella
volta forse, proprio l&#39;idea di quel cambiamento improvviso rispetto
ai suoi soliti schemi, le aveva procurato tutte quelle incertezze e
inquietudini. Ma dopo aver fatto e disfatto le valigie centinaia di
volte, era arrivato il momento di vivere quei giorni. Non avrebbe mai
creduto di viverli così intensamente con la passione del suo cuore e
l&#39;entusiasmo di una bambina. Voleva sentirsi parte di quel mondo,
voleva essere diversa dalla sua solita se stessa. I suoi occhi
continuarono per tutto il tempo ad imprimere nella sua memoria
immagini e particolari, le case bianche e azzurre che illuminavano il
giallo della terra. La sabbia fine sembrava volesse intrufolarsi
ovunque. I dromedari pazienti con la loro calma, giocavano con i
turisti. Tutto per lei era motivo di emozione e voglia di conoscenza
e un profondo senso di appartenenza maturava dentro di lei. Lei
voleva impossessarsi di tutto ciò che vedeva,non bastavano le foto,
testimonianza del suo passaggio tra quei luoghi. Tutto ciò che lei
ricercava erano i moti dell&#39;anima, i battiti accelerati del
cuore,tutti i suoi sensi erano risvegliati all&#39;ennesima potenza da
suoni, colori e profumi e sapori. Era una terra così piena di
contrasti ed enormi differenze,tra antico e moderno che in tutti i
modi cercavano di convivere e questo rendeva ogni escursione
estremamente affascinante. La sacralità antica di Kairouan con la
sua leggendaria fondazione, il mercato variopinto e ammiccante di
Nabeul, dove avrebbe voluto comprare tutto e la mente spaziava su
ogni oggetto libera di desiderare, di avere per sé tutto quello
splendore. La modernità di Yasmine, di Sousse con le sue Università
e Monastir incredibilmente occidentali nella loro tradizionalità. Il
fascino del deserto e dei suoi Berberi tenacemente legati,mai
sopraffatti, a quella terra così apparentemente ostile, ma che
poteva dare rifugio e protezione a chi sapeva amarla. E poi Tunisi,
metropoli viva e solare, con le sue grandi strade e il ricordo di un
passato coloniale ma con l&#39;orgoglio sempre vivo di un&#39;indipendenza
conquistata con passione, forza e intelligenza. Quante altre città e
cose avrebbe voluto vedere, amare  e imprimere nei suoi ricordi per
sempre. Ma come sempre il tempo tradisce quando cuore e mente trovano
la loro dolce via di fuga e non sarebbero bastati pochi giorni di
vacanza per poter godere in pieno di quelle enormi emozioni che lei
continuava a provare. Ma lei osservava tutto con enorme trasporto,
affascinata di conoscenza, rispettosa e ammirata di tutte quelle
tradizioni che erano ancora vive e che a volte le davano davvero
l&#39;idea di fare  un salto a ritroso nel tempo mentre percorreva le vie
del mercato, della Medina o si soffermava rapita e in religioso
silenzio ad ascoltare il muezzin richiamare i fedeli alla preghiera
dal Minareto della Moschea, in quella lingua si, incomprensibile, ma
al tempo stesso calda e coinvolgente che riusciva a toccare le corde
più profonde dell&#39;anima. Poi si guardava intorno e si domandava se
tutti quei turisti  che sembrava facessero a gara per riempire le
borse di souvenir, stessero provando quel suo stesso desiderio di
conoscere, di assaporare la vera natura di quella terra e di quelle
persone. Sicuramente non poteva negare che saltavano agli occhi,
fossero le enormi differenze rispetto al suo modo di vita
occidentale, organizzato e schematico, ma questo non le creava nessun
tipo di sconvolgimento emotivo, anzi, le piaceva sempre più l&#39;idea
che dietro ad ogni angolo sarebbe rimasta sorpresa e sconvolta da
immagini, scorci e scene di vita quotidiana sempre diversi,
continuando ad aprirle la mente su tutti quei misteri d&#39;oriente che
la circondavano. Scoprì il senso profondo della religione, di quanto
fosse  potente la presenza di Dio e quanto fosse assurdo pensare
pensare che fosse così completamente diverso dal suo Dio. Niente
meritava più rispetto di chi riusciva ancora a credere così
tenacemente nelle proprie tradizioni, che non avevano nulla di
sbagliato, che potevano contribuire a rendere migliore la convivenza
tra i popoli così troppo facilmente vinti da pregiudizi e falsi
miti. I suoi occhi venivano costantemente colpiti dai colori accesi
delle sete e dei vestiti, dai tappeti intrecciati a mano da mani
sapienti con tecniche tramandate da madre in figlia per generazioni e
dalle spezie e dagli oggetti di antiquariato che ovunque formavano un
eterogeneo arcobaleno. Sembrava davvero che sotto la luce di quel
sole tutti i colori prendessero vita e giocassero un perfetto
girotondo intorno a lei riempendole il cuore di allegria e sorrisi
piacevoli che davvero da tempo non la emozionavano più. Si faceva
cullare in quel dolce abbraccio e respirava profondamente l&#39;aria
leggermente salmastra del mare, scrutava l&#39; orizzonte infinite volte,
lasciando così andare la mente ai voli della sua fantasia. Sorrideva
felice pensando che in quel piccolo angolo di mondo così misterioso
e affascinante, era riuscita a ritrovare anche la sua capacità di
sognare ad occhi aperti. Rimase colpita dall&#39;affabilità fin troppo
sfacciata, che ogni abitante aveva nei confronti di tutti. Era
straordinario notare come la parola ricorrente fosse “amico”,
bastava un sorriso o una parola detta con gentilezza per poter
ricevere in cambio sorrisi accesi e braccia sempre aperte e
accoglienti, come se ognuno di loro volesse racchiudere tutto il
mondo in un unico grande abbraccio fraterno. C&#39;era chi le faceva
notare la malizia in tutto questo, il più pratico e poco
sentimentale secondo fine di attirare nelle proprie reti turisti
inconsapevoli ai quali “svuotare le tasche” con effimeri attimi
di svago e divertimento e ricevere in cambio la possibilità di
facili guadagni. Ma lei con tutto il suo cuore gentile e generoso,
vedeva solo lo slancio emotivo di un popolo che desiderava proteggere
ma al tempo stesso valorizzare la propria terra, sfruttandone al
massimo tutte le potenzialità. Amava farsi baciare tutte le mattine
da quel sole così gentile e rasserenante; l&#39;unica cosa di cui fosse
veramente certa, era che per la prima volta sarebbe tornata a casa
con un&#39; abbronzatura così perfetta da fare invidia a tutte le sue
amiche. E a tutte loro avrebbe raccontato la gioia di aver provato
quell&#39;esperienza unica e meravigliosa. Avrebbe voluto far vedere a
tutte le persone che conosceva, quelle cose stupende che lei aveva
avuto la fortuna di ammirare. Ma ancora una volta la sciò che anima
e cuore si riempissero di quelle sensazioni, per poterle tenere
dentro di sé, consapevole che in pochi, forse nessuno, avrebbero
potuto comprendere la grandezza del suo entusiasmo. Vedeva davanti a
sé i volti perplessi di chi avrebbe ascoltato il racconto delle sue
emozioni senza riuscire a capirne neanche la metà di tutta la loro
profonda intensità. Sapeva che le emozioni,così soggettive e
intime, avrebbero colpito poco l&#39;attenzione di chi avesse ascoltato
il suo racconto. Già immaginava tutte le domande alle quali avrebbe
dovuto rispondere sul cibo e sull&#39;igiene e su tutti i luoghi comuni
che inesorabilmente vivevano nella mente di ognuno. Lei non avrebbe
smentito nulla, avrebbe solo cercato di mettere in evidenza le
meraviglie scoperte e che l&#39;avevano lasciata esterrefatta e
incantata. Del resto ogni nazione aveva e viveva dei proprio luoghi
comuni, ma lei sapeva che la grandezza di un popolo, qualsiasi
popolo, si poteva vedere andando ben oltre tutto questo, avendo la
pazienza e l&#39;umiltà di conoscerlo fin nel profondo delle sue
infinite e multiformi sfaccettature, squarciando il velo assurdo dei
pregiudizi. E in quella vacanza lei stava facendo tutto il possibile
per vivere non come turista annoiata,indifferente e alla ricerca del
relax, ma sentendosi parte integrante del territorio e del carattere
delle persone, scoprendo con sua enorme gioia, che nonostante tutto,
quel modo di essere e di fare si assimilava al suo. Si sentiva bene 
proprio perché riusciva un po&#39; a riconoscersi in quei sorrisi e in
quel coinvolgimento emotivo che ogni persona le regalava. In questo
modo capì di poter provare quella leggerezza dell&#39;anima che le stava
permettendo di conoscere un&#39;altra se stessa. Allora si faceva
inebriare e coccolare da ogni nuovo sentimento che nasceva attimo
dopo attimo in lei, sapeva che forse il ricordo impresso dentro di
lei a fuoco vivo,sarebbe stato l&#39;unico modo per vincere la malinconia
inevitabile che l&#39;avrebbe colpita una volta tornata nel mondo reale,
una volta lasciato per sempre il suo nuovo, piccolo e grande volo
della fantasia. Avrebbe voluto riempire le sue valigie di tutto
questo, ma il dolore che provò al momento della partenza la lasciò
senza fiato e completamente svuotata di ogni volontà. Non poteva
mettere al sicuro in una scatola qualcosa che scorreva dentro di lei
come l&#39;acqua di quel mare cristallino scorreva tra le sue dita. Un
ultimo immane sforzo contro i suoi desideri, la allontanò da quei
recenti e brucianti ricordi. Era arrivato il momento, non poteva più
fermare lo scorrere del tempo. Salì sull&#39;aereo priva di forze e
incapace di pensare. Sentiva solo che quella che credeva solo una
leggenda metropolitana, l&#39;aveva totalmente impregnata e sedotta,
travolta e lasciata senza più difese. Cosi l&#39;unica cosa che le
sfiorava la mente mentre sorvolava il Mediterraneo, era quel
prepotente, feroce mal d&#39;Africa che, ne era ormai convinta, si era
insinuato in lei e aveva trovato dimora nel suo cuore e certamente
non l&#39;avrebbe più lasciata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3968795168128128212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3968795168128128212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3968795168128128212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3968795168128128212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/il-sole-dolce-dellafrica.html' title='IL SOLE DOLCE DELL&#39;AFRICA'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgkLrdNxbgxktTJLvoY7ild53xdlDHlqNfALn5xtrPziTrTE0kBPacjQiHj7b2HTuyK_GOaRYRn73rXdWAxZl11qOneZhc-a4iGcm3pU2jIDXtVbMgxZh9utJE9RCv3vS4YCLlTtuMpOug/s72-c/masai-mara-plains-kenya-all1529467.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3385699629293453299</id><published>2015-01-21T18:16:00.004+01:00</published><updated>2015-01-21T18:16:48.749+01:00</updated><title type='text'>I SUONI DELL&#39;ESTATE</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;I
SUONI DELL&#39;ESTATE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quell&#39;anno
l&#39;estate era arrivata d&#39;improvviso in tutta la sua immensa esplosione
di sole, colori e profumi, non c&#39;era un solo angolo di quel villaggio
in cui tutto non richiamasse alla mente voglia di corse e bagni nel
fiume. I bambini inondavano le strade con le loro risate, i loro
giochi. Era come se fossero spuntati da sotto terra come funghi
carnosi. Gli adulti rimanevano sorpresi, non pensavano ci fossero
così tanti bambini fra loro. Beh, certo, lunghi mesi trascorsi tra
casa e scuola, era stato come se l&#39;inverno li avesse rapiti e
trattenuti con sé. Ma ora erano lì, pronti a far festa, con i loro
palloni, le biciclette, la presa di coscienza del loro esistere. Si,
perché era solo in quella stagione che  tutti i bimbi capivano di
poter avere la vita nelle loro mani. Nei lunghi mesi freddi e grigi
se ne stavano buoni lì a seguire regole, ad ascoltare genitori e
maestri che dall&#39;alto delle loro gambe lunghe, sapevano dire cos&#39;era
giusto e cos&#39;era sbagliato. Ed ognuno di quei bimbi, dal basso dei
loro grembiulini, sognava il momento in cui tutti quei paroloni così
difficili avrebbero smesso di risuonare nelle loro testoline e
avrebbero finalmente potuto liberare tutta la loro fantasia. Così
era estate, ora tutti potevano correre scalzi, potevano liberarsi
dalle pastoie di quei vestiti scomodi e ingombranti. Gigio
arrampicato sui forti rami di quella quercia che stava lì a guardia
del villaggio da secoli, lanciò il suo grido di sfida al mondo “
la mia libertà è la mia maglietta nuova diventata bandiera!” Urla
festanti di ragazzini invasero case e botteghe e in cielo non
volavano più rondini e farfalle ma tante magliettine colorate, che
finirono con lo svolazzare tra i rami, silenziose e tristi senza più
quei piccoli corpi da proteggere. Fu un subbuglio generale, ma faceva
così caldo che neanche i genitori più intransigenti se la sentivano
di protestare. D&#39;altra parte era estate, tutte quelle risate in un
battibaleno riportarono alla memoria flebili immagini del passato in
cui anche quei genitori erano stati bambini, anche loro avevano
ricercato la semplice libertà in corse sfrenate e giochi all&#39;aria
aperta. Succedeva sempre un piccolo miracolo quando il sole si faceva
sentire in tutto il suo splendore, tutto cambiava e i bambini
prendevano possesso delle loro vite trasportando nel loro entusiasmo
anche gli adulti, anche loro sapevano che la libertà era quella di
riscoprirsi ancora un po&#39; bambini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3385699629293453299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3385699629293453299' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3385699629293453299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3385699629293453299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/i-suoni-dellestate.html' title='I SUONI DELL&#39;ESTATE'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3343380978681118318</id><published>2015-01-21T18:16:00.001+01:00</published><updated>2015-01-21T18:16:13.027+01:00</updated><title type='text'>LETTERA AL FUTURO</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;LETTERA
AL FUTURO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Hai vissuto
la vita nel buoi più profondo. Non conosci la luce, i tuoi occhi
sono come fari spenti. Hai vissuto senz&#39;anima, con il cuore duro come
la roccia. Hai vissuto nel silenzio, mai le tue orecchie hanno udito
parole sincere. Ma d&#39;improvviso quella porta si apre, vieni inondata
da una luce calda e accecante, pensi di non poterle resistere. Vuoi
ritornare in quel buoi in cui ti sentivi protetta. A modo tuo avevi
costruito qualcosa  in quel buio anche se mai lo avevi saputo
veramente definire. Un rumore assordante colpisce le tue orecchie, fa
male, così male da non riuscire a credere sia possibile. Ma ce la
puoi fare, apri gli occhi, piano piano si abitueranno anche a
guardare direttamente la luce del sole. Piano piano si abitueranno a
guardare gli occhi di quella variegata moltitudine che ha aperto la
tua porta. Ti meravigli, ti sorprendi, eppure sono tutte quelle voci
che fanno tanto rumore, non le avevi mai sentite. Nascosta nel buio
non avevi mai potuto sapere ci fossero così tante persone capaci di
dire così tante cose proprio a te, che del silenzio avevi fatto la
tua sola forza, il tuo unico compagno. Sta per succedere davvero
qualcosa di grande, perché dentro di te senti un calore mai provato,
sale dalla pancia ed ogni tuo organo ne viene colpito. Qualcosa
comincia a battere e pulsare così forte da farti mancare il respiro.
Come se milioni di mani suonassero un tamtam continuo dentro di te.
Ecco, ora lo sai, stai veramente iniziando a vivere. Quel tamtam che
bussa è solo il tuo cuore che ha distrutto la pietra che lo copriva
e ora vuole insegnarti a provare tutte quelle infinite sensazioni di
cui il corpo umano ha naturalmente bisogno per sostentarsi. Ecco, ora
la vedi, è la tua anima che balla un valzer dentro di te, ti fa il
solletico, sai finalmente di poter sorridere. Un rumore nuovo
colpisce i tuoi sensi, è la tua risata cristallina che si disperde
nell&#39;aria e come un&#39;eco si propaga tutt&#39;intorno. Ecco, questi sono
adesso i nuovi compagni di quella incredibile avventura che ti
aspetta. Non sei più da sola, non sei più al buoi. Esci fuori
bambina, tutto ciò che vuoi lo puoi ottenere con loa forza delle tue
mani. Non cadrai mai più, ti sosterranno cuore e anima, gli amici
più fedeli di questa vita fatta di incertezze. Cancella la freddezza
dell&#39;egoismo, distruggi i muri dell&#39;indifferenza, scavalca le
montagne della prepotenza. Così saprai di essere finalmente rinata
nella luce e nella speranza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3343380978681118318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3343380978681118318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3343380978681118318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3343380978681118318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/lettera-al-futuro.html' title='LETTERA AL FUTURO'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-6762963823696986027</id><published>2015-01-16T14:36:00.000+01:00</published><updated>2015-01-16T14:36:30.701+01:00</updated><title type='text'>PENSIERI E PAROLE 2</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQiHtGZ4CLIuaLdp4vFeJKK96FZD6P1f4jIXd7GuURlyChWnyu4OhpS5Z6ilwBqSaMo-foi9pRs7MV8qrkAnzoXhhO8pHiyalpk8psE0IwhGG-dSa-lT-bCWoI5PxJhUIhEQFqLAjls-o/s1600/download+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQiHtGZ4CLIuaLdp4vFeJKK96FZD6P1f4jIXd7GuURlyChWnyu4OhpS5Z6ilwBqSaMo-foi9pRs7MV8qrkAnzoXhhO8pHiyalpk8psE0IwhGG-dSa-lT-bCWoI5PxJhUIhEQFqLAjls-o/s1600/download+(1).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lui
le disse che non aveva mai smesso di pensare a lei e che
quell&#39;incontro gli aveva regalato una nuova ventata di felicità. Le
confessò che parecchie volte l&#39;aveva osservata da lontano, tenendo a
bada il suo esuberante amico che aveva l&#39;unico istinto di correrle di
nuovo incontro. Sembrava che anche lui, piccolo cucciolo
apparentemente privo di ragione, avesse visto in lei qualcosa di
speciale e infatti quel giorno non aveva voluto sentire comandi ed
era sfuggito al controllo del suo padrone per correre da lei.
Comunque,le disse, lui cercava di rimanere sempre distante perché
aveva paura di distoglierla dalla sua tranquilla concentrazione
mentre se ne stava seduta lì a scrivere. Sentiva che in quei momenti
lei provava pace e serenità e così non voleva essere di nuovo lui
ad interrompere l&#39;incanto dei suoi sogni. July ascoltava in silenzio
le sue parole mentre sorrisi leggeri le sfioravano il viso e pensava
che invece lei aveva desiderato in ogni attimo di venire sconvolta di
nuovo da quelle emozioni e che la pace e la serenità che lui vedeva,
invece erano profondamente sconvolte da quei sentimenti nuovi che le
scoppiavano dentro. Non aveva più pace da quando aveva iniziato
questa lotta tra la sua razionalità che le diceva di mettere da
parte i sogni e il suo cuore che la spingeva a vivere fino in fondo
quelle emozioni che non aveva mai provato per qualcuno. Ma sapeva che
non ci sarebbe stata soluzione a quella lotta finché non l&#39;avesse
rivisto. Solo così, realizzando che non era stato un sogno o una
proiezione dei suoi personaggi, e che lui esisteva davvero, avrebbe
potuto capire quale corso dare alle sue sensazioni. Ora erano di
nuovo insieme e il suo cuore non smetteva di fare salti di gioia,
consapevole della sua vittoria e doveva darle la sicurezza che poteva
esserci anche per lei qualcosa di meraviglioso da vivere. Passarono
il pomeriggio a parlare e a raccontarsi le ansie e le aspettative di
quei giorni. Risero insieme felici mentre ringraziavano il destino
che si era materializzato in quel cucciolo che adesso dormiva
acciambellato accanto a loro e aveva dato loro la possibilità di
conoscersi. All&#39;improvviso lui volle sapere di quei fogli, cosa
scrivesse con così tanto i9mpegno e passione. Ma lei si irrigidì
perché ancora una volta vedeva un&#39;intrusione nel suo mondo e nella
sua anima, che non permetteva mai a nessuno di violare. Il silenzio
fu lunghissimo mentre cercava le parole giuste da dire,proprio lei
che delle parole aveva fatto i suoi amici più inseparabili. Non
riusciva a spiegarglielo, non sapeva come dire che quei fogli erano
la trasposizione dei moti della sua anima e che tutto quello scrivere
le serviva per liberare la sua mente e volare leggera nell&#39;unica vita
che la faceva sentire bene e in pace con la gente. Lui percepì il
suo imbarazzo e aspettò gentile che lei ritrovasse la calma e la
padronanza di sé, ma non poté fare a meno di dirle che gli sarebbe
piaciuto molto leggere quei fogli. Sapeva che solo così avrebbe
potuto conoscere fino in fondo il suo essere e avrebbe potuto darle
tutto sé stesso nel modo in cui lei veramente desiderava. July
sentiva la sincerità del suo animo, ma le sue parole la impaurivano,
facevano aumentare le sue ansie già duramente provate in quei lunghi
giorni d&#39;attesa. Non si conoscevano affatto, come avrebbe potuto
permettere proprio a quello sconosciuto, anche se desiderava
ardentemente che quei momenti con lui non finissero mai, di aprire le
porte del suo cuore e farlo entrare fin nel profondo del suo essere?
Era un pensiero troppo sconvolgente per lei, abituata com&#39;era alla
solitudine dei sensi. Solo con il cuore completamente sereno e libero
dalle sue inossidabili paure avrebbe potuto permettere al suo nuovo
amico, di entrare nel profondo segreto dei suoi pensieri e dargli la
possibilità di leggere ciò che aveva scritto. Ma l&#39;ansia di venire
ancora una volta giudicata la soffocava e le faceva male come se
ricevesse costantemente pugni nello stomaco. Ebbe il coraggio di
dirgli che non riteneva i suoi scritti così particolari da poter
suscitare l&#39;interesse di qualcuno. Jordi sorrise e si intenerì
percependo la profonda umiltà e dolcezza di quella ragazza così
schiva e solitaria. Ripensò a tutte le persone che avrebbero fatto
carte false per ottenere successo tramite lui che cercando talenti
aveva costruito la sua brillante carriera. Ripensava a tutte le cose
improponibili che aveva dovuto sopportare e visionare per
accontentare amici ed estranei. Ma adesso sentiva forte nella sua
anima, che in quella ragazza c&#39;era qualcosa di molto profondo e vero
che avrebbe potuto rivelargli una realtà sensazionale ed
emozionante. Capì il suo turbamento e decise che avrebbe aspettato
paziente, che fosse lei a decidere spontaneamente di aprirsi con lui.
Non gli importava quanto tempo avrebbe impiegato, sarebbe tornato
sotto quella quercia ancora e ancora solo per assaporare la dolcezza
di quei momenti e riempire la sua anima con la profondità di quei
malinconici occhi. July quel giorno però, tornò a casa con una
speranza nuova negli occhi. Si sentiva così felice che le sembrò di
percorrere la strada volando. Quella notte i suoi sogni furono
popolati di immagini dolcissime fatte dell&#39;etereo volo di fate e
angeli che danzavano al ritmo di una musica celestiale. Non ebbero
più bisogno di nascondersi, si incontravano ogni giorno ormai nel
loro posto preferito e giorno dopo giorno un profondo legame li
faceva sentire sempre più vicini e inseparabili. July e Jordi si
scambiarono i loro cuori nella semplicità della loro giovinezza e
sorridevano felici al solo pensiero del loro successivo appuntamento.
L&#39;estate ormai era finita ma nonostante la malinconia dell&#39;autunno
rendesse grigie le giornate, bastavano i loro sguardi sempre più
innamorati a dar luce e colore a tutto ciò che li circondava. Fu in
una di quelle serate un po&#39; più fredde e tristi che July prese tutto
il coraggio di cui poteva disporre e preparò un regalo per il suo
dolce amore. Comprò un nuovo quaderno e passò tutta la notte a
scrivere i suoi pensieri più belli, tutti quelli che quel nuovo e
potente sentimento sbocciati in lei, sapeva ispirargli. La mattina
successiva si sentiva pronta e sicura di sé come non era stata mai.
Ma il cuore le andò in tumulto quando arrivò il momento di dare a
Jordi il suo regalo. Lo guardava sorridendo, sperando in cuor suo di
non sembrare troppo impacciata e goffa, ma lui capì subito che
quello sarebbe stato un giorno molto speciale, anche il loro
affezionato cucciolo percepì quella strana magia nell&#39;aria e
diversamente dal solito se ne stava silenzioso e calmo. Jordi non
poteva credere ai suoi occhi quando vide il quaderno e sorrise di
vera gioia alla sua dolce amica. July non volle aspettare che Jordi
leggesse i suoi pensieri, quel giorno si lasciarono così, con un
quaderno tra le mani e un leggero bacio a sfiorare le guance. Ora era
Jordi a ritrovarsi da solo ed a sentire il cuore scoppiargli dentro
rimanendo sospeso tra l&#39;incontenibile gioia di avere finalmente il
cuore della sua amica tra le mani e l&#39;imponderabile paura di
squarciare segreti inviolabili. Aspettò a lungo facendo rallentare i
battiti del suo cuore e cercando la giusta predisposizione d&#39;animo
per poter leggere con il più grande rispetto che lei meritava, tutto
ciò che aveva desiderato dirgli. Leggere quelle parole fu per lui
come trovare una nuova fonte di calore e di vita, un mondo nuovo e
più luminoso gli si presentò davanti, capendo che lei aveva aperto
il suo cuore con la sincerità e la semplicità più complete, come
mai aveva sentito nelle persone che aveva conosciuto ed incontrato.
Non volle aspettare oltre, era deciso come non lo era mai stato, a
convincere July a permettergli di pubblicare i suoi scritti. Ora
sapeva che tutte le cose stupende che aveva conosciuto e imparato di
lei in quelle lunghe settimane, dovevano essere rivelate. In ogni
parte del mondo avrebbero dovuto sapere quanta bellezza, quanta
meraviglia poteva contenere un semplice cuore di ragazza. Si rese
conto che July scriveva in maniera delicata e con infinita
spontaneità, e il suo entusiasmo cresceva man mano che si avvicinava
il momento di rivederla, aveva così tante cose da dirle che il suo
cuore non riusciva più a contenerle. Era più felice che mai quando
le corse incontro e la abbracciò così forte che lei pensò potesse
davvero non lasciarla più. Lei lo guardò perplessa, voleva capire
il perché di tutta la sua gioia, ma quando Jordi le ridiede il
quaderno, i sorrisi che stavano nascendo in lei, si bloccarono di
colpo. Si irrigidì e sentiva che stava succedendo qualcosa che
sarebbe stato troppo grande per lei da sopportare. Per tutto il tempo
in cui non si erano visti,la sua ansia era cresciuta a dismisura,
consapevole che presto o tardi avrebbe dovuto sottoporsi al giudizio
del suo caro amore. Sperava di essere forte, di poter reggere quella
pressione, ma quando si ritrovò davanti quegli occhi sorridenti e
così pieni di gioia, il suo primo e folle pensiero fu quello di
scappare e di nascondersi, fuggire lontano perché sarebbe stato
troppo imbarazzante per lei ascoltare le sue parole. Jordi rimase
interdetto quando si rese conto che July non era felice e non stava
ricambiando il suo abbracci con la stessa tenerezza e la stessa
passione che li avevano uniti fino a quel momento. Il suo entusiasmo
si arrestò e guardandola negli occhi le chiese il motivo della sua
freddezza. Sperava e pensava che quello sarebbe stato il momento più
importante della loro storia, aveva immaginato tutti gli attimi
speciali che sarebbero seguiti alla sua decisione di aprire al mondo
le porte di quell&#39;incanto trasformato in parole. Ma adesso si rendeva
conto che convincere July a seguirlo nel suo sogno sarebbe stato
molto difficile, forse impossibile sentendo la tristezza infinita
piovergli addosso insieme ai tremiti di paura che scuotevano il suo
corpo. La strinse dolcemente tra le braccia e accarezzandola
teneramente, cercò di calmare l&#39;impeto di quel cuore in tumulto.
Sapeva che lei aveva solo bisogno di essere tranquillizzata, cercò
di farle capire che tutto ciò che le stava donando era vero e
profondo e i sentimenti che provava erano l&#39;unico motivo di vera
gioia per lui. Con la voce più soave possibile le raccontò quanto
fosse stato emozionante e magico leggere quelle meravigliose parole e
aveva sperato che fosse lui l&#39;ispiratore di quell&#39;amore. Era felice
pensando di aver ottenuto la sua fiducia quando aveva deciso di
scrivere solo per lui. Si sentiva orgoglioso di tutto questo e
soprattutto si sentiva fortunato sapendo di essere il primo e l&#39;unico
destinatario di così tanta dolcezza. Le disse che non avrebbe mai
voluto farle del male, e quindi non doveva temere il suo giudizio
perché tutto ciò che desiderava era dirle quanto amore fosse
scoppiato in lui in quegli attimi preziosi. July si tranquillizzò
lentamente seguendo il ritmo leggero della sua voce, sentì la
sincerità delle sue parole e che poteva fidarsi di lui che era
riuscito a capirla e ad amarla come mai nessuno era stato capace di
fare. Jordi le fece capire che doveva trovare fiducia in se stessa e
nel suo talento perché il suo cuore e i suoi pensieri erano solidi
come rocce e nessuno poteva metterli in discussione. Per Jordi fu un
lungo ed impegnativo lavoro riuscire a convincerla che pubblicare i
suoi scritti sarebbe stato un grande regalo per tutti quei lettori
romantici e sognatori che come lei guardavano il mondo con gli occhi
del cuore. Avrebbero potuto iniziare con qualche racconto di quelli
che lei riteneva più belli, l&#39;avrebbe lasciata libera di decidere e
di scegliere, non avrebbe tolto nulla a ciò che lei pensava e
desiderava, ma era perfettamente consapevole che le stava chiedendo
uno sforzo enorme, per lei sarebbe stato un impegno troppo grande che
le avrebbe tolto infinite energie. Le lasciò tutto il tempo per
pensare e decidere e le successive notti trascorsero insonni per la
piccola July,che si sentiva stretta tra la sua paura di mostrarsi al
mondo e il grande desiderio di rendere felice Jordi, dopo aver
vissuto tutto l&#39;entusiasmo che il giovane aveva dimostrato per ciò
che gli aveva scritto. Il giorno in cui finalmente prese il coraggio
tra le mani e consegnò a Jordi tutto ciò che lei voleva venisse
pubblicato, sembrava fosse nato proprio per una nuova avventura e un
nuovo inizio. Infatti nonostante fosse autunno inoltrato, la natura
sembrava sorriderle mentre percorreva la strada che la separava dal
suo amore, un sole tiepido in un cielo sgombro da nubi facevano da
cornice al loro incontro e tutto le appariva più bello e invitante.
Sentì una vera gioia esploderle nel cuore quando Jordi la ringraziò
con un dolcissimo e appassionato bacio. Era tutto ciò che avrebbe
voluto in cambio di quello che stava facendo. Conn il suo amore
accanto a darle fiducia e conforto, capì che aveva fatto la scelta
giusta e che insieme a lui non avrebbe più potuto temere il giudizio
e le critiche delle persone. Qualunque cosa fosse successa in seguito
a quell&#39;enorme cambiamento che stava avvenendo nella sua vita, non
avrebbe più potuto ferirla o renderla triste, perché ora l&#39;unica
cosa che le importava era l&#39;amore immenso che provava per quel
ragazzo che in una calda giornata d&#39;estate, aveva sconvolto la sua
anonima esistenza. Il suo unico desiderio era renderlo felice, anche
se questo significava cambiare completamente il suo modo di pensare e
di vivere. Era pronta ad affrontare il mondo intero e non le
importava più di preoccuparsi per le conseguenze che potevano avere
le sue azioni, perché ora c&#39;era Jordi a placare le sue paure e le
sue inquietudini con le parole d&#39;amore più dolci che avesse mai
ascoltato. Da quel momento in poi iniziò per entrambi un lungo e
faticoso cammino per portare avanti quel lavoro che si sarebbe
concluso con la stesura definitiva e la pubblicazione. Solo quando i
primi libri iniziarono a circolare nelle librerie ed a suscitare l&#39;
interesse dei lettori, July e Jordi poterono ritenersi finalmente
soddisfatti e placare le loro ansie. Festeggiarono con una romantica
cena e con le loro mani unite al riflesso del tramonto. Quella sera
nasceva una nuova stella nell&#39;eterogeneo cielo degli scrittori. Ma
soprattutto si consolidava una meravigliosa e appassionante storia
d&#39;amore che avrebbe continuato ad ispirare con sempre maggiore
intensità l&#39;animo romantico della dolce July. Ora non doveva più
soltanto sognare e scrivere i suoi pensieri d&#39;amore perché aveva
ogni giorno accanto a sé un meraviglioso principe a cui donarli.
Aveva ritrovato la passione per la vita e la voglia di aprirsi al
mondo, senza dover sfuggire agli sguardi della gente e senza più
quel senso di inadeguatezza che la costringeva a nascondersi nel buoi
della sua anima. Un leggero tocco sulla spalla d&#39;incanto la distolse
dalle sue riflessioni e sorrise felice al suo compagno che la
richiamava alla realtà. Mentre i suoi lettori, in quella giornata
dedicata all&#39;incontro con lei, seguivano fedeli la lettura delle
pagine inedite dei suoi racconti, July aveva fatto scorrere la mente
indietro nel tempo, ricordando tutti i fantastici momenti che
l&#39;avevano condotta a quel grande successo. Quella giornata di festa
in cui lei era l&#39;unica protagonista, era la degna conclusione di un
lungo e arduo cammino. Capì che il suo cuore era finalmente libero e
lasciò andare tutti i suoi sorrisi da donare a quelle persone che
erano lì per lei, lasciò al vento, per farle portare il più
lontano possibile, tutte le sue ansie e le sue paure, strinse forte
la mano di Jordi e si lasciò cullare nell&#39;aria fresca e sognante di
una nuova vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
                         
    &lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;FINE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/6762963823696986027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/6762963823696986027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/6762963823696986027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/6762963823696986027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/pensieri-e-parole-2.html' title='PENSIERI E PAROLE 2'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQiHtGZ4CLIuaLdp4vFeJKK96FZD6P1f4jIXd7GuURlyChWnyu4OhpS5Z6ilwBqSaMo-foi9pRs7MV8qrkAnzoXhhO8pHiyalpk8psE0IwhGG-dSa-lT-bCWoI5PxJhUIhEQFqLAjls-o/s72-c/download+(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3143352438556190047</id><published>2015-01-14T18:27:00.001+01:00</published><updated>2015-01-14T18:27:14.041+01:00</updated><title type='text'>PENSIERI E PAROLE 1</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46BTdXxZnoCXxp8nb5cAYQU9PFRz1Da10PlqlW71DQXI-Kj6Vsyet5hAuPDjzgBBqCqtIxH7UBW0Etq09_TpCRsGuQMC9vza5Jwr-jA4x518on5tgA_P3XVHsOq4ipdMLMNvRhF2nCf4/s1600/images.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46BTdXxZnoCXxp8nb5cAYQU9PFRz1Da10PlqlW71DQXI-Kj6Vsyet5hAuPDjzgBBqCqtIxH7UBW0Etq09_TpCRsGuQMC9vza5Jwr-jA4x518on5tgA_P3XVHsOq4ipdMLMNvRhF2nCf4/s1600/images.jpg&quot; height=&quot;130&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sembrava
tutto facile quel giorno per July, la sua autostima era salita alle
stelle dopo aver ricevuto grandi applausi alla presentazione del suo
nuovo romanzo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lei sempre così riservata e timida si era trovata a
dover affrontare le domande e le richieste di centinaia di fans che
quel giorno erano arrivati in libreria solo per poter vedere lei e
comprare quel libro che fin dal primo momento tutti avevano
considerato un sicuro best-seller. Stringeva mani e firmava autografi
e sorrideva felice a persone sconosciute che avevano per lei infinite
parole di ammirazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il suo cuore batteva talmente forte da aver
paura che tutti potessero sentirlo e capire il suo imbarazzo e la sua
agitazione. Fino a poco tempo prima avrebbe respinto con vigore il
solo pensiero di dover affrontare una tale folla ritrovandosi al
centro dell&#39;attenzione e avendo addosso gli sguardi di tutti. Provava
ad immaginarlo e le venivano conati di vomito perché mai e poi mai
avrebbe accettato di uscire dal suo guscio e mostrarsi al mondo, alla
mercé di occhi e pensieri indiscreti. Invece tutto quello che era
successo in quegli ultimi mesi, le aveva dato forza e coraggio, anche
se l&#39;ansia di dover stare così a lungo a contatto con tanti
sconosciuti, ancora le risultava troppo insopportabile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Era felice
per ciò che aveva fatto e aveva ottenuto, però non vedeva l&#39;ora di
potersi gustare il suo successo, nel silenzio della sua casa, a
contatto con tutte le cose a lei più care. Aveva sempre vissuto in
modo da passare inosservata, temeva il contatto con la gente perché
venire sempre osservata e giudicata la metteva terribilmente a
disagio e la rendeva insicura e incapace di reagire a qualsiasi tipo
di sensazione ed emozione. Rimaneva sempre senza parole ed anche da
piccola era sempre oggetto di scherno della maggior parte dei suoi
coetanei che spinti dall&#39;esuberanza della gioventù, non riuscivano a
capire la profondità del suo animo e dei suoi pensieri. Dietro tutta
quella timidezza e quel disagio si nascondeva un mondo magico fatto
di sensazioni e sentimenti vivi e veri che bruciavano dentro il suo
cuore. La paura di confrontarsi con il mondo che le appariva molto
più grande e forte di lei, la schiacciava a tal punto che tutti i
suoi pensieri rimanevano chiusi in fondo alla sua anima. Ma dentro di
lei la consapevolezza dei suoi limiti la sopraffaceva a tal punto che
arrivavano momenti in cui sentiva tutto troppo insopportabile e si
domandava come mai si dovesse sentire così diversa da tutte le altre
persone che vivevano in maniera spensierata e allegra, ogni giorno
che nasceva su questa terra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dal suo nascosto punto di osservazione
in cui si rifugiava quando voleva stare lontana da tutti e da tutto,
lasciava andare i suoi pensieri e la sua fantasia ed immaginava un
mondo in cui anche lei avrebbe potuto sentirsi tranquilla e
accettata, indifferente alla presunzione e agli sguardi della gente.
Chiusa in sé stessa e avvolta nella calda sicurezza del suo cuore
sensibile e pieno d&#39;amore, conduceva le sue giornate senza bisogno di
dover chiedere niente a nessuno. Esorcizzava le sue paure osservando
e scrutando la vita in tutte le sue sfumature e in ogni più piccolo
particolare, cercando di capire e cogliere l&#39; essenza profonda di
tutte le cose e dell&#39;animo della gente. Sapeva che la sua grande
forza era in questa ricerca del profondo e pensava che se le altre
persone non la capivano, era solo perché non avevano la sua stessa
grande voglia di vivere fino in fondo tutte le emozioni provate. July
invece metteva amore in ogni cosa che faceva, viveva le sue giornate
seguendo la scia di tutte le emozioni, e da tutto traeva quella linfa
vitale che nasceva dalle forti sensazioni che la rendevano
soddisfatta del suo modo di condurre la vita. Anche se poi
puntualmente si trovava a sbattere contro una realtà molto più
cinica, indifferente e intollerante. Il mondo andava di corsa e
nessuno più si soffermava a gustare la dolcezza dei particolari
lasciando che il tempo scivolasse leggero sulla pelle.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non si
riconosceva in quella continua ricerca del superfluo, del desiderio
dei corpi, dell&#39;apatia del cuore. L&#39;amore che lei sognava nelle sue
giornate solitarie, era diventato solo merce di scambio tra corpi
annoiati e stanchi, abituati ormai al nulla e all&#39;impossibile.
Avrebbe voluto  scacciare tutti quei pensieri,avrebbe voluto vedere
le persone a lei care vivere in armonia e serenità. Ma anche se
avesse voluto confidare i suoi pensieri a qualcuno, si rendeva conto
che avrebbe ricevuto in cambio le solite alzate di spalle, il solito
consiglio a rilassare la mente e mettere da parte pensieri troppi
complicanti. Quando si rese conto che vivere dei suoi pensieri e
delle sue riflessioni non le bastava più, quando il suo cuore era
ormai saturo e le chiedeva concretezza e sostegno, trovò una nuova
valvola di sfogo per non sentirsi bruciare l&#39;anima e per non
lasciarsi vincere dalla malinconia. Nel silenzio della sua stanza si
ritrovò, un giorno,con in mano una penna e dei fogli colorati che
qualcuno le aveva regalato e che da troppo tempo erano chiusi in un
cassetto. Ma fissò a lungo quei fogli prima di decidersi ad usarli.
Quei pensieri che le bruciavano in testa erano così grandi che
temeva che se li avesse fatti uscire, rendendoli vivi attraverso la
sua calligrafia, avrebbero distrutto anche lei, svuotandola
definitivamente di ogni desiderio. La mano le tremava mentre
lentamente iniziava il suo nuovo viaggio in un&#39;altra dimensione. Ma
piano piano il tremore rallentò e la penna iniziò a scorrere veloce
e sicura e le pagine si riempivano di parole ed inchiostro e continuò
a scrivere tanto a lungo, da non rendersi conto che era arrivato il
buoi a ricoprire di nero il mondo intorno a lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rimase sorpresa
rendendosi conto che erano davvero tante le cose che aveva bisogno da
dire. Quando alzò gli occhi da quei fogli, ebbe un sussulto sentendo
che alla fine di quel lungo viaggio, improvvisamente si sentiva il
cuore più leggero e l&#39; anima faceva grandi salti di gioia dentro di
lei. L&#39;incontro che le cambiò la vita, avvenne per caso, così come
per caso era nata la sua passione per tradurre in storie tutti i suoi
pensieri. L&#39;estate era scoppiata calda e opprimente, mentre la natura
fuori lussureggiava e splendeva. Così July aveva ormai lasciato il
buoi della sua stanza e aveva preso l&#39;abitudine di girare per la
città e il suo piccolo nuovo rifugio era l&#39;ombra della secolare
quercia del parco. Anche lì si immergeva nei suoi pensieri e
osservando il mondo e le persone da una nuova prospettiva, liberò
tutta la sua fantasia, trovando nei particolari a lei cari,
innumerevoli spunti di ispirazione. Il suo zainetto era ormai da
tempo pieno di fogli scritti minuziosamente, più scriveva, più un
profondo anelito di conoscenza la pervadeva. Si sentiva viva
attraverso i personaggi che prendevano forma tra le sue dita e il
profumo di carta e inchiostro era ormai come una droga per lei. Non
poteva più separarsi da quei suoi nuovi compagni di avventure. E
quando pensava di aver detto e scritto tutto e poteva mettere la
parola fine alle sue storie, ecco che nascevano piccoli e pressanti
pensieri che si trasformavano in bellissime idee che facevano di
nuovo a gara per uscire dalla sua testa ed essere eternati tra quelle
pagine. La sua mente era sempre più viva e fervida, sempre più
parole le facevano il solletico nella sua anima, rendendola allegra 
e facendola sentire capace di poter creare all&#39;infinito, tutto ciò
che desiderava. In un pomeriggio soleggiato, mentre il caldo
impigriva i sensi e sembrava che una di torpore avesse invaso la
terra, il silenzio della giornata e l&#39; insistente frinire delle
cicale, vennero interrotti dall&#39;improvviso abbaiare di un cucciolo
arruffato e morbido che come una leggera valanga fatta di peli, si
rovesciò sui suoi fogli che si sparsero nell&#39;aria come farfalle
impazzite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fu presa immediatamente dal panico e un “ no” profondo
le uscì dalla gola, facendo spaventare la piccola palla di pelo che
andò a rifugiarsi tra le gambe del suo padrone che nel frattempo
arrivava trafelato apparso chissà dove dalla buia frescura del
bosco. I due giovani si fermarono di colpo l&#39;uno di fronte all&#39;altra
in un incontro di sguardi che sembrò durare un&#39;eternità. July sentì
il rossore della timidezza arrivarle cocente sul viso e allora fece
forza sulle sue gambe e continuò a raccogliere i suoi fogli sparsi
ovunque, cercando in tutti i modi di ricacciare indietro le lacrime.
Quello era il suo piccolo mondo in cui si sentiva sicura e protetta,
nessuno aveva il diritto di sconvolgerlo così, neanche un
piccolo,dispettoso cagnolino e lei fremeva d&#39;ira cercando di non
reagire, di mantenere il controllo. Il giovane uomo rimproverò il
suo piccolo e fedele amico e cercò di aiutare July a recuperare il
suo prezioso tesoro, mentre con la voce più dolce possibile, voleva
chiederle scusa e farsi perdonare per il disastro combinato. July era
sempre più furiosa perché nelle sue giornate solitarie non era più
abituata a scambiare confidenze con gli sconosciuti e quella era per
lei una situazione ancora più imbarazzante per potersi permettere di
dimostrarsi gentile e socievole. Però lui continuava a parlarle e
non poté fare a meno di guardarlo e quel sorriso luminoso e sincero,
l&#39;espressione contrita dipinta nei suoi occhi e quella voce dolce e
profonda, ebbero lo strano potere di calmarla lentamente e di
riportarla al centro di quella realtà impensata e imprevista.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sorrise anche lei e sciolse la tensione del suo corpo, accettando le
sue scuse e domandandole a sua volta per la sua reazione troppo
esagerata. Poi prese in braccio il piccolo cucciolo e lo accarezzò
dolcemente, ricevendo in cambio le feste più affettuose che lui era
capace di fare. I due giovani scoppiarono a ridere e i loro occhi si
incontrarono in sguardi teneri e amorevoli, prima di trovare il
coraggio e la voglia di salutarsi e riprendere ognuno la sua strada.
July aveva il cuore in tumulto e non riusciva più a trovare il
coraggio e la voglia di salutarsi e riprendere ognuno la sua strada.
July aveva il cuore in tumulto e non riusciva più a trovare il filo
dei suoi pensieri, mentre osservava quella buffa coppia allontanarsi
veloce dal suo sguardo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Giorno dopo giorno una nuova luce si
accendeva dentro di lei, quella voce e quegli sguardi le erano
rimasti impressi nell&#39;anima come un tatuaggio e strane e profonde
sensazioni maturavano in lei, tutte le volte che tornava sotto la
grande quercia e la mente la riportava a quell&#39;incontro imprevisto.
Ora accanto ai suoi pensieri e alle fantasie delle sue storie, c&#39;era
anche il ricordo di quel giovane uomo e del suo cagnolino che
all&#39;improvviso erano entrati nella sua vita. Tutte le volte che
ritornava in quel luogo, il cuore iniziava a batterle forte e lo
stomaco le si stringeva. Anche le sua mente faceva forza per
scacciare via quelle sensazioni che le facevano male come un vero e
proprio dolore fisico, il suo cuore si tormentava sperando di poter
rivedere quel volto, di avere quel giovane di nuovo accanto. Ma ogni
sera tornava a casa con la delusione dipinta sul volto, con quel
dolore che non la lasciava e che le trasmetteva solo ansia e paura.
Calde lacrime qualche volta le sfioravano le guance e si dava della
stupida per aver creduto ancora una volta alle sue illusioni, per
aver mischiato la fantasia dei suoi racconti ad una realtà che non
poteva esistere. Voleva cercare un altro posto dove rifugiarsi e
allontanare dalla mente quei pensieri e quei ricordi. Ma le gambe non
seguivano mai la ragione e così tornava sempre là, dalla sua
quercia. L&#39;estate faceva  il suo giro sulla terra e solo frettolosi
temporali di metà agosto la tenevano lontana dal suo parco e la
immalinconivano ancora di più. In quei momenti l&#39;attesa le sembrava
ancora più cocente e infinita, veniva catturata da una smania senza
freni e neanche scrivere le bastava più per calmare i suoi sensi.
Uscì di casa e decise che quello sarebbe stato il suo ultimo
appuntamento con quei sogni che la tormentavano e arrivò di nuovo
sotto la quercia. Proprio nell&#39;istante in cui sentiva che avrebbe
detto addio alla calma solitaria di quel luogo tanto caro, di nuovo
una valanga di suoni e corse festose la colpì nel profondo e quella
piccola palla di pelo era di nuovo lì a sconvolgerle la vita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Questa
volta però non c&#39;erano né fogli né pensieri da far volare via nel
vento e le sembrò che il suo cuore esplodesse come fuochi
d&#39;artificio mentre Jordi le veniva incontro con quel suo sorriso
meraviglioso che aveva il potere di illuminare anche il buoi più
profondo. Non avrebbe mai creduto possibile che quel momento che
aveva a lungo immaginato e desiderato, si potesse veramente
realizzare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3143352438556190047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3143352438556190047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3143352438556190047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3143352438556190047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/pensieri-e-parole-1.html' title='PENSIERI E PAROLE 1'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46BTdXxZnoCXxp8nb5cAYQU9PFRz1Da10PlqlW71DQXI-Kj6Vsyet5hAuPDjzgBBqCqtIxH7UBW0Etq09_TpCRsGuQMC9vza5Jwr-jA4x518on5tgA_P3XVHsOq4ipdMLMNvRhF2nCf4/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-8102195710664056510</id><published>2015-01-06T17:24:00.000+01:00</published><updated>2015-01-06T17:24:36.449+01:00</updated><title type='text'>IL CALORE DELLA NOTTE 6 ULTIMO ATTO</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrbEKCu48xmDFkrkZ3wv3G0AfaDfKMWsIfjcgsYVoDSgtnwNvNjcc0vvTcL64axu_XtOoK2MucsdpATTWSOtW8HHFaSOaEi91AZ9ASyn75bkmWZNCKozExfqXN305E5yD2u9KTftk33OM/s1600/images.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrbEKCu48xmDFkrkZ3wv3G0AfaDfKMWsIfjcgsYVoDSgtnwNvNjcc0vvTcL64axu_XtOoK2MucsdpATTWSOtW8HHFaSOaEi91AZ9ASyn75bkmWZNCKozExfqXN305E5yD2u9KTftk33OM/s1600/images.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Monique
continuò a parlarle con la sua voce dolce tenendola stretta tra le
sue braccia finché si accorse che Sophie, ormai distrutta da quella
notte infinita come come la vita del mondo, si era addormentata e il
suo respiro si era fatto regolare, allontanando i singhiozzi che fino
a poco prima le avevano provocato tanto dispiacere. Passarono molti
giorni da quel momento di confessione profonda e Monique e Sophie
continuarono a condividere gioie e dolori, ora custodivano insieme
quel segreto che nessun altro era riuscito ancora a decifrare. Si
capivano solo con uno sguardo e la loro amicizia era diventata
qualcosa di fondamentale per entrambe, qualcosa che niente e nessuno
avrebbe mai più potuto sradicare dai loro cuori. Sophie pensava che
un filo invisibile avesse sempre legato i loro destini e che prima o
poi si sarebbero incontrate e adesso capiva il perché. Monique era
il suo angelo custode, colei che le avrebbe ridato la fiducia nel
futuro. E così come per magia, superate quelle infinite, fredde e
tormentate notti, sembrò arrivare la primavera, con tutti i suoi
colori, i suoi profumi, i suoni del bosco, gli uccellini in festa. La
natura che si risvegliava rendeva tutti più allegri e sorridenti,
sembrava che tutto il paese si risvegliasse da un lungo letargo,
nessuno aveva più voglia di starsene chiuso in casa. Il bosco non
faceva più paura e si facevano lunghe passeggiate, si organizzavano
feste e pic-nic per poter celebrare quel miracolo che si compiva ogni
anno e che portava rinascita e vitalità. In queste giornate di sole
e di allegria, Sophie aveva ritrovato il suo sorriso e non si sentiva
più oppressa e tormentata. Monique invece, dopo quella notte, non
aveva più smesso di pensare al modo per poter aiutare la sua amica,
dentro di lei sapeva che quella struggente e romantica storia non era
conclusa. Aveva così dedicato molte delle sue ore alla ricerca di
Thierry, se Sophie non voleva fare questo passo, lo avrebbe fatto
lei. Sebbene vivesse nel continuo terrore che la sua amica potesse
offendersi o arrabbiarsi per questa intromissione nella sua sfera più
intima. Soprattutto non aveva la matematica certezza che lo avrebbe
trovato o che comunque lui avesse voglia di dare ascolto ad una
sconosciuta. Però in quei momenti ringraziò lo strano e per lei mai
amato mondo di internet che permetteva di cercare e trovare proprio
tutto. Grazie alle informazioni che Sophie le aveva dato, navigò e
navigò per giorni in quel mare virtuale, viaggiando per il mondo pur
rimanendo se3duta alla sua scrivania, entrando in contatto con realtà
fino a quel momento sconosciute e impensabili, conoscendo persone di
ogni genere, facendosi commuovere dalle storie di infinite
organizzazioni umanitarie che nell&#39;ombra e nel silenzio compivano
miracoli. Poi un giorno, quando ormai stava per perdere ogni
speranza, lui era lì, sorridente e bello come  Sophie lo aveva
descritto, in una foto davanti ad una scuola costruita nel bel mezzo
di capanne fatte d&#39;argilla. Era il sogno di Thierry che continuava.
Monique non perse tempo e iniziò a scrivere una lunga e-mail,
raccontandogli ciò che sapeva e parlandogli di Sophie, di quanto lo
amasse e di come si sentisse persa senza di lui. Gli disse dove si
trovava e lo supplicò, se provava ancora solo un briciolo di
passione e di amore per Sophie, di andare da lei, di continuare ad
amarla perché le loro vite erano destinate a rimanere unite per
sempre. Aspettò per giorni una risposta che non arrivava e a volte
era nervosa e preoccupata e non riusciva a spiegare a Sophie perché
si sentisse così. Non voleva mentire alla sua amica, ma non poteva
dirle niente finché non fosse avvenuto il miracolo che lei si
augurava. Sophie di miracoli ne aveva fatti tanti, ora era giunto il
momento che qualcosa di straordinario capitasse anche a lei. Thierry
aveva letto l&#39;e-mail e aveva pianto ancora una volta per il suo amore
perso e mai più ritrovato. Ma l&#39;orgoglio e la rabbia avevano preso
il sopravvento e così rispose a Monique in maniera molto fredda.
Soprattutto voleva sapere perché, se Sophie teneva tanto a lui,
aveva lasciato che fosse la sua amica a cercarlo e non lei
personalmente. Iniziò tra di loro una fitta corrispondenza, molto
dolorosa per entrambi, ognuno metteva sul piatto le proprie ragioni
ma non riuscivano ad arrivare ad un punto d&#39;incontro. Monique capì
bene cosa Sophie intendesse quando parlava del carattere deciso e
forte di Thierry. Pur soffrendo anche lui tantissimo, non riusciva a
perdonare, non riusciva a capire il distacco di Sophie. L&#39;estate
ormai era arrivata e frotte di nuovi turisti ricominciavano ad
invadere il paesino e portarvi allegria. La scuola era finita e
Monique si ritrovò a trascorrere il suo tempo sempre più fuori
casa, tra le valli e i boschi. Aveva capito che non poteva più fare
nulla per Sophie e si sentiva triste per non essere riuscita ad
aiutarla. Aveva messo anima e cuore nelle mani di Thierry, ora
spettava solo a lui fare l&#39;ultima scelta, mettendo da parte
l&#39;orgoglio o sparendo per sempre. Era un altro pomeriggio caldo e
pieno di soloe,tutti stavano in casa per cercare un po&#39; di fresco e
intorno si sentiva solo l&#39;insistente frinire delle cicale e Monique
non riusciva più a sopportare l&#39;ansia che si portava dentro. Decise
di andare da Sophie e raccontarle ciò che aveva fatto, era pronta a
ricevere contro tutta la rabbia della sua amica perchè sapeva che
non si era comportata del tutto correttamente con lei. Allo stesso
tempo, però sperava nella sua comprensione, in fondo aveva voluto
fare un ultimo disperato tentativo spinta dall&#39;immenso bene che
provava per lei. Il paese era deserto e lei si avviò a piedi, era
talmente presa dai suoi pensieri e dalla sua angoscia, che non si
rese conto che una persona sconosciuta le stava andando incontro. Era
sicuramente un bell&#39;uomo,alto,atletico,elegante,sebbene il suo viso
fosse nascosto da un paio di occhiali scuri e un berretto da baseball
calcato in testa. Lì per lì Monique pensò ad uno dei tanti turisti
che affollavano le montagne in quel periodo e che se ne andava beato
ad esplorare il bosco. Solo quando furono vicini capì che quell&#39;uomo
aveva qualcosa di familiare,lo sentiva sulla pelle,aveva un&#39;aria da
straniero ma dentro di lei sentiva di conoscerlo da sempre. Quando
lui le sorrise e la salutò con quel suo meraviglioso accento0
francese, a Monique sembrò di svenire. Sicuramente il sole caldo di
quelle ore le stava facendo un brutto scherzo,piazzandole davanti un
miraggio davvero ironico. Thierry continuava a parlarle, ma lei non
riusciva più a dire una parola. Era impietrita e incredula, non
avrebbe mai creduto che quel momento sarebbe arrivato, l&#39;aveva
immaginato in tutti i modi possibili e ora che lui era veramente lì,
non sapeva più cosa dire né cosa fare. Dopo essersi guardati a
lungo e l&#39;espressione di Thierry era ormai diventata perplessa e
interrogativa, Monique decise che doveva fare solo una cosa: andare
da Sophie, così come stava facendo. Adesso però con altre parole da
poterle dire, sperando che la sorpresa non fosse troppo choccante per
lei. Così,silenziosi, si incamminarono lungo il sentiero, Monique si
sentiva come se quell&#39;incontro fosse destinato a lei, con l&#39;emozione
e il cuore in tumulto che non le permettevano di ragionare. Thierry
invece nascondeva la sua paura e la sua ansia dietro un viso
imperturbabile e un&#39;aria seria e accigliata. Man mano che si
avvicinava a Sophie e ricominciava a percepire il profumo e il calore
del suo corpo, temeva che quella fosse solo una pazzia e che lei lo
avrebbe respinto. Certo per Sophie fu come ricevere un pugno dritto
nello stomaco quando aprì la porta e si trovò davanti la sua
migliore amica, stravolta da tutti quegli avvenimenti, e il suo
Thierry lì, in carne ed ossa, serio e bellissimo come non lo
ricordava più. Passarono interminabili attimi di silenzio, la
tensione si faceva sempre più fitta intorno a loro e nessuno era
capace di domandare, di spiegare, di fare qualunque cosa per uscire
da quell&#39;impasse. Monique allora, che era l&#39;autrice di tutto e si
sentiva responsabile del loro destino, prese il coraggio tra le mani
e in un soffio raccontò a Sophie quello che aveva fatto. Come aveva
sempre temuto, Sophie si arrabbiò moltissimo, urlò contro la sua
amica, le disse che non poteva più considerarsi tale per aver fatto
una cosa del genere alle sue spalle, prendendo iniziative e dandole
un aiuto che le non le aveva chiesto. Si sentiva delusa e umiliata,
non voleva piangere ma ormai, di nuovo, le lacrime rigavano il suo
volto, avrebbe voluto correre lontano da lì, ma le gambe le pesavano
come macigni e non riusciva a muoversi. Anche Monique piangeva perché
aveva sempre sperato in una conclusione diversa di tutta quella
storia, fu lei allora a scappare, ad andare via lontano e piangere da
sola per tutti i suoi errori, mentre Thierry cercava in tutti i modi
di consolarla, ringraziandola sinceramente per avergli dato la
possibilità di riaccendere il cuore e fargli capire che Sophie,
nonostante tutto, era la sua ragione di vita. Ma Monique ormai era
lontana, l&#39;unica cosa che lui poté fare, fu prendere Sophie tra le
braccia, nonostante la sua ardua lotta per allontanarlo e cercare di
mandarlo via. Le bruciava forte nel cuore l&#39;umiliazione che il suo
amore l&#39;avesse vista così fragile e sconvolta, delusa e arrabbiata.
Anche lei, nelle sue lunghe notti solitarie, aveva pensato al ritorno
del suo amore e il suo cuore romantico aveva sempre aspettato il suo
dolce principe azzurro, sorridente e felice. Ma la realtà era sempre
molto diversa dai sogni ed ora erano di nuovo insieme e soli, con i
cuori ancora piangenti per tutte le ferite inferte dal loro orgoglio
e dalle paure. Davanti a loro si prospettavano giorni fatti di nuove
incertezze e di dolori da provare a vincere e superare e tutti e due
erano consapevoli che non sarebbe stato facile. Ma se avevano
continuato a cercarsi, se nemmeno le distanze e il silenzio avevano
potuto cancellare il loro amore, allora voleva dire che per loro
c&#39;era in serbo ancora qualcosa di unico e speciale. Thierry aveva
lasciato tutto ancora una volta per raggiungere quelle montagne,
guidato solo dalla voglia di tenere tra le sue braccia il suo piccolo
angelo ed era deciso a non farsi scappare di nuovo quell&#39;occasione.
Passarono ore ed ore a parlare, tenendosi per mano, stringendole
talmente forte da sembrare che le ossa le scricchiolassero,
consapevoli di non volerle più dividere, come se quel contatto fosse
ormai il loro unico scopo. Si raccontarono di tutti i loro dolori,
della malinconia dell&#39;assenza reciproca, quando sembrava che una
parte di sé mancasse concretamente e si sentivano vuoti e affranti.
Si dissero quanto fosse stato difficile andare avanti giorno dopo
giorno, come se niente fosse successo, lavorare e sorridere ma sempre
con quell&#39;ombra strana a d accompagnarli. Nessuno dei due aveva più
pensato all&#39;amore, non avrebbero più voluto provare quel dolore
straziante del distacco, iniziavano a credere che i cuori ingannavano
e che la vita non era fatta per provare quell&#39;immensa felicità. Man
mano che dai loro corpi uscivano fuori quelle tristezze, quei veleni
che avevano intossicato le anime per troppo tempo, ricominciarono a
sentirsi più leggeri, quasi sereni e tranquilli. Stavano facendo
pulizia, le nebbie del dolore pian piano lasciavano il posto al sole
della ritrovata felicità. Stavano vivendo il cammino della terra
madre che dal lungo letargo dell&#39;inverno si era risvegliata nella
primavera e stava giocando e divertendosi, in quella strana e magica
estate. Unirono le loro labbra in un bacio dolce e infinito, caldo e
avvolgente, si stavano trasmettendo la magnificenza del loro destino
unico e inviolabile. Qualunque cosa fosse successa ancora,ormai loro
due erano perfettamente consapevoli che non avrebbero più potuto
separarsi. Si amarono con passione ma con una felicità ed emozioni
nuove e sensazioni profonde, come se il loro amore si manifestasse
per la prima volta in tutto il suo splendore. Si accarezzavano con
tenerezza, assaporando ogni centimetro di corpo con dolcezza e
desiderio, cercando di prolungare il più possibile il loro
piacere,desiderosi di non arrivare mai alla fine di quel godimento
assoluto che per loro era tutto, era la vita stessa, era l&#39;infinito.
Si tenevano stretti e si parlavano con parole d&#39;amore mai dette
prima, provenivano direttamente dalle loro anime, uniche e preziose
come la loro infinita voglia di non separarsi mai più. Battiti e
sospiri viaggiavano all&#39;unisono riempiendo l&#39;aria di scintille e
fuochi fatui come se l&#39;esplosione dei loro corpi, l&#39;uno dentro
l&#39;altro, creasse sulla terra un&#39;invisibile onda sismica che faceva
tremare tutto. Erano felici e infinitamente innamorati, avrebbero
voluto rimanere abbracciati per sempre, coccolandosi e amandosi,
potevano nutrirsi solo della loro passione. I loro sorrisi erano di
nuovo i fari splendenti della loro notte e mentre Sophie appoggiava
la testa sul petto di Thierry, lui in sussurro carico di passione, le
disse che non aveva mai smesso di pensare a lei e che aveva sempre e
solo pensato a quei momenti in cui i loro corpi sarebbero diventati
un corpo solo. Stavano di nuovo nascendo nel loro amore, risentivano
la linfa vitale rifluire nelle loro vene riscaldando l&#39;anima,
rigenerando la pelle. I brividi del piacere appena provato erano il
segno inequivocabile della loro nuova vita. Ora potevano di nuovo
ricominciare a costruire i loro sogni, abbandonare quell&#39;effimera
solitudine in cui avevano cercato di nascondersi, ora potevano farsi
coccolare sereni dal calore profondo di quella notte stellata e unica
che li stava avvolgendo nella sua protettiva oscurità ormai priva di
terribili nubi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
                         
       &lt;span style=&quot;font-size: 22pt;&quot;&gt;FINE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/8102195710664056510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/8102195710664056510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/8102195710664056510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/8102195710664056510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/il-calore-della-notte-6-ultimo-atto.html' title='IL CALORE DELLA NOTTE 6 ULTIMO ATTO'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrbEKCu48xmDFkrkZ3wv3G0AfaDfKMWsIfjcgsYVoDSgtnwNvNjcc0vvTcL64axu_XtOoK2MucsdpATTWSOtW8HHFaSOaEi91AZ9ASyn75bkmWZNCKozExfqXN305E5yD2u9KTftk33OM/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-7823123025588486293</id><published>2015-01-04T08:47:00.000+01:00</published><updated>2015-01-04T08:47:44.936+01:00</updated><title type='text'>IL CALORE DELLA NOTTE 5</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmZiuCm0JYQfOTVmSWRozfDLwOVES_0nC55dmaC8-8nCn3uxJ25wbJnU4SKIA9V14sCADu7E0_nA9cOrwvJGX-C0PcxaYrDNzJvzJppu9go6cBEGZtMuqeicdhcedbY8tycfPRUyeUVPA/s1600/download+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmZiuCm0JYQfOTVmSWRozfDLwOVES_0nC55dmaC8-8nCn3uxJ25wbJnU4SKIA9V14sCADu7E0_nA9cOrwvJGX-C0PcxaYrDNzJvzJppu9go6cBEGZtMuqeicdhcedbY8tycfPRUyeUVPA/s1600/download+(1).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Erano due
anime in simbiosi, che si bilanciavano e si curavano, si erano
ritrovate dopo essersi cercate a lungo nell&#39;infinito spazio delle
loro esistenze. Anche senza saperlo i loro cuori erano destinati ad
unirsi e a non lasciarsi mai. Quando Sophie metteva in campo tutto il
suo cuore e la sua fantasia, Thierry interveniva per dare razionalità
e ordine all&#39;allegro mondo del suo piccolo angelo. Sophie amava tutta
la sua concretezza e capiva che quello era il perfetto binomio per
realizzare tutte le loro idee. Sorrideva felice perché sapeva che il
cuore di Thierry poi sarebbe stato tutto per lei, nell&#39;intimità dei
loro caldi abbracci. Per questo adesso Sophie piangeva con cocenti
lacrime, mentre faceva vedere a Monique la fragilità della sua
anima. Il loro “per sempre” si era spezzato per colpa sua, per
colpa delle sue incrollabili paure. Era scappata sperando di
allontanare da lei quel dolore sordo che la uccideva giorno dopo
giorno. Non riusciva a perdonarsi il fatto di aver illuso e deluso il
suo più grande amore, l&#39;unico uomo che era stato veramente
importante nella sua  vita e che l&#39;aveva sempre amata chiedendole in
cambio altro che tutto il suo vero e sincero amore. Monique si rese
conto che Sophie stava facendo uno sforzo enorme nel raccontare tutta
la sua storia, la vedeva tremare e contorcere le mani, sentiva dentro
di sé tutta la sua sofferenza e avrebbe voluto dirle di smetterla,
perché non &#39;poteva più sopportare di vedere quel viso rigato da
lacrime bollenti come lava. Però sapeva anche che solo in quel modo,
passando per quella terribile prova, Sophie avrebbe potuto cercare la
liberazione dal suo male profondo. Parlarono senza interruzioni,
senza rendersi conto che intorno a loro era calata una buia,
stranamente senza luna, con enormi nuvole che spegnevano le stelle,
era come se il cielo stesse partecipando a quel dialogo così carico
di dolore. Monique chiese allora a Sophie se volesse smettere, e
riposarsi perché la vedeva davvero stanca come se in quelle ore
tutte le fatiche della sua vita le si fossero addossate sulle spalle.
Ma Sophie non aveva più volontà di resistere, voleva sentire la sua
amica proteggerla e confortarla e non avrebbe più potuto riposare
tranquilla ora che aveva dato sfogo alla sua anima tormentata.
Monique allora volle sapere perché un amore così grande,
importante, unico si fosse spento,avesse lasciato i loro cuori.
Sophie disse che lei e Thierry non avevano mai smesso di amarsi e il
suo dolore più grande era pensare che sicuramente anche lui in quel
momento stava soffrendo tantissimo senza di lei. Tutto cambiò quando
il tarlo maligno della paura iniziò a roderle il cuore. Lontana da
lui, quando Thierry la lasciava per seguire i suoi innumerevoli
progetti o tornava semplicemente a casa per seguire i suoi affari,
iniziò a provare sensazioni spiacevoli di solitudine e paura. Si
sentiva come se le venisse strappata violentemente una parte di sé,
si sentiva perduta, le mancava il fiato, in certi momenti non
riusciva a pensare e durante la notte incubi terribili le facevano
compagnia. Pensieri di gelosia e pena le stuzzicavano il cuore e
tutto intorno a lei diventava nero; non riusciva più a ragionare,
pensava ogni volta, che lontano dalle difficoltà, di nuovo a suo
agio in un ambiente pulito e confortevole, Thierry non sarebbe più
tornato da lei. Non bastavano a confortarla neanche le dolcissime
parole che lui le diceva quando potevano sentirsi  al telefono o
poteva scriverle lettere piene di parole cariche di passione che
impiegavano sempre un&#39;eternità ad arrivare da lei. Questo non
bastava più perché oltre a provare dolore, si sentiva persa, non si
riconosceva più in tutte quelle incertezze, si sentiva furiosa
perché capiva che stava togliendo le sue energie più preziose al
suo  lavoro, al suo desiderio di mettersi al servizio degli altri.
Non poteva permettere che le sue sciocche paure la allontanassero dai
suoi obiettivi, dalle sue prospettive di alleviare la sofferenza
delle persone. Mentre lei piangeva per il suo amore lontano, si
biasimava per essere così egoista dimenticando chi proprio lì
vicino aspettava il suo aiuto come una benedizione divina. Si sentiva
divisa in due, vedeva davanti ai suoi occhi le due anime che
lottavano per avere il sopravvento e questo non lo poteva sopportare.
Quando finalmente Thierry riuscì a tornare da lei, la vide triste e
abbattuta, non lo accolse con quell&#39;esuberante entusiasmo che rendeva
sempre magico e allegro il loro amore. Questo lo spaventò molto,
lontano da lei non aveva capito, non si era reso conto di quanto
fosse difficile per ilo suo piccolo angelo, stare senza la sicurezza
costante del suo incondizionato amore. Sophie si sentiva sempre più
in colpa per avere tolto momenti preziosi al suo impegno quotidiano e
che da sempre riempiva la sua vita e si diceva che l&#39;amore era una
cosa molto più effimera e passeggera e se il prezzo da pagare era
tutto quel dolore, avrebbe fatto bene a non innamorarsi mai. Thierry
provava in tutti i modi di farle capire che le sue erano parole
dettate solo dalla paura e che stando di nuovo insieme, avrebbe
ritrovato il suo meraviglioso sorriso e la sua infinita gioia di
vivere. Continuava a ripeterle che il suo cuore era talmente grande
da poter dare amore a lui, a tutto il mondo e ci sarebbe stato
comunque ancora tanto spazio per chiunque lei avesse voluto. Thierry
continuava ad amarla con tutta la sua dolcezza e la sua passione, ma
sentiva che in Sophie era cambiato qualcosa. Tutto si spezzò quando
le propose di partire con lei per qualche giorno, per concedersi un
po&#39; d&#39;intimità e per ritrovare la loro felicità, che nonostante
tutto si meritavano. Ma questo per Sophie fu un duro colpo, sempre
più sopraffatta dalle sue paure dalle sue incertezze, considerò
quell&#39;invito come un ultimatum, non avrebbe mai scelto tra Thierry e
i suoi sogni, lui non poteva chiederle questo. Thierry in quel
momento si vide crollare addosso tutto il mondo, non poteva credere
che la persona che gli  stava parlando con tanta freddezza e con il
terrore negli occhi, fosse la sua dolce Sophie, pianse lacrime amare
provando in tutti i modi a convincerla che le cose non stavano così
come pensava lei. Il suo amore era vero e sincero e l&#39;unico suo
desiderio era stare con lei e continuare a fare insieme tutto ciò
che fino a quel momento era stata la loro unica ragione di vita. I
loro cuori si spezzarono in una terribile notte in cui l&#39;Africa
veniva quasi spazzata via dall&#39;inizio della stagione delle piogge e
tutto il mondo sembrava piangere per quell&#39;amore così
ingannevolmente distrutto. Da quel momento Sophie non aveva saputo
più nulla di Thierry, era sparito in quella notte burrascosa e i
suoi occhi sorridenti non le diedero più luce e conforto. Solo dopo
un po&#39; di tempo, quando la sua assenza iniziò a pesarle come un
macigno e le sue paure ingiuste stavano pian piano ritornando
nell&#39;oblio della memoria, Sophie si rese conto del prezioso tesoro
che aveva perso e che si era sfuggire dalle mani senza far nulla per
difenderlo. Capì quanto fosse stata veramente egoista e incapace di
donarsi totalmente all&#39;unico uomo che per lei avrebbe dato anche la
vita. Iniziò a sentirsi inutile, svuotata, non aveva più certezze,
si ritrovava a girare per le città, paesi e territori senza più
riconoscere nulla intorno a lei, senza più sentire dentro quel fuoco
che l&#39;aveva sempre spinta a donarsi agli altri. Sentiva di aver
sbagliato tutto, di aver fallito nei suoi propositi e con questa
sconfitta che le trafiggeva il cuore, decise che non aveva più la
forza né la necessaria fermezza per andare avanti. Il suo viaggio
tra i mali del mondo si concludeva in quel momento, accettò la sua
fragilità e la sua impossibilità a cambiare le cose. Aveva aperto
gli occhi su una realtà molto più grande di lei e si sentì
sconfitta, profondamente amareggiata. Voleva allontanarsi da tutto e
da tutti e quel piccolo paese tra le montagne, alla fine di quel suo
tormentato viaggio di ritorno alle origini, le era sembrato il posto
migliore per seppellire le sue paure e la sua incapacità. Arrivò
alla fine di questo straziante racconto quando ormai il sole
risplendeva di nuovo tra le cime dei monti, giocando con i suoi
riflessi sulla neve quasi sciolta. Sophie e Monique si ritrovarono a
piangere insieme abbracciate strette. Monique cercò nel profondo
della sua anima, tutte le parole più belle e dolci per poter
confortare la sua amica. Continuava a ripeterle che lei non aveva
fallito, che non era un&#39;incapace,tutto ciò che aveva sempre fatto
per gli altri non poteva venir cancellato per colpa di un singolo
sbaglio. Anche se quell&#39;errore di valutazione le aveva impedito di
continuare a vivere quella felicità che solo l&#39;amore era capace di
dare. Monique chiese a Sophie perché non avesse più cercato Thierry
per poter rimediare al suo errore, per fargli capire che voleva
amarlo e voleva dargli tutta se stessa. Sophie parlò di nuovo di
tutte le sua paure, la sua totale apatia, l&#39;impossibilità di pensare
a quale fosse la soluzione migliore. Soprattutto conosceva Thierry,
la sua determinazione ed era quindi convinta che non sarebbe mai più
tornato sui suoi passi, nonostante sapesse che anche lui soffriva, ma
il suo orgoglio ferito non gli avrebbe permesso di perdonarla e
accettarla. Così sapeva che aveva perso tutto, non avrebbe più
amato, non sarebbe più stata felice. Monique rimaneva stupefatta
ascoltando queste parole perché la Sophie che lei aveva conosciuto
in quei mesi, era quella persona meravigliosa che aveva portato
un&#39;enorme ventata d&#39;amore, allegria, colore in quel piccolo paese
ormai quasi consunto dal tempo. Sophie era la persona dolcissima che
ipnotizzava i bimbi con i suoi racconti e sapeva farsi volere bene da
tutti. Chiusa nel suo dolore, convinta che la solitudine era ormai il
suo unico conforto, non si era resa conto che il suo cuore aveva
continuato a farle fare l&#39;unica cosa di cui era veramente capace:
dare tutta se stessa senza pretendere nulla in cambio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/7823123025588486293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/7823123025588486293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7823123025588486293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7823123025588486293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2015/01/il-calore-della-notte-5.html' title='IL CALORE DELLA NOTTE 5'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmZiuCm0JYQfOTVmSWRozfDLwOVES_0nC55dmaC8-8nCn3uxJ25wbJnU4SKIA9V14sCADu7E0_nA9cOrwvJGX-C0PcxaYrDNzJvzJppu9go6cBEGZtMuqeicdhcedbY8tycfPRUyeUVPA/s72-c/download+(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3211323573237406818</id><published>2014-12-31T16:23:00.001+01:00</published><updated>2014-12-31T16:24:09.394+01:00</updated><title type='text'>IL CALORE DELLA NOTTE 4</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhF9wuVAAB73FzLO9-xDjdHjtnF1m9tlwuMow_YHnsfMz0RVpMMVD671xESfUt5fIfy0eRA-wfjm_-744lh6lzy9jop_IdR5yE7xVsbjLBdoPtAF3Os2FJRP5Y-SeJ71uWJbdlmHnWKKoU/s1600/download+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhF9wuVAAB73FzLO9-xDjdHjtnF1m9tlwuMow_YHnsfMz0RVpMMVD671xESfUt5fIfy0eRA-wfjm_-744lh6lzy9jop_IdR5yE7xVsbjLBdoPtAF3Os2FJRP5Y-SeJ71uWJbdlmHnWKKoU/s1600/download+(1).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gunther rallegrava le
strade  con il suo vestito da Babbo Natale, i bimbi gli correvano
incontro desiderosi di dimostrare quanto fossero stati bravi e quindi
meritevoli di regali bellissimi. Nel piccolo paese tutti si
conoscevano e quindi durante la notte di Natale, dopo aver
partecipato alla Santa Messa con devozione e sincero amore per
ringraziare Gesù per aver dato loro gioia e prosperità, si
riunivano nelle sale dell&#39;oratorio e tutti insieme si scambiavano i
regali. Era una vera e propria festa del cuore, in quei momenti si
respirava concretamente l&#39;affetto e il rispetto che tutti provavano
l&#39;uno verso l&#39;altro. Non c&#39;era bisogno di farsi regali straordinari,
perché ogni oggetto veniva donato con il cuore e tutti tornavano a
casa felici e molto soddisfatti. Anche Sophie partecipava alla festa
con tutto il suo cuore e ogni giorno di più si convinceva che aveva
tutto per essere veramente felice ed era stata una sciocca a farsi
vincere dalla paura e dalla malinconia. Tutto ciò che il suo cuore
ogni tanto faceva scaturire lasciandola senza difese e senza forze,
faceva parte del passato e lei non aveva più motivo per rimpiangere
ciò che era successo. Il passato non sarebbe più tornato e lei
aveva davanti una nuova vita e un nuovo anno da affrontare e da
vivere, a testa alta e con tutta la curiosità verso il futuro che
era sempre stato il suo punto di forza. Tutto questo almeno era ciò
che andava ripetendosi quando il tarlo della malinconia ricominciava
a rodere tutte le sue certezze. Durante tutte le vacanze di Natale
aveva partecipato ad ogni festa, aveva aiutato Monique e i bambini a
preparare la loro recita e tutti erano stati concordi sul fatto che
quell&#39;anno i piccoli erano stati capaci di trasmettere sensazioni
profonde e vere emozioni. Sophie aveva insegnato loro non solo a
recitare, ma a vivere concretamente quella storia, grazie alla quale
milioni di persone avevano trovato una fede in cui credere e con cui
affrontare la vita con forza e determinazione. Lei aveva vissuto
tanto tempo in paesi dove erano presenti tante altre religioni e in
tanti posti dove i cattolici o le minoranze in generale, venivano
perseguitate. Ma lei aveva vissuto sempre con grande rispetto tutte
le situazioni che aveva affrontato, condividendo vita e sentimenti
integrandosi perfettamente in tutti i diversi aspetti delle
eterogenee società che conosceva. Lei non considerava nessuna
differenza,ogni persona aveva diritto al suo spazio nel mondo e
credeva in un Dio che amava tutti allo stesso modo. Non veniva mai
meno a questi suoi principi fondamentali, nonostante sapesse che la
maggior parte delle volte andavano a cozzare contro una società
molto più cinica e spietata. Ma cercava sempre di trasmettere tutte
le sue sensazioni alle persone che conosceva e così aveva fatto
anche con i suoi piccoli amici della montagna. Così trascorse anche
quel Natale e tutti salutarono il nuovo anno con botti di allegria e
magnifici fuochi d&#39;artificio che illuminavano la vallata, davano alla
neve infinite sfumature di colore e regalavano, con i loro echi che
si rincorrevano e rimbalzavano tra le rocce, bellissime speranze per
un futuro fatto di novità e rosee prospettive. Erano i pochi momenti
in cui nessuno aveva più voglia di pensare al freddo che avvolgeva e
penetrava e avevano solo voglia di riscaldarsi con la meraviglia
dell&#39;amore. Ma quando l&#39;eco dei botti si affievolì e poi scomparve
del tutto, scemò anche la gioia delle feste, mentre i tanti turisti
davano appuntamento alle montagne per l&#39;anno successivo,un nuovo di
malinconia si posò sulle cose e sulle persone. Si tornò a scrutare
il cielo, sperando che il nuovo anno non portasse nuove nevicate,
perché l&#39;aria continuava a farsi rigida, ma nessuno aveva più
voglia di riprendere in mano pale e sale grosso. Sophie e Monique si
ritrovarono un pomeriggio di nuovo in oratorio per rimuovere gli
addobbi del Natale appena trascorso. Monique era insolitamente
ciarliera e raccontava a Sophie tante storie dei suoi bambini, tutti
quelli che aveva incontrato nella sua lunga carriera di insegnante.
Ma Sophie sembrava stranamente assente e silenziosa, rispondeva con
brevi cenni e veloci monosillabi, alle richieste e alle domande della
sua amica. Monique capì allora che davvero Sophie aveva bisogno di
scrollarsi di dosso quel peso che portava dentro, per quanti
tentativi facesse, le sue ansie non la lasciavano e lei doveva
aiutarla, provare a fare qualcosa. Lasciò cadere nell&#39;ultimo
scatolone, le ultime luminarie della festa, prese Sophie per le mani
e non ci fu bisogno di dire una sola parola. Sophie scoppiò in un
pianto a dirotto e si strinse forte alla sua amica, tutte le sue
difese crollarono in un solo istante. Aveva capito finalmente che
doveva mettere da parte la sua corazza e farsi soltanto avvolgere da
un  po&#39; di calore umano. Aveva bisogno del conforto di una persona
che avrebbe saputo ascoltarla, capirla e non l&#39;avrebbe giudicata.
Misero da parte il lavoro e cercarono un posto tranquillo dove poter
parlare da sole, senza essere disturbate. Sophie non aspettava altro
e tutte le sue parole sgorgarono da lei come lava che esce da un
vulcano, senza sosta, travolgendo il cuore di Monique, facendole
provare sensazioni forti di malinconia e solidarietà. Ora Sophie
stava parlando di lei, dei suoi sentimenti, non si trattava più di
una delle sue storie in bilico tra fantasia e realtà, erano la sua
vita, il suo cuore che si stavano mettendo a nudo. Così Monique capì
che il tormento di Sophie si chiamava amore, quello vero, profondo
che se si è fortunati si riesce a trovare una sola volta nella vita.
Lei non lo aveva mai trovato, ma non aveva provato mai dispiacere o
invidia per questo. Il suo amore era destinato a tutti i suoi
bambini. Ora davanti a lei vedeva un&#39;amica profondamente innamorata
ma che aveva perso il suo amore e parte del suo cuore, che era andato
in frantumi. Ciò che commosse Monique fu sentire Sophie prendersi
tutte le colpe, parlare dei suoi sbagli e questo le sembrava
impossibile, perché sapeva che lei era capace di amare in un modo
unico ed esclusivo. Si fece raccontare tutta la storia, voleva capire
perché Sophie stesse così male e fare il possibile per aiutarla a
trovare un rimedio a tutta quella pena. Lei non meritava di soffrire
così. Sophie iniziò il suo racconto con voce tremante e il suo
cuore che sembrava esploderle nel petto. Aveva conosciuto Thierry
durante uno dei suoi viaggi tra i villaggi dell&#39;Africa, anche lui
aveva voluto mettere la sua vita e le sue conoscenze al servizio
degli altri. Stanco di realizzare case per ricchi viziati e boriosi,
aveva lasciato il suo prestigioso studio di architettura al centro di
Parigi, per poter aiutare chi non sapeva neanche come fosse fatta una
vera casa. Si incontrarono un giorno per caso in un  piccolo
villaggio mentre tutti e due inseguivano con passione i loro sogni.
Si raccontarono le loro idee e le loro prospettive e non fu difficile
decidere di unire le forze e realizzare qualcosa di veramente
importante per poter almeno regalare l&#39;idea di aspettative migliori,
a tante persone in difficoltà. Lavoravano in simbiosi e il loro
continuo entusiasmo li portava a realizzare e pensare progetti sempre
più ambiziosi e importanti, e si innamorarono così semplicemente,
senza neanche rendersi conto dell&#39;enorme cambiamento che stava
avvenendo nei loro cuori. Soprattutto per Sophie fu un&#39;emozione
sconvolgente e unica perché fino a quel momento non aveva mai
dedicato troppi pensieri all&#39;amore vero, alla passione che unisce un
uomo e una donna. In realtà era convinta che non si sarebbe
innamorata mai, credeva che il suo cuore fosse tutto concentrato su
un altro tipo di amore, quello che la spingeva a girare il mondo per
aiutare gli altri. Ma adesso gli occhi scuri di Thierry erano i fari
che illuminavano le sue notte e quei sorrisi dolci erano il sole di
tutte le sue mattine. Desiderava solo stargli vicino, sfiorare il suo
corpo e sentirne tutto il calore trapassargli la pelle e scuoterle
l&#39;anima, farsi inebriare dal suono della sua voce che le provocava
eccitanti brividi e le faceva provare sensazioni uniche giorno dopo
giorno, Erano rari i momenti in cui potevano starsene da soli e
tranquilli, lontani dal lavoro e dalle preoccupazioni. Ma in quei
momenti esistevano solo loro due, i loro baci appassionati, le
meravigliose parole d&#39;amore che sbocciavano dalle loro labbra come
fiori a primavera. Thierry sapeva che non l&#39;avrebbe lasciata mai,
voleva stare sempre con lei, inebriarsi della sua infinita dolcezza e
della sua disarmante semplicità, sempre concentrata e attenta a
tutto, tranquilla e a suo agio ovunque fossero, pur così distanti
dalle loro terre d&#39;origine. Amava tutto di lei e avrebbe trascorrere
ore intere ad osservarla incantato e ammirato, mentre lei aiutava
tutti con amore incondizionato e con una tale forza da non sembrare
possibile in una donna all&#39;apparenza così fragile, timida ed
indifesa. Il suo unico pensiero era quello di proteggerla e darle
tutto il meglio di cui era capace, glielo ripeteva ogni giorno, ogni
momento. Voleva che lei fosse certa che il suo amore era unico e
indistruttibile. Sophie si lasciava coccolare da tutte meravigliose
parole, scoprendo attimo dopo attimo quanto potesse far bene al suo
cuore provare un sentimento così potente e magico. Anche lei voleva
stare con il suo amore per sempre, non avrebbe mai voluto rinunciare
a tutte quelle nuove emozioni che la rendevano ancora più forte e
viva. Si amavano con passione e dolcezza e tutto intorno a loro
sembrava trasformarsi e diventare più bello, anche quando tutto
sembrava destinato a finire e a non avere futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3211323573237406818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3211323573237406818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3211323573237406818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3211323573237406818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/il-calore-della-notte-4.html' title='IL CALORE DELLA NOTTE 4'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhF9wuVAAB73FzLO9-xDjdHjtnF1m9tlwuMow_YHnsfMz0RVpMMVD671xESfUt5fIfy0eRA-wfjm_-744lh6lzy9jop_IdR5yE7xVsbjLBdoPtAF3Os2FJRP5Y-SeJ71uWJbdlmHnWKKoU/s72-c/download+(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-4260267999955188417</id><published>2014-12-30T08:34:00.001+01:00</published><updated>2014-12-30T08:34:23.105+01:00</updated><title type='text'>Renzi: &quot;la parola d&#39;ordine per il 2015 è RITMO&quot;. Non hanno capito che intendeva il modello della Fiat anni 80. L&#39;Italia ripartirà da lì</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMed-CFqfN4QLkWePPxssQpNPNU2e7wPe1oNbKqI4bQIsIosm4snvuIcpA9SUPae3ZJdoPy82tjE7kkjbUHINvdksJkEEnpANx3D6UrL14p4wixndwS9ur41Qmz4jWR4GX9WHdOB46XFk/s1600/B6FhAoUIcAA-edP.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMed-CFqfN4QLkWePPxssQpNPNU2e7wPe1oNbKqI4bQIsIosm4snvuIcpA9SUPae3ZJdoPy82tjE7kkjbUHINvdksJkEEnpANx3D6UrL14p4wixndwS9ur41Qmz4jWR4GX9WHdOB46XFk/s1600/B6FhAoUIcAA-edP.jpg&quot; height=&quot;160&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;Merriweather Sans&#39;, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;Merriweather Sans&#39;, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;&quot;&gt;Renzi superstar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;Merriweather Sans&#39;, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;&quot;&gt;Degna di nota, e provenienti sempre da Fiat, c’è la orribile Fiat Ritmo che, comunque, ha rivoluzionato il mercato automobilistico in Italia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;Merriweather Sans&#39;, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;&quot;&gt;L&#39;innovazione e la crescita d&#39;Italia ripartirà da lì, dalla Fiat Ritmo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;Merriweather Sans&#39;, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;&quot;&gt;Buon 2015&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/4260267999955188417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/4260267999955188417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4260267999955188417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/4260267999955188417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/renzi-la-parola-dordine-per-il-2015-e.html' title='Renzi: &quot;la parola d&#39;ordine per il 2015 è RITMO&quot;. Non hanno capito che intendeva il modello della Fiat anni 80. L&#39;Italia ripartirà da lì'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMed-CFqfN4QLkWePPxssQpNPNU2e7wPe1oNbKqI4bQIsIosm4snvuIcpA9SUPae3ZJdoPy82tjE7kkjbUHINvdksJkEEnpANx3D6UrL14p4wixndwS9ur41Qmz4jWR4GX9WHdOB46XFk/s72-c/B6FhAoUIcAA-edP.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-1106478185837170756</id><published>2014-12-27T16:40:00.000+01:00</published><updated>2014-12-27T16:40:06.889+01:00</updated><title type='text'>Le pensioni d&#39;oro da tassare per Boeri: 2 mila euro lordi al mese. Per il suo di stipendio, per il momento nessun taglio</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;Continuiamo a nominare amici di partito, tenendo conto con il manuale Cencelli di non scontentare le varie anime del Pd.&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;Il biglietto da visita accademico in materia previdenziale di Tito Boeri, appena nominato presidente dell’Inps, è in una proposta choc di taglio delle pensioni calcolate con il metodo retributivo. Firmata con Fabrizio e Stefano Patriarca e pubblicata su la voce.info, la soluzione individuata per favorire, secondo gli autori, «l’equità possibile», è ben riassunta nel sommario: «Niente scuse: è possibile chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. Si incasserebbero più di 4 miliardi di euro, riducendo privilegi concessi in modo poco trasparente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incidentalmente, ma meglio saperlo subito, per «importo elevato» si intendono gli assegni per un pelo sopra i duemila euro mensili lordi: pensioni di bronzo, altro che pensioni d’oro.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/1106478185837170756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/1106478185837170756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/1106478185837170756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/1106478185837170756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/le-pensioni-doro-da-tassare-per-boeri-2.html' title='Le pensioni d&#39;oro da tassare per Boeri: 2 mila euro lordi al mese. Per il suo di stipendio, per il momento nessun taglio'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiiHL_G8reziAPx3F-LYxCwHu7-h572MqcGooDUL4aDnUO-jQimmsL91FV3a2B9wssuxRLBxgDtuDQF5h4dXtixyeITjRjh5FD8Mro5VaiFHjO5j6OcE-fhbJpDHxcxef7L5JlK_IYPFDQ/s72-c/download+(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-2954342344569923636</id><published>2014-12-27T16:28:00.000+01:00</published><updated>2014-12-27T16:28:20.899+01:00</updated><title type='text'>Pompei chiuso a Capodanno, l&#39;Italia decide di puntare sempre di più al turismo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMAib2a6MALu8dy0dXEPBjHZ9Nt1jIxv-n9S8FaJoKH5QSQUdBiGSYyTKuKOs6biXpCPtFyILnDzK7AYs0MMo2Z3dgKIK1ALJxjygM2RWYszBGxDmOkhMVCh1HW26-g1rs11F8bsJLgxc/s1600/images.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMAib2a6MALu8dy0dXEPBjHZ9Nt1jIxv-n9S8FaJoKH5QSQUdBiGSYyTKuKOs6biXpCPtFyILnDzK7AYs0MMo2Z3dgKIK1ALJxjygM2RWYszBGxDmOkhMVCh1HW26-g1rs11F8bsJLgxc/s1600/images.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;L&#39;Italia il paese della cultura, il turismo è il nostro oro nero, blabla, Franceschini che cerca di giustificare, questa è una Nazione che non programma e non sceglie mai di cambiare, se proprio si deve stabilire qualcosa, vedrete che il Governo, nel 2015, sceglierà il momento buono per tornare a votare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pompei e siti archeologici vesuviani chiusi quest&#39;anno a Natale e Capodanno per una direttiva nazionale che riguarda tutti i musei e siti della cultura statali. E scoppia la polemica: &quot;una decisione che penalizzerà non solo i turisti, ma l&#39;immagine intera dell&#39;Italia con una ricaduta negativa per la valorizzazione del sito archeologico e dell&#39;economia locale&quot;, denuncia Antonio Pepe, Rsu Scavi di Pompei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla stampa locale c&#39;è chi parla di accordi mancati dei sindacati e chi punta il dito contro il ministero, che avrebbe deciso all&#39;ultimo momento la chiusura per mancanza di fondi. Mentre il web si popola di commenti indignati e di allarme degli albergatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franceschini non ci sta. &quot;Polemiche estemporanee&quot;, ribatte il ministro, che parla di una scelta &quot;presa con i sindacati&quot; e dettata da &quot;ragioni di buona amministrazione&quot;, dopo aver valutato i dati dell&#39;affluenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;accordo sulle aperture straordinarie, ricorda Franceschini, è stato preso a giugno e sottoscritto dai sindacati, tutti concordi, nello stabilire che tra le festività in cui garantire l&#39;apertura ci dovessero essere &quot;Pasqua, Santo Stefano, 25 aprile, 1 maggio, ferragosto. Non invece Natale e Capodanno&quot;.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/2954342344569923636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/2954342344569923636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/2954342344569923636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/2954342344569923636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/pompei-chiuso-capodanno-litalia-decide.html' title='Pompei chiuso a Capodanno, l&#39;Italia decide di puntare sempre di più al turismo'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMAib2a6MALu8dy0dXEPBjHZ9Nt1jIxv-n9S8FaJoKH5QSQUdBiGSYyTKuKOs6biXpCPtFyILnDzK7AYs0MMo2Z3dgKIK1ALJxjygM2RWYszBGxDmOkhMVCh1HW26-g1rs11F8bsJLgxc/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-7204784226951844885</id><published>2014-12-26T08:38:00.001+01:00</published><updated>2014-12-26T08:42:01.110+01:00</updated><title type='text'>Juve - Toro Primavera, insulti dei tifosi granata a Pessotto: &quot;Suicidati&quot;</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;270&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/ullXTmpkccw&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ci sono le immagini, quelle persone sono conosciute, perché le lasciano libere?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/7204784226951844885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/7204784226951844885' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7204784226951844885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/7204784226951844885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/juve-toro-primavera-insulti-dei-tifosi.html' title='Juve - Toro Primavera, insulti dei tifosi granata a Pessotto: &quot;Suicidati&quot;'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/ullXTmpkccw/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-1333413624391143435</id><published>2014-12-26T08:32:00.003+01:00</published><updated>2014-12-26T08:32:40.467+01:00</updated><title type='text'>Pensioni, nuova stretta dal 2016: a riposo quattro mesi più tardi. Grazie Fornero</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2016, il grande salto. Tempo dodici mesi, però, e se non ci saranno alleggerimenti, il 2016 diventerà un altro anno di stretta previdenziale drastica e immediata. E questo soprattutto per le donne. Vediamo perché. L’obiettivo della riforma Fornero è quello di fissare una soglia di età anagrafica uguale per tutti, ma a questo traguardo arriveremo completamente nel 2018, quando la soglia minima uniforme sarà di almeno 66 anni per tutti. Oggi lo è per gli uomini e per le dipendenti pubbliche. E, dunque, dal momento che sono “indietro”, l’età crescerà ancora per le donne dipendenti del settore privato e per le lavoratrici autonome: e proprio nel 2016 è fissato uno scalino rilevante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’età salirà - e questo vale per tutti e si somma agli accennati incrementi - anche perché dal 2009-2010 è stato introdotto un meccanismo automatico che lega l’età pensionabile alla cosiddetta aspettativa o speranza di vita. Il principio, in fondo, è semplice: a mano a mano che si vivrà più a lungo, si dovrà lavorare anche di più e, di conseguenza, l’asticella del pensionamento si allontanerà nel tempo. Il primo adeguamento è scattato esattamente dal 1° gennaio 2013 ed è stato di tre mesi. Il secondo partirà dal 2016, ma la sua entità – quattro mesi - è stata certificata proprio in questi giorni da un decreto ministeriale già pronto, ma ancora non pubblicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ da questo doppio meccanismo che deriva, allora, il quadro delle età per il 2016, un quadro che vede, in particolare, il passaggio dell’età minima da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici private, con un balzo di quasi due anni in avanti, e da 64 anni e 9 mesi a 66 anni e 1 mese per quelle autonome (con quasi un anno e mezzo in più), mentre le soglie passeranno a 66 anni e sette mesi per tutti gli altri (tutti gli uomini e le lavoratrici pubbliche): e qui l’aumento è esattamente pari ai quattro mesi della speranza di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di quattro mesi in più cresceranno anche i requisiti contributivi richiesti per la pensione anticipata: in pratica, serviranno 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/1333413624391143435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/1333413624391143435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/1333413624391143435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/1333413624391143435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/pensioni-nuova-stretta-dal-2016-riposo.html' title='Pensioni, nuova stretta dal 2016: a riposo quattro mesi più tardi. Grazie Fornero'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1542453447771549388.post-3107127178999282632</id><published>2014-12-22T17:38:00.000+01:00</published><updated>2014-12-22T17:38:44.515+01:00</updated><title type='text'>Il calore della notte 3</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhX3EjhiGLCZUfLOoCQa5YyPrqCfvCXFBd3Xrgpe9rPitWijbbKkI7YzLMXv8uwU2NYSlBuLSr9O18Rq65WvLOMqX4qzaTtHZxhfugl3K4-N986Sq0wZggEmwqp5rFZKSm12scNs_89Djg/s1600/download+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhX3EjhiGLCZUfLOoCQa5YyPrqCfvCXFBd3Xrgpe9rPitWijbbKkI7YzLMXv8uwU2NYSlBuLSr9O18Rq65WvLOMqX4qzaTtHZxhfugl3K4-N986Sq0wZggEmwqp5rFZKSm12scNs_89Djg/s1600/download+(1).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In una di
quelle domeniche soleggiate e fresche,quando il paese veniva preso
d&#39;assalto da turisti e sciatori del week end, qualcuno osò far
notare che da parecchi giorni la piccola Sophie non si faceva vedere
in paese e che una cosa del genere, conoscendola, era davvero strana.
La maestra Monique era la più preoccupata di tutti perché senza i
racconti di Sophie non riusciva più a tenere buoni i suoi bambini,
che avevano solo voglia di uscire da scuola per far trascorrere il
tempo con infinite battaglie a colpi di palle di neve. L&#39;ansia e la
preoccupazione serpeggiarono velocemente in tutte le case, mentre si
cercava di dare accoglienza e conforto a tutti gli avventori che
avevano ridato vigore alla calma di quelle strade. Così decisero che
qualcuno di loro avrebbe dovuto assolutamente andare a casa di Sophie
e sincerarsi che stesse bene e che non le fosse capitato niente di
brutto in quelle lunghe giornate fatte di neve. Tutti lo sapevano, la
neve poteva essere traditrice per tutti, ma soprattutto per chi non
l&#39;aveva vissuta nascendoci dentro. Non avrebbero potuto permettere
che le succedesse qualcosa di male. Così mentre tutti si
organizzavano sul dal farsi, nessuno si era accorto che già uno di
loro, Gunther, aveva deciso di raggiungere il vecchio chalet del
bosco. Era lui il principe della nebve, colui che con il suo potente
caterpillar riusciva a tenere tutte le strade pulite anche durante le
nevicate più eccezionali. Gunther era rimasto sorpreso dal fatto che
passando davanti lo chalet per spalare la neve, lo avesse trovato
immerso nel buoi e nel silenzio. Aveva aspettato, ma quando l&#39;assenza
di Sophie era diventata insolita per tutti, aveva deciso di andare a
vedere cosa fosse successo. Gunther era un gigante buono dalla lunga
barba e i possenti muscoli, vero uomo di montagna come ne erano
rimasti pochi, tutti si rivolgevano a lui per i lavori più
impegnativi e nessuno aveva nulla da temere quando lui era nei
paraggi, era come s eproteggesse tutto e tutti nel villaggio. Bussò
alla porta parecchie volte prima che Sophie decidesse di aprire.
Sebbene sapesse di non avere un aspetto molto presentabile, si era
resa conto che probabilmente tutti si stavano preoccupando per lei,
così alla fine aprì la porta. Tanto Gunther era deciso a non andare
più via da lì finché non l&#39;avesse vista. Si preoccupò ancora di
più quando la vite, ma Sophie cercò di tranquillizzarlo dicendo che
si, in quei giorni era stata male, ma piani piano si stava
riprendendo. Non voleva assolutamente far trapelare i tormenti della
sua anima e del suo cuore, quello era un segreto che mai avrebbe
svelato. Probabilmente i suoi tuffi nei ricordi, se da una parte le
portavano allegra nostalgia, dall&#39;altra avevano risvegliato in lei
sentimenti e sensazioni che pensava di aver ormai relegato nel buio
più profondo del suo cuore illudendosi che da lì non sarebbero più
usciti per tormentarla. Ricacciò indietro lacrime e pensieri
negativi mentre Gunther aspettava paziente che si preparasse per
uscire. Quando arrivarono insieme in paese, fu come se un&#39;onda li
travolgesse, ma erano semplicemente tutti i sospiri di sollievo che
le persone fecero,vedendola arrivare allegra e sorridente come
sempre. Le andarono tutti incontro facendole mille domande, volevano
sapere cosa fosse successo, se fosse stata male. Lei rispondeva
paziente cercando di rassicurare tutti, ma quando si resero conto che
era abbastanza turbata per tutte quelle dimostrazioni d&#39;affetto, la
accompagnarono nel piccolo bar e la fecero sedere,dandole da bere una
buona cioccolata calda. Non c&#39;era niente di meglio in quelle
giornate, che assaporare la cioccolata fumante con una buona dose di
panna sopra,per risollevare i9l morale e far passare tutti i malanni.
Sophie si sentì subito meglio e soprattutto rinfrancata e rincuorata
per tutto l&#39;amore che aveva ricevuto in quei pochi minuti. Pensò che
era stata davvero stupida a chiudersi nel suo dolore per così tanto
tempo senza ricercare il conforto dei suoi cari amici. L a solitudine
e il freddo e il buoi della notte non avevano fatto altro che
accentuare i suoi incubi rendendoli più grandi di quanto in realtà
fossero. Ora coccolata e tranquillizzata, sapeva che la sua forza
poteva vincere sopra tutto il dolore che aveva provato. Il fondo dei
suoi occhi però non era limpido e luminoso come prima, lei non lo
sapeva, ma c&#39;era una persona che la stava scrutando e aveva capito
che qualcosa era cambiato nella sua anima e il suo cuore stava
trasmettendo segnali inequivocabili di un segreto sofferto e non del
tutto sopito. Monique faceva la maestra da tanti anni, l&#39; educazione
dei bambini era la sua passione e svolgeva il suo lavoro con
attenzione e partecipazione. Non dava solo mere nozioni scolastiche,
lei viveva con i bambini, li amava e li aiutava a crescere, li
proteggeva e li seguiva passo dopo passo, aiutando loro e anche i
genitori che si rivolgevano a lei per consigli o per semplice
conforto. Non aveva mai avuto figli, ma tutti i bimbi che erano
passati nelle sue classi, era come se li avesse partoriti lei, di
ognuno portava dentro al cuore un prezioso ricordo. E in tanti si
ricordavano di lei, della cara maestra che aveva insegnato a tutti a
vivere e a difendersi nel mondo. In tutti quegli anni non aveva mai
smesso di studiare e di aggiornarsi e stando sempre a contatto con
tante persone,aveva saputo sviluppare una certa predisposizione per
la psicologia, studiava i caratteri, analizzava i cuori. Ma non lo
faceva per semplice spirito scientifico, non voleva sviluppare teorie
e concetti, voleva semplicemente aiutare le altre persone a
conoscersi meglio. Sophie in tutti quei mesi le era stata accanto
spesso e le aveva dato una grande mano con i suoi bambini, così
aveva potuto conoscerla a fondo ed era stata l&#39;unica a capire che
dietro tutti i suoi racconti si  nascondeva qualcosa di molto più
profondo che Sophie voleva proteggete. Però capiva anche che quel
suo raccontare nascondeva il pressante desiderio di voler confidare a
qualcuno quel peso che si portava nel cuore  e che da sola ormai non
poteva più sostenere. I piccoli momenti di malinconia erano segno
che la serenità che dimostrava era incrinata da un dolore che lei
tentava in tutti i modi di allontanare ma che invece ostinatamente si
radicava nel suo cuore. Tutto questo pensava Monique mentre rivedeva
la sua giovane amica dopo il suo ritorno al paese e capì che quella
leggera ombra nei suoi occhi nascondeva qualcosa di molto più
profondo del semplice malanno fisico che poteva passare con qualche
medicina. Si rese conto che il male di Sophie non sarebbe passato con
un&#39;aspirina e che avrebbe dovuto usare tutte le sue energie per
cercare di aiutarla. Ciò che la impauriva era il fatto che ancora
non era del tutto sicura che Sophie aveva voglia di essere aiutata ed
era molto difficile trovare le parole giuste per farsi raccontare il
suo segreto. Decise che il modo migliore per aiutarla,era starle
accanto in silenzio, confortandola e facendole capire piano piano che
di lei poteva fidarsi. Doveva fare in modo che Sophie si aprisse
spontaneamente con lei senza farle troppe domande. Prima di tutto
sapeva che le avrebbe fatto bene rivedere i suoi piccoli amici, così
le chiese se aveva voglia voglia di andare con lei in oratorio, dove
tutti stavano iniziando a prepararsi per gli eventi di quel Natale
che era già alle porte. Sophie accettò volentieri e mentre si
incamminavano per la strada, rimase meravigliata nel notare, cosa che
non avena fatto alò suo arrivo in paese con Gunther, quanto
movimento e quanta animazione ci fosse in giro. Era come se di colpo
un paese abbandonato da tempo si fosse di nuovo popolato e tutti si
dessero un gran da fare per rimettere in ordine. I turisti allegri ed
euforici per le grandi bevute, riempivano l&#39;aria di risate e giochi e
gli abitanti erano elettrizzati perché in quel modo si movimentava
anche il lavoro e c&#39;era davvero parecchio da fare. Sophie sorrideva
allegra a tutta quella variegata moltitudine ed era contenta di aver
ritrovato la sua vitalità, in questo modo le ore trascorse con i
suoi bambini furono molto piacevoli e divertenti e le fecero
dimenticare le sue preoccupazioni. Monique non la lasciò neanche un
istante e quando quella sera, di nuovo sola nel suo letto caldo,
Sophie ripensò a tutto questo, intuì che forse la sua amica stava
scavando nel profondo della sua anima. Questo pensiero le procurò un
freddo brivido lungo la schiena. Fino a quel momento si era sentita
sicura perché sapeva che tutti, pur facendo mille supposizioni,
erano ben lontani dallo scoprire la verità. Ma Monique no, Monique
aveva un cuore grande e romantico come il suo e forse aveva capito
che il suo cuore aveva una piccola ferita che non riusciva a far
rimarginare. Sophie ancora una volta, cercò di ricacciare fin nel
profondo della sua anima, tutti i suoi tormenti e le sue ansie, non
voleva che i suoi amici si dovessero più preoccupare per lei. Così
non mancò più di farsi vedere in paese a qualsiasi ora del giorno,
sempre con i suoi sfavillanti sorrisi, con la sua contagiosa gioia di
vivere e allora tutti tornarono ad essere allegri e sorridenti con
lei e per lei. In breve tempo riuscì a far dimenticare a tutti che
forse qualcosa poteva davvero turbarla. Ognuno di loro tornò  a
pensare che Sophie era la reale personificazione della felicità. Il
Natale arrivò con tutta la sua magia, il suo profumo di caldarroste
e il rosso e il verde che ornavano ogni angolo del borgo, rendendo
finalmente tutto brillante e vivo. Le luci delle vetrine davano e
delle case davano colore ad ogni cosa, facendo privare l&#39;illusione
che il grigiore e l&#39;oscurità dell&#39;inverno fossero ormai un lontano
ricordo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereleidee.blogspot.com/feeds/3107127178999282632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1542453447771549388/3107127178999282632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3107127178999282632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1542453447771549388/posts/default/3107127178999282632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereleidee.blogspot.com/2014/12/il-calore-della-notte-3.html' title='Il calore della notte 3'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12065747305640462354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhX3EjhiGLCZUfLOoCQa5YyPrqCfvCXFBd3Xrgpe9rPitWijbbKkI7YzLMXv8uwU2NYSlBuLSr9O18Rq65WvLOMqX4qzaTtHZxhfugl3K4-N986Sq0wZggEmwqp5rFZKSm12scNs_89Djg/s72-c/download+(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>